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Norme sulla sicurezza antincendio

Cenni su autorimesse e vie di esodo


In questa occasione vogliamo fornirvi in estrema sintesi alcune indicazioni (tratte dalla normativa vigente in materia di sicurezza antincendio) che possono essere utili in sede di esame di stato, ed in particolare quelle relative al dimensionamento delle vie di esodo nei luoghi ad uso pubblico e quelle per la progettazione delle autorimesse. Premessa Come leggere le norme di sicurezza antincendio in ordine di importanza? Per chi non conosce come articolato questo settore, il quadro non facile. Al contrario, si compone di norme che abbracciano pi di 40 anni e che sono contemporaneamente vigenti.

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NORME SULLE PROCEDURE Il regolamento introdotto dal DPR 151 del 1 agosto 2011 e smi detta le procedure autorizzative da seguire.

La norma, in sostanza, prevede che le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi seguano procedure diverse a seconda della loro categoria: categoria A: solo presentazione SCIA categoria B: esame del progetto e presentazione SCIA categoria C: esame del progetto e richiesta del CPI

In particolare l' Allegato I al DPR 151 del 1 agosto 2011, contiene


ELENCO DELLE ATTIVIT SOGGETTE ALLE VISITE E AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI

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Es.: per le autorimesse l'appartenenza alle categorie A, B; o C, correlata alla superficie complessiva coperta, e si distinguono nel caso abbiano - superficie oltre 300 mq e fino a 1000 mq; - superficie da 1000 mq a 3000 mq; - superficie oltre i 3000 mq. Il nuovo elenco di attivit soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi sostituisce quello contenuto nel D.M. 16 febbraio 1982, che per le autorimesse operava una distinzione in base al n. di autoveicoli (piu di 9).

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NORME E REGOLE TECNICHE Per quanto riguarda le norme tecniche antincendio (dette anche regole tecniche), invece, levoluzione continua e non esiste una norma che sempre valida. Il progettista o il titolare deve controllare quale sia, per ogni attivit o impianto, il riferimento vigente al momento della sua progettazione. Una ulteriore classificazione, non ufficiale ma ancora diffusa, quella tra norme orizzontali e norme verticali di prevenzione incendi. Le prime sono quelle che si riferiscono a tutte le attivit e gli edifici (ad esempio, le norme di resistenza al fuoco, i termini e le definizioni generali ecc.). Le norme verticali, invece, sono quelle che riguardano le singole attivit pericolose (centrali termiche, depositi di gas ecc.).

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A queste norme deve essere aggiunto il corpo normativo sulla sicurezza del lavoro, che fa capo al D.Lgs 81 del 2008 e che prevede che il datore di lavoro svolga degli adempimenti ulteriori rispetto a quelli stabiliti dalle norme antincendio. Anche questo decreto prevede degli obblighi per la sicurezza antincendio dei luoghi di lavoro. Lelemento che lega la sicurezza del lavoro alla sicurezza antincendio il DM 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro", che spiega quali sono gli adempimenti antinfortunistici che sono rispettati quando tutte le norme ed i regolamenti antincendi sono stati seguiti.

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Autorimesse
Per quanto concerne le autorimesse si fa riferimento alla normativa specifica, secondo quanto disposto ai sensi del D.M. 01.02.1986 "NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER LA COSTRUZIONE E L'ESERCIZIO DELLE AUTORIMESSE E SIMILI" In sintesi riportiamo di seguito alcuni paragrafi significativi tratti dal testo di legge: 1.1. Classificazione. 1.1.0. Le autorimesse e simili possono essere di tipo: a) isolate: situate in edifici esclusivamente destinati a tale uso ed eventualmente adiacenti ad edifici destinati ad altri usi, strutturalmente e funzionalmente separati da questi; b) miste: tutte le altre

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1.1.1. In base all'ubicazione i piani delle autorimesse e simili si classificano in: a) interrati: con il piano di parcamento a quota inferiore a quello di riferimento; b) fuori terra: con il piano di parcamento a quota non inferiore a quello di riferimento. Sono parimenti considerate fuori terra, ai fini delle presenti norme, le autorimesse aventi piano di parcamento a quota inferiore a quello di riferimento, purch l'intradosso del solaio o il piano che determina l'altezza del locale sia a quota superiore a quella del piano di riferimento di almeno 0,6 m e purch le aperture di aerazione abbiano altezza non inferiore a 0,5 m.

