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IL FORMAGGIO CON LE PERE Il dibattito politico contemporaneo bloccato dalla condivisione da parte di tutte le forze politiche, anche di opposizione,

, di uno stesso Pensiero economico che in ragione dell'unanimit dei consensi di cui gode presso scienza, media e politici viene chiamato il Pensiero Unico in economia. Esso costituisce limplicito quadro di riferimento della realt economica preso a base di ogni discorso politico e, come tale, , come si dice, fuori dal dibattito. Nessuna parte politica, cio, mette minimamente in discussione la sua fondatezza, dandola per scontata, e la politica si gioca allinterno degli invisibili quanto saldissimi steccati imposti da questo apriori. Per questo Pensiero i Capitali scarseggiano e vanno sedotti con politiche di favore verso i detentori di capitali mobili perch sarebbe il costo del denaro e del lavoro, insieme a una bassa inflazione, a determinare il livello di Investimenti, Occupazione e Reddito. Gli sbocchi di mercato, invece, vengono dati per scontati e laccento viene quindi posto solo su ci che rende pi concorrenziale la produzione, ovvero i costi. Cos, pertanto, non c' nessuno spazio per politiche sociali, in quanto aumenterebbero i costi, e l'unica politica possibile diventa la compressione sistematica della Domanda interna, in specie contraendo retribuzioni e spesa sociale. Per questo modello, chiamato "bassi salari+Esportazioni", la riduzione dei costi delle imprese provocata per contenere il livello generale dei prezzi e, quindi, la minore inflazione, farebbero migliorare la competitivit e, conseguentemente, l'ImportExport, mentre laumento dei costi e linflazione farebbero fuggire i Capitali e crollare lImport-Export, provocando calo di Investimenti, Occupazione e Reddito. Orbene, senza una confutazione scientifica della fondatezza di queste relazioni, di queste funzioni e di questi nessi causa-effetto e/o della effettiva esistenza dei principali presupposti di fatto su cui si basano, non c' il minimo spazio per politiche redistributive o comunque sociali. Perfino quando ci si limita a sostenere che retribuzioni e welfare sono delle "variabili indipendenti", implicitamente non si contesta questa scientificit, e, quindi, si ammette che le conseguenze del rifiuto del modello "bassi salari+Esportazioni" siano proprio quelle disastrose che abbiamo appena visto. Ne discende che, insistendo nella difesa del welfare e della equa distribuzione del prodotto sociale nonostante la convinzione della loro effettivit, ci si autoisola politicamente esponendosi a fin troppo facili accuse di massimalismo, insipienza e/o demagogia. Ecco perch sono davvero minime le distanze tra le scelte economiche degli schieramenti che si contendono i favori
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dellelettorato. Nessuna parte politica, infatti, si sogna oggi di mettere in discussione questioni quali il rigore finanziario, la compressione di welfare e retribuzioni, la deregulation valutaria, la globalizzazione, le privatizzazioni e simili, e sarebbe fuori dal dibattito ogni proposta di potenziamento di welfare e retribuzioni, di introduzione di dazi, anche se solo compensativi dei costi da welfare e da tutela ecologista risparmiati dalle imprese multinazionali delocalizzate nel terzo mondo, lintroduzione del calmiere allingrosso, la nazionalizzazione delle banche, il divieto del credito alle operazioni di borsa e simili. Non sarebbe neanche preso sul serio chi dicesse che la Banca dItalia, la Federal Reserve e la BCE non sono entit statali o confederali, ma solo delle privatissime spa, che il debito pubblico una gigantesca finanza allegra tutta allo scoperto e, per giunta, solo una partita di giro, visto che quasi integralmente collocato presso le banche, che luso spregiudicato del virtuale allo scoperto una prassi costante da secoli operata da pochi privati che ci possono grazie al monopolio della Moneta creditizia, ecc. Ognuno, infatti, ha fortissime resistenze verso ci che contrasta con quello che viene dato per scontato da sempre e da tutti quelli che gli stanno intorno. Possibile che la scienza sbagli cos di tanto? Possibile che i politici ignorino cose cos importanti? Come farebbe la stampa a tenere nascoste cose di questa portata? Ognuno di noi pensa queste cose ed anche se nessuno crede che linflazione sia al 2%, che retribuzioni e pensioni tengano e che il PIL aumenti davvero, pur se solo dell1%, o che la disoccupazione sia cos bassa come dice lISTAT, ognuno cerca di recuperare queste contraddizioni allinterno dello stesso sistema di Pensiero corrente, un po come ai tempi di Galileo si tentava di recuperare allinterno della concezione tolemaica assurdi pur eclatanti quali il moto apparente retrogrado di alcuni pianeti, senza volere prendere in seria considerazione la visione eliocentrica, o come ancora venti anni dopo la pubblicazione della relativit di Einstein la maggior parte dei fisici al mondo la riteneva ancora infondata. E un fenomeno naturale e ben conosciuto nella storia della scienza e in sociopsicologia, ma assai difficile da digerire in Politica. Leconomia non scienza Per quanto possa sembrare incredibile, infatti, il Pensiero Unico totalmente privo del minimo fondamento scientifico in quanto travisa circostanze di fatto di importanza decisiva e stravolge fondamentali relazioni, funzioni e nessi tra le principali grandezze macroeconomiche. Come disse F.D. Roosvelt a sir Halifax in occasione dellAtlantic round io sono giunto alla conclusione
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che tutto ci che mi hanno insegnato alluniversit sotto il nome di economia da parte di esperti in materia si rivelato completamente falso!. Non meno polemico fu il dibattito negli USA a cavallo della guerra di secessione intorno alla introduzione, prima, e al ritiro, poi, dei greenback (i dollari stampati dal Tesoro anzich dalla banca privata dei Rothschild). La coerenza logica del Pensiero Unico del resto spesso criticata oggi, sia dalluomo della strada che perfino da certa pubblicistica. Un primo blocco di critiche nasce dalla palese incoerenza logica di molti argomenti del P.U. e dal contrasto irriducibile tra alcune sue proposizioni e levidenza empirica, e sono dunque alla portata di chiunque si prenda la briga di rifletterci con un minimo di impegno, mentre un secondo blocco trae origine dalla verifica puntuale di alcuni specifici dati di realt che non sono segreti nel senso di essere tenuti nascosti da chi ha il potere di sottrarre la relativa informazione, ma lo sono di fatto, per la sola ragione di non essere adeguatamente sottolineati e ripetuti. Nella societ dei media, infatti, esiste davvero solo ci che viene rappresentato e ormai per sapere se piove si accende la TV anzich guardare fuori dalla finestra. Le bugie dellISTAT Pi o meno chiunque, ad esempio, in grado di cogliere da solo: 1)levidenza empirica di una inflazione che palesemente sottostimata ufficialmente di almeno il 3% annuo da oltre 10 anni, con la conseguente necessaria sottostima della perdita del potere di acquisto di retribuzioni e pensioni, ad oggi valutabile intorno al 40% rispetto a dieci anni fa. E leuro non centra quasi niente. Ne consegue la incredibile sovrastima ufficiale di un PIL dato per blandamente crescente (1% annuo), che contrasta macroscopicamente con levidenza empirica di una recessione in atto intorno al 2%, del tutto coerente con il presumibile effettivo differenziale di inflazione, ufficialmente sottostimato; 2)laumento continuo della produttivit del lavoro, riducendo nel tempo il monte-ore tecnicamente necessario per produrre lo stesso flusso di beni e servizi, nellattuale contesto recessivo, comporta un maggiore aumento progressivo della disoccupazione e delle ore lavorate straordinarie e festive, smentendo radicalmente il tasso di disoccupazione ufficiale; Il modello bassi salari + Esportazioni non pu funzionare 3)la palese assurdit di un modello per cui lespansione dovrebbe essere fondata su Esportazioni che a loro volta dovrebbero essere trainate da una
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competitivit stracciona, ovvero conseguita sul solo fronte dei costi, riducendo retribuzioni e welfare, quando assolutamente evidente che neanche eliminando ogni protezione legale ecologista e riducendo del 90% retribuzioni e welfare si pu essere competitivi rispetto alle multinazionali delocalizzate nel terzo mondo. Inoltre, contrariamente a quanto sostiene il P.U., gli Investimenti e lOccupazione sono funzione inversa debole del saggio di interesse ed invece funzione diretta forte della Domanda effettiva. Infatti si produce sempre e solo per trarre un profitto dalla vendita sul mercato dei beni e dei servizi prodotti, il che, se presuppone certamente prezzi remunerativi dei costi, presuppone anche e soprattutto che degli sbocchi profittevoli esistano davvero. Poich il saldo Import-Export di media appena l1% del PIL, la perdita di Domanda interna che si provoca comprimendo retribuzioni e welfare al fine di acquisire questa competitivit stracciona necessariamente un multiplo del miglioramento del saldo Import-Export che si pu ricavarne e questo, come ogni tentativo di promuovere le Esportazioni in modi che comportano il contemporaneo calo della Domanda interna, si risolve in un disastroso boomerang. Nessuno, infatti, aumenta Investimenti e Occupazione per produrre, anche se a costi pi bassi, ci che non pu pi collocare con profitto su un mercato che si restringe man mano che si contrae la Domanda espressa dai percettori di quei redditi (Consumi privati e spesa pubblica) che sono stati ridotti perch sono costi dal punto di vista dei datori di lavoro (retribuzioni e imposte). I paesi europei che comprimono retribuzioni e welfare per essere pi competitivi, pertanto, con ci stesso comprimono corrispondentemente il loro mercato interno, e, quindi, rimpiccioliscono la torta del PIL-CEE da spartire tra le varie imprese nazionali europee proprio nel tentativo di appropriarsi di una fetta maggiore di questa torta. Il processo quindi chiaramente cannibalico nel breve e medio periodo e suicida nel lungo, poich, mentre si tenta di esportare nei paesi fratelli non solo beni e servizi, ma necessariamente anche fallimenti e disoccupazione, alla fine, quando la torta ormai molto rimpicciolita diventata una sola fetta, dovrebbero essere le imprese dellunica area superstite a continuare a rimpicciolirla nel tentativo cieco di spartirsela allo stesso modo, cannibalizzandosi lentamente a vicenda fino al suicidio definitivo. Come non capire che lunico sviluppo possibile quello fondato sulla Domanda interna?

