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Al Sindaco di Lonate Pozzolo

Oggetto: osservazioni alla proposta di PII in Via per Busto Arsizio


avvio procedimento verifica di esclusione VAS.
L’esame del documento di sintesi pubblicato sul sito del comune e di quelli disponi-
bili presso gli uffici comunali mette in evidenza la rilevanza del PII in oggetto visto
che coinvolge una superficie territoriale di più di 115 000 mq tra la SP527 e la SS341
in zona Quattro Strade.

Iter procedurale
Ripercorrendo passi dell’iter procedurale seguito dall’ente comunale si possono evi-
denziare le seguenti date:
‣ 27 febbraio 2009 – data di presentazione del PII in oggetto (prot. 3900);
‣ 13 marzo 2009 – richiesta di esclusione dalla VAS come reso possibile dalla nor-
mativa regionale;
‣ 26 marzo 2009 – delibera N 28 della Giunta Comunale che individua “l’autorità
competente e i soggetti interessati al procedimento e le modalità di informazione ed
avviso di avvio procedimento in merito alla procedura di esclusione dalla VAS della
proposta di PII in Via per Busto Arsizio”;
‣ 30 luglio 2009 – avviso di deposito del “Documento di Sintesi” ai fini della verifica
di esclusione dalla VAS.
Le date sopra citate mettono in evidenza come la procedura messa in atto
dall’amministrazione comunale sia formalmente corretta, ma non possa certo dirsi
ispirata a quel concetto di trasparenza che tanto spesso viene predicato dagli ammi-
nistratori. Sono almeno due gli elementi critici:
‣ non si capisce come mai, nei mesi che vanno da aprile a luglio 2009, in nessuna
occasione (ci sono state almeno due riunioni del Consiglio Comunale e altrettante
della Commissione Territorio) sia stata data notizia di una proposta così impor-
tante;
‣ come mai invece l’avviso viene pubblicato proprio il 30 luglio 2009, praticamente
ultimo atto prima della pausa estiva. In questo modo, il periodo previsto dalla
legge per osservazioni e suggerimenti si sovrappone quasi completamente al pe-
riodo di ferie dei comuni cittadini e sorge il sospetto che si sia, di fatto, voluto sot-
trarre (o quantomeno ridurre) a questi cittadini la possibilità di conoscere le ca-
ratteristiche del programma in oggetto ed eventualmente di proporre le opportu-
ne osservazioni.
Insomma, se si tratta di un progetto urgente, perché ritardare la pubblicazione da
marzo 2009 a luglio 2009? Se invece non è urgente, perché pubblicare l’avviso il 30
luglio e non aspettare fino al 30 agosto, data che avrebbe permesso un’analisi meno
affrettata e, soprattutto, più coerente nella sostanza con i termini garantiti dalla leg-
ge?
Il progetto è stato realizzato (o quantomeno presentato) da uno studio di cui
l’attuale assessore al territorio risulta esser socio. Questa è un’altra caratteristica del
PII in oggetto che dovrebbe suggerire l’adozione di una procedura trasparente, tale
da evitare anche solo l’insorgere del seppur minimo sospetto. Invece si preferisce
pubblicare il documento di sintesi al 30 luglio, esattamente il contrario di quello che
l’attenzione alla trasparenza suggerirebbe. A pensar male si potrebbe inferire la vo-
Osservazioni alla proposta di PII in Via per Busto Arsizio – avvio procedimento verifica di esclusione VAS

lontà di far passare sotto il silenzio solitamente associato al periodo estivo un possi-
bile (o un ulteriore?) conflitto di interessi.

