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Richard Wagner a Bayreuth

1. Perch un avvenimento abbia grandezza, devono concorrervi due cose: il grande animo di coloro che lo compiono e il grande animo di coloro che ne prendono parte. Cos, chiunque veda approssimarsi un avvenimento, si domanda preoccupato se coloro che vi prenderanno parte ne saranno degni. Su questo corrispondersi di azione e ricettivit si conta e ad esso si mira sempre, quando si agisce, nelle cose pi piccole come in quelle pi grandi. Perci anche lazione particolare perfino di un uomo grande non ha grandezza, quando breve, spuntata e sterile; giacch nel momento in cui la comp dov in ogni caso mancargli il senso profondo che essa fosse necessaria proprio allora. Non aveva scelto il tempo con sufficiente determinatezza, il caso si era impadronito di lui, mentre lesser grande e laver locchio per la necessit sono cose che vanno strettamente congiunte. Wagner ha fede sia nella grandezza della sua impresa, sia nel grande animo di coloro che vi prenderanno parte. Tutti coloro che celebrano la festa bayreuthiana per, verranno considerati uomini inattuali: essi hanno la loro patria altrove che nellepoca e trovano altrove tanto la loro spiegazione quanto la loro giustificazione. La persona colta, in quanto in tutto e per tutto un prodotto di quel presente, pu accostarsi a tutto ci che W. fa e pensa solo attraverso la parodia e vuole farsi illuminare anche lavvenimento bayreuthiano solo dalla lanterna assai poco magica dei brillanti giornalisti. Dellimpresa bayreuthiana non ci furono segni precursori; nessuno, tranne W., seppe la lunga strada verso lo scopo e lo scopo stesso. la prima circumnavigazione nel regno dellarte: stata scoperta non solo una nuova arte, ma larte stessa. La sua mano ammonitrice (della nuova arte) destinata ad apparire molto inquietante a tutta lattuale cultura, dal momento in cui le risate sulle sue parodie ammutoliranno. Invece loro (wagneriani), discepoli dellarte risorta, avranno tempo e volont per la seriet, avranno locchio grande con cui guardare allavvenimento di Bayreuth e solo in questocchio risieder il grande futuro di quellavvenimento. Il giorno di maggio del 1872 in cui fu posata la prima pietra sullaltura di Bayreuth, W. compiva 60 anni: tutto quanto fino allora aveva fatto, era stato solo una preparazione per quel momento. Nei momenti di pericolo eccezionale, o in genere nel prendere una decisione importante della loro vita, certi uomini condensano in una visione interiore infinitamente accelerata ogni cosa vissuta e riconoscono con rarissima precisione le cose pi vicine come quelle pi lontane. Solo partendo da

questa visione wagneriana si pu capire la sua stessa grande impresa per garantirne con questa comprensione la fecondit. 2. Negli uomini di capacit eminenti la vita destinata a diventare non solo, come in tutti, una copia del carattere, ma anche e soprattutto limmagine dellintelletto e delle sue facolt pi peculiari. Cos dunque, la vita del drammaturgo si svolger drammaticamente. E nel divenire di W. lelemento drammatico non si pu disconoscere, a partire dal momento in cui la passione in lui dominante diventa consapevole di se stessa e abbraccia tutta la sua natura. Ora per ci fu nella vita di W. una parte pre-drammatica, la sua infanzia e giovinezza, in cui non vi era a limitarlo, un severo esercizio dellarte per tradizione familiare. Gli divenne familiare il piacere pericoloso di gustare superficialmente le cose dello spirito, cos anche la presunzione congiunta col saper un po di tutto, che abituale nelle citt di dotti. Il ragazzo si vedeva circondato da un mondo stravagante e saccente, ma attivo, col quale il teatro stava in contrasto ridicolo e la musica in contrasto incomprensibile. Lartista (come W. o Goethe) in cui innata in particolare misura la forza imitativa, destinato ad essere assalito dalla snervata multilateralit della vita moderna come da una violenta malattia infantile; da giovane egli sar pi simile a un vecchio che al suo vero se stesso. Il prototipo meravigliosamente lineare del