Linflazione volontaria 4)la palese assurdit dellassunto del P.U. per cui l'inflazione sarebbe una sorta di effetto "naturale" dell'aumento della Domanda interna, poich questo presupporrebbe che l'Offerta non aumenti a sua volta, o, almeno, che aumenti meno di quanto aumenta la Domanda, perch altrimenti, com' ovvio, il prezzo rimane costante. Orbene, se si insiste nellindagine anzich rassegnarsi di fronte a questa contraddizione, emerge la verit, ovvero che sono i trust a praticare volontariamente questo "strozzo" a fine di Extraprofitto, allo stesso modo di come si comporta il cartello agroalimentare quando lascia marcire le derrate "in eccesso" rispetto a quelle quantit cui il marketing ha gi calcolato che corrisponderebbe loro un prezzo di "equilibrio" tale da permettere alle imprese che partecipano il cartello il conseguimento del massimo profitto percentuale rispetto al Capitale investito. L'unica differenza che mentre il cartello agroalimentare distrugge le derrate, per cos dire, "in eccesso", i cartelli industriali...non le producono neanche queste quantit "in eccesso", sottodimensionando scientificamente Investimenti e Occupazione in modo da corrispondentemente sottodimensionare l'Offerta. Ecco, quindi, perch in regime di oligomonopolio non c' espansione senza inflazione e non c' deflazione senza recessione, perch, quando sale la Domanda, per effetto dello "strozzo" operato dai trust che l'Offerta sale di meno di quanto salirebbe se ci fosse concorrenza o se ci fosse il calmiere all'ingrosso, spingendo in alto il prezzo, mentre, quando c' inflazione, per fare scendere il livello generale dei prezzi, se non si interviene con il calmiere, occorre fare qualcosa di incredibile: rendere conveniente ai trust la fissazione di listini all'ingrosso pi bassi facendo calare la Domanda interna tanto che i marketing di trust fissino quei nuovi pi bassi prezzi di equilibrio ai quali corrisponda il massimo profitto percentuale conseguibile nelle nuove condizioni di Domanda ridotta, la cui media individui il tasso di inflazione voluto dal governo! Non solo, pertanto, linflazione volontaria e deriva dalla semplice esistenza di accordi di cartello, ma ancora meno giustificabile la sua lotta attraverso strumenti deflativi, ovvero di riduzione della Domanda interna. Scienza e media, invece, evitano di puntare lattenzione sulle mostruosit compiute dallingrosso agroalimentare, difendendole, perfino, se costrette, quali prezzi necessari da pagare sullaltare della efficienza e della modernit, soprattutto evitando ogni collegamento ideale tra inflazione e strozzo. Meno che mai, poi, viene ammesso alcun parallelismo tra il comportamento dei trust agroalimentari e quelli industriali e quasi nessuno parla apertamente di listini allingrosso fissati scientificamente al rialzo dai
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trust per lucrare extraprofitti, negando sfacciatamente il ruolo svolto in proposito dal marketing, che studia la curva di Domanda dei consumatori, e dalla Pubblicit, che studia come fare digerire ai consumatori prezzi pi alti a parit di prezzo. Il colmo, poi, viene raggiunto quando si ipotizza che linflazione dipenderebbe dallaumento della Moneta in circolazione, per cui un aumento del 10% dellemissione di Moneta comporterebbe un aumento del 10% del livello generale dei prezzi, idea che presuppone una immissione democratica della Moneta in luogo di quella sfacciatamente classista che vedremo appresso. 5)Unaltra palese assurdit del P.U. in materia di inflazione laccusa sovente mossa alle indicizzazioni, per cui sarebbero un "veicolo di inflazione", affermazione che ha la stessa dignit scientifica di quella per cui sarebbe lapertura degli ombrelli che fa piovere. La spirale prezzisalari, infatti, semplice lotta di classe, poich consiste nel ritocco dei listini all'ingrosso da parte dei trust che recuperano sul mercato quello che i lavoratori organizzati tentano di recuperare sul fronte della lotta sindacale, innescando la redistribuzione dai cespiti che meno riescono a indicizzarsi verso quelli che ci riescono di pi. Con buona pace del P.U, pertanto, l'inflazione si combatte con il calmiere all'ingrosso e il blocco delle retribuzioni, mentre i suoi effetti redistributivi si depotenziano con indicizzazioni al 100%. Economia reale ed economia virtuale 6)moltissime, poi, sono le cose che non quadrano affatto in materia di borsa e valori cartolari, ed alcune sono proprio assurde. Non si vede proprio, ad esempio, come possa crescere il PIL quando sale lindice di borsa senza che cresca corrispondentemente leconomia reale che pur dovrebbe stare alla sua base, o, ancora, quando sale il prezzo al mq del mattone senza che cresca il numero dei mq edificati. Parrebbe pure che uno stesso ammontare monetario abbia natura ed effetti assai diversi se virtuale rispetto a quelli che avrebbe se fosse reale, come quando, ad esempio, si bruciano in borsa capitali solo virtuali. Pochi anni fa, ad esempio, si sono bruciati in un crack borsistico tanti capitali da eguagliare il PIL di tre paesi europei di media grandezza messi assieme, ma gli effetti recessivi reali sono stati davvero esigui, sostanzialmente paragonabili a quelli che si sarebbero verificati nel caso in cui si fosse distrutta una ricchezza reale migliaia di volte pi piccola. Ci si chiede, ancora, senza trovare una risposta adeguata, come possano essere rinnovati allinfinito i tanti prestiti fatti a paesi del terzo mondo che si sa
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benissimo che non verranno mai restituiti, senza che ci sembri provocare particolari difficolt per le banche mutuanti, o, ancora, non si capisce perch debbano essere inflattive le grandi opere e non lo siano mai spese belliche di ammontare cento volte maggiori. E apparentemente inspiegabile, infatti, almeno alla luce delle interpretazioni del Pensiero Unico, come fece Hitler tra il 35 e il 39 a tirare fuori la repubblica di Weimar dalla sua spaventosa recessione e dalla sua spaventosa iperinflazionecon una gigantesca corsa agli armamenti , visto che essa venne finanziata allo scoperto e senza nemmeno ricorrere allindebitamento pubblico, perch linflazione spar anzich esplodere del tutto, e, per giunta, come fece poi a lasciare la Germania distrutta materialmente ma senza debiti, nel 45. Stesso discorso va fatto anche intorno al come e al perch le truppe alleate riuscirono a finanziare con le AMlire la loro permanenza in Italia dal 43 al 45 senza fare inflazione ed anzi provocando un certo sviluppo nelle aree di insediamento, e, pi in generale, perch i soldi per le guerre si trovano sempre e non fanno inflazione, mentre i soldi per la pace non si trovano mai e fanno inflazione. Orbene, di fronte a tante e tali incongruenze e misteri, anzich concludere che il P.U. fa acqua da tutte le parti e che non esiste nessuna scienza economica, almeno allo stato, e immergersi in una ricerca ancora pi approfondita, che, come vedremo tra poco, permetterebbe laccesso a un secondo blocco di critiche assai pi pregnanti e chiarificatrici, ognuno pensa di essere lui lunico che non capisce e la ragione la trova nella propria presunta ignoranza. Come ho gi detto, infatti, si dura molta fatica a pensare che lEconomia non sia una scienza, che i media ripetano solo stupidaggini, che i politici siano solo venduti o incompetenti, e si preferisce concludere di essere solo degli ignoranti, limitandosi a uno sterile brontolio, passivo e vano. Insistendo, invece, si scoprirebbero contraddizioni ben pi gravi. I trust finanziarizzati A)la prima scoperta riguarda gli effettivi livelli di concentrazione creditizia, finanziaria e mercantile raggiunti nel mondo, al 90-95% circa, ormai, nelle mani di poche dinastie internazionali. La loro origine si perde nelle nebbie del medio evo, e, precisamente, tra le prime famiglie europee di banchieri, grossi mercanti di cereali e armatori. Le vediamo quindi accumulare enormi fortune con i prestiti alla feudalit laica e confessionale, e, nel corso dei secoli XVI, XVII e XVIII, con i giganteschi traffici internazionali che vengono consentiti dalle scoperte geografiche fatte a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Tra la met del XIX e gli inizi del XX secolo, mentre realizzano gigantesche
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imprese quali il canale di Panama e di Suez, la transiberiana e la ferrovia che collega lEst e lOvest degli USA e corrono i mari in lungo e in largo con i loro battelli a vela e a vapore, regolano definitivamente i conti con la feudalit e, con la prima guerra mondiale, riescono a spazzare via anche le tradizionali dinastie regnanti e quasi tutti gli imperi coloniali escluso quello dei Windsor, lunica dinastia feudale che sia stata cooptata nel loro Olimpo. Alleate con la borghesia industriale e mercantile contro le classi feudali, nel corso del XX secolo avviano un enorme piano di acquisizioni aziendali grazie alle devastazioni e ai lutti di due spaventose guerre mondiali, intervallate dalla crisi di Wall Street, fondamentale, questultima, per realizzare lattuale concentrazione bancaria statunitense, che mai avrebbe potuto essere realizzata senza la distruzione delle migliaia di banche artigiane e rurali che provoc quel crollo borsistico e, soprattutto, la crisi agraria e immobiliare, nonch di liquidit e di Domanda interna, che lo segu. Gi in possesso delle pi grosse banche centrali del mondo, la Banca dInghilterra e la Federal Reserve, e delle pi grandi banche del mondo, queste grosse dinastie bancarie, finanziarie e mercantili tra il XIX e il XX secolo riescono a conseguire il graduale controllo di tutte le grosse banche del pianeta e di quasi tutte le minori e danno lavvio a un gigantesco piano di acquisizioni aziendali mercantili, iniziando il regolamento dei conti anche con le dinastie borghesi, fino ad allora loro alleate contro feudalit e lavoratori. Nessuno vende, del resto, in tempi di vacche grasse, mentre sotto lazione combinata della scarsit di credito, venir meno dei mercati di sbocco, difficolt di approvvigionamento e distruzioni umane e materiali di ogni tipo, solo le imprese integrate nel sistema protetto dei trust finanziarizzati possono resistere. Le imprese fuori dal club, invece, sono costrette presto o tardi a passare la mano e, nella loro decozione, vengono acquistate, ed a prezzi stracciati, le sole imprese gradite, mentre le altre vengono semplicemente lasciate fallire. Il grado di concentrazione, cos, aumenta di conserva lasciando intravedere, nel tempo, il tanto agognato tetto del 100%. Inutile, dunque, inveire solo contro i monopoli, vagheggiando oltretutto un impossibile ritorno alla ottocentesca concorrenza perfetta, se gli accordi di cartello sortiscono gli stessi effetti del monopolio e la concentrazione ormai di questa portata. N c bisogno di alimentare paranoie complottiste: assolutamente naturale che la concorrenza spinga verso la concentrazione e che la conquista di posizioni di dominio planetario creditizio-finanziario-mercantile spinga alla massimizzazione di questo dominio in termini di ricchezza e di potere. Meno che mai c da gridare allo scandalo se questo potere viene quindi esteso al controllo dei media e della politica, cos come naturale che la sezione apicale del blocco dominante delle
