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Anno 3 - N. 35 (#94) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.

1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale del Corriere della Sera dell8 settembre 2013, non pu essere distribuito separatamente

Irrompere nella supercie per farne un abisso

per il Corriere della Sera

Marco Tirelli

Domenica 8 settembre 2013

#94

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

Sommario

Il dibattito delle idee


RRR corriere.it/lalettura
Linserto continua online con il Club della Lettura: una community esclusiva per condividere idee e opinioni

Sentimenti, affetti in crisi, separazioni: la difficolt di essere adulti

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Il dibattito delle idee LEuropa riscopre Dio Anzi, gli dei


di MARCO VENTURA

Welfare I bambini nella trappola della povert


di MAURIZIO FERRERA

Orizzonti

6 7 8 9

Mestieri Un maggiordomo in ospedale


di ROBERTA SCORRANESE

porcospino
In amore se stai (troppo) vicino ti ferisci, se stai (troppo) lontano senti freddo Lincapacit di accettare la fine di una storia
di SILVIA VEGETTI FINZI

Il paradosso del

Societ sempre il colpevole nei libri polizieschi


di MARIAROSA MANCUSO

Antropologia Limperialismo dellobesit


di ADRIANO FAVOLE

Visual Data Sul divano dei Simpson


di ALESSANDRO BERETTA

Caratteri

10 12 13 14

Riscritture Ci ripenso, dunque sono


di PAOLO DI STEFANO, GIUSEPPE GENNA e IDA BOZZI

Narrativa straniera La grande elegia russa di Michail Saltykov-cedrin


di FRANCO CORDELLI

Esclusiva Il cardellino di Donna Tartt


di MATTEO PERSIVALE

Classifiche dei libri La pagella


di ANTONIO DORRICO

Sguardi

16 18 19

Geografie Il museo franco-tedesco della storia condivisa


di ELISABETTA ROSASPINA e STEFANO BUCCI

Le mostre Carlo Levi, la realt emotiva


di SEBASTIANO GRASSO

Simboli Firenze, il potere al Giglio


di ARTURO CARLO QUINTAVALLE

Percorsi

20 22 23

Il teatro di Roberta Torre Riccardo III un ansioso che parla siciliano


di MARIA ROSARIA SPADACCINO

Incontri: Sofija Gubajdulina La mia cattiva musica


di GIUSEPPINA MANIN

Anniversari: Carlo Gesualdo Il principe dei madrigali genio e assassino


di RAFFAELE NIGRO

na decina di anni fa, riflettendo sulle testimonianze che compongono il libro Quando i genitori si dividono: le emozioni dei figli, mi sembrava evidente che la grandezza di un amore si misurasse dallimponenza delle sue rovine. Ma ora il mondo cos cambiato che quella metafora mi appare improponibile: nella societ liquida in cui viviamo, tutto scivola via e la crisi degli affetti, anche i pi cari, lascia dietro di s una scia di detriti poco visibili e difficilmente valutabili. Significa forse che erano inconsistenti? Che i legami amorosi si dissolvono nellindifferenza generale? Che il collante che ci tiene emotivamente uniti non funziona pi e che ciascuno di noi procede nella corrente del tempo nella solitudine dellabbandono? Non credo. Penso piuttosto che la fine di una relazione venga spesso dimenticata, sottratta alla riflessione e alla condivisione ma che, come un grumo opaco, continui a interferire sulle nostre vite e a condizionare le nostre scelte. Amore e odio costituiscono da sempre i poli energetici che alimentano la nostra vita e quando lodio prevale, lamore si inabissa, ma non scompare. Nonostante ogni tentativo di normalizzare labbandono e di considerare irrilevanti le sue conseguenze, lasciarsi non va da s. La separazione muta il copione della nostra vita, ma gli attori dello spettacolo precedente permangono sullo sfondo come presenze incancellabili. Nulla, infatti, va perduto e, negli archivi della memoria profonda, giacciono tanto le storie concluse quanto quelle interrotte, quelle che per certi versi continuano come quelle che avrebbero potuto accadere e non sono mai accadute, pronte a ricomparire nella forma ipotetica del se. Ogni ricordo correlato dalle emozioni corrispondenti, ma raro che prevalgano quelle positive. Come sanno gli psicoterapeuti, nel ricordo prevale il dolore, quasi le esperienze infelici fossero scritte nella mente con un inchiostro indelebile e quelle felici con una sostanza volatile. Scoperchiare il passato vuol dire affrontare stati danimo pi o meno penosi, come la nostalgia, il rimorso, il rimpianto. Eppure non vorremmo distruggere lalbum dei ricordi, che raramente sfogliamo, perch sentiamo che racchiude la trama della nostra identit e che quanto accadr non pu essere disgiunto da quello che stato. Nella separazione degli affetti sono contenuti tutti i temi della nostra vita: il passato, il presente e il futuro, correlati dal filo della narrazione con cui cerchiamo di conferire continuit e senso al mero succedersi degli avvenimenti. La motivazione che ci spinge a eseguire questo compito lamore, lamor proprio innanzitutto nel senso di affermazione e valorizzazione di s, e lamore per gli altri in quanto coautori e interpreti della nostra storia. Al cogito ergo sum di Cartesio aggiungerei la pi impegnativa dichiarazione amo ergo sum: io sono la forza dei miei sentimenti. Questa formula contiene due princpi importanti: la relazione fonda lidentit (non c io senza laltro); amore e odio coesistono. Dal loro impasto nasce larmonia, dalla loro contrapposizione il conflitto. Mentre lamore unisce lodio divide, ma se amo in modo assoluto pro-

i
Liniziativa Amare il tema delledizione 2013 del Festival Filosofia che si svolge in tre citt Modena, Carpi e Sassuolo da venerd 13 a domenica 15 settembre. La rassegna propone oltre duecento appuntamenti, tutti gratuiti. Tel 059 2033382; www.festivalfilosofia.it Lautrice La psicologa Silvia Vegetti Finzi interviene al Festival Filosofia il 15 a Carpi (ore 18, piazza Martiri) con una lezione magistrale su La separazione degli affetti. Tra i suoi libri pi recenti: Giocattoli (Consorzio Festivalfilosofia, 2013) e lebook Si pu ancora essere felici? per la collana I Corsivi del Corriere della Sera Il tema Sul tema della rassegna da segnalare il saggio di Michela Marzano Lamore tutto: tutto ci che so dellamore (Utet 2013, pp. 208, e 14) e i libri di Luc Ferry De lamour. Une philosophie pour le XXIe sicle (Odile Jacob) e di Anne Dufourmantelle En cas damour. Psychopatologie de la vie amoureuse (Manuels Payot). Questi ultimi due autori sono ospiti del festival

voco una adesione fagocitante, se odio senza condizioni, una contrapposizione evitante. Come esemplifica efficacemente Schopenhauer, noi siamo come i porcospini: se stiamo troppo vicini ci pungiamo, se stiamo troppo lontani abbiamo freddo. Ogni relazione comporta di stabilire la giusta distanza, di trovare una mediazione tra la paura di perdere loggetto damore e il timore di esserne invaso. Il primo amore, quello materno, totalizzante, possessivo, un amore calibrato in modo da avvolgere e proteggere lessere pi indifeso del mondo, il neonato. Un amore al tempo stesso necessario e oppressivo dal quale il figlio cerca progressivamente di allontanarsi. Ma che lascia dietro di s una scia di timore e di rimpianto. Scrive Fromm: Non si pu comprendere la vita di un uomo se non si capisce quanto oscilli tra il desiderio di ritrovare la madre in unaltra donna e il desiderio di allontanarsi dalla madre trovando una donna che sia il pi possibile diversa da lei. Vi timore nellamore perch, osserva Donald Winnicott, ci ricorda ci che vorremmo dimenticare: di essere stati, nei primi tempi della nostra vita, assolutamente dipendenti da qualcuno, per lo pi la madre. Senza la disponibilit e la dedizione di un altro, di unaltra, non avremmo potuto sopravvivere. Ma i nostri figli, prosegue Winnicott, crescono e diventano a loro volta padri e madri senza riconoscere quanto devono a una figura materna, senza dire grazie alla madre. Lincapacit di provare gratitudine genera, negli uomini, paura delle donne, timore di sottostare al loro potere come accaduto allalba della vita. E, nelle donne, difficolt di accettare la gerarchia femminile, di inscriversi in una genealogia materna. Eppure nellinnamoramento cerchiamo proprio lassoluto del primo amore, lesclusivit del primo legame. La contraddizione tra riconoscerci dipendenti dal partner e affermare la nostra libert presente sin dalle prime mosse, ma non ce ne accorgiamo, presi da un sogno o meglio da unillusione destinata a svanire... E pronta a risorgere perch lamore, sin dallinfanzia, dice ancora. Come sottolinea provocatoriamente Freud, la scelta delloggetto damore si regge sullinganno, sulla sopravvalutazione del tutto arbitraria della persona amata. Una esaltazione che lascia lamante privo delle qualit che ha proiettato sullaltro, esposto alle sue reazioni come un giocatore che punta tutta la posta su una roulette che non controlla. C rischio nellinnamoramento e, anche quando limpresa va a buon fine, poi difficile passare dallillusione alla dis-illusione senza cadere nel-

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Un tempo le tappe erano gi fissate: fidanzamento, matrimonio, figli. Ma ora non ci sono indicazioni e ognuno traccia da s il proprio futuro. In un mondo incerto manca allamore una cornice sociale che lo stabilizzi

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

la che ieri ti illuse, che oggi mi illude. Ma, mentre nella scena profonda della mente tutto si ripete, mutata la rappresentazione delle passioni, il lessico dellamore, la musica delle emozioni. Calato il sipario sul teatro della tragedia, finiti i romanzi damore, ridotta a puro spettacolo lopera lirica, soffocata la poesia, non resta che raccontarci da soli, cercando, pi che di raggiungere la felicit, di evitare il dolore. Lamore viene considerato una pretesa assurda, un gioco pericoloso da lasciare allincoscienza degli adolescenti, prima che rinsaviscano occupandosi di ci che conta davvero: il fare e lavere. Lamore ci spaventa perch non un sentimento tenero e delicato ma una passione, con tutta la complessit e il rischio che questa esperienza comporta. Come dice letimo stesso, vi pathos, cio dolore, nella passione. Rinunciando alla passione amorosa impoveriamo la nostra vita, rendiamo pi piatta e banale la nostra storia. In compenso evitiamo, almeno si spera, di soffrire, di affrontare stati danimo penosi, come il riconoscimento della dipendenza, le ferite dellincomprensione, il gelo della solitudine, lo sconforto dellabbandono. Senza una narrazione della relazione, senza il sostegno di unautobiografia, alla prima difficolt si reagisce con la svalorizzazione del rapporto: non ci siamo mai capiti, non siamo mai andati daccordo, ti voglio bene ma non ti amo. Ma una volta recisi i legami affettivi, la barca della nostra vita procede priva di ormeggi, col rischio di ricominciare una nuova storia senza aver fatto i conti con la precedente, o di lasciarsi trascinare verso il nulla dalla corrente del tempo. Eppure tutto sembra meglio che riflettere sulla relazione, ammettere le proprie responsabilit, recuperare il senso di responsabilit che il fare famiglia comporta e soprattutto affrontare il dolore della separazione.

la de-lusione e non riuscire pi a comprendere perch ci siamo lasciati coinvolgere in una relazione che ne esclude mille altre, perch si scelto proprio quel partner tra i tanti possibili. Dopo lesaltazione dellamore allo stato nascente, dovrebbe iniziare un percorso di fondazione della coppia, la condivisione di un progetto comune. Un tempo le tappe erano gi fissate: fidanzamento, matrimonio, figli. Ma ora non ci sono indicazioni e ognuno procede cercando di tracciare da s il proprio futuro. Impresa difficile, talora impossibile quando si vive in un presente destrutturato e precario, dove gli ideali sono collassati, il lavoro stato sostituito dai lavoretti, la casa di propriet diventata una chimera e i ruoli familiari hanno perduto lalta definizione che li caratterizzava. In un mondo incerto manca allamore una cornice sociale che lo confermi e lo stabilizzi. Anche i bambini sanno che lunione dei loro genitori ha fondamenta instabili e basta che mamma e pap, discutendo, alzino un po la voce perch temano che la loro famiglia si frantumi. Amarsi per sempre sembra una pretesa assurda e, come si suole dire con un certo cinismo, lamore eterno finch dura. Eppure il desiderio di prolungare allinfinito lincanto dellinnamoramento rimane nella penombra della mente, incapace di giungere sulla scena della coscienza per due motivi: perch manca il copione per recitarlo, le parole per dirlo, e perch si ha paura del fallimento. Si preferisce allora non giocare per non perdere. significativo che le coppie di conviventi, che non intendono certificare la loro unione, tendano costantemente ad aumentare e che, nello stesso tempo, chiedano di essere socialmente riconosciute e parificate nei diritti e nei doveri. Ci che rifiutano allora latto istituzionale, la cerimonia delle nozze, vista come una formalit esibizionista e consumistica. In realt, nonostante lapparenza, cercano, nel rito religioso o civile che sia, di rispondere allesigenza, tipicamente umana, di elevarsi sopra la contingenza del pre-

sente, di uscire dalle strettoie del qui e ora per acquisire il respiro ampio della perennit. Come osservavo ne Il romanzo della famiglia, nel momento del s e dello scambio degli anelli persino la coppia pi scettica, quella convinta di sposarsi per allegria, colta da un nodo di commozione, avverte il desiderio di superare la caducit dellesistenza conferendo continuit alla spinta vitale che anima lamore. Lamore per la vita scrive Erich Fromm il nocciolo di ogni tipo di amore. Ma come dicevo, i modelli imposti dalla dimensione spettacolare della tarda modernit non confermano questo anelito, anzi sostituiscono lerotismo allamore, la sessualit ai sentimenti, la superficialit alla profondit, il corpo allanima. Walter Siti, nel suo ultimo disperato romanzo constata con rammarico: Lumanit non vuole accettare quello che lei stessa ha scoperto: che la vita non dipende dallamore, che i sentimenti sono essudati della biologia, che lindividuo non pi laboratorio di nulla e che il mercato in grado di fornire lintero kit per una individualit fai-da-te. Ma vero che lEros si ridotto a secrezione ormonale e il desiderio diventato una merce di scambio? No, non vero, non pu essere vero, altrimenti non saremmo pi umani. Ben lo sanno gli adolescenti, a ogni generazione pronti a rivivere, come canta dAnnunzio, la favola bel-

ILLUSTRAZIONE DI AMALIA CARATOZZOLO

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Si deve stare insieme per convinzione e non per convenienza, ma ci che preoccupa la meccanicit di questa decisione: la divisione incrina sin dallinizio lunione, non se ne valutano le conseguenze per s e per gli altri

Nella societ delle assicurazioni, dove la sicurezza un bene inestimabile e il dolore sembra aver perso senso e valore, si vorrebbe barattare lamore con una supposta autonomia narcisistica, con la pretesa di bastare a se stessi e di sostituire il partner difettoso. So bene che esistono separazioni necessarie, che talora meglio dividersi che procedere nello sconforto. Che si deve stare insieme per convinzione e non per convenienza, ma ci che mi preoccupa la meccanicit di questa decisione, il fatto che la si dia per scontata, che la divisione incrini sin dallinizio lunione, che non se ne valutino le conseguenze per s e per gli altri. Membri anonimi di una folla solitaria, di una societ degli individui dove si sempre insieme e sempre soli, ci si avvicina e ci si allontana come in discoteca, seguendo un ritmo personale che non cerca lunisono. Ma i sentimenti non detti e le emozioni soffocate permangono nellanima come un potenziale energetico che, buttato fuori dalla porta della coscienza, rientra dalla finestra dellinconscio. Allincapacit di vivere lamore fa seguito la difficolt di accettarne la fine, di elaborarne il lutto. Nella indistinzione tra il bene e il male, la sofferenza viene sostituita dalla insofferenza. lindifferenza scrive Fromm il nuovo disumano. Una disumanit che si esprime, nel modo pi tragico, nel femminicidio, nella strage delle donne uccise, come sostengono i loro assassini, per amore, dove il farmaco si traduce in veleno e la vita precipita nella morte. Se quegli uomini avessero saputo amare, sarebbero stati capaci di sopportare il dolore della perdita, la ferita inflitta dal non pi. Invece quellesperienza mancata ha esasperato le componenti pi pericolose della relazione tra i sessi, il possesso e il potere, sino a farla esplodere nellomicidio e talora nel suicidio. In questi casi, che costituiscono unangosciante epidemia, la passione vitale dellamore stata sconfitta dalla coazione mortale dellodio. Sono certamente gesti estremi, ma che dovrebbero farci riflettere sulla potenza insita nei legami di coppia, sulla complessit delle nostre relazioni, sullafasia delle nostre interazioni, sulla solitudine che ci opprime. Come insegna la psicoanalisi, la violenza nasce dalla morte del pensiero, dalla negazione del dolore mentale, sulla incapacit di esprimere e condividere le nostre emozioni. Nella vita quotidiana, nella cosiddetta normalit, possiamo riconoscere la fuga dalla sofferenza, la pretesa di vivere schivando il dolore, nella indifferenza che permea i nostri rapporti. La maggior parte delle persone finge di essere felice perch linfelicit un fallimento e dichiararla inopportuno, sembra di trasgredire a una regola di galateo. Incontrando un conoscente opportuno chiedere tutto bene?, un modo per prevenire discorsi inopportuni, eventuali confidenze incresciose. Si accetta che vengano pubblicizzati i mali fisici (ora di tumore si pu parlare), mentre vengono messi a tacere quelli morali. In questo contesto la separazione coniugale (pi o meno certificata) diventa un evento irrilevante, un caso della vita come un altro, paragonabile a un furto in casa, allo smarrimento di un oggetto prezioso, a una vacanza mancata.
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Cambusa

Il dibattito delle idee


Libert religiosa

di Nicola Saldutti

Il verdetto sulle due navi di Atene


Nella guerra del Peloponneso, a un certo punto, la citt di Mitilene non si mostra pi leale con Atene. Ma sceglie Sparta. La democrazia ateniese non pu tollerare il tradimento: Cleone e Diodato si confrontano per stabilire la punizione. Prima si decide di uccidere tutti i maschi della citt, poi soltanto i mille considerati responsabili del tradimento. Atene cambia idea in una notte. E due navi devono solcare il mare per portare due verdetti diversi.

Una ricerca sottolinea il nuovo rilievo delle fedi, che supera la separazione Stato-Chiesa Cruciale la distinzione fra vari spazi: quello pubblico, quello politico, quello istituzionale

LEuropa riscopre Dio. Anzi gli dei


di MARCO VENTURA
el 1889 uno storico e teologo svizzero-tedesco, emigrato negli Stati Uniti, compar la religione nel vecchio e nel nuovo mondo. Philip Schaff concluse che lEuropa era progredita, passando dallintolleranza medievale alla tolleranza moderna, ma restava indietro rispetto allAmerica. Lintolleranza e la persecuzione scrisse Schaff furono la teoria dellEuropa medievale. La tolleranza la teoria dellEuropa moderna. La libert e leguaglianza religiosa sono la teoria del Nord America. Cento anni pi tardi, alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, si apr una pagina nuova per lEuropa. Per la prima volta, il 9 maggio 1989, un organo europeo la commissione per i diritti umani censur uno Stato firmatario della Convenzione europea, la Svezia, per aver leso la libert religiosa del medico Peter Darby, costretto a pagare limposta obbligatoria alla Chiesa di Stato svedese pur non essendone membro. Nel 1993, la Corte di Strasburgo emise la prima storica sentenza contro uno Stato per violazione della libert religiosa. La Grecia fu condannata per aver messo in galera un testimone di Geova, reo di aver fatto propaganda alla propria fede. Era tempo di rivedere il giudizio di Philip Schaff. La libert religiosa e leguaglianza erano ormai principi largamente sussunti nel diritto dei singoli Stati e delle istituzioni europee. Nei venti anni passati da allora, tuttavia, libert religiosa ed eguaglianza non hanno smesso di sfidare lEuropa. Ragioni apparentemente contraddittorie sono alla base della sfida. In parte, i problemi dipendono dalla sopravvivenza nella societ europea di forti maggioranze confessionali, cui corrisponde lo status privilegiato delle Chiese tradizionali. il caso, in particolare, dei Paesi postcomunisti come la Russia, in cui il nazionalismo religioso presenta ogni giorno un conto molto salato a chi sta fuori dal gruppo. In parte, al contrario, la sfida viene dalla crescente percentuale di europei appartenenti a religioni non tradizionali o di recente espansione, come pure dai tanti oggi circa il 20% senza appartenenza religiosa. cresciuta nei venti anni trascorsi dal Trattato di Maastricht e dalla nascita dellUnione europea la consapevolezza che c molto lavoro da fare su quella che Philip Schaff chiamava la libert ed eguaglianza religiosa. anche cresciuta la coscienza che non potr esservi sviluppo culturale e sociale della nuova Europa plurale senza un armonico approccio alla sfida religiosa: dentro i confini europei, anzitutto; ma anche fuori, nelle politiche esterne dellUnione. In risposta al bisogno, il settimo programma quadro della commissione di Bruxelles ha stanziato nel 2010 quasi tre milioni di euro per finanziare la pi vasta ricerca europea su religione e laicit di sempre. Il progetto triennale Religare, dedicato allo studio di diversit religiosa e modelli di laicit in Europa, si ora concluso; il rapporto finale verr consegnato al committente europeo nelle prossime settimane. Coordinato dallantropologa

ternativa allo Stato laico spagnolo, italiano e tedesco, che favorisce le Chiese maggioritarie, mentre ostacola, esclude, le altre presenze religiose, in particolare le minoranze vulnerabili che sono viste come outsider. La giusta imparzialit completa la neutralit inclusiva, domandando allo Stato una politica attiva di riconoscimento della diversit religiosa e non religiosa. In ossequio a questo secondo principio, lo Stato dovrebbe promuovere la variet di convinzioni e di pratiche, considerandole non come un ostacolo allo sviluppo, ma come parte integrante del diritto di partecipare alla vita sociale. Combinate, giusta imparzialit e neutralit inclusiva consentirebbero di riconciliare da un lato la libert di religione e convinzione, comprensiva delle convinzioni filosofiche non religiose, e dallaltro leguaglianza e il divieto di discriminazione. Religare ha applicato i principi a quattro ambiti critici: famiglia, lavoro, spazio pubblico e sostegno statale, comprensivo di finanziamento e accesso ai media. Per ognuno degli ambiti, i gruppi di ricerca hanno ascoltato testimoni qualificati, analizzato la letteratura scientifica e ricostruito il quadro giuridico, in particolare la giurisprudenza delle corti nazionali ed europee. Davanti allo scontro tra le opposte pretese di chi vuole la propria fede sempre pi visibile e di chi intende vivere al riparo dal marketing religioso, le regole di ingaggio con la religione nello spazio pubblico diventano cruciali.

