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DUE anni fa, i compagni di classe alla Stanford University deridevano la sua vel letaria idea di creare una

nuova applicazione di messaggi istantanei. E chiss cos a avranno pensato ieri quando Evan Spiegel, ventritre anni appena compiuti, ha r ifiutato di vendere la sua Snapchat a Facebook, il pi diffuso social network al m ondo, nonostante la stratosferica offerta di 3 miliardi di dollari. Snapchat fa gola ai colossi del web, lo vuole anche Google. Ma per ora non sembra in vendita . La notizia, rivelata dal Wall Street Journal, indubbiamente incuriosisce: cosa a vrebbe spinto Facebook a tentare quella che sarebbe stata l'acquisizione pi cost osa nella storia di Facebook, superando di gran lunga (il triplo) quella di Inst agram, il social network per condividere le foto comprato un anno fa a "solo" 1 miliardo di dollari. E cosa rende cos preziosa la compagnia creata dal giovane st udente? La differenza tecnica con gli altri sistemi di messaggio istantaneo che con Snapchat si pu selezionare la durata dei messaggi. Le foto e i video condivi si tramite l'applicazione infatti, hanno una scadenza e dopo un tempo prestabili to si cancellano automaticamente. Una trovata molto apprezzata dai teenager, che utilizzano la app per scambiarsi foto e messaggi divertenti o a sfondo sessuale (il cosiddetto sexting), senza la sciare traccia. Proprio quegli adoloscenti che, secondo le indagini di mercato, negli ultimi mesi sembrano essersi stancati di Facebook e stanno cercando nuovi social network. Ecco perch Mark Zuckerberg ha avvicinato il quasi coetaneo Evan p roponendogli l'acquisizione. Ma oltre al genio informatico i due giovani in comu ne hanno anche il senso degli affari e una smisurata ambizione. Che ruota attorn o a un numero preciso: 400 milioni, cio il totale delle foto caricate su Facebook ogni giorno. Perch dovrei cedere Snapchat adesso che ha un traffico di circa 350 milioni - la scommessa di Evan - quando potrei raggiungere quota 400 milioni e trattare in una posizione di forza con il colosso di Menlo Park? Un azzardo, cer to, che tuttavia sembra funzionare. E pensare che l'idea di Snapchat frutto di un caso: due anni fa Evan stava lavor ando insieme all'amico Bobby Murphy a una app da presentare come progetto per un esame. Una sera, un compagno di classe si stava lamentando con loro davanti al suo smartphone: "Vorrei che queste foto che sto inviando alla mia ragazza scompa rissero". Pochi giorni dopo, nel settembre del 2011 era nata la prima versione d i Snapchat: Picaboo. Nonostante lo scetticiscmo dei colleghi, due anni dopo l'ap plicazione creata da Spiegel nel soggiorno del padre, secondo i dati del Pew Res earch Centre, ha superato i cinque milioni di utenti al giorno ed stata scaricat a da almeno il 9% degli smartphone statunitensi, un quarto nella fascia di et pi s ensibile, cio tra i 18 e i 29 anni. Numeri che hanno suscitato l'interesse non solo di Facebook. Secondo alcune voci del mondo degli affari riportate dal sito Valleywag, il sito di ecommerce cine se Tencent Holdings, avrebbe addirittura messo sul tavolo quattro miliardi di do llari. E dopo la porta chiusa in faccia a Zuckerberg, nelle trattative sarebbe e ntrata anche Google, quantomeno per infastidire i rivali di Facebook. Ma, almeno per quest'anno, ormai sembra difficile una svolta.