Sei sulla pagina 1di 554

s^

estermm

\
ss

[f
._-..J/'

,
lllli

fWKIII

M I

Il

li.

\i

^V'^'T

,^j'

'

''

s-'i ..:'/;!--'

L'in; j-,

vmxiiuvt!V'lTi\<siliat^i!JCi,

uy^

.//

J -irv^^/

fe,ii/:j^:<'.

ilCONOLQGlA
ajB
~"

li

O V E R o
Descrittione di diversa Imagini
canate dairanrichit di propria inutntione,
,

;i|j||^^

&

Traiate , e^ kburate

DA GES A
P E

R E RIPA
I

R V G

C)
te

Caiialiere de Santi

Maurino,

Di tuotio
/

reuifta.

^ dal mc-c'efmo ampliata


fpii Lmagtsii
,

di
t:'/

<,'oo.

T-.gure

d intaglio adcrnata.

OPERA
Non meno
Pittori, ScuItori;&.' a'tri,

vtileche nccefTaria a Poeti, per rapprefentare le Virt, Vit; j. Affetti


&; Pafsioni hurriane.

Al prejfo

Lepido Fncij

M,

C.

Mi.

CON LlCHNTiA De'svJ^IUORI.


^
,

..,...-,: sr,i.T;Tr,;i,nK.^-fM;Trr7-fTns.:M||!:ilV!!:Hilnlll:!ll,IMii: IflllMi'^iill^iLLliiiil^

'!llllllil!M'lll.lllife'|l!lll(!i|l>:],]TTT?^f'rrrTT^

ALL' ILLVSTRISS- SIC


ET PADRON MIO COLENDISS.
IL

MO

OR

LORENZO
S

SIGNOR
I

A L V

A T L

'

SS

EN D O

la

prima editione della mia

Iconologia vfcita fotto i felici aufpici del Sig. Cardinale Saluiati fcl.me. dalla cui gran benignit mi fu conccffojmentreeraalli fuoi feruigi,otio tranquillo
di potere

fecondo
s fatti

la

mia
.

inclinatione

attendere

(ludi

Hora che
,

la

medefima opera
figure, ninno

efce di

nuouo in luce , accrefciuta


la

di varie

mie

parfo, che piiiconucnga effer da

me

quale rspprefenra, come heredc , la Perfona di chi tanto mii benehc , & oltre ci 5 ella mi ha benignamente chiamato continouar nel
dedicata, chea V.S.llluftrifsima,
feruitio della Tua

Caf

Onde s'altramente
4.

io faccffe

mo-

ftrareimalconofccre, che cofafia gratitudine

h cui figura
1

ho

, .

ho qua

pofl:a5&
,

altri

non intenderebbe come

ella e nella

mia mente parto della grandezza dell'animo di quel graiv Cardinale, edi V.S.lllLilhifsima. Per ven^o ad offerirla Con quella riuerenza, che poffo maggiore , quefte mie fatiche con nuoua giunta rillampate, e ridotte quella miglior
Per tanto prego V. S. IJluftrifs. ad accettare, e gradire in effe l'infinita diuotione dell'animo mio, e tener per conftante,che io le far fempre fenonvtile almeno fidele Seruitore,e degno in qualche parte, che ella (i compiaccia di haucre in protettioneme, 3c l'opere mie qualunque fi fienose quella particolarmente
perfcttione
,
.

che per

me se potuto

che porta in fronte il gencrofonome di V.Sig.llluftrifsima nella cui gratia humilmente raccomandandomi prego il Sig .Dio , che le conceda la felicit, che ella fteffa defidera In Roma il d i y.Deccmbre i6oz.

D. V.

S. llluftrifsima

Humilifs.& DeuotiSrSeruitore

CefarcRipt'i:

DEL

SIC.

OTTAVIO CAPOCCI.
*j>

E STAR

di

vera gloria

i.

bel depre

llcor foffnr gl'oltraggi, e l'onte inttt^ a ragion fito dritto Di rij, fvrtufJA

,^

Rendtr

domar i//^fi ,

e fre,tr l' ire

Co
,

la gioia

temprar figgi o il martire


,-r,

Ridurfi trafilato

a cami?jdrit4o^-.

^j

Tare oh Viuer in altri y it se (lefio morire^ Raccolta in Dio verace fit'a 'falufe^ ;. v?
! J

l'altrui volre il fuo'j>r/lrtt9

L\ilma Jprezz^ar defmondo ori, oBri , re^ni


.

Et alCielafpirar , ondedjfif [ J^tt^o ir jl vitto al fin yfegttir, virttite. ^^ ardenti e Jprom fronte voghe , ACceJt: .^ Co'
,.
; .

..

ii v./
.

Con /'i/^^^ii tue (te/art t^/gni,

'

D*

ACADEMICO INTRONATOdalla cui Ripa illuflre altera

^j.^j,^ ES AR

^ ^ f^l^i^
C^

tutti precipitar veggio gt errori ,


C^<f

penne fecer mai , /^m , ^ t<?/<?;'/ DelC imxgini^Qr nell'ampia fchier Penjiero in te , q^tal nel gr%n Cefar er^
ragi4^^!hte Cefanf<^ allori ^^eiycfeconda Ripa vnronc ft^fs^ri
'"

Ond

Cui JA*"feconda eterna^'^rimaura*


Giulio

fe di Pompo^driz,z^^timag(t
nel foro giacea
,
.

che

J^inci

la ftt

trge per fempre

il dotto

Tullio dijfe s

tu Cifar

ancor d'illusJrar vago L'alme imagini altrui .farai la tua.


,

foggiar al Cid, ^eji' il tuo Tardo fcrfff.

THA-3

h1

THAD^I DONNOLA HYSPELLATIS

ANAGRAMMA C AE S J R RIPA
V-^
fcribantomnesCsefai'jquxRipa Cequantur, Qua^ fugiant omnes, hic dedit , illc dedit Deuicit Ca^far , deuicit Ripa fed ambo
,

Disftnilesrmi, militedifsimiles

Omnes ingenio

Ripa, Imperio alter. Sic Cablar vidor , Casfar vterque .fonat


vicit

.^

Q
:.,

i\ a

PROE-

A L

TT
, ,

I
vna, duerfa co f

E Imagi ni fatte per Jgnificare


da quella
tra pitt

, che fi vede con Cocchio , non hapno alcerta , ne pili, vninerfale regoli , che l'imi-

tatione delle memorie


le Medaglie e

chefitrouano n Libri^nclintagliate per indujlria,

n Marmi

, che fi' tono inuent/ori di quejlo artiftio Fero cornmunementeparey che, chi s affaticafuori di qtiefa imi tatto ne, erri , o per ignoranza, per trop.

de Latini, ' Greci ,

di quei pi antichi

p prefumere ,

le quali

due macchie fono molto abhorrite da qu( Iliache


.

attendono con le propri efatiche all'acquifto di qualche lode


gire adunque ilfjfetto di quefla colpa
,

Perug-

ho giudicato buona co fa, (ha-

uendo

farevn fafcio maggiore di accorre dall' r quello, chefipoteua ofseruationi delle co pi antiche,^ f
io

voluto di tutte qucflelmagini

pero bifcgnando fingere molte, * molte prenderne delle ?noderne , di^ chiarando veriftmilmente ciaf una) trattare alcune co intorno al

modo diformare,
queft' opera
,

^ dichiarare

concetti fimbolici nel principio di

la qualeforf con troppa diligenz^a

da molti amici fifoU

lecita,^fi affetta da chi fono io inprincipalobligo di contentare, Lafciando dunque da parte quell'imagine, della quale fiferue l'Oratore, r della quale tratta Artflotele nel terzo libro dellafua Rettorie ayd^o
fal di quella, ch'appartiene a Dipintori, onero a quelli,chepernczz>9
di colori
,

daltra cofa vifibile poffono


,

differente da effa

"

^^^

fintare qualche co rappre fi conformit con l'altra ; perche , come quefla,

perfuade molte volte per meX^o dell' occhio, cofi quella per mezzo delle parole muouela volunt : perche queHa guarda le metafore delle

&

cofe, che fiannofuori dell'

huemo^^ quelle,ch e con ef^jfono congiun^

Nel primo modo furono trattAtc da f fi dicono e emidi polti antichifngendo Vlm^gini delie Deifh , le qtidi nonf^no dtro ,
te

"

<:^Ji

PROEMI f
.

O.

che veli,

vefiiTJcntida tenere ricopertit quella p^rte di filofa a fi


,

che

riguxrdA LigenerAtione
f^ofitione de Cieli,

'

l^t

corrosione

delle ccfe n<itiirdli

o Li di-

h altre fimili cofe, le

l'mfluenT^ delle Stelle , o Lifcrmez^^j, delU terra, quali co fi vn lungo (Indio ritmuarono per auan"

\arc in quella cognitione la Plebe^

^ accioche non egnabnente


le

dotti,

g ignoranti pote(f:ro intendere^ ^penetrare


le

cigioni delle cofe,

f andauano copertamente com?nHnicand"jra se fcesfi , CT' coperta" mente ancora per mez>z,o di qnejiimagini le iafciauayio k Posleri , che doueuano agl'altri cffcre fuperiori di dignit, " di faptenz^a . )i qui
} natala granmoltitudine delle

F auole de g' antichi

ScrittoriM quali

hanno l'etile della faenza per li


zioni per g ignoranti
.

dotti y il dolce delle curio f narraPero inaiti ancora de gl'huomini dtgran conto
,

hanno /limato

loro degna fatica lojpiegare quelle cofe


^

che trouauano

in quejle Fattole occultate ylafciandoct fritto

che perlimagine di

Sattirno,infendeuano

il

Tempo,

il

quale agl'anni, mefi,

^ a giorni
,

da, r toglie l'effere, come c(fo diuoraua quei nedefimi fanciulli

che

erano fuoi

figliuoli

per quella di Gioue fulminante ,

la

parte del
.

Cielo pi purA, donde vengono quafi tutti g' effetti Meteorologici Per rimagine ancora diV enere deHremabellez'a , l'appetito d.Uamate^
ria

to

prima , come dicono iPilcfof alla forma che gli da, il compimenEt che quelli, che credeuano il Mondo e (fere corpo ?nobile, dr ogni
^

cofa ftccedere per il predominio delle Stelle {fecondo, che racconta nel

Pimandro Mercurio Trtfmegijlo) finfero Argo P aflorale, che con mot J^ejlo ifteffj moflrarono in fiocchi datiate le lande riguardaffc Giunone ^fojpefa in aria dalla mano di Ctoue, come di f H omero , * infinite altre t?nagini, le quali hanno gi ripieni molti volumi,^ fian
.
.

CAti molti Scrittoriima con prefitto di dottrina, " di fapicnza

Ufe^

condo mudo dell Immagini abbraccia quelle cofe , medeftmo^ o che hanno gran vicinanza con cffo, come i concetti, (^ gli h abiti , che da concetti ne n afe ano , con la frequenT^ di molte attieni
che fono nellhiiomo
particolari':,^ concetto dimandi ano fenT^
tutto qnello
,

pm fittile

inucfligatione

che pu effcr fi gmficaio con


dittifo
.

le parole ',il qual tutto

vien

ccrnmodamente in due parti

L'VHA

P
che no
.

xM

O.

Vi'napAYte f che aff erma , nega

ejtialche co fa

dalcuno

l'altra^

Con
, ,

quella

formano

l'artificio loro quelli ,

che compongono

liwfrcf

nelle quali

con fochi corpi ^ " foche parole n-n pjl concet,

to s'accenna

concetto con pi quantit di parole

^ quelli ancora, chefanno gt Emblemi one maggior ^ corpi manffa Con


,

di

fi

auefia poi fiforma l'arte dell'altre ImAgini

le

quali appartengono al
;

fo nojro difior

per

la

conformit
le njirt

che hanno con le definitioni


i vitij
,

le

^uali fio abbracciano , (^ , che hanno conuenien^a con qmfii , o con quelle fn^a fermare h negare alcuna cof (^ p^r efere fole priuationi habiti puri fi <fhrio tutte quelle co f
^^

Percioche fi come e , facondo la commu ^le opinione 'thuomo tutto mifura di tutte le cof de Filo fi (^ d'Arifiotile i?j particolare qu.f come la dfinitione mi fura del definito , cefi medefmamente la frma accidentale che f efieriormcnte d'effo j puh (fif.r mfura accidentale delle -appari ^ualith definibili y qualunque fi fi^no ,0 dell Anima noJrAfol.% ^o di Aaufique vt diamo , che Imagine non tutto il ccmpoiio fi puh dimandare in propofito noHro quella , che non ha la forma dell' hnO" mo i (^ chcimagtne mali'.mente dipinta , quando il corpo principale non fa in quaUln modo l'iffcio , che fa nella dcfimtione il
la

tnono con

figura

humana ccnuenitntementc
,

ffio

genere

Nel numero dell'ilitre cof daauuertre fono tutte le parti efifin^ tialt della cof iflefa s ff di quefie fra necefario guardar minutamente
le difpofitioni
,

cv" le

qualit

JOiJpofit ione nella teja

far

la pofitura alta
^

hifx

allegra,
,

manine onica,
braccia
ti
>

^ diutrfc altre pasfioni


mani
,

che fi fcnprono
.

come in
n:lle

Teatro nell'apparenza
,

della faccia dell' huomo

Dour ancora
,

nelle

nelle

gambe

ne' piedi

nelle treccie

ne' vefii-

" i^ ogni altra cof notarfi U dijp.fitione , ouero p ftiene dfiinta, " regolata , la quale ciaf uno potr di s medefimo facilmente

conofere , fnl{a eh" ne parliamo altramente

Le qualit

poi

ranno
,

-,

l'cfereb'anca^ onera

proportionatt
,

Iproportionata , grafi

magra

gioii xn e

o vecchia

h fimili co-

eh? non facilmente fi poffjtnofeparare dalla co fa, mila quale fono fiondate , Attsrttndo , che tutte quefie parti facciano infieme

fi

vnar-

, ,

P
fdttone
di colui
,

O
concorda

E
i

O.
,

vn ArmonU tdmcnte
il

che nel dichiararla

rtncla fodf-

conofiere Li conformit delle coje

/'/

buon giudizio

che l'ha fip ut e ordinare in/leme in modo, che ne refnlti cofa fola , ma perfetta , " diUtteuole

vn4

quafi imiuerfalmente tutte quelle de g Antichi , d* an e or a de Moderni , che non fi goiiern^no a cafo Et perche la fi i colori fono conftderati da g' Antichi, fonemi a, fi potr
quelle
.

J ali fono

ciafcuno guidare in ci conforme all'auttorita d' Arinotele


le fi dcue credere, fecondo l'opinione de Dotti
,

il

qua-

in

cif

come nel refio

che fttppltfca folo a quel che molti ne dicono : * fp^ff^ lafcAr

remo

di dichiararli, bafando dire

vna,

ero distinte , bi fognerebbe mani' puff e infieme quello, che , f off cuna . Bt feflare tn ciaf definitione fcritta f bene fi-fa, di po-

due volte fra tante cof

che parole

di poche parole
i

par che

debbia, efer quefia in pit^

tura ad imitatione di quella

none pero malelcfferuatione dimol-

teccfe propoFle ,accioche o dalle molte fi p f] ano eleggere le poche che fanfta pi a propofito , o tutte infieme facciano vna compofitiotie
,

che fia pi fmile alla defcrittione


i

che adoprano gli Oratori

Poeti

che alla propria dcfinitione de Dialettici, il che forf


,

ftefa la Pittura,

quanto nel reUo per s pi fi conf con qnefle arti pi facili , * pia di-' letteuoli , che con quella pi occulta , fy pi diffcile , Chiara co fa,

tanto pi conuenientemente vicn fatto

, che delle antiche f ne vedono ,


molto
belle,

^ dell' vna, &


,

dell'

altra maniera,

fy molto giudiciofunente compofl e Hora vedendofi, che quefia forte d'imagim fi riduce facilmente Alla fimilit lidi ne della defnitione, diremo , che di quefle ,come di

fono i capi, o le cagioni principali ) dalle quali fi pu pigliare l'ordine di formarle ' dimandano con nomi vf itati
,

quelle, quattro

fi

nelle Se ole, di

Materia

>

'Efficiente

Forma, ^Fine ,
,

dalla diuerfi^

ta de

qudi

capi nafce la diucrfit

che tengono gli Auttori molte


,

volte in definire

vna medefima

cofa

" ^^ diuerfita medefimamen'.

te di molte Imagini fatte per fignificare vna co fi fola Il che ciafcuno per se Hefio potr, notare in quefle iflefie, che noi hahbiamo da diuerfi Antichi principalmente raccolte , tutte quattro ado-

frate infieme per moflrare

vna fola

cofa

f benefi trottano in

alcu-^

ni

PROEMIO.
ni luoghi
te
i

,,i ,

contatto ci
co/Il

acuendo fthxHer
e Icdcuole

y'tgiixrdo

prncpdmen'
pe^

ad tnfegn are

occulta con
-,

modo non ordinario , per dilettare


,

con l'ingegnofa intientione

f,irlo

con vna fola

non generare ofcurita , dare k memoria le molte


Nelle cof adutjqne
dijferenz,a
,

^
.

faftidio in ordinare jpcgarcj

^ man-

nelle quali fi

pfa dimefirare t vitini a.

gtne lodeuole
quale
,

f alcuna fenctrona^ qmfa fola hafla per far e limadt fm?na perfetti on e , in mancanza della ,

, ne fi dtfcrne le gemmali come fono quffle , che pofe injicme moadoprano fi ftrano quello iftffo , che ccnterrrbbe fffafola Dapoiy quando fippiamo per qwfla ftrada disint amente le
, .

che vnita

fmpre

con la e afa medefima

gli accidenti dvna cofa , accioche f ne faccia l'imagind bifogna cercare la Jimditudine , come habbiamo detto nelle co f materiali > la quale

qualit

le cagioni

le

propriet

definibile

ferir in lugo delle


"Et la

parole
,

nell'

fimilitudme
,

che ferua a quesio propofito


,

Imagjne o defnitione dii Rettori doura (fftre ,


,

di quelle

che confi flono nell' egual proportione


che e

che hanno due


,

tofe dtfnte fra se fleffe

dendofi quella
J^i

ad vna fola diuerfa da ambedue prenmeno ; come f , perfimilitudme di Fortez,,

fi dipinge la Colonna , perche ne g' edifcij fcfiene tutti


l'edificio
,

i fasfi^

^ tutto

che le ft fopra

fenza muouerfi ,

o vacillar Cy
la

dicendo y che tale la fortezza

nell' huomo

, per foflenere

gra^

di tutte le diffcolta , che gli venu zza di tutti i faUidj , per fimilitud72e della Rcttorica la Spada gono addjfo , lo Scudo ^perche , come con quelli iflrcmenti il Soldato dfende

la vita propria

l' tiratore y , (^ offende l'altrui, cofiflB-ctfre , argomenti ouero entimemi , mantiene le cofefauorcuoli , co* fuoi

^ ribatte indietro

le contrarie

Serue ancora, oltre a quefla, vn altra frte di fimilitudine, che quando due cofe diftinte conuengono in njna fola dfferente

da eff' come yf yperno tare la magnanimit , prendesfin* oilL eone , nel quale eff.i in gran parte fi fucprei il qual modo e meno lodcuoU ^ma, pia vfato per la maggior facilitii dilla tnuentione
i
'2

&

PROEMIO.
fy dtUx dichiarinone
il
;

mruo
come
.

(^

* f^^^ cjuejie due forti di fimiltuiftt forza delia nnagne ben formata fenz,a le quaha,

ejfa

non

molta

difficolta

cofi

rimane

injtpia

^
y

fiocca

Ci none anuertito molto da alcuni moderni yi quali rapare*

fent ano
per
la

gl'effetti
,
:

contingenti j per mofhare leffenttali qualit


y

come fanno
gola

dipingendo per la Dtjferatione 'vno

che

i appicca.
:

per l A militi a due perfvne che fi abbracciano fi* E ben vero , come he mili co/c di poco ingegno , " di poca lode
.

detto

che quelli accidenti , che feguitano neceffariamente la

cofa,^

fgnificata nclt Imagine y fira lode y porli in alcuni luoghi


ti, (ir

difin-^

nudi , Come in particolare quelli y che appartengono alla fi' fonomia , * ^H habitudine del corpo , che danno indicio del pre-

dominio
fno
,

che

hanno

le

^f

rime

qualit, nella

compofittone dell huO"


,

le quali

dfpongono gli accidenti


a quelle
,

efleriori d'ejfo
e

lo inclt-

nano
t
.

alle dette pasfioni,


y

che hanno con


,

Come f douend
, y

dipngere la Maninconia
il

f confor^i' il Penfiero,

Penitenz^a

^ altrefimili yfara ben fatto


la

vifo afcutto

maci"

lento

le

chiome ribufate ,
j ,

to giouenili

ma bella
//

barba inuolta , " le carni non moU lafciuay frefca, , rubiconda , ' fidente yfi
il

.doura fare

Piacere ,

Diletto

l Allegrezza

^ ogn

altra

co-,

fa fimlle a qucfie, (^ ,fe bene talcognitione non ha molto lupg^ fata affaire' quefla nella numerati one de fimili , nondimeno e v regola de gii accidenti , " degli effetti gi detti , non fempre f* guitar s come nel dipingere la Bellez^ , la quale e vna cofa fuori della

proportione di linee >

comprenfione de predicabili , (^ ,fe bene neU'huomo e vno. di colori y non e per queUo ben elpreff^

limagine , che fia fouerchiamente belU


che farebbe

>

& proportionata
^

per-

idem per idem , ouero pi tofo vno, co fiata, quafi vn <vo^ fa incognita con vn altra meno cono lere con vna candela far vedere diHintatuente il Sole , ' <>** haurtbbe la fimilitudine y che l anima, s ne potrebbe dilettare per non hauere variet in propofito di iantt momento : il ck$
dichiarare

vn

frintipalmente fi guarda.

Viro

PROEMIO.
Altre contienierjtparttcoLntk
co?tueneuoli in ogni propofito
i
,
.

con Per noi Vh Abbiamo dipinta afuo luogo co'l capo fra le fuuole > Per hauerepot lefimdttidini , Atte^ (h*
e

bene dAutiertire, quel che Auticrtifcono

Rettori-, cio
,

bili

che per le co f cono/libili fi cercano co/ alte , per le lodavituperabili (pie n di de s per le , l'ili , per le commendabili , magni,

fiche

Dalle quali co/efentirk cia/cuno germogliare tanta quantit di


,/

concetti nell'ingegnofu
'vn a/ola cofa
,

non e pi

chefierile

che per se
eb*

ftefifio

con

che fi proponga ,/ara baflante a dare gufi\y

fodi fats

uo ne all'appetito di molti , c^ diiierfi ingegni , dipingendone l' imagine in diuerfie maniere^^fempre bene Ne io oltre a qncfli auuertimenti li quali fi potrebbono veramente
.

(piegare con

ajf.ii

maggior ailigenz^a

so

vederne quafi alcuno altro de-

gno di fcriuerfi percognitione di qucft'Imagini , le quali fono in vero ammaefiramento nato prima d.tll' abondanT^i della dottrina Egitti aca , acconcio con il come fatefiimonio Cornelio T acito ^ poi rtbellito y tempo y come racconta Glo. Gorocopio ne fuoi Icroglifici j talmente , che potremo quc(a cognitione asfimigliarla ad vna perfna fipiente , mn ver fata nelle folitudi ni y cJ* nuda per molti anni , la quale per andare douee la conuerfitione fi riuefie y accioche gt altri allettati dalla vaghezza esieriore del corpo , che l' imagine defdcrino d intendere mimutamente quelle qualit , the danno fplendidiz\a alt anima , che e U

cofa fignificataf

^ folo era mentre fiaua


.

nelle folitudini

accarezzata

da pochi flranieri
fecreti delle cofe
cafia

Et

fiolo
/'

rio di fapien%a penetrafe


i
y

fi legge , che Pitagora , per vero defideEgitto con gran di sfimafatica , oue apprefe
y

che occultauano in quefii Enigmi


, ,

^ pero tornato-

fene a

danni * di fapien\a merit che dop morte della, e vn Tempio , confacrato al merito del fio fapere pia e afa fi facejf Trouafi ancora che Platone gran parte della fina dottrina cau fuor a, Et dalle fue fegretez\ey nelle quali ancora i fianti Profeti lafico fero Chrifto y che ti l'adempimento delle Proftis > occult gran parte de fecreti diuinifitto lofurita delle fu e par:.b -de. Fu adunque la fapientia de gli Egttij come huomo h orrido , * f^al
carico
,
.

*uestto
efifer

adornato dal tempo per configlio


gl'indicij de' luoghi y

dell' efierienza

che mofiraua,
y

male celar

tutte affatican do fii

arriuino perquefto
i

n quali fono i T efori mezzo a qualche grado


f

accioche
di felici-

ta,

^jiefio veflirefu il ccmporrc

corpi dell' imagi ni dipinte di colori

alle

PROEMIO.
i
.

Atte

troforon di molte "jrietA conhelle HTtitudim


,

(^ co
fjo/?

efnn'fjlta,

ddiCAtiirA

, c^ f ftcffj che alLiprimA viftii nonfifentu muovere vn certo defderio d'inurfigare

dell' drte

delle co

ddle quuli

alcuno

ordini rpprff'^tdte. ,^^eiia, a che fine fiAno con tale di f^ofittone dal 'vedere i nomi delle ccf fottofcrtctirofitt 'nenc ancora ucr (fiuta
,

te all'jftrjTe m.igtn

Et mi

p.'r cofi

dd

offi'rifdrfi il

fottof nutre
^

nor

mi

eccetto (Quando deuono cffcre in

formx d Enigma perche fnza


alla cognitione della cefi

cogtittofe detfiioms

non ft pu penetrare
,

fnm'

fcata
ti

,f non fono

Imdginitriuialij cheper l'vfo allaprim.i vifla da taf

urdin.iridmente fi riconofono

Et ^ u fio quanto mi e parfo conueneuole fcriucre per fodisfattone quelli ^ che fi compiacciano delle noflre fatiche: Nel che ,come in
tira adf'Jfj qualche hiatutto il rcBo deltopera,y f l'ignoranz^A fmo , haucro caro , che venga in parte fgrauata dalla dili'

f
a.

genz,a

dalla quale principalmente ho a/pettato lode


g' oC chi per

,
"

^r ho tolto volontieri il tempo


lo alla

dar>

pennaj accioche venendo l'opera he*

nigni Littori

inmanovofra

io co-

no Ce a da qualche npplaufo delle voftre lingue di non hit" iter perfo il tempo
fcriuendo

AVER-

- .ViE:RT

che in qaefta Editione con tutto, che pi volte fi ha ammonito lo Stampatore j che fenza il Correttore per lo
fi

EN DO V I

pi ha trafcorfo l'opera ,
ri
'

fono commcfsi molti erro.

quali nel fine

corregono

Oltre ci Tlntagliato-

non (lato in alcuni luochi 'offcruatoredelteflo; Perdoue lafi^ura nonficonre di qi^fte noftre Figure

'

frontarconiltefto,adognioccafione,che
j)er feruitio voftrp rapprefentaila,

vi piacer

[^'

laformaretccon-

i)Eme alle noftre parole.

.T ?^;iv^*>

.;

TAVOLA

...-'U.

,,

,.

, ,

TAVOLA DELLE FIGVRE


CHE
SI

DESCRIVENO NELL'OPERA.-

Accidh'

i*'^
cattuo
.

Ardire magnanimo/ generoso. Ardire vltunotenecefiario

24. 24.

Acqwjio

4.
4.

Arme

Advlejcen-xa

.1
'

Arnicma
Arogan'^ra
.

26,

ylddaone
vfj9^7?2o
.

5.6 7.
7.

Aritmetica

Ajf^nno, cordoglio^ ra-

57. 27.2?,
z8.

mmco.
agilit,
J'rf;o
'

7.

Aftinen^

affabilit, puceuole:^a^amabilit.

8.

28.
Afiro/ogi^.

8.

dtW Agricoltura .
'

agricoltura,
tAlligrc%7:a.

8 p.io.

Afutia

. .

,^

28.2P. 2p.

Anaritia

2pjO.5i.i2.
*

I0.ii.i2.
'

Audacia.

^/^-^re5;:^ad'awo>'^.

ir.
12.
12.

Augurio buono
Augurio

SI.

^Uegre-^Jettai giubilo, amaritudine,


tA^bitione

cattiuo,

Aurora
Autorit, potefl.

^ wpie

12.IJ.
1 5
'

54. *4Jl

^:^4 lla gloria,

^micitia,

15.16. 17.
1

^micita fcn^a giouamento,

7.

^matjYamento

18.
1

BEatit Udini.
BellcT^,
BvUt^T^afemnile
Benignit,
Biajirno
. .
'

j(5.57j8.jp.49.
40.

Agori virt.

18.
'

A^or verfo

Iddio,

18.

42.
4J. 44. 4T. 45. 45, 47.
47Ca^

Afordtlpro(fimOt
Arfiordisficjfo,

18.
18.

Afaore

ip.

A^ordifama,
Anno.

20.
20. 2
r.

Anima ragwneuoU^c beata Anima damata


Architettura,

21.

12.
aj.

A^amit Caluma

, ,

, ,, ,

,
L

V
48. 4S.
50.
5*5^-

OLA.
,

, ,, ,, ,, , , . ,, ,,

Caprccio

Compleffioni
Collerico

74^

Carri dei [etti Vanetm

Carro delia Luna Carro di Mercurio , Carro di

Sanguigno
Flematico

F enere.
.

Malenconico

Carro del Sole

Concordia maritale

'

Carro di Marte, Carro


di

52.

Concordia militare,
Concordia Concordia
di

Cioue

Carro di Saturno, Carro


di

Mincrua

Carro di Tlutone
Carrfdei quattro Elementi,

5J5J545556.
56.
575758.

pace

Concordia de g' ari ti chi.

74. 76. 78. 7980. 80.81. 80.81. 82. 82.


81.

Concordia injuperabde,
Confiden:^
.
<

Carro

del

Fuoco,

Confusone
Confermatione
Confcien^a ,
Conferuatione
Confideratione
Configlio
,
.
'

82. 82.

Carro dell' Aria,


Carro delT Acqua

8^
^

Carro deUd Terra,

83, 84.

Carro delibi Tratte, Cafro di Buco


Carro deU'\y4urora Carro del giorno naturale. Carro del giorno
artificiale

SP59. 60.

8^
S6. S6, 86,
87.
'

Co(lan%a

Carro dell'armo.

Carro di Cerere,
Carro dell'Oceano

Carro d'amore. Carro


della Cajiit,

60, 61, 61, 61. 61. 6i. 62.

Coflan:^ay&
Confuetiidine

intrepiditd,

Contento *
Contento amorofo
Contraflo.
Contrittione

87. B8.89,

Continenza Continenza militare


Cornuto
Cordoglio.
Correttione.
.

Carro della Morte

Carro

della

Fama
s^

'

Carro del

Tempo .

Carro della Diuinit*


Carefla

62, 62. 62. 62.

89. 90. ^o.


.

5?o.

63.
'

Corpo Immano
Coruitela ne' Giudici,

Carit

p. 91.91, 91. 93-

Cafiit^

66,
^
i

Corte
Cortefia

Cafit Matrimoniale,
Cecit della mente
Celerit
.

(>6.6y

Chiare:^,
Clemen":^

68. 6S, 68.

Crepufculo della matina

Crepufcuk della fera . Crapula .


Crudelt
Cupidit
Curiofit
,

Clemen^a^e moderatone
Ccgnitione
.

^
.
"^

t.g. 70. 70.


70.

Cognitione delle cofe

Cuflodia

91' 98. 99< 99* 99* 100,

Comcdia,

70.72.
\

Contedia vecchia ,

DApcaggme.
71Derifione,

Compuntionc,

100. lor.
Left-

,,

,, .. , ,

, ,

,,

T
Wortex^i.

A
.

V
i6S

O
Giuoco

L
4

A.
.

166.1 6S

Ciuditogiufio

Forte^ d'animo,

&

di

corpo

Giudice

Fo-'te'^^,e valore del corpo congiunto con

dali antico
.

UprU'iehxj ^rrtdeliammo. \6-^

Giurijiiulonc
G.usl.tia

it6 ii6 1S7 1^7


188
ghi perami-

congimu con la g: neanimo, i6g rofnd deli a Fortum 169 Fortuna buona . o 170 170 Fortuna infelice . I/O Fortuna giounie ad amore : Fortuna paafica^QUcro clemente. 170 Fortuna aurea 171 lyi.iyi For^. Forila d^ amor e, 171
fortei^ del
.

corpo

Gm'ftita diurna

Ciuftitia retta, che non fi pi

citia,neper odio,

Giujhtia rigorofa

G/orw GLria
Gola,

de l^rmcipi
,

ip8 ip8 ip8


IP2.15??

Gloria^ <!^ honore

Gow rno della P/^ublica


Gramatica

For:^a minore da maggior for^^a fuperata.

Gmrdia
For:^a a

amore

nell'acqua,

come

in ter-

Gratta,

iP4 iP4 iP4 iP5


iP5
ipi>

ra,
fragilit
Fragilit
.

171

Gratta Diulna
Gratta
Gratie
di

Dio

hnmana

Frude

17J-174.175
^

Gratitudine ,

Fuga Fuga popular


Furie,

75

Grau.t

ip5
ip<5

7.

175
175 l'j6.lJ7

Crauitnellljuome

CrauitadeUor&tione,

ip7
-^97

Furore .
furore,

Guerra ,
Graffe^7;4,

^ rabbia

Furore fupcrbo.t^ indomito Furor poetico


Furto,

177 177 178 ^79

ipS
.

Guida jtcura de reri honori

H
Hlppocrefta,
Hippocrefia
,,

ipp

aoo
/

GAgliarde^j^
Gloj'a
.

180

Homecidio
Honcfi

181

201 201

Cerno buono Cenio catino

182 i8i
l8i

Ceometria

Cior/o naturale

18^

Giorno artificiale
Cioucntn
Cio:a d'amore,

iSs .184 l4 184


185 -1S5
.

Honore, ^ _ __ 202.20_J Hore cff / Giorno 203 More ddla l^otte ., 2I0.2II.2I2.2IJ Humilt 214.21^ Humanii , 216 Hcrefu , Zl5
Hijoria

218

Giubilo,
Giuditio

GiudidOiOUcronditlo d'amore

i85
Jattatim

.,. ,, . .

AVOLA
.

Ikttanx^a
Idolatria

niiilgentia

Infamia
Ingegno

Infelicit

Jngnoran^ .

22?.
Jmitatione
,

Immortditd Immutatom.
ImpaffibUit
.

Jmperfcitione

Jmpietd

lnco(ian';ra,

Jndo'jimore
Jndtijria
. .

-^

Infermit

Infortunio,

Inganno
Ingiuria

Jngiujita ,

Ingordigia

Ingratitudine.
Jnimcitia
.

IniqHU
Inquictuine
Inquietudine d'animo
JrrefbUtione,
Jnnocen':^.
.

->

Jnnocen'^, epuriti,

Inu'mdien:^

Infabilitf ouero'mcojlanx^

Intelletto

Intelligen-^.

IntrepiditJ,& co^an^a, -^
Intelligen-^a

limntione

Imdia,

2^1,

. ,,

,,

O
501.301

A.

Jilaknconia

302

Mitra,
^auigticne

35

T^if.fe in

i^anjiittiidine.

304

coynmme Hmned,^ l^pee


.

35* 35 353
353:
.

Martirio

Driadii^M-^W'dnad
T^ififc de

Macit]fiiga
^iarauiglia
,

hiani

35?'

>C5
^
.

Tia
M'ire
Theti
.

'^^iifc

defilimi.

M'^tntnomo , M^nbematca
JMeditatione,

305
1307

354 .^354:
.

JSljnfa del
.

Mare ,

454.

Meditation jpirituale

309 310
3

Galatea
ISlirifc

ddV Ma

M^itaone delk morte , ~


Medicina
.

IO

Inde
Serenit del giorno J^infa de //^rw.
Serenit della ntte .

355 355 355

310.3 11

356
35<5

Mediocrit

3ia
^12.313 5i3'5i4

Memoria
Merito

Vioggia

T^iffa dell'aria .
'

]\itgi<ida 7-lir,fi dell' af^:*

55^ 357
357

Mefi . Mcff fecondo Pagricoltura t

^'5
32r.

Cwa,

1 7s(ijCt dell'aria

'^ef.jfit,

Meje ifgenerale
Metafifica
,

3^0 327
.

Tio^lc
T^otte ernie fue 4. f<rt/

359 35P.30

Minacele

Mifem

;.

v.\^

.*^

Mferia monchna .
Mifericordla

;*-0

128 318

Tfrte prima della notte , Secondi p<trte della notte


^^ay/^ parte della ngue .

360 3I
3 r.

3^'

330333
Europa
-j

^34

Mone,
Mormoratone *
Mojri.
Scilla^
,'<.

338 S3P'34^

OBedlens^,
Obed.en:;^ ycrfi DO,
:

3^3-3^4.
3<^4j
'

340 340
340.341 54
.

Obligo

.3^5

Occaftone.

Cariddi

Odio captale. Opera vana .


Operatione mxnifejla
Operatione perfetta

,
.,.

Chimera,
Criffo .
.

7,v4

A'-

Sfinge,-.
ydrpie,

Uidra

Cerbero

541 542 54^ 34 345 343

367 367
37:
3j>

Openonc

Opnlen-^
Oratione

?'

r/<
^j;i

37^.
370.371:

^.
,

344-3 -IT Muje. 34^' 347-343.345^ 310'35i


Mufica

0>.

373 g73 374-37S


.r

Vaut

, .

, , ,.

, , , , ,

. ,,

L
.

A.
*

'Pouert de j^lrito

Terdono
'Politica .

4T 4ra
41
r

Tacifico

578
-~

Treghiere

-.
.

Taffone d'am$rc,

Tregbera Dio

'Patitala,

579.^80
58/. ^82

PrcTilo

Preuden^a

'Paitr/i

382

Prodigalit,

411 4ir 411 412 415.414

Teccdto
'Pecunia

Trom'fioie

'PeregrimggQ

584 384

Premei^T^a

ProuidcK^a dell'annona,
Troiiidcn^a
.

414 4^4 414


,417.418

Tayftmoma .
Tartialt
.

-^

PrudcnT^,

41

Tena,
Tentenxa*
Tenfiero
.

5S7
387.j88.589
iJ8p

Profetia

4P
4P
42'0

Projpettiua
Pudicitia

pentimento
Terfettipne

5Po
391

Tueritia

,',

pentimento de pec<att

Punitione

Purit
Turit,

Ter^ia,

Terpetiiit

IP 5PJ

fincert iatnmo*

"

421 4t 421 42 i

Terfecutioae

JP*
JP5-5P4

Terfeucrarf^a .

TerfwfiQne ^Penimela .
Terturbatone
Tefie., oucropefliletti^

J94
395 395 ^P7 5P7 39^-399

Quiete.

Verela Do
Querela
.

422 42J 42>

Thi/ica

Tiaccre .

Tiacere honeflo
Tiacr vano
.

'PacemleT;^
P/>f <i

400 400 400 400


401.402.405

424
4-24.426
Rag/o ^.' ^f4f

425.

I{amarico del bene altrui


iapina
.

42 S

^ ^
,

Tigrtia

404
Toema Lrico i Totma Eroico, 'Poma Tafiorale . Toema Satirico
Tcucrt
.

Regalit
Religione
.

405.407 408

t^ligione vera Chriftana


B^ltgione
I^eligione finta
I{e/iitutione
.

42g 429 4*P 42P 429

408 403 408


._

450452
452 4i? 4^? 43? 454

-408.40P Tcuend in vno cUhabba klio ingegno ,_ 40^.


.

"

P^furrettione
B^ttorica

^cche'^a^ -

, ,

,, , ., . ,

, ,,

A
.hiprenfionv
-

L
.

A.
,

B^forma,
\ifo.

434 4^4 4;>-4J

Solitudine

^
-"^

v^

Sollecitudine

Solfi itioefli no

45^ 45P.40 461

4n
.

Solflitio

hiemale

B^umore

458
Sojpitione
.

46^ 464 4^7 468


.

Soiian^a,

4^8.45P
44-0
.

Sottilit

5^8

Spauento

468

--

Sapienv^

440.441.442

Speranza
SperanT^

SapenTa Immana Saplen:^ vcta^ SceLeratc^ vhio


Scienza
Scoltura
.

-^

442 4+2 44^


.

delle fatiche

^Spcran^a diuinOt

&
.

certa

4^^.470 470.471 471

Sper anx^a fallace


Stabilit

444445
445 445 44^
44<^

Sciocche'3^
.

Stagioni dell'anno

47? 47* 47^


475.475

Trimauera

474
.

Sdtgno.
Secolo

Scerete:^ t .

47SL
.

446
.s:-aJ47

Intterno

475

Sterilit,
jStultitiaf
t

477
.47?

i^miment .

447
447.448
odorato
.

Studio delTagrcohura Studio


.

7'<^f

443 448 448 448 44P 450


.

Sjipplicatbne

Superbia ,

47S 478 478 47P

r
Tardit
fempo\-'--,
Tentatione^
*
.

480

^t ;'/ come fi pofano rapprefentare in vna


figura fola,

48 0.481.482 TempcHa '^infa deWara . 482


482.48J
_

Tcmperan'^a,

Seruitio,

Semt perfoYxa,
Setedtgmsiia
Sfacciataggine
J/yr:^o con inganno

451.452 452

Tentatione d'agore

452
451
'^45^2

Teologia,

Terrwe,
^i"'

ScuYe-:^';^y& tranqmUt;

Terrrmto
Tmiditdi timore .

Sicuri d, ficure:^ ,

455
45 j. 45 4

Sknto,
Simplicitf
Sintulatcne*

~-

Timore
Tirannide

Signoria
Sincerit,

455 455 455


.455.456

Tolleranza

Tormento d'amore
Tradimento,
Tragedia
.

Sobriet,
Sqqcqxo

456 457

48? 4^J 484 484 486 485 487 487 488 48S 489 48p
4PI
relo-

Tranquillit

. ,

, ,

T
-

V
491

o
/^Kr

L
.

a;
5o($
5 o<5. ^

Fiilk

/;5r:;/f(f

07.

08
e

Valore.
Vanit.

ym. y in injuperabile
Fit-a.
'-

50S.509. 5x0.51
5

op

49

>'

-'512
'

.49^
ydot
yend.tu
yenii
t.oto

49 i

494 495
vcfit
^

y Ita mina, y ita c>m emplitua y ita humuna


yita
inff\tieia

51^
,

513.514
5

B^ de
.

f uro

W luonio^

Zefiro

49^.496 495.496 4p6 497

yitio.

y 'morii
yolunt

5'^ 5I^5l^.5l7.5^8

yatorancLHale*
.

5651/
518. 5i9 510

iSorea, oucro

aquilone

49S

yo'utt

5iO

4'9
'yer'it
.

yovat%

5JO
.

4PP.5UI 502.503
'

ylma,
ytUit^,.

Tigilarfs^a per dfnderft


,

c^ oppugnar

521 521 521

altri.
.

50 +

Vilt

V.ioUnxa

54 504
504.505.506

'ypgimtm

Eh,

522

IL FIl^
K^M

DELLA TAVOLA.

.=%i:

?7-

. .

A B O n

Tt

A.

gratiofajchc hjuiendo d' vna bella ghirlanda \ vaghi fio" il veftimento di color verdc,ricamato d'oro, c6 la deftra mano tenga il corno della douiria pieno di molti,&: diueril frutaltri i col finiflro braccio fringa vn fafcio ^i rpighe di ti^vue, oline, grano, di miglio, panico, legumi , & fcn-jglianti, dal quale fi vedcranno
ri

ONNA

cinta la fronte,&

&

&

molte di dette Tpighe vfcite cadere, &: fparfe anco per tcrra_> Bella , &: gratiofa fi debbe dipingere l'Abcndanza fi come ccfa buona, & defiderata da ciafcheduno, quanto brutta , &: abomineuole riputata la careftia, che di quella cor trar;"a_. Hi la ghirlanda de' fiori, percfoche Ibro i fieri ce i frutti che fannp
,

labondanza meflaggieri,&: auttori ipoHbnoanco


za ,&:
le delitie di quella

fgniifcare T allegrez.

vsra

compagna^

Ilc-

ICONOLOGIA
e
6.

.,

danza li corno della douicia per la fauola della Capra Amaltea raccoitata_j da Ht-rmogenc nd Uh. della Frigia,fi come riferiice Natale CoiTiite nd y.l libro dell- fuc Mereologie al cap. 2. di Achdoo,& per quello che Ouidio
,

fcnu'^ lr

di Toro,nei lib. p. delie Trasforniafegno deli' abondanza , dicendo cofi 7\laic:Jes hoc pomis^^ fions odore repietu, S aerar ut ydiucfq^ meo bona crph rcrmt e/l. Lt perche i'Abondanza fi dice Copia , per moftrarla la rapprcfentamo che con il braccio finiftro habbia come i deftro la fua carica , & d'auauraggio , efsendo che parte di cjuellc fpighe fi fpargono per terri_,
,

dd detto Acheloofotto iigura


luaniiello

I>^p-\ [cripta ru

,Abiindann f^i4ram.^

Oom'wkM

jlnc^ianus

^I}'icetfrrarumja.i{fmis vidi^,campos

Urne pngui faUnt viminuvm6Iabcu,


Syuafcra^s nuirityproduLHt quorapifccf,

MuUpiici compiei mffk benigna Ceres.

TomoYHm vano curuanttir ponderc


it brorrio vitU piena liquore rubet

rami^
.

(tnor
hit

^erijs cumpis Uta vagatur ain's Quid la dcpofcu proprios niortalis in

vftiS

Cerne boipecuduq.gregcs bine

k^lem

T^ec caiu

quic^itar^ nec tibi terra negat,

^bondan-^a,

DOii;ia ia piedi,
i

con le braccia aperte , tenendo iVn'Sc alcuni cedoai di fpighe d grano , i quali flanno dalle bande di detta tgura, canata dalla medaglia di Antonino Pio >
veftita d'oro,

altra

mano fopra

conletcere che dicono:

ANNONA

&

AVG. COS.

IIII. &:

S.C.

^bondanxa Maritima,

CErere

fi rapprefenta con le fpighe nella deftra mano flefa fopra la_ prora dVna naue,& a piedi vi far vna mifura di grano con le fpighe dentro come l'altra di fopra_

^bondn^a Muritima,

Onnacheconla

delira

mano

tiene

vn timone,

&

con ia

finiilra^

"^ Onna con la ghirlada d fpighe di grano,nelIa deftra mano vn ma:^' ,J LO di canape,c le foglie, & nella finiflra corno della douit!a,& vn
il

ramo di

ginei'tra

fopra

vecchia, bri::tta,m2l veflita, che dia d federe, t-c che tenguancia appoggiata fopra alla fniftramano, dalla quale peada Mia crir'rella con vn motto , che dichi INERS, :v il goniio di detta mano fia pofato fopra il ginocchio , tenendo il capo cuiao , ex: c\\z lia cinto con vn panno di colorncro , & nella deftra mano va ^zc^ detto Ibrpedine^ Accidia. lecondo S.Gipuanni Damafcen 1.2. e vna trilHtia,che aggraua Li m^A^ej che noiiipcniiettc, che fi facci oj>era buoni- Vecchia

ONNA
giii ia

ACCIDIA.
:

dt:\

quale faranno molte boccette di

feta>_-

TORPET

D-^'

CESARE RIPA.
^
C C
l

dipinge , perche ne gl'anni fenili ceflano le forze , & manca la virt d'opera re,come dimoftra Dauid nel Salmo yo.doue icc:\e fro-

Vecchia

fi

iefccerit virtm tnea ne derflin^jfuu me . , raprcrenta,perchc l'Accidia non opcnindo cofa verun;:, induce pourt,&: miferiajcomc narra Salamene ne i Prouerbij al i8.;^<i operatur terviim juam fatiahitur pan:btii , quicutvmfe^atHY ctium np'.ebtur A^geiUijcias

me in tempore fce&uti^s cum


veftita
fi

Mal

te

& Seneca nel lib.de bcnci'. Tigritia


Il

ej

rmtrixAgcflciii.

che dicemmo fignifca che l'Accidia rende rhuomootiofo,& pigro,come bene lo dimoftra il motto fopradetco, ck S. Bernardo nell' Epiftole riprendendo gl'accidiofi cos dice hcmo 'wpn'ient milia tniiium minisrant f/,r decics centena milh affiflt ei,<c:r in fedire prtluiKt^^} La tefta circondata col panno nero i dimoftra la mente dcH'accidicIb
Itare federe nella guifa,
:

'

occiv-

C O

N O

O C

A.

occupata dal torpore>& che rende l'huonio ilupido,5c infenratOjCcnc n&t ingenmm dejiunnt ra Ifdoro ne' (bliloquij lib. r. Tertorpcrem vires, l pefccjche tiene nella deflra mano fgnifica Accidia, percioche fi come qucfro pefce ( come dicono molti Scnttori,& particolarmente Picrio Valeriano Ub.5.)per la natura , & propriet Tua , chi lo tocca con le proprie manijouero con qualluoglia iftromento,corda, rete, o altro, lo rende talmente ftupido,che non pu operar cofa nifTuna; cofi l'accidia hauc4'egli r ifteffe male qualit , prende , fupera , &: vince di maniera quelli che a quefto vitio fi danno , che li rende inhabili , inlenfati , Se lontani da opera lodeuole, & virtiiofi

&

accdia

DOnna vecchia, brutta, che


bili

a federe, conladefh-amanotenghi vna corda, Leonia finiilra vna lumaca, onero vnatartaruca_. Li corda denota che l'accidia lega,& vince gl'huomini, & li rende inaftia

ad operare.^. El la lumaca,o tartaruca , dimoftrano la propriet degl'accidiofi , che fono otioi,& pigri

DOnna che

ftia

te a giacere,ilqual

a giacere per terra, a canto /lari vn afino fimihn-. animale fi foleua adoperar da gl'tgittij per mo-

&

frarc la lontananza del penfiero dalle cofe facre], &: religiofe , con cccupatione continua nelle vili, & i penfieri biafimeuoli, come racconta Pierio Valeriano C Q^y 1 S T veftito del color delle foglie dell'albero quando Hanno per cafcare; ftar detta figura in atto di caminare, & vn lbo della velie ftia attaccato ad vn fpino , tirando vn grande fquarcio , a che riuolta, moflriildifpiacereche nefcnte, &: nella delira mano terr vn nibbio che rece_' Veftcfi del detto colore , perche Ci come facilmente cafcano le foglie deil'albcrojcofi anco cafcano, & vanno a male le cofe non bene acquiftare il mcdcfimo dimodra lo fpino,percioche quando l'huomo meno penfa alle cofe di mal'acquiflo, all'hora ne riceue danno, e vergogna Tiene con la delira mano il nibbio , per dimoflrare quello che que-

HVOMO

CATTIVO.

fto propofito dille l'Alciato X* edace tribbio mentre


F^ecs
il

tradotto in noftra lingua^

janercInQ cibo

che

rapw

M' efcono f interiora ella Mi ferito


:

e in

gran perielio

&

a lui,

ion

U madre ft
,

duol del fato rio:

7i0n

ti

doler figlio
nt't

Dicendo

ji hi , che del ventre

Che' l tuo non per di n,

^mi

i'altrHU

VERGINELLA

di bello afpctto,

coronata di fiori,moftn

rifo,

^jC

allcgre2za,con la vefte di varij colori Adoleicenza quella crdeirhuomo,che tiene dal decimo fino al vent>?finio anno, nella quale l'huomo comincia col mezzo de' fenfi ad inten; dere

Dt CESARE RIPA.
dere,&: imparare',

ma non operare f non contiramente

>
:

comincia bene

ad acquiftare vigore ne' fcnfi per cui dcfta la ragione ad eleggere, & volcre,&: queflo fi chiama augumento. La vefte di varij colori ancica inuentione, perche gii Egitti;, quanrfo
voleuano moftrare nelle lor pitture TAdolcfcenza (fecondo che racconta ) facenano vna vefte di vari; colori, fignifcando la volubilit della natura giouenile,& la variet de'deiiderij, che foglioiiO venire d giouani, mentre fono nella pi frefca et,& ne gli anni pi teneri:per dicel che la via dell' Aquila in cielo, del ferpe in terra , della nane in acqua, Se dell'huomo neli'adolefccnza fono difficili da conorcere , 3c ci fi truoua_>
Pierio

nelliProuerbij al
il

j.

La corona de' fori,& la dimoftrationc del

rifo, fgnificano allegrezza,

che fuole regnare aflai in quefta et , che perci fi rapprefenta ailc-gra $c di bello afpettOjdicendoii ne i Prouerbij al xv. Che l'animo allegro rea de l'et llonda_

DONNA vclHmento
li

allegra con fronte raccolta , far veflita di cangiante , iard tutto dipinto di Camaleonti, con la deftra mano

&

il fuoco, & con la fnidra vna corQa_j. Adulatione,lecondo Cicerone nel 2. lib.delle queflioni Tufculancc vn peccato fatto da vn ragionamento d'vna lode data ad alcuno con animo, & intcntione di compiacere , ouero falfa perfuafione , & bugiardo confentj mento, che vfa il tnto amico nella conuerfatione d'alcuno,per farlo credere di f fteflb , &; delle cofe proprie quello che non , & fafl per piacere, per auaritia_/ VeiiefI di cangiante, perche l'adulatore facilifllmo ad ogniocca(Ione d cangiar volto, & parole,& dire fh&: no, fecondo il guilo di ciafcuna perfona , come dimoer Terentio neirEunuco Quicquid dicunt latido'.ld rurjum fi negam Uudo , Id quotane negat quU, neg9 : ait, aio, I Camaleonti fi pongono per lo troppo fecondare gl'appetiti, de i'openione altrui percioche queilo animale , fecondo che dice Arinotele, fi trafmuta fecondo le mutationi de tempi , come radulatore,fi ftima perfetto nella fua profeflione , quando meglio conforma f {keO^o ad applaudere per fuo intcreJfe gl'altrui coftumi, ancorch biaimeuoli. Diedi ancora che per edere il Camaleonte timidifilmo, hauendo in f fteffo pchiilimo fangue, &. quello intorno al cuore,ad ogni debole incontro teine & fi trafmuta, donde fi pu vedere, che l'adulationc indicio ai poco fpirito, & d'animo baflb in chi l'efercitajd: in clii volontieril'afcokajdicendo Ariftotele nel iv. deirthica,che , Omnes CidHlutbresJHit jcnnks ^abic-^

terr va mantice d'accendere

{ii jominci

II

mantice, che

attiifimo

inflromento ad accendere

il

fuoco,

te

ad a-

morzare i lumi

accefi,folo col vento, ci fa conofccrc,che gl'adulatori col

vento delle parole v?.ne,ouero accdono il fuoco delle palfion3,in chi volentieri gi'afcolta, ouero aiPiOrzano il lume della verit, che altrui manA 5 -, teneua

ICONOLOGIA
:

rcueua per la cogiiitione di f fteflb

La corda , che tiene con la finiftra mano dimof^ra come teftifica S. Agoilino fopra il Salmo p.che l'adulatione lega gl'liuomini nei peccati, dicendo ^dulantium Imgudi ligant homines in peccatMf dele^at enim ea fjcerc mquL btis nonfolum non metuitur reprehenfor^fed aiam laudutuy operator . Et nell'ifteffo

Salmo fi legge

In laqueo ijto

ijuem abfconderunt cowprehenfm ef? pes eorum

L'haucre la fronte raccolta fecondo Arinotele de Fifonomia cap.p.


gni fica adulati onc_^
.

fi-

arcintiofo , & vago , che fnoni la tibia, vn ceruo. che li ftia dormendo vicino 'piedi : onero il llautojcon cosi la dcpiuge Oro AppolUnc, cv Pieno Valcriano nel 7. Ub.de i fuoi le-

VNa

donna veftita d'habito

iroglifci

DICESARERIPA^
fogliaci,

ceruo di Tua natura allettato dal fuon del flauto , quafi fi dimentica di f fterfo , & fi lalcia pig^liare . In conformatione di ci la prcfcnte imagine , nella quale fi dichiara la dolcezza delle parole con la melodia del fiiono, & la natura di chi volentieri fi fcn te adulare con l'infelice naturale infi:into delccruo , il quale moftra ancora , che timido , & d'animo debole , chi volontieri porge g' orecchi i
il

& fcriuono alcuni, che

gl'adulatori*

IVna di giouane bella,& altra di vecchia maDOnna con due faccie i'efcono molte Api,che volino
1*

cilente: dalle
fia

mani

in diuerfc parti,&

a canto vi

vn

cane-/*

La
ci
i

faccia bella indicio della

prima apparenza
i

delle parole adulatri,

& l'altra faccia brutta moftra

difetti difilmulati

& mandati dietro

alle (palio.

L'Api , fecondo Eucherio/ono proprio fimulacro dell'adulatore , pet" che nella bocca portano il mele, & nell'occulto tengano il pungente aculeo , col quale ferifcono molte volte l'huomo che non fc ne auuede- 11 cane con lufinghe accarezza chi gli da il pane, fenza alcuna diftintione di meriti, demeriti,& alcune volte ancora morde chi non lo merita,& quello fteffo che li daua il pane , s'auuiene che tralafci per C\ affi* miglia affai all' adulatore , & a queftopropofito lo pigli Marc' Antonio Cataldi Romano in quel fonetto
:

Tiemico al vero
Corruttor
,

delie co/e

Immane ^

cecit deli' int' (ietto,


bt

yenenoja

uanda

e cibo mfttto
y

Vi

gttfii,

e d'alme fobrie

e menti Jane

Bi lodi , di lufinghe , e glorie rane . Vailo albergo , alto nido , ampio ricetto jy opre , di fintton', di vano alletto ,

Sfinge Camaleonte ^ e Circe immane, Can che lufinga^e morde, acuto ^rate, Che non piagale che induce flrane morti Lingua che dolce appar metreepin f Ua^ In fomma e piacer no gioia mortale , Dolce tojcoy afpro mei, morbo di corti Quel che adular l'errante volgo appella
,
^

HVOMO

F F ^l ti 0, veftito di berettino, vicino al negro, co'l


,

capo chim),&

volto mefto

&

in

ambe le mani tenga dell'aifentio


,

Il capo chino,& l'afpetto di mala voglia ci dim<^-a, che l'affanno vna fpetie di malinconia & dispiacere , che chiude la via al cuore, per o-

gni forte di confolatione , & di dolcezza , & per dare ad intendere, che f affanno vn difpiacere pi intenfo de gl'altrii vi fi dipinge Tafibntio per fegno d'amaritudine del dolore, che per fignificarc queft'iftcfi dilfe ii Lagnmay jempre il mio fommo diletto, Petrarca*
Il rider digita^ il cibo afientio^ e tofco
.

mefto , malinconiofo, &: tutto rabuffato , con ambe le mani s'apre il petto, &; fi mira il cuore circondato da diuerfi ferpi . Sar veftito di berettino vicino al ne^ro , il detto veftimento far ftracciato folo per dimoftrare il diipregio di f ftclfo , & che quando vno in. traua-

HVomo

^FF ^^{M^O, COKOOGLlOy

B^A

Kf

^UJCO

A4'

gli

* gii deiranimo, non pu attendere alla coltura del corpo;3.' il color negra agnifica rvltima ruina, & le tenebre della morte, alla quale conducono i
,

ICONOLOGIA

. .

6c i cordogli pcrto aperto, & il core dalle ferpi cinto,dinotano i faftdij, Se franagli ni^nia.fu , che Tempre mordendo il core infondono in noi Uefli veleno di rabbia, & di rancore,
Il

rammarichi,

V A E veftira d'vn velo bianco , & fottile , & con faccia allegra, nella deftra mano terra vna rofa , & in capo vna ghirlanda di fiori Aftabiiit habito fatto nella difcretione del conuerfar dolcemente, con defderio \ giouare, & dilettare ogn'vno, fecondo il grado. Giouane l dipinge,perciche effndo la giouent ancor nuoua ne i di Ietti, 5c piaceri moadani, grata, & piaceuole ogn'hor fi dimoftra Il velo, che la ricopre, fgnifca , che gl'huomini affabili fono poco meno che nudi nelle parole , &: nell'opere loro , & perci amabili, & piaceuoh fi dimando'.io quelli, che a luogo, &: tempo , fecondo la propria conditioae & l'altrui , quanto , & quando fi conuicne , fanno gratiofamente ragionare lenza oii-endere alcuno gentilmente, & con garbo, fcoprcndo fc lleifi Si dimoflra ancora , che l'ar.imo Ci deue fol tanto ricoprire, quanto non ne i-eiH palefe la uergogna &. che i grandifjimo aiuto alla piaceuolezza l'cifcre d'animo libero, Oc fincero
I
:

GO

La roia dino'ta quella gratia , perla quale ogn' vno volentieri Ci appref faali'nuomo piaceuole& della fua conuerfatione riceue gufto, fuggendo la fpiaceuolezza di coftumi, che congiunta con la feuerit , alla quale* fignihcatione Ci riferifce ancora la ghirlanda di fiori G i L l T Del Rtuoend [Jmt l\ Fr. Ignutio Dj^i che voli con le braccia ftefe , modo di nuotare per

ONNA
aria_..

1'

^gdit.

G
<iel

^ louane ignuda ,&rnella, con due ali fopra gl'homcri, non molto ~ granii, in modo mo'drino pm torto d'aiutare i'agilic the'l volo:
che
piedi ii^xyma d'vna rupe fofienendofi d pena con la punta-. pie manco,& coKt dritto follcuato in atto di voler leggiadramente
fi-are in

tiene

iak.ir da quella in vn^ltra rupe,& per fi depingeranno l'ali tefe.E ignuda per non hauercofiichc l'impedifca: in piedi permofirare diipofitione ai moto: in luogo difficile , c pericolofo, perche in quello pi l'agilit Ci manifefia;col piede a pena tocca la terra aiutata dall'ali, perche l'agili

ti

t humj.na,che quefta intd>amo,fi folleua col vigor degli fpiriti fignifica per i'ali,& alleggerifcc,in gran parte in noi,il pefo della foma terrena.

STADIO UELL
nell'i

ylGl{U OLTf^ iiA


.

m'adagila i GordiAno

nimaii chz le ftanno apiedi j tra vn ieoci^j.

VN

A donna

in piedi,che fta

con

braccia aperte , &: moftra due acio vn toro da vna banda, & dall'alle

DICESAKEUTPA.
^GF^ICOLTr

della fi Icone figfiifica la tcrra,percoclie finfero gl'antjchijchc il carro l'agricoltura intdeuano quelli per leoni,e due da tirato fufse Cibele dea Il toro ci moftra lo ftudio dell'arare la terra , Se ci dichiara li commodi delle biade,con i^udio raccolte

J^^.

nella finiftra mano tenga il circolo ''e i dodici fegni celefti, abbracciando con la delira vn arboiccllo,che Corifea , mirandolo fifib , a piedi vi far vn aratro. Il veftimento verde fgniica la fpcranza, fenza la quale non farebbe-* hi fi defse giamai alla fatica dt lauorare,& cokiuar la terra

DOnna veftita di verde,con vna ghirlanda di fpighe di grano in capo,

incorona di ^ighe

fi

dipini^e per loprincJpal fae di quen:'a.rte,ch' di

far

t
far moltiplicar le

ICONOLOGIA'
;

biadcche fon neccfsaric a matencr la vita de'huoml L'abbracciar l'arbofcello fionto,& il riguardarlo Mo^ fignifca Tamor dell'agricolcre verfo le piante, che fono quafi fue figlie, attendendone il de (iato frutto , che nel fiorir gli promettopo. I dodici fegni fono i varij tempi dell' anno , Se le ftagioni che da cfsa agricoltura fi confiderano L'aratro fi depinge come inftrumento principalifsimo per queft'artc # ^ agricoltura
landa di fpighe di grano,&: altre Iliade, & di pampanc con l'vueipor fpalla con bella gratia vna zappa, & con l'altra mano vn roncetin tcra toj& per terra vi fai a vn aratro. Agricoltura arte di lauorare la terra, feminarc, piatare, &: infegnarc ogni forte d'herbe , & arbori,c6 cferuatione di tpo,di luoghi,& di cofe. Si dipinge di veftc contefta di varie piante, & con la corona in tefta tef futa di fpighe di grano, & altre biade,per elser tutte qucfte cofe ricchezze dell'agricoltura , fi come riirifce Propertio lib. 5 dicendo Diuitine quorum mtffii , c^ arbor erant. Felix agreflum quondam parata iuuentus , Gli fi da la zappa in fpalla , il roncio dall' altra mano &; l' aratro da banda per efser quelli ftromenti necefsarij airagricoltur^^ .
'

DOnna con veftimcnto contefto i varie piante

con vna bella ghir-

<

agricoltura
giallo, con vna ghirlanda DOnna vefllta dimano terra falce,&

in

no,nella deftra

vna

nell'altra

capo di fpighe di gravn cornucopia pie

, 8c fronde . color giallo del veftimento fi pone per fimilitudine dei color delle- biade , quando hanno bifogno che l' agricoltore le raccolga in premio Ielle fue fatiche , che per gialla fi dimanda Cerere dagl' antichi Poeti

no

di diuerfi frutti, fiori

II

grande , far velifcia , dipinto di verdi fronde , & fioiHta di bianco, & detto veftimento in di varij fiori ghirlanda capo , nella mano degialli , con vna rilroiri,

GIOVANETTA
&

con fronte carnofa ,

&

tenga vn vafo di criftallo , pieno di vino rubicondo , & nella finiftra vna gran tazza d*oro.Sia d afpetto gratiofo,& bello,& prontamente moftri di ballare in vn prato pieno di fiori. Allegrezza paiione d'animo volto al piacere d cofa che intrinficamente contempli fopranaturalmente , che gli fiano portate cftrinficamente dal fenfo per natura, per accidente.^ Hauer la fronte carnofa, grande, & lifcia per lo detto d'Ariftotelc de Fifonomia al .cap. I fiori fignificano per f fteffi allcgre2za,& fi fuol dire , che i prati ridono , quando fono coperti di fiori i pero Virgilio gli dimand piaceuoli nella 2. Ecloga dicendo :
ftra

Ipjkttbi blandos fundent


Il

cumbdafiores.

vafo di chriftallo pieno i vino vermiglio , con la tazza d'oro,dimoAra,che l'allegrezza per lo pi non fi cela, & volontieri fi conimunica co
.

. ;

me

CESARE RIPA.

Il

arcaiamentsapfrYe,

nel lib. a 8. de Morali,cos dicendo ^olet Utita Et il Profeta dice: Il vino rallegra il cuore dell huomo, ^ Toro parimente ha virt di confortare gli fpiriti Et quefco conforto cagione dell'allegrezza . La difpofitione del corpo, Se la di moftratione
; :

me teflifica S. Gregorio

del ballo manifefto inditi dell'allegrezza-

^Ucgre-^/a

Glouanetta con ghirlanda de fiori in


fi

capo,nelIa de/Ira mano terr vn Tirfojcoronato tutto con molti giri di fronde,& ghirlande di diueriori,nella finiftra hauera il corno di diuitia,& fi potr venire di verde.
^iUcgrexja d'amore

Glouane veftita con diuarft di


fiori di

colori piaceuoli

con vna pianta di


*

boragine fopra

capelli, in

mano porter faettc d oro, & di


.^'if-

piombo, onero fuonerdr A rpa_>,

2t

G O N C

Giubilo . ^Ue-grc:^ , Letita , ben fornico di viti , &: calco* olmo ad appoggiata vn giouanc le mani , comefc voleflo allarghi fedo, cauolo Icggrermente^n di Miifica aperto . L' olmo vn libro hauer petto nel & , donar prefenti gran parcagionata del cuore, allegrezza fignifica , viti di circonolato proprio delle di vnione Te {lellb & l' & Dauid , dille come te dal vinp , forme & paiIioni,accennate col cauolo & la melodia di cofe grate d gli occhi , come la Mufica che cagione della Ictitia , la quale fa parte delle fue facolt chi n' bifognofo , per arriuare pi perfetto grado di con-

O G

VNa
,

tentezza-.

capo , perche li tangiouanetta con ghirlanda di fiori felte publiche antinelle & perche ciulli ftanno fempre allegri tempij,&: lorocafe,e delle che tutti fi coronauano,e loro , e le porte con la_* Militis & corona lib.de animali , come fa mentione Tertull.nel
;

VNa

deltra

mano tiene vn ramo

di

palma

& di cliua, per memoria della Dofu riceuuto Chrifto N.S.

menica delle Palme , & l' allegrezza con che molti rami di palme 5 & d'oliue_.
l'amaritudine PER che tenga con ambe
fi

con

dipinge da alcuni vna donna veftita di nero, mani vn fauo di mele , dal quale fi veda gerforf perche quando fiamo in maggior d'affentio, pianta mogliare vna in maggior pericolo de difaftri delfelicit della vita, allora ci trouiamo tutte le qualit dalla cognitione la Fortuna onero perche conofcendofi fcienza della dolcezza.^, del contrario , all' hora fi puhauere perfetta quando fi guftata vn'eftrema amaritudine,per diife l'Anofto.
le
;

2S(o

Et

per ^

Chi prouato non ha Uguerraprim^t, comict lap4ce , e non la (iima dice ancori perche quella medefima amaritudine,che neirafiencio,fi appafiionati. metafora effere ne gl'huomini

VN
&
^

^ M

v,

e.

atto di con fregi d'hellera , A donna giouane fcettri alcuni habbia cima quale la , rupe falire vn'afprifsima Icone con la telta_> corone di pi forte , & in fua compagnia vi fia vn
veftita di verde

^L^mbitione , come la defcriue Alefiandro Afrodifeo, vn vn' appetito inordinato d'honofienoria ouero come dice S. Tomaflb, donna veli ita di verde . perche il cuore re laonde fi rapprefenta per vna pafce mai d' altro, che di fperanza di grado dell' huomo ambitiofo non (i
appetito i
,

d'^honore,

dipinge che faglia la rupe^ /. pianta lempre ci fanno conofcere, che come quefta dell'hellera I fr-gi la foftentanoi cofi l'ambiva falendo in alto, & rompe fpeflb le mura,che alla religione,ne a chi gh ne a i parenti, tiofo non perdona alla patria,ne

& per

fi

'

continuamente tormentanao cq por^e aiuto, o ccnfiglio, che non venga maggior degl' altri ringordo defiderio d'efler reputato fempre

D.I' 2^ leone con li tei^a alta dirnurtra , che 1' Ambitione non mai icnzo^ fuperbia . Da Chriftforo Landino poflo il Leone per i* Ambinone./, percioche non fa empito conrro chi non gli reffte , cofi i' ambitioCo cerca d'efler fuperiore, faccetta chi cede , onde Plauto diilc: Superbus mmres dc'fpici: raaioribus midct , & Boetio Ira mcmpcrami fremei y rt Leomt animumgesaYS credant . Et a qucfto propofito , poich l'ho alle mani, siggiunger per Ibdisfattionc de i Lettori vn Tonetto di Marco Antoni Cataldi , che dice coli :
Il
,

CESARE

RIPA.

di dij'cordia

riffe
,

a lirke vera

f"

m pi di Tififon

pi di Megera.

P^apim

d virt

ladra d'honori
,

Tu fshi vn nuQuo

Che difafi ,

di pompi

difplendm

Soma il corfo mortai t: pregi altera : Thfei di glorie altrui mmiea fiera Madre d'hippncrijia .fonte d^crrori,
Tiigt^ Animi auueleni, e infetti
i

Diojiimarfi annone, D'Rtna tmpedodc efporfi al foco ecmo 0' di morte fntmfra ^mbttone,
,

Tu dunque l'onde Stge


Tornay che few^a
te

d lago ,At*erm

langue Plutone^

cuori

L'alme non

feniott duo^nulla l'infirm,

^mhitime .

TP\ Onna gioiiane,veftita di verde,con habito fuccintOjC con li piedi nu-f di hauerd a gl'homeri l'ali & con ambi le mani mofri i metterfl
i

capo pi forte di Corone, oc hauer gl'occhi bendati Ambitione/ccondo S.Tomafo i.i.q. ^ '. art.2. m'appetito difordinato di farf grande, di peruenire a Gradi, Stati,Signorie, Magillrati, ^ Offici;, per qual fi voglia giufta ingiufta occalone , virtuofo, vitiofo mezoionde auiiiencchc quello fi dica eflere ambitiofojcome dice Arinotele nel quarto delI'Ethica , il quale pi che non faccia meftiere , oc ouc^ non bifogni cerchi honori. Si dipinge giouanc veftita di verde percioche giouani i fon quelli ch^ molto fi prefumono , & molto fperano elTendo lor proprio vitio , come dice Seneca in Troade , per non poter reggere i' impeto dell'animojcho perci Te gli fanno l'ali a gl'homeri, dimoftrando anco , che appcfifcono, ce arditamente defiderano quelle cofe , che non conuengono loro , cio
in
i
,.

confulamente

i i difagi , i dancheTambitiofo fortiene per confcguir quelli honori che fieramente ama , poich per ds ogni cofa ardifcc di fare &c (offrire , con patienza , come'ben dimoftra Claudian.lib.s.in Stilicon.laudem.
_

volare fopra gl'altri , L'iiabito fuccinto,


,

& 4:flere fuperiore a tutti. & piedi nudi fignifcano le fatiche,


,

ni

& le vergogne

Trudis auantiara t cuim fxdifftma riutrix jimbitio,qu^vn'ulH,foriymq;potetUt


Si

Excubat.et precidi commercia pofat hono-

Tulfafimul.-

^fum.

rapprefenta , ch'ella medefima fi ponghi le fopradctte cofe in capo per dimoftrare che l'mbitiofo opera temerariamente efendo , fcritto in S. Paolo ad Hebr. cap. 5 T^emofibifumat honorem, fedqm vocaiur d Dto tam-^ ^uarn Aaron non fapendo f egli ne fia degno.
.
,

Si dipinge con l'occhi bendati,perche ella ha quefto vitio,che non fa diIcemere , come dice Seneca neli'epift. 105. Tcntw efl ambiuom furor

yt

mm

tibipoji

H yideatur

si alifm ante tefmr^u

Le qua-

e O K O L O e
B
l

I
H.

^ M

Le qualit delle corone dimoftrano , che


arpetito,fccondo
il

l'

ambidpne e vn diforamato
^v,;

detto di Seneca nel a.dc ira^>

2Jon ed contenta movibii^ ^riHui Ci Hcrtpotcfi vno nomine

P^ultfhftos occupare,

& per omnem


^

Orbem titulos difponere. di fcriuere vn Agramma tatEt dquefto propofito non voglio iafciare Donnola , che cosi dice. to fopra la prefentc figura da Taddeo
^m'oiiio.

jimotibi.

Grammaafhlfam qua rdcs^dclim naq;

Th lude htc hominc:,quos ambuiofa

cupido.

Ex vitio vmm mi m/i colHgUnr.

Cxco(,dcmcmcsjid,a4lvfq'icpicit,

AM-

DICESARERIPA.
AMPIEZZA DELLA
tal j

% ^
.

G LQi{

SI

dipinge per

cuccto la lgura

d"

Alcilaadro Alagao con vn

Fol

gO'

T'c ili

mano % & "^.i

U coroiu la capo

Gi'aatichi Egitij intCDdeuaiio per il tblgorc l'ampiezza della gloria i^c la tama per tutto il nior.do dilrcfa , elTcndo , che niun' altra cofa rcnd'^i-misgior iono , cl^ci tuoni dell' aere , de' quali efce il toigore , onde per tal cagione fcriuon gl'HiOorci ch'Appelie Pittore Eccellentiisimo, vo-

lando dipingere j'cifigic del Magno Alei^ndro gii pole in uiano il folgore , accioche per qucii j lignil jile la giiiarezza del fuo nome dalle co^i^ da lui ii.tv~ in lontani paei' portata ,t< celebre per eterna niemoria Dicefi anco , che ad Oli./; pia madre u' Aleifandro , apparue in o^no vn Folgore?il quale gli dauj .^nditio Gcirampiezzaj& fama futura nel igliuolo
.

DONNA
fpalla,&
le vi fard

A M
il

vcirita di bianco,
in letcere

T A* ma rozzamentcmoftri quafi la
C
l
l

finiflra

petto ignudojcon la delira

mano moltri

il

cuorc,nel

qua

vn motto

doro cos^

LONGE, ET PROPE;&:
Sar fca,
.

nelleilremo della velie


pii^liata
,

vi fari fcritto,

M O K.S_, ET VITA.

& in capo terr vna ghirlanda di mortella

& di fiori di pomi

granati intrecciati inleme, nella fronte vi far fcritto

HYEMS, AESTAS.
far circondato da vna vite verde

braccio fniftro terr vn olmo fccco, il quale Amicitja fecondo Ariflotele vna fcambieuole, efprefla, ik reciproca beneuolenza guidata per virt,& per ragione tra gli huomini, che hanno conformi i; de influiTi , & di complef11 veilimento bianco , & rozzo , la femplice candidezza dell'afoni . nimo , onde il vero amore fi fcorge lontano da ogni forte di intioni , &:

Sar fcapigliata,

& con

il

dilifciartifitioli

*;

'*

il petto ignudo,addtando il cuore col motperche il vero amico , prefente , lontano , che fia dalla perfona amata^col cuore non C\ fepara giamai; c bench itcmpi,8: la fortuna fi mutino,egii fempre il medefmo preparato viure,& morire per l'intereiTc deli'amicitia , & queftoignica il motto , che ha nel

Moitra la fpalla
,

fniflraA'
^

to

Longe ,

& prope

lembo

della vefle

& quello della fronte


,
1

Mafeinta, advnminimo

, quafi fottilifTima nebbia al hauere la ghirlanda i mirto con i fiori di pomi granati , mo(lra , che il frutto dell'amor concorde, & deli' vnione interna fparge fuori l'odor fuaue de gl'efempi;, &: deli* honoreuoli artioni , & ci fcnza vanit di pompofa apparenza, lotto la quale fi iiafconde bene fpeflb l'adulatione nemica i quefla virt Dipingefi parimente Icalza , per dimoitrarx; folecitudine, oueroprcftezza, &: che per lo feruigio dell'amico non fi deuono prezzare gli fcommodi; Come dimoer Ouidio de Arte amandi: Sirota difherit, tupcde carpe Abbraccia finalmente vn olmo fecco circondato da vaa vite verViam 4e, accioche fi cor.rfca , che i'amicitia fatta nciic ^rofDerira , deue durar ''-" iempre.

volgimento

di fortuna
.

vedefi fubitamente

Sole dileguare

L'cfTere fcapigliatajS.:

'

C O N G L O G
^4

Mi

CI

maggiori bifogni deue eiTer pi che mai amicitia , scorItrada dandoli, che non mai amico tanto inutile, che noniappia trouar in qualche rnodp di pagar9 gl'oblighi deli'amicitia^
fempre
,

& ne

ueri i capelli iparfiifotto 11 & ilretto;nella deftra mano vn mazzo di fiori, & lotto al abbracciato, co piede deftro vna tefta i morto dette. Il cagnolino bianco moI capelli fpsrfi fono per le ragioni gi all'amico la pura hdeifira, che fi dc\ie conretuarc netta d'ogni macchia
t;pcr *
i

la medefima ragione detta di iopra,haDonna veftita di biancho,per braccio finiitro terr vn cagnolino bian-

fiori

s'incende l'odore del

buon

crdinc,clie cagiona ram.icitia nel

confortxo.

infortlo,

ni CESARE IlIf>A, & nella commiuic vfanza de g*huoniin{

if
.

Sotto alpic dc- ir.

ff

dipinge la tefta di morto calpeftata, peixhc la vjri ainicitia genera fp<:i' (e volte per feruigio deirainico il difjpregio della morte Per diile Qui^o , lodando due cari amici nel 3 .lib.de Ponto.
Ire iubet Tylades^cbarum ptmiirus .Orefkn

Hic negatjn^ue vice pugnat rUYq-ntwt

^.mcta.

ad vna delle quali Ci vedrl le ipallr , & all' altre con le braccia inficme Vna d'efle haueriin mano vna rofa l'altra vn dado, e la terza vn nnazzodi mirto, dsllc. imagini di quelle tre gratie , fenza dubbio fi regola la buona, ik perfetta imicitia , fecondo che gl'antichi penfauano , imperochc Tamicitia non., ha altro per ilio fine , che il giouare, & far benefido altrui & non lafarfi fuperare in beneuolenza , ik: come tre fono le gratie de glantichi , cos^ tre gradi ib^nefitij tengono nell'amicitia. 11 primo ci darle cofe 11 fecondo di riceuer l'altrui Il terzo d' render il coiitracambio t delle tre gratie 1' vna ftringe la maiio , onero il

LEdue

tre gratie gniide


il

viCo congi ungendoli


,

braccio dell'altra
palfare di
tjujita

mano in mano
;

miniera il

perche l'ordine di far beneiltio altrui , che debbia^ & ricor.iare in vne di chi lo fece prima , & in nodo deli'amicitia tiene llrettamente gl'iuiomini wniti
,
,
.

tra di loro,
Si

..

rapprcfentano qucflc tre gratie gnnde , perche gV huomini inferfie l'vn l'altro debbano elfer d'anino libero, (Se fcioito da ogni inganno, v.^a fola volge le fpalie , Se due volgono il vfo ,*per moi^rare , che fempre duplicato l deue rendere il benericio all'amico. Si rapprefentano allegre nell'afpctro, iTcrchc tale fi deue dimoftrarcj chi fi benetcjo akrui , & tali ?ncora coloro , che lo riceucno . Hanno l'apparesza virginale, perche famiciria non vuoi'eler contaminata dalla villi d'alcuno intereffe particolare . La rofa (ignirica la piaceuolezza , quale fmpre deue eflcrc tra gramici,ellendo fra di loro continua vnione di volontd. U dado lignifica l'andare , & ritornare alternamente de i beneftij,co^ me fanno i dadi , quando fi giuoca con efsi. a mirto , che fcmpre verde, fegno, che l'amicitia deaerirtelTa conferuarf, ne mai per alcuno accidente farli minore..

VN
Torta
il

cieco, che porti fopra alle fpalie vno, che

di,

come
il

non pofla ftare in piefeguenti verli deil'Alciato dichiarano


si)

cicco

ritratto in
il

Ic^aUs,

Cesi l'intere di due mczi^l

F^lTi

Et per voce di

lui ritroua

calc^

Vyn p^c/ando la vjia


la

Caltro pttlj .
al-

^mitlafenx^gioii^^mcnto

DOnna,

rozzamente veftita, che tenga con

mano vn nido , con

cuni rondini dentro,&: d'intorno detto nido volino due, tre rondini . Qiieit'vcello all'huomo domelHco , & famigliare , & pi de gi'^Itxi prende Hcurtd delie cafc di ciafcuno , ma fenza vtile , r*,Gn fi donefti-

cand

i3

ICOMOLOGIA

candogiamai, Scauuicnaiidofiilteinpodi Primauera, entra incafiui


per proprio intereiie
, coni* i tinti amici , che folo nella Prinij uera delle prolperit s'auuicinano , & fopraueneaio l'Inuerno de'faftidi j abbando* nano gl'amici, hi ggendo in parce di quiete , con tal fim;litudiae volendo Pittagora mc^llrare , che fi hauellero a tener loataai g' ain:ci dati , e in* grati,fcce Icuare da i tetti della cafa tutti i nidi delle rondini.

HV O M O
" t

d'afpetto magnifico , 6c venerabile , con habito longo , C ripieno di magnanima grauit, con vno fpecchio in mano,intor io ai quali lari vna cartella con quefte parole . 1N:5PICE,CA VT VS ERIS. L'Ammieltramento l'eiicrcitio , cne i Fa per i' acquiilo d'habiti virtuofi , di qualit lodeuoli , per mezo di voce , di Scrittura, & l fa di afpetto magiiifico , perche }?i'aaimi nobili foli facilmente s impiegano z,

vanno auanti alla virt Il vePdmento longo , 6c coutinuato , molra , che i buon habito fi ricerca continuato ciiercitio,e lo fpccchic ci da intendere, che ogni nollra attionc deuc ciTer calcolata,& compai'aca con l'attieni de gl'altri , che in quella itella cofa fiamo vniuerfalniente lodati , come dichiara il motto medefimo
i

iilidij,che

VN&

fanciullo ignudo
tre altre nelle
fi

, alato , in capo tiene vna ghirlanda d'alloro mani , perche tra tutti gl'altri aniori,quali varia^

quello della virt tutti gli altri fupera di nobile di ogn'alcra cofa , & l dipinge pi nobilt i come deli'honore che fi deue ad efia virt. fegno per d'alloro, ghirlanda con la non corruttibile , anzi come l' alloro d'eifa l'amor che mollrare Et per en?pre verdeggia, & come corona, gliirlanda ch' i igura sferica non ha giamai alcun termine Si pu ancor dirc,che la ghirlanda della tefta_. ignihchi la Prudenza, & l'altre virt Morali, Cardinali, che fono Giuilitia , Prudenza, Fortezza, e Temperanza , & per mollrare doppiamente la virt con la leura circolare , c ca li numero ternario , ch^ e per-

Bientc da i Poeti

dipingono

la virt ifrelfa e

fetto delie

corone

HVOMO
ie additi

^MO{E FEKSO DDIO^


che
ilia

con la

liniftra

riucrentc con la faccia riuolta vcrfo il Ciclo,quamano,c con la delira mollri il petto aperto.
j4,

rnor del projimo

quali fticno inatto di pigliare con il becco il jfanguc ch'efcc d'vna piaga , che detuo pclicano fi fa con il proprio becco in mezo il petto , & con vna mano moilri di folleuar da terra vn poucro,
fuoi hgliuolini,
li

Verno veftito nobilmente ,

clie gli ftia

a canto vn pcUcano con

li

con l'altra gli porga denari , fecondo il detto di Chrifto' noUro Signore ^msr dije fifjio. BeirEuangcho.

l'iiOj

hi

CESARE ripa;

v^

rifb,quanto infelice

&:

ridicolofa fu da

poeti antichi fnta la faucla di

Karcifo , per di (Te

l'Ale iato.
Cosi friucTteanuicnchf fi :id' tifo

S i come rmrar.do.l bel ^atdfj^

elle chi^r*'->*id( it
'

rogofmftnbante
i

lodando bs.r

legii occf

hor il bi l vifo ,

fu difejitlO miiidie amante,


jl
Errar de ciechtye mi feri mortali

Lmom .che l^re:z,'{ado a'trmftpor:ga natt Cvn Ic^t a mor [cut n he difc stjjd, E vanirade.e dannotC bi-ijmo ^fj'r^JJo,
B^
,

E.
e ttalportato in l'mgusnbjra casi,

Scritto ia Uti'ca nella Tragedia d'OiPauta

fingt che

amor

fia vio

L*Ptr m^rff U/m JqUo

yaa de^
fiOf

Si p^r^chr delfuo inganno fi diletti,

Tpiia

ej[d piaceuolCf

ma rio

to
*habbia gl'homcr
l*ali

G O
muli

N O

O G

A
ma
vede poco
t la Ufciuia

Tatito, che gode fol c gl'altrui

L awma fcaldty nafce ne 'venfanni


jiWtt, che afUipny
L'otto

Le mani arwute
Torti le fiamme,

d^arco e dfaUte,

d nodrifce^

human4f

E in brcue face aHrette


chi.

Mentre che va lontana

per l'vniuerfb

La ria fortuna con juoi grani damt^


Spiegando
i

V poifpargendofty che delfuo ardore


l\fla accefo 'cgnl core,

trijit

vanni,

E U buona,

e felice J preferite

E chvdjU'vfo b'.im:npQco diuerjb


Dyolc<^ri e di f^cneve Cianato

Torgendo ci che

tien nel ricco

Ma

f no :

E del CielteigailpHjKbline fiato

Onk il cieco defio d m


Jl fuoco
,

f quefiavientneno^

Iconfcnte

^mor vitio delia mtnte infana


Ouade fi

cfjs

ardeaprizytutto iammor^a^

E toVtoperde amor ogni fuafur:^ , ^A^ov diFama, fanciullo nudo coronato di laoro con i Tuoi rami , &: bacche, hauerd nella delira mano in atto di porgere la corona Ciuica , &c nella fnifh-a la corona Obldionale , & fopra vn piedellallo vicino a detta figura, vi faranno diltintamente quelle corone , che vfauano i Romani in fegno i valore, cio la Murale, la Caftrenfe, & la Nauale_^ Racconta A. Oellio , che la corona trionfale d'oro , la quale fi daua io honore del trionfo al Capitano , alf Imperatore fu anticamente i laiioro , & robfdionale di gramigna, & fi daua d quelli folamente , che in qualche eftremo pericolo haueflero faluato tutto TefercitOj s'hauelfero ieuato l'efercito da torno La corona Ciuica era di quercia,& gl'antichi cpronauanodi quercia quafi tutte le ilatue diGioue,quafi chequefla tulle fegno di vita , & i Romani foleuano dare la ghirlanda di quercia d chi haueiTe in guerra difefo da morte vn Cittadino Romano, volendo daSoleuano anre l'infegna delia vita d chi era altrui cagione di vi nere cora fare quella ghirlanda d'ilice per la fimilitudine di detti arbori . La corona Murale era quella, che Ci daua al Capitano, onero al foldato , che era ftato il primo a montare fu le mura del nemico La corona Cailretiic fi daua a chi fuffc prima d'ogn'altro montato dentro i baflioni , & alloggiamoti de'ncmici. La Nauale fi daua a colui, che era il primo a mon&.queile tre fi faceuano d'oro, &: la Murale era tare fu l'armata nemica con certi merli fatti a fimiglianza delle mura , oue era afcelb . La CamuQue
dalfuo proprio loco

VN

La Nauale haueua ftrenfe era fatta nella cima a guifa d'vn baflione per ornamenti i fegni de roftri delle naui , & quello quanto bifognaua icriuere in tal propofito per commodit de'Pittori
.

Il capo , & i fianchi rolfi , & le braccia verdi grano , , oc piene di pi forti di adorni gratia coperte di cofcie & grappi , le , le gambe co , & firondi d'vue. iori terrd riuolto mano in giro vn ferpe fi la coda ia boo vna che tengha In nell'altra hauerd chiodo vn U ca,

MO HV O &
ba,
i

^ N K
di mezza et

0.
a gl'omieriscol capa,il collo,la bar-

con Tale

capelli pieni di neuc, giaccio.

di varie fpighe di

Si dipinge alato
(iicc

E 5 I P a: sr autorit del Petrarca nel trloni'o del tcmpoiou? Che volan l'hore , igiorm , gl'anni , e i mefu
con
1*

DI e

ARE

fecondo Tvlo commune , comincia Ai Ccnnaio, quan& le neui fono grandifllme , & perci glifi pone la nc^ u in capo , & perche la Primaucra adorna d ogni forte di fiori, e d'Iier-

L'anno
il

>

do
be

giaccio,

gliarf,

& le cofe in quel tempo fiitte cominciano in vn certo modo d ie& tutti fanno pi viuacemente le loro operationi,per le gl'adornei

nano le braccia

modo fopradetto.

L'Eflate per prefenta col petto

elTer caldi grandiflimi,


,

&

fianchi rolli

& le biade tutte & con le fi-ighe.


,

mature, drap-

L'vue nelle

no

Il

ferpe pollo in circolo

gambe , moflrano l'Autunno che l'vltima parte dell'an, che morde la coda antichiilima figura^

il principio di vn andell'anno , perciochc Tanno fi riuolge in f fteflb , dell' altro , fi come per quel ferpe ridotto in forma i circolo fi rode la coda i onde Virg.nel 2. della Georg.cos dille. fronde mmws agricolts (abor a&Hf in orbt't ^tq;mfefna per vejtgia volukur ctnyjH'S .

&

so confima il fine

le

Scriuc Fello Pompeo , che gl'antichi Romani fccauano ogn'anno nelmura de i tempi; vn chiodo , &: dal numero i quei chiodi poi numerauano gl'anni , & per fegno dell'anno fi potr dire che fiano i chiodi.
, ,

maturo alato HVomo ro con quattro


la diuerfiti de'tempi,

per la ragione detta di fopra


fi

fopra vn car-

caualli bianchi, guidato dalle quattro flagionijchc

foao parte deli'anno,le quali

dipingeranno cariche de' frutti , fecondo

DONZELLA
ri

^X^M A

\AG10'^EyOLE
,

BEATA.

gratiofi ilima

jBo , e trafparente velo, il

volto coperto con vn fniffi* veflimenro chiaro , & lucente, gl'home-

hauer

il

vn paro d'ale , & nella cima del capo vna ftella_,. Bench l'anima , come fi dice da' Teologijfia fuftanza incorporea , Se immortal,fi rapprefenta nondimeno in quel me^lior modo, che l'huomo legato quei fenf corporei con T imaginatione,la pu comprendere , &

non

altrimcntijche fi fogli rapprefcntare Iddio , gi' Angeli, ancorch- fiano pure fuftanze incorporee Si dipinge donzella gratiofiilima, per effer fatta dal Creatore, che e perfettione,d fua fimilitudine. fibnte d'ogni bellezza , Se gli fa velato il vifo per dmotarc , che ella , come dice S. Agoflino nel lib.de defnit.anim.fullanza inuifibile gl'occhi humani , e forma fu-

&

&

ftantialcdel corpo,ncl quale ella tioni eileriori fi comprende.


Il

non

euideatc

faluo che per certe atla

vcflimcnto chiaro

2c

lucente per dinotare


il

purit

&.pcrfettio-

oc della fua efTcnza- Se le pone la lidia fopra

capo , effendo che

gl'Egitij fignifcaflero

co

la ftella l'immortalit dell'anima j lib,44.dc'fuoi Icroglifci.

come

riferilce Picrio

Valerianonel
L'ali

st

ICONOLOGIA
TM

1%
{

le

L'ali gl'homeri denotano cof l'agilitd, due potenze inteilecto,e volont

e rpirituaiit fua

come anco

Occorrendo
li

^nima damata. rpcde volte nelle tragedie

& rapprerentation di ca-

regniti,

&

finti,fifpirituali

l'anima di alcuna perfona, fa abilmente introdurre. Per tanto fi dour rapprefentare in forma, & figura humana, ritenendo l'effigie del fuo corpo Sar nuda, o da fottilifsimo & trafparente velo coperta , come anco fcapigliata, & il colore della car. nagione di lionato fc uro, & il velo di color negro . L'anima dal corpo feparata,elTendo ipiricualeA incorporea, non ha-
.

come profani, introdurre nel palco mefliero hauer luce, come ella fi debba vi-

dubbio.

E S A Pv F: ?? diibbo , che non gli ccnuicnc per ie ll.ira figura , 6c lormatiorrC , Se altre qualit , che alla materia iblamentc ftanno attaccate , tutta uia Jonciidr) cjuefta rapprefentatione farli obietto de fenl corporaI5l!mo a/lretri i
proporcelaauantifotto forma, medcfimamcnte corporea accomodare ancora la cofa intefa al noiliro concetto dunque f gli da laitguni^ humana con quella licenzajcon la qu.ilc ordinariamete li dipingono ancora gl'Angioli,'!- perche l'anima .?.. forma al corpo,non ( pu imaginarcche fia d'altra figura fc bene lappiamo clla,come l detto di ibpra_.> non elTere da quefti termini materiali circonfcritti Riterr dunque i*efiigie del Tuo corpo per effere riconofciuta , & per accolhirfi a quello , cjc fcriuo!io diuerfi Poeti , tra gl'altri Virgilio nel 6. Quando fa ch'Enea radi nell'Inferno , e riconofca molti di quelli , c'hauea cognitione in queila
,
c^..

DI C

KlP^.

vita

& il Dante nel cap. ^. dell'inferno.


Tcfciacb'iov'thcbbialcMfirico-'Wfauto,

Dicci anco meglio conofcerlajfe gli habbia dare altri fegnali deli;i_> Aia conditione, perche talnolta occorrer raopreintarla con diuerf] accidenti , come per efempio, ferita, in gloria , tormentata . 6<.c. in

&

tal cafo

Ci

qualificher in quella maniera

che

fi

conuiene allo ftato ,

&

conditione lua_/ Dipingali ignuda per effere cffa per Tua natura fciolta di ogni impedimento corporeo , onde il Petrarca nella canzone Italia mia, cof dille. Che l'alma ignuda , & fola Et in altra canzone il principio della quale: Quando il fuaue mio fido conforto Seguita , dice Spirto ignudo, &c. Et nel trionfo della morte cap. i. Ch' hoggi nudo fj.^irto, &c. Li capelli fparfi gi per gl'iiomeri non lolo dimoilrano l' infelicit , Oc mifcria dell'anime dannate, ma la perdita del ben della ragione, c dello
. .

&

intelletto.onde

Dante nel cap.^. dell'inferno cof dice.


Che vedrai
le genti dolor ofe,

T^ofem rtnut't

al luogOy ch'io t'ha detto,

C'hamo perduto il ben delTntelletto, Il colore della carnagione,& del velo che la circonda , figni^ca la priPer diiTe Dante nel cap. 5. parlanuatione della luce , & gratia diuina alla porta di quello vi la fcritto. deIi'iaferno,che della forma,& fito do
.
:

Lajjate ognifperanx^ o voi^ch'entratc,

matura et con le braccia ignuda & con la vefte di covna mano rarchipendolo,&; il compulfo con vn fquadro , nell'altra tenga vna carta, douc fa difegnata la pianta d'vn palazzo con alcuni numeri torno. Dice Vitruuio, nel principio dell'opera fua,che l'Architettura e fcienra , cio cognitione di varie cognitioni ornata , per mezzo della qualc^ Et Platone diceua , che gli tutte l'opere delle altre arti fi perfcttionano
di
,

DONNA

lor cangiante, tenga in

architetti fono fopraflanti quelli, che l'efercitano ncirartiftij, talch fu6 proprio ofitio fra l'arti d'infegnare , dimoflrare diitingucre, defcri;.

uere , limitare , giudicare '& apprendere l'altre

il

modo da effa
B
4

Per
fola

44
fola paitecipe di
fiia

ICONOLOGIA
documenti d'Aritmetica ,
-k di
,

Geometria ,
ogii'arcificio

dalle quali,

prende l3_j Per quella cagione tiene la fquadra , & il compaib, idromenti della Geometria, & i numeri, che appartengono all'Aritmetica, fi ^anno intorno alla pianta d'Architettura,che ella tiene nell* altra mano. L'archipendolo , oucro perpendicolo ci dichiara, che il buono Architetto deue hauer Tempre l'occhio alla confderatione del centro , dal quale fi regola la poftione durabile di tutte le cofejche hanno grauit, come fi vede chiaro in tal profefilone per il bello ingegno del fig. Caualiero Dorjncnico Fontana, & di Carlo Maderno,huomini di gran giuditio,&: di valorejiarsdo da parte molt'aitri,chc fon degni di maggior lode della mia. Et li dipinge d'et matura , per moilrare Tefperienza della virilit con 1* attezza dell'opere ditncili ,& la vefte di cangiante la concorde varieri delle cole, che diletta in quell'arte all'occhio, come all'orecchio dilettanoie rocifonore nell'arte mufcale.^ Le braccia ignude modrano l'attione, che fa ali* Architettura ritenere il nome d'arte, d'artifcio
nobilt
.

come ancor dille Daniel ne fuoi Conimcntarij

VN

<& geierojo . giouine di datura robufta , iera in viCof hauer il deliro braccio armato col quale cacci per forza con gagliarda attitudine Ia-> lingua ad va gran leone , che gli dia fotto le ginocchia . 11 reflante del corpo far difarmato, & in molte parti ignudo Il che allude al genero* (b ardire di Lifimaco figliuolo d'Agatocle nobile di Macedonia, Se vn de fuccellbri d'Aledandro Magno, che per hauer dato il veleno al fuo Maeiko Cailillene flofoib, dimandatoli da lui, per leuarli dalla miferia della prigionia , in cui fhaueua confinato Alellandro ; fa dato diuorare ad vn leone, ma con l'ingegno fupcr la fera5& confidatofi nella fua forza 5 il deftro braccio, ch-2 egli fecretamente s'era armato, cacci in boc ca ai Icone , cC dalla gola li trafe per forza la iingua,reftandonc la fiera Per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de ilibitameiite morta Aieflandro pi cari del Re 5 & ci gli fu fcala per falire al gouernodelli Volendo rapprefentare quefta figura , ilati,& ali eternit della gloria lingua in mano,&: eauallo in qualche mafcherata, o in atro,fe gli fard jflcone morto fopra il cimiero ardire vlt'mo, mettano, armato di tutte le armi, fa a cauallo, a piedi co la fpada nella delira inaao, intorno al quale vi far quello motto
. . .

&

HVomo

PER TELA PERHOSTES.


Nella finiflra mano vno feudo, oue ilia (culpito , depintovnCauaJiero , che corra d tutta briglia contro l'arme lanciate da i nemici con animo i fcampare combattendo , ^n rcftar morto valorofamente fra i nemici . Et iiuorno ali orlo di detto feudo vi far fcritto quel verfo di
Virgilio:
^'mJthi^yi^i'SftHliam^sriircfilHiem

I CE

ARE RI P a;

35

Queflo , che noi diciam.o viti mo , $c neccffaro ardire , vna certa fpe-? detta da Ariftotele, perche pu eiTere , fiol eflere porto in opera ordinariamente per acquifto d'honore , per timore di male auuenire", o per opera dell'ira , della fperanza , per la poca confderationc dell'imminente pericolo, non per amordi quellovero , & bello che fine della virt l'armatura , & la fpada col motto> modrano , che gran refillenza , necefTarijflima in ogni pericolo . Et lo

de di fortezza impropria cos

&

biamo detto,

feudo col Caualiero , che corre contra i nemici,moftra quello , cheliabla difperacione e^Ter molte volte cagione di faiute , ma non vera, & perfetta fort^j^a, come fi detto

.>

^VC

OMOLOGIA
^
i{

Hy
,'

armato d'afpctto treracndo con l'elmo in capc,con la dcftra mano tiene vn tronco di lancia pofato ala cofcia , &: con laiiniftra vao rcudo, in mezzo del quale vi depinta vna tefta di lupo EiVendo quella figura fmile d quella di Marce fi potr intendere per ella rannc,come Dio 4!eilo

OMO

me efimemFlicni;ed:l gran Duca

E
Ferdiando

^. 4 ;v'-^ R Come dipnta in Fivmxe dal gran Duca Ferdinando

XI

VN
il

vaga
,

& bella donna


,

in

mano

quindici corde , con vna lira doppia di capo hauer vna corona con fette gioi& tutte vguali,

veftimento

cii

fette colori

guarnito d'oro ,

& di diuerf^-gioic

DI
jl

CESARE
^H^O G

DONNA
m
re
,

RIPA. A X ^ ^^

tj

vcftita del coior di

terr lotto il braccio finilro vn :.fl:rrd il dito indico .

verderame, haiierd l'orecchie d'aftia, pauonc , ti con la dclra rciz:vj aita


f
.

L'Arroganza
prcie
ditftcili
,

vitio di

coloro
,

che

bene

fi

conofcono
,

di

poco valoi

nondimeno per parere


Se

aliai preilb
&:

gl'altri

pigliano-il carico d' im-k

ci dice S. TomaiTo i. 2 .ou. i.^rt.**" ^nogvti di , qui fthi dur:bH.t^qmdmnhub(t , Per con ragione l dipinge cat'' 1 orecchie dell'afino , nafcendo quello vitio dall'ignoranza, & dalia ftoli-

d'importanza

dezza che non lafcia preuedere il fuccelib deirimpreie , che fi prendono-; in poco giudit^ 11 pauone Ci^Rcz l'arroganza elTere vna fpetie i fijperba , fk il ^tt alto 1 ulinatione di mantenere la propria opinione quancunv-ue hh% &e dal commun parer lontana, iHmandol molto , & fprezzando altrui Et cosi ancora dipingeuano gli antichi la Pertinacia , che quafi vn c'oiL.*
,
.

medefima col'lgnoranza

DONNA
ro
,

di bello afpettOjnella deftra

mano tiene vn vncina di (et^'^

nella finillra

vna tauola imbiancata ,

& nell'eftremo del vt^i-^


,

mento vi fard fcritto PAR,&IMPAR. La bellezza fari inditio della perfettionc de i numeri de i quali cee*> deuano a^ni Filofofi , che tutte le cofe Ci componelIero,& Dio, dal quale non puBnTOceder cofa , che non fia perfetta, il tutto fece in numero,ii|i^ < ^ pefo , & iffmifura , & quello il vero foggecto dell'Aritmetica. L'vncino di ferro , & la tauola imbiancata dimoftrano , che con quelli iftromcnti fi fa la cagione in diuerfi generi d'elferc , &: le cofe compoft- per lo numero , pefo , & mifura de gli Elementi Il motto V^Vy^lmpiy dichiara che cofa fia quella che dd tutta la diuerfic de gli accidenti d quell'arte , & tutte le dimollrationi.

aritmetica,

DOnna,che in ambedue le mani tenga vna Tauola da numeri


altra vicino
i

Se

vna

piedi per terra.

con vna manueila MATRONA & con vna fiamma


nella fini/Ira

/^

E.
,

& vna lieua nella mano deilra_,

di fuoco.

che vfano inllrumenti, &: machine (che fono moke ) riducono la forza delle loro proue alla dimoftratione del circolo, e da elfo riccuonole loro ragioni , & il loro (labilimento , & per fi dipinge i'artc- con la manueila, & con la lieua, lequali hanno la forza loro dalla bilancia , & quella l'ha dal circolo , come fcriue Ahftotele nel libro delle^
Tutte
l'arti
, come iftrumento principale delle cofe^ perche confolidando, mollificando le materic,le fhabiii ad cifeie adopratedaU'huomo in molci eUercitij iiiduftriofi
:

Mecanichc^ La fiamma del fuoco fi pone

artificiofe

ICONOLOGIA
^rte
.

,,-

, nella mano dritta tiene vn pennello , Se vnJ con la finiftra vn palo ftto in terra , al quale vi fia legata vna pianta ancora nouella , ^^: tenera. 11 pennello , &; lo fcarpello figniicano 1 imitatione della natura , che> particolarmente fi vede eiprefTa nel dipingere & nello fcolpire ilche fi moftra nel pennello, & nello fcarpello & perche in alcune altre non imita, mafupplifce d i defetti d'cfla, come nell'Agricoltura particul?.re,per vi s' tggiunge il palo ftto in terra,quale con la fua drittura fa,chc per vigor dell'arte crefca il corto, & tenero arbofceilo

DOrttia vcfliica di verde


fcarpello
,

de

>,

DONNA
llri

S T I Ti E ^l z ^, che con la deflra mano fi ferri la bocca, d^on l'altra alcune viuande delicate, con vn motto, che dica_*

mo

NON VTOR NE

A13VTAR.

Per moftrarc,che il nr.angiare cofe delicate fa fpcflb,&: facilmente precipitare in qualche errore , come l'aflcnerfene fa la mente pi atta alla. contemplatione , & il corpo pi pronto all'opere della virt , & per dicefi eiTer l'aftinenza vna regolata modcrationc de'cibi , quarito s'appartiene alla fanit, neceffit, qualit delle perfone, che porta all'animo eleuatione di m.ente , viuaciti d'intelletto , & fermezza di memoria, & al corpo fanit, come bene moftra Horatio nella Sat. 2. lib. 2 cos dicendo:
^4ccipe
ttc

vHm tennis, qua quaU^.fai

Afferai in frhmy raleas bme^na vari^ res Vt noceant homr creda^s memor tUtm efcg

Lemafirct pUuitOiVides.vt paUtis omnis C^na defurgat dubU ? qum co^fB onuftum Htfterm uittjs ammit qtioq.prf^aHat una

Qu ftmpUx olim ubi federiti atftmui affis


Mjcutii elixa fimul conchylia turdit
:

^tq.

afjgit

jliter vbi diio

humo dimm puYtculam aurd cium curata fopori


{niaJHYgitn
di

JOultia f in bile vtrtet ftcmachQq.tHmultu

Mtmbra det: vegttm pr^efcripta admti*


"l^S.

jlSSlD^TU.
SguiT^ri ndpalax;j^

VN A
gio
niftra

Come

dep'mta nella fala de

vecchia, la quale tiene con ambe le mani vn tempo d'horolo^ j & canto yi vn fcoglio circondato da vn ramo d'edera.^

DONNA
porter

T t^O l

A
d ftelle in cap0,

vcflita di color celeflc ,

con vna corona

alle fpalle l'ali, nella deflra

mano terr vn fcectro,

nella

fi-

canto vn*aquila_.. Afbroiogia, che parola venuta dal Greco, fuona nella noftra lingua- ragionamento di /belle, le quali fi confiderano in quefl'arce, come cagio-

vna

sfera, &:

ni deli effetti contingenti

Et depingefi

di color celefte,
,

dcU'huomo, della natura-.. perche nel Cielo flanno ffle

le

Aelle ,

& di

fa su cfcrcitano la forza loro

& per moflrare

difficult dell'apprenfioni

cr la tanta lontananza le

%ano,

fi fanno l'ali , le quali ancora fouentc non baper qucflo medefimo vi fi fa l'aquili_ JLofce.ctro dinioftra . che le ftelle in vu certo modo hanno fjpetie di d^

2t

mini

NV

DI e

S
,

minio fopra li corpi fublunari 4airAftrologo .

A Pv E R IP A. & con queilo rilpctto


^Jirologa.

tt
{ottO con{dera:e>

ti

di (idk, & figure Aftronomiche, & vn quadrante, &; altri ftromenappartenenti all'AIlroIogia , all'homeri haurd l'ali , per dimoftrarti^ che ella fta Tempre con i! penfero leuato in alto per fapere, & intender le cofc cckili.

DOnna vellita di color ceruleo, eoa rA(lrolabio,& co vn libro pieno

^ urologia.

DOnna

veflita di color ceruleo,

hauri l'ali all'homeri , nella de/lra_j

mano terrd vn compaflb , & nella finiftra vn globo celeftc. Vcftei di c<^r ceruleo, perdimoftrare, che quella fcienza poftsL.*

nella contemplatione de corpi cclefti.

Le fi dipinge in mano il globo celeilc , con il compafTo , per cffer proprio Tuo il miiurare i Cieli , & confderare le mifure de'loro mouimenti > k ali d gl'homeri Ci pongono per la ragione gi detta_^. yt S T f^ T I ^* veflrita di pelle di volpe , e fard di carnagione molto rof^ fa , tenendo vna fcimia Cotto il braccio. J/Aftutia come dice S.Tomaflb 2. 2. qu. %^.ar.^. vn vitio di coloro, che per confegnire quel che defderano , fi vagliano de'mezzi non conueticuoli , per fi dipiiigerd veftita di pelle di volpe , eflendo quefl'animale aftutiliim , x per tale ancora conofciuto da Efopo nelle lue fauole,adoprato in quello propofto molte volte . Della fcimia fcriue Ariftotele neirhiflorie de gl'animali afutiflima. La carnagione rolla per detto del medefimo Arift.lib. 4. de Fifbnomia cap. I o. Significa a/lutia , perche il bollimento di fanguc Tempre genera^ nuoui mollri nell'anima , facendo nell'huomo il fangue quello , che fa il fuoco nel mondo , il quale fempre llando in moto , confuma tutte le cof combuflibili , auuicinandof ad effo

&

DONNA

, far3 macilente,*: in habito di ferua , & le l legga in fronte la parola v^tuiot cio Pluto il quale fii crc-fo Dio delle ricchezza Sard cinta di vna catena d' oro , trahendofene dietro per terra gran parte . Moflrerd le mammelle ignude piene di latte , & hauerd vn fanciullino quaf i dietro , magro , & di ftracci non d baflanza vefito , che con la delira moflri di fcacciarlo, per

DONNA

^ y ^
pallida
,

i^i

^'

& brutta con capelli negri


.

non dargli il latte

delle

mammelle ,

alle quali

hauerd

la

man fnillra ivi-,

atto d tenerle flrette.^. Pallida Ci dipinge , perche l'impallidifcc il continuo penfiero 6 accumular teforo con appetito infatiabile di fare fuo tutto quello,che di altri , fcnza hauer riguardo , d forza di leggi , d conuenienza di fortot* lcuna_>. _ancora la pallidezza effetto di timore , il quale fla Tempre abondan*tifTinao

.y

.?

ICONOLOGIA^
,

tflmo nelle vi/cere

Tolte a pena di

Te

dcH'humo auaro non fi fidando d'alcuno, & moTt# medefimo per la gclofiajche ha di non perdere vna mi-

irticeiia di quello, che pofliedo L'hdDto feruile , & Tozzo , & la catena d'oro acconcia nella maniera i 'he dicemmo, fegno manifefi-o dell'ignobile, & vii fi:ruiti dell'auaro. La fcritta della fronte , ci dichiara, che l'huomo auaro in tutte le fiie ttioni fi fcuopre per quello,chc ,ne fi fa celare in alcuna cofa . Et per olleruarfi qucfto coftume ne gli fchiau, fi molra la conditione de gl'aua- ri, medefimamente fchiaui della ricchezza. La catena dell oro , che fi tira dietro, ci moftra , che i tefori , S: le gran facoiti , a chi ben confider , fono pefo faticofiiumo , & impaccio molto noiofo , &: il fanciullo fcacciato moftra , che non alci^ veramente auaro , che non fia inficine crudele . Et eifendo la Maeftd di Dio folita d* arricchire pi iVnOjche l'altro, acci non manchi l'occafione d'operare rirtuofamente in tutti li itati , fecondo la vocatione di ciaicuno , l'auaro preuertendo qucft'ordinc , pi tofto lafcia marcire con ingordi difegni quello, che ha, che Tadoprarlo, a fouucnimcnto de'bifognofi
e

nima p

^uarttia.

DOnna

mal

roipo,

& fcalza,nelladeflra mano terr vn & con la finiitra vna borfa ferrata_
vcflita
,

fcapigliata

L'Auaritia vn sfrenato appetito d'hauere, come dice S. Agoft.Iib. ? de lib. Arbitrio , che non cefia mai di coprire con grcfib velo n vifo alla ragione, & con difufata forza fpezza il freno della temperanza. Oc non haucndo riguardo virt alcuna , tranfmuta i cuori pietofi in crudeli ,

&

fa vniuerfal guaftatrice delle virt.

Confifte l'Auaritia principalmente in tre cofe,

prima

in defiderare

pi

del conueneHole la robba d'altri, perche la propria (Ha in intiera, & per le Ci dipinge il rofpojnella deftra manojil quale, tutto che habbia grandiiiima copia della terra , della quale fi pafce , nondimeno femprc teme i Se
fi

afiricne di quella,

defiderandone fempre pi

Confifte fccondariamente in acquilare per vie indirette pi di quello

cheli conuiene , non hauendo riguardo non folo di fagij , 6c incmcdi (ancorch grandifllmifieno)ma alla propria vita,che per fi rapprclenta mal vcflita , fcapigliata , & fcalza, ondeilPetrarchanel fonetto 158,
cos
difle
:

Cernei auaro.chen arcar trjoo

Con ilctto
le

^jjanno facerba
,

Vltimamcntc

confifte in ritenere

tenacemente

cofe iue

& perci d

rapprcfenta nella borfa ferrata*. ^uartU. ?k , magra, nell'afpctto mo^rl affanno , & malinche pallida vn magrifiimo, &: d guifa d'idropico hahd.ur lupo canto conia, & fopra vi terr vna mano , per fegno di dogrande, molto ueri il corpo borfa tenga vna legata, &:flrctta, nella quale miri l'altra lore, & con

DOnna

iifamentc^
11

lupo,

come raccgnta Chriilofaro Landino,c animale auido, &: vora*


ce.

DI CESARE RIFA.

ce j il quale non Tolamcnte fa preda aperta dell'altrui , ma ancora con aguati , ik infidie Furtiuamente , & f non fcoperto da paftcri, da car i, non cella fino d tanto,che tutto il gregge rimanga morto,dubitando fcm- pre di no hauere preda i baftanza,cos l'auaro bora con fraude,6t inganno, hora con aperte rapine toghe l'altrui , ne per pu accumular tanto, che la voglia fi fati; Dipingefi a guifa dell'idropico ; perche^ fi come qucfto non ammorza inai la fete per lo berc,ma l'accrefcejCosi lauaritia tanto crefcc ncll'hut* mo, quanto crefcano i tefori,per dilfc Oratio nell'Ode^. Crefcit indtiigCfs (ibi dirm hydropm Fumer ytnit C^ ajkofus albo
,

2{<^c(cimpeUitimlcauja morbi

Cot-pore
i-f.

bnguor

t San Gregorio adii Morali

cos dice anch'egU fopra di ci-

.?a

ICONOLOGIA.
fiiertyaJtitm

9m''kauaYU.s ex ptu fnim mithplicat qui cumca^ ajue appeth adeptta


tlm rda alia

amplim anhdat . E t Seneca ancora : jinaro decs , tam quii babet , (^mm quodmn hahct La. magrezza del lupo nota T infatiabile .appetito dell' auaro , &: l'in* f onucnience tenacit della robba, che poilcde Onde Dante nel primo (capitolo parlando de] l'interno cos dice Ftha natura jf malnagut criay Et dopo palio hipufme^che pria. che inai mn empie U bramofa voglia Si fa con la boria ferrata , godendo piii nel guardare i danari cornea cofa depinta per diletto 3 che in adoprarli, come vtilc per neceffitd , molto d propofito mi pare in queft'occafone l'Epigramma i Mcnfignor Barberino Cliierico di Camera i nobilt , e valore, (pecchio , Oc orna. :
,

&

mento

al fecolnoftro.

(yrqiiam

FtparcdS opibmytibi quid nonparck ^ugtnicenfm ttrmniis vUm ent r


JDc/ins dittiafi4H0

an

Qid ta obdunu tofies^qud Votce a^Of


T^on nifi quifrugi eft
Dhiti-js
,

pcjfjdet

uUm opef
.

cumulare metallo
,

Ti* mihi d:nes cria, qui neqHo tepore pariis

Ta tbi dceft quod habes qui


veqmSf
gli

qnod haberc

egeas ,

T mtice jimptr tgcs


dall'

^uaritia.

antichi Tantalo in vn fiume coperto dipinge da acqua fino SIalla quale fopra la tefta pende vn'albcro carico i frutti in gota
,

al

per iatiar la iame fete fmorzarfi la fecondo il tio. per , detto d'Ora ne ai fiume flnmna con quel che fegue , & Ci" Tantilii^ d libris fuicm fugient'ia captai milmente Petronio Poeta , come riferifce Pierio Vaieriano nel libro 55. nella parola pedes , cos dice. Qui nec bibumter nqt'aSi necpotnapcten- Duith h^t mogn' (hccsfult cmrc late, Qh tcmtj e^ /it-co cono quit onjimcm, tia carpai Tantalm mfchx^qHcmfua ptaprcmmt,
ch'egli
i

modo

non pofia arriuare con le mani a


,

frutti

^Hartia,

vecchia veftita d'habito rotto , &: flracciato in pi luoghi, far magra , & i color pallido, teiTa con la man deftra vna tenaglia Oc a vna delle gambe hauer vn fcrr fimile a quello de gli fchiaui , con_. a catena in modo che la ftrafcini per terra , &: con la lnifira mano s' appoggia ad vna Arpia , la quale ftia in atto d'allanciarf. Auaritia e immoderata cupidit , & kto. i hauere , la quale genera_# ncU'auaro crudelt , inganno , dilcordia , ingratitudine , tradimento , lo toglie in tutto dalla Giuditia , Charit , Fede , Piet , &: da ogni virt

DOnna

&

morale , & Chriftiana Vecchia fi dipinge , perche non folo regna pi V Auaritia ne i vecchi : ma fi chiama madre i tutte le fceleratczze,e Claudiano nel libro fccoado Stiliconis , di lei cos dice^ ^t primum fcdcrum maUr &c. Il veftimento rotto , tk ftracciato ne dimoftra , che tanto ne gb' animi auari pofia quella diabolica pefl:e , che quello che l'Auaritia robba a gli altri j lo toglie anco a f ftefl'a , onde ncii' iftel'a abondanza rimane pi poucro
,

CE

A RE RIPA.

