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.

DELLA NOVISSIMA ICONOLOGIA"

CESARE RIPA PERVGINO,


Caualierre de SS* Maurino, e Lazzaro

fA R T

E P

M
A:

A-

A B O N D A N

gratiofa , chefcatiendo d'vna bellaghirjanda di vagt fiori cintala fronte , &il veftimenco di color vetde-, ricamato d'oro,con la delira mano tenga il cor diucr/ frutno della douitia pieno di molti ti-;, Vue-, olirne^ ftalwi^^on iniftro braccio
k

ON N A

ftringa vniaTcio di fpi^he di gran, di miglio


<pankoJ.Qoumii &c {mjglianti , cj!al quale fi ve daranno molte di dette (pigne v/cite cadere^ fparfe' anco per serri Bella, &gratioia fi debbe dipingere l'Abondaiysa^ come cofa buona,& desiderata da eia* icheduno. A
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&

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ia

Della nouiflTma Iconologia

jihondanxji Afaritim*. Onna che con la delira mano tiene rn timone , con la fniilraJefpjghc Jbondanzji <gieri,& autori jpoffonoancoftgniftcarel'allecon la ghirlanda, di. ipighe di graledemie di quella vere compagne grezza , nocella dcltnamano vn mazzo dicanaIl color verde , ^Jtr fregi dell'oro del ino vepe } con lefoclie, con l finii ira il corno del^ . jRimcnto, fono, colori propri; e/Tndo che il bel verdeggiar deHa campagna mofri fertile pro- la douitia, vn Amo di gineikaVlpra del dutione/& l'ingiallire, j maturatione. delle. quale faranno molte boccette di ieta biade,& dei frutti, chefannlAbondanza.. Il corno della douitia per la fauola. della_* Capra Amalt^a3 ruccontata da HermoocneneT lib. della Frigia fi come, refrifee Natale ConD'el Sig.Gio:Zaratine Capellini.

fchcduno,quanto brutta , &r abomineuole rif u tara la cardili , che di quella contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioche lnot jfiori de i frutti chefanno l'Abondarua meiu-

&

DOnna

&

&

ACADEMIA.

DOrma-vefrita di cangiante, d'aipetto, Ache.'oo, &per quello che Ouidio. fcriue del di et virile, coronata d'oro , nella man detto Acheloo fotto figura di Tor, nel Uh. o. delt riterr vna lima , intorno al cui manico vi celle Transformationi , e manifeilo legno delT fu icritto DETRAHIT LIT, Abondanza, dicendo cos. -nella man fin iftra hauer vna ghirlanda tefiw-

te nel 7. libro delle fue Metrologie al cap. i.dj

&

ATQVE PO

Na'ades hoc-pomis,&ftaris odore repletum t a cFMoro,Hedera, Mino , dalla medefma_. Sacrarunt,diue<% meo bona copia cornu efi. mano , pendino vn paio di poni granati , fede-Et perche llAbondanza fi dice Copia-, per moflrarl pesila ri ppfeftnaamo, che il brac-. q&j finifro ,-habbia , cornei! deliro la fua carica 3 &:d'auant4gg::o effen. foche parte.di quel fpighe fi fpargono per terra
.,

r in vna.faiia fregiata di fogliami,. e frutti di Cedro,Ciprefl,e Quercia^, coni "anco rami

d'Oliua. , in quella parie olle, fi appoggia,1!!! gornbitOjluogo pi. profumo alla figura Stari,
.

in

mezzo dvn

cortile

ombrofo, luogo bofea--

Irp'&friprxmAbHndmti&figu'amy Dom-:Wcm zincaiama office terrarum fi'auentcs vndify canpos /Multipliet compiet mejfebenigna Ceres Ttomorum vario curuantur ponderi rami, Et bromto vitis piena liquore rubet .. eme bo upecttdi%grcges hine latleus humor: Hitic pingui ftidant vimina vintla lacu Syluafrwnutrit, producunt aquorapifees^ Ao C)tf campi\ l&t* vagatur auis .. (^U'diam depcfiat proprio mortalis in rfus Neccoelumquicquam nemhiterranegat ..
. .

reccio di villa :xon Pltani intorno allipicdii.

buona quantit di libri , tra quali rife da.vn C inocefalo , ouero Fabiano Sar velica. di cangiante di vari; colori , per le. varie feientie, chein vna dotta Academia fi:
hai .era
.

trattano..
Si dipinge d'tvirile perla perfetta, e matura cogni; ione delie co;e,chef poflcggono, e decorrono in quella et - che n on iottopofta.alle Iegeerezze;?iouanili,ne defiramenti

..

'

fenili,ma.e lotata al falda

mente,e di uno giu-

ditio

Sicorona d'oro , volendo fgniflcare, ch(L_>


^dhondanzji .

quando l'ingegno delPAcademico ha da mandar.fuorigliiiioipenfieri, chein capoconffto-

DOnnainpiedi^vcflitad'oroyconleibrac- no oue laparte inreUettiua dell'animo noria aperteitenendo l'vna,ei'altra mano-; ibro (-fecondo Platonehel Timeo) bifognach fopn alctini cefonjdi fpighe di granoni quali- egli li affini ,comeJ'oro,accioche poffino/taftijnodaIJebande;chderta figura, canata, read ogni prona, e paragone. Da mandeflra 4alla. medaglia di Antonino Pio, con lttere tiene vna'lma,. col molto intorno (Dctrahit, che dicono ANNONA AVG.. COS.. IIH atquepdit) pcrche,fi come con la Iima,infthimento fabrile^. limandoli il Ferro , oaltrof po^ Zc S.. C. iifce,eJuandofilarugginediuiene lucido,, c_^ uihmdnzjct tinta

&

Man

splendente, cos nell'Acadpmia leuandpfi ie fpighe nelFJc_ cole fuperflue ,.& emendandofi li compon?il 'ul'- ra no l'opere , per dil ra mano>ftefa fopra l prora i'vna^ unenti ,ii polifc ono , nane, piedi- vi- far vna mifura di graiKr necefirioponer'efbttolalimadi feiieri giunic fpigke.dentrojcomeraltra dipra-. xltti; rie glnAcademii^eiarc, come dice Oui-

CEreieii>appre(n tacon

le

&

&

dio,

, ,

, , .

Parte

Prima^,."

ji
I

A C A D E

A.

i^

dio nel libr. pr. de Ponto . acci fi emendinole poliichino. Sci licetincipiam lima mordacius vtt 3

Vtfub iudjcium fingala verba -vocem

Onde Quintilianolib. x.
lima ,

cup.iij.opuspoliat
fi

& non lenza ragione

Idegna Horatio

nella Poetica dei latini, che non poncuano al par de' Greci cura , e fatica , in limare , e polire

baftanza terfa e pulita , vegganegli Adagij..Lfttzam-ad-dere:Da. quali habbiamo canato il mtto ,oueJeggefi, circa l'mendatione de l'opere. Lima dctrahitur;at<f } expolitur^quod redundat3 quod% incult e#> <^r limata dicuntur expolita . La ghirlandai tede d'Alloro , Hedera , e Mirco, perche fono tutte tre pian te poetiche, per le varie ipetiedi
fi

quando non

um

l'opere loro

poefia
s

chene 'Academie
il

fiorifcono,imper-.

Ne e virtuteforet claris<j potentiu> armis Quam lingua latium-fi non ojftnderet *vnum

cioche

Mino

pertinente' al Poeta melico

amorof, che con inanit ,e piacere canta gli mora vos 3 fuoi amori , perche il Mirto, fecondo Pierio Qitentfjpoetarum ltm& labor, Ppil-usfanguis Carmen reprehedite,quod no Valeriano, mbolo del piacere^ Venera madre de gli amori , anzi riferiice Nicandro Multa die 3 multa limracoercuirjatq; ferfecium decies non caftigauit ad vnguem. che Venere fprefentea'giuditio di Paride^* incoronata di Mirto,tanto gli era grato, e peEt il Petrarca Sonetto 18.

&

&

r Virgi io in McHbeo. j\4a trouopefononde le mie bracete 3 Popultts ^4leidAgratif:ma njitis, Jaccho Ne opra di polir con la mia lima Formo/a myrtus Ventri ,/ua laurea Vbcebo Quindi 3 che molto accortamente di cefi Et Ouidio nel principio de! 4- I& de Falli che ad vn'opera gli manca l'vltima lima__,
.

volen-

2
1

Della nouiflima Iconologa

voldo cantar efelle fefle d'Aprile, mefe di Ve- trarca fu coronatoci Roma di tre corone-, di* nere , inuoca Venere , la quale dice,che gli toc- Lauro, d'Hcdera , e di Mirto , s come riferifee co le tempie con il Mirra, acci meglio porefl d'hauer vitto Senuccio Forentino,coeaneo,&
cantare colcattenenti lei.

Vemmus ad quarti quo in celeberrimamtnse, Et vatem,& menfemfs Venus effe tuos , jMota Cytherea eftjeuiter mea tepora Afyrto

amico del Petrarca Lipomi granati', fono figura dell'vni'ne^ie gli Academici ,pigIi^ndoh tahporrudaPierio
Db.* 4.pcr (imbolo d'vn popolo, collgio , e

Contigli exptumperficeredixit opus vna compagnia di moke genti congregate in Di Hedera , &. Alloro fi coronauano indiffe- vn luogo, perla cui vnione fi conferuano, e peren temente tutti li Poeti. Horatio Poeta Liri- r erano dedicatia GiunoneJa quale hebbej co, fi gloriata delfhedera epiteto di conieruatrice,ficome l vede neUa^ Jide doUarum bader premiafrontium medaglia di-Mammea, con tale parole IVCONSERVATR-IX. Epcrqueio Dijsmifcentfuperis , Ei'iiteiibvuoleiiLauronell'vItima odedel anco Giunoneera riputata preildcntdeiliRej.lib.di verf gni,epingeuafi con vnmelo granato in vna_ mano, come, conferiiancedell'vnione de pQu&fitammeritis3 mihi delphica Lauro cinge volens Melpomene Xomam.- poli Seder l'Academia perche gli eflrciuj E lo giudica atto, che n e fufl coronato Pin- de gli Academici fi fanno in- ordinanza tra di dar pur Liriconcl 4,lib.ode culero, vifar intagliato ilCcdro nellafedia, per efire il Cedro /imbolo dell'eterniti.. Ante fjndarnsore. Laurea donandus Apollinari .. alias enim arbores cedrus atemitatis hieroNondimeno l'hedera particularmenteera di glyphicumeff. DicePieriopoi,chenonfipuPoeti Elegi allega fi come nota il Merola nell- tref nemeno fi tarla , alla qual eternit deuoelegia 6.de Triitibus,ouediceOiiidio. no hauerela mira gli Academici , procurando St quis habes nofirisfimiles iimagine vultus, di mandar fuora l'opere loro lima te, e terfe,acDememeis bederas Bacchicafertacomisci fieno degne di Cedro, attdo che Plinio lib. Jia decent Utosfceliciafignapoetasr 1 6.cap. 3 9, dice , che-vna materia bagn ata di Temporibus non esjapta corona meis . fucco, o vero vn ta di oglio cedrino, non fi rofiE Propcrtio Poe?a Eligiaco ca dalle tignuole , fi comenel capitolo , e libro Mnnius hirfutaingatfua diSia corona 1 3 * afferma de i libri di Numa Pompilio ritrouati dop. 5 5 ? .anni nel colle Gianicolo , di- J\diflla exhederaporrige Bacche tua: Econla medefima Ouidio auuertifce Ca- Gneo Terentio fcriba, mentre riuangaua,& affo/Tana il iiio campo, onde, cedro digna locutullo,che vadi incontro a Tibullo Eligiaco Obuius buie venies hedera iuucniha cintlus, tus3 dicefi d' vno, che habbia parlatole compofio col degnadi memoria, detto vito da PerTempora'cum Clava dotte Ca! ulte tuo Conuienfianco a' Poeti Dithirambici,efTen- fio nella prima Satira , \cggafi Teofrafto lib.5 e <?o li Dithirambi>verfi, che fi cantauano ih ho- Dioicoride lib. 1 .cap. $9, ci'A dagio. Digna cenone d Bacco cui era confacratal'hedera-#. dro, per il che Horatio ne la Pceticadifl. Jperamus carmira fingi Oud. jT Fft. Imiferuanda cuprejfo . Hcderagratijftma Baccho . Toffe Unendo, cedro, E per vi fi ip taglier anco il CiprefioeficnHoc quoque tur ita fit dicere nulla mora eft. J^yfiadesNymphaipuerum quirite nouerca do incorruttibile, comeirCcdro,cpigliafi da Pierr perla perpetuit , la Quercia, parimente Hancfrondem curus appofuiffeferunt . fimbolo della diutitrnitjappK-fio l'illeiToPieE nel 6. de Faili. Bacche. racemifros hedera redimite capillos . rio, e dela virt^ che anch'et vi s conuerr, Il Lauro poi pi conneniente gli Epici , tantopi che ne gli Agonali capitolini inftichc cantauano i fatti d5 Irnpe#dori , e de gli tuiti da Dominano Imperadorc li virtuofi, che Heroi,Iiqualivinci:on',d'Allorofonoftatiin- vinceuanoin detti giuochi, fi coronauano di ccronati,e pero Apollo nel primo delle Meta- Quercia,comeglHillrioni,iCitharedi,elipoc morfofi lo delibra per corona dsIoriofi,e vitto- ti. Giouenalc. riofi Duci, e o con facra le iefin pad?? de Poe An cayjtolinaw$eraret> Vollio quorum , EMartialc. li, come pianta, che fi deue al pi al tofiilegra.
.

&

d~

NO

&

&

to,efonoro,eperfiiure di ragionare, circa di quelle tre piante poetiche,baffi i irc,che ilTe-

QcuiTaipciasliotitcontitigerequerCKs. Di che pi diuiamcn te Scaligero nel 1 lib.'


.

cap.'

libro Primo

CC

15

A.

ap- Ageslate.E Seneca ndlib. de benef. Tigritiaeil poggiata fopra alla finiftra mano, dalla quale hutrix&gettatis Il Ilare federe nella guifa, che dicemmo ffpenda vna cartella con vn motto , che dichi : INERS, il gomito di det- gnifica, ch&i*Accidia rende l'huomo otio/ , e ta mano fia pofato fopra il ginocchio,renendo pigro , come bene lo dimoflra il motto ibpradetto, e S. Bernardo nell*Epiftole riprendendo il capo chino , e che fia cinto con vn panno di homo imprudens mtlcolor nero, e nella delira mano vnpefee detto e!'accidiof coli dice : Jia millimn minilramei Torpedine. decies centina Accidia, fecondo S.Giouanni Damafceno mi/liaaffijlunt et, tu federe pr&fumis ? Lateita circondata col panno nero, dimolib.i. vna triflitia,che aggraua la mente, che flra la mente deli'accidiof occupata , dal tornon permette, che fi facci onera buona .^ Vecchia l dipinge, perche ne gl'anni fenili pore^ che rende l'huomo fiupido,& infenfato, ceffono leforze,& manca la virt d'operare_>, come narra Ifidoro ne'foliloqui; lib.i.Per torcome dimoftra Dauid nel Salmo 7o.doue dicej porem zires^ ingeniumdefitiunt II pefcccn tiene nella delira mano lignifica Neproijrias me in temporefenetlutis cum deAccidia,pcrcioche fi come quello pefee ( come feceritvirtus meanederelinquasme. Mal vefita lrapprefenta , perche l'Accidia dicono molti Scrittori, e particolarmente Plinon operando cola veruna , induce pouertd , e nio Jib.5 2.cap. i A theneo lib. 7. e Plutarco de miferia , come narra Salomone nei Prouerbij folertia ^mmalium) perla naturale propriet idzS.jQflt operatur tcrram fimm fatiabitur lija,chi lo tocca con le proprie mani,o vero con 4 qual
ftia federe, e

brutta, mal veflita>che_* DOnna vecchia,che tenghi la guancia

panibtts

qHautemftElatur otium replebitur

TORPET

&

&

,&

i6
qual
fi \

Della noio/fit Iconologia


oglia inflrunicnto,corda,rcte,o altro,lo

no| pu operar | rende talmente ftupklo E r cola niu i.na,-co.srcci'da hauendo ella hilefl male qualit, prejidc,fupcra,> ,vincG;>di.ijjagiouinetto veitito pompofamcnt<^_>i <on la delira mano fi appogger ad vrr*niera Quelli che qtiefto vitiof danno , che li rend* inabili, infcnfati> e lontani da.opera.lo- arpa dzon&t$ , e con la fnillra terr vno fpec/" chio in capo vna ghirlan da di fiori , poix \ n dmok)Jk'\imiQfa.. piede fopi*a d'\ n'oroleggio da poluere, che rrt itrj che ih. cafataalquantopi poluere di quiU x da l'altra parte xifix vtpi* la della pueritia, velato del color -.delle foglie del- ttone^.

^e

Q D Qi

SC ENZA.

VN
,

...

qv|sto cattivo.

&

JVomo

ibero quando ltannop$fccafcare;l}ar


ietta figura in at^o di

camminare,&vn lembo

VErgfriella di bello afpctto, coronata di, fi o


fi,

ad vn fpino stirando vn grande,'fquarcio, a che riuolta inoltri il diipiacere che ne lqre, e nelladdtra. mano terr
della \elleftia attaccato

mqifri riio,& allegrezza

conia vette

di vari; co'o

nibbi ;cherecc.. ^Vefefi del derto colore , perche fi come fadfaiemacafjcano le foglie Hell'albero , coli aneto cafeatt , vanno male le cole oji bene atfo^uffat&il mcdefimKlimofr$J fp ino , per^ dtoclie quando I'huomo men penfa aiTecoi_j
>lt

&

Adolefcerixa quella et daf'huomo, <_ , aena.dal deciip fino al ventilano anno quale 1'huomo.comincia eol'mcv/o dv'fr intendere, &Hjp&jare,ma ii^n opc confuimen te: Comincia bene- ad ac _
v igore.ne.ienfiper-cufdcita

"i

l ragione.

ad et*-

di- niai'acquilto.^all'hera

ne

riccue.

dannose

gere,cV volere, e. quello li chiama augumenro" "L velie diyrjj colori antica inuentiorjc
'nelle lor pitture l'Adolefcetjf a

vergogna tiene con


itrare quello

la

& din mano il nibbio,pc^dmio


j

che

quello proposto
..

ditfe.l'Al-.

ciato, tradotto ryiollra lingua

TJsdaciNibBh n/ntrf\
Rete fpucrchio riho jC^^rapip ,
'Con. la
'

Aladre fi duol del fatto


.

rio

:.

perche gliEg ti] , quando \}eleuan mollraJe (fecondo die racconra Pieno) faccuauo vria ve! :-di <~varij &olori,fgnificando la "volubilit de la natura gjuenile e la variet de' defden;,c heibglin venire giouani,,mentrc ione ncla.gi freiea et.-e.ne gli anni- pi teneri per dicefi che la
:

.Ahi; che del ventre Jtd'efcan l interiora , e in gran periglia JWi fnto , Oslla * lui

Dicendo.

Aw
A

via dell'Aquila in Cif'Io,del Serpe in terra, della Nane in accua, e deli'huomo neJS'dolefcen2a fono difficili da conofcere 5 e ci fi trotta nelli

ti

doler'o figlio
,

Pr^uerbinlj..
I a

Chel tuo nonperdi rio;, ma quel d altrui

fojf^.i-.iJicaifO

cprn a de' fiori, e l dirhollratione del ri allegrezza ,i che luole regnare

AGVTEZZA DE L'INGEGNO
.

'.''

..

fli'm Clicca c[a


.

Tche perci
,

fi

.,.

Jegra,e di he 'lo afpetto dcciidof

rapprefenta alnei Prouerbi-

allegro raide l'era florida... f come narra Pierio Valrno ljiv.'Chrar.imo punta della zagaglia di Pailadcf comef vedetu in quella liatua.di fttfftra che Plinio dice eflr'anticamen te Hata drizzata in Arene) ci pu lignificare 1 AcuDel S'igeiouanni Zannino Capellini.
Sfinge:
\

neliib.
'

i.itto ia

ADOITIO'NE..

tezza dell'ingegno , percioche non al inondo co'a si coperta,e tanto nafcofla,cheJ*Acutczza

A x ho nv ch'habbi nella fnillra vna la delira af deli'humano ingegno fcprire.ie c'iuulgare non _ ^ Folica foner Oli ilhiga , poffa , s come detto habbiamb in altro luogo collo c'vn Gioiiatie. ella figura de l'ingegno , per fi potr dipiaL'Adottione fecondo alcuni. vn'tto legale gere per tal dimotratione Miuerua in que!la__ per conlolatione di coloro chen hanno figliguifa, che fi lucie ripprfentar , ma che lotto la zagaglia Vi ha vna Sfinge, come *
.

&

turno detto.
-

^
'

'
>

peni quale

'.

g'iuolo^cne.
' !

non

h &: quafi imita la natura


Marco

..

Primoe
inditi
i

'

ti

dipoco fpirito , e d'animo baffo in chi

J efrefcita >&: in chi volonti^i l'afcpltajdicento

La cordarne tiene Con la fihiflra mano , dimoer, come telb'fica S.Agoftino s fopra il Sai--

i pec Jdtdantium lingua ligant hof II mantice, che araflmoinftrument ad mines in peccatis:ddciat enim eafacere in accenderei fuoco ,-& ^ammorzare i lumi quibmnonfolurn ncnmctuitur reprehenfor- accefj folo col yen to> ci fa conofcei?e, che gl'a- Jedetiamlaudamr operator. E neirifteffi? Saldulatori col ven to delle parole vane , ouero ac- mo fi legge;/ Uqusoifio^qtiem abfcnderunt, cendono il fuoco delle paffioni 3 in chi volon- comprehenfits eli pes eorum fieri gl'afcolta , onero ammorzano ji lume delVhauere l fronte raccolta fecondo Arlov " la ventacene altrui manteneuaper lacognio- tile^eJFifojidmia cap. ?. %nifica Adustione

toresfuntfimil&s 3

& abkUi homims

mo p.che l'Adula tione lega gl'huomini ne


cati 3 dicendo ;

pe^MeiTo.
-

& m

"

L
1 .

& T

O
'''

artificifo, to dal fuoho del flauto , quafi fi dimentica di f vago , che foni la tibia , itero il flauto fienose fi lafcia pigliare In confcrmatione di con vn Ceruo,che li ftia dormendo vicino ci la prefeate immagine, nella quale l dipiedircos Ja depinge- Gr Apolline ,e. Pierio chiara la dolcezza delle parle con la melodia v Valerano nel 7".Iib"de fuoi Gierogliflci , eferi- delfuono^ la natura di chi volentieri fi fente_* aono alcuni , che il cerno di fua -natura alletta- adulare con l'infelice naturale initintodel Cer*
.

Na donna vefHra d'h'abfto

&

uoif

Della nouffima Iconologia

uo, il quale mof tra ancorach timido,e d'ani d'vn marito, onero dVn maritata, S.tomafb , mo debole , chi volon rieri porge gii orecchi Secunda ,ftcnnd* quafi. i j 4. art . 8. prohibit gi nel Leuitico al cap zo. aggiuntoli! pena dx gl'adulaton Jidulatione. morte, come ancora nel Deuteronomio ai cap. Onnacon duefacciel'vna digiouane_> a. egualmente biafmeuoie , e punito , le beliate l'altra di vecchia maciien te : dai- dal marito vien commefTo , quanto dalia mole mani gl'efcono molte Api , che volino in di- glie , ancor chegl'huommi fi attribuiscono in-

&

canto vi Za vn cane__. giuflamente maggior licenza delle werfe parti, La faccia bella indicio delia prima appa- Santo Ambrogio regiftrato al cap.

&

/emine, e

Nemo

fibi

renza delle parole adulatricij&l'aitra faccia_ brutta moftra i diretti diffimulati,e mandati
dietro alle fpalle.

L'Api fecondo Eucherio,fono proprio fimulacro dell'adulatore, perche nella bocca portano il mele , nell'occulto tengano il pungente aculeo, col qual ferifeono molte voltel'huomo

5 x.^.Nec virolicet epuodmulterinon licer. Onde auuertifce Ariflotele nel lib.dell'ficonomia,che il marito non faccia Boreo alla moglie, acci efl non habbia ricompenfarlo d'altrettanta ingiuria . Giouane , epompofamente fi dipinge efrendo che iigiouanefi dimoftra vago nell 'apparenza, e difpoo pi <d'ogn!altra et
-all'atto MQiicxee&

fiTa" a fdere perciochela panc,fenza alcuna diitintione di meriii , &al- eaufa donde nafee quefo eccefo ,il pi delle cune volte ancora morde chi non lomenta? e Volte i-i'otio , produttore di penfieri illeciti quello itef che li dauaii pane, S'auuieneyche quindi Tobia al cap. z. giacendo nelictto, che tra!afci:pcr fi affimiglia affai all'adulatore, denota l'otioft , dal caldofterco delle Rdini quefto propofito lo pigli Marcantonio Ca fu acciecaco , cio dalli caldi affetti de'penficri tildi Romano in quei Soletto illeciti , Dauid per l'in temperanza meorie nell'adulterio z-Reg.cap.z. Nemico al vero, e d'elle cofebumane, Corna/ or, cecit dell'intelletto-, Graffo losfigttrianio , effendo che I'otio hi Vtnenofa benandare cibo infetto per forelia la gola, la quale anch'ella concorre farilmedefrnioeff_no dell'odo onde Ezech, Diguai , e d'alme fobrie, e mentiJane a 1 6.Sororsgula ,<<$' ociofitas quajiduo ligJ/M Vi lodi , di lufinghe , e glorie vdne. incenduntgmmluxurLA. la qualier.tentia._a yaslo albergo , alto nido , ampio ricetto comprende l'adulterio comecomprefo fottoil jyopredifintwrf > di vario ajpetto, genere della luffuria,& il Petrarca nel Trionfo Sfinge t Camaleonte ,e Cince immane dUa Cadici, fopra di ci cosi dice, Can -ctojujinga , e morde acuto finale La -gola , // fonno ,t Voti ofepiume Che non piaga, e che induce Ftranesnorti Hanno dal mondo ogni virt sbandita. . Lingua, che dolce appar mentre e pifella Di maniera > che vo'endo noi fuggir qucflo in fomma e piacer rio ,gioia mortale errore cofi grande, con uiene di i tare con ogni Dolce tofco,a'fpro mal,morbo di corti > prontezza occupato nell'alcioni nobili , &: \ irQnel che -Adular l'errante volgo appella tuofe,efcacciarcon ogni diligenza ipenferi, che ci vengono auanri- i quali ionomolto dannof,non ilo al corpo , ma =quel die pi imGiouane pompofamen te veftito,chc porta all'anima, e per fi deue feguitar il belliifimd documento di San t'Agoftino lib.de Verb. ftia federe , e fia grafi con Ja deftra_ mano tenghi vna Murena , cV vn Serpe riuolci Dom.Sermone z z.che dice, Ne okra iltuobiambiduiinbeigiriin atto di effer/ congiunti fgno f heiar il \ entire,pcrcfie il foprabbondaninfieme,e con la fniftra vn'anello, Itdc d'oro te, caufa -materiale di quef.o vitio , e sa ogn' che dir vogliamo. <]ual fi fuoi dare alle fpofe_>, vno , che lenza la materia non fi produce col aperta da nimma__>. e che fia viabile , ma che fia rotta, Tiene con la deftra mano la Murena conquella parte,oue fi congiungono ainbe Je mani, Cicerone nel 1 delli orlitij dice, che ne! princi- giunta con il frpe perche da quefto congonpio di ciafeun ragionamento di qual fi voglia gimcnto pare, che Baflione in terprc'i l'Adulcofa,deue incominciarfi dalla difinitione di terio, effendoche auuertifce gl'adulteri, che dia, acci fi f appia di quello , che fi tratta L'- guardino qual fiera fi rendono fmili , polciaAdulterio adunque vno illecito concubito \he^li pare che quefto congongimcn co delii

che non f ne auuede . Ilcaneconlufinghe accarezza chi gli da


.
.

commettere adulteri;

Si rppffritaVcn

&

'-,

ADV1TERIO.
,

VN

&

la vi-

la Vipera, e detta

Murena fra

vi

certo Adulte-

gm >fed nuhs mentis perfidia mitigati $e~


tesi..

rio della natura, e queiio queiioctje gli gittij per quello fimiilacro ci vogliono dare

intendere

La fede d'oro, rotta ,


Sante Leggi
,

me dicemmo,altra non /gnifica^che rompere ,.

& violare

le

il

& aperta, coMatrimonio &


>s

Ead

AFFA
Vo m o
II
j

NO

in.

veltitc*-diberettk,viciho alnei-

fomma la fedelt, che deueeflrefr marito e moglie , e perci biafimeuoje quello man eamen to.perche con tro alla fede maritale , che
dinota per l'anello > che per qucflo il pone in quel dito, che ha vna vena,ehe arriua infine, al cuore lap,alIegarione 5 7.num. 4uioue allegali c&min .}cq. 5 .dimofrandoci dalla pi cara parte del corpo, phe , il cuore, s'impegna per i'oneruanza delia fede proni efi, per tutti g altri errori fi poffono. ricorreggere, ma quello
fi
.

fo,co'l capo chino,& volto meilo,&in mani tenga dell'attenti ..

capd chino^e J'afpetto di mala voglia, ci'

dimoitra , cbf l'Affanno vna fpetie di malinconia, e difptacere, che chiude la via al cuore,, per ogni forte di confolatione, e di dolcezza^.,* e per dare ad intendere, cheltAffanno vn difpiacerepi intenfo de gl'altri, vi fi dipinge l'ifentio per legno d'amaritudine del dolore ^ che per lignificare queft'iieffo dine 2 Pe-

mon mai, comeaferma QXunio


lcrktDre,nelIib.<5-.

nobiliflmo- trarca-.

degefos^dlexandri

Ma-*

Lagrimarfmpre e il miofmmo diletto


Il rider doglia, , il cibo affimi

e tofio

V oo< me/lo, malinconiof,e tutto rab-

e fi mirail more circondato dadiuerfi frpi. S~ buUatOjCon ambeJe mani s'apre il petto^ rivelino di terettino vicino al negro. Ildctto vdJU-

, .

iif
vcftjrtiefitO far
il

Della

nouiffitiia Icortologii

Ceciato , folo per dimoUrare

truagli dell'animo ,
l'vltima rouina ,

& cke quando vno in non pu attendere alla.1 coltura del corpo ; &il color ne^ro /?gnifica__*
diiprc^io di f fle/fo ,

F F E T T I N E; Vedi Beneuolenza.

i cordogli quale conducono i rammarichi , il cuore dalle ferpi cinto II petto aperto , cinotano i fafiidij, e trauagk" mondani , che__* finpre mordendo il cuore infondono in noi {beffi Veleno di rabbia,e di rancore

& tenebre delia morte & &


le

alla

AGILIT
Del Reucrendiflimo P. Fr. Ignatio Dadti j

DOmodo

n m a che voli con

le

braccia ftefe,i[

di nuotare per l'aria^. .Agilit.

Glouane ignuda, e fhella, con due ali Copri

Giovane
fiori.

gl'homeri, non molto grandi, in modo che moftrinopi tofto d'aiutare l'Agilit che"! volo:deue Ilare in piedi, in cima d'vna rupe Co* veftitad'vn velo biancone fot- ftenendofi appena con la punta del pie man-

Amabilit.

tiJe, e con faccia allegra, nella delira ma*, co, e col pie dritto folleuato in atto di volet noterrvnarofa,&in capo vna ghirlanda di leggiadramente faltar da quella in vn'altra^

rtipe,e

per fi dipingeranno l'ali

tele.

AftabHit habito fatto nella difcretione_j E ignuda per non hauer cola , che Timpedi del conuerfar dokementc,con defiderio di gio- fca. In piedi, per mflrarc difpoitione al moto . uare,e dilettare ogn'vnofcondoal grado. Giouanefi dipinge percioche efindo la_^ In luogo difficile , e pericolo/o , perche ia_ giovent ancor nuoua ne i diletti, e piaceri quello pi l'agilit fiinanifeite Col piede appena tocca la terra aiutata dalmondani , grata , e piaceuole ogn'hor n dimoitra.il velo,che la ricuopre.fgnifica che gl'huo rali,perche l'gilithumana,che quefta intenmini affabili fono poco meno che nudi nelle diamo, fi lllcua col vigor de gli {/piriti fignifialleggerifce in gran parte in_ parole,e nell'opere loro,e perci amabili,e pia- cati per l'ali , ccuoli fdimandano quelli,che luogo , e tsm- noi, ilpefodella imma terrena^, p, fecondo la propria conditione,e l'altrui,

&

quanto], e quando fi conuiene , fanno gratiofa- S T mente ragionare fenza offendere alcuno, gentil

VD IO B EX L'A GR ICOLTVRAj
nella Aledaglia di

Gordiano

mente,e con garbo feoprendo f /leffi.Si dimoftra ancora , che l'animo fi deue fl tanto ricoprire,quanto non ne ref ti palefe la verpogna,&
-ei&re a'animo libero , e /incero La rofa denota quella gratia , per la qualeo-

t r- Na donna inpiedi

, che /l con le braccia aperte,& mo/lra due animai i,che le itan

che di grandi/fimo aiuto alla piaceuoezza 1- no piediy cio vn toro da vna bandai dall'altra vn Leone II Leone fignificala terra , percioche '/nfero gn'vno volentieri fi appreffa all'huomo piace- gl'antichi^ che il carro delia Dea Cibeic fune uole,edelIa fua conuerfatione riceue guilo, tirato da due Leoni, e per quelli intcndeuano fuggendo la piaceuoezza di coftumi, che l'Agricoltura^. " quale fignificacongiunta con la feuerit , alla fi torAimoflra Io lludio dell'arare la tena 3 e ci dichiara li commodi delie biade^con iludw tionefi-riiisrifee ancorala ghirlanda dihor
'

raccolte.

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imi

AG**

. .

