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Streghe, Esseri Fatati ed Incantesimi nellItalia del Nord


La magia popolare delle sagae italiane dagli Etruschi all800
Dallautore di Aradia, il Vangelo delle Streghe

Charles Godfrey Leland


[1892]

Sommario
Prefazione Introduzione pag. pag. 5 6

Prima Parte Dei e Folletti


Capitolo 1 Tinia Teramo - Buschet - Impusa della Morte- - Siero - Norcia, la Dea dei tartufi Aplu Turanna Pano pag. 16 Capitolo 2 Maso Mania della notte pag. 37 Capitolo 3 Feronia Silviano Pal Esta Carmenta Il Sentiero pag. 41 Capitolo 4 Faflon Lo Spirito della Contentezza Corredoio Orco - Tesana Spulviero Urfia pag. 49 Capitolo 5 Lari, Lasa e Lassi Losna Laronda Lemuri Tago Fanio Querciola Sethano pag. 60 Capitolo 6 Carradora Vira Bergoia Bughin Ganzio Alpena pag. 78 Capitolo 7 Tituno Albina Verbio Dusio Remle Jano, Meana, Montulga, Talena Pico pag. 89 Capitolo 8 Floria Ra Bovo Attilio La bella Marta Diana ed Erodiade Offerte agli Spiriti pag. 101 Capitolo 9 Lo spirito dello scaldino Artemisia Red Cap La stregoneria nellarte antica La Dea dei 4 venti, lerba rosolaccio La Madonna del Fuoco pag. 118 Capitolo 10 Cupra Le streghe del noce Le streghe e la stregoneria Gli uomini della grandine e delle nuvole Storie di streghe e goblin Santi stregoni pag. 135

Seconda Parte Incantesimi, divinazione, talismani e cure, medicina, amuleti


Capitolo 1 La stalla del maiale Lincantesimo delledera e della statua Lincantesimo del ragno pag. 186 Capitolo 2 Uccelli e tesori Lincantesimo della stella cadente Lincantesimo delle ghiande Lincantesimo della rondine Cure minori da Marcellus I tre Saggi dellEst e le medaglie delle streghe pag. 196 Capitolo 3 Lesorcizzazione della morte Lincantesimo della culla Divinazione con il piombo Divinazione per mezzo dellolio Piromanzia ed incenso Lincantesimo della lampada pag. 214 Capitolo 4 Incantesimi negativi Lincantesimo della pietra forata e della salagrana Lincantesimo della conchiglia e del tono della pietra Il canto del gallo Divinazione con le ceneri pag. 231 Capitolo 5 Lametista Lincantesimo della campana Lincantesimo della bollitura degli abiti Stregoneria con gli anelli Amuleti, presagi e piccole stregonerie Piombo ed antimonio pag. 245

Turan, o Venere

Prefazione
La versione originale di questo libro consta di alcune centinaia di pagine, di cui molte solo di introduzione. Abbiamo ritenuto, nellinteresse del lettore, abbreviare lintroduzione stessa togliendo tutte quelle ripetizioni sulla difficolt di reperimento delle informazioni ivi contenute e notizie minori, nellottica di ottenere un testo ugualmente interessante ma dando maggiore importanza alle informazioni sostanziali sulle Divinit, gli spiriti e gli incantesimi. Per quanto riguarda questi ultimi, abbiamo tagliato esclusivamente le parti in cui venivano descritti incantesimi cruenti, in cui si faceva scempio di vite animali, non ritenendole utilizzabili in alcun modo; si sa che a tuttoggi non si purtroppo ancora sviluppata del tutto unottica di rispetto verso le creature viventi non umane e che tantomeno vi era alcuna forma di rispetto per esse nei secoli e nei millenni passati. Culturalmente non riteniamo utile ricordare cose negative come se non lo fossero ed per questo che ci siamo visti costretti ad operare questi tagli. Siamo certi che i lettori troveranno ugualmente interessante e valido questo testo e non ne sentiranno la mancanza. Come si potr notare pi volte nel corso del testo, lautore considerava la Romagna e la Toscana ununica regione allinterno dellItalia. Cos talvolta si trova nel testo Toscana e poche righe dopo, riferendosi alla stessa cosa, Romagna. Vi auguriamo una buona lettura!!

Gli Editori

Introduzione
Nel Nord dellItalia vi una zona montagnosa conosciuta come Toscana Romagnola, i cui abitanti parlano una forma grezza di dialetto bolognese. Questi Romagnoli sono evidentemente una razza molto antica e pare abbiano conservato tradizioni ed usi quasi immutati da un periodo di tempo incredibilmente antico. Negli ultimi anni si disquisito sulla possibile origine etrusca dei Bolognesi e pare si sia deciso che non lo sono. Nulla da dire, a questo riguardo: probabilmente loro erano l prima degli Etruschi. Ma questi ultimi hanno in un certo periodo dominato tutta lItalia ed molto probabile che abbiano lasciato in zone remote quelle tracce della loro cultura di cui parla questo libro. Il nome Romagna viene applicato a quella zona perch un tempo essa faceva parte del dominio papale o romano. Per intenderci, la regione di cui parlo si pu descrivere come quella tra Forl e Ravenna. Tra questa gente la stregheria o stregoneria o, come ho udito chiamarla, la vecchia religione esiste ad un grado tale che molti Italiani ne rimarrebbero stupiti. Questa stregheria, o vecchia religione, qualcosa di pi della magia e qualcosa di meno di una fede. Consiste nelle rimanenze di una mitologia di spiriti, i principali dei quali conservano i nomi e gli attributi degli antichi Dei Etruschi come Tinia o Jupiter -, Faflon o Bacco e Teramo (in Etrusco Turms) o Mercurio -. Accanto ad essi continuano ad esistere, nei ricordi di pochi, le Divinit rurali Romane pi antiche come Silvanus, Palus, Pan ed i Fauni. A tutti loro vengono tuttora indirizzate - o almeno conservate le invocazioni o preghiere in grezze forme metriche e vi sono molte storie attuali a loro riguardo. Tutti questi nomi, con i loro attributi, le descrizioni di spiriti o Dei, invocazioni e leggende si trovano in questopera. Strettamente unita alla credenza in queste antiche Divinit vi la vasta massa di curiosa tradizione, che dice per esempio che vi uno spirito in ogni elemento o cosa creata, come per esempio in ogni pianta e minerale, ed un guardiano o uno spirito guida per tutti gli animali; o, come nel caso dei bachi da seta, due: uno buono ed uno cattivo. Ed anche che i maghi e le streghe talvolta rinascono dai loro discendenti; che tutti i tipi di goblin,

brownies, red-cap ed esserini alti tre pollici vivono nelle foreste, nelle rocce, nelle torri in rovina, nei focolari e nelle cucine o nelle cantine, dove alternativamente fanno ammattire o deliziano le fanciulle in breve, tutta quella compagnia pittoresca di spiriti familiari che vengono considerati con orgoglio di ascendenza nordica dagli archeologi tedeschi ma che linvestigazione indica fossero di casa in Italia quando Roma era ancora giovane, o forse nemmeno era stata costruita. Che questa tradizione sia teutonica o italiana o di origine ariana o asiatica o, come insegna la nuova scuola, sia cresciuta da s spontaneamente e sporadicamente dapperutto, non pretendo di essere io a determinarlo; sufficiente dire che sar soddisfatto se questa mia raccolta si dimostrer essere di qualche valore per coloro che si pongono questa domanda. Collegata a questa credenza nei folletti, o spiriti minori, ed alle loro osservanze e tradizioni vi sono moltissime cure magiche con incantesimi appropriati, magie e cerimonie per attirare lamore, per eliminare ogni influenza negativa o portare certe cose a compimento; per vincere un gioco, per evocare spiriti, per assicurarsi buoni raccolti o un felice ritorno per un viaggiatore e per fare divinazione o cose malvagie in molti modi curiosi tutte cose antiche, come dimostrato dalle allusioni degli scrittori classici che hanno conosciuto questi incantesimi. Ed io credo che in certi casi ci che ho raccolto e scritto fornir probabilmente molto di ci che manca negli autori precedenti sit verbo venia. Molti contadini nella Romagna e nella Toscana hanno familiarit con i resti di questi incantesimi, ma la loro abile ripetizione ed esecuzione nelle mani di certe oscure streghe ed oscuri stregoni che appartengono a famiglie mistiche, in cui larte occulta viene preservata di generazione in generazione con gelosa paura dei preti, della gente acculturata e di tutti coloro che diffidano di tutto ci che non sulla via, tutta quella gente onesta, cos che non esagerato dichiarare che i viaggiatori non hanno fiducia nella verit di nessun uomo, perch li hanno beccati a dire delle bugie. Come accadde a me un giorno a Bath, dove venne dichiarato in un vasto accampamento di zingari che io dovevo essere o Rumeno o di sangue rumeno, perch ero il bugiardo pi grosso che avessero mai incontrato la bugia, in questo caso, era unarrogante quanto vanagloriosa asserzione da parte mia in cui dicevo che, nonostante al momento fossi senza un penny, avevo a casa 24 sovrane doro, 18 scellini dargento e due pence in b ronzo. Ed io non credo aggiunse lo zingaro che lui abbia sei dannati penny. Ma lui a posto. Cos questi viaggiatori della scura strada della magia riconobbero nel portatore della Pietra Nera del Voodoo, il pupillo dellIndiano rosso medaolin ed il rye zingaro (ed uno che aveva anche il

borsellino sempre pieno di feticci in sacchettini rossi), qualcuno che era degno di fiducia, anche se non era prodigo di caff, piccole bottiglie di rhum, sigari ed altri requisiti minori che generalmente favoriscono molto la convivialit e la reciproca comprensione nella saggezza. Tra queste sacerdotesse dellincantesimo nascosto una dama pi anziana ha generalmente in mano alcune ragazze pi giovani, che istruisce prima nellarte dello stregare o del colpire i nemici e poi nei procedimenti pi importanti per annullare o sciogliere gli incantesimi altrui, causare amore reciproco e donare fortuna. E qui posso osservare che molti degli incantesimi descritti in questo libro vengono considerati gelosamente come segreti che, mi stato assicurato, se uno non in confidenza con coloro che possiedono tale tradizione, potrebbe cercarla invano. Una grande parte di essa quasi estinta ed in articolo mortis, vel in extremis, mentre altri dettagli sono generalmente conosciuti. Una parte molto interessante e curiosa di questo mio libro consiste in una quantit di rimedi occulti tuttora conservati tra i contadini della montagna fin dallantichit. Marcellus Burdigalensis, medico di corte dellImperatore Onorio nel IV secolo, raccolse un centinaio di cure magiche per le malattie pi ricorrenti nelle classi rurali del tempo. Come ci informa in un libro intitolato De Medicamentis Empiricis, le ha raccolte ab agrestibus et plebeis (da contadini e gente comune). Questa collezione stata pubblicata da Jacob Grimm in un lavoro intitolato ber Marcellus Burdigalensis, Berlin, 1849. Questi talismani erano molto antichi anche ai tempi di Marcellus e, come buona parte dellantica magia Romana, erano probabilmente di origine etrusca o toscana. Di queste cento magie ne ho trovate circa met di uso corrente o almeno conosciute. Come vengono descritte da Marcellus sono spesso imperfette, mancando molti incantesimi. Alcuni di essi sono stato in grado di fornirli qui e penso che nessun lettore critico che li paragonasse a quelli da me raccolti potrebbe dubitare che queste formule italiane contengano almeno lo spirito degli originali antichi. In aggiunta a questi ho incluso molte storie curiose, aneddoti ed esempi, molti dei quali sono identici o simili a molti di quelli narrati da Ovidio, Virgilio, Plinio, Catone, Varro ed altri ne risulta che unattento paragone tra essi pu certamente convincerci che i contadini della Romagna Toscana, che hanno vissuto fin dalla preistoria con pochi cambiamenti, hanno conservato attraverso il dominio etrusco, latino e poi cristiano uno sciamanesimo primitivo o un grezzo animiamo (ladorazione degli spiriti) ed un sistema molto semplice di stregoneria che certamente interesser gli studenti di etnologia.

Il risultato delle mie ricerche stata la raccolta di un numero eccezionale di formule magiche, storie e poemi che avrebbero oltrepassato limiti ragionevoli sia come numero di pagine che come pazienza del lettore, se li avessi pubblicati tutti. Ci che qui contenuto credo sar molto interessante per tutti gli studenti di tradizione classica di ogni genere ed estremamente interessante in quanto illustra la sopravvivenza a tuttoggi degli Dei in esilio in maniera pi letterale e su scala pi estesa di quanto Heine abbia mai sognato. Ed io penso che spiegher anche molte questioni minori: per esempio, Mller nella sua grande opera sugli Etruschi difficilmente avrebbe potuto dubitare che i Lasi fossero la stessa cosa dei Lari se avesse saputo che gli spiriti degli antenati vengono tuttora chiamati in Romagna Lasii, Lasi o LLasii. Devo esprimere qui la mia grande riconoscenza al mio amico Professor (ora Senatore) D.Comparetti di Firenze, che non solo ha messo la sua ammirevole biblioteca a mia disposizione, ma mi ha anche aiutato materialmente tramite consigli, avvertimenti e critiche. Ed anche suo genero, il Professor Milani, direttore del Museo Archeologico ed Etrusco e che come antiquario etrusco non , io penso, secondo a nessuno. Ne approfitto per dirigere lattenzione del lettore sul suo magnifico lavoro, che sta per essere pubblicato con il titolo di Le Divinit e la Religione degli Etruschi e che un resoconto completo di tutto ci che si conosce sulla materia. Per quanto riguarda lautenticit delle mie informazioni, devo osservare che le persone da cui le ho ottenute sono state in ogni caso troppo illetterate per comprendere i reali motivi per cui le raccoglievo. Esse erano alloscuro di qualunque classico ad un livello che supponevo insolito in Italia. Ho letto molte volte le liste dei nomi delle Divinit Romane senza che ne fosse da loro riconosciuta alcuna, fino a quando venivo fermato solitamente su un nome etrusco -, si prendevano un minuto di riflessione e quindi mi fornivano i risultati. La stessa cosa accaduta riguardo a superstizioni, storie o altre tradizioni spesso non le riconoscevano affatto o le conoscevano con grosse differenze. Se mi avessero voluto mentire, mi avrebbero detto di s a tutto. Ma nella maggior parte dei casi i miei informatori non mi rispondevano ma andavano a consultarsi con altre streghe o scrivevano per chiedere informazioni ad amici che vivevano in Romagna. Cos accaduto spesso che mi ci siano voluti da settimane ad anni per raccogliere determinate informazioni. I veri pionieri del folklore hanno sempre un compito ingrato. Devono superare difficolt di cui pochi lettore possono comprendere la portata e devono lottare con limperfezione della lingua, dei ricordi e dellintelligenza di vecchi ignoranti che hanno

mezzo dimenticato le tradizioni o con ignoranti pi giovani che le hanno imparate solo a met. Riguardo a questo io sono stato il pi esatto possibile, date le circostanze, e se qualcuno dovesse avere bisogno di ci che nhil est, quod cura et diligentia perfici haud possit, posso solo rispondere che in questo lavoro io ho esaurito la mia. Ed sfortunatamente vero che nel collezionare le tradizioni folkloristiche, come nel tradurle, il critico potrebbe cogliere errori a non finire, se volesse, o mostrare come lui avrebbe potuto migliorare lopera revisionando i migliori libri sulla materia ed ecco una delle cause principali per cui oggigiorno molti dei libri migliori non vengono scritti affatto. Perch in verit non rendono molto denaro e, se vi si aggiunge il discredito, si pu solo dire come quel ministro scozzese alla moglie: Se tu non possiedi n fortuna n grazia, Dio sa quale brutto fardello mi sono caricato prendendo te. Bisogna osservare che tutte queste superstizioni, osservanze, leggende, nomi ed attributi degli spiriti sono attualmente lontani dallessere generalmente conosciuti. Gran parte della tradizione stata originariamente confinata alle strege, le streghe, che sono poche e distanti tra loro, come segreti della loro professione illegale. Nuovamente, in seguito le generazioni pi giovani hanno smesso di interessarsi a tali cose e, riguardo ai nomi di certi spiriti, difficile trovare anche pochi vecchi magari uno qua ed uno l che se li ricordino. Mi stato quindi molto difficile verificare con ogni mezzo a mia disposizione lautenticit di ci che mi veniva detto, particolarmente i nomi e gli attributi di spiriti o Dei. La persona pi intelligente tra quelle che mi hanno aiutato in questo lavoro ha fatto del suo meglio per intervistare pi di una vecchia. Per fare questo stato impiegato in particolare un giovane contadino intelligente. Egli andava al mercato nei giorni in cui i contadini scendevano a frotte dalle montagne e chiedeva alle vecchie ed ai vecchi provenienti da vari luoghi se conoscessero questo o quello spirito. Ebbe molto successo nel verificare quasi tutti i nomi che fornisco qui, ma disse che aveva trovato difficolt riguardo ad alcuni, prima di tutto perch solo pochi anziani conoscevano i nomi che ero particolarmente desideroso di confermare come Tinia, Faflon e Teramo e, in secondo luogo, perch questa gente era molto restia a parlare di ci che sapeva, perch queste cose erano scongiurate (proibite dai preti). Aderendo strettamente alla lettera alle sue istruzioni, tuttavia egli non solo ottenne le verifiche ma indusse molti vecchi contadini a scrivere delle dichiarazioni, o fogliettini, riguardo a quello che avevano affermato. Scritte su strisce di carta di vari colori, queste dichiarazioni hanno un effetto curioso ed appaiono come testimonianze del carattere delle antiche Divinit. Ecco un esempio di questi documenti:

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I Lasii sono gli spiriti dei nostri antenati e vengono conosciuti a Santa Sofia. Augusto Fierrari, marzo 1891 Fafflond (Faflon) o Fardel lo spirito del vino. Viene conosciuto come Politeo (Portico). Ottavio Magrini Tigna, il grande spirito del lampo, conosciuto qui a Dovadola dai tempi antichi. V. Del Vivo Teramo lo spirito dei mercanti, dei ladri e dei messaggeri. Viene conosciuto a San Benedetto, dove le azioni di questi spiriti sono state riferite per molti anni. Tito Forconi, marzo 1891 Enrico Rossi testimonia su Mania della Notte, lincubo, che veniva ricordata un tempo da molti ma ora da molto tempo che nessuno a Galeata parla pi con lei. Ho molte altre di queste dichiarazioni; basti dire che questo giovane, con laiuto del padre e degli amici, ha verificato con molto successo tutti i nomi tranne 3 o 4. Dovrei tuttavia dire che questi agenti erano eccezionalmente qualificati per questo obiettivo, avendo una donna saggia in realt due in famiglia. In alcuni rari casi lortografia dei nomi variava. Cos Peppino dichiara in una lettera che il nome giusto di Faflon Faflo e che i Lasii sono llasie. Tengo a dire che ho fatto tutto ci che era in mio potere per verificare lautenticit e la reale esistenza dei nomi e degli attributi di questi spiriti, cos come delle altre materie del folklore trattate in questopera. Bisogna notare unaltra difficolt o contraddizione. Molte superstizioni ed osservanze vengono registrate come se fossero tuttora di uso corrente o ben conosciute, mentre in realt sono quasi dimenticate, mentre altre sono ancora familiari alla massa. Ho parlato spesso di cose come viventi che stanno rapidamente divenendo obsolete perch cos hanno detto i miei informatori, secondo la moda dei vecchi: ut est nobis pauloant commemoratum. Mi stato detto che queste storie e questi riti stanno morendo molto rapidamente, che 20 anni or sono si sarebbe potuta raccogliere una vasta e curiosa collezione di esse e che tra 10 anni probabilmente sar impossibile trovare i nomi delle vecchie Divinit o pi di un semplice frammento di ci che io ho preservato e che gran parte di esse morta o svanita tra la gente da quando ho cominciato a raccoglierle. Per tutto ci desidero il giusto riconoscimento. Devo anche chiederlo per ci che qualche lettore potrebbe considerare come un difetto. Gran parte di queste tradizioni popolari provengono da persone che le hanno imparate molto tempo fa e che, consciamente o meno, hanno spesso solo un pallido ricordo di una canzone o di un incantesimi e cos, volontariamente o meno, lo hanno ripetuto magari imperfettamente cos come se fosse stato fatto tra contadini, che non sono affatto accurati in tali cose e tuttavia possiedono il

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grande dono dellimprovvisazione. Che il motivo o la tradizione siano in ogni caso esistiti ed in questo senso conservati, di questo sono certo. Semplicemente voglio dire che ho raccolto e pubblicato meglio che potevo, facendo del mio meglio per operare una selezione tra una massa di materiale terribilmente mescolata e confusa e non avrei potuto fare di pi. Coloro che sono pi qualificati di me potranno fare un lavoro migliore. Ci che apparir strano a molti lettori che molti degli incantesimi ed altre parti della narrazione che ho reso in rima sembrano in originale come mera prosa. Richiamo una speciale attenzione su questo, perch ha rappresentato per me una particolare difficolt. Ci che ho sentito cantare in arie, che suonava melodiosamente, lho reso in una forma quasi poetica chiamata cantare alla contadinesca, che significa cantare la prosa in maniera particolare. Per illustrare ci potrei citare una canzoncina molto popolare: Ma guerda la Rusena afazeda a la finestra che non possiede n in romagnolo n in Italiano traccia di rima o ritmo e che, datami per iscritto, sembra maggiormente in prosa rispetto alla maggioranza degli incantesimi o poemi di questop era. Sono grato al Senatore Comparetti di Firenze per avermi fatto notare che questo avrebbe potuto sembrare a molti lettori un errore ed ho quindi dedicato a questo una spiegazione particolare. Ma devo anche alla sua vasta conoscenza il riconoscimento che non meno vero che in molti paesi, per esempio in quelli slavi, vediamo incantesimi popolari che passano rapidamente dalla poesia alla semplice prosa. Questo il primo stadio del decadimento ed abbastanza naturale che coloro che hanno acquisito le tradizioni popolari in questa incerta forma mezzo mutata la rendano in maniera imperfetta. Quando verr la prossima generazione, esse saranno interamente perdute e magari gli antiquari saranno grati di libri come il mio, per quanto pieni di difetti. Tratto dal mio Gipsy Sorcery quanto segue: Negli ultimi anni stato scoperto che in India, durante le migliaia di anni di dominio brahmanico, buddhista e maomettano sempre esistito tra il popolo un grezzo sciamanesimo, unadorazione degli spiriti e delle pietre che ricorda la stregoneria e che ha formato una religione di per s, venuta alla luce quando il governo inglese ha tolto loppressione religiosa. Questa religione consisteva nel porre piccole pietre a mo di Stonehenge o altri monumenti druidici ed in altri riti del tipo pi primitivo. Ed molto evidente che dappertutto le antiche religioni sono fondate su tale fede. Ma io sono stato molto stupito di scoprire che in Toscana, la parte pi illuminata dellItalia, durante tutto il dominio dei Romani es istita una fede pagana, o qualcosa del genere, in grado straordinario. Perch non si tratta

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solo di una semplice possibilit di sopravvivenza delle superstizioni qui e l, come in Inghilterra ed in Francia, ma di un sistema completo, com abbondantemente provato. Alcuni anni fa il Conte Angelo De Gubernatis durante una conversazione inform Mr. Gladstone che tuttora tra i contadini toscani vi pi paganesimo che cattolicesimo. Io ripetei questa affermazione ad una donna che stavo impiegando per raccogliere le storie tradizionali ed ella rispose: Certamente vi dieci volte tanto pi fede nella vecchia religione, perch i contadini hanno fatto ricorso ai preti ed ai santi nelle grandi occasioni, ma usano la magia ogni giorno per qualunque cosa. In un altro momento, esprimendo stupore riguardo al fatto che una determinata ragazza cresciuta nel paese ignorasse il nome degli spiriti e non ricordasse nulla riguardo alla stregoneria, ella dapprima se ne risent e poi, eccitata, esclam: E come dovrebbe una stupida sciocca come me, che teme i preti ed i santi, sapere tutto? Io mi professo cattolica, s, ed indosso una medaglia per provarlo e qui, agitata, tir fuori la medaglietta di un santo appesa ad una catenina ma non credo in nulla di tutto ci- Tu sai in cosa credo. S, la vecchia religione risposi io, dalla quale ho tratto quella strana stregoneria Etrusco-Romana che descrivo in questo libro. La magia era la sua vera religione. Molta di questa magia mescolata con riti e santi cattolici ma anchessi sono spesso di origine pagana. Alcuni santi, come Antonio, Simeone ed Elisha, appaiono come stregoni o folletti e ci si rivolge a loro con antiche cerimonie pagane nelle cantine ed incantesimi. La credenza nei folletti, un termine generico per indicare i goblin ed altri spiriti familiari, trascende le fiabe tipo quelle dei fratelli Grimm per entrare nella credenza popolare come parte della religione ed essi vengono invocati in buona fede. In Toscana vi una cultura di adorazione dei feticci che non cattolica: per esempio, quella di strane pietre e di molte curiose reliquie. Tuttavia vi , come ho sottolineato, molto mistero e segretezza in tutto questo culto. Vi sono i suoi professori: uomini, ma principalmente donne, che raccolgono incantesimi e magie e se li insegnano a vicenda e tengono incontri; vi quindi una sorta di scuola per le streghe e gli stregoni che, per molte buone ragioni, elude losservazione. Io ho avuto loccasione di conoscere a Firenze un veggente, iniziato a quei segreti, la cui memoria eccezionale non possedeva solo formule magiche ma anche canzoni e storie. Una familiarit con la tradizione popolare e la stregoneria quale quella che io posseggo grazie alla fiducia altrui in me, mi ha permesso di penetrare in questa strana foresta oscura abitata da streghe ed ombre, Dei scomparsi e goblin dimenticati dei tempi antichi, quando tradizioni popolari di ogni tipo abbondavano a livello tale che avrei molto altro da pubblicare oltre a questo

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libro. Per far questo sono andato in strani luoghi ed ho fatto strane conoscenze, cos che il lettore potr immaginarsi qualcosa molto fuori dal comune e spesso selvaggio e davvero strano per esempio profetico quando il veggente era sulle carte, come drammatico accompagnatore di ogni incantesimo e leggenda di questo libro, facendo giustizia. So bene uanto sia difficile raccogliere storie popolari tra gli Indiani rossi, molto reticenti, ed i Rumeni, ma lestrarre la stregoneria dalle streghe italiane stato pi difficile ancora. Anchio ero tra le ombre. La straordinaria tenacit con cui i contadini toscani hanno conservato questi frammenti della loro antica fede in accordo con il loro antico carattere. Livio dice di loro che erano una razza che superava tutti in devozione ai riti religiosi e nellarte di coltivarli (V, I, 6). Ma, come sottolinea Karl Ottfried Mller nel suo Die Etrusker, unopera che mi stata molto utile, mentre i Greci esprimevano i loro sentimenti religiosi con coraggio in varie forme i Toscani le univano nella maniera pi intima ad ogni interesse pratico domestico. La divinazione toscana ha conseguentemente il tratto pi caratteristico della nazione ed il Hauptpunkt o linizio della loro azione ed educazione intellettuale. E questo spirito sopravvive tuttora. Tra tutte le guerre e le convulsioni dellItalia i contadini della Toscana sono rimasti la stessa razza. Inglesi e Francesi sono il risultato di mescolanze moderne di popoli ma gli Italiani, come Marble Faun di Hawthorne, sono assolutamente antichi, se non preistorici. In Italia vi sono famiglie che ritrovano i propri cognomi nei monumenti etruschi delle loro dimore. E Cicerone, Tacito, Livio, Virgilio e molti altri testimoniano che tutta la loro divinazione e le loro pratiche religiose sono state tratte da e basate su lautorit etrusca. Questo dice Mller veniva condiviso dalla gente comune. In Italia vi erano scuole, come quelle dei profeti Ebrei e dei Druidi Gallici, in cui veniva insegnato il sistema. E tuttora esiste tra le streghe toscane unultima reliquia di questo. In tempi posteriori i maghi caldei presero piede a Roma con la loro astrologia, ma gli augures etruschi erano ancora una potenza, tanto che ancora nel V secolo A.D. venivano consultati per la nascita di Claudio. Nel 408 essi protessero Narnia invocando i fulmini contro i Goti (Mller). I libri di magia etrusca erano comuni tra i Romani. Al tempo di Cicerone (Cic. De Div. I, 33) ve ne erano molti. Mi stato assicurato che esiste ancora una collezione scritta di incantesimi ed amuleti tuttora in uso mi stata promessa in dono, ma non sono riuscita ad ottenerla. Ho tuttavia un grosso manoscritto di questo tipo, scritto per me grazie a raccolte e ricordi e che ho usato per scrivere questo libro.

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Ho illustrato ampiamente la mia raccolta con esempi tratti dalla lettura e vi ho aggiunto delle storie che hanno curiose connessioni con le superstizioni e le tradizioni classiche. Vi sono anche alcuni dati riguardo a certe piante, che mostrano in che modo la credenza che molte erbe e fiori possiedano un essere fatato che vi dimora e siano essi stessi esseri fatati sopravviva tuttora, con un livello di personificazione che da molto tempo scomparso nella maggior parte degli altri paesi europei.

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Prima Parte

Dei e Folletti
Capitolo 1
Tinia
Tinia era la Divinit suprema degli Etruschi, analoga allo Zeus dei Greci ad a Jupiter; era il centro del mondo divino etrusco, il potere che parla nel tuono e discende nel fulmine. Egli solo aveva 3 diverse saette da lanciare. The Cities of Etruria, G. Dennis Era una contadinella con un piccolo carretto a mano per le strade di Firenze. Se fosse stata a Londra avrebbe avuto da vendere delle mele o delle noci, ma era in Italia ed aveva uno stock di antichi classici in pergamena; aveva molto materiale teologico del tipo pi tetro, il frammento di un lituus Romano ed un foglio di antiche medaglie di bronzo. Di queste ne presi 12, pagandole 2 o 3 pence ciascuna, come volevo e, quando il pagamento venne accettato con un sorriso, seppi che la venditrice dagli occhi blu aveva realizzato il cento per cento di profitto. Ad un esame vidi che avevo comprato: 1. la medaglia di bronzo che Pietro Aretino aveva coniato in proprio onore con liscrizione Divus p. Aretinus flagellum Principum, di cui avevo spesso letto ma che non avevo mai visto e che avrei dato ogni giorno due pence per possedere; 2. un bronzo molto buono di Giulio Cesare, con la facciata posteriore appiattita con un martello ma con limmagine di quel grande uomo perfetta; 3. Nerone Claudio Cesare. Un bronzo dorato in buono stato di conservazione, con locchio malvagio ed il collo taurino eseguiti a perfezione;

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una strana ed antica medaglia greca in bronzo bianco duro di Luson Basiles, con sullaltro lato apparentemente le Tre Grazie con la scritta Apol ed accanto Dionuso Lares. Qui viene chiamata denaro delle streghe; 5. una medaglia del 1544, perfetta, rappresentante un Cardinale che, dallaltro lato, un giullare con cappello e campanelline con il motto Et Stulti aliquando sapite. Tutte erano interessanti e curiose ma non mi propongo di catalogarle. Ci che mi ha colpito stata la notevole rassomiglianza di tutti questi ritrovamenti ed il modo in cui li ho avuti con le leggende ed altre tradizioni che ho raccolto in queste pagine. Anche queste discendono dai tempi dellantica Roma; alcune sono tristemente rovinate ed altre, come il Nerone, sono ricoperte con una spessa patina olivastra che stata rimossa per restaurarle, cos come un curato inglese restaura una chiesa gotica; altre ancora, come il Giulio, hanno solo una leggera ruggine; alcune appartengono al rinascimento cattolico-pagano una una Leone I; in breve, in una societ come nellaltra vi sono gli stessi elementi, i Lari cristiani e pagano sono stati mutati in goblin, Dionysus-Faflon, denaro delle streghe, volgarit e grandezza imperiale. E tutte sono state raccolte, le medaglie come le cose varie, insieme alle loro leggende da povere contadine che ignoravano beatamente le loro origini classiche eccetto per il fatto che in esso vi era qualcosa di magico. Se riflettete un istante su questi oggetti, capirete che il bronzo della mia medaglia di Giulio Cesare pu provenire dalla fusione di altre medaglie o oggetti pi antichi di quando nacque colui che, come un Colosso, fu padrone del mondo. Pi grezzo un bronzo e pi antico potrebbe essere; perci ne deriva che queste leggende toccano la notte dei tempi. Vero anche che vi sono cose grezze risalenti a date posteriori e nella mia collezione ve ne sono alcune. Proceder ora con una delle mie prime scoperte.

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Aplu, Tinia, Teramo Heine ha mostrato nel suo Gods in Exile come le antiche Divinit classiche siano scese nel mondo dopo essere state detronizzate. Se lui fosse stato consapevole dellumile condizione in cui erano stati ridotti in Toscana avrebbe avuto conferma della sua opinione. Cominciamo con Jupiter: Gli Etruschi scrive Ottfried Mller adoravano un Dio che veniva paragonato al Romano Jupiter, la Divinit guida, e che veniva spesso chiamato in questo modo ma che in Toscano veniva conosciuto come Tina o Tinia. Tina era quindi il pi importante dei loro Dei, il punto centrale dellintero pantheon di Divinit. Veniva onorato in ogni citta toscana ed anche a Roma almeno fino ai tempi dei re etruschi, insieme a Juno e Minerva, nel tempio della cittadella. Nellarte toscana nelle sue mani vi era sempre il fulmine; egli il Dio che parla in esso e discende in esso sulla terra. Conosci il nome Tinia? chiesi alla mia autorit stregonesca, che non conosce solo i nomi popolari della mitologia toscana attuale ma anche i termini pi reconditi conservati tra le strege, le streghe. Tignia o Tinia? S; un grande folletto (uno spirito, un goblin) ma maligno. Procura molto danno. S, grande ma cattivo. E quindi si prese una pausa per riflettere, quindi riprese: Tinia lo spirito del tuono, del fulmine e della grandine. E molto potente. Se un contadino lo maledice, allora giunge un temporale o una grande tempesta ed egli appare nel fulmine e brucia tutto il raccolto. Se il contadino comprende ci che accaduto e chi ha rovinato i campi, capisce che stato Tinia. Va quindi a mezzanotte al centro del campo o della vigna e chiama: Folletto Tinia, Tinia, Tinia! A te mi raccomando che tu mi voglia perdonare, se ti ho maledetto non lho fatto per cattiva intenzione, lho fatto soltanto in atto di collera; se tu mi farai tornare un buon raccolto, folletto Tinia, sempre ti benedir!

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Questo, penso, stabilisce lidentit del moderno Tinia con lantico Dio del tuono. Secondo Mller, questo nome appare solo una volta come Tina. La sua forma spesso si trova sugli specchi. E molto interessante sapere che tuttora esiste come reale uninvocazione al Giove etrusco e che, quale umile usanza, viene ancora adorato. Esiste unaltra invocazione al tuono ed al fulmine, ma non collegata con questa Divinit. E la seguente: Quando vedi tuoni e fulmini devi dire: Santa Barbara benedetta, liberateci dalla saetta e dal gran tuono! Santa Barbara e San Simone, San Simone e SantEustachio, sempre io mi raccomando! Perch vi sono due distinte religioni in Romagna, una buona se laltra fallisce e molti credono ancora che gli spiriti o gli antichi Dei siano, in complesso, quelli su cui contare maggiormente. E vero che questo sta scomparendo molto rapidamente e che solo pochi dei fedeli conoscono ancora i nomi e le invocazioni, tuttavia essi esistono ancora. Tra dieci anni alcuni dei pi importanti di questi nomi di Dei saranno scomparsi; ora come ora, essi sono conosciuti solo da pochi tra i pi vecchi contadini o da una strega, che mantiene questa conoscenza segreta. Stranamente connessa con Tinia lerba che porta lo stesso nome e che viene considerata dal popolo con grande rispetto a causa delle sue qualit magiche superiori. Essa stessa , infatti, uno spirito. Un esemplare mi stato portato da Rocca San Casciano, con ci che segue: La pianta di Tigna dovrebbe essere tenuta in gran conto perch, quando uno afflitto dallo spirito Tigna (Tinia) dovrebbe mettere questa erba in un piccolo sacchettino rosso e portarlo sempre con s, specialmente al collo dei bambini. Quando Tigna comincia a molestare una famiglia davvero terribile. Con questa pianta ci facciamo ogni mattina il segno della croce e diciamo: Padre, in pace se ne vada per mezzo di questa erba quella testa di Tigna. Figlio, in pace se ne vada quello spirito maligno. Spirito in carne ed ossa, in pace te ne possa andare; vattene e per mezzo di questa erba in casa mia tu non possa entrare; e forza di farmi del male pi non avrai. E non dimenticate mai di benedirvi con questa erba. Questo incantesimo stato ricordato non perfettamente ed certamente una forma spezzata, come nel caso di altri che non sono stati ricordati per molti anni. Tigna, come il lettore ricorder dalla prefazione, viene descritto da V. Del Vivo come il grande folletto del fulmine, che da lungo tempo a Dovadola, dov tuttora conosciuto. La sua esistenza ben confermata ma

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egli una delle Divinit che stanno rapidamente scomparendo e che sono orami conosciute solo da molto pochi. In complesso, molto pi temuto che amato ed anche il Tinia degli Etruschi era una Divinit, al contrario di Jupiter, orribile e spaventosa. Pressoch tutte le Divinit etrusche erano se paragonate a quelle Greco-Romane di natura malevola e molte di esse possedevano tuoni ed elargivano molte tempeste e grandinate. Tutto quello che, con le debite proporzioni, il lettore trover negli spiriti che esistono a tuttoggi in Toscana ed in Romagna. Si deve osservare che il nome di Tinia o il suo equivalente, si ritrova nelle leggende toscane come quello di un grande signore, il pi ricco di tutto il paese- Come nella storia La Golpe, nelle Novelle Popolari Toscane di Pitr, il Marchese di Carabas nellitaliana Il Gatto con gli Stivali viene chiamato il Sor Pasquale del Tigna. Sia nella storia inglese che in quella italiana il misterioso ed invisibile o nascosto Marchese, come il Sor de Tigna, un deus ex machina, un potere superiore che viene sfruttato a beneficio del povero eroe. Non penso sia forzare la questione il congetturare che abbiamo in lui un Dio in esilio o un Dio disceso nel mondo. Caduto dalla sua alta dimora.

Teramo (Turus, Mercurio)

Teramo
Il racconto che segue riguardo a questo spirito stato ottenuto da molte persone autorevoli, ma specialmente da unanziana donna che viveva non lontano da Forl ed per diverse ragioni molto interessante:

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Teramo uno spirito favorevole a ladri e mercanti. Quando una banda di ladri di incontra in qualche luogo chiuso per progettare un furto, Teramo sempre presente per aiutarli, a meno che essi non intendano uccidere ( se non ragionano di spargere sangue). Ma se non progettano violenza di quel tipo egli sempre l, anche se essi non vedono che unombra. Quindi egli dice: Giovanetti, presto allopera ed io verr in vostro aiuto lavorate in pace e non sarete scoperti ma non dimenticate di aiutare i poveri che hanno un grande bisogno. Fate questo ed io vi mostrer cosa fare; ma se dimenticate la carit allora verrete scoperti e cos non godrete niente. Ma se essi intendono spargere sangue egli probabilmente metter le loro vittime in guardia e causer il loro arresto. Con i mercanti o i commercianti, se uno aveva del bestiame o qualcosa del genere da vendere Teramo era sempre allopera. E talvolta giocava brutti scherzi, come quando uno che aveva una bella moglie o figlia che fosse che torn a casa per errore e la trov a letto con un bellissimo uomo. O se un mercante concordava di spedire della merce ad un cliente in un certo periodo e mancava questo appuntamento, Teramo faceva sparire la merce e luomo cui era stata promessa se la ritrovava in casa senza bisogno di pagare. Se avesse pagato, egli avrebbe ripreso la merce. Teramo anche uno spirito messaggero e porta notizie da una citt allaltra o da una parte del mondo ad unaltra molto velocemente. Ma per ottenere questo aiuto si deve andargli a genio (bastava per farsi prendere da lui a simpatia), cos un piccolo proprietario terriero o un ladro e simili sono suoi amici. Quando qualcuno, ladro o innamorato, desidera mandare notizie ad un amico, deve entrare di notte in cantina e pregare Teramo, dicendo: Teramo, Teramo, se vero che tu mi sei amico io ti prego: che questo messaggio che io mando possa raggiungere velocemente e sicuramente la sua meta! Quindi prende un piccione e lega il suo messaggio alla sua zampa, dicendo: Vai, vola lontano per me e che Teramo di faccia compagnia! Ma non si deve mai dimenticare lo spirito Teramo ( sempre per rammentarsi dello spirito di Teramo). Questultima esortazione significa che non ci si deve mai dimenticare di fare la giusta invocazione o di rivolgersi a lui nei tempi indicati. Abbiamo qui piuttosto evidentemente Mercurio, la Divinit guardiana dei mercatores e dei collegii mercatorum cos come dei ladri, che era il messaggero dai piedi alati degli Dei, nonostante coloro che mi hanno raccontato questa storia non sapessero nulla del nome di Mercurio. Ma potrebbe essere che abbiamo qui in Teramo lantico nome etrusco di Mercurio, molto cambiato. In Etruria scrive Preller (Rom. Myth., pag.

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597) il Greco Hermes veniva chiamato Turms, che formato dal nome Greco cos come Turan proviene da Urania. Tutms o Turmus venne italianizzato in Turmo, che nellaccento romagnolo, con una R prolungata, diventato naturalmente Turamo. Siccome il nome di Teramo era molto importante, mi sono premurato di verificare in modo particolare che quanto mi era stato detto fosse autentico. Come il lettore ha visto nella prefazione, Tito Forconi ha testimoniato che a San Benedetto le azioni di Teramo come spirito guardiano di mercanti, ladri e messaggeri sono state riferite per molti anni. E da allora anche altri hanno testimoniato di conoscerlo. Egli , tuttavia, uno di quelli che stanno rapidamente divenendo sconosciuti o dimenticati, eccetto che tra gli anziani, come ha dichiarato Peppino questo perch, suppongo, i preti naturalmente odiano avere rivali nel garantire il perdono a ladri, camorristi, eccetera. Fur ac nebulo Mercurius," dice Lattanzio "quid ad famem sui reliquit, nisi memoriam fraudum suarum? E importante sottolineare che ho avuto maggiori difficolt a raccogliere delle prove dellesistenza di alcuni nomi particolari quali Tigna, Faflon e Teramo che erano, tuttavia, di grande importanza. E una buona cosa che tu sia venuto quando ti sei cominciato ad interessare di queste cose dis se uninformatrice perch nel giro di pochi anni la maggior parte di questi nomi sar dimenticata da tutti. Ed io credo sinceramente che in dieci anni non ne sopravviver un decimo. Ed stata una grande occasione quella in cui mi sono imbattuto a Firenze: la persona che tra tutte aveva un amore innato per la magia, le storie strane e le vecchie canzoni, che era essa stessa una veggente ed a cui erano stati insegnati gli antichi nomi degli spiriti ed innumerevoli incantesimi da una matrigna strega. Se non fosse stato per lei, avrei potuto cercare invano la maggior parte di ci che ho scritto in questo libro. E forse importante citare la connessione tra Teramo un tempo Teramus ed un antico Dio Sciita, Tharamis, di cui Lucano (1, I, Pharsal.) dice: "Et Tharamis Scythic non mitior ara Dian." Pare sia stato un Dio celtico, adorato dai Bretoni. Selden descrive uniscrizione che collega Tharamis deabus matribus con le Divinit materne, che lo identificano non con Giove ma con Mercurio. Ma di questo Dio celtico e di qualunque sua possibile connessione con Teramo non vi in realt alcuna prova. Sugli specchi etruschi, dice Dennis, il nome di questo Dio generalmente Turms o Thurms; in un caso egli viene chiamato Turms Aitas o linfernale Mercurio (Gerhard, Etrus. Spiegel, II, tavola 182). Veniva associato da Tarquinio ai tre grandi Dei (Serv. Ad, Aen., II, pag. 296).

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Buschet
Questo racconto mi stato fornito a conclusione di quello di Teramo con cui, tuttavia, ha una connessione molto modesta: Lo spirito Buschet era sempre in compagnia di Teramo in tutto ci che faceva. Se un uomo aveva delle figlie graziose allora gli andava tutto bene, se non ne aveva nessuna subiva dei danni. Cera un mercante che aveva una figlia molto bella ma Buschet non riusciva a persuaderla n ad entrare in casa, perch ella aveva avuto un innamorato il cui corpo, quando egli mor, ella tramut in pietra e lo mise in una cassapanca, che teneva segretamente sotto il suo letto. E Buschet non poteva entrare in una casa in cui vi era un cadavere. Allora pens di cantare una canzone che lavrebbe messa in allarme, ma ella non si spaventava in alcun modo, tanto grande era lamore che provava per il morto. Ed egli cominci a cantare: O rosa, o amabile rosa! Cos io ti chiamo perch tu sei cos bella che sembri una rosa davvero; e siccome sei bella, o bellezza, vorrei premerti contro le mie labbra e baciarti dolcemente. E mi pare una cosa malvagia che tu abbia un innamorato morto sotto al tuo letto; non una tomba adeguata e se tuo padre sapesse che l cosa direbbe allora? Dimmelo, povera ragazza! Ti do un consiglio, ora, e ti dir cosa fare. Prendi il tuo innamorato morto da sotto al tuo letto e portalo via. Se ne andr anche il male. Sei in pericolo mortale, perci stai attenta; sei stata avvisata! Ma ella non gli diede ascolto n si spavent, bens and a pregare sul corpo del suo innamorato. Allora Buschet and a cantare sotto la finestra del padre: O buon mercante, sotto la tua finestra canter un piccolo stornello e spero che tu, con pazienza, ora ascolterai ci che dir; altrimenti ti garantisco che te ne pentirai! Tu sai bene che tua figlia da un anno rimane nella sua stanza; non pensavi che fosse cos simile ad una santa o magari ad un vero angelo e non hai mai parlato cos bene di lei! Ma invece, buon mercante, sappi che ella ti tradisce. Sono davvero spiacente di doverti dire che tutta la sua vita votata al male e che lei ti copre di grande disonore. Vai nella stanza di tua figlia; vacci alle dieci e non la troverai dormiente nel suo letto, ma inginocchiata sopra ad una cassa che contiene un uomo morto mutato in pietra; oh, vergogna e dolore per te! Porta via quella bara, nascondila velocemente, perch se la giustizia sapesse di essa saresti nei guai, come sai, e ben presto, tutto a causa di quella tua figlia svergognata. Nelludire questo il mercante, alzandosi, cerc la stanza della figlia, apr la porta e la trov a pregare sopra il suo innamorato freddo come pietra; le chiese quindi in che modo il morto fosse l. Ed ella, tutta tremante, rispose: Questi colui che mi ha amata cos teneramente, ah, troppo teneramente

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ogni notte dormivamo assieme fino al mattino ma una notte egli mor tra le mie braccia. Ed io feci ci che Dio mi ispir: dalla mia stanza egli non sarebbe mai rinato perch io lo avrei tenuto qui a pregare per lui, amandolo sempre. Ora che morto non un peccato baciarlo. Ma il padre non ascolt il suo lamento n la sua supplica; non si curava del suo dolore, perci port fuori linnamorato e lo mise nel c amposanto. Cos, naturalmente, Buschet fu felice. Il tempo pass ed ella ud di nuovo il suo canto; nelludirlo, dimentic il suo innamorato ed alla fine lo spirito trionf. Questa traduzione molto simile alloriginale in quanto a parole e metrica, nonostante non ne possieda la sua grazia delicate. Il lettore non potr tuttavia mancare di osservare lo spirito selvaggio ed inquietante della stregoneria, il desiderio di una giusta morale o di un giusto sentimento umano e la maniera straordinaria in cui que sta povera semplice Isabel, dopo tale squisita devozione allinnamorato morto, lo dimentica per Buschet. Ma alla strega tutto questo suggerisce qualcosa di cos completamente diverso che pressoch impossibile da spiegare. La sua simpatia va al goblin o al Dio; egli per lei come la Divinit Indiana e la baiadera del poema di Goethe. Nella ballata tedesca la ragazza deve passare attraverso il fuoco per innalzarsi al cielo; cos ella sopporta una pena per divenire adatta allo spirito Buschet. E il trionfo dellastuzia del mago senza scrupoli che delizia il poeta romagnolo e che interessava alla donna che mi fece il racconto. Questa faccenda della ragazza che aveva conservato nella bara il suo innamorato morto, su cui piangeva ogni notte, somiglia molto ad una storia delle Mille e Una Notte dove una bella principessa, che anche una strega, conserva il corpo di un amante negro, grazie alla sua arte magica, in stato di vita apparente e lo copre dei baci della disperazione cercando, con la grande magia dellamore, di risvegliarlo dal suo stato di mezza -morte alla vera pienezza della vita. A questo proposito Heine dice: Anche da ragazzo, leggendo questa storia araba, rimasi colpito da questa immagine di un amore passionale ed incomprensibile. Rimane solo da sottolineare che Hermes ed Apollo nei miti divennero presto amici (The Etruscans, by John Fraser, B.A.). Buschet, in quanto compagno di Teramo, sarebbe altres Aplu, Aplus o Apollo; ma non posso stabilire alcuna identit tra i nomi. Schet una terminazione romagnola ed Apluschet abbastanza possibile, n pi remoto dalloriginale di quanto lo sia Teramo da Hermes; ma un lavoro del genere difficilmente sarebbe filologico. Apollo, come Buschet, provava una grande antipatia per i cadaveri e la pestilenza.

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Impusa della Morte


Vidi un Fantasma, in disusato aspetto, che richiam dal suo furor la mente, mirabil mostro, e mostruoso oggetto. Donna giovin di viso, antica d' anni. Satire di Salvator Rosa Impusa della Morte probabilmente lEmpusa dei Grec i. E una strega terribile, molto temuta. Vi un breve detto o invocazione a lei rivolto: Impusa della Morte mi destavo! (o mi svegliavo!). Ella appare come mendicante errante, confuse con Feronia dei Mercati. Di lei sono venuto a sapere: Impusa (chiamata anche Infrusa ed Infusa) era una strega cos malvagia che causava tutto il male che poteva ed era cos avara che non avrebbe dato un soldo a nessuno che glielo avesse chiesto. Questa vecchia strega possedeva un bel castello ma non permetteva nemmeno ai suoi parenti pi stretti di entrarvi, per timore che potessero portarle via qualcosa. Infine mor e, prima di morire, nascose tutte le sue ricchezze. Appena fu morta il palazzo venne scosso da un terremoto e si sent uno scuotere di catene come se l intorno vi fossero tutti i diavoli dellinferno; la finestra si apr e dalla sua mano vol via una cornacchia, che era la sua anima, che and allinferno. Venne seppellita in quellangolo della chiesa che viene tenuta per i non battezzati. Il palazzo rimase vuoto, con solo pochi mobili, nonostante si sapesse del grande tesoro che vi era seppellito in esso. Ed alcuni di coloro che entrarono morirono di paura. Questa strega aveva un nipote cui era attaccata e fu a lui che apparve una notte, a mezzanotte, dicendo: Nipotino, bel nipotino, per il bene che tho voluto levami da queste pene; perch non avr bene fino a che tu non avrai scoperto il mio tesoro. Io sono la tua zia, la tua zia Infrusa; cos mi chiamo, essendo sempre infrusa col mio danaro, ma se tu avrai tanto coraggio da scoprire il tesoro che ho nascosto io sar felice e tu sarai ricco; ma ti raccomando che tu abbia coraggio e di non spaventarti, perch tutti quelli che son morti sono morti per la paura. Il nipote della Infrusa and quindi a dormire nel palazzo; accese un bel fuoco e si riforn di buon vino e buon cibo, quindi si sedette presso il fuoco a mangiare. Verso mezzanotte ud una voce ululare gi per il camino: Butto? Ed egli rispose: Butta via! E venne gettata gi prima la gamba di un uomo, poi un piede, un braccio, una mano e la testa e quindi tutte le parti di dodici uomini. E quando furono tutte gi si riunirono e formarono dodici uomini, che rimasero in piedi a guardarlo. Ma lui, calmo e tranquillo, chiese loro se volessero mangiare o bere. Ed essi risposero: Vieni con noi! Ma lui disse: Ho mangiato e bevuto, non voglio andare via. Allora essi se lo caricarono sulle spalle e lo trasportarono lontano fin dentro ad una cripta,

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presero delle vanghe e gli dissero di sceglierne una e scavare. Ed egli rispose: Ho mangiato e bevuto e lo far. Cos scavarono tutti assieme ed infine giunsero al tesoro ed era molto grande. Quindi uno di loro gli disse: Va a letto, tu che sei il padrone del tesoro e di questo bel palazzo e di tutte queste ricchezze per il tuo gran coraggio; e la tua zia Infrusa star in pace ma sar sempre un folletto che verr tutte le notti a vedere i suoi danari, essendo tanto egoista; ma tu ne sarai sempre il padrone. Questa una variante di una ben nota storia di fate ma ha qualche valore nellindicare il carattere della Impusa. E possibile che questa sia, nella sua rozzezza, unantica versione della storia. Va osservato, in questa come in altre storie toscane del genere, che la strega viene liberata dalle sue sofferenze non appena viene sollevata dalla responsabilit del proprio tesoro. In altre narrazioni ella trova pace non appena passa il proprio potere di strega a qualcun altro. In tutto ci trovo che solo il nome sia in comune con il racconto greco di Empusa, che aveva una gamba di un asino ed una di ottone. Non importante, dunque, che il nome sia greco, perch i Toscani hanno fin dai tempi pi antichi avuto rapporti con la Grecia ed il nome diventato popolare in Italia in data posteriore come nome di uno spirito orso che era uno degli Dei animali minori. In unopera molto curiosa e rara, tuttavia, intitolata Idea del Giardino del Mondo di Tommaso Tomai di Ravenna (seconda edizione, Venezia, 1690), siano citati demoni chiamati incubi, succubi o empedusi ed altri lemuri che sono innamorati di uomini o donne. E importante anche notare che di questi nomi toscani poco cambiato. E poco importante che la Impusa non appaia nel racconto moderno con un piede di ottone o come quello di un asino (alterum ver habeat neum aut asininum, Suidas); fin dal Medioevo questa parola veniva spesso usata come sinonimo di Lamia, Lemure o strega di qualunque genere.

Siero
Siero, nella moderna mitologia toscana, un folletto cattivo e birbone. Vi anche il femminile dello stesso nome: Siera. Di lui abbiamo il seguente racconto: Quando Siero in collera con la famiglia di un contadino ed egli, incurante di ci, va a mungere il bestiame, munge ci che appare del buon latte; ma quando sta per essere usato esso si muta in acqua verde, che viene chiamata siero dal nome del folletto. Allora il contadino, per far s che le cose vadano nuovamente bene in casa propria, implora Siero di essergli favorevole. Al che il goblin viene a bussare alla porta della casa e, se il contadino ha una figlia graziosa, grida: S, ti far felice, ma devi lasciarmi dormire una notte

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con tua figlia. Ma, se ha una figlia bruttina, Siero ride e dice: Se avessi avuto una ragazza meno brutta e tu ti fossi burlato meno di me io ti avrei reso ricco. Ma siccome tua figlia cos bruttina io non posso vendicarmi di tutte le brutte cose che hai detto di me. E se il contadino ha delle ragazze n brutte n belle Siero grida: Se ti ricorderai di benedirmi ogni giorno io ti far felice; ma se dovessi scordartene sarai infelice per tutta la vita. A Siero veniva associata Chuculvia, o Ch'uch'ulvia (con la ch fortemente aspirata dei Toscani), di cui ho potuto sapere che sulla terra fu un grande stregone ed ora divenuto uno spirito maligno. Non pretendo di suggerire che questi siano discendenti o forme delle Divinit etrusche, ma vorrei sottolineare una coincidenza di nomi davvero singolare in un passaggio dell Etrusker di Mller (vol. II, pag. 110, note): Su un vaso vi una Dea della morte, Asira, che sorregge unascia sulla testa di Anfiarao. Una furia, Tuxuxla (Tuchuicha) con un becco duccello, lega con dei serpenti Teseo, condannato al mondo di sotto, in unimmagine su un muro nella tomba dellOrco, a Corneto. Probabilmente in questa somiglianza di nomi non vi nullaltro che la somiglianza stessa, ma interessante il notarlo. .

Norcia, la Dea dei tartufi


Ye elves of hills, brooks, standing lakes and groves, And ye that on the sands with printless foot Do chase the ebbing Neptune, and do fly him When he comes back; you demi-puppets, that By moonshine do the green-sour ringlets make Whereof the ewe not bites; and you whose pastime Is to make midnight mushrooms. The Tempest, Atto V, s. I Nortia era la Dea del destino. History of Etruria, T.Emilton Gray C uno spirito rurale toscano di cui ho potuto sapere poco, eccetto che essa ha la predisposizione a portare guai. Una delle sue specialit quella di distrarre e disturbare i cani quando cercano i tartufi. E possibile che in altri momenti ella abbia da fare cose pi dignitose. Il suo nome Norcia, o Nortia. Nortia era nei tempi antichi una Dea etrusca molto importante

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una Fortuna, secondo Mller. Il suo tempio era famoso presso gli archeologi romani per il calendario con dei chiodi infissi. Una iscrizione in esametri proveniente da Volscinium (Burmann, Anthol. Lat., cl. I, cap. XIX, pag. 57) comincia con: Nortia te veneror lare cretus Volsiniensi. Ma in tutto ci io non trovo tartufi, bens solo la riflessione che dovunque i contadini riducono gli Dei a fare piccole cose. E vero che abbiamo due Dee con lo stesso nome nello stesso paese e questo qualcosa. Nello scrivere questo ho scoperto che, quando un cercatore di tartufi non ha fortuna nello scoprire i suoi preziosi tuberi, si rivolge al suo cane in questo modo: O cane, cane che da me sei tanto amato, la fortuna mi hai levato non trovandomi pi i tartufi. Dunque, cane, mio bel cane, alla folletta di Norcia vatti a raccomandare che i tartufi ti faccia ritrovare e cos io la port tanto ringraziare; che la fortuna mi voglia ridare! Per una straordinaria coincidenza, i tartufi vengono anche chiamati chiodi, perch le loro teste sono tonde e piccole. E Norcia stata identificata con i chiodi (Preller, Myth., pag. 231). E, dopotutto, possibile o anche probabile che questa Norcia dei tartufi non abbia nulla a che fare con Nortia, ma prenda il proprio nome dalla citt di Norcia o Norchia, famosa per i suoi maiali ed i suoi tartufi. Cos mi ha suggerito un amico molto colto. Tuttavia, tutti gli Dei principali degli Etruschi hanno dato il nome alle citt. Di questo troviamo nella Etruria di Dennis (vol. I, pag. 204) che Orioli suggerisce che la citt di Norchia sia identica a Nyrtia, citata dallantico scoliasta su Giovenale (X, 74) come la citt nativa di Seiano, che ha dato il suo nome o ha derivato il proprio dalla Dea Nortia, o Fortuna. Come ho detto, questa Dea veniva identificata con i chiodi perch nel suo tempio a Vulsinii ogni anno il sacerdote piantava un chiodo nella porta, che aveva la funzione di una sorta di registro (Preller). Pu sembrare ridicolo collegare questo con il nome volgare dato a funghi ed a tartufi; ma tali similitudini sono comuni tra la gente e non muoiono mai. Potremmo ricordare qui che SantAntonio viene invocato dai contadini cattolici quando vanno in cerca di tartufi. Ma Norcia, come Dea della terra, si potrebbe supporre conosca meglio dove si trovano; perch ella era indubitabilmente una Dea di sotterra, una forma di Persefone. Nortia tuttora generalmente conosciuta in Romagna, come attestano i contadini. Di una cosa non vi alcun dubbio: la sua specialit quella di fare funghi a mezzanotte.

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Nortia
Dal museo etrusco di Gori

Aplu
Triste guarda Febo Apollo, il giovane; la sua lira non suona pi che un tempo suonava con gioia alle feste degli Dei. Which once rang with joy at the feasts of the gods." The Gods of Greece, H.Heine Il nome del Dio Greco Apollo appare frequentemente sugli specchi di bronzo etruschi come Aplun, Apulu, Aplu. - ber die Sprache der Etrusker, W. Corssen, vol. I, pag. 846. Quando, nel novembre del 1891, ritornai a Firenze, dopo qualche ricerca ritrovai la mia autorit principale nelle antiche tradizioni installata in ci che, 300 o 400 anni prima, era stato un palazzo. Chiesi alla strega se conoscesse il nome di Aplu. Ella lo conosceva e le risvegliava alcuni ricordi nebulosi; ma disse che doveva consultare una vecchia di sua conoscenza, a quel riguardo. Arriver parlando. E questo fu il risultato della consultazione: Aplu uno spirito che ama molto i cacciatori. Ma se loro, quando sono sfortunati nella caccia, parlano male di lui, allora durante la notte lui va a togliergli le coperte dal letto e fa loro sognare di essere allaperto e di avere avuto una caccia prosperosa. Quindi fa loro avere un incubo e la preda pare perduta. Ed essi si svegliano con il desiderio di cercare per i boschi e se gli esprimono il loro desiderio (per esempio invocandolo) ritorneranno quella

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mattina con molte prede. Ed aggiunse qualcosa di simile: E con lo spirito di Aplu sempre nella mente. Fece quindi una pausa, poi disse: Aplu il pi bello tra tutti gli spiriti maschili. E anche uno spirito della musica e quando qualcuno vuole diventare un buon cacciatore o un buon musicista o un uomo istruito - un uomo dotto e di talento - deve ripetere: Aplu, Aplu, Aplu! Tu che sei buono e tanto sapiente, e sei dotto e di talento, Aplu, Aplu, Aplu! Tu che sei tanto buono e da tutte leparti del mondo sei rammentato e da tutti si sente dire: Aplu, Aplu, Aplu! Anche lo spirito deve essere generoso e darci fortuna e talento. Aplu, Aplu, Aplu! Io ti prego di darmi fortuna e talento! Questa formula mi stata fornita in uno stato cos confuso ed irregolare, dovuto allimperfetto ricordo della narratrice, che ho trovato delle difficolt a renderla in questa forma. Aplu, come viene descritto in dettaglio da tutti gli scrittori che parlano di mitologia etrusca, era Apollo. E una delle figure pi comuni su vasi e specchi. La mia informatrice non ha mai udito il nome Apollo, come ho scoperto grazie a domande specifiche. Le chiesi se avesse mai visto la sua statua agli Uffizi ma, nonostante ella vivesse da molti anni a Firenze, non era mai stata in una galleria, cos le diedi un franco e le raccomandai di investirlo in una lezione pratica di mitologia. N lei ricordava di avere mai sentito parlare di Venere, il cui nome molto familiare a tutti gli Italiani del sud e del centro, nonostante sapesse tutto di Turana, il suo originale etrusco, come appare in un altro capitolo. Ad alteram jam partem accedamus, come dice Gladstone.

Turanna
Turan il nome etrusco di Venere ed appare cos frequentemente insieme alle pi indubitabili rappresentazione della Dea che tempo perso il ricercare le sue origini etrusche,come ha fatto Mller, nalla latina Venus Fruti o di identificarla, secondo Schwenck, con Hera. (ber die Gottheiten der Etrusker. Ed. Gerhard, Akademische Abhandlungen , Erster Band, pag. 324). Occorse molto tempo per trovare questo nome ora quasi dimenticato, ma un giorno esso spunt come per caso o per ispirazione e quindi mi vennero raccontati i seguenti dettagli: Turanna uno spirito che, quandera in vita (o sulla terra), era una fata molto bella e buona e fece del bene a tutti quelle che erano come lei. Vi era in una terra una madre con un figlio che vivevano in grande miseria. Questa fata, con la sua bacchetta magica trasport questo giovane tutto stracciato in un luogo lontano. Lei era l e gli chiese perch egli si fosse

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Aplu (Apollo) ed Artemisia spinto cos lontano in una contea dove non vi erano erbe per nutrirlo. Il giovane rispose che uno spirito benevolo lo aveva trasportato l per fare la sua fortuna. La fata rispose: Quello spirito sono io e far di te un re. Il giovane la guard meravigliato e disse: Si gnora, impossibile che un miserabile quale io sono possa mai diventare un re. Vai, giovane, a quellalbero che vedi. Vai sotto allalbero. L troverai delle noci, che porterai al re. La tua fortuna promessa e la tua fortuna arriver quando sarai sotto lalbero. Lalbero che vedi l sotto. Porta le sue noci al re. Egli si scopr vestito come un signore e trov un cesto di noci, tutti diamanti brillanti e perle preziose, ed una corona, su cui loro danzavano e cantavano. Porta queste cose al re disse la fata e digli che desideri sua figlia in moglie. Egli inveir contro di te con malevolenza. In quel momento, per magia far apparire la principessa come se fosse incinta ed ella dir che tu sei il suo sire. Allora il re, per evitare uno scandalo, la dar a te. E nellistante in cui sarete sposati ella non apparir pi incinta. Cos accadde. Quando il re mont in collera Turanna era in una foresta oscura, con in mano la carta del re di cuori - che era il povero giovane -, il re di picche che era il re e la regina di cuori, che era la principessa. Il suo incantesimo, ci che cant per incantare il re: Io sono Turanna la fata. Fino a che vivr, la fata Turanna io sar. E quando morta io sar lo spirito di Turanna diverr, sempre scongiurata, e chi lo meriter molte grazie da me ricever! Io, Turanna, bene e fortuna per quel giovane voglio fare, tre diavoli benigni vengo a scongiurare: uno per il re, che lo faccia convertire; uno per il povero, che fortuna gli faccia avere; uno

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per la figlia, che la faccia presentare al padre incinta e dire che incinta del giovane che ha chiesto la sua mano. Questi tre diavoli scongiuro che piglino il re per i capelli e lo trascinino forte forte, gli diano le pene della morte, che non possa vivere e non possa stare fino a che la figlia a quel giovane non acconsentir a dare. E cos il re acconsent e, quando vide che in un istante sua figlia non era incinta, disse: Sono stato gabbato dalla fata Turanna e mi sentivo come se stessi morendo e mi sentivo strappare via i capelli dalla testa. Ma la sua parola era data ed egli non poteva ritirarla, cos essi si sposarono e furono felici. E cos il povero giovane, grazie alla protezione di Turanna,, conquist un regno ed una moglie, si prese cura della madre e, a tempo debito, ebbe un bel figlio. Lintera storia in realt una canzone. Appare molto antica e viene riportata in una forma evidentemente abbreviata o quasi mutilata. Lanziana donna che la ripet non la ricordava bene. E di Turanna mi venne detto anche che: E uno spirito degli innamorati, di pace ed amore ed la Dea della bellezza. Quando un giovane innamorato, dovrebbe andare in un bosco e dire: Turanna, Turanna, che di belt sei la regina, del cielo e della terra, di felicit e di buon cuore! Turanna, Turanna! In questo folto bosco mi vengo ad inginocchiare perch tanto infelice e sfortunato sono. Amo una donna e non sono corrisposto. Turanna! Turanna! A te mi vengo a raccomandare, le tue tre carte a volere scongiurare che quella giovane mi possa amare. Turanna! Turanna! Fallo per il bene che hai sempre fatto; sei sempre stata tanto buona e generosa, sei buona quanto bella, che di belt sei la stella! Vorrei sottolineare che Turanna esegue i suoi miracoli e conferisce la fortuna per mezzo delle tre carte vincenti. Le carte sono i successori dei dadi in questa mitologia modernizzata ed significativo che tra i Romani il lancio dei dadi pi alto, i tre sei, era conosciuto come il lancio di Venere. Nuovamente mi dolgo di non possedere una copia di Pascasius Justus de Alea, un piccolo Elzeviro che ricordo comprai a 16 anni con lunico denaro che avevo. Ma potrei altrettanto dispiacermi per lopera perduta De Alea Lusu (Del gioco dei dadi) dellImperatore Claudiano, di cui parla Svetonio. Ma la Real Encyclopdia di Pauly ci dice che lo jactus Veneris, o lancio di venere, era di tre sei quando venivano gettati tre dadi (Marziale, 14, 14) o 1, 3, 4 e 6 quando ne venivano gettati quattro. Da qui Venere come Regina di cuori ed anche con tre carte. Turanna perci probabilmente Turan, la Venere etrusca di cui Corssen, nel suo Sprache der Etrusker, cui sono fortemente indebitato per questo soggetto cos come a Gerhard, Inghirami e Lanzi: Turan il nome di una Dea che viene spesso rappresentata sugli specchi etruschi come una bella donna completamente nuda o nuda fino ai fianchi, o con un aspetto da

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donna greca, i capelli inanellati o acconciati in maniera artistica e con indosso molti ricchi gioielli. Evidentemente lei il duplicato etrusco della greca Afrodite. E molto caratteristico dei giocatori dazzardo e dei veggenti italiani lamministrare il destino dellumanit con le carte, caratteristica di Turanna. Il concetto della sua padronanza del destino con i dadi probabilmente familiare al lettore come lo era a Rabelais, che faceva decidere con essi i casi al vecchio giudice. Rimane da dire che gli antichi consideravano i dadi cose sacre, ispirati misteriosamente e mossi dallo Spirito del Caso o, quando favorevoli, dalla Signora Venere con il suo gentile modo di fare; il grande, buono e glorioso Imperatore Claudiano scrisse un libro a lode dei dadi. Ma i cristiani posteriori li ebbero in odio, perch I soldati Romani si giocarono con essi I panni del Cristo; e Bartolomeo Taegis, nel suo Risposte (Novara, 1554), dice che sono stati inventati dal diavolo e che questo gioco una tempesta dellanima, una nebbia della fama, un improvviso crollo della fortuna come dimostrato dal re dei Parti, che invi ad un altro monarca dei dadi dorati per ricordargli la sua incostanza. A proposito di Turanna e delle sue carte ho qualcosa da dire. Diverse settimane prima del fallimento e della fuga del banchiere di Firenze Emanuele Fenzi, nel gennaio del 1892, la donna cui mi riferisco in particolare in queste pagine come veggente, consultando le carte per scoprire se avrei ritrovato i libri perduti di Livio o gli Annali di Claudiano o qualcosaltro con la sua cartomanzia trascendentale, si imbatt in certi incidenti o predizioni che non erano collegate con la domanda e che continuavano a ripresentarsi come ospiti inattesi: come spesso accade quando i 25 demoni che vengono sempre invocati per tale divinazione sono pi amichevoli del solito e non solo vengono di persona, ma portano con s tutti i loro amici. Lintruso principale in que sta occasione era un uomo distinto, grande o ricco, da cui stavo per avere o riguardo a cui vi sarebbe stato un gran disturbo, cio un grande guaio ed un grande parlare. A causa sua io stavo per perdere una piccola somma, ma avrei evitato per un soffio una grossa perdita. Non diedi peso a questo suggerimento di Turanna, sebbene non me ne dimenticassi, fino a quando alcune settimane dopo il fallimento del banchiere Fenzi fece un grande scalpore nella bella Firenze. A causa di quella bancarotta fraudolenta, io persi 460 franchi, ma ero stato sul punto di depositare con Emanuel che non aveva che un piccolo credito a suo nome una somma molto maggiore, il che mi avrebbe causato seri problemi; la mia colpevole pigrizia nel lavoro in questo caso mi risparmi pi denaro di quanto avrei guadagnato in tutto linverno tenendovi dietro

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con diligenza. Mi ricordai quindi della predizione della mia Sibilla e ne riporto qui un resoconto accurato di quanto mi ricordo. Nel chiedere alla divinatrice se ricordasse ci che aveva detto ed in che modo erano venute le carte, ella rispose: S e mi scrisse queste parole: Quando si fecero le carte esse annunciarono che tu avresti dovuto avere del denaro da (o con ) un gran signore e per questo avresti avuto dei grossi dispiaceri, ma il dispiacere veniva a essere non tanto grande ed in questo disagio era coinvolto un viaggio, tra te e laltro signore. E tu ne uscirai bene ma vi saranno lacrime e grande dispiacere per lui. Vi fu in effetti un viaggio uno sparo verso la Luna ed uno spostamento di due giorni a Corf, come stato detto, da parte del banchiere. I due racconti il mio e quello della strega sono interessanti in quanto descrivono esattamente la predizione come entrambi la ricordiamo. Si osservi che linterpretazione delle carte fu perfettamente esatta. Hc ita clara, ita explorata sunt, ut frustra sit qui testium nubem in fidem vocaverit. E tutto cos provato, esplorato, ben provato e chiaro che chi ne dubita lo fa invano. Manoscritti del Medioevo come lOthea di Christina de Pisa dicono di Venere che amministra i cuori ed collegata alle carte fortunate. Ella divenne la Regina di Cuori in un periodo molto primitivo. E importante notare in questa connessione che il venerd, il dies Veneris, era sempre un giorno fortunato, specialmente per il matrimonio, fino a quando i preti lo hanno invalidato. I Turchi insistono tuttora su questa grande verit, perch essi credono che fu di venerd che Adamo spos Eva, Salomone Balkis, Joseph Zuleika (cfr. Mrs. Potiphar), Mos Sisera e Maometto Chadidscha ed Ayesha.

Pano
Pan! oh, Pan-we sing to thee! Hail, thou king of Arcady! - Wilson Eca sthi nsi Pan . . . Hanc (cellam) mortale posuit Pan. ber die Sprache der Etrusker, Von W. Corssen, 1874 Tutti i lettori di queste pagine ricorderanno di avere sentito dire molto tempo addietro che il grande Pan morto ed il modo in cui questo fatto stato rivelato a Thamnus, un Egiziano che lo proclam una mezzanotte sotto comando, laddove venne udito un lamento di ninfe, satiri, driadi, oreadi e tutti gli spiriti che vivono nei boschi e nei corsi dacqua, come se tutto il popolo fatato dei tempi antichi - mortem obversari ante oculos si fosse visto la morte davanti agli occhi perch era in Pan che avevano riposto tutta la loro vita. Di questo fatto Eusebio e, in tempi pi recenti, un poeta inglese troppo dolce hanno discusso, mentre altri dicevano che egli non era

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affatto morto ma vive in eterno in tutta la Natura. Queste cose hanno spesso occupato i miei pensieri, nonostante mi portassero una strana sensazione, come di uno che, nellaprire una tomba etrusca, avesse visto per un solo istante un antico guerriero perfetto come in vita e poi abbia visto andare il suo volto in cenere, scoprii che in Romagna ed in Toscana vi una soluzione perfetta a questa questione, che riconcilia le diverse opinioni. Perch l il grande Pan in effetti un tempo mor, pare per lamore che nutriva per qualche bella ninfa, ma ora vive come spirito oltremodo gentile ed amabile per tutti coloro che lo avvicinano con il giusto incantesimo o inno in nome di lei, scongiuro che io, con mia grande gioia, sono riuscito ad ottenere. Ci che mi fu detto di lui fu questo chiamandolo Pano: Pano uno spirito benigno per la campagna e per chi gli chiede del bene. Quando era in vita aveva un amore che amava grandemente. Chiunque implori da lui un favore deve andare di sera in un campo ed inginocchiarsi a lui sotto la luce della Luna, dicendo: Pano, Pano, Pano! In ginocchio in un campo sono a lume della Luna, in nome della tua bella che tanto amavi e che da un campo, di sera, ti fu portata via e ti fu uccisa; per le pene di quella ti prego di farmi questa grazia! Quindi gli si chiede qualche favore, come che la campagna diventi bella (questa dunque una preghiera per un buon raccolto) o ci che si desidera. Da tutto ci possiamo osservare che anche alla fine della coda di questo grande serpente-secolo Pan vive. E di coloro che lo piangono e simpatizzano per lui e lo invocano si pu dire con Salvator Rosa: Non con loro una voce Etrusca. Ma non ve ne sono molti, perch Pan ora uno degli spiriti pi oscuri e meno conosciuti. E significativo che lantico Pan era noto per la sua sfortuna in amore. Si strusse per Eco e Siringa si mut in una canna per sfuggirgli, cos lui fabbric il flauto di Pan, su cui pianse la sua scomparsa. Ella venne in ogni caso rapita da lui in un campo e fu la sua voce che da allora egli evoc sempre con i flauti di Pan, che in questi giorni sono divenute le canne dellorgano della chiesa. Ma Pan lunico amante sfortunato tra gli Dei. In queste circostanze il nome stato un indizio. Non so se Pan venisse ricordato ai tempi dei Latini per Siringa ed Eco, ma significativo che la tradizione contadina abbia conservato le caratteristiche peculiari della sua storia. Pan, il grande Dio della terra, ha fatto del suo ricordo una tomba eterna. Dio della terra, dei campi e dei raccolti, Pan uno spirito benevolo ma se viene offeso ha il potere di distruggere il raccolto ed per questo anche temuto. Da unaltra persona

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Pan autorevole in Romagna sono venuto a sapere che i vecchi di Premilcuore lo considerano uno spirito maligno, perch quando il grano alto egli arriva nei venti che ruggiscono e lo piega fino a terra. Se non si rialza non pu essere venduto e per questo i contadini lo maledicono. Un certificato firmato da C.Placidi del 12 dicembre 1891, ora di fronte a me, attesta che: Qui a Premilcuore ci si ricorda molto dello spirito Pano. Si pu osservare che Pan era temuto anche nellantichit come spirito del vento e del timor panico (Gazaus, pag. 174) e gli venivano spesso offerti sacrifici (Ovidio, Fasti, I, pag. 425). Secondo Firedrich, che ha dedicato un intero capitolo alla materia ( Die Weltkrper, &c., 1864), Pan e le sue sette canne suonano la musica delle sfere e questo Dio il capo del coro delle danze celesti che, suonando il suo flauto, ispira le Sette Sfere e larmonia divina (Serv. a Virgilio, Ecloghe II, pag. 31). Pan viene anche invocato in un inno orfico (XI, 6) come: ispirato tra le stelle, colui che suona le armonie della creazione sui flauti scherzosi. Lidea che avevano del Dio -Tutto della Natura e dei sette pianeti sugger, io pendo, un verso ad Emerson: Sono il governatore delle sfere, delle sette stelle e dellanno solare.

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Capitolo II
Maso
Omnia transformat sese in miracula rerum.Virgilio, Georgiche 1, 4. Di ci che fu dellantico Dio della guerra Marte dalla vittoria dei cristiani non posso dirvi molto. Sono incline a credere che durante il Medioevo egli abbia esercitato la legge del pi forte. Il nipote del boia di Mnster una volta lo incontr a Bologna - Heine, Die Gtter in Exil. Di Maso non ho potuto sapere altro, se non che era un folletto molto grande, uno spirito che protegge o presiede ai raccolti ed un patrono particolare delle fanciulle o delle donne che fanno lamore. Lantica radice di Marte sottolinea Preller appare essere Mar o Mas ed indica la forza virile di una Divinit generatrice ed ispiratrice che, originariamente, era un Dio della natura ma in epoche pi tarde si ridotto ad un semplice Dio della guerra. Da mar provennero per duplicazione Marmar e Marmer, nomi con cui egli viene invocato nella canzone dei Fratelli Arval per proteggere e benedire i campi. Nei tempi antichi egli veniva onorato come Divinit protettrice del matrimonio e della vita matrimoniale. Qui gli viene associata Martea come Dea dellamore e del desiderio. Se Maso fosse Marte, probabile che lo avremmo riconosciuto qui solo grazie al suo primo nome ed ai suoi attributi pi antichi. Si osservi che nella preghiera a Marte fornita da Catone (De Re Rustica, cap. 141), che molto antica, questa Divinit, come osserva Panzer (Bayerische Sagen, pag. 525), viene invocata solo come Dio dei raccolti, ist ganz als rntegott dargestellt e le offerte

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tributategli indicano che egli fosse un Dio dei raccolti. Questa visione di Marte, secondo Panzer viene confermata da passaggi delle tavole Eugubeane, per quello che sono state decifrate. Elias Schedus ( De Dis Germanis) ha messo insieme molte prove che Mars autem nullus alius nisi Sol (Marte non altro che il Sole), come a dire il principio fruttificatore e vivificante della Natura. Ed cos che egli appare nellantica mitologia etrusca.

