Sei sulla pagina 1di 12

Generi e sessi atipici Riflessioni e prospettive di ricerca sociologiche In Paolo Valerio (a cura di) (2008), Angeli.

Cirus Rinaldi1 [] 4. una maschio o una femmina?: la costruzione medica dellintersessualit2


La malattia [] viene trattata con comprensione e non sottoposta a punizione ma ci si aspetta che si liberi dellattributo o del comportamento stigmatizzato. Pertanto, anche se vero che non la persona ad essere giudicata bens la sua malattia, questa ultima pur sempre parte di lui. Si pu parlare di moralit neutrale solo quando si consente ad una persona di essere o di fare ci che desidera, senza intervenire o discutere. Esiste invece una chiara sanzione morale quando si spinge il soggetto ad essere ci che potrebbe non volere essere (Freidson, 2002: 48).

La letteratura scientifica pi recente afferma che circa due bambini su mille nascono con caratteristiche anatomiche considerate ambigue3 (Blackless et al., 2000) (sia con genitali difficili da definire sia con alterazioni cromosomiche o ormonali) e che la gran parte di questi sono sottoposti a operazioni chirurgiche che ne alterano la condizione naturale rifacendosi agli standard sesso-anatomici della riassegnazione (chirurgica) forzosa. Quando si usa il termine intersessualismo ci si riferisce ad una serie di condizioni in cui si riscontrano genitali ambigui, organi genitali a cui non corrisponde il corredo ormonale; organi genitali che corrispondono ai cromosomi ma non alle gonadi: nel caso dellintersessualismo gonadi, cromosomi, ormoni e genitali esterni non corrispondono agli standard relativi alla definizione tipica del maschio e della femmina.4
Desidero esprimere gratitudine al prof. Paolo Valerio che mi ha incoraggiato nello studio dellintersessualit, indicandomi percorsi di ricerca inediti e che ho scoperto assai rilevanti per il mio approccio disciplinare. Lincontro con il prof. Kenneth (Ken) Plummer in occasione di un seminario organizzato dalla prof. Rosalba Perrotta (Universit di Catania) stato decisivo per comprendere quanto un approccio simbolico-interazionista e critico-umanistico potesse essere la chiave di svolta nella mia analisi: entrambi sono diventati dei punti di riferimento. Ringrazio inoltre Julie Greenberg, Professor of Law presso la Thomas Jefferson Shool of Law, San Diego, California per avere risposto con sollecitudine alle mie richieste. Claudio Cappotto mi ha reso pi chiara e comprensibile la letteratura medica e le analisi psicologiche. A lui dedico questo lavoro. 2 al momento sotto valutazione un progetto di ricerca interdisciplinare dAteneo coordinato da Paola Miano, associato di Psicologia dinamica presso la Facolt di Scienze della Formazione, la cui equipe composta oltre da chi scrive anche da Claudio Cappotto, psicologo e psicoterapeuta, dal titolo Il fenomeno dellandroginia e l'emergenza dell'intersessualit - modalit di intervento e promozione del benessere. 3 Le stime sono assai difficoltose perch anche le fenomenologie intersessuali sono disparate Fausto Sterling riporta che l1,7% della popolazione presenta persone intersessuali, mentre la Greenberg (1999) riporta dati del sessuologo John Money, il quale affermerebbe che le persone nate con genitali ambigui ammonterebbero al 4% della popolazione totale. Il dato sembra essere stato smentito dallo stesso Money in risposta al famoso articolo della Fausto Sterling apparso su Sciences. In uno studio pi recente della Fausto Sterling attraverso lanalisi della letteratura medica tra il 1955 e il 1977 si potuto constatare che la frequenza di nati intersessuali si aggira al 2 per cento sul totali dei nati vivi. Altre studiose affermano che lintersessualit nelle sue diverse manifestazioni tanto comune quanto la fibrosi cistica o la sindrome di Down, vd. Dreger, 1998. 4 Tra le diverse forme di intersessualit sottoforma di atipicit cariotipica, di stato intersessuale, di alterazione corticosurrenale o dellapparato urogenitale si ricordano in particolare: la sindrome adreno-genitale o iperplasia congenita del surrene che colpisce bambini con cromosoma XX , comportante una virilizzazione, conosciuto altres come pseudo-ermafroditismo femminile; la sindrome di Turner: carenza congenita di ormoni risultante in soggetti che presentano un unico cromosoma X e nessun cromosoma Y: in questo caso non si formano tessuti delle gonadi attivi funzionalmente; lovaio fetale si atrofizza; i dotti di Wolff restano atresici mentre i dotti di Muller si sviluppano; si forma un tratto genitale femminile; sono considerati femmine; la sindrome di insensibilit agli estrogeni: soggetti XY che posseggono il gene che codifica il fattore di sviluppo del testicolo (FST); i testicoli si sviluppo e pertanto inibiscono
1

