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Niccol Ammaniti

Il libro italiano dei morti


Uno ITALIA. APPENNINI CENTRALI 1070 d. C. I fiocchi di neve, pesanti come batuffoli di ovatta, coprivano il sentiero che si arrampicava tra guglie arcigne, lastroni di ghiaccio e abeti coperti di neve. Non tirava vento e solo il richiamo stridulo della civetta, lululare dei lupi marsicani e il respiro affaticato degli uomini rompevano il silenzio ottuso dellaspra gola stretta tra le montagne. Sette uomini salivano lentamente il cammino, uno dietro laltro, senza parlare, risparmiando le forze. Le armature, le lance e gli elmi puntuti gli pesavano addosso rendendoli gobbi e neri come uno stormo di avvoltoi. Un mulo pelle e ossa carico di armi, legna e bisacce seguiva a testa bassa un monaco che chiudeva il drappello. Leonardo, detto il Truce, era in testa al gruppo, sul suo cavallo nero. Nonostante la dissenteria, la ferita al costato che lo aveva quasi ammazzato e il digiuno degli ultimi mesi, il Truce era un omone vigoroso. veva le spalle possenti, il collo di un mastino e le mani tozze e forti. Sotto lelmo arrugginito che gli copriva la fronte e le sopracciglia, spuntavano un naso aquilino e due fessure nere e senza espressione. I capelli aggrovigliati dal fango e dal ghiaccio e la barba nera poggiavano sulla maglia di lana cotta e sulla pelliccia di orso legata intorno alle spalle. Il Truce osserv! il cielo, fosco e pesante come una lastra di piombo. La valle ai loro piedi affondava nelle nebbie e la cima della montagna era lontana. La smorta luce del giorno stava per svanire e la salita non finiva mai. "opo ogni valico ce nera un altro e dopo ogni passo ne arrivava sempre un altro. Il Truce pungol! il cavallo, ma la bestia era sfiancata dalla fatica. Scese da sella e cominci! a trascinarla per le redini. #ochi passi dietro di lui, lo seguiva Tarcisio. $iondolava come un ubriaco tirandosi dietro la lancia. Il colpo dascia che gli aveva diviso in due le labbra, il naso, locchio e la fronte si era infettato. La ferita era gialla, tumefatta e puzzava da vomitare. %ruciarla con la spada arroventata non era servito a granch&. Tremava per la febbre alta. nche gli altri non sembravano in condizioni migliori, erano ore che non si sentiva pi' una parola. Tra poco sarebbero caduti a terra stremati. Le tenebre stavano per calare. "ovevano trovare un rifugio dove accamparsi e riprendere il cammino lindomani mattina. (a il Truce era troppo vicino a casa per fermarsi ora. Sentiva nellaria fredda lodore della sua sposa. )uando era andato in guerra, rianna aveva undici anni. *ra una fanciulla magra e elegante come un airone, con i seni piccoli e i capezzoli duri come ghiande. Una criniera di riccioli neri come le piume del gallo cedrone le arrivava fino ai fianchi. La pelle era luccicante come lebano levigata e gli occhi grigi come lardesia. +ra doveva averne quindici o sedici, se il Truce aveva fatto bene i suoi calcoli. * doveva essere pi' donna. Il giorno prima di partire per la guerra il Truce e rianna avevano galoppato lungo le rive

verdi del lungo lago che si stendeva ai piedi del castello. Lei lo abbracciava e gli carezzava i capelli e gli prometteva che lo avrebbe aspettato per sempre. * che se non fosse tornato si sarebbe fatta monaca. *ra primavera inoltrata, e i pascoli erano coperti di erba soffice come velluto e di fiori gialli, laria era una pioggia di tarassachi. Le greggi si muovevano sopra le colline su cui erano poggiate viluppi di nuvole bianche come caglio. +che selvatiche volavano in formazione e tra le canne nuotavano le lontre. Il Truce aveva legato il cavallo e aveva disteso rianna sotto una quercia, tra i ciclamini e le foglie, le aveva abbassato il vestito poi laveva afferrata per i capelli e laveva deflorata. #er tre anni il Truce aveva rivissuto quel momento. #er tre lunghi anni passati dentro unarmatura a combattere nel fango, nel sangue e tra i cadaveri putrefatti, aveva ricordato le unghie di rianna che gli artigliavano la schiena, le gambe che gli si aggrappavano addosso. "urante la battaglia, quando affondava la spada fino allelsa nelle viscere del nemico, aveva la sensazione di entrare nel corpo caldo e vibrante di rianna. confondeva le grida di piacere della sua sposa con i rantoli mortali dei suoi avversari. *ra stato ferito e la febbre lo aveva quasi stroncato. La mente in preda ai deliri laveva riportato da lei, a casa, nella loro stanza. rianna era nuda, adagiata su pellicce di orso. Lo guardava con quegli occhi cenerini e con quelle labbra scure gli sussurrava, -+ra. desso. Lo voglio, ti prego.. * lui la prendeva. -*ccoci, ci siamo., url! il Truce quando finalmente superarono lultimo sperone di roccia e di fronte a loro si schiuse laltipiano. La notte era buia, ma in fondo, oltre il bosco, un esile bagliore rischiarava le tenebre. La /occa. $asa. Il Truce risal0 a cavallo. -1i far! trovare cibo e donne.. Tutti iniziarono a urlare. (a la povera bestia non ce la faceva nemmeno a sostenerlo, vacillava sotto il suo peso. -(uoviti bestia bastarda, muoviti.. Il Truce prese a batterlo senza piet2, a infilargli gli speroni nei fianchi, niente. - iutatemi, per dio3.. Tarcisio e gli altri cominciarono a spingere le terga dellanimale, che alla fine si mosse. Il Truce galoppava sui campi coperti di neve, con il cuore che gli bussava sul petto e il ventre chiuso in un pugno. $osteggi! i bordi del lago ghiacciato, risal0 le colline, si immerse nelle tenebre del bosco. fatta, si disse, e mentre lo disse il cavallo inciamp! su una radice e uomo e cavallo volarono nel nero. Il Truce colp0 con la fronte una roccia. Si rialz! bestemmiando. Un fluido denso e caldo gli colava sul volto, sugli occhi, gli imbrattava la barba. Sentiva il sapore ramato del suo sangue sulle labbra, e lodore metallico nelle narici. llora si strapp! un lembo della tunica e se lo avvolse intorno alla testa, poi prese lelmo e se lo cacci! sopra. Si pieg! sul cavallo. La povera bestia ansimava, il ventre si gonfiava e si sgonfiava come una zampogna, aveva la bocca coperta di schiuma e le zampe gli tremano scosse da spasmi mortali. -Sei stato un bravo compagno, hai fatto il tuo dovere, mi hai riportato a casa.. Il Truce sguain! la spada, gliela affond! nel cuore e ripart0 correndo. Il Truce era fermo, piegato in due dalla fatica, di fronte alla rocca. *ra ancora l0. rcigna, sgraziata, aggrappata a un cucuzzolo di rocce. 4ettate intorno, una manciata capanne di legno e sassi e i recinti delle vacche. Sentiva le gambe e le braccia dure come marmo. #rese due boccate e si fece coraggio. Si incammin! lentamente sulla stradina di fango e neve che costeggiava le baracche dove dormivano i braccianti e si arrampic! sui ripidi gradini scavati nella pietra che portavano alla ingresso della rocca. vrebbe voluto urlare,

svegliare tutti. Il vostro signore 5 tornato, 5 di nuovo qui, ma qualcosa lo trattenne. #erch& il ponte levatoio era abbassato6 Il silenzio era pesante come una coperta. E se sono tutti morti6, si chiese. Se dentro alla /occa non cerano che cadaveri6 Se la peste si li era portati via tutti6 Se lesercito del Nord era arrivato fin l06 Il Truce attravers! lo stretto ponte sentendolo vibrare sotto ogni passo. Il portone era chiuso. #rov! a spingere. I battenti di bronzo e legno del grande portale si aprirono cigolando. Non lavevano chiusa. Non aveva pi' saliva in bocca e le ascelle gli sudavano. Sguain! la spada ed entr! trattenendo il respiro. Una torcia consumata rischiarava appena il lungo corridoio a volta, tetro di fuliggine. Silenzio. 7reddo. Una guardia se ne stava accucciata in un angolo con la testa poggiata sul petto e lelmo e la lancia buttati ai suoi piedi. Unaltra guardia era piegata su un tavolo con le braccia stese in avanti. Il Truce si avvicin! con la spada puntata in avanti. /ussavano. *ra questo il modo di proteggere il suo maniero6 Il Truce stava per sferrargli un colpo di spada, ma poi decise che era stanco di morte. vanz! fino alle cucine. In un angolo, un fuoco con un paiolo appeso sopra moriva. Un groviglio di corpi addormentati sopra un pagliericcio si stringevano per mantenersi caldi. $era un puzzo acre di sudore e di cipolle. Un movimento furtivo tra i sacchi di frumento. Topi. Il Truce continuo a procedere cauto per il corridoio. fferr! una torcia dal muro e si avvi! sulle scale a chiocciola che portavano alla stanza di rianna. un tratto due occhi blu gli si pararono davanti brillando nel buio. Il cuore gli fin0 in gola. #oi sent0 un mugolio trattenuto. -Temura, sei tu6., sussurr!. Un enorme alano comincio ad ancheggiare e a scuotere la coda. *ra legato con una corda a un gancio. Il Truce lo accarezz! sentendo le costole che gli sporgevano dai fianchi. *ra invecchiato e dimagrito. -%uono. %uono. 7ai piano che sveglierai la tua padrona.. Il cane, ubbidiente, si acciambell! sulla sua cuccia. Il Truce riprese a salire i lunghi gradini, man mano che saliva sentiva che lambiente si riscaldava e un odore di legna che arde e di balsami cominci! a impregnare laria. La porta della camera era socchiusa. Il Truce la spalanc!. La stanza era grande, con il soffitto a cupola. In un enorme camino di pietra ardeva un tronco largo come mezzo braccio. Le fiamme salivano alte e vivaci irraggiando la stanza di bagliori sanguigni. "elle lanterne appese a delle catene finivano di illuminarla. #roprio al centro cerano, buttate a terra, pellicce di lupo e di orso. Sdraiato sopra cera una sagoma nera. Un uomo enorme e completamente nudo. nsimava. La schiena lucida di sudore rifletteva il rosso del fuoco. I lunghi capelli neri gli coprivano completamente il volto. * vide poi due braccia scure che lo stringevano e due gambe di donna che gli serravano i fianchi. nsimavano insieme in un amplesso bestiale. Il Truce dovette sostenersi allo stipite della porta per non cadere a terra. Non era possibile. )uello era il suo sogno. llora era ancora nei deliri della febbre. $osera6 Un sogno6 Un incantesimo6 )uello l0 era lui. * quella sotto era rianna. llora era ancora tra la vita e la morte, steso nella sua tenda, e la guerra non era finita6 Il Truce non riusc0 a trattenere un urlo. Le due sagome simmobilizzarono e poi la donna sporse la testa da sotto il braccio delluomo. rianna. Lo guardava senza espressione. bocca aperta, come se avesse visto uno spettro. Il Truce sent0 che il dolore si impossessava dei suoi piedi, saliva per le cosce, gli stringeva i testicoli, gli penetrava nelle viscere e gli afferrava in una morsa il cuore. #rov! a parlare, ma la lingua era una lumaca di ghiaccio. Il suo sosia volt! la testa. Nonostante la chioma che gli nascondeva met2 del volto, il Truce si riconobbe. )uel naso aquilino, quelle sopracciglia erano sue... Una cicatrice bianca e spessa gli solcava la

fronte come una serpe. * allora il Truce si poggi! una mano sulla fronte liscia. No, non cerano cicatrici, la testa cominci! a pesargli come se fosse piena di piombo e le orecchie a ronzargli come se ci fossero sciami di calabroni. $roll! in ginocchio. -7ratello3 7ratello, sei vivo6 Sei tornato...6., balbett! il suo sosia scostandosi da rianna. Il Truce chiuse gli occhi e cominci! a respirare con il naso e poi sussurr!, -S0, sono vivo.. Si mise in piedi e sollev! la spada, -* sono tornato per ucciderti, fratello mio.. Si avvent! sulluomo e lo colp0 su una spalla. La lama gli affond! per un palmo proprio allattaccatura del collo. Luomo rimase un attimo stupito, incapace di credere che suo fratello lo aveva colpito. Una fontana scarlatta zampill! dalla ferita. Luomo, lentamente ci poggi! sopra una mano per tamponarla. -Leonardo...6., mugugn!. -7ratello mio3., disse il Truce e con tutte due le mani sollev! la spada sopra la testa e lo colp0 con un fendente cos0 violento che gli amput! di netto il capo, che rotol! vicino al camino. Il corpo decapitato croll! a terra rigido come una quercia abbattuta. rianna, a quattro zampe, cercava riparo in un angolo mugugnando. - vevi detto che mi avresti aspettato per sempre., ringhi! il Truce e la rincorse. rianna si era nascosta sotto un tavolo. Il Truce lafferr! per i capelli e la trascin! al centro della stanza e con un piede la inchiod! a terra come una serpe. -$on mio fratello..... Lei sgran! gli occhi cerulei e tremando sussurr!, -Ti prego, Leonardo... Ti prego. Io..... Il Truce la osserv!, ansimando per la fatica. -Lo sapevo che eri pi' bella.. $hiuse gli occhi e poi con urlo le affond! la spada fra i seni. Due. Il Truce si chiuse dentro quella stanza per due giorni e due notti, strillando come un ossesso, bestemmiando "io, piangendo come un bambino. $i fu un servo, pi' coraggioso degli altri, che prov! timidamente a entrare, ma fu gettato per le scale rompendosi losso del collo. Il terzo giorno il Truce usc0 fuori. Si era tagliato con la spada i capelli e la barba e la testa e le guance erano solcate da tagli e graffi. I suoi occhi neri come pece, si erano stinti, sbiaditi. Il fuoco dietro le sue pupille si era spento e il volto del condottiero aveva lespressione dei folli melanconici. *ra nudo, solo una striscia di stoffa macchiata di sangue gli fasciava la testa. /eggeva tra le braccia il corpo senza vita di sua moglie. La testa le ciondolava appesa al collo di cigno. I lunghi riccioli cadevano gi' come una cascata nera. La pelle bianca come neve. Le labbra viola. Un sottile velo di organza le copriva le nudit2. Un diadema dargento le incornava la chioma. Il Truce scese le scale, attravers! il lungo corridoio e si diresse verso il portone. Tutte le donne uscirono dalle cucine spingendosi e bisbigliando curiose. 4li uomini e le guardie si incollarono ai muri per farlo passare, le facce dei bambini facevano capolino tra le gonne e le gambe. Tutti guardavano quellomone nudo che avanzava con il cadavere di sua moglie tra le braccia verso il portone del castello. In molti si fecero il segno della croce. Il cielo era azzurro, laria tagliente come la lama del boia e il sole accecante riverberava nella valle bianca. Il Truce port! rianna al centro di un campo innevato e la adagi! in una lunga vasca di marmo vuota. Le incroci! le braccia sul petto e la baci! sulla bocca che gi2 sapeva di carogna. #oi si volt! verso gli uomini che a cinquanta passi osservavano quello che faceva il loro signore e disse, -#ortatemi dellacqua e trovatemi

le streghe.. "opo tre giorni furono portate in ceppi le streghe. Tarcisio e un gruppo di cinque armati avevano scalato la grande montagna a ovest, attraversato il ghiacciaio, ed erano arrivati sulle guglie della montagna dove vivevano solo le aquile e gli avvoltoi. Le avevano scovate dentro una grotta. #er tirarle fuori dallantro avevano dovuto affumicarle. Le streghe erano tre e sommando le loro et2 dovevano avere pi' di mezzo secolo. *rano piccole, storte dallartrite e dai reumatismi, coperte di stracci sporchi, rugose come la corteccia di un sughero e puzzavano di merda e malattia. #arlavano in una lingua sconosciuta e appena potevano sputavano, graffiavano e mordevano. Le chiusero nel porcile. Le streghe si aggrappavano una allaltra come scimmie. I bambini e le donne gli lanciavano contro sassi e palle di neve e quelle spalancavano le fauci sdentate e lanciavano insulti incomprensibili. Il Truce fece trascinare le streghe fino alla vasca di marmo. rianna era immersa nel ghiaccio. ttraverso la lastra turchina si intravedeva il corpo nudo e congelato della ragazza. I lineamenti del viso erano rilassati e unespressione di pace era disegnata sulle labbra vermiglie. Sembrava che dormisse. -7atela tornare a vivere., ordin! il Truce alle streghe. Le tre vecchie si avvicinarono zompettando alla vasca e cominciarono a toccare con i loro artigli neri la superficie ghiacciata, e quando videro rianna, cominciarono a lanciare esclamazioni, a strillare, a parlottare tra loro, a spingersi, a sghignazzare. #oi la pi' vecchia e cenciosa delle tre, allung! un dito e indic! il Truce e scuotendo la testa disse, -/iot Sravat Scruneat #olo.. -$he dici vecchia6 Non ti capisco.. 7ece il Truce afferrandola per un braccio... -#arla come una cristiana.. La seconda si accucci! ai piedi del Truce e lo guard! con i suoi occhi bianchi come uova sode e poi sussurr!, -"ice che i morti bisogna lasciarli stare.. -$ome6. -Sliot /anca3 4nepra Tafuc Tufac. Sragen Tel /inemort.. 7ece la vecchia gettando la neve contro il Truce. -I morti non vogliono tornare indietro. Stanno bene dove stanno. )uando si entra nel regno delle tenebre una porta si chiude alle nostre spalle.. Il Truce la sollev! da terra e cominci! a sbatacchiarla. La vecchia strillava come un corvo afferrato da una lince. -Strega, non mi interessa niente di queste storie. 7alla tornare indietro, subito. Se non ubbidisci vi brucer! vive.. #oi, come se le forze si fossero esaurite, la lasci! cadere a terra, abbass! la testa e sussurr!, -Io non posso vivere senza di lei. Non posso..... Le tre streghe si misero a parlottare, a discutere animatamente, a tirarsi i capelli. )uella con la gobba e la faccia mangiata dal vaiolo, che fino a quel momento non aveva parlato, disse, -#ossiamo provare. #er! cavaliere ricordati bene che la tua sposa non sar2 pi' la stessa.. Il Truce si pieg! sulla vasca, pos! le labbra sul ghiaccio. -Non mimporta... Io la amo e la rivoglio.. )uella notte le tre streghe accesero fuochi che sollevavano tentacoli fiammeggianti intorno alla vasca ghiacciata ballando e intonando inni al dio dei morti. Il Truce dalla finestra della sua stanza le osservava e pregava perch& le fattucchiere riuscissero in quella funesta impresa. 7inalmente arriv! lalba e cancell! la lunga notte. Il Truce usc0 dalla rocca. Un senso di oppressione gli gravava sul petto e gli annodava la trachea. Le tre vecchie erano addormentate accanto alle braci dei fuochi. Il Truce esit! un istante e poi guard! nella vasca. rianna era ancora l0, l0 come laveva lasciata. 4li occhi neri del Truce si accesero di rabbia. Lira, bruciante come un tormento fisico, inond! tutto il suo corpo e tutto parve vacillare di fronte a lui. -$agne infernali3 Non ci siete riuscite3. cominci! a prendere a pedate le maliarde. Le tre vecchie scappavano latrando per la piana

innevata. -1e lo avevo detto., il Truce aveva sguainato la spada. -1i far! bruciare vive, vecchie schifose3.. Stava per colpirne una quando un grido disperato che non aveva niente di umano, acuto come quello di un gatto in amore e profondo come quello di un orso ferito a morte ghiacci! il sangue nelle vene al Truce, alle streghe e a tutti gli abitanti della valle. I maiali cominciarono a grugnire, a sbattere contro i recinti, i cani ad abbaiare, e le mucche a muggire. Le oche presero il volo e le galline scapparono via starnazzando. Il grido proveniva dalla vasca. Il Truce rimase un istante impietrito, ma poi si scosse e si precipit! verso la sua sposa urlando, - rianna3 rianna, sei torna..... Il ghiaccio era intatto e il cadavere giaceva nella stessa posizione. Il Truce allora cominci! a roteare la spada nellaria e con un grido di dolore colp0 il bordo della vasca. La lama si spezz! in una pioggia di scintille. Stava per avventarsi con i pugni contro la lastra gelata quando si accorse che qualcosa era cambiato. Il volto di rianna. Il volto di rianna era cambiato. La bocca era spalancata in un urlo muto, unespressione malvagia le distorceva i bei lineamenti e gli occhi le allungati e ingialliti come quelli delle serpi. I lunghi capelli si muovevano lentamente, sinsinuavano nel ghiaccio scavando migliaia di sottili gallerie. La superficie prese a scricchiolare, a creparsi, a fendersi, a spaccarsi come se un fantasma lo prendesse a martellate. Il Truce indietreggi! tenendo puntata la spada verso la vasca. Le schegge schizzavano da tutte le parti come se una tromba daria le facesse volare con un fragore simile a quello unintera montagna di ghiaccio che andasse in frantumi... * finalmente rianna si sollev!, avvolta da una fredda fiamma azzurra cos0 accecante che il truce sollev! le mani per proteggersi gli occhi dal bagliore insopportabile. Le tre streghe si buttarono a terra e cominciarono a pregare al dio degli inferi nella loro lingua sconosciuta. nche il Truce si inginocchi! e preg! il padre celeste perch& mettesse fine a questo orrido prodigio. rianna scese dalla vasca e la fiamma azzurra che la circondava svan0. La pelle della creatura era bianca come lavorio, le unghie nere, come i capezzoli e le labbra. 4li occhi affilati erano posseduti da una passione aliena e crudele. I capelli le si erano drizzati come se una energia misteriosa li percorresse formando una criniera corvina e animata. -$hi sei, tu6 Non sei rianna..... La sposa resuscitata avanz! verso il suo sposo. +gni movimento del suo corpo sinuoso era subdolamente ammiccante. Un ghigno divertito le piegava le labbra vermiglie e uno scintillio malvagio le brillava nello sguardo. -/an Scrut. Satar Nec, Iol.... pronunci! la creatura con una voce cavernosa e maschile. Si avvicin! al Truce e lo afferr! per la gola con una mano e lo sollev! in aria come fosse uno spaventapasseri. Lomone piangeva come un bambino. La creatura gli pass! lindice sulle ruvide guance e sulle lacrime calde. Si mise il dito in bocca, sorrise e con un movimento fulmineo gli spezz! losso del collo. Il corpo senza vita del Truce affond! nella neve. La creatura ci si pieg! sopra con movimenti felini, lo odor! da capo a piedi, diede unocchiata sospettosa in giro e poi cominci! a divorarlo. La notizia che un essere feroce era tornato dalloltretomba si sparse per tutte le valli e cento armati furono mandati ad affrontarlo. Il risultato fu che trenta uomini furono sbranati vivi, altri venti furono feriti e le ferite non guarirono, si riempirono di pus e vermi e il resto dellesercito scapp! terrorizzato. llora venne chiamato ntonello da 4uidonia, un cavaliere di ventura che si diceva avesse ucciso un drago alato a %isegna, tre sirene a $attolica e due gemelli siamesi in un borgo vicino Todi. Il paladino entr! nel bosco dove la creatura si era rifugiata coperto di unarmatura dorata, imbracciando una balestra caricata con frecce avvelenate. 4li abitanti sentirono solo un urlo terribile e poi dalle chiome degli alberi schizzarono via, come meteore doro, i pezzi dellarmatura.

Tarcisio scosse la testa, si gratt! la cicatrice e disse, -)ui ci vuole una idea.. Si chiuse in casa. "ue giorni dopo ne riusc0 con un piano. #oco distante dalla rocca cera un buco profondo pi' di mille braccia. Sul fondo, la leggenda voleva che gli antichi cristiani avessero scavato una cripta dove si erano rifugiati alla persecuzione dei romani. Sopra il buco gli abitanti della rocca poggiarono un telaio di rami secchi lo coprirono con tappeti e ci poggiarono sopra la neve. )uattro vergini nude furono disposte proprio sul ciglio. Un ladruncolo, scoperto a rubare uova in un pollaio, fu issato su un cavallo e fu obbligato ad attraversare al galoppo il bosco. La creatura appollaiata su un ramo di una quercia, allarg! le narici, si accucci! e appena il cavallo gli pass! sotto ulul! e con un balzo si lanci!. Il ladruncolo emerse dal bosco urlando. Il mostro gli stava alle calcagna e stava per raggiungerlo, ma in quel preciso momento le vergini recitarono l ve (aria. rianna, o ci! che era diventata, si ferm! e poi a lunghe falcate si diresse verso le fanciulle, felice come una donnola che ha puntato una colonia di conigli. La creatura fin0 nel buco. La sentirono precipitare urlando e poi un tonfo sordo. 4li abitanti attesero trattenendo il fiato. Silenzio. Non un suono, un rumore, proveniva dal fondo. Lavevano uccisa. $ominciarono a saltare di gioia ad abbracciarsi, ma si sbagliavano, dal buco emersero ruggiti furiosi e latrati cos0 lancinanti da spaccare i timpani... Il demonio non era morto. Tarcisio si affacci! sul ciglio, guard! nelloscurit2, sollev! le spalle e disse, -Seppelliamola viva.. #oi fu la volta delle streghe. Le sciolsero dal palo a cui le avevano legate e le trascinarono in catene verso il buco. Le tre vecchie frignavano disperate, affondavano le mani nella neve, si aggrappavano a tutto ci! che trovavano e chiedevano piet2, un po di cristiana piet2. Le gettarono nel buco. La pi' vecchia delle tre, prima di precipitare, sollev! le braccia al cielo, fece una smorfia terrificante e lanci! un terribile anatema. -/anz3 /iot3 $anter Is "a $oturnia. /enter 8a.. Nessuno cap0 niente. #oi coprirono il buco di terra e sassi e la pace e la serenit2 fecero ritorno nella valle. II ille anni do!o" !raticamente o##i

(ille anni dopo, la valle, come ogni valle che si rispetti, aveva subito parecchi cambiamenti. La statale S9:; si snodava come una lunga biscia tra le montagne, raggiungeva la valle, proseguiva dritta tagliandola in due e poi attraverso un tunnel e un lungo viadotto se ne ritornava in basso, verso la pianura. un paio di chilometri dalla rocca, su un fianco della conca, accanto alla statale, ora si trovava un centro abitato chiamato 7orca di (ezzo. Un agglomerato di casette stile baita alpina e palazzine in cemento armato stile %ucarest erette tra gli anni <= e >=. Tutte gravitavano intorno a una piazza quadrata. l centro di piazza $adorna, su un pezzetto di prato lo scultore Ton? /iccardi aveva creato unenorme ciambella di bronzo dal cui centro sgorgava una fontanella. #er il resto il paese riservava poche sorprese. La birreria@pizzeria@creperia ALa piccozza del monacoB, una $oop, il negozio di sport na #urna, un bar senza nome, un paio di pensioni e una filiale del (onte dei #aschi di Siena. In tutto quel tempo il lago si era ristretto, ne rimaneva una pozzanghera per la pesca sportiva alla trota salmonata. Il bosco era stato tagliato, al suo posto ora cerano pascoli e sassaie. Nel ;CD= la zona aveva fatto il salto, su un vallone scosceso della montagna era stato costruito un impianto sciistico che la giunta comunale democristiana aveva battezzato 1alle mena. Una

seggiovia, due sEilift, una pista nera FGeusH, esposta a nord e sempre ghiacciata, una pista rossa FSaturnoH, una azzurra F%ambiH e un campetto scuola FTippeteH. Sulla statale, a un chilometro da 7orca di (ezzo, accanto alla pompa gip, sorgeva il mobilificio degli artigiani marsicani. Una costruzione a forma di castello, con tanto di merli e tetti a imbuto. Una riproduzione di una catapulta era parcheggiata accanto alle vetrine. Il mobilificio era famoso nella zona per una gamma semplice e funzionale di armadi, letti, librerie, tavoli porta@pc, scarpiere tutto in stile medievale. * proprio di fronte al magazzino, dallaltro lato della statale, la rocca del Truce era ancora l2. /esisteva arcigna, sgraziata, aggrappata allo stesso cucuzzolo di roccia e decisa a non cedere. $erto, le capanne e i recinti degli animali erano stati sostituiti da un parcheggio asfaltato occupato da monovolume %mI, (ercedes, Smart disposte in fila accanto a cumuli di neve sporca. +ra la rocca possedeva anche due lunghe ali di vetro e alluminio anodizzato che si affacciavano sulla grigia valle sottostante. Lala destra era un famoso ristorante consigliato dalla guida (ichelin e dal 4ambero rosso. Laltra ala era la hall di un esclusivo hotel a quattro stelle. #roprio sotto la rocca, sei lunghi piloni di cemento armato azzannavano la montagna sostenendo il resto dellalbergo. $inquanta stanze, tre suite imperiali con vista sul baratro. $entro benessere. #iscina coperta. Sale meeting, un cinema, postazione multimediale. * giardino dinverno. Lantico portale di legno e bronzo della rocca era coperto da una pensilina di ferro battuto e perspeJ. Sulla destra, accanto a un fungo argentato che riscaldava laria, quel giorno particolarmente pungente, spiccava un cartellone color arancione appoggiato su un treppiedi che annunciava, IL P$TERE DELL%AR $NIA INTERI$RE La fine del conflitto interpersonale come evoluzione del s S*(IN /I * IN$+NT/I "I/*TTI " LL #/+7*SS+/*SS 4I+1 NN $ / 77 * " L #/+7*SS+/ /*N T+ /IS#+LI F9K febbraio L 9 marzo 9==;H medicina olistica L aromaterapia L drumming e sciamanesimo L tecniche di rebirthing L terapia astrologica L ?oga Eundalini L rimotivazione personale e di coppia L musicoterapia L cristallomanzia L ipnosi regressiva L feng shui. * inoltre Tecniche e #ratiche di, L pulizia dellaura L bilanciamento dei chaEra L rimozione delle energie negative dal corpo spirituale L controllo del proprio spazio interno L riabilitazione delle proprie capacit2 spirituali per curare se stessi e gli altri. Il 9K febbraio alle ore D,M= si terr2 nel ristorante della rocca la cena inaugurale a base di piatti medievali preparati dallo chef #asquale (uti. #arteciper2 il gruppo neI age 8aNa Secca. #renotazioni al >><DD;=.

Tre. &reccola

#aolo #ascarella, detto %reccola, odiava la pista Geus pi' di ogni cosa al mondo. (a chiamare la Geus pista da sci era un eufemismo. )uella era una pista di pattinaggio adagiata sopra a una montagna, un imbuto di ghiaccio che portava verso la sofferenza fisica, un corridoio verso la morte. Nei giorni buoni il sole ci infilava, schifato, qualche raggio per una ventina di minuti e poi, per il resto, il canalone restava in ombra e da sopra, dai picchi, ci si infilava dentro un ventaccio che tagliava le orecchie. )uando nevicava era peggio. Lo strato di neve fresca si posava sulla lastra di ghiaccio rendendola, se possibile, pi' infida. Se facevi la stronzata di imboccarla a cuor leggero, magari a uovo, per farci il fico con gli amici, maledicevi il giorno in cui avevi deciso di metterti a sciare. $erano sciatori esperti che dal terrore si erano paralizzati fra quelle cunette ghiacciate e se la disperazione ti portava a decidere di toglierti gli sci, be, lasciamo stare. Secondo il %reccola quella pista aveva unanima. Unanima malvagia. #erfida. Sotto quel ghiaccio ci doveva essere una concentrazione di odio e cattiveria cheO Non riusciva a spiegarselo. E non questione di quanto sei bravo, anzi se sei bravo peggio. Perch pensi di poterla gestire, ma lei che gestisce te. /ifletteva il %reccola, imbacuccato nella sua giacca a vento mentre la seggiovia lo portava, nella nebbia, in cima alla Geus. #oggiata accanto a s& aveva una slitta da pronto soccorso, lo aveva chiamato alla radio /omolo, il collega degli sEipass, per dirgli che una era caduta. proprio cos. La storia di lberto Tomba lo dimostrava. Un anno prima il campione era venuto a 7orca di (ezzo per un giro promozionale della sua linea di abbigliamento. "opo un banchetto organizzato in suo onore sul campetto Tippete e la sfilata delle modelle in tute colorate, Tomba aveva deciso, improvvisamente, di concedersi ai suoi fan e di farsi una discesa. (ai dal giorno dellinaugurazione dellimpianto era avvenuta una cosa cos0 eccezionale e degna di essere inscritta nellalbo di 1alle mena. Un campione mondiale che scende gi' per le loro piste. Tutti si erano muniti di macchine fotografiche e telecamere. Tomba si era alzato da tavola barcollando. Si era fatto fuori un cosciotto di cinghiale ricoperto di salsa ai mirtilli, due bottiglie di 7iano d vellino e una quantit2 indeterminata di grappini, aveva sbottonato i pantaloni, si era infilato gli sci e salutando come un imperatore romano era montato sulla seggiovia. Tutti lo avevano seguito. *ra arrivato sulla Geus, tra due ali di fanatici che urlavano, -7orza lberto3 7orza lberto3 Sei tutti noi3.. lberto si era infilato gli occhiali neri, il capellino con la visiera, aveva fatto un gran sorriso e si era gettato gi' con la sua solita, inimitabile, eleganza. Una curva sublime, una seconda curva pi' sublime dellaltra, una ancora di pi', un salto leggero come una pasta sfoglia, ma quando era atterrato, la Geus, infame bastarda, e senza nessuna soggezione, si era vendicata. Uno sci era partito come una scheggia impazzita, laltro lo aveva imitato e il vincitore di svariati campionati mondiali si era fatto il resto della pista a pelle dorso fermandosi tra i tavolini della baita *delIeiss. lberto si era alzato, nellimbarazzo generale, si era spolverato di dosso la neve e senza fiatare era montato sulla sua (ercedes e se nera andato. Il giorno dopo sui giornali aveva rilasciato unintervista infuriata in cui denunciava che quella pista era mortale, che bisognava chiuderla immediatamente, che era un attentato alla vita degli sciatori. #er un po, scioccato dalla pubblicit2 negativa, 4ianni $hiappafava, lamministratore generale dellimpianto, laveva chiusa, ma poi rendendosi conto che nessuno ci veniva fino a l2 per una pista rossa lunga mezzo chilometro e una azzurra quasi in salita, laveva riaperta fottendosene. Il bilancio di dieci anni di attivit2 della Geus era impressionante. )uattro morti, due in coma e i contusi, i lussati, i fratturati non si contavano nemmeno. 7atti due

conti, avevi meno probabilit2 di farti male lanciandoti dal secondo piano di una casa che scendendo la Geus senza racchette, tirandoti dietro una slitta. %reccola, seduto a dieci metri dal terreno, sentiva che le gambe gli diventavano di ricotta al pensiero di quello che si accingeva a fare. Tre mesi prima era andato a recuperare un tedesco che si era schiantato contro un pilone. Si era ritrovato in ospedale accanto al tedesco, per! il crucco era stato dimesso dopo tre giorni, lui dopo un mese con il bacino incrinato e le stampelle. Si maled0 per la centesima volta di avere accettato di far parte del soccorso alpino. "i fare parte... meglio, di essere il soccorso alpino di 1alle mena. veva accettato solo perch&... perch& non aveva abbastanza coglioni per farsi valere, non era riuscito a dire no a quel bastardo dellamministratore. $i aveva provato, eccome se ci aveva provato, ma le parole gli erano morte stecchite sulla punta della lingua come salmoni gravidi di uova. Se le sentiva tutte l0, soggetti, verbi, aggettivi, sostantivi che gli riempivano la bocca. Sapeva che bastava metterle in ordine, una dietro laltra, come i vagoni di un treno e farle uscire fuori sotto forma di frasi sensate. Niente da fare. Non riusciva a sputarle fuori, lunica cosa che era riuscito a fare era diventare paonazzo come un peperone e a strizzarsi come se dovesse cagare uno stronzo troppo duro. -%reccola, senti un po, ho pensato una cosa., gli aveva detto quel panzone di $hiappafava fumando il suo toscano. -Ti voglio promuovere. Tu stai tutto il giorno a gelarti il culo bucando sEipass e invece potresti fare qualcosa di molto pi' utile per la societ2 e per te stesso e che farebbe salire notevolmente il tuo punteggio in paese. Po saputo che qualche anno fa hai seguito un corso di pronto intervento e che eri tra i pi' bravi..... Niente di pi' falso. La provincia aveva organizzato un corso di pronto intervento a 7orca di (ezzo, ma lui non era riuscito a superare lesame orale. %reccola aveva emesso dei versi per dire che lui non aveva lattestato, versi che $hiappafava non aveva degnato dattenzione. -* quindi ti promuovo alla squadra soccorso alpino. #asserai il giorno in una baracca riscaldata con tanto di radiotrasmittente e televisione e qualche volta dovrai uscire con la slitta, caricare linfortunato e portarlo allambulanza. Una cosa facile facile. $ontento6.. %reccola si era cominciato ad agitare tutto, a fare no con la testa, a fremere come un bastardino impaurito. on voglio! vrebbe voluto urlare. Non era in grado di farlo per un milione di ragioni, tra cui, ;H sciava da cani, era nato l0 e aveva fatto la scuola di sci, ma non era mai riuscito nemmeno a superare lo stadio spazzaneve. 9H Il sangue gli faceva impressione, il dolore lo paralizzava. MH Non voleva acquistare nessun punto, non si sentiva un eroe, anzi. Si sentiva solo un povero scemo balbuziente. :H 4li piaceva il lavoro che faceva, controllare gli sEipass, aiutare i bambini a salire sulla seggiovia, prendere il sole, farsi una cioccolata calda con la panna e stare tranquillo. KH * vaffanculo a quello stronzo di $hiappafava. -Non mi ringraziare.. $hiappafava aveva gettato il toscano e gli aveva dato una pacca sulle spalle, -Q chiaro che questa 5 una proposta da prendere o lasciare. Se non accetti sar! costretto a licenziarti e come sai il personale della seggiovia 5 in esubero e se deve cadere una testa, quella testa 5 la tua, lo sai, con i problemi che ti ritrovi.. * quindi eccolo qui, il nostro %reccola, che scendeva maldestro dalla sedia con un corpetto rosso con la croce bianca sulla schiena e quella cassa da morto argentata tra le mani. /ino, quello che controllava larrivo della funivia, sempre abbronzato, con le cuffiette fuse nei padiglioni e un cappello da coIbo?, era sbracato su una sdraio, quando lo vide lo salut! con un ghigno. -*cco il prode %reccola. Una vecchia si 5 sdraiata ed 5 finita lunga contro le reti. %reccola, la pista 5 molto incazzata e ci finisci di nuovo allospedale.. * prese a sghignazzare come se stesse vedendo le comiche. "ll#ospedale finisco accanto a quella

troia di tua sorella che le devono fare la ricostruzione plastica dell#ano per quanti ne ha presi. )uanto gli sarebbe piaciuto potergli rispondere cos0. La frase era l0, formata nel cervello, cattiva e tagliente, e in una persona normale sarebbe risalita su per la gola, sarebbe passata sotto lepiglottide e sarebbe uscita fuori dalla bocca come una freccia appuntita affondando nellonore familiare di quel bastardo come nel burro. In un balbuziente come lui invece si incagliava tra i denti, vanificando tutto. Lui sapeva di avere solo un blocco psicologico, come era sicuro di non essere un deficiente, e di avere un cervello che funzionava meglio di quello di quel cerebroleso di /ino. veva letto che pure $icerone, il magister del foro romano, il grande oratore, era balbuziente e che mettendosi un sasso in bocca riusciva a parlare. %reccola ci aveva provato, con lunico risultato di avere ingoiato la pietra e di essersi beccato quellorrendo soprannome. Trascin! la slitta oltre la ruota della seggiovia e osserv! la Geus. *ra cos0 appesa che per vederne la fine bisognava guardarsi la punta degli scarponi. $orza, ce la puoi fare, si fece coraggio. %reccola aveva 9M anni, era alto un metro e settanta e pesava unottantina di chili. veva un faccione rosso come una costata di manzo, un nasone a patata, due occhietti azzurri e i capelli tagliati con la macchinetta. Un sorriso gentile gli attraversava le labbra, ma ora, di fronte a quella parete verticale, la bocca gli si era serrata in una smorfia di terrore. "alla nebbia spuntavano un mare di gobbe trasparenti. La vecchia che si era sdraiata non si vedeva, n& si era formato il solito capannello di osservatori. 7orse era caduta pi' in basso, dove la pista curvava sopra un crepaccio profondo. L2 avevano messo delle reti di protezione, e gli sciatori ci finivano come branchi di sardine. Se la vecchia era l2 forse non si era fatta tanto male. %periamo. %reccola si infil! il cappello con il pon pon, si chiuse bene la giacca, si fece il segno della croce e afferr! i manici della slitta. *ra pronto.

