Sei sulla pagina 1di 0

Theunissen

530
The Italian Translation of the Venetian Capitulation of 1575
The present text is based on the Italian translation which is kept in the
Archivio di Stato di Venezia.
1
The text
2
CAPITOLI DELLA PACE
FRA L'IMPERIO DE TVRCHI
ET IL SERENISSIMO DOMINIO VE
NETO CONFIRMATI PER
IL SERENISSIMO SULTAN MORAT
NELLA SVCCESSIO
NE SVA NELLO
IMPERIO L'AN
NO M.D.LXX
V
Tradotti per me Mattio Marucini
SVLTAN MORAT IMPERATOR FIGLI
VOLO DE SVLTAN SELIM IMPE
RATOR SEMPRE
VITTORIOSO
Per questo Segno Eccelso, & singolare, il qual per
gratia, & aiuto del puro Iddio significa singo-
ria del Mondo, si commanda in questo modo:
Per l'altissima gratia dell'Eccelso & Adorato Iddio,
& per gl'abbondantissimi miracoli del Salvator
3
Meemet Mustaffa' nostro Proffeta signor de tutti gl'altri
proffeti, & con favor delli quatro beatissimi apostoli
che sono in Paradiso. Io, il quale al presente
son' Imperial, & Cesarea Maesta' Signor delli Signori
fra quelli singolare, & Donator de corone alli Signori
1
Archivio di Stato di Venezia, Documenti Turchi 828.
2
F. 1r.
3
F. 1v.
Theunissen
531
che sono sopra la faccia della terra, Sultan MO
RAT Imperator figliuolo de Sultan Selim Imperator,
figliuolo de Sultan Suleiman Imperator, figliuolo de
Sultan Selim Imperator. Havendo il potente, grande,
& Sublime fra li Signori christiani, & honorato fra li
populi de CHRISTO ALVISE MOCENIGO
che hora e' DOCE di VENETIA, & gl'altri signori
ch'el loro fine sin buono destinato Ambasciator' al
luoco dell'eccellisa mia Porta, ch'e' stantia de felicita' il Va-
loroso, & fedelissimo huomo suo nominato GIACOMO
SORANZO cavalier, & Procurator, ha summissivamente
& sinceramente supplicato, che con l'eccelsa mia Porta
sia la Pace, amicitia, & promessa, secondo ch'e' stato
nel tempo del questo mio Avo Sultan Suleiman, & del
4
questo Sultan Selim mio padre, che Iddio gl'habbi miseri-
cordia, & ha pregato, che sia confirmata, come era
prima la capitolatione con tutti li patti In quella con-
tenuti, & mando' per il passato all'Eccellissima mia Porta li
istessi capitoli, chiedendo gratia che fossero renovati.