I primi trattamenti medici degli intersessuali risalgono al 1930 soprattutto negli Stati Uniti5: la comunit scientifica presupponeva che le persone intersessuali non si fossero sviluppate funzionalmente nella loro vita fetale; soltanto nel 1950 si cominciano a identificare i primi intersessuali alla nascita e a sottoporli ad operazioni per eliminarne ogni differenza fisica (FaustoSterling, 2000: 40-45): si inizia pertanto a correggere laspetto fisico a partire dalle caratteristiche fisiche dominanti. chiaro che la dicotomia maschio/femmina e, pi in generale, il dispositivo logico binario del genere fungano come principi ordinatori e regolatori, la cui semplice alterazione mina alla base dellordine sociale. Ladeguamento imposto chirurgicamente non risponde(va)che alle norme socialmente condivise di come dovrebbe apparire ed essere costituita lanatomia sessuale normale degli individui. Si tratta peraltro di fissare degli standard e di decidere (leggi: azione sociale, processo determinato socialmente) cosa definisca un maschio e una femmina, quale caratteristica sessuale si definisca come aberrante o convenzionale, e quali siano le relazioni di comparazione culturalmente definite, quali gli operatori logici e i dispositivi di normalizzazione socio-culturale. Nel discorso medico-chirurgico infatti pare esistere culturalmente una stretta corrispondenza tra genere e genitali, e dunque tra pene e maschilit, vagina e femminilit, nonch un unico e solo orientamento erotico-affettivo (quello eterosessuale) volti alla sessualizzazione funzionale forzosa degli individui. Non si tratta per come abbiamo indicato in precedenza di una corrispondenza statica, definitiva. In alcune piccole comunit della Repubblica Dominicana, della Turchia e di Papua Nuova Guinea vi sono caratteristiche ereditarie che portano a condizioni di intersessualismo (nello specifico deficit della 5-alfa reduttasi6) (Fausto-Sterling, ibid.: 109): molti di questi bambini sono cresciuti come bambine e iniziano a vivere da maschi appena raggiungono la pubert. Infatti durante questa fase della loro vita iniziano a discendere i testicoli, le loro voci diventano profonde e gravi, i clitoridi diventano peni (Imperato-McGinley et all., 1974). Questi soggetti sono integrati allinterno delle loro comunit o meglio non rappresentano una minaccia per lintegrazione delle loro societ di appartenenza7. Non accadrebbe lo stesso in Italia o negli Stati Uniti, contesto al quale si riferiscono le riflessioni della Fausto-Sterling: la condizione dei bambini con tali caratteristiche sarebbe alterata alla nascita, verrebbero castrati, gli verrebbe imposta una vagina, perderebbero la possibilit da adulti di provare lorgasmo e di riprodursi, dovrebbero assumere ormoni per gran parte della loro vita. Guardando nello specifico alla dimensione intersessuale, i principi medico-chirurgici ed endocrinologi risalgono ai lavori di John Money e colleghi (Money, 1972; Money e Tucker, 1975), i quali affermavano che per evitare la stigmatizzazione del soggetto e stress di ordine psicologico (Dreger, 1998; Kessler, 1998), lassegnazione di genere sarebbe stata da effettuare il prima
attraverso il testosterone e altre sostanze lo sviluppo dei dotti di Muller; non rispondono agli androgeni e non si distinguono fenotipicamente dalle femmine; non rispondono al SIM (glicoproteina secreta dalle cellule del Sertoli e che determina il riassorbimento dei tessuti che diverrebbero altrimenti ovidotto, utero, cervice e vagina) e i dotti di Muller degenerano; sviluppano caratteri sessuali secondari femminili; la Sindrome di Klinefelter , fa parte delle forme di ipogonadismo maschile, colpisce i soggetti con composizione cromosomica del tipo XXY e determina la mancanza di caratteristiche maschili esterne. Vd. Fausto-Sterling, 2000; Kelly, 2004. si consulti altres il sito del WHO (World Health Organization) dove vengono classificate malformazioni, scompensi cromosomici, ormonali,, genitali ambigui http://www.who.int/classifications/apps/icd/icd10online/ 5 In generale si pu affermare che gli interventi su persone risalgono ai prima anni trenta del novecento ed in qualche modo miravano a forme di ortopedia e correzionismo sociali (Vitelli et al., 2006: 284) 6 Lo pseudoermafroditismo maschile da deficit di 5 alfa redattasi noto anche come "ipoplasia perineoscrotale, ed dovuto a carenza congenita di 5 alfa riduzione degli androgeni (una forma di pseudoermafroditismo maschile). caratterizzato da scroto mancante o bifido e da ginecomastia prepubere: in questo caso il bambino presenter i testicoli non discesi ed un micropene (considerato un clitoride) anteriormente ad una pseudovagina a fondo cieco: i genitali esterni sono perci di aspetto femminile e questi soggetti vengono, alla nascita, considerati femmine. 7 Nella Repubblica Dominicana questi bambini sono chiamati guevedoche (palle a dodici [anni]) e sono accettati come espressione di un terzo sesso; talvolta la gente locale si riferisci a costoro come machihembra (maschi-femmina) (Imperato-McGinley et all., 1974; Herdt, 1993)

possibile subito dopo la nascita del soggetto con genitali ambigui. Ci perch lidentit di genere secondo Money alla nascita altamente fluida e malleabile. Particolare considerazione viene altres attribuita alla funzione sessuale e alla fertilit nonch alla misura del pene: peni al di sotto dei 1,5 cm sono da considerarsi inadeguati, ragion per cui ai soggetti intersessuali XY pur se dotati di pene e testicoli viene assegnato il genere femminile. Le dimensioni sociali su cui riflettere, in primo luogo, sono relative alla definizione culturale del sesso e allo standard culturale dei genitali, alla presentazione di genere del neonato ai genitori e alla famiglia, allauto-percezione che di s possiede lindividuo intersessuato. di qualche decennio fa il caso di John/Joan: il soggetto in questione subisce durante unoperazione di routine (circoncisione) lamputazione del pene e gli viene assegnato chirurgicamente il genere femminile, ruolo che non accetter mai sino a chiedere una nuova operazione di riattribuzione del genere originario8. Ci indica che lassegnazione sessuale in et precoce non garantisce lauto-identificazione di genere femminile in bambini con genitali femminili ricostruiti (Diamond e Sigmundson, 1997a, 1997b; Bradley et al., 1998; Reiner, 1996) e che pertanto la chirurgia genitale dovrebbe essere rimandata, se non altro, al momento in cui il soggetto possa decidere autonomamente (Phornphutkul et al., 2000: 136). Tuttavia la pratica divenne assai famosa e diffusa in tutto il mondo e le diverse comunit scientifiche la adottarono come pratica di routine: solo attraverso le testimonianze delle vittime e degli attivisti intersessuali9 si recentemente appreso dello stress psicologico a cui sono state sottoposte le persone intersessuali da bambini e, in seguito, da adulti; chi ha avuto (ri)costruita una vagina ha sofferto interminabili sedute di dilatazione perch la stessa soggetta, nella maggioranza dei casi, a stenosi e pertanto diviene indispensabile linserimento quotidiano di dilatatori. Si tratta di procedure che hanno non solo implicazioni sessuali per gli individui che vi sono sottoposti, ma anche fonte di trauma e di mutilazione genitale gravissima. quanto testimonia Cheryl Chase, attivista intersessuale e fondatrice dellISNA (Intersex Society of North America): Cheryl nata con un clitoride sproporzionato e, pertanto, imbarazzante che le viene rimosso; stessa sorte tocca alle sue gonadi, rimosse chirurgicamente a sua insaputa e, di conseguenza, senza il suo consenso; stata resa sterile e inabile a provare lorgasmo (Chase, 2006). Tuttavia i medici credono che la ricostruzione genitale sia da considerarsi necessaria anche per evitare al soggetto disadattamenti psichici e sociali nei confronti dei pari e per evitare ulteriori disagi allinterno della famiglia e nei diversi processi di socializzazione. Dalle storie degli intersessuali si apprende tuttavia che questi possano sentirsi ancora pi confusi se vengono cresciuti senza alcuna spiegazione relativamente alla loro condizione e ai diversi ed innumerevoli trattamenti (chirurgici ed ormonali) cui verranno sottoposti, sovente, per il resto della loro vita. La ricostruzione chirurgica non dunque mai perfetta e pu determinare una ricostruzione parziale e malfatta, eliminare la percezione dellorgasmo, rendere inabili alla riproduzione (naturale o artificiale) (Fausto-Sterling, 2000: 85-87). Le pratiche mediche pertanto rispondono allimperativo culturale della capacit di performance sessuale (maschile, in primo luogo), stabilendo quale obiettivo principale che il soggetto possa essere reso funzionale al rapporto sessuale indipendentemente dalla capacit di provare piacere e da quella riproduttiva: il che spiega un altro aspetto, quello della femminilizzazione dei soggetti. I medici considerano un pene adeguato se il bambino in grado di urinare stando in piedi e se, da adulto, in grado di performare un adeguato rapporto sessuale: lopzione principale nei casi in cui non si reputa un pene funzionale quella di produrre chirurgicamente delle bambine, dal momento che pi semplice condurre con un successo
Ci si riferisce al caso di David Reimer, la cui biografia stata raccolta da James Colapinto (2000) che per lungo tempo, prima della rivelazione di Colapinto, venne denominato nella letteratura medica come John/Joan. Appare interessante considerare le analogie tra il caso di Reimer e le esperienze sociali vissute dai soggetti FtM; si veda a tal proposito Green (2004: 202-207). 9 Si rinvia al materiale scaricabile da www.cah.org.uk; www.isna.org; www.medhelp.org; www.ais.org.
8

