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Digitale: che significa?


Digitale (informatica) - Wikipedia it.wikipedia.org Comunicazione Generativa Il digitale naturale oltre il digitale informatico comunicazionegenerativa.org Comunicazione Generativa Questioni di scrittura (digitale) comunicazionegenerativa.org

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Digitale (informatica) - Wikipedia

it.wikipedia.org In informatica ed elettronica con digitale ci si riferisce a tutto ci che viene rappresentato con numeri o che opera manipolando numeri. Il termine deriva dall'inglesedigit, che significa cifra (che in questo caso si tratta del codice binario, ovvero un sistema numerico che contiene solo i numeri 0 ed 1), che a sua volta deriva dal latinodigitus, che significa dito [1]. Un determinato insieme di informazioni viene rappresentato in forma digitale come sequenza di numeri presi da un insieme di valori discreti, ovvero appartenenti a uno stesso insieme ben definito e circoscritto. Attualmente "digitale" pu essere considerato come sinonimo di "numerico", e si contrappone invece alla forma di rappresentazione dell'informazione detta analogica, che non analizzabile entro un insieme finito di elementi. Ci che digitale contrapposto a ci che invece analogico, cio non numerabile, non analizzabile entro un insieme discreto di elementi. Digitale riferito dunque alla matematica del discreto che lavora con un insieme finito di elementi, mentre ci che analogico viene modellizzato con la matematica del continuo che tratta un'infinit (numerabile o non numerabile) di elementi. possibile convertire un segnale analogico in uno equivalente digitale, costituito da una serie di numeri, questo processo chiamato digitalizzazione. A seconda degli scopi a cui destinata la conversione, questa pu essere effettuata in modo grossolano e approssimativo, oppure in modo molto accurato e preciso, in ogni caso il segnale digitalizzato perde sempre qualcosa rispetto all'originale analogico, non sar mai identico. Un tipico esempio la conversione di un'onda sinusoidale (pi o meno regolare), se il circuito di conversione usa un numero di bit insufficienti, risulta visibile geometricamente, una notevole differenza fra il segnale analogico e il segnale digitalizzato, costituito da un insieme di spezzate (tratti costanti ai valori dell'insieme discreto, 0 e 1) del segnale digitale. L'uso attuale pi comune del digitale nel campo audio, in cui un segnale analogico pu venire approssimato sufficientemente bene. In alcune applicazioni la qualit del segnale digitale riprodotto risulta indistinguibile dall'originale analogico. Tale conversione frequente quanto la discretizzazione di variabili continue in matematica o statistica (aspetto pi generale di un problema soprattutto pratico). Per esempio, un orologio con le lancette analogico, perch la posizione di ognuna delle sue 3 lancette (ore, minuti e secondi) pu indicare uno qualsiasi degli infiniti punti che formano la circonferenza del quadrante dell'orologio stesso, punti che quindi non sono numerabili. Al contrario in un orologio digitale le cifre che compongono l'ora, i minuti e i secondi indicano solo e soltanto gli 86.400 possibili momenti in cui pu essere suddiviso, in secondi, un giorno (24 ore x 60 minuti x 60 secondi). Un oggetto viene digitalizzato, cio reso digitale, se il suo stato originario (analogico) viene "tradotto" e rappresentato mediante un insieme numerabile di elementi. Per esempio una foto, normalmente formata da un infinito numero di punti ognuno dei quali formato di un'infinita gamma di colori, viene digitalizzata, e quindi tradotta in foto digitale, allorch la sua superficie la si rappresenti divisa in un numero discreto di "punti" (in genere piccoli quadrati o rettangoli detti pixel) ognuno dei quali formato di un colore tra i 16 777 216 possibili (se codificati in RGB, e cio in una combinazione di 256 sfumature di rosso, 256 di verde e 256 di blu), ovvero 8 bit per colore. Molte tecnologie ricorrono al digitale per ottenere la riproduzione di un'onda (sonora o luminosa) che analogica; il modem converte appunto un segnale analogico inviabile attraverso i doppini telefonici in un segnale richiesto dal pc o altro dispositivo elettronico che funziona tramite bit (0/1) e richiede un segnale digitale. I moderni televisori LCD funzionano principalmente con segnali digitali, mentre i televisori della precedente generazione CRT avevano un funzionamento basato primariamente su segnali

