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Forse non tutti sanno che le stazioni della metropolitana di Napoli costituiscono dei veri e propri "musei sotterranei",

con la presenza di opere dei pi famosi esponenti dell'arte contemporanea italiana e internazionale e il contributo di grandi architetti nella progettazione non solo degli interni, ma anche dell'arredo urbano e degli elementi architettonici delle aree circostanti. Cominciamo con la linea 1 ,relativamente giovane nel suo complesso, si distingue tutta per l'elevato contenuto tecnologico, la modernit, l'efficienza. Il progetto di ambienti ampi, luminosi ed eleganti gi di per s contribuisce a rendere pi piacevole e dunque pi appetibile l'utilizzo del trasporto pubblico; ma in pi, la partecipazione di illustri architetti al progetto delle stazioni (da Gae Aulenti a Alessandro Mendini a Domenico Orlacchio), e l'introduzione all'interno e all'esterno delle stesse di elementi artistici, di sculture, di materiali innovativi, di opere di arte moderna rendono la nuova tratta del Metr collinare un esempio unico al mondo di abbinamento di arte e urbanistica: qualcosa da inserire nelle guide turistiche e che andrebbe utilizzata non solo per muoversi all'interno della citt in maniera rapida, comoda e ecologica, ma anche per comunicare al mondo la nuova immagine di Napoli. La stazione Universita'

La stazione Universit, in Piazza Borsa (non distante dalla sede centrale e da molte facolt delle Universit Federico II e Orientale), stata realizzata su progetto dell'architetto anglo-egiziano Karim Rashid, ed stata inaugurata -prima fermata della nuova tratta Dante-GaribaldiForme fluide e colori fluorescenti sono la nota caratteristica di questo progetto.Il piano dei binari si trova a 30 m di profondit rispetto al livello stradale. Le figure sui pannelli rosa lungo le pareti delle banchine sembrano muoversi e ruotare grazie agli effetti tridimensionali di uno speciale sistema lenticolare: l'idea del movimento, che prelude al viaggio della metropolitana verso la prossima stazione. Le due scale di accesso dalla piazza sono rivestite di piastrelle riportanti neologismi dell'era digitale, legati al mondo dell'informatica, della cibernetica e della tecnologia.

Contrasti cromatici forti caratterizzano le scale di discesa verso i binari, lungo le quali prosegue il "percorso mentale" disegnato da Rashid: dall'azzurro e rosa delle rampe ai pavimenti serigrafati gialli, rosa e azzurri dei ballatoi. I decori che riempiono le pareti rappresentano ancora forme liquide e metafisiche, mentre i materiali lucidi contribuiscono ad aumentare la luminosit degli ambienti e a creare giochi di specchi.

Stazione Salvator Rosa

E' probabilmente il capolavoro della metropolitana di Napoli, e un esempio di architettura moderna unico per la citt e nel suo genere. A cura dell'Atelier Mendini (pluripremiato per questa realizzazione), la stazione ha due diverse uscite, inaugurate nei primi anni del nuovo millennio: quella a monte, attiva dall'aprile 2001, e quella a valle, all'incrocio con via Girolamo Santacroce, aperta nel dicembre 2002. L'uscita a monte ha completamente riurbanizzato un'area simbolo della speculazione edilizia: l'edificio di ingresso un vasto ambiente ingentilito da marmi, sovrastato da un alto pinnacolo e illuminato dalle alte finestre ad arco con vetri colorati. Dall'atrio si imboccano le lunghe rampe di scale mobili che portano il viaggiatore fin quasi a 50 metri di profondit. Larea circostante la stazione ha beneficiato di una profonda riqualificazione che ha riportato allo splendore i resti di un ponte romano e una graziosa cappella neoclassica e ha valorizzato i palazzi circostanti, trasformandoli in opere darte, grazie allintervento di artisti come Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino, Renato Barisani e Gianni Pisani. I diversi livelli del parco sono collegati anche attraverso una lunga scala mobile esterna, che conduce al piazzale dei giochi, progettato da Salvatore Paladino e Mimmo Paladino. Sul pavimento, a intarsi in travertino su pietra lavica, sono stati realizzati tre giochi praticabili, il tris, la campana e il labirinto. Un richiamo al gioco, con i loro vivacissimi colori, sono anche le sculture ludiche di Salvatore Paladino. Nello stesso piazzale, ma in posizione pi appartata, si trova la monumentale mano di Mimmo Paladino. Lintero percorso esterno punteggiato dalle opere di alcuni tra i protagonisti dellarte contemporanea: Renato Barisani, Augusto Perez, Lucio Del Pezzo, Nino Longobardi, Riccardo Dalisi, Alex Mocika, Ugo Marano.