procedure di correzione delle caratteristiche anatomiche femminili. Culturalmente significa che pi semplice correggere, normalizzare un corpo femminile (inadeguato, la copia) anzich ricostruire un pene ed un corpo maschile (lo standard, loriginale)10. Il fallocentrismo sembra determinare gran parte dellansia della classe medica, anzi come afferma Morland parrebbe essere un residuo psicoanalitico nella pratica medica contemporanea (Morland, 2004: 448) : Donahoe, professoressa di chirurgia presso la Harvard University, afferma che la decisione di crescere un soggetto con testicoli e geni maschili come un ragazzo deve essere dettato interamente dalla misura del fallo (Donahoe, 1991: 537, cit. in Morland, 2004: 448). LAmerican Academy of Pediatrics afferma che la misura del fallo di suprema importanza per lassegnazione del sesso (AAP, 2000: 141, cit. in Morland, ibid.)11. Il controllo medico della determinazione del sesso non si tuttavia basato da sempre sulla funzionalit genitale, ed i fattori biologici che hanno funto da indicatori del sesso di appartenenza degli individui sono mutati nel corso dei secoli. Dreger afferma come dalla fine del diciannovesimo secolo sino alla Prima Guerra mondiale fosse considerata degna di attenzione nel caso delle donne la funzione riproduttiva e pertanto la presenza o lassenza delle gonadi era criterio distintivo nellassegnazione del sesso (Dreger, 1998). Tale standard sembra perdurare nella pratica chirurgica: infatti, nellassegnazione del sesso femminile il criterio della capacit riproduttiva sembra essere preferito e prevalere rispetto alladeguatezza della vagina: se un nato XX analizzato come potenzialmente capace di riprodursi, gli viene assegnato il sesso femminile anche se il suo fallosomiglia pi a un pene che al clitoride12. Se in qualche modo lomosessualit ed la transessualit sono stati oggetto di studio dei professionisti della salute mentale, la dimensione dellintersessualit stata difatti monopolizzata dal discorso medico ed in particolare endocrinologico13, chirurgico e genetico.
10

Si consideri il dibattito femminista sul corpo della donna quale dimensione a propriet affievolita e limitata e la costruzione socio-giuridica di sesso e sessualit. Una sintesi efficace e brillante in Pitch, la quale afferma che Il diritto parla di un corpo solo, quello femminile. Il corpo maschile appare soltanto quando debole, malato, minacciato. Il corpo maschile adulto e sano non normato: perch esso la norma, lo standard di riferimento. Perci invisibile, privato, propriet di chi lo abita, zona su cui il diritto non ha accesso, ai cui confini la legge si ferma. Al contrario, il corpo adulto femminile sano normato, oggetto della norma, dunque di per s eccezione rispetto allo standard. Perci visibile, pubblico, o quantomeno a propriet fortemente limitata (Pitch, 1998: 11) 11 Ma anche dalle nostre parti la routine della pratica chirurgica non sembra volere dissociarsi nettamente dai vecchi convincimenti, nonostante alcune voci dissonanti. In un articolo apparso sul Corriere delle sera a firma di Franca Porcini, il prof. Giuseppe Chiumello, direttore del centro di endocrinologia dellinfanzia e delladolescenza dellistituto San Raffaele di Milano, afferma che Nella mia esperienza lintervento chirurgico nel primo anno di vita ha dato ottimi risultati conferma; mentre Gianni Bona, endocrinologo pediatra a Novara e Vice Presidente della Societ italiana di pediatria, sostiene che inutile negarlo: ci siamo accorti che la correzione precoce dellambiguit genitale non normalizza del tutto lidentit sessuale di queste persone commenta. Il cervello stato esposto, quanto i genitali, durante la vita nellutero allinflusso degli ormoni maschili. come se ci fosse qualcosa di ineliminabilmente virile nel comportamento di queste persone e puntualizza che [] uninfanzia con unidentit sessuale incerta abbia effetti disastrosi sullo sviluppo della personalit. Alessandro Cicognani, professore di pediatria alluniversit di Bologna, metet in evidenza invece come i soggetti intersessuali assegnati chirurgicamente non riescano ad eavere una vitasessuale e a raggiungere lorgasmo. (Corriere della sera - Franca Porciani - 19 marzo 2007; http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/03_Marzo/19/bambini_sesso_incerto.shtml). 12 Se il fallo considerato troppo largo e pertanto imbarazzante per una bambina, esso viene ridotto chirurgicamente. 13 Il discorso endocrinologico si rivolto, di volta in volta, a diversi ambiti di applicazione. Appare interessante, cos come ricostruito e discusso da John Hoberman, osservare come gli studi endocrinologici del secolo scorso si siano occupati anche di riorientamento del desiderio maschile e di curare lomosessualit: riscontriamo infatti delle analogie con il trattamento degli intersessuali, quando rileggiamo, per esempio, la teoria delle secrezioni interne delle gonadi di Charles douard Brown-Squard la quale giustific teoricamente le inoculazioni terapeutiche di estratti organici (testicoli, ovaie) cui furono sottoposti svariati omosessuali e lesbiche; a questi seguirono nel 1907 gli esperimenti dello scienziato britannico Edward Schafer e i trapianti testicolari operati dal viennese Robert Lichtenstern a partire dal 1915. La disponibilit di androgeni sintetici port a sofferenze ancora pi atroci i poveri diavoli che erano costretti a subirle: particolarmente famosa la Child Guidance Home del Jewish Hospital di Cincinnati sotto la guida del dottor Louis ALurie (Hoberman, 2005: 92-104).

