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UN AIUTO ULTRATERRENO

Le testimonianze di quanti hanno vissuto unesperienza di premorte sono sempre affascinanti poich ci proiettano in un mondo fatto di accoglienza e amore, dove nessuno viene lasciato a lungo solo o in preda allo smarrimento, in quanto arriva sempre il momento in cui al soggetto dellesperienza viene fornito laiuto ai suoi bisogni immediati. Tuttavia non sempre indispensabile morire per breve tempo o varcare in maniera decisiva la soglia che separa la realt terrena dalla realt sottile per ottenere aiuto e guida dai piani superiori. Tratte da due classici sullargomento, ecco le testimonianze di due persone che in un momento cruciale della loro vita hanno ricevuto il soccorso necessario per superare una particolare situazione di crisi. Fui vittima di un incidente sul lavoro. Ero rimasto prigioniero in un serbatoio dove veniva immesso acido ad altissima temperatura e sotto pressione. Il caldo era spaventoso. Gridavo: Fatemi uscire! Non posso uscire! Mi ero rifugiato in un angolo e nascondevo la faccia, ma lacido era tanto caldo che mi bruciava attraverso i vestiti; compresi che in pochi minuti sarei morto ustionato. Proprio per lestrema debolezza, rinunciai. Mi dissi soltanto: Ormai finita. Non vedevo pi niente e il calore era tale che non potevo aprire gli occhi. Tenni gli occhi sempre chiusi. Ma ad un tratto mi parve che latmosfera si illuminasse di colpo, e un versetto del Vangelo che avevo sentito spesso e che non aveva mai avuto per me un significato particolare: Ed ecco, io sono con voi per sempre, mi giunse da una direzione che, come compresi poi, era lunica possibile via duscita. Non potevo aprire gli occhi, ma potevo vedere la luce e cos la seguii. Eppure so di aver tenuto sempre gli occhi chiusi. Il dottore in seguito non dovette neppure medicarmeli, non erano stati toccati dallacido. Quando poi tornai al lavoro, sentii molti colleghi dire quanto io fossi calmo dopo lincidente. Non sono poi un uomo tanto coraggioso. A darmi coraggio fu il fatto di venire guidato da una mano invisibile fuori dal pericolo. Per questo ero calmo. La voce che mi condusse fuori mi diede coraggio. So che la mano di Ges Cristo scese fino a me per trarmi da quel luogo.

Non che io creda, io so che fu la volont di Dio che mi venisse risparmiata la vita, non so per quale scopo. Allora non vivevo vicino a Dio come avrei dovuto, lepisodio mi ha avvicinato a Lui. Ho ancora dei problemi. So che un Dio che pu salvare un uomo in un momento come quello pu sanare ogni cosa, cos ho imparato ad affidarmi a Lui. (tratto da Nuove ipotesi su la vita oltre la vita di Raymond A. Moody, Oscar Mondadori) Quando questo mi accadde soffrivo, come soffro ancora, di asma bronchiale in forma grave. Un giorno venni preso da un accesso di tosse e apparentemente si ruppe un disco della colonna vertebrale. Per due mesi consultai una quantit di medici perch il dolore era straziante, e finalmente un medico mi indirizz ad un neurochirurgo, il dottor Wyatt. Mi vide e disse che dovevo venire immediatamente ricoverato, cos entrai in ospedale e mi misero subito in trazione. Una sera, alcuni giorni prima delloperazione dormii serenamente, fino a quando al mattino presto mi svegliai tormentato da un forte dolore. Mi voltai e cercai una posizione pi comoda, ma proprio in quel momento vidi una luce in un angolo della stanza, subito sotto il soffitto. Era come un globo di luce, non molto grande. E allapparire di quella luce, mi invase una sensazione di pace completa, di profonda calma. Vidi una mano tendersi verso di me dalla luce, e la luce disse: Vieni con me. Voglio mostrarti qualcosa. Immediatamente, senza alcuna esitazione, tesi la mia mano e afferrai la sua. Ebbi allora limpressione di venire sollevato e di lasciare il mio corpo, e mi volsi e vidi il mio corpo che giaceva sul letto mentre io salivo verso il soffitto. Nel momento in cui uscivo dal corpo, presi la stessa forma che aveva la luce. Avevo la sensazione che si trattasse di una forma spirituale. Non era un corpo, ma una nuvola di fumo o un vapore. La forma che io assunsi era colorata per. Cera dellarancione, del giallo e un colore che non distinguevo bene, indaco forse, una tinta sul blu. La mia nuova forma spirituale non aveva una sagoma precisa come il corpo. Era pi o meno circolare, ma aveva qualcosa che io chiamo una mano. Lo so, perch quando la luce tese la mano verso di me, io tesi a mia volta la mia, eppure la mano e il braccio del mio corpo fisico rimasero fermi, li vedevo sul letto distesi lungo il corpo, mentre mi innalzavo verso la luce. Ma quando non usavo quella mano spirituale, lo spirito ritornava alla forma circolare. Venni condotto fino al punto in cui era la luce e cominciammo ad attraversare il soffitto e la parete della stanza dospedale e ad avviarci lungo il corridoio e poi, attraverso il corridoio, gi, gi, sembrava fino ad un piano pi basso dellospedale. Attraversavamo senza difficolt le porte o i muri. Svanivano semplicemente al nostro avvicinarsi. Sembrava stessimo viaggiando, sapevo che ci muovevamo ma non avevo la sensazione della velocit. E poi quasi di colpo compresi che avevamo raggiunto la sala di rianimazione dellospedale e di nuovo ci trovammo in un angolo della stanza, proprio sotto il soffitto. Vedevo i dottori e le infermiere camminare nel loro camicie verde, e i letti. Allora lessere mi disse: Ti troverai qui. Quando ti toglieranno dalla tavola operatoria ti metteranno in quel letto, ma non ti risveglierai pi. Non saprai niente di quello che accadr dopo il tuo ingresso nella sala operatoria fino al momento in cui verr da te.

