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Alla scoperta del genio russo


Le traduzioni italiane di narrativa russa tra f ine Ottocento e primo Novecento

di Giulia Baselica Gi nel 1869 la Rivist a cont emporanea pubblica, nel numero di gennaio, la t raduzione di est rat t i di Guerra e pace di Lev Tolst oj: il romanzo non ancora compiut o il 4 dicembre di quellanno nelle librerie delle cit t russe verr dist ribuit o, esaurendosi in brevissimo t empo, il sest o e ult imo t omo del capolavoro t olst oiano ma i crit ici e i let t ori it aliani at t endono con impazienza di leggerne almeno qualche est rat t o, come, per esempio, il passo della descrizione della bat t aglia di Aust erlit z. I brani t radot t i in it aliano si devono a Sof ja Bezobrazova moglie del let t erat o e indianist a Angelo De Gubernat is, nonch cugina di Michail Bakunin e rappresent ano la prima versione mondiale in una lingua st raniera del romanzo di Tolst oj. Inserit e nellart icolo Il conte Leone Tolstoj e il suo romanzo La pace e la guerra, f irmat o da un cert o M. Af f ., quest e poche pagine t olst ojane appaiono sulla st ampa it aliana addirit t ura prima delledizione f rancese, che vedr la luce a San Piet roburgo nel 1879. Da quest a prima versione f rancese, La Guerre et la paix, pubblicat a dalla sede russa della casa edit rice Hachet t e in numerose edizioni, una allanno, dal 1886 al 1891 e dest inat a al mercat o f rancese, verranno appront at e le t raduzioni inglese, ungherese, olandese, t urca e, molt o probabilment e, it aliana. Nel volume il nome della t radut t rice sost it uit o dallespressione Une russe, diet ro la quale si cela lident it della principessa Irina Ivanovna Paskevi (Vog 1971, 13).

La prima t raduzione it aliana int egrale di Vojna i mir viene pubblicat a nel 1891 dalla casa edit rice milanese Treves, cui si deve, t ra la f ine dellOt t ocent o e linizio del Novecent o, il pi elevat o numero di t raduzioni di opere russe. Il t it olo, La guerra e la pace, rivela la nat ura indiret t a, f rancese, della t raduzione, e dalt ronde la dif f usione delle opere di Tolst oj avviene in seguit o alla sua scopert a in Francia, aut ent ico punt o di rif eriment o dellEuropa occident ale per la dif f usione della let t erat ura russa. Il pubblico f rancese si avvicina alle let t ere russe grazie al prof ondo int eresse di alcuni let t erat i. Prosper Mrime dai primi anni Cinquant a alla met degli anni Set t ant a t raduce alcune opere di aut ori russi (La Dame de pique, Bohmiens, Le Hussard, Le Coup de pistolet di Aleksandr Pukin; LInspecteur gnral di Gogol; Apparitions di Turgenev); Louis Viardot , con laiut o dellamico Ivan Turgenev, t raduce alcune opere di Pukin (La Fille du capitaine), di Gogol (il volume Nouvelles russes che raccoglie alcune opere in prosa dello scrit t ore ucraino: Tarass Boulba, Les Mmoires dun fou, Un Mnage dautrefois, Le Roi des gnomes) e dello st esso Turgenev (Scnes de la vie russe, LAntchar et autres scnes de la vie russe, LAventure du lieutenant Yergounof); e, soprat t ut t o, Eugne-Melchior de Vog nel 1886 pubblica il saggio Le Roman russe, per ledit ore Plon di Parigi. Dat a laut orevolezza di int ellet t uale e di prof ondo conoscit ore della let t erat ura russa, per la quale not o non solt ant o nella madrepat ria, pu essere int eressant e sof f ermarsi brevement e sullaut ore de Le Roman russe. Diplomat ico di prof essione e scrit t ore per vocazione, Vog giunge a San Piet roburgo nel gennaio 1877, in qualit di t erzo segret ario di ambasciat a. Nella capit ale russa ha prest o occasione di conoscere una damigella donore della zarina, Aleksandra Annenkova, che spos lanno seguent e, legandosi, cos, a una f amiglia dellalt a arist ocrazia russa. Fin dal suo arrivo nella sua nuova sede diplomat ica, Vog si dedica allo st udio della lingua e della cult ura del Paese, si int eressa alla st oria e alla let t erat ura, leggendo in lingua originale le opere degli aut ori cont emporanei. Sulla prest igiosa Revue des Deux-Mondes pubblica due art icoli dedicat i rispet t ivament e a echov e a Gorkij e la pubblicazione de Le Roman russe gli vale la nomina a membro dellAcadmie f ranaise (Classic Encyclopaedia, ad vocem). Le Roman russe non una st oria della let t erat ura russa organica e complet a: a un primo capit olo dedicat o a una rapida disamina delle origini della cult ura let t eraria russa seguono cinque capit oli, ognuno incent rat o su un grande aut ore. Il let t ore f rancese dellepoca si avvicina cos, per la prima volt a, alle f igure di Pukin, Gogol, Turgenev, Dost oevskij e Tolst oj. Da quest o moment o e f ino alla f ine del secolo, le t raduzioni f rancesi di opere let t erarie russe, di Tolst oj in part icolare, si molt iplicano: di Guerra e pace, per esempio, vengono rist ampat e ot t o edizioni e di Anna Karenina nove. Di considerevole import anza il ruolo svolt o dai t radut t ori russi che, grazie alla prof onda conoscenza della lingua e della cult ura f rancese, cont ribuiscono alla dif f usione, in Francia, delle grandi opere let t erarie russe. Ne un celebre esempio Ilja Halprine-Kaminsky, not o come il principe dei t radut t ori, nat uralizzat o f rancese nel 1890, t radut t ore di Tolst oj, Dost oevskij, Gogol, Pukin, Turgenev e Gorkij; alla sua mort e, avvenut a nel 1936, la f iglia Eugnie f onda il premio Halprine-Kaminsky, t ut t ora esist ent e, assegnat o alla migliore t raduzione pubblicat a nellanno (Van Hoof 1991, 74-75).

Quant o alla dif f usione della let t erat ura russa in It alia, in part icolare negli anni Sessant a dellOt t ocent o, un ruolo f ondament ale f u viene svolt o da Angelo De Gubernat is, let t erat o, indianist a (aut ore di numerosi st udi sulla religione vedica e di una Storia dei viaggiatori italiani nelle Indie, pubblicat o nel 1875) e scrit t ore. Il suo impegno pionierist ico, quant o appassionat o, nel divulgare le let t ere russe, si esprime in unint ensa, addirit t ura f ebbrile at t ivit edit oriale: a lui va il merit o di aver pubblicat o i primi art icoli dedicat i a Gogol, Tolst oj, Dost oevskij e Turgenev. Alla cult ura russa si avvicina con spirit o indipendent e, senza cio necessariament e accogliere i suggeriment i delle pubblicazioni f rancesi, soprat t ut t o af f idandosi alle sue relazioni personali, derivant i dal mat rimonio con Sof ja Bezobrazova, nobile e int ellet t uale piet roburghese. La cognat a Elizavet a Bezobrazova Maslova, colei che f irma i suoi scrit t i con lo pseudonimo di Tat iana Svet of f , la sua colt a e sensibile guida nel percorso di conoscenza della cult ura e della lingua russa. Proprio grazie a Lezi, De Gubernat is st abilisce nel 1869 un f econdo dialogo con il diret t ore della prest igiosa rivist a Russkij vest nik (Il messaggero russo), Michail St asjulovi. Il dialogo si t rasf orma in unint ensa collaborazione che si concret izza in una serie di corrispondenze at t e a descrivere ai let t ori russi la cult ura it aliana nel suo complesso. Quest a import ant e esperienza gli suggerisce lidea di f ondare un proprio giornale: sar la Rivist a europea, che vedr la luce nel dicembre del 1869, non appena il suo f ondat ore sar nella condizione di lasciare la direzione della Rivist a cont emporanea. Gi nel primo numero si palesa lent usiast ico int eresse del suo diret t ore per il mondo russo:
lindice del f ascicolo di dicembre 1869 comprende un articolo su Turgenev; una corrispondenza letteraria da Pietroburgo; brevi notizie teatrali russe; la recensione ad un libro sulle dif f erenze f ra chiesa cattolica e chiesa ortodossa; una rubrica sulla pubblica istruzione, curata personalmente da De Gubernatis, in cui si parla, f ra le altre cose, delluniversit di Varsavia, dellistruzione f emminile in Russia e del benef attore Botkin (Aloe 2000, 53).