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1.1.2. In relazione alla configurazione delle pareti perimetrali, le autorimesse e simili possono essere: a) aperte: autorimesse munite di aperture perimetrali su spazio a cielo libero che realizzano una percentuale di aerazione permanente non inferiore al 60% della superficie delle pareti stesse e comunque superiore al 15% della superficie in pianta. b) chiuse: tutte le altre. ...omissis 1.1.4. In base alla organizzazione degli spazi interni le autorimesse e simili si suddividono in: a) a box; b) a spazio aperto. ...omissis

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2. Autorimesse aventi capacit di parcamento non superiore a nove veicoli:

2.1. Autorimesse del tipo misto con numero di veicoli non superiori a nove:

- le strutture portanti orizzontali e verticali devono essere almeno del tipo R 60 e, se di separazione, almeno REI 60; - le eventuali comunicazioni ammissibili con i locali a diversa destinazione, facenti parte dell'edificio nel quale sono inserite, devono essere protette con porte metalliche piene a chiusura automatica; sono comunque vietate le comunicazioni con i locali adibiti a deposito o uso di sostanze esplosive e/o infiammabili;

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- la superficie di aerazione naturale complessiva deve essere non inferiore a 1/30 della superficie in pianta del locale; - l'altezza del locale deve essere non inferiore a 2 metri; - l'eventuale suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture almeno del tipo REI 30; - ogni box deve avere aerazione con aperture permanenti in alto e in basso di superficie non inferiore a 1/100 di quella in pianta; l'aerazione pu avvenire anche tramite aperture sulla corsia di manovra, eventualmente realizzate nel serramento di chiusura del box. 2.2. , 2.3, 2.4...omissis

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3. Autorimesse aventi capacit di parcamento superiore a nove veicoli:


3.1. Isolamento. - Ai fini dell'isolamento le autorimesse devono essere separate da edifici adiacenti con strutture di tipo non inferiore a REI 120. consentito che tali strutture siano di tipo non inferiore a REI 90 se l'autorimessa protetta da impianto fisso di spegnimento automatico. ...omissis 3.2. Altezza dei piani. L'altezza dei piani non pu essere inferiore a 2,4 m. con un minimo di 2 m sotto trave ...omissis 3.3. Superficie specifica di parcamento. La superficie specifica di parcamento non pu essere inferiore a: 20 mq per autorimesse non sorvegliate; ...omissis
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3.6.1. Compartimentazione. Le autorimesse devono essere suddivise, di norma, per ogni piano, in compartimenti di superficie non eccedente quelle indicate nella seguente tabella:
Piano Fuori terra Miste Aperte Terra Primo Secondo Terzo Quarto Quinto Sesto Settimo 7.500 5.500 5.500 3.500 3.500 2.500 2.500 2.000 Chiuse 5.000 3.500 3.500 2.500 2.500 Isolate Aperte 10.000 7.500 7.500 5.500 5.500 5.000 5.000 4.000 Chiuse 7.500 5.500 5.500 3.500 3.500 2.500 Sotterranee Miste Aperte 5.000 3.500 2.000 1.500 1.500 1.500 Chiuse 2.500 2.000 1.500 Isolate Aperte 7.000 5.500 3.500 2.500 2.000 2.000 Chiuse 3.000 2.500 2.000 1.500 1.500 1.500 -

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Le pareti di suddivisione fra i compartimenti devono essere realizzate con strutture di tipo almeno REI 90; consentito realizzare, attraverso le pareti di suddivisione, aperture di comunicazione munite di porte almeno REI 90, a chiusura automatica in caso di incendio. 3.6.2. I passaggi tra i piani dell'autorimessa, le rampe pedonali, le scale, gli ascensori, gli elevatori, devono essere esterni o racchiusi in gabbie realizzate con strutture non combustibili di tipo almeno REI 120 e muniti di porte di tipo almeno REI 120 provviste di autochiusura. 3.6.3. Le corsie di manovra devono consentire il facile movimento degli autoveicoli e devono avere ampiezza non inferiore a 4,5 m e a 5 m nei tratti antistanti i box, o posti auto, ortogonali alla corsia.