Nelli qual' Eccelsi capitoli, che dati gli foro dal questo Signor mio
Avo nel tempo di PIETRO LANDO era DOCE
di Venetia si contiene. Che consignando alla mia
Eccelsa Porta Napoli con la Rocca, & Malvasia terre
nelle Morea possedute da loro, doppo' tolte pero' le
arteglierie, campane, & altri instrumenti da com-
battere, li Rettori, & stipendiati che vi sono dentro
vadino con le loro robbe dove vogliono, & ancor
li sudditi, che voranno spontaneamente restar, resti-
no, & quelli che voranno andar possino con le rob-
be loro similmente andar. Promettendo anco di
dar al mio ricco thesoro duccati d'oro venetiani tre-
cento mille, cio e cento mille al presente, cinquanta
mille in quest'anno, il restante, che e' centocinquanta
5
mille doppo' questo' anno in doi anni, cio e settanta
cinque mille all'anno. Io ho voluto essendo stato
4
F. 2r.
5
F. 2v.
Theunissen
532
pregato che gli siano concessi ancor li Eccelsi capitoli
delle queste misericordiose imperiali Maesta' concedere
alli detti signori l'honorata Pace con le condittioni, che
destintamente saranno narrate, & gli ho presentato a
nobil Segno con il qual l'honorata mia promessa e'
stabilita & accio che l'Eccelsa mia Capitolatione sia
stabile, & ferma Io giuro per l'unita' dell'Eccelso pu-
ro Signore che ha creato il Ciel et la Terra sempre che
dalla parte loro non sara' fatta cosa contra la promes-
sa. Da me ancor non seguira' innovatione, ne cosa
contraria a quella. Sara' dunque da questo giorno
innanci amicitia, & pace tra noi con il predetto Do
ce di Venetia, & con gl'altri Signori, & huomini suoi
& con le genti delli lochi, & paesi pertinenti a loro,
& con li luochi, & isole che furno tolte alli detti conla
mia potente, & Vittoriosa spada in tempo che tra noi
era inimicitia avanti che fossero fatti questi miei Eccelsi
6
capitoli, cio e' li castelli Vrana, & Nadin, che sono nel
fine del Sangiaccato della Bossena con tutti li confini,
& termini delli casalli sottoposti a' detti castelli, &
con li sudditi loro, che si trovaron in detti luochi quando
furon presi, & con le isole che' sono in Arcipela-
go Sciatos con il suo castello; Schiro con il suo cas-
tello, Andro con doi suoi castelli, Sifno, et Sirfo con
li suoi castelli, Chierpe con li suoi doi castelli, &
delle isole sottoposte a' Nexia Sira, & Tino, & Nexia
con tre suoi castelli, Santurini, Millo con li suoi doi
castelli, Andobada con il suo castello. Et con le
isole deserte, & inhabitate, cioe Egna, Merit, Termi-
ne, Paro, Micone, Papaslich. Stampolia, S. Giorgi,
Coiunluge', cioe' l'isola di castrati, Mirgar, & Chiesa
ricca, Le qual sopraditte isole sono de mia Imperial
Maesta', oltre delle qual con l'isola de Thine con il
suo castello soggetta alli suddetti Signori di Venetia, &
in loro Dominio, & con gl'altri castelli, & fortezze
che sono sottoposte a' loro. Finalmente con tutti
6
F. 3r.
Theunissen
533
7
quelli che portano il stendardo de San Marco, et con li
paesi, & luoghi si da mar, come da terra, che fin'hora
hanno in loro Dominio, & con li luoghi che per l'avve-
nir prenderanno delli suoi confedeli:-
.I. Che il luoco, ch'e' nel confine del Sangiaccato della
Ianina nominato Parga, il qual per avanti de mio
commandamento fu brusciato, & ruinato al presente
per mia grandissima bonta' ho commandato, ch'el Sia
ancor delli detti Signori, & che lo possedano con la Roc-
ca, borgo, termine, & confin suo; Ma se gl'huomi-
ni di detto luoco della Parga, over delle ville sottopos-
te a' quello danneggiassero per mar, o' per terra li miei
custoditi luochi, li Signori de Venetia faccianno pagar
il danno, & severamente debbano far castigar li col-
pevoli:-
.II. Che ne dalli sangiachi, subassi', che sono nel mio cus-
todito paese, ne in conclusione da alcuno delli nobeli,
& servitori miei, che a' guisa delle stelle sono innu-
merabili non saranno danneggiati li paesi, citta,
8
fortezze, & huomini loro, & se alcuno delli miei
signori soggeti alla mia Eccelsa Porta, overo alcuno del-
le mie vittoriose genti danneggiassero li paesi, citta',
fortezze, & huomini loro sia de mio nobil comman-
damento rifatto il danno, & castigati li delinquenti:-
.III. Che li mercanti, & huomini de detti Signori Venetiani ve-
nendo si per mar, come per terra nel mio custodi-
to paese con galee, navi, & altri navilii piccioli non
debbano all'improviso entrare nella custodita citta'