In It alia inizialment e i romanzi russi vengono let t i pi in f rancese che in it aliano: la Gazzet t a let t eraria pubblica regolarment e recensioni di t raduzioni f rancesi, soprat t ut t o delle opere di Tolst oj, le cui idee sul mat rimonio e sullart e suscit ano nei let t ori dellEuropa occident ale at t razione, spavent o e indignazione. Alt re rivist e seguono con at t enzione levoluzione della moda di Tolst oj in Francia: la livornese Cronaca minima il 6 marzo 1887 rileva lent usiasmo del pubblico f rancese, in part icolare dei giovani, per lo scrit t ore russo, le cui opere sono not evolissime per alt ezza di idee at t inent i allo st udio della quest ione sociale, per la verit nellosservazione della vit a nel suo paese (Rent on 1961b, 68)

Numerose sono le t raduzioni dei libri di Tolst oj apparse in It alia negli ult imi anni del XIX secolo e nel primo decennio del XX. Nel 1885 viene pubblicat a la prima t raduzione di un alt ro capolavoro, Anna Karenina. Si t rat t a, in realt , di una versione condot t a sulla t raduzione f rancese, anonima e pubblicat a a Parigi in quello st esso 1885. Quest e le indicazioni riport at e sul f ront espizio delledizione f rancese: Comt e Lon Tolst o / Anna Karnine / roman t raduit du russe, Paris, Hachet t e, 1885. La not a riport at a sulla relat iva scheda bibliograf ica del Cat alogo generale della Bibliot eca Nazionale di Parigi precisa: premire t raduct ion f ranaise, avec de nombreuses coupures, cio massacrat a di t agli. Anonima sar anche la versione f rancese pubblicat a lanno seguent e, ment re in edizioni successive, come quella del 1908, la t raduzione sar at t ribuit a a Michel Delines, pseudonimo di Michail Akinazij, romanziere, pubblicist a, musicologo e t radut t ore. Amico di Turgenev, che aveva conosciut o a Parigi nel 1879, al quale dedic uno scrit t o int it olat o Tourgueneff inconnu, pubblicat o nel 1888, Delines ricevet t e, molt o probabilment e, proprio dallaut ore di Padri e figli il compit o di t radurre Anna Karenina. Neanche la versione f rancese di Delines risult a int egrale: secondo la not a indicat a sulla scheda bibliograf ica del Cat alogo generale della Bibliot eca Nazionale di Parigi, la t raduzione abrge, sans les dernirs chapit res correspondant s la huit ime part ie, cio ridot t a con il t aglio di int eri capit oli. Il 19 set t embre 1885 la Gazzet t a di Torino annuncia ai suoi let t ori la pubblicazione a punt at e del romanzo di Tolst oj, concludendo con quest e parole: siamo cert i che produrr prof onda, incancellabile impressione sullanimo dei nost ri let t ori e specialment e su quello delle nost re let t rici (Gallo1979, 475). Se i pochi f ramment i t rat t i da Guerra e pace segnano nel 1869, come si vist o, il primo e precocissimo, seppure f uggevole incont ro f ra lo scrit t ore di Jasnaja Poljana e il pubblico it aliano, il primo romanzo t olst ojano t radot t o e pubblicat o in It alia int egralment e dunque Anna Karenina. Due anni dopo la casa edit rice Treves ne pubblica unedizione in volume, priva dellindicazione del t radut t ore e corredat a di una pref azione f irmat a da Domenico Ciampoli: delledizione Treves
non si pu dire che sia una nuova traduzione, quanto piuttosto una copia di quella della Gazzetta di Torino, con un traduttore che ha di f ronte il testo russo, ma che pref erisce sbirciare il testo f rancese e quello della Gazzetta di Torino, che il pi delle volte si limita a copiare (Gallo 1979, 481).

Numerose le versioni it aliane pubblicat e negli anni seguent i, per esempio, quella che viene indicat a come la prima versione dal russo, dif f usa dalledit ore Romano di Napoli, nel 1905. La t raduzione si deve a Eugne Wenceslao Foulques, f amoso poliglot t a nat uralizzat o napolet ano, collaborat ore di varie case edit rici part enopee e divulgat ore di opere let t erarie, olt re che russe, anche polacche, inglesi, f rancesi e t edesche. O come la versione pubblicat a da Bideri, nel 1919, e f irmat a da Ugo Ricci, not o anche con gli pseudonimi Mascarillo e Tripleplat t e, giornalist a napolet ano e diret t ore de Il Mat t ino di Napoli, aut ore di una copiosa produzione in versi e in prosa, per lo pi di ambient azione napolet ana.

Quest e e le molt e alt re edizioni, per la maggior part e indiret t e, di Anna Karenina of f ert e al pubblico it aliano se, da un lat o, risult ano colme di errori di t raduzione, di gallicismi o di calchi dalla lingua f rancese, se propongono al let t ore del t empo una versione del t ut t o nat uralizzant e del romanzo russo e del cont est o cult urale di provenienza, se t rasf ormano il grande Lev in un esponent e del nat uralismo f rancese, proprio quelle edizioni, oggi f orse addirit t ura illeggibili, ebbero il grande merit o di avvicinare il pubblico it aliano alle opere di Tolst oj o, almeno, alla loro ombra. Quel pubblico, seguendo quest i percorsi di let t ura, sicurament e accident at i, avrebbe incont rat o davvero Tolst oj e il suo mondo con la versione di Leone Ginzburg, pubblicat a dalla gloriosa casa edit rice Slavia, di cui si dir pi olt re. ancora De Gubernat is a int rodurre in It alia, nel 1869, un alt ro grande esponent e del Realismo russo, Ivan Turgenev, nominandolo nella rubrica Effemeridi straniere della sua Rivist a cont emporanea: Unalt ra signora russa, la But ascevska, pubblic il Giornale di una fanciulla, con una pref azione del celebre romanziere Turghenief f (Rent on 1961a, 67). La signora qui nominat a Sof ja But kevi But aevskaja, aut rice del cit at o romanzo illust rat o Dnevnik devoki, dest inat o a un pubblico f emminile e adolescenziale, pubblicat o nel 1862 a San Piet roburgo e pi volt e riedit o con grande successo. Turgenev, come sot t olinea De Gubernat is, ne f irm una pref azione molt o lusinghiera. Sempre nel 1869 Tat iana Svet of pubblica sulla rivist a di De Gubernat is due art icoli dedicat i a Turgenev. Di quest o aut ore la Bezobrazova t raduce dal russo il raccont o lungo Acque di primavera, apparso sulla Rivist a europea nello st esso anno della pubblicazione in Russia, il 1872, e, sempre in quellanno, viene pubblicat o in volume a Firenze dalla Tipograf ia Edit rice dellAssociazione. Int eressant i le indicazioni del nome dellaut ore, del t it olo e del nome della t radut t rice: Acque di primavera: racconto russo / di Giovanni Turghenief f / t radot t o da Sof ia De Gubernat is-Besobrasov / (col consenso dellaut ore). La precisazione raccont o russo parrebbe esprimere lint ent o di present are ai let t ori la peculiarit dellopera, provenient e da una civilt ancora poco not a, ancora circondat a da unaura di esot ismo commist o a mist ero non privo di accent i inquiet ant i. Il nome dellaut ore t radot t o in it aliano e il cognome invece t raslit t erat o secondo la pronuncia f rancese: ult eriore rif lesso dellessenziale ruolo svolt o dalla cult ura f rancese nella dif f usione in It alia della let t erat ura russa. Il cognome della t radut t rice reso nella f orma maschile, mediant e un singolare at t o di nat uralizzazione: i cognomi russi, inf at t i, concordano nel genere con il nome proprio, quindi non sarebbe possibile at t ribuire un cognome maschile (cio con desinenza consonant ica) a un nome proprio f emminile. Inf ine la f rase riport at a t ra parent esi rinvia al cont at t o diret t o che alcuni rappresent ant i del mondo int ellet t uale it aliano pot evano st abilire con lo scrit t ore russo, il quale, a part ire dagli anni Sessant a, t rascorre lunghi periodi in Germania, in Inghilt erra e in Francia. Domenico Ciampoli, per esempio, circa dieci anni dopo, nel maggio del 1881, avrebbe pubblicat o sul Fanf ulla della domenica un saggio dedicat o a Turgenev, menzionando, cont est ualment e, una let t era ricevut a dallo scrit t ore in merit o alla t raduzione di una sua opera.

