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96436606 Storia Dell Architettura Barocca

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Storia dell'architettura

L'architettura barocca

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Architettura barocca Chiesa del Ges€ Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano Basilica di Sant'Andrea della Valle Palazzo del Lussemburgo Castello di Maisons-Laffitte Castello di Vaux-le-Vicomte Carlo Maderno Gian Lorenzo Bernini Francesco Borromini Pietro da Cortona Baldacchino di San Pietro Piazza San Pietro Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Chiesa di Sant'Agnese in Agone Basilica di Santa Maria in Montesanto Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Palazzo Barberini Palazzo Montecitorio Palazzo Chigi-Odescalchi Trompe-l'•il Palazzo Pamphilj Guarino Guarini Cappella della Sacra Sindone Barocco napoletano Barocco siciliano Barocco leccese Barocco inglese Barocco russo 1 29 37 42 48 49 50 52 57 72 85 91 93 105 109 113 115 119 122 126 127 137 139 145 148 175 197 199 202

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Architettura barocca

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Architettura barocca
L'architettura barocca € quella fase della storia dell'architettura europea che, preceduta dal Rinascimento e dal Manierismo, si svilupp• a partire dal XVII secolo, durante il periodo dell'assolutismo.[1] Il termine barocco, originariamente dispregiativo, indicava la mancanza di regolarit‚ e di ordine, che i fautori del neoclassicismo, influenzati dal razionalismo illuminista, consideravano indice di cattivo gusto.[2] Infatti, caratteristiche fondamentali dell'architettura barocca sono le linee curve, dagli andamenti sinuosi, come ellissi, spirali o curve a costruzione policentrica, talvolta con motivi che si intrecciano tra di loro, tanto da risultare quasi indecifrabili. Tutto doveva destare meraviglia ed il forte senso della teatralit‚ spinse l'artista all'esuberanza decorativa, unendo pittura, scultura e stucco nella composizione spaziale e sottolineando il tutto mediante suggestivi giochi di luce ed ombre. Tuttavia questa definizione non € applicabile a tutti i paesi europei; in Francia, in Inghilterra, in diverse regioni dell'Europa settentrionale e, successivamente, persino in Italia, il Barocco fu ripreso attraverso forme derivanti dal Rinascimento e dall'architettura antica, in quello che viene definito come classicismo barocco.[2]

Il contesto storico
Nel periodo che va dalla seconda met‚ del XVI secolo ai primi anni del Seicento, la riforma protestante si diffuse in numerose regioni d'Europa, dando inizio allo sviluppo di diverse chiese riformate. La conseguente Controriforma, avviata dalla Chiesa cattolica col Concilio di Trento, ebbe notevoli ripercussioni anche in campo artistico: fu promossa l'importanza didascalica delle immagini e furono fissate una serie di norme nelle arti per sottolineare la distinzione tra il clero ed i fedeli.[3] Questo atteggiamento raggiunse tutte le regioni del mondo cattolico grazie all'opera dei Gesuiti e, malgrado il suo carattere rigido e difensivo, favorƒ lo sviluppo dell'arte barocca. Infatti, nel XVII secolo la Chiesa cattolica si avvi• alla ricerca di un compromesso col potere politico, cessando di combattere contro le intromissioni della realt‚ storica[4] e cercando di conciliare le questioni di fede con quelle inerenti alla vita mondana; proprio per questo il Barocco divenne uno stile atto ad esprimere sia i dogmi della fede che le frivolezze della mondanit‚.[3]

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza

Ad esempio, questa duplice espressione dell'arte barocca pu• essere riscontrata nelle sistemazioni urbanistiche ideate da Domenico Fontana per Roma, durante il pontificato di Sisto V: il miglioramento dei collegamenti tra le chiese pi„ importanti della citt‚ coincise con la formazione di ampie piazze ornate con obelischi e fontane, che divennero pertanto simboli di una vitalit‚ e un dinamismo non solo religioso.[5]

studi pi„ recenti sostengono che fu invece il tardo Classicismo a dare inizio al nuovo stile. gli stilemi dell'antichit‚ ai fini popolari e retorici del clima controriformistico. i centri focali del panorama urbano vennero sottolineati mediante l'uso di antichi obelischi egizi e alte cupole. A Roma.[12] Pertanto. l'influenza del Barocco non si limit• al solo XVII secolo. per divenire mezzo di esaltazione dell'ideologia politica o religiosa. anche le alterazioni delle proporzioni e le tensioni espresse dallo stesso architetto nel vestibolo della Biblioteca Laurenziana e l'aggiunta del massiccio cornicione al Palazzo Farnese avevano suscitato all'epoca reazioni.[11] I temi dell'architettura barocca Urbanistica Nel 1585 papa Sisto V avvi• i lavori per la trasformazione urbana di Roma. l'architettura manierista non fu abbastanza rivoluzionaria per mutare radicalmente. la piazza barocca cess• la sua tradizionale funzione civica e pubblica. Roma massicce della cupola della Basilica di San Pietro a Roma[9]. incentrate attorno alla statua del sovrano. Il piano.[8] Gi‚ nel XVI secolo. ma al contempo punto di riferimento per l'intero territorio. come nel caso delle cosiddette place-royale francesi (ad esempio la Place Dauphine e la Place des Vosges) e di Piazza San Pietro a Roma. proprio per l'alterazione in senso drammatico delle proporzioni classiche. pu• essere inteso come l'ultima fase del Barocco. a Parigi invece i nodi del sistema viario furono definiti per mezzo di piazze simmetriche.[2] Tuttavia. da qui si diffuse nel resto della penisola ed in Europa. Ciononostante. pi„ dinamica e aperta verso i propri confini. alle planimetrie centralizzate e chiuse delle citt‚ ideali rinascimentali[13]. fu solo quando il Manierismo volse al termine che fu riscoperto Michelangelo quale padre del Barocco. infatti.[7] Infatti. In generale. in altre opere Michelangelo aveva ceduto alle influenze della corrente manierista. che aveva il compito di enfatizzare il ruolo di Roma come citt€ santa. all'inizio del Settecento si afferm• il Rococ•. dando incarico a Domenico Fontana di collegare i principali edifici religiosi della citt‚ per mezzo di grandi assi stradali rettilinei. Michelangelo Buonarroti aveva preannunciato il Barocco nelle forme colossali e Piazza San Pietro. Quindi.[2] Questo stile si svilupp• a Roma e raggiunse i suoi massimi risultati tra il 1630 ed il 1670. si contrappose la concezione barocca della citt€ capitale. in senso spaziale e non solo a livello della superficie decorativa. mentre nel XVIII secolo Roma volse di nuovo al classicismo sull'esempio di Parigi.Architettura barocca 2 Periodizzazione Contrariamente alle tesi secondo cui il Barocco fu generato dal Manierismo[6].[14] . gett• le premesse per una serie di analoghe trasformazioni in diversi centri europei. che pur non essendo una semplice continuazione del primo[10].

Le facciate delle chiese non costituiscono pi„ la terminazione logica della sezione interna. barocca. costruita su progetto di Giacomo della Porta. riscontrabili ad esempio nei prospetti di Santa Susanna e Sant'Andrea della Valle. lo spazio interno. dove si aprono il vestibolo e la corte centrale. costruita a partire dal 1568 su progetto del Vignola. ad esempio. differenziandosi totalmente dalla concezione rinascimentale. Peraltro. manierista e. mentre la pianta a croce latina con numerose cappelle laterali rappresentava un ritorno a quella tradizione auspicata durante il Concilio di Trento. Roma nelle piante. che invece prevedeva un susseguirsi uniforme di elementi disposti in simmetria tra loro. rimase fedele alla tipologia residenziale del Rinascimento.[18] Si registra inoltre l'estensione dell'asse di simmetria anche all'interno dell'edificio. Pertanto. entrambe le tipologie solitamente caratterizzate da un asse longitudinale e dalla presenza di un elemento catalizzatore (come una cupola). Il palazzo italiano.Architettura barocca 3 Chiese Tra le chiese. seppur con alcune varianti regionali.[16] Anche la facciata.[17] Da questo modello deriveranno una serie di chiese a pianta longitudinale centralizzata o a pianta centrale allungata.[15] L'edificio. l'asse longitudinale introdotto in Palazzo Carignano. ma divengono un organismo plastico che segna il passaggio dallo spazio interno alla scena urbana. Se gli architetti manieristi alterano l'impaginazione rigorosa delle facciate rinascimentali aggiungendovi temi e decorazioni caratterizzati da un raffinato e oscuro intellettualismo. spesso definito da ellissi. soddisfaceva pienamente le esigenze dettate dalla Controriforma: infatti. che rappresenta una sintesi tra architettura rinascimentale. il punto di partenza dell'architettura barocca pu• essere ricercato nella chiesa del Ges„ in Roma. gli architetti barocchi modificano quell'architettura sia Santa Susanna. naturalmente. Palazzi Nell'architettura civile occorre distinguere due tipi di abitazione nobiliare: il palazzo di citt‚ e la villa di campagna. viene continuamente modellato attraverso il movimento degli elementi spaziali. a Torino . senza modificare la logica planimetrica e strutturale delle facciate negli edifici. sembra anticipare i temi pi„ marcatamente barocchi. la presenza di una cupola sottolinea la centralit‚ dello spazio verso il fondo della navata e lascia presagire la ricerca di un'integrazione tra gli schemi longitudinali e quelli centralizzati derivati da San Pietro in Vaticano. la disposizione longitudinale della pianta permetteva di accogliere il maggior numero di fedeli. Generalmente i prospetti principali furono dotati di avancorpi e decorati mediante l'impiego di colonne giganti. sia nelle partiture di facciata. in funzione di una concezione spaziale nuova. con un corpo edilizio chiuso attorno ad una corte interna.

realizzato da Salomon de Brosse a partire dal 1617. quello di Vaux-le-Vicomte (1656-1661). centro nodale dell'intera costruzione.[20] Tra questi si ricordano il Castello di Maisons-Laffitte (1642-1646). Riconducibile a questo schema € il Palazzo del Lussemburgo. i padiglioni angolari non furono destinati ad ospitare locali di servizio. a Roma. ma contenevano appartamenti veri e propri ad ogni piano.Architettura barocca Palazzo Barberini. Invece. 4 Palazzo del Lussemburgo. contribuisce alla definizione della pianta e ne sottolinea il rapporto con l'ambiente esterno. che port• alla realizzazione di complessi assai estesi. Peraltro. i cui lavori di ricostruzione furono avviati dallo stesso Le Vau per volont‚ di Luigi XIV. uno spazio aperto verso l'esterno.[19] Il corpo principale € arretrato rispetto alla strada ed € preceduto dalla cour d'honneur. a differenza di altri edifici. a Parigi In Francia notevole fu pure lo sviluppo delle dimore di campagna (i castelli). qui. verso i quali convergevano le principali direttrici viarie. questo palazzo costituisce un punto di svolta nella tipologia delle residenze all'italiana: la pianta € ad H. opera di Fran…ois Mansart. definite mediante la costruzione di pronunciate ali laterali. il Castello di Versailles. il clima rigido richiedeva una maggiore esposizione al Sole degli ambienti ed impose l'adozione di planimetrie pi„ articolate. l'abitazione urbana della nobilt‚ francese. . naturalmente. infatti. simbolo dell'assolutismo francese. progettato da Louis Le Vau e. ma che al contempo separa la residenza dalla citt‚. con un profondo atrio che si riduce costantemente in larghezza fino ad immettere in una sala ellittica. denominata h•tel. si richiamava allo schema delle corti medioevali[2].

Francesco Borromini (1599-1667) e Pietro da Cortona (1596-1669). si ebbe con l'affermazione di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680). anche in questo caso. alcune con risultati assai particolari. poggia sulla trabeazione che si snoda al di sopra degli invasi laterali. la navata ellittica fu mutata in Pianta di Sant'Andrea al Quirinale .Architettura barocca 5 La diffusione del Barocco nel XVII secolo Italia Roma Alla fine del XVI secolo Roma divenne il centro di sviluppo dell'architettura legata alla Controriforma ed esercit• la sua influenza in tutto il mondo cattolico. fu ultimata la facciata della chiesa di Santa Susanna. avrebbe dovuto essere ripreso pure da Carlo Rainaldi (1611-1691) nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli. dove numerose colonne si concentrano nella parte centrale del prospetto. qui l'asse centrale venne rafforzato mediante l'uso graduale di pilastri. semicolonne e colonne verso la parte centrale dell'edificio. progettata da Carlo Maderno (1556-1629) e ritenuta da alcuni il "primo esempio pienamente realizzato di architettura barocca"[21].[17] Pochi anni dopo. nel Baldacchino di San Pietro (1624-1633). mostra una maggiore intensit‚ plastica verso il centro. accentuando cosƒ la plasticit‚ gi‚ emersa nell'opera del Della Porta. In questo contesto. Il tema dell'ovale. il medesimo architetto realizz• la piccola chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Bernini inserƒ delle colonne tortili che. Baldacchino di San Pietro Una nuova impostazione. Le premesse all'affermazione dello stile barocco si riscontrano gi‚ nelle opere di Giacomo Della Porta (1533-1602). come nel caso della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Lo stesso Maderno fu incaricato di prolungare un braccio della Basilica di San Pietro. una delle opere pi„ discusse della storia dell'architettura[23]. una cupola. al fine di rendere la chiesa idonea ad accogliere un maggior numero di fedeli. la facciata (1608-1612). con una pianta ovale fortemente dilatata e caratterizzata dalla presenza di numerose cappelle ricavate nel muro perimetrale. adottato da Bernini anche nella scomparsa cappella dei Re Magi (1634) e nella Piazza San Pietro (conclusa nel 1667). che innalz• la facciata della chiesa del Ges„ negli ultimi decenni del Cinquecento. differenziandosi nettamente dal disegno pilastri della basilica vaticana. nel 1603. Alcuni decenni pi„ tardi. di Martino Longhi il Giovane (1602-1660). a partire dal 1658. divennero il punto focale dell'intera costruzione. al momento della costruzione. basata sulla trasformazione delle forme piuttosto che sull'applicazione di elementi decorativi. numerose facciate furono innalzate con il medesimo fine propagandistico[22]. poco evidente all'esterno. ma.[24] Ad esempio.

iniziata solo negli ultimi anni di vita del Borromini. generata essenzialmente dall'intersezione di due triangoli equilateri contrapposti. ricca di concavit‚ e convessit‚. la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza. si ripete anche nella facciata principale. rispetto a Sant'Andrea al Quirinale. Nella facciata. La pianta. 6 Interno di San Giovanni in Laterano (dipinto di Giovanni Paolo Pannini) . che non € di contenimento. la pianta qui € circolare ed € affiancata all'esterno da due propilei posti al termine di un corridoio che circonda la parte posteriore della costruzione. Direttamente collegata a San Carlo alle Quattro Fontane. la chiesa della Sapienza fu posta a chiusura di un cortile preesistente progettato dal Della Porta. fu messo in opera nei primi anni sessanta del secolo.[26] Tuttavia. come nel Borromini.[25] Il progetto. La cupola presenta una base ovale ed € incisa da un profondo cassettonato nel quale si alternano forme diverse. si inserivano anche il chiostro e l'attiguo convento. si evidenzia ancora la ricerca di un intenso dinamismo.convessa . fu cominciata nel 1638 in un lotto di ristrette dimensioni dove. di cui la centrale ospita un'edicola convessa. con una serie di cappelle che si restringono fino alla zona absidale. ma di misurata. ad Ariccia. La pianta di San Carlino € riconducibile all'ovale. privo di curve. la cui forma viene sottolineata Fontane con il convento e il chiostro dall'assenza di sontuose decorazioni. controllata espansione". La ricerca di spazi ricavati all'interno della muratura perimetrale € evidente nella chiesa dell'Assunta. la chiesa di Santa Maria dei Setti Dolori (incompleta) e. sempre del Bernini. Questa chiesa. € una felice fusione tra un palazzo e una chiesa[28]). con il corridoio anulare che rappresenta un esterno ed un interno al tempo stesso. riferibile ai modelli bramanteschi o al Pantheon di Roma. € coronata in alzato da una cupola con una lanterna conclusa a spirale. dove emergono ancora colonne addossate a pilastri. Se la figura in pianta mostra un'intavolatura classicheggiante. il raccordo tra la cupola e il corpo dell'edificio € realizzato per mezzo di quattro pennacchi che poggiano sulla trabeazione. a partire dal 1642 inizi• quello che pu• essere considerato il suo capolavoro[29]. una cittadina ubicata nei dintorni di Roma. con pareti concave e convesse che si alternano fino a formare delle cappelle laterali.[25]. L'andamento frastagliato della navata. all'esterno l'invenzione barocca si manifesta nella disposizione urbana del complesso. € nella chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane del Borromini che il tema degli spazi ricavati nel perimetro dell'edificio raggiunge il suo apice. evidenziato dalla presenza di colonne e pilastri sui quali € impostata la trabeazione. quella superiore si articola su tre parti concave. Borromini fu impegnato in diversi cantieri di Roma: realizz• l'Oratorio dei Filippini (la cui facciata. e con il volume della chiesa che "genera a vista la sua fascia spaziale.Architettura barocca uno spazio biassiale. oltre al luogo di culto vero e proprio.concava. con superfici sinuose disposte su due ordini: la parte inferiore € caratterizzata da una successione di superfici concava . Il movimento ondulatorio dei muri e il ritmico alternarsi a forme sporgenti e rientranti danno luogo a un Planimetria della chiesa di San Carlo alle Quattro palpitante organismo plastico. cosƒ piccola che potrebbe stare all'interno di un pilastro della basilica vaticana[27].

per adattarsi al meglio alla configurazione del lotto. "San Giovanni in Laterano possiede una delle pi„ belle Chiesa di Sant'Agnese in Agone [31] navate che esistano" : l'intergrazione degli spazi € accentuata dalle larghe aperture che corrono lungo la navata. poste simmetricamente attorno al tridente costituito da via del Corso. l'edificio. via di Ripetta e via del Babuino. risulta una delle opere pi„ significative dell'epoca poich† ebbe una notevole influenza in ambito internazionale. mentre per l'adiacente Santa Maria in Montesanto. fu scelta una forma ellittica. mentre le navate laterali sono costituite da piccole unit‚ centralizzate. fu eseguita dal 1675. Borromini mantenne la struttura originaria. dove arretr• il fronte principale al fine di ottenere un andamento concavo. rimandano ai temi del primo Barocco. per essere poi conclusa da Carlo Fontana (1638-1714) su disegni del Bernini. consacrata a Santa Maria in Montesanto. sempre con la collaborazione del Fontana. La prima. seppur con significative differenze: infatti. furono differenziate nelle piante: per Santa Maria dei Miracoli fu adottata una pianta circolare. mentre la prevista copertura a volta non fu realizzata. ma in realt‚. anche se. Se le opere di Carlo Rainaldi. in modo da edificare due torri campanarie caratterizzate da un progressivo andamento frastagliato verso la sommit‚. non trov• analoghe applicazioni nelle opere dei contemporanei. L'invenzione del Borromini risiede nella facciata. appaiono uguali. che si conclude con una sorta di lanterna a pianta circolare. Chiesa dei Santi Luca e Martina articolata su una pianta a croce greca. su incarico di papa Innocenzo X. proprio per la sua audacia. Pochi anni dopo lavor• alla chiesa di Sant'Agnese in Agone. estese quindi il prospetto ai palazzi laterali. Carlo Rainaldi si dedic• anche alle due chiese gemelle di Piazza del Popolo. di dimensioni trasversali analoghe alla precedente. € uno dei pi„ unitari della storia dell'architettura. intervenne anche nel restauro della grande Basilica di San Giovanni in Laterano. una maggiore integrazione plastica tra spazi. Le due chiese. ancora una volta plasmato attraverso l'uso di concavit‚ e convessit‚.[33] La sua chiesa dei Santi Luca e Martina (1635). riportando la . alla cui costruzione subentr• nuovamente Carlo Rainaldi. richiama alla mente gli schemi rinascimentali di Santa Maria della Consolazione a Todi. la seconda. pur mostrando soluzioni originali. realizzando uno dei prospetti pi„ classicheggianti della sua produzione artistica. malgrado il progetto non sia stato eseguito per intero. cominciata da Girolamo Rainaldi (1570-1655) e dal figlio Carlo nel 1652. intitolata a Santa Maria dei Miracoli. un braccio della navata € allungato. posta su un lotto pi„ profondo. fu iniziata nel 1662. masse e superfici si avverte in Pietro da Cortona. Secondo la critica.Architettura barocca 7 l'impianto di Sant'Ivo.[30] Il medesimo architetto. cosƒ da mantenerne l'apparente simmetria del fronte.[32] La pianta € una croce greca che si fonde con l'invaso circolare sormontato da una grande cupola. inglobando le colonne delle navate all'interno di larghi pilastri. Analoghe invenzioni si ritrovano peraltro nel campanile di Sant'Andrea delle Fratte. con angoli concavi che proseguono anche nelle volte.

cui € attribuita la scala elicoidale. successivamente terminato da Carlo Fontana. nella quale fu mantenuta sostanzialmente l'impronta del progetto iniziale. il forte ritmo verticale dell'edificio. La facciata. alcuni massi in pietra rustica. privo della classica corte interna. In precedenza € stato evidenziato come lo schema dell'edificio. che rappresenta uno dei punti pi„ alti dell'illusionismo ottico seicentesco. con la realizzazione di una scenografica piazzetta dominata al centro da un colonnato semicircolare. la scala. pur riprendendo il modello della chiesa del Ges„. la navata € articolata mediante i pilastri laterali che scandiscono. convessa. la soluzione dell'esedra in facciata influenz• profondamente il Bernini nella concezione della citata Sant'Andrea al Quirinale. I principali architetti del Barocco romano lasciarono tracce importanti anche nell'architettura civile. Lo stile di Pietro da Cortona emerge con maggior vigore nella sistemazione della chiesa di Santa Maria della Pace. assieme alla cupola. la parte pi„ classicheggiante dell'opera. ai lati del piano terreno. Nel 1625 Carlo Maderno avvi• i lavori del citato Palazzo Barberini con la collaborazione del Borromini. anche la facciata. peraltro.[34] Tra le chiese a pianta longitudinale derivate dallo schema de Il Ges„. Malgrado le alterazioni subite nel corso del XVIII secolo. presenta elementi innovativi negli archi strombati dell'ultimo ordine. definito mediante lesene giganti e coronato da una balaustra alla sommit‚. Realizzata dopo il 1660. Dal 1650 Bernini eseguƒ pure il Palazzo Montecitorio. cominciata sempre dal Della Porta nel 1591 e completata da Carlo Maderno. non riflette la curvatura delle absidi interne.Architettura barocca chiesa alla tipologia delle piante longitudinali. presenta cappelle laterali meno profonde e sensibilmente pi„ alte. la facciata fu aggiunta da Carlo Rainaldi dopo la met‚ del XVII secolo. tra il 1656 ed il 1657. Sempre del Bernini € il Palazzo Chigi-Odescalchi (1665-1667). alla morte del Maderno l'opera venne portata avanti da Bernini. con una cupola all'incrocio con la navata principale. dove. fu impegnato nella costruzione di un nuovo prospetto. costruito attorno ad un cortile ideato dal Maderno. ha un andamento convesso e mostra. che doveva servire per il collegamento tra i Galleria prospettica di Palazzo Spada 8 . di Giacomo della Porta. la facciata aggiunta dal Bernini pu• essere considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi[35]: essa presentava un risalto nella parte centrale (scomparso durante gli ampliamenti settecenteschi). si differenzi dalla tradizione del palazzo all'italiana. L'intervento non si limit• alla sola facciata della chiesa. occorre innanzitutto ricordare quella di Santa Maria ai Monti (1580). La pianta. mentre la facciata. la chiesa ha dimensioni modeste e un transetto poco sviluppato. Assai pi„ imponente € la basilica di Basilica di Sant'Andrea della Valle Sant'Andrea della Valle. Un altro importante cantiere seguito dal Bernini fu quello della costruzione della Scala Regia in Vaticano. ma si estese anche agli edifici laterali.

che per• non fu mai eseguito.Architettura barocca Palazzi Vaticani e la facciata di San Pietro. tanto da poter essere identificata con il vero e proprio centro della Roma seicentesca. di grande effetto drammatico. riconducibili al citato piano voluto da papa Sisto V. posti ai margini di un'area di forma trapezoidale. mitigando le infelici proporzioni della stessa facciata. Suo € l'effetto di Trompe-l'‡il nella galleria prospettica di Palazzo Spada (1652-1653). divenne un punto nodale del sistema viario a partire dal 1589. pi„ stretto rispetto alla larghezza della facciata del Maderno. ideando una scala di larghezza decrescente. Inoltre. nella trattazione del Barocco romano € doveroso ricordare le principali trasformazioni urbanistiche della citt‚. nel XVII secolo. Bernini sfrutt• queste caratteristiche a proprio vantaggio. miglior• la prospettiva verso la basilica. dove innalz• una facciata plasmata da compressioni e dilatazioni. intorno alla met‚ del Seicento prepar• gli studi per il Palazzo Pamphilj in Piazza Navona. malgrado ci•. edificato da Girolamo Rainaldi. Un altro spazio di rilievo € costituito da Piazza Navona. posto tra la basilica e la residenza papale. delimitata da imponenti colonne disposte su pi„ file. coperta da volta a botte. simbolici e delle emergenze architettoniche preesistenti: lo spazio venne articolato per mezzo di una piazza ovale collegata alla facciata della basilica vaticana con due bracci obliqui. la correzione della prospettiva fu ottenuta disponendo opportunamente una serie di colonnati ai lati del corridoio. fu costruita in un lotto molto ristretto e di forma irregolare. il Danubio ed il Rˆo de la Plata). il Gange. vera e propria porta d'accesso alla citt‚. Anche Borromini lasci• alcuni contributi significativi in questo ambito. come il Collegio di Propaganda Fide (al cui interno si trova la Cappella dei Re Magi). ma al contempo aperto verso l'esterno ed integrato con il resto della citt‚ grazie alla permeabilit‚ offerta dai grandi colonnati. Infine. nella quale € possibile leggere un'allusione al potere della Chiesa nel mondo allora conosciuto. che suggerisce una profondit‚ diversa da quella reale. Qui furono poste le fondamenta della chiesa di Sant'Agnese in Agone. La soluzione finale tenne conto di problemi liturgici. avrebbe dovuto essere chiusa con un terzo braccio. e la costruzione nel XVII secolo delle citate chiese gemelle del Rainaldi. la cui cupola € messa in evidenza dall'andamento leggermente concavo della facciata. che peraltro raccoglieva alcuni interventi gi‚ attuati dai suoi predecessori. compiuta da Bernini sotto Alessandro VII tra il 1657 ed il 1667. con l'erezione di un obelisco. il tridente di Piazza del Popolo rappresenta uno degli elementi di maggior rilievo. Il collegamento tra l'ovale ed il trapezio. il centro della piazza € sottolineato dalla Fontana dei Fiumi (il Nilo. . Bernini realizz• uno spazio ben definito. Piazza del Popolo in un'incisione di Piranesi prima delle trasformazioni di Giuseppe Valadier 9 Piazza San Pietro con il terzo braccio Questa serie di piazze barocche trova il suo apice nella celeberrima Piazza San Pietro. assunse i caratteri di una piazza tipicamente barocca. elemento di spicco di una cortina muraria pressoch† unitaria. La piazza ovale. sorta sulle rovine dell'antico stadio voluto dall'imperatore Domiziano e che. ma le sue pi„ interessanti realizzazioni vanno ricercate nei palazzi ecclesiastici. In particolare.

€ diviso in nove parti ed in corrispondenza degli ingressi si aprono tre arcate. alla sommit‚. prest• la sua opera nel Palazzo Ducale (ora Palazzo Reale) e intorno agli anni sessanta del Seicento fu incaricato da Carlo Emanuele II di Savoia di progettare la Reggia ed il borgo di Venaria Reale. lo spazio. secondo il progetto dell'architetto. che dal 1621 continu• lo sviluppo verso sud dell'abitato secondo un sistema di assi tra loro ortogonali. in una soluzione analoga a quella attuata nella Piazza del Popolo a Roma. uno spazio derivato dalla place royale francese ed incentrato attorno ad una statua equestre. La cappella doveva avere tre entrate (due dal duomo e una dall'adiacente Palazzo Ducale) e questo condizion• la planimetria dell'edificio. a pianta circolare. Guarino Guarini (1624-1683) port• a terminare la Cappella della Sacra Sindone. 10 Piazza San Carlo Il piano di ampliamento di Torino fu continuato da Amedeo di Castellamonte (1610-1683). punto di incontro delle tendenze romane e francesi. L'invaso. che pianific• lo sviluppo della citt‚ verso est. Le straordinarie invenzioni del Guarini trovarono applicazione anche ai temi dell'architettura civile: il suo Palazzo Carignano. la stessa cupola € definita da uno straordinario gioco di costoloni. ai lati della direttrice principale furono poste due chiese gemelle.[36] Ascanio Vitozzi (1539-1615) fu incaricato della sistemazione di Piazza Castello. figlio di Carlo. basato su una pianta ad U. al di sopra delle quali € impostato il tamburo della cupola. mentre. enfatizzato dalla luce diffusa per mezzo di numerose finestre che emergono curiosamente all'esterno della struttura. con i lati di forma convessa. Torino era ancora racchiusa all'interno dell'antico impianto romano del castrum. intorno alla quale si svilupparono i nuovi quartieri della citt‚. Al medesimo architetto si deve la formazione della vasta Piazza San Carlo (all'epoca Piazza Reale). costruƒ la chiesa di San Lorenzo. tra il 1668 ed il 1680. La pianta € riconducibile all'ottagono. € definito dalla presenza di ampie serliane che delimitano le cappelle laterali.Architettura barocca Torino Verso la fine del XVI secolo. lungo la via vennero eretti palazzi Cupola della Cappella della Sacra Sindone porticati dal disegno uniforme. al livello inferiore. simbolico riferimento all'apertura della citt‚ verso il territorio circostante. ma un presbiterio ellittico posto trasversalmente introduce un asse principale nella composizione. i lavori furono portati avanti da Carlo di Castellamonte (1560-1641). Lo stesso Amedeo di Castellamonte lavor• a diverse residenze sabaude. iniziata proprio dal Castellamonte sul retro della cattedrale torinese. Ancora Guarini. Nel 1673. nei dintorni di Torino. mentre verso il fiume la strada fu conclusa con un'esedra (portico in luogo aperto. presenta una monumentale facciata convessa che sporge su entrambi i lati . pochi anni dopo. tuttavia. una serie di costoloni si intrecciano fino a formare l'ottagono sul quale poggia la lanterna. spesso con sedili per sedersi a conversare). fu iniziata la realizzazione di una strada per unire Piazza Castello alla Porta di Po. durante il regno di Carlo Emanuele I. Nei medesimi anni. la citt‚ divenne un importante centro barocco.

sempre a Milano.[38] Tra il 1607 ed il 1630 costruƒ la chiesa di San Giuseppe. coperto da una grande cupola. rafforz• l'asse longitudinale del tempio e di fatto trasform• l'organismo centrale in Basilica di Santa Maria della Salute. che. simile a quella adottata da Andrea Palladio nella chiesa del Redentore. l'interessante soluzione. conferma Richini come uno dei maggiori architetti del primo Barocco. Successivamente. fa del Palazzo Carignano una delle pi„ interessanti residenze del XVII secolo. pur essendo in qualche modo riconducibile ai progetti di Gian Lorenzo Bernini per il palazzo del Louvre e al Castello di Vaux-le-Vicomte. dove mir• ad una integrazione tra interno ed esterno mediante un prospetto concavo. determin• il superamento del Manierismo accademico in voga sino ad allora. Longhena aggiunse un santuario delimitato ai lati da due absidi. Longhena si ciment• anche nell'architettura civile: la sua Ca' Pesaro presenta uno schema apparentemente convenzionale.[39] 11 Chiesa di San Giuseppe. si affiancano la calotta del santuario e due torri campanarie.[37] Milano Francesco Maria Richini (1584-1658) fu il pi„ importante architetto del Barocco milanese. dopo la Peste del 1630 cominci• la costruzione della chiesa di Santa Maria della Salute. Al corpo ottagonale della basilica. ma i giochi di luci ed ombre che si instaurano sul ricco apparato ornamentale della facciata determinano una plasticit‚ tipicamente barocca. Inoltre. ribadisce la presenza dell'asse longitudinale.Architettura barocca dell'edificio. come la chiesa del Ges„ a Roma. ricorrendo ad una pianta centrale. Milano Venezia Il Barocco veneziano si conform• agli usi locali[40] e vide in Baldassarre Longhena (1598-1682) il suo principale esponente. l'imponente arco in facciata. composta da due spazi centralizzati derivati dalla chiesa di Sant'Alessandro. ornata da una serie di edicole sovrapposte. posta scenograficamente lungo il Canal Grande: al corpo ottagonale. Il carattere barocco del tempio € evidente nella conformazione della massa esterna. che trova corrispondenza nella conformazione degli spazi interni. anticipatrice di certi temi espressi da Borromini. nel 1627 si dedic• alla facciata del Collegio Elvetico (oggi sede dell'Archivio di Stato). Venezia una navata vera e propria. Questa configurazione. notevole per effetto plastico € pure la facciata.[41] Egli.[2] Richini introdusse una pianta combinata. . questa soluzione.

Le sue chiese presentano peraltro una pianta molto semplice. in seguito divenuto sede dell'Universit‚ di Genova (1634 circa).[44] Le premesse vanno ricercate nell'attivit‚ di architetti quali Francesco Grimaldi (1543-1613). Bianco realizz• una straordinaria scenografia urbana. teste giganti e maschere leonine. che lavor• nella Certosa di San Martino. innalz• la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Soltanto agli inizi del XVIII secolo con Ferdinando Sanfelice (1675-1748) l'architettura napoletana si indirizz• verso una vera sensibilit‚ barocca per forme spaziali complesse. ornata da un fantasioso e ricchissimo apparato costituito da telamoni. Questa soluzione fu ripresa da Bartolomeo Bianco (1590€1657) in quello che pu• essere considerato il suo capolavoro[43]: il collegio dei Gesuiti. denuncia la presenza di un movimento in profondit‚. ma prive di quelle invenzioni spaziali e della fusione tra architettura tipiche del Barocco romano. l'esasperazione dei dettagli plastici di Longhena raggiunse il culmine nella facciata della chiesa dell'Ospedaletto (completata negli anni settanta del XVII secolo). con un vestibolo largo quanto il cortile ed una serie di loggiati sovrapposti e scalinate. mostra una maggiore permeabilit‚ tra l'interno ed il cortile.Architettura barocca In ogni caso. Napoli importanti edifici sacri (come la basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone e la Cappella di San Gennaro) nei quali la decorazione barocca fu applicata su impianti ancora classicheggianti. dal 1610 e nei decenni avvenire a Napoli si costruirono numerose chiese barocche. ma. unito al pi„ alto giardino interno per mezzo di una vasta scalinata. infatti. sin dalla fine del XVI secolo. il Palazzo Donn'Anna e la Guglia di San Gennaro. rispetto al precedente. sfruttando la conformazione assai scoscesa del terreno. autore di alcuni Interno della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Napoli L'architettura barocca nell'Italia meridionale produsse i suoi risultati pi„ significativi solo nel XVIII secolo.[46] 12 . spesso ornate con ricche decorazioni marmoree o a stucco (confrontabili con gli interni berniniani). a croce latina o greca.[40] Ciononostante. dove la configurazione planimetrica del vestibolo. in una serie di grandi palazzi che la critica ha annoverato tra i pi„ importanti del panorama italiano.[45] La figura di maggior rilievo nella citt‚ partenopea fu Cosimo Fanzago (1591-1678). Genova A Genova l'architettura barocca si tradusse.[42] Tra questi si ricorda il Palazzo Doria-Tursi. Il palazzo ha una pianta ad U.

cosƒ come la sede dei teatini. a forma triangolare. Francia A differenza di Roma. a ridosso della Senna.[51] 13 Francesco Sicuro. anche nelle facciate delle chiese disegnate da Giacomo Amato. in uno stile molto distante dal Barocco romano.[49] Alla fine del XVII secolo troviamo composizioni derivate dal Barocco romano. si registra un'intensa attivit‚.[48] La facciata dalla sagoma piramidale e dalla superficie mossa far‚ da modello a molte chiese siciliane del XVIII secolo. Lecce Il Barocco leccese. L'interno completamente bianco con stucchi contrastava con il gusto locale. per poi indurire all'aria dopo la posa in opera. Questo stile raggiunse il suo apice nella chiesa di Santa Croce. influenzato dal plateresco spagnolo. quasi a sottolineare l'asse del fiume. La costruzione. foltissima di elementi floreali e talvolta figurativi-sculterei. influenzato da Guarini. 1768 Basilica di Santa Croce. applicata a costruzioni improntate a modelli cinquecenteschi piuttosto convenzionali. che introdusse elementi pienamente barocchi sia nelle piante e nella concezione spaziale (chiesa di San Francesco Saverio a Palermo). ma scaturƒ dalla formazione di una serie di piazze incentrate attorno alla figura del sovrano. introducendo. in Vedute e prospetti della citt€ di Messina. € andata distrutta durante il terremoto del 1908. fu attivo a Messina Guarino Guarini.[52] Il primo esempio di place royale € da ricondurre alla Place Dauphine (1599-1606). fu aperta a margine dell'antico ponte. € caratterizzato da un'esuberante decorazione. il Barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei. dalla facciata riccamente decorata. nel cuore di Parigi. prevalente verso il policromismo marmoreo e sar‚ un altro esempio molto seguito nella Sicilia tardobarocca. Tali decorazioni furono rese possibili dall'uso di una pietra locale di color giallo detta pietra leccese: questo materiale appena cavato possiede una grande facilit‚ di intaglio. lo sviluppo urbanistico di Parigi non partƒ dalla necessit‚ di unire tra loro dei punti focali gi‚ esistenti. mentre la statua del sovrano fu posta all'intersezione della piazza con il Pont Neuf. chiesa della Santissima Annunziata a Messina.[13] . di fatto. sia nelle facciate e nell'apparato decorativo (chiesa Madre di Palma di Montechiaro). voluta da Enrico IV tra il Pont Neuf e l'‰le de la Cit†.Architettura barocca Sicilia In Sicilia gli interventi pi„ interessanti furono attuati dopo il terremoto che investƒ la Val di Noto nel 1693 (si veda il paragrafo sull'architettura tardobarocca).[50] Lecce A Lecce a met‚ del Seicento. La piazza.[47] Tuttavia dal 1660 al 1662. Nella seconda met‚ del Seicento fu attivo il frate gesuita Angelo Italia. che realizz• la chiesa della Santissima Annunziata. che si diffuse nel Salento grazie all'opera di architetti come Giuseppe Zimbalo (1617-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722).

sugli angoli e al centro dei lati lunghi dei palazzi furono realizzati dei risalti. Curiosamente. Mentre Roma € la tipica citt€ santa del Barocco. queste tendenze trovarono la definitiva consacrazione sotto Luigi XIV. sul perimetro di Place des Victoires sorsero palazzi dall'aspetto uniforme. con la vendita dei singoli lotti di terreno. databile al 1685. quando Jules Hardouin Mansart (1646-1708) realizz• la Place des Victoires.Architettura barocca 14 Nei primi anni del XVII secolo fu iniziata la costruzione della Place des Vosges (anticamente nota proprio come Place Royale). ancora su progetto di Hardouin Mansart: la Place VendŠme.[53] Sempre per volont‚ di Enrico IV fu progettata un'ulteriore piazza.[56] Non a caso l'architettura francese del Seicento trov• i suoi massimi risultati nelle residenze urbane e nei suggestivi castelli di campagna. ma in seguito il piano venne disatteso. nella definizione dei nuovi gusti architettonici notevole fu l'apporto di Salomon de Brosse (1571-1626) e Fran…ois Mansart (1598-1666). una piazza quadrata chiusa su tre lati e circondata da palazzi destinati ad ospitare abitazioni per il ceto borghese. mostrano ancora un accentuato verticalismo goticizzante. la prima del genere nell'urbanistica barocca. con un bugnato al piano terra e un ordine gigante al livello superiore.[2] Durante il regno di Luigi XIII i lavori interessarono alcuni distretti cittadini ed in particolare l'‰le St-Louis ed il distretto Richelieu. eppure. il cui modello ebbe per• notevole fortuna nelle successive trasformazioni della citt‚.[54] Place des Victoires. . prevedeva la formazione di uno spazio delimitato da importanti edifici rappresentativi. con angoli smussati al fine di aumentare la superficie edificabile. essa avrebbe dovuto avere una pianta radiale. ma come punto di snodo all'interno del sistema urbano. anche nell'architettura sacra furono prodotte opere di indubbia originalit‚. Il primo progetto. gli edifici. intorno al 1696 fu tracciato il perimetro della piazza per mezzo delle sole facciate dei palazzi: gli edifici veri e propri furono innalzati in seguito. la cui presenza venne sottolineata mediante dei frontoni classicheggianti. Il Barocco delle trasformazioni parigine risiede pertanto in una "forte aspirazione all'integrazione. che per• non fu portata a compimento a causa della morte del re. Questa impostazione € riscontrabile anche nella seconda piazza fatta costruire durante il regno di Luigi XIV. dal disegno unitario. La piazza assunse una forma rettangolare. artefici di un innovativo linguaggio classico destinato ad avere un'intensa fortuna anche negli anni successivi. alla continuit‚ e all'apertura. Palazzi della Place VendŠme non pi„ come spazio chiuso.[55] Gli edifici lungo la piazza persero i caratteri ancora vagamente goticizzanti delle prime realizzazioni di Enrico IV. Parigi Infatti. Parigi € la sua controparte laica".

cre• dei passaggi diagonali tra l'ambulacro ed il centro della chiesa. opera di Fran…ois Mansart (1645). ma con la profondit‚ derivante dal Barocco. De Brosse attinse al verticalismo gotico. La cupola. Jules Hardouin Mansart progett• DŠme des Invalides. ma. facendo ancora ricorso alla tradizionale sovrapposizione degli ordini classici.[57] L'impianto € riconducibile ad una croce greca allungata. con cappelle laterali che si affacciano sulla navata attraverso due aperture per ciascuna. la pianta € articolata con tre campate che si concludono nella cupola. Successivamente.[40] Pi„ tardi. All'interno. caratterizzata da robusti contrafforti lungo il tamburo. mostrano l'aggiunta di un corpo posteriore dotato di una seconda cupola. termina in una svettante guglia dal verticalismo gotico. oltre ad allungare un braccio verso il presbiterio. Nel medesimo periodo Jacques Lemercier (1585-1654) costruƒ la chiesa della Sorbona. una intermedia affrescata ed una terza dotata di un grande oculo per permettere la visione dei dipinti sovrastanti.Architettura barocca 15 Nel 1616 Salomon De Brosse innalz• la svettante facciata della chiesa di Saint-Gervais-Saint-Protais de Paris. conferendo all'edificio i caratteri di una chiesa basilicale. rafforzandone la centralit‚. Fran…ois Mansart eresse la chiesa della Visitation con una pianta centrale e cappelle di forma ellittica accostate all'invaso circolare principale tanto da compenetrarsi con esso. su modello di San Carlo ai Catinari a Roma. Cosƒ come nelle chiese romane. la struttura della medesima cupola € composta da ben tre calotte sovrapposte: una pi„ esterna rivestita in piombo. nei pilastri che sostengono la calotta si trovano quattro cappelle che per• non si aprono lungo la navata. malgrado le differenze formali della pianta (un quadrato nel caso della chiesa degli Invalidi e un ottagono in Santa Maria della Salute). Chiesa di Val-de-Gr‹ce Tra le chiese a pianta longitudinale € doveroso ricordare quella di Val-de-Gr‹ce. gettando le basi dell'architettura francese del Seicento. ma direttamente verso l'invaso della cupola.[58] L'edificio presenta diverse analogie con la chiesa della Salute di Venezia: entrambe. Mansart si ispir• al progetto michelangiolesco di San Pietro. la pi„ importante chiesa francese a pianta centrale del periodo. negli ultimi decenni del Seicento. negli anni trenta del XVII secolo. . All'esterno il tutto fu celato con delle superfici molto semplici e la facciata fu ornata con due ordini di colonne classiche Dome des Invalides liberamente spaziate.

Architettura barocca

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Nella tipologia dei castelli e dei palazzi il punto di partenza dell'architettura barocca € nelle opere del citato Salomon de Brosse, che nei primi decenni del Seicento costruƒ alcune importanti residenze, tra cui il Palazzo del Lussemburgo a Parigi (1617).[59] L'edificio fu innalzato per volont‚ di Maria de' Medici e nella planimetria non si discosta dalla tipologia dell'h•tel francese, ma la sistemazione di appartamenti completi nelle ali laterali determin• un miglioramento del concetto di comodit‚ rispetto ai modelli del passato. Tuttavia, la prima vera opera del classicismo francese € da ricercare nella facciata del Palazzo di Giustizia di Rennes (noto come Palazzo del Parlamento di Bretagna), innalzata sempre da Salomon de Brosse nel 1618.[60] Qui le ali laterali assumono minore importanza, mentre il centro della facciata € sottolineato da due coppie di colonne binate sulle quali poggia un frontone rotondo.
Sede del Parlamento di Bretagna

L'architettura di de Brosse influenz• l'opera di Fran…ois Mansart; nella sua ala d'Orl†ans del Castello di Blois (1635-1638) ide• una cour d'honneur di profondit‚ contenuta, raccordando le ali all'edificio principale per Castello di Maisons-Laffitte mezzo di elementi curvi.[61] L'opera principale di Mansart resta la casa di campagna di [2] Maisons-Laffitte. In pianta presenta una forma rettangolare, chiusa ai lati da due ali non molto pronunciate e che sul retro dell'edificio vengono ridotte a dei semplici risalti; in alzato, la parte centrale € sottolineata da un avancorpo su tre piani, che riprende il tema degli ordini sovrapposti (gi‚ riscontrato in alcune realizzazioni di de Brosse), conferendo al complesso un dinamismo verticale riconducibile ancora allo stile gotico. L'altro grande protagonista della stagione barocca in Francia fu Louis Le Vau (1612-1670), autore del Castello di Vaux-le-Vicomte, il pi„ importante edificio francese della met‚ del Seicento.[62] Il castello, costruito tra il 1657 ed il 1661, € immerso in un grandioso parco progettato da Andr† Le NŠtre (1613-1700) e si innalza al centro di un suggestivo fossato. All'esterno emergono chiaramente le conformazioni degli ambienti interni ed in particolare € evidente il volume del grande salone ellittico coperto da una cupola; inoltre le ali laterali perdono la loro autonomia e divengono parte integrante del corpo Vaux-le-Vicomte principale del palazzo. L'importanza di Vaux-le-Vicomte non risiede solo nella composizione spaziale, ma anche nell'organizzazione degli spazi interni in appartamenti indipendenti (appartement double). Infatti, sino ad allora, le stanze dei prestigiosi complessi residenziali erano collegate l'una all'altra direttamente o mediante un corridoio laterale avente la funzione di

Architettura barocca disimpegno; a Vaux-le-Vicomte gli appartamenti furono disposti in maniera pi„ funzionale attorno al corpo centrale dell'edificio. Direttamente collegata a Vaux-Le-Vicomte € la Reggia di Versailles, commissionata da Luigi XIV a Le Vau, Le NŠtre e Charles Le Brun (1619-1690). I lavori cominciarono nel 1664 con la ristrutturazione e l'ampliamento di un padiglione di caccia preesistente voluto da Luigi XIII; la Reggia assunse una conformazione ad U e nel 1668 fu ulteriormente ingrandita con l'aggiunta di due ali che accentuarono la profondit‚ della cour d'honneur. Dieci anni dopo, Hardouin Mansart innalz• due blocchi posti trasversalmente alle ali e chiuse la terrazza del corpo Reggia ed i giardini di Versailles centrale del palazzo con la Galerie des Glaces (la Galleria degli Specchi); allo stesso Mansart si deve anche il progetto della cappella, iniziata nel 1689 e terminata solo nel 1710, nella quale si fondono elementi barocchi, classici e gotici. La monumentalit‚ del complesso € sottolineata mediante una piazza rivolta verso la citt‚ di Versailles, in cui converge un tridente di strade diretto verso Parigi; sul fronte opposto si estende un vastissimo parco che, con i suoi viali ortogonali e radiali, le sue fontane e le sue vasche cruciformi, rende la Reggia il simbolico punto focale dell'intera Nazione. Il classicismo francese raggiunse il suo apice nella facciata del Louvre di Claude Perrault (1613-1688)[63], innalzata dopo che fu rifiutato un disegno proposto da Gian Lorenzo Bernini. Il progetto di Perrault chiuse il prospetto est del Louvre con una lunga galleria di colonne binate sorrette da un massiccio basamento e delimitate alla sommit‚ da una trabeazione con una balaustra.

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Inghilterra
Fino al principio del XVII secolo, l'architettura inglese fu lontana dalle tendenze maturate nel resto d'Europa.[64] Intorno al 1616 Inigo Jones (1573-1652) introdusse in Inghilterra lo stile palladiano, destinato ad avere un'enorme fortuna oltre La Manica e nelle colonie americane: tra le sue prime opere si ricorda la Queen's House a Greenwich, un edificio dall'aspetto italiano, ma dotato di numerose grandi aperture di stampo nordico. Nella seconda met‚ del secolo, complice una forte immigrazione di protestanti francesi, l'architettura inglese volse verso il gusto barocco. La figura di maggior rilievo dell'ultima fase del Seicento fu Christopher Wren (1632-1723)[65], protagonista della ricostruzione di Londra dopo l'incendio del 1666. In particolare, nel 1673 present• un primo progetto per la ricostruzione della cattedrale di

Cattedrale di Saint Paul, Londra

Saint Paul, basato su una pianta a croce greca evidentemente influenzata dai disegni di Michelangelo Buonarroti per la Basilica di San Pietro in Vaticano, ma che presentava delle cappelle laterali aperte sulle diagonali direttamente

Architettura barocca verso la cupola. Il clero anglicano rifiut• la proposta e Wren fu costretto ad apportare notevoli cambiamenti al progetto, facendo assumere al complesso una forma basilicale. L'elemento pi„ Barocco della cattedrale divenne la facciata principale, schermata con due ordini di colonne di derivazione francese ed affiancata da due campanili ispirati allo stile del Borromini. All'intersezione della navata con il transetto si innalza una grande cupola, definita come "una espressione piuttosto banale degli ideali dell'architettura inglese"[66]; vista dall'esterno appare decisamente classicheggiante, mentre all'interno € strutturata con un'artificiosa serie di calotte sovrapposte tipiche dell'architettura barocca. Tra le altre opere di Christopher Wren si ricorda il Greenwich Hospital, realizzato sul finire del XVII secolo nei pressi della Queen's House di Inigo Jones. Proprio la Queen's House divenne il punto conclusivo di un asse definito mediante lunghi colonnati sormontati da due cupole speculari. Il tema delle colonne binate, che all'epoca aveva trovato ampio risalto nella facciata del Louvre di Perrault, venne proposto in ogni parte dell'edificio e persino nelle cupole, peraltro vagamente ispirate a quella della chiesa degli Invalidi, di Jules Hardouin Mansart. Invece, l'architettura civile fu condizionata da Roger Greenwich Hospital Pratt (1620-1684), che dalla Francia import• l'appartement double e la cour d'honneur, ma che non si distacc• dall'architettura di Inigo Jones. Un'altra figura di rilievo fu Hugh May (1621-1684), che introdusse i temi del classicismo olandese e lavor• al Castello di Windsor, realizzando alcune tra le pi„ interessanti decorazioni barocche dell'Europa settentrionale (oggi purtroppo perdute).[67]

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Paesi Bassi
Il Barocco olandese fu influenzato dalla sobriet‚ calvinista e si svilupp• soprattutto tra il 1648, con la pace di Vestfalia, ed il 1685, anno in cui numerosi Ugonotti si rifiugiarono nei Paesi Bassi importandovi gusti e tendenze francesi che di fatto posero fine all'espressione autonoma del Barocco locale.[68] Proprio nel 1648, con l'indipendenza dei Paesi Bassi, fu iniziato il Municipio di Amsterdam, un vasto edificio dal carattere severo, con facciate caratterizzate da finestre inquadrate all'interno di una serie di pilastri che uniformano tutto il prospetto. L'architettura civile fu influenzata anche da un classicismo derivato dallo stile di Andrea Palladio, riscontrabile ad esempio nella Mauritshuis di Jacob van Campen (1596-1657).[69] Sulla scia di Van Campen, si inserisce l'opera di Pieter Post[70] (1608-1669), la cui realizzazione principale € il Municipio di Maastricht (1659-1664).
Municipio, Amsterdam

Di grande rilevanza fu lo sviluppo dell'architettura sacra. Le prime chiese, legate al culto protestante, avevano una pianta basilicale piuttosto tradizionale; alcune innovazioni si ebbero nella Noorderkerk (1620-1623), un edificio a croce greca con gli angoli smussati, dove confluiscono anche elementi della tradizione gotica.[2]

Architettura barocca Le piante centralizzate sono alla base di numerose chiese olandesi; tra le soluzioni pi„ interessanti ed originali occorre ricordare la Marekerk di Leida, di forma ottagonale, la Nieuwe Kerk de L'Aia (1649), formata da due quadrati con absidi e sormontata da un campanile centrale, ed infine la Ronde Lutherse Kerk di Amsterdam (1668), a pianta circolare con un ambulacro che si sviluppa solo per met‚ del perimetro.[71]

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Europa del Nord
L'architettura dell'Europa settentrionale fu influenzata da un insieme di tendenze francesi, olandesi ed italiane. In Danimarca, nei primi anni del XVII secolo furono innalzati diversi edifici di stampo manierista e solo nel 1672 fu costruito il Charlottenborg, il primo edificio in stile barocco di Copenaghen.[72] L'architettura danese del primo Seicento condizion• anche la produzione svedese, ma la nomina del francese Jean de la Vall†e (1620-1696) come architetto reale favorƒ l'affermazione del gusto barocco; su modello del palazzo italiano, eresse a Stoccolma il Palazzo Axel Oxenstiernas (posteriore al 1650) e nel 1656 costruƒ la chiesa di Santa Katarina ed il Palazzo Bonde, quest'ultimo caratterizzato da una cour d'honneur e da una articolazione delle superfici derivata dallo stile di Salomon de Brosse. Dal 1649 la carica di architetto reale fu ricoperta da Nicodemus Tessin il Vecchio (1615-1681), al quale si deve ad esempio la Cattedrale di Kalmar (1660), il Mausoleo Carolino presso la Riddarholmskyrkan di Stoccolma (dove sono presenti angoli convessi) ed il Castello di Drottningholm. Un ruolo di primo piano ebbe il figlio Nicodemus Tessin il Giovane, architetto formatosi a Roma e che Palazzo Reale, Stoccolma pi„ volte visit• la Francia. Proprio da queste esperienze trasse l'ispirazione per il progetto del Palazzo Reale di Stoccolma, ricostruito dopo il 1697 a seguito di un incendio. Tessin, memore dei disegni di Gian Lorenzo Bernini per l'ampliamento del Louvre, edific• un blocco dall'aspetto unitario; ad occidente furono posti due corpi curvilinei a delimitare una corte, mentre ad est furono inseriti due blocchi fortemente aggettanti. I rapporti con l'architettura francese sono riscontrabili nel cortile, che fu pensato come una place royale parigina, tanto che l'architetto propose di innalzarvi una statua del sovrano; invece, l'influenza del Barocco romano € evidente nella facciata sulla cort d'honneur, dove sono ripresi i temi di Palazzo Barberini. Tessin il Giovane fu autore di numerosi altri edifici di Stoccolma e della sua residenza di citt‚, il Palazzo Tessin; sul retro del palazzo si apre un giardino nel quale lo spazio si restringe e si dilata accentuando quell'illusione di profondit‚ tipicamente barocca.

Cattedrale di Kalmar

Palazzo di WilanŒw. del lucchese Domenico Martinelli. riscontrabile ad esempio nel Castello di Troja. morto nel 1679. Domenico Martinelli (1650-1718). ma l'arrivo del francese Jean Baptiste Mathey (1630-1695) introdusse uno stile pi„ raffinato.[73] Questa soluzione fu ripresa da Hans Alberthal (1575-1657) in altre chiese costruite in diverse aree del paese negli anni a ridosso della guerra dei trent'anni. Agostino Barelli (1627-1679) ed Enrico Zuccalli (1642-1724).[74] Lurago lavor• soprattutto in Boemia. nella medesima citt‚ avvi• la costruzione del Palazzo di Nymphenburg.[2] Il bolognese Agostino Barelli introdusse il Barocco italiano in Baviera.[76] A Monaco disegn• la Theatinerkirche. Vienna . L'edificio. L'architettura viennese raggiunse la pienezza solo con l'arrivo. ancora inquadrabile nella corrente manierista. che impoverƒ enormemente le regioni del Sacro Romano Impero. una delle prime architetture legate alla Controriforma fu la chiesa di San Michele a Monaco di Baviera. realizzando inizialmente opere di stampo manierista. raggiunge un'integrazione degli spazi superiore a quella della basilica romana. che realizz• il Palazzo Liechtenstein ispirandosi al Palazzo Chigi-Odescalchi di Bernini. si devono alcuni dei pi„ imponenti palazzi di Praga.Architettura barocca 20 Europa Centrale In Germania. nel 1690. con un'ampia volta sorretta direttamente dai grandi pilastri perimetrali. A Francesco Caratti. numerosi architetti italiani e svizzeri furono attivi in buona parte dell'Europa Centrale e gettarono le premesse per l'affermazione dell'architettura tardobarocca del Settecento. definita mediante una successione di volte ellittiche. presso Varsavia Cattedrale di Passavia Chiesa am Hof. Dopo la guerra. Francesco Caratti. edificata nel 1662 e caratterizzata da ali laterali che la raccordano ai palazzi adiacenti. pi„ tardi innalz• la cattedrale di Passavia. eretta a cominciare dal 1585 su modello della chiesa del Ges„ di Roma. iniziata nel 1663 ispirandosi alla chiesa di Sant'Andrea della Valle. con una navata squisitamente barocca. poi continuato da Enrico Zuccalli. Carlo Antonio Carlone. tra questi si ricordano Carlo Lurago (1615-1684). di Carlo Antonio Carlone.[2] A Vienna il Barocco giunse nella seconda met‚ del Seicento e la prima opera di rilievo fu la facciata della chiesa am Hof[75].

in cui si avverte un rafforzamento dell'asse centrale e che fu modello per quella di Citt‚ del Messico. iniziato nel 1681.[64] Infatti. ma privo di un'autentica relazione con la coeva architettura europea. port• allo sviluppo di uno stile con caratteristiche proprie. le tendenze barocche si limitarono allo sviluppo dell'apparato decorativo. Anche in Portogallo il Barocco giunse solo nell'ultimo scorcio del XVII secolo. allo stesso Herrera si deve il progetto della cattedrale di Valladolid.[80] . tanto che a Cracovia i Gesuiti eressero la loro chiesa basandosi su quella del Ges„. l'affermazione dello stile barocco si scontr• con le difficolt‚ legate alla decadenza economica del regno di Filippo III. I castelli invece risentirono dell'influenza francese: ad esempio il grande Palazzo di WilanŒw. costruito in buona parte da Juan de Herrera (1530-1597). si articola attorno ad una cour d'honneur a forma di ferro di cavallo. oggi scomparsa. soprattutto nelle chiese. Successivamente l'architettura spagnola del XVII secolo volse verso il Barocco.[78] Allo stesso tempo. Ci• nonostante. erano sorti importanti complessi come il Monastero dell'Escorial (seconda met‚ del XVI secolo).[79] Penisola iberica In Spagna. lo stile. fu logicamente esportato nelle colonie dell'America Latina. Gosty• ed in particolare a Varsavia. la chiesa di Santa Maria Magdalena a Granada (posteriore al 1677. la riconquista delle zone occidentali ed in particolare dell'Ucraina. con maggior vigore.Architettura barocca Anche in Polonia l'architettura sacra fu influenzata da Roma.[77] Successivamente fecero la loro comparsa schemi centralizzati a KlimontŒw. che risultava immediantamente comprensibile anche per la popolazione meno istruita. dove Tielman van Gameren (1632-1706) costruƒ alcuni edifici tra cui la chiesa di San Casimiro (1688-1689) e quella di Sant'Anna (1689-1705).[2] 21 Impero russo Ancor prima del regno di Pietro il Grande l'architettura russa si avvicin• alle tendenze europee con l'adozione di motivi rinascimentali e barocchi. Inoltre. che intorno al 1650 costruƒ la chiesa della Santa Maria della Divina Misericordia. con chiese a pianta ottagonale o circolare. con pianta ellittica). che gi‚ mostra una comprensione degli ordini architettonici. questo linguaggio. nella maggior parte dei casi.[63] Fino ad allora. i canoni stilistici del mondo occidentale (si rimanda al paragrafo sull'architettura tardobarocca). Un esempio considervole di questa corrente si ha nel Convento di NovodeviŽij di Mosca. La transizione coincise col Barocco di Mosca. a Lisbona oper• anche il celebre Guarino Guarini. Solo nel corso del Settecento la Russia accolse. ma non lasci• segni particolarmente significativi nella storia dell'architettura. influenz• notevolmente l'architettura brasiliana e raggiunse il culmine nel Settecento. tra gli edifici sacri pi„ interessanti della Spagna seicentesca. si ricordano la collegiata di San Isidro a Madrid (iniziata dopo il 1629). con pianta longitudinale derivata dalle coeve costruzioni romane) e la Cappella di Nostra Signora dei Desamparados a Valencia (1652-1657. sotto Filippo II. pi„ moderato rispetto a quello spagnolo.

Architettura tardobarocca e rococ€ Bench† il Barocco sia essenzialmente legato al XVII secolo. il fascino di Versailles resistette per• in gran parte d'Europa. in architettura fu accentuata la differenza tra ambienti interni ed esterni.Architettura barocca 22 America latina Influenzata dalle tendenze spagnole.[83] Muta il contesto storico: se il Barocco aveva avuto la funzione di esaltare il ruolo della monarchia e della Chiesa. in Austria Fu proprio in Francia che il Rococ• si svilupp• e si diffuse nel resto del continente. Versailles cess• di essere il punto focale della nazione e la corte reale si trasferƒ di nuovo a Parigi. Cattedrale di Citt‚ del Messico Il Brasile invece rest• dipendente dalla cultura portoghese. Questa ultima fase si differenzia dal passato per l'adozione di una ricca decorazione. dove invece sorsero le grandi cattedrali barocche di Citt‚ del Messico (1573-1667) e di Puebla (1551-1664). il Rococ• aprƒ un secolo nel quale si verificarono rivoluzioni culturali tali da mettere in discussione gli ideali ed i valori maturati sino ad allora. per la leggerezza delle superfici murarie. ma in seguito lo stile si diffuse soprattutto a S•o Salvador da Bahia ed a Minas Gerais. nella prima met‚ del Settecento si registra la costruzione di numerosi edifici in stile tardobarocco e rococ•. Abbazia di Melk. dei quali € opportuno dare alcuni cenni. una prima chiesa barocca sorse nel 1652 a Rio de Janeiro[82]. . mentre le strutture portanti vennero alleggerite e la plasticit‚ delle superfici venne affidata al solo movimento ondulatorio delle pareti. uno stile dalla decorazione esuberante che si diffuse soprattutto nel Settecento in Spagna e nell'America latina. Lo stile interess• soprattutto le arti decorativi e l'arredamento. sfociando nel [81] Churriguerismo . l'architettura messicana si avvicin• al Barocco tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Questa corrente € riscontrabile nelle campagna piuttosto che nei grandi centri urbani. restando in auge fino ai primi anni dell'Ottocento. con una distinzione dei locali in base al loro uso. dove sorsero numerose residenze ispirate al modello francese. per la complessit‚ spaziale (gi‚ emersa peraltro in Borromini e Guarini) ed infine per l'intensa luminosit‚ in antitesi all'oscurit‚ barocca.

di due torri campanarie. la chiesa di San Giovanni della Roccia a Praga (1727-1739). Monaco di Baviera Bernhard Fischer von Erlach cominci• sul finire del Seicento. Il complesso si apre attorno ad una cour d'honneur. sempre nella capitale austriaca. costituita da Kilian Ignaz Dientzenhofer (1689-1751) dal 1703. infatti l'abbazia si erge imponente su un'altura a ridosso del fiume. con il cosiddetto Barocco elisabettiano. il primo dei quali fu il Castello di Sch•nbrunn a Vienna. l'opera che pu• considerarsi il punto di svolta tra Barocco e Rococ• € l'Abbazia di Melk[84]. di Bartolomeo Rastrelli). ma ancora barocca per la posizione scenografica. Tuttavia il capolavoro del Rococ• € la Residenza di W‘rzburg[86]. presentano un ricco apparato decorativo. ma conformato da una plasticit‚ tutta barocca. in Inghilterra (Blenheim Palace) e a San Pietroburgo (Palazzo d'Inverno. di Johann Bernhard Fischer von Erlach (1656-1723): l'interno € uno spazio centralizzato preceduto da un atrio ellittico. di Johann Lucas von Hildebrandt. Poco dopo. mentre la facciata € convessa con il risalto. Nell'Impero russo questo stile fu importato dall'Europa Centrale attraverso il Barocco ucraino e dette origine. con una grande serliana che apre il segrato verso il territorio circostante. tra i quali emergono lo scalone e la Kaisersall.[85] Nelle stesse regioni furono innalzati imponenti palazzi. archi a doppia curvatura. Le cappelle di San Nicola sono sormontate da una sorta di matroneo.Architettura barocca 23 Tuttavia. tra le quali si ricordano la chiesa di San Carlo a Vienna (1716-1740). con affreschi di Giovanni . Una fusione tra i temi del Barocco italiano e quelli Rococ• si riscontra nella Kollegienkirche[2] di Salisburgo. dai quali partivano. al sobrio ed equilibrato Barocco petrino. nel quale furono sostanzialmente recepiti i canoni stilistici del mondo occidentale (Monastero di Aleksandr Nevskij). sulla scia dell'affermazione dei nuovi gusti. di Johann Balthasar Neumann. ampiamente rimaneggiata tra il 1702 ed il 1736 ad opera di Jakob Prandtauer (1660-1726). la basilica di Vierzehnheiligen (1743-1772) e la Asamkirche di Monaco di Baviera (1733-1746). tipico delle architetture medioevali. con la fondazione di San Pietroburgo. gli ambienti interni. l'interno € a pianta longitudinale. tipico di alcune chiese italiane. Quindi. con due ali che si affacciano ciascuna su due cortili interni. Esternamente l'edificio ha una volumetria compatta. numerose altre chiese rococ• sorsero in gran parte dell'Europa centrale. con cappelle laterali separate l'una dall'altra da pilastri ruotati di 45 gradi. altri esempi notevoli si ebbero a Dresda (Zwinger). fu costruito il Castello del Belvedere. Chiesa di San Nicola in Mal‚ Strana Significativa € pure la chiesa di San Nicola in Mal‚ Strana a Praga. prima di essere ricoperti da una decorazione pittorica. Una fase pi„ esuberante si ebbe durante il regno di Elisabetta di Russia. che Johann Asamkirche. Prandtauer apport• modifiche agli edifici lungo i cortili e edific• una chiesa con raffinati dettagli rococ•.

Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento.[90] Accanto ad esponenti della scuola locale. l'estremo capito della stagione barocca a Roma coincise con la realizzazione della sagrestia della basilica di San Pietro in Vaticano.[87] Di Juvarra si ricorda la Basilica di Superga e la Palazzina di caccia di Stupinigi. come piazza di Spagna. Palazzina di caccia di Stupinigi 24 Invece. presso Carignano e la chiesa parrocchiale di Grignasco. si contrappongono le concavit‚ della chiesa di Grignasco.Architettura barocca Battista Tiepolo e stucchi di scuola italiana. il Granducato di Toscana si distacc• dai modelli dell'architettura tardo-manierista. innalz• il prospetto della chiesa dei Girolamini e il Real Albergo dei Poveri a . la corte borbonica mise in atto un ambizioso piano d'interventi nella capitale del regno. in cui si ravvisa.[92] A Napoli. tuttavia. In particolare. alle superfici convesse della cappella. la Fontana di Trevi e il porto di Ripetta. prima dell'affermazione dei gusti neoclassici. Nello stesso periodo. due edifici centralizzati dalle opposte conformazioni esterne: infatti. che introdusse modelli pi„ affini ai gusti classici. Nell'Italia settentrionale l'architettura rococ• trov• i massimi esponenti in Filippo Juvarra (1678-1736) e Bernardo Antonio Vittone (1702-1770). la fase conclusiva del Barocco romano trova le sue realizzazioni pi„ importanti in alcuni interventi urbanistici. indirizzandosi con maggior vigore verso un misurato stile barocco. di Carlo Marchionni. allievo di Giovan Battista Foggini e autore della facciata di Santa Maria Maggiore e del Palazzo della Consulta a Roma. la piazzetta di Sant'Ignazio. che prest• la propria opera nella sfarzosa Villa Garzoni di Collodi. nel granducato lavor• anche il citato Filippo Juvarra. da ci• deriv• un progressivo mutamento dei gusti architettonici sotto il segno pi„ "classicista" dei due maggiori protagonisti: Ferdinando Fuga[93] (1699-1782) e Luigi Vanvitelli[94] (1700-1773). costituito da una pianta ellittica da cui partono due ali a forma di croce di Sant'Andrea. Ad esempio.[91] Dopo la costruzione della facciata di San Giovanni in laterano. due opere costruite nell'area torinese nella prima met‚ del Settecento. anzich† Scalone della Reggia di Caserta ad un'approfondita continuazione delle medesime. un ripiego su un linguaggio sterilmente accademico. tra la vasta produzione di Bernardo Vittone si ricordano la Cappella della Visitazione del Valinotto. il toscano Ferdinando Fuga. non a caso. in voga fino ad allora (unica eccezione di rilievo erano state alcune opere di Gherardo Silvani)[89]. Giovanni Baratta (1670-1747) ed altri. come Giovan Battista Foggini (1652-1737). a Roma la cultura settecentesca port• ad una concreta e civile utilizzazione delle esperienze barocche. chiamati a Napoli intorno al 1750. la residenza di Stupinigi € considerata l'opera pi„ originale di tutta l'architettura barocca e rococ•[88]: il complesso € formato da una serie di corpi di fabbrica che plasticamente si dilatano e si comprimono verso il nucleo centrale.

anticipando pertanto i temi dell'architettura neoclassica. Parigi . nel capoluogo siciliano realizz• la chiesa di San Giorgio (1739-1775). Roma Chiesa di San Marcello al Corso. Ariccia Cupola di San Lorenzo. Qui. Napoli Chiesa di San Giorgio. dopo aver appreso l'arte del Borromini. caratterizzata da una svettante facciata dal notevole effetto plastico. definita come l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano[2]. L'opera pi„ celebre del Vanvitelli € invece la Reggia di Caserta. tuttavia. Roma Palazzo Barberini. Torino La chiesa delle Donne. Certosa di San Martino. l'esterno appare pi„ misurato. Roma Oratorio dei Filippini. Roma Chiesa dell'Assunta. Roma Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane.[2] Il cammino attraverso le opere tardobarocche dell'Italia settecentesca si conclude in Sicilia. Roma Scala elicoidale di Palazzo Barberini. Ragusa Institut de France. 25 Altre immagini Chiesa di Santa Maria della Pace.[95] Lo stesso terremoto caus• la ricostruzione di Noto. Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) contribuƒ alla riedificazione di Catania dopo il terremoto del 1693. Roma Palazzo Montecitorio. il cui riassetto fu studiato da Rosario Gagliardi (1698-1762). se all'interno € evidente la ricerca di sfarzose scenografie di stampo barocco. esaltato anche dalla presenza di una scalinata che la collega alla piazza antistante. edific• la chiesa della Badia di Sant'Agata ove manifest• il suo stile esuberante.Architettura barocca Napoli. attivo anche a Modica e Ragusa[96]. restaur• la cattedrale di Sant'Agata e.

386. R. C. KlimontŒw (1643) Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] N. La cupola vaticana. 122-125. De Fusco. [17] R. cit. p. H. Mille anni d'architettura in Europa. Tavole e testi. Si veda per esempio: Arnaldo Bruschi. Bari 1998. p. 177. Mille anni d'architettura in Europa. La prima architettura barocca. Mille anni d'architettura in Europa. p. 157. 351. Dizionario di architettura. G. cit. p. p. 12. Architettura Barocca. Norberg . Mille anni d'architettura in Europa. [7] R. Norberg . voce Barocco. volume II. Bari 1999. Norberg . 180. Bari. p. 1970. Manierismo e Barocco. Torino 1981. Vers une Architecture. N. Norberg . pp. Honour. Dizionario di architettura. Honour. 150. H. Mille anni d'architettura in Europa. Atlante d'architettura.. Le Corbusier. Architettura Barocca. [16] D. Muller. Trieste 1960. R. C.. De Fusco. 305. G. [9] N. C. H. p. J.Schulz.Schulz.. . manierismo spaziale oltre il barocco. p.. Borromini. pp. 95-96. Storia dell'architettura dalle origini all'et€ contemporanea. Atlante d'architettura. p.. G. C. 283.. p. cit. Pevsner. [14] C. 431. cit. cit. [39] C.. J.. cit. voce Rococƒ. cit. p. p. p. cit. 339. € stata sostenuta da illustri studiosi. cit. Mille anni d'architettura in Europa. 125. R. p. Architettura Barocca. De Fusco. 154.. Muller. Vogel. 155. Mille anni d'architettura in Europa. Ibidem.. De Fusco. 423. 13. De Fusco. che afferma in effetti una continuit‚ tra Classicismo (o Rinascimento). Muller. L'architettura del manierismo nel cinquecento europeo. Dizionario di architettura. Pevsner. p.Schulz. Storia dell'architettura europea. Architettura Barocca. cit. Mille anni d'architettura in Europa. 1966. Rozzano (Milano) 1997. 399. p. Pevsner. 147. [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] [34] [35] [36] W. 405.. 122 Ibidem. Pevsner. Brandi. [37] Ibidem. A. De Fusco. cit. Fleming. pp. 390. p. cit. p. Atlante d'architettura. Architettura Barocca. R. 340. cit. [8] Ibidem. Fleming. [11] N. Architettura Barocca. p. Gioseffi. Norberg . R. 403. cit. De Fusco. cit. Torino 1956. C. Parigi 1934. Ibidem. p. p. p.Schulz. cit. Storia sociale dell'arte.. 367. W. De Fusco. p. p. p. Architettura Barocca.. Vogel.. p. [15] Ibidem. cit. Honour. p. Ibidem. 144.Schulz. R. 137. 177. p. Hauser. Martellago (Venezia) 1998. cit. [13] Ibidem.. Laterza. Norberg . p. J. Norberg . Questa tesi. [38] N. 409. Vogel.Schulz. C. Storia dell'architettura europea. p. Fleming. Pevsner.Architettura barocca 26 Reggia di Versailles Cappella della Reggia di Versailles Theatinerkirche. 1978. voce Richini. Monaco di Baviera Chiesa di San Giuseppe. Norberg . [10] R. Francesco Maria.... Ibidem.. intesi solo come termini convenzionali e sintetici (e pertanto imprecisi) di fronte ad concretezza e complessit‚ delle varie realizzazioni architettoniche. C. 353.. Manfredo Tafuri. Architettura Barocca. De Fusco. Mille anni d'architettura in Europa.Schulz.Schulz. cit. 358. cit. 175. [12] W.

[73] Ibidem. 1997. Ibidem. Norberg .. p. html). Dizionario di architettura. [96] Ibidem. Fleming. html_894823325. Fleming. Norberg . Donzelli Editore. H. pp. Architettura Tardobarocca.VV.. cit. Francesco. Giuseppe. Milano 1991. 191. A.it. cit. Briganti. p. [76] N. De Fusco. p. p. Honour. Pevsner. voce Italia. p. Architettura Barocca. [89] C. H. 164. Dizionario di architettura. voce Amato.. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. A. H. 439.’URL consultato in data 17-09-2009. voce Rococƒ. J. 397.. voce Barelli. Fleming. p. Honour. C. Luigi. p. H. C. J. Giacomo..it. Mille anni d'architettura in Europa. p. Ibidem. [83] Ibidem. [91] www. 38. cit.. [90] www. Norberg . Il Barocco in Toscana (http:/ / www.. voce Brasile. Storia dell'arte italiana. [81] Ibidem. p. [77] Ibidem. Architettura Barocca.. Honour. Dizionario di architettura. 425-436. voce Gagliardi. p. voce May. Fleming. baroque. Architettura e citt€ barocca. [95] Ibidem. voce Longhena. cit.Architettura barocca [40] [41] [42] [43] [44] [45] [46] [47] [48] [49] [50] [51] [52] [53] [54] [55] [56] [57] [58] [59] [60] [61] Ibidem. cit. Dizionario di architettura. Fleming. p.Schulz. [74] Ibidem. 78. 194. 183. R. 338. Honour. 27 [62] N. 44. [78] N. voce Polonia. Architettura Barocca. H. pp. 2002. 438-448. Honour. intoscana.. [72] Ibidem. J. C. Pevsner.. [71] Ibidem. Rosario. Ibidem. pp. 199-200. J. De Fusco. Norberg . Pevsner. 200. cit. [67] N.. it/ intoscana2/ export/ TurismoRT/ sito-TurismoRT/ Contenuti/ Itinerari/ visualizza_asset. cit. J.Schulz. Dizionario di architettura.baroque. Pevsner. Dizionario di architettura. . Ibidem. 187. [92] C. cit. Baldassarre. p. [87] Ibidem. si vedano anche i giudizi di C. N. 45. Fleming. p. Dizionario di architettura. Pevsner. Fran„ois. [65] Ibidem. Pevsner. Honour.. 198. Honour. Honour. [63] C. G. it/ arte-barocca/ arte-barocca-architettura. 161-164. p. Storia dell'arte italiana. Pevsner. cit. Blunt. Mille anni d'architettura in Europa. [93] N.. voce Campen. Norberg . H. pp. pp. Mille anni d'architettura in Europa. p. [94] Ibidem. N. Honour. J. Pevsner. [70] C. AA. p. Bertelli. Ibidem. Architettura Barocca. voce Vanvitelli. 446. p. 1610-1760. cit. 195. C.Schulz. cit. [80] N. cit. voce Grimaldi. cit.intoscana. Fleming. Fleming. Giovanni Battista. [75] Ibidem. Sicilia barocca: architettura e citt€. 202. [85] Ibidem.. Storia dell'architettura europea. cit. cit. Ibidem. [79] Ibidem. [68] R. Dizionario di architettura.’URL consultato in data 17-09-2009. Jacob van. p. p. Briganti. p. 443. Dizionario di architettura. [82] Ibidem. voce Portogallo. Pevsner. [86] Ibidem. Ferdinando. Ibidem. Pevsner.. Norberg . H.turismo. H. Milano 1980. Fleming. [88] Ibidem. p. Agostino. J. voci Zimbalo. de Seta. H. 86. 183. Blunt. voce Russia. Architettura Barocca. p.Schulz. L'architettura barocca (http:/ / www.. 138. Pevsner. N. p. voce Mansart. p. Ibidem.Schulz. N. De Fusco. Ibidem.. J. voce Vaccarini. Napoli 1978.. 146. [64] Ibidem.Schulz. 196. 357.. G. 425. J. cit. [69] N. voce Messico.. cit. 183-184. 186. p. Architettura e citt€ barocca. voce Fuga. Fleming. J. cit. [66] Ibidem.. php). C. [84] R. Bertelli. de Seta. p. cit. cit. Hugh. Honour. turismo. cit. H.. p. Francesco Abbate. Giuseppe e Cino. 203. Dizionario di architettura.

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47972”E Chiesa del Santissimo Nome di Ges• [1] Facciata Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Anno consacrazione 1584 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Sito web architettura manierista. € la chiesa madre della Compagnia di Ges„.89583”N 12.Chiesa del Ges„ 29 Chiesa del Ges• Coordinate geografiche: 41”53•45‚N 12”28•47‚E41. architettura barocca 1568 1580 Sito ufficiale [2] Collegio Internazionale del Ges„ [3] La chiesa del Santissimo Nome di Ges• a Roma. . conosciuta soprattutto come chiesa del Ges• o pi„ semplicemente come Il Ges•.

I lavori cominciarono solo nel 1568. perch† fu costruita secondo lo spirito dei decreti del Concilio di Trento: € stata progettata a navata unica. mentre Generale della Compagnia era Francesco Borgia che fu Generale dal 1565 al 1572. per facilitare la predicazione. In quell'anno il cardinale Alessandro Farnese. € considerata come una svolta importante nella storia dell'arte. All'epoca Paolo III viveva a Palazzo Venezia ed offrƒ ai primi gesuiti la cappella. “ un altare centrale per la celebrazione dell'Eucarestia. Nel 1554. gi‚ nel 1551. Il Della Porta rielabor• il disegno della movimentata facciata e progett• la cupola.Chiesa del Ges„ 30 Storia La costruzione della chiesa. Papa Paolo III nel 1540 aveva autorizzato la costituzione della Compagnia di Ges„. con due esigenze: “ una grande navata con un pulpito laterale. come la chiesa del Ges„ all'Ateneo di Manila. Dopo la morte del Vignola il cantiere pass• sotto la direzione di Giacomo Della Porta fino al 1580. vicina alla sua residenza. che si affaccia su piazza del Ges„. nipote di papa Paolo III. costituƒ un fondo per la costruzione. La chiesa del Ges„ € stata il modello per vari edifici di culto eretti dalla Compagnia del Ges„ in tutto il mondo. erano stati disegnati da Nanni di Baccio Bigio. Fu consacrata il 25 novembre 1584. I primi progetti della chiesa. che si trovava sull'attuale sito della chiesa. richiesti da Ignazio. Ma per mancanza di mezzi finanziari i lavori della chiesa non furono iniziati durante la vita di Ignazio. L'interno . perch† l'attenzione dei fedeli fosse concentrata sull'altare e sul celebrante. Costruire la chiesa era stato. I lavori furono diretti dal Vignola dal 1568 al 1575. un desiderio di Ignazio di Loyola. il progetto fu rielaborato da Michelangelo e poi dal Vignola (1568). fondatore della Compagnia di Ges„ ed attivo durante la riforma protestante e la successiva riforma cattolica. un architetto fiorentino.

Modello di questa chiesa (che si pone come punto di collegamento tra Classicismo. € il Trionfo del nome di Ges… Gaulli detto il Baciccio di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio.[4] La cupola del Della Porta. Sempre del Baciccio l'affresco della cupola. alabastro. cristallo).Chiesa del Ges„ 31 Architettura. L'altare dedicato a Ignazio di Loyola. di Jean-Baptiste Th†odon. — opera di Andrea Pozzo. dotato di uno Trionfo del Nome di Ges…. Un punto della navata. affiancata da tre cappelle per lato. Le spoglie del santo riposano in un'urna in bronzo dorato. ametista. opera di Alessandro Algardi.30 dietro la grande tela illustrata al fianco. fra musiche e luci. Vignola volle favorire la meditazione individuale e la predicazione. Il pittore Giovanni Andrea Carlone. ha un tamburo ottagonale. nella grande cappella dedicata al Santo. pittura e scultura La chiesa presenta pianta longitudinale con una sola navata (secondo i dettami tridentini) coperta da una volta a botte. Essi rappresentano: “ l'Approvazione della Compagnia del Ges…. con il quale la larga fascia inferiore € divisa da quattro coppie di paraste e chiusa in alto da ampie volute che conchiudono il tetto. opera di Giovan Battista straordinario effetto di prospettiva. Manierismo e Barocco) fu la chiesa di Sant'Andrea di Mantova costruita circa un secolo prima su disegno di Leon Battista Alberti. Lo stesso Della Porta disegn• per Il Ges„ una facciata sovrastata da un timpano triangolare. L'affresco centrale della volta della navata. L'altare dedicato a Ignazio di Loyola . un presbiterio. Quattro gruppi scultorei circondano l'altare. un artista gesuita e fu completato tra il 1696 e il 1700. appare. attivo pure nel vicino Palazzo Altieri. una grande statua dorata del Santo. di Angelo de Rossi. indicano il punto ottimale per lo spettatore. colpisce per la sovrabbondanza di oro e di altri materiali preziosi (lapislazzuli. sormontato da una cupola sull'incrocio del transetto (i cui bracci sono stati contratti sino a trasformarsi in due cappelle). vi lavor• come frescante negli anni (1673-1678). “ il Trionfo della Fede sull'Idolatria. onice. Con questo progetto. marmo. allievo di Carlo Maratta. Ogni giorno intorno alle 17. contrassegnato con il monogramma • IHS – (le prime lettere del nome di Ges„ in greco).

nellƒintelletto si costituiscono pensieri e giudizi in ragione del sorgere di emozioni e sensazioni che portano ad un'interpretazione soggettiva dellƒopera. di Antonio Sarti. attraverso. in questo modo. Lo scopo verso cui vogliamo puntare lƒattenzione non € quello di affrontare in maniera dettagliata ciascun argomento. contributo personale dellƒautore.culturale in cui unƒopera nasce e si sviluppa. fu disegnata da Pietro da Cortona e Carlo Fontana. di Bernardino Cametti. di fattura decisamente pi„ sobria. Con questo metodo € possibile accostarsi alla lettura delle opere dƒarte contenute nel ciclo iconografico francescano della Cappella del Sacro Cuore nella chiesa del Santissimo Nome di Ges„ in Roma. per gli ebrei. riportato in Italia nel 1614 su ordine del generale Claudio Acquaviva. tecniche utilizzate per la composizione. Questo lavoro si propone di tenere fede a queste coordinate: situazione storico. di Pierre Le Gros. € del 1843. Sotto l'altare un reliquiario contiene il braccio destro del santo. il momento a cui viene assegnato il nome ai bambini e. La circoncisione € infatti.Chiesa del Ges„ 32 “ la Canonizzazione di Ignazio. oltre quelle qui segnalate. La pala di altare. Davanti alla cappella di Ignazio si trova quella di San Francesco Saverio. contesto religioso e spirituale. unƒanalisi sintetica ed essenziale cercheremo di fornire informazioni che appaghino lƒinteresse artistico e storico. “ la Religione che trionfa sull'Eresia. La cupola € affrescata con la Gloria di San Francesco Saverio del pittore Giovanni Andrea Carlone. anche quella degli Angeli. Sono interessanti altre cappelle laterali fra le quali. raffigura la circoncisione di Ges„. Ciclo iconografico francescano nella Cappella del Sacro Cuore Quando ci si trova dinanzi ad unƒopera dƒarte. . Giovanni Andrea Carlone: Gloria di San Francesco Saverio L'altare maggiore della chiesa. solo dopo aver analizzato lƒopera tenendo conto di questi criteri si pu• dare spazio alle impressioni personali suscitate nel soggetto. tanto pi„ perch† alcune delle opere dƒarte prese in esame godono di numerosissimi studi. organico e per alcuni aspetti oggettivo. Un meccanismo simile a quello dell'altare di San Ignazio permette di abbassare la tela per scoprire una statua del Sacro Cuore. la tela richiama il tema del "Santissimo Nome di Ges„". Con questi presupposti diventa impegnativo dare allƒopera una lettura rispettosa di una serie di elementi che guidano lo studio verso un giudizio pi„ unitario. corrente artistica. dipinta da Alessandro Capalti. invece. motivi e fonti dƒispirazione.

in quanto. poi proclamato santo) si iniziano i lavori di costruzione di una cappella sul lato destro del transetto della chiesa del Santissimo Nome di Ges„. sono raffigurati i quattro Evangelisti e quattro dottori della Chiesa: Ambrogio. riproduce lƒapparizione del Sacro Cuore. Agostino. primo confidente della santa veggente. su commissione di Francesco Borgia (terzo preposito generale della Compagnia di Ges„. opera di Baldassarre Croce (Bologna 1558 € Roma 1628). in malachite con fascia in rosso e bassorilievo dƒargento. Cappella Sacro Cuore Lƒaltare € fiancheggiato da due colonne di marmo africano. delle cui spese si fa carico una nobildonna: Olimpia Orsini. nella spezzatura del timpano due angeli sostengono il monogramma del nome di Ges„.Chiesa del Ges„ 33 La Cappella del Sacro Cuore gi‚ di san Francesco d'Assisi Note storiche ed artistiche Nel XVI secolo. ai lati due statue di bronzo di Santa Margherita Maria Alacoque e San Claudio La Colombi†re. nella volta. Girolamo e Gregorio Magno. di cui il committente portava il nome e nutriva una profonda devozione. Prima che la cappella divenisse del Sacro Cuore. ora poste nella Cappella di Santa Maria della Strada sul lato sinistro del transetto. sotto la pala dƒaltare delle stimmate vi era un piccolo gruppo marmoreo raffigurante Sant'Anna e Maria Bambina di un gusto molto raffinato. La pianta della cappella € circolare. il paliotto. Nel 1599 la cappella realizzata dal Della Porta viene inaugurata e dedicata a San Francesco d'Assisi. nel 1920 la cappella diventa del Sacro Cuore. viene situato un ovale del Sacro Cuore. Il ciborio € rivestito di marmo rosso greco intarsiato in pietre dure. . primo dipinto in Italia dopo le apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque. intervallati da teste di cherubini. al posto della pala dƒaltare raffigurante San Francesco che riceve le stimmate e due tele con Santa Chiara e Santa Elisabetta d'Ungheria che la fiancheggiavano.

fondatore della Compagnia di Ges„. ci accorgiamo che vi sono degli episodi riconducenti alla vita di Francesco dƒAssisi: spogliazione dai beni per abbracciare la povert‚ estrema. ad esempio. se guardiamo alla vita di Ignazio di Loyola. San Francesco dinanzi al Sultano di Egitto. contemporanea della riforma gesuitica. . San Francesco muore sulla nuda terra. San Francesco ammansisce il lupo di Gubbio. e incarnava a perfezione il modello "dellƒeroe della carit‚". raffiguranti alcune scene della vita di San Francesco. conforme anche al concetto della pittura riformata che si concepiva come esercizio della virt„ della carit‚. la chiesa del Ges„ costituisce la chiesa madre dellƒOrdine dei gesuiti che ha dato alla stessa Riforma un contributo notevole e per alcuni versi decisivo. per il suo evangelismo radicale ma ortodosso e obbediente. Innanzitutto. si trova un affresco poco considerato a causa della sua ubicazione e che rappresenta San Francesco tentato sulla Verna. ardore apostolico nel recarsi pellegrino in Terra Santa per la conversione degli infedeli.[5] Unƒultima annotazione va fatta in merito al legame di questo ciclo francescano con la riforma cappuccina. e cio€ con la barba e con il cappuccio del saio pi„ allungato di quello degli abiti dei frati appartenenti ad altri rami dellƒOrdine francescano. San Francesco appare ai frati in un carro di fuoco. Unƒattenzione particolare merita il fatto che la figura di Francesco dƒAssisi. 34 San Francesco si spoglia e rinuncia ai suoi beni Per capire quali siano stati i motivi che hanno spinto alla collocazione di scene della vita di San Francesco nella chiesa del Ges„.Chiesa del Ges„ Ciclo iconografico francescano Sulle pareti perimetrali della Cappella del Sacro Cuore si trovano dei dipinti. si presentava sia alla Chiesa cattolica che al mondo protestante come paradigma di vita cristiana. San Francesco predica agli uccelli. Pu• sembrare quanto mai insolito che in una chiesa retta dai padri gesuiti da secoli ci sia una massiccia presenza di opere iconografiche francescane. San Francesco appare a un Frate Minore. Nella vita di Ignazio poi si riscontra una attenzione particolare verso lƒOrdine francescano. alcuni su tela altri su tavola. sulla volta dellƒatrio dƒingresso. Iniziando dal lato destro dellƒatrio dƒingresso alla cappella abbiamo: San Francesco si spoglia e rinuncia ai suoi beni. la Riforma cattolica. poi. bisogna risalire ad altre motivazioni pi„ profonde. inoltre nel periodo in cui queste opere sono state eseguite. profondo zelo verso i pi„ poveri e bisognosi di conforto. non ci si pu• fermare di fronte al fatto che il committente delle opere portasse il nome di Francesco e nutrisse una profonda devozione verso lo stesso santo. segno evidente di questo legame € il modo con cui sono raffigurati i frati nei dipinti. era un frate francescano del Convento di San Pietro in Montorio. il suo confessore.

sebbene rimangono molte questioni aperte alla ricerca di nomi certi e definitivi. quando Giovanni Baglione. Lƒunico quadro di cui attualmente si pu• definire con fondata certezza lƒautore € la pala delle Stimmate. infatti. a proposito della vita del pittore fiammingo Paul Bril. tuttavia ci sono testimoni oculari che attestano ci•. se poi si pensa che egli avrebbe firmato le opere del ciclo allƒet‚ di circa ventiquattro anni. Altre perplessit‚ sorgono di fronte alla ipotesi che il ciclo francescano potesse ritrovare il suo autore in Paul Brill: alcuni rifiutano questa possibilit‚. lo studio della loro attribuzione va avanti a stento dal 1642. Rimangono del tutto incerti gli autori delle tele di Santa Chiara e Sant'Elisabetta e dellƒaffresco della tentazione di San Francesco sulla Verna situato sulla volta dellƒatrio dƒingresso alla Cappella del Sacro Cuore. arte. spiritualit‚ Problema attributivo Attribuire a dei precisi autori i dipinti del ciclo francescano risulta essere un'opera ardua e coraggiosa.Chiesa del Ges„ 35 Storia. artista appartenente alla famiglia Alberti di Borgo Sansepolcro. di Durante Alberti (1538-1613). questa notizia € inoltre confermata da Giovanni Baglione nel 1642. Riguardo agli altri sette dipinti gli studiosi si trovano dƒaccordo nellƒattribuirne la fattura ad artisti fiamminghi. Alcuni riportano il nome del fiammingo Maarten Pepijn (Anversa 1575-1642) seppure con incertezza riguardo alla sua fama poco diffusa e alle notizie frammentarie sul suo soggiorno in Italia e a San Francesco predica agli uccelli Roma. le incertezze aumentano perch† non ci sono sue opere coeve per poterle confrontare. Francesco sono suoi e il rimanente a olio € di Giuseppe Peniz e dƒaltri fiamminghi–[6] Da qui € sorto un problema che ancora oggi € trascinato in modo incerto e monotono. Ci sembra opportuno dare un quadro dello stato attuale in cui versa il problema attributivo. . evitando di addentrarci nell'excursus storico degli studi riguardanti suddetto problema. come Gaspare Celio che ha lavorato nella chiesa del Ges„ e ne ha dato testimonianza scritta nella sua Memoria del 1638 dove scrive testualmente: „li paesi suoi (del ciclo francescano) di Paolo Brillo…. scriveva: •Gli uccelli e i paesi che sono nella Chiesa della Compagnia di Ges„ dentro la Cappella di S.

Roma 2002. Russo. Il progetto del "Ges…" di Roma. Il Ges… di Roma. sembra che lƒarte fiamminga segni lƒinizio ad una sorta di ascetismo religioso o ad una astratta sacralit‚ ed alla frequenza di riferimenti simbolici. 304. dove la minuzia con cui sono raffigurati gli uccelli € straordinaria. 1999. org/ ~geohack/ geohack. Storia.I. “ Lucas Thomas M. Infine. ma € lo spazio che si restringe e si concentra fino a trovare nella figura il suo punto focale. Il ciclo francescano nella Chiesa del Ges… in Roma. Chiesa del Ges….. trasparenti tanto da sembrare quasi smalti. il loro giusto rapporto proporzionale per la mancanza di quella unit‚ e sintesi di visione San Francesco muore disteso sulla nuda terra che solo le leggi della prospettiva lineare potevano dare e che il pittore fiammingo ignorava. riflessione. preghiera. 2005. 36 Note [1] http:/ / toolserver. 38. Casolini. p. Le camere di sant'Ignazio a Roma.44. Trattato dei Miracoli. I quattro del Ges…. Edizioni ADP. a volte. Roma 2001. Le figure e gli oggetti non trovano. “ R. per quanto riguarda lƒispirazione e lo spirito. Ristampa anastatica. in "La Civilt‚ Cattolica". Roma 2001. osservare il movimento dei personaggi. . p. “ Farrugia Mario S. Le vite de€ Pittori Scultori et Architetti. € tipico dellƒarte fiamminga il gusto dellƒanalisi del particolare che risalta chiaramente nella tavola di San Francesco che predica agli uccelli. Vita di San Francesco d€Assisi I e II. Assisi 1989. [6] Baglione. Citt‚ del Vaticano 1995. “ Tommaso da Celano. ad esempio. Assisi 1989. 296. Bari 1999. “ Pecchiai Pio. cosƒ anche i vari paesaggi sono presentati con profondit‚. collegiodelgesu. Mille anni d'architettura in Europa. “ Dionisi Aurelio S. La Madonna della Strada venerata nella Chiesa del Ges… in Roma. Infatti. senso atmosferico e con colori splendidi. p. [5] Russo.. Committente e fruitori d'opera nella Roma del Cinquecento. Rizzoli. chiesadelgesu. Nella rappresentazione dello spazio non avviene ci• che accade. php?pagename=Chiesa_del_Ges%C3%B9& language=it& params=41_53_45_N_12_28_47_E_region:IT-RM_type:landmark_source:dewiki [2] http:/ / www. traduzione di F.I. Bibliografia “ Giulio Andreotti.. perch† poco carichi di olio e pi„ di vernice. Societ‚ Grafica Romana. “ Tommaso da Celano. pp. per i fiorentini. luminosi. Il Ges… di Roma descritto ed illustrato. Dalla considerazione di ciascuna rappresentazione € facile trarre degli elementi che ci riportano decisamente ad attribuire ad artisti fiamminghi la fattura.I.Chiesa del Ges„ Brevi note sullo stile artistico Sarebbe interessante puntare lo sguardo su ciascuno dei dipinti per poterne studiare i particolari.. net/ [4] R. Dal Pontificato di Gregorio XII del 1572. De Fusco. tav. In fino a€ tempi di Papa Urbano VIII nel 1642. “ Giovanni Sale. pag. in "La Civilt‚ Cattolica". Roma 1642. 119. org/ [3] http:/ / www. trarne il loro specifico e significativo messaggio. 1991 III 280-286 (3387-3388). 2001 III 247-260 (3627-3628). Roma 1952. Il ciclo francescano nella chiesa del Ges… in Roma.389. non € la figura che domina lo spazio col gesto dellƒazione. ci limiteremo soltanto a dare uno sguardo dƒinsieme a tutte le opere. Breve storia e illustrazione della chiesa-madre dei gesuiti III edizione riveduta e aggiornata da Gualberto Giachi S.

46‚E41.wikimedia.org/wiki/Il Ges„ (Roma) Collegamenti esterni “ Chiesa del Ges„ (Roma) . 1980.chiesadelgesu.htm) Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano Coordinate geografiche: 41”54•15. Italiano e Inglese “ Collegio Internazionale del Ges„ (http://www.Compagnia di Ges„ (http://www.net/) “ Galleria fotografica (http://www. Padova.collegiodelgesu.org/).9042167”N 12.it/page/rome/gesu/index. 37 Voci correlate “ “ “ “ “ “ Santissimo Nome di Ges„ Architettura manierista Architettura barocca Jacopo Barozzi da Vignola Piazza del Ges„ Arte della Controriforma Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.Chiesa del Ges„ “ Fonti francescane.18‚N 12”29•37.4937389”E Santa Susanna alle Terme di Diocleziano [1] Facciata di Carlo Maderno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico barocco Inizio costruzione Completamento 800 1603 .giovannirinaldi.

i resti di una casa romana del III secolo. e attraverso il cardinale Cushing fu restituito in propriet‚ al monastero cistercense. la chiesa di Santa Susanna € prima di tutto una chiesa monastica e poi chiesa nazionale. Al contrario volendo si potrebbe leggere la facciata come un processo di rarefazione degli elementi architettonici dal centro all'esterno. Infatti. ad un primo avanzamento ottenuto con una semi-colonna e infine con l'accostamento di due semicolonne che delimitano il portale disposte in modo gradualmente emergente verso il centro. 38 Storia Nelle strutture della chiesa sono stati osservati resti di un edificio romano di epoca imperiale[2]. situata nel Rione Trevi. Lo stesso processo si evidenzia in una lettura dal basso verso l'alto. mentre il timpano si conclude con un coronamento a balaustra che lascia intravedere il cielo. una sorta di anticipazione del tema della facciata sinusoidale borrominiana. La comunit‚ monastica cistercense femminile € proprietaria del complesso monastico e della stessa chiesa. tesi a rafforzare l'asse centrale del tempio. L'attuale facciata € opera di Carlo Maderno del 1603. Non si pu• ancora parlare di ricerca dell'infinito. sotto la confessione (cio€ l'altare edificato sul luogo del martirio). Altri scavi del 1990 hanno riportato in luce un sarcofago romano con dentro frammenti di intonaco dipinto. Scavi del XIX secolo hanno effettivamente portato alla luce. in quanto al secondo ordine le semicolonne lasciano il posto a lesene molto meno rilevate. ottenuta qui La facciata attraverso passaggi non concavo-convessi. Dal 7 ottobre 1587. definita come il "primo esempio pienamente realizzato di architettura barocca"[3]. Al primo ordine si passa infatti dalle lesene singole e poco rilevate. ritorn• gradualmente in possesso del titolo cardinalizio. nell'800. . Fu elevata a titolo cardinalizio sul sito delle case di Gabinio e Caio. ora visibili attraverso la pavimentazione in vetro della sacrestia. fu fatta riedificare prima da papa Leone III. originariamente detta ad duas domos (cio€ presso le case di Gabinio e Caio) e in forma basilicale. espropriato con gran parte del convento dallo Stato unitario dopo il 1870. ma gli spunti potrebbero essere stati importanti per gli allievi di Carlo Maderno.Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano La chiesa di Santa Susanna € una delle chiese pi„ antiche di Roma. La chiesa. intitolata alla martire Susanna. Descrizione Esterno La facciata di Santa Susanna. assegnato dal 1937 a cardinali americani (per questa ragione € attualmente la chiesa nazionale dei cattolici statunitensi). poste agli estremi della facciata. Nel piano pastorale della diocesi di Roma. Il complesso. L'elemento che pi„ colpisce l'osservatore € il tema del graduale avanzare verso l'esterno della facciata nella sua parte centrale. alcune intuizioni sembrano anticipare le ricerche barocche sul tema della visione e del rapporto con il contesto urbano. papa Sisto V ne fece la sede della comunit‚ monastica cistercense di san Bernardo (femminile). e poi completamente da papa Sisto IV nel 1475. ma attraverso scatti successivi degli elementi strutturali. costituisce un momento di straordinaria qualit‚ nel passaggio complesso dal tardo Manierismo romano all'inizio del Seicento.

[4]. rettangolare. Gli affreschi alle pareti sono attribuiti a Francesco Mezzetti (1676-1706). fratello del pi„ celebre Domenico Fontana. con un soffitto in legno a cassettoni. Il coro. Organo Nella chiesa si trova un organo Ruffatti del 1965 a trasmissione elettrica con due tastiere e pedaliera concavo-radiale. Il soffitto. Dietro l'abside della chiesa. € situato il coro delle monache. pi„ piccola rispetto alla navata. opera del palermitano Tommaso Laureti. Prima tastiera . separato da questa da una grata in ferro. € a cassettoni dorati e reca al centro un'immagine della Madonna sormontata dallo stemma Rusticucci. titolare della chiesa tra il 1570 e il 1597. Le pareti sono state completamente affrescate con Storie della vita di Santa Susanna di Baldassarre Croce nel 1595. In essa vari dipinti. L'altare maggiore. € stata progettata da Marsilio Fontana di Melide. Nella sacrestia delle Monache cistercensi sono conservati gli affreschi del VII secolo riferibili alla primitiva chiesa paleocristiana e ritrovati durante gli scavi archeologici eseguiti negli anni 90 del secolo scorso[5]. fra cui Il Martirio di San Lorenzo di Cesare Nebbia e il Battesimo di San Genesio di Baldassarre Croce. In fondo ad esso. invece. invece.Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 39 Interno L'interno della chiesa € a navata unica con una cappella laterale in prossimit‚ della balaustra del presbiterio. l'abside semicircolare. fu fatto costruire da papa Paolo V. a sinistra. Il presbiterio € diviso dalla navata tramite una balaustra marmorea.Grand'Organo Principale Flauto Bordone Ottava Flauto Decimaquinta Ripieno Voce Umana 8' 8' 8' 4' 4' 2' 5 file 8' . fatto realizzare nel 1596 dal cardinale Girolamo Rusticucci. nel 1597 vi trov• la morte durante i lavori. Sotto la chiesa e sotto il monastero delle monache cistercensi sono stati rinvenui mosaici e affreschi di ville romane del periodo imperiale. con l'affresco Gloria di Santa Susanna nel catino. accoglie la pala Martirio di Santa Susanna. opera di Cesare Nebbia. L'abside La cappella Peretti.

Espressivo Bordone Viola da Gamba Principalino Flauto a camino Sesquialtera Ottavino Ripienino Voce celeste 8' 8' 4' 4' 2 file 2' 3 file 8' Tromba armonica 8' Pedale Subbasso 16' Principale 8' Bordone Flauto Tromba 8' 8' 8' Unioni e accoppiamenti Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione I 16' I II 16' I I 8' I I 4' I II 4' I II 16' II II 4' II I 8' P II 8' P I 4' P II 4' P .Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 40 Seconda tastiera .

[4] Mollisi. Verona 1984. Fronzuto. Atti del VII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana. 175. nell'arte.soluzione-web. in Giorgio Mollisi (a cura di). Scavi e ricerche in Santa Susanna in Roma.html). Sculture e Architetture esposte in Roma. pp. Titi. Lugano 2007. uchicago.uchicago. Norberg . Cassino 2003. Armellini. La parrocciale di Melide. Firenze 1927 (http://penelope. nella cultura. Edizioni Ticino Management. I.edu/Thayer/I/ Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/churches/_Texts/Huelsen/HUECHI*/2/S. Roma 1891 (http://penelope. v. v. 46_E_type:landmark [2] Filippo Coarelli. Maria Andaloro. pp.html). Arte&Storia.html#S.Schulz. ivi. Guida archeologica di Roma. Roma 1763 (http://penelope. Descrizione delle Pitture. “ G. 63. Un esempio di decorazione sistina nella chiesa dei Fontana. settembre-ottobre 2007.demo04.org/wiki/Category:Santa Susanna (Rome) Collegamenti esterni “ Cistercensi di Santa Susanna (http://www. Martellago (Venezia) 1998. “ Giorgio Mollisi. Susanna). Olschki Editore. Norberg . Architettura Barocca. pp. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX. org/ ~geohack/ geohack. 403-404 Voci correlate “ Santa Susanna (titolo cardinalizio) “ Architettura barocca “ Carlo Maderno Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. php?pagename=Chiesa_di_Santa_Susanna_alle_Terme_di_Diocleziano& language=it& params=41_54_15. nell'economia dal Cinquecento ad oggi".Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 41 Note [1] http:/ / toolserver.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/_Texts/Titi/1763*/6.it/Objects/Pagina. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni. 359-376. Organi di Roma. 223. I dipinti murali depositati nel sarcofago dell'area di Santa Susanna in Roma. p.edu/Thayer/I/ Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/churches/_Texts/Armellini/ARMCHI*/2/Trevi. Le Chiese di Roma nel Medio Evo. 18_N_12_29_37. Leo S. Firenze 2007. pp.wikimedia. 2007.Schulz. Architettura Barocca.asp?ID=3) sito istituzionale . anno 8. Arnoldo Mondadori Editore. [5] Alessandro Bonanni. "Svizzeri a Roma nella storia. pp. La Parrocchiale di Melide. H‘lsen. 268-269 “ C.uchicago. Martellago (Venezia) 1998. pag. 377-386 Bibliografia “ M. numero 35. [3] C. 486-487 “ F. pp. 297-298 “ C. p. I.

Nel 1608 Maderno fu incaricato di completare l'edificio. nel rione Sant'Eustachio. ubicata in piazza Vidoni. ampliando il transetto ed innalzando la cupola. nipote di papa Sisto V.[2] . I lavori furono finanziati dal cardinale Alessandro Peretti di Montalto. Storia La basilica fu progettata e costruita da Giacomo Della Porta. e Carlo Maderno tra il 1590 e il 1650.Basilica di Sant'Andrea della Valle 42 Basilica di Sant'Andrea della Valle Coordinate geografiche: 41”53•46‚N 12”28•28‚E41. Francesco Grimaldi. il cardinale Pietro Francesco Galleffi cant• la messa.89606389”N 12. Invece la facciata barocca fu aggiunta tra il 1655 e il 1663 da Carlo Rainaldi. Il vicino Palazzo Valle diede il nome alla chiesa. All'inizio del XIX secolo papa Pio VII vi celebr• i funerali di Enrico Benedetto Stuart. quarto e ultimo pretendente giacobita al trono britannico.47435”E Basilica di Sant'Andrea della Valle [1] Facciata di Carlo Rainaldi Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico Barocco Inizio costruzione Completamento 1590 1650 Sant'Andrea della Valle € una basilica di Roma.

La volta € a botte. un punto di stazione dell'osservatore. le cappelle di Sant'Andrea della Valle sono meno profonde e sensibilmente pi„ alte. com'era prima dei lavori stradali. I lavori per la facciata furono finanziati dal cardinale Francesco Peretti di Montalto.Basilica di Sant'Andrea della Valle 43 Descrizione Facciata La facciata. alta. Due ulteriori cappelle laterali si affacciano sull'abside. sottolineando cosƒ il forte ritmo verticale dell'edificio. Le due statue muliebri sopra la porta sono di Cosimo Fancelli. Dello stesso scultore € l'angelo con la croce che adorna il ponte Sant'Angelo. perch† da quando € stata allargata la strada il "fuoco fisso" dell'osservatore € stato spostato. L'interno . Per cui nella facciata di Sant'Andrea della Valle il "fuoco fisso" era ottenuto e salvaguardato dalla larghezza della strada. di gusto tardo-barocco. che era inferiore rispetto ad oggi. e non stupisce che Giacomo Puccini l'abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca (anche se la cappella Attavanti di cui si parla nell'opera € un'invenzione poetica). Vi si presume una distanza fissa limitata. L'interno della chiesa € fastoso e luminoso. e non si ha pi„ lo stesso effetto delle colonne incassate. Martirio di sant'Andrea e Sepoltura di sant'Andrea. dovuti alla abbondante presenza di colonne e cornicioni con forte aggetto. In travertino. al di l‚ della quale l'effetto previsto della facciata della Basilica non si produce pi„. Lo schema planimetrico € riconducibile al modello della non distante chiesa del Ges„. fu realizzata dal 1655 al 1665 da Carlo Rainaldi che ampli• il progetto originario di Carlo Maderno. sebbene con alcune differenze: in particolare. fiancheggiata da otto cappelle laterali. di Ercole Ferrata. l'originale finanziatore dell'opera. Al centro un finestrone sovrasta il portale. Si perde cosƒ tutta la bellezza plastica dell'intero complesso architettonico. Interno La pianta della chiesa € a croce latina con una vasta navata e un transetto poco pronunciato. mentre ai lati si hanno nicchie con statue e finte finestre. nipote di Alessandro. sontuosa. presenta due ordini di colonne appaiate e lesene corinzie. La tradizionale voluta di raccordo € assente nella parte destra. La facciata per•. ha subito "figurativamente" un danno. secondo quanto scrive Cesare Brandi nel suo libro Teoria del restauro. mentre nella parte sinistra € sostituita da un caratteristico angelo con l'ala alzata. maestosa. perch† si ha una visione delle colonne "schiacciata". ampia e ricca di ori e affrescata da Mattia Preti con il trittico Crocifissione di sant'Andrea. Le statue nelle nicchie sono di Domenico Guidi (San Gaetano e San Sebastiano) e di Ercole Ferrata (Sant'Andrea apostolo e Sant'Andrea d'Avellino). La facciata € caratterizzata da marcati chiaroscuri. pur mantenendo una struttura ordinata ed elegante. aggettanti. affrescata.

Il lavoro venne condotto in concomitanza. eseguito da Giovanni De Vecchi nel 1614. La pala che orna l'altare € di Domenico Passignano (1616). entrambi appartenenti alla Scuola Carracci. Venne giustiziato dagli arcieri: nell'iconografia cristiana € raffigurato trafitto da numerose frecce. assisteva i martiri nelle prigioni. in quanto ritrae San Sebastiano. Alla sua decorazione lavorarono dal 1609. € la terza in altezza della citt‚ di Roma. Terza cappella a sinistra La terza cappella a sinistra ospita un dipinto. con l'affresco dei pennacchi (o peducci) e del transetto absidale. realizzata da Carlo Maderno. Cupola La cupola. il tamburo riprende il tema delle colonne binate della cupola di San Pietro. Cappella Barberini La prima cappella a sinistra € dedicata alla famiglia Barberini. Pietro. La cupola ritrae la Gloria del Paradiso. Francesco Mochi e Ambrogio Bonvicino. se da un lato permette l'illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa. Gian Lorenzo Bernini. Sebastiano fu un valoroso soldato romano. € opera di Carlo Fontana (1670). c'era forte competizione. piuttosto rovinato. Secondo la tradizione. preceduta solo da quella della basilica di San Pietro in Vaticano e dalla pi„ recente cupola della chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'EUR. in numero di otto. che divenne meta di assidui pellegrinaggi. Fervente cristiano. Nel IV secolo venne eretta sul sito una piccola chiesa. Tra i due artisti. Cristoforo Stati. capitano dei Pretoriani sotto Diocleziano (280). All'esterno. dopodich† fuggƒ a Napoli. mentre i pennacchi rappresentano i Quattro evangelisti. Il valore di questa opera € simbolico. realizzato da Giovanni Lanfranco tra il 1621 ed il 1625. con storie di Sant'Andrea.Basilica di Sant'Andrea della Valle 44 Cappelle Cappella Lancellotti La prima cappella a destra si distingue per la qualit‚ delle sculture. dedicata ai Lancellotti. La presenza delle finestre. la cui chiesa sorgeva dove ora si trova Sant'Andrea Della Valle. che divenne in seguito papa Urbano VIII. eseguiti dal Domenichino tra il 1621 ed il 1628. dall'altro rende difficilmente distinguibile il La cupola meraviglioso affresco della cupola. Narra la leggenda che la matrona romana Luciana trov• il suo corpo proprio dove ora si erge Sant'Andrea della Valle. La cappella. e per questo fu messo a morte da Diocleziano. e probabilmente in competizione. tanto che lo Zampieri accus• Lanfranco di averlo spinto da un'impalcatura. Fu allestita da Matteo Castelli dal 1604 al 1616 su commissione del cardinale Maffeo Barberini.[3] — molto luminosa grazie ad un ordine di finestre intervallate da semi-colonne. .

la sua disposizione fonica: Prima tastiera . Di seguito. costruito nel 1909 da Carlo Vegezzi-Bossi e Guido Buccolini e restaurato nel 1964 da Leandro Buccolini e ancora nel 1975.3/5' 3 file Tromba Armonica 8' Oboe Viola Celeste Salicionale Tremolo 8' 8' 16' .Grand'Organo Principale Principale Dulciana Flauto Ottava 16' 8' 8' 8' 4' Flauto in Ottava 4' Duodecima Decimaquinta Ripieno Grave Ripieno Acuto Tromba Clarinetto Voce Umana 2. l'organo € a due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera di 32 ed € a trasmissione elettrica.Espressivo Principale Viola Gamba Bordone Ottava Eolina Nazardo Silvestre Decimino Pieno 8' 8' 8' 4' 4' 2.2/3' 2' 3 file 3 file 8' 8' 8' Seconda tastiera .2/3' 2' 1.Basilica di Sant'Andrea della Valle 45 Organo Sull'ampia cantoria in controfacciata. Attualmente (2012). si trova l'organo a canne[4] della basilica. realizzata nel 1905 da Enrico Caraffa.

Titolo cardinalizio Dal 1960 Sant'Andrea della Valle costituisce un titolo cardinalizio. ovvero viene legato al nome di un cardinale al momento dell'ordinamento.Basilica di Sant'Andrea della Valle 46 Pedale Contrabbasso Principale Subbasso Ottava 16' 16' 16' 8' Basso Armonico 8' Bordone Violoncello Flauto 8' 8' 4' Unioni e annullatori Unione I-II Ottava Grave I-II Ottava Grave I Ottava Acuta I-II Ottava Grave II Ottava Acuta II Unione I-P Ottava Acuta I-P Unione II-P Ottava Acuta II-P Altre note La Basilica ospita il sepolcro di Papa Pio II. Il palazzo Della Valle .

org/wiki/ Category:Sant'Andrea della Valle (Rome) Collegamenti esterni “ La scheda della basilica sul sito del vicariato di Roma (http://www. corso Vittorio Emanuele.Basilica di Sant'Andrea della Valle 47 Probabilmente il nome della chiesa si deve al Palazzo Della Valle. org/ ~geohack/ geohack. L'autore € Carlo Maderno (1614). film TV in diretta realizzato da Giuseppe Patroni Griffi. 89606389_N_12. Martellago (Venezia) 1998.jacobite. Leo S. 66 e 208. [4] * G.giovannirinaldi.org/Ente. Fronzuto. ca/ gazetteer/ Rome/ SAndreaValle. Norberg .asp?ID=916) “ (EN) Approfondimento molto sentito di June Hager (http://www.Schulz. htm) “ Galleria fotografica (http://www.com/regions/latium/church/sandrea. al numero 101. piazza distrutta per i Fontana del Maderno lavori di demolizione della spina di Borgo e la conseguente creazione di via della Conciliazione. php?pagename=Basilica_di_Sant%27Andrea_della_Valle& language=it& params=41. realizzato da Lorenzo Lotti (detto il Lorenzetto. Scenografia teatrale La basilica teatina fa da scenografia al primo atto dell'opera lirica Tosca. 47435_E_type:landmark [2] www. 24-26 Voci correlate “ Chiese di Roma “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. scritta da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica (basata su un soggetto di Victorien Sardou) e musicata da Giacomo Puccini alla fine del XIX secolo.wikimedia. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni.vicariatusurbis. La fontana La piazza antistante la chiesa e che da questa prende nome € ornata da una fontana che proviene dalla scomparsa piazza Scossacavalli.htm) . pp.it/page/rome/santandreadellavalle/index. scultore ed architetto legato a Raffaello) intorno al 1517. presenta il nome del cardinale Andrea della Valle scolpito sopra il portone. The Jacobite Heritage (http:/ / www. Nel 1992 ha realmente fatto da fondo per la messa in scena televisiva di Tosca. Architettura Barocca. htm). [3] C. Note [1] http:/ / toolserver. Firenze 2007.initaly. Organi di Roma. nei luoghi e nelle ore di Tosca. p. Il palazzo. che sorge accanto sulla stessa via. Olschki Editore.ca. jacobite.’URL consultato in data 13-07-2008.

un po' come aveva fatto la sua lontana parente Caterina de' Medici con il Palazzo delle Tuileries. Il frutteto. Il giardino (circa 22 ettari) venne aperto al pubblico per la prima volta nel 1778. Attorno si dispongono varie terrazze con filari di ippocastani e numerose statue.wikimedia. Presenta davanti al palazzo una vasta area semicircolare che assomiglia ad un anfiteatro. Volle un palazzo in una zona allora periferica. importante esempio di architettura barocca francese. risale al 1650. ma qui il centro dello spiazzo € occupato da una grande vasca circolare. Il giardino all'inglese fu aggiunto da Napoleone Bonaparte. Dal 1958 € sede del Senato francese. quando suo figlio Luigi XIII divenne maggiorenne e quindi cess• la sua reggenza.org/wiki/Category:Palais du Luxembourg References [1] http:/ / toolserver. circondata dai vasti Giardini del Lussemburgo. La sua edificazione fu promossa dalla regina Maria de' Medici. Il Palazzo del Lussemburgo La fontana di Maria de' Medici Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. php?pagename=Palazzo_del_Lussemburgo& language=it& params=48_50_54_N_2_20_14_E_region:FR-J_type:landmark .33722”E [1] Il Palazzo del Lussemburgo (Palais du Luxembourg in francese) € un palazzo di Parigi.84833”N 2. ha una pianta a U con un porticato al pian terreno e due ali laterali dove erano alloggiati gli appartamenti privati della famiglia reale. realizzato da Salomon de Brosse dal 1617. ricorda sia Palazzo Pitti di Firenze (per l'uso del bugnato) sia una villa di campagna. un'altra somiglianza con il giardino di Boboli. con seicento qualit‚ diverse di mele e pere. L'edificio. org/ ~geohack/ geohack. L'aspetto del palazzo. Nella parte ovest € presente una fontana voluta da Maria de' Medici stessa dall'impianto manierista.Palazzo del Lussemburgo 48 Palazzo del Lussemburgo Coordinate geografiche: 48”50•54‚N 2”20•14‚E48.

con un verticalismo riconducibile tuttavia al gusto gotico. org/ ~geohack/ geohack. La pianta dell'edificio € rettangolare. la parte centrale € caratterizzata da un avancorpo su tre piani. php?pagename=Castello_di_Maisons-Laffitte& language=it& params=48_56_50_N_2_09_14_E_region:FR-J_type:landmark_source:dewiki . Electa.Castello di Maisons-Laffitte 49 Castello di Maisons-Laffitte Coordinate geografiche: 48”56•50‚N 2”09•14‚E48.Schulz.94722”N 2.org/wiki/Category:Ch‹teau de Maisons-Laffitte References [1] http:/ / toolserver. Il palazzo fu costruito tra il 1642 ed il 1646 su progetto di Fran…ois Mansart e rappresenta una delle pi„ significative opere del barocco francese. In alzato. impaginato mediante la sovrapposizione degli ordini architettonici.wikimedia. 1998. che sul retro formano due Veduta del castello semplici risalti. a nord-ovest di Parigi.15389”E [1] Il Castello di Maisons-Laffitte (Ch‡teau de Maisons-Laffitte in francese) € una residenza di campagna situata nel comune di Maisons-Laffitte. Martellago (Venezia). ISBN 8843524615 Voci correlate “ Architettura barocca “ Jacques Laffitte Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. delimitata da due ali non molto pronunciate. Architettura Barocca. Norberg . Bibliografia “ C.

l'architetto fu Louis Le Vau. divenuto ministro delle finanze di Luigi XIV. Facciata sud del castello. fra i frequentatori abituali vi furono il poeta originaria La Fontaine e il commediografo Moli€re.Castello di Vaux-le-Vicomte 50 Castello di Vaux-le-Vicomte Vaux-le-Vicomte € un castello situato circa 6’km a est di Melun e 55’km a sud-est di Parigi nel dipartimento francese di Senna e Marna nella regione dell'‰le-de-France. si assicur• la collaborazione di tre personaggi eccellenti. Il castello ebbe una breve ma intensa stagione di feste e di eventi Un'incisione del XVII secolo raffigurante il parterre nella versione culturali. degli affreschi e delle decorazioni interne si occup• Charles Le Brun con la collaborazione di Pierre Mignard e Pierre Puget. un'opera teatrale di quest'ultimo fu inscenata durante la sontuosa festa di inaugurazione tenutasi il 17 agosto del 1661 alla presenza di Luigi XIV e rallegrata da una lussuosa cena organizzata da Vatel seguita da un imponente spettacolo pirotecnico. membro del Parlement compr• una tenuta sulla quale si trovava un modesto castello e situata alla confluenza di due piccoli fiumi tra le residenze reali di Vincennes e Fontainebleau. sovrintendente alle finanze di Luigi XIV. Le Brun e Le NŠtre. . Edificato tra il 1656 e il 1661[1] su incarico di Nicolas Fouquet. inizi• la ristrutturazione della tenuta. con il parterre Storia Nel 1641 l'allora ventiseienne Nicolas Fouquet. i giardini furono progettati dal celebre architetto paesaggista Andr† Le NŠtre. Le Vau. Quindici anni dopo Fouquet. affidando loro la realizzazione di quello che divenne il pi„ bel castello con giardino alla francese dell'epoca.

