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4. Le elexioni del 1948 Il lancio del Piano Marshall, la nascita del Cominform avevano contribuito ad esacerbare, ove ve ne fosse stato bisogno, la dialettica interna tra un Centro deciso a mante- nere il Paese nella sfera occidentale e una Sinistra che si sentiva cellula avanzata di un sistema internazionale alterna- tivol!0, Al secondo congresso nazionale della DC, a Napoli, dove De Gasperi interviene nella giornata conclusiva, il 15 novembre 1947, l’attenzione era focalizzata sulle problema tiche interne di un Paese percorso da fermenti sempre pit vivaci e preoccupato dalla minaccia che alla liberta demo- cratica proveniva dalla presenza diffusa di armi!!!. La situa- zione politica appariva per tanti versi ripercorrere le tristi vicende del ’22: De Gasperi, «dileggiato e vilipeso in mani- festi anonimi, e su tutte le piazze d'Italia impiccato in effi- 410 Aveva affermato Zdanov durante la prima seduta del Comin- form: «ll partito comunista italiano ¢ quello francese sono la chiave di volta di tutto Pedificio faticosamente costruito oltre le frontiere del’URSS, sono parte di un sistema internazionale contrapposto alunione occidentale, in contrasto al Piano Marshall ¢ in contrasto alla politica estera». V. intervento di De Gasperi al Senato, 22 luglio 1948, in A. De Gasperi, Discorsi parlamentari, cit., vol. I, p. 466. «The Communist Parties must head the resistance to the plans for imperial- ist expansion and aggression, taking all paths — state, economic and ideological. (...) A special talk falls to the Communist Parties of France, Italy, Britain and other countries. They must take up the ban- ner of defence of the national independence and sovereignty of their countries». Discorso di Andrei Zdanov alla prima conferenza del Co- minform, 25 settembre 1947, in The Cominform. Minutes of the Three Con- (ferences 1947-1948-1949, a cura di Giuliano Procacci, Milano, Feltrinel- li, 1994, p. 251, Era stato sempre Zdanov a diffondere il concetto del- la politica di asservimento agli Stati Uniti, dopo la rottura tra Russia ¢ Stati europei occidentali, il 2 luglio, alla Conferenza di Parigi convoca- ta dopo il lancio del Piano Marshall. 1 J} tema @ pid volte ripreso da De Gasperi nei suoi discorsi al parlamento. E conosciuto inoltre il discorso pronunciato da Togliatti nel settembre del ’47, in cui il segretario del PCT alludeva alla presenza nellItalia del Nord di 300.000 ex partigiani. 325 geo!!2, denuncia alla Costituente le occupazioni di municipi e prefetture, i blocchi stradali, i sabotaggi, le strade dissemi- nate di punte d’acciaio, mobilitando contro questi metodi Vopinione pubblica. La situazione economica eta a sua volta catastrofica. Venendo incontro alle richieste italiane, e pre- occupato dall’avanzata comunista, il governo americano approvava in dicembre lo stanziamento di aiuti ad interim! con l’invio in Italia dei cosiddetti «treni delPamicizia»!'*, Dopo il drammatico colpo di Stato comunista in Ceco- slovacchia, il 25 febbraio, ¢ il suicidio del Primo ministro cecoslovacco Jan Masaryk, I’Italia era diventata il banco di prova dello scontro bipolare e le elezioni di aprile avevano perso il loro carattere prettamente nazionale, per assumere un ben diverso significato internazionale. Posto di fronte alla scelta tra i nascenti blocchi mondiali, De Gasperi non esita. Se davvero l’America avesse voluto asservire i suoi creditori ita- liani e francesi — afferma durante il primo discorso della campagna elettorale — avrebbe fatto dei prestiti diretti a tali Paesi € non si sa- rebbe interessata delPEuropa. Invece America cerca di sollevare PEuropa, di mettere d’accordo i Paesi curopei, di creare una situa- zione di possibilita economiche perché divengano il baluardo della pacell, La sua difesa del metodo democratico contro gli oppo- 12 Cr. G. Andreotti, La D.C. 1943-1948, cit., p. 58. 