Come Acque di primavera, anche alcuni est rat t i del romanzo Terra vergine compaiono sulla Rivist a europea cont emporaneament e alla pubblicazione russa, a punt at e, su Vest nik Evropy; saranno poi i f rat elli Treves a pubblicare, nel 1902, la versione complet a, f irmat a da Federigo Verdinois. Il pi celebre romanzo t urgeneviano, Padri e figli, uscit o in Russia nel 1862, appare in It alia diciasset t e anni dopo, con il t it olo Il nichilismo, accompagnat o dallindicazione prima versione dal russo di F. Mont ef redin, edit a dalla Tipograf ia Edit rice Lombarda di F. Menozzi e C. Non , in realt , cert a la nat ura di t ale t raduzione: vi il sospet t o, t ut t avia non giust if icat o da alcun indizio, che la t raduzione f osse indiret t a e che loriginale di rif eriment o f osse la versione f rancese, Pres et enfants, di Prosper Mrime, pubblicat a a Parigi dalledit ore Charpent ier nel 1865. Si dovr at t endere il 1924, con ledizione int egrale curat a per Vallecchi da Enrico Damiani, e poi il 1929, con lavvent o della casa edit rice Slavia e il t alent o della t radut t rice Raisa Olkenickaja Naldi, perch i let t ori it aliani possano inf ine leggere il capolavoro di Ivan Turgenev: la raccolt a Memorie di un cacciatore, che laut ore aveva pubblicat o in pat ria nel 1852. Delle Memorie era t ut t avia comparso un cenno nel 1858 su Il Crepuscolo, cui erano seguit e, a lunga dist anza, cio undici anni dopo, le t raduzioni anonime di due raccont i cont enut i nella raccolt a, Il medico distrettuale e Ermolaj e la mugnaia, pubblicat i sul quot idiano La Perseveranza. Al let t ore di oggi pot rebbe apparire sorprendent e il rit ardo con cui le Memorie vengono t radot t e e pubblicat e nel nost ro Paese. Il loro aut ore inf at t i piut t ost o not o negli anni Set t ant a dellOt t ocent o:
In Italia si scrisse molto meno su Turgenev che su Tolstoj, ma la sua f ama non f u minore. Il suo nome, come quello di Pusckin, si identif icava con la letteratura russa. Inoltre, nella concezione popolare italiana della Russia con la sua steppa sconf inata egli appariva il primo russo veramente civilizzato (Renton 1961a, 67),

f orse t ant o civilizzat o da essere sent it o per t roppo poco russo e in def init iva assimilabile alla coeva scuola nat uralist ica (De Michelis 1997, 695). Forse la cult ura it aliana non ancora pront a ad accogliere quest opera part icolare, che si propone al let t ore come insieme di raccont i, spesso piut t ost o brevi, assimilabili a bozzet t i, a rapidi rit rat t i di personaggi dest inat i a comparire una sola volt a. Eppure t ali narrazioni, ognuna aut onoma e compiut a in s, compongono il complesso, vast o af f resco di unumanit che mai prima di allora era st at a rappresent at a con t ant a sensibilit e compassione, e t ut t avia senza alcuna not a di pat et ismo che priverebbe di f orza ed ef f icacia laut ent ico ef f et t o dellopera, f orse non del t ut t o consapevolment e perseguit o dallo st esso Turgenev: quello di denunciare lingiust izia e linsensat ezza dellist it uzione della servit della gleba. I prot agonist i sono cont adini e cont adine che narrano al cacciat ore, nonch io narrant e, le loro st orie, rivelandosi moralment e superiori ai loro propriet ari, gli esponent i della piccola nobilt t erriera, ed esprimendo ognuno una personalit ben def init a, dei t rat t i carat t eriali precisi, dando voce a desideri, aspirazioni, drammi personali. I servi della gleba, t radizionalment e assimilat i a unent it indif f erenziat a, sort a di subumanit priva di int elligenza e spirit ualit , divengono personaggi a t ut t o t ondo, raf f igurat i con t ut t e le loro luci e le loro ombre. Forse dal pubblico it aliano sarebbe st at a recepit a con dif f icolt unopera cos complessa nelle sue implicazioni sociali, probabilment e non del t ut t o not e e soprat t ut t o proprie di una civilt e di una cult ura che apparivano ancora est ranee e lont ane.

Il let t ore f rancese aveva pot ut o avvicinarsi alle Zapiski ochotnika gi nel 1858, con le versioni di Henri Delaveau, Rcits dun chasseur, e poi, nel 1869, con una versione in due volumi di Ernest Charrire pubblicat a da Hachet t e, dal t it olo Mmoires dun Seigneur russe ou Tableau de la situation actuelle des Nobles et des Paysans dans les provinces russes. Ma in quest o caso lint eresse f rancese per quest a opera non viene f at t o proprio dalledit oria it aliana. Ai let t ori f rancesi erano comunque f amigliari, pi che ai let t ori it aliani, le narrazioni della cosiddet t a lit t rat ure villageoise, rappresent at a dalle produzioni della corrent e russoviana e dai romanzi e raccont i ispirat i alla mont agna svizzera di Jeremias Got t helf nel 1854 pubblic le Nouvelles bernoises o, ancora, le Scnes villageoises de la Fort-Noire degli scrit t ori Johann Pet er Hebel e Bert hold Auerbach, t radot t e in f rancese da Joseph Maximilien Buchon (aut ore, f ra lalt ro, della versione f rancese delle f iabe dei f rat elli Grimm, Contes populaires recueillis par les frres Grimm). Inf ine import ant e non diment icare i romanzi e i raccont i di sogget t o campest re scrit t i da George Sand negli anni Quarant a e Cinquant a. Accant o a quella di Tolst oj e di Turgenev, t ra la f ine degli anni Ot t ant a e gli anni Novant a dellOt t ocent o viene int rodot t a in It alia anche lopera di Fdor Dost oevskij. Sono ancora i f rat elli Treves a pubblicare, t ra il 1887 e il 1891, la prima versione, di t radut t ore ignot o e probabilment e indiret t a, di Memorie da una casa dei morti (edit a in Russia nel 1862) con il t it olo Dal sepolcro dei vivi. Il t it olo scelt o dagli edit ori rinvia ai versi Qui menerai (non t emere gi di mort e) / nel sepolcro de vivi i giorni e gli anni t rat t i dalla Gerusalemme liberata, i quali descrivono il moment o in cui Tancredi si rit rova int rappolat o in una st anza del cast ello incant at o di Armida. Tale scelt a non probabilment e casuale, ed esprime lint ent o di present are le memorie dost oevskiane come unopera che si inserisce nel cont est o e nella t radizione della civilt let t eraria it aliana, int ent o che parrebbe conf ermat o dalla pref azione, nella quale si sot t olinea lanalogia t ra lopera di Dost oevskij e Le mie prigioni di Silvio Pellico: come opera let t eraria non c paragone possibile, ma la f orma art ist ica e lo spirit o f ilosof ico uguale nel selvaggio Dost oevskij come nel gent ile Silvio Pellico (Rent on 1961b, 80).