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societ capitalistiche abbia anche legemonia culturale. E del tutto naturale, infatti, che i dominati sposino pi o meno su tutto e senza neanche accorgersene il punto di vista dei dominanti, dalle opinioni ai gusti e perfino i vezzi, che ne imitino il comportamento e che sognino di inserirsi nel migliore dei modi nel loro sistema di potere. Anzi, notorio che a un massimo di egemonia basta accoppiare un minimo di repressione sociale. E questa, infatti, lessenza delle socialdemocrazie occidentali del secondo dopoguerra, che vedono i trust finanziarizzati possedere ormai tutte e quattro le agenzie internazionali di stampa, tutte le grosse testate giornalistiche e quasi tutte le minori, Hollywood e tutta la distribuzione filmica e televisiva, tutte le grosse agenzie di pubblicit e quasi tutte le minori. Con il controllo delle commesse alle universit, dei premi scientifici e letterali e dei convegni, hanno poi il controllo anche dellintera piramide distributiva della ricchezza allinterno del mondo della cultura. Estendono la loro influenza diretta, infine, tenendo nel loro libro-paga la maggior parte degli esponenti politici di tutte le forze politiche che si fronteggiano, incluse le fazioni sovversive e le associazioni terroristiche. Finanziando senza badare a spese ogni movimento politico e dopinione, da un lato, diventa per loro possibile indirizzare il dibattito politico entro gli ambiti preferiti, o, comunque, meno pericolosi, impedendo che le opposizioni possano spingersi in direzioni troppo pericolose o comunque non governabili, mentre, dallaltro, diventa possibile eliminare le posizioni pi scomode finanziando la loro estremizzazione fino a conclusioni indigeste e autoemarginanti. Vengono quindi create contrapposizioni ideologiche fortemente polemiche, curando sempre che ogni schieramento abbia al proprio interno qualche posizione assai difficile da condividere, in modo che nessuno di essi possa mai diventare davvero maggioritario. Se legemonia, in fondo, non altro che la risultante della convergenza tra la spontanea suggestione imitativa di cui gode ogni blocco dominante con gli interessi materiali che riesce a coinvolgere, larte del consenso consiste nella capacit di integrare le spinte centrifughe attraverso un capillare controllo materiale e mentale della popolazione. Il signoraggio primario della Banca dItalia spa B)entrando nei dettagli di questa concentrazione bancario-mercantilefinanziaria, la seconda scoperta consiste nellapprendere che i due pi importanti istituti di emissione, la Federal Reserve e la BCE, non sono affatto due organi costituzionali, come si lascia credere, senza, tuttavia, mai dirlo ufficialmente, bens solo due privatissime societ per azioni. La
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BCE, peraltro, propriet delle singole banche centrali europee, le quali, a loro volta, sono a volte enti pubblici, altre volte societ miste e altre volte, com per il caso della Banca dItalia, una spa di propriet delle stesse banche che dovrebbe controllare. Queste societ vendono euro e dollari agli stati al loro valore nominale anzich al loro costo di fabbricazione (circa 3 centesimi di euro, ogni banconota, e zero, ogni euro scritturale, ovvero solo elettronico) come se fossero loro propriet privata e senza che nessuna Legge lo consenta espressamente (n potrebbe, del resto), intascando indebitamente il cos detto signoraggio primariodi millenaria memoria, ovvero la differenza tra i due valori. Oltretutto, la BCE iscrive a bilancio le banconote in euro che vende sia allattivo che al passivo, facendo sparire i relativi utili da signoraggio, mentre gli euro scritturali, ovvero gli euro in linguaggiomacchina ceduti alle varie banche, non li scrive neanche, impedendo la stessa ricostruzione della effettiva quantit totale della Moneta circolante (e del relativo signoraggio totale), che si pensa costituisca l85% circa del totale. I media, chiss perch, non si avvedono di nessuna di queste cose! Il signoraggio secondario C)comincia a questo punto un crescendo rossiniano di rivelazioni, tutte afferenti la Moneta. -il moltiplicatore dei depositi quel coefficiente di moltiplicazione, ben noto agli addetti ai lavori, che individua la mole massima di crediti che una banca pu creare allo scoperto se le si consente di prestare denaro che non esiste al momento del prestito, visto che esso si nullificherebbe al momento della restituzione. Ci possibile perch abitualmente, ad ogni prestito, i mutuatari ritirano il contante secondo le stesse percentuali usate dagli altri correntisti, lasciando ogni volta nella stessa banca o in unaltra banca il residuo, e lo stesso fanno i beneficiari dei loro pagamenti. Le banche, quindi, collegandosi tra loro, riescono ad operare verso lesterno come se fossero una sola banca e tengono a riserva solo il poco contante strettamente necessario, soccorrendosi vicendevolmente alla bisogna ed operando tra loro i conguagli esclusivamente in linguaggio-macchina. Questa percentuale di riserva prudenziale scende al crescere della concentrazione bancaria e del livello di elettromeccanizzazione del servizio bancario, ed oggi varia, da banca a banca, sino a un minimo di 1/1000 dei depositi per i colossi bancari statunitensi, o, secondo alcuni autori, appena 1/100.000 o meno ancora. Le banche, pertanto, possono cos creare Moneta creditizia allo scoperto fino a un ammontare massimo pari allinverso della riserva prudenziale (ovvero
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100 volte, se la percentuale di riserva 1/100, 1000 volte, se 1/1000, e cos via, chiamando questo coefficiente moltiplicatore dei depositi) moltiplicata per i depositi, ovvero, per fare lesempio di una grossa banca americana che abbia, poniamo, depositi per $ 1.000 Mld, fino a $ 999.000 Mld, visto che 1.000+999.000=1.000.000 e 1.000.000:1.000= 1.000, ovvero i suoi depositi! Se invece credessimo che le banche siano davvero controllate da banche centrali che sono propriet delle stesse banche che dovrebbero controllare, dovremmo ipotizzare che il moltiplicatore dei depositi sia almeno 50, visto che per gli accordi di Basilea2 del 2% la riserva per i depositi e per i titoli con scadenza inferiore a due anni, per le banche deleurosistema. Poi, per, dovremmo anche moltiplicare questo ammontare per la velocit di circolazione della Moneta (circa 30), raggiungendo comunque valori simili, mentre, per giunta, dovremmo pure ammettere che non neppure possibile controllare la continua crescita degli assets delle banche, che costituiscono il montante cui applicare quel 2%. Questi assets, infatti, crescono continuamente per effetto del cos detto reflusso bancario, che consiste nella mancata cancellazione degli assets derivanti dallincasso degli assegni emessi dai correntisti sulla base dei prestiti ricevuti, laddove al momento della loro creazione ogni banca iscrive il prestito sia al passivo, come liability (debito vs clienti), che allattivo, come asset (credito vs clienti). Lazzeramento del saldo reciproco dei conti tra le diverse banche fa solo apparentemente sparire il capitale virtuale creato inizialmente, perch esso, alla restituzione, rimane come asset della banca presso la quale viene versato da un correntista un assegno ricevuto da parte di chi ottenne il prestito inziale dallaltra banca: il sistema bancario nel suo complesso, infatti, partito con una scrittura di 100 come liability e 100 come asset nella contabilit della prima banca, si ritrova comunque un altro 100 come asset nella contabilit della seconda banca, quella che riceve il pagamento, nel momento in cui la prima banca cancella solo i primi 100 di liability e i primi 100 di asset! Lo stesso, poi, fanno le due banche per i prestiti che la seconda banca concede ai propri correntisti relativamente agli assegni che vengono versati nella prima. Cosa sono, bisogna a questo punto chiedersi, questi nuovi 100 di asset che si ritrova una volta una banca e una volta laltra? Come chiamare una cosa che vale 100, che la scambi con 100, che la presti per 100 e che si raddoppia ognuna delle 50 volte moltiplicato 30 che la presti nuovamente? Ecco cos il signoraggio secondario! Aggiungiamo che non si pu nemmeno escludere che alloccorrenza la banca centrale venda alle banche sue protette altra Moneta scritturale extrabilancio e comprendiamo perch diversi autori parlano di una Moneta bancaria creabile pressoch infinita e di una Moneta bancaria gi
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creata allo scoperto ormai pari a tanto quanto potrebbe acquistare pi di 5 volte tutto ci che acquistabile sul pianeta. Certamente la pi lucrosa attivit pensabile, quella da difendere pi gelosamente e per la quale c semmai da chiedersi se sia davvero una attivit economica capitalistica. E capitalistica? E davvero una attivit, o non piuttosto un prelievo arbitrario su chi la ricchezza la produce capitalisticamente, ovvero su tutti gli altri, quelli che il denaro lo comprano e lo pagano davvero, nel che lessenza del prelievo feudale? Sono davvero cos cambiate, allora, quelle famiglie che, nate come banchieri-mercanti e cresciute nella speculazione allinterno di un mondo che era tutto feudale, hanno quindi elevato a sistema, grazie al monopolio della produzione della Moneta bancaria, lappropriazione parassitaria della ricchezza ormai capitalisticamente prodotta da tutto il resto della societ civile? E ancora: per diventare borghesi loro sufficiente lacquistare pacchetti di maggioranza di imprese allo stesso modo di come si possono acquistare aree edificabili da valorizzare, lasciandole quindi immancabilmente gestire ai managers senza minimamente interessarsi degli aspetti produttivi? Rimandando al prosieguo la risposta a questi interrogativi, va intanto rimarcato che non pu stupire, a questo punto, come sia possibile che simili conoscenze intorno al moltiplicatore dei depositi e al reflusso bancario, peraltro esposte, pur ambiguamente, in ogni manuale di economia, siano cos poco diffuse, nonch totalmente assenti nel dibattito politico e nei media. Lessenza di questo meccanismo, infatti, che le banche possono prestare ai propri protetti somme crescenti e rinnovate alle scadenze pressoch allinfinito e tutte allo scoperto, dando fondo ad un moltiplicatore bancario sostanzialmente inesauribile, poich ha come unico vero limite la credibilit del sistema. Questi prestiti non si nullificano mai ed anzi si duplicano ad ogni rinnovo per effetto del reflusso bancario e costituiscono il signoraggio secondario, dal punto di vista delle banche, e dotazioni a fondo perduto, dal punto di vista dei soggetti protetti, che vengono finanziati allo scoperto, allinfinito e con alterazione inammissibile del loro conto economico, trasformando il capitalismo dal di dentro in un sistema misto di feudalesimo e capitalismo, dove capitalistiche restano solo le imprese che il denaro lo comprano nel mercato del credito e lo pagano con i proventi delle loro attivit capitalistiche. Il debito pubblico collocato finanza allegra -A questo virtuale creditizio, privato al 100%, per completezza, dobbiamo aggiungere anche il virtuale costituito dalla Moneta cartolare pubblica: i bond,
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infatti, vengono solo in parte acquistati da privati in cambio di Moneta circolante, mentre, per la parte in cui restano invenduti nelle aste, vengono collocati presso le banche, ovvero scambiati con virtuale bancario, intaccando solo il moltiplicatore bancario e non anche la liquidit che ne costituisce la base. Dovrebbe essere evidente, quindi, linteresse collettivo a che i bond vengano collocati solo presso banche pubbliche, in quanto cos il debito pubblico diventa tutto virtuale, una semplice partita di giro che si perde nel moltiplicatore bancario insieme ai bot emessi per gli interessi, collocati anchessi. Era cos, ad esempio, in Italia prima della esiziale stagione di privatizzazioni che ha portato alla loro svendita a meno di 1/10 degli interessi di un solo anno! Anche se non lo si dice, dunque, i bond collocati sono una finanza allegra al 100% assolutamente gigantesca e il cui limite quantitativo dato solo dalla fiducia verso il sistema. Quanto ridicola dunque quella pubblicistica che tuona contro ogni forma di finanza allegra tranne che contro il collocamento dei bond e chiede sacrifici su sacrifici per risanare i conti pubblici! Se aggiungiamo che un paese come lItalia, vendendo le banche pubbliche, ha venduto, insieme a tutti gli altri loro enormi assets, anche tutto il proprio debito pubblico ivi collocato ed a un prezzo mille volte inferiore a questo stesso debito, emerge in tutta la sua criminalit questa privatizzazione, giustificata ufficialmente, e come tale ratificata dai media e da tutte le forze politiche, con il bisogno di risanare i conti pubblici aggravati dalla prima repubblica! Una gigantesca dilapidazione di beni pubblici da revocare con il sequestro penale del maltolto, visto che questa svendita ha concretato il delitto costituzionale di alto tradimento per i cedenti e, come minimo, quello di ricettazione per i cessionari dei cessionari, conferendo invece il signoraggio primario a una banca centrale pubblica e ricominciando a collocare i bond presso le banche pubbliche, onde liberare il nostro parlamento dalla soggezione politico-economica verso le banche private oggi collocatarie. Perch non se ne parla? Derivati, titoli spazzatura e signoraggio cartolare -Passando, quindi, allesame del virtuale di borsa, dopo tutto quanto gi detto, non ci si potr stupire se descriver il regno dellimpossibile e del vero trionfo della creativit finanziaria. I derivati, in questo senso, ne sono lesempio pi fulgido. Premesso che i derivati incorporano una semplice scommessa sulla quotazione futura del titolo da cui, appunto, derivano, ed avvertito, quindi, il lettore che a rigore le scommesse dovrebbero farsi e non vendersi,