giovane, il Sigfrido dellAnello del Nibelungo, poteva crearlo solo un uomo che avesse trovato tardi la sua giovinezza. E tardi giunse per W. anche let spiritualmente e moralmente virile, quando comincia il dramma della sua vita. In egli ribolle una volont violenta che per tutte le vie vuole uscire alla luce e aspira alla potenza. Solo una forza purissima e liberissima poteva mostrare a questa volont una via verso la bont e la carit. Ci fu uno spirito amorevole il cui linguaggio fatto di entusiasmo benigno e a cui la violenza e la distruzione sono in s odiose: questo spirito parl a W. (che lo descrive come un angelo) e gli mostr la via. Nelle figure di W. scorre un fiume sotterraneo unificante di nobilitazione ed elevazione morale, che fluttua sempre pi puro e limpido ci troviamo di fronte a un intimo divenire dellanima stessa di Wagner. Nietzsche trova nellAnello del Nibelungo la musica pi morale che conosca, tale da fargli pensare alle cime delle Alpi: la natura vi si trova cos pura, solitaria, difficilmente accessibile; sotto di essa vi sono nuvole, uragani e persino il sublime. Guardando a Tannhauser e allOlandese, sentiamo come W. abbia cominciato oscuro e inquieto, abbia cercato soddisfazione, ottenuto potenza, inebriante godimento e sia spesso fuggito pieno di nausea, abbia

desiderato dimenticare, rinnegare, rinunciare. E nella notte di questo sotterraneo ribollire gli apparve la stella della fedelt, disinteressata fedelt. Questultima lesperienza originaria pi peculiare che W. vive in s e venera come un segreto religioso, lesperienza e conoscenza secondo cui luna sfera del suo essere rimaneva fedele allaltra. Per libero e disinteressato amore serbava questa sua fedelt: la sfera creativa, innocente e luminosa, e quella oscura, indomabile, tirannica. 3. Nel comportamento reciproco delle due forze pi profonde, nella devozione delluna allaltra, risiedeva la grande necessit per la quale soltanto egli poteva rimanere intero e se stesso: nel contempo era lunica cosa che non aveva in suo potere, che doveva osservare e accettare. Scorre qui una ricchissima fonte di dolore per colui che diviene, lincertezza. Ciascuno dei suoi impulsi tendeva allo smisurato, il caso e la vita incitavano a conquistare potenza, splendore, piacere, ancora pi spesso lo tormentava la necessit di dover vivere in genere. Come possibile serbare allora fedelt, rimanere integri? Lartista pu arrivare in molti modi agli onori e alla potenza, tuttavia sempre e solo nella forma in cui li conosce luomo moderno e in cui essi per lartista onesto devono necessariamente diventare soffocante vapore. Nella tentazione in tal senso, e cos pure nel rifiuto di questa tentazione, si trovano i suoi pericoli, nella nausea per le forme moderne di acquistar piacere e credito, nel furore che si volge contro il modo egoistico degli uomini odierni di trovarsi a loro agio. W. cambi citt, compagni, paesi e si stenta a comprendere fra quali esigenze e ambienti egli abbia comunque resistito per un certo tempo. Sembra che egli non abbia sperato pi in cose generali, ma solo ancora dalloggi al domani, e cos invero egli non disper, senza tuttavia credere. Cento volte si gett di nuovo nella vita con quella speranza di corto respiro, ma nella maniera in cui lo fece, ci fu quasi sempre una mancanza di misura, segno che egli non credeva a quella speranza in modo profondo e saldo, ma di essa soltanto si inebriava. Dal contrasto del suo desiderio e della sua impotenza a soddisfarlo, veniva tormentato e mentre la vita si faceva sempre pi complicata, sempre pi arditi erano i mezzi che egli scopriva, bench fossero puri espedienti drammatici, pretesti che illudevano per un momento. La vita di W. ha in s, ricordando unespressione schopenhaueriana, moltissimo della commedia grottesca. In mezzo a una tal vita si sviluppa una dote dellimparare che anche fra i Tedeschi, il vero popolo discente, affatto straordinaria. Da novizio incerto, W. divent un perfetto padrone della musica e della scena, e in ognuna delle condizioni tecniche preliminari, un inventore e un accrescitore. Tutto cresce verso di lui, dentro di lui, e