Libro Primo

*5

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liSi^m SOfe J&


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III 1 l

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1

\\1H
L'-Aratro
fi

^^P^^r

.si.

n a veftitadi verde, con vna ghirlanda d ipighe di grano in capo , nella__ finiilra mano tenga il circolo de i- dodici fegni celefti, abbracciando con la delira vn'arbufcello, che fiorifea , mirandolo fifio 3 piedi vi far
vn'aratro

DOn

dipinge

come inftrumento

prin-

cipaliflmo per quell'arte.

agricoltura .

DOnna con veftimento dontefto'di varieJ


piante, con

veftimento verde fignifica la fperj|a,fenquale non farebbe chi l deiTe gla'mai alla za. fatica,del lauorare, e coltiuar la terra La coron a di fpighe , l dipinge per lo princiIl

vna

bella ghirlanda i lpighe

",

di grano,cV ahre biade, e di

pampani con i'vue^

pal fine di quell'arte^ch' di far moltiplicar lo_j biade,che fon neceflarie a mantenerla vita del-

l'huomo

il riguarL'abbracciar l'arbufcello fiorito, darlo fifl , lignifica l'amore dell'cHIlricoItore-s verfo Je piante , che fono quali Cuc figlie , attendendone il delato frutto > che nel fiorirgli pro-

&

porter in /palla con bella gratia vna zappale con 'l'alrra mano vii ronchetto, e per terra vi far vn aratro Agricoltura arte di lauorare la terra , feminare,piantare,& infegnare ogni forte d'herbe,& arbori,con conferiatofie di tempo, di luogh

edicole.
Si dipinge di vefte contefta i varie piante, e con la corona in tefta tefuta di fpighe di gra^no,& altre biade,per efiere tutte quello cofe,ric4

mettono

I dodici fegnifono

vari;

tempi dell'anno.
l

Se le'f ragioni , che da efl Agricoltura


derar.ot'

confi*

chezze dell'AgricoIturaifi come riferifee Propeu tiolib.j. dicendo.

Felice

i6
Feli.y

agreRum tfuondamparata iuuenttu , Dittitra quorum mefls, Gr arbor erant Gli fi da la zappa in ipaUa,il rondo dall'altra mano, l'aratro da banda per eflr quelli ftro-

Della noui/fima Iconologia mano tetra vna falce*

nell'altra vii

cornucopia

pieno di diuerfi frutti, fiori, effondi


II color giallo del veftimento fi pone per /?militudine del color delle biade,quando hanno bifogno che l'agricoltore le raccolga in premio delle fuefatiche,che per gialla fi danunda Cerere da gl'antichi Poeti

&

DOnna

menti necefiri; all'Agricoltura agricoltura. ve/lira di giallo , con vna ghirlanda in capo di ipighe di grano a nella dellra_

fopra di detto vettimento riatter vn manto df porpora , da! Cielo fi veda vn chiariff rno raggio che illumini detta figura x far coronata dVna ghirlanda d'OIiua>haner aleeJlo vna Carena d'oro , &* per pendentevn

HVOMO bianco, &

d'et

girile

,,

veftito di color

&

core, fiar con libraccio deliro


Ta

fkfo,&com_>

manoaperra &con la

lo fitto in

tenghivn paterra circondato da vna \ erdegginfini/ira

ie,& fruttifera vite,

& dalla parte defila

vi far

vsa Cicogna

..

ce pur. operare fecondo Ta virt ,m.i per Ta nouit.& caldezza del fangue, tutto intento ali aittioBricnfbih..&iI vecchio ( fecondo Arift.nel 2.dellaRertorica) all'auaritia, eifendo che l'fperienzal'h infegnatp quanto fia difficile col Tcquiftare la robBa ,& quanto fa facile perderla , perci va molto ritenuto in dare aiuto altrui jhaueudo fempre comedue Canifian-l'altro Ja^_* cbiJ'vnoIa cupidit dell haucrc, paura del perderla: ma ben vero che il\ ecchio pu dar configli perl'efperienza deile cofe del;

&

&

Sifxapf refentadfet viriteperciocheiJ gctua-

tempo palpito.
Si

Libro Primo.
Si veftc di color bianco percioche queft'attione dcuc eflre pura,& fincera,& lontana d'o-

47

gni interefl,il quale riuolto all'vtil proprio, Jafvir tuof ia di far opera nobile, II Manto di Porpora, s'intende per fegno di carit,Ia quale ha iempre per oggetto d'aiutare,

&

to humano, effendO che Minto, in lingua Ke* brea fi dice Zeroha, che vuol dire che la potenza , fortezza dell'Aiuto attuale confitte., nel braccio, appretto gl'Antichi il porgere

&

&

la

mano era fegno d'Aimo ogn'hor che noi

ag-

& fouuenire

alle miine altrui,tflendo in efl_j

vndiuoto
verlo

afftto

puro,&

ardente nell'animo
efl\t

giungiamo l'opera noftra adiutrice a qualche] negotio,& per quanto narra Pierioyaleriano nel lib.35.de i fuoi Geroglifici, vna fimileimagineoflruata nel fimufacro della_j dea Ope in alquante Medaglie , q uafi ch'ella-* prometta a tutti voler porgere Aiuto, come_* quella che con l'Aiuto diurno foftenta , d il vito.vniuerfale tutte le Creature, eom'anco le riceue nel fuo grembo Il palo fitto in terra il quale foftenta la <"*ver~ fruttifera vite fignifica l'Aiuto deggian te , coniugaIe,eflndo che la donna fen za l'Aiuto

Dio,& verf le creature Adiutore imbecilem charitatU


dice San Greg.ne' Morali
Il

&

chiariffmo raggicene difeende dal Cielo che illumina detta figura , ne denota l'Aiuto

&

diuino,il quale
gl'altri aiuti ,
di/T.

fupremo di gran lunga tutti onde ipra di ci HomeronclI'O*

7-cos dice.

&

Jlfortatia diuum auxilium defidcrat

omi

& ne

Sacri Vficij

habbiam o

& in altro luogho jiuxilium meum Domino & pili

Deus in adiutorium meum intende Domine adadruuandum me fettina


,

del marito,e come Ja vite fnza l'Aiuto del palo, onde l'Ariofto nel canto io. nella nona octaua
dice.

Adiutori &fufceptor meus es tu Et in verbum tuumfuperfteraui L'Oliua per Corona del capo , in pi luoghi
delle diuine lettere per l'Olfuo s'intende l'huo-

mo da bene

, il

quale fia particolarmente copio-

i de i frutti della mifrifordia , la quale muoue piet foccorrere , dare aiuto alli poueri bi-

&

fognofi, Dauid neI]Salmo 5 1. Ego autemficut oliuafrutlifera in domo Dei

Sperata in mifericordia Dq-in aternum per fendente il core acPorta la Collana , ci s'intenda, che non iolofi deuecon l'opere della mifericordia porgere Aiuto alle mifrie o del Configlio ( del altrui , ma anco con l'Aiuto quale n' fimbolo il core ) ridurre altrui nella*

&

Sarette come incuba vite in horto. Che non ha palo, oue s'appoggi , optante. Gli fi dipinge canto la Cicogna , per eflre il vero lignificato della piet , dell'Aiuto , effondo chel'vno , lnza l'altro mal ponono ilare feparati, Quindi che con grandi ornamenti in dmerfe Medaglie de Principi Romani fi ritrua impreflquefta nobili/lma attione con la natura di quello animale, il quale denota I'humo verfoi parenti pietofo,&famofo per gli offiti; di porgere Aiuto , eflndo che hi gran cura de i fuoi genitori quando fon venuti nella vecchiezza, ne mai per qual fi voglia tempo gli abban-

&

dona, &noniolamente mentre chein venuti vecchi gli porge Aiuto, ma ogni volta che fia-
lorbifognOjlongouernatidail'induflriadeipr prij figliuoli . Onde l'Alciato ne* fuoi Emblemi. Cos dice uierio infgnis pt etate Qcona nido
i

<

via della falute, Dare finito confilium charitatisefl , Dare fapienti oftentationis, Dare viro tepore ptruerfitatis fapientia, dice S. Greg.ne' Mora. Si rapprefenta con il braccio deftro ftef, con la mano aperta , per lignificare l'Ani*

&

In veftespultos pignora gratafouet Talaq> expeclatfibimunera mutua redS jluxilio hoc quotiesmateregebit onus: NecpiaftemfobolesfallitifedfeffaparentHm Corporaftrt humeris, prajat ere cibos *

&

AU&

O
2*

ALLEGREZZA.

Della nouiflma Iconologia

con frontecarnol, Iie detto veilimentodipinto di verdifrondi,e fiorir^ fr,e gialbjCon vna ghirlanda in capo di vari; Moli , nella mano delira tenga vn vaio di crillallo pieno di vino rubicondo, e nella finiftra vna__ gran tazza d'oro,ftia d'lpetto gradofo , e bello, eprontamente. moifri ai ballare in vn prato 3 pieno drfiri. Allegrezza paffone d'animo volto al piacere di cola che intrinsecamente contempli fopranaturalmente, che glifiano portate eftrmfecamentc dal fenfo per nanira, per accidente. Hauer la fronte carnofi^grande, Jifcia per ldetto d'Arinotele nella Filonomia aVe". capi I fiori unificano perfe fleflf Allegrezza, e fi fiiol dire,cnei prati ridon o,quan do <ono coperti di fiori > pero Virgilio gli 'dimand piaceuoli nella 4-EgIoga dicendo: Ipfit tiU blando* fmdwt emetta fiores^
fcia,egrande,far veftitadi bianco,

VA N ET T A

Il vafo di chriftallo pieno di vino vermigli: con la tazza d"Oro,dimollra chel'Allegrezza.pcr volentieri fi communica. lopinon fi cela , come te/tifica San Gregorio nel lib. 28. de Morali , cos dicendo : Solet latitia arcar.* mentii:

&

aderire* Et il Frofetadice,il vinorallegra il cuore

deH'hnomo,e l'oro parimente ha virtdi con


,
.

fortare Ir /piriti
deli' Allegrezza

e quello conforto cagionedel corpo, la dimolrratione del hallo manifefto indiiio del-

La difpofitione

l'Allegrezza

j4lleprez.zA-

&

GInanetta con ghirlanda di firi in capo nella delira mano terr vn Tirfo coronato
tutto con molt igiri di frondi , e ghirlande di dtuerfi fiori , neJ.'aTr ifira hauer il corno di couiti,e l potr vefl ire di \erde
.

Jllltgrezjz

a d'amore.

Glouane velina con

dinerfitd di colori pia-

ceuoIUonvruipianta di fiori di boragginclo-

, , ,

Parte Primari
nefopra i capelli, in mano porter faette d'oro, e di piombo.ouero foner/'Arpa*
jfflegytt%a* Lentia* e Giubilo *
fiori,

59

Na

giouane appoggiata ad Vn

calchi leggiermente vn fornito di viti, cauolo fodo ,allarghi le mani , come f volefl

&

Olmo

ben

donarprefenti,eneIpetto hauer vn libro di Mufica aperto-. X'Olmo circondato di vltifignifica Allegrezza del cuore, cagionata in gran parte dal
..

vino, come difi Dauid e l'vnione dife ftcfio e delle proprie forme , epafloni, accennate col
:

perche anticamente era indino di fellazi e di allegrezza ,percioche gl'Antichi celebrando cornuti coflumorono adornar/! di corone dirofe,&altri fiori , de' quali corone vegga fi copiofamentein Atheneolib. 1 %', Tiene conia delira mano il ramo di Mirra eflndo che appretto gl'Antichi era fegno di AIIegrezza,&era cofhime ne i contimene quel ramo portato intorno,ciafcuno de glifedenti ?',,?,- -~..~i., ;..:.. ,... n tauola inuitafi l'altro cantare, pertiche vna volta per vno prefo il ramo cantaua la fua volta, del qua! coilume Plutarco ne i fuoi Sympofiaci, cio cornuti largamente n'ha dilputato nella prima queftionem tal maniera. Deinde
..n,-,,
,....,.
>
.

cauolo:e la melodia di cofe grate gli orecchi come la Mufica, ch' cagione della Letitia^a_j quale fa parte delle fue facolt chi n' bifognof,per arriuare pi perfettogrado di contentezza^.

imyrto,

wnmquque propriam cantilenar/i accenta quamexeo Afarcn appellabatur,quod

cantaret iscui tradita ea effet , Horatio dice che venendola Primaucra nel qual tempo da ogni parte fi fa Allegrezza, Venere mentre che mena le fue danze, di verde Mirto circondai!

&

Allegrezza'

capo douunque ella celebra

l'

Allegtezza-j

Nagiouanetta con ghirlanda di fiori in^ capo, perche \i fanciulli Hanno fempre_j allegri e perche nelle felle publiche antiche_j> tutti fi coronauano, e loro , e le porte delle loro animali, come fa memione__5 cal, e tempi;, Tertul.nellib. de corona Afilitis e con la delira mano tiene vn ramo di Palma,& di Oliua per memoria della Domenica delle Palme, e l'Allegrezza con chefriceuiuoChriiloNoilro Signore con molti rami di Palme, e d'liue
:

^Allegre^a dalle Medaglie.

DOnna in piedi
.

-,

nella delira mano tiene_ji

&

due ipighe ouero vna picciola corona s nella finiflra vii timone con parola LJE TI-

->

TI A.
E' Medaglia di Giulia Augnila moglie di Seller deferi tta

da Occone 5 f bene cos anco deferitta la Tranquillit nella Medaglia di An-

*AUegrezjm.

NElla Medaglia di Fauf lina vna


la quale

fgiira__3t,

d eftra tiene vn Cornucopia pienod vari fiori , fron di, e frutti, e con la finiitra vn'hafla ornata da terra fino alla cima di fron di, e di ghirlande, onde fprefal'occacon
la

fone dalla inicrittione

che cosi dicQ s

HY-

LARITAS.
Allegrex^a.

VNa

belliflma giouanetta veftta di verde

porti in

capo vna

bella,

altri fiori , con la delira mano landa di rofe , tenghi vn ramo di Mirto in atto gratiofo,e bello, moflrando di porgerlo altrui Bella giouanetta,& veflita di verde fi dipinge,effendo che l'Allegrezza coriierua gl'huomi-

&

& vagha

ghir-

tonino pio, n fa merauiglia , perche la tranquillit de popoli , ia vera Allegrezza delle-* genti; dop quella mette Occone . Ab vrbe condita 90J. Vn'al tra Medaglia nella qua'e fi efprimel*-. Allegrezza con due figure togate, vna tiene due fpighe con la delira, Paltra vn "lobo In vn'altra Medaglia pur della medefima_j~ Giulia confrte di Seuero con la parola YL A R I T A S vien figurata per l'Allegrezza* vna donna che porta nella man delira omramo,nella finiflra vn cornucopia, alla quale affiflono due fanciulli. In vna Medaglia di Adriano Vna Donna che nella delira tiene vna Palma , nella finiflra pure vn cornucopia, alli piedi vn putto d'ogni banda con queflemaiufcole HYLARITAS. P..

H
v

R. CQS.

III.

S.

che fu battuta l'anno.

del Signore 120.

In un'altra Medaglia di Adriano abvrbe,. condita 874. con le parole HYLARITAS p-

ni giouani,
Si

& vigorofi
altri

corona conia ghirlanda di roi>&

puh Romania Figurali vna donna in piedi con ambe k mani polle all'orecchie
.

AITE-

jo

Della nouiflna Iconologia

ALTEREZZA IN PERSONA NATA


pouera
ciuilc

91

DO

N.N A

gimiane, cieca,con il vifoaltie-

ro> fard vclHtad'vnaricca 3

& pompot__

tus afpetitus excellentia cuidebetttr honor , CT


reucrentio.
..

clamidetta di color teffo: 3 rutta cornetta di diibtto detta claueric gioie di gran valore ,. midetta haur <"\ma vette di viliflirru> pregio

&

fi dipinge perche dice il Filofofo nel 2.1ib. della Rettorica alcap. 12. che proprio degiouani eflre ambitioh", altieri fu-

Giouane

,&

tutta Iquarciata di colore della terra , ouero iella cenere, terr fotto il braccio deliro vn_

perbi

Pauoner 8dlfnittro alto, con la mano aperta,, ftar con *~\m piede fopra d'vna gran paHa,

&

Cieca ftrapprefentajpercichel'AItererza ci accieca in guii tale, che per noi pi de/deraf quello nel che ft ripollo il noflro male,

80

l'altro in atto di precipitare

da detta palla

procuriamo fempre

di penerei

oue

i.

mag-

Ii'Alterezza ha origine dalla Superbia,

80

gior pericoIo,eflndopriui della Incedei Signore, onde quel

non degenera troppo


le
-,

dalla fua natura

la qua-

Santo Padre Homelia de diuerfis

non nafee da. altro che da vna falla opinione d'etTere maggiore degl'altri , Onde S. Ago-

dice afibmigJiando il fuperbo ad vn cieco.S/cut

ftinolib. r $.de ciiiit.

Dei , dice che

la

Superbia

al ro che vn'appetito di pcruerfa alterezza,^ il fimileconfenna Hugone ; cV'Ifidoro fib.Ethim.com' anco-S. Th.2.2. \olendodifini-

none

ocuhs capttts ab omnibus fndi p fefi facile 3 ita et fuperbus quoq; Dominttm nekiens (prin cipium enim fuperbtA est nefare Vominum ) etiam ab homimhm facile capi pore7t} vtpot

lamine fummo orbmHs


Dipinge/icori
il

sela Superbia gi ftabiitta dice

JfarmMtf

vtf 3

& fembiaiue

altiero

Libro Primo
pempprefentarequeHochedice Dante nel
del Purgatorio
}

5-

ia.

jfJorfuperbite3

& via vifo altiero ligimoli Eua, & non chinate volto
col
il

ho fprezza,&tiene <~\ik qua fi voglia perib


3

Superbiti oditwnfortium, dice Sant'Agoft,

Siche reggiate il voSlro malfentiero > Et vn elegante Poeta latino in vna fua Junga_j
deferittione della Superbia dice

Dione jrrogatm folitudini oSt foaettcm . Il braccio fin Uro alto ccfei la mano aperta et
che l'altiero con i'oftentatione di f fieno; rnoflra di fopportare altrui in c^ual fi vaglia attiene
lignifica

in epilL zoSc Plutarco in

Contemptrixinopum vultus elata feueros Jnflato%rotans turgentisgutture verba


Ferrneqnitiuga>maioreindignataparenqi Laricca,epompofacIaimdctta di color roll tutta contefta di diuerf gioie di gran (rima s nedimoftra che l'altiero hauendo per la giouent gran copia di fangue,quale materia del
calor naturale
refirarieriis cap. 12.

(come vuol Galeno lib.de vtile dicendo che da elfo calo-

re^
2a ,

moltitudine di fangue troudof gagliarfi

do^ difpofto nelle fue attioni per la fottigliez-

& eleuatione de fpiriti,

fuma ,

& tiene di

-efire

digran lunga luperiore gli altri di forviliflmo prezzo tutta_

Lo ftareconvh piede fpra la granpalla,dimollra il pericolo del fiiperbo , efiendo detta__ palla figura mobiliffima la quale come dice il Filoffo tangitinp>unt~fo 3 1kQT non ha f labilit, n fermezza alcuna , per riflefTa eaufa fi dipinge con l'altro piede in atto di precipitare daefl palla, efendo l'Alterezza mirabile, lnza fondamento alcuno , che facilmente calca nel precipkio delie mifrie, &pr ben di<f f Dante z$. del Paradifo, Principio del caderfu il tnaladetw Superbir Ai colui che tuvedeli

&

&?

za& di ricchezza. La brutta velie di


denota che
l'altiero -,

Da
o dlia cenere & il fuper bo , di niun_j
,

tutti i pefidel mondo to tiretto

II fmile

dice Euripide Poeta Greco parlando

.Tracciata di colore delia terra

delli altieri

valore,anz infimo , baffo fniile alla terra alla cenere per ilchedice l'Ecclefiaftico al io.

&

&

Quum vider'is infMime quempi amelatum >


Splendi dii gloriantem opibus, ac genere i

Quidfuperbis terra, cinis ? Per nel penero particolarmente, dieftrema bruttezza^ J'effere aItiero,& fuperbo,come dice Sant'Agoitino in quelli , Superbia magis in paupere
'

&

Supercilio^yfuprajortemfuamfjluofum
'

Miuscelerem diuiniws expecla retti vindiflam


.

quamin diuite damnatur


Tiene con il braccio deliro il Panoneper fgnojchefi come que/lo animale compiacendoli

Et Feliflone parlando de Superbi dice Superbm follitur altijftme&t maiori cafuruat* Et il Folengo nelSalmo 74.

Superbm f extollit ,

& euchit,in medio

Tamen curfuprecipitatur3 <5'4uaj*


Inmhiumrefduitnr

della iua piuma elleri ore

non dgna la com-

pagnia degl'altri vccelli, cosi l'altiero

& fuper-

ALI%

3*

Della nouiffim IcooIogfa-

DONNA
tione
}

giouane., che

con

bella difpofi--

mi emender con giro

tenghi con ambe le mani il quaprato geometrico in attedi pigliare l'altezza d" vn 'alta Torre. Altimetria , e quella che mifura l'altezza come d' vna torrefa iomit d'vn montejd'vna piramide, di qual il voglia iuogo^ edificio per

di molte parole , rimct" tendomi quanto ho detto nella. figura della^* Geometria;, parendomi bairanza ciTendo qua-.

parte che ho detto mifur lineile per volendola mettere in pittura infieme con la figura delia Planimetria,& Stcrometria fi po-Ila quella

&

&

tr oilruare

quanto ho breuemente detto

alto che ila. Si fa giouane. per eflere l'Altimetri:! figliuola, della Geometria , che non degenerando punto dalla qualit della iua genemee oiTema co.n__> diligentiarut tele mfure da lei impegnate Tie;

A M A R IT;V. D IN

E.

l'Amaritudine dipinge da alcuni vPER na donna nero ebetenga con_


fi

vefita di

ne come ho detto il quadrato Geometrico } cffendo che detto incremento opera perle diuifioniin f circonfcriitc mediante la mobilit del traguardo che fi pone alladrittura delle__ i termini che fono in eflc altezze, Se ipecie, perchefopra di ci fpotrebbor.o dire molte_j

ambe le mani vn fatto di mcl,dal quale fi veda


germogliare vna pianta d'Artemio, forf perche citando fiamo in maggior felicit della vita all'hora ci crolliamo in
difaflri della
>

maggior pericolo de

&

cixeoftanze

membro

della Geometria^ come

nondimeno per clfcre l'Altimetria ho dstto non

Fortuna ouero perche conofeendofi tutte le qualit dalla cognirione del contravio , all'hora iipu hauere perfetta feien za dell a dolcezza qiundo fi guiata <~\ n 'ei terna

Amari-

Libro Primo
^

Amatituihc , per difl l'Ariso Non conofce la pace 3 e non la flima Ghiprouato non h* laguerra prima*.

E perche quella medfma A'maritudme,che


fi

z?

neli'Affen tio ,

dice an cora

pei? metafora e.

AMBI

fere ne gl'huomini appaflonaxi

N.

e:.

NA

dn na giuane. veftita di verde con


,

fregi d'jiHera

in atto di falire vn'fprif-

fima rupe o la quale in cima riabbia alcuni icettri ; c corone di pi frti ,& in fua compagnia vi Ha. vn leone con l tefia alta L'Ambinone 3 come la deiiriue Alefiandro Afrodifeo, e vn'appetito difignoria, ouero come dice S.Tomfo, vn'appetito inordinato dhonorej la onde fi rappreientapervna donna.- veftita di verde , perche il cuore deH'huomo ambitiofo nonlfpafce mai d'ai tronche di fperan za d grado d'nonore 3 e per fi dipinge che.
.,

, n alla religione , n ohi liporge aiu coniglio , che non ven^a continuamente tormentando con l'ingordo defiderio d'eflr re*. pinato fempre maggior degl'altri . II leone coniatela alta dimoflra, chef*Ambitionenon mai fenza fuperbia.Da Ghiiftoforo Landino pollo il Leone- per l'Ambitione, percioche non fa empito contro chi non

renti
to,

glirefiie, cos l'ambitiofo

cerca d'eflr fuperio.

re,& accetta, chi cede, onde Plauto diife

Su*
}

prbm minores dexpicit, maioribits intride

&

faglia la rupe_j.

Ifregi dell'hellera ci fanno conofeere, che_>

come quefta pianta Tempre va falendoin alto,e


rompe fpeflb le mura, chela foftentanpj cs 1-ambitiofo non perdona alla patria,, n i pa

Boetio ; Tra imtmperantis fremit . vt Lonzs animumgeflare credant . Et quefto proposito, poich l'ho alJe mani , aggiunger per fodisfattione de i Lettori vn So netto di'; Marco;

Antonio Cataldo jghe dice cosi ;

O di'

..

>

Rapine di virt, ladra d'honori , difetti , dipompe , e dijplendori Soura'lcorfo mortai ti pregi altera: TTu {ci diglorie altrui nemica fiera

$4

Della nouiffima Iconologia ,e riffe attrice vera Ambitio, qut veftibulis,foribu4%potenttim Di difiordi* '--'Pulfafimul
Si rapprefenta,ch'ella

Excubat,&precifscommerciapofcithonor&

Che

medefima

fi

ponghi le

Madre d'htppocrtfiafont e d'errori ,


Tu.ganimi auueleni , e infetti cuori Via pit di Tififon , pi di Megera . Tufeffi vn nuouo Dio Ftimarfi Annone*

fopradette col in capo per dimoi trare , che l'ambiriofo opera tcmerariamente,efIndo fcritS. Paolo ad Hebr. cap.f JVemofibifumat honorem,fed qui vocatur k Dco tanquam Ax r<w,Non lpendo f egli ne fia degno Si dipinge con gl'occhi bendati , perche ella ha quello vitiOjChenon sa difcernere,come_

toin

Tu dunque a l'onde Stigie y al lago Auerm


Torna, che fenz,a te langue
Plutone)?

D'Etna Empedocle eiporfi alfoco eterno , O di morte miniara Ambinone.

L'aline nonfenton duol , nulla e l'Inferno

AMBIZIONE.
veftita di verdejcon habiDOnna giouane, con huer

dice Seneca nell'Epiftola] i o y . Tantus eff ambitionis furor vt nemo t ibi poli te videatur ,fi aliqu ante tefueritLe qualit delle corone dimoftrano,che I*. Ambiuone vn difordinato appetito, fecondo il detto di Seneca nel 2. de ira .

to fuccinto, e
l'ali ,

li

piedi nudi j

gi'homeri

con ambe le mani moftri di metterli confufamente in capo pi frte di

&

Non e& contenta honvribus annuii, fi fieri potfi vno nomine vultfasi os occupare , &per omnemO'rbem titulos difponere Et a quello propofito non vogliolafciaredi fcriuere Yn'Anagramma fatto fopra la prefente
figura daTadeo

DonnoIa,che cos dice

Corone , & Iutiera gl'occhi bendati Ambinone fecondo S. Tomaio 2. i. q. i&z*


art.z.

Ambiti0. Amotibi. Grammaticafalfam quidrides ? define; namfy


Exvitiovitium
nrl nificoiligitur-.

vn appetito difordinato di farfi grande

-,

e diperuenire Gradi,Stati,Signorie,Magifrati,& Officij,per qual fi voglia guitta, inginfta


occafonejvirtnoio, vitiofo

Tu laude bine homines quo s ambitiofa cupido


C/tcoSjdementes , ridiculos%facit .

mezo onde alimene, che quello fi dica effcre ambitiofo, come di-

ampiezza delia gloria.


dipinge per tale effetto la figura d' AlefTanSIdro Magno con vn folgore in mano e con
,

ce Ariftotele nel quarto dell'thica,ilquale pi che non faccia mei iiere , Zi oue non oifogni , cerchi hcmori Si dipinge giouane veftita i verde , perciche i giotiani fon quelli , che molto fi prefumono , e molto fperano efiendo Ior proprio vitio], come dice Seneca in Troade,per non poter reggere l'impeto dell'animo , che perci f gli fanno Palila gl'homeri,dmoflrando anco, che aparditamente defiderano quelle petifcono cofe, che non conuengonoloro, cio volare fenere fuperiore tutti pra gl'altri , L'habito fuccinto,& i piedi nudi lignificano le fatiche, i difagi,i danni, e le vergogne, che

la

corona in capo..

Gl'antichi Egittii inrendeuanoper il folgore l'Ampiezza della gloria ,ela fama per tutto il

& &

l'ambiriofo fofliene, per eonfeguir quelli honori che fieramente ama, poich per efl ogni cofa
ardifce di fare,& fftrirc con patienza, come_

diftefa,efJendo che. niun'altra cofa_^ rende maggior fuono , che i tuoni dell'aere*, de quali elee il folgoje, on de per tal cagione fcriuono gl'Hiftorici ch'AppelIe FittoreeccelJentifllmo, volendo dipingere l'effigie del Magno Alefiandr gli pofe in mano il folgore , acciocheper quello fignificafic la chiarezza del fno nomc,dalle cofe da lui fatte in lontani paefi pottata,& celebre per eterna memoria Dicefi anco, che ad Olimpia madre cTAleflndrOjap.

mondo

ben dimofra Claudian. lib.

z,

in Stilkon.law-

parueinfono<"vn folgore, il quale inditiodeIrAmpie2za 3 efamafutuxa


uolo

gli

daua
figli-

nd

dem.
Trttdis altaritiam> cuin$f cediffma nutrix.

<&$>*&&
AMI-

Libro Prima lhauetfne volendo Pitagora mofrare 3 che fi haueffeigratijferati, fro tener lontani gl'amici finti 3 &ring
\

37

ce Ieuare Ieuare da i tetti della cafa tutti i nidi dell e_ rondini. rondini

AM MA
.

E S

TR1MEET o;

^ifrftfc-

HVo m o d'fpeetomagmfico,& lungo ,&


le>con habiro
role.

venerabiripieno di ma-

gnanimagrauitj con vn {pacchio in mano,intorno al quale far vna cartella con quelle pa-

che vanno auan ti alla virt l vdimentolungo, continuato,mofira, che al buon habito fi ricerca continuato effer

&

ciuo.

INSPrCE, CAVTVS ERIS.


l'efircitio

Lo fpecchio ci da adiritendere, che ogni noche


fi

L'ammaeftramento

per-Pacquifto d'habiti virtuofi , ldeuoli , per mezzo , di vocer di fcrittura fi fa d'afpetto magnifico perche gl'animi

fa e di qualit
3

fra attione deueeflr calcolata

compattata^
dichiara
il

con I'attione degl'altri, che in quella ueffa cola


fiano vnmerfalmente lodati

&

come

,-

motto mede/imo.

nobili foli facilmente s'impiegano

i faftidij >

AMOR

38

Della nouiffima Iconologia

A M O R

R T V.

mani perche tra tutti gl'altri amori,quali variamenteda i Poeti fi dipingono , quello delle virfupera di nobilta,come la virt iitefl pi nobile di ogn'altra cofa Si dipinge con la ghirlanda d'alloro, per fegno dell'hon ore che fi deiie ad efla virt , per
ili tutti gli altri

fanciulloignudo, alato, in capo tiene

vna ghirlanda d'alloro ,

& tre al re nelle

corona , ghirlanda ch' di figura sferica non ha giamai alcun termine Si pu ancor dire, che la ghirlanda dclla_
l'altre virt MoPrudenza, Cardinali , che fono Giuflita , Prudenper moflrare za, Fortezza, e Temperanza,

tefla fignifchi la

&

rali ,

&

&

doppiamente la virt con la figura circolare con il numero ternario , che e perfetto delle

&

mollrare che l'amor d'efla non corruttibile .anzi come l'alloro femprc <-\-erdeggia,& come

corone

flfc

AMORE

Libro Primo

%$>

AMORE VERSO IDDIO-

HVoMa che

ftiarmerentc con la faccia*

ftefb

riuolta verfq 3 Cie ! o , quale additi con__

la/jinTtrananOiecen la denta, inoltri ilpetto/ aperto.

non altro , che vagheggiar/I tutto, neil' opere propriecon fodisHtiohe,& con applau-. fo Et ci cola ihfJice,e, degna di rilo.qiian*
.

.Amor del'projfimo

toihfIiee,&:ridicoJofaf,da Poeti antichi finjca la fauoJa di Narcifojper diirel'Alciato,,..

nobilmente. che gli ftia a canto vn Pellicano' con Ti fuoi gHuolini , li quali ftiano in atto di pigliare con il becco il fanguech'efced'vna piaga } chedetto Pelicano.f fa con il proprio becco in mezo il petto, &r con vnamaco moflridifolcuarda tetra vnpouero, &con l'altra gli porga denari , fecondo il detto di Chrifto noflro Signore nell'~. uangeIio;

HVomoveflito

Si come rimirando il bel Nani fa Nelle chiar'onde ilvagofyofembiante

LodandoSor

begli occhi 3 fiora ilkel'vijp^


'

Fdi f jleffomicidiale ammit >;


Cosi fiuente. auuienchefia derijp L'huomyche^rezx^do altruifpogain4fH: Con lodi amor-fuerchio dif Jtcjf*. . vanitade & danno* ehiafmoejj>re/o..

^mordiyefteg.
>elSig G0:,ZarattneaJ?/tim^
.