Int eressant e e signif icat iva la cont rapposizione t ra il selvaggio Dost oevskij e il gent ile Pellico, a sot t olineare la peculiare connot azione di incivilt che ancora carat t erizza la percezione della cult ura russa. Le Memorie di una casa dei morti sono unopera aut obiograf ica, compost a dallAut ore cinque anni dopo il suo rit orno dallergast olo scont at o in Siberia. Scrit t a in prima persona, essa rappresent a, in una serie di singoli bozzet t i, la quot idianit dello scrit t ore e quella degli alt ri ergast olani al bagno penale. Le prof onde sof f erenze f isiche e morali non gli impediscono di cogliere in quellumanit disgraziat a il carat t ere e la psicologia russi, non di rado illuminat i dal pi f ine sviluppo spirit uale. Anche nel Pellico si coglie un int enso sent iment o di carit verso il prossimo e di piet osa amorevolezza nei conf ront i dei compagni di prigionia, sent it i come f rat elli, bench nella piet Pellico manif est i pi abbandono che iniziat iva e sulla sua visione del mondo e dellumanit si rif let t a una cont emplazione est at ica della Provvidenza. Dalla pi semplice e umile umanit russa Dost oevskij t rae una verit f ondament ale, essenziale per comprendere t ut t a la sua opera: il delit t o , pi che una colpa, una svent ura e i delinquent i sono degli inf elici. E t ut t avia da quellumanit , da quei semplici popolani il narrat ore si sent e escluso e rif iut at o, perch reo di appart enere alla classe colt a, lintelligencija, che si colpevolment e allont anat a dagli ideali del popolo. Le Memorie da una casa dei morti non sono t ut t avia solt ant o una cronaca, a sua volt a occasione di rif lessione il popolo russo, anche se criminale, con la sua f ede int at t a e genuina, e con le sue energie comunque la speranza e la vera risorsa della nazione bens anche unappassionat a requisit oria cont ro le t ort ure f isiche, inut ili, essendo il cast igo insit o nella perdit a di libert . Se t rent anni prima Le mie prigioni erano st at e f at t e proprie dai pat riot i it aliani, che le impiegarono come arma di propaganda cont ro il dominat ore aust riaco pur delusi dal t ono dimesso e rassegnat o dellopera det erminando in gran part e la sua not evole dif f usione e il suo successo, le Memorie dost oevskiane ebbero una t ale risonanza da indurre il governo russo a t enerne cont o nella redazione della rif orma del sist ema carcerario, nel 1863. Forse proprio la circost anza dellanaloga esperienza cult urale e let t eraria che avvicina la Russia e lIt alia persuade i f rat elli Treves a pubblicare Dal sepolcro de vivi prima di Delitto e castigo, il quale uscir, presso la st essa casa edit rice, nel 1899 (in Francia ledit ore parigino Plon pubblica la prima versione del romanzo con il t it olo Le Crime et le chtiment, f irmat a da Vict or Derly) e si dovr at t endere linizio del nuovo secolo per vedere pubblicat i in It alia i Fratelli Karamazov e Lidiota. In merit o al t it olo it aliano Delitto e castigo sono possibili alcune osservazioni: la versione it aliana del capolavoro dost oevskiano, di t radut t ore non not o, ha per t it olo Il delitto e il castigo, t it olo che parrebbe una t raduzione calco di quello della versione f rancese. Il t ermine chtiment, che in it aliano vale per cast igo, non ha, nella sua valenza semant ica, una connot azione giuridica, present e invece nel t ermine peine, di cui quasi-sinonimo. Tut t avia al t ermine russo nakazanie, del t it olo originale (Prestuplenie i nakazanie), Dost oevskij aveva at t ribuit o laccezione di pena. Al diret t ore della rivist a Russkij vest nik lo scrit t ore russo, nel proporre la pubblicazione del romanzo, scrive quest e parole:
Nel mio romanzo vi inoltre unallusione allidea che la pena giuridica comminata per il delitto spaventa il criminale molto meno di quanto pensino i legislatori, in parte anche perch lui stesso, moralmente, la richiede (Dostoevskij 1996, 273-274; la traduzione mia).

In russo, dunque, nakazanie signif ica sia pena sia cast igo e, in ef f et t i, ha luogo nel prot agonist a, Raskolnikov, una prof onda quant o dolorosa mat urazione int eriore che lo port a ad af f ront are e a scont are la pena in t ermini di cast igo morale, cio di espiazione, cui seguono il riconosciment o della colpa commessa, il pent iment o e il rinnovament o spirit uale. Tut t o ci non doveva, per, palesarsi nel t it olo, che doveva semplicement e alludere al punt o di part enza del cammino, la pena, appunt o. Il t it olo Delitto e castigo st at o comunque mant enut o nel t empo e ha f init o con il det erminare una sort a di t radizione della t raduzione. Ancora agli edit ori Treves si deve la dif f usione del romanzo breve Povera gente, di t radut t ore anonimo, pubblicat o nel 1891; ment re a Napoli, lanno successivo, esce la versione it aliana del raccont o La mite, int rodot t o da una pref azione di Luigi Capuana int it olat a Giovanni Episcopo e Dostoevskij. Nel romanzo di dAnnunzio, pubblicat o lo st esso anno in cui esce la t raduzione del raccont o dost oevskiano, lo scrit t ore siciliano coglieva una cert a somiglianza t ra leroe dannunziano e il prot agonist a de La mite, il quale narra la propria esist enza di umiliat o e of f eso, cont inuament e oscillant e t ra il bene e il male, oppresso dal senso di colpa suscit at ogli dal suicidio della moglie, dalla quale non ha saput o f arsi comprendere. Ad Angelo De Gubernat is t ra i t ant i merit i va quello di aver f at t o conoscere al pubblico it aliano un alt ro grande esponent e della let t erat ura russa ot t ocent esca: Nikolaj Gogol. Nel 1877 sulla Rivist a europea viene inf at t i pubblicat a la prima t raduzione diret t a, f irmat a con le iniziali E.Z, de Il giornale di un pazzo, edit o in Russia nel 1834. Segue, nel 1882, quarant anni dopo la pubblicazione delloriginale, la prima versione del celebre romanzo Le anime morte, pubblicat a a Roma presso lo St abiliment o t ipograf ico it aliano, con il t it olo Le anime morte: scene contemporanee comico-satiriche. Pu f orse valere la pena sof f ermarsi sul t it olo di quest a unica t raduzione it aliana precisazione indicat a sul f ront espizio del capolavoro gogoljano. Al t it olo Mrtvye dui, che let t eralment e signif ica anime mort e, viene aggiunt a unest ensione che alluderebbe alla nat ura del cont enut o del romanzo, appunt o cost it uit o, secondo lopinione del t radut t ore o delledit ore, da scene comicosat iriche. Se, da un lat o, innegabile la presenza di moment i di int ensa ironia, dallalt ro il romanzo , in realt , un amarissimo rit rat t o della Russia di Nicola I, di unumanit grot t esca, pat et ica e degradat a. Probabilment e laggiunt a di quest a f rase mot ivat a dalla preoccupazione di at t ut ire limpat t o psicologico che la versione Le anime morte pot rebbe suscit are nel let t ore, il quale, ovviament e, ignora che con t ale espressione si indicano i servi della gleba mort i dopo lult imo censiment o e per i quali i propriet ari cont inuano a pagare il t est at ico. Nel romanzo il prot agonist a, Pavel Ivanovi iikov, int ende acquist are a poco prezzo da vari propriet ari le anime mort e, allo scopo di procurarsi un consist ent e numero di servit ori, ipot ecarli e inf ine cost it uire un ingent e capit ale. Dalt ronde anche il t it olo russo si rivel problemat ico per lo st esso Gogol: per la prima edizione del 1842 la censura impose il t it olo Le avventure di iikov o Le anime morte. Il t it olo originariament e deciso da Gogol suscit nei censori il sospet t o che laut ore int endesse alludere sarcast icament e al dogma dellimmort alit dellanima: peccat o di eresia non solt ant o nei conf ront i della religione, bens anche nei conf ront i dello St at o, la cui st abilit si ident if icava ideologicament e nel t riplice principio samoderavie, pravoslavie, narodnost (aut ocrazia, ort odossia, ident it popolare).

