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la causa, la causa anima mia: ma a voi non la dir, caste stelle ma non verser il suo sangue n scalfir la sua

pelle pi bianca liscia come alabastro sepolcrale Ma pure deve morire Alito balsamico, che quasi induci la giustizia a spezzare la sua spada. Un altro; un altro. Resta cos nella morte E io ti uccider, e poi ti amer ancora! Ancora un bacio e sia lultimo bacio. Mai dolcezza fu cos fatale. Piango, s, ma lacrime crudeli.

La gelosia non pu essere vinta. Lo confessa amaramente la poetessa contemporanea Fernanda Romagnoli, in una lirica che ricorda Saffo.
LEI (1980)

Lei non ha colpa se bella, se la luce accorre al suo volto, se il suo passo disciolto come una riva estiva se ride come si sgrana una collana. Lo so. Lei non ha colpa del suo miele pungente di fanciulla, della sua grazia assorta che in s non chiede nulla. Se tu lami, lei non ha colpa. Ma io la vorrei morta.

Il contrario psicologico del perdono. Deianira, la sposa di Eracle, nelle Trachinie di Sofocle ci offre un interessante esempio di mancanza di sincerit nella presa di coscienza della gelosia. Alla notizia che Eracle porta con s in patria Iole, la donna per la quale ha compiuto la sua ultima impresa, Deianira reagisce con dolore come schiantata da queste parole. Poi incoraggia il messaggero a parlare, dimostrando perfetta comprensione e identificazione nella passione amorosa in cui preda il marito. un vero perdono? In me non troverai la donna dura , a cui si parli, ed essa non comprenda, perch non sa la natura delluomo che non tale da sentirsi lieta del medesimo oggetto eternamente. Con Eros, chi si mette faccia a faccia a pugni tesi, come un lottatore, non ha sana ragione: lui che domina. Domina sugli dei come lui vuole, e, vedi, su di me: perch non pure su unaltra creatura, unaltra donna come sono io? Se dunque adesso luomo posseduto cos da questo male, il mio uomo, condanno, veramente io sono folle, come lo sarei se condannassi la giovane complice sua, duna cosa che non vedo io stessa come turpe n come cattiva. Non posso farlo. Sappiamo poi come procedono gli eventi: Deianira invia a Eracle un mantello intinto nel sangue di Nesso1 pensando, nella sua coscienza obnubilata, si tratti di uno strumento di seduzione. Solo a cose fatte e ormai irreversibili, la donna si In momenti successivi tornano i risentimenti per linfedelt del marito e il dolore per sentirsi soppiantata dalla giovane amante; ma pure le parole di Deianira sembrano mostrare una comprensione per il marito ammalato e un controllo sincero dei propri sentimenti. render conto che il dono si trasformer in un danno: la morte dello sposo infedele. Lira a cui era stato negato laccesso sincero alla coscienza, ha seguito il suo corso sotterraneo e fatale portando alla vendetta. tanto di questo male: solo, come solo una donna potrebbe mai dividere con questa la sua casa, e avere comune con questa, dimmi, la vita di sposa? Vedo una giovent che sale ancora, ed una che dilegua: ama quel fiore locchio delluomo, e coglierlo veloce; daltro non cura, e il passo allontana. Cos dunque di me sar domani, che forse chiamer solo di nome Eracle sposo, e sar veramente luomo della pi giovane. Ma pure non bello lho detto che sadiri una come sonio, che sa capire.

Eracle che a me - che lo chiamai fedele e buono questo mi mandava in cambio delle mie lunghe cure per la casa. Ma adirarmi non so, con lui, malato
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Nesso era un Centauro che anni addietro aveva rapito Deianira. Sulle rive di un fiume fu raggiunto e ucciso da Eracle, che cos salv Deianira e la spos. Morendo Nesso aveva rivelato alla donna che il suo sangue era un efficacissimo filtro damore.