analogici. it.wikipedia.org

Comunicazione Generativa Il digitale naturale oltre il digitale informatico

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SPECIAL_IMAGE-http://www.comunicazionegenerativa.org/wp-content/uploads/2013/07/impronta-di gitale.jpg-REPLACE_ME impronta-digitaleLa comunicazione generativa (il volume) difficile. la conclusione di molti degli studenti che lo portano allesame. Molti, ma non tutti. A volte (pi spesso di quanto si immagini, in realt) le conclusioni sono affatto differenti. La comunicazione generativa? S, stata una bella lettura. Difficile? No, perch? Molto interessante. una questione di sensibilit? Non saprei. Forse si tratta solo di percorsi formativi differenti. Un giorno ne verremo a capo. Per ora mi limito a riportare la risposta che ho ricevuto allultima sessione di esami dalla studentessa Giulia Migliaccio a una domanda relativa al concetto di digitale naturale. Giulia ha accettato di mettere per iscritto la sua risposata. Eccola, testuale, di seguito. Per approfondimenti si rimanda al Capitolo 1 de La comunicazione generativa di Luca Toschi (Apogeo, Milano 2011), in cui il punto 1.3 si intitola, appunto, Oltre il digitale informatico: il digitale naturale. Buona lettura. Tutti sappiamo che oggi il naturale e lartificiale hanno completamente sconvolto i termini della loro relazione tanto da confondere nella mente delluomo quale sia davvero il confine tra ci che rimane solamente immaginabile e ci che risulta davvero realizzabile. Questo, per, non un fenomeno da collocare esclusivamente nella modernit perch se siamo arrivati a far collaborare in stretta sinergia elaboratore e mente umana proprio perch da sempre lumanit ha mescolato realt e finzione. Ci di cui ancora oggi non siamo completamente consapevoli che il nostro pi grande errore contrapporre digitale naturale e digitale informatico. I nostri pensieri stanno prendendo sempre pi vita grazie ad una digital vision della realt che erroneamente luomo reputa possibile solo grazie allesistenza di elaboratori no comprendendo che, in realt, la digitalizzazione nata prima della nascita del primo computer dal contrasto di forze che rappresentano la struttura della nostra realt. Il digitale naturale linsieme di tutti i collegamenti e di tutte le divisioni agite dallessere umano sugli elementi che compongono la realt e il digitale informatico solo un piccolo riflesso, un piccolo frammento di questo ampio fenomeno. Deve essere considerato come supporto facilitatore, conseguenza, della costruzione di questa complicatissima trama che il processo storico della nostra storia: la storia dellumanit. La dimensione digitale dellelaboratore il riflesso tecnologico dei nostri saperi e del nostro modo di vedere e agire sul mondo che attraverso di esso si possono materializzare. Un mezzo che dovrebbe aiutare luomo e non confondere ancora di pi la sua percezione del possibile e dellimpossibile, dellartificiale e del naturale. Queste macchine non fanno immaginare un progetto di mondo completamente diverso, un progetto per cambiare e sconvolgere le grammatiche oggi dominanti, in quanto sono intrise di valori e obiettivi che affondano le radici proprio in esse. Questo, invece, lobiettivo pi grande che luomo deve porsi e che solo attraverso le sue capacit naturali pu raggiungere, anche sbagliando. Infatti solo sbagliando che possiamo trovare quello che non sapevamo esistere e quindi migliorarci.

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Comunicazione Generativa Questioni di scrittura (digitale)