Del romanzo Oblomov di Ivan Gonarov, oggi ben not o, non pare sia st at a pubblicat a, nel corso dellOt t ocent o, alcuna t raduzione it aliana. Scarsa at t enzione viene rivolt a anche a echov, del quale, nel 1890, viene pubblicat o nella rivist a Fanf ulla della domenica, in t raduzione anonima, il raccont o Il tifo, apparso in Russia t re anni prima. Lesordio di echov in It alia avviene con un raccont o breve, violent at o nella t raduzione, ridot t o arbit rariament e con leliminazione di part i descrit t ive (Dodero 1979, 492). Quest o raccont o verr pi volt e t radot t o e pubblicat o. Nel 1904 verr inf at t i incluso, nella versione di Verdinois, nella raccolt a Novelle russe. Si t rat t a di una versione diret t a, bench piut t ost o libera e nat uralizzant e, carat t erizzat a da un lat o da una resa ef f icace e dalleliminazione di int ere part i, dallalt ra da manipolazioni sint at t iche e dalla mancat a resa in lingua it aliana dei carat t eri aspet t uali delle f orme verbali russe, con inevit abile t radiment o del t ono generale del t est o. Nel 1910 a Firenze i Quaderni della Voce pubblicano i Racconti. Il tifo t radot t o da uno specialist a, Sergej Jast rebzof , e rielaborat o da un let t erat o, Ardengo Sof f ici. , quest o, lesempio di unopera di t radut t ori poet icament e ispirat i di cui parla Benedet t o Croce (1936, 103). Lef f et t o, t ut t avia, almeno in quest o caso, quello di un t ono enf at ico, lont ano dal t ono lieve e apparent ement e dimesso del grande Ant on echov. Sullest remo f inire dellOt t ocent o, nel 1898, la Nuova Ant ologia propone ai let t ori it aliani la t raduzione del raccont o lungo, t ant o apprezzat o da Tolst oj, I contadini, f irmat a da Domenico Ciampoli e Olga Pages. Quest o rapido, sommario resocont o della presenza della produzione narrat iva russa nelledit oria it aliana dellOt t ocent o non pu concludersi senza un accenno allimmagine del padre della let t erat ura russa moderna: Aleksandr Pukin. Numerose sono inf at t i le t raduzioni, spesso indiret t e, delle sue liriche, sia in versi che in prosa, e dei suoi romanzi e raccont i. Nel 1876 esce a Milano, presso la Tipograf ia edit rice lombarda, La figlia del capitano: romanzo, pubblicat a in Russia quarant anni prima. Laut ore indicat o come A. Pouchekine e la t raduzione anonima, probabilment e condot t a sulla versione f rancese edit a nel 1854 a Parigi da Hachet t e, nella gi cit at a versione di Louis Viardot come rivelerebbe la t raslit t erazione f rancese del nome dellaut ore. Nello st esso anno la Rivist a europea present a una t raduzione diret t a, f irmat a E.Z., del raccont o La dama di picche, pubblicat o in Russia nel 1834. Il t it olo di quest a prima versione it aliana, La donna di picche, lievement e diverso da quello poi consolidat o dalla t radizione edit oriale it aliana. Solt ant o nel 1886 lopera di prosa pi not a dellalt ro nome della poesia russa del primo quart o dellOt t ocent o, Michail Lermont ov, Un eroe del nostro tempo, apparsa in Russia nel 1840, vede la luce in It alia per i t ipi della Sonzogno nella t raduzione di Gust avo St raf f arello. Il t it olo con il quale viene propost a al pubblico , in realt , Leroe dei nostri giorni e il nome dellaut ore riport at o sulla copert ina Michele Lermont of f . Nel corso dellOt t ocent o f ra i t radut t ori pi not i per la loro compet enza e operosit possono quindi essere ricordat i i nomi di Domenico Ciampoli, Federigo Verdinois, Nino De Sanct is, Nina Romanovsky; e poi Odoardo Campa, Eva Kuhn-Amendola, Cesare Cast elli. Non sempre le versioni it aliane propost e da quest i t radut t ori sono st ilist icament e rispet t osi delloriginale. Cos, per esempio, Et t ore Lo Gat t o comment a lopera del celebre Verdinois:

il suo torto [] f u di ritenere, come i primi traduttori f rancesi, che i russi f ossero troppo prolissi e occorressero dei tagli per rendere le loro opere pi accessibili al parlato degli italiani (Bghin 2007, 463).

Le t raduzioni, diret t e o indiret t e, f irmat e o anonime, adeguat e o non adeguat e ai rispet t ivi originali non hanno solt ant o il merit o, in quest o periodo, di dif f ondere in It alia alcune delle pi import ant i opere di prosa, e nat uralment e di poesia, prodot t e da una st agione let t eraria, quella dellOt t ocent o russo, assai f econda: esse f avoriscono la nascit a di un int eresse dapprima t imido, poi sempre pi serio e prof ondo, nei conf ront i della cult ura e della let t erat ura russa. A Carlo Tenca si deve la pi import ant e opera crit ica individuale sulla let t erat ura russa uscit a nel xix secolo (Rent on 1961a, 45), il saggio Della letteratura russa pubblicat o su Il Crepuscolo, a punt at e, da aprile a giugno 1852. Lo sguardo crit ico dello st udioso da un lat o limit at o da un iniziale pregiudizio cult urale che lo induce a esordire con quest e parole [La Russia] ha una let t erat ura di rif lesso met t edesca, met f rancese, la quale imbast ard il pensiero slavo (Rent on 1961a, 39), e che, t ut t avia, appare poi sment it o dalla vast a t rat t azione dellargoment o; dallalt ro f ilt rat o dallo spirit o risorgiment ale cui egli aderisce con prof onda convinzione e che condiziona la sua visione complessiva della cult ura let t eraria russa, present at a ai let t ori come un grandioso moviment o di liberazione. Di l a dieci anni, a Firenze, ledit ore Le Monnier pubblica la prima compiut a Storia della letteratura russa. Gli aut ori sono St epan evyrv, un int ellet t uale russo st udioso di let t erat ure classiche, greca e lat ina, e di let t erat ura it aliana, e Giuseppe Rubini, un int ellet t uale it aliano st udioso di let t erat ura russa. La loro Storia il resocont o pi esat t o apparso sino allora in It alia e cont iene molt e nuove not izie e alcune impressioni di prima mano (Rent on 1961a, 46) Non si pu non menzionare, ancora una volt a, il nome di De Gubernat is: nella sua ponderosa Storia universale della letteratura, in dieci volumi, pubblicat a a Milano dalledit ore Hoepli nel 1882, part icolare at t enzione dedicat a alla let t erat ura russa e alle sue espressioni (mit ologia, epica, poesia, prosa, t eat ro). Alt ri cont ribut i alla st oria e alla crit ica della let t erat ura russa sul f inire dellOt t ocent o si devono, per esempio, a Domenico Ciampoli, in part icolare con il volume Destini della stirpe slava. Introduzione a un corso di letterature slave allUniversit di Catania, edit o ad Acireale da Ragonisi nel 1888, e a Cesare Cant , che include una t rat t azione dedicat a alla let t erat ura russa nellopera Letterature delle Nazioni, pubblicat a a Torino dalla Ut et nel 1889, e nella Storia Universale edit a a Torino dalla st essa Unione Tipograf ico-Edit oriale nel 1886.