Marte alato/Maso

Mania della Notte


Il vero Dio delloltretomba tra i Toscani scrive Ottfried Mller veniva chiamato Mantus e veniva paragonato al Dis Pater. Insieme a lui veniva adorata una Dea dei regni di sotterra, la Mania Questa era una vera Divinit etrusca Mantus e Mania appartengono agli strani e terribili Dei cui i Toscani libri fatales facevano sacrifici umani... Agli antichi Italiani pareva terribile Mania che inseparabile dalla fede toscana nei Lari, essendo alleata ai Mani. Ella era una Divinit terribile a cui venivano offerti dei ragazzi, secondo Tarquinio il Superbo. La sua spaventosa immagine che in seguito divenne un giocattolo per bambini veniva nellantichit appesa alle porte per evitare la contaminazione. Questa Mania era madre o nonna dei Mani ed anche madre dei Lari. Mller indulge in ulteriore speculazione su questa Dea ctonia o Dea delloscurit. Ed ella live ancora in Toscana e viene chiamata Mania della Notte, ma viene considerata semplicemente come un Incubo ed una Succube e come un misterioso spirito notturno che ispira sogni licenziosi. Mi stato

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suggerito che la parola greca mania, che significa follia o pazzia, non ha nulla a che vedere con il latino mania, che risveglia in un certo senso la connessione tra lincubo e lo spirito della notte. Lascio questa discussione ad altri; a me basta avere mostrato qui che vi era una Mania della Notte etrusca nellantichit e che oggigiorno, in Romagna e Toscana, lincubo viene chiamato nel medesimo modo.

Marte Si pu osservare che sia Mania della Notte che Marta del Giorno, o il suo prototipo Mater Matuta, si diceva fossero madri dei Lari. Questo indica lesistenza di una Dea primeva della notte e del giorno. Mania scrive Mrs. Hamilton Gray (History of Etruria) era uno spirito molto temibile per gli antichi Italiani. Essi erano soliti appendere la sua immagine alle porte come spaventapasseri per spaventare il male. Questo pressoch identico alle osservanze degli antichi Assiri, riportate da Lenormant, di porre immagini di entit maligne o spaventose in certi luoghi per spaventare i demoni stessi. Nella prefazione ho citato il fatto che Enrico Rossi ha testimoniato riguardo a Mania della Notte che ella veniva ricordata un tempo da molti ma ora molto tempo che nessuno parla di lei a Galeata. Da cui si pu capire che questo nome sta scomparendo rapidamente e, se non fosse per le mie

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ricerche, sarebbe stato tra quelli tra gli Dei che hanno avuto il proprio tempo ed i cui fuochi non bruciano pi.

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Capitolo III
Feronia
Letrusca Feronia lAlba anche la Dea del commercio. The Etruscans, John Fraser Vividi gaudens Feronia luco. Virgilio, Eneide VIII, 800. Ora manusque tus lavimus, Feronia, lympha. Orazio, Sat. I, V. 24 Esiste una Dea sulla cui identit con uno spirito moderno, o folletto, difficilmente si pu dubitare. Feronia, secondo Mller, era lantica Dea dei mercati e delle fiere. Questo la identificherebbe naturalmente con, e farebbe di lei la patrona di tutte quelle figure che frequentano tali luoghi. Mller esprime il dubbio se ella fosse realmente un membro della Heiligthum o mitologia etrusca, siccome Varone la chiama Sabina. Ma siccome ella aveva dei templi in Etruria, egli reputa possibile che fosse comune ad entrambe le razze.. Gli antichi erano indecisi su dove collocarla tra le Divinit; ella appare tuttavia essere una dea della terra ed associata a Mania, il che rende comprensibile quanto fosse in suo potere dare al Praenestic Herilus tre anime dal mondo di sotterra. Ma la cosa pi importante per il mio scopo che ella era temuta e che la gente le portava delle offerte. Feronia , al giorno doggi, una strega-folletto che vaga per la campagna travestita, chiedendo lelemosina. Quando i contadini sono generosi con lei, tutto va loro bene, ma se non le dovessero dare nulla, soffriranno per questo. Ella strega i bambini, i bovini, i cavalli e tutti gli animali che tengono nella stalla. Una strega che gira, che esige offerte e che pi maligna che positiva una discendente legittima di una dea dei mercati ed , come una sorta di Mania, pronta a fare dei danni ed a vendicarsi. Non ci pu essere dubbio sul fatto che lantica Feronia fosse Persefonica o ctonia o una regina

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del regno di sotto nonostante ora sia una strega che, se non propiziata, infligge ai contadini ci che temono maggiormente perdita dei figli e del bestiame. Sabina od Etrusca, ella vive ancora ed molto temuta in Toscana. Nello scrivere questultima riga sono venuto a conoscenza del fatto che Feronia infesta i mercati, specialmente perch lo spirito del mercato. Riguardo ad essa ho anche quanto segue, che veniva attribuito ad Impusa ma che, sono pressoch certo, stato un errore del copiatore: Feronia era una vecchia che andava in giro a mendicare per il paese, ma era sempre stata una gran politica che significa che era intelligente o che aveva un modo di fare molto astuto ed era una strega. Tutti coloro che le davano lelemosina erano molto fortunati ed i loro affari prosperavano. E se la gente non le dava nulla a causa della loro povert, quando ritornavano a casa dopo il tramonto trovavano abbondanti doni, bastanti per aiutare tutta la famiglia, e da allora tutto andava loro bene; ma se qualcuno che era ricco non le dava nulla ed aveva un cuore cattivo ella lo malediva cos: Siate maledetti da me, che vi maledico di tutto cuore! E cos i vostri affari possano andare a rotta di collo, fame e malattie; cos non avrete pi bene! Da questo essi sapevano che era una strega. Ma quando mor divenne terribile e fece molti danni. Tuttavia, quando co loro che lavevano innervosita, sapendo di averlo fatto, andavano alla sua tomba e chiedevano perdono erano sempre certi di ottenerlo. La faccenda dellelemosinare, lo stile elegante e laria distinta indicano una figura simile a Giunone e Cerere combinate. La maledizione a lei attribuita ha un grande potere e potrebbe essere molto antica. La connessione di Feronia con Mania spiega il perch ella venisse temuta come strega. Ed davvero notevole che, mentre Mller pone laccento sul fatto che le venivano portate delle offerte, il racconto toscano moderno lo considera un puro caso. In definitiva, Feronia appare esattamente come una Dea nella mente della gente che credeva in lei e la temeva e prima di divenire un mero ricordo in una Mrchen. E la Mrchen, la storia per bambini, lunica che hanno cercato quegli studiosi di tradizioni popolari che non hanno alcuna idea dellimportanza dellesistenza di un mito tuttora vivo. La Feronia Etrusco-Romana era molto famosa per le grandi offerte che le venivano fatte. Tutti coloro che dimoravano nei paraggi le portavano i primi frutti e molte offerte, cos che col tempo nel suo tempio si form un immenso tesoro in oro ed argento, che venne portato via dai soldati di Annibale (Livio, XXVI, II; Silius Italicus, Pun. XIII; Preller, Rom.Myth. 377). Questo concorda con la storia moderna del suo esigere tributi. Ella era anche la patrona speciale degli schiavi liberati, unamica dei poveri ed i liberti di Roma le facevano offerte (Livio, XXII, 1). Curiosamente, questo

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identico alla leggenda. Se, come afferma Mller, Feronia era un duplicato di Persefone, che spesso era una controparte della caritatevole Cerere, questo spiegherebbe laffermazione alquanto singolare che i poveri ricevevano sempre doni da lei dopo il tramonto: giungevano o venivano loro dati durante la notte. Anche il suo mercato ed i suo tempio era una grande risorsa per mercanti e commercianti, cosa che getta luce sullaffermazione che ella fosse una gran politica molto abile. Anche la moderna Feronia una grande amica dei poveri. Ma vi anche unaltra ragione Feronia potrebbe avere conservato una reputazione di strega o operatrice di meraviglie. Nellantichit veniva particolarmente identificate con il grande miracolo, di cui tanti se ne sono operati nel Medioevo, di camminare sui carboni ardenti, come appare dal seguente passaggio di Strabone, Lib. 5: Sub monte Soracte urbs est Feronia, quo nomine et Dea qudam nuncupatur, quam finitimi miro dignantur honore. Eodem in loco ipsius templum est, mirificum sacrigenus habens. Nam qui ejus numine afflantur, nudis pedibus prunas calcant. E ingens mortalium multitudo convenit, et celebritatis ipsius, qu quotannis celebratur, gratia, paritur et spectaculi. Lordalia sui carboni ardenti veni va applicata comu nemente alle streghe e non improbabile che le accusate si appellassero a Feronia per proteggerle, come da alcune tradizioni. Sia la moderna che lantica Feronia appaiono essere amiche dei poveri, degli schiavi e dei rifugiati. Lidentificazione della Dea antica con lordalia indica protezione e benevolenza. Su questo interessante argomento il lettore pu consultare: I. Roth, De more quo apud plerosque Europos populos per ferrum candens ardentes prunas rogumque probatur, Ulm, 1676; Lescher, De probatione rerum dubiarum per ignem facto, Leipzig, 1695; Eckard, De ritu antiquissimo per ignes et carbones candendes incedendi, 1791; Nork, Sitten und Gebruche der Deutschen. Si vedr quindi che la moderna Feronia corrisponde in molti modi alla figura antica che porta il suo stesso nome. E vorrei richiamare lattenzione sul fatto che oltre al nome non stato da me chiesto o suggerito altro. Secondo Fraser (The Etruscans) Feronia aveva in Etruria una posizione onorevole, perch non solo era la Dea dei Falerii, ma aveva anche un santuario nella citt etrusca di Losna (in Latino Luna). Il nome di questa citt, Losna, unaltra prova che Feronia la Dea dellalba, perch esso proviene dal greco los o las, luce. Monti ha scritto un poema molto bello, sebbene piuttosto fiacco, chiamato la Feroniade in cui leroina come Dea si avvicina molto pi alla figura della leggenda popolare moderna che alla precedente Feronia della tradizione classica. Ella per lui inizialmente solo una piccola Divinit silvana etrusca, la regina delle viole, che vaga tra le

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foreste e le gole, una ninfa: Ella per fiere balze e foreste err gran tempo. Una ninfa gi fu, delle propinque selve leggiadra abitatrice, ed era il suo nome Feronia. Questa la nostra Feronia e non la grande Dea dei te mpi antichi.

Silviano
Silvanus(il Dio dei campi e del bestiame) conserva ancora il dominio sulla terra. The Cities of Etruria, Gorge Tennis, vol. I. pag. 229 Quin et Silvanos Faunusque et deorum genera silvis ac sua numina tanquam et clo attributa credimus. Plinio, Hist. Nat., XII, 2. Fama est, Cyparissum puerum ab ipso fuisse amatum, quare ubi in arborem sui nominis mutatus fuisset, Cupressum manibus semper gestasse Sylvanus dictus finit. De Hermaphroditorum, Monstrosorum, &C., Caspari Bauhini, 1614. Silviano mi stato descritto come lo spirito dei boschi e le sue caratteristiche peculiari sono state descritte come segue: Silviano ama molto stuzzicare i contadini che fanno le cataste di carbone letteralmente, che impilano il carbone e quindi lo bruciano. E quando sono tutte impilate, allora arriva Silviano e le mette sottosopra ed i contadini cominciano a litigare tra loro, accusandosi a vicenda dellaccaduto. Cos devono ricominciare daccapo il loro lavoro. Allora Silviano scoppia a ridere e gli uomini cominciano ad imprecare e magari a lottare, ognuno pensando che laltro stia ridendo di lui. E mentre accade tutto questo Silviano impila nuovamente la legna, con loro grande meraviglia di quando tornano al lavoro. Questo accadde una volta a due uomini ed essi pensarono che dovesse essere un miracolo operato da qualche santo. Cos andarono dal parroco del luogo e gli narrarono laccaduto. Egli and ad esaminare il luogo, ma non trov nulla di notevole e disse loro che erano degli sciocchi, quindi ritorn con tutta la sua processione, convinto che non fosse accaduto nulla di meraviglioso. Ma Silviano di natura buona ma altrettanto vendicativo e da quel giorno nulla and pi loro bene, n nella macchia n nel bosco. Altri uomini trovarono il loro lavoro gi belle pronto, mentre quello dei due veniva vanificato. E questa volta andarono da una vecchia strega, che comprese la faccenda e seppe cosa fare. Ella disse: E il folletto Silviano che avete indispettito e ora vi fa tutti i dispetti; ma dellerba che vi dar vi far tornare nella sua buona grazia. Quindi prese dellerba chiamata silvestra (o anche ginestra) e ne fece un piccolo involto quadrato, quindi, mettendolo sulle loro schiene disse: Questo invero lo spirito di Silviano che mi protegge!

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Ed esso ritornarono nuovamente nelle sua grazie e non fecero mai pi nulla per offenderlo. E da questo trassero una lezione: di non andare a chiamare preti quando presente uno spirito.

Silvanus (Silviano) e Ninfa Silvianus abbastanza chiaramente lantico Romano Silvanus, di cui Preller dice: Egli era come Fauno, un buono spirito, ma talvolta era anche uno spuk Geist che spaventava la gente. Veniva identificato con tutto ci che era bello, romantico e rurale. Laddove venivano piantati dei bellissimi campi, dove venivano praticate aperture nella foresta, dove vi era un buon riparo, una grotta ombrosa o dove un ruscello mormorante attirava i pastori nella calura del mezzogiorno vi era sempre una zona sacra a Silvanus. Cos egli divent molto caro a tutta la gente di campagna; era come uno di loro e tracce di questo amore si vedono in questa storia toscana. Per ragioni che non ho qui spazio di spiegare, affer mo che lantica identificazione di Silvanus con il cipresso spiega completamente il suo collegamento con la bruciatura del legno da carbone e con chi la esegue. E, in qualit di spirito che ha a che fare specialmente con questo tipo di uomini, Silviano identico al Rubezahl della Germania. Preller dichiara che le Silvane, o le ninfe Silvie dei boschi, appartengono piuttosto alle razze germaniche, celtiche e slave che alle latine. Ma perch? Non potrebbe lo stesso Rubezahl essere di nascita italiana? Silvanus era figlio di un Dio fluviale e di una capra e tutto ci che in relazione con lui molto pi suggestivo dellItalia pastorale che della selvaggia Germania.

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Lassoluto paganesimo di questa storia e la sua morale non possono essere sfuggiti al lettore. La narratrice era assolutamente pagana come chiunque abbia vissuto ai tempi di Tarquinio e non ha mai perso occasione per dimostrare che considerava ladorazione degli spiriti antichi e tutte le cerimonie e gli incantesimi correlati molto superiori al cattolicesimo romano, per il quale aveva una particolare avversione. Per le vecchie streghe dei tempi antichi questo non folklore ma una fede vivente ed io sono stato spesso trasportato in questa realt come se fossi stato portato indietro di 2000 anni. Questo ed altri capitoli suggeriscono dunque la possibilit che la mitologia nordica sui goblin possa essere stata di origine italiana o provenire da una fonte comune.

Pal
Questa Divinit mi stata descritta con le seguenti parole: Pal uno spirito dei campi, delle vigne, dei prati, di tutti i tipi di raccolto e quando gli uomini lavorano, sia che stiano piantando il mais o che lavorino nelle vigne, non devono mai dimenticare di dire: Lo spirito Pal sar quello che mi far la buona fortuna! Ed il contadino sar cos certo di avere sempre buona fortuna. Non difficile riconoscere in Pal il Pales dei Romani o le antiche Divinit dellagricoltura di tutti i tipi. A lui o lei i Pales pare fossero sia maschio che femmina venivano fatte offerte dai contadini, che bevevano anche molto e saltavano oltre le fiamme. Preller scrive che al mattino i pastori pronunciavano per 4 volte una invocazione al Pales, quindi bevevano una miscela di latte e vino nuovo e poi saltavano oltre alla paglia in fiamme. Linvocazione deve essere stata molto breve, visto che veniva ripetuta tante volte. Sarebbe strano anche se non impossibile che nelle 4 righe qui scritte vi sia almeno una eco dellinvocazione primitiva. In queste tradizioni toscane vi molto di incontestabilmente antico, tanto che io trovo talvolta impossibile da credere che vi sia in esse qualcosa di moderno. I critici potrebbero molto ragionevolmente indicare molti errori ed incoerenze nei dettagli, ma una visione dellintero lascia limpressione della ntichit. Un singolo nero non prova assolutamente lesistenza di una razza nera ma molti di loro la renderebbero estremamente probabile. Come nel caso della maggior parte delle Divinit, in onore di Pales stato dato il nome ad una citt. E la moderna Palo, a met strada tra Roma e Civitavecchia. Cito questo perch si potrebbe pensare, come nel caso di Norcia, che la moderna Divinit toscana sia stata chiamata in tal modo a causa della citt.

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Esta
Nec tu aliud Vestam quam vivam intellige flammam, Nataque de flammis corpora nulla vides. Ovidio, Fasti, 6 Quando una luce si estingue misteriosamente ed allimprovviso o si muove apparentemente di propria volont, specialmente quando due innamorati siedono assieme, si dice comunemente che lo ha fatto Esta . Si crede che Esta sia uno spirito che pone particolare attenzione alle luci ma oltre a questo non ho potuto sapere nulla di lei. Hestia era lantico nome di Vesta e Cicerone pens che Vesta derivasse da (in Greco Estia). In ogni caso, limprovviso spegnimento di una luce o di un fuoco pare indicare lallusione alla Dea della castit ed alla sua luce.

Carmenta
Quando chiesi se il nome di Carmenta fosse noto, esso venne prontamente riconosciuto come quello di uno spirito che dona, veglia ed ama i bambini, che aiuta il parto e che cara alle madri. Quindi mi fu ripetuto quanto segue: Carmenta, Carmenta, che tanto bella sei e innamorata sei tanto dei fanciulli! Tante spose sono venute a te a raccomandarsi che dei figli tu facessi loro fare e tu, buona quanto bella, i loro voti hai ascoltato; ascolta pure i miei, ti prego di volerli ascoltare perch sono molto infelice. Mio marito non mi ama pi, che tanto mamava, perch figli crear non so; ma da te, o bella Carmenta, mi vengo a raccomandare che un figlio tu mi possa far fare e la pace con mio marito possa ritornare! Questa figura corrisponde sia nel nome che in ogni dettaglio alla Latina Carmenta o Carmentis, che era unaltra forma di Fauna o Bona De a. Di lei Preller dice: La Dea della nascita, Carmenta, veniva adorata con molto zelo vicino alla Porta Carmentalis, che aveva preso il nome da lei; vi era un Flamen Carmentalis e due giorni del calendario, lundicesimo ed il quindicesimo di gennaio, erano chiamati Carmentalia ed erano dedicati alla sua adorazione. Queste erano tra le festivit pi particolari delle matrone romane. Ella era peculiarmente la Dea della gravidanza.

Il Sentiero
In Toscana si credeva che le pietre di confine che determinavano i limiti dei campi possedessero al loro interno o attaccati a loro degli spiriti chiamati spiriti dei sentieri. Veniva affermato distintamente che essi vivevano allinterno di queste pietre. E se qualcuno le rimuove lo spirito lo condurr alla rovina. Lo spirito singolo viene detto sentiero.

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Questo spirito corrisponde esattamente al Terminus dei Romani, la Divinit dei confini. Alla rimozione di tali contrassegni corrispondevano punizioni spaventose. Liscrizione su un terminus dice: Quisquis hoc sustulerit aut lserit, ultimus suorum moriatur (Se qualcuno dovesse rimuovere o danneggiare questa pietra, che possa morire quale ultimo della sua razza). Vi quindi una sorta di litania di antiche maledizioni Latine, quasi uguali alla scomunica cattolico-romana ed applicate a questi ladri di terre. Che il ricordo di questi spiriti sia sopravvissuto evidente dallunico commento fatto dalla mia informatrice: Lo spirito li guasta (lo spirito li rovina). Lattanzio, nel mettere in ridicolo i pagani per la loro adorazione a molteplici Divinit di cui ognuna ha pochi compiti, specifica Terminus come rozzo e selvaggio. Egli era la pietra che Saturno trangugi credendo che fosse Giove. Quando Tarquinio desider costruire il Campidoglio e trov questi altari di molti Dei antichi, si consult con un augure sulla loro dedicazione a Giove. Tutti furono concordi nel salvare Terminus, che fu fatto rimanere. Da allora i poeti la chiamano la roccia inamovibile del Campidoglio. E cosa posso dire di coloro che adorano tali materiali e tali pietre (lapides et stipites) eccetto che esse sono materiali e pietre? (Adversus Gentes, libro I, cap. XX) E un peccato che Lattanzio non sia vissuto alla fine del XIX secolo, quando avrebbe visto tra i cristiani una moltitudine di santi delle piccole cose, paragonati ai quali gli Dei pagani che lui cita come ridicoli sono Divinit solenni e rispettabili. Terminus, una roccia, quale simbolo di stabilit (perch in realt non era nulla di pi) unimmagine notevole, ma cosa dovremmo pensare di Antonio, santo dei maiali e dei tartufi; di Simeone, delle lotterie; o di Rocco, santo dei cani; o perch la Latina Cunina, che vegliava sui bambini nella culla e che Lattanzio chiama a irridere dovrebbe essere pi ridicola di Santa Anna, che fa la stessa cosa o anche della Madonna stessa lincarnazione della maternit? Ma i santi ed anche la Vergine non cerano ancora a quei tempi! Le condanne pi catastrofiche e terribili della tarda chiesa cattolica e della sua agiologia si ritrovano nelle discussioni dei Padri contro i Gentili e specialmente nella vigorosa satira del Cicerone cristiano.

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Capitolo IV
Faflon
Oh, Fufluns! Fufluns! Divinit terribile! Pumpus di Perusia nel Gaudeamus, W. Scheffel Ma and meglio con Bacco di quanto fosse andato con Marte o Apollo dopo il grande ritiro degli Dei Heine, The Gods in Exile LArno, che scorre rombante davanti alla finestra della stanza in cui sto scrivendo, in piena per la molta pioggia primaverile ora un grande fiume, molto fangoso e piuttosto incontrollabile. Lho visto in estate, quando era limpido e pulito, ma allora era solo un rivolo che andava da una fossa nel terreno ad unaltra, come un filo di seta percorso da perle illuminate dal Sole o come un pellegrino che vaghi da un altare allaltro. Sarebbe stato semplice, allora, per un centinaio di persone portarlo tutto via dentro a dei barili o per tutta la popolazione del luogo berlo cosa che avrebbero sicuramente fatto come MacPherson, se fosse stato vino. Ora tutti gli uomini della Toscana, con tutti i loro secchi, non potrebbero fare una stima della sua acqua. Questo mi ricorda lobiettivo che mi sono posto. Se fosse stato solo di raccogliere, unire e correggere una collezione di storie di fate o proverbi o parabole o giochi, o anche esempi, sarebbe stato facile o almeno un lavoro definito. Ma questa massa di antica ed oscura mitologia non scritta giunge versata e schiumante come lArno dalle fonti della Romagna, nei cui recessi misteriosi tuttora dimora lantica covata del drago e le rocce che cadono nel fiume che scorre rombando. Bene, uno strano paese poco conosciuto cos dice Goethe e mi ha inviato, nella sua freschezza primaverile, oscure Divinit di nome e fama

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dubbi, stregonerie, rime, leggende diamanti e polvere tutti confusi e misti. Cosa tenere? Cosa eliminare? Se paragonato a tutto ci che ho incontrato finora nelle tradizioni popolari, questo stato pi come il contare i fantasmi di Ossian che altro. Molte volte mi sono quasi disperato e molte volte sono stato preso dallo sgomento. Ma la speranza sboccia eternamente nel petto umano e cos andr avanti a discutere della mia ultima scoperta di una Divinit che generalmente si suppone sia morta circa 2000 anni fa, mentre tuttora vive come un vero folletto tra le poche vecchie streghe della Romagna. Intendo Faflon.

Aplu, Fufluns e Semele Fuflunus era lEtrusco Bacco. Il suo nome scrive Mller (Die Etrusker, vol. II, pag. 79) veniva pronunciato (lautet) Fuflunu, Fufluns, generalmente Fufluns. (Gerhardtm I, 83, 84, 87, 90 ecc.; Corssen, I, pag. 313-315). Troviamo sui calici Fufunl (Fahr P., Spl. n 453) e Fuflunsl (Corssen, I, pag. 430). Egli fa derivare il nome del Dio dalla radice indogermanica fu, generare, la qual cosa molto dubitabile. Chiedendo alla mia migliore autorit se vi fosse in Romagna ed in Toscana uno spirito delle vigne o del vino, venni prontamente informato che vi era un essere del genere chiamato Fardel o Flavo ma, tra le streghe o coloro che erano meglio informati di tali misteri, Faflon. E mi venne narrata una leggenda:

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Faflon uno spirito che vive nelle vig ne e, quando le donne o gli uomini hanno raccolto luva e ne hanno riempito le ceste, allora arriva questo Faflon e le rovescia tutte sul terreno; ma guai ai contadini che si arrabbiassero per questo, perch allora Faflon li picchierebbe da tutte le parti e calpesterebbe i grappoli, cos essi non ne trarrebbero alcun profitto. Ma se prendono la cosa senza problemi egli li raccoglie e li ripone nuovamente nelle ceste. Ora, cera un contadino che amava molto gli spiriti e spesso li benediceva. Un anno tutto gli and male, il suo raccolto di uva e di tutti gli altri frutti andarono a male, tuttavia egli amava ancora Faflon e lo benediva. Una mattina egli si alz per andare a cogliere quel poco che cera sulle viti, ma scopr che anche quel poco era svanito. Il povero contadino cominci a lamentarsi e disse: Non mi resta che morire, perch ho perso quel poco di raccolto che avevo nella mia piccola vigna. Allimprovviso appar Faflon, tanto bello di una bellezza da fare incantare, e disse: O contadino con le scarpe grosse e ruvide ma con il cervello buono, mi hai amato cos tanto che io ti ricompenser. Vai nella tua cantina e l una gran quantit duva mostata troverai e gran vino tu farai. Ora, ci che Faflon aveva detto pareva un sogno, per il contadino, ma and nella sua cantina ed invero il vino che fece quellanno lo rese ricco e non ebbe pi bisogno di fare il contadino. Nessuno pu dubitare che questo Faflon scritto talvolta nei manoscritti come Flaflon sia il Fufluns o Fufunal degli Etruschi. Il suo aspetto molto bello in perfetto accordo a quello di Bacco. E esattamente in questo modo che Bacco appare in un lampo, togliendosi il travestimento per rivelare la sua bellezza, nelle storie classiche. Eccovi ora, parola per parola, una storia raccontatami da una strega riguardo ad una moderna Ariadne: Vi era un contadino che aveva molte vigne, ma per diversi anni gli and tutto cos male che non aveva abbastanza vino da bere per la sua famiglia. Ora egli aveva una figlia di una bellezza da fare incantare ed una sera in cui egli sedeva disperato sua figlia disse: Padre caro, non sapevi che sarebbe accaduto tutto questo? Hai dimenticato quello strano bel giovane che una volta venne da te e mi chiese perch era cos innamorato? E quando tu gli negasti ci che chiedeva egli disse: Se io non potr averla, voi non avrete vigne. Allora il contadino si arrabbi molto e colp la figlia ed ella dovette andare a letto. Il padre and quindi in cantina ma cosa vide! Su tutti i barili vi erano dei diavoli che giocavano, con gli occhi che mandavano fuoco e le bocche che mandavano fiamme e mentre danzavano cantavano: Dai a Faflon quella tua ragazza e da allora avrai il vino. Se negherai la fanciulla, morirai mendico. Allora luomo diede la propria figlia a Faflon e

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meraviglia! Tutti i barili furono pieni e da quel momento le sue vigne furono abbondanti. Limmagine della cantina piena di Baccanali e Fauni giocosi buona. Sospetto che sia stata uninfluenza cattolica a renderli diavoli col fuoco che esce dalla bocca. Ma forse era solo il vino divino che fiammeggia nel Sansovino. Mi sarebbe dispiaciuto se, alla fine di tutte queste storie su Bacco, non avessi trovato un inno a lui dedicato. Ed eccolo. Quando un contadino vuole un buon raccolto nelle vigne pu pregare in chiesa per averlo ma, per esserne certo, ripete quanto segue al Dio gioviale: Faflon, Faflon, Falon! A voi mi raccomando ch luva nella mia vigna molto scarsa; a voi mi raccomando che mi facciate avere buona vendemmia! Faflon, Faflon, Faflon! A voi mi raccomando! Che il vino nella mia cantina facciate venire abbondante e molto buono, Faflo, Faflon, Faflon! Ecco, lettore, lultimo inno reale e sincero a Bacco che sia mai stato cantato in Italia e probabilmente lultima canzone dei Baccanali che verr mai udita sulla Terra. Vi sono state intere biblioteche di tali inni Della Cruscan Redi ha scritto un Bacco in Toscana ma quella era arte: questa religione. Ed possibile che questo inno bacchico fosse, in una qualche forma non molto diversa, il primo mai composto. Potrei aggiungere che i miei due amici contadini, che mi hanno aiutato lavorando nei giorni di mercato per raccogliere le testimonianze dei vecchi contadini provenienti da tutte le parti della Romagna, hanno confermato pienamente lesistenza di questo spirito, con questa variante che Ottavio Magrini ha scritto il nome Faflond, mentre Peppino dichiara: Il nome legittimo di questo spirito Faflo . Era uno degli Dei che venivano invocati particolarmente o gridati al mercato e dappertutto con risultati soddisfacenti. Fufluns era anticamente conosciuto anche come Vertumnus. Sua compagna, dice Dennis probabilmente pi che nel nome era Voltumna, la grande Dea sul cui altare i principi confederati dellEtruria tenevano i loro concilii. (Cities, &c., of Etruria, vol. I, pag. lvii).

Lo Spirito della Contentezza


Lo Spirito della contentezza certamente uno spirito buono ed io auguro con tutto il cuore che possa dimorare con il mio lettore non solo per quanto riguarda questo libro, ma che possa essere nelle sua vita in tutto. Per gli Italiani molto plausibile che, in un paese super-tassato come quello, possa trattenersi uno spirito simile; tuttavia, certo che essi lo invocano quando intraprendono un viaggio in cerca di fortuna. E dicono quanto segue:

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Quando qualcuno sta per mettersi in viaggio in cerca di fortuna dice agli amici: Vado in viaggio per fare fortuna. Ed essi rispondono: Che lo Spirito della contentezza ti possa guidare sempre! Non ci sono dubbi che questo Spirito sia la Fortuna Redux, la Dea dei viaggi felici e dei ritorni prosperi ai cui templi ed altari, dopo la lunga assenza dellImperatore Augusto, vennero fatti sacrifici. Quando Augusto (19 A.C.) ritorn, il 12 ottobre, da una lunga assenza in Asia, questo giorno venne fissato come celebrazione annuale dellevento e venne innalzato un altare, che venne consacrato il 15 dicembre seguente. Non deve sfuggire allattenzione del lettore che il racconto italiano su questa Dea conclude con unesortazione a non dimenticare mai che la propria fortuna personale dovuta allo spirito che stato invocato; come a dire che ad unantica Divinit Romana sotto un altro nome che dovete il successo e che il viaggiatore deve essere grato alla Fortuna Redux. In verit questa una vestigia inconscia molto naf del paganesimo. Nelle nostre ceneri brillano ancora i fuochi abituali. Schedio pone in relazione a questa Divinit la seguente iscrizione di un monumento: FORTUN REDUCI. LARI VIALI. ROM AETERN Q. AXIS. AELIA. NUS. VE. PROC. AUG. C.

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Corredoio
Si pu considerare un fatto singolare che tutti questi spiriti toscani delle foreste e dei campi, dei focolari e delle vigne, siano di una perfetta e fresca semplicit ed incarnano la Natura reietta da cui derivano. E differiscono completamente e radicalmente da qualunque personificazione della chiesa cattolica romana, a partire dalla Trinit stessa che un mistero fino al CupidoCherubino, alle luci dorate, ai martelli ed ai chiodi, ai cuori in fiamme, alle Madonne vestite di seta con oro che le circonda ed allintera massa di propriet mistiche teatrali che invero fanno parte in parte della natura popolare, ma non del tutto. Questa semplicit naturale era propria dei pagani antichi e la sua esistenza nella tradizione popolare sempre prova di determinati elementi, almeno per quanto riguarda lantichit. Nel mio Gipsy Sorcery ho sottolineato che se il Papa ed i Cardinali del 1891 fossero vissuti nel 1484 ed avessero osato esprimere ci che loro tutti (con forse leccezione di quelli Spagnoli) pensano ora della stregoneria sarebbero stati tutti torturati orribilmente e quindi bruciati vivi come eretici. Cos possiamo osservare che lintera organizzazione moderna della chiesa sarebbe stata condannata completamente dai Padri per il suo carattere immensamente artificiale e teatrale. Per molti sarebbero stati disgustosi la sua deprimente malinconia miserabilmente affettata, il suo ideale infelice di una vita senza risate ed innocenza senza sorrisi. Ed a questo proposito giungiamo allaffascinante spirito Corredoio, che puramente pagano. In Romagna vi uno spirito, una fata o una Dea (maschio o femmina) che di natura gaia e festaiola. Viene chiamata Curedoia o Corredoio ed ama le danze e le feste. E una vera fanatica della musica e, nonostante tu non possa sospettare della sua presenza, certo che ella partecipi dovunque vi sia un ballo o uno scherzo. Offro con modestia, o anche con dubbio, il suggerimento che possiamo avere in lei la beau reste o un possibile frammento di Curitis o Quritis il is ed il us del Latino vengono molto spesso mutate in vocali in Italiano, il che formerebbe Curitoio. Curitis dice Mller era il nome di Giunone a Falerii, dove veniva adorata con zelo. In suo onore venivano tenuti magnifici festival con ogni splendore e gaiezza; venivano sacrificate delle mucche bianche, le strade venivano ricoperte di tappeti (Ovidio, III, 12, 13, 24), le fanciulle secondo luso greco erano vestite di bianco e recavano sulle teste gli utensili sacri in

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qualit di canefore. Gli Etruschi hanno sorpassato qualunque altro popolo dellantichit nella passione per le processioni, i festival e lintensit dei loro lazzi. I Romani sembrano avere preso il proprio stile dalla Grecia, ma il loro appassionato gusto per il piacere sontuoso dai Toscani. E se Curitis era il nome popolare di Giunone e se ella era invero sopra a tutte le altre cose la Dea della pompa e dei festival e della gaiezza, non impossibile che questo nome sia sopravvissuto nella moderna Divinit della danza ed in ci che corrisponde pi da vicino alle grandi mostre del tempo antico. Di Corredoio ho quanto segue: Corredoio uno spirito che va molto nelle feste da ballo e che si diverte in ogni maniera. (Vi sono racconti contrastanti riguardo al sesso di Corredoio o Corredoia.) Si delizia nel giungere come una ventata e cos alza le sottane a quelle signore, quindi scoppia a ridere forte e le signore arrossiscono. Quindi Corredoio volo allinterno dellorchestra e fa girare su se stessi tutti i musicisti e quindi fa suonare da soli gli strumenti; e tutti sono meravigliati nelludire la musica e non vedere alcuno che la suoni al che egli scoppia in unaltra risata e se ne va (vola via). Vi uninvocazione (o un incantesimo) estremamente curiosa a Corredoio: Corredoio, Corredoio, Corredoio Corredoio, Corredoio, Corredoio che siei tanto buono e gentile, che non hai fatto mai del male quando vieni in casa mia; o bel Corredoio, vai e lo discacci con una bella risata, tu, o bel Corredoio, sei uno spirito, vero, ma sei anche lo spirito dellallegria; tu vai nelle case a mettere la buona armonia. Dunque, bel Corredoio, tu che sei tanto bello vieni qualche volta in camera mia e cos mi aiuterai a stare allegro ed a non avere mai guai. E cos, se qualche grazia ti chieder da te, bel Corredoio, sono certo che quella grazia io lavr. Tutto ci completamente al di fuori della chiesa ed pagano pi che si pu. Nellintera religione cattolica potrei dire cristiana non vi traccia di un tale glorioso Robin Goodfellow come Corredoio che va a tutti i balli, suona tutti gli strumenti, fa girare tutte le donne in un walzer selvaggio e quindi scoppia in una risata, ho, ho, ho! e tuttavia conserva come occupazione costante landare a promuovere pace ed armonia allinterno delle famiglie o landare a far piacere e giocare con i bambini ed andarsene lasciando tutti allegri. Questa invocazione in Romagna una preghiera come qualunque che fosse tratta dal Libro delle Preghiere e prega la Divinit di vegliare talvolta su qualcuno e tirarlo su di morale in maniera amichevole, una Divinit molto bella, compita ed aggraziata; solo in Italia si pu trovare un Dio che possa fare unorchestra intera e che passa la sua vita a rendere felice la gente. Invero non posso che provare gratitudine per la sopravvivenza di un tale frammento di paganesimo gioioso, non fosse

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altro che per mostrare ad un mondo stupito che piet e gaiezza possono andare mano nella mano. I reti in Italia hanno insegnato alla gente che la religione e la salvezza e tutto ci che santo permeato di lacrime, lamenti, digiuni, sangue, torture e morte ed tuttavia nel frattempo, sotto queste ceneri di miseria, lantico spirito pagano Romano-Etrusco della natura umana e della tenerezza geniale sopravvissuto. In tutte le religioni attuali nel mondo non vi nulla di cos reale, cos toccante e bello come lo spirito di Corredoio. Sancte Corredoio ride pro nobis!

Orco
Difficilmente sarebbe utile citare Orco, la forma italiana di Orcus, che stato chiamato in innumerevoli storie di fate Ogre e che conosciuto da ogni bambino italiano, non fosse altro che per la sua peculiare descrizione datami dalla mia informatrice principale. Orco ella disse uno spirito terribile che un tempo era un grande stregone. Questa in tutto il mondo la prima concezione degli spiriti e specialmente di coloro che vengono temuti. Tra le trib selvagge ai primi stadi dello sciamanesimo ogni spirito importante un tempo stato un uomo e sempre un mago. Potremmo dire che il Latino Orcus fosse una personificazione degli inferi o dellorribile cos come Giove lo era del fulmine ma un fatto che le razze selvagge applichino nomi come inferi e fulmine agli uomini. Euhemerus di Messina fa derivare tutti gli Dei da uomini, il che pare essere stato, fino ad un certo grado, giusto, almeno per quanto riguarda le razze coinvolte.

Tesana
Tesana lo Spirito dellAlba, che si potrebbe chiamare Aurora. E buona e, se un contadino dorme quando il rosso mattino si intravede sulle colline, ella va da lui in sogno e dice: Svegliandoti pian piano, o buon uomo, svegliati, che lalba spunta; sono uno spirito consolatore e vengo per aiutarti con buon coraggio e buona fortuna, ma sempre col tuo lavoro. E cos, con la buona volont di lavorare avrai sempre buona salute e volont di lavorare: il ricco nato ricco per aiutare il povero ed il povero per aiutare il ricco col suo lavoro, perch il signore non saprebbe affrontare le fatiche. Lavora, o buon contadino, che al momento spunta il Sole. Quando sei stanco chiamami in tuo soccorso ed io sar sempre il tuo angelo consolatore!

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Lalae, Linthun, Thesan e Memrun E cos il contadino si sveglia e va al lavoro, contento ed allegro, credendo di avere visto in sogno e conversato con un santo o una santa, invece di avere parlato con uno spirito. Questo assolutamente pagano, pagano stregonico, ed una protesta dell antica religione nei confronti della nuova. Perch uno spirito invece di un santo qui non significa nullaltro che una Divinit Romano -Etrusca o puramente Etrusca. Non vi sono incarnazioni molto belle dellAlb a nella mitologia cattolica romana, con i suoi santi rococ di legno e gesso tutti artificiosi e da bottega, anche qui in Italia. Questa graziosa Aurora, questo spirito dellalba appartiene ad una razza di esseri pi pura e migliore. Ella prova sincero amore per i contadini, non richiedendo n tributi n preghiere n adorazione, n digiuno n vigilie per compiacere la propria vanit, ma semplicemente lo incoraggia. Invero questo molto pagano e ed in lei si mantiene un semplice conservatorismo dei vecchi tempi: che il ricco ed il povero devono esistere ed adempiere ai propri reciprochi obblighi. Un amico colto, che ha rivisto questopera, sottolinea di Tesana che Thesan, secondo Corssen, una Dea etrusca dellalba (Die Sprache der Etrusker, I, pag. 259). Non pu essere sfuggito al lettore che Tesana appare stranamente in questa leggenda come unessere che riflette sugli stadi, sulla societ, le leggi umane e le relazioni. Gerhard (Gottheiten d. Etrusker, pag. 39 ed Etrus. Spiegeln, tavola 76) ribadisce che vi era identit tra Thesan e Themis.

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Questo certamente straordinario. Prima di incontrare questa osservazione, mi era rimasto profondamente impresso il carattere delle riflessioni sui diritti sociali che cos evidente nella canzone, riflessioni che erano molto lontane dalla gamma di pensieri della donna che me le cant.

Spulviero
Gli antichi Toscani superarono tutte le altre nazioni per il numero dei loro Dei del tuono e della tempesta ne avevano invero uno per ogni stagione , tanto che i loro discendenti non hanno solo paura di Tinia, o Giove, ma anche di Spulviero, il temuto spirito del vento e della tempesta di cui si narra che abbia dato origine agli Indiani Algonchini. Spulviero, detto anche Spolvero, lo Spirito del Vento. Il suo nome probabilmente deriva da polvere, riferentesi ai vortici o alle ventate di polvere causate dal vento il Pau-pu-ke-wiss dei Chippewa. Potrebbe tuttavia essere una derivazione di pluvio, pioggia. Ma questa la leggenda che mi stata raccontata: Lo Spirito del Vento, chiamato Spulviero, uno spirito maligno che in vita era uno stregone, uno di quegli stregoni cos malvagi che rovin molte buone famiglie, gente di buon cuore che faceva del bene a tutti, e fece del male anche a coloro che fecero a lui del bene. Egli era cos malvagio che quando qualcuno gli faceva del bene egli faceva loro del male n alcuno poteva vendicarsi di lui, perch volava veloce come il vento. Ma, per maligno che fosse, venne il suo momento ed egli mor; ma prima di morire and in ospedale. L si raccomand a tutti coloro che erano presenti, chiedendo se qualcuno volesse ereditare la sua stregoneria, ma nessuno rispose, perch lo conoscevano tutti molto bene. Un servo port due scope e le mise sotto al suo letto dicendo: Lasciala a loro e, se non fosse stato per questo, lui non avrebbe potuto morire. Cos egli mor ed improvvisamente si alz un terribile vento, tanto che lospedale ne venne quasi spazzato via, ed il suo spirito se ne and nel vento. Qui si fa riferimento alla credenza che uno stregone o una strega non possa morire fino a quando il suo potere non sia stato trasferito a qualcun altro. La scopa un antico talismano latino contro la stregoneria. Ci che realmente molto antico e puramente sciamanico in questa leggenda la fede nel fatto che tutti gli spiriti o le Divinit siano stati un tempo degli stregoni. La catena dei fatti intricata ma pu essere seguita. Gli Etruschi si sono risvegliati al politeismo, pur conservando delle forme sciamaniche, ma la gente rimasta ad uno stadio precedente, credendo che ogni grande spirito fosse un tempo un uomo. Cos essi hanno in realt riportato indietro un mito ai propri albori. Cos Chuchulvia viene dichiarato uno stregone che ora divenuto uno spirito malvagio. Ma io dubito di questo, perch non

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probabile che i contadini della Romagna siano realmente cambiati dagli albori. I grandi saggi Etruschi hanno sviluppato degli Dei ma il popolo, pur accettandoli, ha sempre creduto nellEumerismo, cio che essi fossero solo dei maghi evoluti. E che questa leggenda sia moderna o pi antica di quelle etrusche, una cosa evidente: che il suo spirito antico come il suo ricordo. Coloro he amano lantico non sempre riflettono che un ciottolo potrebbe essere pi vecchio di qualunque cosa luomo abbia mai fatto.

Urfia
Di questo spirito non so nulla eccetto quanto segue: E una donna che si presenta (si manifesta) nelle case. Credo sia uno spirito benevolo.

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Capitolo V
Lari, Lasa e Lassi
E nos Lases iuvate, Neve luerve Marmar sins incurrere in pleoris. Satur furere Mars limen sali, sta berber. Semunis alternei advocavit conctos et nos Marmo iuvato. Triumpe. Triumpe. - Canzone dei Fratelli Arval Con le parole latine Lar e Lares noi generalmente comprendiamo degli spiriti familiari domestici, su cui Mller (Die Etrusker) fornisce molte informazioni e congetture. Egli scrive: Che i Lari appartengano alla mitologia toscana si vede dal nome, perch Larth e Laris erano cognomi comuni e devono avere originato un Ehrennahme, un soprannome. Ma sia tra i Toscani che tra i Romani era un nome che comprendeva molte cose Vi erano Lares coelopolentes, permarini, viales, vicorum, compitales, civitatum, rurales, grundules ed infine i domestici ed i familiares, la cui comprensione nel corso del tempo divenuta oscura, dividendo con gli altri questa confusione. I Lares rurali, daltra parte, sono quelli che nellantica canzone dei Fratelli Arval vengono chiamati E nos Lases iuvate. A Roma Lases era certamente la forma pi antica del termine. Ora certamente notevole a prima vista che sotto a queste Divinit estremamente variate vi siano delle anime umane. Questo viene confermato da Mller con una grande quantit di prove. Egli aggiunge quindi: I Lares familiares devono necessariamente essere inclusi tra questi, in quanto generalmente non erano altro che le anime degli antenati divenute Dei; molti degli antichi (Apuleio, Marziano e Varro) hanno dichiarato che il genius ed il lar, con specifico riferimento ai Lari domestici, erano la stessa

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cosa. Il nostro autore dichiara che i Lasi erano generalmente spiriti femminili che si occupavano di adornare uomini e donne, come dipinto sui vasi, e che per quello che riguarda gli Etruschi, dubitabile che i Lasa ed i Lares siano collegati tra loro. Parlando un giorno con la mia informatrice pi autorevole sul folklore toscano, le chiesi se conoscesse parole come Lar, Lares, o Lare. No, non le ho mai sentite. Qualcosa con un nome simile infestava i cimiteri? No, ma riflettendo un istante vi sono i Lassi o Lassie. E cosa sono? Questa fu la risposta:

Lasa o spirito guardiano I Lassi sono spiriti che vengono uditi o visti in una casa quando muore qualcuno della famiglia. Sono i fantasmi degli antenati della famiglia che ritornano in quei momenti. Questo era conclusivo ed io non ho alcun dubbio che questo Lassi o Lasae siano i Lasa di cui si parla nella canzone dei Fratelli Arval. Naturalmente questo non provati ma quando considero che Tinia, Fufluns, Feronia e Mania esistono tutti con la maggior parte delle loro caratteristiche antiche, devo ammettere che vi qui una probabilit molto forte. I Lasa erano per gli antichi Latini i fantasmi degli antenati o spiriti domestici familiari e cos sono i Lassi. E Mller non fornisce prove di sorta che i Lasa, gli spiriti alati sui vasi, con una benda sulla fronte o un cappello e degli orecchini, nudi o vestiti con un corto chitone con bracciali, stivaletti o scarpe e recanti in mano una grande variet di oggetti non siano i Lari divinizzati. Mi

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sembra naturale che gli spiriti degli antenati, rivitalizzanti in giovent e bellezza, possano essere i primi ad attendere ed aiutare il discendente che viene elevato al paradiso. Mller stesso dice altrove: Nel Lar viene sempre alla luce il Genius. Cosa sono questi Lasa se non i genii dei defunti? Esiste una storia sui Lasi o Lasii ed anche uninvocazione a loro rivolta. Purtroppo non sono stato in grado, riguardo alle canzoni o ai passaggi metrici di tali racconti, di renderne loriginale o la forma migliore. Nella maggior parte dei casi la mia informatrice li ha trado tti dalloriginale dialetto romagnolo in Italiano e spesso sono risultati manifestamente imperfetti o in parte cambiati. La storia la seguente: Un tempo vi era un gran signore molto ricco che aveva un figlio molto prodigo che sciupava tutto il danaro. Suo padre gli disse: Figlio mio, non potr vivere a lungo, perci ti prego di comportarti sempre bene. Non giocare dazzardo, come vorresti fare, sprecando tutto il tuo patrimonio. Finch vivo posso prendermi cura di te, ma temo per te quando sar morto. Dopo poco tempo il padre mor ed in pochi giorni il figlio sperper tutto. Non rimase altro che il palazzo, che vendette. Ma coloro che lo occuparono non riuscirono a dimorarvi in pace, perch a mezzanotte si udiva un grande clangore di catene e tutte le campane suonare. E si vedevano figure nere come il fumo passare, e fiamme di fuoco. Ed essi udirono una voce dire: Sono il Lasio, in compagnia di tanti Lasii, e non avrete mai bene fino a che non renderete questo luogo a mio figlio. Cos essi resero il palazzo al proprietario; ma lui era troppo terrorizzato dalle apparizioni, finch giunse alle sue orecchie una voce che disse: Sono il Lasio di tutti i Lasii, son tuo padre e vengo adesso in tuo soccorso, purch tu mobbedisca. Smetti il giuoco, altrimenti non avr mai pace e tu ti troverai ancora in miseria estrema; ma se tu mobbedisci, io vivr in pace e sarai tanto ricco da non finire il tuo patrimonio, anche divertendoti e facendo molto bene. Ma promettimi di non giuocare pi! Ed il figlio rispose: Padre, perdonatemi, non giuocher pi! Il padre disse allora: Rompi quante travi che sono nel palazzo e piene di denaro le troverai; cos starai bene ed io star in pace ed andr nelle requie. Amen! Due cose mi colpiscono in questo strano semi-poema. Una che la storia assomiglia molto a quella del Signore di Lynne nel Relics di Percy; laltra che un tipo di narrativa molto pi islandese che italiana. E spietata, forte e molto semplice si potrebbe dire quasi arcaica. Nella stregoneria esiste anche una invocazione di questi spiriti degli antenati non meno curiosa: Lasii, Lasii, Lasii, che tanto buoni siete, di una grazia io ho gran bisogno; e da voi, spiriti e Lasi, in mezzo a una cantina mi vengo ad inginocchiare; a voialtri mi vengo a raccomandare che questa grazia mi vogliate fare. Lasii,

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Lasii, Lasii! A voi mi presento con tre candele accese e tre carte: lasso di picche, quello di fiori e quello di quadri; le butter per aria, che voi certo mi vedete; perci le butto in vostra presenza. Nel punto della mezzanotte queste carte per aria butter; se la grazia mi farete, lasso di fiori scoperto trovare mi farete; se scoperto lasso di picche mi fate trovare segno che la grazia non mi volete fare; se mi farete trovare quello di quadri segno che la grazia mi fate.

Fauno e lasa femmina o Fata Ma aggiunge la veggente con voce prosaica non si verr esauditi se non dopo molto tempo. Giochi dazzardo e lotterie sono un elemento molto serio nella vita italiana, tanto che non ci si deve stupire che venga rivolta ai Lasii uninvocazione come questa. Forse i Romani facevano la stessa cosa per avere fortuna at alea, ai dadi. Se avessi la mia copia del De Alea di Paschasius Justus lo scoprirei! In questo racconto i Lasii appaiono come spiriti benigni, devoti ad una famiglia. Mentre registravo questa storia del Lasio che ha donato il tesoro, mi sono imbattuto in Romische Mythologie, di L. Preller, in ci che segue: Il Lar familiaris lo Schutzgeist, lo spirito guardiano della famiglia. Accanto ad esso, che viene semplicemente chiamato il lar o lar pater (il Lasio padre), vi sono molti lares familiares Accade, magari, che il nonno confidi a qualcuno di un tesoro da lui nascosto segretamente ed egli lo

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confida allunica figlia della casa, una buona ragazza che gli ha sempre fatto offerte quotidiane di incensi o vino o ghirlande. Questa , in breve, la stessa storia che ho riportato. Il Lar o Lasio ha un tesoro nascosto che dona al padrone di casa. Era confortante il pensare che vi fosse nella casa uno spirito familiare affezionato che poteva mutare il destino di qualcuno in meglio e cos la credenza dur a lungo tra la gente rurale. Il giovane Peppino, che andato molto in giro sia nelle case che nei mercati per raccogliere prove della conoscenza degli spiriti da me riportate, ha scoperto che i Lasii erano conosciuti ma con il nome di llasii. Qualche tempo dopo aver scritto il capitolo sui Lasii, udii quanto segue, che riporto accuratamente:

Tinia e Lasa Quando avevo circa 12 anni mi accadde qualcosa che allepoca considerai divertente o buffo, ma che in seguito considerai in una luce molto diversa. Una volta andai con alcuni parenti in campagna. Un giorno ero in una foresta oscura e stavo camminando per raccogliere foglie e fiori dagli alberi quando mi trovai in un posto molto solitario vicino ad un corso dacqua. Avevo labitudine di parlare con me stesso ad alta voce e dissi: Oh, mi piacerebbe fare il bagno qui. era molto caldo quando, allimprovviso, mi comparve davanti una vecchia che disse: Caro ragazzo, se vuoi fare il bagno svestiti senza paura, io ti protegger. Vi era in lei qualcosa che mi piacque molto, una gentilezza ed una dolcezza che non so descrivere. E quando ebbi fatto il bagno e mi fui rivestito ella disse: Bimbo, tu hai avuto molti problemi e molti altri ti attendono, ma non avere paura non ti sgomentare perch in vecchiaia avrai buona sorte. E scomparve; non la

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rividi mai pi ed attendo ancora la buona sorte, che non ancora arrivata. Io credo che fosse una lasia, lo spirito di una qualche antenata morta da molto tempo che mi augurava del bene. Le immagini dei Lasi abbondano sui vasi etruschi. Essi vengono rappresentati come begli spiriti, giovani e pi spesso femmine che maschi. Sono pressoch sempre, credo, alati e generalmente recano una bottiglia o una larga fiala. Lantica religione etrusca, che era distintamente eumeristica, considerava il divenire un Lar il primo passo per divenire un Dio. Su questo tema interessante quanto segue: Les Lares, ou Lases, qui jouent un rle si important dans les anciennes religions de l'Italie, qui peuplent le monde romain, qu'on trouve partont, au foyer de la famille, dans la ville, la campagne, sur les routes - Lares familiares, urbani, rurales, viales, & c.; les Lares ont sans acun doute fait partie de la cosmogonie Etrusque. Leur nom seul semble le prouver, Larth on Laris est un nom et un titre d'honneur que l'on rencontre frquemment sur les inscriptions funraires de l'Etrurie. On lisait, d'ailleurs, dans les Livres Achrontiens qui faisaient partie de la doctrine de Tags, que les mes humaines pouvaient, en vertu de certaines expiations, participer a l'essence des dieux, et sous le nom de dii animales, ou mes divines, prendre place parmi les Pnates et les Lares. (Servius ad Aen., III, 168; cf. Fabretti, Gloss. Ital. s.v.). Ainsi s'accomplissaient dans les croyances de l'Etrurie les mysterieuses destines de l'me humaine. Le Genius jovialis, aprs l'avoir recueille comme une manation de la divinit, lui donnait entre dans la vie; puis quand la mort venait sparer de la matire ce souffle divin, l'me, prouve par les sacrifices, ou l'expiation, pouvait retourner parmi les dieux, et comme pnate elle remontait an rang on le Genius jovialis, ainsi que nous l'avons vu, tait plac lui-meme. (L'Etrurie et Les Etrusques, par A. Nol des Vergers, Paris, 1862, vol. I, pagg. 301, 302). Da questo estratto si vede che tuttora permane una singolare credenza che certe anime di stregoni talvolta rinascano come stregoni ancora pi potenti e da qui divengano spiriti, cosa che esattamente parallela allantica dottrina etrusca insegnata da Tagete.

Losna
Mller (Die Etrusker, pag. 81) afferma che Corssen (I, pagg. 346-7) ha erroneamente attribuito Losna, una Dea della Luna, allEtruria. Ella appare solo su uno specchio proveniente da Praeneste (Gerhard, I, clxxi) ed Latina (Lucna, Luna). Non sta a noi rispondere alla questione ma,

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domandando alla mia informatrice principale se conoscesse un essere come Losna, ricevetti la seguente risposta: Losna uno spirito del Sole e della Luna, di entrambi, non s olo della Luna, Quando un fratello seduce la propria sorella sempre opera sua. Ella ama deridere gaiamente la gente. Quando ha fatto il danno appare al tavolo in cui un contadino e la sua famiglia sono riuniti, ride e dice: Sei uno stupido, non sai che tua figlia incinta di suo fratello; ma un tempo tu hai detto: E un grande piacere fare lamore col proprio fratello . E quando ha fatto questo danno se ne va via cantando, perch ha causato discordia nella famiglia. Questo impressionante mito pare essere molto antico. Tra gli zingari dellEuropa dellEst vi una leggenda che dice che loro discendono dal Sole e dalla Luna; avendo il Sole sedotto la propria sorella, la Luna, venne condannato a vagare per sempre ed in conseguenza anche loro non possono mai fermarsi. I nativi del Borneo e gli antichi Irlandesi credevano che lUomo nella Luna fosse imprigionato l per la stessa azione. Infine, tra gli Eschimesi vi una storia similare. Queste coincidenze sono fortuite ma in ogni caso notevoli. Losna, che Louna dice Preller appare su uno specchio etrusco con la mezzaluna associata a Polluce, su un altro monumento come Lala, Lara, con il Dio-Sole Aplu. E possibile che alcune tradizioni riguardanti tale associazione con il Sole possano avere fatto nascere questa storia toscana, che ne probabilmente solo un frammento. In ogni caso, notevole che vi sia unallusione al Sole ed alla Luna come fratello e sorella incestuosi. Vorrei richiamare particolarmente lattenzione del lettore sullimmagine che rappresenta Losna. Proviene da uno specchio che per un secolo stato spesso inserito in opere sullarte etrusca. Esso ora i n mio possesso e giace sui miei fogli mentre scrivo. Secondo Corssen ((Sprache der Etrusker, vol. I, pag. 346), che fa riferimento all Etruscan Mirrors di Gerhard, III, 165, a Ritschl, Cavendoni, Schoene, Benndorff, Helbig, & c., esso proviene da Praeneste ed il nome Lusna era quello originale, mentre Losna sarebbe una forma dialettica peculiare di Praeneste. Gli Etruschi ritenevano che specchi come questo possedessero poteri magici. Anche i Cinesi, al giorno doggi, ne fanno di simili per questo motivo: l o specchio cinese, come quelli antichi, viene lucidato da una parte e possiede unimmagine, o pi comunemente uniscrizione, dallaltra. Se il Sole splende sullo specchio e si riflette su una superficie bianca e liscia, limmagine dallaltra parte diventa chiaramente visibile nel riflesso. Ho udito spiegazioni in merito che non mi hanno soddisfatto. Intorno allanno 1856 un dagherrotipista degli Stati Uniti, incidendo due linee a croce sul davanti di un piatto di rame ha scoperto che, nonostante la croce non fosse

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percettibile sul dorso, tuttavia quando vi si rifletteva la luce solare si poteva distintamente vedere nel riflesso. Perci ne dedussi che la pressione sulla facciata aveva indurito il metallo dappertutto, cosa che spiega perfettamente il fenomeno. Suppongo che anche gli specchi etruschi, quando erano nuovi, possedessero la stessa qualit. Di questa invenzione non fa neppure da G.Battista Porta nelle sue molte ricette per fare specchi meravigliosi. Se ne possono fare anche con il vetro ricuocendo limmagine. Il che significa che prendiamo un disegno fatto su vetro duro, vi poniamo sopra uno strato di vetro morbido e, quando raffreddato, levighiamo la superficie, che parr uniforme; ma riflesso contro il Sole mostrer che la luce proveniente dal vetro morbido pi opaca di quella che si riflette su quella dura.

Losna (dalloriginale specchio in bronzo etrusco ora in possesso dellautore) Tutti gli specchi, secondo lantica e moderna superstizione, sono repulsivi delle streghe e vanno bene contro il malocchio et similia. I fascinatori come i basilischi si vedevano rivoltare contro se stessi il proprio terribile sguardo se guardavano il loro riflesso Si on luy presente un miroir, par endardement reciproque, ces rayons retournent sur l'autheur d'iceux . In

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qualit di Dea lunare-solare, credo che Losna venisse particolarmente associata allo specchio come oggetto magico. Filostrato dichiara che se si tiene uno specchio davanti ad un uomo dormiente durante una grandinata o una tempesta con dei tuoni, la tempesta cesser.

Laronda
In Toscana, Laronda uno spirito molto gentile e benevolo che, stranamente, peculiare delle caserme, dimora in esse o negli accampamenti di soldati: Sarebbe uno spirito delle caserme dei militari. E molto buona. Pare identificarsi con lantica Laronda, o Lara, etrusca, di cui Lattanzio dice: Chi pu astenersi dalle risa quando ode la Dea silente citata? Ella colei che chiamano Lara o Laronda (I, 20, 3-5). Ovidio parla di lei come della Dea muta. Ma, da un passaggio della Mythology di Preller. Deduco che era particolarmente conosciuta come benefica in quanto, in riferimento ad una preghiera a lei dedicata, egli sottolinea: Qui comprendiamo chiaramente ein guter Geist - ein seliger, uno spirito buono o felice. Ma ci che certamente notevole che Laronda era in particolare la madre dei Lares compitales. Il compitum un punto in cui si incontrano diverse strade. In un tale luogo i Romani erigevano grosse costruzioni con passaggi e stanze che corrispondono letteralmente alle moderne caserme. In esse tutta la gente dei dintorni si incontrava per discutere i propri affari e tenere festival. Perci i Lares compitales erano gli spiriti guardiani di tali grosse costruzioni pubbliche, dove vivevano o si incontravano molti uomini. Ed a quel tempo, cos come oggi, Laronda era lo spirito principale di ci che corrisponde alle moderne caserme, che sono attualmente in Italia le uniche costruzioni che somiglino agli antichi compitum. Nel corso del tempo sono sorte delle storie o sono stati collegati dei nomi che hanno in realt molta poca connessione. Una leggenda riguardante Laronda la seguente: Laronda il folletto delle caserme. Un tempo era una donna di nome Rosa che, durante la sua vita, fu devota ai soldati. Dopo un po di tempo gli ufficiali notarono la cosa e le proibirono di frequentare le caserme; lei se ne dispiacque tanto da ammalarsi, tanto che rimase a lungo confinata a letto. I soldati stessi la rimpiangevano tristemente e cos fecero in modo che essa potesse andare da loro segretamente. Per un po tutto and bene. Tra quei soldati ve ne era uno che era fidanzato con una zingara, che era anche una strega. La strega scopr che Rosa visitava le caserme e che tutti i soldati le erano devoti per la sua gaiezza e bont non meno che per la sua bellezza. La zingara non ne fu felice e disse a Rosa:

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Rosa, o Rosa, o bella Rosa! E vero che io non sono bella come te, perch sono una zingara. E tu vieni stimata da tutti i soldati ed anche il mio innamorato ti ama, perci ti prego di non frequentare pi le caserme! Perci ti voglio pregare nelle caserme di non pi andare! - Allora Rosa rispose, francamente ma con risolutezza, che non avrebbe fatto alcunch per compiacere la sua sciocca gelosia e laltra, in collera, disse: Che la mia maledizione possa cadere come piombo sulla tua testa, n vivrai a lungo, ma ti do un anno. E finch tu camperai tu non avrai che pene e guai . E siccome ami tanto i soldati, non avrai riposo dopo la morte, ma diverrai il folletto della ronda e La Ronda tu sarai. Tutto accadde come minacciato ed i soldati si addolorarono per la sua morte. Ma, mentre si stavano dispiacendo, improvvisamente apparve loro ad una finestra una signora di grande bellezza vestita di bianco, che disse: Io sono la bella Rosa, ma ora sono morta e sono divenuta il Folletto della Ronda dei soldati e, quando la notte voler via dal mondo degli eterni, verr a cercarvi e, quando udrete la mia chiamata, allora aprirete le finestre a La Ronda. A molti questo adattamento di una storiella moderna ad una parola sar bastevole per distruggere ogni collegamento con la classica Laronda. In tal modo potremmo invalidare completamente ogni e qualunque tradizione, cos come Voltaire disse che le conchiglie pietrificate che si trovano sulle cime delle montagne sono probabilmente conchiglie lasciate da pellegrini provenienti dalla Terrasanta. Ma Laronda era fin dai tempi antichi lo spirito guardiano degli edifici pubblici. Ho sentito dire che Laronda potrebbe essere, o , lo spirito di qualunque grande costruzione frequentata da molta gente, come un albergo. Questa pare lidea antica generale, mentre non ho garanzie che la storia narrata non sia di fabbricazione moderna basata su un motivo tradizionale. Se Laronda sia moderna perch vi una storia moderna che stata adattata al suo nome, allora naturalmente lesistenza di qualunque mito potrebbe essere congetturata in tal modo.

Lemuri
Alla mia richiesta se fosse conosciuta una parola come Lemuri, mi venne detto che i Lemuri sono gli spiriti dei camposanti. Questo li identifica piuttosto chiaramente con i latini Lemures, che erano la stessa cosa delle Larvae, gli infelici e terrificanti fantasmi di coloro che erano morti di morte violenta o sotto interdizione, a cui vi sono innumerevoli allusioni in tutti gli scrittori latini.

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Tago
Tago uno spirito il cui nome pare essere conosciuto solo da pochi vecchi. Viene descritto come uno spirito bambino o che appare come tale. Di lui Gustavo Favi ha dichiarato: Tago uno spirito che viene invocato quando vediamo soffrire dei bambini, con una invocazione che fa s che essi si ristabiliscano. Ma non ricordo questa preghiera per poterla trascrivere.

Unaltra autorit mi ha informato che esiste uno spirito bambino o uno spirito che appare come un bambino che tuttavia uno stregone. Il suo nome Terieg'h (un suono duro, gutturale ed incerto). Egli spunta dal terreno e predice il futuro o la sorte. Siccome vi sono solo questi spiriti in tale forma, suppongo che siano lo stesso essere. Il nome Tago suggerir naturalmente agli studiosi quello di Tagete, il saggio bambino etrusco spuntato dal terreno la cui storia viene fornita nei dettagli da Preller e da molti altri, ma da nessuno in maniera cos succinta o elegante come da Petrarca nel suo Italiano-Latino. Un giorno questo bambino, mentre un contadino stava arando Hetrusco quodam arante in agro Tarquiniensi balz fuori dal solco, il corpo di un bambino ma la testa e la saggezza di un vecchio puerili effigie sapientia senili e cominci immediatamente a stupire tutti con le sue profezie ed istruzioni in cui vi era quella che allora chiamavano saggezza religiosa ma che noi oggi chiamiamo magia. Ed invero fu dai suoi libri e dai suoi insegnamenti che vennero tratte tutte le divinazioni Romane e le osservanze sacre. E, se la tradizione etrusca cominci con lui, sarebbe invero molto interessante il potere provare che egli sopravvive ancora nella sua casa in Etruria come Tago o Teriegh. In verit, vestigia come queste potrebbero non essere le pi adatte allo spirito dellepoca, ma importante che vengano registrate, fosse anche solo per mostrare la maniera straordinaria in cui si sono fissate nella tradizione popolare. Ma se Tago o Teriegh sia realmente Tagete lascio ad altri il

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compito di stabilirlo. Davus sum non Aedipius. Perch, come dice Johannes Practorius nel suo Anthropodemus Plutonicus, tutta la storia di Tagete potrebbe essere una favola con cui il diavolo, con le sue arti magiche, ha illuso e tradito luomo con una meraviglia, perch egli pu usare le molte superstizioni che sono cominciate con Tagete, la sua predizione del futuro e la sua stregoneria.

Tagete (dal Museo Etrusco di Gori.)

Fanio
Hc loca capripedes, Satyras, nymphasque tener, Finitimi fingunt et Faunos esse loquntur, Quorum noctivago strepitu. Lucretius, IV, 584 Per qualcuno che possegga umanit e buoni sentimenti vi qualcosa di molto toccante nel modo in cui la gente in Europa rimasta aggrappata ai propri antichi Dei ed ha resistito al cristianesimo. Perch non del tutto vero, come viene generalmente fatto erroneamente credere, che essi abbiano accettato con gioia la mistica ed astratta religione Ebraico-Persiana cattolica romana fatta di amore professato a parole ed una oppressione clericale e feudale che non comprendevano. N trovarono alcuna attrattiva nel suo dovere di obbedienza a crudeli tiranni feudali, allascetismo, al digiuno ed alla paura del male. Furono costretti a tutto ci e gli resistettero a lungo. Nonostante una crudele persecuzione (come osservano Horst e Michelet), i contadini persistettero nella loro devozione agli antichi Dei proibiti ed ogni pochi anni, a partire dal XV secolo, vi furono concilii che tuonarono loro contro, collegi che li condannarono e preti che bruciarono gente a causa di

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sacrifici pagani. E non erano in pochi coloro che, nonostante ci, si aggrappavano allantica fede. Erano in tutta Europa e, come ho dimostrato, ve ne sono ancora alcuni in Toscana ed in Romagna. Questa antica religione della Natura era congeniale alla gente perch essi la comprendevano e la sentivano profondamente. Essi possedevano, come spero anche il lettore, limpressione che vi sia uno spirito nei boschi senza sentieri, una profonda canzone nellombra silente, la vita nella terra a lun go dimenticata dei tempi antichi luoghi di visioni nelle antiche rocce grigie che erano possibili portali attraverso i quali gli elfi o i loro stessi pensieri elfici potevano passare. Essi conoscevano la Voce della Cascata e ci che diceva la roccia quando veniva gettata nella fonte o in una pozza silente al crepuscolo, sotto le stelle, ed il perch lalloro crepitava quando bruciava e quali parole diceva tutti questi erano spiriti ed essi avevano imparato il linguaggio degli spiriti dai loro padri. Vi era un piacere indescrivibile, un senso di socievolezza nel credere che vi fosse un goblin familiare allegro e dispettoso che viveva nel fuoco o dimorava nei focolari, che stuzzicava le fanciulle ed infastidiva i ragazzi ed era cos amichevole. Erano tutti come loro ed allinterno della loro comprensione naturale ed essi credevano in loro perch, dovendo adottare un qualche tipo di sovrannaturalismo, prendevano ci che era per loro pi naturale, saggio e congeniale. Un pallido, sofferente spettro sanguinante, leterna troppa bont della Madonna e lagonia dei santi torturati senza fine da digiuni e preghiere non sono a noi congeniali, n una umanit sana mai li accetterebbe con amore fervente come fece con gli antichi Dei pagani. Lintera storia del Medioevo ed oltre, se si vuole quella di unumanit cui stato fatto credere di credere nella miseria. E la prova di questo, lettore, ben chiara ed semplicemente questo: che in ogni luogo ed ogni volta che il cristianesimo possiede delle superstizioni o elementi pressoch in comune con lantico paganesimo, l la gente pi sinceramente religiosa. Luomo in realt lunico oggetto che interessi alluomo; egli sente e vive nellumanit e nella Natura e non gli importa realmente di ci che ad essa remoto o viene in essa forzato. Tu ed io, lettore, sentiamo il vero spirito dellantica religione pagana quando camminiamo nella foresta ed oltrepassiamo la linea del lontano e poi non pi, il linguaggio del mare che risuona sulle sabbie della riva, o sediamo vicino al fuoco in una notte silenziosa. Noi non li trasformiamo in folletti, ma i nostri stessi pensieri e ricordi diventano per noi quasi come spiriti, perch noi sentiamo o vediamo in che modo possiamo dare loro vita o pensiero espresso in azioni o parole. Rendi questo letterale e non una mera immagine e poi, amico, sarai felice come un pagano risucchiato in un credo logorato s, quasi estinto -, che era tutto ci che Wordsworth si augurava e

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non era contrario ai desideri di Franois Villon, che rimpiangeva le signore dei tempi antichi. Questo antico spirito di percezione della Natura senza cultura profondamente impresso in tutto il folklore toscano -etrusco e vorrei che il mio cuore potesse esprimere i sentimenti che spesso esso ispira. Per gli antichi tutto ci era sommato nella singola parola Faunus. Faunus (Fauno) edi Fauni erano lincarnazione dei boschi, dei corsi dacqua e dei campi, della vita fatata e dei fiori. Fui perci lieto di scoprire che questa Divinit, che semplicemente unaltra forma di Pan, vive tuttora in Romagna, come attestato dai seguenti passaggi:

Divinit rurali etrusche Fanio uno stregone che viene in forma di spirito. Questa sembra la concezione eumeristica di tutti gli spiriti di questa mitologia toscana molto primitiva: prima uno stregone o un uomo di potere sulla Terra, che viene ricordato dopo la morte e quindi si suppone dimori ancora nei luoghi delle sua vita precedente. Ci che compie Fanio viene narrato come segue: Fanio spaventa i contadini nei boschi. Appare come un uomo che balza su con le mani aperte buttate allindietro o appare come un diavolo che dissemina fuoco e quindi ride della paura che ha causato. E quando vi un matrimonio egli spesso anticipa lo sposo nei suoi baci e quando lo sposo arriva ed abbraccia la moglie sente dei colpi e degli schiaffi che lo mandano in collera, finch Fanio non scoppia a ridere e dice:

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Vuoi sapere chi sono? Sono lo spirito Fanio e ci che m piaciuto in vita mi piace nellaltro mondo; mi dovresti ringraziare che ti ho risparmiato tanta fatica! Se il marito ne infastidito e la moglie si arrabbia e maledice il folletto, egli la tormenta ancora di pi e ritorna sotto forma di incubo per disturbare il suo sonno. Non difficile riconoscere in questo Fanio il Faunus dei Latini. Tutte le caratteristiche a lui attribuite nel racconto concordano accuratamente con ci che riferisce Preller: In alcune fasi della credenza popolare Faunus appare pressoch accomunato a Silvanus come spirito della foresta che si cela nelle tenebre profonde, nelle caverne nascoste o presso le cascate mormoranti, dove predice la sorte o cattura uccelli e d la caccia alle ninfe I Fauni, come classe, amano stuzzicare e tormentare i mortali nel sonno, cos talvolta appaiono anche come demonietti disturbatori come incubi contro i quali coloro che ne sono attaccati usano ogni genere di radice e empirismi, in particolare la radice della peonia di bosco (Waldponie),che deve essere raccolta da degli uomini di notte, altrimenti il grande picchio caverebbe loro gli occhi a colpi di becco. Ma soprattutto le donne dovevano stare in guardia contro i Fauni ed i Silvani, perch questi lascivi folletti dei boschi scivolavano prontamente nei loro letti, da cui il nome popolare di Incubus loro attribuito. A causa della loro lussuria vennero chiamati Faunificarii. Vel Incubones, vel Satyros, vel sylvestres quosdam homines quos nonulli Faunes picarios vocant.(Hieron. in Isai, v. 13, 21). Questi Fauni e Silvani della credenza toscana sono alleati dei folletti maligni domestici. Tutti loro fanno lamore con le donne ed agiscono come incubi e causano sogni tempestosi. Pressoch gli stessi spiriti erano conosciuti in Assiria nellantichit. Lenormant dice (Magie Chaldaienne): AllIncubus ed alla Succubus si univa lIncubo nel Accadico Kiel-uddakarra, nellAssiro Ardat, probabile, a giudicare dal nome, che fosse uno di quegli spiriti familiari che rendono le stalle e le case teatro dei loro scherzi maligni; spiriti la cui esistenza stata ammessa da cos tanta gente ed in cui credono ancora i contadini di molte parti dellEuropa. Potremmo sottolineare che quasi tutti gli spiriti che appaiono in questa mitologia contadina sono della natura dei Fauni ed anche che il contadino romagnolo ha conservato gli antichi nomi etruschi degli Dei e delle Divinit rurali e silvane minori, come Silvanio, Fano e Pal, e non dei grandi Dei latini. Bacco viene invocato abbastanza comunemente nei giuramenti ma non ho potuto raccogliere alcuna informazione su di lui, eccetto che era il Dio del vino e perci deve essere la stessa cosa di Faflon. I trattati migliori in cui

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mi sono imbattuto su Fauni, Satiri, Silvani, Incubi & c. formano i capitoli della strana opera di C. Bauhinus del 1667, intitolata De Hermaphroditis, &c. La peonia era considerata, in virt del suo colore rosso, una grande protezione contro i Fauni quando agivano come incubi. Praetorius (Anthropodemus Plutonicus; Von Alpmnnrigen, 1666) cita che la gente, per tenere alla larga gli Incubi, portava intorno al collo o appesi vicino a s selci, coralli o radici di peonia.

Fauno (su un patera, Museo Etrusco, Firenze) E importante notare che il ceppo sacro di legno che viene bruciato alla vigilia di Natale il ceppo di Yule del Nord viene preso con i dovuti riti ed incantesimi ai Fauni o ad altri spiriti del bosco perch, nonostante la sua condotta immorale e maligna, Fanio uno dei preferiti, come lo era il Fauno antico, per molte ragioni non troppo difficili da scoprire ma che non importante specificare. In unopera su Faunus Del Dio Fauno, e de suoi seguaci (Eduard Gerhardm Napoli, 1825) lautore dichiara che qualunque Divinit egli sia stato, pur mischiato comera con altri, non difficile da determinare. La verit che tutti questi spiriti minori dei boschi e dei campi, dei focolari e delle camere da letto erano creature naturalmente familiari e maligne, cos come lo sono i bambini in et scolare, e perci erano tutti degli incubi, stuzzicatori di fanciulle e perci seduttori e conseguentemente licenziosi ed allegri. Essi venivano, in realt, distinti pi dai loro splendori che dalla loro natura.

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Querciola
Questa parola si riferisce ad unerba o ad una piccola pianta che, come nel caso della ruta, del rosolaccio e di altre, per una misteriosa associazione anche un essere fatato. La Querciuola propriamente, in Italiano, una piccola quercia ma, come in molti altri casi, questo nome stato trasferito da una pianta allaltra. Ci che ho imparato di essa (fornitomi con campioni della pianta) questo: Quando qualcuno ha litigato con linnamorato/a, dovrebbe andar e a sedersi accanto alla pianta chiamata Querciola, dovunque cresca, perch lessere fatato che si chiama in tal modo grande amico degli innamorati. Cos quando uno separato o distante, che sia nel cuore o materialmente, laltro siede vicino alla pianta e canta: Fata Querciola! Sei tanto bella quanto buona; a te mi vengo a raccomandare che il mio bene tu mi faccia ritornare. Fata Querciola! Hai fatto tanto bene a tante persone; anchio voglio sperare che di me non ti vorrai dimenticare. Fata Querciola! Sei tanto bella e tanto buona; ti chiedo una grazia sola e spero non me la vorrai negare ed il mio amore mi farai ritornare. Fata Querciola! Soffrirei tante pene se da me non tornasse il mio bene, ma da me gli conviene tornare perch la fata mi ha promesso di farlo ritornare sotto il mio tetto. Querciola o Querciuola, in quanto nome di una ninfa o si uno spirito silvano abbastanza chiaramente collegato con quello di Querquetulana, unantica similitudine Romana o Italiana di Vira (vedi), una ninfa boschiva; un termine come Querciola si riferisce specificamente ad una driade, lo spirito di una quercia. Cos Festus osserva (Preller, R.M., pag. 89, seconda edizione): Querquetulan Vir putantur significari nymph presidentes querqueto virescenti, quod genus silv indicant fuisse intra portam qu ab eo dicta sit Querquetularia. Querciola perci chiaramente una driade. Queste Querquetulan sono apparentemente sopravvissute negli spiriti chiamati Querkeln in Bavaria. Essi emigrarono da quel paese passando oltre il fiume Meno presso il villaggio di Wiesen (Bayerische Sagen von Fried. Panzer, Munich, 1848).