Il Seicento e lattualit

Imparare dai tumulti


di ALBERTO MELLONI
l degrado, sia delle nostre classi dirigenti sia di chi le seleziona nellurna, procede da trentanni di pari passo con luscita dei libri di storia dalla cultura comune, sostituiti dal malcerto inglese della spendingrevi e da quei pantheon che spesso sono solo collezioni di figurine. Per questo difficile, ma doveroso, suggerire la lettura di Tumulti. Moltitudini ribelli in et moderna, di Angela De Benedictis (Il Mulino, pp. 304, 27): il racconto di quattro insurrezioni che agitano contesti politici diversi (Urbino, Messina, Mondov, Castiglione delle Stiviere) fra fine Cinquecento e fine Seicento e dei processi nei quali gli insorti cercano di liberarsi dallinfamia del crimine di lesa maest; un crimine che, come mostr Mario Sbriccoli, come una lanterna che si accende nel Medioevo e che forse, in questa Italia che attende i suoi tumulti come la nebbia agli irti colli, non diventata inutile.
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Tiromancino

Il lanciere Mario Tronti


Nel libro Per la critica del presente (Ediesse, pp. 147, 12) Mario Tronti agita unidea di sinistra dal sapore antico. Parla di popolo lavoratore come classe generale. Sostiene che leconomia va sottomessa alla politica. Invoca una rivoluzione intellettuale e morale delle forme di vita. Conclude bellicoso: E ripartiamo allattacco. Fa tornare alla mente il mito della cavalleria polacca che caricava i carri armati con le lance. Antonio Carioti

del diritto belga Marie-Claire Foblets dellUniversit Cattolica di Lovanio, il progetto Religare ha coinvolto quattordici gruppi di ricerca di varie universit europee, tra cui, presso la Statale di Milano, lunit diretta da Silvio Ferrari. La ricerca ha riguardato nove Paesi dellUnione Europea, pi la Turchia. La collaborazione di giuristi e sociologi ha prodotto varie pubblicazioni e un Rapporto le cui linee guida interpellano i decisori nazionali ed europei. Al cuore del Rapporto sta la proposta di unarmonizzazione europea del diritto e delle politiche sulla religione, a partire dai due principi di neutralit inclusiva dello Stato (inclusive State neutrality) e di giusta imparzialit (justice as even handedness). La neutralit inclusiva intende superare il modello di stretta separazione tra Stato e religione e la pretesa che la religione possa essere ignorata: pretesa irrealistica, da cui derivano le ipocrisie osservate da Religare in Francia e in Turchia. La neutralit inclusiva anche al-

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Il progetto Religare partito il 1febbraio 2010 e si concluso il 31 gennaio di questanno il progetto di ricerca Religare, coordinato dallUniversit Cattolica di Lovanio (in Belgio), che ha esaminato i problemi del pluralismo religioso in Europa allo scopo di suggerire politiche pi efficaci nel tutelare la libert di coscienza. Unanticipazione dei risultati stata presentata in dicembre, il rapporto finale uscir tra poche settimane I dieci Paesi coinvolti La ricerca, finanziata dallUnione Europea, ha riguardato nove Paesi dellUe (Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania Francia, Italia, Olanda, Spagna e Gran Bretagna) pi la Turchia. I materiali sono disponibili sul sito www.religareproject.eu. Lillustrazione in alto di BEPPE GIACOBBE

Religare propone di scomporre la sfera pubblica in tre ambiti. Lo spazio comune coincide con lo spazio fisico la strada, la piazza, il mercato che tutti abitiamo per soddisfare le necessit fondamentali; questo spazio, secondo Religare, deve essere aperto allintegrazione della diversit e quindi accessibile ai simboli religiosi e non religiosi. Nello spazio politico ha luogo il dibattito pubblico, il confronto di idee. Onde favorire un confronto aperto e democratico, lo spazio politico deve essere libero e pluralista: sicch, sostiene Religare, la presenza visibile di diverse religioni e convinzioni in tale spazio indispensabile al pluralismo sul quale si fonda una societ democratica. Infine, nello spazio istituzionale di un tribunale o di un Parlamento, si prendono decisioni vincolanti per tutti, la cui applicazione richiede che esse siano rispettate e riconosciute dalla generalit dei consociati. A tal fine, lo spazio istituzionale deve non soltanto essere, ma anche apparire, giusto e imparziale. Se Philip Schaff studiasse oggi lEuropa, vedrebbe una realt conflittuale, in cui persistono vecchi problemi e ne spuntano ogni giorno di nuovi; ma vedrebbe anche uno straordinario laboratorio di pratiche e idee, in cui si distillano una nuova religione e un nuovo diritto. Un laboratorio in cui si reinventano lislam, il cristianesimo, lateismo e si riformulano i concetti di laicit, neutralit, imparzialit, eguaglianza e non discriminazione. Non potrebbe non constatare, un redivivo Schaff, che se fu epocale in Europa il passaggio dallintolleranza medievale alla tolleranza moderna, non meno epocale la costruzione, in questi anni, di uno spazio europeo di diversit ed eguaglianza delle fedi.
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Pluralismo in aumento La sfida viene dalla crescente percentuale di cittadini appartenenti a religioni non tradizionali o di recente espansione

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Lobiettivo di fondo Garantire la tolleranza non basta pi: occorre costruire una sfera di convivenza tra diversi su una base di parit

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

Sopra le righe

Il dibattito delle idee


Stato sociale

di Giuseppe Remuzzi

I vantaggi della scuola


Ci sono, in Cina, studenti che stanno a casa ma... vanno a scuola. perch genitori stanchi e delusi dal modo di far lezione (non si impara nulla di quello che serve, dicono) si mettono in proprio e si occupano loro delleducazione dei figli. E lo fanno a casa. Funziona, costa poco e i ragazzi corrono meno pericoli, sostiene chi ci ha provato. Sar, ma forse ci sono altri vantaggi nellandare a scuola: ne avranno tenuto conto?

La condizione di indigenza comporta una riduzione delle capacit intellettive Un dramma per le nuove generazioni che accumulano un dannoso deficit cognitivo

I bambini nella trappola della povert


di MAURIZIO FERRERA

mmaginate di passare una notte completamente insonne. Come vi sentireste il giorno dopo nellaffrontare un colloquio di lavoro o negoziare un prestito in banca? Non certo bene, sicuramente non in grado di dare il vostro meglio. ci che succede a chi diventa povero. La preoccupazione su come sbarcare il lunario drena attenzione ed energia, la mente si annebbia, diventa difficile essere intraprendenti e si finisce per restare come imprigionati nella situazione di indigenza. Da tempo gli scienziati sociali parlano di trappola della povert. Finora si pensava per che la dinamica sottostante fosse di natura essenzialmente economica: se il welfare state paga un sussidio, il povero perde convenienza a cercare lavoro e si rassegna a vivere con poco, ma a carico dello Stato. I neuropsicologi ci spiegano ora che la trappola (anche) di natura cognitiva: cio connessa alla finitezza delle nostre capacit mentali e al loro eccessivo utilizzo, in caso di difficolt materiali, per salvaguardare elementari esigenze di sopravvivenza. A lanciare lallarme sulle conseguenze cognitive della povert stato a fine agosto un importante articolo uscito su Science (gi commentato sul Corriere del 31 agosto da Sergio Harari), che ha illustrato i risultati di alcune interessanti ricerche sperimentali. Due partecipanti del gruppo di ricerca hanno anche scritto un libro di taglio pi divulgativo, in cui approfondiscono le dinamiche della psicologia della scarsit, della forma mentis che simpadronisce di noi quando ci manca qualche bene importante: non solo denaro, ma anche tempo, calorie, amici. La mentalit da carenza ci spinge a concentrare energie sui bisogni pi pressanti e sulle migliori strategie per soddisfarli (e ci un bene dal punto di vista della sopravvivenza evolutiva). Ma al tempo stesso questa mentalit accorcia i nostri orizzonti, ci rende miopi e meno creativi, limitando paradossalmente le nostre possibilit di superare la carenza stessa, di evolvere verso un maggior benessere. Secondo il libro, il sentirsi povero abbassa il quoziente di intelligenza di circa 13 punti, pi o meno quanto una notte insonne. Si tratta di unindicazione di portata storica: per secoli la relazione causale fra povert e intelligenza/impegno stata di segno opposto. Non la mancanza di orgoglio, onore e ambizione che conduce alla povert (secondo la famosa teoria di Joseph Townsend, au-

tore di una influente Dissertation on the Poor Laws del 1786). al contrario la povert che ci condanna a una vita cognitivamente limitata, a usare il paraocchi per non distogliere la nostra attenzione dallo scopo primario della sopravvivenza materiale, trascurando ogni altro obiettivo di miglioramento. un dato che nei Paesi in via di sviluppo le persone che si trovano in miseria estrema non prendono le medicine (anche se gratuite), non si lavano le mani per evitare contagi, non strappano dai campi le erbacce che danneggiano i raccolti... Non si tratta di vizi caratteriali, ma di conseguenze cognitive delle loro condizioni economiche.

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Rimedi LEuropa ha preso coscienza del problema, ora tempo di agire: riorganizzare il welfare investendo soprattutto sui pi piccoli

Limpatto della povert sulle capacit del nostro intelletto particolarmente nefasto durante linfanzia. Molti studi di psicologia dellet evolutiva e di economia hanno gi da tempo segnalato che, a partire dal secondo anno di et, il contesto socioeconomico allinterno del quale si cresce condiziona in modo significativo la gamma e il tipo di opportunit di cui i bambini dispongono e aumentano il rischio di restare indietro dal punto di vista intellettivo. Dire che quando si inizia la scuola dellobbligo pi della met delle carte che contano nel successo della vita sono gi state giocate pu suonare come uniperbole, ma rende bene lidea. A quindici anni, a parit di quoziente di intelligenza misurato a sei anni, chi proviene da famiglie povere ha accumulato un ritardo di due anni quando risponde ai test Pisa sulla comprensione verbale. La povert produce cicatrici precoci nello sviluppo cognitivo, che restano visibili per tutta la vita. Ci vale in larga parte anche per la disoccupazione. Chi si affaccia sul mercato del lavoro per la prima volta durante una recessione

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Bibliografia A. Mani, S. Mullainathan, E. Shafir, J. Zhao, Poverty impedes cognitive function, sul numero di Science del 30 agosto; S. Mullainathan e E. Shafir, Scarcity: Why Having Too Little Means So Much, Times Book, 2013; M. Ravallion, The Idea of Anti Poverty Policy, Nber working paper, luglio 2012; European Commission, Towards Social Investment for Growth and Cohesion, Comunicazione del 20 febbraio 2013. Lillustrazione in alto di FRANCESCA CAPELLINI

(come purtroppo sta accadendo oggi a moltissimi giovani europei) si sente pi insicuro, oppresso dal timore di restare senza lavoro e senza reddito e tende ad avere un profilo occupazionale e retributivo pi sfavorevole lungo tutto il corso della vita rispetto a chi vi entra durante una fase di crescita. La Joseph Rowntree Foundation ha stimato che gli attuali livelli di povert minorile in Gran Bretagna (superiori al 20%) costano circa il 2% del Pil in termini di sussidi e mancato reddito per leconomia (e il fisco). Se vero che i poveri sono vittime di vere e proprie trappole che ostacolano la loro intraprendenza e che hanno effetti molto negativi a livello sia individuale sia aggregato, la risposta non pu che essere una lotta collettiva senza quartiere alla povert e allesclusione sociale, soprattutto quella fra i minori. Lo sanno bene i Paesi nordici, che da almeno tre decenni hanno ricalibrato il proprio welfare irrobustendo trasferimenti e servizi per i meno favoriti. La rete di sicurezza di questi Paesi non solo generosa, ma anche efficace: i beneficiari delle misure antipovert riescono a fuoriuscire molto rapidamente (pochi mesi) dalla loro condizione e a rimettersi in careggiata. Se hanno ragione i neuropsicologi, le loro capacit intellettive non ne risentono in misura significativa. In Scandinavia inclusione e istruzione (compresi gli asili nido) sono considerate priorit irrinunciabili e a esse vengono dedicate quote importanti di spesa pubblica: intorno al 10%, pi della met in confronto ai Paesi dellEuropa continentale. Riflettendo su tutte queste dinamiche, gli studiosi di welfare sono diventati critici nei confronti di molte politiche di tipo tradizionale, volte a rispondere solo ex post ai bisogni sociali e raccomandano invece un approccio preventivo, che miri a contenere il pi possibile ex ante linsorgenza dei bisogni e in particolare della povert e dellesclusione. Secondo un recente studio di Morel, Palier e Palme, opportuno passare dal welfare state novecentesco a nuove forme di investimento sociale da parte dello Stato, rivolte in particolare ai bambini e alle madri che lavorano. LUnione Europea ha sposato con entusiasmo questa prospettiva. Una rottura col paradigma dellausterit? Potenzialmente s. Naturalmente aspettiamo decisioni concrete, capaci di cambiare la percezione ormai diffusa che Bruxelles sia amica del mercato, ma nemica di ogni forma di welfare.
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6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

FUTURAMA
di IRENE ALISON

Due luoghi e quattro mani. Ma una sola foto


i domando quante persone ho guardato in vita mia senza mai vederle. John Steinbeck, da Linverno del nostro scontento, una delle citazioni che accompagnano le immagini di @echosight, serie nata dalla collaborazione virtuale tra due fotografi, Danny Ghitis e Daniella Zalcman, separati da 5.000 chilometri di oceano (nellimmagine: una delle foto del progetto online). Insieme a quelle di Betty Smith, Bob Dylan o Thomas Jefferson, le parole di Steinbeck segnano latmosfera, i sensi e le interpretazioni di immagini oniriche e disorientanti, in cui la realt si sovrappone a strati creando composizioni e relazioni impreviste. Ghitis, di base a New York, e Zalcman, di base a Londra, hanno infatti deciso di documentare a quattro

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I fotografi Danny Ghitis e Daniella Zalcman, distanti 5.000 chilometri, creano paesaggi da scatti sovrapposti

mani la realt intorno a loro senza accorciare le distanze geografiche: realizzando uno scatto al giorno col proprio iPhone e poi fondendo le proprie foto (con l'app per smartphone Image Blender) in un'unica immagine, successivamente postata insieme a una citazione su un account Instagram condiviso. Leffetto quello delle doppie esposizioni realizzate in analogico, con in pi una sfumatura di brillantezza digitale, di sottile ironia e di fantascientifica virtualit. Ma il futuro riserva possibilit ulteriori: il prossimo passo per Ghitis e Zalcman di aprire il format @echosight ad altri fotografi, fondendo tre, quattro o pi punti di vista in una visione collettiva.
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Orizzonti
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie

Telmo Pievani il twitterguest


Telmo Pievani, filosofo della scienza, tra i massimi esperti di evoluzione: insegna Filosofia delle scienze biologiche presso lUniversit di Padova. Ha firmato Creazione senza Dio (Einaudi), La vita inaspettata (Cortina) e, con L. L. Cavalli Sforza, Homo sapiens (Codice). Ha curato mostre su Darwin e sullevoluzione umana. Dirige il portale Pikaia. Da oggi consiglier un libro al giorno dallaccount Twitter @la_Lettura.

Mestieri Una scuola a Torino, un film, la serie tv. Molto pi di un badante per anziani soli, a met tra infermiere e manager nelle cliniche

Un maggiordomo in ospedale
di ROBERTA SCORRANESE

Cambia e si raffina una professione classica Un facilitatore tra le persone e la societ

Il cast di Downton Abbey: la terza serie andr in onda in autunno su Retequattro. Lillustrazione a destra di CHIARA DATTOLA ssecondando la vocazione alla selettivit propria della vecchiaia, la signora Lucia, compiuti ottantanni, decise che le cose che le interessavano davvero erano tre: il caff ben zuccherato, il riposino pomeridiano e i classici latini e greci. Purtroppo non aveva pi nessuno al mondo, cos decise di investire parte della sua (pingue) pensione assumendo un maggiordomo preposto quasi solo alla lettura ad alta voce di Omero e Virgilio. Poco distante dalla sua casa in Brianza, il direttore di una clinica privata giungeva alla conclusione che lelevata specializzazione del suo personale non bastava pi. I contatti con pazienti di altre religioni, i rapporti con i clienti stranieri o semplicemente il compito delicato di spiegare al malato il percorso da seguire, sono cose che richiedono ben pi di un master. E cos anche il direttore della clinica decise di assoldare un maggiordomo, una figura che facesse da ponte con i clienti. Sono storie qui anonime per ragioni di riservatezza sempre pi frequenti: la crisi economica rispolvera mestieri interstiziali, facilitatori. E torna il maggiordomo, stavolta privo di guanti bianchi e livrea ma flessibile e colto, dinamico e concreto, preciso e discreto. Una figura molto richiesta, soprattutto oggi: gi prima della fine del corso, i nostri allievi sono prenotati, dice Elisa Dal Bosco, vicepresidente dellAssociazione italiana maggiordomi, la stessa che organizza un corso per aspiranti valletti a Torino (il 20 settembre termine ultimo per iscriversi, il sito www.maggiordomi.it). Il 26 e 27 settembre ci saranno le selezio-

ni per quindici posti in totale. Pochi? No, anzi precisa Dal Bosco noi teniamo al massimo tre corsi lanno per una decina di persone, tuttal pi venti. Le seguiamo passo passo per tutte e settanta le ore previste. Dietro c una preparazione molto meticolosa.

In Italia si contano circa 200 professionisti diplomati. Guadagnano dai duemila euro mensili in su (si pu arrivare anche a 10 mila, ma dipende dalle mansioni e dalle situazioni) e molti lavorano come freelance o per periodi limitati e allestero. Gli italiani sono richiesti soprattutto nei Paesi anglosassoni (s, anglosassoni, patria delle livree) e in quelli orientali. Arabia Saudita, Dubai, Bahrein. Laddove le buone maniere alloccidentale sono un valore ancora da scoprire e da trasformare in codice. Giovanni Lodigiani, dopo un passato trascorso ai vertici (come manager) di grandi aziende, ha deciso di mettersi a fare il maggiordomo. E non in una casa qualunque: il maggiordomo presso la corte reale del Bahrein.

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Al servizio del re Litaliano assunto dalla Corte Reale del Bahrein: Supervisiono la corrispondenza, le finanze, il personale, la casa

Che cosa faccio esattamente? Varie cose dice alla "Lettura" . Supervisiono la parte amministrativa, dalla corrispondenza alla finanza; curo la gestione del personale e, in generale, landamento della casa. Una sorta di aiuto di classe, di elevata cultura e sensibilit. Ed qui che un piccolo topos letterario, accattivante, si compie: il maggiordomo moderno non pi il muto valletto dei romanzi di Agatha Christie, per non parlare di Battista, lindimenticato assistente di Paperon de Paperoni. Ma somiglia piuttosto a Jeeves, la creatura di P. G. Wodehouse, coltissimo e discreto, talmente abile con il suo sapere da salvare (e redimere) in diverse circostanze il padrone. Un ribaltamento sociale, dunque, dove laiutante sale sullo stesso gradino del datore di lavoro, se non oltre. Un po come la servit della serie inglese Downton Abbey (eccezionalmente apprezzata anche in Cina) dove i domestici ricreano, ai piani inferiori della tenuta, una piccola gerarchia improntata a quella dei signori. Fondamentale, qui, letimologia: la parola deriva da maior domus, signore della casa. Quindi, a differenza del valletto (che al servizio del padrone), il maggiordomo al servizio della stirpe. Un ruolo politico, che investe la famiglia, il casato, i rapporti strategici con lesterno. Ecco perch queste figure, oggi, sono sempre pi richieste dalle aziende dice Dal Bosco proprio per la loro abilit di andare oltre le personalit, di rappresentare un mondo. Cliniche, si diceva. Dal Bosco fa lesempio dei dentisti: I pazienti devono sopportare non solo la paura del dolore ma

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Costume

Personaggio chiave delle saghe domestiche

sempre il colpevole nei libri polizieschi (ma non nelle fiction)


di MARIAROSA MANCUSO
ra lasso nella manica dei giallisti privi di fantasia (lassassino il maggiordomo) o lapprendistato degli attori caratteristi (il pranzo servito). In Gosford Park di Robert Altman, riceveva le lamentele della servit residente per i posti a tavola: ogni ospite arrivava in villa con il proprio cameriere personale, per accomodarli a pranzo e a cena servivano astuzia e diplomazia. In Quarto potere di Orson Welles, il maggiordomo Raymond voleva vendere la sua storia per mille dollari (degli anni 30): nella principesca Xanadu aveva visto un furioso Charles Foster Kane placarsi grazie a una boccia di vetro con la neve, mormorando rosebud. Era limpassibile Anthony Hopkins in Quel che resta del giorno di James Ivory, tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro. Resisteva alla corte della governante Emma Thompson, sopportava la delusione per le magagne del padrone Lord Darlington. Vedendolo, abbiamo misurato quanto profondamente il fascino delle storie che gli inglesi chiamano upstairs / downstairs su e gi per le scale aveva sedotto lo scrittore di origine giapponese. Upstairs, downstairs era il titolo di una serie anni 70 della Bbc (tra gli autori, Fay Weldon), ripresa nel 2010. Pochi mesi dopo il lancio di Downton Abbey, la serie scritta da Julian Fellowes, gi sceneggiatore di Gosford Park. Aggiungiamo che Robert Altman citava quella serie sulla servit come modello, e avremo un altro esempio della regola gi valida per Il Codice da Vinci: non importa quante volte una storia sia gi stata raccontata, i meccanismi del successo popolare sono imprevedibili. Sul grande complotto ordito dalla Chiesa cattolica ai danni di Maria Maddalena si erano esercitati in parecchi, prima di Dan Brown. I loro libri ancora si impolverano sugli scaffali. Arrivata alla quarta stagione (dal 22 settembre in Gran Bretagna, new entry lamericana Shirley McLaine guardata con la puzza sotto il naso dallaristocratica Maggie Smith, da noi Rete 4 trasmetter in autunno la terza stagione), Downton Abbey ci ha fatto conoscere il magnifico maggiordomo Carson. A lui tocca recapitare il telegramma con la cattiva notizia che muove la storia: laffondamento del Titanic, la scomparsa di due eredi, denaro e propriet avviati verso un lontano cugino che finora ha lavorato per vivere e non vuole farsi vestire dal valletto. Siamo nel 1912, gi il maggiordomo rimpiange i tempi antichi. Tranne i suoi: in giovent ha calcato il palcoscenico, nel duo The Cheerful Charlies, e per questo stanno tentando di ricattarlo. Dopo essersi appassionati ai maggiordomi altrui, gli spettatori americani ne hanno ora uno tutto loro, a stelle e strisce gi sul manifesto. Da tre settimane in cima alla classifica degli incassi americani resiste The Butler di Lee Daniels, il regista lanciato da Precious, una storiaccia di incesto e degrado ambientata ad Harlem negli anni 80, protagonista una grassa ragazza nera. Come sempre pi spesso accade, perlomeno nei Paesi anglosassoni, il film prende spunto da un articolo di giornale. Uscito sul Washington Post nel 2008, pochi giorni dopo lelezione di Barack Obama, era intitolato A Butler Well Served by This Election. Il maggiordomo nero finalmente ricompensato, dopo 34 anni di fedele servizio alla Casa Bianca abitata da otto presidenti, si chiamava Eugene Allen. Lasci lincarico nel 1986 aveva cominciato nel 1952 come lavapiatti e mor novantenne nel 2010 senza mai rilasciare unintervista. Nel film Forest Whitaker, sposato con Oprah Winfrey (superstar mediatica, nata in un tugurio e ora miliardaria, che gi basta a garanti-

re incassi stratosferici e curiosit, non solo tra gli afroamericani). Lo invitano con tutti gli onori a un ricevimento organizzato dal primo presidente nero e, come nella maggior parte dei film biografici, partono i flashback. Vita dura alla piantagione. Primo impiego in casa di ricchi bianchi. Carriera fulminea che lo port a sedere a tavola con i Reagan, a volare con lAir Force One, a incontrare Martin Luther King. Nei suoi primi anni da maggiordomo sotto il presidente Eisenhower i diritti civili dei neri non erano per nulla garantiti. Su questo gioca la sceneggiatura, inventando per Cecil Gaines (cos si chiama nel film il servitore di lungo corso) un figlio barricadero che finir con le Pantere Nere. Da qui le polemiche. Ad alcuni The Butler pare troppo zuccheroso e buonista, ad altri costruito per dimostrare una tesi, ad altri ancora poco rispettoso dei diritti dei neri, tanto da essere paragonato alla famigerata Capanna dello zio Tom di Harriett Beecher Stowe. Viene in mente la grandiosa e ambigua figura di maggiordomo in Django Unchained, scritto e diretto da Quentin Tarantino. Al servizio del miliardario Leonardo DiCaprio, che dimostra linferiorit dei neri con teschio e martelletto da frenologo, il perfido Stephen (lattore Samuel L. Jackson) un ex schiavo dal cuore bianco. A cominciare dal nome. Nessuna fratellanza tra chi ce lha fatta, passando dalla parte degli schiavisti, e chi ancora cerca la libert. Cos negli Stati Uniti di met Ottocento, mentre nella pi sofisticata Europa lindagine di Friedrich Hegel sulla dialettica servo-padrone dava il bastone del comando ai sottoposti, indispensabili e pi grintosi. E gi

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Uno di famiglia Di culto: il mostruoso Lurch degli Addams, lanziano Alfred servitore di Batman. E il Carson di Downton Abbey
prima Jonathan Swift, nelle Istruzioni alla servit, insegnava a maggiordomi, cuoche e valletti le pi raffinate tecniche per disubbidire, confondere, ingannare, ridicolizzare, truffare, svergognare, umiliare i loro padroni. A met del 700 William Hogarth dipinse il suo maggiordomo, attorniato da cinque servi, in un celebre quadro (serviva come spot per il suo talento da ritrattista: se uno cos bravo con la servit, i padroni si possono fidare). Da allora un maggiordomo non si nega a nessuno: ce lha il supereroe Batman e leroina dei videogiochi Lara Croft. Ce lha la famiglia Addams, nelle vignette sul New Yorker, nella serie tv, nei film dove i ragazzini mettono in scena uno Shakespeare molto splatter: Lurch, che pare il gemello della creatura di Frankenstein. Nei romanzi di Wodehouse, Bertie Wooster ha il suo Jeeves. Firmato dal maggiordomo Stanley Ager con la sua padrona (e amica) Fiona St. Aubyn, The Butlers Guide to Running the Home and Other Graces insegna a tutti noi (che un servitore con i fiocchi non lavremo mai) almeno la grammatica, se non la pratica. Uscito nel 1980, stato ristampato (da Potter Style) con la prefazione di Alastair Bruce, consulente storico per Downton Abbey. Al capitolo other graces, formula che fa sognare, impariamo i segreti di un romantico picnic per due e la tecnica per stirare i giornali. Anche a dire le piccole bugie, come la signora non in casa, quando la signora ha deciso di negarsi ai noiosi.
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anche quella del costo delle prestazioni. Dunque una figura che, con discrezione, spieghi loro le spese al dettaglio. Molte richieste anche per leducazione dei figli: la sempre pi diffusa liquidit delle professioni rende difficile seguire i ragazzi con metodo. Cos, grazie ai moderni maggiordomi, rivive la vecchia figura dellistitutore, persone che non insegnavano solo il latino, ma anche come condurre una conversazione gradevole. Ecco perch in questi corsi non conta tanto let (si va dai 18 ai 60 anni), n il titolo di studio. Conta la curiosit dice la vicepresidente la capacit di stare al mondo. Prima ancora che linglese devono conoscere litaliano, perch questa istituzione domestica parte fondante delle radici di un Paese e deve andarne orgogliosa. Devono saper sistemare una valigia (giacche e camicie piegate con labbottonatura rivolta verso lalto) e intuire il tono di voce da assumere rispondendo al cellulare (s, fanno anche questo e rispondono alle email). Devono sapere che il fiore ideale da regalare la margherita, perch poco impegnativa e simbolo di discrezione; ricordare i compleanni delle mogli (e non solo). Devono entrare nella psicologia delicatissima delle donne di altre religioni e consigliare loro una terapia adeguata, cos come sapere che, per rinfrescare maglioni e cappotti senza lavarli, va passato il vapore tenendoli in verticale. Il loro insomma un bagaglio di conoscenza invisibile ma che fa funzionare complesse architetture sociali, economiche e politiche. Pi che come un lavoro chiosa Lodigiani questattivit va presa sempre come unavventura. Ci vo-

gliono alcune attitudini chiave, come una grande capacit organizzativa, il saper essere allaltezza di imprevisti e responsabilit. Il tutto, nellombra.