AMOR D r

SE

S TE S

SO

Dnnincoronata di

SIch*fpecchiaiii>afoi5iejpeycheamaj:fe

dipinger /condranticOivfo 3 Narcifo,,

Veficaria poni a$*doffo^na faccoccia grofla, &ripienav- 5


:
.

iteetta, dinari dalla

mano hnifira.-con laqualfe

4
jueita parola greca
ta
<p

Della nouiflimi Iconologia


tri

anco terga fopra vna verga vna,cartclla coru^


/a^ut; snella ir.anodrit-

habbia il fior Nardfo,alli piedi vn Pauone Niuna col pi difficile, che f fteflo conofeere. L'Oracolo Delfico, efindo addimandato da vno ,che via tener doueua , perarriua*
re alla tcliciii gli riibole , f conoicerai te icffo.Come diffidi cola fu, per ordine del publico

fuor di ragione togliono di lode, fuor di me. ritoi fea.tribuiicono : perci Thalcce il primo fauio della Grecia ditf , che r.iuna cofa e u
difficile

che conofeere le ftefl, niio;a pi fache riprendere al tri : ilche fanno gfi affettionati di f ftefl,perche quello che riprende,& altri b fima , da fgno d'eflne innamorato di i ftefl>& d'eflre auaro di lode,fi come accentile
,

&

coniglio di tutta Grecia,fatto intagliare fopra la porta del Tempio Delfico quefto ricordo, TN&Gl- Sl.AToN-lVofcetetpfum3 xocc da Socrate attribuita all'iftefl Apollo. Ometta difficolta di conofeerf cagionata dall'Amor di fc f teffo , il quale accieca ogn'vno Cccpu amorfui, difle Horatio, effndo cieco fa che che ciafeuno fi noi fefli non ci cono! damo,
.

na Plutarco nel trattato dell'adulatore , e dell'amico dicendo Reprehenfio 0* amoremfui animi illibcralitatem ali quam arguir. A-

&

&

reputi efregarbato,eIegante,& fapien te. Vai-

rone neUa Menippea


.

mnes vidcimr

nobis
.

effe be/lulij tfeffimii

cheiin vn fero in piedHi farteli ,o altri d'altra profeflone, che folo i farted fi km re bbcro, ma i fi eomaftdafl che fi alzffero i lpienti , tutti falterebbono in piedi , perche cialcunoprefume ipere Arftotele nel primodella Rethorica tiene che ciafeuno ( per effere amante di f fletto )
.

etfalere . Socrate dkeua Theatro, fi comandane che fi Icuaf-

uarodi lode, innamorato di f fteffo in pi luoghi fi fcuopre Giulio lipfo , liberale de bufimi , il quale non per dire i parerfuo j mi per difprezzo delle altrui opere a bella polla morde graiiiffmi Autori , fpetialmente il Bembo nelia feconda Centuria Epifisi .nella quale auuiiii ce lo Itile del Bembo,'che f benein qualche particarepaffo^ come ogni altro pu eflre caduto,nondimeno torto efpref ha Giuftolipfio di riprenderegenericamen te io i ilefuoA' d'altri del fecondo tempo di Leone X. i quali fono fiati tanto in prof,quanto in poefia terfi , puri
culti,& eleganti affatto nella Romanaeloquenza, egli reputa il loro Attico itile eonofiuto,& confettato da Ii Ciceroniano, 'anguido, puerile,

&

neceffariamente tutte le cofe fegli fiano gioconde, e detti , e fatti; di qui qul prouerbio Suumcuifypdehrum , a tutti piacciono le cofe
fue,i figlila Patria^ i cofiumiii libad'ai?Cil'qpinione,rinuentione,& le compoftioniloro: Pe-

& affettato, quafih'eglipigraue toglia

il

vanto all'Oratore, accecato lnza dubbio dall'-

Amor di feftefTo,corne quello,che fliJe diuerl


da quelli che fono di llile Attico , de quali dice che le loro compfiticni fono affettate *& formate ad vf antico , non fi accorge, che ii iuo f li'e vano,tnrgido, o per dis meglio torbido, quello che fi chiama antiquario, affettato, mendicato dalle ofeure tenebre de Comid,^?
egli,

r Cicerone ad Attico dice , che mai niun Poe-

&

tale Oratore,

f}ato 3 cheTputafre migliore al-

tro che f, de Poeti, Io conferma Catullo, come


difetto cmmune,ancorchedi Suffeno parli

Ncque idem vnquam


jieque e fi beat tu , ac poema cumfcrihtTamgaudetinfe , tam4fi ipfe miratur,

intercif

Autori, pi antichi teffuto conperiodi,tronchi, , ne quali bifgna intendereniolto pi


,

di quello, che dice

& compofla con parole a-

AUmrumidcmnesfallimur .
Arift.neirthicahb.9tcap;8. mette due forti
d' Amanti di f biie fecondo
il

irrufe, recondite, rancie ,

& non

intele ; iik o-

diatoda Auguffo Imperadore

fi

come

atteffa

fteffi,

vna frte vitiofa,vitupera:

fenfo ,-& l'appetito, l'altra loda-

Gli amanti :di f fteffi fecondo la ragione cercano d'auanzare gli altri nella virt,nell'honefl, &nelli benitn terni del Pan imo . Tutto quello U bene: il procurare d'auanzare gli altri nelle \k tu fenza dubio cIVbile fecondo
:

h ragione

lodabiliffmo ma ci vna forte de virtuofi , e fapienti non troppo commendabili , i quali accecati dall'Amor proprio arrogantemente, fi prelumono fapere pi de g i altri, innalzano le
:

col proprie,

ammirano lo iile,la fetenza , & le

opprimono con paopere loro, difpxezzano, quanto ad aJrole indegne quelle degli altri ,

&

&

Suetonio cap. B6. il quale amaua l'eleganza, il l chiarezza del dire Attico , qual' candore, in qiielli , che biafima Giuft o Lipfo , odiaua l'Affatico ftile , la vanit dk fentenze , l'apparato fuperbo delle parole of cnre,inaudite, fetide,qualifono in Giufto Lipfo: geniti eloquendifecutus ei , -liugriflus, elegans et temperatum, vitati* fintentiarum inepttjs , atque incomnnitate 0' reconditorum verborum fetori bus 3 dice Suetonio, pi abbafl Cac oz.e losy antiquario*, vi diuerfo genere vitiofospari fafiidio spreuit.fe niuno,per ilir cosf, Cacozelo antiquario certo che Giufto lipfo imitatore di elocuzione gonfia,antica, diimdl,che

&

&

&

<,

&

&

&

caa

Libro Primo?

M O

DOMATO

Del Sig. Gio: Zaratino Caftellinu

& dal mifero

flato in che fi ritroua. Della pouert n' fimbolo il detto Cinclo, del quale dice Snida. Cinclus aukula tenuis3t macilentas Cinclo . E TroUerbiumpauperior lebcride , cuefto augello marino csi fiacco,che non pu farli il nido, per coua nel ido d'altri > onde_*

pidenon potendo fopportare il fiero impeto dAmore^penfa darli la morte.

&

Ex quo me amor vulnerauti>tonfiderabajat


Commodijftmeferrem eumncoepiitatfc Exinde reticere hunc 3 occultare morbum Lingua emm-nullajdes^ua extrema quid

&

Cinclo negli Adagi; chiamali vn'huomo pouero,& mendicete bene da Suida,quefto marino augello chiamato (KwtwAeV Ex quo Cincin* pr patp&edicitur. Crate Tebano Filofoifo dille che tre cole domano l'Amore, la fail laccio , cio la difpiatior me, il tempo, jmorem fedatfames j fin minm, tempus eis 'vero fi vti non valesdaqueus . Et per tal conto fi potrebbe aggiungere vn laccio al collo di Cupido, eflndo coftume de gli amanti per diiperatione deffderar la morte, che in effetto ai.
j,

Confitta hominum corrigere nouit s

&

-dft ipfa-vcroplurimapoffidetmala Secundo amentiam benef arre* Jpfa modestia 3 "vincere fiat ni

Tento cum ha effict non pojfet


* Venerem vincere mori vifumettmik Optimum . Nemocontradicat nte decnto
-

timi data fi fono; Fedra neli'Hippolito di Eiiri-

Ma noi habbiamo rapprefentat Amore domato folamen te dal tempo, & dalla pouerta, come cofe pi ordinarie,& habbiamo da parte

Cz

Jafla-

.44
i

Della nouiiKma Iconologia


che era
ca ,
il

JaHa ala difperatione, occorrendo rare "Volte a gli Amanti darli morte: poich eiaicuno ama la vita propria,& fc bene tutti gli Amanti rkor ronoeolpenfiero alla morte non per; quello fc la danno , e per il Caualier Guariniintroduce Mirtillo che dica nell'eccefluo Amor Tuo iVb ha remedio alcun f non. la morte

primo montare
fi

fu l'armata nemi-

& quelle tre

faceuano d'Oro ,

& la

Mu-

raleera concerti Merli fatti fimiglianza del* le mura ,oue era afeefo. La Caiwenfe era__ fatta nella cima guifa d'vn baftione . La_
flri

Nauale haueua per ornamenti i fegni di rodelle naui, e quello quanto bilognaua_
fcriuer in tal propofto
Pittori..

cuirilponde Amarilli.. La morttl hor tu m' a/colta , efa che lgge Tifian queSt'par ole, ancor ch'io fappia ChH morir degli amanti pi tono D'innamorata lingua, che defio D'attimo in ci deliberato, fermo. E Torquato TafTo prima dilu nella fa elegante Infiorale d'Aminta diffe

per commodit de*

&

AMOR DELLA
GIOVANE
faltione di

PATRIA,
..

..

DelSig. Gio: Zara tino Caflellini


vigorof' pollo tra

evfo,& arte.
Diciafcun ch'ama minacciarfi morte , Ai rade volte poifeguel efftto Bailidunque noi hauer nioflrat,. come A..

vna

cf-

more retti principalmente domato cepoaierri,. & dal tempo

dairinfcli-

di fuoco, ma vexfoil fumo j porti nella mano delira vna__* corona di Gramigna, nella finiflra v.n'altra di

vna gran fiamma che egli guardi con lieto ciglio

fumo,&

^mor diurna..
fanciullonudo coronato; di Lauro con: rami>& bacche, Iutieri nelladeftramanoin atto diporgere la corona. Ciuica, nella finifra la corona Obfidionale,cVfo|>ravn piedflafio vicino detta figura, vi faranno dipintamente quelle corone, ciievfauano Romani in fegnodi vaIore,>cioJ Muiak,Ja Cafbejafe,.& la Nauale Racconta A. Celli,, che la corona trionfale d'oro , la quale fi daua in honore del trionfo al Capitano, all'Imperadore fu anticamente fi di Lauro >& la obfidional.di Gramigna, <teua quelliyche folamen re in qualche eflremo
ifuoi
.. <

Quercn^lli piedi da vn canto, vi fa vn profondo precipiti , dall'altro, canto intrepidamenteconculchifcimitarre , anni inhafta ^mannare: perche corrp oda a limili circoftanze, &- per la cagione che.diremo , fi vcltiri cTJiabi-

&

to militare antico..
y perche I'more_> pi che s'inuecchia pi' vigoroi,nnfi-debilka,netnai perde le forze:, tutti giiaJtri amori celTan.. Vn Cauallier%> dop , che hauerfeweam amore ""vn tempo ad vna Dama , fperit famorofo fuoco dal freddo tempo , dall'ctljmen frefea , ch'altri pen/eri apporta, pece poco f ne fcorda__>, ro della Patrianon inai Vn Mercante affettato dall'amore della robba , dd guadagno non ifimera pericolo alcuno per nauigationi difScilli&me,etempdofe,alTYltimo fi Vn Coruritira al porto della paterna riua giano adelcato dall ambinone viue baldanzoi nella iuperba Corte , nutrito dalle fallaci fperanze, nondimeno fouente penfa al fuo natiuo nido. Vn Capitano dop , che hauer molti anni guereggito per acquili ar fama,
della Patria

&

E giouane "vigorofo

&

&

..

&

pericolo' hauefier faluat

nmo

l'eflreit
.

s'haucfTer legato l'efferato d'attorno

lora Ciuica era di quercia

La co-

Antichicoro-

nauan di quercia

quali tutte Teiatue

diGii

u quafi che. quella fufT fegno di vita >

&

Ro-

mani foleuano

dare la ghirlanda di quercia chi haneffeih guerra difefo da morte vn Cittadino Romano >vlend d'are l'infgn a della. vira a chi era altrui; cagione di- viuere Soleiano ancora fore quella ghirlanda di Leccio. per la fimilitudine di detti arbori. La corona Murale era quella , che. fi daua al Capitano nero al Soldato , che era fiat il primo a.
.
;

gloria

fijEffempio ne fia

alla patria ripolarfaggio Vlifle,che hauendo praticato come Capitano gloriofo nelle pi nobili-parti della Grecia, grato, anzi granflm alla fplendida Corte Imperiale , defideraua
,

al fine f

ne torna
il

montare

fu le

mura del nemico. La coronai

luttauiafarritomo inlthaca fua patria oicira, brutta,


tria

Caftrenf fi daua chi fuil prima d'dgnialvb& mentat dentro i bationi , alloggiatati de' nemici. La. Nauak fi: daua toluit

&

& falfofa

Qliefto Amore della l'a-

perpetuo per l'eterno obligo,& honore > chcoueila di- natura ciafciui le deue 5 .con.e
ilfiglL

Libro Primo *

M R D
Del

E L L

VA

T R

I A,

Sig. (jiouanni Zaratino Coltellini.

il figliuolo al

Padre , e/Tndo noi in quella generati ,& hauendoineila ricuutoloipirito,, l'aura vitale: anzi per quanto affrilce PlaHierocle , maggior l'obtone in Crirone ,

prafert fedetiam

&

& ab
.

vxori,& liberisi om/cis3


alijs

fi luto
.

fermane rebus
.

omnibus poli

&

ligo,& l'hnore che fi deue alla Patria, che aila Madre- al Padre, dal quale prende iJ nome la Patria Qui nomen patria impofuit ( Dice__> Hierocle) a re ipfa non temere Patriam nominanti 3 vccabulo quidem a Patre dedutlo, prormntiato tamen fGeminino, terminatione , vt ex vtroque parente mixtum ejjet \Atque hac

&

duobus parentibm colendam ejfe Proferendo igitur omnino efi Patria vtriuisparentum fiorfirn : O' nefimul quidem parentes ambos maioris
.

ratio infinuat patriam

vnam ex aquo

Dello feffo parere Plutarco nelii Mo*At enim Patria or vt Cretnfium morali atrio, plus in te ,_quam parentes re loquar , tui ius habet . Da tale oblig'j affetto iitura'e nafee che cialcuno ama la Patria fua (ancorch minima; n fa eccettine da loco loco per ninnile, fublime che Za. Viyjjes ad Ithaca fuafaxa fieproperot , quemodmodum jigamennen ad Ai)'ce narum nobiles muros. Nemo enim Patriam quia magna es amat 3 fed quia fua Dice Seneca Filofofo , che Vlififc s'affretta andare tra i lfl d'Ithaca Tua Patria,

JDeos

A4

&

fieri,fed aquali honore dignari : ett autem , mliarasio, qua, non tantum aquali,fed maior,

&

con.quel medefmo amore,

& desiderio, ch__

ttiam quamfimul ambos parentes honore patriam afficere moneti neque fohm ipfis eam

Agamennone Imperadore tra le nobili murala di Micena:perciche mimo ama la Patria, per che fu grande mi perche fua, amandd na,

turalmente per fua > crefee canto oltre l'Amor

della

, , ,

46

Delhi nouifllma Iconologia


Chiel il Creator del Cielo , Si effa refidenzx
dcliiio Vicarioachc tiene le chiaui dei Ciclo,

della latria nel cuore de Tuoi Cittadini , eh accecati da quello , non feorgono lo iplertdore dell'altrui- Patrie ,ik pi rtal'vno deietter la

&

fiu Va'le,Montagna,&' bicocca,la fua deferta barbara terra , chela nobil Roma :..Vo.'gato e quel Prouerbio Patriafunata igne alieno

&

poi del Mondo, poich in quella non loIamcme_j concorrono moltitudine di genti da Francia, e Spagna,ma anco vi fi veggono Greci, Armeni,
vidiipenfali
t efori

cele! ti

Compendio

lucitlcntter
te,--

Il

fumo della

Patria. .pi rilucen-

German3lnglcfi,Oiandc/^He!uCLji , ittolcouiti,Maroniti,Perfani, Africar. ijl'raci, A -ori,Gia-

fuoco de gli altri paef.e per l'habbia mo figurato vedo il finno voltando le ipalle al fuoco. Ha quello motto origine, da Homero
h^
il

ponefi, Indiani

Tranfiluani

Vngarii

& Sciti

nel principio della prima Qdiffea

C&itmm Viyffcs
Cupiens,vel fumum exeimtem videre PatriaJu&, mori defido at L'illcflo replica Ouidio nel primo de Tonto 3 con altri verbene molto ben e cipri mono il dol ce Amore delia Patria

appunto come dice il fdetto Arher.co. 0#*rdoquideminea Prbegentcs ctiamtot<t habitantyVt Capadoces^cyiha, Ponti nattones, ali& complurts , qttarum emeurfus babttabtlis

&

totiui terra populus eli


,

In quefta guifa tutte

le parti della terra

vengono adedre.volontadel

riamenfe tributarie del iuofangue,d&fuoi figli

& cittadini
f

Roma, come capo

Monco,

Nondub;-aeft Ithaci prudtia, fediame optat Fumum de Ptri]s pf. videre foci JSIefcio quodnatale folum dtdeedine cuntlos immemore* nonfinit effefui : Duciti Quid melivi Roma : Scythico quid frigore, psius Huctamenexilla Barbarm Vrbefugit?\ Luciano ancoranello Encomio della Patria:; infcrifee il medefimo detto. Patri&fumus lu~ ctilntior- h&mini videtur,quam igms albi. AU l'huomo pare pi fuccnte,il fumo della Patria ., che il fuoco, d'altroue, dal che non. fih. maraui-

per Io che con moitaragione tuttauia chiamar

pu Alilo, TcatroyTempio
,

,& Compendio
.

&

deil'Vniuerfo

& potiamo confermare, quello

'

glia, che qiufi tutti li foraftieri biafmino Rora,chin vna cofa,chi in vn'dlt'raldandociaicuno pi la Patria inarfpt^hcl'Amor dclla__ Patria,cheiller vedere appartnajmpedifce che non poflonadifeernere la grandezza fua.) &Cj> per non hanno riguardo di tenerla fraudata,

che afferma il Petrarca con tali parole Hoc af[rmo,quodtotms humam magnificentittfupremum domicilium Roma efi , nec efi vllus tamremotus ferrar um angulus,qui hoc neget. Et f il medefimo Petarcain alcuni Sonetti ne dice maljemenda anco tate erroreeon foprabondante lodi nelle lue opere latine., in quella copiofa inuettiaa, che fa cantra CaRum , nella quale .d lui celebrata con s nobile encomio. Roma Aiundi caput , Vrbum Regina , Sedes Imperi] , Arx fid.ei CaihbHat ,fons omnium memorabilium exemplorv.m Et f l'hauefie__> veduta nello, ampliflmo flato in -che fiora fi
.

trotta ac:refciuta,oVoltra

haurebb meno dtto


latiacca d.erunt
e s
;
,

Afuri qt:id,em & Pa:

modo abbellita ,non


<

me meritate lodi, nel che mollano di poco iaperc, ancorch Euripide dica , che non ha retto fapere coMi,che lda.pi laPairia de -g* altri che la Tua
delle
....

gloria

nomini. immorta lis

Ma pi tollo detto

haureble alla gloria^,

Jl4eo quidtm iv.dicivnon retlefapit Qyfpretts patriaterrA fini bus


'

'

nome corrilponde l'eterna, &(j> Maelf della Citt poich in ef riiplende -Io fpkndore de gli edifici; moderni , cdeJl'iinmortal
cccelih

ulienam lattdat, et moribus gaudet ah'enis. Anzi mio-ghidirio molto pi molla fapela diifcrenza,ch ci da.vn

muli,dcirntica magnifcen2a,'e cui \'efligit dann marauigii , c\r norma alf'rchittetura in e/li fi gode, la ampiezza delle ilrade , in cfla
vedef l'altezza de' uperbi palazzi, obelifcfii, colonne, archi, e trofei, in cfTh con/crnanfi ffa-

re colui, che conofee I.quala de'Coitumi , luogo all'altro.Orrfi

&

de chi

velo della Patria affettioncL__> chi vorbendaci tiene, r dire fvcro lenza paflonc, confermer il parere d'Athcneo, il quale ancorch Greco, P^j
Ietter
il

tuefatted'antichiflmifcultori nominati da_

daijarit gl'cchi,ch

&

Onti-'Autorenel primo !il ro, chiama Roma Patria celefte, Compendio di tutto il Mondo Ce'ilc ili veto non tanto perla L e'Iezza , amenit del fito,&la foaut del Cielo, quanto perche in quella hi volutofoudaa laiua Sana

Niobe con i figli , il laocoontc, Dirce le^nta. al toro,8c altre'molte, alle quali s'aggiungono opere moderne di Scoltuis ,e Pittura , che heggid alla fama de gli antichi non_f
Plinio, la

&o

cede ,oltte il corfo ccufueto delTebroR de' Fiumi , i i abondano copiof aquidtti , e lcox-

rono diuerficapi d'acque, &* fiorL'cono delitiofi


jgiahiini

per li fuperbijelpauoi

colli

&: quello

che

Libro Primo
braccia vrdi,& piene di pi forti difiori,le cole gambe con gratia coperte di grap pi icie , &frondi d'vlie , in vria mano terr vn ferpe n-

49

enei l'vltima parte dell'Anno


11 ferpe pollo in circolo, che morde la coda antichifilma figura dell'Anno-, percioche l'Anno fi riuolge ini fteuo,& il principio di cvn.*-

&

uolto in giro,che fi tenga la coda in boGca,8o nell'ai tra hauer vn chiodo Si dipinge alato con l'auttorit. del Petrarca, nel trionfo del Tempo , oue dice Che volan l' bore>rgiorni, gL'annidi mefi L'Anno, fecondo l'vfo cmmune comincidi Gennaio,qundoilghiaccio,.&: le ncui fono perci gli fi pone la netie ia ca^randiffime , po.^ perche la tmaura. adorna d'ogniforte di hori,e d'he_rbe,& le cofe in quel tempo far
..

Annoconlma

il

fine dell'altro, fi

come pur

quel ferpe ridotto in forma di circolo fi rode la codajonde Virg.nel: i. della Gcorg.cos dille Fronde ntmm >- redit agricolis labor affius in

&

tecominciano in vn certo modo iuegliarfi, tutti fanno pi viuacemente le loro peraper feglradornano le bracda.nel ma tioni,

orbem, uit% inffunger <velligia voluitur annus \ Scriue Sello Pompeo,che gPantichi Romaqi 1 Accanano ogn'Anno nelle mura de Tempij vn chiodo, dal numero di quei chiodi poiniimerauano gl'anni 8c pero legno dell'Anno fi
.

&

&

potr direcnefiauo ichiodi

&

jfnno.

do fopradetto

.-

L'Eftare per effer caldi grandinimi,

& lebia-

HVomo,mamroialato,pcr la ragine detta,,


lder/opra vn xrarro; con quattro caual, che fono parti dell'Anno ,Te quali fi; dipingeranno cariclie difrutti,fecondo la.diuerfit de' tempili

de tutte iuature , fi rappreferrta corpetto, &i fianchtro/H, con Iefpighe JL'^vae nelle gambe , moflrano l'Autunno

bianchi-, guidato4all quattro itagion

&

..

ANIMA RAGIONEVOLE*

E BEATA,.

D'o-s?*.

,. ,

..

Della- noiffima Iconologia

, hauer il volto coperto con vn finiffimo, e trafpaIucen rente ve!o>haura il veftimento chiaro, nella cima del te; gl'homeri vn paro-d'ale,

O N 2 E LIA

gratiofiffima

affretti di

proporccla auantifbtto forma mde-

fimamente corporea,

&

&

& accomodare ancora la


fi

cola intefa al noftro concetto

Dunque le gli d la figura humana con quella liccnza,con la quale ordinariamente

capovna ftella.
Bench l'Anima-iCome fi diceda Teologi, fa
ffl:anzaincorporea,&rimmortale,firapprefcnta nondimeno in quel miglior modo che I'huocorporei con l'imaginanon altrimenti iione,Ia pu comprendere, gl'Angeli, che fi fogli rappreien tare Iddio, ancor che fiano pure foffanze in corporee Si dipinge donzella gratiofiflma,per effer fatta dal Creatore, che fonte d'ogni bellezza, perfettione ,-d fua fimilitudinc

gono ancora gl'Angioli , & perche l'anima d torma al corpo , non fi pu imaginare , chc_j fia d'altra figura f bene lappiamo ella , come
:

dipin-

mo legato a quei fenfi

&

detto di ipra , non effere da quelli termini materiali cir confer et. Riterr dunque l'effifi

&

'

&

Se gli fa velato il vifo per dinotare , che ella

, come dice S, Agof ino nei lib. de Jcfinit. a-

mmSoiama

inuifibile gl'occhi

fiumani, -e

gie nel fuo corpo per effere riconofeiura , per accoftarfi quello ,chefcriuono diuerfi Poeti, tragl'altri Virgilio nel 6. Quando fa ch'Enea..* vadi nell'Infcrno,c riconof ca molti di quelli,c'hauea cognitione in quella vita ySc Dante nel cap.3 -dell'Inferno Po/eia, ch'iow hebbi alcun riconofeiuto Dicefi anco meglio conofcerla, f gli habl>ia

&

forma foftantile delj corpo , nel quale ella non euidente ,-fakio che per certe attioni efieriori
ileomprende
lucente per dinoIl veftimento chiaro , perfettione della fia ffnza tare la purit * Se le pone la ftella fopra il capo,eflndo che

dare altri fegnali della fua conditionc,perche tal volta occorrer rapprefen tarla con diuerfi accidenti,comeper effempio/eriraj in gloria,

&

&

tormentata, &c.Etin
in quellamaniera,che
fi

taicafo

fi

qualificher

conuiene allo fiato,

&

gl'Egittij lignificarono
lit

con la ftella l'immortadeli'AnimaiCome rifrifee Pierio Valeriano

mi lib. 44.de' fuoi Geroglifici


denotano cos l'agilit, e due potenze intelletto*, e r\olontx
L'alia gl'homeri
ipiritualita fua, come anco le

condi ionela__. Dipinteli ignuda per e/fere efi per fua natura iciolta da ogni impedimento corporeo, onde il Petrarca nella Canzone Italia mia.tosi diffe.

Che l'alma ignuda fola


Et in altra Canzone
Seg4u ta, e dice_. Spirto ignudo,
il

.'

principio della quale


:

ANIMA DANNATA.

Quando ilfoaue- miofido conforto


cj'c.
1.

Occorrendo
!

fpff volte nelle trage-

die^ rapprefen tationi di cafi fluiti,


finti,
fi

&

Et nel trionfo della morte cap. Ch' ogni nudo spirto etc

Jp>iritua,come profarti , in tradurre rei

palco l'anima di alcuna pedona , fa di meftieri nauer iuce , come ella fi debbe *ifibilmente introdurre . Per tanto H dov.r rapprefen tare ia_ -forma,.-.& figura humana, ritenendo l'effigie di da fottiIiffimo,& trafuo corpo /iarnuda , sparente velo coperta , come anco (copiglia ta il colore dcllacarnagione di lionato'fcuro, '& il velo di color negro

Li capelli fparfi gi per gl'homeri non folo dimollranoFinfelicitA'iniferia dell'anime,. j> dannate , ma la perdita del ben della ragione

& dello intelletto onde Dante nel cap.j.


Inferno, cos dice

dell'-

&

Noi ferwe-fiuti alluogo-jov'io t'ho detta,


-Che vederai k genti doloro/e, Ch' han perduto il ben dai' intelletto^
Il colore della carnagione, del velo che_ circonda, fignifica la priuatione della lucevo

&

&

L'Anima
,

dal corpoicparata,effendofpiritua

le t\ incorporea,non ha dubbio, che non gli conuiene per f fteffa figura, fonnatione , altre qualit , che alla materia folameme ftanno attaccare , tuttavia doiicndo quefta rapprefentatione farli obietto de fenfiecorporali,famo

&

Per dift Dante nel cap.j .pargratia diuina lando della forma,6Vfito deli-Inferno, che alla
.

porta di queTo vi fra feri tto

Zaffate ogni$cranX*> >t/oi ch entratt

&f&m&>
ANI-

LiHro Primo

AKIMO PIACEVOLE, TRATTABILE


& Amoreuole
.-

\T,

Delfino che porti a-caualfo vn fanciul-

ftxSe bene Pierio Valeriano per autorit

di Paufaaia attribuisce al Delfino il /imbolo d'animo grato perche in Profelene Cittadella Ionia 3 dlendo chiamato vnDelhnoper nome

^[urielephamipantr^&Leomsabhomimbus liberatifedgenuino quodam affettutton te funi humam generis amatore*. Dunque f


ipontaneamentedi naturale affetrofonoamaton del cenere human , non fonoper Gratitudine de benefiti; rfceuuti, gefi pretto altri Autori,che
il vero,le?li Delfini hanno fatto l'dteflo , che narra Paufania con altri ,da__* qualinon hannomai riceunt beneftio alcu-

Simoneda vn fanciullo, foleua

accoltar/i al

li-

accornodarfgli fotto per to verfo quello. portarlo a ino pia cere, perche fu da quel fanciullo tolto dalie

&

& che fa

mani dePefcatorJ,& medica- -

tod'v'n a ferita che gli fecero, nondimeno noi l'attribuiremo ad nimo piaceuole, 8 tratta-

perche il Dei/ino piaceuole verfo I'huoper intere/Te alcuna de benefitij riceuuti da rieeuer{,m di fua propria natura,i come hfieiTo Valeriano conme proprie parole conferma citando Plutarco in cotal guifa Jdmiratur Tlutarcus tantum anmalis if'.us humanitatem.-Ciqiiidem non educationes
bile
,

mo non
;

no 3 n fc'enehtio chiamer iibutar<*li delk_s miche di paniche per fcherzo fi nutrano, e nonper ahmen tos perche il Delfino non ha bilognodi queflofapendo/ procacciare nell'ampioMareil vitto da f /teff, e f ha portato perfone, non Pjfia portate per gratitudine ma
.

i)$lut

taws ,

perpiaceuoiedomefHchezzajil Delfino ha poi tato varie perfone indifferentemente , folo per che di natura piaceuole, trattabile ,& amoreuole -verfo l'huomo. Perii che
fi

et equi) nm'vnaaliamceffitate,

riferifee da.,,

Solino

. 52 Colino cap.

Della nouiffima Iconologia


1 7.

oucro m. che nel lieo Africano apprc/To Hippone Diarrhito , vn Delfino fi Jaffaua toccare con le mani, e fpefl volte portaua fopra della fchena tutti coloro , che ci voleuano caualcare ; tra gli altri Flauiano Proconiole dell'Africa egli proprio lo tocc, l'vnfe d'unguenti odoriferi, ma dalla nouit degli odori fi (lordi , e flette fopra acqua > come.mezo morto , per moki mef s'aflenne dalla folita conuerfatione dal che fi comprende,che non_ perinterefTe di cibarf,m folo perpiaceuole conuerfatione gli guflaua trattare con gli HipPlinio inponef. Di pi riferifee Solino, feme nel lib. 9. cap. S, che nel tempo di Augurio Imperadore vn fanciullo nel Regno di Campania adefe <~vn Delfino con pezzi di pane, e tanto con quello fi domeflic, che ficuramen te nelle mani gli pafceua , pigliando da quella fcurt ardire il fanciullo, il Delfino lo port dentro dd Laco Lucrino , &non folamente fece queflo , ma lo condufl cauallo da Baia__ per fino Pozzuolo,&ci perfeuerper tan-> ti anni, che n'era giudicato miracolo , ma morendo il fanciullo, il Delfino per troppo defiderio innanzi gl'ocelli diciafcunomor di doqueflo fi conferma per lettere di Mecelore, Fabiano Egefderio poi fcriue, ehe_* nate, vri'altro fanciullo chiamato Hernia portato medefmamen te a cauallo per alto mare da vn DelfinOjf da vna repentina tempefla fommer fo,'& cos mortodl Delfino lo riport terrai, conofeendoeffere flato egi cagione di quella morte, non volfe pi ritornare in mare, ma per punitione volfe anch'egli morire spirando al fecco, poich li Delfni fubito che toccano la terra muoiono; Segno in vero di natura piace-

APPETITO.
d 1 e e j che caminando,- vn ferpe_> gli morfichi vn piede,fgnifca (com&narra Picrio Valeriano nel lib. 5 9-) l'humano Apr
1

EV

&

petitoci quale gl'affetti dell'animo ferifeono

&

&

&

impiaganojimperoche i piedi,& maffime il calcagno fono Geroglifico delle noilre terrene cupidit, per il noftro Saluatore <^volfe Iauarei piedi de iuoi difcepoIi,acciche da gli affetti terreni li mondafle, puri ficaf fc, & Pietro che non voleua che Io lauafl,difl,fe io non ti lauar noniiaurai parte meco, nella Sacra Gccicfi&kggeehc Dio diff al ferpente tu tenderai infidie al fuo calcagno. Li Greci ancora quando fnfero , che Achille da fanciullo attuffoto nell'acque della palude Stiga, non poteua inpartealcuna effere ferito, fuor che nei piedi , i oliali non erano flati lauati , lo finter per mnifeftare che egli farebbe flato perfettamen te forte, Se valorofo. f da propri j affetti non_ fuffe fuperato, vinto, n da quello fhtimenxo lontano quello che dicono di Giafone, che mentreandaua torre il velo d'oro perde vna calza in vn fiume , il quale folo tra tutti i fiumi

&

&

&

&

& &

;.

vole, trattabile,

&amorcuoIe,

del mondo daniuno vento offefo,che vuol dire,mentre che feguitaua la virt, Srl'immortalitf di qualche parte de fuoi afftti priuo, Virg. fcriue , che Didone quando era per morire, f fcalz d'vna calza, con quelle parole Jpja mola, manibusfpijs Ataria iuxta Vnum exutaped-vincUs ,m vette rcernila Teliatur moritura deos, confeiafati , Sidera. Et queflo fignifica^che ella era fpogliata, e libera del timore della morte , che vno affetto lignificato per il piede fcalzo

&

&

APPREN-

libro Prima

n
I

A P

H E K

V A

T"\ Q k n a giouane, di medicreiatur3__., jlJ con chioma tirante al biondo^veflita d 'habitobiancojih punta dipiedejviuacejepron

e/Tere

l'huomo della naaira dorato comcd'vna

chepar checonla fmu'tra mano tenghi vnCamaTente3 con l'altra vn lucidi/fimo fpeccluo E'I'Apprenfuia vna ragioneuol,& naturale parte ddl'animo,median te la quale le cofejche: ci fono rapprefen tate facilmente l'apprendiata,in attitudine di fareafcoltando altri
li j

tauola rafa,nella quale niente dipinto y e tutte le cofe dipingeruiJponono.Imirato poi dal lirico Poeta nelafua Poetica dicendo .