Sethano
Non sono certo se questo nome sia Sethano o Sethlrano o Settrano, n sono stato in grado di sapere di pi di quanto contenuto in queste righe: Settrano lo spirito del fuoco. Viene ricordato da tutti, qui. Si conosce un proverbio (un detto, uninvocazione o un incantesimo) che viene ripetuto. Quando non si vuole che un fuoco bruci si invoca quello spirito, Settetico.

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Di tutti questi spiriti vi sono invocazioni e storie ma non in tutti i casi sono stato in grado di raccoglierle. Sethlans era lEtrusco Vulcano.

Sethlans, Vulcano ed il cavallo di Troia

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Capitolo VI
Carradora
Carradora fu in vita una strega buona che proteggeva i bambini contro le altre streghe cattive. Pare essere molto conosciuta. Mentre la storia che segue mi veniva narrata, colei che la raccont fece una pausa, non ricordando il nome della pianta che veniva usata; ed una vecchia che era presente non della Romagna, ma Fiorentina la descrisse come corbezzolo. Ne deduco che questa storia sia largamente conosciuta. Vi era una volta nel paese una donna che aveva una bambina piccola. Era una bella bimba ma giorno dopo giorno cominci ad indebolirsi e la madre non sapeva che fare. Allora le consigliarono di andare da Carradora, che avrebbe saputo spiegarle tutto perch era una strega che faceva sia del bene che del male. Allora la signora and dalla strega, che disse: Vai a casa e metti a letto la bambina, metti un coltello alla finestra e ritorna da me. E la signora fece cos e ritorn da Carradora, che disse: Le streghe vengono di notte a succhiare il sangue della tua bambina e bisogna impedirlo. Quindi la strega prese del corbezzolo e delle spine e li mise in dei sacchettini rossi, che leg agli stipiti delle porte ed alle finestre; prese poi le interiora di un maialino e disse: Queste sono le interiora di un piccolo maiale che servono a discacciare le streghe e le interiora di s bella bambina sono giovani quanto lei cara ed proprio atta per amare. E le corna alle streghe bisogna fare che

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qui dentro non possano pi entrare. Quindi la Carradora prese la bambina, la raggomitol e la butt in aria e cos fu guarita. La storia venne raccontata in maniera imperfetta perch non venne detto se le spine a forma di croce vennero poste sulla finestra o dovessero essere poste allinterno di una finestra per impedire alle streghe di entrare. Carna o Carda era una Dea Romana minore molto antica. Alcuni scrittori dice Preller la descrivono come la Dea che rafforzava il cuore e le viscere. Altri la chiamano Cardea, Dea dei cardini delle porte, e la classificano insieme a Forculus e Limentius. Di lei egli dice quanto segue, cosa che ha certamente una straordinaria somiglianza con ci che ho riferito: Presso il Tevere vi era lantica grotta di Helernus, cui i Pontefici portavano offerte. Da qui giunse la ninfa che venne chiamata Cran ma che, per mezzo di Giano, divenne Carna, la Dea dei cardini delle porte, delle entrate e delle uscite. In qualit di ninfa, ella era casta come Diana e volando velocemente evitata gli sguardi degli uomini. Ma non pot sfuggire al doppio sguardo fi Giano, che conquist il suo amore e le diede come ricompensa lo jus cardinis, il dominio su tutti i cardini e sulla spina alba allo scopo di tenere lontano il male da tutte le porte e specialmente per escludere le streghe che di notte vanno a succhiare il sangue dei bambini. Proca era figlia di un principe latino. Quando ebbe solo 5 giorni di et, le streghe cominciarono a succhiare il suo sangue. Giunse la balia e vide i segni delle zanne delle streghe sulle guance della bambina, che era pallida come un lenzuolo scolorito. Cos andarono da Carna, o Cardea, che per prima cosa tocc gli stipiti e la soglia delle porte per tre volte con del corbezzolo e spruzz lentrata con dellacqua, prese le viscere di un maialino da latte in mano e disse: Voi, uccelli della notte (streghe) che vi dividete le viscere della bambina: la tenera creatura per i ragazzi graziosi; cuore per cuore, viscere per viscere, anima per anima! Quindi sollev in aria le viscere e nessuno os guardarle. (Questo sono certo che significhi che se ne andarono senza guardarsi indietro) Dopo di ci nessuna strega pot entrare e la bambina si riebbe presto. Essenzialmente questa la stessa storia della precedente. Ma molto tempo prima mi stato detto che la spina alba posata in una finestra impediva alle streghe di entrare e che le interiora di un maiale erano un potente mezzo per esorcizzarle. Che la Latina Cardea sia divenuta Carradora abbastanza naturale.

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Vira
Riguardo a questo spirito possiedo il seguente racconto: Vira una fata che, da fata che era in vita, divenne uno spirito che giorno e notte sta nelle foreste. E quando vede qualche bel giovane indaffarato a tagliare legna o a fare del carbone, se le piace ella gli appare sotto forma di una bellissima ragazza da fare abbagliare e quindi lui trova tutto il suo lavoro fatto, oppure gli mostra un tesoro. Un giorno ella scopr un bel giovane molto triste, perch era molto povero. Cominci a tagliare legna, piangendo perch non era in grado di portare nulla a casa alla madre. Allora Vira gli apparve e disse: Buon giovane, non ti disperare: a far fortuna ti voglio mandare. Vi un piccolo paese vicino a Benevento e l vi la figlia del re che aspetta il mago dalle sette teste che vada a mangiarla; laspetta a sedere sul balcone ma basta che uno vada dal re con le teste del mago che sia stato capace di ammazzare. E colui che lo far sposer la principessa. Ora, questo orco stato ammazzato dal Signore Slaniani, che ora sta portando le teste al re per reclamare la mano della figlia, ma ella destinata a te e non a lui. Quando le teste verranno messe sul carro per essere portate al re, io prender loro via le sette lingue e tu porterai queste al re, dicendo che hai ucciso tu lorco e che desideri sua figlia. Allora il re dir che stato un altro ad ottenere quella vittoria, prova ne sono le teste in suo possesso. E tu replicherai: Chi dovrebbe essere il conquistatore chi ha le teste o le lingue? E verr ammesso che la vittoria sarebbe stata di certo delle lingue e che, nonostante egli possa avere perduto le teste, sicuramente sarebbe stato lui a tagliarle ed a tagliarne via le lingue. E cos fece Vira. Il giovane, gi molto bello, venne abbigliato splendidamente ed and spavaldamente dal re, proclamando di avere ucciso con una mano sola lorco e chiese la bella principessa come ricompensa del suo valore. Non pu essere disse il re. Colui che ha ucciso il mostro ha portato con s le sue teste e non ci pu essere prova migliore. Una prova migliore sono le lingue rispose il giovane, imperterrito, ed io posso mostrarle tutte e sette. Ma il Signore Slaniani sostenne che quelle non erano le lingue dellorco, perch nessuno avrebbe potuto prele varle dalle teste, che egli non aveva mai perso di vista. Allora il re disse: Bene, allora porta qui le teste. Se hanno le loro lingue la principessa sar tua moglie e questo giovane verr gettato in prigione. Ma se le lingue non ci sono pi, con loro se ne saranno andate le tue possibilit, tu verrai imprigionato ed il giovane avr la fanciulla. Ma siccome il Signore Slaniani non aveva altri testimoni che le teste, quale fu il suo sgomento nello scoprire, quando le portarono, che le lingue erano sparite! Accadde perci che il povero giovane

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che venne favorito dallaiuto della fata ottenne la ricompensa. Spesso va cos, in questo mondo. Chi fa il lavoro duro spesso non viene ricompensato, mentre qualcuno che viene favorito dalla fortuna va avanti certo del premio. Vi sono Esseri superiori a noi che giocano con noi come con dei giocattoli. Il giovane non era nulla finch non ebbe laiuto dello spirito amorevole Vira. Questa, per quanto riguarda le teste e le lingue del mago o del drago, una storia di fate molto comune. Ne abbiamo una ultima eco in Quentin Durward, dove leroe appare con la testa di William de la Mark, il Cinghiale Selvaggio delle Ardenne. Ma caratteristico di questa versione che lintero principio della storia sia ribaltato. Nelle altre storie il vero uccisore del drago che prende le lingue e limpostore possiede le teste, mentre in questa il paggio ha ucciso il cinghiale ed il re ne ha ottenuto la gloria. Questo indica una forma molto arcaica della storia. Tra le razze selvagge il mago ad essere ammirato. Gli Indiani Algonchini chiamavano il loro grande Dio Glooskap o Glsgabe, che significa il Mentitore, come dichiara il Dr. J.G.Brinton, perch pensavano che lattributo maggiormente distintivo della saggezza fosse lessere in grado di mentire. La gente molto civilizzata timorosa di ammirare apertamente trucchetti come quello usato dal protg di Vira. Non pu essere sfuggito al lettore che, nel loro complesso, questi miti e storie indicavano una reale antichit; la loro morale antica e sono tutte basate sullidea che gli esseri umani o fatati, che sono una sorta di esseri umani (una credenza che Praetorius e molti altri difendevano solo 200 anni fa), divengano spiriti o Divinit. Questa la forma pi antica di supernaturalismo, o animismo. Ma ci che maggiormente interessante in questa storia il nome di Vira, che viene descritta distintamente come una fata che sta sempre nelle foreste. Nellantichit la Vira era uno spirito prettamente silvano e viene citata in tal modo da Preller (Rom. Myth., pag. 89): Ma le donne dei tempi antichi che chiamiamo scias (donne sagge o streghe) venivano anche chiamate precedentemente Vir o Vires, perch appare anche questa forma, ed erano invero conosciute principalmente come Baumnymphen (ninfe degli alberi); le parole virere e viridis sono chiaramente collegate con questo nome. La razza delle donne degli alberi dice Preller viene generalmente indicata con i nomi greci di ninfe e driadi, mentre nellantichit italiana e nella sua tradizione popolare venivano chiamate Vir, Vires, Virgines e Viragines. Nella storia che abbiamo riportato, Vira agisce pi come una strega che come una fata. Se consideriamo il nome Vira con altre caratteristiche, tuttavia possibile che questa sia forse la pi antica versione della leggenda.

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Bergoia
Bergoia uno spirito sempre perfido che in vita fu una strega molto malvagia. Tuttavia, quandera giovane era molto buona e stava in una grande famiglia benestante in cui era amata come una figlia. E vi era una giovane fanciulla, figlia di quella famiglia, che lamava anchessa teneramente. Ma poco a poco, nessuno sapeva il perch o il percome, Bergoia cominci a cambiare la sua natura e divenne tanto maligna quanto prima era stata amabile. Il cambiamento fu cos grande che la fanciulla era certa che vi fosse dietro qualche strano motivo e, essendo una ragazza molto intelligente, si risolse di tenere docchio da vicino Bergoia e di scoprire cosa era accaduto. Una sera, quando Bergoia le disse di andare a letto presto, ella vi and ma rimase sveglia per guardare. Quando giunse la mezzanotte ud la voce di un uomo cantare dallesterno: O Bergoia, bella Bergoia, vienimi ad aprire, che da questa finestra non posso salire. Bada, i tuoi padroni non svegliare perch con te un affare abbiamo da combinare. Se questo affare combineremo la tua signorina stregheremo; se la tua signorina non mi farai stregare, una strega di te far diventare. Allora la giovane, terrorizzata per ci a cui era sfuggita a malapena, corse urlando dai genitori e disse loro ci che aveva udito. E cos colui che era fuori ed aveva chiamato si mut in un impeto di rabbia in un cane nero e scomparve in un terribile lampo con Bergoia, che non venne mai pi vista sulla terra come donna in carne ed ossa. Dopo la sua morte, Bergoia divenne uno spirito del tuono e del lampo e venne vista dardeggiare nel fuoco si converte molte volte in saetta. Ella, tuttavia, prende spesso forma umana e va in una casa a chiedere cibo e riparo; se lo ottiene, si accontenta di fare tuoni e lampi e se i suoi ospiti si mostrano spaventati allora arriver la grandine a devastare i loro raccolti. Ma guai a coloro che le rifiutano rifugio, perch giunger una saetta che distrugger o brucer la casa o incendier gli alberi. In tal modo gli uomini perdono grosse quantit di denaro a causa della distruzione dei raccolti, perch il lampo un raggio di fuoco ed il fulmine come una stecca di ferro e chi ne colpito muore, come potrebbe morire a causa dellodore mortale che il fulmin e sparge intorno a s. Queste sono le opere di Bergoia. Talvolta accade che Bergoia si senta attratta da un giovane e passi la notte con lui. Egli viene stregato e fa lamore ma non la vede mai, perch ella viene e se ne va nellombra e scompare improvvisamente in un lampo di luce che uccide il suo amante. E cos ella fa sempre del male a tutti, anche a coloro che non le hanno mai fatto nulla.

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I Tusci, come osserva Ottfried Mller, possedevano nella loro mitologia un numero straordinario di spiriti del tuono e del fulmine, di furie e streghe infernali e, come ho osservato io, ve ne sono molte nella mitologia della Romagna. Pare che il culto o la religione degli Etruschi, come quella degli antichi Turani e Messicani, specialmente ad un certo stadio siano culti di sangue e di orrori grotteschi, che colpiscono sempre luomo primitivo. In queste religioni tuoni e tempeste, morte, sacrifici sanguinari e spiriti maligni hanno la precedenza su concetti pi raffinati. Il Dio sempre uno stregone umano che continua ad infestare lumanit e ad esercitare le stesse funzioni che aveva in vita. Nessuno pu evitare di riconoscere tracce molto distinte di questo nelle tradizioni romagnole. Questo racconto parla dell odore mortale che il fulmine sparge intorno a s. Gli zingari ungheresi dicono che odora di aglio. Possiamo osservare che queste leggende toscane sono confrontabili molto evidentemente con i loro miti originali. Molti dei nomi delle Divinit Etrusco-Italiane vengono in loro conservati pressoch immutati. In nessuna parte dellImpero Romano Cerere veniva adorata con tanto zelo come nella terra toscana; lidea di una Dea che vaga disperata, sollecitando cibo e riparo e punendo crudelmente coloro che la trattano scortesemente appare pi di una volta in queste tradizioni. E non si pu negare che, se si considerano nella loro completezza, paragonando un fatto allaltro o tutte le caratteristiche particolari di queste leggende, esse concordano meravigliosamente con ci che conosciamo delle loro antiche origini etrusche o latine e manifestano solo una piccola mescolanza con altre fonti. Vero questo, curioso che vi fosse una Dea minore etrusca di nome Begoe che pare abbia comunicato ai mortali lintera teoria e sistema del tuono, o una ars fulguritorum che stata conservata con altri scritti del tempo di Augusto nel tempio dellApollo Palatino. Fulguritus significa id quod est fulmine ictum ci che stato colpito dal tuono. Begoe era coinvolta con tuoni, tempeste e la perdita dei raccolti. Ma qui, come in tutti i casi del genere, do solo un semplice suggerimento, da correggersi o mettersi da parte da coloro che sono meglio qualificati per decidere in merito. Bergoia in questo mito toscano uccide animali ed uomini in un lampo o in un istante. Begoe ci viene detto da Mrs. Hamilton Gray (History of Etruria) uccide una mucca semplicemente sussurrano nel suo orecchio il temibile nome del Supremo. Penso che questo si riferisca al fulmine. Il supremo ed il pi irresistibile tra tutti i poteri dimora nel nome divino e misterioso, il nome supremo con cui solo Hea ha familiarit. Davanti a questo nome si inchina tutto nel cielo, nella terra e nellAde ed esso solo sconfigge i Maskin (spiriti maligni) e ferma le loro devastazioni.

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Temetela (Ninkigal) con i nomi dei grandi Dei. (Fox Talbot, citato in Magie Chaldaienne di Lenormant). Perci nomen est numen, secondo Varone, cui potremmo qui giustamente aggiungere et numen est lumen la divinit luce.

Begoe (immagini dal Museo Etrusco di Gori)

Bughin
Di questo spirito possiedo il seguente racconto: Bughin uno spirito che fa sia del bene che del male. Intorno al periodo del raccolto egli causa il carbonchio nel grano o lo fa diventare nero, cos che il pane che si fa con esso anchesso scuro ed ha un cattivo odore e sapore e non si riesce a mangiare, cosa che una triste perdita per i poveri contadini. E quando essi hanno sofferto molto per questo, diciamo 3 o 4 anni, allora essi prendono due o tre spighe di grano, le devono mondare, pulire e metterle sul focolare dov molto caldo, buttarne i rifiuti fuori dalla porta e, mettendo il grano sul focolare, dire: Metto questo grano carbonchiato (abbrustolito) perch lo spirito di Bughin mi ha rovinato. A lui mi voglio raccomandare e lo voglio tanto pregare che questo male voglia riparare. Se questa grazia mi vuol fare, questo grano in mezzo alla stanza mi deve far saltare! Se i chicchi riscaldati scoppiano e saltano, segno che la ruggine non attaccher il raccolto. Ma il contadino deve stare in guardia per assicurarsi

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le due spighe di grano tra le prime che matureranno prima che il carbonchio si manifesti. I Romani avevano un Dio o una Divinit rurale che vegliava sopra il grano con la ruggine. Il suo nome era Robigo e nella tradizione degli Dei latini del raccolto si parla molto di lui, di cui potrei dire che appare come il prototipo degli stessi Dei del Grano in Germania o proviene dalla stessa fonte. I Latini avevano anche una mitologia minore in merito. Seia, o Segetia, vegliava i semi mentre erano sottoterra. Veniva chiamata anche Fructiseia e Simonia. Segesta li vegliava quando germogliavano; il Deus Nodotus aiutava la crescita dei virgulti dicitur dens qui ad nodos perducit res satas (Arnobius, IV, 7; Preller); Volutina formava linvolucro esterno, Patelena apriva la cariosside (vedi Patelana). Accanto ad essi vi erano dodici Dei maschili che vegliavano su tutti i diversi processi della semina e del raccolto, oltre al Deus Spinensis che veniva invovato per conservare il raccolto libero da rovi ed erbe infestanti. In Bolognese Robigo potrebbe essere mutato facilmente e naturalmente in Bughin la cui radice, big, diventa bug o bugh grazie a molte analogie. In una terminazione comune per i nomi propri.

Ganzio
Festa para Conso: Census tibi ctera dicet; ipso festa die dum sua sacra canes. Ovidio, Fastorum Lib. III Il contadino in difficolt per qualcosa ha sempre la scelta tra lappellarsi ad un santo cristiano o ad un antico Dio pagano: Luno va bene se laltro fallisce. Cos, se un cavallo malato egli pu cominciare con il pregare SantAntonio, di cui mi stato detto quanto segue: E un santo che protegge tutti gli animali ma specialmente i cavalli. E quando qualcuno possiede un cavallo in cattive condizioni, va da SantAntonio e dice: SantAntonio mio benigno, di pregarvi non son digno, ma voglio voi pregare che il mio cavallo vogliate liberare da tutte le malattie; sano e svelto me lo farete stare! Ma se SantAntonio dovesse fare orecchie da mercante a questa umile petizione, il supplicante si rivolge ad una Divinit molto pi antica e probabilmente molto pi esperta, che Ganzio, quello dei cavalli; viene detto cos perch dimora nelle stalle e, nonostante non sia esente da imbrogli e vizi, sempre disponibile a dare il suo aiuto come veterinario esperto quando gli viene richiesto gentilmente. Di lui possiedo il seguente racconto:

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Ganzio lo spirito che sta sopra i cavalli. Ora, non con intento mal vagio ma per divertimento che spesso accade, quando uno stalliere entra nelle stalle, che Ganzio faccia comportare stranamente i cavalli e lanci impedimenti sulla strada, specialmente se il padrone sta aspettando fuori e, molto impaziente, comincia a rimproverarlo. Tuttavia, se il padrone non si arrabbi troppo o non tratta male lo stalliere, Ganzio si accontenta di far fare qualche capriola al cavallo; ma se il padrone arrabbiato in maniera irragionevole, allora il cavallo prender se possibile la strada sbagliata o andr in un posto pericoloso, oppure salter o scapper via imbizzarrito, ma sempre senza fare del male al proprio cavaliere. Ora, se si pensa che Ganzio stia giocando questi scherzi, il cavaliere dovrebbe dire: Ganzio, Ganzio, benedetto tu sei, buono quanto bello. Son cattivo, hai bene regione; tratter bene i servitori, giacch tu mi hai dato una lezione. Ma ti vengo a pregare, Ganzio, pi non mi spaventare; ch mi hai fatto una gran paura ma vero, lho voluta. Ganzio, vieni in casa mia, vieni a tenermi compagnia ma non farmi spaventare, nei burroni non mi gettare. Devo sottolineare che la mia informatrice non ricordava molto bene questo incantesimo e lo ha messo su in tal modo meglio che ha potuto. Ma chi era originariamente questo Ganzio? Consus era una Divinit minore Romana molto antica ed era strettamente collegato con gli animali, specialmente con i cavalli e le corse. I Greci dice Preller sulla base delle corse di carri che si tenevano durante il suo festival ed il fatto che il suo altare fosse interrato, dicevano che egli era la stessa cosa del loro Poseidon Hippios. E da sottolineare che egli veniva considerato molto gentile e premuroso nei confronti degli animali, perci durante il suo festival a tutti i cavalli e muli veniva permesso di riposare e venivano incoronati di fiori e trattati bene in tutti i modi. Consus sarebbe divenuto naturalmente Conso o Consio in Italiano, il cui toscano Chonsio, il ch che spesso muta in g come lonbrigoli per lombrichi o piga per pica (picchio), in antico Umbro pei qu. Letimologia potrebbe essere tenere lacqua; la suggerisco come lunica che mi giunta, ma potrebbe non essere corretta. Tuttavia, secondo questa Consus sarebbe pressoch inevitabilmente divenuto Consio e Ganzio. Dimenticavo di dire che Ganzio pu essere invocato per qualunque faccenda riguardante i cavalli.

Alpena
Der Name der Gttin Alpan erkhrt sich durch Vergleichung stammverwandter Namen von ahnlichen Gottheiten bei den Indern und Germanen. Diese schafft und bringt nach der Darstellung des

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Spiegelbildes durch die Luft dahin schwebend den Schmuck der Pflanzenwelt. Corssen, ber die Sprache der Etrusker. Alpena, come detto, un bellissimo spirito femminile che vola sempre per laere. E affascinante e, in aggiunta al suo nome, viene chiamata La Bellaria. E la Dea dei fiori. Il nome richiama lEtrusca Alpan, anchessa una Dea aerea o almeno Peri, che appare su uno specchio proveniente da Vulci ora in Vaticano (vedi Mus. Etrusc. Vaticana, I, vol. XXIII, e Gerhard, Etrus. Spiegel, V, 28 f.t., CCCXXXI, f. 2141) con dei fiori o delle foglie in mano. Tutti i dettagli fornitimi concordano curiosamente con ci che viene detto di Alpan da Corssen (ber die Sprache der Etrusker, vol. I, pag. 255): Alpan egli dice crea la parte ornamentale del mondo delle piante e la porta, volando attraverso laria, al seguito di Adonis, la Dea della primavera. Il nome Alpena e la descrizione dei suoi attributi mi sono stati forniti da una contadina non come risultato di una mia richiesta, ma volontariamente. Siccome Alpena o Alpan , come Albina, una delle Lichtgttinin, le Dee della Luce, probabile che, essendo cos simili i loro nomi, siano la stessa Dea. Da Alpan gli Etruschi hanno sviluppato unaltra Dea, Alpanu o Alpnu, che pare sia stata una forma inferiore di Venere (vedi Corssen, ber the Sprache der Etrusker). Da notarsi che nella moderna tradizione toscana vi sono diversi spiriti della luce e dellaria chiamati Bellaria, corrispondenti al gruppo etrusco-romano di Eos e delle ninfe dellalba. Nonostante Eos avesse pochi templi (rarissima templa per orbem, Ovisio, Met., XIII, 588), gli Etruschi la tenevano in grande considerazione e suo figlio Memnon (Memrun) appare spesso sui vasi (vedi Die Weltkrper in ihrer mythisch symbolischen Bedeutung, von J. B. Friedrich, 1864). Tutti gli spiriti alati etruschi che recavano fiori ed erano collegati con arcobaleni, nuvole, aria e luce, erano di fatto Bellarie e facevano parte dei Lase, che portavano delle bottiglie probabilmente di profumo anche se avrebbe potuto essere qualcosa di pi materiale con cui davano il benvenuto allanima del mortale che entrava nei cieli.

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Alpan (Alpena o Albina) (da Corssen ornamento di un vaso)

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Capitolo VII
Tituno
Tituno lo spirito della folgore ed conosciuto in tutta la Romagna. Cos afferma Naudo Papetti. Unaltra autorit (Peppino) mi d questo nome come Tit'uno lo spirito della folgore, aggiungendo che gli dispiaceva di non potere dire molto in merito, ma che quando finir la stagione dei bachi da seta andr tra i contadini a raccogliere tutte le tradizioni che pu. Nel frattempo, egli ha annotato di Tituno quanto segue: Questo spirito fece cose meravigliose nei tempi antichi, quando Giove lasci cadere i suoi fulmini sulle grande pianure, distruggendo tutto. Allora la gente invoc questo spirito dicendo: Spirito infernale, ti scongiuro in nome di Dio e del santo Isidoro. Presero del sale e dellacqua benedetta e la spruzzarono sulla casa o il posto doverano. Quindi i tuoni se ne andarono e non ritornarono pi a fare danni, perch linvocazione era una protezione. Ed ho trovato un contadino che la ripete ma dice che vi fu un tempo in cui in Romagna lo facevano tutti. Sicuramente il lettore sar rimasto colpito dal fatto che, come ho osservato pi volte in questo libro, vi sono molti spiriti del tuono e della folgore, come gi tra gli antichi Etruschi.

Albina
Obstinet dicebant antiqui quod nunc ostendit, ut in veteribus carminibus: sed iam se clo cedens Aurora obstinet suum patrem. Festus, pag. 197 Quanto segue mi stato ripetuto in parte cantato ed in parte recitato ed stato trascritto rozzamente come mi stato narrato; tuttavia vi in esso una certa bellezza arcana, come di unalba oscurata dalle nuvole. Parla di uno spirito dellalba che si suppone essere molto adatto ad annunciare una giornata luminosa o a promettere speranza agli innamorati sfortunati. Albina una fata che appare quando spunta lalba a coloro che amano invano. Ella stessa, q uandera in vita, am e fu amata ma era in potere di

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una zia, che era una strega ed osteggiava il suo amore, che le disse: Lascia questo tuo innamorato o ti accadr ogni male. Per prima cosa sarai una fata e quando morir prenderai la mia stregoneria e non avrai mai pi pace o felicit. Albina rispose: Se anche tutto il mondo dovesse perire, sposer il mio amore e, se dovr divenire una strega o una fata, user tutto il mio potere per fare del bene agli innamorati. Far del male alle donne che tradiscono i loro innamorati. Cos Albina mantenne la parola. Se un giovane innamorato la prega appena spunta lalba, sar certo di ottenere il suo favore. Quando un giovane ama non ricambiato, deve alzarsi prima dellalba e, inginocchiato in un campo aperto, dir e: Alba, alba che spunti, fai spuntar per me laurora! Che Albina venga fuori, una grazia mi deve fare. A lei mi vengo a raccomandare. Dalla mia amante sono discacciato; anche Albina per amore quante ne ha passate! Ella sa che lamore tanto forte che si preferisce piuttosto la morte che essere da un amante abbandonati! Il nome di Albina associato ad Alba o ad Aurora stessa. Ulteriori discussioni le lascio ai dotti. Ma interessante sottolineare che in questa scena imperfetta abbiamo un frammento di un qualche poema pi antico e probabilmente pi perfetto che va molto oltre al potere creativo di una contadino illetterata. Albina teme il divenire una fata, uno spirito o una strega. Si pu osservare che in tutta questa storia vi qualcosa di misterioso e terribile riguardante la trasfigurazione della mortalit in folletti. Albina lo teme ma, piuttosto che rinnegare la sua fedelt allinnamorato e pur sapendo di perderlo, ella non indietregger di un passo e dichiara che, se sar costretta a prendere su di lei del potere sovrannaturale, lo user per fare del bene agli innamorati sfortunati. Cosa che viene realizzata. Tutto ci non stato sviluppato chiaramente ed in maniera artistica nellincantesimo, ma piuttosto chiaro dallespressione della strega ch e ella possedeva un diamante che semplicemente non era in grado di mondare. Per comprendere meglio ci immaginiamo che un contadino dello Hampshire canti questa canzone. Esisteva unantica citt Romana, ora toscana, chiamata Albinia.

Verbio
La strana maniera in cui fiochi ricordi di antichi miti vengono trasmessi nei nomi ed il modo in cui sono mutati tra la gente illustrata nella seguente storia proveniente dalla Romagna: Verbio era un bellissimo giovane, buono quanto bello, ed amava con tutto il suo cuore una fanciulla che pareva contraccambiarlo. Ma in breve tempo ella venne tentata da un altro giovane di bellezza maggiore, che era un

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incanto. Egli era straniero e non vi fu nulla da fare: Verbio venne messo da parte per questo bello straniero. Allora Verbio cadde malato per la disperazione e pareva stesse per morire; la fanciulla, nel sapere questo, si pent grandemente e, piena di dolore, disse al suo nuovo amante: Ho sbagliato ed ora capisco che Verbio mi ama sinceramente, come n tu n nessun altro potrebbe. Il suo amante la guard ed ella vide che non era un uomo, ma un diavolo. Ed egli disse: Guarda coshai fatto, guarda come sei stata malvagia a lasciare qualcuno che ti amava con tutta lanima sinceramente! Tuttavia per me che tu lhai lasciato, s, per me, un diavolo; ora entrambi voi siete perduti, perch tu hai promesso di essere mia per sempre e come te laudace Verbio. Ma se voi firmerete un contratto con il vostro sangue in cui scritto che sarete miei, io vi garantir molti, molti anni di felicit assieme. Ora, Verbio non credeva al potere dei diavoli ed era semplicemente felice di riavere il suo amore, cos firm il contratto ed ella lo imit. Ed essi vissero davvero felici per molti anni, ma gli anni terminarono e giunse il momento in cui spir il termine del contratto ed essi morirono nello stesso istante. Improvvisamente si lev una terribile tempesta su tutta la zona, il cielo diurno divenne scuro ed orribili vampe di fuoco scaturirono dalle tenebre ed in mezzo alla tempesta si ud una voce cantare: Donne, imparate ad amare un solo vero amore e sinceramente; quando siete amate sinceramente, siate avvisate dal mio esempio: ora pago il fio della mia fatale falsit. E da quel giorno i due vagano come spiriti senza riposo. Virbius era il servitore genius o indiges dei boschi di Diana o il re e sacerdote pi antico rex Nemorensis che fond la sua adorazione. Egli era dice Preller un demone maschio, adorato insieme a Diana. Veniva paragonato a, ed in effetti era, il Greco Ippolito che, dopo essere stato calpestato a morte dai cavalli selvaggi di Poseidone, venne fatto resuscitare e venne portato via da Diana. Diana conosciuta popolarmente al giorno doggi come Regina delle Streghe, ma come una sorta di Hecate in un senso oscuro e terribile. E, se Verbio fosse la forma moderna di Virbius, sarebe evidente come sia divenuto uno spirito della notte che non conosce riposo. Sospetto che in una versione pi antica di questa storia Verbio muoia e sia fatto resuscitare. Pico della Mirandola, nellattaccare il carattere morale di Diana, dichiara che ella era molto liberale con quella verginit che fingeva di adorare, probabilmente per stimolare coloro che odiavano la lussuria. Perci Endimione giacque con lei quale Luna, come fecero Ippolito e Virbius. E Tertulliano (De falsa Religione, lib. I, cap. 17), che naturalmente desiderava

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distruggere il buon nome e la buona reputazione di ogni signora di qualunque mitologia che non fosse cristiana, prosegue nello stesso modo, chiedendo il perch ella debba provare tanto dolore per salvare Virbius dallessere ucciso dai cavalli qui erat turbatis distractus equis , a meno che Cosa, io chiedo, grida il santuomo, ispirato cosa significa tutta questa brutta storia dei cavalli (quid equorum tam pertinax abominatio) se non una conscientia stupri, et amorem minime virginalem? (una coscienza di ahem! ed amore per qualcosa di tipo virginale?) Esattamente. E cos, da allora Diana, quale Luna sempre errante, e Virbio luomo nella Luna sono andati errando assieme per la superficie dei cieli come spiriti che non trovano riposo. Sospetto che vi sia molto di pi da scoprire riguardo a questo Verbio romagnolo e che ci che ho scritto qui sia, come molti altri racconti, un misero frammento di una storia molto pi completa. Lidea della firma di un contratto ed assegnare lanima uninvenzione cristiana molto tarda, nonostante Horst trovi delle tracce di esso mille anni fa.

Dusio
Agostino (testimonio famoso) dice al quindicesimo libro della Citt di Dio che i Silvani ed i Fauni (volgarmente detti Incubi), di molte volte sono stati maligni verso le donne e che le hanno desiderate e finalmente son giaciuti con loro, e che alcuni demoni, chiamati dai Franzesi Dusi, del continuo vanno cercando tal disonest, e mettonla ad effetto. La Strega di Pico della Mirandola In ci che potremmo chiamare la Mitologia Minore Irregolare degli AngloSassoni vi un potere conosciuto come il Deuce. Ho sempre pensato che questa parola fosse solo il Latino Deus, ma dei filologi lo hanno dedotto da un folletto francese, un Dus, che viene descritto allinizio del XV secolo come Dusius. Desu significa Dio, mentre Dus, secondo Du Cange, si trova in quasi tutte le lingue slave, celtiche e teutoniche dEuropa e sempre come una sorta di demonietto, un seduttore di vergini ed un essere dalle abitudini familiari, semplici e pantofolaie. E tuttavia vero che la parola che indica Dio stata altrove resa al servizio del diabolico. In Inglese zingaro Dvel, derivante dalla stessa radice ariana di Deus. Alcuni anni orsono, una signora inglese che insegnava religione ad alcuni bambini zingari chiese loro in quale modo si chiamasse il Creatore. Un piccolo viaggiatore, pensando che il nome fosse quello usato in Romania, grid Dvel. Ben presto apparve sui giornali una Raccapricciante prova di ignoranza e depravazione, in cui veniva mostrato che gli ordini inferiori in realt credevano che il mondo e tutte le cose fossero state fatte dal diavolo la Moloch o Malloch. Invero, Duvel e Devil (diavolo) suonano molto simili e, quando consideriamo la

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straordinaria preponderanza di potere che i cristiani cattolici riconoscono al diavolo, c da meravigliarsi che questi nomi non siano stati interscambiati molto tempo prima. Isidore di Siviglia (in Gloss) parla dei Dusii come demones. Unaltra antica autorit dichiara che vi sono realmente donne cos refrattarie alla decenza o cos mondane che sollecitano gli abbracci di questi demoni, quos Galli Dusios nuncupant, qua assidue hanc peragunt immunditiam, che i Francesi chiamano Dusii, perch perseverano costantemente in tale impurit. Papias scrive: Dusios nominant quas Romani faunos ficarias vocant (essi chiamano Dusii quelli che I Romani chiamavano Faunos Ficarios). Tommaso di Canterbury parla di loro come di Dei della foresta o Silvani in Prussica e dice che i gentili del luogo non osano tagliare gli alberi a loro consacrati. Ed un codice dellVIII secolo, citato da Du Cange, parla di aliqui rustici homines, alcuni contadini che credono nelle streghe, nei dusiolas ed acquaticas o genisons. Ma questa parola pare esistere nella maggior parte delle lingue del Nord. Zeuss d Dusmus, diabolus per Dusius. Diefenbach (Origines) trova un Prussiano Dussia o Dussas, forse dwse, geist, uno spirito. E Villemarqu d come Britannico o Bretone Dus, Duz, plurale Duzed, un incubo. Dus appare anche nellantico Friesico come Ds e nellalta Germania centrale come Daus.Presumo vi fosse un Etrusco o Sabino Dus, genitore o origine del goblin domestico ed anche dei Fauni. Appare molto spesso nei vasi un Dio fallico ridente con la coda da volpe, un volto liscio ed un naso camuso sempre impudico ed indecente. Nessuno degli autori da me citati menziona un equivalente italiano della parola. Mi ha fatto perci piacere scoprire che non solo il nome era conosciuto, ma che la descrizione di questo goblin corrispondesse in ogni dettaglio a quella degli scrittori precedenti. Questo molto interessante perch attualmente si sente parlare poco di Dus nel resto dellEuropa e forse potrebbe essere considerato come uno degli Dei andati a riposo. Ecco cosa mi stato raccontato: Dusio un piccolo folletto dispettoso, un goblin. Stuzzica le ragazze e talvolta agisce come un incubo; molto spesso ispira sogni lascivi ed ha una connessione con le donne. Talvolta, sotto forma di un diavoletto alto non pi di tre pollici (7,62 cm, n.d.t.), egli si appollaia sui loro cuscini. Non cattivo, ma dispettoso. Infesta le case ed i focolari. Dopo che mi fu raccontato questo per la prima volta, mi venne scritto: Dusio un folletto, un goblin o uno spirito che siede sulle spalle delle ragazze. In una zona della Romagna vi era una ragazza al servizio della famiglia di un gentiluomo. In quel palazzo mor la zia del proprietario. La famiglia era formata solo da due fratelli, un giovane figlio ed una ragazza.

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Dopo la morte della zia, anche il padre mor. E dopo questi decessi non vi fu pi pace nella casa a causa di strani rumori. Da principio la ragazza ne era spaventata, ma presto si abitu a quei suoni. In goni momento si udivano passi che salivano e scendevano le scale e porte che venivano sbattute. Poi Virginia era questo il suo nome vide alcune volte una forma come di una signora vestita in nero entrare e spazzare il pavimento. Venne quindi il Dusio, che le fece ogni sorta di scherzo impudico e faceva l'amore. Ora, a Virginia questo non piaceva, perch ella aveva un innamorato che le scriveva spesso ed aveva nascosto attentamente queste lettere per timore che i padroni le trovassero. Una notte Dusio entr e cominci i suoi scherzi. La stuzzic in ogni modo e tolse le coperte del letto, le lenzuola e tutto da Virginia. Allora ella and a prendere alcune delle sue lettere e, accendendole con la candela, le bruci tutte nello scaldino, o braciere. Il giorno seguente, ella and a parlare con una vecchia che era per lei come una madre, a cui raccont di tutti gli scherzi che le giocava Dusio e di come le stesse rovinando la vita. Allora la vecchia disse: Se dovesse cercare di farlo nuovamente digli: Dusio, Diosio, vattene via! Vattene in pace, che Dio ti benedica! Lui allora se ne andr via e non ti molester pi. Ma Virginia fu cos sbadata o cos tesa che, invece di ripetere queste parole, disse: Dusio, Dusio, cosa fai? E lui, scoppiando a ridere, disse: Mi sto accertando che il tuo padrone e la tua padrona trovino le tue lettere. In questa storia ho omesso alcuni dettagli sulla famiglia, il loro nome ed il luogo in cui sono accaduti i fatti. Mi stato assicurato essere una storia vera. Interessante qui, oltre al fatto che Dusio corrisponde esattamente allo spirito impudico Dusius degli antichi scrittori, la parola diosio nellincantesimo. La mia informatrice non me lha saputa spiegare. Penso di averla gi sentita in precedenza, ma non ricordo dove. Penso che sia lequivalente di tu che saresti, o sei, un Dio. Praetorius, nel suo Blockes Berges Berichtung (1669), accenna qualcosa riguardo a Dusius. E stato osservato afferma s, e sperimentato e reso noto da molti uomini credibili che i Silvani o Piccoli Uomini del Bosco, altrimenti conosciuti come Incubos e Squatters ( Auflrcker), sono pazzamente impudichi con le donne. E vi sono altri dello stesso genere che i Francesi chiamano Dusii che sono eguali in tale impurit, tanto che davvero un peccato ed una vergogna, e Giraldus, Livio ed Isidoro lo testimoniano. Ma tutti loro si sono infranti sulla parola Dusius. Perch dovrebbe essere Drusius e significare diavolo del bosco, che i Latini chiamavano con lo stesso senso Silvanus. Come ha detto S.Agostino, i nostri antichi antenati chiamavano questi spiriti e diavoli Druten, ed molto

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probabile, perch questa parola concorda bene con Druidi, che vivevano in boschi e foreste. Pu essere o pu non essere.

Remle
Il racconto che segue mi giunto da una famiglia che vive vicino a Forl: Remle lo spirito delle macine e, quando un contadino che lo ha offeso in qualche maniera prende il grano da macinare, scopre che qualcosa non va e che la ruota non gira, perch Remle va in mezzo alla macina ed impedisce che il grano venga macinato. Il contadino deve allora dire: Remle, Remle, a te mi raccomando, che sei tanto buono e grande. Ti prego, la macina lasciami andare, perch ha da fare, e il contadino ti mander a farti ringraziare! Non ho trovato nomi simili a questo collegati con Divinit toscane o latine. In Italiano remolare significa ritardare o impedire e, siccome Remle ritarda o impedisce il lavoro della macina, probabile che sia questa lorigine del nome. Mola, la pietra per macinare, permolare, macinare, molto, macinato sembrano tutte strettamente connesse ad esso. In Romagnolo la parola Remle vuole dire la stessa cosa dellItaliano crusca. Tuttavia, io mi chiedo se questo sia il nome originale o se sia indicativo del suo reale significato. Sembra molto naturale supporre che vi sia un goblin che dimora nel misterioso chiaroscuro di una macina reso di nebbia dalla farina che fluttua.

Jano, Meana, Montulga e Talena


Ora, per il bifronte Giano! La Natura ha formato strane creature nella sua epoca. Quod quidem apud Thuscos Itali populos accidisse, historia traditur, neque ego hc loquor quasi poticum fabulam. Psellus de Daemonibus Accludo in questa sezione quattro spiriti che vi sono giunti volando dopo il riposo. Il primo di essi Jano, che viene descritto cos: Jano uno spirito con due teste, una di cristiano (cio di umano) ed una di animale e possiede un buon cuore, specialmente la parte di animale, e chiunque desideri da lui un favore deve invocarli (deve pregarli) entrambi e, per far questo, deve prendere due carte da un mazzo di tarocchi, generalmente la Ruota della Fortuna ed il Diavolo (il diavolo indiavolato), e metterle sul ferro (la testiera) del letto, quindi dire: Diavolo che sei capo di tutti i diavoli, la testa ti voglio schiacciare fino a che lo spirito di Jano per me non andrai a pregare!

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Jano piuttosto chiaramente Janus, che era nellantichit un Dio del caso e della sorte e che disceso legittimamente e naturalmente nellassoci azione con le carte. Ho visto unantica stata Romana o Lombarda di questo Dio in cui una delle teste era di animale e laltra umana (vedi Gypsy Sorcery, pag. 208 in cui, tuttavia, entrambe le teste vengono erroneamente date di animale). Credo vi siano pochissimi Dei cui erano collegati cos tanti misteri occulti, strani e proibiti come Janus e di questo rimangono chiare tracce nella tradizione moderna. Avendo due teste, o essendo onnivedente, egli divenne il simbolo della prudenza la Prudentia della scultura gotica che anche il mistico Baphomet, la figura a due teste avvolta da un serpente dei Cavalieri Templari. Ve ne una anche sulla porta del Battistero a Firenze. Il Baphomet significava per gli adepti segretezza ed illuminazione o, propriamente, libert di pensiero, adorazione della natura o agnosticismo. Janus era il Dio della porta, lentrata o lammissione ai misteri. Egli sconfigge il male, il capo dei diavoli, ed padrone del fato o della sorte. Lincantesimo a lui dedicato perci di grande interesse e valore, in quanto indica probabilmente una tradizione molto curiosa tratta dallantica iniziazione. Egli lo stano spirito profetico. Meana Di questo spirito ho il seguente scritto: Meana uno spirito amabilmente incline alla gente e part icolarmente agli innamorati. Quando desideriamo da lei un favore dobbiamo dire: Per limmagine di Meana e per la sua bella persona, uno che la guardi bisogna che ladori sulla sua tomba. Pregher finch il suo spirito non vedr; se vederlo io potr, il suo spirito sempre pregher che nessuno spirito maligno mi possa molestare ed a Satana converr sempre lasciarmi stare. Lo spirito di Meana sempre pregher e sar certo che mai non perir! Meana, secondo Eduard Gerhard (Gesammelte Akademische Abhandlungen, 1866), il nome etrusco di una Dea alata della sorte. Egli la collega con mens, Menerva (Minerva) e Mnemosine. Le sue immagini la indicano come uno spirito aereo simile ai lasa e somigliante a Belluria, o che perlomeno nella tradizione popolare collegata con la benevolenza e lamore. Non ho abbastanza spazio per scrivere tutto ci che sono venuto a sapere riguardo a Meana; basti dire che, come Dea dellamore particolarmente devota alle spose, identica a Mena, descritta da Kornmann in lingua, di cui mi perdonerete la mancata traduzione: Qustiuncula. Cur novis nuptis Mena appareat? Latet ibi mysterium magnum serpentis antiqui. Id quod et Romanis ignotum non fuit. Quis nova nupta super ingentem fascinum, id est membrum Priapi sedere jubebatur, qui erat in loco altiori, quem indicat Lucanus inquiens.

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Torvus stat, id est, stratum, pendulum, et erectum. In quod ascendebatur gradibus ebore ornatis, hoc autem fiebat propterea, ut illarum pudicitiam prior Deus delibasse videretur, docet ex Varrone Aurel. Augustinus lib. 6, Civit Dei, c. 9, et Lactantius, lib. 1. (Miracles of the living and of the dead, Henry Kornmann, Francoforte 1614). Secondo lo strano libro intitolato di John G. Simon Delineatio Impotenti Conjugalis, 1682, il serpente, se non viene ricomposto e seppellito sotto la soglia, impediva il concepimento. Vide anche De Natura Hermaphroditorum di Caspar Bauhinus, 1614, in cui vi sono capitoli interessanti su satiri, Fauni, eccetera. La storia della vergine eolica e del suo amore-serpente appartiene a questa serie. In ultimo, mi stata inviata una lettera molto lunga in cui si afferma che Mena o Merna uno spirito che appare alle spose in Romagna ed in Toscana sotto forma di serpente, ma solo a coloro che conoscono linvocazione appropriata. Se il serpente appare perpendicolarmente in tutta la sua lunghezza (in forma fallica), questo significa una vita lunga e felice; se contorto, presagisce molti dispiaceri, eccetera; ma se Mena giunge sotto forma di donna, presagio di infelicit e discordia. In tal caso lincantesimo il seguente: Ti scongiuro, o serpente! Merna! Merna! Merna! Del malaugurio, che tu mi faccia tornare in pace con mio marito. SE no, come mi indicher la fata Merna, io ti confiner nel pi profondo abisso che possa esistere sopra la terra. Merna! Merna! Allora, se Merna appare come serpente tutto va bene, altrimenti la sposa deve sedere per sei notti sotto un ginepro vicino ad un ruscello e gettarvi dentro tre bacche di ginepro, fare un fuoco con tre rami di betulla, gettarne le ceneri nel ruscello e ripetere: Fata Merna, ti invoco per la tranquillit dellanima mia e per quella del mio caro marito! Allora lo spirito apparir in forma di pesce e la sposa dovr prendere del fango dal ruscello, mescolarlo a sale ed olio, riscaldarlo se possibile contro al corpo del marito, quindi formarlo a foggia di pesce e metterlo dentro ad una scatola, quindi portare la scatola nella chiesa dove ha avuto luogo il suo matrimonio. Allora Mena appare e dice alla sposa con tutti i dettagli di restare per tre notti in chiesa e di bruciare la scatola ed il pesce di fango con del legno di cipresso, quindi di fare in modo che il marito inghiotta le ceneri nella zuppa. Allora tutto andr bene. Montulga Di questo spirito mi stato detto: Montulga uno spirito molto bello chiamato Montulga della Bellaria. Gli affari di chi crede in lei

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prospereranno. Colui che vuole invocarla dovr andare in un boschetto di pini e dire: Qui di riposa allodore dei pini, lodore pi bello, pi bello che ci sia, e qui in ginocchio di un pino mi metto a pregare la regina la regina delle stelle o sia la regina della Luna e del Sole la protettrice protettrice dellamore, la regina dellaria pura che di far bene agli infelici sempre si cura. Io credo che Montulga possa essere lEtrusca Munthuch. Nella moderna tradizione toscana, un bellaria uno spirito aereo della grazia e dei fiori, alla cui famiglia appartiene Albina o Alpena, e sono le compagne o la controparte di Venere. Di Munthuch sono venuto a sapere da Corssen che questo nome aveva una forma pi antica, Munthu-ch. Ella appartiene al mondo delle piante di primavera. In uno specchio danza con un satiro e tutto questo la associa con i campi e le foreste in un boschetto di pini accanto ad una fonte ombrosa. Se il nome Muntucha, la elle e la g in Bolognese lo muterebbero naturalmente in Muntulga.

Muntucha o Montulga Talena Credo che sia scritto Salena nella lettera in cui mi si parla di questo spirito, ma non sono certo della iniziale. Viene cos descritta: Talena uno spirito femminile che causa terrore di notte. E vestita di bianco. Se il nome Talena, non vi nulla nella sua descrizione che la colleghi con la Talena o Thalna degli Etruschi, di cui Gerhard dice: Thalna e Thalne e forse anche Talena sugli specchi etruschi una Dea di cui potremmo brevemente dire (per condensare la massa di personaggi autorevoli da lui citati) che si credeva fosse una forma di Venere, Giunone e

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Diana, nessuna delle quali un incubo. Se fosse Salena, non consco alcuna Divinit cui potrebbe corrispondere.

Bellaria La donna che mi ha inviato le informazioni relative a questi quattro spiriti aggiunge un post-sciptum: Questo tutto quello che sono stata in grado di sapere da varia gente. Crede che queste informazioni siano derivate principalmente, se non del tutto, da Volterra, ma non ho potuto verificare fino a quale grado.

Pico
Su questo spirito sono molto incerto e non so nulla al suo riguardo. Lho trovato tra le note che sono state prese come un piccolo spirito colla berretta, un folletto con un cappello, probabilmente una forma dei Red Caps, i Folletti delle Case. Quasi certamente si tratta dellantico Picus, o lo spirito del picchio dalla testa rossa. Tempo dopo, quando questo libro stava per andare in stampa, ho ricevuto tramite lettera dei racconti riguardanti molti spiriti che, tradotti pienamente, avrebbero riempito probabilmente altre 60 pagine, per cui non vi naturalmente spazio. In parte e brevemente si tratta dei seguenti: Nurbia e la Pietra della Salute (cfr. Nurbia, lo spirito della malattia, che viene invocato mentre si prepara la pietra della salute, una pietra usata per curare reumatismi, eccetera): Lamia, la strega-serpente. Una lunga storia ed un lungo poema che temo siano ora andati perduti; la Strega Zumia; il prete Stregone Arrimini;

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la fata Julda, una storia che include tre spiriti: Trillo, Jullo e Burillo; gli spiriti-strega Gerda e Meta con una storia; il fornaio Tozzi e sua figlia Fiorlinda, una storia; la Penna Maligna, una cerimonia indescrivibilmente rivoltante con un incantesimo, proveniente da Volterra; la Corda o lIncantesimo della Vigna (cattolico-romana). A queste potrei aggiungere molti poemi o ballate tutti riferentisi alla stregoneria e tutti, con una sola eccezione, inediti. Tutto ci riempirebbe circa 150 pagine.

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Capitolo VIII
Floria
Dictes moy, en quel pays, est Flora la belle Romaine. F. Villon Questa interessante storia stata una delle mie ultime scoperte: Questo spirito, Floria, un tempo era una bella ragazza che amava, riamata, un giovane. Ma Floria aveva unamica ed esse si confidavano tutto. Floria non sapeva che la sua amica era una strega, n che fosse innamorata del suo amante, perchella glielo aveva tenuto nascosto. Ma era vero e quella strega era molto gelosa, invidiosa e maligna. E cos un giorno, mentre camminavano insieme da sole per la campagna, la strega uccise Floria e indoss le sue vesti. A sera si present quindi allamante alla sera si present al giovane col nome (la forma) di Floria, essendo una strega. Cos il giovane la spos ed ebbero un bel bambino. Ma una notte, mentre la madre lo teneva in braccio, apparve lo spirito di Floria, che prese il bambino e lo mise a letto, quindi disse al marito: Guarda che quella non Floria! Floria sonio, sempre; quella che tu hai sposato lamica che muccise per sposarti; ma guarda che a mezzanotte ti scapper, perch non che una strega. E se lui lavesse uccisa, ella avrebbe sempre protetto sia lui che il bambino e sarebbe andata a trovarlo ogni notte. Allora il giovane prese per i capelli la strega e la leg al letto; ed ella url ed imprec orribilmente da mezzanotte fino alle tre, quando il suo potere di strega la lasci ed ella divenne come le altre donne; disse quindi al marito:

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Guarda il bambino, guarda nel suo letto: vi troverai delle croci e delle ghirlande. E da un anno che incantato. Allora il marito la colp con un martello e la uccise. E da quel momento am sempre lo spirito di Floria. In questa storia, che venne raccolta e mi venne inviata da Peppino, in realt Floria a vibrare il colpo di martello ed evidente che Floria la vera madre del bambino e che la strega arrivata dopo il matrimonio sotto forma della moglie. Floria Flora era certamente lequivalente di Horta, che al tempo degli Etruschi era la stessa cosa di Nortia Fortuna che recava i chiodi della sorte. Non ricordo ora se sia nellopera di Inghirami o in quella di Eduard Gerhard che ella viene descritta come recante un martello. Padre Secchi segue Mller (Etrusker, III, 3, 7) nel dichiarare che Horta, una dea etrusca equivalente a Salus, ha dato il nome ad Orte ed distinta da Nortia, o Fortuna, la Grande Dea dei Volsinii. Una distinzione tra lei e Fortuna indicata da Tacito (vide Dennis, Cities of Etruria, vol. i., p. 140, note). Ma queste obiezioni provano che la Nortia con il martello veniva considerata da molti la stessa cosa di Horta. Ed anche la leggenda di Peppina concorda. Dennis suggerisce che Horta fosse una Dea dei giardini, perci un sinonimo di Flora. Anche Pomona era una forma di Flora e nella sua leggenda, per uno strano cambiamento, non la strega a prendere forma femminile ma Vertumnus che appare a lei sotto forma di una vecchia. Per confuso che appaia tutto ci, credo che questa leggenda sia antica o classica. Ma molto importante il fatto che sui vasi etruschi il martello appaia particolarmente come implemento della morte nelle mani dellequivalente di Nemesis, come in questa storia. Esso , infatti, linvariabile simbolo della morte ed nelle mani di Charun e di tutti i demoni. Lanzi fornisce un bellissimo spirito femminile che lo reca in mano. Le croci e le ghirlande cui si allude si riferiscono alle ghirlande delle streghe altrove descritte.

Ra
Sono grato alla Signora Hayllar per linformazione sullesistenza di uno spirito di nome Ra, di cui si parla molto a Volterra. Non sono dovuto andare lontano per conoscere qualcosa di questo folletto perch il primo nativo della citt, un giovane ciabattino, cui domandai in merito, mi narr subito quanto segue: Ra uno spirito che protegge i bambini. Quando sono in pericolo i genitori si rivolgono a lui e lo incantano con queste parole: Dormi, dormi, bambino mio, dormi il sonno degli angioli; quando tu ti sveglierai, la felicit riacquisterai.

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Allora il bambino si risveglier libero dal dolore o dal malanno, al sicuro da ogni pericolo, specialmente quello di cadere nelle balze (precipizi, cavit sotterranee) di San Giosto a Volterra. Lo spirito Ra conosciuto a Volterra fin dallanno 1001, perch proprio in quellanno egli protesse un bambino piccolo che gli era stato incantato ed era caduto nella balza da diverse iarde di altezza, ma sopra una massa di ginestra. Allora i contadini corsero a salvarlo, ma lui continu a gridare: Ra! Ra! E, quando gli buttarono gi una scala, egli non la scal. Mentre stavano aspettando, arriv uno strano signore che disse: Voi non potete salvarlo, solo io posso farlo con il mio potere sovrannaturale. Io sono lo spirito Ra ed ora vedrete come far. Dicendo questo, batt per tre volte il piede sul terreno e crebbe una grande quantit di piante di ginestra grazie alle quali, come da un ramo allaltro di un albero, essi discesero e portarono su il bambi no. Sono grato al Professor Senatore Comparetti per il suggerimento che Ra possa essere Rhea Sylvia. Le Divinit etrusche erano maschio e femmina. Rea Cibele, moglie e sorella di Crono e madre di Giove, era in particolare la patrona di burroni, strapiombi e rocce (Die Gtter und Heroen. von Stoll), e Ra appare come a casa propria nei burroni. Rea era anche una Dea nutrice o protettrice dei bambini. Il cambiamento di sesso non importante perch, come abbiamo visto, Cupra e Siera hanno cambiato il proprio e questo era ancora pi comune nellantichit. In questa storia Ra salva un povero bambino dallabisso grazie alla pianta di ginestra ed una curiosa coincidenza che Deus exaltat humiles (Dio esalti gli umili) fu sempre, nel Medioevo, il motto che accompagnava la ginestra, entrambi recati da Luigi il Pio di Francia nel 1234 (Helyot, Description of knightly and Monkish orders, versione tedesca, 1756).

Bovo
Come conosci tu Buovo? Mi sapresti dare notizia alcuna di esso? I Reali di Francia E straordinario che si possa chiedere a 100 contadini o altri popolani toscani del loro folklore mitico e non trovarne traccia, per poi incontrare qualcuno che pare essere il cronista o il custode di un museo di tali curiosit. E cos ho ottenuto dal mio giovane ciabattino molte cose meravigliose, tra cui quanto segue riguardo allo spirito Bovo: Volterra non stato il primo nome della nostra citt, perch il primo fu Antona, il secondo Voltona ed il terzo Volterra. Al tempo in cui era chiamata Antona vi viveva un principe chiamato Bovo di Antona, che veniva considerato dal popolo uno stregone; si diceva anche che fosse immensamente ricco, perch aveva costruito un carro doro con quattro

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cavalli doro e quando fu l l per morire vi si fece adagiare e l mor dopo lunga sofferenza. Quando fu morto, il suo spirito apparve ed ordin che mettessero in movimento il grande carro con il suo corpo e lo portassero da Volterra fino ad una montagna chiamata Catini, che si vede dalla citt, e qui lo seppellissero. Questo venne fatto e la gente crede che il carro ed il corpo del re esistano tuttora. Sono stati effettuati scavi in cui sono state trovate reliquie dellepoca di questo Bovo di Antona ed in tempi recenti le sue carte con immagini raffiguranti la sua epoca, ma non stato ancora trovato il grande carro. Dopo la sua morte, lo spirito di Bovo ritorn di notte nel suo palazzo, che adorn con ogni possibile magnificenza ed illumin brillantemente. E tutta la moltitudine che vide questa illuminazione e questi festeggiamenti non riusc ad immaginare cosa significasse, sapendo che il principe Bovo era solo. Ma, una sera, certi spiriti arditi tra loro, spinti dalla curiosit, bussarono al portone e non ottennero risposta. Dopo mezzanotte, essi udirono delle gaie risate ed allora bussarono nuovamente; il cancello si apr per magia ma in un istante fu buio e la gente che entr vide tutte le cose come erano state al tempo della vita del re. Allora non compresero cosa ne fosse stato di tutto quello splendore che avevano visto da fuori e conclusero che dovesse essere tutto opera dello spirito di Bovo. Decisero perci che i quattro pi coraggiosi tra loro sarebbero rimasti l la notte seguente, cosa che fecero. A mezzanotte, tutti i tappeti e gli arazzi cominciarono ad ondeggiare ed a spostarsi e tutti i mobili si mutarono in oggetti di grande valore. Allora essi decisero di invocare lo spirito di Bovo, che apparve vestito con un grande mantello bianco e, alla loro richiesta di cosa volesse (cio cosa lo facesse infestare il palazzo e gli impedisse il riposo) egli rispose: In tutta la mia vita non sono mai stato amato da una donna; vorrei che questo palazzo fosse abitato da una bella ragazza, cui io apparir come un bel giovane. Se non avrete successo nel trovare una tale donna, allora rimarr confinato in questo palazzo, disturbando la pace dei cittadini. Ma se farete questo, come ricompensa apparir a colui che lavr portata. A mezzanotte egli potr invocare lo spirito di Bovo ed io lo aiuter sempre a fare bene. Questo evidentemente solo linizio di una leggenda. Buovo di Antona molto conosciuto come eroe di una storia popolare. Su di lui vi sono poemi e Reiner ha scritto una monografia su questo soggetto, dimostrando che fu uno dei campioni della Cristianit ed, in realt, il nostro vecchio amico Bevis di Southampton. Ma io sospetto che in questo caso particolare un folletto locale con un nome simile abbia preso a prestito la fama di quelleroe medioevale perch, avendo letto la storia popolare di Buovo di

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Antona, che forma la quarta parte (142 pagine) de I Reali di Francia (Firenze, 1890), trovo non via sia una sola somiglianza con leroe di questa storia e che, lungi dallaver vissuto senza amore, il campione conquist e spos la bella Drusiana, che mor di dolore per lui 40 giorni dopo la sua morte. Lunico Antona riconosciuto nella cronaca molto evidentemente il porto di Southampton, fondato da Bovetto ed intitolato alla sua regina, Librantona.

Attilio
Attilio, Atiglio, Ottilio o Tilio perch non riesco a ben determinare il suo nome un buon folletto molto simile a Dusio, o un buon Brownie, nel folklore inglese. Ma un terribile fastidio, specialmente per le serve con cui, tuttavia, egli fa lamore e con cui si comporta pressoch come Dusio, condividendo il loro giaciglio, facendo loro in cambio tutti i lavori di casa e regali a non finire. E si deve ammettere con riluttanza che, nonostante il suo carattere immorale, Attilio molto popolare tra loro. Guisepre Pitr, che certamente non pu venire accusato di credulit (Bib,. Vol. XVIII, pag. 163), sottolinea che se ascoltiamo parlare la gente delle classi pi basse dobbiamo, in tutta onest, rimanere incerti se tutti questi uomini e donne siano preda di continue visioni o se noi stessi stiamo sognando ad occhi aperti. Da parte mia, credo fermamente che nelle comunit molto credulone vi siano persone, specialmente fanciulle, che onestamente credono di vedere, e talvolta sentire e toccare, esseri sovrannaturali. Vi sono poteri latenti in noi che non comprendiamo affatto ed uno di questi il creare sensazioni, che consiste nel riprodurre o formare attingendo alla memoria delle sensazioni, che siano di tocco o di gusto, che un tempo abbiamo sperimentato. Non potrei altrimenti spiegare molte cose che ho incontrato tra coloro che credono in tutte queste meraviglie. Le strege (streghe), con tutti i loro trucchi, credono nella loro arte e portano su di s dei feticci. E non si pu negare che vi siano fanciulle che possiedono degli Attilio e dei Dusio e gente che vede di sfuggita Faflon nelle vigne al tramonto e nelle cantine piene di vino a mezzanotte. La vita perci per loro tutta una bella terra fatata o un sogno di streghe e diavoli, a seconda della loro disposizioni o dellavere o meno lindigestione. Quella che segue la storia ed il mistero di Attilio come mi stata narrata il primo gennaio 1891 da una certa Maddalena di Rocca San Casciano: Attilio un buon folletto, ma fa tutto ci che pu per infastidire le serve. Un tempo ve ne era una graziosa che aveva dei padroni esigenti e duri. Bene, accadde ogni giorno per tre giorni che quando la povera ragazza, cotto il pranzo, andava ad apparecchiare la tavola, al ritorno trovava tutto il

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cibo rovesciato e sparso in giro. La fanciulla piangeva amaramente ma non sapeva cosa fare. Se veniva rimproverata? Certo, fino quasi a farla impazzire. Ma quando, il terzo giorno, il pranzo venne rovinato allo stesso modo, il padrone e la padrona si arrabbiarono. Dissero che erano stanchi di andare fuori a mangiare alla trattoria e che ella avrebbe dovuto fare del suo meglio per riaccomodare ci che rimaneva. Cos ella torn in cucina tutta triste e si sent ancora pi triste quando guard i resti e vide che poteva fare ben poco di essi. Improvvisamente, ella ud la voce pi dolce mai sentita cantare vicino a lei queste parole: Di a me, Attilio, se ami Attilio, perch se mi ami il pranzo sar gi pronto. Ella rimase in piedi meravigliata e senza parlare, fin quando apparve davanti a lei il giovane pi meraviglioso che avesse mai visto in vita sua. Era vestito allantica, con lunghe calze ed una tunica di velluto, ed aveva dei lunghi riccioli dorati ed un piccolo cappello di velluto con una piuma bianca; la fanciulla si sent come se stesse per cadere in ginocchio ed adorarlo, da tanto era elegante. Ed ella, incantata, pot solo rispondere: S, s, certamente! Ed Attilio cant: Attilio son io ed ho bisogno damare e tu sei quella che mi hai ispirato tanto amore. Come potete immaginare, la fanciulla era deliziata. Ed egli continu a cantare: S, ti amo, e ti amo tanto, se tu mi ami. Sono Attilio e sono uno spirto folletto. E meraviglia! con un tocco il pranzo fu di nuovo a posto e, quando la ragazza lo serv, i padroni dissero che non avevano mai gustato un pasto cos piacevole. Ed ogni giorno Attilio fece la maggior parte del lavoro ed era sempre con lei ed ella poteva vederlo nonostante egli fosse invisibile a chiunque altro. E notevole che, mentre in tutte le storie Medioevali orientali, tedesc he o francesi un cavaliere o un favorito che conquista lamore di uno spirito, quelle italiane attribuiscono amanti fatati alle fanciulle. Questa una caratteristica molto curiosa in questo folklore. Il Dusio ed il Fauno e tutti i prototipi di Robin Goodfellow e Puck ed i Brownie delle case vengono rappresentati come spiriti burloni che danno sempre fastidio alle ragazze. Nel Nord, sotto influenze pi caste, questi spiriti lascivi sono in breve tempo divenuti esseri molto morali che non vanno al di l degli scherzi fanciulleschi. Ma in Italia non mutato nulla e cos essi continuano a rimanere gli stessi furfanti tra le ragazze, come lo erano quando i satiri saltellavano in mezzo ai boschi ed i lemuri si aggiravano presso le tombe, le streghe rubavano i cuori degli uomini e la gente era tutta contenta! Attilio certamente qui un lar familiaris, uno spirito del focolare che fin dai tempi di Tarquinio e Tanquilio ha sedotto le serve nelle famiglie toscane, cos come ha sedotto Ocris, colei che serviva a tavola nei tempi antichi.

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Egli in cucina e cuoce il pranzo ed anche nel focolare. Della sua esistenza ho solo un testimone. Egli corrisponde anche al Francese Lutin.