13 Fu deciso uno stanziamento di 540 milioni di dollari. Francia ¢ Italia ne sarebbero stati i maggiori beneficiari, in misura minore aiuti sarebbe andati all’Austria ¢ alla Cina. I] progetto di legge, presentato al Congresso il 17 novembre, fu votato il 15 dicembre. 14 Cf. James Edward Miller, Taking of the Gloves: The United States and the Italian Elections of 1948, in «Diplomatic History», 1983, pp. 35- 45 (Liaccettazione della sfida: gli Stati Uniti e le elezioni italiane del 1948, in La politica estera italiana nel secondo dopoguerra (1943-1957), cit., pp. 167. 200); Id., Strategie della stabilizgazione: gli Stati Uniti ¢ I'Italia 1917-1950, in «Storia contemporanea», XV (1984), a. 4, 185 Discorso di De Gasperi alla basilica di Massenzio di Roma, 15 febbraio 1948, in Adstans, Aldide De Gasperi nella politica estera italiana, cit., p. 107 326 i I [ : sti estremismi!!6 aveva successo e la campagna elettorale per le elezioni politiche dell’aprile 1948 poteva svolgersi re- golarmente, pur in un clima di grande tensione. Votando massicciamente per il Centro, il 18 aprile PItalia sceglieva di fare del Piano Marshall e dell’alleanza occidentale il perno della sua rinascita!!”. A una settimana dalle elezioni politiche del 18 aprile, Sforza teneva a Milano un discorso proprio sul Piano Marshall e sull’adesione ita- liana al?OECE. Apriva il discorso, riconducendo la con- trapposizione interna ai suoi risvolti di carattere internazio- nale: gli italiani erano chiamati a decidere se erano a favore o meno del Piano Marshall. Anche i cittadini italiani, cioé, dovevano abituarsi a riconoscere che in un mondo sempre pitt piccolo, sempre pid «uno», non vi erano pitt «problemi esclusivamente nazionali», ma «aspetti italiani di problemi europei 0 mondiali»'!’. Poi, messa in luce la finalita del Pia- no Marshall e gli scopi americani, chiarito che la spinta ver- so lintegrazione europea era esattamente all’opposto di un disegno egemonico, incentrava il suo discorso sul tema del- la pace. In un mondo «che si restringe» — affermava — la pa- ce non era pid da considerarsi come una mera aspirazione nazionale, ma risultare il frutto della «interdipendenza delle nazioni». In questa direzione, continuava, si era sempre mossa l’azione internazionale del governo italiano, coniu- "6 A chi, come Lussu, lo invitava a permettere un certo dinamismo alle masse 0 ai partiti di massa, rispondeva: «Senza dubbio. Ma quando si arriva al’ occupazione dei municipi o di preferture, quando si creano € si costruiscono blocchi stradali e si fanno operazioni di sabotaggio; quando si fanno ricomparire sulle nostre vie le croci uncinate (...), allora noi pensiamo che qualungue sia la diversita dell’inditizzo e la differenza della meta e dellideologia, (...) con simili operazioni, si preparavano gli eventi del 1922; siamo portati a pensare che, poiché siamo stati ingenui una volta, la seconda non lo vogliamo essere asso. lutamentel». Discorso di De Gasperi alla Camera dei deputati, 19 di- cembre 1947, in A. De Gasperi, Discorsi parlamentari, cit., p. 344. 17 Si accentuano con la vittoria anche le pressioni interne favore- voli a una politica pit classista e integralista. In questa direzione an- dava per esempio il gruppo dossettiano raccolto attorno a «Cronache socialin, 18 Discorso di Sforza al teatro Lirico di Milano, 11 aprile 1948, cit. 327