&

..

Format enim naturaprimnosint 9 adomnes, Fortunantm habitus

mo, & in tendiamo-.

Evparte ragioneuofe,e naturalyperche pr

prio della n atura gioneuole3efIndoflamen

EtappreflbHomero viene ancora eipreflo ?iiteff-, mentre introduce quel' Phcmimufico; fegnaltiflmo dire. Aiga sponte dc3 dem enim varias artes anima meo infrmt E'parte.dell'nimo perche mediante quefto? fappiamPi mediante queftointendiamoJ ap-

&

l'huomo atro aIJ'pprendere,& all'in tdere 3 ogni) e qualunque cofa apprenfbile, intelligibile , che per dine Iuuenale, degli huomini parlando.
te

&

prendiamo.. Si figura giouanejperche come dice Ariff.nelf i.dell Rettorica riefla giouent hanjao granu>
forza graftettij&ifenfiTonopi viuaci , &atall'operationi dlte^** tifl'mi all'apprenderei cofe intelligibili peri! femore dllifpiri ti . Si rapprefnta di mediocre -ftaturaj si percxiff" comecUncHatone^lamediocrit iLoitima irn^,

Venerabilefoli
Sortite, ingeniumidiuworumqi capace s 3
-rftfy exercendisicapiendisq}
Il

&

anibusapti'..

che lo dimoir AriftoteL mei. tre. figur

54.

Della nouiffima Icbrtologi


di tutti
i

in tutte le cofej s ancora perche la moderata ftatura delle membra argwifce moderato tem-

colori

cosi quella la bafe , fonda-

mentoli tutti li difeorfi, ragionamenti


Si figura in punta di piedi, vxuace,e pronta in attitudine di ftare afcoltando , per lignificare la

peramento de gli Jiumon, come riferifee il Porta nel iuo belliffimo trattato della Fifonomia al lte*ta.p* i. e per confeguenz3 buona attitudi-

diipofitione, e prontezza con la quale ftiem-

ne all'operationi dell'intelletto, e/Tendo veriffitno quello che communemente arteftano li FiIofoh 3 che moresfeqHuntur temperatura cor
poris.

Ha la chioma tirante
fatta

al

biondo perche cosi

chioma d molitie della buona difpofirionc, e capacit , nde il precitato Porta nell'allegato trattato lib.4.c. 1
1.

pre per apprendere, intendere Tiene con la finiilra mano il Camaleonte, perche in quella guifa che il Camaleonte fi cari gi in tutti i colori alli quali s'auuicina (feconappretto Ariftotele nel libro deldo che fi la natura de gl'animali) cos quella fi trasforma in quei ragionamenti, e dilcorfiche li ven-

&

tee

dice, Capif/iplad-

gono propofti.
Tiene nella delira lo JfpecchioJ,perche guife dello fpecchio ella impronta in te ftefla ia_ f ftefla appropria le cofe tutte , 1 quali din a-

tfefubfiauefcentesindifciplimdcapien?lprom

ptitudinem

egregiam animorum fubtilitattm>& artificum, tradunt Ha Phabito bianco perche fi come nell'arte
3

&

fcolta, intende

& apprende

dcjla Pittura

il

bianco e

la bafe }

efondamento

ARCHITETTjVRA MILITARE.

DO

NNA

d'et virila, veflita

nobilmen te

na d'oro con vn
iello, terr

bellifimo

Diamante .per giobii/Iifa

di varij colori , porter al collo

vna

cate-

conia delira mancia

di pi-

gliare

hibzo Primo.
con ti finiftra vna tauola, chavifiadefcritto vna figura d'vaa fortezza eigona la qual frma la pi perfetta-,*,
giiarela pofitione del"fito,&
fra tutte le fortezze regolari
,

..

51

conducono ltto alle fortezze i nemici deLf^'


arinciere..

fopra la quale
.,

fa.

vn a rndine,
dile.

& in terra vna. zappa & vn ba-

AFFETTIO N E*
Vedi, Beneuolentia

Il fortificare

non che ipechi fi palTono


mico-lontano ,

com'anco per raffrenare i popoli

& tenere ne& perquefto la Fortificatione


il

novellato trouato per altro f difendere da molti ,

AR C H

T E T X V R ki

ihta.tenura non foloartejm fcienza,perche quella cheinueftiga tanto nelle diffefe , quanto
neJl'offefeafficuranJo iIitardelPrencipa>& i

popoli infieme Sirapprefenta d'et virile, perche in efla la; vera perfcitione del fapere, oue.confiiteia.dife.,

{&)& viile.vniuerial
L'habto nobile di vari; colori denota
nella fabrca militare
l'in-

telligenza delle varie inuentioni che confiitono

Gli fi d la collana d'oro con il Diamante* perciochefi come Cro fra i metalli il pi nobile, cosi I'ArchitemiraiTiilitare fra le fabriche

n n a di matura et con le braccia^ con la vede di color cangiane ignude , te,tengain.vra manol'archipendolo,&il com,paffo con vnQTquadro,neiraItra tenga vna carta, doue fia dileguata la pianta d'vn palazzo con a lami numeri attorno Dice Vitruuio nel principio-, dell'opera fua i che l'Architettura icienza, cio cognizione di varie cognkion i ornata, per meszWelia quale tutte l'opere delle altre ar tifi perfettionano Et Platone diceua , che gli Archittti fonofopraftanti quelli , che efircitano negl'rtifitij , tal chefuo proprio of&aq fra l'arti d'infegnare 3

DO

&

dimoftrare,diftinguere,defcriuere,Iimitare;>giu-.

dicare,& apprenderej'altre il modo da efa.Per fola partecipe di documenti d'Aritmetica * Geometria,dal/e quali,come ancor dine Daniel nefuoi commentari; , ogn'artifitio prende gioia del Prencipe,comequella chel'aflcura-^. IaJTua nobilt. Per quefta cagione tiene la_j, il compaflb, iiromenti della Geoiquadra , da i colpi delnemico . i numeriche appartengono all'Ari* Xiene con la deftra mano la buffala I.quaTv metria, diuifain 5 60, gradi con la fua calamita >per meticasfi fanno intorno pianta d'Architetturaiche ella tienenelfalcra mano efir quella che opera tanto fecondo i venti, L'Archipendolo , ouero perpendicolo ci di* quanto fecondo la pofitione che fi con uiene di formare l fortczzai& ancoquellacheprende. chiara,ehe il buono Architetto deuehauerfefn pre l'occhio alla confideratione del centro , dal le piante di elfo forrificatione. la tauol con la figura iopradetta fopra K~ quale fi redola l pofitione durabile, di tutse quale la rondine , lignifica, che volendoli fa- cole, chejhanno grauit,come fi vede.chiaro in talprofeifione. per il bello ingegno del Signor bricarela fortezza , fi deue efaminarebeneilirto,& torre la piantai fopra di quella formare Caualiere Domenico Fontana, e di Carlo Maderno,huomini di gran giudirio , di valore, il difigno fecondoil bifogno di quanto s'afpet imitare la lattandola partemolti altri, chefon degni di ta all'opera di tanta importanza , rondine perciche come-narra Pierio Valeria? maggior- lode della mia. Et i dipinge d'et no nel zx.Iibro de i fuoi Geroglifici per efla vuo matura ,permofirare ['eiperinza della virilit con l'altezza dell'opere difficili 3 la vette di le che lignifichi vn'huomo chefia ludioio, 8cj> dato all'edificare,& che habbiafabricati gran- cangiante ia concorde variet delle cof , che
valore, com'anco il Dia di maggior dima, mante,il quale fra le gioie Ia.pi dura, Srforte, cos parimente la fortezza, l. pi nobil

&

&

'

& &

aM

&

&

&

di edifieijjc om'anco CafteUijCitt,


fcriche

& altre

fa-

diletta in quell'arte all'occhio }

come

all'orec-

d arte,& d'ingegno Gli fi mette canto la zappa


?

&

il

badile_j*

chio dilettano le voci fonore nell'arte muficale Le braccia ignude inoltrano l'anione , che
fa all'Architettura ritenere il
d'artificio.
.

percichefonoli 2-primi flromenti per fortificare , come quelli che principiano i folfi , U fondamenti * com'anco per efpugnationi

nome

d'arte..?

'

80

fR$&39&lfi-

&P&

S6

Della nouiflima Iconologia

ARDIRE MAGNANIMO, ET GENEROSO.

VN
&

vifo

Giouane di Matura robuiia,e fiera in_ haueri il deliro braccio armato col
,

quale cacci perforza con gagliarda attitudine la lingua ad vn gran Leone > che gli iia l'otto le ginocchiati reitantedel corpo fari difarmato in molte parti ignudo , il che allude al generofo ardire di 1 iflmaco figliuolo d'Aatocle__> nobile di Macedonia^ vn de fucceflori d'Alef iandro Magno, che per hauer dato il veleno al fuo Maeilro Callillene Filolfo, dimandatoli

HVomo

qualche maschera in altro ,i gli t la lingua Jn mano, il Leone morto fopra il cimiero ^Ardire vitimo} &#ecejjaria armato di tutte le armi , fixi cauallo piedi con la fpada nella -delira mano, intorno alla quale vi far quello motto.
re quella figura a cauallo in
ta,

&

-,

PER TELA PER HOSTES-.


Nella finii Ira mano vno feudo youe fria fcolpito,depinto vn Caualliero,che corrai tutta briglia contro Tarme lanciate da i nimici con

da Iui.per leuarf dalla miferia

della prigionia

dato d inora re ad vn Lconeim con l'ingegno fuper coi sfidatoli nella fuaibrza -, il deliro la fiera , bracciojchc egli fgretamte s'era armato,cacdalla gola li rrafl; per ci in bocca al Leone, for/a la lingua, recandone la fiera finitamente morta -, per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de pi cari del Ke AlcfTandro , &r ci gli fu fcala per falire al gouerno de gli ftati,8<_9
in cui l'haueua confinato AJefTandro; fu

animo di fcamparc combattendo di reftax morto valorofamcn te frii nemici,


-,

&

Et intorno

all'orlo

di detto
:

feudo vi fari

fcritto quel verfo di Virgilio

&

Vnafilm vi5l,nttUamJperare Jalutom


Queilo,che noi diciamo vltimo , neceflrio Ardire, vna certa Ipetie difortezzz impropria cos detta da Ariflotele,perchc pu efiere &fuolefTere pollo in^pcra ordinariamente

&

alU'tcrnit della gloria

Volertelo rapprefenta-

per acquifiod'honorej per timore di ma!e__


atiuc-

Libro Primo T
utienrc peropera dell'ira, dcllafperanza , per la poca confidertione dell'imminente., bello pericolo , non per amor di quel vero ,

*7

&

fine della virt la fpada col motto|, moflraL'armatura, flo,che gran refiflenza neceflarijflima in otfhe

gni pericolo , Edo feudo col Catiallierdj che corre conara i nemici, moflta quello, che habbiamo detto cio , che la diipefatione molte volte cagione
di falu re, ma non d vera , come fi detto.

&

& perfetcalbrtezza

ARITMETICA.

di diuerfi,& vaghi/fimi cofopra detto veftimcnto vi fieno come_> lori, per ricamo la variet de le note di mufica_,, ndl'eftrcmo di detta vefte vi far fcritto
rile vellica

DONNA
&

di (involar bellezza, d'et vi-

&

PAR, & IMPAR, &

mano

che con la finora ten^aconbellagratiavnatauola piena con l'indice della delira mollri dentimene detti numeri Aritmetica, voce Greca > perche il numero nel qua! confitte quell'arte * da loro chiamato

&

cuni Filofofi credeuano che da e/fi tutte le col fi com pon efiero , tra quali Pitagora Flofofo dille che la natura de i numeri trafeor/ per tu> te le cofe, che la cognitione di elfi quella vcrafapienza quale verfa intorno alle bellezze prime,diuine , incorrotte , tempre eflftenti della cui participatione, fono fatte belle tutte )io dal quale non procede cofa, che, le cofej non fia giufta , il tutto fece in numero, in pefo j

&

&

&miiiira.
Si fa d'et virile , percichc. /? come in queft et la vera perfettione, cos nell'Aritmetica

Arirhmos.

..

Si rapprefenta di belliflmo afpetto eflendo perfettione de i numeri alche la bellezza ,

perfetta nella qualit fua.

&

La diuerfir de' calori dimoflra che quefi'arD teda

*8
Gcometria,& a

Della noui/Em! Iconologa


detta
,

te,d principio lfcdiTcipline Matematiche per cffr quella che apre la itrada alla Mufica, alia
tutte l'altre umili. Gli fi da' per ricamo del vefiimen to le fopradette note unificali , perciche da tutte le consonanze ratificali le proportiout Aritmetiche

& cori l'indice della cfefra mofira

sa,

meri fodetti,per notificare la forza loro , Onde. Proclo fopra il Timeo di Platone narra quello proposto che i Pithagorici aflegnarono qua tro ragioni de numerica prima Vocaleja aguale de Poeti , La fefi troua nella mufica, ne" verfi

nafeono

..

<~velle_> P Ri I P A , dichiara che cofa fia quella che d tutta fa ditierfit de gli accidenti

Il motto, ch'c nelfeftrerrwt della

& M

conda Naturale che fi troua nella compofitione delie cole , La terza Rationale , che fi troua
nell'anima,& nelle hieparti,La quarta Dmina > quello che fi troua in Dio , e ne gli Angioli ,

&

quell'arte:, Tiene con

& tutte le ditnoitrationi


la.

balli intorno quella materia per


ici'ioi'o

non ettere-

finiibra

mano la
I

tauolafopra-

nel dire

A R

T O C R A T

A*.

DONNA
m

d'et virile d'ampi >.& honora-

ro, giie>colIne,

& altre ricchezze, & dalla


il

fi-

gouerno cfhuomini-nobili guidato da loro con ordine v.aaeft in vn fontuel,& ricchi/fimo {e2gio& capo hauer vna Corona d'oro,ehe con la__. ftiale-di legge di viuere,&di veftire,diftribuenOacifcunoconpart bilancia Ieratiche &cj> delira mano teng Ivi vn maz?o di verghe vnite-. infieme, vna ghirlanda d'allro, con la fi- gl'honori , lefpeie, &gl'vtiii con l'occhio iihpre af'comun beneficioialla perpetua vnioneySc iilra vh morine che dalla parte dflra vi liana, bacile y& vriiclktto pino dlmonete d'o- augumentct delibitelo loro
niftra

tihabiri vellitaiftar aiderecon

gran_*

vna

feure. Aritocratia

&

&

Si fa.

Libro Primo
tBbq Jo efce w ffa vera_j perfettione>'auueflgche con giuditio fi mette in efecutioae quanto s'afpetta al gouerno della
Si fa d'et virile

gis conMHitiftMMiJft autlibm somra*


uersiji.

Republica.
Il fudetto

veftimento ,

Io (late a federe ra & .,.,


.

Tiene la ghirlanda V<ii ltffoperdmoftrarte

vn ricche leggo con gran maeft rapprefentare


il

fuggetto della nobilt di perfone di gran

conditione, che per fegno di ci porta in capo la Corona d'oro QliM il mazzo delle verghe ligate infeme,per fignificare, che la Republica deue eflre vnita per mantenimento, Sebeneficio publico nde Euripide dice, InteHinwm oboriri bellum fglethomimbHswterciuesficiuitasSjfenjeriu Et Salluftio In bello iugurtino anc'egh cos
,

dice-

Concordia Parit

res crefemt

difeora

mai;

& Cicerone nell'Eplt.ad Attico

xima dilabuntur

premio che foleuano darei quelli ch'liaueua-. no oprato in benefcio della Republiea vir tuofmente fi come per il contrario il caligo ; il che l dimoftra con h feure che gli ft a can to Onde Solone l'opra di ci . Rempuhlrcam duobus rebus contineridkebat3 prxmi4, spegna , Cicerone ^denatura Deorum. Nec domus nec Respttblicaftarepoteft 3 fi va netrreblfatti* pr&miaeffent vita nec fup+ plkia peccatisi &Solonefoleuadire ttamcttitarcm'Optim habimri> in qua vi* rosboms honoribusafficitcontra mtem improhospeenismosfuerit. Il nionone,che tiene con la /niltraj il bacile, lacco pieni d monete d'oro , con l'altre rio
il

&

&

A.

Come dipinte in

Firenze dal gran

Duca Ferdinando,

thezze

Della nouflzma Iconologa v"f5 chezze deritaROjehe fctrn lelorarrhi,& ciana vguali , il velhmcnto difette color/, guarnito li, malamente fi conferuano le Republicfoe,e d'oro,& di tiiuerfe gioie moftn di profondere anco li danari,perche per e onferuare la libert non fi deue risparmiare la robba , poich come dice Horatio , Come depinte in Firenze dal Gran Non bettepr tot o libertas venditur auro . Duca Ferdinando armatOjd'aipetto tremendo, con Telmo in capo, con la delira mano tiene A R vn tronco di lncia pofato alla cofcia;,& con I& A. Come dipinta in Firen2e dal gran Duca fnilru vno fcudo,ki mezo del quale vi dipinFerdinando ta, vna tetta di lupo. A vaga , bella donna , con vna lira E/Tendo quella figura fimilc quella di Mardoppia eli quindici corde in mano.in ca- te 17 potr intendere, per eJTaJ'armc , come Dio po hauer vna Corona con fette gioie tutte..* d'elle

ARME.

HVomo

M O

NI

VN

&

A,

DONNA
fi

veftita di co- or di verderame hauer l'Orecchie d'if, no, terr fotto il

d'imprefe

difficili,
2.

& d'importanza', & ci dice


x art.

S.Tcmafo
l

braccio-fnillro

vn Pauone,& con
indice

la delira

ma-

1 ..Arrogans eft^uifibi attrihuit ,quodnon habet. Fero con ragione

z.q.

no alta mollrtr il diro

L'Arroganza vitio , di coloro , che le bene conofeono di poco valore, non dimeno per
li

dipinge con l'orecchie dell'anno, naleendo dalla flolidezza, quello vitio dall'ignoranza,

&

che non
ie ,che l

lafcia

prendere

il"

fuccefTo dcll'iinpre-

parere affai preifo gl'altri, pigliano

carichi

prendono in poco guiditi

Parte

dipanane lignifica l'Arroganza eflre vn_, fpetie di fupcrb3i& il dito alto l'oftnatiorie di mantenere la propria opinione quantunque
faLfa 5

Pnmsu molto, & (putitilo altrui

6?
*

& dalcommiwparer lontanajftirnandofi

Et cos ancora-*' dipingeuano gl'Antichi la Pertinacia , che & quafi vna cola medefima con l'Ignoania

E.

DO N NA
ftra

di et con/ften te,fuccintamen-

habito dell'Intelletto; 'Seconda J ii Migfctie^


Artifcio
li

te vellita di color verde,NelIa

mano fni-

tenghi vn palo fitto in terra al quale vi Za legata vna pianta ancor nouella,& tenera,80
nella mano dritta

vn penello,

& vn {carpello

con quei modi nel-operaefpreil, con come habito 3 Terza l'Opera^l'Effetto-con l'Artifirio formato i Si che diremo l'Arte effere nella Mente ,il
quali era nell'intelletto l'Arte

L'Arte vn habito deU'intelettOjcheh ori ginc dall'vlfc, da precetti, da<ragioni, che generalmente fi esercita circa le cole neceirari_* all'vfo mimano, Quella diffinitione canata da Diomede,da Ariil.nel d.del Ethica, da S.Tomal 1. i . q. 3 7. rn per efplicarla parte , diremo che quello nome Arte pu /gnifcare tre_> cofe. Prima il Concetto, o limili tudine, cio Ja maginata,&conceputa forma delle cole nella in quello primo modo diciamo che mente,

&

l'Opera nell'Effetto f Magiftcrio nella Vifta, L'habito poi dell'intelletto, e di due forti;!'habiro fpeculatiuo , che ia contemplarione a il cui fine la Scientia 3 dd quale per -hora non parliamo ; L'altro e l'habito dell'intelletto prafine

&

ticoli quale ha due ftrade per eonfegnire il fo che l'Opera ; la prima J'Eflrcitio continuo nelle cofe fattibiK,dal quale nafee l'habi-

&

to facendo l'intelletto habile , Srpronto nell'opera tieni L'altra parte la Prudenza, la piale
,-

rat-

Della nouiffima Iconologia


Ordina la verit dell'opera , Se fa che l'Artefice la regolato nelle fue attioni.Habbiamo detto, che ha origine dall'vfo,precetto, o ragione doue d'auuertire che q uefta parola vfo pu /igni fcare due col , Prima l'elperienza, Sccon da tr
efircitatione del artefice
:

operis ratiojk Umile pare che dica S.Toraafo x.

z.q.57-art. 3. jirs e il retta ratiofaclibilium . Habbiamo detto che generalmente fi esercita , per intendere l'habito dell "inte'lcno in_

Che

l'elperienza Ila

potenza ad operare,

&non l'atto cio operai

neceffariajo dice il
ti&prineipia,

l-'ilofofo lib.z. demostratio-

num ex ipfa experientur omr.s artis0"feien-

& Manilio Poeta

Ter varios vfus artem experientia fecit

xemplo mofirante viam


Et il Cardano nel li lib.dellb comradittioni cosi dice.uib experimento prodit ars, cum ani
tnafuerit confirmatum,

Che Tvi lignifichi an

co l'Eflrctio , che fi nelI'Arte'neceflrio lo dice Arilt.lib. i.Metaph.cap. r. Verum vfu atfy exercitatione hominibus ars, et Sciernia comparatur , il che anco conferma Vegetio libro fecondo de re militari ,Omnes artes omniaque opera quotidiano vfu , iugi exercitatione profciunt Che l'Arte poi habbi bifogno de precetti , ragioni,iion da dubitare^ per diremo. che

&

fi pu chiamare- esperimento dellArte cflndo.vna cola particoIare,& per quello difl il I ilolfo al loco citato . -Ars et! vniuerfaliuTn,exptnentta aw.em particularium.tnuhnemc diciamo che fi efferata circa le cole neceHarieal viucre humano j perche le cofe necefirie ai viuer humano fono moke,& varicquindi chele Arti lno anco vane, Ari! Me diftinfe in treforti mentre dille:.^/*.- vtens vtnauigandi , per iti a, operans,

deli'Arte,da quella pi tolto

&

&

vtquefecat Ugna, &. tmperaks , vt slrchitii* tura,Vh.xone le diftinfe in due cio $u&faciunt qua operibus vtimtur opera , Mpcrhora non voglio pigliamo altra dittili tione f non quella che fi figlia dalla caufa

&

&

finale;
il

Dicemmo nella figura della Natura che

li

precetti delle Arti fono cauati dalla lunga e-

fperienza il Che accade in tutte le Arti Mecaniche dalla natura loro come accade nella Pittudalla ragione come accade in certe Arti ra j

perche l'Arte Natura era il bene , imitatrice della Natura non fari merauiglia. le anco il fine deli 'Arte far il bene
fine della

&

&

fi dicono Arti/e non impiopriamente participando effe pi tolto di feienza che di Arte ; Come la Medicina , che fra tutte le altre conoie resperfuascaufas, non e/Tndo altro il fapere che conofeere le cofe perle iiie caufe come dice il FilofofojAnz non fi troua Arte alcuna che non habbia le fue regole > ofTeruationi ,& per queflo dice, Diomede che fi dice , jirs quia artiis pr&ceptis regulis cuntla concludati Che fi trouino A ni che fi feruino delle ra gio

che non

bene fecondo il FiJ0f0f0Iib.7-Ethic.cap. due (oni^tlterum, quod abfclute, cSrper je bonum fa ,alterum quodalicw bonumfit dr vfile. Il primo far il bene che fi chiama.. honeflo ; il fecondo che per feruitio dell'huo1

2 . di

mo far I'vtile, &


;

il

che tutte
tabili*

le

Arti,

fi

delettabile,& cos diremo, effercitano in cofe vtili , o


oticro in col dclet

ncceffarie al viuer

humano,

&

,&

ri Io dice

anco

i'ifefTo
.

AriftoteJe

con l'eneiii-

pio della Poe/la lib. i Poet. uirs "Poetica eli ars rationalis, veramente, f ben pare che tutte

Hora per efplicare la figura , diciamo che l'fi dipinge di et virile, prima perche vn__ artefice giouane non pu hauere efperienza di molte cofe, per non hauere ei-fercitato molto tempo i il vecchio poi per la debolezza dell^* forze non pn mettere in eflecutione quello che
Arte
con-la fua lunga fatica ha imparato , il che accade particolarmen te nelle Arti Mecaniche,

&

Je Arti

habbinoper fondamento Tefperienza-j come fopra habbiamo detto, bifogna anco che fiano accompagnate dalla ragione lnza della quale niuno artefice potr bene operare, Onde,
Triuerio nel Apophtegma
1

&

come dice Xenofonte in occonomo ( parlando


delle Arti MecanicheJ Eneruatis labore membri? neceffe ej animo s debilitarti et qudam-

2.

dice

modo laborare .
Si velie di color c\etde per molte ragioni* Prima perche per mezzo delle Arti tutte le coahwa humanovensono iv- neceffarie ai viuer livx.v.iiiiiiw al rifarli fe uwuttuv iwjcvmv mii4M di nuouo,quando per l'ingiuria del tempo \ epgono confumate guifa che la Natura ogni an no riuefte la terra di nuoue herbette, Y h alberi di nuoue frondi,Seconda perche l'artefice deue fempre Ilare con fperanza'di venire maggior.
>

Quantofortior dexteramanufinifira ,
^antopotior efi ratio
ipja experientia

Di quefra ragione hanno bifogno le Arti libera'i,& pi nobili,le quali fi ponno chiamare
feientie pratiche,ci
le 6. Ethic. ^4rs efi

confermato da Arinotehabitus quidam faeiend


i.dej|a

tum 'aera rat iene,c>Le

Metaph.^ft7 efi

Libro Primo
in ci mettere-* perfettione delle fue ope , ogni ftudio,&Vlih'gnza,fcnQn vogliamo anco

."
,

&

6\
fine cio

fperaaxa, denionre,\t{dire , che fignichi le,8c guadagno,che l'artefice tiene di riportare delle lue fatiche, Terza per lignificare la fre-. fchezza dell'inuentioni , la viuacit dell'ingc-

fiponno frelle chiamare come nate da vno iftefl padre che il DiiTegno, &^>
biliflme Arti

hannovn iflflb

vn

artificioia

imnu-

tacion della Natura.

Matrona
lieua nella

Arte.
con vna manoucHa3

gno,& le giouniliatiche,che in vn buono artfice fi ricercano, oltre che anco pu lignificare yna patienza, o dogliamo dir pertinacia, che femore fia frefca,e -verde nelI'operare;& quefto lignificato pigia quefto nome verde , il Pe-

mano delira, Se n ella fiaiitra

& vai

trarca, r Perfar fempre mai verde t miei defirt, to pi come habito Si vette di habito fuccn
.

di fuoco Tutte l'arti che vfano inflramenti,& mac ne (che fono molte^ riducono la forza deUe_^ loro proue alla dimofratione del circolo , e da efTo|riceuono le loro ragioni, il loroilabihmento , &per fi dipinge l'Arte con la mano-

con vna fiamma

&

comodo alle fatiche manuali


II

nouella /igni paloconla pianta tenera, fical'Agricoltnra, Arte delia-quale ne vien aji'huomo tutto l'vtiie quakxiicernmo di fopra. effere vna fpetie del bene , che fine,e meta dcll'rti,QuenVArte da Xenofonte Fu chiamata tra
tutte le altre preclariflma, dalla quale vieni.- fomminiilrato all'huomo quel che per il vitto Ji;neceflario, Tentiamo Cicerone i.deofficij Omnium rerum ex quibui aliquidexquiritur nibil eft agricoltura melius nthil dulcius\, nihit vberiw nibil homine libero dignit Ma per non mieliendei-f pi oltre in narrar necit di detta Arte bailammi la viilic , addurre le parole di Vitruuio al 1. libro d'Ar.

&

con la lieua, le quali hanno la forza lorodalla bilancia, quella jgh dal circolo, come fcriue Arinotele nel libfp delle Mecaniche. La fiamma del fuoco fipne,comeiftrumento principale delle cle artifciofe: perche conuella,

&

&

folidando, mollificando le materie,ie fa habili ad efiere adoperate dah*homo in molti ellr


citi;induiiriofi.

ARTIFICIO.
O HVOM molto
ce della
itia

con .habito ricamato,

&

& con
ma-

Artificio fatto , terr la delira

no polita fopra vn 'rgano,

& cbil dito indi.

chitettura.

Etenim natus infamane nntricis latte non


potei? ali,nec% ad vita erefeentis gradui perdu-

[me agris,& eorumfrutibus non potefi crefcere,nec (tue abun danna ab: frequen
ci ciuitas

tia?n habere poputumtyfine copia tu'eri.^ L'altra ipetie del bene , era . delegabile come habbiamo detto; Mi che col fia al mon do Scoltuddettabil della Pittura^ pi vaga,

&

&

finii tra mano moilri vn copelio,che gli acanto pieno d'Api, de quali fc revedr fopra detta fabrica, molte volare per aria Si velie d'habito nobile, artificiofo perche l'Arte, perle nobile, che feconda Natura 6. pu chiamare. Si dipinge che tenghipofata la delira mano fopra l'Argano', eflendo quello perequale di~ moflriamo l'Artificio con humanaindullria_j

&

&

ra? quelle

vogliamo lignificare per il Pennello &fcarpello J chela ordente figura tiene in mamai d pieno lono. Ani in vero nobiiiffinie, date, Onde la nobilfchola di Athenenei primo grado delle Arti liberali la colloc qelerta-

ritrouato
tura ,
ne,-

il

quale vince di gran lunga la


fine dell'Argano ,

Nasfor-

&le facende difficiliflme con poco

&

mo mandate a
riflotele nelle

& altre machi-

An tifone Poeta in quel verfo il qual cita A-

bile dico la Pittura per efiere immitatriee della noilra commune maefira non folo nelle cofe tangibili, ma in tutte le vifibxli ancora ,rapprefentando con la variet de colori ruttili oggettrni'atio ditte

Mecaniche c'iniegna,che noi per via dell'Arte fuperiamo quelle col alle quali

e& omnium qua viuentur Xenofonte,& Platone lib.de pulcrcTiEtura opera tamquamviuentia extant La Scoltura poi tutte le membra intiere forman do,non altrimenti di quello chela Natura palpabile fa, non folo l'occhio, ma il tatto ancora pienamente fatisfa , Onde quelle due noti

ienfibili , V.clicra

llefla Natura della cofa__, imperche mouiamo dal fuo luogo edifici; grandiflmi adoperando l*Argano Moilrando il copeilo dell'Api come dicemmo,enendo, che quelli animali fono il geroglifico dell'Artificio,& delia dilignza per ben dine Salomone Vade adapem , laborioft di/ce ab ea fit opemtrix. E Virgilio anch'egli eleganteindttilria deljfmente deferiue l'Artificio, Api, 4

pare che repugbi la

&

qmm

&

#4

Della nouiffihia Iconologia

TIPI

CI

pi copiofamenApi,nel prime dell'Eneide, te.nel t .della Georgica cominciando dal principio cui rimetto al Let tore , pere he a n derei troppo hmgOjbafH dire, che volendo cantare dcll'A rtifcio,& iridflri naturale dell'Api Vir gilioinuira, Mecenate. ad vdire cantare d tal mirabile.. materia^ comedi cola grande,

&

qualche errcrccomePaftenerfenefa la mente piatta alla contemplatione,& il corpo pi . pronto all'ope* re della virt , per dicci! e/fer l'Attinenza vna regolata moderatione de' cibi, quanto s'ap,

peffo

& facilmente precipitare in

&

partiene atarfenit,neceffit, qualit delle per-

&

Hanc ttiam,A&ccna afficepartem


-tidmirandtibi leuium speclaadd rerum Jl4agnanimos^ duces totiw^erdine gentis
Jllores,etjlhdia3 ' Populos,

ioniche porta aII'nimo,eleuatione di mente , viuact d'mtelIctto.& fermezza di memoria , al corpo fanit , come benemoflra Horatio

&

nella.Sat.2.1ib.2;cs dicendo

..

&

froditi

dkHRecipe mtne vitltts tenuis ,qu<equatatffecum u4frat inprimis, vale bene-n variare s

S
s-

Tl:N E N'2

a.

D'kfrA
la

cheron J'deftra mano Sferri

Vt noceant h'omini credas memorillius efcA Qu&fimplex olim tibfederit^cftmul ajjs


AXifcuers elixa fimttl conehylia turdis : Dulciafein bilem vertentfiomacoq; tumulti Lentaferet pituita, ind.es, vt palh o mms <Siiadefargatd,ubia?qun corpus onufium
;

bocca,

& con l'altra moftr alcune vimotto , cinedica

anefe delicate eoa vn

NON

VTO.R NE ABVTAR.

dm

Per mooirarc^ che il inangiarcofe: doiicatef.i

'Meftms vitip animS quc%yrAgrauat ima

At%

Libro Prime!
Alter vbi tto eitms curata /opri
/?&*?-

*1

I nel d^Sguizzeri Sala Come dipinta rKlla

IT

AV
Signore?

Palazzi noftro

VN a
le

Vcchia, la quale tienc'con amb'e_j

mani vn tempo d'horoiogio, & acanto vie vno fcoglio circondato da vn ramo d-

forza Ioro,& permoflrare difficult dell'apprea fioni per la tanta lontananza le fi fanno l'ali, le quali ancora fouentenon baftano,&per quefta

helta

A-STR0E0 GI.

medefimo vi fifa l'Aquila.

n a veftitadi color celefte con vna DO.n corona di felle in capo., porter allcj
fpalle l'ali *nella delira mano terr vn feettro 9 nella fniftra vna s fera>& canto vn'Aquila.

modo hanno

LoScettro dimoftra 3 cheleftelle in vn cetra fpetiedi dominio fpra li corpi fublunari a con quello rifpe,tto fono conflcte}

&

ratedall'AftroIogo

Astrologia".