Ult eriore, import ant e ef f et t o prodot t o dalla divulgazione delle let t ere russe la nascit a, nella let t erat ura it aliana, di un f ilone carat t erizzat o dal t ema russo, mot ivo di ispirazioni sia di import ant i esponent i della cult ura let t eraria, sia di opere di ampia dif f usione popolare. Cos, per esempio, la descrizione del paesaggio siciliano, quindi delle propriet di Mazzar, con cui si apre il raccont o La roba di Verga, riecheggia la present azione dei desolat i possediment i di Pljukin, uno dei pi pit t oreschi propriet ari visit at i da iikov, nelle gogoljane Anime morte. In alt re opere dello scrit t ore verist a sono st at i individuat i rinvii anche a Dost oevskij, Gonarov, echov. Element i dost oevskiani paiono manif est arsi nellopera di De Marchi e in quella di Svevo, il cui primo raccont o Lassassino di via Belpoggio, pubblicat o nel 1890 sul quot idiano LIndipendent e e f irmat o con lo pseudonimo E. Samigli, rivela sorprendent i analogie con Delitto e castigo. Il t it olo di un romanzo di Grazia Deledda, Colombe e sparvieri, edit o nel 1912, parrebbe ispirat o dal t it olo at t ribuit o da Domenico Ciampoli a una t raduzione di Umiliati e offesi: Colombe e falchi, uscit a nel 1893. Sul versant e della produzione popolare il t ema russo cent rale nel romanzo di avvent ure Gli orrori della Siberia di Emilio Salgari, pubblicat o nel 1906; ment re si osserva una singolare somiglianza t ra il t it olo del gi cit at o romanzo per adolescent i, Il diario di una fanciulla, di Sof ja But aevskaja, e i t it oli dei romanzi dest inat i a un pubblico di f anciulle: Il pi bel giorno (dal diario di una fanciulla) di Art emisia Bianchi, pubblicat o a Vicenza dalla t ipograf ia Rumor nel 1908, e Verso la luce, diario di una fanciulla di Lydia Torret t a, edit o a Torino da Paravia nel 1913. Int eressant e , inolt re, la f econda produzione di opere liriche ispirat e a Tolst oj, Turgenev e Gorkij. Si possono ricordare, per esempio, Anna Karenina di Salvat ore Sasso, nel 1905; Resurrezione di Franco Alf ano, compost a nel 1904, ot t iene un not evolissimo successo: nel 1951 viene rappresent at a la millesima replica. A Giacomo Oref ice si deve, nel 1907, il melodramma Pane altrui, di mat rice t urgeneviana, e Radda, ispirat a al Makar udra di Gorkij. Nel corso dei primi due decenni del Novecent o vengono t radot t e in it aliano opere di nuovi aut ori russi o di aut ori ancora poco not i, come Ant on echov, Maksim Gorkij (part icolarment e popolare in It alia, grazie al suo lungo soggiorno caprese), Dmit rij Merekovskij (che ot t iene un vast o consenso di pubblico con i suoi romanzi st orici), Leonid Andreev. Ancora negli anni Vent i non poche t raduzioni risult ano indiret t e, dal f rancese e dal t edesco. Signif icat iva , in t al senso, la recensione al raccont o di Gorkij La mia infanzia f irmat a da Et t ore Lo Gat t o e pubblicat a, nel 1921, sul numero 12 della rivist a LIt alia che scrive:
peccato che la traduzione, che si sf orza di essere f edele, seguendo quelle tedesca e f rancese, non sia f atta direttamente dal russo. Siccome quella tedesca per f edelissima, anche questa italiana non risente troppo di essere una ritraduzione (Mazzucchelli 2007, 26).

E t ut t avia la maggior dif f usione di romanzi e raccont i russi t radot t i in lingua it aliana si deve a una sempre pi consist ent e presenza di t radut t ori dal russo, t ra i quali f igurano anche russi st abilit isi in It alia, come N. Romanovskaja, E. Kuhn, S. Jast rebcov. essenziale ricordare, poi, alt ri import ant issimi nomi, legat i alla pubblicazione di opere russe: Piero Gobet t i, Leone Ginzburg e Renat o Poggioli non solt ant o rappresent ano la russist ica milit ant e (De Michelis 2007, 696), ma sono anche t radut t ori. Gobet t i inolt re laut ore del saggio Il paradosso dello spirito russo, ment re Leone Ginzburg, ebreo russo odessit a t rapiant at o in It alia, t ra i f ondat ori della casa edit rice Einaudi. A t ali illust ri int ellet t uali si aggiunge un elenco di t radut t ori che, t ra le due guerre, arricchiscono la let t erat ura it aliana di versioni di grande accurat ezza, sia di classici, non di rado gi not i in It alia at t raverso t raduzioni, magari indiret t e, pubblicat e nel secolo precedent e, sia di opere cont emporanee soviet iche e dellemigrazione. Tra gli aut ori di t ali t raduzioni si possono ricordare, olt re al gi cit at o st udioso Et t ore Lo Gat t o, la Duchessa dAndria (con il solo t it olo nobiliare compariva inf at t i Enrichet t a Caraf a Capecelat ro), Margherit a Silvest ri, Enrico Damiani, Carlo Grabher, Raissa Naldi, Rinaldo Kf f erle e, nat uralment e, Alf redo Polledro. A quest o nome legat a la realizzazione di un proget t o edit oriale di not evole import anza per la divulgazione della let t erat ura russa: la f ondazione della casa edit rice Slavia. La Slavia nasce nel 1926 a Torino e il suo int ent o quello di pubblicare opere st raniere, in prevalenza russe, per le quali viene appunt o ideat a la collana Il genio russo. Con quest e appassionat e parole il suo f ondat ore illust ra il programma dellimpresa:
f ar conoscere agli Italiani in tutta la loro bellezza, potenza e prof ondit quei capolavori della letteratura russa che in passato essi avevano dovuto leggere, con poche eccezioni, in disinvolti travestimenti, ciniche riduzioni e grotteschi adattamenti f rancesi, o in versioni italiane acciabattate, per lo pi sulla f alsariga f rancese, da improvvisati traduttori ignari anche della propria lingua (Cazzola 1979, 507).

La nobile aspirazione di Polledro dunque quella di of f rire al pubblico almeno una part e del pat rimonio let t erario russo, nellessenza ancora quasi del t ut t o ignot o, in una lingua it aliana degna della propria ricchezza e armonia, e t ut t avia sempre rispet t osa non solt ant o della sost anza, bens anche della f orma delloriginale. Nella collana Il genio russo vengono pubblicat e le opere, cinquant aset t e in t ut t o, di cinque grandi classici: Dost oevskij, Tolst oj, Turgenev, Gogol e echov. Le t raduzioni sono diret t e, int egrali, scrupolose e sulla copert ina di ogni volume accant o al nome dellaut ore, al t it olo, allindicazione del t ipo di t raduzione (versione int egrale dal russo, prima t raduzione int egrale, ecc.) compare il nome del t radut t ore. Vast o il consenso t ribut at o dalla crit ica e dai let t ori, grazie ai quali dei quindici volumi pubblicat i nei primi due anni di vit a della casa edit rice, undici vanno subit o esaurit i e quat t ordici vengono rist ampat i e si esauriscono anchessi rapidament e. Di Dost oevskij vengono propost i ai let t ori I fratelli Karamazov, nel 1926, t radot t i dallo st esso Polledro, come pure I demoni, edit i lanno seguent e, e Delitto e castigo, uscit o nel 1930, olt re al raccont o umorist ico Il villaggio di Stepanikovo, che aveva vist o la luce t re anni prima. Quest o il comment o di un recensore su Vit a it aliana:

traduzione mirabile, perf etta. Non il pi piccolo senso di f atica, di sf orzo. Un italiano f luido, scorrevole, in cui tuttavia conservato il carattere precipuo del periodo russo e tutto lo spirito della lingua. E anzich rammaricarcene, ci pare doverci quasi rallegrare che questo gioiello darte dostoevskiana sia stato ignorato sinora e perci, invece di arrivarci in una traduzione monca o inintelligente, ci venga of f erto nella sua piena bellezza (citato in Cazzola 1979, 510).