quanto pi la costruzione grande e difficile, tanto pi saldamente si tende larco del pensiero ordinatore e dominatore. N questa somma schiacci la sua volont dazione, n le cose particolari e pi attraenti lo sviarono. Non appena la sua forza plasmatrice lo prende, la storia diventa nelle sue mani una morbida argilla; il suo atteggiamento verso la storia diverso da quello di qualunque altro dotto e piuttosto simile a quello che il Greco aveva verso il suo mito, come qualcosa su cui si forma e si poeta, con amore e con una certa timorosa devozione, ma anche col diritto di sovranit del creatore. E proprio perch essa per lui ancor pi pieghevole e mutevole di un sogno, egli pu introdurre nellavvenimento particolare ci che tipico di intere epoche, giungendo cos a una verit di rappresentazione a cui lo storico non giunge mai. Niente pu indurci a staccarci da tutto il tempo presente pi delluso che si fa della storia e della filosofia. Alla prima, cos come essa viene comunemente concepita, sembra oggi essere toccato l compito di concedere alluomo moderno, che ansante e affaticato corre alle sue mete, un attimo di respiro, sicch egli possa sentirsi per un momento libero dai finimenti. Da un secolo i Tedeschi hanno atteso particolarmente agli studi storici e ci mostra che essi, nel movimento del mondo moderno, rappresentano la forza trattenente, ritardante e calmante. sintomo pericoloso che le lotte spirituali di un popolo vadano principalmente a vantaggio del passato, un segno di rilassamento, di debolezza e di decadenza: sicch essi sono ora esposti in modo pericolosissimo ad ogni febbre dilagante, per esempio a quella politica. La storia stessa ha in s tuttaltre forze, essa deve essere scritta in un senso molto pi serio e severo, soprattutto non pi ottimisticamente come hanno fatto fino ad ora gli studiosi tedeschi. Se la storia non continuasse ad essere una teodicea cristiana camuffata, se fosse scritta con pi giustizia e fervore di piet, potrebbe veramente meno di ogni altra cosa servire allo scopo cui oggi essa destinata, quello cio di essere un oppio contro ogni elemento di rivoluzione e rinnovamento. Similmente avviene con la filosofia: da cui appunto i pi non vogliono imparare nientaltro che capire approssimativamente le cose, per poi acconciarsi ad esse. A Nietzsche sembra invece che la questione pi importante di tutta la filosofia sia quella di stabilire fino a che punto le cose abbiano natura e forma invariabile: per poi, quando si sia risposto a questa domanda, procedere col coraggio pi intransigente al miglioramento di quella parte di mondo riconosciuta mutabile. W. filosofo soprattutto l dove pi energico ed eroico. E proprio come filosofo attravers senza temere non solo il fuoco dei diversi sistemi filosofici, ma anche i vapori del sapere e dellerudizione, serbando fedelt al suo pi alto se stesso, che esigeva da

lui azioni totali della sua natura polifona e gli comandava di soffrire e di imparare, per poter compiere queste azioni. 4. Lantica questione, se una civilt straniera possa essere in genere trapiantata, rimane il problema intorno al quale i moderni si affaticano. Limmagine del nostro mondo attuale non affatto unimmagine nuova: sempre pi, chi conosce la storia, deve avere limpressione come di riconoscere antichi e familiari lineamenti di un volto. La terra che stata finora sufficientemente orientalizzata, ha di nuovo nostalgia di ellenizzazione; chi vuole in ci aiutarla ha certo bisogno di rapidit e di un piede alato, per riunificare i pi vari e lontani punti del sapere. Cos si resa ora dunque necessaria una serie di Contro-Alessandri, che abbiano la potentissima forza di riunire e legare e preservare il tessuto dalla polverizzazione. Nietzsche riconosce in W. un tale Contro-Alessandro: egli domina le arti, le religioni e le storie dei vari popoli ed tuttavia lopposto di un erudito, di un spirito meramente raccoglitore e ordinatore; un artista globale e un animatore del materiale raccolto, un semplificatore del mondo. Ci si aspetta da lui una riforma del