STAZIONE MATERDEI

questa stazione un trionfo di colori . L'area stata ora completamente pedonalizzata, e arricchita con verde, arredo urbano ed elementi architettonici d'avanguardia: mosaici, installazioni di ceramica, lampioni. Nel mezzo, si erge la guglia di acciaio e vetri colorati, elemento di distinzione dell'Atelier Mendini, e che d luce al piano mezzanino. L'ambiente di accesso alla stazione ampio e luminoso: mosaici verdi ricoprono tutte le pareti, mentre immagini marine sono il tema dei mosaici di Sandro Chia, che rivestono l'interno della guglia; un'unica rampa di scale mobili conduce al piano dei binari, sovrastata da altorilievi di Luigi Ontani con temi tipici della cultura partenopea.Sulle banchine, diverse serie di colorate serigrafie (opera di artisti vari: Mathelda Balatresi, Anna Gili, Stefano Giovannoni, Robert Gliglorov, Denis Santachiara, Innocente e George Sowden) accolgono il passeggero alla discesa dal treno La stazione di piazza Dante

All'interno di questa stazione , diverse opere caratterizzano e vivacizzano gli spazi di transito dei viaggiatori: olii di Carlo Alfano, un bel mosaico colorato di Nicola de Maria, l'installazione metaforica di Jannis Kounellis, i disegni su specchio di Michelangelo Pistoletto, l'estratto della Divina Commedia scritto, con luce a neon, da Joseph Kosuth. Attualmente, la stazione il capolinea dei treni provenienti dai quartieri collinari; nei prossimi anni, la linea proseguir verso la stazione Toledo e piazza Municipio. L'impianto ha una profondit di circa 30 metri, si struttura su 4 livelli, ed dotato di 13 scale mobili e 5 ascensori. La struttura esterna si presenta con due padiglioni realizzati in vetro e acciaio che incorniciano la statua di Dante. Al suo interno sono esposte le opere di importanti artisti napoletani, italiani e stranieri, tra questi artisti spicca il nome Jannis Kounellis, autore di Le scarpe e i Trenini, un altro artista Joseph Kosuth che ha scritto su una piastra al neon un brano del Convivio scritto da Dante.Nicola De Maria ha realizzato un mosaico intitolato Il bacino del mediterraneo, mentre Carlo Alfano ha

realizzato

due

dipinti

montati

su

un

telaio

di

alluminio.

Stazione Toledo

La stazione di Toledo stata progettata dal designer spagnolo scar Tusquets Blanca .Lo scalo, profondo circa 50 metri, stato costruito sotto la falda acquifera ed occupa un volume di 43.000 metri cubi. Nello spazio esterno della fermata sono presenti tre piramidi a forma esagonale, rivestite di pannelli color ocra e blu, che forniscono luce naturale al primo livello della stazione. Un quarto lucernario, di forma circolare, presente quasi esattamente al centro di via Diaz. L'ascensore (rivestito di pannelli in vetro) posizionato vicino la scala mobile, fornita di una copertura ondulata, ed seguito da una particolare passeggiata formata da grandi cerchi arancioni e fornita di sedute in pietra vulcanica. L'atrio caratterizzato da due mosaici di William Kentridge realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri; nel primo si susseguono le figure principali della mitologia e dell'iconografia napoletana. Nel mezzanino sono presenti inoltre dalle mura aragonesi rinvenute durante gli scavi, provviste da appositi pannelli descrittivi. Procedendo si trova il secondo mosaico, che raffigura due persone che si adoperano per sorreggere un carretto Man mano che aumenta la profondit, il percorso scandito dall'alternarsi dei colori che rimarcano i vari livelli dello scalo: nell'atrio pavimento e pareti sono neri, come la roccia e la terra, scendendo diventano color ocra (come il tufo napoletano) mentre nel piano binari diventano azzurro come il mare e gli abissi. Nel piano banchine, presente invece la galleria del mare di Bob Wilson, lunga 24 metri. Sulle pareti della scala al piano ammezzato "men at work" fotografie manipolate di Achille Cevoli.

La stazione Museo.Piazza Cavour

La stazione di Museo (connessa con un marciapiede mobile con quella di Piazza Cavour), realizzata su progetto di Gae Aulenti.Lo scalo si prospetta come una serie di edifici di rosso pompeiano e pietra vesuviana che ricordano, nei colori e nei materiali, il vicino museo Archeologico Nazionale. Gli interni, come quelli della stazione precedente di Dante, sono stati costruiti in vetro bianco ed in acciaio.Nell'atrio della stazione collocato una riproduzione in vetroresina dell'Ercole Farnese, realizzata dall'Accademia di Belle Arti partenopea, mentre nel locale d'ingresso secondario si presenta un calco in bronzo della Testa di Cavallo (detta Caraf).