/
:

|$

'ogm mendico, perci Oratio nel primo libro deli'Ep i|)Ie dice.-' Semper amrus egetc L'cfler magra , & pallida altro non dinota che la continua , & in{ti.t>t bii fame, per la quale gl'infelici inclinati aU'auaritia cdhtinuamcncc io* no tormentati La tenaglia , che tiene con la deftra mano,mof:ra,c}ic,fi come ztto U ftromento ftringe , & tira fempre f , cosi la peruerfa natura dell'empio auaro , il quale non lafcia mai occafone , che non facci il mcdefimo effetto , non guardando n flato, ne cotiditione di qualfuoglia pcrfon.a_,. Gli fi dipinge canto l'arpia , eilendo il vero fimbolo dell auarita, percioche arpia in greco volgarmente Tuona rapire^ Il ferro , oc idi catena alla gamba nella guifa , che dicemmcdenota Tauaritia effer fchiaua non folo della robba , ma ancora de i dcmonij , come teflifca S Paolo ad Ephef.cap.j & ad Colof]',cap. 5. dicendo ^uami
;

e^

idoloYum ferutM

DONNA do
la quale
fi

ji

veftita di rofTo ,

r D ^ c & verde

I
,

^,
~^'

in atto di gettare a tejrra

haurd la fronte torbida , (ar.vna gran colonna di marmo, fopra al-

pof vn'edi/tio.

L'audacia contraria alla timidit, & vitio di coloro, che poco considerano la difficult d'alcune grandi attioni , & troppo delle loro forze. prefumendof,s'auuifano di recarle ageuolmente fine . Per figurata per vna giouane, che tenti con le fue forze di mandare a terra vna ben_. fondata colonna, Il veflimento rofro,& verde fgnifica audacia-,comc anco la fronte torbida 5 cos dice Ariflotele de fifonomia al nono Capitolo.

f^

B^l

7^ 0.
,

giouanettOj c'habbia vna flella in cima del capo in braccio tcii'-ga vn cigno,& fia veflito di verde colore,che fgnifica augurio ,percioche rherbe,quando verdeggiano , promettono buona copia de'frutti. Pierio Valeriano nel 44.1ibro dice , che quelli,che anticamente operauano gl'Auguri; , confermauano , che la flella fempre fegno di profperit , & di felice fucceffo Del Cigno difle Virgilio nel primo dell'Eneide. T^ifruftra ^ugurium vani docuere parentes ^(pice isf nos Utantes agminc cygnos Per noi Chriftiani non lecito credere alle vanit de gl'auguri.
.
.

VN

Secondo /' opinione de Gentili,

Secondo la mede/ima opinione. augurio cattiuo vecchio , veflito del color,che hanno le foglie, quando l'albe* ro da fegno di feccarf, in mano terr vna muflela,& per l'aria dalfniflra banda vi far vna cornacchia. la Il color del vellito dim.oflra, che il cattiuo augurio fi /lima, che venga per la vicinanza di qualche mal fopraflate, come le foglie de l'alberi, che perdon'il colore,quando il trco perde le virt; della muflela dille l'Ale.
.

HVomo

QuicqiiidagUmufela tibiftoccwratfimitte: Signamal^ hfc foriti bejiiaprauagerunt,

lime-

Il

mcdeiino figriinca la coriiacdiia.pcrtliif Virgilio riella-BoccoIica:


Sape/iniilracauiprmix.tab dice cGrmx';'
'

barbagianni,quale fecondo Duidio vcello apportatore in ogni luogo di triftillimo augurio.


Si
il

potria ancora porre in luogo di queda

'^(^aM^k\4*n9f

'feconda t}entiri\

inpicdi^che riiguardi vti'vfllo, che vola per 3ria,& con vna mano tiene il lituo augurale, -il ^juale era via verga incrua , della quale, cos dicGello ai cap. 8 dcllib^ j: lUunsefl virgabremy in parte qua ..-.-. robuHmtUincHrrdsqHcu^iigUTisvtmuiif,Et con efib gl'auguri fedenti defignauano i tempi; a grvcel]i,di cui Cicerone fi mentione nel lib. r.de Diuinatione ''Qjmllitawsijevejkr, quoddarjlfimurn (('mjgne duguratws , vnde ifob6 eji tradicm ,. n:mpe eo BfimulM rtlgiones
. :

HVomo

dixcrh, turn

cum ^rbem condidit, e. L'vceiloj che vola per aria di notte, come gl'auguri, & l'outio dell'aivgurato , appreff i Romani riceuerno i nomi dai gefti de gl'vcelli , conciofa cofa , che dal canto,&-gelT:i nel volar loro oflruati hora in quefta, qeii' altra parte da colorpjche erano deputarti i cotal facerdoe hora tio , erano foliti d* indouinar , cio c^uelli , <h'fi preparauano ad alcwna CDJ^a publica, di partire for^ della Cittd, ouero, chevolefTer eifercitare benej&-drittamfent lcJ^Magilrto'j i qualcf ^fl erano de-*

&

'

putati..

;:-

r:>:b.i;nui> '5x;cl!;Ll2ifio:^hr;25 2IIJ t^:ii::-oiT

fanciulla afta' di color incarnato con vn manto giallo in dofhauerd in mano vna lucerna fatta all'anticha acccfa,ftar a federe fopra il Pegafo cauallo- alato, perche da Homero in pi luoghi ella_. chiamata JtfiJ*07rT^^ che vuol dire velata di giallo,!! come nota Euftaciio Cammeiitacore d'Homcro nel a.lib. deirodiflea,& Virgilio ne i fuoi
fo,

VN A

Epigrammi dice:
JEt

yiurcra Oceamim crocco velaminefHlgens lqmt*


j. lib. de arte amandi nota il colore incarnato,dicendo. l^c cephltf4 roffit pYiQdapudenda D^a JEtil medefmo Euftachio nel luogo fopradetto dice, che ella va in fui cauallo Pcgafeo> per la velocit, & perche l'aurora molto amica de i poe-

Ouidio nel

ti,

& dela gli {piriti capricci ingegnol, & piaceuoli


aurora.

alata , per la velocit del fuo moto, che tofto Iparifce , di color incarnato con manto giallo , nel braccio (niftro vn ce/lcllo pieno de varij fiori, & nella fteffa mano tiene yna fkeella ^ccefa, & con )a.

Glouinetta,

ickra fparge

fiori

'

VN

jVTTO^T^,
A
Matrona, che fedendo

TOTESTM
hi

m vna nobil fedia, fia veftita d'habit

riccojSC

fontuofo fregiato tutto di varie gioie di graade ftima,coa

Die E S ARE RIPA*


^P^TTOFJT^
TOTESTJ.

3}

la dcftra

mano alzata tcnghi due chiaui cleuatejcon la finiftra vn fcettro

& da vna banda vi fieno libri, & dall'altra l'armi.


Sirappreienta Matrona , perche l'et matura ha in f propriamente onde Cirerone nel libro de Seneftute dice ^pex nutem $'f; m6l'itis eli au6io>itas 6c poco doppo foggiunge ; Habet fenclus honorata pra^ fertm tantam au^^rt-tctn rt ea pluris jh cfmrn omnes voUtpt^ites , & ci principalmente per la prudenza, & molto fapere, che in elTa Ci ritroua,dicendo la Sacra Scrittura in Tob al cap. 1 2 iw antcjim efl fapcntia ejr nm dt$ tempore prudentia, onde auuicne, che : ad parendum inuenes , adimperandninfe-. lusfmt accomodati, come dice TlM(,in Tol,
auttoriti
:
,

Ci

Si

i^
Si

pinge fedendo , perche il federe proprio dc'Prencipi, e Magiftrat, per il qual ateo fi mo/h' aurtont, & infieme quiete,e tranquillit d'animo , pcrcioche le cofe , che ricercano granita , non fi deuono trattare , fc non con matura feffione, cos auuiene ne'Ciudici, i quali hauendo poteiiX) de auttorit di decidere, allbluere, e condannare, ci non poflbno leigitimamente elTeguire per fenten2a5fe non fedono,comc di.ce la l'^^ggc i.i" in honorum ff.quis ordo in bon. poff. feru. Si verte d'habito pompofo, e rifplendente , perche tale chi ha potefird fopra gl'altri nel confpetto de gl'Iiuomini , oltre che le vefti,e pietre pretiofe per f dimofrrano avttorit, & honore in chi le porta_j Le chiaui denotano l'auttorit, e potcftd fpirituale, come beniffimo lo dimoftra Chrifto Nollro Signore , & Redentore, quando per mezzo d'effe diede quella iuprema auttorit a San Pietro dicendo Ettibi abq cUues rt^ni Ccetorum i i^ quodcum^ne ligaueris fuper terram ; eritligatum ^inCceliSi^ qmdcumque fclttemfuper terr<im , eritjlutiim i^ in Caiis Matth, cap 1 6. Tiene dette chiaui nella deftra , perche la potell fpirituale la principale , pi nobile di tutte l'altre , quanto pi nobile l'anima del corpo , & non alcuno , che non fia fuddito a quella del fommo Pontefice Vicario di Chriflo in terra , il quale icitur imbeve pkntudinempoteflatiSi fe:

1 e

N O

O G

condo il Canone

al cap. quifefcit 2. q.

<5.

Tiene alzata la deftra con le chiaui eleuatc al Cielo , per dimoftrare, che: Omm poteflits Dea efi y fecondo l'Apoftolo San Paolo ad Romans cap. rj. Per gl'ammonifce , che OmnU anima potefiatibm Jkblmioribus
:

jubditafn

Lo fcettro nella finiftra moftra l'auttorit ,

e poteft temporale
,

me per f fteffa
le

cofa

nota a

tutti

&

libri ,

& l'arme

bande

per far queft'imagine pi vniuerfale) l'vn


;

co; fono dalfignificato dimoftra che


,

gii

l'auttorit delle fcritture, e di dottori, e l'altro dell'armi

le
.

quali

fi pori;!-

gono alla finiftra per il detto di Cicerone

Cedant armatoga

BEATITVDINI IN SEGNATECI DA CHRISTOS.N.


E a Pouert di Spirito
San Matteo al 5 vna fanciulla d habito corto, ftracciato con la faccia alquanto curua,& che riguarda il Cielo con quefto motto E^gmim CMorumpaum
Beati pauperes fpiritn,

SI

far

pertite vtnalcy

parole di S.Agoftino. Si fa fanciulla , come di feftb pi dedito alla religione , pi aliena dall'alterezza dell'animo, che non quello de gl'huomini, & anco pi inclinatoadar fede alla dottrina della virt infegnataci da N. S. &poco creduta da quelli, che fidandofi nella fapienza mondana, non vogliano ammettere per virt quelle , che non deriuano in qualche modo , almeno dalle quattro morali ( intefe , conofciute ancora da' Filofofi ) jproprictd kmimk piegarfi ancora alle cofe , che vengono dette da-
.
.

&

&

altri,

. .

, ,

altri,

&

S E R I P A. 57 che portano feco l'humilt, ik compafTione, fenza molto appara-

DI e
,

AR

tgdifillogirmi.
Si fa in habito corto
-y

permoftrare
,

la

poca pretcnfionc
i

nelle cofe del


,

mondo perche la veftc lunga Tempre ha moflrato dignit & Ibpreminenza a graltri,& perci i Romani non voleuano,che loro Cittadini veche qnefi'habito per l'et non potcfle far rcilimonio Se de pcnfieri atti reggere la Repubiica , Et per con l'habito corto fi viene a molh-are, che i poueri di fpirito tengono poco conto de gl'honori , & delle grandezze mondane , le quali bcne_* fpeifo attrauerfandofi al penfiero,come le vefti lunghe fogliono intricar(i fra le gambe , fono cagione che diihcilnicnte fi pu caminare dietro a Chriflo , clTendoci nccellario cflcre fpeditifirai dalle cofe del mondo, per feguirc la via del Cielo. Si dice anco volgarmente , che fumhnores onera , non altro , chc^pcfo fi fcntc dalle vefte , che arriuano fino a terra a chi' Ieporta_>. Il vefHmento ftracciato,&: la faccia cnniata,moflrano Thumilt, che e propriamente il definito per la pouertd di fpirito , &: grado pi bado di quello, che dimandano himianit, & cortefia i Morali. Rimira il Cielo , per moftrare , che il premio di quefta virt non fi appetta fra grhomini,raa folo da Dio Creator Nofi:ro,che ha le vie fuc ( come dice il Profeta ) differenti dalle vie de gl'liuomini, & il gefi:o co'l motto fottofcritto di S. AgolHno fignifica quello llcfib S E t Ji D ^.
ftifTero di

lungo

fin

della virilit dell'animo

BEUTlTf^OIT^E

E la Manfuetudine
Bed mites , quonlam ipfi pojdebum terram . Importa d' eHere manfucto 5 &c humano , & ad altri nel bene , & ne gli honefii feruitij confentire

FAnciuIla, che tenga fra

le

& manfueto agnello


bidtt

co'l

braccia in atto di accarezzare vn picciolo motto cauato dal Salmo : Manfueti bereditcu
di fopra quella figura
fi

terram.
la

Per

medcfima ragione detta

far fanciullo-

ancor ella.
L'agnello fignifica purit , femplicit , & manfuetudine, non folamenprofane lettere Egittie ma ancora nelle facre della Religioni^ Chrifliana , Se gl'auguri gentili adoperauano l'agnello ne'loro facrifici
te nelle
:
j

folo per la piaceuolezzadel

fiio

puro ,

& manfueto animo

Ancora San

Giouan
efier

Battifla,fingular teftimonio de'fecreti Celefli , per manifeftare- fotto femplice velame la manfiietudiae di Chrifto Signor noflro , diife lui

vn agndio , che plac a noi con il proprio fangue facrificato rira_^ Dio. di Et il motto dichiara , che il premio di qiiefta virtil far d'hereditare la tcrra,non quefl:a,che viuendo habbiamo con trauagli^Sc faflidij,ma quella di promiifione, doue far perpetua quieto

BE^'^

^5

ICONOLOGIA.
. . .

..

E
Beati qui lugcnt
,

il

Pianto
.

quonam

pCi

cQnjcL'bimtur

Importa piangere i peccati pro,

& quelli del proiTimo, con le noftre, & loroj-niferie-^ Fi\nciiilla inginocchioni, con le mani giunte & che largamente pianpri j,

ga,
11

il

motto dice

cos

'Vrxftm

loqumUyUitkmgcmrotfcmptcrhami^

tolto da S. Agoftino
gliar

pianto , come qui fi piglia , il difpiacere , che per carit fi pu pida ciafcuno ^i delle fue,come dell'altrui colpe, & danni ancora t cllendo lo ftato d'vna fanciulla , quafi il meno coipeuole,che poia eflere j non dubbio, che facilmente far couofciuta per fegiiodi quelche farebbe ncceario a dire a chi con parole, voleiTe efprimere il concetto i que* fta Beatitudine, nella quale co'l motto fi manifefta, che il premio di quella forte di pianto, far vna perpetua allegrezza dell'altra vita__, Lo ftare inginocchione, & con le mani giunte, mofl:ra,che quello pian to,& quefto dolore vuol eiTere moiTo da cagione pia,& religiofa,accichc fi poifa dire atto di vera virt, non come il pianto di Democrito, il quale nacque dali'ambitione , & dal defiderio i parer il pi fapiente , & il pi merittuole di tutti gl'altri
.

Q^^ ^ KT A B E ^ T I T f^ n 7^E E la fame, & la fete della Giuftitia^


1

m. Cio,che fono molto defide* ben oprare , di miniO-rarc Giuftitia ciafcuno, facendo opera , che gli empij fiano punici , & cffaltati i buoni. ten,,a vn paio di bilancie &: vgualmente pefandos donzella, che Far & vi fia vn dianolo in atto di volerle prendere, & ella con vna fpada^ ch(^ tiene dall'altra mano io fcaccia , il motto far tjitmntes im^Uuit boraci parole di Maria Vergine nella fua canzone-^ La Giuftitia vna collante , & perpetua volont di rendere a ciafcun Per appartiene a quella beatitudine tanto la fequello, che gli Ci deue te delia giuilitia legale , che bene euidcntiliimo , & che abbraccia tutti gl'altri beni ; quanto il defiderio di vedere effeguita quella , che s'afpetta eia legittimi Tribunali, & cos l'infegna Noftro Signore , per virt degna dcili beatitudine eterna.- Le bilancie notano per f ftefie metaforicamente la giuflitia , perche^ come ede aggiuitano le cofe graui, &: materiali, cos efi'a , che e virt, ag* giufta i beni cieiranimo, & pon regola all'attieni dell'huomo. Nella donzella fi notano le qualit di queiia giu{litia,della quale fi de*
Se^t, qui ejliriunt, f^JitiUnt tuli
ti

rofi del viuere virtuofo

3c

del

SI

u hauere fame, & fete^-. Et fi fa giouane, per moftrare, che non fi deue molto tardare, ma mct-. Il dianolo fi figura per lo vitio :erla in efccutione, oue,6<: come bifogna die ci llimola continuamente per farci torcere dalla via della giuilitia-., ma facUmente fi fcaccia con la tagliente Ipada dei Zelo di Dio , & il pre
.

mio

. ,

, .

ni
mo
di qucfti
,

CESARE
ci

RIPA.

r^

eforimc il motto , rcfcrc ftiatf g ci:d che fono molto migliori delle viuandc di quefta vita_. Q^r I ^ T A, cio hauere il di cuore, cuore libero dalle pafsioni, mondezza E la

fecondo che

BE^TIT^OIXE
Beati
,

& dalle difordinate atrcttioni

VNa mano.
in
,

mundo corde quonam ipfi t)eum vidtbunt donna, che Iparga lagrime di pianto , fopra vn cuore > che tiene
,

La mondezza del cuore fu prcfa da Chrifto N. S. per l'innocenza la_^ i|uale mondezza dell'anima, & fi dice eller nel cuore,quando eflb non occupato da mail penlieri oueroda atietticoncrarij alla virt, ^ Ci mjftra che cion piiiltia intendere della mondezza citeriore con le lagrime, le quali fono la vera medicina de gl'viceri dell'anima come / ha per molti luoghi della Sa:ra Scrittura. Il premio della mondezza del cuore fari vedere iJio inui libile gli occhi corporali , li quali quando fono bea-. purgati vedono folo gl'accidenti fenllbili,oue quelli delia mente s'abbaiiano , come nel motto ^'accenni-.. 5 E S T ^. E laMifericordia. tcat Mijtruordcs. Cio quelli, che hanno compallonc alle mi, ,

BE^TlTf^DlT^E

ferie de'prollmn, de potendo le folleuano che fpezzando vn pane, ne porge vna parte per vno a due , tre puttini , che gli ftauno d'intorno, con il motto di S. Girolamo: J mpojjibik (Ji homiuem mijericorde m iram non placo te diuina m La Mifcricordia virt, per la quale fentiamo dolore delie miferie altrui, & fouucniamo iecondo il poifibile alle loro necefltd. Si dice mifericordioib Iddio perche diifimuia i peccati de gl'huomini per la penitenza Si dice mifericordioib l'huomo , che facilmente n piega doleri delle miferie altrui , & quai la medeima cofa con la piet Non Ci efercita,fe non verio perfone biibgnoie , alBitte , & dilperare per qualche gran difgratia , per l'errori commefli per propria colpa , deili quali fi lenta dolore , 6c pentimento . Tale fu N. S. co'i ladrone , che era infidele , & li diede il Ci^lo con la donna Samaritana , che era immerla nelle laiciuie, & la fece cafta con quella che era adultera,^: gli rel riionore ; con Madalena , che era peccatrice , & la fece Santa ; con S. l^ietro al quale rimeile il peccato d'hauerlo negato , & ancora gh diede le chiavi del Cielo giuftifcandolo Oltre a molt'alcri elempij , che Ci leggono nell'hiftoria del S.Euangelo,oue non par che i dipinga n.s. ie non per vero fonte di mifericordia,adimitatione del quale dobbiamo noi compatire a i mali alcrui, & fopportarc volentieri le proprie tribulationijquando. vengono per colpa propria, per fuo volere. Sono quattordici V opere , Se effetti di quefta virt affegnatc diftintatnente da i Teologi , delle quali la principale di ibuuen.re alla vita altrui coi mangiare , Oc col bere , &: per Ci fa la donna,che tiene in mano il

DOnna

'

-^

'

pane

. ,

40
pane,
altra via,

&: tic fa

ICONOLOGIA
parte a
i

i-anciullijper fc flelTi
il

impotenti a procurrfelo per

& fecondo che dice


Dio.
h E y

motto con quefto mezo facilifsimamente


1

i placa Tir a di

11 E

SETTIMA,

E l'eller pacifico.
Beati pacfici , ouonamfilij Osi vocabmtur,

Onna,che fotto a i piedi tenga alcune fpade , elmi , feudi , & altre_. armi rotte , con vna mano tiene vn ramo d'oliuo col motto: Lon/re~
git Rvcnni ifcatum
,

glaium

c^ bellum.

no

grande di coloro , che non pure fi dilettapace , & nella quiete ( il che pare appetito vniucrfal^_> di tutti gl'huomini , & in'ondc viene commendata la guerra per f fteffa biafimeuoie ) ma per mezo delle tribulationi fanno rifcorarla,quando fia perla , & per f , & per l'altri, non folo nel corpo con gl'inimici citeriori ma nell'anima , che maggiormente importajcon le potenze dell'inferno Et fi fa la pace con l'armi fotto i piedi , per moftrare j che de ne e/Ier acquiftata & mantenuta per virt propria , per efiere tanto pi meriteaifai

Grado i Beatitudine
di viuere nella

uole , & commendabile L'oliua fi da in fegno di pace

per vnita teftimonianza de gl'antichi, ^

moderni , cos leggiamo eh' Enea eflendo per fmontare nelle terre di Euandro in Italia per afficurare il figliuolo del R , che foipettofo gli veniua incontro,fi fece fuora con vn ramo i oliuo in mano , & il giouane. fubito fi quiet , oltre ad infinitillmi altri efempij , per li quali tutti bafti quello Il premio di coiioro l'effere del numero de' figliuoli di Dio
,
.

eletti all'eterna Beatitudine.

BE^TirrBITiE
cfi

T T

^ y

^.

Beati qui perjecutGmmpatimtHY propter iujitiam , qHoram ipforum

VN

^egniitn Ccslorum

donna,che guardi il crudo ftrario di tre figliuolini,che le ftanno innanzi i piedi in vario modo crudelmtc ammazati col motconfolatiom Et in to prefo dail'Apofiolo SkutfocijpaffiGnum eflU/ic erim \^na mano tenga vna croccjper effer'Iddio nobiliffimo fopr tutte le cofe: per pi nebil fpetie di giuf:itia , fi-a l'altre , far quella; che s'occupa in rendere lui i douuti hono'ri i lodi,& di facrificii,quando bene fufie con pericolo manifeftoj & con certa ruina di fc ftefb, & della propria vita, & ci fi mofira perla donna che tien la Croce in manojcon la quale fi notano le perfecutioni per zelo della Religione , che la pi nobil parte della
:

&

giuftitia
Si
fieri

come fi detto.
,

dipingono l'vna donna


:,

& l'altri fanciulli, come pi alieni da


il

dannofi per li quali polla apparire gliftratij fopportati.

i penmerito per proprio errore dc

DONNA

BELLEZZA.
lo fplea-

che habbia afcofa la teila fra le nuuole, 8c il refto fia poco vifibikjper lo fplendore>chc la circonda, porga vna mano fuor del--

DI

CESARE RIPA. BllLEZZA

'

4X

io fpkndorejcon la quale terr vn giglio fporgendo con l'altra mano vna vn compaiTo . Si dipinge la Bellezza con la tefta afcofa fra le^ palla , nuuole , perche non cofa, della quale pi difficilmente fi pofla parlare^

&

con mortai lingua , ce che meno fi pofla conofcere con l'intelletto numano,quanto la bellezza , la quale , nelle cofc create , non altro , metaforicamente parlando,-, c\\q vn fplendore, che deriua daUa luce della faccia Do , come difiajfcono i Platonici , efiendoia prima bellezza vna col con eiTo,la quale poi communicandofi in qualche modo d'idea per benignit di lui alle fuc creature, cagione, che elle intendano in qualche parte la bellf^za ma come quelli , che guardano f fteifi nello fpec' chio , fiilpito Q. fcordaQO j come dille S.QiacQmo neli'Epiftola Caiu)nica_, '
:

cps

41
los

ICONOLOGIA
,

noi gi:<ir.-iando la bellezza nelle cole mortalijnon mcko potiamo alzarci d vedere qellapuraj ^femplice chiarezza, dalla quale tutte ic^

chiarezze hanno origine

come

dille

Dante

Ct che non muore, G^ ci che pu morire

nel i^. del Par. 7^on jc nonjplador di quella

idea

Che partor/ce ammdo il noiro Sire. Si dipinger dunque nella fudetta maniera, (g.iificandofi per la mano, che fi eflende col giglio , la bellezza delineamenti, & dc'colori del corpo feminilc , nel quale pare , che fia riporta gran parte di quella piccola mi* fura di bellezza , che participata , &: goduta inierra , come habbiamo gi detto di fopra Nell'altra mano terr la palla , col comparto , per dimortrare che ogni bellezza confifte in mirtire, & proportioni, le quali s'aggiuRano col tempo , de col luogo . Il luogo determina la bellezza nella Qifpoiltionc delle le Prouincic , delle Citt , de"l empi; , delle Piazze , deH'huomo, e di tut' te le cofe foggctte all'occhio , com.e colori ben dirtinti , & con proportionata quantit , & mifura , & con altre cole hmiii , col tempo fi determinano l'armonie , i rtioni , le voci , l'orationi , gli abbattimenti , &; al tr^-p cofe , le quali con mirtara aggiurtandort , dilettano , &: fono meritamente chiamate belle. Et come il giglio per l'acutezza dell'odore muoue il fen(o , & defta gli fpiriti , cos medeiimamente la bellezza muoue , Se derta gl'animi adamare, & defiderare di godere, per dar perfettione f rtelfo, la cofa , che fi conofce per la molta bellezza degna di confidcratione , & di prezzo , fopra di che vn nobile , & gentiliflimo Ipirito fece il prefentc

Sonetto.
JE

luce la beiti

che dal prmic ro


in

Speri, s vince cgn'cpra


,

cgmpenftfro.

Splendor najcendo

miUe raift patte

Efcdcfk ^mentre gli vibra, e patte Di qnel che in Cielo Jpler.de ete rno vero. yaria color fouente , hor bianco hor nero,
,

Qi^^g^^ Huiji tempii imfacri, cue

c^'^

^ nffirG,

altro Volo cre(e


il

profonde
ti "zelo,

Saper s advpriy e lapoifi^a ,

ynaf'.tillafol mofronne al mondo

B luce in vna men


7^(6 dotta

che in altra parte

di ci

eh

(gli

imognan.^o effn/tc

mano

DONNA mano haurvndardo,neiraltravnfpecchio,porgendolo


ignuda, con vna ghirlanda di gigli
,

BELLEZZA

di ritrarla in carte

Tiotefurcn It HeUtyC carta U Cielo,

F E

L E,
,

oc liguftri in terta

irt

vna

in fuo-

lenza fpecchiarfi dentro, leder fopra vn drago molto feroce.^ I criglifonoranticholeroglifco della bellezza,come racconta il Picrio Valcriano,forfe perche il giglio tra gl'altri fori,h quelle tre nobili qualit,che riconobbe vna gentil donna Fiorentina nella rtatua fatta da fcultore poco pratico , perche eif:ndo ella dimandata quelche giudicalfc di cai rtatua,clla con grandi ilima acortezza dilfe fcoprtdo le bellezze d' vna donna compita,&: la goftezza tacitamente di quciropera,chc era bianca, morbida,^: foda,per efler querte qualit del marmo ftertb nccertariffimc in vna donna bella, come racconta Giorgio V'afari , &; querte tre quanti
ri,
!ia

particolarmente tra

gl'altri icri

il

giglio.
Il

dardo

VA
crefcc a

pi.
t

CESARE RIPA.

.,,

allertar d'arco non fana d'^oaraeflbrela bci!e22a Geminile mcdefimamente vno n,,^-,!"";''? fpccJi.o nel quale vedendo ciafcimo , f ftellb in miglior

poco a poco , & penetrando molto dentro. difEcile a poterfi ca uare ^ ci Amoftra, che cominciando , alcuno ad amare la bdleza dclfdonne,non fubito prona la ferita mortale, ma a poco a poco '^'^''"<i refccndo 1 piaga , fen e alia hne che per
perfe^fo, e oer

pXo"^p^H''.:;r
di

'"/'.

t"'

--"

-^-"^ -'='' oue'^fiTv "u o'p^

'' ''"'" pa m:?: Jd'ieloL"!': '

" ^ ^="""' P^^^' - ^ veleno


lifcio,

che^/if fi'^e'''2'''''''''"

T^

^"'i^

coperta di

come anco fi pui dir,

ct/raVdt^tt^dU^irS^;^^^^^^^^^^^^^

-"^ S'-'i

TpV

ONNA

v/lita

d'azurro/lellatoyoro'c^^ ambedue

le

mani nr^

''""'"'^""
la leggeJ.
fi

'

" ""
r'

'

""e p.aceuole
'

interpretatione
''

dc^

con fer'no vo

'^' ^- ife^rb^^fwrdA'7'"^".t ^^^ " ''^"'S" ^ ^ice anco rhuomci


'
''"^'^
t

P-^

V'"?^^S

che

fcime^it-oyorroS^^^^^^^^

quello che s'hi lai a na-nr,

^11

/"^^'"f 'P="-gere amoreuolmentc.

che efercitandoa la bcni:M>d

ne de finibus ch^t^rT^K'^l ^f^ g'^.^'t.a.come ben dice Cicero. ''''' '^''"' ^ abbracciata, affermando Plt! ^ "di o . '"'

fere antepjila al nVore d"e i p^mVk.^' to, en-endo irbni^?'|contl"f

vSo

A.hIw
r

''^^"^

''"a"''^

^ "^ cktto.eila dcue ef. '"'P'"'*"'^ '"^' <="'""1-

Pf? f'"^^"" quell'atto

eao non ftnza eoi talLnte

^:^^:^;^i^^:^
o

44

ICONOLOGIA

impedita la giiiittia per imitare Dio fteflb, il quale vgualmcnte giudo Se benign.* F 1 T \ S 0. B 1 jl S
,

magro con bocca aperta & chinato verf^ VECCHIOquale vm pcrcotendo con vn badone che ha ma,

IMO

pallido

la terra

la

ei

in

no , cos fngeuano
Si dipinge
[e cofe d'altri
,

gl'antichi
,

Memo Dio della riprenfione,e del biafmo.

vecchio perche propriet deVecchi di biafimare Tempre perche fi conofcala loro prudenza imparata con refperienza di tp.olt'anni, per lodar leti pailata, per porre freno alla licenza gioueni.e. Si.dipiage ancora vecchio perche il biarmo nacque , che fubito creato sei

O
&

eE

AR E R

P a;

4^
'i;i ^''

ftclguftar delle Tue prime delitie , volle maculare con la bocca ar.-. vere lodi del Tuo Creatore , biafimando la volont fua , ci 'le pure ,

hauea prohibito il pomo , ond'egli li compr la morte. Si fa ancora vecchio, eflcndo la vecchiezza iimile*^^erno, che fpogiia i campi d'ogni occafione di piacer^& di gufto.

E fccco , (k pallido , perche tale diiiiene Ipeflb, di biafima per l'imiidia che quali Tempre muoiie il bifimo , & chi biailmato per lo cordoglio che gli foprabonda nel cuore. Sta con la bocca aperta , perche il biafmo fta nell'opinione de gl'hucmini , & nafce dalla concordanza di mlte lingue in viia attione per fcemarne la lode Mira la terra, perche
il

fine di chi

biafma non pu

efTer f

non vile,ap-

poggiandoi maifime all'arido legno dell'adulatione.

DONNA
di vn fiume

B Tsl^T ^. beila, veftita d'oro, con ghirlanda -di ruta in capo, e- ftar con gli occhi riuolti verfo il Cielo , infferaccio tenga vn Pea canto vi Ea yn vernciii^ arbofcello alla riua-# licano con li figliuolini ,

&

'^

Bont

nell'huomo

compofitione dij^rci buone


:

come fedele ,
,

veia

''A ce , integro , giufto ,& patiente . Bella fi dipinge,percioche la bont iTcpnofce dalla bellezza che la mente acquilla cognitione de'fenfi.
Il

clTendo,

yeftito dell'oro fignifica


i

bont , per

elfer l'oro

fuprcmamente bidono

metalli .'JHoratid dimanda aurea la mediocrit , dalla quale- deriua la bont tficfla in tutte le cofe. L'albero alla riu del fiume conforme alleparole Ai Dauid nel fuo Tv
fra tutti

Salmo , che dice l'huomo che fegue


:

la

kgge di Dio efler

fimile

ad

vk al-

'
.

chiaro , bello , c correntCaC perfton^ quale parliamo,che il confermarfi con la volont di Dio , per fi dipinge in til modo, & ilpeli^ano medefimamente , il quale vcellojche , fecondo che raccontano molti auttori, per fouuenirc i propri; figliuoli polli in necelTitjfuenafe ftefib co'l roftro,e del proprio fangue li nodrifce, come dice diffiifamente Pierio Valeriano al fuo luogo, oc de 'pi moderni nella noftra lingua. Il Rufcelli nell'imprefa del Cardinal d' Augufta non moflra altro , che l'iftefla bont. Sta con gl'occhi riuolti al Cielo , per efTer intenta alla contemplatiowe diuina , & per fcacciare i penfieri cattiui, che di continuo fanno guerra Per quefto ancora fi pone la ghirlanda di ruta , hauendo dett'herba^ propriet d'efier fuggita da i fpiriti maligni , & ne habbiamo autentici teftimoni j , Ha ancora propriet di fminuir l'amor venereo,il che ci maiiifela , che la vera bont lafcia da banda tutti Tintcreffi , & l'amor proprio , il quale Tolo fconcerta , & guafla tutta l'armonia di quell'organo che fQna epa l'iirmgnia di tutte le virt.
cfier altro la bont,della
.

bero piantato

alla riua d'vn rufcello

. ,

4^

.ICONOLOGIA
B
inuolta
,

ricoperta nell'habito Tuo quanto fia poffibilc, il veftimcnto da vna parte fard bianco , & dall'altra nero , terri capo vna gaza , mano vna feppia pefce. La parte dft reflimcnto del color -bianco nnoftra , che gl'hucmini bugiardi primieramente dicono qualche verit per nafconderu fotro la bu gi, imitando il diauolo , il quale , come di:e S.Giouan Chriroftomo fuSe

DONNA

P"

^,

^n

per Ma.tth,
eommeniet.

ConceJ^umeji imerdum-peradicere,

-pt

mcniaaum ^uum

rara ventate

L'altra parte di dietro del veftimento nero , Cih'm quella fcntenza di Trifone Grammatico Greco, la quale diceua, che le bugie hanno la coda era , & per quefta medelima ragione a queil' imagine l pone in capo la Gaza , che di color vario , (?v la feppia , laquale , fecondo che racconta il Picrio Valcriano nel libro a J). quando fi fente prefa , manda fuori dalla coda vn certo humorc nero , nel quale fi nafconde , {limando con tale in-* gantio fuggire dal pefcatore Cos il bugiardo ofcura f fteiTo con la fitionc delie bugie , & non viene mai a luce di buona fama.
.
.

Bugia,

giouanc brutta:gia artifitiofamcnte veftitadi color cangiante 5 dipinto tutto di mafcaxe di pi forti , & di molte lingue , far jEoppa , cio con vna gamba di legno , tenendo nella finiilra mano vn fafcetto di paglia accefa. S.Agoftino dipinge la bugia , dicendo , che e falfa (gnifcadone della voce di coloro, che con mala intentionc ncganojoucro affermano vna cofa falfa Et per fi rapprefenta in vna donna giouine , ma brutta , effendo vitio
/eruile
,

DOnna

& fuggito foramamente nelle conuerfationi de'nobili


in vfo hoggid,che atteflandofi la fua nobilt,
Ci

in

modo

che ' venuto

come per giu-

ramento nel parlare

Veftefi artifitiofamente

ftima per cofa certa,che il ragionamento fia vero , perche con l'arte fua ella s'induilria di dare

forti di mafcare , te di lingue dimoflra l'inconllanza del bugiardo , il quale dilungandofi dal vero nel fauellare,da diuerfa apparenza di effere tutte le cofe , &: di qui nato il prouerbio che dice Mendaam oportet ejje memorem . Il fafcetto della paglia accefa altro non fignifca , f non che fi come il detto fuoco preilo s'appiccit , & preflo s'ammorza , cos la bugia predo nafce ,& preflo muore. L'ciTer zoppa da notitia di quel che fi dice triuialmcnte , che la bugia ha le gambe corte.
:

ad intendere le cofe , cheyion fono. La vcftc di cangiante dipinta di varie

Brio,
J C-^
, veflito d'azurro (Iellato d oro , ^ fopra capo hauer vn Gufo , nella deflra mano vn velo nero , & con- la finifira terr vno feudo di color d' oro , in mezo del quale vi fia depinta vna targa con motto che dice . A V D N D 1.

lOVANETTO
il

moro

DI

.A. meda, , vellica di i:cro , ce mal'in arnefc, moftrandofi debole fi regga fopri viia canna, tenendo in mano vn mazzo di fpighe rotte , efracafTate , come quelle , che vengono abbattute dalla gpano di

DONNA

CALA

CESARE RIPA.
'M:
1

47

tcmpefia 11 veftimento nero lignifica malinGonia, ch' compagna perpetua della calamit S'appoggia alla canna , perche non fi truoua maggior calamita , che_ quella di colui , che ila in pencolo di ruinare:, il quale i conduce molte volte a defiderare la morte per rimedio , de la canna per efiere vacua , St -pocodenfa, facilmente fi fpezza alibprauenimentodelpefo, come facilmente mancano le fperanze di quefto mondo, perche ogni forte d vento ancorch debole baitante a mandare in mina & la fabrica , & li fondamenti delle noftre fperanze , &: per quefto fi domanda calamiti da i calami delle canne. Il mazzo del grano. acconcio , csBme detto habbiamo , fignifica la perditione , 6c mina delle biade j che il principio della noftra calamit,

DONNA coprono
le

afciutta
le

tutta piena di lepra con pochiffimi panni


,

parti vergognofe
,

no lambendo
elemofina
,.'

le

piaghe delle gambe

, che con alcuni cagnoli , che gli ftia* terr le mani in atto d dimandare

de

CalamiyC^

Alifira.

mefla , ignuda, federe fopra vn fafcio di canne rotce,c Spezzate in molti pezzi in mezo a vn canneto. Si dipinge mefta , perciche la miferia rende l'huomo mefto, & ancorch la Fortuna f gli moftri alquanto benigna, nondimeno non fi rallegra mai , come ben dimoftra Seneca in Thyede.
l'roprium hoc mifcrcs fequitur vitum
B^deatfonltx
2\( umqu:i.in

DOnna

rebus credere Uts

Forimi licei Tam^nafjiSosgauderepigct, Si fa, a federe , per m,ofirarc , che le fue fperanze fono andate terra,&: ella infieme con elfe , perche dice S.Agoftino nel lib.de fin. la miferia a-

bondanza di tribulatione. Le canne fracalfate furono fempre pofle anticamente perfignificare la calamitijda che i Romani pigliorno poi il nome di calamit, dimandando calami, le canne.
C ji
che moftri DONNA, torchio accefo con
,

L y

V^V

1
,

Anella finiilra

e/fere

fdegnata

&:

la deftra

nudo,

& lo ftringa, il quale alzi le


vn bafalifco

mano tenga vn prenda per i capegli vn giouanetto mani giunte al Cielo , bc da vna parte-*

vi far

Dipingefi con vii iracondo,perche cagionata dalfiracondiasSc dalk) fdegno. calunnia e inftrurncnto atti^imo ad \\ torchio accefo dimoftra, che accen-

4^
accendere
il
il

ICONOLOGIA
fi

^
cht

fuoco delle difcerdie, &: delle ruinc di tutti i Regni dietro il giouine , che ha le mani giunte, ci fa conofcerc calunniatore non altro, che lacerare la fama de gl'innocenti.
Il tirarf

>

'

Gli

dipinge a canto
111).

il

bafalifco

perciche,come narra Pierio Vale-

riane) sei

14. I faccrdoti Egitti;

, perche fi come il fguardo , cos il calunniatore fparlando di nafcoflo all' orecchie de' Prencipi ,& altri, induce fraudolntemente l'accufatOjche riceua danni, difagij, tormenti, finalmente la morte,efen2'onde poterfi aiutare,non facendo il torto, perche gli vien fatto,come fi vede bene fpefib auuenire in melte corti, & Herodoto fopra la calunnia nel lib. 7. cos dice Calumma-*^

lunnia
co'l

poneuano quello animale perla cabafalifco fenza mordere pcrnitiofo all'huomo

tor

imuriamfacU accufato^ nonpraefentem accufans.

C C 1 0. capo porter vn cappelletto fi- mile al veftimento,fopra il quale vi faranno penne diuerfe,nclla delira mano terr vn.mantice. Se nella fiwiftra vn fperone-r Capricciofi fi dimandano quelii,che con Idee dall'ordinarie de gl'altri huomini diuerfe,fanno pendere le proprie attioni , ma con la mobilt dal l'vna all'altra pur del medefimo gcnere,& per modo d'Analogia fi dicono capricci le idee, che in pittura, in mufica, in altro modo fi manifeftaI{ I

Glouinetto

veftito di varij colori in

no lontane dal modo ordinariod'inconftanza fi dimoilra nell'et fanciullefca, la variet nella diuerfit
Il

de i colori

cappello con le varie penne, moftra che principalmente nella fantafia fono pofte quefte diuerfit d'attioni non ordinarie_. Lo fperone , il mantice moftrano il capricciofo pronto all'adulare V .

&

altrui virt,

CARRI DE
e

al

pungere

viti;
I

VN
fa

E L L Come e deferino dal Boccaccio lib, 4.


B,

SETTE Pianeti.
^
L

B^O

y ^^^
Dei

nella Geneogia degli

donna

di verginale afpetto fopra d'vn

Carro

di doi rote tirata

da due

caualli,

vn bianco,
.

& l'altro nero, per moftrare,che la Luna

, e di notte, anco tirato il fuo Carro, come dice i fopradetto Boccaccio nel 5 lib. da'cerui, elfendo che il camino , che fa il vien fornito pi di tutti gl'altri pianeti, come quelvelocemente la Luna la,che ha l'orbe minore;& Claudiano, & Fello Pompeo dicano,che guidato da muli , per efl'er la Luna fterile , & fredda di fua natura , come parimente il mulo, & Aufonio Gallo fa guidare il detto Carro da giouenchi , credafi che foffero dati quell'animali alla Luna per la fimiglianza, che e fra di loro delle corna , che per ci Ci mettano doi piccioli cornetti in capo della Luna, come anco per efler quell'animali fa cri ficati a quella Dea_^ Prudentio verte la Luna d'vn bianco, & fottil velo dicendo. vi bel lucido velo d noi vefita

fuoi corfi di giorno

Qumdo [uccinta ^iega

le

quadreUd

Zh Fergine figlia

di

Latona,

Sipa-

DI CESARE RTPAo
C

^ V

[^1 C

0.

Si potnl

anco

veftire

con

la refle

bianca , roiTa^

& fofca dalla cinta ithj,


quali moflrano

fu

hi

reftante del veftimento far negro , inoliFando , che la Luna non lume da f , ma da altri lo riceue , d'auuertire , che pjr bellezza_>
il

&

&

di quella figura fieno


,

efll

colori pofli con gratia

, i

che

la'

Luna fpenb fi muta di colore , Si da efla molti indouinano le mutationi de tempi Onde /^puleo racconta che la rollezza nella Luna fignifica_,
.

venti

il

nel lib.
di ftrali

color folco piogs^ia , & il lucido iS.cap.? r.diceilmedefimo.

chiaro aere fcreno

!k

Plinio

Fu da
,

gl'antichi depinta, che portafT a gl'hon-eri


di.

con la delira

mano vna

faccila accefa

&

vna faretra , piena_j con la finiflra vii^'


lloftra

reo.
I>

50
Morir
madrc_^
la facella
ti hinciulli, percioche

ICONGlOOfA
. ,

ardente

come apportatrice

della luce alli nafccndella-

porge loro aiuto, ad vfcire dal ventre

Molka ancor il lume , che fa alli paflori , i quali amano affai la Luna percioche da lei riceuono commoditd grande, eflendo,che la notte guardano i fuoi armenti daifinidie delle fiere. Oltre ci s'intende ancora per il lume l'humiditi fua , che prefla fauore alle piante , che germinano fopra la terra , & alle radici di fotto dona aiuto La dipinfero gfantichi , come habbiamo detto , con l'arco &: con la_j faretra , perche intendeuano la Luna efl'ere arciera de'fuoi raggi , li quali fono alle volte nociui ai mortali, &per dimoflrare ancora le ponture , che fentono le donne nel partorire , eflendo quefla Dea fopra il parto delle donne.
,

VN

B^B^O

DI M

T{

T{

0.

giouine ignudo con vn fol panno ad armacollo, haucr i capegli d oro, & fra elfi vi faranno penne parimente d'oro congiunte infeme , onero vn cappelletto con due alette , cio vnaper banda , in mano porter il Caduceo , & alli piedi i Talari , che cos fi truoua dipinto da i pittori , & deferi tto in molti libri da' Poeti , & in particolare nelle tras-

ibrmationid'Apuleo Sara detta Imaginc fopra d Vn Carro , & vi faranno molti falli, per accennare il cofcume de gl'antichi , che quando paffauano vicino alle ftatue di Mercurio , ciafcun li gittaua vn faffo a i piedi , di maniera, che_^ fempre alli piedi della flatua di Mercurio erano molti monti di fafTijC ci rifrifce Phornuto nel libro della natura de gli Dei. Sar quello carro tirato da due cicogne vcelli confecrati a Mercurio, perche quello vcelio,ch' chiamato IbidejC vna fpetie di cicogna,la quale nafce in Egitto, come ferine Arinotele nel libro della natura de gl'animali , doue che Mercurio ( fecondo che narrono griilorici) regn,dando a quei popoli le leggi , & infegn loro le lettere, come ferine Marco Tullio nel 5. libro della natura de gli Dei, & volfe , che la prima lettera dell* alfabeto fo.Te l'Ibi, fi come dice Plutarco nel libro de Ifide , & Ofiride, & Ouidio nel s. libro delle trasformationi ferine , che Mercurio figgendo infieme con gli altri Dei l'impeto di Tipheo gigante fi conuerfe in vna_*
Cicogna-. Potrebbefi in luogo ancora delle Cicogne dipingere due Galli , per la conuenienza che ha Mercurio Dio della facondia , & del parlare , con la vigilanza, la quale fi dinota con il gallo Con il Caduceo fi dice che Mercurio (fecondo i Gentili) fufcitaffe i morti , come l'eloquenza fufcita le memorie de gl'huomini
I talari,

& le pne,mollrano la velocit delle parole,le quali in vn tratlepen-

to fparifcano,per Komero chiama quafi le parole,veloci,alate,&: c'ha le penne,6c chi voi vedere pi ditfufamente queflejC fimili altre ragioni del-*

OICISARMRIPA.
le

51

penne i Mercurio, & de

gl'alri fuoi portenti,


il

moiri ne fcriuono nella lingua Latina) manca con diligenza

potr lcggere(olt:rc e!:.'* Boccaccio, che nella Rofi-ra noii

^TENERE
1

C
fi

V Fu

dipinge giouanc,ignuda , & bella , con vna ghirlanda mortella di , & in vna mano tiene vna conca marina. rofe,& ^^ Venere rapprefentata nuda per l'appetito de gli lafciui abbraccia,

^ KK^ O^ /^ST^El^F.
alli lafciui

ftienti

ouero , perche chi va dietro Tempre


, ,

piaceri

rimano

& priuo d'ogni bene, percioche le ricchezze fono dall<i^ debilita corpo & macchia l'anima di tal lafciuc donne diuorate &
fpeflb {poglia-to
fi

il

bruttura , che niente refta pi di bello Il mirto , & k rofe fono confecrate quella Dea,per la conformit,chc hanno gl'odori con Venere , & per l'incitamento , & vigore , che porge il mirto alla lufluria , che per Futurio poet;i Comico mentre finge Digonc

meretrice , cosi dice.


Con pi yigor^d renere oprar rarm La conca marina , che tiene in mano , moftra , che Venere fia nata dz mare , come difftifamente fi racconta da molti. Il fuo carro , fecondo Apuleo tirato dalle colombc,Ie quali ( come fi ferine) fono oltre m^do lafciue , ne tempo alcuno dell'anno , vizi quale noH fiieno infieme ne i lor gufti amorofi. Et Oratio, Ouidio, Statio, dicono,che Venere e tirata da i cigni,per dimoftrarc , che i gufti de gl'amanti fono fimili al canto c\ cigno,il quale tanto pi dolce,quanto quello animale pi vicino al morire,perche tanto pi gode l'innamorato quanto pi pena in amore. Per fare alquanto differente quefta figura il Giraldi ferine , che Venc^ re fi rapprefenta , come ho detto, fopra d'vn carro tirato da due cigni, e doi colombe, nuda, col capo cinto di mortella, & con vna fiamma al petto , nella deftra mano tiene vna palla , onero vn globo,in forma del mondo , & con la finiftra tre pomi d'oro , & dietro gli fono le tre gratie , con_, le braccia auuiticchiatc Il globo moftra efler Venere dominatrice,e cferuatrice dellVniuerfo. Li tre pomi fono in memoria del giuditio di Paride a lode della fux^ fingular bellezza Le gratie fono le damigelle di Venere , che allettano , corrompono^ facilmente gl'animi non bene ftabiliti nella virt.
nte porti del mirto^accVo ch'iopofa

&

&

douri rapprefentare con figura di giouanetto ardito ignuILdoSole ornato con chioma dorata fparfa di raggi, con braccio deftro
fi
, ,
,

il

diftefo

& con la mano aperta


,

terr tre figurine

che rapprefentano
,

le-

tre gratie

nella finiftra

mano hauerd l'arco , & le faette & fotto \i piedi


i

vnferpcnte vccifoconliftrali. Si fa giouine con l'auttorit de

Poeti

fira i

quali Tibullo cofi dice.

Da

Che

5i
.

ICONOLOGIA
la

Che Bacco iolo e Febo eternamente giouani Tono , &.c,


Et per
giouinezza volfero fignificare la virt del Sole , produttore
ilio

fcniprc in vigore dei

calore di cofe noue

& belle

Softicne con la iiniftra mano le tre gratie per dimoftrare , che ci che di bellone di bono in quefto mondo,tutto apparifce per la Tua luce , e da

oucllo in gran parte produtto


.

Con

il

fcrpe

morto ,

Se

con

le

Frezze

fi

dipinge per accennare la fauola

i Pitone vccifo d'Apollo fnto folo per dimoftrare i gioueuoli effetti, che nella terra opera la l'orza del Sole afciugandole ruperfluit de gl'humori,
oc
, fopra dVn Carro , il qualo da Ourdio nel fecondo libro celle MctamorFof cos fi depingt^ )'i ricche gemme h qml bel Carro adorno J raggi fon che fan fiii chiaro il giorno D'argenta e gemme in rn fotti laucr$ t-i/Je d'oro^ Et ha ' oro il timone, tHtto infieme s gran lume porge rote intorno E delle te curuaturc Ch i del da terra il Carro non fi fcor^e, cerchiate d'or foro Da falda fafca Quefto Carro , come racconta il Boccaccio nel 4. libro della Genealogia de gli Dei, ha'quattro rote , perche nel fuo corfo d'ya anno cagiona quattro mutationi de' tempi, & tirato da quattro Gaualli,delli quail terzo Eli il primo da gli Poeti chiamato Piroo i il iecondo Eoo theone , & il quarto Phegone , & con quefli hanno moflrato la qualit ^ il camino del giorno percioche Pireo , che il primo, fi dipinge rof-

rifolaendo le corruttioni Star detta figura con bella dirpofitionc

&

mattina oftando i vapori che fi leuarofi'o ; Eoo , che il fecondo , fi diinofra bianco , perche elTendofi fparfo il Sole , & hauendo cacciato i va^ pori fplenQcnte,& chiaro i HterzoEtheone, &fi rapprefenta roilb infiammato , tirando al giallo , perche il Sole ( fermato nel terzo del Cielo) m.cfra pi rifplendente f fi efibi L'vltimo Phegcne, &fifigu^ fa di color giallo , m.a che porga al nero, per dimofirarc la declinationc d'cffo vcrfo la terra ai uxi^po che tramontando fa cfcurare*'
fo
,

ef'endo che nei principio della


,

no

dalla terra

il

Sole nel kusrfi

'TJ

rapprcfentato Marte

dall' antichit

per huomio feroce, e terrl-

X/

bile neiriifpetto,& Stariontl 7. libro della Thebaide, l'arma di corazza tutta piena di fpauenteuoli mcfiri , con i'elmxO in tefia , ik coa^

IVcello Fico per cimiero, con la deflram.ano porta vn afta, &. con il braccio finifro tiene con ardita attitudine vno feudo i fplendore fanguignoj&ccnla fpadaal fianco forra d'vn Carro tirato da doi Lupi

rapaci Si moflra terribile , & fpaucnccuole nell aipctto per dar terrorcj & fp$$ er.tar i nemici I moflri che fono neU' arrn;? tura , moftrano efiere appreflb di Marte il
jiirore, l'impict,
(>^lifi

&

altre imiii pafiioni


cifer vedila

poiic

il

Pico per ciniicro per

4dicato a Marte per


J'acu-

DI

CESARE RIPA.

. ..

5^

l'acutezza del roftro, nel quale folo confida contro gl'altri animali.
L'afta fignifca Imperio , perche tutti quelli , che attendono all'arii-i^ Vogliono ericrc fupcriori, & dominare altrui Lo feudo denota la pugna, & la fpada la crudelt. Si fa che ftia fopra il carro , perche anticamente i combattcnd vfauano le carrette, & di ci fa mentionc il Boccaccio li.p.della gcneologia de
gli

Dei
,
,

Gli fi danno i lupi,pcr efler qucfti animali dedicati a MartCsSc per mofrare l'infatiabile ingordigia di quelli che feguono g'cCcrck che mai non fono fati] fimili a i lupi Et Homero fa tirare il carro di Marte d:i_,due caualii , come animali atti per combattere , &: aruaimitatio:ic
.

Virgilio dCio^ . Belio armantur equi^ bdlitm hac armcnta minantur.

C^l{f{P DI Glori,
dipinge Gioue allegro5e benigno d'et di quarat*anni,e nelle Meda,-glie antiche d' Antonino Pio,e di Gordiano fi fa nudo,nia per darli alquanto pi gratia,&: per coprire le parti virilijli metteremo ad armacollo vn panno azzurro contello di varij nori Nella dcftra mano tiene vn'hafta,& nella fniilra vn fulmine , fraudo hy piedi fopra vn carro tirato da doi aquile- Nudo l dipinge,perciochc,comc racconta AleflandroAfrodifco anticamente l'imagini de gli Ddy & de gli Re, furono fatte nude , per moflrare, che la polTanza loro ai ognuno era manifefta_. I varij fprijfopra il panno lignificano l'allegrezza, & benignit di qucfto pianeta, & d'clf fiori Virgilio nell'Egloga 2 .cos dice-/r Jpfa cibi bUndos fundent venabula fiore s. Gl'antichi foleuano dare l'hafta per fegno di maggioranza, &: perci

SI

flell'imagine di
Il

Gioue

lignifica queft'ifleflb

folgore hotacaftigo, mapercffcr queflo pianeta benigno Io tiene

eon la lniltra mano, per non effere-rigorofo, il che fi moflrarcbbe, quando lo tenelfe con la deitra mano in atto di lanciarlo. Il carro tirato da doi aquile, non folo per moftrare, come fono dedicate a Gioue , ma anco per dinotare gl'altri & nobili fuoi penfieri & la
, >

liberalit,
cefi,

& finalmente elfere gioueuolc altrui, de perci dal giouare di-

che ei fu chiamato Gioue_^ Gli fi dannno anco raquik,per il bono augurio, che hebbe mentre andana a far guerra contra Saturno fuo Padre,delia quale rima f vittoriofo. Come anco , perche interpretandofi Gioue, per l'aria pi pura d'onde nafcono i fulmini folo fi dimoftra con l'aquila , che tra tutti glVcelli fola s'inalza a grand'altezza lontana da terra_^

B^B^O

DI

jl

T r B^'l^Q

Come fi dipnge dal Boccac ci . lcchio,brutto,rporco, & knto,con il capo inuolto in vn panno parimente brutto, & nel fcmbiante vedrafsi mefto,6c di malinconica

compkf-

..

, .

51
coiupiciilone

C O

N O

O C

nella delira mano tiene vna fal, t: con habiro fcracciato , ce , & con la iiiiftra vn piccioi fanciullo , quale mollri con bocca aperti voler di uorarc Star quelhi figura in piedi fopra d'vn carro tirato da doi boui negri fopra del Carro vi fia vn Tritone , con la^ ouero da doi gran fcrpcnti , Buccina alla bocca, moltrando di fonarla,ma che fi vedajche le code d'ef^ fo Trifone fiano fjpolte nel piano del Carro,come f foffero fitte in terra. Dipingefi , fecondo la mentione,che ne fa il Boccaccio iib. vii;. deiJa^ Gciieologici de gli Dcimdo per moftrar la malinconica compleflione di queft j Pianeta , & perche Saturno appreifo gl'antichi fignincaua ii tempo , lo faceuario vecchio, alla qual et conuicne la malinconia Il capo inuolto , &1'afpetto tardo , dimollrano il finiftro a/petto della Stella d Saturno , ik la fua tardanza. Sporco fi dipinge , perche proprio di Saturno il concedere i coflumi

&

dishoneili
Si

rapprefenta con la Falce in


cofc
de'
,

mano

perche

tempo miete,
1

e taglia...

tui'te le

come anco potremo dire,che per

la

alce s'intenda la colri-

Campi,ch'eg]i infegn d gl'Italiani, che prima era incognita. ii tempo diurugge quei medefimi giorni, de i quali Padre , & Genitore^ Si danno i neri boui ai fuo Carro , perche tali lui facrificauano,comt racconca Fcfto Pompeo Si pu anco dire , che hauendo effo infegnato l'agricoltura per arare coltiuarc i campi, non fi potefe , f non con fccniodit far fenza quefli animali & per i boui fi pongono come inditio d*agricoltura_ Il Tritone fopra il Carro con le code fepolte fignifica,che f hifloria cO'minci ne i tempi di Saturno , & che da lui indietro tutte le cofe erano incerte , & ofcure , il che fignificano le code di Tritone fitte , &c nafcc^' in terra, perche innanzi al tempo non v'era materia d'hifloria.

uatione
Il

fanciullo, che eilo diuora, di;noftra,chc

&

Paufania defcritta Minerua nell'Attica fopra vn carro in formada tutti tre i lati vguali, tirato da doi ciuette, armata all'antica , con vna vcfe fotto l'armatura longa fino a i piedi , nel petto hafcolpitala teda di Medufa , incapo porta vna celata , che per cimiero ha vna sfinge,6c da ciafcun dc'lati vn griffo, in mano tiene vn'hai:a,che neli'vkimi parte vi auuolto vn dragOj^ a i piedi di detta figura vno feudo di criilallo , fopra del quale ha appoggiata la finifira meno II carro in forma triangolare fignifica ( fecondo gl'antichi ) che Minerua s'attribuifce l'inucntione dell'armi , deli arte di tefferc , ricamare,
A.

di triangolo

i'Architcttura Dip'mgQfi armata , perche Tanimo del fapicnte fla ben preparato coriaro i colpi di fortuna
<k
.
.

La lancia

'

fignifica l'acutezza dell'ingegno


il

Lo feudo

mondo ,

il

quale con la fapicaza

fi

rc|[gc.

IldragA

flCESARERlPA.

^r
,

n drago auuolto alla lancia , denota la vigilanza che nelle dilc-'i^iinidoprar bifogna , pure che le Vergini ( deuono ben guardare, conic riferifce fopra di ci l' Alciazi ne i Tuoi Emblemi.
La Gorgona depinca
nella cora2za,dimoftra Io fpaucnto, che

l'huomo

Telmo dinotano, che la Hpienza ogni ambi* guita rifoluc. Le ciuctre , che tirano il carro,non folo vi Ci mettono,come vcclli confecrati d Minerua , perche gl'occhi di quella Dea fono dVn mcdcfimo co- lore di quelli della ciuetta,la quale vedebenillimo la nottc,iatendcndofI, che l'huomo faggio vede, & conofce le cofe, quantunque fieno difficili,
L k' T >l E. fpauentofo in villa con vna ghirlanda ciprefib s capOjtiene in mano vn picciolo fcettro-A' vna chiaue,{iando fqpra vn carro da tre ruote &. tirato da tre fcrociilmi cau<!lli de i quali (Cc" condo che dice 1 Boccaccio lib.8.della-Geneclogia delli Dt) vno fi chiama Mctheo 1 fecondo Altro , & il terzo Nonio , &: per far meglio che fia conofciuta quefta figura di Plutoncli metteremo alii piedi CcrLero , nel
occulte.

fapiente rende a i maluagi. I prilH , &: la sfnge fopra

HVomo

C ignudo

^
,

K^R^O

DI V

modo

che

li

iuole depingere.

Dipinge fi nudo , per dimoflrarc , che l'anime de'morti , che vanno nel Regno di Plutone , cio nell'inferno , fono priue di ogni bene , & i ogni comiiiodo , onde il Petrarca vna fua canzone , cos dice X queflo prcH

Comien che arriu a (jud dubbiof cade. Spauentofo (i dipinge,percioche cosconuienc eflerc a quclli,che han- no da caligare li federati , fecondo che meritano l'errori commefl. Gli fi da la ghirlanda di.ciprelfo , per eiTere quefl' arbore confecrato Plutone, a come dice Plinio nel libro J.dell'hifloria naturale, de gli anticlii di detto arbore ^}i fecero ghirlande per efi'er piantai tnfta, & me" fla , effendo , che , come vna volta tagiiata,pi non gcnr.oglia. 11 picciolo icettro , che tiene in mano dimoftra , eh' e^^i Ke deUVlti-

polito Che t alma ignuda , efola

ma

pi Dada parte deli'vniuerfo. , perciche il regno fuo d inzmcrx^ ferrato , che nell'uno pu^ritornare di la onde Virgilio nel .deii'Lneide
,

5l

La

cliaue infegna di Plutone

cosi dice-

Sed reuocaregradUifup^rsffcucdcYC adauras^ Hoc opuSyhk Ubor fl:p.uc'\qi4<is ixquui


Juppher ,

^c. La carretta dimoftra i

(jmatut
giri i quci,che defiderano arricchire
,

per efler

Plutone da gl'antichi tenuto per Dio delle ricchezze E guidata da tre ruote , per dinotare la fatica,& il pericolo di chi vi va d^intorno , ik l'incertezza delle cofe future De tre caua!li,comc habbiam detto,il .che fi chiama Methco, viene (come dice U loccaccio nel luogo citato) iinterpretato ofcuro, aninche ii oprdi la paz^a deiiberatione d'ac<]uiftare quel, che poco la n;cfliere,
. i
i

con

1
^on la quale
/aaftro
,

I e O N O L o e I A guUato ouero cacciato l'ingordo Il recondo detto A, .

che faona TilleiTo , che fa nero , accioche fi coiiofcaii merore d quello j che diicorre , & la triilezza, & la paura circa i pericoli, che quali -Tempre vi ftanno intorno U terzo vien detto Nouio , il quale vogliano , che (gnihchi tepido , accioche per lui confderianno , che per lo teniere de' pericoli alle volte il feruentiisimo ardore di acquiftare s'im.

pediice.

Oli fi mette
dell'inferno
,

s.

canta

il

can Cerbero con

tre fauci

per eflere guardiano

eiiendo d'incredibile fierezza,

& diuoratore del tuttOjdi cui

Seneca Tragico nella comedia d'Hercole furiofo cos dice.


Oltre di quello appare

Con fpapumteiiol jnano

Del reo dite la cafa Dcue il gran Strgio cane


Ce^rcvKdeicffmrrifcel'ombreye Ialine

La porta defendendo col gran t^gno


yigrrAnfcrp al colla
Horridi da vedere

^tnquijl dib-Utendo
.:ifre prfurati

con la lenga coda


I

capi

CARRI DE

QVATTRO ELEMSNTl
F

yigiaceftbillanio vn fiere dragi^

VV
-iniitra

0,
il

L CAN

dall'antichi era pofto per


,

fuoco

&

fi

coftumau3_*

dipingerlo nudo , brutto , affumicato

color celefte in capo , & vna tenaglia* Star queft' imagine fopra di vn*ifola,a'pi della quale vi fia vna gran fiamma di fuoco , & in mezo d'efla varie forte d'armi , e dett'ifola fia piia con bella gratia fopra d'vn carro tirato da due cani. Il ioccaccio nel libro della Geneologia de gli Dei , dice , che il fuoco e i due for jijil primo l'elemento del ftioco, che non vedemo , & quefto molte volte i Poeti chiamano Gioue , & l'altro il fuoco dementato, del quale noi ci feruiamo in terra , & per quello s' intende la figura di Vulcano . Il primo s'accende nell'aere, per il velocifsimo circolar moto delie nubi & genera tuoni per il fecondo il fuoco , che noi accendiamo di legnc, & altre cofe che fi abbrufciano. i^rutto fi av{ri2^t , percioche cos nacque , & dal pa dre , il quale dicefi efiere Cioue , & la madre Giunone , fu da loro precipitato dai Cielo , fi che and a cadere nelf Ifcla di Lenno nel mare Egeo , che per fi dipinge a canto la fopradetta Ifola , dalla qual cafcata rcft zoppo , & iciancato. Ond'egli viene beffeggiato da gli Dei, nel Conuiuio, che finge- Komero nel fine della prima iliade , oue dice in fuo idioma. J mmc^i'k^ ciits (rta^ efi rifii beatls Dij^j Vt vidsrmt Fokanii per domu minijirante, Noii per altro , f non perche zoppicaua , imperfettione ridicolofa m vna perfona , quando ( muoue , e fii qualche attiene di efiercitio , coru. tutto ci, da quefiiaiilcira imperfettione, prefe vaga materia di lode-* Giouan Zarattino Capellini , mio amico, veramente gentil huomo d'in:

zoppo , con vn cappello di che con vna mano tenefl'e vn martello , Oc con la

gs^giio

& di belle lettere

in quefio fuo

epigramma

, ,

B
Bvd rfon taiis ((l

A R R
, ;

P A.
cculk ftrmik ubi ttu
,

i7

^dyemrem
Stiglia ubi matriinlfie patri

de Tytiro T-aP^ore dando,

natus Cytbtrjea Cupide

Tity-Hs

efl

&

ve,
-

eU lnulU

F t(jue tims comnx daudicat ipfe psde:


7{aUis bc ejo
Efi clandm caco pulcmcr iile tuo

2s ticmpc eji cACus^w.ido

m Imncfuiges

tm^.caam iam de (Ire natii

Vulcano fgnifica , che l;i fiamma del fuoco tende allo in su inegualmente. Nudo, & con il cappello turchino il dipingcper dimoiirarc , che il foco puro , oi fnccro. Il martello , & 1:^ tenagliajche tiene con ambi Je mani fgnifica del ferro fatto con il fuoco. Gii fi danno i cani, perciche crcdenail anticamente, che i cani guar^ dailero il tempio di Vulcano , che era in Mongibello, & abbaiaffero folamente a gl'empi , & cattiui , & gli mordeiTcro , & Maceller fefta a quelli che andauano diuotamente a vifitarlo. Gli li mette a canto la gran fiamma di fuoco , ^ Tarmi diuerfe , che vi fono dentrOjper fegno della Vittoria di quelli , che anticamente reflauano vincitori di qualche guerra i quali foleuaao raccorre 1' armi de g' ir nimici, & di quelle farne va monte, de abrugiandole farne facriftio a ' " Vulcano.
' "
'

yoUattufquc pater ciaudicatM^e vdat, La quale iniperfettioiie appreffo

dipinta da Martiano Cappella Giunone per l' aria, per vnamatrona a federe fopra di vna fedia nobilmente ornata, con. vn velo J7 bianco , ehe gli cuopre il capo , il quale circondato da vna fafcina^ a vfo di corona antica , e reale , piena di gioie verde , rofle , &c azurre- il colore della faccia rif^lendentc. La vefte del color del vetro , & fopra a quefla vn altra di velo ofcuro ha intorno alle ginocchia vna fafcia di diuerfl colori. Nella deftra mano tiene vn fulmine, & nelUa flniflra ci hauer vii^

TJV

tamburino
Il

Dea ,

carro tirato da due bellidlm pauoni , vcelli confecrati a quefll' 3t Gnidio nei primo de arte amandi cofi dice.
Laudantcs ofiendst
atiis

lunonia

penms

SitadiH^fpc&e^tillarecoiidetcp^s,
I varij colori,

& l'altre cofe fopradette fgiiiicano le mutationi dcU'ay


&

ria , per gl'accidc-nti ch'appaiono in elfa , come pioggia, fercnit , impequello il* to de'venti, nebbia, tempefla, neae, rugiada, folgori, tuoni ,
gnifca
il

tamburino , che tiene in mano , oltre ci comete, iridejvaporij

infiammati baleni,

& nuuoli.

D ^ i l* Ji C <IF ^. *.T7 Da Phornuto nel primo libro della natura de gli Dei dipinto Nctun* Ju no per l'acqua_^. Vn vecchio con la barba , & i capelli del colore dell'acqua marina , & vn pano iadoifo del tnedemo colorcnella delira mano tiene vn Tridente,
c
&ila

^ K,K^

ICONOLOGIA
.

& fta detta i5gtira fopra d'vna conca marina con le rote tirata da doi balene, ouero da due caualii marini in
uerfi pefci

mezzo il mare, oucli vedano

di-

perci
.

Fu Ncttunno vno de i tre fratelli , al quale tocc per forte l'acqua , 8c fii detto Dio del mare & gl'antichi lo foleuano dipingere hora>>
,

tranquillo. Se quieto,
Il

oc

bora turbato.

&

color della barba,delli capelli,come anco quello del panno,chc por( come riferifche il fuddetto Phornuto ) il colore cel mare_j. Il tridente iimoflra le tre nature dell'acqua , perche quelle de i fonti, fiumi fono dolci, le marine fono falfe, ik amare, ne anco grate al guflo. Gl' attribuito il carro , per dimollrare il fuo mouimento nella fuperta in doiTo,fgniica

ficie, il quc.le fi fa con vna riuoliitione, & rumore, come proprio fanno le ruote d'vn carro. E tirato detto carro da ferocilfn-ni cauaIH,per dimon:rare,che Netrunno ila IO il ritrouatore d'elfi, come dicono i poeti, percotendo la terra con il tridente , ne fece vfcire vn cauallo , & come racconta Diodoro,fu il primo, che li domaifc.

Carro della Terra

geneologia de Dei NEI vna Matrona con vna acconciatura


j.lib. della
gli

il

in

Boccaccio defcriue la terra capo d'vna corona i torre,

che perci da poeti

dice turrita,come da Virgilio nei .lib. deil'Eneide (^tbeS vicii detto. turrita per ijualis Bere Cinthia Vhrigias mater rurru prole vrum Inuehititr , falfx verdi herbe ricamata di &: di d'vna vefte varie fglie d'arbori, E veftita fiori, con la delira manotiene vn fcettro , & con la lniftra vna chiane. Sta a federe fopra d'vn carro quadrato da quattro ruote , & fopra del
li

&

meiefimo carro vi fono parecchie fcdie vote, <k tirato da doi leoni. La corona in forma di torre dimoer douer eflerintefa per la terra, clfendo il circuito della terra a guifa di Diadema ornato de'Citt, Torri,
Gaaelli,& villo. La velie con i ricami, l'herbe ,

&

fiori,

denotano le

felue

& infinite,*

fpetie delle cofe, delle quali la fuperficie della terra e coperta.^. Lo fcettro, che tiene con la deftra mano fignilca i Keami, le ricchezzcSc

lapotenza dc'Signon della terra.. Le chiaucfccondoche racconta Ifidoro, per moftrarc, che la terra al temoo dell' Inuerno il ferra , & Ci nafconde il ime fopra lei fparfo , quale

germogliando vien fuora poi


aprirli la tcrra_^
1

al

tempo dellaPrimaut ra

& allora

fi

dice,

che guidano il carro dimoflrano i'vfanza della agricoltura nel leoni ( come dice Solino nei lib. delle cofe ma, perche i rauif7liofG)fono auezzi f fanno il lor viaggio per la poluerc, con la coda guadano le vefligie de faoi piedi,accioche i cacciatori da quell'orme non, pollano hauere inditlo dei fuo camino 11 che
leoni
,

feminar

la terra

. .

D
11 c^9t
i

CE SA RE R

P A.

<f

fanno anco gl'agricoltori del terreno, i quali gettato, che hann in tc^ra i Icmi/ubito cuoproiio i folchi,atanche glVcclli non mangino le

mento.

Le fedicjcome d{cmo,altro non vogliono inferire,che dimoflrarc non folamente le Cafe , ma anco le Citt , che fono ftantie de gl'habitatori, rimangono nlolte volte vacue per guerra , o per peftc , ouero che nella_ fuperfcie della terra moire fedi fieno vote , molti luoghi dishabitari , o che elfa terra Tempre tenga molte fedic vote per quelli, che hanno n*kicere-

C ^. n

E,

D E L L
,

Cerne dipinto da iucrft Toeti

"K

T T

>
,

in particolare dal Boccaccio

nel primo

donna, come matrona fopra d'vn carro di quattro Ai rote,per Tibullo gli da due caualli le quatrro vigilie della notte negri , fgniicando con q.(s 1 ofcurit della notte , & alcuni altri la fanno tirare da due gufi , come vcelli notturni . Vergilio li da n:: grand ali nere , dirtele in guifa , che paia , che voli , & che moilri con efie ingombrar la terra , & Ouidio gli cinge il capo con vna ghirlanda di papauero fignimoOirare
.

VN A
il

libro dtlla Gcneologia de gli Dei.

ficante

fonno.

C C 0, C jt ^l{,0 DI B giouane allegro nudo, ma che ad armacollo porti vna pelle di lupo ceruicrojfard coronato d'hedera , tenendo con la deftra mano vn Tirfo , parimente circondato dalla medefima pianta Itar detta_ Immagine fopra d'vn Carro adorno di ogni intorno de viti con vue bian che , i negre , de fard tirato detto Carro da Pantere , & Tigri I Poeti ciicod:io , che Bacco fofie il ritrouatore del Vino , &: efl'er Dio di quello. Giouane fi dipingejj rapprefenta co la ghirlanda d'hedera, dedicata d lui,& sepre verde , per la quale fi viene dinotare il vigor del vino pofto per Bacco, il quale mai s'inuecchia, anzi quanto dipiitempoi tant' ha maggior polla nza_ Allegro l dipinge , perche il vino rallegra il cuore de gl'huoitini , anco beuendolo moderatamente dd vigore , & crefce le forze,^ . Dipingefi nudo, perche queilijchebeuono fuor di mifura diuengono c-brij , &: manifeftano il tutto, owero perche il bere fuor de i tcrmini,conduce molto in pouertd , & reflano ignudi , perche il bere fuor de i termini geiicra calidczza_. 11 Tirfo circondato dall'hedera , dinota che quefta pianta , fi comelcgz tutto quelo,al che s'appiglia,cos il vino lega l'humane menti Il Carro fignifica la volubilezza de gi'brij , percioche il troppo vino fd fpcffo aggirare il ceruelio a gl'liuomini, com.c s'aggirano le ruote de i Carri La pelle del Lupo Ccruicro , che porta ad arma collo , dimoftra eh queft'animale attribuito Bacco come anco per dare ad intender cbc il vinopigliatomoderatameutc crefce l'ardire, 2>c la villa, dicco

VN

&

'

iof 9

dfe

ICONOLOGIA
i

. .

doCi, che

II Lupo Ccruiero ha la vifla acutilTima-j Le Tigre che tirano il Carro , diinoftrano la crudelt de gl'imbri achi perche il carico del vino non perdona ad alcuno D E L V ^ y T^O I{^^. C A I^B^O

mere con parole componendola di rofe d'oroidi porpora, di rugiada , & fimili vaghezze & quello far quanto ai colori,& carnagione. Quant' air habico , s'h da conlderare , che ella , come ha tr flati , & ha tre colori difHnti , cosiha tr nomi , Alba, Vermiglia,& Rancia,f che per quello gli farei vna vede fino alla cintura , candida , fottile e come trafparcntCjdaiia cintura lino alle ginocchia vna fopraucfte di fcarlatto con certi trinci , & gruppi , che imitaffero quei reuerberi nelle nuuole. quando verniiglia,daile ginocchia fino d i piedi d color d'oro , per rapprefcntarla, quando rancia, auertendo, che qusfta vede deue eflere feffa, cominciando dalle cofcie per fargli moftrare le gambe ignude , & cosi
, , ,

VNA

Fanciulla di quella bellezza, che

Poeti s'ingegnano d'efpri-

la verte

come la fopraucfte fieno molle dal vento ,

& faccino pieghe

8c

fuolazzi.

Le braccia vogliano efierc nude ancor effendi carnagione di rofe , & fpargcr con l'vna delle mani diuerfi fiori, perche al fuo apparire s'aprono tutti, che per la notte erano ferrati. Haucragfhomeril'ali di varij colori dimoftrando con cfie la ve- locit derfuo moto,percioche fpenta da i raggi foiari torto Iparifcc- In capo porter vna ghirlanda di rofe , & con la finiflra mano vna fa cella accefa , la quale fignifica quello fplendorc matutino , per lo quale^ vcggiamo auanti, che i leni il fole il Cielo biancheggiare i onero gli fi mandi auanti vn Amore, che porti vna face, & vn altro dop, che con vn
altra fuegli

Titono

con vna fedia indorata , fopra d'vn carro tirato dal caualio pegafeojpcr cffer l'Aurora amica de i pGeti,& di tutti gli ftudiofi, ouero da doi cauallijlVno de quali far di colere fplendente in bianco, oc & l'altro fplendente in rofib, il bianco ( fecondo che racconta il Boccac* ck) lib. 4. della geneologia de gli Dei ) denota,che nafcendo l'Aurora dal Sole procede quella chiarezza del Cielo , che fi chiama Aurora , & il cauallo roifo il principio iella mattina , che ortando i vapori , che fi leuano dalla terrajmediante la venuta del Sole, l'Aurora parte,fiche dalla venuSia porta a federe
,

HVomo
*he SLuco

ta del Sole, Se la partenza dell'Aurora il Ciel rfieggi?_* S L C l I r ^ /i C iTi li f{^0 Del RcMerendi/frfno Dami Teri^ginof^efc'^^md'^ilatrir in vn circolo fopra d'vn Carro con la face accefa in mano,tirato da quattro cauali fignificanti le Guater fuoi parti] dell'orto,
-

X^

& deli'occafo, &


effa

li dui crepufculi, ouero corre auanti il Solo .

il

meizo

giorno,6i:

mezza notte

C^K"

1{,I{

DEL GIORNO ^
Del [opra detto Aititore
.

DI CSSARE RIPA.
I{T

61 L E

fopra vn carro tirato da quattro HVomo face in mano per lume ropra,con ta
di
la
,

caualli, per la ragione det,

il

che apporta,

& gui-

dato dall'Aurora-

jL

KAO
^

n E l

T^'^

DeU'Hcffo Kefcouo

fopra vn carro con quattro HVomo quattro


ftagioni.

caualli bianchi guidati dalls

'

C e E I{n B^E Iin Boccaccio , nella genealogia de gli Dei lib. 8. fatta la dcfcrittione di Cerere per vna Donna fopra d'vn carro tirato da dei ferociilmi draghi in capo tiene vna ghirlanda di fpighe di grano, come dice Ouidio ne i Fafti. Jrr.pofultq'Ae futi (picei ferU com<e . E t ia v altro luogo

DI

DAI

mazzetto di papaucro, & con la fniftra vna facella accefa_. Le li danno li fopradetti animali,per dimoftrare li torti foIchi,chc fanfto i boui,mentre arano la terra, che per tale s'intende Cerere, onero per
Tiene con
dinotare
tofi nel
il fcacciato ferpe da Eurilico dcli'Ifola Salamina, il quale faluatempio di Cerere, iui f ne flette i'empre , cerne fuo rainiftro , oc

Flaua Ceres^kts redimita capillos la deftra mano vn

feruent<Lj

La ghirlanda delle fpighe del grano j(ignifica,che Cerere ila la


a,

terra pie*

& larga produttrice di grano, %c per

il

papauero la

fertilit d'elfa

Per l'ardente facella,credo,che il debba intendere il tempo deirE/late, quando pi ardono i raggi del Sole,i quali fanno maturare le biade,& anco quando s'abrugiauo gli f:erpi , & ftoppie de i campi onde i contrari; humori , che fono d'intorno alla fiiperfcic della terra efalano , & ella per tale effetto diuiene graffa , & rende abondanza grandiflima_-. ^ I^F^O D E L V C E jl T^ 0.

VN

vece hio ignudo di venerando afpetto , & del colore dell'acqua marina, con la barba , & capelli loaghi pieni d'alega , & di chioceiolctte,& altre cole llmiglianti a quellejche naicono i\\ mare,fl:ar fopra d'vn carro fatto a guifa dVno fcoglio pieno di tuttc]quelle cofe , che nafcono in fu gli fcogii.& come narra il Boccaccio lib .7. della genealogia- (de gli Deij tirato da due grandilfime balene, nelle mani hauer vn vecchio marino. Vecchio,& di venerando afpetto fi dipingc,percioche(fecondo,che dice il Boccaccio nel fopradetto lib. ) l'Oceano Padre de gli Dci,& di tutte le cofc,& Honicr o neil'Iiiade,doue induce Giunone, dice,che l'Oceano la natione di tutti gli Dei Il carro dimo{lra,ch l'Oceano vi intorn alla terra, la rotondit dellii qwak moflrata per le ruote dei carro , ^ lo tirano le b<iknc, pcrcht*
quelle

\
la terra-.

ICONOLOGIA
come l'acqua
del

queftc cos fcofrono tutto il roare,

mare circonda tutta

Tiene il vecchio marino, per dimoflrare, ch'efTendo l'Oceano condotto dalle balene per il gran mare , fofle ricco di molti boui marini , & di molte fchicre di Ninfe , che iVno, & l'altro dimoflrano le molte propriet t dell'acque , ik i diuerfi accidenti , che Tpeflb fi veggono di qucUe. C l{ I{0 D* Q B^E. jl

Cerne dipinto dal Tetrarca

QVattro defirer vapiu che mue bach


Sopra,

rn carro di foco rn^ar'^ crudo


i fianchi

nm yal elmo, nefcud Sopra g omeri bauea fot due grandmali


Contro del qual

Con ano in manose confaette a

color mille^e tutto l'altro ignudo,

T^tiO
donna ,

D E L L
Come
veftita di

jt

C jl S T
.

T A.

depinto dal Tetrarca

VN A
&

bella

bianco , fopra d'vn carro tirato da due

con la_* leoncorni , con la deftra mano tiene vn ramo di palma , finillra vn feudo di criftallo,in mezo del quale vi vna colna di diafpro, alli piedi vn Cupido ligato con le man dietro, & con arco,e ftrali rotti. Ancorch fopra quefta materia fi potrebbe dire molte cofe , nondimeno per efier opera d'vn huomo tanto famofo fenz altra noftra dichiarationc
hauer luogo

&

I^n

D E

L L

^ MORTE

DelTetrarca.

morte con vna falce ficnara in mano, fla fopra vn carro tirato da due boui neri , fotto del quale fono diuerfe perfonc morte , come Papi, Imperatori, R, Cardinali, & altri Prencipi, e Signori,& Horatio conforme a c,gos dice
:

VN A

TaUida mors quopulfatpede,pauperum tabemoi , d^cgumque

tHrres,

Kt Statio in Thebaide

Milli modis Uthi mfe^'os^fhOYS ynafht'igat


Fcrro,pefte,fimeyyincll4yardoreyCalore,

AilUe moii mfcros mors capii >nM h$mmcf

C^i^RO

E L L

UM

ji.

Bel Tetrarca.

LA Fama

habbiamo depinta al fuo luogo ma che ftia due Elefanti,hauendola dichiarata altro da tirato carro fopra d'vn altro. dirne a ftcnder uc , qui non mi
nella guifa che
:

CUAAODELTEMTO.
Cerne dipnto dal Tetrarca

VN

vecchio con due grand'ali alle fpallc, appoggiato a due crocciole,&: tiene in cima delcapo vn'horlogioda poluere,efiar fopra va

carro tirato da due velocifllmi cerui. K B^O t L L t

A D Dd Tetrarca
d'elfi io

Ti I

T A-

Figliuolo & fopra ILdaPadre quattro Euangelifli.


,

Spirito fanto in vn carro tirato

DI CJSAKii RIPA.
C
macilente,
,

DONNA ramo

^
&:

6}

B^E S T

^.

di falce

nella

mal veftita , nella 'deflra mano teflga vi-l. fnilh'a vna pietra pomice , & d canto hauer

vna vacca magra.


Dipinge/! la Careftia magra , per dimoflrare l'effetto del mancamento delle cole alla vita humana neceflaric , perche il danaro folito a fpenderfi largamente in pi felici tcmpi,nelleferili flagioni,poco meno chci_^ tutto fi trasferifce nel dominio di pochi , di modo,che facilmente i poueri rimangono macilenti , & m.al vefliti per careflia di pane , Oc di denari. La pietra pomice , & il falice pianta fono flerili , &: la flerilit principal cagione della Careflia , ma alcune volte nafce ancora per l'infatiabile cupidigia d' alcuni mercanti, li quali fogliono ( fraudando la natura ) affliggere la pouera gente con i loro inganni Dipingef appreiTo hi vacca magra , per fegno di careflia , & quello fignifcato lo moflr Giofclfo nelle l'acre lettere, quando dichiar il fogno
di Faraone

DONNA
I
I

C
,

-B^l

j.

veflita d'habito roflb, che nella

mano deflra tenga vn co-

re ardente

& con la fniflra abbracci vn fanciullo.

'

La Carit habito della volont infufo da Dio, che ci inclina ad amar lui come nollro vltimo fine , & il proflmo come noi llefli , cos la defcriuono i Sacri Theologi Et fi dipinge co'l cuore ardente in mano, &: co'l fanciullo in braccio i per notare, che la carit vno effetto, & puro,& ardente nell' animo verIl cuore fi dice ardere quando ama , perio Dio , & verfo le creature^ che mouendofi gli fpiriti di qualche oggetto degno , fanno rellringere il
.

fangue al cuore , il quale per la calidit d'eflb alterandofi , fi dice che arde per fimilitudine Per i due Difcepoli i Chriflo S. N. diceuano , che ardeua loro il cuore , mentre egli padana, & fi poi comunemente vfurpata quella traflatione da i Poeti nell'amor lafciuo Quodvmexmi-^ Il fanciullo fi dipinge conformit del detto i Chriflo mmismeis fecis ,mibi feciflis. Il veilimento rodo , per la fimiglianza che ha co'l colore del fangue_i moflra che fino ali'effufioned'effo fi flende la vera carit, fecondo il tcCarit ftimonio di S. Paolo. in cima del capo habbia vna fiamma di DOnnavellitadiroffojche fuoco ardente , terr nel braccio finiflro vn fanciullo, al quale dia il latte , & due altri gli flaranno fchcrzando a' piedi, vno d'efli terr alla detta figura abbracciata la deflra mano Senza carit vn feguace di Chrillo, come vn armonia dilTonante d'vn Cimbalo difcorde , Se vna fproportione, ( come dice S. Paolo ) per la_ carit fi dice efier cara vnit , perche con Dio , & con gl'huomini ci vnifce in amore , & in affettione > che accrcfcendo poi i meriti , col tempo ci f^ degni del Paradifo
.
:

La

veflc

^4

ICONOLOGIA
C

^ ^l

T ^.

La verte rofTa /lenifica cariti, per la ragione tocca di fopra per la Spofa nella Cantica amaua quefto coIr>re nel Tuo diletto. La fiamma di fuoco per la viuacitd Tua infegnajche la carit non mai rimane d'operare, fecondo il f^lito Tuo amando:ancora per la carit volle,che s'interpretafTe il fuoco Chrilto N.S.in quelle parole: ignem yeni mit^
:

ter e in terram^
1

v!*r

quid volo,

nifi

vt <frdeat ?

tre fanciulli dimoftrano, che f bene la carit vna fola virti,h non dimeno triplicata pot<*nza , effendo fenz'eOa, fk la fede , la fperanza di

&

rilTun

momento

11

ch<j

molto bene

monte nel fonetto fatto da lui in parole di Saa Paolo,e dice cos.

Signor Giouan Buondelquefto propofito ? ad imitatione delle-*


e^ireiTe
il

pipi

DI
'0 ptH (Togn* altro
Cos barn ft' io
'
-

CESA
mano
<^/ouranOy

R E R
Ogii

<5

raro, eprctiofo
Ccleje

7v/f del bcnpirfeittimdo^cfkflofo,

DonOi che in mi rcn a

coft [Mfjrijciy e credi, e (peri,

lo lille alto,

T^oipctifi al mal, di rcrit [ti pieno

Come fon di lodarti defiofo .

In rcchcz^., in honor non poni affetto


dolce carit, che mai vien meno Deh col ttio fuoco i b^ffi miei pcnfieri

Tu m cor fuf orbo mai^ ne amhitlcfo


1^0 hai tno^albergo
,

ma in benigno^

ba-

Tup^tiente feiymn opri in vano

Qnano

Scacciale atte fot mirfcaldailpiito

^ K^

.A

gentil'huomo di molta bontd,& di varia eruditione ornat05& per affai caro al fuo Signore Era qucfla carit rapprefentata da vn'arbore d oliua, al quale cominciaua d feccar'alcuni rami , e dal tronco d'efuia^ti
.

VNa

carit viddi al Signor Kdoro K uberti Auditor del Cardinal Sai-

fovfci-

fo vfciua

ICONOLOGIA
. .

vn liquore , che daua nodrimento ad alcune herbe ,e alborettf, vfciuano dalle radici dell'arbor grande,e parte d'effi pi di quali de parte lontano Credo vogli lignificare, che la carit, & colui, che la vuol vfare deue toglier del nodrimento a fe,per comparcirio ad altri , e prima a pi QucH'herbette credo fignifichino alcuni prolilmi , e poi a pi lontani aiuci>che da a maritar Zitelle fecondo intendo, & gl'aiboretti certo fono alcuni Giouani, che a Tue fpefe tiene qui in Roma a lludio, tra quali fono Ludouico,& Marc'Antonio Rubcrti, vno Nipote del Signor Gio. Matteo Ruberti , che fu Secretario di Paolo IV. e poi di Pio V. l'altro Nepote del Sig. Francefco Ruberti,che fu Secretario di Siilo V mentre erano Cardinali, i quali reilati poco commodi ibno dal detto Sigilldoro, in.tutto not perche ibpra l'arbore vi ' vn'mOtto, che dice Moriens reumijcit, driti par che anche voglia dire, che mentre egli inuecchia , & va alla fine , nodrendo quelli giouani in eiTorinafca.
.

^ ST

yt

bianco s'appoggi ad vna colonna, fopra la quapieno d'acqua , in vna mano tiene vn ramo di criuello vn iar vi le cinnamomo, nell'altra vn vafo pieno d'anella,fotco alli piedi vn ferpentc morto, & per terra vi faranno danari, & gioie_. Vcftefi quella donna di bianco per rapprefentarela purit dell'animo, che mantiene quella virt , & s'appoggia alla colonna , perche non finto ,& apparente , ma durabile ,& vero. 11 criuello fopra detta colonna per lo gran cafo , che fuccefle alla Vergine Vellale inditio llmbolo di callltd Il Cinnamomo odorifero , i^ preciofo dimollra , che non cofa della,- caflit pi pretiofa , &fuaue , & natcendo quell'albero nelle rupi , & nelle fpine moilra , che fra le fpine della rnortificatione di nei freffi nafce la callit , & particolarmente la verginale L'a nella ibno indicio della caflit matrimoniale. Il ferpente la concupifcenza che continouamentc ci (limola per me 20 d'amore ^ Le monete che fi tiene fbtto a'piedi danno fegno , c?lie il fuggir l'auari* tia coiiueniente mezo per conferuar la callit veftita di
Catit
.

ONN A

Onna bella ,

d'honefta faccia, nella delira

mano

terr

vna sfer2a_jr

vn cupido con gl'occhi bendati gli ftia alzata in atto di batterfi, forto a i piedi , fard veftita di lungo , come vna Vergine vertale , & cinta nel mezo d' vna fafcia,come hoggi inRoma vfano le vedoue,fopra la quale vi fia fcritto il detto di S. Paolo : Cajtgo corpus meuns

&

VN

Cajit Matrimoniate^

A
,

donna

veftita di

bianco , in capo hauer vna ghirlanda di ru-

ta

nella deftra

mano tenga vn ramo d'alloro , & nella finiilra vna


di raffrenare la libidine
,

tortora.

La ruta ha propriet

per l'acutezza del fuo

dor

. .

. ,

r)

e E

A R E R

P A.
.

odore, il quale efiendocompofto di parti rottili per la fu a caliditd rifolu la vento{it5& fpegne le fiamme di Venere , come dice il Mattiolo nel 3. lib. de Tuoi Commenti fopra Diofcoridc Tiene il ramo d'alloro , perche q'.iefl'albero ha grandifilma fimiglianza con la caftit , douendo efla eficT perpetua , come perpetuo il verde
del lauro, firidono ,

,V

& ftridere & fare refiftenzai alle fiamme d'amore, come & refiftono le f'ue foglie & Tuoi rami gettati fopra fuoco
,
, i

il

Per Gnidio nel


l

i. lib.

delle

Metamorfofi

finge, che

Daphne donna cada

trasformaflc in lauro La Tortora c'in(egna co'I proprio eflem.pio d non contaminare giamai rhonore , & la fede del Matrimonio conuerfando folamentc (enipre cou quella,che da principio s'eleffe per compagna Si pu ancora dipi nger l'armeliinojper la gran cura,che ha di non imbrattare la fua bianchez2a,fimile quella dVna perfona cada

jl

T
il

DONNA, caminare
di
fra

IT

^-

,
,

che habbia velato


,

vifo,veflita di bianco, ftiainatto con la deftra mano tenga vno fcettro , cpn la fini-

&

due Tortore

Lacafiitd,

come afferma S.TomafTo in

2. 7. queil.

151. art.

i.

no-

me di virt,detta dalla caftigatione della carne, concupifccn2a,che ren


de rhuomo in tutto puro,&: lenza alcuna macchia carnale Gli fi fa velato il vifo pei efler proprio del caflo raffrenargli occhi percioche,come narra S. Gregorio ne i Morali fi deuono reprimere gli occhi

come rattori
il

alla colpa veftimento bianco denota , chela cailit deue efler pura, &; netta da ogni macchia , come dice Tibullo nel 2. lib. Epiflola prima CaHa piacerli fupenSjpura cum vefte venite. Et manibmpuYs fum'te fonts aqmin Lo ilare in atto di caminare dimoftra, che non bifognaflareinotio ca!ufa><: origine d'ogni male,& per ben diffe Ouidio de remedio amoris.
'

Otta fi tslUs penere cupdmis arcHS

nel lib. 22. deglifuoi fimbolo della caftit , perciche la tortora , perduto che ha la compagna , non fi congiunge mai pi Lo fcettro fignifica il dominio che ha fopra di f il caflo , perciche f bene la carne e principalmente nemica dello fpirito, nondimeno quando egli vole non pu effer mai abbattuto^ne vinto da quello , & f bi:ne (cntto. Contnua pugna, rara w^orw nondimeno come fi detto di fopra,quaa do l'huomo ha faldoproponimentOjin contrario non pu tfer fupcrato in alcun modo , &:prima Ci deue mettere in efcutione quel verfo d'Oui dio nel terzo librodelle Metamorfofi, quando dice. ^nte ait morian quamfit tibi copia nosri .
leroglificijil

Le tortori fono come riferifcePierioValeriano

Che miferamente traboccare

nel vitio delle carnali concupifccnze

CECI-

69

DO

prato pieno di vari; fiori , col capo chino , & con vna talpa appreUb Cecit l dice la priuatione della luce de gl'occhi , & per fimilitudine ouero per analogia, li domanda ancora l' ofFufcatione della mente , per IVna fi dimoftra con la talpa per antico coftume de gl'Egitti; , come racconta Oro Apollined'altra con la tella china verfo li caduchi fiori della_ terra,che fono le delitie mondane,che allettano ranima,e la tengono occupata lenza profitto,perche quanto di bene il mondo lufinghiero cipromettCjtutto vn poco di terra non pur fotto falla fjseranza da breue piacere ricoperta:ma con grandifllmi pericoli di tutta la noftra vita , come ben dice Lucretio lib.a.de natura rerum miferivs hominum menti s_ ' pe5iora osca Degtur hoc ani qtiodcumque fi, Qiiaubm in tenebr vt(2iqHcir,tif(j; pemlk . Et Ouidio nel lib.6. delle Metamorfofi Tsip^Os hnbent . Trofuperi quantum mtrtdiafc&Gra caca C E L E \l T ^. O N A che nella deftra mano tiene vn folgore,come narra Pieri Valeriano nel lib.43.deuoi Ierog]ifici, canto hauerd vn delfinOjC per l'aria vn fparuiero ancor'egli pofto dal fopradetto Pierio nel lib. 21. per la celerit , ciafcuno di quelli velociflimo nel fiio moto dalla cogniti one del quale in elTi fi fa facilmente che cofa fia celerit
veftita di verde
,

NN A

ICONOLOGIA CECIT DELL^MET^T


flia in

. . . .

, ,

E,

C H I B^E Z Z jl. giouane ignuda 5 circondata di molto {plendore da tutte le* bande , & che tenga in mano il Sole Chiaro fi dice quello che fi pu ben vedere per mezo della luce,che l'illumina , & fa la chiarezza, dimandaremo quella ;fema che l'iiuomo, con la nobilt , con la virt s'acquifta, come dimoftra Pierio Valeriano nel

VNA
lib. 44.

, i quali fon fiati al mondottrina , fi dice ancora Chiarezza vna delle- in ciafcuno di quefti fignificati. quattro doti de'Eeati in Cielo, Si dipinge giouane , perche nel fiorire de'fuoi meriti, ciafcuno fi dic_

& S.Ambrogio chiama chiarifimi quelli


Santit
,

do

illuftri di

&: di

&

effere chiaro

per la fimilitudine del Sole,che fa vifibile il tutto.

fedendo fopra vn leone,nella finiftra mano tiene vn'afia e nella deftra vna faetta,la quale moftri di non lanciar la:ma di gittarla via , cosi fcolpita in vna medaglia di Seuero Imperatore con queftelettere
11

DONNA

CLEMSnZA,

INDVLGENTIA AVO. INCAR.

leone fimbolo della clemenza , perche come raccontano i Naturali f egli per forza fupera , & gitta terra vn'huomo,fe non fia ferito da lui, non lo lacera n l'orfende f non con leggierifiima fcofla La faetta nel modo che dicemmo fegno di Clemenza ? non operandofi in per*

DI cesare' ripa. e H ^ R E Z Z ^i.


1

fi

in ^v^gvi/^tio di glieli che fono degni di cafiigo


tiif

onde fopra al ci Se-

libr t^eGiet-neiiza cqisdice : Clrmcnacfilemtd^spipmcYisadueyfHs nfeYdvmn inconWith^'Cisposm }': Chnunxy. .

neca cca

DOrPxa che piatili vn rno.'ite d'armi


ramo d

S:

con

b.

dedra mano por.^a vii^

oliy , apoggir.ndof con il hraccio fniftro ad vn troico del medefmo alberid.? dal qii^le'pendansj i ^i^c confolari La Clemenza non altro , che vn' a/lincnz^ da correggere i rei col debiro caftigo > & efTendo vn temperamento della feruit , viene comporre vna perfetta maniera i Giuftitia ^ & quelli che gonernano , mlto
iiece/TarirL-,

Appoggia/

al

tronco deiroliiio

per moilrare , che non altro la Clemifcricordia.

menza,

che.inclinationedell

a'niriio alla

Porge

70

pianta per dar fegno di pace,e Tarmi gitPorge II raTio della fofpefi, nota il non volere contra i colpeconfolari co'Fafci tate per terra fi potrebbe,per rigor di giuftitia,per che forza/econdo eiTercitar la noli Clemenza l'indulgenza di Dio noftri peccati propriamente dice,che fi per il Vida Poeta religiofo in cambio di Mercurio,finge che Gioue della Clemenza fi feruanell'ambafciariajnellib.j. della Chriltiade. E Seneca in Ottauia ben'efprime quato s' detto di fopra dellaClemenza,cos dicdo: Tulchmm iH tminen inter lUuftns piros HMfumma virtus , petitur hac Coeluvn via Sic ilU Votri<e. prmm ^uguHns parens Confulere Vatra panere affli^li yfere ComplexM afim e[iCoUtur et templis Deus, Ced abiiinere^ tempm, atqi ine dare
,

ICONOLOGIA medema
. ,,

Orbi quetem

DOnna
caffi

Siculo pacem JUo . che con la finiftra


,

Clemenza

mano tenga vn proceflb & con la dcflra Io


,

con vna penna

& fotto a
,

piedi vi faranno alcuni libri


.

ClemerjT^

e Moderatone

DOnna

T^Ua Medaglia di P' ite Ilio, d federe con vn ramo di lauoro in vna mano , & con l'altra-^ tiene vn bafione vn poco lontano vna virt d'animo,che muoue l'huomo compaffione > Clemenza La
,

& lo fi facile perdonare


Si dipinge

, &c pronto fouuenire. che fieda per fignificare manfuetudine , e quiete Ilbaftone moftra che puA non vuole vfare il rigore i per ben fi pu

dire alludcndofi al prefente Pontificato : Cedan mille Seueriad vn Clemente

Et potrebbefi anco dire quel che dice O.uidio nel lib. 3 .de Ponto.
Principe nec nofro
11

D^m eH moderatior vUm luHitia vires temperai iUefuas . ramo del lauro moftra , che con efib fi purificauano quelli c'haueano

oftefigliDij.

COGTsilTlOTsl^E.

Dnna

che ftando federe tenghivna torcia accefa,& apprefTo haur vn libro aperto,che con il dito indice della deftra mano l'accenni La torcia accefa,fignifica, che come i aoftri occhi corporali , f^bifogno della luce per vedere, cos all'occhio noftro interno, che rinteJ]ctto per riceuere la cognitione delle fpetie intelligibili , fa meftiero dell jftrumento eftrinfeco de'fenfi,& particolarmente i quello del vedere, che dimoftrarfi col lume della torcia,perciche come dice ArUotele-.^ihil eft in intelltClit , quodpYws mnfuerit infenJU , ci moftrando ancora il libro aperto perche per vederlo, per vdirlo leggere fi fa in noi i*rognition delle co
Te.

Cognitione delle cofe

DOnna
l'anima.

che nella deflra

mano tiene vna verga,ouero vn fcettro,& nel(i

la finiftra

vn

libro;

da che

comprende, che

la cognition delle cofe

s'acquifta per

mezo de l'attenta lettione dc'libri, il che vn dominio del-

COMEDI^,
il fiio

DONNA m habito di 2ngara:ma


rijnella deftra

vefi:imento fard divarij colo-

mano terr vn cornetto da fonar di mufica,nella finii

ftra

vna mafchera,&: ne'piedi

focchi.La diuerfitdde'colori,nota levarie, diuer-

&

DI

CESARE

RIPA.

COGXITIOTif.

& diuerfe atcionijche s'efprimono in quelta forte di poefia,la quale diletta l'occhio dell'intelletto , non meno, che la variet de'colori diletti i' occhio corporeojpcr efprimere gl'accidenti deli'humana vita, virt, viti/, & conditioni mondane,in ogni ftato,& qualit di genti, fuorch nel ftato Reale .&quefl:a fi moflra con li Tocchi, i quali furono da gli antichi ado* J)rati in recitar Coenedie , per moftrare la mediocrit dello ftiie , ik delle perfone , che s'introducono negotiare_> La Comedia ha propofitioni facili , &c attioni difficili,& per fi dipinge inhabitod2ngara,perenerequefca forte i gente larghifima in promettere altrui bene di fortuna, le quali difficilmente,per la pouert pr* pria poflano communicaro E 4 II cor-

7\
Il

cornetto

l^C P N O L O G I A & la mafchera s'adopraiiano nelle Comedie de g' antichi

^ notano l'v-no
I focchi

1 armoni i , fv' l'altro 1 imitatione fono calciamenti comici , come habbiamo detto.

COMEDI^.

mano terr la tibia, in piedi ibcchi.neli'acconciatura della tcftavi faranno molti truoigimentijSi con grande intrigo di nodi, con quefto motto : Defcrtbo mores hominum,
d'et matuiMjd'afpetto nobile,iu
i

DOnna

DONNA capo
afj-Mdi

E D 1 \4 r E C C H I ^. l vecchia , ma con volto grinzo,& fpiceuole,hauera il canuto , e fcarmigliato le veftiftracciate, &: rappezzate , i di pili colori variate , con la man delira terr alcune faette,ouero vna sfrza , auanti lei vi far vna fcimia , che gli porge vna ceftelia_ coperta ,;la quale fcoprendp da vn casto la detta donna , con la ilnil:ra_ mano faccia moftr di diuerii brutti , & venenoll animali , cio , vipere ,
C
.

ridente

, rofpi , & imiili dice della Comedia vecchia d diftintion dellanuoua , la quale fuccede lei in affai cofc differente , perciche li Poeti nelle fcuole della_j vecchia Comedia dilettauano il popolo ( apprefib del quale all'hora era raccontare cofe facete , ridicolofe^ la fomma del gourno ) col dire , acute , mordaci , in biafmo , & irrifone dell'ingiuftitia de i Giudici , dell'auaritia , & corruttela de'Pretori , de'cattiui coflumi , & difgratie de i Cittadini , & fmili altre cofe , la qual licenza poi riformando,& le fciocchezze delrifo , &: buffonerie , fatto togliendo la Comedin nuoua (richiedendo cos altra fortuna di ftato , e di gouerno , & altra ingegnofa,& fauia inuentione de gl'huomini ) s'aftrinfe certe leggi,& honelt pi ciuiii, perlequaliilfuggetto, lalocutione, & ancora la difpofitione di eflafatta molto diuerfa da quello che foleua effere della fopradetta_ Comedia vecchia , come; pu il Lettore vedere pieno le differenze , tra fvna , e l'altra nella Poetica dello Scaligero nel primo libro detto l' Iftoria al cap.y. L'offitio dunque della vecchia Comedia , eflendo di tirare li viti; , & attioni de gl'huomini in riio , oc fciocchezza ; perci fi fatta la detta h 2ura di tal vfo , & forma , che f andr di mano in mano dichia-

Si

&

rando Le vcfi flracciate


.

& rappezzate

cos per

il

foggetto che haueua alle


j

mani , come per le perfone che faceuano cos fatta rapprefentatione,non v'interuenendo come nella Tragedia perfone Regali n come nella Cotogata , preteftata de'Komani Cittadini di conto. Per li varij colori del fuo veflimento Ci dimoflra la diuerfit , & inconuenienza di pi cole, che poneua infieme in vna compoltione, & anco il <5^af io ftile , mefchiando iniieme diuerfi generi di cofe La fcimia che li porge la ceflella, moiira la fozzaumitatone per mezo larquale faceua palefi li viti; , & le bruttezze altrui , che fi dimoflrano , per li fozzi , & venenofi animali , che ella con rifo , 8c fciocchezza fcopre al popolo , di che vn'efempio fi pu vedere nel Gurguglione di Plauto
piriedia
.

, ,

QfS
,

A R^E> %I:P A
capite o^erto
,

4^7J

Tum iHi gyacip all'iati

qui ambula tur

Qiti inccdunt fitffurnati

;am lbfis-y cUmjfjrtUis


tamquam xtrapeM

totHnnt; conferitm ,fermonn inter le


^Objiait
,

cbjshint

ncec.itm cumjuisfentcntijt

Qhos femper bibeuiet vdeas


Trijes

effe in (enopolio

f^bi qnidfarripuere,op?rtQeapnrulgiCald!imlHbant
f

atque ebrioli imdunt

:.

Le faettc nella deftr-^i'gniicno gl'acvit! detti iSc'.dCpre maledcenZc, con le quali liceiitioflniiente feriua;, <i:.occideiia la Fjjnaa,&: ripcatione de particQlajri huojnini; onde Horatio nella Poetica parlando della^etiedi
poefia viene dire della Comedia vecchia in tal modo. Succefft vetiis bis comxdia, non fine multa Dgnamkge Px?gi,Ux cj aaepty^chorufqf ^(!nde,fed in vitiitm Ubertas excdity^ vira Turpiter obtcuit fiMuto iure nocerbii .'j j

Et il detto Horatio ancora nel lib. i. deTeraioni cos parl delli Scrittori della Comedia vecchia
Eupolis
,

nella Satiraqi|5t1:t^
"
'"''

>

atqm Cranim ,
,

A yiHophateJqae To;t
prifca viroritm
,

^tque alvj quorum Ccm^dia

si quid erat dtgtM defcribi quod malws , autfur

Quodmxcbu/s foret , aut SiccariiiSf aut alioqui Famofm multa cum libertate notabant .
T^ E, Ti T I adolorata , con la bocca aperta in atto di parlare,con gl'occhi riuoltial Cielo,che verfino copiofe lagrime, eoa vna corona di pungenti fpine in capojtnendo con la fniftra manovn cuore parimenti coronato di fpine,terr la deftra mano alta, & il dito ih-

DONNA

V r
,

veftita di cilitio

dice dritto verfo

il

cielo
,

Si fa ve'llita di cilitio

& lagrimeuole

pefche dice S.GioiGrifoftomo


,

nel Tuo libro de compundxord. Sola compungofiicit horrere purpuram rare citi clUm : amare lacrimai fi'gen rifum eH enim matcr fictm

dcftde-

Se li fanno due corone di ipine,perche per la fpina nel falmo 3 1 .in quel ver fetto che dice Dum configitur Jpma , vien denotata l clpa contratti- dal peccato , la quale del continuo morde , & punge la cofcienza figiiifcata per la corona , che tiene in capo,& non baftando quefta compuntio.ne , come infruttuofa , nafcendo per l'ordinario dal timore della pena , & conofcimento del male. Per f gli aggiunge la corona delle rpine al cuore , denotando per queft'altra la vera coinptuntione del cuoue , che nafce da quello immenfo dolre , Oc conofcimento d' hauer offefo Iddio fpmmp bene , & perfa la gratia fua , &: perche ia perfetta compuntione deu hauere quattro conditioni , cio che habbia quel rommo dolore gi det'to per ( fi addolorata , e lagrimeuole., Secondo che habbia fermo propofito di non commettere pi peccato ^ che (1 dimoftra per l'indice alzato della man deftra Terzo , che fimilmente habbia fiildo proponimento di confeflarfjne ' il che vienfignifcato per la bocca aperta.
:
.'
.

'

Vltimo,

74

ICONOLOGIA

VltimOjc'habbia fodisfre , come parimente Ci promette per la deftra alta,& pronta in operare bene,conforme alla Tua bona,& fanta rifolutionc. C /^ T L E S S I Tsi^ h C 0. l E F giouane magro di color gialliccio,& con fguardo fiero, che efTn do qiiafi nudo tenghi con la delira mano yna fpada nuda , ftando con prontezza di voler combattere Da vn lato (cio per terra ) fard vno feudo in mezo del quai fia dipinta vna gran fiamma di fuocoA' dall'altro lato vn feroce leone J^ipingel magro,perche(come dice Galeno nel 4.delli aphorifmi r\t\ com mento 6.)m eflb predomina molto il calore , il qua! eflendo cagione dell'. (ccit fi rapprefenta con la fiamaia nello feudo* Ilcf^

VN

COLEI{

COLERI

e E
l{^l

A R^E R
E
II
1

P A*
F

75

COLLE

CO T

C 0.

rpei^o

color gialliccio , fignifca , che il predominio dell* hiimore del corpo fi viene manifeftare nel color della pelle ; d'onde nafce , che per il jolor bianco Ci dimoftra la flemma ; per il palh'do , ouero flauo la collera Der il rubicondo mifto con bianco la complefTione fanguigna; & perii folco la malenconia , fecondo Galeno nel 4. de fanitate tuendj al cap. 7. lei i.deirAphorifmi nel commento 2. Si dipinge con fiero fguardo , cfifendo ci Tuo proprio, come ben dimor2 Ouidio nel lib. j.de arte amandi. * Lumina gorgoneo fauins angue rr.icara Dra tument ha nigrefcuntfanguine rem Et Perfio nella 3 Satira-.
Il

&

imcfhcefHppofttafsrHefatJanguif ^&ira

Sdntiiiant

omU , &q,

, .

prontezza di volep coa-tbattere , dinota non folo il colc.ico^fier pronto allaVifla ma anco prefto d tutte l'altre perationi cQirxe anQQca figaiica larQp;:ade.ta fiammadi fuoco^eifendo fuo proprio
,

i9 Li fpada nuda

^^ t <c-o^^'(y
e la
:

rjlfoluerfi-f.

il^aecaari Trozdcijuenilevitium^ef regcre nnfofk mpetiim Et per bene_ \iii2.Auiqenna nel ^..-^el i. della dittione 3. l^cap. 3. che quando l'opere loiio fatte con maturit danno fegno di vn temperamento perfetto ma_> quarfdQ fiianno con impeto , con poco confglio danno fegno di molto
. :

&

calore_#.|

\'

Gli J^dlipinge illeone^ canto, per dimodrare la fierezza , & animo/iti delfnlfio nalbentdalla gii detta cagione Oltredi ci metteuifi que^.ftoanitnale pjpeflere il Colerico (mile l'iracndo leone , del quale cosi fcrt/Te i'Alcia^o ne i fuoi Emblemi ^k'Mn vetcres cdudan dixeve kcnis luthedcumfurgit b'dis crudefcere , ^ tra iQuafimulmte ras conph , illegra ufs , Felie dolorfurias excitat mdomito/s Denota anco il leone eder^il colerico i natura magnanima , & liberale anzi che paflando li termini , diuiene prodi^ , come gl'infrafcritti verfi della Scuoia Salernitana , non foio di quefta ma di tutte l' altre qualit fopradette dicono
.
"

.:

jt

humor cbolerd^qui competit impttmfjs

Ine.et magnanimi sutylargi stima petetet

'^^cgenus efi hothinc cupiesprueiki-e cu6os Hi.-[iituSifiiUaxJnifcens,pyodtgM^^audax ,

^leuiter difc'utymidtu consdmiCico crefcimt ^j-4miiraciliSyj7cc!is,croa'i<]iColom

& oltre capelli biondi hauer color della leccia rubicondo miilo con bianco, & che fonando vn lento dia fegao con,
po
,

VN

^ G i^ J G TSi giouane allegro , ridente

S \j

V
,

B^

L'

B^l

^,
foriin cail

con vna ghirlanda di vari;


i

di corpo carnofo,

miolgere gl'occhi al Cielo, che gli piaccia il fuono , tkii canto , da vna^ parte d'eiTa figura vi far vn montone, tenendo in bocca vn grappo dVui da l'altra batida vi fra- vn libro di miifca aperto Giouane, allegro , con la ghirlanda i fiori, & ridente fi dipinge il fanguigno , perche (fecondo Hippocrate ) in quelli cheabondano di fahgue

|!

&

temperato ,
nafce
il

& perfetto

fi

generano
'

fpiriti vitali puri

&: fottili

da quali'
'
.

,& rallgrezza i onde quefli fono piaceuoli , ficeti , & amano i fifoni, &i canti * L'eiTerdi crpo carnofo , fecondo Galeno nel i.Iibrodelteniperam'en-' to al cap.5?,& Auicenna nel lib.rfignificaychc dalla virti afimui'itiuto,' che ne i fanguigh molto pGtVrtte , nafce l'habiro di corpo camcfo Dipingci rubicondo mifto con bianco , perche (fecondo Auicenna nel 2. del r.)qnefto colore denotaabohdanz di fangne , & per dice Galeno^
rifo

^|

nel 2 -de gli Aphorifmi nel

commento

a.che i'humore, che nel corpo pre-'

domina, d^ii colore


" '

alla carneJ'-i

^-'''

Ilmon-

DICESARERIPA.
S^TiGl^JCT^O
T
E
l\

77

L\

^. Ili ,4,

montone con il grappo d'vua,{gnifca ilfanguigno efler dedito d Venerej& d Baccojper Venere s'intende la natura del montone, eilendo quello animale alTai inclinato alla luffuria ,comc narra Pierio Valeriano lib. io. &: per Bacco il grappo d'vua; onde Ariftotcle nel problema 3 1. dice , che_> ci auuiene nelfanguigno perche in efbabonda molto kme , il quale (cagione dell'appetiti venerei,come anco fi pu vedere per la dcfcrittine
li
,

della Scuola Salernitana.,.

*-

7^aturapiugiies}j^ifimt ,atcf;rocants
{umoref^;roucs cupunt audir e frefAcnter

Omnibus
Qttulibct

hijludiji habilcs fi4nt, et

magh <^pn

ex caufa ma hosfak excitut ira

Hvs Fenus,et Baccbus delciat fercula


ttfiicit hos IjilarcSf^

rifui Largi4S^amimJjd.ms;fidcns,Yubeci;coris

tlcu rcrba lconeus Cantus^carnofiis,faiis audax,atq, bemgmis,

F L E Al-

7t

C O

N O

0"G
E ^

FLEMM^TIC

OMV

V ^ G^QJ^^M

corpo graflb, & di color biancojche alando federe fia taHb , tenendo ambe le mani in feno , & la tefta-# china , la quale fia cinta dVn panno negrojche gli cuopra quafi gl'occhi & d canto vi fia vna tartaruga Dipinge (1 grafib, perche fi come la ficcit del corpo procede da calidit , cos la grafezza deriua da frigidit & humidit , come dice Galeno nel fecondo del temperamento al cap. 6. Si vefte di pelle i tafib , perche fi come quefto animale fonnacchiofo e pigrOjCos il flemmatico per hauer egli pochi fpiriti, &; quelli opprefi da molta (ngiixi. ^. che in eflb predomina onde auuiene eh e anco poco atto i gli ftudij hauendo l'ingegno ottiifo , & adormentato , & non habi di

HV O M O

veftito di pelle i

le

me

"'

. .

dicesarertpa;
le

meditare quello che farebbe cagione di folleuarlo dalle cofe vili


Si

79
,

&

baffe

, negligente tarnell'operationi dell'intelletto , come in tutte l'altre del corpo, fimile alla tartariiga,che fi gli fi a lato, il che tutto vkn ottimamente efpreffo dalla Scuola Salernitana ne i verll che feguono

che per li fi cinge il capo di panno negro rapprefenca con il capo chino,perche egli pigro
,

do

Tblegma cUbit viresmcasJatof<^;briucfq; Sefus habis.tardusmotus^pigrkafomnus


Thlegma/hcitphgHesfanguis
reddit medio-

Hicfomnokntespigerinfputmne multut

Otia nojiudo tradut fcdcorporafomno {cres Eft

f^ >Vj

Myi
'

L E

I^C

XI

hmc04S nbes pinguisfhcie color albus E n^ L T E l^H,^.\

HV O M O

di color fofco , che pofandofi con il piede deftro fopra ai vna figura quadrata cuba , tcnghi con la Tiniftra mano vn libro aperto mgftrando di iludiare
,

Hauerd

80
.

