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MANUSCRIPTUM AT FRIDERICUM

( Pierre Jean Fabre )

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DEDICA

A Federico, per grazia di Dio erede del regno di Norvegia e duca di Schewig, Holstein, Stormaren e Osthmare, ecc.. Pierre Jean Fa re, consigliere reale e medico ordinario di !uigi "#$, re di Francia, presenta tutti i propri saluti e le sue preghiere.

!a vostra enevolenza e la $ostra amicizia nei miei riguardi sono state cos% grandi e restano ancora cos% rimarchevoli, o Altezza Serenissima, che non avrei potuto n& dovuto lasciarle passare sotto silenzio e non 'arle conoscere come un(opera pu lica) opera certo che non manca di valore n& di utilit* per $oi e per i $ostri, ma altamente necessaria e preziosa per via del valore inestima ile che essa contiene. +os% la enevolenza e l(amicizia di $ostra Altezza Serenissima verso di me non cessere e, se possi ile, di crescere di giorno in giorno. ,siste in'atti nella realt* -ualcosa che possa accrescere la enevolenza e l(amicizia, che . un dono inestima ile ed un tesoro inesauri ile, sorgente eterna e perpetua di ricchezze. $ostra Altezza Serenissima non mi ha scritto alcuna lettera chiedendomi di in'ormarla e di istruirla riguardo una tale sorgente e di un tale tesoro eterno. $ostra Altezza Serenissima non aveva dun-ue isogno di un sapere pi/ grande di -uello di cui ,ssa dispone, con il genio di cui ,ssa . stata grati'icata col -uale ,ssa sveler* e scoprir* ci0 che . nascosto, se cos% .. !egga, $ostra Altezza Serenissima, e realizzi -uesto trattato1 la lettura di -uesta opera le render* in'atti chiari ed evidenti gli altri li ri degli antichi chimici, -ualun-ue sia il loro numero, e dissiper* la loro oscurit*. ,ssa accende in'atti una viva luce nelle tene re e le mette in 'uga, poich& essa interpreta molto chiaramente i testi e gli enunciati pi/ oscuri dei chimici e li svela agli intenti di $ostra Altezza Serenissima. 2iceva dun-ue, $ostra Altezza Serenissima, -uesto presente in cam io della enevolenza e dell(amicizia con le -uali si . unito e legato a me1 ,ssa perverr* allora a soddis'are i Suoi voti e i Suoi desideri purch& si avvalga di pazienza e di molta cura. , poich& la nostra opera necessita molta pazienza e molta cura, occorre respingere la precipitazione come cosa dia olica1 in'atti il seme metallico deve essere colto con un lungo lavoro, costante e continuo per giungere a maturit* e spogliarsi dei suoi residui inutili e super'lui. Noi non a iamo isogno in'atti che di una semente metallica che sia per'ettamente pura, rigettiamo il resto come inutile e super'luo e conduciamo a termine la nostra opera a partire dalla nostra pura sostanza metallica di mercurio, come attestano tutti gli autori di chimica e come ne 'a 'ede la natura stessa1 in'atti . a partire da tale sostanza purissima che essa produce oro e argento e non a partire da -uella volgare. +os%, imitando la natura, l(arte accetta solo -uesta sostanza purissima, poich& . per mezzo di -uella sola che essa porta a compimento la sua opera, come si pu0 chiaramente e totalmente vedere in tutto il trattato che segue. Addio, Altezza Serenissima, amatemi sempre pi/, giorno dopo giorno, e io sar0 $ostro veramente3$ostro servitore. Scritto presso di noi il 45 maggio 4657.

Fa re

Introduzione

Questo manoscritto di Fabre solo uno dei testi da noi tradotti. Quando dico noi, indico un gru o di ersone c!e collaborano allo studio e alla ratica di laboratorio dell"alc!imia. Contiamo di arricc!ire #uesto sito di scritti alc!emici inediti in lingua italiana e da noi tradotti$ considerazioni e ri%lessioni sull"alc!imia$ s unti o erati&i di ratica alc!emica. ' eriamo anc!e c!e #uesto sito ossa di&enire un luogo in cui si ossano con%rontare o inioni, considerazioni ed es erienze relati&e ai di%%icili e s esso oscuri sentieri dell"occultismo ed esoterismo occidentali. (uona lettura....... onir e com agni)

I* +A,-'C.IP/-+ AD F.IDE.IC-+ Ci0 c!e er ragioni di comodit1 c!iamiamo il 2+anuscri tum ad Fridericum2 3 in realt1 un testo dato alle stam e senza titolo, un bre&e trattato di trentatr corti ca itoli c!e Pierre Jean Fabre a&rebbe %atto er&enire al duca Federico di 'c!les4ig 5olstein in data 67 maggio 689:. Questo testo di cui a arentemente non esiste i; la &ersione realmente manoscritta, 3 sem re receduto nelle edizioni latine c!e conosciamo da una resentazione di <abriel Clauder, datata luglio 68=>. E" ure sem re seguito da #uattro lettere in&iate ad un certo 53liant!e di ,orimberga eraltro sconosciuto. Per contro sa iamo c!e Federico, rinci e ereditario di ,or&egia e duca di 'c!les4ig 5olstein dello 'tormar e dello ?st!marsen, nato a <otlor il @@ dicembre 67=A, era e%%etti&amente un cultore dell"alc!imia. Egli trascorse la gio&inezza in Francia e si occu 0 del go&erno dello 'c!es4ig 5olstein a artire dal 686A, do o la morte di suo adre. +algrado la sua &olont1 di restare neutrale durante la guerra c!e o ose l"im eratore Ferdinando II al re Cristiano IB di Danimarca, col #uale il suo ducato era con%inante, egli do&ette accogliere le tru e im eriali, il c!e gli &alse di essere assediato a <otlor dal re di Danimarca nel 68@=. Egli morC nel 687:. 'econdo Ferguson, era un uomo molto istruito c!e scrisse molte o ere di alc!imia, ossede&a un laboratorio c!imico nel suo castello di <otlor resso 'c!e4ig. +ic!ael +aier gli ri&olse con dedica scritta il suo 2Cantilenae intellectuales de P!oenice redi&i&oDrd#uo, ubblicato a .ostocE nel 68@@. *a raccolta di testi intitolata 2Auri%ontina c!imica2 com rende un suo testo in inglese di una #uindicina di agine intitolato Dld#uo-na strana lettera riguardo un Ade to, la sua curiosa scienza ed il suo tesoro2. In%ine si tro&a nei manoscritti alc!emici di ,e4ton una lettera datata 6878 attribuita al rinci e serenissimo Federico, duca di 5olstein e di 'c!les4ig.

*E EDIFI?,I DE* +A,-'C.IP/-+ AD F.IDE.IC-+ Il testo latino del +anuscri tum ad Fridericum 3 accessibile in tre di&erse edizioni, la rima 3 do&uta a <abriel Clauder (68:@G68=6), medico sassone, i cui la&ori &erte&ano so rattutto sul termosco io, sulle %erite causate dalle armi da %uoco, sugli s ecc!i e sulla storia naturale. Egli rese le di%ese dell"alc!imia contro gli attacc!i di AtanasioEirc!er nella sua 2Dissertatio de tincture uni&ersali2 ubblicata ad Altenberg nel 68AH, er cui egli %a ri%erimento a i; ri rese alle o ere di Pierre Jean Fabre. Egli cita in articolare #uattro &olte il 2+anuscri tum ad Fridericum2 c!e egli c!iama segreto. /re agine rima della %ine del 2De tinctura uni&ersali2 Clauder scri&eI Dld#uoIndubbiamente a&e&o romesso recedentemente di aggiungere alla mia resente dissertazione il manoscritto in&iato al serenissimo Federico duca di 5olstein dal celebre Pierre Jean Fabre, documento c!e s iega il &ocabolario e i termini c!imici con eccezionale ers icacia, degna di curiosit1 e oco banale, c!e giusti%ica c!e lo si raccomandi. +a er ragione recedentemente indicata, riguardante la %iera di *i sia c!e 3 attualmente in corso, e a causa della romessa %atta in ro osito a molti amici, sono costretto mio malgrado a di%%erirne la ubblicazione e a riser&arla ad altre occasioni.Drd#uo ( in iccolo 9J ). (isogner1 attendere dodici anni erc! Claude mantenga la sua romessa ( oc!i mesi rima della sua morte). Egli lo ricorda nel suo testo di resentazione del +anuscri tum ad FridericumI Dld#uoIo resento alla tua curiosit1, onore&ole lettore, come l"a&e&o romesso nel mio trattato sulla /intura -ni&ersale, il manoscritto di un medico c!e &i&e ancora oltre la sua morte, P.J. FabreDrd#uo. Il testo uscC allora non in seguito al trattato di Clauder, ma 3

nell"a endice della +iscellanea Curiosa dell"Accademia Im eriale *eo oldina dei curiosi della natura, associazione dei medici e scienziati di cui Clauder era socio e c!e ubblica&a ogni anno a artire dal 68A>, delle e%%emeridi raggru anti i di&ersi la&ori dei curiosi, seguiti da #ualc!e testo straniero di cui a&e&ano conoscenza. 'i u0 considerare c!e tale ubblicazione costituisca l"edizione rinci e del +anuscri tum ad Fridericum. *a seconda edizione 3 la i; di%%usa, oic! si tro&a nella (iblioteca C!emica Curiosa di J.J. +anget , uscita nel 6A>@ e rieditata a (ologna nel 6=AA. Il +anuscri tum ad Fridericum &i si tro&a nel rimo &olume ( da ag. @=6 a ag. :>8 ), nella terza sezione tra il *eKicon C!imicum di Lilliam Jo!nson e l" Aedi us C!emicus di J. J. (ec!er, gi1 citati. *a terza edizione del +anuscri tum ad Fridericum esce nel 6A:8 #uando il ni ote di <abriel Clauder rocede alla riedizione del trattato di suo zio con un titolo leggermente modi%icatoI Dld#uo*i&re (sc!ediasma ) de la teinture uni&erselleD!elli .. inoltre la agina del titolo annuncia c!e il testo di Clauder 3 seguito da altre tre o ereI Il Dld#uo/rs Cl3bre +anuscrit de Pierre Jean Fabre eK licant les obscurits de l"Alc!imie a&ec une eKtraordinaire ers icacit3Drd#uo. (Celeberrimo manoscritto di Pierre Jean Fabre c!e s iega le oscurit1 dell"alc!imia con una straordinaria ers icacia)$ Dld#uo*a dissertatio de medicina uni&ersaliDrd#uo di A. <otlab (erlic!$ l"e istola Dld#uode EliKirio 'o !orumDrd#uo di Emmanuel Molnig. In #uesta edizione il testo di Clauder 3 lo stesso, con la di%%erenza c!e il aragra%o con la romessa sues osta 3 so resso. *a %ine del libro 3 in&ece modi%icata di nuo&o e il manoscritto del Fabre &iene cosC annunciatoI 2'i o%%re ora alla tua curiosit1, onore&ole lettore, il manoscritto romesso in #uesto trattato scritto dal celeberrimo medico del re di Francia Pierre Jean Fabre2. Il seguito ri rende nell"essenziale il testo c!e ser&e da re%azione nell"edizione rinci ale. Il manoscritto 3 seguito dalle #uattro lettere c!e ritro&iamo nella (iblioteca C!emica Curiosa ma anc!e da un riassunto intitolatoI Dld#uoProcessus Fabri a #uodam C!imico contractus, et illustratus lectori communicaturDrd#uo, in cui si comunica il rocedimento di Fabre rice&uto da #ualc!e c!imico ed illustrato al lettore c!e, in due agine e dicianno&e unti riassume la %abbricazione della Pietra Filoso%ale. Biene in%ine un bre&e testo col #uale Clauder considera c!e la curiosit1 del lettore 3 ormai soddis%atta. Queste &arie modi%ic!e ris etto all"edizione del 68AH, siano esse do&ute a Clauder, in occasione di un"edizione intermedia di cui a&remmo erso le tracce, o a suo ni ote, inducono a resentare il testo di Fabre come er%ettamente integrato nella struttura del testo del Dld#uoDe /inctura -ni&ersaliDrd#uo, mentre i testi di (erlic! e di Moeing sono sistemati senza resentazione. Il testo latino del +anuscri tum ad Fridericum si tro&a cosC ad essere la rima o era di Fabre tradotta in tedesco, oic! la traduzione delle o ere com lete non &err1 terminata c!e nel 6A6:. 'i de&e considerare c!e se il +anuscri tum ad Fridericum 3 datato 67 maggio 687:, la sua menzione a are er la rima &olta nell"o era di Clauder solamente nel 68AH, er &enir %inalmente editata nel 68=>. Perc! tali ritardiN Do&"era il testo tra il 687: e il 68AHN Perc! il Clauder attende dodici anni er ubblicare unDrs#uoo era c!e egli annuncia come im ortanteN Come se l"3 rocurata ClauderN 'i tratta&a realmente di un sem lice manoscritto in&iato a Federico, o ure era unDrs#uoo era destinata alla stam a e c!e reca&a una dedica er luiN 'i u0 ris ondere arzialmente a #uest"ultima domanda notando c!e nel ca itolo &enticin#ue Fabre scri&eI 2Ci resta ora da rendere soddis%azione a tutti, e in articolare al nostro rinci e Federico, duca di 5olstein. E" solo con il suo accordo c!e abbiamo coordinato ed autorizzato la stam a del trattatoDrd#uo. Essendo Federico morto &nel 687=, sembra di%%icile c!e sia l"editore Clauder ad a&er sollecitato e menzionato una tale autorizzazione. (isogna dun#ue su orre c!e Fabre ensasse ad un"edizione c!e non &ide mai la luce senza c!e noi si ossa sa ere il erc!. I* +A,-'C.IP/-+ AD F.IDE.IC-+ E O A-/E,/IC?N 'ono #uesti interrogati&i c!e !anno otuto dare eso all"a&&iso di .. ,ellic!e, c!e nel suo indice bibliogra%ico segnala come sia a torto c!e il +anuscri tum ad Fridericum &enga attribuito al Fabre, senza indicare le ragioni di tale o inione. Dobbiamo ensare c!e sia stato un errore di attribuzioneN +a si immagina male un Clauder c!e scri&e il +anuscri tum ad Fridericum, #uando si sia &ista la modestia e la bre&it1 dei suoi la&ori$ bisognerebbe d"altronde su orre in #uesto caso c!e i ri%erimenti alle altre o ere di Fabre c!e contengono il +anuscri tum ad Fridericum siano stati aggiunti successi&amente. Clauder otrebbe essere autore di un %also, &enendo la tesi del +anuscri tum ad Fridericum a con%ermare #uelle del De /inctura -ni&ersali. Il tono delle due o ere 3 er0 molto di&erso, ma so rattutto il +anuscri tum ad Fridericum sembra ben ortare il marc!io del suo autore resunto, sia er lo stile iuttosto en%atico c!e lo caratterizza, sia er l"im ortanza c!e &iene data alla decodi%icazione delle allegorie. +a ci0 c!e i; conta, esso contiene ri%erimenti recisi ad o ere anteriori dell"autore, se si tratta di un %also, 3 di eccellente #ualit1, ci0 c!e non si tro&a nelle ratic!e di #uel tem o, si attribui&a &olentieri i ro ri scritti ad un altro, er co rirsi della sua %ama, ma non si ro&a&a er #uesto il bisogno di dare l"illusione c!e l"autore %osse il ersonaggio in #uestione. 4

