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Progetto RaPHAEL (www.raphaelproject.

com) - Incontro n 19 del 25/02/2004 - Colore Ciclamino scuro

19. Il meccanismo dello specchio

Se accettiamo la visione olografica delluniverso, che afferma che nella parte di un insieme gi rappresentata la totalit dellinsieme stesso (ved. incontro n 79), allora possiamo comprendere come in ogni essere umano coesistano tutte le qualit (positive e negative) appartenenti allumanit in generale. In noi coesistono, anche se in stato latente, la possibilit di generare i miracoli pi straordinari come quella di effettuare i crimini pi efferati. Ogni essere, in ciascuna incarnazione, ha necessit di entrare in contatto solo con alcune delle possibili caratteristiche della personalit (a seconda del programma con cui si incarnato) e tra quelle da conoscere alcune le accettiamo ed altre le rifiutiamo a causa dei giudizi esercitati dalla mente logica. Tutto ci che rifiutiamo (e non sono solo caratteristiche negative, ma anche positive considerate per irraggiungibili) genera in noi una precisa reattivit emozionale quando viene incontrato allesteriore: tale reattivit tanto maggiore quanto pi quella determinata caratteristica stata respinta nellinconscio. NellInconscio superiore alloggeranno le qualit rimosse giudicate positive e in quello inferiore le qualit rimosse giudicate negative (ved. la mappa della psiche creata da Assagioli e presentata nellincontro n 225). La realt esterna rispecchia perfettamente quella interiore, in quanto - in ultima analisi - entrambe costituiscono ununit indivisibile! La nostra mente, nel tentativo di separare soggetto ed oggetto, ha creato una parvenza di divisione che ogni Ricercatore cerca di ricomporre... Ci che fuori di noi anche dentro di noi! Questo meccanismo dello specchio molto importante da comprendere se vogliamo cessare di lottare contro i mulini a vento, altrimenti continueremo semplicemente ad odiare e ad allontanare coloro che rispecchiano i nostri lati negativi rimossi e ad amare ed esaltare coloro che rispecchiano invece i lati rimossi ma considerati positivi. Lintensit della reattivit emotiva pu variare - in negativo - dalla semplice irritazione ad un odio vero e proprio , e - in positivo - dalla simpatia alla completa idealizzazione. Se riuscissimo a tenere sempre bene a mente questo concetto, da una parte eviteremmo di giudicare con troppa facilit il prossimo e dallaltra ogni incontro sarebbe unoccasione di intenso arricchimento interiore soprattutto quando qualcuno ci disturba con la sua presenza!!

Nel libro Sessualit e spiritualit nel Tantra (di Sunyata Saraswati e Bodhi Avinasha, Ed. I Nuovi Delfini, pag. 49) troviamo elencate quattro motivazioni su cui riflettere nel momento in cui qualcuno dovesse irritarci: 1) vedete in lui una parte di voi stessi che non vi piace. Rifiutate di vedere quella qualit in voi e non vi piace vederla nemmeno in un altro. 2) Il modo in cui quella persona vi maltratta il modo in cui voi maltrattate voi stessi. 3) Vi ricorda qualche problema al quale siete attaccati; qualcuno che non avete perdonato, qualche limitazione con la quale non vi siete riconciliati. 4) Non vi permette di distorcere la verit come fate di solito, oppure non si presta al vostro gioco, non sostiene le vostre illusioni preferite, non vuole ignorare ci che ovvio. Qualunque sia la situazione che vi disturba, pu essere volta a vostro vantaggio oppure andare sprecata. Potete imparare a crescere grazie a questa situazione, oppure perdere una preziosa occasione. In questo caso il Cosmo deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finch alla fine non riuscirete a capire. Abbiamo bisogno di questo meccanismo poich nello stato duale incarnativo nessuno in grado di vedersi per come realmente , basti pensare (simbolicamente) che se non esistessero gli specchi non conosceremmo neppure il nostro volto! Ecco che per osservarci realmente abbiamo bisogno di punti di vista esteriori (e chi in grado di evidenziare pi abilmente i nostri lati in ombra dei nostri odiati nemici ?). La realt non pu essere abbracciata da una sola prospettiva e tutte le varie prospettive, anche le pi contrastanti, possono essere ugualmente veritiere se le relativizziamo (una corretta valutazione di un assunto pu essere fatta solo se conosciamo il sistema di riferimento concettuale adottato per giungere a quella specifica valutazione... ma cambiando il sistema di riferimento cambia anche il concetto di vero e di giusto!). Proviamo dunque a relativizzare la visione egoica di noi stessi, tenendo a mente che siamo composti da almeno tre aspetti e che nessuno di essi singolarmente ci definisce: ci che pensiamo di essere, ci che gli altri pensano che noi siamo, ci che siamo veramente!