ICONOLOGIA

1.

bocca da vna bifida^ & con la man dcftra terr vna^ boria ligata , & in capo vn paffero vcello foiftario La benda che gli copre la bocca, fgnifica il filentio,che nel malincomco Tuoi regnarejcflendo egli di natura fredda,e recca,& fi come la calidit fa loquace, cos per lo contrario la frigidit cagione del filentio 11 libro aperto, & Tattentione del ftudiare,dimoftra il malenconico eCHciiier cnta la

& in cki far progrefTo; fiigendo l'altrui conuerfationijondcHorationell'vltimaEpiftoladel i.lib.dice: amat nems Scriptorum choms o Et fugt yrbe: . Che per gli fi dipinge il paflero folitario fopra il capo,eflendo vcello,che habita in luochi folitari; , & nonconuerfa con gli altri vcelli La borfa ferrata fignifca l'auara natura , che fuole per lo pi regnare- ne i malenconicijcome dicono i feguenti verfi della Scola Salernitana.
fer dedito alli fludij,

mm

B^(i<it adhiic trijiis cholenefuhjiantia

nigra Seruatpropofuu ftbi nil reputatfore tutum

Qu< redduprauos,pertrifespauC':i loquetes InuiJus,^ trijis cupidus dextraeq; tenacis

Ui vigilantfUidijs:nec ntans efi dedita jomm

lS{Qn expers fraudis/imdus lutdqicoloris*

Ti C

I^D

^ M^

P^l

ji

L E,

Di Tier Leone Cafdk.


, Ai porpora , & oro incateni il collo ad ambidue , & che la_j detta catena habbia per pendente vn core , il quale venghi follentato da vna mano per vna i detti huomo , e donna La collana nella guifa che dicemmo, dimoftra, che il Matrimonio compofto di amore , diamicitia, & di beneuolenza trai' huomo, &la- donna ordinato dalla narura , & dalle diuine leggi , le quali vogliono cheil marito , &: la moglie fiano due in vna carne , che non pofsino eifere diuife f non per morte

huomo VN' che vna

man dritta di vna donna ambi vefliti

fola catena d'

VNA
perfcne
,

COV^COKDljt.
,

donna in piedi, che tiene due Ipighe di grano in vna mano5& con l'altra vna tazza piena d'vcelletti viui onero di cuori.
,

La tazza piena di
per
le

ouero di cuori, quali ne fegue l' abbondanza ,


vcelletti

fignifca

fignificata

conformit i pi , per le fpighe,

del grano

V, C

B^D
7ltl2

^ M
di

^ \E,

Medaglia

Tierua

DONNA
l'alia

che tenghi con la defira mano vn rofiro i nane, fopra del quale vi vn'infegna militare , &: in mezo d'clfa , cio in raezo delvi fono due mani giunte,come quando fi da la ke y con lettere^ >

che dicono

CONCORDIA EXERCITVVM.
nella guifa che

Le due mani
fegna ,
de
il

dicemmo, dimofirano.la Concordia

l'in-

roftro gl'ferciti

ConcQT^

DI e ES ARE R IP
La
di
,

COT^CORDi^.
.

A.

tt
!cgat(T.?

, cho Viuono j & conuerfano inlleme Per Ci rapprcfenca con vn fafcio di verghe , delle quali ciafcuna per f ftefa debile, ma tutte inficme fono forti , & dure j onde.difl'e Salam.one FunkuitM triplex, difficile timipitur Et mediante l'vnione fi ftabilifce maggior forza nell'operationi de gli huomi-

che tiene in mano vn fafcio di verghe flrettamente DONNA, Concordia vna vnione volere & non volere

di molti

come dimoftra

Saluflio

m bello lugurtino
Coficcrdia,

Cmccra^aYUArcscYejcHntf

concordia

maxim^ ddabuniur.

, che moftri grauiti , nella deflra mano tenghi vna tazza , nella quale vi far vn pomo granato , nella lniflra vno fcettro ehe in cima habbia fiori , & frutti di varie forti in. capo ancora hauer rna ghirlanda di mele granate , con le foglie , &: con frutti , infieme eoa la ghirlanda , per acconciatura vi fard rna mulachia , oc cosi nelle mcfr faglie antiche fi vede fcolpita_.
;

DOnna bella

Concordia

DOnnavn mazzo
,

che nella deftra

mano tiene vn pomo granato


Ci

ftra

di mortella,e

to di Pierio Valeriano , con l' , & i pomi granati s'amano tanto , che f bene le radici di dette piante fono pofte alquanto lontane l'vna dall'altra, fi auuicinano nondiConcordia. ne no , & s'intrecciano infieme coronata d'olino , che tenga con la man deftra vn fafcio di
nortella
.

, 8c nella fini*, fabrica tal maniera, fecondo il detautorit di Democrito , dicendo , che li_,

legato con vna benda bianca da vn capo d'elfa, & con vm. mano finiftra tenga vn Cornucopia. S i corona d'olino, per fegno di pace, effetto della Concordia- Il fafcio di frezze legato al modo detto, fignifica la moltitudine de^ gl'animi vniti infieme co'l vincolo della carit , &: della finceritjche difficilmente fi poflano fpezzare , fbmm.iniflrandofi fra f ftefl'e il vigere , 8 la gagliardezza, onde poi la concordia produttrice di frutti piaccuoii,
frezze
,

DOnna

rolTa dall'altra; nella

come dall'altra banda la difcorda non sa f boli di maledicenza, &liti,che flurbano la

non produrre fpine , 6c tricompagnia, &:ramoreuolc

conforti de gl'huomin nel viuere politico , &. ragioneuole. Concordia nella MedcgliadiVapiem. fedente , che nella deftra ha vna patena , &: nella finiftra due corni di douitia con lettre: 2>4COKDIA AVGG. S.C. Vedi Sebaftiano Erizzo La patena fignifica cfTer cofa fanta la concordia , alla quale fi dcbbe- rendere honore , e facrifitio, (bondanza. Li due corni di douitia , moftrano,mediante la concordia duplicata a-

DOnna

C0

&

Cncordia Militare

DOnna armata

con

le

mani tenga vn gran viluppo di


f ftcffa

preparata per difendere velenOiChc fomminiftra l'ira

fcrpi, perche e con l'armi , e per nocere altrui col

Sa

C O
i

KO
D
I

C
DI

A
4 C
e.

'le fbnd volonc di diuerfc perfoneA' ce. T altra ma:i3 vn vaio i Fuoco, perche la coticordia nafce dall'amore fcambieuo'' le , il quale s'a'TDiTiglia al tuoco materiale^pcr ellere effetto di calore ia* teriore dell'anima C iy e I D E Cr V T 1 C H /. A, che nella mano deHira tiene alcuni pomi granati , & nella inirlra vn corniicopia,con vnacornacchiajla quale fi vede in molte Medaglie di Fauflina Augufla fcolpita co'l motto per l'eccrna [edelc,ch'vra quefto animale co la fua copagnia, per difie-#

DO

N N A,che tiene due corna d'abondanza ricorre infiemc

T^l

.4

l'viiione dc'peaieri,e delle

DO

NN

\D

^ X

rCONCORDIA,

'1

Alciato: Cormdi m'Yi mter f conordia v.7< Aiutai {Mq. tllis intemerata fides I pomi granati prelTo a gl'antichi fi;^nHcanano concordia , perche ta,

deaono eTere gl'animi cancirdi. Se in tale vnione tri Te ileiTi come fono le granella di quefti pomi, d alla quale vnione , nafcc poi l'abondanza} xhe il ncruo di viuere politico, & concorde^ c H c o i^ D I ^ 1 ->{ s t^ V k\a n 1 i ^. T3 E R la concordia infuperablc fi rapprefent.i Gerione huomo armato, con tre vid, co'l capo cinto d'vna corona d'oro, Tei braccia, & alJ. tre tante gambe, che tenga in vna mano deftra vna lancia, con l'altra vna fpada nuda, & nella terza \no fcetro. Et l'altre tre mani de la parte feniira, a pofaRo fopra d'vno feudo picef , che Gerione Fu Re de Spagna il quale perche haucua tre Kcp-\i iU detto tricorporc, cio, che h ieua tre corpi fu amazzato da Herli
.

dicano cflerc cativnfolo.


i

cole

altri

flati tre fratelli, cos

concordi , che erano ^i\ii*

DONNA
l

C
con

-E

-hi

Z ^.

capelli fparfi,c5

ambedue le mani foflenti vna naue*

a confidenza porta feco la cognitione dell'imminente pericolo. credenza didouerne fcampar l-'bero, & fenza quelle due qualicdvariarebbe nome, Srcangiarebbc l'edere fuo. P^r fi dipinge con la Txauejche e fegno di confidenza, con la nane i nauigantiardifcono i pratCe la falda

ticare l'onde del mare, le quali folo con la facilit del perpetuo moto,par che minaccino mina, morte , & eflerminio all'huomo , che quando paffa l terra, efce fiiora de fuoi confini . A quello propolto difle Hor*tio ne^la ^.
Ilii

ode

del

primo
t)

libro.
TrnttiSy

robur, zn- .^j

ip ex:

& poi,
tim'rt stradami

eira p(&iis eratj {jiv frjgilem traci CvfHw/hpHjgorrem,

Qnen monis

Con

quel, che fcgue,-.

giouane , confuCamcnte veftita de diuerf colori , che ha ucndo i capelli mal componi, pof la delira fopra quattro elementi confufame;te vniti , 6c la finiflra fopra la torre di Babel co'i motto , che
^^

ir\

O NN A

4ica:BABILC)NIA,

VNDlQjn,

<^ioa^

DI CESARE RIPA.
dipinge,

S?.

et pi atta allaconfufione, ron ^jiucnco <:*' Gioitane fi fpericiiza, fenza la quale non pu ttrmiiare , cll iiclo- trafportata. da di* ucrfi appetiti , quali nell'opere rendono confufone.

come

Li capelli longhi
pcnleri
,

& cord & mal compolH denotano moki


,
i.

d: vsri|

"

che confondano l'intelletto Li diuerf colori del vcftimenco fgnificano le vane 5 Bc difcrdinatc at- tioni confufamentc operate Ervbi mnititiido ,ibicOf)fi:/o. La torre di Babel porta , come cofa molto conofcuta per fegno di confiifionc:poiche nel Fabricarc d'ella, Iddio^ fi come ciiiic il linguaggio de i fiibricatori , con fare, che ciafcuno di lorodiuerfaraente parlalTc,cos anco confuTe la mente loro , facendo , che l'opra rimanciie imperfetta per caftigo di quelle fuperbc ,.&: empie genti , che proiionio di fare quell'impr-cfa contro la Tua onnipotenza, , & per maggior ch.iarezi'ia per rap* prefentarc la confusone , vi il dipinge il Chaos , in quel rnoco , che rap* prefcnta Ouidio nel primo libro delle .Metamorfofi , oue d-ce. Qii.m dxen chaos rHdit,iyid-^ijL,^t}e tnoks. }^}H era toto natwA vulras in orbe Et l'Anguillara nella traduttione
:

Trid

che'l aelfejje^d nuir^ la terrai elfoco^

Er-i ilfocOyU tcrrctil ciel,c'l

mare:

Che vi era.e terra, e cielOyC mireye/ico auc era e ciclone terra, fii(nt\e mare

'Ma il mar rcndctta iUclJa terra, e l fuco Deforme ilfocojlciiiilaterraje il mare

La

t^rrayilfoco^c'l narc era, ntl

cklo

J^tl

mar ficl focone nella terra Uieh


ISl

^{

con due DONNA una

Conte depinta nel

F E l^M ^ T I ValaT^ di l\l.S.


fcritto
:

E.

mefite caMn'lo,,

chiaui nella deftra

mano , &
Si^per

tien

con

la liniera*,

piramide , nella quIc

con vn cuore in mano dinafizi a Tocchi con quef:o fcrit*. to in lettera d'oro / ku* fuA uk , cio la propria cofcienza , ftan* do in piedi in inezo vn prato di iori , ik vn campo di fpine. La cofcienza la cognitione , che ha ciafcuno dell'opere, 5c de'penfie* ri nafcofti , &: celati a gl'altri huomini. Per il dipinge in atto di riguardare il proprio cuore,ne quale ciafcu:

DONNA

COSCIE^Z^.

hancpetram.

tiene occultate le fuefccretczzc , le quali folo a lui medehmo fono a viua forza pllcil. Sta con piedi ignudi nel luogo fopradetto.pcr dimcilrare la buona , e catti u via , per le qua4i ciafcuno caminando , con le virt , co Viti;, cattoafentircrafpre punture dei peccato , come il fuaue odore delia.,

no

rirt
Cofcknxa.

Donna i fembiante bellUrimo


nera
,

veftica d

bianco

con ia foprauefle

fcoperto il petto dalla parte del cuore,donde la morder vn fcrpc , onero vn verme, che fempre ftimola , & rode l'anim i dei peccatore, per bene i^Q LucaqH^ntnm mij'ero pcsnx mins eonjcia dcuat. Q QCl fsccimo librOi

nella defera

mano terr vna lima di ferro,haueri

Mm

Ir

CQ^;.

4
t

ICONOLOGIA
7{ S E I{_y

2i^,

D Tier leone CafelU,

DONNA manodcftraterr
d'oro
.

veilita d'oro

, con vn ghirlancia d'oliuoin capo , nella-i vnfafciodimiglio, & nella finiftra vn cerchi

L'oro , l'oliuo lignificano conreriiatione , quefto, perche confcrKali ^covpi dalla corruttione,& quel!o,pcrche diincilmente fi corre corrompe.
miglio parimente conierua le Citta . cerchio, come quello, che nelle figure non ha principio, ne Sno ^u lgaiicare la dnratione delie cofejcherpernezo d'vna circolare tra* ibmta rione i conf^sri) arto.
Il

&

11

9^r

DICESARRIPA.

fj

che nella finiilra mano tiene vn regolo, nella dc/lra vn_^ , & ha a canto vna grue volante con vn fafib in vn piede figura veftita di color pcrfo. Sar detta in regolo mano , &:ilcompanbpcrdimoftrare, che fi corno il Tiene inftromenti quetti mezani per confeguire con l'opera quella drittu* fono ra , che l'intelletto dell'artefice fi forma , cos li buoni cfempij & i fauij ammaeflramenti guidano altrui per dritta via del vero fine,al quah ere. neralmente tutti afpirano ,& pochi arriuano , perche molti pertortV> viequafi ciechi, fi lafciano dal cicco fenfo alla loro mala ventura tra,

DONNA compaflb

lportare_/

La grue fi pu adoprare in quefto propofito lecitamente , &: per noii^ portare altre auttorit , che poflino infaftidire ,baf:i quella deli'Alciato, che dice in lingua noftra cos,
Tiitagora infcgnyche Ihuom douejji
Con/Jerar con

ognifomma cura
il

l'opera , ch'eglifhtta
s'ella eccedeva
il

giorno hauejje

E fiefla.che afhr pntermntefje, Ciofh lagrue^chc l velo [n mifura Onde ne piedi [noi portar vniafio
Ter non cefiar gir troppo alto^
!
(?4/So.

drittone la r/jifura,

HV
ftra
:

1^ S

G L

0.

vecchio, vcftito d'habito graue , & di color rofTo, hauer vna collana d'oro, alla quale fia per pendente vn cuore, nella dc,

OMO

mano tiene vn libro

8c nella finiftra

vna ciuetta_.

Configlio vn difcorfo , & delibcratione, che fi fa intorno alle cofe incerte , &: dubbie , che fono da farfi , il quale con ragione elegge , ex rifolu il pi virtuofo , & miglior effetto. L'huomo vecchio dimoftra configlio, come dice S.Ambrogio in Hexamcron Sene[m eH in confiltjs vtiiior, perche l'et matura quella, che partorifce la perfc-ttionc del fapere
,

& dell'intendere
:

non potendo

neila_f

giouent efiere per lo poco tempo molta maturit, onde Arinotele nel libro primo Polyticorum dice , che Confiliitmpueri eftimperftium. Il libro nella mano defi:ra fignihca,che il con figlio nafce dallo fludio di
fapienza__..

La ciuetta fu l'infegna de gl'Ateniefi huomini di gran fapienza, &: conancora a Minerua Dea della fapienza , & nata dalchi configlia,deue veder lume , quando a gli altri ofcuro , & giudicare, & difccrnere il bene dai male,o: il bianco dal nero , come la ciuetta , che vede beniffimo di notte , come fcriuono i nafiglio
,

fu confecrata

le

ceruella di

Gioue , perche

turali
Si

vedono ancora mediante il configlio le cofe , quantunque


,

dii7cil!,&
l.i_^

occulte

&:

leuato dall'animo

il

velo delle

menzogne ,

fi

penetra con

villa dell'intelletto la verit.

fi

Veftefidirofib,- perche queflo colore fignifica Carit, per la quale^ deue muouere il faggio a configliare lidubbiofi, ilche vnadell;^

fcctc

S
fette
Cli

TCONOLOGIA
.
.
.

opere della miTericordia rpirituali l metce al collo il cuore , perciochccome narra Pieno Valeriano nel libro j54.de fuoi lerogliici, gli Egittij metteuano per fmbolodel cniiglio il cuore, ciendo, che il vero, & perfetto confi giio viene dal cu oro

hi

^4.
,

ONNA
ne

che tiene la deftra mano alta pofa co'piedi fopra vna bafe quadra.

con la

finirtra vn'afta,

&

fi

vCoftmza vna
lafciarii vincere

dilpolitioiie ferma di non cedere a dolori corporali, a trifte'zza , fatica , ne a trauaglio alcuno per la via

della virtjin tutte l'attioni La mano alca mditio di coflanza ne fatti proponimenti.

La bafe quadrata fgnifca ferme22a,perchedaqualfuogliabandafl pcB fca falda , contrapefata egualmente dalle fue parti, ilche non han-?<:

no in tanta pcrFetcione i corpi d'altra figura. Chi bene fi L'afta parimente contorme al detto volgare , che dice appoggia cade di rado. Et eiier collante non altro che (lars appoggiato , & faldo nelle ra. ,

gioni

che

muoucno l'intelletto a qualche cofa.


Cofianxa^

&

nucpidit

Tonane vigorofo , veftito di bianco


ig.'iude, tkftar in atto di

, & rofib , che moHiri le braccia attendere, e foftenere l'impeto di vn-*

toro

^ all'hora

Intrepiditd l'ccceifo della fortezza fi dice vn'huomo intrepido ,


cofliante foiito

oppoflo alla vilt

& codardia

quando non teme , etiamdio quel

ehe l'huomo

temere.

Sono le braccia ignude , per moflrare confidenza del proprio valore, e combatte col toro , il quale eflcndo molefLato diuiene ferociffimo , & ha bifogno per refiftere folo delle proue d'vna deA)erata fortezza-
,

VNA

donna , che con il deftro braccio tenghi abbracciata vna co-, lonna ;& con la iniftra mano vna Ipada ignuda fopra d'vn gran- vafo di fuoco accefo, Se moRri volontariamente di voleri! abbrugiarc- la mano , & il braccio .
vecchio, in atto di andare, con barba canuta, & ap* poggiato ad vn baftone con vna mano , nella quale terr ancora^ vna carca con vn motto , che dica Fires ACfrit eundo porter in fpaila
:
.

VOMO

co^syuTFDiTin.
,

vn

i:afcio d'iftromeiiti

co' quali s'efcrcitano l'arti

& vicino haur vna-j

ruota d'arrotare
L'vfo

coltelli

imprime nella mente noflra gl'habitidi tutte


,

poferijli la decenti

& a ilia voglia

le cofe, li confenia fabrica molte leggi nel viuere , &:

leiiaconueriatione^ ,t fi dipinge vecchio , perclie nd.la lunga cfperiensa confifle la fua_^ autto-

DI
auttoriti
,

CESARE
,

RI PA.

^.j

quanto pi vecchio tanto meglio f in piedi, il che s'accenna col motto che tiene in mano , il quale conueniente ancora all:i_> ruota , perche f eifa non Ci muoue in giro , non hi forza di confumniarc come non mnoucndoi l'vfo con ciercitio del il ferro , ne di arrottarlo confenfo commune non acquifta auttoriti , ma volgendofi in gro vniicc talmente la volont in vn volere , che lenza fapcr ailcgnarc i termini di ragione tiene gl'animi vniti in vna medeima occupatione , z condantemente le gli conferua Per i dice , che le leggi della ccfnfuetudine fono valide come quelle dell'Imperatore idlo , He in tutte l'arci , (k in tutte le proFeilioni per prouar vna cola dubbia , fi pone in confderatione 'v
Se
,
.

fo nato dal coalcnfo vniuerfale , quafi che fia impofibilc eiler le cofe duerfe da quello , che elio approua . Per diffe Horatio , che le buone pain ibmma fi nota. , di fi oirole del Poeta fi deuono prendere dall' vfo i

&

ferua in tutte le cofe , accioche non venga violato il decoro taotoneceffario nel corfo della ciu ile conucrfatione. Et per porter in {palla vnfarciod'infiromentiartiitiali , fecondo il capriccio del pittore- > non li curando noi dargli ni-, quello altr.V
legge;^

tenendo vn pomo d'oro nella mano dcftra , & nella lniftra vn mazzo di fiori, fia coronato d'oliuo,e gli rilpienr da in mezo al petto vn rubino
,

GIOVANE be ignude &


/

COtlTET^rO.
in habito bianco,
i

& giallo, moflri le braccia^ e gam-

piedi alati

Contente

^morcfb

uelle dipintaafpetto , con faccia ridente , CGin li fiori, in capo terr vna ghirlanda di mirto , & di fior- inficine^ iitc.iuti, nella finillra mano vn vafo pieno di rofe, con vn cuore , chs_ji
Stia con l'altra mano in atto di leuarfi i fiori di capo,per cuore , eleado propriet de gl'amanti cercar Tempre di il detto propria allegrezza. della partecipe altrui far
fi

G'ouanetto di bello
veda tra
elfe

fiorirne

giouane pompofamcnte vefi:ito , con fpada a Iato , haur gioie, & penne per ornamento della tefta, &: nella delira mano vno /pecchie, & con la finidra un ba :ile d'argento^appoggiaco alla colcia, il qua Te far pieno di monete , &; gioie. il coatenco,dal quale pende quel poco di felicit , che fi gode in quefa Vita, nafccprincipalmene dalla cognitione del bene poifeduto, perche,chi non couofce il proprio bene ( ancorch fia grandiffimo) non ne pu fcntire contento , &c cos reilano li fuoi meriti fraudati dentro diic'
lleilb
.

VN

Contento.

Per

fi

dipinge l'imagine del contento


fi

fpecchio,i>: cofi

contempla. Se

fi

gode ricca,

che guarda le mecefima nello bella, e ponipofa di corpo ^. d i.A'iiV 4

Oc

8J d'anima, ilchc dimoftrano le monete,

ICONOLOGIA
&
i

veflimenti

armato , con vna trauerfina rofla fotto il corfaletto tenga vna fpada ignuda in atto di volerla fpingerc contro alcun neniicojcon vna gatta a'piedi da vna parte,& dall'altra vn cane Il contrailo vna forza di contrari; , de'quali vno cerca preualere al^ )'altro,& pero fi dipinge armatOj&prefto a difenderfi^ & oftendere il neRiico.

GIOVANE

lioni

color roffo ci dimoftra l'alterezza deiranimo,& il dominio delle pag5 che flanno in motOj& muouono il fangne^ Si fa in mezzo d'vn cane, 6c d vna gatta, perche da difsimili , e contrari e nature prende e fso l'origine.
II

eE

S 4^
......

R 1 RI
Contrailo.

A.

gp

di color rofso ignudo pugnale con vn fiero mano tenga fguardo , con deftra nella mano in tirando la dietro,in fniftra, nella atto di voler pugnale vn'altro
ferire

Gto'janett, che fotto ali armatura habbia vna yeCtc

DONNA
l:ra

COXT^^ITlO'hlE.
&

d'afpetto gratiofo, & bello , ftia in piedi co'l pugno della mano dritta ferrato in atto di percuoterli il petto nudo, dalla fnila mano aperta, banda , co'l braccio fniftro flefo alquanto in gi ,
il

gl'occhi pieni di lachrimc, riuolti verfb

Cielo, con fembiante mcfto

di

dolente.^.

La Contritione
ofTefo la diuina
diile_^.

il dolore grandiUimo , che hd vn peccatore d'haucr Maefl onde Topra di ci l'auttore de i Tegnenti vcrf
,
:

Dolce

dolor, che

da radice

amara
maggior dolo
ha foto

Che ben fei tu i ogni gioir pi


SnaHe,e per

cara

Tsiafci^e defhlli all'hr/^cbai

Sebri ajpra altruypur meco tuofoggiornn


te fuor d'abijo ojcuro

Tilt gioH aU'almiiChe conforto

Quanto doUrfi^eligrmar impara.


Voglia fdce.aiuenturofa ^e rara.

Erto camn poggiando al Ciel ritorno.


Cos dopp caUeJpinofOye duro
'Prato fi fcorge di belfiori adorno^
lieto^e ficuro

Che non cpprim


J^lel tuo dolce

il

cuor ima lal'^i al volo

Che rende fianco pie mi confolo til Petrarca nel Sonetto 86.douc dice
languire io
l'vo piangendo
i

mieipajati tempi,
Ccntritione,

con capelli fparfi , veftita di bianco,con il pettd Icoperto, mollando di percuoterlo con il pugno dritto , & con la finilira mano fi fpogli della fua vefle , la quale far flracciata , & di colore berrettine, in atto dinoto, & fupplicheuole, calchi con i piedi vna.^
bella in piedi,

DOnna

mafchera_> Dipingcf la contritione di faccia bella , per dimoflrare , che il cuore- contrito , & humiliato non fprezzato da Dio , anzi mezano a placarlo neirira,come dice Dauid nei Salmo i.Sc quefta vna difpoftione contraria al peccato, ouero , come definifconoi Teologi, vn dolore prefo de^ propri] peccat5Con intentione di confefarli,& di fodisfare: il nome iftef^ fo non fgnifica altro , come dice San Tomaflb nell'addittione della teria parte delia Tua fomma al primo articolo : che vna confrattione , & fminuzzamento d'ogni pretenfione, che ci potefie dare la fuperbia,per qualche bene in noi conofciuto.

La mafchera fotto a i piedi, lignifica il difprcgio delle cofc mondane,l quali fono beni apparenti folo, che lufingano, ingannano, 6i ri-bardano la vera cognitione in noi fieff. Sta in atto di fpogliarf de veftimenti ftracciati, perche la contritione vna parte della penitenza , per mezzo della quale ci fpogliamo de-
if

eftimenu deil'huomo vecchio , riueftendoci di Cbrifto ifteflb

& della.^
fua

00
eoncro.
.

ICONOLOGIA
&
aflicuraranim* noftra ^

tuA ?ratia, che adorna,


'

ogmcttim in-i

DO

''C^^'^ 7* I 7^ E Z ^. 'ctd virile , che ftando in piedi fia vcftifa d'habito ferriplice, come anccr cinta da vna zona, cintola, terr con l'vna del-

MN A

con bella grada vn candido armellino . Continenza, vn-aftetto dciranimo , che fi muoiie con la ragione jd isontraftare con il fenfa, i fnpcrare l'appetito de i diletti corporei, &: per ero fi dipinge in piedi ,>&: d'et virile , coi.'ne quella pi perfetta dell'altre ctadi , oberando fi con'il'ginditio; come anco con le ferie al contralto di ogni incontro, che f gli rapprefenta. L'habito femplice , ik la zona fignificano il riftringrnicnto de gli sfrele niaai
.
. .

'

nati appetiti.
Il

'

'

^^

'

candido arnrjcllinodimofjraefrerc il vero (imbolo della continennon folo mangia vna volta il giorno , ma anco per non_ pcrcioch , mbrattarfi , pi tofto confcnte d^cfler prefo da i cacciatori , li quali pee pigliare qucfto animaletto gli circondano la fua tana con il ffl.ugo. Z C I L I T B^E 7^ T l H ^ Come fu rtippY^femata mila "Pompa funerale del Duca di Va^mz " ^kfdfidroVarmfc i
za

^ M

DONNA
ftefo

incorna,

con vna' celata in capo, & con ladedra manotiene^ vna fpada con la punta in gi nel fodero, & il braccio finiftro con la mano aperta^ , voltando per- la palma di effa^* mano

in fu.^

Vna

C 7{ r 1 T 0. bello di prima lanugine , flando dritto fai ridente , piedi , con vna vaga.ghirlanda di fiori in capo , nella deftra mano facella accefa,6L' nella finiftracoti vn'afta,& far veftito di verde, corT

VANE

&

sila dipinte Filoilrato

giouane , per effere tale et pi df dita alle feftc , &: folazzi, non fono 1 Gonuiti fi fanno a fine di coffimune allegrezza tra gramici,pcr fi dipinge bello , & ridente con vna ghirlanda d fiori , che mollra relafation d'animo in delicature per cagione di conuerfarc , & accrefcere l'amicitic , che fuolc il conuiro generare. La face acce fa fi dipingeua da gl'antichi in mano d' Himenco Dio delperche dcne gl'animi , ik l'ingegni facgliati, & allegri il conuinozze le fplendidi , & nagnanimi in fapcre egiiaimente fare , & ri, Se rende ci to Ceucre con gl'amici cititi j d gratitudine. i {{ D O G L I 0. "jr V O O mefto , malinconofo , & tutto rahuiTato , con ambe le- TX''-^^^ s'apre il petto,e fijnira il cuore, circondato da diuerfi ferpti

Et

fi

fa

che- l'altre

,-

^'^

'

,.

5ar veltito di berrettino vicino al nerd,il detto y%-fi^fmento far flracciatOjfoIo per d.'ir.ofirare il aifp^f-egio di le fccno/^ cl;e Cu?.ndo vno in_

E^ R f P^ A. pi D;T :CjE,S tfauagti dsiranimo, tioapuo attendere alla coltura del corpo , &. fi coloc negro ligiiinca i'vkiini mina , & le tenbre :lPa mon^ , alla quile co.idiicono i raai:Tiarichi, oc i cordv>gl. Il petto aperto, & il cuore dalle ferpe cinto,di'iotano j fan;dij,& traladaiii , che fenipre moricndo il cuore, 6c mrbndano in noi Hcii iiagli veleno di rabbia, de di ranccre<^

A R

DONNA
,

i{

l^E
,

T T IO

TSJ

f,

d'et aiatura

che nella

mano

delira tenga vn lituo eoa

vn fiafcettodi (cricture, 5c la finillra in atto di ammonire-^ Qui per la correctioae intendiamo l'ateo del drizzare la torta att{o;e humanaj& che l dilunea dalla via delia ragione. Jl che deue rarli da perfone , che habbino auttoritd , & dominio (opra coloro , che deuono ctlcr corretti &c per fi fa co'l lituo in mano vfato , legno di fignoria prcib g' antichi R Latini, & Imperatori Romani Il fafcetto di icrirture lignifica le querelcquaf materia di correttione.

corpo humano, & l'anima , ciafcuno da fchabbiamo formate le prefenti figure deirvna,& dell'al^tra, come ( potr vedere al fuo luogo, ma d'auuertire prima , che per il corpo humano noi non intendiamo il corpo realmente feparato dall'animajperciche cos fc defcriucrebbe vn cadauero, ma h bene il corpo all'anima collegato, clie ambe due fanno il comporto dell'huomo tutto, che per certa fignifcationc poetica, & aftrat tlone mentale fi prefappghino,come f ciafcuna di quefte parti iq^c per le folai lo raprefenteremo dunque huomo coronato di fiori igurtri, ve Trito pompofamente, terr in mano vna lanterna di tela, di quella, che s'alr VITA. 2a, & abballa, fenza lume con quefto motto Si corona di ligulari, per elTcr da grauiflimi huomin afimigliata la vita deli'huomo , rifpetto alla firagiliti , 8c caducit di quefto noilro corpo alli fiori, de quali non (j che altra cofa fia pi fugace , onde il SalmiUa, cant nei Salm.o 102 , J^aoratHi eji , qmniem fuluisfumm : homo fiCHtfmrn^dks tias tamquaraflos -^gri Et nel Salmo 8p. fi e efflcnba ^ M(ins inutherbutranpat^ mani flm-eat , ^tranfeat} Ysjpcr'ikc:(ktiiadi4rty^
ne
il
1

OCCORRENDO

C O liV
rpcfifc

H ^ M

^ H

^'

volte di raprefentare

m atto

su. le

fce-

:ALVMINE

frtfcat

'.

Et fimilm.ente

il

patientiiruTio

lob

QUiififi'>scgreduur^& conte lituY


Il veftimento delitiofo, dimoftra quello ^ che proprio del corpo , cio l'amare , & abbracci are i piaceri , & delettationi fenfuali, li come per lo contrario aborrire li difagi, afprezze, & le moleftie,^. La laaterna,nella guifa, che dicemmo, dimoilra, che il corpo non ha operationi feiiza l'anima , (i come la lanterna fcnxa ;i lume noa fa l'oititio

Tuo,

come il motto molto bene dichiari-/.

9Z

ICONOLOGIA

vna_> , grinza , che fedendo nella /niilra mano tenga feruIa,ouero vno f:affilc,& nell'altra con la penna emendi vna fcritCura,aggiungendo, togliendo varie parole,/ Si dipinge vecchia,&: grin2a,perche,come effetto d prudenza la cprrettione in chi la fa , cos cagione di rammarico in quello, che da occafone di farla, perche non fuole molto piacere altrui fentir correggere ,

DOnna vecchia

&

emendare Topere fuc:


to) che
Si

& & perche la correttione s'efiercita nel mancamen-

facciamo nella via dell'attioni, delle contemplationi. dipinge con lo llaffile,& con la penna,chc corregge le fcrittare, prouedendolVnaco'ldifpiacere del corpo alla connerfarionepoliticajl'altra con li termini di cognitionc alla beatitudine Filofcfica-^.

DIClSAREniPA.
c

^t
<

iiK
&:

O N N A,
moriale,

che

n 1 1 e i. E i a federe per traiicrfo in Tribunale , con vn ineviia catena d'oro nella mano diritta, con vna volpea
ftia

^ T T

^ X

piedi, &: lari veftta di verde-/ Dipingef a federe in Tribunale nella guifa

che dicemmo , perche la , eflendoei.i vno ingiuditio, corruttela cade in coloro, che fententiano per foringiuftamente giudicare giudice a ftorcimento della volunt del
&c la collana fono indicio , che con parole , corrompe,^. La volpe per lo pi C\ pone per l'aftutia, & perci conueniente a quefto vitio, eiendo , che s'e.'fercita con ailutia, per impadronirf de denari, delle volenti de gl'altri huomini. Veftef di verde per li fondamenti della fperaii2a,che ftannonell'hae-

za de'doni. Il memoriale

in

mano
/

eon danari la giufticia

&

Te,

giouinc, con bella acconciatura di tefla, vcftita di verde^ & di cangiante,con ambe le mani,s'alzi il lembo della vefte dinanzi in modo , che fcuopra le ginocchia , portando nella vefte alzata moke con vna di dette mani terr anco de gli ghirlande di varie forti di fiori ,

DONNA

come detto habbiamo di fopra_, C O l^T

E,.

&

ami legati

i piedi vna ftatuetta di Mercurio, alquanto , & dall'altra banda vn paro i ceppi di oro, onero i ferri, che fi fogliono mettere ad ambi li piedi , & che vi fieno con elfi le catene parimente d'oro far la terra , oue fi pofii faifofrt , ma fparfa di molti fiori,che dalla veftc le cadano i ne piedi hauer le icarjp,c

in filo difeta verde,hauer a

alla quale s'appoggiard

di

piombo. La corte vna vnionc d'huomini

di qualit alla feruitdi perfona.fe-

gnalata , & principale , & f bene io d'efia pofib parlare con qualciie fondamento, per lo tempojche vi ho confiimato dal principio della mia tauciullezza fino a queli'hora , nondimeno racconter folo l'Encomio d'alcuni , che dicono la corte elfer gran maed del viuerc humano, follegnot della politez2a,fcala deir.eloquenza,tcatro de grhonori,fcala delle grandezze, & campo aperto delle conucrfationi , & dcll'amicirie: che impara
d'obcdire,

& di commandare, d'efl'er libero , & feruo, di parlare , di t.iccre , di fecondar le voglie altrui , didifsimular le proprie, d'occultargli odij, che non nuocono, d'afcondere l'ire, che non oifendono , ciie ir^igna
cffer

&

grane

&: affabile

liberale

& parco,

feuero,& faceto, delicato,

6:

paticnte, che ogni cofa fj& ogni cofa intende de'fecreti de Prencipi,del-

de Regni , de prcuedi nienti della Citt , dell'elettioni de parciti, & per dirla in vna parola fMa, di tnxte le cofe pi honorate & degne in tutta la fabrica del mondo , nel quale i fonda, &; afferma ogni noftro oprare, Se inrendere JPcr ii dipinge con varie forti di ghirlande nella vefte alzata , b^
le forze

della conferuatione delle.fortune,


,

quiiU

9^

(TUO LO

, ,

, chs eil'z partonTce , f bene ve-^ ramente molte volte a molti con interefle dtk proprie facolt , oc quaii" con certo pericolo deli'honore , per lo fofpetto'continuo della perdita^ della gratia, & del tempo paflato, il che fi moftra nelk ginocchia ignudcy & vicine a moftrare le vergogne , & ne'ceppi , che lo raftrenano , de l'im-

iiuaii-fignifcano que/1; odorifere qualit

pcdifconojonde l'Alciati nelle fue embleme cos dice.


f^ana palat'mcs cfms educat aula
I fiori fparfi
cliente s\

Dutur

eturatvs neviere

compcdibws

per terra in luogo fterile , & (dL\o[o , mollrano l'apparenza nobile del cortegiano , la q^uale pi artiltiofa per compiacere il fuoSignore , che naturale per appagare f medelmo L acconciatura della texla macrtreuolmente fattaj fegno Ai delicatura , & climoflratione d'alti , & nobili penfieri. La vefte di cagiate,moi]:ra dio. caie la corte,diido,e toglido a Tuo piacere in poco tpo la beneuolza de'Principi, e co ella l'honori, e facult. Tien con vna mano Thami legati co filo di color verde,per dimollrare che la corte prende gl'huomini con la fperanza , com'hamo i pfce. Le Icarpe di piombo moftrano,che nel feruigio fi dee eHer graue, e noti; facilmente m'ouerfi a'venci delle paroie,ouero delle vnioni altrui, per ceepirnc odio , fdegno, rancorc,^^ inuidia^con appetito d'altra pedona Se gii pone appreil la flatua di Mercuriojla quale da gl'antichi fu po^a per l'eloquenza , che fi vede cfier perpetua compagna del cortegianoE iiata da molte perfone in diuerf modi dipinta , fecondo la variet, fblla Fortuna , che da lei riconofconoi fra gl'altri il Sig.Celare Caporale PeruginOjhuomo di bellifilmo ingegno, di lettere, & di valore la dipinfc9 come fi pu vedere nei fegucnti fuoi verfi che cos dice Seco il tempo pcrdiit o alberga cjan%t , La Certe fi dipnge yna matrona ejciutio, e chioma profumata cn vsfo che vede incavmir la pi o?niJftons liurs ifchkm , molle iperfona^ Dfhrgli vn d del ben f gli nauarr^ d*vndrappo verde armata tpidjin va Toinel ronefciov* l'aduUtioney la
. ,

enche tramfo guifa d'Hercol tiene

Chefa coi vento

de le sberrettate
,

Vna gran pelle d'afino ammantata .


te pcndon poi dal colio afpre catene Ter poca dapocagginefhtale ^
Chtfciorfe

OCirihtofi gonficr,-

aWtie

vn paioK

..

y
,

ijon emco

le

Terjcdleimr

mufe , U mjtra e meica


afflitichate
,

k potrebbe

>

e vfcir di pene

Firtute opfrcfk da kpcuertate

ta di pecchi , e [capette vna reale

Corona

ticn fedendo fu la paghi


,

l'atipie in bordello

e i'&ltrG io (pedale

MafigittmQ al vent ogni fitticha Che ha fil corpo vna macina da guait 5 FGrtHnaadognhor troppo h'micz
.

Sesien con la

man dcfha

ma medr.gii^
,

l'ipjj

poi ntU altra

man l ham' indorato

OKefciika Tttl

mc^ la f^eran^a
ca-:fi.glia^

chefir ncYtar la tnrfera

e hcpt r

Con efca p-rstiofa cruda , e cotta , lo piidiuenta pan muffato


,

Ke lafciar di fcriuere il Sonetto del Sig. Marc' Antonio Cataldi


dice a quefl'ifleilb propofito

il

quale
_

fu variolato

vi^'k

Vvlubiifne ,

yn

IJ^er:-

non picuro

vn darmo

certo

f^nganit^Q dhhbQjo , yn d^um aperta >

^ e&n U vita amJTim^rar la morte

DI C SS A ym prgion dfenCr, vn Uccio forte


yn vtdcr Lbcrtade
,

R:^
.

Ri P.
Sedel'amh'tion , l'imidu Hido
L'ordine mfidiey
il fini/
,

>t9
.

,,

jenehre il ben oprar ^Icf^af^ielMno


idolo e w.rae

pre^^o liccrti
-

ynalp tt.ir nttrcl' C'/mnria al mata E au'iiotibe ti vi vdgd ppeUa Co. te,
Quitii bangi' adulatori albergo fido

yn huum mottul
S
I
.//.

l-cjjer di (t

de Uifid,

^ppjrqi.gbtia:hifccGlofahicoJii4mfi

DONNA

C
veflita d'or
,

F^T E
'
',
.

cQrxXnata i guifa

<li

Regina , e che fparg^^

colli!e,da.ian,&:gi')ie.
,

La Cridx e virt che ferra rpe-fTo gli occhi e demeriti altrui , pel non ferrar il palio alla propria benignici, c RiE L' y s c y L o d'ella :M ^ T T I Ti ^.

I'* m^defimo colore

carnagione bruna , c'habbia l'ali a gli omeri del ftando in atto di volare in alto , hauer in cima_-# d^l cap.) vna grande, & rilucenLe fteila, & che con la lniilra mano tenghi vn'vrna riuolta all'ingi verfando con ella minutiifime gocciole d'acqua te co la delira vna facclla acccfa,riuolta da la parte di dietro, e per l'aria
di
,

ANCIVLLO

wna rondinella.
Crepufculo ( per quello che riferifce il Boccaccio nel primo libro della Geneologia de gli D^i) viene decto di cuproche figniica dubbio, concioia che pare fi dubiti, f quello Ipacio di tempo fia di concedere alla notte pailata , o al giorno vnente, eHendb ne li confini tra_ IVno , Se l'altro Onde per tal cagione dipingeremo il crepufculo di co,

lor

bruno.
,

Fanciullo alato lo rapprefentiamo


.

come parte del tcmpo,e per fignl-

icare la velocit di queilo interuallo che predo pafsa Il volare all'in fu dimoftra,che il crepufculo della mattina s'alza ipcn

to'dall'alba che appare in Oriente


fer

rilucente llclla,:cheha Topra ilcapo d chiama Luciper efla gli Egitti] , ( come rifericio , apportatore delia luce , fce Pierio Valeriano nel libro 4(5. de'fuoi ieroglifici ) fignificauano il crepufculo della mattina, &: il Petrarca nel trionfo della Fama_, volendo moitrare, che quella Aella appare nel tempo del crepufculo
,

La grande,

&

&

coli dice
j^ttal in

fui giorno

antorofaHella

Suol venire d'Oriente

mm:^
-il

al Sole.

Lo fpargere con l'vrnale minutiiiime gocciole d'acqua ,dimofl:ra, che nel tempo d'eltatc cade la riiggiada, &: l'Inuerno per gelo la brina, oa*de l' Ariofto ibpra
i^mafe adietro
il

di ci cofi diiTe

Lde^Ciirl^iMC (china

Finche

l'

yturora

la gelata brina

Olimpia che d rmUfti-j^i ael irfe

D.Ue dormite ruote in terra fp^rfe.

Et Giulio Camillo
Celefli
^

in vn'iuo

^t^giadojc doUc^ire in matutiui

Sonetto Hor tragl'ofcuri ,


otUa

e lucidi confini

bumor

che

boicht inargenta te

m ite

tir del d ,.r<;rc.

La

il

riuoka nella guifa , che dicemmo , ne dimo/lra, crepufculo delia mattina meilaggiero del giorno.

facella ardente

eli*

La roat-

0^

ICONOLOGIA
j(T T

C^ETf^SCf^LO DELLA M

rijt\

La rondinella fiiol cominciare a cantare auanti giorno nel crepufculo come dimoftra il Dante nelcap. i^. del Paradifo cos dicendo
J^eU'Kra
,

che comincia i trifli lai

La

rodneUi prefjo

U mattina

Forf memoria

defm tviUgu^i .

Et Anacreonte Poeta Greco


QfAhu4 lo(fnaXy
"j

in quel Tuo lirico cos difle w fua ientcnz*

^i Hitundmrn
(jwbufmm
Ti ti, quod ille Tercus
FcciJJe fertur clim ^

pkS irnhirundfxenis^

ytrum r,e vii -volucres ^U'S t-bivccdam Jmamj ecemne Imuam ?

T^am tu quid ante lucem

Meat fnpensadaures fomnijs bcam

DICESARERTPA5

^f

'^hirttpkhathyllum.
iiioi

Ilchc

fii

imitaco dal Signor Filippo Alberti in qudll

quadcrnali.
al tuo p'Mnt9

Terche IO pianga

fipndititU importuna mnun:^ / die

Da le do!ce7;;^e me, lupHY CHmano mi richiami al fi no


t>

CKETFSCyLO

E L L

S E

\ A.

.vi

'iv.2-i?J'v.>t

IJ

ANCIVLLO

ancor*cgli,c parimente alateceli carna;?ionc bru-

na, Itard in atto di voJtre all'ingi vcrio l'Occidente, in

capohrue-

t^ vna grande ,t rilucente ftclla , con la tieOra manottrri vnalrczzain atto di lanciarla , & fi veda per l'aria , che n'habbia gettate dell'alcrc , che caLhmo all'ingi j& con la (aiftra manotenghi vna nottola coa^ l'ali aperte.

&

llvo^

. .

^%

e e

NG

CI

A-

11 volare all'in gi veiTo rOccidente , diiiiolraper tale effetto CiTere il crcpnfculo della fera. La fbella che ha in cima del capo fi chiama Hefpero, la quale appariicc nel tramontar del SoIe,appreiro gl'EgittijjComedice PicrioValeriano nel luogo citato di fopra,fignifcana il crepufculo della fera Le Frezze nella guifa che dicemmo , fignifcano i vapori della terra tirati in rJto dlia potenza del Sole,il quale allontanadof da noi,e non hauendo detti vapori,chi li foilenghi, vengono cadere, & per cfTere hiimori groil , nuocono pi , meno , fecondo il tempo , e luoghi humidi , pi freddi , pi caldi , pi alti , pi baffi Tiene la nottola con l' ali aperte , come animale proprio>& fi vede volare in quello tempo v r L ^, C R graffa, brutta nell'afpetto, & mal veftita con tutto Io /lomaco ienudojhauer il capo fafciato fino a l'occhi, nelle mani terr vna tefta di leone, che ftia con la bocca aperta, & per terra vi faranno

DONNA
Si fa

de

glVcelli morti

& de'paficci fimili cofe.


,

donna brutta, perche


,

la

Crapula non lafcia molto alzare l'huomo

da'penficri feminili
Si

& dall'opere di cucina

vede poueramcnte,pcr moflrarc , che li crapuloni , per Io pi fono huomini fprezzatori della politezza , e folo attendono ad ingraffarc , & empire il ventre , perche fono poueri di virt , 8c non fi ftendono con il
jpenfier loro fuor di quefti confini

crapula ha bifogno di buona com, & per fi fa e on la tefta fafciapie (fione La gramezza effetto pro, & l'offendono. i fumi afcendono ta , doue a cofe faflidiofe, che fanno l penfare che non lafcia dalia , dotto crapula sfaccia macilente. La tefla del leone e antico fimbolo della crapula , perche quefto animale s'empie tanto fouerchio, che facilmente poi fopporta per due,o tre Idiomi il digiuno , 5c per indigeflionc il fiato continuamente li putc , come c^ Pierio Valeriano al fuo luogo. crvcclii morti , Se i pafticci ^ fi pongono , come cofc,intorno alle qua-

Lo ftomaco fcoperto moflra, che la


,

per fmaltire la variet de'cibi

.li

s'efcrcita la

crapula^

Crapula,

color verde,fara gr Ji,di carnagione rofTajfi appoggier con la man deftra fopra vno feudo, dentro del quale ri ^ar depinta vna tauola apparecchiata con diuerfe viuande co vn motto *clla touaglia che dicn^erafelkitas,!' akrz mano la terr fopra vn porco. La crapula vn'effetto di goIa,e confitte nella qualit,c quantit deci bi, e fuok communcmentc regnare in perfone ignoranti , & di grolfa pa* Ha , che non fanno penfar cofe,chc non tocchino il fenfo Veftefi la crapula di verde, percioche del continuo ha Ipcranza di mi>

DOnna

mal

vefl:ita,c di

l^r varij cibi

& palfar di tempo

is.

tempo con allegrczja


I.ofcud#

BI e ES A
dono alla crapula
citi di quefto
,

il fi

11

TP A.
,

fi
artetiv

Lo feudo nel fapradctco niodo pcrdiriioftr^r il fine di quci,chc


cio
il

guito

, il

quale credono

che porci fco

laicli-

mondo , come voleua tpicuro Il porco da moki fcrictori e poft.) per la crapula,perciochc ad

altro

nS

tttcndcch'a mangiarc,c mentre diuora le fporcicie nel fango,noa alza 1 tcfta, ne mai l volge indietro, ma del continuo icguita auanti per trouar fniglior cibo C V,y D E yf, ^ di color roflb nel vifo,c nel ven:imto,di fpaucntofa ^uap* cima del capo habbia vn rofignuolo, e con ambi le mani datura, nelle hifcc perche graridils-crtetto di cruielrd l'ocfanciullo vn a.iiogai cidere,chi non nuoce altruirma innocente in ogni minima forte di delie co.per fi dice,chc la crudelt infatiabii'appetito-di.male nel punir l'in-

DONNAm
Il

IT

n difendere i buoni,la ginftitia. veftimento rollo dimftra,clic i fuoi penfieri fono tutti Sanguigni Per lo rofignuolo fi viene accennando la fauoia di Prognc,c di Filomc* ' ' a,vero indicio di crudelt , onde dilTe'l''lciato : / ^T icciHid CoUhipucti-pi te Progne improbi mortc tu p$lueriproprifprlii Amorc'fub
aoceiiti,rapir'i beni d*altr!,ofFertdere,e
'

'<''

Crudelt.

'-

DOnna ridente teftita di ferruggine,con vh grolTo diamante in mcz


al pcttojche ftia ridendoin piedi^eo lemni pjwggiatc a i fianchi, e miri vn'incdiodi cafe,& occifiofi di fanciulli riuolti nel proprio sague. La crudelt vna durezza d'anino,che fa gioire delle calamit de i'altrj& per le fi fa il diamante,che pietraduriilma,e per la Tua drez za molto celebrata da Poeti in propofito della crudelt delle donne L'incendio, e l'occifione rimirante col vifo allegro, fono i maggior fe^ gni di crudelt, di qualfiuoglia altro , & pur di quella forte d'huomini ha. voluto poter gloriarli il mondo a'tempi paffati nella perlbna di'pi i vn Kerone,&: di molti Herodi,accioche non fia forte alcuna i fceleraggine, che non C\ conferai a perptua memoria nelle cofe publichc , ciie fon l'hiftorie fabricate per eiem^Ho de'pofteri c k^ y i u i T ji. ignuda, c'habbia bendati gl'occhi con l'ali alle /palle.

DONNA La
buono
Si fa
,

cupidit vn'appetito

ftior della

ragione , per gl'occhi bendati fono fegno,chenon intclletto.Lucrctio lib.4.de natura rerum
.

debita mifura,ch'infcgna la_ fi ferue del lume dello


(^j

crh

T^amfhciunt iHfmMesplerumtjie cupidme cec, Et tribtHt <?, qu4t non fmt tlb com/mda L'ali moftrano velocit , con le quali ella Icgue , ci che fotto fpetie di

& di piaceuole le

fi

rapprefenra

ignuda , perche con grandiilima

facilit
I

fcuopre

l'eler fuo.

veftimento roflb,& a2urro,fopr'il quale vi fiano fparmolt'orccchie,& rane hauer i capelli driccijcon le mani alre,col capo eh J fporga in fuora , &i far aiata.
fe

DONNA con

ii

4.

La cu*

L r G I A ^ di coloro, Laciirloilci d^fiderio sfrenato che cercano fapcre pi di deuono. quclL), che Gl'orecchi moftrano, che il curiofo ha folo dcHIerfo d'intendere , &: di fapcre cofe riferite da altri . E S.Bernardo de gradih.luperb. volendo difnoihare vn Monaco curiofodo dekriix con queAi ie^'^ni cosi dicendo; Si
ic*
Le rane,perhauer l'occhi groliijfon'jnditiodi curicfit, e per tal lignida gl'antichi, percioche l'Egictij, quando v*>lcuano lignificare vn'iiorno curiufo rapprelentauano vna rana,e Pierio Valcriano di'cejchel'ocjhi di ran piegati h pellj diceruo,infeme ccarncdirofignolojlan lu rhuomo defl >, ^ luegliato, dalchc nafce l'eller curiofo. '1 len alce le mani, con li tefta in fuora,perche il curiofo fempre (la dcftoySt viuace per fapere,e intendere da tutte le bande le nouit Ilche di-f mcftra:io ancora rali,&: i capelli drittuche fono i pcnieri viuaci, & i co.

O N O

O G

ficato fon prefe

lori dei vcftinaenco lignificano delderio di fapcre

C f^ S T O D l ^. armata,che nella deftra mano tenga vna fpada ignuda* & a canto haur vn drago Per la bona cuftodia due cofe ncccflarijfllmc fi ricercano, vna il prcucdere i pericoli,e lo ftar def:o,che n vcnghino airimprouifojl'altra \% potenza di refiilere alle forze efteriori,quando perla vicinanza n fi pu col confgio.e co'difcorfi sfiiggircrper fi dipinge femplicemente col dra* go , come bene dimoftra l'Alciati nelle fue Emblemi dicendo yir2 htctffiii?snnup Aefi PM dti (m tHcdata^fu lucoijacrnque umpU coUt^

DONNA

Innupto cpas eft cura a[]eruAYe puelUi Mie vAcoqui dom'm confitta ante pedes. uf u Comes hsc animai cuflodin rerum Vernicili LaqueoSj vndique tendt amor. ht con l'armature , che ditendano , e danno ardire neVicini pericoli.

DONNA co,che

D^VOC^GGl^E,

fparfi,veftita di berrettino,chctiri pi albianqual vefte far ftracciata,fl:ia a fciere con le mani l'opra le ginocchia, col capo baffo, & a canto vi fia vna pecora. Dipingcfi la dapocaggine con capelli fparfi , per moftrare la tarditi $ e pigritia nelfoperare , che difetto cagionato da cfla medefima , elTcn4o rhuomo da poco , lento , e pigro nelle fue attieni , e per come inetto a tutti gli cfcrcitij d' induflria , fta con le mani pofatc fopra alle-#

con capelli

al nero,la

ginocchia., La vefte rotta c\ rapprefenta la f^ucrt , &: il difagio foprauencntc t coloro,che per dapocaggine non C\ fanno goucrnarc. StaVi a federe col capo chino , perche l' huonr.o dapoco non ardifcc di alzare la tefta,a paragone de l'akri huomini,c di caminare perla \''ia della lode , la quale confiate neli'operatione delle cofe difficili

La pecora molto ftolid2,nc fa pigliare partito in alcuno auuenimcoPer difle Dante nd fuo Inferno
. :

PfUOinmfifite

wnpeccve matte

D'I

CESaHE

ripa.

rt.ii
.

braccia,& piedi ignudi col dito indice della maio defera ftcfr> tenendo nella finiura vn mazzo di^ienne di pauone, appoggia :".do la dct> actc di r^rignarc, ta mano fopra vn'afmp, il quale ilari co'l capo alco

DONNA con

D P^I S I 2^ 0:' conila liiigifa fuori della jbbe^a"^, vcflitadi


,
,

t^tllc

d'i.ivc,

moftrandoi denti.
Dcrifionc , fecondo San Tomaflb in 2. :. qiief:. 7^. quando i'huomo prende in fcherzo il male, & il difetto altrui , per proprio diletto fodisfail delinquente ne fenta vergogna_ ; cauar la lingua fuori delia bocca (perclie atto deforme , faccndofi alla prefenza d'alcuno fegno,che fc ne tiene poco conto,& per la natu-.

cendofi, che
Il

ra l'infcgna a fare a'fanciulli in quefto propofito La pelle d'iftricc, che fpinofa, moftra, che fenz'armc il dorifore e come riftrice, il quale punge chi gli s'auuicina , x perche ii principale pender del deriforcj notare l'imperfettioni alcruii per ii far co'l dito nel modo detto Le penne del pauone fi dipingono, per memoria della fuperbia di quefto animale,che iHma fra tutti gl'altri f ftelfo belliflimo,perche non alcuno , che rida de mali co fiumi altrui, che quelli flelTi non riconofca lontani da f medelmo n L'alino nel modo detto fu adoprato da gl'antichi quello propofito, come ne fi teifimonianza il Pierio Valcriano, & altri D E S l D E B^l F E B^S

d i roflb , & giallo, i quali colori fignificano defiderio Sar alato , per fignifcare la preftezza con cui l'a^ nimo infcruorato fubitamente vola a penfieri celefti, dal petto l'elea vna fiamma,perche quella iiamma,che Chrifto N.S. venne a portar'in terra. Terr la fnifrra mano al petto,& il braccio deliro difcefo, il vifo riuol'co al Cielo, & haucr a canto vn ceruo, che beua l'acqua d'vn rufcello,fccondo il detto i Dauid nel Salmo 4 doue aifomigli il defiderio dell'anima fua verfo Iddio, al defiderio, che ha vn ceruo afietato d'auuicinarl a qualche limpida fontana.^
veftito
. 1 .

GIOVAN

ETTO

IDDIO.

La finiftra mano alpetto,& il braccio deliro difl;efo,&: il vifo riuolto al Ciclo per dimoflrare,che deuono l'opere ,gl'occhi, il cuore, 6c ogni cofa cflerc in noi riuoite verfo Iddio D E S 1 D E ?^ l 0. ignuda, che habbia ad armacollo vn velo di varij colori, far alata, & che mandi fuora dal cuore vna fiamma ardente-^ Il defiderio vn intnfo volere d'alcuna cofa,che all'intelletto per buona fi rappreferui,&: per tale operatione ha aliai deil'imperfetto.e all'intelletto della materia prima s'aflbmiglia la quale dice Ariftotele defiderare la forma nel modo,che la femina defidera il mafchio,& con r^^ione cfiendo l'appetito di cofe future,=Sj che non fi poicdono per ii defiderio
.

DONNA

fotte

forma

di

donna

fi

rapprefenta_/

Si

pu

i&a

C O
B, I

LOGIA
y
E B^S'
1

D E

D E

D D

0.

S pu anco dire , che il defdcrio moto fpintalc d' animo , che noiLj pofa mai,fn chs la cofa a che lo miioiie la inclinationc,vien con/ginra,ac agita Tempre intorno le co/e , che mancano, &co'lponciro di quelle s'

cftingue_^
Il

velo di vari] colori fgnifica


fi

&:

come
L'ali

trouano diucrf forte di beni

che l'oggetto del defiderio e \ bencL, , cosi fono diucrfc forte di do

tdcrij

notano la fua velocita, che in fubito viene, & /parifccL La fiamma ci dimoftra il de/derio eflerevnftioco del cuore, ideila,
inente
:&,
, che quafi hi materia fecca,s'appigiia, tofto che gli che habbia apparenza di benc^

fi

prefcnta cch

DI

CESARE
-T

1(
i

r f)

? A.

to;

DONNA
d
)

D E T ^A T

i,

in

a federe con bocca alquanto aperta nvfrandola l-r.i^ua doppia flmile a quella del fcrpe, tern' in capo vn piiano ncro,tiraaFuori parte d'cifo , con la fmiilra mano in m )do ci; Fic jia cribra,
,

al viro,&

il

restante del veftiniento far di col.>rc della


i

ragiae,r-;>tc:.'' in

pia

luoghi,hauerd fotto a
le

nudo

piedi vna tromba A' eoa la dera inailo vn pu;^aa^ in atto d'offendere^ .

Detractionc fecondo S. Tomaflb t. 2. qucfi. 7?. art. 4 litro non , che dccuica malediccnza controlaiama, & reputationc altrui A federe fi dipingcpercioche l'ocio potenti ima caufa della mormot* ratione, &: fi fuol dire, che chi ben (lede, mal penla_^ La bocca aperta , & la lingua fcrpencinanc dimoOra la prontezza dei Jetratore in dir male di ciafcuno,alludendo al detto del profeta nel lalmi ^luerunt Lmgu.im, ficut f.rpenu Syremnuw alp.dum/nb Ubm et nm, I jy.che dice L atto del panno nero fopra il capo, che fa l'ombra alla faccia , l^g^nihaa le propriet del mormoratore,che dir male occultamente, & eitendo l'effetto d'cilb d'otfufcare, opprimere,*: occultare la riputatione alrrui, co'l dire, co'l tacere, per l dipinge, che calpeftri vna rr()mba,che (ignifica la buona fama d'altrui, & per ben diffe 1 crertionc. Phormionc-,.
:

"hlihiL eli yifitipho,

iMim

m^U narrando poifu

u'

p.\HAr:cr

Tu

U,ifuod boni e(i,xcnpis, dlci^,<}uod mali eil

11 veflimento rotto, & del colore della ruggine moflra , che la mormo* ratione regna in huomini baili, vili, & pu(lllanimi,&: come la ruggine rode il ferro,& altri metallij cos la detrattionc confuma la buona tftimationc altrui. Plauto in capt.aflomigliando i detrattori a i lorci,i quali cercono

Tempre di rodere l'altrui cibo,cos dilfe Quafi murcisepireuimm aliti u cibi, ybi res prolatitfunt, fwm ^ hominei (unt 6 imulprolam rcsfut't mfli ii di ntibus. Il tenere il pugnale nudo con la delira mano in atto d'offendere fjgni<5ca che il detrattore humicidiale,percioche per quanto in lui,fpoglia l'anima di quella virt della quale ella viue , onde il Profeta nel Satm
:

fopra di ci cosi dilfcj . Fittf bomiHum dentts eomm .'>rma, ^fagiut^llnguM eoYumgUu4 acutm
5 6.

,,

inginocchione con gl'occhi riuolti al Cielo,&: che co It^ tenghi vn lume accefo Diuotione vn particolar atto della volt,che rende l'homo pronto a darfl tutto alla familiarit di Dio co art-etti, e opere, che per vie ben moftrato col lume,e con le ginocchia in terra,& con gl'occhi riuolti al Cielo.
deftra
.

DONNA mano

t)

y o T

6 M

p.

gouane , che porti vn'elmo in capo con due penne , l'vna bianca,&: l'altra nera,& per cimiero vna l.una,&: con \ n flocco nella man dritta,chc d'ambe due le parti paga & tagli, pigliandoli con la mano in mezzo frrvna,&; l'altra ponta, tenga le due prime dita della man* manca alte, & flefc, ftando in piedi con prontezza, & ardir G 4 L'elmi

DONNA

Dl^LETTlCjl.

i:>V

ICONOLOGIA
(gnifica

L'elmo

vigor d'intelletto , quale nella Dialettica particolarcof


il

mente fi richiede. Le due penne moilrano,che


gioni quella facolt difende
,

vero,coine il falfo con probabili rafacilmente folleua,come facilmente il vento foUeua le penne:& le ragioni,effetti d'intelletto gagliar do,(bno come le penne mantenute fu la durezza dell'elmo, che fi moirano dritte,e beile egualmente ncU'occafione.La luna che porta per cimiero iigninca il medefimo , percioche ( come riferifce Pierio Vakriano nel lib.44. de'fuoi leroglitcijClitomaco umigliaua la Dialettica alla Luna, per la variet delle ibrme , che piglia Il medefimo dimoftra lo flocco da due pute, e la fniftra mano alta eoa le dita acconcie,in modo d'aiutare il difcorfo co'gefli,per moiirare, ch'il proprio fine di quefu'arte e il difputare , Se difcorrere di qualiiuoglia cofa , che fi proponga Et per fi dice Dialettica , che fignifca difputa.
Si l'vn'e l'altro
.

D
le, il

l>i

T A*

O N N A ben'ornata,ma c'habbia vn grandiffmo faffofopra le fpalteita,c le fpallc

qual llfo lia ornato i molti fregi d'oro, e di gme:flia con la alquanto curuate Dal che fi cprende chiaro quello,chc molto pi chiaro vede chi lo proua , che l'honori non fono altro che pefi ,e carichi,e per fi prende molte volte quefla parola carichi in lingua noftra in cambio d'honori , & felice colui che fa portarli fenza guaflarfi la
.

ichiena ,

& fracaffarf l'offa


,
,

O N N A veflita di roflb che nella mano deftra tenghi vno fpcronc & nella finiflra vn'horologio

D iligenza vn defidcrio efficace di far qualche cofa per vcdern'il fine.


L'horologio ,
de'quali
citati
il

&: lo

fperone moflrano
,

due

effetti della diligenza, l'vn-


,

tempo auanzato l'altro lo ffimolo dal quale vengono inchemifugl'altri a fare il medefimo , & perche il tempo quello
, ,

ira la diligenza

& lo fperone quello che la fa nafcere


D
l

fi

dipinge detta

fi-

gura con quefle due cofc


S C

B^D

^.

ONNA
pigliata
,

in
li

forma

di furia infernale,veflita i varij colori, far Tea

vi faranno mefcolati i capelli faranno di pi colori, infanguinate, nella debende d'alcune molti ferpijhauer cinta la fronte pietra focaia, &: nelvna il fuoco,& d'accendere lira mano terr vn fucile

&

vn falcio di fcritture, fopra le quali vi fiano fcritte citationi,efamini procure , &: cofe tali Difcordia vn moto alteratiuo dell'animo, &: de'fdnl,chc nafce dalle-,
la finillra
,

'varie operationi de gl'huomini,& gl'induce d nimicitia:le caufe fono ambitione/ete d'hauere,difnmilitudine di nature,flati,profefrioni,complefI varij colori della vefle fono i varij pareri de gli huo, & nationi minijda'quali nafce la difcordia,& come non fi trouano due perfone del medefimo parere in tutte le cofe , cos ne anche luego tanto folitario

fioni

ancor-

DI

CESARE RIPA. DIGNIT.

105

ancorch da pochiffima gente habltato , che

in eflb

non

fi

lafci

vedere la,

difcordia.per difiero alcuni Filofof, ch'ella era vn principio di tutte le 'cofe naturali. chiara cofa ,che f fra gl'huomini fofle vn'intiera concordia, che gl'elementi rcguiflero ilmedefimo tenore, che faremmo priui di

quanto ha di buono,e di bello il mondo,e la natura. Ma quella difeordia^ che tende alla diftruttione , e non alla conferuatione del ben publico fi dee riputar cofa molto abomineuole. Per fi dipingono le ferpi a quefta
,

fgura,percioche fon'i cattiui pcfieri,i quali partoriti dalla difcordia, fon Tempre cinti,e circondati dalia morte de gl'huomini, e dalla diftruttione delle famiglie,per via di fangue,e di ferite,& per quella medefima ragie-

DC gli fi benda la fronte , per Virgilio

diffe

fc6 ^unoda e (ir'wgi alla d: fioria p-TXX<t II crin vipereo lanini mfa bendi. Et l'Ariofto del fucile,parJando della difcordia t>iUi che l efca^e'l fucil [eco preda, E nel capo de' Mori il fu co uccda e quel che fegue Dicefi anco , che la Difcordia va fuoco,che arde ogni buonVlb , perche come fregandofi inleir.e il focile , & la pietra , fanno fuoco, col] contrafilando gl'animi pertinaci , accendono l'ira Le fcritture nel modo,che dicemmo , fignifcano gli animi difcordi di coloro , che litigano , che bene fpeffo per tale effetto confumano la rob,

ICONOLOGIA

ba

Oc la

vita
T>ifcorda.

DOnna

vcfl:ita,come di fopra

no deftra tenga vn mantice

con capelli di rarij colori con la tra* &: con la ln ifra vna faccUa acccfa.
,

La variet

de'colori lignifica la diuerfit de gl'animi


fcrilTe

come s*c detto,

per l'Ariofto
Fatto a
lifie

l.a conobbe al vejir di color cento

I crin h^u'a ^nal doro, qaal d*argent9.

me^al',e

ir-finite
i

E nri,e bigi hauer parcarto lite


rtto

Chor la ccprc>no,hor no,ih


l eggicro aprendo
l
,

p^{l,('l

^Im in treca,alt>

in naftro

era niccolli

eh eruito jarufte^

M otuUi Jpal/e,aUtimatpf rto fuclti

^al

foifio delle

mantice , che tiene , con il vafo di fuoco , moftrano , ch'ella deriua_j male lingue , & dall'ira fomentata ne' petti humani
Difcordia.

labbra liuide , fmorte , gli occhi biecchi, guafti , & pieni di lagrime , le mani in atto di mouerlc di continuo con vn coltello cacciato nel petto , con le gambe , e piedi ibttili,& inuolta in foltifllma nebbia , che a guifa di rete la circondi , &: cosi la dipinfc Ahftide->
il
,

DOnna

con

capo alto

le

l>fcordia.

Come

e de feruta ds Tetronio yirb:no Satirico con lfeguenti '^erff,

I^tremuent tub^,ac fcijjo dfcordia crine


xtulit adfuperosfiygiu caputyhuHS in

T-^bo lingua fiuem

obfefh draconibus ors

^tcjue mter tota Uccratam pcfiore refit ,

C ocrctMs saguiSyCiHfaq;lumHa fli bt^ure ^tabant irati /cabra rubigine dente s

Sagmnei [remala quatiebai lupaie extr

DONNA mano
Il

DISVE^^TIOT^E.
finifl:ra_

veftitadi berrettino, che tiri al bianco, nella

tenga vn ramo di cipreiro , con vn pugnale dentro al petto,

t uero vn coltello, Ilari in atto quali di

caderci

in terra vi far

vn cora-

paflb rotto Il color berrctino fignifca difperationc.

ramo deiciprcflbne dimoftra, che

fi

come

il

detto albero tagliato

non riforge , dc'virgulti , nc , cftingue in fc ogni feme


Il
,

cos l'huomo datoli in preda alla difperatio-

di virt , &: di opcrationi degne , &: illuftri. compaflb rotto il quale per terra, moftra la ragione nel difperato cTere venuta meno , ne hauer pi l'vib retto , & giufto , & perci l rap-

prc fcnta col coltello nel petto

DI
B
1

CESARE RIPA.
^g
G
l

'7
^l

DEL M

D 0.

HV O M O&
man
->

d'et virile

nella

armato,con vn ramo di palma nella finiftra dedra con vn'afla , tenendo il capo riuolto verfo il
,

cielo

fari coronato d'alloro

e calchi co

piedi vna corona d' oro

con^

Tn fccttro
Il dispregio del mondo altro non , che hauer a noia , & /limar vile^ ricchezze , & gli honori di quefta vita mortale , per confeguire li beni della vita ctcrna_>. Il che fi moftra nello fccttro, & nella corona^

]c

calp::ftrata_>.

Tien

la tefta

volta vers'il Cielo, perche tal di/pregio nafce da pcnficri,


.

e ftimoli

fanti

Si dipinge

fntrrajche

fa

e dirizzati in Dio folo armato, perche non s'arriua a tanta perfettionc fcnzala con la ragione il feofo aiutato dalle potenze infernali,c da
,

^l'hiio-

. . ,

jx>9

ICONOLOGIA
,
;

grhuomini federati lor miniftri, de'quali al inc reftando vittoriofo meritamente fi corona d'alloro, hauendolalliato adietro g gran lunga_^
coloro che per vie torte s'affrettano a pcrucnire alla felicit falfamente,credcndo, che cflafiapoftain vnabrcue , e vana rapprefentationc^ T^on aronabitur di cofe piaceuoli a gufti loro , onde l'Apoflolo ben did'c nifi qui legume certaucrit. y I I{T ^ * DI STIiEGIO O O vcftito di color di verderamc,neila finiftra mano tien'vn ardiolojC con la deftra li fa carezzca canto vi far vn porco,il qua

HV
Il

DELL^

le calpeflri rofe

,& fiori.

color del veflimento fignifica malignit della mente, la quaf radice del difpregio della virt , Se i amare il vitio , il che chiaro fi dimofira per le carezze , che fa all'ardiolo , il quale vcello colm.o d'inganno , d'infiniti viti;, come ne fa teftimonio l'Alciato ne l'emblemi, da noi fpeffo citato per la diligza dell'auttore, & per l'cfquifitezza delle cofe a noFu vfanzapreflbagl'Egitij , quando voleuano rappreftro propofito fcntare vn mal coftum.ato dipingere vn porco , che calpeftraffc le rolo alche fi conforma la facra Scrittura in m.olti luoghi , ponendo le refe , Se Per la fpofa nella altri odori per la fincerit della vita , c de'coftumi cantica diceua,chc l'odore del fpofo , cio deU'huomo virtuofo , che viuc fecondo Dio , era fimile all'odore d'vn campo pieno di fiori. D 1 S E G 71 0, potr dipingere il difegno ( per cffer padre della fcoltura , pittura, architettura, con tre tefte vguali, e fimili, & che con le mani tenghi diuerfi iftromenti conucneuoli alle fopradette arti , & perche quefta pittura per fc ftefla chiara , mi pare fopra di cfa non farci altra di-

&

SI&

chiarationo

DONNA

7{ I T ^. con vna fiamma di fuoco in cima il capo , & con ambi le mani tenga due globi azurri 8c da ciafcuno eC" ca vna fiamma , ouero , che fopra il capo habbia vna fiamma , che fi di^

vcftita di bianco,

uida in tre fiamme vguali. La candidezza del veftimento moftra la purit deireffenza, che nelle tre perfone diuine , oggetto della fcienza de'facri Teologi,& moftrato nelle tre fiamme vguali , per dinotare l'vgualit delle tre perfone , in-, vna fiamma partita in tre , per fignificarc ancol'vnit della natura coil.
la diflintione delle pcrfonc_.
Il color bianco proprio della diuinit,perche fi fa fenza compofition nelle cofe diuine non vi compofitione di forte alcuna_/ colori,comc di Per Chrifto N.S. nel monte Tabor trasfigurandofi apparue col vefti to come di ncuc. che alla diuinit I due globi di figura sferica , moftrano fcternit fnfcparabilc , & fi occopa la mano dritta , & la manca con elfe , perche^ rhuomo ancora , per l'opere meritorie fatte tali per i m.eriti di Chrifto partecipa
,

DI CESARE RIPA.
r>

0^

'N

.4

partecipa deireternit ccle{le_ Etquefto baftihauer detto lafciando luogo di pi lungo difcorfo alle perfone pi dotte-
Seand i
Gentili
.

con vn DONNA vcderanno


fi

lituo in

fopra alla

mano, illromento proprio de glaugurij tefta vari; vcelli, & vna ftella_^

le

Cosila depinfe Ci. Hattifta Giraldi, perche Cicerone fa mcntiorc di due maniere di diuinatione , vna della natura , l'altra dell'art te . Alla prima appartengono i fogni, & la commotione della mente,
il

che fgnifcano

vari; vcelli d'intorno

allatclU;

all'

altra

fi

rifcr

rifcono

iM
Ia,&:
il

e O N O

LOGIA
d

rifcono rintcrpretutioni de gi*oracoli,dc graugiirijdeToJgorjdclIe ftcl} dcirintcriori de granimalij&: de prodigi], le quali cofe accennano la fteU
luftra gli fpiriti

La Diuinationc fu attribuita ad Apolline, perche il Sole il, Oc li fa atti a preucdere le cofe Alture con la contempla* tione dell'incorrottibili , come ftimorno i gentili , per noi Chriftiani douemo con ogni diligenza guardare da queftc fuperftitioni
lituo
.

I^

HV O M O
in villa

mezzo ignudo con le maniA' piedi incatc^ati,& circondato da vn ferpeitc , che fieramente gli morda il lato manco , fari

molto malincf.nofo Le mani, &: piedi incarenati,fonorintdIetto,con cui fi c3mina,dircor* rendo l'opere, che danno elrctto, & difccrfc, & v^ngonc legati dall'atrbitJL

DI C
operationi
i.1
.'^
'^
'

E
:

.R;Er

P A.
;

i#^

hh del dolore, non fi potendo f non


.

diificiimcntc attendere alle folicc y:

ferpentc, che cinge la perfona in mpltc manierc,fignifca ordinariamente Tempre male , &c il male, che cagione di defruttionc, principio di dolore nelle cofc, che hanno l'eflere-

Nelle facre lettere fi prende ancora alcune volte il fcrpcnte per lo diavolo iaFjrnale con l'auttoriti di S.Girolamo,e di S. Cipnano,li quali, dichiarando quelle parole del Pater nofter , Libera ms malOf dicono, che cffo il maggior noftro male, come cagione di tutte l'imperfcttioni del-

l'huomo interiore,

&

efteriore_^

DclorcS Zcufi mefto, pallido, veftico di nero, con vn torchio /pento in mano , che ancora renda vn poco i fumo ; gl'inditij del dolore , fono ncccllariamcate alcuni fcgni , che fi fcoprano nella fronte , come in vna piazza dell'anima , doue ellb, come dilfe vn Poeta ,difcuopre tutte le Tue mercantie,&: fono le crefpe,le lagrimc,la mefl:itia,Ia pallidezza,&: altre fimili cofe,che per tale effetto fi faranno nella faccia della prefente figura 11 vcftimcnto nero (a fempre igno i meftitia,& di dolore,come quello, che fomiglia le tenebre , che fono priuatione della luce , efiendo efla- principio, & cagione della noftra allegrezza, come diffe Tobia cieco,rac-

HVomo

contando
Il

le fue difgratie al figliuolo.

torchio fpento, moftra, che ranima(recondo alcuni filofofi)non altro,che fuoco, & ne continui dolori,& faftidij s'ammorza, non i tanto lume, che poffa difcernere l'vtile, & il bene nell'attioni, & che l'huomo addolorato fimile ad vn torchio ammorzato di frefcho , il quale non ha fiamma, ma folo tanto caldo, che balla a dar il fumo, che puote, fcrucndofi della vita l'addolorato , per nodrire il dolore ifteffo , & s'attribuifcc l'inuentione di quella figura a Zeufi antichifllmo dipintore

HVOMO
'

l ^i I a federe fopra vn leone

D SE STESSO.
,

regga con vna

mano detto

freno ,

che habbia il freno in bocca, & con l'altra punga elfo leone

&

^con vno ftimolo . Il leone prelTo a gl'antichi Egitti;, fu figurato per l'animo, perla fua forza ,. per il pierio Valeriano dice vederfi in alcuni luoghi antichi vnu huomo figurato nel modo detto, per moftrare , che la ragione dcnc tene-

&

re

il

freno aU'animOjOue troppo ardifca,


'

& pungendo oue & moftri tardo;


':'

,;

D&N N A
dela
Il
,

T T Kri^ Jl

veilita d'oro , che nella finiilra mario tenga vna fiamma ardente alquanto bafa:fi che vn fanciullo ignudo accenda vna candetta donna moftri al fanciullo vna ftrada dritta in mezzo d'vnji
la purit della dottrina
il

grande ofcuriti

vefHmento d'oro fembra

>

in cui

fi

cerca

la^i*

^d veritdjmo/lrandol infiemc

prezzo Aio.

LafiamF

ti

ICOMOtOGIA
D
J^ i Ti t

ut SU

T i

f s o;

fia

La fiamma nella mano, alquanto bafla, onde vn fanciullo n'accenda vcaadcla il lu.ne del faperc communicato all'inceilctto pi debole, & mcn capace, nuolco ancora nelle cofc fenfibili > & materiali , & a:co,
,

modandofi

alla balTe2z.'i,mort:ra al fanciullo la

buona via

della veritJ,rf-

ofcure dell , che fta ntlle tenebre commune ignoranza del volgo, fra la quale fri beato colui, che tanto {.u vedere, che balli per non inciampare caminando. Et ragioncuclmenre la Dottrina ( afltmij lia alla fiamma , perche infegna la_# ilrada all'anima, laviuilca, &; ncn perde la iua luce , in accendere al* tro fuoco
precipitio dcH'err re

mouendolo dui

^or-i

DI CESARE ripa:
D
r r K
r

jni

7^ ^.

^mm:mmm^'
afilli"??
fi

DONNA
le

d'cti matura, veflita di

paonazzo

che

fla
,

federe corL^
la del:ra_j

braccia aperte ,
,

come
in

volefle abbracciare altrui

con

mano terr vno fcettro


d

grembo vn libro aperto ,

&

cima del quale vi fia vn Sole , har.er in^ fi veda dai Ciel fereno cadere gran quantitd

rugiada^ (trine. L'et matura moflra,che non fcnza molto tempo s'apprendono le dotIl color paonazzo fignifca grauit,che ornamento della Dottrina. Il libro aperto , & le braccia aperte parimente denotano efTere la dottrina liberaliffima da f ftefla Lo fcettro con il Sole inditi del dominio , che ha la dottrina fopra li
faorrori della notte dell'ignoranza

Ilca-

, ,

e O

>T

O G

I
,

A
nota feconcro rauttoriti
efla
,

il

cadere dal Cielo griii quantit di rugiada

de g'Egictij,comc racconta Oro Apc'line,la dottrina,pcrche, come


iiicencrifce le piante giouani, 6c le vecchie
,

indura

cosi la dottrina

gl'in--

gcgni piegheuoli con il proprio conri;nro arricchifcc di f llcfla, l altri ignoranti di natura lafcia in.difparte. 'd y 1$ B I 0. fenza barba, in mezo alle tenebrc,veilito di c2piante,in vna mano tenga vn badone^neiraltra vna lanterna, e ftia coi pie fniftro in fuora, per fegno di caminare. Dubbio va'ambiguitd dell'animo intorno al rapcre,& per confcguca ia ancora del corpo intorno all'operare. Si dipinge giouane,pcrchc l'huomo in quciVetd,per no ejTcr habituato ancora bene nella pura, e femplice verit, ogni cofa facilmente riuoca in dubbio,& facilmente da fede egualmente a diuerfe cofc , Per lo ballonce la lanterna fi notano refperien2a,&: la ragione, con Io aiulro delle quali due cofc il dubbio facilmente, camina,o fi ferma Le tenebre fono i campi di difcorfi humani, ond'egli, che non fa iare- in otiojfcmprc con nuoui modi camina , & per fi dipinge col pie finiftrp

GIOVANETTO
.

in faora-*
Dubbio
.

Vomo che tenga vn lupo per rorecchie,pcrcioche g' antichi hauc*uano in prouerbio dire,di tener il lupo per l'orecchie, quando non fapeuano come fi rifoluere in qualche cofa dubbiofa,comc fi legge in per fona di Demifone nel ^. atto della comcdia diTcrentio,dctta Formionc,c la ragione tanto chiar*,chc non ha bifogno d'altro commento .
Dubbio.

HVomo

ignudo,tutto pcnfofo,incontratofi in duc,oucro tre flradt- Kioilri cffer confufo , per non fapcr rifoluere qual di dette vie deb* bla pigiiarc.Et qucfbo dubbio con fperanza di benejCome l'altro con timore di cattiuo fuccefib , tk fi fa ignudo , per elTerc iercfoluto

VN
>

M I ^, E C 1^ matrona d'afpetto venerando , coronata d'oliua, che tenghi con la finilra mano vn compaiTo,& con la deftra vna bacchetta, Si ca nto vi fia vn timone
A
Ferclie alla ftlicit- del

comun viucrc politico

fc richiede

iVnione d

cnolte famiglicene fotto le mcdcfime leggi viuano,& per quelle fi gcucrnino *'^ per mantcncrfi ciafcuna famiglia con ordine conuenicnte,h bileggi particolari , c pi riRTCtteficll'vniuerfali. per qucflo di gouernare la famiglia f dimanda da i nofiri con paroordine priuato Economia,& hauendo ogni cafa, famiglia commuGreci da i venuta la nemte in f tre rifpetti per effer ella pertinte alla vita, come fuo mem* bro di padronCjck di fcrui,di padri, & di igliuoli, di marito, Se di moglie perci quelita figura fi dipinger con la bacchctta,che fignifica l'imperio, che ha il padrone fopra i fuoi ferui,& ii umore diaioilrala cura, & il rcgfo^,nio di

gimcnwo

DI

CESARE RI? A.
'E

..

ir

ri

^>f.

gmcnto,chc dcuc tenere


litie gioiicnili

il

padre de
il

eglino non torcano

i figliuoli , perche nel mare delle decorfo delle vircii, nelle qualiil deuo-

no allenare con ogni vigilanza , & ftudio La ghirlanda de l' olino dimofcra, che il buono Economo deut ntccCfariamcnte mantenere la pace in cafa Tua Il compafTo infogna quanto ciafcuno debba mifurare le Aie for^e.^c fecondo quelle goucrnarf tanto nello fpendere , come nell' alt re ccie , ptr mantenimento della Tua famiglia , & perpetuit d quella per mezo della mifura,che per ci d dipinge matrona , quaf che quella et conuenga il goucrno della cafajpcr l'efperienzpchc hd delle cofe del mondo, ci pu vedere nel feguente Epigramma fatto da vn bclliillmo in^jorno
,

'Ha

ih

t'a-

1
lz

1^
d^miis fUx
,

ICONOLOGIA
ernia

quafnnu h.ibcni

l^tbene concordajcu^^lfua ujjk cupcfM


/ naq'ic fit

Vroiiga non

sm miitcr^c^ ipfa vigli

varia gente coccia

domm
,

Qu caiicat nati fcopuls ne forte iuuentM


^'Mdt jam,nccJ4pereiiir

Si caput auellas migrauit corpore vita

aqm

Sic fine maire prba quanta,

ruma domuf

DONNA
& frutti

ELEMOSITsl^.
di bello arpetto,con habito lungo, &: grauc
,

con

la faccia

coperta d'vn vclcpcrchc quello,che t\\ elemofina, deue veder chi la ta, e quello che la riceue non deue fpiar da chi venga , donde. Habbia ambe le mmi nafcolle (otto alla ve Ile, porgendo cos danari due fanciulli, che diano afpettando dalle bande Hauer in capo vna_# lucerna accefa circondata da vna ghirlanda di oliuacon lefue foglie.^,
.

Elemofina opera caritatiua,con

la quale

l'huomo foccorrc alpouero


S.
,

inalloggiarlo,cibarlo,vel:irlo,vifitarlo,redimerlo,&fepelirlo.

Le mani

fra

panni nafcofe fignitcano quel che dice


quidfhaat dextera
c^r
,

Matteo cap.6.
che dice
tibi
:

T^efciat finiflra

tm

He quell'altro

precetto

^tfit

Elesmoftna tua in abfcondto,

pater tuiM, qui vida in abfcondito reddat

La lucerna accefa dimof:ra,che come da vn lume s'accede l'altro, fenza diminutionc di luce,cos ncU'efercitio dell'elemofina Iddio non pat che alcuno rcfti con le fue facolt diminuite, anzi che gli promette, e dona realmente centuplicato guadagno L'oliua per corona del capo, dimoftra quella mifcricordia, che muoue i'huomo d far elemofina quando vede, che vn pouero n'habbia bifogno* perdifle Dauid nel Salmo 5 i. Olmajrn5lifraehindom( Domini . Et Hefi,

chio Gicrofolimitano,interpretando nel Lcuitico Superfujum oUnttt dice ^gnificarellemofiaa^


:

OHN A

che con

ambe

le

c &, mani tenga vn bel vafo pieno di

foco,

da

vna parte vi far vna falamandra in mezo d'vn foco,e dall'altra vna fenice parimente in vna fiamma,fopra la quale fia vn rifplendente Sole*, oucro in cambio della fenice il piralc,che animale con le penne,il quale (come ferine Pinio,& riferifcc il Thomai nella fua idea del Giardino del mondo al cap.^ K)viue tanto,quanto fta nel fuoco, & fpengendofi quello, Tla poco lontano , c fiibito fi muore. Della falamandra Plinio nel lib.io.cap.67.dice , che animale fimile^ alla lucertola,picno di flcllc,il quale non vien mai,fe non tempo di lunghe pioggie , c per fercno manca Qucflo animale tanto freddo', che fpegnc il fuoco tocco non altriniente , che farebbe il ghiaccio , & dicefi anco , che qucft'animalc fta , & viue nel fuoco , & pi tofto l'cftingue , che da quello riceua nocum.ento jjdcuiio , come dicono Ariftotele , te altri fcrittori <leUe cofe naturali

uva

D;l

OE'S

ARS

'?.IP A,

O N-N:A
li

coh rx?apoiH.foIIeuatr,

& fpard alvcntor,


,

Ci''^c^ente
a,^iftialc

#4

prale.uimole., tcngain

mano vnJicip::uo:ic come

c&nft~

ciato Giunone Dea dLiraria,'?: fi vcdi'anno velare |>cr l's-na vari; vc'l* , & a i piedi di dctta.fgura x^ilar. vi^camaleenre , come animale, che^ iinniaLigiaicofa alcuna , n.beuc ma fokrd'aria Ci paTc y viae . Ci
:

&

riferirce Plinio nel lib.S.cap.j:?.

.;'.

vergogno fi* (iene- coperte con belt, gratia da va panno ccrjre, &: che fedendo pie i vno fcjoglio circondato dal marc,tn meaadei quale fano,yno> d'.i modri marini , teagai eoa la.Q6iira mano.vno icetcro , & appoggiali iofi con ^'l^gomito noiitro fpra.jd'vn'YrJia^&'chcdardetti vrnaolca ip6?pia d'acati , A' vari; pccapo ii'auci-r.wia ghif i:aidi:di. canne paliiilre > ma fti^g'lio far, eh? izU ;;"',; ^.i^Vo.^i.. '>; porti vna bella coffonA d'ori;-:^; I A qucft'ekmd^^o.d^ir-acquSifijda lo fce-ttr(>^<-lci cdrna^ pcr.Vre non ^ troua ekmentro ^lla vita himatnaic al compimento dei mnck> pi necc{^ farlo deH![acqiiajdclla;qnalc fcrtndo Heho<do Pota,;&'Talt??c Miic/oi diflcro ,che eiia nonfolamtate era-prlilci'piodi'tutte le cole, ma Signora
nuda,rKa:chcic
piarti
'"^^^

DONNA

^^

.>

:>;

\i"'^^^;^^K'\^

'^'

Cor

^4.

\ ;

fagli-^

dituttbgi'Elemenci j peiicicrcbcqueiia confuma la pcrra, fpei^ni? ilfuocq fopoVari^ , S^cad^Rdiadal Ciclo qua giiH ca-giotic^ci' tutte le eofe neci3fiarie?aU Uiiomo .nafcaao in terrai . Onde fu titGamcnte apprcfToni Geffiici intnta iftima,] Sc-veaerationc ,, che f me u ah o giurare,^ per quella; .&jquaiadoigiui'auanO', era" fegno( come dice Vir<^iio nel feitoiibro dcir&neide ) d'infariib.ile;giuramento , come ancori ferifco
j^
.

U approuaTomaflb Tomai nell'idea del Giardino del Mondo , al capi^ tolo quarautaquattroT U J\^l^ ji. matrona federe, vcftita dTiabito pieno di varie herbe, e fiodeftra mano tenghi vn globo , in capo rna. ghirlanda x ri , con fronde, fiori, e frutti,^: de i medeimi ne fard pieno vn corno di douitia, il quale tiene con la deura manOi& d canto vi fird vn ieonc,& xIlti animali terrcRri

VN A
cofi
.

Si fa m.Ttrona., per eflcrc ella da i Poeti chiamata gran maore di tutti gl'animalisccme bene tra gl'altri difie Gnidio nel i. della I\letamorfoS
Ofir.q. p(i

tergummigns inaiata p^rentii

Et in altro luopo del m.c,

defimo

I. lib. dific

anco
terra efi
,

Magna parens

lapidesq, in corpore Terra


.

Ojia recr dici lacere hsspcii terga iubemur

Et l'ftcflb anco replic nel 2. lib. de Fafti, come anco meglio lo dicQ Lucretio lib. 3. de natura rerum Si dipinge con il globo,c^^ che flia d federe, per effer la terra sierica , & immobile,coine dimollra Manilio nel i. lib. Afcronom. douc dice f^ Itma [nb/edit glo'memto pondero telius . Et poco dopoi Eli igtar tdUs
.
. .

msdiamfortita, c^Hcrnam Atrs

Et con quello che fegue apprcfio

Si vefc

12

e O N O L O

Si vcf!c con habito piciio'df varij fiori , 5i herbe , & con fi cornucopi* pieno di pi forte di frutti , & con la ghirlanda fopradetta in capo , perciochc la terra rende ogni forte di frutti, come ben dimoftra Ouidio nel lib. I .de arte amandi , doue dice
:

Uitc teline
it

cakm parit omnia vtbtu Ua


,

Conuenlf^hc olejsjjic bene /arra rrent.

Starlo nella Thcbaide


gli

come riferifce il Boccaccio nel


terra.

libro

i. cella

gencologia de
Che generi

Dei , cosi dice della

eterna rmdre dlmsminly e di Dei


le (cinedi fiumi^e tutti^

Del moro ifemi agl'animati,

e fiere

Stabile, efcrmj^& del Ciel dOccidan e, La machina yeloce.,^ I''vn0i& Catti Carro cinmia te^cbe in aere yoto

D Vrometeo

le

mani, e infteme ifafji

Tendente Hai .ode

le cofs me'^^o

Di Tirra,e ^HeUafojiiyla ejualdiede

Et indimfa a i grandi tuoifratellh


.

Trma d'ogn'altragl'cletkenti primi


Bt gl'huomini cangiafiij
quieta
te intorno fiede

^dunque infiemefola a
Et
.

& che camini E'I mareguidi,onde gente degl'armenti, & Za


Delle fierCycH rpofo de gl'vcelli,

tante gemi ,
i,

ma hafii a tante alteCttad


i [opra,

Et populi

anco

di

fono

l'ira

Chefen:^ japportar fatica alcund


atlante guidi,
il Ciel
il

qualptir ajfatic a
,

Et apprefit del mondOila fortei^,

ELEMENTI.

foHener le fielie

Dei

Quattro Elemcnti,per compofitione de i quali fi fanno le generationi nacurali,participano in fommo grado delle quattro prime qualit, & con tal rifpetto fi trouano nell'huomo quattro complelfioni, quattro vir-

t, quattro fcize principali,quattro arti le pi nobili nel

modo, qaattro^

tempi dell'anno , quattro fiti , quattro venti , quattro differenze locali ik quattro caufe , cagioni delle humane fcienze^ Et verranno quefti quattro Elementi bene , & piaccuolmente rapprcfentati co i loro vifibili etfetci, fenza hieroglifico metaforico , haueado fatto cofi per rapprcfcntare alla villal'ifteiTe cofc viibili , molte volte ancora gli antichi , Oc per con Taiuto folo della definitione materiale fi fard prima la terra. T E F^R ^. vecchia veiHra di manto lungo , & fofco , fi foftcnti in^ aria fopra vn baitene , il quale pendendo egualmente alla figura.^
.

DONNA
daii'vna,

, habbianeli'vna, & nell'altra iommitdvna detto baflonc la figura fin doue pofibno arriuar le braccia ftefe all'in gi, flando la figura dritta, e pofandofi con le mani in detto baftone , la tcfta alzata in alto , & a foggia d treccie , haucri vna felu d'arbori , & nelle fpallc Ci vcderanno come monili due piramidi , chc^ rapprefentino Citti , 5c tenendo le mammelle fuori del petto, getti fuora acqua, che fi raccoglia fopra il lembo della vefie, &: fopra al detto bafl:one li vedano pendere grappi d'vue , & /5ghe di grano , oc tenga detta fi-

& dall'altra parte

ftclia, atcrauerfi

gura al collo vn monile di foglie d'cliue Cos fi rapprefentano i tre frutti principali della terra , il deriuar che fa il mare da i fonti , la inabilita della terra librata dal proprio pefo,& foilcnura , per dir cos , dalle lationi cclcfi:i , molate nelle due ftcllc , che
fignifi-

, ,

DfClSARKRrPA.
Htgn^cSLno
bicati
,

"'^

I2f
del cielo,
i

anco i due Poli ,

il

baftonc moftra
,

l'aiTc

luoghi hi-

& filucibi fono crprelfi nella felua ^ nelle Piramidi & la faccia di vecchia >pcrdie Il color della veitc color d-lU terra
,

li

dice a gl'hiiomiai tutti Tornate alla gran madre antica. Rhea,oucro Cibale ancora era gi rapprefent.ita per la terra, come
lei
ii
:

fl

rcdc apprcflb

gli icrittori della

giouaneveftita di velie fottili, Sedi color cerulco,in mo do, che ne trafparifcano le carni ignudc,con le pieghe la veflc per tutto imiti l'onda del mare, moftri detta figura di foilener con fatxa vna naue fopra la tefta , flia co i piedi fopra vn' ancora in forma di caminarc
gi , habbia pendente di coralli & d'altre cok marine , al petto fi vedano due conchiglie grandi , che ralfembrino la forma delle mammelle , s'appoggi ad vna canna , o remo o fcoglio con diuerfe forte di ptfci
all'in
, ,

DONNA

Dcitd C Q^^ ^.

d'intornojdifpofti al giuditio del difcreto pittore

Gli antichi per l'acqua faccuano Nettunno vecchio , tirato^ per Tonde 4a due caualli , con tridente in mano , di che fono fcritte i'intcrprccatiooi

da gl'altri

Per rideflb pigliauano ancora Dori , Galatea , Naiadi , $c altri nomi fecondo che volcuano fignificare , fiume , mare , de quello e naueife calma , fortuna

DONNA

giouanctta,&: di vago afpetto,{a veftita di color bianccr, con ambe le mani moflri di foilcntare vn cerchio di nuuole,chc la circondi d'intorno alla vcfle,& fopra dette nuuole il veda la forma dell'arco Celcfte Tenga fopra la tefta il Sole,quale fi moftri , che fi ferua per raggi fuoi Ielle chiome di lei,tenga l'ali alle fpalle,&: fotto a i piedi ignudi vna vela, fi potr dipingere ancora il camaleonte animale , che fi nodrifce d'aria fecondo fi ferine , & fi crede . E di facile dichiaratione,il Sole moftra quell'elemento cfler diafane di fua natura, e fentir piae gl'altri. Se comunicare anco i beneftij dei Soie La vela dimoftra il naturai fito fuo cferc fopra l'acque Finfero gl'antichi per aria Gioue, Giunone , Ciioue per la parte pili pura,Giunone per la parte pi mifl:a,c con tutte le fauole a loro fpttanti,che fono quafi infinite,ii limboleggia fopra la natura dell'aria , & delle Taric trafmutationi per mezo fuo
e trafparente pi dell'altro dell'acqua,

&

, con vn velo roflb a trapieghi diuerfamcnte in forma di fiamma. Porti la tefta calua , con vn ibi fiocco di capelli all'in su ? fi veda fopra ia teda vn cerchio con l'imaginc della Luna , per moitrare che quello fra gli dementi ha luogo fupcriore, tenga vn piede fofpefo in aria, per mo-

GIOVANETTO
uerfo,il qual velo

F C 0, nudo di color viuace

yo

fi

fti'arc la

fua Icggicrczza

& fotto alle piante de

piedi

fi

mollrino
ti
,

i venche

, y

H
che foifiano i
,

ICONOLOGIA
fotte)
fili

ti

a regione del fuoco


gli antichi creduti
i

Vulcano 8cla Dea Vefta Rirono da


&: d.;
i

fapieiiti conofciuti
:

che

l'v^no ci igniicallc

fiamme

ma

in quefoio
.
.

non mi ftendo , per

efi'erui

Dei del fuoco carboni , e l'altra le_^ altri , chc'he parlano

iiinganiento

E L E M E Ti T 1, F r OC 0. O N N A con la Fcliice in capo , chs.s'abbriigi, & nella man d^ilri tjnga il fulmine di Gioue , con le fcintillc tu;te sfauiiland , c^: fia4
vcfHta di roffo
t

ONNA
ia veliita

^E.

che con

ambe le mani tenga riride,uer arco cclclC) i.

babbia in capo vna calandra con l'ali diftefe,'&: -coi bcco apcrto,~c detta figura di turchino aifai illuminato
che habbia vn pefce in capo aflai grande,nelle mani tcn*naue fenza vela:ma con raibercantennaje fartCjC fiano ne^

DO N N A
ga
vi'a
'

veilimento fcolpite l'onde del m.are r /^ ONl^ A con vn Cafteilo in capo, & con v^a torre nelle mani ten ga diuerfe piante , il vefrimento fard di tan , con- vna fprauefle^

R^.

di color verde-.

':>

Terra.
,

r &'

Terra vn'clemento il pi infimo, il pi graue

minimo di

ut-

,^ ti, fltuato in mezo del mondo tra l'vno , e l'altro Polo , per natura_ graue, 5c immobile foilenuta dalla propria grauezzajreftringendofi verio il centro-,. quale fta in m.ezo d'cfla , perche tutte le cofe graui vanh&al ceiitro,&: perci cfiendo graue,h2uendo il centro in re,fta per f fteila intorno ai fuo centro . Kauendofi . far figura , che ne rapprcfenti la terra , far impofibile^ darli tutte le fic qualii:,perche Ibno infinite, f ne pigiicr dunque delie pi proprie,tx; pi ; propolto noOro con farla Donna d'et m.atura , non molto grande , con vna v'cite berrettina del color della teira,nella quale vi faranno alcuni ro/pi, & fopra la detta velie hauer vn manto verde con diuerfe herbette, fiori, c ipighe di grano vue bianche,c negre,con vna mano terr vn fanciullo che zinnaj&'con l'altra abbracciato vn'hucmo mcrto^dalfaltra zinna ne fcatorir vn fonte>cuale andcrd fotte li piedi jnei quale vi far-anno diuerfi ferpenti , fopra
'

&

ia.tcfta terr

&a

vna Citt, hauer al collo dell'oro, piedi ancora

& dd egioie alle mani

Si far
gl'et

matura.

donna attempata,per effer come madre di tutta la gcncrationc> ps-T cifer creata dal principio del miondoje da durare fin* al

finc,non
rettirAii

mcko grandc,pcr efier il minimo tra l'altri elemtija vcftc berf^nizdii\bi&. tcrra-c f rofpi fopra^pcrchc ii rcfpo viue di terra
lionato

'

Il

ijy DI e E STA R E RI t A. manto verde con herbe,fori,rpighc di grano, c.vuc bianthce ncgrei
^

< il

prdprio vcftimento della terra , percioche , fecondo le ftagicni ella fi veftccon dare bondantemente tirati cjcei beni,che fono ncceliarij a tueIl

ti li

, ci mollra , come lei e nofomminiftrandoci il vitto fra nutrice , L'huomo mortOjche tiene abbracciato dall'altro lato , ne fignifca, come i viui foftenta , & i morti abbraccia , tenendoci in dcpofito fino aila^
.

viuenti fanciullo che tiene nella delira zinnando

Reliirretione-

La zinn;i,che

fcatorifce

acqua , ne rapprefenta i fonti ,

Se i

fiumi

cho

cafcatorifce-**

L'acqua che ella tiene fotto a i piedi con i ferpcnti, fono Taque fottcrranee nelli meati della terra con i fcrpenti , che fi rinchiudono nelle caucrned'eila_^.
-

"

!,;-

La Citt , che tiene in teil:a,ne dinota ^ coiti la terra fodentamentg noftrojv di tutte le nofirhabitationi.Le gioiejchc ftanno al collo, le mani , &: li piedi , fono la variet de
'

Vero argento,
,

dz altri metalli

& delle gioie,- che


noRro

tanno dentro
,

le vifce-'
,

& diiettationc & come racconta Plinio nel primo libro. benigna madre & lempre gioa e
re della terra,apportandole noi, per
vcile,
,

mai nuoce
Terra come dipnta iellame^glu d Commodo. a giacere in terra,meza nuda,eome cola llabilccon vn braccio appoggiato fopra d'vn vafo, dal quale efce vna vite, & con l'altro ripofa fopra vn globo, intorno al quale fono quattro picciole figure-, che le prcfcntano vna deil'vue, l'altra delle "fpighe di grano,co vna corona di fiori,la terza vn vafo pieno di liquore , e la quarta la Vittoria eoa vir'
t

DOnna

ramo di palma con lettere.

ELEA]

TELL VS ST ABILIS ENTI SECGXDO EMVEDOC LS.


.

EMpedocle I-ilofofo q& cfferc

i principi; i quattro elementi , cio il fuoco, l'aere, racqua,& la terra, ma con due principali potenziamicitia,&: difcoria, l'vna delle quali vnifce, l'altra fepara , da altri detti^

combinationi pofribili,& impolTibilii le fue parole greche tradotte poi5 'Latino fon quclte in Diogene Laertio:

'

^n>i( ^'l'K^a-Apvon &7nKpi

oiy.ua.

^cTafi
,

Juppter albm

" Imajoror

Iitns

acque poiem Bis


.

Et 'KlejiUyUamm

Che furono
guifa
QioHe
,

volgarizati

hamimm qua lumina compkt daSeluaggio, Academico occulto, incota>'


&:

bene nel fecondo


.

vltimo verfo alquanto lontano dal te-io


i quattro radici delk cofe
''

Greco ,

& Latino

'

alto, alm-a

GimonSi

e Tinto ricco,

U T^cHi^ che di piamo n empie iftumi


'

&

Ond'egli Gioue parimente intende per lo fuocoi che fopra l'aerc-., chiamalo Fificamente Gioue , percioche iliuo maggiore gij9via-'\t mvo

11^

tCONOLCGIA
fi
.

riccucchc dal fuoco. L'alma Giunone intende per Io aereA in quefto molto con eflb lui fi concordano i Poct i, i quali fngono Giunone moglie , Se Torcila di cffo Gioucattcfo quafi l' iftclTa qualit , o pochiflima ditfcrenza dcliVno,& dciraltra,onde Homero nel Tuo linguaggio
difl'e

mento altronde

lunonc

m ano aurithronam

(juam pepert

Hd4

Immortatem reginam , exceljum formam bjibcnum, lous valdifoni fororem , yxorcmqHC , Indytam , quAm omnes beati per longum Olympum
fimul cum Ione cbli Piante fnimnibus padre Dite per la terra , & chiamato Plutone, cio Re & Signore ricco della terra , percioche in efla fono ripofU i pi pretiofi (efori , & da lei Ci caua oro,argento,& ogn'altro metallo. Nefti vltimamcnte fi mette per li fiumi , cio per lo generare dell'acque Ne voglio in quefto luogo tralafciare vn'epigramma i Gio. Zarattino Caftcllini,altra volta nominato,nel quale con fcnfi miftici,di Empedocle, in forma di enigma efpone,come alla morte dVn rofignuolo intcruennero tutti gl'elementi , mentre egli ftaua cantando in cima d'vn allo' ro,d pie del quale fcorreua vn riuo d'acqua {pitujH, Dh ptif fi tettr/e Vhilomeia m verce Daph in Lxcrimatl^efi cecidit mor'ibundaprO'%
Liti honoYant
il

Pigliafi poi

Ticrabat quernUtguttHre mafin dolu (ncs


Terculit incauiArudeli yulnere Vinto,

7^^6,& in lacrim funditM


In
-pino

iraerij

Extiniam lentQ combujfit luppitc r MJtt,

Quam Inno haHpotttitfHHinij[e dtu .

tumulo fic tumulata /kit

GIOVANE
rit di porpora.

bella,col petto armato,& con le braccia ignude,in capo hauerd vn'elmo circondato di corona d'oro , al fianco haueri lo ftocco,nella mano deftra vna verga , nella fiaiftra vn fulmine , & far ve-

Giouane bella, armata fi dipinge, percioche l' eloquenza non k altro fine,ne altro intento, che pcrfuadcrc , oc non potendo far ci fenz' aN lettare,& muouere,per fi dee rapprefcntare vaghiifima d'afpetto, eflendo rornamento,&: la vaghezza delle parole.delle quali deue eifer fecondo chi vuole perfuadere altrui , per ancora g' antichi dipmfero Mercurio giouane,piaceuole,& fenzabarba,i columi della quale et fono ancori.,
conformi
alio Itile dell'eloquenzajche piaceuol2,audace,aiccra, lafciua,

&

& confidente
La dclicatura delle parole s'infegna ancora nelle braccia ignudc,It-# quali efcono fuora dal bufto armato , perche fenza i fondamenti di falda dottrina , &: i ragione etncace, l'eloquenza farebbe inerme , & impotente a confeguire ilfuo fine.Per Ci dice,che la dottrina madre dclleloqu2a,& della perfuaione \ ma perche le ragioni della dottrina fono per la__
ditficulti

role

, fi

mal volentieri vdite , poco intefe , per adornandofi con papartorifcono fpefic volte eittti di perfualafciano intendere ,

&

&

fionia & cofi fi fouuiene alla capacit , & a gl'eftti dell'animo mal compollcper fi vedc,chc, per dichiarare ic ragioni difficilia^: dubbie,o per

fpro-

D
(pronar l'anima
al

eE

AR E R

P A.

127

moto delle

paflonijO per raffrenarlo, fono ncccfl'arij i

varij,& artifitioi giri di parole dell* oratore , fra'quali egli fappia celare il fuo artiftioA' con pocrd muoucre,& incitare l'alcicroi onero fuegliando ranimo addormentato dcU'iiuomo baiTo , & pigro>&: con la verga dclfa pi bafla , & commune maniera di parlare , o con la /pada della mezzana, & pi capace d'ornamenti, o finalmente col folgore della rublime-,

che ha forza d'atterrire>5c di fpaucntare ciafcuno La veftc di porpora con la corona d oro in capo, da. chiaro fegnojcomc ella rifplende nelle menti di chi l'afcolta, & tiene il dominio dcgl' animi humani,efl'endo,che,come dice Platone in Poi. Oratoria dignitas cttmregia dh^nutc contunda e, dum qucduifium f/?, perfujidetf c-r cum iUa I^jpublicas gubanaL

DOnna vcflita di roflbjcon ghirlanda in capo d'hcrba chiamata irid,


nella

mano deftra tiene vn folgore,&

nella finiflra vn libro aperto.

come narra il Pierio VaIcrianonel lib.1B7.de ifuoiIcroglifici,eloquen2a,pcrcicheHomero volendo dimoftrare, che glambafciatori Troiani foller eloquentiflimi,dif/c> che haucflero mangiato l'iridcifiori della quale , fi come fono di varij colori,cos lorationc deue eflere veftita,& i pi concetti ornata,&: iride viene anco dettowia gl'antichi l'arco celeftc , il quale dicefi effere Dea de l'eloquenza, per effere mefiaggiera,& ambafciatrice di Giunone-^ Per lo libro Ci moftra , che cofa fia eloquenza , che e l'effetto di moltc_> parole acconcie inficmc con arte, &: in gran parte fcritta,perche C\ coaferui pofteri , & per lo fulmine fi moflra , come narra Pierio Valeriano nel lib. 4^. che non con minore forza l'eloquenza d'vn huomo facondo,& fapiente, batte terra la pertinacia fabricata , & fondata dall'ignoranza nelle menti de gli ftolidi profuntuofi, che il fulmine percuote , & abbatte le torrijchc s'inalzano fopra gl'alti edifitij
ha ghirlanda
della fopradetta herba,fignifica
Elotjuen^A
.

DOnna
.

veftita di roffo, nella


,

mano alzata

man dcftra tiene vn libro, con la finiftra & con l'indice, che il fecondo dito dcU'illena mano

ilefo,&: prclb fuoi piedi vi far

ucre,vi far ancora


11

vn libro,& fopra elfo vn'orologio da polvna gabbia aperta con vn papagallo fopra^
fi

libro,&; l'orologiojcome
:

detto indicio,che

le

parole fono l'iflro,

mento dell'eloquente le quali per deuono effere adoprate in ordine & jnifura del tempo efiendodal tempo folo mifurata l'oratione , & da cflb
,

riccuendo i numeri,lo fi:ile,la gratia,& parte dell'attitudine d perfuadere. Il papagallo, fimbolo dell'eloquente, perche fi rende marauigliofo con la lingua , & con le parole , imitando l'huomo , nella cui lingua fola-

mente confitte l'effercitio dell'eloquenza-. Et Ci dipinge il papagallo fuora della gabbia, perche l'eloquenza non
rif:retta

mente
torica,

di

termine alcuno, effendo l'ofHtio luo di faper dire probabilqnalfiu^lia materia propoflajcomc dice Cicerone nella Rctto-

S^ gl'altri,

che hanno fcritto -prima,

& dopoi.
livelli-

ufi
,

ICO

K O

IO G

vef mento fofia dimoer , che l'orari oiie dcuc eicrc cncitits. , nfistcuora in modo , che ns rirLi:i rofTore nel vlfo ricciochc la elauen* tc,& ai'ta alla perfuafone , conforme al detto d'Horatio *
11
,

Si fis me flore , jlendum efi primum ipfi thl. Et qiiefta afTerdonc concitata fi dimoer anso altorpcrche vnabona parte dell'eloqu-nza cfiile

nella

mano

Se nei

nel gcfto deli'oraticne.


de

iVi

T^l" Atrona vedita d'habito honefco


la

in

capo haiierd Vn Papagallo

mano dcftra aperta in fuora.iS; l'altra ferra uxn-.ofrri d afcondcr-

la fotto le vcfli

OjT^cHa figura conforme all'opinione di Zer^onc StQco,il quale dicela Dialetica era fomigliante vna mano chiiifa , perche procede aftutamentc , &: l'eloquenza fimigliante vna mano aperta , che ii ^Haprga , & diffonde aflai pi Per dichiaratione dei Papagallo feruir quan* t fi detto di fopra.
.

u , che

EoqHen^f mila Med.'glia

^an'_ intorno

.,

da gli antichi Orfeo rapprefentato per l'eloquenza , & lo diipinfcr ro in habito filofofico , ornato dalia tiara Periiana , fonando iaiira c auanti d'eflb vi erano Lupi,Leoni,Orfi,Serpf ntiA' diueril altri^rtimar li, che gli leccauano i piedi , & non folo v'erano anco diuerfi vcclii., che Tolauano,ma ancora monti, & alberi, che fc gliinchinauano,& parimenr te falfi dalia mufica commofli,&: tirati Per dichiaratione di quefta bella figura cfferuirernodi quello , che hi interpretato l'Anguillara quello propofito nelle MetamcrFofi d'Ouidio allib. io. dicendo, che Orfeo ci moftra quanta forza, & vigore habbia l'eloquenza , come quella, che figliuola d'Apollo , che non altro , che lafapienza. La lira l'arte del fauellare propriamente la quale hibmiglianza delr Ja lira, che vdm.oucndo g' affetti col luono hor acuto, hor graue della voce , & della pronuntia Le felue , & i monti,che fi m.uouono, altro non fono , che quegl'humi-. ni fifu , & oflinati nelle loro opinioni , &: che con grandifllma dificuit fi laiTano vincere dalla fuauit delle voci , & della forza dei parlare, perche gl'alberi, clic hanno le loro radici ferme,cc prcibndc notano gl'hucmini, che firfano nel centro dell'oftinatione le loro opinioni Ferma ancora Orfeo i fiumijcr.e altro non lono,che i dirGncrri,& lafciui huomini , che quando non fono ritenuti d'alia forza delia lingua dalla loro infame vita ,,fcorrono fenza ritegno alcuno fin'al mare , ch' il pentimento , Se ramarez2a,che fvolc venire fi,',bito dietro i piaceri carnali. Rende m.anfuete,& benigne le fiere^pcr le quali s'intendono gl'huomi-.
'.
.

ERa

ingordi del fangue altrui,effere ridotti v giuditiofo faucini crudeli , latore d pi liumana,& lodenole vira

&

Eh'

..

, ,

e E

A R E
Eloque
-,7:a

A.
,

f!p

la figura dell'Eloquenza dipingeremo Anfione il quale r il iuxjno della Citara,&: con il canto,l vcda,che tiri ie moiri faffi, che faranno fparfi in diuerfi luoghi Ci lignifica cheU dolce armonia del pkrJai'CteirEloquenzaperfuade,& tirai f grignoranti,rozzi,& duri huomini, che qua l iparfi dimo rino,& che iniieme conuengono^v." ciuihnence viniao E M l^ L U T 1 O H \ giouane,bella con braccie igr.uJcSc capelli bicndi,&: ricciuti che riuolti in graciofi giri facciano vna vaga acconciatura Stari in atto i coral capo , 1 habito fard fuccmto , e i colore verde rere , hauendo i piedi alati, & con la delira mano tenghi con bella gratia vnofperone.ouero vn mazzo di fpine L'mulatione , fecondo Ariftotile nel 2. lib. della Rettorica vn dolore 5 il quale fi , che ci paia vedere ne i fimili i noi di natura alcun ben honorato,& ancora pofiibilc daconfeguirl , &: quello dolore non nafce perche colui non habbia quel bene, ma perche noi ancora vorreiunio hauerlo , & non l'habbiamo Giouane fi dipinge, perciochc l'emulatione regna in et gioueniIc>

PEr

DONNA
,

fiendo in quella l'animo pi ardito,e generofoI capelli biondi,& ricciuti, fono i penfieri, che incitano
gloria.

g*

emuli alla

L'habito fuccinto,e di clor vcrde,fgnifica la fperanza di confcguire> quellojche fi defidera_^ Le braccia,& i piedi ignudi alati,e la dimoftratione del correre , dinotano la prontezza,^ la velocit d'appareggiare almeno, fc non trapaffarel perfoncjche fono adornate di virtuofeA' lodcuoli conditioni

Gli fi da lo fpcrone,come racconta il Caualcante nella fua Rettorica nel lib. 4. dicendojche l'emulatione vno fperone,che fortemente punge, incita non gii i maluagi a defidcrare,6c operare contra il bene d'altrui come inuidiofi,ma i buoni, & generofi procacciare loro fleiu quello che q altrui vegge ndo,conofcono a loro ftefsi mancare,^: a quello prupo fico fi dice Snmnl9s dedii temala vhtM

&

B Q^y

J^elia medaglia di Cerdiano,

cornucopia-* dipinge veftita di bianco, perche, con candidezza d' animo fenza lafciarfi corrompere dagl'mterefsi , quefla giudica i meriti, & demeriti lfiniftra

DONNA vn
Si

veflita di bianco,chc nella delira tiene le bilance, Se ncIU

trui,&:li

premia,& condanna,ma con


le

piaceuolez2a,'3>: remifi>ioHe,ugniii-

candofi ci per

bilance,& per
Equit in

il

cornucopia.

mMe

Medaglie,

VNa

donzella difcinta,che flando in piedi , tenga con vna mano vn^ paro di bilance pari, & con ralcra vn bracciolare
equit

1^0

ICONOLOGIA
Fluita dtl ^ruerendilL Vadre Fr. Ignatk

DOnna con vn regolo Lesbio di piombo in mano, perche


:

Lcsbij fa-

bricauano di pietre a bugneA le fpianauano fole di fopra, & di fotto,& per efiere quello regolo di piombo/i piega fecondo la bafczza delle pietre, ma per non elee mai del dritto coli l'equit fi piega, &: inchi* naairimpcrl^ettionehumana,ma per non elee mai del dritto della ghi" ftitia Quefta figura fii fatta dal Reucrcndill'. Padre Ignatio Vefcouo di
.

iAlatri

& Matematico gi di Gregorio


is.

15. elendofi cofi ritrouata trd le


1

fue fcritturo

Q^

jft
.