La situazione generale
Dopo queste precisazioni è doveroso ricordare che la proposta di PII in oggetto inte-
ressa aree che sono sì previste dall’attuale PRG per uno sviluppo artigianale e indu-
striale, ma che sono state interessate dall’approvazione di Piani Esecutivi già con-
venzionati e solo parzialmente realizzati. Questo fatto, mette in evidenza come le
previsioni del PRG approvato nel 1993 (anche a fronte di PE approvati) non abbiano
trovato attuazione. Dunque il privato, secondo una propria (legittima!) logica di con-
venienza, ha rimandato l’attuazione dei Piani Esecutivi e ricorre ora allo strumento
del Programma Integrato di Intervento per proporre una modifica (rilevante) delle
destinazioni e funzioni delle aree in oggetto. Non sarebbe il caso che anche
l’Amministrazione Comunale verificasse se l’attuale destinazione delle aree sia da ri-
vedere in funzione delle profonde trasformazioni avvenute (e che probabilmente av-
verranno) sul territorio? Peraltro, nei prossimi mesi (entro marzo 2010, sempre che
non sopraggiungano ulteriori proroghe) questo Comune sarà chiamato ad approvare
un nuovo strumento urbanistico, il Piano di Governo del Territorio – PGT
(l’incarico è stato dato nel dicembre 2006 e, dopo quasi tre anni, nulla è ancora tra-
pelato).
Il PGT sarà orientato (ce lo auguriamo) a definire le prospettive di sviluppo futuro
dell’intero territorio e dovrà tener conto di tutte le novità e particolarità che sono
emerse in questi ultimi anni, come la delocalizzazione, l’eventualità della realizza-
zione di una terza pista di Malpensa, il completamento della viabilità di livello pro-
vinciale e nazionale, … Nell’attesa di avere informazioni sulla struttura e sui contenu-
ti del PGT (informazioni che dovrebbero, a norma di legge, essere oggetto di pubbli-
ca discussione) ci chiediamo, per esempio, quali saranno le linee di espansione delle
aree residenziali? quali indirizzi stanno emergendo durante la redazione del PGT ri-
guardo l’area oggetto dell’intervento? nel nuovo PGT quest’area può diventare una
possibile zona di espansione residenziale del Comune? Ci chiediamo insomma se
non sia opportuno prendersi una pausa di riflessione per valutare compiutamente le
esigenze (attuali e future) del territorio di Lonate Pozzolo prima che sia approvata (e
probabilmente applicata) una “trasformazione irreversibile dell’area”.
È opportuno sottolineare che la riflessione proposta sul Piano di Governo del Terri-
torio non vuole limitare le potenzialità di sviluppo industriale e/o artigianale delle
aree in oggetto (cosa già prevista dall’attuale PRG), ma solo lasciarsi la possibilità di
ripensarle per un utilizzo più appropriato e rispondente a nuove esigenze, nel rispet-
to dei legittimi (!) interessi della proprietà.
Il documento di sintesi ricorda inoltre che il Comune di Lonate Pozzolo non si è an-
cora dotato di un piano di zonizzazione acustica. I redattori del documento dichia-
rano che il piano è stato “recentemente predisposto, ma non ancora adottato”. Sebbe-
ne sia ragionevole prevedere che questo piano di zonizzazione acustica non abbia
impatto sulla valutazione del PII in oggetto, sarebbe opportuno, nella logica di tra-
sparenza sempre troppo citata e poco praticata, renderne pubblici i contenuti e pro-
cedere il più rapidamente possibile alla sua adozione.

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Osservazioni alla proposta di PII in Via per Busto Arsizio – avvio procedimento verifica di esclusione VAS