Antologia, die parola venuta dal Greco ,. fuona nella nollra lingua ragionamento di ftel 5 le3 le quali fi confederano in queft arte>come cagioni de gl'effetti xontingenti deH'huomo 3 della Natura. Et dipingefi di color cefefte^jperchenel Cielo ftanno fj&lcftcKe j Scih su effercjcanoJa.

DOhna veftitadi color ceruleo


&

>

conl'Aftr

labiojS? con vn libro pieno di ihUe3 8c

gure Aftronomiehe, Vn quadrante, altri ftromenti 'appartenenti all'Aerologia, gl'ho- meri haur l'li,per dimofrrare,che ella ft fempre con il penfero elleuato in alto per faperej attender Jecofe celefti

&

&

Afto*-

e
urologia

Della ttouiffima Iconologia


quella feien za e pofta nella con tempia t on t-> de' corpi celefti. Se le dipinge in mano il lobo celeie , con il compairo>per effer proprio il fuo mifurarei Cie li, confiderai le mifure de* loro mouimen ti le ali a gl'homcri fi pongono per la ragione

a DOnna veflita di color ceruIeo,haur pianoterra vrt_


l'ali

gl'homeri, nella de/Ira

$mpaflo,& nella finiirr-i n afobo celeite


Velrefi d color ceruleo , pel dimoftrare ,

&

&

cho

gi detta.

3-~T~'R

A.

DOnna
con
la delira

veftita di
il

Color pauonazzo tut-

& del modo


al

di e/Te ftelle . Tiene


il

il

vifo riuolro
figu-

to ftellat,con
-la finiftra

vif ruiofto al Cielo,che

Cie'o eflendo che


,

fumetto di Quella

mano tenga vn'AftroIabio,& con

ra

vna canola oue fiano diuerl figure a-

ffronomiche

pensiero eUeuato' ir\ alto per fapere,& inrendere !e cofe ceJefti Gli fidi I'AftroIabio perciche con efl fi
fra
il

lcmpre con

Agronomia redola , che confider la gran-

viene e/sitamente in cognitione delle mifure

& tutte
Il

dezza^ mori de i corpi luperiori cio i Cieli,


i

& diftanze di tutte le figure de

Cieli

Jeirelle.

veftimento di colore pauonazzo tutto fielfi

latoiie dinota la notte, nella quale

veggono

Tiene con la finifira^manola tauola fegnara con diuerl figure afronomiche,en"ndo che__ l'Afironomia ("fecondo ilparere d'Ifidoro,^_ 5
) molto d'inerente da l'Aftrologia, perciche quali come Theorica tratta del

pi facilmente !e fielle, non eden do elle riflcfi da i raggi del SoJe,& perci fi viene alla dirnoftratione pi chiara del leuare, del tramontare,

d'a'cun'altri

Mondo in vniuerlle, dei.'e Sfere, & de gli Crbi


in

Libro Primo
in particoIare,del Sito,deI
quelli,delie Stelle fiffcjk

Moto,e del Corfo di

de gli a/petti loro, del-

vn viiiodi coloro, che per confguire quel che desiderano , fi vagliorio de' mezzi non con3 .

la Theorica,dei Pianeti, deii'Eccliffiideil'Ane, de" Foli,de' Cardini cckfti, de i Climi s piog-

ueneuoli,per fi dipinger veftita di pelle di voi {>e,efIndo quell'animale aftutiflmo, per ta-

&

gie degli Hemifperi, de' Circuii diuer/, degli


Eccentrici, de' Concentrici i degli Epicicli , de' ftro^radationi,d'ccefl,di Rcefl, de Rapti, '& d'altri moti cerchi de moti, con mill'altre

e ancora conofciuto da Efopo nelle fuefuoh, adbprato in quello propoli to molte <~\?oIre

&

Della Simia /crine Arinotele nell'hiftoria de


gl'animali, che altutiflma

cofe,pcrtirtcn ti,

Cieli,& alle Stelle

la carnagione
Arilt.lib. 4-

rofl per detto del medefimo

ASTVTIA INGANNEVOLE.

DONNA

"mellita di pcle di

volpe, e fa-

r di carnagione molto riTa,

tenendo v.

de Fifonomia cap. io. lignifica A4lutia,perche il bollimento di fangue fcmpfe_j genera nuoui moftri nell'anima , facendo nell huomo il fangue quello , che fa il fuoco nel mondo, il quale femore fraudo in motoconfum;; tutte le cole combuitibili, auuirinandof att
elfo.

na fmia fottoil braccio V Alluna come dice S.Tomafo z ,

q. 5 5 .art.

A T

TIGNE VIRTVOSA.

V O MO

d'et virile; di bdtifljmoafpet-

Hauer circondato H capo da chiari,,&rilpfcn^


denti raggi fimili quelli d*Apollo,com'ancc

to,& che le parti tutte

del

corpo liana

CQrfpondeiui ad'vna Droportiqnat&bejtaa.,,

da,vna ghirlanda d'Amaranto^ far annata,

&:

iogr,

Della noulffima Iconologia


per con
tal

con belliflma gratia vn libro & con & fotto a vn de' piedijal quale parer all'accorla finiftra

fopra all'armatura porter il manto detto paludamento,chc fiad'oro,con la delira mano card vn nafta rotta, il rimanente di etti dalla parte del ferro,fi vedr nella tefla d'vn brutriffimo , ite ipauenteuole ferpente che fia in terra morto,

dimoflratione facciamo' chiar*

&

chenon baita alla perfettione della virt il volere f non fi mette in dTccutionconde Cicerofiiti

ne .dcoff.&omtnis virtut in atiiont confiSeme a de Ben.Vktm non recifitfordi-

&

dumamatorem.
II manto dcttoj>aludamento d'oro (gnirTca,che l'Attione virtuofa difficile da operarli per chi yiue ad vfo d'Artefice, pexfonemecniche Tiene con la finiftra mano con belliflma gra tia il libro eflendo che l'eflrcitiofi delle lettere, come dell'armi per eflcre, l'vno, l'altro

to Pittore terr vna tefta di morto , Molte fono l'attioni mimane , ma io intendo di rapprefenparticolarmente quella delle tare la virtuofa,

&

&

lettere,& dell'arme, le quali,

immortale fa l'nuom famolb Si rapprefenta d'et c"\iriie,perciche tra_j 3'altreet eflndo quella in fomma perfettione {.comenarra Arift.lib.i Rcttor.) facilmente con eff fi viene alla vera cognitionej& opera.

&

& l'vna & l'altra


,

&

&

principal di tutti fa l'huomo illuftre , ib.Onde il Petrarca nel Sonetto Sa,

Sciama

tione della virt. Ilbelliflmo affetto corrifpondente tutte le parti del corpo con proporrionata bellezza ;ne ditnoftra che la giocondit che appare nell'aipetto dell'huomo beIlo,fia inditio della belt imile quello che fi vede di fuori ; Gratior eii fulcro venietis in corpore virt* , dice Virgilio Arift.nel i.dcll'Ettica nel J.dellc Eneide, Exteriorahidicant interiora, ,onde neceffariamente ne fegue,che anco l'attioni fieno bel rifplehdenti raggi virtuofe . I chiari , le, che li'circondanoiicapo,ne denotano, che fi

^...llnofiroBadfo eccello Chefapergl'buomini immortali Et nel Capitolo terzo delia fama


altro che d'arme* Tiene lotto il piede la tetta di morto per imoftrare, chel'Attion virtuofa fempre viue, lefcritture viur mentre dureranno ifeoli eternamente onde Plauto SOLA YIRTVS

Che s'acquiftaben fregio

&

&

&

EXPERS. SEPVLCHRI.

&

&

A V A R

ccraeilSoIerifplendein tutte le parti, oue egli aira, cos l'Attion virtuofa fa che i'humo; fia dipendente oue la fama fua*~vola chiaro con la fnora tromba ,fed famam extcndere

DO
& le
fi

n n a pal)ida,& brutta con capelli nein habito di fcrua grieri macilente,

&

&

fittis , hoc virtutis opm.dicc Virg. nel decimo dell'Eneide Si li cinge il capo con la ghirlanda d'Ama-

legga in fronte la parola rrt.uTof cio Pluto , il quale fu creduto Dio dello, ricchezze Sar cinta d'vna catena d'oro, trahendoine__> dietro per terra gran parte. Molrer le mammelle ignude piene di latte, hauer vn fan-

&
,

ciullo quali di dietro, magro

& di /tracci non

ranto perciche quello fiore nonperde mai il fuo viuido, &natmo colore , &coltoi conferua,& non infracidifee mai,anzi quantunque.^ feco bagnato coaacqua riuiene nelfuo primief ne fa ghirlande nell'inuerno, Pliro ftato nio lib.2 1 .cap. Simile la natura dell'huomo virtuofo perciche non folo degenera dalls_> bliflime qualit fue, ma feparata l'anima dal

bau\anzavdtito,chc conia deftramoftri di


fcacciarlcpcr non dargli il latte delie mamml le, alle quali hauer la man finiftra in' atto di
tenerle ftrettc.

&

corpo, le fue ehiariflme attioni,reftano,

&

fi

conlruano perpetua memoria con quella fuprema bellezza , gloriofo nome che fia potbile maggiore Si rapprefenta armato,& che con l delira, mano tenghi l'hala rotta, nella guifa,che hab-

&

Pallida fi dipinge, perche l'impallidiice il continuo penfiero di accumular reforo con appetito inlatiabile di fare fuo tutto quello, cne d'altri,fnza haucr riguardo , forza di leggi,<> conuenienza di lrte alcuna x E ancora la pallidezza effetto di timore, il quaIeit|impreabondantiflmo nelle vifeere dell'huomo auaro, non fi fidando d'alcuno , molte volte pena di f medefimo perla gelofia,chc ha di non perdere vna minima particel

&

biamo detto per iinotare,che.il <~virtuofo con


lkefemprecontrario,&combatte_> continuamente con il vitio fno perpetuo nimico , che per tal fegno dimollriamoloipauen tel'attioni
ttole

la di quello,chcpoflede
la catena d'oro fhabito feriale, fbzzo, acconcia nella maniera, che dicemmo, e feno **vil feruit delTamanifefto dell'ignobile, uaro.

&

&

&

ferpentemorto,& pattato dail'hafta j i^j>

Xa

Libro Primo*:
la ferito della fronte,ri dichiara,che I'huointuttelefueattionifi fcuopre per che , ne fisa celare in alcuna cofa Et per ofleruar fi quefio coftume ne glifchiaui,f nioilra la conditone de gl'auari,. medeima-

6$

mouuaro
quello
,

che non alcuno veramente auaro , che non_* fa infieme crudele . Et e/Tendo la Maeft di Dio folitad'arriehire pi l'vno, che l'altro , acfamentein
ci non manchi l'occafone d'operare virtuotutti gli Itati , fecondo la vocatione di ciafeuno, l'uaro peruertendo quell'ordine pi torlo lafcia marcire con ingordi di/fgni: quelloiche h,cheadoperarlo, wuuenimcrit^
de' bifognoi .-

menteichiauidel.'a ricchezza. La catena dell'oro , chefi tira dietro, ci mole gran facolt, chi bem_r ftra^che i tefcri ,

&

confider, iono pefoiricOn"fmo,& impaccio oItQ neiofo, iiinciullofcacciato morir >

&

/&l

ON N A
i

vecchia pallida, 8c magra , che

nell'afpetto moitriaflnno ,

& malineo>

ni, canto haurd

vn Iupomagriflmo,& gili*

fa d'hidropico hauer il corpo moire grande, fopra vi terr vna mano,perfegno di dolre* con l'altra tenga vna borfa Iegata,&rtretta, nella quale miri con grandifliria attentione.

& &

con aguati, inedie fumuamenre , f non feoperto da paftorij da cani non cella fino a tan to , che tutto il gregge rimanga morto , dubitando fmpre di non hauere preda bafianinganno za , cos l'auaro hora con fraude , hora con aperte rapine toglie l'altrui , neper? pu accumular ranto,che la voglia fiafatia .

&

&

&

IMpe , come racconta Ghriftoforo Landino, an imale auidoie vorace* il quale non flar mente fa predaapenajdeil'alttujVmancora^,

Dipinge/! guifa' dell'hidropico j perche , fiV l fet per Io berej ml'accrefce^ co$l'auariua.tantocrefc&

come quello non ammorza mai

nglw-

Della nouiffima Iconologia haomo quanto ere/cono i tefori,per ditte robba d'altri,perchela propria dia intfera,'o Horatio nell'Ode z.Iib.i. per.le fi dipinge il rofpo,nelfa delira mano il

7
,

nell

Crefcit indulgensfibi dirus hydropt jNccfitimpelit > nifi caufa morbi Eugerit venis , aquofus albo

quale tutto , che habbia grandiflma copia della terra,dclla cjuale


fi

&

teme,

&

paice,nondimeno lmpre

fi

afliene da quella desiderandone lem

Corpore languor Et San Gregorio nelli Morali 14. cos dice__ anc'eglifopra di ci : Omnis auarus ex potu fittmmultiplicat quicum ea , qutappctit adepus fuerit j ad obtinenda alia amplius anhelat Et Seneca ancora : Auaro deeil , tam quodhaber, qimm quodnon habet La magrezza del lupo denota l'infatiabile
. .

prepi.
Confitte fecondariamente in acquiftare , per vie indirette pi di quello che li conuiene , non

hauendo riguardo non folo diligi

& incomalia_,

modi ( ancor che grandinimi fieno ) ma

propria vita,che per fi rapprefen ta mal veflita,icapigliata,& fcalza, onde il Petrarca nd

appettato deIl'auaro,& i'inconueniente tenacit della robba , che poflede . Onde Dante nel primo capitolo parldo dell'Infrno cos dice :

Sonetto 1 5 8.cos dille : Cerne lAuaro, che' n cercar te[oro Con diletto l 'afanno difacerba Vltimamente confitte in ritenere tenacemen
re le cofe fue,
fa ferrata

Et ha natura fi maluagia e ria ,


Che mai non empie la bramofa voglia Et dopo pasto hapifame che pria
.

& perci

fi

rapprefenta nella bor-

Auaritia,
dipinge da gli Antichi Tantalo in vn SI me coperto dall'acqua fino alla gola, al qual
fiu-

borfa ferrata, godendo pi nel guardare i danari , come cofa dipinta per diletto , che in adoperarli come vtile per neceffit molto propofito mi pare in quella occafione l'Epigramma di Monfignor Barberino Chie
Si fa

con

la

&

rico di Camera, hora meritiflmo Cardinale di nobilt ,vaIore,lpecchio, ornamento al fecoi noftro . Creato Pon tefice con nome di Vrbano Vili, mentre fi rillampaua quella opera alli 6.d'Agofto 1613.

&

&

fopra la tetta pende vn'albero carico di frutti, modo ch'egli non poffa arriuarecon le mani i frutti per fatiar la fame, ne al fiume per fmorzarfi la lte,fecondo il detto antiorario Tantalus labrisfitiens fugientia captat,
in

Flumina ;

con qnel che fegue, Umilmente Petronio Poe ta,come riferilce Pierio Valeriano nellib.j j.
nella parola pedes cosi dice

&

Vtparcas opibustibi, quid non parcisan vn-

quam
Augendicenfus terminus vnus erit t Define diuitiasfuluo cumulare metallo Tarn tibideeft,quod habes, quam quod habe-

Nec b'bit inter aquas> neepomapatentia carpit


.

Tantalus infelix quemfua votapremunt Diuitis hoc magnifacies erit omnia late .
.

reneqwsy
QuidtameobduraitotiesquidToticeiatlas? Non nifi quifrugi eftpojfidet vllus opes , Tu mihidiues eris , quinequo temporepartis Dittiti]* egeas Ponticefemper eges ?

Qui tenet ~~v~-

&

ficco concoquis orefamem

Auaritia

DOnna

vecchia veftita d'habito rotto, /tracciato in pi luochi,far magra, &c_5

Auaritia.

di color pallido , terr conia man delira vna_j tenaglia &ali'vna delle gambe hauer vn ferro limile quello de gli lchiaui,con la catena^*
in
lira

DOnna mal veflita* fcapigliata, &fcalza_* &con


nella delira

modo,che Io llralcini per terra,& con la finimano s'appoggia ad vna Arpia, laquale_j

mano terr vn rofpo

llia in atto di lanciarli

la finiftra

vna borfa ferrata

L'Auaritia

vno sfrenato appetito d'hauere,

di hauere

come dice S.Agolt.lib..j.<afe libero Arbitrio fhs. non cefla mai di coprire con grotto veloil vifo
alla ragione,

&con dilufata forza fpezza il fre-

Auaritia immoderata cupidigia, &fete_> , la quale genera nell'auaro crudelt inganno, difeorda, ingrati tudine,tradimento &1o toglie in tutto dalla Giuttitia , Carit, FeChride,Piet j da ogn'altra virt morale,

no della temperanza, & non hauendo riguardo


a virt alcuna, tranfmuta i cuori pierofi in cru-

&

&

ftiana-j.

deli^ fi fa

vniuerfa! guallatrice delle virt

Vecchia fi dipinge, perche non folo regn a_j pi I'Auaritia ne i vecchi : ma fi chiama madre
di tutte Iefceleratezze,e Claudiano nellibr* fecondo Stilicoms,di lei cos dice

Confitte l'Auaritia principalmente in tre cofe,priraa in desiderare pi del

conueneufle Ia~

At

Libro Primo
fira,che canto ne gli
(tracciato ne dimanimi auri pofl quella^, diabolica pelle, che quello che YAuaritia ruba, gli al tri , lo toglie anco fefierTa , onde nell'iilefTa abbondanza I'Auaro riinane pi pouero d'ogni mendico,percQ Horatio nel primo libro

yt

dandone flato, ne conditionedi quaifi voglia


Ilvefiimeuto rotto,

&

perfona. Glifi dipinge canto I'ArpiierTndo il ver ITmbolo deU*Auaritia,perciehe Arpia in greco,

del'Epif iole dice.

Scraper auarttt eget

volgarmente mona rapire l ferro , la catena alfa gamba nellaguifa ,; che habbiam detto r denota l'Auaritia eflr fehiauanonfolo della robba,ma ancora de' demoni;,come teftifica S. Paolo ad Ephef. capi fd

&

& pallida altro non dinota_ &ad Colof.cap.j.dicendo: Auaritia efl idolo-* che la continua, & infatiabil fame, perlaquale rumferuitHs*
L'efler magra,
gl'infelici inclinatiaH'Auari.tia

continuamente

lono tormentati-..

AVDACIA.,

la tenaglia, che. tiene con l delira marn* moflra, cheli come detto iflromento fringe , e
tira

Tempre se , cosi la peruerfa natura


!

dell'-

DO
O

n wa

veftita di roffo ,

& verde

hauri

la fronte torbida alando in atto di getta-

empio auaro, i quale non Iafeia mai occafone, che non facci il medefmo effetto non guar

re terra

vna gran colnna di marmo , fopra_^,


..

alla qualef poli vn'difcio

A V G V R

V O N G

Secondo l'opinione de Gentili -

J?to^

7*
'

Della nouiffima Iconologia

vi L'Audacia contraria alia timidit , to di cojoro , che poco confderano la difficultroppo delle Joro t d'alcune grandi attioni, forze prefumendofi > s'auuifano di recarle ageuoltnente fine Per figurata per vna gioitane, che tenti con le fuc forze di mandare terra vna ben fondata colonna.

&

&

Nella Medaglia cCAdnano}{<. tondo i Getili

AVGVRIO.
&

HVomo in piedi, che ri/guardi vn'vccello

.Jl

vellimento rofib,

& verde, lignifica Auda-

cia,come anco la fronte torbida, cos dice Arinotele de Eifonomiaal nono Capitolo

AVGVRIO BVONO
Secondo l'opinione
de' Gentili,

con vna mano tiene che vola per aria , il lituo auguriale , il quale era vna verga incuruata della quale ,-cos dice Gellio al e S. del lib. %.LituM efi virgabreuis, in pan e , qua robuiliorettincuruHs ,qua Augure* vtuntur . Etconeflbgli uguri fedenti defignauano tempij -gl'vccelli,di ci Cicerone fa nen rione nel lib. i de Diuinatione : Quidlituus ile ve* iter j quod clarifftmum eflinfigne auguratus,

VNma
&
li,che

Giouanetto , c'habbia ynaftella-in


del capo,in braccio tenga vn

ci-

Cign o fa vellico di verde colore , che fignifica Au-

gurio,perciche l'herbe,quando verdeggiano., promettono intona copia de' frurti Pierio Valeriano nel 44-libro dice, che quel-

fermauano, che la
sperit,

anticamente operauano gl'Auguri; conftella lmpre legno di pro-

& di felice fucceflb..


diffe Virgilio nel

*Bel

Cigno

primo

dell'E-

vnde i)obis eft traditus > nempe e Romulus religionesdirexit 3 tc cum Vrbemcondidit3 &c. L'vcceIlo,che vola per aria di nottc,come_> gl'Auguri l'offitio dell'augurato apprefl i ? Romanrriceuerno i nomi da i gefli degl'vccelk gefli nel volar conciofia cola, che dal canto, loro ofieruati hora in quella, e hora in quell'altra parte da coloro , che erano deputati cotal facerdotio,cranoiliti d'indouinare, cio quelli,che d pr^parauano ad alcuna cofa publica, itti, onero, che volefldi partireiiiora della drittamente alcun magiro effercirare bene-, arato^al quale cfl erano deputati,

&

&

&

neide

Ntfruftra Augurium "vani docnerepareies Aj}ice biijene s l&tantes agmine Cygnos Per a noi Chriiliani non lecito credere
alle

vanit degl'Auguri;;.

fanciulla alata di color incarnato giallo indelToj hauer in__? con -mano vna lucerna fatta all'antica acce/a , fi ara

VNAvn manto

AVR

R A

AVGVRIO CAT TI V O
Secando la mcdejima opinione
.

federe iopra il Pegafco cauallo alato,

scheda
( kfox.ofi

tomero in pi luoghicllac chiamata


v-iTro?) che vuol dire velata di giallo,

come

vcccbio,veftito del colorerie han no le foglie, quando l'albero da legno di feccarfi,in mano terr vna muftela, &,per l'aria dalla finifka banda vi far vna Cornacchia

V q.m o

nota EuilatioCornmentatore d'Homero nel z. Virgilio ne i fuoi Epigramlib. dell'Oifa ,

&

mi dice. Aurora Qceanum- croced^velamme fugem


li qui t
.

cattiuo Augurio fi (lima, che venga per la vicinanza di qualche fopraftante,come le foglie degl'alberi, che perdon'il colore, quando il tronco geritele
-

Il celor del vcflifx) dimoflra-,

che

il

Et ouiclio nel j lib. de arte amandi nota il 'oolortin carnato dicendo


.

NccCdiphalm rofcA proda pudenda Dea


-to

virt.
__

\.

l' Akiato, Quicquidagis mufiela tibi3fi occurratomitte: Signa mala hoc fon is besliaprauagerit. l medelmo fignifica la Cornacchia , per

Della muftela diffe

Etil medefimo Etiilatio nel luogo ibpraderdke,che ella va in fui cauallo Pegafeo perla \clocit cV perche l'Aurora molte amicale' Foetij& della gli fpiriti captici; iiigegnofi-j^
..

piaccuoli.

Aurora

di/Te Virgilio nella Bucolica.

Glouanetta alata per la


to,

locitxlcl fuo

mo

Sape finiifta cauapradix it ab ilice cornix


Sr porria ancora porre ih luogo di quella il Barbagian ne , quale fecondo Ouidio- vccello apportatore in ogni luogo di triitiilmo Au.

che folk) fparifee , di color incarnato

curio.

con manto giailo,nel braccio finiflro vn cellello pieno di vari; fiori , nella ileffa mano tiene vnafaccoicttaaccefa. con la delira fparge fiori,

&

&

AVT-

Libro Primo

y*
1

AVTTORITA', O POTEST

VN A
ariii-

Mr^roiui-che fedendo/opra vna no.,

bi idia

ila vefti ta

d'habito' ricco

fontuoio fregiato tutto di varie gioie digrande itima , con la delira ma.no alzata tenghi due_j chiaui eteuat j eoa la fniitra vnfcctio da__,

vna banda

vi fieno libri

& & dall'altra diuerie_>

Sirapprdenta Matrona , perche l'et matura ha in le propriamente Auttorit^onde Cicerone nel libro de SeneEute dice : dtpexauiem SencEtutises cuEhontas , poco dop fog-

&

dipinge fedendo , perche il federe pro/ i rincipi, Ma^ifh-anVperilqual ateo fx infeme quiete^ tranquilmoftra Auttorit, lit d'animo, perciche le oof,che ricercano grauitd>non fi deuono trattare, f non con matura fefione , cos auuiene ne' Giudici ,i quali hauendo PoteiK , Se Auttorit di decidere, afo!uere,c-condennare,ci non poffono Jegitrma mente effluire per iehtensajfenon fedono come dice la legge i., in honorum quis ordo in
Si

prio de

&

f
,

giunge; Habet femEtu; honorem pr&fcrtim tamam auioritatem j *vt eaplurisfie j quam

bon.poff.firu, Si veite d'habito porapofo, erifplendente_j 5


.

omnes vo!upt*ires,lk ci principalmente per la pruder; 2a,& molto fa perebbe in effa fi ritroua
Giob, al cap. 1 1 Jn miti quis eli {apientia, et in multo tempore pru^e#?/tfondeauuieneche :adfarsndum imenes , ad intyerandum fenes fa ^t accomodai 3
cicdo la Sacra Seri ttuta in

perche tale ehi ha Poteil fopra gl'altri nel confpetto de gl'huomini , oltre che le ve/ri , e pietre pretiofe per f dimoftrano Auttorit , honore in chi le porta

&

le chiaui denotano
jipiricuale j,

i'Autcorit

Poteft

come beniilino lo dimoir Chrifto

come dice Piut.in

Voi.

iNoftro Signore,& Redentor^qundo per mezi zo d'dih lieck quella /iprema Auttorit Sara
36

Pietro

74
*

Della nouiflima Iconologia


Si fa in habito corto, per moftrare Ta poca pretensone nelle cole del mondo,perche la vene lunga/empre ha moftrato dignit, fupre-

dkendoiEttibidabo Ciana Regni Ce,jYHm quodcumque ligauerisfitper terram trttligatum, &in Coelis^&quodcumqnefUin Coelts mrisfuper terram, eritfolmum ,
*ietro

&

&
,

mincn za agl'altri,

& perci

&

Romaninon vo-

JMatth.cap. 1 6. Tiene dette chiaui nella delira

perche la Potefl fpiritualc la principale , pi nobile di tutte l'altre ,quanto pi nobilel'anima del corpo.; non alcuno , che non Za fuddito a. quella del Sommo Pontefice Vicario diChriitoin terrail quale: Dicitur habere pienitudi Kemporetttis>SccQndo.il Canoneal Oip.qtti/e

&

feiti q.. Tiene alzata la deflra con

le chiaui eleuarc alCielo,perdimoitrare, che: Omntspoteftas Deoef?:Sccondo l'ApoftoJo San Paolo Roma.

nicap.ij.Pergrammonifce,che:

Omnisani.

'

ma potestatibtsfuUimtQribusfiibdkafit

, Poteft temporalescome perle felFa cola noi libri , &: l'arme., che gliiono dalle ta tutti, parti (per far qucf'knagine pi vniuerialc), I'vn fgnifkato dimoftra i'Auttorit delle icrkture. di Dottori, l'altro dell'arni i> le quagli pongono alla ftniilra per il detto.di. Cicerone: ><&/?*

Lo Scetro nella /niilra^moitra l'Auttorit

&

leuano,che iloro Cittadini veiliftro d> lungo, finche queft'habito per l'et non potefleiar tefimonio della virilit dell'animo^ de peofcuf atti reggere la Rermblica. Et per cottl'bito cono fi viene a moftrare, che i poueri di fpirito tengono pococonto degl'honori,& det k grandezze mondane, le quali beneipeflo artrauerfandofalpenfcro,comeie velli lunghe fogliono intricarli fra le gambe, fono cagineche difficilmente l pu caminare dietro Cara fio,efrendocincce/ario e/Tere fpeditiflmi dalle cofe del mondo, perfeguirela via del Cielo. Si dice,anco volgarmente,cheyr honores anera. non altro che pefo li fen te dalle velli , che arri uano fino terra chi le porta lTveilitnento flracciato , &:la fa cera curuata-, mofranol'humilt , che propriamente iH definito perla pouert di ipirito,& grado pi:
baffo di quelioj
corte/ia
i

chedimandanohumanit>o{_>

Morali..

armatogdk.

EEATITVDINI
infegaatid
Prima

Rimirai! Cielo, per moftrare , che il' premia non faipetta fra gl'huomini,ma flo da Dio Creator Noflro,che ha le vie fite (come d'ce il Profeta J differenti dalle viedeg! huomini,Sr Ugello col motto fottolcritto dtS.
di quella virt

da

Chri'fto S.N..

.Agoftino lignifica

quelto.fleflb.-.

Beatitudine.. E' la Spirito


..
..

Pou erta d'i

Beatiti! di n e S eco n da

E"la Man&ietudiae*
Meati mke^^cjUDnam ipfpofldeunt?
tetra

Smripauperes fpiritu

San Marr.al?..

vna fanciulla d'habito corOjflracciato. con la feccia alquantocurua , & che riguarda il Ciclo con quello moire, Kegmm Cc-

SI

far

m
,

..

forum pauptrtare venale parole di H.-A goti ino.. Sifa fanciulla come diic/To .pi'dedito alla.
:

Importa d'efleremanfueco, hrrmana, ad altri nel bea* & ne glihoacfti feruiuj, confentirc

&

&

KJ%ione,& pi alieno

dall'alterezza dell'ani-

mo , che non

anco quello de gl'huomini, pi inclinato a dar ie.de alia. dottrina della virt inlegnaiacifda N. S..&: poco, creduta da quel

&

FAncilla., che terga fra le braccia in atcod manfueto Aaccarezzare v.n picciolo, gnellojco'l morto canato. dal Salmo: Aianf.-.e-

&

kc he fidandoli nella fapienza inondana,non_>oglioco ammettere per virt quelle-., che non kriuanein qualche modo , almeno dalle quatto morali ( intefe, &r con oleiure ancora da' Filefofij. propriet feinicile piegare ancora alfe coTcche \ engono dette da altri,Sc che portano lece l*humi!td>&' compaflione lenza molto apfaiato.diiii!ogiiiui

tik&redi!<.:bimtterram Per la mede/ima ragione detta difopra; quefla figura


fi

far fanciulla ancor'clla

L'AgacHo fignifica purit r ic-mpficit,8o> manibemdine , i:on .'olamenre nelieprofan __


lettere Fgittie
l'igione
:

ma ancora nel'c

lacre de! hi

Rc~

hriftiana,c\' gl'Auguri gentili

adope-

Bauano l'Agnello ne' lro facriiki; db.'o per r iaCCuO-

mahfueto animo euolezM del lo puro , Ancora San Giouan Battilla,lngolar teftimo:niode'fectetiCelfti^ermanifeikre-fotto-iem plice velame la manfuetudine di Chriilo Si-

&

Libro primo

75
Beatitudine (Quarta

gnor Noftro, ditte lui efler vri' Agnello , che placc inoijcon il proprio fanguefacrificatOil'ira-*

E la atne,&la fete<della Giulti tia.


"Beati qui tfuriunt , &fitwnt IuHitiam
.

Dio. Et il motto dichiara , che il premio di quefta virt far d'hereditarela terra , non quella, che faftidij, viuaado habbiamo con trauagU , ma quelladi promiffiane,doue far perpetua^
fi

&

quiete?-

CioVche fono rna>l to deiiderofi del viuere virtuale*, deLben oprare, di mini^itrare Giuftitia ciafeuno, facendo operacene gli empij fianopunici , eualtaa

&

&

i buoni

..

Beatitudine Terza.
E'
il

Pianto.

far donzella j che tenga vn paio dibilanSIcie>& vgualmente pefando,vi la vn diano-

IBeatiqu lugent , quoniam ipficon-

folabnntur

Importa piangere

quelli del prodi rao,

peccaci proprij > con le nolre >

&

&iororniferie.

FAn te,&

Giulia inginocchioni ,

con le mani giun-

clic largamente pianga, il

motto dice

cos '.Prxfenslutus, Utitiamgentrat femptertiamjki. tolto da S. AgollinoIlpianto,come qui "pigliai il difpiaceri_j, che per la carit fi pu pigliar da ciafeuno s del
le ine,

come dell'amii colpe , & danni ancora


d'vna fanciulla , quali

JEt e/Tendo lo flato

meno

lo in atto di volerle prendere ,& elfa cmi .vna fpada^che tiene nell'ai tramano Io feaceijitmot tofar: Efnreites implewt .bvnis-3jpvcQk di Maria Vergine nella fua Canzone La Giulutia vna collante, &perpeiua volont di rendere ciafeuno quello ,xh gli fi deue Per app amen e quefta Beatitudine.^* tanto laietedella Giullitia legale,che bene @tridentiilmo: che abbraccia tutti gl'alcrkbeni: quanto il de'lderio di vedere elfeguito quello , che s'afpetta da legnimi Tribunali ->& cos l'infegna Noflro Signore, per virt degna del^g. Beatitudine eterna, Le bilancie notano per felkfle metafricamente la Giullitia, perche , come elle aggiuttano le cofe^graui, &materiali,cos effa che virt,aggiufta i beni dell'animo,&pone regola al;

&

colpeuok,che polla efere,non dubbio;che__j facilmente fard conolciuto per legno di quel .che farebbe neeeflario dire chi con parole
il concetto di quella Beatitudine , nella quale co*l motto lmanifeila , che il !>remo di quella forte di pianto, far vna perpetua allegrezza nell'altra vita Lo Ilare inginocchioni, con le mani giunTe,mo(lra,che quello pianto^ quello dolore__> -vuol efierc mollo da cagione pia,e religiofa,acciche li nolfa dire atto di vera virt,non come il pianto di Heraclito,il quale nacque dall'am;bidone,& dal-delderio di parer il pi fapiente,

l'atnoni
la

delPhuomo

Isella donzella

l mietanole qualit di quelGiulKtia , della quale l deue hauerfame , Ite

volefTe efprimere

fete

&

&

E t l fa giouane,per moltrare,che n on fi daie molto tardare, ma metterla in eflcutione, oue, &comebifogna.. Hdiauolo l figura per il vitio -dieci (limola continuamente perfarci torcere dalla via della giullitia jma facilmente l fcaccia con la taglien refpada del Ze'o di Dio , il premio di quelli* fecondo che ciefprimeil motto, telTerefatiati di cibi che fono molto migliori doUt viuands

&

ii

pi merituk di tuttigl'altri

di quella vita*

..