Moonraker . Agente 007 . Vidocq . Visione d'insieme del Castello e dei giardini Ancora nello stesso anno Luigi XIV incaric• i tre artisti di ristrutturare il casino di caccia di Versailles. La maschera di ferro di Randall Wallace (1998). Le avventure galanti del giovane Moli†re (Moli†re) di Laurent Tirard (2007). Valmont di Milos Forman (1989) Eloise la figlia di D'Artagnan (La Fille de d'Artagnan) di Bertrand Tavernier (1994). Les aristos di Charlotte de Turckheim (2006). in realt‚ la sorte di Fouquet era gi‚ segnata ben prima dell'inaugurazione della sua residenza. Curiosit‚ Nel castello e nei giardini di Vaux-le-Vicomte sono state effettuate parte delle riprese di numerosi film [2]. la caduta in disgrazia di Fouquet in seguito arrestato e imprigionato. dallo stesso Colbert che fu suo successore come ministro delle Finanze. Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006). Mania di grandezza (La folie des grandeurs) di Gerard Oury (1971). I visitatori 2: Ritorno al passato .Operazione spazio (1979). Vatel di Roland Joff† (2000). .(Les Couloirs du temps: Les visiteurs 2) di Jean-Marie Poir† (1998).La maschera senza volto di Pitof (2001). La leggenda vuole che la caduta in disgrazia di Fouquet fosse causata dall'invidia del sovrano per la magnificenza del castello del suo sottoposto. la tenuta venne rinominata Vaux-Villars. Nel 1704 la famiglia Fouquet vendette Vaux-le-Vicomte al generale francese Claude Louis Hector de Villars. L'Allˆe du roi (1995). Il re danza (Le roi danse) di G†rard Corbiau (2000). Jean de La Fontaine di Daniel Vigne (2007).Castello di Vaux-le-Vicomte 51 Nel giro di poche settimane and• in scena un altro dramma. Ci• non toglie che la leggenda abbia giovato alla fama del castello e venga tuttora usata per magnificarne la bellezza. “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Les mariˆs de l'an deux (1971). Ridicule di Patrice Leconte (1997). poco dopo Luigi XIV eresse Vaux a ducato come riconoscimento per i meriti del proprietario. Il patto dei lupi (Le pacte des loups) di Christophe Gans (2001). su incarico del sovrano.

col Fontana. ottenne anche la cittadinanza romana insieme ai fratelli che a loro volta si erano stabiliti nell'Urbe. mentre il luogo di nascita € dichiarato dallo stesso Carlo in vari documenti notarili. form• una solida associazione e insieme al medesimo lavor• al palazzo Rusticucci. php) Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Il definitivo passaggio alla professione di architetto e ingegnere si consolid• nel decennio successivo. Poi lo zio. di cui lo zio era Facciata della chiesa di Santa Susanna esecutore. nelle maestranze ticinesi e anche il Borromini la seguƒ. 30 gennaio 1629) € stato un architetto svizzero-italiano[1]. Il cardinale Girolamo Rusticucci fin dal 1588 aveva deciso un radicale rifacimento della chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano che inizialmente fu avviato su progetto di Francesco da Volterra. nel 1593.wikimedia. com/ en/ histoire-chateau. Nel 1588 si occup• dello spostamento e della collocazione delle statue dei Dioscuri davanti al Quirinale e dell'erezione dell'obelisco davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore. Cominci• la sua carriera nell'industria del marmo. Biografia Gli esordi romani Di origini ticinesi. sorella dell'architetto Domenico. com/ films. nel 1587 con l'erezione degli obelischi al Laterano e in Piazza del Popolo (lavori terminati rispettivamente nel 1588 e 1589).Storia del castello (http:/ / www. ma il trasferimento a Roma avvenne assai presto al seguito dello zio architetto: la prima menzione nota risale al 1576 allorch† ricevette un pagamento per lavori di decorazioni in stucco svolti nella chiesa di San Luigi dei Francesi. La data di nascita € indicata dalle fonti antiche[2]. All'inizio degli anni novanta. php) [2] Sito Ufficiale (http:/ / www. a conferma del prestigio raggiunto. vaux-le-vicomte. gli subentr• come socio il nipote. nel 1592 fu assunto il Fontana e. sempre all'ombra dello zio Domenico. Divenne famoso soprattutto perch† autore della facciata e della navata longitudinale della basilica di San Pietro a Roma. cui venne affidato lo spostamento dell'Obelisco Vaticano che fu da lui compiuto nel settembre 1586. investito dalle accuse di malversazioni da papa . in qualit‚ di coarchitetto. vaux-le-vicomte.org/wiki/Ch‹teau de Vaux-le-Vicomte Carlo Maderno Carlo Maderno (Capolago. In quell'anno. dalla scultura all'architettura. 1556 € Roma.Castello di Vaux-le-Vicomte 52 Note [1] Sito ufficiale . nacque da Paolo e da Caterina Fontana. creando una vera e propria impresa di famiglia. L'iniziale attivit‚ di stuccatore era la tradizionale trafila. anche negli anni successivi si specializz• in questo tipo d'intervento.

possibile antecedente del San Carlino borrominiano tra il 1593 e il 1595. anno in cui spos• Elisabetta Mariottini. priva dei campanili previsti nel progetto di Maderno e non realizzati per problemi strutturali. Nel 1602 subentr• a Giacomo Della Porta. In realt‚ cerc• di conciliare le nuove esigenze (pianta longitudinale. colpisce per l'eccessiva larghezza. e insieme a Giovanni Fontana proseguƒ il gi‚ iniziato cantiere di villa Adobrandini a Frascati e progett• per la stessa famiglia un palazzo a Roma (poi Palazzo Doria-Pamphili): in quest'occasione venne a contatto con monsignor Giovanni Battista Agucchi[4]. loggia delle benedizioni) con la maggior fedelt‚ possibile ai progetti michelangioleschi. conoscendo anche variazioni in corso d'opera. riconducibile ad una croce latina.[3] Venne pure ricercato per consulenze ingegneristiche. bandendo un concorso tra vari architetti per completare la nuova chiesa. per la regolamentazione del fiume Velino presso Rieti. tali lavori proseguirono fino al 1618 in collaborazione con Filippo Braccioli con cui costituƒ una "compagnia" dedita al commercio e al trasporto di materiali da costruzione. cappelle laterali. che gi‚ a partire dal 1598 lo aveva incaricato dei lavori di completamento della propria chiesa. allontanandosi dal progetto cinquecentesco a pianta centrale a favore di una struttura a croce latina. L'architetto ticinese risult• vincitore. nel 1604 il nuovo papa Paolo V deliber• la definitiva demolizione della basilica costantiniana. Questo intervento rappresenta una delle opere pi„ discusse e criticate della storia dell'architettura [5]: infatti.Carlo Maderno Sisto V preferƒ trasferirsi alla corte di Napoli (e da quel momento il nome del Fontana non apparve pi„ nei documenti). come nel caso dei campanili che Paolo V volle eretti a fianco della facciata che era gi‚ stata realizzata (un'incisione del 1613 di Matteo Greuter ci mostra il progetto definitivo. cosa tanto pi„ complicata in un cantiere che si protrasse a lungo fino al 1626. segretario del cardinale Pietro Aldobrandini. fornite dal 1596 al 1602 e nel dicembre 1599 nell'ambito di una commissione per il contenimento delle inondazioni del Tevere. ebbero corso i pagamenti relativi alla costruzione del palazzo romano di Asdrubale Mattei. sempre con Giovanni Fontana. sacrestie. per poi spostarsi al rivestimento "moderno" della navata e alla facciata del 1603. vedova dello scultore Giovanni Battista Della Porta. tutta compiuta sui cantieri e assai Facciata della basilica di San Pietro poco teorica ed accademica. tra le polemiche di chi gli rimproverava non solo il tradimento delle idee di Michelangelo Buonarroti. Nel 1601 occup• un'abitazione di propriet‚ della Compagnia di San Giovanni dei Fiorentini. la sua prima opera autonoma. tanto che € stata definita il primo esempio pienamente compiuto di architettura barocca. mentre la facciata. impedisce la visione ravvicinata della grande cupola. anch'esso a lui attribuito.[6] Scrive Le Corbusier che "il reale scopo dell'edificio era la cupola: essa fu celata! La cupola aveva un rapporto coerente con le absidi: sono state celate". Nello stesso anno. che proseguƒ fino al 1613: si tratta dell'unico edificio noto interamente da lui progettato ed edificato. A partire dal 1598. Sulla scia di questo intervento si pu• collocare quello per il prospetto del casino dell'Aurora di Palazzo Borghese (1611-1612).[7] 53 . l'estensione della basilica. in particolare per la basilica petrina. Il cantiere interess• l'area del coro con creazione ex novo di una cripta a pianta ovale. ma ancora senza i campanili laterali). ma pi„ in generale la sua formazione "pratica". sostituƒ il defunto Della Porta anche nella direzione del cantiere della Fabbrica di San Pietro. da molti considerata tra i suoi capolavori.

nel dicembre 1605. a conferma delle sue capacit‚ ingegneristiche. la sua articolazione rappresenta infatti "un grande passo avanti verso la continuit‚ e plasticit‚ barocche". prest• consulenza. caratterizzato da un profondo atrio che si riduce costantemente in larghezza fino ad immettere in una sala ellittica. parente dello stesso Maderno e che lavor• inizialmente come suo assistente. ed il palazzo papale di Castel Gandolfo. previsto in un primo progetto. Palazzo Mattei[8] e il Palazzo del Quirinale. tra il 1608 ed il 1627. per la realizzazione dell'acquedotto di Loreto. Palazzo Barberini. La planimetria rimanda a quella della chiesa del Ges„ di Jacopo Barozzi da Vignola. ancora in societ‚ con Giovanni Fontana. si occup• dal 1625 al 1628 dei restauri e dei rifacimenti nei cantieri della chiesa di Santa Maria Rotonda. la chiesa di Santa Maria della Vittoria. Il movimento barocco della costruzione € evidente al piano terra. assieme alla cupola. Sant'Andrea della Valle si colloca tra le principali fabbriche della Roma barocca. centro nodale dell'intera costruzione. Ne abolƒ il cortile. I riscontri documentari permettono di suddividere i lavori nel tempo con sufficiente precisione: dal 1612 al 1613 completamento della navata e inizio del transetto e del coro. . che inquadrano una sorta di cour d'honneur. nel biennio 1626-1627 suo rivestimento in travertino. Va segnalato che proprio per detta cupola fornisce alcuni disegni il Borromini entrato nel 1621 come scalpellino e scultore nella cerchia dei Maderno. Avendo ottenuto la concessione di una tomba fin dal 1623. spos• in seconde nozze Angela Calina. mentre la navata € articolata mediante i pilastri laterali che scandiscono. avvalendosi ancora della collaborazione del Borromini. riscontrabili ad esempio nelle piccole cupole disposte attorno al centro della chiesa. iniziata da Giacomo Della Porta nel 1591. rimasto vedovo. la navata e la cupola della basilica di Sant'Andrea della Valle (all'epoca la seconda cupola pi„ alta di Roma dopo quella della basilica di San Pietro). da lui diretti fino alla fine dei suoi giorni. venne sepolto nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. Malgrado i caratteri ancora convenzionali. negli anni 1623-1624 lavori sulla facciata (poi costruita su nuovo progetto di Carlo Rainaldi solo alcuni decenni dopo). il cui completamento fu promosso dal cardinale Alessandro Peretti. della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Campo Marzio e forse nei lavori di ampliamento di Palazzo Barberini. conferendo Interno di Sant'Andrea della Valle all'edificio l'aspetto di una villa urbana. il cortile di Palazzo Chigi-Odescalchi. In particolare. dove fu successivamente inumato anche il corpo di Borromini. il forte ritmo verticale dell'edificio. sebbene con alcune differenze importanti: le cappelle laterali risultano essere meno profonde e sensibilmente pi„ alte. Esso presenta una forma ad H ed € privo della classica corte interna chiusa tra i quattro lati dell'edificio.Carlo Maderno 54 La maturit‚ artistica Nel 1603. diresse il cantiere teatino della Basilica di Sant'Andrea della Valle. la cui ideazione € anteriore al 1629. vedova di Jacopo Zanni. tutti a Roma. che vi apport• notevoli cambiamenti. anno in cui l'architetto morƒ lasciando la conclusione dell'opera a Gian Lorenzo Bernini. terminati nel 1619. Alla costruzione del Palazzo Barberini partecip• pure Francesco Borromini. Tra gli altri suoi lavori si ricordano la cupola della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini. soprattutto nella facciata principale. nel 1620 presentazione del modello della cupola. Il palazzo € preceduto da due ali laterali.[9] Dopo essersi sposato per la terza volta nel 1621 con Elisabetta Malucci da cui ebbe la figlia Giovanna Battista nello stesso anno.

35. Rivista di arte. info. Note [1] [2] [3] [4] Carlo Maderni (http:/ / www. Schede spoletine. “ P. Carlo Maderno. 307-309. il Maderno e la Fonte i Piazza. architettoticinese a Roma. php) sul Dizionario storico della Svizzera Baglione. Vers une Architecture. 95. Palazzo Mattei di Giove (http:/ / www. 16-18 novembre 1994. [5] [6] [7] [8] [9] Bibliografia “ Domenico Fontana. ad vocem. 24. Parigi 1934. Carlo Maderno. Carlo Maderno and Roman Architecture 1580-1630. Lugano 1957. Bernini and Pietro da Cortona. it/ monumenti_dettaglio. “ H. Rivista di arte. 1981. 1955. 32. 175. "Fontana fatta in bogho alla catena". “ A. Arti grafiche Bernasconi S. “ N. roma. in Spoletium. 87. 22. tesi di dottorato. Eadem. 46. Norberg . Roma 1730. Lugano-Agno 1983. 1995. in Bollettino storico della Svizzera italiana. Becker (a cura di). Carlo Maderno. I Barberini. 273-291. in Poussin et Rome. ad vocem. “ Giovanni Baglione. 48. 55. asp?ID_schede=7) C. p. The Portrait of Agucchi at York reconsidered. Della trasportazione dell'obelisco vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V fatte dal Cavallier Domenico Fontana architetto di Sua Santit€. “ Mariusz Karpowicz. 1959. in Strenna dei romanisti. Martellago (Venezia) 1998. 119. Sebastian Sch‰tze. “ M. 37. I. M‘nchen 1934. Vite de' pittori. Norberg . Toscano. XVI. Allgemeines Lexikon der bildende K‘nstler. 256-287. Perugia 1992. VI. 529-532.XII-XXIII. 4-14. Della Porta e Maderno a Palazzo Chigi. in Nederland Kunsthistorisch Jahrbuch.Schulz. I. 1986. pp. 57. Carlo Maderno. Paris Rˆunion des Musˆes Nationaux 1996. Silvia Ginzburg. Artisti Ticinesi In Polonia nel '600. in The Burlington Magazine. Metelli. Thieme . p. architetto idraulico. 41-47. IV. “ J. Zu einer Zeichnung aus der Werkstatt Carlo Madernos. Le Vite de' Pittori. Ibidem. in Journal of the Warburg and Courtauld Institutes. 85. 58. 66. 86. 34. “ Idem. 1958. 156 e seguenti. Roma 1590. 84. 31. 118-121. 66. Blunt. 21. ch/ textes/ i/ I11329. in U. “ R. “ B. ad vocem. p. gennaio 1994. 32-38. C. 88. Scultori et Architetti dal Pontificato di Gregorio XIII fino a tutto quello d'Urbano VIII. 56. Il Maderno nella valle spoletina e la sistemazione del Maroggia. Le Corbusier. Il testamento di Carlo Maderno. Roma 1642. Architettura Barocca. Architettura Barocca. 174. 20-23. in Artisti lombardi a Roma nei secoli XV. 2004.Schulz. . 36. Lefebvre. 137. Christoph Luitpold Frommel. atti del colloquio €ll'Acadˆmie de France a Roma e alla Bibliotheca Hertziana. Eadem. 21. Pascoli. architetti moderni. libro primo.1090. Leipzig 1929. Klamt. hls-dhs-dss. (edizione critica a cura di A. 323-325. Carlo Maderno: ein Beitrag zur Geschichte der rŠmischen Barockarchitektur. “ Giorgio Casella. storia cultura. in Spoletium. Universit€ degli Studi di Pisa. Roma 1922. (a cura di) Olivier Bonfait.Ch. “ G. 1642. scultori. Prod.Schulz. CXXXVI. 1987. l'emergenza del barocco. Cafisch. “ Lione Pascoli.A. 94. di storia. 151-158.Carlo Maderno 55 Filmografia “ Adriano Kestenholz. 33. 1926. 143. Hibbard. Martellago (Venezia) 1998. Il progetto di Carlo Maderno per la facciata e la piazza di San Pietro a Roma.. New York 1971. 1730. 56. The Palazzo Barberini: the Contribution of Maderno. in Palladio. Domenico Basa. XVI e XVII. XXVIII.F. Storia dell'Arte. cultura. Norberg . Giovanni Battista Agucchi e la sua cerchia. Michel Hochamnn. “ Antonino Bertolotti. Aleph film / RTSI. Beltramme. p. 42. Martellago (Venezia) 1998. “ Ugo Donati. C. Milano 1882. Nuove ricerche su Giovanni Battista Agucchi. Marabottini. “ Antonio Mu˜oz. Architettura Barocca. 15. 1971. Frosini.

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Biografia Autoritratto . 7 dicembre 1598 € Roma.it/enciclopedia/carlo-maderno_(Dizionario-Biografico)/) Gian Lorenzo Bernini Gian Lorenzo Bernini (Napoli. 28 novembre 1680) € stato uno scultore.wikimedia.org/wiki/Category:Carlo Maderno Collegamenti esterni “ Committenze romane di Carlo Maderno (http://www.info.treccani. asp?ID_personaggi=5) “ Dizionario biografico Treccani (http://www.Carlo Maderno 57 Voci correlate “ Architettura barocca “ Domenico Fontana Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.roma.it/personaggi_dettaglio. architetto e pittore italiano.

Nel 1605 Pietro si trasferisce con la moglie e il piccolo Gian Lorenzo. . una popolana napoletana. della pittura caravaggesca. i panneggi profondi. Il padre si era stabilito nella citt‚ partenopea per lavorare nel cantiere della Certosa di San Martino dove conobbe la moglie. un esempio di traduzione in termini scultorei dei valori della pittura devozionale contemporanea. proprio in quegli anni. e di quella carraccesca su quello accademico e rispettoso della tradizione figurativa rinascimentale mentre quella rubensiana apriva la strada al barocco. di rivoluzioni vere e proprie. in cui Pietro partecip• insieme a una schiera di altri scultori e pittori al complesso progetto decorativo. rientrato a Roma nel 1605 per lavorare nei cantieri di Paolo V Borghese. in un continuo confronto e scambio di conoscenze ed esperienze. La Roma dell'inizio del XVII secolo era una citt‚ che viveva un periodo di fervore di un mondo artistico eccezionale. ma soprattutto citt‚ che ospitava artisti provenienti da tutta Europa. Importante fu per il giovane Bernini la conoscenza dell'organizzazione di un cantiere collettivo (in futuro ne diriger‚ molti) e la fusione all'interno di un progetto architettonico e iconografico di scultura e pittura unite in un ambiente ricco di marmi policromi. L'apprendistato e le prime opere Pietro Bernini. Il nome Roma: memoria di Bernini a via Capolecase. a fianco del palazzo dove visse (1898) Il nome Gian pu• quindi ipoteticamente rappresentare una versione italiana del nome francese Jean con il quale pu• essere stato tradotto il nome dell'artista (anche noto in Francia come "Le Bernin") dalla prima critica.Gian Lorenzo Bernini 58 Le origini Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli il 7 dicembre 1598 figlio di Pietro Bernini. il rilievo in marmo raffigurante l'Assunzione della Vergine nel battistero della basilica di Santa Maria Maggiore. in particolare realizzando l'altorilievo con Incoronazione di Clemente VIII nel 1611. realizz• in questo periodo quello che sarebbe stato comunemente riconosciuto il suo capolavoro. Altra impresa di Pietro che ebbe molta importanza nella formazione di Gian Lorenzo. a Roma dove ottenne la protezione del cardinale Scipione Caffarelli-Borghese ed ebbe l'occasione di mostrare il precoce talento del figlio. una tecnica quella di Pietro particolarmente attenta alla resa degli effetti pittorici. sul fronte naturalistico. e di Angelica Galante. il rilievo delle figure che aumenta nei personaggi in primo piano. di grandi novit‚. un pittore e scultore toscano originario di Sesto Fiorentino (attualmente in provincia di Firenze). tutte tecniche che il figlio utilizzer‚ nelle sue prime prove autonome. le barbe e i capelli resi con il traforo. fu la costruzione della Cappella Paolina. di soli sei anni. come l'esplosione. destinata ad accogliere le tombe dei papi Paolo V e Clemente VIII. progettata da Flaminio Ponzio.

la capacit‚ di resa dei particolari anatomici. Si pu• affermare che in queste composizioni l'artista fissava un momento transitorio. invece. e i due busti-ritratto del Santoni nella chiesa di Santa Prassede a Roma e del Vigevano nella chiesa di Santa Prassede nella stessa citt‚. l'artista confess•. sono La Capra Amaltea. assoluto della scultura ellenistica in opere che imitavano alla perfezione lo stile antico. del David (1623-1624) e di Apollo e Dafne (1624-1625). I gruppi borghesiani Con i quattro gruppi borghesiani. il primo esempio di fattiva collaborazione tra i due scultori. mentre io conosco che da fanciullo maneggiavo il marmo in questo modo!" Gli studi pi„ recenti indicano nel gruppo dei due „Termini… di Priapo e Flora destinati ai giardini di Villa Borghese del 1615-16. rappresentando i massimi raggiungimenti del barocco. € attratto nella loro orbita: un esempio di ci• che i contemporanei intendevano con l'espressione Ut pictura poesis. e ora al Metropolitan Museum of Art di New York. che non si vede ma che € implicito grazie ai gesti e all'espressione dell'eroe biblico. il naturalismo estremo. affrescato sempre da Annibale Carracci nella Galleria Farnese. che lo tennero impegnato per cinque anni. gi‚ maturo. terminata nel 1615. La resa sensuale e realistica dei festoni di frutta ricorda le opere di Caravaggio possedute dal cardinal Scipione Borghese nella sua collezione. A partire da "Enea e Anchise". insieme ai gruppi delle „Quattro stagioni… commissionate da Leone Strozzi e destinate alla sua villa romana.tanto da far credere agli studiosi che la statua fosse d'et‚ ellenistica. rivedendo uno dei suoi capolavori giovanili (l'Apollo e Dafne): "Oh quanto poco profitto ho fatto io nell'arte della scultura in un s‹ lungo corso di anni. del Ratto di Proserpina (1621-1622). lo stile mostra un'evoluzione. naturalistici. Nella prima fase stilistica. fondendo le figure con lo spazio circostante. grazie a una quantit‚ di espedienti. bloccato nell'atto culminante del confronto con Golia. degli effetti materici e . Per le opere di questo gruppo € probabile che vi sia stato il consiglio paterno: seguono poi il Ratto di Proserpina. della Collezione Contini Bonacossi di Firenze. Si tratta di Enea e Anchise. Sono di questo periodo il "Putto con il dragone" e "Il Fauno che scherza con gli Amorini". l' Apollo e Dafne un'invenzione figurativa che sospende i due personaggi nell'attimo culminante dell'azione e del dramma. di piccolo formato e con il vello reso naturalisticamente. Il Bernini imita anche l'ultima fase della scultura di Michelangelo Buonarroti come rivelano il San Sebastiano della collezione Thyssen di Madrid e il San Lorenzo sulla graticola. Anni dopo. Inoltre l'osservatore. con qualche incertezza formale e delle citazioni dirette dalle opere di Raffaello come l'Incendio di Borgo. cio€ il punto culminante dell'azione. Gian Lorenzo ottenne una fama immediata. come nell'opera detta Capra Amaltea nella quale l'artista adott• una particolare tecnica di invecchiamento del marmo. il David. Ma ci• che colpiva e che affascinava gli osservatori e che fece ben presto di Bernini un mito della sua epoca era il virtuosismo. Bernini dimostra un interesse e un rispetto Apollo e Dafne. affrescate da Annibale Carracci nella Galleria Farnese. ripreso in parte dal Polifemo. una pi„ libera interpretazione dell'arte ellenistica e nella figura di Plutone una ripresa delle cariatidi color pietra.Gian Lorenzo Bernini 59 Le opere giovanili 1609-1617 Le prime opere del Bernini rivelano subito la grandezza del suo talento. Le opere create dal solo Gian Lorenzo. tre soggetti mitologici e uno biblico che dimostrano l'interesse antiquario del suo mecenate: il cardinale Scipione Borghese.

sul tipo del ritratto di Bindo Altoviti. servƒ a incrementare il mito della sua bravura e velocit‚ d'esecuzione. dei nobili. In alcuni casi Bernini fu costretto a fare ritratti senza il modello davanti come nel caso di Francesco I d'Este. Il genere del busto-ritratto fece la sua fortuna. che circol• in seguito. il marmo mostr• un difetto. L'episodio. Ne € un esempio il busto di Scipione Borghese: poich†. come soltanto Francesco Mochi nel 1605 aveva fatto con le statue per il duomo di Orvieto. tra cui anche il Nostro. . la donna € colta di sorpresa. Solo in quel modo si potevano evidenziare i difetti e le espressioni che pi„ caratterizzavano ogni personaggio. in quanto: ƒ’Chi vuol sapere quel che un uomo sa bisogna metterlo in necessit‚. durante il lavoro. volti a un'interpretazione originale dell'ellenismo nelle creazioni come l'Ermafrodito del Louvre (in cui aggiunge un letto in marmo dall'effetto realistico a una statua antica). la novit‚ di gruppi scultorei che entrano in relazione con lo spazio circostante in maniera pi„ libera e articolata. come dimostra il L'Ermafrodito restauro del cosiddetto Ares Ludovisi del 1627. con la bocca socchiusa e la camicetta aperta sul petto. ignorando che quello era il tempo necessario a scolpire un busto esattamente identico. molto spesso idealizzati nell'aspetto e nell'espressione. Molto spesso usava fare uno schizzo sommario o una caricatura vera e propria. Anche qui. viene restaurata dal Bernini come un Marte. immobilizzarlo in un qualsiasi momento della vita e in quel momento rappresentarlo. con le armi poggiate. 60 I restauri Lo studio dell'antico per Gian Lorenzo fu alla base della sua formazione artistica: alcuni restauri ne indicano il gusto e gli intenti precisi. diceva.’„ Alcuni ritratti sono legati ad aneddoti celebri su Bernini. Allo Chantelou. Tra il 1630 e il 1635 realizza il busto-ritratto di "Costanza Buonarelli". questo fece la fortuna di molti artisti. Nel 1621 ottenne la Croce dell'Ordine di Cristo per aver eseguito il "Ritratto di Gregorio XV". erano importanti. dei regnanti. per il Bernini. che colgono il personaggio nel momento immediatamente prima del pronunciamento di una parola. l'ignaro Scipione fu invitato a non posare per qualche giorno. di Richelieu ma le difficolt‚. Bernini confid• di essersi ispirato alla ritrattistica di Raffaello. moglie di un suo allievo e amata dall'artista. dei personaggi pi„ importanti e influenti del suo tempo. inoltre. I ritratti Virtuosismo e imitazione del vero erano le doti che i committenti illustri richiedevano allo scultore. ma anche che per ottenere il massimo effetto di naturalezza bisognava portare il soggetto verso un atteggiamento caricato. ma anche al rispetto della sua integrit‚ e della lettura filologica dell'opera. Molti furono i capolavori tra i ritratti dell'artista come il ritratto di Paolo V Borghese del 1620.Gian Lorenzo Bernini chiaroscurali. con drappi agitati dal vento e una cascata di riccioli. aggiungendo un putto nelle sembianze di Amore. che era un acuto osservatore. scolpiti nel 1632. anche economica: per tutta la sua vita gli fu richiesto di eseguire i ritratti dei papi. era questo il segreto per rappresentare al meglio un carattere umano: fermarlo. una raffigurazione di Achille stante. I potenti dell'epoca gradivano essere ritratti "all'eroica". L'opera. e ripristinando tutte le parti mancanti rendendole riconoscibili dalla scelta differente del marmo e dal diverso trattamento eseguito nella lavorazione. suo biografo e confidente durante il soggiorno in Francia. finto e teatrale. a partire dai due che ritraggono il cardinale Scipione Borghese.

L'innovazione iconografica sta a significare che anche la morte. termina con quattro volute che si incurvano a dorso di delfino sorrette da angeli. fu dedicata al culto delle reliquie con nicchie contenenti statue monumentali di santi: San Longino di Bernini. il papa del concilio di Trento. svincolandosi da ogni logica concatenazione. Sant'Andrea di Francois Duquesnoy e infine la Veronica di Francesco Mochi. rende omaggio alla gloria del Papa. che dialoga con le pitture di Pietro da Cortona. La zona attorno. Sviluppato su quattro colonne tortili lungo le quali si dipanano racemi e motivi naturalistici. doveva rappresentare la rinascita della Chiesa stessa e la sua rivincita morale e spirituale dopo la crisi del secolo precedente. con il quale comincia in questo periodo una stretta collaborazione. Sant'Elena di Andrea Bolgi. mosso ed espressivo. costruito tra il 1624 e il 1633. per dare forma ed espressione alla volont‚ della Chiesa di rappresentarsi come forza trionfante. anche dal punto di vista artistico. creando al contempo accentuati effetti chiaroscurali. da lui considerato l'artista ideale per realizzare i suoi progetti urbanistici e architettonici. un pontefice ambizioso. attraverso delle opere spettacolari.Gian Lorenzo Bernini 61 Il papato Barberini Il 1623 fu un anno cruciale per le sorti di Roma. che avevano nel teatro il loro denominatore comune: Bernini fu infatti un realizzatore di scenografie e opere teatrali molto apprezzate. La scultura. In seguito user‚ sempre maggiormente l'espediente di utilizzare l'abbigliamento e i drappeggi come mezzo per sostenere un concetto spirituale in un gioco di rientranze e sporgenze. un altro protagonista del barocco romano. cantiere che nel frattempo era stato portato avanti da Borromini. reliquia conservata nella cripta sottostante. che sfocer‚ in seguito in accesa rivalit‚. Nel Longino. statue che sembrano dialogare con l'ambiente circostante. formata dai quattro piloni che sorreggono la cupola. nelle quali utilizzava ogni espediente possibile per stupire il pubblico con effetti illusionistici. La prima commissione barberiniana fu. Doveva essere un'arte che fondeva diverse tipologie: l'architettura. animate da panneggi mossi. . tanto da evidenziare l'estasi della santa. tutte le statue sono posizionate sotto le logge contenenti le reliquie stesse. amante delle arti e grande ammiratore di Bernini. e culmina con il globo e la croce: si ispira ai baldacchini effimeri utilizzati durante le Quarantore o altre cerimonie religiose. Al centro uno scheletro. poggiato su basamenti marmorei con lo stemma barberiniano. Il Papa voleva che il nuovo altare situato sopra la confessione fosse sormontato da un enorme baldacchino bronzeo. tre giri di pieghe partono dal nodo sotto il braccio sinistro. nell'omonima chiesa. persuasivo e celebrativo. guidando lo sguardo verso la replica marmorea della sacra lancia. riutilizzati poi nelle sue architetture. e che vanno oltre lo spazio fisico delle nicchie. Nel 1627 comincia la costruzione del monumento sepolcrale di Urbano VIII: terminato molti anni pi„ tardi. che comprendeva anche il progetto della facciata e una statua che ritrae la santa in un momento di estasi. rappresentata dallo scheletro. con tutto il suo carico di trionfo effimero. Questo monumento si ispira alle tombe medicee di Michelangelo. luci e ombre. segna un ulteriore momento di cambiamento dello stile dello scultore. “ Baldacchino di San Pietro “ Sepolcro di Urbano VIII Nel 1630. con la statua del Papa in cima in atto di benedire e con ai lati del sarcofago le figure allegoriche della Carit‚ e della Giustizia. fondatore della Chiesa cattolica. Il sodalizio artistico di Urbano VIII col suo artista prediletto trover‚ in San Pietro il suo luogo ideale: la basilica sorta sul luogo della sepoltura dell'apostolo Pietro. la statua di Santa Bibiana. in tal modo il panneggio acquista vita autonoma. Bernini in questo modo ha bloccato nel bronzo un'invenzione provvisoria. cio€ colui che aveva iniziato la riforma della chiesa che si considerava conclusa proprio dal Barberini. la scultura e l'urbanistica. fu collocato in posizione simmetrica rispetto a quello cinquecentesco di Paolo III Farnese. con uno spiccato carattere comunicativo. alla morte di Carlo Maderno viene incaricato dei lavori di completamento di Palazzo Barberini. nel 1623. con un panneggio gi‚ barocco. Fu eletto papa Matteo Barberini col nome di Urbano VIII. in luogo della consueta statua allegorica della Fama che scrive l'epitaffio.

Bernini. subƒ anche l'umiliante abbattimento del campanile posto sulla facciata della Basilica di San Pietro. Al 1642-43 risale la bellissima Fontana del Tritone. Basilica di San Pietro: la facciata (Carlo Maderno) con in primo piano il colonnato di Bernini Nel 1644 Bernini. Con la successiva riconciliazione con il Papa si iniziava infatti in quegli anni uno dei periodi pi„ favorevoli per le meditazioni del Bernini che. sulla scena. intanto il Papa Innocenzo X dava al Bernini il suo appoggio e gli permetteva la decorazione (con marmi colorati e statue di putti) del braccio lungo della Basilica di San Pietro. per problemi di statica e per la natura cedevole del terreno sui cui insistevano.Gian Lorenzo Bernini Con Urbano VIII crebbe la fortuna del Bernini. a causa della crisi economica dello stato pontificio dopo la guerra di Castro e del ridimensionamento del suo potere in seguito alla pace di Vestfalia del 1648. realizzato dal Bernini su commissione di Innocenzo X . Quelle persecuzioni ingiuste ispirarono allo scultore uno dei gruppi pi„ felici e forti tra le sue opere: la "Verit€ scoperta dal tempo". rimasta per• incompiuta con la sola figura della "verit‚". Palazzo Montecitorio. gi‚ Palazzo Ludovisi. e il gruppo centrale della santa. Da questo momento alcune delle commissioni pi„ ambite finiscono ad artisti rivali del Bernini come Francesco Borromini che si occupa del rifacimento della Basilica di San Giovanni in Laterano e Carlo Rainaldi che costruƒ il Palazzo Pamphilj e cominci• l'edificazione della chiesa di Sant'Agnese in Agone in Piazza Navona. un'opera che nei suoi valori estetici e culturali rappresenta uno dei fatti artistici pi„ importanti del XVII secolo. con tanto di spettatori. la prima delle sue fontane: un insieme di motivi classici e secenteschi in una fantasia del tutto barocca. I suoi detrattori lo consideravano un cattivo architetto dal punto di vista tecnico. ma anche temuto e odiato per il potere quasi dittatoriale esercitato sul mondo artistico romano. che fece incidere le stampe per le edizioni delle poesie latine del pontefice nel 1631. i familiari del committente ritratti a mezzo busto e sporgenti da palchetti laterali. che era stato rispettato. La santa ha un'attitudine talmente sensuale da far dimenticare a molti osservatori la natura mistica e spirituale dell'evento. con l'angelo che la trafigge con un dardo. In questi anni ebbe modo per• di realizzare anche uno dei suoi capolavori assoluti. molto pi„ austero. 62 Il Pontificato di Innocenzo X Pamphili La fortuna dell'artista sembra fermarsi improvvisamente con la morte del suo protettore: infatti nel 1644 comincia il pontificato di Innocenzo X Pamphili. nel rappresentare un evento estatico organizza lo spazio angusto di una cappella come uno scenario teatrale. e si vendicarono. la Cappella Cornaro nella chiesa di Santa Maria della Vittoria con l'estasi di santa Teresa d'Avila.

Obelisco della Minerva Il sagrato € di forma trapezoidale. come simbolo della saggezza e della conoscenza della chiesa che sostiene l'autorit‚ papale e illuminata dalla sfolgorante apparizione della colomba stilizzata sulla finestra da cui proviene una luce intensa. con al centro un obelisco su un basamento di travertino che imita gli scogli. intesa come istituzione ecumenica. un'invenzione dal forte contenuto allegorico. e precede la piazza di forma ovale con due centri dati dalle due fontane a lato dell'obelisco.Gian Lorenzo Bernini Inoltre gli permise nel 1644 di realizzare la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona a Roma. uno spazio dedicato alle cerimonie religiose pubbliche. torna un papa umanista. la facciata e la cupola di Michelangelo Buonarroti. corregge l'irregolarit‚ del muro. Le prime opere commissionate furono le statue di Daniele e Abacuc e l'angelo (del quale resta anche lo studio di Testa d'angelo) per la cappella Chigi in Santa Maria del Popolo (1655-1661) e le decorazioni della navata e del transetto. come la sistemazione della piazza del Popolo.Pietro terminano con la costruzione della Scala Regia. che come Maffeo Barberini trent'anni prima si circonda di artisti e architetti per l'esecuzione di ambiziosi progetti urbanistici. utilizzando i colonnati che fiancheggiano la scalinata. In seguito realizz•: il "Monumento di Suor Maria Raggi" a Santa Maria sopra Minerva. distrutto durante il fascismo. simbolo dell'illuminazione divina. un reliquiario contenente la cattedra dell'epoca paleocristiana. circondata da una corona di angeli volanti. le rocce. I lavori di S. un'opera di difficile interpretazione. e con il Monumento equestre dell'Imperatore Costantino (1662-1668). i palmizi e i muschi con le quattro statue allegoriche dei fiumi. la "Verit€" custodito nella Galleria Borghese e i busti di Innocenzo X. un intervento urbanistico e architettonico. costituito da una fitta trama di piccole viuzze: il pellegrino che si recava alla basilica rimaneva cosƒ colpito dall'improvvisa visione che comprendeva la piazza. La piazza si apriva improvvisamente all'interno di un quartiere. circondata da un porticato di ordine dorico. e di Francesco I d'Este nel museo Estense di Modena. dove. custodito nella Galleria Doria Pamphilj. la Spina di Borgo. 63 Il Pontificato di Alessandro VII Chigi Con l'elezione di Fabio Chigi. che sottintende all'abbraccio della Chiesa. sorretta dalle state dei quattro Padri della Chiesa. l'ingresso ufficiale ai palazzi apostolici. Pietro termina l'apparato decorativo interno con la spettacolare macchina della Cattedra di San Pietro (1657-1666) situata in fondo all'abside. che materializza una simbologia tratta dalla Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna. Sempre per la famiglia Chigi costruƒ due chiese: la Collegiata dell'Assunta ad Ariccia e la Parrocchiale di San Tommaso a Castel Gandolfo. alla totalit‚ del suo popolo. Progetta nel 1666 per la piazza di Santa Maria sopra Minerva L'Elefante Obeliscoforo (noto anche come Pulcin della Minerva) realizzato da Ercole Ferrata. che sceglie il nome di Alessandro VII nel 1655. All'esterno costruisce il colonnato ellittico. impegnando in diversi cantieri Pietro da Cortona e Carlo Rainaldi. In S. .

con l'intento tra l'altro di progettare la ristrutturazione del palazzo del Louvre. anche per Alessandro VII costruƒ un sepolcro con l'aiuto dei suoi allievi. . dopo essersi reso conto che il suo stile non incontrava il gusto dei committenti francesi e i suoi progetti rimasero sulla carta. a Roma. di gusto pienamente barocco con un accentuato svolazzo del mantello. solo una € firmata dall' autore ed € ora collocata nella basilica di Sant'Andrea delle Fratte. — l'epoca del pontificato di Clemente X che aveva beatificato Ludovica Albertoni nel 1671. In San Lorenzo in Lucina nel 1673 viene collocato il Busto di Gabriele Fonseca. Il monumento presenta nel suo complesso un tono pi„ meditativo e intimistico e pu• essere letto come un invito a spendere il tempo della vita nella preghiera per far diventare la morte un semplice passaggio. Fu accolto come un principe. 64 Ultime opere Sotto il nuovo papa Clemente IX Rospigliosi. Come per Urbano VIII. Ludovica apparteneva alla famiglia del cardinal-nipote Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni. Bernini era ormai un artista di fama internazionale. il 20 ottobre ritorn• a Roma. a pianta ellittica e con l'entrata in corrispondenza dell'asse minore. sulla cappella absidale € dipinta la scena dell'apoteosi del santo titolare. Cominci• a lavorare anche al Ritratto Equestre del Re che fu addirittura riciclato come soggetto classico. Muore il 28 novembre del 1680. Diverso dal monumento per il suo predecessore. la Carit‚ e la Verit‚ sul davanti e la Prudenza e la Giustizia sul retro e a mezzo busto. In questo periodo l'attivit‚ di Gian Lorenzo € incentrata soprattutto nella realizzazione di progetti architettonici come la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Riuscƒ Altare maggiore di Sant'Andrea al Quirinale soltanto a completare il ritratto di Luigi XIV. lo scultore esegue una serie di angeli portanti i simboli della Passione di Cristo da collocare lungo Ponte Sant'Angelo. in questo il Papa € assorto in preghiera e non ha l'atteggiamento risoluto: la morte non scrive sul libro. con la sua statua sul frontone concavo che sembra ascendere verso la cupola. Di queste opere. la sua reliquia viene posta nella chiesa di Santa Maria Maggiore. che utilizza la fama di santit‚ dell'antenata per celebrare la propria famiglia. un volto dall'atteggiamento eroico e idealizzato e una cascata di riccioli. L'esperienza francese dur• per• pochi mesi. e nel 1644 il ministro Colbert per conto del re Luigi XIV convinse il Papa a concedergli il suo artista prediletto e cosƒ il 29 aprile 1665 l'artista partƒ per la Francia. commissionata da Camillo Pamphilij. Nella chiesa di San Francesco a Ripa Bernini affronta nuovamente il tema dell'estasi nella cappella dedicata Estasi della beata Ludovica Albertoni alla Beata Ludovica Albertoni terminata nel 1674.Gian Lorenzo Bernini Nello stesso periodo amplia il Palazzo Pontificio al Quirinale. Il suo ultimo lavoro € il busto del Salvatore conservato nel convento di San Sebastiano fuori le mura a Roma. scoprendo la porta che simboleggia il passaggio all'aldil‚. ma mostra la clessidra da sotto un enorme drappo di alabastro movimentato da pieghe amplissime che unisce le quattro figure allegoriche.

Bordeaux. Roma) Fontana delle Api (piazza Barberini. Roma) Fontana del Moro (piazza Navona. Edimburgo. Museo e Galleria Borghese Beata Ludovica Albertoni. Roma) Fontana del Leone (Canale Monterano. Parigi. Londra. Mus€e d'Aquitaine Busto di Sir Thomas Baker. Amburgo. Cattedrale Busto del Cardinale Alessandro Peretti Montalto. Kunsthalle Busto dell'Arcivescovo Carlo Antonio dal Pozzo. RM. National Gallery of Scotland Busto del Cardinale Escoubleau de Sourdis. Roma. Wiener Neustadt (Austria). citt‚ vecchia di Monterano) Fontana della Barcaccia Sculture (in marmo ove non specificato) “ “ “ “ “ “ “ “ Angelo con la Corona di Spine. Sant'Andrea delle Fratte Apollo e Dafne.Gian Lorenzo Bernini 65 Opere Architettoniche “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Piazza San Pietro Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale Collegiata di Santa Maria Assunta (Ariccia) Palazzo Chigi (Ariccia) Santuario di Santa Maria di Galloro ad Ariccia Palazzo Montecitorio Palazzo Chigi-Odescalchi Palazzo Barberini Scala Regia in Vaticano Facciata della chiesa di Santa Bibiana San Tommaso da Villanova Monumenti “ Altare del Santuario di Nostra Signora della Misericordia (Savona) “ “ “ “ “ “ “ “ “ Baldacchino di San Pietro Sepolcro di Urbano VIII Sepolcro di Alessandro VII Cattedra di San Pietro Elefante Obeliscoforo Cappella Cornaro Altare del Santissimo Sacramento Cappella Raimondi Cappella Paluzzi Albertoni Fontane “ “ “ “ “ “ Fontana dei Quattro Fiumi (piazza Navona. Roma. Roma) Fontana del Tritone (piazza Barberini. Mus€e du Louvre . Roma. Victoria and Albert Museum “ Busto del Cardinale Richelieu. San Francesco a Ripa Busto del Cardinale Melchior Klesl.

Museo di San Giovanni dei Fiorentini “ Busto di Costanza Bonarelli. Chateau (giardini). Roma. Chateau “ Busto di Paolo V. Firenze. Chiesa di Santa Bibiana Testa d'angelo. Roma. Roma. Duomo. Roma. Siena. Anchise e Ascanio. Siena. Roma. cappella del Voto San Girolamo. New York.Gian Lorenzo Bernini “ Busto del Salvatore. Museo e Galleria Borghese Estasi di santa Teresa d'Avila. Museo e Galleria Borghese “ Busti di Scipione Borghese. coll. Chrysler Museum (altra vers. Modena. Museo e Galleria Borghese Luigi XIV a Cavallo. a Roma. Chateau 66 “ Busti di Anima beata e Anima dannata. Galleria degli Uffizi. Versailles. Frick Collection (attribuzione incerta) Gian Lorenzo Bernini esegue anche "il Putto con il Dragone". Versailles. Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede David. Museo nazionale del Bargello “ Busto di Francesco I d'Este. Roma. Santa Maria della Vittoria Fauno molestato da cupidi. Roma. Norfolk (USA). Metropolitan Museum of art La Verit‚. Basilica di San Pietro San Lorenzo sulla Graticola. Roma.Contini-Bonacossi San Sebastiano. Roma. Museo e Galleria Borghese Enea. Monastero dell'Escorial “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Busto di Luigi XIV. portico della Basilica di San Pietro “ Crocifisso dell'Escorial (bronzo). Collezione Thyssen-Bornemisza Santa Bibiana. Roma. Basilica di San Sebastiano. Roma. collezione Chigi-Zondadari “ Busto di Antonio Cepparelli. Madrid. Roma. Roma. San Lorenzo in Lucina “ Busti di Innocenzo X. Galleria Estense “ Busto di Gabriele Fonseca. Roma. Duomo. Roma. New York. Museo e Galleria Borghese (due esemplari) “ Busto in bronzo di Urbano VIII. Firenze. cappella del Voto San Longino. Museo e Galleria Borghese “ Costantino a Cavallo. San Lorenzo (Spagna). € controverso quale delle due sia autografa) “ Busto di Alessandro VII. Roma. "il Fauno che scherza con gli amorini" e i Santoni . Museo e Galleria Borghese Maria Maddalena. Galleria Doria-Pamphilj (due esemplari) “ Busto di Luigi XIV. Cattedrale di Santa Maria Assunta “ La Capra Amaltea. Museo di San Giovanni dei Fiorentini “ Busto di Antonio Coppola. [opera rimaneggiata nel '700] Ratto di Proserpina. Spoleto. Versailles. Siena.

Gian Lorenzo Bernini 67 Galleria di alcune opere Estasi di Santa Teresa (1647-52). Basilica di San Pietro in Vaticano. Roma Gloria della cattedra di S. Basilica di San Pietro in Vaticano. particolare Busto di Luigi XIV. Pietro (1656-66). Roma Tomba di Alessandro VII (1672-78). Versailles Musei Elenco dei musei che contengono opere dell'artista: “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Galleria Borghese di Roma Musei Capitolini di Roma Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma Galleria Spada di Roma Museo San Giovanni de' Fiorentini di Roma Galleria degli Uffizi di Firenze Mus†e du Louvre di Parigi Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid National Gallery di Londra National Gallery of Art di Washington National Gallery of Scotland di Edimburgo Victoria and Albert Museum di Londra Kunsthalle di Amburgo . Basilica di San Pietro in Vaticano. Santa Maria della Vittoria. Roma Baldacchino (1624-33). Roma Fontana dei Quattro Fiumi.

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oppure. ed Anastasia Garvo o Garovo. si trasferƒ ancora giovane a Milano Francesco Borromini. forse nel cantiere del Santuario di Saronno. Biografia L'apprendistato a Milano Francesco nacque nell'attuale canton Ticino. formandosi nell'orbita di Giovanni Andrea Biffi. suo lontano parente per parte di madre. 25 settembre 1599 € Roma. alcuni volti di cherubini dell'altare di San Leone e sopra le porte della cappella del Sacramento in San Pietro. tra cui diversi marmi che us• per costituire una compagnia per il commercio di marmi e pietre con i lapicidi Bernardino Daria di Pellio Inferiore e Gerolamo Novi di Lanzo d'Intelvi. La prima attivit‚ a Roma Al suo arrivo a Roma. documentato almeno dal 13 aprile 1619. . secondo altri. a lui si riconducono gli angeli ad ali aperte che sulla lanterna sostituiscono i capitelli per le colonne binate. Leone Garovo capomastro scalpellino sotto Carlo Maderno[4]. anonimo ritratto giovanile presso lo zio materno con il quale cominci• il proprio apprendistato nella grande fabbrica del Duomo di Milano allora diretta dall'architetto Francesco Maria Ricchino. troviamo al cognome Castelli l'aggiunta del nome Boromino o Boromini. nato col nome di Francesco Castelli (Bissone. nel cantiere petrino.Francesco Borromini 72 Francesco Borromini Francesco Borromini. da Giovanni Domenico Castelli. Cominci• a firmarsi definitivamente Francesco Borromini dal 1629 alla morte di Carlo Maderno. interpretato da alcuni come un omaggio alla famosa famiglia Borromeo. assumer‚ il cognome Borromini derivato da Brumino. 3 agosto 1667). € stato un architetto svizzero-italiano. per il quale dal marzo 1621 inizi• a lavorare come primo assistente in Sant'Andrea della Valle fino al 1623. disegnatore d'inferriate e rinettatore di cere nella fabbrica di San Pietro. Borromini deriv• un insolito interesse per l'architettura gotica ed alcuni elementi compositivi derivati dalle opere di Ricchino riscontrati nelle sue prime opere architettoniche. trov• ospitalit‚ presso un parente della madre. casata del secondo marito della nonna e diventato un soprannome anche del padre. Il 2 novembre 1621 acquisƒ per una spesa complessiva Lo scalone di Palazzo Barberini a Roma di 155 scudi vari effetti lasciati dal defunto Leone. forse per distinguerlo dai numerosi artisti luganesi di nome Castelli[2]. per la sua profonda devozione a San Carlo Borromeo[3]. capomastro. Da tale periodo di formazione durato dal 1608 al 1614. gi‚ a Roma. eseguƒ lavori al basamento della Piet‚ di Michelangelo. Lavor• fino al 1626 come scalpellino. tra i principali esponenti dell'architettura barocca[1]. gi‚ soci del Garovo. a partire dal 1628. Nel periodo dal 1620 al 1621 come scalpellino realizz• la decorazione della loggia del pilone della Veronica (sud-ovest). le inferriate del coro e della stessa cappella del Sacramento. Nel luglio 1623 fece lavori in travertino per il palazzo del Monte di Piet‚. Iniziata la carriera di intagliatore di pietre.

. in cui l'esempio di Jacopo Barozzi da Vignola nel Palazzo Farnese di Caprarola e di Ottaviano Mascherino nel Palazzo del Quirinale viene sviluppato con un nuovo virtuosismo formale.Francesco Borromini "Grazie a tutti per questa grande opportunit‚ di condividere le mie conoscenze con gli altri". Pietro in Vaticano collaborazione che possiamo ammirare nel corpus di disegni relativi al citato Palazzo Barberini. lo conferm• quale primo assistente. Capolavoro in questo palazzo € l'elegante scalone elicoidale. vennero frustrate con la nomina a tale ruolo di Gian Lorenzo Bernini il quale. Nel 1634 si vide accogliere da parte del sodalizio dei Piceni l'offerta di presentazione gratuita per la chiesa romana della Madonna di Loreto. cornici. riscontrabile in particolari quali lo schiacciamento della balaustrata nella sua progressione verso l'alto. inoltrata l'anno prima. piante. (F. acerbo allora di architettura. in seguito si estese fino alle soluzioni architettoniche (ricevute e disegni sono di recente scoperta) che si estesero sugli anni fino al 1631-1633. Al 1629 risale un suo intervento nella progettazione degli angoli smussati della cappella maderniana del Sacramento nella basilica di San Paolo fuori le mura. fogliami ed altri intagli destinati al baldacchino. pur riuscendo sempre a identificare l'opera dell'uno e dell'altro. delegandogli di Il Baldacchino di San Pietro nella Basilica di San fatto la resa progettuale e strutturale delle proprie idee e disegni. Nel 1632 fu nominato architetto della Sapienza (su proposta del Bernini. sempre accanto al Maderno. Al 1631 risalgono pagamenti relativi a disegni in grande di tutte le centine. oltre che nella supervisione della decorazione scultorea. Lungo gli anni venti. in cui si osserva la stretta simbiosi tra i due. il suo compito consist† nell'allestimento delle basi (realizzate nel 1627) e nella ideazione e modellazione dei relativi ornati. in collaborazione e rivalit‚ con Gian Lorenzo Bernini. forse intesa ad allontanare un pericoloso rivale). al Bernini e a Pietro da Cortona risalgono le sue primizie architettoniche a Palazzo Barberini Alla morte del Maderno le sue attese di essere nominato architetto delle fabbriche portate avanti da questi. Borromini)[5] 73 Il baldacchino in San Pietro A questa attivit‚ va collegato il suo ruolo nel contesto dell'impresa del Baldacchino di San Pietro (1624-1629).

Nel 1640 l'oratorio venne benedetto. — arretrata rispetto al cornicione decorato da una corona fiammeggiante. Facciata di San Carlino . enfatizzando la simbologia di "cielo". aprendo quattro grandi nicchie attorno al setto murario in modo da creare un continuo e ondulato trapasso tra superfici concave e convesse. Ne resta precisa documentazione nell'Opus architectonicum. L'ambiente € illuminato da una luce diffusa proveniente sia dalla lanterna che da finestre aperte sul tamburo. grazie ai buoni uffici del cardinale Francesco Barberini: il progetto della propria sede centrale e dell'annessa chiesa. La chiesa fu completata nel 1642. il refettorio e la biblioteca. i lavori ripresero. di derivazione bramantesca: uno dei progetti pi„ innovativi della sua produzione. L'oratorio dei Filippini Tra il 1632 e il 1637 lavor• alla galleria di palazzo Spada. tranne la facciata che rimase incompiuta fino al 1665 e fu terminata solo nel 1677. La realizzazione della chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane fu il primo grande capolavoro di Borromini. L'eccezionale complessit‚ strutturale € vista come un virtuosistico tentativo di rinnovare la tradizione imparata sul cantiere con riferimento a soluzioni adottate dal Richino per la chiesa di San Giuseppe a Milano. suo amico e collaboratore. sia nelle soluzioni di raccordo urbanistico. scritto tra il 1648 e il 1656 (ma stampato solo nel 1725) da padre Virgilio Spada. Infine nel febbraio del 1650 abbandon• il cantiere per dissensi sul compenso. nello stesso anno vinse il concorso per l'Oratorio dei Filippini. la cupola ovale fu rivestita con cassettoni di varie forme che rimpiccioliscono verso il centro in modo da aumentare l'impressione di altezza. dal nipote Bernardo Castelli in modo sostanzialmente fedele al modello originale. solo nel 1647. sia nell'uso variato dei materiali. La cupola di San Carlino La piccola chiesa venne edificata con una pianta complessa. che l'occup• tra il 1637 e il 1640 alla Casa professa e nella cui facciata alla convessit‚ della campata centrale dell'ordine inferiore corrisponde nell'ordine superiore la concavit‚ della nicchia. nel 1652 fu sostituito da Carlo Rainaldi e poi da Camillo Arcucci che nel 1665 aggiunse i mezzanini laterali alle volute. ideata intorno a forme triangolari[6]. attenuando l'effetto scenografico pensato all'origine. Il convento fu organizzato intorno ad un minuscolo chiostro di forma rettangolare con angoli smussati mediante segmenti leggermente convessi e fu realizzato dal 1634 al 1636 per quanto riguarda le celle. dedicata a San Carlo Borromeo.Francesco Borromini 74 La realizzazione del San Carlino alle Quattro Fontane Nello stesso anno l'ordine rigoroso dei Trinitari scalzi gli affid• il suo primo lavoro personale. dopo una lunga interruzione per mancanza di mezzi finanziari. sia nella funzionalit™ degli interni. dieci anni dopo la morte dell'artista. nascoste all'interno dal fregio in stucco sopra l'imposta della cupola. il che la fa apparire come non poggiante sull'architettura sottostante.

all'interno di grande pregio sono il grande scalone e gli stucchi dei soffitti. Al 1645 risale il suo parere negativo. cardinale Ulderico. Nel 1638 Orazio Falconieri. eseguito per lo pi„ a Roma e ultimato a Napoli nel 1647. Allo stato di progetto sono rimaste le idee per la chiesa mai realizzata di San Giovanni di Dio voluta dai padri Fatebenefratelli. L'attuale abside verr‚ poi da lui realizzata sul medesimo tema ma in maniera formale totalmente diversa negli anni Sessanta del Seicento con l'aggiunta del gruppo scultoreo di Antonio Raggi. se pur ufficializzato fin dal 1634. decorazione di alcuni ambienti interni) di il Palazzo di Propaganda Fide in una stampa di Giuseppe Vasi palazzo Falconieri.Francesco Borromini 75 Altre opere Contemporaneamente dal 1628 al 1639 l'architetto lavor• per opere di decorazione alla cappella della Trinit‚ nella chiesa agostiniana di Santa Lucia in Selci su incarico di suor Clarice Vittoria Landi. alla sua morte nel 1643 il fratello. la chiesa annessa all'antico studio romano diventato poi universit‚. Ai lati della facciata su via Giulia sono presenti due grandi erme barocche con busti femminei e teste di falco poste come lesene o cariatidi e che presumibilmente sono opera sua almeno in parte. gli affid• l'incarico a di ampliarlo. che contribuš alla decisione di demolire il manufatto. concludendo la ristrutturazione del palazzo in forma pi„ modesta. alla met‚ del decennio si collocano i lavori di sistemazione (prospetto sul Teveree l'adeguamento della facciata. A partire dal 1642 produsse i primi disegni per il monumento Merlini in Santa Maria Maggiore e inizi• i lavori per la cappella Falconieri in San Giovanni dei Fiorentini. lo impieg• in diversi lavori legati alla celebrazione dell'Anno Santo del 1650. vicino alla Fontana di Trevi (mai portato a compimento) acquistato dal conte Ambrogio Carpegna. si concreta solo nel 1642. della nobile famiglia fiorentina. il cantiere della chiesa di Sant'Ivo si concluse nel 1662 con l'esecuzione degli stucchi interni. Su commissione della famiglia Filomarino nel 1639 eseguƒ il disegno per l'altare della cappella dell'Annunziata nella chiesa dei Santi Apostoli in marmo bianco. espresso sulla stabilit‚ del campanile di San Pietro. portandolo da 8 a 11 campate. Nel 1643 fornƒ una consulenza alla Congregazione de Propaganda Fide. La pianta stellare. Seguirono i progetti per la decorazione dell'abside e per il ciborio di Santa Maria a Cappella Nuova a Napoli. allorch† realizz• la facciata su piazza Sant'Eustachio e l'aula della Biblioteca Alessandrina. progettato dal Bernini. gi‚ iniziata da Pietro da Cortona. apertamente a lui favorevole. L'anno successivo avvi• i lavori a Sant'Ivo alla Sapienza. deriva dall'integrazione del progetto originale di Giacomo Della Porta con gli studi di architettura antica tratti principalmente da Giovan Battista Montano. un rallentamento dei lavori si ebbe a partire dal 1644 quando il nuovo papa Innocenzo X. La chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza L'incarico di architetto della Sapienza. e a San Martino al Cimino quelli per la porta Romana e per il tracciato delle mura dal 1646 al 1652. Nello stesso anno fu incaricato da Camilla Virginia Farnese di progettare il convento di clausura delle oblate agostiniane. si limit• a recepire alcuni elementi borrominiani. formata dall'unione di due triangoli equilateri. Tra il 1638 e il 1643 fornƒ disegni per l'ampliamento del palazzo Vaini. . sul prospetto che affaccia sul fiume € invece interessante la loggia composta di tre arcate a tutto sesto del 1646. Intelligentemente Borromini integra nella pianta lo studio relativo all'ape allora portato avanti da diversi studiosi in omaggio all'emblema della famiglia Barberini.

non riuscƒ a realizzare interamente il progetto e dovette escogitare in corso d'opera soluzioni di ripiego. tutti elementi ripresi nella costruzione del tiburio e del campanile della Basilica di Sant'Andrea delle Fratte. Per salvare le lapidi e le memorie medievali e rinascimentali egli oper• nel successivo pontificato di Alessandro VII un capillare lavoro di smontaggio dei monumenti antichi. impose a Borromini il rispetto non solo formale. Racchiudendo le vecchie pareti in muri doppi aperti da finestre ovali. tuttavia. uno fra i primi lavori di Bernini. a preferenza di quelli borrominiani per il loro palazzo di Piazza Navona. completato il lavoro sulla navata centrale nel 1648. alla fine degli anni cinquanta. cortile e facciata Sempre nel 1644 fu incaricato da Innocenzo X. inserendo gli elementi caratterizzanti dei primi in monumenti commemorativi da lui creati. cio€ un ideale percorso ascensionale. abitante proprio nel palazzo di fronte. Egli avrebbe voluto coprire la navata con una volta[8]. Il 26 luglio 1652 per tutti questi insigni lavori papa Innocenzo X lo rimuner• con le insegne dell'Ordine di Cristo. in quanto il papa aveva deciso di conservare ad ogni costo il cinquecentesco soffitto ligneo a cassettoni sulla navata. All'esterno la cupola € coperta da un tamburo convesso e si conclude su un'alta lanterna con un coronamento a spirale. Anche la facciata rimase incompiuta (quella attuale non € borrominiana).[7] Nel 1644 inizi• gli sfortunati lavori del tempio di Santa Maria dei Sette Dolori. affidandogli solo la galleria nord. segue il ritmo delle sporgenze e rientranze del setto murario. anche muraria. come si era fatto a San Pietro le testimonianze costantiniane. present• tre soluzioni alternative: il papa scelse la pi„ riccamente decorata. ritenendolo opera di Michelangelo. demolendo la precedente cappella. Il restauro della basilica di San Giovanni in Laterano Sant'Ivo alla Sapienza. e il salone di raccordo tra i due cortili. decorata dagli affreschi di Pietro da Cortona. con finestre inquadrate da modanature plastiche e colonne di ordine gigante. Il palazzo di Propaganda Fide e la chiesa di Sant'Agnese in Agone Dal 1646 il Borromini fu nominato architetto della Sacra Congregazione de Propaganda Fide. su probabile suggerimento di Virgilio Spada. mentre le navate laterali furono coperte con vari tipi di volte a botte e ribassate con cupolette. dell'antica basilica. di preparare diversi progetti per il rifacimento (o propriamente restauro) della basilica di San Giovanni in Laterano: un compito caratterizzato dalla esplicita volont‚ papale di conservare la facies. Tuttavia ancora nel 1646 subš uno smacco: i Pamphili (per cui contemporaneamente progett• un casino nella villa di San Pancrazio) scelsero il progetto di Carlo Rainaldi. Non volendo abbattere le antiche strutture murarie per non cancellare. in vista dell'anno santo del 1650. innestata direttamente sui muri perimetrali.Francesco Borromini 76 All'interno il fluire concavo e convesso delle pareti viene interrotto da angoli vivi e segmenti rettilinei. in modo da accelerare dinamicamente la sensazione di elevazione verticale della cupola. Vista la concorrenza di Vincenzo della Greca. La cupola. Borromini ingabbi• allora le precedenti rovinatissime colonne a due a due entro grandi pilastri. . che gli commission• il palazzo omonimo: opera tra le pi„ impegnative del suo intero percorso artistico.ormai affidati ad altri. nella navata principale pose nicchie incurvate verso l'esterno e le racchiuse tra i pilastri. il Papa. realizz• la facciata del Collegio di Propaganda Fide. destinata a protrarsi fin dentro gli anni sessanta (la cappella dei Re Magi € degli anni 1660-1664). interrotti nel 1646 e ripresi. Per l'annessa cappella dei Re Magi disegn• una volta ribassata percorsa da larghe costole a rilievo che si incrociano diagonalmente inquadrando un esagono con l'emblema dello Spirito Santo. ma anche materiale delle antiche murature.

il progetto per la Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori gli fu affidato e tuttavia dovette interrompere i lavori nel 1655 per mancanza di fondi: il complesso si presenta con una facciata incompiuta in mattoni grezzi. fatti avvenuti due anni prima. per cui perse il suo lavoro prima che esso fosse terminato. la copertura della Chiesa di San Giovanni in Oleo (del cui battistero si era interessato fin dal 1657). l'ampliamento del convento annesso alla Chiesa di Sant'Agostino (Roma). . l'altro per il tempo ultramontano. tra il 1650 e il 1657 intervenne in palazzo Giustiniani in via della Dogana Vecchia e fornƒ disegni per la mensa dell'altare maggiore e per il ciborio della chiesa di San Paolo Maggiore a Bologna e per un altare destinato alla chiesa di Santa Maria dell'Angelo a Faenza. 77 Nuovi incarichi. disposto lungo un asse parallelo alla facciata. incarico da cui fu sollevato nel 1657 dopo la morte del papa e un parziale crollo dell'edificio. ne occupa la met‚ sinistra. dissapori e fine violenta In quelli stessi anni. che port• a termine i lavori senza per• apportare modifiche sostanziali al progetto borrominiano. ossia l'ora europea. Qui cre• il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva. La chiesa ha invece una pianta rettangolare ad angoli smussati. La chiesa nel suo complesso si viene impostando come una serie di strutture con valori Chiesa di Sant'Agnese in Agone opposti che si bilanciano tra di loro: alla facciata concava fa da contrappeso la convessit‚ del tamburo e della cupola. guadagnando cosƒ dello spazio per le due torri campanarie. e intervenne in palazzo Spada (poi Banco di Santo Spirito) a Monte Giordano nel 1661. rimasta incompiuta all'altezza del cornicione. e il principe Camillo Pamphili richiamarono Carlo Rainaldi. mentre all'espansione orizzontale data dalla facciata fanno da contrappeso gli elementi che si slanciano in verticale: i due campanili e la cupola. singolare € la forma dell'altare maggiore. La facciata fu ampliata per includere alcune parti dell'attiguo palazzo Pamphili. come in San Pietro: uno per l'ora di Roma. che prevedeva l'ingresso principale in Via di Santa Maria dell'Anima. Il nuovo papa. Progett• per conto della famiglia Del Bufalo la cupola di Sant'Andrea delle Fratte a Roma (dopo il 1653). il corpo della chiesa.Francesco Borromini Il favore incontrato presso Innocenzo X (che il 26 luglio 1652 lo nomin• cavaliere dell'Ordine di Cristo) gli aprƒ le porte per altri prestigiosi incarichi: dal 1644 al 1652 un corpo di fabbrica (non compiuto secondo l'originario progetto che prevedeva anche una rotonda non eseguita) contiguo alla Chiesa di Santa Maria in Vallicella e nel 1653 l'assunzione del cantiere della chiesa di Sant'Agnese in Piazza Navona. ciascuna delle quali ha un orologio. su un alto tamburo si innesta la cupola. generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre € solo di 8) con una scultura. A Sant'Agnese in Agone capovolse il progetto originario di Girolamo Rainaldi (e di suo figlio Carlo Rainaldi). Il portone da accesso ad un vestibolo a pianta centrale dalla pianta centrale mistilinea ispirata ad alcuni ambienti della Villa Adriana a Tivoli. in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza. nell'androne dell'accesso al cortile. in un giardino in fondo illuminata dal sole. Alessandro VII. Inoltre trasform• la pianta da una croce greca in un ottagono sfondato da cappelle alternate a larghi pilastri. articolata su linee concave e convesse. All'inizio del settimo decennio progett• la cappella Spada nella chiesa di Santa Maria della Carit‚ (Roma). con due piccole rientranze semiellittiche sulla met‚ a formare un atrofizzato transetto. che sembra a grandezza naturale mentre in realt‚ € alta solo 60 centimetri: per creare la sua falsa prospettiva fu aiutato dal matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto. sormontato da due volute.

che soffriva di disturbi nervosi e di depressione. prima di portare a termine la cappella Falconieri (la cappella principale) nella basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini. Nell'estate del 1667. per sua volont‚. rettore della chiesa e l'ambasciatore svizzero a Roma Francis Pianca hanno posto alla base d'un pilastro della chiesa una lapide che ne onora l'opera e la memoria: ƒ’FRANCISCVS BORROMINI TICINENSIS EQVES CHRISTI QVI IMPERITVRAE MEMORIAE ARCHITECTVS DIVINAM ARTIS SVAE VIM AD ROMAM MAGNIFICIS AEDIFICIIS EXORNANDAM VERTIT IN QVIBUS ORATORIVM PHILLIPINVM S.Francesco Borromini 78 Oltre a quello con gli Spada. monsignor Mario Canciani. dove. IVO S. AGNES IN AGONE INSTAVRATA LATERANENSIS ARCHIBASILICA S. era il 3 agosto del 1667. si gett• sulla propria spada. Villa Falconieri Dopo due giorni morƒ. verso il 1665 ricevette il compito degli adattamenti della villa Falconieri a Frascati. Borromini. CAROLVS IN QVIRINALI AEDES DE PROPADANDA FIDE HOC AVTEM IPSVM TEMPLVM ARA MAXIMA DECORAVIT NON LONGE AB HOC LAPIDE PROPE MORTALES CAROLI MADERNI EXVVIAS PROPINQVI MVNICIPIS ET AEMVLI SVI IN PACE DOMINI QVIESCIT’„ . venne sepolto nella tomba di famiglia di Carlo Maderno. Nel 1994 lo scrittore Leros Pittoni. dopo aver dettato il testamento e aver ricevuto i sacramenti[9]. fu forte in quegli anni il legame con la famiglia Falconieri: in aggiunta ai lavori gi‚ da tempo in corso per la cappella famigliare nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. ANDREAS DELLE FRATTE NVNCVPATVM S.