Capacit mimetica, dunque, ma pure dimestichezza con la tecnologia: prenotare unauto di lusso sui siti, cercare un ristorante con unapplicazione, saper maneggiare un iPad. E, ovviamente, tener testa a ospiti internazionali con conversazioni sapide, ricche di esperienza. In un romanzo di P. D. James, Una certa giustizia (Mondadori), il maggiordomo ingaggia un dialogo coltissimo, serrato, con linvestigatore. E, dati alla mano, la media degli iscritti ai corsi dellassociazione va dai 22 ai 55 anni, con una netta prevalenza dei pi maturi. Anche perch questa potrebbe rappresenta unoccasione per chi ha perso il lavoro sui 45-50 anni. Cos, mentre la pellicola di Lee Daniels The Butler conquista i botteghini americani, Lodigiani invita a considerare un altro lato di questa professione: I cambiamenti nella vita delle grandi dimore riflettono i cambiamenti profondi nella societ. La casa non unorganizzazione democratica: una struttura gerarchica ben definita al cui vertice si colloca il direttore, nelle varie denominazioni che potr assumere. Laddove la gerarchia ben definita e ognuno ha un compito ben preciso, ogni cosa scorrer dolcemente e il maggiordomo potr realizzare uno dei suoi obiettivi primari: creare una piacevole atmosfera di lavoro.
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ll personaggio La vita di Eugene Allen, 1919-2010 (ritratto nelle foto grandi da Kevin Clark/Getty Images), che lavor dal 1952 al 1986 alla Casa Bianca, ha ispirato il film The Butler di Lee Daniels con Forest Whitaker (foto piccola). Nipote di schiavi della Virginia, Eugene Allen entr alla Casa Bianca nel 1952 come lavapiatti, ma per il suo stile e la sua bravura divenne maggiordomo personale del presidente: ne serv otto, e di molti divenne anche confidente. Tanto che la famiglia presidenziale lo invit come ospite donore al funerale di John Kennedy nel 1963 (ma prefer ricevere i Kennedy al ritorno alla Casa Bianca). Incontr Martin Luther King, che durante una cena alla Casa Bianca aveva chiesto di fare un giro nelle cucine. Fu invitato a cena dalla first lady Nancy Reagan, a Camp David da Carter, vol sullAir Force One con Nixon. In pensione, rifiut di scrivere libri sulla sua esperienza. Barack Obama lo invit alla festa dinsediamento, e Allen entr come ospite donore alla Casa Bianca scortato dai Marines

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

Inchiostro di Cina

Orizzonti Scienze
Antropologia

di Marco Del Corona

Gli scrittori invisibili che incarnano la verit


La letteratura un moltiplicatore di Cine. E gli scrittori che pi incarnano la variet sono anche i meno visibili: i non appartenenti alletnia dominante han. Il n 14 del bimestrale Tian Nan (Chutzpah!), del poliedrico Ou Ning, lascia a loro la parola: dal kazako Aydos Amantay alluiguro Alat Asem, dal mongolo Baoerj Yuanye al tujia Ye Fu, fino ad autori yi, tibetani o dong. Fateceli leggere.

Lindice di massa corporea inapplicabile alle popolazioni dellOceania Semmai la diffusione del junk food che mette in pericolo la salute

AlefBet
di Daria Gorodisky

LE REGOLE DELLERESIA CARAITA


el 1935, avevo appena compiuto 18 anni quando mi unii alla famiglia di Rudolf Mitwisser, lo studioso del caraismo. "Lo studioso del caraismo"! Allora non avevo la minima idea di cosa significasse. Inizia a raccontare cos Rose Meadows, protagonista di quello che viene considerato il migliore romanzo della grande scrittrice americana Cynthia Ozick: Eredi di un mondo lucente (Feltrinelli). In effetti, i Caraiti sono una piccolissima comunit scismatica che verso il IX secolo si separata dallebraismo ufficiale, da quel solido tronco ramificato nei movimenti ortodossi, conservativi, riformati, ricostruzionisti. Lo scostamento principale dalla radice comune consiste nelladesione esclusiva al significato letterale del Pentateuco: la Torah come unica fonte di credo e di diritto, senza spazio per la Legge Orale delle successive interpretazioni dei grandi maestri codificate in Talmud e Mishn. Le comunit maggiori si sono sviluppate soprattutto in Egitto, ma poi anche in Turchia (al Gran Bazar di Istanbul esiste ancora via dei Caraiti), Iraq, Polonia, Russia. Dopo il primo strappo, le relazioni con lebraismo rabbinico non sono mai state davvero traumatiche e nel 300 leccelso Maimonide e il principale teologo caraita Aaron ben Elijah di Nicomedia si lanciavano messaggi di apertura. Per la separazione rimasta. Oggi ci sono alcune comunit anche negli Usa, ma la densit pi forte nel centro-sud di Israele, con circa 30 mila persone; Ramla sede del loro Centro mondiale, con biblioteca e archivi. Il Rabbinato non li riconosce, ed reciproco; calendario, liturgie e riti sono leggermente diversi, per i matrimoni tra le due confessioni sono in qualche modo facilitati. Ha spiegato tutto il rabbino capo caraita in Israele, Moshe Firrouz, durante un seminario alla Ben-Gurion University of the Negev, che si pu rivedere in internet (www.youtube.com/watch? v=4PyybbkPpeo). Mentre Emanuela Trevisan Semi, docente allateneo Ca Foscari di Venezia, ha dato un contributo apprezzato internazionalmente con il suo Gli ebrei caraiti tra etnia e religione (Carucci). Ma per farsi incuriosire, il romanzo della Ozick gi un ottimo assaggio.
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Limperialismo dellobesit
di ADRIANO FAVOLE
on il termine globesity , cio globesit, lo studioso americano Sander Gilman (La strana storia dellobesit, Il Mulino, 2011) ha definito lossessione per i corpi abbondanti che pervade lOccidente contemporaneo. Una epidemia di obesit si starebbe pericolosamente diffondendo, portando con s gravi rischi di malattie come il diabete, lipertensione, problemi cardiaci e vascolari. Espressioni forti come guerra e lotta allobesit, un nemico o virus da sconfiggere, sono piuttosto diffusi sui media. Nel 2008 il Centre for Disease Control americano ha dato allobesit lo statuto di malattia, permettendo quindi la prescrizione di farmaci. In un mondo in cui, paradossalmente, una parte consistente dellumanit soffre la fame, la globesit enfatizzata come un problema prioritario. Un articolo pubblicato sulla rivista Science il 23 agosto scorso, firmato da Ahima Rexford e Lazar Mitchell (The Health Risk of Obesity, vol. 341), mette in discussione non tanto il quadro allarmistico, quanto il modo in cui calcolare le condizioni di sovrappeso e di obesit. Larticolo propone di rottamare niente meno che lIndice di massa corporea (noto a livello scientifico come Bmi, Body Mass Index). Inventato nellOttocento dal matematico e criminologo belga Adolphe Quetelet, il Bmi categorizza le persone in sottopeso, normopeso, sovrappeso (una condizione gi di rischio) e obese, mediante un semplice rapporto tra il peso (in chilogrammi) e il quadrato dellaltezza (in metri). Nel tempo, la linea di confine tra normali e sovrappeso stata spostata verso il basso: nel 1998 il confine venne ridotto da 27,5 a 25, con il risultato che ben 29 milioni di statunitensi entrarono a far parte dellarea di rischio. Science propone ora di adottare un indice molto pi complesso, che tiene conto del rapporto tra massa grassa e massa muscolare, delle differenze di genere e di corporatura tra persone appartenenti a diverse popolazioni.

so come una diagnosi non solo errata e riduttiva, ma soprattutto generatrice di politiche sanitarie inefficaci quanto costose. Il Bmi, tarato su un corpo ideale costruito a partire da modelli occidentali, soffrirebbe insomma di una malattia concettuale che gli scienziati sociali definiscono etnocentrismo. Misurare gli altri (letteralmente, in questo caso) con il metro della pro-

pria cultura, delle proprie concezioni (e mitologie) del corpo. Un interessante testo al proposito quello scritto da Gaia Cottino, antropologa culturale romana, in uscita nelle prossime settimane (Il peso del corpo. Unanalisi antropologica dellobesit a Tonga, Unicopli). Dopo uno studio sugli aspetti politici dellobesit alle Hawaii, Cottino ha compiuto

Le perplessit e i dubbi di Science non suonano nuovi per le scienze sociali. A partire almeno dagli anni Novanta, sociologi e antropologi, alla luce di ricerche comparative e nel quadro di riflessioni sul carattere imperialista di alcuni aspetti della biomedicina, hanno espresso riserve sul Bmi, sullidea che sia in corso una epidemia di obesit e sulla definizione dellobesit come malattia. A essere messe seriamente in discussione sono le pretese di definire in modo semplice, lineare e universale le caratteristiche di un corpo in salute, senza tenere conto delle variabili sociali, culturali e politiche. Ridurre il problema dellobesit a un appetito vorace, a questioni genetiche o a scelte individuali appar-

un lungo lavoro di campo alle isole Tonga, nel Sud Pacifico. La scelta dellOceania motivata dal fatto che questo mare di isole racchiude molti degli Stati che occupano i primi posti delle classifiche mondiali dellobesit. Il rapporto dellOrganizzazione mondiale della sanit del 2000 collocava infatti ben otto nazioni oceaniane nei primi dieci posti Nauru con il 94% della popolazione obesa, seguito da Samoa, Samoa Americane, Cook, Tonga, Polinesia francese, Stati federati di Micronesia, Niue. Perch questo primato? Osservando la globesit a partire da uno specifico contesto, collocandosi cio in una delle tante periferie del sistema globale, Cottino sfata diversi miti. In primo luogo molte lingue e culture fanno distinzioni tra grasso e grosso. In rapporto agli europei, i polinesiani hanno in effetti una corporatura pi robusta. La grande diffusione del rugby a partire dagli anni Ottanta ha ulteriormente ingrossato i polinesiani, per i quali lessere grossi un ideale corporeo che riflette le capacit dellindividuo di avere molte relazioni sociali (le quali comportano in primo luogo il mangiare insieme) e uno status elevato. La genetica, la storia, lorganizzazione sociale, i valori legati al cibo e alla corporeit, sono tutti fattori che insieme concorrono a modellare il corpo dei tongani. Lopportuna correzione o abolizione del Bmi contribuir ad abbassare drasticamente il numero dei polinesiani sovrappeso o obesi suonava ironico che i rugbysti All Blacks maori finissero nella categoria dei ciccioni a rischio! Rimane il fatto che, negli ultimi decenni, laspettativa di vita in molte di queste isole scesa, a causa di malattie come il diabete e i problemi cardio-vascolari. I risultati della ricerca di Gaia Cottino spostano lattenzione dallobesit alla malnutrizione. Il problema di fondo non il controllo dellappetito, n limpatto della modernit (con cui i tongani si confrontano da pi di due secoli). La storia ci dice che la preferenza per pasti abbondanti, per cibi grassi e unti, per corpi grandi le donne tahitiane incantarono i marinai inglesi per la loro prosperit un tratto persistente delle culture di questi popoli. Ci che cambiato non tanto la quantit di cibi, quanto linfima qualit di quel junk food (cibo spazzatura) che proprio a partire dagli anni Ottanta ha cominciato a invadere le isole. Bevande ipercaloriche, costolette di agnello considerate come scarti dal mercato occidentale, carne in scatola e snack di varia natura sono entrati nella dieta quotidiana dei tongani e di molte altre popolazioni, deteriorando le condizioni di salute. La miglior cura dellobesit, insomma, consisterebbe in una revisione delle politiche alimentari globali, piuttosto che nellimposizione di diete e nella prescrizione di farmaci. @AdrianoFavole
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UN MURALES A VALENCIA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

Cotture brevi

Orizzonti Mappe Visual data

di Marisa Fumagalli

Il ricettario di Sophia
Sophia Loren ripubblica il suo ricettario, scritto nel 1971 (anzi, dettato alla segretaria) mentre era prigioniera in un lussuoso hotel-grattacielo di Ginevra, incinta di Carlo jr. Da questa altezza, anche la semplice ricetta delle Barchette di sedani, incipit della serie antipasti, carica di promesse. Sophia si rilegge e annota: Un tuffo nel passato, tra profumi, luoghi e personaggi. (In cucina con amore, Rizzoli).

Matt Groening part nell89 usando i nomi dei parenti, oggi la serie affollata di personaggi, da Pynchon a Lady Gaga. Ma le star restano Homer, Marge e i loro tre figli

Sul divano dei Simpson

di ALESSANDRO BERETTA

una famiglia che da 24 anni accompagna il pubblico Usa e, dal 1991, quello italiano: I Simpson, la sitcom animata creata da Matt Groening e prodotta da Louise L. Brooks per la Fox, ormai diventata la pi longeva serie della prima serata dOltreoceano. Una sfida vinta con un successo planetario, perch Groening, autore dellenigmatico fumetto Life in Hell, lott perch gli episodi durassero come quelli di una sitcom dal vivo.

Gialli per una scelta quasi casuale, i Simpson sono una famiglia tipo del ceto medio americano: il padre Homer ha due compagne fedeli, la moglie sognatrice Marge e la birra al pub di Boe, dopo il lavoro nella centrale nucleare, e tre figli. Il ribelle Bart, che indispone il mondo con il suo proverbiale Ciucciati il calzino!, Lisa, studentessa diligente e genio di casa, e la piccola e silenziosa Maggie, che ha parlato una volta con la voce di Jodie Foster. Ma intorno al divano dove si riuniscono allinizio di ogni puntata nelle couch-gag della sigla dapertura, ruota la vita di Springfield

una delle 71 omonime presenti negli States e dei suoi abitanti. Sono loro i protagonisti della visualizzazione di questa settimana, i cinquanta personaggi principali indagati nelle loro apparizioni, dal primo episodio del 17 dicembre 1989, fino agli ultimi trasmessi in Usa e non ancora arrivati in Italia, dove le voci dei Simpson hanno recentemente perso il loro padre, il doppiatore Tonino Accolla. Se la maggioranza dei personaggi maschile, nelluniverso dei Simpson il buon senso sta dalla parte delle donne, mentre il male, con tenerezze inattese,

incarnato da Charles Montgomery Burns, anziano padrone della centrale nucleare e capo di Homer. Domina sovrano, comunque, Homer J. Simpson, irresistibile per le gag visive che crea e

Gli autori
La visualizzazione e lanalisi dei dati di questa settimana sono a cura di Accurat, agenzia di information design fondata da Giorgia Lupi, Simone Quadri e Gabriele Rossi (www.accurat.it)

in cui la sua testa, spesso, attraversata da voci in cerca di unintelligenza che fortunatamente non c. La parte inferiore dellinfografica, infine, mostra come la fantasia di Matt Groening, che ha dato i primi nomi partendo dai suoi parenti di Portland, non si sia fermata, arrivando a coinvolgere 438 personaggi nellultima stagione, con, negli anni, cameo vocali illustri: da Thomas Pynchon a Lady Gaga. Una vera commedia umana, sfrenatamente pop e rigorosamente in giallo. @bedrella
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10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

LINEDITO
Un romanzo di cento parole

La frase adatta
l celebre autore incastrato in questo premio per signore con smanie letterarie. riuscito a mollare la sezione Poesia a un altro malcapitato, si beccato quella Racconto. Ed ecco che si avvicina tremante la vincitrice mentre scrosciano applausi invidiosi. La targa ricordo passa dalle mani dellautore a quelle

RRR

di Gianni Farinetti

Nato a Bra (Cuneo), classe 1953, ha esordito in narrativa con il romanzo Un delitto fatto in casa . Nel 2013 uscito Rebus di mezza estate (Marsilio).

della signora non pi giovanissima e l per l il celeberrimo prova una schietta tenerezza per la donna in tailleur misto lino che, stringendogli molle la mano, cerca emozionata una frase adatta al solenne momento. Le vien fuori una vocina strozzata: Mi hanno detto che anche lei scrive.
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Caratteri
Narrativa italiana, straniera, saggistica, classifiche Inquietudini Ariosto, Manzoni e gli altri: lopera non mai finita Casi Agostino di Moravia: dopo il fascismo pass dal voi al lei

Follower
di Chiara Maffioletti

James Franco li preferisce anonimi


O tutti o nessuno. Deve averla pensata cos James Franco, il pi intellettuale tra gli attori di Hollywood, nei giorni scorsi al Lido da regista. Seguito su Twitter da quasi un milione di persone, ha scelto di ricambiare linteresse solo con 55 di loro e, quasi sempre, si tratta di sconosciuti. In ogni caso, di colleghi famosi non c nemmeno lombra, contrariamente a quanto spesso accade. O molto diplomatico o troppo sofisticato.

Ci ripenso, dunque sono


Liti con editori e con se stessi Cos gli scrittori si riscrivono
di PAOLO DI STEFANO
o lavorato tutta la mattina alla bozza di uno dei miei poemi, e ho tolto una virgola. Al pomeriggio lho rimessa. Chi non ricorda lautoironica confessione di Oscar Wilde? Un paradosso, ma neanche troppo. I veri scrittori tolgono, cambiano e aggiungono di continuo. A volte lo fanno anche a cose compiute, quando il libro ha gi da tempo cominciato la sua vita pubblica, come capitato a Michele Mari con il suo romanzo desordio, Di bestia in bestia, ripreso due volte ben dopo luscita del 1989. Ma gli esempi del passato sono numerosi: basti pensare alle numerose tappe che portarono Ludovico Ariosto a rivedere il piano dellOrlando furioso per oltre dieci anni, fino a pochi mesi dalla morte e dopo molte ristampe. E Torquato Tasso riscrisse la Gerusalemme liberata chiamandola Conquistata per segnare lo scarto. Anche per Manzoni, come si sa, le progressive riscritture imposero un cambiamento nei titoli: dal Fermo e Lucia agli Sposi promessi ai Promessi sposi, con il travagliatissimo passaggio, per questultimo, dalledizione Ferrario 1827 alla cosiddetta Quarantana degli editori Guglielmini e Redaelli. Insomma, letteratura ossessione, e ossessione insoddisfazione perenne. Non tutti lavorano in levare, come Mari. Per saperlo, non c bisogno di fare il nome di Carlo Emilio Gadda, che considerava provvisoria praticamente tutta la sua produzione narrativa, compresi i romanzi e i racconti gi editi. Restando ai nostri anni, va ricordato il caso di Alberto Arbasino, il re della riscrittura, e non certo soltanto per la famosa serie di Fratelli d'Italia 1, 2 e 3 (Feltrinelli 1963, Einaudi 1967, Adelphi 1993): rifacimento quasi totale e per di pi ampiamente accresciuto. Altro esempio: Antonio Moresco ha messo mano, a distanza di anni, a numerosi suoi libri, e Lettere a nessuno, transitando dalledizione Bollati Boringhieri del 1997 alla seconda, Einaudi 2008, quasi triplicato. Pi spesso si procede con il bisturi, togliendo ripetizioni o aggiustando qua e l una svista dellintreccio, un baffo del personaggio, un giro sintattico che

i
Remix Se qualcun altro e non lo stesso autore a riscrivere un testo celebre, allora si parla, in genere, di cover: il termine viene dal campo musicale, dove indica la reinterpretazione o il rifacimento di un brano famoso da parte di un altro musicista. Un caso di cover in cui la riscrittura incroci i terreni della musica e della poesia, fu il libro Nelle galassie oggi come oggi (Einaudi, 2001) in cui Raul Montanari, Aldo Nove e Tiziano Scarpa scrissero parole nuove su brani di Lou Reed, Nirvana, Bjrk, David Bowie e altri. Allidea delle cover, ma nellambito di un progetto editoriale e didattico, si ispirano le attivit di Letteratura rinnovabile, iniziativa creata dalleditore Marcos y Marcos nel 2009, partita con laboratori di riscrittura dei classici e divenuta ora unassociazione che anima tra laltro i laboratori editoriali BookGenerator e gli eventi della manifestazione Letti di notte, con letture fuori orario in libreria. Tra scrittura, riscrittura, cadavres esquis e gioco social, si colloca la community The incipit sul sito www.theincipit.com in cui sono gli stessi lettori a indirizzare il corso della storia e a riscriverne in sostanza il corso, attraverso un sistema di preferenze

non convince pi. Come ha fatto Umberto Eco apportando qualche variante stilistica al Nome della rosa 1980, dopo tre decenni e trenta milioni di copie vendute. E si sa che qualche ritocco sopraggiunto, dopo venticinque anni dalla prima uscita, anche per Il pendolo di Foucault. Pu anche capitare che a furia di cambiare venga fuori un libro nuovo. Cos Italo Calvino, nel 1968, per il Club degli Editori mette insieme due libri di racconti precedenti (Le cosmicomiche e T con zero) ristrutturando lintera raccolta, che avr un titolo inedito: La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche. Una nuova edizione garzantiana (1984), con il titolo Le cosmicomiche vecchie e nuove, il frutto di una ulteriore revisione strutturale con notevoli aggiunte. Come Giorgio Bassani, anche Giuseppe Pontiggia stato un altro instancabile rifacitore di se stesso con seconde edizioni rivedute e ampliate, quando non addirittura interamente rinnovate. Occorre anche una buona dose di lucidit e autocritica: Mi sono reso conto che il testo presentava alcuni difetti non marginali, affermava nella Nota della Grande sera. Altre volte, le variazioni sono dettate dalle circostanze: dopo la prima edizione di Agostino (1945), Alberto Moravia potr finalmente permettersi di sostituire con il lei il voi imposto dal regime fascista.