teatro, ma non possibile produrre leffetto pi alto e pi puro dellarte teatrale senza innovare dappertutto, nel costume e nello Stato, nelleducazione e nei rapporti sociali. Strano offuscamento del giudizio, malcelata smania di diletto, di divertimento a ogni costo, dotte preoccupazioni, pretenziosit e istrionismo con la seriet dellarte da parte degli esecutori, brutale avidit di guadagno da parte degli impresari, vuotaggine e spensieratezza di una societ che pensa al popolo solo finch le torna utile o pericoloso, e frequenta teatri e concerti senza che mai al riguardo le siano ricordati dei doveri - tutto ci forma latmosfera greve e corrotta della nostra odierna situazione artistica. In realt si ha solo un mezzo per convincersi di quanto siano volgari i nostri istituti teatrali: basta confrontare essi con lantico teatro greco. A Bayreuth si trovano spettatori preparati e devoti, la pi devota abnegazione degli artisti e il vittorioso creatore di unopera che essa stessa il compendio di una quantit di vittoriose imprese artistiche. Nietzsche si domanda dove siano i loro alleati, mentre per il momento hanno solo un nemico: quelle persone colte per le quali la parola Bayreuth sta a indicare una delle loro pi gravi sconfitte. Per chi vi ha creduto invece, vi vede la lotta degli individui contro tutto ci che si oppone loro con necessit apparentemente invincibile, con il potere, la legge, la tradizione, la convenzione e interi ordinamenti delle cose. Il modo pi bello di vivere per gli individui di maturare per la morte e immolarsi, nella lotta per la giustizia e lamore. Larte non esiste per la battaglia stessa, bens per le pause di riposo che la

precedono o la interrompono, per quei minuti in cui, guardando verso il passato e presagendo lavvenire, si giunge a intendere lelemento simbolico della nostra vita e, invasi da una lieve stanchezza, sentiamo avvicinarsi un sogno ristoratore. Ed ecco che sopraggiungono il giorno e la lotta: larte di nuovo allontanata da noi; ma la sua consolazione ha pervaso luomo fin dallora mattutina. Le pi grandi sofferenze dellindividuo, la mancanza di un sapere comune a tutti gli uomini, lincertezza delle conoscenze ultime e la disuguaglianza delle capacit, tutto ci lo rende bisognoso darte. Larte non certo una maestra e uneducatrice per lagire immediato; finch ci sentiamo in bala dellarte, la valutazione delle cose , come nel sogno, mutata. Le lotte che essa mostra sono semplificazioni delle reali lotte della vita; i suoi problemi sono abbreviazioni del calcolo infinitamente complicato dellagire e del volere umano. Ma proprio in ci sta la grandezza e lindispensabilit dellarte, che essa suscita lapparenza di un mondo pi semplice, di una soluzione pi breve degli enigmi della vita. Nessuno che soffra della vita pu fare a meno di questapparenza, come nessuno pu fare a meno del sonno. Quanto pi la conoscenza delle leggi della vita si fa difficile, tanto pi ardentemente desideriamo lapparenza di quella semplificazione, tanto pi grande diventa la tensione tra la conoscenza generale delle cose e il patrimonio spirituale-morale del singolo. Perch larco non si spezzi, perci esiste larte. Il singolo deve essere consacrato a qualcosa di sovrapersonale; egli deve disimparare la terribile angoscia che la morte e il tempo causano allindividuo: giacch nellattimo pi fugace della sua vita, pu accadergli qualcosa di santo che compensi ad usura ogni lotta ed ogni sofferenza questo significa avere sentimento tragico. Il compito supremo dellumanit di andare incontro come un tutto e con sentimenti tragici alla fine incombente. C solo una speranza e una garanzia per il futuro di ci che umano: che il sentimento tragico non muoia. 5. La semplificazione del mondo consiste nel fatto che lo sguardo di colui che conosce diventato signore dellenorme pienezza e confusione di un caos apparente, e condensa in unit ci che prima giaceva separato come incompatibile. W. fece ci scoprendo un rapporto fra due cose che sembravano vivere estranee e fredde come in sfere separate: fra musica e vita e parimenti fra musica e dramma. Dappertutto il linguaggio malato, esso ha dovuto percorrere tutta la scala delle sue possibilit per abbracciare il pensiero, cio lesatto opposto del sentimento, allontanandosi cos da esso. Sicch il linguaggio ora non pu pi conseguire il suo unico e vero scopo: far s che i sofferenti si intendano tra loro sulle afflizioni pi