(La Madre del Giorno) Nam et Romulus post mortem Quirinus factus est, et Leda Nemesis, et Circe Marica, et Ino, Postquam se precipitavit in Mare, Lucothea, Mater que Matuta. Lattanzio, Div. Institut. de falsa Religione, lib. I, cap. 21 La bella Marta, chiamata anche Madre del Giorno, di gran lunga la figura pi notevole nella mitologia popolare della Toscana. Da principio mi sbagliai, indotto a credere dal suo nome che si trattasse di Santa Marta, con cui credevo fosse stata confusa cos come i Santi Antonio e Simeone lo erano stati con antiche Divinit. Ma ben presto scoprii che ella non ha nulla in comune con la Marta della Bibbia n con quella dellagiologia cattolica romana. Dubito, invero, ben poco sul fatto che questa bella Marta sia la trasformazione dellantica Mater Matuta, cui sono guidato non tanto dalla somiglianza del nome quanto dal fatto che ella possiede un Beinahme, un attributo, che del giorno. Scrive Mller: Nel porto di Pyrgoi vi era il tempio riccamente adorno di una Dea che veniva generalmente chiamata dai Greci Leukothea Indubitabilmente si trattava dellonorata Mater Matuta, adorata fin dal tempo di Servio a Roma, nella terra dei Volsci ed anche in Etruria. Gli archeologi greci e romani le considerarono la stessa Dea. Tuttavia, a Roma questa Mater Matuta veniva considerata molto pi una Dea del mattino che del mare, perch il suo nome significa chiaramente Madre del Giorno e, quando i Greci lo tradussero in Leukothea, o Dea bianca, probabilmente avranno pensato pi alla luce del mattino presto che alla bianca spuma del mare. La madre della luce del giorno potrebbe venire considerata la Divinit che portava luomo alla luce; per questa ra gione Strabone la chiam Eilethyia. Secondo lui, la Dea di Pyrgoi era una Dea dellalba e dellumanit. La bella Marta toscana dimora nei boschi o nei campi e, nonostante sia uno spirito del giorno, viene adorata di notte. Tuttavia questo spiegabile con il fatto che tutti gli spiriti sono collegato allantica religione, chiamata ora stregoneria, i cui riti vengono condotti nella segretezza e nelloscurit. Marta propizia agli innamorati ed allamore coniug ale. Il seguente incantesimo, che si racconta da s, indica chiaramente il fatto che gli Dei Silvani vengono tuttora adorati letteralmente come santi e non invocati semplicemente come folletti. Una moglie od una ragazza che sia gelosa del suo innamorata vada di notte nel giardino pi bello cui abbia accesso e, in ginocchio, pronunci:

La bella Marta

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Bella Marta! Bella Marta! Bella Marta! Tu sei bella come una stella; io ti vengo a rimirare e da te mi vengo ad inginocchiare per poterti meglio pregare. La mezzanotte ora suonata e da te sono inginocchiata, in mezzo ad un bel giardino, che tu Marta bella ne sei regina; io ti porto un fazzoletto: in una punta troverai i capelli del mio amor e tu, bella Marta, fanne ci che vuoi, purch il mio bene tu faccia tribolare e mio marito tu lo faccia diventare e che altra donna non possa mai amare. Se questa grazia mi farai, tutte le sere una candela accesa tu avrai. Questa grazia tu mi hai fatto, bella Marta, ti ringrazio. Nellincantesimo che segue, la Bella Marta viene invocata distintamente dagli inferi. Io non penso che ella venga popolarmente considerata infernale o maligna, ma che questo sia stato fatto per distinguerla dalle sante una cosa strettamente osservata tra gli stregoni. E siccome i preti hanno sempre insegnato alla gente che tutti gli spiriti non sanzionati dalla Chiesa sono diavoli, indica una grande fedelt ai costumi dei loro antenati il fatto che i contadini continuino ad adorarli anche se infernali. Per questa invocazione dovreste andare in un bosco o una foresta a mezzanotte, guardare una stella e dire: Buonanotte, o Donna Marta. Non chiamo la Marta di casa nel Paradiso, ma chiamo quella di casa nellInferno. Prenditi dei panni belli alla presenza di Prima mi era tanto amico, ora mi tanto nemico; amici e ne mici, tutti gli sembrino brutta gente fuor che io, la sua stella rilucente. A stella stella da levante oscie, da lui portante: cinque dita per lui io batto al muro. Cinque anime io scongiuro, cinque preti, cinque frati, cinque anime dannate. Allanima, alla vita del tal in vite ne andrete, in pensiero lo porterete, per la barba ed i capelli lo piglierete, col pensiero da me lo trascinerete; se questo mi farete, tre segni mi darete: porta picchiare, cane abbaiare, uomo fischiare. Se questo mi farai, tre segni mi darai! Questo considerato un incantesimo molto serio, terribile e potente. Il guardare fissamente una stella collega apparentemente Marta a Mater Matuta o Leukothea, la Dea della luce, ed a Marta del Giorno, perch questa stella si suppone essere Venere o la Stella del Mattino. Parte di questo incantesimo appare in altri, la parte che consiste nellinvocazione di diversi gruppi di cinque preti e diavoli affinch entrino nellanima e nella vita di chi viene indicato. Sia per la categoria dei numeri che per linvocazione agli spiriti ad entrare nella vita, nellanima e nel corpo di qualcuno, questo corrisponde precisamente a ci che si trova negli incantesimi dei Caldei. Paracelo, e con lui pressoch ogni scrittore del XVI secolo, avrebbe riconosciuto in questa riguardo alla stella uninvocazione dello spirito astrale, specialmente in quanto misteriosamente collegato con spirito cui

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viene ordinato di possedere una determinata persona. Non dubito che in esso vi sia uno strano retaggio di antiche credenze; una cosa certa ed che viene considerato un incantesimo molto potente dalle streghe, che lo recitano con profondo sentimento. Ed importante il modo appassionato in cui questo spirito si manifesta quando si recitano seriamente degli incantesimi o anche li si scrivono. Bella Marta appare in un romanzo come una delle streghe buone di Benevento ed anche come una driade: Un tempo vi era a Benevento un grande albero, probabilmente una quercia, in cui vi era una cavit. I contadini, passandole accanto, spesso vedevano una donna molto bella che scompariva non sapevano dove. Ma un giovane uomo, spinto dalla curiosit, disse: Verr qui presto, seguir la signora e scoprir dove dimora. Cos egli and nel bosco ed attese con calma fino a quando ella apparve; quindi la segu fino a quando giunse alla grande quercia ed entr in essa come se vi fosse una porta. Anchegli vi entr e, meraviglia! si trov in un grande e splendido palazzo! Si sarebbe potuto camminare per tre giorni da una stanza allaltra senza fin ire di girare ed erano tutte di una bellezza meravigliosa. Improvvisamente una piccola mano bianca si pos sulla sua spalla ed una dolce voce morbida disse: Benvenuto!. Girandosi, egli vide la bella signora della foresta che aveva seguito ed ella disse: Non temere, ti do il benvenuto e ti render felice, perch tu sei un buon giovane ed io sono la bella Marta. Vai, gioca e vinci sempre, e quando vorrai avere qualcosa pronuncia questo incantesimo: Bella Marta! Bella Marta! Bella Marta! Sei pi bella du na santa. Allalbero tuo vengo a pregare se una grazia mi vuoi fare. Se questa grazia mi farai, la mia padrona tu sarai; qualunque cosa mi chiederai, bella Marta, tu lavrai. Perci, ogni volta che vedrai una grande quercia nel bosco e ripeterai questo incantesimo, ti andr tutto bene. Qui Marta indubitabilmente una driade ed il contadino Rhoecus. Rhoecus era un grande giocatore; fu perch era assorbito in una partita a dama che colp lape che disse alla ninfa chi aveva accecato il ragazzo che aveva tagliato lalbero che era caduto sul giovane che aveva tanta passione per il gioco dazzardo. Nellanno 1846, a Firenze, un gentiluomo inglese che aveva passato la maggior parte della sua vita in Italia, mi consult gravemente e seriamente in merito a quali tra diversi numeri avrebbe dovuto scegliere per vincere ad una lotteria. Questo spirito del gioco, dellazzardo e dellispirazione profondamente parte della vita italiana come lo era in antico. Ed per

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questo che non mi meraviglio che esso fosse il primo pensiero di quella bella ninfa. Ella conosceva il suo uomo. E interessante notare che in Sicilia la Madre della Luce viene invocata quando si rovescia del sale (Pitr, Bib., vol. IV, pag. 144): Matri di lu lumi, cugghitivillu lui. La Bella Marta viene invocata quando tre fanciulle, sempre nude, consultano i tarocchi o le carte per sapere se un innamorato sincero o chi sposeranno. Anche questo collegato ai due incantesimi descritti. Secondo Pitr, Santa Marta viene talvolta invocata nella stregoneria, nonostante lArcivescovo Torres (Ricordi di Confessori, &c.; Pitr, Bib., vol. IV, pag. 148) scomunichi coloro che pronunciano preghiere non approvate o anche disapprovate dalla Santa Chiesa per ottenere amore disonesto e lascivo e tali preghiere vengono falsamente attribuite a San Daniele, Santa Marta, Santa Elena e simili. La Mater Matuta o Madre dellAlba che Venere potrebbe essere stata anche patrona degli innamorati e la Donna del Giorno. Riguardo alle tre fanciulle che si incontrano per divinare su chi sposeranno, penso fosse Dione Cassio a sottolineare, riguardo alla divinazione con le ceneri, Vel cum aliquem tres personas cogitate jubet, quibuscum matrimonii inire optet, tum tres ducunt sulcos in cinere (Quando tre si incontrano per scoprire chi sposeranno, tracciano tre linee nelle ceneri) Il lettore trover altro al riguardo nel capitolo sulla divinazione con le ceneri. Si pu osservare che nellultimo incantesimo la bella Marta viene detta pi bella di ogni santa. Qui si mostra la stergeria romagnola, la stregoneria, che totalmente pagana e sempre gelosa dellinfluenza cattolica romana. I festival della Mater Matuta, che erano largamente diffusi in Italia, venivano chiamati Matralia o Martralia, e possono fornire un indizio sul nome moderno di Marta. Ma ripeto che allinizio non diedi alcun significato alla somiglianza della parola Marta con Mater, nonostante non vi siano ragioni per cui il primo non potrebbe essere derivato dal secondo. Di questo nome Fraser scrive (The Etruscans): Anche Max Mller specula (Science of Languages, vol. II, pag. 152) sulla derivazione di mane e matut. Egli dice: Da questo apparirebbe che in Latino la radice man, che nelle altre lingue ariane viene conosciuta meglio nel senso di pensare, era in antico usato come il Sanscrito budh per esprimere la coscienza rivitalizzata dellinterezza della Natura allavvicinarsi della luce del mattino, nonostante vi fosse unaltra radice totalmente distinta e peculiare allespressione latina di tale idea. Questa radice poteva essere mat? E interessante osservare che Tertulliano osserva che la Venere Etrusca veniva chiamata Murtia (vide Dennis, Cities of Et., vol. I, pag. 58). E siccome la bella Marta viene chiamata il pi bello tra gli

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spiriti, associata alle carte e viene identificata con la stella del mattino, appare possibile che sia una forma di Afrodite o Venere,

(Le Regine delle Streghe in Italia ) Ors dimmi, o buona strega, che vuoi dire che non andavi a questi balli e giuochi di Diana o di Erodiade, ovvero s come le chiamate, a quelli de la Donna? - La Strega di Pico della Mirandola Hecate trium potestatum numen est. Ipsa est enim Luna, Diana Proserpina. Servius E interessante il fatto che, mentre la stregoneria negli ultimi tempi stata considerata tra le razze del Nord come una creazione di Satana, in Italia non ha mai perso un carattere classico. In questo paese la strega solo una maga ed spesso una fata benevola. Chi la governa non il diavolo ma Diana, cui viene associata, come dimostrer, Erodiade. Questultima, che presiede alla danze delle streghe, venne collegata naturalmente alla Erodiade del Nuovo Testamento, ma vi era una Erodiade pi antica, controparte di Lilith, la prima moglie di Adamo, grazie al quale ella divenne madre di tutti i diavoli minori, o dei folletti. E evidente che in questa competenza Erodiade stata confusa con Diana. Questultima era, come Ecate, a capo di tutte le streghe, mentre Lilith-Erodiade era tuttuno tra gli Ebrei. Vi un passagg io in Odericus Vitalis (nato in Inghilterra nel 1075 - Hist. Eccl. v. 556) che illustra questo, che Diana era genitrice o protettrice dei folletti: Deinde Taurinus fanum Dian intravit. Zabulon que coram populo visibilem adstare coegit, quo viso ethnica plebs valde timuit. Nam manifeste apparuit eis thiops niger et fuligo, barbam habens prolixam et scintillas igneas ex ore mittens. . . . Dmon adhuc in eadem urbe degit et in variis frequenter formis apparens, neminem laedit. Hanc vulgus Gobelinurn appellat. (Allora Taurinus entr nel tempio di Diana e costrinse Zabulon ad apparire visibilmente davanti alla gente il quale, essendo visto, venne temuto grandemente dalla gente pagana. Perch evidentemente si mostr come un nero e sudicio Etiope con un barbone ed emettendo scintille di fuoco dalla bocca. Il demone visit spesso la stessa citt, apparendo in molte forme, tuttavia non fece del male a nessuno. La gente comune lo chiam Goblin e dichiar che per i meriti di San Taurinus egli si tratteneva dal fare del male.) Qui abbiamo il Goblin come spirito familiare del tempio di Diana, la strega madre, cos come gli Ebrei dichiaravano che i goblin erano i figlio di LilithErodiade. Come fu che il mito semitico venne ad unirsi con quello greco-

Diana ed Erodiade

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romano materia da investigare. Che sia esistito provato dalla testimonianza di diversi scrittori antichi. Nella Dmonomagie di Horst (1818), uno scrittore che era molto oltre il suo tempo, ho trovato quanto segue: Negli atti daccusa alle streghe viene generalmente affermato che la parte accusata ha agito con (ha adorato) Diana ed Erodiade. E davvero notevole che si ritrovi questo tra le dichiarazioni di un concilio pubblico della Chiesa quello di Ancira della met del V secolo - cos come in processi alle streghe pi tardi. Venne affermato che certe donne immaginavano di volare di notte per laria con Diana ed Erodiade. Ma, siccome di questo venne parlato durante il concilio di Ancira come di una cosa ben nota, la credenza devessere molto pi antica ed io non dubito che esistano registrazioni storiche molto antecedenti a questa che mi sono sconosciute. Paulus Grillandus, nel suo Treatise on Witches (1547), grande autorit nel suo tempo, parla diverse volte della stessa cosa, che le streghe putant Dianam et Herodiam esse veras deas pensano che Diana ed Erodiade siano vere Dee , tanto profondamente sono coinvolte negli errori dei pagani. E deduce tutto il male possibile sulle loro vie a causa del loro inizio falso e pagano ex qua omnes alii errores et illusiones successive dependent cum credant illas Dianam et Herodiadem esse veras deas. Ed egli qui ignora molto incoerentemente il fatto che egli stesso ha altrove dichiarato Satana lunico maestro dellintera sorellanza. Jerome Cardanus (De Subtilitate, 1, 19), nel descrivere una evocazione diabolica da parte di uno stregone della sua epoca Quoties veneficus ille rem non divinam sed diabolicam facturus esset non fa parola riguardo ad un qualunque diavolo ma rappresenta Hecate o Diana come spirito capo - Execratur illis precibus, Hecate dictante, primum adorandam, eccetera -. Che Diana-Hecate fosse la regina delle streghe nel periodo classico si sa da molti autori, cos come che essa veniva invocata in tutte le stregonerie di genere ctonio, oscuro o notturno. Ella, in quanto Dea della Luna, veniva paragonata ad un gatto che caccia la stella-topo. Era come la Bast di Bubastis, la Dea-gatto dellEgitto, e la Freya del Nord, il cui carro veniva trainato da gatti, chiaramente una Diana Norvegese. E importante notare che, mentre le streghe in Italia si supponeva facessero del male come lantica Canidia, esse lo fanno semplicemente in quanto sono maghe. La Chiesa cattolica ha imposto alla credenza popolare sulla stregoneria cose che le erano estranee con il demonismo cristiano; tuttavia, ancora pi notevole il fatto che anche al giorno doggi Diana, e non Satana, che comanda le streghe italiane. E vi sono molti punti di questa credenza popolare che sono molto pi antichi del cristianesimo. Cos a Venezia, come a Firenze, la stregoneria non tutta il

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risultato di un atto con il diavolo, ma una dote peculiare che pu essere trasferita, anche con un trucco, ad una persona innocente. Illustrer questo con una storia che ho udito narrare in buona fede nel 1886 e che accaduta a Firenze, peraltro gi apparsa nel mio libro Gypsy Sorcery: Vi era in citt una ragazza che divenne strega contro la sua volont. E come? Era malata in ospedale ed accanto a lei vi era in un letto una vecchia ammalata gravemente che tuttavia non poteva morire. E la vecchia si lamentava e piangeva continuamente: Ohim, muoio! A chi lascio? Ma non diceva cosa. Allora la povera ragazza, pensando naturalmente che intendesse delle propriet, disse: Lasciate a me, son tanto povera. Allimprovviso la vecchia mor e la povera giovane si ritrov in eredit la stregoneria. Ora, la ragazza torn nella casa dove viveva con sua madre e suo fratello e, divenuta una strega, cominci ad uscire spesso di notte; la madre la vide e disse al fratello: Un giorno tu troverai tua sorella con la pancia grossa (incinta). Non pensare una cosa del genere, mamma rispose lui. Tuttavia, scoprir dove va. Cos egli rimase sveglio e, una notte, vide la sorella uscire dalla porta verso mezzanotte. La prese per i capelli e la fece girare intorno al suo braccio. Ella cominci ad urlare orribilmente quando ecco! arrivarono correndo un gran numero di gatti e cominciarono a miagolare ed a fare un gran chiasso; per unora la sorella tent di fuggire ma invano, perch i suoi capelli erano legati ed ella urlava mentre i gatti gridavano, fino a quando uno di essi venne colpito e tutti loro svanirono; la sorella era svenuta. Ma da quel momento non ebbe pi la stregoneria in lei e divenne una buona donna comera prima. In questo non vi alcun contratto con Satana una strega di Diana, legata dallincantesimo della Luna, uno dei gatti della notte. Nelle storie veneziane una strega perde tutto il suo potere se viene punta e cade una goccia di sangue o anche se viene scoperta. E vero che i monaci hanno importato ed immesso a forza nella superstizione popolare italiana grosse infusioni di diavolo. Tuttavia, nel contesto la vera strega italiana non ha nulla a che fare con Satana o con un inferno cristiano e rimane come nellantichit una figlia di Diana. C qualcosa di rinfrescante, di rivitalizzante nel pensiero che esiste un luogo nel mondo e nella stessa Italia papista dove il veleno del diabolismo non prevalso completamente. Nel trattato sul Noce Magico di Benevento di P.Pipernus (Napoli, 1647) vi sono diversi passaggi che fanno riferimento a Diana quale Regina delle streghe, di cui uno curioso, in quanto pare identificare Lamia con Lilith e Diana. Se ne deduce che le streghe che nellantichit seducevano giovani fino alla morte erano la stessa cosa di Lamia una Lilith ebraica, e le Empuse, Marmolicie o i Lari ed i Lemuri appaiono in varie immagini dedicate a Diana in variis figuris

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Dian dedicatis. Ma Elias Schedius (Dis Germanis, Amsterdam, 1648) ha messo assieme forti prove, provenienti da molte fonti ebree e non, che Diana era identica a Lilith e le due venivano identificate con la Romana Lucina: Tu Lucina volentibus Juno dicta puerperis Dicta lumine Luna." (Catullus Epigr., 35) Qui Luna significa Diana. Unaltra cosa singolare che vi erano nellantichit comunit di streghe quali le Eriphie da Eriphia, le Michalee da Michala, le Hecatee, le Medee, le Circee, le Tessale, in Sicilia Ciclopi e Lestrigoni ed Erodiadi communiori vocabulo in aliquibus regionibus nuncupantur ex Iduma Herodiade prope Jordani flumen habitante, choreis, ludisquc venereis effuse fruente, qu multos et multas ad suum convictum trahebat, Dian ludorum memorans. In un altro passaggio Pipernus congettura che vi fosse una Erodiade prima di quella che fu causa della morte di San Giovanni. Negli incantesimi e nei talismani slavi, che sono generalmente molto antichi e di origine orientale, Lilith appare essere la stessa cosa di Erodiade. Ha dodici figlie che sono i dodici tipi di febbre. Questa classificazione delle malattie o degli spiriti maligni in categorie di sette, dodici, eccetera, si ritrova nella magia caldaia come viene descritta da Lenormant. Tutto debitamente considerato, concordo con Pipernus che vi fosse una Erodiade di molto precedente a quella del Nuovo Testamento che, danzando, fece perdere la testa ad Erode e fece da lui mozzare la testa di San Giovanni. Riguardo a questa faccenda, mi meraviglio di non averla ancora mai vista trattare da alcuno scrittore della moderna societ cristiana sotto un punto di vista pratico. Supponiamo che una signora, una vedova intelligente e compita che ha avuto la buona sorte di divenire la moglie del governatore generale diciamo del Cathay. Il governatore muore e suo fratello gli succede nella carica e sposa la vedova (una cosa realmente comandata dallAntico Testamento ed un costume comune in tempi posteriori) o la moglie divorziata del fratello. Arriva un prete di una nuova setta ed informa il governatore che questo matrimonio illegale. Immaginate i sentimenti di Erodiade! Da una parte il divorzio forse la morte o la povert con una figlia in procinto di nascere; dallaltra, un profeta descritto come un pazzo. Ed a quei tempi veniva considerata una cosa naturale, insignificante e comune il mettere a morte qualcuno che intralciava la tua strada, se si poteva, proprio come fece calvino con Servetus quando gli si mise in mezzo o come venne fatto a diversi milioni di eretici (alcuni per il loro denaro)

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dalla Madre Chiesa. E cos Erodiade fece quello che credo la maggior parte delle matrone cristiane di mentalit mondana farebbero oggigiorno nelle medesime circostanze e tolse di mezzo San Giovanni. Ci che mi domando in questa storia chi fosse Erodiade di che sangue fosse, quali erano le sue propriet? In questa storia di comune vendetta, tuttavia, non vi nulla che possa ricondurla ad occupare la posizione di Regina, insieme a Diana, di una immensa e ramificata confederazione di streghe e stregoni. Che le streghe e gli stregoni abbiano mai praticato la stregoneria o meno qualunque cosa fosse una cosa certa: che bande di peccatori uomini e donne che si credevano ispirati dal diavolo uscivano sotto la luce lunare armati di scope, forconi, capre, eccetera e bevevano, sprecavano e danzavano tutta la notte. Praetorius dice: Ma le danze degli stregoni rendono la gente pazza e furiosa, cos che le donne perdono il frutto dei loro corpi. Ora, potrebbe essere naturale per certe femmine dovunque ed in qualunque paese il danzare pazzamente e nude, ma io dichiaro che le tradizioni dellantichit in merito sono tutte di origine Sirio -Indo-Persiana. Moses Maimond ci dice che quando si alzava il Sole le figlie degli antichi Persiani danzavano nude, cantando. Delancre, scrivendo delle streghe, osserva che esse facevano la stessa cosa delle ragazze persiane durante i sacrifici. Quindi le donne danzanti dellIndia e della Persia hanno una origine comune. La tradizione dice che un certo re dellIndia un tempo mand dieci danzatori e musici in dono al re di Persia ed essi si mutarono in irrimediabili inetti. E tutti i danzatori in tutte le epoche formarono una corporazione chiusa. Solo i professionisti danzavano. E perci possibile, se non probabile, che Erodiade madre e figlia appartenesse allantica e non onorevole compagnia delle streghe e degli zingari e che il loro nome, coincidente con quello di Erode, sia stato attribuito in tempi precedenti ad una forma di Lilith. Ho incontrato in Italia molte persone che, pur non conoscendo nulla di Diana come Dea Romana, la conoscono come Regina delle streghe. Riguardo ad essa, possiamo osservare che al tempo dei Romani veniva adorata particolarmente dagli schiavi fuggitivi forse perch si nascondevano nelle foreste. Perci potrebbe essere che le streghe e gli stregoni abbiano, in quanto fuoricasta, ereditato una certa predilezione per lei. Come Dea della segretezza e della stregoneria, ella era anche patrona di coloro che fuggono il giorno ed hanno rapporti con lumanit: le streghe, i fuorilegge, gli uomini falliti, gli schiavi in fuga, i favoriti della Luna e tutti i Figli della Notte erano tutti sotto la sua protezione ed piacevole pensare che in epoche in cui vi era una tale enorme oppressione degli sfortunati le vittime avessero, se non un Dio, almeno una Dea che potevano pregare.

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Offerte agli Spiriti


Cos come vengono invocati e si crede fin dalle prime ere in Toscana negli stessi spiriti di rocce e fiumi, di fonti, caverne e foreste, cos continuano ad essere fatte loro le stesse offerte che venivano fatte nellantichit. E, quando chiesi informazioni in materia, ricevetti prontamente diverse spiegazioni o illustrazioni di ci che si comprendevano essere doni votivi. Si deve comprendere che questi differiscono completamente in spirito e forma da qualunque cosa venga offerta ai santi. S. Per esempio, se un contadino passa accanto ad un boschetto e ad una roccia in cui vivono folletti o fate, sotterrer l del denaro o degli spilli per fare loro piacere, dicendo: Questo lo sotterro per far piacere agli spiriti (o alle streghe) che ne potrebbero aver bisogno. E cos pure a me in cambio daranno la buona fortuna! O potrebbe essere che egli passi vicino ad una fonte o ad un corso dacqua, e l dentro getter il suo dono, ripetendo le stesse parole adattate al luogo. Ma venni ulteriormente informato sulla materia con queste parole: Offerte agli spiriti o ai folletti? S. Quando uno spirito viene di notte in una casa e causa molto fastidio come incubo, sedendo sul petto della gente e soffocandola, se essi mostrano paura il folletto toglier via loro tutte le coperte, li far cadere dal letto e se ne andr con uno scoppio di risa. Per prevenire questo, gli si fa unofferta. Ci che preferisce sono tre girasoli posti sul davanzale fuori dalla finestra. Quindi dite: Metto questi tre girasoli alla finestra perch lo spirito non mi venga a tormentare dove si trova il Sole a girare. Se in casa mia vuol venire, almeno non mi faccia ingrullire, la notte in pace mi faccia dormire! E quando avr fatto e detto questo, lo spirito smetter di disturbarlo non potr pi dargli noia ed egli potr riposare. La prossima illustrazione molto curiosa: Talvolta i goblin e le streghe si incontrano nei boschetti o nei giardini e se qualcuno volesse sapere chi o cosa essi siano, che guardi da una finestra a mezzanotte e vedr delle forme che si radunano sotto gli alberi, di cui una il capo che d gli ordini. Se appaiono in forme umane, sono spiriti che passano liberamente a volont e quindi rimangono come sono. Ma se sono streghe e stregoni, giungono sotto forma di capre, capretti, talpe o altri animali, perch quando lasciano le loro case lasciano anche le loro forme umane dormienti nei loro letti, cos come le loro camicie, perci devono assumere laspetto di animali o divenire animali. Ora, queste streghe causano molto danno sradicando le piante e spezzando rami per fare dei

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giacigli per fare lamore e cos i contadini o i proprietari di giardini o boschetti, spargono paglia o foglie o erba come offerta e nel mentre dicono: Questerba fresca per terra voglio spandere perch le streghe vengano a riposare collamante. Ed esse hanno questo potere; che, se assumono la forma di capre, possono prendere via persone che non sono streghe, che siano gentili o semplici, nel sonno per portarle ai loro raduni e cos scelgono i giovani e la ragazze pi belli con cui fare lamore. Ora, tra le streghe e gli stregoni vi sono anche principi e principesse che, per nascondere la loro dissolutezza ed il loro disonore, prendono forma di capre e portano via sulle loro groppe i partner per la danza; e cos percorrono volando molte miglia in pochi minuti e vanno con loro in citt distanti o in altri luoghi, dove festeggiano, devono, danzano e fanno lamore. Ma quando si avvicina lalba riportano nuovamente a casa questi partner i quali, al risveglio, pensano di avere fatto dei bei sogni. Ma in realt questa diversione stata pi reale di quanto suppongano. Ma se si guardano intorno troveranno sempre nella loro stanza del denaro, che sia di rame o dargento, perch questo denaro stregato deve sempre essere dato. E quando lo trovano, o trovano spilli o aghi, devono gettarli tutti in un fiume o in acqua corrente, perch in tal modo verranno liberati dalla possibile vendetta della stregoneria. Il lasciare dei girasoli sul davanzale della finestra, secondo unantica simbologia, significa scoprire loffensore e per esso significa che stato scoperto. Perci, in accordo con questo, Albertus Magnus ci informa che se qualcuno ha subito un furto, se dormir con dei girasoli sotto il cuscino sogner chi il ladro. Questo perch il girasole simbolo del Sole che splende cio che vede e cerca su tutte le cose. Ed in quanto immagine del giorno esso spaventa gli spiriti delloscurit. La terza storia molto importante per spiegare almeno una ragione per cui vengono gettati nella fonti monete e spilli. Ed molto importante nel gettare una nuova luce sulla causa della trasformazione delle streghe in animali, perch in tutti i molti trattati che ho letto sulla stregoneria non ricordo di avere visto una spiegazione in merito. Secondo questa teoria probabilmente antica, come credevano Battista Porta e molti altri, i corpi rimangono addormentati mentre le anime si involano o la cavalcata delle streghe viene solo sognata. Secondo la mia informatrice romagnola lanima della strega entra in alcuni animali perch ha desiderio di una forma migliore. In alcune opere di Praetorius ed altri ho trovato storie di gente che andata spesso ai Sabbat sopra a delle capre e ne ritornata, pur non essendo mai stata streghe o stregoni.

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Capitolo IX
Lo spirito dello scaldino
Durante il regno di Carlo II, in Inghilterra si diceva spesso che le donne in Olanda rimanevano incinte semplicemente a causa dellabitudine di portare sotto la sottana un piccolo ricettacolo, uno scaldino in cui venivano collocati dei carboncini ardenti. Questi scaldini, fatti di legno e latta, si possono ancora vedere tra le donne dei mercati a Philadelphia. Il risultato di tale gravidanza era un piccolo elfo o un goblin, che una strana piccola creatura di carne e sangue. In Italia le donne portano uno scaldino, un recipiente a forma di cestino ma fatto di terracotta smaltata. Viene riempita con cenere e carbone ed cos comune che in Italia ve ne sono tanti quanti sono gli abitanti almeno al nord. E, siccome vengono spesso messi sotto i vestiti vicino al corpo, non stupisce che sia nata lid ea che quel piacevole calore potesse ingravidare. Era conosciuto fin dalla pi remota antichit e Spenser ci racconta nel Ferie Queene di come una bella signora venne esposta nel sonno ai raggi del Sole i quali, entrando nella sua persona, la ingravidarono. I Toscani, pi poetici o pi di mentalit classica rispetto agli Olandesi, credono che lo scaldino metta la donna incinta ma di un folletto o di una graziosa fata aerea, la cui regola di vita la luce viene, la luce va, perch rimane per breve tempo nel ventre e ne fugge o nasce senza essere notato di notte, svanendo senza essere notato come laria.

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Quando una ragazza o una donna sospetta di essere stata resa madre, se dovesse desiderare di vedere la sua progenie ripeter le seguenti parole: Folletto! Folletto! Folletto! Che voli per laria pi lesto del vento, tu lo fai per non farti vedere da alcuno, ma io che desidero vederti sono una persona che tanto ti ama; sono la tua vera madre, perci mi raccomando che tu ti faccia vedere almeno per una volta! Ed egli giunge in sogno o magari nella realt chiss? Chi sa qualcosa di tutto ci o di quale vita vivono coloro che credono in queste cose? Devono avere visto o immaginato qualcosa, altrimenti come potrebbero queste persone conservare queste fantasie di epoca in epoca, di padre in figlio ed oltre. O tutta la vita un sogno? E tuttavia in che modo possano farlo appare comprensibile, se ci si riflette. Quando un uomo non interamente assorbito dalla vita nelle citt, nelle fabbriche, nelle case o ne lla societ e quando a casa nei boschi selvaggi dove cantano gli uccelli, allora la Natura o il suo istinto per la compagnia lo fa sentire come se vi fossero delle anime negli alberi, uno spirito che dimora nel focolare, sotto alla soglia, persino nello scaldino in cui bruciano i carboncini. Lo stadio polipanteistico, quando luomo pass dalla fase del fare di ogni oggetto un Dio alla sensazione di essere uno spirito in un tutto, deve essere coevo ad una sorta di maggiore sviluppo della vita sociale, ma quando la vita rurale o la vita selvatica o la Natura esercitavano ancora una profonda influenza. In una vita simile ci circondiamo lietamente di strani compagni e crediamo che la Natura, che cos meravigliosa ed apparentemente ispirata come vita e pensiero ad essere un tutto unico, esista anche in esseri separati. Gli uomini non ragionano in questi termini, ma gli Indiani Americani o i contadini toscani lo sentono ed agiscono nel suo spirito. Mentre questo spirito di Natura esisteva ancora, Shakespeare scrisse sotto la sua ispirazione ed artisti di spinsero e tutta larte provenne da esso. E, da quando esso morto, noi diciamo che la poesia e larte sono imitazioni di ci che fece chi realmente viveva in esso. Ci che pi curioso nel fatto di avere un figlio che scaturisce dal fuoco in una maniera cos familiare che la storia pi antica di questo genere Etrusca. Viene narrata da Dionisio, Ovidio e Plutarco e dice cos: Tarquinius e sua moglie, la saggia Tanaquil, erano seduti a mangiare mentre Ocris, la figlia prigioniera del re di Corniculum, li attendeva. Quando si avvicin al fuoco per gettarvi le usuali offerte al Lar familiaris, usc dalle fiamme un fascinum (fallo). Spaventata, ella lo disse a Tanaquil, che si occup lei stessa di vestirla con abiti nuziali e la fece sedere vicino al focolare. In tal modo, ella concep dal calore ed ebbe un figlio, Servius

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Tullius. E venne detto che una volta, mentre lui dormiva, i suoi capelli apparvero come se fossero fiamme. In effetti, questa unaltra forma della storia del bambino concepito grazie allo scaldino. Il lettore osserver che Dusio, Cupra, Attilio o il Lar familiaris, che in queste storie toscane lo spirito del focolare, seduce sempre una serva. E questo suggerisce qualcosa che il lettore farebbe bene a tenere a mente: prendendo tutto assieme le storie toscane popolari moderne, gli incantesimi, le magie e le osservanze o le descrizioni degli spiriti e paragonandoli a ci che ci stato detto dagli scrittori latini, troviamo che lantico conferma continuamente lestrema antichit del moderno. Che il fuoco fosse una creatura o una esistenza vivente (come viene tuttora riconosciuto dalla Chiesa dInghilterra) era credenza di tutte le religioni di tutte le epoche, come viene illustrato da Schedius e Friedrich con una vasta gamma di autorit in materia. Che esso fosse uno spirito in grado di concepire figli spirituale era una conseguenza naturale. Penso perci che, tutto considerato, nella credenza sullo scaldino abbiamo una probabile ben fondata continuazione dellantica storia etrusca del gobelin del fuoco e della bella figlia del re caduta in servit. E interessante sottolineare che nella tomba Golini, a Orvieto, cos come a Pompei, sopra il forno o il focolare veniva rappresentato un fascinum, o fallo, probabilmente a significare lo spirito del focolare.

Artemisia
Sono rimasto stupito nello scoprire che il nome Artemisia conosciuto solo come nome di una strega qui un vampiro che succhia il sangue dei morti nelle loro tombe. Questo indica una qualche connessione con Diana come strega malvagia. Il nome stato prontamente riconosciuto, ma non sono riuscito a saperne di pi al riguardo. Preller identifica Diana Artemis con Hecate.

Red Cap
Lord Foulis sat within his tower, and beside him old Red Cap sly; 'Now tell me thou sprite who art mickle of might, the death that I shall die.'" Minstrelsy of the Border Ecco unantica descrizione dellabito degli esseri fatati: Essi indossano un cappello conico rosso, un mantello di panno verde con intarsiati dei fiori selvatici, dei pantaloni verdi abbottonati con bottoni di seta ed una cintura dargento. Portano faretre di crosta ed archi fatti con le costole di un uomo seppellito laddove tre terre di signori si incontrano; le loro frecce sono

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fatte di canne con la punta si selce bianca e vengono intinte nella rugiada della cicuta; cavalcano destrieri i cui zoccoli non spargono la rugiada dalla coppa di una campanula. Anonimo In Romagna ed in Toscana vi una classe di goblin o esseri fatati che sono pressoch identici ai Leprechaun irlandesi, che possiedono tesori che vengono ceduti solo dietro costrizione. Non ho potuto sapere se lelfo italiano abbia un qualunque altro nome oltre a Il Folletto con la Berretta. Mi stato descritto come segue: Quando di notte udite nella vostra stanza dei rumori misteriosi o un suono come se qualcuno frugasse e siete certi che provengano da visitatori sovrannaturali, preparatevi mettendo un lampada accesa nella stanza e coprendola con una ciotola di terracotta, ma cos bene che non di possa vedere un solo barlume di luce. Quindi, quando udrete un rumore nella stanza, scoprite la luce il pi velocemente possibile e, se l vi sono dei goblin, se ci riuscite prendete il cappello di uno di loro e dite: La berretta ti ho portato via! Ma non la berretta che ti ho portato via, m ala pace che pi non ti dar se non mi dici prima dov nascosto il tesoro. Che in Romagnolo suona cos: A tho port v la bretta, ma an tho port v la bretta, tho port v la pes, che pi an tdar in f che tu nmavr det indole le piate e tesor! Allora lo spirito, per riavere il suo cappello, dir dov nascosto un tesoro. Questo abbastanza classico. In Italia conoscevano dice Preller (Rmische Mythologie, p. 488) una classe di spiriti che sapevano dove fossero nascosti i tesori e che li sorvegliavano. Venivano chiamati Incubones e indossavano dei cappelli (simbolo della loro natura segreta). Se qualcuno riusciva a rubare questi cappelli, poteva costringerli a rivelare dove questi tesori fossero nascosti. (vedi Petronius, s. 38; vedi Grimm, Deutsche Mythologie, pag. 479). Questo elfo dal cappello rosso e dalla camicia stretta comune nelle pitture murali romane e sui vasi etruschi. E diffuso in tutto il mondo, in Germania e nei paesi scandinavi ed anche gli Indiani Algonchini dAmerica lo hanno preso dai Norvegesi. Ma molto probabile che gli Etruschi o i loro vicini siano stati i primi ad averlo. Cosa che, tuttavia, lascio determinare a uomini pi dotti. E tuttavia certo che gli Indiani dAmerica ed i contadini romagnoli sono le uniche persone al giorno doggi che credono realmente nella sua esistenza. Non improbabile che questo goblin con il cappello rosso sia una derivazione del picchio dalla testa rossa Picus, che in tempi antichi gli Italiani credevano fosse uno spirito guardiano di tesori e talvolta, sotto costrizione, mostrava loro doverano nascosti, come ho mostrato in un altro capitolo. Tutto questo, come tutto il

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resto contenuto in questopera, lo sottopongo solo in quanto tale ed il suo valore spetta ad altri determinarlo.

Red Cap su una lampada Romana Preller sostiene che i Red Cap ed altre Divinit minori, o goblin domestici dal carattere scherzoso, appartengano alle mitologie teutoniche o celtiche pi che a quella italiana. Ma egli dimentica qui che, nonostante il mondo abbia imparato grazie alle favole dei Grimm o ad influenze personali infantili ad associare questi spiriti al Nord, in realt la storia autentica e scritta li mostra come familiari agli antichi Latini ben prima che si sentisse parlare delle credenze celtiche o germaniche. Secondo David MacRitchie, lorigine di tutto il piccolo popolo da ricercarsi in una precedente razza di nani, scacciata da un popolo pi vasto e forte un processo che probabilmente stato visto in tutto il mondo. Questo non interferirebbe con la creazione di altre personificazioni di nanetti, come quello che appare alla maggior parte dei bambini che trattano il pollice e le dita come una sorta di esseri fatati o credono che le rane e gli uccelli assumano forma umana di nani. In merito al Red Cap, come ho gi detto, vi sono testimonianza che pare indichino la sua origine etrusca ed una personificazione del picchio dalla testa rossa, che una piccola forma di Picus o Picumnus. I goblin domestici italiani, come quelli del Nord, si dice che imitino i suoni. Uno scrittore del XVI secolo ci dice che il giorno prima dellarrivo di una grossa quantit di mercanti alla locanda, la gente che vi dimora spesso ode gli Elfi imitare il suono di piatti di bilancia risuonare come se vi fosse messo del

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peso sopra, il tintinno del denaro e tutte le circostanze della compravendita. Ed davvero notevole che, come si pu vedere presso il Museo Etrusco di Gori, i goblin dal cappello rosso (red cap) dellantica Italia vengono talvolta rappresentati con pesi e bilance e con atteggiamenti da mercanti. Ma in tutti i paesi si dice che tengano delle fiere, come il Mercato dei Goblin di Cristiana Rossetti testimonia. Colui che si ritrova in queste fiere pu comprare diamanti e perle per un penny, ma deve fuggire subito o subir delle sventure. E se arriva un visitatore, si pu udire la sua voce e la notte prima di una pioggia o di una tempesta il piccolo popolo far suoni come di una doccia o del soffio del vento quando tutto silenzioso. Cos che fa un rumore cos veloce e vicino? E la pioggia sul tetto quella che odo? Non la pioggia, non la grandine, ma sono gli Elfi e le streghe che danzano come una tempesta. Prima in un ticchettio e poi in una impennata, questo il modo della danza elfica. Uno scrittore del Philadelphia News somma i diversi nomi con cui conosciuto il piccolo popolo. Sono: fate, elfi, gente elfica, esseri fatati, archetti, ouphes, fanciulle-alce, donne-alce, nani, troll, norne, nisses, coboldi, duende, brownies, colli, stromkarls, fati, piccoli individui, ondine, fatine delle acque, salamandre, goblin, hobgoblin, pooka, banshee, kelpie, pixy, popolo del muschio, buon popolo, buoni vicini, uomini di pace, donne selvagge, signore bianche, peri, djinn, geni e gnomi. Scusando i meri sinonimi, tutti questi possono essere trovati nella tradizione italiana antica e tuttora esistono tra le montagne. Ma in realt si possono trovare in tutto il mondo, che si tratti delle terre pi orientali o dellAmerica.

La stregoneria nellarte antica


Twist ye, twine ye, even so, Mingle threads of joy and woe. Guy Mannering Pingue duos angues: pueri, locus est sacer. Persius (sat. I, 113) Ella era seduta ad un tavolo su cui vi era una di quelle semplici e belle lampade lunghe dottone con tre luci, come ci sono giunte fin dal tempo dei Romani; nelle sue mani vi era uno scaldino, che era tutto il fuoco che essa conoscesse come riscaldamento; alla finestra crescevano erbe di un profondo significato mistico, non per bellezza ma per la magia, ed io le chiesi se fossero stati ritrovati molti oggetti antichi laddove ella dimorava. Riflettendo un istante, come al solito, ella disse: Molti. Gli stranieri vengono da noi e scavano fuori dal terreno i vasi neri e gialli che i nostri antenati fabbricarono molto tempo fa. Come a Cesena, per esempio. Cesena in Romagna. Talvolta i contadini, scavando il terreno per costruirvi sopra, trovano delle medaglie e dei vasi antichi di migliaia di

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anni. E tutte queste cose erano state fatte per le streghe secondo la loro credenza e tutte queste cose fanno parte della magia e della stregoneria, perch in quei tempi tutta la zona era piena di streghe. E la ragione per cui vengono ritrovati in luoghi segreti e tra antiche rovine o simili questa: quando giunsero i preti, non permisero che le streghe venissero seppellite nei camposanti, perch dicevano che streghe e stregoni erano degli scomunicati. Cos essi fecero in modo di farsi seppellire da gente dei loro e quando una strega moriva le altre la interravano segretamente nella sua casa o nella sua cantina con i suoi vasi e le sue medaglie da strega e tutte le cose che usava nella sua arte. E prima di morire ella insegnava agli altri tutti i suoi segreti. Ed ecco perch non le troviamo mai sepolte nei terreni cristiani e troviamo vasi e medaglie molto antiche nelle loro tombe, perch queste cose fanno tutte parte della loro antica credenza o della stregoneria e cos esse non potevano essere poste nei camposanti. Perch nei tempi antichi la stregoneria aveva una religione e veniva chiamata la religione della stregoneria e quello che vedete sui vasi antichi sono nomi e ritratti di streghe e stregoni dellantichit. E su di essi vi sono immagini di Tigna e di Faflon e di tutte le altre streghe o maghi che sono divenuti spiriti. Ho letto di un uomo che si allontanato da una realt cri stiana e si corrotto fino a divenire un idealista pagano. Questo era scritto in una storia ma i miei amici erano realmente delle sopravvivenze pagane e, nonostante il fuoco dello spirito sia bruciato piano tanto da essere stato sommerso dalle ceneri e solo ogni tanto ha fatto scaturire una fiammata, era per me meraviglioso s, terribile che un tale scintillio di fede pagana sia sopravvissuto e che vi sono ora donne vive che parlano degli etruschi Giove e Bacco come di Divinit che vengono tuttora adorate da alcuni e le cui immagini si vedono sui vasi antichi. Nonostante si sia degradata alla condizione pi umile e stia scomparendo rapidamente, la stregoneria tuttora una credenza e non semplici frammenti di folklore o di antiche superstizioni. S, le cerimonie e gli incantesimi, i talismani e gli amuleti che ho visto cos spesso fare o preparare fino a che sono divenute per me cose familiari, tutto ci possiedono la stessa canuta antichit. Il motivo per cui sembra esservi tanta luce in un sorriso italiano, tale intensit di passione, anche nei contadini, unita ad una certa indescrivibile pittoricit perch tutte le loro abitudini di pensiero e tradizioni sono derivate nel corso dei millenni da stadi della societ in cui lArte e la Fede nel senso pi profondo hanno influenzato ogni azione della vita. E, nonostante lArte non esista pi, gli impulsi che ha creato continuano a vivere nel sangue e nella mente e si trasmettono ereditariamente cos come lacqua di un fiume continua a saltare ed a spumeg giare molto tempo

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dopo che passata oltre a qualche grossa cateratta. E stata lArte ad ispirare i vasi etruschi, i gioielli e gli specchi; n meno artistico fu il sentimento che cre Divinit, goblins, spiriti folletti ed elfi con le loro caratteristiche e le loro leggende e la loro mistica consanguinea, la stregoneria. La fede senza larte come un uovo non ancora schiuso; larte senza la fede un guscio duovo vuoto che non vale nulla tranne che per alcuni stregoni, come Zola, il quale ne fece una imbarcazione per viaggiare verso il diavolo. Questi discendenti degli antichi Italiani che hanno conservato le loro antiche superstizioni nella semplice fede hanno anche inconsciamente portato con s larte che dona la vita e la vita luce e fuoco e sentimento. Questo parlare degli antichi Etruschi mi ha fatto pensare ai serpenti ed io chiesi se i contadini della Romagna avessero qualche credenza in merito. S. Talvolta essi dipingono un serpente sul muro per tenere alla larga il malocchio o le streghe maligne e per portare fortuna. Ma la testa deve essere rivolta verso il basso ed intrecciata e la coda al di sopra. Ed i serpenti intrecciati significano fortuna? Ah, questo risaputo e non solo per quanto riguarda i serpenti, ma tutti i tipi di corde che si possono intrecciare o qualunque cosa possa attirare lo sguardo di una strega. Quando una famiglia teme di venire stregata, dovrebbe intraprendere qualche tipo di lavoro intrecciato, perch le streghe non possono entrare in una casa dove c qua lcosa del genere appeso come, per esempio, schemi di due o tre serpenti intrecciati o altri tipi di ricami, ma sempre con schemi di intreccio. Cos, nel fare camice o mutande o qualunque vestito per uomini o donne, nel cucirli si dovrebbe sempre cercare di incrociare il filo di cotone come si fa nel cucire le scarpe e formare una croce con esso, perch le scarpe sono pi soggette alle stregonerie (perch le scarpe sono quelle pi facili a prendere le stregonerie). E quando le streghe vedono questi intrecci non possono fare nulla, perch non possono contare n i fili n i punti. E se abbiamo su di noi o vicino a noi qualcosa del genere, esse non possono entrare perch loggetto abbaglia o offusca la loro vista ed esse sono incapaci di fare danno. E per fare bene questo (tenere il sistema) dovreste prendere del filo di cotone o di seta o di lino e fare una treccia con 6, 7 o 8 capi o quanti volete pi sono e meglio e portarla sempre nel vostro borsellino; questo vi protegger dalle streghe. Potete trovare trecce del genere fatte molto bene con seta di tutti i colori in alcuni negozi (ed anche di cotone, n.d.t.) ed esse fungono da talismani contro il malocchio. Nella mia opera Gypsy Sorcery vi il seguente passaggio (pagina 98):

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Esiste una credenza molto curiosa o un principio riguardante luso delle canzoni nel fare scomparire le streghe o nellallontanare la loro stregoneria. E che la strega sia obbligata, volente o nolente, ad ascoltare fino alla fine ci che in metrica unidea basata sullattrazione della melodia, che molto pi forte tra le popolazioni selvagge ed i bambini che tra gli adulti civilizzati. Pressoch compagna di questa la credenza che se la strega vede degli schemi intrecciati o confusi e stupefacenti, essa deve seguirli e cos i suoi pensieri vengono sviati o dispersi. Da qui le iscrizioni serpentine dei Celti e dei Norvegesi e le loro bande intrecciate che si credeva fermamente portassero fortuna o sviassero le influenze negative. Una persona che ha viaggiato in Persia afferma che gli schemi dei tappeti di quel paese sono fatti nella maniera pi stupefacente possibile per sviare il malocchio. Ed con questo scopo che, nella stregoneria italiana come nelle altre, cos tanti incantesimi e talismani sono basati sullintreccio d i corde (vedi lincantesimo della pietra forata). La base di questa credenza il fascino o linteresse che molte persone, specialmente i bambini, provano per lazione di tracciare degli schemi, le linee di un labirinto o per analizzare e disingarbugliare nodi. Ho condotto studi seri ed estensivi sugli schemi intrecciati, cominciando con la Palographia Picta di Westwood in cui egli afferma che gli Irlandesi siano lorigine di tale arte. Li ho studiati con grande interesse nei musei in Irlanda, Norvegia, Svezia e Danimarca, Inghilterra e Scozia e ne ho copiati letteralmente migliaia. Fin dallinizio ero profondamente convinto che in tutti questi intrecci celtici di infinite lucertole irlandesi ed eterni serpenti scandinavi fino ai nastri gotici, alla corda fiorentina ed agli intrecci di viti, vi fosse un significato mistico espresso in una scrittura occulta e riguardante profondi e strani segreti della stregoneria. E interessante citare ci che mi ha dato questo suggerimento. Vi un libro di cui Trollope dichiara di credere di essere lunica persona in Europa ad averlo mai letto. Io lho, tuttavia, potuto studiare in tre occasioni ed in tre versioni prima di compiere il sedicesimo anno di et, cosa che menzioni per mostrare quale impressione esso fece su di me, perch un tal genere di lettura a quellet colpisce profondamente nellanimo. Si trattava di The Unheard-of Curiosities di Gaffarel, in cui egli afferma in maniera infantile ma che colpisce la grande idea di Paracelso che le stelle in cielo, nei loro relativi aspetti e corsi, formano I punti delle lettere ebraiche o geomantiche e che le linee sulla corteccia degli alberi e quelle sulle conchiglie del mare e sui pesci, la curva delle acque quando si agitano nel ruscello o si innalzano nelle onde delloceano, il volo delluccello e la flessione tremolante di una fiamma o tutte le forme ispirate dallo spirito della Natura, o lArcheus, formano degli eternamente varianti geroglifici di

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una vasta scrittura, di cui possiamo ottenere la chiave grazie allispi razione ed allo studio. La poesia di questidea entr nella mia anima ed io la serbai per molto tempo, fino a leggerne altro in Wordsworth ed in Shelley. Era il mio primo anno di college ed ero solito fare ogni giorno delle lunghe passeggiate solitarie tra i boschi e sedere presso rocce grigie ed acque silenti, cercando di rintracciare con laiuto della poesia un poco di questa divina calligrafia Identico a questa legge o istinto per cui il malocchio deve per forza seguire gli schemi, che la strega sia obbligata a contare, con gr mal gr, tutti i chicchi di riso o sesamo o grano che incontri. Cos nelle Arabian Nights il ghoul Amina deve mangiare il suo riso chicco per chicco con uno spillone. Nel South Carolina il riso cotto a forma di croce posto vicino ad un letto impedisce ad una strega di arrivare alla sua vittima, perchessa deve rimuoverlo chicco a chicco fino a quando potr raggiungerlo e non pu evitarlo. Ed ho mostrato altrove che il rosolaccio, o Riso della Dea dei Quattro Venti, viene considerato protettivo perch le streghe non riescono a contare le sue foglie simili a riso e cos ne rimangono sconcertate. Questa credenza veniva portata fino al considerare le superfici corrugate e ruvide una sorta di protezione dal male. Cos la stalagmite, o pietra di salagrana, molto popolare contro il malocchio, che significa tutta la stregoneria avversa. Io congetturo perch non possibile ancora provarlo che i popoli celtici dellest dellantichit, durante la migrazione delle razze ad esempio attraverso lUngheria, la Gran Bretagna e la Gallia , abbiano posseduto intrecci e li abbiano usati costantemente. I Bretoni, generalmente, facevano dei cesti dipinti con colori allegri bascaud che venivano inviati a Roma. Questo suggerisce intrecci. I monaci e gli artigiani irlandesi svilupparono questi schemi per i cesti usando manifestamente, come evocativo pi accomodante, nastri, funi o corde come ho fatto io stesso per fare dei disegni. Non penso sia necessario adottare la piuttosto spiacevole idea proposta in un grande libro sul ricamo in cui si dice che per modelli venissero usate le viscere di animali. Un mese di disegno intelligente vale tutta la teoria del mondo e non credo che venissero impiegate delle viscere per suggerire dei motivi pi di quanto creda che venissero utilizzati al medesimo scopo dei vermi, come mi venne una volta suggerito da un certo intagliatore di legno che non riusciva a vedere belt in alcuna cosa eccetto che negli schemi barocchi. Ma per ritornare agli intrecci o al magico potere dei nodi intrecciati, se ne parla molto nella tradizione delle strege. Il gelso, molto importante in Italia, possiede naturalmente superstizioni sue proprie, e tra esse vi , curiosa, la seguente:

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Quando un contadino pota i gelsi che sono per i bachi da seta, deve tagliarli in modo che i rami restino intrecciati, nel qual caso i bachi saranno protetti dal malocchio o da influenze negative da parte di qualche strega. Ma deve stare attento anche che, per quanto belli possano essere i bachi, nessuno lo dica, perch il dirli belli durante le tre malattie che essi attraversano prima di fare la seta causerebbe la loro morte. State anche attenti a qualcuno che entrasse in casa e dicesse Belli quei bachi!: gettate a quella persona una manciata di foglie perch essa, infastidita, getter le foglie ai bachi ed il malocchio, se lhanno preso, verr rimosso. In Italia, cos come nellest, si teme molto una lode imprevista, che sia sugli animali o sui bambini, perch coloro che fascinano o stregano la usano sempre. Anche le convolvolacee, che includono il caprifoglio ed il convolvolo purpureo, sono una protezione contro le streghe a causa dei loro viticci intrecciati. Coloro che temono un incantesimo o il malocchio dovrebbero tenere il convolvolo nei loro giardini o in un vaso sulla finestra, perch tra tutti gli altri fiori esso quello che le streghe non possono sopportare; e non possono entrare in una casa dove vi n quella pianta a causa dei suoi viticci (nerbolini) simili ad una massa di serpentelli intrecciati ed aggrovigliati, per cui rimangono fuori. Questa pianta fiorisce di notte ed i suoi bei fiori in un bouquet con i suoi viticci abbagliano la vista delle streghe e le mantengono lontane. Questo, come potrebbe pensare il lettore, valido anche per un intreccio gotico o ornamenti serpentini, nodi damore o per pesci o frasi in Hegel! Lenormant, nel suo Magie Chaldaienne, parla dellantichissima usanza dei nodi magici che consiste nel fare delle trecce come gli antichi Assiri, di cui egli dice che veniva fermamente creduta lefficacia anche nel Medioevo ed illustra quanto segue contro una malattia o un dolore alla testa: Annodate a destra e disponete la superficie in bande regolari sulla sinistra del diadema della donna; dividetela per due volte in sette piccoli fasci: avvolgete la testa dellinvalido con essa; avvolgete la fronte dellinvalido con essa; avvolgete la sedia della vita con essa; avvolgete le sue mani ed i suoi piedi con lui seduto sul letto; versate su di lui dellacqua incantata. Lasciate che la malattia della sua testa sia portata via nei cieli come un vento violento, che la terra possa inghiottirlo come acque che passano! Da questo possiamo capire che lannodare i capelli era un incantesimo per il mal di testa. Nel complesso, questa applicazione delle corde alle tempie o ad altre parti del corpo pressoch identica alluso odierno. Questo soggetto dellintreccio come protezione contro la magia negativa o come amuleto pressoch compagno dellidea che i buchi e le scabrosit nel le pietre vedi

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la salagrana , le rime magiche e la musica confondente, cos come i colori mischiati, attraggano e confondano la mente. Tutti producono lo stesso effetto. Sono grato a Miss Mary Owen del Missouri per ci che segue (imparato da una strega nera), che p abbastanza collegato allintreccio: Quando un uomo visitato nel sonno da streghe che lo tormentano, dovrebbe allacciare al camino un panno di lino grezzo o un setaccio; legate alla testiera del letto un paio di corde di lana o un mazzo di foglie di felce in cui i semi siano quasi maturi; spargete una tazza di semi di mostarda sulla soglia di casa. La strega dovr contare gli interstizi del panno o del setaccio, i semi della felce o i denti delle corde e dovr raccogliere ogni seme di mostarda contandoli; solo dopo sar libera di tormentare i dormienti annodando loro le lenzuola, saltando sui loro petti o sussurrando loro sogni terribili. Le nere Takroori, le streghe africane, traggono largamente la loro magia e la loro tradizione dalle streghe arabiche cabaliste, come so avendo esaminato i loro libri quandero in Egitto, e questo gli Arabi lo sanno. E molto curioso il fatto che Praetorius parli di un uomo che, nellantichit, usava striglie o corde di lana per difendersi da una strega-incubo. In questi casi io penso vi sia probabilmente una tradizione o una trasmissione.

La Dea dei Quattro Venti lerba rosolaccio


Vieni dai quattro venti, o respiro, e alita su questi uccisi, che possano vivere. Ezechiele XXXVII, 9 Tra la gente primitiva o superstiziosa, la virt medicinale o le altre virt delle erbe vengono attribuite a cause profondamente misteriose di natura sovrannaturale. In Romagna, cos come tra gli Indiani dAmerica, questa fede tale che certe piante vengono considerate essere esse stesse in qualche strano modo delle fate o degli spiriti. Colui che porta vicino a s una di esse sempre in un sacchetto rosso, come ai tempi antichi etruscoromani porta con s un piccolo angelo custode o, se la pianta in un vaso, sar come gli antichi Egizi di cui Giovenale dice avevano Dei che crescevano nei loro giardini, alludendo alla loro venerazione per le cipolle o laglio. Una di queste piante, che oggetto di cultura non solo in senso letterale ma anche religioso ed estetico, il rosolaccio, che ha il curioso nome a doppio senso del riso risata o sorriso della Dea dei Quattro Venti. Il racconto che segue mi stato fornito con un campione della pianta: Il rosolaccio una pianta le cui foglie, cresciute come una mano con molte piccole dita, appaiono come chicchi di riso e viene perci chiamata il riso (o il sorriso) della Dea dei Quattro Venti. Viene chiamata anche la pianta della fortuna perch essa porta molta fortuna. Se ne pu piantare in un piccolo

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vaso un germoglio per farlo crescere o, se ci impossibile, in un sacchetto rosso. Il vaso deve rimanere sempre alla finestra, mentre il sacchetto dovrebbe essere appeso dietro alla finestra; fatto questo, nessuna strega potr entrare perch vi sono cos tanti chicchi (o foglie simili a chicchi) o occhi che le streghe non riescono a contarli e quindi non possono andare oltre. Perch sono cos vicine le une alle altre che contarle impossibile. E se dovesse accadere che in una famiglia un bambino o un adulto venga stregato, allora noi prendiamo questa pianta, sia che stia crescendo o che sia in un sacchetto, ed andiamo dal sofferente che deve essere a digiuno, anche di acqua, al mattino presto e diciamo: Dea, o Dea dei Quattro Venti, non vi altra bella al pari di te. Unerba miracolosa hai fatto nascere, perch la stregoneria passi da Quindi si fa il segno della croce con lerba per tre volte e questo deve essere fatto per tre mattine. Ma chi era la Dea dei Quattro Venti? Beh, ho sentito dire che sua madre era una bella ragazz a di alto rango, forse una principessa; comunque, ella amava un povero giovane ed i suoi genitori non volevano saperne di tale unione. Come accadde chi lo sa? Ma il giovane uomo rimase accanto a lei e trovarono un passaggio sotterraneo che conduceva alla sua stanza alcuni dicevano che fosse stata lei a scavarlo, essendo un essere fatato , portando ad una finta porta nella stanza di lei sotto il suo letto. Alla fine ella rimase incinta e rimase per molti mesi nella sua stanza per evitare che il mondo lo sapesse. Prepar una bella culla tutta fatta di rose e sua madre, che era una fata, mantenne il segreto e la aiut; quando giunse il tempo della nascita, la madre fece un fuoco di alloro in modo che con il suo crepitio coprisse i vagiti della bambina. E, mentre la madre bruciava lalloro, ella disse: Figlia mia amata, amata, a batta di (al suono del) lauro tu sei nata e di rose conbugigata (avvolta); figlia mia amata, amata, una fata di te pure ho fatta. E questa bambina fu la Dea dei Quattro Venti e questa fu la fata detta la Dea dei Quattro Venti. Questa storia meravigliosa e misteriosa suggerisce di certo molto a qualunque studioso di folklore. Prima di tutto, la Dea bambina del Vento viene cullata in una culla di rose. Friefrich (Symbolik d. Natur) osserva che nel mito greco il Vento, Eolos, ha nella sua casa sei figli e sei figlie wohl die lteste Andeutung einer Windrose , la prima indicazione della rosa del vento o anemone. Il vero rosolaccio il papavero rosso o il fiore del grano, ma il nome rose si riferisce al colore. Abbiamo tuttavia in esso una connessione delle rose con il vento e la goccia di rugiada cullata dal vento nella culla di rose. Lanemone, o fiore del vento, nata dal sangue di

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Adonis, che nel fiore rivive come spirito del vento. Adonis, lo spirito della primavera, la stessa cosa di Favonius, lo Zefiro greco, il dolce e fruttuoso vento del sud che giunge con la rondine e la primavera. Difficilmente si potr negare che tutto questo pare essere indicato in questa strana storia toscana. Il fatto di bruciare rametti di alloro cos da creare rumore molto antico. Vi era una speciale divinazione o predizione del futuro che si effettuava facendo bruciare foglie di alloro e veniva considerato un buon segno se esse scricchiolavano e facevano molto rumore. (Tibullus, Eleg., II, 6, 81). Da qui venuto un detto comune, clamosior lauro ardente fa pi rumore dellalloro che brucia o, come ci viene detto dallautore del Trinum Magicum (1611A.C.), et lauri quoque ramis divinatio sumebatur, e vi era anche una divinazione tramite i rametti dellalloro, che se facevano grande rumore era buon segno ed il contrario se bruciavano quietamente. Ma lo scopo principale di questa storia di mostrare in che modo la bambina venne fatta divenire da semplice mortale a fata o Dea, come Cerere tent di fare con il piccolo Trittolemo. Anchella us il fuoco ma non so se fosse di rametti dalloro. Ma lalloro, come dichiara Friedrich, non era consacrato unicamente alla profezia o alla magia ed, in quanto sempreverde, allimmortalit, ma era principalmente simbolo di una nuova vita neues Leben im Tode. Tra i Romani il cadavere veniva durante il funerale spruzzato dacqua con rametti dalloro e ai primordi del cristianesimo i morti venivano adagiati su foglie di alloro a significare che coloro che morivano in Cristo non cessavano di vivere. Ed anche il battesimo, o la nuova vita in Cristo, era simboleggiato dallalloro. (Winckelmann, Versuch einer Allegorie, besonders fr die Kunst, III, c; ed anche Hartung, Die Relig. der Rmer, parte I, pag. 46). Winckelmann dice anche che su una medaglia rara Lucilla, la moglie dellImperatore Lucius Verus, viene rappresentata con in mano un fascio di alloro, vicino alle sue ginocchia una donna che attinge acqua ed in piedi accanto a lei dei bambini mezzi nudi in attesa del battesimo. Questa unapplicazione particolare della storia toscana con una differenza: che in un caso vi un battesimo con il fuoco e nellaltro con lacqua. In entrambi i casi il bambi no viene preparato per una nuova vita per mezzo del mistico alloro. Vi delloscuro in questo mito, ma si pu sottolineare che lo zefiro, la rugiada e la rosa erano uniti misticamente nelle leggende antiche e che riappaiono alla nascita della Dea dei Quattro Venti. Nuovamente, i contadini solitamente conservano o fanno riferimento solo a storie di esseri fatati, nonostante questa non sia una storia nel vero senso della parola ma una spiegazione dellorigine di uno spirito che viene, potremmo dire, adorato in una pianta.

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In unaltra leggenda romagnola il vento appare come maschio e femmina. E la seguente: Il Vento un mago e Corina (in Romagnolo Curena) sua sorella. Un giovane aveva una innamorata e credeva che ella gli avesse mentito mentre ella era innocente. Ma il giovane, nel suo dolore, and molto lontano per non vederla pi. Allora ella and da una donna saggia, che consult le carte (che significa che divin in qualche modo) per sapere se avrebbe mai rivisto il suo innamorato e la vecchia le raccomand di andare dal Vento e da sua sorella Curena. (qui vi una lacuna manifesta, n.d.a.) Ed essi partirono con lei; il mattino era appena sorto quando giunsero ad una citt, la posarono davanti alla finestra del suo amore ed ella cant: Amore, sei stato falso con me mentre io sono stata sempre sincera con te; per me tu lasciasti la tua casa, ora io sono giunta da te. In due ore di viaggio sono giunta qui, nonostante fosse un viaggio da un anno. Il vento selvaggio mi ha portato come una nuvola e Curena fischiava forte; essi mi hanno portato sulle tue tracce. Non girarmi mai le spalle. Ora le nostre sofferenze sono finite, non dovrai mai pi lasciarmi. Cos essi si riunirono e vissero felici per sempre. E possibile che in questa Curena si abbia la teutonica moglie del Vento, che sempre in caccia e che soffia un corno che viene indicato come cor o curen. Corinth, Corinna e Curena appaiono certamente compagne di Coronis, il corvo del vento tipico del vento di nord-est, o Skiron. Riguardo al rosolaccio evidente che i nomi e le associazioni della pianta che ho descritto sono confusi e frammischiati a quelli del papavero rosso o fiore del grano, che il vero rosolaccio, e dellanemone o fiore del vento. Ed in Irlanda vi sono coloro che conservano il cosiddetto fiore del vento selvatico, che bianco ed ha una foglia triplice ed il vero trifoglio dIrlanda. Vi sono alcuni che affermano che il vero trifoglio dIrlanda sia lacetosa rossa, perch il sangue del Salvatore vi sarebbe gocciolato sopra cos come il sangue di Adonis cadde sullanemone. Di questa confusione ve ne molta in tutte le leggende di un popolo in cui lantica tradizione ha da lungo tempo cominciato a decadere e ne cresciuta al posto una nuova, ed io prego il lettore di perdonarmi se non riesco a chiarirla.

La Madonna del Fuoco


Sic in igne praeter alia clementa, sacra omnia insistebant, quod is, credo, proximus clo sit, quod in specie ignis Deus Mosen primum allocutus. Elias Schedius, De Dis Germanis, 1648 Era antico costume a Forl, in Romagna, di fare annualmente una grande processione, in occasione della quale veniva mostrata limmagine della

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Vergine seduta su un drago circondato da fiamme. Questa cerimonia estremamente pagana non esiste ora pi, per quanto riguarda Forl, ma continua nella piccola cittadina adiacente di Civitella. Ho dato uno sguardo ad unopera piuttosto vasta e grandemente illustrata pubblicata circa 200 anni fa, interamente dedicata al descrivere questa Madonna del Fuoco e dei Draghi, da cui ho dedotto che un tempo il festival doveva essere davvero magnifico. E da notare che le streghe e gli stregoni, guidati da una sagace intuizione o da unantica tradizione, considerano questa Madonna come una delle loro Divinit pagane che stata loro ingiustamente sgraffignata e posta nel pantheon cristiano. A questo proposito una della sorellanza si espresse non senza una certa pia indignazione, dicendo che la Signora del Fuoco era un grande spirito prima che si sentisse parlare dellaltra Madonna; le sue parole furono, in parte, le seguenti: Ella era uno spirito (pagano) che operava invero molti miracoli e cos i preti la presero e la chiamarono la donna miracolosa del fuoco. Ma in realt i preti sapevano che questa Madonna del Fuoco faceva molti miracoli e riportava in vita coloro che erano morti prima che essi facessero qualunque cosa (il senso qui che ella faceva tutto ci prima di essere detta o conosciuta come cristiana). La prima cosa che si seppe di lei fu che appariva come una bella signora in un certo giardino e cos tutto il vicinato cominci a parlare di lei e disse che era Nostra Signora, o la Madonna. A Civitella vi era unantica e ricca famiglia e nei loro campi vi era un bambinetto sordo che teneva dietro alle pecore. Una mattina la signora and da lui e questo bambino, che era muto, cominci a parlare e disse: Signora, non ho mai potuto parlare prima, ero muto dalla nascita. Tu sei una vergine miracolosa. Dimmi cosa devo fare per esprimerti la mia gratitudine. Ed ella rispose: Vai dalla grande famiglia e d loro che devono andare a Roma a cercare una certa grande pietra che mi devono inviare e, fatto questo, la loro razza non si estinguer mai; ma, se rifiutano, i loro guai non cesseranno mai. Ed egli cos fece ma venne trattato da pazzo. Mentre lo trattavano in tal modo, tuttavia, apparvero davanti a loro grandi lampi di fuoco gran fiaccole di fuoco ed essi seppero che era la Signora del Fuoco. Cos mandarono a cercare la pietra e, non appena la dama la ebbe, vi sal sopra ed ivi rimase quale immagine. Cos essi la portarono in una chiesa e ve la posero e la chiamarono Signora del Fuoco e la Madonna Miracolosa e le misero nome la Madonna del Fuoco, la Madonna Miracolosa . E questa famiglia la lasci l a patto che si continuasse a tenere una festa con il fuoco miracoloso. E tutti i contadini, quando sono malati o hanno dei cattivi raccolti o qualche guaio, partecipano a questa cerimonia.

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Ottfried Mller e Preller osservano che gli Etruschi facevano molta attenzione a tuoni e fulmini e che tutti i loro principali Dei e Dee si credeva detenessero questo terribile potere durante certi mesi. Tracce di questo continuano a riapparire nelle leggende della Romagna, come il lettore trover in molti punti di questopera, come la storia dello Spirito del Giuoco. Io penso che questa storia, se collegata con la credenza delle streghe che questa Madonna del Fuoco sia realmente uno dei loro spiriti, ne indichi unorigine pre-cristiana. Potrebbe invero trattarsi di vesta, la Dea Romana del fuoco, convertita e cristianizzata. La pietra miracolosa probabilmente si riferisce alla selce da cui scaturisce per cozzo il fuoco.

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Capitolo X
Cupra
Ex eo tempore illum sic concubisse secum, ut viri cum fminis solent, nec percipiente viro, cum simul in lecto essent. - Bodinus, lib. 2, capit. 7 Tutto ci che so di questo spirito contenuto in questa strana storia: Cupra un folletto, o spirito, che, se prende in simpatia una donna e lei si lascia ispirare da lui, la segue quasi sempre anche di giorno. In una citt della Romagna vi era una fanciulla di straordinaria bellezza che era oltretutto stranamente fortunata in tutte le cose quello desiderava e quello le appariva. Accadde che, svegliandosi nella notte, ella scopr di avere accanto a s un bellissimo giovane e questo accadde spesso, finch alla fine ella ne parl con la madre. Sua madre le raccomand di chiudere con cura la porta e di non andare a letto fino al mattino. Ed egli giunse ugualmente ma la madre, che stava guardando segretamente, non vide nessuno. Allora sparsero foglie dappertutto, pensando che quando il misterioso amante sarebbe passato sopra di esse vi sarebbe stato un rumore. Ed egli venne e fece grande rumore con le foglie e rise forte, ma non una sola foglia si mosse. Allora la madre, in collera, disse alla figlia: Vai a letto ed io giacer al tuo fianco; ma non credo che vi sia qualcuno qui eccetto noi. Allora Cupra rise forte e cant: S, sono a letto con tua figlia, incinta dun bel bambino; sonuno spirito folletto che tua figlia voglio amar e molti figli voglio crear; molti figli io avr e tua figlia sempre amer.

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Ora, dopo questo nessuno la volle sposare, tuttavia ella era felice e contenta, perch aveva tutto ci che desiderava e venne a lungo amata dal suo amante. In questo vi un poco di Cupido e Psiche, il cui bel mito indubitabilmente cresciuto su una qualche semplice e grezza vecchia storia riguardante una fanciulla ed un amante spiritico. Non ho dubbi che questa storia cos come riportata qui sia un semplice frammento. Come tra gli Indiani dAmerica, scopriamo che vi sono pezzi di storie che talvolta vengono messi allinterno di altre. Il lettore non potr evitare di essere colpito dal fatto che vi un tono molto poco moralistico in queste storie evidente unallegra e festosa sensualit. Questi folletti sono tutti, quando non sono terribili, molto simili a Fauni e Silvani, spiriti antichi da cui essi sono, senza dubbio, discesi legittimamente. Questa storia su Cupra simile ad una di Bodinus dove, tuttavia, il diavolo stesso lamante ed una fanciulla di dodici anni la sua bonne fortune. Potrebbero provenire entrambe da una fonte comune. Secondo Preller (Rmische Mythologie) vi era sulla costa di Picenum una Dea di nome Cupra che si supponeva essere una Giunone di origine etrusca. Il suo tempio venne restaurato da Adriano. Ma il nome si pu probabilmente spiegare con la parola sabina cyprus (buono), da cui il Vicus Cyprius a Roma ed un Mars Cyprius in Umbria. Non mi sento autorizzato a suggerire un collegamente tra questi nomi e quello del Cupra di questa storia, n ad insistere su una qualunque identit positiva di qualunque delle mie scoperte con gli antichi. Vi potrebbero essere stati, per quanto ne so, errori o incomprensioni riguardo a qualcuno di questi nomi o a tutti. Ho semplicemente trascritto ci che ho raccolto. Tutte le Divinit etrusco.romane erano a coppie, maschio e femmina, e da qui deriva probabilmente la moderna confusione riguardo a certi nomi. Essi si sono anche incrociati tra di loro. Thalna o Cupra dice Gorge Dennis (The Cities and Cemeteries of Etruria, 1878) era lEtrusca Hera o Giunone ed I suoi altari principali pare fossero a Veii, Falerii e Perusia. Come la sua controparte tra i Greci ed i Romani, ella pare sia stata adorata sotto altre forme, secondo i suoi vari attributi, come Feronia, Uni, EilithyaLeucothea. Lincidente delle foglie collega Cupra alla tradizione classica. Gerhard (Gottheit: der Etrusker, pag. 40) pensa che Thalna sia descrittivo di Cupra in quanto Dea delle nascite e della luce. Veniamo a conoscenza del nome di Cupra da Strabone, V, pag. 241. Di essa Noel des Vergers, nel suo L'Etrurie et les Etrusques, Parigi, 1862, dice : Junon, que Strabo appelle Cupra, bien que nous ne trouvious pas ce nom sur les monuments

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ceramiques ou les miroirs, avait comme Jupiter un temple dans l'arx ou la citadelle des villes Etrusques.

Le streghe del noce A Benevento vi un albero di noce e l di notte, da molte terre, oltre le
acque e sul vento, vengono volando streghe di ogni sorta su capre e verri ed ordi e gatti, alcune su manici di scopa, altre come pipistrelli, ululando, sfrecciando, affrettandosi tutte vengono allalbero alla chiamata del maestro. Domenico Piccini, Ottava della Notte Sott'acqua e sotta viento, sott' 'e nuce 'e Veneviento. detto napoletano E probabile che una delle prime concezioni del sovrannaturale formate da un uomo sia stata quella del Tab o Taboo: se la strega o lo sciamano o levocatore di spiriti desiderava proteggere o conservare una certa propriet dai rapinatori, grazie al potere magico o ad incantesimi faceva in modo che la persona che violava il divieto soffrisse. Se uno stregone o un capo possedeva unarma o un ornamento di valore, venivano pronunciati su di esso degli incantesimi per proteggerlo e, se veniva rubato, in breve tempo qualche misterioso malanno attaccava il ladro. Grazie ad un qualche avvelenamento qua e l dei sospetti delinquenti, il taboo divenne naturalmente in breve temuto e creduto. Venne esteso naturalmente agli alberi che avevano frutti di pregio, ai campi ed ai loro raccolti, alle mogli ed al bestiame. Poi, col tempo, tutto ci che apparteneva ai sacerdoti ed ai capi venne posto sotto taboo. Al giorno doggi, nelle Isole del Pacifico dove i nativi non sono stati civilizzati, accade spesso che un uomo che ha mangiato un frutto o anche solo ha toccato un oggetto appartenente ad un capo, nonostante in quel momento non sapesse che era proibito, in breve tempo muoia di semplice paura. Le leggi del taboo nelle Fiji ed in molti altri posti erano cos numerose ed intricate che, se venissero trascritte, formerebbero unopera pressoch vasta e difficile da padroneggiare come il Commentario di Blackstone. A poco a poco esso penetrato in ogni relazione della vita. Laddove giungeva il potere del sacerdote e giungeva dappertutto vi era un terribile taboo. Esso sedeva vicino ad ogni fuoco, era con luomo quando si svegliava nella notte; vi erano certi tipi di cibo che non dovevano essere mangiati, certe posizioni che non dovevano essere assunte, pensieri che non si dovevano avere. Vi erano parole che non dovevano mai essere pronunciate, nomi dei morti che non dovevano mai essere detti; e siccome la gente traeva il proprio nome dalle cose, il linguaggio doveva mutare continuamente. Sopra a tutto e sotto a tutto e dentro a tutto vi era il taboo, o la volont del sacerdote.

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Nella superba opera di Catlin sugli Indiani del Nord America vi il ritratto di uno Chippeway emaciato fino ad essere uno scheletro vivente. Circa 50 anni prima nel suo paese, in un luogo remoto, vi era una grande quantit di rame vergine che veniva considerato con superstiziosa reverenza. Gli stregoni della trib avevano decretato che ogni Indiano che avesse guidato un uomo bianco alla grande pepita sarebbe stato certamente maledetto e sarebbe morto. Un uomo, tentato dai doni ed in un momento di temporanea libert di pensiero, ruppe il divieto e condusse un commerciante bianco al misterioso manitou. Allora giunse la reazione. Egli si credette maledetto e cos si consum dal dolore. Un viaggiatore nelle Fiji scrisse che un nativo, avendo una volta per puro caso toccato qualcosa appartenente ad un capo e venendo a sapere che era taboo, mor di terrore in pochi giorni. Una storia imparziale ed accurata dello sviluppo del taboo, o proibizione, sarebbe la storia della religione e della razza umana. Riguardo alle propriet della chiesa essa venne conosciuta come sacrilegio la conversione di cose sacre ad usi secolari. Gli esempi dei predicatori del Medioevo ci mostrano la dottrina dei taboo portata agli estremi dellassurdit. Rabelais rise di queste stravaganze ma gli strali della sua ironia ritornarono spuntati, come se le frecce del derisore avessero mancato il bersaglio quando vennero scoccate contro una foglia presa dai Santi Decreti. Ma il taboo rimane tuttavia forte dappertutto. Sarebbe interessante sapere quanti oggetti venivano considerati maledetti e maltrattati a causa della loro cattiva fama cominciata con un taboo. Durante il Medioevo ed anche prima, il noce veniva considerato caro ai demoni e scelto in particolare dalle streghe come luogo di raduno. Tra i Romani esso simboleggiava loscurit o il male, perci si credeva che se fosse stata piantata vicino ad una quercia esse si sarebbero danneggiate a vicenda, perch questultima era sacra a Giove, il Dio del fulmine, il p rincipio della luce (Nork, Realwrterbuch, vol. III, pag. 387). Nelle mitologie pi antiche la noce era un simbolo erotico. Tra gli Ebrei, la notte di nozze gli sposi ringraziavano Dio per aver piantato lalbero di noce nel Giardino dellEden; e tra i Romani era uso spargere nuces in tali occasioni. Ma siccome la passione sensuale compagna el peccato, chiaro che il noce anche un simbolo demoniaco. I Rabbi divhiaravano che il diavolo lo sceglie come luogo preferito per riposare e consigliavano alla gente di non dormire mai sotto di esso, perch ogni suo rametto ha nove foglie e su ogni foglia dimora un diavolo (Friedrich, Symbolik, pag. 315). Bunsen (Rom. iii., 3, 210) ci dice che un tempo vi era in Piazza della Chiesa del Popolo un grande noce le cui foglie erano cos infestate da demoni che il Papa Pasquale II lo

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maledisse, lo fece tagliare e vi fece erigere al posto una chiesa un atto pressoch sciamanico o voodoo sotto ogni aspetto. Maledicta sis o nuce! Tutte queste sciocchezze su erotismo, diavolerie ed oscurit sono indubitabilmente state tratte da molte fonti, ma linizio di tutto fu che qualche stregone antico, per salvare le sue noci, inform i suoi vicini che lalbero era coperto da taboo e che i diavoli sedevano su di essa per tormentare coloro che lavessero derubato. Ho sentito parlare di un predicatore tedesco di massa che spiegava lorigine del male con il fatto che Eva derub un Baumgart (un frutteto) e so di un caso autentico di teologia allasilo in cui una bambinetta, cui venne chiesto il perch Dio avesse vietato ad Adamo ed Eva di mangiare le mele, rispose che le voleva Lui per farsene delle torte ma venne corretta da unaltra che le disse: No, Lui voleva tenersele per linverno, cosa che ai bambini era solitamente proibito fare. In ogni caso questo fu il primo taboo che si ricordi; e siccome i semplici Adamo ed Eva erano stati creati con una sventata natura umana curiosa e non abbastanza saggi da resistere a Satana, lo spirito incarnato del genio e del male, i loro discendenti sono stati dannati eternamente allinferno, centinaia di milioni di persone. Questo allegro mito non invalida in alcun modo le molte grandi verit che abbondano nella Bibbia, come sostengono Paine ed Ingersoll ; no, essa contiene una grande verit: che la curiosit frivola e la disobbedienza infantile sono una grande fonte di male. Gli Ebrei consideravano la ferma ed incondizionata obbedienza, senza spazio per la debolezza umana, come la legge delle leggi. Essa ha conservato lEgitto unito in buone condizioni per migliaia di anni e Mos, che era un grande studioso delle leggi, la applic. Ma al giorno doggi non applicabile in Inghilterra o in America o in una qualunque repubblica o semi-repubblica. La libert di pensiero ha oggi i suoi diritti ed una legge come le altre. Ma, per ritornare al nostro noce cos come tutte le streghe della Germania avevano labitudine di riunirsi sul Blocksberg, quelle dellItalia avevano i loro rendezvous o sabbat o, in Italiano, tregenda, presso un grande noce a Benevento. Questo terribile albero viene citato da molti scrittori di stregoneria ed allusioni ad esso sono molto comuni nella letteratura italiana, ma io non ne avevo mai saputo molto fino a quando trovai un libriccino De Nuce Maga Beneventana di Peter Pipernus, il quale forma un supplemento alla sua opera De Effectibus Magicis, di cui ho scritto altrove. Venni cos a sapere che il noce dotato dalla Natura di qualit sia buone che cattive e su questo potremmo notare che se realmente il noce possedesse lo straordinario numero di qualit mediche ed altre virt ad esso ascritte da

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Pipernus, non sarebbe una meraviglia che venisse considerato sovrannaturale ad un grado eccelso. Infine, dalle testimonianze e dalle tradizioni riportate nei manoscritti di un antico processo alle streghe e da informazioni ottenute da molti santi Inquisitori, si giunge al fatto che si credeva tra i membri della fratellanza degli stregoni non solo fin dai tempi dei Lombardi, ma anche dal tempo degli antichi Sanniti, che vi fosse sempre stato a Benevento un noce immenso sempreverde (la stessa cosa che si diceva delle antiche querce di Celti e Germani) e le cui noci erano di forma piramidale, qua tragularibus lineis emittebat. Queste noci venivano vendute a caro prezzo, perch la gente credeva che proteggessero contro gli incidenti, i terremoti, che curassero lepilessia ed erano anche certi che facessero avere figli maschi retentis intra matricem nucleis. Esse erano anche potenti amuleti contro la stregoneria, nonostante venissero usate dalle streghe in molte diavolerie. Penso che vi sia qui un accenno alle curiose noci triangolari che venivano da Est e di cui molte furono vendute a Firenze sotto forma di rosari. Esse venivano anche portate singolarmente come amuleti magici. Ve ne una variet in Cina che ricorda esattamente la testa di un bufalo, corna e tutto. Possiedo dei campioni di entrambi i tipi. Per continuare, abbiamo la topografia della regione dove cresceva lalbero poich Pipernus si avvicina al nemico con molta gradualit ed infine arriviamo al campo in cui vi questo Re delle Tenebre, come il nostro autore dice molto chiaramente, pi come un Nox che un Nux. Pipernus ci fornisce una lunga lista di cause per cui il noce veniva temuti dai cristiani ed amato dalle streghe, di cui lunica razionale che in antico, a causa della sua densa ombra, era sacra a Proserpina, alla Notte ed agli Dei inferi. Bene, siccome accadde che la buona gente di Benevento avesse un grande noce dove adoravano i serpenti o Divinit sotto forma di una bestia che viene volgarmente chiamata vipera e, altrettanto orribile, facevano corse di cavalli in cui i cavalieri afferravano mazzi di sommacco (Rhus coriaria, n.d.t.) appesi allalbero. A Benevento vi era un grande santo, Barbatus, cui queste cose pagane con il loro grande spettacolo tradizionale di serpenti e corse ed il resto del trambusto dava terribilmente fastidio perch, allora come oggi, due tradizioni diverse non vanno daccordo. La competizione non era per lui lanima della questione. Il governante della regione era Romualdus, che era pagano, e Barbatus cercava di convertirlo ma egli non lo faceva. Invano Barbatus lampeggiava ed infiorava i suoi miracoli et miraculis coruscans intorno alla testa di questo mulo imperterrito. La sua unica risposta fu di determinare che quel gallo non lotter. Si avvicinavano voci di guerra, in quella contrada. Costantinopoli cio

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lImperatore Costantino stava giungendo innumera multitudine suorum collecta, con un vasto esercito per spazzare via Benevento. Romualdus era un grande guerriero ma, come disse San Crisostomo: inutile per una capra cercare di opporsi ad un toro. Egli venne ridotto agli estremi ed infine Costantino, da bravo e gentile cristiano, decret che un determinato giorno avrebbe preso la citt e messo ogni essere umano che vi era in essa utriusque sexus, a morte. Arrepta occasione Barbatus vide la sua occasione e la sfrutt. Tenne un grande incontro pubblico in cui attribu tutti questi guai a quella sporca vipera ed alle loro corse di cavalli pagane ed alle noci malvagie. Oserei anche dire che essi bevevano vino insieme alle noci, ma di questo la storia non dice nulla. E termin dicendo loro che, se avessero alzato gli occhi al di sopra di vipere e noci e corse verso il cielo, sarebbero stati tutti salvati. Al che Romualdus disse che, se questo avrebbe salvato la citt, lui per primo li avrebbe alzati; per farla breve, Cesare Costantino ed il suo esercito Beneventum non penetrabit, non presero Benevento. Barbatus fu allora molto felice. Tagli il noce, uccise i serpenti, ferm le corse di cavalli, confisc tutti i galli combattenti, gett i ramponi nel fiume (essi erano soliti usare dei ramponi per tagliare i noccioli, a quei tempi Alectromachia, vol. I) e con battesimi, confessioni e sepolture divenne ricco. Non difficile vedere in che modo abbia funzionato questo miracolo. Quando sei in corrispondenza con il tuo Costantino, semplice concordare una sua non invasione della tua Benevento. Un capo che, come Romualdus, fosse stato obbligato a combattere fino alla morte a causa dellopinione pubblica quand o era solo una questione di guerra, poteva tranquillamente compromettersi su un miracolo. Lintera storia del progresso del cristianesimo in Svezia, Norvegia e Danimarca una cronaca di paganesimo estinto a causa della forza bruta o grazie a vecchi trucchi uguali a quello di Barbatus. Il noce venne tagliato ma il re non muore mai. E vero, aggiunge Pipernus, che vi ora nello stesso posto un altro noce grande e alto, nel cui incavo potrebbero nascondersi tre uomini, - e vicino ad esso si trovano talvolta ossa e pezzi di carne, segni di banchetti di streghe -, scelto probabilmente al posto di quello antico. Come appare dalla testimonianza di un certo Violanta che, interrogato probabilmente con una ruota di tortura e tenaglie incandescenti alla maniera cristiana del 1519, la data dellinterrogatorio , disse di essere stato a quellalbero; che loro adoravano Diana (non il diavolo, che veniva adorato solo in Germania) o Erodiade, la Dea della danza che, tuttavia, come gi detto in precedenza, appare negli scritti rabbinici come Lilith, che era la Diana ebraica, la madre di tutte le streghe e teneva grandi feste e si divertiva. Si potrebbe osservare che Pipernus

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dichiarava che le donne rimanevano incinte semplicemente per mezzo delle noci di questo albero. Non vi menzione di partecipazione maschile in questa faccenda. Molto di recente investigai se a Firenze vi fosse qualche racconto attuale sulle propriet magiche delle noci e mi venne raccontata prontamente la seguente storia, al cui riguardo non ho alcun genere di suggerimento. Il paese di Benevento in Romagna (? n.d.t.) ed il vero posto delle streghe, il posto dove esse si incontrano. Un pomeriggio un gentiluomo and a passeggiare con la sua adorata figlia. Passarono sotto ad un noce che aveva molte belle noci ed ella desider mangiarle. Ma appena ne ebbe mangiata una sent male allo stomaco e ritornarono perci immediatamente a casa, dove ella si mise a letto. Tutta la sua famiglia era disperata, perch lamavano teneramente. Non pass molto che il suo corpo cominci a crescere in grossezza ed essi, pensando che fosse incinta, cominciarono a trattarla duramente fin quando, alla fine di nove mesi, ella diede alla luce un agnellino; era molto bello ed i suoi genitori non sapevano cosa pensare in merito a questo fenomeno. Le fecero domande pressanti su se avesse mai avuto un amante ma ella giur che mai lo aveva avuto e che non sapeva altro oltre al fatto che si era sentita male dopo avere mangiato la noce. Allora il padre port la figlia allalbero ed ella mangi unaltra noce; improvvisamente lalbero svan ed apparve una vecchia strega che, toccato lagnello, lo fece diventare un bellissimo giovane. E la strega disse: Questo lamante che tu non permetti a tua figlia di sposare. Io, con la mia stregoneria, lho fatto entrare in lei e lho fatto sortire dalle sue viscere e cos ella sar obbligata a sposarlo. Nelludire questa storia mistica dissi: Allora lamante divenne padre di se stesso? Sicuro! fu la risposta. Qui potrei raccontare la storia della suora che divenne posseduta o, come direbbero alcuni, incinta per aver inghiottito un diavoletto con una foglia di lattuga avendo mangiato linsalata senza dire prima la preghiera e cos via; storie del genere, suggerite da meditazioni sullimmacolata concezione, non sono rare. Ma in questo caso lo scopo dimostrare che il fatto che le noci dellalbero di Benevento producessero tali risultati ben conosciuto da molto tempo. La storia pare essere una parodia stregonica della nascita di Cristo. Le streghe di Benevento pare non siano state in alcun modo individui poco raccomandabili. In questa storia appaiono come soccorritrici in uno strano modo, per la verit di una coppia di innamorati sfortunati, cosa che costituisce certamente lideale di benevolenza umana per la maggior parte delle giovani signore. Ed in Spagna, Irlanda ed altrove le fate hanno preso da loro il merito di una storia che non invero loro e che stato tuttavia loro accreditato da molto tempo.