..) che sostituirono con una turbolenta irrequietezza. rinnovo Cappella Spada.’„ L'effigie di Francesco Borromini € stata riprodotta sulla banconota da 100 Franchi svizzeri negli anni ottanta del XX secolo. Opere principali “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane con annesso convento e casa professa Chiesa di Sant'Agnese in Agone (modifiche al progetto di Girolamo Rainaldi) Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Basilica di San Giovanni in Laterano (restauro e ricostruzione parziale dell'interno) Palazzo Spada. nella chiesa di San Girolamo della Carit‚ (revisione del progetto di Virgilio Spada.Francesco Borromini 79 Karl Baedeker nel 1883 nella Guide of Central Italy racconta: Francesco Borromini ƒ’Maderno con Borromini e Carlo Fontana erano i leader di una banda di artisti che cospirarono per strappare l'architettura dal suo tranquillo riposo (. suo protettore) Basilica di Sant'Andrea delle Fratte Oratorio dei Filippini Palazzo di Propaganda Fide Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori Chiesa di San Giovanni in Oleo (restauro) Palazzo Giustiniani (con Carlo Fontana) .

che per sua disgrazia teneva in casa. se ne mor‹ con estremo dispiacere di chi amava le sue buone qualit€ e il capriccio del fuo ingegno. dal quale fu trasportato a segno che uscendo furioso cos‹ in camiscia dal letto. hls-dhs-dss. nell'economia dal Cinquecento ad oggi. nelle citate Vite de pittori. aspx?languageId=1& tabId=110) Nel dialetto locale "borrometa" designa un venditore ambulante di termometri e barometri. in Giorgio Mollisi. e lo tenne in travagli alcuni giorni. php) sul Dizionario storico della Svizzera D'Onofrio.Schulz. Roma 1772. ch/ textes/ i/ I9083. ad indicem. nell'arte. Svizzeri a Roma nella storia. anno 8. Lugano 2007. hls-dhs-dss. google. Giubiasco 1991. [9] Giovanni Battista Passeri. [7] Emilio Motta. 1652 Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] Francesco Borromini (http:/ / www. Francesco Borromini. valledimuggio. 146-155. Architettura Barocca. scultori ed architetti che anno lavorato in Roma. 388. ristampa Edizioni Met‚ Luna. 1968. Electa. Martellago (Venezia). dalla qual ferita malconcio fu riportato nel letto. p. ch/ Desktopdefault. php) sul Dizionario storico della Svizzera Francesco Borromini (http:/ / turismo. numero 35. settembre-ottobre 2007. e dopo pochi giorni. sfoderandola se la cacciƒ nel petto. si rese s‹ gagliardo il male. nella quale si compiacque di esser deposto. tirato dall'amore della parentela e della sua professione. avendo lasciato alla figlia di detto Maderni cento doble per ragione di detta sepoltura. 125. cio† li due Agosto seguente. ch/ textes/ i/ I11329. Effemeridi ticinesi. Carlo Maderno (http:/ / www. dentro la sepoltura medesima di Carlo Maderni.’„ . p. Edizioni Ticino Management. Edoardo Villata.Francesco Borromini 80 “ Palazzo Falconieri (ampliamento) “ Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (abside) “ Chiesa di Santa Lucia in Selci (restauro) Palazzo Giustiniani Onorificenze Cavaliere dell'Ordine Supremo del Cristo †’Roma. cosƒ ne descrive la fine: ƒ’Finalmente nel mese di Luglio dell'anno 1667 diede in qualche indisposizione e fu necessitato trattenersi in casa ed in letto per l'infermit€ che lo aggravava. Fu sepolto nella Chiesa di San Giovanni de' Fiorentini. it/ books?id=U_Y9AAAAcAAJ& printsec=frontcover#v=onepage& q& f=false). Fu assalito da una febbre. [8] C. nella cultura. morti dal 1641 fino al 1673 (http:/ / books. 65. e malignit€. che lo fece traboccare in delirio. che diede segni di qualche violenza. 1998. e dando di mano ad una spada. Norberg .

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artistiticinesi-ineuropa.treccani. Durante il papato di Urbano VIII (di cui fece un ritratto) fu uno dei principali architetti operanti a Roma. € stato un pittore.Francesco Borromini “ Dizionario biografico Treccani (http://www. come l'assenza di spessore psicologico nei personaggi rappresentati. in cui rende evidenti sia i suoi punti di forza (come la capacit‚ narrativa e figurativa) sia i suoi punti deboli. Pietro fu un artista del primo Barocco. 1œ novembre 1596 € Roma. insieme a Bernini e a Borromini. Roma Pittura Nel settore pittorico le opere giovanili furono una serie di affreschi per Palazzo Mattei raffiguranti le storie di Salomone. Nel 1633-39 realizza gli affreschi per Palazzo Barberini che diventano la sua opera pi„ rappresentativa e in cui le caratteristiche barocche sono evidenti. architetto e stuccatore italiano. Roma . Facciata di Santa Maria della Pace. 16 maggio 1669). Negli anni successivi la famiglia Sacchetti gli commissiona la decorazione per la Villa a Castel Fusano a tematica storica-mitologica e allegorica.ch/ita/borromini-f-ita. Nel 1634 divenne principe dell'Accademia di San Luca ed ebbe una parte attiva nella progettazione della chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano.it/enciclopedia/ francesco-borromini_(Dizionario_Biografico)/) “ http://www. troviamo suoi lavori soprattutto nel campo dell'affresco decorativo e della pittura. nato come Pietro Berrettini (Cortona.html 85 Pietro da Cortona Pietro da Cortona. Facciata di Santa Maria in via Lata. Celeberrimo € l'affresco Trionfo della Divina Provvidenza. oltre a una serie di tele tra cui Il ratto delle Sabine. Pietro Berettini progett• Castel Gandolfo per come lo conosciamo oggi. l'impianto a croce greca della chiesa € una sua ideazione. con l'evidente prospettiva melozziana da sotto in su. dal 1625-26 si occupa degli affreschi presso Santa Bibiana in cui € evidente il rifiuto della tradizione pittorica classica.

Le pose drammatiche e precise dei soggetti sono in accordo con lo stile degli artisti del genere di et‚ rinascimentale o barocca. “ Firenze. 1620-1625. 1616. 1626-1630. “ Frascati. Per quanto riguarda le opere architettoniche. Cortona. Fitzwilliam Museum: Vocazione di Pietro e Andrea. Museum of Fine Art: Madonna col Bambino e santi. dal 1634 al 1650 si dedica alla realizzazione della chiesa dei Santi Luca e Martina. Villa Arrigoni: affreschi. chiesa di Santa Chiara: Piet€. . usa una pianta a croce greca in cui l'asse longitudinale € leggermente pi„ lungo di quello trasversale. Cambridge. Boston. Mus†e des Beazu-Arts: Cesare condivide con Cleopatra il trono d'Egitto. National Gallery: Santa Cecilia e un angelo. gli unici elementi decorativi sono presenti in corrispondenza delle absidi. Le Tabulae anatomicae sono state prodotte sicuramente verso il 1618. La volta € realizzata sia con costoloni che cassettoni. “ Londra. chiesa di San Francesco delle Monache: Nativit€ Ajaccio. olio su rame. ma quelle di Pietro da Cortona sono particolarmente espressive. Dipinti “ “ “ “ “ Aversa. Kimbell Art Museum: Madonna col Bambino e santa Martina. Le colonne dell'interno sono tutte ioniche. “ Museo dell'Accademia Etrusca: Madonna e santi. Institute of Arts: San Gerolamo penitente.Pietro da Cortona 86 Architettura La sua incidenza sugli sviluppi dell'architettura barocca fu notevole nonostante la relativa scarsit‚ di opere e la tendenza che egli aveva a considerare quest'attivit‚ come secondaria rispetto a quelle pittorica. olio. 1626. “ Lione. un secolo dopo la sua morte. “ Fort Worth. Uffizi: “ Palazzo Pitti: Santa Martina rifiuta di adorare gli dei. Interno della Chiesa di San Carlo al Corso a Roma con gli stucchi del Cortona Tavole anatomiche Prima ancora di diventare famoso come architetto. l'interno si presenta come un unicum omogeneo e totalmente bianco dando l'idea di grande neutralit‚ e rigore riscontrabile anche nell'ordine inferiore di stampo classico. Dal 1656 al 1657 si dedica alla realizzazione della scenografica facciata di Santa Maria della Pace e negli anni successivi alla basilica di Santa Maria in Via Lata. “ Detroit. Museo Fesch: Autoritratto. Unisce la rigidezza classica e la fluidit‚ delle decorazioni rendendo evidente il suo legame con il manierismo fiorentino. 1645. olio su rame. Pietro disegn• delle tavole anatomiche che tuttavia furono pubblicate solo nel 1741.

galleria: affreschi. tela. Kunsthistoriches Museum: Ritorno di Agar da Abramo. Oxford. Chiesa di San Salvatore in Lauro: Nativit€ di Cristo. Venere appare ad Enea. Mus†e des Beaux-Arts: Madonna col Bambino e santa Martina. Appartamento Borgia. 1630-1635. Ratto delle Sabine. Rosario. 1631. Galleria dell'Accademia di San Luca: Galatea. 1628-1631. “ Galleria Borghese: Ritratto di Marcello Sacchetti. tondi nei pennacchi con Profeti. Louvre: Discussione di Giacobbe e Labano. Sarasota. Galleria Pallavicini: Riposo nella fuga in Egitto. 1667. volta con Angeli con gli strumenti della Passione. Chiesa di San Lorenzo in Miranda: Martirio di san Lorenzo. 1651-1654. Cappella di Urbano VIII: stucchi dorati e affreschi. San Pietroburgo. “ Chiesa Nuova. affreschi con episodi religiosi. “ Palazzo Sacchetti gi‚ Chigi. affreschi. Ermitage: Cristo appare alla Maddalena. Museo del Prado: Nativit€. “ Palazzo Mattei di Giove. Vienna. olio. “ Chiesa di Santa Maria della Concezione: Anania rid€ la vista a san Paolo. Museo di Roma: Ritratto di Urbano VIII. San Paolo † guarito da Anania. Veduta di Allumiere. Parigi. Santa Dafrosa. “ Pinacoteca Capitolina: Madonna col Bambino. stucchi e affreschi nel soffitto. Ringling Museum: Agar e l'angelo. 1624-1626. Martirio di santo Stefano. nella Sala dei Trionfi. Alte Pinakotek: Riposo durante la fuga in Egitto. terminata da Giovanni Ventura Borghesi. Romolo e Remo trovati dal pastore Faustolo. olio su rame. 1627-1629. “ Palazzo Barberini: affresco col Trionfo della Divina Provvidenza. “ Palazzo dei Conservatori al Campidoglio. 1657-1660. appartamtno di Giulio II e Leone X. Cappella del Santissimo Sacramento: Pala della Trinit€. 1626. L'Assunta nel catino absidale. cappella del Ss. olio. affresco. Basilica di San Pietro in Vaticano. “ “ “ “ “ Chiesa di Santa Bibiana. 1647-1651. Madonna col Bambino e santa Martina. olio su rame. Asmolean Museum: Semiramide si accinge a placare la rivolta di Babilonia. Pantaleone. Chiesa di San Carlo ai Catinari: San Carlo Borromeo porta in processione il Sacro Chiodo. Luca e Caterina d'Alessandria in Gloria di angeli. “ Palazzo Pamphilj a Piazza Navona: affreschi nel Salone con Storie di Enea. Sacrificio di Polissena. 1635. Concattedrale di Santa Maria Assunta. “ Roma. olio. Segni. “ “ “ “ “ “ Galleria Colonna: Resurrezione di Cristo. olio su rame. olio. Rennes. Sala del Balcone: affresco con Partenza e Trionfo di David. Trionfo di Bacco.Pietro da Cortona “ “ “ “ Madrid. Monaco di Baviera. Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza: Sant'Ivo. cappella a destra dell'abside. 1639. Trionfo della Trinit€ nella cupola. olio su rame. Appartamento dei Conservatori: affresco con Vittoria di Alessandro su Dario. 1661. Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini: Angelo custode. Galleria: Storie di Salomone. 1622-1623. Palazzi Vaticani. “ Palazzo del Quirinale. 87 “ “ “ “ “ . Leone. "Madonna col Bambino".

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Pietro da Cortona 91 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. spendeva cifre enormi e neppure si fermava di fronte al danneggiamento di uno dei monumenti pi„ importanti dell'antica Roma. l'opera venne inaugurata il 28 giugno 1633 dallo stesso papa. uiowa. Per realizzare l'opera vennero asportati e fusi gli antichi bronzi del Pantheon. html Baldacchino di San Pietro Il Baldacchino di San Pietro € un monumentale impianto architettonico barocco all'interno della basilica di San Pietro in Vaticano. aprendo nuove prospettive all'architettura barocca. Luigi Bernini (fratello di Gian Lorenzo) e una schiera di fonditori e scalpellini. L'autore della celebre "pasquinata" € stato identificato dal . Francois Duquesnoy. edu/ exhibits/ imaging/ cortona/ index. inserendosi sullo spazio semicircolare della confessione. L'incarico di realizzarlo fu la prima grande commissione pubblica che l'artista ottenne in seguito all'elezione di papa Urbano VIII nel 1623.wikimedia.org/wiki/Category:Pietro da Cortona Collegamenti esterni “ Tabulae anatomicae [1] References [1] http:/ / sdrc. lib. e che sostituisce il consueto ciborio inserendosi nello spazio in maniera innovativa e scenografica. ideato per segnare il luogo del sepolcro del santo. suo assistente per la parte Pietro in Vaticano architettonica. Andrea Bolgi. un catafalco processionale di grandezza monumentale. il quale partecip• alla progettazione [1]. Fu realizzato da Gian Lorenzo Bernini tra il luglio 1624 e il 1633. molto pi„ grande del solito. fecerunt Barberini ("ci• che non fecero i barbari. fecero i Barberini") con la quale si voleva sottolineare la smisurata ambizione della famiglia del pontefice che. consistenti nelle massiccie travature del pronao. e altri artisti celebri come gli scultori Stefano Maderno. pur di autocelebrarsi con monumenti spettacolari. La scellerata decisione ispir• la celebre pasquinata Quod non fecerunt barbari. Giuliano Finelli. Quella del Baldacchino € la prima impresa di Bernini in cui si fondono scultura e architettura a tal punto da creare una allegorica immagine di un oggetto. Quest'impresa € il risultato di un lavoro di cantiere collettivo che vide Il Baldacchino di San Pietro nella Basilica di San coinvolti Francesco Borromini.

in monsignor Carlo Castelli. dall'uso della doratura. ambasciatore del Duca di Mantova. alte 11 metri. — possibile ammirare una copia del Baldacchino (simile e di dimensioni minori) presso la Cattedrale di San Feliciano di Foligno. Apostoli. A certificare l'identificazione di Sandro Barbagallo € il diario dello stesso Urbano VIII. in cima fu collocato il globo con la croce. perchˆ l' Agente del Duca di Mantova che fu Detrattore di aver affissi i Cartelli di quell' infame Pasquinata da famiglia Barbera ad Barberina. [2] Il Baldacchino visto da sotto. conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana con il nome di Codice Urbinate 1647. sono tortili ad imitazione del Tempio di Salomone e del ciborio della vecchia basilica e attraversate da elementi naturalistici bronzei come tralci di lauro (che alludono alla passione di papa Urbano VIII per la poesia). Per la parte superiore fu adottata la struttura a dorso di delfino. mentre i drappi sotto la trabeazione sono in movimento come mossi dal vento. Bernini pose su uno dei lati del baldacchino un putto che alza al cielo un enorme corpo d'ape rovesciato. Sandro Barbagallo. come il resto dell'opera. sono composte di tre pezzi ciascuna.Baldacchino di San Pietro 92 critico d'arte de L'Osservatore Romano. Questi quattro pilastri sono collegati da una trabeazione convessa tipica del Barocco. e si † visto a tempi nostri sopra di questi Critici la maledizione di Dio. le statue sono animate in senso barocco e sono impreziosite cromaticamente. per essere stata ornata la Chiesa de' SS. che fanno parte dello stemma della famiglia papale e che si trovano anche nei basamenti marmorei. con la cupola nello sfondo Le caratteristiche colonne tortili. egli morse d' infermit€ e nel letto chiese perdono a Papa Urbano Ottavo. . a cui si aggiungono i capitelli e i basamenti su cui sono raffigurate le fasi di un parto tramite le espressioni di un volto femminile[3]. ma estimato ancor bene e posto. a sottolineare la commissione di un papa afferente alla famiglia Barberini. e si aggiunsero statue (che furono disegnate da Francesco Borromini) di angeli e putti che reggono i festoni. lucertole (simboli di rinascita e di ricerca di Dio) e api. al fine di alleggerirne l'aspetto. benchˆ ciƒ sia stato vero di haver levato quel Metallo. A pagina 576v € cosƒ scritto: Dalle lingue malediche e detrattori di fama contaminata fu decantato lo spoglio d' un ornamento antico.

it/ 2012/ aprile/ 25/ chiamava_Carlo_Castelli_Pasquino_Urbano_co_9_120425046.La Rocca. 30 gennaio 2007. la seconda. Piazza San Pietro. [2] Si chiamava Carlo Castelli il Pasquino di Urbano VIII (http:/ / archiviostorico. Descrizione La celeberrima piazza.90222”N 12. il colonnato del Bernini e Via della Conciliazione con il rione di Borgo viste dalla Basilica di San Pietro Lo spazio della piazza € formata da due parti: la prima a forma di trapezio rovescio il cui lato maggiore corrisponde alla facciata con specifiche motivazioni prospettiche. corriere. la piazza fa parte della Citt‚ del Vaticano ed € delimitata dal confine con lo Stato italiano. Posta a margine del centro storico di Roma.org/wiki/ Category:Baldachin of Saint Peter's Basilica Piazza San Pietro Coordinate geografiche: 41”54•8‚N 12”27•23‚E41. La Repubblica. i principali accessi sono da via di Porta Angelica o da via della Conciliazione. Milano 2004 Voci correlate “ Basilica di San Pietro in Vaticano “ Gian Lorenzo Bernini “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.27. notevole esempio di architettura ed urbanistica barocca. shtml) [3] Puntata de L'eredit€ del 26/10/2010. € dedicata all'omonimo santo ed € quotidiano punto d'incontro per migliaia di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo.45639”E [1] Piazza San Pietro € la piazza antistante la basilica di San Pietro. Roma. di forma ovale con .wikimedia. Il baldacchino € anche del Borromini. p. attraverso il rione Borgo che giace a est. (guide rosse).Baldacchino di San Pietro 93 Note [1] O. L'Italia. pi„ grande. Bibliografia “ Touring Club Italiano.

creava davanti al grande portale di ingresso ai palazzi vaticani una prospettiva di circa 800 metri (il Borgo pi„ l'attraversamento lastricato della platea): si trattava della conferma che Alessandro VI non assegnava alcun ruolo prioritario alla basilica di San Pietro nel quadro della creazione della cittadella pontificia. di ricostruire n† San Pietro. Portica Sancti Petri[3] e traversando la platea con una striscia lastricata. una vasta spianata chiamata platea Sancti Petri. Papa Pio II fece realizzare una scalinata marmorea davanti alla facciata della basilica ed iniziare una loggia per le benedizioni a Francesco del Borgo. La Via Recta. quell'asse non verr‚ pi„ cancellato: il portone diventa il Portone di bronzo. forse regolarizzando la medievale via porticata. Per tale motivo nel IV secolo fu eretta su tale area la grande basilica costantiniana. Con tale costruzione venne creata. l'atrio retrostante diventa il lungo corridoio del Bernini. la cosiddetta Meta Romuli. priva di pavimentazione. nacque il quartiere del Borgo che occupava l'area compresa tra il Tevere e la spianata. secondo la tradizione. Il prototipo alessandrino nasce nell'ambito di un programma che non € architettonico: non si prevedeva. fra il ponte Sant'Angelo e il portone del Palazzo vaticano. € dunque il primo rettifilo centrato sul portone di un palazzo. la tomba di san Pietro dopo il martirio nel vicino Circo. la residenza del papa.Piazza San Pietro 94 l'obelisco Vaticano al centro. la curia. dalla via Cornelia e da un'area cimiteriale ora denominata Necropoli vaticana. o via Alessandrina o via Borgo Nuovo. Papa Niccol• V aveva progettato di trasformare l'informe spazio in terra battuta della platea in una piazza porticata all'interno del complessivo riordino dell'area vaticana in cui era impegnato Bernardo Rossellino. la novecentesca Via della Conciliazione. in parte occupata dalla chiesa. allineato in fondo con la Scala regia che conduce . davanti alla piazza vera e propria troviamo un altro spazio che funge da vestibolo (Piazza Rusticucci. una sepoltura monumentale romana a forma di piramide. All'inizio del Cinquecento la piazza (platea Sancti Petri) era all'incirca rettangolare. Mentre tutto verr‚ demolito e ricostruito attorno a quel portale. in parte dal quadriportico ed in parte lasciata libera. Il progetto non ebbe seguito immediato. Al suo margine nel Medioevo. n† i Palazzi Vaticani secondo un disegno unitario. egli proponeva invece come riferimento per questa operazione il palazzo. inclinata di circa 6 gradi rispetto all'asse dell'antica basilica. in quegli anni. con l'aiuto dei pellegrini. I due grandi spazi sono unificati da un imponente colonnato architravato. La Via Recta o Via Alessandrina Papa Alessandro VI per il Giubileo del 1500 fece aprire la prima strada nuova rettilinea di Roma. interrando anche l'area cimiteriale[2]. con un dislivello di circa dieci metri tra il piede della scalinata che conduceva alla basilica e l'antistante quartiere del Borgo che giungeva al Tevere. come una lunga passatoia che dall'androne di questo entra nella citt‚. dove fu posta. Nella situazione attuale. Tale asse viario. Per realizzare tale strada fece demolire. detto anche Borgo Nuovo. oggi piazza Pio XII) e su cui sbocca in asse. Storia La Platea Sancti Petri fino al XV secolo Piazza San Pietro vista da Giovanni Battista Piranesi (1748) La Piazza di San Pietro e la basilica retrostante occupano una piccola valle posta tra il colle Vaticano e colle Gianicolo occupata in epoca classica dal Circo di Nerone. e la sua immagine rimane impressa gi‚ molto prima di arrivarvi. regolarizzando nel contempo le tre strade medievali del Borgo che vi afferivano.

si innalzava. Raffaello (con Giuliano da Sangallo e Fra' Giocondo). il quadriportico e le varie costruzioni addossate. Tuttavia la lunga storia dei progetti.Piazza San Pietro alla Sala omonima. Antonio da Sangallo il Giovane con Baldassarre Peruzzi. vent'anni dopo. verso la piazza la vecchia facciata. se fosse stato collocato sull'asse dell'edificio nuovo. la nuova fabbrica di San Pietro si erge in fondo alla piazza. Interventi sulla platea dal Cinquecento Durante tutto il XVI secolo la piazza non fu interessata dai lavori di ricostruzione della basilica che continuava a rivolgere. la cui demolizione verr‚ decisa molto pi„ tardi. l'antico obelisco egiziano che. sul fianco sud della Basilica. poco discosto dall'edificio. iniziando i lavori dalla parte absidale. La costruzione del grande edificio pocedette lentamente. avesse mantenuto la posizione originaria del I secolo[4]. precedentemente in stato di abbandono. nell'alternanza tra pianta centrale a croce greca coperta la grande cupola (voluta da Bramante e Michelangelo Buonarroti) e quella a croce latina che si affermer‚ definitivamente nel clima della Controriforma. si riorganizza in una commistione di edilizia popolare e palazzi cardinalizi progettati dai pi„ importanti architetti del primo XVI secolo. Scavi archeologici hanno dimostrato come l'obelisco. determiner‚ il rapporto con la citt‚ della basilica ed in definitiva il futuro assetto della piazza. nell'alloggio del pontefice dall'altra. con un lungo elenco di progettisti: Bramante. circa a met‚ dell'intervallo fra il piede dell'antica scalinata e l'isolato di fronte. Jacopo Barozzi da Vignola. Inoltre. Maderno. Giacomo Della Porta con Domenico Fontana. perch† l'architetto Domenico Fontana. l'obelisco risulta spostato di 1. . si era probabilmente riferito alla basilica costantiniana allora parzialmente ancora in piedi. La piazza alla fine del XVI secolo Quando per•. sarebbe risultato quasi a ridosso degli isolati a sud della piazza.56 metri verso nord rispetto al suo asse. prima dello spostamento organizzato da Domenico Fontana. nel trasportarlo e collocarlo. dopo essere stato usato come Meta nel Circo Neroniano. da cui si entra nella Sistina da una parte. Pio IV a met‚ del Cinquecento allarga la piazza sui due lati. Nel 1586 Sisto V fa trasportare davanti alla basilica. Michelangelo. tanto che la piazza per oltre un secolo non sar‚ interessata dal grande cantiere. Rapidamente intorno a quest'asse il Borgo. 95 La basilica di San Pietro Durante il pontificato di Giulio II venne deciso di riedificare completamente la grande basilica.

Si ottenne cosƒ una facciata pi„ larga che alta. Infatti papa Paolo V. ma le critiche ed il cedimento delle fondamenta gli impedirono di procedere con la costruzione. La piazza. Comunque l'intervento secentesco comprende in realt‚ tre parti successive: la navata longitudinale con la sua facciata. si ripropone il problema di soddisfare alle sue funzioni di anticamera di san Pietro. vuoto ottenuto senza nessun disegno e •progetto–. II progetto fu scelto nel 1607 con un concorso a cui parteciparono anche Domenico e Giovanni Fontana. reinterpretandolo per• su un unico piano prospettico. Inoltre adesso i papi guardano dal Quirinale a San Pietro in una prospettiva formale e ideologica diversa da quella che avevano dal Vaticano. si distrugge l'antico quadriportico del Paradiso. San Pietro cessa di essere la grandiosa cappella del palazzo papale e ritorna ad essere una delle basiliche di Roma. per costruire la navata. . compreso l'ordine gigante. di fare della chiesa il centro simbolico della cristianit‚. legata alla risistemazione complessiva della piazza. sempre sull'asse della via Alessandrina. Il problema era quello di trasformare uno spazio abbastanza indifferenziato. Girolamo Rainaldi. Giovanni Antonio Dosio e Ludovico Cigoli.[5] Maderno ripropose il prospetto disegnato da Michelangelo. — in questa situazione che si passa dalle annose questioni relative all'impianto planimetrico della chiesa. La loro costruzione si interruppe nel 1622 e le due torri rimaste incomplete al primo ordine. Dopo che fu sostanzialmente finita si decise di costruire anche due campanili affiancati alla facciata. La facciata con i campanili del Maderno non realizzati direttamente funzionale alla basilica. senza l'avanzamento del pronao centrale. viene sempre voluta e pensata come chiusa anche per evidente contrapposizione alla precedente platea Sancti Petri. finiranno per aumentare le dimensioni orizzontali della facciata. •aperta–. quale era la platea Sancti Petri. negli anni seguenti. pi„ all'esterno verso est. ma pi„ avanti. in uno spazio monumentale e rappresentativo. Immaginer‚ poi una diversa soluzione. •chiusa– ed unitariamente progettata. La facciata Subito dopo la navata. per dare un maggior rilievo assiale all'edificio. Nella prima met‚ del Seicento anche Bernini prov• a delimitare la cupola con due campanili. nei primi decenni del secolo fa costruire da Maderno il corpo longitudinale della chiesa rinunciando definitivamente al progetto a pianta centrale di Michelangelo. apertissima in ogni direzione. marcato da una torre con orologio.Piazza San Pietro 96 La questione della piazza — solo dal Seicento che si pone la questione della piazza. la piazza Rusticucci esterna. la piazza San Pietro interna. ed anzi ormai si concretizza il travagliato progetto. forse per correggere le sue proporzioni inusuali. Nello stesso periodo Martino Ferrabosco adegu• l'ingresso ai palazzi vaticani costruendo un nuovo avancorpo monumentale. Maderno realizz• anche la facciata.[6] tanto che Bernini la definƒ "quatta". a cui avevano dato avvio Giulio II e Bramante. Mentre. alle questioni relative alla sua facciata ed alla definizione dello spazio antistante.

che rendono asimmetrica la veduta della piazza possibili rientri finanziari legati alla possibilit‚ di edificare edifici sui margini della piazza. Il portico.[8] Il progetto definitivo Piazza San Pietro in una fotografia del 1909 Cosˆ nel 1657 il primo progetto fu sostituito da un altro con porticati liberi di archi su colonne a formare unƒampia piazza ovale e poco dopo con colonnati architravati. non avrebbe impedito al popolo la veduta del palazzo residenza del papa e a lui di veder loro e di benedirli.[8] che intendeva vendere o affittare botteghe e aloggi di prestigio affacciati sulla grande piazza. con vista frontale sull'omonima basilica. superando intrighi e opposizioni. la cui presenza rispondevano anche ai presupposti economici e funzionali enunciati dalla Congregazione della Fabbrica di San Pietro.[8] In pi„ l'altezza del portico. funzionali (come la necessit‚ di ampi portici per ricovero dei pellegrini) e liturgici (relativi alle rituali benedizioni papali). urbanistici (come l'asse alessandrino eccentrico rispetto alla facciata).Piazza San Pietro 97 Il primo progetto di Bernini Quando Bernini affront• la sistemazione complessiva dello snodo tra il nuovo san Pietro e la citt‚. La prima soluzione elaborata nel 1656 da Bernini fu il progetto di una piazza trapezoidale chiusa tra facciate di palazzi porticati. probabilmente perch† non sufficientemente monumentale e rappresentativa del ruolo liturgico della basilica destinata a diventare sempre di pi„ il centro della cristianit‚. si trov• a dover conciliare diversi elementi architettonici (come la grande facciata della basilica). Decisivo fu l'intervento di papa Alessandro VII Chigi Piazza San Pietro. La soluzione viene comunque rapidamente scartata.[7] La soluzione di un tale problema non poteva non avere un grande impatto urbanistico. Nel ripensare il progetto Bernini dovette comunque destreggiarsi tra il papa stesso e i prelati della Fabbrica. senza ulteriori costruzioni soprastanti. rispondeva anche all'esigenza liturgica della tradizionale processione del Corpus Domini. . si notino che consente di superare le obiezioni relative ai le architetture ai suoi lati. guidata dal papa attraverso le strade vicine del Borgo e protetta da grandi baldacchini.

anche se completamente nascosto. Dovendo per• accettare l'obelisco come centro della nuova piazza. come il Papa). Non lo evidenzia in alcun modo n† il disegno della pavimentazione. La cornice dei tratti porticati finisce esattamente alla quota di quella dell'ordine basso inserito da Maderno nell'ordine gigante michelangiolesco. in corrispondenza con tale asse urbanistico. perch† il leone viene schematizzato con un trapezio per via delle maggiori dimensioni delle spalle). e usa invece un'"architettura obliqua". . e la fontana nell'esedra settentrionale della piazza € tangente all'angolo esterno di questo percorso. n† alcuna eminenza scultorea. Per la forma trapezoidale pu• essere avanzata anche l'ipotesi di un riferimento extra-biblico all'Ariel ("leone di Dio". imprimendo cosƒ una sensibile deformazione alla parte trapezoidale. ma vi conserva dentro l'asse ormai plurisecolare del Borgo Nuovo.2 metri pi„ alto di quello antico. Ci• contravviene a quanto sosteneva Vitruvio riguardo all'architettura come specchio della realt‚. Bernini ha dovuto ruotare l'asse maggiore dell'ovale per renderlo parallelo alla facciata. Si ha cosƒ l'impressione di un unico partito architettonico che circonda l'invaso.Piazza San Pietro 98 La piazza retta Davanti alla facciata Bernini prevede uno spazio a trapezio la piazza "retta" la cui forma € ottenuta ribaltando simmetricamente la direzione di via Alessandrina rispetto all'asse della basilica. tanto pi„ che si procede alla demolizione della torre di Ferrabosco che sottolineava l'ingresso ai Palazzi Vaticani. proprio per non intercettarlo. un cortile trapezoidale del Tempio di Salomone (Re e Sacerdote. nella piazza diventa l'asse secondario. per la decisione presa di realizzare le •grotte vaticane–. essendo il pavimento della nuova basilica 3. Le due ali rettilinee devono per• essere svincolate dalla scalinata centrale. L'asse architettonico e quello urbanistico Quello che nella citt‚ € l'asse principale (via Alessandrina). inserendo sotto la base e tra capitello e trabeazione dei 'cunei' triangolari. Inevitabilmente Bernini per la prima volta nella storia della piazza impone l'asse della basilica. La fontana vista da nord La fontana vista da sud Nella vistosa inclinazione dei "corridori" Bernini rinuncia alla soluzione cinquecentesca di lasciare un ordine retto. centrata sul portone di bronzo. La divergenza fra le ali fa sembrare pi„ vicina la parete di fondo e al contempo cerca di mediare la necessit‚ di far predominare nella piazza l'asse della basilica (sottolineato dall'obelisco) e nella citt‚ l'asse della via Alessandrina. ma € vero che nulla lo interrompe.

che si frappongono tra l'osservatore e gli avancorpi. Nella soluzione definitiva il colonnato corre su un piano inclinato in modo impercettibile e sollevato di tre gradini uniformi. Altri particolari: “ il prospetto a est di Palazzo Nuovo (la residenza papale) si trova ad essere uno dei raggi dell'emiciclo settentrionale. Infine. Bernini dissimula l'incongruenza (la fontana a nord era stata rinnovata dal Maderno. a differenza delle colonne perfettamente allineate. E la concavit‚ della piazza produce l'effetto •teatro– (cosƒ definito nei documenti): quando € piena di gente. che inevitabilmente deriveranno dalla redazione definitiva del progetto. Con la posizione delle fontane. Con le demolizioni. quella "gemella" a sud fu fatta da lui stesso. Dimensioni: 198 • 148 metri. che spezzano la linearit‚ dell'emiciclo. Ma perch† l'ovale? Perch† non era un'ellisse. permette alla folla di veder se stessa. con modelli dal vero provati sulla piazza € sono esattamente la met‚ di quelle sulla facciata della basilica. rappresentanti i dodici apostoli e un Ges„ di mano berniniana (la cui croce € sulla retta di quella della cupola retrostante e di quella dell'obelisco antistante). Le demolizioni per la piazza lo spaccano quasi a met‚. Bernini sosteneva opportunamente che •la chiesa di S.[9] Il corridoio centrale viene interrotto da risalti con colonne aggettanti. La trasformazione di Borgo corrispose poi anche a un cambiamento di popolazione: da povero il quartiere divenne aristocratico. Nella primitiva soluzione ad arcate si era pensato di far assorbire il dislivello dal basamento. ma al centro dell'emiciclo l'interno del corridoio risulta scorciato. dietro ad esse vi sono dei pilastri. come in una cavea. lasciando l'ordine architettonico orizzontale. serviva a reggere la spinta della sequenza formata dalla chiesa e dal suo sagrato. gl'Heretici per riunirli alla Chiesa. in forte contrapposizione alla basilica longitudinale. fino ad allora le sue case si erano spinte oltre l'abside di San Pietro sul lato meridionale. Pietro.Piazza San Pietro Piazza ovale Inizialmente Bernini prevedette un limitato sviluppo della piazza. quasi matrice di tutte le altre doveva haver' un portico che per l'appunto dimostrasse di ricever € braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza. Le dimensioni delle sculture € realizzate da collaboratori di Bernini sotto la sua supervisione. dando cosƒ una felice immagine del suo intervento ancor oggi comunemente riconosciuta e accettata. di pi„ difficile disegno e realizzazione e inconsueto nell'architettura sacra. su cui la posizione dell'obelisco costituiva una quota non modificabile. figura geometrica notoriamente cara alla Chiesa per via delle sue implicazioni cosmologiche. “ la testata libera (quella verso est) dell'emiciclo Nord € parallela al prospetto meridionale dello stesso Palazzo Nuovo. 99 . La piazza ovale doveva per• essere ricavata in pendio. per non occupare altra area oltre a quella dell'•insula grande– e rispettare i prospetti delle case ad essa antistanti. e gl'Infedeli per illuminarli alla vera fede–. come tante singole colonne trionfali € rappresenta la •ecclesia triumphans– in relazione alla •ecclesia militans– cio€ la folla dei fedeli in preghiera nella piazza. formata da intercolumni uguali. E divent• probabilmente anche pi„ romano. La scelta del "triplo portico" era legata all'uso processionale. 3). e perch† l'ovale € l'unione di due semicirconferenze che si intersecano nei rispettivi centri unite da due archi di cerchio. potrebbe evocare il mistero della Trinit‚. la sua tessitura. il quartiere di Borgo cambier‚ radicalmente. L'idea dell'ovale di Bernini-Alessandro VII. ma era anche un tema evocabile dall'Antico Testamento. con Matthia De' Rossi). € deformata a parallelogramma da pavimento a soffitto. con l'intenzione di dimostrare cosƒ la netta insufficienza della proposta. dove il cortile del Tempio di Dio viene descritto da Ezechiele come porticus incta portici triplici (Ez 42. La lunga teoria delle 162 statue di santi € ognuno in corrispondenza di una colonna. tra questo e le mura.

Anche le basi devono essere deformate sull'arco di cerchio. che si ferma. cio€ verso il portone di bronzo. pilastri e lesene € e pi„ o meno ionico (privo di triglifi) nella trabeazione: cosƒ del resto era usato spesso per marcare volumi curvilinei. Tra l'obelisco e la fontana di destra. che vengono soppressi anche per questo motivo. Ci• comporta che le proporzioni delle slanciate colonne e degli intercolumni sul lato interno della piazza sono vicine a quelle del corinzio. termine di via della Conciliazione. ma dalla parte giusta. si trova contrassegnato il "centro del colonnato". senza metope n† triglifi cosƒ come proposto nell'opera teorica del Vignola. da cui. com'€ € per esempio € la trabeazione del primo piano del Colosseo. cosƒ come i capitelli se fossero stati utilizzati lo ionico o il corinzio. L'ordine dorico era comunque considerato un ordine eroico adatto alla figura di san Pietro (vedi il martyrium del Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma. Il contributo di piazza Rusticucci alla riuscita dell'insieme era determinante: non solo creava la distanza prospettica necessaria per ritrovare la cupola al di sopra della facciata. La parte occidentale € il recapito dell'asse urbanistico e il luogo del suo raccordo con l'asse architettonico. La giacitura curva implica per• l'espediente di aumentare gradualmente il diametro delle colonne dalla prima alla quarta fila per compensare l'aumento dell'intercolumnio. sul suolo. mentre all'esterno € pi„ massicce € sono compatibili col dorico. il dorico forniva un contrasto semplice e poco attraente ("contrapposto" era la parola di Bernini). non potendo prolungarsi nella dimensione urbana. dovuta alla demolizione dell'ultimo isolato tra la via Alessandrina e Borgo Vecchio € interrompendone la continuit‚ € € messa a frutto in scala architettonica. Quello dorico € pertanto l'ordine pi„ adatto alla geometria della piazza. che avrebbe ingrandito l'altezza della facciata e aumentato la magnificenza dell'ordine corinzio della facciata. di cogliere questo spazio-catino anteposto e strettamente congiunto al resto.Piazza San Pietro Piazza Rusticucci L'ingente e complessa manomissione della forma urbana. Le colonne La forma complessa rendeva difficile l'allineamento delle colonne e la conformazione dell'ordine. ma permetteva di vedere anche la piazza e il portico. La piazza € molto decentrata rispetto a San Pietro. con un gioco prospettico. utilizzato semplificando la trabeazione. del Bramante). le quattro massicce file di colonne sembrano solo una 100 . In realt‚ il grande ordine continuo della piazza € dorico nei sostegni verticali € colonne. lo scarto proporzionale sarebbe risultato evidente soprattutto nei triglifi. Relativamente basso ed estremamente austero. Dopo lo sventramento piacentiniano € stata sostituita dalla simmetrica piazza Pio XII.

poi approda a una versione rettilinea. Bernini non considera le proporzioni un valore assoluto ma una variabile dipendente da un pi„ ampio contesto. Risoluzione dei problemi •L'abilit€ dell'Architetto si conosce principalmente in convertir i difetti del luogo in bellezza–. tramonta l'eventualit‚ di queste aggiunte. Riesce cosƒ a riordinare un intero pezzo di citt‚. Ci sono anomalie. adattamenti ai vincoli imposti dagli elementi preesistenti e artifici per mascherare la loro irregolarit‚. pur decidendo La piazza con il terzo braccio l'abbattimento dell'ultimo isolato di Borgo Nuovo. con la morte di Alessandro VII. in fasi successive e correggendo se stesso. soluzioni insolite. Solo a San Pietro ha modo di lavorare abbastanza a lungo. Lo scenario della piazza € presentato obliquamente anche nella maggior parte delle incisioni e delle fotografie antiche. rimanda al futuro ogni spesa edilizia.Piazza San Pietro 101 Vista del colonnato Il ƒterzo braccio„ Un tema controverso (e delicatissimo) € la saldatura fra il nuovo scenario aulico e il paesaggio urbano preesistente. Prima segue la forma ovata della piazza (rendendone pi„ netta la percezione). Bernini ipotizza allora un •terzo braccio– centrale del colonnato. distanziato dai laterali quanto basta per non invadere il canale visivo fra Borgo Nuovo e il portone di bronzo. La mediazione tra la scala del monumento bramantesco e la scala minuta della citt‚ moderna non viene pi„ separata nettamente da altri corpi edilizi. ancora nel 1882 il consiglio comunale di Roma delibera di sospendere. Ma la Congregazione. . — questa coscienza connaturata con la citt‚ che ha scongiurato per lungo tempo l'esecuzione dei tanti progetti per la demolizione della •spina–. che pi„ tardi vorrebbe anche arretrare verso il borgo. per questa parte. essendo a dubitarsi che quella demolizione possa nuocere all'effetto della piazza di san Pietro–. su un unico contesto. l'esecuzione del piano regolatore del 1881 •anche per ragioni di estetica. Poco dopo.[10] Bernini impost• il suo progetto su tutti i vincoli che i secoli precedenti € e i papi e gli architetti € gli avevano trasmesso e imposto. accomodamenti dissimulati e bruschi raccordi francamente accettati. simmetrie soltanto apparenti.

larga quanto l'intera facciata. replica la stessa zoccolatura che c'era gi‚ nelle parti absidali della chiesa. Maderno. trabeazioni. Bernini demolisce la gradinata preesistente. Sulla facciata. avvicinandolo per quanto possibile al livello del piano su cui poggia la base dell'obelisco. come le fontane. e in certi casi ribattezzati con gli stessi nomi. 102 Via della Conciliazione (1936€1950) Bisognava arrivare al 1936 perch† due spensierati progetti distruggessero. migliorando le proporzioni del prospetto. scava il terreno sottostante e abbassa il nuovo piano di calpestio fino a dove lo consentono le fondazioni delle due appendici.Piazza San Pietro Interventi sulla facciata del Maderno Il prospetto troppo sviluppato in orizzontale. Molte parti decorative (contorni di porte e finestre. L'intervento di Piacentini e Spaccarelli fu eseguito dal 1936 al 1950 e port• alla demolizione di palazzi e chiese del Borgo opera € tra gli altri € di Bramante. Antonio da Sangallo il Giovane. che riconosce a tutti i fatti compiuti un diritto di esistere. •Dal 1960 a oggi le passivit‚ dell'operazione restano in tutta evidenza.) sono immagazzinate nei depositi comunali e al Museo di Roma. basso e largo. Il proposito generico di "fare largo" alle spalle del •terzo braccio– berniniano trova credito nella letteratura fino al XX secolo. Un momento della costruzione della via nel 1937: si noti l'ultimo palazzo che copriva la piazza prima della fine degli abbattimenti Alla loro distruzione € seguita la ricostruzione con palazzi •armonizzati– a quelli antichi. Peruzzi. senza neppure accorgersi. non poteva essere rialzato senza danneggiare ulteriormente la visuale della cupola. viene limitata solo alla parte centrale. occludendo addirittura l'asse del portone di bronzo e puntando sulla piazza l'asse di uno stradone. di anteposto. reimpiegando alcune finiture ricavate dalle demolizioni.[11] Lo sventramento piacentiniano era parte di una prassi collettiva gi‚ culturalmente declassata e battezzata da Pagano nel 1940 •l'internazionale dei pompieri–. un Il rione Borgo prima della costruzione della via equilibrio tanto a lungo elaborato. In questo modo la nuova scala sembra qualcosa di aggiunto. La scalinata che davanti alla chiesa. ecc. Raffaello. ma sembrano controbilanciate da una rassegnazione storicista. Non solo: ai lati della nuova scalinata € possibile realizzare due passaggi percorribili anche dalle carrozze e l'originale dislivello tra i piani di spiccato della facciata e dell'obelisco si € ridotto a solo sei metri (che con i 200 metri di distanza dall'obelisco fa una pendenza del 3%. stemmi. Definita da Bernini una facciata •quatta–. costruite come basi dei due campanili. colonne.. fu modificata in senso tanto estetico quanto funzionale. priva di ogni apprezzabile articolazione in profondit‚. Un certo numero di manufatti interi.. facendo sopravvivere la voce che Bernini stesso avesse pensato ad una strada assiale alle spalle del •terzo braccio–. davanti alle due appendici. e dunque pavimentazione continua senza gradonature e corretta raccolta delle acque piovane). . sculture. nella parte rimasta scoperta al di sotto dell'ordine. anzi si sforza di riconoscere pregi "artistici" o "testimoniali" a ogni parte della citt‚ sufficientemente stagionata–. sono state trasportate in altri luoghi.

siano pellegrini con devozione o siano turisti con interesse culturale. come avvenne nel 2005 per Giovanni Paolo II.00. in un certo senso. di fronte ad un'immensa folla. quella di Pasqua con il messaggio e la Benedizione Urbi et Orbi (questi ultimi due si tengono anche a Natale).Piazza San Pietro 103 Anche la piazza Rusticucci asimmetrica € sostituita da una piazza simmetrica. avvolti dal cielo di Roma che € bello sempre. confondendo quel delicato equilibrio trovato in cinquant'anni di lavoro dal Bernini (1629€1679) e declassando cosƒ l'intera composizione. lo scroscio delle due copiose fontane. piazza Pio XII. La basilica vista da via della Conciliazione La vita nella piazza Essa € la piazza pi„ vicina. la domenica alle 12. . che ripete senza alcuna ragione la forma e l'orientamento della piazza trapezia davanti alla facciata della basilica. recita la preghiera dell'Angelus ed impartisce la benedizione. giunta nei giorni precedenti a Roma per rendere omaggio al grande Pontefice. lo slancio dell'obelisco fiorito di mille leggende. le udienze generali (solo nella bella stagione). come la solenne messa di inaugurazione del Pontificato (che ha sostituito l'Incoronazione). e molte altre cerimonie ed eventi presieduti dal Pontefice. e non solo quando € bello come quello di Lombardia (diceva Manzoni). Data la sempre maggiore affluenza. — diventato abituale l'appuntamento dell'Angelus Domini. saluta la folla radunata. la piazza € diventata la sede abituale di grandi cerimonie liturgiche presiedute dal papa. la messa della Domenica delle Palme. I visitatori della basilica di San Pietro. quando il papa si affaccia dalla finestra del suo studio. oltre che alle esequie di quest'ultimo. al cuore del cattolicesimo. qui cominciano sempre dall'ammirare e godere l'ampiezza e l'armonia dello spazio e delle forme. fa un breve discorso. il grande colonnato ovale € sempre stato considerato la figura di due grandi braccia che avvolgono maternamente i fedeli. le canonizzazioni. da tutto il mondo e di La piazza in occasione del Natale tutte le razze e le lingue. Il progetto fu approvato dallo stesso Mussolini che intendeva rendere nota la grandezza della piazza mettendola a paragone con una strada.

pag. [12] http:/ / www. [11] Leonardo Benevolo. ma € affidata alla pubblica sicurezza dello Stato Italiano. Torino. VTE A. Roma-Bari. ISBN 978-88-420-1758-5. ISBN 88-16-40605-4. per evitarne la perenne occupazione abusiva in essa sono proibite tutte le manifestazioni pubbliche diverse da quelle religiose. papa Giovanni Paolo II fu colpito dalla pistola di un attentatore. 1993. 2004. Einaudi. San Pietro e la citt€ di Roma. op. Roma-Bari. pag. Roma. Electa.Piazza San Pietro 104 La piazza fa parte del territorio vaticano. Bari. op. Roma. [5] Rudolf Wittkower. Immagini e realt€ dal X al XX secolo. Edizioni Laterza. [7] Rudolf Wittkower. org/ ~geohack/ geohack. il borgo e la citt€. pag. Parma 1781. 1993. cit. Essendo un palcoscenico d'immenso prestigio mondiale. catalogo della mostra. Laterza. Parigi.[12] Durante la seconda guerra mondiale. 1981. Laterza. 2004 Voci correlate “ “ “ “ “ “ Basilica di San Pietro in Vaticano Obelisco Vaticano Citt‚ del Vaticano Stato Pontificio Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia Borgo . San Pietro e la citt€ di Roma. Bernini. [6] Rudolf Wittkower. 1980 Massimo Birindelli. Mario Bulzoni Editore. 297. pag. Piazza San Pietro. cit. Laterza. Milizia. [9] Massimo Birindelli. p. pag. Bernini architetto. i soldati tedeschi occupanti Roma ne presidiavano il perimetro. 1993. 2003. 191. 1999. 296. [4] Lorenzo Bianchi. Memorie degli architetti antichi e moderni. 1967 Franco Borsi. 77. 1882 Marcello e Maurizio Fagiolo dell'Arco. 232. cit. 2000. che fu arrestato dalla polizia italiana. pag. [3] Gianfranco Spagnesi. Roma: la Basilica di San Pietro. Bari. Piazza San Pietro.. 1993. 1981 Italo Insolera. “ Leonardo Benevolo. Arte e architettura in Italia. op. php?id=2582& parametro= Bibliografia “ “ “ “ “ Paul Letarouilly. Ad limina Petri: spazio e memoria della Roma cristiana. com/ interventizeta. [10] a proposito di Bernini. [8] Rudolf Wittkower. Il papa in piazza San Pietro in occasione di un'udienza generale Note [1] http:/ / toolserver. 1600-1750. F. 49. Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre de Rome. 211. 1980. Laterza. senza potervi entrare. Il 13 maggio 1981. effedieffe. La Fabbrica di San Pietro in Vaticano. Milano. Roma-Bari. Morel et CIE žditeurs. durante un'udienza pubblica. php?pagename=Piazza_San_Pietro& language=it& params=41_54_8_N_12_27_23_E_type:landmark_scale:2500 [2] Su questa pietra.

Borromini.stpetersbasilica. situata nel rione Sant'Eustachio. tecnici e simbolici.89833”N 12. Per i suoi valori artistici.html).47444”E Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Anno consacrazione 1660 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Barocco 1643 1664 Sant'Ivo alla Sapienza € una chiesa di Roma. I lavori iniziano solo nel 1643. anche se probabilmente la progettazione inizi• prima e attravers• varie . Storia Nel 1632 Francesco Borromini divenne architetto della Sapienza e cominci• ad occuparsi della chiesa che doveva sorgere all'interno del complesso universitario.org) Mappe. blog “ Piazza San Pietro (http://www. In quel momento l'impianto del cortile su cui doveva affacciare era gi‚ stato definito da Giacomo della Porta compresa l'esedra terminale.leonhouses. foto.Piazza San Pietro 105 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org (http://www. l'edificio € considerato come uno dei capolavori dell'architetto.org/wiki/Category:Saint Peter's Square Collegamenti esterni “ (EN) stpetersbasilica. del Barocco e della storia dell'architettura in generale. progetta una organismo certo a pianta centrale. La fontana del Bernini Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Coordinate geografiche: 41”53•54‚N 12”28•28‚E41.com/saint-peter-view. realizzata nella seconda met‚ del XVII secolo (tra il 1642 e il 1660) dall'architetto ticinese-italiano Francesco Borromini. invece. ma dalla geometria complessa [2]. ed era stata anche prevista una chiesa a pianta circolare con piccole cappelle. libri.

Lo spazio interno € racchiuso in un involucro unitario in cui c'€ un riferimento classico al Pantheon. fa pensare a un bilanciamento di movimenti centrifughi e centripeti. che sottolineano gli spigoli interni concavi e convessi della chiesa. Il risultato € ottenuto con estrema purezza ed apparente semplicit‚: la pianta centralizzata. anche se i lavori proseguirono ancora per qualche anno. Dopo un'interruzione i lavori ripresero nel 1659. disegna una sorta di stella a sei punte. mistilinea. Sceglie una matrice triangolare che gli consente di creare un organismo orientato gi‚ dalle linee del triangolo costruito. La biblioteca fu invece completata dopo la morte di Borromini [3]. € estremamente efficace e. con funzioni di trabeazione. con il completamento della chiesa. I lavori proseguirono per oltre vent'anni. unito al candore totale delle mura. Prospetto dal cortile Sezione verticale dell'edificio (1720) . L'effetto della luce. 106 Struttura Sant'Ivo alla Sapienza fu tema difficilissimo per Borromini. Nel 1660 la chiesa fu consacrata. la realizzazione della Biblioteca Alessandrina e delle facciate su piazza sant'Eustachio e via dei Canestrari. compresa la realizzazione di modelli lignei.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza fasi. Da questi vincoli egli ricaver‚ un'occasione di grande libert‚. condizionato dalla preesistenza del palazzo e del cortile gi‚ realizzati che lasciavano uno spazio grossolanamente quadrangolare molto limitato per far sorgere la chiesa. suggeriscono altezze smisurate ed intoccabili. La parete € divisa da una serie di lesene scanalate. Del resto la partenza geometrica. e l'immagine dello Spirito Santo sul soffitto della lanterna. l'interesse per un involucro mistilineo (che gli permettesse di continuare l'esperienza di San Carlino alle Quattro Fontane) e l'idea di trarre spunto da forme simboliche (capaci di legare l'origine e lo schema a dei significati primari) saranno i motivi ispiratori del progetto. raddoppia il triangolo per creare una stella a sei punte che occupi tutta la superficie a disposizione. che entra incrociandosi sia dalla lanterna sia dalle finestre. sulla trabeazione poggia infine la cupola con sottili costolature che convergono all'ultimo anello della lanterna. dove decorazioni di stelle. e le mura ne ricalcano il perimetro. ed a questa forma sottrae ed aggiunge spazi circolari secondo un rigoroso schema logico. gi‚ visto nel San Carlino. delle sottilissime cornici orizzontali. La conclusione pi„ profonda € verso l'alto. La prima fase costruttiva fu dal 1643 al 1655 quando la chiesa si trovava ancora al grezzo e con edifici estranei addossati. L'esigenza di sfruttare il pi„ possibile un lotto di forma quadrata. in cui ritroviamo il motivo del soffitto leggermente concavo. come testimonia anche la totale visibilit‚ da ogni parte di tutta la struttura. che rimpiccioliscono. sembra rendere le pareti della chiesa come diafane e trasparenti. sopra questa fascia vi € una cornice non eccessivamente aggettante. intrecciati tra loro. creata dalla contaminazione di forme dure e forme concave.

Continuit‚ ed organicit‚ si raggruppano comprendendo che si deve creare un ordine nuovo. simboleggiata dal triangolo. ma come elementi rivissuti prima separatamente e poi organicamente. devono illuminare il fedele. combinata con un altro triangolo rovesciato e con parti di cerchio concave e convesse. Nella sua ricerca di sintesi. ma va a poggiare direttamente sul contorno mistilineo della Cappella. La Trinit‚. come la luce di un faro. € la figura di partenza che. Il rapporto tra la muratura e la atmosfera diventa qui pi„ serrato e Borromini dimostra che la materia € anche entit‚ incorporea. lettura e riferimenti La simbologia che il Borromini adopera nella pianta mistilinea. nonch† nello stesso tempo elemento araldico nello stemma della famiglia Barberini. e la leggerezza ricreata trova il suo compimento nella gabbia di ferro e nel globo posti sopra le fiamme che. legata al tema della religione. in quanto la diversit‚ dei sei lobi interni non traspare nell'esterno. La stessa operazione di coerenza avviene tra esterno ed interno e non per ragioni meccaniche. perci• la cupola non € pi„ sorretta da arconi strutturali che creano delle unit‚ secondarie confluenti a crearne una sola primaria. € Schema della pianta posta una lanterna spiraliforme che rimanda al Faro di Alessandria[4]. la cupola sarebbe un falso strutturale. € l'intuizione dello spazio come elemento che reagisce in senso negativo. anzi perch† da questo punto di vista. prudenza e laboriosit‚. infine. senza peso. rappresentante Dio. e il sesto acuto interno € nascosto da un tamburo ed un tetto a gradinate va verso la lanterna: non esiste cio€ corrispondenza tra interno ed esterno. . La lanterna che all'interno € completamente La lanterna da piazza sant'Eustachio rotonda. 107 Simbologia. il cui esponente papa Urbano VIII commission• la chiesa. nella luce. incompiuta per la morte del maestro nel 1669 e terminata dai suoi allievi. trasformando in modo lento e graduale la complessa forma di partenza in un cerchio perfetto. all'esterno € composta da sei parti concave con doppie colonne che terminano in pinnacoli altissimi. simbolo a sua volta di carit‚. La continuit‚ € resa dalla linea sinusoidale del tamburo che viene evidenziata dalla cornice in alto. rispetto al movimento della massa muraria. L'aspirazione all'infinito € data dalla spirale.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza All'interno si segnala la pala d'altare con Sant'Ivo patrono degli avvocati di Pietro da Cortona. come se la chiesa dovesse appunto fungere da faro per i fedeli: sul colmo della lanterna sono presenti delle "fiamme" in pietra che indicano il fuoco che illumina il percorso dei cristiani. A coronamento della chiesa. egli opera una fusione di elementi classici e gotici. former‚ la figura stilizzata di tre api. € interessante per chiarire certe componenti della scultura del Borromini. usandoli non come ingrediente per un compromesso. mentre la spirale che sale verso l'alto non trova corrispondenza in una forma interna dove la lanterna finisce molto prima. ma l'elemento ispiratore maggiore.

it/ROMA/CHIESE/Chiese_Barocche/ s_ivo_alla_sapienza. che sono tenuti sollevati da una piccola asta di ferro sopra i merli che hanno funzione di contrafforti. 2008 [4] A confermare il riferimento al faro di Alessandria € la presenza di alcuni gabbiani di pietra.htm) . fusi fra di loro.org/wiki/Category:Sant'Ivo alla Sapienza (Rome) Collegamenti esterni “ Pagina sulla chiesa sul sito Rome City (http://www.wikimedia.dic 2008 [3] Paolo Portoghesi. scolpiti appollaiati sui merli della lanterna. php?pagename=Chiesa_di_Sant%27Ivo_alla_Sapienza& language=it& params=41_53_54_N_12_28_28_E_region:IT_type:landmark La cupola vista dall'interno [2] Paolo Portoghesi. hanno giocato nella fantasia del Borromini fino a creare un riferimento totalmente originale e potentemente iconico. Note [1] http:/ / toolserver.. I riferimenti sono nel gotico fiorito del duomo di Milano.romaspqr.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza 108 Come nei casi dei globi di travertino. nelle rappresentazioni mitiche della spiraliforme torre di Babele e nel faro di Alessandria che. Op. cit. org/ ~geohack/ geohack.htm) “ Pagina sulla chiesa sul sito Roma SPQR (http://www. Il genio del Borromini raggiunse qui un apice e sconcert• i contemporanei testimoni della visione dello spazio che annullava i confini tra massa e atmosfera.romecity. Sant'Ivo alla Sapienza in "Arte & Storia". Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.it/Santivoallasapienza.

a Roma. Negli anni 1653-1657 i lavori proseguirono sotto la direzione di Francesco Borromini. una fanciulla che sarebbe morta nello stadio di Domiziano. Il committente fu papa Innocenzo X Pamphili.21‚E41. Nell'VIII secolo il posto divenne un luogo di culto. € tanto bella quanto singolare’„ (Montesquieu) La chiesa di Sant'Agnese in Agone (latino: Sanctis Agnetis in Agone) si trova al centro del lato occidentale di Piazza Navona. Costruzione La chiesa ebbe un primo progetto disegnato nel 1652 da Girolamo Rainaldi (1570-1655) in stile barocco. che si trovava esattamente sullo stesso posto occupato ora dalla piazza e del quale la piazza ricalca la forma. . con i suoi avancorpi e le sue rientranze. La famiglia aveva ampi possedimenti nella piazza e la chiesa doveva essere una specie di cappella privata annessa al palazzo di famiglia che si trova accanto.8987722”N 12. Nel 1672 la costruzione fu completata da Carlo Rainaldi (1611-1691). il cui monumento funebre si trova all'interno della chiesa.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 109 Chiesa di Sant'Agnese in Agone Coordinate geografiche: 41”53•55.4725583”E Sant'Agnese in Agone [1] La facciata su Piazza Navona Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico barocco Inizio costruzione Completamento Sito web 1652 1672 Sito ufficiale [2] ƒ’Una piccola chiesa meravigliosa: la facciata. tra le altre cose aument• la distanza tra le due torri integrate nel prospetto ed ide• l'impostazione della facciata concava per dare pi„ risalto alla cupola. — dedicata a sant'Agnese. il figlio dell'architetto che aveva cominciato i lavori. Borromini cambi• in parte il progetto originale.58‚N 12”28•21.

entrambi culminanti con una copertura conica recante delle croci. l'affresco della cupola. dell'abside e dei transetti. Interno. Sant'Eustachio (1” a sinistra) e Santa Cecilia (2” a sinistra). tre angeli che sostengono il cartiglio con la scritta tratta dal Vangelo "tra i nati di donna non c'€ nessuno pi„ grande di Giovanni". opera di Ciro Ferri e di Sebastiano Corbellini che lo port• a termine. invece. presenta la Gloria del Paradiso. i quattro corti bracci della navata. riccamente decorati con stucchi dorati nelle volte si incontrano nell'ottagono centrale. opera di Giovanni Maria Baratta (tamburo) e di Carlo Rainaldi (lanterna). € decorata alla base da coppie di pilastri corinzi alterate ai finestroni rettangolari. Nella facciata. L'altare maggiore L'altare maggiore fu eseguito fra il 1720 e il 1724 su un progetto di Carlo Rainaldi ed accoglie la pala Sacra Famiglia di Domenico Guidi. caratterizzata dal suo arretramento nella parte centrale e dalle parti laterali curve. con pale marmoree e statue rispettivamente di Francesco Rossi. con una statua di Pier Paolo Campi). € in mezzo ai due campanili. ricavato da un antico oratorio medievale.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 110 Descrizione Esterno La facciata della chiesa. in cui si trovano quattro altari dedicati a Sant'Alessio (1” a destra). I transetti sono dedicati a Sant'Agnese (a destra. dipinti fra il 1667 e il 1671 da Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia. priva di decorazioni all'infuori delle ghirlande fra le lesene.frase che si ricollega anche a . Un altro dipinto importante si trova sulla volta della sagrestia e raffigura la Gloria di Sant'Agnese ed € opera di Paolo Gismondi. con una statua di Ercole Ferrata). e a San Sebastiano (a sinistra. Il sotterraneo. Santa Ermenziana (2” a destra). raffigurano le Quattro virt„ cardinali. Particolare della cupola e dei campanili Interno All'interno la chiesa presenta una pianta a croce greca. si aprono tre portali. rilievo marmoreo di Alessandro Algardi. L'elevazione dell'altare € costruita su quattro colonne scanalate in marmo verde antico provenienti dall'Arco di Marco Aurelio al Corso. con il centrale pi„ grande rispetto agli altri. Leonardo Reti. veduta delle volte e della cupola I pennacchi della cupola. le colonne terminano con capitelli compositi in marmo dorato a foglia.che sorreggono la trabeazione ad andamento curvilineo. Al centro. Il timpano € sormontato da da due angeli in stucco che recano la colomba con la palma simbolo del martirio. ospita sull'altare Il miracolo dei capelli di Sant'Agnese. La cupola. Melchiorre Caf‚ e Antonio Raggi.

