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La zia Maldidenti

Da dove arriva la storia? sono diventato pi grande, ho fatto la maturit, ma lei


Vuoi saperlo? mi vizia ancora con la dolcezza, dicendo che sono
Arriva dal barile, quello che contiene tutti i fogli poeta.
vecchi. Ho in me un po' di poesia, ma non abbastanza. Spesso,
Molti libri belli e rari sono finiti dal droghiere o dal quando cammino per le strade della citt, mi sembra di
pizzicagnolo, non come lettura, ma come mezzi di camminare in una grande biblioteca; le case sono gli
necessit. I bottegai infatti hanno bisogno della carta scaffali dei libri, ogni piano un ripiano di libri. Qui si
per avvolgere l'amido, i chicchi di caff, il burro e il trova una storia di tutti i giorni, l una vecchia buona
formaggio; anche i fogli scritti sono utili. commedia, poi opere scientifiche di ogni materia, qui
E spesso finisce nel barile quello che non dovrebbe un po' di narrativa e romanzi divertenti. Io posso
finirci. fantasticare e filosofare su tutti questi libri.
Io conosco il garzone di un pizzicagnolo, figlio di un C' un po' di poesia in me, ma non abbastanza. Molte
droghiere: passato dallo scantinato fino al negozio al persone ne hanno tanta quanta se ne trova in me, e
pianterreno, una persona che ha letto molto, ha letto i comunque non portano un cartellino o un collare con
fogli per i cartocci, sia quelli stampati che quelli scritti scritto "poeta."
a mano. Ha una raccolta molto interessante, costituita A loro e a me questo dato come un dono di Dio, una
da documenti importanti raccolti dal cestino della carta benedizione sufficiente per se stessi, ma troppo piccola
di qualche impiegato troppo occupato; ha qualche per dividerla con gli altri. Viene come un raggio di
lettera confidenziale scritta tra amiche, informazioni sole, riempie l'anima e i pensieri; viene come un
scandalistiche che non dovevano essere pubblicate e profumo di fiori, come una melodia che si conosce, ma
non dovevano essere raccontate da nessuno. Lui ha che non si ricorda cosa sia.
una specie di ufficio vivente di recupero per una parte L'altra sera stavo nella mia camera e avevo voglia di
abbastanza consistente di letteratura che gli occupa leggere ma non avevo nessun libro, nessun giornale; in
parecchio spazio, lui va sia nella bottega dei genitori quel momento si stacc una foglia fresca e verde da un
che in quella del padrone e l ha salvato molti libri o tiglio e l'aria la port attraverso la finestra aperta fino a
fogli di libri che meritavano di essere letti due volte. me.
Mi ha mostrato la sua collezione di fogli stampati e Ammirai le moltissime venature ramificate; un
scritti a mano raccolti dai barili, soprattutto da quelli insertino vi si muoveva attraverso, sembrava volesse
del droghiere. Tra l'altro c'erano dei fogli di un grande fare uno studio accurato della foglia. Allora pensai alla
quaderno; la scrittura particolarmente aggraziata e saggezza dell'uomo; anche noi ci muoviamo su una
chiara attir immediatamente la mia attenzione. foglia, conosciamo solo questa e ci nonostante
"Questo l'ha scritto uno studente" disse il ragazzo. "Lo teniamo conferenze su tutto il grande albero, sulle
studente che viveva qui di fronte e che morto un radici, sul tronco e sul fogliame; cos ci troviamo a
mese fa. Risulta che soffrisse di mal di denti. molto parlare di Dio, del mondo e dell'immortalit, anche se
divertente da leggere. Qui c' una piccola parte di conosciamo del tutto solo una piccola foglia.
quello che ha scritto: c'era un quaderno intero e Mentre ero l, mi venne a trovare zia Mille.
qualche foglio in pi; i miei genitori diedero due etti e Le mostrai la foglia con l'insetto, le raccontai i miei
mezzo di sapone alla padrona di casa dello studente pensieri e i suoi occhi brillarono.
per averli. Questo quanto sono riuscito a "Tu sei poeta!" disse lei. "Forse il pi grande che
conservare." abbiamo! Se potessi verificarlo, morirei felice. Dal
10 li presi in prestito, li lessi, e ora li riferisco. giorno della morte del birraio Rasmussen, mi hai
11 titolo era: meravigliato con la tua straordinaria fantasia."