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Si tratta della storia del gobbo che perse la sua gobba. Tra le 200 o 300 commediette in cui dei buoni ed onesti Stenterello sono gli eroi e che al giorno doggi vengono recitate continuamente a Firenze, ve ne una chiamata Le Streghe di Benevento che si basa sulla leggenda e che io ho ritrovato in Pipernus. Forse la vostra memoria potrebbe essere un poco arrugginita comunque ve la racconter con delle interpolazioni. Vi era un uomo di nome Lambertus Alutarius che era gobbo, gioioso ed allegro, gradito a tutti. Una notte, nel tornare a casa a lume della Luna, pass vicino al grande noce di Benevento. L vide una grande assemblea di persone, uomini e donne, vestiti finemente che cantavano e danzavano, allegri come bambini ma la loro canzone era strana ed in un qualche modo monotona, perch consisteva solo in: ben venga il gioved e il venerd. Pensando che fosse una festa di mietitori putans esse messores Lamberto, per aiutarli, prendendo il ritmo cant in rima: e lo sabato e la domenica. Lo fece cos bene che tutti i danzatori scoppiarono a ridere e, provando rispetto per tale ammirevole poeta, lo fecero danzare e festeggiare con loro. Ed un allegro diavolo (Pipernus lo chiama diabolus, ma deve essere stato uno allegro) salt dietro di lui e, con uno scatto tremendo simile a q uando viene estratto un dente, che gli caus un dolore intenso ma momentaneo, prese via la sua gobba. Al che Lamberto url: O Jesu, Virgo Maria! e lintero incanto scomparve luci, piatti, pietanze, tutto lo splendore e la gloria del festival svan. Eppure Lamberto non prov esattamente la sensazione di uno che si trovi in una sala da banchetto completamente deserta perch anche la gobba se ne era andata insieme alle streghe ed egli si ritrov una magnifica figura dritta ed alta quando le streghe fanno qualcosa la fanno bene, come un certo nobiluomo sfortunato aveva labitudine di dire. Egli and a casa e buss allo spuntare dellalba, mentre era buio per tre quarti, e la signora Lambert, guardando fuori, gli ingiunse di andarsene. Quis est iste temerarius? Chi quel vagabondo insolente? fu il suo grido indignato. Lambertus tuus Il tuo Lamberto rispose lui. La voce invero quella di Lamberto ella disse ma voi non siete lui. E quindi alia voce proclamans, alzando un gran fracasso elle chiam tutti i vicini ed i parenti che, dopo averlo esaminato attentamente ed avere ascoltato con stupore e delizia la sua storia riguardo a quanto era accaduto presso il grande noce, lo riconobbero. Ma il suo cambiamento esteriore devessere stato molto grande, perch il nostro autore afferma che il giorno seguente, mentre passeggiava per le strade di Altavilla, nemmeno i suoi maggiori creditori lo riconobbero. A cui aggiunge in maniera impudente che casi

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del genere sono molto comuni tra noi e molti scritt ori quos brevitate omittimus,che ometto per mancanza di spazio, lo attestano. Mi sarebbe piaciuto vedere alcuni di quei tanti casi. In Italia vi sono due correnti molto diverse e contraddittorie di tradizione stregonesca. Una riguarda la realmente antica leggenda latino-etrusca, in cui la strega semplicemente una maga o una incantatrice, generalmente benevola e gentile. Ella realmente una fata come la francese fe, che sempre una signora che ama i bambini ed aiuta i poveruomini. Di questo tipo di stregoneria non vi nulla riguardo a vendita di anime al diavolo e tutte le disgustose abominazioni del vivere solo per il male. Vi sono streghe buone e streghe cattive, lantica Canidia di Orazio continua ad esistere ma, nonostante ella storpi asini e rovini le vigne, non fa del mandare la gente allinferno la sua specialit. Pare che gli Italiani abbiano creduto che luomo poteva farlo abbondantemente da solo, senza aiuto. Laltra corrente di tipo diabolico ed dovuta pressoch interamente alla Chiesa ed ai preti. E il tipo che ha causato la mania della streghe con le sue torture ed i roghi. E molto curioso che, nonostante tutti gli sforzi di San Barbato e di un esercito di teologi dopo di lui, le antiche e geniali associazioni classiche sopravvivano tuttora e le streghe di Benevento si crede ancora che siano unassociazione gioiosa, bella e festosa la cui regina Diana con molto poco di Ecate-Exe in s. A riprova di questo mi stata fornita, dalla stessa persona autorevole da cui ho ottenuto la storia dellagnello, unaltra leggenda. Vi era a Benevento una povera famiglia i cui membri si guadagnavano da vivere andando in giro per il paese a raccogliere frutta, che vendevano. Un giorno il figlio pi giovane stava girovagando in cerca quando si imbatt in un noce, ma uno cos bello che era una cosa da non credere era incredibile quante noce avesse! Invero egli pens di ricavarne un bel po ma, quando si mise a raccoglierle, esse si aprirono e da ognuna venne fuori una bella giovane signora che improvvisamente crebbe a misura duomo. Esse erano gioiose ed allegre e cos belle che parevano occhi di sole. Dalle foglie si udiva provenire della dolce musica, che lo faceva danzare; era una bella festa! Ma egli non aveva dimenticato il motivo per cui era l e che la famiglia a casa aveva bisogno di pane. Ma le signore, che erano fate, lo sapevano e, quando la danza fin, gli diedero alcune noci e dissero: Quando sarai a casa aprine due, tienine una terza per la figlia del re e portane questa piccola cesta (panierina) piena al re. E d alla figlia del re di non aprire la sua noce fino a quando non sar andata a letto. Quando egli fu tornato ed apr la sua noce, da essa scatur un tale fiume doro che si ritrov pi ricco del re. Cos si costru un castello di straordinario splendore, tutto di pietre

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preziose. E, aprendo la seconda noce, ne usc uno splendido completo di abiti che, quando lebbe indossato, divenne luomo pi bello del mondo. Cos and dal re e venne ben accolto; ma, quando chiese la mano della principessa, il monarca rispose che era spiacente, ma sua figlia era stata promessa da lui ad un altro principe. Per questo altro principe ella non provava alcun amore, mentre si innamor a prima vista del giovane. Cos ella accett la noce ed and a letto; ma meraviglia! Cosa ne usc se non luomo che laveva chiesta in moglie! Ora, siccome ella non poteva farvi nulla e, per di pi, non aveva neanche voglia di farvi nulla, gli disse non solo di restare ma anche di ritornare, cosa che egli fece con zelo molte e molte volte, con il naturale risultato che la principessa si ritrov incinta e dichiar che si doveva fare qualcosa. Cos ella and dal padre e gli disse che non avrebbe mai sposato il principe cui lui laveva promessa e che si sarebbe dovuto tenere un grande raduno di giovani, i quali avrebbero dovuto accettare che ella scegliesse chi voleva e supportare la sua scelta. Cos venne fatto e vi furono feste, balli ed infine un grande raduno di giovani uomini. Tra questi apparve il suo innamorato quel giovane della noce. Egli era vestito come un povero contadino e sedeva al tavolo dei pi umili tra i presenti. Allora la principessa and dalluno allaltro di coloro che desideravano sposarla e trov in ognuno qualche pecca, fino a quando giunse al suo innamorato e disse: Questo colui che scelgo e gli gett il suo fazzoletto, segno che lo avrebbe sposato. Tutti i presenti montarono in collera per il fatto che ella avesse scelto un tale pezzente e nemmeno il re era contento. Infine fu deciso che vi sarebbe stato un combattimento e che se il giovane avesse vinto avrebbe potuto sposare la principessa. Egli era forte e coraggioso, ma fu tuttavia una grande prova. Ma le Signore del noce aiutarono il loro amico, cos tutti caddero di fronte a lui. N mai nellagone lo tocc una lancia o una spada, egli era protetto da un incantesimo ed i cavalieri nemici cadevano davanti a lui come pecore davanti ad un lupo. Fu il vincitore e spos la figlia del re; dopo pochi mesi nacque un bel bambino che venne chiamato, in segno di gratitudine alle dame fatate, Noce di Benevento. E cos furono felici e contenti. Le streghe del noce appaiono in questa storia come fate, ma esse sono le stesse anime affascinanti che rimossero la gobba a Lamberto e resero il giovane padre di se stesso. Non posso negare che esse manifestino certamente una decisa disposizione a giocare gli scherzi erotici pi eccentrici e confermo ci che William Grant Stewart dice sulle fate scozzesi, che i loro appetiti sono appassionati e voluttuosi tanto quanto le loro inclinazioni sono corrotte e malvagie malvagie qui significa ci che ho udito da un altro Scozzese come vara leecherous. Si osservi che in

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questa storia vi effettivamente un noce che produce un bambino sotto un altro aspetto e che questo, unito allasserzione di Pipernius, mi induce a credere che in sostanza queste due storie siano estremamente antiche. Sono anche importanti come prova del fatto che, nonostante gli incessanti sforzi dei monaci di portare avanti la dichiarazione del Salmo XCVI, 5 che tutti gli Dei dei Gentili sono diavoli, vi erano delle eccezioni in cui i bellissimi spiriti benevoli dellantichit erano sopravvissuti alle calunnie ebraicocattoliche. Non importante che laltra met di questa storia corrisponda esattamente ad una faccenda narrata in una saga islandese. Ma, per ritornare al noce, Janet Ross ci dice nel suo Land of Manfred che Monsignor Schifosi le raccont quanto segue, tratto da un manoscritto di Nicastro sulla storia di Benevento: Al tempo di Romualdo i Longobardi adoravano delle vipere doro ed il Duca stesso, nonostante avesse promesso al Vescovo Barbatus di abbracciare il cristianesimo, aveva nel suo palazzo un altare sui cui vi era un dragone doro alato a due teste con due sfingi di diaspro a d ogni lato e vari idoli provenienti dal tempio di Iside. Questo incoller il vescovo che, aiutato dalla Duchessa Theodorada, sua discepola, and con unascia a fare a pezzi il drago e gli idoli. Dei frammenti del mostro alato egli fece un calice per la sua chiesa. Potrebbe essere tutto vero, come laltra storia, ma questo racconto su vipere doro, draghi ed idoli egizi ha un che di negozio di ciarpame che pare essere sbucato da scrittori posteriori. Ma va bene. Non nobis tant componere lites.

Le streghe e la stregoneria
Oc eru ther hiner mestu flaugd konur, ther kanna Galldra oc fiolkyngi, so ecki standist noytt vid them. (E vi saranno tante donne malvagie che conoscono incanti e magie e nessuno potr far loro del male) Saga di Ulf Uggason Oh, ma ve ne sono, certo sottoline la mia cacciatrice di teste. Perch qui a Firenze vi un prete che uno stregone. Santo! Ora, se tu mi avessi detto che vi era un ladro tra la polizia avrei potuto non essere stupito. Ma lui non pu essere un vero stregone ! Ma s. Gesualda l lo conosce. E puoi vederlo da te, se vuoi. Pensai che in complesso non volevo. Perch sapevo che, in primo luogo, sarei stato presentato come uno stregone inglese e quindi mi venne in mente qualcosa riguardo a Catone, che si meravigliava che un augure potesse guardarne un altro in volto. Non che io temessi sorrisi e strizzate docchi reciproci il confessionale ordinato alla continenza aldil delle parola. Ma

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ero sopraffatto da una grande ammirazione per un prete che poteva essere abbastanza onesto da chiamare se stesso con il suo giusto nome, cos chiesi in che modo egli fosse giunto a praticare la nostra nobile professione. Ah! disse la strega con un sorriso. Non pot farci nulla. Dovette diventarlo. Venne chiamato a confessare una strega morente e non sapeva con chi aveva a che fare. Cos ella rese la sua confessione e quindi disse che aveva qualcosa da lasciargli. La voleva? Oh, certo s, sicuro. Allora ella disse ti lascio la mia stregoneria! E prima che lui potesse di re una parola ella era morta ed egli si ritrov stregone. Qualche tempo dopo avere scritto quanto sopra, ricevetti da unaltra fonte le seguenti autentiche informazioni aggiuntive riguardo a questo prete gobelin, della cui reale esistenza non ho il minimo dubbio: Questo prete venne chiamato per convertire una vecchia donna che, dicendo che aveva qualcosa, ripeteva continuamente: Non ho parenti a chi la lascer? Non posso lasciare questo mondo finch non lavr lasciata. Allora il prete disse: Lasciala a me! La donna allora gli diede una piccola chiave di una certa scatola o cofanetto e mor. Quando il prete apr il cofanetto vi trov dentro un topo. E lo spirito della stregoneria venne su di lui. E, quando giunge, se la strega tocca qualcuno questo qualcuno sar stregato e deperir o morir. Ma questo prete, essendo un buon uomo, non avrebbe toccato o abbracciato nessuno in tali periodi bens, andando in giro per la campagna, toccava alberi, grano o mais e qualunque cosa toccava avvizziva. Cos egli faceva il minor male possibile; ma non poteva evitare di essere uno stregone. Questa storia estremamente interessante in quanto vi si menziona il topo. Esso era lanima della strega. Praetorius, nel suo Anthropodemus Plutonicus, narra la meravigliosa storia di una strega la cui anima usc dalla bocca sotto forma di un topo rosso, idea che Goethe usa in Faust. Siccome la mia informatrice faceva a sua volta parte della sorellanza della stregoneria, non ho alcun dubbio che ella abbia fatto con questa storia il possibile per provare che tutto il potere e la santit della Chiesa e del cristianesimo non poteva servire a rimuovere il grande potere della stregoneria. Ma ella credeva in quello che mi narrava ed interessante sapere che nella citt di Firenze, nel mese di gennaio 1891, vi era gente che credeva in uno sciamanesimo preistorico pi forte e potente della Chiesa. Le ere si sono succedute, i culti di Etruschi, Sabino-Latini, Romani e cristiani sono succeduti luno allaltro ma attraverso tutto ci le streghe e gli stregoni, umili e inosservati, si sono mantenuti se stessi. In effetti, diventando io familiare con la reale e profonda credenza nella religione della stregoneria in Toscana, scoprii che non vi sono dopotutto grandi

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anomalie in un prete stregone, perch la stregoneria un business come qualunque altro. E piacevole riflettere sul fatto che non vi alcun diavolo in essa. Non viene in alcun modo considerata cristianamente come una pia possessione ma in qualche strano modo la strega lavora libera dalla teologia. Vero, vi sono streghe buone e cattive, ma tutte quelle che ho conosciuto appartenevano interamente alle buone. Erano le loro rivali e nemiche ad essere le maledette streghe ma di queste io non ne ho mai incontrate. Eravamo tutti buoni. Sembra incredibile e contraddittorio il fatto che durante il Medioevo la stregoneria, che si supponeva essere basata su un patto con il diavolo, infuri in Italia testimoni gli scritti spazzatura di Pico della Mirandola, Grillandus, Peter Pipernus ed altri. Ed assolutamente vero che, prima di questo carnevale dellInferno e molto sotto ad esso, rimase viva per tutto il tempo tra la gente lantica magia pre-EtruscoRomana e con essa unaltra stregoneria che non aveva nulla a che fare con linferno o i diavoli o il peccato originale o qualunque cosa fosse ebraica, persiana, cristiana ed essa visse, incurante degli uomini dotti e dei preti e della loro piet. La mania della stregoneria mor e la Chiesa sta morendo velocemente; tuttavia, qui in Toscana, la stregoneria senza un diavolo o un Dio lo sciamanesimo dellantichit con un poco di colore etrusco -romano posteriore sopravvive, come tutto in questo libro indica. La conoscenza ispira riflessioni molto strane riguardo alla reale natura dellItaliano del Nord, perch tale capacit di sopravvivenza indica carattere. Il conservatorismo degli antichi Romani era il loro tratto peculiare. Non si trattava di una cieca adesione come quella degli Egizi ad un ordine di cose stabilito, perch era basato sul buon senso. Questo fortemente manifesto nelle opere di Catone e di Varone sullagricoltura. Essi osservavano strettamente tutti gli antichi riti ed insegnavano anche incantesimi, molto simili a quelli delle streghe; ma sotto a tutto ci vi era uno spirito di indipendenza. Catone dice (De Agricultura, c. 3, 5): Rem divinam, nisi Conpititalibus in conpito aut in foco ne facit--haruspicem, augurem, hariolum, Chaldum ne quem consulisse velit, segetem ne defrudet, nam id infelix est. LItalia, nei suoi momenti pi b ui come ai tempi di Crescentius o dei Borgia (perch Cesare Borgia mirava ad una Italia unita e Machiavelli era un vero patriota) , non desiderava avere poche menti illuminate. Cos mi pare che, anche in questa stregoneria contadina che si conservava nonostante la Chiesa, vi sia una sorta di conservatorismo che non si sottomette alla Chiesa, perch una forma di sovrannaturalismo troppo potente. E cieca, umile ed ignorante ma possiede una sorta di vitalit ed indipendenza propria che indica grande potere. Non assurdo,

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alla luce dellipnotismo e delle influenze conosciute dellimmaginazione (qualunque possano essere) che dei contadini ignoranti credano in una quantit limitata di incantesimi e magie. Catone lo fece e fu uno degli uomini pi sensibili mai vissuti. Ci che meraviglia che la sua limitata quantit di superstizione si sia conservata contro la stupenda e sottile influenza di una superstizione molto pi grande. Come dice Marcellus, potrebbe essere Venenum, veneno vincitur. Quando gente dalla mentalit media mi chiedeva In cosa credono gli zingari?, spesso accaduto che la giusta risposta fosse Esattamente in ci che voi fate nulla in assoluto! Perch la semplice ammissione indifferente, non meditata della verit di una religione o de llesistenza di un Dio non costituisce fede e vi sono molte poche persone, diciamo a Londra, che se un nuovo tipo di religione dovesse divenire di moda, non mancherebbero di cadervi dentro pensando ben poco alla sua reale natura. Ma che sia una questione di scienza, chimica, economia politica, slute pubblica, navigazione o morale, non ci si pu semplicemente adagiare, perch essa richiede intelligenza attiva. Un prete fissa molto facilmente un punto disputato in teologia con il suo ipse dixit, ma un avvocato non pu liberare il suo cliente semplicemente esperimento la propria convinzione della sua innocenza. Egli deve lavorare sodo per provare la sua tesi. Ma per quanto un cristiano possa essere indifferente e tiepido, c sempre qualcosa nel corso della sua vita che mostra la fede in cui nato e cos, siccome le streghe e gli stregoni toscani o di altre zone non professano alcuna dottrina, si potrebbe dedurre dalle loro tradizioni ed incantesimi diverse cose curiose e molto originali, che indubbiamente un tempo venivano insegnate o credute con grande zelo. Sono le seguenti: il lettore avr notato da molti passaggi ed aneddoti di questopera che la stregoneria come esiste ora in Italia molto diversa da quella che veniva o viene rappresentata essere nel Nord Europa. Talvolta questultima, come veniva insegnata dai preti con il suo principio di vendita dellanima al diavolo, appare come una cosa completamente vile e diabolica. Ma tutto ci cristiano. La vera stregoneria italiana, e particolarmente quella toscana, in s assolutamente pagana. Non ha nulla a che fare con patti con Satana, con linferno o il paradiso. Quando il diavolo o i diavoli vi sono menzionati, lo sono sotto falsi colori, perchessi sono semplici spiriti, magari malvagi ma non esseri il c ui unico scopo di distruggere le anime. Secondo il cattolicesimo romano, e potrei anche aggiungere il primo protestantesimo, vi sono sciami incredibili di diavoli (molti di pi degli spiriti buoni) che sono tutto il tempo occupati a tentare ed a dannare lumanit e nella maggior parte dei casi hanno successo con grande facilit.

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La stregoneria italiana come una dote. Pu essere assunta volontariamente accompagnandosi a delle streghe, studiando la loro tradizione e prendendo parte ai loro incantesimi; questo pu essere fatto con spirito buono o cattivo ed in nessun caso lanima dannata per questo in senso cristiano. Le streghe evidentemente non sono tanto avanzate nellumanit e nella religione dellillimitata compassione ed amore divini da concepire c he unanima possa essere inviata allinferno per leternit per aver dimenticato un Ave Maria, come viene illustrato in maniera molto bella da molte storie cattoliche autenticate. Il dono della stregoneria non invero per tutti. Molti lo desiderano ma in realt molto pochi lo ottengono nei suoi gradi superiori. Ma uno che lo ottenga dovr conservarlo fino a quando qualcunaltro lo prender nel qual caso la strega , comera, assolta e ripulita da tutti i suoi peccati. Certo, lei pu indurre con linganno una persona ignara a prendere il potere fingendo di lasciarle uneredit la preziosa eredit la sua stregeria. Perchella non pu morire finch una strega e molto spesso desidera andare in cielo o comunque occuparsi di se stessa e talvolta ci vuole tutto il suo ingegno per liberarsi dellincomodo. Come ho gi detto, vi ora un prete a Firenze che stato preso in tal modo da una strega morente la quale, dopo avere ricevuto da lui lassoluzione, ingrata lo ha raggirato offrendogli uneredit che egli ha accettato e che lo ha mutato in uno stregone. Ed ora egli va in giro per la citt confessando e facendo magia alternativamente, dando sacramenti che suppongo siano in una forma o nellaltra, come un medico eclettico che tratta i suoi pazienti sia con lallopatia che con lomeopatia, come preferiscono. A Venezia si pu perdere la stregoneria se dalla strega fuoriesce anche una sola goccia di sangue mentre sta esercitando il proprio potere sovrannaturale o anche se viene colta ad esercitarlo. In una storia di Firenze, raccontata come accaduta in un altro luogo, ad una ragazza viene tolta la stregoneria impedendole con la violenza di partecipare al sabbat. Tutto questo indica un tipo radicalmente diverso di strega rispetto a quello descritto da Sprenger, Bodinus, Wierus e mille altri scrittori. E particolarmente notevole la credenza che gli stregoni e le streghe molto potenti quando muoiono divengano spiriti che vagano per la campagna in nuvole o vapori o tempeste o vagano sulla terra travestiti da mortali. Questa la stessa dottrina degli Indiani del Nord America, tra cui si sente continuamente parlare di Glooskaps, Manobozhos e Hiawathas, un tempo stregoni umani, ma non si sente mai una parola su un qualche Grande Spirito eccetto che nei trattato con il governo e nelle interviste con i missionari, essendo esso pressoch sconosciuto fino a quando non ne sentirono parlare dai bianchi. Allo stadio dello sciamanesimo luomo

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sempre eufemistico e rende spiriti i suoi amici o i grandi uomini defunti. In Romagna si credeva anche che coloro che hanno la fede delle streghe muoiano ma riappaiono nuovamente in forma umana. Questa una dottrina esoterica piuttosto oscura, conosciuta nelle famiglie di streghe ma di cui non si parla molto. Un figlio nasce e, dopo una debita consultazione famigliare, una qualche vecchia e saggia strega rinviene in esso un nonno morto da lungo tempo dal suo sorriso, dalle sue caratteristiche o dalla sua espressione. Cos si tramanda lo sciamanesimo, antico come il mondo, del Grande Lama del Tibet lo strano e misterioso centro della religione pi antica del mondo. Il Dr. O.W.Holmes ha acutamente osservato che, quando nasce un bambino, qualcuno abbastanza vecchio da avere triangolato la successione pu in esso riconoscere molto spesso il nonno o il prozio. Nelle famiglie di streghe, che si stringono tra loro e tra loro si sposano, queste triangolazioni conducono a scoperte di palingenesi pi frequenti rispetto alle altre famiglie. In una delle strane storie di questo libro riguardo a Benevento, un padre rinasce come suo figlio e quindi sposa la sua seconda madre. Ma lo spirito dello stregone defunto ha certamente talvolta la possibilit di scelta nella faccenda ed occasionalmente egli sceglie di rinascere come un nobile o un principe. Nello scrivere quanto sopra, ho avuto le seguenti informazioni sulla trasmigrazione delle anime e la riapparizione degli antenati nei loro discendenti. Talvolta nella sua vita un uomo potrebbe dire Dopo la mia morte che io possa rinascere di nuovo come stregone, perch vorrei vivere di nuovo!. Ma non nemmeno necessario dirlo perch, se egli ha detto una cosa del genere, anche senza pensare alle streghe, esse lo vedono e lo odono. Cos accadr che egli rinasca anche dal figlio di suo figlio di suo figlio e cos sar il proprio bis-bis-nipote o bis-nipote o nipote. E quando uno cos nasce, viene riconosciuto come stregone o strega, perch avr occhi fieri ( occhi burberi), molto abbassati e maligni, capelli molto spessi e questi sono i pi cattivi di tutti. Uno di essi nacque in un paesino della Romagna chiamato Castrocaro. Era una fanciulla cresciuta con una mentalit maligna ed un cuore duro, o nessun cuore, cos che quando divenne una donna non ebbe nessuno con cui avere dei bambini suoi. Ed ella disse che sarebbe rinata come strega per vendicarsi di coloro che odiava, il che significava tutti, visto che non amava nessuno. E cos accadde che, molti anni dopo, la moglie di suo nipote diede alla luce una figlia con occhi abbassati e cattivi e pesanti capelli neri, limmagine stessa di una strega. Ed in un sogno la madre ud: Questa bambina non tua figlia ma una strega malvagia che sar completamente selvaggia e, accada quel che accada, far molto male a

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tutti! E cos si seppe che ella era rinata sotto forma di bambina, ma era in realt uno spirito di male e vendetta; in breve tempo, tutti a Castrocaro si ammalarono ed i bambini furono stregati. La povera madre fu obbligata a diventare una strega, ad obbedire alla terribile figlia ed a fare tutte le azioni terribili che ella le ordinava , e non osava confessarlo a nessuno. Il padre si questo essere terribile infine comprese tutto ed ag in tal modo: organizz una grande festa con un grande ballo in una grande piazza pubblica e riun da un lato tutti coloro che erano stati vittima della strega, mentre dallaltra vi erano molti preti con dellacqua santa. Alle undici di sera cenarono ed a mezzanotte le streghe desiderarono andarsene. Ma i preti le trattennero ed obbligarono la figlia a curarle, a togliere la stregoneria da tutte le sue vittime. La legarono con delle corde e cantarono: Tutto il male che tu hai fatto tu lo possa riparare e in cielo tu non possa andare; n in forma di gatto n di nessun animale tu possa tornare. Requiescat in pace. Amen! Ed allora lo spirito delle strega, facendo un suono terribile come uno stridor di catene e spargendo fiamme scomparve e non fu mai pi rivisto. In questa storia possiamo vedere il processo grazie a cui la strega o il mago, rinascendo, diviene pi potente e passa ad uno stadio pi alto come spirito. Questo estremamente interessante perch fornisce una chiara comprensione del metodo per cui un uomo o una donna che viene temuto diventa un Dio. E pressoch la stessa cosa nel Bramanesimo, nel Buddhismo e nello Sciamanesimo Tibetano. Nuove incarnazioni in forma umana danno maggiore potere. Questa storia ancora pi notevole in quanto la narratrice era perfettamente convinta della sua realt. Riguardo a questa storia, ella osserv che vi sono streghe molto buone cos come molto cattive e che vi unaristocrazia molto lontana dal volgo, o le streghe comuni. Ella, infatti, mi fece capire che nel mondo della stregoneria vi sono le stesse distinzioni che vi sono nel nostro mondo. La credenza che gli uomini possano divenire Dei scrive Mrs. Hamilton Gray (Hist. of Etruria) molto antica tra gli Etruschi. Ne Il Libro Acherontico di Tagete, tradotto da Labeo, vi erano certi riti tramite i quali le anime potevano divenire Dei, chiamati Dii -Animale perch erano state anime umane. Prima di potere diventare Divinit superiori, esse erano Penati e Lari. Questo concorda con la credenza attuale. Molto caratteristico il fatto che questi devoti credono in due distinti gruppi o sistemi di esseri sovrannaturali uno composto di danti, angeli e della gerarchia celeste delle Scritture e laltro di spiriti i quali, ad un esame, si rivelano essere i membri dellantica mitologia etrusca, con aggiunte sciamaniche di morti che furono stregoni particolari. Per illustrare sia questa che la credenza nel

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potere di una promessa o di un giuramento fatto agli spiriti, trascrivo questa curiosa storia, che ancora pi curiosa in quanto la donna da cui lho avuta credeva assolutamente nella sua realt. Il suo giusto posto sarebbe forse stato tra gli spiriti, perch mi stata raccontata per illustrare la maniera in cui gli spiriti, o folletti, sono nati, ma in stretta relazione a ci che viene descritto in questo capitolo. Zanchi era un uomo generalmente amato e stimato ed era devoto alla sua famiglia. Ebbe prima una moglie che mor, e poi unaltra che non visse a lungo e da ognuna di esse ebbe un figlio. Il suo cuore era, tuttavia, desideroso di una figlia, perci si rispos ancora ed ebbe dalla sua terza moglie altri due figli maschi. Egli era quasi disperato pensando che non avrebbe avuto questa gioia che per lui sarebbe stata cos grande. Ora, tutti i suoi figli morirono eccetto due ed egli continu a pregare per una figlia, rivolgendosi non solo a tutti i santi, ma anche agli antichi spiriti della zona, dichiarando che se avesse potuto solo avere ci che desiderava sarebbe morto con gioia a patto che avesse potuto ritornare sulla terra per vedere la bambina. Ora, questo voto non rest inosservato perch se i santi non vi badarono lo fecero gli spiriti e dopo non molto egli ebbe una figlia, che amava teneramente; ma quando la bambina ebbe otto mesi di et, il voto venne reclamato ed il padre lasci questo mondo per un altro. La vedova era una donna dal cuore tenero e devota ed amava i figli del marito come la sua propria figlia; ed ogni notte pregava davanti ad unimmagine per i suoi figli ed il marito deceduti. Una notte ella vide una forma che si librava sulla figlia dormiente e vide che era lo spirito del marito. Egli torn notte dopo notte. Con il tempo la vedova mor ma Zanchi, grazie al suo voto, divenne uno spirito e continu a fare visita ai suoi figli, specialmente alla figlia. Qui vediamo che un uomo, grazie ad una preghiera ad antichi spiriti pagani, diventa uno di loro. Non vi sono indicazioni che venne punito semplicemente si trasfer interamente in unaltra regione. Da tutti gli incantesimi contenuti in questo libro possiamo osservare che anche il peggiore del male fatto dalle streghe italiane si basa su una sensazione individuale di negativit. Nella stregoneria tedesca o inglese la maga agisce per pura malvagit: come principio generale, non risparmiando lamico o il nemico e facendo tutto ci che fa piacere al diavolo. Lo stregone o la strega agisce per gelosia, invidia o odio personale. Egli o ella danneggia una persona perch stata pagata per farlo da una terza persona. I folletti, o spiriti, fanno del male ma perch i contadini non li benedicono mai o, peggio ancora, parlano di loro in maniera irrispettosa. Si dice quasi eccezionalmente di Spulviero che, quando viveva come stregone, era cos malvagio che colpiva chiunque indifferentemente. Secondo limmagine di

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questa classe di esseri dipinta dagli antichi dottori in stregoneria della Chiesa, questo sarebbe stato solo suo dovere. In Italia la vendetta viene serbata profondamente quanto nelle terre di frontiera in America troviamo molto di quelle zone nella stregoneria, ma solo a causa della natura umana. Le streghe di una certa classe hanno la loro dimora in strani luoghi selvaggi. Mi stato detto che: Quando uno passa accanto ad una caverna dove dimorano le streghe o sian folletti o siano le fate si fa il segno della castagna e ripete: O strega maledetta, che da me tu possa stare sempre distante! La storia seguente mi stata fornita mezza cantata e mezza recitata, ma il s, s era sempre cantata e talvolta con una strana ri sata; le streghe formano delle barche con le piume degli uccelli ed in un istante esse volano: In un attimo esse volano sopra a terre e fiumi ma devi stare attento, s, s! a fare i letti dei bambini con le piume. E se uno ha dei bambini, s, s! con le piume dei letti esse faranno loro molto male. E voi vi troverai in mezzo, s, s! corone fatte di piume a forma di cappone. E state attenti, s, s! a farci dormir i bimbi se non ve li volete far stregar. Se volete che i bambini dormano e non vengano stregati, dovete tenerli lontani dalle piume. Ed ora finita, s, s! Racconta la tua storia, amico mio, s, s! Perch la mia giunta alla fine, s, s! In questa grezza canzone, che non venne improvvisata ma ripetuta come se fosse ben conosciuta e fosse parte di una narrazione pi lunga (la mia informatrice stata molto attenta al fatto che io mettessi i s, s nei posti giusti), lallusione a barche fatte di piume classica. Le piume dice Friedrich sono simbolo di volo ed ispirazione. Cos le Muse venivano rappresentate con piume sul capo per esprimere il volo ed il rapimento poetico. Le avevano conquistate dalle Sirene. Cos come vi sono streghe buone e streghe cattive, esse fanno dei doni che possono portare buona o cattiva sorte; ma questi devono essere accettati con grande sospetto o un uomo potrebbe ritrovarsi indiavolato senza saperlo. Se qualcuno ha involontariamente accettato da qualche vecchia delle castagne secche o delle noci o delle mandorle ed in seguito sospetta che essa sia una strega, non dovrebbe mangiarle o si potrebbe ritrovare stregato. In un caso del genere, che egli attenda fino a marted o venerd e quindi prenda della ginestra verde esattamente a mezzogiorno o a mezzanotte. Quindi ne formi una croce e la metta sul fuoco, ponendo su di essa i doni della sospetta strega e dicendo:

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Se sei una strega, strega, strega, strega! Tu sia maledetta e su per il camino, maledetta, tu possa saltare come queste noci (o qualunque altra cosa sia) e bruciata tu possa restare! Ma le streghe sono furbe. Uno dei loro trucchi consiste nel lasciare cadere un anello incantato. Se qualcuno lo raccoglie e se lo mette al dito, comincer a consumarsi come una candela che brucia. Allora, scoperto questo, egli dovr fare un grande fuoco di ginestra e mettere lanello molto vicino al fuoco, quindi dire: Se questo anello stregato, su per il camino possa saltare in compagnia della ginestra che i ho appoggiato, appoggiato al focolare! Allora, se lanello stregato voler su per il camino, ma egli in quello stesso istante dovr prontamente fare la castagna con entrambe le mani, altrimenti esso ricadr e luomo rimarr stregato. Vi anche un altro incantesimo da fare quando si riceve in dono qualcosa da mangiare da una donna anziana. Prendete una scopa e mettetela presso il fuoco, gettate parte del cibo sospetto tra le fiamme e dite: Se la roba che tu, o vecchia indegna, mi hai dato stregata, nel tempo stesso che la butto nel fuoco, o vecchia indegna, tre colpi possa fare: uno sopra il camino che tu possa accettare (a te diretto), uno dalla finestra che quella sempre arda come tempesta ed uno alla porta che in casa mia entrare pi non possa! Strega, strega, strega vile e nera, brutta strega! Possiamo osservare qui che le streghe del tipo maligno effettuano i loro peggiori incantesimi donando cibo e che questo una caratteristica prominente nella stregoneria italiana pi che in qualunque altra. In tal modo esse mutano la gente in animali o li costringono a credersi mutati in persone del sesso opposto. Ed per questo che erano famose nellantichit, come riferisce Fulgosus (lib. 8, cap. 2): In Italia vi sono certe donne che, con certi tipi di cibo, agiscono sulle menti umane in modo che esse si credano essere ci che non sono. Queste idee sono state probabilmente prodotte in primo luogo da suggestione o ipnosi e secondariamente dalla somministrazione di determinati veleni quali lo stramonio, che causa strane illusioni. Fulgosus suggerisce comunque che queste sono illusioni e che, probabilmente, il mutare uomini in animali da parte di Circe e la fanciulla egizia che si credette una giumenta e venne curata da Hilarion erano tutte torte cotte dalla stessa farina. In questo il lettore concorder senza dubbio con lui. I ragazzi di strada e le canaglie, che in Italia sono crudeli come negli altri paesi, hanno un metodo molto semplice per accertarsi se una vecchia sia una strega. Se doveste vederne una per strada dovete seguirla, facendo il segno della castagna e gridare dietro di lei per molte volte: Strega, strega,

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strega, fico! (significante il segno della castagna) E se lei si volta e risponde Zident! (Romagnolo, in Italiano Accidenti!) Cattiva sorte a voi!, potete stare certi che una strega. Ma deve rispondere con queste parole e non con altre. In Italia la strega non viene identificata tanto con la scopa come proprio veicolo quanto nel Nord Europa. Ella cavalca una capra, ma viene tenuta lontana o esorcizzata con una scopa, cosa che ha unantica origine latina. In antico la scopa era simbolo di purificazione da qui una protezione magica contro gli spiriti maligni che amano la sporcizia. Perci Varone riferisce che, quando nasce un bambino, la soglia di casa veniva toccata con una scopa, unaccetta ed un pestello per tenere lontani gli spiriti; questo pressoch uguale allusanza romagnola di lasciare una scopa per traverso nella porta per impedire alle streghe di entrare. Infatti, in tutti gli esempi che ho raccolto lunica allusione alla scopa riguardo alle streghe come oggetto che temono molto. Quello che Silvanus (considerato uno spirito che fa delle cattiverie) temeva di pi erano la scopa, laccetta ed il pestello o i tre principali simboli di cultura, pulizia e fertilit. Dopo aver scritto quanto precede, sono venuto a conoscenza di quanto segue, che prova che lintero antico rito come viene descritto da Varone viene tuttora osservato. Quando nasce un bambino, per liberarsi dalle streghe si devono prendere unaccetta, un pestello ed una scopa e si devono mettere tutti e tre a forma di croce sulla soglia di casa; colui che lo fa deve dire: Tutto questo lho incrociato perch voialtre streghe maledette il soglio della mia casa non potete traversare! Il pestello viene considerato per qualche ragione molto efficace in magia. Le streghe in Italia come nelle province del Danubio amano danzare e rotolare e volare in una confusione selvaggia, dandosi la caccia a vicenda sulle cime dei rami ondeggianti e, quando essi si muovono molto con poco vento, potete essere certi che o loro o delle fate sono l. Sulle cime di alberi ondeggianti, quando si flettono nella brezza, allora che le streghe danzano, come fanno capriole e saltellano su e gi al ritmo di un flauto, saltando alla luce della Luna!

Gli uomini della grandine e delle nuvole


Sei entrato nei tesori di neve? O hai visto i tesori di grandine? Job. XXXVIII, 22 Nuvole fluttuanti marinai dellaria! Schiller Penso fosse Washington Irving a descrivere un uomo che desiderava essere superstiziose perch pensava che chi lo era dovesse vivere in una sorta di terra fatata. Anche Walter Scott desiderava credere a ci con il suo forte

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buon senso scozzese, rafforzato dalleducazione, rifiutava. E se la fede del Medioevo non avesse insegnato agli uomini che ogni concetto sovrannaturale che non sia incluso negli insegnamenti della Chiesa era infernale e che lo erano anche fate, elfi e diavoli, gli uomini di quel tempo avrebbero potuto certamente essere pi felici e circondarsi di baldacchini sempre diversi, con ghirlande e stelle dorate, riconoscendo nella rugiada la mano di uno spirito artista, adornando con perle liquide i fili derba, vedendo occhi di luce nelle gocce di pioggia ed udendo sussurri damore nella brezza. La maledizione, o bando, della Chiesa venne rimossa dalla poesia durante la Riforma, la terra elle fate ritorn a vivere ed a prosperare nelle parole di Shakespeare ed invero in quella di altre centinaia, se non migliaia, di altri scrittori. In realt, nonostante le sue cause prime stessero morendo, essa ricevette uno sviluppo cos grande che il suo che il suo potere fu pi grande che mai, come una pianta di fragole che, morendo in un posto, invia i suoi semi in un altro e, da arido, esso diventa in breve tempo fertile e produce abbondanti boccioli coloro avorio e frutti di corallo con macchiette dorate. Esempio che calza invero bene, in quanto la fragola il frutto fatato per eccellenza. Jerome Bosch, in uni mmagine, gli d il potere di mutare gli uomini in strani esseri. Questa cosa stata presa poco in considerazione. LElfo, che era letterale e molto limitato o quasi un luogo comune per i contadini, ebbe la sua apoteosi nelle menti raffinate e coltivate de llera doro della letteratura inglese con Ariel. E, per dire la verit, non esiste una cos squisita adorazione della terra degli Elfi come quella che si trova nelle opere di Shakespeare, Herrick, Drayton ed in innumerevoli ballate e leggende che questo Rinascimento fatato ha chiamato alla vita. Il Vescovo Corbet era in errore quando diceva che le Fate erano dellantica professione o cattoliche. Esse erano tutti diavoli dannati, sotto la Chiesa, e divennero deliziose piccole Divinit solo per i Protestanti. Questo punto di vista potrebbe essere nuovo per molti dei miei lettori, ma vale la pena di considerare seriamente quanto sia prezioso un senso artistico ben coltivato o quanto un istinto per la bellezza preservi luomo dalle influenze maligne e rivoltanti. I contadini italiani odierni non identificano le streghe con le orribili megere della Germania e dellInghilterra, che si incontrano semplicemente per adorare il diavolo. Il loro capo non lo sporco e volgare Diavolo ma una bella signora come Diana. Ed ecco che abbiamo qui il risultato di una certa raffinatezza dellarte che neppure i monaci sono riusciti ad estinguere. Non solo vero che un uomo che crede come lIndiano dAmerica che ogni albero e pietra abbia uno spirito che vi dimora sempre in una sorta di terra delle fate, ma anche invidiabile il fatto che egli non mai solo. Quando siede in un bosco selvaggio vicino ad

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un albero verde o color ruggine, egli consapevole della presenza degli Elfi o vede da molti segni che sono passati di l. Ogni vestigia dellantichit, punte di freccia, vasellame e selci cave, stata toccata da mani fatate e tanto pi se si tratta di vestigia dellantichit come rocce, fiumi e foreste. Per la mente realmente raffinata o coltivata vi un campo infinito per queste sensazioni, se chi la possiede ha molta familiarit con tale tradizione; perci anche noi possiamo vivere nella terra delle fate e: By a spell to us unknown we can never be alone (grazie ad un incantesimo a noi sconosciuto possiamo non essere mai soli). Io non penso che Shakespeare o Herrick credessero realmente nellesistenza delle fate, ma sono certo che nessun contadino del X secolo abbia mai popolato le foreste ed i campi con esseri fatati ed associazioni pi belli di quanto fecero loro. E, dopotutto, chiss quanta vita e mistero e regno fatato e regno degli spiriti giaccia realmente nella Natura quali elementi e sensi e leggi che ci sono ancora sconosciute? Continuate a dormire ed a sognare non ancora tempo per luomo di essere risvegliato dal suo riposo potete giacere ancora un poco! Leggi, padroneggia e digerisci interiormente, o lettore, tutto questo folklore dei tempi antichi. Non ti far alcun male avere la mente piena di immagini fatate come quella di Don Quixote lo era di sogni di cavalleria. Perch mentre la poesia non da meno, il valore storico e le lezioni che insegna sono di grande importanza. Avrete letto questo libro con poco scopo se esso non vi avr indotto a riflettere sul fatto che, studiando gli stupefacenti errori del passato, impariamo quanti di essi rimangono e quanti pochi tra noi li comprendono. Vi tuttavia un fascino particolare nella conoscenza di ci che luomo ha creduto realmente, che sia vero o falso. Io amo guardare le zigrinature ed i nodi negli alberi e ricordare che sono stati causati dalle teste delle streghe che sono state seppellite accanto ad essi e che si costringono nuovamente a vivere; o scrutare attraverso una selce bucata per aiutare la mia vista e magari vedere gli Elfi. O guardare le nuvole come navi marinai dellaria e pensare ai tesori di grandine immagazzinati in esse! E questo richiama una delle concezioni pi strane e squisitamente belle dellantichit che vi sia, lontano nella Terra delle Nuvole, una citt misteriosa chiamata Magonia in cui si forma la grandine e da cui essa viene portata su navi che sembrano come nuvole che navigano nel verde dorato del tramonto. I monaci, che hanno indemoniato, rimpicciolito e sporcato ogni cosa, hanno aggiunto a questa fantasia che queste navi venivano condotto da streghe e diavoli allo scopo di distruggere i raccolti e che per il ritorno venivano caricate della frutta cos danneggiata o distrutta. Su questo

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tema lArcivescovo Agobardo di Lione, del X secolo, si espresse come segue: La maggior parte della gente cos stupida da credere e dichiarare che vi sia una terra chiamata Magonia da cui provengono navi che solcano laria e che ricevono a bordo tutta la frutta che viene distrutta da grandine e tempeste. E che le streghe che causano le tempeste sono in collegamento con lequipaggio della nave e sono da essi pagate. Il medesimo Vescovo riferisce che egli stesso una volta salv la vita di 4 esseri umani, 3 uomini ed una donna, che il volgo voleva lapidare a morte perch credeva che essi fossero gente proveniente da Magonia che fosse caduta da un vascello-nuvola durante una tempesta. E un vero peccato che il Vescovo non ci abbia lasciato alcun racconto in merito a questo quartetto come apparivano e quale lingua parlassero. Immagino che sarebbe stato provato che si trattava di zingari! Sic vita. Ma imparo dallAnthropodemus Plutonicus di Praetorius che questi Graupenmenschen, o uomini-grandine di Magonia, sono rari artisti elfici e che qua e l essi foggiano la loro merce in strane forme ed entrano nel proprio lavoro anche loro stessi o per magia fanno s che in esso appaiano piccoli esseri fatati, allo scopo di presagire misticamente strane cose. Davvero memorabile quello che accadde nellanno di cristo 1395 quando caddero, come pioggia di ciottoli, magnifici chicchi di grandine su cui vi erano dei volti umani, sia maschili che femminili. I primi avevano delle barbe come quelle degli uomini, le femmine avevano capelli lunghi e veli ed essi vennero visti da un uomo altamente credibile, che li tenne anche in mano, come dichiara Cranzius in Wandal, lib. 9, c. 3. Ed a Cremona, nellanno 1240, nel monastero di San Gabriele, cadde un chicco di grandine in cui si pot vedere, come se vi fosse stata scolpita con attenzione, la forma di una croce con il volto del Signore Cristo e le lettere JESUS NAZARENUS. Ed una delle gocce dacqua provenienti da esso, bagnando gli occhi di un cieco gli diedero la vista, come appare dallo scrittore Vinsich, Histor. lib. 30, c. 138 e da lui Majolus, p.15 d.tom.; ed anche Nauclerus, Gener. 41, i cui fatti autenticati dovrebbero di per s mostrare che gli abitanti di Magonia erano dei buoni cristiani. M.Heinrich Gobald, in Breviar. Histor., pag. 473, dichiara che il 18 giugno del 1650 vi fu, come annunciate da Presburg, una terribile tempesta di grandine, come nessuno aveva mai visto. I chicchi erano di varie forme ed alcuni di essi erano grossi come teste di Turco. Dopo poco tempo giunsero guerre, fame, rivelazioni e rivoluzioni, adulteri e corrotti vennero colpiti a morte e da questo si dedusse che: Un Figlio della Mezzanotte regner a lungo ed il suo dominio sar duro come ferro e pieno di dolore; quando pestilenza, fame e guerra

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prenderanno il potere. Tuttavia, allinizio egli governer Mosca con molt a pace e diverr un monarca potente. Seguono 40 pagine di profezie selvagge su ci che accadr nellanno 1666, secondo quanto presagito dai chicchi di grandine. Io, e forse anche tu, lettore, ho visto cadere insieme chicchi di grandine piccoli e cos grandi da ricordare la testa di un Turco con il turbante, ma non mai successo che questo fosse presagio di eventi politici. Non pensiamo neanche al Figlio della Mezzanotte, che comunque un bel termine che potrebbe servire come titolo di una novella o di un poema. Tuttavia, quando vedi le navi-nuvola che viaggiano nel cielo, potresti ricordarti della misteriosa citt di Magonia e, quando verrai colpito da un chicco di grandine, considerarlo come un gioco degli artigiani fatati di quella famosa citt. Appare da molte fonti autorevoli che ci che a noi appare come nuvole fluttuanti marinai dellaria siano in realt imbarcazioni misteriose o molto spesso spiriti che si affrettano per il cielo, le navi ed i marinai della graziosa terra delle nuvole diretti lontano per uno scopo; vi in merito una storia molto strana raccontata da Meteranus (Niederland Histor., b. 28). Per prima cosa, ricordiamo che come gli eroi norvegesi del Valhalla si incontrano ogni giorno per fare le prove dei loro antichi duelli e lotte, essere uccisi e quindi rivivere, cos i misteriosi abitanti della terra dellaria ritornano sulla terra nellanniversario di qualche antica battaglia, come in America le battaglie di Bunker Hill, Concord, Saratoga ed altre, anche se recenti come quella di Gettysburg, ed eserciti spettrali le celebrano combattendo nuovamente la battaglia di notte. Cos accadde che in Francia, nella terra di Angoulme, nel dicembre del 1608, fluttuarono in cielo molte piccolo nuvole che parevano ciottoli sulla sabbia spostati dalla marea crescente. Quindi, una ad una e poi due a due, cominciarono a cadere verso la terra dolcemente e gentilmente, come fiocchi di neve. Una ad una e due a due, crebbero come uno squadrone possente. E quando toccarono terra divennero improvvisamente guerrieri. Tutti loro dichiara Meteranus erano uomini molto alti, diritti e belli; avevano armi blu, bandiere e tutto il resto di un color ceruleo o blu cielo; e di essi ve ne erano 12.900. Ed essi si divisero in due eserciti e combatterono dalle 5 di pomeriggio fino alle nove di sera, quindi svanirono tutti. Ma principalmente nel deserto silenzioso o nelle montagne solitarie, in luoghi nascosti lontano dalle pianure che vediamo questi esseri che sono corpore area, tempore eterna (di forma aerea ma con unanima eterna) che volano per il cielo su mistiche imbarcazioni erranti. Talvolta essi si fermano, tuttavia, per un periodo, o di loro spontanea volont o a causa dellincantesimo di uno stregone, e costruiscono con un solo pensiero delle

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torri cinte da nuvole e bei palazzi, rosati e dorati nel sole morente, volte con pilastri, cittadelle di perla e file e file di bastioni, ripetuti come scale gigantesche che si perdono alte nellaria. A coloro che hanno il dono, essi appaiono come se fossero realmente costruzioni umane e questo non stupisce, perch esse sono fatte appositamente per sembrare nuvole per deludere lumanit. Perch Magonia invero : Una grande e strana citt, pi amabile nelle sue luci di tutto il verde dorato delle colline e nelle sue ombre gloriose lontane. Il porpora versa confini di nuvole tonanti, una citt di tutti i colori e di belle forme e baluginii di acqua che cade giorno e notte Illuminata dalle fonti dellarcobaleno di giorno, illuminata dalla pioggia di stelle colorate di notte e fuori, lontane e dormienti nella luce, le isole e lazzurro del male e pi in alto, attraverso un labirinto di guglie e torri e ripidi muri di alabastro, la citt si erge tutte le sue facciate ingioiellate che splendono verso il mare Fi no a che, alla fine, attraverso miglia di aria tenebrosa, le montagne blu e viola chiudono il cielo. Ho scritto questo nella citt di Firenze nel maggio 1891, mentre un giorno stavo conversando con una donna che entr in casa mia proprio mentre stava infuriando una tempesta. Ed ella disse: Stavo andando allufficio postale e qualcuno mi disse: Tu sei davvero una strega, perch i chicchi di grandine scaturiscono dai tuoi piedi. Allora entrambi ridemmo ed io chiesi se le streghe fanno grandinare; questa fu la risposta, che trascrissi parola per parola in Italiano: La gente dice che quando il tempo si guasta e cominciano tuoni e fulmini una tempesta causata dal vento e che le nuvole scure sono acqua ed i venti portano in giro queste nuvole che spargono acqua. Ma in realt la cosa molto diversa. Perch lass nel cielo vi sono citt fatte da streghe e stregoni che furono un tempo buttati fuori dal paradiso o che lasciarono questo mondo ed hanno fatto per loro un altro mondo in cielo. Ma anche in cielo essi conservano quei sentimenti negativi (tengono sempre i suoi rancori) che hanno sempre avuto e cos scelgono di peggiorare il tempo, in modo da fare molti danni agli uomini. Ed allora entrano in una barca e la stipano di grandine; e tutte le nuvole che vediamo non sono nuvole daria, ma barche. Quindi il loro capo prende la grandine e la getta ad una strega e cos si colpiscono tra loro e cantano: Tiro queste granate (chicchi di grandine) ma non tiro le granate, le tiro perch si convertano tutte in grandine. E voglio sperare che tutta la campagna a male voglia andare e cos tutti di fame in terra dovranno andare! Di questa Terra della Grandine nel cielo ho ricevuto unaltra storia, che differisce in alcuni dettagli ma che penso non sia meno interessante:

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Quando la gente vede le nuvole in aria dice che si tratta di aria (vapore) ed segno di pioggia, ma in esse vi pi di quanto si supponga. Perch in cielo vi un altro mondo fatto dagli stregoni e dalle streghe che, quando sono morti, non sono stati ammessi al paradiso e cos hanno fatto un mondo per se stessi che ha un mare (lago) interno. E quando il tempo scuro e volano nuvole prima della tempesta, queste nuvole sono barche piene di grandine ed in esse vi sono stregoni e streghe che si gettano l un laltro i chicchi di grandine e cos essa cade a terra e causa grandi danni. Quando questo accade, di dovrebbe invocare lo spirito del tuono (Tituno o Tignia). Le piccole nuvole leggere che passano nella luce quando vi bel tempo sono piccole barche in cui vi sono le fanciulle ed i bambini che le streghe hanno preso prigionieri. Ma, talvolta, quando bello li inviano fuori a navigare nellaria. Possiedo invero un terzo racconto scritto a mano riguardante questi prigionieri, ma dopo averlo letto per 6 volte sono stato obbligato a dichiararlo incomprensibile. E solo una ulteriore testimonianza. C qualcosa in merito al fatto che le streghe avrebbero degli specchi con cui fanno segnali luminosi alle barche di ritorno o con cui fanno dei lampi. Le streghe sulla terra talvolta fanno visita a questa Magonia, o Terra della Citt di Nuvola, ma corrono il rischio di essere catturate o uccise dalle tempeste che loro stesse fanno sorgere. Cos Friedrich Panzer ci narra nella sue Bavarian Tales che, durante la prima met dellultimo secolo, vi fu a Forchheim, nella Franconia Superiore, una tempesta di grandine cos tremenda che la gente temette che lintera citt ne fosse distrutta. Allora i frati francescani si riunirono nel giardino del convento e, non appena pronunciarono la prima benedizione, meraviglia! Una bella donna, completamente nuda, venne gettata da una nube tempestosa gi al centro dellerba; ed i santi fratelli, grandemente meravigliati di questa visione per loro certamente nuova, le si avvicinarono e riconobbero in colei che era caduta cos improvvisamente tra loro la moglie del mugnaio del paese, una donna sospettata da tempo di stregoneria. Uno dei monaci le gett sopra una veste ed ella venne portata allinterno del convento. Cos facendo dice i l racconto (piuttosto oscuramente) essi le evitarono la morte per mezzo del fuoco. Suppongo che questo significhi che ella fece ai Francescani unimpressione cos favorevole che essi protessero la loro proie inattendue (vide Le Moyen de Parvenir) dallessere arrostita. Cos, dai giorni antichi queste storie sono sopravvissute ibernate come i mammuth della Siberia fino a quando qualche scopritore non le rivela ed allora ci si meraviglia che cose simili abbiano potuto rimanere ibernate cos a lungo. Con il tempo ritornano le cose antiche e le antiche medaglie, anche

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se dissepolte, sono ancora pi belle per la loro ruggine. Quanto profondamente (o potremmo dire quanto terribilmente) sia impressa nei contadini italiani la credenza che la grandine sia causata da diavoli e streghe appare da quanto segue, tratto da un quotidiano di Londra del settembre 1891. E interessante in quanto coinvolge la credenza degli antichi Romani nel potere sacro delle campane come conduttrici di diavoli, che venne in seguito convertita dai preti in questo bel racconto: Linsegnante pressoch un estraneo, in Italia, come il prete di Montalto ha ben ragione di sapere. Quando arriva una tempesta, l vi la pratica di suonare freneticamente una delle campane della chiesa, cosa che si suppone abbia un effetto positivo sullumore delladdetto al tempo. Questo venne doverosamente fatto dal sagrestano un giorno della scorsa settimana ed invero egli fortunato che non presta servizio nel nostro clima, altrimenti difficilmente questestate avrebbe lasciato la corda della campana. Comunque, il prete ha la sfortuna di essere troppo lontano dal suo gregge e ferm lo scampano, dicendo alla gente di entrare in chiesa. Non appena la campana si ferm, cominci a grandinare ed il prete non fece in tempo a raggiungere laltare che un contadino chiamato Marca lo riprese amaramente per avere fermato la campana, causando cos la tempesta. Esibendo una roncola, attacc il prete, che par il colpo ma ricevette una temibile ferita da una donna che disse di essere la madre di Marca e nel mentre gridava: Lascia perdere! Allora Marca fugg e non stato ancora catturato. Invero Marca era molto pi pagano che cristiano. Lo spirito dellantica Roma era grande in lui egli non avrebbe lasciato che la fede moderna divenisse favola.

Storie di streghe e goblin


In Romagna e Toscana il raccontare storie una istituzione con delle osservanze. I contadini in inverno si incontrano, magari 10, ve ne possono anche essere 20 o 30 intorno ad un fuoco e, prima di tutto, recitano con debita solennit un rosario o 5 paternoster con gli ave e le altre preghiere e quindi cominciano a raccontare storie di esseri fatati, streghe e folletti. Questa antichissima usanza viene tuttora generalmente osservata. Prima di tutto, alcuni anziani raccontano una storia, che viene poi commentata sollecitando negli ascoltatori i propri ricordi; quindi ne viene suggerita unaltra ed in tal modo di mantiene vivo il folklore. Nellanno 1808 venne pubblicato in Bolognese che , con alcune differenze, il dialetto che parlano questi contadini una traduzione di storie napoletane di esseri fatati che pare siano in buona parte riprese dal Pentamerone di Gian Battista Basile, ma adattate a nuove circostanze. Cos le stesse storie, ora

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conosciute in tutta Italia, sono penetrate in Romagna ma nella regione del bolognese ve ne sono molte le cui tracce si ritrovano nella gamma usuale delle leggende italiane e molto spesso derivano da fonti molto antiche, con elementi e caratteristiche pressoch peculiari. Quelle che seguono sono alcune delle storie che ho udito. Le streghe e la barca Vi erano due streghe, madre e figlia, che vivevano vicino alla riva del mare e la giovane era una bella fanciulla ed aveva un innamorato, che in breve tempo fu l per sposare. Ma si cominci a dire che quelle due donne si erano date alla stregoneria ed avevano comportamenti selvaggi e qualcuno riport la voce al giovane, dicendo che non avrebbe dovuto prendere una moglie del genere. Cos egli si risolse di vedere con i suoi occhi andando a casa delle due donne e rimanendo l fino a mezzanotte, quando sapeva che, se esse fossero state streghe, non sarebbero potute rimanere a casa. Ed egli and e sedette fino a dopo le undici di sera; quando gli dissero di tornare a casa sua, egli rispose: Lasciatemi sedere ancora un poco e cos disse varie volte, fino a che le due non perdettero la pazienza. Allora, vedendo che lui non se ne andava, con la loro stregoneria lo fecero cadere in un sonno profondo e tramite un tubicino succhiarono via tutto il sangue dalle sue vene e ne fecero un budino di sangue o migliaccino, che portarono con loro. Questo diede loro il potere di essere invisibili fino al loro ritorno. Ma vi era un altro uomo alla loro ricerca, quella notte, ed era il fratello del giovane che esse avevano addormentato, perchegli sospettava di loro da molto tempo ed era stato lui a mettere in guardia il fratello. Ora, questi aveva una barca ed ogni mattina notava che di notte qualcuno laveva slegata, concludendo quindi che fossero state queste streghe. Cos si nascose accuratamente nelle barca ed attese, in guardia. A mezzanotte arrivarono le due streghe. Desideravano andare a Gerusalemme per prendere dei garofani (molto usati in magia). Quando salirono sulla barca , la madre disse: Barca, barca, vai per due! Ma la barca non si mosse. Allora la madre disse alla figlia: Forse sei incinta farebbe tre. Ma la figlia neg. Allora la madre grid di nuovo: Barca, barca, vai per due! Ancora non si mosse, cos la madre grid: Vai per due, vai per tre, per quattro, per quanti tu vuoi! Allora la barca fil via come una freccia, come un fulmine, come il pensiero ed in breve furono a Gerusalemme, dove colsero i loro fiori e, rientrate nella barca, ritornarono. Allora il barcaiolo fu soddisfatto di avere avuto conferma che le donne erano streghe ed and a casa a riferirlo a suo fratello, che trov quasi morto e fuori di mente. Egli and dalle streghe e le minacci fino a che non gli diedero il migliaccino. Appena il giovane lo

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mangi, tutto il suo sangue e la vita ritornarono ed egli stette bene come prima. Ma le streghe volarono via non appena egli si alz, sui tetti delle case e sui colli e, a meno che non si siano fermate, stanno ancora volando. Bernoni racconta questa storia nella sua narrativa sulle streghe veneziane ma pi imperfettamente, perch non fa menzione di un innamorato o del risucchio e della rimessa a posto del sangue. Nelle storie classiche di Apuleio e di altri, il succhiare il sangue era lattivit princ ipale della striga, per cui penso che questa possa essere la versione pi antica della storia. Nella storia veneziana, la barca va ad Alessandria ed il barcaiolo ottiene l dei datteri e delle foglie fresche, che esibisce al ritorno come prova della sua avventura. Lottenimento dei fiori del mistico garofano fornisce una ragione eccellente per il viaggio. Hawthorne ha scritto una storia in cui una barca piena di streghe sotto forma di gatti fanno un viaggio simile per ottenere del rosmarino, anchesso erba delle streghe. La vendetta di Pippo Vi era un uomo di nome Pippo che era sposato da poco tempo con una giovane e bella moglie quando fu obbligato ad intraprendere un lungo viaggio. Ed accade cos che questo viaggio fu prolungato a causa di un imprevisto e le sue lettere non raggiunsero la sua casa; cos la moglie, che era giovane e molto semplice, credendo ai pettegolezzi ed alle cattiverie della gente, pens presto che suo marito fosse fuggito. Ora, vi era un rpete nel villaggio che era abbastanza furbo ed ella and da lui a lamentarsi amaramente che suo marito laveva abbandonata, lasciandola incinta. Nelludire questo, il prete apparve molto serio e disse che era molto malvagio da parte di suo marito comportarsi in tal modo; s, che era un peccato mortale a causa del quale sia lei che Pippo sarebbero stati dannati al girone pi basso dellinferno, perch ella avrebbe dato alla luce un bambino che era stato solo cominciato e non finito, perch probabilmente egli sarebbe nato senza la testa o gli arti ed ella sarebbe stata molto fortunata se fossero mancati solo una mano ed un piede o gli occhi. E disse che tutte le donne che portano in grembo mostri del genere sarebbero state certo condannate al peggio. Ora la moglie, che era una semplice contadina, era molto devota e si confessava frequentemente; credendo ad ogni parola del prete si spavent terribilmente e gli chiese cosa fare. Egli rispose che vi era modo di rimediare ed egli lo avrebbe fatto, per salvare lanima di lei e per il bene del bambino avrebbe provato. Ella avrebbe dovuto passare la notte con lui che, grazie ai suoi potrei miracolosi di prete ed alle sue preghiere, avrebbe fatto in modo che il bambino nascesse perfetto ed ella sarebbe stata libera dal peccato. Ma le fece giurare di non dire una parola di ci ad alcun essere umano e specialmente a Pippo, altrimenti sarebbe fallito tutto. Cos

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ella acconsent ed il prete ebbe ci che voleva. Nessuno lo sapeva ma Pippo era uno stregone e, lanciando la sua mente per sapere cosa stesse accadendo a casa sua, venne a sapere ci che era accaduto. Allora, quando ritorn, invece di andare a casa sua prese la forma di una bella suora ed and dal prete. Il prete aveva due giovani sorelle, famose per la loro straordinaria bellezza e Pippo venne ricevuto molto gentilmente da loro e dal loro fratello. Quando chiese alloggio per la notte, le due giovani lo invitarono a dormire con loro, cosa che egli fece, naturalmente seducendole accuratamente. La mattina seguente, rimasto solo col prete, lo guard languidamente e, quando laltro colse loccasione di peccare con una suora, gli chiese di andare in cantina per fare l'amore. Al che il prete rimase estasiato; ma, quando furono soli, Pippo assunse la sua forma naturale, che era terribile, e disse: Io sono Pippo, la cui moglie tu facesti sbagliare con le tue bugie. Tu mi hai fatto del male, ma io ho fatto di peggio alle tue sorelle e peggio di tutti a te, perch ora tu sei maledetto di fronte a Dio, tu, falso prete! Ed il prete non pot dire n fare nulla. Ed arrivarono davanti a lui molti spiriti che lo derisero ed egli dovette lasciare il sacerdozio. E questa fu la vendetta di Pippo. Avrei potuto omettere questa storia realmente boccaccesca, se non fosse che illustra in maniera molto chiara lantipatia dei credenti ne lla stregoneria e degli spiriti antichi per i preti. Una storiella licenziosa che non fa alcuna profonda impressione di moralit od immoralit alla mente degli Europei del Sud quanta ne fa in quelli del Nord, ma il porre distintamente lo stregone contro il prete, o lantica magia contro il cristianesimo , se il lettore vi rifletter, un caso piuttosto singolare. In essa il punto fa indubitabilmente a favore della strega ed molto interessante il fatto che faccia notare che lantagonismo tra lo sciamanesimo e la Chiesa esiste ancora, come sempre esistito indubitabilmente in tutte le epoche. Potrei aggiungere che tra le storie che ho ricevuto dopo che questopera stata mandata in stampa ve ne una intitolata Il prete Arrimini in cui un prete diventa uno stregone, manifestando, come questa storia, un marcato paganesimo o spirito anti-cristiano. Pispi In una zona della Romagna vi era un uomo di nome Pispi che era un grande ladro; s, uno che portava via grandi tesori e tuttavia non veniva mai scoperto. Egli entrava in un caff e conosceva i gentiluomini che aveva depredato, quindi, nellandarsene, diceva: Signori, io sono Pispi, il famoso ladro ma nessuno riusciva a catturarlo o a mettere le mani su di lui; e quando lo incontravano non lo riconoscevano, perch egli mutava volto e forma continuamente, tanto che infine si credette che egli fosse un diavolo.

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Ma, in realt, era uno stregone. Infine fu sul punto di morire ma non vi riusc. E si lament ed implor i presenti di prendere il suo potere, ma nessuno lo accett perch credevano tutti che egli fosse un diavolo. Infine, qualcuno mise due scope sotto il suo letto e cos lui mor. Ma il suo spirito non aveva pace, perchegli aveva lasciato un tesoro. Ora, Pispi era in realt uno spirito buono, perch derubava gente molto ricca e dava gran parte del bottino ai poveri. Cerc quindi qualche poveruomo bisognoso ed infine lo trov nella persona di un prigioniero che era stato condannato alla galera a vita; ed egli gli disse: Con il mio potere ti sbarazzer d alle tue sofferenze e ti liberer. Vai nei boschi nel tal posto e l vi una quercia chiamata Istia; sepolto alla profondit di una yarda troverai un tesoro dentro ad uno stivale che dentro ad un vaso di terracotta. E quando sarai ricco e libero non dimenticare i poveri! E cos Pispi ebbe pace ed il povero prigioniero divenne ricco e felice. Non sarebbe valsa la pena di riportare questa storiella grezza se non fosse stato per il nome del suo protagonista: Pispi un tipico ladro ed in Olanda la mandragora, che si pensa cresca dal gocciolamento del liquido del cervello, eccetera, di un ladro sulla forca, viene chiamata Pisdifje, o piccolo ladro del cervello. Colui che possiede questa pisdifje pu entrare in tutte le case, aprire tutte le porte e rubare liberamente senza venire scoperto. Questa radice veniva chiamata con molti nomi quali mandragora, alraun, forca, mannikin e mannikin di terra in Germania, veniva considerata un demone e riceveva offerte o una sorta di adorazione. Ovviamente, non vi alcuna connessione filologica tra i nomi di Pispi e Pisdifje, ma la connessione delle associazioni tra questi nomi ed il ladro che non poteva venire scoperto e la radice-demone che permette ad un ladro di evitare la detenzione tuttavia molto curiosa. I nani Von wilden Getwergen Han ich gehoeret sagen, Sie sin in Holn Bergen. Das Nibelungenlied Un giorno mi informai se vi fossero degli Elfi o dei piccolo nani in Romagna e mi venne detto che vi erano con queste parole: Dei nani! Ce ne sono molti. Dimorano in luoghi solitari, lontano nelle montagne, profondamente allinterno di caverne o tra antiche rovine e rocce. Talvolta un contadino ne vede uno o pi; egli pu scorgerli da lontano mentre vanno a casa presto tra la notte ed il giorno, affrettandosi prima che il Sole cali ad entrare in casa. Essi vivono come le altre persone, sono buoni e cattivi come le altre persone ma sono in realt dei folletti. Vi racconter una storia molto antica al loro riguardo:

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Vi era un tempo una fanciulla che era stata tradita d al suo amante ed abbandonata per unaltra e cos lei, in un accesso di rabbia, decide di andare a cercarlo. Oltre le alte montagne blu, oltre i fiumi che scorrono, attraverso lerba umida, lungo la dura strada, in citt rumorose, in chiese, dove vi era gente e dove non vi era nessuno, si mise in cammino per andare in cerca di lui. E quando ebbe viaggiato per molti giorni e desiderava un poco di riposo, giunse ad una casa lontana tra le rocce e buss alla porta. Ne usc un piccolo nano, che le chiese cosa volesse, ed ella rispose: Buon amico, ti prego per carit di darmi alloggio, perch i miei piedi sono deboli e stanchi. Sto cercando il mio innamorato, che voglio uccidere per la sua falsit, tuttavia spero di non trovarlo perch lo amo ancora! Quindi entr, cen ed and a letto. A mezzanotte, ridendo, scherzando e saltando entrarono nella stanza sciami di piccoli nani o goblins tutti uomini piccioli che urlarono di gioia nel vederla. Tirarono i suoi capelli e danzarono su di lei, diedero pizzicotti alle sue orecchie ed al naso ed ella, in collera, li spinse vie, li colp, li raccolse e li sbatt contro il muro come pot, ma ad essi non import e scalarono a sciami il suo letto come api fino allalba, quando scomparvero ed ella si addorment. Svegliando si, si alz ed and per la sua strada, finch da un colle scese un altro nano che le disse: Fermati a parlare con me; posso dirti in verit dove trovare il tuo innamorato e, se tu lo vorrai trovare, vieni da me a mezzanotte ed io te lo dir. Allora la fanciulla rispose: Dammi la tua mano, pegno della parola. Ma il nano disse: Non posso dare la mia mano come la danno i mortali, perch io sono uno spirito e spiriti erano i goblin che ti hanno disturbato questa notte; eppure sei loro piaciuta, perch hai mostrato spirito. A mezzanotte la fanciulla and quindi dal nano, egli le diede una piuma ed ella venne mutata in una rondine; egli disse: Vola sul vento e laddove ti dirige seguilo, seguilo, seguilo e troverai il tuo amante. E quando lo avrai trovato allora avrai viaggiato ad una distanza di due mesi, ma per un mio incantesimo avrai in realt compiuto questo volo in un minuto. Quando vedrai il tuo amante, toccalo con questa piuma ed egli allora amer solo te e non penser allaltra. Ti sposer dopo tre giorni, ma durante questo periodo dovrai venire ogni sera al calar del Sole alla mia grotta e dire: Grotta, grotta, grotta! Per lincantesimo di appellarsi a tutti gli spiriti buoni, incanta, ti prego, il mio amante affinch egli non possa mai amare unaltra donna! Cos, dopo tre giorni, che egli sia mio marito!

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E quando furono trascorsi tre giorni, ella lo tocc con la piuma e riassunse la sua forma e fu al suo fianco. Ed incominciarono a baciarsi ed egli non pot amare pi altra donna; la spos e la storia finita. La rondine, in quanto uccello di primavera, porta fortuna, perci in Toscana le penne di rondine legate con un nastro rosso formano un amuleto.