Grand-Orgue Gedackt Montre Octave Bourdon Forniture 3-6 rangs 8• 8• 4• 16• Seconda tastiera . € stato recentemente restaurato dall'organaro Carlo Soracco ed € a tastiera unica senza pedaliera.cherubini. In seguito alla morte di Alessandro Algardi.si decise di dedicare alla santa non pi„ l'altare absidale ma la cappella nel lato nord. Ges„. Prima tastiera . costruito nel 1914 in sostituzione di un organo pi„ antico del 1673 voluto dal cardinale Giovanni Battista Pamphilj e realizzato dal fiammingo Guglielmo Hermans. al quale era stata affidata la realizzazione.Chiesa di Sant'Agnese in Agone Giovanni Battista Pamphilj il quale volle che l'altare fosse dedicato al santo di cui portava il nome.angeli e putti svolazzano tra ramoscelli di ulivo e porgono grappoli di datteri. 111 La pala absidale Inizialmente l'altare doveva essere dedicato a Sant'Agnese e la pala doveva contenere il miracolo di sant'Agnese che fa resuscitare con la preghiera Procopio ucciso dal diavolo. Organo Nella controfacciata.Expressif Voix celeste Viole Flute harmonique Violoncello Flute 8• 8• 8• 8• 4• Pedale Soubasse Contrebasse 16• 16• Basse de flute 4• Trompette harmonique 8• Nella chiesa vi € anche un piccolo organo positivo italiano di scuola napoletana. In seguito per•.viene inondato dalla luce dello Spirito Santo. e si decise di dedicare la pala absidale alle due Sacre Famiglie (quella di Maria. Ercole Ferrata e Domenico Guidi furono incaricati di realizzare il modello grande in stucco conforme a quello preparato dall'Algardi. sopra una cantoria lignea sorretta da quattro mensole riccamente scolpite.sostenuto dalla Vergine alle sue spalle. In alto. Tastiera Principale bassi Principale soprani VIII XV XIX Voce Umana Flauto in Ottava Accessori Tiratutti Zampogna Uccelliera .Zacaria e Giovanni).Giuseppe e Ges„ e quella di Elisabetta. Al centro della composizione il piccolo Giovanni Battista mostra a Ges„ un cartiglio arrotolato. costruito da Pasquale Giantosca agli inizi dell'Ottocento. Per anni in abbandono completo. vi sono le canne del piccolo organo Walcker a due tastiere e pedaliera.

262 ISBN 88-87365-46-6 Rio della Plata. Infatti la statua rappresentante il fiume Nilo si copre il volto perch† a quell'epoca non se ne conoscevano le sorgenti. DuMont Buchverlag. Kunstf‰hrer Rom. Newton Compton. Roma. Si tratta di una semplice leggenda.wikimedia. Guida Letteraria. cultura e culto nella chiesa di Sant'Agnese in Agone [2] La scheda della chiesa sul sito del vicariato di Roma [3] RomaViva: "Sant'Agnese in Agone . Tutta la citt€ in quaranta itinerari. Ad esempio si crede che la statua del R•o de la Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della chiesa e che ugualmente la statua del Nilo si copra il volto per non doverla vedere. pag. Philipp Reclam GmbH. poich† la fontana fu realizzata prima della chiesa. Franco Di Mauro Editorie. Bibliografia “ Heinz-Joachim Fischer. Stuttgart 1994 “ Carlo Raso. “ Anton Henze.Piazza Navona Roma" [4] Sant'Agnese in Agone [5] (EN) Sant'Agnese in Agone [6] Gli organi [7] . Rom. particolare della fontana dei Quattro Fiumi Voci correlate “ Chiese di Roma “ Sant'Agnese “ Piazza Navona Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 112 Leggenda Esistono alcune leggende legate alla prospiciente Fontana dei Quattro Fiumi che la tradizione popolare attribuisce alla rivalit‚ tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. mentre Borromini sopraggiunse nel cantiere di Sant'Agnese intorno al 1653. Roma 1994. Kunst und Kultur der Ewigen Stadt. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte. Sorrento 2005.org/wiki/ Category:Sant'Agnese in Agone (Rome) Collegamenti esterni “ “ “ “ “ “ Sito ufficiale: storia. K•ln 2001 “ Federico Gizzi. tra il 1648 e il 1651. Le chiese barocche di Roma.

html Basilica di Santa Maria in Montesanto Coordinate geografiche: 41”54•35. viene celebrata questa messa cui prendono parte rappresentanti del mondo della cultura e dellƒarte. asp?ID=908 [4] http:/ / www. € in questa chiesa inoltre che vengono spesso celebrate le esequie di persone legate al mondo della cultura e della televisione. htm [7] http:/ / www. pur presentando sensibili differenze soprattutto nell'impostazione planimetrica. Essa fu edificata per iniziativa di papa Alessandro VII nel 1662.4769278”E Santa Maria in Montesanto [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma cattolica Diocesi di Roma Stile architettonico Barocco Inizio costruzione Completamento 1662 1679 Santa Maria in Montesanto € una chiesa di Roma. vicariatusurbis. htm [5] http:/ / www. Sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due monumenti funerari a piramide.94‚E41. da oltre cinquantƒanni. no/ agneseagone. 58_N_12_28_21. ma i lavori furono interrotti alla morte del pontefice nel 1667. romecity. sei sono le cappelle laterali. tra via del Corso e via del Babuino. dopo aver cambiato diversi luoghi per il culto. org/ Ente. molto simili per forma e dimensioni alla Piramide di Caio Cestio ed alla demolita Piramide Vaticana: anche questi due sepolcri dovevano . situata nel rione Campo Marzio. 21_E_scale:1000 [2] http:/ / www.9099111”N 12. php?pagename=Chiesa_di_Sant%27Agnese_in_Agone& language=it& params=41_53_55. ripresi nel 1673 sotto la supervisione di Bernini e la collaborazione di Carlo Fontana. una singolare iniziativa ideata nel 1941 da Ennio Francia. org/ ~geohack/ geohack. romaviva. htm [6] http:/ / roma. Essa € popolarmente conosciuta come chiesa gemella di Santa Maria dei Miracoli. html [3] http:/ / www. contro le quattro della sua "gemella". mentre la sua cosiddetta "gemella" Santa Maria dei Miracoli € a pianta circolare. La chiesa si presenta all'interno a pianta ellittica. org/ organi. katolsk. santagneseinagone.68‚N 12”28•36. com/ Piazza-Navona/ sant'agnese_in_agone. furono terminati nel 1679. Dal 1953 la chiesa € diventata sede della Messa degli artisti. org/ homepage.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 113 References [1] http:/ / toolserver. it/ Santagneseinagone. santagneseinagone. Il nome della chiesa deriva dal fatto che essa sostituƒ una piccola chiesa che apparteneva ai frati Carmelitani della provincia di Monte Santo in Sicilia. la manifestazione liturgica trov• sede nella chiesa di piazza del Popolo dove tutte le domeniche. in piazza del Popolo.

Rione IV Campo Marzio. Rendina. 94_E_ [2] http:/ / penelope. in AA. Fratelli Palombi Editori. Roma 1990. Quercioli.VV. Newton & Compton Editori.Basilica di Santa Maria in Montesanto risalire all'et‚ augustea ed erano posti a mo' di ingresso monumentale al Campo Marzio. Roma 1891 [2]. Le Chiese di Roma. html . Vol. Milano 2000.wikimedia. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Armellini/ ARMCHI*/ 2/ Campomarzio. 47-73 Voci correlate “ Architettura barocca “ Piazza del Popolo (Roma) Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Armellini. Newton & Compton Editori.org/wiki/Category:Santa Maria in Montesanto (Rome) References [1] http:/ / toolserver. 114 Bibliografia “ M. p. uchicago. php?pagename=Basilica_di_Santa_Maria_in_Montesanto& language=it& params=41_54_35. pp. Milano 2000. org/ ~geohack/ geohack. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX. 237 “ M. 322 “ C. Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria di Montesanto. 68_N_12_28_36. 264-334 “ R. p. Luciani. I. proprio la funzione che hanno oggi le due chiese. I rioni di Roma. pp.

Storia Preesistenze Sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due monumenti funerari a piramide. La cappella lungo il Tevere Allƒorigine della costruzione della chiesa vi € un miracolo. Il salvataggio del bambino impose la costruzione di una cappella dedicata a Maria. papa Clemente VII affid• la cappella al vicino Ospedale di San Giacomo degli Incurabili. Essa € popolarmente conosciuta come chiesa gemella di Santa Maria in Montesanto. nel rione Campo Marzio. Nel . proprio la funzione che hanno oggi le due chiese.909775”N 12.19‚E41. secondo la tradizione. per salvare il suo bambino caduto nelle acque. del Tempesta (del 1593) e del Losi. quando una donna. sebbene le due strutture si differenzino soprattutto per l'impostazione planimetrica. e nella cappella venne sistemata lƒimmagine miracolosa.19‚N 12”28•35. vicino allƒattuale Ponte Margherita.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 115 Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Coordinate geografiche: 41”54•35. avvenuto.4764417”E Santa Maria dei Miracoli [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma cattolica Diocesi di Roma Anno consacrazione 5 agosto 1681 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Barocco 1675 1679 La chiesa di Santa Maria dei Miracoli € una chiesa di Roma. tra via del Corso e via di Ripetta. ed appare nella pianta della citt‚ del Bufalini (del 1551). il 20 giugno 1325. molto simili per forma e dimensioni alla Piramide di Caio Cestio ed alla demolita Piramide Vaticana: anche questi due sepolcri dovevano risalire all'et‚ augustea ed erano posti a mo' di ingresso monumentale al Campo Marzio. cosicch† le ingenti offerte lasciate alla „Madonna dei Miracoli… potessero servire a coprire le spese dellƒOspedale. in riva al Tevere. Nel settembre 1515. in piazza del Popolo. da allora chiamata ‚Madonna dei Miracoliƒ. Questa piccola cappella € riportata dai cartografi dellƒepoca. lungo il Tevere. invoc• unƒimmagine della Madonna dipinta sulle mura lungo il fiume.

progettata e realizzata da Carlo Fontana. progettate dal Bernini ma mai realizzate. Al centro del pavimento € collocata una lapide circolare con lo stemma cardinalizio del cardinale Girolamo Gastaldi. Nel 1793 la chiesa venne concessa alla Confraternita del Santissimo Sacramento e nel 1856 allƒArciconfraternita di San Gregorio Taumaturgo. ove si trova ancora oggi. rivestita con tegole di lavagna. La chiesa fu conclusa nel 1679 e solo due anni dopo consacrata ed aperta al pubblico. Ercole Ferrata ed altri. specularmente rispetto a quello della vicina Santa Maria di Montesanto.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 1529 la cappella pass• ai Cappuccini. Le colonne del pronao in origine erano destinate alle torri campanarie di San Pietro in Vaticano. sul quale si legge il nome del benefattore della chiesa. attribuito a Gerolamo Theodoli o a Francesco Navona. con quattro cappelle laterali ed un profondo presbiterio. di recente costruzione. 116 La chiesa in piazza del Popolo Poich† il sito lungo il Tevere risultava sempre di pi„ insalubre e sottoposto a continue esondazioni del fiume. Negli anni seguenti la cappella lungo il fiume fu affidata a diverse congregazioni religiose. Al suo posto nella cappella venne collocata una copia. che in precedenza occupavano la Chiesa dei Santi Angeli Custodi al Tritone. In via del Corso si innalza il campanile. nel 1675. coronato da un timpano. e nel 1590 lƒimmagine della Madonna dei Miracoli fu trasportata nella Chiesa di San Giacomo in Augusta. e che questo nuovo edificio sostituisse uno preesistente dedicato a SantƒOrsola. lo stesso stemma si trova anche nella controfacciata. essa venne completamente sommersa dallƒacqua. Arte L•esterno La facciata € caratterizzata dalla presenza di un profondo pronao rettangolare. ora scomparsa. Dal 1915 la chiesa € officiata dai Preti del Sacro Cuore di Ges„ di B†tharram. nel 1661 papa Alessandro VII ordin• che si costruisse in piazza del Popolo una nuova chiesa ove custodire la copia dellƒimmagine della Madonna dei Miracoli. L•interno La chiesa si presenta con pianta circolare (mentre la cosiddetta chiesa gemella € a pianta ellittica). quando. e 13 anni dopo la fondazione della cosiddetta chiesa gemella di Santa Maria di Montesanto. committente e mecenate della chiesa. Come per lƒesterno. a causa di una piena del Tevere. il cardinal Gastaldi. eseguite fra il 1676 e il 1677 da Filippo Carcani. che per• lasciarono la chiesa lƒanno successivo. Sulla balaustra esterna dellƒedificio si ergono 10 statue. che raffigurano santi e sante. e di cui solo alcune sono identificate con certezza. Alla sommit‚ della chiesa si trova una cupola ottagonale. . anche lƒinterno venne progettato da Carlo Rainaldi ed eseguito da Carlo Fontana. La nuova chiesa fu iniziata per• solo 14 anni dopo lƒordine del papa. sopra la lapide commemorativa che ricorda lƒedificazione della chiesa.

“ inoltre. sono conservate le reliquie di Santa Candida. “ infine la prima cappella a destra dellƒentrata € la Cappella dellƒAssunta. copia eseguita da Gino Mazzini di un'opera realizzata da Alessandro Renoir. “ al centro della cappella € collocata una statua della Madonna di Bˆtharram. in essa si trovano: “ la pala dƒaltare raffigurante l'Assunta e San Gregorio Taumaturgo. copia realizzata nel XIX secolo di unƒopera conservata nella Basilica di Santa Balbina. detta Cappella del rosario. in unƒurna. “ il monumento funebre ad Antonio d€Este. Sant€Antonio abate e Sant€Antonio da Padova. . realizzato dallo scultore Cesare Benaglia nel 1868. e che fu canonizzato da papa Pio XII nel 1947. trasportata qui quando la chiesa fu affidata allƒArciconfraternita di San Gregorio Taumaturgo. proveniente dalle catacombe di Priscilla. “ sotto lƒaltare. nel Santuario Nostra Signora di B†tharram. vergine e martire. “ sulla parete sinistra la statua di san Michele GaricoŽts. 117 La statua della Vergine di B†tharram “ e due ovali affrescati con storie della Santa Croce. il cui originale si trova in Francia. vi sono due dipinti a forma circolare raffiguranti Ges… in casa di Marta e Maria e La Maddalena in casa di Simone il Fariseo. “ sulla parete destra il monumento sepolcrale della famiglia Guglielmi delle Rocchette. presenta: “ una Vergine con Bambino. nel pilastro che separa questa cappella e il presbiterio € murato un Crocifisso bronzeo di Pericle Fazzini: “ la Cappella di San Giuseppe prende il nome dal dipinto a olio su tela raffigurante San Giuseppe e Ges… bambino. “ passando oltre il presbiterio. sulla via Salaria. chiamata Cappella di SantƒAntonio. tela attribuita al parigino Henry Gascard. sopra le porte laterali della cappella.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Le cappelle laterali Lƒedificio sacro presenta quattro cappelle laterali: “ la prima cappella a sinistra. discepolo ed amico di Antonio Canova. vi € la Cappella di San Giuseppe. presenta: “ la pala dƒaltare raffigurante la Madonna del rosario. “ la seconda cappella a sinistra. fondatore dei Preti del Sacro Cuore che officiano la chiesa.

a destra la Prudenza e la Temperanza. pp. realizzato da Carlo Fontana. Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria di Montesanto. oltre a due lapidi commemorative che ricordano gli antichi proprietari della chiesa. 323 C. 118 L'altare maggiore Lƒampia sacrestia venne realizzata contemporaneamente alla chiesa. Roma 1990. p. Le Chiese di Roma. Rione IV Campo Marzio. la Fede e la Speranza. 537-538 C. mentre la decorazione in stucchi € di Antonio Raggi. € unito alla navata della chiesa da un arco trionfale sormontato dallo stemma del Cardinal Gastaldi. la sacrestia conserva un busto in marmo di papa Pio VI. quella della Madonna risale al 1646 e fu una delle prime applicate ad unƒimmagine sacra. Armellini. Roma 1891 [2]. I rioni di Roma. Milano 2000. 203-204 M. 264-334 “ R. Newton & Compton Editori. i due monumenti sono coronati da quattro statue. realizzato dal Fontana. Al centro dellƒaltare maggiore € collocata lƒimmagine della Madonna dei Miracoli. Ai lati del presbiterio i due monumenti sepolcrali dei Gastaldi: quello di sinistra € il monumento sepolcrale del cardinale Girolamo Gastaldi. 22-46 “ “ “ “ Voci correlate “ Architettura barocca “ Piazza del Popolo Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Vol. Le chiese di Roma nel Medio Evo. in AA. Bibliografia M. I. Firenze 1927 [3]. Milano 2000. Newton & Compton Editori. raffiguranti. pp.wikimedia. Fratelli Palombi Editori. a sinistra.org/wiki/Category:Santa Maria dei Miracoli (Rome) Collegamenti esterni “ Galleria fotografica [4] .VV. Quercioli. p. e le sue decorazioni risalgono al XVII secolo. quello di destra € il monumento sepolcrale del cavalier Benedetto Gastaldi. pp. Rendina. H‘lsen. copia di fine Cinquecento dellƒoriginale affresco ora conservato nella chiesa di San Giacomo in Augusta: la Madonna e il Bambino sono coronati con corone dƒoro. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Il presbiterio e la sacrestia Il profondo presbiterio. Lƒaltare maggiore venne commissionato il 3 novembre 1677. Luciani.

Allo stesso pittore e ai suoi aiuti si devono anche alcuni affreschi nella cappella.49028”E Galleria Nazionale di Arte Antica. uchicago.00184 Roma www. Maria_dei_Miracoli [3] http:/ / penelope. tra gli altri. Dopo la morte di Maderno il cantiere passa dal 1629 sotto la direzione di Bernini sempre con la collaborazione di Francesco Borromini. A . 13 . Scultura via delle Quattro Fontane. Storia Il palazzo fu costruito nel periodo 1625-1633 ampliando nelle forme del primo Barocco il precedente edificio della famiglia Sforza creando una struttura ad acca. org/ ~geohack/ geohack. Palazzo Barberini [1] Tipo Indirizzo Sito Pittura. con la quale dialoga lo scalone d'onore berniniano a pianta quadrata nell'ala est. coadiuvato da Francesco Borromini. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Huelsen/ HUECHI*/ 2/ Appendici/ 2. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Armellini/ ARMCHI*/ 2/ Campomarzio. 19_E_ [2] http:/ / penelope. a seguito della scissione politica dell'ala riformista del PSI. html#35 [4] http:/ / www. Si trova in via Quattro Fontane. cui si devono numerosi particolari costruttivi e decorativi quali l'elegante scala elicoidale nell'ala ovest del palazzo. Altre sale sono state decorate. diaframma fra il loggiato d'ingresso e il giardino sviluppato sul retro. Dopo la seconda guerra mondiale il palazzo € stato acquisito dallo Stato Italiano.it [2] Palazzo Barberini € un palazzo di Roma che ospita parte dell'importante Galleria Nazionale d'Arte Antica e l'Istituto Italiano di Numismatica. da Andrea Sacchi e Giovan Francesco Romanelli.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 119 References [1] http:/ / toolserver. html#S. php?pagename=Chiesa_di_Santa_Maria_dei_Miracoli_%28Roma%29& language=it& params=41_54_35. L'11 gennaio 1947. nei suoi saloni vide la luce il Partito Socialista Democratico Italiano fondato da Giuseppe Saragat a quel tempo Presidente dell'Assemblea Costituente. Il grande salone al piano nobile € stato decorato nel periodo 1633-1639 da Pietro da Cortona con un affresco che raffigura Il trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini: si nota la potente prospettiva melozziana. caratterizzata da uno spettacolare atrio a ninfeo. htm Palazzo Barberini Coordinate geografiche: 41”54•13‚N 12”29•25‚E41. da sotto in su.90361”N 12.galleriaborghese. nel centro storico. it/ page/ rome/ mariadeimiracoli/ index. giovannirinaldi. a circa 200 metri da Piazza Barberini. uchicago. 19_N_12_28_35. Autore del progetto € l'anziano Carlo Maderno.

Rom. Narciso. K•ln 2001 “ Anton Henze. centralmente si apre una scala che porta ai giardini. anni 1597-1600. L'esempio fu la Villa Farnesina costruita da Baldassarre Peruzzi tra il 1509 e il 1510. Battesimo di Cristo 1546-1548 “ Hans Holbein il Giovane: Ritratto di Enrico VIII. che render‚ fruibile al pubblico il palazzo nella sua interezza. un blocco quadrangolare con uno spazio centrale cinto da arcate. Tramite le arcate pi„ basse si accede al piano terra entrando in un ampio atrio ellittico fiancheggiato da due scale nei lati e nel quale. La collezione La galleria fu fondata nel 1895 per raccogliere opere provenienti da diverse collezioni private e dal Monte di Piet‚. opere di: “ Caravaggio: Giuditta che taglia la testa a Oloferne. con le opere esposte in ordine cronologico. "La volta di Pietro da Cortona". l'organizzazione della collezione sar‚ differente come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche attualmente presenti a Roma. Philipp Reclam GmbH. 1598-1599. ma con la possibilit‚ di inserire nel percorso acquisti e integrazioni. e godr‚ di un impianto molto pi„ vicino ai grandi musei stranieri e sar‚ dotata. Oggi € in corso una attenta campagna di restauro che interessa edificio e giardino. Una successiva stesura dell'architetto proponeva invece di superare questo concetto facendo coesistere le due funzioni di palazzo e villa mediante una facciata regolare e severa che dava su piazza Barberini per assolvere alla funzione di rappresentanza e una parte invece tipica della villa suburbana dotata di vasti giardini e prospettive aperte. Il palazzo. L'intento € quello di creare. Stuttgart 1994 “ Anna Lo Bianco. 1546-1548 “ Tiziano: Venere e Adone. 1437 “ Tintoretto: Cristo e l'Adultera. dunque. 1520 Bibliografia “ Heinz-Joachim Fischer. come questi. una Galleria Nazionale vera e propria. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte. soprattutto per l'impostazione a ferro di cavallo della pianta. Roma 2004 Scala elicoidale opera di Borromini . 120 Descrizione Il progetto del Maderno prevedeva originariamente di inglobare il preesistente palazzo Sforza secondo il classico schema di palazzo rinascimentale. € stato recentemente assegnato completamente alla prima. San Francesco. 1540 “ Filippo Lippi: Madonna col Bambino. ionico e corinzio). con i grandi telamoni scolpiti da Adamo Tadolini. "Kunstf‰hrer Rom". La facciata € formate da sette campate che si ripetono su tre piani di arcate sostenute da colonne rappresentanti i tre stili classici (dorico. A lavori e restauri ultimati. 1553-1554 “ Raffaello: La Fornarina. 1606 “ El Greco: Adorazione dei Pastori. Il museo ospita tra le altre. Kunst und Kultur der Ewigen Stadt. Gebart. in questa sede. dopo anni di coabitazione fra Galleria d'Arte Antica e Circolo delle Forze Armate. DuMont Buchverlag.Palazzo Barberini testimonianza dell'evento storico venne affissa una targa commemorativa sulla facciata principale. di tutti i pi„ moderni servizi. posti ad un livello pi„ alto del piano terra. L'ingresso si apre sulla via delle Quattro Fontane mediante la cancellata progettata dall'architetto Azzurri nel 1848 e realizzata nel 1865.

signum.Palazzo Barberini 121 Voci correlate “ Mitreo Barberini “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. pbase. tripod. html [5] http:/ / www. palazzidiroma. asp [4] http:/ / members.wikimedia. contributi per lo studio del Palazzo Barberini alle Quattro Fontane e delle collezioni barberiniane [7]. sns. Palazzo Barberini [4] (EN) Borromini. scala elicoidale [5] Palazzi di Roma [6] Aedes barberinae . documenti. it/ .Fonti. com/ adalberto_tiburzi/ stairway [6] http:/ / www. it/ barberini/ it/ default. it/ palazzo%20Barberini. com/ romeartlover/ Vasi36. org/ ~geohack/ geohack. progetto curato dal Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Universit‚ di Pisa e dalla Scuola normale superiore di Pisa References [1] http:/ / toolserver. it/ barberini-biglietti.org/wiki/Category:Palazzo Barberini (Rome) Collegamenti esterni “ “ “ “ “ “ Sito ufficiale del museo [2] Biglietteria di Palazzo Barberini [3] (EN) Piazza Barberini. galleriaborghese. htm [3] http:/ / www. htm [7] http:/ / aedesbarberinae. php?pagename=Palazzo_Barberini& language=it& params=41_54_13_N_12_29_25_E_region:IT-RM_type:landmark [2] http:/ / www. ticketeria.

Storia Il logo della Camera dei deputati .Palazzo Montecitorio 122 Palazzo Montecitorio Coordinate geografiche: 41”54•5‚N 12”28•43‚E41.90139”N 12. Ernesto Basile famiglia Ludovisi Stato italiano Palazzo Montecitorio € un edificio di Roma in cui ha sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana.47861”E Palazzo Montecitorio Camera dei deputati della Repubblica Italiana [1] Palazzo Montecitorio Ubicazione Citt‚ Paese Roma ’Italia Informazioni Stato Inaugurazione Uso In uso Prima met‚ del Seicento Sede della Camera dei deputati della Repubblica Italiana Realizzazione Architetto Appaltatore Proprietario Gian Lorenzo Bernini.

La Curia fu inaugurata nel 1696. conservando comunque la caratteristica facciata convessa e aggiungendovi il campanile a vela. inaugurata il 27 novembre 1871. segue l'andamento della collina artificiale e gli elementi di pietra appena sbozzata. che originariamente intendeva destinare il palazzo come ospizio per i poveri per decidere in seguito di installarvi il massimo organismo dell'amministrazione della giustizia: la Curia Pontificia (che rimase a lungo denominata Curia innocenziana). .[2] — ancora discussa l'origine del toponimo della modesta altura sulla quale fu costruito il palazzo: c'€ chi ritiene che in epoca romana vi si svolgessero le assemblee elettorali (da cui "mons citatorius") e chi pensa che il nome deriverebbe dal fatto che vi venivano scaricati i materiali di risulta della bonifica del vicino Campo Marzio ("mons acceptorius"). che costruƒ nel cortile una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. a causa di copiose infiltrazioni d'acqua. La facciata del palazzo. fu dichiarata pericolante e chiusa nel 1900. e solo nel 1918 fu inaugurata la sede definitiva nel Palazzo Montecitorio. sia nella struttura che nelle decorazioni. fallito un tentativo di costruire un nuovo palazzo del Parlamento in Via Nazionale venne costruita una nuova aula provvisoria in via della Missione. Palazzo Montecitorio fu espropriato dallo Stato italiano e destinato ad ospitare la Camera dei deputati (vennero scartati nella scelta Palazzo Venezia e il Campidoglio). Il Bernini. Morto il papa nel 1655. dotata di una pessima acustica. Le modifiche necessarie alle nuove mansioni del palazzo vennero compiute rapidamente. Paolo Comotto. assumendo cosƒ un ruolo di spicco nella vita giudiziaria e amministrativa del governo pontificio. Nel frattempo. Oltre ai tribunali pontifici. realizz• un edificio che. La nuova aula si dimostr• tuttavia inadeguata. straordinario interprete del barocco romano.Palazzo Montecitorio 123 Origine e periodo pontificio La storia del palazzo inizia nella prima met‚ del Seicento quando Innocenzo X commission• a Gian Lorenzo Bernini di realizzare una residenza per la famiglia Ludovisi. freddissima La facciata verso piazza del Parlamento d'inverno e troppo calda d'estate. simulano un edificio costruito nella viva roccia. Inoltre. lievemente curva. si adatta alla morfologia del territorio. Dopo il Risorgimento Con l'Unit‚ d'Italia. per essere ripresi pi„ di trent'anni dopo per volere di Innocenzo XII (famoso per il suo antinepotismo). dai quali fuoriescono foglie e rametti spezzati. Dopo la morte di Bernini. il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato a un poco noto ingegnere dei lavori pubblici. il palazzo fu anche sede del Governatorato di Roma e della direzione di polizia[3]. il progetto pass• a Carlo Fontana che modific• profondamente il progetto originale. i lavori dovettero essere interrotti bruscamente a causa delle difficolt‚ economiche dei Ludovisi.

alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini. esponente di primo piano della stagione liberty italiana. L'aula progettata da Ernesto Basile Sotto il velario in vetro colorato di Beltrami fu posto un fregio pittorico. insieme agli uffici del Presidente e dei componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Segretario generale. posto sul diametro dell'emiciclo e centro informale della vita politica italiana. che circonda l'aula in alto: l'autore era Aristide Sartorio ed il fregio era dedicato alla storia del popolo italiano[4]. il famoso Velario di Giovanni Beltrami. il nuovo corpo di fabbrica caratterizzato da quattro torri angolari rivestite in mattoni rossi e travertino. posto alle spalle dello scranno del Presidente € intitolato: "La glorificazione della dinastia sabauda". che deve la curiosa denominazione alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento. che prima era soprannominata Sala gialla per il colore della tappezzeria. illuminata da uno straordinario lucernario a ventaglio in stile liberty. A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico". Basile mantenne infatti solo la parte frontale del palazzo berniniano. All'interno di questo blocco Basile colloc• l'aula delle sedute. lungo il quale sono esposti una trentina di busti in bronzo e marmo di illustri deputati. che deve il suo nome alla presenza di una scultura in bronzo della lupa capitolina. La sala. € arredata con mobili in stile rococ• provenienti dalla Reggia di Caserta. autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore. che eseguƒ importanti interventi costruendo un nuovo edificio alle spalle dell'originale. Un altro salone € chiamato "della Lupa". Attraverso uno scalone monumentale. caratterizzato da un pavimento in marmo siciliano. . L'intitolazione della storica sala € avvenuta il 13 maggio 2008. Insieme a Basile collaborarono anche altri artisti. sulla piazza del Parlamento. Il pannello bronzeo dell'Aula. € opera del torinese Davide Calandra ed € stato fuso a Pistoia[5]. si accede al cosiddetto corridoio dei busti. Descrizione Le pi„ importanti sale di rappresentanza si trovano al secondo piano. dove si tengono le riunioni dell'Ufficio di Presidenza e degli altri organi della Camera. innalzando. riducendo invece il cortile e demolendo le ali e la parte posteriore. lungo ed imponente. Qui fu proclamato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e si svolgono ancora oggi riunioni importanti. A sinistra del salone della Lupa si affaccia la Biblioteca del Presidente. Sul lato destro € invece situata la Sala Aldo Moro. tra i quali Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste. quando ricorreva il trentesimo anniversario della scomparsa del politico.Palazzo Montecitorio 124 I lavori di ampliamento del palazzo furono affidati all'architetto palermitano Ernesto Basile. l'ambiente pi„ ampio dell'ala berniniana.

Sartorio disegn• i volti sulla base di diapositive che ritraevano i malati di mente del Policlinico: M. Franco Angeli. Luca Giordano Il palazzo ospita comunque diverse opere d'arte di grande valore.Palazzo Montecitorio 125 Patrimonio artistico A Palazzo Montecitorio si trovano pi„ di mille dipinti e sculture datati tra il XVI e XX secolo. camera. Michele Desubleo Le quattro stagioni. quali: orologi. Giuseppe Recco Venere dormiente. Storie sconosciute. it/ amministrazione/ 316/ 323/ 6553/ documentotesto. gelocal. org/ ~geohack/ geohack. con cavalli. Storie sconosciute. rappresentata soprattutto da opere d'arte moderna e contemporanea. Pacelli. di un buon numero di opere collocate temporaneamente alla Camera dei deputati per favorire la ricostituzione del patrimonio museale di tali istituzioni. php?pagename=Palazzo_Montecitorio& language=it& params=41_54_5_N_12_28_43_E_type:landmark_scale:3000_region:IT [2] Le fondamenta dell'edificio sarebbero insufficienti rispetto all'altezza e alla dimensione del Palazzo. La rimanente parte del patrimonio artistico. Una piccola parte del patrimonio artistico € inoltre rappresentata da donazioni Ulisse e Nausicaa. 2006. [5] Quel bronzo a Montecitorio † un pezzo di storia pistoiese (http:/ / ricerca. it/ iltirreno/ archivio/ iltirreno/ 1999/ 04/ 30/ LF204. Michele Desubleo fatte sia dagli artisti che dagli eredi. Interno Montecitorio. Interno Montecitorio. Una buona parte di queste opere € di propriet‚ delle varie Soprintendenze e si trova in deposito temporaneo presso la Camera dei deputati. Mattia Preti Ulisse e Nausicaa. Franco Angeli. Tra le opere pi„ famose restituite figurano[6]: “ “ “ “ “ La via del Calvario. dopo l'8 settembre 1943. Storie sconosciute. alcune migliaia di incisioni e stampe di varie epoche. fu proprio l'esibizione delle crepe sui muri da parte di un funzionario dell'ufficio stralcio a bloccare l'occupazione della Camera da parte delle truppe tedesche: cfr. [3] Nella prigione sotterranea dell'epoca pontificia si sarebbe rifugiato (ricercato dai fascisti che l'avevano espulso dall'aula) il deputato comunista Francesco Misiano: cfr. 2006. M. un nucleo consistente di reperti archeologici e una discreta quantit‚ di beni artistici. alle varie Soprintendenze proprietarie. € stata direttamente acquisita in propriet‚ dalla Camera a partire dagli anni trenta. tra le tante € presente nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari anche l'opera: “ Orme di Leggi. raccolte in buona parte per abbellire l'edificio dopo i lavori di ampliamento del 1918. Pacelli. per giunta costruito su un terreno particolarmente cedevole. M. Guido Reni Fiori e cacciagione. arazzi e busti. mobili d'epoca. fu eseguito con una tale fretta da richiedere l'uso di una specie di proiettore. (http:/ / www. Pacelli. si € deciso di procedere alla restituzione. Il Tirreno. di Maria Lai Note [1] http:/ / toolserver. Franco Angeli. Interno Montecitorio. 2006. [6] Patrimonio artistico di Palazzo Montecitorio sul sito della Camera dei deputati. 30 aprile 1999. html). asp) . Nel corso della XIII legislatura. [4] Esso decora tutta in circolo la parte alta dell'aula e reca figure di uomini e donne anche nudi.

Nel 1661 il palazzo.33‚E41. apparteneva alla famiglia Colonna.it) “ Volume di Carlo Fontana dal titolo Monte Citatorio. dai quali si accede al cortile porticato realizzato da Carlo Maderno. Infatti. che studi• proprio presso lo studio del Bernini.asp) “ Disegni e foto di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati (http://www. per poi riacquistarlo pochi anni dopo. Tuttavia.camera. nel 1887 il palazzo fu danneggiato da un incendio: la facciata su piazza Santi Apostoli fu restaurata. ornato con numerose statue. corredato da varie tavole. ceduto in usufrutto al cardinale Flavio Chigi.uniroma3. edificata in stile neorinascimentale sul modello dei palazzi fiorentini del XV secolo.org/wiki/Category:Palazzo di Montecitorio (Rome) Collegamenti esterni “ Storia e descrizione di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati (http://www. quando la facciata fu raddoppiata. mentre il prospetto su via del Corso fu ricostruito da Raffaelo Ojetti. Storia L'edificio originario. fu oggetto di una significativa trasformazione ad opera di Gian Lorenzo Bernini (1665 circa).it/ amministrazione/316/318/documentotesto.camera.8980028”N 12. poi non realizzata. Prima dei successivi ampliamenti. definito mediante lesene giganti e coronato da una balaustra alla sommit‚. Decisamente eclettica la facciata su via del Corso. Tale progetto fu poi alla base di importanti realizzazioni come il Palazzo Reale di Stoccolma disegnato da Nicodemus Tessin il Giovane. rimaneggiato da Carlo Maderno.it/hipparcos/carlo_fontana. Stamperia Buagni (http:// diamante.it/serv_cittadini/ 8180/8185/8277/album_nuovo. riprendendo per• lo stile del disegno berniniano. che nel 1622 lo vendette ai Ludovisi. .wikimedia. Descrizione Particolarmente significativa € la parte originaria del palazzo. Nel 1745 l'immobile pass• al principe Palazzo Chigi-Odescalchi in piazza Santi Apostoli Baldassare Odescalchi e quindi fu ampliato da Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli. ubicato in piazza Santi Apostoli. Bernini.htm) Palazzo Chigi-Odescalchi Coordinate geografiche: 41”53•52. tale facciata seicentesca pu• essere considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi italiani ed europei. la cui facciata fu ideata dal Bernini.Palazzo Montecitorio 126 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.asp) “ Il sito ufficiale della Camera dei deputati (http://www. essa presentava un risalto nella parte centrale.camera.81‚N 12”28•57. 1694. la ripropose anche in un suo progetto per la facciata del Louvre.4825917”E [1] Palazzo Chigi-Odescalchi € un palazzo di Roma. Essa risulta aperta da due portali. Tale risalto fu celato nel corso del Settecento. infatti.

Schulz. La tecnica era in uso gi‚ nell'antica Grecia e nella societ‚ romana. ISBN 88-435-2461-5 Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. molto precedente (si rammentino opere come la Camera degli Sposi del Mantegna a Mantova. Sfuggendo alla critica.palazzidiroma. it/ palazzo%20Odescalchi. del Bramante).Palazzo Chigi-Odescalchi 127 Bibliografia “ C. induce nell'osservatore l'illusione di stare guardando oggetti reali e tridimensionali in realt‚ dipinti su una superficie bidimensionale. ingannare. Norberg . IPA: [t‡ˆ‰p l‡j]). 33_E_type:landmark_region:IT [2] http:/ / www. org/ ~geohack/ geohack.it [2] References [1] http:/ / toolserver. Electa. ma l'uso del trompe-l'‡il. o il finto coro di Santa Maria presso San Satiro a Milano. prosegue fino all'et‚ contemporanea. Un tipico murale trompe-l'‡il pu• rappresentare una finestra. attraverso espedienti. € una tecnica pittorica che. da tromper. 81_N_12_28_57. Il trompe l'‡il consiste tipicamente nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico da far sparire alla vista la parete su cui € dipinto. una porta o un atrio per dare l'illusione che l'ambiente sia pi„ vasto. palazzidiroma. php?pagename=Palazzo_Chigi-Odescalchi& language=it& params=41_53_52. Pere Borrell del Caso.org/wiki/Category:Palazzo Chigi-Odescalchi (Rome) Collegamenti esterni “ Storia e foto del palazzo su www. Martellago (Venezia). htm Trompe-l'…il Il trompe l'…il (francese per "inganna l'occhio". Architettura Barocca.wikimedia. olio su tela Definizione . l'espressione pare nata nel periodo Barocco. 1998.

Miti. Nell'ultimo quarto del IV secolo a. Artisticamente prospere furono anche le civilt‚ mediterranee.Trompe-l'‡il Il trompe l'‡il (dal francese „tromper…. si costruir‚ l'opera pittorica in modo da • ingannare – la percezione visiva di colui che entra nella stanza. Gli artisti egizi o minoici. Se l'artista desidera creare un'illusione prospettica. Lo studio del punto di vista dell'osservatore rispetto al dipinto € fondamentale. € una tecnica pittorica naturalistica. se si decide di collocare il dipinto sulla parete di una stanza che sta di fronte alla porta di ingresso. oltre alla perfetta padronanza dell'uso del colore e delle sfumature. alle antiche pitture murali. occhio). dell'uso delle ombre e degli effetti di luce. Si basa sostanzialmente sulla creazione di una sorta di scenografia volta ad inglobare in maniera oculata elementi funzionali per arrivare poi a fondersi con l'architettura e nel contempo a superarne i limiti. nel mondo greco ed ellenizzato si assiste ad una diffusione senza precedenti dell'illusionismo nell'architettura e nella decorazione. nate con i primi insediamenti umani. in modo che il soggetto rappresentato appaia come illuminato da quelle luci. ossia i punti di vista da cui generalmente si osserva quell'area. e all'inizio del secolo successivo si sviluppa un'architettura "di facciata" che tende ad esaltare e contemporaneamente a dissimulare l'edificio sottostante. in questo modo infatti l'osservatore percepisce illusoriamente una realt‚ inesistente. e l'„oeil…. Per esempio. venivano immortalati sulle pareti delle caverne. facendo risultare tridimensionale ci• che in realt‚ € bidimensionale. come quella greca e cretese. L'illusione ottica € particolarmente efficace se l'osservatore si pone al centro della stanza. All'inizio della storiografia relativa al trompe l'oeil si collocano alcuni aneddoti narrati di Plinio il Vecchio e divenuti alcuni degli episodi pi„ noti nella storia dell'arte. Le pareti tombali dell'antico Egitto infatti ci tramandano figure stilizzate e un ricchissimo repertorio naturalistico di dipinti eseguiti con campiture piatte di colori puri. delle tombe o dei palazzi e non immaginavano che le forme da loro create si sostituissero a veri e propri giardini. tener conto delle reali sorgenti luminose dell'ambiente. le cerimonie religiose ecc. 128 Tecnica Dal punto di vista tecnico. negli edifici di culto e nei palazzi. delle regole prospettiche. L'origine di questa decorazione € indissolubilmente legata all'evoluzione dell'architettura. A queste inoltre risalgono i primi „sfondati illusionistici… della storia e temi decorativi che sono entrati sistematicamente nel repertorio decorativo di oggi. le quali probabilmente influenzarono l'arte pittorica etrusca e poi quella romana da un punto di vista religioso ma soprattutto naturalistico e decorativo.C. creata artificialmente attraverso mezzi pittorici. il trompe l'oeil richiede un'assoluta conoscenza del disegno. Pertanto. Essa crea un'ambiguit‚ tra il piano pittorico e quello dell'osservatore. Durante l'epoca ellenistica. subito dopo avere scelto la superficie su cui operare l'intervento. visto che solo la decorazione architettonica rendeva possibile un trompe l'oeil a tre dimensioni che potesse essere messo in rapporto con la categoria della copia. battaglie e vicende della vita quotidiana come la caccia. l'artista dovr‚ individuare i punti di vista privilegiati. La perfetta simulazione del mondo fisico d‚ vita ad un sottile gioco di rimandi tra realt‚ e illusione percettiva nella quale l'uomo moderno si perde e perde a sua volta le limitazioni imposte dal mondo fenomenologico. con pitture raffiguranti giardini. il pittore greco Parrasio . tecniche ben precise e rigidamente sottoposte a regole matematiche e geometriche per ottenere l'effetto voluto. per raggiungere il massimo dell'illusoriet‚ pittorica. Secondo uno di questi. basata sull'uso del chiaroscuro e della prospettiva. coprivano le pareti dei templi. — fondamentale. dovr‚ inoltre collocare il punto di fuga dell'immagine pittorica in corrispondenza del punto di vista dell'osservatore. un giorno. ingannare. in corrispondenza del punto di fuga. nelle tombe. la loro natura e la loro direzione. Storia Origini Il tentativo di rappresentare realisticamente la realt‚ risale alle origini della pittura. che riproduce la realt‚ in modo tale da sembrare agli occhi dello spettatore illusione del reale.

secondo Strabone. fondata sulla convinzione della natura mimetica della rappresentazione. le tegole dipinte sulle quali dei corvi tentarono di posarsi. Alcuni monumenti presentano gi‚ due elementi caratteristici della decorazione illusionistica. La "grande pittura" greca del quinto e quarto secolo permette di scorgere tratti di questa di questa tecnica in particolar modo negli affreschi prodotti in un'et‚ successiva (il I secolo a. la sola realmente capace di creare un effetto di trompe l'oeil. quello espose una tenda dipinta con tanto verismo che Zeusi. propria del III secolo a. esclusivamente pittorica:la dilatazione dello spazio suggerita dalla sovrapposizione dei piani e il motivo di una finta galleria (teatro di Metaponto. ai quali. Ma € possibile annoverare altri racconti simili che risalgono all'antichit‚: il cavallo dipinto da Apelle che provoc• il nitrito di alcuni cavalli.Trompe-l'‡il 129 ƒ’venne a gara con il contemporaneo Zeusi. un pittore. ha tuttavia moltiplicato le osservazioni sul carattere illusionistico e ingannevole delle immagini. finalmente fosse mostrato il quadro. species). innamorati che soffrono pene d'amore alla vista del ritratto di una bella ragazza. opere che sembrano volersi animare o voler parlare. Tuttavia n† in greco n† in latino esiste una parola che istituisca esplicitamente una categoria estetica fondata sull'effetto ingannatore dell'arte. e infine i volatili rappresentati da Protogene sullo sfondo di uno dei suoi quadri. gli elementi architettonici si addensano. porta di Zeus ed Era). nei quali si insinua una natura che anche € esito di fantasia. mentre questi present• dell'uva dipinta cosƒ bene che gli uccelli si misero a svolazzare sul quadro. Parrasio aveva ingannato lui stesso. segnalino i limiti della falsa apparenza nell'arte (eidolon. dei fiori e degli alimenti (xenia). La "grande pittura" antica ha dedicato scarsa attenzione alla "pittura d'oggetti". pi„ tardi. . sviluppato fino alle sue estreme conseguenze. che gli artisti pompeiani riprendono in una fase successiva. vengono curati i minimi particolari di elementi architettonici. Taso. pieno di orgoglio per il giudizio degli uccelli.C. L'apparato decorativo € molto ricco e si ispira a un criterio di imitazione della realt‚. tuttavia. una pernice tent• di unirsi. si sovrappongono.) e collegati alla tradizione pompeiana. Lo sviluppo di una decorazione monumentale fondata su effetti illusionistici € certamente da mettere in relazione con l'emergere di un modello di vita aristocratico e regale. gli esseri umani sono attratti dall'idea di ci• che € nascosto. schiudendo spazi continui ma di estensione limitata. skiagrafia. Per gli antichi ogni opera d'arte € un trompe l'oeil e tuttavia l'antichit‚ non ha conosciuto realmente un genere pittorico strettamente equivalente all'odierno trompe l'oeil. dopo essersi accorto dell'errore. si produce in qualsiasi categoria di rappresentazione dipinta o scolpita: quella dell'essere umano innanzitutto. gli concesse la vittoria con nobile modestia: se egli aveva ingannato gli uccelli. Queste immagini in genere raffigurano animali ingannati dalla rappresentazione di un loro simile. Si tratta di un'interpretazione gi‚ ellenistica. questi piccoli racconti tendevano ad accreditare l'idea secondo la quale l'arte pu• spingersi cosƒ lontano nell'imitazione del visibile che diventa impossibile differenziare la realt‚ dalla sua raffigurazione dipinta. ma anche quella degli animali. Storia naturale XXXV 65-66) Tale storia era largamente diffusa al di fuori del piccolo mondo dei pittori e degli amatori d'arte. tolta la tenda.C. che per• supera la soglia della verisimiglianza. La riflessione degli antichi sull'arte della pittura o della scultura. il ruolo affidato alle piante € infatti troppo contenuto. € usato come un "riempitivo" che occupa il poco spazio lasciato libero dalla struttura architettonica. nell'una e nell'altra lingua.. In un seminario del 1964. Se l'effetto dell'illusione esiste veramente. chiese che. n† un termine che designi un genere paragonabile a quello del moderno trompe l'oeil.Come gli epigrammi ecfrastici della tradizione greca. Anche l'elemento naturale contribuisce a delineare un paesaggio fantasioso.’„ (Plinio il Vecchio. la rassegna degli elementi architettonici diviene analitica. fantasma. lo psicoanalista e teorico Jacques Lacan (1901 -1981) osserv• che il mito dei due pittori rivelava un aspetto interessante della cognizione umana: mentre gli animali sono attratti da apparenze superficiali. bench† diversi vocaboli. il carattere "realistico". e lo spazio del reale dallo spazio della raffigurazione. rielaborando originali greci di cui mantengono. sia che si tratti di una decorazione prevalentemente architettonica o.

soprattutto nei quadri di interni e nei ritratti. Il tema dell'inganno. ombra. Al giorno d'oggi. infatti. dove dipinse in grisaille le „Allegorie del Vizio…. poneva l'ombra all'origine dell'immagine per far capire meglio che la vera fonte dell'arte era il desiderio di captare o di catturare l'essere vivente. zuppiere e suppellettili da tavola a forma di ortaggio. arte che da Genova finƒ con l'espandersi lentamente in tutta la regione. ma gett• le basi della profondit‚ spaziale. capitelli. gi‚ di per s† caratterizzata da un'estrema attenzione al dettaglio. ma anche a livello scultoreo. Questa leggenda eziologica. pittura. Teorie prospettive nel XVII secolo permisero un approccio pi„ pienamente integrato all'illusione di architettura. vennero teorizzate le prime regole della prospettiva ad opera di grandi maestri quali Masaccio. Con questi importanti artisti il trompe l'oeil non solo venne condotto a livelli di estremo realismo e di grande raffinatezza.. Nel mondo greco la nozione di ombra € gi‚ in se stessa portatrice di ambiguit‚. certamente elaborata nella cerchia del bronzista torico Senocrate.dell'illusione. marmi. Certamente l'ombra ha solo l'apparenza dell'essere ma € anche il riflesso del vivente. furono scoperte e codificate le leggi della prospettiva.. in particolare nella fascia inferiore della suddetta. 130 Il Trompe l'oeil in Italia L'Italia € sempre stata il maggior centro per questa forma d'arte e molti furono gli artisti che nel corso dei secoli utilizzarono questo tipo di tecnica pittorica: Giotto. Anche se la parola probabilmente non € stata usata in questo senso prima dell'inizio dell'epoca ellenistica. e il trompe-l'oeil venne condotto a livelli di estremo realismo e grande raffinatezza. recuperata e rielaborata successivamente con grande virtuosismo dai loro successori barocchi. In questo periodo storico. La figura cosƒ ottenuta era chiamata skia. Leonardo impieg• scientificamente la prospettiva nelle sue opere e introdusse importanti intuizioni su di essa a livello cromatico. Finestre. una delle sue opere pi„ note. Nel Quattrocento questa tecnica fu largamente impiegata nella pittura fiamminga. porte create con decorazioni illusorie che fanno parte di un'antica cultura genovese iniziata verso la fine del Quattrocento dalle famiglie pi„ ricche e in vista della citt‚ di Genova. tarsie lignee di studioli rinascimentali. Fu per• durante il Rinascimento che la pittura „architettonica… illusionista trov• la sua massima diffusione. soprattutto a levante. Vengono di fatto rappresentati spesso finti armadietti semiaperti con libri al loro interno. formata da skia. con motivo che saranno poi ripresi da pittori delle epoche seguenti come per esempio Jean-Simon Chardin. probabilmente solo in parte. che quando viene utilizzata dai pittori per "aprire" lo spazio di un muro o al soffitto viene definita quadratura.Trompe-l'‡il Per incontrare per la prima volta un termine la cui accezione ricopra. della pietra ecc. piani di tavolo a scagliola e pietre dure raffiguranti oggetti apparentemente prensili. Da non dimenticare sono le eleganze dei motivi decorativi di ispirazione vegetale del Rococ• e il contributo storico dato dalla pittura olandese caratterizzato dalla riproduzione minuziosa di oggetti. applicato anche alle strutture architettoniche. nel Trecento. il disegno che ne tracciava il contorno. molte opere provenienti da musei e collezioni private italiane e straniere raccontano l'intrigante e spettacolare storia del trompe l'oeil. dell'eterna sfida tra finzione e verit‚ € presente non solo nell'ambito della pittura. la skiagrafia stava comunque ad indicare la pittura realizzata in base all'ombra riflessa. e da graf†. . nell'ambito della porcellana. Brunelleschi e Leon Battista Alberti. disegno. la impieg• nella Cappella degli Scrovegni di Padova. ambizione pienamente condivisa dai pittori di trompe l'oeil. deformate ed amplificate otticamente con la costruzione di falsi "sfondati" prospettici.. quella di "trompe l'oeil" bisogna aspettare Platone: la parola skiagrafia.

detta anche Camera degli sposi. alla vetrata con panorama. dove € posta la porta. Solo verso l'Ottocento questa tecnica assunse una funzione architettonica reale.Trompe-l'‡il 131 Veniva adottata pi„ che altro per esibizionismo ed eseguita da veri e propri pittori che realizzavano affreschi di notevole valore artistico. Naturalmente la tecnica del trompe l'oeil € usata anche all'interno delle case. ala est rappresentata La corte di Ludovico III Gonzaga entro un cortile dietro il cui muro a medaglioni marmorei si intravede un albero del giardino. nell'imitazione delle stoffe preziose e degli stucchi della volta e dei pilastri. che accolgono le scene dietro finti tendoni damascati scostati. nell'arcata di sinistra vi sono paggi con un cavallo e dei cani. il finto oculo della volta in cui si affacciano putti e figure femminili su uno sfondo costituito dal cielo blu creato illusionisticamente con effetti di sfondato. fino alla finta stanza con tanto di arredamento interno. come anche nel registro centrale. le finestre e i peducci sono reali. ma anche a sostituire materiali altamente decorativi. sulla quale putti con ali di farfalla reggono un'epigrafe latina con la dedica ai marchesi. Solo il camino. Lo sforzo decorativo della Camera Picta appare in tutto il suo splendore nella vivacit‚ della gamma cromatica e dell'oro. le porte. ma non sono rari i casi in cui viene simulato tutto. ed anche qui si pu• trovare di tutto. Camera Picta. I giochi di tonalit‚ che fanno sembrare pi„ chiari gli Esempio di Trompe l'oeil sulla facciata di una palazzina a Genova elementi del paesaggio che si trovano pi„ lontano. Sulle pareti est e sud si aprono finestre tra finti drappi. tutto il resto € reso illusionisticamente con la pittura al fine di dare l'impressione di maggiore spazio allo spettatore di seguito. . In qualche occasione si trovano anche le prime intuizioni sperimentali sugli effetti dell'atmosfera sul colore. situata nel palazzo ducale di Mantova ed eseguita da Andrea Mantegna intorno al 1464. in virt„ della profonda consapevolezza prospettica ma anche dell'uso realistico della luce. dal finto divano. finte tendine dietro ad altrettanti finti vetri. Solitamente si simulavano gli elementi pi„ classici di un edificio come le finestre o dei finti rivestimenti specialmente sugli angoli di quest'ultimo. Sulla parete nord € Esempio di Trompe l'oeil. la firma di Mantegna e la data di nascita dell'opera. La Camera Picta di Mantegna Tipico e famosissimo esempio di esecuzione dell'arte dell'inganno € rappresentato dalla camera picta. inoltre le ricerche del pittore sull'unificazione spaziale raggiungono qui il massimo risultato. Nella terza arcata € raffigurato l'incontro tra Ludovico III e i figli Francesco e Federico sullo sfondo di una veduta ideale di Roma. fatta provenire da un'unica fonte. finte statue con tanto di nicchia. volta non solo a nobilitare un edificio. La stanza presenta pareti tripartite verticalmente da arcate di un finto loggiato. Sulla parete ovest. Per ritrovare un forte interesse per la pittura „architettonica … illusionistica bisogna fare un salto di quattordici secoli e arrivare al Rinascimento.

ai livelli che da questa scaturiscono. I pesanti pilastri inquadrano. l'architetto dovette risolvere l'arduo problema rappresentato dal muro piatto del presbiterio: una parete cieca gli impediva infatti di costruire l'abside. che Šaggiunge' alla chiesa un elemento di leggiadria. per il loro rilievo „scultoreo…. Nel grande affresco del Duomo le proporzioni risultano invertite. il mistero dell'evento straordinario. ma la luce rivela il suo carisma soprannaturale. L'ardito gioco prospettico del presbiterio riesce ancor pi„ efficace osservando la chiesa dall'esterno. risalente all'epoca della fondazione (876). Il Cristo che nella cupola di San Giovanni domina il centro della scena nell'atto di ascendere al cielo € possente. Almeno. appare subito condizionata dal luogo in cui sorge. desunto . dalla singolare configurazione a Štau'. ma per recuperare alla chiesa ed al suo altare un decoro.dalle visioni che l'Apostolo Giovanni ebbe nell'isola di Patmos. rappresentando con forza l'ingresso dell'umanit‚ in uno spazio divino. L'insieme si adatta splendidamente al tema profetico. appartenendo il ruolo primario alla luminosit‚ e ai piani. Cupola della Basilica di San Giovanni La cupola di San Giovanni affrescata dal Correggio fra il 1520 e il 1523. dove la via lambisce la lunga muratura: limite insormontabile che qui la genialit‚ dell'architetto ha superato non per ragioni puramente "illusionistiche". guidando l'occhio del visitatore all'affresco della Madonna racchiuso fra due candelabri: il solido punto focale . una funzionalit‚ che la topografia avrebbe loro negato. cui poco dopo il Duca Gian Galeazzo Visconti mise a capo Donato Bramante. di „chiudere… l'edificio con una struttura che conferisse all'altare maggiore l'attesa spazialit‚ e al piedicroce il suo punto focale. mentre l'effetto luminoso ci ricorda che lo spazio della cupola non deve prescindere da una dimensione ben pi„ ampia. non possiamo dimenticare che chi vede questa scena trasfigurata € anche l'autore dell'Apocalisse. a qualche metro dall'ingresso. Le plastiche figure vi assolvono un ruolo dominante. dall'esistenza di Via Falcone. con le volte a botte. lacunari e rose in rilievo. La prospettiva si apre al suo culmine. il colore della scena . e insieme al campanile unica parte superstite di una chiesa anteriore. Oltre a inglobare nella nuova struttura la Cappella della Abside della chiesa di San Satiro Piet‚. situando nel poco spazio disponibile una breve Šfuga' di semicolonne convergenti.cosƒ ricreato . ma n† loro n† le miriadi di angeli acquisterebbero il dovuto rilievo se non intervenisse il turbine di luce a investirli da ogni parte. sempre leggere e sempre pi„ inconsistenti via via che salgono verso la luce divina.Trompe-l'‡il 132 Chiesa di San Satiro La planimetria della chiesa di San Satiro. creando uno sfondo luministico in grado di rievocare la solennit‚. la posizione ideale si trova al centro della navata. modanature in cotto dorate e. L'artista riesce a creare un moto ascensionale molto accentuato. Per ottenere l'effetto voluto da Bramante. Il Cristo appare come un Re. al fine di accrescere la sensazione di profondit‚.usufruisce di uno spazio illusorio. Bramante ide• allora l'artificio di una falsa prospettiva. ottenuto con la spirale delle molte figure galleggianti su nubi. il potente effetto illusionistico. Proprio il rapporto tra luce e figure segna una precisa. che conclude. La libert‚ compositiva. la prospettiva simulata nel presbiterio. comprensiva dell'umanit‚ e della divinit‚ di Cristo. significativa evoluzione. poi. sancito anche dagli Apostoli sottostanti. limitandolo come una vera e propria barriera. la struttura dell'intero edificio.secondo una tradizione . che aderisce direttamente al transetto. Gli apostoli continuano ad assistere a un prodigio. vi inserƒ. coinvolgendo il moto. in particolare. qui molto pi„ pronunciato che non nella cupola del Duomo parmense. nella volta a botte. Sostanzialmente. rendendola pi„ lieve. In armonia con le lesene corinzie che fregiano la navata e il transetto. ma non ha alcun punto di appoggio: la luce soltanto lo sorregge. fra il 1523 e il 1530. tale € la situazione che risulta dal 1476. la cosiddetta croce commissa. Subito colpisce per la plasticit‚ delle figure. di un vigore michelangiolesco. la cui scena dell'Assunzione risale a una fase immediatamente successiva. a garantire una loro corale unit‚. quando fu dato principio alla fabbrica della chiesa attuale. rappresenta l'incontro tra Cristo e San Giovanni evangelista negli ultimi istanti della vita di quest'ultimo.

al vertice rimane soltanto l'oro della luce. mentre sulla sinistra delle giovani donne del paesaggio naturale e umano. sembra voler rinunziare a un'atmosfera dai toni marcati: in luogo della luce mattutina. imminente et‚ barocca. Un'immersione. per certi aspetti analoghe a quelle provocate dal Giudizio Universale di Michelangelo. Non stupisce che questo affresco abbia suscitato critiche. l'insieme che compone la prospettiva € innovativo per il suo tempo. per•. che avviene in una realt‚ che viene sottoposta dall'autore ad una sorta di operazione di purificazione all'interno di una struttura ispirata al motivo del cerchio. Pinacoteca di Brera. Sulla destra sono raffigurati i pretendenti delusi. invece. 133 Lo sposalizio della Vergine di Raffaello Lo sposalizio della Vergine. Come simbolo di quell'armonia € il tempietto rappresentato sullo sfondo del dipinto e strettamente riferibile al tempietto di San Pietro in Montorio realizzata dal Bramante nel 1503 a Roma. di cui quella esterna pare idealmente prolungarsi appunto al di l‚ dei limiti dello spazio del quadro: in questo spazio unitario Raffaello ha saputo compendiare tutti gli aspetti della natura e dell'opera dell'uomo con un discorso sacro coniugato in termini d'immersione nel reale. n† la 'tentazione' di riempire lo spazio in ogni modo. infatti il tempio non € soltanto un fondale.Trompe-l'‡il intera e delle masse corporee che la popolano. e nemmeno la ieratica staticit‚ delle figure principali. Lo sposalizio della Vergine. Tutto. adatta a circoscrivere. la cui luminosit‚ invade la scena lasciando a ogni particolare la sua naturale morbidezza. attraverso l'artificio sapiente delle due ali divergenti tra loro di figure. Raffaello Sanzio. risente degli insegnamenti del maestro Pietro Perugino che viene per• superato nella conquista di una maggiore spazialit‚. non ritroviamo soltanto un puro rigore geometrico. ecco una delicata luce meridiana. dove i colli lievemente abbozzati rievocano una prospettiva infinita. Infine. Olio su tela. che qui non € pi„ occupato dal rilievo di una figura maestosa. dato che l'occhio sale verso l'alto.nei suoi effetti di colore . Sullo sfondo € presente un tempio rinascimentale a pianta centrale contornato da un immenso cortile che delimita il paesaggio profondissimo. a definire ogni dettaglio. la figura geometrica perfetta per antonomasia e simbolo dell'armonia cosmica. . e ben a ragione pu• essere ritenuto . In primo piano avviene l'episodio evangelico: al centro della scena il sacerdote tiene le mani di Giuseppe e Maria intenti a scambiarsi gli anelli. Milano L'osservatore viene letteralmente risucchiato in un unitario avvolgente globo spaziale.la necessaria premessa a non poche arditezze della successiva. eseguito da Raffaello nel 1504 su commissione della famiglia Albizi. ma un tramite con il paesaggio.