de Costantinopoli, ne in Pera, ne in Alessandria
Caiarina, ch'e' nell'Arabbia, ne al stretto, ch'e' a' basso
de Galipoli, ne alle boche de Lepanto, & della Pre-
vesa, ne in porto de Modon, ma prima diano avi-
so alli castellani, & con licentia loro entrino, & se
per contrario vento, o', per fortuna, overo, che quelli
fossero fugati dalle fuste de corsari, & leventi, &
7
F. 3v.
8
F. 4r.
Theunissen
534
che fossero neccessitati a' non poter alloggiar ad al-
tra scalla, che a' quella; allhora venghino, & entri-
no, dando pero' aviso se sara possibile. & quando
9
saranno per partire, non partino senza licentia, &
siano castigati quelli, che contrafaranno, ne siano per-
cio' incolpati li Signori de Venetia, & se intenda questo
ordine sei mesi doppo', accioche essendo avvertiti
li navilij de Venetiani non segua cosa contraria
a' questi miei Eccelsi Capitoli:-
.IIII. Che se li navilij, galee, & Armate, che partiranno dal
mio custodito paese se trovassero con navilij de
Venetiani non debbano fargli danno, ne insulto, ma
l'un con l'altro amicarsi. Cosi ancor loro incon-
trandosi nelle mie Armate, & galee, che con il mio
nobil commandamento saranno uscite in mar, &
con altri miei navilij, che navigano mainando le
loro velle faccino segno dell'amicitia, & dimostrino
obedientia. Se doppo' mianate le loro velle, &
fatta saper l'amicitia saranno danneggiati, sia il
danno o' in huomini, o' in robbe, overo in animali
sinno reffatti. Similmente se li navilij, galee, et
Armate loro anco se trovassero con li miei navilij
10
over con navilij de mercantia passar debbano, come
ricerca l'amicitia senza fargli danno, & se faranno
danno si in huomini, come robbe, et animali quello
riffar debbano:-
.V. Che se occorrera', che li detti attrovandossi con navilij
de corsari, & leventi, et da quelli assaltati combat-
tessero, & rimanessero vincitori non debbano am-
mazzar quelli, che prenderanno vivi, et fatti schiavi
nella battaglia; ma debbano mandarli tutti alla
mia Eccelsa Porta sani, et salvi, li qual (oltre quelli
che nel conflitto saranno stati ammazzati) faro' con
tale, & si gagliardo castigo punire, che saranno essem-
pio a' gl'altri:-
9
F. 4v.
10
F. 5r.
Theunissen
535
.VI. Che se dal mio custodito paese li miei navilij armati
anderanno in parte alcuna, che non sia sottoposta
a' Venetiani, la loro Armata stia nelli suoi termini
secondo l'amicitia, & non si mova, ne vadi a dar
agiuto ad alcuno, & non sia causa, che sia fatto dan-
no alle mie Armate, ne lasciano andar fra loro le
11
Armate de miei nemici, & non gli diano aiuto, ne visto-
vaglia. Et qualunque della loro Armata, che contrafa-
ra' a' questo mio commandamento sia dalli Signori de
Venetia severamente castigato nel loco ove havera'
commesso l'errore accio, che sia esemio a' gl'altri:-
.VII. Che se anco li Venetiani si abbatteranno nelle navi, ga-
lee, over altri navilij de corsari alieni non debbano
lasciargli haver ricapito, ne fermarsi nelle isole, por-
ti, et terre loro, & se sara' possibile prenderli, che
li prendano, & li castigano senza aspettar altro.
Cosi anco sia fatto dal canto mio, che non sia las-
ciato haver ricapito nelli porti, & terre mie alle navi
& galee de corsari alieni, & se sara' possibile pren-
derli, che siano presi, & subito castigati:-
.VIII. Che se alcuno venira' da Venetia & contrattera' con
un' altro nel mio custodito Dominio, & se ne fug-
gira' maliciosamente avanti, che l'habbi finito de
pagar li danari, quando egli sara' domandato
da colui, che andera' col mio nobil commandamento,
12
& ch'el sara' trovato, le sia fatto dar la robba al suo
patron. Similmente se alcuno del mio custidito Do-
minio andera', & contrattera' con un'altro da Venetia
& non havendo finito de pagar li danari se ne
fuggira', et venira' via, sia restituito quello, che sara'