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comincio col dire che attraverso lemissione a turno di enormi quantit di derivati da parte delle banche che sono propriet delle stesse famiglie che controllano le multinazionali dai cui titoli derivano questi derivati, e attraverso il loro altrettanto massiccio acquisto vicendevole da parte delle altre banche facenti parte del medesimo gruppo, possibile: 1)manovrare a piacimento le quotazioni dei titoli di derivazione, realizzando in borsa altrettante profezie che si autoavverano, e, quindi, 2)permettere pure alle multinazionali loro sorelle di emettere titoli a prezzi multipli rispetto a quelli reali, creando una seconda fabbrica di virtuale, anche questa al servizio delle medesime dinastie, la fabbrica della Moneta cartolare. In questo modo, infatti, le multinazionali si ritrovano con laiuto delle banche loro sorelle un accesso diretto al credito che allo scoperto per la differenza tra il valore nominale e quello effettivo dei titoli spazzatura messi in circolazione ($ 50 invece di $ 1, poniamo), e che si somma al finanziamento loro assicurato dalle banche, creato allo scoperto dando fondo al moltiplicatore bancario. 3)Le banche, dal canto loro, si ritrovano una sorta di Moneta a tempo, visto che i derivati hanno proprio questa efficacia tra lemissione e la scadenza, di portata gigantesca e tutta rinnovabile con lemissione di ulteriori derivati. Per farsene unidea pi precisa, basti sapere che, a fronte di un PIL-USA di circa $ 11.000 Mld e un PIL-mondo di circa 41.000, il giro dei derivati scambiati in borsa ha passato da tempo quota 100.000 e 220.000 il giro di quelli scambiati fuori dalla borsa (i cos detti OTC, ovvero gli Over The Counter, di cui, per loro stessa ammissione, circa 70.000 sono finiti nelle casse delle sole tre prime banche USA e 30.000 in altre 23 grosse istituzioni creditizio-finanziarie, di propriet delle medesime famiglie). Per avere un quadro pi completo, dobbiamo aggiungere anche i derivati sulle materie prime, scoprendo, ad esempio, che a fronte di una diminuita estrazione effettiva (oggi, solo 300.000 barili al giorno rispetto ai 700.000 di 15 anni fa), per ogni barile di petrolio che viene scambiato fisicamente, ormai pi di 1250 sono solo di carta, in quanto passano di mano nella forma del derivato sul petrolio, spingendo in alto il prezzo del crude brent almeno al doppio della sua quotazione attuale, mentre lo stesso avviene per un po tutte le altre materie prime. In definitiva, lintera bolla speculativa cartolare esistente al mondo viene ormai calcolata in almeno $ 400.000 Mld dai pi prudenti e da tanto quanto potrebbe comprare pi di 50 volte tutto ci che acquistabile nel pianeta, secondo altri. Come si vede, dunque, la Moneta non affatto ci che la gente pensa che sia, ovvero una semplice unit di misura assolutamente neutra e statale
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al 100%. Meno che mai sospetta che il sistema bancario sia un gigantesco falsario legalizzato che presta a interesse tutta la Moneta virtuale che vuole e a chi vuole, sopportando insoluti pari a centinaia di volte il PILmondo senza significativi contraccolpi, e, soprattutto, che rinnovando allinfinito a stati, privati e societ prestiti che non vengono pi restituiti, gestisce, allinsaputa dellopinione pubblica e fuori da ogni controllo democratico, una finanza allegra di proporzioni insospettate, la quale stravolge completamente il funzionamento del sistema da tutti ritenuto. Alla gigantesca bolla creditizia di cui ho gi detto, va infatti aggiunta una bolla cartolare capace di comprare 50 volte il pianeta terra, ed entrambe queste due fabbriche di virtuale stanno nelle stesse mani che posseggono il 90-95% delle multinazionali mercantili del pianeta. Fare economia senza tenerne conto vuol dire trattare lopinione pubblica come un bambino di 8 anni cui si racconta la fiaba di ci che la Moneta dovrebbe essere anzich dirgli ci che invece la Moneta davvero. Questo ci che fa il P.U. e che fanno anche media e politici. Il perch lho gi illustrato. Limbroglio della deregulation valutaria D)andiamo, allora, al problema del regolamento dei rapporti monetari tra i vari paesi e alla regolazione delle ragioni di scambio. La prima semplicissima cosa da sapere che per annullare gli effetti negativi dell'inflazione sulla competitivit basta semplicemente reintrodurre i controlli valutari antispeculazione vigenti in Europa fino agli anni '80 (che oltretutto bloccano le fughe e proteggono la Moneta dalla speculazione internazionale) esvalutare il cambio in misura pari al differenziale residuo di inflazione, ovvero, poniamo, del 2%, se le rispettive inflazioni sono del 3% e del 5%. Se unarea monetaria, infatti, ha uninflazione del 3% e unaltra ce lha del 5%, la seconda registra rispetto alla prima un differenziale di inflazione del 2% e questo comporta che le sue Esportazioni costano il 2% in pi rispetto a quelle dellarea a minore inflazione. Se per la sua valuta viene svalutata del 2%, le sue Esportazioni diventano per ci stesso meno care del 2% e quindi recuperano con il cambio meno favorevole la perdita di competitivit dovuta al differenziale di inflazione. Scienza e media evitano di diffondere questo semplicissimo teorema, limitandosi a ammettere ambiguamente la possibilit di drogare lExport con la svalutazione, spesso aggiungendo che la svalutazione, per, rincarerebbe le Importazioni e, insieme alla inflazione che la determina, comporterebbe il
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deflusso dei Capitali. Ed infatti vero che senza controlli valutari antispeculazione, i Capitali tendono a migrare dalle aree che si sviluppano con inflazione verso le aree afflitte da deflazione recessiva e dove, oltretutto, meno essi servono, mentre nessuna Moneta a quel punto difendibile dalla speculazione valutaria internazionale, laddove solo un cambio centralizzato svalutabile dal governo in armonia con il differenziale di inflazione che si registra rispetto alle economie esterne, tendendo le valute a svalutarsi di pi di quanto serve ed giusto, sotto la pressione di una speculazione che non mira a ricostituire corrette ragioni di scambio, ma solo a lucrare speculativamente il pi possibile scommettendo contro le valute in difficolt con somme maggiori di tutte le valute di riserva dei paesi del mondo messe assieme, amplificate dalleffetto leva del credito alla speculazione. Nel 92, ad esempio, si materializz dal nulla una massa speculativa di circa $ 500 Mld contro Lira, Peseta e Sterlina irlandese e Ciampi bruci inutilmente circa 70.000 Mld di vecchie lire (gi, perch lo fece? Perch nessuno gli ha chiesto di renderne il conto?) prima di rassegnarsi ed abbandonare la Lira in balia di Soros e compagni. In Argentina, poi, quando nessuno riusciva pi a prelevare un solo peso, era successo che le banche argentine avevano organizzato una grossa swap contro il peso daccordo con delle complici statunitensi cui prestarono per pochi giorni tutti i pesos dei propri correntisti. Queste scommisero al ribasso su diverse borse del pianeta tutti questi pesos altrimenti irreperibili sui mercati internazionali e il Peso croll. Li ricomprarono pi lentamente nei giorni successivi e il Peso risal un po, facendo quindi a mezzo del bottino con le loro complici argentine. Invece di invocare una nuova Bretton Woods e la reintroduzione dei controlli valutari antispeculazione abolendo lattuale pratica suicida della deregulation valutaria, il Pensiero Unico, nellinteresse dei trust finanziarizzati, demonizza linflazione, nascondendone la volontariet, il calmiere allingrosso, i vincoli valutari anti-speculazione e la svalutazione della Moneta, mitizzando i vantaggi che a suo dire deriverebbero dalla virt finanziaria, per costringere gli stati al contenimento indefinito della Domanda interna nellimpossibile tentativo di cos contenere uninflazione che ignorano essere volontaria. La criminalit della stagflation E)Contrariamente a quanto d per scontato il P.U., infatti, i Capitali nazionali non scarseggiano affatto, sia perch gli Investimenti produttivi sono generalmente appena 1/10 circa della liquidit, sia, soprattutto, perch, come abbiamo visto, si fanno ormai da tempo quasi esclusivamente con il virtuale
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pubblico e privato e non con il Risparmio. Non ha alcun senso, quindi, bloccare la Domanda interna per sedurre Capitali che sono assolutamente inutili per lo sviluppo, ma ai trust finanziarizzati non importa del prezzo che paga il resto della popolazione con la deflazione recessiva, se ne ricava lassoluta libert di scorazzare per il pianeta con enormi masse speculative. Tanto pi, poi, se, come avviene da pi di dieci anni, questa elite segue con la stagflation una strategia deliberatamente recessiva, rispetto alla quale la deregulation valutaria la necessaria premessa che costringe i governi alle politiche deflattive. Quando c inflazione nonostante la Domanda cali (stagflation), infatti, la volontariet del processo inflattivo assume aspetti addirittura caricaturali, in quanto questa volta l'inflazione pu essere, ed , solo l'effetto della volontaria fissazione di pi alti listini all'ingrosso da parte dei trust, in controtendenza alla Domanda, il che non avviene per ragioni economiche, bens per spostare a vantaggio della Rendita sia i rapporti di forza rispetto al Salario, riducendo il potere di acquisto delle retribuzioni, sia rispetto al Profitto, aumentando il tasso di concentrazione aziendale. Lobiettivo viene conseguito inducendo un ciclo di vacche magre con un aumento deliberato dei listini allingrosso che sortisce effetti recessivi perch operato in costanza di Domanda che gi cala di suo e che vengono aggravati dagli ingenui interventi governativi deflattivi che, incapaci di contrastare uninflazione volontaria, finiscono solo per sommare recessione a recessione, mandando progressivamente in decozione le imprese indipendenti e riducendo l'Occupazione e il potere di acquisto dei lavoratori. La strategia di sempre della Rendita: rendere il Profitto perennemente subalterno della Rendita attraverso cicli di vacche magre intervallati da guerre, crack borsistici e pandemie. Leconomia di guerra come modello di sviluppo F)passiamo adesso alla pi radicale delle rivelazioni: il capitalismo non un modo di produzione autosufficiente, in quanto le imprese capitalistiche non potrebbero vivere vendendo solo ai propri dipendenti. Nei sistemi mercantili, infatti, il ciclo Denaro-Merce-Denaro non pu essere "chiuso", e tanto meno pu essere "espanso", facendo ricorso alla sola Domanda interna: se immaginiamo che alla fine di un ciclo tutto il prodotto sia stato venduto, ovvero sia stato scambiato con il suo equivalente monetario, esso, una volta distribuito tra le varie parti sociali, verr a sua volta o Consumato o Risparmiato. Perch vi sia equilibrio, per, ovvero perch il ciclo D-M-D possa ricostituirsi una seconda volta uguale a s stesso, occorrerebbe qualcosa di veramente singolare, ovvero che per produrre la quantit di Consumi che
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viene domandata allinizio del ciclo, serva "tecnicamente" una quantit di Investimenti tale che, sommata a quei Consumi, eguagli esattamente il Reddito monetario di fine-ciclo! Nella pubblicistica, si dice sinteticamente che la condizione di equilibrio del sistema S=I, ovvero che tutto il Risparmio (S) che residua una volta dedotto dal Reddito (Y) tutto quanto viene Consumato (C) si trasformi tutto negli Investimenti (I) che sono tecnicamente necessari per produrre questi stessi beni di Consumo (C) che sono stati domandati. Poich, invece, nemmeno la pi oltranzista delle socialdemocrazie oserebbe trasformare in Consumi pubblici tutto il Profitto non reinvestito e tutta la Rendita tesaurizzata, residua sempre del Risparmio non utilizzato n per Consumi n per Investimenti (S>I) e all'inizio del nuovo ciclo manca sempre una quota di Domanda esattamente pari a questo Risparmio tesaurizzato e si avvia un processo impansivo tanto pi rapido quanto maggiore la percentuale di Reddito tesaurizzata come Risparmio. Il paradosso, poi, che perch il ciclo possa espandersi la Domanda per Consumi e per Investimenti dovrebbe essere addirittura maggiore di quella che si era registrata all'inizio del ciclo precedente, cosa assolutamente impossibile senza una adeguata Domanda esterna al sistema. In pi, l'aumento della produttivit del lavoro fa incessantemente diminuire nel tempo sia la quantit di Investimenti che le ore di lavoro tecnicamente necessarie per produrre lo stesso flusso di beni e servizi, con la conseguenza che nel tempo diminuisce progressivamente sia la Domanda per Consumi espressa dai lavoratori espulsi dal processo produttivo, sia la Domanda dei beni di Investimento necessari alla produzione, allargandosi sempre pi la forbice tra il Reddito prodotto alla fine di ogni ciclo e la Domanda che esso genera all'inizio del ciclo successivo. Orbene, questa Domanda esterna per secoli stata principalmente reperita conquistando mercati precapitalistici vergini o strappandoli alle altre borghesie nazionali con la forza delle armi, ma, man mano che si avvicinava la saturazione di questi mercati, stata sempre pi reperita ricorrendo massicciamente al virtuale creditizio e cartolare, secondo la logica delleconomia di guerra. Insomma, il virtuale la vera pietra filosofale del capitalismo, la chiave di volta del sistema, ci che consente di chiudere a piacimento un circolo D-M-D che resta altrimenti beante e che consente anzi di sviluppare a piacimento la base produttiva. Grazie al virtuale si pu infatti creare tutta la Domanda esterna che si vuole e rendere profittevole Investire ed Occupare tutte le risorse disponibili, il che spiega perfettamente il funzionamento delleconomia di guerra, lo sviluppo hitleriano tra il 34 e il 39 e il finanziamento degli alleati in Italia con le AM-lire, dove il calmiere allingrosso consente in guerra quella