Non certo come dare una mano di vernice ai muri di casa e neanche come sanare le crepe di un edificio invecchiato. una questione di orecchio, che solo lautore pu valutare: lo stesso Mari, nella nota finale alla nuova edizione, ad alludere alle Variazioni Goldberg eseguite da Glenn Gould. Certo, leditore ha tutto il diritto (e anche il dovere) di dire la sua. Nel caso di Mari, non va dimenticato che Mario Spagnol gli aveva consigliato un energico editing sul manoscritto. Ne discusse a lungo con il giovane autore, che rispose: Pu darsi che lei abbia ragione, ma io non sentirei pi il libro come mio. Spagnol cerc di aggirare limbarazzo, sottoponendogli le revisioni realizzate da un altro scritto-

re (curiosit: chi sar mai?). Nulla da fare, Mari non moll. Poi, nel 2004, cominci a ripensarci e, senza renderne conto a nessuno, si mise ad asciugare e ritorn ad asciugare nel 2012. Il risultato del doppio intervento lattuale edizione Einaudi, che forse d ragione (postumamente) a quel grande editore-cane-da-tartufi che fu Spagnol. Gli editori di razza, da primi lettori, non esitano a entrare in dialettica sui libri. Gli altri accettano o respingono, e basta. In una lettera Valentino Bompiani sugger con delicatezza a Eco di dare unocchiata al

RRR

Tiromancino

Fabio Fazio come Sartre


Secondo Piergiorgio Odifreddi la figura dellintellettuale impegnato sempre la stessa. Cambiano soltanto, scrive nel nuovo numero di MicroMega, mezzi e contesto. Ieri cera la rivista Les Temps Modernes di Jean-Paul Sartre, oggi Che tempo che fa di Fabio Fazio. Sarei contento dichiara candido di avere maggiore spazio in tv per far circolare di pi le mie idee. Luca Mastrantonio

sogno di Adso (un po lungo e insistito) e di rivedere la descrizione dellincendio finale (non tutta utile). Il semiologo-scrittore, pur con lenorme stima che nutriva per il suo editore storico, respinse gentilmente al mittente quelle osservazioni. E intervenne pochissimo. Ma si sa che zio Val non era un tipo facile. Con i primi racconti del giovane Luigi Malerba reag a modo suo, cio da una parte manifestando la propria fiducia, dallaltra precisando che non sempre linvenzione regge tutto larco del racconto (...), la seconda parte stanca. E allora si finisce sul piano bozzettistico. Malerba avrebbe accolto le proposte informando di avere gi fatto delle correzioni che mi sembrano risolutive. Non fu vera tensione, comera stata nel 1955 quella tra Pier Paolo Pasolini e Livio Garzanti a proposito di Ragazzi di vita. Garzanti allultimo momento scrisse Pasolini al poeta Vittorio Sereni stato preso da scrupoli moralistici, e si smontato. Cos mi trovo con delle bozze morte fra le mani, da correggere e da castrare. Una vera disperazione, credo di non essermi trovato mai in un pi brutto frangente letterario.... Leditore aveva imposto allautore un lavoro di autocensura sempre pi ra-

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11 lingua letteraria pi antica dellumanit, insieme al sanscrito. Chi scrive in sanscrito vede i monumenti in questo modo, per noi originale: non si restaura, lerosione stessa il monumento, rappresenta bene limpermanenza, le pietre crepitano, noi pensiamo al pieno e la gente indiana contempla dei vuoti. Di qui, un atteggiamento lugubre e museale degli occidentali, che tentano di conservare una forma per un impossibile sempre. Il testo il monumento, una circolazione di erosioni e cecit. Nellesperienza personale ho registrato resistenze ai mutamenti non soltanto dei testi, ma anche dei paratesti. Una volta scrissi un finto thriller che si intitolava Gotha e leditore sugger che si trattava di un titolo troppo alto e freddo, cos quel libro fu intitolato Non toccare la pelle del drago, in quanto Mao (il libro trattava apparentemente anche di mafie cinesi) avrebbe detto una volta che si pu toccare tutto, educazione e politica ed economia, tranne la pelle del drago. Questa citazione falsa. Quindi presto il libro torner a intitolarsi Gotha. Vi prolifereranno capitoli fantasma. Nel 2000 una giornalista accolse un testo di testi, giunto ora alla sua versione 3.0 e che si intitola Assalto a un tempo devastato e vile: Esordisce il giovane Genna con Assalto a un treno devastato e vile. Questo slittamento delle parole permette di essere attenti a se stessi, alla caducit e allo spalancamento imposto da una vecchiezza dolce di questo codice, litaliano, sempre sfinito. Un fantasma non mai fermo eppure non si muove. I testi sono allucinazioni bellissime. Per questo riscrivo i testi, ne cerco gli ossi di seppia.
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Testimoni Assalto a un tempo... alla terza redazione. Cerco gli ossi di seppia

Il tempo erode i testi. Come i monumenti


di GIUSEPPE GENNA

a prosa italiana nasce dalle riscritture. Alessandro Manzoni trapassa dal Fermo e Lucia ai Promessi sposi. Giacomo Leopardi: fino al 900 inoltrato nessuno afferma che lo Zibaldone un libro. Si tratta di reti di testi, un incrocio quanto mai virtuoso tra campi magnetici e teorie degli affetti. Il testo italiano tale solo se in movimento esausto. Si guarda soprattutto a Dante e a Petrarca quelle cancellature continue, quelle lacune e quei brani grattati, che non sono mai stati scritti definitivamente. Non un caso se litaliano la

Revisioni
Nella foto grande a centro pagina: due brani di Di bestia in bestia nelledizione Longanesi del 1989 e in quella Einaudi 2013. Qui accanto: Michele Mari. Sopra, da sinistra: Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Carlo Emilio Gadda e Alberto Arbasino

Il protagonista

Come cambia Di bestia in bestia ripubblicato con molti tagli

Le due versioni di Mari Ovvero la lima dellesperienza contro limpeto dellesordio


di IDA BOZZI

dicale cui Pasolini, sulle prime, sembr dedicarsi senza batter ciglio facendo uso dei puntini di sospensione per sostituire le parolacce. Anzi, dicendosi disponibile a intervenire con pi decisione: Potrei farne (naturalmente a malincuore) ancora di pi, se Lei lo credesse opportuno. Nel giro di un mese, per, non si tratt pi solo di usare i punti di sospensione, ma di attenuare, tagliare e ricucire, purgare, rifare: seguiranno, per Pasolini, giorni atroci. Pu sembrare incredibile, ma ci sono scrittori finiti nella grande storia letteraria che di fronte a unosservazione del loro editore non fanno alcuna resistenza, assecondano desideri e capricci anche a costo di vedersi violentare il proprio testo: sono casi che si trovano raccontati, tra mille altri, nel libro di Alberto Cadioli Le diverse pagine (il Saggiatore 2012), dove si affronta il ruolo delleditore nella confezione del testo letterario. Si veda, per esempio, la mitezza con cui lesordiente Beppe Fenoglio si sottopose alla revisione del duo Calvino-Vittorini (funzionario einaudiano il primo, direttore dei Gettoni il secondo). Nellaffaire Fenoglio, che Vittorini non amava particolarmente, c qualcosa di beffardo. Lo scrittore di Alba ubbid ai deside-

ri editoriali di rivedere La paga del sabato, secondo le puntuali richieste delleditor Vittorini: A me pare di avere abbastanza rinforzato e sostanziato i due ultimi capitoli che erano certamente i pi deboli: vi ho aggiunto un episodio per ognuno dei due capitoli. E mi pare di esser riuscito ad eliminare in parte quel che di "ovvio" lamentava il Sig. Vittorini. Neanche dopo la correzione, per, il romanzo piacque e dunque fu respinto, nonostante il parere cautamente positivo di Calvino, espresso per lettera nel 50: Mi sembra che tu abbia delle qualit fortissime; certo anche molti difetti, sei spesso trascinato nel linguaggio, tante piccole cose andrebbero corrette, molte cose urtano il gusto specie nelle scene amorose e non tutti i capitoli sono egualmente riusciti. Per sai centrare situazioni psicologiche particolarissime con una sicurezza che davvero mi sembra rara. Alla fine sar don Elio a chiedere a Fenoglio di rinunciare al libro per concentrarsi sui racconti. E scrivendo a Pavese, anche lautore sar preso dal dubbio: Ma non ha forse ragione, in fondo, il signor Vittorini?. No. Aveva torto marcio, e Fenoglio avrebbe dovuto insistere.
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alvolta le vicissitudini editoriali e di scrittura dun romanzo sembrano ispirarsi al romanzo medesimo. Ad esempio, mentre lagrimensore di Kafka fallisce nel tentativo di giungere al cuore del Castello, anche lo scrittore non conclude il romanzo: la doppia incompiutezza, esterna e interna, fa schizzare alle stelle lefficacia dellopera kafkiana, consentendoci (per un caso che non pare per del tutto casuale) di trovare riverberato il significato nel significante, la sostanza nella forma, ovvero lincompiutezza del destino dellagrimensore nellincompiutezza del racconto kafkiano. Anche nel romanzo Di bestia in bestia di Michele Mari (nato nel 1955 a Milano, ora residente a Roma) la vicenda editoriale sembra in qualche modo parallela alla materia del romanzo. La prima edizione usc per Longanesi nel 1989, e misurava 272 pagine assai fitte: ripubblicato da Einaudi, ne misura oggi soltanto 232 (in realt, del romanzo vero e proprio ve ne qualcunaltra di meno, poich Mari nella nuova versione pubblica anche alcune pagine di una Nota del tutto inedita che spiega la riscrittura). Il romanzo raccontava e racconta tuttora, ma in maniera diversa lincontrollabile violenza e forza dirompente della bestia naturale, del mostro che tutti teniamo segreto, e daltro canto lenergia razionale che la fronteggia, cio la cultura. Cultura e natura sono incarnate in due gemelli di indole opposta, Osmoc e Osac, il primo faustiano e intellettuale, laltro bestiale e priapesco, il primo castellano circondato dai libri, il secondo un orco quasi animalesco nei suoi istinti sessuali e tenuto a bada dal fratello maggiore in unoscura torre. La visita nella propriet da parte di alcuni viaggiatori, tra cui una donna somigliante a Emilia, moglie defunta di Osmoc, scatener Osac e con lui il confronto finale. La prima versione, quella del 1989, come testimonia il primo brano riportato qui accanto, era unesplosione caleidoscopica e straordinaria di lingua aulica e contenuti favolosi, una fantasmagoria di cavalieri moderni che richiamava la parodia donchisciottesca unita a certe avventure gotiche ottocentesche come il Frankenstein di Mary Shelley, insieme ai racconti scientifici ed eruditi degli esploratori positivisti e alle chiose insistite dei filologi umanisti. Una somma di culture, di eredit, di influenze. Era per, anche, il primo romanzo pubblicato da Mari: vi si leggeva tutta lincontenibile energia di un giovane scrittore, il gioco divertito della lingua, le lunghe teorizzazioni spinte sul filo della capziosit; vi si ironizzava sulla pedanteria del professor Pesmai e dello stesso Osmoc, con le loro lunghe dissertazioni sulla natura dellamore. Daltro canto vi era anche la capacit istintiva di accelerare o rallentare lazione disseminando la narrazione di anticipazioni, giocando a irritare e irretire il lettore con lunghi giri di frase che ritardavano il compiersi dellatteso colpo di scena. Insomma, questa torrenziale scrittura era il vero mostro davanti al quale ci si trovava aprendo linatteso capolavoro, era questo leccesso, listinto bruto. In una parola, quella prima versione rappresenta la natura. La nuova edizione diviene in qualche modo la versione di Osmoc, come se il trionfo della cultura

e dellesperienza sullimpeto originario si trasferisse dalla vicenda dei due fratelli alla lotta delle parole sulla carta. Ecco, la vicenda editoriale del romanzo ricalca quasi il contenuto del medesimo. Oggi per, dopo tanti altri libri racconta infatti lo stesso Mari nella "Nota" alla fine del romanzo , ho riscritto Di bestia in bestia in modo pi asciutto, soprattutto l dove loltranza classicheggiante e laccumulo citativo rischiavano di privilegiare un controcanto parodico. Il testo del 2013 contiene ora indubitabilmente la stessa potenza immaginativa e meno ingenuit narrative (ove ve ne fossero), meno digressioni erudite vere, ma insieme false, ovvero parodiche che al lettore potevano sembrare faticose. Vi sono piccole scelte dissimulate, oltre al taglio di molte pagine, che indicano come lo scrittore desideri oggi, dopo tanti altri libri (tra gli altri, impossibile non ricordare Io venia pien dangoscia a rimirarti, con la sua mimesi del linguaggio settecentesco, edito da Longanesi nel 1990, ripubblicato da Marsilio nel 1998 e da Cavallo di Ferro nel 2012; e poi Filologia dellanfibio, uscito per Bompiani nel 1995 e poi per Laterza nel 2009, Rosso Floyd, pubblicato da Einaudi nel 2010 e nel 2012) prendere le distanze dalla partecipazione totale di allora: un esempio per tutti sia il fatto che i personaggi della versione del 2013 si rivolgono luno allaltro con il voi, mentre nella versione dell89 si rivolgevano gli uni agli altri con il lei. Una lontananza, un distacco, in qualche modo, si aggiunto. Tuttavia, se nella versione del 2013 laccenno parodico sfuma e sono sfrondate molte pesantezze e lungaggini, sembra sfumare in parte anche leccezione che il romanzo costituiva nella prosa realistica di fine anni 80 e nella narrativa italiana in generale, cio laffabulazione libera che lambiva le vette dellassurdo, del fantasioso, evocando senza limiti di immaginazione la trilogia fantastica di Calvino, il Dracula di Stoker, il bestiario medioevale e quantaltro (era soltanto una bestia: un pipistrello. Ma oh, che pipistrello! Mirabile visu, aveva le dimensioni di un grosso tacchino, e la cosa pi impressionante nera il colore bianchissimo). Si tratta di un libro pi portabile, quello che forse avrebbe voluto Mario Spagnol quando propose un energico editing racconta Mari nella Nota che lo scrittore rifiut. E che oggi sembra in fondo accolto. un esperimento nel laboratorio di uno scrittore. Per illustrarlo, un ultimo esempio. Nel secondo brano riportato qui a fianco, la dissertazione sullamore della prima versione sintetizzata in un fraseggio pi breve: Riesce ad essere cos spaventosamente vuoto, come il Nihil antico. E la chiosa si fa pi efficace con una semplice inversione degli elementi: la sostituzione da effettuarsi soltanto in una circostanza particolare, e revocabile a mia discrezione, diventa oggi una sostituzione, revocabile a mia discrezione, da effettuarsi soltanto in una circostanza speciale. Non solo lefficacia ai fini della suspense migliora, ma ecco, questa frase pare contenere anche unautoprofezia: chiss che anche la sostituzione della versione antica con quella del 2013, non sia da effettuarsi in una circostanza particolare, a sua volta revocabile a discrezione dellautore.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

Va pensiero

Caratteri Recensioni
Moderni

di Armando Torno

Letica umana di rispettare gli animali


Bernard E. Rollin, professore alla Colorado State University, con Diritti degli animali ed etica umana (Edizioni Ariele, pp. 354, e 20) ricorda che chi utilizza gli animali non solo ha il dovere di curarli e rispettarli ma anche di tenere nei loro confronti un atteggiamento diverso da quello tradizionale; sono esseri viventi che continuano a essere maltrattati. Rollin invita a riflettere sui loro diritti citando Kant o criticando la stessa ideologia scientifica.

Autobiografia e critica sociale indiretta: Saltykov detto cedrin mostra la sua grandezza E la capacit danticipare sensibilit che dall800 ( coevo di Dostoevskij) aprono al 900

Elegia nera e democratica per i servi russi


di FRANCO CORDELLI
ichail Saltykov-cedrin, lautore di Fatti daltri tempi nel distretto di Poechonje, fu pi o meno coevo di Dostoevskij. Nacque da una famiglia di media nobilt nel 1826. Quando a ventidue anni, influenzato dagli eventi rivoluzionari di Parigi, pubblic Un affare imbrogliato, Nicola I lo sped in provincia, a Vjatka, dove ricominci la carriera amministrativa. Lesilio dur otto anni, lo revoc Alessandro II e nel 1857 Saltykov pubblic Cronache (o Schizzi o Bozzetti) provinciali, il libro che lo impose allattenzione e che suscit linteresse di Nikolaj Cernyevskij. La collaborazione tra i due scrittori alla rivista Sovremmenik costituisce uno sviluppo del pensiero liberale, comera interpretato dal duo Belinskij-Turgenev: per lo stesso Lenin siamo a un passo dallidea democratica. Non cos per Kropotkin, per il quale la satira di Saltykov accostandosi alluomo medio rimane nascosta dietro una massa di episodi comici e di espressioni esotiche. Ma Kropotkin sbagliava. Saltykov comincia da Aksakov, dalla sua Cronaca di famiglia; ha punti di contatto con Turgenev (ma i loro mondi sono diversi, lattenzione di Saltykov quasi per intero concentrata su quello che si sarebbe chiamato proletariato, e che per lui era o era stata servit della gleba), e anche con Gogol (nelle sue punte satiriche). Ma specie nelle opere maggiori, I signori Golovliv e Poechonje, un caso a s per obiettivit dello sguardo; per durezza (tutta implicita) del giudizio; per nichilismo (pari a quello dei grandi del secolo successivo, secondo Anthony Burgess la sua opera prelude a Belyj e al Nabokov di Ada); per il sottotesto di pietas che il suo nichilismo mai nasconde fino in fondo. Lanalisi che ne fece Cernyevskij esemplare. Saltykov in quanto funzionario statale non un democratico. Se lidea dominante che la concussione una transazione, condannare difficile; n Amleto Amleto solo per il suo carattere, lo per il mondo in cui vive. Ma a questa altezza, contraddicendo luomo, entra in scena lo scrittore che assunse il nome di cedrin, un vero scrittore democratico. Saltykov il pi nero degli umoristi, diceva Cernyevskij nel 1857; ma per lui i russi non sono mostri, bens uomini come gli altri, quegli uomini comuni che Kropotkin pensava lautore di Golovljv e di Poechonje non sapesse vedere. Quello che a me pi preme capire cosa fa di Saltykov, al di l delle idee, uno scrittore non grande, ma grandissimo e anche, aggiungo, molto bello da leggere, trascinante,

i
MICHAIL SALTYKOV-CEDRIN Fatti daltri tempi nel distretto di Poechonje Traduzione di Gigliola Venturi QUODLIBET Pagine 614, e 18

sempre toccante. I suoi registri sono tre. Comico-umoristico, dun umorismo che procede raso terra. Satirico, duna satira che pu essere circoscritta al mero ritratto di un personaggio: in Poechonje cos descritto il maresciallo Strnnikov: egli mangia una cotoletta dietro laltra. Strappa la carne coi denti, e masticando guarda lontano, come sperduto nei pensieri. Dal piacere il suo viso prende unespressione quasi sofferente. Il terzo registro elegiaco: i ritratti pi lancinanti sono quelli dei servi, della loro quasi sempre breve e stremante vita, e della loro morte. Annuka in punto di morte dir: Sono nata serva (...). E adesso se lAltissimo mi giudica degna di morire, rester per i secoli dei secoli... serva del Signore!. Mavrua, che diventa serva sposandosi, non ce la fa e simpicca; limpenetrabile Konn che, agonizzante, alla domanda E allora, soffre? risponde solo: Si sa... la morte; il sarto Serka che diventa sarto per smorzare ogni sensibilit, e farci il callo (alla nor-

malit delle angherie); Matrnka che rimasta incinta fuori del matrimonio si lascia morire assiderata; Vanka-Caino che al narratore riappare anni dopo, pi scheletrico che mai per dirgli, semplicemente, senza dirlo, ora di morire. Non mi soffermer sui due ritratti maggiori, che si suppongono autobiografici, quello della tirannica eppure buona padrona e di tutti mamma Anna Pvlovna, e quella del padre bigotto e pusillanime (Gigliola Venturi) Vasilij Porfiryc. N sui ritratti un po comici, le ziette-sorelline e, stupendo, quello della zia golosetta. Voglio ricordare invece il matrimonio tra il nobile dantico stampo (proprio come in Gogol) Burmakin e la viziatissima Mlocka, che appena arriva a Mosca Igor Grubic (Zagabria, 1969) mostra di che pasta fatta, cos ricordando, si 366 liberation pu supporre, lo sciagurituals, 2011 rato matrimonio di Sal(courtesy tykov, che aveva Galerija kuc)

trentanni, con Elizaveta Apollnovna, di quindici anni pi giovane (una donna che, annoter il marito, in quanto a ideali non esigente mentre i maldicenti cercano di azzeccare a chi somiglino i miei figlioli). Per concludere, vorrei dire due cose su come fatto (scritto) Poechonje. Le variazioni di ritmo sono tanto sottili, quasi inavvertibili, quanto incessanti. Passaggio da passato prossimo a passato remoto, e da passato a presente (ecco che...); passaggio dal personale allimpersonale, e quindi dalla forma romanzo alla forma saggio (antropologico, o sociologico, o morale); passaggio dalla seconda alla terza persona impersonale, una specie di monologo interiore; pi raramente alla prima persona (le apparizioni in scena del narratore sono rarissime, eppure ci sono) o al commento (pu darsi che questa conversazione sia stata un po abbellita da qualche vicino spiritoso una notazione che la dice lunga su cose narrate e che non possono aver avuto il narratore come testimone). Una parola infine sulla struttura. Prima ho citato tre diverse traduzioni di un titolo: Cronache, Bozzetti, Schizzi. Tutti vedono anche nei Signori Golovljv una organizzazione frammentaria, quasi fosse un limite. Ma in questo romanzo e in Poechonje la stessa, identica (solo pi ampia), di quella del nostro Gattopardo. Lo schizzo, o il ritratto, di personaggi che poi ritornano, sempre si inscrive in una specie di polittico, vale a dire la campitura che meglio si addice allevocazione di un mondo inconsapevole, che di s non ha alcuna idea, altro non ha che abitudini, ripetizioni, vizi, aperte o soffocate crudelt.
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Stile Storia Copertina

Nora Raleigh Baskin

Jason, il ragazzino che la mamma voleva aggiustare


di MARCO OSTONI

neurotipici dicono cose che non pensano, reggono una parte, mentono a se stessi e agli altri, parlano anche se non hanno nulla da dire, pretendono sempre risposte alle proprie domande. E se non sei come loro ti tengono alla larga, ti isolano, o al pi ti commiserano. Alcuni, i familiari pi stretti, provano anche a cambiarti, a tirarti dalla loro parte. Come fa la madre di Jason, che suo figlio lo vuole aggiustare e

ricorre a uno psicoterapeuta per provarci. Lo stesso specialista cui per costretta ad appoggiarsi lei, per tenersi in piedi. E se apparentemente questo dodicenne affetto da autismo il protagonista di Tuttaltro che tipico (pp. 178, e 14) primo romanzo tradotto in Italia dellamericana Nora Raleigh Baskin (grazie a Sante Bandirali e per i tipi di Uovonero, gli stessi che hanno fatto conoscere il Fonzie scrittore per

ragazzi), in realt sul lettino dellautore ci siamo noi, i normali, i neurotipici appunto come li definisce Jason. Quelli cui non capita di sfarfallare le mani sopra la testa se si innervosiscono e ai quali le parole non spuntano isolate nella mente ogni mattina, ma che poi a ben guardare, come la mamma di Jason, non sembrano affatto felici. Dove sta, dunque, la vera diversit?
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DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

Ci vuole orecchio

Caratteri Anticipazioni
Esclusiva

di Arianna Gavioli

Luniverso buffo di Paolo Nori


La lettura pubblica di febbraio ai Frigoriferi Milanesi diventa un audiolibro da ascoltare e riascoltare. In Grandi ustionati (Marcos y Marcos, 1cd-mp3 di 2h 54', e 14) la voce cadenzata dallaccento emiliano di Paolo Nori, che legge se stesso attraverso il suo alter ego Learco Ferrari, costruisce un universo buffo e struggente, dove la pelle bruciata in un incidente stradale si rinnova. E in ospedale il valore delle cose cambia per sempre.