provato esser suo:-
.VIIII. Che se alcuno nel mio custodito Dominio fosse per de-
biti, o' per altro modo colpevole, et si assentasse non
sia in luoco suo retenuto, un altro innocente, ne siano per
11
F. 5v.
12
F. 6r.
Theunissen
536
quel tale incolpati li Signori de Venetia, Salvo
13
se il
detto andasse nel loro Dominio ad habitare. Cosi
anco sia fatto dal canto mio:-
.X. Che mandino Bailo chi a' loro piacera', il qual hab-
bi a' stare nella custodita citta' de Costantinopoli
apresso anni tre, & habbi ad espedir li negotij
che occorreranno, & possi venir con la sua moglie,
et famiglia, o' senza, come a' lui parera', & avanti
finiti li tre anni se parta, et succeda a' quel mo-
do un'altro in suo luoco:-
14
.XI. Che se schiavo alcuno fuggira' da Venetia, & venira' nel
mio custodito Dominio se sara' turco venendo il suo
patron le sia dato aspri mille, & non venendo il
patron, ma che venisse il suo commesso siano a' lui
dati, & essendo il schiavo nella sua fede lui pro-
prio le sia restituito. Et se alcuno fuggira'
dal mio custodito Dominio, et andera' da loro s'el
sara' turco, over, che habbi renegato la sua fede
lui proprio debbano senza scusa alcuna restituire,
ma se sara' christiano diano al patron suo, overo
al suo commesso aspri mille:-
.XII. Che se le fuste de corsari per mar, & altri per terra
anderanno ad assaltare le isole, & luochi sottoposti
a' Venetiani, et facendo gl'huomini schiavi quelli
conduranno nella Gretia, & Natolia, & li vende-
ranno. Trovati simil schiavi sia fatta diligentis-
sima inquisitione, & facciano, che quelli in le cui ma-
ni si troveranno detti schiavi trovino coloro, da chi
gli haveranno tolti. Et se finalmente sara' stato corsaro
15
et ch'el si havesse nelle mani sia severamente casti-
gato, se pero' sara' conosciuto il schiavo esser vera-
mente venetiano, il qual se si havera' fatto turco sia
liberato, & lasciato andare, & s'el sara' christian
sia consignato alli Venetiani, & se non si venira' a' co-
13
The text has 'salsuo'.
14
F. 6v.
15
F. 7r.
Theunissen
537
gnitione de colui, che l'havera' pigliato, sia il proprio
schiavo condotto all' Eccelsa mia Porta, dove si essamine-
ra' sopra il caso suo. Se all'hora sara' provato esser
venetiano, & ch'el se habbi fatto turco, sia liberato,
& s'el sara', come prima christiano sia consignato
al Bailo:-
.XIII. Che se li navilij venetiani per vento contrario patiran-
no naufraggio venendo nel mio custodito Dominio tut-
ti gl'huomini, che scapolerano siano liberi, et se le
robbe scapolerano sianno date alli loro patroni, ne gli
sia dal capitano, ne da gl'huomini suoi, ne da altri in
modo alcuno dato Impedimento:-
.XIIII. Che se alcuno navilio andando dal mio custodito pa
ese a' quelle parti per vento contrario patira'
16
naufraggio, gl'huomini venetiani, che scapolerano non
debbano esser molestati da altri, & siano date le rob-
be alli patroni loro senza mover difficulta', ne contras-
to alcuno:-
.XV. Che da ogni luoco del mio custodito Dominio quando
uscira' in mare, galee, fuste, & altri navilij senza
il Capitanio mio, li patroni de quei vascelli diano
buoni piezi, accioche andando alli luochi de venetiani
non facciano alcun danno, & se anderanno senza
dar piezi cadino in colpa, & siano severamente
castigati, & se doppo' data piezaria faranno dan-
no over nocumento, li piezi habbino a' reffar il danno:-
Et che similmente anco sia fatto dal canto de vene-
tiani, quando uscirano in mar navilij senza il Capitano
loro, si li patroni de detti navilij doppo' data buona
piezaria danneggiassero li luochi del mio custodito
Dominio li piezi riffar debbano il danno, che sara'