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stessa espansione senza inflazione che perfettamente conseguibile anche in tempo di pace. Le famiglie che posseggono i trust finanziarizzati, intanto, proprio grazie a questo monopolio, comprano da secoli senza pagare tutto e tutti nel mondo, hanno gratis tutto il virtuale che vogliono e con le loro imprese possono andare in perdita quasi all'infinito. Essi, inoltre, immettendo e drenando virtuale secondo il proprio criterio, travalicano i poteri statali e pianificano al di fuori da ogni controllo velocit, dimensione e allocazione geografica di sviluppo e recessione in ragione del virtuale che immettono nel circuito, mettendo a frutto, se lo vogliono, le risorse capitalistiche disponibili e lasciandole inutilizzate, se non lo vogliono. Questa ristretta oligarchia internazionale ha pure finanziato allo scoperto, con una Moneta virtuale pari ormai a milioni di miliardi di dollari, un gigantesco piano graduale di acquisizioni aziendali che giunto quasi a compimento, tiene in pugno quasi tutti i governi del mondo ed esercita una invincibile concorrenza sleale sulle imprese fuori dal club grazie allindefinito finanziamento allo scoperto delle perdite, fuori da ogni criterio di economicit. Nonostante il controllo di tante imprese multinazionali, per, essa resta feudale quale era sin dallinizio. Un tumore feudale che debilita il corpo capitalistico e che grazie al controllo dei media lo confonde e ne limita la reattivit. Ecco perch non si parla mai con chiarezza di queste cose: la gente non deve sapere il vero perch i soldi per le guerre ci sono sempre mentre per la pace non si trovano mai. Se capisse che lunica cosa che nel capitalismo non manca mai sono proprio i soldi, e, ancora, che non il livello delle retribuzioni e del welfare a dipendere dalla ricchezza di una nazione, ma che al contrario proprio la ricchezza di una nazione a dipendere dal livello delle sue retribuzioni e del suo welfare, verrebbe meno ogni argomento tecnico contro la redistribuzione della ricchezza e contro il potenziamento dei Consumi popolari pubblici e privati, e i dominati comincerebbero a lottare con coscienza e determinazione per il controllo democratico del virtuale. Nei rapporti con il terzo mondo, poi, dovrebbero essere abbandonate le criminali politiche di rigore consigliate dal P.U., che chiede deregulation valutaria e dismissioni pubbliche come condizione per prestiti internazionali che sono poi sovrastati da un flusso di Capitali in uscita di ammontare multiplo, reso possibile dalla deregulation, in un contesto aggravato dei rincari dei servizi essenziali che immancabilmente seguono le privatizzazioni. Tutto questo, mentre lo sviluppo andrebbe invece promosso varando un piano Marshall per il terzo mondo finanziato allo scoperto con il virtuale dei paesi sviluppati, inizialmente rivolto alla fornitura a fondo perduto di bassa tecnologia per lo sviluppo agricolo e artigianale e, da
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un certo grado di sviluppo capitalistico in poi, al finanziamento allo scoperto della Domanda interna al fine di incoraggiare la transizione dallo stadio artigianale a quello protoindustriale, previa costruzione di un sistema creditizio minimale e proteggendo lindustria nascente con il calmiere sui brevetti internazionali, adeguate difese valutarie e un cambio centralizzato armonizzato al diffe-renziale di inflazione. Ecco perch i dominanti dicono sempre che il formaggio con le pere fa schifo! Insomma, il P.U. pretende di dare interpretazioni e fornire ricette senza riconoscere lesistenza del signoraggio primario, secondario e cartolare, ovvero della esistenza di una Moneta creditizia e cartolare allo scoperto pari ad almeno 100 volte la Moneta circolante, e, potenzialmente, migliaia di volte tanto, nonch il suo sistematico uso da parte di questa elite finanziaria internazionale che possiede il 90-95% circa dei trust creditizi, finanziari e mercantili del pianeta, pi diverse banche centrali, importanti quali la Federal Reserve e la BCE e meno importanti quali la Banca dItalia, e che si finanzia attraverso enormi prestiti allo scoperto rinnovati allinfinito e attraverso la gigantesca emissione di titoli spazzatura. Ignora inoltre la volontariet del processo inflattivo, il che ancora pi imperdonabile in tempi di stagflation. Ignora, quindi, che linflazione va contrastata con il calmiere allingrosso e con indicizzazioni al 100%, nonch depotenziata reintroducendo i vincoli valutari anti-speculazione, che evitano il deflusso dei Capitali dalle aree che si espandono con inflazione (dove servirebbero) verso quelle che soffrono la deflazione recessiva (dove servono di meno), e quindi svalutando il cambio in armonia con il differenziale di inflazione. Pi ancora, il P.U. ignora limpossibilit effettiva del modello bassi salari+Esportazioni, la necessit di proteggere il mercato interno dalle imprese delocalizzate con adeguati dazi compensativi da welfare ed ecologia, la natura di finanza allegra del debito pubblico collocato, e, soprattutto, sia lincapacit del capitalismo di chiudere il circolo D-M-D senza una adeguata Domanda esterna, sia che questo circolo viene ormai chiuso con enormi immissioni di virtuale bancario e cartolare, secondo lo schema della economia di guerra. E come pretendere di fare astronomia credendo che siano il sole e le stelle a girare intorno alla terra e ignorando sia le tre leggi di Keplero che la gravitazione universale di Newton! Ignorando fatti e travisando funzioni e nessi di questa portata, infatti, non possibile nessuna scienza economica e condividendone assiomi e teoremi non nemmeno possibile nessuna contrapposizione politica fondata su elementi reali. Scompare ogni vera contrapposizione e la politica diventa stupidamente personalistica mentre il dibattito si fa tanto pi accanito quanto meno effettive diventano le contrapposizioni. I temi delle campagne elettorali
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si fanno sempre pi generici e indecifrabili, costringendo gli elettori a votare ci che meno li delude anzich ci che pi li convince e finendo per eleggere come rappresentanti solo degli yes-men nel libro-paga dei trust finanziarizzati, o, peggio, da loro gratuitamente egemonizzati. Questo, purtroppo, ci che sta accadendo in tutto loccidente capitalistico. Perch possano affermarsi politiche espansive, invece, necessario un vero ribaltamento di buona parte dei luoghi comuni fino ad oggi infaticabilmente veicolati da scienza e media. Una rivoluzione copernicana in economia che sostenga lo sviluppo delle forze produttive capitalistiche e la loro liberazione dalle pastoie neofeudali in cui le costringe il potere dei trust finanziarizzati. Limpresa non facile, ma tutto larmamentario critico copernicano gi presente nella pubblicistica, e, sotto pelle, anche nellimmaginario collettivo, pur se in modo ancora segmentario, mancandogli ormai solo il salto gestaltico che lo sistemizzi e lo faccia diventare un vero e proprio modello interpretativo alternativo al Pensiero Unico. Lattuale fase recessiva voluta dai trust finanziarizzati, inoltre, li pone oggettivamente contro la storia e attiva gli anticorpi capitalistici dello sviluppo: da un lato stanno i trust, che nella recessione erodono la base materiale del loro consenso sociale e ideologico e perdono gradualmente egemonia, e, dallaltro lato, sta il mondo del lavoro, comprensivo sia delle maestranze che delle imprese fuori del club, mondo che tarda a prendere coscienza dei reali termini dello scontro in atto e che gli interessi del Profitto stanno oggi con quelli del Salario contro la Rendita, ma che non potr tardare a farlo, a fronte di una recessione che avanza al ritmo del 2-3% composto allanno e che rende sempre pi incredibile la fiaba edificante di unespansione in atto che non vede nessuno e che si vorrebbe pi consistente comprimendo welfare e retibuzioni, precarizzando il lavoro e seducendo i Capitali esterni e interni con un maggiore rigore. La difficolt principale che incontra una simile presa di coscienza, per, come ho gi detto, non sta nella intrinseca complessit dei concetti esposti o nella troppo gravosa sollecitazione delle capacit analitico-sintetiche che richiedebbe la loro sistematizzazione, bens, semplicemente, nella irriducibile contrariet di quei concetti e di quella sistematizzazione rispetto al quadro che costituisce limplicita base comune sottostante al Pensiero Unico e, dunque, a tutto il dibattito politico-economico contemporaneo. Essa non possibile finch non si riesce a superare listintiva ritrosia a prendere in seria considerazione anche ci che non si mai sentito e non si mai pensato, perfino se contrasta irrimediabilmente con quanto si letto e sentito dalle fonti che si sempre creduto leali e attendibili, e lo stesso, a maggior ragione,
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vale per quegli intellettuali che cosituiscono appunto quelle fonti e che hanno costruito il loro ruolo sociale, non importa se di governo o di opposizione, sulla autorevole detenzione delle conoscenze fondamentali che poi trasmettono ai propri referenti. Questa capacit, per, proprio quella che fa progredire lumanit e meno che mai pu mancare quando funzionale alle parti sociali che promuovono lo sviluppo delle forze produttive contro quelle che lo ostacolano. FAQ 1)come funziona, precisamente, il moltiplicatore dei depositi? Per comprenderlo, basta ricordarsi che nel medioevo per gli scambi mercantili si usava loro e che, per timore di furti e rapine, invalse luso di pagare consegnando delle ricevute di versamento di oro presso banchieri, in luogo delloro stesso, visto che le ricevute erano assai difficilmente falsificabili ed impossibile lincasso da parte di malfattori. Quando i banchieri si resero conto che meno di un decimo delloro depositato veniva giornalmente prelevato dai depositanti, cominciarono a prestarne a interesse di nascosto una parte, fingendo che fosse il proprio oro. Quando, per, videro che i mutuatari non prelevavano loro prestato ma preferivano farsi rilasciare delle ricevute di deposito di ammontare pari alloro prestato, onde pagare anchessi i propri creditori consegnando le ricevute al posto delloro, per giunta secondo le stesse percentuali dei depositanti e che cos facevano a loro volta anche i creditori pagati con queste stesse ricevute, si chiesero quale fosse lammontare massimo di oro virtuale che potevano prestare a mezzo di ricevute false di deposito prima che il meccanismo gli esplodesse tra le mani, visto anche che allora per la bancarotta era prevista la pena capitale. La risposta veniva da una semplice equazione di primo grado a una incognita: qual quellX il cui 10% pari allammontare delloro depositato? QuellX 10, per cui essi potevano rilasciare ricevute false ai propri mutuatari fino a 9 volte loro depositato, in quanto 9+1=10 e 1/10 di 10 1! Se la riserva prudenziale era invece 1/20, il moltiplicatore diventava 20, se 1/30, era 30, e cos via fino al 1000 di oggi, per le grosse banche statunitensi, visto che la loro riserva prudenziale stimata intorno a 1/1000 e meno ancora, a seconda degli autori, tanto che diversi parlano di un moltiplicatore dei depositi ormai pari a 100.000 o di una capacit ormai infinita di creazione di Moneta bancaria. Solo la Legge pu limitare il moltiplicatore fissando una riserva legale pi alta di quella prudenziale, ma non pu eliminarlo senza nazionalizzare le banche.