La nascita di un bambino con genitali ambigui motivo di allarme sociale e di emergenza: il problema principale per i medici quello di assegnare un sesso, il genere corrispondente e le relative caratteristiche genitali. Ragioni per le quali un pene dai 0,9 ai 2,5 cm non appare caratterizzante (e funzionale per) la maschilit (Kessler, 1998). Il pene, infatti, il primo criterio per forzare lassegnamento di genere ad un bambino, per definirne lappartenenza, predisporne leducazione e la socializzazione sottoponendolo a svariate operazioni e trattamenti a volte per tutta la vita (cure e trattamenti ormonali). Lassegnazione forzosa (erroneamente definita ri-asseganzione) risponde sostanzialmente ad una visione dicotomica e binaria ed stata recentemente messa in discussione allinterno della comunit medica grazie ad un intenso dibattito derivato dalla pubblicazione nel 1997 di una ricerca a firma di Milton Diamond e H. Keith Sigmundson. In questo lavoro il focus principale ruotava intorno allinsuccesso del citato caso John/Joan: infatti i due medici analizzando il caso studio avevano verificato linadeguatezza dellalterazione sessuale e la conseguente disforia di genere nel soggetto che si era sempre auto-percepito come ragazzo, aveva volontariamente sospeso la cura ormonale, aveva chiesto (ora si correttamente!) la ri-assegnazione chirurgica del sesso maschile, aveva sposato una donna e cresceva da padre i suoi tre figli (non biologici, visto che gli erano state asportate le gonadi maschili) (Diamond e Sigmundson, 1997a). Il dibattito odierno, anche grazie allopera degli attivisti intersessuali e di alcuni gruppi GLBTQI (www.isna.org), si concentrato sui delicati aspetti relativi al consenso informato e alle deficienze degli standard di cura dei soggetti con genitali ambigui. In un articolo recente Beh e Diamond affermano la necessit ed il dovere di informare dei rischi, dellefficacia e delle alternative non solo i genitori ma anche i pazienti secondo un approccio definito patient-oriented (orientato e centrato sul paziente): i due medici dichiarano la necessit di fornire spiegazioni approfondite dei rischi anche quelli relativi ai fallimenti dellassegnazione forzosa, del futuro disadattamento dei soggetti che ne hanno fatto ricorso e del pieno adattamento di quei soggetti che non hanno fatto ricorso alle operazioni chirurgiche. Viene altres riconosciuto il ruolo ed il futuro del bambino nella decisione che i genitori saranno tenuti ad affrontare, anzi viene suggerito di prendere in esame questa evenienza, tenendo conto delle strategie di counseling rivolte alle famiglie per mitigare lo stigma, facilitare e sviluppare strategie di coping e preservare il diritto dei bambini ad auto-determinarsi : il bambino dovrebbe avere lultima parola su come vuole vivere. []. Il pi importante organo sessuale tra le orecchie piuttosto che tra le gambe (Beh e Diamond, 2000: 62). Possiamo pertanto affermare che la professione medica ha assunto funzione di controllo sociale e di normalizzazione dei soggetti e che lintero sistema professionale, di norma caratterizzato da conoscenze specialistiche non considerate valutabili dai pazienti, consista in interazioni tra sistemi di norme differenti e conflittuali, il sapere specialistico e quello profano (Freidson, 2002). In tal caso occorre che la professione ufficialmente designata come lunica competente a diagnosticare e a trattare le condizioni di malattia operer in un ambito che comprende comportamenti devianti in numero maggiore di altre professioni cui devoluto il controllo sociale (Freidson, 2002: 43). Il focus principale pertanto consiste nellindividuare come unica istituzione sanzionatoria la giurisdizione professionale medica: ci perch venuta meno la colpa o la dimensione morale del soggetto, non si considerano n la legge poich il soggetto intersessuato non ritenuto responsabile della sua condizione (o tanto meno criminale) n pertanto listituzione religiosa (poich chiaramente non riconosciuto come peccatore). Il potere medico surrogandosi alla dispensazione delle etichette di peccato e crimine, delegittima le istituzioni preposte a tale compito14.
Una volta rimosse etichette come crimine e peccato, ci che viene fatto al deviante per il suo bene, per aiutarlo invece che per punirlo, anche se il trattamento pu, in alcune circostanze, rappresentare una pratica restrittiva. Le opinioni del deviante non vengono tenute in considerazione perch egli un profano esperto, privo della conoscenza specialistica o del distacco che gli darebbero il diritto di fare sentire la sua voce (Freidson, 2002: 45). La conseguenza
14

La medicalizzazione ha come diretto corollario quello dellannullamento dei diritti del deviante: le persone dal genere e dal sesso atipici vengono riconosciute come intersessuate e lintersessualismo diventa sindrome specifica sulla quale si produce sapere professionale, di competenza del medico, dellendocrinologo e del genetista. Ma ci su cui vorrei porre maggiormente lattenzione di chi legge che la patologizzazione (e la conseguente negazione dei diritti) non dipende esclusivamente dalla condizione (di intersessuale) quanto piuttosto dalla standardizzazione forzosa alle normali categorie di maschile e femminile. Il medico diventa imprenditore morale: lattivit medica conduce alla creazione di regole che definiscono la devianza e le pratiche mediche fanno osservare tali regole. Gli imprenditori morali, nella definizione fornita da Becker, hanno quale scopo principale quello di creare un nuovo frammento della costituzione morale della societ, del suo codice di giusto e sbagliato (Becker, trad. it. 2003: 113)15. Nel caso della produzione dellintersessualit bisogna ancora comprendere se e come la definizione di malattia sia associata ad un giudizio di tipo morale, e quanto la pratica medicochirurgica sia slegata da una reale empatia nei confronti del soggetto e del suo inserimento sociale e risponda ancor prima che ad una mutilazione fisica, ad una castrazione culturale che priva il soggetto intersessuale di diritti fondamentali, uno su tutti, quello della propria autodeterminazione. Il dibattito sul trattamento chirurgico dei neonati e dei bambini intersessuali lungi dallessersi esaurito. O quantomeno pacificato. Possiamo sintetizzare, seguendo Greenberg (2006), le principali posizioni intorno a tre modelli: a) il protocollo dominante; b) un approccio medio (middle round) e c) la moratoria completa su tutti i trattamenti chirurgici non medicalmente necessari. Il primo modello sviluppato a seguito dei primi lavori di Money negli anni cinquanta, perdurato per circa quaranta anni, auspicava il trattamento chirurgico ed ormonale per i neonati e i bambini intersessuali al fine di conformarli agli standard culturali e normativi sociali: uno dei principi pi controversi consisteva nel centellinare le informazioni da fornire a soggetto intersessuali e genitori per evitare ogni trauma psicologico. Linganno si poteva protrarre anche per tutta la vita dellindividuo. Ma questi non era lunica vittima: persino ai genitori venivano fornite

di tale movimento tuttavia il rafforzamento di una istituzione di controllo professionalizzata la quale, in nome del bene dellindividuo e della propria expertise tecnica, toglie al soggetto il diritto di valutare il suo comportamento e quello dei suoi simili, diritto fondamentale emerso, in ambito religioso nella dura battaglia di interpretazioni personale delle Scritture senza lintervento dellautorit dogmatica, e in campo giuridico, nella pretesa riconosciuta di essere giudicati dai propri pari (Freidson, 2002: 46) 15 E le crociate morali condotte contro gli invertiti, proprio al fine di prevederne il successo, sono predisposte sul potere di contrattazione dei gruppi, sulla propaganda attraverso i mezzi di comunicazione di massa e i compromessi politici. Allinterno della categoria degli imprenditori sociali si distinguono i creatori di norme (o crociati delle riforme) e gli applicatori di norme. I creatori di norme sono rappresentanti degli status sociali elevati della societ, dotati di potere morale e di potere contrattuale nei confronti degli altri gruppi: essi di solito relegano ad esperti e rappresentanti di organizzazioni professionali la redazioni di interventi legislativi specifici (in tal modo il contenuto della legge si allontana dalle richieste morali collettive, divenendo risultato patologizzante di perizie e verifiche, scorporandosi sempre pi dal sociale in quella cristallizzazione anonima che listituzionalizzazione dei problemi). I rappresentanti della legge che invece ne applicano le disposizioni, rispondendo alle pressioni della propria situazione di lavoro, applicano le leggi e creano gli outsiders in modo selettivo. Letichettare realmente come deviante la persona che commette una atto deviante, dipende da molti fattori estranei al suo effettivo comportamento: che il tutore dellordine senta di dover dare in questo momento dimostrazione di fare il suo lavoro per giustificare la propria posizione, che il colpevole mostri una reale deferenza verso di lui, [], e che il tipo di atto commesso figuri nella lista delle priorit del rappresentante della legge (Becker, ibid.: 124-125). Ogni crociata morale di successo crea secondo dinamiche simbiotiche nuovi gruppi di outsiders e nuove responsabilit per lapplicazione della legge, fenomeni devianti e agenzie di produzione normativa e di controllo farebbero parte dunque di un unico processo circolare, nel quale le retroazioni inducono a forme di adattamento: i processi retroattivi di adattamento implicano, nelle interazioni quotidiane degli attori sociali, una serie di definizioni e ridefinizione e riaggiustamenti di senso e significato. In senso lato la devianza il prodotto di uniniziativa: senza questa iniziativa destinata a creare le norme, la devianza, che consiste nellinfrangerle, non potrebbe esistere (Becker, ibid.: 125).