BEA-

7$

Della nouiffima Iconologia

V D

Beatitudine Quinta-..
cio hauerr E' la mondezza i cuore , dalle. paloni-, libero-dalie cuore afTemoni difordinate.
il'

ghi della Sacra Scrittura


:

Il

premio della_-

mondezza .deTcuorc far federe Dio inuifb ile a gii occhi corporali Ai quali quando fono Ben purgati vedono iol gl'accidenti infibiii,
oue
quelli della rnentcs'abbailtfOjComc nel*
fflo tfo

&

s'accenna.

Beati mundo curde r quoniam

ipfi-

Deum-

Beati tu dine ScCxcu ~


E' la Mifcricordia ..

videbunt

VNa

Dnna , che fparga lagrime di piantovi fopra vn cuore,che tiene in mano.

Beati Mifricordes .

del cuore fu prefada Crinito: monNoilro Signor per 'l'innocenza , la qualee cuore,quan efTcrnel dice n Sz dell'anima, dezza ouero do e/To non occupato da mali penfietf , fi moflra ; cheda affetti contrari; alla vir. ; cftetiore non pofl. intendere della mondezza medicina con le lagrime, le quali fono laver ha per-moltj luedeli' vi cere deli'anima.come fi

la mondezza

Cio quelli

che hanno compaffone-

alle miferie de' proflTmi,

&poten-

&

do

le

folleuano.-

Ontfa che fpczzando vn pane , ne porge vna parte pervno due-j rre pnttini, che

Parte Prima.!
.HtiMlidtmnifubpotentnumu Deijvt exal
tet vos in tempore vifitatimis,. Si dipinge con l'Agnellino trafitto dalla fpa<Ia per denotarci l'innocente, &ptiente mansuetudine, che per fi dice Beati mites. dkndo
difle
il

che chi vuole eflre beato, deue far poco conto de danni riccuuti ne i beni di rortuna,honore.,e

lama del mondo , che quello accennaua.Dauid nel Salmo s.Bcatimites quoniam ipfi h<tredi~
tabuntterxm.
con gl'occhi Iagrimanti, S<_? piangenti per dinotare la mitezza meilitia
Si rapprefenta

Profeta Lauamini, mundi efote Getta fuoco, e fiamma,perche fi come il fuoco purga, e monda l'oro, cosi la diuina gratta i! cotrito cuore,e come l'acqua pulifee il vafo,cos le lagrime l'anima dallecolpe mortali , onde il Salmo dice u4jj>erges me Domine hyjfop0,& mundabon lauabis me,&fuperniuem>&c.Kt con l'antecedente . Cor mundum erea in me

&

19

Deus.
Vi fi rapprefentano i due fanciullini piedi a 'quali vien diiufo vn pane, per denotare la_j, mifericordia , perche Beati mifericordes 3 0'c* Elfendoche quello far beato , che con piet fouuenir alle neceflt di perfone miferabiU Con le fue foftan2e,come infegnaEfaia a 18.
;

dice nel Vangelo. Beati qui tagent quoniam ipfi confolabuntur per dirci, che quelli fi beatificheranno , chepiangendo il tempo male Ipefji doni di Dio naturali, e gratuiti, li frutti delle virt morali lafTati, la mal panata vita,e peccati commefl,mediante per il perfetto dolore detto con triduo, parte neceffarla dipenitenza , fecondo vuole la commune carholica Scuola . Pcenitemia efipr&terita-*
ip-irituale,perche
fi
.

Frange efurientipanem tuum


Si

dipinge con i rami dell'Olmo per

lignifi-

mdapiangere,

& piangendo, iterum non com-

mutare .
Si dipinge ancora con gl'occhi lagriman ti, e piangenti perche ci debba farfi per compaffionecji Chriflo Noilro patiente compatendo al doiorc,paflione,& atroce tnorte di liiiyche_> cos ci infgna Hieremia al ^.parlando del'vnigenito di Dio con tali parole Lulum vnige.

feren i t del cuore care la paee,tranquillit , onde per dice. Beati pacifici &c. Ter 'dire*, chepereflere beatoli deuono hauerele tre paci, e tranquillit fpirituali , cio fiipernacon_> Diojintema con la confeienza, &eflernacon il proflmo,che quello fecondo nel iib.3. dellafapienza ci viene infegnato Fax, el elie Dei ; Si dipinge con molti fanciif ini , off eli , \Hi-

&

&

pefijVcci/^Vmal trattati,per denota rel pericutioni inginfl de' tirannide peruerfi nomi ini-

nittfactibiplanlumamarum. Si rapprefenta con H volto eftenuato. e macilente per deno tare il bifogno,e nece/fit fpirituale negataci tal volta da peruerfi huomini,ondcper fi dice. Beati qui efuriunt , et fitiunt tufttiam Per <iarci ad in tendere,che chi vuol eflre beatocene fempre cercare quello che <"VtiJe,e neceflaanco hauer fete,cio animo rio alla fallite, pronto di rendere ciafeuno quello che tenuto .
.

mici , &per ii dice Beati qui perfecutioner patiuntur propter iufti; iam: &c. Ci n lignifica , che chi vuole efiere beato debba renderli per atto eli patienza impotente^ deboJe,al/a__> vendetta ancorch vendicar fi potefle , pronto al rimettere ogni lefione,& offefa,penfando che Iapcrfecutioneferue buQni.perefiecutionedi virt , che per diflil Sig. Iddio in quella con'

&

ficit partitili

tentione fri fuoi Apoftoli. Nifi efficiamini non intrabitis in Regnum Ccc->

Si rapprefenta co'l cuore humano che getta fuoco, e fiamma , e che raccoglie le proprie lagrime per denotarci il cuor mondo , che per Beati mundo corde Per dirci che chi vuole in Cielo beatificato vedere Iddio, deue hauerc il cuore mondo , e lontano da ogni maligna paffione,epruerfo affetto mondano, che di quello
.

lorum. Le due Palme incrociate giunte,& annodate da vna corona tefiiita di Gigli, Mirti,e Rofe_* 3 fopra.il capo per imprefa , lignificano le tre virt Teologiche, rome Fede 3Speranz,& Carit,
Fede per ii Gigliola Speranza perii Mirto,$> Rofa per h Carit , fenza lequali virt nifluno potr gimai beatificarli, quello baiti per hora intorno tal materia.
la

la

&

BEL-

te

bellezza;

Della nouiflima Iconologia

DO
s

n a che riabbia afeofa l. teflafr le nuuole,& il rei to fia poco vifbile, per lo fplendore., che lcirconda, porga ~\>namano fuor dello fplendore, con la quale terr vn giglio/porgendo con l'altra mano vna palla

San G iacomo nell'Epiflol Canonica, cos noi guardandola Bellezza nelle coiemorrali,non_ molto potiamo alzarli vedere quella pura, e
femplice chiarczza,dalla quale tutte le chiarezze hanno origine., come difl Dante nel 15. del Paradifo. Ci che non muore , et ci che pu morire Non ef non splendor di quella idea, he.uart orifie amandoli nottro Sire. Si'dipirtger dunque nella fudetta maniera 5 lignificando" perla mano, che / ftende col Giglio la Bellezza delineamenti , de' colori del corpo feminile, nella quale pare, che fa riporta gran parte di quella piccola mi Aura di Bellezza che participata goduta in terra,come abbiamo gi detto di fopra

So

>n compano

Si dipingeva Bellezza

coniatela afeofa

fra

le nuuole, perche non cofa,de!Ia quale

pi dif ficilmentertpoffaparlare con mortai lingua,& che meno fi porta conofeerecon l'intelletto huroano, quanto la Bellezza,la quale,nelle cofe non altro , ( metaforicamente parlando) che vn fplendore, che deriiia dalla luce delcreate,
la faccia di

&

Dio , come diffinifeono i Platonici


.,

c/Tendo la prima Bellezza vna cofa con erto laquale poi communicandof in qualche modo l'Idea per benignit di lui allefue creature, cagione, che erte in tendano in qualche parte ia^ bellezza: ma come quellbche guardano f flefl
nello fpecchio/ubito fi fcordaio,

&

come ditfe_

Nell'altra mano tona la palla col comparto , perdimoltrareche ogni Bellezza conrtflein_ mifure,& proportioni,Ie quali s'aggiurtano col tempo, col luogo. U luogo determina Ia_^

&

BeZicz-

Lbito
Bellezza nella dipofitione delie Prouincie,deIle itt,de Tempij,ddle Piazze, deU*Huomo, di tutte le col ioggette all'occhio, come colo ben dittimi, &conproportionata quantit, con altre cole limili, col tempo fi deHiiura,

Primo
quali inienfibilejaquarepoi crefee
terli

poco pa co>& penetrando molto dentro, difficile pocauare,& ci dimoftra>che cominciando al-

&

&

'

cunoad amare la Bellezza delle donne, non fubito proua la ferita mortale ,m poco poco
crefeendo la piaga,fente alla fiacche per allentar d'arco non fana . I Lo fpecchio dimoftra enere la Bellezza fe minile medefimamentc vno lpecchio,nel quale

terminano l'armonie,i fuoni,Ie vocU'orationi *


gli abbattimenti,

& altrecofe, le quali con mi.,

iura aggrottandoli, dilettano, &lono meritamente chiamate belle* Eccomeil Giglio per l'acutezza dell'odore-

muoueilenfo, &defta gli fpiriti, cos medefdella gl'animi marciente la Bellezza muoue , ad amare,& defideraredi godere, (per dar perfettione f fteffo) la cofa, che fi conofeeper la moItaleUezza degna di confideratione, di' prezzo,- fopra di che vn nobile, e gentiliffimo

&

vedendociafeuno fefclToin migliorperfettio* ne per l'amor della ipecies'incita ad amarli in quella cofa, oue li veduto pili perfetto , poi

&

dcfiderarfi,& fruirli.

H Drago moftra

&

che non da fidarli , oue

Bellezza, perche vi veleno dipalfione,& di gelofia.

fpirito fece il prefente Sonetto JEluce la belt, che dal primiero^ Splendor nafeendo in mille rai fiparte* fedefa mentregli vibra, eparte Vi quel che in Cielo Splende eterno vero . Varia colorfpuente, hor bianco, hornero luce in una mn, che in altra parte JVe dotta mano di ritrarla in carte Speri : fi vince ogni, opra, ogni penfterol

E ignuda perche non vuol elTer coperta dili* fcio,come anco fi pu dir che fia frale, cadu*
ca ,

& perci vi

&

li

pongono i Iiguftri nella ghir-

landa, conforme al detto di Virgilio nell'Egloga feconda *

Oformofepuernimiumne crede colorii


jlba ligufira cadunt,vacinia nigra legutur'r Et Ovidio de arte amandi..

Forma bonumfragile efi, quantum^ accedi


adannos Fii minor, fiatiocarpiturillafuo.

Quegli chsl nottro, e l'altro Poh erejfe ^^^uafitempij lui/acri, oue il profonda Saper s'adopri, e la potenzia, e il zelo .

Vna fciniiUafpl moftronne al mondo

t riget,ami'Jfa$ina3 relitaRofa.

Necfemper viola, necfemper lili afiorenfi

&

E di e io, eh' egli imaginando esprejfe


Notefuron le nelle, e cartail Cielo

-BELLEZZA F MINILE.
'

BENEVOLENZA

AFFETTIONEV

O n n a ignuda, con '"vna ghirlanda di Gigli & Liguftri in tefta in vna mano
,

DO
con
lire

haur vn dardo3 neI'altravnfpecchio, porgendolo in fuori fenza ipecchiarfi dentro, federa fopra vn drago molto feroce I Gigli fono l'antico geroglifico della Bellezza , come racconta Pieno Valeriane forf periche il Gigliotra gl'altri fiori , ha quelle tre nobili qualit , che riconobbe vna gentildonna^
fiorentina nella ftatua fatta

n n a d'et virile, far alata, vellica di colore verde, Terr con ambe le mani bella gratia vna- Gallinaccia , &alli piedi

&

per terra vi far vn Ramarro,o Ragano, cne_* dir vogliamo , che nell'vno, nell'altro nome fi dice,con la .teltaalta, cheftia in atto di fa-

&

&

pervn delle gambe di detta figura la Beneuolenza , o Anemone , fimile aliai aU'amicitia,m per non amicitia,perciche

da

fcultore

poco

pratico,perche effendo ella dimandata quel che giudicane di tal ftatua, ella con grandiflma^ accortezza difl feoprendo le Bellezze d'vna^ donna compita, la goftezza tacitamente di queli'opera,che era bianca,morbida,&foda^, per efrquefte.qualit del marmo fteffo necef-

&

fariflme in vna donna bella , comcracconta_j Giorgio Vafari,& quelle tre qualit ha particolarmente ti gl'altri fiori il Giglio II Dardo facendo la piaga, nel principi

la Beneuolenza per certa inclinatione che fi genera in nqi.qufi in vn momento fa che fi affettionamo in vn tratto pi vn'huomo,ch'aIl'altro di due, quali vediamo combattere in vn fteccato , ouero vedergli giocare fenza hauergli prima conofeiuti, U che non anuien e nell'amicitia,la quale non pu,n deue enere afeol Sirapprefcnta d'et virile perciche la Bene uolenza non deue effere come quella ddli gip uani,m con itabi!it,& coftanza

De BenemkntiaaHtem > quamquque ha*beat

Della

flQttiffima

Iconologia

BENEVOLENZA

O AFFETTIONE.

beat erganosiprimujn Mud efln offitio,vtplu~

quo plurmum dirigiimtr>fedbeneuolentiam non xdolefcentulorum more ^ar dor quodam am.oris,fedftabilitat(Ls conjlantia iudi.cemtti Cicerone pripotint , llo d'oflfcii Si fa alata 3 e/Tendo che la Beneuolenza in v-

rtmum tribuamusi a

&

Itela Gallinaccia ne fa fede Picrio Valer, nel Iib. i^.de geroglifici, dicendo cheper la .Gallinaccia s'intende vn huomo beneuole , amoreuole, perci fi trouato che niun altro ve cello ha "ver/ol'huomo maggior Beneuolenza in quello a lui ci rimettiamo come huomo di

&

&

molta intelligenza.
Il Ragano fi sa per publica voce,&fama che queftoanimale beneuole all'huomo , manifesto che lo difende dall'infidie de ferpi, s'auuiene che dorma alla campagna La dimo/lratione di afcendereperla^amb per Calice , approflmarfi alla pi nobi parte della figura, per mo/tarc quello che dice il Fi* lofofo nel 9. dell'Etica che la Beneuolenza di

n'iftante,& fen2a altra consuetudine nafce^^O ha il iuo principio in noi

&

Siveftedicolor verde perciche la Beneuolenza per fua natura da fegno d'allegrezza, &c_9 ridente, perci fi dimoftra con viio allegro, tutto all'oppofito dell'odio, &dell'inuidia ambi fiioi contrari; . Tiene con ambe le mani^con bella gratia la Gallinaccia,& per terr il Ragar.o nella guifa cii'habbiamo detto, per eflfcre 1'vno , l'altro animale , fimbolo della Beneuo-

&

&

ungo tra due,diuiene finalmente <~\iul

&

veraA*

perfetta amicitia.

lenza per loro occulto inilinco dalla Natura-*,

&ENE-

BENEVOLENZA, ET VNI ONE


Matrimonialo.

DelSgwr

GioiiAnni

-ZarAiM Castellini*

\m

1*9!

M
di vite intrecciata, con vn ramo d'oliuo in mano,verfo ilfeno vft'Alcione augello mari,

DONNA che

tenga intera vna corona

la Eeneuolenza diqneftiipo/ difl

.timo.

Ogn vnosquaritolaviteamiroImo>&

JVec melim tenerisiunguntur vitibm vtmis* a fi fatti penfieri pens il Tafl quando difle..

foJmolavire,Ouidio. Vlmmamat viies , vitisnondeferh vlmos. Per tale amorofa Benevolenza ,& vniorel Olmo fi chiama marito della \kc , vedoua fi chiamala vite quando non appoggiata i l'Olmo, Catullo ne gli effametri imperiali Vt vidue. in nudo vitis qua nafcitur aru

&

JSIumqmmfe extcllit

..

pi baffo poi dice .At fifne eadem efi vlmo coniuntla marito , Et MartiaJe nel a .libro nelle nozze di Pudeniioj& Claudiayvoleudo moftrarel'Vnione^So

Jimafo ancora Gli arbori3 vederpuoi con quanto affette * Et con quanti iterati abbracciamenti ? La vite s 'auuificchia al fuo marito . Cio l'Olmo ,fe bene fi potrebbe anco intendere j, al pioppo, al fragno arbori tutti amici alla \ ite come dice Coiumella b. XVI. Fitem maxime pcpulmalie : deinde vlmm^ deinde fraxinm Et di quelli arbori v ohe intendere Toratia nel 4- lib. Ode f chiama-i vedoui/nza Ia_j*
.

vite.

Et vi tem i--. u.r

neh adarbores >

$4
Et nelle Iodi

I>ella nolffima Iconologia


della "Vita ruflica

con

cfl li

grande con Euriila ,fa che gli diczl


efit tra noi

manta

Adulta vitium Propagine


Aitai maritat Pepulos.

Mentre fummofanciulli
Sifuifcerato affett

Da qaefti Poeti latini


il

leggiadramente prefe

Che trafigli di Lxda , bor e hiare ldia

Bembo il fno concetto maffimamente da Catullo per eflrtare le dame ad amare


Ciafcuna Vite.

E tra Cetce

Non sof7offe tale

&

lafida Alcione

EJfagiace , e'igiardin non f n'adorna (gi; JSJeilfrutto fuo, nell'ombrefon gradite . JMk quando a l'Olmo,o al Pioppo alta s'appogCrefcefecmdaper Sole, e perpioggia One alami Tefli pi moderni leggono. JM quando l'Olmo antico alta s'appoggia. _ Et di quell'Olmo ci forno voltiti iruirenoi lattando gl'altri per enere pi frequente in bocper non confondere con pi dica de Poeti , uerfi rami la corona, che pi gentile comparir femplicemente la vite auuiticchiatacon l'Olmo iiio marito,per (imbolo della Beneuolenza 5 Vnione Matrimoniale L'Alcione che tiene in mano vn'aueello poco pi grande d'vn paflro3cjuaf tutto cu color ceruleo,fe non che n mefticate alcune penne porporine, bianche,h il collo Tortile, lungo, va fuolazzando, &ftridendo intorno al lito del mare , con voce lamentevole , oue anco vicoua fette giorni , i quali per fa il fuo nido, eflre felici,chiamanfi Alcyoni] dies^ perche in
.

Sempre et ftaua meeo3 etiocon lei > Si che rado 9 non mai ci vide il Sole

L'vn dal'altro disgiunto

Am tanto quella Alcione

il

Hio marit#, che

in vn turbulcnto naufragio era morto, fi come auuennt-, buttofl dal dolore in mare , onde i Poeti fingono,che fuffe trasformata in tale Augello del lo

hauendo infogno veduto ch'ali

nome,& che f ne voJafl ibpra il morto cadaue


ro;del marito,che era portato da l'onde marine,

&

& per fanne che quefto Augello


Deh perche non fon
io
,

fi

vaila tutta

via lamentandone! lito del mare , come tra gli altri Bernardino Rota nell'Egloga XIII.

&

come colei

Che vide in fanno ,& poi trott loftofo Sommerfoinmare , tirperfattor de' Dei

Hor piange augello

ilfuofiato

dogliofo~

So

E nell'otaaua feguente
Quanto t'inutdia ben coppiafelice cui$0fi, et augelli vn letto, vnnid Comunfhfempre, a cuicantando lice

&

U onda quetar, quandopi batte


&

ti lido

tal

tempo il mare (la tutto

tranquillo,

come di-

ce Plinio Kb. io. cap.32. Srlfidorolib. ii. Se il Sannazaro cosi cant nell'Egloga quinta

Etil Petrarca anch'egli cant della BenenoVnione di quelli [dici conirti nelle lenza ,

Cantere , vento s
3

& Hakyonis mdum mihi Dkitur & fmaipelagimulcer procella*


-e,

pellere

con do Trionfo d' A more Quei due chefece Amor compagni eterni

Far

Forfitan hie noftrosfedabitpecloris afius quefto h'ebbe mira l'Vngaro nella prima Scena dd quarto atto d'Alceo., fuperflua in ve-, ro, ma gratiofa, limile alla decima Egloga del

Rota Turbato e'I mar damor maforfi vn giorno Ter mefaranno l'Alcione il nido cio ipero vn giorno d'hauere in amore tran.Bernardin Rota pi chiaraquillo fiato mente. Soaue v dir gli augei > che per la riua Cantar piangendo (efi fon anco amici ) mentre al tempo rio LorficU amori Frendonful nido, mfiebil voce, tir viua Acque uva 1 0,1 da , e fanno i liti aprici
,

&

i lor nidi pifoaui verni Alcione , cr Ceke , in riua al mare Con molto giudcio Ouidio nel lib. decimo ddk Metaraorfofi ha trasformato detta moglie amante del fuo marito in Alcione;, perche veramente quefto augello di fua natura porta al fuo marito tanta Beneuolenza.che non per ilpa tio di tempo,ma tempre cerca di ilare vnita col marito,non per Jafciuia,m per amica Beneuoenza,che tener deuc la moglie verl il marito n mai altri riceue, anzi f per "vecchiezza, e-

g i diuenta fiacco, tardo lgui tarla nel vola!

&

Chiamali anco Alcione

la

moglie di

Ceke

Re di Tracia
te
il

Jaquale

am

cordiali Almamen-

fopra di f, lo nutrisce, mai Io abandona , mai Io lafl folo , ma poftofelo lu gl'homeri , lo porta , lo gouerna , fla feco vnita per fino alla morte , fi come riferifee Plutarco , Defolertia Animaltttm.ln cotal guifi parlando dell'Alcione, Vbi autem fenellus marem imbeeillum , adfellandum tardum reddtre,ella lopiglia

&

&

fuo marito, onde l'VY.garo volendo ino-

ltrare in

Alceo <~vna Beneuolenza ,

& vnione

eum fufcipkns geftat, atque nutrtt , mmquam definwns , numquam folum rclindit
,

ipfa

quenss

Libro Primo.
quexs >fediti humerosflatum vfqtte quaque fortat ,atque fouet *eique ad monem vfque \ adefi Pnganfi ad imitare li conforti l'amabile nailieno tra di loro vniti con tura dell'Alcione, amore, Beneuolenza , tenghino in due-corpi
..

8:5

Coniugi Karijfm

Et pienti[fimo

De f benemerenti Cum quo vixit ann


xv. A4,enf vi. Dulciter fine Querella
.

&

&

trasformi nell'contento della_j altro ,gioiica,&refri lieto, compagnia datagli da Diortal effetto, vnio

vn'aniraoi .&..vn.volere, l'vno

&

&

T-

Lesbiano

Flauio. AVG.lib.Chryfogono Adiutor Tabularior


.

ne,

s'ei prime

in quel noftro Sonetto acroilicho

Rariqn. tiereditat.-

fatto ndlenozzcdel Sig;Gio.Battii la Garzoni, della liu nobili/lima Spofa.il cui pregiato no

&

mend'eapo de ver/I per ordine fi pone In qualpari e del Cieloy in qual idea
Scoift

CajfiN. comux. Flauia. Nice. coniux. cum quo Vixit ann. xlv.fine. vlla offenfa

D1S.
.

MANIBPS..
,

Natura fi leggiadra forma 3

> e norma? Beata alpar d' gmfuprema Dea Ella co'lfuojplendor rallegra,& bea

Anima di vinate esempio

LufiA Glaphyr Vixit Anms xxxiix. Ti. ClaudJHS.fauH'Hi Coniugi, optimas &bene
.

U aftringe-fignirfollafua bell'orma %
GARZO N inumo
Amando lei nouacelesie
Afirea.
efaggio

Lofyifofvo diletto

in Je'Lt rat

forma

Defi merita, cum qua


Vixit Ann. xiix. menfe Diebptsxxiiij.fine vlla
Querella fecit; et /ibi*
.

Icifimlt

Lefaprefritto dall' Empireo Coro y


Indi verrrper voi l'et, de l'Oro

Onde ben lieta vco'l cor giocondo v Romaptr voigi gode eterna Aprile >-

DIS MAN. CA1PVRNU H O M E


S.

RARA prole ad'

:> M.

L.
L.

abbellire il mondo -

Et cer tocche niuria maggior felicit pu effeBeneuo.'en-re tra dionforti chel'Vnion)

&

za: degno d'effereimpreffo nella mente d'ogni pcnona legata in nodo Matrimoniale,il precet-

CON. SV^ sanctiss.. CVM. QVA. V. A. XXV. SLNE GFFEN. F. ET SIBI.


Simile modo di dire vfa. Plinio fecondoacl feriuendo Geminio . Grane vulnus' Macrinm nofter accepit,amifit vxorem ,finlib. 8.

M.

CAtPVRNlVS; PARIS

JE

Ama

to di Fcciide Poeta Greco tttam contugem , quidenimfuawus > CT

prAttantim.

Quamcutn Adariktm
fmeSlam

dilgit

Vxor vfque ad

gularis exempli , etiamfi olim fuiffet. Vixit cum httc triginta nouemannisfineiurgio ,fine
offnfa.Et"nella infcrittione di

Lucio Siluio Pa-

Et M.arituifuam Vxonm-mque Inter eas incidi} contentici.

terno l kggcSine vlla animi Upra.Et in quel la di Ginlio, Marciano. Sine vlla animi Ufbne..

Cio ama h tua moglie , che cofa pu efire pi foaue& pi conueneuolcche quandola_* moglie ama ilmaritoper fino alla vecchiezza,
Sr il marito la ma moglie,n tra loro c'interuie ne rifla,& conteia alcuna . Quindi che li Romaniantkhi hanno lalfato molte memorie, di

Auanza
.

tutti

Caio Billiend marito di Geminia

Cauma Qui vixerunt vna ann continua.


LIl. fine lite moitta. Vn'ltra infcrittione^ ponere vogliamo trouata poco tempo fa nella prima vigna fuor di porta latina man dritta r
, che sa d'eflre imiidiato , per tre cagioni , vna perche mentre viflc

nella quale dice al lettore


flette

Matrimonio vni tara ente con Beneuolenza fenza contratto , de quali noi neponeremo per eflmpio quattro Stampate^ dallo Smetio due verfoil marito, e due-altre ver fola moglie^.
quelli cheiono-viffiin
~

fempre fano ; la feconda perche hebbe^?

commodamente da viuere,la terza perche heb bevn a moglie lui amoreuoliflma

O^tOIlIO,
jD. funi o primigenio

QJi.

CONDITO
SCIO TE INVIBERE* QVI LEGIS
TI TV

Qui vix.ann. xxxv.


imita fallai .fch

Della troni/lima Iconologia %6 Hora f da gentili Rato fatto conto di viTITVLVM MEVM DVM VIXI uerc fenza querela, fnza offefa, & lefone alcuVALVI. ET HABVI BENE QVET na tra Moglie, & Marito ma con reciproco ,&
,

VIVEREM. ET CONIVGEM
HABVI
MIHI. AMANTISSIMA.

fcambieuoleamore > tanto pi da Cnriiliani fi deut proairare di viuere nel Sacro Matrimonio in Santa Pace con vnione, Beneuolenza , ac-

&

ci meritino poi d'eilere vniti nell'altra vita in fempitcrnagloria

o.

VN

giouane di /Ingoiar bellezza, con vifo

allegro ,.&j ridente , Sar nudo > ma per ad'arma collo habbia vn drappo di color tur-

cio,&' della mano vi fiano vn par d'ale,tcnendo con detta mano vna Catena d'oro con dimot

tratione di fame dono , E t per terra dalla par te


\ i

chino tutto rtellato, il quale cuopri le pam" pi fegre'c,fi vedr dal Cielo vn raggio il quale/ara
1

delira

lr vn'A-quiIa,la quale

hauendo fatto
gl'artigli

preda d'vna lepre qual tenghi fotto


.

rilplendere detta figura, Terr

braccio deliro alto, &<on la palma del'amano le tre grati e_* nella guifa,che fifogliono rapprefenrare , Cio vna ft con le fpalle verfo noi,& due ci guardail

hff cibare varij vccelli di rapina differti dalla

fua fpecie Gionane fi dipinge , perche non dee inuecchiar/ mai la memoria de i benefici j riceuuti , che cosi dice Seneca libro primo de* beneficij
.

no tenendo le mani intrecciate in


,

guifa di chi

balla, Star

con

il

braccio

finiflro in atto di
tei

ab-

bracciare altrui,

& che nella g iourara

brao

rapprefenta di /Ingoiar bellezza ,eflndo che il Beneficio pi d'ogn'altra col infinitaSi

mente

Libro
iRCMtepiace3 diletta acf ogn'vno ridente per* Sidmofira con vifo allegro , ciche tale fi ha da moftrare chi fe Beneficio altrui, onde fopra di ci Agotino deDiflnitioTCcosdic^enefittftm efthenenola aitio 3 tribuens, captansq^gmtdmm trtbuendo , id qtto agt , Cem'an co potiamo direche limile dinioflrationedeuefarech ricette detto Beneficio, v E ben vero,che il Beneficio non ,n pu eflre Benefici quandof benefica gente turpe;, fi<^ infame,&i opra di ci potrefTimo dire aflai, ma

&

&

caecremopernon fare arroflre chiunque fa beReficioque'li,i quali fono indegni di viuere


al

Sidimoflracheyna fifa con lefpalle verf> noi,&.dua ci guardino, perciche fi confider che nel ricambiare il bene attoei,habbiamo da eflerc pi liberali aliai, che quando famo noi i primi far beneficio alwrai ySi ea , qu<* menda accipimus3 maiort menfura reddmm>.qurd heneficioprouocatifacere debemus ? anmn imitari agro.if ertile x qui mulro plus adfermt, qpamaccepcrmtdke Cicerone i. de offe Stanno con le braccia intrecciate, guifa di chi balla per dimoftrare che l'ordine dei Beneficijil quale paffa d'vna manein vn'qjtta ritorna v tomamente ad vtile di colui che loiece^
prima
Il ilare con il braccio finifroin att>d abbracciare altrui, ne dinota la prontezza la buona difpofitionechih per oggetto di effercitare s nobil virt de beneficiare altrui L'ali che fono nella ginn urna del braccio, della mano , dimoflrano che chi fa iPBenefici con ogni prontezza deue efisre Veloce, pretto all'opera tioni .acci che fa molto pi grata lagratiad chi ricene il Beneficio Celeres gra-

mond,& ci riportamo quello che dice Foche in noflra lingua cos ri-

cilide Poeta Greco,

fiona ,

&

Mcliinmalum t)irum

benefitium Con/erre, e fi aefi in rnarifemines y Fafli ignudo perciche il Benefcio ha da effere non iol libero, e fciolto da ogni inganno , 33 lontano da quelli, cheftto fin rione d'effere liberali,

&

& di far benefici; altrui moltrano , pi fgn di vanagloria. & interef che d'ani,

&

mo puro,& fncero, Vedere etiam liceatplerosque non ram natura, libemles , quam quadam gloria indulos , <w benefici V'deantur facere multa-, qua videntur magisproficifei ab ofentairone j

ti a duiciores,fi autem farciauerit

-Omnis gra-

tta

&

vana, neqm deetw grafia dice Luciano Publio Mimo Bis dai qui cito dar. PorgelaCa'ena d'or con dimoftra rione di
.

qvam a vohmtate ,.dice C_ icerone priil'

fame dono,per lignificare che il Beneficio lega 3

mo de off ci;..
rotiamo anco dire, che chi riceue Beneficio non lo deuc nafcondere,m farlo vedere ad
gn'< no,perciche quello feg.no di gratitudine effendo , che Quando nonfpn ricambiare

& incatena tutti quelli


ficiati.

quali fono

da lui bene-

Bsnefitium dignis vbi dm r Omnes obligo*. dice Publio Mimo L'Aquila nella guifa ch'habbiamo detto dr
..

con l'opere ii riceuutq Beneficio .confeJfandoalmeno con parole , fare che frutti fiapalefe
l liberoiit^iel
I!

quefiogeroglifGo ci riponiamo que!lo,che__> narra Pierio Valeriano,libro 19.il quale dice_>

benefattore
T

drappo turchino tutto fieli ato, ci lignifica. i Cielo dal qua e fi riceue tutti i Benefici; tutte fc gratie, che perci fi rapprefnta il raggiojchefi rifplendere fi nobil Gggetto,fcriue_> San Giacomo Apoilolo al ca.p.xX)mne donum d'efirfkm tfi\deficmd'ens a Patreluminum.Te.rfo nella prima Satira moftra quefto colore effere d'huornihi chea cofe di grand'importanza afpirano Colui dunque che contempla le col celfti, afpira a col grandi, meritamente di tal colore deue effer veltito , il Petrarca nel Sonetto Sj. dice. Volo con l'ali de penfieri al Cielo Tiene il braccio deliro alto, con la palma
,

che volendo gl'Egitti; lignificare vn'huomo benigno,benenco,&: liberale,dipingeuano vn'Aquilalaquafeda gn'altro vccello lafcia pigliare il cibo della propria preda

'

DONNA con ambedue

BEN

IG'N
le

A'.

veilita d'azzurro flellato

d'ora

mani fi prema

le

mam-

&

&

melle dalle quali n'efea copia di latte che diweffianima'i lo benino , alla fniflra banda <^vi far a n'Aitare colfiocoaecefo.