DONNA, Tvna con

Come

(iip'mtn nella

librarU Vecana

che tiene in ciafcuna

mano vna

torcia

accendendo

raltra_

GIOVANE

IQyiX^TTO DELIBA

TB^lMjiyES^jl.

di giufta ftatura,vef:ito dalla parte deflra da aIto,& s baflb Ai color bianco,&r dall'altro lato i color ncgro,cinto in mez-

o con ma cintura alquanto larga , Ai color turchinojfeguita fenza nodi on alcune llellc, vfo i circolo, terr fotte il braccio deftro con bella gratia vn*arictc,& con la finiflra mano vn mazzo di varij fiori,& ahi piedi haucra due alette del color del veflimcnto, cio dal lato bianco bian-
chc,&<lal lato negro nere . Equinottio quel tempo , nel quale il giorno eguale con la notte , ijuefto auuienc due volte l'anno, vna di Marzo alli z 1 entrando il fole nel fegno dell'Ariete , portando noi la Primavera , & di Settembre alli i^* portando l'Autunno con la maturit de'frutti Si dice Equinottiojcio cguzc^t^ equinottialc , cio cquidiale,*: ancd equatore, cio eguagliatore del giorno con la notte, & per quello, che ne inoflra il Sacrobofco nella fua sfera equinottiale vn circolo , che diuide la sfera per mez20,cingendo il primo mobile , lo diuide in due parti,Sc lmilmcnte i poli del mondo. Sidipingcgiouane, perche venendo Tequinottio nel principio della.-* f>rimauera,nel mcfc di Mar20,gli antichi faceuanojche in detto mefe foff principio dell'anno. Dicefi anco,che folle la creatione del mondOjSc anco l'anno della Redentione:& della Pafiioae i N. S. ^ anco da quello nel primo grado dell'Ariete cfiere flato creato il Sole, auttore dei detto Equi rotio; onde non ftior di propofito g' antichi fecero , che in qucfto mefc^ foffe principio dell'anno, ellen do che egli Ila priuiicgiato pi t^V altri non Iblo per le ragioni dette i fopra , ma perche da quefto fi pigliano rEpatte,le lettere Dominicali , & altri computi celcfi Si rapprefenta i giuda itatura, per efcre eguagliatore,che vuol diro eguale, cio pari. Il color bianco fignHca il giorno,d: il negro la notte,la met per eguaglianza l'vn deiraltro,fl bianco dalla deilra perche il giorno precede al-
.

&

If

nottcpcr

cfTer pi

nobilo
Laciiv

CE

RE R

P A.

iji

ta

ftclle , rte rtpprcfsQche fa detto Equinotio,chc cinge il primo mobile. Si cinge anco il detto cerchio,per eficr egli fcaza nodo, & perche li circoli non hanno prir.cipio,.n- fne,ma fono eguali L'Arietejche tiene fotto il braccio dcfl:ro,nc dimoftra , che entrando il fole nel detto fcgnoji fa l'equinotio i Primaucra, che per tale dimorertione tiene con la fniftra mano il mazzo ce i varij fori^come arxo dimo ftra , che l'ariete l'inuerno giace nel lato faiflro, & la primauera nel de
il

La ai'itura di color cclcfte,nella quale rono alcune


circolo
,

ftro

nel* , cofi il fole nell'inuerno fta dal lato fniftro del firmamento , J'cquinotio comincia d giacere nel deftro . ve locic del tempo, Se corfo de i detti f* V d' piedi ne dimoirano

&

gai.

i|*
guijil

ICONOLOGIA
3c
il

bianco <lal pie dcftro,per la velocita del giorno, niftra per la notte*

negro dalla &^

EQJ^lt^OTIO

DELL' AVTFt^T^O,

&

te dal cerchio con le ftelle , & turchino,terrd con la deftra mano il kp\o della libra,cio vn paro di bilance egualmente pendenti con due^ globi,vno per lato in dette bilance, la met i ciafcun globo far bianco> l'altra met negro, voltando IVno al rouerfcio de]ra]tro,'&: con la fini^ alli piedi l'ali , come dicemftra mano alcuni rami di pi fi-utti,& vue,

HV O M O

A'tt vj'rile vertito nella guiTa dell'altroj^: cinto parim-

&

mo all'Equinotio di fopra.
Per hauer noi detto,che cofa fa Equinotio,& dichiarato il color del ve ftiinento,come anco quello, che denota il cerch!o,& l'ali alli piedi, Top ix di ci mi par che bafci anco per dichiaratione a qiieft'altra igura,efIendo

che

. .

, ,

DI CSAftE A
che in
efa figniica
il

tv a:
;

iff
folo dir quello
erta
fi
,

medefimo

di quella di fopra
in e.fo

che
hi_,

igni fica l'eflere di et virile, dico

dunque, che con

dimofka
,

perfettionediquertocempo, percioche

moki dicono

che

il

ao-

Rro Signore creafTe il mondo , noi ba'la fapere, che nel mefc di Settembre alli i^.fal'HquinotiOjSjneportarAurannocon li maturit, e perfcttione de
i

trutti,che per tal fignificato

Ci

mji1:ra,che con la finiUra

ma-

le

e vio de i dodici Tcgni del Zodiaco , nel quaentra il S :)le il mefe di Settembre, & fa li in q ijfto tempo TEquinotio , cio sVguaglia il giorno con la notte, din j Iraniofi con li due g )bi,met bianchi per i giorno, & met negri per li notte , volti per vn contrario all'altro vgualmente pendenti per IVgualit dell' vfo del giorno con-,
lanotte-^.

none tenghi di pi fort^-r. La libra, ouero bilancia

HV

M B^n

R E,
,

O M O quafi in habito di viandante c'habbia bendati gl'occhi & vada con vn ballone tentone,in atto di cercare viaggio,pcr an
il

dare aiTicurandofi , & queflo vaquafi Tempre con l'ignoranza. L'errore (fecondo gli Stoici) vn'vfcirc di flrada,& deuiare dalla linea come il non errare vn caminare per la via dritta fenza inciampare dall' vna, dall'altra banda,talche tutte l'opere del corpo , dell'intelletto noftro fi potr dire , che fiano in viaggio, pellegrinaggio,dopo il quale non ftorcendojfperiamo arriuare alla felicit. Quello ci moftr Chrifto N. S l'attioni del quale furono tutte per inftruttione noftra, quando appar fuoi difcepoli in habito di pellegrino Iddio nel Leuitico commandando al popolo d'ifrael che non volefle./, caminando torcere da vna banda, dall'altra Per quefla cagione l'errore fi doner fare in habito di pellegrino , ouero di viandante , non potenzio eflcre l'errore fcnza il palTo delle noftre attieni , penfieri , come l detto Gl'occhi bendati fignificano , che quando ofcuratoillume dell'intelletto con il velo de grintcreili mondani, facilmente s' incorre ne gli

&

errori
11

baflonccon

il

quale va cercando la ftrada

, fi

pone per il

fenfo,

come

l'occhio per l'intelletto, perche

quello pi corpcre j,cofi l'atto di que/lo menofenfibilc,e pia fpirit:uale,e Ci nota in f-imma,.:he clii procede per la via del fenfo , tacilmente pu ad ogni palio errare , fenza il di^ fcorfo dell'intelletto , fenza la vera ragione di qualfiuoglia cofa , que-

come

&

fto

medefimo , dipingo

&

pi chiaramente dimoftra l'ignoranza

che appreiib

fi

ESILIO.

HV O M O
*

Comedep'mtoal ^F.lgnatio Perugino P^efcomd*jjk'r.

in habito da pellegrino , che con la deftra mano tiene vn bordone,&; con la finilra vn falcone in pugno Due qQx] fono, vnpublico^e l'altro priuato, il publico quando l'huoI

mo

fCONOtOGlA
ESILIO.

mo per colpa, per fofpetto bandito dal Prencipc, dalla Rcpublica^


ic

condannato viuere fuor di patria perpetuo , tempoli priuato quando l'huomo volontariamente, per qualche accidente (i elegge di viuere, e morire fuor di patria, fenza eflcrnc cacciato > ch <:i fg litica l'habito del pelbgrino,& il bordone Et per il publico lo dinota il falcone con i getti alli piedi. E r i c ^, di afpetto graue , terr con la finiflra mano riftromcnt* detto archipendlo,& dal lato deftro hauera vn leone imbrigliato. L'etica igiiilca dottrina di coftumi, contcncndofi con cf'a il concupifceuok,&: irafceuole appetito nella mediocrit,e ftatodi mc2o,oue con.,

DONNA
cile

U virt,pei: coailtere reftfmi>il viti al tjuak detto appetito s'ao^^


cofta#

T>

ctsxKt ripa:
E T
i

H%

^.

cofla tutta voltajche dall' vna, dall'altra parte declina

per animale dell'hiiomo gi detta. L'archipendolo ne da per fimilitudine ad intendere, che fi come allora Tna cofa ciTcre bene in piano fi dimoftra,quando il filo pendente tra le- due gambe di detto iftrumento non tranfgredifce verfo veruno de l'eftremijma s'aggiufta con la linea fi^gnata nella parte fiiperiore , ond'cgli defcendc cofi qucfta dottrina dell'Etica infegna l'huom^, che alla rettitudine, & vguaglianza della ragione il fenfijale appetito fi conforma,quanio non pende d gl'ertrcmi,ma nel mezo fi ritiene
il

Tiene apprefTo difc

lconejnobile,8<: feroce animale, imbrigliato,

fignificarc,ch'ella raffrena quelta parte

X L

UTA

, .

ij

ICONOLOGIA
A
E T JL D E L L' K 0. bella glouanetta all'ombra d'vn faggio,ouer d'oliuo,in
,

VN
quale

mezzo

del quale fia

vn fciamo d'api che habbiano fattola fabrica , della

fi veda ftillare copia dimele . Hauer li capelli biondi com'oro, fpar fi gi per le fpallefenz'arcificio alcuno, ma naturalmente fi vedala vaghezza loro Sar veftita d'oro fenz'altro ornamento , con la deflra mano terr vti

&

-Cornucopia pieno di varij fiori , corgnole , firaole , cafl:agne , more , & ghiande Giouanetta, & vefiita d'oro firapprefentapermoftrarelapuritdi quei tempi. Il femplice ve fli mento d'oro, & i capelli fenz'artificio fignificano, che
nell'et d'oro la verit
fi

aperta,e manifefi:a tutti, & quefiio propofito


dall'

Ouidio nel libro primo delle Metamorfofi tradotto


dice.
f^ifo vnfccolof purgato e netto
D'ogni maluaggio, perfido pcnfnro

Angdillara coli

^on vera chi temejje il fiero affetto


Del giudice implacabil^e feuero

Vn proceder realjibt ro,e fclmtto,


SerUi^nd ogn'vn laf^ dicendo
il

Magiun ejendo alt' bor [empiici ^e puri


lineari fen^a. altro giudice ftcmi

vero

Moftra lo firar'all'ombra del faggio,che in quei tempi felici d'altra habitatione non fi curauano , ma folo di ftar fotto gl'arbori fi contenta

nano
Il cornocepia pieno delle fopradette cofcS: il fauo di mele, per dichia ratione d'efie cofe, ne fcriueremo dell' auttorit del nominato uttore nel fopradetto lib. che cofi dice

Scn';(e]jer rottOy e lacerato tutto

Febo fempre pia lieto il fuo 'piaggio


Facea girando lafuprema sfera

Dal vomero,
Qgnifoaue
,

dal rofiro, e dal bidente

e delicato frutto

E confecondale temperato raggio


F^ecaua al
Zefiro i fior d'^prileyC
Islptr'iaxon

Dalia tigrato terren liberamente,

F quale egli venia da luiprodutto Tal fti godea la fortunata gente ,


Chefprcggiundo condir
le lor

mondo eterna Vrimauera, i fior di Maggio


aura tepida^e leggiera
miti da gl'elci^e da gloHui

viuande {de

Stillaua

il

Mgiauan corgne^e morene fraghe, e ghia Conean neuare,e latte ifitimii i riuu F T jl D E L V I{ G E Ti T 0. A gouane , ma non tanto bella , come quella di fopra , ftando apprciTo d'vna capanna,rar vef:ita d'argento,il quale veflimento far adorno con qualche bel ricamo , & anco artificiofamente acconcia la tefta con beli giri di perle ; con la delira mano s'appoggiar fopra d'vn'aratro & con la finiftra mano tenghi vn mazzo di fpighe di grano

VN

& nelli piedi porcar


L'eficr qucila

ft

ualctti d'argento

men bella di quella dell'et dell' oro , veftita nella guifache dicemn-io;&: con la conciatura del capo, mofirala variegicuane
t di quefta alla prima et dell'oro , onde fopra di ci per dichiaratione ie^uiraremo quuato dice il fopradetto Anguillara n^Uibr citato

&

DI
Toche
alp'ipi

CESARE

RIPA.
Fece parte dell'anno imito brette ,

1^7

vecchio D/o,oio/o,e lento

Egli quei dolce tempOych'era eterno

Dalfiio maggior figlimi fn tolto il Kegnoy Segu il fecondo fecol de l'argento

Men buon delprimo,

del ter^^p pia degno

Che fu quel vuer lieto in parte fpentOt Che al huom conuene vfar l'ariete l'inge-

j!ggimgendoui EUate.^muno^e yerno^ Foco cmpio.acHti morbiiC fredda ncue.(m S'hebber /' homini all'hor qualche gornv
7v(e/

magiar^nel vefir^hor grane ^hor leue

Sermn

modiyCoUumi^e leggi noue, (gno,

S' accomodaron al variar del giorno

Si come piacque alfuo tiranno Cioue

Secondo ch'era in CancrOyO in Capricorno,

V aratro, le fpighe del grano, come anco la capanna, moftrano la coltiuatione


nel libro
Gi
Ttrfite
, che cominci nell'et dell'argento , de l'habitatione , che iri^ quei tempi cominciorno d vfare , come appare nella fopradetta autorit

primo , douc

dice.
Tacile grotte al coperto ogn

Mopfo ilfiergiouenco atterra


ond'ei vi

vn s'inferra
loggia

Ter porlo algiogOy


Gi
ti

mugge^e ge^

Ouero arbori Cf'afche intefie infemef

roi;;^ agricoltor fere la terra

(me

E queflo^e quel fi fh capanna^


Ter ftfggir fole^e neue^e

Col crudo aratrOfC poi vijparge ilfeme.

in varij modi,in capo porter vn'elmo, che per cimiero vi fia vna tcfta di leone,& in mano terr vn'afta,ftando in atto di fierezza, cosi la dipinge Ouidio nel libro primo delle Metamorfol,doue dice

DONNA mata
J{ende adorn9
il

et^delb^Jms,

ventile pioggia,

d'afpetto fiero,armata,e con la vefte fuccint'a tutta rica-

Dal metaUOiChe fufo in varie forme


TarpeOyC'l Praticano

jil'huom^ che gi viuea del fuofidare

y^ggi^^fi noiayincommQdo,(^ affanno


Tericol nella vitale nellhononey

" Sort la ter^^ et^come conforme


quel che trou pi l'ingegno humano Che nacque al huom fi vario, e fi deforme Che li fece venir con l'arme in mano L'vn centra l'altro mpetuoft^e fieri 2 lor difcordi
,

E^efio in ambidue vergognale danno. Ma f ben vera riffa^odiOye rumore


Ts^cw verafhlfttj,non vera inganno,

Come fur mila quarta et pi dura ,


C he
dal ferro pigli nome^e natura,

e oHinati pareri

E B^B^O. d'afpetto terribile,armata,& il veftimento far del color del ferro , hauer in capo vn'elmo con vna tefta di lupo , con la deftra mano terr vna fpada nuda in atto, di combattere, & con la fnifcra- fcudojin raezo del quale vi fia depinta la fraude,cio con la faccia d'huomo giufto,&: il redo del corpo di ferpente,con diuerfe macchie, &: colori, ouero in luoco di quello moflro vi l potr dipingere vna fircna,& canto della fopradetta figura vi faranno diuerfe armi , &: m^c^wQ , tamburi

DONNA

E T

D E

trombe
il

& limili

mofLro,ouero la frena l'vnce l'altro fon \ fimbolOjdella fraude, come fi pu vedere , doue in altri luoghi io lio parlato d'efla, & per gl'cfi-ctti,e natura della fopradetta etfeguitaremo per dichiaratione il pivol'. te nominato Ouidio, che di ci coi parla J/ ver, la fede^ e ogni bont del inondo En terra vfron dal tartareo fondo fuggirne veri il Qiel f^icgaron l ali La men:^ognaiUfi-a ue^ e tntt i malit
.
'

Ogn'in^

..

13

ICONOLOGIA
Per le vkche'j^igu fwgliat
D^r;'i i furti falle for-^e,
trgrgni
,

Ognir.jkmepenPiCY,cgn^aUo immondo

Entr ne crudi petti de'movtali

e^" aU'i>.gcimi,

Et

le

pure

-virt candide ^ e belle

^ gi h micidij
Et tante
dell

C:r

lnlie atti indfgpj,


,

Gire jplender nel del fra

l'altre (Ielle.

bucm rumene d^im


tanti mali
i

yn cecu.zr

vano amor d'honori,e I{egni

C he per of?jr /n parte

Cl'huomini indiijje d uentar tiranni

S'ittYOujJer le Li'gi, e

tribum li *

BT^ DELL" ORO,

.//7(GF7^rO,

\0

T^ Z

C-rf-rro} comcrapprefintsctcn Parigi in vndComedittf auanti

VN

ET

Enrico il. B^di Francia

DELL* 0^0.
V A KG

A belHiuma giouanetta,vefl:ita d'oro^c con fliuali del medefimo, in vna mano porca vn fauo di mele , & con l'altra vn ramo di quer-

cia con ghiande

con bclliffimi adornamenti di perle , Bc } veli d'argento, come anco con gran vaghezza adorno il capo, ncUi piedi porta'iliualetti d'argento.e con vna delle mani vna coppia di pane* E T yi B B^O N Z 0, O N A armata, &: con vn'elmo in capo , che per cimiero porta. vna tefla di leone, la vcfte fuccinta , & fi rarmature,come anco la, velie, fono del color del bronzo ^ in vna mano tiene vn'afta , & fta in atto fuperbo , & altiero
veftita d'argento

ONNA

ET

D E L

T 0,

DEL

F E K\0, armata , & vtftita del color del ferro , in capo ha vna celata con vna tefta di lupo, con la bocca aperta, & con la man deftra tiene vn'afta con vna falce in cima d'elTa, & con l'altra vn raftello j & hai

ONNA

ET DEL

piedi d'auoltoio

ONNA
'to

con tre

tefte,

che tenga nella

finiftra

mano Tn cerchio , &

la deftra fia col dito indice alto

non eflercofa fenfibikjnon pu conofcerfi dall'intelletche dipenda da'fenfi , fc non per negatione , dicendofi , che iuoco fenza variet, moto fenza moto, mutatione, e tempo fenza prima poi , fu, far ine, principio,per diffe il Petrarca defcriucndo le cirCoftanze dell'eternit , nell'vltimo de'Trionfi Ma foto in prefente^ hra, hoggt 3y^o haur luogOy fu, faraone era Et fola eternit r acolta , e yera. Per le tefte fono le tre parti del tempo,cio,prefcnte,pafrato,c da veiirCjle quali fono riftrette in vna fola nell'eternit ' 11 dico indice alzato, per fegno di ftabile fermezza , che ncirctcrnit,lontana da ogni forte di mutattone,eflndo fimile atto folito farfi da colorojche vogliono dar fegno d'animo coftante,c dal gi fatto proponiL'eternit per

humano

&

;meito non

fi

mutano
licer-

, ,

DI
II

CESARE RfPA.
,

i-^
fine
,

cerchio (imbolo dcU'eterni ed

per non hausre principio ne


I

de-

jper efTere

perfcttillma fra tutte l'altre.

E T E Il^{

^
.

DONNA mondo, &


il

Tacila medaglia

Fantina

in piedi,

& in habito di matrona, tiene nella mano delira


le

in

capo vn velo che

cuopra

le fpalle.

Lo ftar in piedi fenza alcuna dimollratione di mouimcnto , ci

Fa

com-

prendere,chc nell'eternit non vi moto.ne mutatione del tempo, delle cofe naturali , dell'intelligibili . per difTe il Petrarca del tempo dell'eternit
.

Q^id maraugla

fxbb'io,

quxndo reflxre
.

Fidi in nipi coluiiche mai non/ttfi^

Ma difcorreado fuol tutto cangiare


re inditio di

La ragione, perche quefta figura non fi faccia federe , cfiendo il Ccdc^ maggior ftabilit che il federe fi fuol notare quafi femprc quella quiete, che correlatiua del moto , & fenza il quale non fi pu effo intendere , Se non eflendo ccmprefa (otto quello genere la quiete deli' eternit, n anche fi deue elprimere in quefta maniera,ancorchc da tutti quello non fia ofleruato, come fi dir qui di fotto Si fa donna per ^t conformit del nome, Matrona per l'et ftabilc^^ Tiene il mondo in mano, perche il mondo produce il tempo,con la fua
,

nobilt,
11

& figaifica, che l'eternit fiiora del mondo


ambidue gl'homeri le cuopre, moUra, che quel tempo , che
eminentemente-^
.

velo, che

Jion prefente neireternit,s'occulta, ellendoui


Eterniti nella

Mcd^^ia di

Tito

che nella deftra mano tiene vn'afta , te nella fini/lra vn cornucopia, e fotto i piedi vn globo Per la detta figura con_j parola eternit , non fi deue intendere dell'eternit di fopra reale ma Ai vna certa duratione ciuile lunghinima,che nafce dal bon gouerno,il quale confifte principalmente in proueder le cofe alla vita nece(rarie,perchc riconofcendo i Cittadini l' abondanza della beneficenza del Prencipe_^ hanno continouamente l'animo volto ricompenfarl'obligo con la concordia, & con la fedelt,e per l'antichi dipinfero quella durationc,e perpetuit col cornucopia pieno di frutti, nafce parimente la lunga duratione de gli flati, dal mantenere la guerra in piedi contro le nationi barbare e nemiche,& per due cagioni,rvna che fi mantengono i popoli bellicofi & efperti, per refillere all'audacia, & all'impeto d'altri popoli franieri che volefi'ero ffendere \ l'altra , che fi afTicura la pace, Oc la concordia-^ fra i Cittadini , perche tanto maggiormente il tutto fi vnifce con le parti, quanto pi combattuto dal Tuo contrario , & quefto fi veduto , & vede tuttauia in molte Citt,&: Regni, che fra loro tanto pi fono difuniti i cittadini , quanto meno fono da gl'inimici trauagliati , &: fi moltiplicano le difientioni ciu!li,con quicte,&: rifo dell'inimico, per fi dipingo reternit con i'hafla,& con l'armatura-^.
,
.
:

DOnna armata

MTE^

140

ICONOLOGIA
E T E

r^xi T ^,

Defcrttada Prancejco Barberini Fiorentino nel fuo trattalo d amori

N G E C O Barberini Fiorentino FRA penna amore quale troua


S
,

fi

fcritto

in

nel fuo trattato,c* ha fatto di mano di Monfignor Maffeo

Barberini Chierico di Camera, &: dell'iftefla famigliajhd defcritto l'eternit con inuentione molto bella:& hauendola io con particolar gufto veduta,h penfato di rapprefentarla qui/econdo la copia,che dall'originale detto Monfignore fi compiaciuto lafciarmi eftrarre Egli la figura donna di forma venerabile , con capelli d'oro alquanto lunghi , & ricadenti fopra alle fpalle , cui dal finillrro , e deftro lato,doue fi donerebbero ftendere le cofcie , in cambio di efle fi vanno prolungando due mezi circoli , che piegando quello alla deftra , e quefto alla.-, finiftra parte , vanno circondando detta donna fino fopra alla tefta , dor
.

fi

. ,

'

uc

141" D I e E S A R E R I P A. ^ vnifconoinfieme , ha due palle d'oro vna per mano alzate in fu , & veftita tutta di azurro celefte ftellato , ciafcuna delle quali cofc molto propofito conueniente per denotare l'Eternit, poich la forma_j circolare non ha principio, n fine. L'oro incorruttibile , & fra tutti li metalli il pi perfetto , e l'azurro ftellato ci rapprefenta il Cielo , del'quale cofa non appare pi lontana-* ..:.r.f'nf. d-alla corruttine
fi

Eterniti.
,

<-

che nella deftr nfiano hauera vn ferp DOnna in habito di matrona coda in
w giro,che
fi
i

tenga la bocca , e terr detta imagine vn ve* ambedue le fpallc ricuopra lo in tefta,che le Si ricuopre ie fpalle , perche il tempo paffato nell'eternit non fi vede. Il ferpe in giro dimoftra , che l'eternit fi pafce di f ftefia,ne fi fomenta di cofa alcuna efteriore, & appreffo , gli antichi fignificaua il mond, & l'anno, che fi girano perpetuamente ( fecondo alcuni Filofofi ) info, medefimi , per f n' rinouata pochi anni fono la memoria, & l'occafione dell'infegna Papa Gregorio XIII. & dell'anno ritornato al fuo ffio per opra di lui , & ci far teflimonio degno deiretcrnit della fama A '/i / > ^^; df fi gran Prencipe^. -*' '^-^ v.^, r Eternit, '"i /; gioan,&: veftita di verde, per dimoftrr , ch'ellxnri fttopofta al tempo,ne confumata dalle fue forze, ftar a federe fopra vna fedia, con vn'afta , nella mano finiftra pofata in terra,e con la deftr fporga vn genio,cofi fi vede fcolpita in vna medaglia antica , con lettere, ^

'

DOnna

'

chedicono: CLOE). SEPT. ALB. AVO. Hauer ancora m capo vn bafalifco d'oro queft'animale era apprelfo gl'Egitti; inditio dell* eterhit,perche non pu eflere amazzato da animale alcuno fi come dice Oro Egittio ne'fuoi leroglifici, anzi facilmen:

'

'

te col fiato folo amazza le fiere,& gl'huomini, 6c fecca l'herbe, le piante . Fingefi di oroft, perche l'oro meno fogge tto allaxorruttione de gli >-* altri metalli.

&

Iterniu nella

medaglU d'Mrianc

DOnna,che foftiene due tefte coronate, vna perniano conquefte lettere AETERNITAS AVGVSTI & S. C. vedi Sebaftiano Erizzo.
Kternit^Verpetuit.

DOnna,che fiede

fopra vna sfera celefte , con la deftra porga vn Sole, con i fuoi raggi, con la finiftra foftenga vn luna , per moftrare come ancora nota Pierio Valeriane ne'fuoi Ieroglifici,che il Sole, e la luna fono perpetui genitori delle cofe , & per propria virt generano , e.

&

conferuano, & danno il notrimento tutti li corpi inferiori, il che fu molto bene confiderato da gli antichi Egittij , per rapprefcntare l'eternit , credendo fermamente , che quefti due lumi del mondo fuflero er durare infiniti fecoli, ^ che fuflero conferuatori^ & anco nutritori

. .

M
me
cofa5che
fi

ICONOLOGIA.
.

tori di tutte le cofe create fotto d loro


fa

Siede fotte la sfera ccle/lc

co-

durabile,
l'eternit

& perpetua. nejle medaglie di Domitiano, &. di

Traiano

vede

finillra la luna, co'l

GIOVANE

, che con la de/tra mano tiene vn fole , &: con la veftimento fcinto,& largo E y E -hi T B y J^ 0. lieto ? & veftito riccamente , nella man deftra haueri

vna tazza , nella finiftra vn papauero,& vna fpica di grano , quefto fcuono euentoteneuano cofi fcolpito anticamente i Romani in Campido^ glQ,infieme con quello della bpna fortuna, &l come vna fomma felicit
di buon fucceflb in tutte le co.fe,per lo fngeuano in quefta maniera, volendo intendere per la tazza , & per la fpica la lautezza delle viuande, & del be^c ; per la giouent i beni dell'animo per l'afpetto lieto i piaceri che dilettano 5 iv' rallegrano il corpo ; per lo veftito nobile i beni della fortunajfenza i quaUrinjaneMdp ignudo il bugilo eueptp facilmente vari ' no me ,&: natura . Tf;; ., -o-.'^ -iirr^ritr :*-- :it><f ^.r* 11 papauero fi prende pe lo fonnp , & per la quiete , nel che ancora fi fcuoprc , & aecreft:e il buono Euento
j

DONNA
la

ALSlT^D'^M^t^E,OyEBJ> l'tiG^X'^^fuperbamente veftita, terr con


le

mani vna ferena , che

guardi in vn fpecchio

Il falfa amante fotto la delicatura d'vna leggiadra apparenza , &: itto dolcezza delle fnte parole , tiene per ingannare afcofe le parti pi deformi de fuoi penfieri maluaggi^, 5c peri piedi , & per l'eilrcmit , come fcabbiamo detto altre volte, fi prendono , & per gl'antichi dipingeuano la ferena in quc/lo pioplico Lo fpecchio vero fimbolo di falfitd , perche f bene pare,che in cffo fjjecchio fiano tutte quelle cofe , che li fono pofte innanzi, per vna fola fimilitudincjche non ha realit,& quello,che gli fi apprefenta alla fini-

ftra, viene alla deftra mano,&:medefimamente quello,che dalla deftra_j viene alla.finiftrai il che tutto quello, che importa que^^o nome di faliti;^comc benifllmo racconta il Pierio nel lib. 42.

gamba,chemof:ri correre leggiermente, hauer duegran^ d'iai , far tutta pennkta,& per tutto vi faranno tant' occhi,quante penne. & tra qnefti vi faranno molte bocche, & orecchie, nella delira mano terra vna tromba,cofi la defcrifie Virgilio, & per pi chiarezza fcriueremo le fue parole mcdefime,tradotte in lingua nofira,cofi poi s'inai":;* Ikcola al timor primo^ La fama vn malpeli cui non pi veloce Fino alle [ielle ^c^ ent va mlUtt rra , B nefsun altro , e di volnhile^^
:

DONNA mezza

F
veflita

^ M

^,
1

dVn velo

fottile fuccinto a trauerfo, raccolto

&

Sol viue ,^ caminando actjuia for':^^

E ti ai

miuoii anccra cfUnde

il

capO

Et poco poi

foggiung_^.
Sono nei
co-po fiume Jon tant' occhi,
,

E tcloce dipiedi,^ l^igi^^ d\ile y iKeUro kgtyedOie grande^q^^ak quatc

{otto vigilanti

c^ tanti lirtgue

Mata^

. .

D
{MtrauiglU
iurriiKO in

e E

A R E R

P A.
,

f4l
jT alcun tettHy
torri,

h dire )

-5^

tante boccile

^.lagmrdi:i del colm-o


fopr4 d'atte
cjr

Idi^ tant^ orecchie i'a':^i, Vda di m:te m mf7:jo d del lrid?fido,


ch'tn^
il giorno

em'imnii
,

Legr^n citt fmarrendo

i^ fi delfalfo,

Et per L'ombra terrtfu ne mzi

Come del

vero mejfaggicr tenace

Ci

occhi per dolce jonno, c^fiedt

nella mano dritta,& nella fni3:ra con vn d'oliua,hauer al collo vna collana d'oro,alla quale fa per pc dente vn cuore,& haucr l'ali bianche gl'homeri. La tromba fgnifica ii grido vniuerfale fparfo per gl'orecchi degl' hiio)

con vna tromba DONNA ram

mini
Il ramo dolina moftra la bont della fama,e la fincerita dell'hiiomo fa mofo per opere illufl:ri,pigliandoi fempre & roliuo,& il frutto fuo in buo

na parte; per nella Sacra Scrittura fi dice deirolio,parlandofi di Chrifto N.S.in figura , O'tum (fj'ufum nomen tuum & dell* oliua dice il Salmo ^0wa frugifera in domo Domini Se per quella cagione foleuano gl'antichi congwr Cioue d'oliua, fingendolo fommamente buonOj&: fommamente perftto. Il cuore pendente al collo,fignifica, come narra Oro Apolline ne i Tuoi
.
:

Icroglificijla

fama d'vn huomo da

bene_>

L'ali di color

bianco,notan0 la candidezza ,

& la vclocicd della famu

tuona^
Fama
con
jdiano nel
l'ali

cattua di Claud^no,

DOnna con vn veftito dipinto d'alcune imagincttc nerc,come puttini


lib.

nere,& con vna tromba in inano,conforme della guerra Getica,contro Alarico


nigrantrs fuccina pauor.ibm alas.

al

detto di Clau

Famaque

Sono l'ima^nette notate per quei timori , che fi accrefcono nel crefcc* re la catti u la ma_. L'ali nere mofirano l'ofcurit dell'attioni , & lafordidezza_ Fama chiara nella medrgUa di ^ntmoo, bellifiima figura nuda d'vn Mercurio con i talari a piedi , & al capo/opra il braccio finiftro tenghi con bella gratia vn panno , de in mano il caduceo & nella delira per lo fireno vn cauallo Pegafco , che-

VNa
La

s'erga con

piedi in alto per volare.


talari,& caduceo , fignifica la chiara fama nuntio di Cioue , e per lui s'intende il pardelia voce , &c del grido , che per tutto fi ipand^ , & fi
i

figura di Mercurio con

percioche gl'antichi lo
lare cio l'efficacia

fipifero

diffonde
l'ale , che tiene in capo fignificano le parok veloci. cauallo Pegafeo s'intende per la chiara fama di Antinoo veloccmen te portata , & fparfa per l'vniuerfo Il fireno d'cflb cauallo gouernato da Mercurio,ci dinota,che la fama_> portata dalle parole , 5c dalla voce,che fuona dalle virt degl' illufiri

I talari,
II

&

latti degl'huominL,& che tanto pi,

meno cotal fama peruiene

al

mor>-

do.

44

ICONOLOGIA
F

^ M ^ CHI

21^;

LA

do , quanto quella delle lingue, & dal parlare t grhuomfni accrefciuta,& fparfa Et \ popolo Romano per honorare Domitiano kct battere in vna Medaglia il Cauallo Pegafeo fgnifcante la fama,che per il mondo di lui s'era fparfa vci Sebattiano Erizzo Fame FameviendcrcrittadaOuidionelleMetamorfofiallib. 8. che in
; . .

noftra lingua cofi dice


Vallidoye crejji'Oyinagno^B^Jeuro

OgnMchio infermo juofi fifeppuUo .


Jn rn occultalo- cauernofufojja
l{aYO hai' multo cr'm ruuido.e [ciotto

ha

il

yolto

E deya pelle fot venite l'afa E deU'cJJa congiunte in rarij modi


Trajpaien varie forme ^e yarij nodi

E di/angue ogni vena ignudale /ciotta

De

DI CE S AR
De le g'mcchia H nodo infuor fiftcnde E per le fecchecofcie parlarifiato La poppa che la cG^a appefa pende
Sembra vna palla d vento fenx^
fiato

ripa;
in

145

ypntrc nel ventre fuo nonftccmp rende Ma il loca par chefiag ventre fiato

J^fembra
Fatica

fomma

l'affamata rabbia
'

D'o^avn anotomiaycbeanima habbia,

DOnna gouane,mal veftita,di color verde, in mano terr vn librcaatto di leggerlo,& d cato vi fera vn vitellej gioiieco. 2. delle TufculanCj vna certa operatione di grand'attione d'animo, di corpo ,& fi rapprcifentaVrC-

perto,ftdo

La fatica,fccondo il detto di Cicerone nel

verde,perche la fperanza la ricopre,& la mantiene . ,,; dipinge giouane , percioche la gioucnt atta alla fatfca pi d^ogn'altra et dell'huomo. Et Gnidio nel li.b 2.de Arte amandi volendo dimofrarejche nella giouenti fi deue durar fatica , cofi dice :., Dum vires animq. ftnunt tolerate lab ora Jam veniet tacito vuruafejteBapedf , Col libro C\ dimofira la fatica della mente , che s'apprende principalmente per mezzo de gl'occhi , come firada pi facile di cognitione in gni propofito all'intelletto . Quella del corpo fi rapprefenta per lo fignicato del giouenco conforme al detto d'Ouidio nel libro 1 5 delle Mexamorfofi doue dice
ftita di
Si
[''.'.

.'.:

Cadelaborifericredtintgaudere-uuenc.

Fatica,

DOnna
tura due
le ferue
dell'ali,

robufl:a,& veilita di pelle d'afino in maniera, che la tcfta dell'afino faccia l'acconciatura de capeJlijefTendo ciueft'animale nato

alia fatica,& portare pefi:s'aggiungeranno ancora alla detta acconcia*ali di Grue,& in mano terr i piedi del medefimo vcello , il egua-

per memoria della fatica


,

perche antica opinione , che


,

nerm

& de piedi di Grue portati adolTo, faccino fopportare ogni fatica ageuolmeiite & fenza alcun difpiacere come auertifce Pierio Valeriane
al libro 17.
Fatica ejliua,

giouane robu{la,veftita d'habito fuccinto,e leggiero co le braccia Jiude,che con la deflca mano tenghi vna falce da mietere il granosa con la finiftra vno fcorreggiato firumento da batter il trmuento , & apprclfo vi fia vn bue . Giouane,& robufta fi dipinge, per effer in quefta et le forze del corpo pi che in altra vigorofe,& anco pi atta alle fatiche,come bene lo dimo^ ira Gnidio lib. 1 5, Metamorfofi, FitquevalensimenUy ncque emmrobuUior Ata$
Fila f nec vberiar , net qute magis ardeat
vlia.

VNa

L'habito fuccinto,& leggiero,& le braccia nude dimofirano la difpofitone,&: prontezza,che fi richiede alfoperatione, rimc-uendofi tutti l'impedimenti,comc fono i veftimenti grani quelii,chc in tempo di gran cai

^,

do deuono efcrcitarfi alla fatica. Xa falce > & il fcoirc^giato fono inflromenti di opere di molta

fatica ^

maliime

..

^(5
fliafrime,che
/

fCONOIOGI'A
jicftate laborem cxperinninr
.

fanno nella Itagione ardentifllma dell'edace, nella quale ogni minima fatica grauiifiina , & fopra di ci ne feruirem o del dtto di Virgilio nel 4. della Georgica,oue dice
bue, efleado porto da molti per fimbolo della fat ica , fard maggioi> 'mente nota la noflra figura
TI

"

Verno vcftito, con amplilfimo veftimento di panno di Iino,fl:ar rl guardando nel cielo vna ftella, che rifplenda in mezzo d molta lu* ce , la quale fia terminata da alcune nuuole da tutte le bande , dalle quali cada in giro /ino d terra vna catena d'oro, cofi defcritta neirottauo libro dell'Iliade , & fignifica , fecondo che riferifcono Macrobio , & Luciano , la cognuntion , & il legamento delle cofe fumane con le diuine, & vn vincolo dell'humana generatione col fommo fattore fuo , il quale quando li piace tira a f , & fa inalzare le noftre menti al pi alto cielo, oue mai altrimente non potremo arriuare al noftro sforzo terrenoi per
diuin Platone volfe , che quefta catena fiifle la forza dello fpirito diuifuo ardore celefte , dal quale fono bene fpeflb rapiti gl'animi gran valore a fegnalate imprefe Si vefte di lino,perche , come racconta il Pierio Valeriano nel lib. 40. gl'antichi Sacerdoti Egitti; poneuano il lino per lo fato, rendendone ragionc,che come il lino frutto,8i parto della luna, cofi anco fono li mortali foggetti alle mutationi del cielo . Et quella come anco la feguentc
il

Fato

ttOySc del

imagine , habbiamo defcritta conforme alla fuperftitione de gentili , effendo cofa illecita d noi Chriftiani credere il fato, come diffufamente in fcgna S. Tomaffo contra gentiies hb. 5. cap. p j.
Fato,

HVmo
in te
,

panno di lino , per la ragione fopradetta , hauerl capo vna ftella,nella man delira il Caduceo di Mercurio , nell*
veftito di
il

finidra vna cornacchia col fufo,ma che

filo fia

tronco nel mezzo

Le raggionijche fi affegnano
perche
il

alle dette cofejfbno quefl:e

primieramen-

lato

Ci

tiene per diuolgata opinione de fauij della gentilitd


flv;lle,&

che confifte nella difpofitio:ie delle

che tutti

li

noftri

humani

af-

fari,& imporranti negorij trapalfiaojfecondando il moto d'elfo , per fopra il capojcome dominatrice il dipinge la fiella detta
Il

moto per lo quale non folamence


te
tili,chefufl'e

Caduceo denotala potcH del fato ouero vn cerco diuino (pirito, la mente no{lra,ma tutte le cofe crea,
,

ancora diceuano efler molle, &: gaucrnate , &: credeuano di pi i genvn certo vincolo,co'l quale noi venifsimo obligati,& riftretti con riileifo DiOySc che con noi la necetsitd di quello medefimo adunaf
f tutte le

cofe

Lo dipingeuano con la cornacchia,

&

co'lfufo, perche cofi

fi

moflr*

U debolifsimo filo de nollri giorni^attaccato alle potenze del cielo

DI
gli

CESARE KTPA;
Fauors
.

[IT

antichi fingeuano vn gourr^c ignudo,anegro,con GL* occhi,&co'piedi cremanti (opra vna co vna benda X
l'ali alle

Tpallc,

f uota. lo uepingefi'ero f non diper per fine ^os qual altro , vedere , Io non Co ti: fauori.. pridcriuono i il tutti fontijonde fcaturiicono, tre i motlrare mo la virt/ignificata per l'ali da gl|'antichi^pefiyyQl^v^ per mantenere il fecondo e i Fortuna, dalla quale la metafora del volo dell' ingegno diceuano hauer le ricchezze , & per q,uelle-li nobilt , le quali due cofe principalmente daiino,& mantengono il Fauore y^^o yc^ gagliardo , ^i^ fortuna dimoftrata con la ruota,per la ragione da dirf iuo luogo. l'altra cagione del fauoreil capriccio, & inclmatind di chifauoriTce, fenza alcun fine ftabiicfenza fprone d'alcuna cofa rapioncuole, &: qu<[:fto vicn fignificato per la cecit de gli occhi corporali, daquai s'jmpiir* clTer rnrrn il /'rvnrkr-ii-np.nrr^ rlpli'inrelletto-.& Quefte fono trecagioni. Si podbno ancoracov queftc mcdefime cofe figniftcare tre efetti d'f^ fo , cio l'ali lardire , che Ci hi dal fauore per impiegarli grand'imprela fuperbia , che toglie la virt , & la conofcenza delle perfone men fe grandi , li che fi nota nella cecit , Si.il dominio della fortuna , che per lo pili Ci confeguifce per mezzo dc'fauori , & ci per la ruota Ci manifjfla per quefto fi dice fecondo il volgo, nondoucpdo noi attribuire dominio alcuno alla fortuna , dipendendo tutto .dalla, diuina pfouidenza . Et in quefto s'h da feguitare la veritd,infegnataci da S. Tomaffo contra genfaHore*. tilcsli. j.cap. i?2. giouane,armato,con vno Ccno grande pofato in tcrra,oue fard depinto il mare con vn defino,che porti fopra al dorfo vn giouincche fuoni la lira, & con la mano dritta terr vno fcettro abbaflato ver

iL-^ua

VN

fo la terra
Si dcpinge il fauore armato per T audacia di fcoprirfi vigorofo nelle- imprefe di molta diicult, alle quali ipcflfo s'arrifchifi , & ne efce fci^^ ' piente con honorc. ,,/;, ,/ Lo feudo fegnojche i fauori fono difcfa dtW^ fa'ma,& della rQbbajCo^ me eifo fatto per difefa della vita corporale Il Delfino nel modo detto , accenna la fa noia d'A rione nobile fonatore,il quale per inuidia d'alcuni marinari, eiTendo gettato dalla barca nell'acque,fii da quefto pefce amoreuolmente portato allariua , il qual'oftio Ci pu prendere in quefto propofifco, perche il fauore deue elTcr ln^a obligo , & fenza danno di chi lo fa , ma con vtile , &: honorc di chi lTiceue i le quali qualit Ci vedono efprefte nell'attioni del delfino,che fenza fuo fcomodo porta il fonatore per racque,& ^h (aiua la vita Si dice ancora efl'er portato vno,che folkuatc da fauore, bc per mez"20 d'elfi facilmente viene termine de fuoi dcfiderij In cambio del delfino fi potrebbe ancora fare vna naue in alto mare , con vn vento, chele fpiri in poppa,per dimoftrare, che il f*uore i'aiuco,chc s'h per lo con:;|r i pimento de dcfiderij
. .
.

Lo fcec-

.,

f4^

1
il

a;

fegnojche dauano i Kh di Perfa Lo per fauorire i varralli,trouandogli la tefta , perci fi legge neiriftoric Tacre,che AfTuero Artaferfe detto da gli fcrittori profani per fauorire Efter fua moglie , le tocc con lo fcettro la tefta d'antichi ancora, dipingeuono il fauore col dito pi grodb della mano piegato, di che fi pu vedere la ragione appreflb il Pierio , altri
fcettro piegato verfo la terra

&

fcrittori

DONNA
ancora
la

FECOT^DITj.

d'allegro,& giocondo vifo,con granita di matrona,coronata di fenape,tenga nel grembo vna gallina con fuoi pulcini pena nati dua per oua,in terra far vna lepre con fuoi parti mandati fuora di frefco - Per antico coftume la lepre feruita in quefto propofito,come

pecora con gl'angelli

perche fono di propria natura animali

fccondilfimi.
Si fa coronata di fenape,perche il minutiffimo feme di queft'herba fen za molta induftria, diligenza del coltiuatore , fra tutte l'herbe diuienc cale,&di tanta grndezza,che atta follenere grvcelli,chc vi fi pofano. La gallina in grembo,con l'ouajche nafcono due pulcini per oua, dimo (Ira la fecondit di quefto domeftico vcello . Tali racconta il Pierio hauerne vedute in. Padoua,& fi legge ne gli ferirti d'Alberto , che in vn certo luogo della Macedonia couando vna gallinai a.oua nel nafcere furono

ricrouati 44. pulcini

j..

i,;-)

-:i<...

Adoperauano ancora grriticki In quefto propofito la pecora con due quando haueano partorito due figliuoli ad vn parto foleuano facrificare vna pecora con due agnelli Giunone prefidencc deiropulen2a,& de regni , & aiutatrice delle donne ne' parti Della lepre Ci legge,che tanto feconda , che mentre d il latte partorifce, & pone fra l'vno l'altro parto pochiiFimo interuallo , & racconta Valerio Mafiimo d*vn'Ifola,doue furono forzati partirfi g' habirarori per la gran copia,he vi era moltiplicata di quefti animali Per non fo* no mancati alcuni,che hanno detto,che i maichi concepifcono , partoriagnelli infieme legati>perchc l'antiche Matrone,
.

rcono>& nodrifcono i parti propri; ,come fanno le femine ftefie

DOftna

Fecondit nella Medaglia di Manila . che con la finiftra tenga vn Cornocopia,;& con la deflra

me-

ni per

mano vn fanciullo

Si fa il cornucopia , peradoprarfi ancora qiiefla parola di fecondit metaforicamente nella terra, negl'arbori , ne gl'ingegni, &. in ogni altra

cofa buona

DOnna

Feccniitd nella He^agUa di Fan iiina . fopra vn letto geniale , &: intorno le fcherzino due fanciulli J^ E L L

FEDE

U
fi

MEDAGLIA

di

VlautiUa

VN

huomo con vna donna > flra mano

che

danno

la fede ftringendofi la de-

BEE

DONNAvna

e E S A R e R I P JI7 FEDE CHB^lSTl^T^j(

147

in piedi fopra vna bafe , vellita di bianco , nella finiAr2L croce , & nella dcilra vn calice. hauer ferma credenza,per l'autorit di Dio, di cofe che per arLa Fede vna apparircono,nelle quali e fondata la fperanza Chridiana. non gomento dinoflrarcche ella,comc dice S.Am vna bafe,per fopra rapprefenta Si Abr.cap.2.tom.4. I. Patri la bafe Regina di tutte l'alizrc de , lib. brogio virt , poich fenza di efla imponibile piacere Dio , come dice S. Paolo ad Hebr.cap. ri. Et fi fa in piedi , e non federe , con vn calice nella deflra , per fignif?care le operationi corrifpondenti ad eifa, cflendo che, come attcfla-* S. Agoftino lib. de fid. & oper. cap. 5 .tom.4. & S.Iacomo al cap. 2. Verji^ icmfmc operibu^ nemopoteUfaliaY nec lufiificari ^ namfides fine e perita mortu tH ,& ex opmbiM confumcitur fi che con l'opere douemofeguicarelafedt> oftra , poich quello veramente crede , il quale efercita con l'opere ci che crede dice S.Agoftino fopra S.Matteo al cap. 1 1 .J^n enimfatfji cre^ aere , fed vdmdum cf rt credatur . Et perche due principali capi d'effa Fedcjcome dice S. Paolo, fono credere in Chrifto Crocififlb , & nel Sacramento dell'Altare per fi dipinge
1 ,
-y

VNa

con la crece

& col calice.

Fee Chrifiana.

vergine con habito bianchiffimo fopra vna pietra quadrata- con la dertra terr eleuata vna Croce , & con efla vn libro aperto guardandolo iiiramente,& col dito indice della finiftra, additer toccando quafi l'orecchio fuo i lafciando da parte l'efplicatione dell'altre cofa*

gi dette di fopra
Si rapprefenta col dito all'orecchio , Se col libro aperto,percioehe due fono i mezi per apprendere la Fede fanta,vno l'vdi to,6v: quello il principakjdicendo S.Paolo ad Rom.cap. o. Fides ex auditu^mdmis autemper tferbum Chri^i l'altro il leggere i libri Canonici , & quefto e men potente : yiuM eft cmm forno Dci,^ efficaXi& pemtrabilior omr.i gladio ancipiti,peningens -pf. ijue ad dimfioninanima,aclpirirus compagum quoque , ac medH'larum,(Qr difcrctorco^ gitationuniyi^ interitionum ccrdii Dice il medefmo Apoltolo ad Ha-br.cap.^, oltre che ne fignifica,che alla Fede la pietra,come fondamento s'appog giano tutte l'altre virt, ne pu anche dimofirare, che quefra pietra fondamentale fia Chrifio Tetra autem erat Chriflm il quale doucmo credere (come veramente egli ) vero Dio,& vero huomo,R.edentore del mondo, e principio d'ogni bene nofiro f E D E veftita di biando,che fi tenga la deflra mano fopra il petto, & con la finiftra terr vn calice,&: attentamente lo guardi. Sono tre le virt infegnateci nella nona , & vltima legge data per bocca di Chrifio N. S. come tre anella collegate vn dentro all'altro ma la_* Fede prima alle altre due, non potendo alcuno hauere ne Speranza, ne Carit fenza c(fa, dalla quale qucfte dependono inquefta vita-
1

DONNA

C^TTOLIC^.

necefla-

..

T^o
neceirariamerite
.

C O

N O

O G

Quefta dunque fi fd veftita di bianco > Se bella di facil come color bianco ci moflra la fmilicudiiie della luce, quacia,perche le cofa efiftente , & perfecca di Tua natura, & il color negro ci moftra le tcucbrejche fono iblo priuatioae d'efTa cos Jobbiamo noi credere , che chi hi, fede perfetta,& formata oon la carit , habbia l'efiere , & viua, &
:

chi di quella fapriuo, s'auiiicini, (la in tutto proffimo alia priuationc, Qui cre^ fic alla morte eterna; l'vno ci dille Chrifto S. N. in quelle parole it in me etiamfi mo> tutisfucrt vun j l'altro s'h del facro Simbolo di Santo
.

Athanafio

Hxc eji

fidcs Ctttholica^
.

quam

nifi qttifqHe

fideliter,firmuerque credit

ieYtjuLits ejie nonpoterit

Mojilra ancora la bianchezza del vefl:imcnto,che quefta virt,


quifta con l'introdurre iofcienze nell'anima,

no s*ac pani

come il color bianco


il

non

fi

d con colori materiali,

ma

folo s'acquifla purificando

panno da

fede quando netta,ranima con la gratia,& charit in modo , che non penna tropp^all'inclinationi , che dando dilctto,ne alle fcienzc,che fanno fuperbo ; pi efHcacemente opera5& ha la Tua perfettione- Nota ancora quello colore , che facil cofa deuiar da quella fanta virt,come facile macchiare vn canidilTimo veftimento, per diii f l'Ariollo quello propollto
gl'altri colori,cofl la

Che dvn -pel banco.che Ucuopra tutta yion paYy che dagl'antichi fi dipingn Che vnfolputo , vn jbl nco la pu far brutta . La [anta F veitita in altro mddo E per quella cagione molti incorrendo,in vn folo errore , con pertinacia 5 fono ragione ributtati dalla S. Chriefa,fapendoll , che . Qui in i?m

omnium rette. che tiene fopra il petto,moflra,che dentro nel cuore fi ripofa la vera,& viua fede , & di quella faremo premiati,della quale dice San dabo tibi , Giouanni nell'ApocalifT al cap. 2. Effofidelis yfq. ad mortem dicit DoTn'mn4, Coronar vit , non della fnta , che molte volte 11 mollra nel->
diliquii fa fi umefl

La' mano

&

la mortificata

apparenza de'corpi
tiene
il

Nell'altra

mano

calice

llmbolo della Fede doue


,

fomentano

il fine^de'nollri dellderij , tutte le noiirefperanze , ferma credenza ,?^ori 'ogm dubbio confidata nel certo eflcre di Dio,

&

cilendo la Fede vna

&

prouidenza ,& potenza di quello


Fede Cattolica

con l'elmo in capo , nella mano delira tervn.cuore,& nella finiftra la tauola delfopra candela ^fe r vna aperto con vii libro infieme legge vecchia la La Fede come vna dellejvii-tii Teologiche tiene in capo l'elmo , per dimoflrare , che per hzu^rj^^ vera-Fede fi deue mantenere l'ingegno ficuro da'colp.i dell'armi cemJche, che fono le ragioni naturali de'Filofofi , & le fohTlkhe ragioni de gl'Heretici, &: mali Chriftiani , tenendo ferma la-# mente aila4ttCripafiitfangelica,& a'diuini comandamenti , dicendo Saa Gregorio nell'honttit 26. che : Fides non habet nicritnm,rbi bmaana ratio prsm

DOnna

veftita di biiiio

kct exp:rimntiim

-"

DI

CESARE RIPA. FEDE CjiTTOLJC^

T^f

II libro con le tauole di Moife , fono i! teftameuj^dr niioiio , de vecchio infiemc, comeprinciprdibmmadici , che fi deu*aa*^^e , che fono li commandamenti i Chrifio S.N. infieme con quoUi della vecchia legge per conformit del detto fiio , che dice Non fon j^t'enuto deflruggere. la legge ma adempirla Il cuore in mano con la candela accefa moPrra l'illuminatione c!e]Ja_j mento nata perla Fede , che diicaccia le tenebre dell'infedelt , & dell'ignoranza , dicendo S. Agoftino fopra S.Giou^^nni \l capitolo nono : Ceci' taseJinfidclitMj CrillumimtioHdeSy per per antica ceremonianelfacn'/cio della Mefia , & in altri atti Ecclefiaftici , C\ vede l'v^^ii^umi , <? di-lc torcie accefe , del che diifufamentc tratta Stefano DurantS^de ritib.
:

Sccl.lib.i.cap. IO.

%
\'

fEDi

<J

ICONOLOGIA
FEDE
I^ELL'

vccchia,& canuta ceperta di velo bianco, col braccio de- ^'t^o diI:ero,& d'vn altro velo far coperta la deftra mano, 'i iene copc rta la mano deftra , fecondo l'ordine di Numa Pompilio R de'Romani nel facri/tio da farfi alla Fede,per dare ad incendere,clie fi ha da fcruare la Fede con ogni /inceri td all'amico, poich Fides ( come dice Pitagora) cs amorti fundamentum y qua fubiata tota cmicitm lex , m, yH,a8
-,

ONNA

^MJCITI^.

ratiof.erihu

Rapprefentaf C3nuta,c vecchia,perche cos la chiam Virgilio , ilchc dichiara vn'interprete, dicendo, che fi trouapii kt ne gl'huomini , che hanno per molti anni maggiore cfperienza i & aggiunge per moftrare , -che noii baila conferuare la Fede per alcun tempo ma bifogna chefa_j perpctuo-j
:

Racconta di pi Acrone, che facriicando alla Fede il Sacerdote, fi copriua non foio la deflra mano con bianco velo,ma il capo ancora, e quaf tutto il corpo , per dimoftrare la candidezza dell'animo, che deue eliere-

compagna della Fede neii'amicitia.

D
11

ONNA

FEDE

MjlB^lTjiLE,

, con le prime due dita della deflra ma< no tiene vn'anello,cioc vna fede d'oro.

veftita di bianco

DONNA manojtenga
Si fa
il

FEDELT.
.

bianco , come la Fede, con due dita delia deftra vn'anello,ouer fgillo,& canto vi fia vn cane bianco. lgillo in manojper fegno di Fedeltd,perche con elfo fi fcrrano,e
veflita di
li

nafcondano

fecreti

cane perche

idelifsimo

haueri luogo appreflb quefla imagine per

l'autorit di Plinio nel lib.S.dell'hifloria naturale, doue racconta in par^ ticolare del cane di Tito Labieno veduto in Roma nel confolato d'Appio

Iunio,& Publio Silio,il quale,eirendo il fopradetto Tito in prigione non 11 mai da giacere per quanto poteua vicino lui , &: effendo egli finalmente come reo gettato dalle fcale gemonie fupplicio che fi vfaua inlloma quelli, che erano condannati dalla giuflitia, flaua il cane intorno al corpo del gi morto padrone , moflrandomoltifsimi effetti di dolore , & portando tutto il cibo,che gli fi daua,alla bocca d'elfo, effendo alla fine il cadaucro gettato nel Tenere , il cane ancora di propria voglia vi fi gett reggendo lopra l'acque per buonofpatio quel corpo con infinita merauipart
glia dc'riguardanti.
Si legge

anco in Eraflo d'vn Caualier Romano ,'che haueua vn figliuo-

lo vnico nelle falce, appreflb al quale di continuo flaua vncanc domellic o di cafa , auennc , che facendof vn giorno nella Citt alcuni gio-

&

chi militari, oue

il

CaualUere

iomua

interuen ire

volle la curiofa-

fua

mo-

D!

CESARE RIPA;
'H E L L'

cji

FEDE

^ M

'

'^

t-ii

aj
Illa

moglie interuenire alia fella , & hauendo ftrraro il fanciullo col cane in vna mecleia ftanza, conducendo feco tutte le Tue ferue , f ne and fopra vn palco della cafa , donde fi poteua hauer della feda trattenimentoi rfc in quel tempo per vna ffTura della muraglia vn'horribii ferpente , andatofenc alla culla per vccider il bambino,fii dal cane aflalito,e vccifo, reftando cflb folo infanguinato per alcuni morii del ferpc , cafo in quel combattimento del canc,& del ferpe la culla fi volt fottofopra i la Balia allo fpettacolo del fanguc , & della culla riuerfata , riaornata che fa

&

conietturando

noua:egli infuriato per tali parole corfc alla {laza,&'c

padre la falfa colpo della fpa poi pianila l'innocentilT. cane per merito di fdeltd diuife in due parti sbramembra tenre vedere le le clredendo gendo aud verfo la culla , nat K 3
la

motte del

fanciullo, port

con lagrime

al

y,n,

il Fanciullo viuoj&fano con Tua grandilTima allegre22a,&: mapoi accorgciidof del ierpe morto , venne in cognitione della veri:, dolcndod inHnicamcnte d'hauer dato all' innocente animale Ia_> mor:e , in rccompenf:! della rariilma fedelt Moit'iiltri elTempij , raccontano diuerfi altri auctori in quello prcpofto, noi badano quelli

4 nace trou
,

15

1 tj

Q N O

O U

rauiglia

Fedelt

On

i3,vefl;ita di

bianco, con la delira

mano tiene vna chiaue & alli


,

piedi

vncane.

La chiaue indido di fecrctezza , che fi deue tenere delle cofe appartenenti alla Fedelt dell' amicicia , il che ancora per fingulare inflinto di naturi la fedelt fi fignifica per il cane, come fi detto in altre occafioni.

FELICI!'^
F E L
1
il

TSl

E L L

MEDAGLIA
.

DI

Giulia Mrrnrftea con quefie lettere

C
6c

che DONNA, ne Caduceo


ghirlandata di
fiori

fiede in
,

S V F B L 1 C jl, .yi vn bel feggio regale , nella delira mano tienella finiilra il Cornucopia pieno di frutti , & inI

La

felicit

& defiderato,& defiderabile gno di pace & di fapienza


,
.

vn ripofo dell'animo in vn bene fommamente conofciuto , per fi dipinge federe , col caduceo in feil

li

frutto confeguito delle fatichcfenza le qua impolTibile arriuare alla felicit , che per mezzo d'elle fi conofce , de fider
Il

cornucopia accenna

&

I fiori fono inditio d'allegrezza,dalla quale il felice ftato non fi diuide giamai fignifica ancora il caduceo la virt & il cornucopia la ricchezza , per felici fono tra di noi coloro , che hanno tanti beni temporali i chepollbno prouedere alle necefsitdel corpo,& tanto virtuofi, che pofi
,

fono alleggerir quelle dell'anima

FELICITA GIOVANE ignuda,con


la, Sv
fiiiifra
,
.

E T E R 7^
il

^,
fia

le treccie

d*oro,coponata di lauro

bel-

rifplendente,feder fopra

nella

tenendo vna palma man0,& nella deflra vna fiamma di fuoco, alzando gl'occhi
cielo flellato,

con legni d'allegrezza fi depinge, percioche la felicit eterna non ha feco,re non allegrezza perpetua , fanit vera,bene incorrotto , & tutte le gratie particolari , che feguono la giouent , & delle quali l'altre et fono molte diin alto

Giouimc

fettofe
S fa ignuda , perche non ha bifogno di velarfi delle cofe caduche della tcrra, per fouuenire alla vita, per oriiarfi , ma tutto il ben fuo , 8c l'altrui nafce immediatamente da lei m.edefima .
1 capelli d'oro fono i pfieri foaui di spiterna pace, &: ficura cocordia. In quello fignihcato pigliato l'oro acora da Poeti,che la prima et in-

corrotta da gl'huomini , quando fi viueua fenza contaminare le leggi . _Ponfi federe fopra il cielo ftellato , per dimoilrarc, che laver feiiciU

e E

ARE
1

RIPA.
1

155

F E L

j(.

& la compita felicit

felicit , che folo in cielo fi godcnon foggetta al rapido corfo delle flclIc,&allo fcambieiiole moiiimento de tempi la corona del lauro con la palma moflra , che non fi pu andare alla felicit del cielo/e non per molte thbulationi , cHcndo vero il detto di S. Paolo , che dice . 1{pn coronhitnr nij^qu lc?nmh certnurt . La fiamma ardente dimoftra l'amor i Dio^v il mirar ?lto la contem^platione di lui , perche in ambe due quefle parti confi/le la beatitudine
.

DONNA
tenendo
-

FELICITA

n ^ E

F.

veftita di bianco,&' giallo, che tenga in capo vna corona d'orO;fia cinta di varie gme,r.e;la m;no de/Ira hauer vn fcettro
il
-.

braccio altOjal quale s'auuintichi con. le Tue frondi vna zuccha' K 4 che for-

15^
chci

ICONOLOGIA
4

ibrga dal tcrrciio vicino piedi d efiajcon la fniftra ccnga vn baccilc*

pieno di monete,6c di gemme 11 veflimento bianco, ?c giallo inditio di contente zza,Ia corona,& lo fcettro di fgnoria, & il baccile di gran ricchezze , nelle quali cofe la brci\^,!Sc vana felicit confidcaflimigliandofi alla zucca , la quale in brcuif^ limo rpatio di tempo altiiTima diuentata , in pochifumo tempo poi perde ogni iuo vigore,& cade terrajil che conforme d quel,che ne didc i'Al^ ciato tradotto in no/Ira lingua 11 V'inftn rifece a lei coslfauelti Cnbbs la 'xucca tanta altc-x;^^^c'ocux

^ vnaltfjimo Tin pafi U

cim.t

mentre abbraccia in qlU panche in qlla


I ramjuoifuperba dtre ogni Hima

Brcuc Uglcria tua ; perche nonprm Ferri il verno di ncue^' giaccio cinto Che fi ogni tuo vig&rs del tutto evinto .

DONNA roA
vna torre
ratione
5

con le membra groilejd'afpettorobufto, vefcita d'azzurricamato d'argentOjCome di frclie, &: con ambe le mani terr

Qu^efra figura formata in maniera,che facilmente fenza molta dichia fi pu intendere,per per non ci trattcnerc,oue non bifogna , di,

co folo, che il color della vefte con le flelle fiTe fcolpiteui fopra mofirano fermezza per fimiiitudine della fermezza del cielo,il quale per la fua perRttione , feeondo il tutto, non foggetto 4 mutatione locale , ne corrottiua,& non pu in modo alcuno vacillare in alcuna parte G B^ y l T

FRMEZZ^
deli
il

ET

Oratione

SCRIVE

Pierio nel

primo

libro de fuoi Hieroglifci, che

quando i

Sacerdoti Egitti; vcleuano dimoflrare in pittura la fermezza , 6c la granita dell'orationcfaceuano Mercurio fopra vna bafe quadrata fcnza piedi , il che dimoftraua la fermezza , &; forza delle parole efieguite , le quali fenza l'aiuto ddt mani , piedi pollbno per f f:effe farcroflitio che da loro s'afpetta B^E. D' jt d'ornatiifim. habito veftita , per acconciatura del cap due ancore , che in mezzo con bella ligatura tengono vn cuore hu-mano , con vn motto che lo circondi , & dica . Mense^ifirmijfit/a .

DONNA,
il

FE?^MEZZjl
F
I

Ai

1.

T E y

B^ E.
,

vede Teucre rapprcfentato in molti luoghi in Roma & partlco^ SIlarmcntc nei Vaticano in vna bellilfima ftatua di marmo,che giafta

cendo 5 & fotto il braccio deliro tiene vna lupa , fotto la quale Ci veggioco due piccioli fanciu'lini , cht con la bocca prendono il latte da eifa_j Sotto il mcdcfirno braccio tiene vn vrna , dalla quale efce acqua in grandilima copia
ti
j
,

ha nella finidra

mano vn cornucopia pieno


remo ha la barba
, ,

di varij frut*
,

e con la d'jfb'a
:i

mano

tien'vn

&

capelli longhi

&

l coronato

vna bella ghirlanda di

varij iucti

e fiori.

n T-

Pi

CESARE

RIPA.

H7

IM?

Il Tenere fiume d'Italia,il quale efc^ dal deftro lato deirApcnnino,& iiuidc laTofcana dall' Vmbna,e Campagna, come anco la citt di Roma. Si dipingono i fiumi giacendo , per dimoftrare, che la loro propriet l'andare per terra_.

I due piccioli fanciulli,chc prendono il latte dalla lapa,fl fanno per me moria di Romolo^e Remo fratelli, fondatori di Roma, i quali furono trouati alla riua del Teuere efpofti,che pigliauano il latte da vna lupa. Si corona detta figura in memoria delle vittorie de'Romanijchcpcr

ci

fi

vede

il

ritratto in alcuni luoghi, che detta figura fia coronata noo-.

folo de'fiori, e frutti,


II

ma di lauro
la diuerfitd

cornucopia con

deTr utci

fgniijca la fertilit del

pacfe
re-

II

.i^S

r
eflcr

G O N O
il

LOGIA
.

Ilrcmodimoflra

fiume nauigabile,&
padre Enea

Q
Il

TaterCi come dipinto da l^irgdio

Vaio in

ripa del fiume

ccmmodo alle mercantlc mi f. turno dell Eneide Da gC oppi fvlti tv ale fp effe fronde
tranquillo fiume

Sotto l'aperto

del pof' giacere

Tarue ch'vfcijje dal

Biecte alle

Et ceco

il

membra al fin hreue ripofo^ Dio dd luogo^ il Tebrofiefio

Fedito d'rn fotti ceruleo velo


Et i frcnde/a canna cinto
il

crine

veftimento del colore ceruleo fi fa per dimoflrare la chiarezza dell'acque , eflendo all'hora pi chiara , quando meglio riceue il colore del cielo,.& per fu dimandato il Teucre Albuia da principio, che poi da Tiberino R de gl'Albani nel Teuere fommerlb fu chiamato Tiberi , ^c hog^ Teuert- PotrafT anco far il velo di color flauo , perche cos lo dipinge Virgiiia
nel 7. dell'Eneide. Et multa flaum arena Tybem . Et Horatio P'mus faiium Tyber'm. La ghirlanda di canna che gli da Virgilio conuiene d tutti i fiumi, [per:

che facilmente nafcono.in luoghi acquofi


vecchio con barba,e con capelli longhi , che giacendo fia pofatocon vngomitofopra vn vrna, dalla quale efca acqua, hauerd quefla figura cinto il capo da vna ghirlanda di faggio , & canto vi fard giacere vn leone, il quale tenghi con le zampe vn giglio rolfo, che l'vno, e l'altro dinotano l'antica arme di Fiorenza principal Cittd della Tofcana, per mezo della quale pafla l'Arno Dicefi che altre volte i Fiorentini Ci eleffero per loro infegna fra tutti i fiori i\ giglio biancho in campo rofib ma poi per alcune dilbordie nate- tra di loro, come racconta Criftoforo Landini , eleffero il giglio roffo in- campo biancho Eleflero parimente fra gl'animali il leone, C\ come R di tutti l'anima^ li 5 e fra gl'huomini eccellenti per il lor maggior figillo Hercole. Gli Ci da la ghirlanda del faggio per dinotare,chc l'Arno, fecond chc/ racconta Stratone , efce dal lato deftro del monte Apennino da vn luogo chiamato Falterona,oue gran copia Ai faggi. Scende quefto fiume dal fopradetto luogo , da principio come vnrufcello d'acqua fra firani balzi,&: ftraboccheuoli luoghi,&: valli verfo l'Occidente , & poi entrandoui molte forgiue d'acqua, torrenti, & fiumi fi ingroffa,&: lallando alla finiflra Arezzo, entra nel Fiorentino , & paffa d Firenze , & la partifce in due parti , &: quindi fcendendo d Fifa parimente^ quella diuide,& poi corre alla marr^na,oue fnifce il fuo corfo. Si pu anco dipingere detta figura con il cornucopia , attefo, che doue cpI palla fono luoghi fertili di Tofcana T 0. diuerfi , & in particolare da Probo fiato dipinto il P , non foleche fi appoggi, come gl'altri fiumi airvrna,e clie habbia cinto il capo di ghirlanda di canne,ma c'habbia la faccia di toro con le corna DipinV
:

VN

DA

DI

CESARE

P A.

i^f

Dpingcfi in qucfta guifa,percichc(comc racconta Seruio , & Probo ) il fuonOjche fa il corio di quello fiume, limile alrugitodcl bue, come aaco le lue ripe fono iacuriiace gai fi di corna . Perla dichiaratione della ghirlanda di canna, ci feruiremo dell'auttorit de gl'antichi , percioche loro coronauono li fiumi di canne pcrche_> 'come habbiamo detto nella pittura del Teucre, la canna naIcc,S<: crcfj^ meglio ne i luoghi acquofi, che ne gl'aridi Si potr anco dipingere quefto fiume veccliio con capelli,e barba longa canuta , & come habbiamo detto , che s'appoggi all'vrna , dalla q uale efchi copia d'acqua, e faccia fette rami, Se in ella (a vn cigno, terr cotl^ vna delle mani il corno di douitia,e con l'altra vn ramo d'arbore,dal qual fi veda lagrimare humor giallo Hauer in capo vna ghirlanda di pioppa , per moftrare non folo , che^ rfuefto fiume circondato da quefti arbori , ma per memoria di quello che fi racconta fauolofamente delle forelle di Fetonte , il quale fu fulminato da Gioue,& fommerfo nel P,& effe trasformate in pioppe alla riua di quefto fiume, come anco Cigno Re diLiguria in Cigno,che per ci vi fi dipinge, anco il detto vcello vedendofene di effi in detto fiume gran quantit E quefto fiume notilTimo in Lombardia, il quale nafce nel grembo dell'altilfimo mte Vefalo dalli confini di Liguri Gabieni co chiariffimo , Se breuilTimo principio per l'alpi fcende, & poi calando fotto terra riforge. Se entra con fette bocche nel Hadriatico mare,onde fi dice far fette mari. Per il cornucopia racconta Plinio nel 3. lib. che il PingrolTa nei' nafcimento della canicula,quando fi ftrugono le neui,& pi rapido per li campi , che per li nauilij, ma non per fi appropria nulla di quello chc: toglie, & doue pafla,quiui rimane pi graflro,&: diuitiofo Per dichiaratione del ramo,che ftilla l'humor fopradetto,il Boccaccio nel 7. lib. della Genealogia delli Dei , dice che d' intorno al P nafcono diuerfe fpetie di arbori per la forza del fole fenza efler piantati,cnde circa il fine dell'eftate, mentre che il fole comincia declinare, fudano vn certo humore giallo in modo di lagrime , il quale fi raccoglie con artifi,

cio,&

fi

compone

in

ambra

VN

D I G E. vecchio , come gli altri, giacere appoggiato ad vn'vrna,dalla quale efchi copia d'acqua , far coronato di vna ghirlanda di di-

uerfi fiori,& frutti,&:

con la deftra manotenghi vn remo.. L'Adige ha la fua fontana,dalla quale efce nell'Alpi di Trento ( fecondo Plinio) & mette il capo nel mare Adriatico alle foiIbni,oue all'ai bel porto. Gli fi d la bella ghirlanda de vari; fiori,& frutti , per dimoftrare che per doue egli paffaj ameno , & fruttifero , come bene dimoflra Virgilio
nella Buccolica,&: nel nono lib. dell'Eneide quando dice Siue Tadi ri^t^f^thcfimfch pro^er ammurn .
,

11

remo

/; ,(5o Il

C O

N O

O G

remOjchc tiene con la deftra mano , dinota eflcr qucfto nobil fium^ auigabile , percioche per efTo fi conducono varie cofe per T yCq de gli

huomini
Ti
ryapprefenUto in vnafiatua
di
t

L 0.
nel faticano di I{oma,

marmopofla

A giacere con chiome,e barba lunga , ha il capo inghirlandato di fiori, frondi, e frutti, giace con il braccio finiftro appoggiato fopra-* vna sfinge, quale ha la faccia fin alle mammelle di giouanctta , & il refta vfcire gran_* del corpo di leone , fra la sfinge , & il corpo del Nilo fi vede pieno di douitia corno di vn mano finiftra la con tiene quantit d'acqua, fofiume, com anco detto di perfona la fopra ftanno frondi,fiori,e frutti, fanciullini,i quapiccioli fcdici efib ad canto pofto d pra d vn cocodrillo di notare li con allegrezza moftrano nel fettimo libro della gcneologia de!Boccaccio il dice Il Nilo, come Thgitto dairEthiopia,e fecondo diuide meridionale,che liDei fiume Mauritania preflfo all'Oceano di monti i ne nafce opinione commune sfinge alla , come moftro famofo dcirEgic fopra pofa fi fiume Quefto fiume quefto pafla to ouc Metteuifi anco il cocodrillo, per effer'ancor'elTo animale dell'Egitto, e per il pi folito ftare alla riua del Nilo La gran quantit d'acqua jch'efce nel detto modo, moflra rinondatiott

ST

del Nilo nella regione d'Egitto,e ne gl'altri paefi,oue egli paffa. Li fedici fanciulli fignificano fedici cubiti di altezza dell'inondationc
del Nilo,che fiata la maggiore,che habbia fatto , e l'allegrezza de i putmoftra rvtile,che di tale inondatione cauano le perfone di quei luoghi, che fono aridi , e fecchi , per efier fottopofti alla gran forza del Sole i paefi abondanti onde per tale inondatione fi fanno li terreni fertili ,
tini

&

che ei fignifica il cornucopia , &

la ghirlanda.

i^

Tiela medaglia di

H
'

VOMO
&

rccchiojche

come

Traiam gl'altri Ila giacendo con iVrna da vfl

dall'altro vna Tigre. lato, . j. Nafce quefto fiume nella maggiore ArmeHa nel piano di rn loco detto Elongofine , &: girando in diuerfi luoghi con dicci bocche, entra nel

marePerfico.
Dicefi,c'hebbc quefto

nome di Tigre per la velocita come anco pci>


, ,

che nel luogo,oue pafla,fi dice eflerui quantit di quefte fiere D Ti r B I 0,

VN
filo

Isella medaglia di

Trakm

vecchio,che fi appoggi come gl'altri all'vrna , la quale vcril ao qua , & che tenghi cop erta la tefa con velo Coprefi il capo con velo, percioche non fi fapcua di certo loriginc del

nafcimento , onde Aufonio

cos dice

DA
''

DI CE S AR E RIP U C H E L 0,

A.

i6i

Ouidio nel lib. 9. delle Metamorfofi vicn defcricto con barba , e capegli longhi , ii da vna banda della fronte vn corno , dalfaltra banda non vi eflendo l'altro , fi veda la rottura di efib , ghirlandato di l'alce , & di canne ; Et Gnidio nel luogo detto i fopra cos fa men

&

tio ne , quando ^Hercolc/.

elio

fiume di f fteflb dice dopp

l'effer ftato

abbattuto da

Io mi tfOHaifcornatOyeftnxa moglie

Con

doppio dishonor.con doppio affanno

Ben cbaggi con corone, e cannCy e foglie Difalce afcondo la mia fronte il dannt.

Tiene fotto all'vn de bracci doi vrne , da vna delle quali efce acqua,
dall'altra no.

&

Acheolo fiume famofifllmo della Grecia , & nafce nel monte Pindo,& diuidendo la Etolia dall'Arcadia , finalmente dcfcendc con il mare in- Malia.^ Secondo che fauolofamente dicono i Poeti Oneo promife Deianira Tua figliuola , belliffima giouane , per moglie ad Hercole con quefta con* ditione , che riduceffe le acque del fiume Acheolo in vnfol letto , perche fcorrendo con due allagaua tutti li frutti , & le biade di quei paefi , & fa* ceua grandifsimi danni , per dicefi , che Hercole dopo molte fatiche- combattendo con Acheolo cangiato in toro , lo vinfe con rompergli , de torgli vn corno dal capo , che fu quando raccolfe l'acque in vn fbl luogo > & lo refe frtile, & abondantc,'& perci fi rapprefenta con vn vrna , cho getti acqua , e l'altra n.
:

^
Fn btlgiouane in tanto in mexo al fonte
Jo veggio infino al petto apparir fuore

EDefcritto da Ouidio nel trigefimo libro


latea di lui innamorata cosi dice
:

delle

Mctarmorfof

& Ga-

lo riconobbi allefhtexT^ conte


jlciy f non che molto era

maggiore

Che ornata
Pi maei

di doi

corna hinea la fronte


,

Lucide hauea le carni,e criUailine^

ripiena

e di (plendore

Aci fiume

delia Sicilia procedente dal

E di coronale canne ornato U crine, monte Etna. E R ^ T E.

Fiume infernale, fiume far di color tan flinto , che getta per T vrna [a* qua,e rena percioche Virgilio nel lib. i .dell'Eneide cos dice :* Kic via Ta rtare^tiu^ftrt cherontis ad vndas U^fiuat^atque omne Cocyti eru^lat * ZutbtJit4 hic aeno , rajiaque yoragine gurgeu {rena,

QV E

TO

T 0,

SARA

Fiume infernale, quello fiume di color tutto nero , & che per iVrna getti acqua del mcdemo colorcjperchc Virgilio nel fcfto libro dell'Eneide , cos
Cocytufqiic fam

Ubens

circumfkUt atro

STU

i#2

.ICONOLOGIA
S T
I

. .

E.
.

VN
DI

Talufle Infernale

Ninfa di color tan ofcuro.,

& che Tcrfi con l'vrna

acqua del

medefimo colore

Fiume Infernale. color tutto roflb , con IVrna in. fpalla del mcdefmo colore , dalli quale vcrf acqua , & rofla , & bollente , per feguitare la fentcnza di Dante al i4.canto dell'Inferno quando dice: I tutte le tue qeufim ceno mpmi B^if^ofe^nta il boUor de l'acqua refin
Mouea kcnfoluer l'yna che tu tacU
1

DI
Si
,

afpetto grauc , Se giornale , con vna corona di fiori , & frutti in-* capo , appoggiato da vna parte all'vrna , 6c dall'altra vi far va-,
.

Oi

camelo. Indo fiume grandifTimo


to torrenti

,.:'u -..io:.^if\^

;-

>-^-v.^-

'

'?i-^o, 'Se

, il

quale riccuefcflanta filimi


,

pi di cenlui fer^

corona di
fi

fiori

& di frutti

in fegno, che

il

paefc rigato da
.

tile oltre

modOj& i fuoi habitanti viuono politicamente.

DI

mette canto il camelojcome animale molto proprio del pacfe, #ue e quello fiume 7^ G E, in palma tefta-, ajpetto rigido , con corona di Vappggia d vna
Gli

parte,

come gl'altri fiuHii ,

all'vrna , ficdall'altraparte vifar vii

wnoccronte

Gange gran fiume de gllnd hafcc dal fonte del Paradifo.


Si rapprefenta d'afpefito rigido
,

elfendo

li

fuoi habitanti

poco dediQ

confequenza poco ciuiii. Oli fi pone canto ranimaie fopradctto, come animale del paeie, oac l^ffa quello fiume *
alla cultura, e per

airvrna,& da vna parte vi vn leone A quefto fiume per eflee fotto la zona torrida "gli fi fanno i raggi in capojdi carnagione mora,come fi vede Thabitanti doue egli paiTa, che fona mori,e quafi brugiati dal Sole Gli fi mette canto il leone , come animale principaliffuno del paefe^ u riga quefto fiume
.

VN HV O M O

e ri G s. Fiume cerne dipinto neWefequiedi Michel' ungilo Bumirot in Firenze vecchio inghirlandato di gemme,come l'altri fiumi , con iVrna 9 &; canto i'vcel grifone
7{^1 G 1 {^ moro con corona di raggi intorno alla tefla
, ,

s'appoggi

DONNA

FILOSOFI^,

gouane , e bella in atto d'hauer gran penfieri , ricopertji eoa va veftiJento ftracciato in diusrfc parti, talch n apparifca \x farne

, ,

DICESARERIPA.
^arncignudain molti luoghi, conforme
dalla plebe
,

t^
Petrarca vfurpat*

al verfodcl

ohe dice

Vouerat e nuda vai

Filofofia,

Moftri

falire

vna montagna molto maIagcuolc,c fa(rofa,tcncndo vn Ip.

bro ferrato fotto il braccio Filofofia, fecondo Platone , vna notitia di tutte le cofe diuine , naturali , & humane_* E la Filofofia detta madre, & figliuola della virt , madre perche dalli cognitione dei bene nafce l'amore d efTo, & il defiderio d'operare in fomma perfcttionc cofe lodcuoli,& virtuofe i figlia,perche fc non vn'animo ben compoflo con molte attioni lodeuoli, fondato nella virt,non fuole- (limare la Filofofia , ne tenere in conto alcuno i fuoi feguaci ma perche pare molto ordinario,e naturale, che la virt, habito della volont generi la fcieii2a,che habito dell'intelletto, per ( eflendo mafsimc da Cicerone, &d' Macrpbio dipinta h virt d'et fenile,, che caminando per viafaifofa fpcra alla fine ritrouarfi in luogo di ripofo )'fi dour fare la Filofo* fia giouane, come figlia, fuor di flrada,& per luogo dishabitato , per mo
:

frare participatiohe del genio,&: deirinclinatione materna,.


Si

da poi ad intendere per la giouent,la cUriofip deTuoi

quefiti,e

che

gl'intelletti de'virtupfi , che fia gl'occhi de gl'effeminati vna faccia molle,&: lafciua, moflra ancra ,che f bene alletta molti l'et bella, e frefca fi fa nondimeno tirare indietro la diffcult della via

e non

mcn grata

& la pouert mendica de'veftimenti.


Sta penfofa perche folitaria,folitaria per cercare
felfleffa

nella quiete

fuggendo li trauagli che trouaua nette tonuerfationi mondane


f fteflb'poca
, che fuor de'luoghi habitati attende a cura tiene de gl'adornamenti del corpo. E anche mal veftita forf perche non auanza tanto buffoni nelle corti de'Prencipi , che f ne pofl'ano veftire i Filofofi,& virtuofi, talch fi pu credere,che da quel tempo in qua,che il PetrarchalVd chiamare pouera e nuda,ancora non habbia cangiato cognitione, rifarcite le veftimenta. Il libro ferrato,che tiene fotto il braccio ci moftra i fecreti della natura,che difficilmente fi fanno , & le loro cagioni , che difficilmente fi poffano capire,fe col penfiero non fi fta confiderando , & contemplando minutamente la natura de'corpi fodi,& liquidi,femplici,& comporti, ofcuri, & opachi,rari>& fpefl,le qualit eflentiali, & accidentali di tutte le cofe delle piante,delie pietre, deli'herbe,de'fiumi,delle mincre,de gl'effetti me

E mal veflita perche vn'huomo

teorologici

della difpofitione de'Cieli, della

fitioni,& influenze,deiranima

forma del moto, dell'oppohumana,e fuo principio, della fua effenza,

& delle fue parti, della fua nobilt, & felicit delle fue operationi, &: fcatimentijcon altre moltiffime cofe non difilmili da quefte medefimc. In diuerfe altre maniere fi potrebbe rapprefentare la Filofofia , a noi bafti hauerla fatta cos perla facilit di chi legge , & per non hauere onfonderci con gli enigmi fuori della chiarezja di quelle cofe , le quali
\

portane

i<J4

tCT<lOlA

portano conflifione ancora gli ferirti de migliori Auttori , & pero mo^ te con facilit fc ne poffano, & fabricare , & dichiarare, comprendendoli da quefta fola , che la filofofia fcicnza nobiliffima , che con l'intelletto tuttauia fi perfettiona nell'huomojche e poco /limata dal volgo,& {prezzata da fignori ignoranti , s'cfercita in cofe difficili godendo al fine tranquillit di mente, & quiete dell'intelletto.

F 1 L S r 1 ji. Come depinta da Boetio in confoUtione philofophca


iiMMRlMPNiiMliHiil

DONNA

che moftra nel fembiante d'efler degna di grand'honore , & riucrenza Con gli occhi riuolti al Cielo con pi nobile , & pi acuta potenza vifiua , che non ha il comun corfo de gli huomini Ileoin piedi
,

C E A TI E R P A. i6s color iclli C-irnagionc di vago & ibpriinaturalc colore Le Tue vcfle fono di fottiliiTimo Elo , coaipofie con niiriibile ra'tifitio , &: di color luflro , no.iduiicno aL]ui!ito caliginuib, e roico, ik iquir;

DI

II

ciate in alcuni luochi

afcendc alla r3pr.:na_

Con
Scettro

la delira

mano

tiens alcuni libri, 8c nella faircra hauci\lyii^

Regaio

FLAGELLO

DI

10.

^c

^^^
--^-^^^^

^^^i^ia^^^mi -^i^
:

VOMO

za, 6i nella liniftra

velato di color rOiU , nella r.iunv) dt!}n< tcr.g vnn ri' rvn fulmine , efiendo l'aria torbida , oc il terreno
Lt

CO l C

. .

t^5

ICONOLOGIA
eli

doue Cd pieno
i

l^cufte,!!

prende

il

fello

per io vigore,^' per la pofl'anza

lopra colpcuoli,& federaci 11 color ro(fD,ngniicaira,& vendettajlasferzala pena ^ gli huomini pi degii di perdono , per corregerli, & rimenarli nella bona via, fecon* Quns amo arguo , ci? cafigc . do il detto il fuimin:^ fogno del caftigo di coloro,che oflinatamente perfeucrano
. ,

nel peccato, credcndofi alla fin^ della vita ageuolmente impetrare

da

Dio perdono
il fulmine la caduta d'alcimi,che per vie torte in in* fono ad altilTimi gradi della gloria periienuti , oue quando pi fuperbamente fedono non altrimente,che folgore precipitoi,cafcano nelle mifcrie , & calamit Per le locuftcjC he riempono l'acre , & la terra s'intende l'vniucrfal cafligo , che Iddio manda alle volte fopra i popoli , accendandofi l'hiftoria de flagelli d'Eitto , mandati per cagione delia pertinacia , & oftmata vo-

SiPiuca etiandio

giuf'te

&ve{:ita di color lionato, il qual color (gnifica fortezza,per effer fomigliantc quello del Ieone,s'appoggia quefla donna,ad vna colonna,perche delle parti delfcdiftiojquefta la pi forte,che l'altre foftiene; a i piedi di elTa figura,vi giacer vn leone,animaIc da giiEgittij adoperato in quello propofito,come fi legge in molti fcritti.

DONNA armata,
DONNA
carnofo,
il

glia di

Faraone

FOKTEZZ^,

FO[{TEZZ^yi,
i

armata,^ veftita di iionato,& f fi deue offeruare, la fino fomia,hauer il corpo largOjla ftatura drittajl'olfa grandi, il petto
color della faccia fofco,
capelli ricci,

& duri, l'occhio lucido,

non molto aperto;nella deliro mano terr vn'afl:a,con vn ramo di roucre & nel braccio lniilro vno fcado,in mezo del quale vi fia dipinto vn leone
che s'azzurri con va cignale L'clfercitari intorno alle cofe difficili, conuiene tutte le virt particolliri, nondii-neno la Fortezza principalmente ha quefto riguardo, e tutto il fuo intento di fopportar ogni auuenimento con animo inuitto, per amor delia virt Si fa donna,non per dichiarare , che coftumi feminili debba auuicip.arf l'huomo fortc:ma per accommodarc la figura al modo di parlare,ouero perche elfendo ogni virt Ipecie del vcrOjbello,& appctibile^il quale fi gode con rintelletto,^: attribuendofi volgarmente il bello alle donne,fi potr quello con quelle conucnicntemente rapprefentarc pi tofcOjperchc come le donne,priuandofi di quei piacen, quali le hi fatte piegheuoli la natura,s'acquiilano,e conferuano la fama di vn'honor fingolarCjCGS l'huomo fortc,co'n(chi del proprio corpo, in pericoli della
.

illelfa

virajcon

animo accefo di

virt, fa di f nafcere opinione, e

fama di

grande filma, non deue per ad ogni pericolo della vita efporfi,perche co intentione di fortezza, fi pu facilmente incorrere nel vino di temerario, d'arrogantCsdi mente catto,;?, d'inimico di n jtura,andando pericolo di ilrugger f ilcflbjnobil fattura della mano diDio,per cofa non equiualtc
alla

DI

CESARE ripa;
V

167

E Z Z jl.

da lui. Pero i dice chz Ja tortczza,e mediocrit deteri"ninara,con vera raggonc Circa la temenza,^: confidenza de coie grafare , &: terribili m rortenerle,coine , & quando conuiene , fine di non eC fuoi cofa brutta,S<: per far cofabelIiiTimaiper amor dell'honcilo, fono ceni quelli che la fd troppo audace, come la diceuamo pur hora , & la temidit la qualcpei mancamento di vere ragioni, non fi cura del male im mineate,per sfuggire quello, che falfamente crede che le ftia fGpra;& come non Ci pu dir forte^chi ados^ni pericolo indefferentemcntc ha defiderio,& volt d'applicarfi,c6 pericolo cofi ne anco quef:o,che tutti li t^ugg per timore della vira corporale,per moirare che l'huomo forrc,s dominarealle palTioui deiranimo,come anco vincere,& fuperare gli oppreffori dei corpo j quando n'habbiagiufta cagione, & eflndo ambi fpetalla vita donatagli
.

tanti

?>)S

rCONOLOClA
felici':!

ti^:i lli

della vita poltici. Si fd

>;i;ia

armata coi ramo

di

roue

fbrcczza del corpo. Se la roueri^ quei! a ddl'aiuinojpsr rcfiT:er quella alle fpade, & altre armi inateriali. Se fodeiquella al foifiar deVenti aerei,&; -rpiritiialijche fono i viti], & diKectf, che ci (liimolano declinar dalla virc, e f^ ben molti altri alberi potrebbo:io l ijoiHcare quello meie(imo,faceiido ancor'eirirefftcnza gr-.indiTima alla Forza de'temporali , nondimeno fi pone quefto come pi noto , He adoprato da Poeti in tal propofitOjForfc anche per efler legno, che reG;a_j grande'iiente alla forza deiracqu.ijferue per ediftijjS.: reifte pefi grani ig;jiorm:nt,e perche da quefto alberOjda'Latini dee per lungo tempo,& to robur,chiamanlo gl'hu^mini forcine robu'H. Il color iella vefe fimile alla pelle del leone, mofl:ra,che deue portarci nell'imprefe rhoma,che da qiiefta virt vuol che l'honor Tuo dcriui,come il leone, il qu.ile fi maiiferlia nell'apparenza di color lionato, & animale che da Te (leilo d cofe gradi s'efpone, e le vili con animo fdegnoP^ aborrifce, anzi ii fdegnaria porfi a l efercitar le flie forze con chi fa apparcntenente inferiore , e cos pu andare pericolo di perder il nome di forte T huomo che con ftratij di donne, di fanciulli, d'homini infermi, effemina ti vuol moftrarn poderofo del corpo,n l'animo lodeuole, i [quale cos vili pcfieri s'i ripiega;onde vien da molti riprefo Virgilio,che faccfle finca finto per homo forte venir pefiero d'amazzar Heleiia donna imbelle , d cui la fpcranza delviuere venia nodrita dalle lagrime,che n'hauea in. abonianza,& non dlia fpada che forf non hauea mai tocca. Forti fi dicono Safone,e Dauid ile nelle {acre lettere, forte fi dice Hercole nelle i-iiuole de'Poeti,& mok'altri in diuerfi luoghi,c'han cbattuto, 8c vinti i leoni. L'afta fignifica,che non folo ii deue oprar forza in ribattere i danni,che ponno venire da altri, come Ci moftra con l'armatura i don.b,e col feudo, mi anco reprimendo la fuperbi.ij'karroganza altrui con le proprie forze. L'ala nota maggioranza,e fignori,a,la quale vca facilmente acquiftat:5_i per me lO.della Fortezza I fegni di fifonomia fon tratti da Ariftorile per non mancar di diligenza in quel che fi pu fare propofito . li leone aiizuratocon !lcignale,dice l-*ierio Valeriano lib,2. chefi^nifica la tortezza deli animo,e quella delcorpo accompagnate,percioche il leone va con m;)do,e con mifura nelle attioni>& il cignale fenza altrimea ti penfare fi fa innanzi precipitofamente Ci ta innanzi ad ogni imprefa.
re
ili

;n.iio,pjrchc l'arinicuiu

ma'lra

la

FOitc^X:^.

Onna che con vna mazza


leone, & a'piedi vi
fia la

fimile d quella d'Hercole firffoghi


le faette,?<:

vn gran

faretra con

arco, quefta figura


i

cauata da vna belliiTima medagl!a,vedi


Fort('^i^ a animo
,

l'ierio nel lib.

cr d corpo ^Onna armata di corazza,ehno,fpada;e lancia,nel braccio finiftro,te nendo vno feudo con vna tefta di leone dipintaui,fopra alla quiii ft vna mazza, per quefto s'intendela fortezza del corpo,^^ per il capo di leo nc,la gcnerofic deii'animoa e fi vede cos in vna medaglia molto antica

PorterrA

^ vahre

r eE
di

AR
,

n
,

del corpo congicnto

con

TP a: U p-uderr^a
,

^ wtit
^

to
dell'amnt .

quale vi fia con bei giri auuol, di lauro co oro intrecciata, corona vna habbia l'elmo to vn ferpCi&fopra I F La fpada CiH 9 dica che cimiero , per K/-^ G l Bf^ S. con vn motto prudenza, fcrpc la & virt dell* la corpo,c valor del fortezza,& gnifca la
alla
:

corazza cimo armata DOnna bia vna fpada ignuda intorno

& feudo

nella delira

mano hab-

animo, co le- quali due virt fpefle volte fi vedono falire l'iuiomini di vile Gonditionc alla trionfai corona d'alioro,cio ad alti honori delia militia.
Forte7;jA del csrpo congiunta con la '^criero/td
dei'C animo

DOnna

armata,comc s' detto;nelIa defera tega la claua d'Hercolc,in capo per cimo vna tefta di leone,ficome fi vede nelle flatuc aaciche. F r ^ 2v( ^.
gl'occhi bendati,fopra vn'albcro>convn'afca aflai lunga,
d'e{ro,&:
i

ne cadano varij iftroincnt:i appartenenti a, iVarie pro{-efioni,come'fcettri, libri, corone, gioic,armi,6.c.Et cos la dipinge il Doni . Alcuni dimandano Fortuna quella virt operatrice delle ltelle,le quali variamente difpoiigonole nature de gi'huomini , mouendo 'l'appetito fenfitiuo , & per mezo di quello inclinado anco in certo mod^ icnza sforzarlo l'appetito ragioneuole, in modo che non ne fenta violenta neiroperare:ma in quefta figura fi ^i^ foio per quel fuccenb cafualc che pu elfere nelle cofe, che fenza intentione dell'agente rariiiimc volte fuol auuenire,il qiiale per apportare fpeffe volte, gran bene, gran male , gli huomini che non fanno comprendere , che cofa alcuna fi pofia fare fenza i'intentione i qualche agente , hanno con l'imaginatione fabricatacome (ignora di quell'opre quella che dimandano Fortuna &: per le bocche dell'ignoranti continuamente. Si dipinge cicca ccmmunemeate da tutti gl'autori gentili,per moftrare che non fauorifce pi vn'huom* che vn'altro,ma tutti inditrerementc ama,& odia5moftrandone que'fcgni che'l cafo le apprefenta, quindi ch'clTaita bene fpeffo a'primi honori va fceleratOjche farebbe degno di fupplicio,& vn'altro meriteuoic lafcia cadere in miferia,e calamit. Per quefto dico fecondo l'opinlorse de'gentiii,c che fuole feguir il volgo ignorante,che non fa pi oltre ma la verit ^,chc il tutto difponc ladiuina prouidenza,come infegna S.Tomafo lib.j. conrra gentes cap.p 2. citato di fopra. Gli huomini clic danno intorno all' albero danno tcllimonio di quel detto antico che icc F^Mun^fim qtiifque /w^i?r,perdie fc bene alcuno potcfl'e e(]'er(come fi dice)bcii fortunato,non-dinieno s'egli non giudiriol in drizzare il camino della vita fuaper loco conuenientcnoo pofsibilc,che venga i quel fne,che defideraua nelle
;
;
:

con DONNA percuota rami

fiic

operationi

Forinna,
,

DOnna d federe fopra vna palla


Ite

& a gl'homcri porta


i\

l'ali.

Fovtuna.

DOnna co'l globo celc/le in capo,e in mano


dimoflra,
fi

k m^ucjC muta

cornucopia.il globo cele , cofi la fortuna femprc faccia ciafcuiio h.or'inalzado,&: hor'abbafi.ado,e percha

come

egli in

continuo moto

pare

. .

mordo i per

ricchezze, &dcllibcni di qiicrt^ anco il cornucopia per iaiollr;:re , the ncn nkrifi-enti quelli girano di mano i.i maiio , che faccia il globo celcfle , onde F^/rtunanuncj'tit njia tinfodtmjiatiif m'tr mtuiiur dilTe Aulanio Galla r*. Pu anco fignific^ triifiL >\es o" fhm'nx m itrikm ve tic, re v rfi evig t
ella fiala d.Tpenfatr ice delle
Te le a
,
: ^

T7 pare che

G O N O

O C

l'A'

rr

t.-'.t

care

il

Cdobo che
,

la l-ortuna vien vinta


,

& fuperaca dalla difpolcione^


Ck

celcfrcjliquak e .azionata 3i retti, d;il Signore della Fortuna > la Na.ura , Iccondo quello ch'egli ha ordinato ab eterno. Fui luna. bmnx.
Tacila ymdii^lia di /tntnrmGvtt.

del-

DOi'na
ca
,

federe

che

fi

appoggia con
,

il

braccio deftro fopra vna ru*


finiftra

in

cambio

del globo celeilc


Fortuna

oc

con la

mano tiene

vn-*

cornucopia-.
infelice,

& con l'albero , la vela rotti dal vento La nau 2 la vita nofi:ra mortale, la quale ogn'huomo cerca di condurre qualche porto tranquillo diripofoj la vela, e l'albero Ipe zzato. Se gl'altri arnefi rotti , moftrano la priuatione della quiete , efiendola mafopra vna naue fenza timonr ,
la

DOnna

&

fortuna vn fucceiib infelice

fuor deli'intedimento di colui che operai*

per clettiono

DOnna
'uiia

FYtma gioueuole ad jimore, quale con la mano defi:ra tiene il cornucopia,& la finiftra-* fardpofaca fopra al capo di vii Cupido , che le fcherzi d' intorni
la

vcilo
Fortuna pacifica
'<lt:Ua
,

ouero clemente

mcdaglii di ^intonino Vio.


,

mano Ci appoggi IbpraL* va cornucopia eoa lettere. COS. vn tiraone, & con OPS(^'E.M. T S. C. Fu ra;.^prcfcn taEtak-reFOIlTVNA IIU. coniolico quarto di Antonino Pio , non_* nel Fortuna in Roma quciia ta ad altro fine , che gloria , &: honor fuo , dimoftrandofi per quefta figuri la fua profperajC benigna Fortuna, ilche le lettere intorno ad ella f eipri mono , fignificandofi per quelle eflerc d quef:o Prencipe la Fortuna obediente, tk comoiaceuolc i &: quantunque vari; fiano nel mondo gli mouim^rlti di quella , cfcndo la Fortuna, fecondo i Gentili, vna Dea mutatribella

VNa

donna

in piedi

che con la deftra

la iaiftra tiene

cc de'lcgni , & fubita volgitrice delle cofe mondane^ nondimeno per dimol^rare la felicit dell'imperio di quello Prencipe glifegnorno nel ri* ucrfo d;:lla fopradi^tta meiaglia , vna buona, & ferena Fortuna pacifica. La Dea-Fortuna olcrc molti altri cognomi , fu anco da i Romani chiamata Obfcquens , cio indulgente , ouero clemente , ii come nelle antiche inferir f ioni fi legge , &: particolarmente Como fi troua in vn fallo Fortuna obftcja^nti ord, in cu que iic lettere fi veggono fcritte
i

CoT^us.^ .>Qto^ojduiii

Cifiiumfrfcepto

Vedi Seballiaiio Erizzo

..

DI e
leo,
la finiftra

RE ripa:
& ladimoltratione

171

Fortuna

con la deftra mano tiene vn cornucopia, & vn ramo d'alDOnna che mano s'appoega ad vn timone; fignificando, con
ch'ella fa trionfare

chimniue vuole,
.

di ci iirappre-

fcnca con

il

ramo deirailoro

Fortun.i aurea

VNabelHfsima donna,
alli;piedi
.

che giace in vn letto flerno con vn timone


i

Que/a e quella Fortuna aurea che in camera de gl'I irpera dori fi foIcua pontre mentre viueuano , & che reggeuano l'impci 10, cohic ^'cr 14^ loro f orcuna__. l{ Z .J. F robu(la,con le corna di toro in tefl:a,d canto terra vn'elefante,con la probofside dritta; perche volendo l'Egitcij lignificare, vn'huomo Force lo dimoftrauano con queft'animale, come fi Icg^c in Oro Egictio nel lib fecondo deuoi leroglihci;!e corna ancora, e ipetialmer,te il coro,moO-rano quefro medefimojondc Catone prefb i Cicerone nel libro della vecchiezza dice che quando egli era giouane ncn defidcraua le forze ne d'vn toro,ne dVn elefante, prendendo quelli due animali come- pi frti , & gagliardi de gl'altri
,

DONNA

CVpido con
fai

mano , &: con la Cielo , donde fceniono alcune fiamme di fuoco , inleme con molte iaerce fpezzate , che gli piouano intorno da tutte le bande, moflrandofi cosi, che Amore pu tanto che rompe la forza di Giouc,5: incende tr.tco il mondo , cosi e dipinto lali'Alciato ivi vno Emblema , cosi aiccndo ^li^erum fulmi n fresie 4')eH'S :ili'^er^i<^ne Dum iemoiirat x-t fflfortor Ign mor , Per figniicare queflo medffimOjriftc<ro auttore defcnue Amore in va carro tirato da leoni,come fi vece ncli'ircciro luogo For^z'a untore ji ruiiaiqua tome ui iena . 3r7 AnciuIIo ignudo , con Tali gl'omeri , con la dcflra mano tiene vn^ X, pefce , di con la lnilira vn mazzo .i fiori , cosi l' Alciaci dal Grel'ali alle

Tpalle

con

l'arco, &: le faette in


il

etra al fianco, la

mano

finillra alzata verfb

co

lo traduffc

t{iid

^ Afno

Pd'?,vtr}d tpUcPa{f,tUi'turfylltrrafedM:iruHfrr(sgrrU,alte'apji,

l^ujh.uUsy'.-.c

qua cren
For^a

ficaie hbct,
ni'iOre
,

balie

t >t

tfK<c <ur^,cittctirucn:c,
fi-p(r<ita.

d.i

mirggar fi..y:;a
,

P,

pi conucnicTtc- dipingenano vna pelle d'hieiia,con vn'alrra o l'antera arprcfio.per l'erperien2S che fi vede nella contrariet di quelli due animali , ik per l'tf etto dcl1j loro pelli , perche n:ando vicine quelle cella hicna fi e uafa, & ccrrcmpe quella della pantera,ilchc auuiene ancci a nelle per r,c clx: c.uila , le^ quali L 4
aire:nbl?:na,che qntllo che
fi

Er crprimerc

gl'antichi quefc concetto

quale appartiene a noi


il

di trattitrc,

7t

e O

N OM O G
come in Terra.

quali auuicinate alle penne de gl'alrri vceHijfannoche fi tarmano^' vanHO in pezzi . 11 tutto racconta difniamente Picrio V^aieriano . Per vo-

Icnclofrapprefentarevna forza 'iall'alrrall'pcrata, fi potr fare, coii-> porre dinanzi a gl'occhi la memoria di quefti cftjtti, in quel miglior mo do,che al pittore parer , che poiTa dilettare , e ftar bene.

Onna armata di corazza & cimo 1% ^J ghi vna fpada & con
,

in -capo

i>^niid.i,

la finillra

to vi

fia Vii

Icone che

ftia in

atto fiero,Sc

, con la defira mano teavna facelia accc{aj& canche vccida vn acnello.

Fi\^G/-

DrClSARERIPA^
mano tenga DONNA cheBuccolica dimandata
in ciafcuna
.gilio nella
'

17^

t ^

A G

T A.
da Vir^

della cicuta, la quale tragile dicendo

5_i-

W'^^ '^

"^'^ fragili

donabimii^ ante cicuta

Alla quale poi

C\

aflbmiglian
]

tutte le cofw che

meno hanno nome

di fragilit.

Fragilit.

DOnna vcflita d'vn fottiliflmo velo,nclla deftra mano tiene vn ramo


tiglio,"^.: eoa la linillra^n gran vafo di vetro fofpefo ad vn filo li perche ageuoimente li fquarcia- 11 tiglio da Virgilio nel conuiene velo le libro fecondo della Gcorgica detto fragile,& il vafo di vetro fo/pefo dal filo,non ha bifogno d'altra dichiarationc, per efiere il vetro ageuoimente

di

bello,

& facile fpezzarfi,-, fragile mcdefimamcntc


la corri ipondenza
Fragilit
l\.

il

felfo

feminile

& fi

^eue dare ancora

quello

Humana.

DOnnacon fliccia macilente, &: afitta, veflita poueramentc,tcnga-^


con ambe
le

mani molti

di quei
,

pendono il verno

da'tctti delle cafe

li

bamboli d'acqua agghiacciata,che quali bamboli dice il Pierio Vale-

riano che erano da gl'antichi Egitti; poili per la fragilit dell'humanavifare , che quefta figura mofrafie , per la grauezza de gl'anni d'andare m.olto china appogiandofi ad vna fieuolc canna,per eflere anc'eifa vero fimbolo della fragilit,come la vecchiezza alla quale quando vn huomo arriua facilmte fente ogni minima lefione, Notarono alcuni ancora la fragilit &: facilmente ne rimane opprcllb human a,con quelle bolle che fa l'acqua , che paiono in vn fubito qualche cofa,ma tofto fparifcono, & non fcnza ragione

tamon farebbe anco diicoueniente

DANTE
giuf:o,&
f

F
con tutto
il

II

^4

y D
corpo

E.

dipinge nel fuo inferno la fraude con la faccia di


reflo del
di ferpente,dii}into

huomo

con diuer

macchie,e colorile la fua coda ritirata in punta di fcorpionejricoperta nell'onde di Cocite>ouero in acqua torbida, e nera,cos dipinta la dima da Gcrione,e per la faccia d'huomo giudo fi comprende l'eltrinfeco de gli

ftutia,& tinti di macchie di fcelcragine,talmente,che in ogni loro operatione alla fine l fcopre piena di mortifero veleno,&: Ci dice effer Geriont^,

perche regnando colini preffo d i'ifole Baleari,con benigno volto,c5 parole carczzeuoli,e con ogni f ii:i!liarit,era vfo riceuere i viandanti,e li n-ici,poifo:to color di quella cortcfia,quando dormiuano rvccideua,co

Donna
Isaurd

Kie raccontano molti fcrittori antichi, e fra'm.oderni il Boccaccio neili^ geneoiogia eie i Dei. Fraude. co due faccie,vna di giouane bella, l'aUra di vecchia brutta,f>-

r nuda fino alle mamcllcfar veilita di gialiclino in\i meza gba , i piedi Cii^iiii all'aquiia^e la ceda di fcorpione, vededoii ai par delle

gambe,

iconologia;
r K

y D

E.

gambcnclla
ne, &:

dfeftra

mano tcrr.iduc cuori,& vna


viiole inferire

Kraude vitio che

mancamro

n'.afchera con la finifra. del debito ofRtio del be-

abondanza d'inuentioiii
,

nel male, fingendo

Tempre
.

il

beiiC,

&

s'cf'e-'

guifcecr! penlkro, con le parola,

^ con l'opere fotte diuerfi inganncuoU


le

colori di bont

& ci

fi

dimollra con

due facete

ilgialioluiofignificatradinunto,inganno-^v' mur^tticnc fraudolente. ] I duecuc ri fignificano jedeapparenzc,del \clere,& 1:011 volere vna- cofa mcdeflma

quel

ha mafchera dinota , che la Fraudc fa apparire le cofc altrimenti da-> clic fono per compire i Tuoi delderij. La coda d (corpionc , &: i piedi dcilaquila , lignificano , il^cleno afcolo

DI CESARE ripa;
cof-)

171

che fomenta continouamcntc trui , ia robba , l'hotiorc.


,

come

vccllo di preda, per rapire al-

Frau ie

DOnna

che tenga in mano vna canna con l'hamo , col quale habbia_j prelb vn pelbe, & altri pelei l vecanoin vn vaio gi morti, perciciic Fraude , inganno altro i.on e che fngere di Fare vna cola buona_,, & i'uori. dell'opinione alrrui lame vna cattiua , come li i\ pclcatorc , ch porgendo mangiare a'pelci , gli prende , & amazza
,

Frjiiie

del' A^iod').

H^iwa vn piactuol

vifojjab'ito nnefOy

Era

bi utta, e

deforme

in tutto il rrjlo:

yn himil volgtrmHi vnaHdur gmuc. Vn parlai fi bt mgno,e fi modt PiO


Che farea Gubriel , che
dcejje

Ma najcor.dea qucjkfntt -i^cpraue


Con lungo
habito^ e

L rgo,

e lotto quello

^ u

^ttojjicato

hancafempre il coltello.

DONNA
fparfe
,

F y G j, con habito Tpcdito , fcappigllata , con Tali alle Tpallc con vn fanciullo in braccio , & che ftia in habito di fuggire
Fugi
,
,

&

DOnna vcflita leggiermente

alata

in atto di fuggire

con le treccie

& che volti la fchiena.

Dipingefi aiata , perche la Fuga non Fuga f non con prontzza Li capelli fparl dinotano la poca cura , che fi tiene di le ftelfo in c'afo
4i fubita Fuga_ . Si Vede d'habito leggiero, perche nondeuc hauerc cofa alcuna, che gli dia impedimento. Si fa con la fchiena riuolta,perchc in latina locutionc voltarla fchiena

iion vuoi dir altro che fuggire

Fuga Vcpolare

che fimilmcnte fugga ma tenga con artibe le mani vno fcia* mo d'api , fotto il quale vi fia vn grandilfimo fumo Qucftol'habbiamopcr tal lgniicacodagl'Egitij , & fi vede per efpcTenza che l'api da ncllun'akra cofa , pi che dal fumo s'allontanano & confufamente fi mettono in fuga, come alle volte Ci vede vn popolo follettarfi perleggierifllma , & piccioliffima cagione.^
: ,

DOnna

DANTE con

F H^ 1 E. neirinfernodipiiige le Furie , donne di bruttilllmo appetto , velliti d color negro , macchiate di fangue , cinte con ferpi , con capelli ferpcntici , con vn ramo di ciprellb in vna mano , nell'altra con vna troniba , dalla quale ekc fiamma , ik fumo nero, &: fon finte- da gli antichi Poeti , donne de&natc d torm.eatare nell'inferno l'animci* de'malfattori
FH-'ie.

*~Jt^^ ^^'en:ogiii

V>^

fin ombra all'empio vifo thinorjcrp: dtl vpt reo enne

Credati in due'gran caue onde yn i luce, sp^ ui nuuele vitn, limile aquella,
C e tal'hor vinta-da caneati perji

^^CoiihilhnJMti^

U [ftitafr^^me

Quafi

lyS
MojtYu
la

f
voga Luna :
,

N O

A
rtnm
mortai con cui li /lami
,

QMJip'tHs. d [(legnose i vergogna


di

si siringe alla crudclfuria

vtu no

Spe(io la tt r':^ delle tre fare U

la felli

jpurfa

e^ vn

color difocQ

Che

la rita

Tgt laJLUrafaicia.dalla fAale


L' arida fcte,la voracefmCf

Mifurano, Vrofcrpina con lei

Et ella^ambe le manjiotendo in

quefl^i

l triftimaliye la /pittata morte

Lajace porta con funeree fiamme


L'aria

Sepia i mortali

cade, e daUc (palle

SiCide vrhcrr^dopinnctchc nel petti

In quella ha vn fiero fetpconde per cote , attrijanio ouun^ke volge il piede

Siano cos le dipingo

r \0

K E,

HV O M O
vna

che moflri rabbia nel vifo

&.

gli

occhi tenga Icgata_.


le

fafcia, Ctia in gagliardo mouiinciuo, ikin atto di volere^


,

giccarc di loatano va grati falcio di varie forte di armi in hafta

quali

kabbia

DrCESARERlPA.
habbia
fra le braccia nrtrette
,

&

177

Ha

vcftito d'habico corto.

glocchi moflrajche prino reit l'intelletto quando il domiiiio neiranima,non elTendo altro il Furore , che cecit di mente del tutto priua del lume intellettuale , che portaT-huomo i fare ogni cofa fuor di ragione. L'armi che tien fra le braccia fon inditio,chc'l Furore da f fteflb porta rinftromenti da vendicarli, & da fomentar f medefmo. E veftito di corto.perchc npn guarda ne dccenza,nc decoro.

La

fafcia legata d
il

Furore prende

Furore

HVomo
li

d'afpetto horribile,:"! quale fedcdo fopravarij arnefi di guerra, mollri i Fremere , hauendo le mani legate dietro alle fpalle eoa molte catene,& faccia forza di romperle con l'impeto della fuga .
,

Furore miniftro della guerra,come accenna Virgilio in quel verfo. lam^uefhces ) r f^xa vohm furor armn mmHrat. Et perci il medcmo a.lrroue lo dipinfe fedente fopra vn monte d'armi.di pi forte,quafi che iw tempo di guerra le fomminiltri d coloro,che hanno l'animo accefo alla vendetta Si lega,per dimoftrare,che il Furore vna fpetie i pazziaja quale deue elTer legata, e vinta dalla ragione. E horribile ncliafpetto, perche yn'huomo vfcito di f fteffo, per fubito impeto dirira,piglia natura,e fembianza di fira, d'altra cofa pifpauenteiiol?_j

horribile con HVomo gran acceia,&


,

-^

Turore,
capelli rabuffati
,

porti nella

man JdefEra vna

toixe

nella fniflra la teda di


Furore ^<^ rabbia,

Medufa.

\"
j

HVoilio armato, con vifta fpauenteuole, & fiera, hauerd il colore del vifo rorfo,con la fpada ignuda nella deftra manojitando in atto minaccieuole,neli>rarc<;:io lniftro hauerd vno feudo, in mezo del quale vi fia Vii leone, cos lode Icriuel'Alciato.
.

armato di corazza,& elmo,con volto fero,e fanguinofo,con la fpa-da iTclIa deflra mano,e nella fniftra vno fcudo,nel qual vi fia dipinto o fcolpito vn leone,che per ira, Se rabbia vccida , fquarciando li propri; hglioli,^: per cimiero dell'eimo vi fia vn ferpente viuace, & auol,

HVomo

Furore fuperbo , c> indomito

_-.

to in molti giri. 11 leone nel modo fopradetto fecondo gl'Egitti;, il vero , & il proprio HierogliHco del Furore indomito, il ferpente che vibra le tre lingue dalle facre lettere tenuto per implacabile nel furore,Ia ragione che il ferpte fubito che fi fcnte in qualche modo oll-cfo fale in tanta rabbia , & furor,che non refta mai fin tanto, che non habbia vomitato tutto'l veleno in pregiuditio di quello,che l'hd otfsfo,e molte, volte riferifcono eifcrfi vedu to morire di rabbia foio per non poter vendicarli nel fuo furore .

Fy-

ly

ICONOLOGIA
F

n^o

B,

e 0.

Giovane v-^iuace & rubicondo con l'ali alla tefla coronato di lauro & cinto d'edera ftando in atto di fcriuere ma con la faccia riuel,

>

ta verfoilCiel:).
L'ali ignifcaiiO
clic
,
:

la preftezza

&: la
,

velocit dell' intelletto Poetico


la

non s'immerge

ma

Ci

Tublima

portando feco nobilmente

fama_*

mantiene verde , Je bella per molti fecoli j come &: dell'edera l mantengono. la Fronde del lauro v il furcr poetico vna foprabondan, rubicondo/perche fa viuac'e Si l'anima de numeri, 6v de'concetti fpirci arricchifce che di viuacir , di za. ir.erauiRliofi , i quali parendo imponibile che fi poflbno hauere folo per dono della natura, fono ilimati doni particolari, &: /ingoiar gratia del Cielo,
de gl'huomini , che poi
,

fi

D
,

e E

AR

RlP

A.

79

Cielo & Platone dille , che fi muoue la mente de'Poetl per dum furore, col quale fcrmaao molte volte nell'idea imagini di cofc fopranaturalij.le quali notate da loro in carte , & rilette dipoi pena fono int&fe , e conofciute,pcr fi dimandano i Poeti prellb a'Gentili,pcr antico cofl:ume,Saii tijgeneratione del cielo,figliuoli di Gioue,interprcti delle Mule,& facerdoti d'Apollo Per lo fcriuere fi moftra ancora che quello furore fi genera col molto eflfercitio , & che la natura non balla f non viene dall'arte aiutata , per dille Horatio: Cur cgofunequeo ignoroque poeta faliitor Accennando l'opera dell'arte col non potere, quella dell'ingegno con-
. ,

&

rignoranza_/.

, con vn capuccio in tefla , con le fcarpe di feltro , onero di pelle in vna mano tenendo vna_-. lanterna ferrata , & nell'altra vn grimaldello , de vna fcala di corde , l'habito fard pieno di pecchie , cos Ci vede dipinto in molti luoghi. Le pecchie fopra il vellimento ii fanno , forf , perche efl'e vanno rubbando a'iori da tutte le bande il dolce per congregarlo poi tutto infieme nella propria cafa, onero per accennare vna falla forte d'api , dimandata fuco da'Latinf, che non ta f non mangiare il mele fatto con la fatica delraItre,come i ladri,che confumano la rohba acquiftata con fudore,&: con le miferie altrui , ne fa mcntione Virgilio nel .dell'Eneide dicendo y4t<t ontra accip:ut vement, aut agminefaHo Jgnaui fuccs pecus prafepbus arcent.

GIOVANE

T{

0.

ve/lito d'habito fpedito

&

Furto.