'uattro. &RECC$LA Se il capo, il tronco e gli arti superiori di #aolo #ascarella, detto il %reccola, erano pi' o meno pronti ad affrontare la discesa, la parte inferiore del suo corpo no. Le sue gambe avevano la consistenza molliccia della certosa 4albani. &ai! $orza! Si fece coraggio e gett! un po di peso a valle e cominci! a scivolare gi' a spazzaneve. Super! le prime cunette in apnea, poi prese un respiro. vanzava lento nel grigio e nel freddo rigido come un manichino. La slitta del soccorso alpino, alle sue spalle, gli gravava addosso. Non cera unanima sulla pista. Normale, in un giorno di merda come quello. $on quella temperatura siberiana e una nebbia fitta fitta che non vedevi la punta degli scarponi. Solo una malata di mente che veniva da lontano e che non aveva nessuna esperienza della perfidia meteorologica dell ppennino centrale poteva avventurarsi sulla Geus con un tempo come quello. (a dove diavolo era6 %reccola, intanto, per la pendenza che cresceva, aveva spalancato un enorme spazzaneve del raggio di ;D= gradi e sentiva caviglie e tendini che protestavano come gomene di un traghetto durante una libecciata. Le lame degli sci scricchiolavano azzannando il ghiaccio. Scendeva gi' dritto, facendo il minimo di curve, in modo da non sbilanciare la slitta che si tirava dietro. Super! il primo tratto della Geus e nella nebbia cominci! a materializzarsi il curvone del monaco, chiamato cos0 perch& un francescano di /occella Ionica, qualche anno prima, ci aveva

rimesso le penne. on vado male, per!, si disse contento %reccola. "ella vecchia per! ancora nessuna traccia. ttraverso la foschia, si intravedeva la lunga rete nera, tenuta in piedi da bastoni colorati di rosso, che recintava la curva del monaco. *ra l0 per evitare che orde di sciatori, in giornate nebbiose come quella, finissero nel precipizio. %reccola era sicuro di trovare la vecchia infilata nella rete come una mosca in una ragnatela. (a non fu cos0. Nessuno, solo uno stormo di grossi corvacci neri appollaiati sul crinale della montagna che gli gracchiavano contro, gelandogli il sangue. Lentamente un sospetto, un terribile sospetto, si fece spazio nella mente di %reccola. $erc! di respingerlo, ma poi, collegando una serie di osservazioni, improvvisamente gli fu tutto chiaro. Non cera proprio nessuno sulla pista, per il semplice fatto che nessuno quel giorno aveva preso la seggiovia oltre lui e... /ino3 /ino gli aveva fatto uno scherzo. Perch lo chiami scherzo', gli chiese una vocina nel cervello. In effetti quello non era uno scherzo. Uno scherzo, teoricamente, deve essere divertente. Uno scherzo 5 quando ti fanno buu dietro la porta, quando tinfilano la neve nel cornetto, quando ti prendono la sciarpa e te la fanno ghiacciare, al limite quando ti prendono a sassate o ti ammazzano il gatto. )uesto no. )uesto era solo un attentato alla sua vita. Un tentativo di omicidio. Una fitta di dolore gli attravers! il cuore. 4li occhi gli si gonfiarono e la gola gli si chiuse. on ti metterai a piangere in mezzo alla (eus', continu! la vocina nella sua testa. Perch non mi lasciano in pace' )he vi ho fatto di male' )ueste due domande avevano accompagnato lesistenza del %reccola da quando il suo intelletto aveva cominciato a produrre i primi pensierini logici e a capire che la sua sarebbe stata unesistenza di merda, punteggiata da scherzi e prese per il culo, immersa nella solitudine. "a quando aveva cominciato a socializzare, non cera stato giorno dove qualche amichettoRa non si fosse preso la briga di fargli notare che era un rotolo di coppa, un ciccione demente, un povero balbuziente, un brufolo ambulante, un mongoloide, uno spastico, un deficiente, un ricchione. * se volava uno schiaffo, uno sputo, un sasso, ci si poteva scommettere che se lo beccava quel coglione del %reccola. $on gli anni e le vessazioni continue, intorno al cuore di %reccola si era formato un callo, un carapace durissimo. $on fatica e pena, aveva affinato le doti di sopportazione e di pazienza di un monaco tibetano. veva seccato i dotti lacrimali. #er fare questo, simmaginava di avere al posto dello stomaco una fornace rivestita di materiale refrattario, capace di bruciare quantit2 impressionanti di dolore, rabbia e frustrazione e di trasformarle in forza interiore e indifferenza. Lontano come "lpha )entauri, si ripeteva come un mantra dopo che i bulli del paese gli avevano accartocciato la bicicletta. Lentamente il livore si spegneva e si trasformava nel sorriso imperturbabile di un %udda appenninico. )uesto faceva impazzire i suoi carnefici, che, frustrati, cercavano di estirpargli dalla faccia quel sorriso idiota riempiendolo di pugni e calci. (a %reccola resisteva, sapeva che un giorno ci sarebbe stata giustizia. )ui o in #aradiso. (a adesso, sulla Geus, si rese conto che per colpa di questo ultimo scherzo bastardo qualcosa dentro di lui si era rotto. %asta3 veva ingoiato troppe tonnellate di merda. *ra andato in sovraccarico come una lavapiatti troppo stipata. La fornace, nelle sue viscere, aveva smesso di bruciare e il dolore che sentiva non poteva essere pi' spento. nzi, l0, fermo in mezzo alla pista, avvertiva che si stava amplificando, che cresceva immenso come quello del Nostro Salvatore sul 4olgota. (a siccome lui non era 4es' $risto, n& tanto meno suo parente, non sarebbe stato in grado di perdonare /ino e il resto della razza umana. )uel dolore lancinante si tramut! in rabbia, una rabbia acida, spumante e acre come il mosto selvatico, riscaldandogli le vene. Un rigurgito di bile gli sal0 dal profondo delle viscere

fino in gola, strinse le racchette e fece un rutto esplosivo che fece volare via lo stormo di corvi. &i odio. *utti. /ino. $hiappafava. I colleghi, quelli che gli facevano i versi alle spalle e quelli che gli facevano mille domande solo per il piacere di vederlo spremersi come un deficiente e quelli che lo trattavano come fosse un cerebroleso. Li odiava. Tutti. Nessuno escluso. +ovete morire. %offrendo. "a quando era piccolo, forse ancora prima che fosse tempo di parlare, non cera stato un giorno in cui non si era sentito trattato come un essere diverso, una creatura da baraccone. In 99 anni non era riuscito a trovare una persona, nemmeno sua madre L che aveva cercato di mandarlo in istituto e che per fortuna era morta prematuramente stroncata dal fumo L che avesse avuto un briciolo di comprensione. $he volesse capire chi fosse davvero #aolo #ascarella, in arte %reccola. Lui non aveva mai chiesto a nessuno di essere rispettato, compreso. queste stronzate non ci credeva. Sapeva, come sapeva che la terra gira intorno al sole, che lumanit2 era formata da una manica di figli di troia che godevano a infierire sui pi' deboli. %reccola aveva semplicemente chiesto di essere lasciato in pace. $ome una pietra. $ome una cazzo di guglia di quella montagna di merda che gli incombeva sulla testa. 7orca di (ezzo, posto di insensibili, montanari, figli di puttana insensibili. -"vvvvttttttttttt mmmmmmirre ttttuttti3., url! al vento e alle guglie innevate, sollevando le mani al cielo e dimenticandosi che la slitta, traditrice, era proprio alle sue spalle. Lo colp0 sopra i polpacci. %reccola rimase un attimo in bilico, ma poi perse lequilibrio e mulinando le braccia tent! disperatamente di ritrovarlo. (a gli sci gli scapparono sul ghiaccio vivo e cadde di culo e a gambe spalancate, finendo dentro la slitta che prese subito velocit2, schizzando come un proiettile impazzito sopra le cunette. %reccola, mugugnando strani dittonghi prov! a fermare la slitta con le mani, ma la neve era dura come marmo. 4li sci volarono via e cos0 pure le racchette. Steso in quella specie di bara dalluminio, aveva la sensazione che il paesaggio intorno a lui fosse diventato una serie di strisce grigie che gli fuggivano alle spalle. Un po come in ,uerre %tellari quando LuEe e i suoi amici entravano nelliperspazio. Un rombo gli riempiva le orecchie e il vento gelido gli entrava nella bocca spalancata in un ghigno di terrore. Il fondo della slitta sfiorava appena la schiena trasparente delle cunette. veva due certezze, che stava battendo ogni record di velocit2 di discesa con lo slittino e che sarebbe morto schiantato contro una roccia. Sollev! la testa e quando cap0 che era lanciato a quella velocit2 folle contro le recinzioni del curvone del monaco, svuot! la vescica sul plaid scozzese. )uelle bastarde avrebbero retto. %reccola si ricordava quello che aveva detto $hiappafava il giorno in cui erano state installate e ben bene pubblicizzate. *rano costituite da una fibra sintetica altamente tecnologica, che veniva usata dai rimorchiatori giapponesi per tirare fuori le petroliere dal porto di +saEa. -Se ci finisce contro pure una (ercedes Station quelle reti non si rompono.. )uesto aveva detto $hiappafava e %reccola si era chiesto che cavolo ci faceva una (ercedes su una pista da sci. lmeno in questo il bastardo non poteva aver raccontato una delle sue stronzate. "ietro quelle barriere di n?lon cera solo un baratro senza fondo di ghiaioni, lastre di ghiaccio, spunzoni di pietra. La fascia nera delle recinzioni si faceva sempre pi' grande e accogliente. La prua della slitta ci si sarebbe infilata dentro e quindi non cerano pericoli, al massimo si sarebbe rotto in milleO )uando, tra le cunette apparve, come un onda anomala, unenorme cupola di ghiaccio, perfetta come la tetta di nna 7alchi, che lo spazzaneve non sera curato di appiattire. %reccola cerc! di buttarsi gi', ma era troppo veloce e la slitta schizz! sopra la cunetta e decoll! superando la rete, superando la pista, superando le montagne e librandosi nel

cielo come uno Scud durante la guerra del 4olfo.

Cin(ue. ARNALD$ C$TU)N$ lle nove del mattino rnaldo $otugno, il proprietario del /elais ALa /occaB e del (obilificio (arsicano, era sprofondato nella poltrona anatomica del suo ufficio, dietro una scrivania che sembrava il ponte della Nimitz. $otugno era un omone robusto, sulla cinquantina. veva due spalle possenti, il collo di un mastino e due mani tozze e forti. I capelli tinti di un rosso ebano gli formavano unonda che gli ricadeva sulla fronte, bassa come quella di un orango. "ue fessure nere e senza espressione erano divise da un naso schiacciato. Indossava come sempre i pantaloni di una tuta didas, una felpa di pile e scarpe da ginnastica NiEe. Stava fumando una vecchia "iana %lu che aveva trovato dimenticata in fondo a un cassetto. *ra la prima sigaretta dopo cinque anni di completa astinenza. "ietro le spalle di $otugno, lenorme vetrata dello studio, che si affacciava sul panorama mozzafiato della valle, respingeva la coltre di nebbia che, unita alle luci gialle e soffuse nascoste dietro la boiserie di mogano scuro, dava alla stanza unatmosfera irreale e fuori dal tempo. $otugno continuava a ripensare allincubo mostruoso che lo aveva risvegliato urlante nel mezzo della notte. Un sogno cos0 vivido e cos0 impresso nella sua memoria da sembrare reale. veva sognato di salire in pigiama le scale che portavano alla sala banchetti della /occa. (a le pareti erano nere, coperte di fuliggine e a terra non cera moquette, ma pietra gelata. (ano mano che saliva, laria era sempre pi' calda, si sentivano un odore penetrante di legna che arde e un profumo dolciastro, soffocante. La porta della sala era socchiusa. rnaldo laveva spalancata con addosso una strana ansia. I tavoli non cerano pi'. Le teste dei cervi e di cinghiali appesi al muro non cerano pi', la foto con (ara 1enier non cera pi', la cantinetta refrigerata con i vini non cera pi' e neanche il frigo dellantica gelateria del corso. Nel camino ardeva un tronco largo come una condotta fognaria. Le fiamme salivano per la cappa alte e vivaci irraggiando la stanza di bagliori sanguigni. l centro della stanza cerano, buttati a terra, dei cappotti di montone e delle pellicce di visone. Sdraiata sopra cera la sagoma scura di un uomo. Un omone completamente nudo che ansimava. La schiena lucida di sudore rifletteva il bagliore del fuoco. La frangetta mogano gli copriva il volto. #oi aveva visto due braccia scure che lo stringevano e due lunghe gambe di donna che gli serravano i fianchi. Scopavano come assatanati. Lei ansimava in preda al piacere e si avvinghiava alla schiena delluomo con le unghie. rnaldo sapeva che quelluomo era lui. Si vedeva scopare come un toro al centro della sala banchetti. In piedi, in pigiama, accanto alla porta, riusciva a percepire il piacere del suo clone. veva sentito il suo membro duro e pulsante che scivolava nelle viscere calde e liquide della donna. un tratto, per!, le due sagome si erano immobilizzate come se avessero percepito una presenza. La donna aveva sporto la testa da sotto il suo braccio. *ra 4iordana. Sua figlia. Lo guardava senza espressione. rnaldo $otugno si era svegliato urlando e con unerezione nel pigiama.

*ei.

ARNALD$ C$TU)N$ rnaldo $otugno spense la terza cicca, si alz! dalla poltrona e affondando nella moquette nera, folta come il pelo di una pantera, attravers! lenorme ufficio e cominci! a trotterellare su un tapis roulant posizionato, strategicamente, di fronte alla vetrata che si affacciava sulla valle, ora coperta da una massa di nuvole color cappuccino. rnaldo non riusciva a capire perch& il cervello gli avesse fatto uno scherzaccio del genere. 5 da psicopatici pervertiti sognare di trombarsi la propria figlia6 7orse doveva parlarne con un medico, uno psichiatra. )uando ricord! la scena in cui #annocchietta gli faceva un pompino in macchina, per poco non diede un pugno al displa? dellattrezzo ginnico. Il pensiero di sbattersi la luce dei suoi occhi gli faceva venire ribrezzo, peggio che pestare a piedi nudi una carogna di cane. Una volta, $armela Tricarico, la farmacista, unesperta di robe psicologiche, gli aveva parlato del subconscio e dei sogni. La parte oscura, la chiamava. Il subconscio, se rnaldo aveva capito bene, 5 una parte del cervello che di giorno funziona come una specie di aspirapolvere, succhiando tutto quello che uno pensa, desidera, ricorda e fa, e poi di notte, mentre dormi, produce una specie di macedonia e te la ripropone. * questo, sempre secondo $armela Tricarico, serve al cervello per riorganizzarsi e alla memoria per funzionare. )ualcosa del genere, insomma. )uesto poteva pure essere vero, ma in vita sua rnaldo $otugno, e poteva giurarlo su quant5 vera la Santa Trinit2, non aveva mai desiderato accoppiarsi con sua madre, sua figlia e nemmeno qualche parente lontano, e quindi il suo subconscio non si doveva permettere di farlo eccitare per una cosa cos0 abominevole e contro natura. -(anuela., ansim! guardando verso il cielo coperto di nuvole. -(anuela, perdonami.. Si stava rivolgendo a sua moglie, morta dieci anni prima per un cancro allintestino. -Non 5 colpa mia. Ti giuro che non ho mai avuto pensieri sporchi su nostra figlia. (ai, mi potesse venire un coccolone qui, allistante.. 4li sembr! di sentire la voce della moglie che gli rispondeva dal cielo. $orse hai sognato questa roba immonda perch hai sistemato quel grande figlio di puttana del cantante che aveva violato l#innocenza della nostra adorata Pannocchietta. #arole sante.

*ette. LIN$ EL$NE

Il cantante che importunava #annocchietta, ladorata figlia di rnaldo $otugno, si chiamava Sandro (aranzano, in arte Lino (elone. "a sei giorni per! aveva improvvisamente smesso di chiamarsi e nello stesso tempo di essere. Il suo cadavere giaceva sul fondo melmoso di un laghetto per la pesca sportiva, a circa quattro metri di profondit2. La corrente lo faceva fluttuare mollemente tra gli steli coriacei della &allisneria ,igantea come unodalisca in preda agli allucinogeni. Un branco di %almo *rutta $ario, chiamati comunemente trote, gli nuotava intorno attirato dal bagliore dei resti sbrindellati dello smoEing di paillettes blu. veva gi2 cominciato a gonfiarsi e, se non fosse stato trattenuto da due secchi pieni di cemento a presa rapida in cui gli avevano immerso i piedi prima di gettarlo in acqua, avrebbe galleggiato al centro del laghetto come una boa di ormeggio. I gamberi, i granchi e i paguri dacqua dolce non erano rimasti con le chele nelle chele. vevano subito cominciato a colonizzargli tutto

lapparato digerente, a otturargli lesofago e farsi delle tane tra gli alveoli polmonari. La faccia, nonostante si fosse allargata come in un dipinto di %otero, continuava, in modo singolare, a far trasparire i tratti del grande sciupafemmine che era stato. Il mascellone, lo zigomo alto, il nasino alla francese, la fronte spaziosa. (a il riporto, che in vita formava un tappeto lucido e scuro sulla calotta, si era sollevato e ondeggiava come un ciuffo di #osidonia. Lincarnato aveva assunto un color verde pisello dovuto alla colonizzazione del derma da parte di alghe cianoficee unicellulari. (a per capire le ragioni e i tragici accadimenti che avevano portato il cantante melodico in fondo a un laghetto per la pesca sportiva, dobbiamo tornare un po indietro nel tempo e precisamente di sei giorni, quando rnaldo $otugno e i suoi due scagnozzi, il greco Nilo #apadopulos e il marchigiano *nzo Tavazzi, misero finalmente le mani su Lino (elone. )uel giorno, rnaldo, seduto a un tavolo del suo ristorante con sua figlia, aveva deciso che cos0 non si poteva pi' andare avanti. "oveva fare qualcosa. #annocchietta era cambiata troppo. Non la riconosceva pi'. 1abb5 che era orfana di madre, vabb5 che era adolescente, vabb5 che 7orca di (ezzo non era il massimo del divertimento, ma vederla rifiutare il suo piatto preferito, la fantasia di carne ai ferri con contorno di cicorietta ripassata e patatine fritte, per un actimel e un integratore vitaminico era una cosa che gli faceva troppo male. *ra sbottato. -#annocchietta mia, ma si pu! sapere che hai6 "illo a pap2 tuo. Non mi mangi pi'. Non mi ridi pi'. Non mi esci mai. Non vieni pi' nemmeno a caccia di cinghiali, la cosa che ti piaceva di pi' al mondoO Ti ho comprato una #orsche $a?enne che, non per fartelo sapere, ho pagato sessantamila euro uno sullaltro, e non ti sei nemmeno degnata di tirarla fuori dal garage. $he ti succede6.. (a $arla lo aveva guardato con gli occhi spenti e aveva sospirato, -Tu certe cose non le puoi capire.. Si era alzata e si era chiusa nella sua stanza. )uella ragazza, aveva concluso rnaldo, doveva avere un segreto. Un segreto di femmina. Non poteva pi' continuare a considerarla una bambina. In effetti, negli ultimi mesi era cambiata pure nel fisico. Si era fatta donna. *ra sempre minuta, ma con tutte le cose al posto giusto. * indossava minigonne e magliettine striminzite che si aprivano su un d&collet& che rnaldo non ricordava cos0 florido. on che si rifatta le tette', aveva pensato, ma poi aveva scacciato quellipotesi. * si era pure combinata qualcosa ai capelli, tipo se li era stirati. ssomigliava maledettamente a sua madre. In meglio. rnaldo se nera tornato nel suo studio e aveva chiamato Nilo #apadopulos, il suo braccio destro balcanico, e gli aveva detto, -Scopri che ha mia figlia, ma mi raccomando, con tatto. Non deve saperne niente.. Il greco, un tipo di poche parole, magro come una cavalletta e nervoso come un furetto con le emorroidi, gli aveva detto di stare tranquillo. Non erano passate neanche tre ore che il greco era tornato. - llora, che hai scoperto6.. #apadopulos si era acceso una sigaretta. -Tua figlia 5 innamorata.. rnaldo aveva sentito una fitta al ventricolo sinistro, l0 dove gli avevano fatto il b?@pass. Si era messo una mano sul cuore. Sapeva che prima o poi sarebbe successo, ma a diciassette anni non era troppo presto6 -"i chi6.. -"i un certo Lino (elone.. -* chi cazzo 56.. -5 un cantante cinquantenne di $aserta specializzato nel repertorio partenopeo. Un gigol! che ha avuto un certo successo nei primi anni C= con la canzone )oncetta Pancetta. +ra ramazza qualche euro tra matrimoni, sagre di paese e congressi medici. Ti ricordi che circa tre mesi fa c5 stato un congresso sullartrosi dellanca, qui alla /occa6.. -* allora6. -(elone ha cantato alla serata dinaugurazione eO., il greco di colpo sembrava restio a parlare. -*O dopo ha conosciuto tua figliaO..

-*...6. Nilo prese una boccata di fumo e spar! la bordata. -* niente, se l5 scopata nel cesso degli uomini.. rnaldo $otugno era sempre stato un incassatore. Uno capace di restare in piedi anche dopo notizie ferali. In paese si diceva che $otugno ingoiava sbarre di ferro e cagava bulloni. *d era vero. )uando la finanza lo aveva multato per una frode fiscale di sei milioni di euro, non aveva battuto ciglio, quando era crollata unala intera della /occa costata una cifra impronunciabile, aveva detto, -(eglio. La rifaremo pi' grande.. nche quando il cancro si era portato via sua moglie (anuela dopo sei mesi di atroci sofferenze in un letto di ospedale, non aveva dato a vedere a nessuno del fatto che lunica cosa che lo attraeva era il baratro sotto al balcone del belvedere della /occa. * se non lo aveva scavalcato e si era spiaccicato K== metri sotto era solo per amore di sua figlia. I problemi e i dolori, diceva, lo rendevano solo pi' forte e incazzato. (a alla notizia che sua figlia era stata sverginata da un gigol! di K= anni nella toilette degli uomini, rnaldo $otugno per la prima volta in vita sua aveva vacillato. )uello scud aveva fatto breccia tra le squame della sua rozza armatura e aveva colpito un muro maestro facendo incrinare lintera architettura. veva stretto i braccioli della poltrona e si era piegato su se stesso e aveva vomitato le costolette di agnello e le cipolle in agrodolce, la panna cotta che si era fatto a pranzo e il caff5 e il cannolo siciliano che aveva preso a colazione e le pappardelle tartufate saltate nella crema al %arolo della sera prima e quello di due, tre, quattro giorni prima, di un mese prima, aveva rigurgitato tutto quello che si era ingozzato l0 alla /occa e in tutti i ristoranti della guida del gambero rosso in cui si era sfondato negli ultimi dieci anni. veva vomitato tutto quello che aveva mangiato in vita sua, fino ai biscotti plasmon, al latte di sua madre, al liquido amniotico. veva rimesso sul pavimento la morte di (anuela, la paura di non essere abbastanza cazzuto, la volta che aveva sparato al sovrintendente alle belle arti, la volta che aveva spezzato le cosce al proprietario del ristorante ALa zampogna lucanaB, e quella che aveva corrotto mezza regione e la volta che aveva portato sua figlia allospedale per una peritonite e per poco non ci aveva lasciato la pelle e la volta che si era inculato con Tavazzi (er?, un travestito in una piazzola di sicurezza della superstrada. veva vomitato ogni passo falso, ogni insicurezza, ogni sconfitta e vittoria l0 sulla moquette nera del suo ufficio. Il greco aveva perso la sua flemma balcanica, sicuro che il suo capo avesse un alien nello stomaco, che sarebbe morto autovomitandosi. * invece lentamente, come un riccio dopo un incendio, rnaldo $otugno aveva cacciato su la testa e aveva preso una boccata daria e aveva detto, -"eve morire.. Il greco aveva spento la cicca nel portacenere e aveva fatto, s0. Non era stato molto difficile beccarlo. Il cantante girava su un camper grosso come un autotreno su cui era dipinto in rosso il suo nome e in oro una lunga scia di stelle. )uellincosciente ancora bazzicava sereno la zona, quella sera si era esibito a una cresima in un paesino vicino a 7orca di (ezzo e poi aveva parcheggiato il camper in uno spiazzo che si apriva nel bosco non lontano dalle piste di sci. rnaldo $otugno, Nilo #apadopulos ed *nzo Tavazzi parcheggiarono una (ercedes nera come quella notte senza luna lungo la provinciale e si avviarono in silenzio verso lo spiazzo. $otugno stringeva in mano il cricE della macchina. -Nilo, ma come hai scoperto che quel figlio di puttana si 5 fatto #annocchietta6., fece a un tratto rnaldo $otugno afferrando per un braccio il greco. #apadopulos cerc! di glissare. -7onte sicura.. -)uale6 Non voglio ammazzare uno che non centra un cazzo.. -*nrichetta. Lamichetta del cuore di tua figlia.. -$ome hai fatto a farla parlare6.. Il greco fece una smorfia, come a dire che era stata una passeggiata, una cazzata.

In realt2 non lo era stato affatto. veva preso la ragazzina mentre tornava sola soletta dalla lezione di tennis. Laveva presa. Nel senso che laveva investita con la macchina. #iano. )uel tanto da rimbambirla a sufficienza per caricarla e portarla nella stireria della /occa. L0 laveva legata su una sedia e, tanto per essere chiari, le aveva dato due pizze e poi le aveva domandato perch& $arla era triste. *nrichetta, incredibile, aveva resistito. veva detto che era pronta a morire, ma non avrebbe mai tradito la sua migliore amica. -Sei sicura6.. -S0.. -Sei proprio sicura6.. -S0.. Il greco aveva acceso un ferro da stiro e bollente glielo aveva stampato su un braccio. quel punto la ragazza aveva tirato fuori tutto. (a forse, si era detto #apadopulos dopo averla abbandonata in un cassonetto, era meglio non raccontare al capo come era arrivato in possesso delle preziose informazioni. I tre arrivarono davanti al camion. "agli obl! trapelavano un debole bagliore e delle note di chitarra. Il cantante era dentro. $otugno buss! alla porta.

$tto. LIN$ EL$NE

Lino (elone, il cantante melodico di origine lucana, se ne stava nel suo camper avvolto da una nube di fumo e teneva docchio il timer del forno elettrico. Non si era nemmeno tolto labito di scena, uno smoEing di paillettes blu, tanto era affamato. ttraverso lobl! del forno osserv! sbavando una pizza %ella Napoli modificata. Sopra ci aveva adagiato un letto di radicchio rosso, tre fette di specE e mezza provola affumicata. Una vera delizia che avrebbe attenuato un po il baratro di frustrazione e rancore in cui era precipitato quel pomeriggio cantando a una cresima a 7orca di 1alle. Un ennesimo colpo per il suo orgoglio, ridotto a uno straccio consumato. Si era sgolato in un microfono che non funzionava mentre una mandria di montanari ignoranti si sfondava di arrosticini e interiora di capra ai ferri. Neanche una richiesta, un applauso, un bis, una stretta di mano. 9K= euro e avevano voluto la ricevuta fiscale. -#idocchi3., fece Lino notando che la provola cominciava a fondere costituendo unamalgama con laffettato e il radicchio. "a qualche parte, aveva letto che la felicit2 5 fatta di piccole cose, di momenti che, sommati, rendono una vita di merda degna di essere portata avanti. Una %ella Napoli con la modifica, un camper, una puntata di Porta a porta con Nanc? %rilli, la possibilit2 remota che Selena, una cameriera croata che aveva conosciuto quel pomeriggio, gli facesse un pompino come "io comanda. Lino non ci sperava pi' di tanto che la croata venisse. 4li aveva detto che non sapeva come andare da lui e che prendere la corriera e poi farsi i due ultimi chilometri a piedi non le reggeva. In qualche modo gli aveva fatto capire che si aspettava che lui landasse a prendere. * secondo quella psicotica lui muoveva il camper per un pompino6 )uanterano vere le due leggi del pompino che lui aveva redatto dopo anni di esperienze sessuali3 ;H Un pompino non 5 mai gratis. 9H Un pompino non arriva mai da solo. Insieme ci sono chiacchiere idiote, telefonate, falsa intimit2 e tante altre rotture di coglioni. 4uarda che cazzo era successo con quella l0, $arla non si ricordava come, la figlia del proprietario del /elais la /occa che si era fatto nel bagno dellalbergo durante un congresso di ortopedici. La ragazzina aveva perso la testa. Uninvasata. Lo aveva investito prima con una grandinata di sms, poi lo aveva braccato con lostinazione di un terrier e quando finalmente lo aveva scovato, lui laveva cordialmente pregata di andare a fare in culo. Non lo avesse mai fatto. Una tragedia3 4li era scoppiata a piangere

davanti come se le avessero detto che aveva il sarcoma di 8aposi, si era rotolata a terra, nella polvere, strappandosi i capelli e aveva minacciato, se lui si rifiutava di fidanzarsi con lei, di andare da (aria "e 7ilippi a dire a tutto il mondo che un figlio di puttana laveva sverginata, le era venuto in bocca e laveva abbandonata. * che sar2 mai6 Se non lavesse sverginata lui ci avrebbe pensato al pi' presto qualche indigeno. Se non fosse stato che quella troietta non aveva ancora ;D anni e con Tste storie si rischia la galera, ce lavrebbe mandata dalla "e 7ilippi, sarebbe stata loccasione per il rientro di Lino (elone nel piccolo schermo. "a grande seduttore. $erto, si disse Lino, mentre tirava fuori la pizza dal forno, comerano cambiate le donne negli ultimi anni. )uando lui era giovane potevi pure stuprarle che quelle rimanevano in silenzio, buone buone. vevano paura della gente. "i perdere lonore. "i passare per donne di malaffare. Le adolescenti di oggi non vedevano lora di essere abbandonate per farne un caso nazionale, per poter urlare al mondo il loro dolore, per poter piangere davanti a una telecamera. (a che razza di mondo 5 quello in cui non esistono pi' le figure di merda6 "opo queste amare riflessioni poggi! la pizza fumante sul tavolinetto in compensato al centro del camper apparecchiato con una tovaglia a quadretti. pr0 il piccolo frigo e prese un peroncino gelato. Si sedette e alz! il volume del televisore incastonato tra i pensili sopra lobl!. -$i voleva proprio., si disse soddisfatto e cominci! a tagliarsi una fetta. Nel piccolo schermo in bianco e nero la %rilli parlava del suo ruolo in %ms dall#aldil-, una donna che gli moriva il marito in un terribile incidente ferroviario e dopo qualche mese le arrivavano degli sms dal consorte defunto che diceva di stare in paradiso. Una fiction /ai che racchiudeva in s& tragedia, amore e un pizzico di thriller. La %rilli era la classica femmina per cui Lino avrebbe potuto perdere la testa. "onna matura, ma in salute, con fisico statuario e cervello funzionante, che non si era mai rifatta e in pi' con gli anni si era rivelata artista di livello internazionale. * cera stato un tempo in cui Lino (elone avrebbe potuto avere unavventura con la %rilli con la facilit2 con cui ora si stava sparando quella pizza allo specE. La mente gli torn! indietro al ;CDC, quando aveva vinto L gerola (usic Iard con la sua Pit )oncetta pancetta, che era stata per sei mesi trasmessa ininterrottamente da tutte le radio campane. #oi che era successo6 Non erano chiare nemmeno a lui le ragioni della sua calata agli inferi. veva inanellato, come un abile giocoliere, una serie di cazzate madornali e di imbarazzanti ingenuit2. La cocaina, quel figlio di puttana del suo agente che gli aveva rubato tutti i diritti, loperazione allanca. Troppe sfighe. * ora eccolo qua, in un camper gelato, in mezzo a dei buzzurri... 1a be, basta, non ci doveva pensare. Si alz! e mise il piatto nel lavandino e si annus! lascella. #er un attimo prese in considerazione lidea di farsi una doccia, ma poi riflett& che non aveva acceso lo scaldabagno, -"omani.. Si stava buttando sul lettone ad acqua che aveva disposto in fondo al camper quando sent0 bussare alla porta. Nooo. La croata3 $he palle3 Non ce la poteva fare. veva lo stomaco gonfio e gli era calata addosso la solita tristezza bestia e in questo stato avrebbe fatto una figura di merda anche se si faceva fuori una confezione di 1iagra. * se non la faceva entrare6 vrebbe visto le luci accese e avrebbe capito che non le voleva aprire. -* chi se ne frega3., mormor! sdraiandosi sul letto e aumentando il volume della tv. La croata riprese a battere contro la porta. * se non era la croata ed era la ragazzina6 Lino fece un rutto alla birra. No, adesso non ce la poteva fare a discutere con quella fuori di testa. ltro che "ttrazione fatale. Lino non si capacitava che una di neanche ;D anni si potesse prendere una sbandata di quelle proporzioni per uno come lui, che poteva essere tranquillamente suo padre. 7uori