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3.7. Accessi. 3.7.0. Ingressi. Gli ingressi alle autorimesse devono essere ricavati su pareti attestate su vie, piazze pubbliche o private, o su spazi a cielo scoperto. Se l'accesso avviene tramite rampa, si considera ingresso l'apertura in corrispondenza dell'inizio della rampa coperta. ...omissis 3.7.2. Rampe. Ogni compartimento deve essere servito da almeno una coppia di rampe a senso unico di marcia di ampiezza ciascuna non inferiore a 3 m o da una rampa a doppio senso di marcia di ampiezza non inferiore a 4,5 m. Per le autorimesse sino a quindici autovetture consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a 3 m.

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Diversi compartimenti, realizzati anche su pi piani, possono essere serviti da unica rampa o da unica coppia di rampe a senso unico di marcia come sopra descritto purch le rampe siano aperte a prova di fumo. Le rampe non devono avere pendenza superiore al 20% con un raggio minimo di curvatura misurato sul filo esterno della curva non inferiore a 8,25 m per le rampe a doppio senso di marcia e di 7 m per rampe a senso unico di marcia. ...omissis

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3.8. Pavimenti 3.8.0. Pendenza. I pavimenti devono avere pendenza sufficiente per il convogliamento in collettori delle acque e la loro raccolta in un dispositivo per la separazione di liquidi infiammabili dalle acque residue. 3.8.1. La pavimentazione deve essere realizzata con materiali antisdrucciolevoli ed impermeabili. 3.8.2. Spandimento di liquidi. Le soglie dei vani di comunicazione fra i compartimenti e con le rampe di accesso devono avere un livello lievemente superiore (3-4 cm) a quello dei pavimenti contigui per evitare spargimento di liquidi da un compartimento all'altro.

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3.9. Ventilazione. 3.9.0. Ventilazione naturale. Le autorimesse devono essere munite di un sistema di aerazione naturale costituito da aperture ricavate nelle pareti e/o nei soffitti e disposte in modo da consentire un efficace ricambio dell'aria ambiente, nonch lo smaltimento del calore e dei fumi di un eventuale incendio. Al fine di assicurare una uniforme ventilazione dei locali, le aperture di aerazione devono essere distribuite il pi possibile uniformemente e a distanza reciproca non superiore a 40 m. 3.9.1. Superficie di ventilazione. Le aperture di aerazione naturale devono avere una superficie non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento. Nei casi nei quali non previsto l'impianto di ventilazione meccanica di cui al successivo punto, una frazione di tale superficie - non inferiore a 0,003 mq per metro quadrato di pavimento - deve essere completamente priva di serramenti.

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3.10. Misure per lo sfollamento delle persone in caso di emergenza. 3.10.0. Densit di affollamento. La densit di affollamento va calcolata in base alla ricettivit massima: ai fini del calcolo, essa non dovr comunque essere mai considerata inferiore ad una persona per ogni 10 mq di superficie lorda di pavimento (0,1 persone/mq) per le autorimesse non sorvegliate e una persona per ogni 100 m2 di superficie lorda di pavimento (0,01 persone/m2) per le autorimesse sorvegliate. 3.10.4. Larghezza delle vie di uscita. La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (1,2 m). Nel caso di due o pi uscite, consentito che una uscita abbia larghezza inferiore a quella innanzi stabilita e comunque non inferiore a 0,6 m.(si consideri 0,80 m, corrispondente alla la misura del passaggio di una porta; si deve far riferimento anche alla normativa sul superamento delle barriere architettoniche) La misurazione della larghezza delle uscite va eseguita nel punto pi stretto dell'uscita.
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La larghezza totale delle uscite (per ogni piano) determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacit di deflusso. Nel computo della larghezza delle uscite sono conteggiati anche gli ingressi carrabili.

3.10.5. Ubicazione delle uscite. Le uscite sulla strada pubblica o in luogo sicuro devono essere ubicate in modo da essere raggiungibili con percorsi inferiori a 40 m o 50 se l'autorimessa protetta da impianto di spegnimento automatico.

3.10.6. Numero delle uscite. Il numero delle uscite non deve essere (per ogni piano) inferiore a due. Tali uscite vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti.

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Per autorimesse ad un solo piano e per le quali il percorso massimo di esodo inferiore a 30 m il numero delle uscite pu essere ridotto ad uno, costituita anche solo dalla rampa di accesso purch sicuramente fruibile ai fini dell'esodo.

3.10.7. Scale - Ascensori. Per le autorimesse situate in edifici aventi altezza antincendi maggiore di 32 m le scale e gli ascensori devono essere a prova di fumo, mentre per le autorimesse situate in edifici di altezza antincendi inferiore a 32 m sono ammesse scale ed ascensori di tipo protetto.

