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C'era una volta il cinema

Alain de Benoist

Il tappeto rosso del Festival di Cannes sta per srotolarsi, i film stanno per susseguirsi, alternandosi a feste, conferenze-stampa, mondanit, per la gioia dei cronisti mondani e dei devoti del people: lo spettacolo nello spettacolo, insomma. Al di l del people, per, ci sono ancora attori e autori nel vero senso del termine? In un mondo che ridonda d immagini, !uelle cinematografiche sono ancora specifiche? " in fondo che cos # il cinema? $icordiamo il senso della parola cinema: immagini in movimento, movie in inglese. Infatti un film # un racconto che concatena immagini in movimento. %un!ue il cinema si rivolge all&occhio, non all orecchio' # dimostrazione, non solo spettacolo. (arole e musiche non ne cam)iano la natura. Insomma, il film sonoro # stato un progresso tecnico rispetto a !uello muto, ma senza aggiunger nulla all essenza del cinema. Anzi, col muto il cinema d il meglio di s*: offre all&occhio immagini in movimento, le organizza con un senso, le ordina in un&opera. +n film tutto dialoghi # pi, teatro filmato che vero cinema. -a le immagini in movimento non sono n* pure immagini, n* puro movimento. Il cinema offre la realt solo attraverso l&artificio d&una scrittura e di uno stile. Il cinema-verit # un altro modo di negare il cinema .chi crede di /filmare la realt0 corrisponde a chi credeva la pittura resa vana dalla fotografia1 perch* il cinema non # un modo per conoscere, la cui ragion d&essere sare))e la verit, ma un modo per interrogare. Il cinema non # mai la realt, # la sua rappresentazione per immagini. " la scrittura cinematografica implica sempre una scelta: chi mostra un&immagine, non se ne mostra un&altra. %efinendo il cinema 2specchio a riflesso differito3, Andr* 4azin diceva che esso deve 2rendere, non significare3. Cos5 i grandi film, come tutte le grandi opere hanno potuto avere un ruolo formatore.

6aturalmente ci sono ancora )uoni film, talora capolavori, ma l&epoca del cinema # passata. Innanzitutto perch* ormai esso pu essere consumato a casa, dun!ue non # pi, luogo d&incontro, n* vettore sociale. 7 irruzione dell immagine in movimento nello spazio sociale aveva reso il cinema la grande arte popolare, democratica e conviviale della prima parte del 88 secolo. Arte collettiva, esso aveva un valore d&uso allora indissocia)ile da !uello di scam)io. -a, !uando non # pi, visto in comune da spettatori usciti di casa per vederlo, il cinema cam)ia natura. 9caricato sul telefonino, un film non # pi, un film. %estinato all&occhio, il cinema comporta anche un modo per guardarlo, cio# un modo di capire come vada guardato, di familiarizzarsi con le tecniche della regia, della direzione degli attori, del dcoupage e del montaggio. +na volta i critici si dedicavano a trasmettere allo spettatore strumenti d&analisi o schemi di comprensione. (er lo pi, vi hanno da tempo rinunciato, mettendosi a rimorchio di chi guarda un film come un telefilm, un documentario, una commedia, un variet. (er dirla con :ean-7uc ;odard, ormai 2la critica cinematografica parla di s*, fingendo di parlare dei film3, limitandosi all&apprezzamento soggettivo .mi piace, non mi piace1 o ideologico, che # poi lo stesso. (arallelamente ci sono sempre meno cinefili .# cinefilo chi non esce prima dell&ultima riga dei titoli di coda1, mentre le sale d essai si sono discretamente convertite in sale commerciali. %a !uando la specificit della sua scrittura non # pi, percepita, il cinema s&# ridotto a immagini perdute nel fiotto d&immagini dei media. (er Andr* -alrau< il cinema # sempre stato un arte e un&industria. Fra !uesti due poli, rappresentati dal regista e dal produttore, c&# stata su)ito tensione, oggi !uasi sempre risolta a vantaggio del secondo. Il film non # pi, guardato come l&opera d&arte che dovre))e essere, ma come la merce che # diventato. -artin 9corsese ha constatato che 2la proiezione in sala # ormai solo un evento minore nella vita di un film=.

-entre i )ilanci dei film crescono, gli spettatori calano e l essenziale degli incassi viene dall&homevideo e dalle tv. 9empre pi, a decidere il contenuto di un film sono gli inserzionisti. %alla Nouvelle Vague degli anni 9essanta, le cui innovazioni stilistiche non possono far dimenticare come essa tendesse a ridurre il cinema alla morale dello sguardo .il 2rispetto dei personaggi3 come negazione di ci che # pi, tragico nella condizione umana, cio# il riconoscimento che, nel )ene come nel male, 2tutti hanno le loro ragioni3, come dice >ctave ne La regola del gioco di :ean $enoir1, il mondo del cinema va alla deriva. Al moralismo # seguito un cinismo compiacente, che lusinga !uanto di pi, )asso ci sia nello spettatore, trasformato in guardone narcisista sempre pi, facile da lusingare, ma sempre pi, difficile da soddisfare. 9otto la triplice influenza deleteria della tecnica .effetti speciali1, dello spot e degli stereotipi del fumetti, la maggior parte dei film si rivolge a spettatori, per lo pi, giovani, che costruiscono la loro esistenza come fanno zapping col telecomando. (ersonaggi senza spessore, situazioni scontate, discorsi piatti, )analit alla moda, sceneggiature senza ner)o. +na volta il cinema produceva immagini o scene cos5 forti da segnare per la vita, strutturando indele)ilmente l immaginario. >ggi si succedono ondate di film visti e dimenticati. 6ulla ne resta. Facile dire che a un film tocca solo divertire, infatti il cinema non ha mai smesso d essere anche svago. Andre))e detto piuttosto che un film mira soprattutto a soddisfare un desiderio immediato. >ra il film pu rasserenare lo spettatore solo con la completezza dell intera opera. (ercio, come in $ohmer, 4ergman, 7u)itsch e Fritz 7ang, esso si sforzava di dilazionare lo sfogo del desiderio, mentre il Kitsch holl?@oodiano va oltre il desiderio, per soddisfarlo all eccesso e all istante, ricorrendo sia al rilancio, sia alla dismisura. 7a didattica del cinema, che era iniziatica .dell ordine della catarsi1, diventa regressiva appena s indirizza allo spettatore che semplicemente non sa pi, pensare, perch* vuole tutto e su)ito. Ariste unione di idiozia e consumo.

Bolgare o intellettuale, grassamente 2popolare3 o pretenziosamente 2elitario3, il cinema ha infine essenzialmente un ruolo di legittimazione, compiacente e osceno, dell ideologia dominante. 9e))ene accumuli provocazioni a piacere, non distur)a pi,, non allarma pi,, perch* # consono ai valori del tempo e perpetuarli # la sua unica preoccupazione. Certo, ci si pu chiedere se il cinema sia mai stato capace di sovvertire il disordine costituito .la risposta non # evidente1. Il fatto # che oggi # diventato fondamentalmente allineato e )en-pensante.
(Traduzione

di Maurizio Cabona)

.article paru en avril CDDE dans 2Il ;iornale31