quella continuava a picchiare contro la porta. "elle botte impressionanti che facevano rullare tutto il camper. (a che cazzo voleva fare6 "istruggergli il camper6 )uesto no, quella baracca ambulante era lunica cosa che gli era rimasta. Si alz! di scatto dal letto, -+ra, signorina, hai rotto veramente il cazzo.. $orse ad aprire la porta infuriato, -(a ti seO6.. Il resto della frase se lo tenne per s& quando vide chi cera di fronte a lui. Non era n& la ragazzina fuori di testa n& tanto meno la croata. *rano tre tipi. Tre tipi di quella razza bastarda e assassina che quando li incontri in una metropolitana affollata percepisci nellaria, come una rondine percepisce larrivo dellinverno, odore di guai, di guai seri, di sangue e ossa rotte e sai che se solo fiati, se solo li sfiori con uno sguardo, sono cazzi da cagare, sai che loro non aspettano altro, sai che non vedono lora che tu gli dici di piantarla di toccare il culo alla tua ragazza e allora smetti di respirare, abbassi la testa e cerchi, come una falena, di assumere lo stesso colore dei sedili color pisello della carrozza. 7iguriamoci vederseli apparire davanti sopra una montagna dell ppennino centrale a diversi chilometri da un centro abitato e tu, solo, dentro un camper. )uello davanti, che doveva essere il capo, riport! il cantante agli anni dellelettrotecnico, a quella volta che era andato in gita a /oma e lo avevano portato al (useo paleontologico #igorini dove cera la statua di un ominide. Le differenze tra il nostro progenitore e il tipo di fronte a Lino erano irrisorie. )uello l0 era nudo e in mano stringeva una clava, questo qui sfoggiava una tuta acetata adidas e in mano stringeva un cricE. 4li altri due erano decisamente pi' civilizzati, ma avevano facce altrettanto cattive. #oi la mente di Lino (elone si concentr! sul perch& quei tre volevano fargli del male, perch& non cerano dubbi che gli volessero fare del male. 7u un fiorire di ipotesi, tutte assai spiacevoli e suggestive, ma quella che lo convinse e contemporaneamente lo terrorizz! di pi' fu che fossero stati mandati da #olio, uno strozzino di #etrizzi in provincia di $atanzaro, a cui doveva ancora svariati milioni. Lino afferr! la porta con lintenzione di chiuderla, ma il Neanderthal gli schiant! il cricE sulla rotula destra. $roll! a terra colpendo con la tempia prima lo spigolo del mobiletto e poi il ciglio in acciaio del gradino. Una luce accecante, come quella che si era immaginato ci fosse al fondo del tunnel che portava le anime nellaldil2, gli esplose davanti. #er un istante torn! a vederci e si rese conto che era steso a terra e gli stava arrivando sulle gengive la suola di un mocassino di 7erragamo. #oi, per misericordia del Signore, tenebre dolorose lo inghiottirono. La luna era un cerchio perfetto, piazzata al centro di un cielo stellato. I suoi raggi si diluivano sulla superficie argentata di un laghetto incoronato da una sottile e grigia striscia di nebbia da cui spuntavano gli steli dei loti e delle canne acquatiche. Sentiva un coro di rane che gli gracidavano nei timpani e nelle narici un odore buono di fango e di vegetazione. #er essere bello era bello. Niente da dire. /invenire di fronte a uno spettacolo naturale di quel genere avrebbe potuto rimettere in pace con il mondo Lino (elone se non avesse avuto quel dolore lancinante agli arti inferiori. veva limpressione che uno schiacciasassi gli fosse passato parecchie volte sulle gambe e poi qualcuno gliele avesse aperte come si fa con le luganeghe e gliele avesse imbottite di cocci di vetro e ricucite. La visione del lago lentamente si trasform! in una roba grigia e opaca. 7ortuna che nonno Luigi e nonna "elia lo sostenevano per le braccia. Se non ci fossero stati loro, sarebbe finito a terra. *ra bello riaverli vicino, soprattutto perch& erano morti e sepolti da ventanni. -4razie, nonni, aiutate il vostro Linetto., mugugn!. Sentiva a ondate le loro voci. -$he facciamo6 Lo buttiamo, dici che 5 abbastanza duro6.. -Scusa, ma quale hai usato6.. -)uella che hai detto te.. -* quale ho detto io6.. -)uella che stava nel bagagliaio.. -Non ho detto solo

quella che stava nel bagagliaio.. -%ello, non ci provare. Pai detto quella che stava nel bagagliaio.. -In effetti ho detto anche Aprendi quella che sta nel bagagliaioB, ma la frase finiva con Ama quella nel sacco bianco che 5 a presa rapidaB.. -4uarda che ti stai smarrendo. La seconda parte della frase io non lho colta.. -Sei sordo.. -+ forse tu hai un principio di lzheimer.. -1a be. (a quale hai usato quella nel sacco bianco o quella nel sacco azzurro6.. -)uella nel sacco bianco.. -)uindi quella a presa rapida.. -Se quella nel sacco bianco 5 a presa rapida.. -%ene. )uindi ora dovrebbe essersi indurita.. -Infatti 5 bella dura.. Lino non riusciva a capire su che diavolo stessero litigando i nonni. 7orse stavano decidendo di rifare un muro di casa. *ra giusto. $asa loro era sempre stata cos0 sgarrupata. $erto se lo avessero almeno messo a letto prima di dedicarsi ai lavori di edilizia. -NonnaO LettoO., sussurr! disperato. - rnaldo, gli vuoi dire qualche cosa6 Te lo risveglio6.. -* tanto a che serve6 Tra poco muore.. Una voce diversa, pens! Lino. #i' roca. "i qualcuno di famiglia. 7orse zio 7ranco. -1a be, che centra6 Si fa cos0 quando uno ammazza un infame, un traditore.. -(a chi lha detto6.. -$ome chi lha detto6 5 sempre cos0. Nei film, per esempio. "e Niro lo fa sempre.. -1edi intorno macchine da presa e luci6 Io no.. -No. (a 5 pi' bello. $omunque fai come ti pare. *ra solo un suggerimento.. -1a be, se ci tieni tanto glielo faccio.. Lino riapr0 gli occhi perch& qualcuno, nonno forse, gli aveva dato uno sganassone, ma era tutto sfocato. -Pai scopato mia figlia e adesso muori.. #ausa. -1a bene6.. -%enissimo, rnaldo.. Lino si sent0 improvvisamente precipitare. Lacqua fredda e fangosa lo avvolgeva. La sua gola prov! a emettere un grido ma si riemp0 di acqua fetida. 4li entr! nel naso. * improvvisamente tocc! il fondo. desso, secondo il principio di rchimede, aveva fatto lelettrotecnico, sarebbe dovuto risalire. *ra un principio basilare della fisica un corpo con un peso specifico minore galleggia, qualcosa del genere. Se non tornava su significava che il cemento eraO. Lino (elone comprese che voleva dire lespressione Atoccare il fondoB. * si aspett! di vedere scorrergli davanti in un lampo tutta la sua vita, ma ci fu solo il buio, il buio senza fine.

No+e. &RECC$LA $ IL TRADIT$RE DELLA RA,,A U ANA La slitta dalluminio del pronto soccorso su cui si trovava #aolo #ascarella, detto il %reccola, schizz! sopra una cunetta ghiacciata della pista Geus e decoll! superando la rete di recinzione, il ciglio del dirupo e librandosi tra le aspre montagne umbre come un missile terra@aria durante la guerra del 4olfo. La parabola disegnata dalla slitta sopra il cielo color ghisa raggiunse il culmine dopo poche decine di metri e lentamente la prua cominci! a picchiare verso il basso, verso un baratro di rocce e ghiacci. Tutto lapparato intestinale del %reccola gli si ammass! nellesofago, un po come quando, da piccolo, era stato in gita a 4ardaland con la parrocchia. Solo che quella volta il vagoncino su cui era seduto con padre (arcello era ben saldo alle rotaie. La mente fossilizzata dal terrore del %reccola non ebbe nemmeno, come succede sempre negli attimi prima della fine, la forza di rivedere come un film velocissimo la sua breve vita di merda. La parte rettiliana, pi' arcaica del cervello del %reccola, che secondo il grande scienziato #aul ". (cLian 5 composta essenzialmente della parte superiore del midollo spinale, da parti del mesencefalo, dal diencefalo e dai gangli della base cranica, era lunica ancora ad avere

una lieve attivit2 elettrica. Il cervello rettiliano, sempre secondo (cLian, 5 pregno come un bab2 di esperienze e memorie ancestrali ed 5 sostanzialmente fedele a quel che dicono gli antenati. )uello che in quel momento suggerivano gli antenati bastardi al %reccola era di non mettersi a sperare in un miracolo, ma di abbattersi perch& entro pochi attimi di lui sarebbero rimasti solo pezzettini di carne sanguinolenta e scaglie di ossa sparsi tra le pietre. Nonostante ci!, %reccola cacci! un urlo disumano mentre precipitava tra baratri di rocce e ghiacci. (a a pochi metri dallimpatto la sua mente ne ebbe troppo e cadde in uno stato vegetativo che assomigliava a un coma. La slitta sincune! come un giavellotto in una cengia innevata che si affacciava sulla valle sottostante. Nellimpatto, venne sbalzato lontano, affondando di testa in un mucchio di neve soffice come ?ogurt magro. %reccola riprese coscienza e per prima cosa si accorse di avere la testa infilata nella neve e per seconda di sentire " mi manera, la versione gitana di ./ 0a/ dei 4ips? 8ings. )uella canzone faceva parte di una compilation latina che si era registrato alla radio qualche giorno prima ed era nel piccolo riproduttore a cassetta che teneva nella tasca dei pantaloni. Lapparecchio doveva essersi acceso con limpatto e quindiO Non era morto3 *ra vivo3 /imase cos0, con la testa infilata nella neve come uno struzzo ad ascoltare Nicolas /e?es, il leader della band della $amargue che cantava in spagnolo, -Po vissuto una vita piena. Po viaggiato su tutte le strade. (a di pi'. (olto pi' di questo. Lho fatto alla mia maniera. /impianti, ne ho avuti alcuni. (a ancora troppo pochi per citarli. Po fatto quello che dovevo fare. Po visto tutto, senza risparmiarmi nulla.. Non che %reccola sapesse lo spagnolo. veva trovato su Internet la traduzione e se lera imparata a memoria perch& quel testo era molto toccante e cos0 lontano dalla sua esperienza. In effetti, rispetto a Nicolas /e?es, %reccola non aveva mai fatto niente di quello che voleva fare. veva una vita vuota e non aveva visto un cazzo di niente se non quel paesino sputato da "io su quelle montagne. veva un mucchio di rimpianti, ma era stato miracolato3 *ra vivo dopo un volo di diverse centinaia di metri e questa era la cosa pi' bella del mondo, ricompensava tutte le tonnellate di merda ingoiata in ventisei anni di vita. lla fine, "io, nella sua infinita bont2, aveva allungato la sua mano invisibile e lo aveva salvato. lla faccia di tutti gli stronzi che gli volevano male. Tir! fuori la testa semicongelata dalla neve, sput!, toss0 e si guard! intorno. (a dove era finito6 Sembrava una specie di pianoro stretto in una gola di rocce e ghiaccio. (osse le braccia e quelle risposero e anche le gambe sembravano stare bene. $erc! di mettersi in piedi, ma affondava fino alla cintola nella neve fresca. Strisci! fino al bordo della cengia e guard! gi'. 7u assalito dalle vertigini. Sotto il suo naso, avvolto dalle nebbie, cera uno strapiombo che non finiva pi'. La felicit2 si dissolse lasciando un profondo disagio. "a quel posto non sarebbe riuscito ad andarsene nemmeno /einhold (essner. * ora6 Scendere era impossibile. 4uard! in alto. #eggio. Si frug! nelle tasche e trov! il riproduttore, lo spense e cerc! il cellulare. #rov! anche in tutte le tasche della giacca a vento. Niente. )uando si ricord! che laveva lasciato nella cabina della sciovia gli venne da vomitare. *ra fottuto3 "io, come al solito, lo aveva fregato e si era rivelato ancora pi' infame e perfido di quanto %reccola avesse mai immaginato. 4li aveva impedito di schiantarsi contro una roccia, solo per farlo spegnere lentamente, assiderato sul pizzo di una montagna. Torn! indietro verso la slitta, piantata come unastronave aliena nella neve. Il plaid scozzese e il Eit del pronto soccorso erano finiti chiss2 dove. #roprio sotto la punta, per!, trov! una specie di borsetta. Lapr0 speranzoso. "entro cera solo una confezione di 4ran $ereali del (ulino %ianco e una bottiglietta di chinotto. 7orse era il

caso di razionare le scorte, ma era cos0 depresso che non pot& fare a meno di sgranocchiarsi un paio di biscotti. Incominciava pure a fare parecchio freddo. "isperato, accese il piccolo riproduttore. 7orse la musica poteva aiutarlo ad affrontare quel momento difficile. "opo i 4ips?, cera il trio femminile Las 8etchup con lhit "sere1. Una delle canzoni preferite di %reccola. Si attacc! al chinotto. In quel momento uno stormo di enormi corvi neri come pece lo sfior! gracchiando. %reccola cerc! di allontanarli con le mani. Sembravano vomitati fuori da una fessura della montagna che fino a quel momento non aveva notato. #oco dopo, dalla stessa fenditura, usc0 una sagoma umana. Il cuore di %reccola fece un doppio carpiato. La nebbia impediva di vederla chiaramente e dovette aspettare che fosse pi' vicina. Una donna. 4iovane. lta quasi due metri, con il seno pieno, le gambe ben piantate e le spalle larghe e muscolose come se fosse iscritta in palestra. Tutto il suo corpo emanava una forza non comune, senza togliere nulla a una femminilit2 prorompente. ddosso aveva un microscopico tanga di pelo di cinghiale e un reggipetto di pelle scamosciata che conteneva a malapena le tette turgide e bianche come mozzarelle di bufala. i piedi calzava stivali di pelle morbida che le arrivavano al ginocchio. In mano stringeva un lungo spadone arrugginito. Sculettava attraverso la neve fresca come una modella sulla passerella di 7endi. %reccola con la sua bottiglietta in mano e la bocca spalancata la vedeva avanzare verso di lui. Nel cervello aveva uno striminzito bouquet di possibilit2 sul perch& una valchiria si trovasse in un fazzoletto di neve incrostato su una parete irraggiungibile da chiunque non sapesse affrontare una scalata di sesto grado. ;H *ra la protagonista di uno spot Fin effetti la bonona assomigliava assai a (egan 4aleH dimenticata dalla troupe mentre girava una pubblicit2 sui cellulari satellitari o su una grappa. 9H *ra una donna finita sotto i ghiacci durante il medioevo che ora si era scongelata. MH *ra morto. * anche quella era una morta. "elle tre possibilit2 scart! la seconda Ftroppo improbabileH e la terza Ftroppo orrendaH e quindi decise che quella non poteva che essere una famosa modella. "a qualche parte, nascosti tra le nevi, ci dovevano essere una cinepresa che li riprendeva, i fari e un regista. desso era pi' vicina. Il volto spigoloso era incorniciato da una massa di capelli scuri e ribelli, quelli pi' vicini alla fronte erano raccolti in treccine che terminavano con anelli di osso. veva gli occhi gialli come una civetta. *ra la femmina pi' bella che aveva visto in vita sua, mille volte meglio della fidanzata di lberto Tomba. Q sicuro una pubblicit2, si 5 messa pure le lenti a contatto gialle, pens! %reccola e cerc! di darsi un contegno. Si pass! una mano nei capelli, si spazzol! la neve dalla giacca. La donna gli si avvicin! e lo osserv! piegando la testa come farebbe un labrador e poi con una voce da tenore gli domand!, -Sei tu il traditore della razza umana6.. %reccola si tocc! il petto, -$he cosa6 Scusi, non ho capito.. -Sei tu il traditore della razza umana6. -No. Io mi chiamo #aolo #ascarella.. %reccola si accorse di non aver balbettato. veva pronunciato la frase spedito dallinizio alla fine. Impossibile. $i riprov!, -(i chiamo #ascarella ma c5 qualche idiota che mi ha soprannominato %reccola. (a lei mi pu! chiamare semplicemente #aolo.. #erfetto3 #rese aria e recit!, -Trentatr& trentini entrarono a Trento tutti e trentatr& trotterellando.. )uesto s0 che era un miracolo3 $ominci! a ripetere, -Tre tigri contro tre tigri. e -Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.. La guerriera lo osservava con la stessa espressione vivace di un camaleonte ammalato, ma poi con uno scatto felino lo afferr! per la gola, -Non credere che sia un miracolo. La tua lingua si 5 sciolta perch& Satana ha voluto cos0.. Lo sollev! in aria come fosse un manichino di pezza, -Tu conosci il cuore

nero delluomo, sai quanto dietro una falsa bont2 pu! essere malvagio. 1ero6.. %reccola, in aria, con quella morsa intorno alla gola riusciva a malapena a parlare, -Io6 S0 che lo soO (i hanno fatto uno scherzo di pessimo gusto. #er poco non ci lasciavo le penne.. -Lo sai che tutti ridono di te. Sei un povero giullare. "icono che sei un ritardato e un buono a nulla.. * lo lasci! cadere. %reccola riprese fiato e quando pot& di nuovo parlare nel tono della sua voce cera un grande dolore. #rese a dondolare il capo e a massaggiarsi la gola, -Lo so. Lo so. (i odiano. * io li odio. (a tu chi sei6 (i sembra di averti visto in televisione6 $anale K, possibile6.. -Il mio nome 5 rianna. * sono stata assassinata orribilmente da mio marito con un colpo di spada. #oi sono tornata a vivere, ma gli uomini mi hanno rinchiuso in un antro buio. (a adesso sei arrivato tu a liberarmi. #er mille anni bui e solitari ti ho aspettato.. In un documentario sull*verest, %reccola aveva visto che laltitudine e la mancanza di aria pu! dare molti problemi al cervello degli scalatori, procurando allucinazioni e follia. La donna doveva essere preda di una crisi acuta di ipossia. $erto, l0 erano a millecinquecento metri sul livello del mare... - desso io e te dobbiamo accoppiarci. #oi spargerai il tuo seme su di me e insieme invocheremo il Signore delle (osche e i morti torneranno a camminare, poi ti condurr! nelle viscere della montagna dove aprirai la grande porta del regno dei morti e tu, unico prescelto tra gli umani, guiderai, a fianco di Satana, larmata dei morti alla conquista del mondo.. "i tutto quel discorso delirante %reccola comprese fondamentalmente due cose, FaH che la bona voleva trombare con lui e FbH che le doveva venire addosso come nei film porno. rianna piant! lo spadone nella neve, si strapp! il reggipetto, afferr! %reccola per i capelli e gli infil! la lingua biforcuta nella gola.

Dieci. )I$-ANNI RIC$RD. %reccola stava steso nudo sulla neve e non sentiva freddo, gli sembrava di essere adagiato sopra un soffice piumino di piume doca. nzi, a essere pi' precisi, non era mai stato cos0 bene in tutta la sua miserabile esistenza. La modella psicopatica, vestita da vichinga, gli dormiva accanto disfatta dallamplesso furioso. %reccola continuava a passarsi le mani sulla faccia e a sorridere, quasi imbarazzato da come quella assatanata gli si fosse avvinghiata addosso. "a quello che gli aveva fatto con quella lingua lunga e sinuosa. * lui Fil suo cosoH si era comportato veramente bene e non sapeva spiegarsi il perch&. La grave forma di eiaculazione precoce cronica era passata. Non che in vita sua avesse avuto molte occasioni di avere rapporti sessuali, ma quelle poche volte era stato un vero disastro. Nel 9=== con (iriana /occhetti, una papa@girl di $osenza che aveva conosciuto nel grande campo di accoglienza di Tor 1ergata quando era andato a /oma per il 4iubileo, aveva fatto una tale figura di merda che quando ci ripensava diventava viola. Q anche vero che era uneretica arrapata che voleva organizzare unorgia con quelli di $omunione e Liberazione. Lei gli aveva solo accarezzato i capelli e %reccola era dovuto scappare a gambe larghe. * invece ora a meno :=, sul ciglio di uno strapiombo, dopo un volo di centinaia di metri in groppa a una slitta del pronto soccorso, con la donna bellissima aveva fatto una prestazione da grande amatore. La osserv! dormire soddisfatto. Non capiva perch& lo continuava a chiamare traditore della razza umana mentre scopavano. * anche tutta la dinamica dellamplesso non gli era cos0 chiara. veva

solo dei fermi immagine. * alcuni, in verit2, assai strani se non addirittura paurosi. (a ora era meglio muoversi, trovare un modo per tornare alla civilt2. Stava per svegliare la modella quando, a una ventina di metri, vide, sfocati dalla nebbia, degli uomini che camminavano barcollando sulla cengia. 4iovanni /icord0, con la canna da pesca in mano, si svegli! con i coglioni che gli giravano su una logora sedia a sdraio piazzata al centro di una barchetta in vetroresina chiamata A ntonella IIB che galleggiava in mezzo al laghetto per la pesca sportiva dei fratelli 7ranceschini. *ra sempre cos0 quando si risvegliava dai suoi pisolini. #er almeno unora era incazzato e intrattabile come un gatto randagio a cui hanno infilato un termometro su per il culo. 4iovanni /icord0 aveva compiuto da due settimane >M anni e da quando il cardiologo gli aveva proibito di bere caff5 appena poggiava le chiappe su qualcosa crollava in un sonno pesante, senza sogni, da cui si risvegliava mezzo anestetizzato, di pessimo umore e con la sensazione che, prima o poi, la morte avrebbe approfittato di quella stasi per portarselo allaltro mondo. *ra riuscito ad assopirsi pure in mezzo a un laghetto con quel vento siberiano che gli aveva ghiacciato la punta del naso. Si stropicci! gli occhi cisposi chiedendosi che senso avesse pescare in questo stato di letargia. Non si accorgeva nemmeno quando i pesci abboccavano e poi quei due cafoni ignoranti dei 7ranceschini quando tornava al pontile lo prendevano pure per il culo. * questo gli faceva cos0 girare i coglioni che quasi si sentiva male. La cosa peggiore, a suo giudizio, era una societ2 che non aveva rispetto delle persone anziane, che rappresentano la memoria e la tradizione. Sbadigli!. )uanto avrebbe dato per un bellespresso ristretto. Il sole, ammalato dittero, era apparso tra le montagne ricoperte di neve e rischiarava la valle senza riscaldarla. Se ne sarebbe tornato a casa volentieri, a schiacciarsi un sonnellino davanti a 2nomattina, ma prima era imperativo prendere quattro trote da K== grammi o, peggio, otto da 9K=. S0, perch& in quel dannato laghetto cerano pesci di due tagli. 9K= e K== grammi. )uella sera arrivavano quello scassacazzi psicopatico di suo figlio Ippolito e la sua nipotina Isabella da (ilano. Non poteva credere di aver generato con i suoi spermatozoi un tale cretino patentato. Si era fatto lasciare dallunica donna al mondo che lo sopportava. Un angelo. Una santa. Una martire. Un eroe. Non sapeva nemmeno lui come chiamarla. Una creatura capace di stare con uno che se gli si macchiava la camicia aveva un attacco epilettico, che si lavava le mani M= volte al giorno e che si passava il filo interdentale per unora e mezza. +ra come diavolo avrebbe fatto a occuparsi di sua figlia paralitica6 *h, come avrebbe fatto6 $hiaro, la mollava ai nonni per due settimane. 4iovanni gir! il mulinello. I pesci, mentre dormiva, gli avevano fatto fuori lesca. #rese da un barattolo un bel lombrico, lo innesc! sullamo e con un gesto artritico lo scagli! vicino a un boschetto di giunchi ingialliti che spuntavano dallacqua verdastra. /imase fermo e subito sent0 le palpebre cadergli come serrande rotte. No3 "oveva fare qualcosa. 7orse un po di musica poteva aiutarlo. /ovist! nel vecchio zaino militare dove teneva lattrezzatura da pesca e ne cacci! fuori una radiolina a pile #anasonic. Laccese e cerc! il terzo canale, a quellora di solito cera la musica classica che lo rilassava. No, lui non doveva rilassarsi. Trov! una radio AgiovaneB che produceva una serie di battiti con una voce rauca che parlava e che blaterava una valanga di sciocchezze. -#erfetto., fece impugnando meglio il manico di sughero della canna. $on quella porcheria alla radio non ci sarebbe stato pericolo di crolli letargici. (a i pesci, in tutto questo, doverano finiti6 $he succedeva6 l bar qualcuno sosteneva che quelle trote arrivavano dalla $ina modificate geneticamente per abboccare. $ome mai quella mattina invece sembravano

scomparse6 lla radio, il presentatore, uno che avevano tirato via dallaratro, introdusse una vecchia canzone, di un certo Lino (elone, una hit degli anni D= chiamata, )oncetta pancetta. -(a mente umana pu! concepire un titolo pi' cretino6., brontol! 4iovanni e stava per abbassare il volume quando si accorse che per! il ritmo non era malvagio. Tutte chitarre flamenche e percussioni. Il vecchio encefalo del pescatore fece un salto indietro di mezzo lustro prima. una notte tiepida e profumata di gelsomini e scampi ai ferri. quella notte in cui era stato a Siviglia in un locale con tutto il reparto vendite della /izzoli Fper quasi un quarto di secolo era stato rappresentante della casa editrice milaneseH. quella notte indimenticabile in cui aveva incontrato la bionda (anola 4uitierrez che poi, nellintimit2 della stanza dalbergo, si era rivelato essere (anolone 4uitierrez. Lunico tradimento in :K anni di irreprensibile carriera coniugale. Un tradimento completo e totale nei confronti di sua moglie ngela e, pi' in generale, del genere femminile. )uellinfame segreto se lo sarebbe portato nella tomba, ma comunque il ricordo di quella notte spagnola gli era rimasto conficcato tra i lobi temporali e ancora adesso dopo due operazioni alla prostata, quando ci pensava uno strano miscuglio di libidine e imbarazzo lo faceva rabbrividire. lz! il volume della radio e cominci! a dondolare languido le spalle ricordando il primo bacio strappato a (anolone, nello stesso istante sent0 uno strattone deciso sulla canna. -*ccoti3., fece 4iovanni piantando i piedi a terra, stringendo la canna e cominciando ad arrotolare la lenza. "oveva essere una bestia da K== grammi da come tirava. Strano, per!, si disse, la barca si muoveva verso il pesce e non il pesce verso la barca. Le cose erano due, o lamo si era incagliato o quello era un bestione. (entre era l0 che sudava con le braccia dure come ciocchi di legno cercando di stancare il bestione, gli venne il sospetto che i fratelli 7ranceschini gli avessero fatto un brutto scherzo. Tipo buttare un grande pesce nel laghetto. (a che bestia dacqua dolce avevano potuto mettere quei due scellerati che opponeva s0 fiera resistenza6 Uno storione russo6 Un siluro del Sudamerica6 Il famelico barramundi, il mitico pesce australiano che poteva arrivare a pesare anche <= chili e a misurare un metro e mezzo6 Impossibile. 7rancamente impossibile. I 7ranceschini erano due cadaveri viventi pieni di droga fino agli occhi, figurati se si prendevano la briga di mettere dei bestioni cos0 nel loro laghetto di merda. +ra il filo di n?lon scendeva gi' a picco nellacqua marroncina, segno che doveva essersi incagliato sul fondo. Stava stancando uno scoglio. Si gir! verso la baracca dove stavano i due 7ranceschini sicuro di vederli sul pontile che si rotolavano dalle risate, ma non cera nessuno. Uno strattone. Un altro. llora non poteva essere un oggetto inanimato. *ra un pesce, un pesce vero3 desso per! si doveva calmare, riprendere fiato, senn! il cuore gli zompava nel petto come un tappo di champagne. -Sei finito3., url! verso il fondo. )uel figlio di puttana lo avrebbe tirato in barca, quanto era vero iddio e dopo, non gli importava, poteva pure schiattare. Simmagin! i 7ranceschini che lo ritrovano morto su quella barchetta accanto a un barramundi di un metro e D=. Un gesto maschio con cui avrebbe fugato qualsiasi dubbio sulla sua virilit2. $on una parte del cervello si accorse che alla radio la canzone spagnoleggiante non era ancora finita e che gli strattoni alla canna sembravano andare in sincrono con il ritmo. (a che minchia stava succedendo6 4iovanni /icord0 cominci! a sbuffare aria come un gonfiatore per canotti e a girare il mulinello che era diventato duro come il cricE di un tir. Si fece prendere dal panico, la canna non avrebbe retto a lungo, era piegata a U, poi ripens! al suo romanzo preferito di sempre, 3l vecchio e il mare del grande *rnest PemingIa? e si calm!. In quella storia semplice e commovente era

simboleggiato leterno scontro tra la vita e la morte. )uel vecchio pescatore gli assomigliava da morire e non importava che lui non era nelloceano ma in un laghetto per la pesca sportiva a 9== metri da casa. -Non credere di fottermi.. *ra riuscito a recuperare almeno cinque metri di lenza e quel laghetto non era pi' profondo di cinque. Il pesce doveva essersi nascosto sotto la chiglia. "oveva tirarlo su lentamente, il rischio che il n?lon si spezzasse era altissimo. veva un filo per pesci da un chilo e ora stava combattendo contro uno squalo tigre. Si sporse dalla barca e vide un guizzo azzurro. #er poco, per lemozione, 4iovanni non fin0 in acqua. Il sangue gli rombava nei timpani e il cuore gli sbatteva in petto. -Ti prego, "io caro, fammi pescare il bestione e ti giuro sulla testa della povera Isabella che torner! a casa e dir! a mia moglie tutta la verit2 su (anolo., chiese all+nnipotente gonfiando e sgonfiando le guance come un rospo in amore. La pressione gli era salita a M9=. #ens! alla piccola Isabella inchiodata su una sedia a rotelle da un destino amaro. )uanto sarebbe stata fiera del suo nonnino. 1edeva la sagoma blu sotto il pelo dellacqua, nonostante pesasse un accidente, sembrava che il barramundi si fosse un po placato e che opponesse meno resistenza. 7orse aveva capito che dallaltra parte cera un nemico troppo forte per poterlo combattere ed era meglio arrendersi. -%ravo, pesciolino3., fece il vecchio /icord0 e nello stesso momento dalla superficie del laghetto usc0 un braccio scarnificato avviluppato nei resti di uno smoEing di paillettes che gli afferr! il labbro e la mandibola e lo strapp! dalla barca e lo trascin! gi', sottacqua, in un crepuscolo liquido e buio come il terrore che gli attanagliava lanima.