Il nuovo romanzo 11 anni dopo Il piccolo amico e 21 anni dopo Dio di illusioni The Goldfinch uscir il 22 ottobre in Stati Uniti e Gran Bretagna (in Italia nel 2014)

Donna Tartt: leternit un cardellino


di MATTEO PERSIVALE
Simon Jung, Paul & Hanno Schweizer, Il cardillo di Scampia (graffito, 2009), Napoli, quartiere di Scampia un romanzo sullisolamento, sullalienazione, un Bildungsroman atipico come quelli di Dickens. Verso la fine di questo romanzo cos speciale, tanto lungo quanto difficile da abbandonare, Theo si chiede cosa sarebbe successo se quel particolare cardellino (ed molto particolare) non fosse mai stato catturato o nato in cattivit, esibito in una casa dove il pittore Fabritius potesse vederlo? Non pu aver compreso perch sia stato costretto a vivere in una tale tristezza, spaventato dai rumori (cos immagino), stressato dal fumo, dai cani che abbaiavano, dagli odori di cucina, importunato dagli ubriachi e dai bambini, impedito a volare dalla pi corta delle catene. Eppure, anche un bambino pu vedere la sua dignit: un soldino di coraggio, fatto di piumette e fragili ossicini. Non timido n senza speranza, ma deciso a tenere la sua postazione. Si rifiuta di ritirarsi dal mondo. Di cosa parla Theo? Delluccellino? Di se stesso? E Tartt? Dio di illusioni raccontava cosa sarebbe successo se un gruppo di ragazzi innamorati dei miti greci avesse organizza-

RRR
Il protagonista Theo Decker, tredici anni, sopravvive a un attentato terroristico al museo Metropolitan di New York E scappa con un quadro
erso la fine del terzo movimento de I pini di Roma (1924), Respighi fa una cosa fino a quel momento mai sentita nella storia della musica. Fa irrompere la voce autentica della natura, la vita: al suono dellorchestra sovrappone il canto di un usignolo riprodotto dal fonografo. Da allora ogni versione de I pini di Roma eseguita ovunque nel mondo comprende proprio quella registrazione, il canto di quelluccellino la cui voce arriver attraverso i secoli agli ascoltatori fino a quando Respighi verr eseguito. difficile non pensare allusignolo di Respighi immortale senza saperlo, che ci interroga ogni volta che lo ascoltiamo leggendo il nuovo romanzo di Donna Tartt, The Goldfinch (Il cardellino), letto in anteprima da la Lettura e che uscir il 22 ottobre negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e nella tarda primavera del 2014 in Italia (Rizzoli). Perch la vita dickensiana del protagonista Theo Decker, orfano come Oliver Twist uno dei riferimenti pi immediati del libro , segnata dalla morte della madre in un attentato (raccontata da Tartt con uno di quei pezzi di bravura che costellano da sempre i suoi libri) ma anche dal Cardellino di Carel Fabritius, pittore olandese del Seicento maestro di Vermeer (anche lui morto giovane a causa di unesplosione, proprio come la mamma di Theo).

sterdam, racconta la storia della sua vita. Partendo da quando, tredicenne, abbandonato dal padre (uno dei genitori invisibili, indifferenti o impresentabili dei quali i suoi tre romanzi sono pieni), assiste alla morte della madre durante un attentato terroristico bombarolo al Metropolitan Museum durante il quale, nella confusione, scapper raccogliendo da terra il piccolo, enigmatico quadro di Fabritius. Dickens il nume tutelare di questo libro come Flannery OConnor lo fu del precedente Il piccolo amico; Dio di illusioni invece era una lettera damore ai classici greci, a T.S. Eliot, ai racconti di Poe come Il cuore rivelatore ed ecco

Lincipit

allora un orfano senza famiglia, rifiutato dai nonni, ospite di una eccentrica famiglia ricca dellUpper East Side i cui tic vengono descritti da Tartt con una divertita precisione che avrebbe fatto sorridere il giovane J.D. Salinger. Salinger che viene citato quasi subito geotaggando Franny e Zooey nellUpper West Side: lamore della sudista Tartt per la sua citt dadozione emerge in ogni pagina e al quale la met del romanzo nella quale Theo ancora adolescente deve moltissimo, Theo (omonimo del fratello di Van Gogh in un libro incentrato sui pittori olandesi, sul senso di colpa, sui confini tra verit e menzogna) e la sua irrimediabile solitudine a girare per New York come un giovane Holden di questo millennio candidato a un futuro poco allegro come non difficile immaginare che sarebbe stato quello del personaggio di Salinger, una volta diventato adulto.

i
DONNA TARTT
The Goldfinch LITTLE, BROWN AND COMPANY Pagine 772, $ 30

Il prigioniero di Amsterdam
Mentre ero ancora a Amsterdam, sognai mia madre per la prima volta dopo molti anni. Ero rinchiuso nel mio albergo da pi di una settimana, troppo spaventato per telefonare a qualcuno o uscire. Con il cuore in gola ogni volta che sentivo il pi innocente dei rumori: la campanella dellascensore, il tremolio delle ruote del carrello del minibar, il campanile della chiesa che suonava, De Westertoren, Krijitberg, qualcosa di oscuro nel rumore delle campane, la sensazione di una fiaba che finir male. Di giorno stavo seduto ai piedi del letto, sporgendomi verso il televisore per cercare di interpretare le notizie del telegiornale olandese...

Il romanzo non costruito come un thriller, al contrario della sua opera prima da 5 milioni di copie, Dio di illusioni (Rizzoli, 1993), giallo atipico nel quale lallora poco pi che ventenne Tartt si era liberata del fardello del whodunit rivelando subito alla prima riga il colpevole del delitto in una dimostrazione accecante di fiducia nei propri mezzi, spendendo le successive 543 pagine nel raccontare perch un gruppetto di studenti universitari di lettere classiche aveva ucciso un compagno. The Goldfinch, invece, un lunghissimo flashback: Theo, ormai adulto, prigioniero (perch?) in un albergo di Am-

La droga, il mondo dei falsari darte, il senso molto greco, anche se i classici non hanno qui il ruolo centrale che avevano in Dio di illusioni che un evento traumatico ha creato una ferita destinata a non rimarginarsi mai pi, la vita di Theo cambiata per sempre dalla morte della madre che non riesce, per la tristezza, nemmeno pi a sognare come faceva da piccolo, la condanna pi crudele: non essere nemmeno pi in grado di incontrare nel sonno (Tartt, come i greci, non distingue tra sonno e veglia, con bella dimostrazione di fiducia nei classici e nel lettore) lunica persona che ci ha voluto bene. Se sono i nostri segreti a definire chi siamo, al contrario del volto che scegliamo di mostrare al mondo: allora il dipinto stato il segreto che mi ha elevato sopra la superficie della vita e mi ha fatto capire chi ero dice Theo, che passa attraverso il libro camminando sul confine multicolore tra verit e non verit, prima tra ricchi ipocriti e poi tra sinceri falsari darte, afflitto da un peso insopportabile sulle spalle ma con la gloria e il privilegio di amare quello che la Morte non pu toccare.

Donna Tartt (1963) e, sopra, Carel Fabritius, Il cardellino (1654)

to un Baccanale uccidendo poi due persone: la prima per errore e la seconda per coprire il primo delitto (cinque milioni di copie vendute, successo irripetibile: che, dei tre romanzi di Tartt, sia il meno sofisticato, dice qualcosa di significativo sul mercato librario). Il piccolo amico (soltanto 300 mila copie vendute negli Stati Uniti e leditore ebbe il coraggio di dolersene; adesso lautrice passata da Random House a Little, Brown) la storia di una bambina traumatizzata dalla morte del fratello, e la storia della sua famiglia: un gioiello nero come lossidiana, un romanzo per ragazzi diretto agli adulti, portatore di una visione tragica dellesistenza e di un pessimismo ancora superiore a quello, considerevole, di The Goldfinch. Che il romanzo pi maturo della scrittrice che tra poco compir 50 anni e ha detto pi volte che scriver soltanto cinque romanzi, uno per decennio: il suo libro di mezzo, che ci fa guardare al 2022-23 con la certezza di leggere un altro libro speciale, volutamente inattuale (chi usa nel 2013 Charles Dickens come nume tutelare del proprio romanzo?) e portatore della visione spietata dellautrice. Che conosce benissimo il mondo antico: il suo professore allUniversit di Bennington stato Claude Fredericks, uno dei grandi intellettuali irregolari del 900 americano, modello per il Julian Morrow di Dio di illusioni. Tartt sa che sul Gianicolo luccellino di Respighi compare nel movimento chiamato I pini del Gianicolo gli uguri scrutavano il futuro interpretando il volo degli uccelli. Quello del quadro di Fabritius e del romanzo, che domina la copertina strappata disegnata da Keith Hayes il cardellino che girava le viti del mondo non pu volare. legato con una catenella. E non canta. Donna Tartt non pu slegarlo, ma riuscita a farci ascoltare la sua voce.
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Stile Storia Copertina

14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

Legenda

Caratteri Le classifiche dei libri

(2) posizione precedente

1 in salita 5 in discesa

S R N

stabile rientro novit

100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione)

Hosseini e Dicker coppia di testa davanti a E. L. James Entra Kinsella, scende Dan Brown, resiste Camilleri
La pagella
di Antonio DOrrico
Edna OBrien Ragazze di campagna Elliot
voto

Nota

Le classifiche de la Lettura, per registrare il fenomeno dei libri a basso costo, comprendono la voce Low Cost. In questa categoria rientrano titoli, tascabili e non, disponibili a un prezzo uguale o inferiore a tre euro. Tali titoli sono esclusi dalla top ten dove sono riportati i bestseller delle altre categorie mantenendo invariate le proporzioni di vendita

Top 10
1
(1)

ebook
di Alessia Rastelli

Narrativa italiana

110 e lode

Khaled Hosseini E leco rispose


100

e bacio (accademico)

Piemme, e 19,90 Jol Dicker La verit sul caso Harry Quebert Bompiani, e 19,50 E. L. James Cinquanta sfumature di grigio Mondadori, e 5 E. L. James Cinquanta sfumature di rosso Mondadori, e 5 E. L. James Cinquanta sfumature di nero Mondadori, e 5 Sophie Kinsella Fermate gli sposi!

Lattrazione fatale 2 per le cattive ragazze (2)


i sono libri fatali (in tutti i sensi della parola). Uno Altre voci, altre stanze di Capote. Un altro Il giovane Holden di Salinger. Un altro ancora Lamento di Portnoy di Roth. E poi: Il mondo secondo Garp di Irving, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, La zia Julia e lo scribacchino di Vargas Llosa. Il pi fatale di tutti penso che sia Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Che cos un romanzo fatale? tutto quello che la parola fatale significa (nel senso, anche, di quando si dice: una donna fatale). Ragazze di campagna di Edna OBrien un romanzo fatale. Ha qualcosa di necessario, di predestinato. Quando usc nel 1960 suscit scandalo per motivi sessuali (in realt, se ci pensate bene, non c altra tipologia di scandalo in letteratura). Parlava in modo troppo esplicito di sesso (e, aggravante decisiva, da parte di ragazze molto giovani). Cera, addirittura, una scena di nudo, con la ragazza giovane che descrive lanatomia del partner (pi vecchio di lei e sposato) Edna OBrien con parole forse nata nel 1930 insuperabili. Da allora passato pi di mezzo secolo ma lavventura di Caithleen (la protagonista) ancora fresca, nervosa, palpitante: i drammi e le tragedie della sua adolescenza rurale (il padre, violento e alcolizzato, la madre, vittima sacrificale), la piccola epopea della sua carriera studentesca (in un collegio di suore) e, infine, lo sbarco (come un personaggio di Balzac) a Dublino, la capitale da conquistare, la Babilonia da visitare. Linchiostro con cui stata scritta questa storia non si coagulato, sempre liquido, mutevole e sensibile come il mercurio del termometro. Una caratteristica dei romanzi fatali che si somigliano tutti per qualche aspetto, c tra di loro unaria di famiglia. Per ogni romanzo fatale fatale a modo suo. Unico come unica, originale e irripetibile ogni esistenza. Massimo dei voti.
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80

Il commissario Bordelli fa tripletta


Gli ebook in promozione tornano in vetta. Tutti offerti per un giorno a 1,99 euro i titoli nella Top Five di Cubolibri, lo store di Telecom Italia dedicato alleditoria digitale. Al primo posto Margherita Hack, scomparsa lo scorso giugno, con Sotto una cupola stellata, dialogo del 2012 su scienza ed etica. Tripletta poi per Marco Vichi, in seconda, terza e quarta posizione con Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda e Il nuovo venuto, indagini del poliziotto impegnato nella Firenze degli anni Sessanta. Fari accesi su Vichi, infatti, da parte delleditore Guanda, in vista delluscita a novembre di un nuovo romanzo sul commissario. Quinto, infine, il fantasy per ragazzi di Cassandra Clare, Shadowhunters-Citt di ossa. Da segnalare, ancora una volta, il successo dellerotico: ottavo, senza sconti, Lincontro ( 3,49), primo volume della trilogia Newton Compton La promessa della britannica Portia Da Costa. Sul fronte dello store, dopo aver ampliato negli ultimi mesi lofferta di quotidiani e periodici, Cubolibri cambia il look del sito e aggiunge al logo le parole News & Mags. Non solo negozio di libri, quindi, ma pi in generale di contenuti digitali da leggere. Disponibile, inoltre, unapp per contrassegnare gli ebook e i giornali preferiti. @al rastelli ehibook.corriere.it

1 1 1
Varia

(1) S 40

Andrea Camilleri Un covo di vipere Sellerio, e 14

(3)126 2 AA.VV.
Ferragosto in giallo Sellerio, e 14

Da solo o in gruppo (nella raccolta Ferragosto in giallo), Camilleri lunica presenza italiana in top ten. Nella classifica nostrana salgono le storie romantiche (Bianchini, Premoli); resiste, a dispetto del titolo, anzi guadagna un posto, il premio Strega Siti. Nessuna novit ma alcuni rientri: DAvenia, che raddoppia le presenze, e il thriller di Carrisi.

(2)525 3 Irene Cao


Io ti guardo Rizzoli, e 5

3
(4)

Narrativa straniera
(1) S 100 Khaled Hosseini E leco rispose (2) S 80 2 Jol Dicker
La verit sul caso Harry Quebert Bompiani, e 19,50

63

4
(5)

62

Piemme, e 19,90

5
(6)

59

Stranieri i primi otto posti in top ten: apre Hosseini chiude Dan Brown; la novit la commedia di Sophie Kinsella. Tre new entry di qualit nella classifica di categoria: Jonathan Coe che parte dallExpo di Bruxelles, unavventura di Prez-Reverte e un classico di Simenon. Edna OBrien sale di quattro posizioni, rientra Stoner.

(4)163 3 E.L. James


Cinquanta sfumature di grigio Mondadori, e 5

6
(-)

50

Mondadori, e 20 Nicholas Sparks La risposta nelle stelle Frassinelli, e 19,90 Dan Brown Inferno

Saggistica
(1) S 21

7
(8)

47

Thomas Harding Il comandante di Auschwitz Newton Compton, e 9,90

(3)19 2 L. Bisignani, P. Madron


Luomo che sussurra ai potenti Chiarelettere, e 13

8
(3)

46

Mondadori, e 25 Andrea Camilleri Un covo di vipere

9
(7)

Arriva subito sul podio la riflessione sullamore della filosofa Michela Marzano: racconti e pensieri che partono dallesperienza personale dellautrice. Laltra new entry il De rerum natura di Lucrezio tradotto in prosa e commentato dallo scienziato Odifreddi. Due rientri eccellenti: Sgarbi sui capolavori dellarte e Severgnini sui giovani.

(-) N 8 3 Michela Marzano


Lamore tutto: tutto ci che so dellamore Utet, e 14

40

Sellerio, e 14 AA. VV. Ferragosto in giallo

10
(10)

26

Sellerio, e 14

1 1 1

(-) N 23

AA.VV. Where we are. One direction... LIppocampo, e 16,90

(1)512 2 Andre Agassi


Open. La mia storia Einaudi, e 20

Lincipit dei lettori

di Silvana Barbieri 70 anni, insegnante in pensione Reggio Emilia

La classifica
1 100 Margherita Hack Sotto una cupola stellata Einaudi, 6,99 ePub con Adobe DRM Marco Vichi 2 57 Il commissario Bordelli Guanda, 3,99 ePub con Adobe DRM Marco Vichi 3 54 Una brutta faccenda Guanda, 3,99 ePub con Adobe DRM 4 52 Marco Vichi Il nuovo venuto Guanda, 3,99 ePub con Adobe DRM

Ragazzi
(1) S 19

Dimprovviso

to guidando sulla strada provinciale che porta in citt: terra arata, tramonto rosso, cielo basso, sguardo orizzontale. Dimprovviso noto sulla destra, a bordo strada, un palo della luce in cemento, spezzato. Ai piedi un mazzo di fiori appassiti. Un uomo si avvicina, indossa la tuta da lavoro, in mano tiene un mazzo

di fiori freschi, gialli... Al limite del campo sta in attesa la sua utilitaria di un azzurro metallico, nuova.
Invia il tuo incipit
corriere.it/lettura
Insieme allincipit che deve essere inedito inviate un indirizzo email corretto e controllato con regolarit in modo da poter essere contattati dalla redazione in caso di scelta e pubblicazione. Verranno privilegiati gli incipit brevi (massimo 100 parole).

Alessandra De Tommasi Diario di viaggio. Violetta Walt Disney, e 9,90

(3)117 2 Silvia DAchille


Gioca con Peppa Pig! Con adesivi Giunti Kids, e 4,90

Low Cost
(7)129

Cassandra Clare 5 28 Shadowhunters - Citt di ossa Mondadori, 6,99 ePub con Adobe DRM (26 agosto-1 settembre 2013)

Niccol Machiavelli Il Principe Newton Compton, e 0,99

(3)129 2 Friedrich Nietzsche


LAnticristo Newton Compton, e 0,99

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013


Simona Galateo (Merano, Bolzano, 1974), architetto e curatore, si occupa di ricerche nellambito dellarchitettura contemporanea, in particolare del rapporto tra agricoltura e citt. autrice di diverse pubblicazioni. Di prossima uscita un volume sul tema delle urban farms (per Skira).

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

Il podio del critico


di Simona Galateo

1 David Harvey
Il capitalismo contro il diritto alla citt Ombre Corte, e 10

Slavoj iek Benvenuti in tempi interessanti Ponte alle Grazie, e 13

Matthew Klam Questioni delicate che ho affrontato dallanalista Minimum fax, e 13

La strada dei piccoli e medi editori: lastricata di novit ma in salita


Il numero
di Giuliano Vigini

60.000
(7)121 6 Anna Premoli
Ti prego, lasciati odiare Newton Compton, e 9,90

Molte novit sono annunciate per i prossimi mesi: prevediamo cos che, anche per questanno, lofferta editoriale non sar inferiore ai 60 mila titoli. Ci che conta, per, se si riuscir ad agganciare la ripresa, visto che troppe case editrici si trovano ancora in difficolt e

hanno le casse semivuote, anche per effetto dei ritardati pagamenti del circuito librario e distributivo. Del resto, gli spazi effettivi di manovra si riducono; per i piccoli e i medi, singolarmente presi, la strada sempre pi in salita, come confermano anche le quote di mercato:

quasi il 60% dei libri di consumo appannaggio dei primi cinque gruppi (Mondadori, Rcs, Mauri-Spagnol, Giunti, Feltrinelli) e oltre il 70% del settore scolastico-educativo ad altri cinque (Zanichelli, Pearson Italia, Rcs Education, Mondadori Education, De Agostini Scuola).

