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RIVISTE & RIVISTE

Musica dlite & LEuropeo


lite, questo il nome di una nuova collana, pubblicata e diffusa dalla milanese Paragon con lintento di aprire il mercato delleditoria a inediti orizzonti musicali per replicare, come si legge nel claim, i successi degli speciali del mensile Amadeus. lite si presenta ai suoi lettori con una veste grafica curata in ogni minimo dettaglio, veste cos accattivante da far somigliare ciascuno dei suoi numeri pi a una rarit irripetibile (di impronta ancora e sempre artigianale, con buona pace di Benjamin) che a un oggetto avente un suo prezzo e una sua collocazione sul mercato. Siamo posti di fronte a un ibrido di rara bellezza (ma Ermafrodito era un giovane bellissimo!) e di grande interesse editoriale, consistente in un prezioso volumetto monografico, graficamente un bijou, con allegato documento sonoro (in genere 2 cd). Il risultato oltrepassa di molte lunghezze lo scopo delloperazione, del resto perfettamente evidenziata da Gaetano Santangelo, che ne il direttore: quella di valorizzare e dar lustro o alla produzione di un compositore inedito o, in alternativa, alleccezionalit di un interprete (in Italia non si trovano, anche qualora uno li cercasse imitando Diogene, ossia con la proverbiale lanterna in mano, i prodotti di nicchia che denotano llite musicale, quella vera, si capisce). La cadenza annuale, come tutte le cose che, per maturare, richiedono tempo e pazienza (il paragone con il vino, tanto pi buono quanto maggiormente esso invecchia, sar obsoleto?). Il primo numero, del 2010, era dedicato al anno, linevitabile passaggio dalle edicole alle librerie. Ora la volta di Bach, al quale dedicato il terzo numero della serie. La musica del grande tedesco a tal punto coinvolgente ed essenziale che, come scrive il direttore del mensile Amadeus, risulta immediata, anche per lo sprovveduto, la sensazione di trovarsi di fronte a uno dei massimi capolavori della musica strumentale di tutti i tempi (G. Santangelo, Musica allo stato puro, lite, ott. 2012, p. 9). Il musicologo Raffaele Mellace, professore associato nellateneo di Genova, azzarda una valutazione per certi versi inedita, che diresti coraggiosamente interdisciplinare: bene continuare a sorprendersi di come la musica di Bach si mostri in grado di soggiogare lodierno cittadino dun mondo globalizzato tanto quanto, allepoca in cui fu scritta, gli aristocratici ospiti del principe Leopoldo di AnhaltCthen: il primo, prosegue Mellace, in un qualunque punto del globo, attrezzato di minuscoli auricolari mentre intento alle attivit pi diverse; gli altri, seduti cerimoniosamente in una sala dalla decorazione barocca e gravati da fastidiose parrucche incipriate. La medesima musica parla alle une e alle altre teste, remotissime tra loro... (R. Mellace, Universale e no global, lite, cit., pp. 11-19). Si tratta non solo di un pensiero di sconvolgente attualit, a parere di chi scrive, ma anche di una riflessione in merito a quale dovrebbe o potrebbe essere, oggid, la langue unique in grado di porre un rimedio al babelico profluvio di idio-

compositore Francesco Antonio Vallotti (1697-1780) e proponeva la prima registrazione mondiale delle Lamentazioni per la Settimana Santa, in due cd con strumenti depoca dallensemble Festa rustica diretto da Giorgio Matteoli. Le vendite nelle edicole? Entusiasmante il risultato, 7mila esemplari venduti su una tiratura di 10mila. Nel 2011 il secondo numero della strenna discografica: latteso doppio cd che Roberto Cominati ha dedicato alla musica per pianoforte solo di Maurice Ravel (che avrebbe voluto fare il pilota anzich il compositore, mentre Cominati fa beato lui entrambe le cose). Adriana Benignetti ha scritto che Ravel sta davvero bene addosso a Cominati, particolarmente congeniale al suo brillante talento, al suo tocco elegante, alla sua raffinata introspezione sonora, alla sua ricca tavolozza timbrica. Ottime le vendite anche in questo caso, esaurita per intero la tiratura a stampa, un risultato tanto pi soddisfacente in quanto si era imposto, lo scorso