Antonietta RIC$RD. La signora ntonietta /icord0, <: anni, stava lavando il radicchio rosso nella sua nuova cucina Snaidero quando sent0 un toc. Un toc preciso. Un toc chiaro e distinguibile. Il toc fatto, ad esempio, con la punta di un coltello su un vetro. La signora ntonietta trasal0 e, respirando con il naso, abbass! la radio che trasmetteva una compilation dei grandi del rocE. 4uard! fuori dalla finestra e sfil! il coltello per il pane dal cubo di legno accanto al lavello. 4li albanesi. *ccoli. *rano arrivati. Negli ultimi periodi gli albanesi avevano catalizzato tutte le paure e le insicurezze della signora /icord0. *ra certa che prima o poi sarebbero arrivati i diavoli dell*st e lavrebbero stuprata, avrebbero ucciso suo marito poi avrebbero razziato la casa e per finire le avrebbero dato fuoco. )uella gente le aveva tolto tutto il piacere di vivere in campagna, in una zona isolata della valle. Non voleva trasformare quella casa in un bunEer con le grate alle finestre e allarmi che scattavano a ogni passo che facevi. "a un po aveva cominciato, a malincuore, a chiedere a suo marito di vendere quella casa e di comprarne una in paese. (a lui, figuriamoci, non la stava neanche a sentire. * adesso, chiaramente, non cera. *ra andato a pescare al laghetto quelle orrende trote che sapevano di cartone. ntonietta continuava a guardare fuori. (a non cera proprio nessuno. "alla finestra della cucina si vedeva il prato mangiato dal gelo invernale, il pollaio, i panni appesi allo stenditoio e le montagne arcigne, ma nessun albanese. "opo un po, sicura di esserselo immaginato, sollev! le spalle e ricominci! a lavare linsalata. Stava preparando la cena per suo figlio e sua nipotina che arrivavano quella sera da (ilano. Sarebbero stati affamati. Le cose preferiva farle con tranquillit2 e non allultimo minuto. Toc. Un altro colpo. #i' forte. Toc. Toc. Toc. #er! non veniva da

fuori. Le sembrava che venisse da qualche parte della cucina. $ome seO No3 )uesto 5 uno scherzo di quel ricchione inespresso di 4iovanni, si disse e guard! il vialetto. La $roma di suo marito non cera. )uindi non poteva essere lui. Il cuore le cominci! a marciare nel petto. * se lalbanese era entrato in casa6 $on il coltello in mano inizi! a perlustrare la cucina. Toc. Toc. "al forno. 1eniva dal forno. Tir! un sospiro di sollievo. "oveva essersi rotta di nuovo la resistenza. veva fatto un errore imperdonabile a farsi infinocchiare dal venditore. $ome aveva detto6 I forni elettrici cucinano meglio. La cottura 5 pi' uniforme. -$he scempiaggini., fece ad alta voce. -* adesso6 Se si 5 rotto come faccio6.. #os! il coltello, afferr! uno strofinaccio e senza indecisioni apr0 lo sportello. "a dentro al forno schizz! fuori un grosso pollo ricoperto di pancetta sprizzando olio dalla pelle semicotta e colp0 la signora ntonietta al centro della fronte. +ra, non dobbiamo stupirci troppo di tutto ci!. #roprio in quel momento il %reccola dentro la caverna sotto la pista da sci Geus aveva finito di pronunciare la lunga preghiera per risvegliare i morti dalle tombe. * per morti non intendeva solo esseri umani. In quel preciso momento, a un paio di chilometri, anche il consorte della signora ntonietta, 4iovanni /icord0, era divorato al centro del laghetto dei fratelli 7ranceschini dal cadavere putrescente del cantante neomelodico Lino (elone. Si sente spesso raccontare di coppie che hanno vissuto insieme per un sacco di anni in cui la morte di uno dei due componenti lascia laltro vivo, ma in uno stato di tale malessere e confusione che in breve tempo si secca come una pianta senzacqua e raggiunge lamato allaltro mondo. La scienza medica di fronte a questi singolari eventi di morte per crepacuore non sa che pesci pigliare e li giustifica con un abbassamento generico del sistema immunitario e di conseguenza una predisposizione del soggetto ad ammalarsi per qualsiasi forma, anche lieve, di contatto batterico o virale. %ene, questo non era assolutamente vero per i coniugi /icord0, la signora ntonietta avrebbe reagito alla morte del marito con una seconda giovinezza, i suoi processi di invecchiamento fisici e mentali si sarebbero rallentati e avrebbe campato almeno per altri 9K anni in un bellappartamento in una palazzina al centro di 7orca di (ezzo. (a un destino amaro volle che anche la signora ntonietta, quel giorno, trovasse una morte violenta, per certi versi anche pi' efferata e impressionante di quella di suo marito. 7u uccisa a beccate dal cadavere del vecchio Uacopo. Uacopo era un cappone di quasi cinque chili che prosperava nel pollaio dietro la casa dei coniugi /icord0 da un paio danni. Nonostante fosse stato castrato quasi pulcino, gli era venuto fuori un carattere assai cazzuto, dirigeva il pollaio con la decisione e la sicurezza di un amministratore delegato di una grande azienda. I giovani galletti quando crescevano ci provavano a spodestarlo, ma Uacopo anche grazie alla sua stazza da combattimento non si lasciava mettere le zampe in testa da nessuno. Una volta aveva messo in fuga pure Tor, il pastore maremmano dei #ariani. Il signor /icord0 provava per Uacopo una vera e propria stima, era un esempio positivo per tutti, da imitare in questa Italia allo sfascio. nche senza testicoli, grazie a una forza di volont2 indomabile, riusciva a far rigare tutti dritti. Un leader. (a come ogni leader che si rispetti anche il vecchio Uacopo aveva nemici che nellombra complottavano contro di lui. In primis la signora ntonietta che mal digeriva le prepotenze di quel pennuto nei confronti delle galline e dei galletti che, poverini, cercavano solo di costruire una societ2 dove ognuno avesse gli stessi diritti e doveri, seguendo, in poche parole, un modello marJista. ntonietta era pronta a

capeggiare la grande rivoluzione avicola e a deporre il tiranno Uacopo su una teglia e, in compagnia delle patate, del rosmarino e della pancetta, infilarlo nel forno. *ra almeno un anno che ogni tre giorni i due si scontravano sulla sorte del gallinaceo. -(ai3 (ai e poi mai3 #rova a tirargli una sola penna e vedi che ti succede., urlava lui. -* sentiamoO $he mi fai6., rispondeva lei e si metteva a sghignazzare. -Non mi sfidare, ntonietta. Io sono buono e caro. (a sono pi' caro che buono., fece enigmatico lui. -La cosa terribile, caro il mio 4iovanni, 5 che te lo mangerai con gusto e ti accorgerai di essertelo mangiato solo quando andrai nel pollaio e scoprirai che quel bastardo non c5 pi'.. *rano parole cos0, buttate l0 giusto per il gusto della polemica. In fondo ntonietta era una donna buona, non era capace di fare quel torto a suo marito. lmeno fino a quella mattina. )uella mattina tirando fuori dalla cantina la brandina per sua nipote ntonietta aveva trovato, nascosta sotto un tappeto, una vecchia valigia di pelle coperta di ragnatele e muffa. *ra sicura che fosse vuota e invece pesavaO Laveva aperta e dentro delle fotoO "elle foto di suo marito e di un transessuale enormeO * con questo uomoO Non riusciva a crederci. Insomma, a farla breve, suo marito era omosessuale. * scoprire che tuo marito 5 un pederasta dopo trentanni di matrimonio 5 una cosa sgradevole, peggio di scoprire che la donna delle pulizie, quando non ci sei, chiama le 7ilippine. * le lettere6 1ogliamo parlare dei mazzi di lettere6 )uel bastardo a questo (anolo 4uitierrez, un trans che avrebbe potuto essere un campione di Irestling, aveva scritto un sacco di lettere damore che non aveva mai spedito. * le lettere erano cos0 pervase di tenerezza, sensibilit2 e intelligenzaO /oba che non immaginava potesse possedere quello zotico. )uello che la signora /icord0 aveva capito, dopo aver pianto in silenzio per unora in un angolo della cantina buia, era che le bruciava non il fatto che fosse stata tradita e nemmeno scoprire che suo marito aveva una vena ricchiona, ma lidea di essersi repressa per tanti anni la voglia di portarsi a letto praticamente tutti i maschi del paese con lassurda idea di rimanere fedele a un uomoO un essere che simmaginava, cos0 aveva scritto, -di viaggiare in un vascello di luce verso linfinito. con un lottatore spagnolo con le zinne. $he stronzata3 nche lei lo aveva tradito a 4iovanni. $erto, solo con la testa. (a in fondo non era lo stesso6 * perch&6 Lo volete sapere perch&6 #er seguire una moraletta cattolica meschina e repressiva. Tutti e due non avevano dato spazi ai loro bisogni. Se solo quellimbecille di 4iovanni avesse avuto il coraggio di esternare i suoi gusti sessuali, la loro vita sarebbe certamente cambiata, avrebbero potuto essere una coppia aperta, disponibile a provare esperienze diverse. $he bella vita sarebbe stata, libera dalle costrizioni di quelletica fascista che odiava ogni diversit2. * improvvisamente le era venuto in mente il vecchio Uacopo, il cappone dittatore che faceva il bello e il cattivo tempo nel pollaio. Una squallida creatura castrata che per mascherare limpotenza terrorizzava tutti. *ra esattamente la copia speculare di suo marito. #er quello 4iovanni lo amava in quel modo. Un sorriso cattivo aveva piegato la bocca di ntonietta. *ra uscita in giardino e aveva tirato il collo a quel prepotente di Uacopo. )uindi, quando la signora ntonietta si riprese dal colpo in fronte, si disse che quel pollo morto vivente era tornato dallinferno per vendicarsi. #oi cerc! di scappare fuori dalla cucina. Si sollev! da terra mentre il sangue le colava sulle labbra e fece tre passi in direzione della porta quando il pollo spunt! da dietro al frigorifero e dondolando sui moncherini delle zampe le venne incontro. La cosa terribile era che mentre avanzava sbatteva le ali croccanti. ntonietta /icord0 con un balzo artritico cerc! di superare il volatile, ma quello le sinfil! sotto la gonna. La povera donna cominci! a zompare per la

cucina strillando come uninvasata. "a sotto lorlo della gonna le spuntavano i due monconi vibranti di quella innaturale vita. "al culo del pollo cadde un grosso limone unto che le fin0 sotto una suola. La casalinga scivol! finendo dritta contro la dispensa che le rovesci! sopra scatole di pasta, confezioni di riso e barattoli di pelati. Urlando di dolore, ntonietta afferr! il pollo che cercava di farsi spazio sconciamente tra le sue cosce e lo lanci! contro il muro. Il pollo stamp! una macchia di olio sulla parete e cadde a terra fremendo. #oi scivolando sulla schiena spalmata di grasso schizz! sotto il lavabo. La signora /icord0 non era mai stata un amante dei film di fantascienza e quindi non aveva mai visto il primo "lien, senn! non avrebbe potuto non notare con stupore le somiglianze tra quello che le stava accadendo in quel momento e quello che era successo a /iple? allinterno dellinfermeria quando aveva trovato lessere alieno. Nonostante il dolore che le era esploso nel bacino, allung! una mano, apr0 il cassetto delle posate e ne estrasse un coltellaccio affilato. Non era intenzionata a farsi ammazzare da un cappone zombie. vrebbe venduto cara la pelle. Si trascin! lentamente verso il lavandino con il coltello sollevato, pronta ad afferrarlo. (a quello che restava del vecchio Uacopo le arriv! addosso talmente veloce che la vecchia lo lisci! e si piant! mezza lama nellintestino crasso. Nello stesso istante il pollo arrosto allung! il collo rinsecchito e le diede una beccata precisa asportandole il globo oculare destro. ntonietta croll! a terra in una pozza di sangue scuro, mentre il volatile le portava via anche il secondo occhio e la rendeva cieca. Il suo cervello terrorizzato, prima di smettere di funzionare, riusc0 a cogliere dei brandelli di %ob "?lan che cantava alla radio 4noc5in# on 6eaven#s +oor. La signora /icord0 si chiese, mentre la morte se la prendeva, se quella canzone doveva interpretarla come un buono auspicio o come lultima presa per il culo di una esistenza votata alla tristezza.

Undici. Dal diario !er/onale di !adre arcello" !arroco di 0orca di e11o2

(entre marciavi con il fucile in spalle vedesti uno zombie in fondo alla valle che non aveva il tuo identico umore e arti cadenti di un altro colore. Sparagli uomo, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a che tu non lo vedrai decollato cadere in terra a colpire il selciato e se gli spari in fronte o nel naso soltanto il tempo avr2 per morire e il tempo a te rester2 per vedere vedere gli occhi marci di uno zombie che muore. 9KR;R9==M I morti si sono risvegliati. "oveva succedere ed 5 successo. Non so se questa 5 l pocalisse, ma i morti hanno preso a camminare a 7orca di (ezzo. Sono usciti fuori dal cimitero e dai ghiacci a centinaia. Non avrei mai immaginato che in questa valle solitaria potesse essere morta cos0 tanta gente. Se il contagio dovesse uscire da qui e invadere il pianeta quanti milioni di morti tornerebbero a cercare di placare la loro fame con carne umana6 )uante persone sono morte dallalba della nostra razza6 * non sono solo uomini. 4alline, pesci, mucche e cani morti si sono svegliati, mio Signore. Io, tuo umile servo peccatore, devo riportare alla pace queste carcasse ambulanti. Sono

pronto. * non ho paura di morire. Po paura, una volta morto, di vagare inquieto tra le rovine dellumanit2. #referisco finire fra le fiamme dellinferno. $hi dovesse leggere questo diario si ricordi di giudicarmi con piet2, che 5 stato nostro Signore 4es' $risto il primo a resuscitare un morto. Un bel giorno 4es' arriv! in una cittadina, non lontano da 4erusalemme. *ra andato l0 perch& cera una famiglia che aveva chiesto di lui. )uando arriv! a casa loro gli dissero che erano distrutti di dolore perch& gli era morto il figlio chiamato Lazzaro. Lazzaro era un bellissimo giovane, un po scavezzacollo, che correva per la citt2 con la biga e andava a caccia di quaglie con larco. #er Natale la sua fidanzata, Stella, voleva assolutamente una pelliccia. Senza pelliccia si sentiva brutta e poi tutte le sue amiche giravano coperte di pelli di gazzelle, lupi e conigli. +gni giorno rimproverava il povero Lazzaro, -Lazzaro3 Lazzaro3 1oglio una pelliccia3 * prendimi una pelliccia.. 7ino a quando Lazzaro non ce la fece pi', sbuff!, prese larco e si avventur! nel deserto dove abitavano i leoni. I leoni sono bestie tranquille, ma se gli tiri le frecce o gli spari diventano veramente feroci. Lazzaro vide un enorme leone con una criniera bellissima che dormiva sotto una palma, punt! larco, chiuse gli occhi e tir!. )uando li riapr0 vide davanti a s& una caverna rosa con delle stalattiti e delle stalagmiti bianche come lavorio intorno ai lati. "a dentro spirava un alito terribile, di carne. #oi la caverna si chiuse sulla testa di Lazzaro. Il giovane mor0 nel deserto. Lo trovarono mezzo maciullato. Stella urlava disperata, il suo fidanzato era morto per colpa della sua sciocca vanit2. I genitori di Lazzaro presero il cadavere e lo chiusero nella tomba facendo un gran funerale. (a, passata una settimana, non riuscivano a smettere di piangere, di tormentarsi. * allora decisero di chiamare 4es'. * 4es', quando arriv!, si fece portare al sepolcro e fece spostare lenorme pietrone che avevano messo davanti alla tomba. In quattro dovettero mettercisi a fare quel lavoro. ppena fu tolta, una puzza terribile usc0 da dentro, di carogna, un odore dolciastro, tutti cominciarono a vomitare, ma non 4es'. 4es' entr! dentro accompagnato da uno stormo di colombe e si avvicin! ai resti di Lazzaro e gli disse, -Lazzaro, alzati e cammina.. * Lazzaro si alz! e cammin!. "a questa storia del nostro 1angelo, mio adorato Signore, si evince facilmente che sei stato tu il primo a volere, nella tua infinita quanto imperscrutabile perfezione, che i morti viventi, questi esseri immondi, camminassero sulla terra, e io credo, nella mia umilt2, di sapere anche il perch&. #er punire, in generale, gli uomini che si ergono a dei e credono di essere i padroni delluniverso. Q colpa mia se oggi i cadaveri sono tornati a camminare e sar2 mio impegno riportarli tutti alla pace. $hi poteva credere che un libro chiamato .acumba for +ummies Fper cretiniH potesse contenere la formula per risvegliare i morti. (e lo sono procurato in una grande libreria 7eltrinelli per pochi euro. *ro cos0 accecato dal dolore che ho eseguito la macumba numero tre, a pagina C9, e non meno di ;9 ore dopo mi sono ritrovato in questincubo. +ra tu che leggerai queste misere pagine devi sapere che anche un sacerdote, come ogni

altro essere umano, 5 fatto di carne Fcome sanno bene gli zombieH e che pu! cadere in peccato. La ragazza si chiamava lessia. lessia $. Fnon posso rivelare il cognomeH. Lho vista in chiesa una domenica di circa un anno fa. veva da poco ventanni. Una massa di capelli neri le incorniciava due grandi occhi scuri e peccaminosi. (olto seJ?. $arnagione chiara e un seno che non si faceva scorno di mettere in mostra anche durante la funzione. I Neans che le fasciavano le cosce e le rotondit2 dei fianchi. Una tentazione continua in cui un giorno di primavera sono caduto. Si veniva a confessare. * raccontava storie di lussuria e perversione che avvelenavano la testa. $hiudevo gli occhi e non potevo non immaginare che al centro di quelle storie ci fossimo io e lei. *ra il diavolo. Il diavolo nascosto dentro i panni di una ragazza di montagna. #ersi la testa. Lei non aspettava altro. (i disse che mi aveva sempre desiderato, gi2 dai giorni della prima comunione. me, umile prete. In ogni uomo aveva cercato me. Nascosti nelle tenebre del confessionale ci siamo baciati. Non pensavo pi' a niente, la fede mi aveva abbandonato come le pulci abbandonano un cane morto e una sete peccaminosa mi divorava nel silenzio della sagrestia. Po cominciato a vederla. Non cera che lei in ogni pensiero. Una febbre, un tifo, mi aveva preso e lunica medicina era lei, lessia. $i vedevamo di nascosto. "i solito io mi allontanavo dal paese e lei passava a prendermi con il picE@up del padre e ci nascondevamo a peccare tra le guglie di queste aspre montagne. Po vissuto nel vizio per qualche mese, poi un giorno ci siamo fermati sopra il Salto della 1edova. Il Salto della 1edova 5 un pauroso baratro che scende gi' per centinaia di metri tra rocce affilate come coltelli e ghiacci duri come diamanti. Le piaceva farlo l0 a qualche metri dallorrida vertigine. "iceva che il vuoto leccitava ed era vero. vemmo un amplesso bestiale, lei stesa sul pianale di carico del picE@up io a terra che la pompavo come un materassino. Nel momento del massimo godimento le diedi laffondo finale e mi sfugg0 dalle mani. )uando lessia si era fermata, non aveva tirato il freno a mano. * io con quel colpo finale lho spinta gi' dal Salto della 1edova. Lho vista, a occhi chiusi e gambe divaricate, precipitare gi' per labisso sopra il camioncino. Non me lo dimenticher! mai. Le autorit2 non sospettarono mai che ci fosse stato qualcun altro quando lessia era precipitata. Le cause della sua morte non risultarono chiare, ma il fascicolo venne archiviato come suicidio. *ra terribile. Lavevo ammazzata, e la memoria di lessia era legata a un suicidio incomprensibile. (i tocc! anche officiare la messa funebre e non potei che scoppiare a piangere sulla spalla di sua madre. * tutti a dirmi che ero una persona buona, un pastore sensibile. )uella notte io, astemio da sempre, mi attaccai al Tavernello che usavo durante la messa e nellarco di una settimana mi trasformai in un alcolista. 7ino a quando la mia mente era inzuppata di alcol riuscivo a sopravvivere. (i trascinavo a messa con la barba non fatta e le ascelle significative e mi sembrava di vedere tra i banchi il volto di lessia. *ra sempre nei miei pensieri e oramai non ero pi' un prete. *ro solo un assassino disperato. Un giorno decisi di andare a /oma. L0 arrivai alla Stazione Termini e me la feci a piedi fino a piazza *sedra alla libreria 7eltrinelli e cercai un romanzo noir di $arlo Lucarelli per provare almeno a distrarre la mente. ccanto cera il reparto A/eligioni occulte e magiaB. Un grande libro blu, con in copertina una bambola piena di spilloni, era ben esposto e aveva pure il 9=V di sconto. Sembrava quasi che brillasse come se fosse stato immerso in una pozione. Lo presi in mano. Il titolo era, .acumba for +ummies di un

certo leandro 1asques. Un libro che solo un anno fa avrei fatto bruciare nella piazza centrale e che invece adesso leggevo cercando una risposta che il mio "io non mi poteva dare. Il capitolo > era tutto dedicato agli zombie. Sembra che nel ;C;; un medico russo che lavorava in Siberia a esperimenti segreti con i non morti, un certo (orton SubotniE, abbia isolato il ceppo virale che riporta in vita i cadaveri e abbia prodotto un vaccino contro i morsi degli zombie. (a la maggior parte degli esperti 5 convinta che lunico sistema per combatterli 5 sterminarli. Il virus che risveglia i morti parrebbe propagarsi attraverso il contatto organico. * dovrebbe essere pi' infettivo nelle regioni a clima caldo. * sembrerebbe essere intraspecifico e attaccare tutti i vertebrati. "ai pesci alluomo. I tre stadi dellinfezione sono, aH Infezione. $he dura uno@due giorni e causa febbre, tremore, vomito e diarrea. Luso di antipiretici e antibiotici non produce miglioramenti significativi. bH $oma. $he 5 considerevolmente pi' breve del coma vampirico. I cambiamenti fisiologici dellinfetto sono un abbassamento irreversibile della temperatura corporea, alitosi, seborrea, psoriasi. Il coma dura dalle sei alle otto ore. cH Trasformazione. 4li zombi si risvegliano dal coma in stato catatonico. Sono insensibili alla maggior parte degli stimoli e si mettono subito alla caccia di carne umana. causa della loro condizione catatonica, gli zombie non hanno mai dato testimonianze personali del loro stato di salute. * quindi tutto ci! che conosciamo sugli zombie 5 dovuto a ricerche empiriche sul campo. )uello che si pu! certamente affermare 5 che uno zombie 5, sostanzialmente, una sorta di essere che deve assolvere a tre bisogni, localizzare la preda, catturarla e nutrirsi. I grandi cambiamenti fisiologici sembrano interessare il sistema nervoso. F mio modesto parere di parroco di campagna, dopo aver visto un morto, so che gli zombie vanno annientati e basta. Non mi interessano queste ricerche pseudoscientifiche. So per esperienza personale che se gli spari, se li crivelli di colpi e gli amputi le gambe, quelli si trascinano sulle braccia e lentamente ma inesorabili come una maledizione ti arrivano addosso fino a quando non senti prima il loro alito pestilenziale e poi i loro denti marci affondarti nella giugulare. %isogna che gli spappoli il cranio per rimandarli da dove vengono. * ricorda, gli zombie non sono vampiri, non hanno un cazzo di affascinante da dire. 4li zombie vanno massacrati e basta. * gli zombie sono dovunque, sotto i cimiteri, pochi metri sottoterra, in attesa. * hanno fame della tua carne. * quando arriveranno anche la tua nonnina adorata far2 parte di questallegra brigataH. *bbi quasi un mancamento quando lessi il titolo del capitolo successivo, A$ome imparare a risvegliare i morti senza complicazioniB. fferrai il libro, lo comprai e me ne tornai dritto alla stazione. +ra sapevo cosa fare.

Dodici. I!!olito Ricord3 Il sole era improvvisamente cascato dietro le cime degli alberi, come se qualche dio lo

avesse tirato gi', ma a Ippolito /icord0 non poteva fregare di meno. Il suo van 7ord 9KK= turbodiesel aveva una doppia fila di fari al tungsteno che metteva a giorno il bosco. Il professor /icord0 era un uomo gracile, con gli occhi spiritati, i capelli corti e castani appiccicati sulla fronte. "egli occhiali con la montatura pesante si poggiavano sul naso sottile. veva messo il cd in cui 8eith Uarrett interpretava magistralmente il )lavicembalo ben temperato di %ach. ccanto a lui cera sua figlia Isabella che guardava assorta il bosco scuro dal finestrino. *rano partiti presto, quella mattina da $ologno (onzese, per arrivare in tempo per la cena dai nonni a 7orca di (ezzo, ma uno sciopero degli autotrasportatori gli aveva mandato al diavolo tutta la tabella di viaggio. )uegli sciagurati avevano formato un lungo convoglio che procedeva sull utostrada del Sole alla velocit2 di sette chilometri allora. Ippolito /icord0, MC anni, di professione insegnante di storia e filosofia in un liceo classico, dietro a quei tir che avanzavano a passo duomo aveva sentito la rabbia ribollirgli come lava incandescente nelle viscere, ma come sempre aveva cominciato a respirare con il naso impedendo di abbandonarsi a gesti avventati tipo salire su uno di quei camion del cazzo e prendere uno di quei figli di puttana e sbattergli la testa contro il cruscotto. -%rutto stronzo di un camionista, ti rendi conto che per colpa tua la mia vita sta andando in pezzi6.. $on gli anni e lesperienza il professore era diventato un mostro di bravura nellarte della simulazione. tutto il mondo faceva credere di essere un uomo sereno e posato, ma in verit2 era lessere vivente a cui rodeva pi' il culo in tutto lemisfero australe. *ra capace di ingoiare vagonate di merda con il sorriso sulla faccia. "i prendersi una cricEata su una rotula e ringraziare caramente. volte, soprattutto durante le notti insonni, si immaginava di essere un bunEer scavato nella roccia viva in cui puoi fare esplodere una bomba atomica e in superficie non si sente niente, al massimo un sottile borbottio. Nellultimo anno aveva resistito a una serie impressionante di esplosioni termonucleari globali che in effetti cominciavano a incrinargli la supercorazza. ;H Sua moglie lo aveva lasciato. * si era messa con la sua massaggiatrice Natzu abbandonando baracca e burattini. 9H veva avuto la conferma che sua figlia Isabella, lunica luce in unesistenza buia come il traforo del 4ran Sasso, non si sarebbe mai sollevata dalla sedia a rotelle. MH Un fulmine durante un temporale gli aveva carbonizzato in ordine di importanza, il forno a microonde, la televisione, limpianto stereo, un piede. S0, proprio un piede. * per la precisione il piede destro. Una specie di serpente azzurro era uscito da una presa elettrica si era impossessato del lettone IEea dove lui stava dormendo Fera una delle poche volte in cui dormivaH e gli aveva avvolto il piede con una corrente di migliaia di volt per un tempo non sufficiente a metterglielo a fuoco ma ad abbrustolirglielo. desso il suo piede era nero come un filone di pane dimenticato nel forno. /iusciva a fatica a camminare e ogni tanto la gamba gli cominciava, senza alcuna ragione, a tremare come se avesse il tetano. :H veva investito tutti i suoi soldi nellazienda di insaccati di suo cognato. * suo cognato un giorno, durante una riunione con gli azionisti, aveva deciso di andare a prendere le sigarette in macchina. * in questo non cera niente di strano. Il problema era che invece di prendere lascensore aveva scelto la via pi' rapida, aveva aperto la finestra e si era gettato dal settimo piano. "opo si era scoperto che suo cognato, in silenzio e con la collaborazione del casin! di $ampione, aveva mandato in fallimento lazienda e il nostro Ippolito /icord0 era stato portato in tribunale dai creditori perch& faceva parte del consiglio di amministrazione, senza

saperlo. KH * per finire lultima, terrificante, notizia, avevano anticipato la puntata di Supergenius di tre settimane. * Isabella, nonostante fosse un genio, non era assolutamente pronta. veva lacune che non avrebbe certo colmato in 9= giorni. Isabella /icord0 guardava suo padre che guidava e corrucciava le folte sopracciglia preso dai suoi pensieri catastrofici. (eglio cos0. lmeno, se pensava alle sue sfortune non la interrogava. "a quando erano partiti da $ologno (onzese non le aveva dato un attimo di pace. Una sfilza di domande estenuanti a cui lei aveva stancamente risposto. (a lui non era mai contento, nemmeno quando rispondeva correttamente. (aledetti gli inventori di quel quiz. Si poteva inventare un programma televisivo pi' razzista di quello6 #er partecipare dovevi avere <=R<= di quoziente intellettivo, avere meno di ;M anni e per finire, conditio sine qua non, dovevi essere sfigato. )uando gli organizzatori del programma avevano visto Isabella /icord0 entrare nello studio sulla sedia a rotelle, dalla gioia per poco non si erano messi a saltare sul tavolo. $he vuoi di pi'6 Una bella ragazzina con dei lunghi capelli neri e lucenti come le penne di un corvo. Un volto magro con due occhi grigi e grandi come monete da due euro. * sotto due gambette secche e storte da un male incurabile. Lei era il caso umano per antonomasia. %ella come unelfa dei boschi, intelligente come un fisico nucleare, con la memoria di un elefante e deforme come il 4obbo di Notre "ame. Isabella aveva implorato suo padre di non farla partecipare, gli aveva spiegato che lei non voleva essere commiserata da nessuno, che lei era, evidentemente, solo un patetico mezzo per fare audience, che era disposta a fare qualsiasi cosa pur di non essere trasformata in un fenomeno da baraccone, ma non cera stato niente da fare. Suo padre aveva detto, molto serio, che se lei non partecipava Fe vinceva K== mila euro, il premio finaleH lui si sarebbe suicidato come suo zio. "i fronte a questa risposta, Isabella aveva dovuto capitolare. -)uando arriviamo dai nonni, pap26., domand! e si sollev! sulle braccia per far circolare un po di sangue nelle gambe atrofizzate. -Tra circa := minuti dovremmo essere arrivati. +ccupiamo questo tempo con un po di orografia. Lo sai che sullorografia sei un po debole.. -"ai pa, ti prego. %asta.. - llora, Isa, dimmi, quanto 5 alto #izzo $arbonara6 * soprattutto, dove si trova6. Niente. $ome se non lavesse sentito. Isabella sbuff!. -In Sicilia. *d 5 alto ;C>D metri. Q la seconda cima della Sicilia dopo l*tna.. -)uante sono alte le cime di Lavaredo6. -M==M metri.. -Il massiccio dell nnapurna quante cime principali possiede6. -Sei.. -%ene. * quanto sono alte6. -"ai, pap2 non me le chiederanno mai.. Ippolito /icord0 diede unocchiataccia a sua figlia e poi riprese a osservare la strada. -Senti Isa, questo per favore fallo decidere a me.. Isabella chiuse gli occhi e si concentr!, -L nnapurna primo 5 alto D=C; metri. L nnapurna secondo >CMO.. Il pulmino fren! improvvisamente in uno stridio di pneumatici e Isabella non si ruppe la faccia contro il parabrezza solo per la cintura di sicurezza. /iapr0 gli occhi e vide suo padre saldamente avvinghiato al volante. -$he succede, pap26 Sei impazzito6. -$5 un uomo sulla strada.. 4li abbaglianti si allungavano sullasfalto e illuminavano un corpo umano steso al centro della strada stretta dalle braccia nere del

bosco. Isabella si mise una mano davanti alla bocca, -$he gli 5 successo6. Ippolito /icord0 sorrise. Non gli era mai successo in vita sua di non saper dare una risposta. -)uello che vedi l0 5 solo un esempio lampante di come la societ2 italiana 5 oramai agli sgoccioli. Saprai perfettamente che lalcol, il tabacco e i grassi polinsaturi sono le tre maggiori cause di morte nell+ccidente. )uello l0 5 chiaramente un coltivatore diretto che ha alzato troppo il gomito. Il nostro dovere di bravi cittadini 5 accertarsi che stia bene, aiutarlo e riportarlo a casa dai suoi familiari certamente in pensiero. #oi andiamo dai servizi sociali e dai carabinieri e facciamo regolare esposto. )uesta 5 la procedura che dovrebbe seguire qualsiasi persona responsabile, ma che stranamente in Italia non 5 la regola.. Isabella non rispose. Il professor /icord0 apr0 il cassetto del cruscotto e tir! fuori una lunga torcia di alluminio nero. Spalanc! lo sportello e scese dallautomobile, -Tu aspettami qui.. #oi, vedendo che sua figlia era immobilizzata su una sedia a rotelle, sollev! le spalle, -Scusami. Intendevo dire che torno subito.. Ippolito /icord0 si avvi! verso il corpo inspirando ed espirando con il naso. )uando arriv! a pochi metri dal corpo lo illumin!. Il coltivatore diretto era steso a terra a pelle di leone. l centro della schiena gli era passato un camion perch& nella polpa sanguinolenta erano rimaste le impronte del battistrada #irelli Touring. Il poveraccio, con la faccia appiccicata contro la strada, muoveva ancora le braccia e le gambe in una patetica imitazione di un nuotatore di rana. Il professor /icord0 rimase un attimo perplesso, -Tutto bene6. Il contadino si lamentava in modo strano. #i' che un lamento, sembrava il ringhio rabbioso di un cane San %ernardo. -Stia calmo, signore. Non 5 nienteO +ggi con le nuove tecniche chirurgiche... Non 5 assolutamente il caso di preoccuparsi.. #oi url! alla figlia in macchina, -Isa, cara, presto, la scatola del pronto soccorso.. Isabella controll! nel cassetto del cruscotto, ma non trov! nulla. Il professore si avvicin! al ferito, - desso le metto un po di disinfettante e poi chiamiamo una bella ambulanza.. Luomo che al posto degli occhi aveva due uova sode, con uno scatto improvviso sollev! la testa e allung! il collo e affond! gli incisivi marci nel piede carbonizzato del professor /icord0, che cacci! un urlo e cerc! di divincolarsi, - hhhaaa333 (a che fa6333 (olli la gambaaa333 hhhaaa333.. Intanto, nel pulmino, Isa aveva trovato il Eit del pronto soccorso sotto il sedile. -#ap23 Po trovato la cassO.. Sollev! la testa e vide il padre che, come un invasato, stava colpendo il contadino con la torcia. Schizzi di sangue si sollevavano macchiandogli la camicia immacolata, gli occhiali, la fronte. Isabella era a bocca aperta. Suo padre stava massacrando il povero coltivatore etilista. Ippolito /icord0 riusc0 finalmente a liberarsi. Torn! alla macchina zoppicando vistosamente e aggiustandosi la frangetta. -#ap2 che 5 successo6 Stai bene6B Il professore fece segno di s0, avvi! il motore e part0 sgommando. $on uno scatto deciso dribbl! il corpo a terra e cominci! a rimettere a posto lo specchietto retrovisore. (a la mano gli si era come paralizzata. -Sicuro di stare bene6., fece Isa preoccupata. -Sto benissimo3 %enissimo3., ghign! suo padre a denti stretti e stacc! lo specchietto e lo butt! di dietro. (a che diavolo gli era successo a suo padre6 *ra pieno di strani tic, aveva preso da una tasca dello sportello una cartina stradale e la ciucciava. -Sicuro di stare bene, pap26., balbett! Isa. -Pai una zampa del pantalone tutta imbrattata di sangue.. -#iantala3 #iantala per favore di chiedermi come sto. Sto in piena forma, ragazzina. desso riprendiamo le domande.

llora in che anno (ohammed l0 ha dipinto la $appella Sistina6.. -(a che dici6 Tu non stai be...3.. Isa non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase che suo padre fece un rutto e si accasci! morto sul volante. Il pulmino cominci! a sbandare paurosamente. Isabella prov! ad afferrare il volante. (a non ci riusc0, la macchina sterz! verso sinistra e rotol! gi' nel bosco.

Tredici. I*A&ELLA RIC$RD. Isabella /icord0 rinvenne di colpo sul ciglio della strada. *ra contusa, un lungo graffio le attraversava la fronte, ma per il resto stava bene. (a cosa le era successo6 /icordava solo che suo padre era andato ad aiutare un coltivatore diretto etilista ed era tornato in macchina assai diverso e allimprovviso si era accasciato sul volante e il furgone aveva sbandato e poiO ...Niente. Il buio. +ra cera un odore di bruciato fortissimo, un misto di gomma e benzina. Isa gir! la testa e la prima cosa che vide fu un fosso profondo cinto da querce e cespugli di pungitopo e il furgone avvolto dalle fiamme. Ippolito /icord0, lautore dei suoi giorni, poteva essere dentro quellorrenda pira. -#ap236 #ap236., cominci! a urlare la bambina trascinandosi disperata verso il rogo. -7orza, aiutatemi., ordin! ai suoi arti e prov! a tirarsi su, ma ricadde a terra. Se avesse avuto due gambe funzionanti e non due appendici storte e senza vita, forse avrebbe potuto salvarlo. #erch& "io, nella sua infinit2 bont2, si era accanito proprio su di lei e laveva fatta nascere paralitica6 Nonostante Isabella avesse studiato la %ibbia, il $orano e uninfinit2 di testi teologici a questa innocente domanda non aveva trovato una risposta. Lunica risposta che le era sembrata significativa era quella che diceva che le colpe dei padri ricadono sui figli. (a che diavolo aveva potuto combinare suo pap2 perch& il #adreterno avesse deciso di punirla cos0 facendola nascere storpia6 *, soprattutto, l+nnipotente non conosceva la norma elementare per cui ognuno 5 responsabile delle proprie azioni6 Se gli uomini riconoscevano istintivamente questo principio come uno dei grandi cardini su cui si poggia la convivenza sociale, perch& il Signore, che ha creato gli uomini a sua immagine e somiglianza, usa metodi e regole morali disumane e aliene6 Isabella, a nove anni, aveva ragionato un sacco su questi problemi e la conclusione a cui era giunta era assai amara, "io non esisteva e se esisteva era un prodotto della mente degli uomini. Nessun principio primo, nessun senso allesistenza. La vita era il prodotto casuale di unaggregazione di molecole. -* le molecole6 1isto che sai tutto, cara Isabella, chi ha inventato le molecole6., chiedeva Ippolito /icord0 a sua figlia Isabella. -$aro pap2, le molecole non sono il prodotto di una creazione o, come dici tu impropriamente, di uninvenzione. Latomo composto di elettroni e protoni esiste da sempre ed esister2 per sempre. Laffermazione di realt2 dellatomo e delle sue aggregazioni molecolari coincide con laffermazione che esiste una realt2 fisica oggettiva. * non 5 necessaria una creazione, perch& la creazione richiede un nulla precedente che non riusciamo a pensare e tantomeno a definire. #er questo "io non esiste.. * quindi, ora che si trascinava sul ciglio della strada, Isabella avrebbe voluto bestemmiare "io e la (adonna che avevano infierito su di lei, ma non lo fece. "io non cera e le sue bestemmie non avrebbero offeso nessuno, se non i poveri ingenui che liberamente ci credevano. )uindi si limit! a esclamare un generico, -#orca paletta3..