informazioni minime rispetto alle condizioni generali del neonato affinch potessero essere guidati verso le decisioni che i medici reputavano pi adeguate al caso specifico. Sino agli anni Novanta si credeva che i medici fossero gli unici soggetti qualificati a determinare il migliore interesse di neonato e genitori: e pur tuttavia, anche recentemente, come ricordato in precedenza, lAmerican Academy of Pedriatics (AAP) ha ribadito ufficialmente le principali applicazioni del modello (AAP). Nel documento ufficiale si afferma che la nascita di un bambino con genitali ambigui costituisce unemergenza sociale (AAP, 2000: 138) e si forniscono indicazioni e raccomandazioni per medici ed infermieri sul trattamento dei casi di intersessualit e sulla loro comunicazione ai genitori: le posizioni paternalistiche del documento affermano che la definizione della diagnosi deve essere prestata nel minore tempo possibile cos come il trattamento chirurgico in modo da minimizzare i rischi di complicazioni mediche, psicologiche e sociali. Gli assunti del modello sono stati ben presto criticati anche e soprattutto grazie allintervento di intersessuali adulti e di attivisti intersessuali che hanno denunciato le sofferenze fisiche e psicologiche derivanti da simili protocolli: gran parte di queste persone hanno lamentato la perdita della capacit riproduttiva, la perdita o la compromissione dellorgasmo, infezioni, ferite, incontinenza urinaria, genitali non accettabili in termini estetici. Ben pi grave il significato culturale implicito nella creazione dellalterazione genitale ossia la costruzione e la definizione identitaria delle persone intersessuali (e la relativa vergogna) attraverso il rinforzo di norme culturali che ne etichettano lanormalit sessuale. Lapproccio della moratoria completa su tutti gli interventi non necessari dal punto di vista strettamente medico stato fortemente influenzato dal lavoro degli attivisti che riconoscono lattivit chirurgica solo nei casi strettamente indispensabili. Il modello tradizionale non aveva determinato che stigma e traumi per i soggetti intersessuali e per le loro famiglie: lenfatizzazione della normalizzazione dei soggetti intersessuali aveva creato senso di colpa e vergogna nei genitori, mettendone in discusse limmagine positiva, la capacit di cura e quella generativa. Minimizzare le informazioni o mentire ai propri figli non aiutavano le famiglie a condurre una vita normale: si tratta pertanto di svolgere unattivit educativa nei confronti della famiglia, di counseling per il soggetto intersessuale e per i familiari e di implementare il ricorso a gruppi di mutuo aiuto. Le principali raccomandazioni allinterno del secondo modello includono la valutazione da parte di dellidentit di genere apparente nel neonato intersessuale, leducazione e la socializzazione al genere raccomandato dagli esperti, il supporto e la piena informazione dei genitori e la posticipazione dellintervento chirurgico sino al momento in cui il soggetto, se lo decidesse e lo ritenesse utile per s, ne ha piena consapevolezza. Il terzo modello, sostenuto in particolare da sostiene che sarebbe necessaria una via di mezzo tra i due modelli precedenti: si reputa che un intervento intrusivo delle pratiche chirurgiche non debba determinare alterazioni sui soggetti, tali da comprometterne lequilibrio psichico e lintegrit fisica; da una completa moratoria potrebbero derivare al neonato non trattato chirurgicamente nel corso della sua traumi psichici di adattamento. Genitori ben informati sui rischi di ogni protocollo potranno prendere la giusta decisione dellinteresse del proprio bambino sulla base di un vero consenso informato16 (Ahmed, Morrison e Hughes, 2004; Daboul e Frader, 2001; British Association of Paediatric Statement, 2001).
Julie A. Greenberg suggerisce una lista di raccomandazioni affinch in consenso sia realmente informato e vengano preservati i diritti dei bambini intersessuali: a) bisogna fornire ai genitori informazioni chiare e semplici per iscritto; b) ai genitori deve essere data lopportunit di consultarsi con operatori della salute mentale specializzati nel trattamento dellintersessualit; c) i genitori devono altres avere la possibilit di consultare gruppi di supporto di intersessuali e confrontarsi con intersessuali adulti che sono stati sottoposti a trattamenti chirurgici; d) i medici devono fornire anche opzioni che riguardino la posticipazione dellintervento nellet opportuna perch il soggetto intersessuale possa decidere da s; f) i genitori devono essere avvertiti di ogni rischio che loperazione implica: tra i quali la perdita del piacere sessuale, la perdita della capacit riproduttiva, la possibilit che dallintervento chirurgico non derivi una identit di genere equilibrata, il rischio di incontinenze, di traumi emotivi, etc; g) i genitori dovrebbero essere informati che nessuno studio a lungo termine abbia mai provato che le operazioni in tenera et consistano in un beneficio
16

I diversi approcci provano quanto siano diversificate le forme di naturalizzazione dei processi sociali, perch ogni tentativo di classificazione e categorizzazioni anche nel discorso scientifico una decisione culturale. Se ne deriva, assai sinteticamente, che: a) la dicotomia e la definizione binaria del genere sono una costruzione culturale; b) definire il genere sulla base di un sistema discreto e non su un continuum di classificazione unoperazione arbitraria; c) le costruzioni culturali del genere hanno un effetto diretto sulla definizione del sesso e della sessualit nonch sulle definizioni e le convinzioni scientifiche; d) bisogna riconoscere che la medicina non indipendente dai contesti culturali in cui opera e che fa pertanto parte di un sistema che definisce e rinforza le idee culturali cu ci che conta come normale anche relativamente al sesso e al genere. 5. Conclusioni Corpi normalizzati La definizione del sesso di un individuo pertanto un processo derivante dal nostro sistema di classificazione binario, dicotomico e pertanto dia-bolico17: definire ed etichettare qualcuno come uomo o donna unazione socialmente e culturalmente connotata, contestuale, contingente e dunque negoziata/negoziabile. possibile utilizzare la conoscenza scientifica per decidere chi definire maschio e chi definire femmina, ma come afferma Fausto-Sterling, saranno soltanto le nostre convinzioni relative al sistema di genere a permetterci di definire il sesso: inoltre, sono proprio le costruzioni sociali del genere ad avere effetti diretti sulle modalit della conoscenza scientifica relativa al sesso e alla sessualit. La costruzione medica e quella socio-giuridica dei soggetti transgender e intersessuali18 rispondono a logiche binarie di divisione di genere eterosessiste e si sostanziano in processi di essenzializzazione, normalizzazione e naturalizzazione dell Altro. Il criminologo Jock Young indaga sul ruolo svolto dai processi di essenzializzazione e sul loro uso stereotipato nei confronti di diversi gruppi sociali. In primo luogo lessenzialismo, biologico o culturale, fornisce ai soggetti sicurezza ontologica soprattutto in un mondo assai pluralista in cui si alternano stili di vita, scelte e universi normativi altamente conflittuali; in seconda battuta, permette di legittimare, mantenere ed accettare (nonch imporre) posizioni di superiorit o inferiorit; lessenzialismo diventa prerequisito della demonizzazione dei gruppi subalterni e base della proiezione delle nostre paure sugli altri (Young, 1999: 96-120). Il genere, a partire dalla riflessione dei transgender studies (Stryker e Whittle, 2006) e della produzione degli attivisti intersessuali (Chase, 2006; www.isna.org) e sugli intersessuali (Kessler, 1998; Preves, 2005) con approccio legittimante ed umanistico-critico, appare come principio ordinatore che non implica semplicemente un sistema di classificazione esso si riferisce allineguaglianza universale tra uomini e donne (the universal inequality between women and men) ed pertanto riferibile a dimensioni quali quelle della gerarchia, del potere e non semplicemente della differenza (Kimmel, 20042a: 1).