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 26 agosto all1 settembre 2013)

Roberto Saviano ZeroZeroZero Feltrinelli, e 18

(4) S 23

Massimo Gramellini Fai bei sogni Longanesi, e 14,90

(8) S 19

(10) S 17 10 Irene Cao


Io ti voglio Rizzoli, e 14,90

(11)514 12 Daniela Farnese


I love Chanel Newton Compton, e 9,90

(15)19 (16) S 9 16 14 Simona Sparaco Massimo Gramellini


Lultima riga delle favole Tea, e 11 Nessuno sa di noi Giunti, e 12

(20)18 18 Nicolai Lilin


Educazione siberiana Einaudi, e 12,50

(-) R 8 20 Donato Carrisi


Lipotesi del male Longanesi, e 18,60

(6)121 5 Luca Bianchini


Io che amo solo te Mondadori, e 16

Marcello Simoni Lisola dei monaci senza nome Newton Compton, e 9,90

(5)520

(9) S 17 9 Irene Cao


Io ti sento Rizzoli, e 14,90

(12)115 11 Walter Siti


Resistere non serve a niente Rizzoli, e 17

Alessandro DAvenia Bianca come il latte, rossa come il sangue Mondadori, e 13

13 (13)514

(18)19 15 Andrea Camilleri


I racconti di Nen Melampo, e 11

(14)59 17 Federico Moccia


Quellattimo di felicit Mondadori, e 17

(-) R 8 19 Alessandro DAvenia


Cose che nessuno sa Mondadori, e13

E. L. James Cinquanta sfumature di rosso Mondadori, e 5

(5)162

Sophie Kinsella Fermate gli sposi! Mondadori, e 20

(-) N 50

(3)546 8 Dan Brown


Inferno Mondadori, e 25

(-) N 17 10 Jonathan Coe


Expo 58 Feltrinelli, e 17

(9)512 12 Clara Snchez


Il profumo delle foglie di limone Garzanti, e 9,90

(-) N 11 14 16 (14)510 Arturo Prez-Reverte Ken Follett


Il tango della Vecchia Guardia Rizzoli, e 18 Linverno del mondo. The century trilogy Mondadori, e 15

(-) R 9 18 John E. Williams


Stoner Fazi, e 17,50

Sylvia Day Nel profondo di te. The crossfire series Mondadori, e 14,90

20 (11)58

(6)159 5 E. L. James
Cinquanta sfumature di nero Mondadori, e 5

(7) S 47 7 Nicholas Sparks


La risposta nelle stelle Frassinelli, e 19,90

C. Cussler, G. Brown Uragano Longanesi, e 17,60

(10)123

(8)515 11 Isabel Allende


Amore Feltrinelli, e 12

(17)112 13 Edna OBrien


Ragazze di campagna Elliot, e 17,50

(-) N 10 15 Georges Simenon


Langioletto Adelphi, e 10

Khaled Hosseini Mille splendidi soli Piemme, e 13

17 (13)510

(12)58 19 Stephen King


Joyland Sperling & Kupfer, e 19,90

(2)58 4 6 (-) R 7 Jorge Mario Bergoglio Vittorio Sgarbi


Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta Salani, e 12,90 Nel nome del Figlio Bompiani, e 24

Piergiorgio Odifreddi Come stanno le cose Rizzoli, e 20

(-) N 6

(6)54 10 12 (12) S 4 Jorge Mario Bergoglio T. Hogg, M. Blau


Aprite la mente al vostro cuore Rizzoli, e 14 Il linguaggio segreto dei neonati Mondadori, e 11

(10)53 (13)54 16 (9)53 18 (16)53 Papa 20Francesco 14 Clarissa Pinkola Ests D. Avey, R. Broomby Massimo Recalclati
Donne che corrono coi lupi Frassinelli, e 14 Auschwitz. Ero il numero 220543 Newton Compton, e 5,90 Il complesso di Telemaco Feltrinelli, e 14 Lumen fidei LEV, e 3,50

Sam Pivnik Lultimo sopravvissuto. Una storia vera Newton Compton, e 9,90

(4)57

(5)57 7 Alexander Eben


Milioni di farfalle Mondadori, e 16

(7)56 (11)53 9 11 (8)54 13 (-) R 4 15 Ferdinando Imposimato Andrea Bempensante Beppe Severgnini Claudio Rendina
I 55 giorni che hanno cambiato lItalia Newton Compton, e 7,90 Le guide de le Iene. Droga, perch... Fivestore, e 9,90 Italiani di domani Rizzoli, e 15 I papi. Da San Pietro a papa Francesco Newton Compton, e 6,90

(15)53 17 Mauro Corona


Confessioni ultime. Con dvd Chiarelettere, e 13,90

(18)53 19 T. Colin Campbell


T. M. Campbell II The China study Macro, e 20

(2)58 (-) N 7 3 4 Benedetta Parodi Richard Koch


Mettiamoci a cucinare Rizzoli, e 9,90 facile usare il 100% del tuo cervello... Newton Compton, e 9,90

(4)55 5 Rhonda Byrne


The secret Macro, e 18,60

(5)54 6 Pierre Dukan


La dieta Dukan Sperling & Kupfer, e 16

(3)54 (-) R 3 7 8 Benedetta Parodi Allen Carr


Le fate a met e il segreto di Arla Rizzoli, e 12,50 facile smettere di fumare se sai come farlo Ewi, e 10

(6)53 9 Andrea Pirlo


(con A. Alciato) Penso quindi gioco Mondadori, e 16

(7)53 10 John P. Sloan


English al lavoro Mondadori, e 15,90

AA.VV. Il mio diario. Violetta Walt Disney, e 14,90

(2)516

(4) S 15 4 AA.VV.
Le canzoncine di Peppa Pig. Con cd audio Giunti Kids, e 9,90

Cassandra Clare Shadowhunters. Citt di ossa Mondadori, e 14,90

(-) N 15

(5)514 6 Silvia DAchille


Una gita nel bosco Giunti Kids, e 4,50

(6)513 7 Silvia DAchille


Il signor Dinosauro. Peppa Pig Giunti Kids, e 4,50

(10)113 8 Silvia DAchille


Io coloro Peppa Giunti Kids, e 3,90

Silvia DAchille La fatina dei dentini Giunti Kids, e 4,50

(-) R 13

(-) R 13 10 Suzanne Collins


La ragazza di fuoco. Hunger games Mondadori, e 13

Buddha I quattro pilastri della saggezza Newton Compton, e 0,99

(1)529

Arthur Schopenhauer Larte di ottenere ragione Newton Compton, e 0,99

(2)528

(4)527 (6)527 (5) S 28 5 6 7 Alexandre Dumas M. Tullio Cicerone Charles Darwin


La signora delle camelie

Newton Compton, e 0,99

Lamicizia. Lorigine Testo latino delle specie a fronte Newton Compton, e 0,99 Newton Compton, e 0,99

Voltaire Candido Newton Compton, e 0,99

(9)126

9 (-) R 26 Joseph Conrad


Cuore di tenebra Newton Compton, e 0,99

(8)526 10 Nathaniel Hawthorne


La lettera scarlatta Newton Compton, e 0,99

16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013

VALORI
di PAOLO MANAZZA

Tutti pazzi per la Colt di Al Capone: 75 mila euro

RRR

Il mercato dei memorabilia si divide (nelle aste) tra oggetti-feticcio e manufatti preziosi

inch la guerra verr considerata malvagia conserver il suo fascino. Quando sar vista come volgare cesser desser popolare. Per una volta Oscar Wilde ha ragione a met. C un altro modo per depotenziare i conflitti. Trasformarli in cultura. Il collezionismo darmi depoca o memorabilia militari coinvolge molte persone. Due le strade percorribili. Quella di raccogliere e conservare oggetti-feticcio, collegati ad

avvenimenti speciali nella storia. E laltra, che dogni arma enfatizza la straordinaria manifattura o le ingegnose acrobazie nellinventarla e costruirla. Un classico esempio della prima laggiudicazione, da Christies nel giugno 2011, della Colt calibro 38 di Al Capone (nella foto). Dopo una gara serrata nei rilanci passata di mano (stavolta innocuamente) per 75.656 euro. Di esempi per il secondo caso pieno il mercato. Il 26 giugno scorso Thomas del Mar, associato a Sothebys,

sempre a Londra, ha venduto un elmetto militare cinese del Settecento a 38.400 sterline, il quadruplo della stima. Stesso prezzo, nel 2006, da Christies per un bellissimo elmo tedesco del 1580-90. Intanto, venerd prossimo a Vienna, Dorotheum presenta un catalogo darmi depoca, uniformi e militaria. Ma anche Bonhams a Londra organizza aste di questo tipo. Mentre in Italia ci sono Van Morenberg a Trento e San Giorgio a Genova.
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Sguardi
Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

Scatti flessibili
di Fabrizio Villa

Il click simulato
Quando la fotografia prima di guardarla si toccava, la condivisione dei ricordi spettava alle riunioni di famiglia. Oggi, dopo rullini e camere oscure, lo spazio sempre pi delle macchine pensate per trasmettere immagini da condividere sui social network. Come la fotocamera svedese TheQ che possiede una connessione dati interna: dopo lo scatto pubblica subito su Facebook e simili. Nel mondo virtuale anche il click simulato.

Geografie Sar inaugurato nel 2017 sullHartmannswillerkopf, lungo uno dei confini pi contesi e sanguinosi dEuropa

Il museo della storia condivisa


dal nostro inviato a Parigi ELISABETTA ROSASPINA

Sul fronte dellAlsazia morirono 30 mila soldati francesi e tedeschi Qui verranno raccolte le memorie della Prima guerra mondiale

i sono molte cose che nessun museo di guerra potr mai riprodurre fedelmente. La paura, la fame, la disillusione, il freddo, la nausea, la nostalgia, le lacrime, la morte; e lodore, soprattutto. Lodore della decomposizione dei corpi dei propri commilitoni e dei nemici, a poche decine di metri di distanza, in quella soffocante immobilit forzata che si creava nelle opposte trincee durante la Grande guerra. E che non consentiva nemmeno di uscire allo scoperto il tempo necessario a seppellire i propri caduti. C qualcosa invece che il museo dellHartmannswillerkopf (in sigla Hwk, per i francesi, le Vieil Armand, il Vecchio Armando) potr ricreare, a distanza di cento anni: quella strana, misteriosa empatia che, a tratti, deve essersi formata tra due eserciti nemici, pronti al reciproco sterminio, ma in grado di comprendere e condividere le identiche sofferenze, le interminabili attese, le angosce dellincognito, tra un assalto e laltro. Due schieramenti cos vicini, a volte, da poter percepire le voci degli avversari, o il lampeggiare di un fiammifero nel solco di fronte, infestato dalla medesima famiglia di pidocchi. L, tra le alture dei Vosgi sopra Colmar, a 24 chilometri da Mulhouse, arrivato il momento di ricordare assieme quel calvario che, tra la fine del 1914 e il 1918, un nelle fauci della Mangiatrice di uomini, come fu significativamente ribattezzata la montagna, due eserciti tenaci e disperati nel contendersi un misero sperone di roccia e granito a strapiombo sulla vallata dellAlsazia. Quattro anni di un faccia a faccia fatto di cariche, di avanzate e di ritirate, con spostamenti minimi delle posizioni, soprattutto per una questione di principio. Certo, con la sua visuale sulla pianura del Reno, laltopiano era anche un punto strategico, tanto per lo stato maggiore francese quanto per quello tedesco che, sui 700 chilometri di fronte occidentale, aveva visto con incredulit i nemici incunearsi nel suo territorio attraverso la modesta vetta di 956 metri: il varco, lunico varco a ovest, attraverso il quale la guerra era arrivata dentro la Germania. Nel 1870, con la guerra franco-prussiana, quella zona dellAlto Reno era passata allimpero del Kaiser, ma nei successivi quarantanni era rimasta intrinsecamente alsaziana, con il suo dialetto, pi tedesco che francese, le sue tradizioni, il secolare legame tra vicini che si erano ritrovati di colpo separati, al di qua o al di l della frontiera. Costretti a odiarsi. Ma correva fin troppa intesa, tra i venti metri che separavano le due trincee. I superstiti raccontarono di bottiglie di acquavite fatte rotolare da un terrapieno al-

La terra contesa sulle rive del Reno

LAlsazia, oggi parte della Francia, una regione di confine bilingue sul Reno, da sempre contesa, in cui si parlano il francese e idiomi tedeschi. Appartenne al Sacro romano impero fino alla Guerra dei trentanni (1618-1648), quando fin sotto linfluenza di Parigi. Annessa alla Francia dal Re Sole nel 1681, pass alla Germania dopo la vittoria di Bismarck nella guerra franco-prussiana del 1870-71. I francesi la recuperarono in seguito al Primo conflitto mondiale. Nel 1940 Hitler la inglob nel Terzo Reich, ma gli Alleati la ripresero nel 1944.

laltro, nei pomeriggi pi freddi, o quando le nuvole basse bagnavano imparzialmente le uniformi di diversi colori. Cos i rispettivi vertici militari decisero di inviare truppe pi bellicose, e trasformarono quella prima linea nella tomba di ventimila uomini soltanto nel primo anno di guerra, almeno trentamila complessivamente. Quindicimila per parte, si usa calcolare salomonicamente sul posto. Ma secondo molti storici la bilancia della morte pende a sfavore della Francia, delleroico 152esimo reggimento, dei diavoli rossi, come li definirono impressionati gli antagonisti. Fu una delle prime volte in cui lesercito tedesco sfoder i lanciafiamme e intraprese la guerra chimica. Cento anni dopo, la ferita si rimargina anche sul piano istituzionale. La memoria sar condivisa, non ci saranno giudizi, n accuse, n rivendicazioni, n trionfalismi, nel primo museo franco-tedesco, che aprir i battenti nel 2017 sulle spalle del Vecchio Armando. Conterr cimeli, documenti, diari, lettere, foto, che confluiranno dagli archivi francesi dellHaut-Rhin e da quelli tedeschi del Baden-Wrttemberg, nei 600 metri quadri del futuro Historial bina-

zionale, al cui finanziamento di 4 milioni di euro si impegnata a contribuire anche la Germania: Il museo sar diviso in due parti annuncia Jean Klinkert, direttore dellAgenzia per lo sviluppo turistico dellAlto Reno, a Colmar . Una sala di 250 metri quadrati ospiter le esposizioni temporanee. La prima delle quali sintitoler: "Vivere in tempo di guerra nellAlta Lorena", una galleria di ritratti di francesi e tedeschi che hanno vissuto questa guerra da militari, civili, politici, medici, infermieri. Nella seconda sala, di 350 metri quadrati, sar presentata la "terra dellImpero", il Reichland. il primo lavoro sulla memoria franco-tedesco in questa parte dellAlto Reno.

RRR
Pacificazione Il ricordo del dolore: in quel luogo non ci saranno giudizi, n rivendicazioni, accuse o trionfalismi

Anche se non la prima volta che i ricordi si rincontrano, tra i vecchi fili spinati arrugginiti, i bunker di pietra, le trincee ancora aperte di quei 90 chilometri che furono scavati nel raggio di tre chilometri quadrati, insomma i resti ancora visibili del lungo pasto della Mangiatrice di uomini: Non esiste pi alcun testimone in vita di quel tempo si rammarica Kinkert. Ma in molti ricordano i reduci che, ancora all'inizio degli anni 80, venivano a rivisitare i luoghi della loro feroce giovinezza. Narravano la loro guerra ha riferito al "Journal du Dimanche" Gilbert Wagner, alla guida dellassociazione di Amici dellHwk, un gruppo di volontari che guida i visitatori negli anfratti dellHartmannswillerkopf . Cerano Hans Killian, un artigliere tedesco diventato poi chirurgo a Friburgo, e Auguste Pernaton, il poilu francese che da lui era stato fatto prigioniero, il 21 gennaio 1915. Quei due sono rimasti amici fino alla fine. Li ho visti venire a piangere qui, insieme. Lentamente, sul campo di battaglia dove si consum una delle pi pesanti carneficine della Prima guerra mondiale, sono arrivati anche i governi. Molti anni dopo i cineasti che, impressionati dalle leg-

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Nuove prospettive

La sconfitta di Napoleone duecento anni dopo

La battaglia di Lipsia finisce in un gasometro: la scommessa di Asisi


di STEFANO BUCCI
occhio dei cittadini, e degli stessi soldati, invece che quello dellartista. Magari quello di un grande maestro che in passato avrebbe potuto chiamarsi Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tintoretto. Che pi di recente avrebbe potuto essere il macchiaiolo Giovanni Fattori che avrebbe stupendamente documentato la Battaglia di Magenta o lentrata di Garibaldi a Palermo. O che, tanto per parlare al contemporaneo, avrebbe potuto invece scegliere la prospettiva orribilmente tragica adottata dai diabolici fratelli Chapman per il loro Fucking Hell: un enorme plastico a forma di svastica, costellato di trentamila raccapriccianti soldatini, destinato a narrare lorgia della violenza nazista, con un occhio allApoteosi della guerra (1871) di Vasily Vasilyevich Vereshchagin. una strada completamente diversa, dunque, quella scelta da Yadegar Asisi per narrare giusto duecento anni dopo, tutti gli orrori della Battaglia delle Nazioni combattuta tra il 16 e il 19 ottobre 1813 davanti a Lipsia: oltre seicentomila soldati impegnati, pi di novantamila tra morti e feriti, lo scontro pi grande delle

esempio di mass media capace di mettere insieme, grazie al digitale, arte, fotografia, cinema, animazione) la distruzione di una citt. Il risultato? Un enorme dipinto digitale, il pi grande nel suo genere al mondo, fatto di tante tele incollate che illustrano i vari frammenti della storia (Quando non sono soddisfatto del risultato assicura Asisi preferisco distruggere il mio lavoro, come successo nel caso dellEverest), destinato a un pubblico non pi passivo ma finalmente coinvolto nel gioco delle emozioni. Un gioco comunque di successo che ha spinto Asisi a clonare a Dresda, nel 2006, il suo modello di Panometer (inaugurato a Lipsia nel 2003) che permette ai visitatori di entrare direttamente nella storia, grazie a una passerella sospesa a mezzaria davanti alla parete circolare del vecchio gasometro.

gende fiorite sullHartmannswillerkopf e attratti dal suo fascino dantesco, lo hanno scelto come scenario di film memorabili: Qui sono stati girati La grande illusione di Jean Renoir, negli anni Trenta, e due terzi della pellicola Jules et Jim, di Franois Truffaut, negli anni Sessanta. Poco dopo, nel 1969, lassociazione degli Amici dellHwk cominci a pensare che quella Pompei della Prima guerra mondiale meritasse qualcosa di pi della cripta inaugurata in pompa magna dallallora presidente della Repubblica, Albert Lebrun, nel 1932, davanti al cimitero militare, e poi dimenticata. Visite guidate tra gallerie e trincee quasi intatte attirano ogni anno, tra linizio di maggio e la fine di ottobre, 250 mila visitatori.

Ma resta molto da fare. Il progetto si divide in tre parti. La prima stata la ristrutturazione del monumento, per 2 milioni e 300 mila euro: la cripta, con una Madonna restaurata dello scultore Antoine Bourdelle, la cattedrale sotterranea, con le tre cappelle dedicate alle tre confessioni concordatarie professate in Alsazia, cattolica, protestante ed ebraica; e lossario con i resti dei soldati francesi e tedeschi mai identificati. Gioved scorso iniziata la seconda fase: la creazione di un percorso scenografico sulla montagna, da inaugurare il 28 giugno 2014, nel centesimo anniversario dellattentato di Sarajevo. In tre lingue, inglese, francese e tedesco, e con lausilio di strumenti multimediali, saranno visibili su tablet e smartphone immagini dellepoca. Il costo dei lavori, 750 mila euro, si spiega con la necessit di sminare tutta larea. Infine, la realizzazione del museo si concluder fra quattro anni. Ma prima una grande cerimonia francotedesca fissata per l11 novembre 2015. Angela Merkel, se sar confermata cancelliera alle prossime elezioni, ha promesso di esserci. I diavoli rossi sono avvisati.
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Le immagini Sopra: linterno dellattuale monumento nazionale di Hartmannswillerkopf (in francese, Vieil Armand; foto di Christophe Meyer/Adt); sotto: un altro particolare del memoriale che fu inaugurato nel 1932. La localit che accoglie, oltre al sacrario, un cimitero, sorge su uno spuntone roccioso dei monti Vosgi in Alsazia. Nella pagina a sinistra: il monumento in unelaborazione che mostra dove si trova il luogo che, nella Prima guerra mondiale, fu teatro di battaglie in cui persero la vita circa 30 mila soldati francesi e tedeschi. Info: www.abri-memoire.org

guerre napoleoniche, una delle sconfitte decisive subite da Bonaparte imperatore a opera della Sesta coalizione che riuniva le potenze antifrancesi dellepoca. Quella di Asisi una rappresentazione emozionale, passionale e vissuta in prima persona: nel suo Panometer di Lipsia, un vecchio gasometro in rovina trasformato nel 2003 in una riedizione aggiornata dei panorama di ottocentesca memoria (il nome deriva proprio dalla fusione di panorama e gasometro), ha cos messo in scena il dolore della gente comune nella confusione della battaglia delle nazioni. Osservando la ritirata di Napoleone dal campanile della Chiesa di san Tommaso (in alto: uno scorcio dellinstallazione di Asisi e, subito sotto, un momento della Battaglia di Lipsia in una stampa ottocentesca). Yadegar Asisi (nato in Austria nel 1955, radici familiari persiane, da tempo attivo in Germania) ha gi sperimentato in passato panorami con la caduta del Muro di Berlino, la bellezza di Dresda, le meraviglie della foresta amazzonica, le nevi dellEverest, la classicit di Pergamo, i fasti della Roma imperiale. Anche in quei casi ricostruendo in scala 1:1 (alla maniera dei panorama che lui definisce il primo

Ad aggiungere suggestioni ci pensano poi una serie di suoni e luci (compresa la simulazione del ciclo giorno-notte) con scoppi e urla del dopo battaglia intercalati dai rumori della natura e dalla musica firmata dal compositore belga Eric Babak. Qualcosa di simile era accaduto a giugno nelle campagne inglesi del Suffolk, dove in occasione dellAltenburgh Festival, Maggi Hambling aveva presentato uninstallazione multimediale ispirata al War Requiem di Benjamin Britten che voleva tradurre, in musica, bombardamenti e macerie di Coventry. Per ognuna delle sue installazioni, Asisi impiega in media dai tre ai cinque anni, ricostruendo con laiuto di esperti, comparse, foto depoca, documenti, con la memoria e naturalmente con le emozioni, prima di tutte quelle personali: la passione infantile per il disegno e la prospettiva, la scoperta della tradizione dei panorama. Perch lemozione resta sempre lelemento fondamentale di tutta questa esperienza dove ognuno pu scegliere la prospettiva che preferisce. In questa ricerca appassionata lesperienza di Asisi (che, visto il successo, ha deciso di fondare una corporation per promuovere le sue gigantografie) non ha molto da invidiare, almeno nelle intenzioni, allidea della (forse) perduta Battaglia di Anghiari vista da Leonardo, al mosaico romano che rappresentava la vittoria di Alessandro Magno contro Dario III, alla Battaglia di Hastings del medievale Bayeux Tapestry, al Paolo Uccello di San Romano, alla Guernica di Picasso. Anche se forse nel suo caso viene piuttosto in mente il Bombardamento navale di Marghera dipinto (attorno al 1849) dal pittore-reporter Ippolito Caffi oggi conservato nel Museo del Risorgimento di Venezia. Oppure volendo cercare un occhio forse meno ispirato ma pi coinvolto, William Simpson, linglese che aveva raccontato in diretta la Guerra di Crimea con i suoi disegni. O pi di recente Michael Fay, lufficiale dei marines che, con il suo cavalletto, aveva scelto di descrivere ombre e fantasmi dei conflitti di Iraq e Afghanistan.
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Sushi style

Sguardi Le mostre

di Annachiara Sacchi

Le cose proibite che piacciono a D.


Giappone, 1941. D. felice. D. adora fare le cose abunai (proibite, ndr), come pap. Quel padre era Fosco Maraini. La spericolata D., la piccola Dacia. La voce narrante, sua mamma, Topazia Alliata, che di quegli anni raccolse le memorie. Cos nato La nave per Kobe Diari giapponesi di mia madre di Dacia Maraini (Rizzoli). Omaggio di una figlia a una donna colta e coraggiosa. E a una grande famiglia.