/aggiunse il bordo del fossato e attraverso le fiamme e il fumo nero vide che nella cabina del pulmino non cera nessuno. Il parabrezza era distrutto, suo padre doveva essere stato sbalzato fuori quando lautomobile era finita nel bosco. Sempre trascinando le gambe, Isabella segu0 il ciglio del fossato e vide davanti a s& la sedia a rotelle, rovesciata sotto il tronco di una quercia. * dietro vide suo padre. *ra finito contro lalbero e un lungo ramo, largo una decina di centimetri, gli trapassava lo stomaco da parte a parte come un pollo allo spiedo. Le gambe e le braccia gli pendevano gi' senza vita. Isabella, in silenzio, cominci! a piangere e le lacrime le sfocarono il nero del fumo, il giallo delle foglie morte, il verde del muschio e il marrone del completo di suo pap2. +ra era sola. La mamma era scappata con quel massaggiatore Natzu. Non le restavano che il nonnino e la nonnina, ma ormai avevano una certa et2. )uanto potevano campare ancora6 $inque, sei anni, al massimo. 4i2 le mancava suo pap2. Nonostante avesse tanti difetti, era stato un uomo buono e un bravo padre. -$iao pap2. Ti voglio bene., fece Isabella tirando su con il naso e poi, pragmatica, cerc! di rimettere in piedi la sedia. "oveva tornare sulla strada e chiamare aiuto, ma sapeva gi2 che mettersi sulla sedia con la forza delle sole braccia sarebbe stato difficile, se non impossibile, ma doveva tentare ugualmente. Non poteva rimanere l0, in mezzo a un bosco, accanto al cadavere dellautore dei suoi giorni. fferr! una ruota e facendo uno sforzo terribile la tir! verso di s&, senza ottenere risultati. $i riprov! ancora e ancora. #ossibile6 Sembrava piantata a terra, quella maledetta sedia. La verit2 5 che una sedia come quella, con il motore elettrico, pesa da morire. -#ensa, Isa, pensa., si disse. $erto, la Storia ti pu! essere sempre maestra, in casi disperati. rchimede #itagorico cosa aveva detto6 -"atemi una leva e vi sollever! il mondo.. fferr! un ramo e lo incune! sotto la sedia, poi cominci! a spingere e al terzo tentativo riusc0 a rimetterla su. desso veniva la parte pi' difficile, mettercisi a sedere. Stringendo i denti e afferrandosi con le mani ai braccioli riusc0 a issarsi. #oi con un ultimo sforzo ruot! su se stessa e ci poggi! sopra il pop!. veva il cuore che gli pulsava nei timpani ed era tutta sudata, ma era salva. -IsaO IsaO.. Si volt! di scatto al suono di quella voce bassa e rantolante. 1ide suo padre che allungava le braccia verso di lei e sorrideva. i lati della bocca gli colavano due rivoli di bava rossiccia e gli occhi erano appannati da un velo bianco. -#ap236 #ap2, non sei morto6., url! di gioia Isa e spinse in avanti la leva di comando. Le piccole ruote della sedia, lamentandosi, si mossero. (a quando arriv! a pochi metri Isa si ferm!. In effetti non era possibile che fosse ancora vivo3 veva un buco nello stomaco dove sarebbe passata tranquillamente una pallina da tennis. Sotto di lui cera una pozza di sangue larga un metro e profonda un paio di centimetri. veva sub0to un danno molto esteso allapparato digerente, che aveva prodotto unemorragia letale. llora, perch& suo padre si contorceva come un ossesso cercando di liberarsi dal tronco che lo infilzava6 -#ap2, come stai6 Ti senti bene6. -* come sto6 Non mi vedi6 Se non mi liberi subito, piccola troietta, mi farai arrabbiare moltissimo.. -(a pap236., Isa si mise, scandalizzata, la mano sulla bocca. -#erch& mi dici queste cose6. Ippolito /icord0 cominci! a tirarsi su il ramo cercando di sfilarselo dalla pancia. "ietro di s& lasciava una scia di siero e sangue. -Lo sai che sei solo una puttanella paralitica6 * che adesso pagherai per avermi rovinato lesistenza., ringhi! il signor /icord0 a sua figlia. -Io ho cercato di far abortire quella zoccola di tua madre, ma sai come sono fatte le donne... nzi, non lo sai perch& tu non sei una donna, ma un povero mostriciattolo costretto su una sedia a rotelle.. Isa si costrinse a non piangere. )uellessere l0 non poteva essere suo padre. Si ricord! di aver letto su un libro sul

folclore dei (onti $arpazi di una leggenda che parlava di morti viventi parlanti. Secondo questa storia popolare i morti viventi@zombie almeno nelle prime fasi della loro non vita potevano parlare, fino a quando le corde vocali non gli venivano colonizzate da batteri saprofiti che gliele mandavano in pappa. * sempre secondo questa storia folcloristica i non morti dicevano la verit2, tiravano fuori ogni segreto e pensiero proibito che avevano avuto nella vita precedente. * quindi, se voleva dar credito a questa favola, dentro il guscio di professore moralista si nascondeva un uomo malvagio che laveva sempre odiata. )uesta amara riflessione le diede la forza di reagire. 4ir! la carrozzella e punt! dritta verso la strada senza voltarsi indietro e cantando Luna di 4ianni Togni per non sentire la voce di suo padre. ttravers! la boscaglia riparandosi la faccia con un braccio. La striscia di asfalto era l0, davanti a lei. *ra quasi arrivata quando, improvvisamente, la carrozzella si piant!. Isa sent0 un rumore di frullatore rotto. bbass! lo sguardo e vide che le ruote della sedia erano finite in un pantano e giravano impazzite sollevando schizzi di fango. Isa si era ripromessa mille volte di sostituire le gomme con radiali della #irelli da cross, ma si sa, gli impegni quotidiani... * adesso6 Si gir! e vide che suo padre si era praticamente liberato dal palo e le urlava parole irripetibili. Unaltra cosa che Isa sapeva bene, per i numerosi film che aveva visto sullargomento, era cosa ti fa uno zombie quando ti si avvicina. Ti mangia vivo. * ti lascia l0 tutto smozzicato e sanguinante a vagabondare come un idiota. (olti critici cinematografici che videro nel ;C<D il film di /omero La notte dei morti viventi identificarono la figura dello zombie con il tipico consumatore americano cieco e insaziabile come era in quel momento il suo paparino. - rrrggghhh333 Strooonzzzaaa333., grugn0 leJ professore liceale e barcollando si avvi! verso la figlia impantanata come una To?ota durante il rall? di Sardegna. Isa si pieg! da un lato e con un colpo di reni riusc0 a smuovere la ruota destra dal fango e a spostarla fuori dal pantano e come dincantesimo si ritrov! sulla strada. (ise a manetta il controllo della velocit2 e sent0 sotto al culo il motore elettrico ronzare soddisfatto. Isa gir! la testa e vide suo padre che la inseguiva a mani in avanti, con un buco nel bacino da cui si vedeva il furgone alle sue spalle. -Ti uccido a te e a quella bocchinara di tua madre., urlava. Isa si pieg! in posizione aerodinamica, ma, invece di aumentare la velocit2, rallent!. * ora6 $he cosa succedeva6 +sserv! lindicatore della batteria. /osso3 *ra scarica333 Si gir! disperata. Suo padre aveva guadagnato strada e non aveva nessuna intenzione di mollare. Isa si rese conto, in quel momento, di quanto fosse attaccata a quellesistenza sfortunata. Non le importava di essere una bambina menomata, non le importava che non avrebbe mai camminato, voleva vivere, voleva morire centenaria in un ospizio, non voleva essere mangiata da suo padre. 4uard! di nuovo lindicatore, era al minimo, tra una decina di metri si sarebbe fermata3 Lasci! lacceleratore e si abbandon! sulla sedia, pronta a farsi divorare. -*ccooo333 rriva #aparinooo333., url! Ippolito /icord0. Isa chiuse gli occhi nel momento in cui vide con la coda dellocchio le fauci di suo padre spalancarsi. Unesplosione. * un liquido caldo le imbratt! la faccia. /iapr0 gli occhi e vide il corpo di suo padre, decapitato, avanzare e crollare a terra come un burattino. Nello stesso momento, una 1espa K= azzurra gli sgomm! davanti, scivolando sul sangue. In sella cera un prete. Un uomo con i capelli bianchi e la barba sfatta che imbracciava una doppietta a canne mozze. l posto del mirino aveva un piccolo crocifisso. Il prete le sorrise. Isa si pul0 con le mani dal sangue e gli domand!, -(a tu chi sei6. Il sacerdote sinfil! un toscano tra i denti e disse, -#adre (arcello..

Le tenebre, come sempre succedeva dinverno, erano cadute sul paesino di 7orca di (ezzo con la rapidit2 della lama di una ghigliottina. Il freddo tagliente. Il cielo era tanto zeppo di stelle che la 1ia Lattea sembrava un lenzuolo steso sul firmamento. La luna non cera ma bastavano tutti quegli astri a pennellare dargento le cime gelate dei pini e i costoni affilati di roccia. La notte era un buon compagno per gli abitanti delle montagne. * se nel (edioevo era il regno dei ladri, delle streghe e di Satana in persona oggi era un comodo drappo nero che nascondeva incontri sconvenienti. * in quella To?ota parcheggiata di fronte al laghetto per la pesca sportiva dei fratelli 7ranceschini ne stava avvenendo uno particolarmente sconveniente. Tra (atteo ntonucci, lassessore alle politiche giovanili e Laura Trentalance, linsegnante delle elementari venuta da /oma. Le malelingue, in paese, mormoravano, che la nuova insegnante delle elementari, Laura Trentalance, fosse in realt2 una famosa pornostar rumena che si faceva chiamare +rtensia $olonna. *ra chiaro che quella donnaccia era venuta nel loro paese per cercare di rifarsi una faccia. -Nella vita uno pu! fare tutto quello che vuole. Io non giudico. +gnuno 5 libero di scegliersi la propria vita. (a la signora si sbaglia se crede di rifarsela a spese dei nostri bambini., diceva la proprietaria del negozio di articoli da regalo. -(i sono visto per un secondo i film della nostra professoressa. Q lei al cento per cento. $he maialaO Negri, arabi, donneO "i tutto.. In paese era circolata tutta la filmografia di +rtensia $olonna. * lassessore alle politiche giovanili (atteo ntonucci aveva deciso che bisognava scoprire se dietro lingenua insegnante si nascondesse quel mostro di perversione. 1a detto che (atteo ntonucci era convinto di essere uguale a 4eorge $loone?, ma si sbagliava alla grande. Non basta avere i capelli brizzolati, farsi le lampade e sbiancarsi i denti per assomigliare al divo americano. *ppure quella assurda certezza gli rendeva lesistenza migliore e gli dava una sicurezza nei suoi mezzi che alla fine gli permetteva di fare grandi, mirabolanti acchiappi nella fauna selvatica di 7orca di (ezzo. #er esempio, rimorchiarsi Laura Trentalance era stato facile. Secondo lassessore era spiccicata ad ngelina Uolie. Stesse labbra ad anello di totano. Stessi occhi da zoccola. Stesse tette rifatte. Stesso tutto. *ra incredibile che l0, in mezzo agli ppennini centrali, in una To?ota /av : parcheggiata davanti a un fetido laghetto per la pesca sportiva, ci fossero i cloni di 4eorge $loone? e ngelina Uolie che amoreggiavano. #er essere precisi, finalmente, dopo un piatto di linguine allo scoglio, una trota allacqua pazza e una bottiglia di 7iano d vellino, ngelina stava per praticare un pompino a 4eorge. Lassessore aveva una vera fissazione per il sesso orale. dorava vedere una donna appena conosciuta che si prostrava di fronte al suo enorme membro. *ra un atto di rispetto verso il simbolo della potenza maschile. Un po come quello che fanno i corazzieri verso la bandiera italiana. Il problema era che (atteo ntonucci non voleva solamente questo. veva promesso a tutti i suoi amici del bar $ivetta di portargli una prova filmata della prestazione dellinsegnanteRpornostar. +ra per! doveva dirle che voleva filmarla. $ome lavrebbe presa6 Se era una pornostar benissimo. Laura Trentalance seduta nella To?ota di ntonucci rimpiangeva di aver accettato luscita con quel tipo. Laveva obbligata ad andare a vedere le stelle che si specchiavano nel laghetto della pesca sportiva. 7uori le rane, assiderate, gracidavano. Laura osserv! ntonucci. Sembrava $laudio %aglioni. "oveva essersi riempito di botulino perch& aveva la faccia tirata come il sedile di una poltrona e la vivace espressivit2 di una statua di (adame Tussauds. Laura Trentalance odiava il sesso orale. (a spesso era meglio di un rapporto completo. 7iniva subito. * non dovevi nemmeno spogliarti. (a adesso che

aveva quella specie di tubo in bocca non era per niente felice. Sperava che finisse presto. * intanto cercava di pensare al fatto che non aveva ancora pagato lassicurazione allo scooterone, che era scaduta, e che voleva per! prima chiedere un preventivo a una di quelle compagnie on line di cui parlano tanto bene. (a sto rompiballe quanto ci metteva6 In un documentario aveva visto che i monaci tibetani sono in grado di astrarsi, attraverso tecniche di meditazione e non pensare pi' a niente. 7orse ci poteva riuscire anche lei. nche se i monaci tibetani non si devono astrarre dalle cose mondane con un lungo coso infilato nella bocca. * poi lassessore aveva anche dei problemi di erezione. -$he succede6., gli domand! la professoressa. -$redo che sia colpa della ciabatta con i peperoni che ci hanno dato per antipasto. Non li digerisco. (a forse conosco un rimedio.. ntonucci tir! fuori un cd dal cruscotto della To?ota e lo infil! nellautoradio. Una musica flamenco alla 4ips? 8ing riemp0 labitacolo del fuoristrada. - mor. mor. Le cose de la vida non se parar. + amor3., gorgheggiava il cantante. -* questo chi 56., chiese linsegnante tutta incastrata sotto il volante. -Q Lino (elone. Il pi' grande dei cantanti neomelodici. 1ive da ste parti. Q un amico mio. Se vuoi, un giorno te lo faccio conoscere. Q un grande. Una persona eccezionale.. La Trentalace osserv! leffetto della musica gitana sul membro dellassessore alle politiche giovanili e si rimise, pi' serena, al lavoro. Nessuno dei due guardava fuori, ma nella calma placida del laghetto illuminato dai fari della macchina a un tratto ci fu un movimento. Tre rane saltarono scocciate dalle ninfee e un essere scuro emerse dalle acque. *ra quello che restava di Lino (elone. Uno scheletro su cui erano appesi brandelli di uno smoEing di paillettes. Nonostante lo stato di decomposizione avanzata riusciva a ballare con un certo stile. Tipo /icE? (artin con Livin# la vida loca. Le alghe e i mitili gli avevano coperto il cranio. La mascella che gli cadeva da una parte si abbassava e si alzava in un orrido pla?bacE della sua canzone che arrivava dalla macchina. Lassessore alle politiche giovanili, (atteo ntonucci, continuava a dondolare la testa a ritmo della musica. Linsegnante ci sapeva proprio fare. desso doveva tirare fuori la videocamera e riprenderla. 7orse riusciva a farlo senza che lei se ne accorgesse. llung! un braccio sul sedile posteriore e infil! una mano nella sacca dove teneva la Son? Pand?cam. "overa finita6 (entre girava la testa ebbe limpressione che nel lago ci fosse stato un bagliore blu. "ovevano essere le trote contaminate dei 7ranceschini. (a strizzando gli occhi gli sembr! di vederlo di nuovo. * non era nellacqua. (a sopra la superficie. $osera6 Non riusciva a capire. Sembrava una sagoma umana. #ossibile6 zion! gli abbaglianti. * vide una cosa assolutamente impossibile. $era un uomo che cantava in mezzo al laghetto. -4uardaO3 4uardaO3.. La Trentalance sollev! la testa. -* ora che succede6.. Lassessore era a bocca aperta. -Lo vedi36.. Linsegnante si mise gli occhiali da vista e guard! fuori. -$hi 56.. ntonucci prese il cd dove cera in copertina la foto di Lino (elone. -Q Lino (elone.. -* che ci fa l06.. -Non lo so.. Lassessore cominci! a riprenderlo con la videocamera. Intanto il cantante neomelodico continuava a cantare come un invasato. * come /icE? (artin diede un colpo danca mettendo in mostra la cassa toracica scarnificata. I due amanti si guardarono e cacciarono un urlo di terrore. In realt2 ntonucci con tutto il botulino che aveva sotto pelle, riusc0 solo a spalancare la bocca come avrebbe fatto un coccodrillo. Lassessore accese la macchina e mise la retromarcia, ma le ruote presero a slittare in una pappa di fango e nevischio. Lino si avvicinava lentamente ma inesorabilmente, allora ntonucci chiuse le sicure. Lo zombie diede una capocciata contro il finestrino mandandolo in mille pezzi e

infil! una mano scheletrica verso il collo dellassessore che lo colp0 con la videocamera. (a lo zombie lo afferr! per un orecchio e lo tir! fuori dalla To?ota. Linsegnante elementare apr0 la portiera e si gett! fuori e fin0 nel fangoW si risollevo e cominci! a scappare. $ontinuava a vedere la faccia di ntonucci impassibile e tonica che veniva divorata dallo zombie.

'uattordici. La mora si agitava sul pianale arrugginito del picE@up come se gli artigli di un grifone le scivolassero lungo la spina dorsale. Sembrava che stesse soffrendo pene lancinanti, ma poi sorrideva e rideva, allora eri certo che stesse morendo di piacere. Si muoveva sinuosa, poi scatti improvvisi la irrigidivano e le strizzavano la bocca in un rictus che le portava via tutta la bellezza. Il lento e faticoso ansare le faceva sollevare il petto costretto a malapena dentro il reggiseno di pizzo nero. I grandi capezzoli come due soli nascenti si intravedevano tra i nastrini di raso del completo intimo La #erla. - ncora3 ncora figlio di puttana miscredente3 Sfondami, pastore di anime dannate3., miagolava la giovane mora affondando le unghie laccate di rosso nel pianale del camioncino. Sorrise e poi apr0 gli occhi. Le orbite erano due crateri neri da cui colavano grosse larve albine e millepiedi. Spalanc! la bocca e uno sciame di calabroni ne usc0 in una scura nuvola ronzante. Un orrendo zombie disteso sul pianale di un picE@up che precipitava in un gorgo psichedelico. #adre (arcello si risvegli! urlando nella sagrestia della chiesa di San Nicola di 7orca di (ezzo. )uellincubo mostruoso non lo abbandonava pi'. ppena chiudeva gli occhi, ecco che la mora gli si ripresentava nel suo subconscio malato. "io, per ora, lo stava punendo cos0 per quello che aveva fatto a quella povera ragazza. (a dopo avrebbe gettato la sua anima allinferno, se, ancora peggio, non lo avesse costretto ad aggirarsi come quegli esseri non morti alla ricerca di carne umana. Si sollev! dallamaca appesa tra la statua della (adonna e quella di San #ietro. /accolse da terra il pacchetto di $amel senza filtro e se ne accese una. #oi prese la mezza bottiglia di %iancosarti e ci si attacc!. #assando davanti a un vecchio specchio non pot& fare a meno di fermarsi e guardarsi. Si era dimenticato di avere un aspetto, da quando aveva deciso di sterminare tutti gli zombie della valle. Simpression! osservandosi. $omera ridotto. veva KM anni, ma quel lavoro mostruoso gliene aveva caricati almeno altri dieci addosso. I capelli come stoppa e con la ricrescita bianca dritti in testa. La barba sfatta che gli arrivava poco sotto gli zigomi. 4li occhi cerchiati da due anelli violacei e ragnatele sanguinolente gli attraversavano i globi giallognoli. Il prete fece un passo indietro e osserv! il vestito. La lunga palandrana nera era tutta macchiata di sangue e altre sostanze organiche. Sul colletto bianco era incrostata una roba verdastra simile al moccio di un ragazzino con la Sars. *rano pezzi di materia cerebrale di 7ranco (ariani, il tabaccaio di 7orca di (ezzo che era morto di infarto solo un mese prima. #adre (arcello aveva officiato il rito funebre. Un funerale triste e fatto in fretta, solo la figlia, i due nipotini che giocavano con il 4amebo? e una vedova senza lacrime. Laveva vista lui la tomba che veniva calata nella fossa. Li aveva visti lui i due becchini poggiarci sopra la lastra di travertino con la scritta in oro A7ranco (ariani ;CK=@9==KB. * allora perch& dopo nemmeno un mese il tabaccaio si aggirava con il vestito nero e in stato di avanzata decomposizione per corso (aresciallo "iaz6 #erch& lo

aveva trovato in un angolo del negozio di sport che si sbranava il volto di 7iorenza Tessari, unattrice di una certa fama che aveva affittato uno chalet proprio a due passi dalle piste da sci6 #erch& i morti si erano risvegliati6 $ontinuava a tormentarsi con questa domanda. Non poteva essere stata la strana formula che aveva recitato, completamente ubriaco, dal manuale pratico di resurrezione che aveva comprato alla 7eltrinelli6 No3 Si rifiutava di crederlo3 "oveva essere successo qualcosaltro. Ne aveva la certezza e lo avrebbe scoperto. pr0 il grande armadio dove aveva sempre tenuto gli arredi sacri. desso cerano due fucili a pompa, un fucile a canne mozze e una balestra in fibra di carbonio. * un sacco di scatole piene di proiettili e frecce. #adre (arcello tir! fuori il fucile a canne mozze e lo caric! con proiettili esplosivi. #rese anche la balestra e se la mise a tracolla. #oi, stiracchiandosi, entr! nella chiesa. La luce del tramonto sinsinuava attraverso le assi inchiodate sulle lunghe finestre in stile finto gotico dipingendo sul pavimento una scacchiera luminosa. $ontro la grande porta, in fondo alla navata, erano accatastate le panche. La chiesa, in quello stato, sembrava essere sopravvissuta per miracolo a un bombardamento. #adre (arcello and! allaltare su cui aveva poggiato una vecchia macchina da scrivere +livetti Lettera M9. mmonticchiati accanto, pile di fogli su cui aveva scritto le sue osservazioni scientifiche sulla natura biologica degli zombie. Un po pi' in l2 bottiglie vuote di superalcolici presi dai bar del paese. Sinchin! di fronte alla statua della 1ergine (aria e cominci! a recitare il #adre nostro. (entre era l0 che cercava un contatto con il suo "io, sent0 come un frusc0o, simile a quello che potrebbe fare un serpente a sonagli sulla sabbia del deserto. Sirrigid0 ma continu! a pregare a denti stretti. Schiuse un occhio e gir! appena la testa. Una pallina da tennis. Una pallina da tennis verde e strisciata di sangue era ai piedi dellaltare. *ra stata quella a fare rumore. Il prete prese un grande respiro e si volt!. In mezzo alla chiesa, a una ventina di metri da lui, cera uno zombie vestito da tennista. essere precisi assomigliava maledettamente a Uohn (c*nroe dopo che un pendolino gli fosse transitato addosso. veva una fascetta a strisce intorno alla testa. %e non era proprio una testa, ma piuttosto avanzi di testa. La parte destra del volto sotto il sopracciglio era completamente assente e la mandibola gli pendeva sbilenca come il batacchio di una campana. ddosso aveva una maglietta 7ila con il colletto blu. "a una manica gli spuntava un braccio, dallaltra gli spuntava lomero a cui erano appesi pezzi di carne sanguinolenta. "ai calzoncini gli spuntavano le gambe, stranamente ancora in buona forma. Nellunica mano che gli rimaneva, stringeva una racchetta da tennis nera. #adre (arcello lo riconobbe subito. )uello l0 era 7ranco Sartogo, linsegnante di tennis del circolo sportivo A$amoscio biancoB. Un bravuomo. *ra stato campione regionale nel ;CD9 e raccontava di essere stato amico di #anatta e 4aleazzi e chiss2, poteva pure essere vero. Lo zombie, a gambe aperte e con il busto in avanti, sembrava che stesse aspettando la battuta. "ondolava pure un po. -Inginocchiati3., fece il prete con la voce rauca e impastata dal %iancosarti. Se la schiar0 e ripet5, -Inginocchiati nella casa del Signore.. Sapeva che i non morti non erano in grado di capire e recepire nulla, eppure non poteva fare a meno di continuare a parlargli. LeJ tennista fece un ringhio cavernoso e si pieg! ancora di pi'. #adre (arcello prese la doppietta e con calma inquadr! una rotula del maestro di tennis nel piccolo crocifisso che aveva saldato in punta al fucile e fece fuoco. Lesplosione rimbomb! nella volta a botte della chiesa. Lo zombie, incredibilmente, era ancora in piedi. Su una gamba sola, come una specie di strano fenicottero. Il sacerdote punt! di nuovo larma e fece fuoco sullaltro

ginocchio. Il tennista finalmente si ritrov! a terra. -%ravo. Ti sei inginocchiato. * adesso chiedi piet2 per i tuoi peccati., disse il prete e caric! la balestra con una freccia esplosiva. #rese la mira e tir! il grilletto. $i fu un AfiuuuB della corda dellarco e la freccia fin0 proprio al centro della fronte di 7ranco Sartogo. Il resto della scatola cranica esplose in schizzi di schegge ossee e materia cerebrale e contemporaneamente il corpo, come al rallentatore, si pieg! indietro e sollev! il braccio con la racchetta come in ultimo e disperato tentativo di servire una battuta. #oi del maestro non rimase che un troncone. nche quella roba che assomigliava alla vita si era dissolta. -/iposa in pace., fece il sacerdote, apr0 una porta e sal0 su una stretta scala a chiocciola che portava sopra al campanile. "a l0 si aveva una visione globale della situazione in cui versava il paese. #rese il binocolo e osserv!. Un disastro. $erano oramai solo morti viventi che si aggiravano senza meta tra le stradine. #i' in lontananza vide una spirale di fumo sollevarsi dalle chiome del bosco e poi vide sulla strada una ragazzina su una carrozzella inseguita da uno zombie. -/esisti3 /esisti3 Ti salvo io, piccoletta., fece, sputando via il mozzicone di sigaretta e si gett! gi' per le scale sulla sua coscia malandata.

'uindici. CARLA C$TU)N$ Nilo #apadopulos, il greco, era alla guida di una LeJus berlina, nera come la coscienza di un vecchio pedofilo. ccanto, gli sedeva il suo compare, *nzo Tavazzi, che guardava assente le tenebre gelate che avvolgevano la macchina. Il greco continuava a scuotere la testa come una frisona che voglia scacciare le mosche cavalline. -Io sono sicuro che 1eronica mi ama. "al punto di vista cosciente lei non lo sa, ma dal punto di vista incosciente, invece, 5 pazza di me. Q come quando uno odia i cani ma poi, stranamente, li accarezza. )uante volte vedi persone che odiano i cani e li accarezzano e gli danno da mangiare6 +ppure, quando c5 un incidente stradale e non puoi fare a meno di guardare, anche se ti fa schifo. #erch& credi che va a letto con quel pezzo di merda allora6.. Tavazzi non si degn! nemmeno di aprire gli occhi, -#erch& 5 suo marito. Idiota.. #apadopulos sorrise. -Q incredibile come non capisci un cazzo delle donne. Se conoscessi un briciolo di psicologia femminile lo sapresti. Lo fa perch& ha paura di innamorarsi, di diventare debole, di riconoscere che io lattraggo da morire.. "a dietro venne la voce di rnaldo $otugno, il grande boss. -%asta, state zitti, porca troia. Non sento niente.. Teneva stretto in mano il cellulare come se fosse un rompighiaccio. -$arla3 $arla3 (i senti36 7ermati, dove vai6 7ermati3.. $arla $otugno, a qualche chilometro di distanza, alla guida della sua (ini $ooper fuggiva da suo padre e dalla sua gelosia che la strangolava. * poi aveva fatto uno strano sogno. nzi, a essere precisi, un incubo in piena regola. veva trovato finalmente qualcuno da amare. Uno che la voleva sposare. Il cuore al solo pensiero le si gonfiava di una terribile tenerezza, di un desiderio di scappare con lui in capo al mondo. *rano scappati insieme e senza dirlo a nessuno si erano andati a sposare. La chiesa li aveva avvolti, inghiottiti. Nelle tenebre dellalto edificio, illuminate di luce propria, colonne scarne come tibie. Intorno allaltare migliaia di candele ritorte come serpenti deformi bruciavano in fiammelle tremolanti, piccoli punti accesi, mozziconi di sigarette. $arla si

sforzava di vedere in faccia il prete, ma un velo opaco le impediva di farlo. ffioravano solo gli occhi che trapassavano la coltre come tizzoni ardenti, il naso e gli zigomi come staccati dalla figura, sembravano avere vita propria. * il sacerdote puzzava di cicche e di alcol rancido. $arla aveva tentato, risvegliandosi in un lago di sudore, di mettere insieme quelle immagini singole per ricostruire la trama dellincubo, ma le riusciva impossibile. nche nel sogno si era concentrata per capire chi diavolo si stesse sposando, ma gli occhi arrossati dallo sforzo le si chiudevano. Nel buio della sala, davanti a un film, le era successo lo stessoW le palpebre come serrande abbassate gli chiudevano lo sguardo, incapaci di sentire i vaghi comandi del cervello lontano. #iaghe purulente sembravano formare una rete nella carne del prete. Solchi rossi. La voce del prete le si era insinuata dentro come olio caldo, ma non capiva il significato di quelle parole distanti. Troppo difficile concentrarsi. I pensieri le scivolavano nella mente senza lasciare impronta. #oi aveva capito. -1uoi tu, $arla $otugno, sposare questuomo, nel bene e nel male, nella buona o nella cattiva sorte6 *h63 Lo vuoi6.. -S0... S0, lo voglio3., aveva risposto di getto. Si era stupita di come aveva pronunciato quelle parole senza nemmeno rendersene conto. Le erano uscite cos0, le aveva vomitate come aveva vomitato il gin liscio la prima volta che lo aveva provato. lla fine aveva baciato suo marito. *ra strano, vedeva il naso, la bocca, gli occhi eppure non riusciva a metterli insieme per formare il volto. Lui le aveva messo in bocca una lingua lunga, agile. La sentiva muoversi in bocca, gi' fino al palato e dentro la trachea. Non riusciva a prendere aria. Si era voltata, nellombra il sacerdote le sorrideva con un ghigno di complicit2. (entre le sorrideva, con le mani il prete si staccava i capelli dal cranio, a ciocche, li guardava e poi li buttava per terra, sopra il marmo chiaro. Luomo le si era avvinghiato addosso. Sentiva un odore buono sulla carne scura di lui, di chiodi di garofano, di incenso, ma che poi mutava in qualcosa di diverso, affumicato, di salsicce ai ferri. *ra troppo vicina a lui per poterlo distinguere interamente. Le metteva le mani addosso. #oi le aveva alzato il lungo strascico e messo le mani tra le cosce, sotto gli elastici delle mutande. $arla aveva preso ad agitarsi, a gemere di piacere e a muoversi in modi assurdi. /uotava le membra in posizioni impossibili. Suo marito la teneva sollevata, reggendola con un braccio, le dita nascoste nel buio della fica. #oi, tenendosi per mano, quasi di corsa, erano usciti dallalto edificio. 7uori il sole laveva abbagliata, era come stare in un ghiacciaio. "oveva tenere gli occhi chiusi. (ano nella mano. Intorno mulini di foglie secche portate dal vento. $arla sapeva che adesso avrebbero fatto il viaggio di nozze, ma non sapeva dove. * poi aveva capito dove. Nella casa al mare dove era morta mamma. Non ci sarebbe stato nessuno e suo padre non lo avrebbe mai scoperto. (entre, in macchina, percorrevano la strada per il mare, $arla si sentiva in colpa. veva fatto qualcosa di male, qualcosa che non si deve fare. (a non ricordava che cosa. La casa era grande, stanze vuote si succedevano una dopo laltra, porte sempre uguali le univano. Non cerano corridoi. Nella loro stanza, lunica con un letto sul centro, cera una grande finestra che si affacciava sullalta scogliera rocciosa. In lontananza una lunga spiaggia coperta dalla neve. 7ormava uno strato uniforme e nessuno laveva mai calpestata. $arla passava intere giornate appoggiata alla finestra. quile marroni volteggiavano tra i picchi della scogliera sotto un cielo denso e pesante, rincorrendosi in folli piroette. #er il resto, il paese sembrava abbandonato. Non ricordava che in quel posto potesse nevicare. *ra un elemento che stonava e le lasciava da pensare. "ormivano molto e poi facevano lamore. Non parlavano. *ra intorpidita e apatica e tutto era fermo. Non aveva ancora riuscito a capire chi cavolo fosse suo marito, ogni tanto

scompariva senza dire niente, bastava che voltava lo sguardo e non cera pi'. "ove andava6 ppena pensava a lui altri pensieri si aggiungevano, lasciandola confusa. Un giorno, mentre era alla finestra, la casa aveva incominciato a trillare. Sembrava che tutto ledificio e i muri suonassero a intervalli. Il telefono. $arla correva nelle stanze vuote alla ricerca dellapparecchio. Il trillo continuava e $arla, dimprovviso, aveva capito cosa aveva nel petto che la faceva sentire in colpa. +ra ricordava. Suo padre non voleva che lei si sposasse, soprattutto con quello. veva mentito, laveva tradito. Lui si aspettava tuttaltro da lei, ma cosa6 $ontinuava a correre, il suono come un martello sincuneava come una scure tra i lobi del cervello. "ove cazzo stava il telefono6 Le camere, tutte uguali, sembravano infinite. Stava per disperare quando trov! quello che cercava. Lapparecchio in mezzo alla stanza, nero e lucente, avanzava lentamente trascinandosi. Sembrava ferito, si tirava dietro il filo come un cordone ombelicale. #i' si avvicinava e pi' sembrava un grosso insetto. Una blatta nera. Tra le elitre, poggiata in mezzo, spuntava la cornetta. 1incendo lo schifo, la sollev!. *ra viscida, coperta di un liquido denso e lattiginoso. -#ronto3 #ronto chi parla6.. -#ronto3 $arla sono tua madre, come stai6 "omani siamo l0... $on tuo padre. La casa6 La casa come sta6 Pai messo in disordine6 Sei contenta6 7aremo di nuovo le vacanze insieme... $ome una volta. )ui fa un caldo terribile. %e... $i vediamo domani. $iao.. Tornando verso la sua stanza si era chiesta come era possibile che venisse anche sua madre. *ra morta daO (a, a ripensarci, non ne era pi' tanto sicura. veva trovato suo marito che guardava fuori. Si era voltato, laveva presa per il collo e laveva sbattuta contro la finestra, le aveva allargato le braccia e poggiato le palme sul vetro umido di condensa. Le aveva divaricato le gambe, e con lentezza le aveva tirato su il vestito da sposa, poggiandoglielo sulla schiena. Non aveva mutande. Si era girata e vedeva il sedere emergere dal candore della stoffa. Le natiche abbronzate confluire insieme in una valle pi' buia, le gambe lunghe e magre unirsi in un delta. +ndeggiava le chiappe come una cagna in calore. #oi un salto improvviso e si era ritrovata a correre per un groviglio di strade e rampe di scale. Lui davanti, lei di dietro. Il paese aggrappato a quei sassi scoscesi taceva. Il vento sbuffava indisturbato tra le case bianche e sbatteva le imposte e, turbinando, si infilava gi' per le canne dei camini per poi riuscire tra lo stridore di cardini arrugginiti. vevano imboccato un piccolo sentiero che faticosamente aggirava le costruzioni fino a raggiungere la scogliera a picco sul mare. Il sentiero come una ferita tagliava in due un grande campo di stoppa gialla, bruciata dal sole. lla fine del viottolo si trovarono su un enorme faraglione che precipitava nel vuoto. Lodore del mare arrivava fin lass', odore di alghe seccate sul bagnasciuga. +nde grandi come colline, in basso si sfondavano sugli scogli neri formando schiuma bianca. Lui, incurante della vertigine, era salito fino alla punta del faraglione, in piedi su uno sbalzo. I capelli, agitati dal vento, gli coprivano il volto. Non sembrava aver paura del vuoto. $arla gli era arrivata alle spalle e senza esitazione laveva spinto gi'. Lui non aveva opposto resistenza. *ra precipitato e basta, allargando le braccia, come un manichino. "opo un lungo volo si era schiantato sulle rocce. Le onde lo coprirono e una pi' grande delle altre se lo prese, inabissandolo. $arla era tornata a casa di ottimo umore, ora poteva far trovare tutto in ordine. *ra contenta che sua madre avesse deciso di venire. Il giorno dopo era una bella giornata. La neve si era sciolta lasciando lo spazio a ombrelloni e bagnanti. Le case si erano riempite di vita, di voci, di urla di bambini. "alla

finestra il mare era piatto come una tavola e sopra, come spilli appuntati, barchette colorate piene di gente in costume. /iconobbe subito il gozzo azzurro dei suoi genitori che avanzava piano lungo la costiera. *ra uscita di corsa, tra motorini e frotte di vacanzieri. veva superato il faraglione e sceso la scalinatella di pietra che portava alla spiaggia. Intanto, la barca era quasi arrivata, vedeva distintamente suo padre al timone e sua madre in costume sdraiata a prendere il sole sulla coperta. Urlava forte da l0 sopra per attirare la loro attenzione. Si erano accorti di lei e si erano avvicinati. +ra erano sotto, a pochi metri dalla roccia. -"ai3 %uttati3 %uttati3.. )uando era piccola si era tuffata, ma mai da cos0 in alto. $erano dieci metri buoni. #oteva farcela, non era tanto. Li avrebbe sicuramente stupiti. Si chiese, per un attimo, come mai la mamma la spingesse a saltare. Sal0 sul muretto di pietra e guard! gi'. La barca rollava dolcemente mossa dalle onde. *bbe solo un momento di esitazione, poi spicc! il volo. $hiuse le braccia contro il busto, serr! le gambe, incune! i piedi. %uc! lacqua perfettamente, senza schizzi, composta. Il mare le si chiuse sulla testa. Non aveva pensato a quanto era profondo, ma era scesa molto senza toccare, non cera pericolo. Il corpo termin! la sua corsa verso il basso, la spinta di rchimede ebbe il sopravvento. Sotto, a pochi metri, vedeva le rocce spuntare tra la sabbia, in alto la pancia ovale della barca. (entre remava con le gambe guardando in su, vide nello specchio che formava la superficie del mare qualcosa luccicare sul fondo tra i prati di posidonia. Le sembrava un banco di alici. No, era un panno. Un panno ricoperto di paillettes. Lo stomaco le si chiuse e lo stesse fece il cuore, allora pedal! pi' forte anelando aria, non ne aveva pi'. (ancava poco, era finalmente arrivata, quando una morsa lafferr! tirandola di nuovo gi', verso il fondo. rtigli nella carne. Si gir! e vide Lino con lo smoEing blu attaccato alla sua gamba. *ra enorme, la bocca dilatata. (ostrava i denti aguzzi, le alghe intrecciate ai capelli. $arla prov! a nuotare disperatamente e ad allontanarlo colpendolo con il piede libero, ma era pesante per via dei blocchi di cemento attaccati ai piedi. La tir! gi', pi' gi', tra le rocce, mentre lXacqua si tingeva di rosso. La chiglia della barca si rimpicciol0 mentre Lino, il suo amore, le diceva, -Q stato tuo padreO Q stato tuoO Q statoO QO..