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Vie di esodo
Di seguito vogliamo fornire alcune indicazioni che possono essere utili la progettazione di spazi ad uso pubblico, che richiedono misure per consentire un rapido esodo delle persone in caso di pericolo (di incendio, altro) In sintesi riportiamo alcuni paragrafi significativi, tratti dal: Decreto Ministeriale del 10/03/1998 :

Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

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ALLEGATO III MISURE RELATIVE ALLE VIE DI USCITA IN CASO DI INCENDIO 3.1 Definizioni Ai fini dei presente decreto si definisce: - AFFOLLAMENTO: numero massimo ipotizzabile di lavoratori e di altre persone presenti nel luogo di lavoro o in una determinata area dello stesso; - LUOGO SICURO: luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio - PERCORSO PROTETTO: percorso caratterizzato da una adeguata protezione contro gli effetti di un incendio che pu svilupparsi nella restante parte dell'edificio. Esso pu essere costituito da un corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala esterna. - USCITA DI PIANO: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente esposte al rischio diretto degli effetti di un incendio e che pu configurarsi come segue:
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a) uscita che immette direttamente in un luogo sicuro b) uscita che immette in un percorso protetto attraverso il quale pu essere raggiunta l'uscita che immette in un luogo sicuro; c) uscita che immette su di una scala esterna. - VIA DI USCITA (da utilizzare in caso di emergenza): percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro. ...omissis

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3.3 Criteri generali di sicurezza per le vie di uscita Ai fini dei presente decreto, nello stabilire se le vie di uscita sono adeguate, occorre seguire i seguenti criteri: a) ogni luogo di lavoro deve disporre di vie di uscita alternative, ad eccezione di quelli di piccole dimensioni o dei locali a rischio di incendio medio o basso; b) ciascuna via di uscita deve essere indipendente dalle altre e distribuita in modo che le persone possano ordinatamente allontanarsi da un incendio; c) dove prevista pi di una via di uscita, la lunghezza dei percorso per raggiungere la pi vicina uscita di piano non dovrebbe essere superiore ai valori sottoriportati: - 15 30 metri (tempo max. di evacuazione 1 minuto) per aree a rischio di incendio elevato; - 30 45 metri (tempo max. di evacuazione 3 minuti) per aree a rischio di incendio medio, - 45 60 metri (tempo max. di evacuazione 5 minuti) per aree a rischio di incendio basso.

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d) le vie di uscita devono sempre condurre ad un luogo sicuro; e) i percorsi di uscita in un'unica direzione devono essere evitati per quanto possibile. Qualora non possano essere evitati, la distanza da percorrere fino ad una uscita di piano o fino al punto dove inizia la disponibilit di. due o pi vie di uscita, non dovrebbe eccedere in generale i valori sottoriportati: - 6 15 metri (tempo di percorrenza 30 secondi) per aree a rischio elevato; - 9 30 metri (tempo di percorrenza 1 minuto) per aree a rischio medio - 12 45 metri (tempo di percorrenza 3 minuti) per aree a rischio basso' f) quando una via di uscita comprende una porzione dei percorso unidirezionale, la lunghezza totale dei percorso non potr superare i limiti imposti alla lettera c); g) le vie di uscita devono essere di larghezza sufficiente in relazione al numero degli occupanti e tale larghezza va misurata nel punto pi stretto dei percorso;
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h) deve esistere la disponibilit di un numero sufficiente di uscite di adeguata larghezza da ogni locale e piano dell'edificio; i) le scale devono normalmente essere protette dagli effetti di un incendio tramite strutture resistenti al fuoco e porte resistenti al fuoco munite di dispositivo di autochiusura, ad eccezione dei piccoli luoghi di lavoro a rischio di incendio medio o basso, quando la distanza da un qualsiasi punto dei luogo di lavoro fino all'uscita su luogo sicuro non superi rispettivamente i valori di 45 e 60 metri (30 e 45 metri nel caso di una sola uscita); l) le vie di uscita e le uscite di piano devono essere sempre disponibili per l'uso e tenute libere da ostruzioni in ogni momento; m) ogni porta sul percorso di uscita deve poter essere aperta facilmente ed immediatamente dalle persone in esodo. ...omissis

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3.5 Numero e larghezza delle uscite di piano In molte situazioni da ritenersi sufficiente disporre di una sola uscita di piano. Eccezioni a tale principio sussistono quando: a) l'affollamento del piano superiore a 50 persone; b) nell'area interessata sussistono pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio e pertanto, indipendentemente dalle dimensioni dell'area o dall'affollamento, occorre disporre di almeno due uscite; c) la lunghezza dei percorso di uscita, in un unica direzione, per raggiungere l'uscita di piano, in relazione al rischio di incendio, supera i valori stabiliti al punto 3.3 lettera e). Quando una sola uscita di piano non sufficiente, il numero delle uscite dipende dal numero delle persone presenti (affollamento) e dalla lunghezza dei percorsi stabilita al punto 3.3, lettera c).