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2)quale differenza di rilievo pu esserci oggi tra una multinazionale e laltra, talch alcune di loro avrebbero interessi in contrasto con le restanti? Un conto partecipare il medesimo cartello e un altro conto fare parte del gruppo di holdings mercantili, industriali, estrattive, di trasporto, bancarie, assicurative, finanziarie, immobiliari, che fanno capo al medesimo ristretto numero di famiglie pi ricche e potenti del mondo. Nel primo caso, il vantaggio per le multinazionali che fanno parte del 10-20% fuori del club, consiste nella certezza che le altre imprese partecipanti lo stesso cartello non praticheranno mai tariffe e condizioni contrattuali diverse rispetto a quelle concordate in cartello, e, dunque, nella garanzia di potere lucrare in santa pace lextraprofitto medio consentito sulla base delle risultanze del marketing di cartello in ogni mercato, indipendentemente dal tasso di inflazione interno a ogni singola economia. Tariffe e condizioni, infatti, vengono fissate uguali per tutte in ogni singolo mercato in funzione esclusiva della curva di Domanda ivi esistente e se in un certo mercato ci sar uninflazione, poniamo, del 5%, anche le imprese straniere che partecipano il medesimo cartello di quelle nazionali si adegueranno e venderanno a prezzi maggiorati del 5%, senza sfruttare il diverso tasso di cambio di cui potrebbero avvantaggiarsi per vendere a prezzi pi bassi. Se lo facessero, infatti, con ci stesso romperebbero il cartello. Lunica cosa che in un caso del genere cambier, pertanto, saranno i tassi percentuali di extraprofitto ivi conseguiti da ogni multinazionale, ovvero solo la diversa allocazione geografica dei profitti di ciascuna. Su quasi tutte le altre questioni, invece, le varie imprese agiranno ognuna per conto proprio e si avvantaggeranno come protranno delle benemerenze politiche e delle eventuali condizioni peculiari di vantaggio di cui ciascuna potr godere localmente sotto il profilo della legislazione fiscale, ecologista, del lavoro, dei costi in genere, della sicurezza negli approvvigionamenti, ecc. Nel secondo caso, invece, quello dell80-85% delle multinazionali facenti parte del club, il primo ulteriore vantaggio consiste nel potere contare sul rapporto speciale storicamente intercorrente tra quel ristretto numero di famiglie che le controlla ed il governo degli Stati Uniti, il secondo vantaggio consiste nella certezza di non soffrire le difficolt di approvvigionamento sul fronte delle materie prime cui sono soggette le altre e il terzo vantaggio, il pi importante, consiste nel potere contare su un accesso illimitato sia diretto (i titoli spazzatura) che mediato (i prestiti continuamente rinnovati alla scadenza) al virtuale bancario e cartolare. Poich questo virtuale totalmente allo scoperto, esse hanno la certezza di potere cos prelevare surrettiziamente dallintera popolazione mondiale tutte le risorse che servono,
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senza pagarle e senza doverne dare conto a nessuno che non sia il proprio referente, con eliminazione di qualsiasi vincolo di redditivit, e, dunque, con la possibilit di andare in perdita a oltranza, a differenza delle multinazionali fuori dal club, che invece possono reggere assai meno a lungo una crisi di redditivit e che devono passare la mano se le vacche magre si protraggono troppo. 3)ammesso e non concesso che la maggior parte delle multinazionali facciano davvero capo a un ristretto numero di famiglie, non si tratterebbe comunque di contrasti interni alla stessa classe borghese? Sotto il profilo sociologico, le famiglie che formano il club non possono essere definite borghesi. Non solo la maggior parte di loro feudale perch proviene storicamente dalla classe dei banchieri-mercanti mediovali arricchitasi coi prestiti a usura alla feudalit e coi traffici internazionali resi possibili dalle scoperte geografiche e che ha esteso il proprio raggio dazione al controllo di tantissime multinazionali mercantili e industriali solo dalla seconda met dell800 in poi, ma ancor di pi perch il modo in cui gestiscono queste multinazionali quello tipico della elite parassitaria, in quanto si disinteressano completamente degli aspetti produttivi e commerciali, che demandano totalmente ai managers, e si interessano solo della loro valorizzazione come cespiti da vendere e comprare, alla pari di come facevano e fanno con le terre, le case e i valori mobiliari. La ragione principale ed esaustiva, per, che la componente Rendita allinterno del loro modo di sfruttamento ormai assolutamente prevalente sulla componente Profitto, il che vale anche per le famiglie di estrazione borghese che sono state man mano cooptate nel loro Olimpo. La gestione del prelievo neofeudale operato attraverso il virtuale creditizio-cartolare, infatti, per loro di importanza capitale sia qualitativamente che quantitativamente e i frutti che ne ricavano non solo sono giganteschi, ma, soprattutto, sono inscindibilmente intrecciati, ormai, con quelli che vengono loro dagli extraprofitti da oligopolio, senza che possano pi essere pensati o vissuti separatamente da quelli. Pi aumenta il tasso di concentrazione aziendale e pi si accentua questa trasformazione del modo di produzione capitalistico. Restano capitalistiche infatti solo le imprese che non hanno proventi virtuali o per le quali comunque trascurabile laccesso privilegiato al credito, diretto o indiretto che sia, le quali comprano il denaro sul mercato creditizio-finanziario, lo pagano e sono soggette al rischio dimpresa, fallendo in caso di perdite che oltrepassano un certo limite. Le altre multinazionali, invece, costituiscono un tuttuno con le grosse banche loro sorelle e proprio in ragione del gigantesco prelievo feudale che operano direttamente coi titoli spazzatura e indirettamente col
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virtuale creditizio loro rinnovato allinfinito dalle sorelle e coi derivati creati e gestiti da queste ultime, non sopportano alcun vero rischio dimpresa, che scaricano su tutto il resto della societ civile. Divenendo trust, al tradizionale Profitto ottocentesco basato sul ricarico aggiunto ai costi, hanno prima associato il tradizionale profitto mercantile medioevale da incetta, ovvero basato sullo strozzo scientifico del compratore, lucrando lextraprofitto da oligopolio. Con la transizione alla fase dei trust finanziarizzati, quindi, a questo stesso extraprofitto hanno aggiunto il prelievo parassitario neofeudale derivante dal virtuale creditizio-cartolare, tipico della tradizionale Rendita bancaria e lhanno inscindibilmente intrecciato ad esso. In questo modo, inoltre, diventando trust finanziarizzati, hanno spostato al loro stesso interno la contraddizione Rendita/Profitto, prima sociologicamente ben distinta tra borghesi, da una parte, e mercanti-banchieri, dallaltra, lasciando prevalere gli interessi della componente Rendita su quelli della componente Profitto, ovvero linteresse alla gestione elitaria del prelievo parassitario sui produttori rispetto allinteresse allespansione profittevole della base produttiva. Laumento di Investimenti, Occupazione e Reddito su larga scala, infatti, porta alla ascesa di nuove famiglie borghesi ed alla lunga incompatibile con la difesa oligarchica del monopolio del virtuale creditizio-cartolare. Questa consapevolezza politica antica, cos come lo anche quella del ruolo svolto dal virtuale creditizio sullespansione della base produttiva, e per convincersene basta rileggere il dibattito sullintroduzione e il ritiro dei greenback a cavallo della guerra di secessione o perfino documenti apocrifi quali i Protocolli dei savi di Sion, che, indipendentemente dal fatto che si tratta di un falso del servizio segreto zarista, esprimono con candore i meccanismi dello sviluppo Keynesiano ben 27 anni prima di Keynes e, per giunta, affermano chiaramente che leconomia reale dipende direttamente dal volume dei crediti concessi o negati. 4)le tesi sinarchiste, con il loro sgradevole sapore paranoide, non destituiscono di attendibilit lidea di un ristretto numero di persone che tutto pu, laddove il processo storico dovrebbe piuttosto essere la risultante del convergere di tutte le istanze sociali interne ad una formazione sociale? Le accuse di complottismo nei confronti di chi descrive una elite creditiziofinanziario-mercantile che ha concentrato nelle proprie mani un gigantesco potere economico e politico a livello planetario che userebbe lucidamente per fini recessivi agendo volontariamente linflazione in controtendenza allandamento calante della Domanda aggregata, vengono dal bisogno di estremizzare ci che non corrisponde a quello che gi si pensa e che viene
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veicolato dalle fonti che si ritengono affidabili, al fine di potere cos giustificare il loro rifiuto (in realt aprioristico), laddove il loro accoglimento comporterebbe la conclusione che queste fonti avrebbero preso delle topiche enormi. Trovando una matrice paranoide piuttosto che mistica o fanatica, abbiamo un alibi che ci consente di trattare con sufficienza queste tesi e, perfino, di scartarle senza neanche leggerle. Etichettare infatti il pi elementare modo per depotenziare un discorso scomodo. La questione, del resto, che intorno a questa elite vivono davvero decine e decine di migliaia di altre famiglie che hanno ricchezze assolutamente ragguardevoli e potere politico assai elevato, gestendo le multinazionali fuori dal club e ricchezze mobiliari e immobiliari di vario genere e entit, ed assai credibile che nel capitalismo, come in altri modi di produzione, il divenire storico possa essere la risultante della sommatoria vettoriale delle volont dei ricchi nel loro complesso. Individuare in una ristrettissima parte di questi ricchi coloro che farebbero la storia, quando i ricchi dovrebbero avere gli stessi interessi, dunque, a prima vista ha unapparenza di semplificazione paranoide. Non disaggregare il termine ricchi, per, quando gli interessi al loro interno divergono notevolmente, allontana dalla verit ed essa stessa una semplificazione eccessiva. Se, infatti, vero che le multinazionali fuori dal club possano avere interessi assolutamente convergenti con quelle che fanno parte di questo club, quando linflazione gestita insieme alla svalutazione della Moneta in costanza di espansione della base reale com stato negli anni 70-80, e perfino quando la stagflation mira solo a mettere in ginocchio le maestranze sindacalizzate e quindi viene ripresa lespansione a successo politico conseguito, la questione si pone in termini radicalmente diversi quando, com ormai da pi di dieci anni, la stagflation continua senza posa e aumenta il numero delle famiglie borghesi fuori dal club che passa la mano, costrette dalla decozione delle loro imprese messe in difficolt sempre maggiori dalla riduzione degli sbocchi di mercato e, guarda caso, chi acquista la polpa delle aziende decotte sono proprio le imprese che fanno parte del club! Specialmente questo vero quando vengono fagocitate da grossi gruppi stranieri le banche nazionali con cui quelle erano prima legate saldamente, e ancora di pi, come sta accadendo in Italia, quando si tratta di banche che erano pubbliche e che vengono privatizzate prima di essere rivendute a gruppi stranieri. Come risolvere, poi, il mistero di un aumento dei listini allingrosso in controtendenza alla Domanda che sortisce gi di suo effetti recessivi e che non si sa proprio a chi altrimenti potrebbe convenire? Quale convergere di interessi, pi in generale, pu altrimenti spiegare lattuale fase recessiva internazionale, specialmente ora che sappiamo che con il virtuale si pu in