comunicazionegenerativa.org Oggi, pi che mai, sono convinta che il tema delle nuove scritture rappresenti uno degli ambiti in cui ancora molto ci sia da fare. Anche e soprattutto per ci che riguarda la formazione. Resto nel mio campo di competenza la scuola e considero quanto bisogno di cultura, di conoscenza ci sia ancora oggi, seppure a distanza di pi di venti anni da quando si iniziato a parlare di testi digitali. Sempre di alfabetizzazione si tratta. O meglio di scrittura. Me lo rivelano le ingenuit di alcuni studenti, che vedo ben rappresentate da un uso cos poco consapevole dei nuovi ambienti di scrittura online. Mi capitato, qualche mese fa, di cercare su Google il titolo del mio ultimo volume sul testo digitale e di imbattermi in un riassunto effettuato da una studentessa, in un sito dedicato che mette in condizione gli studenti di avere a disposizione una serie infinita di bignami da utilizzare alloccorrenza, per risparmiare il tempo della lettura integrale dei volumi. La cosa mi ha incuriosito e ho aperto il riassunto, immaginando di trovare chiss quale interessante rilettura del mio testo. A parte la delusione nel vedere banalizzati quelli che mi erano sembrati concetti degni di essere riflettuti, mi imbatto, per di pi, in una serie di insulti che la suddetta studentessa mi lancia, esausta forse del compito arduo di leggere e riassumere. Frasi poco lusinghiere davvero, ai limiti della decenza. Certo devo aver sbagliato qualcosa La cosa mi fa anche sorridere, anche se poi listinto sarebbe subito quello di rispondere a quellindirizzo mail cos ben in evidenza che ingiuria me e le mie parole. Poi, decido di lasciar perdere, privando certo quella ragazza (che sia in fondo la mia piccola vendetta?) della possibilit di comprendere cosa, evidentemente, il mio testo non le aveva davvero saputo spiegare. E cio che non stava scrivendo in uno spazio privato o condiviso al massimo con i suoi compagni di corso, ma che quellindirizzo, seppure protetto da password, non blindato e vi si accede comunque, semplicemente affidandosi ad un motore di ricerca generico come Google. O forse voleva che la sottoscritta leggesse? Chiss, ma dubito. Sarebbe comunque stato pi semplice scrivermi direttamente. Potrei citarvi altri molteplici esempi di questa ingenuit (non solo giovanile) che denotano il nostro livello di analfabetismo in questioni di scrittura digitale. Se gli strumenti sono diventati sempre pi semplici da utilizzare, alla portata di tutti, mettendo tutti in condizione di scrivere, partecipare, leggere, non si sono previsti, dallaltra parte, percorsi di approfondimento sui temi della privacy o della sicurezza o semplicemente delluso consapevole della comunicazione in rete. E questo quello che manca davvero oggi nella nostra formazione, alcune semplici accortezze di fondo, che ci facciano distinguere, capire, al di l dei messaggi e delluso immediato. E come muoversi su un terreno che non si conosce, dove le insidie hanno molti nomi, sono, certo, poco evidenti, ma ci rendono comunque utenti sciocchi. Basterebbero solo piccoli avvertimenti o constatare semplicemente come i messaggi pubblicitari cambino su Facebook, a seconda del profilo utente (le creme antirughe sono un classico negli spazi a sinistra della mia prima pagina). Questione di scrittura, sapendo che la scrittura, oggi, la si fa in spazi pubblici e si lasciano tracce che non difficile intercettare. Si scrivono tracce. Certo per molti questo pu non rappresentare un problema, poich il desiderio di essere visti sembra superare in qualche modo il pudore e la buona educazione. Ma un conto essere dichiaratamente e consapevolmente comunicatori o provocatori e un altro diventarlo nostro malgrado, magari trasformandosi in strumento inconsapevole di marketing. Ma andiamo oltre. Parlando ancora di scrittura digitale, seppure con unaccezione diversa. Ancora di scrittura si tratta quando, parlando con unamica, preside di una scuola, mi sento dire che uno dei problemi principali dei docenti riguarda oggi la valutazione degli elaborati digitali degli studenti, delle tesine presentate in forma multimediale e non pi sotto forma di relazione scritta. Sappiamo che il Power Point oggi la formula pi utilizzata per presentare il proprio lavoro, per riassumere idee e argomentazioni; spopola agli esami di maturit e spesso anche alle tesi di laurea. Lamica preside mi dice

che i docenti non sempre riescono a stabilire la qualit di una presentazione. Non facile. Mentre la consuetudine li rende esperti nellesprimere un giudizio su alcune pagine scritte, che hanno comunque da rispettare alcune norme redazionali, una struttura, alcune regole grammaticali, altro il caso nel momento in cui il contenuto di una riflessione viene espresso in forma sintetica attraverso le slide di una presentazione, corredate di immagini, testi, mappe e tabelle. Come non lasciarsi catturare dalla eventuale sapienza tecnica dello studente? Come saper cogliere la profondit delle argomentazioni? I docenti si muovono su un terreno poco noto e neppure codificato, che presuppone, a sua volta, una capacit di scrittura non indifferente. Perch locchio vuole la sua parte, vero, ma non tutti hanno il dono di riconoscere di primo acchito la cura espositiva di un testo multimediale. E daltra parte gridano vendetta molte delle pagine create dagli stessi docenti, prive di uno stile, di una riflessione sulle regole basilari del visual. Se un testo a scorrere non si legge cosa lo inserisco a fare? E se la musica copre completamente il commento parlato, se non c sincronia tra musica e immagini, se le parole sono troppe o troppo poche, chi che lo stabilisce? Non cos per un tema scritto su carta o per una relazione. Se manca lintroduzione o le conclusioni capisco subito che qualcosa non funziona. E se i periodi hanno la lunghezza di dieci righe e se la principale non la si trova neppure a cercarla, capisco subito che chi scrive non ci sa fare. Ha letto poco o non ha messo sufficiente attenzione a quello che stava facendo. Se ha introdotto alcuni errori di ortografia poi Ma quale lortografia di uno slideshow? E giusto dire che esiste? Esistono certo gli stereotipi, cos come le frasi fatte. Le brutte costruzioni e i salti logici, tanto sulla carta quanto sullo schermo. La scrittura in questo senso ancora troppo giovane per avere uno statuto e ci si affida al buon senso e al buon gusto. C molto lavoro da fare, dunque. Per difendere la scrittura, di qualunque tipo si tratti. Per sperimentare le nuove accezioni di scrittura, mentre si difende il valore di quello che gi conosciamo. Tag:competenze digitali, digital literacy, Digital Writing comunicazionegenerativa.org Archive All Download Newest