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La citt ideale l'exemplum maximum dell' Idea utopica rinascimentale.

. Ironia della sorte, un'opera dal cos chiaro intento artistico cela da sempre il nome del proprio autore. Le ipotesi sono molteplici: potrebbe trattarsi di un dipinto di Piero della Francesca e collocarsi dunque nell'ambito urbinate, ovvero potrebbe venir dalla mano di Giuliano da Sangallo, divenendo quindi emanazione fiorentina; si sono tuttavia fatti anche i nomi di Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini e Leon Battista Alberti. Fine espressivo dell Opera la volont di rappresentare la citt rinascimentale nella sua perfezione, espressa dalla totale geometrizzazione delle forme: al centro di una piazza con pavimentazione a scacchiera troneggia una Rotonda, di chiara ispirazione classica e che richiama la figura perfetta: il cerchio. Gli edific, disposti ai lati della piazza in maniera rigidamente simmetrica ed equilibrata, non superano mai i tre piani di altezza; anche le facciate, decorate con marmi policromi, richiamano motivi geometrici. Non vi sono, tuttavia, presenze naturali solo sullo sfondo si intravedono delle colline n umane. L'idealit del dipinto data dalla luce, diafana ed impalpabile, e dai colori: varie le sfumature di bianco, azzurro, verde del marmo serpentino tipico del romanico fiorentino; il cielo digrada in una tonalit sempre pi chiara di celeste, cos da evidenziare la purezza e la chiarezza della veduta. L'Urbinate (citt ideale) ha due gemelle: una Veduta di citt ideale conservata a Baltimora ed un'altra, omonima, a Berlino. Le due tavole si ispirano senza dubbio al principio di copia et varietas teorizzato dal Leon Battista Alberti: sono, difatti, sostanzialmente simili, pur presentando alcune differenze; la caratteristica essenziale del dipinto di Baltimora la mancanza di unit tra i vari edifici: al centro della piazza, sullo sfondo, sono raffigurati un anfiteatro, un arco triforo, un edificio circolare (probabilmente una rielaborazione del Battistero di Firenze). Ai lati vi sono due edifici pressoch identici, non fosse per la decorazione, e al centro della piazza, in primo piano, troviamo quattro colonne ed una fontana. L'Opera tuttavia datata in un periodo immediatamente precedente all'originale urbinate, forse in ragione della minore padronanza delle tecniche prospettiche. La Veduta di citt ideale di Berlino contraddistinta da colori molto pi spenti, tendenti a giallo scuro, grigio e marrone. Il punto di veduta una loggia dalla quale, seguendo le direttrici prospettiche, si scorge in lontananza un porto, simbolo evidente di prosperit e ricchezza.