E" il ri%erimento all"alEaest negli ultimi ca itoli del +anuscri tum ad Fridericum c!e a orta gli elementi di a rezzamento i; interessanti. In%atti come &edremo nel commentario del +anuscri tum ad Fridericum, #uesta nozione tratta dal &ocabolario di Paracelso %u ri resa da Bon 5elmont e la si tro&a in seguito solo in trattati della seconda met1 del PBII secolo. Il +anuscri tum ad Fricericum sarebbe cosC uno dei rimi testi ad es orre le sue &irt; e i rocessi di %abbricazione. Possiamo %orse domandarci se i ca itoli in #uestione %igurarono nel testo originale di Fabre o se %urono aggiunti in seguito da lui stesso oco tem o rima della sua morte, o da un altro. E" er0 ossibile ammettere c!e, &erso la %ine della sua &ita Fabre introdusse #uesto nuo&o tema nella sua ri%lessione. +anc!iamo certo di elementi c!e indic!ino con recisione er #uali &ie Fabre abbia sentito arlare dell"alEaest, er0, essendosi recato nelle %iandre nel 68:9, !a otuto tro&are nei suoi &iaggi delle relazioni c!e l"in%ormarono circa i la&ori di Bon 5elmont, e in articolare dell"uscita dell"?rtus +edicinae nel 689H. Questa o era c!e raggru a la maggior arte degli scritti del c!imico %iammingo, contiene in%atti numerosi trattati c!e e&ocano l"alEaest. Fabre !a dun#ue otuto rendere conoscenza di #uesti nuo&i s&ilu i della teoria alc!emica molto rima dell"uscita della rima edizione di Bon 5elmont in lingua %rancese nel 68A6. *"autenticit1 del testo sembra otersi stabilire con la citazione c!e &iene %atta nell" Dld#uoAurum su erius et in%erius, aurae su eriores et in%eriores !ermeticumDrd#uo di (ondin$ al ca itolo sette, in cui l"autore ricerca il momento o ortuno er ottenere ci0 c!e egli c!iama l"oro dell"oro, c!e costituisce la sostanza metallica e di conseguenza il com onente stesso della ietra %iloso%ale, si tratta del ruolo c!e u0 giocare l"alEaest. 'i constata allora una stretta arentela tra l"es osto di (ondin su l"or de l"or, e #uello di Fabre sulla ure substance de la nature$ certe %rasi come Dld#uoeK li#uor alEaest la idum !iloso !orum con%ici otestDrd#uo, si ritro&ano costantemente nell"uno e nell"altro testo %ino al momento in cui (ondin dic!iaraI 2su #uesto argomento si legger1 con ro%itto il trattato di Jean Pierre Fabre, consigliere e medico del re di Francia, c!e %inC er com orre er Federico, duca di 5olstein, il 69 maggio 687:.2 Gca itoli dodici e trenta dellDrs#uoaurum su erius. Essendo l"o era di (ondin datata 68A9, siamo in resenza del i; antico ri%erimento c!e abbiamo incontrato nel testo del +anusci tum ad Fridericum, anteriore in ogni caso alle rime allusioni c!e &i %ece Clauder nel 68AH nella sua Dld#uoDissertatio de /incturaDrd#uo, e ora mi domando se #uesto scritto, di cui %orse non esiste altro esem lare e c!e 3 er tale ragione molto raro, &edr1 mai la luce. 'embra dun#ue &eramente c!e &erso il 68A9, (ondin abbia otuto consultare il manuscri tum ad Fridericum allo stato reale di manoscritto, #uale Fabre &ole&a %arlo er&enire al duca Federico. In%atti se crediamo a Ferguson, (ondin di&enne membro dell"Accademia ,aturae Curiosorum nel 68A: con il nome di 5erms. *"o era di Fabre sembra a&er goduto di un certo restigio %ra i membri di tale societ1 scienti%ica, in cui il +anuscri tum ad Fridericum a&rebbe do&rebbe circolare nel corso degli anni c!e !anno receduto la sua ubblicazione. <. Clauder, c!e era membro di #uella societ1 con il nome di /!se3 (/eseo), %ece #ualc!e anno i; tardi la stessa constatazione di (ondin, ma %u solo nel 68=> c!e egli si decise a %ar ubblicare il trattato di Fabre nell"organo dell"Accademia dei curiosi della natura.

*"?.<A,IFFAFI?,E DE* +A,-'C.IP/-+ AD F.IDE.IC-+ -na rima lettura del +anuscri tum ad Fridericum lascerebbe ensare c!e il testo non si resenti in %orma di unDrs#uoes osizione lineare, ma c!e ri renda le stesse s iegazioni adottando ogni &olta come unto di artenza una modalit1 di es ressione di%%erente$ l"es osizione gira intorno alla nozione di Pietra dei Filoso%i nei rimi no&e ca itoli ed a #uella di mercurio negli otto seguenti. E" oi la decodi%icazione delle allegorie c!e uni%ica i ca itoli dal diciottesimo al &enti#uattresimo, mentre gli ultimi ca itoli ri rendono l"argomento a artire dalla nozione di alEaest$ ma esiste di %atto una reale rogressione del testo la cui argomentazione si articola attorno ai ca itoli dieci e &enticin#ue. I rimi no&e ca itoli costituiscono l"es osizione della dottrina alc!emica %ino alle s iegazioni riguardanti il mercurio e lo zol%o, rinci i c!e com ongono la Pietra Filoso%ale. Il ca itolo dieci, sul sale, s&olge un ruolo essenziale nella misura in cui si introduce un nuo&o concetto ro riamente Paracelsiano e si %a carico di mostrarlo in un modo c!e, comun#ue, non scon&olge il cor o della dottrina tradizionale cosC come 3 stato resentato. A artire dalla com rensione del ruolo %ondamentale del sale la cui es osizione si rolunga %ino al ca itolo undici, 3 ossibile rendere conto delle &arie o erazioni c!e s%ociano nell"elaborazione della Pietra Filoso%ale. /ali o erazioni &engono in seguito ra resentate in modo simbolico. Il ca itolo &enticin#ue recisa er0 c!e 3 solo a artire da #uel unto c!e si indic!er1 come de&e essere realizzata la Pietra dei Filoso%i. Questo era certo gi1 l"oggetto dei ca itoli recedenti ma con un di&erso intentoI allora si tratta&a, mostrando c!e la Pietra si u0 %abbricare, di con%ermare c!e un tale rodotto si u0 e%%etti&amente incontrare tra le cose esistenti e c!e tale esistenza non 3 solo simbolica. Fabre, dando il senso dei simboli alc!emici, intende ro&are c!e ci0 a cui si 5

mira sono dei rocessi c!imici reali. -na &olta realizzato #uesto assaggio dalle immagini ai concetti c!e guidano la ratica, 3 ossibile recisare a artire da cosa si ottenga la Pietra, o&&ero #uale sia la materia rima c!e de&e essere la&orata secondo le o erazioni descritte in recedenza. Questo 3 l"oggetto dei ca itoli dal &enticin#uesimo alla %ine, o&e si tratta della sostanza ura o #uintessenza e oi dell" alEaest. CosC si realizza il congiungimento tra le nozioni antic!e e le nozioni nuo&e. Il testo del +anuscri tum ad Fridericum di Pierre Jean Fabre, #uale ora leggeremo, 3 #uello dell"edizione del 6A>@ del +anget nella (ibliot!eca C!emica Curiosa. ,e !o ris ettato l"ortogra%ia, la unteggiatura, l"accentuazione e l"utilizzazione delle maiuscole, anc!e #uando ossono sembrare non corrette. 5o com arato l"edizione di J. J. +anget a #uella di Clauder nella +iscellanea Curiosa dell"Accademia im eriale *eo oldina dei Curiosi della ,atura del 68=> ( Annotata 68=> ), c!e !o otuto consultare alla biblioteca nazionale. 5o aggiunto al testo della (iblioteca C!emica Curiosa le %rasi, o arti di %rasi, c!e %igurano solo nelle due altre edizioni, oic! la loro omissione da arte del +anget di ende&a e&identemente da un errore dell"edizione. 5o in%ine a ortato modi%ic!e al testo di +anget ogni &olta c!e la dizione resentata dalle altre edizioni si im one&a er ragioni di senso o di grammatica. /ali modi%ic!e sono indicate in %ondo al testo latino mentre le noti in %ondo alla traduzione ser&ono a giusti%icare certe scelte o a c!iarire il senso letterale del testo di Fabre. /utte le altre s iegazioni &erranno trattate nella terza arte di #uesto libro.

+A,?'C.I//? DI PIE..E JEA, FA(.E +EDIC? +?*/? '/I+A/? DA* .E DI F.A,CIA


-na &olta in&iato a Federico duca serenissimo di 5olstein, c!e s iega le oscurit1 degli alc!imisti con una straordinaria ers icacia, ro&eniente dalla biblioteca di <abriel Clauder.

Al lettore, salute e com limenti da un cristiano. Io o%%ro alla tua curiosit1, onore&ole lettore, come romesso nel mio trattato della /intura -ni&ersale, il manoscritto di un medico ancora &i&ente oltre il suo tem o, P. J. Fabre.

'e sei &ersato nelle realt1 %isico G c!imic!e, subodorerai %acilmente c!e #uesto o uscolo non !a bisogno dell"elogio altrui o di &enir decantato come un &ino da &endere, oic! esso ro one #uanto 3 stato ricercato con sC acuta ers icacia c!e, senza contraddire il giudizio dei i; saggi, oc!e o ere lo eguagliano, e meno ancora gli sono su eriori. Io te lo resento ro rio erc! le mera&iglie di Dio de&ono essere di&ulgate e le realt1 %isic!e de&ono essere sem re i; a ro%ondite da coloro c!e !anno la com etenza e l"erudizione necessaria. Borrei sem licemente c!e tu sia messo in guardia, cosC c!e rima di im egnarti in #uegli esercizi in cui certa 3 la &ittoria, tu ti %ermi da rima rudentemente er ris ondere a #ueste domandeI basteranno le tue s alle a ortare #uesto rude %ardelloN /ro&erai in te stesso una moti&azione su%%iciente er un la&oro serio come #uelloN Questo rogetto &eramente io ti %ar1 la&orare er rendere lode a Dio e er l"interesse degli altri, se il cielo ti giudica degno, cosC c!e ti sia concesso di gridare il celebre ureEa, ureEaN Come sanno gli autentici %igli dell"arte, Dio, c!e 3 onnisciente, non con%ida normalmente tale dono regale c!e ad un numero estremamente iccolo di ersone. 'e in%atti il tuo la&oro ed il tuo s%orzo non si a licassero ad un tale %ine, sarebbe &eramente come se er %ollia tu ti a%%ondassi una s ada di tuo ugno nel cor o, ed a&essi oi la sensazione d"a&er erso tem o e %atica a la&orare la Pietra, a dila idare i tuoi beni er #uella , e contro l"a&&ertimento del %iloso%o, entrando nel lu anare consideri di a&er messo un tal rezzo a tali rim ianti. Addio, e c!e il cielo ti sia %a&ore&ole. /uo de&otissimo a renderti ogni ser&izio <abriel Clauder Altenberg, luglio 68=>

'E *A PIE/.A DEI FI*?'?FI 'I /.?BI ,E**A ,A/-.A

Ca itolo I

Prima di s iegare cosa sia la Pietra dei Filoso%i, dobbiamo cercare se essa esiste nella realt1 e si tro&i nella natura. 'i tro&ano in%atti molti s iriti sottili ersuasi di essere ro&&isti di una intelligenza su eriore e enetrante c!e ensano c!e non esista e non si tro&i nella realt1 #ualcosa c!e trasmuti tutti i metalli im er%etti in oro &ero e c!e orti a %initura tutte le cose c!e so%%rono di un di%etto$ se essi a&essero la mente dotata di ragione, non in&enterebbero tali assurdit1, l"oro e l"argento esistono certo in natura, essi sono a ortata di mano di tutti e sono sotto gli occ!i di tutti. Poic! dun#ue l"oro e l"argento si tro&ano in natura, 3 necessario c!e esista #ualcosa a artire da cui si roducano l"oro e l"argento, essi in%atti non costituiscono una nuo&a creazione del su remo Creatore di ogni cosa, ma sono %atti dalla natura c!e li trae da una materia recisa e reale. ?ra, tale materia, a artire dalla #uale sono %atti l"oro e l"argento, c!e si tro&ano in natura, si u0 ottenere e ortare a %initura in modo tale c!e, congiunta all"oro, essa ossa con la sua er%ezione rodurre la %initura di tutti i metalli im er%etti. Di %atto, #uando 3 rinc!iusa nelle &ene dei monti, se tale materia roduce oro con una sola ed unica cottura naturale, c!e cosa %ar1 se, con il rocedimento di una cottura s&ariate &olte ricominciata in un &aso di &etro uro, essa &iene com letamente ricotta unitamente all"oro ed ac#uisisce una er%ezione su rema cosC da enetrare e raggiungere i ori dei metalli im er%ettiN ,on metter1 %orse com letamente in %uga #uell"im er%ezione e non la scaccer1 %orse molto lontanoN ?ra, #uesta sostanza, a artire dalla #uale si roducono l"oro e l"argento, ci &iene data grazie all"arte c!imica, essa u0 essere ortata ad una tale er%ezione c!e orta a %initura e com imento la sostanza im er%etta dei metalli. E" dun#ue cieco, &eramente cieco e non !a mente razionale colui c!e nega l"esistenza della Pietra dei Filoso%i nella realt1. 'e #uesti non ossono restare %ede a tale argomentazione e alla ragione, leggano ure Ermete /rismegisto, l"arabo <eber, lo s agnolo .aimondo *ullo e molti altri autori in numero #uasi in%inito c!e ci ro&ano con altri argomenti e ragioni, c!e la Pietra dei %iloso%i esiste, c!e essi l"!anno %abbricata e c!e #uindi l"!anno a&uta tra le mani. (isogna restare %ede all"autorit1 di un gran numero di %iloso%i, se no bisogna ascri&ere al no&ero degli asini coloro c!e non giungono a rimuo&ere dalle loro menti simili assurdit1. Forse essi &orranno essere istruiti al %ine di ossedere oro e argento a &olont1. *i rego di considerare #uestoI Il cielo %arebbe io&ere oro e erle iuttosto c!e ci0 si &eri%ic!i, gli Dei &endono tutto a rezzo di sudore e %atica, ed in articolare #uesta arte, la cui ac#uisizione ric!iede al grado i; ele&ato la&oro e sudore. (isogna dun#ue considerare e credere %ermamente c!e la Pietra dei %iloso%i esiste e si tro&a in natura, oic! si resenta come una materia e sostanza a artire dalla #uale si roducono oro e argento. Questa materia u0 essere ortata a com leta er%ezione, cosC c!e la er%ezione c!e si ac#uisisce con l"arte orta a er%ezione tutto ci0 c!e so%%re di un di%etto. CosC ossiamo concludere c!e la Pietra dei %iloso%i esiste dure&olmente nella natura.

C5E C?'" E" *A PIE/.A DEI FI*?'?FI DE**A ,A/-.A

Ca itolo II

A artire dal ca itolo recedente, ossiamo ricostruire #uale sia la natura della Pietra dei %iloso%i. Abbiamo in%atti sostenuto c!e essa stessa 3 la materia o semenza a artire dalla #uale esistono l"oro, l"argento e gli altri metalli$ ma #uesto 3 tro o oscuro er coloro c!e gustano l"arte c!imica solo con le labbra, occorre esaminare in cosa consiste tale materia e seme metallico$ in%atti tale seme non si &ede nei metalli, cosicc!, molti non &edendolo ne negano l"esistenza$ essi in%atti !anno il cer&ello %atto come un occ!ioI credono solo a #uel c!e &edono. Ermete /rismegisto a%%erma c!e i metalli !anno un seme a artire dal #uale essi crescono, egli a%%erma ancora nella sua ta&ola smeraldina c!e ci0 c!e sta in alto 3 della stessa natura di ci0 c!e sta in basso. CosC gli animali e i &egetali c!e sono sulla su er%icie della terra e c!e sono realmente esseri su eriori, !anno un seme a artire dal #uale essi crescono$ e dun#ue gli esseri in%eriori c!e sono i minerali e i metalli c!e crescono nella arte in%eriore della terra !anno ure un seme come gli esseri su eriori, er esem io gli animali ed i &egetali. ,on si u0 dun#ue negare c!e i metalli e i minerali abbiano un seme a artire dal #uale si roducono e crescono$ ma #uale sia #uesto seme, e con #uale rocesso si roduca nella natura, 3 #uanto occorre ora ricercare. Il seme animale e &egetale ro&iene in e%%etti dal cielo$ similmente il seme minerale e metallico ro&iene ure dagli elementi del cielo. Il cielo roietta negli elementi, e in articolare al centro della terra, ci0 c!e i suoi raggi e i suoi in%lussi !anno di i; uro$ ci0 &iene allora digerito e com letamente cotto dal calore naturale del centro della terra stessa$ oi con i suoi ro ri mezzi, %inc! #uella arte i; ura del cielo e di tutti gli elementi non %ormi un cor o e tale cor o %ormi uno s irito. In tal modo #uella sostanza si tras%orma una rima &olta da s irito in cor o e oi tale cor o si tras%orma di nuo&o in uno s irito, c!e, er l"unione e il ri etuto congiungimento al suo cor o, di&enta in%ine una sostanza s irituale c!e ossiede #ualcosa di cor oreo. /ale sostanza non 3 nulla altro c!e #uel cor o %isso c!e i %iloso%i c!iamano zol%o della natura e c!e in%ine, rinc!iuso nelle &ene dei monti, una &olta %issato il suo centro, si %issa in metallo. 'e esso 3 uro si tras%orma in oro uro, se 3 im uro si muta in metallo im er%etto e i metalli im uri si di&ersi%icano e si distinguono secondo la di&ersit1 delle loro im urit1. /ale 3 dun#ue realmente il seme metallico, %orgiato a artire dal %lusso celeste e dalle sostanze i; ure degli elementi. Allo stesso tem o si sublima e circola attra&erso i ori della terra, si im regna di &arie sozzure, oic! incontra l"im urit1 nei ori im uri e s orc!i della terra$ 3 da tale im urit1, come !o indicato, c!e nascono i di&ersi metalli im er%etti, cio3 il iombo, lo stagno, l"argento &i&o, il %erro ed il rame. +a se #uel seme uro 3 rinc!iuso nelle rocce ure, si cuoce in oro e in argento grazie al suo ro rio calore naturale e al calore naturale della terra stessa. Questo seme metallico occu a dun#ue una osizione centrale nelle matrici dei metalli, c!e ure sono i luog!i o&e &engono generati i metalli. E" realmente la Pietra dei %iloso%i, oic! 3 recisamente a artire da tale ura realt1, c!e una cottura do&uta all"arte rende ancora i; ura, c!e si ottiene la Pietra c!e orta alla sua er%ezione tutto ci0 c!e so%%re di un di%etto. E" cosC c!e i metalli im er%etti si com letano %ino a di&entare oro e argento, nella misura in cui essi so%%rono un simile di%etto nell"arte c!imicaI tale Pietra non &i 3 di%%erente e la sostanza resta in ogni unto simile a #uanto essa 3 nella natura. +a gli uomini non sanno utilizzarla, essi se ne ser&ono in eccesso l1 do&e essa non ser&e a nulla, ma roduce male iuttosto c!e il bene.