Ravenna Un centinaio di lavori raccontano il lato artistico dello scrittore e intellettuale torinese

La realt emotiva di Carlo Levi


Nei quadri si ritrovano le suggestioni di Picasso, Modigliani e degli espressionisti Ma la sua grande passione resta raccontare il mondo (anche politico) senza retorica
di SEBASTIANO GRASSO

el gennaio del 1956, Carlo Levi (1902-1975) va in India per il Congresso panasiatico degli scrittori. Frutto di questo viaggio, una serie di reportages pubblicati su La Stampa. Sono anni in cui lIndia (e cos pure altri Paesi come Russia, Per ecc.) viene scandagliata da scrittori occidentali. Un esempio di casa nostra? Viaggio in India di Alberto Moravia e Lodore dellIndia di Pier Paolo Pasolini (entrambi del 1962). Il Paese dei bramini esercita un grande fascino su Levi, sin dalla giovinezza. Una suggestione nata probabilmente dalla lettura del libro DallIndia (1913) di Hermann Hesse, che vi si era recato nel 1911, assieme allamico pittore Hans Sturzenegger. Gi nel 1929, lartista piemontese vi dedica una serie di monotipi. Uno di essi, India 24, di grande bellezza, con una folata picassiana, fa parte della rassegna ravennate di 100 fra dipinti, monotipi e sculture, intitolata Carlo Levi. Il volto del Novecento, a cura di Silvana Costa. Si va dalla Natura morta con teschio (1922) a Carrubo Donna (1974). In mostra anche sette autoritratti, paesaggi italiani e francesi, nudi di donne,

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Lappuntamento Carlo Levi. Il volto del Novecento, Ravenna, Palazzo de Andr, (Viale Europa 1), a cura di Silvana Costa, fino al 16 settembre (Info Tel 335 81 51 821; info@ilcerbero.it). Ingresso gratuito. Orario: tutti i giorni, 19.00-23.30 Le immagini Qui sopra: Carlo Levi nel suo studio davanti al ritratto di Danilo Dolci (1956); a destra: India 24 (1929) La curiosit Fino al 29 settembre alla Arte Paolo Maffei di Padova (www. artepaolomaffei.it) sono esposti i Disegni della cecit realizzati da Levi nel 1973 dopo un intervento che lo aveva privato della vista episodi di guerra (La Fucilazione, 1944), e ventuno monotipi (Pietro Micca, 1938) dedicati al soldato sabaudo che, nel 1706, a Torino, ferma lavanzata dei francesi facendo esplodere un barilotto di polvere in una galleria, rimettendoci la vita. Lavori, questi, collegati al film omonimo di Aldo Vergaro (Roma, 1938), sceneggiato dallo stesso Levi, andato distrutto, a parte cinque minuti di proiezione, conservati al Museo nazionale del cinema di Torino. Esposti, inoltre, un buon numero di ritratti: da Garosci a De Pisis, da Leone Ginzburg a Cagli, da Pavese ad Antonello Trombadori, a Fosco Maraini, Dolci, Calvino. Ritratti che offrivano a Levi lopportunit di indagare i soggetti resi con stili diversi. Ma non importa quanto lartista debba a Casorati o a Kokoschka, a Soutine o a Seurat, a Modigliani oppure ai fauves, agli espressionisti. Cos come non importa verificare la sua adesione al Gruppo

dei Sei di Torino, con Menzio, Galante, Paulucci, Chessa e la Boswell, proprio quando Lionello Venturi predicava loro di svincolarsi dalla tradizione italiana malata di sarfattiana mediterraneit, per guardare alla Francia. Altri metri di giudizio? Nel caso di Levi bisogna farne a meno. Diversamente, si rischia di incappare nella stessa querelle fra Carlo Ludovico Ragghianti e Fortunato Bellonzi. Il primo sosteneva che si poteva tranquillamente fare il giro della pittura contemporanea, ma alla fine bisognava riconoscere che i quadri di Levi non erano soggetti ad alcuna retorica, a koin linguistica, a passaggi occasionali del gusto, mentre Bellonzi osservava che Levi non era un pittore che anche scrive, ma uno scrittore che anche dipinge. Questo avveniva negli anni Quaranta e non che, dopo, le cose siano andate meglio. Alcuni critici che, dal 1920 al 1945 circa, sostengono Levi come pittore, dopo il 1950 parlano di stanchezza, di rifacimenti, ecc. ecc. Ma, si ripete, occorre valutare Levi con parametri di giudizio diversi. Levi inizia a dipingere verso i dodici anni. Paesaggi. Il ritratto dun mattino dellinfanzia annota anni dopo ; linfanzia pura, non ancora simbolica e adolescente. Quindi, la scrittura. Il primo articolo, nel 1922, sulla Rivoluzione Liberale di Piero Gobetti. Poi viene la Quadriennale di Torino, nel 1923, landata a Parigi, la Biennale di Venezia del 1924 (lo stesso anno della laurea in Medicina; alla manifestazione lagunare torner nel 26, 30, 32, 48 e 54 con una sala personale), sino al confino in Lucania (dal luglio 1935 al maggio 1936) che gli ispira, fra laltro, il celebre libro Cristo si fermato a Eboli. Militante del movimento Giustizia e Libert, amico di Gobetti, Pavese, Gramsci, Einaudi e Noventa, Levi ritrae la gente che gli sta attorno e la trasfigura, ingigantendola, conferendole quella monumentalit tipica della Scuola romana. Levi si orienta verso una pittura in cui c s ladesione alla realt (lastratto non gli congeniale: svincolato dalluomo, dice), ma che egli trasforma, stemperandola, in un cromatismo dominato dallemozione, dai sentimenti. Dipingere e scrivere sono un tuttuno. Dai suoi inizi, scrive Jean-Paul Sartre, Levi ci ha posto, sempre, contemporaneamente su due piani, quello della Storia e quelle delle sue storie, che si specchiano luno nellaltro. Occorre, per questo molta arte e molta semplicit, molta malizia e una sorta di innocenza. Coraggio, anche: quello di rifiutare tutti i realismi in nome della realt.
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Allestimento Rigore scientifico Catalogo

Calendario

a cura di CHIARA PAGANI

BARD (Aosta)
Istantanee di storia La prima collettiva in Italia dei fotografi dellagenzia Magnum: settanta anni di storia attraverso scatti indimenticabili, dallo sbarco in Normandia di Robert Capa all11 settembre di Thomas Hoepker (sopra: Marc Riboud, Eiffel tower painter, 1953, particolare). Attraverso i provini il visitatore comprende la scelta dello scatto da parte del fotografo. Forte di Bard Fino al 10 novembre Tel 0125 83 38 11

MONZA
Capolavori salvati La mostra presenta cento opere di artisti italiani, da Lucio Fontana (nella foto: Concetto spaziale, 1960) a Fausto Melotti, da Giacomo Manz a Bruno Munari. Dopo la Triennale di Milano i capolavori del MaGa (Museo darte di Gallarate), danneggiato dallincendio del febbraio scorso, arrivano a Monza per sostenere il museo in attesa della riapertura. Serrone della Villa Reale Fino al 6 gennaio 2014 Tel 039 39 46 42 13

ROMA
Ritratti per una citt Dalle vedute suggestive della citt alle immagini malinconiche della campagna: esposte le opere in cui i vedutisti inglesi hanno ritratto la citt eterna tra XVIII e XIX secolo. Presenti disegni ad acquatinta di Richard Cooper, vedute del pittore e incisore inglese Arthur John Strutt (sopra: Via Appia al IV miglio, 1862), litografie di Edward Lear e schizzi di John Ruskin. Museo di Roma Palazzo Braschi Fino al 15 settembre Tel 06 06 08

PALERMO
Svelare larte nascosta Un percorso espositivo che vuole innanzitutto portare alla luce i tesori nascosti nel deposito del museo, vero cuore pulsante di molte altre gallerie palermitane. Le opere scelte ripercorrono cos la storia dellarte dell'Ottocento e del Novecento attraverso sezioni tematiche e spaziano dal Neoclassicismo fino al Liberty (sopra: Giacomo Favretto, Il cardellino, 1884-1885, particolare). Galleria darte moderna Fino al 22 settembre Tel 091 84 31 605

BRUXELLES
Non solo nature morte Il museo belga rende omaggio al pittore italiano Giorgio Morandi (1890-1964) che seppe fondere la tradizione italiana, da Giotto in avanti, con la lezione francese di Seurat e Czanne. Fanno parte della retrospettiva un centinaio di opere, dagli oli su tela ai disegni, che spaziano dai soggetti pi ricorrenti (sopra: Natura morta, 1936) fino ai paesaggi emiliani. Bozar Palais des Beaux-Arts Fino al 22 settembre Tel +32 2 507 82 00

MADRID
Un impressionista da scoprire Czanne lo definiva umile e colossale; infatti Camille Pissarro (1830-1903) fu fondamentale per il successo degli impressionisti, ma poco conosciuto, poich il suo successo fu eclissato da quello dellamico Monet. La mostra si concentra sui paesaggi dei luoghi dove il pittore visse, ordinati in modo cronologico (sopra: Boschi di Marly, 1871). Museo Thyssen-Bornemisza Fino al 15 settembre Tel +34 902 76 05 11

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Incanti

Sguardi Propaganda

di Ranieri Polese

Il tango dei libri da edicola di stazione


La protagonista del Tango della Vecchia Guardia di Prez-Reverte legge molti libri. Eccoli: 1928, sul transatlantico per Buenos Aires, I quattro cavalieri dellApocalisse di Blasco-Ibnez e Il velo dipinto di Maugham. 1966, a Sorrento, Lettere da Capri di Soldati, Alla ricerca di Baron Corvo di A. J. A. Symons e i romanzi polizieschi di Eric Ambler. Ma perch degli Ambler si dice che sanno di edicola da stazione?

Simboli Alla Galleria dellAccademia unesposizione sulluso dellimmagine nella citt dei Medici

Firenze, tutto il potere al Giglio


Il David di Donatello, gli appesi di Andrea del Sarto, la Giustizia di Andrea Pisano: la rappresentazione del buono e del cattivo governo tra Medioevo e Rinascimento
di ARTURO CARLO QUINTAVALLE

Da sinistra: Biagio dAntonio Tucci (1446-1516 circa), Allegoria della Giustizia (tempera su tavola, 1470-1475 circa); Vangeli rilegati con decori a pastiglia utilizzati per il giuramento dei Priori (XIV-XVI secolo); Andrea del Sarto (1486-1530), Studio per figura maschile appesa per un piede (disegno a matita rossa su carta bianca, febbraio-marzo 1530)

a citt, quella che noi viviamo, un sistema di segni: quelli stradali, quelli delle pubblicit, quelli degli edifici del potere. Ma cercare di ricostruire il senso di Firenze fra 300 e 400, scavando nel significato delle immagini e nel loro trasformarsi nel tempo, unimpresa difficile, che Monica Donato ha portato avanti negli anni e che, adesso, con finezza, propone in mostra (Dal Giglio al David, Firenze, Galleria dellAccademia, fino all8 dicembre, catalogo Giunti, www.unannodarte.it) attraverso una novantina di pezzi attentamente schedati. Da che segni cominciare per capire? Due leoni di pietra (1381), che vengono dalla Loggia della Signoria, hanno fra le zampe uno un maiale laltro un bove, il maiale lImpero (Firenze adesso guelfa), l'altro rappresenta l'eresia. Politica, dunque, ma insieme ortodossia. La citt prima di tutto ricchezza e carit: in due splendide miniature dello Specchio Umano di Domenico Benzi (1335-1347), un registro dei prezzi dei cereali, si contrappongono due storie, da una parte Siena che caccia i poveri durante la carestia, dallaltra Firenze che li accoglie. Le immagini delle due citt sono un sistema

simbolico: Firenze con le mura, il Palazzo Pubblico, le torri e il Battistero, Siena con le mura, il Duomo e ancora le torri. La citt inventa presto un suo segno, il fiorino doro, coniato nel 1252, che diventer presto moneta di scambio a livello europeo: sulla moneta da una parte il giglio, dallaltra San Giovanni. E un San Giovanni raffinato e smagrito, dipinto attorno al 1315-20, torna anche nella legatura del Constitutum artis Monetariorum che si ritrova in mostra a confronto con la Gabella di Siena dipinta nel 1344 da Ambrogio Lorenzetti. Certo, Ambrogio ha rappresentato a Siena, in Palazzo Pubblico, il Buono e Cattivo Governo, ma Firenze doveva avere modelli analoghi visto che Giotto, a Padova, agli Scrovegni, nel 1306, raffigura gli effetti della amministrazione della citt sotto le immagini della Giustizia e della Ingiustizia. Nel Libro del chiodo (1276-1369) sono registrati a Firenze i bandi comminati ai guelfi e ai ghibellini e quei bandi danno senso a precise immagini. Cos Andrea Pisano non a caso scolpisce la Giustizia (1335) alla base del campanile di Giotto a fianco del Duomo. E Bernardo Daddi, nella croce del Poldi Pezzoli (1335-40), mostra da una parte il

Cristo, la Madonna e San Giovannino ma, dietro, ci sono tre santi cui stata tagliata la testa, questa infatti era la croce che si faceva baciare ai condannati prima dellesecuzione. Una giustizia dura che vuole rappresentarsi per via di immagini: due disegni di Andrea del Sarto, con figure appese per un piede, ci raccontano unaltra storia, quella degli esiliati, dei traditori. Dopo la congiura dei Pazzi (nella quale assassinato Giuliano dei Medici), Botticelli dipinge sopra la Porta della Dogana, dietro Palazzo Vecchio, degli impiccati, quelli che erano stati appesi alle finestre del Palazzo della Signoria; ma due sono sfuggiti alla cattura e quindi vengono rappresentati appesi per un piede. Le pitture sono distrutte nel 1494 ma Filippino Lippi, poco prima, trae da queste un disegno, ora al Louvre. Quanto ad Andrea del Sarto e ai suoi due disegni di appesi la storia divertente: Andrea schizza a sanguigna le figure tra febbraio e marzo 1530, siamo in clima ancora repubblicano, i Medici sono stati cacciati nel 1527, ma Carlo V vicino e tre capitani del popolo tradiscono: si chiede ad Andrea la damnatio memoriae dei traditori ma il pittore capisce che rischioso esporsi, cos si nasconde coprendo limpalcatura sul Palazzo della Magistratura e, pur eseguendo lui i dipinti, li fa prudentemente pagare a un allievo. La Giustizia si comunica dunque per immagini, per questo la Incredulit di San Tommaso il tema prescelto per le sedi del tribunale, infatti chi giudica deve toccar con mano il vero, come lapostolo; qui, fra i molti pezzi, il raro modello in terracotta di Luca della Robbia (1463-66) forse apprestato per il gruppo di Orsanmichele. La citt densa di simboli e lErcole che abbatte Caco di Andrea Pisano (1335-37), segno della libert cittadina, viene evocato da Lorenzo de Medici nel Palazzo di Via Larga facendo dipingere a Pollaiolo tre grandi quadri con storie delleroe (1460) purtroppo perduti ma, in mostra, echeggiati nellErcole che strozza lIdra (1470) degli Uffizi. I David di Donatello, il vestito e il nudo, sono il segno della fortezza, come poi quello di Michelangelo. Ma la citt, lo si visto, se bene amministrata e prospera, chiede anche altri simboli e cos, proprio sulla piazza del Mercato Vecchio di Firenze, su un'alta colonna, viene eretta la statua della Dovizia di Donatello (1430). La piazza stata distrutta, la statua perduta, ma la memoria della antica ricchezza deve essere tramandata: cos ecco le riprese della scultura nel 400 e nel 700, da Giovanni Battista Foggini. Firenze come civile luogo della Giustizia, della Indipendenza, certo. Ma anche dellAbbondanza.
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Percorsi
Storie, date, biografie, reportage, inchieste Teatro Roberta Torre dirige una compagnia instabile nata da unidea folle

Riccardo III ansioso e parla in siciliano


Successo del primo cast misto (malati e non) Insieme sul palco anche il disagio mentale
dal nostro inviato a Palermo MARIA ROSARIA SPADACCINO
asterebbe la scena finale di Insanamente Riccardo III, lalchemico respiro collettivo degli attori che per osmosi supera il palcoscenico, si avvicina minacciosamente al pubblico e diventa il palpitare della stessa platea per giustificare lintero spettacolo. Lapoteosi conclusiva chiude il caos il delirio del regnante shakesperiano e dei sudditi bramosi di potere ma non ferma lemozione, restituisce il senso a chi ne avesse bisogno , senza per appagare. La frenesia compulsiva di Insanamente Riccardo III lascia il desiderio di s e il dubbio: ma allora siamo tutti Riccardo III?. Roberta Torre, regista milanese da anni trapiantata a Palermo, rivelatasi nel 97 con Tano da morire, insinua la domanda, turba il pubblico usando venti attori pazienti e cinque attori impazienti. Trasformando il disagio, il disturbo della mente, in materiale prezioso con cui lavorare, con gli scarti si possono creare capolavori. Gli attori pazienti sono malati psichiatrici, in cura presso il centro diurno Casa del sole dellAsp6 (azienda sanitaria di Palermo), gli altri sono professionisti, artisti molto fisici, che frequentano poco la prosa e la parola spiega la regista . Ho lavorato con tutti allo stesso modo, senza alcuna remora o ipocrita delicatezza. Lunica differenza lho riscontrata nella fisicit. I pazienti hanno corpi poco usati, guardati, strapazzati, quindi mi sono focalizzata molto sulla riappropriazione del corpo. Gli attori veri spesso sono impazienti, gli altri alla loro prima esperienza teatrale hanno dimostrato il desiderio spasmodico di darsi, con enorme generosit. Come Emanuele Di Pace Riccardo III 39 anni, anglo-palermitano che sfoggia vere attitudini artistiche: recitando il monologo di Shakespeare in siciliano. Soffro di ansie, di fobie di ogni tipo racconta Emanuele-Riccardo III la mia vita ne stata condizionata, non ho mai lavorato davvero, non sono riuscito a diplomarmi. Recitando ho scoperto che riesco a guardare le persone negli occhi. Ho tirato fuori la rabbia, la frustrazione. Non sono pi solo ora davanti allo specchio, qualcuno mi guarda e io stesso guardo gli altri senza pi timore. Nella tragedia suo padre Giovanni Meldola, psichiatra (il suo) dellAsp6, a cui Torre ha ritagliato una parte. Durante le prove sono stati trattati da attori, non da malati, e i risultati sono stati notevoli, ora sono pi propositivi, determinati. Dominano lansia, hanno meno paura di esporsi al mondo. Roberta non ha fatto riabilitazione, ha fatto la regista, ha ignorato lo "stigma". Io sono stato sempre con loro per sostenerli, avevo con me dei farmaci se ne avessero avuto bisogno durante le rappresentazioni o le prove, non li ho mai usati. stato sufficiente il supporto umano.

Il pamphlet di de Botton e Armstrong

Ma larte non mai un esercizio appagante


di VINCENZO TRIONE

arte, una forma di terapia? Intorno a questa domanda ruota il nuovo pamphlet del filosofo-divulgatore-aspirante santone Alain de Botton e dello storico dellarte John Armstrong, Art as Therapy (in uscita da Phaidon e, a novembre, da Guanda). Vi si sostiene una tesi provocatoria e, insieme, seduttiva: larte sarebbe uno straordinario strumento per conoscerci meglio, addirittura per vivere meglio. Non servono preparazioni specifiche. Occorre portarsi al di l delle idee precostituite, delle sovrastrutture interpretative e delle contestualizzazioni storiche. Solo cos potremo imparare ad ammirare i quadri come proiezioni di unaspirazione alla felicit: dellartista prima e del fruitore poi. De Botton e Armstrong si interrogano su un nodo decisivo della modernit: il nesso arte-anima. Ma il loro discorso, come emerso dalle anticipazioni del libro, rischia di apparire semplificativo e riduttivo. Troppo lineare. Troppo edificante. Essi propongono una lettura debole. Sembrano muoversi in una prospettiva impressionistico-spiritualistica, situando i capolavori della storia dellarte in unottica New Age. Davvero larte si offre essenzialmente come spazio edonistico e appagante? In rari momenti accaduto. Nella maggior parte dei casi da Leonardo a Lucian Freud la pittura non si d affatto come mezzo attraverso il quale ci si pu curare. Non pu essere concepita come una pur originale forma di terapia: ove, con questo termine, si allude a un processo interpersonale, consapevole e pianificato, rivolto a intervenire su disturbi del comportamento e su situazioni di sofferenza, grazie a un armamentario verbale e anche non verbale, con lintento di ridurre i sintomi e di normalizzare le alterazioni della personalit. Piuttosto, larte potrebbe essere considerata come uno specchio inclinato, nel quale si riflettono ansie, inquietudini, tormenti: ci che sta dietro i nostri gesti quotidiani. Un luogo testimoniale. Che esprime e pronuncia in maniera prodigiosa limprevisto affiorare del perturbante, inteso, freudianamente, come dimensione dello spavento e dellinsolito: quel che sopraggiunge a nostra insaputa, generando terrore, un qualcosa che avrebbe dovuto rimanere nascosto e che affiorato. Iscrivendosi in una lunga tradizione da Leonardo a Caravaggio, da Sofonisba Anguissola a Gricault molti protagonisti delle avanguardie del XX secolo compiono un avventuroso e incerto viaggio verso il profondo. Abitano linconscio. Perlustrano il discontinuo mondo dellinteriorit. Raffigurano linvisibile. Le loro opere sono come finestre dellanima. Luomo scriveva Artaud soltanto un blocco opaco, / mosso dal represso, / dal rimosso / e dal non rivelato. Per lambire i territori del non rivelato, Boccioni e de Chirico, Dix e Ernst, de Kooning e Dubuffet, Fautrier e la Bourgeois sperimentano anamorfosi. Pollock e Basquiat, invece, assemblano grafie impazzite e deliranti, suggerendo involontari esercizi di psicoanalisi poetica. Per coglierne il senso, potremmo ritornare a una pagina di Jung, il quale, in Tipi psicologici, aveva descritto lo stile astratto come una spietata radiografia del male di vivere. Lastrattista, secondo Jung, nega la volont di vivere. E mette in scena lirrappresentabile. Che in noi.
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Leffetto terapeutico sugli attori-pazienti che ha suscitato lattenzione degli psichiatri palermitani (alcuni mi hanno chiesto di far entrare nella compagnia i loro malati), non interessa la regista: Io non faccio teatro sociale, la funzione terapeutica non mi riguarda, se non avessi raggiunto un risultato artistico di livello alto avrei smesso di lavorare con loro, che poi sia accaduto ben venga, ma non era nelle mie intenzioni. Questo il primo esperimento italiano di compagnia mista, e si avvia a diventare una vera realt culturale, una compagnia Instabile nata da unidea folle, quella di immettere accanto a veri attori un gruppo di pazienti, che potranno anche cambiare durante i prossimi lavori. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia della Torre, stato un successo in questi mesi a Palermo, nato come laboratorio nella sala Perriera dei cantieri culturali della Zisa, si trasferito al teatro Garibaldi (spazio recuperato da un gruppo di lavoratori dello spettacolo allinizio di questanno), per cinque repliche da tutto esaurito. Sono legata a quel teatro, negli anni 90 ho visto grandi Shakespeare di Cecchi, racconta Torre. E continuo il mio lavoro di governo del caos, in fondo cos unopera darte se non sistemazione del caos? Ci prepariamo a realizzare anche Insanamente Macbeth, interpretato sempre da una compagnia mista pazienti-impazienti. In autunno linsano Riccardo III sar a Milano, il 2 novembre al Teatro Studio per lEdge Festival, e sar rappresentato anche in altri teatri della Lombardia. Non sar facile muovere questa compagnia spiega Torre perch un lavoro che prevede trenta persone in scena e venti fuori. La complessit nasce dagli attori: molti soffrono di fobie, psicosi, tali da rendere non semplici gli spostamenti in aereo o in treno. Io voglio continuare a recitare, andr ovunque dice Salouia Hamidi, 37

RRR
Parola di regista Leffetto curativo non mi riguarda, se non avessi raggiunto un risultato di alto livello avrei smesso. Anche se la tourne non sar facile

anni, italo-tunisina voglio dimenticare i miei problemi. Salouia ha un fisico pi che burroso, durante lo spettacolo danza con la leggerezza di una ballerina professionista, si avvicina al pubblico soave, quasi lo accarezza, come untoile. La spiegazione a tanto slancio la offre Gerardo Scalici, 50 anni in arte Clarence che si definisce, paziente borderline, ansioso con forti scariche di adrenalina. Fornisce la sua profonda verit in poche parole: Una cosa stare chiusi dentro a rimuginare, unaltra cosa incontrarsi, discutere, parlare della rappresentazione: questa vita. Una delle principesse del regno di Riccardo III Giuditta Jesu, 34 anni, attrice professionista con un passato televisivo. Lei tra gli impazienti, ma rifiuta la distinzione. Siamo una compagnia di attori che ha lavorato bene ottenendo grandi risultati, anche io sono arrivata a inviare il mio curriculum su suggerimento del mio psicoanalista, stavo vivendo un momento di malessere, di chiusura. Ora grazie a questo lavoro sono di nuovo al centro di me. Il Riccardo III solo un pretesto per raccontare la mostruosit del potere e dellessere umano che ne subisce il riverbero. Struttura portante della drammaturgia la musica di Enrico Melozzi, compositore e sperimentatore di strumenti, da lui stesso creati. Suona il violoncello, seminascosto in un palco, improvvisando, guidato dalla regista attraverso una radio cuffia. La musica detta i tempi: incalza, prolunga o ferma. Sostituisce le parole, diventa protagonista del rituale che va in scena spiega il compositore pu essere modificata a seconda del comportamento del pubblico o degli attori. Il ritmo guida fortemente la regina aliena, una drag queen con smanie di regno, un personaggio fuori contesto umano e storico, che deve creare scompiglio visivo e umorale, spiega Antonio Fester Nuccio, lattore che la interpreta. Il travaso tra la follia e la normalit si compie, il vaso comunicante funziona quando il pubblico inizia a chiedersi chi siano i veri pazzi. Molti indicano convinti lo psicoanalista e me. Sento i loro commenti quando mi avvicino, racconta lattore professionista Rocco Castrocielo. La risposta arriva dal re: Visto da vicino nessuno normale, urla Riccardo III al pubblico, ormai completamente parte del caos collettivo. La frase non di Shakespeare, ma di Franco Basaglia.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

Post it
di Stefano Righi

La Via del Monte di Umberto Saba


C una targa a due passi dal traffico di corso Italia, a Trieste, per ricordare che quella che inizia l e sale fino a San Giusto ancora la Via del Monte di Umberto Saba. La citt, dove son tristezze molte, ma anche bellezze di cielo e di contrada, in quellerta ospitava la vecchia sinagoga e il cimitero ebraico. La vita del poeta e di una Trieste che ancora, da l, domina il mare con le navi e il promontorio.