Due tipici esempi di illusioni ottiche sono il cubo di Neker e il triangolo di Penrose. ispirandosi probabilmente a un dipinto oggi perduto del fiammingo Jan van Eyck. oggetto impossibile che pu• esistere solamente come rappresentazione bidimensionale e non pu• essere costruito nello spazio. che tuttavia permane come forma espressiva di valenza artistica. Questo microcosmo nordico di eredit‚ ancora tardogotica non € per• dispersivo come quello di Colantonio. dall'avvento dell'Espressionismo. : accade nell'Iperrealismo.San Gerolamo € seduto nel suo studiolo ligneo inserito entro un ambiente basilicale con elementi gotici (la volta a crociera e le bifore) e rinascimentali (le finestre rettangolari e il luminoso loggiato a destra). La luce € resa con grande realismo e si offre all'occhio nelle sue molteplici manifestazioni. secondo gli ideali rinascimentali: il santo € monumentale e plasticamente modellato e. Lo spettatore osserva la composizione come se fosse affacciato ad una porta gotica. privo di aureola. di volta in volta leggibile in modi opposti. geniale creatore di prospettive impossibili. allegoria del mare che circonda la terra e del fonte battesimale che lava dal peccato originale. Il trompe l'oeil nella societ‚ moderna e la sua scomparsa Tra i moderni. nei Murales di Diego Rivera. nei vari Antonello da Messina. ma soprattutto nei mille dettagli dello studiolo. smentendo il canone della bellezza classica e naturale. nei periodi di vuoto ideologico. a dimostrare l'importanza della cultura umanistica. di Siqueiros. Il naturalismo fiammingo si esprime negli scorci di paesaggio. diventando uno strumento espressivo che crea un'atmosfera raccolta e silenziosa. dove il trompe-l'oeil € utilizzato volontariamente per destabilizzare il sistema percettivo dell'osservatore e mettere in dubbio l'univocit‚ della rappresentazione.Fuori restano l'astuzia di cui € simbolo la pernice. € rappresentato come un letterato. abbia dato un duro colpo al trompe-l'oeil. perch† inserito entro una sapiente costruzione spaziale. mentre i conci dell'arco sono dodici come gli apostoli. per esempio nell'opera di Salvador Dalƒ. la cui prospettiva € resa nello scorcio delle architetture e nel disegno delle maioliche del pavimento ed evidenziata dai raggi di luce. Londra l'apparente casualit‚ degli oggetti nasconde in realt‚ significati simbolici. National Gallery. come una certezza alla quale in ogni momento si pu• far riferimento perch† basata sulla realt‚. e ricompare. La tavola € inoltre ricca di significati simbolici. poich† presenta una sovrapposizione impossibile di linee parallele con differenti costruzioni prospettiche. in alcune correnti colte come il . si pu• dire che la rivolta antimimetica delle avanguardie. dai riflessi metallici del catino agli effetti di controluce nel leone o di morbidezza pulviscolare sul pavimento a sinistra. Per ci• che riguarda l'arte moderna. La bellezza del reale si unisce a quella intellettuale. emblema di Cristo. San Gerolamo nello animali.Accanto € un catino con l'acqua.Trompe-l'‡il 134 San Gerolamo nello studio di Antonello da Messina Antonello da Messina dipinse questo piccolo quadro nel 1474.in quanto evidenziata da un punto di vista ribassato e dall'illuminazione diretta. di sterilit‚ creativa. Solo la figura del santo sfugge alla prospettiva. di particolare importanza € Maurits Cornelis Escher. olio su tavola. Il portale rappresenta la porta del Paradiso e ha una cuspide a forma di cardo. mostro dai cento occhi a cui rimanda il pavone. che non concepisce pi„. che utilizza l'illusionismo del trompe-l'oeil per relazionare il pensiero irrazionale e la realt‚ fenomenica (ci• che fa anche la pittura metafisica). la rappresentazione come riproduzione ma come intuizione pi„ profonda della cultura e della psiche umana. di crisi di identit‚. e gli Inferi custoditi da Argo. periodicamente. in cui studio. secondo un abile illusionismo che suggerisce la continuit‚ dello spazio ai lati. di Orozco.

Con questa operazione. dalle quali spuntano teschi o bambini giganteschi. Il XX secolo sar‚ quello della scomparsa del trompe l'oeil. uno dei pi„ famosi artisti di trompe d'oeil da marciapiede. accade nel Graffitismo. crea disegni trompe-l'‡il con il gesso su pavimenti e marciapiedi dalla met‚ degli anni novanta. Harnett). emulava fiocchi e ricami e Roberta di Camerino negli anni sessanta port• il motivo prima su borse. dopo di lui. in questo ritorno al mestiere. Le sue opere vengono create utilizzando una proiezione chiamata anamorfosi per creare l'illusione tridimensionale quando viene visto da una determinata angolazione. poi su abiti che portavano la stampa di tailleur.€ dunque l'opera di pochi artisti. che non € pi„ semplicemente un mezzo di comunicazione attraverso le tracce lasciate sui muri.fino agli anni cinquanta . 135 Julian Beever e i disegni su pavimento Un particolare tipo di illusione ottica odierna € quella realizzata sui pavimenti stradali: enormi voragini che si aprono lungo i marciapiedi. Gli ultimi e pi„ grandi virtuosi del genere del trompe l'oeil (Boilly Louis L†opold e. dove l'effetto trompe-l'oeil amplia di molto il significato del fenomeno. distruggendone le caratteristiche prospettiche e modificandone illusoriamente i confini.Trompe-l'‡il Post-moderno. Julian Beever nato nel 1959 in Gran Bretagna. Una cerchia artistica e mondana. Julian Beever. soggetti galanti. che tuttavia non ignorava il modernismo. di galleristi. e Eduardo Relero.impiegarono questa tecnica pittoria con le ultime energie rimaste come una forma in via di disincanto. si instaura anche un nuovo modo di rapportarsi con il contesto architettonico-urbanistico.Favore che segna in qualche modo la definitiva volgarizzazione del genere e la sua prossima scomparsa. per cosƒ dire in un circuito chiuso. del quale. che si aggrappa alle vestigia di una tradizione e viene respinto nei limbi della storia del gusto. con una speciale tecnica di distorsione dell'immagine. ritratti. sovrapponendosi all'ambiente circostante. sono il frutto di disegni trompe-l'oeil realizzati con gessetti colorati.La resurrezione del trompe l'oeil nel XX secolo . € attivo in tutte le strade del mondo. attraverso il graffito. di amatori cosmopoliti che creano e alimentano. Deriva avvertibile a partire dalla fine del XVIII secolo. Non c'€ pi„ posto per questo estremo della raffigurazione nell'era della fine della rappresentazione. Il suo luogo di produzione e fruizione € la strada. sfruttando con un certo cinismo un virtuosismo ridotto a valore commerciale. Disegno su pavimento di Julian Beever . — soprannominato "Pavement Picasso". ma diventa mezzo per appropriarsi del territorio. una delle forme d'arte moderna pi„ esemplificativa dei nostri tempi. scene di genere vengono cosƒ sostenuti dall'interesse dei nuovi amatori. animano di personaggi disegnati le vie di varie metropoli con opere surreali e spiritose. Oppure ce n'€ uno solo: quello di un alibi offerto a un pubblico a corto di riferimenti. geniale ed ironico la sua forza € nello scatto di una foto e ancora prima dell'occhio che l'osserva creare.L'equivoco piacevole e abile del trompe l'oeil per adeguarsi ad un pubblico del genere cerca iconografie rassicuranti.Piccoli formati adatti agli interni borghesi. Elsa Schiaparelli nella collezione dei golf armeni. Cosƒ nell'ottobre del 1800 il critico Philippe Ch†ry accusa la moda del trompe l'oeil di adulare l'ignoranza crassa dei nuovi ricchi. il marciapiede. un oggetto paradossale. il mercato dall'una e dall'altra parte dell'Atlantico. ricami e bottoni. alla sintassi figurativa. Il Trompe l'oeil nella moda Nella moda il trompe l'oeil fu il punto di partenza e di forza di due grandissime couturier del 900. nel momento in cui affiorano le tensioni che nel secolo successivo ridurranno in brandelli la tradizione mimetica. che imposta forme di comunicazione completamente nuove. si diventa parte consapevole. sosteneva.

Inganno e realt€ Bevilacqua. Il Rinascimento e la Maniera moderna Voci correlate “ “ “ “ Anamorfosi Illusione ottica Matte painting Pittura romana di giardino Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. De Cinque. EdUP 2006 Patrick Mauri€s.org/wiki/Category:Trompe l'oeil . Lione Vasi cinesi ad effetto trompe-l'‡il Balaustra e panorama trompe-l'‡il Bibliografia “ “ “ “ “ Alberto Veca. Il Trompe l'oeil. dipinto da Andrea Mantegna nel Palazzo Ducale a Mantova Falsa cupola a Sant'Ignazio dipinta da Andrea Pozzo. Tecnica della pittura d'inganno. Anna Stanzani.Trompe-l'‡il 136 Esempi Affresco dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto a Padova Soffitto della Camera degli Sposi. Illusioni pittoriche dall'antichit€ al XX secolo Anna Maria Matteucci. Bedini. Architettura dell'Inganno Cristina Fumarco.wikimedia. Roma L'interno del Duomo di Biella € un capolavoro di trompe-l'‡il Trompe-l'‡il murale. Cosimato. Manuale di Trompe l'oeil. L'arte tra noi.

htm http:/ / www.Trompe-l'‡il 137 Collegamenti esterni “ “ “ “ “ Arte e percezione Trompe l'oeil [1] Arte genovese del trompe l'oeil [2] che cos'€ un trompe l'oeil? [3] Il perch† del nome l'Inganno [4] ArtMande [5] References [1] [2] [3] [4] [5] http:/ / www. del Brasile . html?PHPSESSID=456d9bf67c4e8fc88c290d26932bdc17 http:/ / www. inganniadartefirenze. it/ sers_A16752B7052 http:/ / www. artonweb. decorazioneperinterni. htm Palazzo Pamphilj Palazzo Pamphilj Vista del Palazzo Ubicazione Indirizzo Citt‚ Paese Piazza Navona Roma ’Italia Informazioni Stato Costruzione Inaugurazione Uso In uso 1644-50 1650 Ambasciata del Brasile Realizzazione Architetto Proprietario Girolamo Rainaldi Rep. com/ it/ trompe. com/ trompe_loeil. dipinto-in-chianti. Fed. reteimprese. jsp?idSezione=43 http:/ / www. it/ nonsoloarte/ artepercezione/ articolo6. it/ Sezione.

anche quando la famiglia prese il nome di Doria-Pamphilj. la vedova Donna Olimpia Maidalchini. Quando il committente Giovanni Battista Pamphilj divenne papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X. I palazzi di Roma. il palazzo di Piazza Navona fu lasciato e dato in affitto. le cui decorazioni di Agostino Tassi furono almeno in parte mantenute. Quando i Pamphilj si insediarono nel nuovo edificio al Corso. progettata da Borromini. con le Storie di Enea. Giacinto Brandi. che si spos• con Olimpia Aldobrandini. Palazzo Pamphilj ospita dal 1920 l'ambasciata del Brasile in Italia. Newton & Compton. detta anche "La Pimpaccia" era la madre di Camillo Pamphilj. Era molto impopolare ed era sospettata di essere l'amante del papa. che era la sua confidente e consigliere. ora noto come Palazzo Doria Pamphilj. la famiglia ritenne che il palazzo non fosse sufficiente per il nuovo prestigio e inizi• una nuova e pi„ imponente costruzione. I palazzi furono chiamati. 2004 ISBN 88-541-0207-5 . 138 Bibliografia “ Giorgio Carpaneto. Ne fu incaricato Girolamo Rainaldi. L'interno ha tre cortili. in forme tardo rinascimentali. Il nuovo progetto inglob• edifici contigui. Andrea Camassei. Olimpia Maidalchini. Esiste anche un altro Palazzo Doria-Pamphilj. ed il Palazzo Cybo. Pier Francesco Mola. Francesco Allegrini. Pietro da Cortona nel 1651-1654 dipinse la lunga galleria. compreso il precedente palazzo dei Pamphilj. cardinale-nipote. L'edificio originale fu costruito nel 1630 al posto di una serie di immobili di propriet‚ della potente famiglia Pamphilj. con lo stesso nome di Palazzo Pamphilj o "Palazzo Pamfilio".Palazzo Pamphilj Palazzo Pamphilj (o Pamphili) € un palazzo che si trova in Piazza Navona a Roma. tra gli altri all'Accademia Filarmonica Romana. Gaspard Dughet. In seguito il nuovo palazzo divenne la residenza della cognata di Innocenzo. ed € diventato una propriet‚ brasiliana nel 1961. Questo palazzo ospita la galleria Doria Pamphilj. La moglie gli rec• in dote la propriet‚ di Palazzo Aldobrandini. una residenza estiva a Valmontone. costruito tra il 1644 e il 1650. Roma. cui si accede da piazza del Collegio Romano e che si affaccia su Via del Corso. L'ingresso € particolarmente alto e luminoso: il piano nobile ha 23 stanze affrescate da artisti come Giacinto Gemignani.

17 gennaio 1624 € Milano. Come architetto fu tra le figure pi„ importanti del barocco. all'epoca ancora vivente. Cominci• inoltre la sua attivit‚ di architetto partecipando al cantiere per la nuova Casa dell'Ordine e per la chiesa. a seguito del quale Guarini ritenne opportuno lasciare la sua citt‚ natale. dove studi• fino al 1647. Biografia Il periodo di formazione Guarino Guarini entr• nell'Ordine dei Teatini nel 1639 e lo stesso anno si trasferƒ.[1] Nel 1647 fece ritorno a Modena. Ritratto di Guarino Guarini. ma a tale carica € costretto a rinunciare per lo sfavore manifestato dal futuro duca d'Este Alfonso III. 6 marzo 1683) € stato un architetto e teorico dell'architettura italiano.[2] In ogni modo negli anni modenesi ebbe modo di completare la sua formazione con l'esperienza diretta del cantiere. matematica e architettura. Qui fu ordinato sacerdote e nominato insegnante di filosofia nella casa del suo Ordine. filosofia. Cupola della chiesa di San Lorenzo. a soli trent'anni. . oltre che trattatista ed autore di opere di matematica e filosofia.Guarino Guarini 139 Guarino Guarini Camillo Guarino Guarini (Modena. a Roma. Nel 1655. teologia. A Roma ebbe modo di conoscere le architetture di Francesco Borromini. Torino. per il noviziato. ed in particolare i primi progetti. intitolata a San Vincenzo per le quali € stato ipotizzato un suo intervento progettuale. che successivamente influenzarono profondamente la sua opera. viene nominato Preposito della Casa Teatina di Modena.

quando a Messina pubblica la "tragicommedia morale" La piet€ trionfante. Fu prima a Parma e poi a Guastalla dove la sua presenza € documentata nel 1655. oltre ad insegnare alla scuola dei Teatini ed a coltivare i propri interessi matematici e letterari. Nel 1662 torn• momentaneamente a Modena. di filosofia e di matematica e poi anche come architetto. incaricato di dirigere i lavori per la chiesa teatina di Sainte Anne la Royale. entrambe non pi„ esistenti. Tutte le costruzioni sono andate distrutte durante il terremoto del 1908. Comunque. Sono stati ipotizzati viaggi a Praga. In Francia ebbe modo di estendere le proprie conoscenze manifestando interesse per l'architettura gotica. l'adiacente Collegio dei Teatini. l'opera di Mansart e le ricerche sulla geometria proiettiva di Girard Desargues. Non esiste documentazione per il successivo periodo fino al 1660. l'edificio oggi perduto in quanto demolito nel XIX secolo. In tale periodo ebbe modo di maturare la conoscenza di culture architettoniche diverse. Lisbona[3] e Spagna. il cui cantiere era gi‚ stato iniziato da altri. . senza portarlo a compimento. Guarini cambi• completamente il progetto e. Santa Maria da Alt•tting a Praga e Santa Maria della Divina Misericordia da Lisbona. di ritorno dai quali si sarebbe fermato a Messina. inizialmente impegnato come docente di teologia. non € chiaro se abbiano comportato viaggi nella penisola iberica ed in centro Europa e non € certa neppure l'epoca di progettazione. ma nellƒautunno del 1662 si rec• a Parigi. il volume Placita philosophica che gli da notoriet‚ negli ambienti religiosi e che testimonia il perdurare dei suoi studi filosofici e scientifici. A Parigi pubblica. progett• il completamento della La chiesa della Santissima Annunziata a Messina chiesa della Santissima Annunziata. realizz•. In alternativa € probabile che la sua presenza a Messina dati a prima del 1660. tra molte difficolt‚. costruito per• successivamente e la Chiesa di San Filippo Neri. secondo i documenti disponibili fu attivo dal 1660 al 1662 a Messina dove.Guarino Guarini 140 Un decennio di viaggi Il decennio tra il 1655 ed il 1666 fu caratterizzato da viaggi anche fuori dall'Italia e da continui spostamenti tra una sede e l'altra dell'ordine. In riferimento a due altri progetti di Guarini fuori dall'Italia.

. risolta con l'introduzione di un campanile in posizione asimmetrica. Sul corpo cilindrico innest• tre pennacchi che reggono il tamburo dove sei finestroni si alternano a nicchie convesse. Francesco Sicuro. Ben presto fu chiamato a lavorare per la Casa Savoia per la quale tra il 1667 e il 1690 realizz•. di fatto. anche se la datazione del progetto al 1660-1662 non sembra certa e potrebbe essere da posticipare. chiamato inizialmente ad occuparsi della chiesa teatina di San Lorenzo. a pianta esagonale. Il progetto di Guarini dovette tener conto di un corpo preesistente da completare e dal diverso orientamento dello spazio esterno. Cupola della Cappella della Sacra Sindone del Duomo di Torino. il barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei[4]. la Cappella della Sacra Sindone nella parte absidale del Duomo di Torino. rimasta a livello progettuale[5] e nota grazie alle incisioni del suo trattato Architettura civile: Il progetto sembra anticipare le grandi cupole nervate poi realizzate da Guarini a Torino. Di grande originalit‚ il coronamento a pagoda ottenuto mediante la progressiva diminuzione degli elementi concentrici utilizzati. Recentemente la costruzione € stata pesantemente danneggiata da un incendio. Chiesa della Santissima Annunziata e casa dei teatini a Messina. tra l'altro. dalla sagoma piramidale e dalla superficie mossa far‚ da modello a molte chiese siciliane del XVIII secolo. dove il tamburo € chiuso da una linea sinuosa che racchiude i finestroni. la stessa cupola € definita da costoloni che si intrecciano frantumando la superficie della cupola e dalla luce diffusa per mezzo di numerose finestre che emergono curiosamente all'esterno della struttura. Opere Chiesa della Santissima Annunziata Con questo edificio messinese Guarini introdusse. Sempre per Messina progett• la chiesa dei padri Somaschi. La facciata a vari ordini sovrapposti. in Vedute e prospetti della citt€ di Messina. e pertanto oggetto di un restauro ricostruttivo particolarmente difficile. 1768 Cappella della Sacra Sindone La cappella € posta nella parte absidale del Duomo di Torino a contatto con il Palazzo Reale. L'interno della chiesa era caratterizzato da una cupola che anticipava quelle poi realizzate a Torino. per cui la facciata presentava un'insolita rotazione.Guarino Guarini 141 A Torino Si trasferƒ nel 1666 a Torino.

lo spazio. nel successivo rimaneggiamento settecentesco. verso il parco.Guarino Guarini 142 Chiesa di San Lorenzo Tra il 1668 e il 1687 realizza per i Teatini la chiesa di San Lorenzo a pianta centrale ottagonale. secondo Principe di Carignano. del Castello di Racconigi. Traccia della sua opera negli interni pu• essere ancora oggi rinvenuta nelle sale dell'Appartamento Cinese (caminetti e cornicione) e nella Sala di Diana (caminetti). diverr‚ il Salone di Ercole. realizza il nuovo prospetto e lo scalone della facciata settentrionale del Castello di Racconigi e progetta l'innalzamento dei due padiglioni con copertura a pagoda. radicale trasformazione della fortezza medievale di Racconigi in Villa di delizie. . Castello Reale di Racconigi Su richiesta di Emanuele Filiberto detto il Muto. la copertura € costituita da una cupola a costoloni che si intrecciano fino a formare l'ottagono sul quale poggia la lanterna. al livello inferiore. La chiesa di San Lorenzo vista da piazza Castello. creando un nuova sala interna che. A partire dal 1676. € definito dalla presenza di ampie serliane che delimitano le cappelle laterali. Torino. Nel 1681 invece amplia ulteriormente la residenza effettuando la copertura del cortile medioevale del castello. con i lati di forma convessa con un presbiterio ellittico posto trasversalmente che introduce un asse principale nella composizione. Guarino Guarini € incaricato di compiere la prima. La facciata nord.

“ Santa Maria della Divina Misericordia di Lisbona (forse tra il 1679 ed il 1681)[10]. Altri progetti Dopo San Lorenzo. sulla geometria descrittiva che fu uno dei primi in Italia su tale argomento.Guarino Guarini 143 Palazzo Carignano Del 1679 € il Palazzo Carignano basato su una pianta ad U. Realizza fuori da Torino altre opere oggi perdute: “ Sant'Anne La Royale di Parigi (1662). demolita successivamente. Il Trattato di Architettura civile Bench† molte delle opere architettoniche del Guarini siano scomparse. Inoltre. scritto nell'ultimo quarto del XVI secolo. al cui interno si staccano quattro fusti di colonne formando un rettangolo sostenendo quattro archi su cui si appoggia una cupola a spicchi. l'architetto Bernardo Antonio Vittone. Tra le opere di carattere letterario e fiilosofico si ricorda La piet€ trionfante. fu un continuatore ed ammiratore della sua opera. San Filippo a Casale. cappella dei Teatini a pianta centrale. non realizzate (San Gaetano a Nizza. caratterizzata da uno spazio interno estremamente plastico ed ondulato in cui i piloni interni sono percorsi da lesene tortili. un trattato architettonico che illustra i principi architettonici dell'autore e documenta con incisioni anche i progetti non realizzati e gli edifici scomparsi. che presenta una monumentale facciata che alterna tratti concavi con parti convesse in una configurazione forse riconducibile ai progetti di Gian Lorenzo Bernini per il palazzo del Louvre[6] e al Castello di Vaux-le-Vicomte[7]. Nel 1665 pubblic• a Parigi il trattato matematico-filosofico Placita Philosophica che difendeva la tesi del sistema geocentrico dell'universo contro le teorie di Niccol• Copernico e Galileo. “ Santa Maria da Alt•tting a Praga (1679). tra cui uno. che dimostra il suo interesse per i resti dell'arte classica. Euclides adauctus.[8] presenta una pianta a doppia ellisse in cui un anello di colonne delimitano un deambulatorio completo intorno allo spazio centrale. ma anche all'Oratorio dei Filippini dell'ammirato maestro Borromini. A curare la pubblicazione del trattato. San Gaetano a Vicenza) ed altre a pianta longitudinale. richiamato anche nella scansione con paraste della facciata e nell'uso del laterizio a vista. Altri scritti Nel 1674 aveva pubblicato a Torino un trattatello sul Modo di misurare le fabbriche. Sul piano teorico viene spesso notato come il trattato del Guarini sia una delle prime manifestazioni d'interesse per il "gotico" dopo un lungo periodo di disinteresse. rimase incompiuta e successivamente demolita. . venne aspramente criticata dai classicisti francesi[9]. 1660. distrutta da un terremoto[11]. databile tra il 1675 ed il 1680 ed attribuita a Guarini a seguito di studi di Paolo Portoghesi. trattato come materia plastica e modellabile. innervata da otto costoloni. tragicommedia morale. a Vicenza. Guarini ha scritto anche una serie di libri sulla matematica sia in latino che in italiano. Altre opere in Italia Palazzo Carignano a Torino Chiesa di Santa Maria in Araceli. Guarini progetta altre chiese a pianta centrale e cupola. nel 1737 apparve postuma l'opera Architettura civile.

Guarino Guarini 1624-1683. in Annali di architettura n. fra Juan Andreas Ricci de Guevara e la sua architettura teologica. Milano [11] Secondo alcuni autori non fu mai costruita: J. it/ parrocchia/ chiesaold. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. Klaiber. Electa.Berchez e F. Milano 1956. p. araceli. 2002 [5] Fino a qualche decennio fa alcuni autori ipotizzavano che fosse stata costruita ed anch'essa distrutta. costruito tra il 1656 ed il 1659 e progettato durante la sua presenza a Lisbona. 1971. Umberto Allemandi Editore. Architettura barocca. H. vd. Mille anni d'architettura in Europa. De Fusco. Donzelli Editore. "Guarino Guarini".Marias. htm) [9] Victor-Lucien Tapi†. I progetti per la casa dei Teatini di Modena.1-2 [2] Susan Klaiber. [6] Bernini fu a Parigi negli stessi anni di Guarini [7] R. 21 [4] Francesco Abbate. in G. Guarino Guarini. 14. 1998 [10] la chiesa di Lisbona potrebbe essere stato invece il suo primo edificio importante. Bari 1999 [8] Info sul sito ufficiale della parrocchia dell'Araceli. Millon (a cura di). Milano 1991.Guarino Guarini 144 Galleria di immagine Chiesa della Santissima Annunziata (Messina). Torino 2006 [3] Harold Alan Meek. S. Barroco e classicismo. Vicenza (http:/ / www. 2002 . pag.Cristian Norbert-Schulz. facciata Castello Reale di Racconigi Note [1] Paolo Portoghesi. Dardanello. Electa Editrice.

it/enciclopedia/guarino-guarini_(Dizionario-Biografico)/ ) Cappella della Sacra Sindone Cappella della Sacra Sindone Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Stile architettonico Inizio costruzione Completamento ’Italia Piemonte Torino Cattolica Arcidiocesi di Torino barocco XVI secolo XVII secolo La Cappella della Sacra Sindone o Cappella del Guarini € una mirabile opera architettonica dell'architetto Guarino Guarini.vitruvio.Guarino Guarini 145 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.html) in MacTutor “ (EN. Con il tempo i progetti vennero modificati dal figlio di Carlo. Alla fine il progetto venne affidato al frate-architetto Guarino Guarini che rivoluzion• il progetto dando pianta interna circolare.org/wiki/Category:Guarino Guarini Collegamenti esterni “ (EN) Biografia (http://www-groups.dcs. e poi dallo svizzero Bernardino Quadri.treccani.uk/~history/Biographies/Guarini. costruita a Torino alla fine del XVII secolo.†IT) Pagina su Guarini (http://www.ac. . Amedeo di Castellamonte.ch/arc/masters/guarini.wikimedia. Storia La cappella fu commissionata a Carlo di Castellamonte dal duca Emanuele Filiberto di Savoia per conservare il prezioso telo della Sindone che la famiglia ducale sabauda custodiva da alcuni secoli.php) in Vitruvio. Dal 1694 la cappella ospita la Sindone. a cui si deve la progettazione di un edificio a base quadrata incastonato tra il palazzo ducale (ex palazzo vescovile e futuro palazzo reale) e l'abside della Cattedrale di san Giovanni Battista.st-and.ch “ Dizionario biografico Treccani (http://www. sopraelevata al presbiterio e comunicante direttamente con alcune sale di Palazzo Reale.

Cappella della Sacra Sindone 146 Nella prima met‚ dell'Ottocento la cappella venne decorata con alcuni gruppi di statue sui grandi personaggi di Casa Savoia commissionati da re Carlo Alberto. che prevedeva una cuspide a spirale). Alla fine delle due scalinate si entra in due vestiboli circolari paralleli delimitati da colonne in marmo nero. Il Duomo di Torino con la cupola del Guarini sotto restauro — internamente che il genio barocco del Guarini si concretizza: ai lati dell'altare maggiore del Duomo si aprono due portali in marmo nero che introducono a due cupe scalinate con bassi gradini semicircolari. danneggia pesantemente l'edificio e la stessa Sindone € sottratta alle fiamme dai pompieri che sfondano la teca in vetro contenente la cassetta in legno e argento che custodiva il telo. . fino a salire alla parte terminale della cupola. Tra i costoloni sbucano morbidamente linee arcuate orientaleggianti che disegnano numerose aperture a semicerchio. Sopra la base si innalza un tamburo in mattoni a pianta poligonale con 6 grandi finestroni ad arco. incorniciati da lesene e protetti da un tetto che morbidamente si adagia sugli archi. provocato da un corto circuito in alcune attrezzature di restauro. grazie ad un'illusione ottica[1]. a pianta circolare. Oggi € interessata da un importante restauro. dove al centro svetta l'altare barocco (opera di Antonio Bertola) che conservava. Nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997 un incendio. Al di sopra vi € una copertura a cappella sorretta da costoloni su cui sono installate numerose urne in pietra. mentre grosse stelle di bronzo incastonate nel marmo bianco riflettono la luce proveniente dall'alto. La cupola € progettata in maniera da risultare pi„ alta. La Cappella della Sindone. un piccolo tamburo circolare finestrato e prolungato con una struttura a cannocchiale (estranea al progetto originale. in una fotografia di Giovan Battista Maggi di fine Ottocento Descrizione Esternamente la cappella si presenta come un edificio a pianta quadrata che compenetra sia il Duomo che Palazzo Reale. Da qui si accede alla cappella. in una teca d'argento e vetro. con l'altare del Bertola. la Sindone. La decorazione a stucco della cappella e della sua sagrestia si deve allo stuccatore Pietro Somazzi[2]. Il pavimento presenta un disegno in marmo nero e bianco che sottolinea l'importanza dell'altare.

I Somasso e i Papa. Edizioni Ticino Management. Stuccatori luganesi a Torino. ottobre 2011. “ Beatrice Bolandrini. anno 11. [2] Bolandrini. 1995. gusto e carriere. La Cupola del Guarini. nell'economia dal Cinquecento ad oggi.’URL consultato in data 31-05-2010. •Arte&Storia–. nell'arte. Torino 2005. Dopo l'incendio del 1997 € situata provvisoriamente sotto la Tribuna Reale. Disegno e pratiche di bottega. 2011. sotto restauro. com/ Guarini/ G. Sculture nel Piemonte del Settecento "Di differente e ben intesa bizzarria". nella cultura. Svizzeri a Torino nella storia. vista dal cortile di Palazzo Reale Raffigurazione del monumento ad Emanuele Filiberto I di Savoia Raffigurazione del monumento a Carlo Emanuele II di Savoia Note [1] La Cappella della Sindone di Guarino Guarini a Torino (http:/ / www. html). numero 52. Bibliografia “ Giuseppe Dardanello. cultorweb. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento. sempre nel Duomo di Torino.Cappella della Sacra Sindone 147 Galleria La Sacra Sindone per diversi secoli € stata custodita nell'omonima Cappella. Voci correlate “ “ “ “ Duomo di Torino Sindone di Torino Antonio Bertola Guarino Guarini . in Ricerche di Storia dell'arte. in Giorgio Mollisi (a cura di). Lugano 2011. 400. 53-76. 29-30. Idem (a cura di). 55.

Nel Settecento il Barocco raggiunse l'apice con le architetture ricollegabili al Rococ• e al Barocco austriaco. dando origine ad una combinazione dalla quale scaturirono edifici di grande valore artistico. Questo stile. Tipica scala napoletana in Palazzo dello Spagnolo (Ferdinando Sanfelice) .Barocco napoletano 148 Barocco napoletano Il barocco napoletano € una forma artistica e architettonica sviluppatasi tra il XVII secolo e la prima met‚ del XVIII secolo a Napoli ed € riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni marmoree e di stucchi che caratterizzano le strutture portanti degli edifici. In particolare. il Barocco napoletano fiorisce verso la met‚ del Seicento con l'opera di alcuni architetti locali molto qualificati e termina a met‚ del secolo successivo con l'avvento di architetti di stampo neoclassico. grazie al volume Architettura barocca e rococƒ a Napoli di Anthony Blunt. che si svilupp• in Campania e nel sud del Lazio (dove fu costruita l'Abbazia di Montecassino che rappresenta il massimo esempio di architettura barocca napoletana al di fuori di Napoli) fu portato all'attenzione della critica internazionale solo nel XX secolo.

dove progett• molte opere scultoree e architettoniche. e alludendo alla vita come ad un sogno come € possibile percepire nelle opere di William Shakespeare e Pedro CalderŒn de la Barca e nella filosofia di Cartesio. dopo aver compiuto varie esperienze a Roma. tra i quali occorre ricordare Giovanni Antonio Dosio. si prediligono gli schemi riconducibili ad una pianta centrale iscritta in un quadrilatero in modo da non occupare spazio per l'edificazione di altri fabbricati. dagli andamenti sinuosi. tra cui edifici sacri. la personalit‚ di spicco del secolo € Cosimo Fanzago. al fine di raccordarsi ai prospetti degli edifici adiacenti. il forte senso della teatralit‚ spinse l'artista all'esuberanza decorativa. unendo pittura. ma atto anche ad esprimere le frivolezze della vita mondana e della nuova filosofia scientifica copernicana e galileiana protesa verso una nuova frontiera delle conoscenze. le facciate non si presentano particolarmente slanciate. Il Settecento vide attivi Antonio Canevari. dove la decorazione barocca fu applicata su impianti ancora classicheggianti. Riconducibili a Dosio sono alcune opere come la chiesa dei Girolamini e il chiostro della Certosa di San Martino. uniti a quelli del Manierismo toscano. Domenico Antonio Vaccaro. non di rado le piante sono a croce latina ed in minor quantit‚ Certosa di San Martino. scultura e stucco nella composizione spaziale e sottolineando il tutto mediante suggestivi giochi di luce ed ombre. Alcune chiese posseggono prospetti pi„ complessi.[1] Tuttavia. che costituiscono una reinterpretazione in chiave tardo manierista del Rinascimento toscano. Ferdinando Sanfelice. inoltre. come il domenicano Giuseppe Nuvolo ed il gesuita Giuseppe Valeriano. civili e decorazioni interne di chiese in marmi policromi ed in marmi commessi. influenzarono soprattutto il primo trentennio del XVII secolo con l'avvento di architetti estranei alla formazione locale. Gli architetti avevano l'incarico di rimaneggiare i palazzi esistenti e di progettare le opere su lotti di terreno non particolarmente estesi all'interno delle mura urbane. si trasferƒ nel secondo decennio del Seicento a Napoli. Picchiatti invece appare legato al gusto del primo Barocco romano. Le esigenze dettate dalla Controriforma portarono alla creazione di uno stile teso ad esaltare la centralit‚ della Chiesa cattolica. sotto l'influenza del lascito culturale di Michelangelo Buonarroti e con l'opera di Carlo Maderno ed altri. 2. Il Grimaldi. mentre Francesco Grimaldi faceva parte della cerchia degli architetti religiosi insieme ad altri architetti del periodo. tanto che. nelle costruzioni della Napoli barocca. Le opere dovevano rispettare alcuni caratteri imposti durante l'edificazione. talvolta con motivi molto complessi. Nicola Tagliacozzi Canale e tanti altri. ebbe l'incarico di progettare la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone e la Cappella del Tesoro nel Duomo di Napoli.Barocco napoletano 149 Caratteri del barocco napoletano L'architettura barocca si sviluppa a Roma nei primi anni del Seicento. Le lesene presenti servono per dare discontinuit‚ e ritmo alle masse murarie e talvolta sono accompagnate da nicchie. A Napoli i temi barocchi. il ferrarese Bartolomeo Picchiatti ed il lucano Francesco Grimaldi. Le caratteristiche fondamentali dell'architettura barocca sono le linee curve. € possibile individuare una serie di caratteristiche standard. soprattutto per quanto concerne gli edifici religiosi: 1. Tuttavia. Lombardo di nascita. detti a doppia facciata. chiesa . che mutarono in modo irrefrenabile il volto della citt‚. le facciate delle chiese hanno quasi sempre un andamento rettilineo e spesso non rispettano l'orientamento delle navate. tanto da risultare quasi indecifrabili. I caratteri del Barocco romano oltrepassarono presto i confini della Citt‚ eterna.

a causa dei dislivelli morfologici del suolo le chiese vengono costruite su banchine artificiali. naturalizzato napoletano (a quei tempi era tutto riunito nella stessa corona). i palazzi sono costruiti attorno ad un cortile sul fondo del quale si sviluppa una scala aperta a doppia rampa. i portali dei palazzi sono realizzati in marmo. 150 3.Barocco napoletano a croce greca ed ellittiche. da prendere in considerazione € l'avvento di ordini monastici. in piperno oppure con l'impiego di entrambi i materiali. sul fronte opposto. a lato della quale il vicer† decise di innalzare. piperno e talvolta il tufo. notevole € anche il lavoro di architetti come Gian Battista Cavagna. autore del Palazzo Reale e del Complesso di Ges„ e Maria. 4. prevedeva un'idea unitaria dei fronti lungo la strada. con la costruzione di blocchi edilizi continui. 6. per ottenere i chiaroscuri si utilizzavano marmi. Questo periodo si conclude con l'avvento dello scultore lombardo. Dalla seconda met‚ del secolo fino al Settecento furono innalzati i Quartieri Spagnoli ed i borghi esterni alle mura della capitale del regno (come quelli dei Vergini e di Sant'Antonio Abate). Invece. che morƒ a Napoli nel 1627. Inoltre. dentro e fuori le mura. i quartieri militari spagnoli e. caratterizzato ancora da edifici d'impronta manierista e romana. in parte disatteso. tanto che le autorit‚ dovettero garantire un terreno edificabile per ogni ordine pi„ importante: tra le prime strutture realizzate si ricordano il Complesso di Ges„ e Maria. prima di essere sostituito dal Fanzago. Il progetto. . Altri due importanti esponenti furono Giulio Cesare Fontana figlio di Domenico Fontana e il suo collaboratore Bartolomeo Picchiatti. precedute da rampe di gradini. Contemporaneamente fu attivo anche il tardomaniesta Giovan Giacomo di Conforto. 5. che lavor• a pi„ riprese nella capitale del regno seguendo tra l'altro canoni classicisti e vignoleschi. Cosimo Fanzago. Il primo pu• essere considerato una fase di premessa. che divenne autonomo dopo la morte di Fontana e che fu autore di importanti fabbriche religiose come ad esempio la chiesa di Santa Maria della Stella e la chiesa di San Giorgio dei Genovesi. diversi complessi religiosi. La fase si suddivide in due fondamentali periodi che vanno rispettivamente dal 1582 al 1613 e dal 1613 al 1626. Nel frattempo Don Pedro ed altri vicer† iniziarono una lenta trasformazione dei borghi in quartieri della citt‚. che fecero erigere. lungo le pendici Chiesa di San Giorgio dei Genovesi della collina vomerese. mentre altri nuclei urbani si sviluppano alle pendici del Vomero come aggregati della citt‚. fino al 1626 fu anche supervisore della fabbrica della Certosa di San Martino. le residenze della nobilt‚ locale. che realizz• diversi restauri e prese parte ai maggiori cantieri presenti in citt‚. A partire dal Settecento si registra la presenza di forme pi„ libere e inusuali come nella chiesa della Concezione a Montecalvario. L'artista pi„ importante a cavallo dei due secoli fu lo svizzero Domenico Fontana. dove la croce greca € inscritta in un ottagono in modo da formare un ambulacro che collega le varie cappelle con l'entrata e l'abside. che fu il primo a curarsi di un'espansione accurata dell'urbe. nel secondo periodo le maestranze e gli architetti partenopei acquisirono maggiore autonomia dal punto di vista progettuale. la chiesa del Ges„ Nuovo e la Basilica di Santa Maria della Sanit‚ (queste ultime furono edificate rispettivamente da gesuiti e domenicani). La realizzazione pi„ importante del Cinquecento fu il progetto di Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa per la via Toledo. La Controriforma ebbe notevole influenza sulla citt‚. Storia ed evoluzione dello stile Prima fase La prima fase del Barocco napoletano prese avvio nel XVI secolo con i piani di urbanizzazione voluti fortemente da Don Pedro di Toledo.

il teatino Francesco Grimaldi. la realizzazione ex novo degli ambienti della Certosa di San Martino richiese oltre cento anni. da qui inizia una lunga lista di architetti che entrarono in un ordine religioso e che svolsero la propria attivit‚ in seno ad esso o per altri ordini: i progettisti di riferimento sono il gesuita Giuseppe Valeriano. che vennero progettati con sequenze di arcate slanciate. affidata ai teatini. vide invece il sussegursi di Gian Battista Cavagni e Giovan Giacomo Di Conforto. mentre gli ultimi interventi del progetto di rinnovo risalgono alla met‚ del XVIII secolo. come per la Certosa di San Martino. tra queste fanno eccezione la Basilica di San Paolo Maggiore. Infatti. la Basilica di San Paolo Maggiore e la chiesa dei Girolamini. il primo intervento fu quello di Giovanni Antonio Dosio ed € datato tra il 1589 e il 1609. Infine. ma si interessarono anche alle realizzazioni architettoniche dei loro conventi. che invece fu portata a termine da Dionisio Lazzari a met‚ del secolo successivo. anch'essa divisa in tre navate. rivestite di piperno in modo da ottenere un forte contrasto di luci e ombre. Agatio Stoia (che present• un progetto alla chiesa di San Francesco Saverio. Pertanto. la chiesa dei Girolamini venne progettata alla fine del XVI secolo da Giovanni Antonio Dosio e successivamente proseguita da Dionisio Nencioni di Bartolomeo. con transetti e abside rettangolare. i cui cantieri si protrassero per lungo tempo. Il cantiere della Basilica di San Paolo Maggiore. che ultim• la struttura ad eccezione della cupola. . per cui si pu• dedurre che sia stato anch'esso gesuita) ed infine il padre Giovanni Vincenzo Casali. molto evidenti nei cortili dei palazzi nobiliari. con l'intervento di numerosi architetti. che possiede le navate laterali e l'abside semicircolare. Gli ordini monastici comunque non furono estranei al panorama di cambiamento culturale del periodo. la chiesa del Ges„ Nuovo. ma l'intero edificio fu rinnovato tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. 151 Interno della chiesa del Ges„ Nuovo Le soluzioni delle planimetriche degli edifici sacri restano fedeli all'impianto a pianta centrale. con Nicola Tagliacozzi Canale.Barocco napoletano Successivamente gli ordini monastici innalzarono ulteriori complessi. caratterizzata da un impianto tipicamente basilicale a tre navate e la chiesa dei Girolamini. Alcune note a margine meritano gli edifici civili. il barnabita Giovanni Ambrogio Mazenta. il domenicano Giuseppe Nuvolo.

quando gli venne commissionata la Guglia di San Gennaro e il restauro della chiesa del Ges„ Nuovo. soprattutto grazie alle sue conoscenze in campo artistico e culturale. Inoltre si interess• anche alla pittura. il Fanzago pu• essere considerato il vero capostipite del barocco napoletano. alias Josep de Ribera. Fu un artista molto ricercato anche dai nobili. che termina nel presbiterio. estendendosi nel Casertano. in Calabria. ed altri. ad esempio conosceva lo Spagnoletto.Barocco napoletano 152 Seconda fase La seconda fase del Barocco napoletano inizia con l'avvento di Cosimo Fanzago nel cantiere della Certosa di San Martino. che di fatto si tramuta in un arredo sacro. Inoltre la sua architettura era complementare alla scultura: ad esempio. Giovan Giacomo Di Conforto. cinta da alcune volute. € accostata ai medaglioni e ai festoni di frutta. Guglia di San Gennaro Alla luce di ci•. ad Avellino. quando il suo predecessore. nel basso Lazio e a Roma. abbandon• il cantiere di San Martino. le sue notevoli capacit‚ di architetto lo portarono ad occuparsi di innumerevoli fabbriche. La certosa divenne in un certo senso un laboratorio di architettura e scultura per Fanzago e per tanti altri artisti dell'epoca. La sua attivit‚ ebbe inizio intorno al 1626. ma serve anche per dividere la zona pubblica. che gli affidarono la progettazione o il restauro delle proprie residenze: tra queste si possono citare il Palazzo Carafa di Maddaloni. Peraltro. l'accesso tra i due ambienti avviene tramite portelle marmoree poste ai lati dell'altare. Fanzago divenne il supervisore della certosa. realizzando le decorazioni scultoree nella chiesa maggiore del complesso. nella Cattedrale di Palermo. nella Guglia di San Gennaro non vi € una netta distinzione tra elementi architettonici e scultorei: la colonna. L'altare € progettato non solo per le celebrazioni liturgiche. La sua attivit‚ ebbe un notevole incremento negli anni trenta del XVII secolo. il Palazzo Donn'Anna e il Palazzo Firrao. con decorazioni in commesso. Anche gli altari divengono una macchina scenografica che ingloba scultura e architettura. con quella riservata al coro dell'ordine. e in Spagna. L'attivit‚ del Fanzago oltrepass• i confini di Napoli. . le sculture nel chiostro grande con annesso cimitero dei monaci e altre opere di valore. Nella sua longeva carriera il Fanzago fu scultore e architettura e realizz• pregevolissime opere in citt‚.

mentre il secondo oper• nel solco dello stile barocco. dove realizz• la facciata progettata. del paese di Cerreto Sannita a seguito del il disastroso terremoto del 5 giugno 1688. con le profusioni di marmi policromi e marmi commessi. ma lavor• pure nel Chiostro di San Domenico Soriano ed in entrambi i cantieri venne sostituito dal regio ingegnere e architetto Francesco Antonio Picchiatti. Per gli ordini monastici invece si rimaneggiavano le chiese gi‚ esistenti. e la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi. pochi anni prima. Dal punto di vista urbanistico. In particolare. Il primo si discost• dallo stile del Fanzago. Terza fase Verso gli anni novanta del XVII secolo si susseguirono. occorre ricordare il regio ingegnere e architetto Pietro De Marino. voluta fortemente dal conte Marzio Carafa. come Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. Chiesa di Santa Maria della Sapienza Altri architetti attivi a met‚ del secolo sono ancora alcuni esponenti degli ordini religiosi. che venne da Bologna come falegname e si specializz• anche in architettura e ingegneria seguendo da vicino i cantieri della Certosa di San Martino. in un breve lasso di tempo. che divenne dapprima collaboratore di Bartolomeo Picchiatti e successivamente intraprese la carriera autonomamente e venne affiancato all'ingegnere Natale Longo. Dionisio Lazzari lavor• al Palazzo Firrao e nella chiesa di Santa Maria della Sapienza. La chiesa di Santa Maria del Rosario a Portamedina (1742) . e la chiesa di San Potito. che. Un'altra figura di rilievo fu Giovan Domenico Vinaccia. tra cui l'antico prospetto della basilica di San Paolo Maggiore. Grazie all'intervento della nobilt‚ i danni furono riparati in breve tempo: un caso esemplare € la ricostruzione. scultore e orafo. che precedette quello del 1693. presumibilmente. Infine.Barocco napoletano 153 Anche i contemporanei. Gli architetti avevano difficolt‚ nel progettare nell'area delle vecchie mura urbane e quindi cominciarono ad edificare palazzi nobiliari verso la collina di Pizzofalcone e verso la Riviera di Chiaja. due terremoti che danneggiarono molti edifici dell'urbe. completata solo intorno alla met‚ del Settecento. che si form• alla bottega di Dionisio Lazzari e fu l'autore della facciata della chiesa del Ges„ Vecchio e delle decorazioni architettonico-scultoree delle seguenti chiese napoletane: Santa Maria Donnaregina Nuova. facendo ricorso ad un'architettura pi„ classicheggiante. e talvolta si abbattevano per ricostruirle con piante pi„ complesse. architetto. completata da Dionisio Lazzari. dallo stesso Cosimo Fanzago: altre sue opere sono la chiesa di Santa Maria dell'Aiuto. all'epoca il suolo destinato alle edificazioni si era bruscamente ridotto a causa del sorgere di numerose fabbriche religiose. l'opera pi„ famosa del frate € la darsena vecchia. come il certosino Bonaventura Presti. Sant'Andrea delle Dame e Santa Maria dei Miracoli. era stato ammodernato secondo gli stilemi barocchi su disegno di Dionisio Lazzari. Il terremoto del 1688. caus• diversi crolli. furono molto richiesti dalle committenze dell'epoca. le sue opere pi„ famose sono la chiesa di Santa Maria di Montesanto. che fu compromessa nelle decorazioni marmoree nel XVIII secolo.

come il campanile della Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore e il nuovo portale della chiesa di San Giuseppe dei Vecchi. ai due si deve la Reggia di Capodimonte. 154 . il Nauclerio era l'allievo dell'architetto Francesco Antonio Picchiatti ed oper• per alcuni ordini monastici. Invece. la sua attivit‚ si registra nell'Abbazia di Montecassino per la realizzazione della navata della chiesa e fu attivo anche nel cantiere del Duomo di Salerno. Altri architetti sono Nicola Tagliacozzi Canale. che progett• ad esempio il Palazzo Solimena come propria abitazione. nel frattempo ide• numerosi edifici sacri e civili tra cui una cappella nel Duomo di Avellino e la Villa Faggella. che fu attivo fino alla seconda met‚ del secolo tra Napoli e la Puglia. I massimi esponenti del secolo furono Domenico Antonio Vaccaro e il citato Ferdinando Sanfelice. che raggiunse la conformazione definitiva nel 1751. nei due viene riscontrato uno stile tra quello di Cosimo Fanzago e di Fisher Von Erlach. Complet• la chiesa di Santa Maria delle Grazie Santa Maria Donnalbina.Barocco napoletano Durante le riparazioni post-sismiche furono attivi architetti di transizione fra i due secoli. nel Settecento in citt‚ giunsero architetti di estrazione romana per lavorare per conto del re. come Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari. Altri due esponenti di transizione furono Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. restaur• il Complesso di Santa Maria delle Periclitanti e la chiesa di Santa Maria Donnalbina. decorazioni in stucco di sulla piazzetta Mondragone (iniziata da Arcangelo Guglielmelli (fine XVII secolo) Guglielmelli poco prima della propria morte). al cui interno € conservato un altare in marmo disegnato da Ferdinando Sanfelice. fu un importante sperimentatore di piante come quella mistilinea di Sant'Anna a Capuana. Agli inizi del XVIII secolo Napoli vide un'incontrollata espansione urbanistica a causa dell'incremento demografico. Inoltre. dove innalz• la navata ispirandosi a quella della stessa abbazia benedettina. Infine occorre ricordare Giuseppe Astarita. collaboratore del citato Lazzari. Il primo. il primo fu il pittore e architetto Francesco Solimena. che lavor• principalmente alla Certosa di San Martino e realizz• i palazzi Mastelloni e Trabucco. la facciata della chiesa di San Nicola alla Carit‚ (eseguita successivamente da Salvatore Gandolfo) e varie opere minori.

Barocco napoletano 155 Ancora nel Settecento furono attivi Enrico Pini. nella prima si nota un andamento concavo-convesso del prospetto e nella seconda sono presenti accorgimenti prospettici che slanciano l'intera composizione fino ad aprirsi verso lo spazio antistante. Facciata di San Nicola a Nilo Nella prima met‚ del secolo. indirizzarono l'architettura verso nuove forme di decoro e compostezza tipiche della scuola romana. insieme all'ingegnere regio Giuseppe Pollio presso il Real Albergo dei Poveri come revisore dei conti della fabbrica. poco tempo prima il Tagliacozzi Canale fu assunto. Giuseppe Lucchese Prezzolini e Antonio Guidetti. intorno agli anni cinquanta a stravolgere la moda barocca. Infatti. Lorenzo Vaccaro e Nicola Cacciapuoti. Astarita e Gaetano Barba . Entrambe le chiese fanno riferimento alla cultura architettonica di ispirazione borrominiana. esse furono Carlo Buratti (Cattedrale di San Paolo). senza soldo[3]. orientando i gusti verso il classicismo dell'Arcadia. Verso la met‚ del Settecento questi architetti. Pollio. Enrico Pini era un frate e. mentre Antonio Guidetti lavor• alla chiesa di Santa Maria della Colonna. il Pini disegn• anche l'altare maggiore della chiesa. ma prese parte alla realizzazione del Foro Carolino.[2] Fra gli architetti che collaborarono all'affermazione del barocco aulico del Vanvitelli ci furono il Tagliacozzi Canale che risentƒ molto blandamente degli influssi. Francesco Antonio Maggi. realizz• la facciata della chiesa di San Carlo alle Mortelle e lavor• agli interni della chiesa del Ges„ delle Monache insieme ad Arcangelo Guglielmelli. Filippo de Romanis e Paolo Posi. ad Aversa e dintorni. intorno alla met‚ del secolo. si affacciarono diverse personalita romane che contribuirono alla formazione di un linguaggio Arcadico dell'architettura napoletana. ma seppero dare anche un tocco di originalit‚ alle loro composizioni. attorno alla propria figura. facciata ad opera di Buratti I fratelli Luca e Bartolomeo Vecchione si mossero nel solco della cultura classicista dell'epoca. Giuseppe Lucchese Prezzolini divenne celebre per l'intervento presso la chiesa di San Nicola a Nilo. Aversa: Cattedrale di San Paolo. senza zone neutre. assieme ai nuovi esponenti del classicismo barocco come Ferdinando Fuga e Luigi Vanvitelli. ebbe numerosi collaboratori e allievi che riuscirono.[4] Altri furono Giovanni del Gaizo. Vanvitelli. soprattutto per quanto riguarda il meno noto Bartolomeo che nella progettazione della Farmacia degli Incurabili diede prova di una personalit‚ nervosa e raffinata di un artista che vive la sua opera in profondit‚ e in superficie.

Barocco napoletano Infine occorrono alcune note sull'architettura civile del XVIII secolo. Essa mostra l'impiego di elaborate scenografie nella composizione degli scaloni e dei cortili; in questo si specializz• Ferdinando Sanfelice, che progett• il maestoso scalone aperto del Palazzo dello Spagnolo, posto scenograficamente sul fondo di uno stretto cortile.

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Urbanistica
I Quartieri Spagnoli

Due tipologie residenziali della zona risalenti, rispettivamente, al Seicento e al Settecento

I Quartieri Spagnoli, voluti fortemente dal vicer† per l'acquartieramento di soldati spagnoli in citt‚, sorgono in un'area compresa tra via Tarsia e via Chiaia longitudinalmente e tra via Toledo e l'attuale corso Vittorio Emanuele; la superficie coperta € di circa 800.000 metri quadrati. Analogie alla conformazione del quartiere sono riscontrabili peraltro anche nelle zone delle Mortelle e di Cariati, dove un'edilizia pi„ compatta, articolata attorno ad una maglia stradale pi„ rarefatta e non ortogonale, € costituita da un insieme di palazzi tardocinquecenteschi. L'espansione dei Quartieri Spagnoli procedette comunque in pi„ fasi, distribuite in un lasso di tempo che va dalla carta di Lafr†ry a quella del Duca di Noja. In origine, nel primo ventennio del XVII secolo, la zona era formata da case e comprensori di case trasformati nei palazzi di lusso della nobilt‚; tuttavia, sostanziali trasformazioni avvennero intorno al 1630 per protrarsi fino al XIX secolo. Nella vicina via Toledo non appare nessuna affluenza degli ordini monastici tranne qualche chiesa; invece, addentrandoci nei quartieri si possono scorgere numerose fabbriche religiose che talvolta costituirono un ostacolo allo sviluppo urbanistico a causa del loro notevole ingombro dell'insula quadrangolare. Presenti sono le arciconfraternite volute dai nobili. Esse sorsero principalmente intorno alla met‚ del XVI secolo per poi svilupparsi nel secolo successivo con le rendite annue; un esempio € la chiesa dell'Immacolata Concezione e Purificazione di Maria de' nobili in Montecalvario, che, a partire dal 1620, divenne il centro di una manifestazione artistica con la realizzazione di un carro alla quale partecipavano artisti importanti del panorama barocco della citt‚, come Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro. Pertanto l'edilizia sacra influenz• notevolmente lo sviluppo architettonico della zona. Alcuni dei primissimi interventi risalgono al Cinquecento con realizzazioni di ordini monastici o grazie alle elargizioni nobiliari. Esempi sono: la chiesa di Santa Maria della Mercede a Montecalvario il cui restauro avvenne nel 1677 ad opera dello stuccatore Gennaro Schiavo, e la chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori, anch'essa fondata nel Cincquecento su progetto di padre Giovanni Vincenzo Casali (quest'ultima fu completamente rifatta nel XVIII secolo da Nicola Tagliacozzi Canale e oggi dell'originale non rimane altro che il portale). La presenza di aree conventuali e dei relativi cantieri port• alla formazione di veri e propri laboratori che conferirono agli architetti una formazione scientifica riguardo alle tecniche costruttive e che favorirono lo sviluppo di nuove concezioni spaziali. Notevole € l'applicazione del piperno a tutti gli edifici.

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Costantinopoli
Costantinopoli € la zona intra moenia compresa tra la Porta di Costantinopoli e piazza Bellini, includendo anche l'area di Port'Alba. La zona ospitava, sin dall'epoca aragonese, alcuni palazzi nobiliari, come il Palazzo Castriota Scanderbeg, e notevoli complessi conventuali, come la chiesa di Santa Maria della Sapienza e la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la cui apertura € datata intorno agli anni trenta del Cinquecento, che furono oggetto di ulteriori espansioni o restauri nel secolo successivo. Tuttavia, una prima sistemazione urbanistica si ebbe intorno al La chiesa di San Giovanni Battista delle Monache Seicento per volont‚ dei vicer† Pedro Ÿlvarez de Toledo e Pedro Fern ndez de Castro. In particolare, sotto quest'ultimo, che fu vicer† dal 1610 al 1616, via Costantinopoli assunse importanza grazie alla presenza esterna alle mura dei Regi Studi, realizzati da Giulio Cesare Fontana nel 1622; la nuova strada venne quindi unita alla preesistente via Toledo tramite il largo Mercatello (attuale Piazza Dante). In generale, i palazzi che sorsero lungo la via, derivarono da case palazziate; i proprietari acquistarono case o lotti limitrofi, trasformando l'isolato cosƒ formatosi in vasti palazzi residenziali; ad esempio, nel XVII secolo sono testimoniate all'archivio storico della citt‚ alcune ricevute di pagamento riguardanti terreni acquistati che appartenevano al Complesso di San Gaudioso. In ogni caso, l'intervento urbanistico dovette tener conto del dislivello morfologico dell'area, che risulta evidente nella configurazione del Palazzo Conca (inglobato successivamente nella fabbrica del Complesso di Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba), dove la presenza della scala d'accesso settecentesca evidenzia l'andamento scosceso del terreno. Un nuovo intervento si ebbe tra il 1620 e il 1656, quando via Costantinopoli fu sottoposta ad un rinnovo in chiave barocca; infatti furono rifatte le facciate di diversi palazzi, tra cui quella di Palazzo Firrao realizzata nella seconda met‚ del Seicento ad opera di Cosimo Fanzago con la collaborazione degli La facciata di Palazzo Firrao scultori Giacinto e Dionisio Lazzari, Simone Tacca e Francesco Valentino. Pi„ radicale invece fu il restauro del complesso di Santa Maria di Costantinopoli, la cui chiesa fu interamente ricostruita grazie all'intervento del domenicano Giuseppe Nuvolo, che innalz• anche la facciata con tre portali (oggi quelli laterali risultano murati a causa di un intervento del XVIII secolo che port• alla trasformazione delle navate laterali in cappelle). Contemporaneamente fu eseguito il rinnovo della chiesa di Santa Maria della Sapienza, i cui lavori durarono ben quarantacinque anni (1625-1670); al primo intervento di Giovan Giacomo Di Conforto fece seguito dapprima quello di Cosimo Fanzago (a cui € attribuita la creazione della facciata a loggiato nella quale lavorano Dionisio e il padre Jacopo Lazzari per le decorazioni in marmo) e infine quello dell'ingegnere Orazio Gisolfo per il completamento della cupola. Al contempo si registrano i lavori nella chiesa di San Giovanni Battista delle Monache. Questo complesso era stato fondato nel 1597, mentre la chiesa fu realizzata solo alla fine del XVII secolo e completata a gli inizi del successivo; l'impianto si deve a Francesco Antonio Picchiatti, mentre la facciata, che s'ispira a quella del Soria di San Gregorio al Celio a Roma, € opera di Giovan Battista Nauclerio e risale al Settecento.

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Fuori le mura: Vergini, Stella, Sanit‚ e Materdei
Questa serie di borghi extraurbani sorti in epoca medievale tra Porta San Gennaro e la Porta Santa Maria di Costantinopoli, costituisce un importante punto di riferimento dell'architettura barocca napoletana per i successivi aggregamenti creati tra la fine del XVI e il XVII secolo. In quest'epoca di rinnovo architettonico e sociale sorsero le prime importanti fabbriche extra moenia: oltre alla chiesa di San Gennaro Extra Moenia, ricordata sin dall'epoca paleocristiana, il primo intervento fu quello inerente alla Basilica di Santa Maria della Sanit‚, voluta dai domenicani e costruita tra il 1602 e il 1613 su progetto di Giuseppe Nuvolo. Contemporaneamente furono eretti ulteriori complessi con canoni della Controriforma, come la chiesa di Santa Maria della Verit‚, conoscita anche come Sant'Agostino degli Scalzi, e la vicina chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, entrambe situate nel compresorio di Fonseca-Materdei ed erette da Giovan Giacomo Di Conforto su commissione dei Carmelitani Scalzi.
La chiesa di Santa Teresa degli Scalzi

Al 1606 risale la fondazione del conservatorio dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca con annessa chiesa progettata anni dopo da Pietro De Marino. Pi„ antica € la fondazione della chiesa di Santa Maria di Materdei (1585), che per• fu rinnovata nel XVIII secolo da Nicola Tagliacozzi Canale. Altri rinnovamenti interessarono le chiese di Santa Maria della Vita, Santa Maria Succurre Miseris ai Vergini, Santa Maria della Misericordia ai Vergini, Santa Maria dei Vergini ed altri complessi. Questi rinnovamenti sono datati nel lasso di tempo compreso tra il terremoto del 1688 e la met‚ del Settecento. Proprio nel Settecento vennero fondatati altri due importanti complessi monastici: la chiesa dell'Immacolata e San Vincenzo, realizzata a met‚ del secolo da Bartolomeo Vecchione su un precedente complesso distrutto, e il Complesso dei Cinesi fondato nel agli inizi del secolo. Meritevole d'attenzione € la chiesa di Santa Maria della Stella, fondata nel 1571, e realizzata dai primi decenni del Seicento su progetto di Bartolomeo Picchiatti, coadiuvato dal figlio Francesco Antonio; l'edificio, completato nel 1734 sotto la direzione di Domenico Antonio Vaccaro, fu severamente danneggiato a causa della seconda guerra mondiale e durante il successivo restauro furono riutilizzati marmi di chiese demolite. Notevole € la sagrestia barocca con decorazioni di Luca Vecchione vagamente Rococ•. L'edilizia civile invece pu• essere distinta in due parti: “ la zona di Materdei, dove persistono ancora edifici risalenti al XVI secolo, malgrado le sopraelevazioni, e innesti settecenteschi (come in Palazzo di Majo, opera di Ferdinando Sanfelice) e altri di notevole spicco e qualit‚ architettonica; “ il blocco Vergini, Stella e Sanit‚, che presenta ancora qualche palazzo di campagna del Quattrocento (come Palazzo Traetto), ma dove l'architettura civile € quasi tutta omogenea e risalente al XVIII secolo; i palazzi di spicco sono il Palazzo Sanfelice, Palazzo Lariano Sanfelice e il Palazzo dello Spagnolo, tutti progettati dal citato Ferdinando Sanfelice.