Q-A*"E" *A ,A/-.A DE* C?.P? P?''ED-/? DA**A PIE/.A DEI FI*?'?FI E DI Q-A*E BE'/E E''A 'I C?P.E

Ca itolo III

Questo ca itolo contiene l"arte tutta intera e la s&ela ai saggi c!e conoscono il leone c!imico$ una &olta in%atti c!e si sa ia c!e cos"3 il cor o del nostro leone, o Pietra dei %iloso%i, tutto il resto 3 solo una %accenda da donne e un gioco da ragazzi. Dobbiamo cuocere er tutto il tem o necessario e a&ere la azienza e il tem o a%%inc! &enga com letata l"o era tanto desiderata. 'e la Pietra 3 la #uintessenza del cielo e di tutti gli elementi, essa non u0 a&ere altro cor o n indossare altra &este c!e il cor o e la &este del sale$ er #uanto in%atti esso cuocia al centro della terra, tale s irito non u0 er tale cottura indossare altra &este c!e #uella del sale, oic! in #uel sale noi &ediamo tutti gli elementi. Bediamo il %uoco er &ia del calore e della luminosit1 c!e esso mani%esta, erce iamo l"aria er &ia della sua orosit1 e biancore, scorgiamo l"ac#ua er la sua dia%anit1 ed umidit1, erce iamo la terra er la sua cor oreit1 e la sua massa com atta, &ediamo il cielo er le caratteristic!e e rimarc!e&oli ro riet1 del sole e della luna, cosC c!e tutte le cause c!e roducono il sale stesso sono rinc!iuse e erce ibili in esso. Cosa desiderare maggiormente in un soggetto cosC eccezionale, c!e si c!iama Pietra dei Filoso%i, anc!e se non 3 una Pietra e non !a la natura di una PietraN 'i c!iama comun#ue Pietra anc!e se %onde e si li#ue%a nell"ac#ua, ci0 c!e non %anno le ietre. Esse in%atti non si li#ue%ano n si dissol&ono nell"ac#ua ma al contrario si induriscono e si accrescono sem re i;. *"ac#ua in%atti 3 madre e origine di tutte le Pietre oic! lo s irito di Benere della nostra Pietra dimora nell"ac#ua, c!e indurisce in Pietra la materia e la cuoce in mezzo alle ac#ue stesse. Di conseguenza la nostra Pietra, o seme dei nostri metalli, e #uintessenza del cielo degli elementi, non u0 ri&estire altro cor o o altro abito se non #uello del sale. *"enorme calore c!e si tro&a in%atti in una tale materia roduce il cor o del sale, come si ric!iede dalla natura stessa$ oic!, dato c!e la natura de&e %ormare e generare da s a artire dal suo ro rio cor o e dal suo ro rio s irito, ci0 non si u0 %are er mezzo di un cor o di&erso dal sale, ossedendo #uest"ultimo naturalmente l"attitudine a rodurre e generare tutto. <li altri cor i non ossono com iere ci0 senza essere stati ridotti in tale materia c!e 3 la rima di tutte. /ale materia rima non u0 essere ridotta in un"altra sostanza, altrimenti si determinerebbe allora una rogressione all"in%inito. +a, do o c!e tutte le cose sono state ridotte in tale materia rima, si roducono allora, a artire da #uesta materia, delle generazioni &arie ed in%inite secondo la dis osizione c!e di&ersi agenti le !anno dato, generazioni c!e ordinano tale materia in &ari modi e roducono a artire da #uella tutti i cor i misti. 'i de&e dun#ue concludere c!e la Pietra dei %iloso%i non u0 assumere altro cor o n &este se non il sale. Esso si tro&a e risiede o&un#ue o&e nulla si u0 generare. E, do&e #ualcosa &iene generato, tale materia &iene im iegata er tale generazione.

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C?, Q-A*E ,?+E BIE,E DE'I<,A/A *A PIE/.A DEI FI*?'?FI

Ca itolo IB

,on si ossono recensire tutti i nomi coi #uali 3 stata designata la Pietra dei Filoso%i, erc! il risultato sarebbe un enorme &olume. Ci0 tanto &ero c!e la si designa e la si nomina col nome di tutto ci0 c!e esiste nella natura$ ne indic!er0 solo i rinci ali e #uanti sono utili alla nostra arte, e mostrer0 e s&ilu er0 le ragioni c!e !anno s into i %iloso%i c!imici a designare la ietra con tali nomiI 6 *a si c!iama dun#ue innanzitutto materia rima delle cose, oic! si tratta &eramente della materia rima di ogni cosa, e tutto ci0 c!e si roduce ed esiste ro&iene da essa e si riduce in essa er utre%azione naturale. @ *a si c!iama ure microcosmo, oic! essa racc!iude in s tutti gli elementi$ essa contiene il cielo con tutte le ro riet1 del cielo e di tutti gli elementi, contiene in%atti in s il cielo, il sole, la luna e tutte le stelle, e &i sono #uindi in #uesto soggetto tante rimarc!e&oli caratteristic!e c!e non %inirebbe mai di stu ire. : Pietra dell"a#uila, oic! essa contiene in s un"altra Pietra nascosta nel ro rio seno$ 3 cosC &ero c!e 3 a artire da s stessa c!e la Pietra dei Filoso%i 3 condotta al suo &ero stato e ortata a com imento, 3 cosC c!e essa si tro&a nascosta nel suo ro rio seno. 9 Ac#ua di &itaI Essa risuscita in%atti il nostro re c!e era morto, cio3 l"oro c!e tro&a realmente la morte con la normale %usione con la #uale lo si estrae dal suo minerale grezzo. *o s irito di tale oro scom are in%atti con la %usione ed in seguito esso erde la &ita$ una &olta c!e la &ita gli sia stata tolta e c!e essa sia e&a orata, si dice c!e l"oro 3 morto, e #uando #uesta ritorna e si riunisce a #uella, si dice c!e esso ritro&a la &ita e c!e 3 risuscitato dai morti. *a si c!iama ac#ua di &ita erc! essa libera tutti gli uomini da tutte le loro malattie e rolunga loro la &ita. 7 Beleno, erc! essa uccide i metalli e conduce tutte le cosa alla utre%azione in modo da rigenerarle e da ortarle ad uno stato migliore. 8 ' irito, dato c!e esso 3 &olatile, c!e si ele&a nel cielo, rende luminosi i metalli e dona loro generosamente la &ita come un &ero s irito di &ita. A +edicina su rema e unica, oic! guarisce tutte le malattie degli uomini come ure dei metalli. H Cielo, oic! tale materia 3 incorruttibile come il cielo, ed agisce come il cielo su tutti gli oggetti della natura in modo in&isibile e s irituale. = ,u&ola, essa dona in%atti l"ac#ua celeste, ioggia, rugiada, dalle #uali si es ande la sua ro ria ac#ua, cosC c!e essa roduce il suo %rutto c!e non 3 altro c!e il suo mercurio. 6> .ugiada, essa cade in%atti dall"aria e nutre e %econda l"ac#ua coi suoi germi, cosC c!e ne nasce e scaturisce il latte della &ergine. 66 ?mbra, essa oscura in%atti le ac#ue e gli elementi e ro&oca le eclissi di sole e luna. 6@ *una, oic! 3 sua ro riet1 naturale #uella di essere %redda e umida e, allo stesso modo, essa agisce in ci0 c!e 3 in%eriore e trae la sua luce dal suo sale. 6: 'tella c!iara e *uci%ero ( ortatore di luce 3 il nome dato alla stella &enere, o stella del mattino ), oic! nell"o era essa brilla al mattino e alla sera, il c!e 3 a%%atto sor rendente a &edersi. 69 Ac#ua ermanente, ac#ua di &ita metallica, ac#ua %ogliata incorruttibile. Essa ersiste in%atti nell"ac#ua nell"aria e nella terra e nessun elemento u0 corrom erla. 67 Ac#ua ardente e ac#ua di %uoco$ essa %onde tutti i metalli molto di i; c!e tutti i carboni, le %iamme ed il %uoco stesso non ossano %are di meglio. 68 'ale di nitro e di roccia, essa ne ossiede in%atti le ro riet1 e #ualit1 e si ottiene in un modo simile e identico. 6A *isci&ia, dato c!e ulisce e cancella le im urit1 metallic!e e le ro rie$ essa giunge in tal modo alla urezza assoluta. 6H Fidanzata, madre, s osa, E&a, e lo 3 &eramente. E" da #uesta in%atti c!e nascono al nostro re dei %igli reali. 6= Bergine ura ed immacolata, essa resta in%atti ura e casta anc!e se d1 alla luce dei %igli. Essa so%%oca ed uccide i suoi %igli come ure il suo stesso s oso oic! li risuscita ad una nuo&a &ita incorruttibile e immortale. @> *atte di &ergine, oic! il suo li#uido esce dalla terra come latte e si indurisce nel &aso c!e la rice&e in un burro c!e si rammollisce al calore e si indurisce al %reddo. @6 'angue, in #uanto essa arrossisce come sangue, essa rende rosso e contiene lo s irito di &ita come il sangue. @@ (agno, in #uanto ulisce e uri%ica il nostro re e %a tras irare tutti i metalli. @: 'ciro o di granata, a causa della iace&ole acidit1 c!e rende grade&ole ogni cosa. @9 Aceto %ortissimo, in #uanto rode e scioglie i metalli. @7 Piombo, in #uanto essa 3 una materia esante e oderosa c!e annerisce come il iombo. 11

@8 Benere della natura, oic! essa in%iamma e consuma tutte le cose, le %a maturare e le cuoce. @A ' uto di luna, oic! essa &iene es ulsa dalla luna celeste sotto %orma di ac#ua come uno s uto. @H 'er ente e drago, oic! essa ing!iotte e di&ora interamente i metalli e racc!iude in s dei &eleni. @= -rina di bambino e urina di &itello bianco, in ragione della sua acredine e note&ole uzza. :> +agnesia in #uanto attira ed attrae a s i metalli e in articolare il sole e la luna a causa della sua er%ezione. :6 Concime, in #uanto essa concima la ro ria ac#ua, la rende %econda e la %ertilizza. :@ Essenza metallica, e lo 3 &eramente oic! i cor i metallici si roducono a artire da #uesta e ne traggono la loro origine. :: +ateria di tutte le %orme, in%atti essa le roduce, le conduce a er%ezione e le conser&a. :9 Iride a causa dei numerosi colori c!e si mani%estano in essa come nell"iride. :7 Caos, oic! tutti gli elementi e le otenze celesti sono mescolate e con%usi in essa. *a si c!iama e la si designa con un"in%init1 di altri nomi c!e non 3 necessario s&ilu are, oic! #uelli c!e recedono sono su%%icienti a c!iarire il senso di tutti gli altri e a ermettere la com rensione degli autori c!imici$ #uali siano i nomi c!e essi gli attribuiscono o le &esti con cui l"abbigliano, tutti intendono con ci0 tale, sola, ed unica materia uni&ersale e cattolica.

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'E *A PIE/.A DEI FI*?'?FI (A'/A A 'E '/E''A, C?, *A '-A /E..A E I* '-? 'PI.I/? PE. <I-,<E.E A**A PE.FEFI?,E '-P.E+A

Ca itolo B

/utti i %iloso%i c!imici c!e !anno condotto a er%ezione la Pietra dei %iloso%i roclamano c!e esiste nella natura un soggetto unico c!e ossiede in s stesso ci0 c!e gli 3 necessario er giungere alla ro ria er%ezione estrema ed assoluta. In%atti nulla di estraneo o di esterno entra nella sua com osizione, oic! esso ossiede in abbondanza ci0 di cui abbisogna er la sua er%ezione, occorre er0 togliergli gli escrementi c!e sono le sue im urit1 c!e non a artengono alla sua natura e, %inc! tali im urit1 non &engono se arate, %ino a #uel unto necessita di una cottura costante e continua cosC c!e esso ac#uisisca la er%ezione estrema. ,on 3 necessario aggiungergli il sole e la luna c!e sono uniti nel suo seno. E" er #uesto c!e i %iloso%i diconoI *a nostra Pietra non u0 essere condotta a er%ezione se il sole e la luna non sono legati in un unico soggetto il #uale si tro&a solamente in essa. E" in essa in%atti c!e il sole, la luna e il mercurio sono stati legati naturalmente e sono inse arabili$ 3 er #uesto c!e tutto ci0 c!e 3 necessario alla sua er%ezione si tro&a in tale soggetto. Per #uesto i c!imici dicono e roclamanoI Dld#uoE" nel mercurio c!e si tro&a ci0 c!e cercano i sa ienti, oic! nel nostro soggetto, c!e 3 il &ero mercurio, si tro&a tutto ci0 c!e 3 necessario alla sua er%ezione$ in esso si tro&ano il sole, lo zol%o e il mercurio, il cor o , l"anima e lo s iritoDrd#uo. Di conseguenza 3 tri lice ed unico, oic! tutti e tre costituiscono un solo omogeneo soggetto$ ci0 c!e in esso 3 %reddo e secco, si c!iama sale o cor o, ci0 c!e in esso 3 caldo ed igneo, si c!iama zol%o o anima, e ci0 c!e 3 in lui 3 %reddo e umido si c!iama mercurio. <razie ad una cottura costante e continua #ueste tre sostanze si tras%ormano cosC in una sola, ci0 c!e 3 %reddo e umido si tras%orma in caldo e umido e in%ine in caldo secco. E" cosC c!e si tras%ormano gli elementi c!e si tro&ano nella nostra materia, mescolati e distinti, essi costituiscono un solo elemento igneo e secco. CosC il sale, oic! %a arte della nostra materia, si tras%orma in mercurio e il mercurio si tras%orma in zol%o %isso ermanente, c!e orta ogni cosa a er%ezioneI 'i tratta del &ero balsamo di &ita. E" er #uesto c!e esso ricostituisce e rimuo&e la &ita in tutti i cor i misti della natura, non solo nei metalli ma anc!e in tutti gli animali e &egetali. CosC la nostra Pietra ossiede in s tutto ci0 c!e gli 3 necessario er arri&are alla er%ezione su rema. ,on &i 3 null"altro da ricercare n da aggiungerle, sia c!e il metallo sia er%etto o im er%etto. E" #uanto &edremo i; c!iaramente nel ca itolo seguente.

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'E *"?.? E *"A.<E,/? ? Q-A*C5E A*/.? +E/A**? 'IA,? .IC5IE'/I PE.C5E" *A ,?'/.A PIE/.A P?''A .A<<I-,<E.E *A PE.FEFI?,E

Ca itolo BI

E" er%ettamente &ero e certo c!e i metalli c!e si tro&ano nel cuore della nostra materia, c!e le sono anzi legati materialmente ed in essa radicati, sono su%%icienti al suo er%ezionamento come abbiamo mostrato nel ca itolo recedente. ,ondimeno, ed anc!e se i metalli siano singolarmente del tutto er%etti, oic! sono &olatili e %issati lentamente dalla nostra cottura, i %iloso%i consigliano di aggiungere alla nostra Pietra oro e argento &olgari a%%inc! tali metalli &olatili c!e sono in essa contenuti ossano essere %issati i; ra idamente e cosC condotti rima al loro com letamento. In%atti essi non ossono raggiungere la er%ezione su rema senza esser stati er%ettamente %issati ed a&er otuto so ortare la ro&a del %uoco. , l"oro n l"argento &olgari sono estranei alla nostra Pietra oic! sono della stessa natura di #uelli c!e si tro&ano all"interno della nostra Pietra$ essendo #uesti ultimi er%ettamente cotti, maturati e %issati, %issano con er%etta %issazione, cuociono e %anno maturare l"oro e l"argento c!e non sono totalmente cotti n %issati e c!e non !anno raggiunto la loro totale maturazione. E" er #uesto c!e li aggiungiamo, a%%inc! maturino e si %issino i; resto e siano condotti a termine i; ra idamente. Di %atto, il mercurio %issato, cotto e maturato er%ettamente dalla natura, aggiunto al mercurio non %issato, crudo ed immaturo, &iene ra idamente condotto al suo com letamento ed alla er%ezione desiderata. Allo stesso modo gli altri rincC i c!e sono stati er%ettamente cotti e maturati nell"oro e nell"argento, e c!e !anno raggiunto il loro grado su remo, ortano alla er%ezione ed al com letamento i rinci i della stessa natura c!e nella nostra Pietra non sono n cotti n maturi, aggiungendo&i la loro estrema er%ezione. CosC dun#ue andando a&anti concludiamo c!e non &"3 nulla da aggiungere alla nostra Pietra erc! essa ac#uisisca la sua er%ezione su rema ed ultima, con l"unica accortezza c!e a%%inc! essa si com leti e giunga i; ra idamente alla sua er%ezione e maturit1 occorre aggiungerle oro e argento &olgari oic! con la loro er%ezione e maturit1 essi ortano a com imento l"oro e l"argento c!e ossiede la nostra Pietra nelle sue alco&e i; segrete e i; remote.