Tecniche terapeutiche

Il lavoro sulle emozioni per riabilitare il corpo

La danza, la musica (e i giochi con gli asini) per aiutare i pazienti


di PAOLA DAMICO
urales dipinti sulle facciate il sangue del nostro cuore. Era il di palazzine che un tempo 1885. Ventanni dopo sarebbe diventato priospitarono i malati psichia- mario allospedale psichiatrico di Zurigo, trici; e poi una galleria di Carl Gustav Jung, grande innovatore, che quadri, dove le firme dauto- vedeva nellinconscio il serbatoio di tutte ri famosi si mescolano a quelle di gente co- le risorse di guarigione e sosteneva che mune, tutti ex pazienti. Linsieme di queste larte fosse la via regia per accedervi. opere il Mapp, oggi museo darte a tutti Una ripresa dellantica tradizione greca, di gli effetti, nato nellex ospedale psichiatri- cui era profondo conoscitore, che utilizzaco Paolo Pini, che rimane la rappresenta- va il teatro e la musica per favorire la catarzione pi evidente dellarte-terapia intro- si collettiva. dotta trentanni fa dagli stessi medici della Oggi le neuroscienze gli danno ragione. mente incaricati di smantellare il grande Hanno dimostrato che le nostre emozioni manicomio alla periferia di Milano. Il Pao- guidano i comportamenti pi della razionalo Pini era arrivato negli anni Sessanta a lit sintetizza la psichiatra e criminoloospitare 1.200 matti. E Antonio Guerrini, ga Erica Poli, che lavora con una allieva di psichiatra, fu lartefice delluna e dellaltra Maria Fox, Federica Varone . Hanno seoperazione. Il linguaggio del corpo stato de nel sistema limbico sottocorticale che per lui uno strumento prezioso in pi per non riconosce le parole ma il linguaggio riagganciare nel mondo i pazienti psi- del corpo. Se vuoi curare un trauma e non chiatrici, per riattivarli. E lo tuttora. Da passi da qui, non curerai il nocciolo pi dudieci anni, da quando ha lasciato le corsie ro del trauma. Tutte le terapie che, invece, degli ospedali, infatti, coordina lex Piano passano per il corpo sono in grado oltre urbano per la salute mentale (esperimento che di modificare i traumi anche di sviluptutto milanese) e dice: Uso come palcosce- pare larea corticale della corteccia prefronnico per i miei matti la citt intera, bar, teatri, cinema, campi da calcio. Cominciato come un esperimento, il progetto di far cadere due barriere (la paura che i matti hanno del mondo e la paura che il mondo ha di loro) diventato quotidianit. Facciamo fare loro le cose che facciamo tutti, inclusi danzare, suonare, giocare a calcio, fare teatro. Larte-danza-musico-terapia , spiega, un grande strumento di riabilita- La psicologa Beatrice Garzotto con Oscar (foto di Nicola Vaglia) zione. A noi pu dare emozione calcare un palcoscenico o danza- tale, la stessa che si sviluppa in chi fa medire o suonare o andare a teatro? Perch non tazione o prega e che permette funzioni sudovrebbe essere lo stesso per loro?. periori, fino al raggiungimento di uno staLavorare sulle emozioni per riabilitare to di benessere pieno e incondizionato. un corpo disabile ma anche una mente di- Scienza e arte, filosofie antiche del benessesabile lesperienza che Maria Fox, balleri- re e medicina, si fondono. na e coreografa argentina la mamma Larte-danza-musico-terapia si basa sul della danzaterapia per cinquantanni ha recupero della parte sana dellindividuo portato nel mondo. Lei, che psichiatra non per scoprire, attraverso il movimento e la era, cap comera pi facile e immediata la musica, le risorse che esistono in ognuno comunicazione attraverso il corpo anche di noi. Un movimento totale del corpo coin quelle psicosi o nei ritardi mentali che me la danza migliora le funzioni di molti non consentono una via dialettica. Quan- sistemi fisiologici. Creare arte, visualizzardo balliamo - scrisse non esprimiamo la, e parlarne fornisce alle persone lopporsolo la bellezza, ma la rabbia, langoscia, il tunit di far fronte a conflitti emotivi, audolore. Sono unartista che ha trovato non mentare la consapevolezza di s ed espriuna cura ma un metodo che cambia la gen- mere le preoccupazioni inespresse e speste mediante il movimento. E non c cura so inconsce della loro malattia, conclude senza cambiamento. Poli. Queste terapie che attingono allarte e La psichiatria ufficiale, per anni, ha guar- integrano le terapie convenzionali, in sodato con sospetto se non ignorato questo stanza, ci riconnettono allemisfero del cerapproccio umanistico. Eppure per convin- vello (il destro), che sede della creativit, cersi che dentro a ognuno c un potenzia- della fantasia, dellintuizione, delle percele autorigenerativo che va semplicemente zioni sensoriali. stimolato e che larte permette unespres lo stesso binario entro cui si muove da sione diretta, spontanea, arcaica e istintiva qualche anno e con sempre migliori risultache non mediata dalla ragione, come ti la psicologia assistita con animali. Il setspiegano i suoi sostenitori, basta rileggere ting terapeutico nel nostro caso si sposta ci che scrisse Edvard Munch nel suo dia- da una stanza a un prato racconta Beatririo dopo aver dipinto lUrlo, icona delle an- ce Garzotto, laurea in Psicologia generale sie collettive: Io avverto un profondo sen- sperimentale a Padova e perfezionamento so di malessere, che non saprei descrivere in Colorado . Il contatto con lanimale a parole, ma che invece so benissimo dipin- istintivo. Cavalli e asini codificano immegere. Il pittore norvegese, precursore del- diatamente le tue emozioni: sono prede e lEspressionismo, aveva studiato le teorie devono capire in fretta se il caso di scapsulla psiche di Freud ed era convinto non pare o se possono fidarsi. La comunicaziosolo che la pittura lavesse aiutato a guarda- ne ben diversa dalla nostra, spesso ambire dentro se stesso ma anche che fosse un valente, ambigua e nevrotica. Gli animali mezzo per esprimere le emozioni ed non lasciano spazio alle ambiguit. espiare i propri dolori. Larte scriveva RIPRODUZIONE RISERVATA

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Lopera Ispirato al testo di William Shakespeare, Insanamente Riccardo III interpretato da venti attori pazienti psichiatrici e cinque professionisti. Dopo il debutto a Palermo, sar in scena il 2 novembre al Teatro Studio del Piccolo di Milano per Edge Festival, in seguito sar replicato nella regione con il circuito teatrale Scena Aperta Lartista La regia di Roberta Torre: milanese trapianta a Palermo, nel 97 con Tano da morire vince due David di Donatello e tre Nastri dArgento; gira negli anni successivi Sud Side Stori; Angela, selezionato al Sundance Film Festival e premiato al Tokyo Film Festival; nel 2006 Mare Nero in concorso a Cannes e Locarno. Nel 2010 dirige I baci mai dati selezionato a Venezia e al Sundance Festival. Nel 2010 firma la regia de La ciociara al Teatro Bellini di Napoli. Nel 2012 debutta con Uccelli di Aristofane per la stagione del teatro greco di Siracusa: vince il premio Ombra di Dioniso Le immagini Le foto di scena pubblicate in questa pagina sono di Paolo Galletta, 36 anni, di Messina, ritrattista di artisti jazz come Omar Sosa, Paolo Fresu, Enrico Rava, Wayne Shorter. Collaboratore di Torre per il cinema e il teatro, ha vinto nel 2012 il premio I beni invisibili della fondazione Telecom Italia. A sinistra: Lucian Freud, Benefits Supervisor Sleeping, tela andata allasta da Christies nel 2008 per 33,6 milioni di dollari (Reuters)

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

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Percorsi Compositori Il Leone doro alla Biennale


Venezia, 4-13 ottobre

Concerto per elicotteri: apre un festival giovane


Tre spettacoli al giorno per un totale di trentatr concerti. la Biennale Musica: dal 4 al 13 ottobre a Venezia. La 57 edizione del Festival internazionale di musica contemporanea ha per titolo Altra voce, altro spazio; propone opere di ottantuno compositori, la met trenta-quarantenni. Nel cartellone, programmato dal direttore Ivan Fedele, trenta prime mondiali. Lapertura, il 4, con Helicopter String Quartet (1995), composizione di Karlheinz Stockhausen eseguita soltanto tre volte: gli interpreti dellArditti Quartet suoneranno nelle cabine di quattro elicotteri a 1.500 metri di quota; la performance sar seguita dal pubblico nella Sala Grande del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia, ore 15). La stessa sera, al Teatro delle Tese (ore 20) la compositrice Sofija Gubajdulina ricever il Leone doro alla carriera mentre la Fondazione SpinolaBanna per lArte sar premiata con il Leone dargento. Biennale Musica propone un tributo a Luciano Berio, a dieci anni dalla scomparsa, con un excursus nella sua ricerca musicale. Info: www.labiennale.org.

Sofija Gubajdulina
Sofija Gubajdulina (1931) vive ad Appen, in Germania. A destra, dallalto: L. Brenev (1906-82), M. Gorbaciov (1931), D. ostakovic (1906-75) e J. S. Bach (1685-1750)

Musica sulla cattiva strada


di GIUSEPPINA MANIN

Fedi religiose ed eresie politiche Suonare vita, in Russia non si pu


dei nomi pi singolari del Novecento musicale, nata a Cistopol, cittadina sul Volga della Repubblica del Tatarstan, e che il 4 ottobre verr decorata dalla Biennale Musica di Venezia con il Leone doro alla carriera. Prima donna a conquistarlo. Per meriti darte e anche di vita. Perch la musica non stata per lei solo una forma di espressione creativa, ma anche di resistenza umana a un potere ostile a ogni forma di espressione non in linea con le sue direttive. Musica e vita per me sono sempre andate di pari passo, intrecciate in modo inestricabile. La musica e larte in generale fanno parte dello spirito, strettamente legate allanima, non solo la mia, ma quella della natura e delluniverso intero. Idee poco conformi a quel materialismo storico in voga in Unione Sovietica, quando la religione era bandita dallo Stato, ogni pulsione spirituale guardata con sospetto, ogni tentativo di fare musica fuori da schemi celebrativi e convenzionali ferocemente represso. stato cos sotto Stalin e poi sotto Krusciov e sotto Brenev... Dei primi due ormai sono rimaste solo labili tracce nella mia memoria. Quanto a Brenev, quel che ricordo vorrei tanto poterlo cancellare del tutto. di cedere a compromessi estetici e linguistici. Essere donna non mai stato un problema. Io non sono stata discriminata in quanto tale, ma per le mie idee. In Urss potevi diventare un compositore solo se accettavi lideologia del regime. Ma mai io avrei messo la mia arte al servizio dello Stato. A sostenerla nei difficili esordi fu Dmitrij ostakovic. Fu lui, commissario desame al Conservatorio di Mosca, a riconoscere per primo il talento della giovane Sofija, difendendola a spada tratta dalle critiche degli altri professori. Mi prese in disparte e mi disse: tutti pensano che lei stia andando nella direzione sbagliata. Ma io vorrei che lei continuasse per questa sua cattiva strada.

vevo cinque anni quando un pianoforte a coda comparve nella nostra casa. Quel piano grandissimo, nero, stagliato contro il cielo, stato per me una folgorazione religiosa prima che musicale. Il segno di una fede inattesa quanto violenta, che mi avrebbe accompagnata tutta la vita. Al telefono dalla sua casa di Appen, vicino ad Amburgo, la voce di Sofija Asgatovna Gubajdulina suona fresca come quella di una ragazza. E invece il prossimo 24 ottobre compir 82 anni, svela ridendo la celebre compositrice russa, uno

Anni durissimi. Sempre osteggiata, messa ai margini, irrisa per quella sua musica, incapace

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

Due parole in croce


di Luigi Accattoli

Torna il grido della pace


Il grido della pace frequente nelle canzoni e nei motti dei pacifisti, ma non solo. Si alzi forte il grido della pace viene dicendo Papa Francesco e Wojtyla aveva proclamato: Fino a quando avr fiato io grider: pace!. Pare che non vi sia rimedio, linguisticamente parlando: come c il grido di guerra, ci devessere il grido di pace. I vo gridando: pace, pace, pace era gi un verso di Petrarca.

Quattro secoli fa moriva Carlo Gesualdo

Principe dei madrigali genio e assassino


di RAFFAELE NIGRO
Io pur respiro in cos gran dolore, e tu pur vivi, o dispietato core Ora finalmente Carlo pu tornare alle sue passioni, musica e caccia, trascurando la bella e irruente moglie che in una festa da ballo incroci lo sguardo del giovane Fabrizio Carafa, principe di Andria. Nel petto di lei, scritto in uno dei tanti successi a stampa che giravano nella Napoli di quel tempo, scoppi voglia impura et libidinosa, anzi sfrenato appetito di provare le dolcezze damore et godere le bellezze del giovane. I due cominciarono a vedersi di nascosto. Don Carlo usciva dal palazzo per lunghe cacce e don Fabrizio ne occupava il letto. Finch le voci non si fecero insistenti e il principe corse ai ripari. Architett una partenza di pochi giorni e un rientro precipitoso. Nel suo letto cera proprio don Fabrizio. Che cadde con la DAvalos sotto il pugnale dei servi, fatto che mand in bestia i potenti Carafa. Carlo fu costretto ad allontanarsi per sfuggire alla vendetta pi che alla legge che proteggeva i delitti donore. Si ritir nella fortificazione di Gesualdo (oggi in provincia di Avellino) e vi rimase molti anni, chiamando attorno a s musicisti e poeti come Torquato Tasso e Giambattista Marino. A Gesualdo approd nel 1594 un uomo di fiducia di Alfonso dEste, signore di Ferrara, Alfonso Fontanelli, con il segreto compito di spiarlo, dal momento che aveva chiesto n sposa la nipote di Alfonso, Eleonora. Vaccaro, che ha pubblicato la corrispondenza segreta di Fontanelli, ci fa sapere che l segretario si stupiva nel vedere don Carlo intento a avarsi molte volte al giorno e impegnato a scrivere e musicare. Questa sera doppo cena ha fatto cercar un cembalo per farmi sentir Scipione Stella et sonarvi egli stesso co la chitarra della quale fa grandissima stima. Lo stesso anno, superato lesame, Carlo Gesualdo si trasferisce a Ferrara, dove pubblica due ibri di madrigali. Di qui si muove per Venezia dove conosce Giovanni Gabrieli, il maggior compositore veneziano del tempo. Rientrer a Ferrara solo sette mesi pi tardi e qui nizier una lunga permanenza tra composizioni e concerti che rinverdiscono gli anni in cui Boiardo e Ariosto danno lustro alla corte. Ma i rapporti con Cesare dEste, fratello di Eleonora, non sono idilliaci, girano maldicenze sui maltrattamenti alla consorte e su presunte avventure galanti. Nel 1596 il duca decider di rientrare nelle sue terre, raggiunto pi tardi dalla moglie. Fu come un taglio netto con la felicit. Seguirono anni orribili, sebbene creativi, la presenza di Tasso e di Marino gli suggerirono il superamento del petrarchismo bembesco quale si era diffuso nella poesia del 500 e lapprodo a una nuova espressione intrisa di malessere metafisico e di stupore per il creato. Tutto questo port Carlo a produrre i Responsoria per la Settimana di Passione, le Sacrae cantiones edite nel 1603 e i Responsoria del 1611: sei libri di madrigali per cinque voci, prodotti nel clima di malinconia provocato dalla morte del piccolo Alfonso, il figlio avuto da Eleonora, e pi tardi da quella del figlio ventenne Emanuele. Carlo cadde in una infelice condizione psichica della quale traccia nel ritratto che Giovanni Balducci dipinge nella pala della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Gesualdo (nella foto un particolare), dove suo zio san Carlo intercede per il nipote e per Eleonora. And avanti cos fino alla morte, l8 settembre 1613. Una liberazione per luomo che aveva trovato nella propria infelicit una propulsione a creare musica sacra.
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Gubajdulina segu il consiglio. Negli anni Settanta finisce nella black list degli eretici della musica, i cosiddetti Sette di Khrennikov, dal nome del potente capo dellUnione dei compositori che la stil. Nellelenco, oltre a lei anche autori come Denisov e Schnittke. Tutti bollati, emarginati dalla vita musicale nazionale, impediti di recarsi a qualsiasi festival straniero. Solo nel 1985, morto Brenev e con larrivo di Gorbaciov, Gubajdulina recupera la libert di movimento. Ho molta stima per Gorbaciov. Lui ha avuto il merito di aver finito con la guerra fredda, di aver dato il via alla glasnost. Purtroppo non capiva molto di economia e per questo stato punito.

RRR
Una copertina un artista
Lenergia di Marco Tirelli
Una mano tesa, statica, ferma, quasi a sollecitare un blocco, linterruzione di un flusso. Ma questa mano, al contrario, accoglie, si fa attraversare da una corrente di energia. Marco Tirelli con questopera sintetizza simbolicamente la sua visione del mondo, confermata anche dalla frase che accompagna il disegno e che invita a Irrompere nella superficie per farne un abisso. Che cosa significa? Semplicemente imparare a vedere, stimolare lo sguardo della mente, entrare in sintonia con luniverso della creazione. Marco Tirelli (Roma, 1956) un artista che si rif a un canone classico, con una pittura complessa, visionaria, talvolta eterea, dal forte impatto metafisico. Esponente di quel manipolo di artisti romani del Gruppo di San Lorenzo Tirelli si muove sul territorio della memoria, dove i frammenti della nostra realt quotidiana o di un personale diario visivo diventano simulacri di uno sguardo che va oltre il visibile. In fondo Tirelli d vita e corpo alle parole di Jos Saramago che nel suo libro Cecit fa dire a uno dei suoi personaggi: Le immagini non vedono. Ti sbagli, le immagini vedono con gli occhi che le vedono. (gianluigi colin)

uesto distico che leggiamo nei madrigali di Carlo Gesualdo riassume lo stato danimo che accompagn la vita del musicista di Venosa, uno dei pi grandi espressi dallet controriformistica. Nacque a Venosa nel 1566 e si spense a Napoli nel 1613, quattro secoli fa, una ricorrenza che si sta celebrando dovunque con concerti e convegni. Sua madre, Geronima, sorella del cardinale Carlo Borromeo, contribu a educarlo secondo la religiosit rigorosa e penitenziale del tempo e, attraverso gli esercizi spirituali gesuitici, a piegare la sensibilit del giovane alla colpevolezza delluomo, creatura facile al peccato. Il padre Fabrizio invece aveva aperto a Napoli, nel palazzo di Torre Maggiore, un cenacolo intellettuale frequentato da musici e poeti della provincia, Pomponio Nenna, Stefano Salis, Stefano Effrem. In questo contrasto si form Carlo, che am presto la musica e tutti coloro che armeggiavano con liuti, tamburi e chitarre, impar a dare corrispondenza tra figure musicali e

Una ventata daria fresca che la spinge a varcare i confini, a farsi conoscere allestero. Due ampie partiture sinfoniche, Offertorium suonato da Gidon Kremer e Stimmen diretto da Rodestvenskij, le assicurano le prime affermazioni. Gli anni Novanta segnano la sua consacrazione come compositrice. Con lavori come Zeitgestalten per Simon Rattle, il Concerto per viola e orchestra per Yuri Bashmet e Kent Nagano, Sonnengesang per Rostropovich. Ma la caduta di Gorbaciov e la confusione che segue la spingono a una scelta dolorosa quanto definitiva. Nel 1992 ho lasciato il mio Paese. Non potevo pi lavorare. E non perch ero povera. A quello ero abituata. Il guaio era il declino morale, tutti erano diventati dei mascalzoni. Come poter comporre musica in quel contesto? Mi sono trasferita in Germania, in questa cittadina poco lontana da Amburgo. La mia seconda casa. Ma le radici sono rimaste in Russia. Tornerebbe ora? Domanda dolorosa. Non si pu attraversare la storia senza riportarne ferite. Ai tempi dell Urss cera un solo valore degno di essere salvato, la cultura. Ogni citt, anche piccola, aveva il teatro, il conservatorio. Listruzione era di qualit alta e molto diffusa. Con Putin si sta perdendo anche questo. Ma vero che la Russia difficile da gestire, troppi contrasti, ogni idea viene esasperata nel bene e nel male. Spiritualmente un Paese che ha perso. No, non penso che vorrei tornarci. La sua musica affonda le radici nella fede cristiana. Mi chiedo ancora come ci sia arrivata. La mia era una famiglia musulmana, non mi hanno mai portato in chiesa. Quel pianoforte calato dal cielo stato un segno... Poi ne sono arrivati altri, lincontro con la pianista Marija Judina, le sue esecuzioni di Bach hanno significato moltissimo. Ma alla fine credo che lattrazione per la Chiesa ortodossa sia nata in me nellinfanzia. E quando sono diventata adulta mi sono fatta battezzare.

significato dei versi e ad affidare a madrigali a pi voci le sue malinconie. A 19 anni pubblic sotto pseudonimo, per non infangare la casata, quel Ne reminiscaris Domine delicta nostra, Perdona Signore i nostri peccati, che avrebbe convinto Torquato Tasso a diventargli amico e a farsi autore di testi che Gesualdo provvide a musicare. Contrizione e paura per la morte dellanima, destino infelice che incombe sugli uomini: ma Carlo non venne mai meno alla cattiva condotta, continu a suonare e a scrivere. Glenn Watkins che per primo lanci a livello europeo limmagine trascurata del musicista, scrisse nel 1973, in The man and his music, che quei madrigali avevano rivoluzionato la storia della musica, creando la moderna polifonia e preannunciando Monteverdi e Marenzio. Tuttavia bisogner attendere il 1982 per avere una prima completa biografia, Carlo Gesualdo Principe di Venosa di Antonio Vaccaro, dopodich gli verranno dedicate crescenti attenzioni, da Battiato a Herzog. Occorreva in casa un erede e i Gesualdo cercarono moglie al giovane Carlo. Aveva ventanni quando spos Maria DAvalos, una cugina di sei anni pi grande, della quale si diceva che fosse la donna pi bella del Reame, vedova due volte e due volte madre. Ospit gli sposi il palazzo di Torre Alta, e mentre i genitori del principe si trasferivano al castello di Gesualdo, nasceva il piccolo Emanuele.

Sotto il segno di una fede profonda nascono Passione e Resurrezione di Ges Cristo secondo san Giovanni eseguito da Valery Gergiev, The Light of the End per Kurt Masur, In tempus praesens per Anne-Sophie Mutter, Il cantico del sole, omaggio a san Francesco. E sotto il segno di un misticismo estatico e apocalittico compone The Mirage of the Dancing Sun. Brano per otto violoncelli nato da una visione. Passeggiavo in campagna, guardavo il sole e a un certo punto lho visto roteare. Una sfera di colore blu scuro al centro avvolta in fasce doro. Un corpo pulsante che danzava sopra la mia testa. Al culmine di questa visione ho percepito il sole come una creatura che ha attraversato la tragicit dellesperienza. Il mio brano riflette quellemozione. Il misticismo un mistero. Cos come lo la nozione stessa di musica. Per Gubajdulina qualcosa che si rapporta con la natura e la matematica. Ogni cellula del nostro corpo accordata sulla natura. Cercare queste corrispondenze la stella polare che mi guida nel comporre. Se paragoniamo la musica a un albero, oggi larmonia non pi nelle radici ma nelle foglie. Come la natura, la musica varia secondo le stagioni, si muove a ondate come il mare. Dopo la grande marea dellOttocento, il Novecento e questi nostri anni sono segnati da un riflusso. Quanto ai numeri, s, ho usato la serie di Fibonacci in molte composizioni, compresa quella dedicata alla poetessa Marina Cvetaeva. Lintuizione, motore primo di ogni sua creazione, lha spinta sui sentieri pi esoterici della psicoanalisi. Adoro Jung. Un amico mi ha regalato il suo Libro rosso ed diventato la mia bibbia. Sono affascinata dai simboli, ma lunico che conta davvero la croce, il segno di Cristo. L c lessenza della vita e la sostanza dellarte. Alla fine, secondo lei, a cosa serve la musica? A niente. Servire non un verbo che le si addice. La musica . nata con luomo, con la parola, con il canto. Come il respiro, vibra dentro di noi. E la vibrazione vita.
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DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013