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ogni momento espandere la base produttiva, cos in guerra come in pace? O non crediamo nella lettura copernicana del virtuale creditizio-cartolare, seppellendo in ancora maggiore profondit la salma di Keynes, ed allora, per, non possiamo pi spiegare mille cose, dalla chiusura del circolo D-M-D alla economia di guerra, passando per la enorme differenza tra gli effetti recessivi ed espansivi della distruzione o della creazione del medesimo ammontare monetario nel caso in cui sia reale rispetto a quando virtuale, e, ancora, crediamo davvero nella favoletta che non usciamo dalla crisi perch non risparmiamo abbastanza, oppure dobbiamo concludere che ci stiamo suicidando collettivamente perch conosciamo soltanto le ricette del Pensiero Unico e non sappiamo come altrimenti fare nonostante vediamo bene che non funzionano. Possiamo mai prendere in seria considerazione, in tal caso, lipotesi che linsipienza sia una categoria storica e che n i trust sanno quello che fanno quando aumentano i prezzi mentre la Domanda cala, n i governi quando combattono linflazione con la deflazione, ovvero con contrazioni della Domanda, perpetuando la stagflation? Mentre il controllo politico dei governi e dei media da parte delloligarchia interessata ad aumentare la concentrazione a danno delle imprese fuori dal club grazie a una stagflation volontaria combattuta con una deflazione recessiva spiega tutto benissimo, dovremmo ipotizzare che marketing, trust, scienza, media, politici e governi non capiscano nulla di economia e, i primi, sbaglino per 10 anni di seguito le loro indagini di mercato anche se di mestiere fanno solo quello, i secondi si fidino del marketing anche se per farlo dilapidano profitti su profitti, scienza e media siano pieni solo di cialtroni leali e indipendenti, vittime innocenti di un equivoco tolemaico duro a estirparsi, mentre i politici e i governi copiano da chi sbaglia come altrettanti scolaretti somari, insensibili alla contrazione progressiva di retribuzioni, pensioni e PIL, ma gli mancherebbe il cuore, insieme allISTAT, di ammetterlo, magari solo per paura dellira delle folle. Come minimo, per, dovremmo anche ammettere che la supposta convergenza di interessi che porterebbe alla stagflation, anche se non riusciamo a immaginare quale possa essere, ha come effetto collaterale un non cercato aumento della concentrazione mercantile-finanziaria proprio a favore di quella elite che paga ci che compra con il virtuale, e dunque senza pagare. In ogni caso, poi, si tratterebbe di una convergenza recessiva, in quanto linsieme delle scelte il cui convergere farebbe la nostra storia porta oggi alla inequivocabile riduzione della base produttiva, ma lunica convergenza recessiva possibile, storicamente nota, quella dei detentori di capitali mobili, ovvero delle elite parassitarie di tutto il mondo, interessate al solo ciclo D-D, anzich a quello D-M-D e da sempre avvantaggiate
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dallimpoverimento relativo delle fasce produttive. In questo caso, per, resterebbe senza spiegazioni come mai le multinazionali, in cui grande la componente produttiva, paghino cifre iperboliche di marketing per poi fissare per dieci anni di seguito i listini in controtendenza alla Domanda, nonostante questo non convenga loro n in termini di Profitto n in termini di espansione della base produttiva, mentre linflazione, seppur bassa, che costituisce lantecedente logico necessario della stagflation, non pu certo dirsi gradito ai rentiers, i cui interessi si vorrebbe invece convergenti. Quale mai potrebbe essere allora questo interesse apparentemente suicida per tutte le multinazionali, ma di fatto esiziale solo per la parte di esse che non sono legate alle grosse banche statunitensi, le quali si vendono poi alle multinazionali legate a quelle o, perfino, ne vengono acquisite direttamente? Ancora una volta lunica spiegazione possibile diventa linsipienza. Daltra parte, la legge del cui prodest ci dice che quando non si sa chi abbia fatto una certa cosa che conviene a uno soltanto, il quale aveva sia i mezzi per compierla sia quelli per garantirsi lincognito e, per giunta, non ha alibiquasi certamente stato lui! Nessun garantismo pu calpestare la logica pi elementare. Nel nostro caso, mentre lISTAT lo nega, da almeno dieci anni retribuzioni e pensioni aumentano meno dei prezzi e i listini al dettaglio meno di quelli allingrosso e delle tariffe pubbliche, per cui possiamo escludere dalla lista degli indiziati sia i lavoratori che i pensionati, come i dettaglianti. Le imprese che operano sul mercato interno vedono contrarsi da circa dieci anni gli sbocchi di mercato e aumentare lesposizione bancaria, per cui possiamo escluderle anchesse dal novero degli indiziati, e, visto che nel frattempo sono entrate in difficolt anche le imprese nazionali che producono per lestero, dobbiamo escludere anche quelle. Esse, infatti, vengono messe in difficolt crescenti sia dalla contrazione della Domanda internazionale che dalla concorrenza sleale delle imprese multinazionali delocalizzate nel terzo mondo, spesso sotto lapparenza di imprese indigene cinesi o indiane, ma in realt filiazioni di multinazionali in prevalenza statunitensi, ed in mezzo a fallimenti, delocalizzazioni e acquisizioni operate da grossi gruppi stranieri, aumentata la disoccupazione anche tra gli impiegati, i quadri e i managers. Di fronte a un quadro cos chiaro di recessione internazionale, di crescita insopportabile della concorrenza delle multinazionali delocalizzate e di invasione inarrestabile del mercato interno da parte di prodotti sottocosto cinesi o indiani, costruiti con il pi spregevole massacro delle risorse umane e naturali del pianeta, lISTAT ci racconta la fiaba di una inflazione al 2%, di retribuzioni e pensioni che tengono, di un PIL che sale dell1% e di una disoccupazione che perfino diminuisce! Perch
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queste disgraziatissime bugie? Nascondere tre punti percentuali di inflazione allanno vuol dire nascondere in dieci anni il calo del 40-50% del potere di acquisto di retribuzioni e pensioni e un conforme calo del PIL reale. A chi giova tutto ci? Quale sarebbe quel supremo interesse della nazione che determinerebbe media e politici di ogni fazione a farsi complici di questo gravissimo delitto contro il popolo italiano e contro tutti gli altri popoli delloccidente capitalistico che lo soffrono, in Europa come negli USA, e, sostanzialmente dovunque? Alla base, tutto ammesso e non concesso, potrebbe esserci solo la lodevole idea che dimezzando retribuzioni e pensioni, anche se inizialmente ci saranno fallimenti e disoccupazione in quantit, anche se commercianti, artigiani, piccole imprese e ceti medi ne verranno rovinati e anche se va in degrado tutto il tessuto economico e sociale nazionale, in un secondo momento leconomia si espander assai di pi di quanto non si sia contratta inizialmente. Ed in effetti scienza e media tuonano contro ogni velleit protezionistica o di reintroduzione dei controlli valutari antispeculazione e ci dicono che c una crescita (!?), ma che insufficiente perch i lavoratori non accettano riduzioni ulteriori di retribuzioni e welfare che rendano pi competitive le nostre imprese e incoraggino, insieme a una bassa inflazione ed ad una significativa riduzione del nostro debito pubblico, lafflusso dei capitali stranieri, evenienza che, in costanza di deregulation valutaria, migliorerebbe il saldo della bilancia dei pagamenti e renderebbe possibile la riduzione dei tassi di interesse, con conseguente aumento degli Investimenti, dellOccupazione e del Reddito. Nel contempo, lopinione pubblica viene tenuta alloscuro sia del fenomeno della volontariet della inflazione, che andrebbe combattuta con il calmiere allingrosso, specialmente in un contesto di stagflation, sia di quello del collocamento dei bot presso le banche pubbliche. Allopinione pubblica, infatti, si perfino detto che i conti pubblici andavano e vanno risanati sempre e comunque, e poi per farlo si sono vendute, direttamente o cartolarizzandole, a meno di 10.000.000.000,00 queste stesse banche che hanno tra i propri assets bot collocati per un ammontare cento volte il prezzo di cessione! Come risultato, il bilancio statale registra oggi un avanzo primario non sufficiente, anche se di poco, a coprire gli interessi sul debito pubblico, mentre questi sono ora effettivi e verso i privati che hanno acquistato le banche pubbliche collocatarie, da solo virtuali che erano quando erano collocati presso banche pubbliche, semplice partita di giro che li vedeva sparire nel buco nero del loro moltiplicatore dei depositi. Cosa deve indurne leconomista che svolge linchiesta se non che dietro tutto ci c la regia di quelle multinazionali che volevano e vogliono acquisire le nostre banche,
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pubbliche e private che siano, e rendere il nostro popolo loro debitore, da libero che era, con la complicit di una conventicola di politici e pubblici amministratori che spesso vediamo essere consulenti di grosse banche statunitensi? Al massimo potr registrare che un ristretto numero di rentrier avr pure guadagnato in questi stessi anni, aumentando la propria ricchezza virtuale, ma dov il supremo interesse che si perseguirebbe con la deflazione recessiva e con le dismissioni prezzo di fallimento, e come farebbe poi esso ad essere quello della nazione italiana, per giunta? E come spiegare altrimenti il silenzio traditore dei media e dei nostri politici su questo incredibile delitto, se non in termini di asservimento totale al grosso capitale creditizio e finanziario internazionale? Potranno essere assolti dallopinione pubblica adducendo di essere stati vittime della stessa ignoranza di cui essa affetta, ma di non averci guadagnato nulla? 5)perch non credere al Pensiero Unico se alla fin dei conti la prova della sua infondatezza pi logica che fattuale o empirica, pi o meno come quella della sua fondatezza? Innanzitutto bisogna congratularsi per il fatto che questo bisogno di concretezza proviene da chi fino ad oggi non ha mai chiesto al Pensiero Unico uno straccettino di prova empirica delle sue tesi e augurarsi che questo colpo di scena intellettuale sia duraturo. In secondo luogo, i pi affamati di fatti vanno invitati alla estrazione di un camerale della Banca dItalia, della BCE e della Federal Reserve, e quindi alla semplice lettura dei loro bilanci degli ultimi 5-10 anni, per verificare come sono contabilizzate le banconote vendute, e, soprattutto, i bilanci di qualsiasi banca, per la verifica contabile del reflusso bancario, nonch alla verifica contabile del rapporto percentuale del saldo Import-Export sul totale del PIL attraverso la lettura dei bilanci statali dei principali paesi europei degli ultimi dieci anni . Per quanto riguarda la verifica empirica dellinflazione non andrebbero dati riferimenti, per semplice rispetto dellintelligenza di tutti, limitandosi a segnalare che negli ambienti finanziari viene ordinariamente ritenuta pi o meno pari al tasso di sconto e invitando a interrogarsi seriamente sulle ragioni che possono spiegare il convergere sul punto dei silenzi omertosi di tutte le forze politiche, di governo come di opposizione, che stato fondamentale per ridurre del 40-50% retribuzioni e pensioni in appena dieci anni. Per una verifica empirica degli accordi cartello, va altres suggerita la lettura paradigmatica delle pi note riviste specializzate di auto italiane, tedesche e francesi degli ultimi 30 anni onde osservare il ridicolo scarto temporale intercorrente tra laumento dei listini operato da ognuna delle marche pi rinomate e il pari aumento percentuale operato da qualsiasi delle altre, del tutto indipendente