Tonane pallido , veflito di pelle di lupo, con le braccia, e gambe nude , & con piedi alati , in mezo d'vna notte , nella man finillra tenga vna borfa , & nella delira vn coltello , con vn grimaldello , l'orecchie- faranno fimili quelle del lepre , ik l'apparenza molto attonita Giouane fi dipinge il Furto , per notare , l'imprudenza , & la temerit che propria de'giouani , & proprijllima de'ladri , i quali vedendo ogni giorno infiniti fpcttacoli di fucceii infelici i chi toglie con infidie altrui la robba , non per s'emendano , per dare alla fine nelle reti , pi toflo
'
.

ne* lacci

La pallidezzi del volto , & l'orecchie del lepre nuo fofpetto , & la perpetua paura , con la quale v
fempre
di

fignificano
ine
li

il

conti-

ladro

temendo

per fugge, e odia la luce,amico della notdishonorate attioni E veftito di pelle di lupo, perche il lupo viue folo de l'altrui robba, & di rapine,come il ladro,chc per leggierezza di ceruello crede con quello me defimo peijfiero di fouiienirc fuoi bifogni. 11 grimaldello,?: il coltello non han bifogno di molta efplicatione Le braccia , &. gambe ignnde dimollraao , la deprezza , &: l'ali a'picdiia velocit , chj con grand'nidullria fi procura dal ladro , per timore
eifer fcoperto.c

non

te fauoreuolc

compagna

delle fue

dc'uivdtati fupplicij.

zSo

ICONOLOGIA
F

B,

0.

lee^iacro habico.vclh'ra , coronata di airaranto > vn ramo *q olino con li fuci Irutti , 6. fopra detto ramo vi far vn. iauo 4i mele con alcune api L'am.arantb vna fpica perpetua , la cj.ualc iucr ce rvfo ne ^'j-Itri fiori, lignifica (labilit , eagl!i rdczza , e ccnjerirstic^.e , per la particolare.^
fuelta
COI:
,

DONNA &
& tenga

G L

di

maturo

aTpetta,'

-' D E Z Z ^. ma vago, di villa propcrtjonara-^

I{

ffr. di

ambe le- mani

qualit Tua di non iirim creile gi?mi

, &.'

Oar

f(

T'^'rc Irclla

di

verro

quando fono
per
li

Tel tenuta rcU'ccra fi rinucrdiice , popoli di Tefaglia affretti dall'i ricc lo I cdcncc a iar o^-ni anno
rilanciti gl'altri fcri
,

l'eljpi^^oni al rei>olc re di Achilie


^

cene

fcrii.c
4

j.^crrsuar.c dell'

rma-

.A

ranto

eE

RE RI

PA.
che'preflo
Ci

,tSi
rnuer-

ranto, accche mancando

gl'altri

fiori qiiefto,

difce fufic in difefa della loro diligenza , coronandofi con eflo la tcfta nel fare 1 oblazioni . Per quello de cto fiore immortale, &c fi dedica ?.IIa_>

immortalit col ramo d'oli uo , & il fauo di mele , allude quella rifpo, che iccc Diogene Cinico ad alcuni , che gli dimandarono in che modo fi porcile allungare ililodella vita humana. Dicendo,*! chele parti interiori il doueuano irrigar di mele, &rei:eriorivngerlc con l'olio, de vihus. intendere coflui fotto ofcarit , come era il folito fiio , che per viuere fano , & gagliardo biibgna ftare con il core allegr , & pieno di dollo corpo haucr la comimodici', & fiiaui penfieri continouamente , t neceiaria tenendolo in elTercitio acciche'non fia confumato^e giiaDice oltre 1 ci Atheneo, ftato dall'otio ma aiutato, ^confolidato molto pi dj quelli , che-viamele, viue con il cibi conditi che chi vfa li nolicibicompoftidi cole forti. t in queftopropofito adduce reflempio di alcuni popli detti Cirnei , nell'Ifola di Corfica , li quali viueuano longhiflimo tempo, perche fi pafceuano di cibi dolci, ecomEt Diaphe , il quale fcrifle dell' Agricoltura , afferpofli di mel^^ ma, che ilcib di mele vfato di continuo, non folo fa giouamento ma conferua ancora li fenfi grandillinio alla viuacit dell* intelleto
fa

&^r
.

;/ mMM A
nella deftra

laiii,

&

inferi,

G U L S J Jt. con vna vefte di torchino onde dipinta tutta d'occhi, e


,

orecchie,con

l'ali alle

fpalle

coiiyn gallo nel braccio

finiftro,''&:

mano con vn mazo

di fpine

Gelofia vna paffione , & vn timore , che fa che il valore della virt, de'meriti d'altri, fuperando le qualit virtuofe di chi ama non le tolga la pofTefllone della cofa amata Dipingefi la Gelofia col gallo in braccio perche' quefl* animale gelojfifsimo, vigilante dello
,

& accorto
,

L'ali fignificano la preftezza

&: velocit de'fuoi variafi penfieri

Gli occhi , & orecchie dipinte nella veft fignificano l'afsidua cura del gelolb di vedere , & intendere fottilmente ogni minimo atto , &: cenno della perlbna amata da lui , per diffe il Taflb nuouo lume deU'et noftra in vn fonetto
Celofo amante
Il
,

apro

mW occhi , e miro,
,
,

E milt svechi
,

ad ognfucm intenti.

mazzo delle fpine dimoftra i faftidij pungentifsirai del gelofo che Ai continuo lo pungono non altrimenti che f folfero fpine acutifsime,
,

le quali

per tal cagione

gli

d dipingono in mano
Gelofia.

DOnnaveftita nel modo fopradettOj


,

nella deflra

mano

terr vna_-.

pianta di helitropio Il dolor del veftimento proprio fgnificato di Gelofiajper haucr il color di mare , il quale mai non fi varia cos tranquillo, che non ne forga_ foipetto , cos tra \i fcogli di Gelofia per certo che l'hucmo fia dell'altrui

fede

itt

re O N O LO G VA

GELOSI^.

fede non pafTa mai lenza timore , e failidio Si fa ancora queft'imaginejche in vna mano tiene il fiere helitropio , il quale fi gira Tempre intorno , e incontro al Sole., fecuitando il Tuo moto , come il gelofo , con pafl con le parole , & col penfiero , femprc iH volto alla contemplationedelk bellezze dalipribiiercluo amore ftimat^j rare , & vnlchc al m.ondo B r G E 1^ I 7^ 0.
,

VN

Secondo

Gemili
,

fa'ncfnllo con bellilBmi capelli inmanoticnc vn ferp^ntc-f.. Cos

fard coronato i platano

&

fi

vedefcolpitoin alcune

Mc-

^Si'glieiritiiihio

CE
E
'hi 1

!l

RI

? A.
f>*

ii

r i.iii^

SccsrpioiG'ntUi.

grade>nero,di volto rpj.ucteuolc,,<:QharSa . ejjp.pellf luiglii, Mp.rqib e neri , in mano ticn vn gr.rb Scriue Plucarco,ch'<ipp-ru. I il gurb come iti lbrina,e qucita in cattiuo il genio Celar;; di Bruto occifor mauano l'antichi vcello di tri (Vaiigurio; per Vicgiiio nel 4.dcli l^neide Sxp'j qU' ^/, jr lo*\g2smfi tu^n ducei e votes^. SoU^; culmmbHS fcrdi Carmine buho Molti fono ( il racconta ) i Genfi , fecondo rapplicaticni de Vins^^^i , de'quali fi prendono , mai noi farebbe diligenza fouerchia dipingere^ alcuno oltre queiH , \^ ibno gli vniucpiali per acconciar tutto il refto, che le ne potrebbe dire i luQglii conuenieaci, fecondo lordine , ci:l#
.

HVomo

Gabbiamo prefo

E r Pv r G E o che tenga in vna mano vn perpendicolo , & con falera va compalTocncl perpendicolo fi rapprelnta il nK>tOiil tepore la p:^r uezza de'corpimei compalfo la linea, la fuperfcie^ ckihiipntfondicd, aelc,: ^uali conffte il general foggetto delia Geometria*

DONNA

Geometria

DOnna,che con la deftra mano tiene vii compaflb & con la finif!ra^
,

vn triangolo.

T r B^^ LE. G 7^ I^X detta nella figura dell'anno, ragione giouane per la dipinge alato , fopra le nuuolc con vn torvncarro , vn in fijpra cerchio con mano chio accefo in mano,e(lndo tiratodettocaorro da quattro cauallt,vno di color biancoj'altro nero fcuro,gf altri due di color baio, &:. lignificano le quattro fue parti,cio il nafcere, Se tramontare il Sok,il mezo giorno , & la meza notte , li quali tutti quattro giunti infieme ianno il giorno naturale,che tutto quel tempo,che confuma il Sole in girare vna volta fola_^
.;::, ;.:

SI

tuttol cielo,il che

fi

nota col circolo,che detta


Giorno
artificiale
.

figura-tierte in

mano.
5 r.

.il

>

'

jb

" .
'
.

>

r.;

Glouine d bello afpetto alato,per effer parte del tempo,ttrato da 3aff


caualli rolfi,e guidato dall'urora,iielreilo come quello di iopra. due caualli rolli fono i due crepufcoli che fanno il giorno arri iki a ie_^, che tutto quel tempo,che fi vede lume fopra la terra , &: Ci dice l'Aurora guidare il giorno,pcrchc fempre preuiene al ilio apparire
1

Ctorno

artifitiale,

Giouane veflito dibianco,& rifplendente, alato, & coronato di Ornithogalo fiore bianco,che comincia ad aprirfi quando il Sole fi fcuopre,& fi chiude quando efib fi nafconde,fi come il giorno fi di-ee da Poeti aprirfi ancor elTo al leuar del SoIeA' chiuderfi al tramontare. Terrd in mano vn pauone con la coda bafla, & chiufa di maniera , che cuopra gli occhi delle penne, pcrcioche di giorno fi iiafcondono tutte^ le ficllc, le quali vengono fignificate nell'occhi della coda dd panone,per cfempio de gii Antichi , li quali finfero Giunone, figniHcando , l'aria pi pura,

Mi

i?4 pura ,

.^

ICONOLOGIA

. ,

, efifere nel fuo Carro tiraca ddllf paiioni medcGiorno artifichle. jSniimentwfonane alato che nella delira mano tenga vn mazzo di fiori , & neiL (niflra vn torchio acccib G i y E ^l T y , C I V L L A coronata ci corona d'oro , & veftita riccamente.^ feeoui > il detto d'Hefiodo nella Teogonia , oc con vn ramo i mandodo fiorir in tiij'K') ,per moitrare, come narra Pierio Vaieriano nel li.deTuoi lerogliiici , che come il mandorlo il primo albero , che- 5 1 con fiori dia feranza d^^U'abodanza de gl'altri frutti, cos i giouan danno f^^^giodi ohs perfettione debba eflere la vita loro ne gl'anni maturi La coroiia dell'oro, moftra, che i gradi dell'et dell'huomO;, quello della qioueari il pi elegibile, & pi perfetto in f ftellb il veiHmento riect) , dimoftra , che l'oftentationc de'beni propria di quella et , l gli antichi nguriuano la giouent con l'iraagine di Bacco &d'Apoilo,chc Ci prendeuano perlamanoiauertendo, che l'homo in giouent,^ per vigor di ccrpo,& per forza d'ingegno potente,& lodeuolc

Se pili perftta
.

FV

ho

Giouent*

Onna di bella et inghirlandata di fiori & nella deftra mano tenga


,

vna coppa d'orojperche da'Poeti detta


-

fior

de ranni,& pretiofa

come la coppa dell'oro i & cfi fu dipinta Hebe Dea della giouent
giouinealtierojveflitodivarij colori, con ghirlanda di femplici fiori,da vna parte vi faxa vn cane da.caccia, Oc dall'altra vn cauallo ben guarnito , e conia deftra llia iw atto di fparger danari. Giouent,e quella et,che tien da vent'anni fina trentacinque, fecondo Ariftotile,'nella quale l'huomo intende,e pu operare , fecondo la virt:ma per la nouit,&: caldezza del fangue tutto intento all'attioni (enfibili

VN
,

Giouent^ n

ne opera la ragione nel giouane fenza|gran contrafto, della concupilcenza, del defio dell'honore, & quefiro ancora fi chiama augumen- to , altri dicono {lato Si dipinge altiero, oc che gli fia alato i ibpradetti animali con la dimoilratione del fpargere denari , per dimofi:ratione del fpargere denari, per dimoftrare la particolare inclinatione del giouane,che d'eflere altiero amatore della caccia,& prodigo del denaro, come dimoftra Horatio nella

Poetica-
(nix^
Sublims,cupidufq;ct amata relin^uereper"

GaiidetiqtiiStCambufqiet aprdgramine capiytlitarduspem/rpred'gusneris

Cereiisin vitiumflt diy.motfitOit'HS ajfer,

La variet
che
li

de'colorifignifica la frequente mutatione de ipenfieri,


,

&

proponimenti giouenili

corona di fiori fenza frutti , per dimoftrare giouani fono pi vaghi del bello , &c apparente , che dello vtile->
li
.
-

&

&

reale-.

G I Vedi Contento Amorofo.

D"

,4

F^E.

l8r

GIUBILO,
Vedi Allegrezza-*

J.I'.

y -j

ignudo , attempato d federe fopra l'iride, ouero arco ceJLj. lefte,tenendoinmanolafquadra5lregolo, ilcompaflb, Gl'arV^

OMO

chipendolo.
che vna cognitione fatta , per difcorfo si nell'attioni j come in q.ualunque altra opera ch(L> nafcc dall'intelletto, &efiendol tali inftromenti ritrouatofi da gii Artefici , per hauere fimil notitia nell'opere di Geometria meritanieiite-* adunque per quelli fi dimofcra il difcorfo & ancora l'elettione , ch'.i_ deue fare lo ingegno dell' huomo , per cognofcere , & giudicare ogni forte di cofe, perciche non dirittamente giudica colui, che-ael
,

Non ellendo altro il Giuditio

della debita mifura

mede-

iS6
iiicdefimo

ICONOLOGIA

, ,

mode vuol mifurare.tuttc i'attioni Per dichiaratione dell'iride , diremo , che ciafcunoche Tale a gradi de ratcioni hiimane , fiano di qual ibrte fi vogiiano , bifogna , che da molcc efpericnze apprenda ilgiuditio,il quale quindi riliiki, come l'iride rifuita d^irap-jparcnz di niolti diueri colori auuicinati infieme in vi-tt do raggi Solari .
(:
.

('mditiOfOuero Inditiod'^tnore,
,

^i

capo pieno di papatteri , che prelTo 'fgnircanoindicio d'Amore quelli antichi , i quali con il Ji gettar delle forti prediceuano le cofe da venire , perche volendo far'efpierienza, fe^'amante fofleriamato pigliauaiio le foglie del papauero fiorito 5j6c f le |>oneuano fu'l pugno , poi con la palma della deftra majopercoend(5 c^ ogiii forza le dette foglit, dallo fi:r^pito chc-eflfe faceuano fotto la perc^^Ca giudicauano l'amore da efTidefi derato . Queltd racconta il Pierio Valeriane col teftimonio di Taurifio nel li- bro 58.. de fuoi leroglifici f bene cofa fuperAitiofa , & ridicola.
il

Xjr V M O

nobilmente vcflito

con

"

Ciudto giuflo

\J[ Vonjo veflito d'habito longo , & graue habbia in guifa di monilf J. dicagli penda dal collo vn cuore humano nel quale fia fclpita vna imaginatta che rapprefenti la Verit , egli fl:ia con il capo chino , & con
,

gl'occhi b^ffi contemplare finamente detto monile ^ tenga d'piedi alcuperferro giudic-c , deni ^ht 'i.VLtgQC aperti ; ilche dinota che il vero ,

&

& non deue mai per qualfiuoglia accidente rimqueregli giuilo delle fante Leggi & dalla contemplatione della^)ura, & ocelli dal
eSr^'itegro,
,

intera verit vedi Pierio Valeriane nel lib.5


:

VOMO
deftra

GIUDICE.
>
,

1.

vecchio , fedente

&'vefi:ito d'habito

graue
fia

terrd conia

mano vna bacchetta

intorno alia quale

auolto vn ferpe

da vn lato faranno alcuni libri di Legge aperti , & vn'aquila, & dall'altra parte vn'horologio , & vna pietra di paragone, eflendoui fopra d'efla vna moneta d'oro , & vna di rame & dell' vna come dell' altra apparifch il fegno del ler tocco. Giudice detto da giudicare, reggere, &ef[guire laGiuftitia, & nome attribuito ad huomini periti di efia Giullitia , &: delle leggi poilc da Prencipij Rcpubliche alla miniftratioae di quelle Si dipinge vecchio , fedente , & vefiito grauemente, dicendo AriflotcIc nel terzo della Topica , che non fi debba eleggere Giudici giouani non clfendo nell'et giouenile efperientia ne moderatione d'atfetti La bacchetta che tiene nella man deftra, ne fignifica il dominio, c'ha il Giudice fopra i rei., 11 ferpe che intorno ad efla fi riuolgc, denota la Prudenza, che fi richiede ne gli huomini pofti algouerno. Dicendo la Sacra Scrittura-.
>.
f

Ejlote prudaitei/icut fzrpentes.

l libri aperti

dimoftrano , che il vero ,

[pc

perfetto Giudice deue edere

molto

e E

A R E R
,

P a;

1S7

molto ben perito , circunjpetto

integro , & vigilante , che perci gli (\ dipinge canto l'orologio , acci non mai per qualfiuoglia accidente rimoua gl'occhi dall'equit , & dal ghiio , de come l'aquila pofta da gl'antichi per vcelo di acutilTuna vilt , deue il giudice vedere, & penetrar fino alla nafcofta, & occulta verit rapprefentata per la pietra del paragone , nella guifa,che fi detto,la quale ne fignifica la cognitioncdel vero, &delfalio. fanciullo nudo alato,con ambedue le mani diftefe in alto, prendendo vna di due treccie c\\c pendono da vna tefta di donna , che fia pofta in qualche modo alta , che il fanciullo non vi pofa arriuar fatto. Sia quella tefta ornata dVn panno, che difcenda infino ai mezo di

VN

GIUOCO DALV ^XTICO.

moto co fcherzo. E. R I S D I T T IO ve ftito di porpora, nella deftra mano tenga vnofcettro, qual' vero inditio di naturai giuri/Hittione, & nell'altra i fafci crIari, che fi portauanoper fegnodi quello mcdefimo, G I f^ S TI T l
G
I

C V S. dette treccie , & vi far fcritto . I Si fa. alato perche il gmco conffte nella velocit del r

HVOMC}

DO N

Secondo che

riferifce

^ulio

Gtlllo,

>,^ A in forma di bella vergine , coronata , & veftita d'oro, che con honefl , feuerit , fi nioflri degna di riuerenza con gl'occhi di acutiffima vin:a,con vn monile al collo nel quale fia vn'occhiofcolpito Dice Platone , che la Giuftitia vede il tutto , & che da gl'antichi facerdoti fu chiamata veditrice di tutte le cofe Onde Apuleio giura per rocchio del Sole , & della Giuditia inficme-, qu.ii che non vegga quefto men di quello , le quali cofe habbiamo noi ad intendere , che deuono eiTere ne miniilri della Giuftitia , perche bifogna , che quefti con acutiffimo vedere penetrino fino alla nafco/la & occulta verit , Se fieno come le cafle_* vergini puri d'ogni paflione , fiche n pretiofi doni , ne hilfe lufinghc , ne sltra cola li polla corrompere ma fiano faidi, maturi, graui, epuri , come l'oro che auanza gl'aliri metalli , in doppio pefo , & valore Et perci potiamo dire , chelaGiuftitia fiaquell'habiro , fecondo il quale i'huomo giufto per propriaelettione , e operatore , e dilpen Tutore cosi del'benccome del male fra f , & altri , fra altri, & altri fecondo le quaiit, di proportione Geometrica,T>uero Aritmetica, per fin del bel. ,
:

lo,e dell'vtile

accomodato alla

felicit publica.

Per moftrare laGiuflitia , & l'integrit della mente gli antichi foleuano rapprefentare ancora vn boccale, vn bacile,& vna coIonna,come f ne vedeefprefia tedimonianzain molte fepol ture di marmo j& altre antichit che fi trouano tutta via, per diife l'Alciato.
'

Jus hxcfjrm^ monst

&nm fine frrdiOus effe


,

D^funciitm^purits atq,hchit fit mavtts

Ciuftith diV^ufania iegl' P.liui

DCnna

di bella faccia

& molc'adcrna

la

quale con

la

mano

fini/Ira
.

fuifoghi

vna vecchia brutta percuotendola con vn

bafior.e

Etque-

. .

, laquale da giiifti giudicijdeue fempre tenerfl opprefla,accic)che non s'occulti la verit , &: denono afcoltar patientemente quel che ciafcuno dice per difefa Ciuflttia Dimna.

.1 C O ;S8 lt quefta vecchia dice Paufnia

N O

O G

A
.

eiler l'ingiuria

Onna di {ingoiar bellezza, veftita d'oro con vna corona d'oro in teuer

vna colomba circondata di fplendore, hacon li occhi miri come cofa baila il mondo, tenendo nella delira la fpada nuda,& nella iniftrale bilancie Quella figura ragioneuolniente l dourebbe figurare bellifmajperche quello che in Dio la medefima elfenza con efb(come fan benifsimo i
.

I:a,ro.pra alla

qual vi

fa

capelli Iparfi fopra le fpalle,che

fsicri

Teologi ) il quale tutto perfettionejSc vnit di bellezza. Si velie d'orojpcr moftrare con la nobilt del fuo metallo, & con il Tuo (del mondo j(plen(iOr l'eccellenza , & fublimit della detta Giuflitia ch'eli'h moflrare potenza fopra tutte le potze per d'oro corona La la Giuflitia diuina che d regola fig'iificano tutte le at, bjtlaneie. -Jaf timi t & la ipada le pene de'delinquenti. La colomba moftra lo Spirito fanto terza perfona della fantifsima Trinit, Se vincolo d'amore tra il Padre , & il Figliuolo, per lo qual fpirito la Diuina giuflitia fi communica tutti i prencipi del mondo, r Si-fa detta colomba bianca , e rifplendente , perche fona quefte fra le^
.
.
,

Qualiv<I vifibili

e nobilifsime.

L? treccie fparle moflranole

gratie, che fcendono dalla

bont del cie-

lo fenza oifenfipne della diuina Giuflitia, anzi fonoproprij effetti d'effa ^ifguarda come cofa baffa il mondo , come foggetto lei, non effendo

ninna cofa
Si

li fu periore.

comprende ancoperlafpada,e perle bilancie(tccando l'inflromca


robba de gi'huomini) con le quali due cofe l'honore
, ,

to,Ia vita,& l'altro la


fi
,

mondano folleua & s'abbafla bene fpeiro,che fono dati,e tolti & queila.c quella per Giuflitia diuina fecondo meriti de gli huomini, & coni

forme a'fuerifsimi

giudici; di Dio.

CiHJtua.

DOnna
la

bianco , habbia gl'occhi bendatij nella delira mano tenga vn fafcio di verghe,con vna fcure legata infieme con effe,nelfiniflra vna fiamma di fuoco,& canto hauer vno ftruzzo, onero ten^'
veftita di
la fpada, &: le bitancie

ga
i

Quella
giudici

quefia quella forte i Giuflitia


gli eiTecutori

che efercitano ne'Tribunali

, ic

fccoiari

Si velie i bianco,perche il giudice dou'effer fenza macchi;i di proprio intereire, d'altra pafsione,che polla deformar laGiuftitiaalche vien fatto tenendofi gl'occhi bendati, cio non guardando cofa alcuna della quale s'adopri
li

per giudice

il

fenfo

nemico della ragione.

con la fcurc,era portato anticamente in Roma da lit tori inanzi a'Confolijo: al Tribuno della Plcbe,per moflrar che n Ci dcue rimanere di cafliga<c,one richiede la Ciiuilitia, ne fi deuc eier precipitofo iua dar tempo maturare il giuditio nel fciorre delle verghe. Lafiamfafcio di ver.'he
;

DICESARERIPA.
La fiamma moftra , che la mente del giudice deue
ta vcrfo
il

efTer

ipg Tempre drizza-

Ciclo.

Per lo ftruzzo s'impara/che le cofe, che vengono in giuditio, per intricate che lieno non fi deue mancare di ftrigarlc,& ifnodarle, fenza perdonare d fatica alcuna,con animo patiente, come lo ftruzzo digerifce il ferro,ancorche fia durifsima matcria,come raccontano molti fcrittori.
Giufiitia retta
,

che non fi pieghi per amcta


,

neper odio

DOnna con
,

& con da vna banda li far vn cane figniicatiuo dell'amicitia & dall'altra vna ferpe pofta per l'odio La Ipada alta nota, che la Giuftitia non fi deue piegare da alcuna bant da ne per amicitia , ne per odio di qualfiuogiia perfona, & all'hora lola

fpada alta

coronata nel mezo di corona regale,

la bilancia

deuole , & mantenimento dell'imperio Per lebilancie ne Icruird quanto per dichiaratione habbiamo dj^^to >..-' nella quarta Beatitudine
.
.

Giufitarigorofa,

VN'

anotomia,comc

quelle, che

fi

dipingono,per
il

to bianco,chc la cuopra in

modo,che

vifojle

la morte in vn man mani,& i piedi fi ve.

dano con la fpada ignuda , & con le bilancie al modo detto E quefla figura dimofra che il giudice rigorcfo non perdona ad alcuno fotto qual li voglia pretefto di fcufe, che pollano allegerir la pena,come la morte, clic ne ad et , ne ^c^o, ne qualit di perfone ha rifguardo per dare efledicutione
al

debito

fiio

DOnia

moftra,Jche fpauenteuole anco ra a populi quella forte di Giuilitia , che non fa in qualche occafione interpretare leggiermente la legge. Cmjitia nelle Medaglie d\AdrianOyd' intonino Vo^& d^^leffandro, d federe con vn bracciolare , fcettro in mano , con l'altra- tiene vna patena. Siede fignificando la grauitd conuenientc d i fauij, & per quefi:o i Giudici hanno da fententiare fedendo Lo fcettro gli fi da per fegno di comandare,& gouernareil mondo. Il bracciol ire fi piglia per la mifura, & la patena , per elTer la giuftitia
.

La vifta Tpauentcuole di quella figura

cofa diuina_j

C L

B^l

D'

B,

1,

DONNA
ti
,

Tifila Medaglia d'Adriano,

bellifsima , che habbia cinta la fronte d'vn cerchio d oro contefto di diuerfe gioie di grande ftima . 1 capelli faranno ricciue biondi , fignificando i magnanimi,e gloriofi penfieri , che occupano
la gloria

le

menti de'Prencipi, nell'opere de'quali fommamente rifplende

Joro.Terrd con la iiniflra mano vna piramide , la quale fignifica la chiara , & alta gloria de i Prencipi, che con magnificenza fanno fabriche fontuofce grandi , con le quali i moilra efla gloria Et Martiale bench di altro propofito parlando diife
. :

Barbara

190

ICONOLOGIA
l^lella

Medaglia

d' panano.

Barbina Vy/awidum , ftleat miracuU

Ai

emphia

diuinoAriofto: Moli del mondo In tante: fama mette. Taccia <^ualm(jm le mrabd fette Et (mil mente gl'antichi metteuano le piramidi per (imbolo della gloria, che per s'aUarono le grandi , & magnifiche piraiVixli dell'Editto, dclle^ quali fcriue Plinio nei Vi\. 36. cap. i z. che per fan vna (bla fletter treil

Et fua imi catione

cento feiTanta mila perfone vent^anni Cole veramente degne ma di pili ftima , & di maggior gloria fono quelle che hanno riguardo all'honor di Dio , com' il tabricar Tempij , Alcari , Collegi j per inilruttione de'giowanijcos nelle buone arti , come nella Religione Di che habbiamo ma.

ni i'c (lo

DI

CESARE
&

RIPA.

t#i

nife fio efempio nelle aFbriche della buona memoria deirHIuftrifTimo Signore Cardinal Saluiati , che ha edificato in Roma il belliffimo Tempio nel medefimo luogo ampli , nobilitidi S.Iacomo de gl'Incurabili ,

&

mi edifitij per commodo de gl'Infermi, e loro minillri

Et per non eflere

in iua Signoria lliudrillima aler fine , che di fare opere lodeuoli , e virtuofe , ellendo lui Protettore de gl'Orfani , hi di detti Orfani inftituito con grandifsima libevn nobil Collegio dal fuo nome detto Saluiato , ralit dotatolo da poterui mlntenere molti giouanj Orfani di bell'inge-

&

gno , che per poucrt non poteuino oprarlo , oue s'inftruifcono da

otti-

mi Precettori ne l'iuimane lettere

& nella Religione Ma


.

fatto ancora

vna magnifica Cappella dedicata alla Beata Vergine nella, Chiefa di San Gregorio di Roma ampliando le fcaledel Tempio , & fattogli auanti vna Ipatiofa piazza per commodit del Popolo,, che grandifsimo numero vi concorre ne i giorni delle Stationi , & altri tempi in detta Ghiefa,oltrc altri edifitij da Tua Signoria lUuftrifsima fatti per ornamento della Citti, & habitatione della Tua famiglia , come il nuouo palazzo che Ci vede nella piazza dell'Arco di Camigliano , & l'altro nel fuo Caftello di Giuliana nel Latio , doue non meno appare la magnificenza di qu^fto Principe iti hauer cinta quella Terra di muraglie ,& refala ficura dall'incurfioni di rei huomini Onde hora da molte parti vi concorre gran gente ad habire , tirata ancora ^dalla benignit , & dall'incorrotta gipftitia , & dalla_ fua vera piet Chriftian a fempre riuoltaal fouuenimento de'bifognof. Ha non pure nel fuo teflamento ordinato , che delle fue proprie facolt non folo fi facci da'fondamenti vn'Hofpedale per le pouerc , e bifognof^ donne in San Rocco , acci fiano nelle loro infermit gouernate di tutto quel che facci lor bi fogno ma ha ancora lafciato che nel fuo Cartello di Giuliano fiano ogn'anno maritate alcune pouere zitelle, hauendogli affegnato per ci tanti luochi di monti non vacabili . Hauea anco cominciato da'fondamenti con beilifsima architettura la Chiefa di S. Maria in Acquiro , & l'haurebbe condotta fine con quella prontezz-a , & zelo che foleua l'opere dedicate al feruitio , & culto d'Iddio ma quafi nel cominciare detto Edifitio ffcato richiamato miglior vita lafciando fuo Herede rnluftrifsimo Signor Lorenzo Saluiati , Signore non meno herede delle facult , che del pietofo e liberale animo di effo Cardinale che per con grandifsima prontezza ha difpofto di finire fua fpefa detta Chiefa moftrando fiia gratitudine verfo la memoria del defuiito , & la fua Chriitiana piet in non lafciare imperfetta fi fant'opera.Ma con quefta occafione non deuo tralafciare le Iodi di tanto generofo Cardinale det<i*da pi felici penne della mia 5 che fono le fottofcritte
:
:

Tyramdem dextra toUens adfydera prdmz


Quje mulier Fulua Cxftris
Gloria
.

Et quid Saluiati potUi4 nortfnf'met


.

illa

,^irc

mtcL^

G)mna/iaJ>olpith,mcena, ttmpbjarest

<yce

Qni moki

l\^gum commoidat nornraf.im i Unm.W,(on mc aqu^t pofid/ra Ia/Jj^ c^fis has fiatuere i/<gw, Dmn. in 'Cos.h.ghria fila yt^net:- j j;
. .

i^i
^

ICONOLOGIA
Gloria fic pingi volut
,

Tyramidi^

Tham moles operoft Vuellx.

t^ut 'vertice Cclum

Curje

ftibtime

m toUit ad afra manu i


,

Ccntingens

magno parta

labore vcnip

Quadrato lettre

& tenuatam

cujpde acuta

Tyramtdem Firgo fert generofa manu


Sic f Cafareo celar iuffit in Are Gloria , qua B^gum nomina dar wgent

T^empeoperumaternam famam monumenta


QU(^ decorant ripas vniq; T^ile tuas
Illa
,

merentttr

tamen Tharijs humana fuperbia fua pt


fecithonore coli
igitur

Solk& indigno
Quanto

meUws fulceretdextera vero Qufi Salutate Deo tu monumenta locas ; Seu quas in Campo cafac das Vrginis ^edes Seu quA Flaminia flant regione va Stue lares media furgentes Vrbe fuperbos
Siue procul muris oppida cincia modis

jlddeetiamhoj^itijs Sedem

magna utriiFulgi^

jldde <& Tierio ie[a dcata Cboro

^on tamen hac forfam maiori robore digna


SuUinet imbelli gloria vana manu,

TonemanuTharkmgeflas quam Gloria[mQlem


Et lege
Salutati qMlibetaiaTatrisy

Siue placet celfafurgens tcHudne Templum


Flaminia cernii qua regione f^ia
,

y4ut agra turba laxas quas

condid'tt

jiedes

jlut grata ^ono teia dicata Choro


Stue vbi B^mulews (peaut Equria fanguis
Virginis atherea nobilis jra placet

Tonderibus nmium fi tantis dextra grauatur Forte gcres patrios quos nouat iUe lares

Quid

fi cin6ia

nouls dentur vetera oppida muris


,

T^on indigna tuafint monumenta manu Quicquid Saluiati fumes , illuHrius ifto
Impofit faxo
,

q Hod tibi Cafar , erk

DO N N A
nefici; fatti

G L

B,

^,

, con vna Corona d'ero in capo , Se nella deftra mano con vna tromba. La Gloria , come dice Cicerone , vna fama di moki Se fegnalati be,

fuoi , gl'amici , alla Patria , & ad ogni force di perfone^ . Et fi dipinge con la tromba in mano perche con efl'a fi publicano populi i defiderij de Principi La corona , inditio del premio, che merita ciafcun huomo famofo,
la fi-

&

. .

. .

D
la fignoria,che
ti

eE

A R E

P A.

Tpj

benefattore fopra di coIoro,che hanno da lui riceuubenefitij, rimanendo elfi con obligo di rendere in qualche modo il

ha

il

guiderdone.
Gloria

DOnna

vedit-i d'oro, tutta rifplcndente

nella (niilra con

vn Cornu-

copia,&: nella deftra,c vna lguretta d'oro,che rapprcscila verit, GoriU;ic^ Honore.

DOnna,riccamentc vefl:ita,che tenga molte corone d oro, & ghirlande in mano come premio di molte attioni virtuofe
,

Gloria

DOnna,che con la deftra mano tiene vn' Angioletto,& fotto al pie de*
ftro

vn cornucopia pieno
,

di frondi

fori,& frutti
nella delira

Gloria

DOnna
fi

che moftra

le

mammelle,& le braccia ignude

mano tiene vna igurettafuccintamente

veflita, la quale in

vni

mano porta vna ghirlanda,& nell'altra vna palma,nella finillra poi della
gloria fard vna Stera

Et in quefti quattro modi , con fegni del Zodiaco . vede in molte monete,& altre memorie de gli antichi

L
.

A*

lungo , come la gruc t grande La Gola fecondo chenaiTaS. Tomaflb 2. i. queftione 148. Art. r, e vn difordinato appetito delle cofcche al gufto s'appartengono, & dipinge col collo cos lungo,per la memoria di Filoftene Ericinio, tanto go lofojche defideraua d'hauere il collo limile alle griie , per pi lungamente godere del cibo,mentre fcendeuanel ventre La grande2za,& groiTezza del ventre fi leferifce all'effetto d'ella gola, & goloio fi dice chi ha pollo il fommo bene nel ventre,& lo vuota per em pirlo , & l'empie per votarlo co'l fine dellla giottonia , & del piacere del mangiare L'habbito del color ropradetto,airignobilt dell'animo vinto , & foggiogato da quello brutto vitio , & fpogliato di virt , &: come la ruggine; diuora il ferro onde nafce,cos il golofo diuora le fue fuftanzc,^: ricclierveflita del color della ruggine,col collo
all'ai

DOnna
&:
il

ventre

9i.

2e,per

mezzo delle quali

^\

era nutrito,&: alleuato

GqU,

DOnna

d federe fopra vn Porco perche i porci,come raconta il Pierio Valeriano lib.p.de i fuoi Hieroglifici,fono infinitamente golol eoa Nella finiilra mano tiene vna Eolica Vcelio fimilmente golofo ,
,

&

la delira s'appoggia fopra d'vno Struzzo

del quale cos dice l'Alciato

Lo Struzzo fembraquei che mai "on tace

Ne con

la gola in

alcuntempo hd pace,*

GO*

1^4

DONNA fimileMinerua; vno


uojcol braccio finiTtro

G0FEl\XO DELLU liEVy B LIC.4.


nella deftra

ICONOLOGIA
Icudo,

mano tiene vn ramodoli-

& nella mcdefima mano vn dardo,


,

& con vn inorione in capo


II

il principio del
11

fmile quello di Minerua ci dimoftra che la fapienza, buon reggimento morione,che la RepubUca,deue elTere fortificata, &: ficura dalla for-

portamento

za

di fuora_

il dardo,{gHficano,che la guerra , Se la paceibno beni delfa Republica,rvna perche da cfperienzajvaloreA' ardireil'altra perche fom miniftra lotio, per mezo del quale acquiftiamo fcienza ,&: prudenza nel gouernare, & fi dd l'oliuo nella mano delira, perche la pace pi degna- della guerra, come fuo fine, & gran parte della publica felicit G R T 1 C ^\ che nella deftra mano tiene vn breucfcritto in lettere latin e, le quali dicono f^ox laterata, er articulata-^ debito modo pronuiiciata,&: nella finiftra vna sferza ,& dalle mammelle verfer molto latte. Il breue fopradetto dichiara , & definifce l'efiere della grammatica hd^ sferza dimoi:ra,che come principio s'infegna a' fanciulli le pi volte adoprandofi il caftigo che li difpone,&: li rende capaci i difciplina Il latte che gl'efce dalle mammelle fignifica,che la dolcezza della (cki\ Grammatica, za efce dal petto, bc dalle vifcere della grammatica. , che nella deftra mano tiene vna rafpa di ferro , & con la fintDOniia <lra vii vafo ^ che fparge acqua fopra vna tenera pianra_^ Grammatica prima tra le fette arti liberali,& chiamafi regola, & rar gione del parlare aperto, k corretto

L'oIiuo,&

DONNA

^ M M ^

La rafpa cimoftra,che la grammatica defta, & afibttiglia gl'intelletti


il vafo aelfacqua inditio ,che con efla fi fanno crefcere le piante^ ancor renerelle de gl'ingegni nuoui al Mondo , perche diano a' fuoi tem-

El

pi

ft-utti

di dottrina,

grue per cimiero, nella mano deftra con facella accefa , & con vn paparo fpada ,&: nella finiftra ouero ocha , che le ftia appreftb Lafacella con la griie, fignifica vigilanza , per le raggioni , che fi fono dette altroue in fimilpropofitorifteftb fignifica l'ochajla quale dodici voi te fi fueglia in tutta la notte dalche credono alcuni,che i\ prendefie la mifura dell'hore,con le quali mifuriamo il tempo, nello fuceliarfiquefto ani male fa moltorftrepito conila vocc,& tale,che narra Tito j.iuio , che i foldati Romani , dormendo nella guardia del Campidoglio fumo fuegliati per benefitio folo d'vn papero & cos prohibirno Francefi rentrata_.: Quefti due animali adunque dinotano,che la vigilanza, <k la fedelt fono ncceflarijflnne alla guardia , accompagnate , con la forza da refifterc i il che fi moftra nell'armatura , & nella ipada_.
la
,

DONNA armata,con vnacon vna

& di iapere come l'acqua fa crefcere le G ?^ ^ [^D I ^.


'

piante

ftelfe.

'

DICESARERIPA.
G R

ipj

.4,

ridentc,& bella di vaghifsimo habito ve/lita_., V_I coronata di Jialpri pietre pretiofc, ^c nelle mani tenga inatto di gittare piaccuo'.mcnte rol di molti colori , fenza fpine , haucr al collo

/^^

OY A N E T T A

vn vezzo
Il

di perle . diafpro i pone per li gratia , conforme d quello , che li naturali dicono , cio, che portandoli adoiib il diafpro fi acqui/la la gratia degli

huomini Quello medefimo Cigndci


fpIcLidono
,

la rofa

fenza fpine

& le perle

le

quali ri-

per lingolare , & occulto dono della n^tura_. come la f;ratia che ne gl'huomini vna certa venuft particolare , che- muoue , '^ rapifcc granimi all'amore:, & genera occultamente obligo , &

& piacciono
,

bcncLiolenza.

DO
te
fi

G 11^ T

NNA
.

bella

& ridente con la faccia riuolta verfo il Cielo, do^

x^.

u fia lo Spirito fanto in forma di colomba , come ordinariamenNella deftra mano tenga vn ramo d'oliua con vn libro", dipinge

&

conia

(iniflra

vna tazza.

'

r Guarda il Cielo , perche la gratia non vien f non da Dio , il quale,* per manifeftatione fi dice efler in Cielo , la qual gratia per confeguire- doniamo conuertirci lui 5 & dimandargli con tutto il cuore perdono Conuertiminiadmey <!^ ego conumar delle noftre graui colpe, per difle
:

ad ros
Si

dipinge lo Spirito fanto per attribuirfi meritamente da


,

Sacri

Tee*

che che fi diffonde in tutte le creature per propria liberalit di eflo Iddio , & fenza alcun merito di quelle llramodiOliuo fignificala pace, che in virtl della Gratia il peccatore riconciliatofi con Iddio fente nell'anima La tazza ancora dinota la gratia , fecondo il detto del Profeta . Caiix
la gratia

logi lui l'infufione della diuina gratia ne petti noftri

& per dicefi

vn ben proprio di Dio

mcH'S ncbrians

qnm pradams efi Vi fi potranno fcriuere quelle parole. Bibite ^Hebriamm, Perche. chic in gratia di Dio, femprella ebrio delle dolcezze dello amore fuo, perciche quefta imbriachezza s gagliarda , &: potente, che fa fcordar la fere delle cofe mondane , & fenza alcun difturbo da perfetta , de com.

pita fatict

giouanetta , ignuda con bellissima , vaga acconciatura di capo Li capelli faranno biondi , & ricciuti y & faranno circondati da vn gran fplcndore, terr con ambe le mani vn corno di douicia tchc gli coprir d'auanti , acci non moftri le parti meno honefte , & con cffo vrrfer diuerfe cofeper IVfo humano s Ecclefiaftiche , come anco d'altra forte, & nel Cielo fia vn raggio, il qual rifp^nbellifsima
,

VN

G li^ T

^
.

0,
,

e gratiofi

&

da fino terra.

'

'

. .

t$6

ICONOLOGIA
G K

Icanoignude jcoslefigurorno glantichi Greci perche le Gratie.^ tanto fono pi belle, & fi ftimano, quanto pi fono fpogliate d'intcrcfT , i quali rminuifcono in gran parte ia efle la decenza,^: la purit;Per gl'Aa tichi fgurauano in efl'e l'amicitia vera , come fi vede ai Tuo loco

TRE

E,

fancinllette coperte di fottilifTimo velofottoil quale appari-

dice,che quefto animale pi d ogn'akro ridoin quel luogo medefimo , oue da efil ra i fuoi genitori in vecchiezza , le d flato nutrito, apparecchia loro il nido, gli fiiclle le penne inutili ,
di

DONNA faua,Oro ApolHne


ch'in
il

B^ A T 1 T y DI Ti E. mano tenghi vna Cicogna &: vn ramo di lupini


, ,

&

&

da mangiare
uare
cibo
,

fino che fiano nate le

per gl'Egitti; confideratione ferine Plinio nel lib. 18. al cap.14. che molta teneuanoin , &: faua ingraflano il campo , doue fono crefciute , cosi lupino la il come noi per debito di gratitudine dobbiamo fempre duplicare la buona fortuna quelli, che noi la megliorano Sipotrdfare ancora acanto quella figura vn'Elefante,il quale dal Plerio Valeriano nel 2. lib. vien pofto perla gratitudine , &: cortefia Et Eliano fcriue dVn'elefante che hebbe animo d'entrare combattere per vn fuo Padrone , il quale eflendo finalmente dalla forza de gl'inimici fuperato, & morto,con la fua probofside lo prefe, & lo port alla fua flalla, mollrandone grandilTimo cordoglio, & amaritudine-
:

buone 8c che da Te Itefii pofTano treornauano li fcettri con quefto animale , & Io
,

G i^A y
.0
'al

ji.

NNA

veftita

collo infino al

nobilmente di porpora, con vna fcrittura figillata petto pendete , nell'acconciatura del capo fard vna

Colonna con vna picccla ftatuetta fopra: & la vefie tutta afperfa d'occhi di pauone, con vna lucerna accefa fatta fecondo l'vfanz a de gl'antichi
nella deftra
lit

mano
quef:a,&:

La porpora vef:imento commune a


.

airhonore,come qua-

Il

negali , & nobilifiimo breue autentico legno di nobiltd,la quale, vera nudrice di grani-

di faufto ta d'aitierezza di gloria , in capo per le mafcherate piedi, cauallo; s'acconcier colonna La ma per ftatua i fco]tura, pittura fi potr fare canto , che co'l braccio lniftro f pofi fopra d'ella per memoria delle gloriofe attioni che fo-

&

&

mentano la grauit Gl'occhi di pauone fono per fegno,che la granita fomminiflra pompa,
.
.

&c
.

nafce con l'ambitionti- La lucerna dimodra, che gl'huomini grani fono

la

lucerna della plebe

>

& del Volgo

Onna
lafTo

in.habito i

Graniti neWhmmn Matrona, tenga con ambe

le

mani vn gran
l'habi-

legato

te fofpefo

ad vna corda*

I e E S A R E n T P A". . \r4^ L'hablto fi Matrona,moftra, che alle Aato deHetd matura f? conuicne pi hi grauitijchc graltri,perche pi Ci conoice in erto rhonore,& coOj

maggior anfictd
Il fafb

fi

procura con

la granita.,

^v'

temperanza de coftumi*.

moftra, che la grauird ne coitynii dell'huoino fi dice fimilitirdidine della granita ne* corpi pcr3nt5<Sx: quel decoro , che egli si tenere^ nelle Tue attioni fenza piegare d icggiercc^a vanit , bufFonarie , cofej fniili>le quali non fono ateo d rimouere la fcucritd dalla fronte , dal core,come,alle cofe grani per alcuno accidente non fi pu leuar quella naturai inclinatione, che le fd andare ai iujgo conuenieuco .

Gramt

dcUor-'tione,

Vedi d fermezza ,& grautd dcirorationtj.

!{,

n,

U*

di cora22a;,crmo,& /5>ada,c6n le chiome /parfc, inranguinate,come faranno ancora ambedue le mani/otto all'arma tura,hauerd vna trauerfina rofla,per'rapprefentare rira,& il furor e,ftard detta figura fopra vn cauallo armato ; nella deftra mano tenendo vn'afla in atto di 1 andari t,5: nella finiilra vna lcella accefa, con vna Colonna_>
appreflTo

DONNA armata

&

Rapprefentafi quefta Donna col cauallo arm^ato , fecondo l'antico co^ & la pi moderna anttoritd di Virgilio , che dice Bello arrnantHY ^^tti , hcUitm Imc armcnta minamur cio i caualli s'armano per la guerra , & minacciano guerra . Leggefi j^che gi. innanzi al tempio di Bellona fu vna certa Colonni,* non molto grande,Ia quale i Hmaiii chiamauano Colonna bellica , perche dtlibcrato,chc haucuai:o.di fare alcuna gurra d qaclla andaua i'vna deConfoli dopo che haaeua aperto il Tempio diGiano,l'c quindi lanciaua vn aila,verfo la parte,oue vra il Popolo ncmico,& intenda. uafi, che allora folle gridata. Se pubiicata la guerra > & perci quella ngtua c;iene> nella delira mano l'afta in atto di lanciarla preilo alla Colonr.a fc-pradetta Tien poi nella finiiba maiiO viTa fiiceila' accefa , fecond il detto di

ftume gittio,

'

Siiio italico

'

SpArf' m^dta fangae vi [correndo

La gran Betictta per la> m^te [quadre . Soleuano ancrra gl'Antichi, prima chefufiTero trouste le rrom.be- quaiKo erano per fare battaglia mandare inanzi d gl'eferciti alcufii eoa faai accefc in mano,!equali . gittauano contro dall'vna parte , ^ dall'ai5tra 9 &: comiiciauano dopoi ia battaglia col ferro.

1^

G.^v.i'-

54

CON O
G i^^

O 6

X S 2 Z

^.

DON N A

corpulenta con la dedra mano tenga vnrramo d'oliuo, eh* habbiafolo i frutti fenza fronde, nella fniftra tenga vn granchiomarino,il quale foggetto molto alla gralTezzajquando la Luna crcfccj per particulardirpofitione tirata dalle qualit dflla Luna, oucrp- perche quando efla picna,& luminofa gli d coramodit, di procacciare pi fa.
.

cimenteilcibo L'olinOr e il vero hieroglifco della grafi*er2a non Colo tri Poeti , & Hi^ ftor'ci, ina anco nelle fcre lettere, come in pi luoghi fi pu vedere, Giterra. rEoltetro proprio dell'oliuo, l'eiTcr graffo porti cimiero vn Pico per , nella mano de/Ira la_^ che armata, DO'iua fpada :gnuda,& nella finiflra lo feudo , coavna teftadi lupo dipinta
.

&

wiarezodefTa-.

CESARE ripa:
O

DONNA mano

H,

[{^

i^l

fpauenceuole in vifta , & armata con vna face accefa iii-. caminare, hauerdappreflb molti vafi d'oro, & d'argento,& gemme gittate contufamenteper terralrd le tjuali vi fia vn'imaginc di Pluto, Dio delle ricchezze tutta rottajpcr dimolrare,che la guer radifllpa,rouina, & cQnluma tutte k ricchezze non pure doue ella fi ferin ateo di

va, ma doue camina

& trafcorre.
f'

C
,

\A

de >eri bonari

nel modo , che la virt al Tuo luogo habbiumo defcritta_> , fendo al braccio,nel quale fiano rcolpici li due Tempi; d: ;vfr Marcello , iVno dell'honore , & l'altro della Virt i fieda detta Donna_, fotto vna quercia, con la deftra mano in alto Icuata i moftri alcune coro* ne militari , con fcettri,infegne, ImperialCappclli, Mitrc,cv altri orna* inenti di digniti , che faranno pofti fopra i raini di detto albei o, ouc fa^ vn brcuc con il motto : Hittc omnia , & fopra jil capo dtirima^ini.* \i fari Ya'altro motto , che dica Me Duce , II tutto dimoftrer, che da Gioue, datore delle ^ratie, al qualt dedicato quell'albero, per dir benedall'ifteflo Dio , fi potranno haucrv- tutti grhon0ri,& le dignitd mondane, con lafcorta^&guda delie virt , ilch* infegnanoi dueTempij mifticamente da M. Marcello fabricati , perche l'vno dedicato all'honore non haueua l'entrata > fc non per quello di efi fa Virt.
.

DONNA con vno

con faccia,5<: mani leprofe,vcftita di pelle di pecora bianca con vna Canna verde in mano la quale habbia le fje foglie & pennacchio I piedi mcdefimainente faranno !epron,&: nudi,con vn lupo che efca di focro alla vefte di ciTa , & con vn Cigno vicinp Quello che dilfe Chriio Signor Noftro in S. Matteo al cap. 25. bafta_ perrintelligenzadi quella imagine, perche volendo imprv:>ucrared gli Scribi & Fariiijla loro Hipocreia,d2ire che erano fimili, a' icpoiv.ri, che fono belli di fuori , Sj dntro pieni di olTa d'huomini morti & di puzza_. ; Adunque Hipocrcna non fard altra,che vna rintione , di bont , ik f^uiticd in quellijche fono maligni,5t fceieratii per (i dipinge donna ieprofa , ve, , ,
:

DONNA

HIVT0C1{ESljt.

ftita di

habito biancho,perche

il

color della vefte fignifica l'hibito vircuo

fojcheartiiitiofament'j, ricopre la Icpra del peccato,che ila radicato nella carne

,& nell'anima^^ La Canna verde, e fimbolo ( come dice Hettorre Pinto nel cap.

40. di

Ezechielle Propheta ) dell' Hippocrcfia , perche nafcendo con abondanza di foglie dritta, bella, non fa poi frutto alcuno, le non piupiena di vento Dell' fteflo ancor^a dicCi* dentro e vacua, ma, il m<j' 2

&

& &

nirdcfiino Autore,dare inditio

jt.C
iiera.li

O N O L O G
il

A
^

Cigno il quale ha le penne candide,

&

la

carne

lupo che

fi

moftra fotto, alla veftc di pelle diuerfa dalla.,

fua, tanto chiaro per le parole di Chriilo iiCU'uangelio> che

non cibi*

fogna dirne altro

"P

C 1{E S i

^0

...}-''

'-

^ -

-..11.-,
(iwiClra

//

no,rotco in
in^cap!(>5Vti.

uepl

moki luoghi con la re-fra ch''na vej-fo la>rpaUa vei^i^-h&gli^opr^qiraS tutta lafrontcit^^^^^^

ha

f.ra,mano;V-na groiVa>^';Iuga<:H>ror-^s&7VftOtStiuolOi&-Gon la dcira

ma*-

no^on ^ briV5:^Q/<ri5''>rt>ip,qi:gcr

in atro publico.VAa.monejta^^ji y.n


:<i,.fciiDfiY

.uci;p,haujaJ;kgatbr*'S5H|^i;e4U:itU^

pcK, .b 6 Ot;G'J> -^ l

DI

CESARE ripa:
Icciiridc
,

''ii

Hipocrefia appreflb S.Thomanb fecunda

qiieft.^. art. t. vitio,

cheinduce rhuomcMii fimulare,^: fingere -quel che non e in atti,' parole^, 1k opere eileriori,c5 ambicione vana di elVcre tenuto bnono^ersdo trifte. -MagraA' pa^Uida fi dipinge,perciche carne dice S.Ambrofio nel 4. de i fuoi morali,grHipocriti,non l curano di eftenuare il corpo per efTeri> .cenuti,& ftimati buoni,3i S.Matteo al cap.^.rMW idunnis nolite fri jlcut li:^,
,

" pocrU,tyifiese:aermmm enim facies fua-s yt -vidcantur abhemhibus ieun::nte7 . Il veflimento ,c:ome dicemmo eflendo co:npoilo di lino , &: di lana di-

:moi:ra

radi

(come dice il ibpradetto S.Ambro^'io,neleap.8. de morali) Topc* con parole,^: atcionc d'hipocrcla cuprono la (ttigliezza della malitia interna, & moilrano di mori la Icmplicit dell'inno
coloro,! quali
fi

.cenzai quefto

La
'Se

teia china,con

moilra per lignificato della lana, & la malitia per il lino. j1 v^Jlo che gli cuoprc laFrte,la Corona,&Jl ofatiKd^
'*''-*

lo,dinotano che l'HipocritOjiollra d'eilere lontano,dalle cofe mondane

riuoko

^'' ^' ^^^ ^' ^^ ^\ cntempiadondciropcrc^iuine_fJ Il porgere la monetaad vn poGero,nella guifdie*ff" 3et?<>i ditnfefU

alla

la vanagloria,degli hiiK>Ci"iti,i quali per acquirtar-fam,6^gioria'deI

Ma^
cosi

do , fanno ciemofina publicamente come ne


dicendo \Cum erge faos demoffnnm
noti

fa 'tdt S.

Mktthep

al 6.

m fyHdgogis
"'.

CT"
,

w ricis

tubi mulre ante t,ficutHyfocYtefHi^ ant ho'iorificcntur ab hominibn^s &.


.

.le gambe

&

i.

piedi limili al lupo lignificano

ome diceS. Mattheo a|


'

y.chc gl'iiippocrici neli'eftcrior^ Ioqo agneil,& di dentro lupi rapaci/

H M

ai^- "

bruttilTimo armto,co'l manto d color rofib, per cimiero porter vna tetta di tigrejfar pallidojterrd con la finiftra mane per i capelli vna tefta humana tronca dal bufto , & con la delira vna fpa^ da 'ignuda infanguinata BruttiiTimo li raprefenta rhomicidio,perci<:hf non Iblo abomineuole alle perfone , ma quello che molto pi importa-J al lommo Iddio, ilquale tra gl'altri comandamefiti-cli ci ha darijci-pro- hibilce rhomicidio come cola molto dannofa , & lui tante odiofa-, che * come fi vede nell'lixodo 2 1 comanda che non fi lafci accoftare al Tuo al:

HV O M O

tare Thomicidi.
leseurn
Si

'.

-,

Si quis per mduiriam occidert


,

proximum fuum

& per

i'ifUia^
''--

<

ab altm meo aucU


-

&c.

--

dipinge armato, perche Thomicidio genera ilpricolo della vendetquale fi prouede con la cuftodiadife ftelfo .La Tigre fignifica fierezza , & crudelt le quali dann incitamento , &: fpronano l'homicidia la pallidezza eflfetto, dell'ira che conduce all'homicidio, & del timore che chiama penitenza i Per fi dice nel Genefi che Caim hauendo vccifo il fratello , and fuggendo , temendoli calHgo
ta, ali a
'

'

della giuftitia di

Dio .

"

..

HO-

loft

.ICONOLOGIA
H
li
baTi,vcfl:ita

"

DO
.modo
. ;

N N'A

che le La grauiti dell'habito, inditio ne gHiuomini d'animo honefto, & per fi hanoranoj & fi tengono in conto alcuni , che non fi cono(cono per lo
dei vcftire, efiendo le.cofe elleriori dell'hiiomo tutte inditio

con gl'occhi cuopra gl'occhi

E s r jl. nobilmentc,con vn velo in

tefta

dello riguardano il compimento diranima_j. Gl'occhi baffi, fono inditio di honefl , perche ne gl'occhi spirando la-- jafciuia, come d dice, & andando l'amore per gl'occhi al cuore,fecondo il detrojde Poeti ; Abbacaci verfo teira , danno fegnojche ne fpirti di lafciliia ne forza d'amor e pofi'a penetrare nel petto 11 velo in tefl:a, inditio d'honefl, per antico,& moderno coftume, per cffer volontario j^npedimento al girar lafciuo de gfocchi
intcriori, che
. "
. ' .

GO
frutti
,
\

VANE

f :^

'

]N(

/^

fi.
,

bello veftito di Porpora,& coronato d'Alloro

con vn*

Illa neila

mano d^l:ra,A: nilla {nillra con vn Cornucopia pieno di & volontaria for'i,&: fronde: Hon ore nome di polfelHone libera
,

de gl'animi virtuof , attribuita alfhuomo per premio d'efla virt, & cer cata co'l fine deirhoneftoi& S.Tomafo a.z.q. 1 2^.ar.4.dice che homr eji cu

premium, b elIo,perche per f flefibjfenza ragioni, fologifmi,algiouane,& Si fi etta ciafcnno,& fi fa defiderare.Si velie della Porpora perche ornamen co Regale,& inditio di honor fupremo L'hafl:a,& il Cornucopia, & la Corona d'Alloro fignificano le tr c2,g{o ni principalijonde gfhuomini fogliono effere honorati, cio, li fcienza- la ricchezza,& l'arini , & l'alloro fignifica la fcienza, perche come quefto libero hA le foglie perpetuamente verdijma amare al gufto,cos lafcien- aa,re bene fi immortale la fama di cln la poffiede , nondimeno non Ci acquila fenza molta fatica>&- fudore. Per difle Efiodo , che le Mufe gli ha- ucuano donato vno f .ettro di Iauro,eifendo egli in bafia fortuna,per mezo delle moke fatiche ariuato alla fcienza delle cofe, & alia immortalit
ujlbetv'mutls
^

dei fuo

nomo
Umore.

"1 al colio A' manigli medeimamte d'oro Att braccia, nella man defira tcrri vif afla, S: nella finiftra vno feudo , nel quale fiano dipinti due^ Tempij col motto tic terrnmia /;ertfialludendo i tempi; di Marcello det* ti da noi poco inanzi Si corona di Palma, perche que/l' Albero , come fcriuc Aulo Gellio nel 3. lib. delie Notti Attiche legno di Vittoria, perche , f fi pone fopra il fuo legno qualche pefo ancor che grauc, non folo non cede,ne i piega, ma s'iiKilza,& elfendo l'Honore, figliuolo della Vittoria ,come feri u i Boc caccio nel ?. della Geonologia de Dciaconuien chcfia ornato delfinfegn*
.

*f Vomo d'afpctto venerado5&: coronato d- palma,con vn collard or*

4eila

Madre^.
L'afta i

L'afta,Si' lo

feudo furonoinfcgna de gl'ancicbi R,


:

in

TUbgo della Lorcf*

Ila

come narra Pierio Valeriano nel lil:),4?. Per lieidcfcriuendo Enea Siliiic R di Alba dillo
Ilk (
ifidrs
f"

Virgilivj nei d.deii'Edci-

)^ttr<J

mu.nis , ^m

?i/f^f /?<?f?4
fi

c perche
le
\-\.\(cc

nel

Tempio dell'Huiiorc non

poteua entrare

non per Id

Tempio della

Virti,s'impara, che quello foiamente vero honorcjil

qui

dalla Virc

Le maniglie alle braccia , il collaro d'oro al collo', erano antichi f- gni d'honore,& dauantida Romani per premioj chi s'era portato nelle- guerre vaiorofanicccomcrcriuc Plinio nei ?:?-lib.dell'Hiiloria naturale.
Ho'iore ntUa Mtdagi'a d'intonino
'Pio
,

&

VN
G'

Giouanc

veftito di velie lunga

d'Alloro in vna

mano,&

nell'altra

con vna ghirlandi! con vn Cornucopia pieno di itom


'^

& leggiera
yiteiio

di, fiori,

& frutti
Hcnore nella Medaglia di
.

ouanc con vn'af^a nella delira mano, coi petto mezo ignudo , & col .ornucopia nella finiftraial pie manco ha vn'Elmo. & il fuo capo fa* ri ornato con bella acconciatura, de' iuoi capelli medefmi L'a'ia,& le mammelle rcoperte,dimo{lrano che con la forza fi deue difendere l'honore, & con la candidezza conferuare Jl Cornucopia, & l'Elmo,dimofl;rano due e ofc,le quali facilmente troBano credito da efl'er honorati;i'vna la robba; l'altra refiercitio militarci quella genera l'honore con la benignit, quefla con l'alterezza; quella con la pofsibilit di far del bene; quella col pericolo del nocumento; quella perche fa fperarejquefta perche fa temere ma l'vna menal'hono* re per mano piaceuolmente; l'altra f lo tira dietro per forza_^
'
>.

MOLTE
f

HOI{E DEL CIORJiO.

volte pu venire occafione di dipinger Thore, 5^^ ancorch ne pofTa pigliare il difegno da quelli , che da molti fono (late de-

fcrittc,nondimeno hvoluto ancor io dipingerle differente da quelle perche la variet fuole dilettare alli ftudioli Dico dnnque,che l'hore fono miniflre del Sole diuife in 24. & ciafcun guidatrice del timone del carro folare , per il fuo fpatio , onde Ouidi#
nel
2. delle

Metamorf. cos dice


yd dextra Uuaq; dies
,

c^ menfn <& annus


,

S'ucuicjq; iTS pofitx IP^^^f aqualibu'S

bYt

il

mcdefimo , pi baffo
lungne equos Jitan velocibus imperat horls Jufa Dea celcres pragunt , igmmq\ vomentet cimbrofia fuoco fatmos pruefc-pibus alcts

QuadUpedS ducunt yadiuntq\ fonanta frma Boccaccio nel libro quarto, della Geonologia delli Dei , dice che fhore fono rigliuole del Sole , ^c d Croniche , 3c quello da i Greci vitru N 4 detto

Et

il

-0^4

I^C

O N O

O G TA

rcmpo,pcrcioche per lo camino del Sole con certo fpatio di tempo vengono formarli ,& rucceiTiuainente l'vna dopo Takra, Fanno ch^ la nette pafa , & il giorno giunge , nel quale il Sole entra dalla fucceA fonc di elle , eHendogU dall'hore del giorno apertele porte del Cielo , o:il nafcimento^eilakice nel quale olHtiodell'hore fa mcntioneHomero ,. a: dice che fono ibprariauti alle porte dei Cielo , & che ne hann cura con quelli verfi
ietto
il

T iti s -^Ti t Tp:i,TT y y.ycti '^fu.vii b/ u /^TaV S^tefoYCspHueriii celi qu.tA jcYuabant hor QH;bns cura
i.

le

efl mugnu cplyCt Olympus, qual luoco Homero imitandoOuidio dice che l'hore hanno cura del;.;t> ^'''\ a' porte del Ciclo, infiemecpuGianp. _

Il

Volendo noi dunque dar principio quefta

pittura, feteffno -Che^a prti


-

ma hora ia nell'apparir del Sole..'

FA Me

l,

,,.^'r

,..H
V
'.-,

oj\^a

-h V III
-

-J.'

M ^
j
^;:
-r-^.

L L A bella , ridente , con; ciuffo di capegli biondi com'oI ro fparfi al vento dallup^rc d'auanti , oc quelli di dietro fiano flefi ,'
[
.

<;^canuti;i

v^-^-

Surd vedlta d'habito fuccinto , & di color incarnato-aonra.Ii a gli ho-t Cieriv^ando per in atto gratiofo , e bello di volare. A ,s?-'c Terr.con la dcdra m:iiio ( ouero doue parer all'accorto pittore , che dritto , & eminente ma che Ila il ilio luoco proprio) il fegno del Sole fa grande , & vilbile , & con lafinidra vn bel mazzo di fiori , roiTi , 8c gialli in Pcato di cominciarn ad aprire Si dipinge giouane , bella , ridente , &: con fiori nella guifa che dicemmo , perciche allo fpuntar de'chiari , de rifplendenti raggi del Sole ,- la_- natura tutta fi rallegra , & gioifce , ridono i prati s'aprono i fiori, <k vaghi augelli fopra i" verdeggianti rami, con il Ibauiiimo Canto Tanno fe^la, e.tntti gl'aicri animali mortrano piacere , & allegrezza, il che beniifimo^ dcfcriuc Seneca nel primo choro , in Hercole furente con quelli veri ; 7>{onUim rupu {ronte iuuesc^is , Jani c riiliis culIm equis
:.**:
.-

Titat ,

fummum projpicit oet^,

f^ai u^e reparant rbsra

ma tres
hcrba
:

JamCadm.^isindytiba:cis
^(ptrja d-c 5 dumet. rubsnt
Tbab':q-ie fiigtt ndturafoYor*

rratcuriulctiis incerto

Molli petiilam hxdus

in

Tenict fummo }muula ramo ,


Timafque nano tradtre foli
Ctiiit^qucmloiintcmidas
Thrac.^ pelle x, turbcrquc clrcum
Co--fnfa fon^t
Ttjl^.ta
l

Labor exoricur

di-rnis

er omnes

^igt'tcuAS.upiYtqmd'jinQs
Tujior g e Uh cana pruina

/j

Crsgc dimifjG p.ibula carpii


Ludupr^tol.bcr aperto
I
li

murmurc mxto

drcm,

capelli biondi fprrfi al vento dalla parte dauanti, Se quelli dietro fiej;:j.

,& canuti fignihcno che l'hore in breue fpatio di tempo principi'no,*5c

iaiicono ritornando per al folitocorfo.

;..,..

U color

D
II

e E

A RE

P A.

274

color incarnato del vcftimcnto dinota il rofleggiare , che fanno li raggi del iole in Oriente quando cominciano fpuncare foprail noftro eimipero, come dimoilra Virgilio nel fettimo dell'Eneide. iamcfue rubejceh^t r^dijs marCy^- athere ab alto ^urotain rofeisfulgcbat lutea bi^

Et Gnidio nel 4.deTafti.


'^oxvbitranficru coelumijuerubefcere primo
Cceperit

Et nel 2.^'' Ecce vigli mudo patefecit ab orti Et nel .delle Metham.
i' '

TuYpwteas.jlur^ntforxSi& piena roftrum airia^


.

lA

:y.;j.'/jlli.

lc

ytjolct cer purpurei^ jicriycum primtim

^wwamoueinr,
.

Boetiolib.i.metr.j.

Cam polo Vhcebm


L'iftcflb nel

rofeis

qmdrigis lucemjp urgere caper'u

metro 8. QuoiTjoebmnfcKmdxm
EtStatio i.Thcb.
It

Cmyu proueht auree


I{prantes excufia^comas

km Myi^donijs elata cubilbiis alto


rat ccelogelidas

mtihum^i fequenth

implu

Aurora tenebra^s Sokru^cns

Et Silio
^tqne

Italico lib. 12.

Lampade Tsleptmus L'habito fuccinto , & Tali d gl'homeri in atto di volare , fgnifcano ia velocit deli'hore , come nel luogo di ibpra citato dice Ouidio 2. Metha\bi nox depulfi poto prmaque rubcfdt

norfofi
Jungere tsquQs Ttan veloribtis imperai hcris

.:

luja E)e celeres peragunt.

Gli h da il legno del Sole , perche foleuano gl'antichi dare al giorno do , & dodici alla nottede quali l dicono- planetali, & fi chiamano cos, perche cialcuna di effe vien fgnoreggiata da vnodeTcgni de'Pianeti 5 come fi vede in Gregorio Giraldo tom.2.1ib.de annis, &: menfbus, con quelle parole Vr^t^rta quomar^i Jngirli Tlaneta ,,ftrigulis boriai domnari , mortali a vt aiutiti di^mre j ieo planetarumt hof prscjje ab ^(rologis dicimttc\ e^ crrantium icllarum bora , qnx ab Hs pUnctarix vocantur , consitut<fmt. Oltre quefto chi volelie maggiore efplicatione legga Tolomeo , & Zeone j &,da certi vedi d'Ouidio fi raccoglie il medefimo ; 2.(o ^enws affulfit , non via luppitcr bora tunaque ^c, Giouanni del Sacrobofcho intorno quefto cos dice nel computo Ec* clefiaftico 'hlctandum ftiarfiquQddiesfcptimarne fecundumdmrfos^ dmerfas ba^
dici bore
:

&

&

htat appeilatioms

VbUofopbi enim gcntdes quemlibetdiemfeptimans


diei

ab ilio planef*

quidominatur

in

prima bora ilkm

denominant

dicunt

emm planctfts fcc((fine do~

ruinapzrhorasdiei.

ogni giorno della fcttimana ciafchedun'hora ha particoda quelli de gli altri giorni , ruttauia noi intendiamo srtTolucamcnte rapprefent.ire dodici bore del giorno , & altrettante' della notte fenza hauer riguardo a'parcicolari giorni , & a loro fuccellione/nel circolo della fettimana , fi clvz per dimoiirationc , Ci dar principio alla_ prima hora del giorno con il Soie , e jai:; quello , che dila-ugge l'hore , &
'

Et

bene

in

lar fegno diiicreate

V I C O N O L O C T A mifura del tempo e quefto bacer per dichiaratione de Tegni fi pel -quella prima hora che habbiamo defcritta come anco per il reitante. H R ^ S S C ^i D 4,
40(f
,
,

ancor'ella con l'ale aperte in ateo di volare, hauerd fonna,e colore come la prima ma quelli dauunti non faranno tanto biondi , Thabito far fuccintOjdi color d'oro, ma circondata d'alcuni piccioli nuuoletti , &: nebbia, elendo che in queft hora il Sole,tirii-f i vapori delia terra,pi, menjfecondo l'humidit del tempo pa(^ (ato,&: queft'hora volfc alludere Lucano nel 5. della guerra di Farfaglia Stdn ':^e fugxta Ufum nube dicm tubar extuUt
i

FVNCIVLLA
capelli di

ht.Sil.lcal.lib.5.

Dense Jljmmferum toUetes fquore currum Caligo in terrai nitida refoluta feren$ Solis xqm ipA feri; diem ianaj. orbs renato qUs trat lellm rorata matte pruintu piluerat ncbuUs litMJenfimqucfiuebat

Claud.i.de vap.Prof. ^%niHpura estremiiits vihratur in vnd^Dum nouHS hume&at flauetes Iticfr agrot ^rdori& crraracs lutntper caruUfia^ libranti prouc^at icquo
f>um na-tutinh praefudat (olibHS aer EcStat. i.Achill. ap'xmit afira dies humilijq-^ex equore tta SnbLtum CHmipeUgHS cadlt t^rantcs euoUit ^hcS^ tethere magno Terr con la deftra mano il legno di Venere $ in bella attitudine, Sf con la finiilra. vn mazzo d'elitropio,ouero cicoria con i fiori , i quali per antica oiTcruanza,!] s,&: Ci vede che continuamente feguitano il giro che fa il Sole, & per hauefio alla prima hora dichiarato, che fignifcano i ca|x lli,5: l'ali mi pcire fuperHuo fopra di ci dir altro , anzi detta dichiaratione , fcruir anco alle altre hore,che ci reftano dipingere H K T E B^Z ^, anch' ella , con la forma de i capelli gi detti ma^ qucii d'auanti faranno tri il biondo ,& negro Siri alata, &: coire l'altre in atto gratiofo i volare,con habito fuccint0,e ipedtOjdi color cangiante, cio cioi parte di bianco , & vna di rofib 9 peiciche quanto pi il Sole s'inalza dall'Oricnte,la luce vien maggiore, cdi quefc'hora intende Ouidio nel .delie Metam. quando dice: Vurpurcm fie.cumpY.mum a wwu mouetf4r; iptfub t acr

FANCIVLLA

ti breuep(/

tfm*ii4/s ca^ di [cere

ScUs ab ortu.

bellifilmo gefto il fegno di Mercurio 5 e con la finiftra vn'horiolo foIare,rombra del qual deue moftra hora ^A'm" uentore per quanto narra Plinio nel libro fecondo fu Anaximene Milefo

Terr con

la deftra

mano con

dilcepolodiTalete di quefto horologio riferifce Gellioche tratta Plau to nella fuola detta Beotio: f^t lUum Dtfperdant quiprimttf horas rcperu^quim
^ut adcopYrnhifiatut hicJuUritmiqu mibi conmimit mi/ero articHutim diem

O-

FA
dice
il

D I e E S A R fi R I P A. t9f r) I{^ Q^yA IIT A* .n>H H N C I VX L A come raltre,con ralc,& i capelli nella guiTajChe hab
&

di color bianco , perei che lupra^'Iubito fuccinto, Boccaccio,nellib.4.della Gencologiadelli Dei,eflendo(l gifpaf(<j Quid, dico Syle,'5i haueiido cacciato i vapon,il giorno e pi chiaro,
jia:n'j detto di
il

&

Bel 4.delle ^vletham. Oppofiu peculi referitur mugine Vb-ibnt


Redditur ex tempio fligrantur <ethcre

cumpury md/jjimus orbe

t Sil.ItaMib. 12.

hmpag
Vh.^hi
.

Et tremula infi4Jorefplem{et

cand

Terr con la deflra mano il legno della luii ^ auertcndo il diligente littore rapprelentarlo in modo, che ( conoica il fcgnoin prima villa Porger con la finiilra mano,in atto gratioro,& bello, vn Giacinto fio^ re quale per quanto narra Ouid.nel lib. io, li vn putto amato da Appolline,& hauendolo egli per difgratia vccifo, lo mut in fiore- Ilche dimol.ra,che la virt del Sole, la mattina , va purgando ne i femplici la fouerchia humidit della notte; Onde per ederfi con queftiora ri roIuca, proprio fuo cogliere i femplicijelfendo, che non fono troppo mor bidi,per la fouerchia humiditd, ne troppo afciutti per lo foucrchio ardore de' raggi del Sole-

l\^

Q^''^

Isl

jt,

alata in. atto di volare, con i capelli nella guifa delraltre,Sc con hablto fuccinto di color cangiante,in bianco, & ranciato,e(Teiido che il Sole , quanto pi s'auuicina al mezo giorno pi rifplenr de . Terr con vna delle mani il fegno di Saturno ^ ik con l'altra l'EUtro pio del quale Plinio nel lib. a. cap. 4 r cos dice ;, i
.

f'ANCIVLLA

MiretHr hoc qui non cbfermt quotdimo experimento , herbam matti (jut voc^tur Bliotrop'un dbeutnefolem mlueri/lmp^r onrnibm Imis cum ea -per ti ysl nuilo obum*
flonbiis qms vuant Uo* er KS iter ita [equuntur adotcafum , fb ad cum jemperfpMtnt, Et Ouidio nel quarto delle fuc Metham.dice di qucft'herba, che fu vna Ninfa chiamata Clitia amata dal Sole, la quale per vn ingLiria riceuuta da quello 11 ramaric, talmente , che fi volt in qucft'herba , le parole del Poeta fon quelle ^t Clytien quamuis amor excufare dolore, 'hiec f mouit humOstantu jpe&abat eum Indciumq-.dokr poterat.n amplins auBar Ora Dei, vultufq; fuo flcebat ad /', =m, l Hiis edt, l^ enerifq; mod /ibi fecit inilU m ebra ferut hii^e fi>l%partemq; d',rt4 Tabuit ex dio dementtr antvnbws vfa Lundtis txguts pkUor i uer m htrba T^ynph ru impaiicf rtfub louc no^i^Jieq-, Es irt parte rub>r >maque fi-milinus 4

brante;

Et Varrone

Islec

minm admrandum quodfit in


,

tropur^

ab eo qiiodjolps ortum tnanejptiam

Se ut hum'j mdjiy nudis incompta

capiilis

Flos teg:t,iUa fitti quctmms ridice teneiur^

Ti-rque >ivkem Uces expers vnddqi cibque^

Vertitur ad ldiern/nutalaii^j<:YUit nthOfi*

^re ttcro, lac imi^q-juts leiunia pauu

far queft'hora di afpecto pi fiero , moflrcr le^ raccia,& gbe nude;hiuioper ne i piedi itiujilccci graciofi,^ belli, 41 wolor del vcftiaijco far rolfo infiamatcperche dice il Bocc.iib.4. delia
I

F\

N G V L^L Ai

E S

T A,

&

Ueneo-

DeiVritruandofi il Sole in mczo del Cielo , molto plA ff Ifplende , & rendmkggior ardore, che perci Ci rapprcfenta che mfri Ib braccia , & gambe nude , il che fignifica anco Virgilio nel libro ottao
delli

'f5 Geneologia

'ICONOLOGIA

^deirEilcid-/.""
sol medium Cceli ccnfcendcrat ignet<^ orbem EtMartialenetlib.j. lam prono Thnetonte fuht ,4cthon Interiung'ft
Exarj'ttque die$
,

i_
;

cques meriAHM*

^ horajafos

Et Lucano nel lib.i.


j?. wz, i-ittY Quoque lies MediiiS flagrantlbfiS tejluat borii Terr con la deftra mano il tegno di Gioue y. , & con la (!niftra.vhl# mazzo d'herba fiorita , chiamata da Greci , &: Latini loto l'effetto della quale , fecondo che narra Plinio nel lib. ^ .al cap. i -j.c \i.c Theofrafto; marauigliofo , percioche ritrouandofi dett'herba nel fondo del fiume- Eufrate , la mattina allo fpuntar del Sole , ancor'eila cominciai fpuntar fuori dell'acque , & fecondo che il Sole fi va inalzando , cos fi queft'herr ba , in modo , che quando il Sole arnuato d mezo il Cielo , ella in picei dritta , & ha prodotto , & aperti i fuoi fiori & fecondo poich il Sole^ dall'altra parte del Cielo verfo l'occidente , va calando , cos il loto , i-^ nitatione deirhore va feguitando fino al tramontare del Sole , entrando nelle fue acque , & fino alla meza notte fi va profondando . La forma di riett'herba , & fiori , fecondo che ferine Plinio nel luogo citato di fopra
\ i

fi-mile alla
i fiori
^

faua, & folta di gambe , & di foglie ma pi corte fono bianchi , & il frutto fomiglia al papauero
:

&; fottilc
.

VEST
ri

HOB.A SETTIMA.

I T A di colore ranciato , il quale dimoftra il principio della declinatione delfanteccdente hora terr con vna delle mani il f-

gno Al Marce $,

& con l'altra vn ramo di luperi, con


:

li

bacelli attefo

che

riuolge al Sole , te ancorch nuuolo fia dimoftra Thore i Contadini di ci fa fede Plinio nel libro i S.alcap. r4.dcendo Nec rlitis qua jerunturn(U.
tura ajjcnfu terra nrabilior ef
:

primum omnium

ciim Sole

qwdie ciYcumagiturbom.

vafque agnolk etiam nubili demonfirat

T T Jt> \ di cangiante veftita bianco , Se ranciato, terr far CI LLA, vn horiolo Solare Jma con gefto differente- il fegno del Sole .'/': , ma per rendere vano il geflo, e belfignificato per non terzi , dell'hora

A y
:

FA N

&

la Li pittura , & che l'ombra di efib moflri , eflere qulb. l'ottaua hora_, efleodo che anche la prima , ha il medefimo fegno del Sole , denota anco dettO'oriolo la diftintioiie dell'hore del giorno da quelle della notte 11 color del vefcimento , dimoftra, che quanto pili crefcono l'hore tanto pi il giorno , va declinando , & va perdendo la luce .

Et quello b'after per dichiaratione de i colori de'veftimcnti, che caoo airhre fequenti
'

inaili^

eE
,

S
il

ARK R1

P A;

lof

FANCIVLLA
giiato
.
:
:

alata

colore del fuo veftimento fari giallo pa-.

'''.'
>
:

Terr con delira mano il fegno di Venere $ , &: con l'altra vn ramo 4 vliuo-,perciodTe qucft pianta riuolgele fue l'oglie nel folflitio, conte il villo per l'oiTcruacijne da. moki,di che ancora ne fa fede Pliiio .
.

[{
,

^
il

E C

M_^.:
:
i

oj,!i

kr. jjiv.mig

negro. F\ ?;rerrixoP!iladefl:Knnano
al

NCIVLLA

alata

veftita di color giallo

maidet-alt^uanfiia
-^j'.T

,?<:,.:)...!:: "

fegno di Mercurio ^.j.&cohjIafinifira'V-a rain ) di pioppaperhaiicre anco quefta pianta il medesimo agnine ico de l'viiuo , laonde per quefta .cauta il Pontan.o neTuoi verfi la chi ama arbree iy-xu-uv cnuo {:\:-rKft d-el 'SoU , cos dicendo e

4-

TiMtontias
.:/:

arbm

Fundit ere noua ,

&c^

f ntfeitdendo la^pioppaL.! J .i
;
;

e /V/.^- <..: :.ri:-M\im . ,^ alata, il fuo veiHniento fari cangiante di' giallo ,.5t: ncgro,auertendo che tenghi come liabbiam detto con beila ;5rat!a il legno della luna, Se vna clepfivira oriolo d'acqu,dfl quale a m;enrion Cicerone nel i.de natur.Deor. ^/igr, in qui t conutun cumjQlarium^ xeldc" fcript'fn, autix aqi aamttfrplert^ ^ & nel fine della fettima Tufculana : ^'^" ergo ad ci pfydram ; percioche con queft clepfdre origli d'acqua fi prefini* u anticamente il tempo groratori,come bene accenna Cicercne,nel 5, de orat. 4t hmc non duL^matir aliquis adtUp/iiumf latrare dacueiiU,

;..:J-X...

MsD

1S{

FANCIVLLA

Et
JEt

N':ar.iale nei libro Icfto;


i

<;v^-j,-.

n-^M ;,^M;><
,

,v.

Septcm l'py

>

as magna

libi

voce petenti
fia

^rblter Inmm

Ciciliane de^'t,

fobrcncndimeno Scipione Natica Tanno 5 9^ .della edificatione di Rcma,con l'acqua diurfe i'hore egualmte delia nocte^e del giorno,effendo che molte volte l'oriolo Telare quando
era nuuolo,non feruiua^come nefe teftimonianza Plinio lib. 7. L'inuentore di quell'ciriolo,come dice Vitrnuio lib.p.de arclikettura^ fu Ctefibio AlefTandrinofigliuolo d'vn, barbiereJ w ;^: :
.

ancorch quello oriolo non

4{

FAN rimente coni


I

A
>
,

r O D

E C

C V L L A' 'aiata
capelli

lA.

vcflita fi]ccintamente,di color violato,e

pa

come habbiamo detto de l'altro.


.-*

Di quelfhbradirie
J.

<}i*e

Siilo Italico lib. 2. diem adtnftusfefjis Thtabus oiympo^ VUtdatim infufaproperarMmtrdlittori^^


iir bif^iiiiavruura,

i
-,

Im^Uihat equUyfufcAbat

'

fcurram.
;<^.

Et nel libro decimo (elio.


Cbtiur^tam-^vjpercympa,
'

v'r.^v

Terr con
ai falce
,

la delira

mano il

Xi'Fmdefe mna^ju.^m 'reDxtlmicceperat vmh.-am, \ fegno di Saturno con i'akra vrt ramo
,

cfiendo che la pioppa, l'viiuo

B ^ & il lce riuoko^o le toglie


,
,

un

Si>liflitio

jccme

Piiiii Icriue,.

-.^^

'

,r.

,vi!^'.

:,

.;

jp

ili

%vo
'"
*

G O N
^
,

t
'P f{

COI
1M

A
,

.
alata
,

FANCIVLLA
re del giorno

A'
capelli

& parimente con

come

le altre

hoi.

ma il colore di guelli dalla parte d'auanti fard negro

di vtirij colori , percichc eflendo il Sole tra-' L'habitofard fuccinto , tale (i dimoftra, per la ripercuflione de i (oi ragmontato nell'Occidente diceStatio ^.Achille. come gi molti colori ,

Fragcbt.YAi(jshumiliiampYmmolympo, Vromttebat quit,


Th<ieb'*s,et

Oceani penetrabile

litus

anhtla

Dei vario colore fa teltimonianza Seneca in Agamcnonc


SujpiHa vanus Occiensfeat frcta,

cos dicendo!

Terrlcon laxleilrainano il fegno di Gioue , & con la fnidra vna^ nottola , onero vefpertlio cos detto vejpertutij tempore , come dice Gieroaldo commentatore d'Apuleio, che la fera ^quando quefti animali cominciano comparire > come dottamente defcriue Ouid.4.Mtam. nelU feola deinfteflb animale , cos dicendo : ^[ lamque es exaftis erat , ttmpufque ftbat Quo tUf ne e tenebrai ^ me pofies diccre lucem^

-,

"^

Sed cum

luce

tamen tubh confia no^is

Teda
.,

repente quat pnguefque ardere videntur

LampQdes > i& rutills coUucetit ignihM ades fdfaque finarum fimutacrum viidare fcrarum, Funda lamiudum latitant per uBa firores
Dinerfeque locis igncf ac lumina vltant mniqye petmt tenebrai paruos nunibrara per arlM

Torngitur ttnuefque inUndmi brachia penna T^ec qua perdiderintreterem ratione figuram
^

>

Scire

linmt tenebrai- f non Uas piuma Uttaui( Sufiimere tamen f perlua ntlbus alis
Cnatcque Icqui
Emittunt
:

o-i;

mmimam

pr torpore

vccm

peragmtqnc

leui {iridare

querelas^

Te^ique non

fyluas celebraht lucemque pero[

'No5e voUnt, Jeroquc iramrtty f^ejpere ttomen,

ut. L alata , & veftita di color bertino , percioche quan-* paflk per l'Occi'kiw / topii il Soie s allontana.daihoftro emifpero,e come dice V irgH e pfcura, fi facia dell'hore fuccefllone la tu canto pi per

HOR^ secolo

-f

FANCIVLLA

tio al .dell'Eneide. f^mitar intreacceiu,&

.'f'

'

ruit

OcAimnox Inucluem vmb-amagna terrmq; polumq^\:^

Et

uei terzo.
Solruitlnterea,

& montes ymbr mtur

opaci
.

Et qucfto bafter per i figniticati de i colori delli veftimcnti dell hore che hanno da fuccedere. /. -n fmiltra vna ciTerrd con la delira mano il fcgno di Mart e 8 , cou ia

&

uetta

netta per
la nottcj
io.ik piglia
il

effer (ignora iella

nome

E I 1> A. f A iif notte, come dice PicrioValcriano nellibro da cifa , elTendo che il latino fi dichiara noda ; dal-

CI
H

1{

^ T

FANCIVLLA
te,

K^

^*
:Vc,

alata, &: ycftita di bertino,piii fcuro dell'antecede a ^

tcrrconlidertranianoilfcgnodelSole

ma per che

tcn-

gni
ia

la

mano baila quanto pi (i pu , mftrando con tal gefto , che il Sola

tramontato , 8c con la finiftra vn bubonc , barbagianni , vccllo notturno , la fauola del quale racconta Ouidio libro 5 , delle Metam. l'argo mento queflo . Gioue hauendo conceiTo d Cerere , che rimenaffe Proferpina Tua figliuola dall'inferno, con quefto patto, che ella non haucfTc guftato cofa alcuna in quel luoeo., fubito Afcalafodiile , .che gli haueua villo mangiare delli granati , & imped laiuai cornata ,. la onde adirata- Cerere lo trandnut in c^uefto animale , M quale fuole arrecare Tempro

male nuoue_
l{epetet Troferpliui

Ceelum,^^.: ih tJti
fi

lege tamen certa y


Orefibos;

T
l^
/

nullos contigp Uc
,

parmrumfcsdre fa^am eU Dixeratt ac Cereri %ertum eft educere rutam 7{(>n ita ftta finunt tjuomam ieimta: FirgOf
fic

nam

Sotu. f*t

cir

cukis Jimplex

dum

errai in IjQrtit

Tttnicemn curna. deccrpferat arbore

pemum

Sumptaque
<>:
.

Tallenti [eptcm de cortice grana

Tr^jjerat ore fuQyfolusqueex ontnibtisiUud


.-

^fcaiaphwf

"fidit

qncm qutidim

icitur

Orphni
_

Jnter ^ue-nales band ignotiffim^ iSljmphas

Ex

jichtrente fue ftrttis ptpeti^e jub


,

ahtrits
.

Vidtt

f^

indicio redjfttm crudelis adetnit

Ing^muit Regina rebi , teiemque profanum Jecf anem^ {parfHmque caput Flegeifjontide lympbM In rojrwrty 0- plnm,^, (r gr<tna lumina vatit,
^

lUe /ibi

abUiM fuluU amkitur

in

aUs

Jrufue caput crefcit^ hngeffte rc(leSitur rngues

yixque tmuet nata


-

pertincntia brachia

ptnnas

nmc utis JgnaHus bsbo dirum mortalibuf omcn D quello animale cos dice Plinio , nellibro decimo al captolo 17. MhBq fu-nbrU c^ maxime abominampuhlicls precipue au^iciji dcjerU incolli ^ net tantum d'folata/ed dura ctiam^ inace/ia^mlU tnonfirum ucc caMh aliquo vocali^fed
..!

Fcedjufue

fit

volueris venturi

gemitH,

PANCIVLLA
lor lionato.

HO

&

B^^

Q^^ ^ K T J.
il

alata in atto di volare, fard

fuo vcftimcnto di co^

Con la delira mano terrd il f?gno i Venere ^


boriolodapoluere.

&

con

la.

rmiftra

vno
..>

V
iti otd il n e r :
^i
\

is

V mi> K

co NO tee
jt

Q^V

FRANGI VL.L A:
lionsto che
tiri

M
,

A
<fi

alata, cme l'altre al negro.


ilifegno di

il

color del veftmento /ari


,

Con

l'vna delle

mani ttrr
,
'

Merourip

J & con l'altra vn_


la

maioxii'jya^durDtj.eflndQ
ine''dice0aidioiib.4.tafi:.6.

che di quefta piantai! corona


:.

notte

cor
1^

^Sretpltxcct-eitMit-:ipjpaurefrntem
:

Et hi'proi>rieci cii.-^r
^^

T^cv uent^(^fcumfomHa nlgra.trahu. drmire,come opertioae noccurna,laondc Vipt,?

^li<^lfGtjiaTta'ro^c>riferonel4-xteirineide.
~ .'.i

V
,

::Spirginshimultm^U:^tJ9pQrifcrHn!qcfapauer

slBtOiridiaiiicoiaad<;ideTnft.

^^t Pli tia fi ^eff^i foflrt^U' H

ib^imi/Z

i .

\A SESTA,
.

...i.i.n:

F^NCI VII A
h^Ttr-v

a!ata,e veftita di

colorngro^cme dice Ouid.4.raftn


,

do non pr^ndcuauo forrhd chi'd'Vns &chi dyn'altro animale rra^quali la^ luna l cangi in gatta cctoe dice Ouidio nel lib.j.dclle Mc-atorfoli,
FtkfcroY Thxbi'i nn:^a Saturnia variapifce f^cvm Ut ut , Perciche la gatta molto* varia , vede la notte, & la luce de i Tuoi h ^rv-fce , diminuffce , fecondo che cala , crefc^ il lume della Luna Sudo lib. 1 2.Theb.di quelFhora di/Te Cum gruue notturna coslumfubtexHHr ymbra i>. oJj -^.ox magiripfa Uc ^bat. }'^'' 'v> ^da^us n?rantcil axabant afiratmbr^^'" ^^'V; ^m^^^Ec:icUibroie:ondo. ^ ^r^-^*-"
;

COii !a dcilra man^tetg^i-il T^no deMa L\xx2 1 con il braccio fi* '/aa^atta , perc-rh' fgfti#c'a la Luna y dicendo, chfe'i Di t'uggenl'in di rhnz f ne aivJ:y*br^iH Eg!tto,ne qiiiui ii t^Jiielianiccuri fcj

&

co

''.

<

AJi

sbip;'Qna diesio^ffh'p.er'^qkikr^^nfi^Figtia^im^

medio tutta} TunhrafYofuda

L L A alata/crdilfii veftimento di cIoi''cartgante, ce* rulco>& negro.Terr Con la dcflra mano il fcgno di Saturno |^,e coi% il braccio fniflro yn taffo^pcr mortrarc'ch'efrendoqiieft'hora nel profon do della notte , ad altro non fi attende , che dormire, come fa queft*ani* malcjii che dottam.ente.defcrionoi poeti. Virg.4.Encid.
7{dri rat,& plncida cnrpebutit ftjjh'fffovi'yi ^('(^l'iYa cu me&t^oiitU^ur /yded'lap^

ANCI

Corphriper tri-as ^yluaeq^^ fxua


*-il;'ftal.lfh.8.

qmrant (uutlt

cs

ager pecu s,pi^qivQHcrii-

^'

--'-'

Cur^fi^ p r er terras

& bt/lagha
t

T<JCtonox atra

fpare

"^

pyofur.d cadicvat

Ouid.5.faft.

T^cx rb
Scat.i.Theb*

tapi inedia

Et caniif
*

e^ fcmr.ncquc ftUmiapr^bet^t VHYM conticM^Jt^ (ii*S 4

, .

D!
tam^;pr enttrtfurgens
Titanis
late

CESARE
.

ripa:

-115

confinia Vhixhi

la pecuda volu crcfij; tac^tja fdrnnus auarJf


Inferpit curis pYOnHf(^iie prr aera

mundo [ubitela filemi

miai

^rifcrjgelidum tenuaucrat acrd biga

Grata laboratx rcfcrcns obliiia vitx

^ "
'^\

colore del vcdimcntd far ceruleo ofcuro . Con vna delle mani terr il fcgno di Gioiis^ , perche quefta tra Thore del pi profondo Tonno, cpnl'akra-. , mano gli fUar tenere, con bella grana , vn Ghiro, come animale^ founacchiofo, delia qiial cola ne fa teftimonianza Martiale neihbroj. cos dicendo.
il

FANCrVLLA

T T

A y

Jl'

alata, in attedi volare,

y &

Sommcutofos Ole p9rrigt gbires

Et nel

parlando il ghiro Tota mif?i dermitur hkms^c^pwguior lio Tempore fttm qmdme
libro
1

FANCIVLLA
FANCIVLLA
-

.BORA
veltita di
.

nilnfifohs alit^

V^O
,

Ti

^.
l'altre far alata
,
,

paonazzo

& come

Terr con vna vngiiib , come vceilo proprio della notte.


ftar in atto di volare

mano il fegno di Marre $

& &

HOF^ADeClMA.
:.'*:

, & il color del veftimento , fard alquanto p' chiaro dell'hora fopra detta. Terr il fegno del Sole , nella guifa che habbiamo detto della prima hora delia notte,per la mede/ima ragione, & con l'altra mano vn'horioloforma di vn bei tempietto , con la sfera che mofri l'hora decima, & fopra la cam-pana da fonare i'hore,enendo,che il fuono difpone , & chiama ogn'vnoal fuoefercitio,come dice GieroaldoCummcntatored' Apuleio, lib.j.u' maflime all'hora decima, eOendo gi paffato il tempo i dormire r Ti ti E C I I{ ^. alata , iar velfita di turchino . Terr con la delira mano il fegno di Venere $ & con l'altra maiio vn'horiolo da poluere , nel quale fi veda la diuifone dell'hora , con il fegno , ik. moftri , che la poiuere fia giunta all'hora vndccima. D (^ D E C I R A. alata, & come 1 altre in atto di volare, il color delveftimento far ceruleo, & bianco, perciche auuicinandoli il giorno l'ofcurit della notte indeciinatione, comedice Virg. S.Eneide.

alata

FVNCIVLLA
H

FANCIVLLA
perfujm

f^bi Oceani

lucifer

mia
rofcida

Exttitii os

facrum ccelo.tcnebraffie

refoluit

QHtm yenus ante alos afromm dlig't gnes.


Etiam curriculo nigran nox
Ottam
cospiffe

Sil.lib. 5.
in limine primo

metani Vrotulerat.jtabtc^ue nhJem

Stringcbat necfe thalamis Ttthonia coniiix

Cmn mimis annucrit noiiemdefife riator

diem.

Stat, i.Theb.

rmbris longa repercuffto nituere crepufcula Vhsbo Terr con la deflr mano il fegno di Mercurio ^, &: fotto il braccio Ci* niftro con bella gratia vn cigno,pcr moflrar i primi alberi della mattina, ' auanti
Rarefcifitibit^
.

'

t4

O^

O G

guanti che arrlua il $ole,iI quale fa il d fimile alla bianchezza del Cigno quando viene inoi, &: partendoli fa parin^cnti la notte negra , cotnec
il

Conio

DONNA vno
tiene

H r 1 L r.^.v con veftimento bianco , con gli occhi bafT,


.

& in bracci*

La

agnello . KLifnilrd quella virciVdeirajRimo


,

fcriori d gli altri

intinrione di
bi dipinge

, fi iHinano incon pronta , & difpofta volunt di vbbidire altrui con nafcondere i doni d'Iddio , che pofliedono , per non hauer
,

onde glihuomini

cagione d'infuperbire.

donna veftita

di

bianco

perche

fi

conofca che

la

za

& purit della mente partor (ce nell'hucmo

ben difpofto ,

candidez& ordina-

to alla ragione , quella humilta che baflreuole rendere Tattioni fue. piaceuoli d Dio , che da la gratia Tua a gl'humili , & Fa refifteuza alla, vqlunrd de'iuperbi L'agnello il vero ritratto deH'huonTo mmrleto , & humilc , per quefti cagione Chrillo Signor nodro detto agnello in molti luoghi , e dello
*

Euangelio

& de

Profeti.

DONNA
la finifira

H umilt^
che nella fpalla deflra porti vn Tacchetto pieno mano vna fporta di pane , fari veftita di Tacco ,
.

<=

&: coni,

&

caJpc-

ftrar diuerfi veilimenti di valore

L'humilcd dcuc efler vna volontaria baflezza di perifieri di f fleflfo per Dio, difpre piando Tvtilije l'honori Ci fi moftra con la prefentc figura,che poteniofi veftire riccamente s'elegge il facco,ii pane indicio che fi procura miferamente il vitto,fenza efquifitezza di molte delicature,pcr riputarfi indegna de i commodi di quella vita. Il Tacchetto che aggraua,c la memoria de'peccatijch'abbaila 16 Tpirco de gl'humili

amor di

..

HumiU.
Cielo , & eoa vn piede calchi vna vipera mcza morta, auuitichiata intorno vn Tpecchio tutto rotto, e Tpezzato,& con vna. tefhi di leone ferito pur Tetto piedi _^ La mano al petto,moO:ra, ch'il core la vera fianza d'humiltd La deffra aperta Tegno che rhuniikd,deue elTere reale , & patiento y. ^c non fimile d quella deUupo vellitodi pelle pecorina, per diuoraro
lard la faccia volta verTo
il
.

DOnna con

la finiflra

mano al

petto,e con la delira difiefa,

&

aperta;,

gli agnelli.

.-

vipera s'interpreta rodlo,e Tinuidia, perii Ipecchio l'amor di f fteiTo^e per il leone la {perbiaiTamor di Te iiedb fa poco pregiar l'humilt:l;rodio,e l'ira T)n'c.tTJtci che tolgon le forze,e la Tuperbia,TciHngue;pc* r fi deuon quelle tre cofe tener Totto i piedi,c6 filda,c fanta rifolutionc. Humltd A velllta di colore bertino , con le braccia in croce al pct^ co,, tcnend con i' vna delie mani vna palla , vna ci nca al colio , 1

Per

la

ONN
V

..

teda

Di
.^

cesare
H r

ripa.
T ^.

115

il pie deftro hauer vna corona d'oro. Tutti fegni della interior cognitione della balTezza dei propiij meriti , nel che conffte principalmente quefta virt, della quale rrttaiido S.Agoftino cos dilfe Humlit^ts efi tx ititnitttp"(jprice cognhionis [ut condiQris vobntaria , mentis mlinatio , [no imo Grdhiahdi adjiinri a u t yan La palla fi pu dire, che fia fimhlo dell'humiit, perciche quanto ym e percolla in terra tanto pi s'inalza,& per S.Luca nel ^.cti'am 8. dific

tcfla china, oc lotto

<;jj-

CCS
gia

QHife humiiut cxaltabitur

Ji

le

tener la corona d'oro fotto il piede, dimoer, che l'humilt nonprcgrandezzce ricchezze, anzi difpregio d etie,comc h, Bernardo di,

ce quando tratta delli gradi dell'humilcd

<k

per dimoftratiune di quella rara 4

ti6
.

I <^

^^^ O L O G
di fpine.

vi

rara virt Ilaldouino primo

R di Hicrufalcm fi refe humile, dicendo nel refurare la corona d'oro tolga Dio da me che io porti corona d'oro la
la

dcuc il mio Redentore Yocosdice.

port

Et Dante nei fettimo del Par adi


.

tui tgli altri modi


'

erano

fcar/i

T^onfo/se humilkto ad incarnai

.^U^iurntafel'fJgliuoldi Dio,

VN A
\z f

bella donna che porti in feno varij fiori , & con la flni/li'a mino tenghi vna catena d'oro. Humanit , che dimandamo volgarmente cortefia vna certa: iriplH|i;-^ tione d'animojche fi moftra per compiacere altrui.
'
',

...

DOnna
lingua
,

Per fi dipinge con i fiori , che fono Tempre di villa piaceuole , coJii. catena d'oro allaccia nobilmente gli animi delle perfoae, che in f fl<^ '\ fentono l'altrui amicheuole cortefia y^ ..'.' Humanit. \ .vcon habitodi Ninfa , & vifo ridente , tiene vn ca^ncmo ih braccio, il quale con molti vezzi gli va lambendo la faccia conl_
S.,'

x\ L'humanitd confiftcia difTimular le grandezze , & i gradi pr';<j^{>ra-' ^'}, fX cenza,& fatisfattione delle perfone pi baflTe digei^ piaceuolezza ridentc,per appliauf Si fa in habito di ninfa perla il fa carezze dimofira cagnolino al quale ella pei: ilche ancora , tilezza , ;iggradire l'opere conforme al defiderio dell'autor loro \
.
-

& vicino vi fard l'elefante

:|

-,

ilal

fi fcorda della fua grandezza,, per fare feruitio ^H'huomoV quale defidera efler tenuto in conto , & per da gl'antichi JFu per indici d'humanit dimoltrato.

L'elefante

vecchia cflenuata di fpauenteuoleafpettOjgetter per la bocca fiamma affumicata , hauer i crini difordinatamente fparfi , irtijil petto fcopcrtOjCome quafi tutto il refto del corpo , le m.r^mm.elle afciuttCjC alfai pendenti^terrd con la finifrra mano vn libro fucchiufo vfcire fcora fcrpcnti,& con la deftra mano moftri i fpargere varie forti. L'Herefia fecondo S.TomafTo fopra il libro quarto delle rcntcnze,&: altri Dottori , errore dell'inttlletto , al quale la volont ofcinatamentC-* adhcrifce intorno d quello , che fi deue crederejfecondo la Santa Chicfa_ Cattolica Romana-. Si fa vecchia , per dinotare Tvltimo grado di pcruerfit inucterata de^ l'Heretico. JE di Ipauenteuole afpetto , per efiere priua della bellezza,& luce chiarifiima delia Fede , & verit Chridiana , per lo cui mancamento Ihucmo pi brutto dell'illeflb demonio Spira per la bocca fiamma affumicata, per fignificare, Tempie perfuafioni , ^ i' affetto prauo di coiifumare ogni cofa , che lei con-

VNA

n -B^U S

1 jf.

traria-.

I crini

..

0t

CESARI RIFA.
U
E R 6 S
I

Mty

^.

I crini fparfi

& erti

Cono i rei pendcri

quali fono Tempre pronti in

faadi[era_.
II corpo quali nudo , come dicemmo , ne dimoflra , che ella nuda di ogni virt Lq mannmelle afciutte , & affai pendenti , dimoftrano l'auiditd di vigore , fenza il quale non fi poflbno nutrire opere , che fiano degne di vi,

ta eterna.,
Il libro fucchiufo con i ferpi , fignifca la falfa dottrina , &: le fentenzo pi nociue , & abomineuoli,che i pi velenofi ferpenti II ipargere i ferpi dinota reietto di feminare i'siC<c ope rationi

/-

2?

I.Q
alata
,

O N O H l S T
,

LO G
K
l
,

t A^

^.
che guardi indietro , tengh

ONNA
?

& veftita di biaiicho

inopofandpfi eon Lpi finiftrofopra d'va faflb quadrato , il carro vi fia vn Saturno, ipra le fpalle dei quale l'ouato, ouero il libro cueellafcriue. Hiiloria e arte con la quale fcriuendo s'efprimono rattioni notabili de l'hominijdiuinon de'cpi,nature,e accidenti preteriti,e prefenti dei-U per foncje delle cofcja qu il richiede tre core,veritd,ordine, & ccnfonanza. Si fa alata , efiendo eJla vna memoria di cole feguite , degne di faperfi, la quale fi diftbnde perle parti del mondo, &:fcorredi tempo in tempo
fri G

cenl^firnttra
,

mano vn ouato onero vrrHbro,-fopra-del quale

icriuere

&

alli

paftori.

'''
^

volgere lo fguardo indietro , moftra che l'Hi (lori a. memoria delleL> ^ cofe pallate nata per la polkritd Si rapprefenta , che fcriua nella guifa che fi . detto , perciche l'hiil:^-* rie icritte fono memorie de gli animi , Scie ftatue del corpo , onde il Peil
:
..

^:rarca nel

Sonetto 84.
tjueft'vpere fon frali

Tandclfu m:o

Che fa pcrfhma g' bitomn immortali

Ihr.go

andar : ma-il mjirofiudio ^ quello

Tiene pofato il piede fopra il quadrato, perche l'Hiftoria deue ftar fera pre falda , n lallarfi corrompere , fuggiacere da alcuna banda gon laj bugia per;interefl'e , cheperci fi velie di bianco Gli fi mette canto il Saturno, perche l'hiftoria detta da Marco Tullio , teftimonia de i tempi , maeftra della vita , luce delia memoria , & Ipirito ddl'attioni A
.

I S

t{

jt,

SI

potr dipingere vna donna , che volgendo il capo guardi dietro alle fpalle , & che per terra , doue ella guarda, vi fiano alcuni t-afci di
,.

mezcauuclcatc, tenghi vna penna in mano, & iard veftita di verde eiendo detto veftimento conttfto tutto di queifori, liqualifi chiamano femprcuiui, oc dall'altra parte vi fi dipinger vn Fiume terreo il come era quello chiamato Meandro , nella Phrigia , il quale fi ragScritture

girauainfefteflb.

DO

NNA

T T

Jt 'H Z

-A

di fuperba apparenza,ve{ita di

penne

di pauone,nella fi

niilr

mano tenga, vna tromba,&


,

la dettra far alzata in alco.

La Tatranza fecondo S.TomalTo , vitio di coloro , che troppo pi di quel che fodo inalzandofi^,on.eroche gl'huomini ftefi credono, con le pa-roie'fi glori ano,& per fi finge donna con le penne di pauone, perche l'a_> lattmia e compagna, come dicono alcuni Teologi , figliuola della Superbia , la quale fi dimoftra per lo pauoue, perche come eiTo fi r^'puta a{^ idi y per la Isella variet delle penne , che lo ricuoprono lenza vtile > cosi fipcrbi fomentano-l'Ambitione eoa le gracie particolari di Dio > che g jiliedoiitj feuia merito proprio , ^ come il pauone fpiega la flia fu per
i

r^ che gli daano incitamento , cosi la Tatfanza corr^ le lodi proprie , le quali fono lignificate nel la tromba , che apprende H^ io , & Tuono dalla bocca mcdelma . La mano alzata ancora dimofba^ aiTertiuatellimoniauza -:://i;.l^/y ;,::.; p
fcia

DI

CESARE RIPA.

con

le loii altrui

DONfJA

OLOL^TRI^,
le
2. 2,

ciecha, con

ginocchia interra,

& dia inceiifo coil.

turibolo alla (tatua di vn toro di bronzo

Idolohtria, fecondo San Thomailb


iebdAS tnutuYt txbbtws. Le ginocchia in terra fono vn'efFetto
fi

quxil. ^4. art. Fji cuUhs Dea


col

& legno di religione

qualo

grandezza i Dio , il (^Uviie folo potcnt'liimo in le ftelfo , & folo lui coauiene propriamente radoratio:-i& , per la ragione che ne daremo fcriuendo al Tuo 1ug?o dj loratione , Te bene vi anco la veneracione dj'Santi ne pur quefta balla, fenza la retta intcntione di dar g' honori conuenientemente , & quei'i:a_> intencione fi dichiara col Taribulo,che manda fumi odoriferi, li quali Ci* gni/can, che la buona intntioift drittamente piegata , manda odore Per ancora i noli-ri Sacerdoti per fanta di orationiferuenti, &: accette
,
.

confeiia fommiifione Oc humilr

in rifp Jtto alla

danno l'incenfo nel fantillmo Sacrificio gando Iddio , che come il fumo , & l'odore dell'incenfo
inftitutlne*,

della Mefl'i, pres'inalza ; cos s'i-

nalzi l'orationi loro yerfo di lui. Et il toro di metallo, fi prende per le cofe create , Se fatte , dalla natura , dall'arte , alle quali la cecitd dei

popoli , hi dato molte volte loltamente quell'honorecheDio l^>lo era obligata di conferare ; dal che nato iJ nome d'idololacria, clic vuoi dire adoracione di falla Deit .
7{eUe Medaglie
d ^n^onin'j

donna federe , con vn baftone nella finiirramano, quale tiene lontano vn puoco da f, &: nella deftra maao vna patera ouero patena,che dir vogliamo diftefa per porgere con eiTa qualche coia
,
.

VN

Pio

A
il

baltone lontano, perche rmdulgenciaallontana il ric^oredelk Giun:itia,e porge auanti la patena,per la hberaiit che fa con poiianza- quafi Diuina_,
1

Tiene

X
&

D r L C E ri T I T^elh Medaglia di Semro .

^.

dipinge Cibele torrira ftando fopra d'vn leone , con la finiilra maco!i la delira vn folgore , il quale moitri di noii^ ^no tiene vn'afla , ^ Unciarlomia di gittarlo via con lettere che dicono .

Indulgenti^

^Augufiomm.

J Ti

f^

l G E Ti
di
,

^4,

VN

'\i Ha

Medaglia

Gordiano
,

-.

A donna
il

in

mezo di vn leone
&:

adomcllca gl'animali,
rigore-

perche l'induiccntia gl'animi fcrocijOutro perche l'inu^ea-

& d'vn toro

tia addolcifce

2^.o

ICONOLOGIA'
.

DONNA
con
il

'H F ui

^,

bruttale mal veftita, tenga le mani l'vna contro Taltrt-^ J dito di mezo d'ambe due le mani diftefo , con gl'altri tutti

&

/h-ctti,&: raccolti

Brutta
^

, ,

mal

veftita

fi

dipinge , peroichc bruttiffima veramente

l'infamia

& accoftandofi ella allapouerta la rende brutta , & mendica*


,

cerne dice Pluto in Perfa conifegiienti verfi .QHimqtium res nojra funt pater paupercuU Modica e?" Mciki meliws ef tamen ita y'merc
Islam rbi ad paupertatem
Grauior faiipmas
ft

acceffit

infmia
r

fides

hebleHior

DONNA
le

l'hlFELlClTjl.
pallida
,

lunghe

& macilente con petto nudo &r le mammel& afciutte tenghi in braccio vn fanciullo magro mo
,

il

frando dolore di non poterlo alimentare , per il mancamento di latte-^ effendo fenza la mano del braccio finiilro lo ftenda in atto di pietofa.* compaflione , hauendo il veftimento l#acciato in molti luoghi. Con quanto fi e detto, fi dimofira, il mancamento dei beni della_j

&

natura,

& della Fortuna

dai quali

la quiete,

& tranquilliti

noflradi^

pendei

^ TN
\^

1 li G E G Ji 0. giouanc d afpetto feroce,& ardito,fard nudo., haucra in capo vn elmo , & per cimiero vn'Aquila gl'homeri Tali d diuerfi colori. Terr con la finiftra mano vn'arcoj & conU4f%f^.vJia^?.2*a^>^ftando //*'"'-.' '.'';'''con atrentione in atto di tirare. ,: Ingegno quella potenza di rpirito,che per natura rende l'homo pron to,e capace di tutte quelle ibienze,ond'egli applica il volere,e l'opera Giouane fi dipinge , per dimofirare,che la potenza inteliettiua non- inuecchiamai. Si rapprefenta con la teda armata , &: in villa fiero , &: ardito , per imorirare , il vigore , &; la frza L'aquila per cimiero dinota la generofit , & -fiiblimit fiia percichc Pindaro paragona gii huomini di alto ingegno d quefto vcello , hauendo egli hi vilt acutillma, & il volo di gran lunga fiiperiore gli altri animali v,!.itili. Si dipinge nudo e con l'ali di diuerfi colori^per fignificare la Tua velocit , prontezza nel Tuo difcorfo , & la variet dell'inuentioni

L'ai cO;e la Frezza in atto d tirare,moil:ra l'inucltgationce l'acutezza.


r l'Egitti) , & Greci , per Hierogiifco dell'ingegno , & della forza nteiligenza dipingenano Hercolc con l'arco in vna mano, & nell'altra vni: frizza con tre punte , per dimoftrare , che l'huomo con la forza , & acutezza dell'ingegno , va inueftigando le cofe cekfti , tcrr^,ne , t\ inferne , onero , le naturali , diuine , & matematiche,come rif^rifc Pierio

Et

dell'

Valeriano

acll

aggiunta deii'Hieroglifici.

DI

CESARE RfPAJ
l

G E G r{ a* ::/^>:,.:/| :;-r
i
I

tilt

/ u 2^ i^.i H z ^, con faccia carnora,difbrmc , & cicca in capo hancf vtiZ ghirlanda di Papauero,ciminando fcalza , incampo- pieno di Pruni, &; triboli , iuori di ftrada vellit rntuofamente d'oro, & di gemme, & >' canto vi fard per l'aria vn Pipi/trello onero vna NoctolaJ. Per la prcfente figura , non fi'rappreJenta il fcmplice non faperc mi il
-

DONNA

^itio deirignoranza,che nafce dal difprcggio della fcienza di quelle cofe, che rhuomo, tenuto d'imparare; &. peri dipinge fcalza , che camina^ liberamente fuor di via, oc tra le fpine ; fi fa fcnza occhi perche Pignoranjga vno (tupore,&; vna ccck. di mente nella quale Phuomo fonda vn'opi crede edere quello che non in ogni cofa , onero per jioiie di f ftcflb
,

&

^ iivoKjifiG\izi, che Pignorante


^^^

trauiando dal dritto fentiero della--


,..:

virt
.

iti
tirc per le
^

lie o

sei

0:0-

K A,

\
-

. .

male apprenfioni delUntelictto ,troua nel x'iucre^ T dipinge preiTo ii J^jpiQirel io , oucro Nottola, perche, come dice Ple^ rio Valeriane lib.i'j .alla luc ^miglia la rapien2a,&: alle tenebre , dallo quali non efcc mai la Nottola ignoran2a_> , L.'iga oranti fi f4 pibrutta d'i faccia, perche , quanto nella natura ha. tnana li billo dlh^pienza riluce,tanto il brutto dell'ignoranza appare
Si

[ozi(o^

& lirpiacible
>

ij

&"^^^ veftita, trofeo dell'ignoranza & molti

s'induftriano nel

jpSTva&rcr, forf perche ietto i belli habiti del corpo fi tenga fepolto , ai ilncglio, ce fi pu ilcattiuo odore dell'ignoranza dell'anima La gliii^landa dipapauero,figmfiqaii mif^rabile fonno dclmente ignorante. \

l
1

G T^p

A-^

'H

2t

in vnticco ferrea ietttre^

i^rj y OM O' cauallofopravn Montone d colore d'o''0,in mezoal(Xwl racque,c coitcetto,chc l'Alciato hebbe da gl'Ancichi, &^in,jL/iigua-r
feolTra dici cos
i^opva

^
il

'

^-

i
^^
\

4 ricqo MontoH varcando

Mare

Col

u ignorami f
"

fi

fa portare

FrifocimoJkavnhiiontfChedalfiioferifo

\
t

G potr aggiungere,"he la il vero finibolo j|iel l'ignoranza , come Ci vede nel Pierio Valeriano lib. $i. pefce di fua natura dolido , & lontsino da ogn^ ;^; l ragione ,perche il pait,eccetto il Delfino,& alcuni alt:ri,ch fi raccontano per marauiv ^ta. 7^ cc^me fi fcaglie c^n facilit , fi leuano dal corpo de pefci , co cpji

|fSnn3,come

di fopra lyc dctto,alla quale


, l;e

\J

velie fia contefta di tc^Lgit di pefce

quali fono

^i fluii; ^d\c lettere fi pu


1

leuare all'huGino

il
,

velo dell'ignoranza

igmY:in-7;adi tuuclecofe

[.^^^.^

/^L'|\nchi Hgittij,per dimoitrrevn 'ignorante d tutte le cofe j fac^\J[.i3no vna imagine col capodell'afino, che guardale la terra , perche ai iofe- della virt- non s'alza mai l'occhio de gi'ignorantiiqnali fono nell'amor di f fteiri,& delle.cof proprie,molto pi licentiofi de gl'artri, C"^^i fucilo animale pi teneramente de gli altri amai fuoi parti, come di [" .c^fiiniouliib. ii.cap.;)^.
, con cice Toiriailo Orzoni fopra d'vn'afino , ha bendato g occhi, cauallo ili-- Vn iunciullo nudo canna.. vna ,& ticiie coH vna^ mano Fanciuilo,&: nuclojfi dipingcpcr dimortrare,che l'ignorante , femph-

T Cnoranza .dipinta da Greci

iuo^di rif

pmnej5^ inaociic,<xpioitouA*u*cuiui3v-uuit ^^luuv .teUeHieroglificCv. i- .-:.;,,

*>.*

av^^

.*.nelliD. ii.
,

La benda,chc li cuopre gli occhi,dehota che


,

e cieco afratto dell intel-

,.

to,& non sjche

fi

fare,& per diiie Ifidoro SQliUqmrum lib.2. cap. 17.

Smnma

lyi
'"^V"^^''

(fESAUB RtPA
r.b .jJ\ovJ>

3%^
ond
.

Se

gli

Summa d la Canna
, fi

wiffria efinefrequotendol ik| i.20^


lib. 57. delie
nelle

il

in mano per eHere cofa fragile?: vana, & mo^X) 4s

na

dt lai

comcdice Pierio Val.

Hicroglificho
JheF.mblenii.