..

&

della

mano le tre

grafie, acci s'intendale tre

maniere de i benefici/, Cio di quelli ,che gli danno, quelli di quelli che gli rendono,, he gli dannose rendono infeme.

&

&

La Benignit non molto differente dali'afprincipalfabilhidemenza , Immanit , mente fi eilrcira verfo ifudditi,& e compaflne hauuta con ragion e , interpretando la legge lnza rigei-c,& quafi quella che i Greci dima "dano, Y5r/tx<tJ " Q ^ piaceuoleinterpretatifl-

&

&

Ee.cella legge-

Si

88

Della

nouMma Iconologa
I

A',

&

Si vette d'azurro (Iellato /tmflitudine del Cielojilquale guanto pi di fele illuftrato , abbellito^ tanto pi fi dice efler benigno ver

profefle cor habet adamantinum>autferre excuffvtm . L'aitare col fuoco,denota


fi , chela Benignit deu vfare, per cagione di rdigioneda quale principalniente 3 s'erTerc!ta con li facrinci;, almeno non lnza elfo , talmente che venga i;i_ pericolo d eilre ritardata, impedita la giuit tia per imitare Dio fiefl al quale vgualincnte benigno giufto,

{o di noijcos benigno fi dice anco l'huomOjChc con fereno volto correfemente fa gratie altrui fenza intereffa riconof cimento mondano, che efcguiJce pietofa giufti eia Preme dalle mammelle il latte, de^ quale beuono molti animalia perche effetto di Benigni

&

&

ta\& di carit infieme fpargere amorcuolmente quello

che s*h dalla natura alludendo*!

al

detto di San PaoIo,chc congiuntamente dice ; Charitas ben'gnacfi .- Si moCra per ancora queft'atto, che efiercitandofi la Benignit verfo effreantei fudditi , come / detto 3 ella deuc pofta al rigore della giuftitia, fecondo Papinia110 1-.;re Confitto, emendo la Benignit compagna d'eTa gitHiMjCome ben dice Cicerone D %j;bus a Che per da tutte due deue eflcr lodavi. abbracciala , affermando Pluf ta , cap.i 6. che; Otti non Imdat benignuitem > is

I/IMAGINE

DELLA BENIGNIT*.
nella.
>

Figurata dai Signor Cauajier Ripa


perfonadeli'Illuftriflima

&EcTI.
Bfc-

celientiflma Sig.

&

MARCHESANA SALVIA

Libro Primo*

$$>

"N

A\

giouane bella, irridente, con acconcia tura di bion di eapegli, coronata di corona d'oro, con il Sole in capo, veftita di habito leggiadro in color d'oro, con_j Clamide fregiata di color purpureo,oue fi veda tre Lune d'argento,le quali fieno crefcenri,&o riunite man deftra^ftia alquanto china,con__ co n la deftta mano tenga le braccia aperta , vn ramo di pino , moftrandofi d'effe* leuata__,

DONNA vaga

&

nobile effre benigno. Quatro fono gli affetti delmagnanimo ( cheaffetti ii deuono chiama,. Te quelle cofe,che non hanno Elettrne, Benef cenza, Magnificenza, Clemenza, >& Benignit , ) i quali firiducono rutti g altri perciche il magnanimo non fiima,ne difprezza, come quello che non teme, n fpera z in guanto non deprezza Benefico,in quanto non ftima, Magnifico,in quanto non teme,Clementejin_
-,

su cfvna ricca feggia


fant<_^.

-,

& canto vi fia

vn'Ele-

la Benignit non altro per quanto fi pu raccorre dalla dottrina d'AriiUib^.Etica, che vn'afitto dipcrfona naturale magnanima in
moirare fegn i d i ffimarc gl'honori dati dalle > perfone inferiori,talche virt propria dell<i_> perfone grandiinquanto fon magnanime?,

& magnanimo non vuol


di fplendore,&

dir altro

che

huomo

ornamento di perfetta virt,tal

che-quanto difficile d'effre magnanimo' per Mailer biigno di tutti gl'habiti tuoni } tanto

quanto non fpera, Benigno, perche la Benignit ha per oggetto immediatamente l*honoie , 1 hon orare, per fi pu dire , <:he la Ben i gnit fia il pi degno afftto , che poff nafeere in principe geigerolo^ il chee conforme alla_ dottrina dtlhHefb Ariff.nel %. della Rettorica al capo ^o.dicendo, che la grandezza nell'Imomo non altroch vna certa piaceuole, nobile grauit La onde feopretdofi quella virt fingolarmente nella IJluflriffma Signora-j Strozzi Maritata neft'EcceJlentifs Illuffriffmo Signor Marchefc Salutati..

&

&

&

Maddalena

mi

$o
mi
e parlo che
fi

ttella nouiiima Iconologia


veda quella figura con parti-

colar mentione di quella Signora,nella quale_ oltre l'altri fp!endori,chc le danno la Patria

con il fuo influllo il parto foccorrendofe dnne ne i lor dolori, rendendole pi facile al partorirc,comc dille Horatio lib.j.ode
2 1.

Cafa Illufirilfimaji Genitori di fomma virt,rplende tanto l'ilte/Ta Benignit mentre accetta gl'honori delle perfone inferiori con_* lieto yolto,& conlaBenignit fua,chc opera_ meglio che gl'altri con l'aiterezza,& ben fi pu dire di lei quel che fcriue Claudiano in Confufelieeja
ta tu Manli;'
.

Afontium cuffos nemorume^ virgo,


Quclaborantes vtero puellas Ter vacata amati ademiuf-leth Diuatriformii .
Et benigna fi pu dire la Lunajpercheriiplen dendo neli'ofcurit della notte,afficura, & manimifee col fuo lume ipouertviandanri,& i paguardia delle loro mandrc, perci chiamatadaglr Antichi lcorta,&duce,& gli Egitti; con il geroglifico- del Sole,& della Luna s'immagina nano che quelli- due pianeti foller Elemen ti delle col , come quelli ch<zs con la virt propria generaflro , & conferitala
llori alla

Teragit tranquilla poteslas

&

htod violenta neqttit:mdatatf>fortitts vrget imperiofa qtties Le tre Lune , che fono intorno al fregio della
Clamidc,rapprefentano l'inigna dcll'Illullriffma Cafa Sirozzi,nella quale il contiene con__ molta ragione il fimbolo della Benignit , perciche,comeil lume delia Luna non altro che riftcCTolume del Sole, cosila Benignit non'h
altra luce che.quella dll'iftefl

fiata

fero3&-perpetualTero , tutte le col inferiori, oltrc.quellola vita noflraelTere retta dal gouer-

no loro per c/Ire folentata dall'humor

dell'v-

magnanimit. Sole delle virt,come habbiamo moflrato,6o per la forma del Sole fi fcuopre in tefla della

no,& dal calor dell'altro


Sifa detta figura di faccia , lieta, gioconda, ridente, di afpetto giouiale, leggiadro, <_j modello , perche non cofa pi grata, o<_? amata della Benignit , onde dilfcTerentio ne
gli

&

lgura,cio in luoco pi. fupenor;,


le fede dell'intelletto
,

& pi nobile

onde

fi

cauano

virt

in tellettiue,& gl'organi fenfitiui,ne' quali l fon dano le morali.


Il

Addii.

numero ternario delle Lune , lignifica la-*-

Re ipfa reperi. Facilitate nihtleffehomini r/teltnsneq} clemcntia\ Et per fignificare Io flato /ignorile che necellario all'vfo

perfettione di qdefla eminente virt , perche il ternario fempre lignifica per/ttionc , come in-

fegna Arift.nel primo del Cielo cap. i primo numero impare, prin cipio d'impari ldcl la quale dkeuano i Gentili lodisfarfiDio^come di cofa perfetta,onde Virgilio nell'Egloga 8.di~
.

&

& effa Benignit

, fi fa

vellica,

&

&

coronata d'oro.
Il

drizzarli in piedi, chinarfi,& aprir le brac-

cia,

lno legni propri^ neiPrencipi della lor

ce.

Numero Deus impare gaudet

Eri Pitagorici dilfero il 5 .triplicato nel qua le fi conuiene il dna , eflre di potenza infinita , con quali concorda anco Piar, che dice nel Ti-

Benignit xlontanidaU'alterezzadeII'animo,& dal rigore.

Tiene con la delira

mano

il

ramo

di

Pino 3

meojda quello numero triplicato bauerc,origine la perfettione dell'anima, & l'iftena Luna fi dimanda dai Poeti Triforme-comc fi vedein__ Aufonio nel libretto in titolato Grifo,nel quale dell'iileflb numero ternario difeorre , ne deuo lafciare di dire, chedette Lune fono riuolte_^ mail delira , cio <~vcrfo l'Oriente, ilche igno, chela Luna ila in fuo crefeimento s feguitando il SoIe,& cosi
a

eficndo detto arbore fimbolo della Benignit , faccia omperche il Pino ancorch fia alto , bra grandiflma, non nuoce niuna pianta che vi fia fottOjtn cialcuna vi germoglia letameii te, perche ella e benigna tutte, come riferifee Thcofraf lo Filofofo lib.3. cap. i$.de Plantis . Pinus quo^ benigna omnibus propterea effe

&

l'IJJuflrifs.Cafa Strozzi fe-

gtiitando gli fplendori della magnanimit, fi continuamente auanzando nella gloria,&o ne gli iplendori della fama con l'ile/Ta Benigni
T2,

& la Luna detta Lucina


gli
,

putatur,quod radice fimplici- alta^fitiSeritur alia Laurus , enimfub eam et Afyrtus, pleraj, necquicquam prohibet radix , quo minus hac libere augifiere valeant:ex quoiitteJ!: gi potfl^radi cemplus infoiare quam vmbr ; quippe cnmpinus ymbram ampliflntam re d-

&

&

pereflcreella te-

Antichi apportatrice della Luce nalcti fanciulli perche porge loro aiuto ad vfeire del ventre dd\k madre, per eflcre clla_j benigna, pianeta htimido arretra tall'hora

nuta da

dat,& reliquasqu'otfpaucis altisif nit ernia ranon negat dicibus adportione'm focieta etm :
f

&

&

Pino arbore nobilitino di radice alta ,& femplice raccoglie benignamentefotto la fua ombra le minori piante>,
il fi

Oue da notarcene

come

C O M P A S

O N E

O.

V N T

O N E

Parte Primi,?

93
A*:

de fufamenre Perio Valeriane al ino luogo , pi moderni nella noftra lingua^ d'AuIl Rufelli nell'imprei del Cardinal gnila non moilra altro, die l'if kfla Bont Sta con g occhi riuolci al Ciek>,per efler inper fcactenta alla eonteniplatione duina , ciaripenferi cattiui,che di continuo fanno ghirlanda <nierra . Per quello ancora fi pone la Si ruta , hauendo dett'herba proprie rdi efier ne riabbiamo digita da i fpiriri maligni , autentichi teit'imonij Ha ancora propriet di fminurr l'amor venereo, il che ci mamifla,che

&

&

in mano vna Seppia terra in capo vna Gaza, pefec. la parte del veflimento del color bianco morir^, chegl'huomini bugiardi primieramen te diconojcualcrie verit per nafeonderui fotta la bugiadmitando il Diauolo,iIquale,conae dice San Giouanni Grilflomo fuper Matth.Co ctjfuim e$l nterdum vera dicere , *vt menda*

&

ciumfuum rara, veritatewmmendent


L'altra parte di dietro del veftimenro
fi

&

nero

Grammatico Greco,la quale diceua,che le bugie hanno Ja__


fa in quella lentenza di Trifone

la vera Bont lafcia da banda tutti gHintereil 3 l'amor propri^ilquale iolo fconcerta,&: gua ita tutta l'armonia di quell'organo , che fuona

&

con l'armonia

di tutte le virt

DONNA quanto

coda nera ^ &per quella medefima ragione queft'imagine fi pone in capo la Gaza , che di color vario, .& la Seppia , la quale fecondo, che racconta Pierio Valeria no nel lib.2&.qnando fi fen te prefa, manda fuori dalla coda vn certo

humore nero 3 nel quale fi nasconde , /limando


con tale inganno fuggire dal pefeatofe Cos/ il bugiardo ofeura leiteflb con la fintione de bugie , non viene mai a luce di buona fo/a
.

inuoka,

& rie operta nell'habi&

ila piTibile , il vefimento to fuo dall'altra nero, da vna parte far bianco ,

&

94

Della noi/fima Iconologa

A;

giouanehrutrarma DONNA men


te veitrta

artificiofa-

d color cangiante ;; dipin-

to tutto-di mafeare di pi forti,

& di molte lin-

del bugiar Jo.if quale dii;ii r gandofi dal vtro nef fauellare,da diuerfai app; renza di effete a tutte lecole , &: dr cui nato ri prouerbioche dice t.
/vi'endacem cpirtet effe memorer Il falcetto della paglia acceib altro non fignir7ca,fe n n che fi come il detto fuoco y. retta s'appiccia, pretto s'ammorza , cosi la Bugia pretto nafce,& pretto muore
.

gue,far zppa, cio con vna gamba dilegno r f enerado nella fin ittra mano vnfafccrto di paglia acceia.Sant'.Agoftino defcrue fa Bugia_,, dicendo, che falla %nificarine della vece d

&

coloro,che con mala intentione negano,ouero affermano vaa cola falfa vna donna giourne, Et per firapprefenta ma brutta,efTendo vitio feruile,& fuggito fominamente nelle cnuerfatinide*nbili,inmo^ i& che venuto in vfo hoggidi, che atteiandefila Tua nobilt .come per giuramento nel parlare fi ftima per cofa certa, che H ragionamento fa vero Vriic/iartificiofameine, perche con rarte_> Juadlas'indnflriadiduTead intenderete col

/effei? zoppa da notitia di quel che fi dice_> tHuialmeruecche la Bugia ha le gambe certe
..

B V T O. OV A N E T T O moro, G
ro flellato d'oro
;

vefli'to

d'azur-

&fopra il capohauer

vn Guffo, nella dejRra mano vn velo nero, con la finiftra tetri vn feudo di colord'oro

&o
,

in

mezzo delegale
motto chedice.

<~vi ria dipinta

vna targa cn

che non Tono. La vette di enr-giartre dipinta


J

di varie forti

*Niaitar3&: ctiliiiguedimoikai'iricoiiftaaza;

CALAMI T A". DONNA arnd,maftraudoir deb


ia

AVDENDVM

metta, vettira di nera &" malJe,fi regga-


,

Libro

Mnao
celo,

ibpravnacanna, tenendo in mano vn mazzo diipighe di grano rotte, fracafta te come_j qiielle,che vengono abbattute dalla tempelta
Il

& con la delira renda per icapegli vn_

$f

giouanettonudo , &lo-ilringa , il quale alzi le mani gionteal Cielo,& da vna parte vi far vn
Bafiliico.

veftimentanero /igni fica malinconia.^

ch' compagna perptua della Calamit S'apjpoggia alla canna, perche non fitroua maggior Calamit, che quella di colui , che ila in pericolo di rouinare,il quale fi conduce molla te volte a defiderare la morte per rimedio,

&

scanna per efire vacua,&poco denfa/acilmen te fi fpezza al foprauenimento del pefo,com<L^ facilmente mancano le fperanze di quello mon
le ballante

do , perche ogni forte di vento ancorch debomandare in mina, & la fabrica ,


li

Se

fondamenti delle nollre lperanze,&:per

quello fi domanda Calamit dai calami delle

canne.
Il

mazzo

del

grano acconcio , come detto

Dipingefi con vn vifb iracondo,perche cagionata dall'iracondia, dallo fdegno Il tordo accefo dimoilra,che la Calunnia, inlbrumcnto attifTmoadaccendereilfiioco dei le difcordie,& delle rouine i tutti i Regni tirarli dietro il giouine , che ha le mar iunte,ci fa conofeere, che il calunniare noa_^ e altro,che lacerare la fama de gl'innocenti Gli fi dipinge canto il Bafilifco , perciche comenaira Pierio Valeriane nel lib. 1 4. 1 Sacerdoti Egittij poneuano quello animale per k_ Calunnia.perche fi come Bafiliico lnza mot dcre da lontano pcrnitiofo all'huomo co'l iguardojcos il calunniatore parlando di nafeo

&

habbiamo,fignifica la perditione, &ruina delle biade, che tf principio deUanoiira Cala-

altri, induce^- Ito all'orecchie de' Principi , fraudolen temente l'acculato, che ricaia danni,

&

mit .

di(gi,tormenti,e ben Ipeflb la morte, fenz'onde poterli aiutare , non fapendo il torro, perche

DOnna

CALAMITA*,

O*

MISERIA.
con

afeiuta, tutta piena di lepra

glrven fatto in abfenza come li vede auuenire Herodoto fopra la Calunnia in molte corti ,

&

pochffimi pannicene le cuoprono le parti vergognol,& conalcuni cagnuoli,cheIiitia 310 lambendo le piaghe delle gambe, terr le__> uianiin atto di dimandare elemofina
..

nel lib-7.cos dice

Calunmiator mimiamfar

,citaccufato*rionprfentemj!itufans

Calamiti ,

& Adifera

CAPRICCIO.
Giovanetto
-mellito di varij colori

iederelpra vn faDOnna meila, ignuda, rotte in

, ipczzate molti feio di canne pezzi in mezzo vn canneto .Si dipinge metta, perciche la miferia rende ancorch la Fortuna f gli I* huomo metto, moftri alquanto benigna, nondimeno non_ l rallegra mai , come dimoflra Seneca xn__> Thyefte. froprium hoc miferosfequitur -vinnm Rideatfclix fortuna licet Numquar rebtu credere ats Tamen afflitto s gaudere piget Si fa federe,perjmoflrare,che le fue fperanella infieme con efi ze fono andate terra, perche dice S-Agoltno nel lib. de hn.la miferia

&

incapo porter vn cappelletto limile al ye(limento,fopra il quale vi faranno penne diuerfe, nella delira nuRO terr vn mantice,
nella finillra vn fperone

&O

&

Capricciofi fi dimandano quelli , che con_ Idee dall'ordinarie de gl'altri huomini diuerfe fanno prendere Jeproprieattioni,m con Ia_ mobilt dall'vaa all'altra pur del medefim genere, per modo d'Analogia fi dicono capricci le idee , che in pittura , in mufica , in altro modo fi manimettano lontanedalmodo ordinario : l'inconttanza ii dimoftra nell'et fanciullefca ,la variet ne.la diuerfit de co-

&

eabondanza di tribula rione le canne fracaflate furono femprc polle anticamente per fignifcare la Calamit , da che Romani pigliarono poi il nome di Calamit 3 dimandando calami , le canne

lori
Il

cappello con le varie penne,moftra ch_ principalmente nella fantaf3 fono polle quelle diuerfit d'attoni

non ordinarie .x

ONN A

C A
,

V N N

mantice mottranoiJcapricciofo pronto all'adula re l'altrui virt, al punil

Lo fperone,&

A.

gere ivitij.

che moflri e/fere sdegnar slj, nella finittra mano tenga <yn torcio ac-

F' 4

CAR-

*s

APRICO

Della nouifllma Iconologia

CARRO DELLA
la Genealogia degli

V N A.

Come e decritto dal Boccaccio nel libidiDsi\

VN

donna

di verginale afpcttofopra g'-

vn carro di due-ruote tirata da due caual-

li,vn bian co,

& l'altro nero per moflrare,ch-_j

E
fa

Prudentio vefteJa Luna d'vn bianco, cV fotvelo dicendo. Di bel incido velo noi vestita' Quando[munta spiega le quadretta la VergineHglia di Latona Si potr anco veffire con la velie bianca^rofti!
,

kLiinafaiuioicorn"digiorno,cdi notte. anco tirato il filo carro i cme dice il ipraderto Boccaccio nei \ .libro, da' cerai , eflendoche il camino, che fa la Luna vien fornito pi veloce

& folca dalla cinta in

st ,

&

il

reftante del

mente di tutti gl'altri pianeti,corne quella, chs ha l'orbe minore, & Glaudino, & Fello Tomj)eo dicoro,che guidato da mu!i\per e/Ter Ia_.# Luna irerile, &fredda di fua natura, come pariinente il mulo, &* A fottio Gallo fa guidare il detto carro" da gicuenchi , credef che foller dati quell'animali alla luna per la fmiglianza, che fra di loro delle corna , che perci l met-

veilimentofarj negro,inoflrando, chela Luna non ha .lume da s,m da altri Io riccue,& d auuertire , che per bellzza di quella figura fieno elfi co'ori porti con gratia,i quali moflrano, chela I ima fpeffo f? muta di colore, da efla molti indouinano le mutationi de tcmpi,Onde Apuleio raccontagliela roflzza nella Luna lignifica ventia' color fofeo pioggia,& il lucido, Plinio nel libro 1 8-cap. e chiaro aere f erenp,
,

&

&

1, dice

il

medefmo

tono due piccioli cornetti

in

capo

det'a

Luna >

come ancopercflr
cucii a De;:,

quell'animali facrifcari

Fu da gl'Antichi dipinta , che porafl a g! honicri vna faretra piena di ftrali, &con la defmiihj. con lira mino. vna faccia accefa ,

&

vn'arco ;

Malfai

Parte
la delira, mano tiene^n raro di Palma
la-finiilra
,

19$
Ferro,ptle:fameiVncViSiArdore -calere,
Jldillemodis mi[eros mors capit nes
.

& con

vn fondo di chriftallo , in mezzo del quale vi vna colonna di diaspro ,& alti piedi
.

vna

homi-*

vn Cupido legato con le man dietro^ con arco3 e ftrali rotti Ancorch fopra quefta materia fi p otrebbe dire-nioltc ceicj nondimeno per effr opra d'vn hiiomo tanto famofo fnz 'altra
iofra

CARRO DELLA FAMA.


Dei Petrarca Fama nella guifjche hafebiamo dipin.

CARRO DELLA MORTE,

dichiarationehauer luogo

ta i fuo Iuogo:ma che i tia fopra d 'vn car r tirato da due Elefanti 3 hancndola dichiara* ta altroues qui non mi n'elider dirne altro

LA

VN A

del Petrarca. morte con vna falce fienara in ma." no3 ili fopra vn carro tirato da due boui aeri, lotto del quale fon ditierfe perfone morte,come Papi,Imperador,R:> Cardinali^ altri Principile Signori., Horatio conforme ci 3
cos dice-.

CARRO D

vecchio con due gran d'alitile fpall__\," tiene in ciappoggiato due crocole, ma del capo vr/horologio da poluere^ ftar fopra vn carro tirato da due veloci ffmi cerni

VN

E L T E M P Come dipinto dal Petrarca

&

Pallida mors &quo pttlfat pe-de tabernas,

^auperum

CARRO DELLA
3
.

DIVINIT\
d'efl
i

Del Petrarca
Figliuolo & fopra ILtoPadre, Santo in vn carro tirato da lo Spiri-

Regumque Turres

Et Swtioin Thebaide
Jdille medislmtoi mi fero s3

quattro E?

mors vnafatigzt

iiangeliii

A.

DONNA

DONNA mano
l'-erfcttodel

io6

Della nouiflima Iconologia


vertici

macilente ,& mal velina nella delira tenga vn ramo di falice,nella fin iftra vna pietra pumice, canto hauer vna vacca magra Dipingef la careitia magra ,per dimoflrare

per careitia di pane,

& di danari

La pietra pomice,cV il falice pianta fo.-o AeIaferilit principal cagione della ca rili , reftia^md nalce alcune volte ancora per infatia bile cupidigia d'alcuni Mercantici quali loglio no (fraudando la natura ) armigere la pouera_* ente con i loro inganni Dipingef apprefl la vacca magra,per fegno d careftia, Scqueio fgnificato ]omeflr<iiofefrb nelle faere lettere, quando dichiar il foglio di Faraone

&

&

mancamento delle

cofealla f^vita

jiumananccefiarie, perche il danaro folito d ipender/ largamente in pi felici tempi, nelle Iterili ftagioni,poco meno, che tutto fi trasfcrifce nel dominio di pochi , di modo , che facilmente ipoueri rimangono macilenti, mal

&

A*.

vcftita djt roffo3 che ih cimale! capo habbiavna fiamma di fuoco arjtlen te/err nel braccio finiflro vn fanciullo, aguadue altri gli ftaranno fcherzanle dia il latte

DON N A
do

con Dio,& con gl'huominici vnifee in amore,

& in affectione,che accrefccndo poi

meriti,col

&

tempo ci fa degni del Paradii La velie roda Ggnifca Carit, perla ragione
toccata di foprarper la Spofa nella-Cantica amaua quello colore nel ilio diletto
infegna, che la Carit
rare j fecondo
il

piedi , vr.o

d'elfi terr

alla detta 'figura ab-

bracciata la delira mano Senza Carit vii ieguace di Chri(lo,come vn*armonia diilnante d'vn C.imbalo difeordc,& vnafproportionc^come dice San Paolo)

laiammadifuocoper la "viuacitd fila cnon mai rimane d'opefolito fuo amando


,
,

per

la

Carit fidice eflr cara

vftit,

pcrche_>

la Carit "volle

che

s'interpretaffe

ancora per il fuoco Cirillo

Parte Prima
Chrifto Noibro Signore in quelle parole? lgmm v eni mittere in terrai >& quia volo, nifi vt

307
Carit

arde**
rit

'

potenza,
efpreiTe

chele bene la CaI tre fanciulli, dimoflrano vaa fola virt , ha nondimeno triplicata la fede, la f pe~ eflcndo fenz'efl,

Carit viddi al Sig. Ifdoro Ruberti Auditor del Cardinal Saluiatigentil'huoe mo di molta bont,&di varia eruditione orna-*

VN A
re

tOj&per affai caro al fuo Signore


Era quella Carit rapprefentata da vn 'rbod'Ohua , alquale cominciata feccar alcuni

&
il

&

ranza di niflun memento


il

che molto bene

Signor Giouan Buondelmonte nel

Sonettofatto da lui in queflopropofito,ad imitatone delle parole di San Paolo, dice cos, preti ofo pi** d^gn' altro raro, Dono* che in noi vien da celejlemano.

Cos hauefsto lofiile alto , ejburano , Come fon di lodarti defiofo TU in corfuperbo mai, niambtiofo Non hai tuo albergo 3 ma il benigno 3 ebtt.

Tami,dal tronco d'elfo vfcuavn liquore, che dauanodTmentoadalaine herbe, albore*ti parte de quali vfeiuano dalle radici dell'arbr grande, parte d'effi pi d lontano. Credo vogli lignificare , che la Carit , colui, che la_> vuol vfare deue toglier del fuo nodrimento fc per compatirlo ad altri, prima pi proflmi, e poi pi lontani.

&

&

mano

Tu patentefei

non opri in vano


.

Ne del ben far fei tumido, cfa/Iofo


Ogni cofafofrif, e tardi, e speri ,

Quell'herbette credo lignifichino alcuni aiti ti,cheda maritar CiteJle fecondo intendo , glarboretti certo fono alcuni Giouani,che , iefpefe tiene qun Roma iludo, tra quali

&

JSldnpenfialmal,dt verit fei peno In ricchez.zje , in honor nonponiaffetto


>

O dolce Carit

che mai <vien meno Deh col tuo fuoco ibafi mieipenfieri Scaccia , e di tefai mi rifcalda tipetto

DONNA mano
delira

CAR

T A\

veftita d'habilf* roflo>che nell a

reaga vn core ardente ,

&o

Marc'Antonio Ruberri,/\ no fono Lodouico Nipte dei Sig.Go.Matteo Ruberti , che fu lecretario di Paolo IV. e poi di Pio V. l'altro Nipote dal Sig.Francefco Ruberti, chef feretariodiSiflo V. mentre erano Cardinali, i quali reflat poco commod fono dal detto Sig.Iudoro,in tutto nodriti . Et perche fopra Parbore_ vi vn motto,chedice Aforiensreuiuifeit,pa.r che anco voglia dire , che mentre egli inuecchia , va alla fine nodrendo quelligiouani in?

&

&

vn rnciulio. La Carit habito della vok>n t nfufo da_j Doichec inclina ad amar lui,come noltro vltimo fine, il profilino come noi fteffi 3 cos la deiferiuonoi Sacri Theologi. Et fi dipinge col cuore ardente in mano , tol fanciullo in braccio per notar ,che la Caardente nell'anirit vno afferro, puro, mo verfo*>io,&verfo le creature. 11 cuore fi dice ardcreq-uando ama perche mouendofigh fpiriti d qualche oggetto degno, fanno rcftnnconia
finifra abbracci

cflrinaica.
bella , e gratiofa giouanetta , veftita d'habtodi color vago,rcamato di varij, leggadretr ntrecciamenti , coronata d'vna ghirlanda cPheIlera,& checcn amb le mani tengh con belliilma gratia due colombi vn_ malchiq3 l'altra femina,che con lafciuia ino-

&

VN A
&

CAREZZE AMATORIE.

&

&

&

ltrino di bafeiarfi

gereilfangueal cuore,

il

<iuale per lacahdit

Efindo le carezze amatorie figliuole dellz-* della bellezza, perci giOuane_jj giouentn, bella rapprefentiamo iliuggetto di quella

&

&

perfimihtud'efS) alterandof , fi dice che arde dine. Per i due Difcepoli di Chri/lo Signor Noftro diceuano , che ardeua loro il cuore-j* fi poi communemenmentre egli parlaua., te vfurpata quella translatone da'.Poeti nell'a-

figuraII
ri;
,

vefimenro d color vago ,rcamafo di va,

&

& kggiadi-etti ntrecciamenti lignifica g fcherz, vari;, & diuerfi incitamenti da quali
1

ir.orhfc'-O.
Il

ne gli amanti n^fee il defiderio della congiuntione amorofa


I a ghirlanda d'hellera vero lignificato a-

fanciullo

fi

dipnge a conformit del det-

to di Chrifto: Quodvnt'ex mnimis meft~Jls,mihiftctJlu*

morolb , perciche detta pianta , come dicono


diuerfi Poeti, abbraccia
fi

& flringe ouunqiie ella

vcfEmenrorofT,per la fimighanza che ha co'l colore del fangue ,moifrache fino al?effiifione d'effo fi flende la vera arrit , fecondo il
1!

accolla,

onde fpra di ci con i fguent ver/i


.

cos di ce Catullo

Ai entem amore reuinciens, vt tenax


Jielerahac 3 &illac arbore implicaterrafts <3 2, Tiene

te&'jttonk) di S .Paolo

io8
Tiene con

Della nouiifima Iconologia ambe IenaaniH due colombi co- pi iopra di ci ^potrebbe dire ma
,

pere/che gli Eiiti; per la figura di quelli animali fgnificaiianole Carezze amatorie, effend che elle noi* vengono a'ia copula venerea tra di loio , prinu,cbe infierae non fieno bafeiare, perche le colombe tra loro vfanoallettamentideibaci uiolri>li Autori Greci hanno affermato effere Venere dedicate,cflndo, che fpon rancamente . eccitano fra di loro all'atto venereo. Molto

me di fopra habbiamo detto

si delle

&

, per eflrt cc4ombc,com*ancodeU'he!Jera appreffo tanti Autori di confideratione, altri di bel lo ingegno , cofa nota , e manifefta ,1'vno per i baci, l'altro per gli abbracciamenti ( il che tutto cuicne alle Carezze amatorie non folo ) mi emender pi oltre per auttorjt , r per dichiaratione, che conuenghi deua figura , mi anco per non trattenere l'animo del fettore in

&

&

cofe.lafciue,& pericolone

A'.

DONNA beh,
'

d'honefta faccia , nella_j .c'efiramano terr vna sfrza alzata in atgli

CASTI

TI'.

ro di batterfi ,.& vn Cupido con


dati gli
Itia

occhi ben-

.come vna d'\ na falcia come hopgi in Roma \ fano le \ edoue , fopra la quale vi fia feri ito il detto di San Va.Qlo\CaJigo-cor])H) meitm
.

fotto i-piedi, far velira dilungo, Vergine Vertale , dnta nel mezzo

&

rvelh'ta di bianco s'appoggi fopra la quale vi far vn criuello pieno d'acqua , in vna mano tie-

DONNA ad vna colonna,


&per

ne vn ramo di cinnamomo , nell'altra vn_ vafo pieno di ar.ella, fotto afli piedi vn ilrpente. morto.,
gioie
terra vi

faranno danari, e
Vdltfi

Parte Prima
Veftefi qiiefta

top
ancra dipingere l'Armelllno per la

donna d bianco per rappre-

Si pu

fentarela parit dell'animo , che mantiene., quella f\urt,& s'appoggia alla co!onna,perapparente , ma durabile?, che non finto ,

&

gran eura,che ha di non imbrattare la lua bian chez2a,lmile quella d'vna perlona calla
Caftit
.

&vero.
fopra detta colonna per lo gran ^cafo , che fucceffe alla Vergine Vertale inditio, fini bolo di Caftit II cinnamomo odorifero, e pretiofo dimoer , che non cofa della Caftit pi pretiofa
II criuello

DOnna, che habbia velato


delira

'

il

vifo,vefti'ta_J

di bianco,ftia in atto di caminare, con la

& iaue, & nafeendo quell'albero nelle ntpi,&


&
L'anella fono inditio della Caftit Matri-

mano tenga vno fcetro,&con la finiilra due Tortore La Caftit , come afferma S. Tomafoin 2. 2.
queil.
1 j jN

nelle fpine,moftra, che fra le /pine della mortifcatione di noi flefl nafee la Caftit , particolarmente la verginale

artic. i.

nome di

virt

detta dalla

caftigatione^della carne,

concupifeenza che

rende l'huomo ih tutto puro,

& lnza alcuna..

macchia carnale.
Gli
fi

moniale .
concupifcenza,checontinuattiente ci ftimola per mezo d'amore le monete, che fi tiene fottoa' piedi danno fegno, che il fuggir l'auaritia conuenient__ mezo per conferuar la Caftit
Il ferpente la

fa

il

vifo velato per eflr proprio del ca-

llo raffrenar gli occhi

perciche,come narnC

Caftit Matrimoniale.
veftita di bianco,in cap hauer <r a ghirlanda di ruta, nella delira mano tenga vn ramo d'alloro , nella finiilra vn a Tortora.