seguito, & si anderanno senza dar piezi cadino
in colpa, & siano severamente castigati:-
17
.XVI. Che se dal mio custodito Imperio fuggira uno carazaro
o vero uno Datier, & andera' ad habitar nelle
16
F. 7v.
17
F. 8r.
Theunissen
538
terre, & isole sottoposte alli venetiani, non sia
accettato, ma senza scusa alcuna lo diano agli
huomini, che anderanno per haverlo:-
.XVII. Che se alcuno fara' homicidio, overo robbamento, &
portera' il furto de li, restituiscano l'istessa robba,
com'era, & il simile sia fatto dal canto mio. Che
se alcuno portera' de qui faculta' tolta in quelle
parti con haver commesso homicidio, o vero furto sia
restituita integramente:-
.XVIII. Che se nascera' differenza tra l'un venetian, &
l'altro, li Baili secondo il ritto loro li ascoltino, et
non siano impediti da alcuno:-
.XIX. Che se alcuno havera' differentia col Bailo essendo
la mia felice Porta nella custodita Citta' de Costan-
tinopoli sia ascoltata la causa nella mia Sublime
corte; & se per caso io con felicita' mi atro-
vasse in viaggio, sia ascoltata con saputa dal Cadi
18
de Costantinopoli inanti il Signore, che sara' lascia-
to al governo
19
di essa citta':-
.XX. Che se alcuno havera' differentia con li mercanti Ve-
netiani, & anderanno al Cadi. Il Cadi non debba
ascoltar le loro litte se non vi sara' presente l'Inter-
prete de Venetiani, & non debbano li detti mercanti
con scusarsi dicendo l'interprete
20
non e' presente
mandar la causa in lungo, ma facciano, ch'el sia
presente, il quale se sara' da servitio importante
occupato se dimori fin ch'el venghi:-
.XXI. Che per debito d'altrui non possi esser retenuto, ne
fatto pagare il Bailo; Ma avisando cio' il Bailo
alli Signori de Venetia, quelli debbano prestamente sen-
za indugio mandar la risposta:-
.XXII. Che se da Venetia Vno mercante venira' a Lepanto,
alla Morea, over ad altri luoghi del mio custodito
Dominio non possi esser retenuto ne molestato per
18
F. 8v.
19
The text has 'gorverno'.
20
The text has 'interpetre'.
Theunissen
539
debito d'altrui:-
.XXIII. Che se alcuno mercante venetiano vora' andar
21
in Bursia, over altro luoco non possi andar senza
pigliar una licentia dal Bailo, & si vora' disobedien-
temente andar senza licentia il subasci' dia aiuto
al Bailo, & non lo lascia andare:-
.XXIIII. Che li marineri delle navi, che venirano da Venetia
non siano nel mio custodito paese tenuti a' servetio
alcuno, ma vadino con le navilij suoi, come sono ve-
nuti:-
.XXV. Che quelli che venirano da Venetia per habitare
nel mio custodito Dominio maritati o' non ma-
ritati, sempre che venendo, & andando trafiche
vanno, et non si fermeranno non sia da loro di
mandato carazo:-
.XXVI. Che essendo da prima differentia tra quelli della
nattione Venetiana, & alcuni christiani carazari,
& littegando li venetiani produceano testimonij della
loro nattione, onde li adversarij con dire bisogna
tistimonij christiani de questo luoco davano tra-
vagli alli detti, & non accettavano la testimoni-
22
anza delli christiani venetiani. Pero' per essere
christiani tutti d'una fede ho commandato, che
se li venetiani haveranno differentia con christi-
ani, & che gli facci bisogno produr testimonij pro
ducendo christiani siano di che nattione si voglia
possino testificar, & secondo l'honorata legge del
Proffetta sia accettata la testimonianza loro:-
.XXVII. Che se alcuno mercante venetiano nel mio custodi-
to Dominio fosse assaltato per strada, overo in
casale, et le fosse pigliata la robba, overo che nello
assalto fosse ammazzato, o' assentanto, se venira'