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PE.C5E" *A ,?'/.A PIE/.A E" /.IP*ICE ED -,A

Ca itolo BII

Il Creatore 'u

remo di tutte le cose !a &oluto lasciare un"immagine di se stesso a #uesto mondo creato e segnare una tra le creature con il simbolo della sua natura tri lice ed una. ?gni artigiano lascia in%atti un"immagine di s nelle sue o ere$ cosC l"Artigiano 'u remo #uando cre0 il mondo &olle lasciare alle creature un"immagine di s di modo c!e ogni %iloso%o &eda e riconosca Dio in ogni luogo, es lorando e scrutando la natura. *a nostra Pietra si tro&a o&un#ue in tutti i cor i misti della natura, e o&un#ue, essa 3 tri lice ed una. /ri lice, oic! in essa si tro&ano il sale, il mercurio e lo zol%o e #uesti tre cor i costituiscono un unico soggetto omogeneo ed identico. Allo stesso modo la Pietra 3 una, e cosC si tro&ano in essa la trinit1 e l"unit1, come ure in Dio. Come in%atti il Padre nella di&init1 roduce il Figlio ab aeterno e dal Padre e dal Figlio rocede lo ' irito, egualmente nella nostra Pietra er una s ecie di analogia e di simbolo, dallo zol%o c!e ra resenta il Padre, rocede il sale c!e ra resenta il Figlio e da #uesti due cor i rocede il &ero mercurio, come lo ' irito santo c!e %a muo&ere, riscalda e conser&a ogni cosa. E" er #uesto c!e 'endi&ogius, autore de 2*a nuo&a luce2, si es rime cosCI Dld#uo*"uno origin0 il due e i due originarono un unico ' irito 'anto, cosC %u creato il mondo e cosC sar1 alla sua %ineDrd#uo. /utte le cose in%atti si tras%ormano in una, oic! %urono create dall"uno, e tale sar1 la %ine dell"uni&erso. In%atti tutti i cor i misti della natura si ridurranno in rinci i e tali rinci i, c!e sono tre, si tras%ormeranno in uno soloI tale sar1 la %ine di #uesto mondo. ,oi dun#ue concludiamo cosCI la Pietra dei %iloso%i 3 trinitaria ed unitaria e ossiede il simbolo della di&init1 c!e 3 trinitaria ed unitaria.

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Q-A*E E" *A ,A/-.A DE* +E.C-.I? DEI FI*?'?FI C5E P?''IEDE I, 'E" /-//? CI?" C5E E" ,ECE''A.I? PE. ?//E,E.E *A PIE/.A DEI FI*?'?FI

Ca itolo BIII

,on si tratta del mercurio &olgare e comune c!e si &ende abitualmente resso i commercianti c!e cola come ac#ua e c!e non bagna le mani oic! la sua asciuttezza gli im edisce di aderire a ci0 c!e esso tocca, tale asciuttezza trattiene l"umidit1 e gli %a ostacolo, im edendogli di bagnare. Il nostro mercurio, #uello di tutti i %iloso%i, 3 di&erso e distinto e ure o osto a s stesso, esso non bagna le mani anc!e se 3 un sale e trae la sua origine da una sorgente salina, essendo mescolanza di ac#ua e di terra sottile. Questo mercurio 3 ertanto di #ualit1 di%%erente ris etto a #uello &olgare oic! il nostro 3 caldo e umido$ #uello &olgare 3 %reddo ed umido e cosC non bagna, e i; lo si cuoce i; lo si is essisce, i; si cuoce #uello &olgare i; di&enta terroso e si tras%orma in terra non %usibile ed im ura. Il nostro, al contrario, i; lo si cuoce e i; si is essisce, mentre si tras%orma in un sale %usibile e resistente al %uoco. 'i u0 age&olmente concludere c!e il mercurio dei %iloso%i non 3 in alcun modo #uello &olgare e c!e da #uello non u0 &enir tratto, ma c!e 3 solo l"umido radicale metallico c!e si tro&a nella Pietra dei %iloso%i. E" er #uesto c!e 'endi&ogius dice c!e il mercurio dei %iloso%i non 3 altro c!e l"umidit1 dellDrs#uoaria mescolata al caloreI o&&ero l"umido radicale metallico mescolato al calore. ?ccorre in%atti necessariamente c!e tale umido sia caldo a causa dello zol%o innato c!e si tro&a in esso, grazie al #uale 3 coagulato e %issato in metallo er%etto se 3 stato uri%icato e sbarazzato dalle sue im urit1 terrose. Possiamo concludere c!e il mercurio dei %iloso%i non 3 in alcun modo il mercurio &olgare e ossiede esso stesso tutto #uanto 3 necessario all"elaborazione della Pietra dei %iloso%i, oic! &i risiedono lo zol%o ed un %uoco di natura er%ettamente de urati c!e ermettono il com imento dell"o era dei %iloso%i secondo la testimonianza di tutti gli autori. Concluderemo cosCI il mercurio dei %iloso%i consiste nell"umido radicale metallico, o&&ero l"umido dell"aria mescolato al calore, c!e ossiede al ro rio interno tutto ci0 c!e 3 necessario al com imento della nostra o era. Questo 3 #uanto testimoniano tutti gli autori alla cui autorit1 occorre a%%idarsi, oic! essi stessi !anno &isto e toccato tutte #uelle cose di cui arlano. Per #uesto non bisogna assolutamente su orre e considerare c!e tutto ci0 sia %also.

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Q-A*"E" *A ,A/-.A DE**? F?*F? DEI FI*?'?FI C5E C?, I* +E.C-.I? P?./A *A ,?'/.A ?PE.A A C?+PI+E,/?

Ca itolo IP

,on si u0 s iegare cos"3 il mercurio dei %iloso%i senza s iegare allo stesso tem o cosa sia il suo zol%o, essi costituiscono un solo ed unico soggetto e non ossono essere se arati$ in%atti ci0 c!e 3 caldo ed igneo nel mercurio 3 lo zol%o, mentre ci0 c!e 3 umido 3 il mercurio. CosC il mercurio ossiede sem re in s un calore c!e gli 3 innato e naturale, calore c!e, nel mercurio non 3 mai se arato da tale umido. Questo %a dire a molti %iloso%i c!e il mercurio ossiede in s uno zol%o innato e a ro riato c!e ermette al suo umido di coagularsi in oro. *o zol%o dei %iloso%i consiste dun#ue in tal calore radicale c!e risiede nel mercurio e in tutte le cose$ grazie alla sua azione c!e tutte le cose sono condotte a maturit1 ed alla er%ezione su rema e com leta. ,e discende c!e 3 grazie al suo zol%o, solo ed unico, c!e il mercurio dei %iloso%i raggiunge la maturit1 e la er%ezioneI esso di&enta allora oro ortato a com imento, 3 er #uesto c!e se l"oro %osse &eramente li#uido e enetrante sarebbe &eramente un elisir c!e a orta la &ita e la totale er%ezione a tutte le cose ed ai metalli. ,on 3 ossibile c!e una cottura lo tras%ormi naturalmente in una sostanza li#uida e enetrante oic!, in condizioni naturali, la natura del &aso in cui si %onde il mercurio in oro im edisce c!e gli &enga a ortato in modo ri etuto del mercurio uro e li#uido, in%atti la %luidit1 e il carattere enetrante ro&engono solo dal mercurio$ essendo esso i; li#uido e er%ettamente enetrante rende li#uida la sostanza di cui so&rabbonda. Ecco erc! l"arte c!imica nella %abbricazione della Pietra dei %iloso%i aggiunge il suo mercurio tre, #uattro o i; &olte alla Pietra coagulataI cosC l"abbondanza di mercurio d1 alla Pietra la sua %luidit1 e ca acit1 di enetrazione, a tal unto c!e la nostra Pietra si li#ue%a in%ine in olio %isso e %luido e non si coagula mai in una sostanza dura e solida. .esta dun#ue c!e lo zol%o dei %iloso%i 3 il calore naturale del mercurio, non se ne se ara mai ed 3 solo er suo mezzo c!e il mercurio consegna la sua maturit1 e er%ezione e si tras%orma in oro.

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Q-A*"E" *A ,A/-.A DE* 'A*E DEI FI*?'?FI *A C-I AFI?,E C?+PIE *A /.A'F?.+AFI?,E DE* +E.C-.I? E DE**? F?*F? I, PIE/.A DEI FI*?'?FI

Ca itolo P

<li antic!i c!imici non !anno %atto alcuna menzione del sale dei %iloso%i, la cui azione com ie la tras%ormazione del mercurio e dello zol%o dei %iloso%i in elisir. *a ragione c!e li !a s inti ad un tale silenzio otrebbe ben essere c!e essi stessi non !anno &oluto s&elare la c!ia&e dell"arte. Il nostro sale 3 in%atti &eramente la c!ia&e dell"arte, e senza di #uesto n lo zol%o, n il mercurio ossono essere resi mani%esti, il sale in%atti li cela allo sguardo, li dissimula e li tiene sc!ia&i come in rigione er im edire c!e si mostrino. E" er #uesto c!e 'endi&ogius ri%erisce nel suo trattato dello zol%o c!e il sale e lo zol%o litigano tra di loro in una %onte, o ure intorno ad una %onte molto ura e lim ida, e c!e si combattono %inc! lo zol%o non sia %erito dal sale nella %onte, non 3 sangue c!e esce dalle sue %erite come sarebbe logico, ma un latte uro c!e si coagula in burro nel reci iente. 'i tratta di tutta la base della nostra o era come indica molto c!iaramente 'endi&ogius nel suo trattato dello zol%o #uando ri%erisce c!e tale latte o burro, si tras%orma in un grande %iume in cui Diana in ersona &enne ing!iottita$ &olendo il sole sal&are Diana dal nau%ragio, #uesti la trascin0 con s ed entrambi &ennero ing!iottiti in #uel %iume o&e restano %ino al momento in cui resuscitano dai morti. 'ono tutte cose c!e mostrano a #uanti !anno occ!i di luce c!e lC 3 il unto di artenza della %abbricazione della Pietra. Il sale dei %iloso%i c!e cerc!iamo in #uesto ca itolo 3 dun#ue la c!ia&e su rema dell"arte$ 3 #uesto sale c!e rinc!iude in s il cielo tutto intero, il sole e la luna, tutte le stelle e gli elementi$ c!e li contiene in s e &iene mantenuto in un solo ed identico cor o contem oraneamente al mercurio e allo zol%o. Ci0 c!e in%atti dona cor o al mercurio e allo zol%o, o se si re%erisce all"umido e al calore radicale metallico, 3 il saleI entrambi in%atti si cor ori%icano er mezzo del sale stesso. Di conseguenza senza il sale nulla si u0 %are nella nostra arte e noi non ossiamo riuscire a &edere e a toccare il nostro mercurio e il nostro zol%o. Colui c!e o era nella nostra arte senza sale, lancia delle %recce con un arco senza corda. C!i dun#ue sa %abbricare #uesto sale, erc! il nostro mercurio e il nostro zol%o si mostrino ed a aiano, conosce la base dell"arte. ?ccorre dun#ue studiare e ercorrere tutti i libri degli antic!i er conoscere innanzitutto #uel %amoso sale e la sua %abbricazione$ in%atti, senza la %abbricazione di tale sale, non ossiamo ottenere n mercurio n zol%o er condurre a com imento la nostra o era. Per contro, %abbricandolo, noi li rendiamo &olatili mentre in esso sono %issi, senza #uesta &olatilit1 non si ossono ottenere lo zol%o e il mercurio, rinc!iusi e rigionieri nel sale come in una rigione$ e se non li rendiamo &olatili non ossiamo riuscire a de urarli e ottenere il nostro elisir, oic! #uesto &iene ortato a com imento solo a artire dai rinci i metallici i; uri c!e si ossano ottenere solo con la sua %abbricazione e sublimazione, come di&err1 er%ettamente c!iaro nel ca itolo seguente.

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DE**A DI''?*-FI?,E DE* ,?'/.? 'A*E C5E CI PE.+E//E DI ?//E,E.E I* ,?'/.? +E.C-.I? E I* ,?'/.? F?*F? PE. '-(*I+AFI?,E E DI'/I**AFI?,E

Ca itolo PI

Il nostro sale si scioglie di%%icilmente, e se &i 3 in tutto ci0 c!e l"arte ric!iede #ualcosa di di%%icile e enoso, 3 senz"altro lo scioglimento del nostro sale. Esso utre%a in%atti molto di%%icilmente, do o un lungo la&oro e non si u0 arri&are al termine senza utre%azione. Prima dun#ue di e%%ettuare la sua utre%azione occorre uri%icarlo con la massima cura$ la uri%icazione si o era sciogliendolo nelle ac#ue io&ane o di rugiada c!e siano state distillate e sette &olte retti%icate, bisogna congelarlo e disseccarne la soluzione er distillazione e solo allora %abbricare e dissecare %inc! non &enga raggiunto il grado su remo della tras%ormazione in oro. Quando esso 3 molto uro e libero da tutti i cor i estranei bisogna scioglierlo in una abbondantissima #uantit1 del suo ro rio s irito, c!e occorre distillare sette &olte erc! &enga esso ure sbarazzato da tutte le sue im urit1, oi %ar utre%are tale soluzione con il suo s irito in un bagno di ac#ua tie ida er #uaranta giorni o er due o tre mesi %inc! #uesto non im utridisca ed annerisca in tale bagno. (isogna allora distillare la materia con la storta nelle ceneri, e su #uanto resta nel %ondo occorre coobare lo s irito %inc! si solle&i come latte, si coaguli nel reci iente in un cor o coagulato dal %reddo reso solubile e li#ue%atto come burro er il calore, e de&e essere distillato sette &olte in storte del tutto nuo&e. 'i ottiene cosC il &ero e er%etto mercurio dei %iloso%i c!e, con una cottura costante e continua u0 %issarsi da solo in sale %isso e ermanente c!e 3 il &ero elisir. E se si &uole utilizzarlo er la tras%ormazione dei metalli bisogna roiettarlo sull"oro e si tras%orma in sale %rammentabile e %riabile, solubile comun#ue e li#ue%acibile con un leggerissimo colore. Per tutto il tem o c!e esso 3 im regnato di oro, esso tras%orma i metalli im er%etti sui #uali &iene roiettato$ in c!e modo e in #uale momento ci0 a&&enga 3 #uanto mostrer1 c!iaramente il ca itolo seguente.

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, Q-A*E +?+E,/? DE**A C?//-.A DE* ,?'/.? +E.C-.I? ?CC?..E A<<I-,<E.E I +E/A**I PE.FE//I

Ca itolo PII

,umerosi sono i c!imici c!e !anno l"abitudine di aggiungere oro e argento all"inizio della cottura del nostro mercurio er condurre i; ra idamente il mercurio allo stato di zol%o %isso, bianco e rosso. Questo da arte mia, non lo disa ro&o ma abbandonando le mie reticenze mi scosto dal loro a&&iso e dalla loro o inione. In%atti i metalli er%etti, l"oro come l"argento, aggiunti e congiunti al nostro mercurio com letano i; ra idamente la sua cottura e la ortano allo stato di sale %isso, bianco e rosso, il c!e 3 il termine estremo della er%ezione e il %ine ultimo dei c!imici. 'e er0 i metalli er%etti non &engono aggiunti e congiunti al nostro mercurio, n all"inizio n in un momento intermedio, n alla %ine, il nostro mercurio sotto l"e%%etto di una cottura costante e continua %inisce er di&entare zol%o, da rima bianco e oi rosso, e #uesto costituisce il miglior %armaco er la nostra salute e er il rolungamento della &ita umana. Esso in%atti %a %uggire tutti i di%etti e guarisce tutte le malattie, negli animali come nei &egetali anc!e se non 3 im regnato d"oro e d"argento. Il nostro mercurio ossiede in s stesso la stessa &ita e luce celesti, in #uanto seme i; uro di tutti gli elementi grazie al #uale com ie ed esegue sugli esseri della natura delle azioni del tutto ammire&oli e straordinarie. CosC esso 3 la &era ed unica ed assoluta consolazione della &ita umana, come i; grande non si u0 ossedere in #uesta &alle terrestre. E sicuramente gli uomini ca aci di ri%lessione e di giudizio do&rebbero im egnarsi molto di i; di #uanto non %acciano alla ricerca di un tale bene$ ma essi considerano in&ece tale studio come inutile e &ano, er di i; essi giudicano stu idi coloro c!e consacrano tutte le loro cure a #uello studio e a #uel la&oro. Ci0 non 3 sor rendente, in%atti il la&oro &iene sem re considerato come una %ollia della &irt;. Concluderemo dun#ue c!e, nella cottura del nostro mercurio, i metalli er%etti, o almeno il sole, de&ono &enir aggiunti, mescolati all"inizio della sua cottura oic! in #uei metalli er%etti si tro&ano i raggi c!e tingono lo zol%o bianco e rosso er%ettamente maturati e er%ettamente cotti cosC c!e lo zol%o bianco e lo zol%o rosso c!e si tro&ano nel nostro mercurio &engono condotti i; ra idamente al loro %ine su remo. Di conseguenza #uanti o erano cosC non agiscono %alsamente e non commettono alcun errore, ma agiscono e si com ortano assolutamente secondo le regole dell"arte.