':

l^norat:\a ccmsdip'Ma da L'^UiatK

the m<MYO

quello Sfinge, perche /erba


lefue

d 'vagk'Kj^a de maceri
da fuperhia
,

fuccia
VA U

di dima ;

membra
,

vc^ie

cf}e

mndam vmu corrompe

Tiuma (T^ugeiloy
Dinota iignranxa

di Itone hi ipid'i
,

Mahwm che ypeK^'egU m^i^ueflii


S'oppone
-

che procede

yuKiQr felice

rm

cmom sda
,

inttlk'tto tiene

\^

"

che nella mano deftra, tiene vn mazzo.di penncUiuii^ i:;.>l f;:, \. j. u. mafchera, & a' piedi vna fcimia-. . J- Jfiniftra vna L'imicatione,fi vede in qul fi voglia attione, ouero opera fatta ad alcun altra fomigliante, Str per fi dipinge con vn mazzo di permeili in mano, come iftromenti dell'arce, imitatrice de' colori, & delle iguredlla^
;

Y\!^ N N a

-^

;, m.i ^: -^fi natura prodotte , dali'arte ii:efla_. dell'attiom Timitatione hwna dimoftrano La mafchera, & la rcimia,ci co' l'huomo fuoi gcfti imitare per ;/!5^ atto , animale nei.quefta per elfere l'apparenza, & ilportamcnto uelleComedie,&iiiori, quella, per imitar 1 Ai M O t< J 'il I f^ U di diucr perfonagg con l'ali alle fpalle, &r nelb man deftra vn cei^chio d'oro^a L'ali fignificano la follcuatione da terra,la quale non foftiene fc.
,

,.

DONNA
11

non cofe mortali


talli

termine doue

cerchio dell'orojrapprefenta l'immortaliti, per efTere tri tutti ixst* il men corrottibile , &; per hauerlafonn circolare, la quale non hi -;ImmortMtti, finifca.^

D
,

Onna,veftita d'oro,la quale terrd la deftra mano al fianco j& neUa- ' > :?;r ..,.,.,. . _^' iiniftra vna fenice,/. Gi fi datala ragione deiroro, la mano aliianca.>notarftabilita",at^
;

'?;r{cr,i;i'jq :,Ili.'o^ii;*l?^c>oi1jv :l.e?'ji fermezza-j\ La Fenicejper rinouarfi dalle ftie proprfe cenri,abbru giare perpetua-, msntCjCome commune opinione, inditio dell immortalit medfiJirViir la quale vna eternit col rifpetto folo del tempo da venire . m r;! , jB/ia
'

M M

y r

"^

E.

d;

A armata,veftita di cangiante, al fianco fini ftro porta yn^u. Jrpada,&: con ambedue le mani fquarcia vn panno di lino ro: nimico i^'intelligenza di quefta figura ha bifogno di lungo diCcorfQ,iiquale lafciando iigraii parte alla fottigliezzade belli ingegnijdir folo, che fi ui pinge dona armata,per dimftrare,che la mntat;one, alla quale fouo fogi gette tutte le cofe create,per f fteiTa forre,& fi conferua lotto allarm;).ture,cio focco al moumitnto ae' Cieli, che eflendo di diuerfa,<'^v pi falda maceria di eifa,fono cagione del fuo moto,pc del calore >.po'' della genecorruttione , che vicenda proccdonovfecondo ladott'rina;^ ra rione ,

.ONN

&

d'Ai^ilotile',

fc

la

conki'uano

ii

'.questo

modo, 't

0:1:.

\;.i

,.

.i:

^\\

11 iii\d

./IIG N O L ty^Cx I K epodo da Poeti per lafato, dandoli alle Parche , &: gl'ntcfpfctt '^i Tecfityfc<hdctdoTie l'a'i-agionejdicono, checome il lino nafce ncUa>_. Terra oc quindi poco tempo cui fi corrQinpe cos rKuomo delJa t^];.x

'^
Il

lino

*-* inede (imamente nato in elTa per necelTit di natura fi rirolu Le manijoheitirando in contrario luogOjfquarciano il panno , fono Ic^ contrarie qualrtd:ich<e in vigore del moto de' Cieli diftruggono , & moltr^ plicano le' co/ terrene : & fi nota la moltiplicationc nelle due parti del

panno.

-'"

'

-a*-

,.

vna delle principali doti del corpo glorificato , comc> Theologi Per fi dipinge ignuda & bella , che ft co'jpiedi eleuati fopra i quattro Elementi fupri delle cofc corrottibili i... .:.: A -v: .ci) E A , veftita di colore giallplino in ambedue le mani tcnga-# .O 'delle Ranccon vai Oria i canto,la quale con la lingua diaperfettione al Tuo parto Il color del g jaltolino d fcopcc in fnolte cof imperlrttc, a| teinipo, che ^teomtnciano- corrompere Per fi prende in quefto figniificato ^ ^ l-^R^n parimente come animali,che (i generano di putredine , fona Wa Oro Apoiline per Timperfcttione aflgnate. Imperfetto ancora il par (60 dcirOrfa , per lTere folo vn pezzo di carne fenza forma d'animale,mi con la linga,pcr Gontinuadiligenza prende poi la fuaforma, come ogni noftra attione nel principio imperfetta/e non manca la diligenza, in virS

QV E

IMVjlSSlBlLTU.
facri
.

TA

icriuono

NN

M'PE^FETTIOTi
;

;.

^^

"-

tii

dei "buon princpio


<

fi

compieL) ir? mi/;


i Ai

r,:;ri-;^oK:r
,

DONNA

E TU. veftita del colore del verderamc/ar in yifta crudele,tcr-^ l ticl braccio finiftro rippopotamo,& con la deftra mano vna facelriuolta in gi, con la quale abbrugia vn Pellicano co' fuoi gli : accefa la die faranno in terri- ;
*w
:

L'impietj vitio contrario alla piet,non pure alla giuftitia,5c fi efer^ cita in danno di f fi:flb,dclla Patria di Padre,& di Madre, & fi rapprefcn ca veftita di colore di verderamc,che inditio di natura maligna , &: nociua , la quale fi ritroua in coloro , che drizzano le proprie operationi i
tiene l'Ippopotamo ; perche come eflb , quando e crefciuto in et,per defiderio di congiungerfi con la madre, vccidc il proprio genitore,che gli fa refiftenza , cosi l'empio per fecondare i fuoi sfrenati appetiti , condefcende fcelcratainentc alla mina de' fuoi maggiori

danno de benefattori Nel finiftro braccio

&

benefattori!.

\.

>.

.e

''>;(%.. jtx^,.-

Tiene nella deftra mano vna faclla accfa , abbrugiando il Pellicano; perche loperationi dell'empio , non fono volte altroue , che al diftruggi" mento della Cariti, & Piet, la quale afai bene per lo fignificato d^lPlIicano,fi dichiara come racconta il Rufccllo, nel fecondo libro dieUer^i^ impre f ,& noi diremo pi diffufaiiKnte in altra occaficn^^,
.

che pafli co* piedi lopra vn Granchio grsnde, fatto caline quello,che fi dipinge nel Zodiacoifa veftita di color torchino j & in^ mano tenga la liina_^. ; Il Granchio animale,che camina inanzi , & in dietro j'cn eguale 6j*fpofitione.com fanno quelli che eflendo irreP.Kitijhor lodano !a ccv-m-^platione,hon; i'attione,hora la guerra , hora la pace , horla fcicnza /hor rignoranza,hor la conuerratione,& hora la folitudine , acciche non refi i Cora alcuna intentata al biafmo, nato, & nudrito nelle loro lingue , ^' "J-' rincortanza>diiTeminata in tutto quello che fiinnoi-Quefta forre di- hnorni ni molto daniiata da Giouanni Scholadico anzi da Chrillo noftro Signorei con Tefiempio di quel che pone le mam airaratro,cS,: fi pente . 11 vellimento torchino , poHo per la fimihtudine dtll'ondc marino,''
'

ON NA

->

qua-

11^
le quali

te ^"M
fono inconflantiirime,
vecle_^.,

X:>

VO GI

& di tempo- in tempo patcno aItcfitiofle-4

come
-

fi

e mutabiliffima , per quanto ne giudicano gl'occhi noflri;per fi dice , che lo ftolto fi cangia come la Luna , che non Ai mai vg'hora nel medefimamodo; Vi Ci pu ancora dipingere vna Noe
^;tola la

La Luna medefimamente ,

quale vola irrefolutiirmiajhor da vna banda,hor dall'altra,


>

'^Ct^J&a.Ciio de coni, mona/i.

;^-

-,

"

com

ti
1;

:Vc4i-Inftabilit

^-^I^^L -.;^"*:>^-^ I fi D I't'l- U a M

f(^E.

/
>^

(*
'

Vi^digiuditiod*Amor<s;.

'..

giouan'c,& ighid^con l'elmo in capo, & hauendo intera* al'bVaccio fmiftro riuolto vn manto bianco, dipinto di verde frondi, .ri ta fcrj^t^o per motto nel lembo ^ Proprio Marte; nella manode;ftra,tet^i:V'rra;fpada ignuda, ditnoftrando fi ardita, & pronta,d combattere,.^ '^^l-*lnduIria parte dei valorej & per rimanine {ua,alla imaigiiie itS(afiaf{c)mglia_r, \ ",,^'\\

Bp
Si
jfc

ISJ

NA

l:^'^^^fr:J:r

Kl ^'

'

,'

dipinge ignuda,per diraoftr^rc , che


'

ella

per lo pi nafce

eia b^Jfdgfin!

dallc/commoditd.
Tie^hi^'f

'

'

i,

kio in capo,

perciclie la principal parte Tua, l'ingegno


;

&: li

prud^nzjChe la tiene fortificata ft con la ij^^a^a ignuda proni tamen ti per combattcrejperche licfiiiMa llar deHiO^iaperi diicndereiconauan^

^ggio, njp'. duelli della Fortuna..'. P^'' ^-X il manco bianco , dipinto d^verde frondi i'e'ia speranza fontlatarcliaj
'
\
'

candidez2a de coftumi,^ della dritta intentione, non potendo ifere ind ftria lodeuole,rc non doue il fine deirefricacia, & iagacitd humha fiu fc% le,honefto,&: virtuofo ficonofce ancora per quefia figura che rindufria confifteifi pruederfi del bene,co' commoi,&: in liberarfi dal male co' pc ricoli ; perp gran vantaggio nella vita politica fi ilimaiiO hauerc coloro, che per prpria virtiJ,con la;cppa,&: con la fpaclciijfi ibno acquillati la faftia vniuerfale de gl'hucmifi^j <: qualche commoditda mantenerfenc-*
:

inpacc^.
nelcon molto DOnna con vefliimento trapunto,& ricamato polata fopra vn armano
artifitio;

fia tenga vn fciamo d'Api, l'altra gano,di quelli che Ci adoprano per moucrc i peiifia fcalza, hauendo in ca j-o vna ftatuetta di Pluto U vcftimento , lo fciamo ,& Targano danno facilmente cognitionc di quc.^a figura,& la ftatua di I-luto,Lennco da' Gcnti]J,Oi delle ricchezze, djnotojche quelle fonoprincipale oggetto deirindufiriadcirhucmp I piedi j.udi fono fegno,che l'inaufiria nondifccmc, ic non quanto abbraccia fvtilein Ci alza, fine di cola pi nobile , ik per cosi ignudo fi poia il

la delira

j>icde fopra alla

Terrai

^
,

eE

AR

E^ '

K.I f

A
,

7*17

tpS Onna che nella dcftra mano enevno fccttro iit cni*a dd qualcr JL>/vna mano aperta,& in me 20 di dTa vn ocQhiojaI fine della mano oc
,

dello fcettro,vi fono due alecte,finailid quelle del Caduceo Lo fcectro fgno di grandezzaj&di prontczza,la mano d'induftna_., d artificio , per quefta foftenEandofi fopra di quello , d inditio che i

&

Prencipi, 3c quei che


,

dominano gli altri , alzano da


.
i

corra l'iadulria hu,

mana quando li piace E opinione di Arcem-idoco

me aU'vfo de gl'Egitcij
mettono
in opera_j

,:

chele mini fignifichino rtifitio , conforperche quafi tutte l'arti con l'aiuto delle mani fi
,

L'occhio din-K)ftra,la Prudenxa,peF la quale ITnduftria fi deue reggere;

& l'ali che fignificano velociti accrefcono in parte>i meriti dcU'induftria.


"
-

Indujria.

NEirimaginedMercuriojche
finirtra

nella defira tiene

il

Caduceo,

& con la

vnFlautOigli Antichi figurarono,le due cagionijche genera* no rindu(lria,cio l'vtile per f ,& il diletto per altri , quello fi moftra nel Caduceo col quale fingono iPoeti,che Mercurio rufcitalle gl'huomini gi morti, quefiio col Flauto iflrumento atto per adolcire gl'animi, & fininuir 1 ^i F .a lemoleftie. 1 jl brutta con l'aH negre alle fpalle , & ricoperta di piume di /cello Ardiolo infino alla cintola , & dalla cincol^i in gi far veflita dVna trauerfina di giallolino fregiata del colore del yerderamc, ma flrac '. T ciata5&: in braccio terr l'Ibis vcello L'Infamia il concetto cattiuo,che fi ha delle perfone,di mala vita; pc r C\ dipinge con l'ali ncre,notandofi, che il fuo volo di lama, ma infelice , &: cattino Le piume dell' vccUo detto moftrano, che l'infamia nafce in gran parte dall'incoftanzajperche quefta indicio di pazzia, & fi vede in quefto vcel lo,che incoftantilfimojPer Martiale dimand Ardiolo,vno che andaua da vna all'altra attiene fcnza far cofa buona_* 00 'j^h ri^_ Il color giaIlo,&: il verderame Ci adoprano per l'inganno , &"perf infa-' mia vniuerfalmente,& ancora l'vcello Ibis , ilquale fordidifiimo , come feri nono alcuni,& H adopra in fimil propofito; & come la vefte bracciata infama gli huomini appreflb al volgo^cos i viti; dell'anima tolgono il ere

DONNA

dito prefib a' fapienti, &: rendono l'huomo difpiaceuole Dio doue priacipalmentcfifoftentalanoftrabonafama-/. infamia. >r) ignuda,5c leprofa, per tutta la vita , con l'ali nere , con capelli' parfijin atto di fonare vn corno,habbia fcritto neJla fronte la paro? la &fifcuopravn fianco con vna mano. La lepra nell'antico teltamento era figura del peccato,iIquaIe genera.* principalmente l'infami.i^ Il corno che fona,moftia,che la fua noritiainfclicepreifo gli huomi aijconie quello fono rozzo'& ignobile .

Donna
1

TVRPE

Il

mot-

meglio ve '^uta.cheda quelli che la portano i doflb , per volontariamente fi fciopre il fancojfciogliendo il freno a' vitij lenza vedere , penfare il dannfo fuccefl'j della propria riputatione.* I il F E R I T ^* pallida,& magra,con vn ramo d'Anemone in man,& vn ghirlanda della medefima herba; perche fcriue, OroEgittione' fnoi Hieroglificijche gl'Antichi per qaeft'herba ignificau^ano la'malati &: queLlla,nllaqual ingonoi/POetieflerE tramutato Adone, drudo di Vene jreiefiaidD i Cignale amazzato^ome raccontar Zeocrito,! fa i fior purpu reo,^- beIlo,m poco dura il fiorej^: 1 herba , & forf per quefto fignifca^ ' rinfermit . y '> '-'l Ti F -i^r ^ 7v{ 7 0. con vna vefta di Taneto fcuro, & dipinta di rolline di dafe,le giunga fino al ginocchio,con le braccia, le gambe,& i piedi nuIJS ^'icn^a cofalcna in capo i nella deftra tenga- vii'Cornucopi riuplt *rfo la terra,cHefia voto, & nella finiftravn.Cruoi' d- nv :'}!':' ^' i L'IntorciiniQjCome fi raccoglie d'Ariifotele vn euen'te contrario al be Btyxhe i'ihuomo per cnfeguire s'adopraua, &c per fi dipinge la vefle fpar

*Y Il motto

CO NOLO GI
M

''

Tcritto in fronte ci dichiar,che l'infamiasda tutti

DONNA

'

'

HV OMO
..

fe.diJTOuine conie.braccia.ignude_i-.
Il

..:

ij^

o.j^

iu:.

Cornucopia riuLltOj& i piedi fcalzi, dimoflranola priuatione del b h? A' d'ogni content; &il conio non pereff^rivcellodi malaugurio, ma pcreiTercclebrato per tale da Potti,ci pu feruire per fegno deli iiiibrtuDro.:
fi

comerpeie

volte:,

maggi jr male
ceiri,6i: le

fopraf:ante,&:

vjitrifto.auuenimenco prclaggio di: qualche. fi deue-credere.; che vengano .gfinfclici fuc-

ruin perDiuinapermifiionccome gli Auguri antichi credeuao,che i loro augurif tuflero inditio della volont di Gioue.Quindi iTamo. ammoniti riuolgerci dal torto fcntiero dcirattioni cattiue , alficura iella virt^con la quale fi placa l'ira di Dio, & cefian gl'infortuni;
v.

I "hi
,

G_^

finiranno le Tue gambe-f due code di ferpente ^acanto hauerd vna Pantera , con la tefca_. fri le gambe . Ingannare il far cola fpiaceuole ad alcuno, fotto contraria apparenza.: per hi imagine di fembiante himno i & veiiito d'oro,liiniice in coda di ferpente, mofirrando in prima faccia l'ingannatore hontd, & cortefia , per allettare i femplici , ^v inuilupparli nell'orditura-, delle proprie infidie,comela Pantera^che occultando il capo, & moftran-do il dofib.allctta con la belezzaiiella pelle varie fiere, le quali poi con^ Inganno ffibito empito prende , & diuori^ ornata, riccamente giouanc,& beHiiTim.a vnamafcheradi DOniia,con canuta, difforme,e molto vecchia di vifo del fcuoprapartc n fotto & in vna mano tiene vn yafo ,che m.efce dell'acqua ^v con l'aler in quei cambio fporge vn vaio di fuoco : La fiia vefte far dipinta a mafchere di pi forti, perche in ogni occafione l'huomo , che per habito , per natura procede doppiamcrite,la fua fraude, ^z l'incanno apparecchia .
veflito d'oi-o
in
,

H.V:0 M O

& dal raezo in gi

% Ti

0,

DI

C;E

RE

JR.

IP

-tjf

Incanno.

HVotno

coperto da vna pelle di capra , in modo che d pena g^li fi veda il vifo in mano tenga vna rete , con alcuni Lrghi pefci ^di forma fimili all'orata dentro d'efa_. Cos lo fcriii l'Alciato , & ne di ragione con verf latini Il concetto
,
.

dice cos

' '

^miit

fargn b capre re IVefcatorej che ci compTcncl'^^ la fua pelle vejie j Cnde ingannato il mifero amatore

Conuiencheprefo le

ftfcnfidiereje'i'^'

Con la
.

meretrice con incanni

^
'

Trende Carname cicco tioprij danni

Inganno

Vomoveftito di
la iiniftra

giallo, nella
fiori,

mano deftra

tenga molti hami,

Se

nelSi

vn mazzo di

dai quale efca vn iferpe

3^

ICO N

O G

Si dipinge con gli hami in mano,come quelli,che coperto dairefca puii gono,& tirano pungendola preda, come l'ingannatore stirando gl'animi femplici doiie ei defideraj li fa incautamente precipitare. Onde Hora-

tio de Cenipeta cos dice

OccnUum
Il

viju^ decurrere pfcis ad hamum

mazzo di
efcc
il

donde

ferpe in mezzo, fignifica l'odor finto della bont veleno vero de gli effetti uociui
fiori co'l 1

DONNA

y \i

jt,

giouanc , d'afpetto terribile , con gl'occhi infiammati,ve-. rtita di roflb , con la lingua fuori della bocca , la q jale far limile quella del fcrpe , & dall'vna , & l'altra parte hauer mvolta faliua In mano tenga vn mazzo di fpine,& fotto i piedi vna bilancia, Ariftot ile- nella Tua Rettorica dice , che proprio de giouani , perl'abondanza del fangue, Oc per lo calor naturale efifer arditi , Se confidenti nell'ingiuriarc altrui, come anco, perche amando i giouani l'eccellenza, vogliano foprafta're a gH altri, nel modo , che poffono , &: per gicuane l'ingiuria fi rapprerent:a,col brutto afpetto, & gl'occhi infiammati mcjftranojCiie l'ingiuria nafce da perturbarione d'animo, la quale perturbatione fi moftra.- particolarmet: te nel vifo la lingua fimile quella del ferpe , fegno, che l'ingiuria confifte in gran parte nelle parole, le quali pungono, lon altrimenti , che f fodero fpine j fono fegno ancora le bilancie fotto d i piedi, che l'iugiuria, atto d'ingiulHtia, dandoli altrui quei biafuii, che non (i meritano, non fi fanno
.
:

Ingiuiita

DOnna

bianco tutta macchiata , tenendo nella de/Ira mano vna fpada,& vn rofpo nella finiftra ; per terra vi faranno le tauole # della legge rotte in pezzi , far cieca dall'occi^k? di^i^|^ fotto alli piedi
veflita di
>"

terr k'bilancie

Il veftimento bianco macchiato , dimoflra non dfere altro l'ingiuftitia,che corroccionc, & macchia dell'anima, perla inofl'eruanza della_ lQgg(^ , la quale viene fprezzata,& fpezzata dalli malfattori, & per fi dipinge, con la tauola della legge , & con le bilancie al modo detto Vede l'ingiuilitia folo con l'occhio finilbo , perche non fi fonda f non nelle vtilitd del corpo , lafciando da banda quelle , che fono pi reali , 8c perfette, Oc che fi tftendono a' beni dell'anima, la quale veramente l'occhio dritto , & la luce megliore di tutto l'huomo 11 rofpo il quale fegno d'auaritia,per la raggione detta altroue.^, -c'infegna , che l'ingiuftitia ha l'origine fua fondata , ne glinterefii , & nel defiderio di commodit terrene , & per non vn vitio folo , & particolare nella parte del vitio, ma vna maluagitd,nella quale tutte leiceleraggini li contengono, He tutti i vitij li raccolgono.

ITi"

DI

CESARE RIPA.

'90

ItgiuBita

fparfa di fangue , con vn turali'vfo de Barbari nella mano fniltra tiene vna_j bante in gran tazza d'oro, alla quale terr gl'occhi riuolci, nella deftra haucrd vna fcimicarra , & per terra le bilancie rotte Difforme li dipinge, perche ringiu(Htia,onde il male vniuerfale de Popoli,&: le guerre ciuili fouence deriuanojbriittiflima fi dcue flimare Lafcimitarra fgnifcail giuditio torto ;& il ve^fti mento Barbaro Ia_^ crudelt , la velie bianca macchiata di fangue, fgnifca lii purit corrotta della giufticia , alla quale corrutela appartiene pure la tazza d'oro, hauendo gl'occhiacio la volont, & il penfiero l'ingiullo Giudice per faua,
, ,

DONNA capo

difforme, veflita di bianco

ritia

^3*

T
,

C O

NO

O G
,

rita riuolti

perche non potendo insieme loltcncre le bilancie , & la ragione , cadono, onde Vengono calpeftrate come Te cofa foiTro di minor prezzo
I

alla

vaghezza

dell'oro. folamente

G I .4. delUViggine nella finiflra mano tenga l^olpo & d canto vi fard vn Itruzo ; L'ingordigia propriamente Hetta , vn disordinato appetito delle cofe,chc .il nucrimento fi appartengcno,pi viriofo di quello, che dimandia pio gola , Crapula , & fi dipinge verit del color della ruggin<e , perchie
N.

l{ IJ

DO'NNA vu
diuora quella
ik digcrilce.*
11

vcn:ica del color


,

il

Ferro (cnza iuo vtile,


,

gia fenza gaflo


tblpojin

al

come l'ingordo ogni cofa trangugche appartiene ancora lo flruzzo , che il ferro diuora,
^
,

Oro Apolline,fignifica il medefimo perche mancarfdogli i ci

bi

fi

nudrifce della carne medefima_


, vftita d color della ruggine che vomiti il tenga nella deftra mano il pefce detto faro , &: vna lampreda , da Latini detta mtiftela marina- onero
,

DOnna di brutto afpetto


paflo per la bocca
nella finiftra
i

mano

'. Hebriasf. Il pfce fcaroid noi incognito; perche dicono, che non

..

nel

mare Carpafeo ,& non

efce

fi trou^ ie non quafimaidal promontorio di Troad_-;

, tenuto pefce ingordifiimo , perche folo ( fecondo che riAri 'botile )trdpeici oflerua Vwfo di caminarecome gli animali quadrupedi , & fi pafce dell'herbe, & ancora perche con molta auditd diuora tutti i pefci piccoli, che f gli fanno incontro per ingordigia, & poi \i vomita per la faciet, & fomiglla il fuo corpo in gran parte d quello delTorato-. La lampreda, come dice Oro Egittio , partorifce pbr la bocca , &: fubito,f)arcorito,diaora quell'ifteffi luoi figliuoli, f non ipno predi d fuggire.

dalli Scrittori

ferifce

Ingordigia

DOnna

& tenga in mano vn vafo di trafparente vetro,dentro al quale fiano molte fanguilughe , onero fanguattole , perche come la fanguifugha , pofta_ a forbire il ("angue akrui non fiacca mai per fua natura, finche non crepai cos gringordi,non celiano mai fin che l'ingordigia iflefla non gli affoga
col ventre groffo
,

ilche fignifica ingordigia parafitica,

DONNA
il

G R^A T

f^

"K E.

v^ftita del colore della ruggine , tenga in fno vn ferpent modo di accarezzarloiin capo haur la tefra dcirippopotamo,5i in della pelle del detto animale gli feruird per manto \ci in.. rcftante
.

Oro Apollino
Ingratitudine

DOnna

vecchia, che nella man delira tiene due vnghe dell'Ippopotamo, altrimentc cauallo del Nilo , permoftrafe quanto fia cofa abomnieuole l'ingratitudine ; In Oro Apolline fi legge,che gl'Antichi adope-

....'<

rauano

T>

CESAR? RTPa;
fi
:

ij5
e detta.

rauano ancora rvnghiedeirippopotamo,&gila fag|?onc

neirimagiae deirimpietd fgurorno ancora gl'Antichi l'ingratitudine^ in Atheone,diuorato dalli proprij cani,ondc nacque il prouerbio in Teo
crito
i

7s{utn caues

rt te edant

Ingratkudine

DOnna
ichio
,

veflita di edera

& l'altra

tenendo in vna mano due vipere IVno ma- fwmuu , & il mafch tengha la tcfta in bocca della-
,
,

fcmina_ vile, che rende Ingratitudine propria malignit nell'animo rozzo , l'huomo fconofcente de' benefitij veri Dio, c'I profTimo , fiche fcordando il ben prefente , brama Tempre il futuro con appetito difordinato L'edera porta ilfignificato dell'ili gratitudine , perche quel medefimo albero , muro che gli flato CoPcQgwo aell'andar in alto , & crefcero,

&

ella alla fine in

remuneratione di gratitudine , lo

i fcccare

& cadcro

terra-

medcfimo la vipera , la quale per merito della dolcezdi Venere col compagno , bene fpeflb tenendo piaceri riceue ne' 2a> che eflb ne rimane morto Et poi che mi il fiio capo in bocca , lo fchiacca , fouuiene vn Tonetto d quello propofito , di M. Marco Antonio Cataldi non m'increfce fcriuerlo, per ibdisfatione de' Lettori
Significa quefto

&

di colpe

&

d'errori albergo

^fede^
, ,

Che non

curi amiH

ne ferm fede

B^ubella al

giuHo^ la natura , Dio


rio

Tefle ir^rnal^ morbo peruerfo


D'^lettOi
di
di

T lupo arpia , Crifon d opre^ e d' affretto Tu di virt tu d animo honorato


,

Satan figUayd^ herede.


,

Fecce, fcbiuma, fetor^ macchia, difetti

Tiet nemico^ di mercede

MoHro

ricever pronto^ dar reflio


oblio
,

Ttifa con t^uartia rn parto mto , Fuggi dal perficr mio non che dal petto,
,

O dipromejjet e beneficij

Ch' de vitij

il

peggior Uefere ingrata

DONNA mano
,

l^lMlClTlsA.
nero, piena di fiamme di fuoco, con
la def:ra_^
6c in-#

veftita di

in atto di minacciare,con la finiflra tiene

vn anguilla ,

vna gatta, che Ci azzuffino infieme terra fiano vn cane, li veftimento nero,conlc fiamme , fignifica Tira mercolafa , con la malinconia , che infieme fanno l'inimicitia durabilc,hqualc non iblo quell'irajche ha nel profondo del core, fatte le radici con appetito i vendetta,in pregiuditio del proffimo , & che ci C\ moflri per lo fuoco , & lo manifefta la definitione , oue Ci dice,rii-a efl'ere vn feruor del i'ngue, intorno al core, per appetito di vendetta, & la malinconias dimandata da medici Atrabilis, per fi pu fignificare, nel color nero,cv fi gli huomini recor
deuoli deiringiurie_> L'anguilla, il cane, & la gatta , dimofi:rano il medcfimo effetto, cfendo quella folita d'andar lontana da gli altri pefci, per inimicitia, come dice_> Oro Apoliine , 6c quefli infieme effendo in continuo contraflo naturalmente-
.

&

J^I^'

C34

ICONOLOGIA
. .
.

DONNA
Si

Ti

Q^r
di

T
,

Jl.

vcflita di

fiamme

fuoco

& fugga velocemente


.

dipinge in fuga , perche non ficura in luogo alcuno , ogni co^tL gli fd ombra, & ogni minimo auuenimento la fpaucnt,generando il timo re , il quale con la fuga fi configiia , &: fi rifoluc perpetuamente E veftita di fuoco perche l'iniquit abbrugia l'anime peruerfe, come il fuoco abbra

DO

gi i legni pi.fccchi. ll^QJ^ l ET f^ D IV^E. N N A giouane veflita di cangiantc,che tenga vna girella cii carcajcome quella , che fogliono tenere fanciulli, che girano ai vcrnto, perch tali fono gi'huomini inquieti , che non fi fermano mai in vn prop lto con labilit , che perci fi velie anco di color cangiante-
Incjuie tu Une

i animo
i

DOnna mefta,& in piedi,che con la delira mano tenghi vn core


&

fopra

del quale vi fia vn tempo d'horologioj&: con la finillra vna bandcro<-, la ai quelle che moftrano i venti cme i'horologio fopra il core, con banderola, i^pprefenta con la Si

<iicemmo,pcr dimoftrare, che Ci come I'horologio, & la banderola Ai continuo fono in moto, cos chi inquieto dell'animo , mai non ha ripolo , Si gli conuiene efporfi d tutti contrarij, che lo moleftano 1 hi R L l^ T 1 Tsi E, vecchia federe vellita di cangiante, c6 vn panno nero auol co alla tefta,& con ciafcuna mano tenga vn coruo,in atto di cantare irrefoluti fi dicono gfiiuomini , che conofcendo la diuerfitd , & diit.cultd delle cofe., non fi rifokiono deliberare quellojche pi conuengha* &; per fi rapprefenta , che ftia federe Veltefi di cangiante, cbe'moftra diuerf colori , come diuerfc apparenze delle cofe , che fanno gi'huomini irrefoluti Si dipinge vecchia , perche la vecchiezza per le molte efperienze fa gii huomini irrefoluti nelU'attioni Onde conofcendofi molto pi in quella erd , che neli' altre , ragicneuolmente fi dubita d'ogni cola, '^ per non Ci va nell'attioni riiolutamente come in giouent . Gii a d i Corui per ciafcuna mano inatto di cantare , il qual canto Tempre Cras, Cras, cos gHiuomini irrefoluti , ditferifcono*di giorno in_ ^iorno,quanto debbono con ogni diligenza operare,come dice Marciale

ONNA

Cra^

te

vithi-mn
cras

..

cras dic

Dk mibi cra^ ifiid


Qu.m
loY-.gh
jli*i

Vohhume Jtmptr Vtfihume quando vsnt , vbi tfi , aut vndc petendum
.*

Jslimquiiapud Varthos y ^rnicniosq;

Latti ^

Jam

p-as ifiad habct


,

Vriam , vd

>{eHoris annos

Cras isud quanti diKi m'ihi pojfet emil, Cras viues , bodie im rlmre TojVjume ferum eH jUs (apit quiqfds Vofibame vixh beri Il panno negro auolto alla teftajmoftrarofcuritd, e confusone deiriliceilecto } per la variet de'penfieri , i cpali lo rendono irrefoluco

DI CE rA UE RI^^A.
np'^dfJD
"itti'

*3J

*j'^*'3'>

'.

.i-

''

'^"^^
-

?<_

7v{

CE

7^{

2
''
'

Jr:'_

,
^

VERGINELLA,
di fiori
,

vertira di bianco, in

capo tieriC vna g1i;rlanda_^


,

coh ATT'Agheila iii braccio . / Con ia ghirlanda^' habito i Vergine fi'ii:ingc per ciTcre la mente- deirinnoccntc intarta,& iininactilata Per zc^i q.\-\^ ilmnocunza vna liber, & pura mente dell'hiiomo, c^t fenza ignoranza peni! , &: operi jrL, tutte le cofe con candidezza .\ fpirito , S: fenza puntura di cicicnza".' L'Agnello lignifica l'innocenza, perche non hd ne forza , ne iiitcntionc di nuocere ad alcuno , & otfefo non s'adira , ne 's'accende ^a defi^erio di vendetta, ma tolera patientcmente , fenza repugnar. za , che <^\\ fi tolg.L->, & la lana;&: la vitaidoudo cos fare chi defidcra d'aiiimipliari Chnflo.
:

i^i

,..

135

CO N
.

O G

A
no-

Om ccram

tondettee f ohmittuit

come dice

nelle facre lettere per eflerc

biliiTimolui l'idea dell'innocenza-


Innocenza , Vurit

?.ilma5& ftar in atto di lauarfi ambe le mani ili vn bacile pofato fopra vn piedefla^lo , vicino al quale fia vn-# Agnello onero vna pecora.^ "L'innocenza , onero Purit ncU'anima humana , come la limpidezza r.cli'acqiia corrente d'vn vino fiume. Et con la confideratione di quello riipetto , m.olto le conuiene il nome di Purit. Per gli Antichi, quando voleumo giurare d'eiTcre innocenti di qualche fcelcratezza , dalla quale filentiuano incolpati , onero voleuano dimoflrare,chenon erano mer fchiati di alcuna bruttura, Ibleuano nelcofpetto del popolo lauarfi Io maiii j manifeftando , con la mondezza di efleA con la purit dell'acqua, la mi nudezza , &. la purit della mente Di qui nacque , che poi ne' Hieroglifci furono quefte due mani , che l lauauano inficme , vfate da gl'Antichi , come racconta Picrio Valeriano nel libro trentacinque,&: S. Cipriano nel libro de Liuore, ci eforca ricor darfi femprc, perche chiami Chrifto la fua Plebe,&: nomini il fuo Popolo, adoperando il nome di pecore, volendo cos auuertire, che l'Innocenza_/, la purit Chriftiana li deue mantenere intatta , & inuiolabile_^ La Corona di palma da S. Ambrogio in quel luogo Staturu tua fimls fa^ Sia tlip.lm , interpretata per l'innocenza ,& purit, che ci donata da Dio fubito che lamo regenerati pe'l fantifTnno battefimp

Gloiiaiierta coronata

di

&

veftita di refi , con vn freno fotto i piedi,&: in capo con acconciatura di penne di Pauone, tenga la delira mano alzata per muirrare ftabilit di proposto In terra vi fia Afpide , il quale con va> orecchio prema la terra, & l'altro lo ferri con la coda__r L'Inubidienza non altro, che vna tranfgrelfione volontaria de precet tidiuini , de gl'humani il vcftito rollo, e la mano alta conuengono alla pertinacia,la quale ca gione d'nubidienza il freno dimoftra che l'am.ore delle proprie paffioni conduce altrui volontario difprtgio delle leggi,& de comandamenti , a* quali ilamo tenuti obedire per giuuitia,& che per fi dimandano metaforicamente, freno de Popoli, x*1 l il capo adorno di penne di pauone ; perche l'inubidicnza pafce dalla troppa prefontione , J fuperbia_^ L'Afpide ( por;e per l'inubidienza , perche fi attura gl'orecchi per non {entire,& vbidire rincantatGre,che per forza de' fuo-i incanti lo chiama-., come teflifica Dauid nel Salmo 57. dicendo Furor iliis jicm ium fimiUtudinem frpmlj^ (cHt ^(p'^i^ jurae , obturuntis aurei [hoS qtM tiM exaudit yoctm maHf Untinm , ^ vsntfict mantanths fapienHr
: :

DONNA

&

IX$U

DI CE ARE RI
1

P a:

rjt

1^ s I D I ^, armata,con vnavolpe per cimierojcinta incomodi folta hebbiajterri vn pugnai nudo nella deftra,e nella finiftra tre dardi, far ferpe in terra fra l'herbe verde, che porghi in fuori alquanto la telta. L'infidia vn'attione occulta fatta per offender il proflrimo,e per s'armajmoftrado l'animo apparecchiato noccr col pugnale^,e co'dardi,cio lontsnojC vicinojh per cimiero vna volpe, perche f aftutie fon i fui principali penJ[eri,la nebbia la fccretezza , ik gl'occulti adornamenti ch'aficurano il pailb all'Inlidia Il ferpe fomiglia rinhdiofo,fc<:ondo quel commun detto : lAtet angms in herba , interpretato da tutti gli efpofitori in lmil propofito.

DOnna
ma

Inftdia.

arm3ta,nel finAro braccio tenga vno fcudo,& con la delira- vna rcte.Da gl'antichi fu tenuta per lignificato deilmldia la rete. t Pittaco vno de'fette fauij della Grecia, douendo venir d battaglia con Frinone huomo di gran forza,& Capitano de gli Atheniefi, port vna rete fotto vno fcudo,la quale quando gii parue hora opportuna,gitt adoffo il detto Frinone , & lo vinfe S T 1 B 2 L I T ^* veftita di molti colori, con la man deftra s'appoggi i vna canna con le foglie,e fotto i piedi ten^a vna palla . >^ Ve/tc/ di varij colori l'inftabilicdjper la frequente mutation di penfi* ri dell'huomo inftabile. Si appoggia ad vna fragil canna,fopra alla palla,perciche non ilato di conditione alcuna,doue la volubil mente fermandofi fi africuri,e doue non fi appigli conforme alle cofe pi mobili,e meno certe

DOnna

DONNA

laHdbdity onero Incoian:^

DOnna

/ V

veftita di varij colori, per la ragione gii detta

ftia

cauall
*

(opra l'hiena ferpente , ouero tenga detto animale in quei rnigli<3r

modo che parri chi la vuol rapprefentare

V'\

Inftabili i dimandano quei ch'in poco tempo ficangiano d'opinion?L> fcnza cagione,e fcnza fondamento,^ per fi dipinge conj'hiena apprc iToi anima]e,che mai ila krm0,e (labile nei medfimo elfercima hora forte, hora debole^hor audace,& hor timido, molte volte fi manifeda per mafchio,^ tal'hora per femina,talche fi pu ragioneuolmente direjche in elfo ii truoui la vera inilabilit,come dice Oro Apclline,

doratOjC nella deftra vn'afta Queft'huomo di quefta maniera defcritto , dimoftra , la pcrfettione_> dell'Intelletto, il quale armato di faggi configli facilmente fi difendsL^ da ci che fia per fargli male, &cos rifplende in tutte ie belle, &lodeuoli opere , che egli fa , ouero perche in Guerra , con^ in pace nceiTarijitung

HV

OMO

'^TELLETTO,

armato di cora2za,e

vcflito d'oro,in

capo tiene vn elmo

Hal'el-

-fodo, e fauio,

dorato in tef}a>per moflrare , che Tintelletto rende l'huomo e, lo fa lod,<^iiole, e piaceuole d graltri,che lotcognolconodi ^rezzojcome di prezzo iorOjC ldojcom e faldo l'acciaio ; l'afta ( pone perche d^lU'inceilecto nafce tuttala virt , che pu venir in difefa dell'homo, il t^uai come i\c ficde nella pi nobil parte, & ha carico di comandaree di dar legge ad vn popoiodipllionijche in noi lenza eflb farebbe tii^ mmco,e,coacuuumXoU(Uamcn5.
.

Ha l'elmo

GlouinettovePtito d'oro, in capo terr vna corona, mcdefrrrratnentfe M^ orcoucro vna ghirlanda di rcn?pe,i Tuoi capelli faran biond!,e acconci con beiranellatre, dalla cima del capo grvfcir vna fiamma foco,nella deflra
chc'gli fia vicina'
la (Iniflr moflrer vn aquila per natura incorruttibile r'& non inucc*vu.h.u :*;/5^ chiagi,ain^i,&- per fi dipinge giouane.
.

mano terr vn fciettro, e con


L' Stellett

il vefli-

^
II

'C"E S

A R

1!

R f>A,

fc8f

vefllmcnto d'oro fignificaja purit,&

feraplicitii dell'effcr ruo,eflea-

do l'oro

puriiliino fragl'atrri mecalli,coine s' detto.

I capelli-foH

confermi aHa va'^CT^tidMmj^pcratiafTrr^ - "="^'?5" La corona,e lo fcettro fono fcgnuld dominio, cii'eflo ha fopra tutl;,e le
'-^
!

paifioni dell'anima nof:ra,&: roj^ra-riifeia volonc^fet-^ale noi| i^^erlj^J

|l^^^\ cofa che prima da eflb non vrgaprogofta . ': La fiat-cima il naturai defiderio.di mpcre , nfrtp.;^igf

,.

capacstd^eH^

priode
1:^

moftrar l'aquila col dito,gni'fc iVtt(>3Jl'iniSendcre, ef^nd^prgl'intelletto, il ripiegar l'opcrarion; Tuia :(ii fei^eflb vincclo^^^qui'? nel vlo, la quale fupera tuitcigl'alr^ va^^' Si^^mali in qucfe, Cfsmk
Il
''

ancO;nel vcdere_^

...,

.^o; '-^' ^t'ti


j

'
,

\'^':.

La fcnape infiamma

la bofcca,

icaruca t

t!^1:a

& per queflorgni fica'

foperatione grande d'vn'intell|etto piiriicac nel tempo, che n 3h;l'otfu^; oan le nebbie delle paflioni, le tenebre dei|'ignbranza. Vedi P|^,life;|7i / E [ L 1 G[e:-]^ ^ / ^ '\f A veil:itadoro,chc 'nella deftra mano tenga vna sr^raigjcon ; laiiniftravnaferpe, far inghirlandata disfiori.

DO
i.

NN

XT

W\
i
,:.

'

/ intelligenza dimandiamo noi quella .vnione,che fa la minte ijdflria opti la cofa intela da Iei,&: fi vefte d'oro,perchp vuc/iefler lucida, dhara;, 8c; ri'

fplendente non triuiale,ma nobile,& loatna dal fapere dai yolo;o,de(lc '1 perfone plebee,chc tutto diftingus neliv^ qualitia fi n golfari 'deiroro. Si potrebbe poco diuerfamentfc ancora rrtoftrire lafigara di 'quella in* telligenza che moue le sfere celefti, fecondo i Filofofi :.niaperche principal'intenro noitro di quelle cofe,che dipendono dairpere, e dal fape re humano,parlamo di quella fola,lac[ual con la sfera,e con la ferpjmoftra che per intendere le cofe altere fublimi,bifogna prima af'darper'terra co me fa il ferpe,e nell'incender hoftro andare con princif>ij delle cofe terrene,che fonomen perfette delle celel]:i,per fifTneiraipanfiniftriiil ferpnc & nella delira ch' pi nobile , la sfera , La ghirlanda di fiori in capo,mofi:ra,in che parte del corpo fia collocata quella potenza,con la quale noi intendiamo, oc i fiori moftrano, che di fua natura l'intendere perfettione deiranimo,e da bon odore, per generar buona tama,e buon concetto di f fteilb ne la mente de gl'altri^
_ -

Inteligen'^.'

che nella delira tien vn lituo,e nella finiftra vna tauola fcritta* Moftra che rintelligenxa nafce per lo pi, dali'cfperienza, dallo iWdio de'librijcome facilmente fi comprende perle cofe gii dette . l S T T ^ E V l D l ,T a^ T 1^ Z ^. O VA N E vigorcfo,vefti:o dibianco,e roflb,che m.oftri le braccia ignude,e ftar in acce d'attendere, e foUenere l'impeto d'vn toro, intrepidic e l'ecceiTo delia Forcezzajoppofto alla vilt,e codardia j

DOnna
X

CO

&

allgri

i4t

COM

A
"'^';%^r*V^

fi dice vm'huomo intrepido quando per Hne conforme alla drlttaJ ragione non teme quello , che da animi ancor ficuri fi Tuoi temere Sono le braccia ignude , per moftrare confidenza del proprio valore ; e combatte col toro,il quale elTendo moleftato diuiene ferocilIImO}& ha bi fogno per refifterc iblo delle prone dVna difperata fortezza

allora

Cerne rapare fatata

in Frcri'^ dal

Gran Duca Feri'mando


61

VN
co fia
ftc

bella donna,che tiene in

capo vn par d'ale come quelle

Mer-

curio,& vn'orfa piedi, e lecca vn'orfachinojche mofra,che d poftato da dett'orfa partorito, e leccando moftra ridurlo perfettio-

delia Tua

forma.

1)1

CESARE

RIPA.
COST^l{ZJ,

iri^rej-^lOlTA ET

DOnna

1 T^ r 1 D I J. vecchia,magra5brurta,di color liuidojhaurd la mamella fin^rtra nuda,e morfcata da vn {rpe,il qual fia riuolro in molti giri fopra di detta mamella , & d canto vi iar vn'hidra fopra della eguale terra appoggiata la maix) Inuidia non altro>che allegrarci del male altrui, & attriflarfi del bene con vn tormento, che rtruggCjC diuora l'hiionio in f fteitb. L'effer magra,e di color liuido, dimoftra.che il linore nafce commnncmente da freddo , e l'inuidia fredda , !k ha fpentoin f ogni fuoco> & ai-

flore di charit
11

ferpe che morlca la finillra matneliaiiiota

il

ramarico c'h fempre


core

al

14

.
.

ICONOLOGIA
,

core rinuidiofo del bene altrui


Inmdws

come diffe Horatio neli'EpifloIc.

alteriti macrefcit rebus opimis

Gli fi dipinge appreflb rhidra,pfrciche il fuo puzolente fiato, &: il veleno infetta,&: vccide pi d'ogn'altro velenofo animale ; cos l'inuidia altro non procaccia Ce non la ruina de gl'altrui beni s de l'anima, come del corpo,& eirendo(come dicono iPoeti)mozzo vn capo l'idra pi ne rinafcono, cos l'inuidia quanto pi l'huomo con la forza della virt cerca di eftinguerla tanto pi crefce contro di efla virt . Per ben difle il Petrarca in vn fonetto :
inuidia

nemica di virtute
nel lib. 2. delle
l

Ci)

bei prncpf volonter contrari.

Et Ouidio
La lingua
^iicnena

Metamorfofi

E tutto fele amaro H cor e, 'e


Ci che gli elee di bocca
col fiato
,

petto

^Uhar ftllrugge

infupi d'vn vetten eh' vccide


tutto infetto ^

, fi ccnfuma , e pena. Che fel:ce quel ch'vn riucr comprende^

te mai non ride Se non taihor , che prende in gran diletto

E quefio il juo fHpphcio, e la fuapena Che] e non noce a lui [e {tfij offende ; Sempre cerca por maty femprc auenena
Qualch' emui juo^fin che inf ice il rende Tiene per non veder la fronte bjjpt

S'rn per tnppo ddor langujlc , e linde , L'occhio non dorme mai : majt mprcgeme

T^mo il gioir altrui t affigge

, t

preme,

Minerm

e tofio la rijlue , e lafia,

Inuidia.

DOr.na vecchia,brutta,e pallida,il corpo fia arciutto,con l'occhi bfe*


c!ii,vef:ita

di color della rugincfar fcapigliata


,

& fri

capelli vi
il

firaaaom siedati con alcuni ferpi


quale terr in mano. Si dipinge vecchia
,

dia mangiando

il

proprio core,

perche , per dir poco , ha hauuto lunga,


.

& antica^

inimicitia co'j la virt

vece di capelli , per fignificatione d'mal pcnfieri,eflendo ella Tempre in continua riuolutione de'danni alcrui,e apparecchiata Tempre fpargere il veleno ne gl'animi di coloro,con i quali fenza mai quietare fi ripofa , difcordandofi il core da le medefiraa , il che e propria pena de l'inuidia Et per diiTe lacomo Sanazaro. Clx non gli vale ombra di cerro, d* acera Vimiaia jigiiuol miofejifia macira Il dilegua carne agntl pcrjajm
,

Ha pieno il capo di ferpi

in

Inuidia

Pallido ha hltOiil corpo magr^^e


'

Tiacer alcun ; f non dell'altrui lutto L'occhi so biechiycrugiuojo eldcnte{to, ^iUor ride Cimidia , cWaltrimeme Si mofira ognhor adolorata^ e mefa, Jl petto arde d'am.\roftle , e brutto
afcint

Fenen colma kingua, n maifcnte


veftita,

Sfempre ali
Inuidia .

alti

ui

mal
fi

vigila ,e defta,

dtl color di ruggine tenga vna mano vecchia, mal Dnna fordonne sFacendate in alla bocca, nel modo che fogliono
;

le

bafl'a

guardi con occhio torto in difparte , hauer apprcfib vn cane magro, il quale come da molti elfetti fi vede animale inuidiofifiimo, e tutTe folo , anzi racconta Plinio nel lib. ay. ti gii beni de gl'altri vorrebbe

tuna

cap.5.

DI

CESARE

RIPA.

t^

cap.S.che fentendofi il cane morfo da qualche ferpe , per non reftar ofFefo maglia vna certa hcrba infegnatagli dalla natura, e per inuidia nel prenderla guarda di non effer veduto da gl'huomini E mal veihta,perche qucfto vitio ha luogo particolarmente fri gl'huomini bafli , e co n la plebe La mano alla bocca per fegno ch'ella non noce ad altri: ma f ftcfla, e che nafce in gran parte dall'otio
Inuidia
.

IL

velenose rimdi i
il

che dtuora
lugger

Fn pallide cnlfjr tk^e la fccia


Quai di
dtl duQL

L e midolle,;:^

fa^^-gue tutto

imemo certo fegno


tale

Onde Cinuido nhi d: bua pm^ Terche mehtre C ulti ui forte Caccora Sojpira freme e com^ konrugge Mo(lr^ndo e ha la mftra almu piena
y
,

Et il rnif ro capo d^ien

Che p n che li d'jhu^gay


Te> fugge la Uce^
Gli tirna
.

e fi disfccia;

Ci che 'vede gli porge odiose di fdegno^


e tutto

male

ti odio erudii chel

mena

e con eguale
il

jl veder l'altrui ben con occhio tirto Ter dentro fi fa ghiacOt e furore

Difpiicerjth fa

cibo
:

ancora il bere
ripofa ,

nqua non dorme

mai non ha

B 'gn-if di ju iore^
che altrui pu fkr del fiiod'lr accorto ^

E fernpre il cor gli rofo^


Da
queli' wuidar abbia
,

tqualhauete

con la lingua
t

di

veleno armata

tjon pu mai fine


Rimtdio alcun
di

tjr al tuigraue

male
.

Morde

e biafma fernpre ci che guata >

Medico non vale

JnuidiatdiU'^lciato.

Donna

fquallida

e brutta^

che di carne di xjeraf pafce\ mangia il proprio cuore


Cui dolgon Cocchi
l

Torta dardi jfiinofi

E douunque ella va., prefso, lontano nelle mano ,


tinge.

Che nelfuofangue

uidi

d tuttlwre ,

In quefio habito ftrano,

Magra,paUida fCafiutta,

DONNA

iXyoCjtToxE,

E in t.d formai' Inuidia fi dipnge

veftita di roflb

tra fimili glie n'efce di

L'Inuocatione fi hi tiino aiuto . Per fi dipinge conueneuolmentecondue fiamme , che gli efcono vna dalla bocca , e l'altra dalla cima del capo , che dimoftrano la vera, e pritteuolc inuocatione confiftere non folo nella voce , ma anco nell'intention dwlla mente , con che chiedendofi cofa giufta , & Kpedience dalla di^ uina benignit facilmente s'impetra
"
.

, in capo ha vna fiamma di fuoc,& vn'al.' bacca. chiamando, & afpettando con gran defiderio'il'di>

'

DONNA

/i

^.

giouane , di carnagione roffa , ofcnra , & perche appartiene a l'habitudine del corpo de gl'iracond ', come dice Aditotele al feft:o,e nono capitolo della Fifonomia hauer le (palle grande , la faccia gonfia , gli occhi roffi , la fronte rotonda , il nafo acuto, & le narici aperte fi potr olTeruare ancora quefto ; far armata , e per cimiero porter vna celta d'orfo,daUa quale u'efca fiamma,e fumo i terr nella deitra ma-

I-I:

i4"f

ICONOLOGIA

no vna fpada ignuda


veftita i roflb

& nella CmiCtra. hauer vna


,
,

facella accefa

Se

fard

Giouane Ci dipinge l'Ira perciche (come narra Arinotele neLfecondo libro della Rhetorica ) i giouani fono iracondi & pronti ad idirarfi
il pi delle quefto interuiene,perche efiendoambitiof elfi non poilbno patire di effer difpregiati , anzi ( dolgono acerbamente quando par loro di

de atti

ad efeguire l'impeto de
&:

l'iracotndia,

& da ella fono vinti

volte

effere ingiuriati

per nacque

fi fu perche quefto animale all'Ira, fnclinatiflmo , e Proucibio tumaucm vifimfurf netdigais , quafi che il filmo lioco che fi dipinge apprefib , fignifichino Ira , e conturbatione de l'animo. Vedi Pierio nei lib.ii. La fpadA

La tefta dcll'orfo
il

I.P.A, X4J porge la mano al ferro fi fbito Vira che fi^nific Ignuda; La Tpad^ ""' (confuma. fa ftrada alla vendetta continuo irato,chdi' s'ac<rende, dell'homo e core il accefa facella La fpeflbfi muta l'Era , & cambia il corpoper perch gonfia faccia , la Ha ^'^ lo ribollimento del faneue che rende ancora di ocelli infiammati.
,
'

pi CE,SA^E R
=
'
'

'

'

L'hna' veftta'dt rOffi^ic'aAiato di nero,rari'cec,con la fchiiima alf' lkbo<;:Ca, hauriri capo per acconciatura vna tefta di rinoceronte,e appfeffo vi far vncincephklQ.Stat.y.Theb.dcfcriuendo la cafa di Marte nel paefe d^'.Traci dice,ch'e vi era fra hiolti l'Ira
''"'*"
:

& la^chiama rfla di'

;^ 'Eforibu4 Mumquenefa^rxquerubmeiJ^ cendo fempre vendetta la col procura dan;^ perchenafce dal moto del ingue e nero l veftirtiento'di no,e con la' motte altrui^ per vdticamto J Il;Ririoceront(b animale che tardrs'adira i e bfognaifritarlo inanz^ gi-an pezzo ma quando adirato diuifen'e ferocirsiniOipef Martiale nel Vlb'. defuoi Epigrammi diflo.
"'^'

-'^^'**'

'-"

''';

'

:|

'

'

'

'

'

j"

'

SoUicitantpaHidi rinoccrota

magiari

Seque du^agfds coUrgtffaf^Y

vo|euanprapprefenrar Tira dipingfeuario*vncmoccaltro nifiiale iracondo. Vedi Pier. Valer.lib. 6. d'ogni' pi efler fal per Cieca cii la fchiuma alla bocca, fi taprefenta, percfchcefletdo l'iiuofno ^{into dall'iraj5eXdeil ^inrie della ragbne/c cerca con l^tti (t Com^ji^ !' fok offendere aftr'ui",'' per c^c'li.' itnmidd moto violente e':iri.'^]^^^fl^ 'P^^P"g^ Vhuom fmr empio , eprefif''^
Gl'E'gittij (^ua'hd

'

'

':

'

'

ed' amare bUoy


Cof rendo

il'cor circonda

"'^

'''
'

Uopiiditiin.^M^atiohrimoue',

labri d' arrabbiata j^uma

'

focop/dc(to net petto accende

DaU'alnVtky e ta condce thrii^^\ *'^r "'""' "Prim d'gffiaf e difalte eterna.

Di rouina damofa ,
ira brue furor
,

e di vendetta
.

Et

il

Petrarca nel Sonetto 197.


--^
'

e chi no'l frena


il

E furor longo

che
1

fuopjje fire

Sp^ffo v'rg^^fi, .i moftet'htHinjt: '^ '" '' ^ "'. ".', '.?


'
:

,,

^'A

ofT^'^^^ 't'"''^^ O O vecchiojveflito di nerjhcieriga con vna mano Vha can^ na con l'hanio da pefcare,e con Taltra vn raflell, da vn canto vi fi vn gallo ,& da l'altro vn lupo Interefle vn'appetito difordinato del proprio commodo , e f ftend'e a molti , e diuerfi obietti fecondo gli appetiti de gli huomini ma volgarmente airacquifto,&: conferuatione della robba , che per fi dipinge vec-; chio ( come dice Ariftotele nella Poetica ) efiendo queft'etd naturalmenLa canna te molto inclinata aU'Auaritia capo particolare deirinterelfe con l'amo mortra,che l'iRterelTe sforza fpeffe volte d far benefitio altrui : ma con intention di giouamento proprio,e non per la fola virt, che non pu hauer fine meno nobile di f i1:cfl"a,perche co la canna i pefcatori por gono llcibo al pefce , co inttione di prenderlo,e tirarlo fuori dell'acqua. Quello medefimo affetto di propria affettione , fi dimofl:ra nel rafello

HV

nr

Ei{E

s s e::p

KoTX:f

Q^

in firumen-

ihflr.oinnto di

v ilIa, il quale non feru per


."

altro, loto

cK per, tir'f vertra-

r qriello che lo maoeggia_>

mutare

in^Jltri

coloru

cosi^

rinterellatpUgienipre ierm ncluoiMiU , propno e macchia cne da cialcuna parte

Gii
tura",

il

mtte

:d

canto

U ],u^q

p.erciociie'l';itere{le Iid ja

'

medefima na-

& proprietTdl^eo animale ,;eilen.dQ ,'che d^l cbneiniio' idS


]

UDO jj&inei

wei-diio.airiafe IiaJ)hiaTpi;V<5chie ^ '& che abbracci,

& i^ri-ngicou auidi,qQU4mheie,|iiaBi vai


do
,

COSI vieu dipinto


1

glQDOiCie rappreienti ilmonda Giroaimo Mallei Luccneie, pretore, iiuomo .d

bello

ngegnq .^^ d^ bpiii|si|n^.^i^4ffi9

"-(.LI

""*:.,N

Cows rapprefenuta nelle Medaglie al Cmmodo^Tito, ^^ntomm , 7 A beiliisipia'Aoana vefl:itaUlial5itoroiituofoi &ri^ liede lopra vn globo , ha corona^^Ja teita di torre diiT^uraglie^
.

,,

mane) t^pa^^ynp, {^sttrg, iir vh^aft^, che'eQn" l'vrioV & con' l'altra vien ciimQ1:rta,nqle^fopi*^d^^tte Medaglie;,& conia fhiftra mano vn cornucopia pj^po di dii^er/i frutti , & oltre cio/^rnio anco che' hbbia fopra la te/la yna DlliTsin^a ftella^. Italia ,vna parte dell'Europa & fu chiamata prima Hefperia da Hefpero fratello d'Atlante il quale cacciato dal^fratello , die II" nome , & alla S^^^iia , ^ aint^lia , onero fu <ie.tta Herpei:;a ( fecondo Macrbio lib^ I .cap.a! )^clalla ftdla di Vtncr ^ chela fera phimata Hefperp per elTer

con

la de{tra

ji

<\i quella i}el|a^ Si chiam etiamdioOenoda^a bcjnt del vino.cl^e vi i\i[c , perche ttinr , "chiamano li Greci ilViho 3 do. Ocnotrioclie fu JR de'Sabiri Vlb'niamente fu detta Italia da Italo R di Sicilia il quale nfegn a gFItaliani il modo di coltiuape la terra , &: vi diede anco le leggi perciche egli venne a quella parte doue poi regn Turno , & la chiam cos dal fuo nome , come afferma_ji

l'Italia fottopof^-^ all'occaijb


tria.,

Yergilionellib.i.,derEneieIe-.

i/;,-,

/'^; /.,... .._,^,.

'.
^

.'p

.,,

i^

iphchSfHcIperiam <5raij cognomne dicMni\em Xcrra anVqu^pQtts irm5iat^:,vb (re gleba talia7n'dixiJJe^DucPsdsnomin?gritem . Hora noi la chiamiamo Italia dal nome d colui che vi regn ma Timeo , e Varrone ^glino che ila detta cos da i buoi , che in lingua greca anticamente i.chiamauano Itali per elTcrne quantit, bc belli. Et per non elfer io tediofo fopra i nomi che habbia hauto quefta nobiiiiTima. parte di tutto il mondo fopra i ci non dir g.ltro ma folo con-,
.

bre.uit atceader

alla dchiaracione di quello

che appartiene all'habito


e all'ai-

-i^'cu

Scali. altre

la
fa

fi

cofe che fononeli jrnagine ropradetta. Dico dun qiie chebetdipinge per la dignicd.cc grande eccellenza delle cofe , Jc quali in et

per a.diecracoatinou4mcjtJtcrLrouat& li ibao^oialli tempi noftri ancaraltrouano, onde i| Petrarca ritcrnajidp di Francia^, (k auuicinatofi^ .ritalia,&; vcdcndp quella ^on.grandirfinia; ali egrezaa dific : -.*? | Sa Ine.cara pco tdliM f^n&tjjma/alue TcUm noblibus nidtumgcmvGftor oris 1
.

TtllmtuubQnis^tdiusmetuendajHptYbis ..,'..

:s

..,

...

Et

.Virgilio nella 2.

dcU^Gorgiche anch';eglimar4uigiiatodelIa Tua


~

gran bellezza dice^.. Sdue ma>ina Tavem frugum Saturnia telhis Mdgna rirum, Mt Strabene nei fefto libro della Tua Geografia , & Dionifio Alicarnaficp
.>
..
.

CL

nei

n^
jicl

ICONOLOGIA
&
i

priacipio dell'hiftoria di Roma ragionando d'Italia moftratiOj, quanCiji degna di lode , perciche in quella felicifllma Prouincia fi ritroua to .per la maggior parte l'aria molto temperata , onde' ne feguita eiTerui a'dagiato viiiere , con affai diflFerentie di animali, di augelli Ci domeftici, come anco feluaggi per vfo de gl'liuomini, non tanto per la lor necellitd

quanto anco per


Gli
fi

jpiaceri

& traftulli loro

fopra il capo per la ragione detta di fopra Si verte d'habito ricco , & fontuofo , elTendo che in quefta nobilifsima prouincia Ci veggono molti fiumi,cupi,elarghi diletteuoli fontane , verie idi fai uberrime acque tanto calde , quanto frefche , piene di diuerfe vitt talmente prodotte dalla patura , cosi per il riftoro , conferuatione dejlla fanit deirhuomo , co^'anche per i piaceri d'elfo . Il medefimo Virgi-

mette

la bella ftella

'^}k

ne

/>//

la 2. della Georgica cos dice ; mare^qHod fupra^memorc, quodq, allmt^tque inignatum magns (Irdoribiis ^qiior

Tjinhelacu$tatcs^telarimiixime^teq;(mfra luiia

qm Tontoonge fonat vniarefiifo,

ijFli*Ciibus,tfremitua[pArgeiBenace marino? ryrrhemfq-^fretis immittitur ^juf auernis}

v nmem jr'e pohus.lucrinoq; addita daufira Vi fono andina non folo per maggior ricchezza , & fontuofit diuerfe miaere di met^Hi ma etiamdio varij , & diuerf marmi , & altre pietre-* fine , onde il dtto Virgil.al luoco nominato narra cos feguendo
:

JJm adem Argenti


La corona di
le

Yuos,xrifqHe metalia

OUendit venis;atque auroplurma fluxtti

torri, &: di

Citt , Terre , Caftelli , & Ville golar Prouincia.onde il Poeta nel

muraglie dimofi:ra l'ornamento, e nobilt del, che fono in quefta rifplendente , e fin2 .della Georgica hebbe dire
,

^dde
^

tot cgregias f^rbes

operumque laborem

'

Tot congeda mann praruptU oppida faxis : Tlumimque antiqms fubtev labentia muros
,

'

,.
.

.\

Lo fcettro ouero l'afta che


lignificano
,

tiene con la deftra

mano

l'vno

& l'ltfa

l'imperio , & il dominio , che ha fopra tutte F altre natiorii per l'eccellenza delle fue rare virt non folo dell' arme i ma ancora ideile lettere . Lafciar molt'altre cofe digniflime di tal lode.per npn efler- lungo: mafolo metter in confideratione quello che teftifica foprdicil

noftro pi volte allegato Poeta nel 2.della fua Georg. KAcgemsacre viru MarfoSypubeq;SabeUa ScipiadasdursfbeUo,^ te maxime Cafar^ \4(Juaumq,mal) ligur e, Folfcofq\iferutos Qui nmc extremis Afi^ mw vi&or in orts ^xtult:h^c decioSymarios,magnofqicamiUos mbeUem auertis l^manis arcibus Indum Il cornucopia pieno di varij frutti , fignifica la fertilit maggiore di tutte l'altre Prouincie del mondo, ritrouandofi in efla tutte le bone qualit effendo che ha i fuoi terreni atti produrre tutte le cofe, che fon neceffarie aU'humano vfo,come ben fi vede per Virgilio nel medefimo libro
,

Sed nequt Medorum fyluAyditiffima terra^

Laudibus Italia certet:noBara,neq; Indi,

'^ec pulcherGanges,atq;auro tmbii^hermHsTotaq\tUYfeYs Banchaia pinguis arenis

Et poco dopoi Sed^mid^ fri4gs,et B^iccbi majjcus humor

Impleuerctenent oleaq;armemag;lta

Hinc

Jj'mc belator equws

Mine

albi

cl'itu

24^. campo [e (e aruiis infcrt:Komanosa tempia DciJuxere tritpbos. negregesitur maxima taurm Hic vtrafjiduu.atqiaiienis mcftbm fliat,

DI

CESARE ripa;

Bisgrauidiepecndes, bispotns vcilu arbos yi^ima,fampe tuoprofuftflum'mejacro dicemmo come Jper dimoftrare , come l'Italia Siede fopra il Globo ( hanno dimoftrato chiaro gli come il Mondo , Signora , & Regina di tutto il Sommo Pontefice maggiore, de mai pi che & hora antichi Romani,

fuperiore qualfiuoglia Perfonaggio.

^.

, di afpetto virile , & feroce fopra di vn fcoglio , hauer vefte fiiccinta con ricamo d'oro, in dodo vn corfaletto , & in capo vn'elmo Terr la delira mano aperta in mezo della quale vi far depinto vn occhio,& con la fmiftra mano porger con^ bella gratia vh ramo di palma , & appreilb al lato deftro vi far vn timo-

DONNA magra vna


falTo,

CL

ne,&

ne , &: dal finiffeo vno feudo con due , ouero tre dardi Liguria fecondo il Biondo prima Regione dell'Italia dall'Apennino lino alinar Tofco , &: Catone Sempronio , &Beu2o , dicono, che la Liguria pigliafle tal nome da Ligufto figliuolo di Fetonte Egittio, che venne in queio loco ad habitare infieme con fuo' padre , auanti che veniffe- r i Greci d'Attica , &'Entrio d'Arcadia; -' -S ]'' -^ ^ '- ''^' ''v'''* ^^' Fu poi quello luoco chiamato Geriouefatda Gcnh Citt prncip-^ le, &nobiliifima di quella Prouincia. Magra , & fopra vn fallo fi dipinge,- per eflere la maggior parte di quefa Prouincia flerile , ( fecondo che fcriue il Biondo ) dicendo che- li Ror mani erano foliti di mandare fpeflb Colonie in tante parti d'Italia , non_# ne mandarono pure vna Genou ,n."in altro luoco di elfa Prouincia_j-;/' temendo , che i foldati per detta cagione non vi poteffero habitare Ori-'' de Strabone nel libro quinto , fcriue il enouefato efler pollo fra i monti Apennini, &checonuienepaefanipcr raccorre qualche cofa dayi-^ uere zappare i loro falTofi , & afpri luoghi , anzi fpezzare li falli per accrefccre la coltiuationc . Il medefimo accenna Cicerone in vn'oratione-* contra NuUojdicendo.
,
'

^'.

'

'

'

'

'

-,

Lignres montani
J.a velie

m^

& agreHes

recamo d'oro dinota la copia grande de'danari, oro, argefnto , & altre ricchezze infinite , di che abondano quelli Popoli , li qua& tutta via li con indullria , & valore hanno in diuerfi tempi acquillate r^ugumentano in infinito,come Giouan Maria Catane nella fiia Genou ampiamente ne fcriue Xiene con la finiftra mano il ramo di palma , per dimoflrare , che non poco honore riceue ogn'anno da quella pianta, quella Prouincia , poich dei fuoi candidi rami il Sommo Pontefice nella Quadragefima benedifca ik dillribuifca con molta veneratione d tanti llluilriflimi Signori Cardicon
il
,

ad^altri principali. nali^ a Prelati , La delira mano aperta con l'occhio in mezo di ella , fignifica l'induflria di quelH popoli , con la quale fupplifcono al mancamento naturale-

&

delpaefe in procacciarfi con varie arti tutte le cofe che fanno uere , come il detto Cataneo denota con li feguenti verfi.
Si dipinge la detta figura di afpetto feroce
,

al

ben

vi-*

Ingenio hosfublimi homines^anmofaq-^corda FiribHs inui^is peperit duro/que lacertos.


, armata di corfaletto , elcon l'habito fiiccinto , perciche narra Strabone nel quarto libro , & il Biondo , che i Liguri fono /lati fempre ottimi & Valorofi Soldati , & che foleuano adoperare gli feudi , & erano buoni lanciatori , & Giordano Monaco Scrittore delle cofe Romane , dice , che quelli popoli ricufarono molto di venire fotto il giogo de'Romani, &: che animofamente & oftinatamente leoero lor gran refiflenza,& Liuio anco ra ragionando della loro ferocit , dice , che pareua foffero punto nati quelli huomini , per trattenere li Romani nella militia , che ipellb con-, ingegno bifognaua elfere con loro alle mani , & che non era Prouincia>_

mo

con

lo feudo

dardi ,

&:

pi atta

. .

pi atta a fare che i Soldati Romani diueniiTero forti , & animof di quella , per le difficult dc'luoghi fra quelle arprcmontagne , doue era H-ecei^ (ario aflalirgli , come anco per la dcflrezza^, & coraggio de i detti , chcL* non donano tempo i Romani di ripofare , il qiial valore f bene in quei tempi moltrarono , fecondo Liuio , & altri grauilTimi auttori , nondimenojogni giorno m.aggiori imprefc fi fono efpofti , da quali han riportato gloria , & honore ; fra quali imprefe non tacer quella vittoria , che Biagio Afareto hebb contro Alfonfo R ,di Aragona , il quale fi refe prigione in mano di lacomo Giuftiniano delli Signori de l'Ifola di Scio , vno de li capi dell'Armata , effendo chiariliimal^fama d^I fuo grande valore-
'-Similmente in qefta gloriofa Vittoria fu prefo Giouanni R diNauarrtnfante Hnrico fuo fratello , come per l'Hiftorie di Napoli l ver ra ,

&

de ,& nei Compendio diefledelCollenuccionllib.6.fog.i2 8. Tralafier di dire niolt'altre.mar2raiglife.'!mprefe , con l'inijeruento di tinti Gauaiieri, & CapitaTiifa|i)o#'y chin iiitC tempi fono ftati ,
'
,

&

-^ hanno fatti glc)ripfiacqu4flipr:i-:^orSlgn^^^ : dsi he%hifica l'ottimo ^iierno giidiping^^ c^fito Il tfmone , che.fe dejlanobiliffimaillepub'iica di ^licita Provincia j come anco il maneggio

della nauigatione /che per eflerqucfto paefe m'aritm.o con /ingoiar maeftria-fi ci^rcita jiiuerf vii y cos di pace, come di guerra, per hauer hauti,

&harUendo accora hoggi,' huominifimolllimi, li quali han comandato i^niare?,' ^cpaiandaiio tuttauia,. i f.Cbi^iloforo Colombo , la'
,

chiara f/mi^e qi(^:|)ei"petuantente;viue^ , hauenc^ egli per via della nauigati^nV^oa ftup^rdelM. N.atura-o'n^animo inuittp, e fingplar prupehetr4poiuo^^;|na9f^ife^^ , ,^;^trouati noui mo'nd , ignoti a tanti fecoU paffitf . iStfco/^tt l6da d' Virbino /humo \ (ingoiare- Nicol Spivirt , f prudenza , l.quaj(c:te0e efe,rciti Papali , >:. VeAeti nola Generale deiir^^rmata i Federico IT. Imperatore Anfaldo i\ mare Generale dell'ilieffa ^Prinpifiiale Fifco Generale Vicario dirimperato- re Greco , che hebbe in dono Vlfola di Mitilcno Che dir di Giouah Giuftiniano delli Signori dclflfola }). Scio , che per la rara virt,& eccellente valor fuo fu General di mare, & di terra diCoftantino Imperator di Coftantinopoli. Andrea Doria General di mare per il Papa per il R di Francia , per Carlo V. Imperatore, &: per Filippo R di Spagna, & vltimamente Giouan'Andrea Doria per il detto R di Spagna Ma doue ho lafciato Elio Pertinace yW quale (merc delle virt', 'c delle ottime qualit fue ) afcefe all'Imperio Rorai^no Ma quello che magr gir gloria porta quefta Prouincia J'hauere hauti anco quanto algra- d Eccielaftico infinito numero di Prelati, di S. Chicfa , Vgfcoui , Cardi-; iVli , & Papi , come fono Innqcentio 1 1 1. Adriano V. Nicol V. Sifto ini. Innocentio Villi. & Giulio TI. Molto pi fi potrebbe dire , che per non effere troppo prolifTo trala- fcio,eflendo quefta fngolarifsima Prouinciadegna di molto q-iaggior; lode della mia_ ,-.,.,,,,(
. . . .

'

vi.'i.

Zi, ..^J

15*

ICONOLOGIA
T
S

l^ui-

VNA
il

donna bella,

di ricchi

panni veftita, fopra

de'qiiali

haueri

in

manto del Gran Ducato di velluto roflb foderato di armellini capo hauer la corona del Gran Duca , l'habito di /otto al manto fa-

rd

ad vn camifcio bianco di lino fottiliflmo , dalla parte fini{lra_j armi , & l'Arno fiume , cio , vn vecchio con barba^ ,' e capelli lunghi , & che giacendo fia pofato con vn gomito fopra vnVrha dalla quale cfca acqua , hauer detta figura cinto il capo di vna ghirlanda di faggi o , &: canto vi fard d giacer vn leone , & dalla deftra vi far vn ara all'antica/opra la quale vi fiano vari), e diuerfi inftromenti facerdotali,fecondo il falfo,& antico vfo de'gentili,e con la finiftra mano tenga con bella grati a vn giglio roffo , & vn libro Molti
firn ile

vi faranno diuerfe

'

, ,

P A. 253 , vno de'quali fu Tirrenia , co Molti nomi me narra Berofo Caldeo nel lib. 1 .dell'antichit , & Trogo nel 2 dicendo efler flato nominato cosi quefto paefe da Tirreno figliolo di Atfo, il quaI
.

S A ha hauto quefta Prouincia

e E

RE RI

per quanto narra Strabone lib. 5. dice , che dell'Idia mand quiui hiibi, perciche Atio vno difcendentc di Hercole , & di OmFale eflend dalla fame , & carelHa sforzato mandar fuori parte del fuo Popolo , tratte le forti , & dando Tirreno la maggior parte delle genti il mand fuoFi poi da'llomari , ond'egli venuto in quefto paefe lo chiam Tirrenia ni , fecondo Dionifio Alicarnaffeo , chiamata Etrurid dairintelligenza,& cfperientia del miniftrare il culto diuino nel qualevinceuano tutte l'altre nationi ; onde quefti popoli erano per ci in tanta ftima appreffo li Romani , che ( come dice Dionifio infeme con Liuio ) mandauano i loro figliuoli in quefta Prouincia ad imparare non folo lettere ma anco li coftumi , & la Religione Al fine pigli il nome di Tufcia , di Tofcana_ (fecondo Fello Pompeo) da Tofco lor primo R , figliuolo d'Hercole , & d'Arafl'a , che venne quiui dalle parti del Tanai e fu creato Cofito dalli Gianigeni , & poi R , fu pofcia confrmato quefto nome per l'eccellenza del modo di facrificare che vfauano quefti popoli,come habbiamo detto, di ci fa mentione Plmionel lib.3.cap.5. Bella fi dipinge , perciche quefta nobiiiffima Prouincia* , gioia d'Italia lucidiffima, e vaghifllma per hauer quella tutte le doti di natura > &rte, che fi pu defderare, come di Cielo benigniffimo, difalubrit d'aere, fertilit di terre per effer abondante di Mari, Porti, Fiumi, Fonti, Giardini , ben piena di Citt celebri , &: grandi , & di fontuofifTimi edifci;' , cos publici , come priuati , e di innumerabili ricchezze , & per effer feconda di pellegrini ingegni in ogni arte , in ogni ftudio , e fcienza, cos di guerra , come di pace famof. L'habito , & corona del Gran Ducato , per denotare quefta celebre^ Prouincia con quella prerogatiua , che pi l'adorna hauendo la Serenif(ma Cafa de'Medici non meno con opere gloriofe , che con famof titoli & infeme oltre modo illuflrata la Tofcana , perciche chi non fono noci li nomi , & attioni egregie , & heroiche de i Lorenzi , de i Cofmi , e da loro dignifsimi Succeflri, per lo valore, e grandezza de'quali le pi illiiftri , e Regali cafe del mondo hanno voluto hauer con efsi confanguinit,
le

tatori

&

& affinit.
Il giglio roffo f gli fa tenere in mano per meglio denotare quefta Prouincia , con l'infegna della pi principal Citt, che Metropoli, e gouernatrice quaf di tutta la Tofcana Il libro ne denota , che quefta nobilifsima Prouincia molto feconda d'huomini letterati , & in tutte le fcienze, tenendo ella fola aperti tre celebri Studij , cio di Perugia , Pifa , e Siena L'habito bianco , che detta figura tiene fotto , fgnifca la lealt de i oftumijpurit di mente , fede fncera conrbrmc quapto d'abafU) fi di-

r della Religione

Gli

i.5ff

fiume principale , che pafla per meGli fi mette d canto i'Arno , zo Tofcaaa , e da efTo ne riceuc molti commodi, & vtili,come fi potr vedere nella^efcrittione al fiio luogo di detto fiume Le armi che gli fono lato , dimoftrano , che nella Tofcana vi fono , & fono /lati fempre huomiai nella profefsione dell'armi illuftri , & famofi tra'quali npn lafciar di dire in particolare de i Lucchefi , come huomini
valorofifsimi
inuitti in tal profelsione Onde in particolare , &: in vniuerfale in tutta la Prouincia di maggior lode fon degni , che della mia L'ara . l'antica con i fopradetti infirumenti fegno di quella falfa Religione verfo gl'antichi Dei , tanto celebri nella Tofcana , che fola ne te.

ICONOLOGIA come
..

, ,

&

neua cathedra ,
nie
,

&

riti

& fcola oue Romani veniuano ad imparare le cerimo& i dottori di efla erano in tanto credito & veneratione_^
, i
,

che
gi
,

il

Senato , e Popolo
,

Romano nelle graui difficult de'publici manegil

nell'euenti

& accidenti delle cofe richiedeua

lor coniglio,& interfa

pretati.one circa la legge de loro profani


ti
i

Deip onde fi

chiarojche tut-

Hata grande la piet, &: Religione di queflo popolo. Veggiafi anco nel tempo del vero culto di Chrifto Noftro Signore, che e ftata qu^fl;a Prouincia famola , & celebre per molti Santi , che vi fono, ftati , trentafei corpi de'quali nella famofa , & antica Citt di Lucca vifibilme;nte hoggi fi vedonofenzal'altrich^ di altre Citt di detta Prouincia fi -potrebbono raccontare, fimilmente famofa per molti gran Prelati di Santa Chiefa , li quali non la falfa ma la vera Religione feguendp fono ftati fpecchio , &: efempio di carit , bont , &: di tutte l'altre virt morali? e Chrilliane i & pure hoggi vene fono tali, che di molto maggior lode fon degni , che non pu dar loro la mia lingua , perciphe. chipotr^., mx\ dire baftanza le lodi , & heroiche virt deHillufiriffimo FrancefcQ Maria Cardinal dal Monte , non meno da tutti ammirato , e riuerito per la mjieit del Cardinalato, che per le qualit Regie della fua perfona,chc ben io dimoftrano,, difcefo come egli , da vna delle pi nobili fi:irpe del mondo . Ma non folo quefta nobil Prouincia ha in S. Chiefa hauti membri, principalij'ma vi fon ftati i capi fteffi di valore, Scbopt incparabilc come hi Lino, che merit di fuccedere immediatemente-al Principe delli Appftoli nel gouerno di S.Chiefa,il quale fu homo Tofcano, e di lauta vita , che diclc grandifiimo nome quefta Regione Sono pi , fecondo i feguenti tempi ftati altri , & per fantit , e dottrina, & eccellenti attioni molto fegnalati, quali per breuit fi tralafciano ma. non fi pu gi pretermettere ilgran Leone Primo , perciche chi d quefto nome non ammirer la fantita , & la profonda dottrina , pur^j ne gli fcritti loi lafciatici , & come al nome , il coraggio , & autorit in lui molto ben corrifpofe , poich con la prefenza, & femplice parola fpaucnt, &: rarfrcn la rabbia di quel Totila guaftatore d'Italia, detto fua

:
:

tempi

confufione flagello dlddio". Vi il. ognun vede chiaro I*_ Del prefente Pontefice mirabil piet , & l'ottimo , e giufto gouerno , & ognun ftima che per la_j

CLEMENTE

fantif-

RIE R IP A. ij^ Sua Beatitudine , &:per i'orationi fparfe di lagriincJ che molto frequentemente fi, 8c per quelle che di continuo fa faf e al fanciiTimo Sacramento dal fuo Popolo oltre infinite altre attieni di /ingoiar Carit , e di raro effempio della Santit Tua , ogni imprefa gli Cici Cotto il fuo feliciifmio Pontificato fucceffa profperamente , &l fauorito da Dio ' tranquillit , & pace vniuerfalc del popolo Chriftiano ad augumcnto del culto diuino , &: dello ftato Ecclefiaftico onde reftaranoa di tanto Pon.

DI CESA

fartlfTima

mente

di

tefice ( che piaccia al Signore Iddio di conferuarlo lunghiisimo

tempo }

memorie gloriofifsimo

n, I

^.

vecchia veflita l'antica^co elmo in tef1:a,n:ar in mezo le rapi monti altifsimi,che adombrino parte del fuo corpp>coii la deftra mano eleuata folterrd vn Tempio fuor dell'ombra, con alquanti raggi
dici de

VNA

raggi quello riguardando , & con la finiftra ftar appoggiata ad vna rupe dalla quale precipitofamente cada gran copia d'acque , & fopra di eA fa rupe vi far vn'arco celefte , da vna banda poi faranno i Gemini , che^ tengano vn cornucopia pieno di fiori , & frutti , & dall'altra vn grande,& bianco toro , con varij colli , & fpatiofe pianure intorno Quefta Prouincia fu ciiiamata Vmbria (fecondo alcuni)abimbre,cioc dalla pioggia, pcrciche hanno creduto i Greci che gli habitatori d'efla rcftaflero falui dalle pioggie del diluuio vniuerfale , il che mera fauola, perciche la Sacra Genefi in contrario . Onde meglio dicono coloro che Vmbria foffe detta dall'ombra , & che quella Regione fia ombrofa- > per l'altezza , & vicinanza delli monti Apennini Vltimamente parte di ella ftata chiamata Ducato di Spoleti il qual nomehebbe ( fecondo che narra il Biondo ) da Longino primo Efarco di Italia . Ho detto , parte , perche intendo di defcriuere l' Vmbria , fecondo la defcrittione de gli autori antichi , nella quale fono comprefi anco
gli

S6

ICONOLOGIA

Vmbri Sabini.

fi dipinge, perciche gli Vmbri fono pocome attefta Plinio lib. 3 .cap. 1 4. intanto , che per moftrare antichit grande di effa alcuni hanno detto de gli Vmbri quello che credeuano i Greci fauolofamente , come fi detto di fopra_- Bene vero che f Vmbria antichifsima, come dice Plinio nel luoco di

Vecchia ,

& veftita all'antica


,
l'

poli antichilsimi d'Italia

fopra citato

& altri autori

Et Propertio fuo alunno nella priraa elegia


edt .

nel quarto libro. fimbria te notis antiqua penatbus

Et il Mantuano Poeta fimilmente-


memorande fenex quo [e vetus fimbria tantum Ja5iat forSi fa con l'elmo in tcfl:a,perche gli Vmbri furono molto potenti, midabili ne Tarme , intanto dice Tito Liio nel lib.p.che minacciauano i Romani , ancorch trionfante difpofti di volerla prendere , il che viene,/ anco affermato da Giouanni Boter nel primo libro delle fue Relation! Vniuerfali , dicendo , che gf Vmbri fono popoli de'pi guerrieri d'Italia,
,

&

di ci fa fede

anco Virgilio nel

7.

& Silio Italico nel 4. & 8. libro de bello


Forti equus
.

Punico

Se

il

Mantuano mentre dice.

Trifcis oriundus ab lambris

Di quefta Prouincia fii Q^Sertorio , non men dotto , che brauo , & eHperto Duce nell'arte militare , come attefta Suida , lafciando da banda-*
infiniti altri guerrieri
,

& valorofi Capitani de'tempi noftri


,

de'quali fo-

no piene riftorie,come fa

chi

fi

diletta di leggerle

Si rapprefenta in mezo ie radici di pi monti per due ragioni, l'vna per dimoftrare , che naturai de'monti render ombrofe quelle parti alle quali fopraftanno , che perci anche parte del corpo gb fi fa adombrato , onde poi ftata chiamata Vmbria , come fi detto di fopra . L'altra ragione per fignificare,che quefta Prouincia nel mezo d'ltalia,la quale

eflendo tramczata tutta da

monti Apennini ,

fta in

mezo tali monti, per-

DI CE

RE RI

P A.

'

i5

ti,perciche l'Vmbria fi chiama IVmbclico d'Italia,come ^tcono M. Varrone,Pliaio,&: altri.Ilche anco chiaro dimoftra FrancefcoMauro da Spello nel primo libro della Tua opera intitolata Franciiciados , oue defcriue u la vita del Serafico S.Francefco mentre dice.
Tranne idem Italia monfirabas fepm oram In medio glebx Utam vbere Tybris amaem jtmne fe^at qua pingue folum , lenfque fubm

Qua laura

excelft leuo ferit ardua

comu

Hmc

rebi excidio regnpi narrare [olebas

yenturwn Heroem.
Softiene con la deftra mano vn tempio rirplendente,percic)che nell' Vmbria fon due gran capi di Keligioni delle maggiori che fian al mondo^viro

da Norcia, fotro il quale militano monastico d i5o.Papi,molti imperatori d'Oriente,S: d'Occidente,R,Duchi, Principi, Conti, ImperaTatrici,Rein,Duchefle,& altre donne,per nobilta,dottrina,e fanta vita'il luftri.L'altrocapo il Serafico padre S.Francefcod'AlIifi fondatore della Religion deTrati minori,cio de i Capuccini,de l'Ofleruati de i Conuentualijdel terz'ordine de'l<iformatijde'Cordigeri,e molt'altri,che viuono, & viueranno fotto regola,e protettione diS.Francefco,i quali il Sig.Oio, per i meriti di quello gran Santo a fua imitatione fa fempre nouamento lorgere per tutta la ChrilHanit conforme airoratione,che di lui canta la S.Chiefa dicendo Deus qui Ecdeftam tuam Beati Francifci meritis foeti* nouaprolh amplificai (&c. Lafcio da parte S. Chiara capo d'infinite Vergini , che nelli
del quale tu
il

gran Padre

S. Benedetto

30. altre Religioni, 8c fon ftati di queft'ordine

clauftri feruono all'altiilimo

Dio,& molti

altri

pieno iICatalogo,& che anticamente l' Vmbria fia ftata piena ne , lo accenn Propertio nel lib.4.
,

Santi,& Sante de'quali n' di Religio-

Vmbria te notls antiqua penatbus edh Gli fi dipinge apprelTo l'horribil cafcata del lagoVelinOjhora dettoPi di lucjcome cofa non folo in quefta Prouincia notabilersna anco in tutta Italia, perciche tale la quantit de l'acqua, Se il prccipitio nel qualim-

petuofamente cafca,che io i:repito,& percofla d'eflfa fi fente ribombando per fpatio.di i o.miglia dando d riguardanti merauiglia,e fpauento,& per la continua eleuatione de'vapori cagionati dalla gran concufTion deU'actini

qua reflettendoci i raggi del Sole vien formarfi vn' Arco celefte da i Lachiamato /r/f Onde Plinio nel lib.a.cap.62.cos dice:
.

In lacH Velino nullo non die apparere ardis.


f bene l'arco celefte alle volte fignlfica pioggia,nondimeno quefto del qual fi parla no pu elTer prefo in tal fcn{o,per che quefto particolare, e non Ci fa f non di giorno quando il Cielo pi ferenoionde pofla il Sole con i fiioi raggi vcrberar quella parte,ou' maggior eleuatione de i vapori per la concuifion deiracque,e non tanto e notabile quefto lago per la cagione detta di fopra quanto perche in mezo deli'Italia,come ancora lo defcriue Vergilio nel y.dell'Eneide.
IBjilo^

come hoggi anco fi vede; &

r25
T.H
loctis

rJC
Tipbilis,

O N O
nfultis

LOGIA
alts .,
in oris

Jtd medio fub monbiis

& fama

memoratm

^mfariBi ralies , d^'f/fis hunc frondbm. atrum Vrget rtYq, Utti4 mniorii fVtedioq. fragcfns Dat fonitt'm faxM ^ :& torto vertice torrcns Hic Ipeats honeriuum , Jki4 ^h'acula dUis

Moflramiq-,rMptoq,ingens ^ch-vnie rorago


Teftiferas aperit fauces , queis condita,
cici'yf^^
,

tnuifum

mmen ^erraa

ccelun^fj. leuabat.,,^,-.,.^,^

;"

Non fenza ragione f li conuiene i! cornucopia perche , come di Strabone nei 7. lib. della fua Geografa -^/trA YtgiofatUjJma efi , della quale anco Propertio nell'Epigramma ad TuUum de Patria Tua dice
Troxima fuffojito contingens fimbria campo Me genut tenis fertlis ybetbm Et di maniera fertile que/la Prouincia, che vi fono alcuni luoghi, codine quelli campi chiamati Rofea , Reatina , che da Cefare Vopifco , & da M. Varrone fono chiamati il graflb d'Italia
Il medefimo conferma anco il Botero,& gli altri fcrittori fi antichi,co^ ,me moderni , & perche Stefano de Vrbino dice , che nell' Vmbria gli ani,inali due volte l'anno partorifcono , S: ben fpeflb gemelli , come anco le fiori , &: fruttiaCoroe.fi ,donne,&: gli arbori duplicatamente producono , vede anco ne i tempi nollri Per mi pare che li conuenga che il corno-copia fa foffcenuto da i Gemini, & che di lei meritamente il pofl'a dire quel verfo di Velaio dell'Italia .
,

BUS graitU(iiipecudes,bi^ pomis

vtlls arbos,

pone vltimamente il Toro bianco lato di detta figura, i p^rche qufta prouincia nafcono bellifilmi tori , & per lo pi grandi,6j bianchiti quiii appreffo de Romani erano in gran flima , percioche di quelli fi ferSi

lauando|i prima" nell'acqua , & facrifitij feconda Geo^gica dice , Vergillo nella del fiume Clitunno. Onde Hific albi Clitmne gng< Ss (^maxima. Tamis Fi&ima,fp tuo perfu/ flumine [acro 'B^manos ad tcmpU Deum duxere trmnphcs , \ J.t Silio Italico ancora nel 4.1ib. de Bello PunicQjU quello parlando (j[i(^ '!.\ .T Meccanii^ Farrenus erat cui diuitis vbeir /\.'l^. Can.pis fiilgineay& patulClitunnm'maruis"
iiiuano
i

trionfanti nelli trionfi

Candcntcsgeliops)-fandit fumine T^ttYQs.

Etnellib^,

Bt lauat ingenum perfmdcs fai mine faoo

Cltmnus TauYum, EtFrancefco Mauro nel 3.


'%'

lib.

Francifciados
qaos
litore

Et latm vicina tms Meccania campos


Trcjpt6lu pert admiram
f

[acro

Cltumni

p.ijcis.

candenti cQYpore

Tauy OS

Etdeue hauer intorno

colli

&

pianure per dimoHrare la natura delluo-

SA'
l'

K/^ A.
ciIli,

'i>9
.
'

tleFfuogoj eflcndo dotata

Vmbria di valli,

pinijbelliffimi

Onde

Silioltalic'o'neriib.'.d'ebcl.pim.difl'.

""

^'''

^'^

'Clksvmbrosatq, armpetebat

'

^
if

.
^^^

yinnbjl excel fo

summum qua vertice montU

-ft

Li

Byu^xrim'ttri pedtt ludcr, tq. vbilatis

t.t'ihdjtngentreh

i'Om Eia m campis tieblas exaiat mrtes , pjcem MeccaHiaTaurum t l 0.

Dona ou .

VE D R A

S S I per il tatio l'antico Saturno , cio hiiomo con barba longa , folta , & canuta in vna grotta tenendo in mano la falce , &: fopra la detta grotta fi raprefenta vna donna d federe fopra^d'vn mucchio di diuerfe arme,& armature . Terr in capo vn celatone guarnito in cima
di bel'

. ,

, .

i6o
di belle penne,

il parazonio,il quale fpada corta,larga,& fpuntata. Latio per la fede che tiene del Romano ImperQ,non folo e la pi fa* mofa parte dell'Italia ma di tutto il mondo ^ Per lo Saturno nella grotta fi difegna quefta Prouinciajiiauendo acquiflato il nome di Latio dall'eflerui Saturno nafcofto mentre fuggiua dal H" gluolo Gioue 5 che l'haueua priuato dal fuo Reame , come racconta Vergilio ncll ottauo lib. dell'Eneide , oue cofi dice Trimus ab athereo venit Saturnws Olympo

& nella finiftra


Il

& nella deftra mano vna corona,iiero vn ramo di lauro >


:
.

ICO NO LOGIA

jlrma
Js

louis fugiens
indocile
,

^
:

regnis exul ademptis

genm

ac dijperfum montibws altis

Compofuit; legefque dedita Latiumque vocari Malut : bis qmniam latujiet tutus in oris

Et Ouidio nel primo de' Fafti

Caufa ratis fupereH : Tufcum rate rent ^nte per errato falcifer orbe Dem .
CceUtibuf regnis loue
piilfiis

in

amnem

/
y

ac ego Saturnurn memini tellure receptum:


erat

r
'

|
'
,'

Jnde du genti manftt Saturnia nome:


efl Latium terra latente Deo y4t bona pofieritits puppim formauit in nere

Diia quoque

Hoff)it4

adueYitum teHificata Dei


,

'

n*

Jpfe foirnn coluit

cuius placidiffma

Uuum

y>x

'Hi

'

.;

I{adit

arem/i Tybridis vnda lattM

Tiene l falce , come proprio iflrumento , ouero infegna , con che da Po^ti vien defcritto, da efl'a denominato,fe gli attribuifce detta falce perche dicono alcuni egli fii l'inucntore , che la trou mentre infegn a gli habitanti d'Italia delcoltiuare de'campi,& di fare il raccolto del grano &: de tutte le biade Altri dicano che queft'armeli fu data dalla madre quando fu contro del padre,& fi mofle liberare i fratelli da prigionia, che con eflTa caftr Ciclo , come racconta Apollonio nel quarto lib. delli Argonauti.
.

&

Per la donna fedente fbpra della grotta fi dimoftra Roma , la quale e{^ fendo porta fui Latio , non folo come cofa famofifiima fingularmente dichiara queflo paefe,ma li fa commune tutto il fuo fplendorej& la fua gloria,oltre che per altrofvi ft bene la detta figura,percioche Roma anticamente hebbe nome Saturnia,il che dimoftra Ouidio nel 6, lib. de Fafti introducendo Giunone , che di f parla
Si genus ajpicitur feci
y

Saturniam prima parentcm

Saturni fors ego prtna fui


diCla

jL patre
l^

meo quondam Saturnia B^ma ejl


proxima terra
fuit
.

Hac UH

cacio

Si torui in pratio efl, dicor Matrona Tonants


i

lun^aque Tarpeiofunt mea Tempia loui.

Nella

Nella gufa che

devna
11

E R I I> A. S A -^^ raprefcnta Roma , come hoggi di lei Ci ve* nobililTima ftatua di marmo antica negl'horti degli llluftrifllmi
I

D
fi

e E

detto

Ci

Sig. Cefi nel

Vaticano

il Tuo fgnificato che per fegno di ci fi raprefenta Topra l'armi gi dette Denota anco la copia di lauri di che abonda quefta Prouincia, &c quello chf Plinio narra nellib. 25. al cap. 30. cio , che fa va Aquila la quale hauendo rapita vna gallina bianca , che haueua in bocca vn ramufcello di lauro carco di bacche , la lafs cadere falua nel grembo di Liuia Drafilla,la qual Fu moglie d'Augufto/opra'l qual tatto richiedi gl'indouinijrifpofero che fidouellero conferuar la gailinaA' i polli che di lei nafcef fero. Che il ramo fi piantafle , ilcheelTeado fatto nella villa diCefare preflb il Tenere , ne crebbe di quefta forte d'albero vna gran ielua , della quale trionfando poi gl'Imperatori portauano vn ramo in mano , & vna coronain teda Ne fu folamente la detta felua , che in altri luoghi f ne fecero molt'altre che fono durate molto tempo, & fin'hora d vede , che in quefta regione vi maggior copia di lauri,che in qualfiuoglia altra Prouincia d'Italia

ramo del lauro,ouero la corona del medefimo oltre


,
.

che di victoria,& trionfi

C^MV^GX^
onero terra
di

FELICE,
.

Lamro .

DIPINGESI

quefta felice Prouincia in vn florido campo con la gura di Bacco , &: di Cerere li quali ftiano in atto di fare alla lotta Se che non fi difcerna auantaggiodi forza pi in vnojche nell'alcra Hauerd Bacco in capo vna ghirlanda di vite , con pampani , tv viffe , Se Cerere parimente anch'ella vna ghirlanda di fpighe di grano . Dalla parte di Bacco faranno olmi grandiffimi con verdeggianti viti, che faiifcano fino alla cima di effrarbori cariche di vueA' per pi vaghez
id.

vi Ci potr anco mettere canto vna tigre , come animale dedicato ji,& dall'altro lato di Cerere vna campagna di aki,&: fpigati grani,^ vn

gran ferpe,anch'egli animale di Cerere Felice veramente Ci pu chiamare queila Prouincia , polche. ella abonda di molti beni, & fpecialmente di quelli che fono ali i natura humana neceflarijjcome il pane,&: il vino Et venendo in cognizione i Greci antichi della felicit di quefta fertililTima Prouincia con appropriata, 3i gio conda fauola finfero, come racconta Plinio lib. 3. che quefta campagna foffe lo fteccato doue di continuo combattano Cerere, & Bacco alla lotta per dimoftrare che Cerere in produr grani non ceda alla feconJici di Bac coinprodurvini, &altrefi Bacco anch'egli non cedaail'abondanzadi Cerere . in produr grani doue che per quefta rifla tanta la fertilit dell' vna, & dell'altro , che daltempo de Greci in fin'hora ftanno combattendo5non efiendo ancora nefiun di effi foracchi, ne che voglia cedere per hoaor ddlor fr atto per vxilic del genere humano ne lafciauo la facolt di pR
.

4JJ2

fCONOLOGIA
FELICEy Of^EBJ) TEPJ\:^
i>^

C^MTAGliA

^r

R^O,

poter dare giuditio qual di efla fia pi forte , &: yalorofo. Campania Felice onero Terra di Lauoro, R far diuerfa pittura di quella Prouintia raprefentaremo vna belIa,& gratiofa giouanc in luogo ameno, con ghirlanda in capo tefiuta Ai vari; fiori , & con vefte i color verde , parimente dipinta fiori di didi
,

PE

werfi colori

fra

braccio deliro tenghi vn fafcio di fpighe di grano,& con la finita bella grafia vna verdcgiante vite , la qual moJlri di ellere fecondilTima dei Tuo fruttoA' canto ve fia vna fpelonca dalla quale efca,
il

Sotto

mano con

&:

fumo, & acqua, Fii da Plinio nel

3. lib.

dalla felice produttiunc de frutti, i quali d'ella

nominata quella Prouintia Campagna felice abondeuoimte fi caiiano Ai fine

D
Al
fc,

e E

fine fu detta terra di


,

per la qual coltura


,

dementa
tifera,il

& & per anco fu chiamata campi labrini

S A R E R I P A. %6i lauoro dall'ageuoJezza di lauorare qncfto paelauorare facilmente s'apparecchia d riceuere la

Altri dicono,che pigliaffe

nome di terra di lauoro per effer molto frutcome dicenero ella buona quella terra da lauorare, perche non

(Iperde l'opera , ne la fatica Fi anco nominata cos qucfta Prouincia dalla fatica , la quale hebbepoi ritenerla foggetta, come narra Liuio. ro gli antichi conquill irla, Bella , gratiofa , vellica nella guifa che dicemmo, & con la gliirianda^ di fiori fi dipinge acci fi conofca , come la Natura ha voluto moflrar_* quanto quella Prouincia fia amena , &: fruttifera , & dato occafione d gli antichi ( come riferifce Plinio nel libro terzo) di chiamare quella Regione Campagna felice , poich quiui aria temperata con tanta dolcezza , che molti Imperatori , & Senatori Romani infalliditi del mondo vi Ci fono ritirati d pi tranquilla vita , Se maffime d Pozzoli , & d Baia , & fimil-

&

grandi huomini per occuparfi alli lludij delle lettere , Tito Liuio, Oratio, Claudiano, Francefco Petrarca molto amico di Roberto R di Napoli , onde fopra di

mente fecero

altri

tra quali- fu Virgilio eccellente Poeta

&

Mufn Ota,& exempumcurU grauiorbm mmi Et non folo quiui , come habbiamo detto aria cos perfetta ma v. fi trouano tutte le delitie per li piaceri , & vtili de gl'homini, cfiendo che da ogni lato Ci vede la diuerfitd de i fruttii , e quello che maggiormente- importa copia grandifsima di grani,& vini, che per tal fignifcato fi rapprefenta con il fafcio delle fpighe di grano , & con la verdeggiante e feconda vite carca ai vi^ onde Martiale nel quarto libro de'fuoi epigrammi fpecialmente parlando del monte Vefijuio luogo comprefo in qufla_f
,
:

ci cos dice Silio Italico atq; hojpta Teline molkSyVbi rhus

parte cosi dice-* Hc

e fi

pampnsis vrdis Vefuiuus yntbris

Trefirat hc maddos nobili^ vna lactts, Udic tuga qudm T^fe coUes plus Buccus amauk
llc

Hoc mper Satyri monti dtdere chor's"; FencrU fedes Laccdxmme grator UH
Hc
locus Herculeo nomine

cUrus era:

Cunia iacent flammis : T^ec fiiperi -pelUnt hoc

&

triji

mcrfa fuilla
. i

lcufe fibi

La cauerna dalla quale efce

fumo,

&: acqua*,. dimoer

falubcrrimi

bagni tanto nominati di quella Prouincia , i quali fono molti k bene vil. folo fi rapprefenta , & per la parte fi deue intender il tutto C L B FiJ ./i. di carnagione fofca veflita di color roflb , in capo hauer vna bella ghirlanda di fronde d ornello fparfe di manna , con la deilra mano terrvn cornucopia pieno d'vue di diuerfe /petie biache,c nere con la finiftra mano tenga vn ramo di gineilra carco di buccioli di fera, 6c R a vn ramo

DONNA

3H

ICONOLOGIA
C

jl

I{

^,

vn ramo di bombagio con le foglJe,& frutto,&: per terra vi fia anco vn fa** fcio di canne ir.ele. Il nome di Calabriapare che fia voce Greca, quale habbia riceuuto que* fopaefc daGrecijChe l'hanno habitato, percioche eflendo nome compofo da Calos,8>: Brijo (delle quali voce l'vna fgnifica buono,& l'altra Icaturire ) fi viene d lodare con tal nome quefta Prouincia,eflendo che in effa fi trouajl fonte di tutti beni, il che conferma Pietro Razzano & Fran
,

cefco Berlinghicri nel hi fbi Geografia nelli fuoi verfi che cofi dicono
Calabria
c.cUtt^t nel

prejrnte giorno

fgnjfim

ilicrne^
,

che prodfics

Le eofe bone e con copiofo arno Et in vero quefto Paefc molto fruttifero, pienodi opportuni -monti , d'aprichi

DI

CESARE HIP A.
:

%<ff

chi coIli,&: di ameniffimc valli ma quel che pi importa vi e aria pcrfettirsima,che rende gratifsimi quei beni , che la natura produ(,;e. Il color fofco della carnagioiie,& i'habito roflb , dinotano loperationt

del calor del Sole che gii molto amico , il che fignifca Oratio nell'od libro dandogli l'epiteto di eftupfe. 3 1. del I. diornello carica di manna che tiene in capo per dinoe ghirlanda La
I

,^

Ciclo in qucfto luogo benignifsimo , & vi pioue largamen& falutifera rugiada della manna, & perche quclda che fi ricoglie fopra l'orno la migliore , & la pi perfetta perci di quelto albero gli tacciamo la ghirlanda , & non di altra pianta Con le diuerfevue fi dimoftra la copia de generofi vini,chc fi fanno in quefta Prouincia , li quali portandofi in diuerfe parti d'Italia fanno memorabile il paefe ,& il fuo nome
tare
,

clic

il

te

gioconda ,

Il

ramo di ginel^ra co'boccioli di fetd,la bambace,& le canne melcfon


,

graltri frutti pi fpcciali

per

li

quali

fi

rapprefenta maggiormente
'

li_j

come ogn' vn fa grandifsima quantit di feta> di '; bambace,&dizuccaro. T F G L 1^, Lv :,' >0NNA di carnagione adufta,ch'eflendo veftita dVn fottil velo habProuincia facendofenc
?

'

'bi fopra d'efib alcune tarantole,fimili a'ragnfgrofsi rigati di diucr-

haur in capo vna bella ghir nda di oliuo con il luo fi'utto, &: con la defira mano terri con bella grafia vn mazzo di fpighe di grano,e vn ramo di mandole co le foglie, e fruttO;hauer da vna parte vna cicogna che habbia vn ferpe in bocca, &: da_^ 1 altra diucrfi inlromenti da fonare , & in particolare vn tamburino , & vn pifaro fu da gl'antichi chiamata quefta Prouincia Apulia da Apulo antichi{^ fimo Ji di quefto luogo, che quiui venne ad habitare molto tempo aiiant la guerra di Troia Dipnge fi di carnagione adufta,& veftita di fottil velo per dimofcrare il grancalore,& ficcitd che nella Puglia per lo ^i\i C\ troua,per la qua! cofa fu coftretto Oratio d dire nell'ode 5.epodon: imulofx ^/7/<\,nominandola cos piena di fete , & parimente Perfio nella i .Satira
6.

coiori,ftard detta figura in atto di ballare,

la

quantum fitiat cam , appaia tantum : Le tarantole fopra il veftimento,e macchiate di diucrfi colori vi fi rapprefentaao come animali notifsimi,e vnichi in quefta Prouinciajcome an co per dimoftrare(fecondo che riferifce il Mattiolo fopra Diofcoride nel lib.a.)la diuerfit del lor vencno^perciche mordendo effe alcuno ne Cuqs cedono diuerfi, & ftrani accidenti i alcuni cantano, alcuni ridono, alciif ni piangono , chi grida , chi dorme , chi veglia , chi falta , chi trema , chi fuda , & chipatifce altri diuerfi accidenti , & fanno pazzie, come f foller fpiritati , & ci da altro non procede , f non dalle diuerfe nature si di quefti animali , come ancora di quelli che fono da efsi morficati , & anco fecondo i giorni ,& i'hore
Tslec imgiin

Ladi-

co
V

N O
e

L
L

O G
I
.

'

^-1.

ili

La diuerfitde gli inftromcnti da fonare dimoftra, che il veleno di quc animali (come narra il Mattiol niluogo fopradetto)vniuerralmen,

te

fi mitiga &: fi vince con la mufica de Tuoni , & per fi coftuma di far fempre fonare di, & notte (in che loffefo fia fanato j imperche il lungo fuono & il lungo ballare ( che perci Ci raprefenta quefta figura , ftia x% 3ttto di ballare) prouocando il fudore gagliardamente vince alfine la ma ilgnitd del veleno , & ancorch detti infirumenti per ogni parte fi cofiuniano volontariamente per gufto , & delettatione non dimeno in quefla Prouinciafiadopranonon folca quefto finemaperneceffiti j come fi e
,

detto Gli

fi dipinge acanto la cicogna con il ferpe in bocca , perche quefto animale in niun altra parte dell'Italia fa il nido che in quefta , onde fi di-

ce clfer-

D
ceelTcri pena

H:

C E

R' :

P A.
il
.

1^7
henefitio

, che loro apportano con il tenere ntto i) paefe dalle ferpe Le fpighe del grano,la ghirlanda dell'oliuo, & il ramo dei mandolne dimoftrano come in quclta Prouincia vi e tanta abondanza di grano,orzo , olio, Se mandole,che facendo paragone di efTa prouincia al rcllo d'ftalia, (1 pu dire che efla ne proueda pi d'ogn'altra , doue che non folamente quefta regione ne ha quantit per f, ma ne abonda per moki altri luoghi ancora.
,

della A'-ita c!ii

ammazza le

cicogne per

l{

i^

DONNA do
in

di alpetto virile,& robuRo veftica di color verde, che ftan luoco erto , & montuofo con la delira mano tenga vn'afta 8c con la ilnidra porgi con bella gratia vna ccfella piena di 2 affarci no, Se ap prelfo lei da \^n de i lati fia vn belIiiHmo cauallo
, .

K*

Pop-

f69
I

ICONOLOGIA
:

Popoli di quefla Prouincia anticamerite (i chiamarono Sanniti , Caraceni, Peligni, Maruceni, Precutini , Veftini, Irpini, & altri nomi, fecondo i luoghi , & le Citt di efla Regione ma in generale trafle il nome de'Sanniti dalla Citt di Sannio, dalla quale anticamente ha riportato il nome tutta quella Prouincia, come quella, che di tutti quefti popoli fu capo , come narra Strabene lib. 5 Fu pofcia chiamata Aprutio in vece di Precutio, cio da quella parte de'Precutini,e hora ha acqui (lato il nome di Abrutio in vece di Precutio elTendo corrotto ilvocabolo di maniera che quella denominatione fcam-

bieuolmente fiata i^ccelfa quella de'Sanniti


ella d tutto il paefe.

e.fatta vniuerfale,

come

Si dipinge

donna

in luoco erto,

& montuofo, per efferc quella Prouin-

cia cos fatta_j


Si fa veflita di color verde , & di afpetto virile , & robuilo , perciche- fcome dice Plinio nel libro terzo , che gli huomini habitanti ne'monti fon vigorofi , robufti , & pi forti di quegli che habitano luoghi piani , efercitando pi quelli il corpo che non fanno queili Et perche produce quella Regione, grandilfima quantit di zaffer-* no, del quale non fole ne participa tutta l'Italia ma molti altri paefi ancra , fi rapprefenta , che porgh la bella cella piena di quelli frutti Il belliflimo cauallo che gli U appreilo , denota i generofi,e molto nominati caualli di Regno , de'quali de'pi forti fono in quello paefe, perla gi detta cagione del lito , f bene per la bellezza , &: grandezza di corpo ve ne fono in Calabria di molta llima , malTime quelli della razza del R, del Principe di Bifignano , & altri Sta anche bene il cauallo quella Prouincia, perciche eflendo animale di fua natura genero fo , & feruendo al fatto della guerra , fi attribuifce a'Sanniti huomini bellicofi , che ( come appreflb ( dir) fletter fronte pi volte con l'efercito de'Romani t L'alia che tien con la delira mano per fgnificaro del lor proprio no:

la voce Greca rm* alla conuiene in fegno della virc , & del grande-* valore Perciche i Sanniti cominciando fare conto della virt , & fra di loro delle perfone virtuofe , in tutti gli atti ciuili , come di pace , cos di guerra , honorauano quelli , & diuennero tanto coraggiof , che ardirono di farli foggetti tutti gli conuicini Popoli, fcorrendo gran paefi, & di farfi inimici i Romani , a'quali ( come dice Strabone nel luoco citaLa prima volta fu to ) fecero pi volte veder la proua del loro valore- quando moller la guerra . La feconda quando furono in lega con cfli loro La terza quando cercorono d'eflere liberi , & Cittadini Romani non lo potendo ottenere mancorno dell'amicitia de'Romani > &: f ne accefe la guerra chiamata Marfica , la quale dur due anni , & finalmen* te ottennero d'elfer fatti partecipi di quello che defiderauano.

me

lignificando

come dice Fedo )


l

O Itre di ci T alta gli


.

DI

CESARE RIPA,
M ^
n C

iS^

^,

di in forma di vna donna bella alpetto che coii^ SIladipinge deftra mano appoggi ad vna targa attrausrfata arme d'afta-.
,

de

virile

fi

d'

con r elmo
ghi vn

in

capo

6c

mazzo

di fpiglie di

per cimiero vn pico , &: con la finifira mano tengrano in atto di porgerle , & apprefio . lei vi

iarvncane^.
Si rapprefenta bella per la vaghezza dellaProuincia molto bene difliniumi che per tutto l'irrigano ta dalla natura in valli>colli,piani, riu,

&

& la rendono oltre modo vaga & bella


,

tre armi,pe/ mortrare

dipinge di virile afpetto con vna mano appoggiata alla targa, & alli buoni foldati che d'effa Prouincia efcono. Si li mette per cimiero il pico arme di quefta regionCaCiTendo che il pico Ycello
Si

17

ICONOLOGIA
&

vcclodi Marte fufe guida, andaffi auanti le legioni de'Sabini , e quelle nella Marca conducefle adeflere colonia di quella Prouincia, &per qucRo fu detto tempo de' Romani la Marca,, y^^er 'Picenns ^^ come aflai ben defcriue in vn breue elogio il Signor Ifidor Ruberti nella elliffima,

& marauigliofa Galleria di Palazzo nel Vaticano fatta far da Papa Cremori o X 1 II. di feliciflima memoria , nella qual fu di molto aiuto al Reuerendifsimo Padre Ignatio Danti Perugino , & Vefcouo d'Alatri , che, n'hebbe fuprema cura da fua Beatitudine , & l'elogio fu quefto :

^ger VictfwSy ager di5im efi propter fertilitatemy Vicenm d Vico Martis me vt Stranam annona (^ mitibtM abundat quihm fep B^mam caterafque Jtalm Europi(jtiepartes imit , Et certamente gli huomini di quefta Prouincia non folo hanno fouuenuto continuamente di grano Roma , & l' altre Prouin-_ eie ma ancora hanno dato aiuto di fortifsimi foldati , & infeme fegni di notabil fedelt , ne i maggior bifogni loro , & della Chriftianitd , contro Turchi 5 & contro Eretici ; & tempo de' Romani antichi fpetialmente- fecero, quando congiurando contro di efsi gran parte delle Colonie d'Italia gli moflero guerra folo li Marchegiani , de'quali i Permani reftorno in fede , &: combatterrono in lor feruigio onde quefta Prouincia, 8c quebonis placet
,

fta Citt

ne acquift lode di fedele , & per loro gloria ne i luoghi public! fi vede fcritto Firmum firma fides Romanornm Colonia onde ragioneuolmente f gli meffo canto il cane , per dimoftrare la fedelt loro ; Oltre di ci per dimoftrare , che in quefta Prouincia vi fono cani di gran ftima , e bont, & di efsi ne vanno per tutta l'Italia, &: ritornando al valore, & fedelt di quefti foldati , fi dimoftra da Velleio Paterculo quando dicc_> che Pompeo arm per la Republica numero grandiftimo di gente:ma che In Ccborte Vcenaplmimum confiiebat A tempi pi moderni quando Papa Clemente vii. fi trouaua afiediato in-Caftelio S. Angelo da i Spagnoli , & da i Tedefchi , i Marchegiani quafi popularmente s'inuiorono alla volta di Roma , de i quali fpingendofi auanti il Conte Nicol Mauritio daTolentino con alquanti canaUi,e con elfo Tullio Ruberti , fi ritrouorono cauarlo di Cafteilo , quando fi and a faluare ad Oruieto n jl G li jt. con bella ghirlanda in capo di lino con le Tue foglie, e fiori A' di rubbia,con la deftra mano terr vn ramo di pino con il frutto , & con la finiftra panocchie di miglio,pariico,bacelii Ai fa u, e fagioli. Hebbe quefta Prouincia diuerfi nomi , vno de'quali fi Flaminia , 6i dicefi , che habbia ottenuto quefto nome dalla via Silicata , : rafl'ettata da C.Flaminio Confole Romano , come narra Strabone nel lib. 5. & P.Liuio nel 5?.delle guerre de'Macedoni , dicendo, che Flaminio hauendo foggiogato i Liguri , & fatto pace con vicini Popoli , non potendo patire che i vittoriofi foldati foffero otiofi , vi fece filicare , & rafettare la via da Ro ma per Tofcana , 6l l' Vmbria fino Rimino Fu poi detta Emilia da M, Lepido Emilio, il qual fece vna ftrada che veniua da Piacenza congiua.