Non posso affermare che questo mi sia stato detto con parole, era come unimpressione che io ricevevo. Capii che lui mi aveva portato l per uno scopo preciso e il motivo era che non voleva che io provassi paura quando il mio spirito avrebbe dovuto lasciare il corpo, voleva invece che sapessi quali sensazioni avrei provato in quel momento. Voleva rassicurarmi affinch io non avessi timori, perch mi diceva che non sarebbe stato accanto a me subito, che prima avrei conosciuto altre esperienze, ma che egli avrebbe offuscato tutto quello che accadeva e infine sarebbe stato accanto a me. Ora, quando lo avevo raggiunto per andare nella sala di rianimazione ed ero diventato anchio uno spirito, era stato come se ci fossimo fusi. Eravamo due esseri separati, certo, ma lui controllava tutto quello che accadeva e riguardava me, e sembrava vi fosse una tale comunione tra noi che niente al mondo avrebbe potuto turbarmi. Era un senso di pace, di calma, una tale serenit Cos, dopo avermi detto questo, mi ricondusse nella mia camera e io vidi nuovamente il mio corpo che giaceva nellidentica posizione in cui lo avevo lasciato e di colpo vi rientrai. Direi di essere stato fuori dal corpo per cinque o dieci minuti, ma il tempo non rientrava in quellesperienza, anzi ricordo di non aver mai pensato al tempo. Lintera esperienza mi aveva stupefatto, mi aveva colto assolutamente di sorpresa, era cos viva e reale, e la mattina dopo non avevo affatto paura. Mentre mi rasavo, notai che non mi tremava la mano come invece mi accadeva da alcune settimane. Sapevo che sarei morto e non avevo rimpianti n paura. Ero pronto. Il giorno prima delloperazione ero nella camera dospedale ed ero preoccupato per mia moglie e per il mio ragazzo, un nipote adottato che allora ci dava dei pensieri. Decisi cos di scrivere una lettera a mia moglie e una a mio nipote per esprimere alcune delle mie preoccupazioni e di nasconderle dove potessero trovarle soltanto dopo loperazione. Scrissi due pagine a mia moglie e di colpo scoppiai a piangere singhiozzando. Sentii una presenza e dapprima pensai che forse avevo pianto tanto forte da disturbare una delle infermiere che era venuta a vedere che cosa stava succedendo, ma non avevo sentito aprire la porta. E di nuovo sentii quella presenza, ma questa volta non vidi nessuna luce. I pensieri o le parole vennero a me, come la volta prima, e lessere disse: Jack, perch piangi? Credevo ti sarebbe piaciuto venire con me. Io pensai: S, cos, voglio andare. E la voce chiese: Allora perch piangi? Io dissi: Siamo preoccupati per nostro nipote e ho paura che mia moglie non sappia come allevarlo. Sto cercando di esprimere quello che sento e quello che voglio che lei faccia per il ragazzo e sono preoccupato, perch penso che forse la mia presenza lavrebbe aiutato a trovare un equilibrio. Allora da quella presenza avvertii il pensiero: Poich chiedi per qualcun altro, poich pensi agli altri e non a Jack, ti conceder quello che vuoi. Vivrai fino a quando tuo nipote sar un uomo. E poi non lo sentii pi. Smisi di piangere e distrussi la lettera per evitare che mia moglie potesse trovarla casualmente. La mattina dopo, loperazione fu lunga ma riusc perfettamente e io ripresi conoscenza. Quando potei levarmi a sedere e guardarmi attorno, vidi che ero nel letto che la luce mi aveva mostrato alcuni giorni prima. Questo avvenuto alcuni anni fa ma vivido ora come lo stato allora. stata la cosa pi straordinaria che mi sia mai accaduta e ha cambiato molte cose, ma non ne

parlo. Lho detto soltanto a mia moglie, a mio fratello e al mio sacerdote. Non so come dirlo, difficile spiegarlo, semplicemente dopo quellesperienza non ho pi dubbi, so che c vita oltre la morte. (tratto da La vita oltre la vita di Raymond A. Moody, Oscar Mondadori)