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SE PE. ?//E,E.E I* ,?'/.? +E.C-.I? BI 'IA,? +?*/E ?PE.AFI?,I DIFFE.E,/I

Ca itolo PIII

'econdo #uanto ri%eriscono i c!imici antic!i, molte o erazioni di%%erenti concorrono all"elaborazione e com letamento del nostro mercurio, inoltre essi traggono dai tre regni della natura ci0 c!e in essa 3 uro, cosC c!e tali sostanze ure mescolate insieme roducono il nostro mercurio. *e o erazioni con le #uali essi ottengono ci0, sono delle sublimazioni, distillazioni, calcinazioni, coobazioni, utre%azioni, digestioni e molte altre c!e %ormano tutte una sola o erazione, c!e non 3 altro, beninteso, c!e la sola cottura. In%atti non &"3 null"altro da %are se non cuocere oic! 3 solo con la cottura c!e si se arano le im urit1. Di conseguenza uri%ic!iamo, sublimiamo, distilliamo e com iamo altre o erazioni %inc! il %uoco e l"ac#ua c!e si combattono nel mercurio e si %anno guerra si uniscono e di&entano amici. Da ci0 deri&aI 2Porta la ace tra i nemici e ossederai tutto il magistero2. Per #uesto non occorre utilizzare un %uoco molto &i&o, ma molto debole e dolceI 3 in%atti er mezzo di un %uoco minimo c!e si &iene a ca o di tutto, oic! all"inizio il %uoco e l"ac#ua associati nel mercurio non sono ancora com letamente e er%ettamente uniti. E" er #uesto c!e un %uoco &i&o li se ara e, una &olta se arati, non si riuniscono i;$ erci0 bisogna lasciarli unire a%%inc! a loro &olta non si se arino. +a essi de&ono cuocere insieme e digerirsi reci rocamente cosC c!e siano in%ine uniti e a loro &olta si tras%ormino in grasso di un bianco luminoso o in burro er%ettamente bianco nel &aso c!e li rice&e. E" er #uesto c!e Flamel dice c!e il suo &assoio, nel #uale si tro&a&a la Pietra dei %iloso%i, era ieno a met1 Dld#uodel grasso di &ento mercuriale e della sc!iuma del mar rosso2, il c!e designa il burro #uando 3 im regnato dall"oro in soluzione. ,on &i sono dun#ue s&ariate o erazioni er ottenere il nostro mercurio, ma una sola, c!e si c!iama cottura, 3 #uesta c!e orta il nostro mercurio a com imento, se ara il suo grasso, lo ri%inisce com letamente er sublimazione e lo com leta er distillazione, non costituendo tutte #ueste o erazioni c!e una sola cottura.

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'E ,E* ,?'/.? (-..? E ,E* ,?'/.? <.A''? I* +E.C-.I?, I* 'A*E, *? F?*F? 'IA,? I,'EPA.A(I*+E,/E *E<A/I

Ca itolo PIB

'iccome la distillazione se ara il nostro burro e il nostro grasso dalla terra su er%lua ed inutile, ci si otrebbe c!iedere se, al termine di #uesta distillazione, il mercurio, il sale e lo zol%o si ritro&ino come costituenti di tale grasso e di tale burro. Questo 3 certissimo, e non bisogna dubitare in merito oic! il mercurio, il sale e lo zol%o sono legati insieme nella nostra terra, se li si se ara e se er distillazione li si raccoglie in un reci iente e %ormano burro o grasso, a maggior ragione, tutti i costituenti resteranno legati insieme nel burro e nel grasso e non otranno mai &enire se arati. CosC, raccogliendo il nostro burro noi raccogliamo il sale, il mercurio e lo zol%o. E" er #uesto c!e #uesti tre cor i sono legati er %ormarne uno solo$ essi sono com leti in un sol cor o, di&engono %ini er mezzo di un"unica cottura costante e si coagulano i; ra idamente se sono legati alla nostra gomma. E" er #uesto c!e si a%%erma c!e la nostra gomma coagula il nostro latte, c!e il nostro latte scioglie la nostra gomma e c!e legati insieme %iniscono er di&enire zol%o, o mercurio, o sale %isso er%ettamente %luido, in modo tale c!e esso enetra e si introduce nei metalli im er%etti e li tras%orma in oro. (isogna dun#ue concludere c!e nel nostro burro e nel nostro grasso, il mercurio, il sale e lo zol%o sono legati insieme er %ormare un solo cor o di modo c!e non li si u0 se arare$ a maggior ragione, li si tro&a sem re insieme.

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PE.C5E" 'I DICE C5E *"?.? E *"A.<E,/? B?*<A.I '?,? +?./I E I, Q-A* +?D? 'I DICE C5E .I'-'CI/A,? DAI +?./I

Ca itolo PB

E" &erissimo c!e l"oro e l"argento &olgari sono morti, erc! nella %usione e li#ue%azione a %uoco &iolento &engono s ogliati dagli s iriti &itali er mezzo dei #uali crescono e &i&ono realmente mentre risiedono e ermangono nelle loro miniere. Questi s iriti sono in%atti &olatili e %uggono %acilmente durante la li#ue%azione dei metalli nel %uoco e er &ia del %uoco$ resta allora solo un cor o s oglio di tale s irito &itale c!e 3 &eramente morto. CosC dun#ue si dice c!e l"oro e l"argento &olgari sono morti e c!e er #uesto non ossono ser&ire a condurre la nostra o era a com imento se non &engono rima ri ortati in &ita e reim regnati di s irito seminale. ?ccorre cosC risuscitarli rima di im iegarli nella nostra o era, ci0 c!e si u0 %acilmente ottenere se #uesti metalli &engono sciolti nel nostro burro o nel nostro grasso sette &olte retti%icato$ allora in%atti essi sono di nuo&o grati%icati con uno s irito abbondante e con un seme &itale, e molto di i; c!e nelle loro miniere. ,e risulta c!e #uesti sono &eramente risuscitati dai morti e di&engono &eramente esseri &i&enti, in #uel momento utili e indis ensabili al com imento della nostra o era. Da ci0 ro&iene c!e i %iloso%i c!imici ci a%%ermano c!e i metalli ordinari non debbono essere im iegati, in #uanto sono morti e c!e bisogna accettare solo i nostri, c!e sono esseri &i&enti. Ci0 si u0 s iegare in due modiI In%atti i metalli c!e sarebbero all"interno del nostro burro e del nostro grasso sono realmente esseri &i&enti, e sono #uelli c!e occorre accettare normalmente come %anno resente gli antic!i. ,on 3 in%atti a artire dal nostro burro o dal nostro grasso c!e la nostra o era u0 essere com iuta, ma solamente con una cottura rolungata %inc! il nostro burro roduce lo zol%o bianco e rosso, %isso e ermanente, corris ondente alla nostra o era com iuta e ri%inita in tutte le sue arti. CosC si u0 s iegare come i metalli inclusi nel nostro burro, c!e sono realmente degli esseri &i&enti, siano accettati er ortare la nostra o era a com imento. 'i u0 in secondo luogo s iegare c!e i metalli ordinari ossono essere accettati urc! siano, er cosC dire, risuscitati dai morti er mezzo della dissoluzione c!e ermette il nostro burro e il nostro grasso. 'i &ede cosC c!iaramente erc! i nostri metalli &olgari &engono detti morti e non ossono ser&ire al com letamento della nostra o era e con #uale mezzo &engono risuscitati dai morti er oter ser&ire al com letamento della nostra o era.

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'E 'IA DA**E CE,E.I ? I, -, (A<,? C5E 'I P-?" FA.E *A P-/.EFAFI?,E DA C-I 'I /.A<<?,? I* ,?'/.? (-..? ? I* ,?'/.? <.A''?

Ca itolo PBI

I cor i umidi im utridiscono molto di%%icilmente in ci0 c!e 3 caldo e secco, mentre in ci0 c!e 3 umido la utre%azione li raggiunge molto %acilmente, come lo si u0 &edere ogni giorno con la sem lice es erienza. *e semenze gettate in terra morirebbero in%atti molto di%%icilmente se non &enissero bagnate con una certa %re#uenza ed irrorate da un"umidit1 c!e scende dal cielo, di conseguenza 3 necessario c!e io&a %re#uentemente erc! i semi gettati muoiano %acilmente, altrimenti essi non ossono germinare se rima non marciscono$ con la utre%azione essi ritornano in%atti al loro stato di materia rima. CosC la semenza rinc!iusa all"interno dei semi si tro&a s ogliata dalla struttura materiale c!e l"im rigiona&a e di&enta s irituale e &olatile$ cosC essa germina e si tro&a atta a ro&ocare il suo accrescimento. *a stessa cosa si roduce nel nostro mercurio e nella nostra terra, se non morisse, la sua semenza interiore rinc!iusa nelle sue i; segrete alco&e non otrebbe essere resa s irituale, e cosC non otrebbe arri&are alla sua er%ezione ultima. Il nostro mercurio si de&e dun#ue utre%are in un bagno er #uaranta giorniI in #uel tem o la nostra terra si scioglie age&olmente e si lega in modo inse arabile col suo ro rio umido, di modo c!e, in seguito, al momento in cui essi &engono es ulsi er distillazione, si ritro&ano legati insieme in un solo burro c!e si coagula al %reddo e c!e %onde al calore. *C &i 3 la base di tutta l"arte, senza di #uesto crolla tutta l"alc!imia$ tant"3 &ero c!e in essa nulla si u0 %are c!e ossa ser&ire utilmente alla tras%ormazione dei metalli, n alla conser&azione ed al rolungamento della &ita senza il nostro burro e il nostro grasso mercuriale. In essi sono realmente contenuti la luce del cielo, tutte le otenze dei ianeti e le ro riet1 di tutti gli elementi. Il c!e determina c!e &i sia altrettanta otenza ed energia in #uesto solo ed unico soggetto di #uanto #uesto mondo ne contiene nel suo insieme e nella sua totalit1. Questo soggetto de&e essere utre%atto %inc! non &i s unti e sorga un germe i cui e%%etti sono ammire&oli e rimarc!e&oli. Ci0 si de&e e%%etti&amente realizzare in un bagno iuttosto c!e nelle ceneri, oic! ogni cosa im utridisce maggiormente e i; ra idamente in ci0 c!e 3 caldo e umido iuttosto c!e in ci0 c!e 3 %reddo e secco, #ualit1 c!e im ediscono la utre%azione, o almeno la ritardano.

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C5E C?'A E" I* FE.+E,/? DEI FI*?'?FI E Q-A*"E" *A '-A ,A/-.A

Ca itolo PBII

Il %ermento dei %iloso%i 3 lo zol%o bianco e rosso, %isso e immutabile, c!e tras%orma la nostra Pietra &olatile nella sua ro ria natura e la %a %ermentare. 'i c!iama %ermento in #uanto allo stesso modo in cui il %ermento ordinario e comune tras%orma nella ro ria natura tutta la massa del ane, essa tras%orma la materia e la sostanza &olatile della nostra Pietra in una natura %issa ed immutabile. Questo %ermento si u0 com rendere in due modi, si tratta in%atti della arte interna o di #uella i; ro%onda della nostra Pietra, da rima &olatile, c!e &iene %issata da una cottura costante e continua$ e dal momento in cui essa 3 stata %issata la si c!iama %ermento, oic! il resto della Pietra, benc! &olatile, &iene %issata grazie all"azione di tale %ermento %isso e si tras%orma in sostanza %issa ed immutabile. CosC essa 3 &eramente un %ermento. *"altro %ermento della nostra Pietra &iene estratto dall"oro o dall"argento &olgari$ er tutto il tem o c!e essi sono sciolti dalla nostra Pietra si c!iamano in%atti %ermenti della nostra Pietra, oic! essi la %issano e la %anno %ermentare nella loro ro ria sostanza, c!e, essendo %issa, tras%orma la nostra Pietra &olatile in una sostanza %issa con una cottura costante e continua. E" cosC c!e l"oro e l"argento si c!iamano %ermenti della nostra Pietra, anc!e se non si ri%iuta il nome di &ero %ermento dell"oro e dell"argento #uelli c!e sono all"interno della nostra Pietra, nella sua arte i; nascosta, oic! essi co iano la natura del &ero %ermento e gli sono con%ormi, oic! si con%ormano alla natura e alle caratteristic!e dell"oro e dell"argento &olgari. ,on bisogna dun#ue a&er dubbi su ci0 c!e 3 il %ermento della nostra Pietra e sulla sua natura, oic! essa consiste in tutto ci0 c!e u0 %issare il nostro mercurio, il nostro sale e il nostro zol%o in una sostanza %issa ed immutabile c!e cola e %onde come il burro. E" ro rio cosC c!e l"oro e l"argento &olgari ossono essere sciolti dal mercurio nella loro arte i; nascosta e si ossono %issare in una sostanza %issa ed immutabile con una sem lice cottura costante e continua. Questa sostanza ossiede la stessa natura e le stesse caratteristic!e dell"oro e dell"argento &olgari$ e in seguito si utilizza lo stesso rocedimento er condurre il nostro mercurio al suo termine e com letarne l"elaborazione. Ci0 indicano nel modo i; c!iaro ossibile tutti gli autori c!e guidati dalla ragione e dall"arte c!imica !anno elaborato la nostra Pietra e ne !anno otuto condurre a buon %ine la %abbricazione.

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C5E C?'" E" I* D.A<? C5E I,<5I?//E *A '-A C?DA E Q-A*" E" *A '-A ,A/-.A

Ca itolo PBIII

Il nostro drago 3 la nostra materia #uando essa 3 cruda e #uale &iene estratta dalla terra. 'i c!iama drago a causa del &eleno c!e essa ossiede e racc!iude in s$ erc! si &este di colori s a&entosi ed 3 di natura %redda e umida come il ser ente c!e abita nelle %oreste, ed anc!e erc! essa contiene nelle sue &iscere un %uoco molto uro c!e gli %a s utare %uoco e %iamme in modo s a&entoso. Il nostro drago 3 alato erc! lo s irito e l"anima sono inse arabilmente legati in esso, senza di c!e non ser&e a nulla nella nostra arte e si tro&a ure del tutto inutile e ri&o di interesse$ 3 er #uesto c!e 3 necessario ed indis ensabile c!e esso ing!iotta la sua coda$ la sua coda in%atti 3 il suo s irito c!e, se 3 inse arabilmente legato al suo cor o lo rende &olatile e, di conseguenza, 3 assolutamente indis ensabile alla nostra arte. /ale s irito &iene in%atti detto la coda c!e il drago si trascina a resso$ #uesto cor o si trascinerebbe a resso un"umidit1 &olatile cosC c!e esso enetri i ori della terra tutta intera, &i si introduca e cosC l"elemento di ogni cosa &enga ortato a ciascuno dei cor i %ormati er mescolanza degli elementi. /ale s irito 3 l"alimento uni&ersale di ogni cosa, er #uesto occorre c!e esso &enga ortato o&un#ue grazie alla sua umidit1 &olatile c!e si c!iama la sua coda, oic! l1 o&e si s osta e tras orta il drago l1 si s osta la sua coda. 'i dice anc!e c!e esso ing!iotte la sua coda erc! ing!iottirebbe la sua stessa umidit1 e la tras%ormerebbe nella sua ro ria sostanza, cosC c!e il suo cor o di&enti &olatile e ossa cosC &enir i; %acilmente di%%uso attra&erso i ori della terra er generare ogni cosa. Ci0 non si otrebbe %are se esso %osse %isso ed immobile. (isogna dun#ue c!e il nostro drago ing!iotta la sua coda e sia &olatile. Questo 3 assolutamente indis ensabile al com imento della nostra arte ed al com letamento di ogni la&oro c!imico.