elementari della vita. Gli uomini non appena cercano di unirsi per unopera, sono presi dalla follia dei concetti generali, anzi dei puri suoni verbali, di conseguenza le loro creazioni portano a loro volta il segno dellincomprensione, in quanto non corrispondono ai bisogni reali: cos lumanit aggiunge a tutti i suoi dolori anche la sofferenza della convenzione, ossia del concordare in parole ed azione ma non nel sentimento. Sotto questa costrizione, nessuno pi pu mostrare se stesso, a causa di una cultura che irretisce lindividuo nel lacci dei concetti distinti e gli insegna a pensare correttamente: come se avesse valore il fare di qualcuno un essere che pensa correttamente, se prima non si riusciti a far di lui un essere che sente correttamente. La prima risposta di W. alla domanda cosa significa la musica del nostro tempo : essa ritorno alla natura, mentre insieme purificazione e trasformazione della natura, giacch nellanima dei pi amorevoli sorta la necessit di quel ritorno e nella loro arte risuona la natura trasformata in amore. W. ha anche una seconda risposta. Il rapporto fra musica e vita non solo quello tra una specie linguaggio e un altra specie di linguaggio, esso anche il rapporto tra il perfetto mondo uditivo e lintero mondo visivo. Nella misera esistenza degli uomini moderni, solo superficialmente variopinta, si trovano in realt grigia impotenza, struggente inquietudine, laboriosissima noia e disonorevole miseria. Il manifestarsi delluomo moderno diventato in tutto e per tutto parvenza. Dovunque oggi si richieda forma, si intende involontariamente una gradevole apparenza, il contrario del vero concetto di forma come di una configurazione necessaria che non ha niente a che fare con gradevole e sgradevole, perch appunto necessaria e non arbitraria. La musica aspira alla sua simmetrica gemella, la ginnastica, come alla sua configurazione necessaria nel regno del visibile. Questa la seconda risposta di W. La pi vergognosa manchevolezza delleducazione moderna che essa non mossa e plasmata dallanima della musica, mentre le sue esigenze ed istituzioni sono il prodotto di unepoca in cui non era ancora nata quella musica in cui W. ripone una fiducia cos significativa. Se gli uomini odierni, con locchio interno, non riescono a vedere nuove figure davanti a s, bens sempre e solo le antiche dietro di s, servono la storia e non la vita, e sono morti prima di aver cessato di vivere. Ma chi oggi sente in s vita vera e feconda (e ci significa soltanto: musica) piuttosto che prestare ascolto a delle qualsiasi, vane consolazioni, preferisce sopportare di puntare lo sguardo insoddisfatto sullessenza del nostro mondo moderno. Anche se egli pu amare, compassionare e aiutare a costruire, dovr lo stesso innanzitutto negare, per schiudere prima la strada alla sua anima soccorrevole. L amico

dellarte, il pilastro su cui riposano i trattenimenti artistici, teatri, musei, da mettere al bando; il giudizio pubblico deve essere tolto di mezzo da un giudizio migliore. Frattanto, il nemico dichiarato dellarte deve essere considerato come vero e utile alleato, dato che ci di cui egli si dichiara nemico, appunto soltanto larte quale l amico dellarte la concepisce. Lartista di stampo moderno incede pieno di disprezzo verso il brancolare e parlare trasognato dellartista vero e raro, conducendo al guinzaglio con s tutta la ringhiante muta di passioni accoppiate a mostruosit per lanciarle a piacere sugli uomini moderni. Questi infatti preferiscono essere cacciati, feriti e sbranati che dover abitare in silenzio con se stessi, questa langoscia delle anime moderne. Il sentimento falso li cavalca e li pungola senza posa e non permette mai che essi confessino a se stessi la loro miseria; sono in tutto e per tutto trasformati e abbassati a schiavi abulici del sentimento falso. 