terapeutico in confronto con altri protocolli; h) i parenti dovrebbero essere altres informati del fatto che diversi endocrinologi ed urologi condividano il modello della moratoria completa su ogni forma di intervento chirurgico; i) il consenso deve essere fornito per iscritto; l) il consenso deve essere fornito in pi di una occasione in modo che i genitori siano consci delle condizioni del proprio bambino e di protocolli alternativi (Greenberg, 2003: 285) 17 Diabolico deriva dal greco dia-ballo: indica il distacco, la separazione. A differenza del simbolico che implica lunione. 18 Non possiamo in questa sede tenere conto delle implicazioni socio-giuridiche relative allintersessualit; per questo si rinvia a Greenberg (1999; 2003; 2006). Tuttavia bisogna accennare alla sentenza della Corte Costituzionale della Colombia che nel 1995 si trovata a giudicare casi di intersessualit. Distanziandosi sia dal modello della moratoria (proibire trattamenti chirurgici fino allet del consenso avrebbe determinato forme di sperimentazione sociale) che dal protocollo dominante (perch non vengono protetti gli interessi del bambino), ha deciso che il consenso dovesse essere fornito dai genitori nellinteresse del proprio figlio e non nel loro interesse, che dovesse essere realmente informato nonch qualificato e persistente.

Lintegrit dei confini di genere e delle sessualit dei corpi diviene garanzia di coesione del corpo sociale: ogni tentativo di destabilizzazione di tale ordine dunque una minaccia, avvertito come un pericolo da evitare19. Il modello eteronormativo ed eterosessista, questa particolare forma di strutturazione e stratificazione sociale (culturale, politica, del genere, dei corpi), proietta i propri dispositivi e configurazioni nel mondo naturale e su altre specie, cos come sulla nostra, definendo standard di riferimento per aspettative sociali e forme di relazionalit20. Transgenderismo ed intersessualit, con le proprie e distinte specificit, mettono in discussioneproducono una serie di istanze di de-naturalizzazione, rottura e ri-articolazione dei generi, rendendo visibili e pertanto fragili, effimeri, estemporanei i legami che crediamo esistere tra la dimensione biologica dei nostri corpi, i ruoli sociali che un certo corpo si crede svolga, i meccanismi culturali che operano per sostenere o ostacolare specifiche configurazioni di gendered personhood (Stryker, 2006: 3). Questa complessit di relazioni pone le scienze sociali, e la sociologia in particolare, di fronte alla necessit di dotarsi di strumenti analitici e teorici utili per provare a descrivere, seppure con difficolt, questi nuovi status, a rendere conto dei limiti del genere e del sesso come categorie moderne e a pensare ad una realt (poi intercettandola) in cui ogni identit possa essere pensata, performata e denominata. Si tratterebbe di avvicinarsi empaticamente ad alcuni fenomeni sociali rigettati o considerati solo perch devianti, creando in primo luogo nuove pratiche discorsive in grado di riposizionare il concetto stesso di genere, sesso e sessualit. ormai palese che le tassonomie di sesso e genere siano state messe in discussione, non sono pi da considerarsi categorie stabili esterne quanto piuttosto pratiche incorporate negli individui che le agiscono, che ne fanno esperienza, che le confermano o le rifiutano, che le modificano. Il riposizionamento delle categorie analitiche suddette non pu che verificarsi attraverso la legittimazione delle diverse soggettivit attraverso la loro presa di parola. Se i queer studies hanno reso visibile la lotta alla norma eterosessista, hanno tuttavia fatto dei corpi di drag, fags and queer delle metafore, delle rappresentazioni linguistiche (Namaste, 2000), impedendo aldil di ogni intenzione originaria una teorizzazione che potesse confrontarsi proficuamente con corpi empirici, fornendo semplicisticamente, sebbene attraverso raffinate fascinazioni intellettuali, disincarnazioni intelligibili (Reiche, trad. it. 2007: 155).

Abbiamo osservato quanto persino allinterno dei dibattiti femministi la dimensione transgender sia stata trascurata perch letta attraverso il filtro della femminilit enfatizzata o parodiata (si pu pensare che molti soggetti T* si pieghino alle logiche di subordinazione maschile?), e dunque tema facilmente boicottato o ostracizzato (Raymond, 1979; Hausman, 1995; Billings, Urban, 1982): la sottocultura trans* viene sommariamente liquidata perch i soggetti trans* per mezzo di pratiche disciplinari e modificazioni scolpivano nei loro le forme ideali di femminilit cos come oggettificate e mercificate dallo sguardo maschilista e patriarcale assai recente in Italia la discussione della Societ Italiane delle Storiche confluito in un volume curato da Bertilotti, Galasso, Gissi e Lagorio (2006) alla quale partecipa anche la componente trans per mezzo di Porpora Marcasciano, contribuendo ad una pluralizzazione anche della teorizzazione politica femminista. 20 In che termini guardare alla costruzione del desiderio eterosessuale senza problematizzarne lo status e i privilegi che ne conseguono? Leterosessualit definita come la condizione normale attraverso costruire rappresentazioni del reale. Termine a quo definiamo la realt, le sue relazioni, i suoi equilibri: le pratiche eterosessuali, con tutto ci che implica per il soggetto e lazione riferirsi al termine pratica (Bourdieu, trad it. 2005), sono apprese per processi oppositivi, attraverso forme di distanziamento da ci che eterosessuale non . Costruiamo la realt sociale in termini di opposti: non si consideri semplicemente la dicotomia eterosessualit/omosessualit ma anche il sesso in termini di opposti (maschile/femminile) che gia produce in partenza una condizione semantica di conflittualit. Esempi di ci che Chrys Ingraham definisce thinking straight ossia thinking in terms of opposites and polarieties when none exist and naturalizing social practices and beliefs rather than seeing them as social, political, and economic creations (Ingraham, 2005: 2). Ci porta, continua Ingraham, alla definizione di categorie identitarie e corrispondenti sistemi di credenze che cedono allillusoriet di una sessualit statica, fissa e non altamente organizzata e regolata, istituzionalizzata. La creazioni di categorie cos costruite non possono che riprodurre sistemi eteronormativi istituzionalizzati e gerarchici, categorie attorno alle quali vengono definite le altre esistenze sessuali come devianti, patologiche. Si Cfr. anche Bibbings (2004).