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C?'A 'IA I* ,?'/.? +A.E ,E* Q-A*E 'I /.?BA,? D-E PE'CI DI +I.A(I*E C?.P-*E,FA, E Q-A*E 'IA *A '-A ,A/-.A

Ca itolo PIP

Il nobile *ambs rincE a%%erma nei suoi emblemi intitolati 2*a Pietra dei %iloso%i2 C!e due esci di mirabile cor ulenza si tro&ano nel mare c!imico. Quale tale mareN Quali sono i suoi esciN E #uale 3 la sua natura N 'ono #ueste le domande c!e si de&ono ora orre gli in&estigatori della nostra arte, senza di #uesto resteranno com letamente ignoranti su #uanto occorre com iere nella nostra arte er condurre a termine l"o era. Il nostro mare 3 dun#ue il cor o della nostra materia essendo esso amaro come il sale #uando 3 sciolto, 3 un &ero mare c!e !a recisamente l"amarezza del sale. Quanto ai due esci c!e na&igano in esso, sono lo s irito e l"anima del nostro stesso cor o c!e de&ono a unto essere resi, catturati e legati al loro cor o %inc! non %ormino c!e un solo cor o %isso e &olatile, er%ettamente uri%icato e liberato dalle im urit1 er mezzo di una distillazione ri etuta sette &olte. CosC si realizzerebbe un cor o unico e &olatile c!e ossiede al suo centro una natura celata c!e lo dis one alla %issit1 e alla ermanenza c!e u0 mani%estarsi %acilmente nel caso di una cottura costante e continua. Da #uesto momento 3 com letata l"o era c!imica er ricon%ortare e conser&are la nostra natura er molti anni e liberarla da ogni malattia, a condizione di assumere un granello di #uesta materia %issa nel &ino o nel brodo ogni settimana. ,on bisogna usarne una #uantit1 maggiore oic! tale %armaco costituisce un %uoco molto otente e ardente c!e consumerebbe e distruggerebbe il nostro %uoco &itale #ualora se ne assumesse i; del necessario. -n %uoco grande consuma in%atti un %uoco i; iccolo. (isogna dun#ue usarne con moderazione e arsimonia. E" er #uesto c!e si sono tro&ati tanti antic!i c!e abbre&iarono la loro &ita con tale su remo rimedio, erc! ne %ecero un uso smoderato. Concludiamo dun#ue c!e il nostro mare 3 la nostra materia o il nostro sale e c!e i due esci c!e nuotano nel mare costituiscono lo s irito e lDrs#uoanima c!e de&ono essere estratti e uri%icati, cosC c!e siano nuo&amente legati al mare, cio3 al cor o, e costituiscano un solo mare immenso, &olatile e %isso, cosC da essere liberati da tutti i loro scarti attra&erso la distillazione$ e cosC uri%icati, &engono cotti %ino a di&enire %issi e immutabili di %ronte agli attacc!i del %uoco, anc!e il i; %orte. 'i sciolga di nuo&o il rodotto cosC ottenuto col rimo s irito, lo si renda &olatile e di nuo&o lo si cuocia e lo si %issi, e allora osseder1 una %orza immensa e #uasi in%inita con la #uale conser&a tutte le nature miste, le con%orta e dis erde tutti i loro di%etti.

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Q-A*" E" *"ID.A C5I+ICA DA**E 'E//E /E'/E E Q-A*" E" *A '-A ,A/-.A.

Ca itolo PP
I c!imici antic!i !anno immaginato, con molte ragioni, un"idra c!e &i&rebbe nei bosc!i e nei luog!i umidi c!e !a sette teste ed alla #uale ricrescerebbero molte teste se gliene si tagliasse una. Questa idra altro non 3 c!e la nostra materiaI essa roduce in%atti i sette metalli ed 3 er #uesto c!e si dice c!e essa !a sette teste, e se gliene si tagliasse una sola, molte altre ne rinascerebbero$ 3 #uanto a&&iene normalmente nella nostra materia. Di %atto, se un solo metallo erisce e marcisce in #uesta materia, molti cor i misti ne rinascono. Allo stesso modo 3 in luog!i umidi e oscuri c!e essa si s&ilu a e ermane er utre%azione, ne esce con sette teste c!e si de&ono tagliare e bruciare col %uoco e le %iamme er im edire loro di ricrescere, la nostra materia de&e in%atti cuocersi nel %uoco %inc! non si tras%ormi in una sostanza &eramente uni%orme ed omogenea, %issa e ermanente con una sola testa, cio l"oro, c!e 3 %isso e &eramente ermanente$ #uesto non si muta mai in un"altra sostanza a meno c!e lo si sciolga con un nuo&o s irito$ cosC ritornerebbero le &arie teste c!e bisognerebbe distruggere e ridurre di nuo&o in una sola testa d"oro. E" cosC c!e si s&ilu a la Pietra ed aumenta la sua otenza di giorno in giorno #uando le si tagliano le numerose teste e le si con%eziona una sola testa d"oro. In%atti nella cottura della nostra materia a aiono tanti colori #uante sono le teste dell"idra da tagliare e distruggere col %uoco e con la cottura, a%%inc! si tras%ormino in una sola ed unica testa d"oro e in una sostanza unica, omogenea ed uni%orme, ri roducente la natura dell"oro &olgare$ 3 er #uesto c!e essa resiste al %uoco, o&e essa si com iace e tinge gli altri metalli im er%etti in oro &ero molto i; eccellente e restante dell"oro &olgare. Dobbiamo cosC concludere c!e l"idra c!imica dalle sette teste non 3 null"altro c!e la materia e la sostanza della nostra Pietra$ si dice c!e essa !a sette teste erc! roduce normalmente sette metalli$ i loro marc!i distinti&i e i loro colori non ossono &enir so ressi n distrutti e non ossono essere ridotti in una sola testa se non er mezzo del %uoco, cosC come le teste dell"idra non ossono essere tolte se non col %uoco e con le %iamme. Questa immagine 3 er%etta e non la si u0 s iegare c!e con la descrizione recedente. 'e ci0 non iace a tutti, #uanti non sono soddis%atti lo s ieg!ino con altro mezzo ed altra inter retazione c!e ossa loro iacere. *"idra in%atti non si tro&a nella natura e non 3 mai stata &ista nell"ac#ua n sulla terra, 3 un enigma dei c!imici ed un oscura %inzione con la #uale celano i loro misteri e i loro soggetti ai rinci ianti, ri&elandoli solo ai &eri %iloso%i attra&erso tali %inzioni, oscure allegorie e logogri%i.

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C5E C?'" E" *A 'A*A+A,D.A DEI C5I+ICI E Q-A*"E" *A '-A ,A/-.A

Ca itolo PPII

E" un errore ed un"assurdit1 c!e la salamandra &i&a nel %uoco e &i si conser&i, erc! !o &isto io stesso delle salamandre in (retagna o&e &i&ono in gran numero negli antic!i bosc!i, io le !o ersonalmente distrutte col %uoco e ridotte in cenere. E" cosC &ero c!e esse non &i&ono e non si conser&ano assolutamente nel %uoco ma c!e &i muoiono e si distruggono totalmente, come !o otuto &eri%icare %re#uentemente in (retagna. Quanto si dice della salamandra c!e &i&rebbe nel %uoco, &i si %orti%ic!erebbe e crescerebbe, 3 un enigma, 3 una %inzione in&entata er celare #ualc!e segreto ri osto nella natura. /utti i c!imici dicono c!e la loro salamandra &i&e, si %orti%ica e cresce nel %uocoI si tratta di un loro segreto c!e essi dissimulano cosC abitualmente sotto i tratti di una salamandra. *a loro salamandra 3 il loro mercurio o la loro Pietra, c!e er sua massima %elicit1 &i&e nel %uoco, &i si %orti%ica, &i cresce e si migliora di giorno in giorno %ino a raggiungere la sua er%ezione ultima$ essa allora non teme il %uoco e guarisce tutte le malattie, #uelle degli uomini come #uelle dei metalli, come ure tutte le im er%ezioni naturali delle #uali ossono so%%rire gli elementi misti e le realt1 naturali. CosC, la salamandra dei c!imici ra resenta il loro ammire&ole segreto, e ossono dire c!e &i&e nel %uoco, &i cresce e &i si %orti%ica oic! 3 solo nel %uoco c!e essa &iene condotta al ro rio com letamento$ in%atti il mercurio dei c!imici non u0 essere condotto a com letamento e s&ilu ato se non nel %uoco. 'olo un %uoco ben regolato alla tem eratura giusta ermette di condurre il mercurio dei %iloso%i al ro rio com letamento e di %arlo maturare con una sem lice cottura a %uoco moderato. /ale 3 dun#ue la &era salamandra c!e &i&e nel %uoco, &i si s&ilu a ed accresce, il cui sangue 3 la 2+edicina &era ed uni&ersale2. E" grazie alla sua azione c!e &engono guariti tutti i di%etti naturali$ 3 anc!e grazie ad essa c!e ogni &ita &iene allungata e rolungata di molti lung!i anni. Questo 3 #uanto a&&iene a molti uomini$ si u0 citare in articolare Arte%io il %iloso%o, c!e grazie all"azione di #uesta medicina e solo con l"uso del sangue della salamandra &isse er mille anni$ <io&anni *e&ic!e, al tem o di Carlo +agno, &isse cin#uecento anni e i;$ la guardia %orestale del re di Francia *uigi PII c!e, a&endo tro&ato e ri osto sotto terra un li#uore ed essendosene unto il cor o, &isse trecento anni al ri aro da ogni malattia$ e un altro ancora in &ita, c!iamato Edoardo l"inglese, c!e erra er il mondo, il #uale dice di a&ere cin#uecento anni ed a%%erma c!e ogni cin#uant"anni si rinno&a, erde la sua &ecc!ia elle, i eli, i denti, le ung!ie, e si ritro&a una sor rendente gio&inezza c!e gli reca una nuo&a %orza e tutto il &igore dei gio&ani. Questo sia detto er gli s iriti sdegnosi c!e tro&ano assurdo ci0 c!e 3 sem licemente il segreto er ritro&are la gio&ent;. ,on 3 in%atti ri&o di senso #uel asso della scritturaI 2*a tua gio&inezza si rinno&er1 come un"a#uila2.

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C?'A ,E 'IA DE**A (E'/IA ,E.A C5E E" ,EI (?'C5I, PE.DE *A '-A ,E.EFFA E 'I .IBE'/E DI -, +I.A(I*E (IA,C?.E

Ca itolo PPIII

+olti com rendono ci0 in relazione alla %uliggine ordinaria. *a %uliggine 3 in%atti nascosta nel legno c!e si trae dalla %oresta er alimentare il %uoco, ed 3 er #uesto c!e si ele&a nei camini. 'i dice alloraI Bi 3 un uccello nella %oresta, di nero tutto &estito c!e, se #ualcosa gli &iene tolto, tutto bianco di&enter1. +a si sbagliano com letamente e si ingannano in ogni unto, oic! la %oresta dei c!imici 3 il loro cor o, dal #uale esce il loro zol%o e il loro mercurio, e la bestia nera 3 la materia stessa #uando si decom one e il suo cor o si riduce in utredine. Essa in%atti nella utre%azione ac#uisisce la nerezza, in seguito un estremo biancore con una cottura continua. 'i tratta &eramente della bestia nera c!e &i&e nella nostra %oresta e &i dimora e se le si toglie gli escrementi di cui rigurgita essa si &este di un mirabile biancore. +entre il nostro mercurio e il nostro zol%o &engono cotti insieme con una stessa cottura, essi continuano la loro maturazione e mentre &engono a maturazione ac#uisiscono er%etti colori #uali il bianco e il rosso$ di conseguenza mentre la nostra materia cuoce, essa raggiunge il suo com letamento e giunge a maturazione$ mentre matura si ammanta di colori er%etti e com iuti, bianco e rosso uri, c!e si ritro&ano nella maturazione, oic! essi durano sem re e restano nella nostra materia una &olta c!e siano stati com letamente cotti nel nostro %uoco. CosC dun#ue #uesta bestia nera nella nostra %oresta non 3 altro c!e la nostra materia, c!e da rima annerisce cuocendo, oi sbianca ed in%ine arrossisce, e mantiene tale colorazione rossa.

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C?'A '?,? P.E''? I C5I+ICI I D-E *E?,I, *"-,? A*A/?, *"A*/.? 'E,FA A*I, E I, C5E C?'A C?,'I'/E *A *?.? /.A'F?.+AFI?,E I, -, '?*? *E?,E

Ca itolo PPIB

'i tro&a s esso resso tutti i c!imici #uesta allegoria del loro leone, cosC c!iamato, erc! come il leone, esso di&ora tutto ci0 c!e gli &iene gettato e lo tras%orma nella sua ro ria sostanza$ #uesto leone 3 du lice, uno alato e %emmina, l"altro senza ali e masc!io. A artire da #uesti due leoni masc!io e %emmina si de&e realizzare un solo leone. E" #uesto un grande rodigio e nessuno ne !a mai &isto di simili. E" un enigma e un grandissimo segreto c!e la natura cela nelle sue alco&e i; ro%onde. Questa materia c!imica com orta due arti, una %issa e l"altra &olatile, #uella %issa 3 il leone senza ali e masc!io, mentre #uella &olatile 3 naturalmente il leone c!imico alato e %emmina. Essi de&ono essere legati insieme e con una cottura costante e continua de&ono essere riuniti in una sola materia %issa. CosC un unico leone risulta dai due$ da #ueste due materie ne risulta una sola, %issa e &olatile. /utto il segreto dell"arte consiste nel %are della materia &olatile una materia %issa attra&erso una materia &olatile. /ali materie non ser&ono a null"altro c!e a tras%ormarsi grazie al %uoco e %are in modo c!e #uella &olatile di&enti %issa e oi di nuo&o tale materia %issa di&enti &olatile e oi ancora %issa. CosC il leone di&ora il leone, l"a#uila di&ora l"a#uila e l"uccello ing!iotte il nostro uccello e si tras%ormano uno nell"altro. CosC il segreto si nasconde dietro i molti nomi di animali ed 3 er mezzo delle di&erse mani%estazioni della loro azione reci roca c!e si %a conoscere solo ai saggi, mentre resta celato agli ignoranti e alla massa di uomini c!e considerano tali allegorie come in&erosimili ed assurde. E ure sotto la loro coltre e corteccia 3 contenuto il mirabile nucleo della natura, il cui olio 3 di mirabile natura. 'i estragga allora tale olio dai tre regni della natura e lo si riunisca in un tuttoI non &i 3 nulla in terra di i; otente e i; e%%icace er guarire e condurre a com imento tutto ci0 c!e so%%re #ualc!e im er%ezione nei tre regni. /re, #uattro &olte %elice c!i a%%errer1 e com render1 con #uale materia 3 ossibile %arlo e come sa r1 realmente tradurlo in atti. In%atti tali cose non sono %acili a %arsi, esigono un artigiano ro&etto, un %iloso%o eminente c!e esca dall"ordinario e non sia un sem lice rodotto della scuola, ma c!e artendo dalla natura stessa e dalla sua anatomia sia di&entato un ade to della %isica con numerosi la&ori di ogni ti o. -n tale artigiano 3 &eramente raro e non lo si tro&er1 o&un#ue.

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DE**A FA((.ICAFI?,E DE**A PIE/.A

Ca itolo PPB

Poic! attra&erso i &ari ca itoli c!e abbiamo scritto abbiamo trattato della Pietra e di ci0 c!e ad essa si connette, oic! l"abbiamo di inta con le di&erse allegorie c!e utilizzano i c!imici con tale c!iarezza, er cui mi sembra c!e nessuno ossa ormai ensare c!e la Pietra dei %iloso%i non esista nella natura, ci resta ora da dare soddis%azione a tutti e in articolare al nostro Princi e Federico, duca di 5olstein, in omaggio al #uale abbiamo comandato e autorizzato la stam a del trattato. *a nostra Pietra de&e dun#ue essere elaborata, come risulta dal arere di tutti i c!imici a artire dalla ura sostanza della natura. *a ura sostanza della natura 3 in%atti null"altro c!e ci0 grazie a cui la natura stessa agisce in ogni cosa e la conser&a$ ci0 c!e 3 uro 3 in%atti #ualcosa di incorruttibile e di molto e%%icace, di conseguenza 3 a artire da ci0 c!e la Pietra dei %iloso%i de&e essere %abbricata, oic! la Pietra de&e conser&are tutto nella natura e u0 scacciare ed allontanare ogni s ecie di di%etto naturale. Altrimenti la Pietra non esisterebbe, non do&rebbe essere %abbricata a artire da tale ura sostanza della natura e non ossederebbe in s tale ura sostanza c!e agisce cosC e%%icacemente. *a ragione er cui #uesta sostanza della natura ermette l"elaborazione della Pietra dei %iloso%i 3 in%atti e&identeI 3 c!e essa si de&e realizzare a artire dalla materia della natura e dalla sua sostanza incorruttibile, oic! 3 grazie all"eminenza della sua atti&it1 c!e si ossono %are tutte le trasmutazioni. ,on esiste in natura alcuna sostanza aragonabile a #uesta ura sostanza della naturaI 3 dun#ue solo a artire da tale ura sostanza c!e la Pietra dei %iloso%i si de&e %abbricare. Qual 3 dun#ue #uesta sostanza della natura, con #uale mezzo e rocedimento si ossa ottenere 3 ci0 c!e dobbiamo ora cercare, di modo c!e, sa endolo, sia senz"altro nella natura c!e ci s%orziamo di cercarla e di tro&arla$ non occorre in%atti cercarla al di %uori della natura, altrimenti gli s%orzi c!e s endiamo er una tale im resa resterebbero &ani.