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mi correnti del quale sono, giusta un adagio antico come il mondo, piene le fosse. Se, come va predicando Michel Onfray, la multiplicit des idiomes constitue moins une richesse quune pauvret ontologique et politique (Le Monde, 10 luglio 2010), allora per davvero, e non gi come una pietosa utopia, intorno al nome di Bach potrebbero coagularsi, in tempi di crisi acuta dei linguaggi, tempi nei quali a prevalere sono gli idiomi nefasti del contatto mordi e fuggi (pensiamo, ovviamente, a Facebook, piaga del terzo millennio e quinto cavaliere dellApocalisse), le forze sane della terra della sera, lOccidente. Sempre allo scopo di introdurre questo numero di lite, Massimo Rolando Zegna, musicologo di valore, scrive che si , qui, di fronte a un mondo sonoro che si staglia netto da tutto il resto, e che affonda le radici nel pensiero polifonico di Bach, meglio ancora, in un sentire e concepire in maniera polifonica non solo larte ma, verrebbe da dire, anche luniverso e la vita stessa (M.R. Zegna, Vite parallele, lite, cit., pp. 20-27). Negli allegati cd sono contenute alcune Sonate e Partite bachiane per violino solo, brani magnificamente interpretati da Stefano Montanari. Intervistato da Francesco Fusaro, Montanari pone una questione anzitutto di legittimit per ci che concerne talune scelte (pi o meno rigorosamente) filologiche messe in atto dagli interpreti, giungendo ad augurarsi che la filologia venga applicata a tutta la musica, e non soltanto al repertorio antico. Allinsegna di tre sole parole dordine, chiude il discorso, perentorio, Montanari: Studio, approfondimento, applicazione (Stefano Montanari, intervista di F. Fusaro, Questione di studio, lite, num. cit., pp. 31-35). Un discorso, quello di Montanari, non facilmente digeribile in unepoca di sciatteria montante come la nostra, nella quale si trovano a

contendersi la scena, alla pari, il grande Uto Ughi e lassai pi modesto, lasciatecelo dire, Giovanni Allevi, come a dire il leone e il topolino della favola di Esopo. In conclusione? Abbonarsi, o regalare un abbonamento a lite, sar una strenna natalizia non solo in s indovinata e originale ma anche, potremmo scommetterci, gradita a chi la ricever in dono.

A cinquantanni dal Concilio


Quello di ottobre de LEuropeo, oggi marchio Rcs, storica testata dal travagliato passato ma dal roseo presente e, si spera, avvenire, della quale gi parlammo lo scorso anno (Sc 608, ott. 2011, p. 740), un numero davvero speciale e per chi legger, ne siamo certi, di qualche interesse per pi ragioni. Per il tema trattato, che si evince dal titolo: Laltra Chiesa. A cinquantanni dal Concilio Vaticano II; per lautorevolezza dei testimoni che ne scrivono, come Andrea Riccardi, Giancarlo Zizola, Luigi Barzini, Carlo Bo, Jean Danilou; per come il tema trattato, ossia con grande seriet; per la ricchezza dellapparato iconografico, davvero prodigo di immagini inedite o comunque rare. Perch Daniele Protti, che LEuropeo dirige, dice altra questa Chiesa? Ma perch, egli argomenta, le sementi del Vaticano II sono state poi contaminate

(D. Protti, Concilio, uneredit dissipata, editoriale, LEuropeo, ott. 2012, p. 5), e lo sono state dallo scandalo Ior con le sue spregiudicate acrobazie finanziarie, dagli scandali della pedofilia ovunque (dispiace lavverbio ovunque, sarebbe come dire che tutta la polizia violenta e corrotta solo per colpa di poche mele marce che allignano al suo interno), da certe sciocchezze (sic) come i vantaggi fiscali, validi dal lontano 1929. Insomma, i limiti euristici di unimpostazione laica, antistoricistica come quella che Protti adotta, certo non sbagliata in s, ci mancherebbe altro, ma limitata, angusta per langolo di osservazione adottato, nuocciono, se non alla verit storica, almeno allopera odierna di evangelizzazione e di apostolato che la Chiesa va, in tempi di martirio (in merito al quale nemmeno una parola spesa della Redazione de LEuropeo, e questo un poco dispiace), opponendo ai suoi persecutori. Imperdibile la ristampa vuoi dellarticolo che Luigi Barzini dedic, nel 1962, a papa Giovanni XXIII (L. Barzini, Giovanni XXIII ha unidea, LEuropeo, n. cit., pp. 34-41), vuoi di quello che Carlo Bo dedic, solo un anno dopo, allultima enciclica (Pacem in terris) del Papa buono (C. Bo, Fate i buoni, se potete, LEuropeo, cit., pp. 90-97). Carlo Alessandro Landini

Il terzo numero di lite, dedicato alle Sonate e Partite per violino solo di Bach, costa euro 16. Si pu utilizzare il buono dordine allegato al mensile Amadeus o collegarsi al sito internet www.amadeusonline.net o telefonare al numero 02/4816353 (int. 203). Il libro e i 2cd sono in vendita in edicola, nei negozi specializzati e per corrispondenza. Un numero di LEuropeo costa euro 7,90. Per abbonarsi, col diritto a ricevere 11 numeri lanno, ci si pu collegare al sito www.abbonamentircs.it o si pu telefonare al numero 02/62291. Attualmente il costo dellabbonamento, scontato del 48%, di euro 45. Un bel risparmio.

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