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Pontecorvo e Pizzofalcone
Entrambi i quartieri sono posti sul lato della collina del Vomero, agli estremi dei Quartieri spagnoli. Pontecorvo € definito come il quartiere conventuale poich† qui, nel XVII secolo, sorsero numerose insule conventuali. Anticamente la zona, dove vi era un'elevatissima concentrazione di prostitute, era destinata alla plebe che smerciava ogni cosa. Pontecorvo acquist• importanza solo grazie all'espansione collinare del XVI secolo voluta da Pedro Ÿlvarez de Toledo, quando, in un primo momento, i nobili acquistarono i suoli dal complesso dei Santi Severino e Sossio, che aveva in propriet‚ i terreni della collina. Questa ondata residenziale venne progressivamente sostituita da quella conventuale; la venuta degli ordini caus• la trasformazione dei palazzi Caracciolo, Spinelli, Pontecorvo e de Ruggiero in conventi, portando alla formazione di una vera e propria via sacra, sulla falsariga di via Costantinopoli, dove invece vi erano numerosi palazzi civili. Importanti fu anche la fondazione del Complesso di Ges„ e Maria, iniziato nel 1580 e terminato nel 1603 sui terreni venduti dal nobile Ascanio Coppola a Fra' Silvio di Atripalda. Il progetto del complesso fu affidato a Domenico Fontana che vi eresse la chiesa. Invece, al 1601 risale la fondazione della Basilica di Santa Maria della Pazienza, voluta da Annibale Cesareo e restaurata nel XVIII secolo. Pochi anni pi„ tardi, nel 1614 fu cominciato il Convento di San Potito nell'area detta Costagliola; la chiesa, di poco successiva, fu disegnata da Pietro De Marino e restaurata dall'architetto Giovan Battista Broggia nel XVIII secolo. A questi si aggiunse, nel 1617, il Complesso di San Giuseppe dei Vecchi, con chiesa progettata da Cosimo Fanzago nel 1634 e terminata nel secolo successivo. Nel 1616 e nel 1619 furono fondati rispettivamente il Complesso di San Francesco delle Cappuccinelle e la chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo; il nucleo originario del complesso € del XVI secolo, ma fu restaurato nel Settecento da Giovan Battista Nauclerio, mentre la chiesa fu progettata all'interno di Palazzo Spinelli a Pontecorvo da Cosimo Fanzago dal 1643 al 1660 e rifatta nella facciata da Giovanni Battista Manni nel 1709. Altro complesso importante € quello di Santa Maria delle Periclitanti, che venne restaurato alla fine del XVII secolo da Arcangelo Guglielmelli.
Facciata degradata del Complesso di Ges„ e Maria

La facciata della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone

Pizzofalcone (o Monte Echia) € invece una collina prospiciente sul mare. La sua fondazione risale al VII secolo a.C. ad opera dei Cumani ed assunse importanza nel XVI secolo, quando le espansioni vicereali interessarono la zona del vecchio palazzo vicereale. La morfologia del suolo fece si che venisse costruito, a met‚ del XVII secolo,

fondato nel XVI secolo. Tra esse occorre citare la chiesa di Santo Strato a Posillipo. per volont‚ di un mercante pisano sorse il Complesso di San Francesco degli Scarioni il cui disegno venne affidato a Giovan Battista Nauclerio. Antonio Galluccio e Arcangelo Guglielmelli che mutarono buona parte del disegno originario. la Nunziatella. Alla trasformazione dei borghi marinari in luoghi urbani non furono estranei i religiosi e le fondazioni di laici. Ciononostante il progetto del Fanzago per Santa Maria Egiziaca fu continuato da Francesco Antonio Picchiatti. Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone venne fondata prima dei tumulti di Masaniello e occup• l'area della propriet‚ dei Toledo. ampliata gi‚ nel 1577. ma l'opera non fu portata a termine per la morte di Donn'Anna Carafa e rimase incompleto. che contribuirono alla costruzione di chiese (Santa Maria della Vittoria. nel Settecento. alcuni dei quali furono trasformati in chiese e conventi. duca di Medina de las Torres: venne commissionato a Cosimo Fanzago. Tommaso Carrere e Nicola Longo. 160 Chiaia e Posillipo Oltre la Porta di Chiaia. chiesa dell'Ascensione e Santa Teresa). Altri palazzi degni di nota sono: Palazzo Ischitella. Santa Maria della Consolazione. entrambi restaurati nel XVIII secolo da Luca Vecchione e da Mario Gioffredo che caratterizz• Palazzo d'Avalos con una decorazione neoclassica assai distante dalle forme barocche. Nel corso del Seicento e del Settecento vi fu una notevole espansione dei borghi di Villanova e Santo Strato. i borghi di pescatori situati tra il Monte Echia e Posillipo si stavano trasformando. liberando al contempo i vicini Quartieri spagnoli per far spazio agli ordini religiosi. Inoltre. infatti. la seicentesca basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone del teatino Francesco Grimaldi e infine la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone con il convento. grazie agli interventi rinascimentali e barocchi. quella di Santa Maria del Faro ingrandita da Ferdinando Sanfelice. prendendo spunto dal progetto della chiesa partenopea partecip• al concorso per la chiesa di Sant'Agnese in Agone influenzando Carlo Rainaldi. dove numerose chiese furono ampliate e restaurate. eretta nel Settecento per opera dello stesso Sanfelice. come la chiesa di Santa Maria della Solitaria con annesso convento. come nel caso del Palazzo Ravaschieri di Satriano che venne ampliato nel XVIII secolo da Ferdinando Sanfelice. infine la chiesa di Santa Maria di Bellavista che venne restaurata in chiave tardo-barocca. Invece. Arcangelo Guglielmelli. ai margini della collina di Posillipo venne realizzato Palazzo Donn'Anna. L'edilizia civile si svilupp• prevalentemente lungo costa.Barocco napoletano l'accampamento militare con funzioni di fortezza per ospitare i soldati spagnoli. la cui progettazione Il Palazzo Donn'Anna visto dal mare venne affidata ad architetti importanti come Cosimo Fanzago. il primo che si pu• ricordare € Palazzo Caravita di Sirignano. in luoghi di svago della nobilt‚ per la presenza di ville e casini. attorno alla chiesa di Santa Teresa a Chiaia. Cospicua € la presenza di edifici civili. rimaneggiata da Ferdinando Sanfelice. Un nucleo pi„ interno di edifici sorse nell'odierno Rione Amedeo. Palazzo Ruffo della Scaletta gi‚ Palazzo Carafa di Belvedere e Palazzo Guevara di Bovino. Fu progettata da Cosimo Fanzago precedentemente al suo soggiorno romano. voluto da Anna Carafa. Santa Maria in Portico. consorte del vicer† Ramiro N¡˜ez de Guzm n. tra questi si ricordano il Palazzo Carafa di Roccella e il Palazzo d'Avalos del Vasto. San Giuseppe a Chiaia. In particolare. .

le decorazioni a stucco. ma anche a marmorai: le decorazioni del XVII secolo sono in taglio marmoreo. una commistione di una serie di applicazioni diverse: la balaustra € in commesso. il Lazzari si occup• del presbiterio della chiesa del Purgatorio ad Arco. in quest'ultima. Decorazioni in marmi commessi. affidate ad architetti e stuccatori. marmo commesso e marmo policromo. Le decorazioni architettonico-scultoree sono prevalentemente in marmo. poich† sono state sostituite da pannelli di plastica) e le sculture s'innestano nell'apparato architettonico. come nel caso della chiesa del Purgatorio ad Arco). Infine. le pareti erano costituite da marmo rosso venato (oggi non pi„ presenti. oppure a croce greca. il marmo policromo € particolarmente diffuso nelle chiese erette nel primo Seicento e ricorre nelle decorazioni derivate da temi classici. Invece. Chiesa del Purgatorio ad Arco (rosso) e contesto urbanistico del Decumano maggiore . erano utilizzate in chiese. Croce di Lucca Il primo tipo di decorazione € molto diffuso nelle chiese napoletane. Ad esempio. la loro progettazione fu affidata non soltanto ad architetti. grazie all'opera di celebri specialisti come Cosimo Fanzago e Dionisio Lazzari. per dare maggior rilievo all'illuminazione interna). di solito. sono costituite da piante a croce latina. che realizzarono pregevoli decorazioni in comesso. o ad aula centrale senza transetto (una tipologia architettonica adatta solo ad edifici che non avevano sufficiente spazio a disposizione. di medie e piccole dimensioni (come nel caso della chiesa di San Gennaro all'Olmo o della Basilica di Santa Maria della Sanit‚. spesso.Barocco napoletano 161 Chiese Chiese secentesche Le chiese seicentesche. eseguendo un apparato decorativo con una tecnica brillante.

Barocco napoletano 162 Chiese settecentesche Le chiese settecentesche presentano un'impostazione planimetrica pi„ libera. cortile e scala. poich† risultavano pi„ semplici da realizzare. il quale introdusse composizioni decorative assai sinuose e adott• la tecnica dei riccioli. ma non fu mai completata e oggi € riconoscibile soltanto attraverso i segni delle fondazioni. Bartolomeo Granucci e Giuseppe Astarita. che mostra un'interessante decorazione a stucco. con una croce greca espressa negli assi ingresso-abside e transetto-transetto. Luca. lavor• il citato Vaccaro. a copertura della parte centrale € posta una cupola che irradia di luce l'edificio. Decorazione in stucco. decorate a stucco. € divisa dalle cappelle e dal deambulatorio grazie ad una serie di pilastri che sorreggono un complesso sistema di volte. In molte altre importanti chiese. l'interno della chiesa. Nel Settecento. scelta favorita da una maggiore semplicit‚ costruttiva e dai minor costi e tempi di esecuzione. Altre piante fantasiose trovarono applicazione nella cappella del Real Albergo dei Poveri e nella chiesa di Santa Maria del Ben Morire. € quella di Sant'Angelo a Nilo. Tra i principali stuccatori delle chiese napoletane si ricordano: Domenico Antonio Vaccaro. le decorazioni marmoree delle epoche precedenti furono sostituite da quelle a stucco. crea altri spazi destinati a cappelle e al deambulatorio di collegamento. Una delle chiese pi„ rilevanti. In particolare. s'ispira all'architettura classica. ma. destinata al raccoglimento dei fedeli. Per esempio. l'ottagono allungato fa da raccordo agli assi. La parte centrale dell'edificio. nel contempo. Il palazzo del Seicento . dalla quale riprende la disposizione del sistema formato da androne. frutto del genio del suddetto Arcangelo Guglielmelli. altre chiese del periodo mostrano ancora una pianta tradizionale (croci latine e greche). la prima avrebbe dovuto essere caratterizzata da una pianta stellare ideata da Ferdinando Fuga. mentre. Arcangelo Guglielmelli. nella chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario venne adottata una pianta a matrice ottagonale. Bartolomeo Vecchione. Palazzi Il palazzo del periodo barocco non si discosta molto dalla tipologia rinascimentale. Giovan Battista Nauclerio. Sant'Angelo a Nilo Tuttavia.

nel Seicento molti palazzi gi‚ esistenti subirono modifiche e rimaneggiamenti che determinarono una vera e propria stratificazione architettonica. espresso attraverso l'applicazioni di numerose decorazioni come colonne alveolate. il suo pi„ importante progetto civile € il Palazzo Trabucco. dove le sgargianti decorazioni si fondono col nascente Rococ• dando vita un pregevole esempio di architettura settecentesca. in via S. oggetto di un ambizioso progetto che prevedeva la realizzazione di un immenso palazzo nobiliare impostato sulla ricerca di scenografiche prospettive. € il caso ad esempio del Palazzo Filippo d'Angi• che. Altro architetto attivo nell'architettura civile € l'onnipresente Domenico Antonio Vaccaro. il Palazzo Spinelli di Tarsia ed infine il Palazzo dell'Immacolatella. che con il suo stile barocco si occup• di nuove costruzioni e di restauri. Esternamente il palazzo mostra lo sfarzo della casata. Durante il XVII secolo il palazzo si articola spesso su due piani nobili. come il Palazzo Carafa della Spina.Barocco napoletano 163 Uno dei primi palazzi ad essere costruito nel XVII secolo fu il Palazzo Reale. per gli incontri ed altro. le decorazioni che compaiono principalmente sono il piperno e lo stucco. . la tipologia residenziale cambi• impostazione: le strutture. rappresenta invece l'unico edificio di interesse storico e architettonico nella zona portuale. Attivo dal 1720 fino alla data della sua morte. Il Palazzo Reale. Il modello di questo palazzo € tipicamente romano. a causa delle superfetazioni barocche. ad esempio le scale risultano ancora celate all'interno della struttura e non assumono un aspetto scenografico. ed in particolare le scale. Tra gli altri architetti del XVIII secolo occorre citare Nicola Tagliacozzi Canale. Uno dei maggiori architetti in ambito civile fu Ferdinando Sanfelice. che talvolta causava persino appesantimenti strutturali assai nocivi sulle murature esistenti. il primo serviva come piano privato del padrone. notevole € inoltre la scala aperta nel cortile. ancora oggi mostra elementi in acciaio a sostegno dei blocchi in piperno dei pilastri del loggiato. Liborio 1 terzo palazzo € quello dell'Immacolatella. restano solo il fabbricato centrale e il cortile Scala aperta del Palazzo Trabucco (di Nicola Tagliacozzi rettangolare di ampie dimensioni. discostandosi dalla tipologia della scala aperta in voga nel secolo successivo. Il primo venne ampiamente restaurato dall'architetto per farne la propria abitazione. mentre per i restauri eseguiti all'interno del centro antico fu condizionato dalle impostazioni dei cortili. Del secondo. chiamato largo Tarsia. Peraltro. Il Canale). realizz• il celebre Palazzo dello Spagnolo. uno dei primi esempi di architettura barocca civile a Napoli Il palazzo del Settecento Verso la fine del Seicento. mentre il secondo fungeva da abitazione per l'intera famiglia. Infatti anche altri palazzi eretti nel primo Seicento mostrano scale disposte lateralmente o su un estremo della facciata. lesene e sculture. vennero orientate verso l'ingresso. che oper• in tre palazzi della citt‚: il Palazzo di Magnocavallo.

esprime con ambiguit‚ uno stile architettonico nel quale confluiscono le scenografiche prospettive barocche. la facciata € caratterizzata da intervalli di paraste. magnifica residenza barocca posta. nella capitale confluirono architetti di formazione non locale. 164 La facciata del Real Albergo dei Poveri La Reggia di Caserta Gli elementi architettonici civili e sacri Gli elementi architettonici civili Nel Barocco napoletano i principali elementi architettonici sono la scala. il pi„ giovane della schiera di architetti chiamati dal re. oggi poco noti al grande pubblico. rimasto incompiuto. iniziata da Luigi Vanvitelli e terminata dal figlio Carlo. all'epoca. il cortile e il portale che solitamente costituiscono le invarianti nell'articolazione dei palazzi.Barocco napoletano Altra cosa che caratterizza la realizzazione dei palazzi in citt‚ fu l'afflusso di architetti estranei alla formazione locale come Ferdinando Fuga. € una delle pi„ grandi opere architettoniche settecentesche in Europa: la facciata lunga 354 metri € scandita da una estesa teoria di finestre. che progett• un palazzo in via Medina. come il suddetto Ferdinando Fuga. ma che nascondono i vari passaggi di stile che caratterizzarono l'epoca barocca. nel quale si riconoscono peraltro tendenze classiciste. che aprono gli spazi alle finestre. malgrado ci•. Ad essi si deve la progettazione della Reggia di Capodimonte. alcuni di questi palazzi furono danneggiati nei restauri avvenuti dopo la seconda guerra mondiale. ai margini della citt‚. con pizzichi di monumentalismo e la compostezza delle decorazioni e delle proporzioni che danno il benvenuto ad un nascente Neoclassicismo. . 169 di via Tribunali. come nel caso del palazzo al n. e da un possente cornicione che aggetta sulla via pubblica. L'edificio. l'anziano Antonio Canevari e Giovanni Antonio Medrano. Le regge Nel corso del Settecento. Il progetto originario. l'accesso al portico € servito da una scala a doppia rampa che dona slancio verticale al palazzo. Questo edificio s'imposta come un normale palazzo nobiliare locale. la pi„ importante realizzazione in questo ambito fu la Reggia di Caserta. Le altre architetture settecentesche di Napoli sono espresse in palazzi nobiliari. con l'avvento dei Borbone e specialmente di Carlo VII al trono del Regno di Napoli. Tuttavia. mentre la parte centrale € aperta da un portico con porte d'ingresso in stile michelangiolesco. chiamato anche la Reggia dei Poveri poich† doveva ospitare i poveri del regno. Al contempo Ferdinando Fuga progett• il Real Albergo dei Poveri. ma presenta influssi di quel monumentalismo portato dalle esperienze che il Fuga aveva fatto a Roma.

dove l'arco centrale € racchiuso da una composizione di lesene tuscaniche che poggiano su un basamento rigonfiato a conci. sul quale termina un'effimera decorazione marmorea con coppe. passare in ombra il resto della facciata rinascimentale. . determinata rispettivamente dallo schema ippodameo adattato su un suolo in declivio sul mare e dalla necessit‚ di seguire la conformazione dei corsi d'acqua torrentizi che si generavano con le piogge. perch† l'attenzione Il portale di Palazzo di Sangro. il pi„ importante dei quali fu quello di Palazzo Carafa di Maddaloni. qui la struttura ad arco mistilineo € racchiusa da una composizione in bugnato disposto in misure alterne (che riprende il carattere stilistico dell'arco spezzato con conci marmorei). in un certo senso. Ferdinando Sanfelice progett•. Nel Settecento la realizzazione di fastosi portali raggiunse l'apice. l'angustia delle strade del tessuto greco-romano e del Borgo dei Vergini. come quello di Palazzo Filomarino. Infatti.Barocco napoletano 165 La facciata della Reggia di Capodimonte Il portale Il portale. il tutto sormontato da un timpano spezzato a volute che racchiude al centro un fregio con metopa. oltre ad innumerevoli scale aperte. Nel Seicento anche Cosimo Fanzago progett• imponenti portali barocchi. anche portali di grande qualit‚ architettonica. Ci• favorisce la visuale di scorcio dell'edificio. mentre ai lati sono presenti volute di raccordo. generalmente in piperno e talvolta accompagnato da cromatismi in marmo che generano un effetto chiaroscuro. assunse un ruolo importante nell'architettura napoletana seicentesca. Un esempio € il portale di Palazzo di Sangro progettato da Bartolomeo Picchiatti ed eseguito da Giuliano Finelli in cui € espresso il contrasto dei conci in piperno e marmo che accompagnano le colonne alveolate composte da conci che incorniciano l'ingresso. l'attenzione che Picchiatti rivolge verso questo elemento fa. opera di Giuliano Finelli dell'osservatore € rivolta verso la composizione della masse che compongono il portale. imposero la necessit‚ di concentrare sul portale tutta la teatralit‚ e drammaticit‚ dello stile barocco.

tranne nella zona di Tarsia e Toledo. in questo caso il cortile assume una funzione urbanistica. gli architetti chiamati alla progettazione dei cortili si trovarono davanti alla necessit‚ di coniugare le ristrette dimensioni del lotto all'esigenza di realizzare strutture scenografiche per quella che doveva rappresentare. Infatti. Quello del Palazzo Caracciolo di Avellino. come nei Quartieri Spagnoli. dove l'isolato assunse caratteristiche pi„ monumentali. raccordandoli tra loro. dove fu adottato. schermata. dove i palazzi sorsero in prossimit‚ dell'ex cinta muraria prima dell'espansione voluta da Pedro Ÿlvarez de Toledo. Cortili di ridotte dimensioni si trovano nelle espansioni urbanistiche pianificate.Barocco napoletano Il cortile Il cortile dell'abitazione barocca non € altro che l'evoluzione del cortile quattrocentesco e cinquecentesco in piperno. come nel Complesso degli Incurabili. dal punto di vista funzionale. gi‚ emersa al paragrafo superiore. sorto nel periodo rinascimentale. in un certo senso. il cortile ebbe anche il compito di accorpare insieme i vari corpi di fabbrica. Dal punto di vista geometrico il cortile presenta diverse forme. Invece. Elementi che compongono la struttura del cortile sono il loggiato (raro a Napoli). Notevole € il loggiato di Palazzo Carafa di Maddaloni. Ad esempio quello del Palazzo Spinelli di Laurino venne caratterizzato da una pianta ovale con decorazioni in piperno e sculture. la scala aperta ed altri elementi strutturali-decorativi che impreziosiscono e dilatano la visuale di questo spazio. un modulo ripreso da molti edifici dei quartieri Avvocata e Montecalvario. sul lato aperto. 166 . influenz• notevolmente l'articolazione di questi spazi. l'ospedale e gli uffici del personale. Qui gli edifici si sviluppano attorno ad una corte ad U. creando dei meravigliosi giardinetti privati. ha una conformazione strutturale diversa. L'angustia delle strade. dove Cosimo Fanzago cre• una mirabile soluzione architettonica basata sulla fuga prospettica generata dalla presenza del loggiato stesso. da un muro divisorio che la separa dal giardino dell'edificio opposto. poich† costituisce un vero e proprio largo (una sorta di "corte d'onore") interposto tra la strada e il palazzo stesso. Altri esempi importanti sono i cortili in via Santa Maria di Costantinopoli. Spesso consiste proprio nell'adattamento plani-volumetrico di un cortile d'epoca precedente. nella scala di progettazione territoriale. spesso sulla parete di fondo € possibile trovare disposte in maniera simmetrica le decorazioni scultoree che accompagnano le fontane. la stanza centrale del palazzo. dove si affacciano la farmacia. il portico in piperno.

La scala e il sagrato Molti edifici sacri sono preceduti da una scala-sagrato. sia in quello rinascimentale che in quello barocco. le chiese furono realizzate su veri e propri terrazzamenti. quella decorativa e simbolica si presenta soprattutto nei sagrati delle chiese. nella maggior parte dei casi. Dal punto di vista simbolico rappresenta il distacco tra il mondo laico e profano dell'esterno con il mondo spirituale e sacro della chiesa e del convento. dove la scala sottolineava quel dislivello tra sacro e profano. la pianta e le cupole. non fu l'unica soluzione adottata. in cui Schema strutturale di una scala barocca del Settecento. Del Sanfelice celebri sono le scale aperte del Palazzo dello Spagnolo e del Palazzo Sanfelice. la scala € ancora rilegata ad un compito essenzialmente funzionale alla struttura. ad ali emerge la fitta rete strutturale costituita delle volte che di falco scaricano il loro peso sui pilastri. gli elementi nei quali € possibile leggere l'espressione pi„ nitida del Barocco napoletano sono: il sagrato rialzato. Allo stesso tempo. caratterizzate per• da evidenti sbalzi delle volte. si svilupparono le scale a loggiato. particolare attenzione meritano anche le scale chiuse. accentuandone sia il valore architettonico che quello simbolico. Gli elementi architettonici sacri Nell'architettura sacra. Il sagrato della Santissima Trinit‚ alla Cesarea . che si sovrappose. La scala barocca s'innesta nel cortile divenendo lo scenografico punto di fuga della visuale d'insieme del palazzo. Nel Seicento. le drammatiche facciate. il portale. sapienza e ignoranza. visibili ad esempio nel Palazzo di Majo. poich†.Barocco napoletano 167 La scala La scala € un elemento molto importante del palazzo napoletano. L'aspetto tecnico invece fa della scala l'elemento con il quale € possibile superare le naturali pendenze del suolo cittadino. che ide• vere e proprie quinte teatrali. fino al XIX secolo. come quella del Palazzo Acquaviva d'Atri. che rappresenta un simbolico riferimento all'ascesa divina. infatti. le scalinate potevano servire a dare ulteriore slancio alla struttura. Solo nel Settecento si svilupp• il modello barocco della scala aperta. raccordati al livello inferiore mediante una serie di rampe. ricchezza e povert‚. verso la met‚ del Settecento. dove Giuseppe Astarita si attenne ai preesistenti progetti di Giovanni Francesco Mormando. a causa della scoscesa morfologia partenopea. a strutture gi‚ esistenti. Ciononostante. Il maggior progettista di scale aperte fu il nobile Ferdinando Sanfelice. una soluzione dovuta ad aspetti simbolici e tecnici. Il motivo della scala aperta sanfeliciana fu ripreso anche da architetti di successiva formazione.

L'evoluzione dei lavori che interessarono l'edificio si possono notare nelle vedute della citt‚ del Seicento. dove per• € la piazza che funge da sagrato. Esistono anche edifici privi di una scala monumentale. Le facciate di epoca barocca offrono comunque un notevole reportorio di composizioni. Altri esempi sono la basilica di San Paolo Maggiore. via Scura e via Santa Lucia al Monte). come nel caso del Ges„ Nuovo. la chiesa della Santissima Trinit‚ alla Cesarea e Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova. La facciata La facciata costituisce una sorta di macchina da festa esterna degli ordini religiosi. rendendolo pi„ imponente agli occhi dell'osservatore. dei Girolamini. Molto ricorrente € la facciata doppia. e infine da Ferdinando Fuga che ne complet• il progetto. i lavori furono eseguiti da Dionisio Lazzari. Nel complesso le facciate pi„ monumentali risultano molto semplici. ma presentano una evidente ricchezza decorativa e risultano livemente mosse dalle lesene. L'ingresso era stretto da una spina di abitazioni e per fruire dello spazio del sagrato vennero demolite le abitazioni preesistenti creando uno slargo capace di rendere visibile la facciata. in particolare tra l'ex monastero situato lungo via Santa Lucia al Monte e il sagrato della chiesa posto all'incrocio delle tre strade (via Girardi. esempi sono la serliana creata da Cosimo Fanzago nella Certosa di San Martino e nella chiesa di San Giuseppe dei Ruffi. che presenta una pendenza del suolo sia da ovest a nord-ovest che da a est a nord-est. Essa era frutto di demolizioni avvenute durante l'operato di Fanzago nel cantiere di ricostruzione dell'edificio. con interventi successivi di stampo barocco) mostra un analogo sistema a quello della chiesa di via Scura. La chiesa di Santa Maria la Nova (progettata tra il 1596 e il 1599 in stile tardo-rinascimentale. un espediente che cela dietro ad un prospetto in vista l'altra facciata. presenta diversi salti di quota. di San Paolo Maggiore. ma con influssi manieristi. i primi cambiamenti avvennero gi‚ nel 1602.Barocco napoletano Un esempio € il sagrato della chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori. ubicato sulle pendici del Vomero. quando agli Oratoriani venne concesso lo spazio antistante. Arcangelo Guglielmelli. come nel caso delle chiese di San Ferdinando.[5] Un primitivo progetto di facciata a due campanili della chiesa dei Girolamini risalirebbe al 1614 su disegno di padre Talpa. favorite dalla cospicua presenza in citt‚ di diversi ordini monastici. proprio a causa dell'andamento del terreno. di San Lorenzo Maggiore e di Santa Maria Donnaregina Nuova. Un caso a Facciata doppia della chiesa di San Giuseppe dei Ruffi . permettendo quindi di valorizzare la chiesa. Nella chiesa di San Nicola a Nilo la scala diventa elemento che esalta la monumentalit‚ dell'edificio. 168 Facciata della chiesa dei Girolamini La facciata della chiesa di San Giorgio Maggiore fu per• distrutta dopo l'espansione di via Duomo nel 1860. ma quella di destra € lunga quasi il doppio di quella di sinistra. il sagrato € preceduto da due rampe. architetto del complesso fino alla sua morte (1723). I casi pi„ esemplari di innovazione e ancoraggio alle preesistenze sono offerti dalla facciata dei Girolomini e da quella della chiesa di San Giorgio Maggiore. l'edificio.

la cui facciata. di Santa Maria della Stella.Barocco napoletano parte € la chiesa del Ges„ Nuovo dove la decorazione marmorea barocca delle finestre s'innesta nella facciata rinascimentale. Facciata e portale della chiesa della Nunziatella Nei restauri tardosecenteschi[7] si present• l'esigenza di decorare i portali e le strutture con stucchi che accentuarono la decorazione plastica del prospetto. dove si appoggia molto spesso anche un determinato simbolismo. sulle facciate furono applicate decorazioni plastiche in stucco e. la cui facciata fu edificata in due fasi: la prima risale alla met‚ del XVII secolo ad opera del Lazzari[6]. Le decorazioni ricorrenti sono i cromatismi in piperno e marmo che creano un sublime effetto di teatralit‚. dal punto di vista architettonico. caratterizzato da un regolare utilizzo degli ordini architettonici. Tuttavia. conferisce importanza e monumentalit‚ alle facciata a causa della presenza di strade e vicoli di anguste dimensioni. in stucco progettata da Bartolomeo Granucci. cancellando al contempo i . il portale del XVII secolo € piuttosto semplice. Nel XVIII secolo si assiste ad un graduale passaggio da forme piuttosto esuberanti ad uno stile pi„ austero. esempio lampante € la chiesa di Santa Teresa a Chiaia. mentre un secolo pi„ tardi fu realizzato il secondo ordine. mentre agli inizi del Seicento furono erette quelle a portico di Santa Maria della Sapienza. pi„ austero. molti sono celati dietro le doppie facciate. La conclusione con il timpano prevede pi„ modalit‚ di chiusura: quella classica € il timpano triangolare o arcuato. Il portale Il portale. La maggiore parte dei portali napoletani sono costituiti da piperno. a differenza di quelle secentesche. talvolta stuccati. dove la facciata in marmo e piperno datata intorno alla met‚ del Seicento fu completamente rifatta nelle decorazioni come la si vede attualmente. Il motivo che ricorre al primo ordine del prospetto € di carattere mortuario. € caratterizzata dalla presenza di questi simboli mortuari. € formato quasi sempre da una cornice in piperno con fasce e trabeazione che si conclude con o senza il timpano (a seconda dell'importanza dell'edificio e dello stile del portale stesso). finestre caratterizzate da forme pi„ sinuosidali. La facciata a portico € invece gi‚ utilizzata alla fine del Cinquecento nel prospetto della chiesa di San Gregorio Armeno. ai lati. Con l'avvento di motivi rococ•. e portali contornati da un sistema di lesene che conferiscono maggiore monumentalit‚ all'insieme. e da marmo negli edifici pi„ rilevanti. ma non mancano timpani a sesti spezzati. In particolare. risulta come una parte organica della chiesa e del convento poich†. come per la chiesa del Purgatorio ad Arco. molte facciate vennero quasi completamente ridsegnate. del Pio Monte della Misericordia e della chiesa di San Giovanni Battista delle Monache. anche quando si sovrappone ad edifici gi‚ esistenti. cosƒ come nell'architettura civile. Casi analoghi al Purgatorio ad Arco sono la chiesa di Santa Maria Vertecoeli. come nella chiesa di Santa Teresa a Chiaia. 169 Facciata di Santa Teresa a Chiaia Dopo i terremoti del 1688 e del 1693.

anno in cui l'ordine gesuita apport• le attuali modifiche strutturali. Questa sperimentazione si attesta tra la fine del XVI ed il principio del XVII secolo. dove gli interni divennero l'espressione pi„ viva del Barocco partenopeo. riferibile al Quattrocento e appartenente all'originario palazzo progettato da Novello da San Lucano (il Palazzo Sanseverino). mentre altri si appoggiarono ad una semplice decorazione rococ•. Nel Settecento il portale assunse disegni pi„ frivoli per la presenza di riccioli. che si configura come un'espansione del portale preesistente. Altro esempio € la Cappella del Tesoro di San Gennaro. per la copertura l'architetto trasse ancora ispirazione dal San Pietro bramantesco e michelangiolesco. Un caso particolare € il portale del Ges„ Nuovo. come quello della chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario. del religioso Francesco Grimaldi. Padre Grimaldi realizz• anche un altro Pianta della demolita chiesa del Complesso di San Francesco capolavoro riconducibile ad uno schema centralizzato: il di Paola Complesso di San Francesco di Paola. cimase ed altre decorazioni provenienti dalla fusione dell'architettura napoletana con i gusti rococ•. le decorazioni delle facciate nel loro insieme determinarono la formazione di portali dai profili assai particolari e complessi. cio€ scaturisce da una combinazione tra uno schema longitudinale ed una pianta centrale. i cui timpani. con al centro una nicchia in piperno o decorazione marmorea. la cui chiesa fu articolata mediante una pianta a croce greca. presentano una composizione formata da linee sinuose che terminano in volute arricciate. Da questo punto di vista sono esemplari i portali delle chiese Profilo del portale della chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario della Nunziatella e di San Nicola dei Caserti. Il primo trentennio del XVII secolo venne a caratterizzarsi per un'intensa e costante sperimentazione nella conformazione degli ambienti sacri. direttamente derivata dai modelli centralizzati di San Pietro in Vaticano (XVI secolo). aggiungendo la trabeazione e le colonne composite. qui la pianta € combinata. e va ricercata nell'opera di Giuseppe Valeriano. la composizione iniziale fu mantenuta fino 1685.Barocco napoletano cromatismi di piperno. con cappelle incastonate ai lati dell'edificio. autore della chiesa del Ges„ Nuovo. con modulo di partenza ascrivibile ad una croce greca. La pianta L'epoca barocca fu un periodo molto importante per gli sviluppi della pianta centrale in Italia e soprattutto a Napoli. pressoch† simili nella forma. Inoltre. Giuseppe Nuvolo fu tra i principali architetti dediti alla continua ricerca di 170 . i cui cantieri furono diretti da Giovanni Cola di Franco e che rappresenta una personale interpretazione dell'invaso della basilica vaticana. ideando una cupola centrale affiancata da quattro calotte minori. Nei medesimi anni in citt‚ fu costruita anche la chiesa di Santa Maria della Sanit‚.

Al Storico di Napoli) completamento di San Sebastiano si avvicendarono comunque altri architetti che terminarono i lavori intorno al 1670: oltre al Fanzago e Fra' Nuvolo. Nunzio Nauclerio e Gennaro Papa. ma l'edificio napoletano si rif‚ agli studi condotti nel XVI secolo da Baldassarre Peruzzi e a quelli proposti da Sebastiano Serlio. Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. 171 . l'edificio per• fu demolito negli anni cinquanta del XX secolo perch† ritenuto pericolate. le prime sperimentazioni a Napoli risalgono al progetto di Fra' Nuvolo per il suddetto chiostro della Sanit‚ (impostato attorno ad un ovale policentrico) e alla chiesa di San Carlo all'Arena. Pianta della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone probabilmente non previsto inizialmente e che ebbe comunque copiata su riferimenti del progetto di Fanzago (Archivio fortuna nell'architettura napoletana del XVIII secolo. mentre si procedette al rifacimento del cupolino. la cupola di San Sebastiano fu gravemente danneggiata. quest'ultimo per• fu estromesso a causa degli stalli nel cantiere e delle difficolt‚ tecniche a cui la fabbrica and• incontro (gli ingegneri Domenico Stigliola e da Francesco Antonio Pepe lo accusarono di aver disegnato una chiesa irrealizzabile). le lunghe vicende del cantiere portarono alla formazione di una cupola sostenuta da un tamburo. che ispirer‚ successivamente la pianta ovale della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella.[8] Riguardo alla pianta ellittica e alla pianta ovale. Fra' Nuvolo dovette tener conto. Uno schema simile alla chiesa di San Sebastiano si riscontra peraltro nella chiesa dell'Assunta ad Ariccia progettata da Gian Lorenzo Bernini. nella chiesa di Sant'Ignazio al Mercato e nella chiesa del Complesso della Santissima Trinit‚ delle Monache. Invece. delle strutture preesistenti. dopo i terremoti che si susseguirono nel Seicento. Le cronache attribuiscono al Nuvolo anche una partecipazione alla costruzione della chiesa di San Sebastiano. A lui si deve la basilica di Santa Maria della Sanit‚ con annesso convento. non senza difficolt‚. caratterizzata da una pianta ovale di cui saranno dati cenni in seguito. Tuttavia. intervennero Pietro De Marino. adottando un presbiterio rialzato per permettere l'ingresso alle catacombe della basilica paleocristiana. scomparsa nei primi anni del XIX secolo. nel progetto della chiesa. a Pietro De Marino si deve la pianta della chiesa di Santa Maria a Cappella Nuova. Ferdinando Sanfelice. A Cosimo Fanzago si deve il progetto originario della citata chiesa di San Sebastiano. Giovan Battista Nauclerio. Il progetto originario del Fanzago presentava problemi legati alla copertura e alla cupola: la pianta era ovale e aveva la peculiarit‚ di far risaltare il coro delle monache posto sull'atrio d'ingresso. e la direzione della fabbrica pass• a Fra' Nuvolo.Barocco napoletano soluzioni nuove ed originali. In ogni caso. di cui oggi rimane il chiostro ovale (deturpato dal Ponte della Sanit‚). Altre piante combinate compaiono nella chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta realizzata a fine Seicento da Cosimo Fanzago (che pose particolare attenzione sulla spazialit‚ creata dal gioco delle volte a calotta e cupole). tanto che fu alleggerita eliminando otto colonne e otto pilastri. la perizia sullo stato della cupola fu redatta nel XVIII secolo da Francesco Solimena.

Barocco napoletano 172 Tra la seconda met‚ del Seicento e il Settecento si svilupparono pure le piante ottagonali e quelle gigliate. occorre evidenziare come quelle presenti nella citt‚ partenopea siano piuttosto semplici nelle membrature e poco ritmate da tamburi poligonali e da lanternini bizzarri. sono definite passanti. che progett• numerose chiese rifacendosi proprio a piante ottagonali. ideata da Cosimo Fanzago poco prima del soggiorno romano e messa in pratica negli anni sessanta del Seicento. maioliche. Riconducibile a questo modello € l'impianto della chiesa dei Santi Giovanni e Teresa. mentre per altri fu opera di Angelo Carasale. mentre i transetti fungono da cappelle maggiori. asfalto bituminoso e pitture argentate. qui le cappelle minori. poste sugli angoli.[9] La cupola Pianta di Vaccaro per la Concezione a Montecalvario A Napoli. un esempio importante si osserva nella chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario di Domenico Antonio Vaccaro. Giuseppe Nuvolo (che progett• le magnifiche cupole della Sanit‚ e di Costantinopoli) e Francesco Grimaldi (che import• i modelli romani nella cupola della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. grazie all'abilit‚ degli Cupola della Sanit‚ architetti presenti in citt‚. ma tra il XVII secolo e il XVIII secolo ne furono progettate in gran numero. La cupola napoletana subƒ l'evidente influenza delle cupole romane. attribuibile secondo alcuni a Domenico Antonio Vaccaro. Le piante gigliate invece rappresentano l'evoluzione settecentesca degli schemi ottagonali. Un primo esempio di schema a matrice ottagonale € la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Le prime cupole barocche partenopee furono erette tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. di ogni forma e colore. In questo caso. . tra i primi progettisti si ricordano i gesuiti Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi (entrambi lavorarono presso le fabbriche del Ges„ Nuovo e del Ges„ Vecchio). la cupola ha origini cinquecentesche. Si tratta di uno schema assai caro al Fanzago. Esse sono solitamente rivestite con conci di piombo. anche se. dove s'intrecciano i materiali locali adattati al progetto di stampo romano).

Le cupole pi„ importanti risalgono intorno alla met‚ del Seicento. invece. con struttura piena in tufo e non in battuto di lapillo. Altre immagini San Gennaro all'Olmo. si devono a Bartolomeo Picchiatti. Pietro d'Apuzzo Portico. in un tempo indicativamente compreso tra il 1630 e il 1660. la personalit‚ di spicco € Cosimo Fanzago. Nella seconda met‚ del secolo altri architetti ed ingegneri presero parte ai progetti di cupole mastodontiche e tra questi sono di spicco Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. Gli altri protagonisti delle cupole barocche furono Pietro De Marino. Pietro d'Apuzzo. della Pietrasanta ed altre. autore di numerosi edifici sacri. decorazioni in stucco Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta Scalone monumentale della Reggia di Caserta . In questo periodo. della chiesa di Santa Maria in Cupola di San Marcellino e Festo. Negli anni venti del XVIII secolo. fu attivo Domenico Antonio Vaccaro. fecero la loro comparsa opere di stampo ancora secentesco progettate dal Nauclerio e Gugliemelli. dapprima. Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. dotata di una cupola a pianta ellittica. come ad esempio quelle della chiesa di San Ferdinando. Nel Settecento le cupole assunsero una forma pi„ libera. ovvero. la chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario. altro architetto da menzionare € Giovan Giacomo Di Conforto che realizz• la magnifica cupola della chiesa dei Santi Apostoli. retta da pilastri angolari traforati. al primo € attribuibile la cupola del Rosariello alle Pigne. Egli realizz• alcune delle pi„ belle cupole. autore della cupola di San Giorgio dei Genovesi.Barocco napoletano 173 Altri esempi. che realizz• uno dei suoi maggiori capolavori. artista indiscusso del Seicento napoletano. anche se. cosƒ da rendere pi„ leggera la struttura. riconducibili al primo Seicento.

[2] Il Vanvitelli era membro dell'Arcadia con il nome Archimede Fidiaco. 2006. Lecce. 1975. L'architettura barocca in Italia. Clean edizioni. Roma.. Napoli Fuori le Mura. Napoli 1939. seguendo tra l'altro i modelli di Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. Napoli. XIX secolo. Napoli. 2002. Napoli. [5] Gaetana Cantone. H. “ Valeria Giannantonio. Spinosa. Ginevra. Clean edizioni.VV. NapoliGuida-Tra Luoghi e Monumenti della citt€ storica. 1996 “ Salvatore Costanzo. Le cupole di Napoli. Laterza. 2006) “ Roberto Pane. Fleming. 1964 “ AA. Dai primi collaboratori del Maestro all'opera dei suoi seguaci.La cultura del doppio a Napoli in et‚ barocca". p. p. 2001 “ Alfonso Gambardella e Giosi Amirante. [8] Gennaro Aspreno Galante. L'Europa della Capitali 1600-1700. "L'ombra di Narciso . La Costigliola e Fonseca da platee a borgo. Pevsner. Napoli barocca. Architettura Barocca e Rococƒ a Napoli. Le Chiese di Napoli. [9] Ibidem. [7] La maggior parte delle fabbriche furono restaurate. La Scuola del Vanvitelli.Barocco napoletano 174 Note [1] N. La Scuola del Vanvitelli. 2006. Clean. 1997 “ Giulio Carlo Argan. [4] Ibidem. [6] Molti attribuiscono l'opera a Cosimo Fanzago. (Milano. “ Dario Nicolella. Napoli. Barocco napoletano. Dai primi collaboratori del Maestro all'opera dei suoi seguaci. J. “ Francesco Domenico Moccia e Dante Caporali. Napoli. 1992 “ A. anche per motivi di sicurezza. Electa. Milano. 1957 “ Giulio Carlo Argan.1994 “ Antony Blunt. Honour. Napoli barocca. Torino 1981. Laterza. Voci correlate “ Napoli “ Barocco “ Architettura barocca . 288. [3] Salvatore Costanzo. Cosimo Fanzago. voce Francesco Grimaldi. Napoli. London. Edizioni scientifiche italilane. Argo. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Elio de Rosa editore. 283. Napoli. ed ammodernate secondo i gusti pi„ aggiornati dell'epoca. Architettura dell'eta barocca in Napoli. 2002. Bibliografia “ Gaetana Cantone. Napoli. l'esecuzione della maggior parte dei portali venne affidata alle maestranze napoletane che comunque avevano rapporti con gli architetti della fine del secolo. Dizionario di architettura. Edizioni scientifiche italiane. 2006. Guida Sacra della Citt€ di Napoli.

Per tali caratteri Blunt avvicin• tale stile ad altri come quello della Baviera e quello che si svilupp• in Russia anche noto come Barocco Naryshkin. In seguito al sisma del 1693. in seguito agli interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investƒ la Val di Noto nel 1693. trovarono un'abbondanza di opportunit‚ per dar vita ad un sofisticato stile Barocco allo stesso tempo popolare e colto. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finƒ poi con l'essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo. fortemente caratterizzato e radicato nel territorio. a seguito del fervore edilizio della ricostruzione dopo il terremoto e ne riconobbe il carattere principale nell'esuberanza decorativa che univa architettura colta e tradizione artigianale. ma rappresenta una particolare declinazione di questo stile. tuttavia prima del 1693 lo stile Barocco si era comunque affermato nell'isola. lasciando sull'isola un marchio di identit‚ architettonica. Definizione e periodizzazione L'identificazione di uno specifico stile barocco siciliano si deve principalmente ad un pioneristico studio di Anthony Blunt[1] che ne identific• tre fasi di sviluppo verso il pieno sviluppo nel corso del XVIII secolo. caratterizzata da un acceso decorativismo. Tale maniera si manifest• pienamente solo nel XVIII secolo. rifletteva perfettamente la storia sociale dell'isola. Nel corso del Seicento infatti. L'era Barocca della Sicilia. Figura 1: Facciata della Basilica della Collegiata a Catania progettata da Stefano Ittar circa 1768. . con il suo stile riccamente decorato. la conoscenza diretta o indiretta dei grandi architetti barocchi di Roma fece maturare esperienze pienamente barocche sia sul piano del linguaggio architettonico che nella ricerca di complesse geometrie spaziali e nell'inserimento scenografico e prospettico. senso scenografico e cromatico. seppure condizionato dalla tradizione architettonica autoctona e dall'architettura classicista tardorinascimentale. gli architetti locali (molti dei quali formati a Roma) ed i progettisti ed artisti venuti da fuori.Barocco siciliano 175 Barocco siciliano Il Barocco siciliano non definisce soltanto le espressioni dello stile barocco in Sicilia realizzate fin dal XVII secolo. Dopo lo studio di Blunt l'interesse continu• a concentrarsi sul XVIII secolo. e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobilt‚.

La Fontana Pretoria (1554 circa) di Francesco Camilliani Figura 6: I Quattro Canti. nei modi. Invece un monumento come la Fontana Pretoria a Palermo. pienamente rinascimentale. . Palermo. recependone tutta la complessit‚ fatta di tardo manierismo. Antonello Gagini complet•. padre di Antonello. convivevano in impianti architettonici di derivazione medievale. costruita nel periodo 1564€1633. normanni e di derivazione ispanica. nei tempi. dotato di pilastri non scanalati ma decorati pesantemente con busti a rilievo dei santi. Molto simile nello stile € la Chiesa del Ges„ di Palermo. nella seconda met‚ del secolo l'isola si trova perfettamente aggiornata al panorama artistico della penisola ed in particolare di Roma. l'arco della Cappella della Madonna. nel Santuario dell'Annunziata di Trapani. Lo stile dei Gagini si adatt• comunque al gusto prevalente per una ricca decorazione. classicismo. con elementi gotici. tanto che nell'architettura del primo XVI secolo. Tra il 1531 e il 1537. in ritardo rispetto alle altre regioni italiane e molto condizionata. Lo scultore Domenico Gagini. nel caso dell'architettura ad una sovrabbondanza e sovrapposizioni di decorazioni. Piazza Pretoria. dalle preesistenti tradizioni artistiche gotico-catalane o addirittura normanne. Questo frontone adorno fu uno dei primi segni che un'architettura decorativa specifica della Sicilia si stava formando. Il lento affermarsi del linguaggio rinascimentale era stato pi„ evidente nella pittura e nella scultura che non nell'architettura. cosƒ come il frontone. fu per• portata da Firenze. aveva portato in Sicilia le novit‚ della penisola. Un esempio di tale commistione € la costruzione di Santa Maria di Porto Salvo nel 1536 progettata dall'artista rinascimentale Antonello Gagini ma completata con archi gotici da Antonio Scaglione. nel caso dell'architettura. temi della Controriforma e tanto altro. come i capitelli classici. architetti e scultori come Andrea Camelech e Giovanni Angelo Montorsoli artisti toscani aggiornato al linguaggio architettonico prevalente a Firenze e Roma. fondando una bottega ed una dinastia di artisti presente in moltissime imprese decorative nelle chiese di tutta l'isola. come gli archi a sesto acuto e le bifore. simile ad un proscenio. decorato da santi reclinati che sostengono composizioni floreali collegati allo scudo centrale a coronamento del frontone stesso. Tale adesione condizionata port•. 1610 Comunque. elementi decorativi classicheggianti. Palermo.[2] Un ruolo particolare in tale processo ebbe la citt‚ di Messina in cui operarono a met‚ secolo. meno di un secolo dopo che la sua famiglia era arrivata sull'isola.Barocco siciliano 176 Premesse Tradizionalmente gli studiosi hanno spesso ritenuto che l'adesione della Sicilia alle forme rinascimentali sia stata. qualunque sia stata nei modi e nei tempi l'adesione della Sicilia alle forme del rinascimento e del classicismo. che mostra anch'essa avvisaglie del Barocco Siciliano.

I motivi di tale valutazione comprendono anche la distruzione di molte opere per via di terremoti. Filippo III e Filippo IV. Lo stesso Mariano Smiriglio realizz• la Porta Felice. Palermo Secondo alcuni autori. come comunque comincia ad essere gi‚ dalla seconda met‚ del XVI secolo (Jacopo Del Duca).Barocco siciliano 177 In tale epoca. a volte definito il primo esempio di architettura e urbanistica barocca nell'isola. formatisi spesso a Roma[3]. infatti. L'intersezione forma una piazza ottagonale. voluto da Papa Sisto V. Un'opera in cui l'intento scenografico coinvolse in modo del tutto inedito l'urbanistica e l'immagine di una intera citt‚ fu la Palazzata a mare di Messina. Santa Ninfa. con la facciata scandita da quattro ordini di aperture. Anticipazioni Porta Felice. detta anche "Teatro marittimo" realizzata da Simone Gullƒ. Fu completata dopo lavori che si protrassero fino al 1637. Pur con un linguaggio architettonico riferibile al tardo manierismo ed al classicismo. formato dalle due principali vie della citt‚ e realizzato tra il 1609 ed il 1620 da Giulio Lasso e Mariano Smiriglio. attuata mediante la ricerca prospettica e scenografica a scala urbanistica. stilisticamente omogenei. Filippo II. un incrocio monumentale. Questi fronti che dominano la piazza hanno al piano terreno fontane che ricordano il crocevia delle Quattro Fontane di Roma. cause belliche e la contemporanea perdita di molte fonti documentarie. e quattro spigoli inclinati corrispondenti a fronti di edifici leggermente concavi. con quattro lati coincidenti con le strade che vi convergono. la storia dell'architettura barocca nell'isola inizia ben prima del terremoto del 1693.[4] Si trattava dell'edificazione dell'intero fronte a mare con una cortina di tredici edifici. ingresso monumentale sull'asse rettilineo del Cassaro (l'attuale Corso Vittorio Emanuele). generalmente giudicati scarsi e poco significativi. L'intero complesso edilizio si configurava cosƒ come un enorme edificio di 267 interassi. Tuttavia nei primi decenni del XVII secolo alcune realizzazioni anticipano in qualche modo alcuni temi del barocco. i quattro sovrani Carlo V. sono i Quattro Canti a La Palazzata di Messina Palermo. I palazzi erano collegati da passaggi monumentali a due ordini. tali esempi possiedono una delle caratteristiche specifiche del nuovo stile che si andava formandosi a Roma: il forte senso della teatralit‚. e le quattro patrone di Palermo: Santa Cristina. Altri progettisti siciliani nella cui opera sono stati rintracciati elementi del primo barocco sono Natale Masuccio[5] e Antonio Muttone. le novit‚ continuano ad essere portate da artisti e architetti immigrati in Sicilia dai principali centri artistici italiani. un'opera pienamente inserita nella sensibilit‚ barocca. nonostante alcuni autori spostino a dopo il 1650 circa i primi esempi di barocco architettonico in Sicilia. Santa Olivia e Sant'Agata. Dopo questo periodo tale fenomeno si ferma ed i principali artisti attivi in Sicilia nel XVII secolo sono nativi dell'isola. Il Primo Barocco Siciliano (XVII secolo) Con gli autori e le opere sopra ricordate. il barocco arriva in Sicilia con qualche decennio di ritardo rispetto a Roma ed agli altri centri di diffusione. prolungato fino al mare. . costituita da due imponenti piloni. I tre piani degli edifici sono adorni di statue in nicchie raffiguranti le quattro stagioni. Il primo di questi esempi. che rendono difficile comprendere appieno e valutare accuratamente l'architettura del XVII secolo sull'isola. rifacimenti.

Barocco siciliano Nonostante tali giudizi sono molte le architetture del periodo riferibili all'architettura romana ad esse contemporanee e perfettemante aggiornate al panorama architettonico della penisola. la Chiesa Madre di Palma di Montechiaro . costruito per• successivamente e la Chiesa di San Filippo Neri (Messina). Nel 1685 ha modo di vedere a Messina le opere di Guarino Guarini che lo influenzeranno. Angelo Italia Tra gli architetti che conobbero l'opera di Guarini a Messina. ebbe un ruolo di rilievo. il barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei[6]. fu il frate gesuita Angelo Italia. con particolare interesse per l'esagono[9]. Con questi edifici Guarini introdusse. il campanile posto in facciata e gli spazi interni caratterizzati da stucchi bianchi. in sviluppi futuri sull'isola la facciata della Chiesa della Santissima una incisione settecentesca Annunziata a sviluppo verticale con vari ordini sovrapposti. anche se la datazione del progetto al 1660-1662 non sembra certa e potrebbe essere da posticipare. Tutte le costruzioni sono andate distrutte durante il terremoto del 1908. € comunque evidente che gi‚ durante il XVII secolo. anche se la sua opera risente del repertorio stilistico di Borromini. complesse nella loro geometria e nelle mebrature (come la facciata delle Chiesa Madre di Palma di Montechiaro del 1666)[10]. Giacomo Serpotta. il Barocco nelle mani degli architetti e scultori locali stava gi‚ deviando. dal Barocco dell'Italia continentale. uno dei protagonisti della stagione barocca in Sicilia nel trentennio che precede il fervore costruttivo della ricostruzione dopo il terremoto della Val di Noto. Nella seconda parte del XVII secolo comincia inoltre l'attivit‚ del pi„ importante degli scultori barocchi siciliani. rimasta a livello progettuale[7] e nota grazie alle incisioni del suo trattato Architettura civile. In particolare ebbero molti Chiesa della Santissima Annunziata a Messina. sia la ricerca linguistica con facciate articolate. Sempre per Messina progett• la chiesa dei padri Somaschi. che con la sua scuola. Secondo alcuni autori. sagoma piramidale e superficie mossa che far‚ da modello a molte chiese siciliane della Val di Noto. il Collegio dei Teatini. decora a stucco gli interni di molte delle chiese del periodo 178 Guarini Guarino Guarini fu l'eccezionale presenza esterna che dette una duratura impronta all'architettura siciliana introducendo elementi che saranno ripresi in seguito. sia nell'integrazione tra architettura e scultura. Risiedette a Messina per un periodo non totalmente documentato e comunque dal 1660 al 1662 e vi realizz• la chiesa della Santissima Annunziata. Rainaldi. Nell'opera del frate architetto possiamo trovare sia una ricerca spaziale basata su spazi centralizzati e sulla compenetrazione di spazi geometrici (come nella chiesa palermitana di San Francesco Saverio). Altri elementi importanti furono la cupola che anticipava quelle poi realizzate a Torino. di fatto. nella quale comunque Angelo Italia. Dalla Porta[8]. a pianta esagonale. in senso decorativo. Il progetto sembra anticipare le grandi cupole nervate poi realizzate da Guarini a Torino. ormai anziano.

con richiami al Vignola.Barocco siciliano Tra le sue opere pi„ importanti € la Chiesa di Santa Maria della Neve (1685-1693) a Mazzarino. soprattutto a Palermo anche Paolo Amato che ebbe una lunga carriera. forse per difficolt‚ tecniche relative alla copertura e fu completata nell'Ottocento a tre navate. commissionata da Carlo Carafa Branciforte principe di Butera. importando i modi di Carlo Fontana e Rainaldi. circondato da putti. Tra le sue opere la chiesa di Santa Maria della Piet‚ e la chiesa di Santa Teresa alla Kalsa (dal 1686). sopra il portale. 179 Altri progettisti “ Nella seconda met‚ del XVII secolo fu attivo. dalla facciata su due ordini. fortemente plastica con paraste. dalla curiosa pianta dodecagonale allungata sormontata da una cupola ellittica. “ Dopo essersi formato a Roma. un'architettura pienamente barocca. Barocco Siciliano dal 1693 Terremoto e mecenatismo †Bene protetto dall'UNESCO† ’Patrimonio dell'umanit‚ Citt‚ tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale) (EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily) Tipo Criterio Pericolo architettonico C (i) (ii) (iv) (v) no . anch'essa incompleta. fu progettata con un'unica grande navata coperta a botte. La sua opera migliore € sicuramente la Chiesa del Santissimo Salvatore. colonne libere e un tondo con un bassorilievo. Rimane come testimonianza del progetto originale la slanciata facciata. Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa “ A Siracusa si concentra l'opera di Giovanni Vermexio che progetta il palazzo Senatorio. architetto e scultore. Rimase incompiuta. realizz• con la facciata della Chiesa di San Matteo a Palermo. semicolonne. oper• a Palermo anche Giacomo Amato (1643’€ 1732). la Chiesa di San Filippo Neri dalla pianta ellittica ed altre architetture. a partire dal 1640. iniziata nel 1682. ma dall'esuberante decorazione che fonde elementi manieristici e barocchi con altri locali[11]. come architetto del Senato e progettista di apparati e spettacolari decorazioni a commesso. “ Gaspare Guercio.

Nel XVIII secolo fu calcolato che c'erano 228 famiglie nobiliari. gioielli o denaro. 1 visconte e 79 baroni. invariato sin dalla sua introduzione in seguito alla conquista Normanna del 1071. Molti preti e vescovi erano a loro volta membri dell'aristocrazia. La Chiesa faceva leva sul timore della dannazione nell'altra vita e sull'Inquisizione nella presente e come conseguenza sia le classi superiori che quelle inferiori donavano generosamente tutto quanto potevano in tutte le principali ricorrenze dei santi. che fornivano alla Sicilia una classe di governo consistente di 58 principi. Questa € una delle ragioni per cui cosƒ tante chiese Barocche e monasteri. Questo schema si ripet†. una pesante tassa. Militello e Ispica. quindi anch'essi furono ricostruiti di conseguenza. Per contrasto. furono ricostruiti dopo il 1693 con tale lusso. Catania rimpiazz• Messina sorgere dal disastro € connessa alla politica dopo la rivolta del 1686 come seconda citt‚ della Sicilia. su scala minore. come San Martino delle Scale. mentre la citt‚ di Catania fu danneggiata in modo molto grave. per preservare l'eredit‚ della famiglia dalla sua divisione. In aggiunta a questi c'erano i pi„ rampolli cadetti delle famiglie con i loro titoli cortesi di nobile e barone.000 persone uccise. perch† il Vicer† di Spagna trascorreva sei mesi dell'anno a Palermo e sei a Catania. Dalla met‚ del XVIII secolo. L'aristocrazia condivideva il proprio potere solo con la Chiesa Cattolica. Altre citt‚ che subirono gravi danni furono Ragusa. 37 marchesi. iniziato nel 1702. — stimato che c'erano pi„ aristocratici per metro quadrato che in qualsiasi altro stato. e quindi i membri dell'aristocrazia avevano bisogno di un palazzo in ogni citt‚. i pi„ ricchi residenti sia secolari che spirituali vennero presi da una quasi maniacale orgia di edificazione. 26 conti. La ricostruzione inizi• quasi immediatamente. Fu stimato che un totale di pi„ di 100. che gli Spagnoli avevano nominato vicer† per appagare l'aristocrazia. La sontuosit‚ dell'architettura che stava per figura 7: Catania e il Palazzo Biscari. essenzialmente degli status symbol. e la ricchezza della Chiesa di Sicilia era ulteriormente aumentata dalla tradizione di spingere i cadetti maschi e femmine verso i monasteri e i conventi. dove la citt‚ di Noto fu completamente rasa al suolo. o dote. Questa era guidata dal Duca di Camastra. il Libro Aureo della Nobilt‚ Siciliana (pubblicato per l'ultima volta nel 1926) ne elenca ancora di pi„. Una volta iniziata la ricostruzione. Modica. 27 duchi. L'epicentro del disastro fu nel Val di Noto. ma in realt‚ era governata dalla sua aristocrazia autoctona. Il potere sul popolo (non esisteva una classe media stabile) fu anche fatto osservare tramite il sistema feudale. Una volta che i palazzi della devastata Catania furono ricostruiti alla nuova moda. la Sicilia era ancora ufficialmente sotto il controllo Spagnolo. fenomeno che al tempo era declinato in molte altre parti d'Europa. quelli di Palermo sembrarono antiquati per confronto. tenendo corte in ciascuna citt‚. nella forma di propriet‚. Cosƒ la ricchezza di certi ordini religiosi crebbe fuori da ogni proporzione rispetto alla crescita economica di qualsiasi altro gruppo sociale del tempo. furono costruiti nell'elegante enclave di Bagheria. le ville dove riposare in autunno. L'architettura non era l'unica eredit‚ dei Normanni.Barocco siciliano 180 Riconosciuto dal Scheda UNESCO 2002 [12] (EN) Scheda [13] (FR) Scheda Il grande terremoto siciliano del 1693 danneggi• gravemente cinquantaquattro citt‚ e paesi e 300 villaggi. Scicli. i poveri ricostruirono le proprie casupole nel solito modo primitivo di prima. veniva di solito pagata alla Chiesa per facilitare ci•. della Sicilia del tempo. in tutte le citt‚ . Cosƒ l'aristocrazia siciliana non aveva solo ricchezze ma anche vasta manodopera alle proprie dipendenze. La maggior parte dei membri della nobilt‚ aveva diverse abitazioni in Sicilia.

vicario con pieni poteri per la ricostruzione. e del suo collaboratore. Architettonicamente i nuovi impianti urbanistici pianificati crearono la possibilit‚ di ampie prospettive e scenografie urbane come quelle realizzate da Rosario Gagliardi a Noto. La frenesia edilizia guadagn• slancio finch† l'architettura Barocca commissionata dagli aristocratici edonisti raggiunse il suo zenith verso la met‚ del XVIII secolo. pu• ancora essere visitata nel suo stato diroccato. . La fondazione di nuovi centri abitati in Sicilia non era nuova visto che tra la fine del XVI secolo e tutto il XVII secolo ne erano stati fondati. Noto. Palazzolo. Palma di Montechiaro. Catania. conosciuta come Noto Antica. sotto la direzione del Duca di Camastra. anche se ognuna con particolari caratteristiche: Vittoria. la citt‚ ricostruita circa 10’km dal sito originario sul Monte Alveria. Ragusa. Spesso ali Barocche o nuove facciate furono aggiunte ad antichi castelli. Le abitazioni di campagna non sfuggirono alla mania edilizia. Giovanni Battista Landolina. tra cui la volont‚ di non ricreare la struttura medievale fatta di ristretti vicoli.Barocco siciliano secondarie della Sicilia. la necessit‚ di avere piazze e strade principali ampie. tenendo conto di vari criteri. 181 Nuove citt‚ In seguito al sisma il programma di ricostruzione fu velocemente avviato. Si tratta di cittadine. dai nobili titolari di feudi. Infatti nel 1693 le strade molto strette avevano reso pi„ disastroso il terremoto. Paceco. la possibilit‚ di erigere difese fortificate efficienti in un'epoca in cui era ancora presente la minaccia turca. Tali caratteristiche miravano anche a minimizzare i danni alla propriet‚ e alle vite umane in caso di probabili nuovi terremoti. Siracusa. aiutato da tre architetti locali € responsabile di aver pianificato la citt‚. La Cattedrale dotata di pilastri di Andrea Palma fiancheggiata da palazzi barocchi e dal vescovado. Cinisi. Militello Val di Catania. con ogni citt‚ impegnata a fornire una vita sociale pi„ divertente e un'attrazione all'aristocratico provinciale rispetto alla sua abitazione di campagna. Modica. o ville rurali furono interamente ricostruite. Uno dei migliori esempi di questa nuova pianificazione urbana pu• essere visto a Noto (figura 9). Leonforte. un centinaio per ripopolare vaste aree di latifondo spopolate ed incrementare cosƒ la produzione agricola. In genere si nota questo aspetto nelle citt‚ pi„ estensivamente ripianificate di Caltagirone. l'ingegnere militare Carlos de Grunembergh. Pianta di Avola La ricostruzione avvenne infatti spesso secondo uno schema razionale a griglia e quando fu possibile si preferƒ ricostruire i centri abitati in altri siti. figura 8: Piazza del Duomo. Il nuovo sito prescelto era pi„ pianeggiante di quello antico per facilitare un lineare sviluppo a griglia. Le strade principali procedono da est a ovest in considerazione dell'angolazione del sole. Questo esempio di pianificazione urbanistica si pu• attribuire direttamente ad un erudito aristocratico locale. L'antica citt‚ in rovina. anche piuttosto grandi realizzate con impianti a scacchiera o comunque ortogonali. e Scicli.

e per riflettere la globale centralit‚ della Chiesa. . Erano stati deposte le basi per l'esplosione dell'architettura Barocca che avrebbe predominato in Sicilia fino al primo XIX secolo. I commercianti e mercanti scelsero come quartiere le pianificate strade larghe originate nelle piazze principali. La chiesa fu collocata al centro della citt‚ (figura 8). e Savannah nell'America Britannica e con fama ancora maggiore nella ripianificazione urbanistica del XIX secolo di Paris operata dal Barone Haussmann. In seguito molte altre citt‚ e paesi siciliani che erano stati un po' danneggiati o furono completamente risparmiati dal sisma. dove l'aria era pi„ fresca e pulita (nelle torride estati siciliane) e la vista pi„ gradevole. l'aristocrazia si localizz• nelle aree pi„ sopraelevate. Alcuni tra i centri ricostruiti dopo il sisma del 1693. iniziata nel 1566. Noto.[14] e rappresentano in un certo senso la tardiva realizzazione della citt‚ ideale rinascimentale. per comodit‚ di tutti. con marmi colorati.Barocco siciliano 182 In queste nuove citt‚. Infine i meno abbienti furono figura 9: Via Corrado Nicolaci. furono anch'essi trasformati dallo stile Barocco. come Palermo. man mano che la moda si allargava e gli aristocratici con un palazzo a Catania iniziarono a desiderare che il loro palazzo nella capitale fosse altrettanto opulento di quello nella seconda citt‚. non presentano il tradizionale tracciato ortogonale a scacchiera ma una forma urbana geometrica su base esagonale: Avola progettata da Angelo Italia e Grammichele il cui disegno € attribuito a Carlo Maria Carafa Branciforti i cui schemi urbanistici sono desumibili dal trattato di architettura militare allora pi„ conosciuto: I Quattro Primi Libri di Architettura di Pietro Cataneo. e in seguito il suo stile e la sua filosofia si diffusero in luoghi tanto lontani come Annapolis. fu una di tante nella citt‚ i cui interni furono ridecorati nel XVIII secolo in stile Barocco. Williamburg. A Palermo la chiesa di Santa Caterina. intorno alla coppia costituita da Cattedrale e Palazzo Vescovile furono costruiti anche i conventi. New Bern. In tal modo la pianificazione urbanistica Barocca venne a simboleggiare e riflettere l'autorit‚ politica. ammessi ad erigere i loro rifugi di mattoni e le loro case nelle aree a cui nessun altro ambiva.