LA ZIA MALDIDENTI Cos disse zia Mille e mi baci.
1. La zia Mal didenti mi dava molti dolci, quando ero Chi era zia Mille? E chi era il birraio Rasmussen?
piccolo. I miei denti resistettero, non si guastarono; ora 2. La zia della mamma veniva chiamata da noi

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bambini soltanto zia: non avevamo altro nome da Venne portato al cimitero con la carrozza funebre pi
darle. costosa e ebbe un grosso seguito, con gente decorata e
Ci dava zucchero e dolcini, anche se erano molto in uniforme.
dannosi per i nostri denti, ma lei era debole di fronte ai La zia si trovava alla finestra vestita di nero con tutti
bravi bambini, diceva. Era molto crudele negar loro un noi bambini, eccetto il pi piccolo, che la cicogna
po' di dolcezza, che a loro piaceva tanto. aveva portato solo una settimana prima.
Per questo volevamo molto bene alla zia. Ormai il carro funebre e il corteo erano passati, la
Era una vecchia zitella, e da quanto mi ricordo, era strada era vuota, la zia voleva andarsene, ma io volli
sempre stata vecchia. A una certa et si era fermata. restare; aspettavo l'angelo, il birraio Rasmussen. Egli
Nei primi anni soffriva molto di mal di denti e ne si era sicuramente trasformato in un angioletto di Dio e
parlava sempre, cos il suo amico, il birraio doveva mostrarsi.
Rasmussen, la prendeva in giro e la chiamava zia Mal "Zia!" dissi. "Non credi che venga adesso? O forse
didenti. quando la cicogna ci porter un altro fratellino, allora
Negli ultimi anni il birraio non faceva pi la birra, porter l'angelo Rasmussen?"
viveva di rendita, cos andava spesso dalla zia, e era La zia rimase sbalordita dalla mia fantasia e esclam:
pi vecchio di lei. Lui non aveva affatto i denti, aveva "Questo bambino diventer un grande poeta" e lo
solo pezzettini neri. ripet per tutto il tempo che andai a scuola, anche dopo
Da piccolo aveva mangiato troppo zucchero, la Cresima, e anche ora, negli anni della scuola
raccontava a noi bambini, e per questo era diventato superiore.
cos. stata e per me l'amica pi solidale, sia nelle mie
La zia nella sua infanzia non aveva certamente mai sofferenze poetiche che in quelle dei denti. E ho
mangiato zucchero, perch aveva bellissimi denti sofferto di entrambe.
bianchi. "Scrivi i tuoi pensieri!" mi diceva. "Mettili in un
"Li conserva bene, non dorme neppure con loro di cassetto della scrivania. Cos fece anche Jean Paul;
notte!" disse il birraio Rasmussen. diventato un grande scrittore, anche se a me non piace
Quella era una cattiveria, noi bimbi lo sapevamo, ma molto, non mi appassiona. Tu invece devi
la zia disse che non era intenzionale. appassionare, e lo farai!"
Una mattina a colazione ci raccont di un brutto sogno La notte dopo quel discorso mi svegliai piangente e
che aveva fatto la notte: le era caduto un dente. pieno di desiderio, con un forte desiderio di diventare
"Questo significa" spieg "che perder un amico o quel gran poeta che la zia aveva visto in me, soffrivo
un'amica sincera!" di mal di poesia, ma ci sono mali peggiori: il mal di
"Ma se era un dente falso" replic il birraio sorridendo denti. Io soffrivo anche di questo, mi trasformai in un
"allora pu solo significare che perder un falso verme che si contorceva, con il sacchetto delle erbe
amico." aromatiche e un unguento sulla guancia.