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Per i luoghi a rischio di incendio medio o basso, la larghezza complessiva delle uscite di piano deve essere non inferiore a: L (metri) = A/50 x 0,60 in cui: - "A " rappresenta il numero delle persone presenti al piano (affollamento); - 50 indica il numero massimo delle persone che possono defluire attraverso un modulo unitario di passaggio, tenendo conto del tempo di evacuazione. - il valore 0,60 costituisce la larghezza (espressa in metri) sufficiente al transito di una persona (modulo unitario di passaggio); Il valore del rapporto A/50, se non intero, va arrotondato al valore intero superiore. La larghezza delle uscite deve essere multipla di 0,60 metri, con tolleranza del 5%.
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La larghezza minima di una uscita non pu essere inferiore a 0,80 metri (con tolleranza del 2%) e deve essere conteggiata pari ad un modulo unitario di passaggio e pertanto sufficiente all'esodo di 50 persone nei luoghi di lavoro a rischio di incendio medio o basso. ESEMPIO 1 Affollamento di piano = 75 persone. Larghezza complessiva delle uscite = 2 moduli da 0,60 m. Numero delle uscite di piano = 2 da 0,80 m cadauna raggiungibili con percorsi di lunghezza non superiore a quella fissata al punto 3.3, lettera c). ESEMPIO 2 Affollamento di piano = 120 persone. Larghezza complessiva delle uscite = 3 moduli da 0,60 m. Numero delle uscite di piano = 1 da 1,20 m + 1 da 0,80 m raggiungibili con percorsi di lunghezza non superiore a quella fissata al punto 3.3, lettera c).

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3.6 Numero e larghezza delle scale

Il principio generale di disporre di vie di uscita alternative si applica anche alle scale. Possono essere serviti da una sola scala gli edifici, di altezza antincendi non superiore a 24 metri (cos come definita dal D.M. 30 novembre 1983), adibiti a luoghi di lavoro con rischio di incendio basso o medio, dove ogni singolo piano pu essere servito da una sola uscita. Per tutti gli edifici che non ricadono nella fattispecie precedente, devono essere disponibili due o pi scale, fatte salve le deroghe previste dalla vigente normativa.

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CALCOLO DELLA LARGHEZZA DELLE SCALE A) Se le scale servono un solo piano al di sopra o al di sotto dei piano terra, la loro larghezza non deve essere inferiore a quella delle uscite dei piano servito. B) Se le scale servono pi di un piano al di sopra o al di sotto dei piano terra, la larghezza della singola scala non deve essere inferiore a quella delle uscite di piano che si immettono nella scala, mentre la larghezza complessiva calcolata in relazione all'affollamento previsto in due piani contigui con riferimento a quelli aventi maggior affollamento. Nel caso di edifici contenenti luoghi di lavoro a rischio di incendio basso o medio, la larghezza complessiva delle scale calcolata con la seguente formula: L (metri) = A*/50 x 0,60 in cui: - A* = affollamento previsto in due piani contigui, a partire dal 1 piano f.t., con riferimento a quelli aventi maggior affollamento.
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- 50 indica il numero massimo delle persone che possono defluire attraverso un modulo unitario di passaggio, tenendo conto del tempo di evacuazione. - il valore 0,60 costituisce la larghezza (espressa in metri) sufficiente al transito di una persona (modulo unitario di passaggio); Esempio: Edificio costituito da 5 piani al di sopra del piano terra: Affollamento " " " " 1 piano= 60 persone 2 " = 70 " 3 " = 70 " 4 " = 80 " 5 " = 90 " = 170 persone.

Ogni singolo piano servito da 2 uscite di piano. Massimo affollamento su due piani contigui Larghezza complessiva delle scale Numero delle scale ...omissis
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= (170/50) x 0,60 = 2,40 m

2 aventi larghezza unitaria di 1,20m FINE


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