La passatoia che connette la stazione Museo a quella di Piazza Cavour della linea 2 accoglie opere prodotte da quattro artisti campani che sono i protagonisti della fotografia contemporanea. Nel corridoio sono presenti nove opere di Luciano D'Alessandro che testificano alcuni tra gli anni pi significativi della sua vita; D'Alessandro, infatti, nelle sue istantanee presta sempre un'inalterata attenzione verso la condizione dell'essere umano. Nel corridoio sono presentate istantanee come Venditore di uccellini di carta, Vico Arriviello e Cimitero dello sbarco in Normandia. Procedendo esposta India '70 di Fabio Donato, una serie di fotografie scattate durante un suo viaggio in India. Di Donato sono presenti anche tre lavori che sottolineano il suo legame tra l'arte ed il teatro partenopei: Fate Presto, con il gallerista Lucio Amelio davanti all'opera dello statunitense Andy Warhol, Eduardo e Masaniello.

La stazione di Quattro Giornate


stata concepita per servire l'omonima piazza, lo stadio Arturo Collana e la parte occidentale del Vomero. I giardinetti della stazione ospitano tre sculture: la scultura in acciaio corten a forma di V di Renato Barisani e le due statue bronzee di atleti di Lydia Cottone. In modo analogo alla piazza, anche lo scalo dedicato all'episodio storico di insurrezione che ha visto scontrarsi le milizie armate naziste e la popolazione partenopea, le quattro giornate di Napoli L'atrio della fermata ospita le sculture in bronzo e i dipinti di Nino Longobardi, ispiratosi per la loro realizzazione all'insurrezione napoletana. Lungo il percorso che dall'atrio conduce al piano binari sono presenti le sequenze di guerra e di caccia di Sergio Fermariello, la lamiera in alluminio con fibre ottiche di Baldo Diodato e la serigrafia su cinque pannelli in policarbonato (denominata Sabe que la lucha es cruel) prodotta da Anna Sargenti. I corridoi che, invece, decorrono dalle banchine all'uscita accolgono tre polittici fissati al

muro con travi di ferro, realizzati da Umberto Manzo con la tecnica dell'emulsione fotografica, un olio su tela di Maurizio Cannavacciuolo intitolato Amore contronatura, una light box in cui imprigionata un'immagine raffigurante il volto di Betty Bee (autrice dell'opera) ed infine quattro bianche figure femminili (le Combattenti), realizzate da Marisa Albanese.

La stazione Vanvitelli

si affaccia sull'omonima piazza nel sud del Vomero.La fermata ha conosciuto una ristrutturazione nel 2005 e nel 2006, in cui l'architetto Capobianco intervenuto restaurando gli ampi ambienti in modo che potessero contenere le opere d'arte di altri autori grigio I corridoi che conducono ai binari accolgono due strisce di Vettor Pisani, Oriente e Occidente, e due fotografie raffiguranti la tipica architettura partenopea, realizzate da Olivo Barbieri e Gabriele Basilico. Sulla volta del piano inferiore fissata la spirale blu in neon sabbiato, policarbonato e carta di Mario Merz. L'installazione, realizzata dall'artista poco prima la sua morte, prosegue sul muro del livello intermedio dove sono raffigurati alcuni animali preistorici. Sempre nel piano intermedio sono ubicate due stelle in acciaio di Gilberto Zorio, mentre all'incrocio tra i corridoi che conducono ai binari in direzione sud e nord sono posti otto cilindri in metallo, i Pozzi, prodotti con cristallo, cera, vetro e pigmenti in polvere. Poco distante dalle banchine ci sono infine due grandi mosaici in pietra e pasta vitrea di Isabella Ducrot contemporanei.Gli ambienti del complesso, luminosi e ben definiti, sono caratterizzati da un'attenta scelta dei colori, che variano dal blu al lilla e dal giallo al