"Lei un vecchio molto maleducato!" disse la zia, "Lo conosco bene!" disse la zia.
irritata come non l'avevo mai vista n prima n poi. Mi fece un triste sorriso con la bocca; i suoi denti
Pi tardi ci spieg che era stato tutto uno scherzo; brillavano candidi.
quell'uomo era la persona pi nobile della terra e Ora devo iniziare un nuovo capitolo della storia mia e
quando un giorno fosse morto, sarebbe certo diventato della zia.
un angelo del Signore nel cielo. 3. Mi ero trasferito in un nuovo appartamento e vi
Io pensai molto a quella trasformazione e mi chiesi se abitavo gi da un mese. Ne parlai con la zia.
sarei stato in grado di riconoscerlo in quel nuovo "Vivo presso una famiglia tranquilla; non si occupano
aspetto. di me, anche se gli suono tre volte alla porta. Per il
Quando la zia era giovane e anche lui era giovane, resto un vero e proprio pandemonio, ci sono rumori
aveva chiesto la sua mano. Lei ci aveva pensato troppo di ogni genere; e poi piena di vento e di gente. Io
a lungo, aveva lasciato passare troppo tempo, cos era abito proprio sopra il portone, ogni carrozza che entra
diventata una vecchia zitella, ma era rimasta sempre o che esce, fa tremare i quadri che ho alle pareti. Il
una fedele amica. portone sbatte e fa tremare tutta la casa, come se ci
Un giorno il birraio Rasmussen mor. fosse il terremoto. Se sono a letto, i colpi passano

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attraverso tutto il mio corpo, ma si dice che serva a un tempo terribile, una tempesta di neve, e non si
dominare i nervi. Se c' vento, e in questo paese c' poteva quasi camminare.
sempre vento, i lunghi ganci delle imposte battono su e La zia era andata a teatro, e anch'io, per poterla
gi contro il muro. La campanella della porta del accompagnare a casa; ma si aveva una gran difficolt a
vicino che d sul cortile suona a ogni raffica. I nostri camminare da soli, figuriamoci a accompagnare gli
inquilini rientrano alla spicciolata, alla sera tardi o a altri. Le carrozze da nolo erano tutte occupate. La zia
notte fonda; quello sopra di me, che di giorno insegna abitava molto lontano, il mio appartamento era invece
a suonare il trombone, viene a casa pi tardi di tutti e molto vicino al teatro; se non fosse stato cos,
non va a letto se non ha prima camminato un pochino avremmo dovuto aspettare un bel po' riparati nel
con passi pesanti e con gli stivali ferrati ai piedi. casotto della guardia.
"Non ci sono doppie finestre e un vetro rotto, ma la Avanzammo a fatica nella neve profonda, circondati
padrona di casa ci ha incollato della carta, comunque il da innumerevoli fiocchi di neve. Io sostenni la zia, la
vento soffia ugualmente attraverso le fessure e fischia spinsi in avanti. Cademmo solo due volte, ma
come un tafano. proprio una ninna nanna. Quando cademmo sul morbido.
finalmente mi addormento, vengo subito svegliato dal Arrivammo al mio portone, dove ci scuotemmo di
canto del gallo: il gallo e la gallina annunciano dal loro dosso la neve; anche sulle scale ce la scuotemmo, e ci
recinto nello scantinato che sar presto mattina. I nonostante avevamo con noi tanta neve da ricoprire il
piccoli pony irlandesi, che non hanno una stalla, sono pavimento dell'anticamera.