*edici. ANT$NELL$ PEDR$TTI -I morti camminano tra noi. Gombie, morti viventi, comunque li si voglia chiamare, questi sonnambuli sono la minaccia pi' terribile per lumanit2, dopo lumanit2 stessa. Sarebbe impreciso chiamare loro predatori e noi prede. ltro non sono che una peste e la razza umana ne 5 lospite. Le vittime pi' fortunate vengono divorate, le ossa completamente spolpate, la carne consumata. )uelle meno fortunate passano dalla parte degli aggressori, trasformate in putridi mostri carnivori. $ontro queste creature, le strategie di guerra e il pensiero tradizionale non servono a nulla. La scienza del porre fine alla vita, sviluppata e perfezionata fin dai primordi della nostra esistenza, non pu! proteggerci da un nemico che non ha alcuna AvitaB cui porre fine. Significa dunque che i morti viventi sono invincibili6 No. Q possibile fermare queste creature6 S0. Sopravvivenza 5 la parola da ricordare, non vittoria, non conquista, ma solo sopravvivenza.. +all#introduzione del saggio 7(ombie8 di .a9 :roo5s

Il greco, Nilo #apadopulos, guard! nello specchietto retrovisore, spense la cicca nel portacenere e disse, -$acacazzi a ore <.. "ietro la LeJus, a una cinquantina di metri cera una volante della polizia. *nzo Tavazzi diede unocchiata indietro e abbass! il volume della radio. -Non te la inculare di pezza.. -/allenta, no6 Non vedi che stai a ;K=6.. "ietro, il boss rnaldo $otugno, cellulare in mano, cercava di mettersi in contatto con sua figlia. -$apo, se rallentiamo facciamo una cazzata. 4li facciamo capire di temere qualcosa e quello, al ;=== per cento ci ferma., si accalor! Tavazzi. -* infatti abbiamo qualcosa da temere visto che il limite 5 ;9=. Se rallenti gli fai capire che sai che stavi andando troppo veloce e ti lasciano perdere. (i segui, genio6., fece $otugno. Tavazzi si sporse indietro, infilando il muso da faina tra i due sedili anteriori, -$apo, scusa se ti contraddico, ma se capiscono che hai rallentato vuol dire che hai paura di loro e quindi ti fermano. Q cos0 che funziona la mente della polizia. Q una mente seO.. -Non ho capito che devo fare. /allento o no6 * se accelero6 (e lo bevo in un attimo., sintromise #apadopulos. )uasi che il poliziotto avesse sentito quello che diceva il greco, la volante, con uno scatto improvviso, affianc! la LeJus. I tre, con la simultaneit2 di tre marmotte minacciate, girarono la testa e guardarono i poliziotti. La risposta fu immediata, la sirena sul tetto dell lfa /omeo si accese e un braccio cominci! a sventolare una paletta facendogli segno di accostare. -1isto6., fece soddisfatto Tavazzi. $otugno si massaggi! con una mano le tempie. -1isto cosa6.. -1isto6 $i hanno fermato3.. -Lo sai che tu devi avere una tara familiare grave. Pai detto che non doveva rallentare. Nilo, hai rallentato, per caso6.. Il greco fece no con la testa. -(a che cazzo centra6 Non hai rallentato, daccordo, ma non hai nemmeno accelerato. Sei rimasto l0 come un imbecille a ;K=. (aO.. (entre i tre discutevano, la volante li stringeva indicandogli il ciglio della strada. -$he faccio allora6.. $otugno, -Nascondete i ferri. #oi accosta. * fate parlare a me.. Il greco controll! che la pistola fosse nascosta dalla giacca, mise la freccia a destra, si ferm! in una piazzola di sosta. Intorno cera il solito marrone. 7oglie. lberi. Sassi. Tutto marrone. "alla volante usc0 fuori un solo poliziotto. Laltro rimase dentro. Tavazzi sorrise mettendo in mostra la chiostra di denti rifatti. -4uardate che testa di minchia.. Il poliziotto della stradale era alto un cazzo e mezzo e camminava a gambe larghe, alla Uohn Ya?ne, o, meglio, come uno che aveva subito unoperazione alle emorroidi. -Pa pure i /a?%an a specchio. Si credeO )uelloO... #apadopulos fece una smorfia di sofferenza. -"ai come si chiamaO6 )uei due poliziotti sulle motoO6.. -$he stai dicendo6.. -Il telefilm. $he vedevamo da bambini, daiO I dueO6. -Tu da bambino vivevi in 4recia. In qualche isola del cazzo. $he ne so di che minchia vi vedevate voi alla televisione6 (a ce lavevate la televisione6.. -4uarda che alla fine, gira che ti rigiri, il mondo 5 uno solo. * le stronzate circolano.. -Tu lhai mai visto SandoEan6.. -SandoEan63.. Il greco cadde dalle nuvole. -1isto6 $he cazzo di infanzia hai avuto senza SandoEan6 SandoEan con 8abir %edi e $arole ndr& non ti dice niente6 %uio totale, eh6 Tremal NaiE6 Sanez "eO.. Il poliziotto buss! al finestrino. Il greco mise su un sorriso con troppe gengive e abbass!. -Salve, agente.. -#atente e libretto, per cortesia.. Il poliziotto doveva essersi visto troppe volte *erminator ;. veva la faccia scolpita nel legno e puzzava di dopobarba scadente. -)ualche problema6.. Si fece avanti rnaldo $otugno. - vete superato il limite di velocit2.. -Sa. abbiamo un po frettaO Sto cercando mia figlia. nzi, non 5 che per caso ha incrociato una (ini $ooper rossa6.. Il poliziotto scosse appena la testa, -Le devo fare la multaO.. $otugno, -7acciaO 7accia... )uando 5 giusto 5 giusto. "ora in poi terremo docchio il contachilometri.. Il poliziotto, fece due passi

indietro, tiro fuori una penna dalluminio e incominci! a scrivere il verbale. -)uant5 cattivo6., ghign! Tavazzi indicando con il mento il rappresentante della legge. -Tostissimo. Si sente un padreterno.. un tratto ci fu un colpo attutito, come se qualcuno avesse dato un pugno sulla carrozzeria della LeJus. $otugno sirrigid0 come un nasello, -$he 56 $he cazzo succede6.. Tavazzi si diede una manata rumorosa sulla fronte, -#orca puttana maiala infame. (i sono dimenticato3.. -$osa36 $osa ti sei dimenticato6.. Soffi! fuori il greco cercando di fare il vago. -#edrotti. (e lo sono dimenticato.. -#edrotti #edrotti6 Nello #edrotti6.. ntonello #edrotti, detto Nello, era stato, nellultima parte della sua esistenza, lallenatore del 7orca di (ezzo $alcio $lub, di propriet2 di rnaldo $otugno. La squadra, a fine campionato, era retrocessa allinferno. * gli era stato gentilmente consigliato di prendersi i suoi stracci e darsela il pi' veloce possibile e di non scendere mai pi' sotto la linea dellarco alpino. (a lallenatore era un tipo che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno e aveva minacciato un mucchio di cose, denunce al $oni, alla Lega $alcio, addirittura aveva detto che suo cugino conosceva benissimo ldo %iscardi. * che $otugno era un camorrista e cheO #arole in libert2. Intanto il poliziotto, fuori, continuava a scrivere. Tavazzi, con la faccia di un ragazzino che ha fatto sega a scuola ed 5 stato beccato dai genitori, sussurr! un s0. -Non lhai ammazzato6.. -S0. 4iuro su "io. "ue pallottole in fronte. * poi gli ho dato pure fuoco.. Il greco rimase perplesso. -Non avevi detto che prima gli avevi dato fuoco e poi gli avevi sparato6.. -In effetti s0. 4li ho dato fuoco, ma quello si 5 messo a correre come un indemoniato per tutti gli spogliatoi, cos0 gli ho sparato. In testa. #reciso. #areva la torcia umana.. Un nuovo tonfo nel bagagliaio. Il poliziotto sollev! gli occhi dalla cartellina come se avesse sentito qualcosa, ma poi, dopo un attimo, riprese a scrivere. -(a quando lo avete ammazzato6., domand! $otugno. -* che sar26 Una settimana circa., Tavazzi chiese conferma a #apadopulos, che concord!. -S0. #i' o meno.. $otugno si cominci! a grattare nervosamente i capelli tinti color teaE. -* lo avete lasciato nel bagagliaio della mia LeJus per una settimana6 1ivo63.. Tavazzi non capiva. -)uando lho messo dentro mi pareva proprio morto. (a vai a capireO "ue pallottole in testa, arrostito e una bella settimana dentro un bagagliaio. So cose che sfiorano lincredibile.. -Lo stimo, allallenatore.. Un colpo. * un altro. #i' forte. $ome se ci fosse veramente qualcuno dentro il bagagliaio. Il poliziotto finalmente sent0 qualcosa. /imase un attimo perplesso e poi si avvicin! al finestrino e, -$he c5 li dentro6.. Indic! il bagagliaio. Il greco sollev! le spalle, -Niente.. Il poliziotto, -#u! scendere e aprire6.. #apadopulos chiese con gli occhi al boss che cosa doveva fare. - prigli.. Usc0 dalla macchina. veva dieci centimetri di tacco nascosti sotto un paio di pantaloni a zampa delefante. Sopra aveva una giacca a due bottoni, troppo stretta sui fianchi, color marrone. Si aggiust! il pacco e and! al bagagliaio seguito da quello della stradale. - spetti ad aprire.. Il poliziotto tir! fuori la pistola e la punt!, tutto concentrato, sul bagagliaio. Non si accorse che il greco, veloce come un gatto, aveva cacciato fuori anche lui lartiglieria e la nascondeva dietro la schiena. - pra3 pra ora3.. Il sicario sollev! lo sportello. "al buio del bagagliaio usc0 una specie di ruggito basso. Il poliziotto fece due passi indietro. * poi spunt! fuori Nello #edrotti. $ompletamente carbonizzato. Sembrava una mummia senza fasce. 4rigio come cenere con le appendici carbonizzate e resti di tuta bruciata che gli pendevano addosso. -+h mio "io3., fece il poliziotto. -Signore3 Signore, si sente bene6.. LeJ allenatore grugn0. Il poliziotto con un scatto improvvis! punt! la pistola contro il greco, -7ermo3 Non una mossa.. #oi allung! una

mano per aiutare lo zombie che non riusciva a uscire fuori e quello per ricambiare la cortesia gliela mozz! con un sol morso. Il poliziotto monco cadde indietro e tir! il grilletto e colp0 il non@morto che fin0 sotto la macchina dibattendosi tra le ruote come se avesse una crisi epilettica. Il greco, senza pensarci troppo, spar! in testa al poliziotto un paio di colpi poi chiuse lo sportello e rientr! in macchina. (entre infilava la chiave disse, -* poi dicono che 5 facile morire al giorno doggi.. La LeJus ripart0 verso 7orca di (ezzo.

Dicia//ette. CARLA E ARNALD$ C$TU)N$ $arla $otugno, la figlia del boss rnaldo $otugno, era certa di essere inseguita da suo padre e dai suoi orrendi tirapiedi. La ragazza guard! per lennesima volta nello specchietto retrovisore sicura di trovarci la LeJus nera. -Se hanno ucciso Lino, li ammazzo a tutti e tre. )uant5 verO.. 7ece appena in tempo a poggiare gli occhi sulla strada che si srotolava davanti come una striscia di caucci' che una hostess della 1odafone Fla riconobbe dalluniforme rossaH le si schiant! sul parabrezza come un moscone impazzito. La macchina cominci! a sbandare. Il vetro era ricoperto dal sangue e dal materiale organico della hostess. $arla us! i tergicristalli e la pompetta dellacqua per vederci qualcosa, ma quando qualcosa le apparve finalmente davanti fu troppo tardi per frenare. Si schiant! contro linsegna di una pompa dell gip. Lairbag esplose impedendole di sfracellarsi la faccia contro il vetro e mandando in fumo il lavoro sopraffino del suo chirurgo estetico. $arla usc0 dalla macchina tremante e, barcollando, and! verso la stazione di rifornimento. Non cera nessuno e sembrava abbandonata da un sacco di tempo. "ietro le pompe cera un minimarEet snacE bar. *ntr! dentro. Sembrava che ci fosse passata una banda di hooligan o peggio un tornado. La gran parte degli scaffali era a terra. La cassa aperta e i soldi sparsi dovunque. $arla con una vocina striminzita domand!, -$5 qualcuno6 $5 qualcuno6.. * avanz! tra sacchetti aperti di popcorn e patatine. #oi sent0 una specie di ruggito. )uello che potrebbe fare un leone mentre sbrana una gazzella. $arla si ricord! di avere un Uzi nello zainetto di 7endi. #rima di scappare di casa laveva rubato dallarmeria di suo padre. Tolse la sicura e fece due passi trattenendo il respiro. "ietro gli scaffali dei deodoranti seduta a terra, a gambe allargate, cera la cassiera con il grembiule e la cuffia in testa. Non stava per niente bene, aveva due occhiaie nere, con al centro due globi bianchi che sembravano due uova di quaglia e soprattutto si stava mangiando la gamba di un uomo. *ra cos0 presa a ripulire il femore dai resti della polpa che non si accorse nemmeno di $arla. terra, poco distante, fremeva e scalciava, come fanno, alle volte, i cani quando dormono, la carcassa di un bassotto con tutte le interiora di fuori. $arla non riusc0 a trattenere un urlo e fece due passi indietro e and! a sbattere contro lespositore di cd. Si gir! e vide un benzinaio senza un braccio che la osservava. $arla per anni aveva fatto gli esercizi di aerobica di Uane 7onda e aveva un fisico tonico e scattante che le permise di scartare lo zombie ma non di scivolare su un 7attoria, il famoso panino ripieno di specE e brie che ha reso celebri gli utogrill del nostro bel paese in tutto il mondo. La mitraglietta Uzi, roteando, le vol! di mano e le fin0 sotto uno scaffale. Nello stesso momento Nilo #apadopulos, il greco, *nzo Tavazzi e il boss rnaldo $otugno inchiodarono davanti alla pompa di benzina. Nessuno

dei tre si era accorto che la (ini $ooper di $arla era accartocciata contro un palo a poche decine di metri. Nilo #apadopulos si stiracchi! ed espresse un desiderio, -1ado a pisciare. Sono due ore che la tengo. Tu fai il pieno.. -(i compri un panino6., fece da dietro il boss. -$he vuoi6 Un #ositano6 Un 4hiottone6 Un $amogli6 Un Icaro6., chiese #apadopulos. -Non lo soO Tu che mi consigli6 $ome si chiama il classico, quello con lo specE e il brie6.. -Il 7attoria6.. -%ravo. )uello l0.. Tavazzi si accese una sigaretta scuotendo la testa. -Lascia perdere.. -#erch&6., chiesero in coro $otugno e #apadopulos. -Li fanno in $ina.. -$ome li fanno in $ina6.. -S0. +ramai tutti i panini li fanno in $ina.. -(a che stai a dire6 (o, secondo te, i panini li fanno in $ina6.. #apadopulos era scettico. -(a mi senti quando parlo6 Lho appena detto.. #apadopulos cominci! a scuotere la testa a destra e a sinistra. -* come fanno a essere cos0 fragranti e freschi6 Sai quanto ci mettono a farli arrivare dalla $ina6 * non mi raccontare la stronzata che arrivano congelati perch& non 5 vero. Io li so riconoscere i panini congelati pure se li scaldano per bene.. -* infatti arrivano freschi. Niente congelamento.. -* secondo te, caro greco sotuttoio, un panino fatto in qualche merdosa fabbrica di panini di #echino pu! fare un viaggio di ;= mila chilometri e arrivare qui fresco6.. #apadopulos sorrise mettendo in mostra i denti gialli di nicotina. -Usano il "hl. Non lo sai che la $ina ha fatto un accordo internazionale con il "hl6.. I due non seppero come replicare. Il greco li guard! un istante. - nche la mozzarella di bufala arriva dalla $ina. Stai a sentire a zio.. $otugno si mise una mano in fronte. -#ure la mozzarella6.. -1abbe, io vado al cesso.. Il greco si avvi!. Il benzinaioRzombie si stava avvicinando. $arla $otugno, stesa a terra, tentava inutilmente di afferrare la mitraglietta finita sotto un espositore. Non ce lavrebbe fatta mai a recuperare larma. Si guard! intorno. #roprio accanto a lei cera un lungo scaffale con un bel cartello Aofferta specialeB. *sposte in ordine cerano delle statuette che cambiavano colore a seconda della temperatura della torre di #isa, del "uomo di (ilano, del "avid di "onatello e di #adre #io. $i fu un istante di indecisione poi $arla afferr! la statuetta di #adre #io e la cacci! nellorbita destra delleJ benzinaio. Lo zombie emise un gorgoglio e croll! contro la figura cartonata di ndrea "e $arlo che sorrideva con il suo romanzo in mano. Nilo #apadopulos entr! nel gabinetto abbassandosi la lampo dei pantaloni. In fondo, accanto alla sfilza blu delle porte dei cessi, cerano due pisciatoi. Uno era occupato da un tipo alto e il greco, dopo aver gettato la cicca nel lavandino, si posizion! davanti a quello libero. Tir! fuori luccello e cominci! a liberarsi. $azzo, stava scoppiando. * raggiunta una certa et2 fa malissimo tenersela. /ischi lincontinenza. $hiuse gli occhi, ma li riapr0 subito. Il tipo accanto gli stava guardando il cazzo. +ramai i froci so dovunque. * in pi' sto frocio aveva gravi problemi di inestetismi della pelle e la mascella gli pendeva da una parte, come una porta senza un cardine. -%ello, eh6., gli sorrise il greco. -#eccato che non lo puoi avere e se non ti giri entro tre secondi sar2 lultima cosa che vedrai in vita tua.. Il frocio sembr! non sentirlo e allung! una mano. $on un unico gesto Nilo #apadopulos estrasse dalla fondina la pistola e gli piazz! un proiettile calibro nove tra le sopracciglia. (entre $arla $otugno recuperava la mitraglietta il bassotto zombie cominci! a morderle una scarpa. -*h no333 Sono di 7abrizio $avalli333.. 7ece esplodere il cranio dellanimale

e usc0 fuori dal minimarEet con lUzi che fumava e senza un tacco. *nzo Tavazzi stava facendo benzina quando vide la figlia del boss uscire dal minimarEet. #er una frazione di secondo non seppe che fare poi infil! la testa in macchina. -$apo3 $apo3 $5 tua figlia3.. Il boss usc0 dalla macchina. -$arla3 #ipotta mia.. La figlia guard! il padre, poi strinse gli occhi e osserv! le cime degli alberi, i corvi e il sole che sembrava una noce di burro che si scioglie in un tegame rovente. -$he vuoi6.. -Sono venuto a cercarti. #erch& sei scappata6.. -#erch& ti detesto. Pai ammazzato lunica persona che io ho amato in vita mia.. -Non ci posso credere che amavi quel mezzo uomo.. -*ra pi' uomo dei tuoi fedeli scagnozzi. Sai quante volte hanno tentato di scoparmi6 Sai quanti pompini gli ho fatto al signorino6.. * indic! il povero Tavazzi. Limpressione, vedendolo da fuori, fu che il fantasma di T?son avesse affondato uno dei suoi micidiali destri nello stomaco del boss che divenne paonazzo come un polpo minacciato. -Non 5 vero3 Non 5 vero3 Non ci ho mai provato, capo3 Non le devi credere capo.. Tavazzi sollev! le mani e poi inferocito si rivolse alla ragazza. -$he bastarda che sei3 Io non ti ho mai nemmeno avvicinata3 Lo giuro sulla (adonna del valico di $hiusi3.. $arla sembr! non sentirlo, con gli occhi ridotti a due fessure buie disse solo, -Io a casa non ci torno.. -Tu a casa ci torni. Lo dico io che sono tuo padre.. * le punt! addosso la sua Luger con il calcio in ebano. $arla gli punt! a sua volta la sua Uzi contro. -$e lho pure io. * la mia 5 meglio.. - vresti il coraggio di sparare a tuo padre6 Non ci credo.. $arla chiuse gli occhi e gli spar! a una spalla. -$redici.. - hhh333 $he dolore3 $he cazzo fai, #ipotta, spari6.. Il boss si stringeva il braccio ferito. $arla puntando la mitraglietta contro tutti e due diede un calcio alla Luger che fin0 lontano. - desso mi prendo la macchina.. Sal0 e il tubo della benzina fin0 a terra allagando il piazzale. $otugno era disperato, ANo, la LeJus, no3 No, ti prego3 La LeJus no3 Q in leasing.. (a $arla si era gi2 allontana. Il greco si scroll! luccello e si chiuse i pantaloni. Se cera una cosa che odiava era quando gli rimanevano quelle quattro gocce che gli bagnavano le mutande. Il frocio si rialz! da terra. -Sei duro a morire.. #apadopulos gli sistem! altri due colpi nel torace ma quello si rimise in piedi. Il greco lo guard!, si accese una sigaretta. -Po finito le pallottole.. Lo scavalc! e usc0. Tavazzi era alla guida di un carroattrezzi. Seduto accanto stava $otugno con una mano sanguinate premuta sulla spalla. -Sali, svelto3.. -* la tua LeJus6.. Tavazzi come se nulla fosse, -$e lha fregata $arla. Sali3 $azzo, sali3.. Il greco scosse la testa perplesso. -(a che succede in questo posto6 #rima un frocio immortale mi ha spizzato il cefalo e adesso ci hanno fregato la macchina6.. -Sali, forza3.. lle loro spalle, apparvero lo zombie benzinaio con la statua di #adre #io piantata in un occhio e la cassiera non morta. Il Eiller mont! sul camion e gett! la sigaretta nel lago di benzina.

Diciotto. #adre (arcello inchiod! la vespa davanti a una villetta a due piani che dava le spalle alle montagne aspre e spolverate di neve. Il tetto con le tegole marroni. 7inestre. %alconi. Infissi anodizzati. Un giardino con una fontana di cemento. Un orto. Un pollaio vuoto. -* qui che stanno i tuoi nonni6., fece il sacerdote. Si accese una sigaretta, poi prese il fucile a canne mozze e lo infil! in una custodia che teneva allacciata dietro la schiena. -Pai ucciso mio padre3.. $on quei due squarci bui che aveva al posto degli occhi guard! la

ragazzina con la frangetta nera seduta sulla sedia a rotelle e il cielo stinto come la tuta di un metalmeccanico. Isabella si stropicci! gli occhioni lucidi. -#erch&6 #erch& lhai fatto6.. #adre (arcello tir! fuori dalla tasca della tunica una dozzina di bottigliette di UacE "aniels, quelle che si trovano dei minibar degli hotel e se le scol! una dietro laltra poi fece una smorfia e disse, - scoltami bene, piccola. )uello l0 non era tuo padre. )uello era un essere sfortunato condannato a vagare per leternit2 sospeso tra la vita e la morte. Tuo padre non cera pi' e quellessere rifiutato dal paradiso e dallinferno era solo un mangiauomini. Tranquilla, nessun problema.. Isabella si pass! una mano nei capelli lisci e neri come fili di liquirizia. -1uoi dire che era uno zombie6.. -%rava, ragazzina. Pai detto la parola giusta. Un fottutissimo zombie dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi. Non riesco proprio a capire cosa gli succede alla gente che improvvisamente si trasforma in non morti.. -#adre non ha letto il testo fondamentale sugli zombie di #eter %rooE6. Il prete fece spallucce. -No.. -%ene, secondo leminente anatomopatologo, questo stato dipende da un virus, il Solanium. Il Solanium 5 un retrovirus che si sposta nel circolo sanguigno e in quello linfatico e infetta il cervello, l0 si riproduce nella zona dei lobi frontali. )uesta infezione porta rapidamente alla morte del soggetto infettato. + almeno il soggetto appare morto. Niente pi' battito cardiaco. Niente pi' respirazione. nche la temperatura corporea passa da M<,K alla temperatura ambientale. La cosa interessante che in questo stato di anossia nel cervello persiste un metabolismo anaerobico che trasforma morfologicamente e istologicamente lorgano. lla fine di quella che potremmo definire metamorfosi, questo nuovo organismo rianima il cadavere dando vita a quello che con parole comuni e inappropriate viene chiamato zombie o non@ morto.. -Non ho capito quello che mi stai dicendo. 7orse che gli zombie sono il prodotto di uninfezione, di un virus come il raffreddore o la scarlattina6.. -S0, secondo leminente scienziato #eter %rooE e molti altri esperti, s0, 5 cos0.. -Il fenomenoO.. Non gli veniva la parola. -)uesta roba insomma per cui i morti camminano non pu! essere originato quindi da formule magiche, da riti voodoo6.. Isabella lo fiss! e poi gli chiese, -Non penso proprio. meno che uno non voglia credere alla presenza, nel mondo, di forze ultraterrene legate a culti animisti e demoniaci. Lei crede al folclore, padre6.. -Io6 Scherzi, piccoletta6 Io credo solo nel Nostro Signore, 4esucristo e la (adonna. Nella triade divina. (a come si sviluppa sto virus6. -%e, la sintomatologia infettiva pu! essere suddivisa in cinque stadi successivi.. Isabella sollev! il pollice. -Uno. "olore e gonfiore della parte infetta.. Isabella sollev! lindice. -"ue. 7ebbre. %rividi. "emenza. 1omito. "olore alle articolazioni non dissimile dal raffreddore. Isabella sollev! il medio. -Tre. "emenza aggravata. umento della temperatura corporea. #aralisi e rallentamento della frequenza cardiaca.. La ragazzina paralitica sollev! lanulare. -)uattro. $oma.. Infine alz! il mignolo. -$inque. #er finire, morte e rianimazione. #adre (arcello era a bocca aperta. (a chi era quella ragazzina vestita come un corvo che sapeva tutto di quelle cose6 -(a esiste una terapia6.. Isabella sorrise mettendo in mostra la dentatura bianchissima. -S0. *siste.. -* qual 56.. Isabella osserv! le grigie cime delle montagne, i ghiaioni, la statale, poi torn! a fissare luomo di "io. -7argli esplodere il cranio come una torta alla crema3.. -*vvai333 "ammi il cinque, ragazzina333.. I due con un sonoro sciaE si colpirono le mani. -Q questa la casa della tua nonna6.. Isabella fece segno di s0. #adre (arcello smont! dalla vespa. - spettami qui. 1ado a chiamare la nonnina. 1edrai andr2 tutto a posto. Tranquilla. $i penser2 lei a te.. Si avvi! verso la porta della casa zoppicando. #roprio accanto allingresso, poggiato contro una parete, cera un

decespugliatore. #er chi non lo sapesse un decespugliatore 5 un affare di ferro, un tubo dacciaio per essere precisi. Su unestremit2 c5 un piccolo motore a scoppio e sullaltra unelica a tre pale affilate come rasoi. Il prete lo afferr!, sinfil! la tracolla e tir! il cordino daccensione. Il motore fece due pernacchie e poi cominci! a vibrare e a sputare fumo bianco. La porta era socchiusa e un mazzo di chiavi pendeva dalla serratura. #adre (arcello buss! alla porta. Niente. Infil! il testone e con la sua voce ruvida come una grattugia chiese, -$5 nessuno in casa6 $5 nessuno in casa6. 7ece due passi nellingresso arredato con mobili rustici. destra una porta affacciava sulla cucina, a sinistra si apriva un lungo corridoio su cui erano appese fotografie di un signore anziano che mostrava alla macchina delle carpe e delle trote. Saffacci! nella cucina. Sembrava che l2 dentro fossero passati degli hooligan. Tutto quello che poteva stare a terra era a terra. $ibo, posate, piatti e bicchieri rotti. Schizzi scarlatti sulle pareti e poi una pozza di sangue rappreso proprio vicino al forno spalancato e un tacchino mezzo cotto con addosso dei rametti di rosmarino e un limone che gli usciva dal culo, si aggirava sotto il tavolo poggiandosi sui moncherini e sbattendo le ali croccanti e unte di olio. Il sacerdote diede gas al decespugliatore e con lelica lo ridusse a un omogeneizzato di tacchino. #oi and! in salotto. * l0 trov! la nonna di Isabella. Non stava molto in forma. La vecchia signora, senza un braccio e con le budella che le colavano tra le gambe continuava a sbattere contro un angolo del soggiorno e a ripetere come un robot in corto circuito, -M== grammi di cipolle, 9== grammi di guanciale, uova e una bella spruzzata di parmigiano reggiano, ecco la perfetta ricetta per la carbonara.. Il prete si fece il segno della croce e poi azion! la manopola del gas del decespugliatore e infil! la lama rotante tra la seconda e la terza vertebra cervicale dello zombie. La testa per lazione centrifuga impressale dallelica si avvit! come una trottola e con una parabola perfetta fin0 tra le gambe di Isabella, che arrivava in quel momento. La ragazzina url! disperata, -Nonnina3.. * poi lanci! fuori dalla finestra la testa della vecchia. $arla $otugno, la figlia del boss rnaldo $otugno, aveva girato tutto il paese a bordo della LeJus alla ricerca del suo amore, il cantante neomelodico Lino (elone. Le strade, le piazze, le scale del comune erano affollate di zombie che si trascinavano da una parte allaltra alla ricerca di carne umana. veva riconosciuto (assimo " ntoni, un suo compagno di scuola, che si nutriva del corpo di (arisa (eniconi, la merciaia. Il sindaco /ossano "all+rto si stava spolpando il consulente familiare Italo #etriccione. "ove poteva essere finito Lino6 Uscire cos0 dalla macchina era un suicidio bello e buono. "accordo, aveva la pistola di suo padre. (a dopo che ne hai uccisi sei, ti rimane da affrontare tutta la comunit2. #ass! accanto al negozio di oggettistica medievale, ALantica 4ubbioB, di #asquale /icciardi. Le venne unidea. Unidea geniale. $arla sterz! di colpo e sinfil! di muso nella bottega. #adre (arcello e Isabella avevano appena finito di sotterrare la testa della nonna e stavano per mettere la croce, quando di fronte alla villetta si ferm! un carro attrezzi sgangherato. "entro cerano Nilo #apadopulos, Tavazzi e il boss rnaldo $otugno. Il greco si lev! gli occhiali da sole, mostrando il suo muso da topo, -#rete, hai per caso incontrato una ragazza, una bella ragazza6.. Si fece spazio il boss, -(ia figlia. $arla.. -No., rispose #adre (arcello piantando la croce. Tavazzi si fece spazio tra le teste dei suoi compari, -* un cantante lhai visto6.. Tir! fuori una fotografia in bianco e nero dei tempi migliori di Lino. -No, mi dispiace.. I tre, senza nemmeno ringraziare, ripartirono.

Dicianno+e. $arla $otugno, la figlia del boss rnaldino $otugno, stava girando a bordo della LeJus di suo padre alla ricerca del suo amor perduto, il cantante neomelodico Lino (elone che, in quel momento, in uno stato di semiesistenza, si trascinava per 7orca di (ezzo alla ricerca di carne umana. "altro canto, le strade, le piazze, le scale del comune erano affollate di morti viventi e le persone ancora regolarmente in vita si potevano contare sulla punta delle dita di una squadra di calcetto. $arla $otugno aveva riconosciuto (assimo " ntoni, un suo compagno di scuola che si nutriva del corpo di (arisa (eniconi, la merciaia. Il sindaco /ossano "all+rto che si stava spolpando il consulente familiare Italo #etriccione. La vecchia baronessa /istolfi che si divorava il suo nipotino #ierangelo. * poi macchine rovesciate. $ase che bruciavano. $olonne di fumo nero che si sollevavano verso un cielo cupo come una padella di ghisa. $orvi. $ani che si nascondevano sotto i cassonetti dellimmondizia. Insomma, la solita squallida scenografia di un qualsiasi film sugli zombie. $arla $otugno, che aveva sin da bambina il sogno di frequentare il "ams di %ologna, indirizzo spettacolo, si rese improvvisamente conto che limmaginario di certi registi come /omero, rgento, %aldacci non era poi cos0 distante dalla realt2. (a in fondo, se lei, in quel momento, avesse avuto una telecamera digitale, avrebbe potuto filmare questo fenomeno prodigioso, usare la sua voce, in fuoricampo, per raccontare chi erano gli zombie nella loro vita precedente, mostrare come si erano ridotti e poi montarlo con il suo portatile #oIerbooE F(ac ZH e vincere l+scar come migliore regista esordiente. ltro che quella figlia di pap2 di Sofia $oppola. * poi poteva trasferirsi a vivere a Los ngeles e l0 aiutare Lino a diventare una star del melodico, mille volte meglio di (ichael %ubl&. $he coppia pazzesca3 Se solo avesse avuto una telecamera. (a dove poteva trovarla6 7orca di (ezzo cera solo l+ttica %aldoni che vendeva macchine fotografiche e telecamere. *ra l0 che doveva andare. $on una brusca sterzata imbocc! corso (aresciallo "iaz. 4li si par! davanti la sua vecchia maestra delle elementari, la professoressa #ini, che avanzava ciondolandosi a destra e a sinistra e si tirava dietro i resti di $occolone, uno schnauzer nano. "el povero $occolone rimanevano la testa, gli arti anteriori e met2 busto e poi, come una lunga e grassa coda, gli pendeva la massa violacea degli intestini, che lasciavano una scia rossastra sullasfalto. Il cagnetto zombie rognava nello stesso identico modo in cui aveva rognato per tutta la sua esistenza. Segno che forse certi aspetti del carattere non cambiano dopo la morte. *cco, questo poteva essere un buon incipit per il documentario. Si cambia realmente dopo la morte6 La professoressa e $occolone finirono sotto il cofano della LeJus. $arla guard! nel finestrino. *rano a terra e sgambettavano cercando in qualche modo di rimettersi in piedi. nche la loro ostinata volont2 a continuare ad avanzare, questa voracit2, questa smania antropofaga che li spingeva avanti, era qualcosa che andava indagato nel suo documentario. *sistevano zombie pigri6 In effetti, a 7orca di (ezzo la gente non aveva voglia di fare un tubo dalla mattina alla sera. * adesso che si erano trasformati in zombie, gli abitanti erano pervasi da un dinamismo insospettabile. Lento ma tenace. $he assomigliava un po allattitudine che ha la gente del Nord rispetto al lavoro e allesistenza. #er certi versi si poteva mettere in confronto lo zombie appenninico con lo ?uppie milanese degli anni C=. La (ilano da bere con la 7orca di (ezzo da divorare. *cco qui, si disse $arla $otugno, un altro ottimo spunto per il documentario. Sentiva, improvvisamente, il cervello girarle a mille. *ra viva come mai prima. $he emozione provare finalmente la sensazione di aver trovato una strada da

percorrere. Q proprio la condizione di assenza di stimoli che abbruttisce la giovent' di oggi. * anche lei negli ultimi anni, chiusa in quellalbergo del cazzo di suo padre, si era abbruttita appresso a (aria "e 7ilippi e alla casa del 4rande fratello. *cco, doveva diventare la registaRsceneggiatrice di documentari impegnati, un po come /oger (ooreO No, /oger (oore era lagente ==>O 1abb5, insomma, come quel ciccione con il cappelletto da baseball. $arla $otugno inchiod! davanti l+ttica %aldoni. La porta del negozio era spalancata. * a terra cerano centinaia di occhiali. "ovevano averla saccheggiata, ma ora sembrava non esserci dentro nessuno. $arla rimase a fissare la vetrina senza sapere che fare. Non si fidava a uscire cos0. veva sempre la pistola di suo padre. (a le rimanevano solo quattro pallottole. * con quattro pallottole sai che ci fai contro un gruppo di zombie affamati6 #roprio accanto allottica cera una bottega di anticaglie e mobili rustici e oli al tartufo. L ntica 4ubbio. In vetrina cera una splendida riproduzione a grandezza naturale di unarmatura medioevale. Lelmo a becco con visiera. Il pennacchio viola che partiva dalla nuca come una lunga coda di cavallo. 4li stemmi sulle spalline. due mani stringeva un lungo spadone. Sotto cera un cartello che ne spiegava le caratteristiche, -Secolo Z1RZ1I. /ealizzata in una lega di alluminio leggero Fsolo M> Eg3H. Indossabile. [ 9KCC. Sconto irripetibile.. *cco qui la soluzione3 $arla scese dalla LeJus tenendo puntata la pistola. /apidamente si avvicin! alla porta dell ntica 4ubbio e fece esplodere la serratura. *ntr! nel negozio e subito abbass! la saracinesca elettrica. Si tolse i Neans /epla? con i ricami e i finti tagli, le $amper e la camicetta "iesel e indoss! larmatura del Z1RZ1I secolo. ltezza perfetta, solo che le andava un po stretta, soprattutto sui fianchi e sul culo per via della disgustosa cellulite che spingeva contro i paragambe e anche le tette se le sentiva un po strizzate dalla cotta darme in maglia di ferro. Sinfil! lelmo e quando abbass! la visiera si rese conto di non vederci un accidente. (a come diavolo facevano /e rt' e i cavalieri della tavola rotonda a compiere le loro imprese mitologiche, con tutto quel pop! di ferramenta addosso6 #oi prese lo spadone a doppio taglio e lo scudo. Lo scudo 5 un oggetto che, stranamente, 5 sempre stato sottovalutato, ma che invece nello scontro corpo a corpo e contro gli attacchi aerei degli arcieri pu! veramente salvarti la vita, riflett& la figlia del boss. *ra indecisa se prendersi anche una bella balestra in mogano e unalabarda a doppia penna, ma con tutta quella roba addosso si sarebbe inchiodata come un robot con le pile scariche. $arla finalmente sollev! la saracinesca e avanzando rigida e, cigolante come un androide su (arte, si avvi! verso l+ttica %aldoni. *ntr! nel negozio e si avvi! ondeggiando verso il reparto fotografia e video. Su uno scaffale era in bella mostra il top di gamma della Son?. La G;#; ad alta definizione con la possibilit2 di cambiare gli obbiettivi, che su e%a? si trova a circa :=== euro. *ra perfetta. $era solo un piccolo problema, con la spada a due mani e lo scudo come faceva a prendersela6 "ecise che avrebbe fatto a meno dello scudo. (entre stava per prendere la videocamera, da dietro il bancone degli obbiettivi e delle memorie usc0 fuori il dottor %aldoni, il proprietario del negozio. Stava messo parecchio male. "oveva essere stato sbranato da un branco di zombie. 4li mancava un arto superiore, aveva la gabbia toracica spalancata come un orologio a cuc' e dentro era rimasto ben poco, qualche simpaticone aveva fatto razzia degli organi interni, compreso il cuore. *ppure, il dottore se ne stava impettito con quellatteggiamento un po altezzoso che aveva avuto nella vita passata. La osservava con unespressione strana e circospetta. Sembrava indeciso se attaccare o disfarsi in pezzi. Sollevava un polso, strizzava lunico occhio che gli era rimasto e sorrideva non si

sa di che. $arla afferr! la telecamera e spinse rec. #unt! lobbiettivo in faccia al dottore. -$i troviamo dentro l+ttica %aldoni e questo 5 quello che resta del dottor %aldoni. Il dottor %aldoni aveva una quarantina danni, padre di tre figli e marito divorziato. $ome potete vedere anche voi adesso 5 uno zombie o morto vivente che dir si voglia.. Goomm! allinterno della carcassa. -+sservando il torace si pu! notare la mancanza degli organi interni, questa situazione assolutamente inaccettabile per un essere vivente 5 assolutamente normO.. Lottico scatt! sibilando come un serpente a sonagli ma $arla $otugno lanci! la telecamera in aria, sguain! la spada, affett! la testa dello zombie come un gambo di sedano, rinfil! lo spadone nellelsa e riprese al volo la telecamera. -%ene., disse nel microfono. -#er rendere inoffensivo uno zombie, come tutti sapete, 5 necessario recidergli il capo.. 7ece un primo piano della testa del negoziante. Usc0 dal negozio reggendo la telecamera e cigolando come un cardine arrugginito. In mezzo a $orso "iaz cera un cavallo non@morto. $he cosa ci facesse l2 e come ci fosse arrivato non 5 dato saperlo, comunque era l2. Il collo ridotto a una serie di vertebre. Il ventre slabbrato che lasciava pendere gli intestini e il fegato. 4li occhi ridotti a due biglie bianche e una schiuma rosata tra le fauci. $arla gli si avvicin! e con un salto gli sal0 in groppa. La bestia emise una specie di nitrito svuotato e part0 al galoppo. desso $arla $otugno era un vero #aladino della /azza Umana. "a sopra una collina, %riccola, il traditore della /azza Umana, osserv! e poi cominci! a ridere.