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DE**A P-.A '?'/A,FA DE**A ,A/-.A, C5E C?'" E", Q-A*"E" *A '-A ,A/-.A E 'E E''A 'IA +-*/IP*A

Ca itolo PPBI

E" a artire dalla ura sostanza della natura c!e tutto si roduce. E, come !o s esso detto nelle mie o ere stam ate, la conoscenza di tutte le cose e di tutta la natura di ende dalla ura sostanza della natura. ,e risulta c!e al c!imico 3 &eramente necessario sa ere e conoscere cosa sia tale sostanza, #uale sia la sua natura e se essa sia multi la. Questa sostanza della natura si tro&a dun#ue nel cuore di ogni cosa$ essa 3 stata %atta a artire dalla #uintessenza del cielo e di tutti gli elementi in%eriori e la sua sostanza ura si di%%onde negli elementi in%eriori e in articolare nel centro della terra$ #ui essa cuoce, rende cor o sotto %orma di sale c!e di&enta &olatile, si sublima attra&erso i ori della terra e nutre tutti gli esseri naturali, &egetali, come ure minerali$ ne consegue c!e essa si tro&a o&un#ue. E" er #uesto c!e tale sostanza ura 3 tri lice, animale, &egetale e minerale. Essa 3 er0 una al di l1 di #uesti tre regni e non si di%%erenzia in nulla se non er un certo modo di essere, oic! in sostanza essa 3 una e identica. Presso gli animali essa 3 sottilissima, #uindi del tutto &olatile e erci0 combustibile e distruttibile. *a stessa cosa &ale er i &egetali il c!e %a sC c!e #uesta sia ure in essi distruttibile e corruttibile. Quanto ai metalli, essa &i si tro&a er%ettamente %issa e incorruttibile, in articolare in #uelli er%etti, mentre nei metalli im er%etti essa 3 in arte &olatilee in arte %issa, ed 3 er #uesto c!e essa 3 in arte corruttibile e in arte %issa e incorruttibile. Ci0 si de&e considerare con molta attenzione er oterne dedurre da #uali regni della natura dobbiamo estrarre tale sostanza della natura di cui abbiamo bisogno. Di %atto, la Pietra dei %iloso%i 3 totalmente incorruttibile e di conseguenza occorre trarla com letamente dal regno metallico. E" in%atti solo in #uesto regno c!e si u0 tro&are la nostra ura sostanza incorruttibile ed 3 solamente in #uesto regno c!e la ura sostanza dei due regni si tro&a congiunta. Per #uesta &iene c!iamata animale, &egetale e minerale. Concludiamo dun#ueI la ura sostanza della natura si sco re in tutti i regni della natura e rinci almente nel regno minerale e metallico. ,on si tratta d"altro c!e della #uintessenza del cielo e di tutti gli elementi, cuoce al centro della terra e di l1 si di%%onde attra&ersi i ori della terra, cosC essa conser&a, nutre e s&ilu a com letamente tutto ci0 c!e 3 suscettibile di s&ilu o.

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Q-A*"E" *A P.EPA.AFI?,E C5E PE.+E//E DI ?//E,E.E *A P-.A '?'/A,FA +I,E.A*E E +E/A**ICA

Ca itolo PPBII

?ccorre raccogliere #uesto sale della natura in cui lo s irito del cielo e di tutti i suoi elementi si solidi%ica e si tras%orma in sale e uri%icarlo con numerose dissoluzioni ri etute nell"ac#ua di rugiada o di ioggia distillata. -na &olta c!e si dis onga di #uel cor o uro e bianco, c!e 3 il sale, occorre mescolarlo con una terra ura, come er esem io #uella del bolo o del la islazzuli er%ettamente calcinata nella ro orzione di tre #uantit1 di terra er una sola arte del nostro cor o, occorre oi de orlo in una storta di &etro er%ettamente lutato e distillarlo su %uoco molto &i&o di modo c!e tutti gli s iriti escano nel reci iente sotto %orma di un"ac#ua molto %orte, acre ed agra. /ale ac#ua de&e allora essere retti%icata sette &olte e liberata dall"im urit1 ac#uosa elementare in un bagno. 'i ottiene cosC lo s irito uro e bianco dei metalli c!e occorre conser&are in %iale di &etro er%ettamente c!iuse %inc! non si ottenga di nuo&o un cor o nuo&o e uro. ?ccorre mescolar&i lo s irito in dodici #uantit1 o&&ero rendere dodici arti di s irito e una sola del cor o uro e lasciarli im utridire tutti insieme er #uaranta giorni$ in seguito bisogna estrarre lo s irito er distillazione %inc! il cor o sia secco e di%%ondere di nuo&o lo s irito sul cor o, #uesti si de&e ricominciare numerose &olte %inc! lo s irito, grazie a tali coobazioni multi le e ri etute sul suo cor o, resti con esso e il suo cor o sia reso &olatile grazie all"azione del suo s irito. Il cor o reso cosC &olatile de&e im regnarsi di un nuo&o s irito, %inc!, er coobazioni multi le e s esso ri etute, il suo assaggio er la storta non lo rin&ii al reci iente sotto %orma di un ac#ua lattea c!e il %reddo indurisce in un burro e c!e un %uoco moderato e dolce %a %ondere come il burro$ tale ac#ua lattea de&e essere retti%icata sette &olte attra&erso delle ceneri e de&e essere conser&ata in &asi di &etro er%ettamente c!iusi$ e se la si lascia cuocere da s in un &aso c!iuso, allora essa si %issa con una cottura continua in un sale %isso e ermanente da rima bianco e in%ine rosso. Perc! #uesto si roduca e si com leti i; ra idamente bisogna aggiungere oro in ro orzioni di dieci o sette arti$ cosC le o erazioni &engono i; ra idamente condotte a buon %ine e la %issazione del rodotto si com leta i; ra idamente. 'i ottiene cosC il &ero mercurio dei %iloso%i estratto dal solo regno metallico e minerale c!e enetra e dissol&e ogni cosa con la sua sostanza er%ettamente sottile. Altri tentano di estrarre il mercurio dai tre regni col rocedimento c!e segue.

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C?, Q-A*E P.?CE''? 'I DE((A E'/.A..E I* +E.C-.I? DEI FI*?'?FI DAI /.E .E<,I

Ca itolo PPBIII

Dal regno animale si estrae da rima il sale &olatile a artire dal sangue umano o ure dall"urina umana er distillazione secondo il metodo consueto. Dal regno &egetale si ottiene comunemente il sale di tartaro er calcinazione e soluzione nell"ac#ua c!iara %inc! con soluzioni ed essiccazioni multi le non si ottenga un sale di tartaro er%ettamente bianco c!e occorre sciogliere in aceto distillato %inc! non ossa i; bere interiormente l"aceto$ allora #uesto sale im regnato di s irito di aceto, o s irito di &ino sublima e di&enta &olatile. Questo sale &olatile reso er%ettamente uro de&e essere mescolato con sale &olatile animale e con s irito acido minerale estratto secondo l"uso abituale, cosC #uesti tre cor i uri mescolati insieme si tras%ormano in mercurio er circolazione e si tras%ormano in ac#ua o li#uido alEaest. Questo li#uido 3 interamente s irituale e costituisce il uro e s lendente mercurio dei tre regni, il solo c!e u0 essere usato er condurre l"alc!imia al suo com letamento. CosC si tro&a realizzato il segreto e la totalit1 dei metalli sono ridotti in materia rima in modo tale c!e si &eda e si riconosca er%ettamente ci0 c!e 3 contenuto nel cuore di tali metalli. +olte cose sono state dette su #uesto li#uido alEaest dagli autori c!imici moderni, ma molto oco da ParacelsoI Egli dice in%atti c!e il li#uido AlEaest 3 mercurio re arato in modo c!e il suo centro sia alla su er%icie e c!e la su er%icie del mercurio sia al centro. CosC ci0 c!e 3 nascosto nel mercurio &errebbe reso mani%esto e ci0 c!e 3 mani%esto in #uesto stesso mercurio &errebbe celato. CosC gli elementi nascosti del mercurio &engono tras%ormati in elementi mani%estiI l"alc!imia non cerca altro.

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I* *IQ-ID? A*MAE'/, C?'A 'IA E Q-A*I 'IA,? *E '-E P.?P.IE/A"

Ca itolo PPIP

I nuo&i c!imici !anno detto tante cose im ortanti a ro osito di #uesto li#uido ed 3 &eramente indis ensabile c!e il nostro rinci e serenissimo sa ia cos"3 #uesto li#uido, #uali sono le sue ro riet1 e da do&e noi lo otteniamo e traiamo, di modo c!e nulla di #uanto 3 utile all"esercizio dell"alc!imia gli resti nascosto. Questo li#uido 3 dun#ue il uro s irito metallico mercuriale congiunto al ro rio cor o naturale e ad esso legato in modo tale c!e entrambi %acciano un"unica sostanza, indistruttibile e indissolubile, c!e distrugge ogni cosa e la riduce in materia rima. In alc!imia 3 una #uestione della i; grande im ortanza, e di%%icile a risol&ersi, sa ere se le due altre sostanze estratte dal regno &egetale ed animale, unite alla sostanza minerale mercuriale aumentino la sua ca acit1 di enetrazione e la sua grande ra idit1 d"azione di modo c!e sembrino com letare la sua er%ezione. +a #uanti conoscono &eramente la nostra ura sostanza mercuriale estratta e tratta dal regno minerale sanno c!e essa &iene designata da tre nomi e c!e u0 &eramente essere c!iamata animale, &egetale e minerale$ cosC usciranno senza di%%icolt1 dal labirinto e &edranno c!e nel regno minerale gli altri due regni, #uello animale er esem io, e #uello &egetale, sono legati assieme al unto di non oter essere se arati. Essi &edranno c!iaramente c!e la nostra ura sostanza mercuriale metallica ossiede in s le due altre sostanze mercuriali, di modo c!e non 3 necessario congiungerle nuo&amente ad essa er condurla alla er%ezione. 'e &i %osse #ualcuno c!e non 3 soddis%atto di tale argomentazione, si rocuri congiuntamente le altre sostanze mercuriali tratte dal regno animale e &egetale, le uri%ic!i e le uniscaI l"es erienza gli insegner1 c!e #ueste tre sostanze mercuriali ure sono necessariamente legate insieme er costituire il li#uido alEaest e condurlo a com letezza. Possiamo dun#ue concludere c!e il li#uido alEaest non 3 altro c!e il &ero mercurio dei %iloso%i estratto dal regno minerale unito al suo cor o uro, di modo c!e essi non ossano mai esser se arati l"uno dall"altro$ ma essi sussistono insieme sotto %orma di un li#uido a&ente l"as etto del latte e del burro c!e enetra ogni cosa.

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'E 'IA A PA./I.E DA* *IQ-ID? A*MAE'/ 'E+P*ICE ? C?+P?'/? C5E 'I P-?" FA((.ICA.E *A PIE/.A DEI FI*?'?FI

Ca itolo PPP

,on &i 3 alcun dubbio c!e la Pietra dei %iloso%i ossa e debba essere %abbricata a artire dal li#uido alEaest, oic! tale li#uido non 3 altro c!e il mercurio dei %iloso%i c!e costituisce la arte rinci ale della nostra ietra. /ale li#uido si resenta sotto un du lice as etto, uno sem lice e l"altro com osto$ e ure #uesti due as etti non %anno c!e uno solo ed unico li#uido e si riconducono alla sua &era essenza. In #uanto essa e sem lice, si se ara a artire dal uro acido dei metalli ed anc!e dal uro sale dei metalli reso &olatile col ro rio s irito. E senza a&er la&orato molto alla re arazione di #uesto sale e del suo s irito si raggiungerebbe di%%icilmente #uesto segreto c!e 3 la realt1 nascosta i; im ortante di tutta la natura metallica, sorgente di molta %atica er lo s%orzo e la ena c!e essa com orta. ?ccorre in%atti molta %atica e s%orzo er condurla a termine. Com osto il li#uido alEaest 3 ancora molto i; enoso ad elaborarsi ed 3 ancora i; di%%icile rocurarselo. Esso si re ara in%atti a artire dall"acido dei minerali e dal uro sale degli animali e dei &egetali. E l"alc!imista c!e non s&olgesse un la&oro im ortante er ottenere i loro sali &olatili e uri%icati non raggiungerebbe mai il nostro segreto. Come si &ede, #uesto si u0 bene es orre senza di%%icolt1, ci0 non toglie c!e numerosi unti si sottraggono allo sguardo e se non &engono er%ettamente delucidati come si de&e, in&ano si intra render1 l"o era. ,e consegue c!e alcuni considerano %also ci0 c!e er0 non lo 3 e c!e, al contrario, 3 totalmente &ero, ma ci0 ric!iede un raticante istruito e s erimentato in tutte le o erazioni dell"alc!imia. Ci si a lic!i dun#ue a %abbricare e uri%icare i sali %issi e alcalini e in seguito si rendano tali sali %issi e &olatili. Per grazia di Dio si orter1 allora l"o era al suo termine non senza di%%icolt1 ma a rezzo di un gran la&oro e di un"atti&it1 erse&erante e continua. /ali cose non si %anno ra idamente e non si ossono condurre alla er%ezione ultima in oco tem o, ma con un lungo e %aticoso s%orzo. Io !o molto so ortato e so%%erto, !o sudato e atito il rezzo rima di a&er com iuto #uest"o era segreta. In seguito tutto ci0 c!e resta da %are si com leta e si orta %acilmente a termine con una sem lice cottura costante e continua. E" er #uesto c!e si dicono o era da %emmine e gioco da ragazzi le o erazioni c!e er il loro com letamento non necessitano c!e di una cottura, tem o dis onibile e azienza.

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PE.C5E" I* *IQ-ID? A*MAE'/ .ID-CE ?<,I C?'A I, +A/E.IA P.I+A 'E,FA ,-**A PE.DE.E DE**A '-A EFFICACIA

Ca itolo PPPI

Poic! il li#uido alEaest, o mercurio dei %iloso%i, 3 il %uoco er%ettamente uro della natura, incorruttibile e inalterabile, si u0 %acilmente concludere c!e esso u0 ridurre ogni cosa nella ro ria materia rima. Esso enetra in%atti er%ettamente le arti di tutti i misti e le se ara le une dalle altre %ino alla loro riduzione in rimo %uoco della natura er mezzo di tale %uoco naturale$ come l"aria si introduce naturalmente nell"aria e l"ac#ua nell"ac#ua, cosC a maggior ragione il %uoco si introduce naturalmente dentro il %uoco e lo com enetra. ,on &i 3 dun#ue nulla di straordinario nel %atto c!e il li#uido alEaest, c!e 3 solo %uoco, enetri ogni cosa e la dissol&a senza diminuirne la otenza, oic! #uesta non &iene indebolita dalle %orze agenti (delle cose c!e dissol&e n.d.r.), c!e #uesto stesso li#uido dissol&e e riduce in materia rima. E" er #uesto c!e la sua e%%icacia non si a%%ie&olisce oic! allora il %uoco si aggiunge sem re al %uoco$ erci0, dato c!e il %uoco non scom are n si a%%ie&olisce, la sua e%%icacia non u0 diminuire. <li ignoranti se ne mera&igliano e, non ossono com renderlo, credendo c!e ogni cosa c!e agisce si indebolisce nell"azione e nell"e%%icacia e c!e la sua %orza agente %inisca er scom arire com letamente. ,ulla di simile si roduce nel li#uido alEaest, ma nel mentre c!e esso agisce, la sua e%%icacia aumenta e di&enta in%ine i; %orte e i; otente. *a ragione 3 e&identeI 3 c!e tale li#uido 3 ieno di %uoco della natura e c!e tutto il &ero %uoco della natura 3 nascosto in tale li#uido ed in esso rinc!iuso. E" er #uesto c!e la sua e%%icacia non diminuisce mai, dato c!e il suo %uoco si s&ilu a grazie al %uoco di ci0 c!e esso dissol&e. Possiamo concludere c!e il li#uido alEaest 3 realmente %uoco, non un %uoco elementare ma un %uoco interamente celeste e centrale, incorruttibile e inalterabile c!e enetra ogni cosa e la scioglie nella sua materia rima$ 3 il %uoco naturale e centrale c!e si tro&a in ogni cosa e c!e 3 abbondantemente concentrato in #uesto li#uido alEaest. E" grazie alla sua azione c!e l"e%%icacia del li#uido non &iene mai ridotta ma resta sem re allo stesso grado.