Possiamo credere che laut ore della recensione, vist a la sua precisazione in merit o alladeguat ezza della t raduzione in t ermini di sint assi, lessico e spirit o conoscesse il t est o originale e non si limit asse, nellesprimere il suo giudizio, a considerare la sciolt ezza e la nat uralezza della lingua darrivo. La sua rif lessione sul provvidenziale rit ardo con cui quest o raccont o viene t radot t o in It alia, rinvia a unint eressant e osservazione di George St einer: dal moment o in cui il t radut t ore, o meglio, in senso ampio la cult ura t raducent e, compie lat t o di f ede che induce a scegliere un det erminat o t est o, per t radurlo e incorporarlo in s, al moment o in cui ef f et t ivament e t ale t est o verr t radot t o e incorporat o pu passare un t empo anche molt o lungo. E a volt e auspicabile che davvero quest o t empo passi. Di Dost oevskij, t ra il 1931 e il 1934, compaiono anche vari romanzi giovanili come Povera gente, Umiliati e offesi, Il sosia. Proprio nel cent enario della nascit a dellaut ore, il 1928, vedono la luce le t raduzioni di Guerra e pace, a cura della Duchessa dAndria, e di Resurrezione, f irmat a da Valent ina Dolghin Badoglio. Lanno seguent e il giovane Leone Ginzburg port a a compiment o la versione it aliana di Anna Karenina, cos accolt a da La cavalcat a di Firenze:
La traduzione di Ginzburg, f edele e signorile, d alle pagine del grande russo una perf etta resa italiana: lode, questa, che mi pare sia la pi bella che si possa f are a un traduttore (Cazzola 1979, 511).

Anche Turgenev viene f inalment e ripropost o in nuove t raduzioni: ai romanzi Padri e figli, Nido di nobili, Alla vigilia quest ult imo t radot t o da Silvio Polledro, f rat ello di Alf redo si aggiungono le gi ricordat e Memorie di un cacciatore, a cura di Raissa Naldi, def init e in una recensione pubblicat a da La cult ura di Bologna il libro pi f resco e immediat o di Turgenev, ment re la t raduzione diret t a, int egrale, compiut a scrupolosament e e pur non senza eleganza (Cazzola 1979, 512). Nel cat alogo di Slavia f igurano anche le principali opere di Gogol: Le anime morte escono nel 1932, precedut e dalla raccolt a Mirgorod e dal romanzo Tarass Bulba, t radot t i nel 1927 da Ginzburg, ment re nel 1929 appaiono le Veglie alla fattoria di Dikanka, nella versione della Dolghin Badoglio. Di echov, grazie allopera di t raduzione di Giovanni Faccioli e di Zino Zini, vengono pubblicat e dal 1927 al 1930 varie raccolt e di novelle. Alt ri aut ori russi t rovano post o, accant o a scrit t ori cechi e polacchi, in una seconda collana, int it olat a Il genio slavo: Pukin, Leskov, Gonarov (con il suo celeberrimo Oblomov, t radot t o da Lo Gat t o) e Garin; poi, t ra gli alt ri, Pilnjak, Fedin, Bunin, Remizov. La generale crisi economica dei primi anni Trent a, con il conseguent e calo delle vendit e, pone f ine allesist enza di Slavia nel 1935.

Per meglio comprendere il cont est o cult urale e anche il senso dellopera di divulgazione della let t erat ura russa, at t raverso le t raduzioni pubblicat e da Slavia, quindi il signif icat o della sua missione cult urale, pu f orse essere ut ile risalire alla preist oria della casa edit rice e ai rapport i t ra il suo f ondat ore e Piero Gobet t i. Laut ore de Il paradosso dello spirito russo aveva in animo di pubblicare nelle gobet t iane Edizioni del Baret t i unant ologia della poesia russa, a cura di Polledro, il quale, nel giugno del 1925, aveva t rasmesso a Gobet t i un elenco di aut ori e, nel cont empo, aveva cominciat o a scegliere e a t radurre alcuni t est i. In realt il proget t o non venne mai realizzat o: inizialment e f u accant onat o e, invece della pubblicazione dellint era raccolt a, Gobet t i propose a Polledro di t radurne e comment arne solo alcuni, dest inat i alle pagine de Il Baret t i. Quest a rivist a avrebbe pubblicat o, anche negli anni successivi alla mort e di Gobet t i, non pochi saggi e int ervent i dedicat i alla cult ura russa, a cominciare, nel 1925, da due scrit t i crit ici post umi dello st esso Gobet t i, su Sologub e su melev, per proseguire con due saggi di Ginzburg su Anna Karenina, nel 1927, e di suoi alt ri int ervent i nel 1928. Ancora, nel 1927 Il Baret t i ospit a un ampio saggio sullopera del drammat urgo Evreinov che, proprio in quegli anni, t ant o int eresse suscit ava in Pirandello di Raissa Naldi, in seguit o collaborat rice di Slavia. La collaborazione di Polledro con la rivist a di Gobet t i, invece, si int errompe proprio nel 1926, quando ha inizio lat t ivit della nuova casa edit rice. Ma la novit , con relat ivo successo edit oriale, che la Slavia rappresent a non suscit a unanime e indiscusso consenso nel corso del vent ennio f ascist a, anche se si evidenzia lassenza assolut a di document i che t est imonino di problemi con la censura f ascist a (Adamo 2000, 71). Il 1 luglio 1930 Il Popolo di Roma pubblica un art icolo int it olat o Che ci importa del genio slavo? f irmat o da Mario Carli, int ellet t uale di spicco del regime, il quale esprime una visione della let t erat ura del t ut t o consona alla concezione nazionalist a della lingua e della cult ura allora imperant e:
Bisogna pensare che i cinque massimi scrittori che costituiscono la grande letteratura russa del secolo scorso erano gi conosciutissimi in Italia attraverso centinaia di traduzioni in milioni di copie []. Si dir pure che la Slavia ci d anche le opere migliori di questi grandi. Conf essiamo di non sentirne af f atto il bisogno, perch troppo ci rincresce la probabilit di trovare parecchi italiani che conoscano la produzione completa di Tolstoi o di Gogol e che non abbiano mai letto Il convito, Leloquenza volgare e La monarchia di Dante Alighieri. molto utile secondo noi conoscere le letterature straniere, specialmente nei loro capolavori essenziali, ma base f ondamentale della cultura di ogni italiano deve essere la letteratura nostra la quale non ha nulla da invidiare a nessunaltra, anzi per quanto si studi e si conosca si trovano sempre in essa i f ondamenti delle letterature dogni paese con in pi la luce del Genio latino (Adamo 2000, 73).

Quant o lont ano appare t ale ragionament o dallidea di Weltliteratur f ormulat a da Goet he poco meno di due secoli prima!