-enti. +ra per!, affezionato lettore, 5 necessario lasciare alle loro sorti la nostra schiera di eroi, la paladina $arla, figlia del noto boss rnaldo $otugno, il greco Nilo #apadopulos, Tavazzi, #adre (arcello, la disabile Isabella e il cantante neomelodico Lino (elone. $i toccher2, per qualche tempo, occuparci di Lui. Lui il pi' cattivo di tutti. Lui il pi' rosicone di tutti. Lui il vero, unico, bastardo di questa triste storia. %reccola, alias il traditore della razza umana. )ualche lettore obietter2 a queste mie dichiarazioni. 4i2 me lo sento che in camera con la moglie con i bigodini, la mascherina e la maschera ringiovanente, dice, -(a come6 llora sto mmaniti, sto scrittorucolo da quattro soldi mi prende in giro6 * tutti quegli zombie, quei non@morti che si sono divorata la popolazione di 7orca di (ezzo6 $he, sono buoni6 $he, sono brave persone6.. (i piacerebbe aprire un dibattito filosofico sulletica dei non@morti, ma non posso proprio permettermelo. "evo occuparmi di %reccola, il traditore della razza umana. #er quanto riguarda gli zombie io non li considererei cattivi. )uesto mai. Sono solo creature infelici, che per cause esterne hanno interrotto il sonno eterno per vagare sul nostro mondo affamate e senza la possibilit2 di saziarsi. #er caso direste che i tarli che crivellano le travi su cui poggiano i nostri tetti sono cattivi6 No, sono solo dei bastardi insetti che vanno eliminati prima che ci crolli la casa sulla testa. Stesso discorso vale per gli zombie. giscono cos0, perch& quella 5 la loro natura e per questo vanno massacrati. +ra basta per!, perch& %reccola 5 l0. *ccolo l0, il traditore della razza umana, in piedi sopra il tetto del centro commerciale I 9 pini. Luniforme in goreteJ del soccorso alpino stracciata come se fosse stato ingurgitato e sputato da una mietitrebbia, gli occhi gonfi e spiritati, il cranio ustionato da cui pende una massa informe di capelli carbonizzati e pezzi di cuoio capelluto abbrustoliti.

4hignava soddisfatto osservando, come un fiero generale, plotoni di non@morti aggirarsi per 7orca di (ezzo sotto il suo comando telepatico. ccanto al traditore zompettava il suo demone personale, 4elniE. Un diavoletto custode di terza categoria. Un essere nervosetto, alto un cazzo e mezzo con le corna torte come fusilli e un lungo e sottile pene che pendeva come la coda di una bertuccia. Il demone aveva un pessimo carattere e il linguaggio di un cassaintegrato del porto di La Spezia. * in pi' lanciava delle palle di fuoco su qualsiasi cosa si muovesse nei paraggi. #iccioni, zanzare, scarafaggi, sprecando un sacco di energia. #er ricaricare lenergia necessaria a produrre quei globi di fuoco, ogni mezzora aveva bisogno di recuperarla da %reccola. Sodomizzandolo. Unoperazione, a essere onesti, non cos0 traumatica e cos0 drammatica come si potrebbe immaginare e a cui il nostro antieroe si era adattato con filosofia Fnella vita precedente in effetti aveva avuto diverse di queste esperienze, anche se esclusivamente metaforicheH. Lapparato riproduttore Fsempre che fosse un apparato riproduttoreH del demone assomigliava alla coda di un formichiere. Umido, rossiccio e snodabile, si introduceva nello sfintere di %reccola per circa una trentina di secondi, il tempo necessario a ricaricare lenergia ignea. Il problema era che ogni mezzora lintervento di rifornimento andava ripetuto. %reccola sopra il tetto del centro commerciale I 9 pini si sentiva addosso una grande responsabilit2. Sarebbe stato lui a eliminare la razza umana dal pianeta. *d era stato Satana in persona a dargli questo incarico. Lo aveva chiamato al suo cospetto e gli aveva spiegato che grazie a lui, lunico essere umano degno di stare al suo fianco, la vittoria sul mondo dei vivi e in una seconda fase sul mondo celeste sarebbe stata definitiva e irreversibile. * lui, proprio lui, nientaltro che lui, unico fra sei miliardi di uomini, aveva avuto lonore di spalancare le immense porte dellinferno e portare alla vittoria lesercito dei morti contro quello dei vivi. %reccola sulle prime si era esaltato, alla prospettiva. (ai in vita sua aveva avuto un compito cos0 importante e poi lui odiava tutti, nessuno escluso. Tutti quelli del suo paese che lo avevano sempre trattato come un povero scemo, i bambini che lo rincorrevano e gli tiravano le pietre e i fichetti davanti al bar La stella alpina che una volta lo avevano legato dietro a un $a?enne e lo avevano trascinato fino a L quila. $erto dopo che la razza umana sarebbe stata sterminata sulla Terra, sarebbe rimasto solo con demoni, diavoli, satiri, zombie, elementali di pietra e fuoco Fche poi non erano nientaltro che aggregati rotolanti di pietre e fuoco perennemente incazzatiH, entit2 blu che si aggiravano intorno a grossi cristalli. Insomma gente a cui, per principio, rodeva parecchio il culo. (a comera possibile che ndrea Tavazzi, detto il %reccola per via della balbuzie, il pi' coglione di tutta 7orca di (ezzo, adesso fosse diventato cos0 importante6 Il generale dellesercito dei morti e il traditore della razza umana6 "el %reccola, per colpa dellautore, abbiamo perso le tracce nelle prime puntate di questa storia. "opo lo scherzo di pessimo gusto che gli avevano fatto i colleghi del campetto di sci, il vecchio %reccola era schizzato gi' dalla pista Geus sopra un lettino del pronto soccorso e dopo un volo di un centinaio di metri tra lastroni di ghiaccio e guglie affilate era finito su una sottile cengia che si affacciava sulla valle sottostante. Una gola dimenticata da dio e dagli uomini, dove nel corso dei secoli erano precipitati sventurati guerrieri al seguito di nnibale, viaggiatori solitari, alpinisti e sciatori della domenica. Nessuno ne era uscito vivo. Se non era stata la caduta a finirli, il colpo di grazia glielo aveva dato il freddo. Invece il nostro eroe, per miracolo, era sopravvissuto e aveva giurato che avrebbe odiato per sempre la razza umana, creature schifose e senza cuore. #oi aveva chiesto a Satana e alle forze dellombra di prenderlo

con loro. * per magia si era accorto di non essere pi' balbuziente. * tanto per gradire una donna bellissima, con addosso perline e gioielli tribali, che sulle prime %reccola aveva scambiato per (egan 4ale, la signorina 1odafone, lo aveva sedotto e gli aveva strappato la verginit2 con la stessa gentilezza e romanticismo con cui il buttero marchia i suoi buoi. * poi, senza sapere come, si era risvegliato in fondo a una enorme caverna. Laghi di fiamme, mostri alti come palazzi che si trascinavano sotto cattedrali di pietra bruciando come tizzoni, serpenti lunghi centinaia di metri. (egan 4ale lo aveva preso per mano e lo aveva portato di fronte a Satana in persona, che stava in una specie di monolocale di K= metri quadrati arredato con poche cose di gusto che a prima vista potevano pure essere di IEea. Tutti gli avevano descritto Satana come il peggio del peggio. Lessere pi' orrendo mai esistito dalla nascita delluniverso. #eggio di Pitler, di Stalin, di guirre. * invece, %reccola, non lo aveva trovato niente male, anzi, a dire la verit2, molto simpatico. *cco, si capiva che era un uomo con un grande potere e carisma, tipo %erlusconi per intenderci, uno che si era fatto da solo e non ti faceva sentire la sua posizione, i suoi soldi. Ti trattava come se tu fossi suo amico. %reccola aveva pensato che non c5 niente di peggio della gente che giudica senza conoscere, tutti a dire che il diavolo 5 un essere spregevole. (a lo conoscete sul serio6 * il diavolo che poi si chiama *nrico Tavazzi lo aveva salutato cordialmente e gli aveva offerto due uova al tegamino e un bicchierone di 7anta. * senza troppi preamboli gli aveva chiesto di entrare nellazienda. %reccola aveva accettato e aveva acquisito dei poteri incredibili. #er prima cosa, poteva scudarsi con una specie di sfera impenetrabile che durava mezzora. #oi, poteva lanciare dei raggi di fuoco e dombra che facevano un male terribile. #oi, poteva evocare dei demoni come il piccolo 4elniE che lo aiutavano. * per finire, con la mente poteva controllare le schiere di zombie uscite dallinferno. *ra praticamente invincibile. veva raso al suolo 7orca di (ezzo, il luogo in cui era nato e non aveva risparmiato neanche i suoi parenti. Una passeggiata. Solo un gruppo di sopravvissuti era ancora l2. Un prete alcolizzato, una ragazzina paraplegica e una donna nascosta in unarmatura in sella a un cavallo@zombie. %reccola sapeva che vincerli sarebbe stato difficile. Soprattutto la paladina. (a non aveva paura di morire, perch& forse era gi2 morto e non lo sapeva. Il traditore della razza umana ghign!, fece un gesto al piccolo demone che gli zompettava accanto, si scud! con unaura luminosa e si gett! dal tetto del centro commerciale. *ccola l0, la troia sul suo cavallo di ossa. %reccola allarg! le gambe, tir! indietro un braccio e caric! un raggio di fuoco che attravers! tutto $orso maresciallo "iaz e colp0 la donna con un colpo critico, facendola cadere da cavallo. -Sei finita333., url! e cominci! a correre e a saltare.

-entuno. lessio $antilli era stato un perfetto piccolo imprenditore dellItalia centrale prima di trovarsi a essere uno zombie. Un metro e D= daltezza. M> anni. $apelli brizzolati e dentatura candida. Sposato con una bella donna. %uon padre di famiglia. 7requentava la chiesa e detestava la politica. * cosa pi' importante, i suoi soldi erano puliti e odoravano di sudore Fli aveva fatti mettendo su dal niente la 4lobgarden, unazienda di prodotti per il giardino, con un catalogo che spaziava dai gazebo in alluminio alle fontane in cemento armatoH. )uella mattina, lessio si svegli! intorno alle cinque e rimase per mezzora nel buio, fermo accanto a sua moglie che dormiva. #er buoni M= minuti la sua mente riflett&

sul fatto che, come un idiota quando aveva ordinato la /ange, non aveva fatto montare i nuovi fari ai vapori Jeno. #er risparmiare un paio di migliaia di euro aveva fatto una delle peggiori cazzate degli ultimi dieci anni. )uando si alz!, and! nello studio dove scrisse diverse email. Una al circolo sportivo di 7orca di (ezzo per sapere a che punto era la sua domanda di iscrizione. Unaltra a un certo %%7uco per domandargli se il suo annuncio su e%a? per la vendita di un set di coprimaniglie cromate era ancora valido. #oi scrisse una risposta inviperita a un certo ristide<< che asseriva nel forum di :J: che il Touareg della 1olEsIagen su terreno misto si comportava meglio della /ange /over. Si fece una doccia e indoss! un completo blu di /alph Lauren con cravatta blu e camicia bianca pregustandosi il viaggio nellautostrada deserta. veva da poco sostituito i diffusori allautoradio e moriva dalla voglia di provare come si sentiva la chitarra di #ino "aniele. Lo attendeva una giornata di fuoco. lle D.9= gli partiva il volo da /oma per %rindisi, dove alle ;=.M= avrebbe avuto un incontro con lassessore ai parchi che voleva acquistare dalla 4lobgarden 9= gazebo e un centinaio di panchine in noce naturale. lle <.:=, in perfetto orario, apr0 la porta di casa e si vide davanti un fenomeno straordinario. "allo sconcerto gli cadde dalla mano la cartella della %ottega 1eneta. Unallucinazione6 La vicina, %ianca $erutti, si aggirava in vestaglia nel suo giardinetto come fosse ubriaca. * quello era il meno. Le mancava il braccio destro strappato via come fosse stata unala di tacchino e al posto di una tetta aveva un buco da cui si vedevano le costole. "ietro aveva il piccolo "avide, il figlio di ;; anni, che in pigiama ringhiava e strappava dei brandelli dalla carcassa di $occolone, il loro labrador color miele. #rov! a fare un passo indietro e a tornare in casa ma non poteva lasciare l0 la sua ventiquattrore. "entro cera tutto il consuntivo del progetto da consegnare allassessore. -Il lavoro mi ha fottuto lesistenza., amava ripetere agli amici quando gli dicevano che lavorava troppo. (ai frase fu pi' vera. llung! il braccio pronto a prendere la borsa e a barricarsi dietro la porta blindata, ma la $erutti con uno scatto atletico gli si avvent! sulla mano e gli port! via in un sol boccone il mignolo, lanulare e la falangetta dellindice. Urlando a squarciagola, limprenditore diede un calcio alla vicina e, tra gli spruzzi di sangue, si chiuse in casa. #aoletta $antilli, la moglie di lessio $antilli, aveva da qualche settimana un segreto che la straziava e che non poteva confessare a nessuno. La vita di #aoletta, a quei tempi, era interessante e piena di imprevisti quanto quella di uno gnu in una gabbia di uno zoo. Unesistenza divisa tra lezioni di acquag?m, shopping e involontari esperimenti di eugenetica. Stava tentando di far accoppiare Lourdes, la loro nuova filippina, con *nrique, il domestico venezuelano dei vicini. Secondo lei, da quellunione poteva nascere un figlio bellissimo. In realt2, inconsciamente, quello che desiderava era creare il colf perfetto. $on le migliori caratteristiche delle due razze. (a come spesso accade, i fatti pi' importanti della nostra esistenza sono generati da fatti allapparenza senza valore. Il segreto di #aoletta, in fin dei conti, nasceva da un innocuo tortino dal cuore caldo di cioccolato. -Non sai quantera buono. *ra accompagnato da una pallina di gelato di crema. $os0 il cuore caldo si fondeva con il freddoO., aveva raccontato una sera lessio alla moglie, tornato a casa da un viaggio di lavoro a (ilano. * poich& ogni desiderio di lessio era un ordine, #aoletta aveva deciso di farglielo trovare a cena. Il problema era che n& sul *alismano della felicit- n& sulla )ucina italiana cera la ricetta del tortino. Sua figlia "aria le avrebbe trovato in un secondo la ricetta su Internet. (a in fondo poteva farcela anche da sola. veva acceso il computer nello studio di suo marito e dopo un paio di tentativi aveva cliccato sullicona di *Jplorer. $ome per incantesimo le si era aperta la

pagina di 4oogle. Tutta soddisfatta, aveva battuto sulla tastiera Atortino dal cuore caldo di cioccolatoB. *d erano usciti fuori un sacco di siti. veva aperto il primo. Sopra la ricetta era apparsa una finestra pi' piccola su cui era scritto a grandi caratteri, -Sei abbastanza maliziosa per essere una $alendar 4irl6.. "istinto ci aveva cliccato sopra sperando che sparisse e invece davanti le si era aperta una pagina con foto di centinaia di donne. #aoletta non aveva potuto fare a meno di guardare. lcune non erano nemmeno tanto giovani, ce nerano parecchie che avevano da un pezzo passato la trentina e che si facevano fotografare in autoreggenti e reggiseno accasciate sulla squallida scala di un condominio popolare, stravaccate su un divano IEea in una grottesca imitazione di certe modelle dei giornali. veva scoperto che cera anche una classifica e le prime ;9 avrebbero fatto parte di un calendario e avrebbero vinto una settimana in Tunisia. #aoletta se le era studiate attentamente. vevano tutte dei soprannomi. * ognuna di loro aveva risposto a un questionario divertente. La prima, stridina, una brunetta niente di che con una rosa tatuata sul petto, era stata votata da ben :K< persone. -(a perch& si umiliano cos06., si era chiesta #aoletta. veva chiuso la pagina e si era appuntata la ricetta del tortino. (a dopo, in cucina, mentre impastava la cioccolata con la farina e il burro, si vide riflessa nella finestra. #rese il bicchiere di gin tonic e se lo scol! in un sorso e prov! a guardarsi con gli occhi di uno sconosciuto. veva una bellezza inoffensiva e sobria come quella di una %mI berlina. Sarebbe stata perfetta in uno sceneggiato americano degli anni D=, stesa in biEini sul bordo di una piscina di +allas o +/nast/. %iondina. (agra e gamba lunga. Gigomo alla %o "ereE. Nasino allins'. "ue globi oculari azzurri ed espressivi quanto quelli di una testuggine delle 4alapagos. MK anni che si era ritrovata addosso senza accorgersene e senza patire. Le sembrava ieri che aveva ;D anni e che arrivava seconda al concorso nazionale di (iss *leganza. 4razie a quel concorso, per un paio di anni aveva fatto la modella per i cartelloni pubblicitari di unazienda di infissi anodizzati. L0 aveva conosciuto lessio $antilli, il figlio del proprietario, un bel ragazzo elegante, che lavorava al reparto marEeting. "opo un corteggiamento lampo durato un paio di sere lessio le aveva tolto la verginit2 su un sedile di una (aserati %iturbo. La faccia premuta contro il reggitesta di alcantara. Una mano di lessio che le stringeva la carotide come un abbacchio da vaccinare. Lodore dellarbre magique al pino selvatico. * la lucina che impietosa mostrava la smagliatura di una calza. #aoletta $atania Fquesto era il suo cognome da nubileH non aveva sofferto, ma nemmeno goduto. *ra stato veloce e si era sbarazzata di un fardello. Si erano sposati subito dopo e per il viaggio di nozze erano andati al Salone dellautomobile di (onaco. * poiO6 * poi i fatti rilevanti della sua esistenza si potevano contare sulle dita che rimanevano a suo marito dopo lincontro con la vicina. veva abbandonato la carriera di modella F lessio preferiva cos0H. veva messo al mondo una bambina con il parto cesareo. veva aperto e chiuso una bottega di erboristeria. Si era fatta levare un ovaio e si era sottoposta a un intervento di mastoplastica additiva. * fra tutte, la cosa pi' dolorosa era stata rifarsi le tette. Non aveva sofferto quando suo marito aveva smesso di avere rapporti sessuali con lei. *ra stato passare dal poco al niente. )uesto significava che era diventata una vecchia scopa consumata6 #robabile. #aoletta si sentiva decrepita dentro nonostante le mezze giornate che passava dallestetista, dal massaggiatore e in palestra. *ppure le donne che avevano pi' successo in tv avevano tra i MK e i := anni. nche lei, come quelle, aveva la pancia piatta, le tette tonde come due pompelmi e un leggero filo di cellulite sulle cosce. In effetti, in palestra cerano un sacco di ragazzotti che la

squadravano in un modo... (a chiss2, forse era solo la sua immaginazioneO /iflessa nella finestra della cucina, #aoletta $antilli aveva cercato di vedersi in una posa seJ? con poca roba addosso, si era immaginata le sue foto tra quelle delle ragazze di Internet e aveva pensato con un brivido agli sconosciuti che davanti ai loro schermi si toccavano guardandola e poi la votavano. )uel pensiero le aveva mozzato il fiato e illanguidito le articolazioni. Si era dovuta attaccare al bancone di marmo per non finire a terra. * se mi fotografassi6 FNo. Non si pu!. Se lo scopre lessio, oppure "aria...H. (a perch& no6 #erch& non provare6 $he faceva di male6 Si sarebbe data un soprannome carino e nessuno avrebbe potuto riconoscerla. $hi andava a pensare che quella biondina era proprio #aoletta $antilli di 7orca di (ezzo6 "ai messaggi che le sarebbero arrivati, per!, avrebbe almeno capito se piaceva o no. In tutta la sua esistenza, #aoletta $antilli non si era mai sentita cos0 eccitata. Si era fatta un altro gin tonic bello carico e aveva deciso che doveva fotografarsi subito. Uno perch& in casa cera solo Lourdes, sia "aria che lessio sarebbero tornati tardi, due perch& sapeva che o lo faceva adesso o mai pi'. veva mollato a met2 i tortini, aveva preso la boccia di gin e aveva tirato fuori da un cassetto la NiEon digitale che le aveva regalato lessio per Natale e che aveva usato tre volte in croce. veva studiato le istruzioni al capitolo autoscatto, aveva tirato fuori la lingerie pi' seJ? e aveva detto a Lourdes di non disturbarla per nessuna ragione al mondo. * finalmente si era chiusa a chiave in bagno. Ne era riuscita fuori un paio di ore dopo sghignazzando come una bambina che ha infilato le dita nella marmellata. Non si ricordava di essersi mai divertita cos0. -Sono una pazza3 Sono una pazza3., aveva detto ad alta voce mentre collegava la fotocamera al computer e scaricava le foto. )uando le aveva viste, per attenuare limbarazzo aveva dovuto attaccarsi al gin. La sessione fotografica nel bagno aveva prodotto circa una cinquantina di scatti. 4ran parte presi sotto la doccia. #aoletta $antilli con addosso un microscopico slip nero, una canottiera bagnata che mostrava i capezzoli scuri e i capelli impiastricciati di gel. #aoletta $antilli seduta sulla tazza del cesso a gambe larghe con addosso solo lombretto, le mutande e delle scarpe con dei tacchi esagerati. * per finire in bellezza una decina di scatti immersa nella Uacuzzi. La maggior parte, secondo #aoletta, erano orribili. + aveva gli occhi rossi. + la luce del flash era troppo forte. Ne aveva salvate una decina non male. * le aveva spedite al sito. Immediatamente dopo le era arrivata unemail in cui la invitavano a rispondere al pi' presto al questionario allegato alle sue foto. )uella era la parte pi' difficile di tutta loperazione. $i mise un mucchio di tempo a rispondere al questionario. )uesto fu il risultato. Nic4name2 7ragola. *tato ci+ile2 nubile. Le mie mi/ure2 non le so. Il colore dei miei occ5i2 azzurri. Pro6e//ione2 casalinga. I miei +alori in ordine di im!ortan1a2 famiglia, denaro, amicizia, amore, sesso. La !arte del mio cor!o c5e mi !iace di !i72 il sedere, credo.

La !arte del mio cor!o c5e mi !iace di meno2 le orecchie un po a sventola. i d i +oti 8da 1 a 9:. %ellezza, :. Intelligenza, ;. Simpatia, ;. $reativit2, ;. Sensualit2, ;. *ono2 una donna di mezzet2. i /ento2 vuota. La mia marcia in !i72 non lo so. Dicono di me2 niente. La !arte del cor!o /ulla (uale !otrei 6ar inter+enire la c5irur#ia e/tetica2 le cosce. Non /a!rei dire di no a2 un viaggio ai Tropici e dormire su una palafitta. *u un i/ola de/erta" !orterei con me2 mia figlia. -i racconto un aneddoto di+ertente /u di me2 laltro giorno %eppe il giardiniere ha trovato una talpa morta nel mio giardino e per farmi uno scherzo le ha messo gli occhiali da sole. La dote c5e a!!re11o di !i7 in un uomo ;2 la dolcezza. Una /itua1ione c5e mi imbara11a2 aver fatto queste foto. Un uomo !er con(ui/tarmi de+e2 essere dolce. La co/a c5e /o!!orto meno nelle !er/one2 lipocrisia. -i racconto una /itua1ione c5e N$N mi imbara11a2 cenare senza parlare. La mia ma##iore +irt72 il silenzio. La mia !o/i1ione !re6erita2 la pecora, si dice cos06 Il mio tallone d<Ac5ille2 non lo so. Perc5= do+re/te +otarmi2 non lo so. *e 6o//i un !eccato ca!itale /arei2 non lo so. La co/a c5e mi !orterebbe a 6are una !a11ia2 non lo so. Per /edurre un uomo /ono arri+ata 6ino a2 non lo so. -i de/cri+o la mia tecnica di /edu1ione2 non lo so. Accetterei di recitare in un 6ilm a luci ro//e /olo con2 Nessuno. Nei giorni successivi, #aoletta $antilli aveva scoperto di piacere parecchio al popolo di Internet. In una settimana era tra le prime cento. In due era al primo posto.

-entidue. desso che la battaglia contro le forze del male era finalmente alle porte e che %reccola si era rivelato essere supremo generale dei morti viventi e insigne traditore della razza umana, padre (arcello, nascosto in sagrestia, era preso da dubbi e paure di non essere allaltezza della missione. dirla tutta, quel gran casino a 7orca di (ezzo era opera sua. Se, accecato dallamore, non avesse usato il manuale &oodoo per negati, a questora in quella valle avrebbero regnato la pace e la tranquillit2, e non schiere di zombie. $ome prete era uno schifo. $ome uomo peggio. veva amato sempre il Signore, ma anche le donne, con la stessa passione. veva preso i voti per colpa di una donna. 8atrine 8rog. "anese. C=@<=@C=. La triade divina. veva conosciuto 8atrine 8rog in Gaire, nel progetto umanitario internazionale AUn sorriso per l fricaB. quel tempo lui si chiamava (arcello %arretta ed era solo un giovane che simpegnava per cause umanitarie. $redeva in dio e soprattutto credeva che bisognava fare qualcosa per chi soffriva. Insomma, volontaria lei, volontario lui. Un metro e ottantadue lei, un metro e sessantadue lui. 8atrine 8rog veniva da una fredda isoletta danese. 7iglia di pescatori di merluzzi, prima di convertirsi al volontariato cattolico aveva militato per qualche anno con 4reenpeace. l campo si raccontava, e %arretta non stentava a crederci, che una volta la ragazza si era avvinghiata per protesta al periscopio di un sottomarino atomico americano e che laveva mollato solo a venti metri di profondit2. *ra una creatura di una bellezza da levare il respiro. "ue fanali blu al posto degli occhi. Lentiggini. *ra magra come unantilope ma con i muscoli lunghi e definiti e con un paio di tettone di dimensioni decisamente sproporzionate. I capelli color fuoco, lisci e sempre perfetti come se fosse su una passerella di 7endi e non a spalare merda in una latrina maleodorante. 8atrine 8rog se la giocava con (onica $annavale, una biondina di San 4iorgio a $remano, e con "olores 7uente, una moretta portoghese, per la pole position della pi' gnocca del campo Gigoru. (a secondo (arcello %arretta, non cera proprio storia. *ra un po come confrontare le fettuccine %arilla con quelle che faceva nonna (aria. Nei primi giorni del campo 8atrine aveva subito un vero e proprio assalto da parte del contingente maschile. (a la 1alEiria, come la rocca di (asada, aveva resistito senza dare segni di debolezza. *ra refrattaria alle battutine maliziose, insensibile ai complimenti e non si accorgeva nemmeno degli sguardi che la sondavano come sonar alla ricerca di tesori nascosti. 8atrine era gentile con tutti, indistintamente, in quel modo impersonale tipico della gente del Nord. 4randi risate. 4randi bevute. 4randi pacche sulle spalle. *ra la prima a iniziare a lavorare e lultima a staccare. * pi' il lavoro era duro e umile pi' lei ci si buttava con entusiasmo. 8atrine si era beccata il soprannome di A%i%iB. Non era per %rigitte %ardot, ma per %oris %ecEer, il tennista tedesco. (arcello invece, nel buio della tenda, nei fumi dello zampirone e nellassordante russare dei compagni, si faceva una serie di torbide fantasie su 8atrine che lo facevano smaniare e rigirarsi sul materassino di poliuretano come una luganega in padella. Lasciatela stare, quella. <uella l, una volta che l#hai ammansita =addomesticata, mai>, deve essere una furia della natura. di quelle che a letto decidono tutto loro, ti afferra per il collo come un abbacchietto e ti mette sotto. S0, doveva essere cos0. Ne era certo. #eccato che lui non lo avrebbe mai sperimentato. #er prima cosa, il suo linglese faceva schifo e con i pochi mezzi linguistici di cui disponeva non avrebbe potuto mostrare la sua affascinante complessit2 mentale ed emozionale. #oi cera la

famosa Sindrome "i #amela $arbone che lo affliggeva dagli amari anni della pubert2. #amela $arbone aveva fatto lalberghiero con (arcello %arretta. * lui era pazzo di quella ragazza bellissima. veva tentato diverse volte di avvicinarla con goffi stratagemmi, ma ogni volta, a un passo dalla conclusione, aveva battuto in ritirata. Le donne troppo belle lo mettevano in soggezione. "i fronte a codeste forme femminili superiori il volontario di zione $attolica era sopraffatto dal senso dinferiorit2 e di conseguenza, infelice e imbarazzato, retrocedeva ai margini del gruppo, un po come farebbe lultimo gregario vicino alla femmina della iena alfa. Se il nostro eroe avesse avuto la coda, se la sarebbe infilata tra le gambe e poi si sarebbe acquattato a terra e avrebbe mostrato il ventre nella classica postura di sottomissione. La Sindrome "i #amela $arbone, secondo (arcello %arretta, colpiva la gran parte degli uomini sensibili ed era, in definitiva, responsabile del lento degradare della nostra civilt2 in una nuova era di barbarie e brutalit2. La ritirata dei AgentiliB lasciava inevitabilmente il campo aperto allattacco a umanoidi inferiori, a colonie di esseri primitivi, organismi volgari che con poche zampate facevano proprie le donne pi' belle. *cco spiegato perch& in generale le fighe sono sempre contornate da branchi di coatti che le profanano, le ingravidano, strappano loro ogni bellezza e le abbandonano come pallidi spettri senza dimora. E quindi io non avr? mai 4atrine. *ppure, nonostante la ragione, nelle notti africane senza fine la fantasia lo portava a immaginare 8atrine 8rog. 4li pareva di vederla che entrava nella tenda con addosso solo un paio di scarponi da lavoro, unta di sudore e dolio di motore, e gli diceva, -(i piace come ragiona la tua testa.. * poi lo afferrava per i capelli e lo trascinava come chille con *ttore per tutto il campetto dei volontari. (a il giorno di Natale, finalmente, il destino L o la sfiga L aveva voluto che le strade di 8atrine e (arcello sincontrassero. #er festeggiare il compleanno di 4es' $risto era stata organizzata una ricca scaletta di attivit2 e appuntamenti. La mattina alcuni volontari inglesi si erano vestiti da #ap2 Natale e da pagliacci e avevano fatto uno spettacolo nelle baracche dei bambini. #oi cera stata la messa tenuta da don 7abio. * un picnic nella savana con partita di rugb? alla quale chiaramente (arcello non aveva partecipato. lle quattro era arrivato il momento di (arcello %arretta. veva organizzato il cineforum. *ra riuscito a farsi mandare per posta dallItalia tre vhs, ,es@ di azareth di Geffirelli, L#ultima tentazione di )risto di (artin Scorsese e 3l &angelo secondo .atteo di #asolini. La sua idea era di proiettarli uno dietro laltro, in una lunga maratona cristologica che avrebbe aperto uno spazio di confronto critico sui differenti punti di vista dei tre registi. Liniziativa era stata, ovviamente, un fiasco totale, un po per i <= gradi che aveva raggiunto la baracca di lamiera sotto le lame torride del sole africano, un po per le mosche e un po per la mancanza di sottotitoli. Si erano presentate una decina di persone che erano crollate in uno stato di semi@incoscienza dopo i titoli di testa. $hiaramente, 8atrine aveva disertato. lle dieci di sera era finalmente arrivata la fiesta. Tutti i volontari, i missionari e qualche indigeno erano intorno a un enorme fuoco e intonavano canzoni di %ob (arle?, %ob "?lan e Simon \ 4arfunEel. (arcello %arretta sedeva distante dagli altri. *ra cotto e infelice. Si era scolato un quarto di un bottiglione da due litri di limoncello distillato dalla madre di un volontario di %enevento. Tra le mani stringeva un flauto di canna che diceva di saper suonare L ma non era vero. $on la testa appoggiata su un tronco osservava, con lo sguardo arzillo di un tacchino in batteria, 8atrine che giocava a frisbee con tre energumeni tedeschi. Il disco fosforescente planava davanti alla sagoma scura della chiesa in costruzione. %arretta non riusciva a togliere gli occhi brilli dalla ragazza danese.

*ra una silhouette nera, che ogni tanto si ravvivava alle fiamme del fal!. Il Nostro losservava ridere mentre correva per afferrare il disco con la velocit2 e la grazia di un ghepardo, o quando beveva dalla borraccia e un rivolo dacqua le scendeva lungo il collo sudato, quando si sistemava i capelli tenendo una forcina tra i denti, quando con le mani sulla vita, leggermente ingobbita, ansimava aspettando il passaggio. * la canottiera le si gonfiava per la brezza calda.