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'E I* *IQ-ID? A*MAE'/, D?P? ABE. .ID?//? I +E/A**I PE.FE//I I, +A/E.IA P.I+A, DE((A E''E.E 'EPA.A/? DAI +E/A**I DI'CI?*/I ?PP-.E *A'CIA/? C?, Q-E'/I, DI +?D? C5E C-?CIA,? I,'IE+E BE.'? *A PE.FEFI?,E '-P.E+A

Ca itolo PPPII

,ei metalli er%etti, sciolti e ridotti in materia rima dal li#uido alEaest, si tro&a tutto ci0 c!e 3 loro necessario er condurre la Pietra dei %iloso%i al suo com letamento. ?ra, se #ualcuno desidera estrarre il li#uido alEaest lo u0 %areI la dissoluzione dei metalli er%etti in Pietra er%etta o zol%o %isso dei %iloso%i, ne risulter1 i; ra idamente com letata. Allora in%atti i metalli er%etti si incrudiscono ed assumono dal li#uido alEaest il %uoco della natura, c!e 3 certamente uro, ma crudo e senza cottura. Da ci0 la necessit1 di %arlo maturare e condurlo al suo termine con una cottura %inc! non sia er%ettamente %issato. Il li#uido alEaest non 3 in%atti altro c!e %uoco, ma sciolto dal li#uido mercuriale, di conseguenza 3 un %uoco crudo ed immaturo e &"3 altrettanto di #uesto li#uido #uanto di mercurio crudo. Per #uesto 3 necessaria una cottura assai lunga a%%inc! maturi$ ne consegue c!e non agiscono im rudentemente #uanti se arano il loro li#uido do o c!e #uesto abbia sciolto i metalli er%etti. In%atti in #uel momento i metalli er%etti in soluzione &engono cotti e %issati i; ra idamente c!e se %ossero rimasti legati al li#uido alEaest, oic! il mercurio crudo 3 resente in maggior #uantit1 #uando &i 3 lasciato congiunto il li#uido alEaest. (isogna dun#ue concludere c!e il li#uido alEaest de&e essere se arato dai metalli dei #uali !a ermesso la dissoluzione, cosC essi si %issano i; ra idamente. /utta&ia, se tale li#uido non &iene se arato, nulla di male$ ma occorre allora una i; lunga cottura a%%inc! i metalli er%etti cosC disciolti raggiungano il grado i; ele&ato di %issazione e er%ezione, essi si li#ue%ano anc!e i; %acilmente nel %uoco$ ed 3 recisamente nel momento in cui 3 i; %acile renderla li#uida c!e la Pietra raggiunge la sua er%ezione su rema, cosC in%atti essa enetra nelle ieg!e i; nascoste dei metalli im er%etti e &i si introduce i; %acilmente oic! ossiede in abbondanza il mercurio c!e assicura la %luidit1 di ogni cosa, ne %acilita la %usione e le con%erisce la sua su eriorit1 ed eccellenza$ cosC c!e una Pietra sciolta molte &olte nel li#uido alEaest, o mercurio dei %iloso%i, 3 di #ualit1 su eriore e resenta maggior &alore di #uella c!e non 3 stata sciolta e oi di nuo&o coagulata, oic! non ossederebbe altrettanto mercurio di tale Pietra c!e, a &arie ri rese 3 stata sciolta e oi di nuo&o coagulata$ in%atti le coagulazioni e le dissoluzioni ri etute non aumentano ed accrescono la Pietra solo in #uantit1 ma ne molti licano ure la %orza e le caratteristic!e, come attestano gli autori c!e !anno scritto su #uesto argomento. CosC se la rima soluzione aumenta la sua %orza di cento nella roiezione, la seconda l"aumenta di mille$ cosC il oeta Aurelio dice c!e la Pietra u0 aumentare al unto c!e un solo granello roiettato su una #uantit1 in%inita di mercurio ari all"ac#ua dello stesso oceano, la tras%orma subito in oro, ammesso c!e la si ossa scaldare. (una cosC grande massa n.d.r.). sto li#uido alEaest. E" grazie alla sua azione c!e l"e%%icacia del li#uido non &iene mai ridotta ma resta sem re allo stesso grado.

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'E I* *IQ-ID? A*MAE'/ P?''IEDE I, 'E" I* 'A*E, *? F?*F? E I* +E.C-.I? DEI FI*?'?FI

Ca itolo PPPIII

'arebbe im ossibile c!e il li#uido alEaest ossa e%%ettuare la &era ed autentica dissoluzione dei metalli e la riduzione di ogni cosa in materia rima se esso non ossedesse in s i &eri ed autentici rinci i metallici cio3 il sale, lo zol%o e il mercurio er%ettamente sciolti ed alcoolizzati in esso. Altrimenti esso non otrebbe e%%ettuare tale er%etta dissoluzione. 'olo i rincC i della natura er%ettamente sciolti, uniti e legati insieme ossono rodurre una dissoluzione cosC er%etta e ridurre ogni cosa in materia rima$ in%atti solo la materia rima u0 rodurre una tale dissoluzione o riduzione in materia rima, oic! il simile agisce nel simile. EDrs#uo solo er #uesto c!e la materia rima u0 e%%ettuare la riduzione in materia rima. Il li#uido alEaest 3 dun#ue la materia rima di ogni cosa ridotta in li#uido ed 3 ro rio er #uesto c!e esso ossiede il sale, lo zol%o e il mercurio di ogni cosa ridotta in li#uido. CosC esso riduce tutto in sale, zol%o e mercurio non lasciando raticamente alcuna im urit1, oic! ogni cor o misto non 3 altro c!e sale, zol%o e mercurio legati tra di loro nella com osizione dei cor i misti. E" er #uesto c!e non &i 3 raticamente alcuna im urit1 in una tale riduzione ad o era del li#uido alEaest, oic! tutto ci0 c!e entra nella re arazione dei misti 3 costituito dal sale, dallo zol%o e dal mercurio, rincC i della natura. E oic! all"origine della re arazione non si tro&a altro c!e #uesti sali, si tro&ano necessariamente solo #uesti nella riduzione della re arazione, altrimenti saremmo in resenza di #uattro o i; rincC i$ 3 er #uesto c!e non si tro&ano im urit1 nella &era riduzione. ,elle altre dissoluzioni e riduzioni rodotti dagli s iriti del sale si tro&ano dei ri%iuti multi li ed abbondanti c!e non sono er0 dei &eri scarti ma arti di rinci i c!e non si ossono sciogliere. E, non otendosi sciogliere, &engono considerati ri%iuti da c!i non ne conosce la natura. 'e #uesti scarti &engono raccolti e roiettati nel li#uido alEaest, allora si sciolgono &eramente e non rimane alcuna im urit1 n ri%iuto. E se io stesso, in molti unti, !o detto c!e &i erano degli scarti nella natura e nella com osizione dei misti, 3 erc! %ino ad allora non a&e&o &isto l"azione del li#uido alEaest. Dun#ue 3 certo e sicuro c!e il li#uido alEaest ossiede in s il sale, lo zol%o e il mercurio dei %iloso%i, grazie all"azione dei #uali tutto si riduce in materia rima e si scioglie al unto c!e non resta alcun morto. Questo 3 #uanto) A #uesto unto con&iene ri ortare le lettere del talentuosissimo maitre Fabre c!e Eliante, do o a&erlo lasciato, rice&ette a ,orimberga dalla ro&incia di ,arbonne.

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*ettera I Illustrissimo amico, !o rice&uto la &ostra graditissima lettera il @: ottobre di #uest"anno 689@. Questa 3 la mia ris osta. E" er me moti&o di grande gioia c!e &i sia iaciuta la lettura dei miei libri, ed in articolare del Palladium. Credo er0 c!e un maggior iacere e un maggior desiderio di conoscenza si im adronirebbe di Boi alla lettura del mio Idrogra%o, oic! i&i !o messo in luce il midollo della natura i; nettamente e c!iaramente c!e nel Palladium. ,el Palladium !o maggiormente s&ilu ato e a ro%ondito la ricerca e la sco erta dell"energia della naturaI la dQnamis$ er contro nell"Idrogra%o !o reso i; %acile e c!iara er i %igli dell"arte ermetica la com rensione della totalit1 del mistero della natura con il nome di s irito e in articolare di ac#ua di calcante. ?gni sale, in%atti ,sia esso animale, &egetale o minerale 3 uno s irito di ac#ua congelata er l"azione e l"energia della luce sul%urea c!e i %iloso%i c!iamano normalmente calore. Questo s irito, dun#ue, dinamico ed energia della natura, genera col suo calore naturale il cor o del sale da cui, in seguito, i %igli dell"arte estraggono con la loro arte #uello stesso s irito c!e essi a%%inano ed a&&ilu ano con un cor o tenuissimo e %inissimo cosC da oter con ci0 stesso a%%inare i cor i metallici er%etti e oterli tras%ormare in #uello stesso s irito. Questo in modo tale c!e, mettendo in luce un"incredibile energia, si ossa ottenere #uella %orza immensa e otentissima c!e risiede nei metalli e &i 3 stata insinuata. 'e otete estrarre tale s irito d"oro della natura a artire dal sale minerale &erde e blu c!e riuscite ad a%%inare er sublimazione e otete a&&ilu arlo col cor o %inissimo di #uesto sale, ossederete il %iore s irituale e otentissimo della natura uni&ersale er &irt; del #uale otrete ottenere il %iore d"oro e il tesoro della &ita umana, unico sollie&o del &ostro genitore. 'e ne a&essi a ortata di mano, &e lo o%%rirei &olentieri, ma non so er #uale legge di oscuro destino #uesti misteri della natura mi sono stati %inora ri%iutati. Il sale di &itriolo er%ettamente uro im regnato del suo s irito acido sublimato senza altra sottile re arazione, costituisce l"arcano della malattia di &ostro adre. *a dose 3 di un mezzo scru olo resa al culmine della mattina in ac#ua di %onte rinomata, e due ore i; tardi occorre rendere un brodo eccellente. Bi rego di ri%erire al maestro Ca ucci i assaggi e le rig!e di #uesta lettera c!e trattano dell"arte e &i rego di trasmettergli la lettera c!e gli in&io in lico sigillato. +i sarete cosC congiunto dal &incolo su remo dell"a%%etto. 'alute a Boi, e c!e ossiate stimarmi. CastelnandarQ @9 ottobre 689@ Bostro de&otissimo e sem re %edele amico P. J. Fabre

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*ettera II +i !a molto interessato la &ostra lettera c!e !o rice&uto il rimo gennaio come augurio er il nuo&o anno, in articolare mi !a interessato il la&oro del &ostro amico sull"aceto %isico di &itriolo er%ettamente uro. ,on si 3 sbagliato congiungendolo al ro rio sale %isso e er%ettamente uro, se non %orse in #uanto non !a usato abbastanza azienza e erse&eranza$ in%atti #uesti due cor i de&ono &enir er%ettamente cotti insieme a &arie ri rese e er lungo tem o, come &uole il &ecc!io assioma cosC s esso ri etuto dai %iloso%iI Dld#uobisogna cuocere, cuocere, cuocere e cuocere ancora, senza irritarsi, benc!3 ci0 sia lungo, oic! 3 nella lung!ezza della cottura c!e risiede il segretoDrd#uo. Per #uesto +orieno dice c!e la nostra o era non consiste in null"altro c!e nel ricondurre la nostra ac#ua sulla nostra terra %inc! #uesta terra non im utridisca contem oraneamente all"ac#ua e siano entrambe uri%icate$ utre%azione e uri%icazione c!e non si ossono realizzare in oco tem o. Do o essere state utre%atte e uri%icate di&enta %acile legarle insieme$ esse non si se arano i; ma %ormano un solo cor o c!e si im regna, si in%iltra, enetra e cola %acilmente. Qui, 3 il segreto. Per #uesto, se il &ostro illustre amico mantiene la azienza durante la utre%azione e la uri%icazione della nostra materia come durante il suo matrimonio, entrer1 a col o sicuro in ossesso del segreto. *"o era dei %iloso%i non consiste in null"altro se non nello sbiancare e arrossire er%ettamente, il c!e consiste in una utre%azione ed una uri%icazione. *eggete i codici di tutti i &eri %iloso%i c!e sono stati scritti sull"argomento e non tro&erete nulla di i; di #uanto &i !o scritto in #uesta agina. In%atti er conoscere la natura, non c"3 null"altro da %are c!e se arare gli elementi di tale materia, uri%icarli, ri ulirli dalle im urit1, unire gli elementi uri%icati e %arne una sola sostanza. Questa se arazione com orta l"a arizione della terra %ogliata, o zol%o bianc!issimo della natura, e del sangue del leone rosso a artire dai #uali si realizza il &ero ed autentico matrimonio dei %iloso%i$ una &olta realizzata la loro unione non occorre c!e un"unica e sem lice cottura %ino a #uando i due cor i ne %ormano uno solo, %isso e ermanente e c!e, er &ia del %uoco, cola, enetra e si im regna molto %acilmente. Estraete dun#ue lo zol%o naturale come ure il suo sangue rosso dal &ostro sale congiunto al &ostro s irito con coobazioni e congiunzioni ri etute %inc! non dia tale zol%o e tale sangue. Di&ideteli, riuniteli, cuoceteli, temete, lodate ed amate DI?. C!e ci0 sia detto ad un %ratello e ad un amico carissimo. 'alute a Boi e ossiate &olermi bene.

.edatto a casa il = gennaio 689: Il &ostro %edele ser&itore e amico er ogni cosa

P. J. Fabre

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*ettera III Carissimo e sa ientissimo amico, !o rice&uto in marzo la &ostra ultima lettera scritta da ,orimberga nella #uale lamenta&ate la di%%icolt1 dell"o era c!imica a artire dal &itriolo comune, non senza gran ragione. Ci0 si de&e al %atto c!e si tratta di un cor o crudo e %reddo$ sa iate correggere la sua crudit1 e %reddezza con il calore naturale ed il balsamo di &ita dello s irito stesso di &ino retti%icato e utri%icarli entrambi resi insieme con un dolce caloreI estraete cosC il &ero mercurio minerale e lo zol%o metallico c!e, distillato sette &olte e cosC uri%icato costituisce la &era c!ia&e della nostra soluzione. E" solo er mezzo di #uesta c!e &engono a erte le &iscere del cor o dei metalli, siano essi er%etti o im er%etti, di modo c!e con le a erture cosC raticate sia resa &isibile la arte nascosta della natura e &enga nascosta #uella c!e era &isibile. /ale cor o metallico 3 cosC reso er%ettamente uro con la sua ro ria e unica cottura cosC c!e &enga condotto alla er%etta %issazione. 'i tratta dello stesso &ero aceto dei %iloso%i, grazie al #uale si ottiene la natura nascosta del iombo, ma anc!e degli altri metalli, nature c!e sono lo zol%o e il mercurio e c!e, disunite ed unite do o c!e le abbiamo uri%icate, conducono l"elisir a com letamento con una sola cottura. Quanto a me, de&o lodare #uesti la&ori sull"anatomia dei metalli nella #uale in%atti &edrete molte cose, e se sa ete unire l"aceto di &itriolo ed il suo sale con lo s irito di &ino retti%icato e utre%arli insieme &edrete uscire da tale utre%azione il mercurio ed il &ero sale c!e, disciolto, sar1 il &ero aceto dei %iloso%i con il #uale otrete es lorare le arti i; nascoste dei metalli. Addio. Bostro amico %edele er ogni cosa. CastelnandarQ @9 maggio 689:

P.J. Fabre

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*ettera IB Illustrissimo amico, !o rice&uto la &ostra amabile lettera il rimo settembre 6899, da #uesta !o ca ito c!e non com rendete correttamente la re arazione del &itriolo secondo la legge della natura e dei %iloso%i c!e !anno osseduto tale segreto, er #uesto occorre c!e leggiate il /rattato dei minerali di Isacco d" olanda c!e si tro&a nel terzo tomo del /!eatrum C!imicum in cui tro&erete in termini molto c!iari la re arazione di #uesto mistero e di #uesto tesoro cosC im ortanti. 'i u0 trarre il &itriolo o il sale %usibile e uro da tutti i metalli, si tratta della &era Pietra dei %iloso%i ed 3 solo in essa c!e si tro&ano il sole, la luna ed il mercurio dei %iloso%i legati insieme e &i&enti$ 3 di ci0 c!e arlano tutti i %iloso%i e non di #uelli &olgari c!e sono morti. 'i c!iama oro la tintura rossa, luna la tintura bianca, e mercurio l"umido radicale c!e unisce #ueste tinture. +antenete a mente tutte le &erit1 assolute e raccogliete tutti i recetti dei %iloso%i. Addio, e siatemi amico. Fate conoscere il contenuto di #uesta lettera al maestro Ca ucci, in%atti non otrei scri&ere di i;, n i; c!iaramente. Il mio Panc!imicus non 3 ancora uscito er &ia dell"incuria e negligenza del ti ogra%o$ due anni sono trascorsi da #uando #uesto la&oro 3 stato iniziato ed ancora non 3 stato com letato. (nota Dndas! il Panc!imicus sarebbe oi stato ubblicato a /olosa, da (osc, solo nel 6898).

FI,E

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