RIONE ALTO
La stazione di Rione Alto, inaugurata nel 1993, serve l'omonimo rione e la porzione meridionale della Zona Ospedaliera. Il piazzale davanti l'accesso, realizzato in vetro e cupole metalliche, arricchito da una fontana in cui presente un mosaico di Achille Cevoli. Sulle pareti dell'atrio sono presenti i wall drawings di David Tremlett, realizzati con il pastello su intonaco. Tra le scale ed i marciapiedi mobili, invece, ci sono i pannelli decorativi polimaterici di Giuseppe Zevola, seguiti dalle stampe fotografiche di Katharina Sieverding e dai due light box di Bianco&Valente (nom de plume di Giovanna Bianco e Pino Valente), che si stagliano sulla volta del tunnel d'accesso alle banchine. Il termine della galleria accoglie le installazioni di Danilo Donzelli, Donatella Di Cicco, Marco Zezza, Marco Anelli, Ivan Malerba, Pina Gigi e Pennacchio Argentato

Mergellina

La stazione di Mergellina, aperta al pubblico il 4 febbraio 2007, si trova nell'omonimo quartiere ed stata progettata dallo Studio Protec. L'atrio dello scalo, realizzato su progetto di Vittorio Magnago Lampugnani, un ampio vano in cui sono presenti due mosaici dell'artista Gerhard Merz che ricoprono le pareti laterali. I cancelli sono stati prodotti da Alan Fletcher, che ha creato un motivo incrociando le parole Mergellina e metropolitana, ritagliate nella superficie ferrea delle inferriate. L'accesso alle banchine, infine, garantito sia da una scalinata che da un ascensore inclinato parallelo alle scale mobili.

Lala
La stazione di Lala, ubicata nel quartiere di Fuorigrotta, stata progettata dallo Studio Protec ed asseconda completamente il perimetro circolare dell'omonimo largo. Negli interni sono presenti cinque stampe fotografiche prodotte da alcuni artisti contemporanei. La foto Untitled 12/ La Habana, scattata dal brasiliano Salvino Campos nel 2002, raffigura un'automobile d'epoca ed esposta nelle scale che conducono ai binari in direzione est. La stampa Caponeria, Salvador, Bahia, realizzata da Salvino Campos nel 2004, riprende una figura maschile nell'atto di danzare un antico ballo sudamericano. Femme Terre, invece, stata prodotta da Ousmane Ndiaye Dago nel 1998 ed esalta nuovamente il corpo umano ritraendo alcuni nudi femminili ricoperti da uno strato di argilla che li fa sembrare sculture viventi.

Poco prima le banchine in direzione ovest, invece, si scaglia la fotografia di Monica Biancardi che mostra una donna urlante ricoperta da veli, Aldil. L'ambiente urbano napoletano viene invece ripreso negli scatti di Luca Campigotto e Vincenzo Castella. L'unica installazione presente nello scalo quella di Nanni Balestrini, Allucco, dove sono esposte delle schegge di superficie specchiante prodotte con alcuni interventi grafici.

Augusto
Lo scalo di Augusto, posto nei pressi del viale omonimo e del largo Veniero, entrato in servizio il 4 febbraio 2007[25] ed stato progettato dallo Studio Protec.

Il complesso accoglie, nei corridoi che conducono ai binari in direzione ovest, i rilievi in ceramica (Sonno profondo e Cellule del pensiero). In una delle passatoie presente invece una serie di light box di Franco Scognamiglio intestati alla vita del fisico toscano Galileo Galilei. L'altro corridoio di accesso alle banchine interamente occupato dall'installazione di Botto&Bruno che intende esprimere il disagio giovanile, urbano e sociale che si vive nelle periferie. Poco prima delle banchine in direzione est presente un mosaico in strass in materiale plastico e ceramica a rilievo di Cristina Crespo, La via lattea Al piano binari si trovano le opere di Matteo Fraterno e di Carmine Rezzuti. Nel primo c' un vortice rosso che imprime movimento nell'intera opera (Toupie - or - not - to - be), mentre nel secondo c' una pantera nera che ruggisce davanti a un cielo infuocato (Il guardiano del fuoco).

Mostra La stazione di Mostra, inaugurata nel 2007, situata nei pressi dello stadio San Paolo e della Mostra d'Oltremare; la progettazione dello scalo stata affidata allo Studio Protec.

Nell'atrio sono presenti le istantanee di Gabriele Basilico, in cui viene esaltata la pulizia delle architetture della vicina Mostra d'Oltremare.

La hall principale accoglie anche tre mosaici realizzati da Costantino Buccolieri su bozzetto di Mario Sironi, mentre il corridoio al piano mezzanino di collegamento con la ferrovia Cumana ospita alcune fotografie di Pino Musi.

Nei tre corridoi che conducono al piano binari sono presenti Monumento a G. P., in cui l'artista Gianni Pisani commenta il tema del suicidio d'artista, l'esteso volto femminile realizzato da Marisa Merz e l'installazione astratta prodotta da Carla Accardi

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