l'herede, over commesso sia veduto per via di
giustitia il caso, accio che la ragione habbia suo
luoco:-
21
F. 9r.
22
F. 9v.
Theunissen
540
.XXVIII. Che se mercante alcuno venetiano venira' nel mio
custodito Dominio, & facendo li suoi negotij de mer-
cantia morira', il Beitelmalgi', cioe il catavero non
si debba impacciare nella robba sua, ma quella
sia consignata alli suoi baili:-
23
.XXIX. Che se li mercanti turchi di Barbaria, & altri luochi
venendo al mio paese per mar, & per terra per
vender, & comprar capiteranno alli luoghi dove
commandano li Signori de Venetia, doppo' toltogli
li dretti delle mercantie secondo il suo canon, et
usanza non gl'impediscano, ne gli lasciano far
danno alcuno, accio che a' suo piacere possino
venir, & partir dal mio custodito Dominio:-
.XXX. Che alcuno non dia impaccio, ne facci danno ni-
uno alli navilij si de Venetiani, come d'altri, che
da Corfu', in giu' anderanno, & veniranno da Vene-
tia per trafficare, se non in caso, che havessero fat-
to qualche male:-
.XXXI. Che essendo fatta la cerca in Costantinopoli ad uno
navilio venetiano secondo la consuetudine, & ordine
doppo' partito, & andato alli castelli del stretto egli
sia un' altra volta cercato secondo l'ordine antiquo,
& poi siale data licentia de partire, & perche al
presente contra detta consuetudine era cercato
24
a' Galipoli, pero' in detto luoco non si cerchera' piu', ma
solamente secondo essa consuetudine predetta un'al-
tra fiata cercato alli castelli se ne vadi via:-
.XXXII. Che li cinquecento cechini, che per l'isola del Zante si
dava ogni anno al mio ricco thesoro, siano ancor a'