DONNA

gerfi

DI

CESARE
1^0

RI

A*.

tyx

M ^

,4.

gerii

con

la

Flaminia

Fil pofcia

chiamata Gallia Cifalpina , per


,

efTere-

ftata habitata lungo

tempo da Galli Boi;

Infuri

Genomani

& da al-

tri fimili generationi (come dimoftra Polibio nel quarto libro) dicendo, che hauendo detti Galli trapaflato l'Alpi, & fcendendo in quello paefe , fcacciati i Tofcani , che quiui haueuano edificato dodici Citt quida efli Galli fi poi nominato tutto quefto paefe Galui fi fermorono , Tranfpadana , per eflia Cifalpina-. . Fu poi detta Gallia Cifpadana , fere da gl'Antichi partita la Cifalpina in due parti , cio , di qua , & di l dal P Fiume , Fu pofcia nominata Gallia Togata, come fi raccoglie anco da Martiale nel terzo libro che iui lo compofo

&

&

HoctbitquicqudideflilongiHqmmittitabom,

GaUa

. .

ay*
Gatlia
,

ICONOLOGIA
I^omana nomine di6la toge

Et pi d bafl'o dice fpecifcamente che era nel foro Cornelio, cio Inola
B^omam "pade liber:fi renerisvndCf requiret : ^etnilU I dkeSfde regione vi^e* Silquibft^in TerriSf qua fitnm in Vrle^ rogabit:
Cornell rcferas^

me

hatefe foro.
i

& parimente i Boij paifatt Tofcani ( come habbiamo detto ) & abitandoui cominciorno poco, poco pigliare i ciuili coftumi de Romani non folamente del modo di viuere , ma altrefi del conuefare , veftirc , perciche vedendo quelli efler togati , anch'eglino pigliorno le ^^ Coghe , che erano veilimenti de Romani Vltimamente fi ( come narra il Biondo ) chiamata Romagna da Carlo Magno, bc da Papa Adriano primo dop la rouina de Longobardi , per efler Itata Rauenna con alquante altre Citt , &: Terre vicine Tempre per tutto il tempo de Longobardi fedeliiTimi al Popolo Romano Sif dquefta*prouinciala ghirlanda di lino hauendo Plinio in molta {lima il lino di Faenza nel lib. ip.ponendolo nel terzo grado di fcttigliei za ,& denfit,& nel fecondo grado di bianchezza .' La rubbia vicn molto lodata quella di Rauenna da Diofcoride , come cofa notabi le Le panocchie di miglio , & di panico denotano la fertiiit? del paefe quanto tutte le force di biade,& legumi,&: /pecialmente migli> panichi,fauaA fagioli Il ramo ds pino con il frutto , che tiene con la delira mano,e per dimoilrare la nobiliffima felua i pini intorno d Rauenna, & Ceruia che tofa tanto propria di qucfta Prouincia in Itali j, che ninna cofa la ii tanto differente dall' altre quanto eifa.^ . Onde Siilo V. i felice memorfa in vna fua Bolla circa la cferu;.itione di quelle pin:;te la chiama decoro d'Italia. Mapernonlairardidirecofachcnotabilia, & per dare occafione ad altri porgendogli materia i variare d modo loro la forma di quella figura lo t-i'ouo apprefib Plinio lodato i Rombi , & Afparagi di RauenlU > onde Martiale di eil cos dice nel 13. lib.
Fu detta Gallia
efndoui
Galli Senoni,
i

neiritali.1,

& quiui hauendone fcacciati

&

Mollis in equorea qiut ocuit jpiaa Rauenna

J^n

ert ihcultia gratiar

^fparagts
fi

Racconta anco l'abondanza delle rane , che


ro cos fauella_i,
Cttm comparata rl^ibns tuis ora,
HiliacHS habeat crocodlas angus

trouano quiui

& di lo-

Mcltmqne

Blandi

garriunt Rauennates

Vi fono ancorale viti fertili di Faenza de quali ne fa mentionc Marco Varrone lib. i. cap. 2. de re ruftica. Et gli ottimi , e generofi vini di Cefena , f bene poflbno eflerc fuperati in altri

come

fi

luoghi prodotti , ma gli antichi gli ripofero tra i vini genero/I,^ cggz apprelTo Plinio nd lib. 3 al cap, 6, &. Mecenate ne faceua
.

graa

gran

A". e E S A t7J per furono chiamati Mecenatini Onde non terrei per err^. >v'^ rore Far nella ghirlanda comparire alcune foglie^di vite nei Timeo fu Sale che da Platone il dipingere detto caro, PotralTi anco & amico i Dio,& nel 9. delle Iliade fi da Homcro chiamato diuino, & di cui Plinio fcrilTe quel antico prouerbio Saie nlbd vtithis ^ il quale fi i'i Ceruia in tanta copia , clic fi partecipa ad altre prouincie , & m parcbbe non difdiceuole , che ne tcneffe in mano , in'altro luoco \\\ vii vaio , che Faenza rapprefentafle la maiolica , che fi fa 'm fingolar lode Et finalmente oltre le fopradette coie potrebbefi anco fare armata per attribuirli virt militare , hauendo prodetto per lo tempo paflato , &: al prefente brauiilimi huomini,& famofi Capitani;, come lmerico-BarbiaItalia, ^o Sforza da Got?no reilitutore dell'antica difciplina militare gnola,tanti Malatcfli da Cefena^S.: Rimino , i Polentoni Lunardi , Si Carponi da Rauenna i Caluoli Ordolalfi , gli AiH , de quali il Capitan ^bfmo Luogotenente Generale nella imprcfa i Famag.oia; oue per la-S. Fede fu dal Turco decapitato inficine con Afior Bagliore fuo Generale EtiBrandolinida Forl, i Manfredi, & Martino da Faenza,Vincentio, &: Dionifio Naidi da Brefichella Generale della Inuittifuma Rep. i Venetia ambedui Guerrieri famofi nominati dal Giouio , & dal Bembo de re Veneta & molti altri generofi Capitani di queflia bellicofa Famiglia , dalla quale anco- fono difcefi i Signori de la Bordigiera , gli Alidoffi d Imola, i Guidi hora Marchefi di Bagni ^ccCi da Celione Imperatore homini i gran ilima , e valore,oc altri chTaflb per non elTcr tediofo

DI

RE RI

f:ima,&:

donna bella graiTa , Se allegra , il fuo veftimento Cni i color verde tutto fregiato d oro , &: argento con ricami , Se altri ricchiffimi, & vaghi adornamenti nella delira mano tenga con bella gratia Timperiai Corona d'argento , & con la finillr^ vn bacile , oue fiano-molte corone d'oro Ducali appoggiato al fianco , & apprefb 4 piedi dal deflro lato fia il P fiume cio huomo ignudo , vecchio , con barba lunga , &longhi, & ftefi capelli, coronato d'vna corona d'oro. Onero per variar quefta figura fia la tefta di toro con vna ghirlanda di pioppa , appoggiato il fianco , braccio deftro fopra d'vn'vrna , dalla quale cfchi'copia d'acqua , & che Ci diuida in fette rami , & con la finiftra mano tenga con bella attitudine vn cornucopia Ha hauuto queila nobile , & beilifilma Prouincia diuerfi nomi fecondo la diuerfit de'tempi,& il primo fu Biancra Galiia Cifalpp.a , & anco effa per vna parte Galiia Togata , Fclfina, Aurelia , & Emilia , come riferifce Catone in libro Originam , pofcia fi detta Longobardia , & hora
, i
-

VN A

Lombardia

U nominata Lombardia

che ftaco l'vltimo

nome
D.co

174

ICONOLOGIA
L
Al

A K^

^'

Dico dunque, che trafic primieramente il nome di Bianorada Ocno Bianoro valorofo Capitano de'Tofcani , il quale paiTando l'Apennino f infignor di quclto paefe , fecondo che riferifce Catone nell' origini , dou dice-
:

Calila Ci^adanay olimBanora vSore Ocno.

Fu finalmente detta Longobardia da i Longobardi , che long tempo tennero la Signoria di ella Regione, hora dicef Lombardia per maggior
dolcezza della pronuntia Bella , grada , allegra ,
fere gli
C\ rapprefenta , per cfamoreuoli , conuerfeuoli , & molto dedici alli Tglazzi deUa vita, godendo vn paefe quanto poila efler ameno^

& veftita di color verde

huomini

i quella Prouincia

fertile

. .

DI tr^ abondante di viucre , di delitie , & di tutte le coCc che richicdoHO al felice viuere de gli habicatori ouc fono molte Citt grandi famofe Terre, infiniti Villaggi &: foituoll Caftelli , magnflicentifsinii cdifiti; publici,&f rinati, dentro, &: fuori della Citt , fiuini celebri, fonti, & laghi di grandifsima conHderatione , valli , piani , &: monti ricchi di tut
fertile
,
, ,

CESARE RIPA.

te le gratie della natura


I

& dell'arte
,

lauori d'oro

>

&

argento , ricami
di

&: altri

tfano la magnificenza, lo rpIendore,& la

pompa de

vaghi ornamenti , fignih'popoli di quefta Proi

ricchezze , & artifitij, di nobili lauori conforme al merito della lor molta gran nobilt , gran virt , valore L'Imperiai corona d'argento dimoflral'illulh-c dignit, & lionoranza di quefta Prouincia riceucndo il R de'Romani in ed la detta corona di argento quando viene in Italia per incoron;trfi , percichc come riferifcono i dottori nel c.venerab.de cieA.& la giofa nella Clementina. i.fuper verbo veftigijs de iurando s di tre diuerie corone la Maeft dell' Imperatore 11 corona_^ Primieramente quella di ferro riceue dall' Arciuefcouo di Colonia in^ Aquifgrana , poi quella d'argento gli vien data dall' Arciuefcouo di Milano , & la terza d'oro gli vien data dal Sommo Pontefice nella Chiefa di S.Pietro di Roma , delle quali quella di ferro fignifica la fortezza con la quale deue foggiogare i ribelli , l'altra d'argento dinota la purit de'coflumi , &: le chiare attioni che deuono elTere in tutti i Principi , rvltimi_, d'oro fignifica la fua preminenza in giulHtia, &:potenza fopra tutti gli altri R , & Principi temporali del mondo, ( come l'oro di molto auanza
uincia
,

quali

abondano

&

tutti gli altri metalli

te l'altre prouiacie d'Italia


,

Le corone d'oro Ducali nobilitano anco, S: inalzano quefla fopra tutdimoftrando ch'ella abbraccia & in f contiene pi famofi Ducati come di Milano Vi anco l'antico , & nobile Ducato di Turino douc haueuano il fuo feggio i Duchi de' Longobardi ( fecondo Paolo Diacono , Biondo, &. Sabellico ) & hoggi poifeduto con ottimo , fv: giuftifsimo gouerno dall'Altezza Serenifsmia di Carlo E m a n v e l e Duca di Sauoia,veramente Principe meriteuole di maggiore > qualliuoglia flato, per cfler egli ^i fingolar valore & rifplendente di tutte le virt come anco celebre di gloriola fama per la grandezza , & antichifsima nobilt de l'origin fua Vie anco Mantoua, di Parma, di Piacenza di Ferrara, & bora quello di Reggio 5c Modena ; de' quali quanto fia la magnificenza , la grandezza &: Io Iplcndore non iolo di quefta Prouincia ma di tutta l'Italia noto tutto il mondo Gli Ci dipinge canto il Prcome cofa notabile di enaProuincia,il qual pafando pcrmezodi elfa gli ;3pporta infiniti commodi, e piaceri, & celebre per lo fulminato Fetonte che in effo cadde , & fi fommerfe come^ diuinamente lafci fcritto Ouidio nel fecondo lilro delle fue Metamor, ,
.

fofi

incucili vcrfi.

17^

ICONOLOGIA
^t
Tbaton
rtitilos

fiamma populantc
,

capillos^

yoluitur in prxceps

longoque per aera tra^u


Cesio jeUa fereno
.

Fertw , vt interdum de
Qujs
'

fi

non

cecidit

potuit ceciiifie vider


diucrfe

Quem

proctil

Vatra

maximm

Orbe

Sxcpt Ertdaus fumantiaque abluit ora

anche coronato il detto fiume , per eflere il maggiore d' Iralia_ , raccogliendo nel fuo grembo le ricchezze di molti altri fiumi , & perclfc il Petrarca nel Sonetto 7 43. cos lo chiama
Si fi
i\

de gl'altri fupcrbo^ altero fiume

Anzi per eflere non folo il maggiore d'Italia j come fi detto , ma per non cedere punto alla grandezza de'piii famof del mondo, cio del Nilo, edeiriftro. Lucano nel lib. 2. cos dice. Quoque tnjgts nuUum teUm [e folut in amnem^
ErydaniM
,

fi-Mafque euolut in <xquore fyluas ,


.

Uejptriar.iqiie txbaurit aquis

Hwic fbula primum

Tcpulea fluuium ripas pmbrajj ccrona : Cumque dlem pronum tranfuerfo limite duccm ,
Succtndit Thxton fia^antibws atbera loris
Curgtibu/S raptis penitus tellure
,

Hunc

habufe

peruHa , parts Thxbeit gnibus pndas


Ts(ilo fi

T^on minor hic

non per plana, iacentis arenas


.

^egypii bybicds
I^on

l^ilits fiagnaret

piiior bic jrOy nifi

quol ditm permeai orbem,

-pndas. &e. Et come li detto , l porri dipingere quefto fiume con la tefla i toro con le corna , perciche ( come narra Seruio , &: Probo ) il fuono che fi il corfo '\ quefto fiume , fimile al mugito de'buoi , come anco perche le_#

^ccpit

hcr ^ cafuros in qudibet qiiora fonte: Scyihka4 exit non Jlus in ,

&

fuc ripe fono incuruatc i guifa di corna 11 cornucopia nella guifa che dicemmo, fgnificarabondanza

grande

caufata da quello celebre fiume , ellendo che nel tempo della cancoIa_ come narra Plinio nel lib.3.cap.i6. quando fu l' Alpi fi flruggono le neili ngroffandofi , <Sc fpc^rgendofi da torno , lafcia poi quei luochi tocchi da_> lui fertiiiiTimi , & diuidendo la Prouincia in due parti con fette bocche- entra m\ mare Adriatico con tanta copia d'acqua che (come dice Plinio nel iuoco citato ) fi fette mari

p ornato d guifa di Berecintia madre de gli T>t antichi , di corona turrita con otto torri d'intorno , & nel mezo vna pi eminente de l'altre , fari veftita fotto di coler azurro , haueri vna foprauefte manto di oro ricamato di fpighe &: fregiato di verdeggianti , & fruttifere viti Scari i federe fopra il dorfo di vn'alato leone,terri la delira mano ap,

VN

K. donna leggiadra

M^

^
,

T \1 V 1 S yt Tsiyi. & bella che habbia tre faccie

haueri

ca*

poggia-

DI

CESARE ripa;

i7?

ra

poggiata ad vna quercia , dalla quale penda vn roftro di naue , di gale" 5 & con la llniftra mano tenghi con belia gratia vn libro , & anco vn- ramod'oliuo. La Prouincia di Venetia che da Longol^ardi Marca Triuifana fu detta, per hauer eglino pollo il leggio del Marche(ato nella Citta di Treuigi E Prouincia nobililFmia al pari d' ogni altra che fia nell'Italia habitata gi da gli Euganei , pofciadagliEneti , &Troiani, che doppo la rouina di Troia con Antenore in Italia pafibrno Ella diprefente contiene in f none Citt principali, lequali tutto hanno il loro Velcouato , oltre le molte Terre murate j & Caftela ch^ vi fono , & oltre il gran numero di villaggi npn folamcnte per la graifezza dei S
.
.

27S

ICONOLOGIA
:

za del terreno il quale tertilifllmo ma in gran parte per lo ftoannenif^ fimo , fi che fi pu ragioneuolmente dire che quella bellezza che nell'altre Regioni d'Italia fi vede per la delitiofa coltura de gli habitatori , in-, quella folamente fi vegga per l'opera delia gran maeftra Natura, che co,

s l'ha

voluta fabricare

Le Citt fono Vinegia , la quale capo , & Signora della Prouincia_. Verona , Vicenza , Padoua , Treuigi , Cener , Belluno , Feltro , & Trento , che pollo alle confine di Germania, nell'Alpe, delle quali Citt fono in ogni tempo , &; in ogni et riufciti molti huomini illufri in lettere , & in arme , che longo farebbe il farne qui mentione , pofcia che ne le Hifi:orie , che Ci veggono in luce delle cofe feguite in Italia cos ne gli Antichi , come anco ne i moderni tempi ritrouanfi in pi luoghi deferirti i loro fatti illudri , & copiofamente raccontati, tra'quali fi pu pervalorofo nominare Ezelino da Romano , il quale f ben fu tiranno , fu per
nell'armi , & gran Capitano. potrebbero anco'annouerare gli Scaligeri > che gi per i ternpi paffati furono Signori di Verona, di Vicenza, &: di molte altre Citt fuori di quef:a Prouincia, i Carnarefi Signori di Padoua , i Canimefi Signori di Treuifo , di Ceneta , di Feltro di Belluno , & tanti altri valorofi Capitani di militia , vfciti di quelle Citta ma per non parere che fi faccia emulatione con faltre Prouincie , qui gli tralafcer , fi come anco i pi moderni , che nelle guerre fatte , & foftenute dalla Signoria de' Venetiani in_. quella , & in altre Prouincie hanno dato manifefi:i fegni del lor valore , & del loro nome hanno lafciato immortai memoria. Quanto al fuo , pofcia che ella rinchiufa tra la Lombardia, la Romagna , i mare Adriatico , il Ducato del Friuli , & l'Alpi Treuifane , che- dalla Germ.ania la feparano , eifa dalla parte del Settentrione montuofa ma nel rimanente piana , f bene ripiena de Vaghi , &: ben colti colli ? da quali fi cauano delicatiflimi vini , & faporitiifmii frutti Dal piano pei che amplilTm:o fi fcucpre nel Padouano , nel Treuifano , & nel CedonefeafiaipichenelVeronefe, & nel Vicentino, che per la naggiore- parte fono tcrritorij montuofi , &; nel Bellunefe , Feltrino , & Tridentino che fono podi monti aliai angufli , & riflretti , & per fono pi feraci di vino, che di grano. Si rappreienta bella , de leggiadra con tre faccie , perciche veramente belliiuma quella Prouincia , come anco per alludere al nome di Treuifi,TreuigianaMarca_ . Si pu ancora dire , che per tale fimilitudine fia fomigliante all' imagine delia Dea Prudenza , che cos da gli Antichi era figurata , la cui virt nel Senato Venetiano particolarmente riluce La Corona Turrita , nel modo che dicemmo , dimoflra per le otto tor-r ri le otto Citt foggetre , & la Torre nel mezo pi eminente dell' altre^

bumo valorofo
Si

rapprefenta la Citt dominante JJ colore azurro del veftimento , denota rincimo Golfo dell'Adriatico
'
-

mare

DI
,

CESARE

..

R IP A.

'xi'9

mare che la bagna & che da i medefimi Signori dominato La foprauefte maiuo d'oro .ricamato di^^Ipighe , ,^ fregiato d verdegianti,&: fruttifere viti dimoftra che del grano,

& del vino che efl'a prodiiRepu

ce ci fono accumulate gran ricchezze- Siede fopra il dorfo dell'alato leone per alludere all'infegna della

blicadiVenegio-^.

mano appoggiata alla quercia dalla quale penda il ro naue,ouer di galera,dimoftra che quefta Prouincia e forte,&: poteii tilTima in italia,&: per terra, & per mare mantiene in f quella grandezza che da tutti li Prencipi de Chriftiani vien moito ftimata, & infieme temuta, & rifpcctata per il dominio che ella ha di quefta Prouincia pcrcioche_* nell'armata di mare , con le quali efla ha ottenuto vittorie fegnalatifime in ogni tempo per il numero grande de nauiiij,& galere clie pu fare:& f hi.fempre iruito di quella Prouincia cos d'hucmini di battaglia per armarle , traendone fempre di ella quanti gli fono ftati bafianza per ogni grand'armata;come anco per ogni forte di materia neceffaria per il fa bri care,&: armeggiare i legni, eflcndo in efa Prouincia molti boichi d'arbori cotal fabrica bene appropriatisi: fpecialmente nelTreuifar.o,dcue fi ve de .gran commodo della Kepublica il celebre , & famofo bofco dalla natura prodotto ne' colli del Montello tutto di akifsime, grofe, i^c dure^ quercie lungo dieci miglia , & fei largo da Treuigi lontano dieci miglia, &: dalle lagune di Vinegia venti , fi come nel Bellunefe altri bofclii i altifsimi abeti , larici , & i^'gZ'^ per fabricare antenne , arbori , & remi i ^ nel Veronefe , Vicentino & nel Padouano grandifsima copia de'canapt per lare le vele , le gomone , & ogni^^altro necefl'ario armigio Oltre che in queftp. ifteffa regione ne i monti di fopra, che fono nel Veronefe , nel Trentino , & nel Bellunefe f ne caua il ferro in tanta quantit quanto pu baftare per rendere perfetta tutta la fabrica delio armamento marinareccio , il quale nell'Arfenale di Vinegia con grandifsima_- copia di eccelentifsimi Maeftri del continuo fi tratta 11 libro , che tiene con la finiftra mano , fgnifica , non folo gli huomini celebri nelle lettere ma ancora il nobilifsimo ftudio di Padoua, fccndifsimo Seminario di ogni virt, chequiui fiorifce, dal quale fono iw^ ogni tempo riufck.i fapientifsimi Theologi , Philofophi , Medici , lurifconfulti , Oratori, & infiniti profeflbri delle Arti Liberali, che hanno apportato'fempre fplendore non pure alla Prouincia , ma tutta l'Italia inueme- -il ramo dell'oliuo che tiene infieme con il libro , fignifica la pace , che ^ gli coaferua ilfuoljrincipe , &: Signore,
11

tener la deftra

ftro di

JJ

r-

a~3o

ICONOLOGIA r
F

1,

vefHta d'habito foQtuofo & vario , con vn cartello turri" fi come Ci figura Berecintia , hauer il braccio deftro ar^ mato con vna lancia in mano , [3c che infeme tenga alcuni priuilegi; con figlili pendenti. Star appoggi ata ad vna grande. Se feconda vite , de feder fopra due- corni di douitia , l'vno da vna banda di ogni forte di fpighe , grani , rifi , migli & fimili y l'altro dall' altra parte pieno di ogni forte de' frutti di arbori Terr nella finiftra mano vn libro, & ne i piedi i coturni fimili d quelli di Dianaj& apprelfo d'efsi vi faranno cannuccie , Se giunchi Sono tante, & s diuerfe le qualit, & conditioni chefifcorgono nel Friuli, che fi potrebbono conlongo difcorfo diparole.-ma convna piccola
,

DONNA

to in tefta

figura

DI
&

CESARE

P A.

figura in diregnonon mai baftcuoimctc crplicarc, perciche ilei circuita cinqiiata miglia che locoprcndc fi trouano prima alcifsimc di ducento, balzeA' dirupate;poi monti mcn'afpriA pi vtili per gran copia di legni per paltura d'animali,indi fertili A' ameni colli,& finalmente grandiffi-

i?r

&

ma,&: ampijfTima pianura,che fi (cndc fin'al mar adriatico.In qiicfto Tpatio ci rono,& torrenti,& fiumi,& laghi,^ palu<ii,& porti di marc,& de'finmijaitrifono rapidi,e veloci come il tagliamento,il turro,e'l naticone,aItri qiiieti,& nauigabili come il timauo , la natcfla , il lifonzo , & alrri,nc i fiumi , & ne i laghi , &: altre acque l peccano varie Ipetie di pefci , de'quali ve ne ha molti , & buoniflimi , come lamprede , marfioni, temoli, &: anco truttc,& quefte pur'anciie pi d'vna rorte,poiche.di bianche, & rofle f ne trouano alfai , per lafciaie i gamberi , che in gran quantit tutto l'anno fi prendono , & oltre il pcfcc maritimo , che da Marano , & da Monfalcone luoghi del paefe fi conducono d Vdine , ^ altroue per i'vfo de gli habitatori; ne di minor diuerfitd fi troua anco nella terra iflefla^eflendouene di leggiera, di grcue , di mezana di pi , &: di manco fecondo L'habito rontuoro,& vario dinota la diuerfit delle qualit di che qucfta Prouincia habitata , come fi dir Si gli mette la corona di torri in capo,perche in quefta Prouincia vi fono molti caftelli,& alcune terre fituate d'ogn'intorno fopra i monti,e colli del paefe,come ne fa fede Virg.nel 3. della Georg.dicendo lapidis arua Timuui CaficUa in tumulis , Le quali pofiegono giurifdittioni feparate con nobilifsimi priuilegij>&: di Imperatori antichi,& di patriarchi d'Aquileia, ch'vn tempo ne fumo padroni,&: finalmente anco del dominio Veneto,c'hora pofsiede quafi rutta laProuincia,e certo quefia qualit molto fingolar in lei,poiche fi numerano fin' fettantadue giurifditiowi,le quali han voce in parlamento, che vn configlio vniuerfale,il qual ogn'ahno fi fa vna,e pi volte d^la prefenza del Luogotenente generale refidente in Vdine , oltre d niclt'altre che non vi interuengono,oue per tal'cffetto fi vede chiaro che gli fi conuien detta corona di torri in Gapo,come anco ben il dimofiraVirg.nel 6. dell'Eneide volendo fomigliare quefta Prouincia d Roma , & non per altro ci fece f non per i fette colli che in effa Citt fi rinchiudono , onde diciie : Qualis BerecynthKt mater Inuebitur cuyyu Vhrygias turrita per Frbes Il che tanto pi conuienfi,perche cos fi viene leggiadramente ad efpri mere anco la Cittd d' Vdine,c'hora la Metropoli,& capo del Friuli, contenendo in mezo di f vn erto colle > & fopra d'efb vn grande,& molto riguardeuole cartello , onde fi fcuoprc tutto il paefe per fino alla marina libraccio armato con la lancia, e priuilegi,dimoftranochelefopraderte giurifdittioni fon in obligo tempi di guerra di contribuire alcuni caualli con huomini armati per feruigio del Principe, che perci han priuilegij,cme han hauto anticamte(comc s' detto)da Imperatori, Si altri. Sta appoggiata ia verdeggiante,e feconda vite,perche la qualit de i vini S 3
.

&

,, .

e^A
iio delle lue

ICONOLOGIA
:

ii maggior ner ricchezzcperciche oltre la quantit fiifiiciente noii fcio per i hioi p.opuh:ma per gran parte ancora deirAlemagna , & Venctia, k ioj)p taUiiente ^>omi^ati^, & preticxfi , che Pltni ne] libro decimo quarto al

vini;C tanQ abS>dante in queila Prouiacia,ch'iii efsiclrte

capitolo fefto
gigmuir
faucit
in [imi

dille

a u^uia Ixxxij. annoi vii Lucilio retulit accfptos (jjn .Lio vfu
mn procul Tinauo fonte faxeo colk
maVirno fl'tu

jdnattc m^ir

Ci quetit.e
'

aiphoras^ nec aiiud

cpm mcdiccnu nits wdicatiir.Hoc ijje cnd<di.nm


.

^uod Gi<6

aii brantes miris Ijndibtis Tiiono cipp(Uaurnm ex adriatico fhm


,

mentione de i luoghi in particolare:ma folo divipaconon lontano da Gloriatia ha virt i rendere le- r che il vino dei ,oiide generatione nella vicina Germania ,che tutto quali ve alla 4oi'ine Vipocher chender mocher. ralTbrbe nato il prouerbio Siede in mezo i due cornucopia,come dicemmo,perciche commufar
,
.
.

Non mi ellender

ne conditione di produrre tutte le forti di biade,legumi , e per fino a rifi che le benenon rende quella terra tanti per vno quanto le fertilifsime- > tutta volta alcuna parte di lei non cede mult' altre ma quello marauigliofo in elfa,& gli li pu afcriuere lingolar fertilit, poich in quei medelmi campi,oue le vigne porgono le loro vue fi femina il fbrmento,c dopo quello il migliojouero il formentone, doue che tutte tre quelle raccolte fi fanno in vn anno med^efimoidi maniera, che f in altre regioni la_> terra produge pi grano,h bifogno poi di ripofarfi,n fuole in quell'anno ifleil d'altre biade caricar i granai del padronerma quella con tutto che rade volte gli l dia tregua,non fuole ( elfendo debitamente lauorata) defraudare la fp?ran?a de l'agricoltore Genera parimente tutte le forte de'frutti d'alberi , & fi ad ogni artiftiojche in quello genere vfar fi pu,fi ancora alle piante peregrine fi prou elTere molto arendeuole , intanto che per copia , & per bont fi pu aguagliare qualunque altra , & pur di fopra molt'altre ancora , come ne rende teftimonio Atheneo nel lib.3. che parlando dc'pomi cos dice_^ qui& S^m^^ vendmtur Mntiana di6iajum f,gQ vero viri amici maxime omnium ta mata admiratiis qux ex pago cjuodam in ^Ipibfis ^iqu.kidt conjiimto as portari dicuntur Il libro che tiene con la delira mano , ne dimollra , che quefla Prouincia feconda di belli ingegni , li quali , & in profa , & in verfo , 8c in tutte le facolt fono flati celebri, 5t ne gli fcritti loro hanno lafciato nobilifsimatellimonianza della loro dottrina, come furono i Paoli Veneti, i Diaconi , gli Alberti , i Moroni , gli Amafei , i Robertelli , i Deciani , i Gratiani i Cortoni , i Candidi , i Sufani , i Lufini , gli Aregoni , i Rorai gli Allemij , i Parthenij , i Valfcafoni , i Frangipani , &: altri infiniti per lafciar da parte quelli che fono in vira Et per ellere opportuna alle cacciagioni , gli fi mettono per fu edimoflrationii coturni , come quelli di Diana , & finalmente , perche nella- parte fua Auftrale termina in acque , & paludi f gli fingono alli piedi le annuccie , & i giunchi

CORSI*

rozzo Copri ci eminente faflb circondato ci achauer vna ghirlanda di foglie Si viti , fard armata , oc con la dcftra mano terr vna corfcTca , dalia parte dedra vi far vn cane corfo ma che (a grande , & in vifta feroce , fecondo che narra Plinio
di afpctto
,

DONNA capo qua


in
:

libro terzo capitolo quin to

La Corfca Ifola nel marLiguftico &; fi primieramente nominata_> da Greci Cyrnus , come ditnoftra Strabene lib. 5. Se Virgilio nell'egloga 9. quando dico
, :

sic tui CyrncA-s fn^tant exctmlnci taxcs

queflo nome da Cimo rgliaclo d'Kercole e fratello di Sardo, il quale pail'ando datlaLibia quefto Inogo.c quiui fermatoli volfc che da lui foiTe con qucfto nome addimandato , efll-ndo che priS 4

Et vogliono alcuni che

acquif^raffe

..

184

ICONOLOGIA

he prima era detta Tcrafne , come narra Nicol Perotto !f ofcia fa ella dimandata Corfca , da vna donna cosi chiamata , la quale era paflata in quelt'Ifola in cercare vn fuo vitello perduto , & ritrouatolo <iuiui ,& aggradendogli il luogo ve fi ferm, e tanto piacquero gli Tuoi coftumi alli rozzi habitatori, che nominorno l'ifola dal fuo nome Altri dicono ^he ella fufle cos nominata da Corfojquiui fatto da Crfo valentif fimo huomo , il quale lungo tempo tenne lafignoria di quel Pae f , & fri molti che fcriuono di quefta Ifola Dionfio dice, che ella acqui fbaffe il nome di Corfia dalia gran moltitudine delle cime de' montij perpiche que nome Gorfo in Greco,& in Latino denota le tempie decapi > come f 'diceiTe rifola delle tempie de' monti Dipingefifopra l'eminente fallo, perche quefta Ifola molto mal di' ipofta da coltiuare , fi per i fafsi,come anco per eflerci altifsimi luoghi,co"me dice Rucilio nel i lib, del fuo Itinerario cos
.

^o

Incipit obfcaros oHendere

C orfica mntes
;

J^ubifemmque caput concolor vmbra lemt . Si rapprefeata di afpetto rozzo, perciche gli habitatori d| qucfta Ifola per lo pi fono di cofbumipoco ciuili , che cos dice Strabelle nel lib. j. La ghirlanda di vite dimoftra che quefta Ifola produce delicati vini, i in molti altri luoghi d'Italia fono di molta fiiima <Juali in Roma, Si dipingCjChe fia armata, & che con la deftra mano tenga vna corfefca |>er efler dette armi molto vfate dalli Corfij li quali fono Ilimati buoni,
(isc
,

valorofi foldati.
l'Italia
ine

Glifi dipinge canto il cane nella forma,che dicemmo , perciche delpi feroci contra gl'animali , li quali quiui fono li maggiori ,

&

vanno in molti luoghi fcimati affai per la bontd ,

& ferocit

e bellez-

%z loro.

corpo robufto , &c di color gialliccio fopra dVn fafTo pianta dVn piede humano circondato dall'acqua. Ha uc'forma della rdin capo vna ghirlanda d'olino Sar veftita di color verde Hauer a canto vn'animale chiamato mufalo,ilquale come dice Fra Leandro Alber
.

ONN A

di

ti

nella defcrittione,che fa i queft'Ifola


,

ha

la pelle

&

piedi

come cerui,
,

& le corna fimili quelle del montone ma riuolte


di
.

dietro circonfleffe

grandezza d'vn mediocre ceruo, terr con la delira mano vn mazzo di fpighe di grano,& con la finiftra, dell'herba chiamata dal Mattiolo , Sardonia Ranuncolo,che fimile all'Appio faluati0 Plinio nel 3 .lib. cap. 7.dimofira con l'auttorit di Timeo , iufle chiamata la Sardegna Sandaci

lioton dalla fgura,uc fomiglianza che tiene della fcarpa, la quale da' Gre dettaSandialonen>&daMarfilioIehnufa,pereiTerella fatta fimiglianza del veftigio del piede humano, che per tal dimoftratione dipinil fafb,nella forma delpiede,che diccm mo,&: per denotare , che quefto luogo fia Ifola la circondamo con facqua come bauemo dimollrato di fopra-/

ghiamo la fudetta imagine fopra

DiCef

DI

CESARE

ripa;

1^5

DIGEST

i Sardegna, da Sardo, fiThefpiajche quiui pafs dalla Libia , con^ molti compagni, fi dipinge i corpo robufto,& fopra il ^-^^o perche i Sardi fono huomini di corpo robuf;o,& di coflumi duri,& ruftici, &: alle fatiche molto difpofti Di color gialliccio fi dipinge, per caggione non folo dell'ardor del Sole ma come dice Strabone nel lib. 5. inqueft'lfola Tempre vi fcattiuaaria, mafsime nel tempo deU'Eftatcnel quale fi Vede Tempre rofla, c groiTa-, ma pili doue fi caua il grano,& altri frutti,che fono luoghi pi bafsi Se gli d la ghirlanda di oliuo , perciche viuono trd loro molto pacifcamcnte.Non'vfano armi perciche fra di loro non fanno gucrra,ne anco niuiio artefice ncirifblajche faccia fpade, pugnali, altre armi,ma f ne vogliono.

anco che ella acquiftafle nome


,

gliuolo di Hercole

&: di

^ 86

.,

ICONOLOGIA
. .

vogliono , ne pigliano nella Spagna , o in Italia il color verde del vellico , denota ( come moftra Strabene lib. 5.)efler quello luogo fertile di tutte le cole Ticn con la delira mano le fpighe del grano, perche quiui ne abonda in quantit , 6c f i Sardi attendellero meglio che non Fanno coltiuar la terra , raccoglierebbero tanto grano , che fuperarebbs quelVlfola la
Sicilia.

X l'herba Sardonia , Ranuncolo , che dir vogliamo , come co(come racconta Mattiolo ) chi la mangia more come in atto di ridere per cauf a delli nerui , che li ritirano , & da tale effetto tratto il prouerbio del rifo Sardonie Gli fi mette canto il fopradetto animale , perche (come racconta fl fopradctto F.Leandro)in niun'altro luogo di Europa fi troua eccetto che in(^rica,cvinqueftalfola. Et anticamente li Sardi vfauano le pelle di tale animale per loro armatura , & di efli ve n' in tanta copia che gli Ifolani per trarne le pelli Se acconcie che l'hanno, & fattone cordouani ne fanno mercantia in qua , & in l per tutta l' Italia con gran guadagno oltre IVtile che ne cauano per l' vfo lor del viuere, efl'endo efll animali boSe
gli

fa fegnalata, la quale

nilTinxi-'mngiareL'
'^*

donna veftita d'habito rontuofo , & ricco , che fieda fopra d'vn luco in forma triangolare , circondato dall'acqua, hatier adornato il capo di vna bellifllma acconciatura di varie , & ricche-
bellifTu-na
.

VN

SIGILI^,
mano vn
caduceo
,

con la finiftra vn mazzo papaueri Gli fiano canto due gran fafci di grano , & vno della mirabil canna_* Emdofia hoggi detta canna mele, di cui fi fa il zuccaro,&: da vn lato vi fia il monte ernadal quale efca fumo , & fiamme di fuoco La Sicilia(come fcriue Strabone nel libro fello)f chiamata Trinacria, Se il medefimo afferma Trogo da i tre promontori;, che mirano tre parg>tefie
,

terr con la 'deftra


,

di varij fiori

&:

fra effi vi faranno mcfcolati alcuni

ti

del

mondo

,
.

che fono
lib.

il

Peioro,il Pachino,&." Lilibeo mc excunit in aquora imguist

Onde fopra di ci

Ouidio nel

1 3

delle fue iMetamorphof cos dice


tfibiis

Sicunum
Ajoliibii-s

hqHibH'S imbrtfcYCs verfa efi T&cbynos ad aufroi

expOjitum Zepbyrls Lilybxon ai ar&os

^iequoris expcrtcs, fpeat Boreamcj.


Fii

Vdmus

anco per maggior conl'onanza chiamata Trinacris di cui dice Ouiin jcejnor

lionel4. de Farti. Tirru trbU'S fcapulis vafum prdcurrit TriKaais po/hu uomcn adepti kci

Poi traHe
la

il

nome di

Triqueilra

che ci riferi fce Plinio nel


la

3. lib.

dal-

forma triangolarc,che per ci ranprefentiamo


luogo triangolare pigli anco il nome di Sicania
il
,

pittura di quefta

ima

gine fupra

come narra Diodoro con

l'autorit di

Timeo

, ,

CESARE RIPA.

2C?7

SICILIA.
ipilii \n
ii

H il

III

in r

f-Tfr-iiTirii

Timeo dicendo che fufle


tori di efla
i

li

cos dimandata dalli Sicani antichiflimi habitaquali dall'lfola fi partirono per le contimi* ruine , che face-

uano fuochi
Alfine fu detta Sicilia, come^moftra Polibio lintichi{rimi,& molto potenti Popoli d'Italia
,

&

Dionifio dalli Siculi

Bella fi dipinge con habito funtuofo , ricco per moftrare la nobilt nobili Citt , bellezza di tutta Tlfola nella quale vi fono ricche, Terre, Ville, Caftelli, altri luoghi di marauiglia , che ci cos dice

&

&

&

Ouidio
Grata domtis Cereri^ multai ea
poffidet

Vrhes

Va bcUa acconciatura di capo con

varie,

& ricche gemme fignificano


co me

188

ICONOLOGIA
Crino d'acuto ingegno
,

come li Sciliani
Tiene con

e nobile nelle inuentioni

caduceo,per moftrare la facondia che hanno nel parlare,& che con la forza del loro ingegno , fodero inuentori dell'arte oratoria,de i verfi buccolici,paftorali , & di molte altre cofe degne di memoria;& Silio Italico nel 14. lib. fopra di ci cos dice
la deftra

mano il

Hic Vhcebo dignum

& Mufis
aft

venerabile

Vatum

Ora excelentum facras qui Carmine fyluas


Qiiq. Syraciifta refonant

Trompttegens lingua
Il fafcio delle

HeUcona Camaem eadem cum btlia eieret


.

, & f papaueri con i varij che tiene con la finiftra mano , dimoflra la grandifsima fertiliti che in quefla felicifsima Ifola,il che afferma Strabone nel fefto libro, dicendo che non punto inferiore quafiuoglia altra Ifola, &: Prouincia d'Italia producendo copiv^irsmaniCnte tutto quello , che fi conuiene al viuerc huiiiano tA Home..,. dnVe, che ogni cola vi nafceu^a f llelfa, & Clau* diano i'affei ma queio propoli co cos dicendo

'Ponm aquoreis fueta inftgnire tropheis canne mele , che gli fono d lato

fiori

faine

grauffima

Jelltts

Qv.vn

ni.s

fr<xiiilmm Calo ubi gaudia nojlri

Sdguinis,

&

caro

neri commemlo labores


mllos paiicre ligones

T^nia
Tt nuuo
Sponte
jDirior

d^gna

matmH,

rigidi -perfabere florcbit

vcmcrts i5iu

ViM

ager cejfante iuuenco


,

ohlata^ nurabitur incola mfjes


fafci di

Cii

fi

mettono li due gran


i

grano canto , come dicemmo, per,

cich.;

m queft'Ifola ve n' in tanta copia

che in molti luoghi moltiplica

con vfura grandifsima onde Cicerone d quefto fine chiam queft'Ifola > granare de'Romani Gli fi mette d canto il monte Etna, con'e cofa notabile di queft'Ifola*, e degna di farne mcntione,poiche molti illuftri Poeti ne parlano,tra'quaii Ouidio nel 4.de'F2fti cos dice
^Ita
iacet vafti fuper ord

Typheos ^etna,

Cum
"

anhclatis ignibus ardet

lUic accendit

humus grminas pr Umpade pnus^


jacris nunc quoque tk-eda datur,

Uinc Cereris

fft Jpecus cx^ft ftru^ura

pumis

a(fcr
.

J^lcn bomini fiuilis

non adeunda fera

Et Lucano

nel 2.

Ora ftrox Scula laxauit Mulbcr ^ctrn

Ec Silio

nel 14*

^t

non (Cquus amat Trnacria Mulciber antia


Lrpare
vflfivs

Tiam

fubter depafla camini^

M\

Sulphureum vomit exafo de vertice fumum A^tH<t eru^at tremejhrm cautibus ignei
IrKuft

P A.S Induri gsmituSy ptUgique imitata fiirorcm Murrnurs per <acos tvn.it irrequieta frigorci
I

e E

ARE RI

189

ioHe dieque
Fi'.mm.iru'n
Scnia/nl'tt'j^

(intu fonte Vhiegetonti^ vt atro

exmht twrcm
rotu
i^/fiduo

p'ceique procelU
,

iq^'fntlis fix.i cancrnis

7 IO bine

e^

jubnafcens proflnc

igr.is

Sammi

ytcir.am iUjnmi

ceni iugo cohibct ( mirabile Su) gUchrn , iCttmoque rigore


[copuli

^rdcmeshorrtnt
0(114

fiat vertice ce Ift


tegit atra fhuilla

Hcms

caltdaiie

nimm

L jl S C^l l^ 1 ^. giouane riccameute veftita , terr vn fpecchio con Ja fini lira mano, nel quale con actentione fi fpecchi, con la delira fti:i_. iw atto <ii farfi bello il vifo , canto vi faranno alcuni pafleri vcelli lafciui , e lufluriofi , C\; vn armellino , del quale dice TAlciato

DONNA

Dinota l'armtllin cariddo, e netto

Fn

hnorrit che per

parer bello y e lafcim


e'
. l

si coltiua la chioma y e'ivifoy


Lafciuia

petto

DOnna con ornamento barbaro


leggiermente la teda Cos la dipingeuano gl'antichi
,

e che moflri con

vn dito di

fregarfi

LjlSSlTf^Dl'hl^E
,

come fi vede apprefib il Pierio

magra DONNA moilrando


il

langudex^ efiiua . far d'habito fottile afiai leggiermente

vefl:ita_.,

petto difcoperto, con la finiltra mano s'appoggier ad vn baftone , e con la deftra terr vn ventaglio mofiirando di farfi vento Per la languidezza , lafsitudine ( come habbiamo detto) intendiamo quella debolezza che efteriormente accade al corpo , e che l'annoia . Si dice efl:iua , per dimofl:rare non la languidezza , lafsitudine cagionata da malatia , d'altra cofa ma quella caufata da ftagionc natural. :

mente calda

.'

ch' l'Efiate-f

Si dipinge magra , perche efalando la-foftanza del corpo per mezo del calore che la diffolue , viene neceflariamente dimagrarfi L'habito , il petto nudo fono fegni cosi della ftagione vi and gl'hucmini in quella vefi:imcnti aliai leggieri per fentire men caldo che Ila poffibile , come anco fon fegni del calore , che attualmente ei troua in detta

&

languidezza.*.

moftriamohauerbifognodifoftentamento, echi ha bifogno di fpftentamento , non ha forze fufficienti per f fteflb il che propri] fsimo della noftra figura , che fi detto elfer debolezza di forze- del corpo humano Il ventaglio moftra che mouendo l' aria profsima girifcaldata fa luogo all'altra pi fr efcha , il che di moltorefrigerio al corpo , di maniera
,

Con l'appoggiarfi

che

^9o
che
l'vfo del

ICONOLOGIA
LE U
L

ventaglio eflendo per la noia, & afFannodel caldo, dimoftra- luiitientemente,quelloche propriamente fi troua nella languidezza, che la detta moiejflia del calor-e^.

DONNA
DOnna

A*

al petto , & vn cagnolino apprefb. La man deftra ibpra il petto,fignifica integrit dell'animo, & il cagnolino pei la propria inclinatione parimente fdeltd , e lealt i

veftita di

bianco , tiene la mano delira

Lealt,

\ in vna mano tenga vna lanterna. accefa nella quale ammiri attentamente, & nell'altra vna mafchera ipc/Lzata 'w\ pi luoghi, & fia in atto di sbatterla in qualche muro , faflb.

veftita di rottilifsima vefte

La vede lottile moIl:ra,che nelle parole dell'huomo reale fi deue fcoprire l'animo iincierOj&:renza impedimento eilendo le parole concetti dell'animo noftro, come la verte ad vn corpo ignudo La ianrerna medcfimamente ^\ pone per l'anima , & per Io cor noflro & lo (pkiidore , che penetra di fuori del vetro , fono le parole , & l'attioni Citeriori, cV come la lanterna manda fuori. quel mede(mo lume, chenafce dentro M. lei,cos l'huomo leale deue elfer dentro , e fuori della medefima qalit.A quello propofito dille Chriftouo'tro Signore,fia tale la vo(lra_* luce preiTo gli h'.iomini che efsi ne rendano gloria Do^ che alla fama de meriti vollri corriipondano l'opre . La mafchera che getta per terra , e fpezza , moflra medefimamente il difpregio della fintione,e della doppiezzadell'animo , come fi moflrato

in altri propofiti.

Lealt,
il

DOnna

'A proprio core per elVer'ella vna corrifpondenza dell'animo, con le parole con^ l'attioni acci leiia intieramente pre fiata fede L E G G I E H E Z Z JL. che habbi l'ali alle mani, a piedi gl'homeri, & alla tefla> -: -& far veflita di piuma finilsima_j . ;:

vefh'ta di bianco,che aprendofi

petto, raoftri

DONNA
DONNA
parole,qucfle

.,

L
Vedi Allegrezza-.

^.

L E T T E 11 E Come rapprefentate in Flren'ztymvnbi'Uiffinio apparato, veflita d'honeflo , e gentii'habito , che con la deflra mano tiene vn libro, q'Cqw la finiftrar dui flauti, per fignifcare concetti , e

come dilettcuoli

quelle

come
,

honorabili

L'I L l'T Jl, ^ con occhi vn poco concaui con la fronte Quadrata , col nafo aquilino,rar veflita di bianco con vn'Aquilain capo,e nella_^ deitra mano vn Cqrnucopia,& vn compaifo, e col cornucopia verfi gioie, danari,colIane,3c' altre cofe di prezzo >ndlafiniilrahaur.-vp'alcEO cornucopia^ieno di fi:utti,efiori,-': >'; ir - vj', /':.i; v{ ;:.v:'.;^a; .-

DONNA

BE

-i

..

DI

CESARE

RIPA.

291

La Liberatila vna mediocrit nello /pendere per habito virtuofo,


moderato

&

Si dipinge con occhi concam,e fronte quadra, per /militudine del leone liberalifilmofr gl'animali irragioneuoli, e col nafo aquilino per la f-

militudine de l'aquila liberalifTmia tra tutti glVcelli, la qual fi far fopra la tefta di detta figura, per moftrare, che la detta liberalit non confille- nell'atto caufale di donare altrui le cofe proprieima nell'habitu nell'in-

tentione della mente,come ancora tutte l'altre virt . Scriue Plinio , che l'aquila fi fa preda di qualche animale per propria induftria, non attende tanto fatiare l'appetito fuo , che non C\ ricordi Tempre di lafciarne parte a gl'altri vcelli,godendo,e riputandofi d'afiai perveder che l'opera fua fo\z fia badante mantenerne la vita di molti animali

Idue

, ,

aps
I lue

ICONOLOGIA

corni nel modo detto , dinotano , che l'abondanza delle ricchezze i coniieneuol mezo di farvenir luce la liberalit quando accompagnato con la nobilt dell'animo generofo , fecondo il potere , &: [la forza i ohi dona-. Veftef di bianco la liberalit perche come quefio colore femplice , e netto fenza alcuno artifitio , cos la Liberalit fenza fperanza di vile-
intereffe-
ci dimoftra la liberalit douerfi mifurare con le ricchezze polfiedono , e col merito della perfona con la qual s'efercita quefta virtn,el che ( f lecito feruitore entrar nelle lodi del fuo Signore )mc rita particolariffima memoria l' Illuilriflimo Signor Cardinale Saluiati patrone mio , il qual conforme al bifogno , &c al merito di ciafcuno comparte le proprie facolt con si giufta mifura,&: con animo s benigno,che facilitain vn'ifteffo tpoper f la ftradadel Cielo , e della glori^'^e per gli altri quella della vita prefente>e dellavirt,con applaufo vniuei il di faII

compaiTo

che

ma incera.

Liberalit,

DOnna
Il
;

veflita di bianco, nella deftra tiene

vn dadoje con

lfiniftra-

fparge gioe , e danari

dado infegna che egualmente liberale chi dona poco , hauendo poco Se chi dona affai hauendo molto , purch fi refti in piedi da tutte le- bande con la facult principale
Liberalit
.

GXouanetta di faccia allegra, & riccamente vefl:ita,con la finiftra mano tenga appoggiato al finiftro fianco vn bacile pieno di gemme,e di monete d'oro , delle quali con l'altra mano habbia prefo vn gran pugno &c le fparga ad alcuni puttini ridenti,& allegri, che da f ftefsi f ne adornano, & le portano in moftra per la gratitudine, & per l'obligo, che fi deue alla liberalit del benefattore, ouero per mollrare, che ancora il riceuere fauori, & ricchezze con debito modo , e parte di liberalit, fecondo l'opinione de'Morali ; f bene pi nobile attione , e pi beata , il donar
altrui le cofe fue-.
le folo,il

Piero Valeriane affegna per antico leroglifico di liberalit , il baciquale noi accompagniamo con l'altre cofe per compimento deila figura, & per dichiaratione della liberalit figurata-.
Il

L l B E U^T jt* bianco , nella deftra mano tiene vn fcettrOjnella finillra vn cappello , & in terra vi fi vede vn gatto Lo fcettro fignifica l' auttorit della Libert , &: l'imperio che tiene di femedefima, elfcndo la Libert vna poffefsione allbluta d'animo, &d corpo, & robba , che per diuerf mezzi fi muouono al bene; l'animo con la gratia di Dio il corpo con la virt ; la robba con la prudenza . Gli fi da il cappello come dicemmo, perciche quando voleuano Romani dare libert ad vn feruo dop d'hauergli rafo i capelli gli faceuono portare il cappello , & fi faceua quefta cerimonia nel tempio di vna Dea creduta

DONNA

veftita di

DI CE-S A RE R IP
LI
B E l^T
jl.

A.

ij3

creduta protettrice di quelli ch'acquiftauano la libertj&: la dimadauano Feronia per l dipinge ragioneuolmente con il cappello il gatto ama molto la Libert^ perci gl'antichiAlaniji Borgognoni, &: i Sueri fecondo che Icriue Metodico lo pcrtauono nelle loro iniegne- dimoftrando , che come detto animale non pu; comportare eflere riferrato nell'altrui forza , cosi loro erano impaticntiflmi di feruit
.
,

Libert,

DOnna
cole
Il
,

che nella

finiftra

I ex S. C. che lgnifcalibertadeacquiftatapcrproprio valore, & virt confor-

& nella deftra L BERTA S AV GV STI

mano tiene Vna mazza come quella d'Hermano tiene vn cappello con lettere.
,

me

, ,

94

I
Ci

C O

NO LOG
,

me quello che
di

detto di fopra

&

fi

vede cos fcolpita nella medaglia


.

Antonino Eiiogabalo
Libert
,

DOnna che nella mano deflra tenga vn cappello


vn giogo rotto

& per

terra vi fari

ISi

E.
i

DONNA
lafciui
i

beila , oc di l>ianca faccia ,^con


,

capelli grofT
grafll

,
,

&:

neri

ri,

buffati all'in su

& Folti nelle tempie

con occhi

lucenti

Se

moftrano quefli fegni abondanza di fangue, il quale in buona- temperatura cagione di Libidine, ilnaforiuoltoins, fegno di quelto ifteio per fegno del becco animale molto libidinofo , come dillo Arinotele de ifonomia al capitolo 69, haucr in capo vna ghirlanda di edera , far lafciuamente ornata , porter in trauerfo vna pelle di pardo e per terra canto vi far vna pantera tenendole detta figurala iniftra.* mano fopra il capo L'hedera da li Greci chiamato ciflb, Sicilfare (tirando le loro parole al noflro propofito) lignifica eflere dato alla Libidine ; per Euftachio dice che fu data l'hedera Bacco per fegno di Libidine , cagionata-> dal vino. La pelle del pardo , che-porta trauerfo a guifa di banda , come dico^ ancora Criftoforo Landino, parimente lignifica Libidine , eilcndod ci detto animale molto inclinato , mefcolandofi non folamente con gli animali della fua fpecie:ma ancora ( come riferifce Plinio) con il leone, e come la pelle del pardo macchiata , cosi fmilmente macchiata la_^
.

mente dell'huom.o
te fono illecite-

libidinofo di penfieri cattiui

& di voglie le quali tut-

ancora proprio di quefto anipiale sfuggire quanto pu di' eflere veduto quando i pafce , & pafcndo di fuggcnl il proprio fangu ,il che
proprijifmio dellalibidine , perche pi d'ogn'altra cofa le fue voglie procura di pafccrc nafcoftamente , e che ninno il vedaj^Sc di fatiarfi euacuando il proprio fangue , & togliendoli le forze Per dichiaratione della pantera il medefimo Landino dice, che molti la'fanno differente dal pardo folamiente nel colore , pcrciche quefto ha

pi bianco , &,vogliono ancoche iala femina del pardo, & f crediamo eler vera quefta cofa, potemo comprendere chela libidine principalmente , e con maggior violentia domina nelle femine > che ne gli mafchi (come ! crede communcmente ) in ciafcuna fpetie d'animali Afrcrma Plinio efitjr la pantera tanto bella , che ogni iera la defiderano ma temono della fierezza che dimoflra nella tefta , onde elfa occultando il capo , e moftrando il dorfo l'alletta , e dopo con fubito empito le prende, e diuora_. Il che molto limile alla libidine,la quale con la bellezza , e Infinga ci tira,e,poi ci diuora,perche ci confuma il tempo, il denaro^la fama,ilcor;

DI
p
y

CESARE
roaccUia , e

Rt'PAl
,

$<f

&
,

l'anima

ifcefia ci

ci auuilifcc

facendola fenia del pec-

cato

e del d>;;monib
-v*^i

ZibMV"

"

DOnna

lafciuamentc ornata , fedendo appoggiata fopra il gomito fniftro , nella man dedra terr vn fcorpione, canto vi fard vn becco accefo alla libidine , & vna vite con alcuni grappi dVue Racconta il Pierio Valeriano nel libro decimofefto , che lo fcorpione^ fignifica Libidine , ci pu efler perche le pudende parti del corpo humano fono dedicate da gl'artrologi allo fcorpione. Medelimamente s'intende il becco per la libidine, eifendo ne gli atti d Ventre molto potente, & dedito tale inclinatione fouerchiamcnto come fi vede nel luoco citato nell'altra figura quefro propofito Sta federe , & appoggiata f'l braccio per moftrar l'otio , del quale fi fomenta in gran parte ]a libidine , fecondo il detto
OtiafitoUaspcrierecupidinisarcm
1.2L

vite chiaro inditio di libidine


Sine Cerere
,

fecondo il detto di Terentio


.

& Eacchjrlget f^enm

Et ancora perche fi dicono lufliiriare le viti che crefcono gagliardamente > come gli huomini accecati dalla Libidinc,che non quietano mai.
'

bidinofo

libdine y h Lufium . Ipingeuano per laluflTuria ancora gli antichi vn Fauno con vna corna d'eruca, & vn grappo d'vua in mano perfingerfi il Fauno lii

e l'eruca per inuitare

& ipronare aiai gli atti di Venere-


, li

.,

t propriamente fono

iuiTuriofi quelli

quali fono fouerc^i ne

vez-

zi di amore cagionato dal vino , che rifcaida , commodita.

& da molte altte

lafciue.

%//-

^>^-.^':

Lt^nria,

Gu
^

aRticTi vrauono dipingere


,

'iuria

Venere fopra vn montone per la lumoftraido la foggettione della ragione ai fenfQ,& alle con..i^.>^

cupifcct^teiileciteL^v

d'et giouenile con habico Regio di diuerfi colori^ in capo habbia vna corona d'oro con la deltra mano tenga vno fettro i' in cima del quale fiala lettera Greca Y. 11 Libero Arbitrio , fecondo San Thomaffo , libera poteft attribuita alla, natura intelligente per maggiore gloria d'Iddio di eleggere tra_> pi cofe le quali conferifcono al fine noitro vna pi tofto che vn aicra_. * ouero data vna foia cofa di accettarla, di rifiutarla come pi piace- Et Ariftotcle nel terzo dell' Ethica non da tale definitione- dilcordante, dicendo efiere vna ^aculr di poterfi eleggere d'iuerfe.* cofe per arriuare al Rnc perciche non ha dubbio alcuno ; che da_,
,
.

HV O M O

LIBEI{0^1iBlTnJ0,

ciafcun

voluto, edefiderato il fommo bene , cio, la kiicit trna, la quale l'vltimo iq di tutte i'attioni huinanc:ma Cono gli.. ~~ ^
Ji

huomi-

tSi^

ICQ
L
i

N Q
0--':a

I
l{

O G
B
1

A
1

'

BE'^^

T R

O.

huomiiii malto pei!fl?(5:i,& varij , Q.mtvCi tra di loro<^i'^ca l'ie ttione d<^ ^ modi, e vie d'ariiuare quella meta_. Si dipinge giouane richiedendo!; al libero arbitrio IVfo delia difcretione,la quale tofto che venuta neirhuomo , fi ch'egli fi difponga d confeguire il Tuo fine con i mezi li quali fi conuengono allo fiato , & alla con;
^ ^

ditione fiia_j.. la corona fono per fignificare la fiia pL'habito Regio , lo fcettro , telH di voler allblutamente quello che pi afiblutamente gli piace Li diuerfi colori nell'habito fono per dimoftrare l' indeterminatione-* fua potendo come s' detto per diuerfi mezi operare- La lettera Greca Y fi aggiunge allo fcettro , per dinotare quella fen-

&

tentia di Pitagora Filofofb famofo con efTa dichiar che la vita

humana.^ haueua

DI
haueua due
:

CESARE RIPA.
,
,

497
,

come la fopradetca lettera diuifa in due rami del quale il deftiro come la via della virt, che da principio augnila-., & il ramo finifro coik erta ma nella fommit fpatiofa & agiata
vie
,

finifce in anguria , de precipiti; , (i come molto bene fpiegano i verf , i quali fi attribuifcono d Virgilio Perla qual cola attribuendo noi al Libero Arbitrio quefta lettera ragioneuolmente figni/icano edere in mano Tua eleggere la buona, la rca_., la llcura , mea ficura via da potere peruenire alia felicit propodaci
,

me

la ftrada del vitio

la

quale larga

& commoda ma
:

Littera Fythagor^ difcrim'me fe6ia bicorni

Humofjje

vn jpeciem

prefnrre vidi tur


petit

T^.tn Via virturis

dsxtrum
ftfjls in
y

ardua callsm
Gjfatf

Dii:ilemqAe adiium

primum

(pei.vitbii'S

Scd requiem prx'jst

vertice

fumm
faxa amore

Mo'.le oilent:it iter via lata

[ed vltimx meta

Trxcipitiit c^ftoi voluitque per ardua

Qulsqiis enlm duros

cajjcs virtutis

Ficert

die {ibi,

Imdemqaey

dcciisqae parabit

jil qui dcfidiam Uixun/que fcq/ictur inertem


Dt'.rn fi'git opp::jitos incanta

mente labores

Tu

pis

incpfque fimui mfcrablk tranj^it

inmm
,

DONNA
Licentiof
al

L
i^^nuda
,

C E ^i
,

Z ^,
con la bocca aperta
e con vna_*

& fcapigliata

ghirlanda di vite in capo

Ci dimandano gli huomini che fanno pi di quello che^ congrado loro , riputando in f fteifi lode , far quelle attieni che ne_^ gl'altri fon biaiimeuoli in egual fortuna , e perche puoi eiler quelta licenza nei parlare , per fi fa con la bocca aperta de perche puoi eifere anco nella libert , di far palef^ le parti che per ilfinto naturale dobbiamo ricoprire ,la qual cola l mofira nella nudit nel rcfto dell'altre opere pigliandofi libert di far molte cofe che non s'appartengono, e quelto ii dinota con la vite la quale inchinando con il frutto fuo molte volte fa l'are molte confe inconuenienti , e difdiceuoli , & come li capelli che non fono legati infieme fcorrono liberamente oue il vento gli tralporta , cos fcorrono i penficri , e l'attionid'vn huomo licentiofo da f medelme.

uiene

, nella deftra mano tiene vn vafo di quale verfa fopra vn gran fuoco che arde in terra , il che per fegno del contrario al quale l'altro contrario naturalmente opponendofi, e cercando impadronirfi della materia , efofianza dell'altro, d co flrepito fegno di lite, e d'inimicitia,il qual effetto inuitano gl'animi difcordi, &:litigiofi che- non quietano per fe^ilelli, n danno ripofo

DONNA acqua
,

LITE,
veftita di vari; colori

il

"gl'altri

"

"

;^

LOCI^

ic/*

ICONOLOGIA
LOGICA,

gionane viuace,& pronta, veft/ta di bianco, tiene vn flocco nella delira mali o,& nella finiftra,quattro chiaui col Elmo in ca p, & per cimiero vn falcone pelegrino La logica vna fcientia, che considera la natura , e propriet dell'operationi deU'inteiletto onde fi viene ad acquiftjre la facilit di feparare il vero dal falfo: Adunque come quella che confider fottilifrimi,& vari; mo di d'intcndere,fi dipinge cos lo ftocco il quale fegno d'acutezza d'ingegno,& l'elmo in capo moftra ftabilit,e verit di fcienza,& come il falcone s'inalza volo fin di preda , cos il logico difputa altamente per far preda del difcorfo altrui che volonticri alle fue raggiorni C\ fottomette Le quattro chiaui fignificano i quattro modi d'aprire la verit in ciafcuna figura filiogiftica , infegnate con molta diligenza da profelToridi
,

ONNA

queft'arte.^
Veftifi.di bianco per la^fimilitudine,che ha la bianchezza con la verit, perche come quello fra i colori il pi perfetto , cos quefta fra le perfettioni dell'anima la migliorc,e pi nobilejedeue efier'il fin d'ogniuio,cie voglia eifer vero logico, & non ibfifta ouero gabbatore

LogicA

D
'

bianco,con vna /bprauefte di va forza gran delle mani di firingere vn nodo in- con _ ^ rij ruuida & vi fia grofia, per terra della canape ouero ben , alfai vna corda . cordo far da materia akra La faccia velata quefta figura moftra la difric^t\& che impofsibi-* conofccrfi al primo afpetto,come penfano alcuni, cne^r far profitto le in efla,credono eilcr fouerchi al loro ingegno fei.mefi foli,e poi in ki anni ancor non fanno la definitione d'efla Per notar'il primo afpetto fi dimoila il vifo , perche il viib la prima cofa , che C\ guardi nell'huomo Il color bianco nel veftimento Ci pone per la fimiglianza della verit co me s' detto la quale e vrcoperta da molte cofe verilmili , oue molti fermando la vifta,ll<:o\da\p d'ella che fotto colori d'elle fi: ricoperta , perche delle cole verii^mli tirate con debito modo, di grado in grado, ne na fce poi finalmente la dimoftratione la quale come vna cafla oue fia ripo~ fta la verit, & Cl apre per mezo delle cliauc gi dette de' fiUogifm.i proba bili,li quali Ci notano con vari; colori , che f bene hanno qualche confort mit con la luce non n'hanno per tantaquantoilbianco, che l'effetto pi puro d'^ifa-j. La codla\due fi'iftringe il nodo,mofl;ra che la conclufione certa, quella che Itjprin^ipalmente ncll'iiitentione del logico,& dalla fimilitudine.^ della cor(la l 4ic?e il logico legare vn'huomo che non fappia, che Ci dire in contrario aHa verit molbata da lui,& le fue prone fondate con la fua arte fono nodi iiidilToiubili per forza, per ingegno di qual fi voglia altra pr-

Onna con

la faccia velata,vell:ita i

colori, mofiri

DlCESARERrPA
do delle corde
fatte,tn a quelle

tf^

proferslone, la ruuidezza della corda , moftra la difficnlt della materia La canape per terra moftra, che non folo oftio della logica fare il no

medefime corde ancora proiiedere con

l'ar

te Tua propria fcruendofi d'alcuni principi; della natura,

& infegnando di

conofcere i nomi le propoftioni,&: ogni altra parte oueroiftromento della dimoflratione il fiio vero, & reale iftromento
logica,

^\V
\

Glouane pallida con capelli intricati, fparfi ai comieneuolc lunghez


za;nella mano deilra tiene vn mazzo di ^oriiconviv motto fopra_r, che dichi f^erunjy <^fdfumy ik nella finiftra vn frpeiir\. Quella donna e pallida perche il molto Vigl^aJr,&: il grande f!:udio,chc intorno ad ella neceflario , e ordinariamente 'vcatione di pallidezza , te

indifpofitione della vita_>.


I capelli intrigati,&: iparfi

-j

dimoftrano,che\nniomoilquale attende alla fpeculatione delle cole intelligibili, fuole ogni altra cola lafciar da partejC dimenticarli della cuftodia del corpo [ fiori fon fegnojche per indullria di quella profefsione fi vede il vero apparire , & il lalfo rimanere oppreflb , come per opra della natura , dall'herba nafcono i fiori, che poi la ricoprono II ferpente c'infegna la prudentia neceflarijfsima a prorersione5Come tutte l'altre non s'arfaticando in altro , Thumana industria , che in dilHngucre il vero dal fairo,& fecondo quella diftintione faper poi operare con proportionata conformit al vero conofciuto, & amato Scuopre ancora il fcrpente,che la logica ftimata veknofa materia , & inaccef^ibilc chi non ha grande ingegno,& amara chi la guf ta,& morde, &c vccide quelli che con temerit le fi oppongono
.

\0

3S(

Ti 1

T ^.

VN A

attempata, federe fpra d'un faiTo , con l'occhi con le braccia aperte, & mani alzate- La longanimit , annouerata d^ir^pollolo al cap. 4. de' Calati 'tra li
aliai

matrona
il

verfo

cielo,

dodici frutti dello Spirito fanto,5<: S.Tomafo nella a.z.q. 1 3^. art.j. vna virt mediante la qijiale la perfona ha in animo d'arriuare a qualche cola affai ben difcolla, ancorch ci andafsiogni longo tempo.Et S.Anfclmo fopra il detto c.5. Calati , dicela longanimit eliere vna longhezza d'animo , che tollera patientemente le col contrarie , & che Ila longo tempo alpettando li premi; eterni, & f ben pare,che la l'ideila virt , che la patientia,tutta via fono differenti tra loro , perche come dicano li fuddctti Auttori,& Dioniffo Crtofno fopra l'iftefl cap. 5. diati la longanimit, accompagnata dalla fperanza , che fa che ftiamo afpctrando lino al-la line li beni promefsici da Dio Nollro Signore, & per quella virt pare che T 4-

300.^

ICONOLOGIA

che guardi pi la fperanza , e'I bene che la paura, l'audacia, la malinconia, ma la paticnza fopporta li mali,rip.giurie,&: raiierit prefenti line d'haucrpoi benczma perche non balla flirire al prefente folamente f ha da lopportare per qualfiuoglia longhezza di tempo,& per quanto piacer al Sig.DiOjChe per l dipinge matrona tempatajC federe li'l lao. Si dipinge con g occhi verlb il Cielo quella virtti,al quale s'appropria come coda nel Salmo Deus lon'iann.k , c^- multum rai/ricors , per il line che fono li beni eterni promclTici^a Dio Si rapprefenta con le mani^lzate per la (peranza che accompagna, fa parer breue Talpettare in quello nondo . C H l i{ D E L T^ D 0. A c'habbia intorno al capo i giri de i fette pianeti, & in luo go di capelli faranno fiamme di fuoco , il fuo veilimento far com:

ONN

M ^

partito in tre parti , & di tre colori. Il primo che cuopre il petto, &- parte del corpo far azurro con nuuoli. 11 lecondo ceruleo con onde d'acqua_j 11 terzo fm' piedi lar verde con monti,citt, &: cartella , terr in vna mano il ferpe riuolto in circolo che fi tenga la coda in bocca,il che lgnilca,che

per

f {lelTo,& per f Itelfo l nutrifce, &: in f medelmo,& riuolge fempre con temperato, & ordinato moto, & il principio corre dietro al lnc,& il fine ritorna al fuo flello principio , per
il

modo da
l

medelmo

quello ancoravi l dipingono i fette pianeti. 11 fuoco che hi in cima del capo ,&: il color del veftimento , lignifica li quattro Elementi, che fono le parti minori della grandiinma machina-

DONNA
con
la

vniuerfale-

M^clAT^IMlTa.

& nafo rotondo, veilita di oro corona imperiale in capo,fedendo fopra vn leone, nella man delira terr vn fcettro,&: nella linillra vn cornucopia,dal quale verl monete d'oro. La Magnanimit quella virt, che conflle in vna nobile moderatione d'afFetti,&: l troua folo in quelli che conofcendol degni d' efl'er honorati da gl'huomini giuditiol, e flimando i giuditij del volgo contrari; alia verit fpefl'e volte,ne per profpera troppo fortuna s'inalza, ne per contraria fi lafciano fottomettere in alcuaa parte,ma ogni loro mutatione con egual'animo foftengono , &c aborrifcono far cofa brutta per non-,
belIa,con fronte quadrata,
violar la legge dell'honeft Si rapprefenta quella donna belIa,con fronte quadrata, e nafo rotonda fomiglianza dei leone, fecondo il detto d'Arillotele de fifon.al cap.p.
Veilefi d'oro,perche quella la materia atta per

mandar

effetto

mei

ti nobili penfieri

d'vn

animo liberale,& magnanimo.

Porta in capo

la corona,&.' in

mano lo fcettro,perche l'vno dimoflra no

bilt di penfieri, l'altro potza d'elleguirli,per notar che fenza quelle due cole impoiTibile elfercitare magnanimit,ellendo ogni habito efletto di

molte attioni

particolari:fi dimoftra la

magnanimit

elfer

vera dominaiitio

trice delle pafTioni vili,e larga difpeiifacrice delia facolt per altrui bene-

301 Al Icone daToeti fono aiibmigliati li inagnanimijpcrche non t*enie i quelVanimak- le forze de ^'a.niniali grandi, non degna cdb i piCjcioRjw,: impaciente , dc'benentij alcrui iar^o rimuneratore,Siu non m li li nafcoade da'cacciarori , i egli 3' aiiede d'clilr fcopcrcOjch'akrimwMici l ritira, quali non volendo correr pericolo lenza ncceilit.Quella figura vcrfale monete fenza guardarle, perche la-* Magnanimit nel dare altrui fi deueoiferuare lenza pentare ad alcuna, force di remuneratione;e di qui nacque quel detto. JL>;i le cofe tue con occhi ferrati, e con occhi aperti riceui 1 altrui li Donidipiagc quella virt poco diucrfamente,dGendo douerli fire donna beila & coronata all'imperiale, riccamente veftita con lo fcettroin mano , d'interno con ^xtlazzi nobili &L 1 J>ggie di bella profpettma, fedendo fopra vn leone con doifanciulii pi<:di abbracciati inleme, vno di quelre fparge molte medaglie di oro,& d'argento,l'altro tiene le giufte bilancie,e la dritta fpada della giuItitia ia'fnato..Le lOggie, & le fabriche'di glande fpefe malto piconuengono alla magailcenza ch'altra virt heroica, la quale s'elercica in fpefe grandi,& opre di molto danaro,che alla Magnanimit moderatrice de gli ati^tti,& in quefto nonfo f per auucntura habbia errato il Doni, f non fi dice che fenza la magnanimit la M3gnifice.nza non nafcerebbe-^ 11 leone,oltrequeIloc'habbiamo dettogli ferine , che combattendo non guarda mai il nemico per non lo fpauentare,& acci che pi animofo ven ga all'affronto nel fcontrarii poi con. lento pal]b, con falto allegro fi rinIdua,con fermo propofito di non far cofa indecente alla fua nobilt. I due fanciulli mollrano che con giufta mifura fi deuon abbracciar tutte le diificolt per amor deirhonefi:o,perla patria,perrhonore, per li parenti,e per l'amici magnanimamtefpendendo il denaro in tutte l'impreMagnanimit. fehonorate. che per elmo portar vna tefta di leone, fopra alla qual vi fieno doi piccioli corni di douitia,con veli,&: adornamenti d'oro , far vellita in habito di guerriera,& la vefte fard di color torchino , & ne piedi hauer ftiualetti d'oro .
I

e E

A RE R

P A.

ftOjC

non per vanit, v popoUirc apphmi

DOnna

DONNA

M^GTilFICElSiZ^,

veftita,& coronata d'oro, hauer la fifonomla fimile alla Magnanimit,terr la finifira mano fopra di vn'ouato , in mezo al

quale vi far dipinto vna pianta di fontuofa fabrica. La Magnificenza vna virt,la quale confiile intorno all'operar cofo grandine d'importanza, come habbiamo detto,e per far velHta d'oro L'ouato,fopra il qual pofa la finiftra niano,ci d d'intendere,chereffct to della Magnificenza l'edificar tempij, palazzi, & altre cofe di maraiglia5& che riguardano l'vtile publico, Thonor dello f:ato,deirimperio & molto pi della Religione,& non ha luogo quefli'habito f non ne Prencipi grandi,e per Ci dimanda virt heroica , della quale Ci gloriaua Augnilo quando diceuahauer trouato Roma fabricaca de' mattoni a &:douerla lafciar fabricaca di

marmo

, ,.

30S

ICONOLOGIA
Magnificenza
veftita (l'incarnato,portar

li fliualetti d orchaueri nelvn'imaginedi Pallade, federi fopra dVn ricchiflmo {cggio^Sc Ce fi rapprefentar a cauallOjhauer detta Teggia canto. ^}li ftiualetti erono vfati da gl'antichi R,&; per fegno di foggetto ReaIcladoperorno per i tragici Poeti ne'lor pcrfonaggi, &: fono fegno ancora in queft'imagine di che forte d'homini la propria la Magnificenza^che ha bifogno delle forze di molta ricchezza^. L'imagine di Pallade per fegno, che l'opere grandi deuono portar feco l'amor d'operare virtuofamente,& fecondo il dccoro,altrimcnti farebbono opere di vanit, e mera pazzia. Le ftatue ancora, che con gran fpefa, & con poco vtile fi riducono d nobil termine dalla fatica. Se dall'i nduftria de'fudditi,fon effetti della Magnificenza de'Prencipi, & perche tutte quefe cofe le fanno folo con cenni,comandando fenza molto fatica, per appreilb fi dipinge la feggia,che gi fu il leroglifico dell'Imperio.

DONNA mano
la deftra

, & che tencoturnice con la tefia alta verfo il cielo,& con l'ali aperte Brutta fi dipinge,percjrhe foperationi del maligno fono bruttifiime & fiiggite da ogni cor.uerfatione politica , &c ciuile. La pallidezza fignifica che quando fon'infette d'humor maligno le par ti intcriori fi manifefiano ne gl't fcrioi i del corpo Il colere del veftimento, dimcftra che fi come la rugine continuamente confuma ogni metallo,oue ella fi pone,cos il maligno non ccfla mai co la pefiima fua natura di danneggiare ogn'opera lodeuole,^ virtuofa . La cpturnice nella guifa che dicemmo,fignifica malignit perche come narra PierioValeriano nel lib.z^de'fuoi leroglifici volendo l'Lgittij mofirare la malignit,dipingeuano vna coturnice , perciche di cosi pefilma,& maligna natura,c'hauendo beuuto,con le zampe, e con il becco intorbida il refio dell'acqua,acci niun'altro animale ne^ofiTi bere,&; d que fofine Ezechiele Profeta nel cap. 34. rimprouerando la malignit de gli Hebrei dice;Ef cum-puYIJimxm aquam bibcvitis reliquam pedibpi vejm tub<itis

DONNA vna
ghi

M ^

G Ti

T ^.

brutta,pallida,vefiita del color della ruggine

vefdta del color del verderame- con ciafcuna mano tenga vna facella accefa, vibrando fuori la lingua fimile alia lingua di vn ferpe , & d trauerfo del vellimenro terr vna
,

DO
Il

M ^ L E^U N N A xon gl'occhi concaui


..

C E Ti Z

^.

pelle d'ifirice.

colore del veftimento , te gli occhi cncaui , fignificano malignit il dirmale delle buone atcomefi \cggQ nella Fifonomia di Arifrotele , tioni altrui non naibe f non da malignit , la-quale fa defiderare l'altrui

&

dishonqre fenza alcun profitto per f medefimo , dando credere che la_ gloria al^ru^-eca alia propria lode impedimento. Le due facclleacccl, dimofirache la maledicenza accende i\ fuoco fomciKando facilmente gli cdij , & la lingua aiKorche humida molte volte in-

,,

e E

A R ^
:

il I

P A.

303

te nftromento d'accendere qucfti fuochi incftinguibili bene Tpeflb La pungente pelle deiriil:rice,ci dinota,che proprio della Malcdiccn-

za il pungere non la vita come quella


acquiflata con fatiche
,

ma

l'

honore

& la riputatione^

& ftenci

DONNA

vecchia,mefta,& dogliofa,di brutti panni veftlta, fenzjL. alcun'ornamentOjftar federe fopra vn fallbjcon gomiti pcfati fopra i giiiocchi,& ambe le mani fotto il mento, & vi far d canto vn'albero lenza fronde, & fra falli. Fa la malinconia neU'huomo quegli effetti iflcfl che fa la forza del verno ne gralberi,& nelle piante, li quali agitati da diuerfi ventijtormentati dal frcddo,& ricoperti dalle neui,apparifcono fecchi,fl:erili,nudi,& di vilillmo prezzo,per non alcuno che non fugga, co me cofa difpiaccuole laconuerfatione de g' huomini malinconici, vanno elllfempre col pender nelle cofe difficili li quali f gli fingono prefenti reali, il che moftrano i f ^ni della meftitia>e dei dolore. Vecchia fi dipinge,perciochc gl' ordinario de'giouani Ilare allegri, & i vecciii malenconici,per ben dille Virgilio nel 6.
i

&

Vallentes babitant morbi

trii'ijque }f}e6i}i'S
,

per la conformit de gl'alberi fenza_j foglie, & fenza frutti, non alzando mai tanto l'animo il malenconico che pen(I procurarli le commodit per ilare in continua cura di sfuggire , proueder mali che s'imagini effer wQni Il filfo medeilmamente oue fi pofa,dimoftra che il malenconico , e duro,e fterile di parole,& di opere,pcr fe,& per gli altri , come il faffo , che_> non produce herba,ne lafcia che la produca la terra , che gli Ila fotto: ma f bene pare otiofa al tempo del ilio verno neil'attioni Politiche , al tempo nondimeno della Primauera, che fi fcopre nelle necelTit d-ell'huomini fapienti , i malenconiofi fono trouati , & efperimentati fapientiiUmi , oc
giuditiofiirmii

E mal veftita fenza ornamento

VECCHIA mazzo

con occhi concauJ,brutta,fcapigliata,e magra,con d'ortiche in mano,& vn bafilifco appreflb

vn

Quefla della medefima natura dell'affettione, dalla quale nafce che e rodio:ma per effer meno principale, & molto riflretta , dipinta in'quello luogo donna vecchia , perche l' et fenile la partorifce efiendo che li giouani nuoui al mondo, llimano parimente nuoue tutte le cofe , & per le amano ma i vecchi come fianchi di veder gran copia di cofe , hanno
,
:

noia facilmente

il

tutto

che li maleuoli non allettono gli animi beneuolenzajanzi Ci fanno abhorrire come pefiie , che infetti le dolci conuerfationi , il che dichiara il bafilifco , che folo con lo fguardo g' huomini auelena . La magrezza effetto del continuo ramarico del bene conofciuto in perfbna del profllmo L'ortiche come quefta i^urajcos anco conuengono i la malcdicenza pcrchs

E fcapigliata per dimoftrare,

304

ICONOLOGIA

perche come l'orticha punge lalciando dolore {euza ferita>cos il malediccnce non pregiudica nella vita, nella robba>ma neU'honorcche pena fi fi quelche fia lecondo alcuni Filofof,& pur cuoce, & difpiace a tutti Tea tirl orfefo do u fi fcuopra pur vn poco qucfto particolar nrerefle .

d'oliiio,con va Elefante accanto , (opra del quade fl:ra_, La manfuetudine fecondo Arii[k)tele nell'Etica lib. 4. vna mediocrit determinata con vera raggione circa la paflione dell'ira Fuggirla principalmente,& in feguirla ancora in quelle cofe , con quelle pedone come,& quando,^: douc conuiene per amore dei buono, de bello,e pacifico viuere. L'elefante nelle lettere degl'Antichi Hgittij, perche ha per natura di no combattere con le fiere meno poffenti di elfo , n con le pi forti f non grandemente prouocato , da grande inditio di manfuetudine , &: ancoraci perche, cam in and in mez^o d'vn'armento di pecore,che le vengono inctro fi tira da banda acciche imprudentemente non le veniifero offefe , &: porta tanta ofleruanza , cos deboli animali , che per la prefenza loro, quando addirato torna piaceuole,&: trattabile, oltre ci riferifce Plut*rcho,che f qualche Peregrino caminando per diferti, habbia perduta.^ la ftrada, 2x; s'incontri nell'Elefante , non folamente non offefo , ma rile

coronata DONNA man


pofi la

dotto alla via fmarrita_. L'olino fegno di pace,& di manfuetudine, e per i Sacerdoti de gl'An tichi ne' primi tempi voleuano , che tutti i fimulachri de' JJ>ei loro fulfero fabricati col legno dell'oliua interpretando che Dio conuiene efler largo donatore delle gratie fue mortali,volgendofi con benignit , & manfuetudine perdonar loro i commefT peccati, & dargli abondanza de tutti i benij quefto bel Hieroglifico parue,che i Dei acconfentiffero fecondo che riteriice Herodoto quando fumo pregati da gli Spedauriccnfi d torre la llerilit del paefe loro,alche i rifpofto , che la gratia farebbe feguita_/ quando hauefl'ero fabricato i fimulachri di Damia, Se di Aurelia, di legno d'oliua,& parue che da indi in poi fin' certo tempo prelfo i Milifij ardcffe fenza opra di fuoco materiale vn tronco di detto legno Si dice oltre di quellojche l'olio ha tanta forza contro il furore, che ancora fparfo nel mare quando turbato fa celiare la tempera , e lo t tor-

nar quieto

e tranquillo Ai

A KT

K^

0,

vclHto di rofato , con l'occhi riuolti al cielO:& le carni afperfe di iangue,hauer per le membra i fegni delle feritele quali guifa di preciofifnme gioie rifplenderanno Martirio propriamente il fupplitio , che fi pat per amor di Dio , & i difefa della tede cathoiica,&: delia Religione,per gratia dello Spirito fanto,?c efpcttatione dell'eterna vita , le quali cofc lo fanno ftare allegro , ridente , con il veitimento di rofato , in fegno di quello amore , & con le

O V A N'E

bclIcSv' ridente,

&

cicatrici

e E

A R E

P A.

305

cicatrici che fono autentici

figilli

dc'Santi Martiri

VN A
aquila.

l^E G I ^. E S T Medaglia intonino di Vio, Tacila donna coronata , & fedente moftri nell'afpetto granita, nella
^i

delira

mano tiene lo fcettro , & in grembo dalla


,

(niftra

mano va-

& per l'aquila gl'Egitij

Ilare d federe , figniica la macfl Kegia^ Sacerdoti , dinotauano la potenza Regia, perciche Gioue quella fola diede il Regno con la fignoria fopra tutti gl'vcelli , eifeodo ir tutti di fortezza, &: di gagliardezza preftantiiTimaJa quale elTendo veramente fiata dotata dalla natura de'coflumi Regali , imita

Lo

fcettro

la

corona , & lo

fatto in tutte

le

cofe la Regia Maefl.

VNA
:

giouane che tenghi

il

braccio deflro alquanto alto conia

ma-

no aperta , & il finiftro ftefo baffo con la mano parimente aperta ma che la palma di eila mano fia riuoltata verfo la terra, & con gamba pi indietro che l'altra flar con la tell^alquanto china rerfo della-
,

fpalla iniftra

& con l'occhi riuolti in alto.

fenta cofa

Maraiiiglia vn certo ftupore di animo , che viene quando fi rapprenuoua fenfi, li quali fofpef in quella rendono l'huomo ammiratiuo, &flupido, che perci fi dipinge conilgeito del capo, &: delle- braccia nella guifa che fi detto. Giouane fi rapprefenta, perciche ilmarauigliarfi proprio delli giouani , noneiTendo ancora in loro efperienza_^

VN
^

M ^

F{_ I

1^

0.

giouane di prima barba il qual tiene nella mano flniflra vn'ancllo , onero vna fede d'oro , & con la deftra s'appoggi ad vn giogo Matrimonio nome di quell'atto che fi fa nell'accoppiare l'huomo , & la donna in marito , & rnoglie , legitimo, il quale appreflb d noi Chrifliani Sacramento vedi S.Mattheo :.l 1 9.
;

La fede d'oro dimoflra la ideltd , e purit dell'aninOr<:hedeue cflere tra il mari to & la moglie , & il primo vfo dell' anello fu , ( fecondo che*/ racconta il Pierio Valerino J per tener a niiiif fa di mandare ad effet,

to qualche cofa particolare , & fi faceua il detto anello, ouero ricordo di cofa molto vile ; dapoi crefcendo l'indullria , & l'ambitione di vana pretentione di pompa, fi venne all'oro, &{ alle gemme, portate per ornamento delle mani , dall'intentione di quel primo vfo nato poi , & riceuuto come per legge , che fi debbano portare per fegno di Matrimonio i per ricordanza d'ofl'eruare in perpetuo la fede promefla vna volta_:. Il giogo dimoflra che il Matrimonio doma gl'animi giouenili, e li ren-

de per f ,

& per l'altri profitteuoli


Matrimonio

VN

giouane pompofamente veflito , con vn giogo fopra il collo , & con i ceppi i piedi , con vn'anello > ouero vna fede d'oro in dito ^ tenendo

joS

ICO

N O L^O G

teucuao iwii^ Uitaciiaaa muiio vn cotogno-,

& Tocco d

piedi hauer viia.

Per lo giogo y p-er li ceppi fi dimora. che il Matrimnio pefo al, forze deli'huomo affai grane , impedimento i caminare in molte^ s^tioni di liberta , cHcndo il maritar/ vn vendere f obligarfi flefb , Icgg^ perpetua , con tutto ci caro , &: defiderabile per mlti ri/petti, ^ particolarmente per io acqui fto de' fuccefTori nelle fue facolt, [le- quali ha!io veri heredi della robha , credella fema , per 'honore , dito cnes acquiila nella Citta jr'prendeidofi quello carico per manteniinento d effa , ik per io piacei-c di Venere che lecitamente f ne gode pele

&

&

&

&

&

ro

con i'ancilo, -....,:


fi

Li

il

quale fegno di premiiien2a,& di grado honon^fo. 11 coto-

e E S A R E R I P A. I ^7 di Solone , C\ prefentaiia d gli fpof in commandamento per cotogno, Il Atliene,come dedicato d Venere per la feconditd , & fi vede in molte medaglie fcolpito ili queft'iftefTo propofito, perche fono inditio d'amore CcJk,
.
.

bieuoIe;come dice il Pierio,gittandofi alle Donne nobili in alcuni luoghi, per effetto amorofo con baciamento di mani dallVna , & dall'altra parte, pi tofto perche Ci dice l'huomo corre il frutto,quando viene d quel fine, che fi confeguifce lecitamente per mczo del matrimoniOjefTendo altrimen ti peccato graue, & che ci fa alieni dal regno di Dio La vipera fotto piedi, dimoftra che fi deue calpeftrare, come cofa vile ogni penfierojche fia con danno della compagnia,d chi congiunto in ma trmionio, figgendo il collume della vipera , che per diletto an^rofo ammazza il marito , come s' detto altrouo .
i

DONNA

di mez'etdjvcftita di velo bianco e trarparenti,coa

l'ali

al-

gi per le fpalle,convn compaio nella delira mano, moftri di mifurare vna tauola legnata d'alcune figure, &numvriA' foftcntata da vn fanciullo al quale ella moftri di parlare inCc-^ gnandoli,c3n l'altra mano terr vna palla grande figurata per la terra col
la tefta, le treccie fianodiftefe

difegno Jeirhore,& circoli


celluto di figure
Il

celefti, & ne! lembo della velie fia va fregio inMathematiche , fiano i piedi ignudi fopra vnabafe
.

velHmento trafparente dimortra che ella fia di aperte moftrationijnelche auanza facilmente l'altre fcienzc
,
,

& chiare di-

L'ali alia tefta infegnano che ella col'ingegno s'inalza al volo della_> contemplatione delle cofe aftratte- La faccia di giouane lafciua,conuienc alla Poefia, & all'altre profeffini, che nell'et giouanili oprano la forza loro, & fomminiftrano allegrezza che propriet della giouent Ma alla Mathematica conuiene l'afpet to di donna graue,& di matrona nobile , talch ne molte grinze la guaftino, n molta fplendidezza l'adornijperche quelle difdicano oue ia piaccuole nobilt, quefta perche arguifce pochi anni , ouero poca prudenza , & molta lafciuia ilche non in queila fcienza amata da tutti gl'huomini dot ti , che non fi fondano nella vanit delle parole , de concetti plel-ci , de quali prendono folo materia di nudrirfi l'orecchi degl'huomini pi cclica tii& meno fapienti ; Quefto iftelfo moftrano le treccieVparfe fcnza arte j per le fpalle,che da f fole danno ornamento a le medcfime Il compaflTo l'iftromento proprio , & proportionato di quefta profeffone,& moftra che ella di tutte le cofe d la proportione , la regola > e la_*
. .

mifura_j . Sta in atto di tirare il circolo,perche f bene la Mathematica fpeculatiua fcienza , denominandola dal fuo pi vero , nobil fine , nondimeno

&

ancora

l'vfo, fine, le

non della fcienza, almeno di chi

la poiriede,erindo

ceceflario

dop l'act^uifto dell'habito d'eifaper gioiuaico

dell'a Itri

ma-

nii^ertarU

3oS

MjlTEM^TlCjt.

ICONOLOGIA

nifed aria in qualche


prorpettiiia
fefiioni
,

modo

e di qui fono nate l'iniientioni i


,

di Architertiira

Geometria , d'Aritmetica,e d'altre

mufche,di pi o-

alle Stampe,&: canate da'principij i quefta fcienza continuamente recono gul:o alli ftudiofi con lodisfattione de g' autori quali per qucftimczi , cme per ampia fcala fagliono alla fama, & airfmmortalit Tali habbiamo molti de gl'antichi , & non pochi che viuono gloria. dell'et noftra , fr. qiiali hanno luogo Chriftoforo Clauio , Giouan Paolo Verna! ione , Giouan Battifta Raimondo, Luca Valerio, Federico Mtio, ^'Pietro Maillardi , Cefare Ruida, Cam.illo Agrippa, 5^- molti altri che con cfquifita (cienza , & con fondamento che viuamente pofifiedono in premio delle fatiche loro in dono in quefta profeflione al noflro fecelo fama fmarrita
, i

che tutti date

..

A R E R I P a; ^of Tmarrta > merc d'alcuni che per l^pplauro clelj.i fortuna jufttperbiti vogliono eiVcr tenuti huomlni di grcn faperc in qiicili (ludi j , flando fra la.^

, non fipcndo elfi , che b virt i tributari; ama non ferra Conuiene adunque per noudeuiar molto dal noftro propofito di ritornar i qu^K che diceuamo 11 compaflb ali* Mathematica ,& il fregio d triangoli, e d'altre figure intorno alia vede , moftra che come fono nel lembo i fregi d' ornamento , e di fortezza , cofi nelle prouc Mathematiche quelle ilkHe fono principi; & fondamenti La palla con la defcrittione della terra , & con le zon'e Ccrefti , danno inditio , che la terra , nel mifurar delle quali fi va fcambienolmenre, non haucrebbono prone , f non di,poco momento^ quando non fi fblcentafero , & difendeffero con le ragioni Matematiche Il fanciullo che foftien la tauola,& attende per capir le dimoflratiue ra gioni,c'infg4ia, qhe non fi deue differir l cognitione di cjuelli principi; i

calce

& i faifi

della fortutia.

altra et,che nella puerile,perche oltre che Ting^egni pi rozzi, e men'atti

& con quefta s'apre come vna porta di bel palazzo, giardino, nel quale
^

poi s'entra nell'anni feguenti dell'etjfan anche vn'iftrorhento da fegnarc nelfintclletto noftrojclf come carta bianca, tanola rafa, quafl tutte le cp.ie>che,^^a valent'huomini , da libri ci verranno mefie auanti per l'a.uenire,e per quello forf principalmente i Greci quel tempo che noi confumamo apprender lingue flraiiierc nell'et puerile feruendoi elfi della propria,e naturale l'adoprauano nella Machematicha ; onde dimcili fi (limano hoggi molti di quelli efempij ch'efsi dannx) per chiarezza dello
,

.dottrine
.

'
.

I piedi nudi, &llabili in terra, fono per dimoflratione della fua cui-

denza, e labilit i confermatione di quel che s' detto. M E b l T ^ T i 11 E. d'et matura , d'afpetto graue, & modeflo,la quale pofla federe fbpra vn nionte di libri, fopra la mano del fini (Ir braccio,

DONNA

piegato su la colla del lato detto ripoli la gota in atto di ilare penfofa , fopra il deliro ginocchio con l'altra mano vn libro fucchiufo , hauendojui ^ fra mezo qualche dito. Eflendo la Meditatione vna ferma confideratione riguardante la fcrnplice virt delle cofe , par che conuengono le fuddette qualit, perche Xo intelletto in quell'et atto difcernere il vero La grauic ; emodefti^ npn fi difcoflaxial conueacuole deiret-,.& delne fgnifca f5 grauit de i penfieri , ch-> occupano la niente in quelle cofe , che (i hanno ad eiTeguire per operare perfettamente , & non cafo , come ben dille Aufonio de ludo feptcnLj '\ fapientum con quelli verf tji qiiod amplionm iur^mpofulet quam cogitare quid girendum fJt de bine in^ 2^/^.7 ,
,
'

&

lo fludio. .,';., ;,:;^^,:;: . L atto di fftentare il volto


...

;,;

:.:.:

vj:]:r

:;

90guanlcsfursnQnconJlitimregit,
.

Lolla-

5IO

ICONOLOGIA

fedendo fopra i libri , ne pu dinotare l' afTiduiti della Tua pfopria oper.itione fondata nelle fcritture, le quali contengono i primi principi) naturali , con li quali principalmente fi procede alla inueftigatiorL-. del vero Il tener il libro fucchiufo per accennare , ch'ella fa le refleiTioni fopra la cognitione delle cofe , per fermar l'opinioni buone , perfette , dalle_j quali vien'honore , & etano bene , come fi dimoftra per ilfeguente Epigramma il qual dice_^ Felix qui vita curas exatm marni

Lo

Itar

Exercet meditam nobile mentis opus

Uic potuit ceita^ venturis limjucrt [ecles

Fnde bminii veruni difcere

ritc

queant

l une ergo merito aterno dignaturhonore

Et celebri cantujhmaper afira vehit

DONNA
la

E D

^
,

1
le

pofta con

I B^I ginocchia in terra, con


,

Ti E

gl'occhi chiufi

& vn velo la cuopra tutta

T F ^ L E. le maa giunte haur in modo che trafparifa


,

forma di detta donna_

La Meditation Spirituale , non altro chVn'attion interna , che ramina congiunta per cariti con Do fconfiderando le cofe che fanno d propofito per la fua perfettione , &: falute , perci lo ftar con le ginocchia in con le mani giunte infieme, fignifica l'effetto di deuotione-, terra, &humilt, chehdlaperfona, laqualcontinoua, & vfa la Meditation-.

&

'"

Spirituale-
^

L'hauer chiufi l'occhi , dimolfra l'operation interna > af^ratta dalte co, il che Ci nota col manto che la cuopre- 11 detto coprimento pu fignificar come chi medita , fi nafconde in lo-^ co ritirato , & ftafli folitario , fuggendo l'occafioni della dillrattion delfe vifibili

la

mento
Meditatione della Morte
.

con vefti lugubre , appoggiata col braccio d qualche fepoltura , tenendo ambi l'occhi fiffi in vna tefta di morto, che fia lpra detta fepoltuf a , & che alli piedi fa vna pecorella con la tt"fta alzata , tenendo in bocca herba in legno di ruminare-
fcapigliata
,

DONNA

DO

D 1 C I Ti ^. capo haur vna ghirlanda d'alloro, nella- man deftra terr vn gallo, c con la finiftra vn baftpangdofo auol'' toui vn ferpe- ntttritl 3el corpo , vitali & quale l'affetti , perla Medicina fcientia fi conofcono & cauare per mettere
E

NN

A-^

attempata

in

"';^*

'.^

gli Antichi tennero , che fuffe^ anni chiamar il mediquaranta paflato haueffe che all'huomo vergogna il fuggire rvno, &fecon compleflione, & alla fua prefupponendo co guir

Donnadi tempo fi dipinge , perciche

DI

CESARE
M
U D
1

'H

K T ^

.A

511

guir l'altro potelVe curar (e Iteilo , per il Medico, vecchio con l'arte,ecoii rcfpenenzajconferua la fanitd prefenteA' ricuperala perduta.^. Gli fi cinge il capo divna ghirlanda di -alloro , perche quefto albero gioua d molte intermit ,' Se foleual alle Kaleiide di Gennaro da' Romani dare alli nuoui Magiftrati alcune foglie di lauro, infegnoche hauei^ /ro da cotiferurfi fani tutto l'anno , perche fu creduto il lauro conferirli
affai alla fanifl
Il

,/[

ferpe
,

&

il

gallo,

come racconta Fefto Pompeo , fono animali vigfla

lantilfimi

ik tali
i

conuiene che fiano quei che miniftrano

Mcdicina,fu-

rono anco ferpi appreflb gl'antichi iegno di fanit,perche fi come il fer pe pofta gi la vecchia fpoglia fi rinouajcos paiono gli huomini rifanaa-*
oii efler rinouati.
4^'Jv.i
.
"

Va

'

'

i.

Uba-

3fir
11

ICONOLOGIA
='

baftonc tutto noderofcfgnifca la di fFf e ulti della Medicina, il ferinfcgpardi fbnlapro, Dio della Medicina j- come creicro falfamentc fu pe i Gentili, i
Medicina
ftia in
p
1

&

DOnnache

atto di fcendere vn grado di fcala/aj reflita di ver de ifbggia di Sibilia,porcar nelle mani alcuni femplici Medicinalijhauer appreflb vn Sokj & vnaCicognajla quale tenga in bcca vn ra-

mo d'origano.
E arte la
con
la
la (cicntia delle cofe naturali,
li

*'.

f^N

,.'!

"^

medicina natadall'rpericnza
, l

neirlfriiiriifermlti c aiutata

quali fono o(Teruate diligep temente-

da' Medici per la lanit dell'hucmo

fa che fc^^nde lo fcalino perche dalcontcmplationc, che cofa molto nobile, & irio|j:gf^lfa fcende airattio^ ne della cura per mezo di tofiiparticulari. *f E velli ta di verde per la fperanzajche porta feco airinfermi,& per lo vi gore che ren'de alla vita che .indaua mancando Con l'origano la cicogna aiuta la^debokzza del proprio flomacho,epe r fu da gli Egitcij adoperata nel modo detto per Hicroglilico di medicina A qucfto propofitovfornO ancora Tvcello Ibi , ilquaie come s' detto altroue col rollro da f ftefib^fi purga il ventre, come il Cerno il quale dop che ha vccifo il camaleonte fmorza il veleno liiaffrcando le grondi dell'alloro, ilhe fi ancora la colomba per rifanarfi' nell'In Fermit:^ Il Sole moflra,che la virt naturale del cuore, fauorita dal ^alor di cCfo Sole per lo quale fi mantiene, & conferua la fan ita in tutte leunembra-. del corpo ,^&: oltre acci molte virt, & propriet all'hsrbe infonde per mpzo deill quali la medicina s'eflercica_* .
''
'

'

DO

N pT A
con

con

la deilra

5:

U^iriiftra

mano tiene vn leone ligato con ^mz catena, vn'agneiio ligato con vn debok; & fotti} lac-;^io,di'
!

due elfremul troppo rifencimentp, o.:Ia"trpppolibren zar^'"te*frFi'''^g^dgrra donnail tuoghordi mZD*;-trirt^ llrefl ^c ni di fierezza , e di'manfuetudine , per liquali veniamo in cognitione d'pgn'altro diremo li ciafcun'habito deli'animo,ci pu ellcr vero Hierogli lieo di mediocrit la quale fi cene hauere in tutte l'attioniaccichei meritino il no.:/;. r me, Scia lode di virt.. ..
l35Qb:anJ'jj|t pei* etti
,

;':';.:/::

!.

Mediocrit,

iliiC-

DOnna

bella,&'T^lendente , con l'ali alle fpalle le quali fi foUcua da terra,addittando con vna mano la terraj& con i'akra il cielo con \n motto fcritto che dica, Mdio tuti(fimu^b!4.

cM

DNNA
" )

f^I A. E hauer nell'acconciatur^i della tei^a vn GipilUero,oucro vnicrjgno pieno di varie geimiie,c far yeftita di, nero a
di mez'et
,
,;

. ..

313 due primi diti della mano deftra G. tiri lapunta deirorecchio deftro , & con la finillra terrd vn cane nero Dipingefi l Memoria di mezza et, perche Ariflotele nel libro della_# Memoria , & della ricordanza dice , che g' huomini hanno pi memoria nell'et perfetta che non hanno nella vecchiaia , per la fcordanza , nella pueritia per non hauer imparato L'acconciatura del capo , nel modo che s' detto dimoflra, che la me-

DICESARERIPA.

nero , con

li

confruatrice di tutte le cofe , che le_* fono rapprefentate da noftri fenfiA' dalia fantafia,pcr dimandata l'arca delle fcienze , e de'Thefori dell'anima . Veftefi di nero , il qual colore fignifica fcrmezz?., Si labilit per la raragione detta altroue,ellendo proprio della memoria ritener fermamente le forme del fenlb , come diceuomo rapprefentate, & Ariilotele l'aSferma nel luogo citato di fopra Tirai la punta dcU'orecciiio, in conformit di quel che dice Plinio lib. 1 1 .dell'lftoria naturale con queftc parole EH in aure ima meinori,x loctts qucm tjrigentes ai:ejamur* Et Virgilio nell'Elcoga 6. dice Cum canercm I^fges , or pr celia Cynthim aurem
,

moria

fidelifTmia ritcntrice

&:

yellit
Il

, vjT"

admoniut
la

del veflimenco animale di gran memoria , il che a vede per cfperienza continoua che condotto in pacfe franiero , & lontano per ritornare , onde flato leuato da f fteflb fenza diflcultd ritroua ia firada Dicefi anco che ritornando Vlifle in patria doppo venti anni non fu altro, che vn cane lafciato da lui alia partenza, ciicioriOnde Socrate appreilb Platone nel Fedro conofccffe , & accarezzane giura per lo cane , che Federo haueua imparato mente tutta l' oratione che Lila haueua compoila_ Memoria con due faccie , veftita di nero , &: che tenga nella man_. deftra vna penna , &: nella finiflra vn libro .* La memoria vn dono particolare della natura , &: di molta confideratione abracciandofi con efla tutte le cofe pallate per regola di prudenza in quelle che hanno fuccedere per lo auucnire , per fifa con due
fi

cane nero

pone per

medefima ragione del colore

di detta figura

come anco perche il cane

DONNA

faccie^
Il

libro
fi

e la

penna dimoftrano come


il

IVfo

perfttiona

Ci Cuoi dire , che la memoria con , quale vfo principalmente confifie , nello leggere ,

nello fcriuero

HV
da vn

OMO
,

M
fopra
il

E I^I T 0.
,

dVn luoco erto

& afpero

il

veflimento far fon-

tuofo,&: ricco, &

la delira

mano &

capo ornato d'vna ghirlanda d'alloro, terr con braccio armato vno fcettro, & con la man finillra nu-

libro.

lime-

3H

ICONOLOGIA
ii

n. /

0.

II

mcritio fecondo S.Tomafo nella

3.

parte della

fomma queflionc

45.

^art. 6.

attiene virtaofa alla quale


il

fi

deue qualche cofa pregiata in rcco,

gnitionc-/.
Si dipinge fopra

detto luogho afpro , per la difficolti

per mezo del-

la quale riuonio peruicne meritare qualche cofa , perci fi dice , che_* Hercole figurato per Thucmo fudiofb di fama:&' di ^.loria lafciata la via piana , &: dilctteaole intcfa per quella de'piaceri , ^\ elegefle T altra difficile
,

ti

alpe Ore del

celebri
Il

fije fiiriche

monte cio quella della virt; onde per tante, & co^ merit d'cfier numerato fi-i pi degni Heroi
,

ricco veflimento, fignifica la difpofitionce l'habito della virtimercc del quale rhuomo fa rattioni degne d'honcrcjSc di lode.

Hauende

315 dato lo corona , e !o fcettro > per farlo il pi che fi^pu (pcttabile , eflendo quelli premij fgnalati douuti i gran merito , & per S.Paolo della corona cosi dico :

e E

A H E R

P A.

Kanendo il Merito relatione d qualche cofa

f gli

2{M coronabitur mf! qui legitime ctrtaiictit

La delira manOjSd braccio armato, & la fniflra con il libro, dfmoArano due generi di merito ciuili , IVno dell'attione di guerre , & l' altro dello ftudio , & opere delle lettere , perciafcuno de* quali l'huomo (t pu far meriteuole dello fcettro , lgniricante la poteft di commandare gli altri huomini , & anco alla corona d'alloro premio non meno d'eccellente nelle lettere , che d'inuitti Capitani , la quale figaifica vero houore , 2c perpetua gloria E ^^T T 0, Come dipinto mila faU della Cancellarla d ^mu ignudo , con vn manto regale , tiene vna corona in capo , H con la delira vn fcettro Ma perche il merito cofa che auanza le noftre parole , lalTaremo ch gli medcfimo maggior cltcacia parli di f fleflb

HVomo

di fiero , habbia in capo vn*eImo y veftito di tiri al color , , & d gl'omeri Tali , con la deftra maBo tenghl con bella gratia ii legno dell'Ariete , adorno di fiori di mandole , & con la finillra mano vna belU tazza piena di prugnoli , fparagi ,

afpetto GIOVANE negro tan che

MESI. M jl \Z 0.
&

Jupal

Giouani dipingeuano i Mef, perciche volendo noi diuidere W tempo Anni , faremo che l' hore fiano nella pueritia ,' in Hv^re , Giorni , Mefi , il giorno nell'Adolefcenza , \\ mele nella Giouent, l'anno nella Virilit, il tempo che tutta la parte in(eme lo faremo vecchio. L'efler quello mefe d'afpetto fiero , & che tenga in capo l'elmo , dimo-

&

&

ftra elVer (lato dedicato


s

da Romolo d Marte fuo genitore, e da quello co-*


,

chiamato
Si yefte del fopradetto colore

eflendo

il

color tan comporto di

duo

parti nero

&: roflb

Per le due parti nero ci \\tr\z d fignificare il colore della terra , & l.i_j parte rofla la virt , & forza d'ella , la quale in quefto mefe col tepido calor del Sole , incominciano d germogliar le piante , & la natura di tucci li animali drifentirfi. L'efler alato ci dimoflra il continuo corfo che fanno i mefi,& il Petrar-* ca nei trionf del tempo^cos dice :
Volano g anni
Il
, ;

we//

giorni

rhnre

tenere con la deflira mano il fegno deli' ariete circondato da i fopra4etti fiori , ci dimollra i principi; della Primaucra , onde l'Arioflo fopra
di ci cosi dice.

Ma^Q

}i6

ICONOLOGIA
il

Mi poi che

fol

nelHiXnmd difcreto

E \e^ro torno

/nane , hlUt ^*Lr?oi? 2!-?

Chi' port Tbrifio

iUumin

la sfera

^ rinttnar

la dolce

prmamra *

Moftra anco che come l'Arietc vn'animal debile di dietro,m'h qual* che forza dauanci , cos il Sole nel principio di eflb fegno ha le forze Tue-* debili pftrcaufa del freddo , che fminuifce la fua gagliardezza^, ma pi
,

auanci verfo i'eftate, pi gagliardo cio pi caldo La tazza piena di prugnoli , fparagi , e lupali , ci da fegno, quali fiano i frutti di detto mefe, ma l deue auuertire, che i frutti cosi di quello mefe^ come degl'altri fi pollano dal diligente Pittore variare,fecoado la qualit de i luoghi , perche l'aere doue pi caldo pi prelto vengano , per lo contrario ne i paefi freddi ji V. B^l L E* con vna ghirlanda i mortella in capo, veftito di color verde , hauer gl'omeri l'ali, con la delira niano terr il fegno dei TaurOjil quale far con bell'artifitio adorno di pi forti di viole,e Hi Varij forijche in detto mefe C\ trouano,& con la finiftra vna bella ciftelia piena
,

GIOVANE

di carcioL,baccelli,mandoie frefche,frutti che nel mefe d'Aprile ^


.

comin-

ciano venire Chiamali quello mefe Aprile fecdo Varrone,quafi Aperile,perciche in elio s'apre la terra, fpade fiori le fue ricchezze,& per l'iflella ragione Greci chiamarono TiftelTo mefe v7Miptt'f(ty perche in quello ognicofa fio rifce,ouero come dice Ouid.dalla chiarezza, e ferenic del cielo , cos-dicc ^prilemmemorant ab aperto tempore di5ii*tn, di mortella,che tiene in capo, fignifica che elTend quefta ghirlanda La pianta dedicata, fecondo gl'Antichi Venere, In quello mefe fi defta gagliardamente l'amore nelle piante, come negl'animali Et il Petrarca nel
.

Sonetto 42 cos dice


.

O^n animai d'amar fi reconglia , Varia , l'acqua , U terra e d'amor piena Si velie di color verde , perche in quello mefe la terra 'Ci velie i quello bel colore rendendofi riguardanti bellifiinia cola vedere , per edere il verde di fua natura grato alla villa , malfime ch^ tante, & cos varie forti di viui colori i quali fono i bei fiori dipinti quafi gemme rilucenti nel verde campo apparifconofcintillando, & fingular vaghezza gl'apportano. Onde il Petrarcha nel Sonetto 42 . cos dice E primaueva candida , e rermiglia Zephiro torna e'I bel tempo rimena

fiorii

l'herbe yfua dolce famiglia

l^idono

prm

/ ciel fi

gici''

Progne; e pianger Fil.mena^

Gioues allegra

di

raf erena mirar fua figlia

fegno del Tauro 5 che tiene con la man delira, per fignificare, che il Sole va caminando in qwefi:o mefe per queflo fegno , quale tuttauia piglia maggior forza, fi come il Toro, pi forte del Montone, dicono ancora che il Sole regna in detto fegno, perche nel mefe d'Aprile , fi cominciano vedere le fatiche de i buoi , cio le biade
Il
i.l

GIOVANE
fi,

MAGGIO,

ricamato di varij fiori,come d'eA parimente hauer in capo vna ghirlanda, terr con la deftra maveflito di color verde

no

vffniiglie, jao i Qeralfti,qua|i/araiino circondati di rG(a biancht,i'o(re , x:oa la imftra vaa btUa cesella piena-di ;cei;ajfej pircUi,: fragole, v^^rf^inat altri hnicci,che ih det;o mefe nafcono ,ouer ( ritrouano ^. .; Riamato quefto mcfe Maggio-dalli Latini i.Maioribus , perche haucndo llomolo dillribuito il Popolo Romano in duq parti , cip iti 01 ag-

&

&

^iorCi^pfimqrCi^ vogliamo
^ue/^i feguente
{.
.:n

4iregi(>aafii>ei vcec|ii>ichc queliU C<'HXl'^frr'i;^

^i il-c$i}(glipgoj4err^^|qfpiJ^fb Kip.ia honQcide[lVMi^


Giugno inlionor dell'altra onde OuidiPi, .2 Hmc fiu Maioris tY^ime-^ocfiljjtla.. Maio
^:.
y.::^:ji ..
-

^
/

il

Cii fi 4^ il verde, ^ fiorito veftimento , & iori> per mollrare la bellezza,e vaghezza de
uiglia,

4unm

-ii^Uuemm^ nomine di^(ics adtji.*^' \\


la

'

;-'

r,

r-^

i^uali

Wtte ordinile, & &>llegrezza lii rigya'danti


:'
.

ghirlanda intie^^^de^^j 4 prati, colli, &<:af>ipagne^ , orrate div.arij ii^ri?^ y?rd;i: herbe, rend^ao inara,

& inGt^fi^;grau^lli a;CAni;*?^j(iute;

ueaven^e^ rtut.ta la natura gicTc^. Onde b?n.4/fe'il.Sanna.z;za,f|'Qir; -f ^n bel fiifrito\ ^dilettolo Maggio, .-i^ iIm; j.ci: ili fegno di Gemini ci mo to,che: inquefto jVief^]^ fprza del ^ple fi raddoppia , perche cominciando ad eden caldo > & fecco eflfendo che per doi gradi il Sole l elewa dalla terra , & in queilgmefe le coifi fi raddoppiftno, cio fi moltiplicano perciche gl'animali partorifcano ... -,
.
.

:Z

G
/-

O y A N E & alato come gl'altri mefi & veftiti d vexd^ chiaro,


,

.iom

^'.)

'Siam

cno^^ Mrf^y

9vA7f,::iQ\^)
^

i]

i:)0333qU

o-i-'l 'i

puerpcpme.dieonoyxdeigaio, hauer incapo vna ghirlanda, di fpghe di grano non mature , con la delira mano portar per infegno il Caiv cer-puer Grancio il quale farl<;ircondato'daliefopradette fpighce con la finiftra vna tazza , ouero vna bella cefta , dentro alla quale vi faranno
guirciolc,fcafe,briccocole!>pere morcarolerCocuzzejCtroli,brugne, finoc-

chio frcfco,

& altri frutti

che fogliono efiere in quello tempo


,

Chiamafi Giugno da'L^tini per la caufa detta di fopra nel mefe di Mag gio bench alcuni lo chiamano da Giunone latinamente Imonium leuato doi lettere di mezo dicono Imium perche al primo di queflo fu dedicato il tempio di Giunonconero- da lunio Bruto,che feacci dal Regno il primo giorno di quello mefc Tarquinio Si vede di color verde chiaro perche in quefto mefe per il calore del So le incomincia ingiallire il grano , &: anco diuerfe herbe Il fegno del Grancio denota,chc arriuando il Sole queflo fegno,incomincia d tornare indietro , fcoilandofi da noi g^ifa di detto animale , il quale camina aU'mdietro . \ "; --.-> ;?-, -,;

-.-

& ve dito di colore ranciato , & coronato hauer nell'vna delle mani il fegno del Leone anch'ellb ornato di varie forti di biade mature,& legumi vellito, Se con l'altra mano portar vna bella ceftella con meloni , fichi primiticci , pere, di pi forti j nocchie , & altii frutti che quello mefe fuole apportare . Chia*-

G
.

OV AN E

g io:
,

-.-^

-.-

,>

(ara alato,

di fpighe di grano

. .

JtS

'I

e O

N O

O G

Chiamafi Luglio in honore di Giulio Cefare Dittatore, perche in quei fto mcfc i dodici nacque f ben prima fu chiamato Quintile dal numero cominciando da Marzo eflendo quinto in ordine Si dipinge con veftimento ranciato, perche maturandofi in quefto me*
biade iugialdifcono leone animale di natura calida , Se ferocffimo , & dimoftra queflo tempo, nel quale il Sole afcefo al grado di quefto fegno, produce cald^
f le
Il

ccceffiuo, od ficciti grande^

''^' li-;

-^ ^'^>

-=

GIOVANE

G a f T 2

"'"^''^

di fiero afpctto , veftito di color fiammeggiante , farii coronato dVna ghirlanda di rofe damafchine, gelfomini di Catalo-

gna,girofeli d'India,& altri fori,che la ftagione apporta,terrd con la de*


ftra mano il fegno della Verginee con la finiftra vna ceftella piena di pere di pi rorti,prugne,morcatello,fichi,noci,& mandole mature. E quello mele fimilmente in honore di Augurto , & dal Senato fu confegnato , perche in quefto mele fu la prima volta fatto Confole , Trionf tre volte Roma , & foggiog fotto la podeft del Popolo Romano f gitto , & pofe fine alle guerre ciuili , prima detto mefe fi chiamaua Sedi-

le

per

effer

il

feftoin ordine,cominciando

come

s'

detto nel mefe di Lufia

glio da
Il

Marzo.
di ad intendere quanto quefto mefe
ftella

fiero a fpetto ci

mok/!o

8c

come di moltimali pu effer cagione , per la

(troua, il iiacura_. Il fegno Celeftc che regna in quefto mefe , e chiamato Vergine, per dimoftrare , che fi come la Vergine Iterile , n da f genera , cos il Sole^ in quefto tempo non produce cofa alcuna ma folo le prodotte matura,8c perfettiona Per la cefta piena de'fopradetti fi:utti,e la ghirlanda de fiori fi dimo/lra quello che quefto mefe produce
:

canicula doue il Sole- quale guifa di rabbiofocane offendendo chi nonfihbuoN.

porpora , hauera in panico nella dcftra mano il fegno della Libra , & con l'altra mano vn cornucopia pieno di vue bianche, & nere , perfiche , fichi , pere , mele , lazarole , granati, & altri frutti, che fi trcuano in detto mefe Chiamafi Settembre, per effere, come fi detto il fettimo, f bene fi chiam qualche tempo Germanico da Germanico mperatore Si veftc i porpora perche fi come la porpora veftimento Regalo & foloconuienfi i R , & huominillluftri , & grandi, i quali abondano di Tefori , & grandezze Cos quefto mefe , come R , & Principe di tutti gl'altri mefi dona in maggior copia tutte quelle cofe che fononeceifarie
alato,allegro, ridente, veftito di
di miglio,e di
.
I

GIOVANE capo vna ghirlanda

S E T T E

B Ili.

al vitto humano.

Ticno

..

..

319 Tiene ilfegno della Libra , per dimoftrare che in quefto tempo viene- il Sole in queftoA' faffi l'Equinotio aguagliandofi la notte , con il giorno come difle ancora Virgilio
Libra dies ,Jmti.quepartes
7>bi

e E

A R E R

f ceri t Jjoras

B [{ E^ con veflimento di color incarnato, & con Tali come li porter in capo vna ghirlanda di virgulti i quercia con altri con la deftra mano il fegno del Scorpione , & con la fnirtri,* ghiande , le vna bella ceftcUa piena di forbe,nerpole,roaghi di pi forte caftagne con

GIOVANE mefi
i

T T

ricci

&

fenza-.

Fchiamatoqueftomere Domitiano , da Domitiano Imperatore: ma per decreto del Senato , & a quefto , &; d quello meritamente furono cancellati , Ci come erano ftati tirannicamente impolH , & gli rell il nome^ antico d'Ottobre , per efTer l'ottauo in ordine Gli fi da il vcftimento di color incarnato, perche declinando il Sole nel Sol/litio hiemale comincia d riftringcrfi l' humore nelle piante , onde le-* loro Foglie diuentano del detto colore Dipingefi con lo fcorpione , perche in quef:o mefe il Sole fi ritroua fotto detto fegiiO , & eh amato Scorpione dalla figura dalle ftelle, e da l'effetti che produce in quefte parti,imperche come lo fcorpione col fuoveleno pungendo da la morte f prefto non fi foccorre d quelli che fon punti cos mentre il Sole in quello fegno per l'inequalitd del tempo , apporta.^ malatie molto pericolofe , & per quefto difle Hippocrate ne gl'aphorifmi, che l'inequalit del tempo partorifce infermiti , maffime quando nell'iftefib giorno , hora regna il freddo , e caldo , ilche ipeflb auuiene nell' au tunno La ceftella fapradettajcontienc i frutti[che porta feco efib mefe
, quando incominciano hauerd cinto il capo d'vna ghirlanda d'oliuo con il fuo frutto , porter nella deflra mano il fegno del Sagittario , c con la finiftra vna tazza piena di rape, radice,cauoli, &: altri frutti che il mefe di Nouembre porta feco li tenere il Sagittario nella deftra mano ci fgniRca , che il Sole in queflo mefe regna , & palfa fotto quefto fegno quale detto Sagittario , s dalla figura delle ftelle , come anco da gli effetti che produce , poich in_. quefto tempo faettando dal Cielo grandine , pioggie , folgori , arrecano non poco fpaucnto , come anco in quefto mefe pi s'efercita la quale fi i"a per li faettatori Lo ghirlanda li oliuo con il frutto fegno di quefto tempo , nel quale- 1 oliua gid matura fi coglie per farne folio , liquore vtihflmoper pi cofe alla vita humana_j

O V A N E/Vef:ito di colore delle foglie


,

liOl^EMBH^E,
gli

feccarfi

&.

cadono da

alberi

alato

Si chiama Nouembre dal numero per efter il nono , fi come anco il juente per cifer il decimo fi chiama Decembre . /
,

fc-'

DECEM'

..