19

Le ibridazioni disciplinari che hanno collocato gli studi sociologici a cavallo con altri settori disciplinari (cultural studies, studi di genere, critica letteraria) rafforzandone la potenzialit euristica interdisciplinare, hanno rappresentato tuttavia unattenuante, un escamotage perch la sociologia non si occupasse se non attraverso una sua declinazione testualista, quella che definisco deriva rappresentazionalista delle istanze gay, lesbiche, transgender e intersessuali a partire dalle soggettivit gay, lesbica, transgender e intersessuale e dalla costruzione dei loro percorsi biografici. Il ricercatore interessato a tenere conto della dimensione transgender quale soggettivit incarnata non pu farsi affascinare dalle derive testualiste che portano i soggetti a divenire semplici entit intelligibili: accogliamo con interesse pertanto le riflessioni di Roberta Sassatelli che possono essere inquadrate come una teorizzazione che, a mio avviso, spinge verso quella che definisco una ontologia della plasticit corporea attenuata in grado di fornire concetti in grado euristicamente di confrontarsi con la realt empirica. E questo lo si pu iniziare a partire dalla considerazione del dolore, del doloroso quale concetto che sovente manca alle teorizzazioni (narrazioni) postmoderne del genere (Lingiardi, 2006: 15). sempre Lingiardi che, richiamando Layton, osserva come i protagonisti queer siano diventati eroi ed eroine del postmoderno, vessilli di un non-luogo, e tuttavia il dolore della frammentazione, della marginalit, dellindeterminatezza viene spesso sottostimato e trascurato (Layton, 1998: 124, cit. in Lingiardi, 2006: 15). Ricercare uno spazio e un tempo transgender e intersessuale implica una risignificazione delle categorie sociali (e sociologiche) che informate al naturalismo caro alla tradizione interazionista (Matza, trad. it. 1976) e al progetto critic humanistic di Plummer (2001) sia in grado di mettere in atto strategie di ricerca di natura empatica e di ri-valutazione tese a interpretare, attraverso una visione dal di dentro, le azioni dei soggetti in quanto capaci di attivit significanti, gli individui stessi possono dar conto delle loro azioni, intese come unit di analisi significative. piuttosto per mezzo dellosservazione che si possono cogliere i caratteri intimi dei fenomeni, perch [] proprio latto di scrivere o di riferire obbliga lautore ad una interpretazione del mondo e interpretare vagliare (Matza, ibid.: 24). Pianificare una strategia di analisi del transgenderismo e dellintersessualit diventa particolarmente complesso perch abbiamo sempre rappresentato le soggettivit subalterne21 come contrapposte al normativo, alla regolarit, alla normativit, seguendo la logica del controllo attraverso lesclusione, la patologizzazione o la criminalizzazione (Young, 1999): ci impedisce le scienze sociali di comprendere la ricchezza di pratiche e strutture di scambio, appartenenza, associazione e identificazione che si sono sviluppate allombra della normalit e che per tale caratteristica (oltre che per la scarsit degli strumenti analitico-teorici) sono stati considerati semplicemente come/perch devianti. I comportamenti e le soggettivit non normative, atipiche o non convenzionali organizzano lo spazio e le relazioni sociali, pongono in essere forme di relazionalit sessuali, definiscono identit nello spazio e nel tempo, si organizzano: bisogna pertanto contemplare identit centrate sui corpi (body-centered identity) al fine di dare un luogo alle diverse soggettivit sessuali allinterno e tra i processi di incorporazione (embodiment), le pratiche e le forme di spazializzazione delle identit (Halberstam, 2005: 5). La manifestazione di una pluralit di fenomeni normativi che determinano lintersecarsi di pi dimensioni, a pi livelli allinterno di un medesimo contesto sociale, e la considerazione delle diverse mappe normative che orientano gli attori sociali nelle loro interazioni (di genere e sessuali) quotidiane rendono necessaria unanalisi di tipo pluralista: le riflessioni guidano lattenzione verso la pluralit di orientamenti normativi cui sono sottoposte tanto le microrealt sociali quanto quelle macro, per ragioni che possono prevedere specifiche asimmetrie di potere, contingenze storiche, fenomeni demografici, prassi culturali, etc. La prospettiva da adottare non pu non rivalutare la dimensione soggettiva e biografica dellattore sociale, rivolgendo lattenzione non esclusivamente ad una pluralit di sistemi
Uso il concetto di subalterno con la stessa portata teorica sovversiva che riveste allinterno dei postcolonial studies.
21

(normativi, giuridici, sociali, di aspettative, etc.) quanto piuttosto allattore sociale come soggetto di norme con fonti diversificate: gli attori sociali sembrano disponibili a ricostruire i propri percorsi normativi, pongono in essere strategie per la risoluzione dei conflitti nelle loro interazioni quotidiane, nel tentativo di fronteggiare la policentricit, la frammentazione, lopacit e lambiguit dei sistemi sociali. Lanalisi diventa necessaria soprattutto se consideriamo come gli individui delle societ contemporanee appartengono a gruppi di riferimento molteplici, come dalle diverse appartenenze derivino biografie specifiche, configurazioni e manipolazioni identitarie che si riferiscono a norme e valori non sempre compatibili, conflittuali, inconciliabili. Ogni identit, ogni biografia risulta pertanto costituita dal riferimento a norme e modelli valoriali tratti dalle molteplici appartenenze del soggetto. Si conclude avvertendo la necessit di unanalisi empirica orientata a partire dalla ricostruzione dei modelli valoriali, delle rappresentazioni normative che orientano i comportamenti e che definiscono le strategie e le manipolazioni identitarie dei soggetti piuttosto che semplicemente dallesistenza astratta di sistemi normativi dati e modelli valoriali differenti. Tale processo non pu non essere conscio che spesso in primis lo sguardo della ricerca e del ricercatore ancor prima del mondo politico e del senso comune a promuovere forme di violenza simbolica a partire dellinvisibilit dei temi GLBTQI nei progetti di ricerca o allinterno dei corsi universitari e delle attivit didattiche in senso lato. La teoria sociologica finisce per fornire spiegazioni totalizzanti della societ prodotte da e per professionisti (i sociologi), ed pertanto scorporata dal dibattito e dai conflitti pubblici e conseguentemente a carattere prevalentemente autoreferenziale (Seidman : 1991: 131). Essa avrebbe bisogno di aprirsi alla teoria sociale quale fenomeno emergente allinterno del dibattito pubblico e del conflitto sociale: lobiettivo principale diventa quello di cercare di descrivere e di spiegare problemi e fenomeni sociali, culturali o storici specifici e di poterli influenzare. Se la teoria sociologica intercetta un pubblico di specialisti (dandoli per scontato), la teoria sociale si riferisce ad un pubblico pi vasto ed eterogeneo (accademici, policy-makers, attivisti, legislatori, etc.) per aprirsi a correzioni e a reciproche e feconde contaminazioni. In tal caso si apprezzerebbe il progetto tra(n)s-formativo della teoria sociale, e quanto questa possa funzionare come agente di mutamento sociale nella vita quotidiana. Non si tratta, in definitiva, di un orizzonte del tutto estraneo alla teoria sociologica, forse trascurato, ma tuttavia motivato dalla possibilit data ai soggetti di trasformare la struttura sociale (Wright C. Mills, trad. it. 1962). La possibilit del cambiamento non pu essere disgiunta dalla teorizzazione sul corpo e lembodiment, sul genere ed il sesso, concetti che tardano ad essere inseriti in trattazioni interdisciplinari oggi pi che mai necessarie. Lanalisi sociologica di transgenderismo e ed intersessualit orientata ad un insider view (Oyserman, Swim, 2001) si dirige verso la decostruzione delle categorie classiche della sociologia della sessualit. Quando si accennava alla necessit di ri-configurare lanalisi e di dotarsi di strumenti analitico-concettuali pi efficienti, ci si riferiva proprio alla portata destabilizzante delle categorie interpretative introdotte dalle biografie delle persone intersessuali. Il primo obiettivo quello di definire un oggetto di ricerca plurimo e differenziato, unagenda di ricerca di sociologia dei generi e delle sessualit. Cosa rende un maschio tale? O cosa rende una femmina veramente una femmina? Nella nostre creazioni di senso comune, come facciamo a definire il sesso di un individuo? Intendiamo i genitali esterni, le configurazioni cromosomiche, i livelli ormonali, le gonadi, i genitali o le caratteristiche sessuali secondarie? E che ruolo rivestono le identit di genere? In che modo far collimare i ruoli sociali associabili culturalmente?22 Ma cos necessario che queste dimensioni si sovrappongano?
Particolarmente indicativo della logica binaria nella costruzione socio-giuridica del genere e del sesso la recente nota diffusa dalle prefetture italiane sulla Interpretazione degli articoli 34 e 35 del D.P.R. n. 396/2000. Scelta dellindicazione del nome, di cui riporto ampiamente un estratto (enfasi mia): Circa la tematica dellattribuzione del
22