Elementi critici del PII in oggetto


La lunga premessa non ci esime comunque dal compiere le osservazioni a quanto
presentato dal privato documento di sintesi in cui si propone l’esenzione del PII dal-
la VAS.
Il PII in oggetto propone “la riperimetrazione di aree attualmente già previste dal vi-
gente strumento urbanistico in zona D4-industriale ed in zona D3-artigianale, senza
incremento della capacità edificatoria e con la previsione delle funzioni produttivo-
artigianali e commerciali in media struttura di vendita, direzionale e residenziale con-
nesso all’attività produttiva, la riorganizzazione della viabilità interna”. Si tratta in-
somma di aree già destinate (nel PRG) all’uso industriale e artigianale e che, grazie al
PII proposto sarebbero ora destinate alle funzioni
‣ residenziale annessa all’attività produttiva;
‣ commerciale in media struttura di vendita;
‣ direzionale;
‣ produttivo-artigianale.
Si ritiene che le nuove funzioni introdotte, in particolare quella commerciale in me-
dia struttura di vendita, siano da ripensare nella logica delle ricadute sull’intero ter-
ritorio e dello sviluppo di analoghi centri nelle aree limitrofe. Lungo la SP 527 sono
già oggi presenti due strutture (supermercati despecializzati) e una terza (centro
commerciale) sta per essere edificata. L’aggiunta di ulteriori punti commerciali di
dimensioni analoghe a quelli già operanti o in fase di realizzazione può avere effetti
negativi legati all’eccessiva concentrazione commerciale che si determinerebbe. La
gestione del territorio non può essere guidata da una logica di solo consumo: rila-
sciare concessioni per incassare quattrini che possano coprire i buchi del bilancio.
Quante sono oggi, nel territorio che ci circonda le aree industriali dismesse da re-
cuperare? Quante delle odierne zone commerciali saranno aree dismesse quando la
concorrenza le avrà svuotate? Con i prodotti industriali abbiamo imparato la lezione
del life cycle assessment cioè dell’analisi di tutto il ciclo di vita, riuso e riciclo com-
preso; quando saremo capaci di far lo stesso con l’impiego del territorio?
Un altro aspetto rilevante è quello del traffico che, sulle direttrici interessate
dall’intervento, già oggi non è privo di criticità. Una nuova rotatoria sulla SP 527, do-
ve riversare il traffico dell’intero comparto, avrà probabilmente l’effetto di conge-
stionare l’intero asse stradale. Ci sembra imprudente analizzare questo progetto
senza aver condotto uno studio complessivo che valuti la situazione della viabilità in
tutta la zona industriale.
Il comparto dedicato al direzionale e al produttivo va pensato in modo da orientare
(ed eventualmente obbligare) la viabilità verso la statale 341 che permette di entra-
re e uscire agevolmente dall’area grazie anche alle rotatorie di cui è già dotata.
Per quanto concerne l’introduzione della funzione residenziale annessa all’attività
produttiva (si presume quindi che possa essere dedicata ai lavoratori, imprenditori
compresi, impegnati presso le attività artigianali, industriali e commerciali che sa-
ranno localizzate nell’area) non ci è chiara la necessità di prevedere il cambio di de-
stinazione visto che la normativa dell’attuale PRG prevede che nelle aree produttive
sia possibile inserire strutture residenziali per la proprietà o il custode, come già
succede, per esempio, in aree limitrofe all’intervento proposto. Bene sarebbe mante-
nere questa regola nelle NTA del PII al fine di non determinare un pericoloso prece-
dente.

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Osservazioni alla proposta di PII in Via per Busto Arsizio – avvio procedimento verifica di esclusione VAS

Tornando all’esame del “Documento di Sintesi”, si fa riferimento a compensazioni


ambientali a fronte di un necessario disboscamento, ma non si indica dove e come
debbano essere attuate. Inoltre non viene in alcun modo citato il fatto che il propo-
nente intende monetizzare gran parte delle aree da destinarsi a standard pur non
essendoci alcun impedimento a realizzarle visto che le aree sono totalmente libere.
Un altro aspetto che non viene preso minimamente in considerazione è quello delle
nuove necessità idriche. Vista l’entità dell’intervento, quali studi sono stati compiuti
per verificare le capacità dell’attuale rete pubblica? Inoltre ci risulta che lungo la SP
527, in adiacenza all’area in oggetto vi è la presenza di un pozzo pubblico non più u-
tilizzato ma non ancora messo in sicurezza, e nel documento non viene segnalato.

Certi che saprà prestare la dovuta attenzione a quanto proposto,


i consiglieri e i cittadini

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