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Teatro indiano

Bharata, Ntvasstra (tr. inglese, Calcutta, Manomohan 1950) testo scritto in


sanscrito tra il 200 a.C. e il 200 d. C. Il testo, composto di 6000 sutra ordinati in 36
capitoli, riporta un discorso costruito attraverso risposte Iornite dall`autore a domande
rivoltegli sul natvaveda (letteralmente 'conoscenza/scienza del dramma). Bharata
aIIerma che tutte le sue conoscenze vengono da Brahm: tale aIIermazione si collega
al mito del cosiddetto quinto veda, secondo il quale, poiche i quattro Jeda non
potevano essere studiati dalle donne e dalle caste inIeriori, Brahm creo il quinto
Jeda, l'arte del teatro, che poteva essere praticata da tutti.
Origini mitiche del teatro: alla Iine dell`eta dell`oro (krtavuga) e dell`argento
(tretvuga), gli uomini si abbandonarono alla dissolutezza Iisica e mentale, per cui
Indra, il re degli dei, chiese a Brahm di inventare un divertimento in grado di
redimere gli esseri umani.
Il teatro nacque dunque come sacrificio in onore degli dei per indurre un retto
comportamento e produrre una mente equilibrata: armonizzare le sue componenti
oscure (tmasa, riIeribili a Siva) con quelle legate alle Iorze attive (rfasa, riIeribili a
Brahm) e con quelle luminose (sttvika riIeribili a Visnu).
L`estrema precisione analitica con cui nel testo del Ntvasstra vengono descritte le
varie tecniche teatrali, sta ad indicare che il modo con cui viene eseguito tale
sacriIicio` e piu importante dei contenuti.
L`ediIicio teatrale, previsto in tre Iorme (rettangolare, quadrato, triangolare) era
costruito in legno e mattoni cotti con una capienza massima di 400 posti, per
permettere agli spettatori di osservare la mimica Iacciale e i minimi gesti degli attori.
L`ediIicio era diviso in tre parti: una stanza per il trucco, la vestizione e il riposo degli
attori; il palcoscenico, e la platea. (I ntvmandira erano invece i teatri per il popolo,
spazi aperti posti spesso davanti ai templi, coperti da baldacchini in stoIIa).
Tre erano i principali modi rappresentativi: la danza pura (nrtta), la danza mimica
(nrtva), e il dramma vero e proprio (ntva). Nella danza erano previste 32 Iigurazioni
principali (angahra), 108 minori (karana) per i movimenti dei piedi, delle mani, del
collo, ecc.
Le composizioni drammatiche erano di dieci tipi principali:
1. ntaka: dramma con protagonista un eroe con poteri sovrannaturali;
2. prakarana: dramma con protagonista un eroe inventato dall`autore;
3. anka: dramma con protagonisti uomini e/o dei;
4. vvvoga: dramma con protagonista un eroe che interagisce con personaggi
Iemminili;
5. bhna dramma con un solo personaggio che racconta la propria storia;
6. samavakra: dramma con protagonisti solo dei;
7. vithi: dramma con uno o due attori che raccontano storie di altri;
8. prahasana: dramma religioso ma comico con protagonisti guru, servi, parassiti,
vagabondi, cortigiane, ecc.
9. dima: dramma che presenta una sintesi di storie relative ad un eroe molto
popolare;
10. ihmrga: dramma con dispute tra dei e dee.
Bibliografia
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Durgadas Mukhopadhyay, Il teatro dellantica India e le sue regole; trad. Valentina Ajmone
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Gioia Ottaviani, I fondamenti del teatro in Asia. Il Natvasastra. Il libro della musica (Yuefi). I
trattati di Zeami. Roma, Aracne, 2004;
Adya Rangacharya. Introduction to Bharatas Natvasastra. New Delhi, Munshirm Manoharlal,
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G. Azzaroni, Teatro in Asia, Bologna, Clueb 2006, Vol. IV, pp. 149 - 340.