6. Gli studiosi e i filosofi odierni utilizzano la saggezza di Indiani e Greci non per divenire in s saggi e calmi: il loro lavoro deve servire solo a procurare al presente uningannevole reputazione di saggezza. Tutto oggi ha carattere preparatorioapologetico, sembra che quanto rimasto di energia intellettuale, abbia come unico compito quello di difendere e scusare il presente. Davanti a quale accusatore? Davanti alla propria cattiva coscienza. Chi volesse liberare larte dovrebbe aver innanzitutto liberato se stesso dallanima moderna; solo come innocente potrebbe trovare linnocenza dellarte, dovrebbe compiere due immense purificazioni. Se egli fosse in ci vittorioso, si troverebbe impegnato nella lotta pi terribile: infatti gli uomini preferirebbero fare a brani lui e la sua arte piuttosto che ammettere di dover morire di vergogna a quella presenza; essi odiano la luce su se stessi. *+La natura allinterno troppo pi ricca, potente, felice, terribile; voi non la conoscete cos come vivete abitualmente: imparate a ridiventare voi stessi natura e lasciatevi poi trasformare con ess e in essa dal mio incantesimo damore e di fuoco. la voce dellarte di W. (poi sostituito da N. col nome di Beethoven) che cos parla agli uomini. La sua arte considerata nel suo nascere, lo spettacolo pi magnifico, per doloroso che quel divenire possa essere stato, giacch dappertutto si mostrano ragione, legge e scopo. Nella felicit di questo spettacolo, losservatore esalter questo stesso divenire e considerer con gioia come, per la natura geniale predestinata fin dagli inizi, ogni cosa debba trasformarsi in ricchezza e guadagno, come ogni pericola la renda pi coraggiosa, come si nutra di veleno e di infelicit e ne tragga salute e forza. Esisterebbe realmente ci che pi grande per ci che

pi meschino, lingegno pi grande a favore del pi piccolo? Doveva la vera musica risonare perch gli uomini non la meritavano minimamente, ma ne avevano bisogno massimamente? Se si guarda indietro alla vita, essa ormai risplende, per fosca e annebbiata che potesse apparire prima. 7. Lo spettatore davanti ad una natura come quella di W., destinato a sentirsi estraniato al suo essere. Tutto ci che visibile vuole approfondirsi e interiorizzarsi in ci che udibile; del pari, tutto ci che udibile vuole risalire e uscire alla luce anche come apparenza per locchio, vuole acquistare corpo. Tutto ci lessenza del drammaturgo ditirambico, un concetto che abbraccia insieme lattore, il poeta e il musicista. N. ipotizza che W. avesse un originario talento di attore che dov per rifiutarsi di soddisfarsi per la via pi banale e trovare la sua salvezza nellutilizzare tutte le arti in una grande rivelazione teatrale. Lartista veramente libero non pu far altro che pensare contemporaneamente in tutte le arti, restauratore di ununit che pu solo essere mostrata con lazione. Colui che assiste a questazione si trover dinanzi ad una forza che annulla la resistenza della ragione e fa apparire tutto irragionevole. N. afferma che mentre nella Repubblica di Platone la comunit poteva far a meno dellartista imitatore, quella odierna ha bisogno dellarte poich si diventati veggenti di fronte al reale; luomo veggente ha bisogno del drammaturgo totale perch lo liberi dalla tensione che sente fra s e i compiti che gli sono imposti. Lartista si sente preso come da uninsonnia continua come se dovesse ormai passare la sua vita, lucida e cosciente, insieme a sonnambuli e a esseri che assumono una seriet da spettri e si sente tentato di opporre una superba derisione allimpressione di questapparenza. Tuttavia egli ha anche limpulso a scendere dallaltezza nella profondit, il desiderio della felicit in comune. Quando egli teso in questo contrasto dei sentimenti, questi momenti sono quelli creativi della sua arte. Il suo sguardo scende chiaroveggente- cauto e insieme amorevolmente disinteressato: cos la natura indotta dal pudore a scaricare le sue forze; essa volendo nascondersi, svela lessenza dei suoi opposti (visibile e invisibile). 8.