quello ogn'anno intieramente consignati:-
.XXXIII. Che il Tributo dell'isola de Cipro, ch'e' de ottomille
cechini all'anno, sia portato ogni anno a' ragione
de mesi romani, & consignar lo debbano nella
custodita citta' de Costantinopoli:-
.XXXIIII. Che doi galee grosse alli tempi deputati vengano, &
23
F. 10r.
24
F. 10v.
Theunissen
541
vadano con mercantie in Alessandria Caiarina,
& altre doi alle scalle de Tripoli, & Barutti sotto-
poste alla custodita mia citta' de Damasco si come
e' stato antiquamente consueto dall'acquisto delli mei
paesi d'Arabbia in qua' & non siano differiti li suoi
tempi deputati, o, siano due galee grosse, o, piu', o, si-
ano navilij grossi, o, piccioli, et di quel modo, che fin
hora e' stato usato venir, & andar per comprar
25
& vender di novo far debbano, & non sia mossa diffe-
rentia contra la consuetudine:-
.XXXV. Che siano annullate le nove, & male usance, le qual
si nelli danari, come in ogni mercantia contra
il canon, & ordine antiquo sono state introdotte
alle scalle de Tripoli, & Barutti da uno che per
avanti era hebreo nel paese d'Arabbia, & poi si
fece turco nominato Ibrahim Chiesturi, & sia fatto
secondo, che si facea da prima, & si advertisea
che non sia lasciato far torto ad alcuno contra
l'ordine antiquo:-
.XXXVI. Che da alcuno miei Beglerbei, ne signori, ne altri
miei schiavi non sia fatto ingiuria a' dette galee
grosse, ne ad altri navilij, ne alli mercanti suoi
contra l'antiqua consuetudine, li quali siano sicu-
ri, & non molestati da alcuno:-
.XXXVII. Che havendo io accettata l'amicitia sopra li predetti
capitoli. Giuro per il giusto Iddio Creator del
Cielo, & della Terra, & vero Nutritor del Mondo
26
sempre che da loro non nascera' cosa contra alli
honorati capitoli; Da me anco non procedera' cosa
alcuna contr'a' quelli:-
.XXXVIII. Che doppo' scritti questi Eccelsi Capitoli fu fatto men-
tione delli castelli nominati Bucchiz, Zastina, et
li Molini, che sono nel Sangiaccato de Bossina per
haver il Sangiacco de Bossina fatto intender per
detti castelli, che sono ruinati haverli presi, & esser
25
F. 11r.
26
F. 11v.
Theunissen
542
in nostro potere. Ma havendo l'Ambasciator del Doce
di Venetia, che' e' venuto alla mia Eccelsa Porta esposto
quelli castelli non esser stati presi; ma essere nel
loro dominio, e' necessario, che sia inquerito un'al-
tra volta. Eccettuando li castelli delli molini, li
qual essendo fra noi in differentia ho comman-
dato, che dalla molta gratia de mia Maesta' siano
a loro dati, & che siano suoi. Et quanto alla cosa
delli quatro castelli, l'e' stata suspesa nell' eccelsa capi-
tolatione, accio sia fatta inquisitione, & espedita, se
veramente sara', come ha esposto l'Ambasciator detti
27
castelli siano consignati a' loro; se anco sara' come
ha fatto saper il Sangiacco de Bossina; all'hora
sia poi fatto secondo il mio nobil commandamen-
to, che per questa causa sara' fatto:-
.XXXVIIII. Et perche' il prefatto Ambasciator avanti questi Eccelsi
Capitoli havea da trattar alcune materei con il Doce
di Venetia fu' capitorlamente scritto un nobil mio
commandamento, & mandato a Ventia, & ivi
resto', il qual hora sia annullato, et questi sono
li veri, & confirmati miei Eccelsi Capitoli secon-
do il tenor delli quali sia operato
CAPITOLI DELLA PACE
FATTA CON SULTAN
SELIM PER IL CLARISSIMO BA
ILO BARBARO
.XXXX. Li qual capitoli per essere cosi notati furno ancor con-
firmati dal questo Imperator mio padre, che Dio le habbi
28
misericordia in tempo de HIERONIMO PRIVLI era
DOCE di VENETIA dicendo che non fossa fatta
cosa contrari a' quelli. Et doppo' datigli per
il passato detti Eccelsi Capitoli, natta fra loro inimi-
citia. Vn'altra fiata Marc'Antonio Barbaro huo-
27
F. 12r.
28
F. 12v.
Theunissen
543
mo su fedelissimo, ch'era nel servitio del Bailazo
per il detto Doce, & li Signori de Venetia all' Eccelsa
mi Porta nel temp del questo Imperator mio padre,
ch'el Signor Dio Perdonator le doni gloria, mando'
una lettera de lor mano con il suo bollo alla Feli-
ce mia Porta, ch'e' luoco de bonta' trattando da no-
vo la Pace,& havendo domandato tal gratia, fu'
dal predetto questo Signor mio padre volontieri accetta-
ta la richiesta sopra li patti, che saranno dechia-
riti, & gli fu' data la nobil capitolatione nova.
Delli qual tutti patti, che forno scritti nella lettera
del predetto Bailo, & ancor, che sono nella contine-
za delli Capitoli predetti, quest'e' il presento:-
.XXXXI. Che li Signori de Venetia diano li cechini trecentomille
29
che diedero nel tempo del questo Signor mio padre Sultan
Selim secondo, ch'e' scritto nelli Capitoli. Et oltre
de quelli, che diano il Castello nominato Soppoto'
con le arteglierie, che hanno tolto, & delle genti,
che sono dentro resti chi vole, & chi non vole vadi
con tutte le sue faculta', figlioli, moglie, & robbe
dove le piacera', ne sia da alcuno impedito:-
.XXXXII. Che per il passato davano per conto dell'isola del
Zante cinquecento cechini; et hora essendo acre-
sciuti de piu' mille cichini mille cinquecento secon
do l'ordine, che li danano da prima:-
.XXXXIII. Che li Eccelsi Capitoli, & nobil commandamenti,
che dati gli forno in tempo del questo Signor mio padre,
quali nella felice mia successione dell' Imperio
forno rinovati, & nella nobil presenza mia accet-
tati, quali ho confirmati, si com'erano prima
con le cose, che sono descritte si, in essi capitoli, come
ne gl'alti commandamenti, che gli sono stati dati:-
30
.XXXXIII. Che li Signori de Venetia non diano piu' all' Eccelsa mia Porta
li cechini ottomille, che davano ogn'anno per conto
dell'isola de Cipro:-
29
F. 13r.
30
F. 13v.
Theunissen
544
.XXXXIIII. Che delli luochi, che sono nelli paesi della Schiavo-
nia, & Albania alcuni sono pervenuti in poter
nostro, & alcuni sono in potere delli Signori de Vene-
tia, & li confini antiqui, & ville delle terre, che so-
no in Dominio d'ambe le parti siano posseduti
sempre in quel modo, che soleano esser posseduti
avanti, che fosse rotta la pace, & di cio' siano
mandati commandamenti dall'un', et l'altra par-
te alli Rettori delli sopraditti paesi, perche si-
ano advertiti;-
.XXXXV. Che li mercanti, che in tempo, che si ruppe la pace
forno trovati dall'un', et l'altra parte, retenuti,
& posti in preggione siano liberati, & gli sia-
no date le mercantie, navilij, & robbe loro, &
se chiaramente sara' provato esser state ven-
dute, over smarite le mercantie de detti mer-
31
canti gli siano dati li danari di quanto a' ponto sa-
ranno state vendute, & il precio de tutto l'ainon-
tar di quelle, che saranno smarite:-
.XXXXVI. Che havendo Io accettata la Pace iuxta li patti, che destin-
tamente sono descritti nella lettere che diede' il
sopradito Bailo per nome del Doce. & li Signori de
Venetia, com'e' detto di sopra. Io giuro per
la pura unita', & verita dell'Eccelso Signor Iddio,
& per l'honor del gratioso, amabile, & felice
nostro Proffeta Meemet Mustaffa' che le saluta-
tioni, & benedittioni de Dio siano sopra lui.