Pi di cent o sono le case edit rici che nel primo quart o del Novecent o pubblicano t raduzioni di opere russe, di prosa in part icolare; molt e si limit ano a un solo t it olo, ma non poche risult ano piut t ost o at t ive. Tra quest e import ant e ricordare Treves, il cui ruolo nella dif f usione della let t erat ura russa in It alia, come si vist o, era st at o essenziale nel secolo precedent e: nel Novecent o, seppure in minore quant it , la casa edit rice milanese seguit a a pubblicare classici russi, ai quali si aggiungono i Ricordi della f iglia di Dost oevskij, Ljubov. Di part icolare rilevanza, in t ermini quant it at ivi, la sezione dedicat a alla let t erat ura russa nel cat alogo Sonzogno, circa sessant a t it oli, la maggior part e dei quali di opere di Leonid Andreev: vent isei volumi, curat i per la maggior part e da Decio Cint i o da Cesare Cast elli, anche se rarament e le t raduzioni sono diret t e e capaci di rendere in maniera adeguat a lo st ile delloriginale: Il Cint i conosce cert ament e bene il f rancese e lit aliano, ma la lingua di Andreev, mi si permet t a di af f ermarlo decisament e, non la conosce, scrive Lo Gat t o nel 1922 (Bghin 2007, 78). Tut t avia alcune versioni it aliane pubblicat e da Sonzogno recano f irme illust ri: Gobet t i, Prospero, Kf f erle, olt re a quella di Verdinois, non sempre apprezzat o da crit ici e st udiosi. Opera merit oria poi quella compiut a dalla casa edit rice abruzzese Carabba, che dal 1911 al 1940 pubblica aut ori russi classici come Pukin, Krylov, Gogol, Dost oevskij, Turgenev, Salt ykov edrin; e cont emporanei come echov, Andreev, Kuprin, Sejf ullina, Bunin e Bulgakov avvalendosi della collaborazione di Verdinois, Ciampoli, Campa. Di non secondaria import anza la collana Bibliot eca russa, diret t a dal t radut t ore e st udioso Rinaldo Kf f erle, compresa nel cat alogo della casa edit rice milanese Biet t i, f ondat a nel 1880. Accant o alle opere di Tolst oj, echov e, soprat t ut t o, Dost oevskij, essa propone al let t ore it aliano non pochi aut ori dellemigrazione come Ivan Bunin cui verr assegnat o, nel 1933, il premio Nobel per la let t erat ura Boris Zajcev, Mark Aldanov e alt ri. Olt re a Kf f erle i t radut t ori che rendono possibile la pubblicazione degli aut ori russi menzionat i sono Leo Gast ovinskij, Cesare Cast elli, Lia Neanova, Sergio Balakanciof f e August a Osimo Muggia. Sempre in area milanese si dist ingue lat t ivit svolt a dalle Edizioni Popolari At t ilio Barion, f ondat e nel 1918. La sezione del suo cat alogo dedicat a agli aut ori russi comprende essenzialment e i romanzi di Dost oevskij, Turgenev e Tolst oj e la prosa di Pukin, senza t ut t avia t rascurare la produzione novecent esca, in part icolare Dmit rij Merekovskij con Il romanzo di Leonardo da Vinci, t radot t o da Maria Racovska e Luigi Tenconi, pubblicat o nel 1933, e Lanticristo, t radot t o da Maria Miro e pubblicat o lanno seguent e. Non di rado le versioni it aliane dif f use dalle edizioni Barion sono opera di due aut ori: un t radut t ore russo, come Maria Racovska, e un let t erat o it aliano come Et t ore Fabiet t i e, soprat t ut t o, Luigi Tenconi. Negli anni che precedono e seguono la Grande Guerra la let t erat ura russa suscit a dunque lint eresse di un elevat o numero di let t ori it aliani e la sua not evole dif f usione resa possibile dalle edizioni economiche pubblicat e da Sonzogno, Biet t i e Barion e dest inat e a un vast o pubblico: sono inf at t i proprio le edizioni a basso prezzo a cost it uire il principale canale di dif f usione della let t erat ura st raniera. Proprio di unedizione Barion a prezzo popolare di un classico russo d not izia Massimo Mila in una let t era scrit t a dal carcere, alla madre, il 24 dicembre 1937, let t era segnalat a dal Laurent Bghin (2007, 83 not a):

Hai mai letto tu Resurrezione, di Tolstoi? In altre circostanze ti sarebbe parso noioso, ma ora che ti tocca bazzicar per le prigioni, probabilmente tinteresserebbe. Puoi comprarne una discreta traduzione nelle solite edizioni Barion da 2 lire, che si trovano sui banchetti, anzi, sulle bancarelle, come dicono qui (Mila 1999, 412-413).

La discret a t raduzione cui allude Mila di Luigi Ermet e Zalopy ed era st at a pubblicat a nel 1928. Di ben alt ra ent it il prezzo che lanno seguent e i let t ori it aliani appassionat i di Tolst oj devono pagare per acquist are il suo Diario intimo (1900-1904), t radot t o da Erme Cadei e pubblicat o da Mondadori: t rent a lire. Pu essere int eressant e osservare che le grandi case edit rici, con leccezione di Treves e della f iorent ina Vallecchi che si avvale della collaborazione di t radut t ori come Clement e Rebora, Carlo Grabher, Et t ore Lo Gat t o, Enrico Damiani, Boris Jakovenko, pubblicando pi di vent i opere di aut ori russi , come Le Monnier, Mondadori, Bompiani e Rizzoli, non volgono una part icolare at t enzione alla let t erat ura russa. Il numero di t raduzioni di opere russe diminuisce not evolment e proprio nel 1935, cio nello st esso anno in cui Slavia int errompe la sua at t ivit . Le ragioni di quest o calo sono numerose e complesse e, in part e sono le st esse che, in generale, det erminano una sensibile cont razione della produzione edit oriale: laument o del cost o della cart a, la congiunt ura economica connessa, sul f inire degli anni Trent a, con lo scoppio del secondo conf lit t o mondiale. Levident e e quasi improvviso arrest o del mot o di espansione della cult ura let t eraria russa si deve, t ut t avia, anche ad alt ri, e specif ici, mot ivi: innanzi t ut t o a una sort a di esauriment o delle risorse cui at t ingere opere da dif f ondere in t raduzione. I classici pi not i, inf at t i, erano ormai st at i pubblicat i da pi edit ori e in diverse versioni. E t ut t avia, proprio t ale ogget t iva const at azione, generalment e condivisa, avrebbe pot ut o indurre gli edit ori it aliani a volgere la propria at t enzione alla let t erat ura soviet ica cont emporanea, af f inch cont inuassero quindi quella merit oria opera di dif f usione della civilt let t eraria russa, animat a da un int ent o didat t ico e dalla pi o meno consapevole aspirazione a rendere possibile il dialogo f ra cult ure. Proprio qui, a quest o punt o, int erviene la censura di St at o. Il 20 maggio 1929 il Gabinet t o del Minist ero dellInt erno dif f onde via t elegraf o la circolare n18627, che d cont o di un f enomeno rit enut o pericoloso dal regime:
Da qualche tempo sono in vendita anche sui banchi f iere, a prezzo bassissimo, edizioni, alcune in ottima veste tipograf ica, di libri russi di Gorki, Gogol, Dostojisky [sic], Tolshi [corretto a penna Tolstoi], Turghenief f , etc stop []. Si dubita che at cos vasta dif f usione opere russe, data anche estrema modicit prezzi, non siano estranei nemici del regime, consci che nostro popolo, per indole et limitata cultura, est suscettibile restare impressionato da utopie e pietismo umanitario predetti scrittori stop Richiamasi attenzione EE.LL. [i prefetti] perch seguano f enomeno e adottino, ove del caso, previe dif f ide rivenditori, provvedimenti cui articolo 112 testo unico leggi pubblica sicurezza 6 novembre 1926 n. 1848 (Fabre 1998, 21).

Cos, quest a let t erat ura, che f at t a di ut opie e piet ismo umanit ario, si rivela pericolosa f oriera di germi inf et t i, capaci di cont aminare il popolo it aliano, debole di nat ura e, soprat t ut t o, di limit at a cult ura. Vari i t it oli russi sequest rat i negli anni successivi: ne sono esempi La fossa di Aleksandr Kuprin, edit o da Biet t i, e La mia vita di Lev Trockij. Da un elenco non dat at o e rif erit o a un periodo di poco ant eriore risult ano censurat i, per esempio, Il problema del comunismo del f ilosof o religioso Nikolaj Berdjaev, edit o da Vit t orio Gat t i di Brescia; Il secondo giorno, di Ilja Erenburg, pubblicat o da Biet t i, il romanzo La Madre di Maksim Gorkij (Bghin 2007, 114-115). Il sequest ro di t ali opere cost it uisce un esempio paradigmat ico dei crit eri ispirat ori della censura f ascist a: innanzi t ut t o sono da censurare le opere giudicat e immorali, quelle t acciat e di of f endere il comune senso del pudore: ne La fossa Kuprin descrive in modo crudament e esplicit o lambient e delle prost it ut e. Tit oli pericolosi sono quelli che rappresent ano una minaccia in t ermini di ideologia polit ica, come laut obiograf ia di Trockij o il romanzo La madre, considerat o un vero e proprio manuale di propaganda comunist a; non ammessi alla dif f usione edit oriale sono, inf ine, i libri scrit t i da aut ori ebrei, come il romanzo di Erenburg. Ma dal 1945 a poco a poco si ricost it uiscono le condizioni f avorevoli allo sviluppo della conoscenza della let t erat ura russa e gli anni Sessant a, soprat t ut t o, rappresent eranno un periodo di amplissima dif f usione di nuove t raduzioni di aut ori russi, classici e cont emporanei, f ra quest i ult imi f igureranno Past ernak, Bulgakov, Belyj, Zoenko, Olea, Babel. Sar proprio allora che si avverer la prof ezia pronunciat a dallabat e Denina nel 1763: Noi leggerem f orse libri russi (Rent on 1960, 46). Bibliograf ia
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