legati nel deposito di sabbia sotto la scala e scalciano Ci togliemmo i mantelli e i vestiti, tutto quello che
contro la porta e contro i pannelli di legno per poteva essere tolto; la padrona di casa diede alla zia
muoversi un po'. calze asciutte e una cuffia; disse che era necessaria e
"Viene giorno; il portiere che dorme con la famiglia aggiunse che la zia non sarebbe certo potuta arrivare a
nell'abbaino si precipita gi per le scale; i suoi zoccoli casa quella notte, il che era vero, cos la preg di
battono, la porta viene sbattuta, la casa trema; poi, volersi accontentare del suo salotto, avrebbe preparato
l'inquilino del piano di sopra comincia a far ginnastica, un letto sul divano davanti alla porta sempre chiusa a
solleva con ogni mano una pesante palla di ferro, che chiave che c'era davanti alla mia camera.
non riesce a tenere sollevata: cos questa cade e E cos fece.
rimbalza pi volte; intanto i bambini della casa che Il fuoco bruciava nella mia stufa, la teiera fu messa sul
devono andare a scuola escono di corsa gridando. Io tavolo; era molto piacevole stare nella stanzetta,
vado alla finestra, l'apro per avere un po' di aria fresca, seppure non bello come a casa della zia, dove
e una fortuna quando posso averla, perch vuol dire d'inverno c'erano pesanti tendaggi davanti alla porta,
che la ragazza del retro non sta lavando i guanti nella pesanti tendaggi davanti alla finestra, doppi tappeti con
benzina; cos che si mantiene. A parte questo, una tre strati di cartone sul pavimento. L ci si sentiva
casa simpatica, e io abito presso una famiglia come chiusi in una bottiglia ben tappata piena di aria
tranquilla." calda; eppure, come ho gi detto, si stava bene anche a
Questo quanto riferii alla zia sul mio nuovo casa mia. Il vento soffiava forte.
appartamento; naturalmente raccontai con pi vivacit, La zia raccont e parl della sua giovinezza, del
perch parlando c' maggior freschezza nelle parole birraio, di vecchi ricordi.
che non scrivendo. Ricordava quando mi spunt il primo dente con grande
"Tu sei poeta!" grid la zia. "Scrivi il tuo racconto, gioia della famiglia.
cos sei proprio come Dickens, anzi tu mi interessi Il primo dente! Il dente dell'innocenza brillava come
molto di pi. Dipingi mentre parli! Se descrivi la casa una piccola goccia di latte bianco, il dente di latte!
sembra di vederla; vengono i brividi; continua a Ne spunt uno, poi spuntarono gli altri, un'intera fila,
poetare. Inserisci qualcosa di vivo nel tuo racconto, uno di fianco all'altro, sopra e sotto, bellissimi denti da
delle persone, tanto meglio se sono infelici." bambino, e comunque quelli erano le avanguardie, non
La casa l'ho descritta come veramente, con i suoi erano quelli veri, quelli che dovevano durare tutta la
rumori e il suo chiasso, ma solo con me stesso, senza vita.
avvenimenti. Questi giunsero pi tardi. Poi vennero questi, e con loro i denti del giudizio; gli
4. Era inverno, sera tardi, dopo una commedia. C'era ultimi della fila, nati con dolore e difficolt.

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"Poi se ne vanno, uno alla volta. Se ne vanno quando il pungiglione, ora io ho il pungiglione. Bisogna affilarlo
loro periodo di servizio finito, anche l'ultimo dente sui denti umani. Come brillano candidi quelli della
se ne va e quello non certo un giorno di festa, ma di persona che sta sul letto! Hanno sfidato il dolce e
dolore. Cos si diventa vecchi, anche se l'umore l'acido, il caldo e il freddo, i gusci delle nocciole e i
giovane" ricordava la zia. noccioli di prugna! Ma io li scuoter, li scardiner,
Questo genere di pensieri e di discorsi non rinforzer le loro radici con la corrente d'aria, far in
divertente, eppure ci mettemmo a parlare di questo. modo che abbiano i piedi freddi!"