Il melo Un tempo vi era una bella signora che spos un signore ricco e bello; era grande desiderio del suo cuore lavere un erede ma, siccome sua moglie non gli dava figli, egli divenne quasi pazzo per il dispiacere e la rabbia e la minacci delle peggiori torture se non fosse divenuta madre. Ella passava tutto il suo tempo in preghiera e dava tutto il suo denaro ai poveri, ma invano. Allora suo marito prese ad odiarla e mise al suo posto una serva e, trovandola un giorno mentre stava dando del pane ad alcuni poveri, egli le tronc le mani, cos che lei non potesse dare pi aiuto. Ed ella visse tra i servi pi infimi in grande disagio. Un giorno giunse al castello un frate, che le chiese qualcosa in carit; ella rispose che non aveva nulla da dare e che se lo avesse avuto non avrebbe potuto darlo essendo senza mani. E cos egli apprese il modo in cui era stata trattata, perchella disse: Siccome non gli ho dato un figlio, mio marito pazzo di rabbia che io dia elemosine ed invero mi ha tagliato via le mani; che il Cielo mi aiuti ed aiuti i poveri! Perch io non posso dar loro pi nulla! Allora il frate la guard per lungo tempo in silenzio, considerando la sua estrema miseria e bont, e disse: Signora, andate nel giardino laddove cresce un melo, il pi bello mai visto; bella signora, abbracciate quellalbero e, mentre lo abbracciate, dite queste parole il pi vicino ad esso che potete: Pano, o mio bel pomo! Te con grande amore voglio abbracciare che mio marito a letto con s questa notte mi possa portare e cos mi possa ingravidare; e che mio marito mi possa amare! Fatto questo, prendete dallalbero due mele e mangiatele. Andate da vostro marito ed egli vi amer e vi porter nel suo letto ed a tempo debito avrete due bellissimi bambini. E cos accadde ed il marito si dolette amaramente per la sua crudelt e la perdita delle sue mani. Ed ella ebbe i due bambini, ma la ragazza che era stata serva e sua amante lo persuase che sua moglie gli era stata infedele e che i figli non erano suoi. Allora egli prese un asino su cui vi erano due panieri, mise i figli uno in ciascuno di essi e la fece issare al centro, mandandola via. Ella vag in grande dolore, a malapena in grado con i suoi moncherini di accudire ai figli e di viaggiare. Ma infine giunse ad una fonte

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e si ferm a bere. E meraviglia! Non appena lo fece le sue mani ricrebbero, perch quella era la fonte che rinnova la giovinezza e la vita. Allora il suo cuore si allegger, perch ella sent che la fortuna non laveva lasciata. Ed invero and tutto bene, perch giunse ad un castello dove non vide nessuno; vi entr e trov cibo sulle tavole e vino e tutto ci di cui aveva bisogno dappertutto. Quando lei ed i bambini ebbero mangiato, al pasto seguente vi era nuovamente del cibo. Ora, questo castello apparteneva alle fate che, vedendola l, ne ebbero piet e si presero cura di lei in tal modo. Tenendo in considerazione il suo caso, esse inviarono al marito un sogno; ed il sogno gli giunse di notte e gli raccont tutta la verit, come sua moglie fosse stata sincera con lui e come lui si fosse comportato male. Allora egli si mise in cerca del lontano castello fino a quando lo trov e riport lei ed i bambini a casa. Quando giunsero vicino allentrata, videro davanti ad essa una statua che non vi era mai stata. Ora, la serva malvagia aveva detto: Che possa essere mutata in pietra se non vero ci che ho det to di vostra moglie e queste parole furono ricordate dalle fate (spiriti), perch esse odono ogni cosa, e la statua era la ragazza mutata in pietra. Ma marito e moglie vissero felici per sempre. Il concetto del melo suggerisce la storia di Giunone, che concep Marte senza laiuto di Giove dal tocco di un fiore (Ovisio, Fasti, V, 253). Anche la fonte della giovinezza in questa storia richiama le mele doro delle Esperidi ed in particolare quelle sorvegliate dalla Scandinava Iduna, che manteneva giovani gli Dei. Vi sono molti miti in tutti i paesi che collegano al melo la generazione e la nascita. Cos in questa storia, come in tutte quelle che provengono da questo paese, vi sono scene e tocchi che possono essere stati copiati da immagini pi antiche. E interessante osservare che anche in questa storia deve essere pronunciato allalbero lincantesimo prima che esso eserciti il suo potere fertilizzante. Lo spirito del giuoco Questa una storia curiosa ed evidentemente molto antica, probabilmente modernizzata: E uno spirito maligno, ora, - come potremmo dire, un diavolo - ma molto tempo addietro, prima che gli alberi che ora crescono cominciassero a germogliare, un giovane signore ricco e bello: s, egli aveva molti pi olivi di quante olive io avrei potuto mangiare e pi vigne di quanti bicchieri di vino io potrei bere; ma voleva di pi e cos giocava dazzardo. Ora, alcuni uomini spendono tutto il loro patrimonio in maniera gaudiosa ma lui sprec il suo litigando, maledicendo e dicendo blasfemie. Infine, quando non rimase nulla di tutto quello che aveva tranne alcuni campi aridi ed egli

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cercava disperatamente del denaro da potersi giocare, vide la orribile fattoria che rimaneva e disse: Venderei anche questa, s, e al diavolo, e gli darei la mia anima da c alciare quando la mia vita finir. S, egli potr uccidermi con il fulmine ed un ruggente tuono che erompa dalla terra se quando vado in giro potessi bruciare tutti i raccolti di grano, vigne, gelsi, fichi ed olivi maledetti tutti quelli che vedo intorno a me e lontano! Un tempo erano miei; guarda il grano splendere come oro al Sole; loro che avevo loro che ho perso! Cosa darei se il diavolo mi desse il potere di vincere al gioco! E poi, quando udr il tuono rombare con un lampo, che le carte bruciassero bruciando i raccolti con le case e tutto di coloro che me le hanno strappate. S, certo, e quando sar morto infester la sala da gioco e se qualcuno vincer gli far udire un tuono (che naturalmente brucer i suoi raccolti). Ma se qualche poveraccio come me mi pregher per avere aiuto quando avr perso al gioco, allora gli dar volentieri la fortuna del diavolo alle carte e brucer i raccolti ai suoi nemici, a coloro cui ha venduto le sue terre! Quando il giovane ritorn a casa, trov un bel signore che attendeva di vederlo. E lo straniero, molto cortesemente, disse: Voi vorreste vendere, penso, questa vostra piccola propriet ed io desidero comprarla. Voi siete un giovane galante, bravo e coraggioso, di primordine. Amo compiacere uomini del genere perch so che, quando viene per loro il momento di entrare al mio servizio, diventano i migliori tra i servi. Bene, concordo con i vostri termini, tutto ci che chiedete lo avrete: fortuna alle carte, tuoni e fulmini inclusi; riavrete le vostre ricchezze le ricchezze torneranno. Cos accadde e per un lungo periodo egli vinse. Venne osservato che quando giocava forte allultima carta si udiva sempre un tuono ed una grande tempesta si abbatteva da qualche parte, vicino o lontano. Passarono gli anni ma un giorno, quando venne il suo tempo, vi fu un tremendo scoppio di fuoco che incendi la stanza e meraviglia! Il giocatore apparve improvvisamente come un carbone ardente dalla testa ai piedi ed una voce esclam: Quello che stato chiesto stato garantito ap pieno; questo il tuo ultimo giorno, questa lora finale; hai chiesto il fulmine e lo hai avuto; ora lo hai ed ora vivi nel suo fuoco! E cos sprofond nella terra ed essi ricordarono ci che aveva detto e molti lo rimpiansero e, quando erano nei guai ed avevano bisogno del suo aiuto lo chiamavano e dicevano: Spirito del tuono e del fulmine, spirito dellaiuto, aiutaci! Perch di te noi abbiamo gran bisogno, perch tu eri come siamo noi; aiutaci, aiutaci nel

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nostro gioco, facci vincere molto denaro, altrimenti la rovina davanti a noi; tu non ci abbandonerai. Noi speriamo che tu verrai a giocare in nostra compagnia. Patna Patalena proteggeva il grano durante la crescita o la germogliazione. In Germania, una Divinit del genere veniva chiamata la Roggenmutter, da cui il detto per i bambini: Lasciate stare i fiori! Non entrate nel grano! L vi la Roggenmutter da notte a mattino. Ora in basso lei si tuffa, ora guarda tutto in alto, prender tutti i bambini che vanno in cerca di fiori, grandi o piccoli. Friedrich, Symbolik La storia che segue davvero curiosa sotto molti aspetti: Ptana era una bella ragazza ma aveva una matrigna che era una strega ed anche maligna; cos ella rinchiuse Patna in una torre in cui non era permesso a nessuno di andare. La vecchia andava ogni giorno in citt a vendere il latte. Un giorno pass vicino al palazzo del re; ora, il re aveva un figlio che amava tanto che non vi era nullaltro al mondo di cui si interessasse. Il giovane principe era alla finestra del palazzo e teneva in mano dei ciottoli. La vecchia arriv e si sedette di fronte, posando le sue brocche di latte a terra. Il giovane principe, con cattiveria, lanci un sasso e ruppe una brocca. La vecchia, arrabbiata, gli grid: Tu sei il figlio del re e crederesti di esser pi potente di me; ed io ti far vedere, ai! che sar pi potente assai. Non avrai gioia in vita fino a quando la bella Patna non sar tua moglie e questo non accadr mai, perch tu non avrai mai la fanciulla! Allora il principe non ebbe pi riposo n gioia n di giorno n di notte. Infine usc per il mondo in cerca di Patna e viaggi lontano, finch un giorno incontr un povero vecchio che gli chiese qualcosa da mangiare perch stava morendo di fame. Il principe gli diede qualcosa e disse: Tu non sei infelice quanto lo sono io, perch io non potr avere riposo fino a che non avr trovato la bella Patna e non so dove sia. Il vecchio rispose: Posso dirvelo io; andata lungo questa strada finch non vedrete una torre che si innalza nella foresta; l dimora Patna con la sua matrigna, ma assicuratevi di andarvi quando la strega assente e di dare del cibo a tutto ci che vi nella torre: anche la pi piccola ciotola, grazie ad un incantesimo, direbbe tutto alla vecchia strega a meno che non sia stato sfamato. Prendete anche questo ciottolo, vi dar il potere di parlare con la voce della strega, e quindi urlate forte: Bella Patna, pi bella di un raggio di Sole, butta gi le trecce e tirami su! E cos egli fece e venne tirato su nella torre, dove Patna lo ricevette con gioia. Quindi fecero una grande ciotola piena di pappa (mollica di pane bollita) ed egli sfam, come pensava, tutti gli arredi e gli utensili, tutti

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tranne una ciotola di terracotta, che dimentic. E fu questa a fare la spia ed a tradirlo. Patna prese quindi un pettine, un coltello ed una forchetta e disse: Che noi siamo liberi!, la porta della torre si apr ed essi volarono via. Ma ben presto la bella Patna, guardando indietro, vide la matrigna volare dietro di loro, perch la ciotola che non era stata sfamata le aveva raccontato tutto, compreso il modo in cui erano andati via. Allora lei gett a terra la forchetta ed essa divenne una chiesa, di cui lei stessa era il sacrestano. E la strega, non riconoscendola, le chiese se avesse visto passare il figlio del re con una ragazza. Il sagrestano rispose: Non il momento di rispondere a domande oziose, la campana ha suonato due volte per la messa, entrate ad udirla! La strega se ne and, incollerita, ed essi proseguirono ma, in breve, la videro volare nuovamente dietro di loro. Allora Patna gett a terra il pettine ed esso divenne un giardino e lei il giardiniere. Quando arriv la strega e le pose la stessa domanda di prima, Patna rispose: Se volete dare loro la caccia, avrete bisogno di cavalli. Ne ho due da vendervi, belli ed a prezzo doccasione; venite, entrate a vederli. Allora la strega, in collera, torn a casa nella sua torre e la ciotola le disse che il giardino era solo un pettine ed il giardiniere Patna. Ella usc nuovamente ed in breve la videro nuovamente volare dietro di loro. Patna gett a terra il coltello e si mut in una vasca di fontana, mutando il principe in un pesce che vi nuotava dentro. Ma, questa volta, quando fece la mutazione ella disse: Prendo qu i questo coltello e lo pianto nel terreno, che io possa divenire una fontana zampillante ed il mio amore un pesce, Che egli possa nuotare cos bene che la strega che ora giunge non possa mai, mai catturarlo. E la strega, una volta giunta, cerc e cerc di catturare il pesce ma invano. Infine, incollerita, grid: Che tu possa lasciare Patna, lasciarla nel castello; se, ritornando a casa tua, tua madre ti bacer una volta tu dimenticherai Patna. E se ne and. Quando giunsero al castello, il giovane principe lasci Patna per un istante ed and a vedere i suoi genitori, determinato tuttavia a fare in modo che sua madre non lo baciasse. Ed ella, felice di vederlo, cerc invero di farlo ma egli lo evit. Furono allora fatti tutti i preparativi per il matrimonio e lui, stanco, cadde addormentato ed allora la madre lo baci. Al suo risveglio, egli vide tutto pronto per un matrimonio ma non riusc a ricordare nulla in merito alla sposa. Cos pass il tempo ed egli stava per sposare unaltra dama. Quando la bella Patna ud questo, and a palazzo e disse al cuoco: Io sono la signora del castello e desidero fare un dono per il pranzo del matrimonio, che consister in due pesci. Cos le venne preparato il forno e vi fu messa dentro della legna; lei stessa fece cuocere i pesci ed erano cos belli che nessuno ne aveva mai visti di migliori. Quando vennero

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portati a tavola tutti si meravigliarono nel vederli e, chiamato il cuoco, quando gli chiesero dove li avesse presi egli rispose che non li aveva presi lui ma che erano stati portati in dono dalla signora del castello. Allora la sposa, che era anchessa un poco strega, disse: Oh, non nulla, posso farlo anchio. Ma la legna non le obbed e, quando entr nel forno, vi fu una fiammata ed essa venne bruciata fino a morire. E, fatto questo, i due pesci sulla tavola cominciarono a conversare tra loro, dicendo cos: Non ricordi il modo in cui il figlio del re entr nella torre? Ricordo bene come vol via con la bella Patna. Non ricordi comella lo ha protetto dalla strega malvagia? Ricordo bene la chiesa ed il giardino, il pesce e la fontana. Non ricordi il bacio di sua madre, come egli dimentic Patna? Ricordo bene tutta questa strana storia, ma ora egli ricorda. Allora il principe, udendo ci, ricord tutto. Cos spos la bella Patna, colei che adesso la Regina delle Fate. Questa forse la storia pi comune tra quelle di fate italiane ed in una qualche forma conosciuta in tutta Europa. Lho riportata qui perch il nome della sua protagonista, Patna, interessante in connessione ad alcune vicende della storia. Patna era una Dea Romana che appare con molti nomi diversi, talvolta come una derivazione di Cerere o una Divinit del genere, e talvolta come Cerere stessa. Cos vi erano Patelena, che apriva la cariosside del grano, Patellana e Patella, che inducevano la crescita del grano o ne presiedevano alla nascita; ella era la Dea del grano che germoglia o della crescita (vedi Bughin). Perci dice Preller (R. Myth., pag. 592) ella era la Dea del raccolto, la bionda Cerere dei Greci e, in realt, come Dea dei raccolti pare sia stata principalmente conosciuta sotto questo nome nellantica Italia. Le tavole Inguviniche menzionano una Dea Padella e la tavoletta votiva di Oscan una Patana, che sono probabilmente la stessa cosa di Patella, che la Divinit Panda. Pare anche che questo nome fosse comune per questa Dea al posto del Romano-Latino Ceres. Chiesi alla mia fonte autorevole se conoscesse il nome di qualche spirito che causava la crescita di raccolti, alberi o simili. Ella sugger subito Patna, che in una storia aveva creato un giardino, una chiesa e la nascita di una fonte dalla terra. Varone (De vita pop. Ro. Citato da PRELLER) dice che questa Panda o Pandana , di cui Aelius pensava fosse Cerer e, aveva un santuario dove veniva dato del pane a coloro che vi si rifugiavano. Nella storia italiana a tutti gli oggetti dellarredamento viene dato da mangiare del pane bollito in acqua, cos come gli spiriti dei morti vengono pacificati con del cibo; qui la mobilia pu significare i rifugiati, che ricevono della pappa o pane bollito. Essendo Patna stata confusa con Cerere e considerata come una sua forma minore o sua figlia, possibile che leroina di questa storia

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abbia mutato luogo con la matrigna. In questo caso abbiamo un parallelo molto curioso in Cerere che insegue Persefone o Proserpina. Nelluna come nellaltra, una madre-matrigna insegue i fuggitivi, Cerere mette Trittolemo sul fuoco per renderlo immortale (cosa che accade in una storia di streghe romagnola) ed in questa storia Patna stessa entra nel fuoco. A Roma Cerere veniva considerata come nemica del matrimonio: Alii dicunt Cererem proper raptum filire nuptias execratam (Serv., V, A. III, 139) ed evidente che nella nostra leggenda ella si oppone allunione senza una ragione apparente. Cerere nella leggenda latina viene derisa da un ragazzo, figlio di Metaniera, e lo punisce mutandolo in una lucertola; la strega-madre di Patna va in collera con il giovane principe e gli infligge una punizione. E perfettamente vero che con un poco di ingenuit si posso stabilire simili paralleli tra quasi tutte le storie di fate e qualche mito antico, ma qui abbiamo un nome in comune con i fatti corrispondenti, di cui possiamo presumere una identit di origine. Possiamo aggiungere che la storia della ciotola fatata che non stata sfamata, dimenticata o negletta, che si vendica per la dimenticanza di origine molto antica. LA troviamo per la prima volta nella Discordia, che and in collera per non essere stata invitata al matrimonio di Teti e Pelia (Luciano, Dialog. Marin., v.; cfr. Hygni, fol. 92, Coluthus, De raptu Helen, v. 60). Questo incidente ricompare nel Medioevo nella fata che non venne invitata a presenziare alla nascita di Oberon e venne in seguito condannata a rimanere un nano. Questo non deriva necessariamente dalla tradizione, ma pu avere il suo valore, cos come tutti gli avvenimenti del folklore che vengono troppo frequentemente e rozzamente messi da parte da buona parte dei critici per pelano la cipolla fino a che non ne rimane nulla, dimenticando che per avere un risultato bisogna fermarsi dopo avere rimosso le foglie esterne. Vi uno spirito nella tradizione, cos come la lettera. Schedius, nel citare varie Divinit minori romane, include Patellana seu Patula. Il Moro Vi era in Romagna una ricca signora che veniva trattata scortesemente dal marito perch non aveva figli. Ed egli le diceva spesso che, se non avesse dato alla luce un figlio o una figlia, in breve tempo lavrebbe lascia ta e si sarebbe preso unaltra. Cos la povera signora andava ogni giorno in chiesa per pregare Dio di essere cos gentile da darle un figlio, ma questo non le venne concesso e perci, dopo un periodo, ella non and pi in chiesa e smise di fare elemosine. Un giorno se ne stava sconsolata alla finestra, perchella amava il marito e non ne era ricambiata, quando da una finestra di fronte un signore scuro (Signore Moro) la chiam ed ella, alzando la testa, gli chiese cosa volesse. Il Moro, che era uno stregone (ossia uno

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magliatore, o maliardo), rispose: Guardami fissamente negli occhi e tutto ti andr bene. E questa notte, quando tuo marito ti abbraccer, pensa fissamente a me e rimarrai incinta. Cos accadde e la povera signora fu molto felice di riguadagnare lamore di suo marito ed allo stesso tempo di diventare madre. Ma la gioia vola come le nuvole e cos fece lei, perch quando il figlio nacque era scuro come il Moro, s, e gli somigliava. Allora il marito abbandon sia la moglie che il figlio, dicendo che il figlio non era suo. E la signora biasim il Moro, dicendo che laveva tradita. Ma il Moro replic: Non ti preoccupare, o buona signora, perch posso ancora mettere pace tra te e tuo marito. Domani verr predicato un sermone sulla carit e, quando il frate ti dar la benedizione, metti il bambino per terra e lascia che vada dove vuole. E cos fece la signora. Ora, suo marito non andava mai in chiesa ma, udendo che quel giorno vi sarebbe stato un famoso predicatore, era presente. E quando la signora mise il bambino per terra, quale fu la sua sorpresa nel vederlo alzarsi, correre sui suoi piedini, andare da suo padre ed abbracciarlo con le sue manine, dicendo con parole distinte: Babbo, perdona mamma, innocente e tu vedi che un miracolo di Dio che io sia venuto da te. E da quel momento il bambino non pronunci pi una parola fino allet in cui solitamente i bambini parlano. Allora il padre, mosso dal miracolo, si riconcili con sua moglie, ritornarono a casa e vissero felicemente. Questa storia suggerir al lettore molte figure familiari quali Otello, Tamora ed Aaron, la bella maga ed il suo negro nelle Milla e una Notte, e particolarmente la storia misteriosa della regina francese e del paggio nero. In essa vi di particolarmente importante il fatto che la stregoneria viene resa superiore alla religione perch, anche se alla fine il miracolo si svolge in una chiesa e viene, per cos dire, attribuito a Dio, il Moro che ha ottenuto lo scopo. Lavvenimento del bambino che parla si ritrova nel folklore di ogni terra, ma notevole che le prime tracce di esso in Europa siano attribuibili al bambino etrusco Tagete, che viene fuori dal terreno arato, probabilmente nel posto da cui questa storia deriva. La strega Lea Questa strega era una donna ricca, molto egoista e licenziosa, che cambiava spesso I suoi amanti. Ne teneva uno per un periodo e, quando era stanca di lui, lo conduceva in una stanza dove vi era una botola sul pavimento, attraverso la quale egli cadeva in un profondo pozzo fino ad una prigione sotterranea, dove periva miseramente. E cos ella fece molte vittime e pi ne sacrificava pi era contenta, perch era una strega malvagia, insaziabile di lussuria ed assassinio. Ma questo non accadde con uno dei

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suoi amanti, che conosceva la sua natura. Quando ella gli chiese di passare oltre allentrata segreta, egli rispose: Tu, la pi vile delle donne, pensi che perch sei ricca e potente tutti debbano inginocchiarsi davanti a te? Ricca e potente e, oltre a questo, corrotta e civetta, vile che sei. Per coprire ogni disonore, ne mandi molti a Dio fai morire i tuoi amanti. Ma non lo farai con me, perch io sono uno stregone figlio di una strega e sono pi potente di te. E ne avrai la prova. Tre volte ti chiamo, Lea, Lea o Lea! Sei maledetta dal profondo del cuore da mia madre e da me, perch tu uccidesti mio fratello; per questo io ti condanno: un serpente diverrai. Ogni notte, come serpente, succhierai il sangue dei cadaveri, i cadaveri dei tuoi amanti morti; ma prima di tutto tu andrai sul corpo di mio fratello, metterai in lui la vita, vi esalerai dentro, lo farai rivivere. Da quel momento tutti gli uomini ti conosceranno come una strega maledetta! E cos accadde che dopo tre giorni il fratello morto venne fatto rivivere, ma la bella Lea rimase sempre una strega serpente. Parrebbe esservi in questa storia una eco di Libitina, la Dea della lussuria e della morte. Ab lubendo libido, lubidinosus, ac: Venus Libentina et Libitina (Varone, 1.1, VI, 47; Preller, pag. 387). Ella veniva generalmente riconosciuta anche come Dea dei cadaveri e dei morti. Preller cita molti esempi che illustrano il fatto che la morte e la vita lussuriosa schwellendes Leben venivano collegati intimamente in un mito in una singola persona e che la sabina Feronia veniva paragonata alla greca Persefone ed a Flora. Vi sono anche le affinit tra Venere e Proserpina. La storia somiglia molto ad una di Odino, che stata scritta in un poema germanico da Herz. Richiama anche la fiera ed orgogliosa regina per ordine di cui De B uridan venne gettato a mezzanotte nella Senna. Questa la ben nota leggenda della Tour de Nesle.. Ma io credo che sia una vecchia storia italiana, probabilmente arcaica, perch in essa la connessione tra lussuria e morte evidenziata molto fortemente e stranamente. Che a Lea venga data la forma di un serpente allo scopo di fare rivivere il morto non potr mancare di colpire chi ha familiarit con la tradizione classica sui serpenti. E davvero troppo ardito congetturare che la parola Lia o Lea derivi da Libitina, ma certo che le caratteristiche delle due sono le stesse. Libitina era anche conosciuta tra i Romani come Lubia e come Dea della lussuria (Preller, 581), cui nomen ab libidine (Agostino, IV, 8) ed il nome potrebbe essere stato abbreviato ulteriormente. Il passo da Libia o Livia a Lia sarebbe pressoch inevitabile in un dialetto contadino. Dobbiamo sempre ricordare in tali casi che la storia proviene dallo stesso paese di quelle figure antiche.

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Santi stregoni
Era la cosa pi naturale del mondo che vi fossero certe mescolanze, compromessi e punti di affinit tra la stregeria, o vecchia religione, basata sulla mitologia etrusca o romana e sui loro riti, ed il cattolicesimo romano: entrambe erano basate sulla magia, entrambe usavano feticci, amuleti, incantesimi e facevano ricorso a spiriti. In alcuni casi gli spiriti o i santi cristiani corrispondevano a, ed in realt derivavano da, la stessa fonte dei pagani. Le maghe tra i contadini toscani non erano lente nel percepirlo. Quanto sia realmente radicata la vecchia religione si pu immaginare oggi dalla storia raccontata in Faflon, del contadino che, qualunque cosa accadesse, non mancava mai di benedire i folletti cio le Divinit rurali. Le famiglie in cui la stregheria o la conoscenza di amuleti, antiche tradizioni e canzoni viene mantenuta, tra loro non fingono di essere cristiane. Come a dire che mantengono le osservanze esteriori e crescono i bambini come cattolici, rimanendo con i preti, ma quando i bambini crescono, se osservano in loro una qualche attitudine alla magia alcune vecchie nonne o zie li prendono per mano e li iniziano allantica fede. O almeno era cos, perch ora tutto sta scomparendo rapidamente. Certi santi venivano considerato essere dei folletti. Folletto un termine generico per quasi ogni tipo di spirito non cristiano. Fate, gobelin, spettri, ninfe, vengono tutti chiamati con questo nome. Vi un Manuale di Spiriti Folletti pubblicato ad Asti nel 1864 che comprende diavoli, vampiri, ondine e comete sotto questa parola. Il capo dei santi-goblin SantAntonio. Questa figura aveva particolare familiarit con strani spiriti di ogni sorta. I preti dissero che egli venne assediato e tentato da diavoli, ma le maghe sapevano che tutti i loro cari e bei Dei, o folletti i loro Faflon, Bacco e Bella Marta del Mattino venivano chiamati diavoli e cos avevano le loro idee in merito. Esse non obiettavano al fatto che fosse tentato da questi diavoli, quando essi si presentavano come esseri di una bellezza che incantava, a riempire le loro cantine di vino ed a dare loro fortuna senza fine nel gioco e nellamore. Anche i preti consideravano molto importante il fatto che Antonio comandasse tutti i tipi di diavoli e folletti ergo egli era un evocatore di spiriti ed uno stregone ed era del mestiere come loro. I Santi Antonio e Simeone non possono essere santi mi disse una strega, perch noi facciamo sempre loro incantesimi di notte in una cantina. Questo viene naturalmente sempre fatto con gli spiriti pagani e mai con i santi. Ma conclusivo questo: decisamente una cosa della stregoneria e non cristiana il dire le preghiere del Signore al contrario o doppiate, cio ripetere due volte ogni frase. Questo il pater noster doppio richiamer qualunque spirito pagano al doppio della velocit e viene particolarmente

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indirizzato verso SantAntonio, e reca il suo nome. Cos, quando qualcuno ha perduto qualcosa, si dice un doppio paternoster a SantAntonio, in tal modo: Pater noster, Pater noster! Qui es in coelis, qui es in coelis! eccetera. Ma dire il paternoster cos della stregherai e non della vera religione cattolica; cos disse uno che aveva ricevuto uneducazione liberale nellarte. Quasi pagano appare questo santo nella seguente cerimonia, ogni dettaglio della quale preso dallantica stregoneria. Quando una ragazza desidera conquistare o riottenere un amante, o se qualcuno desidera qualunque altra cosa, lei (o lui, ma generalmente lei) mette due fioriere contenenti lerba di SantAntonio una ad ogni lato di una fine stra aperta a mezzanotte, con una fioriera di ruta al centro. Devono essere legate con un nastro di color rosso scarlatto, cui bisogna fare tre nodi e fermare la treccia con degli spilli, come una nappa (fatta con tre nodi e puntati con tre spilli per fiocco) e, rivolta verso la finestra, deve dire: SantAntonio mio benigno, di pregarvi non son digno; se questa grazia mi farete tre fiamme di fuoco per me farete: una sopra la mia testa, che per me arde e tempesta; una accanto al mio cuore che mi levi questo dolore; una vicino alla mia porta che di questa grazia non se ne sorta (non se ne vada). Se questa grazia mi avete fatto, fatemi sentire tre voci: porta bussare, uomo fischiare e cane abbaiare! Quando sar stata pronunciata questa preghiera, attendete con attenzione alla finestra e, se udite un busso alla porta o un uomo fischiare o un cane abbaiare, allora la richiesta grazia- verr concessa; uno solo di questi suoni sar sufficiente per saperlo. Ma se un cavallo nero o un mulo dovessero passare, oppure un carro funebre che trasporta un cadavere, allora la preghiera rifiutata. Ma se passa l accanto un cavallo bianco, il favore verr concesso con molto tempo dopo un po di tempo. Pu sorgere il pensiero che, nonostante essa sia indirizzata ad un santo medioevale, vi siano molte probabilit e, giudicando dalle analogie e dalle associazioni, la certezza, che SantAntonio sia qualche spirito etrusco o romano sotto spoglie cristiane, perch tutti i dettagli della cerimonia sono pagani, cos come la divinazione per mezzo dei suoni. SantAntonio protegge i suoi amici da molti guai, ma specialmente dalla stregoneria. Perci in Romagna dicono di lui: Sant' Antogne, Sant' Antogne sopre came, liberez dai sase! Liberez dai asase! E dal streghi chlivengu, in ca mia a stregem i mi burdel chi 'e tent bel! Sant' Antogne e santa pia, tui lontan el streghi da ca mia, so ven el streghi in ca mia ai buttar dre la graneda, chi vega via! In Italiano:

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SantAntonio sopra il camino liberateci dagli assassini! Liberateci dagli assassini! E dalle Streghe, che non vengano in casa mia a stregare i miei bambini che sono tanti belli, Santo mio, Santo pio! Tenetemi lontano le streghe da casa mia! Se vengono le streghe in casa mia, buttatele dietro la granata (ginestra) Che vadano via! Non un poema molto bello ma buono come loriginale, che non certo scritto in Italiano scelto. Riguardo a SantAntonio sul camino, mi stato detto che egli in particolare il folletto, o spirito, del focolare. Questo lo rende pressoch identico al russo Domovoy e gli d cosa da notare un posto distinto come Lar o spiritus domesticus, lar familiaris. SantEliseo indubitabilmente a prima vista Elisha. Ha la testa pelata ed appare come distruttore dei ragazzi cattivi. Ma gratta un Russo e troverai un Tartaro quando guardiamo questo interessante santo cristiano egli appare tristemente pagano, anche gioviale, perch vi in lui una traccia distinta di Giove. Quando una giovane signora scopre che il suo innamorato sta andando fuori strada ella, come nella pi nera stregoneria, prende alcuni capelli di lui, va a mezzanotte in una cantina e maledice, dice blasfemie ed evoca secondo il buon vecchio stile toscano: Santo Eliseo dalla testa pelata, una grazia mi vorrete fare; i ragazzi da un leone li avete fatti mangiare, spero di me non vi vorrete dimenticare. Stanotte a mezzanotte dentro alla cantina vi verr a portare i peli dellamor mio perch una parrucca ve ne possiate fare ed al posto dei peli dellamor mio tutti diavoli e streghe li farete diventare, che non possa vivere, non possa stare, che non abbia pi pace n a bere n a mangiare fino a che lamor mio alle porte di casa mia non faranno ritornare; non gli diano pace e con altre donne non lo facciano parlare! Davvero uninvocazione curiosa ed una simpatica occupazione per un santo cristiano. Ma chi era Eliseo o Elisaeus? Vi unantico Jpiter Elocouesy o Aclisaeus, non collegato con i leoni, che era ben conosciuto nella stessa terra toscana; ma lascio questo ad altri. LElisha d ella Bibbia era un magnifico operatore di miracoli e questo pu averlo fatto considerare dai Toscani un mago. SantElia appare nella seguente prescrizione ed invocazione: Per curare unafflizione degli occhi, prendete tre radici legate con un nastro rosso, tre foglie di trifoglio e quindi dite: Stacco queste tre foglie per SantElia, che il mal docchi mi mandi via! Prendete quindi tre grani di pepe nero, tre chiodi di garofano, una grossa manciata di sale e mettete il tutto a bollire in una pentola di terracotta nuova, lasciandola bollire per un quarto dora. Durante questo tempo, mettete il volto sopra ad essa in modo che gli occhi possano essere esposti al vapore (attenzione a non avvicinarsi

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troppo alla pentola: il vapore pu bruciare, da troppo vicino! n.d.t.) e continuate a fare il segno della castagna (il segno del pollice fra le dita) sopra alla pentola dicendo: Per . che maledetto sia! (sputate quindi tre volte dietro di voi) Per Santo Elia, Santo Elia, Santo Elia! Che il male degli occhi mi mandi via! E si deve far questo per tre giorni. Un altro stregone Simeone. Viene chiamato talvolta Simeone Mago, che indubitabilmente viene confuso spesso con Simon Mago; infatti, ho accertato questo da una strega di media educazione: quando la gente non viene incoraggiata a studiare la Bibbia, tali piccoli errori sono inevitabili. Ma, prima di concludere questo capitolo, mostrer che in Italia vi una completa confusione tra la vecchia magia ed il cristianesimo e che I preti, lungi dallopporvisi, in realt la incoraggiano e la aiutano, in base al principio che si possono sempre vendere pi merci se vi un rivale in competizione. Quanto segue stato ripreso parola per parola da una strega. Il vecchio Simeone Santo Questo santo un folletto uno spirito pagano. Vi sono molti di questi spiriti che nella stregoneria vengono chiamati santi. E non tutto perch come si invoca Simeone si possono invocare altri spiriti facendo la novena. (questa un incantesimo cattolico romano, una copia del quale mi stata fornita in un negozio di croci e rosari) Semplicemente si sostituisce il nome di un folletto a quello di Simeone qualunque spirito si voglia. Ma, per quanto riguarda Simeone stesso, quando si va a letto si deve ripetere la sua novena per tre notti di seguito a mezzanotte. Ma si deve essere coraggiosi, perchegli arriver in varie forme, vestito come un prete in bianco o come un frate con una lunga barba. Ma non si tema se dovesse mutare forma. E lui chieder: Cosa volete che mi avete scomodato? Allora rispondete prontamente ci che desiderate tre numeri della lotteria o dov nascosto un tesoro o come potete ottenere lamore di una certa donna: qualunque fortuna si desidera. Ma, nel ripetere la novena, state attenti a non sbagliare una sola sillaba ed a ripeterla senza timore (colla mente molto ferma) ed otterrete in tal modo ci che volete da lui. Ma se non siete senza timore e pronti nel rispondere, egli vi dar uno schiaffo tanto forte che le sue cinque dita rimarranno impresse sul vostro volto s, e talvolta non scompaiono pi. La novena la seguente: O gloriosissimo San Vecchio Simeone, che meritaste ed aveste la bella sorte di ricevere e portare nella vostre fortunate braccia il Divin Pargoletto Ges e le annunziaste e profetizzaste e le vostre Profezie furono sante verit; oh, Santo, concedetemi la grazia che vi addomando. Amen.

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Questa liscrizione sotto una stampa colorata in cui il santo viene rappresentato vestito con una camicia grigia lunga fino a terra, una gonna scarlatta fino al ginocchio, una fascia gialla a cintura ed una sorta di mitra alta come cappello, simile a quella che veniva portata dai maghi e dalle maghe e dai preti egiziani nellantichit e che nel II o III secolo venne a far parte, insieme ad una quantit di altre propriet e vesti orientali, del cattolicesimo romano nella Grande Opera di San Pietro. Quello che segue il racconto si un incantesimo fattomi da un credente nellantica magia toscana. In esso vi chiaro un antico spirito pagano del mago Simeone, che mut forma come Proteus. E molto curioso compararlo al seguente metodo cattolico romano di fare un oracolo, come dato nel Libretto delle stregonerie, unopera popolare da pochi soldi e mezza pia. Il buon vecchio Simeone Procuratevi unimmagine o una statuetta di gesso di questo grande santo, che presiedette alla circoncisione di nostro Signore Ges Cristo insieme al vecchio San Giuseppe ed alla Vergine Maria, essendo entrambi i molto amati genitori del Signore Dio il Redentore. Non fa differenza se limmagine del santo di gesso o un disegno, se ripetiamo la meravigliosa orazione (novena) a lui dedicata e, secondo le istruzioni in essa contenute, recitiamo la preghiera duso. Ed certo che, dopo la novena, il buon vecchio apparir in qualche forma e dar a chi sta pregando ci che chiede; ma ci che accorda principalmente sono i numeri fortunati della lotteria. Non c motivo di temere, perch il santo generalmente appare in sogno mentre dormite e la sua forma cos buona e benevola che non vi pericolo di svegliarsi tremanti e spaventati. La difficolt consiste nel sapere come decifrare lesatto significato delle parole e dei segni che il santo dar. Molte persone non raggiungono il proprio scopo, secondo quanto dicono molti che lhanno sperimentato, da tanto difficile decifrare e sciogliere i problemi o lallegoria. Qui, lettore, devi fare la tua scelta. Uno il vero e proprio serio antico pagano classico Proteus Simon, che richiede il coraggio di un antico Norvegese per affrontarlo, o quello di uno che ha depredato le tombe di eroi antichi ed ha preso dai cadaveri che le trattenevano le scimitarre maledette, mentre laltro tutto acqua di rose, zucchero e nast rini rosa chiaro. Ma avreste dovuto vedere la strega che mi ha prescritto questo incantesimo allopatico! Un giorno diedi ad una giovane donna un amuleto una pietra a forma di topo per la fortuna. La sua prima domanda fu: Mi far vincere alla lotteria? Per quello risposi devi metterlo sotto al cuscino e pregare San Simeone S, s, grid lei entusiasta conosco la novena. Quando la

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incontrai nuovamente qualche tempo dopo, ella dichiar che il topo (che portava in un sacchetto rosso appeso al collo ma nascosto) le aveva subito portato una vincita alla lotteria e molta altra fortuna inaspettata. Abbiamo qui due forme di magia una antica romano-etrusca e laltra una sua modificazione sotto linfluenza cattolica romana. Sospetto che la prima fosse inizialmente puramente etrusca, ma venne modificata per concordare con Simon Mago. Possiedo altre forme di incantesimi diabolici o pagani che sono inequivocabilmente pre- o anti-cristiani e che concordano con questa forma cos tanto da provarne una origine comune. Ecco ulteriori esempi. Non notevole che vi siano santi mezzi pagani in un paese dove la stessa religione cristiana fa straordinari e frequenti compromessi con la comune magia e la stregoneria nera? Nei tempi antichi le anime di quegli uomini che avevano ucciso molte vittime venivano invocate pi di tutte le altre, credendo che essi portassero con s nellaltro mondo il potere audace che avevano conquistato grazie al sangue. Disgustosa ed atroce adorazione di criminali morti al giorno doggi molto seguita in Sicilia con la cordiale approvazione del sacerdozio, come il lettore potr imparare in dettaglio in un capitolo della Biblioteca delle Tradizioni popolari Siciliane edito da Giuseppe Pitr, vol. XVII, Palermo, 1889. In esso viene detto che, quando gli assassini ed altri atroci criminali venivano decapitati, se si erano confessati ed avevano ricevuto lassoluzione prima della morte si credeva diventassero un tipo di santo particolarmente favorito che, se invocato quando qualcuno in pericolo di venire derubato ed ucciso, scendono dal cielo ed aiutano la vittima. E questo si portato cos avanti che a Palermo esiste anche una chiesa delle anime dei corpi decollati, con molte immagini dei santi miracoli fatti dagli assassini santificati. M. Pitr ha dedicato 25 pagine a questo soggetto, mostrando lestensione si questa tra le pi vili forme di superstizione e stregoneria, lo zelo dei suoi adoratori ed il grado in cui viene incoraggiata dai preti. Vi unopera intitolata a San Francesco di Assisi, Discorsi sacri, fatta pubblicare dal Rev. Fortunato Mondello, Palermo, 1874, in cui tale adorazione viene lodata ed esaltata con molto falso fervore di seconda mano in quello stile di scrittura fervida di cattiva qualit che ricorda una delle statue di santi di gesso di terza categoria nelle chiese gesuite dellultimo secolo, in cui lo scultore tenta di rendere un sentimento sacro ma riesce solo a renderla spasmodicamente sciocca. Questa in realt adorazione del diavolo. Questi santi sono stati la schiuma del locale brigantaggio, della violenza, del furto e della malvagit demoni incarnati ed ora, perch sono passati attraverso delle semplici parole e sono stati spruzzati ed oliati, vengono adorati come Dio, vengono pregati ed i loro parenti sono fieri di loro. In tutto ci non appare una sola

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parola per le loro sfortunate vittime. No, perch queste ultime sono andate direttamente allinferno, essendo morte per la maggior parte nel peccato, senza confessione. Nei dintorni di Napoli ed in Sicilia si credeva che un uomo sarebbe stato certo di non andare allinferno se avesse preso della farina, lavesse avvolta in un foglio di carta, lavesse portata ad un prete che la tenesse sullaltare vicino alla coppa e la rendesse potente con le parole della consacrazione. (Ibid., pag. 142). Questa pratica venne condannata nel 1638 ma vi sono molte cerimonie similari tuttora praticate con laiuto di preti. Cos a Firenze, se una donna desidera rimanere incinta, va da un prete e prende da lui una mela incantata con cui va da Santa Anna, la San Na che era la Lucina dellepoca Romana, e ripete una preghiera o un incantesimo. E tutto ci non magia! Oh, caro, no una cosa diversa! Thana era infatti letrusca Lucina, la Dea della nascita, ed Anna potrebbe essere derivata da essa, che era identica a Losna. San Lorenzo un altro pagano sotto mentite spoglie. Venne arrostito sulla graticola. Il suo giorno il 10 agosto, quando moltissimi bambini visitano la sua chiesa e si voltano per tre volte davanti allaltare o vi girano attorno per tre volte recitando orazioni, incantesimi e preghiere per avere buona sorte. E ciascuna volta far mostra duscire di chiesa. Questo voltarsi o girare intorno per avere fortuna vestigio dellantica adorazione della Fortuna e del girare della sua ruota. Ad oggi in Sicilia il voltare il coltello o fare girare una ruota una invocazione alla Fortuna, secondo Pitr. Per ricorrere a Simeone, difficilmente si potrebbe evitare di chiedersi riguardo ad esso, in quanto santo della circoncisione (siccome fu lui a compiere questatto e Cristo vi fu sottomesso) che ci d qui un esempio divino e siccome la circoncisione viene glorificata in ogni chiesa ed in migliaia di immagini (come in questa novena), perch i cattolici non la subiscono. Di certo il Papa, i cardinali ed i sacerdoti dovrebbero conformarsi a ci che glorificano ed esserne esempio. O, se cos, perch no Matter of Breviary, citazione di Frate John. Simeone in quanto santo dei sogni ha preso il posto di Somnus. Potrebbe essere che Somnus, che divenne Somno, fosse chiamato Somnone e cos si sia fuso con Simeone. Questa una mera congettura, ma la differenza tra San Simeone e San Somnone non tremenda e Simeone il santo dei sogni. Mentre stavo andando in stampa con queste pagine, ho ricevuto diversi documenti curiosi che mi dispiace non potere dare in dettaglio. Il primo una leggenda sullo spirito di un mago che in terra era un prete di nome Arrimini, che si nascose nel noce magico (probabilmente di Benevento) ed acquis poteri magici per mezzo del sangue di una strega. Il secondo una strana ed interessante storia sulla rivalit di due streghe di nome Meta e Goda, in cui questultima viene a soffrire per avere tentato di stregare il

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figlio del re. Entrambe queste storie provengono dalla Toscana o dalla Romagna; quella di Arrimini da Premilcuore ed scritta da Peppino, di cui abbiamo parlato varie volte in questo libro. Potrei qui porre lenfasi sul fatto che queste leggende di streghe o di magia posseggono un carattere marcatamente proprio, essendo tutte pi dure, crude ed inquietanti delle usuali storie italiane di fate, nelle quali vi sono tuttavia molte tracce di quelle di streghe.

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Seconda Parte

Incantesimi, divinazione, talismani e cure, medicina, amuleti

Capitolo I
La stalla del maiale
Nella saga di Heimskringla, unantica storia norvegese, si racconta che quando Ranghild, la moglie del Re Halfdan il Bruno, era incinta fece sogni meravigliosi. Una volta le sembr di essere in piedi in un giardino e di stare cercando di togliere una spina dalla sua camicia, ma essa crebbe nella sua mano fino a divenire un lungo fuso. Un capo del fuso mise radici in terra, mentre laltro divenne un grande albero, cos alto che il suo sguardo poteva a malapena vederne la cima. La parte inferiore del tronco era rossa come sangue, pi in alto era verde e bella, mentre i rami erano bianchi come neve. Essi erano di grandezze molto diverse e le sembrava che si estendessero per lintero regno di Norvegia. Anche il Re Halfdan, nelludire questo, desider sognar e per spiegare meglio il mistero. Consult un mago, che gli disse che il modo

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sicuro per avere sogni profetici era di dormire in un porcile. Il re lo fece e sogn che i suo capelli crescevano fino a divenire molto lunghi e belli. Cadevano intorno alla sua testa e sulle sue spalle in lucide ciocche, ma erano di lunghezza e colori diversi; ed una ciocca era pi lunga, pi chiara e pi bella delle altre. Questo venne interpretato come presagio che una razza potente di re sarebbe nata da lui, nonostante essi non avrebbero avuto uguale fama tra loro. La ciocca pi grossa sarebbe arrivata a giorni, secondo Snorri Sturleson, e si pens indicasse Olaf il Santo. La regina era incinta di Harold, che divenne famoso per le sue lunghe ciocche grazie alle quali venne chiamato Harold Harfagr, o Harold dai Bei Capelli. La credenza che i sogni profetici potessero essere assicurati dormendo in una porcilaia largamente diffusa. I Rumeni ed i cosiddetti Sassoni e probabilmente tutti gli Slavi e gli abitanti zingari dellUngheria hanno familiarit con essa. Perci non rimasi stupito quando, chiedendo alla mia veggente toscana se la gente avesse mai dormito in una stalla di maiale, o porcilaia, ella rispose che per avere un vero sogno era il metodo maggiormente approvato conosciuto e procedette a spiegare in che modo dovesse farsi con queste parole: Per conoscere in sogno il futuro si deve dormire in una porcilaia e soprattutto si deve essere certi che sia occupata da una maiala incinta o gravida. E si deve dormire bocconi, cio proni e rannicchiati o distesi sulla schiena, ma non sul fianco. E prima di dormire si deve dire: Mi addormento per fare un buon sogno; SantAntonio, che siete sopra i maiali, fatemi la grazia che possa fare un buon sogno secondo il mio desiderio. E facendo questo sicuramente si vedr in sogno ci che accadr o la spiegazione di ci che si desidera sapere. E interessante osservare che cos come tutto ci che era collegato alla generazione veniva associato alla luce ed alla primavera che si rinnova, il maiale, nonostante fosse come il cinghiale simbolo di morte ed oscurit, essendo tuttavia enormemente prolifico ed uno dei pi libidinosi tra gli animali, era sacro a Venere e per questa ragione, secondo i Pitagorici, gli uomini lussuriosi vengono trasformati in maiali (De Gubernatis, vol. II, pag. 6). Infatti la pudendum fem. stessa, quale simbolo di fertilit, veniva conosciuta come maiale ed per questa ragione stata portata come amuleto per la fortuna. La conchiglia ciprea, grazie alla sua somiglianza con questo organo veniva anche chiamata maiale ed attualmente viene usata moltissimo come amuleto contro il malocchio. In Varone (De Re Rustica, II, 4) leggiamo: Nuptiarum initio, antiqui reges ac sublimes viri in Hetruria in conjunctione nuptiali nova nupta, et novus maritus primum porcum

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immolant; prisci quoque Latini et etiam Grci in Italia fecisse videntur, nam et nostr mulieres, maxime nutrices naturam, qua fmin sunt, in virginibus appellant porcum, et Grce choiron, significantes esse dignum insigni nuptiarum. Come il dormire in un porcile d sogni veri, cos il maiale pare che in molte terre sia stato in antichit stretto compagno della verit, perch Romani, Scandinavi e Germani giuravano tutti su di esso (Livius, I, 24; Mome, Geschichte des Heidenthums, I, pag. 259; Claudius Paradinus Symbola heroica - Antwerp, 1583 -, pag. 8). Anche nella Saga di Hervor il Re Heidreck giura per un cinghiale, simbolo sacro a Freya. Il maiale veniva cos comunemente usato nei sacrifici ed era cos strettamente connesso ai misteri ed ai sacri riti che un Tedesco, Casselius, pubblic in merito unopera - De Sacrificiis porcinis in cultu deorum veterum, Bremen, 1769. Per saperne di pi sul maiale nella mitologia antica e nella leggenda il lettore pu consultare Die Symbolik und Mythologie der Natur di J. B. Friedrich. Wurzburg, 1859. Generalmente non risaputo che la ragione per cui I Turchi vietano di mangiare maiale che tutte le cose viventi furono convertite al Maomettanismo eccetto il maiale, che rimase pagano. Ed in Olanda vi tra i contadini un detto: il maiale sotto alla botte, che fa riferimento al ritornello ebraico della bestia impura e ne d una storia a riguardo: Quando Cristo una volta and a predicare, gli Ebrei misero in ridicolo il suo insegnamento e, per testare la sua saggezza, nascosero uno di loro sotto ad una botte e gli chiesero cosa vi fosse l; egli risp ose: un maiale ed essi risero, facendosi beffe di lui. Ma meraviglia! quando sollevarono il barile il loro amico era l, mutato in un maiale. Ed egli corse via e si mescol con gli altri maiali e, siccome gli Ebrei non riuscirono a prenderlo, fino ad oggi non hanno mai mangiato maiale per timore di divorare lui o i suoi discendenti. Vi unaltra storia curiosa riguardo al sognare in una porcilaia. Quando il Conte Haakon stava fuggendo dai suoi sottoposti che si erano ribellati (A.D. 995), con lui vi era un solo uno schiavo di nome Kark, che era stato compagno di giochi nella sua infanzia, ed essi andarono dalla sua signora Thora di Rimul. Ella li nascose in una profonda fossa sotto alla sua porcilaia, che venne coperta con tavole e terra. Ed i maiali vi erano sopra. Arriv quindi a Rimul Olaf Tryggvesson, della razza di Harold dai Bei Capelli, per cercare ed uccidere Haakon. Chiamando a raduno i suoi uomini, egli sal su una grande pietra sopra la porcilaia e dichiar a voce alta che avrebbe dato una grossa ricompensa a chi avesse trovato il Conte e lo avesse ucciso. Il Conte lo ud e vide che anche lo schiavo Kark stava ascoltando attentamente. Perch sei cos pallido, ora, chiese il Conte ed

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ora sei nuovamente nero come la terra? Intendi tradirmi? No rispose Kark. Siamo nati entrambi la stessa notte disse il Conte e le nostre morti non saranno lontane tra loro. Sedettero in silenzio. Infine Kark si addorment ma parlava e si muoveva nel sonno. Il Conte lo svegli e gli chiese cosa avesse sognato. Ho sognato rispose Kark che eravamo entrambi a bordo di una nave ed io stavo al timone. Questo deve significare che tu governi sulla tua vita e sulla mia. Siimi fedele e, quando giungeranno tempi migliori, ti ricompenser. Lo schiavo si riaddorment nuovamente ed ebbe un incubo. Il Conte lo svegli di nuovo e gli chiese del suo sogno. Pensavo di essere a Hlode disse Kark ed Olaf Tryggvesson aveva messo intorno al mio collo un anello dorato. Questo significa disse il Conte che Olaf ti metter al collo un anello rosso se andrai a cercarlo. Perci stai attento a lui e siimi fedele. Ma quando il Conte cadde addormentato Kark lo uccise con il suo coltello, recidendogli la gola. Dopo poco egli raggiunse Olaf con la testa di Haakon e reclam la ricompensa promessa, ma Olaf ademp alla profezia dellassassinato: non mise al collo di Kark un anello doro, bens uno di sangue, perch lo decapit. Questo perch nonostante Haakon Jarlo, Conte Haco, fosse il suo pi mortale nemico e gli avesse fatto molto male durante tutta la sua vita, a lui piaceva poco che un uomo cos grande fosse stato ucciso a tradimento da uno schiavo che aveva sempre trattato con gentilezza. E la saga termina: Oc er Olafr kiendi thetta var hofut Hakonar Jarlo, tha reddist ban thrlnum, oc bad han uppfesta, oc sagdi hann hofa skild maklig laun, fyri sin Drottin svik. Sveik hann Hakon Jarl, svikia. mann hann mik, ef han ma. Enn sua skal leida drottins svikun. In Italiano: E quando Olaf seppe che era la testa del Conte Haakon, mo nt in collera con lo schiavo, ordin che fosse impiccato e disse: Egli deve essere malvagio per avere tradito il suo padrone. Perch, se lo ha fatto con il Conte Haakon, cos tradir anche me, se potr e cos verranno ricompensati tutti i traditori dei propri padroni. Siccome siamo influenzati da ci che ci circonda, naturale che certi posti siano stati scelti per sognarci dentro. Abbiamo letto dice Pico della Mirandola nel suo Strega che i medici della Calabria e di Taurus erano soliti dormire nel sepolcro di Podalirius ed altri in quello di Esculapius. Una porcilaia , ovviamente, molto distante da un tempio o da una tomba. Siccome la storia precedente prettamente nordica, potrebbe essere giunta in Romagna attraverso I Lombardi. Si pu osservare che solo nelle tradizioni italiane vengono forniti i dettagli di questa cerimonia. La presenza della scrofa incinta significativa. Fu grazie ad una predizione

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riguardante una scrofa del genere che Odino venne sospettato da Re Heidreck nella Saga di Hervor. Ma, non molto tempo dopo avere scritto queste note, incrociai nel Symbolik di Creuzer (che conobbi ad Heidelberg nel 1847) un passaggio che pare gettare molta luce su questa connessione della porcilaia con il tempio: A Demeter o Cerere incinta venivano offerti in sacrificio in particolare scrofe, come ci dice lo Stoico Cornutus, che visse 68 anni dopo Cristo e con lui Arnobius ( Disput. adversus Gentes, edit. Elmenhorst, pag. 135), aggiungendo che era a causa della grande fertilit di questo animale. Accadde dunque che i maiali venissero tenuti nelle cantine del tempio di Cerere e Proserpina, come riferisce Creuzer: In onore di queste Dee i Beoziani mettevano dei maialini nelle cappelle sotterranee, che lanno seguente sarebbero stati visti nei prati di Dodona. Pausania e Clemente Alessandrino dicono che questo veniva fatto anche in altri posti. Cerere era prevalentemente una Dea della fertilit e perci della fortuna e di tutte le influenze positive; le venivano perci offerti dei piccoli maiali doro e dargento, che venivano anche indossati dalle signore romane in parte per assicurarsi la gravidanza ed in parte per avere fortuna un costume rivisse alcuni anni fa a Parigi. E da notare che la superstizione italiana richiede che vi debba essere una scrofa incinta nella porcilaia. Secondo Aristofane, il sacrificio della scrofa doveva essere fatto quando si era stati iniziati ai misteri. Per informazioni in merito consultate anche Bayerische Sagen und Bruche, Beitrag zur Deutschen Mythologie di Friedrich Panzer, Mnchen, 1848. Da quanto detto, pare che gli antichi dormissero in certi templi di Dei per avere sogni profetici e che questi templi venissero usati parzialmente come porcilaie. E pare certo che Cerere venisse consultata frequentemente per mezzo dei sogni e che questo sognare aveva luogo nei suoi templi, dove venivano tenuti dei maiali.

Lincantesimo delledera e della statua


Cur heder cincta est? hedera est gratissima Baccho, Hoc quoque, curita sit, dicere nulla mora est. Nysiades Nymph puerum qurente nover Hanc frondem cunis apposure novis. Ovidio, Fasti, III La prima delle cure mediche magiche di Marcellus di Bordeaux la seguente: Herba in capite statu cujus libet nasci solet, ea decrescente luna, sublata capitique circumligata dolorem tollit. Se viene colta dellerba che cresce sulla testa di una q ualunque statua in fase di Luna calante, cingendosene la testa rimuove il dolore. La sesta pressoch identica:

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Herba vel hedera in capite statu cujus libet nasci solet, ea si in panno rufo ligata capiti vel temporibus alligetur, mirum remedium hemicrani vel heterocrani prestabit. Se cresce dellerba o delledera sulla testa di una qualunque statua e viene raccolta e posta in un panno rosso sulla testa o le tempie, sar un rimedio meraviglioso per il mal di testa o nevralgia. Investigai per molto tempo a Firenze prima di trovare la cura che segue: Quando prendete dellerba dalla testa di una statua per curare un mal di testa dovete dire: Non prendo lerba, ma prendo la magia, che il mal di capo mi vada via e chi mi ha dato la malia il diavolo la porti via. Dovete quindi fare il segno delle corna (o jettatura) dietro di voi. Fatelo nellantico stile Romano sopra la spalla destra. Marcellus, in quanto medico della corte imperiale, probabilmente non ottenne le sue prescrizioni molto accuratamente dalla gente. Sono pressoch certo che questo incantesimo italiano sia molto pi antico del III secolo. E nella stessa forma di molti altri ma in esso si presume che anche un mal di testa possa essere il risultato di una magia negativa. Questa la pi antica forma di stregoneria. Non dubito che ledera fosse la pianta originariamente usata in questa cura. Nellantico simbolismo religioso, come nellinghirlandarne la testa di Bacco, essa significava la vita stessa, molto profondamente ed in maniera importante. Perci, quando veniva trovata a crescere sopra ad una statua, si supponeva naturalmente che fosse molto efficace. I primi cristiani presero a prestito molte cose dionisiache e, tra le altre, ledera. Essi la mettevano nelle tombe quale simbolo della nuov a vita in Cristo. Ho detto che ledera sulla testa di una statua era, nel simbolismo Romano, tipica della salute e della vita. Su una testa, come ghirlanda, serto o fascia, significava anche ispirazione, poesia o genio attivo, come appare dal seguente passo di Ovidio: Siquis habes nostris similes in imagine vultus, deme meis hederas bacchica serta comis, ista decent ltos felicia signa poetas, temporibus non est apta corona meis. Tristium, lib. I, cl. 6 Riguardo allincoronazione con edera o rose ed a mol ti altri usi, si pu dire che in realt sappiamo molto poco dei sentimenti, delle sensazioni e delle associazioni che in antico vi erano connessi. E notevole il fatto che, secondo una tradizione molto antica e diffusa, una pianta che cresca lontano dalla terra o sopra ad essa di crede possieda virt magiche o di guarigione o che sia posseduta da uno spirito. Il vischio, per la sua natura aerea, divenne pressoch il centro del rituale druidico ed il muschio possiede molti misteri. Si crede che il sempreverde tedesco Hauswurz o Donnerkraut protegga una

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casa dai fulmini (Grimm, D.M.,2 ed. B. 1, s. 445); anche il frassino montano dedicato a Thor, o al tuono. Ma ricordate che ogni qual volta vedrete dellerba, delledera o dei fiori su vecchi muri o grigie rov ine, l dimorano le civette ed ivi elfi e fate amano dimorare o danzare o passare il tempo, com stato provato da tante osservazioni che negarle sarebbe come negare la testimonianza della tradizione. Cos rimanete fiduciosi che laddove alti sulle torri crescono bei fiori, violacciocche, edera ed erba, l di notte alla luce della Luna potrete vedere passare le fate. Tutta la magia medioevale, cos come quella Romana, abbonda di allusioni sul fatto che, mentre impegnato a fare un incantesimo, loperator e non deve guardare dietro di s. Questa ingiunzione fa parte di alcune tradizioni molto antiche e curiose. In Toscana, se qualcuno raccoglie delle ceneri o altri oggetti per uso magico, nellandarsene non deve guardarsi intorno. E se un viaggiatore viene seguito da uno spirito maligno o da un diavolo, questultimo non avr alcun potere su di lui a meno che non giri la testa. Cos in Teocrito (Idyl, 91) questa retrospezione vietata nel raccogliere ceneri; anche Virgilio (Ecloghe, 8) scrive: Fers cineris Amarylli foras, rivoque fluenti Transque caput jace ne respexeris. Hildebrand (Theurgia, pag. 297) narra una storia meravigliosa su come un giovane di nobile nascita veniva tormentato dai demoni. Il suo angelo custode gli promise che se avesse pregato Dio, se non avesse bevuto con i diavoli e non si fosse guardato indietro neppure una volta bey Verlust seines Lebens sulla sua vita ed avesse potuto continuare cos fino al canto del gallo sarebbe stato bene. Cosa che accadde. Praetorius, che dedica diverse pagine al soggetto del perch le streghe quando viaggiano sulle loro scope non devono guardare dietro di loro altrimenti cadrebbero che pare essere una condizione del volo tramite scopa e del viaggiare sopra una capra (Blocksberg, pag. 414) , congettura molto acutamente che Satana abbia preso questa idea dalla moglie di Lot. Questo non girarsi probabilmente collegato allininterrotta attenzione o pensiero che ha largamente a che fare con lesecuzione di tutti gli incantesimi. Quando lattenzione della strega viene distratta da schemi intricati, chicchi o canzoni, il suo potere maligno viene sospeso per quel periodo.

Lincantesimo del ragno


L'araigne est un signe de bonheur et annonce particulierement de l'argent pour la personne sur laquelle est trouv. Com naturale, il ragno appare nel folklore sia come buono che cattivo, portatore di fortuna e di sfortuna. A causa della sua bruttezza e del suo veleno simbolo di odio e inimicizia. La tarantola causa con il suo morso

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una sorta di pazzia che, secondo la superstizione popolare, pu essere curata solo danzando. Vi una spiegazione fisica a questa cura: un esercizio violento spesso elimina gli umori malati dal sangue. Una febbre tifoidea si pu allontanare con il duro lavoro. NellAmerica dellOvest un uomo morso da un serpente a sonagli deve bere tutto il whiskey che pu reggere e correre o camminare fino a crollare dalla fatica. Cos la tarantella una danza molto conosciuta che la superstizione popolare assegna alle streghe. E la danza di apertura della loro Tregenda, o Sabbat. Vi una leggenda in cui si afferma che questa tarantella abbia avuto origine come segue: un prete che stava portando il sacramento pass vicino ad una festa di danzatori, che egli non salut. Cos li costrinse a continuare a danzare e pi follemente che mai (Naturgeschichte zur Dmpfung des Aberglaubens, Hamburg, 1793, pag. 102). Ma, mentre vi sono molte leggende su spiriti maligni che appaiono come ragni, daltra parte vi lo straordinario istinto - o ingenuit -mostrato dallinsetto nel fare la sua tela e la sua abitudine di rimanere sempre nello stesso posto in una casa; le sue previsioni riguardo al tempo hanno fatto s che venisse riconosciuto generalmente come simbolo di industriosit, abilit, abitudini domestiche fisse e profezia. Perci esso porta fortuna e benessere ed una sorta di economo. Se un ragno si arrampica su di voi e voi non gli fate del male, vi del denaro in arrivo. Ed ancora, la sua meravigliosa perseveranza nel rifare la sua tela o nel porla in un luogo predeterminato ha fatto nascere pi di una storiella morale e ne ha adornate molte dai tempi del Bruce ad oggi. Naturalmente, esso ha trovato posto nella medicina magica. In Toscana vi il seguente incantesimo da pronunciare: Ragno, o mio bel ragno, benedetto tu sia! La tela che tu fai lasciala in casa mia, la tela che tu fai falla con buona fortuna e con malissimo fortuna e che la fortuna resti in casa mia. Quando la tela hai fatta vattene, o ragno mio! Ma non di casa mia, vattene dalla tela che tu mi hai fatto, mi hai fatto con buona fortuna; ed io la prender, in un sacchetto di lana rosso la metter e dentro un marengo doro vi unir e cos sempre pi buona fortuna io avr. E questo sacchettino come un oracolo terr e lo terr dentro al seno e mai pi lo lascer! Sputare a terra per tre volte una formula finale comune di molti incantesimi toscani. Potrei dire che esso ed il segno della castagna o anche quello della jettatura, funzionano tutti ad libitum. Non vi sono prove, ma possibile che tutti questi moderni incantesimi possano essere traduzioni dal Latino, mentre quasi certo che quelli latini vennero presi dallEtrusco o dallOscan o da qualche lingua primitiva. Se cos, ricerche future sulle lingue primitive dellItalia potrebbero verificare questa asserzione.

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Riguardo alla tela del ragno, vi una simpatica tavoletta tedesca che narra che quando la Vergine Maria ascese al cielo il suo velo, cadendo, venne preso e fatto a pezzi dai venti. Perci le tele argentate dei ragni che si vedono volare in aria destate vengono chiamate Mariengarn, filo di Maria, o ci che viene filato. Vale la pena notare che nella storia di Scott Waverley Meg Merrilies, mentre intreccia dei fili di vari colori in un amuleto costume tuttora esistente in Italia , canta: intrecciati, avvolgiti anche cos, mescola fili di gioia e dolore! E questo quasi lo stesso passaggio dellincantesimo toscano del ragno: la tela che tu fai falla con buona fortuna e con malissima fortuna. Questa unantichissima e curiosissima formula per dichiarare che qualunque cosa uno faccia non deve fermarsi ad un certo punto. Tramite essa quasi ogni azione si muta in magia. Cos il trovare e raccogliere qualunque cosa la converte nello stesso tempo in un feticcio o assicura che tutto andr bene se, nel prenderla, diciamo: non colgo nome delloggetto , colgo la fortuna, che possa non abbandonarmi mai! E un incantesimo con applicazioni universali che rende in grado di assicurarsi un desiderio al di fuori di ogni occasione. Il ragno viene usato anche in divinazione. Quanto segue si trova in un manualetto popolare: Il ragno industrioso. Nel Libro dei Sogni e nelle opere dei famosi cabalisti Rutilio Benicosa, Casamia, lIndovino, Il Palmaverde, Nostradamus e le antiche Sibille o Aruspici, spesso troviamo dei metodi per divinare il segreto dellottenere i numeri della lotteria. Tra i molti straordinari esperimenti fatti, il pi singolare quello per mezzo del ragno. Prendete uno di questi insetti che sia molto grande e mettetelo, senza fargli alcun male, in una scatolina sul cui fondo vi sono molti piccoli pezzi di carta numerati da 1 a 90. Copritela con un velo trasparente e date al ragno il tempo di tessere una tela. Naturalmente linsetto, nellandare qua e l, girer certi numeri. Questi dovranno essere annotati. Fate questo tre volte e quindi lasciate andare il ragno. Molti hanno avuto dei numeri fortunati della lotteria per mezzo di questo esperimento. Potremmo osservare che, per il successo di questo sortilegio, necessario lasciare andare il ragno. Cos, in molti degli amuleti di Marcellus, gli animali usati negli incantesimi devono essere rilasciati sani e salvi - Ecce dimitto te vivam! Il ragno viene usato anche in altre divinazioni. Cos, se scrivete s o no, esso scoprir per voi una risposta affermativa o negativa epr qualunque domanda o selezioner i nomi di amici o nemici o sveler i giorni fortunati. Ma vi un lato rivoltante e raccapricciante nel carattere del ragno. Tutti i filatori che vediamo sono femmine; il maschio una piccola creatura insignificante sproporzionato come grandezza o forza

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alla sua compagna la quale, invero, molto spesso lo divora come se fosse un moscerino. Ma egli forzato da un impulso irresistibile ad accoppiarsi con lei e, quando ella acconsente e lunione viene effettuata, egli viene mangiato intero per dessert. Talvolta lAracne mangia molti corteggiatori prima di cedere, cos che ogni tela un vero Tour de Nesle. Una vecchia lucertola mi disse: niente in questo mond o va mai allindietro. Tutto va sempre avanti le pietre divengono piante, le piante divengono animali, gli animali divengono esseri umani e gli umani diventano Dei. E cosa accade ai vecchi Dei? Qualcosa si far disse la lucertola. Heine, Pictures of Travel

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Capitolo II
Uccelli e tesori
Nessuno sa meglio di un uccello dellaria dove sono nascosti i tesori. Aristofane, Gli Uccelli Era unantica credenza in molti paesi che gli uccelli sapessero tutto e che, come dice Ovidio, annunciassero il volere degli Dei perch sono accanto a loro; il che significa che essi volano fino al cielo o, come dice Seneca, gli uccelli sono ispirati dalle Divinit. Ed era una convinzione particolare degli antichi EtruscoLatini, cos come dei Greci, che essi sapessero doverano nascosti i tesori. Cos Aristofane, ne Gli Uccelli, dice che: Quando un uomo chiede agli uccelli dove sono nascosti dei metalli preziosi, essi indicano sempre le miniere pi ricche. In relazione a questo vi la storia che segue, proveniente da Rocca San Casciano e che pare essere molto vecchia: Quando qualcuno vuole trovare un tesoro, deve prendere la porta della casa in cui abita e portarla di notte in mezzo ai campi fino a quando giunger ad un albero. L sotto dovr attendere fino a che molti uccelli gli voleranno sopra e, quando arriveranno, egli dovr gettare per terra la porta, facendo un gran rumore. Allora gli uccelli, impauriti, parleranno con voce umana e diranno dov sepolto un tesoro. La misteriosa connessione tra la porta ed il trovare tesori appare anche in altri paesi. Cos, nelle Stories di Grimm, Caterina la Stupida porta via dalla sua casa la porta e, per mezzo suo cio buttandola a terra e facendo quindi un terribile rumore spaventa una banda di ladri, che lasciano dietro di loro

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un tesoro. La stessa storia comune in Italia, dove si narrano con grande rozzezza i casi di uno stupido giovane. Il lettore trover, studiando e comparando con accuratezza tutto ci che ho scritto in questo libro, che queste tradizioni romagnole sono si stampo molto arcaico e non pare siano state riprese da altre fonti ma, in forse tutti i casi, essere originali. Sono rimasto tuttavia molto stupito nello scoprire quanto le mie fonti autorevoli fossero ignoranti per quanto riguarda le tradizioni, la mitologia popolare ed il folklore del sud dellItalia, come fo rnite nelle raccolte di Pitr. Non vi sono casi paralleli in Europa di gente che, parlando quasi la stessa lingua ed appartenendo alla stessa razza, hanno cos poche tradizioni in comune come i Toscani con i Napoletani o i Siciliani. Vi nel folklore della Romagna, come nella lingua della gente, qualcosa di rozzo, semplice e nordico non proprio tedesco o scandinavo ma con delle tracce di una qualche razza primitiva simile a loro e tuttavia non uguale. Potrebbe avere qualcosa dei Lombardi e probabilmente dei Celti ma, dopotutto, queste tradizioni e magie non sono n lombarde n celtiche. Sotto ogni analogia appaiono etrusche, oltre che sabine. Questo trovare un tesoro per mezzo degli uccelli concorda meravigliosamente con lantichissima leggenda latina d el veggente Atta Navius che, quandera bambino nella sua casa sabina, badava ai maiali. Una volta, mentre dormiva, alcuni dei suoi animali andarono via ed egli, svegliandosi, non riusc a trovarli. Allinizio pianse amaramente, temendo la collera del padre, ma, facendosi coraggio, and alla cappella dei Lari, nella vigna vicino, e preg gli spiriti guardiani di poter ritrovare i suoi maiali, promettendo loro che se lo avessero fatto egli gli avrebbe offerto il migliore tra i grappoli del luogo. Egli ritrov i maiali ma come avrebbe trovato il migliore e pi grosso tra i grappoli? Vide uno stormo di uccelli ed essi ve lo condussero. Allora suo padre, saputo questo, lo port in citt e lo mise a scuola dai maestri di divinazione e di altra istruzione. Se sostituiamo al grappolo pi grosso un tesoro, abbiamo qui lo spirito o lessenza della tradizione toscana. La divinazione non solo per mezzo del volo ma anche delle voci degli uccelli era uno degli elementi pi importanti dellantica predizione etrusca l augurium ex avium volatu vel garritu era la seconda tra le 5 classi principali. Luccello che indica in particolare i tesori di notte nellantica tradizione latina il Picus Martins, il grande picchio. Egli appare sempre dice Preller (Myth. pag. 298) come un uccello dei boschi, dove vive da solo e picchietta e fende e conosce tutti i segreti ed i tesori nascosti. Il suo nome umbro era peiqu, in Romagnolo attualmente piga. Il suo collegamento con la porta appare essere questo: Eliano ( Hist. An., I, 45) e Plinio (Hist. Nat., X, 20) dicono che se il buco o la porta del nido del

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picchio su un albero viene chiusa, luccello porter unerba che rimuover immediatamente limpedimento. Se si prende questa erba, essa aprir tutte le porte. Ma offro questa informazione come pura congettura. In ogni caso, questa coincidenza degna di nota. Come nei tempi antichi, il picchio dalla testa rossa veniva considerato un goblin di nome Picus, che sapeva doverano nascosti i tesori e talvolta lo rivelava. E probabile che da questo mito siano derivati gli elfi con i cappelli rossi, che avevano gli stessi attributi.

Lincantesimo della stella cadente


Quelle meteore o stelle cadenti che gli uomini dellantichit non riuscivano a spiegare, venivano considerate presagi divini o intimazioni dei desideri degli Dei e secondo Omero significavano che vi sarebbe stata guerra o pace. Fiedrich, Symbolik der Natur, pag. 100. In tutto il mondo la gente dice che, se vediamo una meteora o una stella cadente sfrecciare nel cielo e riusciamo ad esprimere un desiderio prima che scompaia, quel desiderio si avverer. Tra gli antichi Norvegesi una tale linea di fuoco in cielo si credeva fosse causata da un drago che splendeva da lontano, da qui le frequenti citazioni sullapparizione di tali esseri. Nella medicina di Marcellus la vista di un tale corpo celeste viene applicata ad una cura celestiale per lannebbiamento della vista, come segue: Ut omnino non lippias, cum stellam cadere vel transcurre videris, numera, et celeriter numera, donec se condat, tot enim annis, quot numerabis, non lippies. Affinch la tua vista possa non calare mai, quando vedi una stella cadere o volare per il cielo conta e conta velocemente fino a che scomparir e tanti numeri avrai contato tanti anni avrai una vista chiara. In Toscana, quando si vede una stella che cade si deve dire: Non la stella casca, ma casca lamante mio; che venga di giorno o di notte o al punto di mezzanotte a battere alla porta di casa mia; che non possa vivere, non possa stare finch alla porta di casa mia non viene a picchiare. O anche questo per un nemico: Non la stella che casca, ma casca la maledizione, che di giorno e di notte non faccio altro che maledire; che la mia maledizione caschi su (nome del nemico). Il concetto che come una stella cade dal cielo cos il proprio nemico possa cadere steso dalla propria maledizione che lo perseguita brillante, originale, vendicativo e colmo di pura malvagit. Non dubito che ad un vero credente e buon odiatore esso possa essere di immenso aiuto. E suggestivo di Lucifero, la Stella del Mattino, che cade verso linferno dalle

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altezze del cielo, mentre un arabo vede in essa un djinn audace che ha tentato di scalare le mura del paradiso ed stato respinto dagli angeli.

Lincantesimo delle ghiande


Gli uomini antichi si divoravano a vicenda dice Diodoro Siculo ma Giove lo proib, dando loro al posto le ghiande. Esse vengono chiamate le figlie della quercia, perch ricordano teste femminili con i capelli acconciati alla moda antica. Preller Viene data da Marcellus una curiosa canzoncina dinizio e di fine ed una cerimonia per curare le affezioni delle tonsille. E la seguente: Glandulas mane carminabis, si dies minuetur, si nox, ad vesperam, et digito medicinali, ac pollice continens eas, dices: Novem glandul sorores,Octo glandul sorores, Septem glandul sorores, Sex glandul sorores, Quinque glandul sorores, Quattuor glandul sorores, Tres glandul sorores, Du glandul sorores, Una glandula soror. Novem fiunt glandul, Octo fiunt glandul, Septem fiunt glandul, Sex fiunt glandul, Quinque fiunt glandul, Quattuor fiunt glandul, Tres fiunt glandul, Du fiunt glandul, Una fit glandul, Nulla fit glandula. Questo viene preceduto da un altro incantesimo, cui viene fatto riferimento. Lintero rituale il seguente: il paziente deve prendere nove ghiande, tutte prima dellalba o del tramonto, e tenerle (penso significhi contarle una ad una) tra il dito medio ed il pollice e dire: Nove piccole ghiande sorelle, otto piccole ghiande sorel le, sette piccole ghiande sorelle e cos via fino ad arrivare ad una piccola ghianda sorella. Si comincia quindi con Nove erano le ghiande e si conta indietro fino ad arrivare a nulla fit glandula ed ora non vi pi alcuna ghianda. Sono certo che la formula originale comprendeva 10 piccole ghiande sorelle, seguendo le dita. Questo incantesimo tutttora in uso in Toscana, nonostante io non sia riuscito a sapere se viene applicato particolarmente alla cura delle tonsille. Ma, anche ai tempi di Marcellus, esso non era limitato a questo; egli stesso d altri due incantesimi in cui vi sono 9 chicchi dorzo che vengono contati allo stesso modo ed anche una parola per fermare il sanguinamento: Si cycuma, cucuma, ucuma, Cuma, ma, a. Questo incantesimo viene applicato in Toscana anche alla fortuna, come segue: prendendo 10 ghiande loperatore canta: Tu lo sai lo voglio fare, indietro io voglio mandare, la verit in mia mano deve dare; queste ghiande allindietro io conter, fino alluno io torner. E se mai non sbaglier la vittoria vincer. Adesso io incomincio da uno, due,

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tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci; dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno! Senza mai sbagliare, la vittoria io devo fare e mai nel contare io sbaglier; la vittoria io vincer! Lidea che vi negli incantesimi di Marcellus che il successo della cura dipende dal fatto che chi conta non commetta errori e, nella moderna versione toscana, che se uno intraprende qualcosa e desidera sapere se avr successo, pu dedurre il risultato in tal modo. Secondo Johannes Meursius (De Ludis Grcorum), tra i Greci vi era un gioco con le ghiande chiamato Tropa. La descrizione non viene fornita ma io congetturo che fosse uguale a quello italiano, che allo stesso tempo un incantesimo per la buona sorte ed un gioco per bambini, trattandosi come in Peter Piper picked a peck of pickled peppers di ripetere velocemente una formula difficile senza errori. Vi sono tuttavia altre specie di divinazioni riguardanti questo frutto. Prendete tante ghiande quanto lettere vi sono nel nome di una persona, piantatele e se tutte crescono bene questa persona prosperer o voi conquisterete il suo amore. Il lettore che fosse interessato alle rime delle conte allindietro trover molto in materia nellopera di Carrington Bolton, in unaltra pubblicata recentemente da D. Nutt, Londra, e nelle English Folk Rhymes di G.F. Northall (Londra, Kegan, Paul, Trench, Trbner & Co.). Si pu trovare una grande quantit di antica sapienza in merito alla divinazione tramite i numeri ed argomenti simili in unopera molto rara, di cui posseggo una copia, intitolara Tractatus Philologicus de Sortitione Veterum, Hebrorum inprimis ex S. Scriptura Talmude, &c., di Martin Maurutius, Basilea, 1692. Mauritius cita dallopera di Rabbi Ben Ezra una curiosa storiella su come le vite di certi uomini che vennero gettati in mare furono perdute e quelle di certi Talmidim salvate dal pronunciare giudiziosamente una canzone di conta. Vi di questa una antica versione tedesca curiosa e rozza. Il capitolo in connessione con quello intitolato De Sortibus poeticis.

Lincantesimo della rondine


O rondinella bella, tu sei unincantatrice. Canzoni Popolari d'Agrumi Marcellus di Bordeaux, nel trattare dei disturbi degli occhi, ci informa che con laiuto della hirundo, o rondine, tutti quei problemi possono essere efficacemente mandati via, come segue: Cum primum hirundinem audieris vel videris tacitus illieo ad fontem decurres vel ad puteum, et inde aqua oculos fovebis et rogabis deum, et eo anno non lippias, doloremque omnem oculorum tuorum hirundines auferant. Quando udite o vedete la prima rondine, andate senza parlare alla prima sorgente o fontana e l lavatevi gli occhi e pregate Dio che nel corso di

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quellanno la loro vista non cali e cos la rondine porter via da essi tutti i problemi. In Toscana, al giorno doggi, il sofferente fa la stessa cosa per il mal agli occhi e quindi ripete quanto segue: La prima rondinella di primavera arrivata, la buona fortuna mha portata; ad una fonte sono andata e gli occhi mi sono lavata, che da tanto tempo ero ammalata e nessun medico mi riuscito; ma la prima rondinella che arrivata questa grazia me lha fatta; benedette siano sempre le belle, le beate rondinelle! Potremmo osservare che questo incantesimo contiene tutto quello che entra nella prescrizione Romana e, di pi, fornisce lincantesimo verbale che in essa manca. Et rogabis Deum e pregate Dio certamente una interpolazione cristiana primitive. In Italia la rondine stessa viene invocata e ringraziata, cosa che concorda perfettamente con gli inni antichi di Greci e Latini in cui viene citata. Marcellus ci insegna anche che nonostante la prima rondine non fa unestate, essa governa la primavera, che sia tempo bello o piovoso, e pu anche prevenire il mal di denti: quando la vedete come prima trattenete la lingua e ad aquam nitidam accedes andate dove vi dellacqua pura splendente, immegetevi il dito medio della mano destra e dite: Hirundo tibi dico Quomodo hoc in rostro iterum non erit Sic mihi dentes non doleant toto anno. Ti dico, o rondine, come questo non sar mai nel tuo becco cos possano i miei denti non dolermi pi per un anno. E, rinnovando questo ogni anno, avrete sempre dei denti sani. Anche questo essenzialmente identico allincantesimo toscano moderno. In Toscana si crede che se la rondine fa il nido in una casa porti fortuna. Ma guai a distruggerle, perch porterebbero molte disgrazie ma attenzione a non disturbarle, perch questo porterebbe molti guai. Marcellus fornisce unaltra prescrizione per gli occhi, come segue: Si muleris saliva, qu pueros, non puellas ediderit, et abstinuerit se pridie viro et cibis acrioribus, et imprimis si pura et nitida erit, angulos oculorum tetigeris, omnem acritudinem lippitudinis lenies, humoremque siccabis. Che significa che se gli occhi vi dolgono dovete prendere la saliva di una donna che ha dato alla luce solo figli maschi e non femmine. E deve essersi astenuta dallunione sessuale e dal cibo stimolante per tre giorni. Allora, se la sua saliva sar chiara e luminosa, ungetevene gli occhi e saranno curati. In Italia la cura come segue: Se una donna ha dato alla luce un bambino di sette mesi, prendete la sua saliva mescolata a latte ed ungete con essa gli occhi, dicendo:

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Bagno gli occhi a questa donna; non li bagno col mio sp uto ma li bagno collinnocenza e la purit del mio bambino. Fate quindi il segno della croce sugli occhi e dite: Benedetta tu sia per linnocenza del mio bambi no; in tre giorni io possa guarire! Sputate quindi per tre volte dietro di voi e ripetete questo per tre giorni di seguito a digiuno. Cos come lho fornito indubbiamente piena di confusione, ma chiaramente identico allincantesimo di Marcellus. In unaltra prescrizione, Marcellus dichiara che: Mulier qu geminos peperit, renes dolentes super calcet, continuo sanabit. Se una donna che ha partorito dei gemelli cammina sulle reni quando dolgono le curer. Prendendoli tutti assieme, potremmo dire che gli incantesimi dei Romani e quelli moderni corrispondono nel generale, se non proprio in ogni dettaglio. Vi anche un altro incantesimo toscano per il mal docchi: Prendete del sambuco e bollitelo e con esso bagnate gli occhi, facendo tre volte il segno della croce, e dite: Santa Lucia, santa Lucia, il mal degli occhi gli vada via! Ma bisogna che a far questo sia un uomo o una donna che nato prematuro a sette mesi. Tutte queste cure per gli occhi fanno riferimento in qualche modo ad una donna che ha partorito solo maschi o ad un figlio nato a sette mesi. Vi tuttavia un altro rimedio toscano simile a questi. Per curare un dolore allorecchio andate da una donna che sta allattando un bambino di sette mesi e, mentre il bambino succhia tre volte, si devono mettere tre gocce del latte della donna nellorecchio dei sofferente e dire: Le butto questo latte perch il male allorecchio le possa passare! Per ritornare alla rondine in Toscana, le penne di questo uccello sono un amuleto, come segue: Quando si vuole una grazia o una fortuna, sono portate, legate con un nastro rosso (vengono portate addosso legate tra loro con un nastro rosso) ed a questo scopo vengono anche messe nei letti. Si crede che la rondine sia buona per i problemi oculari (come la lucertola) perch essa simbolo di luce o vista. Cos come era annunciatrice della primavera e del Sole, veniva associata naturalmente alla chiara visione. In tal modo in tutta la Natura correva la catena doro che collegava tutte le cose in una vena poetica.