-entitr=. un tratto un tiro sbagliato e il disco che vola in alto, troppo in alto per la foresta di braccia tese e che finisce, planando dolcemente, in mezzo al fiume. 8atrine e gli altri erano corsi sul greto, mentre il frisbee, sotto una volta immensa traforata da miliardi di stelle, veniva lentamente portato via dalla corrente. Si diceva che in quel fiume ci fossero i coccodrilli. nche se nessuno li aveva mai visti. "i giorno centinaia di bambini ci facevano il bagno e le donne lavavano i panni colorati e li mettevano ad asciugare su grandi pietre lisce. Sulla riva era cominciato uno scambio di battute in inglese. (arcello era riuscito, pi' o meno, a capire che scherzavano sui coccodrilli e su chi aveva il coraggio di tuffarsi e andare a recuperare il frisbee. 8atrine improvvisamente si era tolta la maglietta, mettendo in mostra il generoso d&collet& punito da un reggiseno sudicio, ne aveva fatta una palla e laveva gettata sulla riva fangosa. #oi, via i pantaloni, che avevano subito la stessa sorte della maglietta. in reggiseno e mutande, aveva gorgogliato %aretta afferrando la bottiglia. Un tipo con una torcia laveva illuminata come si farebbe per una valletta al centro del palco. *rano partiti applausi e fischi di approvazione. ltri erano corsi verso il fiume tenendo in mano rami infuocati che avevano sparso macchie vermiglie sulla superficie oleosa dellacqua. Una grossa radio sparava a tutto volume 0hite Aabbit dei Uefferson irplane. Sembrava una scena di "pocal/pse oB. (arcello %arretta si era tirato su. 8atrine era splendida. $ome se lera immaginata nelle sue fantasie. nzi, forse pure meglio. $orza, levati quel reggipetto, stupiscili tutti, le aveva ordinato mentalmente attaccandosi al resto del liquore. (a 8atrine, insensibile e bastarda come al solito, con un tuffetto elegante era sparita sotto la superficie dellacqua per riapparire qualche metro pi' in l2 gracchiando come una cornacchia. )uel grido era stato una specie di comando e tutti, compresi i preti, intontiti dal cibo e dallalcol si erano messi in mutande e si erano buttati, lanciando strilli, nel fiume tiepido. &ai, vai pure tu, gli aveva comandato una vocetta estremamente seria, e (arcello aveva ubbidito. %, devo andare. fare cosa, non lo sapeva. (a doveva trovare un contatto con quella donna. * quella era la sua ultima possibilit2. (ancavano pochi giorni e poi il contingente di volontari sarebbe stato sostituito. * addio per sempre. )uasi che non fosse la sua volont2 a comandarlo, (arcello si era osservato mentre si sfilava freneticamente i bermuda, la camicetta coloniale, i calzini, le mutande... %, pure le mutande. %ai che me ne frega di cosa pensa la gente! ...le Superga, e cacciava uno striminzito, -%anzai333.. #oi, nudo come una salamandra albina, zompett! sui ciottoli acuminati e si gett! nel fiume tra decine di corpi che urlavano e schiamazzavano come bambini facendo finta che ci fosse un coccodrillo. In mezzo a quegli esseri insulsi, a quei mostri che rubano lotto per mille, da qualche parte cera la sirenetta di $openhagen. (a dove6 7inalmente, nella penombra, intravide due semisfere che emergevano dallacqua sporca come le cupole gemelle delle

chiese di Santa (aria del #opolo. %i tolta il reggipetto. Nuotando piano, con gli arti dolcemente intorpiditi dal limoncello, il volontario aveva evitato per un soffio una pallonata, un paio di manate e si era avvicinato, silenzioso e invisibile come una ventresca, alla sirenetta. *ra rimasto l0, alle sue spalle, continuando a fare rutti al limoncino e a ingoiare quella broda fetida pullulante di ogni forma di organismo patogeno e a pinneggiare e a sentire la corrente che gli accarezzava i coglioni. Non poteva chiudere gli occhi perch& il mondo si avvitava in una folle spirale e, come in un film porno, gli apparivano lui e lei che si rotolavano sulla riva del fiume tra aironi cenerini, uccelli dal becco a spatola, trampolieri e rospi. Lui sotto di lei. Lei che lo afferra e... Perch diavolo mi sono ubriacato cos' #erch& era triste da morire. Non era giusto. Non era giusto che soffrisse cos0 tanto per un essere che, in un mese e mezzo, lo aveva salutato a malapena tre volte. In effetti, come poteva innamorarsi e desiderare una donna che era solo lo specchio delle sue pi' oscure fantasie, di cui non conosceva lanima, la sensibilit2 e i desideri6 (arcello aveva sempre sostenuto che lamore nascesse dalla comunicazione e dalla comunione degli intenti. (a con quella stronza aveva avuto la stessa comunicazione che pu! avere un paramecio con un falco pellegrino. Lei era a capo della piramide alimentare e lui al fondo, no, anzi, era ancora pi' sotto, nelle segrete della piramide. * poi coserano quelle orrende fantasie che lo tormentavano legate al suo ano6 +ggetti, dita, bottiglie, manufatti di forme e dimensioni disparate che finivano inevitabilmente nel suo buco del culo6 :asta, allontanati. 6ai CD anni, sei una persona seria, non puoi ragionare come un ragazzino di EF. Lascia perdere. *ornatene nella tenda. Stava tornando indietro quando un moto di orgoglio lo fece fermare. o! o e no! lmeno un tentativo doveva farlo. #erch& se non lo faceva, il rimorso lo avrebbe tormentato per il resto dellesistenza. Si volt! verso gli altri e vide che continuavano a far finta di essere divorati dai coccodrilli. *cco cosa doveva fare. 2no scherzo. Si gonfi! i polmoni daria e simmerse nellinchiostro. Scese in profondit2, spingendo di braccia e gambe. $on i timpani che gli pulsavano, ma resistendo stoico alla tentazione di tornare a galla. Secondo i suoi calcoli lei doveva essere pi' o meno l0. llung! una mano e sfior! la gamba della sirenetta. )he ridere... (arcello spalanc! le fauci, le afferr! una caviglia e... Stava per emulare scherzosamente il morso di un alligatore sul polpaccio quando sent0 rimbombargli nei timpani il rumore della cartilagine del setto nasale che si schiantava, mille flash gli esplosero davanti agli occhi e unondata di lava gli avvolse il volto. $acci! un urlo disperato e prese aria. Solo che non era aria ma acqua, lacqua fetida del fiume che gli entrava nella gola e da l0 scendeva nei bronchi, gi' per i polmoni fin dentro gli alveoli, e poi sent0 il mondo crepitare, accendersi e spegnersi come un neon scarico e i suoi pensieri, il terrore di affogare, i sensi che se ne andavano portati via dalla corrente nera del fiume. Intanto, un metro e mezzo pi' su, in superficie, 8atrine 8rog urlava e scalciava, disperata, affondando tallonate contro il coccodrillo che stava per divorarla e poi starnazzando, quasi camminando sullacqua, schizz! fuori e tutti, in un istante, si resero conto che qualcosa, qualcosa di terribile, stava accadendo sotto i loro piedi. -$5 un coccodrillo3 Pa cercato di azzannarmi un polpaccio., url! la danese continuando a massaggiarsi la gamba. * non fece in tempo a finire di dirlo che anche gli altri erano fuori e strillavano. #untarono le torce elettriche e gli indigeni, risvegliati dalle urla, uscirono dalle baracche armati di machete e bastoni. Non si riusciva a vedere il rettile. #robabilmente la bestia si era nascosta nel greto fangoso. #oi qualcuno riusc0 a vedere qualcosa, una gobba, che galleggiava al centro del fiume. *ra il ventre bianco del

coccodrillo. Sembrava morto, ma nemmeno i pescatori si fidavano ad avvicinarsi, cos0 gettarono le loro reti e in venti cominciarono a tirare il mostro a riva. "al terrore si era passati a unatmosfera deccitazione per limprovvisa caccia. $era chi diceva che il coccodrillo andava fatto arrosto, chi scuoiato e la pelle messa sullaltare della nuova chiesa, chi diceva che se non era morto bisognava liberarlo. $i misero un po a capire che quello che avevano catturato non era un coccodrillo ma (arcello, litaliano con i ricci che aveva organizzato il cineforum. )uando lo liberarono dalla rete era pi' morto che vivo. Nudo e viscido come una salamandra albina fu trascinato sulla riva fangosa. "on 7abio gli pratic! la respirazione bocca a bocca, rianimandolo. )uando riapr0 gli occhi, (arcello, senza nessuna rivelazione ad aiutarlo, decise che si sarebbe fatto prete.

-enti(uattro. #adre (arcello, nel buio della sagrestia, prese una sorsata di maro Lucano e storcendo la bocca si disse che le femmine, o meglio le donne, gli avevano distrutto lesistenza. Le aveva amate troppo e loro, in cambio, lavevano fatto sempre soffrire e per colpa loro si era fatto prete. La sua scelta, in definitiva, era stata una rinuncia e non un cieco abbraccio alla fede. Il sangue che gli scorreva nelle vene era troppo caldo per il temperamento di un sacerdote. -Un servitore di "io dovrebbe essere freddo come un rettile.. "isse cominciando ad armarsi. I rettili sanno come affrontare il digiuno. In lunghi periodi di assenza di cibo questi animali straordinari riescono a ridurre le dimensioni di alcuni organi come lintestino, i reni, i polmoni, il cuore. Il cuore. nche lui doveva ridurre il volume del suo cuore, farlo diventare piccolo come una noce, duro come lacciaio e freddo come un blocco di ghiaccio. %asta pensare a 8atrine 8rogg. %asta pensare a quella povera ragazza che si era sfracellata in un burrone per colpa della sua perversa libidine. desso per! sapeva che cosa doveva fare. $ombattere contro larmata dei morti viventi che aveva fatto di 7orca di (ezzo, un ameno paesino degli ppennini, lavamposto per invadere il mondo. * se questa battaglia richiedeva lestremo sacrificio era pronto a compierlo, senza paura e senza rimorsi tanto quella che viveva non era vitaO (a mai avrebbe permesso alla sua carne dopo la morte di tornare a rianimarsi sotto linflusso di Satana in persona. #rese una croce di ferro alta una decina di centimetri che usava per officiare la messa e la mise sul gas a scaldare. spett! in silenzio ripetendo il #adre Nostro e quando la croce divent! rossa si tolse la tonaca e la maglia della salute. #rese la croce arroventata con un paio di pinze da sopra il fornello, si riemp0 i polmoni daria, strinse i denti e se la premette sul pettorale destro. Si lev! un fumo acre di pelle abbrustolita e peli bruciati che gli entr! nelle narici. Il sacerdote per! non emise nemmeno un suono. (uto e stoico sopport! quel dolore mostruoso. %arcollando and! nel piccolo bagnetto e si fece una doccia. Lacqua fredda si port! via tutta la sporcizia, il sangue raggrumato tra i capelli, lo sporco, i brandelli di pelle che cadevano dallustione. Si ras!. Si mise il dopobarba. #oi prese dallarmadio la sua tonaca migliore, quella che usava solo per la messa di Natale e #asqua, la tolse dalla plastica e la indoss!. Si cacci! in testa la papalina. "a dentro allarmadio tir! fuori due /emington calibro ;9 a cui aveva segato le canne e li caric! con pallottole esplosive. #oi prese una mazza da baseball e un lunga ascia bipenne che un tempo era stata propriet2 dei pompieri di 7orca di (ezzo. (ise un coltello in ogni stivale. $os0 armato sal0 sul campanile e con il binocolo

osserv! quello che restava del paese. /ovine. "alla pompa di benzina, appena fuori dallabitato, si levava una cortina di fumo nero. lcune costruzioni, tra cui la $oop, bruciavano come Troie. Sulle strade poi era il delirio. utomobili rivoltate. #ali e cartelloni abbattuti. $assonetti di rifiuti rovesciati sulla strada. * Gombie. "ovunque. I figli di puttana si muovevano lentamente, a caso, come se non sapessero bene che fare, trascinandosi arti mangiati dalla putrefazione, ricoperti di larve e vermi. #iazza "iaz non era mai stata cos0 affollata. Nemmeno durante le elezioni comunali o la sagra del fagiolo borlotto cera stata tanta calca. )uesta era un po diversa da quella che riempiva la piazza fino a poco tempo prima. (a nemmeno tanto. 4li abitanti di 7orca di (ezzo avevano certamente meno voglia di vivere ed erano meno determinati di quei mostri laggi'. 7ece una carrellata con il binocolo su tutto il $orso e nella zona del #alazzo comunale alla ricerca di qualche superstite. Non sembrava esserci rimasto nessuno vivo. I bastardi si erano tutti sbranati tra di loro. 4uard! in basso, intorno alla chiesa si era radunata una folla di morti viventi che sbattevano contro il portone e le mura. lla lunga le assi che aveva inchiodato contro porte e finestre non avrebbero retto. Lo sapeva ma non gliene importava nulla. Sotto la campana aveva messo due scatoloni pieni di bottiglie di olio di arachidi, le vers! in un pentolone e lo poggio su un fornello da camping. #adre (arcello si accese una sigaretta e aspett! che lolio diventasse bollente. #oi lo gett! di sotto. rriv! su un puzzo da vomitare. Stava per andarsene quando si accorse di uno strano movimento vicino al negozio di ottica. /egol! il fuoco del binocolo. $era un tizio completamente ustionato che aveva intorno una specie di palla denergia. ccanto aveva un animaleO Una scimmia sembravaO No, non era una scimmia. *ra un piccolo diavoletto rosso che saltava e lanciava delle sfere di fuoco contro un uomo coperto da unarmatura in sella a un cavallo. Losserv! meglio. * si rese conto che quello era %reccola. Un mezzo idiota che lavorava agli sEilift. (a che gli era successo6 Lo vide allungare le braccia e fare degli strani movimenti. Neanche fosse un direttore dorchestra o un vigile urbano che dirige il traffico. Un gruppo di morti viventi, una ventina, come se fossero stati telecomandati, risposero al suo comando, si riunirono rapidamente e si disposero ordinatamente in tre file come un plotone di fanti prussiani. #oi fece un segno e tutti avanzarono verso il cavaliere che con unalabarda faceva massacro di zombie. -Q lui che li muove3.. 7ece #adre (arcello gettando la cicca. -)uello l0 non ce la far2 per molto.. "oveva andare ad aiutarlo. Subito. Il prete scese di corsa la scala a chiocciola che portava gi' nella sagrestia. #rima di uscire and! a controllare come stava la piccola Isabella, la ragazzina paralitica che aveva portato dai nonni. "ormiva sul suo letto avvolta nella coperta. Si vedeva solo un pezzo di fronte bianca come latte e una ciocca di capelli neri come le piume di un corvo. La batteria della sedia a rotelle elettrica era carica. Il sacerdote non sapeva se lasciarla l0 o portarla con lui. "ove sarebbe stata pi' al sicuro6 (eglio l0. Le porte reggevano ancora e lui sarebbe tornato al pi' presto. Le scrisse un bigliettino, -Non ti preoccupare. /imani qua. Io torno subito. Non uscire, 5 pieno di morti viventi.. Lo firm! #adre (arcello.

-enticin(ue. (entre #adre (arcello, a bordo della sua 1espa K=, era alla ricerca dei superstiti della popolazione di 7orca di (ezzo, i Eiller Tavazzi \ #apadopulos, dopo uno scontro a

fuoco con una dozzina di morti viventi, si erano rifugiati allinterno dell ntica #asticceria Sazbon. "el loro capo, il boss $otugno, avevano perso le tracce. Stessa cosa per sua figlia. *rano stanchi e in quella bottega cera una strana e amena tranquillit2 daltri tempi. 7uori, oltre le tendine di lino ricamate e la vetrina il corso era affollato come i giorni precedenti a Natale, quando la gente si spende tutto quello ha risparmiato in cazzate da regalare al prossimo. Solo che ora quella folla era formata da esseri che deambulavano, anzi si trascinavano, senza una meta precisa e uno scopo se non quello di saziare una fame insaziabile. $osa c5 di peggio che mangiare fino a esplodere e avere la sensazione di non aver ingerito nulla, di star morendo di fame6 Una punizione cos0 atroce, quella dei morti viventi, che nemmeno il sublime "ante, nel suo inferno, 5 riuscito a immaginare per i suoi golosi. $erbero, il cane con tre teste e coda di serpente, ma dotato di particolari umani Fbarba, mani, facceH, mostro infernale dellantica mitologia pagana, la cui cattura fu la dodicesima e ultima fatica di *rcole, fa da custode nella "ivina $ommedia al triste mondo dei golosi. *, proprio come gli zombi, ha una fame che non si pu! soddisfare. Q la guardia del terzo cerchio, quello dei golosi, appunto. "ice il poeta, G2rlar li fa la pioggia come caniH de l#un de# lati fanno a l#altro schermoH volgonsi spesso i miseri profaniI FInferno, $anto 1I, ;C@9;H -La dannosa colpa de la gola. FInferno, $anto 1I, KMH 5 infatti lingordigia, la rinuncia, cio5, al controllo degli istinti. * la pena6 Una pioggia incessante di acqua sudicia, grandine e neve che diventa una fanghiglia maleodorante in cui sono distesi i dannati che, sbranati da $erbero, implorano come disgraziati. Invece gli zombi che popolavano 7orca di (ezzo erano silenziosi, alle volte emettevano dei mugolii strozzati, dei rantoli svuotati, che facevano accapponare la pelle. *sseri senza un braccio, senza una gamba, tronchi che strisciavano sulle aiuole bruciate dal freddo, organismi ricoperti di vermi e larve dinsetto, avvolti da nuvole di mosche. )uesto esercito di dannati era composto in gran parte dagli abitanti della ridente localit2 sciistica, ma non solo. "al cimitero posto dietro il complesso del mobilificio dei maestri del legno, un enorme parallelepipedo in cemento armato cinto da schiere di cipressi, erano usciti fuori i defunti degli ultimi ventanni. vevano sfondato, con la forza della disperazione, i microscopici loculi in cui riposavano e si erano buttati di sotto da quellimmenso condominio di ossa. lcuni di quei resti, vecchissimi, avevano partecipato alla Seconda guerra mondiale e alla #rima. (oltissimi bambini morti agli inizi del Novecento per unesplosione micidiale di difterite. I piccoli cadaveri, ridotti a ossa e stracci avevano creato una lunga fila che, mano nella mano, si avviava verso quella che un tempo era stata la scuola elementare, condotti da uno scheletro con un lungo vestito nero, forse la loro maestra. *ppure, questa macabra processione era lontana dall ntica #asticceria Sazbon e i nostri due eroi seduti a un tavolino si mangiavo un ciambellone e si bevevano un liquore al mirtillo dei monaci trappisti. Una radio trasmetteva le note dolenti delle 4?mnopedie di *riE Satie. *rano stanchi e non avevano ancora capito bene quello che stava succedendo l2 fuori. Linferno aveva spalancato le porte6 Tavazzi si tagli! un altro pezzo del dolce e chiese al greco. -Senti, quindi, secondo te, questi sono morti6 $ome quelli dei film. Q possibile6. #apadopulos si stropicci! gli occhi e poi poggi! i gomiti sul tavolino. -Non lo soO $erto questi qua non sono esseri viventi. "i questo ne sono sicuro.. Si vers! un bicchiere di liquore e se lo butto gi' in ununica sorsata. -Io sono nato a (enetes, un piccolo villaggio nellisola di 8arpathos. Una grande isola a Sud@ovest di /odi. (io padre faceva

il tappezziere e mia madre si occupava dei cinque figli. Io ero il terzo. Nella nostra casa ci vivevano anche i nonni. Non ho conosciuto mai due persone che si amavano come quei due. Si erano sposati da bambini. (ia nonna $orinna aveva ;: anni e mio nonno "imitri ;<. Le famiglie avevano deciso di unirli e quando si sposarono non si conoscevano quasi. )uel matrimonio serviva a sancire un patto tra la famiglia #apadopulos e la famiglia (esochori. vrebbero unito le terre confinanti per permettere alle rispettive greggi di pascolare su un terreno pi' ampio. Nei film i matrimoni combinati sono sempre sinonimo di dolore e assenza di amore. Nel caso dei miei nonni non fu cos0. (ai in tutta la 4recia ci fu un matrimonio pi' perfetto di quello. I due non si lasciarono nemmeno un giorno, ne passarono di dure, la guerra, la fame, la carestia, ma niente riusc0 a incrinare il loro amore. In paese si diceva che $orinna e "imitri sarebbero morti se fossero stati separati. * nessuno mai riusc0 a separarli. Io me li ricordo, vecchissimi, seduti nel cortile di casa, sotto un albero di carrubo, mano nella mano. Non parlavano quasi mai, negli ultimi anni. Si guardavano e noi sapevano che riuscivano a comunicare con uno sguardo. Il nonno, una sera che aveva bevuto un paio di bicchieri di ouzo in pi' e gli si era sciolta la lingua ci disse a tutti noi che la morte sarebbe arrivata presto a prenderli. *rano vecchi ed era ora di andarsene. * che lui ci aveva parlato con la morte e laveva convinta a prenderli insieme, nel sonno, nello stesso istante, mano nella mano. #er lui e sua moglie il triste mietitore avrebbe fatto uneccezione. Ne era sicuro. (a si sbagliava. $irca tre mesi dopo mia nonna $orinna mor0 cadendo dalle scale. Sbatt& la nuca contro un gradino e spir! senza emettere nemmeno un suono.. -* tuo nonno6 Sicuro 5 morto di crepacuore6.. Tavazzi si accese una sigaretta e sbuff! una nuvola di fumo. -No. Sembr! anzi non rimanerci nemmeno tanto male. Lunica cosa che faceva era salire sullasino la mattina e tornare la sera.. -* dove andava6.. -Nessuno lo sapeva. (io padre glielo chiedeva ma mai che il vecchio gli rispondesse. Un giorno decisi, insieme a mio fratello maggiore di seguirlo di nascosto. Non era una cosa troppo difficile. Lasino, %ucefalo, era una bestia pelle e ossa e avanzava zoppicando sui viottoli di pietra come se camminasse su schegge di vetro. Noi, nascosti dietro i muretti a secco, lo seguimmo per pi' di unora. lla fine mio nonno, dopo due ore si ferm! in un piccolo villaggio abbandonato in cima a una collina pietrosa ricoperta di ulivi e vite selvatica. )uattro case di pietra, i vecchi infissi mangiati dal sole e dal tempo. I colombi ci avevano fatto i nidi. Una chiesetta con il tetto sfondato e una selva di rovi che avvolgeva labitato come a proteggerlo. (io nonno leg! %ucefalo a un ramo e si fece spazio tra quel muro compatto di spine. #roprio come se lo facesse ogni giorno. Io e mio fratello aspettammo un po e poi, senza respirare, lo seguimmo. Lo vedemmo entrare in una vecchia casa con un arco che dava su una grande stanza buia. #oteva essere una stalla abbandonata. /imanemmo l0, senza sapere che fare e che pensare. *ra rischioso avvicinarsi troppo, ci avrebbe sentito certamente. (a a un tratto lo sentimmo che parlava. Non era chiaro quello che diceva. (a pareva proprio che stesse dialogando con qualcuno. )ualcuno che non gli rispondeva. La curiosit2 era troppa. Io presi coraggio e saltando come una cavalletta mi appiccicai al muro e infilai un occhio dentro la stalla dove stava mio nonno. Sulle prime vidi solo la figura secca e affilata di mio nonno. * poi, appena gli occhi si abituarono alloscurit2, mi accorsi che cera anche qualcun altro la dentro. Una donna. S0, sembrava una donna che si nascondeva in un angolo buio come se avesse paura, come una bestia braccata. (io nonno tir! fuori dalla bisaccia che teneva a tracolla un coniglio. Un coniglio morto, con addosso ancora la pelle e il pelo. Lo poggi! a terra e fece due passi indietro. La figura

nellombra fece due passi avanti, timorosa e poi si avvent! sul cadavere del coniglio.. Nilo #apadopulos prese un respiro e spense la cicca nel portacenere. -*ra mia nonna. *ra lei. Te lo giuro sulla testa di mia madre. *ra lei... ncora pi' magra. $on i capelli, che aveva tenuto per tutta la vita raccolti, sciolti, bianchissimi e lunghi fino a terra. 4li occhi senza vita. +pachi e spenti. Si mangiava il coniglio con la foga di un orso famelico e faceva degli strani versi. -(a comera possibile6 Non era morta6 Non lavevate sepolta6 $he ci faceva l06 * perch& si mangiava i conigli con tutto il pelo6.. $hiese Tavazzi schifato. * #apadopulos avrebbe voluto dargli una risposta, cazzo se avrebbe voluto, ma le assi di legno sotto i suoi piedi esplosero come se avessero messo una bomba e una selva di braccia scarnificate lo afferrarono per le gambe e lo succhiarono negli scantinati dell ntica #asticceria Sazbon. #oi ci furono spari e urla. Tavazzi spalmato contro il muro caric! il fucile, si fece il segno della croce e si gett! in aiuto del suo compagno. )uando riemersero dal magazzino erano sporchi di sangue, con i vestiti stracciati ma vivi e incazzati. Uscirono puntando le pistole fuori dalla pasticceria proprio nel momento in cui #adre (arcello smontava con il suo /emington dal vespino e i tre, senza conoscersi ma uniti dallamore per lesistenza, presero a sterminare zombie.

-enti/ei. *ra arrivata la resa dei conti. #adre (arcello, i due Eiller, Tavazzi e #apadopulos, erano oramai accerchiati dallintera popolazione morta di 7orca di (ezzo e le prospettive non erano delle migliori. <== e passa zombie che lentamente ma inesorabilmente avrebbero tolto di mezzo le ultime tre forme di vita come noi labbiamo sempre intesa dalla ridente localit2 montana. * poi6 * poi niente. Il male a capo di sterminati eserciti di non@morti si sarebbe sparso ovunque, avrebbe ingrossato le proprie fila contaminando gli ppeninini, assoldando truppe nelle autostrade, a /oma, a #omezia, a $astel 4andolfo. * poi lItalia, la comunit2 europea, il pianeta intero una sola razza, una sola specie. Gombie. * fine della razza umana. The end. Un ricercatore della facolt2 di microbiologia dellUniversit2 di $astelfranco 1eneto, /oberto lberto Savaglia, ha fatto una lunga ricerca teorica ipotizzando uninvasione di zombie sulla terra. Gombie con le caratteristiche biologiche e morfologiche di quelli dei film dellimmenso regista statunitense /omero. Linfezione, secondo Savaglia, avrebbe il solito andamento di una curva epidemica di /eed e 7rost. $ t]; ^ S t F;@ q $tH $ t];, numero dei casi contagianti al tempo t@; S t, numero degli esseri umani suscettibili al tempo t F;@ q $tH, probabilit2 che almeno uno dei casi $t infettanti al tempo t compia un contatto efficiente. q, probabilit2 per un essere umano di non avere un contatto efficiente. "iciamo subito che per un essere umano non avere un contatto efficiente 5 praticamente impossibile. Infatti non 5 necessario che uno zombie ti azzanni per trasmetterti linfezione, 5 sufficiente un graffio leggero, venire a contatto di mucose con qualche effluvio corporeo del morto vivente per ritrovarti, sei ore dopo, a zoppicare emettendo dei disgustosi versi gutturali e cercando di sbranarti tua madre. $omunque, senza essere

troppo tecnici, la tesi di Savaglia 5 che in breve tempo Fpi' o meno ;= anniH sulla terra non ci saranno pi' esseri umani. * dei poveri zombie che sarebbe6 Secondo Savaglia essendo il non morto un organismo dal basso consumo metabolico, pi' basso addirittura di organismi a sangue freddo come i rettili o gli anfibi, si consumerebbe lentamente in un digiuno prolungato. $i vogliono circa venti anni a un non@morto per sospendere qualsiasi attivit2 metabolica Fusare il termine vita, per questi organismi, 5 sbagliatoH ed essere trasformato in un oggetto inerte come un sasso. Sempre secondo il ricercatore di $astelfranco 1eneto non 5 escluso che lo zombie, privato della sua unica fonte di energia, la carne umana, si trasformi in una sorta di bozzolo, di cisti, e che, se debitamente stimolato, possa tornare a risvegliarsi. (a in fondo a noi cosa diavolo ce ne importa6 noi niente. (a a /oberto lberto Savaglia importava moltissimo. Nel suo bilocale, ogni mercoled0 sera, incontrava un gruppo di amici. Si beveva birra, si mangiava pizza nelle scatole di cartone e si parlava dello sterminio della specie umana. Tutta. Nessuno escluso. $ompresi i presenti, che si sarebbero suicidati con una dose letale di psicofarmaci. )uesta allegra comitiva aveva un nome di battaglia, 4a?a rmata. *rano ecologisti integralisti che volevano estirpare alla radice i colpevoli della distruzione dellecosistema Terra. "opo essersi fatti un cannone di erba calabrese, ascoltando un cd di ululati di lupi e pianoforte simmaginavano il pianeta senza pi' lumanit2 bastarda, le piante che ricrescono, gli animali che riprendono a moltiplicarsi, il buco dellozono che si richiude. La piaga umana solo un ricordo. $itt2 ricoperte di giungle. Tane per pipistrelli e animali amanti delle tenebre. $ome nel pi' classico romanzo di fantascienza. )uindi /oberto lberto Savaglia, nel laboratorio di microbiologia, facendo esperimenti su gatti randagi, cercava di sintetizzare in vitro un retrovirus capace di trasformare gli uomini Fe pure i gattiH in zombie. #er fortuna, senza grande successo. #oi fu scoperto a fare questi esperimenti illeciti e buttato fuori dalluniversit2 e ora credo faccia il tecnico in un laboratorio di analisi a $abras, un piccolo comune in provincia di +ristano. (a ora, per fortuna la nostra piccola banda di eroi, era ancora viva e poteva ancora tentare di salvare il destino della razza umana. -$azzo facciamo6., chiese #apadopulos arretrando verso la pasticceria alle sue spalle. Lorda di non morti gli si chiudeva davanti. #adre (arcello imbracci! il fucile /emington, prese la mira e fece esplodere il cranio di 4iacomo " lessandro, il proprietario della $asa della bomboniera di via Serpieri, -In testa. Sparategli in testa. Senn! non serve a niente.. -(a dai6 1eramente6 )uesta non la sapevo.. 7ece ironico Tavazzi piazzando un proiettile calibro C nellorbita destra di 4iuseppina $afini, che era morta nel ;CD< soffocata da suo nipote (ariano mentre dormiva. - llora la situazione 5 questa. )ui resistiamo ancora pochi minuti. "obbiamo ritirarci in un luogo sicuro e con laiuto del Signore decidere una strategia per sterminare questi sciagurati.. Il prete mise in moto, con un colpo preciso la 1espa. Tavazzi diede un calcione, allontanando da s& una roba che assomigliava a uno zombie, tanto era ricoperto di larve e avvolto da un nugolo di mosche. -(i sembra unottima idea, prete.. -7orza, salite, su. Non credo ci faranno la multa.. I due Eiller non se lo fecero ripetere due volte. 7acendosi largo a colpi di pistola montarono sullo scooter del sacerdote e sbandando, dando calcioni a destra e a sinistra, riuscirono ad allontanarsi. I tre erano nella piccola sacrestia illuminata dalle candele e da una lampada a petrolio. Lelettricit2, come il telefono, erano fuori uso. #adre (arcello, nella radio portatile, aveva messo un cd e Yillie Nelson e /a? $harles cantavano -It Ias a ver? good ?ear.. Le due voci cos0 diverse eppure cos0 in armonia riuscivano in qualche modo a coprire i

versi e i mugolii dei non morti che grattavano senza sosta contro le pareti della chiesa. Sul modesto tavolo cera un tagliere con del salame, un paniere e una zuppiera fumante di bucatini allamatriciana. #adre (arcello cominci! a fare delle porzioni belle abbondanti e a grattarci su il parmigiano. -#rima di combattere bisogna mangiare come "io comanda. )uesto potrebbe essere il nostro ultimo pasto.. Tavazzi ebbe un gesto di stizza. -Scusi, padre, ma cos0 mi fa passare lappetito. Il nostro ultimo pastoO Scusi, ma chi lha detto6 %asta trovare una macchina e filarsela da sta valle di, diO.. Non gli veniva. -Insomma. "iamoci prima che sia troppo tardi.. #apadopulos, con il boccone in bocca, sollev! le spalle daccordo con il suo collega. #adre (arcello si sedette, chiuse gli occhi e poggi! le mani una sullaltra e con la voce rauca cominci! a recitare. -#adre Nostro benedici questa tavola e le persone che ci sono intorno. La situazione qui 5 parecchio incasinata. Linferno ha scatenato le sue forze. * a N+IO.. Sottoline! il N+I guardando negli occhi Tavazzi e #apadopulos che li abbassarono sui bucatini. -...hai dato il compito di combatterlo. Siamo pochi, indegni, ma siamo stati scelti da te per questo compito altissimo e lo accettiamo senza fare discussioni inutili. men.. Tir! fuori dalla tasca della tonaca una bottiglietta di rum e ci si attacc! con un gesto ieratico come fosse il vino della messa. Tavazzi scosse la testa. -Scusi padre, ma che cazzo di preghiera 5 questa6 (a queste sono le preghiere che fa in chiesa6 ccettiamo senza far discussioniO (a 5 impazzito6 Io non accetto un benemerito cazzoO.. 7u un attimo. #adre (arcello, come un prestigiatore che tiri fuori la colomba, da sotto il tavolo cacci! la bocca scura e micidiale del suo /emington. $ontemporaneamente, come se fosse scattato un meccanismo a molla, i due Eiller tirarono fuori le pistole e le puntarono sul pastore. * rimasero cos0, avvolti dai fumi della salsa di pomodoro, del guanciale e del pecorino. -$he succede6.. "alla porta che dava in sagrestia entr! Isabella sulla sedia a rotelle. I tre con le pistole puntate si voltarono e si videro di fronte la ragazzina bianca come un cencio, con quei capelli neri come le piume di un corvo che li osservava e immediatamente, come a comando, abbassarono le armi. -NienteO Non 5 successo niente, si discutevaO.. %ofonchi! #adre (arcello. -Q pronto da mangiare. 1ieni.. Isa non si mosse. $on quei due occhi enormi e liquidi li osservava. I due Eiller si alzarono da tavola, in uno stridio di sedie, e goffamente si presentarono. -$he aspetti6 "ai che si fredda3.. -NoO., sussurr!. -Io con voi che litigate e vi puntate le pistole contro non ci mangio.. #rese aria e poi pi' decisa continu!. -1oi non vi rendete conto di che inferno si sta scatenando. #er ora sembra essere coinvolta solo 7orca di (ezzo, ma presto il focolaio si estender2 e sar2 la fine dellumanit2. )uindi non possiamo scappareO N& affrontarli senza una precisa strategia. Siamo in quattro e loroO )uelli saranno almeno mille. Loro hanno i numeri, noi il cervello. Non credo che nessuno di voi tre possa dirsi senza colpe, con la coscienza senza una macchia. Nemmeno io lo sono pure se sono una bambina.. Si guard! le gambe inermi. -#er colpa di queste deformi appendici ho invidiato fino a odiare il mondo, i miei compagni che correvano e saltavano, la gente che mi guardava con infinita piet2, la mia maestra che mi diceva di essere felice e che le cose importanti sono nel cuoreO Stronzate3 $omunqueO +ra abbiamo la possibilit2 di riscattarci e di salvare il mondo. 1i sembra poco6 * poi tra quei bastardi c5 pure il mio paparino e i miei nonnini. * non posso immaginare di lasciarli in quello stato. llora, forza, alzi la mano chi 5 con me.. #adre (arcello, solev! tutte e due le braccia e corse a baciare la ragazzina e i due sicari si guardarono, sbuffarono e timidamente alzarono le loro. * simmolarono.

%eneO La storia 5 finita. $osi6 S0. #referisco non raccontare di come i nostri quattro eroi si sacrificarono in uno scontro impari contro lesercito dei morti viventi. )uesta non 5 una storia damore, n& tantomeno una storia dellorrore a lieto fine. 1i dir! solo che tutti e quattro si comportarono da veri eroi. #adre (arcello, che si credeva colpevole della calamit2, si fece esplodere davanti all+ttica %aldoni portando con s& una cinquantina di zombie. Sacrificio sostanzialmente inutile. Tavazzi e #apadopulos si chiusero nello snacE bar La #erla. (a dopo tre giorni, a cornetti e tramezzini, tentarono la fuga. 1ennero sbranati da circa mille eJ abitanti di 7orca di (ezzo. Isabella fu pi' fortunata, fu divorata da suo padre appena fuori dalla chiesa. %reccola, il traditore della razza umana, ebbe la meglio su $armela $otugno dopo uno scontro che lo lasci! in fin di vita. In testa alle armate oscure in circa cinque anni si prese il mondo intero e trasform! gli esseri umani in carne morta zoppicante. Lo scontro tra bene e male 5 finito zero a uno. (a, come dice mio zio, non 5 detto che non ci sia la partita di ritorno. %aci e abbracci. Niccol Ammaniti