Tornammo indietro agli anni dell'infanzia, parlammo a Fu un discorso terribile pronunciato da un'ospite
lungo; fu mezzanotte prima che la zia andasse a terribile.
riposare nella stanza accanto. "Bene, dunque tu sei un poeta!" disse quella. "S, ti
"Buona notte, caro ragazzo" disse. "Ora dormir come far poetare per tutta la scala dei versi del dolore! Ti
se mi trovassi a casa mia." metter in corpo acciaio e ferro, metter mano su tutti
E and a riposarsi; ma non ci fu pace, n in casa n i tuoi nervi!"
fuori; la tempesta scuoteva le finestre, faceva battere Poi, fu come se una punta infuocata mi trafiggesse la
quei lunghi ganci di ferro, faceva suonare il guancia; mi contorsi e mi girai.
campanello della porta del vicino nel retro del cortile. "Una dentatura splendida!" esclam quella "un organo
L'inquilino del piano di sopra era arrivato a casa. Fece su cui suonare. Un concerto di fisarmonica,
il solito giro notturno avanti e indietro, si tolse gli meraviglioso, con l'accompagnamento di timpani e di
stivali e and finalmente a letto per dormire, ma trombe, qualche piffero e flauto, e il trombone nel
russava talmente che, avendo un buon udito, lo si dente del giudizio. Grande poeta, grande musica!"
poteva sentire attraverso il soffitto. E suon proprio; aveva un aspetto terribile, anche se di
Io non riposai, non trovai pace; nemmeno il tempo lei non si vedeva altro che la mano, una mano grigia
riusc a calmarsi: era proprio scatenato. Il vento come l'ombra gelata come il ghiaccio, con dita lunghe
soffiava e cantava a modo suo, anche i denti e appuntite; ognuna di queste era uno strumento di
cominciarono a farsi sentire, fischiarono, cantarono a tortura: il pollice e l'indice avevano le tenaglie e le viti,
modo loro. Attaccarono la melodia del mal di denti. il medio terminava con una punta molto sottile,
Dalla finestra entrava il vento. La luna illuminava il l'anulare era un succhiello e il mignolo era una siringa
pavimento. La luce andava e veniva, secondo il con il veleno di zanzara.
movimento delle nuvole in quella tempesta. C'era un "Ti insegner io a scrivere versi!" disse. "Un grande
agitarsi di ombre e di luci, ma alla fine l'ombra sul poeta deve avere un gran mal di denti, un piccolo
pavimento prese una forma concreta; io guardai verso poeta un piccolo mal di denti!"
quella cosa che si muoveva e sentii un vento gelido. "Oh, fammi essere piccolo!" implorai. "Fa' che non sia
Sul pavimento c'era una figura sottile e affusolata, neppure un poeta! Io non lo sono, ho solo delle crisi di
come quando un bambino disegna col gesso sulla poesia come le crisi di mal di denti."
lavagna uno scarabocchio che deve assomigliare a un "Allora riconosci che io sono pi potente della poesia,
uomo; un'unica riga sottile il corpo, altri due segni della filosofia, della matematica e della musica!" disse
costituiscono le braccia, anche le gambe sono fatte quella. "Pi potente di tutte le sensazioni dipinte o
ognuna da un trattino, la testa invece un poligono. scolpite nel marmo! Io sono pi anziana di tutti quanti
Poco dopo la figura fu pi chiara, aveva una specie di messi insieme! Sono nata vicino al paradiso terrestre,
vestito, molto sottile e trasparente, ma mostrava che appena fuori, dove fischiava il vento e crescevano gli
era una figura femminile. Sentii un sibilo, era quella o umidi funghi. Io ho fatto in modo che Eva si coprisse
il vento che ronzava come un tafano attraverso il vetro per il freddo, e lo stesso ho fatto con Adamo. Puoi ben
infranto? credere che ci sia stata molta forza nel primo mal di
No, era quella, la signora Maldidenti! Sua Maest del denti!"