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Cure minori di Marcellus


(con i loro paralleli moderni) Marcellus ci informa ((cap. I, pag. 35, GRIMM, pag. 10) riguardo al mal di testa: Cum intrabis urbent quam libet, ante portam capillos qui in via jacebunt quot volueris collige, dicens: tecum ipse ad capitis dolorem te remedium tollere, et ex his unum capiti alligato, ceteros post tergum jacta, nec retro respice. Quando entrate in qualche citt, raccogliete davanti al cancello dentrata quanti pi capelli potete che giacciono per terra, dicendo a voi stessi che lo fate per rimuovere il vostro mal di testa, e legate uno di quei capelli alla vostra testa. Gettate gli altri dietro di voi e non guardatevi indietro. A tuttoggi questa pratica viene conosciuta in Toscana senza varianti speciali eccetto che insieme ai capelli bisognerebbe gettare del sale. Sono incline a pensare che questo facesse parte anche dellincantesimo antico ma che Marcellus non lo sapeva. Il sale era una parte essenziale di tutte le offerte ed i sacrifici nellantichit (Marx, IX, 49). Si pensava che li rendesse vincolanti e li perfezionasse. Molto simile a questo quanto segue, tuttora in uso: Quando si trovano dei capelli, si dovrebbero gettare nel fuoco e chi fa questo deve dire: Se sei unanima buona va in pace! Se sei una strega scoppia, che i tuoi colpi si sentano da lontano e che il diavolo li possa sentire e si possa scatenare per venirti a pigliare! Delluso dei capelli umani negli incantesimi per fare del male parler in un altro capitolo. Marcellus ci fornisce (cap. 8, 67) una cura per gli occhi particolarmente sgradevole, ma non per questo meno curiosa: Mel Atticum et stercus infantis, quod primum dimittit, statim ex lacte mulieris, qu puerum allactat, permiscebis, et sic inunges; sed prius eum qui curandus est, erectum ad scalam alligabis, quia tanta vis medicaminis est; ut eam nisi alligatus patienter ferre non possit, cujus beneficium tam prsens est, ut tertio die, abstersa omni macula, mirifice visum reddat incolumem. Prendete del miele di Attica e le prime feci di un bambino, mescolate al latte della madre ed ungetene gli occhi, ma prima legate il paziente alle scale (o ad una scala), che ha un tale potere curativo che se egli non fosse cos legato non potrebbe sostenerlo, ed il suo beneficio di vedr il terzo giorno, quando tutto lo sporco verr tolto e la vista sar perfetta. Il legare ad una scala o alle scale si ritrova nel seguente incantesimo toscano:

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Se qualcuno stregato, legate lui o i suoi abiti (questi ultimi sono da preferirsi) ad una scala (o alle scale) che sia fatta di legno; prendete quindi un coltello e, mentre lo affilate, dite: Non lego questa roba, ma lego la strega, che non abbia pi bene! In tutte queste cure la cerimonia e lincantesimo sono la parte di gran lunga pi importante, o il sine qua non erit remedium. Marcellus (n 30, cap. 14, pag. 103) d quanto segue per la gola: Picem mollem cerebro ejus impone, qui uvam dolebit et prcipue ut super limen stans superiori limiti ipsam picem capite suo adfigat. Mettete un pezzo di pece molle sulla testa di colui che soffre ci mal di gola e specialmente guardate che egli lo faccia quando fuori dallangolo esterno della soglia di casa. In Toscana molte medicine magiche si prendono sulla soglia di casa; anche in altre stregonerie essa compare. Questo perch essa la linea o il limite tra il luogo abitato e la vita esterna dove gli spiriti vagano liberi; una ben compresa legge della demonologia che essi non possano entrare in una stanza se non sono invitati. Evidentemente vi sono numerose eccezioni alla regola, altrimenti non si avrebbero le case infestate. Nel cap. 19, pag. 130, Marcellus ci dice che: Serpentis senectus, id est exuvi licio alligat et vulso circumdat mire prosunt. Una pelle di serpente legata alla cintura di grande aiuto. In Romagna e Toscana si crede che se si trova una pelle di serpente si debba dire: Ho trovato la pelle di questo serpente, che possa portare la fortuna a me; non porter la pelle di serpente, ma porter la buona fortuna, che sia sempre in casa mia. Al di l dellimmensa quantit di informazioni che sono state raccolte sul tema del simbolismo del serpente, una cosa innegabile: che questa creatura era, tra gli Etruschi, i Greci ed i Romani, un simbolo di salute, longevit e fortuna. Ed in questo senso che esso appare sia nellopera di Marcellus che negli incantesimi toscani, come cura o amuleto. Congetturo che vi fosse in antico un incantesimo che veniva pronunciato quando si trovava la pelle e che era sconosciuto al medico romano, in quanto un attento esame di tutte queste prescrizioni o incanti in qualunque forma non pu mancare di convincere che le parole fossero sempre un sine qua non ed in effetti la parte pi importante del tutto. Come curiosa prova della tradizione sui serpenti esistente in Romagna, potrei citare che limmagine di un serpente viene dipinta sul muro per avere fortuna o evitare il malocchio,

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ma deve sempre essere con la testa verso il basso e la coda allins. Marcellus d quanto segue: Si arista vel qulibet sordicula oculum fuerit ingressa obcluso alio oculo ipsoque qui dolet patefacto et digitis medicinali ac pollice leviter pertracto, ter singula despuens dices: Os Gorgonis basio. Hoc item carmen si ter novies dicatur etiam de faucibus hominis vel jumenti os aut si quid aliud hserit, potenter eximit. Che significa che se si ha un granello o dello sporco in un occhio, chiudete laltro, ponete il dito medio su quello che duole e dite: Bacio il volto della Gorgone. per tre volte e questo incanto cos potente che potr tirare via un osso dalla gola di un uomo o di una giumenta. In Italia si dice: Se vi qualcosa nellocchio o nella gola di un uomo o di un animale, sputate tre volte e dite: O grande Serpente, io ti bacio il volto! A questo la mia informatrice ha aggiunto: ma dovete guardare verso terra nel dire questo. Riferentesi a Marcellus ho trovato che per rimuovere una piccola macchietta irritata dallocchio (varulus) si officia una cerimonia che termina toccando tre volte il suolo e sputando. Naturalmente, il toccare il terreno implica il guardarlo. Marcellus fornisce una cura per il dolore agli occhi: Qui crebo lippitudinis vitio laborabit, millefolium herbam radicis vellat, et ex ea circulum facit, ut per illum aspiciat, et dicat ter, 'excicum acrisos,' et totiens ad os sibi circulum illum admoveat et per medium exspuat, eccetera. Che significa che il paziente dovrebbe svellere una pianta di millefoglie o achillea, farne un anello e sputare per tre volte dentro a questo anello. Dovr quindi ripiantare a terra la pianta e, se essa crescer, il paziente guarir. In Toscana vi allo stesso scopo un rimedio che concorda perfettamente con una parte di questo. Viene chiamato La Corona della Ruta. Quando qualcuno soffre di male agli occhi, prendete un rametto di ruta e legatelo in forma di una corona con del nastro rosso. Il paziente dovrebbe essere a letto e non dovrebbe vedere la ghirlanda mentre viene fatta; essa deve essere sempre preparata da una donna in unaltra stanza e non deve essere vista n da bambini n da animali, e colei che la lega deve dire: Preparo questa corona per metterla sopra gli occhi di quella ammalata (o ammalato che sia) che degli occhi possa guarire e mal docchi non le (gli) possa ritornare. E quando la d allinvalido, egli deve guardarvi attraverso per tre volte e dire: Santa Lucia, Santa Lucia, Santa Lucia! Dal mal docchi fatemi guarire! Quindi deve sputare attraverso la corona per tre volte.

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Cosa in generale molto simile alla antica formula Romano-Etrusca. Santa Lucia la moderna santa cattolica della luce ed probabilmente la diretta discendente dellEtrusca Losna, Dea della Luna ed anche del Sole (vedi Losna). Il nostro autore raccomanda (cap. 14, pag. 100; pag. 14, Grimm) per il mal di denti di portare addosso salis granum, panis micam, carbonen mortuum in phnicio alligabis un grano di sale, una briciola di pane, un carbone spento legati in un panno rosso. In Toscana si fa pressoch la stessa cosa e questo nasce come amuleto per avere salute e fortuna.

Losna Le quattro cose della buona fortuna Prendete un sacchettino rosso e cucitelo con del filo di lana rosso non seta n cotone; anche il sacchetto deve essere di lana e di stoffa ruvida e, mentre lo cucite, dite: Cucio questo sacchettino per la buona fortuna mia e della mia famiglia e che ci tenga sempre lontano dalle disgrazie come pure dalle malattie. Prendete quindi della mollica di pane ed un poco di sale grezzo, un rametto di ruta e del cumino e, mentre li mescolate, continuate a ripetere lo stesso incantesimo. Quando avrete finito, lamuleto dovr essere sempre portato sulla stessa persona, di notte come di giorno. La verbena Marcellus raccomanda la verbena come cura magica per i tumori. Unautorit nella stregoneria, udendo questo, disse: Non penso che venga usata in medicina, ma aggiunse con animazione ammirevole allinterno di e come talismano. Mi disse quindi quanto segue, ponendo laccento sul fatto che essa deve essere portata sulla persona: La verbena unerba che porta grande fortuna e deve essere sempre portata addosso. Notate particolarmente che, se una vecchia vuole vendervene un poco, quando ve la offre non dovete mai rifiutarla, altrimenti

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ella potrebbe maledirvi (stregarvi). Dovete sempre comprarne un poco e dire: Non compro questa verbena perch erba ma compro la fortuna che essa porta! La mia strega era nel giusto quando diceva che la verbena ammirevole in magia e come talismano. Se avesse conosciuto e letto il Latino, avrebbe potuto supportare la sua affermazione con una vasta gamma di citazioni di autori classici. Tuttavia, indubbiamente ella ha avuto molti pi antenati di me che parlavano Latino e magari questa tradizione le giunta da essi, perchella dice che erano tutti stregoni e streghe tutti! La verbena veniva chiamata par eminence la pianta sacra - hiera botane dai Greci ed era considerata la pi sacra nei sacrifici, dove veniva bruciata specialmente durante le invocazioni agli spiriti e le predizioni. Era la pianta di Venere e dava, si credeva, grande potere di procreazione e, soprattutto come scrive Friedrich , scacciava gli spiriti maligni, distruggeva la stregoneria e tutte le influenze del genere. Gli ambasciatori la portavano con s quale simbolo di pace. Semper e legatis unus utique Verbenarius loquitur Uno di un gruppo di legati veniva chiamato il portatore di verbena (Plinio, Nat. History, XXII, 3). Perch l dimorava nella verbena una certa fata c he donava fortuna a coloro che la invocavano. Pensate a questo quando odorate la verbena! Ricordate anche che, se ne prendete un poco da una chiesa, vi porter fortuna: Ex ara hinc sume verbenas tibi atque eas substerne (Terentius, Andr., IV, 4). Il nostro autore ci fornisce due rimedi per hordeolis oculorum i granelli negli occhi ed in entrambi egli prescrive che nove chicchi dorzo vengano trattati magicamente, come togliendone le punte una ad una e ripetendo ogni volta un incantesimo greco. In Toscana ho trovato per gli occhi, per lo stesso problema, quanto segue: Prendete nove chicchi dorzo e metteteli in una pentola nera con nove fiori di sambuco e nove pezzetti di ruta. Bollite il tutto per un quarto dora e lasciate quindi raffreddare fino a diventare tiepido. Immergetevi quindi un pezzo di lino e posatelo sugli occhi del paziente, quindi prendete i nove chicchi dorzo, i fiori di sambuco e la ruta, poneteli tutti sul panno e dite: Tutto questo lho fatto bollire per metterlo sopra agli oc chi di questo malato, che con la grazia di Santa Lucia prima di tre giorni possa guarire. Si noti che questo metodo moderno realmente un buon rimedio (tutto eccetto i nove chicchi dorzo), mentre quello di Marcellus una semplice sciocchezza. Per una stregatura molto immorale Si quem coire noles, fieri que cupies in usu venerio tardiorem, confestim enervabitur Marcellus prescrive nove chicchi di grano.

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Santa Lucia la santa della luce e quindi della vista. Le due cose erano identiche nellantica mitologia Romana. In verit, se potessi scrivere tutto ci che ho visto nellesplorare la stregoneria italiana, molto pochi davvero mi crederebbero e meno ancora potrebbero comprendere. Perch tutto questo appartiene ad un mondo e ad una vita di cui nessuna persona istruita che io abbia conosciuto ha alcuna comprensione e per cui non pu certamente avere alcuna simpatia. Sotto le ceneri dellItalia vi un fuoco bruciante di cui vediamo ora solo una scintilla ma che non si mai estinto, non pi di quello del Vesuvio. Immaginate una contadina inglese o tedesca che viene presa da tali spasmi di stregoneria e poesia ho conosciuto in Italia una persona che, nel recitare un incantesimo, stata colta dalle convulsioni. Ed in tutte le persone, basse o alte, vi qualcosa che pare represso un genio o unarte sottile o un potere magico una scienza che si manifester a tempo debito. Vi in Marcellus una notevole prescrizione per un disturbo allanca. Consiste in questo: il rimedio deve essere somministrato al p aziente super scabellum vel sellam ita ut pede uno quem dolet stans ad orientem versus potionem bibat, et cum biberit saltu desiliat, et ter uno pede saliat, et hoc per triduum faciat, confestim remedio gratulabitur. Che significa: in piedi su uno sgabello o una sedia cos che, un piede rivolto in avanti, il paziente fronteggi lest e beva la sua medicina, quindi salti gi e saltelli per tre volte su un piede e cos star bene nel giro di tre giorni. In unaltra egli prescrive una pozione da prendersi in piedi su un piede solo sulla soglia. Gli elementi principali di questa performance ginnica appaiono nel seguente incantesimo toscano: Quando uno prende una medicina, dovrebbe essere in piedi su uno sgabello o sulla soglia di una porta e dire: Prendo questa medicina perch sono ammalato, ma non sono ammalato di fisico, ma di morale. Perci prendo questa medicina sopra a questo sgabello, che mi possa guarire da questa malattia e mi voglia dare felicit e bene; perci scendo da questo sgabello e su questo piede sinistro, sempre dal sinistro piede, per tre volte mi rigiro e per tre volte io chiamo il gran Salvatore. E, se non mi corrisponde, allora mi rivolger alle streghe, alle streghe o agli stregoni. In antico, una delle cure pi decantate era di mettere il paziente in balneo repleta a humano sanguine in un bagno pieno di sangue umano. Un bagno del genere, fatto con il sangue di bambini piccoli, venne ordinato una volta allImperatore Costantino e, siccome egli venne mosso a piet dalle lacrime e dalle grida delle loro madri, si risolse a non farlo e la sua straordinaria umanit venne ricompensata da una miracolosa guarigione. Secondo gli

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antichi cronisti, pare che questo fosse considerato anche dai cristiani un grande atto di misericordia e magnanimit. Non pare ben compreso da tutti che per diversi secoli dopo la caduta del potere di Roma il mondo, invece di avanzare, come si crede popolarmente, grazie al cristianesimo, ebbe una ricaduta per quanto riguardo la barbarie e linumanit. Non comprendo chiaramente per quale male Marcellus abbia inteso la seguente prescrizione nisi ad verrucas ma la trascrivo com secondo Grimm: De tribus tumulis terr, quos talp hiciunt, ter sinistra manu quot adprehenderis tolles, hoc est novem pugnos plenos, et aceto addito, temperabis. Prendete da tre tumuli di talpa tre volte tre manciate di terra, cio nove manciate, e mischiatele con dellaceto. Quanto segue un incantesimo romagnolo per stregare o far del male a qualcuno: Prendete da tre tumuli di talpa della terra e mettetela in un sacchetto rosso; e, mentre rimuovete la terra, dite: O terra che da terra vi raccatto dopra tre mucchi che dalle talpe siete stati ammucchiati, e come avete ammucchiato questa terra ammucchiate i dispiaceri di quella famiglia; che non abbiano bene n pace e tutte le sfortune piombino sopra al suo capo! Potrei quasi credere che Marcellus abbia messo questo incantesimo al posto sbagliato nellapplicarlo ad una cura. In un incantesimo toscano per spezzare lamore, la pece appare nel suo antico significato come ingrediente della stregoneria: Quando volete impedire che un giovane uomo faccia visita ad una ragazza in una casa, prendete della pece da calzolai e quattro chiodi. Fate con questi ultimi due croci e mettetele sotto le sedie dove si siederanno linnamorato e la fanciulla. Ed alla fine essi litigheranno e lui non andr mai pi in quella casa. Lultimo incantesimo, o ricetta di Marcellus per curare la gotta: Carmen idioticum, quod lenire podagram dicitur sic: In manus tuas exspues, antequam a lecto terram contingas, et a summis talis et plantis ad summos digitos manus duces et dices: Fuge, fuge, podagra, et omnibus nervorum dolor, De pedibus meis et omnibus membris meis! Aut si alii prcantas, dices illius quem peperit illa: Venenum veneno vincitur Saliva jejuna vinci non potest. Ter dices haec et ad singulas plantas tuas, vel illius, cui medebere, spues. In breve : sputatevi sulle mani prima di alzarvi al mattino, passate le mani dalla pianta dei piedi alla fine delle dita e dite : Volate, volate, o gotta e tutti i miei dolori nervosi da entrambi i miei piedi, n indugiate nelle mie

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vene ! O, se cantate per qualcun altro, dite di ci che soffre: Il veleno vince il veleno, lo sputo a digiuno non pu essere vinto. Dite questo per tre volte e sputate ogni volta sulle vostre piante dei piedi o su quelle di chi volete curare. In Toscana vi una malattia davvero terribile causata, dicono alcuni, dal mangiare della farina cattiva; altri lattribuiscono al vivere male ed alla malaria: viene chiamato pellagra. Il nome ricorda molto la podagra, o gotta, perci mi stato detto che la cura che segue per la pellagra e la mia informatrice ha aggiunto anche per la gotta, di cui non c bisogno di dire che molto comune tra i contadini. La pellagra causa pazzia. Per guarire la gotta o la pellagra, prendete per tre mattine un bambino ancora a digiuno e fatelo sputare per tre volte sopra la gotta laddove si manifesta e, mentre fa questo, fategli dire: Gotta, o gotta (o pellagra)! Va via dal mio piede, il veleno vince il veleno, come pure lo sputo vince il veleno e lo sputo mio dun bambino innocente sar quello che vincer la gotta maledetta, che non torni mai pi a fare capo sopra alla tua persona. Quindi il bambino deve sputare dietro di s per tre volte e ripetere tutto questo per tre mattine. Come commento su questo capitolo, Miss Mary A.Owen aggiunge le seguenti note tratte dalla stregoneria afro-americana: I voodoo fanno attenzione a non buttare in giro i capelli perch , se un uccello prende un capello e lo intreccia nel nido, il proprietario di quel capello avr degli orribili mal di testa nulla potr curarlo fino a quando il capello non sar trovato e bruciato. Inoltre, se una persona ottiene un capello di unaltra e lo introduce in una fessura nella corteccia di un albero in crescita, lo sfortunato impazzir non appena la corteccia crescer sul capello. Potete chiamare un amico alla vostra presenza dallaltro capo della Terra mettendo quattro dei vostri capelli in una bottiglia dacqua, chiamando la bottiglia con il nome della persona che desiderate vedere e mettendola alla porta da cui desiderate entri. Entro 4 giorni (in quel periodo di tempo i capelli si saranno mutati in serpenti) egli dovr essere di fronte a voi.

I tre Saggi dellEst e le medaglie delle streghe


Die heil'gen drei Kn'ge aus Morgenland Sie frugen in jedem Stdtchen; Wo geht der Weg nach Bethlehem, Ihr lieben Buben und Mdchen? Heine, Buch der Lieder

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Nel giornale sulla tradizione degli zingari del gennaio 1889 apparve un articolo molto interessante di David Mackitchie, in cui egli discuteva unantica opinione sul fatto che i Magi, i Tre Re dellEst, spesso sono stati considerati essere, come li descrive Longfellow, i tre re degli zingari Gaspar, Melchoir e Balthasar. Questa potrebbe essere una tavoletta popolare, ma vi sono numerose prove che, fossero Indiano o di altro sangue orientale, con ogni probabilit potevano essere collegati con gli zingari per quanto riguarda la loro tradizione. Se i tre re erano Magi, o Saggi dellEst, potremmo concludere che fossero Caldei o Persiano, di cui ve ne erano molti che giravano per lImpero Latino in epoca tarda. Essi erano tutti veggenti o divinatori ed in questa veste appaiono a Betlemme. Significa che facevano parte dellantica scuola di magia caldaica -accadica, che penso abbiano una possibile origine comune con quella etrusca, ad oggi sopravvissuta con pochi cambiamenti nelle magie della Toscana e della Romagna; ed entrambe queste scuole erano uguali alla magia shamanica degli abitanti pre-ariani dellIndia. Riducendo ai soli fatti, molto pi che una possibilit il fatto che la saggezza o la tradizione dei tre re fosse di origine zingara, cio indiana o persiana o magari caldaica e che es si fossero realmente divinatori o veggenti itineranti. Questa non pi di una congettura, ma un fatto molto curioso getta una strana luce su di essa: in Ungheria conobbi degli zingari che, quando un bambino era molto malato, cercavano di curarlo appendendogli al collo dei talleri di Maria Teresa. In Romagna e Toscana vi unantica credenza sul fatto che certe monete Romane siano una difesa sicura contro la stregoneria, specialmente per i bambini. Per combattere questa credenza, i preti hanno fatto della medaglie particolari che, come gli oggetti pi antichi, vengono chiamate correntemente medaglie delle streghe. Nel corso di una conversazione, presi le seguenti note a riguardo: Quando si ha una medaglia delle streghe e si mette questa medaglia al collo, con questa si sar sempre liberi delle streghe. Queste medaglie vengono messe principalmente addosso ai bambini ma anche a persone adulte. E, quando la si mette addosso, si deve dire: Metto questa medaglia per liberare liberamus dalle streghe. Chiedendo se coloro che credevano nellantica religione, o stregoneria, avessero fede nelle nuove medaglie delle streghe, ricevetti un racconto che non annotai ma che in sostanza diceva che i cattolici credevano nelle vecchie medaglie delle streghe o nella stregoneria avendone avute molte cose giustificate avendone avute molte prove. E che i credenti nella stregoneria avevano accettato le nuove medaglie eccezionalmente per certe ragioni, che concordavano con la magia. Perch si portano queste

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medaglie perch le tre rege sulla faccia erano stessi grandi stregoni. In seguito ricevetti alcune di queste nuove medaglie; vengono vendute per un soldo. Sono ottagonali, sono fatte di ottone e recano su un lato i tre re che adorano Ges bambino, mentre dallaltro la segue nte iscrizione:

Una reputazione di magia pende sui Magi ed i credenti nella stregoneria li hanno accettati come amici. E stato un pensiero felice quello di metter li sulle nuove monete delle streghe, rendendole cos accettabili da tutte le parti. Tuttavia, ho sentito dire da un cattolico che questo compromesso di santi con il diavolo caus uno scandalo tra i veri credenti. Potremmo qui sottolineare che il misterioso gruppo dei tre maghi non era in alcun modo conosciuto prima sotto forme differenti e sotto altri nomi n ai cristiani n ai pagani e che, nella tradizione posteriore, i tre esseri fatati che appaiono alla nascita di un bambino non solo gli presentano dei doni ma predicono il suo futuro. Vale la pena notare anche che il frankincense, che era uno dei doni dei Magi, entra nella composizione di tutti i moderni amuleti o pacchettinifeticcio della Romagna ne stato presentato uno anche a me che ne conteneva un poco , che anche la mirra una di queste medicine magiche e che, se lofferta al Ges bambino avesse avuto un qualche significato, era magico ed intendeva sviare le influenze del male e della stregoneria. Si potrebbe presumere che i Toscani abbiano preso in prestito luso dellincenso dai riti della chiesa cattolica romana, ma anche lo stesso cardinale Newman non neg che lincenso veniva usato nei riti sacri dagli antichi Romani. Mirra, incenso ed oro combinati formano un antico e popolare dono per i bambini. Erano cose magiche e che portavano fortuna

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tra i Romani e qualunque cosa fosse collegata alla superstizione, alla fortuna ed alla divinazione tra di essi era di origine etrusca, perch lintero corpo delle loro credenze in merito derivato dal mitico Tagete. Vi un altro tipo di denaro delle streghe invero molto misterioso; viene chiamato la sega delle streghe. Ne fornisco una descrizione come mi stata data verbatim: La sega delle streghe una piccola moneta che possiedono le streghe. Esse vanno con questa nei marted e nei venerd per le strade a tagliare o a grattare via la terra dalle impronte della gente; con la moneta rimuovono quella terra e con essa fanno grande danno (a quelle persone). Lincantesimo contro la sega delle streghe sega mulega viene citato nella canzone sega mulega stregoni e streghe di Gaeta che filano la seta. Mulega una parola delle streghe per designare la terra che prendono dalle impronte. Significa che non terra quella di cui tagliano via un pezzo, ma un pezzo di carne che scomparir dalle piante dei loro piedi. Se qualcuno sospetta di essere stato stregato in tal modo, che rimanga quasi nudo e prenda un nastro nero o rosso. Quindi dovr essere misurata con quel nastro prima lintera estensione delle braccia aperte e poi la sua altezza da capo a piedi. Questa canzone di sega mulega una canzoncina da bambini molto comune, che si canta quando si fa la culla con uno spago, cosa che suggerisce la misurazione con il nastro. Ma anche in questo essa strettamente alleata alla stregoneria perch, quando la corda forma una bara o altre immagini, se ne traggono presagi, come mi stato mostrato sotto i miei stessi occhi. Ora una canzoncina per bambini, ma un tempo era un incantesimo ed una strega mi disse che, se adeguatamente compresa, lo ancora e deve essere cantata mentre si divina con una corda. E la seguente: Sega mlega, stregoni e streghe di Gaeta che filano la seta, la seta ed il bombaggio; mi piace quel giovane che sbatte il castagno, batte tanto forte le streghe che fa tremare le porte; le porte sono d'argento, che pesano cinquecento, cinquecento, cinquanta, la mia gallina canta. Non era gallina che cantava ma un gallo. Non un gallo che canta, ma una strega senza fallo. Se una strega , una strega pur sia! Ma che il diavolo la porti via! Incantesimo o canzoncina per bambini che sia, di certo vi in essa uno spirito selvaggio del Nord che supera di gran lunga quello della canzone delle streghe Ghurughiu che Goethe ud a Napoli.

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Capitolo III
Lesorcismo della morte
Vattene, o morte! Io non ti temo! Canzone del mietitore, Des Knaben Wunderhorn Carmen autem evocat: orium idem tradit . . qui pestem a suis aversam in hastes ferret Livio, 1, VIII Lincantesimo che segue, molto singolare e strano, comprende uno dei segreti pi profondi che le donne sagge non divulgano. E completamente pagano e non vi sono in esso tracce di cristianesimo, nonostante venga usato in unoccasione in cui si suppone che i cattolici impieghino tutti i debiti riti della chiesa. Esso si basa sullantica credenza che la morte possa essere sviata da un incantesimo pronunciato da una maga ed molto interessante sotto vari aspetti, in quanto mostra il grado in cui lantica magia etrusco-Romana prevale tuttora nei distretti rurali della Toscana magia che non carente neppure allombra del Duomo della stessa Firenze, come ben so. Io credo di non essere molto accurato quando chiamo questo etrusco-romano. Infatti, cos com, la religione che forma la reale fede delle strege e dei loro patroni risale ad unepoca di cui non vi sono registrazioni. Il politeismo greco-romano mor prima che il cristianesimo sorgesse; prima di loro vi erano Etruschi, Oscani, Sabini o Umbri e molto, molto prima di questi, la semplice magia degli stamani tartari. Ed io ho pi o meno colto per strada dagli Etruschi qua e dai Romani l, ma principalmente ci che era migliaia di anni fa e permane a tuttog gi. Per tornare allincantesimo:

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Quando qualcuno in una casa molto malato e si teme che muoia, andate da una strega e dite: Ho bisogno di un favore da te: che la morte non giunga al mio malato al mio malato non voglia far venire e sono venuto da te a sentire perch tu bene me lo possa dire. Quindi, la notte in cui ci si aspetta la morte, la strega dorme e la Morte le appare in sogno e le annuncia che un certo giorno linvalido le destinato o sar in suo potere. Quindi, la notte in cui la Morte verr a prendere la sua vittima, la strega prender una zucca e vi far occhi, naso e due buchi in cui metter due baccelli di fagiolo pieni dei loro fagioli a somiglianza di corna. E, quando si aspetta la Morte, la strega fa il segno delle corna (la jettatura, chiamata le corna in Toscana) e si mette a scongiurare, comincia lincantesimo in tal modo: O spirito di Morte indegna, da questa casa te ne puoi andare; questo malato nella notte tu non potrai pigliare, perch le corna a jettatura ti sono venuta a fare! E appena lalba sar spuntata lammalato pi non ti sarai guadagnato e dalla morte verr liberato! Questa immagine della strega che sconfigge la Morte colpisce molto e potrebbe essere studiata come soggetto da un artista; mi stato assicurato che tutto ci viene mantenuto segreto ai preti ma che il caso di scriverlo in questo libro. Ovidio descrive in dettaglio una cerimonia essenzialmente identica. Vi era a Roma una festa dellespiazione ai Lemuri, gli spiriti della morte, che veniva celebrata il 9, 11 e 13 di maggio ed il suo fine era di scongiurare la morte per lanno a venire. A mezzanotte il padre della famiglia camminava a piedi nudi per la casa, facendo con le dita il segno che gli spiriti temono signaque dat digitis, medio cum pollice junctis-occurrat tacito ne levis umbra sibi (che il segno delle corna, o la jettatura). Quindi si lavava le mani con pura acqua di fonte, si metteva in bocca dei fagioli e gli gettava in giro per la casa senza guardarsi indietro, dicendo nove volte: Dono questi e con questi fagioli riscatto me ed i miei! Quindi si lavava nuovamente le mani per nove volte, ripetendo: Manes exite paterni!. Ora poteva guardarsi intorno, perch la cerimonia era finita. Qui non viene menzionata la testa di zucca, ma vi sono i fagioli e la jettatura. Preller, tuttavia, dichiara distintamente che con il tempo la cerimonia delle Larvae venne sviluppata ulteriormente, fino a divenire una cerimonia con apparizioni terribili e spettri. Essi la accompagnavano con imitazioni di scheletri e figure spettrali. Questo identifica lincantesimo toscano con le cerimonie romane, perch la zucca aveva evidentemente il significato di rappresentare un teschio. Anche al giorno doggi la zucca vuota con una lampada in centro e che si suppone appaia come un teschio con occhi fieri ben nota a tutti i contadini e Brom Bones la impiega nella leggenda di Washington Irving sulla valle addormentata per spaventare

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Ichabod Crane. Questo significa che la Morte viene spaventata e scacciata da ci che le somiglia. Cos, tra i popoli di Babilonia e Ninive, come possiamo leggere in Chaldan Magic di Lenormant, i grandi poteri del male tra cui vi era la Morte , temevano di pi di tutto ci che somigliava loro, e per questo motivo per proteggere le case venivano poste qua e l delle figure orribili. Anche gli specchi sono una protezione contro i demoni. Non ho dubbi sul fatto che, nonostante nel Medioevo vi fosse in realt una passione per gli eccentrici e gli strani, la vera ragione per la moltiplicazione di goblin grotteschi dappertutto fosse una credenza similare. Vi uno strano tipo di omeopatia nella tradizione di quel tempo, unapplicazione a piene mani del principio del similia similibus curantur: luccisione della stregoneria tramite la stregoneria, diavoli che scacciano diavoli, cure grazie allarma che ha fatto partire il colpo, cose che hanno raggiunto la perfezione in Paracelso. Questo non un caso ed appare troppo di frequente per essere accidentale o il risultato di cause correlative, ed io credo che questa fede antica che la Morte si spaventasse grazie alla Morte ne sia stato linizio. Credo infatti che, come i leoni ed i mostri alla base delle colonne risalgono dallarchitettura bizantina a quella di Babilonia e Ninive, cos il mettere immagini grottesche di diavoletti, demoni e goblin abbia avuto origine nello stesso paese, in base al principio che il diavolo teme ci che gli assomiglia. Questa credenza spiega la presenza di una quantit cos grande di quelle strane figure diaboliche nelle chiese cristiane, figure che sono state a lungo un rompicapo per gli archeologi. Esse avevano lo scopo di scacciare i diavoli.

Lincantesimo della culla


Quando nacqui fu nella citt di Philadelphia ebbi per bambinaia una vecchia Olandese di nome Van Der Poel, che suppongo fosse qualcosa di simile ad una strega o, come tutte le vecchie Olandesi, avesse familiarit con le cose occulte. Un giorno io, il bambino, scomparvi insieme alla mia culla. Venne setacciata la casa con comprensibile allarme ed infine venni ritrovato nella mia culla nella soffitta. Intorno alla culla vi erano delle candele accese, una Bibbia aperta e su di me un piatto di sale. Penso vi fosse anche una chiave o delle forbici, ma di questo non sono certo. Venne spiegata come una cerimonia necessaria ad assicurare il mio successo o la mia felicit futura. Anche altre autorit pi vecchie dichiarano che questo far crescere il bambino nella vita, in quanto lessere in soffitta simbolo di ascensione; significa anche che la persona che viene portata l diverr un adepto della tradizione occulta, o della stregoneria e della magia. Dal Journal of American Folk-Lore del giugno 1892 sono venuto a sapere che

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tra di discendenti dei coloni tedeschi nella Carolina del Nord la prima volta che un bambino viene portato fuori dalla stanza in cui nato deve essere sollevato (scale) o non andr in paradiso. Se la porta della stanza scende (?n.d.t.) allora la persona che porta il bambino deve salire su una sedia o su un libro con il bambino in braccio (N.C.Hoke). Nel riferire questo ad una strega toscana, ella la riconobbe come una cerimonia ben nota e mi spieg come veniva eseguita in Romagna: In Romagna vi sono streghe buone e cattive. Quando sono attaccate ad una famiglia o ad un luogo e sanno che l nato un bambino, entrano nella casa il pi segretamente possibile e prendono la culla con il bambino, la portano in soffitta o nellattico che sia, nella stanza pi elevata sotto al tetto. Quindi la strega prende il sacco (saconcini) della culla e vi pone sopra il bambino, mette quindi sulla sua testa del sale grezzo ed una Bibbia aperta ai piedi; quindi mette quattro catene doro e quattro anelli, doro anchessi, ad ogni angolo del letto e due candele accese vengono poste vicino alla testa del bambino. Quindi il lettino, con il bambino dentro, viene sospeso con le catene al soffitto e la strega ripete: Io ho fatto questo non per interesse mio, solo per lamore che porto a questa famiglia che per quanto sono grandi in ricchezza (non perch siano ricchi), ma che il loro figlio pi grande possa venire di talento e, se lho messo sospeso cos in alto, perch col suo talento possa venire la persona pi alta e pi importante di questo mondo. Davvero un augurio gentile e, se avesse sempre funzionato, non vi sarebbe carenza di talento al mondo. In questa cerimonia italiana la strega buona deve, dopo avere ripetuto linvocazione, andarsene senza guardarsi indietro e non tornare in quella casa per quel giorno; questultima condizione di antica origine latina. Questo incantesimo veniva ripetuto a parole, non cantato.

Divinazione con il piombo


Lusanza di divinare per mezzo di stagno fuso o piombo fuso versato in acqua , come sottolinea Friedrich, molto antico, come si pu evincere dal fatto che conosciuto da ogni razza cui questi metalli siano noti. La cerimonia consiste nel fondere il piombo (i Latini usavano anche la cera), nel versarlo in acqua e nellevincere gli eventi futuri dalle sue forme. Queste venivano poi portate a letto dalla persona cui lor acolo era destinato ed essa, per influenza dellimmagine, in sogno trovava conferma di quanto predetto. Il modo di divinare per mezzo del piombo fuso il seguente di qualche importanza perch non solo elaborato, ma, come potremmo mostrare per analogia, molto antico in ogni dettaglio:

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Dovete prendere tre semi di una rosa, tre foglie di ortica, due foglie di ruta e tre semi di cumino. Mischiate il tutto. Prendete quindi del piombo e, a mezzanotte, accendete due candele di sego (esiste anche vegetale, n.d.t.), legandole con un nastro rosso. Prendete quindi un piatto, mettetevi sopra il piombo e le erbe (le erbe per ultime), mettete il piatto sul fuoco e, quando il piombo sar fuso, incorporatevi le erbe. Versate quindi il piombo nellacqua e guardate quali forme assume. Se dovesse assumere la forma di un fiume un cattivo segno, ma si pu usare per gettarlo nella casa di un nemico per fargli del male. Se il piombo pu essere gettato nellacqua corrente e prende la forma di una fonte battesimale, un presagio molto buono e dovrebbe essere conservato in un sacchetto rosso legato alla cornice del letto o, ancora meglio, messo allinterno del letto, avendo cura che nessuno lo tocchi. Quando mettete nel piatto il piombo e le erbe, si deve dire: Lo faccio per vedere se verr la fortuna (o sfortuna) in casa mia. Possiedo unaltra descrizione di questa cerimonia, pi dettagliata: Fondete il piombo e mettetevi dentro semi di rosa, foglie di ruta e tre semi di cumino. A mezzanotte accendete due candele legate fra loro con un nastro rosso. Quando il piombo sar fuso, mettete il piatto fuori dalla finestra dicendo: O streghe, streghe che la granata (ginestra) non potete vedere, io ve la levo per farvi piacere; o streghe, che di venerd siete beate, questa grazia mi potete fare e questa grazia mi farete se volete; se questa grazia voi mi fate, che il mio piombo mi faccia la forma di una fonte... significa che andranno bene le cose mie; se il piombo fa la forma di un fiume segno che le cose vanno molto male. Questo mi venne cantato in maniera cos irregolare e interconnessa con la conversazione ordinaria che non sono riuscito a distinguere chiaramente tra lincantesimo e la spiegazione. Quindi la mia informatrice riprese: Mettete la fonte in un sacchetto rosso, gettatelo nella casa di qualcuno cui augurate buona sorte e dite: Non vi butto il piombo, ma la felicit, che venga in casa vostra! Ma, per fare del male ad un nemico, gettate il fiume nella sua casa e dite: Non butto il piombo, ma la sfortuna; che venga in casa tua, che tu non possa avere pace n bene. Se il piombo forma un fiume, il segno negativo, per sviarlo mettetelo sulla mensola del camino o in qualche angolo e mettete sul fuoco un poco di quellerba che viene chiamata in Romagnolo felchsa ed in Italiano felce. E una pianta che causa grande sofferenza alle streghe. E, mentre brucia, dite: Brucio questa roba perch voialtre streghe maledette non possiate avere mai bene, perch io vi ho cercato una fortuna che non mi avete voluto dare!

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Credo che questa formula del mischiare il piombo con le ceneri delle erbe e dei semi sia la vera formula antica Romano-Etrusca perch la ruta, lortica, il cumino ed i semi di rosa entrano negli incantesimi pi antichi che conosciamo. Ma quello che rende completa la cerimonia (e che la rende maggiormente curiosa) i bruciare le foglie di felce per distruggere linfluenza delle streghe. Mi venne spiegato che era molto potente contro tutte le magie e le influenze maligne ed era un ogni modo unerba misteriosa e strana. Di essa Friedrich dice: Molte stregonerie, meraviglie e superstizioni vengono associate a questa pianta, la maggior parte delle quali viene tenuta segreta... In particolare, viene considerata con molto rispetto la felce a gradini, perch le vengono attribuite molte virt, in particolare come potere contro gli spiriti maligni. Le sue radici vengono utilizzate nelle invocazioni di buoni e cattivi. I cinque gradini sullo stelo, che si suppone somiglino ad una mano, vengono chiamati mano di fortuna, o mano di Giovanni, e vengono portati come protezione contro la sfortuna o la stregoneria. Se il piombo, le ceneri ed il resto si dovessero semplicemente amalgamare in un pezzo, non vi uno speciale significato. Divinare con il piombo significa il formarsi di forme o immagini grazie allaiuto di incantesimi ed perci strettamente collegato al versare il bianco di un uovo nellacqua ed al giudicare dalle forme che assume il futuro riguardo alle domande poste. Questa pratica antica quanto il mondo ed esiste dappertutto, ma in Toscana si fa cos: Prendete un bicchiere dacqua a mezzanotte esatta. Fatevi cadere dentro il bianco di un uovo e dite: Mostro questo uovo, strega maledetta, che in cambio possa vedere il mio destino. Per un giorno ai tuoi ordini star alla finestra, che la mia fortuna io possa conoscere, che esso mi possa mostrare il mio futuro! Dopo 24 ore guardatelo da vicino. Se avr preso la forma di un camposanto, significa una morte in famiglia; se mostra una chiesa ed un prete che d la benedizione, significa un matrimonio. Le stelle predicono felicit e, se vengono tracciati i lineamenti di qualche persona, significa fortuna per quella particolare persona. Le streghe che profetizzano per mezzo delle uova devono essere una classe di signore singolarmente amabili. Ci si rivolge a loro con una maledizione e poi viene loro modestamente richiesto di prendersi la briga di preparare una predizione!

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Divinazione per mezzo dellolio


Est enim evangelium signum pacis et saluberrimum OLEUM grati et misericordi divinae. Coquius, Histor. ac contemplatio sacra Plantarum, Vlissing, 1664. Per le strade di Firenze, non lontano dalla Signoria, vi sono delle case che probabilmente erano gi vecchie ai tempi di Dante chiss? ; o chiss se conoscono let di ogni cosa in questa terra dove abbondano vestigia anche preistoriche e nulla appare pi strano del nuovo? In una di quelle case entrai nella totale oscurit e percepii che la mia strada era di sopra, dove vi era una porta invisibile; bussai ed entrai in una vasta stanza divisa da unaltra solo da un grande arco antico. Vi era una mezza luce proveniente da una singola finestra e linsieme formava unimmagine molto simile ad un Rembrandt. Al tavolo sedeva la veggente e davanti a lei vi era un bicchiere dacqua in cui, con strani gesti mentre pronunciava un incantesimo, stava versando dellolio da una bottiglia. Che fai, figlia di mille streghe? Sto facendo un incantesimo con lolio. Vuoi imparare come si fa? S, lo volevo. Sapevo che la divinazio ne con lolio era proibita da legge e vangelo, chiesa e stato, anche negli editti di Carlomagno e che in tutte le epoche era stato uno dei secreta rariora che le streghe conservavano per le occasioni speciali. Lautore del Trinum Magicum, sive Secretorum Magicorum Opus, pubblicato nel 1611, ci dice: Aliqui itidem aquam in vitreum catinum effundunt, oleique guttulam admiscent et sic in aqua mira se cernere posse putant. In Italiano: Alcuni ancora versano un poco di acqua in un bacile, mischiandovi quindi una goccia dolio e cos pensano di vedere cose meravigliose nellacqua. Questo era tutto ci che lui sapeva in merito, perch se ne avesse saputo di pi di certo lo avrebbe fat to. Lintero oracolo venne tuttavia consultato sinceramente, debitamente ed accuratamente in mia presenza e funzion cos come lo descrivo, passo per passo: Prendete la bottiglia con lolio una piccola , fate con essa per tre volte il segno della croce sul capo e sul volto dicendo: In nome del cielo, delle stelle e della Luna, mi levo questo malocchio (o altra cosa) per mia maggior fortuna! Quindi, con la stessa bottiglia o fiala, fate tre croci con la mano destra sul bicchiere dacqua, esattamente da parte a parte, facendo anche le corna o jettatura con il dito indice ed il mignolo della mano sinistra stesi ed il dito medio e lanulare chiusi o tenuti fermi dal pollice. E queste dita estese riposano sul margine del bicchiere. Nel fare questo, la strega ripete: Befania! Befania! Befania! Chi mi ha dato il malocchio me lo porti via!

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Quindi versate o lasciate cadere con molta attenzione tre gocce di olio. Se si mescolano in una un buon segno o un segno affermativo per una domanda. Se desiderate sapere se troverete ci che state cercando o se incontrerete un amico o qualunque cosa del genere, tutto andr come desiderata. Ma se le tre gocce rimangono separate un segno negativo. Quindi, per esplorare attentamente tutte le possibilit, questa cerimonia viene rinnovata per tre volte. Ed ogni volta gettate lacqua e lolio per stra da o in un cortile. Se passer per primo un uomo, tutto andr bene ; se una donna, i presagi continuano a rimanere sfavorevoli. Fate allora una volta ancora la castagna, il segno del pollice tra le dita indice e medio, che molto pi potente delle corna. (anche gli antichi scrittori Romani lo chiamano terribile); notate che anche questo va fatto sul margine del bicchiere con la mano sinistra, mentre con la mano destra versate attentamente lolio in modo da formare con esso una croce sullacqua (che stata rinnovata). Quindi fatevi la croce sulla testa e sul volto con lolio per tre volte, ripetendo linvocazione a Befania tre volte come prima (tutto questo venne fatto con incredibile velocit). E se, dopotutto, loracolo non propizio, versate nel bicchiere circa un cucchiaino di sale e ripetete la formula di Befania. Se lolio diventasse di colore biancastro, segno che Befania si placa e che ora tutto andr bene. Ma, se ella fosse refrattaria ad ogni incantesimo nonch al sale sacro, allora versate nel bicchiere un carbone ardente lultima risorsa disperata di imprudenza diabolica. Flectere si nequeo superbos Acheronta movebo. Questo mescola lolio allacqua a dispetto di tutti i diavoli e, fatto questo, andate avanti con la fiera ed orgogliosa sensazione che, nonostante tutti i presagi siano contro di voi, voi prevarrete con la vostra forte volont. Ma qui, nel terminare, vi ancora da fare qualcosa. Esprimete la vostra gratitudine allo Spirito del Fuoco, che breve ma estremamente pagana e senza dubbio molto antica: O fuoco benedetto che brucia immensamente e brucia tutta le gente, ti prego di bruciare questo malocchio e chi me l'ha dato! Quindi, come negli antichi riti Latini, il carbone e tutto il resto devono essere gettati in un corso dacqua e voi dovrete andarvene senza guardarvi indietro. Fers cineris Amarilli foras, rivoque fluenti, transque caput jace, ne respexeris. Il lettore vedr, facendo un paragone, che questo incantesimo ha molto in comune con la divinazione per mezzo delle ceneri. Devo confessare che ammiro molto questo genere di divinazioni ed ho una perfetta fiducia nellultima porzione di questo, il carbone ardente. La strega aveva vicino uno scaldino un braciere di terracotta a forma di cesto proprio come le sue antenate lo avevano sempre ai tempi di Virgilio e forse

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molto prima dellepoca di Tarquinio; e, quando il carbone entrava sibilando nellolio e nellacqua, il suo volto aveva la bella espressione della maga che sconfigge un nemico. Era una bella immagine ed un grande artista avrebbe apprezzato gli occhi neri lampeggianti sotto una massa di capelli arruffati la mia mente and dalla strega del Vesuvio a Virgilio, ad Apuleio e Teocrito, che avevano tutti visto lo stesso antico e terribile volto. Altri oracoli ed incantesimi fatti con il carbone ti danno un responso, un s o un no, ma in questo si comincia gentilmente ed amabilmente con lolio e con un gentile e pagano incantesimo ai pianeti. Voi date al Fato tutte le possibilit e siete prodighi di cortesie magiche o cerimonie. Ma non lasciate perdere se il responso non favorevole. Affatto. Procedete con il piccante maggiore, il sale. Anche il sale gentile, ma in esso vi una intimazione che significa che sotto il vostro guanto di velluto vi un pugno di ferro, che volete che la faccenda vada bene. Quindi, fallito il sale, viene il carbone ardente. Se il cielo cadesse, voi lo sorreggereste con la vostra lancia e sconfiggereste il diavolo. In altre parole, quello che doveva essere pu essere forzato a prendere un altro corso grazie alla perseveranza negli incantesimi. Il che corrisponde a preghiera e penitenza in tutte le religioni , le quali insegnano che il futuro pu essere cambiato o formato per adattarlo ai buoni. Molti lettori potrebbero non aver riflettuto sul fatto che tutte queste divinazioni sono equivalenti ad una preghiera accompagnata da formalit. Quando la gente religiosa come viene fatto spesso in America si riunisce a pregare per un certo obiettivo o per un certo oggetto, pressoch la stessa cosa che se avessero divinato con lolio ed il sale ed avessero invocato Befania. Nellanno 1859, quando Theodore Parker era estremamente detestabile alla rigida ortodossia di tutte le sette, molte pie signore presbiteriane si riunirono allo scopo di pregare che egli potesse morire; e la sua morte, poco tempo dopo, venne attribuita al loro fervido zelo. Non ne venne fatto un segreto esse se ne vantarono nei quotidiani religiosi. Nel periodo in cui ero direttore di Vanity Fair a New York, una signora scrisse una poesia che poneva graziosamente in ridicolo questo lavoro di voodoo ed io disegnai per essa una illustrazione, che pubblicai. Non vedo in quale modo questo pio pregare per la morte di un uomo dia diverso dalla stregoneria pi malvagia descritta in questo libro. Qualunque sforzo di chiedere o forzare dallo Sconosciuto o dal Sovrannaturale certa conoscenza o certi favori, che sia una preghiera, un digiuno, un incantesimo o delle cerimonie, magia chiamatela come volete. Sin dallinizio del tempo gli uomini si sono torturati e messi a morte a vicenda per avere impiegato metodi differenti di evocazione di spiriti; i cattolici hanno bruciato,

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imprigionato e torturato a morte letteralmente milioni di persone, i maomettano ed i bramini ed i miti buddhisti hanno fatto anchessi del loro meglio in questopera e non uno di loro ha mai riflettuto sul fatto che essi erano solo ombre o nuvole della stessa oscurit primeva delle streghe e del diavolo. Vi un altro metodo per usare lolio, non per la divinazione o per lottare con le streghe ma per stregare, cio per fascinare gli uomini. Consiste nel rubare da una chiesa un poco di olio battesimale, se ci si riesce altrimenti, lolio che viene benedetto e posto nelle lampade davanti alla Vergine o a i santi andr bene ugualmente. E, se una ragazza si unge con esso le labbra, luomo che la bacer verr preso da uno strano e selvaggio amore; egli non far attenzione al mondo oscuro sotto di lui , egli non far attenzione al cielo sopra. No, tutto sar perduto in un delirio di devozione alla demoiselle l'huile davanti a lui, paragonata alla quale la migliore sardina non sar nulla. Egli dovr averla, senza badare a spese. Quella di rubare lolio dalle chiese unabitudine molto antica e profana e vie ne considerata come il peggior sacrilegio dai preti, i quali guardano ad ogni sorta di magia e stregoneria eccetto la loro come indubbiamente condannabile. Paulus Grillandus che, ai suoi tempi, come ci informa con orgoglio, ordin la tortura e la bruciatura da vivi di centinaia di eretici e streghe, racconta la storia che segue a proposito di ragazze cattive che rubano lostia sacra per fare amuleti per lamore. Nella sua opera, datata 1547, egli riferisce che: Non ora un anno da quando vidi ed esaminai a Roma due donne impudiche e senza vergogna (due impudice mulieres), che venivano tenute in prigionia dal Reverendo signore locum tenens del Reverendo D. Vicarii Papae (Grillandus era in societ, a quel tempo, e desiderava mostrare la propria abilit) ed esaminando (questo tipo di esame significava ruota di tortura e tenaglie arroventate) ho trovato che esse avevano preso lolio del battesimo e se ne erano unte le labbra mentre pronunciavano queste parole: abrenuncio tibi; fatto questo, se baciavano degli uomini questi li amavano. Ma, nonostante tutta la loro arte, esse espiarono il loro crimine soffrendo lestrema giusta punizione. Questo significa, oscuramente, qualcosa di peggio della ruota e del bruciare vivi o convicta et combusta, perch per questo santo arrostitore, Grillandus, tale punizione era un semplice luogo comune. Tuttavia, nonostante la chiesa e di pali del rogo, in Italia le ragazze hanno continuato a farlo cio a rubare lolio e questo non meraviglia molto, perch la paura della tortura e la certezza dellinferno eterno non avrebbero mai impedito ad una vera figlia di Eva di fare qualcosa che avrebbe attirato ammirazione. E questo il

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modo in cui si opera ora, come mi stato descritto da una che aveva familiarit con il procedimento: Quando una donna desidera ispirare amore sincero in un uomo, dovrebbe entrare in chiesa quando i preti e le donne stanno cantando la benedizione e, da una lampada che brucia davanti ad un santo maschio ( pure che non sia una santa), prendere tre gocce di olio, che deve essere benedetto, ma solo con il dito indice e metterle in un piattino, quindi dire: Non prendo questo olio per il mio dolore, ma prendo la benedizione da questo santo (nome del santo) perch questa benedizione vada sempre al mio amore, che non possa partirsi mai da questo mio cuore! Quindi si deve portare a casa il piattino e lo si deve nascondere con cura in modo che nessuno possa vederlo e per tre gioved consecutivi le labbra devono essere unte con quellolio. E, baciando lama nte sulle labbra, la ragazza deve dire: Io ti bacio e ti bacio sinceramente e, sempre nascosto dalla gente, io ti bacio di vero cuore e ti bacio di vero amore; e questo santo... mi voglia aiutare che tu pure mi possa amare e presto tu mi voglia sposare. Per avere detto e fatto queste inezie, alle giovani veniva strappata la carne con tenaglie roventi, le giunture venivano staccate dai loro alloggiamenti dalla ruota di tortura, veniva versato sopra tutto il loro corpo dellolio bollente (vedi Horst, Dmonomagia, Sprenger, ecc.) e quindi venivano bruciate vive. Questo a Roma, davanti al Papa e per suo ordine, quando la chiesa romana era nel pieno del suo potere, della sua infallibile saggezza e cristiana filantropia, luce, dolcezza, mansuetudine e misericordia. Credo che questa moderna cerimonia italiana doni lintera verit e tutti i dettagli riguardo al furto dellolio. Non credo che parole come abrenuncio tibi siano mai state pronunciate; i preti, nelle loro accuse, dichiarano sempre che le streghe rinunciavano e denunciavano sempre il cristianesimo, ma di tutto ci non vi traccia nelle pratiche delle streghe come sono realmente; e, considerando il modo in cui venivano trattate, stupefacente che esse non li ingiuriassero in ogni occasione. Lo scopo del furto dellolio era di ottenere la misteriosa virt o potere occulto della benedizione pronunciata dal prete, altrimenti perch avrebbero dovuto rubarlo e quale senso vi sarebbe stato nel prenderlo se ne avessero negato il potere? E vero, lintero proced imento non ha alcun senso, che sia da parte del prete o della strega, ma la donna non desiderava nulla di crudele o inumano, solo di ottenere un innamorato. Non magia o stregoneria quando un prete pronuncia in incantesimo idiota o una benedizione sullolio da bruciare in una lampada o tocca con esso un peccatore sul letto di morte ma, se una ragazza prende alcune gocce di questo stesso liquido incantato per attrarre un innamorato, un crimine un

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peccato mortale eccetera. E stato riferito che durante l a prima occupazione di Parigi da parte dellesercito alleato, i Cosacchi non solo bevvero lolio delle lampade che vi erano nelle strade ma che, al colmo della loro empiet, svuotarono completamente tutto quello che vi era nelle lampade delle chiese. Ora, se il rubare solo tre gocce dell oleum benedictum da parte di una ragazzetta sciocca meritava tutte le torture della Santa Inquisizione ed in seguito un passaggio attraverso le fiamme materiali e temporali nelle fiamme immateriali ed eterne , cosa avrebbero dovuto decretare di fare a un selvaggio peccatore di tutti i peccati ed eretico di un Cosacco che aveva fatto fuori lintera lampada? Limmaginazione indietreggia sgomenta davanti a tale tremenda malvagit. Quando avete inviato la vostra serva nel fondo dellabisso (come dice Jacob Bhme) dellinferno degli inferni, cosa potete fare ad un malfattore pi grande? Riflettiamo! Vi una strana morale dietro a tutto ci. Io, lettore, sono stato e voi con me in ispirito in una conventicola sacrilega di streghe dove, secondo le testimonianze generali di tutti i grandi, saggi e buoni uomini vissuti 200 anni fa, Satana stesso era presente, guardando torvo noi che stavamo cercando tremendamente di notte una delizia infernale basilare. E noi abbiamo eseguito cerimonie che vengono distintamente descritte come condannabili da tutte le grandi autorit sia della chiesa cattolica che di quella presbiteriana autorit, ricordatevi, come Lutero , che vengono a tuttoggi credute ed a cui ci si sottomette. S, con questa storia dellolio e del carbone, dellacqua calda e della lampada da chiesa ci siamo dannati al di l di ogni redenzione, attraverso tutti i colori dellarcobaleno dalla A a eccetera. Stai attento, o lettore, a ci che ho attraversato io, per il tuo bene! Materia da breviario, disse Frate John.

Piromanzia ed incenso
Das Feuer ist heilig, und wird gttlich verehrt weil es ein reines Element ist, und deshalb mussten seine Priesterinnen auch reine Jungfrauen sein. Das Feuer, J.B.Friedrich, Symbolik der Natur, pag. 60. Sic in igne prter alia elementa, sacra omnia insistebant, quod is, crecto proximus coelo sit. Polydore Virgil de Inv. Rerum. Lautore del Trinum Magicum (1611), riferendosi allantica divinazione Romana, descrive minuziosamente quella attraverso il fuoco. Ci dice che: Vi anche la piromanzia, in cui veniva gettata della resina in polvere nelle fiamme. Se la fiamma si alzava unita, era buon segno; se era sottile e divisa, sfortunato; se in tre punti, un evento o un risultato glorioso; se molto dispersa, una morte per malattia; se crepitante o con un colpo secco, sfortuna; se si estingueva improvvisamente, grande pericolo.

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Per resina si intende qui lincenso, il frankincense. Lidentit della moderna piromanzia in Toscana con quella dellantica Roma, che si tratti dellosservazione delle fiamme mettendo dei semi, del frankincense o delle foglie di papavero su carboni, notevole. Mi venne narrato come segue: Fiamma Accendete la legna e se, nel farlo, prende fuoco con difficolt o forma delle fiamme piccole o brutte, un cattivo segno riguardo agli eventi o a ci che abbiamo in mente. In Romagna, i vecchi dicono che se si vuole sapere come andr una cosa si deve studiare il fuoco con attenzione. Se brucia bene tutto andr bene; se male, le cose finiranno male. Se brucia con una fiamma chiara e bella, segno di buona sorte; diverse fiamme od ora da una parte e poi dallaltra con un colpo secco, significa che parenti o amici verranno presto a trovarvi. E, prima di consultare il fuoco, se desiderate avere presagi ben chiari ripetete questo: Fuoco, Fuoco benedetto! Alla mia casa fortuna aspetto, e sempre a te vengo a sperare che l'augurio di buona fortuna tu mi voglia dare! E le fiamme colorate o variate sono come quelle spezzate. Questo ricorda molto vividamente un passaggio dallEdipo di Seneca: Tir. Quid flamma? largus jamne comprehendit dapes? Man. Subito repulsit lumen, et subito occidit. Tir. Utrumne clarus ignis, et nitidus stetit, rectusque purum verticem coelo tulit, et summam in auras fusus explicant comam? An latera circumserpit incertus vi. Et fluctuante turbidus fumo labat? Man. Non una facies mobilis flamma fuit, imbrifera quales implicat varios sibi iris colores, parte qu magna poli curvat picto nunciat nimbos sinu. Quis desit illi quisue sit dubites color: cmlea fulvis mista oberravit notis Sanguinea rursus, ultimum in tenebras abit Sed ecce pugnax ignis in partes duas discedit - immugit aris ignis et trepidant foci. Questo corrisponde accuratamente ai moderni presagi ed incantesimi. Semi sui carboni Vi era osserva lautore di Trinum Magicum, un altro tipo di captromanzia. Venivano gettati su carboni ardenti dei semi di sesamo o di papavero nero e venivano tratti dei presagi dal fumo che si innalzava da essi, come osserva Dione Cassio. In Toscana questa divinazione ora cos: Prendete dal raccolto alcuni chicchi, metteteli sui carboni e, se bruciano o scoppiano bene, segno che il raccolto dellanno successivo sar buono. E se non bruciano sar cattivo. Vengono usati anche i papaveri, ma io non ne so nulla. Questo forse il vero metodo che seguivano in antico. In antico si usavano grano, orzo o capsule di papaveri, ma in seguito si scopr che il mais

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esplodeva o scoppiava meglio e li ha quindi sostituiti. Quanto segue un resoconto maggiormente dettagliato di questa divinazione: Prendete alcuni chicchi di granturco (mais) e metteteli su un piatto; a mezzanotte mettete il piatto sul fuoco e dite: Metto questo granturco, quanti diavoli siete vi scongiuro che mi diciate o mi facciate sapere se il mio amore oggi mi verr a vedere; se il mio amore mi ama, se mi sposer questo granturco tre cambiamenti mi far: se mi ama, il granturco far la forma di un cuore, se mi sposer far la forma di un fiore; ma se non mi ama fate, diavoli maledetti, che il granturco non faccia forma. Incenso sui carboni Viene usato per accertarsi su chi ha stregato qualcuno o per rimuovere un incantesimo malvagio. Prendete uno scaldino (un recipiente di terraglia smaltata a forma di cestino) con del carbone che arde, quindi prendete incenso e cumino e metteteli sui carboni. Poi, con un grosso coltello nella mano sinistra e lo scaldino nella destra, andate in tutte le stanze e sopra e sotto al letto, pronunciando per tutto il tempo la benedizione. E con questo coltello mescolate il contenuto dello scaldino. Mentre il cumino e lincenso bruciano, ripetete: Non brucio questo incenso, ma brucio il corpo, lanima e tutti i sentimenti del corpo di quella infame (o quellinfame) che mi ha messa la mala fortuna in casa mia! Quando tutto lincenso sar bruciato, mettete nello scaldino un foglio di carta gialla (sempre gialla) e due chiodi legati a forma di croce. Se non sapete chi ha provocato il male, gettate lincenso ed i carboni in un corso dacqua o in un fiume. Ma, se sospettate di qualcuno, portate lo scaldino ed i chiodi in casa sua e nascondetelo sotto il tetto, dove non possa essere trovato. Non dimenticate di tenere dentro allo scaldino i chiodi a croce. Allora il/la colpevole sar costretta o forzata a sciogliere il male o lincantesimo; non avr riposo fino a che non lo avr fatto. Qui si comprende che per avere successo lincenso deve bruciare liberamente. Negli antichi oracoli Romani (huc illud pertinere puto de Nymph o prope Apolloniam) veniva preso dellincenso, veniva pronunciata la preghiera o lincantesimo e lincenso veniva gettato nel fuoco. Se veniva bruciato completamente il presagio era favorevole ed anche se fuoriusciva con un colpo secco dalle fiamme e bruciava o la fiamma lo seguiva era tutto a posto. Questo non si applica alle probabilit di matrimonio o morte - morte nuptiisque exceptis.

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Nonostante siano differenti come metodo ed oggetti, vi abbastanza in comune tra la cerimonia antica e quella moderna da fare trarre la conclusione che questultima sia derivata da unantica fonte Romana. Vi anche un altro incantesimo molto interessante e palesemente molto antico con lincenso che brucia, il quale aveva lo scopo di rimuovere il male di ogni tipo o di invocare la buona sorte dalla strega misteriosa conosciuta come Befania. Prendete del frankincense, sia del tipo migliore che del tipo inferiore, ed anche dei semi di cumino. Abbiate pronto uno scaldino nuovo, che viene tenuto solo per questo scopo. E, se dovesse accadere che affari di qualunque genere vadano male, riempite lo scaldino (o un piatto ignifugo di terracotta) con dei carboni ardenti, quindi prendete tre pizzichi dellincenso migliore e tre di quello di seconda qualit e metteteli tutti in fila sulla soglia di casa. Prendete quindi il resto dellincenso ed il cumino e metteteli nel carbone ardente, portatelo quindi in giro e fatelo ondeggiare sopra il letto ed in ogni angolo dicendo: In nome del cielo, delle stelle e della Luna, mi levo questo malocchio per mia maggior fortuna! Befania! Befania! Befania! Chi mi ha dato il malocchio maledetto sia, Befania! Chi mi ha dato il malocchio me lo porti via e maggior fortuna venga in casa mia! Quindi, quando nello scaldino si sar tutto consumato, accendete i mucchietti dincenso sulla soglia di casa, oltrepassateli per tre volte e sputate dietro di voi oltre la spalla per tre volte, quindi dite: Befania! Befania! Befania! Chi mi ha dato il malocchio me lo porti via! Passate quindi per tre volte avanti e indietro davanti al fuoco, sputando oltre la spalla sinistra e ripetendo il medesimo incantesimo. In Toscana vi un incantesimo contro i pettegoli, i calunniatori, i diffamatori e coloro che diffondono malignit. E il seguente: Contro le persone che sparlano di noi (le persone chi ciarlano sui nostro conto), prendete dellincenso con il pollice, lindice ed il medio e mettetelo sulla soglia di casa ed alla finestra, mettete una conocchia ed un fuso con il peso penzoloni e date fuoco allincenso; quindi dite: Incenso, incenso! Che bene tu possa bruciare e cos possano bruciare le malelingue che ciarlano tanto di me; e, appena tu sarai bruciato, la rocca e il fuso dalla finestra me ne andr a levare e anche quelle voglio bruciare, e cos bruciare e cos bruciare pure quelle malelingue; e di me non torneranno pi a ciarlare fino a che la rocca e il fuso come prima non torneranno; queste come prima non potranno mai tornare. E le linguacce indegne male di me non potranno pi parlare! E cos bruciare, e cos bruciare, eccetera.

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Il fuso e la conocchia erano una parte importante della magia classica e, come sottolinea Preller, il filare e lavvolgere appartengono per loro natura alla stregoneria. Vi una curiosa illustrazione di questo nella seguente ricetta romagnola per costruire uno spaventapasseri magico, per evitare che goblin e fate rubino della frutta: Prendete degli stracci rossi e con essi, unitamente ad un fuso ed una conocchia, formate unimmagine simile ad una vecchia. Mettete due di queste immagini nel campo o nella vigna. Quindi formate una croce con due scope e dite: Se uno spirito a fare che la frutta mi viene a sinpare, o tu vecchia me li vorrai discacciare; se poi fossero strege o granate, che in croce vi ho messo, mandate indietro tutte le strege e stregoni, che non vengano a mangiarmi i pomi! Nel Nord si crede che una strega possa venire scoperta per mezzo del fuoco. Wolf (Deutsche Mrchen und Sagen) riferisce che, quando i bakbini di un contadini sono stregati, viene fatto un fuoco. Se le fiamme dovessero unirsi e formarne una sola proprio come nellincantesimo italiano , la prima persona che entrer nell casa sar la strega.

Lincantesimo della lampada


Nei festival della grande madre di tutta la vita, Neith, gli Egiziani bruciavano lampade in cui vi erano olio e sale e questo simboleggiava la nuova vita dellanno, perch il sale simboleggiava la creazione della vita e la luce che procedeva dalloscurit allesistenza; perci si adattava bene a quella festivit. Friedrich, Symbolik der Natur. La pittoresca lampada italiana, consistente in un lungo tondo di ottone a goccia la cui coppa scivola su e gi con generalmente 3 stoppini e il tondo supportato da una base, di origine Romana ed ben nota a tutti i viaggiatori. In magia viene usata come segue quando un bambino stregato, per scoprire chi ha fatto su di lui un incantesimo: Prendete una lampada detta lucerna e, avendo accesi tutti e tre i suoi stoppini, mettetela su un tavolo quadrato con un coltello affilato e tre spilli. Quindi, a mezzanotte, seduti in una sedia vicino al tavolo, fate il segno della jettatura (le corna) e, desiderando di conoscere il nome della persona che ha stregato qualcuno, andate a dormire ed esso vi verr rivelato in sogno. Ma prima ripetete quanto segue: Maria, Vergine benedetta, se la malattia di questo bambino (o altra persona) proviene da un qualunque male, venite da me nel sonno. Maria, Vergine benedetta, mi raccomando a Voi perch mi facciate il favore che egli guarisca presto. Ma se egli sia stato stregato da qualcuno allora, o

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diavolo liberato dallinferno, estingui una di queste lampade e fammi sapere chi la causa di questa malattia; e se una strega che io possa conoscere il suo nome e che possa trovarla e la sua vita non duri pi di tre giorni. Fatto questo, colui che era stregato si riprender in tre giorni e non verr pi afflitto in tal modo. Questa singolare miscela di invocazioni alla Vergine ed al diavolo venne ulteriormente confusa apparentemente dalla memoria imperfetta del narratore di questo incantesimo. Vi un altro metodo per usare la lampada, grazie al quale vengono forniti nomi o segni che vengono indicati dalle luci che si estinguono, ed ognuna di queste luci viene preventivamente numerata o fornita di nome. Marcellus ci dice quanto segue (94, Grimm, pag. 25): Si quem coire noles, fierique cupies in usu venerio tardiorem, de lucerna qu sponte exstinguetur, fungos adhuc viventes in potione ejus exstingue, bibendamque inscio trade: confestim enervabitur. Che in pratica significa che per privare un uomo del suo potere virile si deve dargli da bere del vino in cui stato estinto il fumo di uno stoppino. In Toscana vi quanto segue, usato per qualunque malattia: Quando qualcuno malato, che nella sua stanza venga posta una lampada che bruci olio e piccola (una lucernina, sempre se possibile) e, quando viene spenta, prendete lo smoccolatoio e mettetelo nel vino e date questo da bere al malato. Se egli lo beve volontariamente star bene, se lo rifiuta segno che non guarir. Comprendiamo qui che lodore viene messo nel vino senza che il paziente lo sappia. Dovrei aggiungere che si suppone che in ogni lampada vi sia un suo spirito peculiare, che pu essere invocato. Significa che se comprate una di quelle lampade di forma antica anche se qualunque lampada Romana andr bene allo scopo e pronunciate su di essa con fede e seriet una invocazione ad uno spirito o meglio trovate qualche vecchia che pratica la stregoneria che lo faccia per voi con d ellincenso , allora avrete con voi il vostro spirito domestico, un elfo o una fata che potrete consultare in molti modi. E come la gente in Inghilterra dice che un fuoco, con le sue fiamme che si muovono come se fossero vive, di compagnia, cos la ragazza italiana, mentre siede e cuce, trova una compagnia fatata nella luce misteriosa, silenziosa e tuttavia animata della lampada, il cui fuoco pareva al Rosacroce Lord Blaize tanto misterioso da scrivere un libro su di esso e sui segreti benedetti del sale, libro in cui la filosofia di Sartor Resartus veniva chiaramente anticipata. Se volete una lampada triplice come questa, lettore, dovete comprarne una antica e vi coster dai tre ai cinque franchi.

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Capitolo IV
Incantesimi negativi
Tra le streghe toscane esistono molti incantesimi il cui scopo quello di danneggiare o anche uccidere i nemici e vi ragione di credere che questi siano i pi antichi tra tutti perch, pi risaliamo a ci che vi dietro alla geniale incorporazione delle forze della Natura ed al politeismo, pi la stregoneria diventa vendicativa ed oscura. Possiamo provarlo nelle razze tuttora esistenti. Cos come si dice che il bambino passi attraverso gli stadi corrispondenti alle forme animali inferiori fino a quelle animali superiori, cos possiamo vedere luomo primitivo o preistorico pi o meno modificato da suolo e clima nei Fuegi, nei Papuasi o negli Australiani ed in particolare nelle razze africane. In mezzo a tutte queste razze lorribile ed antica stregoneria, il cui scopo molto di pi la morte, il danno e la vendetta piuttosto che il fare del bene, predomina sulla benevolenza. Ed il fatto che ancora tanti in Italia usino le forme pi antiche conosciute di stregoneria, una prova pressoch conclusiva della sua antichit. Come gli animali devono distruggere la vita prima di poterne godere, cos luomo pare avere trovato in questo suo stadio animale il suo primo grande piacere nel fare d el male o nelluccidere altri. E perfettamente vero che le razze in uno stato di societ primitivo o basso, anche se separate e senza rapporti tra loro, in condizioni similari sviluppano le stesse superstizioni o miti, ma da questo non segue che non vi sia stato prestito di tradizione. Al contrario, un esame imparziale di tutto questo folklore con unanalisi comparativa delle pi scrupolose, mostra che vi stata una immensa e spesso misteriosa quantit di trasmissione e che la teoria delle idee innate o ci che viene definito come tale devessere

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esercitata con molta parsimonia. Si potrebbe tuttavia di certo concedere che gli incantesimi romagnoli non siano cresciuti da soli negli ultimi anni, ma provengano in realt da fonti antiche, in quanto coloro che ora li detengono vivono nello stesso paese degli Etruschi o degli antichi Latini, che erano loro progenitori, ed essi conservano innumerevoli usanze dei loro antenati come descritte dagli scrittori classici ; nessuno potrebbe quindi contestare la possibilit che essi abbiano ereditato le loro credenze. Possiedo molti di questi incantesimi per fare del male, ma posso scriverne solo alcuni. Il primo il seguente; proviene da una vasta raccolta manoscritta fatta per me da un esperto. E stato tratto dagli archivi delle streghe, cio copiato, come molte di queste ricette lo sono state da altri archivi che vengono gelosamente conservati segreti, in quanto le donne sagge preferiscono impartire la loro saggezza a viva voce. Il male viene in questo caso spiegato ingenuamente come quello che stato fatto alla donna da un uomo nello smettere di amarla. Per fare una malia cos che un uomo possa essere sviato dallamare unaltra donna e sia solo attaccato a sua moglie, prendete tre marroni di ippocastano (marroni dIndia, marroni selvatici) e polverizzateli il pi finemente possibile. (Anche Marcellus pone enfasi sulla stessa triturazione) Quindi prendete un nuovo recipiente di terracotta e mettetevi dentro la polvere, mischiatela con tre gocce del sangue del marito o della donna che egli ama e, se possibile, aggiungetevi quanto pi sangue potete ottenere ed a questo unite mezzo litro di alcolico ed un poco di acqua; bollite a bagnomaria (balneum Mari), cio mettete il recipiente dentro ad un altro recipiente pieno di acqua e, quando avr bollito per un quarto dora, mettete il recipiente sotto il letto; a mezzanotte la moglie dovr quindi lasciare il letto e bagnare un poco la testa del marito a forma di croce ed anche sotto i testicoli e dire: Non bagno te, bagno il tuo cuore, che sempre pi tu mi possa amare e pi tu non mi possa lasciare e con altre donne tu non possa andare, e quellaffare con altre donne non ti si possa alzare. Questo deve essere fatto per sette notti, tre volte a notte. Quindi buttate il recipiente e tutto il suo contenuto in un corso dacqua dicendo: Butto via questa pentola e butto via il pensiero di mio marito per altre e che porti tutto lamore a me, che io pure tanto lamo. E, avendo gettato il tutto nellacqua, andate via senza guardarvi indietro e per i tre giorni seguenti non passate vicino a quel luogo. Rivoque fluenti-jace ne respexeris vicino allacqua corrente non guardare indietro nuovamente. Questa parte dellepoca di Virgilio ed io

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non dubito che lintero incantesimo risalga a quel tempo. Il prossimo si intitola per fare del male ad un nemico: Per fare soffrire un uomo o una donna, prendete un grano di pepe nero ed un (illeggibile) come quelli che si trovano nei campi, bolliteli con i capelli delluomo della donna e ripetete: Non faccio bollire questi capelli ma faccio bollire questa roba unita allanima ed al cuore di quello, che non possa pi vivere e non possa pi stare, in mezzo alle streghe tu ti debba sempre trovare. Il successo di tali incantesimi dipende principalmente dalla seriet o dallo zelo con cui vengono pronunciati. Quando la strega li pronuncia per se stessa o per altri, lo fa con unaria di terribile vendicativit, tale da fare rabbrividire. In una comunit dove tutti sono molto superstiziosi e dove anche la religione dominante insegna con zelo il terrore dellesorcismo e della scomunica e le virt degli amuleti, normale aspettarsi che gli ignoranti avranno timore anche di un altro tipo di magia. Perci, se un uomo crede di essere stato oggetto di voodoo, che sia da parte di un prete o di una strega, in uno stato di terrore mortale; potrebbe anche morire per lapprensione. Un breve e semplice metodo per prendere la gente per le orecchie quello di comprare un poco di quellerba conosciuta come discordia. E quando desiderate una vendetta (cosa non insolita, in Italia) gettatela in una casa e dite: Non butto questo pezzo di roba ma butto la discordia, che non possa dare pi pace in questa casa! Ed anche quanto segue: Per un nemico prendete del sale e del pepe, metteteli nei suoi vestiti o nella sua casa e dite: Vi metto questo pepe e questo sale, che in vita vostra pace e felicit non vi possa dare. Si suppone che il pepe causi sentimenti negativi ed incoraggi le liti. Les anciens livres des songes dice De Gubernatis (Mythologie des Plantes, vol. II), prtendent que le poivre vu en songe est de mauvais augure, et une source des querelles dans la maison et dehors, et toutes sortes de dplaisirs. Possiedo due incantesimi per stregare la gente nel giorno del loro matrimonio in modo che essi siano completamente infelici e non vadano mai daccordo. Uno il seguente: Se desiderate che una donna non trovi mai la felicit nel matrimonio, prendete nel giorno delle nozze un fiore darancio e mettetelo in un poco di sale fino, pepe e cumino con della discordia, quindi attaccatelo alla schiena della sposa dicendo:

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Tu sia maledetta! Tu non possa avere un giorno di pace! E quando vai ad inginocchiarti davanti allaltare, tu possa essere gi pentita del passo che fai. In unaltra, si deve prendere del sangue mestruale chi viene dalla donna, mischiarlo con ruta e cumino, bollire il tutto in acqua pura e farne dei confetti da dare alla sposa ed allo sposo il giorno del matrimonio. E, mentre li preparate, ripetete: Faccio questi confetti perch portino la maledizione e la scomunica ai due sposi (pronunciare qui il loro nome), che non possano vivere uniti! Tutti i giorni possano litigare e uniti un anno non possano stare! Questa la contentezza che si devono dare, basta! Questultima parola viene senza dubbio ripetuta dal lettore. Ho molti altri di questi incantesimi di stregoneria nera troppo abominevoli per essere ripetuti, perci sono lieto che i miei limiti mi vietino di scrivere ulteriori maledizioni. Molto strettamente connessi a questi incantesimi vi sono quelli diretti contro le streghe ed altri intesi a riportare gli amanti infedeli, maschi o femmine, ai loro beneamati. La maledizione il fondamento della stregoneria. Browning fece dire al suo monaco spagnolo: Se lodio uccidesse gli uomini, Fratello Laurence, che il sangue di Dio non mi faccia uccidere voi! Le streghe tuttavia credono, come fanno tutti coloro tra cui vivono, che lodio intenso e concentrato, o la volont, unitamente agli incantesimi possa uccidere. E vi sono molti che, credendosi tanto odiati, muoiono. Quando lodio viene realmente risvegliato da un torto profondo, che sia a causa della coscienza o dellopera misteriosa del destino e di cause oltre la nostra conoscenza, meraviglioso vedere quanto spesso la freccia colpisca presto o tardi! Non credete a nulla, se volete, n nel cielo sopra n nella terra sotto, ma tenete conto del racconto di Orcus di quel racconto tenete conto e, se vi qualcuno sulla terr a cui avete fatto deliberatamente e profondamente del male, troverete la vostra Nemesi. Temete colui che avete colpito. Vi una opinione popolare generalmente prevalente che stata inculcata con cura dagli insegnanti di religione, ed che luomo che cerca vendetta ha sempre completamente torto. Questo nella sostanza simile alla dottrina repubblicana che dice che la minoranza non ha diritti o semplicemente vae victis (guai ai vinti, n.d.t.)! Era tutto molto carino nel passato, ma ora non si pu negare che le nostre leggi, legali o sociali cos come la religione le ha formate ci proteggono solo contro le offese maggiori. Una grande proporzione dei danni pi amari e che colpiscono maggiormente luomo civilizzato non riescono ad ottenere una punizione legale n sociale. Questo, cos come il precetto di sopportare pazientemente tutte le offese o di

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porgere laltra guancia contrario alla natura umana ed alla giustizia. Potrebbe andare bene in un monastero, ma non applicabile alla vita in generale. Ed per questo che la strega, lo sciamano, lavvocato ed il prete vivono. Ve ne sarebbero molti meno se avessimo ideali migliori. Se dovessimo vendere tutto ci che abbiamo e donarlo ai poveri, invece di fare del bene creeremmo un immenso esercito di mendicanti e lapplicazione generale del principio del porgere laltra guancia per farsela colpire svilupperebbe semplicemente la prepotenza, la crudelt e la distruzione oltre ogni limite tollerabile. Invero, questo principio stato predicato moltissimo dai monaci durante il Medioevo, con il risultato di creare maggiore crudelt, tortura ed oltraggio di quanto si fosse mai conosciuto prima nei paesi civilizzati. Nella debita proporzione, o anche al di fuori di tutte le proporzioni, per le vergini mansuete, il Beato Angelico e le illimitate carit sante vi furono la spremitura degli ultimi penny ai contadini, rapina, tortura ed omicidio. Lideale delleccesso di bont ha prodotto come naturale risultato un eccesso di male: pi morbida la luce e pi scure le tenebre, ed una regola con poche eccezioni che nelle gallerie dove Angelico e Memling e tutte quelle opere di ineffabile dolcezza e tenerezza divina abbondano, anche qui troviamo immagini rivoltanti di gente spezzata sulla ruota, scorticata viva, che sta bollendo, arrostendo o cui stanno spezzando le giunture, eseguite con una forza geniale che mostra quanto tali soggetti fossero cari a tutti in quei giorni. Una delle invenzioni pi orribili della tortura legale medioevale era a somiglianza della Vergine benedetta.