3
rj^m\'':^i0

C N t G

r A^

di f^^tt hotrido , come anco faranno gif altri duo mefi feguenti , veftito di nero , alato con la deflra mano trra il capricorno , & con la finiftra vna tazza piena di tartuffi Korrido , & veftito di nero fi dipinge , perche in quefto mefe la terra_* rpogliata d'ogni Tuo adornamento, che perci anco fi rapprefenta fen-

VA NE

VJT

zgliirland^i^^ -.Vi.v

j.

./t-

..

.^^:,^z,.j

...

^-y

Per
le

il

capri(k)fno'fgtf''t"efte /jditioftra (Jefto riiefc nel

quale

il

So-

camina per detto fegiio detta capricorno, perche Ci come il capricorno fi pafce nelli precipitij,&- monti altiflimi , cos in quefto mefe il Sole
in vn'altiffimo grado verfo
il mezo girno Se gli da i tartufli , perche quefti nel mefe di maggior quantit , & pi perfetti

Decmbre , fi trouano ia>

Quello mefe , &: il fecondo flirono aggiiihti all'anno Romolo da NuPompilio, & chiamato quefto da lanolanuario, perche fi come lano fi fa con doi faccic , cos quefto mefe quafi con vna guarda il paffato , & con l'altra il principio di quello che ha da venircfecondo che dicono i Moderni Lodipingemo con il veftimento bianco, perche in qucfto mefe , per l'ordinario la terra coperta i neue, che l Veggono leicampagne tutte

G E
I

OVANE

H^

B^

0,
,

alato ,

& veftito di bianco

il

quale terr con

ambe le

mani il fgno d'acquario.

ma

d'vn colortj

Tien con ambe le mani il fegno d'acquario,perche fi faccia noto queflo mefe per il corfo del Sokjil qual dett' acquario,perche abondano le ne*
ui,e

GIOVANE
pefce_*

p Joggie in quefto tempo 0. F E B B^A il quale habbia l'ali , & far veftito di colore berrettino, portando cn bella gratia con l de^ra mano il fegn del
'B.

Kuma Pompilioehiam cjuefto mefe Febraro dalle febri


hora facilmente vengono
,

le

quali

ali*

ouero da quefta parola L2X.mx Ftlrus , cio purgationi febrtte , poi fignificauanofacrifitij fattiper li morti, perche i Romani in qucfto mefe, faccuoaola memoria dell'anime, & quelle intendeua no di pltrgart con celebrare l'edequie de'nic'rci. Si veAe di berrettino perche in qufto mefe regnano molto le pioggic onde per il pi il cielo e c<Jyperto di nuuoli, li quali rapprefentano il fopra
,

detio colore^ Porta ( oine dieerfiriiB') il pefce , perche paflndo il Sole , per quefto fegno Celeftc ne dinota quefto mefe , & fi come il pefce animai acquatile, cos quefto tempo per le mclce pioggic e aliai humido, ouero perche
,

cflendofi rifolute l'acque

tempo

pefcagiono

MtSl

DI CES

RE RIP

A,

jsj

MESI
fecondo t jigrcoltura

G E

7^X ^

F,0.

HV O M O
flri

di virile afpettOjche ftando Iato

dVna ruota d'arrotare


la fini/Ira

terraiiK-ntijtenghi

con

la deftra

manovri roncio,e con

mo

con ti dico indice diuerf ferramenta necedarij all'Agricoltura, qual fiano per terra da vna banda, & dall'altra vn gallo Dipinge!! di virile arpetto,& con il roncio nella deflra mano,perciche in quefto mefe il diligente Padre di famiglia, ajtri che fsnno arte di canii po, potranno riuedere tutti lilerramentii che fi fbglono adoperare alla coltiuatione delle vigne, come lonci > falcetti, quali feruono per
potare-

mollra che flia accanto ad vna ruota perche conuiene hauerc hi quc mele ( elfendo egli fecondo i moderni principio dell'anno) cotijpietre, ruote per arrotare,^ aguzzare detti ferramenti fttli , & che taglino bene come dice Golumella lib.3. cap.a^. Drw cenuiljiumqu^ ferramenti^ omm "'' .' Si

fio

piiyrufi(,!4f/iexc(^A3ndum.
-

'

:>

Moflra con la lniffcra mano i detti ferramenti, perche fimi miete in deb to mcfe chi fi arte di Campo deue mettere in ordine le gomcre con li fuoi
I

aratri,ricalzare van'^he>bidend,!zapponi,5i altri trrameci nercelfarij, per hauerfene poi fcraire nel feguente mefe , perche dice -Marci Catone de

re rufica c^.p:^ Mrmia


teris
oni'ii.T

m*tur:coajkia4t^'tiiareftU^k(i fic eji/^


'

opera fro fuis,


fia

n^r;

i. ':!;'-!

:';;.v
li

>

;i-.

:.

o..

?i'

;Mi>

.on

Bifogna dunque che

molto

vigilante,&:
il

ne^otij oii vac]in3'tratte-

il gallo , a canto, & quello propofito far bene,che io faccia mcntione di qui^Ilb^cfere narri Plinio lio. 18. cap.6. moftrandoquanxota'vtiie air Agricoltori i'eflere vigi.yf '^r r.i. r -;. ' 'r lanti, &iaborioli

laendol de giorno in |^iorao>ch.- perci gli

dipiiige

'

'

G. Furio Crelna,di fchiauoche egli era fa'-tofrancojricglierido n va campo molto piccolo, molto pi che i fuoi vicini neijc po(fc^lo.i'^^a"ndit era molto odiato come f per incanti egli tiauefetiratifere-biadt: ,dci campi vicini I^er la qual cofa elendo citato da ^puri^ AlbinO'Edire'-Cu^ rule,& accufato al Popolo,& perci temendo egli d'edVrcildanlit-per.

ciche bifognaua che

& port quiui tutti


di
,

le Trib mertefero ilpartitOjCompai^ii^ in guditio, fuoi ferramenti con quali egli lauoraua, 6c rttcn vn

, & veftita . i ferramenti erano grani , & granben fatti zappe grandi, non piccioli vomeri , &boui ^bei^l^afiatii diife. OCitcadini Komini,queilifonoi iniei incaatefmi , ma noii^

fu figliuola ben guarnita


Se

Vi pgf-

..

3-21

I
,

C O N O L O
.

G A
,

vf poflo gi

come io vi moftro i miei ferramenti


fudori miei

moftratele vigilie

le

fatiche

&

Et ci detto fVi aflbluto


Febraro,

d'et virilejche ftando in vna vigna moftri potar quella . Sono doi tempi di potare: ma fecondo Magone fi pota prima che germini la vite , perche eflendo piena d' humori piglia leggier ferita , 3c

eVmo

vguale , ne

refifte al coltello.

v? H
in

o
moftri di fcalzare le viti
' =

VN

giouane con vna vanga da vn lato la vn cauallo


giouane,per
fi

mano ,

&:

Se

efl'er l'opera della vanga di gran fatica,e perche comincia fcalzare le viti, come fi dice cauallo ; conuieneauertire che non fi fcalzi pi tardi perche la vite potrebbe germogliare & perdere afl'ai fperanza della vindemia , buttando gl'occhi della-#

Si dipinge

in quello

mefe

vite per i:crra_..

Vi fi mette
mauera_>

Plinio libro 8. capitolo

canto il cauallo , perciche in quefto mefe , come narra_> 4-z. vanno in amore nello Equinottio delia Friaprile
.

aucrtimento che danno molti che trattano dell' Agricoltura per il mefe d'Aprile fi potr dipinger vn contadino sbracciato, che metta le canne alle viti , cio che tenda , & non molto lontano vi fia vna vacca che pafcoli con vn vitello che latti detta vacca , perciche Palladio al lib.5.nafra che i vitelli fgliono.nafcere in quefto mefc,& per l'abondan13L de'pafcoli le vacche refiftono alle fatiche , & al lattare Et volendo far differente quefta pittura con accompagnarla infieme-* (:on altri animali il medefimo Palladio nellib. 5. dioexhe in.quefto mefe (i tofane le pe-: core onde in luoco della vacca Ci potr mettere .v>n'huomo che tofi le pecore , dicefi anco , che in quefto tempo la prima , & pi potente apritura de i montoni , & di efl Ci hanno d'inuerno gli Agnelli , che gi fi fono" maturati , e fatti Maggio . quefto mefe ( fecondo che narra Palladio nel lib.^.de re ruftica_ ) onde ragioneuolme.OteJ[i potr dipingere perii meCi fegano i fieni
..

PE R

IN

/^diMaggio.

3ajiii*: c:-oTJ

,'.;Io:j:I*;

>

'

Vn contadino giouan?, che ftia in mezo dVnnbampo pieno di


ftri di

verdura,

& con ambile mani teaghi vna falce fenara, & con beiiaxifpoficione mo.jc/lU' fegare il fieno. Coumella di Maggio perciche 7. de re ruftiTagliafi il fieno il mefe , fecchi perche non folo f ne ha^.prima che fi fegare , ca dice che fi debba il gl'animali gl' pi grato cibo eflendo , , che ma anco maggior copia pertettione . nella fua ftia doue ne v^rde , non al tutto fccco
:

Ciiigro,

, ,

DICESARERIPA,
Giugno
.

ji)

l^'y Arra Palladio lib.7.che in quei>o mcfc fi comincia^ mietere l'orzo e poi il grazio onde il potr dipingere Vn contadino giouane con braccia nude , & che tenghi con la dcflra_* mano vna tagliente falce con la quale tagli i couoni delle fpighe di grano le quali raccoglie con la finiftra mano ,ouero che moftri d'hauer mie tuto , !k che di elTo grano faccia vna met.

X\
,

Dicefi, come racconta Columellalib.j. de Agricoltura, che in quello mefe oue faranno mature le biade mieterle , prima che Ci abbrufcino da i vapori della ftate , che fono nell'apparir della Canicula grandifimi Per fi deuono mieter in fretta perciche noiofo ogni tardare efiendo che gl'vcelli , & altri animali fanno danno come anco elTendo fecche le * gufcic , i grani , & le fpighejcadono , per come ho detto, fi deue mietere quando vgualmente le biade ingialdifcQno
.

'''ji ^^

Luglio,'*

'

'

PErche il pi notabile effetto di quefto


pingeremo per efib.
ni vn correggiato
,

mefe

la ricolta

de i grani dile

Vn contadino robufto in vn'aia,mezo nudo, terrdcon ambe


il

ma-

quale inftromento da battere il grano , & lrando -con bella attitudine moftri di batter il grano , il quale far fbfo nell'aia , canto alla quale vi far vna pala,raftello, & altri inftromcnri per fimile
rercitio.

VN
mile
Si

^goflo

huomo che ftia in atto di acconciare botte


,

tini

bigonzi , e ba-

rili

hauendo appreffo

di f tutti quelli inftromenti neceflarij fi-

, che cosi narra Palladio lib.t?.dc re ruilica potr anco dipingerfi canto vna biocca con i pulcini , attefo che_^ i polli che nafcono di quello mefe fanno pi oua affai de gli altri , i quali nafcono in altri meli

vffitio

Settembre

che tenghi vn cefto pieno d'vucjcon le cofcie,e gaimbe nude come quelli che s'occupano ne gl'efercitij dicauarilmoftadarvue & canto vi far vn tino pieno d'vue,le quali moftrando d'elfer fftfte da_^ effo tino efchi il mofto,& entri in vn'altro vafo E per efler anco che in quefto mefe fi fa il mele non far fuor di proposto di metterui canto doi , tre copelle d'api
Ottobre

HVomo

che tenghi con la man finiftra vn cefto pieno di grano, & con la deflra pigliando effo grano moftri di fpargerlo in terra , & che^ venghi coperto da vnoche ftimoli i buoi, i quali tirano vn'aratro , & ancorch , fecondo Hefiodo , il qual fu il primo che fcriucffe de l'Agricoltura (come narra Plinio libro i8. )fi^s'^c feminare alli io. diNoucmbrc , che in tal giorno tramontano le Vergilie , fette giorni dopoi fogliono per lo pi feguir le pioggie , & eifer fauoreuoli alle biade feminate , nondi-

HVomo

meno

J14

ICONOLOGIA

meno per la

variet delli terreni caldij^v freddi fi femfna pi pref!o, pi tardi . Ma per non confondere le noAre pitture , &: terminare ciafcun-. nrefe l'offtio Tuo , faremo che in quefto mefe fi femini il grano > cerne cofa principale al viuere humano

perche molto necefiarioaU'huomo, non per mangiare ETma anco per molti commodi faremo che quefio mefe come
l'olio

folo

altri

in

nai ra Palladio lib. 12. de re ruftica fi faccia l'olio, pereflere, come habbiamo detto molto neceflario come fi vede in tutte le fcritture facre, ei,

fendo, che di quefto pretiofo liquore non folo fi fcrue in condirei cibi,m.a l'altre cofe lei peranco in confecrare li minifri della Santa Chief ,
,

&

tinenti

Dunque dipingeremo vn'htomo, che tenghi con la deflra manovra^


sferza , &: vadi dietro d vn cauallo , il quale fia attaccato ad vna rota da molino , oue fi macma l'oliue , & lato di efia vi fia vn monte d'oliue , & vna pala , vn torchio , fiefcoli , & quanto far;bifogno. tal affido r'f
^.

Decembre,

'

HVomorobuftochc con ambi le mani tenghi vnacetta


difpoitione
Se';.c

Scrcon. bella

moRri di tagliar vn arbore ndo Palladio lib. 1 3. de re ruftica efiendo


.

.,

[i

oti^j^v^iioo nv in

Deceitnbr^- priricipicue

, la virt de gl'alberi fi concentra in.effi , & foiegaami per le fabriche , & per far ogn'altra opera , d(>ue che ia quefto mefe i tagliono non folo 1-. feiue per far legnami per le- fabriche , & per far ogn'ahra opera come liabbiamo, detto , ma i fouerchi rami cV le fiepe verdi per far fuoco , fy ta^gliono ancora le^pcrtich, li gjonchi per le vigne , Se anco d'efie f ne fanno le gefie ,,^mpca.iUQCQ che fono opportune ali'vfonoftro... .., i.. :. i^. ;:.:';

rinueruo

&

l'aria fredda
li

no pi

durabili

mesi:
''

;i

Come dipmitla.EtiJacbio Filofofo* ''(;;.[::-;; 'borftiq ^~i j' 'iij;t.\

;.:-OcmoV

TT

foldato tutto veftito di ferro , con la lancia , &: feudo alldendo Ttome dal mele formata da Marte , perx:he,ii?,qucfto.mefe , come dice Euftachio fi finifcono i fuernarmenti della Militi^ , & fi ritorna i gli cfercitij della guerra vigorfamente.^
al
.,

VN

aprile

SI

mefe d'Aprile in forma di pallore con le braccia^ e gambe nude , hauendo apprefib vna capra con doi capretti nuouamente partoriti , & che detto paftore moftri di fonare vna fampo^na Cos fi dipinge da Euftachio, &: dichiara che.fi nota in particolare che Aprik moltipiica con il parto gl'armenti
dipinge
il

. .,

DICESARERIPA
Maggio .
,

jij

(dipinge giouanetto con fccia bella e lafciua hi capelli ricciuti SIcircondaci da vna ghirlanda tefluta di rofc bianche, & vermiglie
,

il

veftimento lauorato d oro, e contefto di Hori eflcndo moflb dal vento con leggiadria , hi le mani piene di rofe , & di viole , con i piedi fcaki fopra_> di verdi herbette Il che dimoftra che in qucfto mefe la terra quafl dal Tonno de l 'inuerno gi nuda fi fueglia , e fi riucfte di nuoue pompe conuienti d f ilcfi > che loHO l'herbe , le foglie , & i fiori Et per gli huomini air hora facilmente s'incitano al piacere con Ic# apparenze della vaghezza del mondo , & fi gode con allegrezza , tutto quello che la terra produce lontano dalla malenconia clTendo che queftgr mefe apporta allegrezza infinita
Giugno

da contadino con vna ghirlanda de HVomo vna mczo d'vn campo pieno verdure e
veftito

fiori d lino

(la

in

di

tiene

filce fenari^.
il

dipinge cos peluche in quello mefe fecoado huftachio rigore , cH fecca il fieno , & fi miete
Si
Luglio

Sole prende

HVomo
gli raccoglie

mezo nudo chinato,che con la delira mano tien rna taglien-

con la quale taglia i couoni de le fpighe di grano le quali econ la finiftra mano, tiene in capo rn cappello largo con iV quale moftra di difenderfi da l'accefo calor del Sole Jl fignificato di quanto habbiamo detto di quefta imagine, ch'cHcnioi grani maturi fi foglion tagliar quando il Sole hd pi vigore
te falce
.

^gflo.^

ignudo , il qual moflra di cfllr vfcito da vn fiume,5<: efTcrfi lauato,&pofl:ofilariuadi quello, a federe, fi cuopre con vn panno di lino le parti men'honefie , 6^ moftra per l' ccceiiuo caldo fofpirare & metterfi vna tazza alla bocca per bere Quella figura che nel bagno fi laua , & che bene altro non dinota , eh' il nafcixnento della canicula da cui raddoppiato il caldo gl'huomini hanno bifogno di bagnarfi per vmettare il corpo , e bere per fpegner la fete
,

HVomo

Settembre

HVomo
fio

anch' elfo in habito di contadino, con vna ghirla nda di pam- pane in tefta , tiene in mano alcuni grappi d'vua con le gambe , Se cofcie nude , come quelli che il occupano nello el'ercitio di cauare il mo*

da l'vue

Et canto vi

vn tino pieno di vue pelle , & da

eflb tino efce

il

modo
fi

Se entra in vn'altro vafo

Altro non dimoftra quefta figura fc non la vendcmia nr nel mefe di Settembre quando l'vue fono mature

,1

a quale

fuol

QttOm

ti

ICONOLOGIA
Ottobre
. ,

giouanc in vn prato,& in elio moilri di hauei* piantato molte Frafche & in quelle fi vede hauerci tefi fottiliflimi lacci , &. reti , acciche l'vcelli non pur s'auuedano de l' inganno , ma ancora non pofifano veder quelli, cheper lo prato fparfi dolcemente cantano, &non molto lontano Ila detto giouancttonafcolo in capanello , & ridente macftradi amazzare vn prefo vcello , il quale fard con 1* ali aperte per tentar di voler fuggire

VN

Ci lignifica che nel mefe


gliar glVceili

di

Ottobre fi da principio
T^ouemhre

alle caccie

per pi-

HVomo campo.
,

che ftimola i buoi ,

quali tirano vno aratro in

mezo

di

vn

pliade,le quali

quale con fatica s'appoggia all'aratro, moftra la flagion de la come diceEullachioj molto atto rcfercitio de l'arare Decemhre, che tien con la man finiftra vn ceflo pieno di fementedi granala quale con la man deftra moftra di ipargerla in terra, la quale ien coperta da alcuni lauoratori Ci dimoftra il tempo delle femente , le quali fi fogliono con l'autri* ti del detto Euftachio fpargere in terra il mefe di Decera bre.
Coflui
il

HVomo

Gennaro.

quale moftra d'andar X caccia con diuerfi cani, tieii giouane con vna mano vn corno da fonare , & in fpalla vn baftotve , con il quale porta vn lepre con altri animali. Con quefto fi moftra il tempo d'andar a caccia,percichc eflendo ripo* fto il grano, & il vino, & raccolte tutte l'altre cofe che fono vtili alla vit humana,rhuomo f ne va in qiefto mefe di Gennaro d caccia
,

VN

il

^-

Febrayo.

.-i...:ifi

VN
riftelTa

vecchio crefpo, canuto , veftito di pelk fih'a i piedi , fta d federe apprellb vn gran fuoco , Se moftra fcaldarfi Quefta figura moftra non purl'afprezzade l'inuerno , mail freddo de
.

vecchiezza 5 fi come
,

fi

fiiol

dire.
Condotto l'hanno far vicn

la

sagon fredda

piacer amoroft

d fuoco.

Dal vigor naturai

coflui l^ogliando

AIESE

n^GE^EK^lE,

-.

GIOVANE& terr
(o la terra
,

veftito di bianco ,
la

con due cornetta bianchi, volti ver-' mano fopra va vitello d'vn corno fole, &: far

coronato di palma.-. E il mefe da Orfeo domandato Vitello di vn corno, folo, perche- altro , cho in quefto modo fi ha la definitionc del Mefe , il quale non li dodici Segni dei Zodiaco , nel qualo il corfo, che fa la Luna per viaggio , pare i gU Qcchi noftri che paTte dei tempo crefca , & parte icenu.
.

Lofc#-

j7 Xo fcemare dimoftra col cerno tagliato,& col crcfccrc V ctd del vitcl lo , il quale per f flcfib fi viene aumentando col crcfccre , &: col calare.* della Luna i per la Luna da Apollodoro , de da alcuni altri fcrittori dimandata Taurione Le due corna della teflajdimofirano l'apparenza che fa efla i noi altriV quando nella fine del mcfc Euftatio dimanda il mele bue , come cagione della gencrationc , comfi

DI

CESARE

RIPA.

mentando il primo libro dell'i liade La palma ogni nuoua Luna manda fuori vn nuouo ramo , & quando Ijt Luna ha vint'otto giorni ella ha l'vltimaparte di fuori illuminata in^ modo che l'eflremc parti della Luna riguardano all'in giA de fuoi frutti quelli pi Ci flimano , per alcune medicine , i quali hanno forma pi ilfilili alla Luna^
, ,

ancora con l'herba detta lunaria , la quale (T fcriue elTerc i tal natura , che ogni giorno perde vna foglia , finche la Luna cala , poi al crefccr d'elfa , crefce ogni giorno all'herba vn 'altra foglia j calche in^. rn fol mefe tutte le perde , e racquifta ^I C J[. M ut f 1 con vn globo , &: vn horologio fotto alli piedi hauera gli occhi bendati , & in capo vna corona , facendo con la deftra mano vn gello tak che dia fegno di contemplatione , Se con la (niilra tenga vn fcettro perche eflendo ella Regina di tutte l' altre fcicnze acquidate per lume naturale , &: fprezzando le cofe foggette alla mutatione, e al tempo confider le cole fupcncri conia loia forza dell'intelletto , non curando
Si potr fare

DONNA
, ,

ET

i'

del fnfo
Hetafifica
.

che fotto al piede finiftro tenga vn globo , con la deftra mano appoggiata alla guancia , i che Itia penfofa , &; con la finiftra^ mano ftia in atto di accennare Per la palla confider il mondo tutto,& le cofe corruttibili,che foggiaciono , come vili quella fcienza , la quale s'inalza fola alle cofe celefti,e C C 1 e. diuino. Ai I con la bocca aperta , con acconciatura di tefta , che rapprc Tenti vn moftro fpauenteuole , veftita di bigio ricamato di roffo , & nero , in vna mano terr vna fpada , & nell' altra vn baftone in arto minaccieuole Minacele fon le dimoftration5che fi fanno per fpauentar & diir terrore altrui,& perche in quattro maniere pu nafcer lo fpauento per quattro cofe principali fi notano in qucfta figura defcritta da Euftatio , & fono la cefta , il veftito , la fpada , & il baftone Si fa con bocca aperta , per moftrare , che l' impeto delle minacele fa^ la voce , il quale poi accrcfce fpauento quelli , perche fi grida , & perche nel gridare ( commoue il fangue , fi porta fempre vn non fo chc^ fpauenteuole nella faccia, >: fi come la voce commoue l'orecchie, cos i lineamenti della faccia Ipaucncono per la vifta difpiaceuole , com^

DOnna

DONNA
.

H^

anco

^
aocora
la horribile

ICONOLOGIA

acconciatura della Tua te fti-. Il veiito bigio per elTer quefto colore compofto di bianco , 8: dijnero l mefTo per fomigliar la notte ch' fpauteuole non quando^ ofcuriiTima: ma quando ha folo tanta luce che ferua per veder le forme /pauenteuoli che ( ponno rapprefcntar confufamente in efljper quefto fi dice da Poeti Viiifcrao cler pien di ofcura luce,& Virgilio nel 6.deirneide dille Qitate per inurtam lunamfub l uce mal'ignu Lji iter in fy luis vbi ccslum condidit vmbrA
luppiter
11
y

&c

ricamo di roffo, & nero, moftra che il minaccio fi flcndc per fpauea tare , al fangue , oucro alla morte Il baftone , & la fpada fanno conofccre qual forte di minaccie fi deue adoprare con nemici valorofi , & quale con feruitori , & genti plebee^chc poco fanno a ^ conofcono delle cofe d'honore
,

M
Vedi d Calamit

S E III

^,

Mtfera

Mondana

che fia tra* , verfi denari , gioie fparente , Oc eoa vna La teda ne la palla di vetro facilmente per la continoa efperienza de le vanit di quefl;avita,( comprende quel che fgnifchije ciafcun per f itef^ fo nel peregrinaggio di quefli pochi giorni , che fliamo fopra la terra , fa

dentro ad vna palla d vetro DOnna che tenga la teda borfa

&

&

quanto vani fano


11

li

noftri defderij
,

& corte le noftre fperanze


delfanima in
effa.

La tefla il piglia per il penferc

effetto

vetro moltra la vaniti delle cofe mondane per la fragiltd fua, ouero perche la miferia humana confifte in veder in qual parte l'huomo fi volta alle cofe maggiori di quel che fonno , ftimando gran cofa gli honori , le- vede che fono vanit ricchezze , & cofe fmili , che poi fcnza il vetro , miferia , oucro che come il vetro non termina la vifta di quello , che-r vi guarda per effer corpo diafono , cos le ricchezze , & beni del mondo Eon danno mai termine noftri pcnfieri, anzi che tutta via accrefcono il defiderio di paffar auantijC con queflo infelice continuo flimulo fi coQf.

&

lucemo mi fer amentc

alla

morte

La borfa che ella verfa , moflra che come volgarmente fi crede eferc^ felice chi ha gran facolt cos fi vede cfer priuo di gran commodi chi ne
j

e fenza ,

il

che facilmente pu fuccedere A ciafcuno


'
.
.

MISEt^lCQUDI^.
.

Vedi alle Beatitudini

Mfercordia

DOnna

di carnagione bianca,hauer gl'occhi grafri,& il nafo alquanto aquilino , con vna ghirlanda d oliuain capo, flando con le braccia aperte , ma tenga con la deftra mano vn ramo di cedro con il fi:utto,Sc i canto vi far i' vccllo pola , oucro cornacchia- Mifcrv-

D CESARE RIPA* i^DJ^. M i S E K^


<^

J2^

MiTcricorda vn*affetto de l'aaimo compafsioncuolc verfo l'altrui male* come dice S.GioiianniDamafcenolib 2.cap.i4. La carnagione bianca,rocchi grafsi , & il nafo aquilino fecondo il^det^ to di Ariftotele al capo fefto de ffonoQiia , fignificano inclinatione la-,? Mifcricordia-j La ghirlanda d'oliuo che tiene in capo , il vero (imbolo de la Mifericordia nelle facre lettere , d le quali Ci deue obh'po della cognition vera
1

di qucfta Tanta virt

& ramo di cedro fgnifica


il

il

msdcfimo , come (j^

fede Pierio Valeriano , oue tratta del cedro . Lo /lare con le braccia aperte , dinota che la MiTericordia ^vCd di Gies Chrifto Redcntor noftro , ch'c la vera Mrericordia,con prontezza o'afpetta Tempre con le braccia apcrte,per abbracciar tut:i,e Touuenir i 1

miuric

. .

jj
miferie noftrc
,

ICONOLOGIA
& Dante nel lib. 3 .del Purgatorio fopra di ci cos dice
tonibUfiO'iti
:

lipHcad miti Ma L b'nt ni[imn ha s gran brande che prende ci che fi rmol^e lei* Gli Ci dipinge a canto l'vcello pola, perciche apprc.fTb grEgittij Cignifcaua milericordia , come l pu vedete in Oro Apolline

M
Come dipinto dal
dilli

7V^

0.

Boccaccio nel primo Lbro della Cene cbga

Dei

con e quattro fue 'Pani

iMondo dipinfe il Boccaccio nel luogo citato, & ne i commenti leroglifici di Pierio Valeriano Pan con faccia caprina , di colore rollo infocato , con le corna nella fronte , che guardano in Cielo , la barba lunga , & pendente verfo il petto & ha in luocho di vefle vna pelle di pantera , che li cinge il petto & le fpalle tiene con l' vna delle mani vna_, bacchetta , la cima della quak riuolta in guila di paftoraie , & con l' altra la fiftola iflromcnto di fette canne , dal mezo in gi in forma i ca-

PE

11

il

pra pelolb

& ifpido

Et

Silio Italico Io

dipinge ancor egli in quella guifa cofi dicendo

lieto delle jue fifle


J.a ptcciol coda
^

&
,

Vm

dimena
di

ha

acuto pino

Le

ti

mpie

cinte

e dalla rubiconda
breiii

fronte efcono due

corna

e fono

l' orecchie qual di capra lunghe , c^ hlrte fh'fpida barba jcende [opta il petto
Dc'l duro

mento y e porta qnesio Dio Sempre vna verga pajorale m mano


i

Chi cinge

fianchi di timida
il

Dama
il

'

La maculo/a pAle

petto, e

dorfo,

Pan voce Greca , &

in noftra lingua fignifica l'vniucrfo


il

tichi volendo ignificare

Mondo

> onde gli anper quefta figura inteneuano per li

corni nella guifa che dicemmo , il Sole , & la Luna , & il Boccaccio nel fopradetto luogo vuole, che li detti corni riuolti al Cielo,moftrino i corpi celefhi , & gli effetti loro nelle cofe di qua gi La faccia rofla , & infocata , lignifica quel foco puro , che fla fopra gli altri Elementi , in confine delle celefti sfere La barba lunga , che va gi per lo petto, moflra che i due Elementi fuperiori , cio l'aria , e*l fuoco fono di natura , e forza mafchile , & mandano le loro imprelfioni di natura feminile Ci rapprefenta la maculofa pelle , che gli cuopre il petto , & le fpalle l'ottaua sfera , tutta dipinta di chiariflime Iklle , la quale parimente co-

pre tutto quello che appartiene alla natura delle cofe La verga dimoftra il gouerno della natura per la quale tutte le cofe-> (maiime quelle che mancano di raggione) fono goueraace, & nelle fue pperatioixi fono anco guidate determinato line.
,

Si dina-

..

DICESARE RIPA
J^ D 0, C9me dipinto dal Boccacce nel primo libro della GeneolcgadeUl
Dei
,

i(?l

con

le

quattro /ne Tarti

anno, il qual ( ritorce in f (leiTo. nell altra mano tiene la fifhila delle fette canne , perche Fu Pan il primo y che trouafle il modo di comporre pi canne inHcme con cera , hi il primo che la fonaiTe ancora , come dice Virgilio nell'egloga i. Si rapprefenta dal mezo in gi in forma di capra pclofo, 5c ispido , intendendofi per ci la terra , la qual' dura , afpra , &: tutta difuguale, coSi
l'

dimoflra anco per h\ verga ritorca

perta d'arbori d'infinite piante

>

&: di

molt'hcrbe

MOI^

31

ICONOLOGIA
M
7^
libro de

Come difinto nel primo

0. Commen Heroglifid

che tenghi li piedi in atto di fortezza , con vna veflc longa di diuerf colori , porta in capo vna gran palla , globo sferico di oro Si dipinge cos per mortrar la fortezza della terra_.. La velie di diuerll colori , dinota li quattro Elementi , & le cofe da cfsi generate , della variet de'quali la terra fi vefte-/ La pali .1 sferica d'oro fignifica il Cielo, &: ilfuo moto cfrcolaro . Volendo gl'Egittij ( come narra Oro Apolline ) fcriuer il Mondo, pingcuano vn ferpe the diuorafle la tua coda , & detto ferpe era figurato di varie fquame per le quali intendeuono le (Ielle del Mondo , & ancora per cfferqueftj animale graue per la grandezza fuaintefero la terra; parijiicnte fdrucciololo , per il che diitero ch' fimile l'acqua ; mata ogn'anno infieme con la vecchiezza la pelle,per la qual cofa facendo ogn'anno il tempo mutationenel Mondo , diuien giouane-. Si rapprefenta ch'adopri il fuo corpo per cibo , quefto fignifica tutte le cofe f le quali per diuina prouidenza ono gouernate nel Mondo

HV

di

furio yaleriano .

OMO

Fna delle parti principili del Mondo

DONNA
diuerfe
,

rlcchirsimamente vedita di habito Regale di pii\ colori con vna corona in te (1:a, & che fieda in mezo di due cornucopij_
rifi,

incrociati,pieni d'ogni forte di fructi,grani, migli,'panichi,

& fimili

come anco vuc bianche


Scettri
,

& negre

con

la deftra

mano tiene vn bellifsimo

della finillra mano , moltri Regni , Corone- ghirlande , de fimili cofe , che gli Itaranno da vna parte fc da laltra vi fard vn cauallo , trofei , feudi , & pi forte d'armi , vi fard "ancoravn libro, fopra di elfo vna ciuctta , & canto diuerfi inltromenti muficali , vna fquadra , alcuni fcarpclli , & vna tauoletta , la quale fogliono adoperare i pittori con diuerfi colori fopra , & vi faranco anco alquanti pennelli uropa prima , & principale parte del Mondo , come riferifce Plinio fiel terzo libro al capitolo primo , & tolfe que/lo nome da Europa figliola di Antenore Re dc'Phenici , rubbata , & condotta ne l'ifola di Candii^

tcmpio,& con il dito indice

&

da

Giono

riccamente d'habito Reale , & di pi colori , per la ricchczza-j che in elTa , & per edere ( come dice Strabone nel fecondo libro) di forma pi varia de l'altra parte del Mondo La corona che porta m tcila per mofirare , che l'Europa e fiata fennpre fuperiore , & Regina d tutto il Mondo Si dipinge che lcda in mczo di due corni di douitia pieni d' ogni forw
Si vefte

disun

DI CESARE RIPA

33

dimoftra Strabene nel Iiioco eira to di fopra , e , pcrcche come qucfla parte fopra tutte l'altre feconda , & abondante di entri quei beni , che la natura ha faputo produrre,come fi potr vedere da alcune fue parti da noi defcrittCL Si rapprefenta che rcnghi con la deftra mano il tempio , per dinotare ch'in lei al prcfente ci la perfetta , vcrilTima Religione , ^j fuperiorcj
di frutti

&

tri,

della fnifra mano Re^ni , Corone . ScetGhirlande, & altre fimili cofe , cfTcndo che nell' Europi vi fonnoi maggiori, e pi potenti Principi del Mondo; come la MaefU Ccfarca,
il

a tutte l'altre,/. Moftra con il dito indice

&

Sommo

Pontefice

Romano,

la cui auttorita

fi

ftendc per tutto,


, la^ quale

'4k>ue

hi luQch^

U SanciTsima > Cacck>lcA

Fede Chriitiana

. .

3H

C O N O L O G

quiilcper gratiadel Signor Iddio hoggi peruenuta fin al nouo mondo. 11 cauallojlc pi forti d'armi, la ciuetta Ibpra il libro , ik li diuerfi ftrumenci muficali,dimoftrano che ftata Tempre fuperiore i l'altre parti del mondo, ne l'armi , ne le lettere , &: in tutte l'arti liberali i fcarpelli , lignificano hauer hauti ,.& hacrc Le fquadre , pennelli , huomini illullri , Se d'ingegno preftantifiimi , s de'Greci-, Latini , & altri architettura cccellcntiirimi nella pittura , fcokura ,

&

&

coronata di vna bellifllma ghirlanda di vaghi ffori , & di diuerd fruiti contefta , far veftita di habito ricchiiTimo , tutto ricamato d'oro , di perle , Se altre gioie di ftima nella mano deftra hauerd ramufcelli con foglie, sfrutti dicalfia ,di pepe, & digarofani,le cui forme fi potranno vcdci e nelMatthiolo, nella finiflra terrd vn bellifsimo. Se artrtiofo iiicenficro dal qua! li veggia efalare aliai fumo Apprefb la detta donna vi ftard vn camelo giacere fu le ginocchia, in altro modo come meglio parer all'accorro , Oc difcreto pittore . L'Afia la met del Mondo quanto dl'eilcnfione delpaeie ch'ella comprende ma quanto la diuifione della Cofmograiia foio la terza parte
;
:

DONNA

^,

di elfo

Mondo.
,

E detta A(a da Afia Ninfa figlia di Thetis Se c l'Oceano , la qual vogliono che tcnelie l'Imperio s de TAfia maggiore,come de la minore ,La ghirlanda di fiori , Se frutti per fignificarc che f Afa ha (come riOnde profcrifce Gio: Boemo ) iJliCiclo molto temperato , & benigno vilierc humano ma ancorai- meftiero folo al non tutttoquelchefa duce Bembo di lei cant il cos delitie perci di forte ogni ,
.

'JsljtW

odorato
/otto
il

&

lucidu Oriente

ViJgo, e
y

temperato Cieh
gente
.

-.

P'iue ,vna luta

e Yipojata

Che non C^-^ende:'mai calio^ n gelo di gioie contefto , dimoto non folo la copi^ L'habito ricco d'oro , grande che hd i effa. qHelTsrfclicilnma parte dejmcmdo ,^^ma;aac il clume delle genti di qLelpaefe , perciche come narra lifopradetto Gio: Boem.o non folo gl'huommi : ma le donne ancora portano pretioh ornamenti , collane , maniglie., pendenti , Se vfano altri diuerd abigliamenti.

&

Ticn con 1a delira mano j rami di diuerfi aromati, perciche l'Afia i cos feconda , che liberamente gli diftribuifce tutie l'altre regioni . !i fumigante incenicro , dimofra ti foaui , Se odoriferi liquori , gomme, &fpetie che producono diuerfe Prouincie de l'Alia: laonde luigi Tam'Uo dolccmence canc
effi
.

Lt Ipiraun foaui ^rabi odori deU'incenfo ve n' in tanta copia , che bafta abonparticolarmente Et lacrificij d tutto il mondo per i dantemente proprio de l'Alia, Se di efl fi feruono pi eh animai molto Camelo e Il

ii

oea altro animaie

DI

CESARERIPA.

135

VN
filo di

jl F R 1 C j(, donna mora , quafi nuda, haueri li capelli crefpi, & fparfijtcnendo in capo come per cimiero vna teila di elefante , al collo vj1_. coralli , & di efii lorecchie due pendenti , con la delira mano ten -

ga vn fcorpione, & con la fniflravn cornucopia pien di fpighc di grano; da vn lato appreflb di lei vi fard vn ferocifsimo leone , j da l' altro vi laranno alcune vipere & ferpenti vencnofi Africa vna delle quattro parti del Mondo detta Africa , quafi aprica, cio vaga del Sole , perche priua del freddo , ouero detta da Afro vno de difcen denti d'Abraham come dice Giofefo Si rapprefeaca- m ora , eifendo l'Africa fottopofta al mezo d , & parte
, ,

di ella

ICONOtOCIA

4i effa anco aHa zona torrida ; onde gli Africani vengono ad effcre naturalmente bruni , & mori Si fa nuda , perche non abonda molto di ricchezze queflo paefe. Latefta dell'elefante fi pone, perche cos fta fatta nella Medaglia dcJ rimperadore Adriano , clTendo quefti animali propri; de l' Africa , quali menati da quei popoli in guerra , diedero non folo merauiglia ; ma da- principio fpauento Komani loro nemici Li capelli neri , crefpi , coralli al colio , & orecchie , fon ornamenti lo^

ro propri) morefi:hi venenofi ferpenti , dimoIl fcrociffimo leone , il fcorpone , & gli altri copia , &fono infinita-* molta n' animali ve tali di l'Africa frano che ne Claudiaao. difle ci cast di fopra onde rticRte veteaofi >

DI

CESARE RIPA.
^
F III C

3S7

^.

'^amqueferasalij$tdlmm:iuni!tadonu7n Vrabun-./m'c [oli d-.hct ( cu v^atributum Il cornucopia pieno di fpighe di grano denota labondanza , fertilitd

&

frumentaria deirAfrca , della quale

ci fa fede
.

Horatio

Outcqu'id de Lbycis vcrritur areis

, che fa de'coflumi , le^gf dice che due volte l'anno g' Africani mietono le biadcjhauendo medefimaniente due volte nell'anno l'cftate Et Ouidio nel quarto libro delle Metamorfof anch'egli Cnmijue fuper Libycas yi5or penderet arenas

EtGio: Boemo anch'

egli nella defcrittione


,

& vfanze di tutte le genti

porgami

captis

guttA cecidere crunf:&,

,"

Qhos humus excerptffs varios mmauit in angms ; yni fiequenj Uia c^, inftfiaque ima coltbtit.

Ji8

ICONOLOGIA "^
r^ M
E B^ e .^.^

DONNA

igtiuda , di carnagione fofca, di giallo color mifta, di volto terribile , 5c che vn velo rigato di pi colori calandogli da vna.^ fpaila d tr aucrlb a l corpo ,1 e copri le parti vergognofe Le chiome faranno iparfe , & d torno al capo Ila vn vago , artiftiofb

&

ornamento di penne di varij coleri Tenga con la finiftra mano vn'a;:co


al fianco la faretra

, con la deftra mano vna Frezza , & parimente piena di frezze,fotto vn piede vna tefa humana pallata da vna Frezza , & per terra da vna parte far vna lucertola, onero vn liguro di fmifurata grandezza Per eflcr noucliariiente fcopcrta quefta parte del mondo gli Antichi l^rittori aon pofTouo hauerne fcritco cofa alcuna, per mi Ilato meflierive

.,

, .

DICESARERIPA.
ri
i

55^

veder quello che migliori Hiftorici moderni ne hanno referto, cio i! Padre Girolamo Gigli , Ferrante Goazales , il Boter , i Padri Giefuiti & ancora di molto profitto mi fiata la viua voce del Signor Faiifto Rughefe da Montepulciano , al quale per benignit , & cortefia gli piaciuto darmi di quefto pacfe pieno ragguaglio , come Gentil' huomo pcritif* fimo , che d'Hiftoria , & di Cofmografia nuouamente ha mandato in luce le Tauole di tutte quattro le parti del Mondo , con gli elogij dottillimi d ciafcuaadiefle Si dipinge fenza habito per clTere vfanza di quei popoli di andar ignudi 5 ben vero che cuoprono le parti vergognofc con diucrl veli di boni-

bace , d'altra cofa-j

La ghirlanda di varie penne ornamento , che eglino fogliono vfaro 9 anzi di pi fogliono impennarli il corpo in certo tempo,fecondo che viea riferito da fopr adetti autori L'arco , le frezze fono proprie armi, che adropano continouamcntfi fi gl'huomini , come anco le donne in affai Prouincic La tefla humana fotto il piede apertamente dimoftra di qucfta barbara gente efler la maggior parte vfata pafcerfi di carne humanajperciche gli huomini da loro vinti in guerra li mangiono , cos gli fchiaui da loro comprati , & altri per diuerfe altre occafioni ..La iucerta , ouero liguro fono animali fra gli altri molto notabili tl quei paefi , percichc fono cos grandi , & fieri , che deuoi-ono non folo li altri animali ma gl'huomini ancora .

&

DONNA
come

pallida

R TE. con gl'occhi ferrati

veftfta di nero

parlar de Poeti , li quali per lo priuar del lume intendono Virgilio in molti luochi , & nelfecondolib.de l'Eneide. Demijcre nea y iunc at/fum lumtne lugent
5 .libro
.

fecondo il il morire

t Lucretio nel

Dulcia Imqucbant lamentio lumina -pta

Ouero perche come il fonno vna breue morte, cos la morte vn longo foiino , oc nelle facrc lettere fpeffo fi prende per la Morte il fonno mdcfimo.
Morte

CAmillo da Ferrara pittore intelligente


tura
,

dipinfe la

morte con

l'offa-'

mufcoli , & nerui tutti fcolpiti, la vefte d'vn manto d'oro fatto broccato riccio , perche fpoglia i potenti , & altri delle ricchczze_j come i miferi , & poueri de lo (tento , & dolorei fu la tefla gli fece vna delicata mafcheradibelliffimafifonomia, & colora, perche nona tutti fi
altri fpiace

moflta medefima ma con mille faccie continuamente rrafmutandofi,^d ad altri cara , altri la defiderano , akii la fuggono , & il fine di vna prigione ofcura gl'animi gentili , gf altri noia &: cos l'opinioae de gli huomini fi potr dire che fiano le mafchare della Mort-e.^ JEtj)crche molto ci preme nel viuer p litico la Religione , la Patri a_>
: ,

la fa-

. . .

deli (lati giudichiamo efl*er bello il morire- per quefle cagioni , & ce la fa defiderare il pcrfuaderci , che vn bello morire tutta la vita honora , il che potrd ancora alludere al veftimento Coron quefto pittore l'oflb del capo d'effa di vna ghirlanda di verde- alloro , per moftrare Tlmperio fuo lopra tutti li mortali , & la legge perpetua , nella fniftra mano le pinfc vn coltello auolto , con vn ramo d' oliuo , perche non fi pu auuicinar la pace , & il commodo mondano , eh?- non s'auuicini ancor la morte , & la morte per f ftcfla apporta pace , 8c quiete , & che la fua ferita di pace , & non di guerra > non hauendo chi

la

H< fama , Se il conferuatione

ICONOLOGIA

gli refi fti-.

Le fa tenere vn bordone da peregrino in sii la fpalla , carico di corone, di mitre , di cappelli , di libri , ftrumenti mufi cali , collane da Caualieri ; gioie , tutti iftromentide l'allegrezze mondane onella da maritaggio , ella emula ambedue, va per tutle quali fabricano la Natura , & l'arte, to inquieta peregrinando , per furare , 8c ritornare tutto quello di che i l'induflria , & al fapcre humano fecero donatione Morte

&

&

pu ancor figurare con vna fpada SI ne con vna fiamma di fuoco


l'altra

in
,

mano in

fignificando che la

atto minaccieuole , Morte taglia

&

& diuide

il mortale dall'immortale, & con la fiamma abbrugia tutte le potenze fenfitiue, togliendo il vigore fenfi, & col corpo le riduce in-. cenere , Se in fumo ^Ai T l 7^ g. Vedi d Detrattione S T B^ J. molte volte occorre di rapprefenrare diuerfi Moftri , si tcrreftri , come acquatici , & aerei , ho trouato alcuni Poeti , che ne tanno mentione onde mi pare propofito di mefcoiarli infieme , per chi ne haueri bifogno

^^

PERCHE

SCILLA.

VN
veneno

Secondo iomero r.elCOd:JJea

modro horrcndo dentro dVna fpelonca maiina con dodici pie,

di , & fei colli , con akretanti capi , & ogn'vn di quelli hauerd vna gran bocca con tre ordifii di denti , da i quali vedralli cafcare mortifero

Sta in. atto di fporgere in fuori dell'antro le fpauenteuoli tefle , come- per guardar f poteife far preda de' Nauiganti , come gi fi fece de' compagni di Viiife , che tanti ne fumo deuorati , quante erano le voraci bocche del crudel moilro , il quale abbaia come cane . Et Ouidio lib. 14. 9 dipinge in vn lago auelenato da Circe , & cos dice
SctUa meglio vi guarda, e ancor r.oH crede

ti pur tocca
_

e la pelle irfuta, e

dura:

Ma

quAtdo chiaro al fin conefce, e vejie

Che (UU4 can

/otto

alia

imtma^

D
Sfraccia
il

I
crin
,

e E
ti

A R E
e paura
,

A,

34^

voUo ,
,

et ptttoficde

E tate ha di
Che fugge
il

feficjj onta

mouo

cati

[eco s'adira

Mr*fi4gg oHunque yuol [eco [d gira

c Virg.nei

3. dell'Eneide
lrirjge

dille
.

ScUaj

mlTaguati ofcuri
,

t>ynafptloncA

en fuor porge

la

hxca

legni trahc dentro

gt'afco/i [cogli
e nel leggiadra ajpett

Hummha. il

volto
,

y ergine fembra
-

e le pofir eme parti

Di v^mn mojrojpamntofo , e grande Congiw:gfm di lupo al fiero mentre Di ddiin porta al fin l'altere cade .

e Cariddi fono due fcogli podi nel mare di Sicilia, & fono ftati Tempre pericololirinni alli nauiganci , per i Poeti antichi li diedero figu,ra di moftri marini opprellbl di tutti quelli che paflano vicini adefli.
Scilla
,

SCILLA.
di Stfo

VNA

Mojro nella Medaglia

par che con eflb vogli menare vn colpo , & dal lotto al b'cfi^diuide in due code attorcigliate , fcelico in gi pefce , Se fuori par che abcorpo il mezo , tengono lieo cfcono come tre cani ,

donna nuda timone di naii ,

lino al belico, la

Tompeo quale con ambi

le

mani

tiene

vu

&

&

&

&

baiano. Tiene il timone in atto minaccieuole , & nocino per dinotare , che cffendo Scilla vn paflb molto pericolofo i nauiganti , fuol fpezzare le naui , & ammazzare i marinari Si dimoftra per i cani lo ftrepito grande che fa il mar tempeflofo, quan do batte in quei fcogk' che s'alfomiglia latrare de cani , de il danno che riceuono dalla fierezza di Scilla quelli che danno i traucrfo , onde Virgi'^ lio cos dice con quefti vcrfi nella feiia egloga .
'

)>'?

''-'

Candida fucc:nanilatrantibn^
Dulichias "vexafe rati s
*

in guiriamonHris
z" alto
.

& gn^gi^^
Cariddi
.

^h timidos T^auto canibn4 lacerajfe tnmr.


torcendofi d'mtorno forbifceir.olte volte le naui, tal'hora s'inalza fopra i monti di maniera che grandifllmo fpauento rende a nauiganti Per fu detto da i poeti che era di bruttilsimo afpetto con le mani ,

Ariddi poi l'altro fcoglio anch'eflb pericolofiffimo, che l'acqua in-

&

piedi d'vcello rapace,& con la becca aperta . Scill'e Cariddi fon vicini IVn raltro,& oue fon pofti pericolofo di nauigare per l' onde di due contrari; mari , che ini incontrandoli infieme combattono , perci il Petrarca dille Taffz la natie mia colma d'oblio

&

Intra

Scill'e Cariai , circ.

HI^

,.

,4
,

ICONOLOGIA
Chimtra

Vcretio & Homcro dicono , che la Chimera hi il capo di Leone , il ventre di capra, & la coda di drago,& che getta fiamme per la boc ca come racconta anco Virgilio , che la finge nella prima entrata dell'inferno infiemc con altri mollri Quello che diil'ero fauoleggiando i Poeti della Chimera fu fondato ne l'hiftoria d'vn monte della Licia , dalla cima del quale continouamento- efcono fiamme , & ha d'intorno gran quantit di leoni , elTcndo poi pi
baffo verfo
I
il

mezo della fua altezza mole' abondanza d'arbori,e pafcoli

dipinge con la teftajcon rali,e con l'artigli all'aquila fomiglianti, & con il refto del corpo,e co'piedi pofteriori,& con la coda al leone .j3icono molti,che quefti animali fi trouano ne i monti dell'Armenia*. il grittj infegna di Perugia mia patria datali gi da gl'Armeni , li quali partaci quiui con figliuoli , & nepoti , & piacendoli infinitamente il fito , cflendo dotato da la natura di tutti i beni , che fono neceflarij l' vfo hu-

lecitamente v'habitarono dando principio alla prcfente nobilo inuitta , & generofa poilerit

mano

>

Sfinge
, & vna giouaneA' il ci dice ch'ella ha due grand'ali La sfinge , fecondo la fauola che fi racconta , ftaua vicino Thebe,fo^ pra d'vna certa rupeA qualunque perfona che paflaua di l proponeua quello enigma cio , Qual foflc quell'animale , c'h due pitdi , & il mcdefimo ha tre piedi , 5c quattro piedi , & quei che non fapeuano fciorre- quefto detto da lei reftauano miferamente vccifi , & diuorati ; lo fciolfe- Edipo dicendo ch'era i'huomo , il qual ne la fanciullezza le mani , & i piedi appoggiandofi di quattro piedi, quando grande camina con due

LA

Sfinge

come racconta I iiano ha


refto del

la faccia fino alle

mammelle di

corpo di leone

Aufonio Gallo oltrc^

piedi ma in vecchiezza feruendofi del baftone di tre piedi ; Onde fentendo il moftro dichiarato il fuo enigma ,prccipitofameute gi del monte oue ftaua fi lanci
:

'TT Infero li poeti l'arpie in forma d' vcelli fporchi, & fet)di,5<: diiTero,chc furono mandate al Mondo per galHgo di FineoR d'Arcadia,al quala vole , perche hauea accecati due uioi figliuoli , per condefccndere l'imacciecato eflendo quefti vcelli eii di , , glia de la moglie madregna poi furomangiaua che mentre & viuanie le , brattauono, & toglieuano no quell'arpie fcacciate da gl'Argonauti in feruitio di detto R nel mare Aonio nell'ifole dette Strofadi , come racconta Apollonio ditfufamentc*

vna di quefte racconta Virgilio nel ^ .de l'Eneide vna di queftc predicerte a i Troiani la venuta infelice , & i faftidij che doueuano fopportare in pena d'hauer prouato d'vcciderle , & fimigliania di Vergilio le defcrius.
Ariofto cos

Eram

E) I

e E

A R E

P A.

l-jj

Erano fette in vna/cfieray e tutte yolto i doma hauean pallide , efmorte

Ter lun^afhme

attenuate

e afautte

L'alaccie gra ndi buuean difforme brutte

Lt man rapaci , e Crgne incurtte , e torte


Crand'e fci do
il

ventre , e lunga coda

Cerne diferpe , che sag <^ira , e fn'jda


furie pinte ne l'inferno

Furono Tarpie dimandate cani di Gioue perche Cono rifteflle , che Ic# eoa ccia di cane , come diffc^ Virgilio nel fcfto
,

de l'Eneide.
yif^que canes ululare per vmbrant ,

Dxcefi qucfti vccili hanno perpetua fame (militudinc de grauari


Hidra.

vn fpaucnteuole ferpente,il quale come racconDlpfngefi ta Ouidiolib.^.Methamorf.h pi capi, & di lei Hcrcole cosi diflc quando combatt con Acheloo trasformato in ferpentc.
l'hidra per

fu con

V cupo fol qui mecogiosiri

L^hdra centq nhama ythla iiimai , tper ognvn ch'io ne troncai , di vtnto

7ie

viddi nafcer

de dipmjpautnto

CI fono alcuni che la pingono con ictce capi rapprefentati per i fectc*
Cerbero.

peccati mortali

SHneca Io defcriue in queOo modo


Il terribile care eh alla giu^rda Sta del perduto regno i e con tre bocclx

lo fa d hor> ibil voi e rifonare


Torgendc graue tema
Jl
le trif'ombre
'

cefo

et collo

ha

cinto di jerpcnci

Ethla coda rn fiero drago il quale


Fifihu s'aggira , tuttofi dibatte,

Apollodoro medefimamente lo defcriue ,


dorfo fon tutti fcrpentelli

ma di pi dice che ipcll del

c anco Dante cosi dice


Con

Cerberu fera crudel , e duerft


tre gole

canmamentt
, ,

latra
i,'

Saura

la gente

che quui fommerftt


la

GCocchi vermigli
Il

barba

vrita

e?" atra

e^ arghiate le mani (quarta . ^ e^ Alcuni diconochc Cerbero il intenda per la terra, la quale diuoraj li corpi morti.
venire largo
,

Crajjizglifpirti ygl'ingoia

My-

14+

ON O
M r

O G
e

S I

^.

D
li

Orina giouane feder fopra vna palla di color cclcfle, con vna penna in mano tenghi grocchi fisi in vna carta di muiica, itela ibpra vna incudine , con bilance piedi , dentro alle quali fiano alcuni martel,

di ferro
Il

federe dimoftra effer lamufica vn fngular ripofo de l'


,...;v.,".

animo traua-

gliato.

fi Hpofa-j > conofciuta.da Pjttagorici, della- quale ancora noi per virt d'efsi participamo , & per volentieri potgemoi gli orecchi alle confonanze armoniache , & mulcaii. Et opinione di molti antichi gentili , che; fenza confonanze muucaIi.aQa Ci pot^^jXe hauere^ la perfettione del lume da ritrouare le confonanze dell'anima , d: la fim-

La palla fcupre che

tutta l'armonia della Muficafnfibile

& fonda ncir armonia dei Cieli

"!* ;:vL come dicono Qreci delle virt > u :.\ \ Pe^ quello li Idriuc! da poeti, li quali ftiron(>:autenE|di fecretarji <ieia vera Hlofofia , che hauendo iCureti & Coribanti toitP ..Giowe ..aacorra fanciullo dalla crudelt di Saturno fuoP^dre,. lo conduffero in Candia , acci fi nudrifie , & aikualTe , '& perla Xtrda-andorno fonando fempre cimbali , & akri infrronieotidirame ,intbrpretandpfi Gioue moralmente per la bont , & fapien;^ a acquiftaca , la quale noiri pu allenare pecrefcere in-rjQi ,;fenzairiu'co deli armonia mulicale di tuttorle CLL/ lajquale occopando d'iiuorno l'anima , non pflbno pcnAtXMOiAdihsLiet noftra intelligenza gl'habiti coiitjari>:aila virt , che fono padri , per effer prima in noi l'inclinatione al peccato j clip ,gh'2kttd , IiqiialiQnaVi|H

pietria,

'

"

tuoi]

& lodeuoli
,

^''
.

;;,

,-

'.

5?^.j

EGiouefcampato fma-dall^ mani di Satnrnp,


del Cielo incorruttibile
il

quell? pi pura parte contro la quale non pu efercitare le fue forze^


gli
.

tempo diuoratore di tutti

Elementi
.

&

confumator di tutte

le

com-

pofitioni materiali

Fumo alcuni de'Gentili , che di0eroi Dei efler componi di numeri , & armonie,come l'homini d'aninaa,e corpo, e che per ne i lor lacrifitij fenriuano volelitietn la muflca,& la dolcezza de'fuoni , <Sj di queftb tutto di ccnno,& inditio la figura,che iicde,Sc fi foftenta fopra il Cielo Il libro di muiica moflra la regolavcra da far participar altrui l'armonie in quel modo che l pu per mezo de gl'occhi Le bilancie inoltrano la giuftezza ricercarf nelle voci per giuditio de l'orecchi , non m.eno che nei pefo per giuditio de gl'altri fcnl L'incudine fi pone , perche fi Icriue], & crede quindi haucre haute origine quell'arte & (i dice che Auicenna con quello mezo venne in cogni,

tione
c;^li
,

, 'oc

&

diede fcriuere della coiiuenienza , & mifura de' tuoni mufidelle voci, &: cos vn leggiadro ornamento accrebbe al confortio,
fi

& alla conueritione de griiuoniiiii


Mufi^

..

. .

DI
hi
fi

CESARE RIPA.
Muftca
la Lira i Apolline
,

545

DOnna, che con ambedue le mani tiene


varij ftromenti muficali

& d piedi

^V\ Egitti; per la Mufca fngeuano vna lingua con quattro denti,come raccolto Picrio Valeriano diligente ofleruatore dell'antichit
Mitfica
,

DOnna con vna verte piena di diuerfi flromenti


nelle quali fiano regnatele note, e tutti
i

Se

diuerie cartello

tempi

di efle. In

capo terda-#

acconciata fracapclii gamba, altro iilromcnto muficale

r vna

mano mufcale,

& in mano vna Viola

M SI
dipingono
nel alla riua
tC

tifica,

dVn chiaro fonte

quaf in circolo molti Cigni


,

mezzo vn giouanetto con

Tali alle inaile

co^, faccia
i

molle

&;

deiicata,tencndo in capo vna ghirlanda de fiore, il quale .ipprefenta Zefiro in atto di gonfiare le goti , l^ di /piegar vn leggiero vcuto verfo i detti cigni,pcr la ripcrculfion di quello vento pareri che le piume di eil dolcemente l muouono,perche,come diceEIiano,quefli vccellinon cantano mai, Te nop, quando fpira Zefiro, come i Mufici , che non fogliono volontieri cantare, fc non ipira qualche vento delle loro lodi, & appreifo pcrfonc, che guilino la loro armonia Muftca che fuoni la cetra, la quale habbia vna corda rotta, & in luogo della corda vi ha vna cicala in capo habbia vn Rofignuolo vccello notilTimo a' piedi vn gran vafo di vino,& vna Lira col fuo arco La cicala polla fopra le cetra, fignihca la Mufica, per vn cafo auuenuto d'vn certo Eunomio, al qualcsfcnando v!i giorno concorrenza con Arifofieno Mufico , nel pi dolce fonare fi ruppe vn:i corda, de fubito fopra_. quella cetera and volando vna cicala, la quale coi fuo canto fuppliuaal "mancamenLO della corda, cofi fu vincitore della concorrenza muficali> . Ocdc per beneficio della cicala, in memoria di tal fatto , li Greci drizzor no vna llatua al detto Eunomio con vna cetera con la cicala fopra , Oc la^ pofero per iiicroglifico della Mufica Il Rofignuolo era fimbolo della Mufica per la v.aria,foanej& dilettabidella voce; perche auertirnolfli antichi nella vece di queflo melodia le vccello tutta la perfetta fcienza della Mufica , cio la voce hor graue , &c hor acuta, con tutte le altre, che s'oiTeruano per dilettare Il vino fi pone,perche laMuficahritrouataper tenergli animi allegri come fi il vino , & ancora perche molto aiuto d alla melodia della voce il vino buono,& delicato; per difi'erogli antichi Scrittori vadino in coni
.

DOnna,
;

pagnia di Bacco

Aff'-

}4^

ICONOLOGIA
RONO

r S E. rapprefentate le Mufc da gli antich,giouani,gratiore,& vergini , quali li dichiarono nell'epigramma i Hatonc referto da_j Diogene Laertio in quella fenccnza Hxc Fctm ad Hufcts . f^cmrcm exhGnefche Klymph^,

FV

^rmatHsvobsa'Atamorinfiliet,

Tmc Mufc ad ^tmrem


^i'ger bue adnos

Lepidi hxc loca


,

Uk pr^camur ,

mn voUt ilicpuer

EtEufebionel lib. della preparatioiie Euangelica dice efler chiamate le Mufe dalla voce Greca i^n'u, che lignifica infcruire di honedai & buona difcipli.ia onde Orfeo nelli Tuoi hinni canta come le Muli- han clinioftrata la Religione, & il ben viuere gli huomini . Li nomi di dette xMufe fono queiH Clio, Euterpe, Talia , Melpomene, Polinnia , Erato , Teriico-,

re, Vrania, &: Calliope

RAPPRESENTARE MG
lauro, che con la delira
-

CLIO.
Clio donzella con vna ghirlanda di
,

mano tenghi vna tromba & con la fniflra

fn

libro che di fuora fia fcritto Quefla Mufa detta Clio, dalla voce
jce'wf,

TVCIDIDES.
Greca yMu, , che
fignifica lodare,

dall'altra

(igni hcante gloria,

& celcbratione delle cofe, che

ella

canta, ">uero per la gloria, che hanno li Poeti preflb gli huomini dotti, come dice Cornuto, come anco per la gloria, che riccuono gl'huomini , che fono celebrate da Poeti Si dipinge eoa il libro Tucidides, pcrcichc attribucadofl d quefta Mufa i'hilloria, dicendo Virg. in opufe. dd Mufis
L

Ho gcjia

e A ueris trarfu 6h tt r.:pora


fi

n dc

Conuicn che ci

dimoilri con l'opere di famofo Hillorico , qual

fii il

detto Tucidide. La corona di lauro dimoUra, che fi com.e il lauro fempre verde,e longhiflimo tempo Ci mantiene , cofi l'opere dcH'Hillcria perpetuamente viuono le cofc pallate, cerne ancor ic prcfcnti '''^ f' r R P E. bella , haueri cinta la teda i vna ghirlanda di vari; fiori , terr con aii^ le mani diuerfi llromcnti da fiato . Euterpe, fecondo la voce Greca figni-ica gioconda, & dilectcuolc, per il piacere, che ( pi^dia-dalla buona eruditione, come dice Diodoro lib. 5, cap. 1 5v dalli Latini (i chiama Euterpe Bemddtciins Alcuni voglionojche quella Mufa fia fopra la Dialettica, ma i pi dico no che Ci diletta delie tibie,:>: altri inftromenti da fiato, cofi dicendo Gra,

GTOVANETTA
.

do nella prima ode del lib.


Et Virg.
Gli
fi

Si n;q<^etibias Euterpe cb.bet.

in opufc. de

Mufis

Dulidoiju CfiUv^QS Euterpe fl:rtih(is v"get

la

gliirUnda ci fiod , perche gl'antichi dauano alle

Mufe ghirlande

-'

..

e E S A R E R 1 P A. I 347 per cfprimer la giocondit del proprio fignificato per il Tuo nome, & effetto del fuono, che tratta T \A L 1 J., O V A E di lafciiio , & allegro volto , in capo hauerd vna ghirlanda d'hcdcra, terr con la lniira mano vna marcher ridiculofa *: ne i piedi i focchi A quefta Mufa fi attribuifce l'opera della Comedia , dicendo Virgilio in opufc. de Mufls
lande d
fior,

Ci mica hfcHO gaudct fermer Talia

bene il volto allegro, & laiciuo, cerne anco la ghirlanda di hcdera in fcgno della fua prerogatiua fcpra la Foefia comica La mafchera ridicolofa , fignifica la rapprefentatione del foggetto ridcuolc per proprio della Comedia Li focchi cflendo calciamenti, che vfauano anticamente portare i recitanti di Comedia, dichiarano di vantaggio lancftra figura
Perci
li f}:d
.

d'afpetto , & veflito grane , con ricca , 5c vaga ac conciatura di capo, terr con la iniftra mano fcettri , te corone alzate in aJto, & parimente faranno altri fcettri, & corone auanti lei gittate per terra , & con la de/ira mano terr vn pugnale nudo , &: ne i piedi i coturni. Virgilio attribuifce quefla Mufa l'opera della Tragedia _|coa qucflo verfo MelpfiPiene tragico prodamat tncefa boatu Bench altri la facciano inuentrice del canto , donde anco ha riceuuto lnomcperche vien detta dal nome Greco ^.sxttw', che vuol dire Cantilena, & melodia per la quale fono addolciti gli auditori . Di qui dicz^
,

DONZELLA

Horatio ode

2 4. lib. i
lic^uidam pater

vocem cum c'uhxra edlt . &: di habito graue , perche il foggetto della Tragedia e cofa tale, elfendo attione nota per fama , per l'hiltorie , qual grauit gli viene attribuita da Ouidio
Cur
Si rapprefenta di afpetto,

Omne getius fcripti grauitate Tragedia rnt Le corone, & fcettri parte in mano , & parte in terra , & il pugnale nudo , fgnilicanoil calo della felicit , & infelicit mondana de gl'huomini per contenere la Tragedia trapaflb di felicit miferie , ouero il contrario da miferie felicit Li coturni che tiene ne i piedi Tono iflrom enti di efla Tragedia
*

Onde Horatio nella


r.

Poetica dice Efchilo hauergli dati tali inflromenti


t'mgis :
.

Tofi hunc perfome paUtX^ue repertOY hsneft.e

^efchylm, <^ modkis inUmuitpulpta


ttdockitf

rnagmmque

loqai

nitiqu coturno

tara'

x H

^*

in atto d'orare ,

tenendo alzato l'indice della deflra mano Y 4 L'dc-

..

3+S
.

C O

N OA

O G

L'acconciatura della tcAa fard di perle , & gioie di varij,&r vaghi colori vagamciirc orneta L'habito fard tutto bianco , &: con la iiiiillra mano terr vn volume fjpra del quale ila. icrirco S V A D H R E Urtare in atto di orare , & il tenere in alto l'indice della deflra mano dimoftrachequeflamufaropra/l ( fecondo ropinicue d'alcuni) Retorici dicendo Verg. in Opufc. de Mufs.
Si^fiat cun6lz

manti , loqutur Volymniageiiu .

Et Ouidio Le perle
.

nel

de Farti Ywuct che parli ia querta guifa


OPtC
,

Dijjmiae
,

(juarum VolymniaLOfpit

denotono le doti , , Seruendof la Rhetorica dcU'inuenrione , della difpofitione 1 della memoria , & dcjla pronunciatione , maiTime cffendo il nome di Polimnia comporto delle voci ttaau & y. che fignifcano molta memoria. L'habito biancojdonota la purit,6j rtnceritd , cofc che fanno all'Oratore icura fede intorno d quello che dice pi d'ogn'altra cofa 11 volume , col motto luadere per dichiarare compitamente la fornirla della Rhetorica hauendo per vltimo line il perfuadere .
oc le -gioie che' tiene- attorno le

chiome

&

vircii Tue

DO
con

Fi
,

^
,

T
,

N Z E L LA
il

gratiofa

&

fertcuole

0. hard cinte

le

tempie con vna


fa-

corona

di mirto,
,

& di rofe

con
.

la linilfra

mano terra vna lira , &

l'altra

plettro
,

& appreflb a lei


faretra

fard

vn'Amorino alato con vna

cella in

mano con l'arco ,&

Erato, detta dalla voce Greca ifof, fignificanteamorcilchcmoflra Ouidio nel a. de Arte amandi cofi dicendo
T^unc mihi quando Tner , c^ Citherea fauare '^unc Erato nam tu nomen amora habes .

Li fi d corona di mirto , di rofe,percioche trattando querta mufa di cofe amorofe , gli fi connien d canto il Cupido , il mirco,& la rofa. Emendo che fiano in tutela di Venere madre delli amori,onde Ouidio 4. Fall,
coli dice.
Leu.ter
'

&

mea

te?npora mirto

Tentano beatih f^cneris fapora mhttis

Et Anacheoate
Laliiraf!6:
il

nell'ode della rofa dice

P^ofam amoY.b.iS icatam,

plettro ^li
.

ii

ddperrauttoritidel Poeta che coli dice ncK


^

l'opu^ &e Mufis


^

:k

Tktragereni erato jahitrpedcqXflfine ^vHtu,

T E \ P S I C >)'" /i, '. dipinger parimente donzella di leggiadro, & vago afpetto,5: tetri la cetera mortrandq di fonarla , hard in capo vna ghirlanda di penne di vari; colori , tra quali faranno quelli di Gaza , 2>c ftard in atto gratiofo

SI

di ballare.

Se ii dd la cetera per fauttorit del Poeta , che nel detto opufclo dice Terpruorc. ^jff.Cu aitbjw mona , imperap , a(*^e[ Gli

e E

SA R

R IP A.

549

Glifi ddia ghirlanuj-ajcon-eri detrq, s perche folcuano gli antichi tal'hora coronare le Miife con penile di cimarli colori , moftrando con elle il trofeo della vittoria, che hebberoleMufe perhauervinto leSircne X cantare, comefcrlue Paufania nel ij. lib. della Grecia , U le none figliuole di Pierio, &: di Euripe, &' conuertite in Gaze, come dice Ouidio nel y. lib. delle trasformationi Significano anco decte penne l'agilit, & moto di detta ^Ju^a , clTen^o 3 Terplcore (oprai balli.

V^ K vna ghirlanda di lucenti ilei Icfari veflita di azurro, & hauer in manp vn globo rapprefcntante le sfere celefti La prefente Mufa detta da Latini celefte,fignifcando bpW?, che rilleflb che il Cielo Vogliono alcuni che ella fia cofi detta , perche inalza al cielo gl'hacmini dotti. Se gli d la corona di ftellc & il veftimento azurro in conformit del fuo lignificato, & globo sferico,dicendo cofi, Virg. in opufc. de Muls.

HA
_

f^

jl

^.

V E R A'

f^rania coeii

notm fcrutatur

c^ ajira .
1

fra

tre libri,in ciafcan de'qual apparir il proprio titolo,ci in- vn'Odijrea, nell'altro Ilias, nei terzo Eneide Calliope detta dalla bella voce , quali roVS'a.hitso^os donde anco Ho-

G mano

ancor'elh, & haucri cinta la fi-onte di vn cerchio d'oro,ncl braccio finillro terr molte ghirlande di lauro, &; con la de-

O V A'N E

^
&

E.

mero lo chiama Deam clainantem


Sa gli cinge la fronte con il cerchio d*ro,perche fecondo Hefodo, la pi degna , & la prima tra le lue compagne , come anco dimollra Ouidio lib,5 . Falli TAntafu ccepU CMiopA chori . Et Lucano, &Liicretiolib.5. Callope retjukrhomimm, dicuntfue volupt.ts r-T^ijjPtf'^^' Le corone d'alloro dimoftrano , che ella fa i i^oeti ,dfen9' ^eile pre'mio loro, & fimbolo della Poefia SI libri fono l'opere de piilluftri Poeti in vcrfo hera?co , il quale verfo fi attribuifce d quella mufa per ihverfo df Vergilio in opufc. Carmine Calliope libris beroica mandat . A quelli verfi di Vergilio c'habbiam citati fi confanno li fimulacri de le mufe , che danno impreiTe nel lib. de Fuluio Orlino de Familijs Roma.
'
.

norum no^ mzi^i^

della j^e^te

Pomponia
P'

M
Tiene vna tromba
de
gli

E,
^ig. P^incen^jdella

Canate da certe Medaglie antiche dal


cceUenti(]imo

Vorta

CLIO.

ncW Mubit9\''-*-"'^

per mollrare le lodi che elU frifonarc per li fatti


Euterpe

huomini illuUri

$$Q

ICONOLOGIA
Euterpe
.

Con due Tibie T


Con vna mafchera
inedia dedicata
,
, percioche detta Mufa vogliono che ha ne i piedi i focchi

foflfe

la Co-*

Melpotnsne

Con vn mafcharone in fcgno della Tragedia ha ne i piedi i coturni


,

Tiene quefla Mufa vna citara


Erato.

Con la lira , & capelli longlii come d:itrice de l'Elegia J


,

Toinnia

Con il barbito da vna mano , Se con


:

la
.

penna da l'altra

Frana

Con la fc (la facendo vn cerchio ma molto meglio che tenghi vna sfc*
ra poich i lei
(

attribajfcc i'Aftrologia
Caife,

Con va volume , per fcriucrc i fatti de gl'auomini illu{lri v

M y
Hntm
Con vna tromba in mano
,

S
,
t

E.

DJph'te con gyandlpmu ditigenT^a

le pittine di efiS

k ha il

Signor FtMicefco B0f4Ui2tui-a


ikfnaiYe\

Gentit huomo Fio^

c^ molto mcUim

Euterpe*
.

Con vn flauto in mano ,& con molti


,Con'\'n volume.

altri Uromanti da fiato alli piedi

Talta,

ielpomene.

:t^[.

,j.

Con vaa m2 fchara


Terfi core.

Con vn arpa
EratQ,

Convnfquadro.
Tclinm,

Con vn aria preHb alla bocca in fegno della voce,


per li gefd de'quali fi fcrue rOratore .r,,''.': yramn Con vn globo celcftc.

&

vna mano alzati

ConvnUbro^-,^;;.

,_.-;^^.;'
_
,

.1":-cJm

Jr.-o-^-

-.-s

UT-

.. ,

DICESARERIPA.
M ^
S

51

E,
di

Cerne dipinte dalClUnjrffmo Cardinal

Ferrara Monte

Caualio nel fuo giardino


Clio,

COn

& con la fin (Ira vn volume e medefima banda vi vnputtno , che per ciafcuna maiiotiene vna faceila acccfa , & in capo vna ghirlanda
la deflra

mano tiene vna tromba

dalla

On ambe C..;

Enti-rpe

le

mani tiene vna mafchara


T^lit,

C C CTerp/icore
per terra vn'aratro

On la delira mano tiene vna mafchara coni corni, &con lifiniftra vn cornucopia pieno di foglie, &: di fpighe di grano ma verdi, &
:

Melpomene .
fini/Ira

On la delira mano tiene Vna mafch ara, &


ba , & per terra vi

con la vn libro di muica aperto


,

vna trom-

On la finillra mano tiene vna lira & con la delira il plettro


Erato.

con ladcftra mano vn corno d diuitfe pieno di fronde , fiori 8c diuerfi frutti , & con la finillra mano vn flauto , 8c dalla medcfma banda vi vn Cupido , che con la finiftra mano tien vna marchara,3c eoa la deftra vn'arco con la corda fciolra

TIen

Tclinnia

TTen

con la dcUra mano vn legno limile ad vna miflira. lira vna mafchara , Se per terra vn'aratro
'

Se

con la fini-

Calliope

GOn terra vna mafchara


la delira

manotienevn libro,
Frani

& coni a fini/Ira vnpifaro, & per


alla cofcia ,

T(en
5c

con la delira mano vna tauola bianca j appoggiata con la liniilra vn fpecchio.
'K
ignuda, con
l

DO
re
,

^
le

T
in

Jl

^.

N N x\

mammelle cariche d latte, & con vn'auolvna Medaglia d'Adriano Imperato-

tvore in

mano , come

vede

elfcndola Natura , come diunifcc x-Vriflotile nei 2. d^lla Fiiica, principio in quella cofa ,oue ella l ritrouadel moto, ^c delia mutatione, per la quale fi genera ogiii coia corruttibile

donna, &: ignuda, cr.'diuidendofique{lo principio in attiuo, & paiTiuo , Tattiuo dimandorono con il nome di forma , <k con nome di ma^i far

teria

il

palTiuo.
fi

L'attiuo

nota con le mammelle piene d latte


fo/lenta tutte le cofe create
&c
3

rudrifce

&:

forma chz come con le mammelle la don,

perche

la

na nutrifce ,

ibflcnta li fanciulli

L'auol-

,,

35i

CON

O G

A
tutte le cofe corruttibili

L'Auoltorc vccello auidisfmo di preda,dimoflra particolarmente l'altro principio dimandato materia, la quale per lo appetito delia ferma

mouendoI,& alterandoli ftrugge poco poco

y 1 G T 1 iq E. ^l la quale con gratiofa at.titudine tenga vna vela donde pen dano le Hirte fopra vn timone da naue, ^<: flia in atto di riguardare attentione vn Nibbio, che vada per l'aria volando , & di lontano per con vna naue che fcorra a piena vela mare fi veda farre, il tinsone, & la naue fono cofe note per se fi:eire,& dati vela, le La no cogp.itione della figura fenza molta diiicok Il Nibbio vcceilo rapace, & ingordo, fi pone con l'autorit di Plinio nel la naturale iiiftcria , oue dicQ che gl'antichi imparauano d'acconciare il timone alla naue dal volare del Nibbio , olTcruando che come quefto vccello per lo fpatiofo campo dell'aria, va hor qa,& hor l, mouendo con-, gratia le penne della coda, per dar se lleiTo aiuto nel volgere, & aggirar il corpo, accompagnando il volo con l'ali , cof medefimamente Ci poteua col timone pollo dietro alla. naue , volgendo nei modo che volgeua la coda queflVccello , con l'aiuto della vela Iblcar il mare , ancorch fulTe turbato, &c hauendo fatto di ci proua di felice fuccclfo , vollero, che queito vcccUofofle il hieroglifico della Nauigatione,come nelPicrio Valeriano ( legge al fuo luogo T^augmone donna ignuda, proferita in terra, che habbia gli capelli lunghiffimi, che (pargendoli per terra venghino fare onde, limili quel-

DONNA

VNa
le del

DALLE

mare, tenendo con vna delle mani vn remo, '6: con l'altra la carta & bulfolp da nauicare f^ "^ E, IV: e Jsl 1 "H F n fintioni de gl'Antichi non dub'Dio alcuno, che molte, & diuerfe vtilit fi pofsino raccorre, dimoflrando la potenza , 6c prouidenza di Dio perche altri ne infegnano precetti di R.eiigione , moralit, & altri fimili benefici; , Ci come bora particolarmente con l'allegoria delle Ninfe fi dinota l'opera della natura , fignincandofiperefieNirfb'la virt vcgtatiuaconfiftentenell'humore preparato, per la quale fi fd la. generatione , nutritione , t< aumento delle cofe j onde fi dice le Ninfe ef^ ler figliuole dell'Oceano, madri del fiume , nutrici di Bacco, fi dicono fruttifere , vaghe di fiori , che pafcano gli armenti , m.antengono la vita de'mortali, 2c che in lor tutela , & cura i monti , le valli, i prati, i bofchi & gl'alb.^ri, 6: ci non per altra cagione, che per efier detta virt dell'humore fparfa in tutte le fudette cofe , &: operare fimili effetti naturali , fi come intefe Orfeo celebrando in vn fuo hinno le dette Ninfe , in quefta

M M

fentenza
T^iitrices Bacchi
,

qubus

eH

occulta domits

Qua frugifera

<^

tatcepratorumfljnbiis cfls,
,

Tafcm

& fccudcs & opcm mortalil m

iffs

Cum

DI
Cum
Cerere
,

vhim partaslis alumnjs Le quali cofe fiano dette qui in. commune delle Ninfe per non hauere d replicare l'iftcfle cofe nella eiplicationc delle particolari ligure , che icguiranno appreHb
Biacco
-

&

CESARE

.. .

Rfl^^A.

,ijj

'hJnupy e5*

T^apee

, &: come dir fi fuolc l'acconciatura della tcfca adornaranno varie forti di fiori con loro mifchiati , & varij colori , moilraranno anco gran
,

SArannodonzcKe gratiofe
nFale
,

il

lor habito fuccinto

di color verde

fiori nel grembo raccolti tenendolo con amji le con bell'arco fpafo. Il Boccaccio nel libro della Geneologia de li Dei rifenTce le Ninfe de prati, & de fiori chiamarli Ninnedi ma Natale Comite lib. 5. delemytliologie al cap. i i.de le Ninfe , dice tali Ninfe chiamarfi Napce voce deriuata dalla Greca , napos , che.fignifica collina , &: pafcolo il verde colore del veftimento , le tenere herbette , & firi dimoftrano quel che lor naturale . .,..-. _.,.-: ^f ,,,'...' Dradiy&Hamadradi. dipingeranno donneroz2e,fenza alcun ornamento ditefta, anzi in vece i capelli fi potr fargli vna chioma di mufco arboreo , lanugine , che fi vede pender intorno i rami de l'arbori. L'habito fia i verde ofcuro , li ftiualetti di fcorza d'albori , in ciafAina mano terr vn ramo d'albero filueftro col fuo frutto , cio chi i ginepro , ciii di quercia , chi di cerro , & altri fimili S^ Le Driadi , & Hamadriadi fono Ninfe de le felue,& de le,quercie.Mnef]maco vuole , che fiano nominate Driadi , perche ne le quercie menano lor vita , & che fiano dette Hamadriadi , perche infieme con le quercie- fon prodotte , onero , come dice il Commentatore d'Apollonio , & Ifacio perche e Ile con le quercie perifcono Il mifterio Filofofico contenuto fotto quefte fintioni , fi dichiarato di fopra , quando s' detto de le Ninfe in commune

quantit di herbette , e
oiani di qua,

,,

& di

',

SI

Islinfe d

Diana

^T^ Vtte le Ninfe di Diana faranno veftite d'habitofuccinto, & di color


JL

bianco in fegno de
,

la lor virginit

Haueran le braccia
al fianco.

oc (palle

quafi nude, con arco in

mano, &: faretra

dipinge Claudiano 3. lib.de le laudi di Stilicone quando dice. Et pbaretra tarnm com'UHm inuiolabile cogis bracbia nHdt& Concii'mm vemunt humcros OD J '' rsfel palazzo deH'llIuftrifsimo , & Reuerendifsimo Signor Cardinale.^ Farnefe ve n' vna di quefte Ninfe , molto gratiofa , & fatta con le medefimc offeruationi Potrebbefi anco oltre il fuccinto veftimento adornare di pelle di varij animali per fegno che fieno cacciatrici

Cos

le

&

7<^-

1^

ICONOL-OGIA D
Ti

l.

I^infe de fiumi

Siano donzelle Ieggiadrc,con braccia,e gambe nucIe,con capelli lucidi


e chiari come d'argentee di cridalio per glomeri fparfi Ciafcuna hari in capo vna ghirlanda di foglie di canna,e fotto il braccio (niftro vn'vrna da la qua! n'efca acqua Dice il Boccaccio nel j.lib.della Geneologfa dclli Dei le Naiade eflcr dette da voce fignificantefluflb,^& quella commotione che fivedenell* acque mentre Tcorrono Si fan con braccia, gambe,c piedi nudi , per fgnificar^i fepsp^licit de "* racque,etendo elemento fenzamilHone.
.

fparfi fignificano l'acque correnti li capelli chiari , lucenti , Ilvafo, &.' la ghirlanda di canne fon per fegno de la loro podefl ne le acque , & per quella ragione per la quale fi danno i'vrne , & le ghirlande-*

&

di fiumi.

K n, vecchio cenerini longhi,barba folta,inordipa^a, far nudo, &: orrido,raa tomo (\ vedr coruina,che fuoiazzWSij^cppra le parti c;.anzi,fo::o vn piede fi veard vn delfino, e fotto l'vrl#,^^,onchigliiL mjr>!ia5& in mano vn rirr.on di n.iue, d'i) ieri vaielli da folcar il mare. Si dipinge il mare hiiomo vecchio,per elfer egli antichifiimo, & coeta-

M U

VNJ

neo de
Si fa
il

la

nostra
)rt ilo

mndrc
,

terra.-,

e fp.iucncL-uale per le fue

commotioni

!):nzujL)d*acorao gli i^ 'eia , &: il timone che tiene con la mano , ef* {>:.'^o i<h-omen:i fignihcann f opcrationi di nauig^^ dichiarano la conditioned'ci()m.jri*
\

-'^^{i^^"
,

W medeimo effetto
fi

fal delfino

& la conchiglia
campo T a ,
Mare,

cflendo animali, che

generano ,

viuono

in quello largo

E
,

l<l\nfa.d

hauer i capegli fparfi torno al capo N A. gli i-ar:inno vna ghirlanda di gongole, & diiocchioje marine, hue-' r per vjiHmento vn velo di color turchino , Si terr in'mano vna bella
di c.irnagion fofca

DO
leti

pianta ran;)ofa
fii

.\

coralli

Dea marina , & fi intende per efia quella mafia d'acqua , vogliamo dire humore apparecchiato , & confparente la geaefinta eifer

trice

racione , & Jiutritionepcrciche detta Thetys, quali tithyj , cio nu, perche l'humore nutrifce ogni cofa , pur s'intende l' elemento de l'acqua, il quale abondantilfimamente ^\ racchiude dal mare> il che intcfc Vir^iio nel fuo Polione con quefiii verfi .
*
;

TaucatamenfubemntprifL^vejUgiafraudis
^

'

iUittt,tareThetmYatibii4qu<cingnemmis
Oppida
,

0c,

Da Theti tiene il cognome iu Perugia mia

patria l' anticha famiglfaj

D
honorata hoggi ne
r arifllme qualit
Il

la

E R I P A. e E S 355 pcrfona del Signor Girolamo Tetij gentirhaomo di

AR

carnee del velo di Teti dimoftrano quel de l'acque marine Le gongole , le chiocciole , & la pianta de coralli fono cofc di mare atte far pi manitefta la noftra figura.
color de
le

Calatea.

giouane bianchifrima,lc chiome faran fparfe, rilucenti , quaf fila d'argento , terr l'orecchie pendenti di chiariffime , & finiffime perle de le quali hauer vna collana , & per veftimento vn velo candido come latte , parte torno il corpo rauuolto , & l'aria fpiegato,coa vna mano terr il velo , & con l'altra vna fpugna , i piedi fi poferanno fopra vna bianchifsima conchiglia-. Galatea detta da gada,che fignifica latte , per la candidezza de la- carne,& del velorifpondono al fignificato del nome,& l'elfer Tuo. Le perle,& le conchiglie fono per fegno che Deit del mare. Quanto la fp.igna narra il Boccaccio nel 7. libde la geneol.de i Dei che per Galatea Dea de la bianchezza fi dinota la fchiuma , che da l'onde marine sbattute accogliente fra loro l'aere fi genera, la qua! bianchifsimajda la qual poi i generano le fpugne * L' B,l ^. 2^ i A( F
-,

DOnna

DE

Inde

forma dVn mezo cerchio, le quali cio di porpora , paonazzo , azurro , verde, Se che le chiome fieno fparfe auanci il volto , il pecco in forma di nebbia,i?v gocciole minute d'acqua , che cadano per la pedona , fra le quali fi vedanovarij colori mifchiati del vefiimentOidal ginocchio in gi da nuolc,& aere caliginofo^perca.e con la man deflra tenga vn giglio ceruleo
fanciulla con
10 iii.diiitfrl
l'ali

VNa

fpiegate in

fie

oc;iili,

chiamano arco baleno fecondo che riferilcc Phornuto nel primo libro de la natura a*li Dei, chiamata da'l'octi veloce, &: meifaggiera de li Dei,& mafsijjic^ Gmnone di cui C\ dice che Ninfa,perciche Virgilio nel quintoliD.. o de f Eneide fa cht Giunone la mandi per ambaiciaL'iride
,

r^arG^xh jSwlgarmente

'

Si fa fanciulliuii;icgu per elfere

crice-

Jrm de

cailo mfit

Saturnu limo
i

Jliacam addajem

ventofque afprat eunti

Multa moucm , nec dum , antiquum extaurata dolorem


JUa -piam

a ler ^t s pe rimile color ibusarcum


,

Isiulii vifa

cito

decunit tramhe V^rgo

Ouero vogliamo
'x

noi dire , che meffaggiera per effer prenuncia de *l

futura pioggia, fereniti't Le fafcie di colori ne i'ali fvjnoperrapprefenvedono ne l'arco baleno I capelli figurati con nebbia^ c5<: tar quelle che gocciole minute,dimoftrano quella minuta pioggia, fenzala quale non fi farebbe arco Non ^\ vede detta figura da le ginocchia baffo , perche
. .

X arco baleno non mai circolo perfetto


'

llgiglio

3y<5
il

'

^.

^.^ O

giglio torchino che ticn in


;

L O G I A mano k gli conuicne per


,

li

van; colori

che tiene l'arco baleno

rono

detto Iris , del cui arco , &: Iride apparibcllifsimedcfcrittioni ne gli opufcoli diVergilio, vna delle quali
ThAnm4ntis proles varianti vef\r fgmas ,
Multicalorp 6lo per n ubila icuclat arcu
:

onde

quciti-.

Cnm sd ar defitti radios in n'ubila iecit


Et pilla ballo.
7'iunc'u lunonis vario decorati celare

\j libera nubificum cdmpk^tur orbe decoro,


ChZi

Vbcebua radiosin nubcm

iecit

aquofam
.

Serenit dsl Giorno


'

TslinfiidAl'etra,

giouanetta in habfto di Ninfa , di colore giallo , con bionde , longe treccie ornate di perle , & i veli di pi colori , fopra alla- chioma poferd vri Sole chiaro , & bellifsimo, pie del quale pender vn-. velo d'oro , &: con bella gratia cader fopra le fpalle di detta figura-/ Il colore del veRimento fard torchino , & ne i piedi hauer li ftiualetti i oro Cos ho oireruatoeffer dipintala ferenitddel giorno in molti luochi; onde potiamo dire , che la bellezza , & gl'adornamenti di quefta fgura_/, fgnifcano quanto fia vago , &. bello il giorno chiaro, ^:fereno, il che- dimoftra anco il color del veftimento , & il rifplendente Sole .
Serenit della Tratte.

VNa

&

ANcor'efTa

con habito

alla

Ninfale di color azurro

tutto conteflo
,

di chiarifsime ftelle d'oro, fard di carnagione fofca

capelli fa-

ranno alquanto ofcuretti , &; le treccie faranno adorne di perle , & di veli paonazzi , fopra li quali ( poferd vna luna d'argento con vn velo di argento , &: di feta azurra , che gli cali fopra le fpalle con bella gratia
Tioggia
.

VNa

'^'*' T^lwfndeU^ria, fanciulla veftita di bigio , hauer in capo vna ghirlanda di fette delle , delle q.iah fard vna fcura,S: nel petto n'hauerd altre 17. delle quali fette farani-io ofcure , dieci chiare , in mano terr vi ragnateIo , che faccia fa tela.

&

Le fette

(telle

che porta in capo , fono


;

le Pleiade, le

quali fpefle volte-

menano pioggia
-''

onde Statio nel 4.della Thebide dice cos

lnjchi Terfa: ncque vtolentior exit

^mmhumo
la

Cum Tanitm i aut Vleiadas auftt aqmja. Et per le dicifette ftelle del petto s'intende l'Orione , ch' vna figura..., quale apparendo , fa pioggie , e tempefle aflai , per Virgilio nel priCumfubiCG ajhrgens flu^cHymbofM Orion

mo deli'neide cos dice Et

.s

DICISARIRTPA
Et ^ropcrtio
Gli
fi

35^

nel 2. libro delle fue Elegie-

>(u hAC Vleiades faHntt ncifue aqttojus

Omn,

ragno come dicemmo j perche quando tempo da pJoucre, fa la tela Tua, eoa pi fretta,& affiduiti , che quando fereno , fcrucndofi del beneficio del tempo, effendo all'hora pi opportuno per cagione dell" humido tar quell'opera che nei tempo fereno & afciutto onde Plinio Qel lib. I r dell iiftoria naturale parlando co( dice .
di
il
, j
.

^4edefn fereno non texwUy nubib texu^Cy idccq; multa franta Wbrum figntt color bigio del vefl:imento,comeditCir,mo, e color propno,& (cgn(i del Cielo di Ip odo piouere ; onde fcpra i ci Tibullo nel a.lib.coi dice
Il

Quumiiis pi-jfens pi^ii ferrugine ccelnm

Fenturam admktat imbrtfcr arcks

a:jiuim,

^ r

jt

J^infa dell'aria.

DO N N"A

veftita di verde,in capo hauerd vna acconciatura di ccfpU gli,& tronchi d'arbori pieni tutti di rugiada, come *nco tutto il rcfancc di fua figura ; Haucr parimente fopra tutti i cefpugli vna luna pie na,fi fi il \ eftimcnto di color verdcper fgnificare gli herbofi prati,& ver

deggiante campagne doue la rugiada fi ripofa, & fi mantiene Icngo tcpo. La Luna piena , denota il tempo opportuno alla fiia gcnerationc , fcritiendo Annotile nel 3. lib. delle Meteore della rugiada, Se della brina,che il lume,& calor della Luna quanto maggiorc,h pi forza di alzare mag giorc quantit di vapori,& di tenergli fofpefi in quella terza regione del? Aria, i quali poi non effendoda forza badcuolc tirati pi su alla feconda Regione , ricadendo bado fanno molta rugiada fecondo la moltitudine di detti vapori.

COMETA
ISlinfa

VNA

all'aria.

gioua^ettid'afpetto fiero,di carnaggione, 8c veflimento roftb con chioma fparfa,& parimente accefa, haueri ia fronte vna ftella,

con vna mano terr' vn ramo d'alioroA vnodi verminaca,& conl'altra-* vn pezzo di zolfo Si dipinge di afpetto terribile , con le fiarfimcggianti chiome , & con il
veftimento rollo, & laAella in fronte j percoche ia Cometa per f ftefia fpauenteuole, minacciando fempre qualcbfinillrro , &: grane accidente^iiQ

mondo

fi

come fignifica Siluio Italico nel primo lib. doue diilc


fp^r,-gcm

Crine yt fiammifero tenetfera regna Comete

San^uinewn

ignem

-potnit atra^

rubentes

Fax cceU radmSy ^faua luce corufcum


Scintilla t fidus^ terris^;

extremamirjAtur,

peazo del folforo in mano i perche la Cometa , come fcriue Ariftotile nel 3. lib. delle Meteore, di natura fuifurca , Se da gli Antichi fi riputata cofa prodigiofa ; fcriuc anco Plinio ne! a. lib. dcU'Hidoria niturale, ^ Virg. nella prima della Gcorgica
Cli
fi

il

Ful^urA

555
Fulgitra :

ICONOLOGIA
nec in
toties arftre

Ccmeta,

Gli fi danno in mano i rami dell'alloro, & della verminaca ; perche con elTi gli antichi faceuano le purgationi de portenti cattiui , che loro appannano, fi come della verminaca fcriue Plinio nel! ib. 22. &: dell'alloro nel lib. 16. & ancora del folto di che habbiamo detto nel 35. della
fua Hiftoria naturale

Il

^.

nella finiftra 5 che nella mano dcftra tiene vn martello , & vn mazzo j chiodi". Nccciiltd vn e fiere della cofa'in modo che non poiTa ftarc altrimenti :.pone Guun^iiie i ritroua vn laccio inciibliibile, & perci l rafiTomiglia ad d viio che pora il u;arteUQ da vna mano^^ dali'aicra li chiodi dicendoli volgar^^"n

ON KA

..

e 1 S A R 1 R I P A. I $f^ volgarmente quando non pi tempo da determinare rna cofa con coiM' tfgliOjcficr^cco il chiodo intendendo la necefsiti dcli'operationi
Tiecejfitd
.

fopra d'vno alto piedeftallo , che tenga vn gran fufo di Diz* mante,comc fi legge nelli fcritci di Piatone . 5" G L 1 G E 1^ Z ^. hi veftita di habito tutto rquarciato,& rotro/ari fcapigh'a- ta , ftando giacere con vno horoioggio da poluere di trauerlo is iano, per terra Dipingefi la Negligenza fcapigliata , Se mal vcflita , per fegno , che il megligenre non compito n-lie fuc attioni,& ipiace gcneralmecc i tutti Lo ftare d giacerclgnificadefdcrio di ripofojdbnde cagionato que-

DOnna

DONNA

sto vitio

L'hrologgio poflo io modo , che non corra l'arena , dinota il tempo qucfto vitio figliuolo dell'Accidia , ouero nato ad vn parto eoa clfa per fi potr dipiiigcre con vnatellndinc, che gli cammini fu per li Tcftcpcr cilcr lci;ta,& negligente netle fuc operationi per il pcfotla vii t dell'animo, che non k lafcia vfcire dalla Tua- naturai fcrdidczza
j^erfojo:
;

2^

togata riccam.co vna flella in capo,& co vn fcetro in mano. La yeftc lunga, prelfo a Romani non era lecito portarfi da ignobili. La ftclia in capo poOr^A' lo fcettroin manG,moftrano che attiene d'a nimo nobile prima inclinare d gli fplcadori deit'anamo , fignifcati per la flella,poi d cominodi del corpo,(griificati nello'lcettro , & che la Nobilt nafce dalla virt di vn'ahimo chiaro,&: rplendente,& fi conferua facilmcn te per mezzo delle ricchezze mondane

DONNA

OB

DONNA

L T 1^ in habito graue,co vn'hafa nella

Bl

^.
mano deflra, & nella
fini

Minerua,come fi vede nella micdaglia di Geta, La grauic dcU'habitOfignifica le maniereA' i coftumi graui, che nella
Itra col finiolacrodi

perfona nobile fi ricercano L'alia 5 & il fimolacrodi Minerba,dimo{lranOjche-per la fama , delie


i\ acquiftai eficndo Minerua protettrice,fccredere de Poeti de gli vni,& dell'altri vgujlmente; per cflcr nata dal capo di Giouc , che il difcorfo , & l'intelletto per mezzo del quale qucfti hanno il valore , & la fama "\oblhd di matura et mortrandofi nella faccia alquanto robufla, ben difpofta di corpo far veftita di nero honeilamentcportari ii\ Ulano due corone l'vna d'oro , l'altra d'argento Si fi di et matura^ per dimoftrarc che nelli principij di nobilt,ne anche il fine, che fi notarebbc con l'^td fenile cio quel fanti eh ita de Cafatf, che non ritiene altro che il nome ( pofiono dire vera nobilt come nota l'Arnigio nelle fue vigile. Il veftito neroconuiene al nobile per m.oftrare che fenza iplendorc de veftimcntij chiar0j& illuftre per Ce inedefim.o.

fcienze, dell'armi. la nobilt

condo

il

DOnna

&

Per

! C f6m Per le due Corone fi notano ' inficine fanno la nobilt .

NO
i

L
fi

O G
anima
i
,

A
del corpo
,

beni del!

& quelli
^.

che

2^

tutto pieno di flelle , & habbia alle fpalle due grande ali in ateo di toUtc , fard di carnaggione fonel braccio deliro ter -fcaj& hauer in capo vna ghirlanda di papauero, r vn fanciullo bianco, & nel fniflro vn'altro fanciullo nero , & hauerd i
vefllta

ONNA

o r r Ti dVn manto azurro

&

.piedi llorti

detti fanciulli dormiranno. Quafi tutto quello ; & ambidue icriuc Hefiodo;^ il veftimento del colore del Cielo con l'ornamento detle ftellc Ci dipinge, perche apparifce folo la notte_> La ghirlanda di papauero per la fua Angolare propriet di fare dor-

mire

ignifca illonno figliuolo,

& effetto delU notte

il

quale notato

pi

i^? pi particoiarmcnte nel fanciullo tenuto da lafniftra manodormcn<o^ co-nc l'altro mal fattole diilorto pollo per la morte, cos racconta Paufania Scrittor greco ne gli Hliaci , ellerfi tempo loro trouata vna ftatua dentro ad vn tempio ne la prouincia de gli lilei
Le quattro p^rti de la T<!otte, Tane prima . primo libro dei Saturnali alcap.5. diuidc la notte in^ MAcrobionel fette tempi , altri nondimeno fon Hati che l'han diuifa in quattro , fngendo la notte hauer vn carro con quattro rote , inrendendo per elle le quattro parti de la notte,& quefta diuiilone , come dice il Boccaccio nel primo libro de la gencologia de li Dei, ftataolferuata da i Soldati , & da i nocchieri ne le guardie loro Per tanto anco noi piaciuto diuider la notte fimilmente in quattro Ccmpi,non per rapprefcntar le v^igilie deToldati, le guardie de'noeciiicri ma per defcriuer in genere quefte parti mediante i fcgni, e effetti loro pi noti, &conucnienti. Dico dunque che la prima parte de ia notte la rappre fcntaremo in vna donna veftita di color bertino , vedendoli Topra la ru2_* teda alcune fl:clle,&: per l'aria vna nottola volante Terr conia finifra mano vna pietra da far fuoco/opra la quale fa vn pezzo di efca,& con la lniftra tenga vn'accialino, col quale moifri hauer percoffo detta pietra,&: fi vedano per aria molte fauille,& l'efca accefa_,. ApprelTo la detta figura vi far vn candelieri con vna candela per accenderla-/. Il color del veflimento bertino moflra la declinationc de la luce io tenebre de la notte. Le ftelle , come detto habbiamo , fgnificano come rifcrifce il Boccaccio nel p;-imo libro de la Geneologia , la prima partceffendo che in quefto tempo le flcllc cominciano ad apparir?. La nottola volante, denota fimilmente queflo tempo, perche quello animal nemico de la luce,fubito che comincia imbrunir l'aria cfce fliora del fuo albergo , & va volando torno. Si dipinge che con la delira mano habbia pcrcofla la pietra focaia eoa l'accialino per legno di voler accendere la candela,che gli Ila lato , pcrciche come narra il Boccaccio celfando la luce dei giorno Ci cominciano ad accendere i lumi , per vincere con quelli le tenebre de Ja notte , per poter attende re quell'opere , che in queflo tempo fi conuengono.
Seconda parte
.

DICESARERIPA.

tenghi con bellifsima gratia vna sfera ccJefte flando in atto di contemplare quella , da vn canto vn fanciullino che dorma , & da l' altro lato vn pauone che con la coda faccia vna beila rota. Si dipinge vcHita di lionato , perche come fi va pi vers'il profondo de la notte , cosi la qualit del colore deue approfsimarfi al fcuro de le tenebre.

VNa no

donna vcflita di color lionato in vna notte,che con

la delira

ma

Tica

3(5^

ICONOLOGIA
\sl

tempo l rendono pi vifibili,

contemplando quella perche le ftelle in quefto & pi atte d poterli contemplare Il m.cdefrno fi pu dire che fignifchi il pauone nella guifa , che dicemmoi pcrcioche come riferifce Pierio Valeriano nel lib.24. gl'Egitti; percf ih fgnificano la notte chiara,& ftellata,vedcndofi nella fua coda tanti oc* chi.come tante ftelle nel Cielo Quella parte della notte fi chiama Concubia,di ci ne fa fede il Boccac ci pi volte citato percichcin quefto tempo doppoTeflerfi alquanto vegliatofi va d ripofare , che per tal fgnificato fi mette lato alla Ibpradetta imagine il fanciuilino che dorma_.
Tiene
sfera cclcflie
,
.

VNa
raA

Ter 7^ pirte delia notte in vna notte ofcura, ftard giacendo in ter ra in atto di dormire,terrd con la delira mano vn ghiro,& accanto

donna veftita di nero

diuerfi animali

dormendo

negro, clTendo che in quefto tempo la notte pi ofcupi denfaA' chiamafi intcmpeftai pcrcioche , come narra il UoccaccioA' come habbiamo detto altre volte d quefto propofito non pare commoda d veruna operatione , che perci l rapprefenta d giacere per terra, dormendo con diucri animali , che tenghi con la deftra mano vn ghiro addonncntato,come animale , che la maggior parte del tempo quafi perduto nel lonno priuo di ogni operatione, &: fentimento elfendo d lui tue to quel tempo vna perpetua notte, qual'hora defcriuendo Virgilio nell'S.
Si vefte di color
iist

dell 'Lucide cos

dillo

7\loxirati& terras animala

fefla

per omnes

^liiuum

peaiiiumqtie

genm

fopor altm habebat:


,

QjiartJ parte delia nette

Onna veftita di cangiante,


poco
rilucenti.

cio bianche, torchino, & che dalla cinta in gi del detto veftimento fiano alcune ilelie , ma picciole , 8c

Come anco fopra il capo della parte del vifo vna bellinima, &: rilucente ftelia grande, ik che ftando detta figura d federe moftri con bellilTima di feta di varij colo gratia cufciendo di far vn vaghifUmo ricamo d'oroj moftri oc di ftudiare- aperto, libro tenghi vn ri,ouero

&

Gli fard a cato vn gallo con l'ali aperte,&: il capo alto in atto di catare. Si vefte di cangiante biancone torchino,^: con le ftelle picciole, & poco rilucenti dalla cinta in gi , per moftrare che in quefto tempo comincia cangiarfi la notte declinando le fteile,come moftra Virg.lib.S.dell'Eneid.
^UYgeyage, Nate Dea^primifque cadentibm ajhis

Imom

ferrite preces

i^c.

dipinge la bella,& chiara ftelia, come dicemmoiperciche in quc fto tempo ella ci porta la luce, & da i Poeti,& altri Scrittori vien chiamata Fosforo, lucifero,che tanto voi dire fosforo in lingua greca quanto lu cifero nella latina,^: portatore diiuce,neiritaliana.Onde Ouidio facendo mentione di quefta ftelia nel primo lib.de Triftibus cleg.3. cos dice. Dnm loquQri& fiimuf^caelo nitidijfimus alto St^Ua grana nobM Ittcifer ortm erau Glifi

Gli

C\

I e E S A R E R I P A. $6$ Gli fi mette auanti il gallo nella guifa, che habbiamo detto , perciochc quefta vlcima parte della notte yien detta gallocinio , conciofa cofa che venendola notte verfo il giorno,i Galli cantano, come dice Lucrctio
^

Explaudentibtis alis

^wcYAm
1.

clini confuftu/S roce vacare

narra che i galli fono le noftrc guardie^ notturne , prodotti dalla natura , per deftare gl'huomini all'opere , & per rompere il fonno,eflrendo che alla quarta vigilia con il canto chiama alla. cura , & alle fatiche Onde fi pu dire che il gallo fignifichi la vigilanza , che deuono vfar gli huomini perche , brutto fuor i modo dormendo con filmare tutta la_^ notte, & fiar longamente fepolti nel fonno, ma C\ bene rinfrancati che fiano gli fpirti, ritornare alle vfate opere , che ci rapprefenta quefta pittura con fare il bclliflmo ricamo d'oro,ouero come habbiamo detco,mofiri di fl:udiare, come attione pi nobile , & pi degna_>
Plinio nel lib.io. al cap. 2
;

Et

DONNA ga con

di faccia

nobile^

modefi:a,vefl:ita d'habito religio/b, ten-

la finiftra

mano vn Crocefiiro,

& con la delira vn giogo

col

motto che dica

SVAVE.

L'obedienza e di fua natura virt, perche confifie nel foggiogare i provolont degli altri fpontancamenre per cagione i bene, ilche n Ci fa di leggiero da chi non fente filimeli della lode,'S: dell'honc ft:Pcrfi dipinge i faccia nobile,efsdo i nobili pi amatori dcU'honelto & pi amici delia ragione, dalla quale deriua principalmente l'obediza Il Crocefifib, & l'habito religiofo fono fegni chi per amore della Religione commendabile fommamcnte l'obedienza, & per dicono i cotem platini , & timorati di Dio , che in virt d'efia fi fa facilmente la Oiuina_ bont condefcendere alle preghiere noftre , & all'adempimento de' defpri; appetiti della

derij noltri
11 giogo col motto SVAVE, psrdimofiirare la facilit dell'obedien 2a quando fpontanea fu imprefa di Leone X. mentre era fanciullo , la_> qual poi ritenne ancor nel Pontificato , adornandone tutte l'opere di magnificen2a,le quali pur fono molte,che fece,& dentro,& fuori di Roma tirandola dal detto di Chrifo S.N.che difie lugum nwumfuaue ej, intendendo deirobedienza,che doueuano hauer i fuoi feguaci tutti i fuoi legitimi Vi

cari j
^

Obsdienx^ .
modefi:a,&: humilcftar
ti al

DOnna

con la tefi:a china,& con gl'occhi riuol Cielo,donde efca vn raggio di fplndore,dal quale penda vn freno,& ella allegramte porga le braccia per prenderlo. Et oltre ci gl'Egit tij quando voleuano rapprefentare l'obedienza dipingeuano vn cane con la tefi:a riuolta verfo la fchiena ; pcrcioche nifln animai fi troua pi obediente di quefto che lafcia ancora di pigliare il cibo oltre al coftume dc_ gl'altri animali'lla femplice parola del padrone per vdire , &: obcdire al luo cennoiPer fi potr dipingere in quefto propofito , & per la diciiiaratione del corpo tutto bafti quel poco che fi de tto di fopra-, Z 4 O^f-

J^4

ICONOLOGIA
B n D
!
P.

>J

Qbtdien'za

DOnna veflita di bianco,che caminando miri

vers'il cielOjiiel

qual fa

ri vn ragio d rpIendore,fx: porter detta donna vna croce in ipalla. Qui fi nota che l'obedienza deu'efler monda d'interefsi, che la macchia HO piena di foeranzede'premij im mortai i,che'rarsicurino la viaj& patien te d pefi de le leggi difficili al fenfo che la nobilitano. TI primo fi nota nel veftito bianco^l'altro nel guardar lo fplendor Cielo il terzo ne la croce che tiene in fpalla

Obedlen^A vrffo Do.

DOnnaTeflita d'hbito lungo, ^ honedo, llia co^a molta attcntione


guirdar vn
ta di la vittima
fi

facriftio

che arda fopra vn*altare,&: con vna cocclii l'eflreina parte de l'orecchio di-itto

mano tinUfi-

D
Il

e E

S
fi

A R E
caua da

R
le

P A.
Ci
1'

3^5
dice,

fignificato di quefta figura

facre lettere doiie

che
i

Mos col

dito tinto nel fanguc de la vittima

andaua toccando

ellrcni;i>

parti de l'orecchi ad Aaron fommo Sacerdote,^: Tuoi figliuo]i,il che da facri Theologi s'interpreta per lobedienza,: per la prontezza d'vdire,
cilcguir le cole appartenenti al lacro culto di Dio.
Qbidknira

&

DOnna

con vn flatorio di lana Y mano,il qual Ci giri da rvna,c da l'altra banda fecondo ch' mofib come fi deue mouer l'obediente cenni di chi comanda legitimamente B L 1 C 0.

fcalza,e fuccintajmoftrando prontezza

mm.

due HVOMO armato,con l'huomo


moftrare,che

tefle,quattro braccia, e quattro mani, per obligato foflien doi perfonclVna per attender d Te medefimo , l'altra per fodisfarc altrui Et ( dipinge eoa quattro braccia,e due teftejfignificandof per qucflc i

penile-

. .

Z66
penfieri

ICONOLOGIA
deiranimo /partiti , & per quelle loperationi diuerfo.

OCC^SlOTsiE.

antico,& nobilifsimo rcuItore,dircgn l'occafionejDona ignu da,con vn velo d trauerfo che le copriua le parti vergognofe , &: con li capelli fparfi per la fronte , in modo che la nuccha reftaua tutta fcoperta, & calua con piedi alati j pofandofi fopra vna ruota , & con la mano deftra

FIDIA

Vnrafoio.
I capelli riuolti tutti verfo la fronte ci fanno cnofcere, che l'occanonc deue preuenire afpettandola al paflb, & non feguirla per pigliarla quan do hd volto le fpallc ; perche pafTa velocemente , con piedi alati pofal (b* pra la ruota che perpetuamente fi gira_. Tiene il rafoio in mano perche deue efferc fubito d troncare ogni forte d'impedimento. Onde Aufonio Poeta fopra quefla ftatua di Fidia,il quale vi fcolp anco quella della penitenza , come che fpeffe volte ci pentiamo delia perduci occafione d dichiaratione dell'una ,& l'altra ftatua fece* quello bdl'epigram ma-, Cum opm ^ ThidA quftgmm Valladis , em , QuqHe. oucm f cit , tettici palma ego fum,
fi
,

Sum Dea^fAX ruf^

& paucM acca

fio nota

OH'drotuitinfifis i (lare loco nequco


Qiid talaria habes ^ volmris

Fortunare folet, trado ego

fum Mercurms : cum polui :

qH<^

Crine tegU faciem f cognofci nolo ,fed

heuHu ,
rogo ejiMfts
didit,

Occipiti caluo Ci ne tentar fugiens,

Qii ti iun^a

corrses dic&t tbi

die

Sum

DC4,

cui

Komen nec

Cicero

?/>/e

fa6i non faBique e.tigo pcenas; $um Dea , ^.tmpe rt pceniteut ific Metanici recor. Tu modo de, quid agat tecumffi quando -polam,
qifce

Tu

Hxc manetyhanc retinent t qucs ego prcsterij. quoque dum rcgitasi dum ptrcmBando moraris^ Elapjam diccs me ubi de manibm

vecchio armato, che per cimiero porti due vcelli, cio vn cardellino , & vn Egitale ambedue con Tali aperte ftando in atto di combattere infieme,nella deftra mano terr vna fpada ignuda,& nel brac mezo del quale far dipinta vna canna con le foci finiftro vn feudo ,

HV
glie,

OMO

ODIOC^VIT^LU.
m

& vn ramo di felce-

L'odio fecondo S.Tomaflb vna ripugnanza , &: alienatione di volont da quello che fi ftima come cofa contraria, &: nociua__. Si dipinge vecchio perche negli anni in vecchiati fuole ftar radicato co me all'incontro Tira nei giouani armati per ditender f, & offender altrui. Gli vcelli del ciniiero fi fanno per l'odio che fra di loro eflercitano,perchecome riferifce Plutarcho negli opufculi trattando della diifercnza.^

che

. .

e E S A R E R I P A. I 3^7 che fra rodio,& inuidiajil fangue <di quefri animaletti non fi pu mcfco lare infeine,& mefcolato tutto fi fcpara Ivno dall'altro , efTercitando l'odio ancora doppo morte_> La canna , Ik la flce dipinte nello feudo parimente fignificano odio capitalej perche fc fono piantate vicino Tvna all'ai tra, l'vna ncceirariamente fi fecca, come racconta Pierio Valeriano nel lib. 5 8.
Odio capitale

vecchio , armato con arme da difenderfi, & da offendere , ftia in mezo fra vn fcorpione marino , 5c vn coccodrillo,che fiano in atto di azzuffarfi battaglia Cos dipingcuano l'odio gl'Egitti; perche di quelci due animali fubito che Tuno vede l'altro fpontaneamente s'incontrano infieme per ammazzarfi V E T{ 'K ^' che ftia con fembiante attonito, riguardare molte tele di ragnojche elTa tiene con ambe le mani, per dinotare,che fi come qucile tele fon teliate con gran diligenza,& fabricate con fatica per la foc tigliczza loro,nondimeno fono fottopofle ad ogni picciolo intoppo , perche ogni cofa le^uafta come l'opere vane,non hauendo fondamento di ve re,&: perfette ragioni per ogni vile iacontro dilTipate vanno per terra.
:

HVomo

DONNA,

A VA

Opera vana
^"T TM

mano tenga vn vafo d'acfparga per dodo , & con l'altra moltri i volerfi leuar via la , & qucfto pu elfcr fimbolo dell'opere uane,che alla fine noa poflbno haucr e'fito lodeuole, per non eflerui ne debiti mezi , &: debita diqua,& V negrezza
,

huomo moro,ignudo
le la

il

quale con vna

fpofitione.

DOnna

^
,

Opera v.na^

quale con il fpada tagli vna gran fiam.ma d fuoco , onero come fi dice in prouerbio pelli l'acqua nel mortaiojf;; per con vero fimiie fi potr dipingere.^
la

DONNA vn
principali
,

OTEii^TIOT^E M^-bllFESTA,

che mortri ambe le mani aperte ciafchuna di effe habbia-* occhio nel mezo della palm:i_, Quella f bellixTima figura degli Antichi , & le mani s'intendono facilmente per l'opcrationi , come vero iflromento dell'operationi noftrc pi

& neccifarie-/

Per l'occhio fi moflra la qualit deiropera,che deuc effer manifefla , Se chiara , ne propriamente fimile alla lucerna, che fa lume altrui,&: per fo ftefla non vede,ma alfocchiojche con la fua luce adorna , & arricchifcc f fteflb con che fi moih'a,che l'opcrationi ne per vanagloria,ne per altro fine mecanico,fi deuono ellrcitare,md folo per beneficare f, oc altri.

DONNA

OTEI^ATIO^E VEB^FETTA.

che tiene con la deflra mano vn fpecchio , & con la finiftra vn fquadro , & vn compafso Lo fpecchio doue fi vedono rim.'giniche no fon reali ci pu efser fimilftu dine deil'intelletco noftro, oue faciamg a piacer noltro aiutati dalla difpo
fitione

ICONOLOGIA
O V E B,^ T
I

M ^

T^l F

E S

ji

(tione naturale nafccrc

no porre

in

molte idee i cofe che non fi vedono: ma fi poflbopera mediante l'arte operatrice di cofe fenfibili per mezo di

iftromenti materiali Oltre di quefto innanzi che l'opera Ci pofia. ridurre d compimento , hi(ognafapere le qualit eiquifitamente,chc ci far fono neceflaric,il che fi nota col compafTo , & con lo fquadro , che aguagliano le forze con la_- fpefajl'opra con l'intentione, ,& lacofa imaginata con la reale,fenza quelli fi cominciano opere ma non fi riducono fine lodcuole , & fono poi cagione,che moki ridono del poco giuditiodi chi le cominci, fecondo il detto dei Saluator noftro ne l'uangelio.
] :

OPI-

DI

CESARE RIFA.

369

N.

1
.

t,

H:ppocYate

honcftamentc DONNA ma audace,


brutta
j

fi

moflri

ornata,di faccia non molto bella , ne molto &: prefta ad appigliarf acc- che Te le
,

rappr ;fenta,

& per qusfto dcue tener l'ali n