Sempre che dalla parte loro saran osservati li
patti, & promesse, & che non sia fatta cosa
contra quelli. Io ancor mi rimovero', ne
lascero contravenir' alli patti, pace, & capitoli
che sono seguiti fra noi:-
.XXXXVII. Che, sempre ch'el Doce, & li Signori de
Venetia non saranno favorevoli ne in fatti, ne
in parole a' quelli, che saranno nemici dell'Eccelsa
31
F. 14r.
Theunissen
545
32
mia Porta si per mar, come per terra Io non lasce-
ro' preferir la conventione seguita:-
CONFIRMATIONE
DELLA PACE FAT
TA PER SULTAN MORAT
.XXXXVIII. Al presente havendo richiesto alla sublime mia
corte li Eccelsi novi capitoli simili alli vecchi sopra-
ditti. Io per la molta misericordia de mia Impereal
Maesta', essendo per gratia dell'Eccelso Iddio la
Alta mia Porta aperta si a' quelli, che vogliono ami-
citia, come inimicitia, ne essendo impedimento
al venir, ne all'andar ad alcuno. Ho accettata
la Pace con li patti, & promesse, che sono nota-
te nelli Eccelsi Capitoli, che gli forno concessi dalli
questi Signori mio Avo & mio padre, che Dio gli habbi
33
pieta'. Et finalmente gli ho dato li Eccelsi & feli-
ci Capitoli novi con il patto ne piu", ne meno, che
accetto' mio padre:-
.XXXXVIIII. Che non havendo consignato fin'a' questo Millesimo
ancor li cechini restanti delli trecentomille, che
promissero' consignar al mio ricco Thesoro fin
tre anni, quelli debbeno intieramente consignar
fin tre anni al mio ricco Thesoro. Et gli ho pro-
messo sempre che dalla parte del Doce, & gl'altri
Signori de Venetia sara' osservata la promessa con
li patti, che sono descritti nella Capitolatione, & che
non segui cosa contraria a' quelli. Ancor io giu-
ro per la pura Vnita', & Verita' dell'Eccelso, & grande
Iddio, & per l'honor del gratioso, amabile, Sal-
vator de suoi fedeli, & felice Sole di questo, &
l'altro Mondo Meemet Mustaffa' nostro Prof-
feta, che le salutationi, & beneditioni siano sopra
de lui. Non mi rimovero' dalli capitoli, & conven-
32
F. 14v.
33
F. 15r.
Theunissen
546
tioni descritte, ne lascero contravenire alla
34
sincera Pace, Amicitia, & promessa che e' stabilita
tra noi:-
.XXXXX. Che, mentre ch'el Doce, & gl'altri Signori de Venetia
non saranno favorevoli in modo alcuno ne in fatti,
ne in parole a' quelli, che saranno in nemicitia con
l'Eccelsa mia Porta, si per mar, come per terra; Io
non lascero' transgredire alla bona Pace successa
tra noi:-
.XXXXXI. Circa li schiavi presi si avanti, come doppo' l'ini-
micitia contra gli Eccelsi Capitoli, sia osservato il
capitolo sopra cio' esponente in detta Capitolatio-
ne. Ma quello non sia osservato sopra quelli, che
da ambe le parti sono presi in tempo dell'inimi-
citia, & sia in liberta' de loro patroni liberarli con
danari, & servirsi de loro. Cosi saperanno,
& presteranno fede all' honorato Segno:-
Data nell'Inclyta citta de Costantinopoli nell' anno
di Meemet .983. alli primi
35
della luna de Giuma-
36
ziulle'vel; cio e' nell'anno del Salvator nostro Iesu'
Christo. M.D.LXXV. alli .X. Agosto.-
34
F. 15v.
35
The text has 'pimi'.
36
F. 16r.