Lincantesimo della pietra forata e della salagrana


Guardate attraverso una pietra forate e vedrete passare le fate. O, di un viola blu una scarpa delle fate! Violette blu nellerba. Il lettore probabilmente consapevole del fatto che se va sopra ad un pozzo profondo scoperto potr vedere le stelle a mezzogiorno; o che, se guarda attraverso un lungo tubo potr distinguere pi chiaramente gli oggetti perch non tutti sanno che le propriet di un telescopio non sono interamente nelle lenti: no, anche un piccolo rotolo di cartone simile ad un imbuto ci aiuta a vedere le immagini in una galleria. E se solo guardiamo attraverso la nostra mano chiusa a cilindro o copriamo gli occhi o uniamo le palpebre noi, escludendo le luci laterali, miglioriamo la nostra vista. Il lettore che desiderasse conservare la sua vista inalterata non dovrebbe mai leggere di notte di fronte ad una luce; in tal caso egli avr una doppia tensione oculare, una dovuta alla luce ed una alla scrittura. Che gli legga

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quindi con la luce alle spalle. Fu la scoperta di questo principio a portare allantica credenza che, guardando attraverso certi anelli consacrati o a pietre con dei buchi o ad una ghirlanda di verbena, si potesse migliorare la vista o vedere cose invisibili normalmente. Non so dire quanto limmaginazione abbia aiutato la gente che abitualmente ha visioni e sogni, ma la cerimonia grazie al quale in Toscana questo accade la seguente: Per vedere gli spiriti, prendete una pietra dal mare, una in cui vi sia un foro, un buco tondo, quindi andate ad un cimitero e, in piedi a poca distanza da esso, chiudete un occhio e, guardando con laltro il cimitero attraverso la pietra, ripetete: In nome di San Pietro e di San Biagio, fate che da questa pietra io poss a vedere che forma fanno gli spiriti. Ripetete quindi un de profundis in tal modo: De profundis clamao in te Domine, Domine! Et Domine et fiantatis, Bugsein et regina materna, Edognis Domine ! Quindi potrete vedere per mezzo di quella pietra gli spiriti che non hanno pace, tutti in fiamme, camminare di persona come quando erano vivi, alcuni come preti nelle loro vesti bianche o nere, alcuni in nero, alcuni come frati o come una vecchia con una torcia in mano. E di questi ve ne sono molti che, essendo stati avari in vita, hanno lasciato dietro di s tesori nascosti, il cui pensiero non gli d riposo. Allora, se qualcuno sar coraggioso e audace, mentre essi parleranno tra loro parler e dir: Se in nome di Dio volete riposare (salvarvi), ditemi dov il vostro tesoro e cosa devo fare per averlo, cos sarete salvati. Quindi, se egli povero e vuole divenire ricco, basta che non abbia timore a far questo e questo un modo facile per divenire ricchi. Davvero facile, se fosse vero ed io vorrei sottolineare che la vecchia con la torcia in mano una figura classica. Vi sono molte tradizioni strane in merito alle pietre forate degne di studio. Apparentemente, tutto ci comincia in India. Presso il fiume Gundak, in Nepal, vennero ritrovate delle pietre chiamate salagrama, che vengono considerate molto sacre. Una volta, quando Vishnu il Conservatore era inseguito da Shiva il Distruttore, implor laiuto di Maya (lIllusione), che lo mut i n una pietra. Attraverso questa pietra Shiva, sotto forma di un verme, si tracci una strada. Ma Vishnu fugg e, quando ebbe riassunto la sua forma, comand che quella pietra dillusione (sala-maya) venisse adorata. Essendo state trovate presso Salipura o Salagra, hanno ricevuto il nome da questa localit. Generalmente hanno le dimensioni di unarancia e sono in realt una sorta di ammonite. Nel tardo Edda leggiamo che una volta Odino, per rubare lidromele della

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poesia, si trasform in un verme e si fece strada attraverso un buco in una roccia. Da allora tutte le pietre forate furono chiamate pietre di Odino o, in Inghilterra, pietre sacre. Vi sono molte credenze ad esse associate, come ben sanno tutti coloro che hanno familiarit con il folklore inglese, ma ci che pi conta il fatto che siano amuleti contro la stregoneria e gli incubi e che, essendo pietre fortunate, corrispondono esattamente alle salagrane dellIndia. Conosco una famiglia dello Yorkshire che possiede una pietra a forma di arpa con un foro al suo interno, che tengono sempre appesa davanti alla porta dentrata della loro casa. E da notare che nel mito induista appare molto forte, come nelle mitologie della Norvegia e degli Algonchini, Maya, lIllusione. Thor ne viene beffato quando va al Jtunheim; essa gioca per tutto il tempo con i fulmini estivi attraverso i misteri di mezzanotte della tradizione norvegese; anche il monaco Oddo, nella sua Vita del Re Olof, dichiara che tutte le incredibili meraviglie narrate nelle antiche leggende erano dovute ad essa. Nelle saghe degli Algonchini viene abbastanza chiaramente illustrata la loro probabile derivazione dai Norvegesi. E perci interessante sapere che questa reverenza per le pietre forate si trova in forma peculiare in Toscana. Un volta mi venne inviato dalla Romagna, come gradevolissimo dono dalla compagnia delle streghe, una pietra che mi venne assicurata essere stata potrei dire adorata per lungo tempo. Che fosse stata realmente oggetto di venerazione era evidente dal suo essere circondata da quei piccoli ornamenti di pasta di pane colorata, eccetera, che vediamo spesso sulle immagini dei santi e di Ges bambino. Era un pezzo di stalagmite pieno di cavit; ho visto pietre simili in vendita in un negozio di curiosit ad un prezzo sproporzionato al loro valore perch si trattava di amuleti, e di nuovo ne ho trovata una che era stata evidentemente portata addosso e perduta. Le selci con dei buchi, cos come ammoniti, sono comuni in Inghilterra ma non lo sono affatto in Italia, perci la stalagmite ha funto da sostituto. Da quando ho scritto ci che precede, ho imparato molte cose curiose in merito alle stalagmiti che venivano considerate con tale reverenza in Toscana. Ne ho trovata per strada una che, esaminata da esperti, venne detta essere un indubitabilmente eccellente amuleto. Ma, per metterla a posto, venne riconsacrata nella giusta maniera pronunciandovi sopra lincantesimo appropriato e mettendola dentro ad un sacchetto rosso con del cumino. Ma quale fu la mia sorpresa nel venire a sapere che il nome giusto di questa pietra era salagrana, che assomiglia certamente molto alla parola indiana salagrama. Nel domandare con cura a molte persone ricevetti la seguente affermazione in merito:

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La salagrana una pietra che somiglia molto alla forma di una spugna. Viene chiamata pietra ma non una pietra, perch lo sterco degli animali chiamati ronbrigoli (lombrichi), che mangiano solo terra e defecano delle collinette che prendono la forma di una pietra o piuttosto di una spugna, che si pietrifica. Si trovano comunemente nelle grotte. Tengono alla larga le streghe. Uno dovrebbe fare un piccolo sacchetto rosso e mettervi dentro la salagrana con delloro, dellargento ed una piccola manciata di concordia (unerba) e questo sacchetto deve essere tenuto segreto a tutti. E prima dite: Questo sacchettino bello e preparato mi stato regalato e sempre lo voglio conservare perch voialtre streghe indegne non mi possiate ammaliare, perch nella pietra che contiene il mio sacchettino sono tanti grani che non potete arrivare a contare; e contiene pure tanti buchi che non vi fanno varcare la soglia delluscio e cos la malia non mi potete dare; altro che fortuna in casa mia non mi pu restare, fortuna dinteresse come pure damore, tutta quella che mi richiede il cuore! Lesatta somiglianza della stalagmite agli escrementi di un verme notevole ed era naturale che si supponesse fatta di quel materiale. Ma, per curiosa che sia la coincidenza dei nomi di salagrana e salagrama, molto pi curioso in questo incantesimo il passaggio che dichiara che vi sono tanti grani che non potete arrivare a contare e tanti buchi che non vi fanno varcare la soglia delluscio. Questo coinvolge una credenza molto misteriosa ed antica, che sostiene che, quando una strega si trova davanti ad un grande numero di semi o di chicchi (grani), non pu proseguire la sua opera fino a che non li avr contati tutti. Perci in tutto il mondo si crede che, se un uomo viene perseguitato (cavalcato) da una strega, deve mettere molti chicchi piccoli di qualche tipo a forma di croce vicino al letto. La strega, arrivando, non potr quindi raggiungerlo fino a che non li avr contati tutti uno ad uno. E nelle Mille e una notte Amina il fantasma deve mangiare il suo riso, chicco per chicco, con uno spillone. Una persona che ha viaggiato in Persia ha notato che gli schemi dei tappeti di quel paese sono intricati in modo che il malocchio, rimanendo su di essi e seguendo il disegno, perda il suo potere. Questo era lo scopo di tutti gli intrecci dei disegni dei Celti e dei Norvegesi. Quando la strega vede la salagrana, il suo sguardo viene catturato improvvisamente dai suoi fori e dalle sue venature. Oltre alla somiglianza delle parole salagrana e salagrama, abbiamo il fatto molto curioso che la prima si crede erroneamente essere formata dai vermi, mentre i buchi nella seconda, secondo la tradizione, erano fatte dai vermi. Perci, oltre alla somiglianza dei nomi, abbiamo la coincidenza ben pi singolare di pietre dei vermi adorate sia in India che in Italia. La salagrana italiana non ha sempre dei buchi, ma si presenta come avente dei granuli

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somiglianti a dei fori o come corrugata, cosa che si suppone catturi il malocchio.

Lincantesimo della conchiglia e del tono della pietra


Scuotetene una ed essa si risveglia, quindi applicate le sue labbra pulite al vostro orecchio attento ed essa ricorda le sue auguste dimore, e mormora come se loceano mormorasse l. Fingebantur autem ille cecinisse; ut est in veteri epigrammate de cantu Sirenum. Quod tuba, quod litui quod cornua rauca quarantur Quodque leves calami quod suavis cantat. Johannes Praetorius, 1665 Gli zingari dellUngheria (vedi Gipsy Sorcery) credono o fanno credere che, ascoltando una conchiglia, si possono udire delle parole. Il gonzo ode il suono che si ode sempre in una grande conchiglia; viene quindi bendato e la conchiglia viene sostituita con una che ha da una parte un tubo, cui attaccato un lungo tubo attraverso cui parla lo zingaro. Una di queste conchiglie con il tubo attaccato mi venne mostrata da una zingara vicino a Budapest. Molto simile a questo tubo telefonico quanto segue, imparato da una strega toscana: Per la conchiglia prendete un filo o una corda che sia legata ad un albero; deve essere lunga tre o cinque braccia o pi ma sempre in numero dispari, mentre laltro capo viene legato alla conchiglia dicendo: O spirito della conchiglia, una cosa a te vengo a domandare perch tu mi possa dare soddisfazione; se questa grazia che io desidero tu mi farai, da questa conchiglia al mio orecchio tre cose mi farai sentire: gallo cantare, cane abbaiare e gatto miagolare. Se queste tre cose io sentir, segno che la grazia che io desidero sicuro io avr. Questo oscuro, ma una cosa chiara: che la corda una linea telefonica usata per convogliare la voce della maga, cos come viene portata attraverso il tubo. Cos funziona loracolo. In un libretto stampato a Firenze ed intitolato Il libretto delle stregonerie, troviamo un altro metodo di divinazione per mezzo del suono o per frode auditiva. Viene chiamato L'amante nel pozzo: Prendete una pietra di dimensioni abbastanza larghe, pi tonda che potete, e di notte andate ad un pozzo coperto; sarebbe meglio se fosse in mezzo a qualche campo o giardino. Appena lorologio batte luna gettate la pietra con gran fracasso nellacqua. Ascoltate quindi con attenzione il suono prodotto dalla caduta della pietra. Nonostante possa essere un poco oscuro o confuso e non sempre molto comprensibile, tuttavia con un poco di

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pazienza ed attenzione si pu scoprire nel suono che fa la pietra nellacqua il nome della persona che si sposer o una risposta ad una domanda. Da una fonte molto migliore cio vivente sono venuto a sapere che questo incantesimo pu essere fatto per danneggiare un nemico: andate presso un fiume e gettate la pietra pi violentemente e con disprezzo che potete, dicendo: Non butto questa pietra, ma butto il bene e la fortuna della persona...; che il bene gli vada nellacqua corrente e cos non abbia pi bene. Un antico metodo di divinazione per mezzo delle pietre gettate nellacqua si rifaceva alla vista e non alludito. Lautore del Tractatus Magicus (1611) lo descrive senza riferimenti, ma le sue fonti sono quasi tutte scrittori classici. Vari ejus sunt species divinationis per aquas... alia conjectis in aquam stativam tribus lapillis et observatis gyris, qui trifariam invicem implexi circa lapillas sumitur. Che significa: gettate tre ciottoli in acqua e giudicate dagli anelli che formano come andranno le cose; cosa che ho fatto, con solo questa conclusione: che i cerchi sono come la reputazione degli uomini che compiono grandi azioni allinizio possono esserci ed in breve scomparire, si spargono fin lontano ma diminuiscono mano a mano che si spargono. S, s la gloria come un cerchio nellacqua. In antico si credeva che tutte le pietre possedessero una voce, che poteva essere tirata fuori in vari modi. In un interessante articolo sulla divinazione sulla St. James's Gazette del 27 febbraio 1886, che ho citato altrove, troviamo: Sappiamo, in base alla distinta autorit di molti maghi del XVI e XVII secolo, che Eleno aveva predetto la caduta di Troia grazie alla forma di divinazione conosciuta come litomanzia. Durante la notte, alla luce delle torce, venivano lavate ad una fonte molte pietre ed era essenziale per il successo dellesperimento che la persona che le maneggiava fosse velata. Recitate diverse preghiere e fatte numerose genuflessioni le pietre, in toni dolci e bassi, davano risposta alla domanda posta loro. Invero, vi sono dei sermoni nelle pietre ed una leggenda ci dice che esse riconoscono un buon sermone quando ne odono uno. Un Santo irlandese, che era cieco, venne una volta indotto da un ragazzaccio a predicare ad una moltitudine di ciottoli e, quando ebbe finito, tutte le lapides gridarono: Amen!

Il canto del gallo


Un giorno chiesi ad una delle donne sagge se pensasse che vi fossero stati molti cambiamenti negli ultimi anni tra i contadini per quanto riguarda leducazione e le nuove idee. Ella rispose:

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Davvero, signore, oggi non come un tempo. Le cose vanno magari meglio per i contadini, ma essi stanno prendendo nuove idee e non sanno pi cosa pensare. Se un tempo qualcosa andava male, era sempre un malocchio vi era della malasorte che era stata gettata loro ed essi la scacciavano. E vi erano sempre dei buoni segni se un gallo cantava era un buon presagio. Allora, quando esso cantava, dicevano: O bel gallo, tu che canti la mattina allo spuntar dellalba! Canta in cortesia la buona fortuna per casa mia! La strega aveva ragione nel dire o nellintendere dire che questi presagi erano una volta questioni molto serie che facevano parte di ogni fase della vita. Ed il canto del gallo era un presagio molto incoraggiante ed importante per tutti i cristiani. E un buon segno quando il gallo canta spesso durante la notte, cosa che i Beoti sapevano (Plinio, 1. 10, c. 25), e questo li ispir cos tanto che conquistarono gli Spartani. Mos proib agli Ebrei di divinare per mezzo del canto degli uccelli; questo mi ricorda un passaggio in una delle storie di Lever in cui leroe viene mandato al Trinity College di Dublino per avere tenuto uccelli da canto in questo caso galli selvatici. Tuttavia, possiamo continuare a credere con Shakespeare che la vigilia di Natale luccello dellalba canta per tutta la notte. Gli Ebrei fecero tuttavia uneccezione in favore del gallo, perch nel Talmud si dice che quando esso canta si dovrebbe dire: Benedetto sia lEterno che ha donato al gallo la comprensione di riconoscere il giorno dalla notte. E, come sottolinea con intelligenza Friedrich, siccome essi a quei tempi non possedevano orologi, in ogni casa tenevano un gallo. Mi stato scritto, in merito ai galli ed alla magia, che nei tempi antichi talvolta accadeva che un gallo, ispirato da un demone, facesse un uovo da cui nasceva un basilisco una creatura terribilmente brillante, perci egli veniva fecondato. Come osserva Lattanzio (possiedo una copia delle sue opere, edite a Genova nel 1613) i demoni, che non sono n angeli n uomini, sono esseri intelligenti peritos ac rerum scios. Essi hanno inventato lastrologia e la divinazione etrusca, laugurio, gli oracoli, la magia, la mitologia ed inoltre hanno insegnato agli uomini come fare immagini ornate e simulate di squisita bellezza di re da lungo tempo defunti ed hanno attribuito loro altri nomi. Deve essere perci stato semplice per loro fare un basilisco, uno scherzo. Quindi crebbero fino a divenire Dei, loro che un tempo furono uomini. Questa la dottrina di Euhemerus di Messina, che pervade tutta la mitologia romagnola. Come i ga lli nel loro precedente umile stato erano uova, cos gli Dei erano uomini, nonostante ora essi siano cos grandi. Namque Deus, Dmon et heros, unus idemque erat rudibus hominibus Dio, il diavolo e gli eroi erano la stessa cosa per i

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rozzi uomini antichi, come dichiara Elias Schedius. La divinazione era naturalmente connessa magari senza molta tradizione ad un uccello che conosceva cos misteriosamente il tempo del giorno e della notte.

Divinazione con le ceneri


Solet etiam divinatio interdum ex cineribus fieri Tractatus Magicus, 1611 Questa estremamente interessante per la sua grande antichit e viene citata in molte opere. Di essa lautore del Tritium Magicum, riferendosi apparentemente a Dione Cassio, dice: Ed essi avevano lusanza di divinare talvolta con le ceneri dei sacrifici. Ed anche al giorno doggi ve ne traccia, quando ci che deve essere divinato viene scritto nelle ceneri con il dito o con un bastoncino. Quindi le ceneri vengono sparse dalla brezza fresca e si cerca le lettere che esse formano spostandosi. O se tre fanciulle desiderano sapere quale tra loro sposer un uomo, allora tracciano tre linee nelle ceneri; egli dice loro di scegliere una linea (sulcum) e di voltarsi in modo da non vedere le linee, che nel frattempo unaltra indica con le tenaglie, fino a quando una di loro non avr scelto lo stesso solco per tre volte; quando una di esse sceglier quella di lui, ella sar la sua futura moglie. Il rito toscano mi stato insegnato in questo modo: Prendete un bicchiere o una tazza piena di acqua pura calda e tre sedie in cui tre ragazze o donne della stessa et dovranno sedere. Ognuna dovr prendere un pizzico di sale e metterlo nellacqua bollente tutte assieme o improvvisamente. Colei il cui sale si dissolve per prima sar la pi fortunata. Quindi ognuna dovr prendere un sacchettino di lana rossa pieno di ceneri finemente setacciate; siederanno con la tazza al centro tutte e tre vestite di nero e con veli neri ed ognuna avr una ostia sacra con disegnata una tazza. Per ottenere questa, le tre donne devono andare in una chiesa e prendere la comunione e, quando il prete d loro lostia consacrata da mettere in bocca, devono farla scivolare in mano senza che il prete lo sappia. Quindi, quando queste tre ostie saranno contrassegnate con il disegno di una tazza, non sar necessario benedirle ma due dovranno avere disegni speciali come un cuore o un fiore, in modo da poterle riconoscere, sopra alla tazza, tracciandoli con uno spillo. Quindi ognuna di esse getter le sue ceneri con lostia nellacqua bollente e diranno, tutte o una sola di loro: Non butto la cenere, non butto lostia ma butto il corpo e lanima (persona che si vuole nominare); che non abbia pi pace n bene fino a che questa cosa non ho ottenuto per bene.

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Devono quindi mettere le mani dietro alla schiena e fare il segno della castagna e non girarsi a guardare la tazza per un quarto dora; quando infine guarderanno, vedranno se le ostie stanno galleggiando sulla superficie. In questo caso tutte loro avranno ottenuto il loro desiderio e, se solo una galleggia, allora la sua proprietaria sar favorita ma se nessuna galleggia non vi saranno favori. Allora esse se ne andranno senza guardarsi indietro. Questo concorda con lantica cerimonia in cui vi sono delle ceneri usate da tre donne, che se ne vanno via senza voltarsi in giro. Il tutto viene infine buttato in un corso dacqua. In questo abbiamo un souvenir di Virgilio e di Teocrito. Hinc cineres sub primum sideris ortum, Colligat, et fluvii ferat ad vada proxima vivi Una ministrarum, venitque ad flabra secundi Spurgat arenosis petris Namque ipsa retrorsum Respiciens proper redeat. Ci che rende ancora pi interessante questo incantesimo toscano che il solo resoconto completo che ho mai visto sul modo in cui le streghe del Medioevo usavano le ostie consacrate nella loro magia. Paulus Grillandus, nella sua opera De Sortilegiis, parla di questo con grande orrore e ci dice che venivano usate specialmente dalle donne per incantesimi damore: In istis etiam sortilegiis ad amorem ut plurimum admiscentur sacramenta ecclesiarum, sicut est hostia consecrata. (Paulus Grillandus, Tractatus de Hreticis et Sortilegiis, Lione, 1547, lib. II, fol. 20, 21). Grillandus cita diversi casi del genere; uno di un prete che prese la sacratissimam hostiam ipsam la sacrissima ostia egli stesso, pronunciando come incantesimo verba satis turpia atque nephandaque hic referre non expediat parole cos vili e malvagie che non il caso di riferire qui. Non ho dubbi che queste parole nephanda o malvagie fossero le stesse dellincantesimo italiano. Nephanda prova abbondantemente che se Grillandus non ha voluto dare degli incantesimi negativi ai suoi lettori, non ha per obiettato a dare loro delle compitazioni pessime. Le sue streghe talvolta hanno scritto parole orribili con il sangue sulle ostie, altre volte le hanno polverizzate e somministrate nel vino. E importante notare che egli credendo pienamente che un tale uso delle ostie fosse un grande peccato tutto questo lo ha pubblicato. Invero egli ci dice che in un caso egli non percep n vide alcun effetto che fa pensare che egli abbia provato lincantesimo di cui parla; ma i credenti nella magia potrebbero ben dire che se anche fosse stato cos la parte interpellata non si sarebbe manifestata in sua presenza. O egli ha pubblicato le speranze caratteristiche della gente per fare dei soldi? Talvolta le streghe gettavano delle ceneri sulla gente e questo causava delle terribili malattie cutanee. Nel leggere questopera ad Homburg les Bains incontrai un cieco molto vecchio che era in stretta

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corrispondenza con diversi professori, ecc., nonostante fosse stato un povero carpentiere; ed egli mi disse che le streghe preparano da un tipo particolare di sassi di carbone delle ceneri che gettavano sulle loro vittime e che egli aveva sofferto in tal modo per sei anni. Molta gente disse ridicolizza questo, ma vero. Le ceneri nel simbolismo antico significavano ci che era morto e passato o obliato. Pulvis et umbra sumus. E notevole che tra gli antichi Slavi vi era una forma di divinazione per mezzo delle ceneri che somigliava molto a quella dei Romani. Le donne sedevano intorno al focolare e tracciavano delle linee a caso nella cenere. Queste linee venivano poi contate e, se il loro numero era pari, il presagio era fortunato (Schwenk, Mythologie der Slaven, pag. 24). Un oracolo pressoch identico viene consultato tuttora in Polonia. Le ceneri vengono sparse sul pavimento intorno al letto di un malato ed una donna saggia predice dalle linee se il paziente guarir (Grimm, Deutsche Mythologie, vol. II, pag. 1117). A proposito di ceneri e morti, potrei citare qui che nellanno 1855 in Pennsylvania un Tedesco bruci il corpo della moglie atto che venne generalmente amaramente biasimato come paganeggiante, vile, rivoltante e non cristiano dalla stampa. Io, tuttavia, scrissi sul Philadelphia Evening Bulletin un editoriale che difendeva il Tedesco ed in cui dichiaravo che sarebbe una cosa eccellente per la salute pubblica cos come per gli interessi del commercio di carbone se la pratica di bruciare i morti divenisse generale. Probabilmente estinguerebbe il colera e la febbre gialla per sempre. Queste mie osservazioni vennero considerate a quel tempo molto coraggiose persino negli Stati Uniti, dove non insolita la libert di espressione. Non so se io sia stato la prima persona a patrocinare la cremazione nei tempi moderni, ma credo di potere affermare di essere almeno uno dei suoi Vorgnger, o pionieri.

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Capitolo V
Lametista
Il nato a febbraio trover la sincerit e la pace della mente, la libert dalla passione e dalla preoccupazione, se porter lametista. Detti di compleanno Lamethiste a un lustre violet rouge, et est ainsi nomm, comme nestant yure, aussi il resiste lyuronguerie... et profite aussi ceux qui se veulent addonner lestude. Jean Baptiste Porta, De la Magie Naturelle. Conobbi un tempo un giovane Francese che affermava di essere il solo uomo vivente a conoscere lantica lingua di Cartagine o una citt simile , che aveva recuperato dai suoi antichi monumenti. Cos sai realmente leggere lantico Fenicio! esclamai con ammirazione. Mais, Monsieur, fu la risposta je le parle. E con chi lo parli? chiesi. Ed egli rispose: Monsieur, je fais des monologues. Spesso riguardo a tutto questo folklore Etrusco-Romano sento come se lavessi riscoperto o scavato e decifrato, come una lingua dimenticata e dopotutto ero, come il mio Francese, lunica anima sulla Terra a conoscere questo linguaggio da lungo tempo sepolto o a preoccuparsene e quando ne parlavo facevo cos un monologo. E vi sono un fascino ed una solenne bellezza nel linguaggio spirituale o stregonico dei tempi antichi; e non una meraviglia, perch vi fu unepoca in cui esso spostava il mondo e gli oracoli parlavano in esso e grandi religioni vivevano in esso e con esse vivevano, in tutta la loro profonda fede ed i molto coloriti scintillii di gloria, gli Etruschi ed i Romani. E quando ora ed allora trovo un fiore della fede primeva che continua a crescere sotto le vili erbacce che hanno ricoperto tutto questo antico giardino, il mio cuore ha un sobbalzo ed io comincio a parlare da solo proprio come sto facendo ora.

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Cosa mi ha spinto a fare questo fu quanto segue: vi a Firenze una signora cui una suora con cui era stata gentile invi tre pietre singolari quale dono di gratitudine, dicendo di non avere altro da darle. Appena le ebbi in mano vidi che si trattata di amuleti, probabilmente lasciati da qualche peccatore pentito che credeva nella stregoneria ad un padre confessore. Una era unametista, di poco valore come gemma ma lunga circa due pollici e mezzo (un pollice = 2,54 cm, n.d.t.) e che penso fosse originariamente celtica, che in qualche epoca posteriore ha perso langolo. Era probabilmente delle ere pi antiche, quindi venne probabilmente portata da qualche antico Romano e venne cos persa e ritrovata fin quando mi venne donata per Natale in un sacchetto di seta rossa il 25 dicembre 1891. Delle altre due pietre, una era una salagrana e laltra un pezzo di antimonio. Tutti sanno che lametista prende il suo nome dalle sue propriet anti -vino perch, se ne portate una addosso, non potrete essere danneggiati dal vino. Io sapevo questo e nullaltro fin quando portai la pietra alla mia sibilla e le chiesi unopinione professionale su di essa. Ed essa giunse in una forma che mi stup. Notai particolarmente che, nonostante essa non ne facesse menzione, pareva considerare la pietra come qualcosa a lei conosciuto personalmente, almeno da resoconti a lei fatti, e che la studiava con grande rispetto. Venni a sapere che era un feticcio molto famoso che era stato perduto da lungo tempo ma di cui si era conservata la tradizione, come per le pietre nere voodoo in America. Ed io ne sono ora pi convinto che mai. E un amuleto magnifico, ella disse, come sorpresa molto antico e bello; questa pietra avvinata questa pietra mescolata con del vino , interrata per molti anni e quindi dissotterrata, deve essere portata addosso per avere una buona memoria. Se qualcuno volesse intossicarti per tradirti, se la porti egli non avr successo. Portala sempre con te e d: Pietra che da qualche stregone o strega tu sei certo stato sotterrato perch la fortuna ad altri non hai voluto lasciare; ma si vede che tu ne sei pentita ed hai voluto nelle mie mani farla recapitare. Ed io sapr bene conservarla e sempre al mio fianco portarla; ti scongiuro, o pietra! Scongiuro questa pietra che sempre fortuna mi voglia portare e da ogni male mi voglia liberare, specialmente dai nemici che volessero farmi qualche tradimento questa pietra mi possa liberare. E se mi volessero ubriacare o con vino o con liquore questo pezzo di pietra avvinato sar sempre il mio stregone liberatore! Ti scongiuro, o pietra! Ora sapevo che lametista veniva considerata in antico infallibile contro lintossicazione o, come dice Baptiste Porta: L'amethiste attach au col sur la bouche du ventricule (al fianco) deliure de l'yurongnerie. Ma non sapevo che fosse buona per la memoria, parola con cui scoprii che la mia

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strega intendeva, nella sua maniera semplice, anche lintelletto e lintelligenza. La credenza di quella veggente era evidentemente che questo famoso amuleto di cui vi era una tradizione fosse stato seppellito da o con il suo padrone tanto tempo prima in modo che nessun altro lo ereditasse, ma che esso era stato riportato alla luce grazie ad influenze stregoniche particolarmente per me. Possiedo due dozzine di libri ma non sapevo che tra di loro vi fosse un trattato De Gemmis scritto da Franciscus Rueus e stampato a Francoforte nel 1608. Mi era sfuggito, essendo legato alla fine del De Miraculis Occultis di Levinus Lemnius. E, girando per la mia piccola biblioteca nella speranza di trovare qualcosa a conferma della connessione dellametista con lintelletto, scoprii per puro caso di avere proprio il libro che mi serviva. In esso vi infatti un capitolo XI, De Amethysto in cui si dice che essa non solo protegge dallintossicazione ma stimola il genio, proprio come aveva dichiarato la strega: Addunt et alii malas illum arcere cogitationes, et prcox felixque ingenium efficere (essa manda via i cattivi pensieri e conferisce maturit e felice genio). E porta anche fortuna; ma qui Rueus ricorda se stesso e dichiara che non insegner le superstizioni pagane e non cristiane che si dicono di essa come invece ho fatto io. Tutto questo mi ricorda una storia di quandero giovane. Quando ero bambino a Philadelphia avevo un maestro quacchero di nome Jacob Pierce che ci dava lezioni di mineralogia e ci incoraggiava a fare delle collezioni, dandoci ogni sabato dei campioni come ricompensa per la buona condotta distribuzione in cui io, devo dire con vergogna raramente ebbi la prima o qualunque altra scelta (nonostante sia accaduto una volta che la pietra rifiutata che mi capit fosse la gemma migliore tra tutte). Essendo perci un mineralogista zelante, accadde un giorno che trovai sulla banchina, in mezzo alla zavorra pietrosa di scarto portata da un vascello da Tampa Bay, Florida, molte ammoniti, tra cui ve ne era una che era stata mutata in puro calcedonio da ci che la circondava. Con le tasche sovraccariche andai nellufficio di un certo broker e banchiere che, avendo esaminato con i suoi amici i miei ritrovamenti, disse non essere altro se non comuni gusci dostrica e roba del genere. E, dopo che ebbi con fatica investigato sulle mie tre pietre-amuleto, mi venne detto che erano molto probabilmente solo tre comuni campioni di minerale che erano stati raccolti dalla suora cosa che potrebbe naturalmente essere vero , essendo le suore italiane ed i loro poveri stipendi, come si sa, dedite alla scienza in generale ed alla geologia in particolare. Il campione in premio che ebbi dal mio insegnante era un ametista, che barattai con un altro ragazzino con un palloncino, che prese fuoco mentre lo stavo gonfiando e cos per. Dii avertite omen!

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Potrei aggiungere che i Rabbini chiamavano lametista achlamah, da chalam, sognare, perch essi credevano che essa attirasse verso il suo possessore sogni meravigliosi. E SantIsidoro la paragon alla Trinit, perch essa possedeva in s tre colori: primo, il porpora, che imperiale e denota Dio Padre e Governatore del Mondo; il viola, o il colore dellumilt (Dio Figlio nella sua umilt tra gli uomini) ed il rosa, espressione dellamore e dello Spirito Santo (vide Picinelli, Mundus Symbolic, pag. 684). Tra gli Egizi lametista corrispondeva al segno zodiacale della Capra dip-gypt, II, pag. 2) e, siccome la capra era nemica del vino, cos anche lametista lo era. A proposito di queste citazioni devo, in tutta franchezza e semplice onest, sottolineare che se qui e l in questo libro vi sono alcune lievi dimostrazioni di erudizione, questo principalmente dovuto alla ragazza con il banchetto da cui acquisto le antichit e le pergamene ad un prezzo che va da un penny a tre (questo solo in caso di grande tentazione) a volume. Li porto a casa e li imparo per bene e da essi traggo questi estratti eruditi. Vi quindi il mio tabaccaio, che per mesi ha avvolto i miei sigari in pagine dellantica Encyclopaedie Franaise o in pagine Latine di tradizione legale, cui devo molta gratitudine. E, in unaltra occasione, quando comp rai due vasi Etruschi per sette franchi, indussi il venditore a gettarvi dentro lopera di Marsilio Ficino sul neo-platonico Giamblico, ecc. (Lione, 1577), dietro alla cui edizione ero stato per oltre un lungo anno. E, siccome essa includeva il Pimander ed altro di Hermes Trismegistus (la cui opera copiai interamente quando avevo 16 anni, non essendo in grado di comprarlo), potete giudicare quanto fossi lieto di averlo!

Lincantesimo della campana


Molto le streghe temono lincanto quando di notte odono una campana esse volano oltre il cielo quando odono dondo, dondo, dondo! Canzone romagnola Luso principale, se non il solo, delle campane nei tempi antichi era quello di scacciare i demoni o il male sotto ogni forma; ed evidente che esse vennero introdotte nelle chiese cristiane molto pi a questo scopo che per chiamare alla preghiera. In Irlanda le campane delle chiese erano generalmente della misura e della forma delle campane da mucca media dellAmerica e non facevano pi rumore di queste ultime. Non molti anni or sono venne ritrovato a Roma un tintinnabulum, una campanella dargento recante caratteri magici il cui scopo era di sviare il malocchio ne possiedo una copia presentata dallultimo Sir Patrick Colquhoun ed anche una campanella molto piccola in bronzo Etrusca (o Romana, secondo il Professor Milani) ritrovata a Chiusi riposa ora sul mio foglio, mentre

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scrivo e di quale aiuto ci sarebbe ora se potesse parlare e raccontare tutto ci che ha visto! Queste piccole ed antiche campanelle quadrate di bronzo Romani con degli angoli rotondi sono molto ricercati tra i contadini come amuleti. Tra i monti vengono sempre conservate in una delle due piccole credenze o recessi a lato del camino. Vi una canzoncina in dialetto bolognese che illustra la paura delle streghe quando odono al crepuscolo quelle campane serali. La storia che segue viene da Volterra e viene resa parola per parola, delineando la maniera in cui lantica fede nelle campane stata conservata fino ad oggi: La campanella viene grandemente stimata in Romagna, cos coma a Volterra, come jettatura, o segno contro le streghe. Quando uno esce di sera dovrebbe sempre portarne una in tasca, ma per bisogna che sia di bronzo e quadrata; mentre va in giro la campanella suona nella sua tasca ma, siccome l dentro, il suono indistinto e le streghe non possono contare quante volte il pallino batte e sono cos obbligate a volare e non possono avvicinarsi al portatore n fargli del male. Mettendola quindi nella nicchia o nella piccola credenza vicino al caminetto (al buco del camino), ripetete questo incantesimo: Metto nel buco del camino questa campanella per tenere lontano Pluto e le sue compagne, che in questa casa non si possano presentare n in forma di cane n di gatto, n di topo n di civetta, n di serpe n di cornacchia; quando alla mia casa si vengono a presentare questa campanella suoner e tutti i maligni si possano allontanare. Pluto e non Satana appare qui come capo delle streghe. Ho notato che pi andiamo dalle montagne della Romagna verso le pianure, pi appaiono gli Dei Romani. Il ciabattino che mi diede questo incantesimo aveva, tuttavia, una infarinatura di lettere, avendo studiato e letto. Pluto potrebbe essere un vestigio ma egli ne dubita gentilmente. Siccome io non priverei un Dio morente della sua ultima occasione di vita sulla terra, aggiunger che una ulteriore inchiesta rimosse questo sospetto. Pluto vive ancora. Potremmo qui notare, a tal proposito, che la credenza che le campane suonino da sole e le catene sbattano rumorosamente per annunciare la presenza di spiriti di antica origine Romana, come troviamo confermato da Maffei nel suo Arte Magica Distrutta, unopera in cui lautore cavalca a tutta forza contro il mulino a vento della stregoneria, annullandola completamente ma non percependo che con la stessa lancia stava distruggendo anche un altro spettro nero conosciuto come la Santa Fede Cattolica, o La Chiesa Apostolica, le cui meraviglie ed i cui miracoli provengono tutti dalla stessa antica tinozza. Pensa a questo, o amico, quando in qualche ora oscura e tetra

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sarai in chiesa ed udirai il padre suonare la sua campanella, e lascia che un felice brivido di paganesimo scorra nel tuo cuore a questo suono!

1. Campana di bronzo etrusca proveniente da Chiusi, portato come amuleto; 2. antica campana magica Romana Non solo le campane ma anche le trombe ed i cimbali venivano usati per scacciare i demoni cosa che mi ricorda il fatto che pochi sanno da dove proviene lidea dellultima tromba nel giorno del giudizio: Tuba mirum spargens sonum, per sepulchras regionum, cogens onmes ante thronum. E lultimo fiato ad essere emesso al capezzale di un mondo morente e deriva da una fonte pagana, come precisato nel seguente passaggio dello stesso Arte Magica Distrutta di Maffei (1757): Vi era una strana cerimonia religiosa che i Gentili osservavano quando stavano morendo. Consisteva nel suonare, richiamando lultima agonia del corno o della tromba o di strumenti di metallo e che facevano grande rumore. Il motivo di questo era senza dubbio la credenza che scacciasse le larve (demoni) che, si credeva, odiavano il suono del metalli, opinione descritta da Luciano in Philops. Le Dire erano streghe che volavano per laria e si occupavano di portare via colui di cui P linio scrive che faceva rumore. (1. 28, c.2). Eusebio ci dice che i demoni venivano scacciati dal suono dei timpani. Che le campane possiedano anime, volont e proprie strade appare da molti meravigliosi esempi in cui si narra abbiano suonato da sole senza aiuto umano come fecero alla morte di Von Rodenstein , sebbene Praetorius, che dedica diverse pagine a questo importante soggetto nel suo

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meraviglioso e raro Glckskopf (1669), suggerisca che questo venga fatto da un poltergeist, che uno spirito molto portato al rumore ed al dispetto e che io credo appaia molto spesso sotto forma di studente di medicina, ma sempre come un giovane. Rimane da sottolineare che la campanella di bronzo si suppone essere una signora fatata come suggerisce la sua forma ed pi umana possedendo una voce. Questa leggenda non sfugg ai monaci, che le considerarono delle sante, come potete leggere nel capitolo sulle campane nel Doctor di Southey: Bellula bella, mi puella: tu me corde tenes!

Lincantesimo della bollitura degli abiti


Il lettore non deve supporre che gli incantesimi e le diavolerie di vari tipi che sono qui solennemente confidati siano noti alla moltitudine. Molti, vero, sono trapelati ma la maggior parte sono segreti ricchi e rari, tesaurizzati tra gli eletti che, morendo, li lasciano come ricca eredit. Questo mi venne rammentato da un curioso incidente cui si allude nella prefazione. Per prima cosa, vi prego di leggere quanto segue, che mi stato dato 4 anni or sono nel 1888 da una strega: Quando si ha un bambino stregato prendete i suoi abiti e metteteli in una pentola a bollire a mezzanotte. Devono entrarvi tutte le vesti, scarpe e calze comprese. Prendete quindi un coltello nuovo e molto largo ed affilatelo su un tavolo, quindi, infilandolo nel tavolo, dite: Non infilo questo coltello ma infilo la maledetta strega che non viene! Che non viene! Non possa resistere sin quando il mio bambino in salute non fa ritornare! Allora la strega apparir alla finestra potrebbe essere alla porta sotto forma di qualche spettro. Ma non abbiate timore, perch non sono altro che forme cambiate e non prendete via il coltello dal tavolo n permettete che gli abiti smettano di bollire fino alle tre. Costretta da questo incantesimo a venire e ad obbedire, la strega rimuover la malattia dal bambino. Ne Il Secolo di Milano, che di gran lunga il giornale pi diffuso in Italia, apparve il 3 marzo 1891 il seguente resoconto di un problema molto serio e singolare: Una scena Medioevale a Porta Ticinese Ci sembra di sognare e tuttavia ci che riferiamo accaduto ieri mattina a Milano ed vero in ognuno dei suoi spaventosi e schockanti dettagli. In via Ripa Porta Ticinese n 61, in una modesta stanza al quarto piano, abita la famiglia di un verniciatore, Malaterra Franciosi e sua moglie, Virginia, di 25 anni, guantaia, con due bambini, uno dei quali malato da un mese di una malattia sconosciuta, ostinata e strana. Una vicina dei Franciosi, una

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donna che ostentava qualche conoscenza di medicina, dichiar che il bambino era stregato, che sarebbe stato inutile fare ricorso a medici e preti e che lunico modo di curarlo era di scoprire la strega che aveva provocato il danno. Ma come si doveva fare? La donna, dopo molte insistenze da parte dei Franciosi, in gran segreto insegn loro come fare: mettendo i vestiti del bambino in una pentola e bollendoli. Ella dichiar che allistante della bollitura la strega sarebbe stata attirata sul luogo da una irresistibile forza diabolica e cos sarebbe stata costretta a farsi conoscere. Questo venne fatto ed i vestiti vennero messi nella pentola e la pentola sul fuoco. Per puro caso, proprio mentre lacqua cominciava a bollire entr una donna. Questa era Angela Micheletti, 34 anni, incinta di 7 mesi, moglie di un bracciante. Era unamica dei Franciosi ed aveva con s un paio di scarpe di legno da accomodare, ed entr per chiedere della salute del bambino. Nel vederla, la madre url: Dalli alla strega! La Mich eletti, pensando che la sua amica fosse impazzita, cerc di calmarla ma laltra, ancora pi esasperata, url con tutte le sue forze: Aiuto, la strega!. La Micheletti corse via per strada. In un attimo si radun una grande folla che, udendo il grido daccusa, si gett sulla Micheletti come se fosse stata un cane impazzito per lacerarla a brani. Cos ella fugg, inseguita dalla folla impazzita che gridava Dalli alla strega!. La povera creatura, pi morta che viva, prese rifugio nella chiesa di Santa Maria del Naviglio ma la folla irruppe e, mentre ella si inginocchiava davanti allaltare maggiore, alzando le mani a supplica, piangendo e gridando piet, i suoi capelli vennero letteralmente strappati dalla sua testa e spartiti tra le donne che lavevano attaccata, quindi venne picchiata crudelmente. Il parroco cerc di farle scudo ma invano ed egli stesso sfugg a malapena alle botte. La povera vittima venne quindi portata via dalla chiesa tra insulti e maledizioni e trascinata fino alla stanza dei Franciosi. Qui vi fu unaltra scena selvaggia. Avendo chiesto alla Micheletti di togliere lincantesimo al bambino, ella rispose affermando la sua innocenza in merito e ricevette grida, maledizioni e colpi. Infine il delegato, Sig. Omodeo, riusc a disperdere la folla con laiuto della polizia militare e con grande fatica. Allora la donna Franciosi, convinta troppo tardi della sua imperdonabile follia, cadde in ginocchio davanti alla Micheletti esclamando: Non sono io quella da biasimare, sono stata consigliata a far questo da unaltra ero accecata dallamore per mio figlio! Nel pomeriggio la povera Micheletti, accompagnata dal marito e dal Sig. Omodeo, venne portata a casa in una carrozza chiusa e messa a letto. Questa mattina stava meglio, ma tremava ancora per la terribile

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esperienza. La triste impressione di questa selvaggia scena Medioevale rimarr impressa a lungo nel ricordo del quartiere di Porta Ticinese. Le donne che strapparono i capelli dalla testa della Micheletti andarono a casa loro e li bruciarono, pronunciando incantesimi, quindi corsero nella stanza della Franciosi per vedere se il bambino era guarito. E, quando dichiararono che lo avevano trovato un po meglio, gridarono: Ecco se non vero ch stato stregato! Talvolta vengono bolliti solo i guanti o le calze per certi punti caratteristici di stregatura. Riguardo al bruciare i capelli per rimuovere una stregoneria ho parlato altrove. Ma il vero significato morale di questa storia orribile non appare evidente come dovrebbe. E questo: stato g iusto che il parroco cercasse di difendere la donna allaltare e tutto il resto, ma quel prete aveva mai detto in vita sua anche solo una volta che non esiste una cosa come la stregoneria e che tutta unillusione? Vi un solo prete in Italia o un solo insegnante cattolico il cui dovere quello di illuminare il proprio gregge che abbia mai spiegato loro chiaramente che non vi sono cose come la stregoneria? No, naturalmente no. Perch questo significherebbe attirare dei dubbi sulla verit della loro stessa magia, dei loro incantesimi e delle loro stregonerie proprio come il bambino americano che, quando suo padre gli disse che non esisteva Santa Claus (Babbo Natale, n.d.t.), chiese in tono di rimprovero: E mi hai preso in giro nello stesso modo anche riguardo a Ges? La chiesa di Roma non nega lesistenza della moderna stregoneria. Vi sono tre, e non so quanto altri, libri cattolici romani scritti per provare che tutti i grandi miracoli dei moderni spiritualisti, come il portare delle sigarette in luoghi segreti, suonare banjo al buio e portare dei mazzi di penny dal Paradiso, sono tutti fatti dal diavolo e questi libri hanno avuto limprimatur e lapprovazione del Papa. Potete immaginare se questi Milanesi fossero stati Protestanti avrebbero agito come hanno fatto? Dai loro frutti li riconoscerete! Ora, in tutta questa superstizione Milano una luce nellombra paragonata alla nostra Firenze e Firenze come Milano se paragonata alla Toscana-Romagna. Peppino, il giovane cui ho fatto frequentemente cenno, mi ha fornito anche un lungo e dettagliato resoconto di come, abbastanza recentemente, un bambino che stava morendo nel paesino di Premilcuore, in Romagna, venne salvato facendo bollire i suoi abiti e dicendo: Diavoli tutti dellinferno, scatenatevi tutti e fate venire la strega del mio bambino in mia presenza. Cos sia! Quindi la strega apparve e, lanciando il gomitolo di prassi in aria, il bambino guar. La strega venne quindi portata da altre due streghe nei

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campi e fatta rotolare senza piet sul terreno fino a quando perse tutti i suoi poteri magici.

Stregoneria con gli anelli


A droite l'anneau presage prompt et heureux mariage, a gauche il figure: abandon, rupture. Le Jeu de Cartes de Mlle. Lenormand La divinazione per mezzo degli anelli era ben conosciuta agli antichi Romani e viene cos descritta (Trac. Magicus, pag. 92): Dactylomantia divinat annulis ad certam cli posituram constructis vel incantamentis, et super tripodem ad certa verba motis la dactilomanzia il divinare per mezzo di anelli fatti durante certe congiunzioni planetarie o con incantesimi e spostati su un tripode con certe parole. Per tripode leggiamo tamburello e per anelli qualunque oggetto piccolo ed avremo una delle pi antiche forme di divinazione esistenti. Questi piccoli oggetti sono, tra gli zingari ungheresi, semi del mortale stramonio, in Lapponia, la piccola immagine di una rana. NellItalia moderna vi un altro tipo di profezia con gli anelli. E comunque molto antica e conosciuta in molti paesi. Prendete una coppa o un vaso o un cilindro, dividete il suo lato superiore interno in tante parti quante sono le lettere dellalfabeto. Prendete un anello doro o di qualunque altro tipo e consacratelo (consacrasi lanello prima delloperazione). Quindi legatevi un filo, tenete il capo del filo nella mano destra ed un rametto di verbena nella sinistra. Lasciate penzolare lanello nel cilindro. Secondo una autorit il filo dovrebbe essere avvolto intorno al pollice e passare sopra il polso in modo da assicurare la giusta vibrazione. Ponete quindi una domanda e lanello comincer ad oscillare e colpir le lettere, fornendo la risposta.

Come ho detto, si tratta di un tipo molto antico di predizione o invocazione. E lo stesso principio della planchette, ma richiede un solo operatore. Si pu osservare che, quando la persona che tiene il filo molto seria o credente e

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si preparata a lavorare con loracolo tramite seria riflession e, le risposte indicate sono spesso notevoli, per non dire stupefacenti, e, che siano prodotte da una involontaria azione mentale o da cause esterne, nella maggior parte dei casi sono interessanti. Ho incontrato qualcuno che affermava che per mezzo del filo e dellanello si poteva sempre sapere lora esatta quando lorlo della coppa viene diviso in 12 parti. Come sarebbe, visto che il giorno diviso in 24 ore? E lo stesso e spesso vengono date risposte veritiere perch lazione soggettiva o proviene dalloperatore. Unaltra variante di questo tipo di divinazione di porre lago di una bilancia o un ago simile a quello di una bussola da marinaio su un perno al centro di un piatto. Intorno al bordo, in circolo, vi sono lettere e numeri. E una sorta di roulette. Date un giro alla sbarretta e, quando cessa di girare, osservate la lettera o il numero opposto a quella in cui si ferma. Nuovamente, prendete una superficie liscia e rotonda, diciamo un piatto di legno circondato da un bordo alto mezzo pollice (un pollice = 2,54 cm, n.d.t.). Questa superficie viene coperta con numeri e lettere. Prendete quindi un anello e fatelo ruotare come si fa ruotare una moneta. Le conclusioni si traggono dalle lettere, ecc., su cui cade. Si dice che il migliore anello per la divinazione sia un anello antico che sia stato portato a lungo. Io ne possiedo uno dargento con limmagine di un rospo tagliato nellematite, antico di circa 400 anni che, non ne dubito, era stato spesso provato negli incantesimi. Ho anche un anello da rgento e smalto da messaggero che un tempo apparteneva a Re Ruggero di Sicilia il quale, se potesse dire tutto ci cui ha assistito, potrebbe descrivere la storia della strolaga di Schiller.

Amuleti, presagi e piccole stregonerie


Includo in questo capitolo certe stranezze del folklore che non sono prive di interesse. La prima la pigna. Prendete una pigna, dopo averne rimosso tutti i pinoli (semi). Quindi, mettete su ogni petalo di legno o allinterno di essa tra i petali, un lupino essiccato. Prendete quindi una fioriera e riempitela con della terra fine, piantatevi la pigna e copritela con della terra. Mettetela allaria ed annaffiatela come ogni fiore. Se dovesse crescere bene e bella segno che tutto vi andr bene. Ma se cresce male un cattivo segno. Dovete per tenerla sempre vicino a voi per assicurarvi la buona sorte e portarla con voi anche quando viaggiate. Per mantenere il principio dovreste piantare una nuova pigna ogni anno. Le giovani signore americane hanno un oracolo simile nelle patata dolci, che formano un veggente molto grazioso; se una di esse fiorisce o d belle

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foglie, segno che la proprietaria vestir magnificamente il giorno del suo matrimonio ed avr una grande festa che, suppongo, sar su tutti i giornali. A proposito di questo piccolo giardinaggio, potremmo citare che fin dal tempo dei Romani e forse da molto prima il piantare del crescione, della mostarda o semi di qualunque tipo per divinare la sorte tramite la loro crescita era comune in tutti i paesi. Un metodo molto semplice il seguente: se avete un uccello, diciamo un canarino, prendete una scatola vuota di 18 pollici o 2 piedi di lunghezza (un piede = 30,48 cm, n.d.t.) riempitela con della terra, quindi appendetevi sopra la gabbia. Mescolate alla terra i residui della pulizia della gabbia ed alcuni semi di canapa o semi per canarini; questi cresceranno presto e, quando germoglieranno o saranno alti circa un pollice, verranno divorati dalluccello con avidit. Questo molto fortunato per il canarino. Le chiavi molto antiche sono dei buoni amuleti per la fortuna. Dovrebbero essere portati in tasca o appesi nella stanza con un nastro rosso. Ed molto fortunato il trovarne una. Mentre la raccogliete dovreste dire: Non la chiave che ho trovato che porto con me, non po rto la chiave ma porto la fortuna, che sia sempre appresso a me. E questo dovrebbe essere fatto per qualunque cosa si trovi. Sognare una chiave o vederne una un buon segno: La clef prs de ta main annonce qu la fin tu auras du succs Dans tes derniers projets. Se soffiate o fischiate in una chiave, particolarmente in una antica, essa chiamer a voi degli spiriti o degli esseri fatati ce vi saranno propizi e vi aiuteranno, in amore soprattutto. Possiamo divinare con le chiavi in molti modi: chiudendo una serratura quando una coppia sposata, si pu fermare ogni intimit tra di loro. Ma con il setaccio che il Maestro di Chiavi diventa un grande stregone, come venne detto una volta nella St. James's Gazette: I metodi per scoprire i nomi dei ladri e dei luoghi in cui vi erano dei beni rubati erano infiniti; e molte vecchie megere, fin quasi ai nostri tempi, hanno ottenuto un guadagno notevole per mezzo di infallibili divinazioni antiche come gli adoratori del fuoco. Le formule usate pi di frequente per questi scopo erano conosciute come la chiave ed il setaccio. Il nome di una persona sospettata veniva scritto un pezzo di carta, che veniva posto intorno ad una chiave; la chiave veniva legata ad un volume delle Scritture ed il tutto veniva sospeso, grazie ad una corda prodotta a questo fine, alle dita di una giovane donna non sposata. Per tre volte ella ripeteva a voce bassa il verso Exurge, Domine e, se a queste parole la chiave ed il libro giravano, la colpevolezza del sospetto veniva provata. Se non si muovevano la sua innocenza era chiara. La divinazione per mezzo del setaccio venne tenuta per lungo tempo in grande rispetto, perch era considerata il metodo

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pi sicuro tra tutti. Da qui, dice Erasmus, il detto divinare con il setaccio per esprimere la certezza di una cosa. Un setaccio veniva sospeso ad un paio di forbici tenute da due assistenti. Loperatore, pronunciato il nome della persona sospettata, ripeteva una formula consistente in sei parole: dies, mies, jesquet, benedoe, fet, dovina, che n lui n i suoi assistenti comprendevano. Se la persona il cui nome veniva citato era colpevole, le sei parole magiche costringevano il demone a fare girare il setaccio. Pierre DAbanne, lautore di un manoscritto molto divertente sugli element i della magia, conservato nella Bibliothque de l'Arsenal, racconta che egli aveva usato questo metodo per tre volte con il successo pi completo e quindi lo aveva abbandonato temendo che il demone, per vendicarsi dellessere stato costretto a dire la verit per tre volte in successione ad un uomo essendo senza dubbio per lui, che per natura mentitore, un grosso peso , potesse avvolgere il suo tormentatore in reti da cui non vi sarebbe stato scampo. Non passate mai vicino ad una moneta, anche se falsa: se doveste lasciarla l, la vostra fortuna passerebbe alla persona che la trovasse e la tenesse. Ma, nel raccoglierla, ripete quanto scritto pi sopra. Per conoscere il futuro o come finir una faccenda o quale fortuna avrete ad una lotteria: prendete il calice di un papavero, fatevi un buco, scuotete via i semi e ponetevi dentro un foglietto con su scritta la vostra domanda. Ponetelo quindi sotto al vostro cuscino e ripetete: In nome del cielo, delle stelle, della Luna, fatemi fare il sogno secondo... (le mie intenzioni). Il papavero non era sacro solo al Dio dei sogni e del sonno ma, a causa del suo enorme numero di semi, era un simbolo di fertilit e benessere. Perci le teste di papavero dorate che si vedono cos spesso nelle vetrine degli apotecari, sono o erano in origine degli amuleti per portare denaro. Un altro amuleto associato al sogno fatto prendendo due rametti o pezzi di rametto da una quercia (in Inghilterra da un frassino montano); legateli a forma di croce o poneteli luno sullaltro sul tavolo o in piedi vicino al vostro letto e, prima di andare a dormire, ripetete: Non metto questa quercia ma metto la fortuna, che non ossa abbandonare mai la casa mia. I rametti dovrebbero essere legati con del nastro rosso (di lana) e la croce cos formata ed incantata diviene un amuleto che pu essere appeso per portare fortuna o scacciare la sfortuna. Quando si indossano nuovi vestiti, si dovrebbe ripetere questo incantesimo: Porto questo vestito per maggior fortuna; sia maledetto, maledetto sia chi cerca nella mia vita di portar qualche mala!

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Se doveste trovare o raccolgiere o anche vedere un qualche oggetto, potete divinare da esso ci che accadr. Cos, se il primo pezzo di nastro o spago o panno che trovate di un qualche colore, specialmente se nuovo e fresco, significher: rosso (in particolare scarlatto: buona sorte, prosperit e successo in amore; giallo: gelosia o, secondo alcuni, oro; grigio: pace, calma, soddisfazione; argento: inquietudine, disturbo, passione, dolore; oro: fortuna, prosperit, guadagno, intelligenza; nero: vessazione, malcontento, problemi; arancio: sfortuna. La credenza nella virt magica del rosso, particolarmente della lana rossa, in Italia altrettanto diffusa quanto antica. Siccome il colore del fuoco e del sangue, esso sacro al calore ed alla vita. Cos un nastro o un panno rosso ad una finestra o sopra ad un letto porta fortuna. Quando si vede una farfalla molto bella e grande, prendetela con la maggiore cura che potete senza farle del male e guardate sotto le sue ali, perch spesso vi potrete trovare dei caratteri che indicano i numeri vincenti della lotteria o un s o un no ad una domanda. Quindi lasciatela andare, perch la vostra fortuna dipender dal non farle del male. E questo anche il caso dei serpenti o degli animali che hanno dei segni, perch in tutte le cose vi una scrittura, se siamo in grado di leggerla. Il trovare un ferro di cavallo fortunato in Toscana come dappertutto. Anche il fieno porta fortuna; se trovate un ferro di cavallo, fate un sacchetto rosso e mettetevelo dentro con del fieno ed esso diverr un amuleto ammirevole. Deve essere tenuto sempre nel letto. Se un giovane ama una fanciulla, conquister il suo affetto donandole un amorino, che una pianta (Reseda Odorata, n.d.t.). In questo caso possiamo dire che nomen est omen. Le scarpe o i guanti, quando vengono bolliti nellacqua producono un liquido che non gustoso ma tuttavia molto utile nella stregoneria, anche se non ho informazioni in merito allesatto modo in cui questa soupe au shoe viene servita. Quando i bambini vedono una lucciola cantano una strana canzoncina che anche un incantesimo per avere fortuna: Lucciola, lucciola, vieni a gara! Metti la briglia alla cavalla, metti la briglia al figliuolo del re, che la fortuna venga con me, lucciola mia vieni da me! Quando una donna ha il mal di gola deve prendere il proprio grembiule e misurarlo o arrotolarlo a forma di croce ( misurarlo in forma di croce) per

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tre mattine di seguito. Quindi, fatto questo, prima di mangiare deve mettere tre spilli incrociati con un coltello affilato conficcato nel tavolo e dire: Diavolo, vi discongiuro! In carne ed ossa, se questa donna stregata questa strega tenerla legata pi non possa, sino a quando questa donna non guarir questo coltello dalla tavola non sortir e cos la strega pi pace non avr! Questo interessante, in quanto ricorda lo sciamanesimo per cui ogni dolore o malattia si suppone essere causato dalla stregoneria una dottrina che esiste ancora pienamente in unaltra forma conosciuta come Preghiere per il malato. I gusci delle uova formano dei calici delle streghe per bere. Per impedire che vengano usati in tal modo, dopo avere mangiato luovo si dovrebbe spezzare il guscio in frammenti e gettarli in un corso dacqua, dicendo: Se sei una strega va al diavolo, che ti porti via assieme collacqua corsia (corrente)! Si dice comunemente che: Lo spillare o il versare vino un segno molto fortunato, ma se si spilla o versa olio, molta fortuna se ne andr. Tuttavia, quando si rovescia del vino, alcuni pensano che sia opera delle streghe e cos mettono il palmo della mano nel vino, si colpiscono con esso la fronte e dicono, facendosi il segnod ella croce: In nome del cielo, delle stelle e della Luna! Chi mi ha dato il malaugurio mi lasci la buona fortuna! Ma che vin repandu porte bonheur unantica credenza. E il tema di una antica storia Normanno-Francese. In Romagna si osserva una usanza molto curiosa, che mi venne descritta in tal modo: Quando non piove da molto tempo ed i campi sono aridi, si prendono delle pietre e le si fanno rotolare lungo il campo dicendo: Queste pietre voglio rullare ma non rullo le pietre, rullo lacqua che in terra possa venire ed i campi mi possa inumidire e cos un buon raccolto possa venire! Preller afferma (Rom. Myth., pag. 312) che nel tempio di Marte veniva conservata un grosso cilindro di pietra che, quando vi era una grande siccit, veniva fatta rotolare dai suoi sacerdoti per la citt. E noi sappiamo che unapplicazione simile di pietre simili era comune in Italia nelle stagioni asciutte, particolarmente in campagna. Labeo, nella usa opera sul libro dei rituali Etruschi, scrive: Fibrae jecoris sandaracei coloris dum fuerint, manales tunc vertere opus, est petras, id est quas solebant antiqui in modum cylindrorum per limites trahere pro pluvi commutanda inopia. Tracce di questa usanza si ritrovano in altri paesi. Come tra i Romani, nel Nord Italia viene posta nelle vigne limmagine di un grappolo duva dipinto rozzamente

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come amuleto per assicurarsi un buon raccolto. Vi sono molte idee curiose attuali che non sono altro che vestigia Romane ed Etrusche e che si suppone siano collegate con lantica stregoneria. In merito a ci ho ottenuto le seguenti informazioni molto interessanti: Quando una donna incinta non dovrebbe guardare gli animali e dovrebbe fare particolare attenzione a quelle figure dipinte o scolpite nel bronzo, su pelle o panno, che rappresentano esseri per met animali e per met umani, con teste come capre e gambe di cristiani o volti con le gambe di diavoli, come quelli di un cavallo (per esempio, Pan e gli Dei della selva). Se una donna in quel periodo vede queste immagini, potrebbe accadere facilmente che avr un figlio simile a loro, perch in tal caso egli potrebbe nascere di forma simile e cos divenire facilmente uno stregone. Questo significa che la vecchia stregoneria latente si trasmetter al bambino e si svilupper in esso. Le immagini cui ci si riferisce qui sono perlopi le antiche figure su bronzo Romane o le Divinit rurali o i lares, che si trovano molto frequentemente durante gli scavi. Tra di esse vi sono molte offerte ex voto, identiche come natura alle figurette in cera cos comuni nelle chiese cattoliche. E da notare che gli antichi spendevano molto di pi per tali segni di gratitudine di quanto facciano gli odierni cattolici. Il bronzo era pi caro di quanto sia oggi la cera ma veniva impiegato liberamente dai fedeli. Certi incantesimi vengono usati in Toscana con un doppio significato, cio per fare del male ad una determinata persona, per sconfiggere una strega malvagia, per spezzare un incantesimo o per curare una malattia. Tra questi vi il seguente: una pianta o unerba su cui stato pronunciato un incantesimo (simile nella forma a molti che ho gi fornito) viene lasciata ad appassire in quanto si crede che, mentre appassisce, la persona o la malattia o lincantesimo morir o svanir lentamente (moralmente non accettabile, a mio parere, n.d.t.). Nuovamente, una mela viene tagliata a pezzi una forma comune di magia o unarancia o un limone viene riempito con degli spilli e lasciato essiccare, con le stesse conseguenze. O anche si spezza un bastoncino, formula verosimilmente conosciuta nellOvest dov divenuta una forma legale, o anche si fa a brani un pezzo di lana infeltrita o panno tessuto. Tutti questi incantesimi sono molto antichi e si possono trovare in certe suppliche scritte nel Magie Chaldaenne di Lenormant, per cui vennero tradotte da dei cilindri accadici. Lautore sottolinea che, nel pronunciarli, loperatore doveva eseguire certe evocazioni che ricordano quelle descritte nella Pharmaceutria di Teocrito e nella n 8 delle Ecloghe di Virgilio, che sono essenzialmente quelle tuttora in uso. Gli incantesimi assiri sono come segue: I

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Come questa pianta appassisce, cos anche appassir lincantesimo! Il fuoco che brucia lo divorer! Non si arrampicher sulle file di un pergolato di viti; non verr fatto crescere in un frutteto, in un...; la terra non ricever le sue radici; i suoi frutti non cresceranno ed il Sole non sorrider su di essa; non verr offerta ai festival dei Re e degli Dei! Luomo che ha lanciato il fato maligno, sua moglie, loperazione violenza, il dito che punta, lincantesimo scritto, le maledizioni, i peccati, il male che nel mio corpo, nella mia carne, nei miei lividi, possano essere fatti appassire come questa pianta! Possa il fuoco che brucia divorarli in questo giorno! Possa il fato maligno andarsene e che io possa vedere di nuovo la luce! II Come questo frutto viene diviso in pezzi, cos sia anche lincantesimo! Il fuoco che brucia lo divorer! Esso non ritorner al ramo da cui stato tolto; non verr offerto nei festival dei Re o degli Dei! Luomo che ha lanciato il fato maligno, sua moglie, loperazione violenza, il dito che punta, lincantesimo scritto, le maledizioni, i peccati, il male che nel mio corpo, nella mia carne, nei miei lividi, possano essere tutti divisi in pezzi come questo frutto! Possa il fuoco che brucia divorarlo in questo giorno! Possa il fato maligno andarsene e che io possa vedere di nuovo la luce! III Come questo rametto viene raccolto e fatto a pezzi, cos sia fatto anche allincantesimo! Il fuoco che brucia lo divorer! Le sue fibre non si riuniranno al tronco; esso non arriver ad un perfetto stato di splendore! Luomo che ha lanciato il fato maligno, sua moglie, loperazione violenza, il dito che punta, lincantesimo scritto, le maledizioni, i peccati, il male che nel mio corpo, nella mia carne, nei miei lividi, possano essere fatti a pezzi come questo rametto! Possa il fuoco che brucia divorarlo in questo giorno! Possa il fato maligno andarsene e che io possa vedere di nuovo la luce! IV Come questa lana viene lacerata cos sia lincantesimo! Il fuoco che brucia lo divorer! Non ritorner sulla schiena della sua pecora; non verr offerta per le vesti dei Re e degli Dei! Luomo che ha lanciato il fato maligno, sua moglie, loperazione violenza, il dito che punta, lincantesimo scritto, le maledizioni, i peccati, il male che nel mio corpo, nella mia carne, nei miei lividi, possano essere lacerati come questa lana! Possa il fuoco che brucia divorarlo in questo giorno! Possa il fato maligno andarsene e che io possa vedere di nuovo la luce! Come questi vi sono altri due incantesimi, uno applicato al lacerare un vessillo e laltro al fare a pezzi un pezzo di materiale ornato. Richiamo lattenzione sul fatto che essi sono molto simili agli incantesimi toscani

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moderni per quanto riguarda il soggetto, lo spirito ed il trattamento generale, tanto da provare senza ombra di dubbio una loro origine comune. Questi cilindri caldaici parlano di 77 febbri (cio di tutti i malanni) come provenienti dai 7 demoni della malattia principali. Anche gli eretici slavi Bogomili del XIV riconoscevano le 77 febbri ed avevano per esse un esorcismo. E, in un antico incantesimo tedesco attuale in Pennsylvania, abbiamo una cura per la febbre come segue: Buongiorno, caro Gioved! Prendi via da... le 77 febbri! O, tu, caro Signore Cristo, prendile via da lui... Nellincantesimo caldaico contro la peste (la 77a personificata) loperatore deve voltare il viso verso il Sole nascente. Nellincantesimo tedesco egli non deve parlare a nessuno fino a dopo lalba, cosa che coinvolge la medesima idea. E da notare che in tutto il mondo un sasso nero a forma di rene si suppone essere uno degli amuleti pi potenti. Al Congresso sul Folklore del 1891, vennero mostrate pietre simili provenienti da diversi paesi. Io stesso ne possiedo una che mi venne portata dal Missouri e che mi venne presentata da Miss Mary A.Owen, cui i voodoo neri ed i loro discepoli tributavano straordinario valore e reverenza. Era stata conservata con cura gelosa per molte generazioni nelle famiglie di questi stregoni ed in origine proveniva dallAfrica. Per diventare un voodoo ordinario, il postulante deve digiunare e guardare, superare penitenze rivoltanti e coltivare il potere e la volont per tutta la vita. Ma il possedere unautentica cunjerin o pietra evocatoria rende tutto questo superfluo, in quanto il proprietario diviene, per il semplice fatto di possederla, un grande maestro voodoo, o multote, e non richiede ulteriori iniziazioni. Nemmeno lo stregone nero capo del Missouri, o il Re, stato mai in grado di ottenerne una. Sarebbe inutile cercare di spacciare un sasso nero simile per uno vero, perch si dice che ve ne sono in tutto il Nord America solo o, o piuttosto 5, essendo il mio uno di quelli, ed i loro possessori sono ben noti, cos come ogni segno sulle pietre. I credenti neri fanno un pellegrinaggio di mille miglia per essere toccati da questa pietra meravigliosa o per tenerla in mano. Mentre scrivo la sto tenendo nella mano sinistra, confidando che possa in tal modo incantarti o almeno interessarti, o lettore. Come tutti gli amuleti voodoo, deve essere portato in un involto o in una borsina che pu essere chiusa avvolgendole una corda intorno, che non deve tuttavia essere annodata, perch questo impedirebbe il libero ingresso o la libera uscita dello spirito che dimora in essa. Una volta alla settimana dovrebbe essere immerso o bagnato con del whiskey ma io sono certo che anche lacqua di Colonia vada ugualmente bene, perch la sua ricetta venne data da un angelo a Santa Elisabetta dUngheria.

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Piombo ed antimonio
Talismani erano pietre, o gemme con pezzetti di metallo... in forza del quale si credeva avessero straordinarie virt e singolari, ma la frequenza loro e il credito venne da Gnostici e da Basilidiano, dei quali assai parla nel suo libro santo Ireneo. Arte Magica Distrutta, Maffei, 1757 Non solm ver in plantis qu vestigium habent vit, sed etiam in lapidibus aspicere licet, imitationem et participationem, quandam luminum supernorum. Proclus de Sacrificio et Magia (Interpre Marsilio Ficino), LUGDUNI, 1577 Un pezzo di minerale di piombo si suppone possegga una virt peculiare quale amuleto contro il malocchio o per portare fortuna. Di questi ne ho visti tre, due dei quali possiedo, con la invocazione che deve essere pronunciata quando se ne lega uno dentro alla solita borsina di lana rossa. Molto pi potente, tuttavia, sono le antiche pietre da lancio Romane, o proiettili di piombo a punta di cui se trovano molti dappertutto e di cui ne possiedo due, che comprai per mezzo franco ciascuno come talismani per il malocchio. Ma ancora pi efficace un grumo di antimonio grezzo. Si suppone che esso contenga anche zinco e rame, che gli danno un grande potere. Per questo ho anche le scongiurazioni, che sono come segue. Io credo, tuttavia, che siano state ricordate imperfettamente:

Pietra da lancio Romana Antimonio che sei di zinco e di rame il pi potente, ti tengo sempre con me perch mi allontani la cattiva gente, da me li allontanerai e la buona fortuna a me attirerai! Quello per il piombo venne ottenuto per me scritto nelle seguenti parole, verb. et lit.: Antimonio che di piombo sei, non hai la stessa forza dello zinco e del rame, ma prestati per la forza che hai; tutte le cattive persone da me allontanerai e la buona fortuna mi attirerai! Si osserver che in entrambe queste invocazioni viene posto un grande accento sulla virt del rame, che deriva probabilmente dallantico sentimento religioso Romano in merito, come il corpo di bronzo. Ma,

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dopo ulteriori inchieste, vista la difficolt della mia informatrice nel fare prendere forma alle sue idee, tirai fuori quanto segue: I metalli hanno tutti le loro virt occulte e la loro luce il loro lustro quando vengono spezzati; profonda nella terra e nelloscurit, questa luce continua a splendere in se stessa, una luce temuta dagli esseri malvagi. Il rame e loro hanno la luce pi rossa; questa la cosa che porta pi fortuna e si pensa che il rame formi parte dellantimonio. Lantimonio pi forte del piombo, perch e fatto di tre metalli o quasi sempre ha in esso del rame e del piombo. Vi una strana conferma di questa teoria in Cardanus (De Rerum Varietate, XVI, 8, 9) ed in Peter de Aries (Sympathia septem metallorum et septem selectorum lapidum ad planetas. Paris, 1711) o, come viene detto da Nork nel suo Etymologisch-symbolisch-mythologisches Realwrterbuch: Ci che le stelle sono nel cielo notturno sono i metalli splendenti nelloscuro abisso della terra, perci comprensibile che questi portatori terrestri di luce vengano associati a quelli celesti e, come ladorazione della luce venne concentrata nel Sole e nei pianeti, cos ad ogni pianeta dominante venne assegnato un metallo brillante a seconda del suo grado di radiazione. Questo interessante anche perch suggerisce la fonte da cui Novalis trasse la sua idea che i minatori fossero astrologi invertiti, che leggevano nella terra il passato cos come gli altri veggenti leggono nei cieli il futuro. Alcuni giorni fa acquistai in un vecchio negozio un amuleto di minerale di piombo in cui era incastonato un pezzo di rame. Questo era, come dicono gli afro-americani, una potente pietra cunjerin, cos la acquistai per un franco il prezzo includeva due piccole immagini antiche di bronzo Etrusche, una di Aplu ed unaltra del Dio Nosoo, o il deus incognitus. A proposito di questo negozio, era uno di quelli in cui veniva applicato il principio dei prezzi fissi. Questo giovane uomo aveva il primo volume del Museum Etruscum di Antonio F.Gori, 1737, con su scritto 10 franchi ma, vedendo che lo volevo, me lo offr per 8. Aggiungici quella Vergine del XIV secolo su un pannello, con uno sfondo dorato dissi ed affare fatto. Cos venne aggiunta in tutta fretta la Madonna in realt valeva circa 10 pence e fummo entrambi soddisfatti. Questa era invero come annunciava un cartello in un negozio francese che vendeva idolatrie cattolico-romane une Virge d'occasion. Potrei citare qui che questo il solo tipo di immagini che io compri; in questo assomiglio molto ad un giovane gentiluomo di mia conoscenza che ammira solo le signore con grosse fortune. Tutte queste Madonne, come la mia, hanno sfondi dorati. Limmagine cadde ben presto a pezzi ma, con del gesso, dei colori a

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guazzo, bianco duovo, gomma ed oro la restaurai in modo che ora sembra pi che nuova, perch in essa non si notano i suoi 450 anni o pi. Ma allora i dintorni erano favorevoli a tale lavoro, perch Firenze un luogo famoso per restaurare Vergini danneggiate e io ho udito alcune storie meravigliose riguardo a tali rifatture, che ometto per mancanza di spazio.

Amuleto etrusco bronzeo contro il malocchio (in possesso dellautore)

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Titolo originale: Etruscan Roman Remains in Popular Tradition Autore : Charles Godfrey Leland Prima edizione: U.S.A., 1892 Traduzione ed impaginazione: L.Milani Impostazione grafica e di copertina: G.Venturi Immagini tratte dal libro originale, da Microforum Italia e fonti public domain Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro pu essere usata o riprodotta in alcun modo ed in alcun luogo, compreso luso in Internet, senza il permesso scritto della Elfi Edizioni eccetto in caso di recensioni librarie o brevi passaggi riportati in articoli, citando la fonte. Luso delle erbe e delle cure, nonch degli incantesimi riportat i in questo libro non consigliato come sostituto di appropriata terapia medica. LEditore non si assume alcuna responsabilit per eventuali danni causati dalluso delle erbe e di alcunch descritto in questo libro, n per le opinioni espresse dallautore.

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