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dallandamento del cambio e dalle singole inflazioni interne agli altri paesi. Sul collocamento dei bot, purtroppo, esiste un omertoso silenzio che impedisce la loro precisa ricostruzione quantitativa, e solo centinaia di riferimenti diretti e indiretti nella pubblicistica. Lo stesso va detto intorno alleffettiva consistenza della bolla speculativa creditizia e cartolare o sullassetto proprietario dei pi grossi gruppi multinazionali e delle pi famose dinastie di magnati del mondo, invitando per a digitare su qualsiasi motore di ricerca le pi semplici parole chiave, scelte a piacimento. Il prezzo di cessione e cartolarizzazione delle banche pubbliche italiane, poi, stato abbastanza volte riportato nella pubblicistica. In terzo luogo, invece, per quanto riguarda le pi importanti relazioni macroeconomiche proposte dal P.U. e portate a giustificazione della bont della deregulation valutaria, della globalizzazione, dellassenza di dazi protettivi, del modello bassi salari+Esportazioni, degli interventi deflativi anche in costanza di stagflation, ecc., cos come della negativit delle conseguenze della svalutazione o del calmiere allingrosso, va ricordato che non mai stata nemmeno tentata una verifica sperimentale della supposta relazione forte che legherebbe inversamente gli Investimenti al saggio di interesse, e, ancor meno, di quella che li legherebbe allammontare assoluto dei Risparmi, cos come di tutte le altre basilari relazioni. Il costrutto tolemaico, cio, un costrutto logico per eccellenza, niente affatto sperimentale e la sua validazione, pertanto, non ha alcun fondamento empirico. Come tale si vorrebbe autoaccreditare esclusivamente in termini analitico-sintetici, e, dunque, non ha alcuna credenziale da vantare sul piano scientifico. Mentre linsuccesso delle sue ricette sotto gli occhi di tutti, cos come lassoluta infondatezza empirica di troppi elementi fattuali che pur suppone, la sua incoerenza logica incontestabile, poich parla di un libero mercato che non esiste per negare lintervento statale in economia, lassociazionismo sindacale, il calmiere allingrosso, i vincoli valutari anti-speculazione, i dazi protettivi e la svalutazione centralizzata del cambio in armonia con il differenziale di inflazione, demonizzare linflazione e il debito pubblico e invocare il rigore finanziario e il contenimento indefinito di welfare e retribuzioni come modello di sviluppo, mentre ignora bellamente: a)che gli accordi di cartello rendono loligopolio in tutto equipollente al vituperato monopolio e negano alla radice ogni possibile libero mercato; b) la volontariet dellinflazione da parte dei trust; c)la recessivit della deflazione in tempi di stagflation e lassoluta necessit del calmiere allingrosso per contrastare la volontariet del processo inflattivo; d)che la deregulation valutaria provoca un inutile esodo di Capitali dalle aree che si sviluppano con inflazione verso quelle afflitte da
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deflazione recessiva, pena la disintegrazione delle loro valute; f)che gli Investimenti non si fanno con il Risparmio ma con il virtuale creditizio e cartolare e che ammontano ad appena 1/10 della liquidit circolante; g)che gli Investimenti sono funzione diretta forte della Domanda effettiva e funzione inversa debolissima del saggio di interesse e dei costi in genere; h)che la quasi totalit della Moneta circolante cartacea e scritturale del nostro pianeta non statale ma privata, non affatto sotto controllo pubblico, allo scoperto e non si sa neanche quanta sia, mentre viene stimata in 1/100 della Moneta creditizia, la quale a sua volta Moneta a tutti gli effetti, privata, allo scoperto al 99% ed ormai tanta da potere comprare almeno 5 volte lintero pianeta; i)che anche i titoli borsistici e i derivati compravenduti dentro e fuori le borse costituiscono una Moneta, quasi tutta allo scoperto e costituente una bolla 10 volte maggiore di quella creditizia; l)che il debito pubblico viene in massima parte collocato presso le banche perdendosi nel buco nero del loro moltiplicatore dei depositi, che finanza allegra al 99% e, laddove quelle banche sono pubbliche, solo una partita di giro contabile insieme agli interessi relativi, cartolarizzati e collocati anchessi; m)che il circolo D-M-D potrebbe essere chiuso solo trasformando dautorit in Consumi tutto il Profitto non reinvestito n Consumato e tutta la Rendita tesaurizzata, mentre per espanderlo occorre una Domanda esterna che di prassi viene creata proprio con il virtuale circolante, creditizio e cartolare, secondo la logica della economia di guerra. Si tratta, dunque, in definitiva, di un Pensiero tutto incentrato su una concezione della Moneta circolante, creditizia e cartolare assolutamente fantasiosa, sulla negazione della volontariet dellinflazione da parte dei trust sia in tempi di espansione che in tempi di stagflation, sulla negazione della sostanza di finanza allegra del debito pubblico, in speciecollocato, su una inesistente relazione inversa tra Investimenti e saggio di interesse in luogo di quella diretta e forte che esiste con la Domanda effettiva, ed questa la ragione per cui non comprende n leconomia di guerra n il ruolo del virtuale nella chiusura del circolo DenaroMerce-Denaro n, conseguentemente, riesce a produrre nessun vero modello di sviluppo. La visione copernicana, invece, spiega tutto ci che il Pensiero Unico non spiega, coerente e priva di contraddizioni interne, rende giustizia delle enormi falsit fattuali diffuse dai media nel tentativo impossibile dei quadrare il cerchio del modello bassi salari+Esportazioni e dice il vero, sbloccando finalmente il dibattito politico. 6)che fare, se le cose stanno davvero cos, visto che la gente sembra troppo distratta, insensibile, gregaria e priva di capacit di auto-organizzazione,
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n mostra sufficiente senso critico verso i media e i politici per potere sperare in uno spostamento significativo dellasse del dibattito politico? La distrazione, linsensibilit, la gregariet, il poco senso critico, la preferenza per la delega sono certamente un tratto caratteristico di buona parte dellopinione pubblica, ma ci vale sia per il pensiero conservatore che per quello riformatore o perfino rivoluzionario. Le masse, infatti, si mobilitano in tutte e tre queste direzioni e non in una sola di esse se vengono dirette e spronate dai loro intellettuali organici. Il problema attuale che il tasso di bugia dei media e delle dirigenze politiche tale che gli intellettuali dotati di un minimo di senso critico e di lealt intellettuale hanno gradualmente disertato le organizzazioni di massa e limpegno politico, lasciando che la politica diventasse un vero e proprio mestiere. Il loro sopore, per, dovuto esclusivamente a tre fattori: 1)lidea che i giochi siano fatti, almeno finch non si affermi qualche nuovo imprevisto panorama culturale. 2)lidea di ognuno di essere uno dei pochissimi a non credere a scienza, media e politici, insieme a pochi suoi conoscenti. 3)la disorganicit del pensiero critico, ovvero la mancanza in esso di quello che si chiama il salto gestaltico. Le critiche, cio, rimangono ancora allinterno del Pensiero Unico, senza riuscire a sistematizzarsi in una visione complessiva alternativa ad esso, in quanto nessuno sospetta che tutto limpianto teorico del Pensiero Unico sia assolutamente infondato, credendolo semplicemente affetto da falle, anche vistose, che non lo mettono in discussione, per, come modello. Alcuni, cio, vedono delle falle e altri ne vedono altre, ma le falle non sono tutte note a tutti e nessuno le ha ancora sistematizzate, rendendo possibile il salto gestaltico. Nel momento in cui, pertanto, cominciasse a girare linformazione intorno alle gravi topiche del Pensiero Unico e venisse proposto un modello alternativo ad esso, innanzitutto ognuno ritroverebbe esposte e sistematizzate le proprie critiche, ovvero quelle che lui aveva colto. In secondo luogo, non si stupirebbe nello scoprire che la vastit e la gravit delle topiche siano molto maggiori di quelle che lui aveva colto da solo. In terzo luogo, troverebbe conferma del tradimento di scienza, media e politici . In quarto luogo, soprattutto, coglierebbe leffettivo grande numero dei critici oggi esistente, da lui ancora ritenuto erroneamente esiguo. Poich il quadro delle topiche davvero disarmante, cos come la profondit dei guasti che sono stati causati dalladozione delle ricette del Pensiero Unico e la vastit del fronte sociale che ci perde per loro effetto, e, soprattutto, vista la funzionalit del P.U. agli interessi recessivi dei trust finanziarizzati e di quella del Pensiero copernicano a quelli espansivi del mondo del lavoro, plausibile che queste critiche sfonderanno una porta aperta e si apriranno come una lama rovente
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nel burro un varco nella cortina di omert eretta da scienza, media e politici. Baster dire, cio, che il re nudo e nessuno oser pi dirlo vestito! Sappiamo, infatti, che scienza e media decidono le fortune delle idee nella societ a capitalismo maturo. Ne consegue che bisogna semplicemente usare lo strumento del passa-parola, o, se si preferisce, del samisdatz, come nella USSR bresneviana, approfittando del maggiore tasso di democrazia formale delle attuali socialdemocrazie occidentali e delle possibilit offerte da internet. Per concepire unidea, infatti, basta un genio o un pazzo, ma perch milioni di uomini la seguano anche se lhanno capita solo a spanne, occorre che essa risponda qui e ora agli interessi materiali di quegli uomini per come essi sono al momento inseriti nei rapporti di produzione. Poich oggi le tesi copernicane sono funzionali allespansione economica e alla difesa di lavoratori, pensionati, utenti dei servizi sociali, commercianti, artigiani, piccole imprese e perfino grosse purch fuori dal club, la loro fortuna sicura. Sul fronte opposto, infatti, stanno solo le banche, le assicurazioni, e le finanziarie, pi i rentiers e i servi strapagati di queste ristrette fasce sociali. In pi, mentre ogni progetto che asseconda lo sviluppo delle forze produttive oggettivamente funzionale al modo di produzione che intende sviluppare, i comportamenti che bloccano questo sviluppo vanno oggettivamente contro la storia e riducono il consenso della elite che li adotta, parallelamente alla erosione che viene indotta dallimpoverimento provocato nei tradizionali alleati di classe della rendita quando vengono abbandonati alla deriva recessiva in tempi di vacche magre. Le idee copernicane, insomma, verranno seguite perch la voglia di credere ad esse superiore alla loro stessa assoluta fondatezza, mentre la voglia di abbandonare le idee tolemaiche di molto superiore alla loro assoluta infondatezza.

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