Relativamente allintersessualismo, come afferma Fausto Sterling, una trattazione atomistica rappresenta il vizio di fondo sia dei costruttivisti che dei naturalisti perch se possibile separare il sesso dal genere per comprendere entrambi, non altrettanto facile sganciare il genere dal corpo (Fausto-Sterling, 1999: 53-54)23. Si tratta in definitiva di comprenderne le iterazioni. Comune ai due temi discussi lintersessualismo e il transgenderismo - loggetto principale di questo contributo ossia linclusione della diversit allinterno della compagine sociale, non sganciata da riferimenti etici, morali, socio-culturali e politici di normalizzazione ed adeguamento dei corpi a standard fisici (sesso-anatomici) di integrazione. Essere umani non significa solo rientrare in una delle due categorie di genere: lintersessualit prova, insieme con il transgenderismo, quanto sia complesso e sfaccettato il genere. Forse il problema per intersessuali e transgender divenire umani: ma questo processo intercetta la dimensione dellessere riconosciuti tali. Non un limite della diversit in s.

nome in maniera corrispondente al sesso, si evidenzia che a fronte dellesercizio dei genitori di scegliere liberamente il nome del figlio, anche recependo un nome di origine straniera, il legislatore ha inteso disporre un principio generale secondo cui non devono essere imposti prenomi che possono trarre in equivoco sulla loro corrispondenza al sesso del neonato. La corrispondenza dovr necessariamente verificarsi, tenendo conto della valenza maschile o femminile del nome alla luce della tradizione e delluso in Italia, con le eccezioni di seguito evidenziate. Lesigenza di garantire una stretta corrispondenza tra il prenome ed il sesso di appartenenza del soggetto che lo porta, risiede nel fatto che interesse pubblico che il prenome, unitamente al cognome, costituiscano mezzo di identificazione dellindividuo nei rapporti sociali, s da non creare equivoci e confusioni di sorta sulla identit personale anche sotto il profilo del sesso, maschile o femminile. Il legislatore, in tale ottica, ha determinato che linteresse pubblico prevalga sullinteresse dei genitori alla libera scelta del nome da attribuire ai figli. Tale norma, stante la sua specificit, non pu essere aggirata facendo affidamento sulla diversa valenza, maschile o femminile, che un determinato nome ha in alcuni paesi stranieri, quando lo stesso nome in Italia ha una chiara connotazione maschile o femminile. Il caso pi eclatante quello relativo al nome Andrea che in Italia ha valenza maschile (usandosi per il femminile il nome Andreina) ma che in altri paesi usato invece come nome femminile. Ad esempio, nei paesi di lingua tedesca Andrea femminile, mentre il maschile di Andrea Andreas. Una situazione simile esiste nei paesi di lingua spagnola con Andrea (femminile) ed Andres (maschile). Si fa questa precisazione per evidenziare che la distinzione e la conseguente attribuzione del nome in base al sesso principio osservato anche in altri ordinamenti di paesi esteri. Pertanto, alla luce dei principi sopra esposti, anche nel caso in cui i genitori richiedano la registrazione del figlio/a con un nome che, nella tradizione italiana, non corrisponde al sesso del minore, lufficiale dello stato civile, come ampiamente chiarito in premessa, dovr procedere alla registrazione ma dovr avvertire i genitori che, a seguito della segnalazione del caso al Procuratore della Repubblica, come previsto dalla legge, possibile che si instauri un giudizio di rettificazione che potrebbe portare, anche con tempi lunghi, alla modifica del nome prescelto. LUfficiale di stato civile dovr altres far presente ai genitori interessati che le Procure della Repubblica coinvolte sulla questione nella maggior parte dei casi si sono pronunciate per lattivazione del giudizio di rettificazione dellatto di nascita. Al fine di contemperare gli interessi ed evitare inutili procedimenti di rettificazione, si ritiene possibile, in aderenza alla prassi consolidata relativa al nome Maria, che viene imposto anche a minori di sesso maschile purch sia preceduto da un primo elemento onomastico chiaramente maschile (esempio, Enrico Maria), che nulla osti a che un nome tradizionalmente maschile es. Andrea, possa essere imposto ad una bambina purch dopo un elemento onomastico chiaramente femminile (es. Francesca Andrea). 23 Ricordiamo tuttavia che lapproccio di Fausto-Sterling rimane un naturalismo debole ma pur sempre naturalismo di una biologa evolutiva: nellarticolo The five sexes (1993) si riconosce la naturalit dei genitali. La lettera di commento al saggio a firma di Suzanne J. Kessler ricorda come le attribuzioni di genere nella quotidianit vengono fatte senza ricorrere ad unispezione dei genitali. La stessa Fausto-Sterling afferma che: We cant begin to develop decent theories about the appearance of gendered behaviors and gendered belief systems about our individual bodies without understanding that our bodies are part of the process, that our bodies change in very profound ways in response to our behaviors. Not only the generate behaviours, but they in turn are generated by behaviors (Fausto-Sterling, 1999:56)