Notevoli lavori di questo periodo erano le ali del XVIII secolo di Palazzo Biscari a Catania e della Chiesa di Sant'Agata del Vaccarini. Comunque i suoi lavori sono di qualit‚ considerevolmente inferiore rispetto a quella di ciŒ che sarebbe seguito. Ugualmente i nobili si sentirono in dovere di dotarsi di palazzi e residenze di campagna per affermare il proprio ruolo sociale. Le prime rivelano il ruolo sociale che aveva assunto in Sicilia il gran numero di congregazioni. € stata una grande esuberanza decorativa. pur opulenta.Barocco siciliano 183 Nuove chiese e palazzi La caratteristica principale dell'architettura barocca in Sicilia dopo il 1693. In tal modo il Rinascimento finalmente sbarc• in Sicilia diciamo cosƒ per procura. Il loro lavoro ispir• progettisti siciliani che figura 10: La Chiesa Madre di San Giorgio Modica avevano avuto minori occasioni. . per cui in un solo piccolo centro erano spesso presenti un elevato numero di ordini conventuali caratterizzati da un'intensa attivit‚ edificatoria. favorendo le espressioni artistiche pi„ opulente di decorazioni. dotata di una qualit‚ disciplinata. Subito dopo il terremono furono costruite o ricostruite innumerevoli chiese e palazzi. Egli arriv• sull'isola nel 1730 portando un personale amalgama delle idee del Bernini e del Borromini. Gli architetti spesso locali furono capaci di progettare in un modo pi„ sofisticato di quello del tardo XVII secolo. che per la prima volta fornƒ le precise dimensioni e misure di molti delle principali facciate Barocche e Rinascimentali di Roma. Va osservato che questi architetti furono anche assistiti da pubblicazioni di incisioni di Domenico de' Rossi. Lo stile di Vaccarini era destinato a dominare Catania per decenni. — il suo frequente rifarsi a disegni affermati che rende l'architettura di questo periodo. sempre a Catania. anche se le particolari caratteristiche di calore. quasi imbrigliata. Per questo edificio Vaccarini chiaramente attinse all'"Architettura Civile" di Guarino Guarini. Giovanni Battista Vaccarini era il principale architetto siciliano durante questo periodo. molti erano stati educati nell'Italia continentale ad una comprensione pi„ dettagliata dell'idioma Barocco. e introdusse all'architettura dell'isola un movimento unificato e un gioco di linee curve che sarebbe risultato inaccettabile nella stessa Roma. gioia espressiva e libert‚ vennero raggiunti gradualmente nel corso del secolo.

unica nella Provincia di Ragusa grazie alla presenza del Loggiato progettato da Vincenzo Sinatra. € la pi„ complessa € ingegnosa di qualsiasi altra costruita nell'era Barocca della Sicilia. visit• Vienna due volte verso l'inizio del secolo. con frequenti cambi di direzione. la sua Villa Palagonia iniziata nel 1705. e dovevano quindi far coincidere i loro progetti con lo stato dei luoghi e dei manufatti o quanto ne rimaneva. Diversi edifici sull'isola sono imitazioni dei lavori di Fischer von Erlach.Barocco siciliano 184 Un secondo ostacolo per il pieno sviluppo del potenziale degli architetti siciliani fu che frequentemente essi stavano solo ricostruendo una struttura danneggiata. Per• i compromessi a cui egli dovette prestarsi in ossequio alla struttura esistente sono evidenti. La chiesa di San Giorgio a Modica (figura 10) ne € un esempio: malamente danneggiata dal terremodo del 1613. tornando con una collezione di incisioni e disegni. qui a Modica la costruzione € pi„ pesante e manca dell'abituale leggerezza di tocco e libert‚ di disegno. la libert‚ e il movimento che oggi sono sinonimi dell'espressione Barocco Siciliano. consci del fatto che gli stili del Rococo per gli interni iniziavano altrove a guadagnare ascendente sul Barocco. di cui comunque si conservano disegni correlati. Tra il 1718 e il 1734 la Sicilia fu controllata personalmente da Carlo VI da Vienna. Una. col risultato che si possono percepire stretti legami con l'architettura austriaca. ricostruita nel 1643 in stile Barocco conservando la pianta medievale. quindi danneggiata di nuovo nel 1693. notevoli per le loro pareti concave e convesse e per il complesso disegno delle loro scale esterne. procedettero a sviluppare l'appariscenza. C'era anche un'altra influenza al lavoro. Un architetto siciliano. Secondo alcuni autori pi„ recenti questo pu• anche dipendere in figura 11: La Basilica di Santa Maria Maggiore Ispica parte dall'avvicendarsi di altri alla supervisione a cavallo della morte del Gagliardi. lo stesso Rosario Gagliardi progett• con lo stesso stile la basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica (figura 11). il monaco Tommaso Napoli. Mentre Gagliardi us• le stesse formule che tanto successo gli arrisero a San Giorgio a Ragusa. . La ricostruzione ebbe luogo a partire dal 1702 ad opera di un ignoto architetto. avvenuto nel 1760. Col compito di ricostruzione dal terremoto del 1693. o almeno parte dei lavori. In seguito una nuova ondata di architetti. la sua doppia scala di scalinate rettilinee. Infine Rosario Gagliardi supervision• il completamento della facciata. Fu in seguito architetto di due ville di campagna del primo periodo Barocco siciliano. fu il prototipo di ci• che divenne una caratteristica eminente del Barocco Siciliano. essendo morto in quegli anni.

Questa generazione aveva assistito alla ricostruzione nel Barocco e studiato le stampe e i libri di architettura che giungevano con sempre maggiore frequenza dal continente. cominciarono. e questa fu la ragione per cui si evolse in modo tanto spettacolare. Le facciate delle chiese spesso vennero a rassomigliare a torte nuziali piuttosto che luoghi di culto man mano che gli architetti guadagnavano sicurezza. questo stile € una manifestazione caratteristica di esuberanza siciliana.Barocco siciliano 185 Il pieno sviluppo del Barocco Siciliano Intorno al 1730 il Barocco siciliano cominci• gradualmente a distanziarsi dallo stile Barocco definitosi a Roma e guadagn• una individualit‚ anche pi„ forte per due ragioni: in questo periodo la corsa a ricostruire stava cominciando a scemare e la costruzione stava divenendo pi„ tranquilla e meditata. figura 12: Duomo di Siracusa: Facciata della Cattedrale di Andrea Palma (iniziata nel 1728). che era adesso condotto ad un nuovo stadio: chiese in cima alle colline venivano raggiunte tramite meravigliose scalinate che evocavano il mentore di Vaccarini. e un nuovo manipolo di architetti siciliani veniva alla ribalta. definita la "perfetta citt‚ barocca"[15]. specialmente a Palermo. le masse interrotte da una facciata colonnata creano un effetto teatrale. Questi architetti inclusero Andrea Palma. Gli interni chiesastici. Basata sulla formula dell'arco trionfale romano.i vecchi studenti degli architetti di Roma . ma comunque il singolo spettatore possa reagire. ad essere decorati con un tumulto di marmi intarsiati e un'ampia variet‚ di colori. essi adattarono adesso i loro progetti a bisogni e tradizioni locali. competenza e statura artistica. Rosario Gagliardi e Tommaso Napoli. e va classificato tra le pi„ importanti e originali creazioni di arte Barocca sull'isola". Napoli e quindi Vaccarini avevano promosso l'uso di scale esterne. fu idealmente intonato alla personalit‚ siciliana. Questo € fondamentale nel Barocco Siciliano.essi erano capaci di formulare stili fortemente individuali in autonomia. che fino a questa data erano stati leggermente prosaici. In nessun luogo in Sicilia lo sviluppo del nuovo Barocco € pi„ evidente che a Noto. Anthony Blunt ha descritto questa decorazione come "affascinante o repellente. Diversamente dai predecessori . Ragusa e Catania. Il loro uso di risorse e sfruttamento dei siti era spesso follemente creativo. Francesco De Sanctis e le scalinate di Piazza di Spagna a Roma. Pur tenendo in considerazione il Barocco di Napoli e Roma. .

come soprattutto a Lecce e. La chiesa torreggia in modo impressionante su una imponente scalinata di circa 250 gradini. che rappresentava a Noto il vicer† spagnolo. pel fatto sembra d'una volont‚ sola. La torre sembra esplodere dalla facciata. Vincenzo Sinatra e Paolo Labisi. A visitarla. Il barocco di Noto pervade l'intera citt‚: gli elementi barocchi non sono isolati all'interno di un contesto urbano caratterizzato da diversi stili. accentuata da colonne e pilastri rastremati contro le pareti curve. ricostruzione della citt‚ vecchia sul suo colle. A tal proposito Ugo Ojetti sostenne:•Noto ai primi del Settecento € una delle nostre citt‚ sorte d'un colpo. e Ragusa Superiore che invece fu edificata ex novo dopo il terremoto su un altopiano adiacente. Successivamente Ragusa Superiore si espanse su un ulteriore altopiano.Barocco siciliano 186 Noto Le vie della citt‚ sono intervallate da scenografiche piazze ed imponenti scalinate che raccordano terrazze e dislivelli. con una grandiosit‚ senza pause e una regalit‚ senza avarizia–[18]. vanta un insieme impressionante di manufatti Barocchi. di colore tra il dorato e il rosato. convesse (come la chiesa di San Domenico) o addirittura curvilinee. in un'ottica barocca pienamente consapevole e non provinciale. Inoltre. fa dire al protagonista. si accorse pure un maestro dell'immagine come Michelangelo Antonioni. progettata nel 1738 (figura 12). girata a Noto. A differenza di quanto accade di solito nelle costruzioni barocche delle province del Sud Italia. L'abitato € diviso in due parti: Ragusa Ibla. conventi. La unitaria ricostruzione produsse un tessuto urbano coerente e ricco di episodi architettonici. interpretato da Gabriele Ferzetti. separato dal primo dalla vallata S. con l'impiego di facciate concave (come nella chiesa del Carmine o in quella di San Carlo Rosario Gagliardi. La ricostruzione avvenne unitariamente sotto la guida del duca di Camastra. gli architetti che lavorano a Noto non puntano tutto sui motivi ornamentali. Domenica e ad esso collegato tramite tre ponti costruiti in epoche diverse. Rosario Gagliardi. Che libert‚ straordinaria!– Ragusa Ragusa fu gravemente danneggiata nel 1693. che movimento. Ragusa Ibla. gli architetti attivi a Noto. Dell'impegno degli architetti netini per la creazione di grandi scenografie. palazzi. Noto Borromeo al Corso). Si preoccupavano degli effeti scenografici. il quale in una scena de L'Avventura. senza squilibri rispetto alle architetture nelle quali sono inseriti[16]. che includono la chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi. la citt‚ inferiore. Venne utilizzata la tenera pietra locale. riccamente intagliata. chiese. fiammeggiante. tutto costruito nello stesso tufo giallo. Al di sopra delle . Nel progetto di questa chiesa Gagliardi sfrutta la difficile topografia del sito collinare. come dice bene il Fichera. ma sono collegati tra di loro in modo da realizzare quella che € stata definita la "perfetta citt‚ barocca"[17]. come nella torre campanaria del seminario. Chiesa di San Domenico. intento ad ammirare la citt‚ dalla terrazza del campanile della chiesa di San Carlo al Corso:•Ma guarda che fantasia. i quali restano sempre ben controllati. in Sicilia. nello stesso barocco. a Catania. teatro pare un monumento unico. si impegnarono anche nella realizzazione di architetture elaborate. immagine precisa del gusto d'un'epoca. una caratteristica Barocca frequentemente adottata in Sicilia a causa della morfologia dell'isola.

colpire o divertire i passanti. una cornice di foglie d'acanto contro cui si appoggia un puttino. che vanno da putti a musicisti a maschere figura 13: La Chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi. In un vicolo che connette Ragusa Ibla con Ragusa Superiore si trova la Chiesa di Santa Maria delle Scale. a dimostrazione di un tassello dell'evoluzione del Barocco Siciliano. fu ripianificata intorno alla Cattedrale. Questo stile molto Portoghese. contenente fini sculture e bassorilievi. Questa chiesa € interessante. probabilmente disegnato per minimizzare i danni in futuri terremoti. grottesche. Palazzo Zacco € uno dei pi„ notevoli edifici Barocchi della citt‚. da cui il nome. I balconi. con una soglia centrale solo appena sottolineata da un balcone e da un arco che conduce al giardino interno. sono notevoli per le mensole aggettanti che li sostengono. L'ultimo palazzo costruito qui era in forma Barocca ma con colonne di ordine Dorico Romano e balconi neoclassici. il disegno dei palazzi qui € tipico di questa citt‚: essi sono lunghi e di solo due piani. definito dalla classica Roma. Ragusa. mentre sostengono maschere grottesche volte a burlarsi. Qui i balconi sono sorretti da immagini di musicisti con facce grottesche. 187 . in seguito al 1693. ciascuna con sei ampie balconate che portano lo stemma della famiglia Melfi. a contrasto con il Barocco di altre parti d'Europa. La Cattedrale ha un elevato campanile siciliano nello stesso stile. L'edificio ha due facciate sulla strada.Barocco siciliano aperture di porte e finestre. Ragusa Superiore. € molto diverso da quello dei palazzi di Ragusa Ibla. La cupola neoclassica non fu aggiunta prima del 1820. La sua facciata principale € puro Barocco. che sono in vero stile Siciliano. una caratteristica del palazzo. timpani si svolgono e curvano con un senso di libert‚ e di movimento che sarebbe stato impensabile ai precedenti architetti ispirati al Bernini e al Borromini. Solo met‚ della chiesa fu ricostruita nello stile Barocco. dotato di colonne Corinzie che sostengono balconate di elaborato ferro battuto. la parte pi„ danneggiata della citt‚. Il punto focale della principale facciata sono i tre balconi centrali divisi da colonne con capitelli corinzi. Il palazzo fu costruito nella seconda met‚ del XVIII secolo dal Barone Melfi di Sant'Antonio. Fu in seguito acquistato dalla famiglia Zacco. Insolitamente il Barocco indugi• qui fino al primo XIX secolo. L'adorno interno Barocco € diviso in tre navate colonnate (figura sopra). La Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa Superiore fu costruita tra il 1718 e il 1778. nonostante gravemente danneggiata nel terremoto. mentre la met‚ sopravvissuta fu mantenuta nell'originale veste Normanna (con elementi Gotici).

Alonzo di Benedetto. La ricostruzione fu supervisionata dal Vescovo di Catania ed unico architetto sopravvissuto della citt‚. Il nuovo progetto separ• la citt‚ in due principali quartieri. Questo € tipico del Barocco di questo periodo immediatamente seguente al terremoto. per una fontana nello stile di Berini di fronte al nuovo Palazzo di Citt‚. . Gli architetti lavorarono in completa armonia ed € impossibile distinguere il lavoro di Alonzo da quello dei suoi assistenti. con bugnati decorati nello stile siciliano del XVII secolo. dove si insinu• il nascente Monastero dei Benedettini). I tre palazzi collocati sono: il Palazzo Vescovile e il Seminario dei Chierici a sud. distinti dalle figura 14: Duomo di Catania. Gesuiti (dov'egli € capomastro tra il 1701 e il 1720)[21]. Costui diresse una squadra di architetti chiamati da Messina. che presto aprirono i cantieri.Barocco siciliano 188 Catania La seconda citt‚ della Sicilia. mostra forti influenze spagnole anche a questo stadio tardo del Barocco Siciliano. Santa Maddalena a est . La facciata principale di Giovanni Battista Vaccarini attuali vie Vittorio Emanuele II a sud e [20] datata 1736. In citt‚ si trova anche la Chiesa della Collegiata di Stefano Ittar. utilizzandola in alternanza ritmica con altri materiali. Vaccarini sfrutt• anche la locale pietra lavica come elemento decorativo piuttosto che come un generico elemento costruttivo. Il nuovo piano prevedeva infatti strade pi„ larghe[19] e l'inserimento di ampie piazze che consentissero eventuali aree antisismiche. mostra influenze architettoniche spagnole. Nel 1730 Vaccarini arriv• a Catania come architetto della citt‚ e immediatamente impresse sui nuovi lavori lo stile Barocco Romano. fu gravemente danneggiata e le strutture pi„ imponenti che rimasero in piedi furono il medievale Castello Ursino e tre navate della cattedrale. cosƒ si spiega il Neoclassico che si respira nel Convento dei PP. Tuttavia non manca un tentativo del Di Benedetto ad associarsi agli stili pi„ attuali in Europa. dedicata a Sant'Agata. e colonne a tutto tondo a sostegno di balconi. Catania. ma spesso la decorazione dei piani nobili € superficiale. Cosƒ essa fu riprogettata e ricostruita. e trabeazioni o timpani curvilinei. il Palazzo degli Elefanti a nord (che sostituisce l'antica Loggia medioevale) e ad ovest il Palazzo Pardo Sammartino. uno nobile (il cui terreno era venduto pi„ caramente a 20 onze per tumulo) e uno popolano (a 13.10 onze per tumulo. concentrandosi prima su Piazza del Duomo. I pilastri perdono i loro bugnati e sostengono cornicioni del tipo romano e timpani. e spettacolarmente per il suo obelisco posto sul dorso dell'Elefante. La facciata principale di Vaccarini per la Cattedrale di Catania. costruita intorno al 1768 ed esempio di Barocco Siciliano colto nella sua massima semplicit‚ stilistica. simbolo di Catania. Il lavoro € valido ma elementare.

con una o pi„ campane. da dove doppie scale portano fino al piano nobile. esempio tipico di Barocco Siciliano. Un esempio particolare € la scalinata antistante San Giorgio a Modica che procede per un dislivello di decine di metri con gradini molto ripidi fiancheggiati da giardini pensili.Barocco siciliano 189 Caratteri del Barocco Siciliano L'architettura Barocca € generalmente uno stile architettonico drammatico.(figure 2 e 9). a sovrastare il timpano. balaustre ricurve in ferro battuto. l'architettura del XVIII secolo. concave o convesse. spesso al centro. accessibile alle carrozze. antistante le sale di ricevimento del primo piano. 5. modellata. riccamente adorno di sculture ed altre decorazioni. Le balconate. e le simmetriche fughe di gradini frequentemente cambiano direzione anche quattro volte. questi volti furiosi o ghignanti sono vestigia del Manierismo. Alla met‚ del XVIII secolo. Il Barocco Siciliano esalta tali caratteristiche. gli edifici costruiti esibivano almeno alcune delle seguenti caratteristiche specifiche: 1. bugnato decorato. Inferriate panciute si trovano anche a guardia di finestre. Tale caratteristica coinvolge a volte anche ville o palazzi che esibiscono scale esterne ricavate nei recessi creati dalle curve (figure 1 e 6). caratterizzato da chiaroscuri e giochi di luce creati da masse e ombre. Si tratta di uno dei pi„ duraturi e caratteristici aspetti dell'architettura del Barocco Siciliano (figure 1 e 9). oggi sede della Facolt‚ di Lettere dell'Universit‚ degli Studi di Catania. Anche le chiese. (figure 12 e 20). Figura 2: Monastero di San Nicol• l'Arena (Catania). In Figura 3: Campanile che corona la chiesa di San una chiesa con molte campane la facciata principale diviene Giuseppe attribuita a Rosario Gagliardi o a fr‚ Alberto particolarmente alta. Il campanile generalmente non era posizionato a fianco della chiesa in un'autonoma torre campanaria. con putti a supporto della balconata. 4. spesso erano munite di scalinate scenografiche. soprattutto nella Sicilia orientale dopo il sisma. spesso sono accompagnate da complicate balaustre in ferro battuto (figura 2). Sia le chiese che i palazzi spesso esibiscono facciate dalla geometria complessa. L'uso diffuso di scale esterne in ville e palazzi extraurbani che spesso erano erano progettati con un portale nella facciata principale. che conduce ad un cortile interno. di forma piramidale e riccamente Maria di San Giovanni Battista a Ragusa Ibla. . ciascuna chiaramente in vista sotto il proprio arco. La presenza di mascheroni e putti. come la Chiesa della Collegiata a Catania. spesso a supporto di balconi o a decorazione delle varie parti orizzontali delle trabeazioni di un edificio. a causa della topografia del siti. quando il Barocco Siciliano era ormai ben definito rispetto ai caratteri generali del Barocco del continente. 3. diventando uno stile riconoscibile che si trova principalmente espresso in edifici sacri e palazzi nobiliari costruiti per la numerosa aristocrazia siciliana. ma posto in facciata. In generale la presenza di elementi in ferro battuto caratterizza. e opere murarie bicrome con pietra lavica. 2. costituendo l'ingresso principale alla casa. ispirate a modelli romani.

Interni chiesastici con profusione di marmi intarsiati a pavimentazione e rivestimento delle pareti. Interni Gli esterni delle chiese siciliane erano stati decorati in stili elaborati dal primo quarto del XVII secolo. e . in modo particolarmente evidente nella Sicilia orientale. La monumentale Porta Grazia di Messina (1680) starebbe a suo agio in qualsiasi cittadella costruita dagli spagnoli altrove. spesso nella forma di putti. stucchi. mostrando ancora le origini normanne della architettura siciliana. nelle loro colonie. 11. Negli interni sono spesso dorate o decorate ma sostengono invece archi molto semplici 8. Man mano che le chiese del dopo-terremoto venivano completate negli tra il 1720 e il 1730. Le colonne. 7.. In ogni caso il Barocco Siciliano non pu• essere definito semplicemente in base alla presenza di uno o pi„ di questi caratteri. complessi sono una delle pi„ definite caratteristiche dello stile. 9. riscontrabili nelle cattedrali Normanne d'Europa. gli interni cominciarono a riflettere di pari passo le decorazioni esterne. lasciate lisce. Persistenza di elementi costruttivi e decorativi dell'architettura del periodo normanno. Per apprezzare il Barocco Siciliano occorre identificare uno o pi„ di queste caratteristiche. ma alla fine del XVI secolo. cornicioni e frontoni. con profusione di ornamenti scultorei degli elementi portanti. L'altare maggiore € solitamente il pi†ce de resistance. affreschi e marmi (figura 15). Consiste in molti esempi di un monoblocco di marmo policromo. Il bugnato € molto diffuso e spesso variamente decorato. nelle proprie volute e nelle decorazioni che ne producono l'indefinibile sensazione tipica di "joie de vivre". poich† nessuna caratteristica € esattamente specifica della sola architettura siciliana. Molti edifici del Barocco Siciliano. 10. Le sue sfumature di nero e grigio erano spesso usate per creare effetti decorativi cromatici a contrasto(figure 2 e 14). A volte il bugnato veniva usato per pilastri anzich† pareti. a supporto di architravi spezzati. perfino con dolci e soprattutto con conchiglie che diventarono il simbolo ornamentale prevalenti dello stile barocco siciliano. Palermo (1564€1633). con abbondante utilizzo di marmo policromo su Questi motivi con tondi di porfido sono spesso derivati da disegni pavimentazione e a rivestimento delle pareti. essendo questa la pi„ facile da reperire. elementi floreali e faunistici.Barocco siciliano 6. squame. (figura 2). con profusione di sculture. poi valutare la composizione nel suo complesso e allora se l'edificio € posteriore alla fine del secondo decennio del XVIII secolo determinare se l'architettura possiede una fluidit‚ nelle proprie curve. sono costruiti con la pietra lavica locale. decorato con volute dorate e ghirlande. gli architetti siciliani ornavano i blocchi addirittura con sculture di foglie. Marmi intarsiati su pareti e pavimentazioni con motivi figura 15: La chiesa del Ges„. 1694€1735. diventando pi„ lievi e meno intensi (confrontare figura 15 all'interno posteriore mostrato in figura 15). 190 figura 4: Primo Barocco Siciliano. specialmente a Catania e nella Sicilia orientale. con effetti decorativi e chiaroscurali. Lo stile di questa porta cittadina ad arco fu diffusamente copiata per tutta Catania subito dopo il terremoto. La Cattedrale di San Giovanni Battista. L'influenza architettonica della Spagna (che allora dominava la Sicilia) € spesso riconoscibile. Gi‚ in Sebastiano Serlio troviamo il bugnato con conci decorati. il pezzo forte. sono solitamente isolate e staccate dalla facciata. Ragusa.

con affreschi di Giovanni Tuccari. Il fenomeno si pu• seguire nella sua crescita finch†. La costruzione delle chiese della Sicilia sarebbe stata tipicamente finanziata non solo dai singoli ordini religiosi. come nell'ala della sala da ballo del Palazzo Aiutamicristo a Palermo. data e cosƒ via. semplicemente perch† ci voleva cosƒ tanto tempo a costruirle. dove il soffitto della sala da ballo fu affrescato da Giuseppe Cristadoro con scene allegoriche incorniciate da motifi dorati in gesso. I funerali divennero impressionanti esibizioni di fasto. Catania. La parte pi„ spettacolare della decorazione della chiesa € il coro delle monache (figura 17). formando motivi. quando queste furono completate il Barocco era passato di moda. Con poche notevoli eccezioni. Dal 1650 circa piccole quantit‚ di intarsio in marmo colorato iniziarono ad apparire. lo stemma e la calligrafia sono costituiti interamente da intarsi in marmo colorato. incorniciati da bordi a motivi decorativi. e le stanze di rappresentanza furono decorate nel nuovo figura 16: Chiesa di San Benedetto. Ben dopo che il Barocco iniziasse a cadere in disgrazia negli anni '80 del 1700. ma da una famiglia aristocratica. alla fine del secolo. datato intorno al 1750. Molti furono costruiti privi di decorazioni Barocche elaborate per gli interni. per•. e il resto della stanza fu decorato in modo ben pi„ semplice. ma furono abbastanza convenzionalmente tumulate sotto le loro cappelle di famiglia. la maggioranza della nobilt‚ siciliana non scelse di avere le proprie spoglie mortali esibite in eterno nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. — stato detto. 191 . Per esempio quelle della prima met‚ del XVII secolo sono di semplice marmo bianco decorato con i simboli araldici e riportanti nome. che "il funerale di un aristocratico siciliano era uno dei grandi momenti della sua vita". mentre gli interni originari sono andati perduti per sempre. Uno degli esempi pi„ belli € Santa Zita a Palermo. il soffitto era gi‚ fuori moda quando fu terminato. gli interni dei palazzi si mostrarono subito meno elaborati di quelli delle chiese Barocche di Sicilia. I cambiamenti negli usi degli ultimi 250 anni hanno semplificato le decorazioni dei palazzi ulteriormente. I gradini che conducono alla pedana dell'altare sono caratteristicamente curvi tra concavi e convessi e in molti casi decorati con marmi policromi intarsiati. I soffitti furono affrescati da Giovanni Tuccari. e oggi i pianterreni sono di solito negozi. La Chiesa di San Benedetto a Catania (figure 16 e 17) € un bell'esempio di interni in stile Barocco Siciliano. banche o ristoranti e i piani superiori sono divisi in appartamenti. costruito da Andrea Giganti. che fu progettato in tal modo che le voci delle sorelle potessero essere udite durante le funzioni religiose ma che le suore stesse fossero comunque ben separate e nascoste dal mondo meno spirituale di fuori. il periodo in cui il Barocco Siciliano era al vertice del suo fascino ed unicit‚. Spesso si pu• trovare una fusione dei due stili. decorata tra il 1726 e il 1762. Le lapidi che coprivano le tombe oggi forniscono un barometro accurato dello sviluppo del Barocco e delle tecniche di intarsio anno per anno.Barocco siciliano frequentemente incastonato con altre pietre come lapislazzuli e agata. la decorazione barocca era ancora considerata pi„ adeguata al rituale Cattolico del nuovo neoclassicismo di basi pagane. Contrariamente ad una diffusa convinzione. stile neoclassico noto come "Pompeiano".

in una casa privata poteva rappresentare il cibo o gli strumenti musicali preferiti dei proprietari. pi„ un portiere che suonava una campanella un numero prestabilito di volte proporzionato al rango dell'ospite in arrivo. Una delle stanze pi„ notevoli in questo stile € la Galleria degli Specchi di Palazzo Gangi a Palermo. ed intesi per la vita quotidiana di un grande numero di persone. segretario. Qualunque straniero in visita. tutti dotati di appartamenti minori nella casa. Molti dei palazzi erano enormi. questo era un appartamento costituito da grandi e piccoli saloni. figura 17: coro delle monache della Chiesa di San Ulteriori stanze erano richieste in base alla tradizione siciliana che Benedetto. che fu dal 1750 esteso e trasformato dal suo proprietario Marianna Valguarnera. era un segno di origini plebee il consentire anche a mere conoscenze di sostare nelle locande del posto. o pi„ spesso in ceramica. Poi venivano i dipendenti. incastonati in cornici dorate nelle pareti. in quanto combina senza soluzione di continuit‚ architettura. specialmente se anziani. sua moglie e molti figli. scultura e pittura in tre dimensioni. con un salone molto ampio a fare spesso da sala da ballo. contabile. speso spostato da una stanza all'altra in base alle esigenze del momento. mai come nel successivo stile informale al centro della stanza. ed inteso come sala principale della casa. maggiordomo. per meglio esibire il rivestimento a motivi decorativi del pavimento in marmo. Comune sia al design degli interni sia di chiese che di palazzi era il lavoro a stucco. era ritenuto uno speciale trofeo e aumentava il prestigio sociale. specialmente un Inglese. vivevano nel palazzo anch'esse. le stanze erano adornate con profusione. A volte i mobili erano commissionati specificamente per una stanza. Mentre nelle chiese lo stucco poteva rappresentare angeli e putti collegati da ghirlande di fiori. Le pareti erano frequentemente rivestite da specchi. Se decorate durante l'era Barocca. Di conseguenza la casa dell'aristocratico siciliano era raramente vuota o tranquilla. spesso incluso un cappellano o confessore privato. e anche la pi„ comune. . mentre altra luce proveniva da candelieri a parete che fiancheggiavano gli specchi. prevalentemente nel pi„ tardo stile neoclassico. conteneva tipicamente anche un insieme di parenti pi„ poveri e membri della famiglia estesa. che nel Barocco era sempre lasciato vuoto. € che molte stanze non furono mai destinate ad essere decorate. Dotato di accesso formale dalla doppia scala Barocca esterna. Le molte stanze erano necessarie per alloggiare una simile unit‚ familiare. Questo € un componente importante del design e della filosofia Barocca. scelto dal regista Luchino Visconti per il film "Il Gattopardo". La casa dell'aristocratico siciliano. erano spesso decorati e ammobiliati con semplicit‚. La sua combinazione in soffitti e pareti a trompe l'oeil nella pittura illusionistica Barocca confonde arte e realt‚.Barocco siciliano 192 Una terza ragione per l'assenza di decorazione Barocca. I mobili erano sempre disposti contro le pareti. ritratti di famiglia e supportati da ninfe e pastorelle similmente incorniciate. per esempio per abbinarsi ad un pannello in seta della parete con cornice dorata. Il mobilio durante l'era Barocca era in linea con lo stile: adorna. Spesso le famiglie estese dei servi. Le stanze pi„ belle pi„ decorate erano quelle del piano nobile. anche per il "Maestro e Maestra di Casa" stessi. Il mobilio era transitorio all'interno della casa. archivista. Catania. I soffitti erano alti ed affrescati e dal tetto pendevano enormi lampadari di Murano. Questi alloggi quotidiani. dorata e frequentemente con tavoli dal piano superiore in marmo. ma verso la fine del XVIII secolo essi erano sempre pi„ spesso situate sul piano secondario al di sopra. A volte le camere da letto degli ospiti erano collocate qui. riservato a ospiti e all'intrattenimento. a volte alternate a dipinti. Questa famosa stanza con il suo soffitto affrescato da Gaspare Fumagalli € in ogni caso una delle poche stanze Barocche in questo palazzo Barocco. bibliotecario e innumerevoli servi inferiori. a partire da lui stesso. governante. lasciando altre stanze vuote.

Controllata da Napoli dal fiacco Ferdinando VI e dalla sua moglie esuberante. Dufourny inizi• a progettare a Palermo. Come conseguenza i ricavi dell'aristocrazia precipitarono. dalla filosofia alle arti. Cosƒ i siciliani riscoprirono il loro antico passato. I balconi in ferro battuto e le curve ardite. finch† il valore delle propriet‚ abbandonate scese al di sotto dell'importo dei prestiti che garantivano. costruito attorno ad un cortile porticato che creava le masse Barocche di luce e ombra.000 soldati britannici. ospitante enormi pilastri. la Sicilia (dal 1735 ufficialmente denominata Regno di Sicilia) era goveranta dal Re di Napoli. semplici. Napoli. "Tempio dell'Ingresso" (1798) del Giardino Botanico fu il primo edificio in Sicilia in uno stile basato sull'ordine Dorico Greco.Barocco siciliano 193 L'ultimo periodo Come del resto per tutti gli stili architettonici a lungo andare la gente si stanc• del Barocco. Non pi„ controllata dall'Austria. A seguito di ci• Palermo fu in assiduo contatto con la capitale maggiore. L'architetto francese L†on Dufourny fu in Sicilia tra il 1787 e il 1794 per studiare e analizzare gli antichi templi Greci sull'isola. come definita in Inghilterra dal 1760. Il cambiamento dei gusti non avvenne da un giorno all'altro. Gli intendenti lasciati a governare le propriet‚ nel tempo divennero sempre meno efficienti. Siracusa. Durante il XVIII secolo la nobilt‚ migr• gradualmente verso le citt‚. Molti di loro visitarono Parigi rincorrendo tali interessi e tornarono con le ultime stampe architettoniche e gli ultimi trattati teoretici. I francesi furono tenuti alla larga dalla Sicilia solo in forza di una spedizione di 17. o chiaroscuro. e in effetti la Sicilia era ormai controllata de facto dal Regno Unito. in particolare Palermo. Un'altra ragione per il graduale declino dello sviluppo del Barocco Siciliano e delle costruzioni in genere fu che il denaro stava terminando. figura 18: Palazzo Beneventano Del Bosco. moda e architettura. La facciata principale. A quel punto il Re Ferdinando impose le prime nuove tasse. dove aveva luogo una crescente conversione ai pi„ classici stili architettonici. ma ora i balconi siciliani. In pi„ la Sicilia diventava ormai politicamente instabile quanto l'aristocrazia lo era economicamente. mantengono colonne classiche. e il suo a debita distanza il neoclassicismo. molti dei nobili siciliani pi„ acculturati svilupparono la moda di una infatuazione per le cose francesi. Nel 1784 progett• il Palazzo Riso-Belmonte a Palermo. L'aristocrazia ricorse al credito utilizzando le propriet‚ come garanzie ipotecarie. In alcune parti d'Europa esso si tramut• nel rococo. Il Barocco rimase popolare sull'isola. la Sicilia aveva intrapreso la via del declino ben prima che le battaglie contro la Francia napoleonica nel 1798 e 1806 costringessero due volte il Re a fuggire da Napoli alla Sicilia. il pi„ bell'esempio di questo periodo di transizione architettonica. d'ordine ionico e sorreggevano una trabeazione disadorna. e come risultato il loro reddito era prevalentemente speso l‚. Il Barocco Siciliano stava declinando. spesso entrambi. Era il grande amico e collega architetto di Dufourny Giuseppe Marvuglia che doveva presiedere al graduale declino del Barocco Siciliano. ma il profilo era lineare. sarebbero stati rimpiazzati da severe contenuto stile tardo del Barocco Siciliano. che con i suoi idiomi classici era adesso al vertice della moda. Durante il XVII secolo l'aristocrazia viveva principalmente delle propriet‚ terriere. progettato da Luciano Alƒ nel periodo 1779€1788 nel stravaganti come non mai. alienandosi di . In combinazione con ci•. Si tratta di architettura neoclassica pura. aveva anche elementi barocchi. alle quali si chiedeva ugualmente di fornire introiti. comunque. Ferdinando IV. che combinava sia motivi Barocchi che Palladiani. I pilastri erano privi di decorazione. a tutta spesa delle propriet‚ abbandonate. curandole e migliorandole. ed era un segno delle novit‚ da venire. per godere dei piaceri sociali della corte del Vicer† e Catania. I loro palazzi di citt‚ crebbero in dimensioni e splendore. ma non in Sicilia. o corrotti. Al di sopra delle finestre si trovavano lineari frontoni classici.

Una innovazione legale di particolare gravit‚ per l'aristocrazia fu che i creditori. reso popolare da Sir John Vanbrugh con un edificio come Blenheim Palace. la campagna finƒ presto in mano a briganti e banditi. Il tardo Barocco Siciliano somigliava al Barocco popolare nel Regno Unito all'inizio del XVII secolo. abbinati all'agitazione sociale e politica del seguente Risorgimento nel XIX secolo. Come per i primi giorni del Barocco Siciliano. Rivolte contro i Borboni nel 1821 e nel 1848 divisero la nobilt‚.Barocco siciliano colpo tutta l'aristocrazia. l'influenza francese neoclassica si fece pronunciata. e di conseguenza la borghesia possidente inizi• a fiorire. che a quel punto imposero una forma di governo di stampo britannico sull'isola. Palazzo Ducezio a Noto (figura 19) fu iniziato nel 1746. neoclassica sopra. e il nuovo stile era principalmente utilizzato in edifici pubblici e civili come l'Orto Botanico di Palermo. compreso Andrea Giganti. i primi edifici della nuova era neoclassica furono spesso copie o ibridi dei due stili. Barocca al palermitana Chiesa di San Francesco di Sales del pianterreno. ma la versione alla moda adottata dalla Francia. che in precedenza potevano solo pretendere un pagamento di interessi su un prestito. La propriet‚ cominci• a passare di mano e ad essere suddivisa alle aste. Giuseppe Marvuglia. Comunque. riconoscendo che la nuova moda britannica prendeva sempre pi„ piede. Questi fattori. quasi Inglese nella sua interpretazione del Barocco. Cosƒ il Barocco Siciliano veniva gradualmente e lentamente soppiantato dal neoclassicismo francese. di Vincenzo Sinatra. e il pianterreno con portici che creano un gioco di luce e ombra € puro Barocco. un tempo un architetto Barocco capace. Gli architetti siciliani. questo fu un ultimo bagliore e il Neoclassico presto predomin• del tutto. Noto. un elemento essenziale del sistema feudale. cominciarono a progettare nello stile Neoclassico. significarono la condanna dell'aristocrazia siciliana. Pochi aristocratici potevano permettersi di costruire. La tassa fu revocata nel 1812 dai britannici. Inoltre per aver trascurato e abbandonato i principi del "noblesse oblige". 194 . svilupp• lo stile che aveva prima cautamente adottato a Palazzo Riso-Belmonte nel 1784. Comunque l'influenza britannica in Sicilia era destinata a fornire al Barocco Siciliano un'ultima vampata di vitalit‚. combinando alcuni dei pi„ lineari e solidi elementi del Barocco con motivi palladiani piuttosto che con progetti palladiani organici. Un esempio di ci• € la figura 19: Palazzo Ducezio. Comunque. La mania di edificare della classe dominante terminava definitivamente. La Villa Galletti di Giganti a Bagheria € chiaramente ispirata al lavoro di Ange-Jacques Gabriel. sottolineata dall'arcata centrale. e facevano presagire le fortune del liberalismo. Marvuglia. e le ville di campagna un tempo sontuose decaddero. quando pochi anni dopo il piano superiore fu aggiunto. adesso potevano requisire la propriet‚ a garanzia.

circondati spesso da un misto di bellezza e decadenza.13-14 S. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. cit. Boscarino.168-169. 1968 G. op. pag. Grazie alla continua devozione religiosa della popolazione siciliana molte delle chiese del Barocco Siciliano sono ancora oggi destinate all'antica funzione per la quale furono progettate.ISBN 8806519611 [12] http:/ / whc. 1997 [11] Nikolaus Pevsner. Blunt. ma pi„ per una forma di barricamento: per anni assoggettati a tasse dotate di connotazioni punitive.. uno scopo al quale furono rivolti sin dall'origine. op. le quali conservano tuttora i palazzi aviti. sono tuttora in rovine sin dai bombardamenti statunitensi del 1943. Dizionario di architettura. Boscarino. John Fleming. 1964. pag. Einaudi. Giovanni. S. I restanti Principi. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. org/ fr/ list/ 1024 . Hugh Honour. Roma. Ci furono poche famiglie a fare eccezione. 1981. 1981. ma oggi salons e sale da ballo a lungo dimenticate tornano ad ospitare eventi pubblici ed aziendali. In ogni caso la colpa della decadenza e dello stato rovinoso di preservazione di cosƒ tanti palazzi non pu• ricadere solo su proprietari riottosi ad accettare il cambiamento. Sicilia Barocca. Pochi anni fa la sala da ballo di Palazzo Gangi era l'unica ad avere ospitato un set cinematografico. Man mano che la Sicilia diventa politicamente pi„ stabile e sicura e la corruzione allenta la presa. pag.Barocco siciliano 195 Eredit‚ La maggioranza dei palazzi barocchi fu di propriet‚ privata fino a tutto il XIX secolo. org/ en/ list/ 1024 [13] http:/ / whc. Barocco siciliano. potrebbe essere troppo tardi per questa parte dell'eredit‚ culturale siciliana. Boscarino. con la loro condizione. pag. ISSN: 1824-6966 (http:/ / worldcat. e gli interni sono stati smantellati. La cultura estetica in Sicilia nel Settecento in Annali del Dipartimento di Filosofia Storia e Critica dei Saperi. perch† la vecchia aristocrazia perveniva tramite l'istituzione del matrimonio ai fondi della borghesia o si indebitava fino alla liquidazione. unesco. se non agiscono in fretta. Il Barocco della Sicilia orientale. Gangi. Roma. unesco. venduti. Roma. Alcune delle pi„ belle ville e palazzi.VV. costruita nella seconda met‚ del XVIII secolo I membri rimanenti dell'aristocrazia siciliana che tuttora abitano i palazzi di famiglia si sono trattenuti da lusinghe turistiche come riempire i propri giardini con animali esotici. Spesso nessun tentativo € stato fatto per ripristinarli o metterli in salvo. nonch† ad un pubblico Americano e Britannico piuttosto che Italiano. ma anche all'agenda politica dei successivi governi. Marchesi e Conti di Sicilia hanno preferito vivere in un dorato isolamento. 1610-1760. Sicilia barocca: architettura e citt€. divisi. [10] AA.93-94 Francesco Abbate. Francesco Abbate. Architettura e citt€ 1610-1760.. Donzelli Editore. voce Vermexio. cit. Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] A. si stanno svegliando alla possibilit‚ che. Quelli che sopravvissero ai raid aerei in buono stato sono spesso suddivisi in uffici o appartamenti. Questo non per disprezzo delle masse o indifferenza al loro retroterra. incluso il palazzo palermitano del Principe di Lampedusa.. Alcuni palazzi offrono servizio di Bed and breakfast ad ospiti paganti.10-14 S. org/ issn/ 1824-6966). 02/06/2005. figura 20: La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio a Ragusa. 1981. tornando ad offrire cosƒ ospitalit‚ ai visitatori dell'isola. 2002 Fino a qualche decennio fa alcuni autori ipotizzavano che fosse stata costruita ed anch'essa distrutta. i palazzi Barocchi stanno lentamente aprendo le loro porte ad un entusiasta pubblico pagante. € solo oggi che loro. 2002 Francesco Paolo Campione. 1981. Palermo.

Sicilia Barocca. S. MR Nobile. cit. M. Dato. Edizioni Dedalo. G. Tobriner.. Boscarino. Noto. Noto . 1958. 2000.the Perfect Baroque City (1958) [16] Stephen Tobriner. Associazione culturale "Alcide De Gasperi".wikimedia. H.-1648) Giacomo Serpotta (1656-1732) famiglia Li Volsi (XVII secolo) Procopio Serpotta (1679€756) Gaspare Guercio Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.the Perfect Baroque City (1958). La Sicilia nella storia dell'architettura italiana: il Settecento. Noto (1992). Noto .the Perfect Baroque City. 66. J. p.064 metri) alle strade maestre di 8 canne.sentieridelbarocco. 3.VV. Raymond. [20] G. VV. Ide. Pagnano op. Neil.org/wiki/Sicilian Baroque Collegamenti esterni “ Centro internazionale di studi sul Barocco (http://www. Milano. Dalla citt‚ ideale alla citt‚ reale. 25.1833. 1993 [15] John J. Roma 1983. La genesi di Noto. p. H. A. Giuffr†.centrostudibarocco. Corsico (MI) 1991. 32 passim 196 Bibliografia “ “ “ “ “ “ AA. J. p..it/) “ Migliaia di immagini sul Barocco Siciliano (http://www. [17] John J. 1968. [21] G. Sicilian baroque. 1992. Journal of the Royal Institute of British Architects. Blunt.it/) . Dato-G. Dufour. pp. La citt€ di Catania. Noto .Barocco siciliano [14] L. Architettura e citt€ 1610-1760. Weidenfeld and Nicolson.) Pittori “ “ “ “ “ “ “ “ “ Pietro Novelli (1603-1647) Giacinto Platania (1612€1691) Giovanni Tuccari (1667-1743) Pietro Paolo Vasta (1697-1760) Olivio Sozzi (1690-1765) Vito D'Anna (1718-1769) Pietro D'Asaro (1579€1647) Pietro del P• (1610-1692) Pietro Aquila (1630-1692) Scultori “ “ “ “ “ “ Umile da Petralia (1600 c. 1981. Ide. La genesi di Noto (1989). Roma. L'architettura dei Gesuiti a Catania. [18] AA. [19] Si andava dalle altre di 4 o 6 canne (una canna siciliana equivale a 2. Forma e struttura 1693 . Artisti Architetti “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Giulio Lasso (1565?-1617) Guarino Guarini (1624-1683) Angelo Italia (1628€1701) Paolo Amato (1634-1714) Giacomo Amato (1643-1732) Andrea Palma (1644/64-1730) Tommaso Maria Napoli (1655-1725) Giuseppe Ferrara (1660-1743/46) Alonzo di Benedetto (1664?-1729?) Girolamo Palazzotto (1688-1754) Rosario Gagliardi (1698-1762) Francesco Battaglia (1701-1788) Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) Vincenzo Sinatra (1720?-1765?) Stefano Ittar (1724-1790) Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729-1814) Andrea Giganti (1731-1787) Paolo Labisi (XVIII sec. S. cfr. Dato-G. Electa. Noto. 1989. Pagnano. no. Ide. 15. p. 55 e ss. Bari.-1639) Innocenzo da Petralia (1591 c..

€ riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni che caratterizzano i rivestimenti degli edifici. esplose nelle sue caratteristiche pi„ rilevanti. che giunse un impulso fortissimo alla costruzione degli edifici e dei monumenti che. quando. con la battaglia di Lepanto. fu definitivamente allontanata la minaccia delle incursioni da parte dei turchi. le figure. Basilica di Santa Croce Dettaglio del rosone della basilica di Santa Croce. Questa corrente artistica. Lecce. gli animali mitologici. Il nuovo stile aveva lo scopo di sorprendere e di stimolare l'immaginazione e la fantasia. che fino alla fine del Cinquecento costituiva solo una piccola citt‚ fortificata raccolta attorno alla mole severa del Castello di Carlo V. a cominciare dal vescovo Luigi Pappacoda. influenzato dal plateresco spagnolo. sui balconi e sui portali degli edifici. Lecce Facciata laterale del Duomo di Lecce . interess• solo gli edifici sacri e nobili. la pietra leccese. conobbe pertanto un periodo di intenso sviluppo. un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino. Avvento del Barocco a Lecce e caratteristiche Durante il Seicento con la dominazione spagnola. Essa si diffuse in tutta la provincia favorita oltre che dal contesto storico. si diffuse nel Salento dalla met‚ del Seicento grazie all'opera di architetti locali come Giuseppe Zimbalo (1617-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722). sulle facciate. i motivi floreali. Lo stile. i fregi e gli stemmi trionfano anche nell'architettura privata. La fioritura dell'arte barocca a Lecce avvenne a partire dal 1571. l'arte assunse nuove forme e si abbandon• l'antica forma classica. in un primo momento. anche dalla qualit‚ della pietra locale impiegata. Lecce. ma successivamente le esuberanze barocche. tuttavia solo nella seconda met‚ del XVII e perdur• per buona parte del Settecento.Barocco leccese 197 Barocco leccese Il Barocco leccese € una forma artistica e architettonica sviluppatasi tra la fine del XVI secolo e la prima met‚ del XVIII secolo a Lecce e nel Salento. Il nuovo stile. nell'arco di quasi duecento anni. plasmarono l'immagine della citt‚. Fu dalle autorit‚ religiose. che si afferm• su quella aragonese.

Barocco leccese

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Nel riadattare le chiese alle nuove liturgie post-tridentine, molti edifici di costruzione medievale furono "rinnovati", mediante abbellimenti con stucchi, marmi e decorazioni varie, che fecero assumere a queste lƒaspetto di chiese barocche.

Gli architetti del Barocco leccese
Lecce insieme con il Salento fu arricchita di edifici e palazzi barocchi, grazie al talento di architetti locali come Giuseppe Zimbalo, Giuseppe Cino, Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo, Gustavo Zimbalo, Cesare Penna, Mauro Manieri ed Emanuele Manieri (Lecce, 1714 € ivi, 1780).

Palazzo dei Celestini, Lecce

Esempi di barocco leccese
Nella citt‚ di Lecce
Le opere pi„ importanti del Barocco leccese sono la basilica di Santa Croce (1548-1646) e il vicino Palazzo del Governo, del Seicento; la scenografica piazza del Duomo su cui si affacciano il Duomo (1659-1670) e il Seminario (1694-1709), nel cui cortile € conservato un pozzo dalla ricca ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe Cino e le chiese di Santa Irene, Santa Chiara, San Matteo, del Carmine e di San Giovanni Battista. Altri monumenti barocchi della citt‚ sono la chiesa del Ges„, la chiesa delle Alcantarine e Palazzo Marrese.

Negli altri centri
“ “ “ “ “ “ “ “ “ Concattedrale di Sant'Agata a Gallipoli Chiesa del Crocifisso a Galatone Ex Convento degli Agostiniani a Melpignano Guglia dell'Immacolata a Nard• Basilica di San Martino a Martina Franca Chiesa di San Domenico a Martina Franca Altari delle cappelle della chiesa del convento di Maruggio Chiesa Madre di Francavilla Fontana Santuario di Maria Santissima della Croce a Francavilla Fontana

Voci correlate
“ Architettura barocca “ Lecce “ Premio Barocco

Barocco inglese

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Barocco inglese
Barocco inglese € un termine che indica lo sviluppo dell'arte, architettura in particolare, in Inghilterra nel periodo di tempo che va dall'epoca di Carlo I sino al XVIII secolo. Pur assimilabile temporalmente all'epoca barocca nell'Europa continentale, il barocco inglese si distinse per numerosi aspetti, sviluppando un fenomeno artistico diverso e, nel suo genere, unico. L'architettura inglese dell'et‚ barocca e tardo-barocca si pu• distinguere in tre periodi: “ Il "palladianesimo" (XVIII secolo); “ Il "classicismo romano" (dal grande incendio di Londra); “ Il "neopalladianesimo".[1]

Il palladianesimo
Inigo Jones (1573-1652) introdusse l'architettura rinascimentale, ed in particolare quella palladiana, in Inghilterra. Figlio di un sarto cattolico di origine gallese, Inigo Jones inizi• i suoi studi come pittore e divenne scenografo e costumista. Chiamato alla corte di Danimarca, lavor• per re Cristiano IV fino al 1605, data in cui torn• in patria. Prima di rientrare a Londra, ebbe tuttavia la possibilit‚ di soggiornare per un periodo in Italia. In Inghilterra entr• al Veduta della Queen's House, presso Greenwich servizio di re Giacomo I e venne nominato architetto di corte. A spingere Giacomo I ad affidargli l'incarico intervenne il fatto che Jones era stato in Italia una seconda volta, tra il 1613 e il 1614, accompagnato dal collezionista Thomas Howard, conte di Arundel. Durante il viaggio i due amici avevano visitato i centri artistici dell'Emilia e del Veneto per poi spostarsi a Firenze e a Roma. Durante il viaggio di ritorno Jones si era fermato a lungo nel vicentino, dove aveva avuto modo di studiare approfonditamente i lavori di Andrea Palladio. Tornato a Londra, il re gli affid• l'incarico di costruire la Queen's House, presso Greenwich. La residenza, i cui lavori iniziarono nel 1616, venne costruita in un primo tempo per la regina Anna di Danimarca, ma in seguito alla morte di questa e di Giacomo I, il suo successore Carlo I volle donarla alla moglie Enrichetta Maria. I lavori terminarono nel 1635. Il palazzo, su modello delle ville di campagna italiane edificate nel rinascimento, in particolare la Villa medicea di Poggio a Caiano, rappresenta il nuovo orientamento dell'architettura inglese e il distacco dalle forme tardomedievali.[2]

Barocco inglese

200 Mentre proseguivano i lavori per la Queen's House, Jones ricevette il suo secondo incarico importante. Nel 1619 il re gli commission• la costruzione del Palazzo dei Banchetti, nel centro di Londra. Per la realizzazione del Palazzo, che doveva essere adibito alle feste di corte, Jones si rifece ai progetti di Andrea Palladio e progett• un edificio monumentale. Il palazzo faceva parte del complesso di edifici di Whitehall ed € oggi l'unico rimasto integro. La sala delle feste della Banqueting House venne affrescata da Rubens, su ordine di Carlo I. Accanto alle commesse provate, Inigo Jones venne scelto anche per la realizzazione di opere pubbliche, come la piazza di Covent Garden.

Wilton House, opera di Isaac de Caus

Gli architetti emergenti dell'epoca erano tutti allievi di Inigio Jones, come Isaac de Caus (1590-1648), o suoi familiari, come John Webb (1611-1672). Isaac de Caus, di origini francesi, € il realizzatore di Wilton House, la residenza di campagna dei conti di Pembroke, edificata in stile veneziano. L'abitazione comprende due grandi sale di rappresentanza dove si trovano alcuni dipinti realizzati all'epoca da van Dyck per il conte di Pembroke. La progettazione di Wilton House fino a qualche tempo fa era attribuita a Inigo Jones mentre oggi si € piuttosto certi della paternit‚ de Caus.[3] John Webb e Roger Pratt (1620-1684) sono invece noti per la progettazione di ville di campagna commissionate dalla nobilt‚ dopo il ritorno della monarchia. Webb realizz• il palazzo di re Carlo II presso il Greenwich Hospital, mentre Pratt la residenza di Clarendon House.

Il classicismo romano
La ricostruzione di Christopher Wren
Con lo scoppio della guerra civile e l'instaurazione del Commonwealth sotto la tutela di Oliver e Richard Cromwell, il fervore architettonico che aveva contraddistinto le et‚ di Giacomo I e Carlo I subƒ una brusca interruzione. Nel clima post rivoluzionario, di impronta chiaramente puritana, lo stile architettonico di Inigo Jones non ebbe spazio: l'assenza di una committenza come quella rappresentata dal sovrano e dai nobili della sua corte interruppe la grande produzione architettonica.

Nel 1660 con il ritorno di Carlo II sul trono, ci fu un rinnovato risveglio delle arti. Con il sovrano sorsero nuove forme dell'arte pittorica, del teatro, della musica e anche dell'architettura, che in questi anni, ritenuti i veri anni del barocco inglese, ottenne i risultati pi„ elevati. Il principale esponente di questo secondo periodo, definito, classicismo romano, fu Christopher Wren (1632-1723).[4] Wren, proveniente da una famiglia realista di studiosi, studi• presso la Westminster School e poi ad Oxford. Conclusi gli studi, gli venne affidata una cattedra di astronomia presso l'universit‚ di Londra. Nel 1661 venne chiamato ad Oxford e gli fu affidata la realizzazione delle sue prime due opere architettoniche, il Sheldonian Theatre (1662-1663) e la cappella del Pembroke College (1663-1665). Finiti i lavori ad Oxford partƒ per una viaggio sul continente; in particolare soggiorn• nei Paesi Bassi e in Francia, dove studi• e copi• numerosi progetti di costruzione, tra cui quelli realizzati da Gian Lorenzo Bernini per il Louvre. Durante il soggiorno a Parigi incontr• Fran…ois Mansart, Louis Le Vau e Bernini. Tornato a Londra, la citt‚ fu colpita da una violenta peste seguita da un incendio che distrusse quasi completamente la citt‚: le case distrutte furono 1300, le chiese 88, compresa la cattedrale.[5]

Disegno preparatorio per St. Paul's Cathedral realizzato da Christopher Wren

Barocco inglese

201 Carlo II chiese quindi a Wren di riprogettare la capitale: ma i progetti presentati furono ritenuti irrealizzabili. Nondimeno, il re gli affid• la costruzione di 51 chiese e della cattedrale. St Paul's Cathedral fu progettata da Wren con una unione di stili diversi: la cupola richiama idealmente San Pietro a Roma (pur rifacendosi al tempietto di San Pietro in Montorio di Bramante nella struttura esterna), la facciata principale il Louvre a Parigi. Wren fu un grande realizzatore anche di torri, in cui unƒ elementi gotici e borrominiani.[6]

Le altre grandi opere di Wren furono la biblioteca del Trinity College di Cambridge, il palazzo di Kensington e il Greenwich Hospital. Per la realizzazione di Kensington Palace, Wren si rifece originariamente ai progetti per la realizzazione del Louvre: il palazzo, che sorge su una precedente abitazione Tudor, si presenta oggi, all'interno e all'esterno, come una unione di elementi di chiara influenza francese, come le finestre, e di assoluta novit‚, come il contrasto dei colori, bianco e rosso. Il Royal Hospital Chelsea e il Greenwich Hospital, ospedali riservati a soldati e marinai, si presentano come monumentali edifici di chiara ispirazione barocca francese: modello infatti per entrambi fu l'HŠtel des Invalides, fatto costruire nel centro di Parigi dal re di Francia Luigi XIV.
La residenza reale di Kensington Palace, commissionata a Wren da Guglielmo III e da Maria II nel 1690

Il secondo periodo
Il secondo periodo classico del barocco vede come suoi rappresentanti principali due degli allievi di Wren, John Vanbrugh (1664-1726) e Nicholas Hawksmoor (1671-1736). Essi operarono essenzialmente sotto i regni di Guglielmo III d'Orange, Anna Stuart e Giorgio I Hannover. Vanburgh, di origini fiamminghe, crebbe in ambienti aristocratici e fu un sostenitore della politica del partito Whig, mentre Hawskmoor, di origini contadine, era uno stuccatore. Nel 1699 entrambi ricevettero l'incarico dal conte di Carlisle di progettare Castle Howard, monumentale casa di campagna nello Yorkshire. L'edificio comprende il palazzo, una Veduta di Blenheim Palace, realizzato da Vanbrugh e scuderia, una cappella e numerosi cortili. Il parco € ricco di Hawksmoor tra il 1705 e il 1724 elementi architettonici definiti "storici", tra cui obelischi egizi e tempietti greci. Oltre a questi, Hawksmoor si dedic• anche alla realizzazione di un grande mausoleo, che divenne la tomba della famiglia Howard. Il palazzo, di notevole innovazione, stupƒ i contemporanei per la cupola a tamburo, di carattere romano e religioso.[7] L'altro grandioso progetto dei due architetti fu quello realizzato per Blenheim Palace. Il palazzo, regalo da parte della nazione al duca di Marlborough, vincitore dell'esercito di Luigi XIV durante la battaglia di Blenheim, sorge nell'Oxfordshire e si presenta come un'altra maestosa dimora di campagna. Come Castle Howard, anche Blenheim Palace € un'unione di diversi stili architettonici, anche se in questo caso risulta marcata l'eredit‚ inglese: sono presenti infatti elementi gi‚ utilizzati da Inigo Jones per i palazzi londinesi, torri angolari che rimandano all'et‚ elisabettiana e numerose decorazioni echeggianti il medioevo. I due architetti furono fiancheggiati da molti artisti di fama minore, che contribuirono alla ricostruzione della capitale e alla decorazione dei grande centri universitari come Oxford e Cambridge.

Barocco inglese

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Note
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] Rolf Toman, Il Barocco, p. 162. Toman, p. 163-164. Toman, p. 165. Toman, p. 166. Toman, p. 166. Toman, p. 167. Toman, p. 170-171.

Bibliografia
“ Mark Kishlansky, L'et€ degli Stuart, Bologna, il Mulino, 1999.ISBN 88-15-07216-0 “ Rolf Toman, L'arte barocca, Milano, K•nemann, 1999.ISBN 3-8290-1747-2

Voci correlate
“ Arte barocca “ Architettura barocca

Altri progetti
“ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:English Baroque architecture

Barocco russo
Il Barocco russo € quello stile architettonico ispirato all'architettura barocco che si sviluppa nello Zarato russo prima e nell'Impero russo poi fra la fine del XVI secolo ed il XVIII e che pu• essere suddiviso nelle seguenti correnti: “ Barocco moscovita, dal decennio 1680 fino al primo decennio del 1700, in un primo periodo assume la denominazione di Barocco Naryshkin, suddiviso “ Barocco Stroganov, una deviazione provinciale e conservatrice del barocco moscovita, i cui esempi maggiori sono alcune chiese di Ni¢nij Novgorod, Chiesa della Nativit‚ degli Stroganov ed altre architetture nel nord della Russia. Prende il nome da Grigorij DmitrieviŽ Stroganov, esponente della famiglia Stroganovy “ Barocco Golicin dal nome di Boris AlekseeviŽ Golicin

Barocco russo “ Barocco petrino dal 1700 al 1720 stile a cui canoni si ispir• l'edificazione di San Pietroburgo “ Barocco elisabettiano dal 1730 al 1760, una sintesi del barocco moscovita e petrino, il cui maggior esponente fu Francesco Bartolomeo Rastrelli Accanto a queste suddivisioni esistono delle varianti regionali. “ “ “ “ barocco sarmatskoe barocco siberiano barocco ucraino barocco vilnusiano

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Voci correlate
“ Architettura barocca “ Architettura russa “ Impero russo
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Kazan'

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Rocket000._peters_rome_1909.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002. 2 anonymous edits File:DscFFelix02001.JPG ’Source: http://it. No2 File:Centrocolonnato.php?title=File:Bernini_Baldachino.org/w/index.jpg ’Source: http://it.Image Sources. Kurpfalzbilder. Mac9.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia. Diligent. Elian. G.php?title=File:Piazza_San_Pietro_Fontana_lato_nord_55-2. Editor at Large.jpg ’License: unknown ’Contributors: Gianfranco.jpg ’License: Creative Commons Attribution ’Contributors: Bkwillwm.wikipedia.wikipedia.org/w/index.5 ’Contributors: user:g. Majorly.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Piazza_st.php?title=File:Falconieri_front.jpg ’License: Public domain ’Contributors: Lovio File:079ColonnatoSPietro.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.org/w/index.org/w/index. Kurpfalzbilder. Frank C. G.dallorto.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002.org/w/index. Torvindus.de. 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Rl.php?title=File:Lightmatter_stpeterscathedral_vatican.png ’Source: http://it.wikipedia. Dbc334.s M in via Lata 1130321.org/w/index._Bernin_(1665)_03.wikipedia. Balbo. Jeffq.org/w/index. Kurpfalzbilder.php?title=File:Vivianocodazzi_stpetersbasilica.Savin. Hydrel.niermann.wikipedia File:Francesco_Borromini.org/w/index.org/w/index.org/w/index.jpg ’Source: http://it. Wikibob. Hydrel.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Renato Clementi Original uploader was R Clemens at en.org/w/index.php?title=File:Cupola_di_san_Carlo_alle_quattro_fontane. Tano4595.wikipedia.jpg ’License: unknown ’Contributors: Fb78 File:Falconieri_front.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.org/w/index.wikipedia.0 Unported ’Contributors: OneArmedMan File:Borromini.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Carlomorino. Guillom. Maderibeyza. Fb78. Warburg. 1 anonymous edits Immagine:Ganges fontana dei Quattro Fiumi Rome. 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Torvindus Image:PdaCortona01.org/w/index.de.org/w/index.php?title=File:St_peters_vat_distance. RedCoat. G.php?title=File:Piazza_San_Pietro_Fontana_lato_sud_52-2.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:Ordine Supremo del Cristo Rib.org/w/index. Bernin (1665) 03.wikipedia.php?title=File:Ch‹teau_de_Versailles.jpg ’Source: http://it. Han borg File:Via della Conciliazione (costruzione). Grenavitar.php?title=File:Borromini_SantIvo.wikipedia.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported ’Contributors: Denghi„Comm.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it._del_Borromini_(Roma).wikipedia.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it. TomAlt File:Vaticano14.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: NicvK Immagine:Monumento en memoria a Alejandro VII.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it. 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