Terrore "Satania Infernalis"; Dio ci liberi e ci risparmi "Credo tutto!" esclamai. "Va' via!"
la sua visita! "Bene, se rinuncerai a essere poeta, se non scriverai
" bello stare qui!" sibil " proprio un mai pi versi sulla carta, sulla lavagna o su qualunque
bell'appartamento. un terreno adatto, una palude. altro materiale su cui si pu scrivere, allora ti lascer
Qui le zanzare hanno ronzato con il veleno nel loro in pace, ma torner di nuovo se ti rimetterai a

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poetare!" casa.
"Lo giuro!" dissi. "Purch non ti veda e non ti senta Lo scrissi allora quello che si trova in queste pagine.
mai pi!" Non in versi e non verr mai pubblicato...
"Mi vedrai ancora, ma in una figura a te cara, pi Qui termina il manoscritto.
concreta di quanto non sia adesso. Mi vedrai sotto Il mio giovane amico, il futuro pizzicagnolo, non riusc
forma della zia Mille, io ti dir: "Scrivi poesie, caro a recuperare gli altri fogli mancanti, che erano stati
ragazzo! Tu sei un bravo poeta, il pi grande forse che sparsi per il mondo come carta per le aringhe, il burro
abbiamo!." Ma se tu mi crederai e comincerai a o il sapone, assolvendo il loro compito.
poetare, te le suoner nella bocca! Caro ragazzo! Il birraio era morto, la zia era morta, anche lo studente
Ricordati di me quando vedrai la zia Mille!" era morto; e le sue geniali trovate finirono nel barile.
E spar. Questa la fine della storia... la storia della zia
Come congedo ebbi una puntura infuocata proprio Maldidenti.
sulla guancia, ma presto si calm, e a me sembr di
navigare sull'acqua tranquilla, di vedere bianche ninfee ***
piegarsi con le loro larghe foglie verdi, ripiegarsi sotto
di me, appassire e decomporsi; sprofondai insieme a
loro, liberato, nella pace e nel riposo.
"Morire, sciogliersi come la neve!" risuon nell'acqua
"evaporare tra le nubi, volare come le nubi!"
Attraverso l'acqua brillavano, fin dove mi trovavo io,
grandi nomi luminosi, iscrizioni sulle bandiere di
vittoria che sventolavano, la patente dell'immortalit,
scritta sulle ali di un'effmera.
Il sonno fu profondo, senza sogni, non sentii il vento
che fischiava, n la porta che sbatteva, neppure il
tintinnio del campanello del vicino o la ginnastica da
camera dell'inquilino di sopra.
Beatitudine!
Poi ci fu una folata di vento tale che spalanc la porta
chiusa che portava dalla zia. La zia si alz con un
balzo, si mise le scarpe, si vest e entr nella mia
camera. Io dormivo come un angelo del Signore, disse,
e per questo non os svegliarmi.
Mi svegliai da solo, spalancai gli occhi, avevo proprio
dimenticato che la zia si trovava nella mia casa, ma
subito me lo ricordai e ricordai la visione del mal di
denti. Sogno e realt si sovrapponevano.
"Non hai scritto niente ieri sera dopo che ci siamo
salutati?" chiese la zia. "Se solo l'avessi fatto! Tu sei il
mio poeta e lo diventerai."
A me sembr che sorridesse in modo ambiguo. Non
sapevo se era la brava zia Mille che mi voleva bene, o
quella terribile persona a cui la notte avevo fatto una
promessa.
"Hai poetato, caro ragazzo?"
"No, no" gridai. "Tu sei la zia Mille!"
"E chi altri?"
Era la zia Mille.
Mi diede un bacio, prese la carrozza e se ne and a

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