VN A Donna \m
La

&

S.Gregorio ne i Morali fi deuono reprimere gli occhi come rattori alla colpa Il vellimento bianco denota , che la Caftit deue eflr pura^& netta da ogni macchia,comc dice Tibullo nel z.Iib.Epifl.i. Coftaplacent fuperis, pura cum veftevenite Et manibus purisfumitefontisaquam . Lo flare in atto di camini are dimoftra>c-he_ non bilgna flare in otio caufa , origine d'ogni male, per ben dille Q\x\d.de remedio a~

&

&

moris
OtiafitoHas,periere cupidinis arcus

ruta ha proprier di raffrenare la libidine 3 per l'acutezza del fuo oore,iI quale eflndo

comporlo di parti fottili per la fua calidit riibl u la ventofit,e fpegnele fiamme di Venerea,

come dice il Mattiolo nel

3. lib. de'

Commenti

Le tortori fono , come riferifee 'Pierio Valei riano nel lib. 2 2,de gli fuoi Geroglifchi, il firnbolo della Caftit,percichela Tortora perdu* to che ha la compagnia, non fi congiunge mai
pi. Lofcetro
di f
il

fopra Diofcoride Tiene il ramo d'Alloro , perche quell'albero ha grandiflm fimiglianza con la Caftit , douendoefl eflr perpeuu,come perpetuo il verde del Lauro,& flridere, &furerefflenzi_ refif toalle fiamme d'amore, come flridono, i fuoirami gettati fopra il no le die foglie,

fignifica

il

dominio, che ha fopra

callo , perci che f bene la carne prin-

&

&

fuoco. Per Ouidio nel i. delle Metamorfqfi fnge , che Dafne donna cafta,fi trasformale ia lauro. La Tortora c'infegna col proprio effmpio la fede non contaminare gimai l'honore, del Matrimonio conuerfando folamente fempre con quella,che da principio s'eJeflper coni

cipalmente nemica dello fpirito, nondimeno quando egli vuole non pu eflr maiabbattuto,ne vin to da quella, f bene e fcritto. Continua pugnalara vifforia,nondimeno detto di fopra , quando l'huomo ha faldo proponimento , in contrario non pu efieriperato ia alcun modo, prima fi deue mettere in effecutione quel verfo d'Ouidio nel terzo libro delle

&

&

&

Metamorfofi,quando dice . Ant,ait>moriar, quamfit tibi copia noftri Chemiferamente traboccare nel vitio delle
carnali concupifeenze

pagna.

CASTI.

no

Della nouiilma Iconologia

-T

O.

v),

DIPINGEREMO

per

il'

Caft igo vn -

che da ~vna. banda vi


duetefte
..

la feure,

huomo in atto feroce, & leuero, che tenghiconl delira mano vnafaire, accetta
chedirvoglimno, in maniera che rnofiri di voler con cfL ieueriffimamentedarcvn folcolpo,a canto \iik vn leone in atto di sbranare^*

& dall'altra!

&

vn'ori

Non {blamente appreflb de Romani,m ancora appreflb alcuni popoli delia Grecia , Ia^* fcure ni geroglifico di feuerifllmo caftigo , fi cerne fi pu vedere, nelle medaglie del popolo di Tenedo,del qual tratta Polluce, perche-* il' P di' Ter.- ede haueua fatta quella lggev che chi fufe flato trouato in adulterio , cosi mafchioi come femina, ruffe decapitato con la fcure,&non haucndocgl pedonato ai pr* priojfignuojo,volfeancorcheiiefuflfattameiria temefl \ ederelle Medaglie di Tenedo>

CheilLeonendlaguifa fbpraderta fignirTch il Caftigo, ne feruiremo d quello , che citi Eliano, feriti da Eudomio , cio, che vn Leone, vn'Orfa,&vn Cane nutriti ,&:alleuati davn certo maeflro ad'Vna mede/ima vita , viflro lungo tempo infeme pacificamente, fenza
:

ofFenderf punto l'xn l'altro ,

come

fiifiro (lati;

domeftici,& animali d'vna flefia lpecie,m l'Orfa moflada vn certo impeto, sbranato il cane,col quale haueua comune la ftanza , il vitto ; il Leone comofTo perla feelleratezza d hauer rotte le legi del viuere fotto advnmedefmo tetto, corte addoffo all'Oria,& sbranatola parimente le fece porlo Cane pagare la. rneiiu ra pena.

&

CECIT*

Farce Primi

ni

CECIT' DELLA MENTI.

DOsna pieno
occhi,
per!' vna
fi

veftita d verde, fta in

divari; fiori, col

vn prato capo chino,

60

terra

do lufingheroei promette, tutto vn poco di non pur ltto falfa fperanza da breue piacere ricoperta, mi con grandinimi pericoli di tutta la noftra vita,come ben dice Lucretio lib.
2 de natura rerum .
.

con vna Talpa appretto


Cecit fi dice la priuatione della luce degl'-

& per fmilitudine,ouero per analogia,/]

demanda ancora l'offufcatione della mente_j,


dimoftra conia talpa per antico coftume de gl'Egitti;', come racconta Oro Apolline: l'altra con la tefta china verfo li caduchi fiori della terra , che fono le delitie mondacene allettano l'anima, eia tengono occupa-

O mifiras hominum mente

s,

&peblora c&c&

Qualibus in tenebris <vit& quantis^periclis Degimr hoc mi quodcunque efi Et Ouidio nel lib..delle Metamorfofi. Prohfuperi quantum menatia psUora CC Nettis habent
.

uinza proh 1 co,perche quanto di bene il mon

Ci II,

Della helfllma Iconologia

ITA':

narra Pieno Valeriane nel Iib.45deiiioi Geroglifichi, canto hauer vn Delfino^ per l'aria vn Spanner ancoragli pollo dal fopradetto Piarlo nel lb. z z. perla Celerit jrialcuno di -quelli Aelocifrno nel Ilio motto, dalla cornicione de! quale in ella, l sa facilmen tesene cola fa Celerit
folgore,

DONNAcome

che nella delira

man o tiene vn

renga in

mano il Sole *

Chiaro l dice quello , che fi pu ben \cd~ere


per mezo della lucetene rillumina,&fla Chia rezza la quale dimandaremo quella fama 3 che
,

l'huomo , eoa

la nobilt , con la virt s'acquiiajCome dimoflra Pierio V'alenano neHib

S.Ambrogio chiama chariiUmi qaell , 44. quaiifon Itati aJ mondo illudrati di lanuti di dottrina , fi dice ancora Chiarezza vna delle quattro doti de' Beati in Cielo > in ciafeuno

&

&

&

CHIAREZZA.
NA
giouane ignuda , circondata di molto fplendore da tutte le bande ,,& che^jr

di quelli lignificati.

Sidipinge giouane,perche nel fiorire de' fuor ciaicimo,fi dice efiere chiaro perla {api-* laudine del Sole^chefaufibileil tutto .

merki

CIELO

chiarezza:

Parte Primi

.'fi

CIELO.

alla Sintaff dell'arte mirabile, alla

Margarita

VN
&

Giouane d'afpctto nobiliffim,veftito d'habico Imperiale di color turchino tut-

Filofofica,& ad altri autori: noi baf ti dire,che circuito ch' dalla il Cielo tutto l'ambito ,

&

to (Iellato col manto detto paludamento , S^j>

per fino al Cielo Empireo ouerifedono l'anime beate Herodio Poeta Greco nella fua
terra
,
.

con Io feetro nella delira mano,& nella fuiiftra tenga vnvafo nel quale fiavna fiamma di fuoin mezo di effa vn cuore, che non fi conco,
ftimi/u la

Theogonialofa

figliuolo della terra in quello

modo.
Telius vero primifiquidemgenuitparemfibi

poppa dritta vi fia figurato fi Sole, fu la fini/tra la Luna,fia cin to con la 2ona del Zodiaco , nella quale fi feorgano li fuoi dodici fegni, porti in capo vna ricca corona piena di
varie gemme,

Cdum Stelli s ornatumsvtipfdm tota obtegat3


Vtty ejfet beatis dysfedis tutafemper frimieramente ingenero la Terra
Il Ciel di Stelle ornato u4cci la copra tutta i
.

cio

& nelli piedi

li

coturni d'oro.

Il Cielo da Bartolomeo Anglico Jib.-8.cap.*.e didimo in fette parti, Aereo,Etefo,OJimpo, Igneo, Firmamento, AqUeo, Empireo, ma noi non accade ripetere ci che egli ha detto, di che rimetto al Lettore , parimente circa il numero de Cie!i, Plutarco al Percrio nella Gelida al Clauiofopfa la sfera del Sarto bofeoj

Etperchefia delle beate ment


Sempreficurafede
Et per tal cagione gli habbiamo fatto ilmarr t (Iellato turchino per effer colore ceruleo cosf detto dal C6.0& quando volemo direvn Ciel chiaro &frno,diciamovn CieJ turchino.Re-

&

&

galepoij&conlo Scettro in mano, perdiaotarcil

"4

Della noulffima Iconologa

o:

te il dominojche ha nelle cofe inferiori,fi come vuol Arift.el i -lib- delle Meteore , teflo z. anzi ApoIIodorofa che il primo che habbia ottenu-

li,

che il Sole,

& la Luna, ponemo nella piti no-

to il dominio di tutto il mondoyfia flato Vrano da noi chiamato Ciclo. O'vpave? Tcrof toV

Tuo petto /pra la poppa dritta il Sole,come principe de pianeti, dal quale riccue il fuo fplendore la Luna pofla fopra lapoppa__ fniflra,tanto pi che quefle due imagini del So
bil parte del
le,

TAvrof iJ\jv* o-n/rt K<xryM,deft Cglnsprimus Orbis vniuerfi imperiopr&fuit Si dipinge giouane per m o Arare che f bene ha hauuto pnncipio,neli'ifleuo termine fi ritro ua,& per lunghezza di tempo non haur fne__>
.

& della Luna gl'Egitti; fgnificauano


cingemo con la Zona
del

il

Cie-

loj Io

fere principale cingolo cclefle

Zodiaco per ef. Gli fi pone vna

per eflre incorruttibile , come dice Arifl.lib. r. Cceli tette zo.onde che gli Egitti; per dinotare la perpetuit del Cielo , che mai s'inuecchia dipingeuano vn core in mezo le fiamme , fi come habhiamo da Plutarco in Ifde,& Ofride_> con tali parole. Coelum,qtiiaobperpetHtatem nttnquamfenefcat > corde pillo fignificant , cui focus Ardensfubictltufit . Et per gli Gabbia-

gemme per inoche da lui fi producono qua gi in varij modi molti, diuerfi pretiof doni di natura
ricca corona in tef ta di varie
ltrare ,

&

rapprefenta,che porti li coturni d*oro,metallo fopra tutti incorrutibile per confermauoSi

ne dell'incorruttibilit fua

CLEMENZA. fedendo fopra vn Leone, DONNA mano


niflra

nella f-

tiene vn'hafta, nella deflra


:

mo pof lo nella fin iitra mano

il

fudetwvaf

con il core in mezo della fiamma ,

& perche in

vna faetta,Iaquale moftri di non lanciarla ma di gittarla via , cosi fclpita in vna Medaglia diSeueroImperadore con quelle lettere. IN-

tutto il corpo celeftenonvedcmo lumi pi bel-

DVLGENTIA AVG. IN CAHTHAG.


l

Frte

Frimai

ri?

Ieone (imbolo della cremnza^perchtL- comeraccontano i Naturali le egli per forzala gitta a terra vn'huomo, f non Zia fefapera, rito da lui non lo lacera ne l'offende ienon con

La Clemenza Vna virt d'anim,che mucine l'huomo compalfione, lo fa facile perdonare,& pron to fouuenire Si dipinge che leda per lignificare mannie^
tudine, e quiete v
Il

&

&

leggeriffmafcofia^ Laf&etta nel modo


:

chedrcemmo
,

fegnodi

C!emefiza,nor:i operandoli in pregiuditio di quefli,the fono degnidi cattigo onde fopra di


ci Seneca

reil rigore >

Battone mottra,cfie pu,& non vuole vfa~ per ben fi pu dire alludendoli al

ndlibiode Clementia cos dice_>.

prefente Pontificato Ceda mille Seueri ad vn Clemente.

Clementiaeffleutasfuperiorisaduerfusinfe-^
fioretti in conffitttendispcenis -

Clemenza*

DOnna che calchi vn monte d'armi,& core


ifafeiconfofari..

la delira mano porga vn ramo d'Olino y appoggiandoli con il braccio finifir advn_ tronco del medelmo albererai quale pendano

Etpotrebbefi ancodire^uel che dice liidio nel lib.3 .de Ponto , Principe nec noftro Denseftmoderatior vllus /affitta vires temperai Ulefuas . Il ramo del Lauro moftra, che con efio fi pu*r rificauano quelli c'haueano fili gli Di; .-

la Clemenza non altro , che vn'aftinenza


cfa

correggere irei coi debito cattigo,& efiendo


feuerit
,

vn temperamento della

viene com porre vna perftta maniera di giuttitia , quelli che geuernano, molto neceffaria . Appoggiarti al tronco* dell'Olmo , permoflrare,chenn altro la Clemenza, che inclina^ tione dell'animo alla mifericordia Porge il ramo della medelma pianta per dar legno di pacete l'armi gittate perterra co' fafei confolan fofpefi, nota il non volere con tra i eoE peuoli efirckar la l'orza fccon do che l potrebf>e,per rigor di giufiitia,per fi dice,*. he propria: mente Clemenza l'Indulgenza di Dio a noUri peccati.per il Vida Poeta religioso in eambi di Mercurio, finge che Gioue della Clemen za fi Tema nel] 'ambalciaria.ncHib.j. della Chri ftiade.E Seneca in Ottauia ben'fprime quanto s' detto difopra della Clemen za,cs dicdo .-

&

appretto haur vn libro torcia accefa , apcrto,che con il dito indice della delira mano?
l'accenni. La torcia accefa, {igni fica. , che come i no-ftri occhi corporali, la bifogno della luce per

On n a

GOGNITIONE,
cheftando federe tenghi vna

&

vedere , cosi all'occhio nottro interno, che l'intelletto per riceuere l cognitione delle fpetie intelligibili, fa rneftiero neli'iftrumento eparticolarmente di quello ftrinfeco de' fenfi,

&

de! vedere , che dimoftrarfi col fame della torcia, perciche come dice Arili Nihileffin in~ iellec7n,quodprius nonfmrit infenfu, ci moflrando ancora il libro aperto, perche, pervederlo,

per vdirlo leggere fi fa in noi la Cogni-

tione delle col-

fulehrumeff eminere inter tlhfires

iiiros

Confalere patria^parcere affliti is sfera Cade abfftnere, tempusatfy ira dare


.

DOn
vn

Cognitione delle cofe.* natene nella delira mano tiene vna^ nella finittr verga, ouero vn Scettro , librojda che fi comprende, che la cogniti

&

Orbi quieter > Saeubpacemfito Hacfumma virt:-.petti ur hac Cglum via;


Sic ille Vatn&prtmw -Auguftusparens Complexus afira eft.colitur et templisBens

delle cofes'cquifta per mez dell'attenta let-

tione de libriii che e vn dominio dell'anima

C O M

TTII E

N
..

Clemenza *

Della Ragionecon l'Appetito

DOnna

cfce

con la

finiltra

mano

tenga vn
fiatua, figura d'HercoIe,che vedete-* Aire, fi vedein molte medaglie antiche l'cfplkatione defquale dieenVfte Hercole vnafimilitudine,& vn ritratto delPanima di radeU fpirit human , &^_jr< gione partecipe ,
,

procelle,

& con la delira 1 caffi con vna

penna,& fono i piedi vi faranno alcuni Jibr i.

LA

Clemenza , e Afoderatione nella Medaglia


di Viteliio.

&

Onna a federe,con vn ramo di lauro in_


mano,

& con l'altra tiene vn battone


>

vn

e e lo n uno

Ante del corpo,il petto d'Hercole la hd^je della fapienza,& della prudenzaJequalhanB vna perpetua guerra con l'appetito SrconlaL^. volcat , impa? chel'ppetiio femprecontra-

itS

bella nuitma Iconologia

C O G N

O N

E.

dice, e repugna alla ragione , ne pu la ragione effere fuperiore,& vincitrice, f non Ieua il cor-

quali furono da gli

An tichi adoperati in recitar

po cos in alto

& lontano dallo fguardo delle & delle perfone,che s'introducono ne^oriare.
La Comedia hpropoftioni facili,&: attioni
fi dipinge in habito di cingara per effer quefta forte di gente larghiflrna in pr mettere altrui beni di fortini a, li quali diffidimeli te,per la pouert propria poflano commii-

Comedie,per mofirare la mediocrit dello fitte,

cote terrene,che i piedi,cio gli affetti non pren dano pi dalla terra fomento alcuno,anzi tutte le cupidit,& gli affetti che della terra fon figliuoli,al tutto vccida.

difficili,&per

DOnna
nella finiltra

C O M

A.
:

in habito di

Cingara

mi il fuo

veflimento far di vari; colori , nella delira mano terr vn cornetto da fonar di unifica,

nicare Il cornetto,&:Ia mafehera s'adoprauano nel le Comedie de gl'Antichi, notano l'vno I'ar-

&

vna mafchera,& ne' piedi i focchi.

monia,& l'altro l'imitatione


I focchi

La diuer/
fe -anioni
,

t de' colori, nota le variej& diuerche s'efprimono in quella force di


:

fono calciameli ti comici, come hab

biamo detto

poefalaquale diletta all'occhio dell'intelletto,

Comedia

non men che 'a variet


l'Humana Vi r a, virt,
<iane,in ogni f tato,

de' colori diletti all'-

occhio corporco,per e'primere gl'accidenti del


viri 7,

DOnna'd'et matura,d'afpetto nobiIe,in__ mano terr la Tibia, in piedi focchi,neli

&conditionimoni

& qualit di genti, fuor che

l'acconciatura della tefta vi /iranno molti tra uolgimenti, con grande in trigo di nodi , con
1

&

nel flato reale: E f quefto fi niolra co li focchi,

quello motto ; Deferito mornhominum

COM-

Par te Frimai

117

COMMERTIO DELLA VITA HVMANA/

HV
i

OIVI

che con

il

lira

mano accenni

dito indice della dead'vn a macine dop

le

mile coilume de'GefUr, li: quali per il pefo delcorna in breue" tempo-fi flraccano , npoffo--

piategli fl canto; con lafniflra manten gh vn a Cicogn a , & alli piedi vn Cer o
Si

no reggere la tefla quando nuotanoper mare , per qualche gran fiume ,& per vno appoggia
il

dipingein quella guif a , perche la macina


,

capofopra la groppa

dell'altro,

ha /imbolo delle anioni,

& Commerci; dela__i Humana Vita polciache le macine fono fcmpre due, & <~\na ha bifogno dell'altra & fole
,

&

il

pri-*

macinare , cos ancovn'huomOperfeflefTo non pu ogni cofa, per le amicitie noir li chiamano necef fitHdini, perche ad ogn'vno neceuario hauere qualche amico conl quale pofta conferire^

mai non poflbno fare l'opera

di

&

ino quandoflracco pafl dietro, s cJie in tal maniera queflianimali fi danno l'vn l'altra aiuto . Cos anco gli huomini fono affretti traf loro valerli delrpisa,& aiuto vicendeuole_j3 perilche molto rettamente flato detto qudf Prouerbio tolto da Greci, vna mano IaUal'al-

Homo hominem feruatt imtscitiitdtem. Vn'huomoconferlia l'altro, vna Citt l'altri Citt , quello fi fa non con altro mezo , che col commerci, &perq Arili, tra le cinque col

i-fuof'difTegnij&con fcambioli benefici j


l'altro folleuarf,

Tvn

& aiutarf

comcfanno le Ci-

&

&

cogne , le quali perche-forio di collo alto a tengo andare fi flrccan nel volare, n pofbn iftenere la tefla , s che vna appoggia il collo dietro l altra,& la guida quando tracca pafl
8

dietroTvItima cvd eiTa s'appoggia , cos dice Plinio lib. lo.eap, sz.&Ktororiferifcvn-

perle quali fifa confglio, mette nel quarto luexport antr 3 cio di qmlte Qofcj che fi portano den tr , ^9 fuora dejla Citt nejle quali due attioni confi-

go 3 De ijs qu&im-portamur ,

&

H' iI'Co{nmerto')
:

perche faremo, portare denfi


tro

iS

Della nouiflima Iconologia


no in mano dichiarando
.'

tro la noftra Citt di qudlc cofe che noi n amo priui,& che n'habbiamo bifognorfuora poi faremo portare cofe delle quali n'abbondia mo in Citt , che n'ha bifogno : perche il Gran Maeilro di quello mondo molto faggiamente ha fatto , che non ha dato ogni cofa ad vn luogo imper che ha voluto che tutta quella vniiierfit li corrifponda con proportione,che__> per tal hatbia bifogno dell'opra dell'altro, bifogno vna natione habbia occasione di trattare^ accompagnarli con raltra,onde n' dedel com riuata la permutatione del vendere,

&

Le coverti llracciate, rappezzate , cos per ilfoggettocheJiaueua alle mani, come perle perfone che faceuano cos fatta rapprclentarione non v'interuenendo , come nella Tragedia perfone Regali , ncome nella Comedii- togata, preteflata de Romani Cittadini di conto. Per l varij" colori del fuo vellimcnto l dimoftra la diuerfita* , &incollanza di pi cofe , che
poneuainfemein ynacompoftione,& anco
il

&

&

vario fte,tnefchiando inuerne diuerfi generi

prare,& s' fatto tra rutti il Commertio


Vita

della

Humana

COMEDIA VECCHIA.

O NN A ridente, vecchia, ma con volto grinzo, & ipiaceuole hauer capo canuto, icarmigliato le velli ilracciate, & rap,

il

che li porge la ceflella , inoltra 1 su. fozza imitationeper mezzo della quale faceua le bruttezze altrui,che l dimopale/li vitij, venenofi animali,che ella ilranojper li fozzi, con rifo , feiocchezza leuopre a! popolo , di che vn elTempio l pu vedere nel Gurguglione di Plauto.

di cofe La fimia

&

&

&

pezzate^ di pi colori varia te,con la man deltca,terralcunefaette, onero vna sferza, auanti lei vi far vna fmid, che li porge vna celtel
la copextaja quale fcoprendo da vn canto la_j detta donna,con la inittra mano faccia mollra

Tum ifii Gr&cipalliati, capite operto quiam*


bulant

Qui incedunt/affarcinati , cum


sportali*

hbris , cum

didiuerfbrutci 3 &venenolanimali,cio,vipe-

Constant ,conferunt,fermanes tmerfefe drapeta


Obftant,obfijt'at,inceduntcumfuisfenfcntifs

ie,afpidi,rofpi,& limili

Si dice,deJla Comedia Vecchia dillintione della nuoua , laquale fuccefl lei in affai cofe differente , perciche li Poeti nelle fcuole della

Ouosfimperbibentes videat effe in Thermo~~

polio

Voi quidfurripuere, operto capitulo calidum


,

Vecchia Comedia dPcttauano il popolo ( appreso del quale all'hora era la fommadelgoraccontare cofe facete, ridiuerno) col dire

bibant
Trifles, at% ebrioli incedunt

&

colofe^icute,mordaci,in biafmo,& irrilonedel , rinoiuftiia de i Giudici dsll auaritia,& corrutdiigratie tela"dc' Pretori, de cattiui collumi, de i Cittadini,& limili altre cofe,la qual licenza le feiocchezze del rifo , poi riformando,

&

Le laettc nella delira lignificano gl'acuti det I'alpre maldicenze, con le quali liccntioV6cideua la fama, famente feriua , riputatione de particolari huomini ; onde Horatio nella Poetica parlando della fpetie di poel_,
ti,

&

&

&

&

So

viene dire della Comedia vcccliia in tal

mo-

buffonerie , fatto togliendo la Comedia nuoua ( richiedendo cos altra fortuna di ilato,e di altra ingegnofa, &fauia inuentioouerno,

do.
Sticceffit ve,'us hie co madia , non fine multa Laude feci in vitiumlibertat excidit,& vira

&

ne degl'huomini ) sVtrinfe certe kg^i, Scj> honeff pi cluili,per le quali il fuggetto , la loancora la difpoltionedi effa fatta dinone, molto diuerfada quello che foleua efire della fopradetta Qomcdia veccha,come pu il Lettore vedere pieno le differenze,tr Pvna,e l'altra nella Poetica dello Scaligero nel primo libro detto l'Hifloria al cap.7. L'officio dunque della vecchia (Somedia, effendo di tirare li viti j,& attioni de gl'huomini feiocchezza ; perci l fatta la detta in rilb,

Dignam legc regi


Et
il

lex e fi accepta>chorusquc

Turpiter obticuit fublato iure nocendi

&

detto Horatio ancora nel lib. r. dc'fermoni,neIla Satira qnarta,cosi parl delli S crittori della

Comedia

Eupolisyatqj Cratinus, Ariftoyhanestj, Poeta

Jl ffj alij j quorum Comedia prifea viroriesi Si quis erat dignus deferibi ,quodmalus aut
'

fur
Quod.mechusforet,autficaritiS;rttttaltoqun

&

figura di tal xifo,

& forma, che f andr di ma?

Fabiofus rnuita cum liberiate rwtabant

COM,

Patte Prima

tu
IL

COMPLESSIONI COLLERICO
PER

FVOCO.

giouane magro di color giailiccio: con Sguardo fitto, che e/Tendo quali nudo tenghi con la delira mano vna fpada nuda 3 ftan do con pron tezza di voler combattere Da vn Iato (cio per terra,) far vno feudo in mezzo de! quale Za dipinta vna gran fiamma di fuoco 3 cV dall'altro iato vn feroce Leone Dipinge/? magro.perche (come dice Galeno
' .

VN

&o & per

il

fofeo la malinconia, fecondo

Galeno

nel 4-.de/anitate menda al cap.7. gli Afrori/mi nel Commento 2.

&nej i.de_^

nel 4. de gli Afiorifmi nel

Commento 6.)

in ef-

Si dipinge con fiero /guardo, efiendo ci fuo proprio j come ben dimollra Ouidio neliib. 5. de arte amandi . Ora tument ira , nigrefcuritfanguine ven^ Lumina Corgoneofitius angue micant . Et Perfio n ella 3 .Satira

0 predomina molto il ca'ore,iiquai efiendo cagine de'.'a /lecita fi rapprefenta con la fiamma nello feudo Il color gialliccio , fignifica, che il predominio delPhumore del corpo fpeiTofi \isneamanif eftare ne'

Nuncfacefufpfirafcrufftitfanguis*
Stintillant oculi
>

&

'

& ira

e.

La fpada nuda , e la prontezza di voler eombattere,dinota non ilo il collrico e/Ter pronto alla rifia:m anco prefi tut-e l'altre operano
ni,

coler delia pe'le;d'ride nafee, che-

come ancora fignifica la fopradetta fiamma

per

color bianco fi dimoftra la flemma , per il pallido, ouero rlauo la collera , per il rubicondo mifio con bianco la compkffiocc- Ihfguigna ,
il

diiuQJbo,efifldofuo proprio di rifoluere


Si dipinge giouane,qtrafi nudo,& con Io fci/do per \erra,- per cjfolreguidatodllMrnpetuofa

paffio-

12*
paffione dell'animo ma feri za giuditio ,

Della nouifllma Iconologia


non
fi
:

prouede di riparo con fg'io efpone ad ocm i perico'o,iecondo il detto di Seneca in Troade >

Lutea mmfurgtt bili: crudtfeit, &*tr

&

F He dolorfurtas excitat indomita* Derota anco H I coneeffr il collerico di na.

Juuenile vitiutn eli regere nonpoffe tmpetum . Et per ben dirle Auicen na nel t. del i .della. ciuione j.al cap.^.che quando l'operefon fatte con maturit danno fgno di vn temperameli toperfetrorrn quando fi fanno con impecon poco muglio danno fegno di molto , to calore Gli fi dipinge il leone a canto,perdimoftrare la fierezza,& animo/Ita dell'animo naicente dalla gi detta cagione. Oltre di ci metteui/ <qneflo animale per eflre il Collerico fmile all'iracondo Leone, def quale cosi icrifle PAlcia-

tura magnanima, e liberale, anzi che paflndo li terminijdiuieiie prodigo, come gl'kfraf critti verfi della Scuola Salernitana , non folo di quella
:

ma
.

di tutte l'altre qualit fopradette di-

&

cono i humor cholera, qui competit impetuosi

Hocgenusefihominum cupienspr&cellera^
cunilos
:

Htiewterdifcunt 3 muttum comedunt ,


crefiunt
;

<7>r,

Inde,

& magnanimifunt

>

larg

fumma pe-

tente*.

to ne i uoi Emblemi

Hirfutus,faRax3 irafcensprodigHs, audax ,


j4fiutus,graciiis,ficcus,crocei% colora

-Ate&am veteres caudam dixere Leoni Quafiimulantras eoncipit, illegraues >

SAN G VIGNO PER

L'ARIA.

ginane aUeero,ridente, con vna ghirlauda divaittjoriiu capo dbcorpo car-

nofo,& oltre i capelli biondi baller il color Jel chs_* lfccia rubicondo miftocoii bianco

&

icua-n-

IJJ.

O.

N F

A.

Giouane fi dipinge,.coroe era pi atta al!a__t cnfufine,non haucndo eipcrienza, fenzala


quale non pu terminare, efindo traiportata da diuerfi appetiti, quali nell'opere rendono
1

I'imprefa contro' fa

Scempie genti, cheprouorono difarequel-*ma Onnipotenza , per maggior chiarezza per rapprefeatare fa Conhe,

&

fufione, vi fi dipinge

il

Cnaos , in quel modo ,


1

Confusone
Licapelfilungli!y& eortf^

ma! comporti de-

rano i moltiJ no l'intelletto.

& varij penfieri, che confondo^-

Li diuerfi colori del vefhment lignificano le

"vane,& difordmate anioni confufamente operaie: Et vbi mnltitndo,i&i eonfufio: la Torre di Babel pofta , come cof moltoeonofciuta per legno di Confusione: poich#el fabricare d'effe r Iddio -, fi come eonfufe il fegtiaggio de i fabricatori 3 con fare , che eiafelino di Toro diuerfarnente parafl , cos

cherapprefenta uidio nelpriimo libro delle Metamorfofij oue dice Vnus erat toto naturai, vultus in orBe Quem dixero Chaosjudismdigefta<famohfw Et l'Angm'Uara nella traduttione , fria, che'fCiel fuffe, Umor, la terra, e'ifuoc JEra il fuoco , la terra, il del e"l mare- :
,-

J[4 il mar rendeua il CielM terrone 'Ifmev Deforme ilfuoco, ilCieUaterraje'Imare Che vi era , e terra , e Cielo, e mare, efucsa
Dotte era e Cielo
e

terra , efuoco,

marg,

anco

La terra, lfmeo, 'e*l mare era nel Cielo


JVW marami'fhoeo, ewiUterrailQiefoo

cenfufe la mente loro, facendo, chel'opra rimaneile imperftta per eaftig di quelle iiper-

CCfflr

Della nouiflima Iconologia

CONCI VNTIONE DELLE COSE HVMANE


con
le

Diuine

I dipinger vn'huomo inginocchioni con gl'occhi riuolri al Cielo,e che humilmente tenghicon ambe le mani vna catena d'oro pen-

la

Cielo ,[per contiene che ci conformiamo con volon c del Sig. Dio in tutte le cote, e pregare iiia Diuina Maeftj, che nericcia degni della
fiia

dente dal Cielo &da vna Stella Non alcun dubbio,checon il teflimonio di di Luciano, che la ibpradetta caMacrobio, tena non fignifichi vn congiungimento delle_j vn certo yihcole Humane con le Diuine, lo comune con il quale Iddio quando gli piace ci tira fe,& lciia Te menti nofre al CieIc,doue

fnciffima gratia

&

&

CONSERVATIONE.
Di Pier
Leone

CafeSa.
con vna ghirlan-

jiofcon le proprie forze,

& tutto &

il

porer nofiro

nonpotemo falire;

di

modo colui, che -vuole fi-

gnincre, chela mente ina fi gouerna co'l \ o!er diuino,attamemc cofhii potr < lipingere detta da \ ria"Ste!la__t, catena pendente da! Cielo, imperocch quefta quella forza d'vnaDiuidi cjue! fuoco del quale Plana infpirationej tone ha voluto ch'ogni huomofia partecipe

&

ii)

che 4"22 la mente

al

Creatore,

& erga

al

d'Olino in capo nella mano deflra terr vn i'cio di miglio,&neIia fin iftra \n cerchio d'oro L'oro , l'o'iuo i7gnificano.Conferuatione quefto, perche conferua U corpi dalla corruttione, que"o, perche diffcilmente fi crre :npe. U miglio parimente congrua le Citt

DONNA da
&

veftita d'oro,

&

II

Patte Prima;

i
I

C O N

R V A T

E.

Il

cerchio,

come quello, che nelle figure

non-

lecitamente,& per non portare altre aattorir ?


chepoffinoinfaftidire, balli-quella dell' Alciato,chedice in lingua n offra cos Vit agora infegr chel'httom dotteffe

na princip!o,nefinG, pu fignificarcla duratine delle cofe , che per mezzo d'vna circolarsi
trafinutatione
fi

conferuano

DO
piede

CONSIDERATIONE.
N NA

che nella fnirtra mano tiene vn ha regolo,nella delira vn compatt, canto vna grue volante con vniafl in vhj

&

Tiene il regolo inmano,

&

il

compano per

Confederar con ognifomma eura L'opera, eh' eglifatta ilgiorno hauejfe S'ella eccedeua il dritto e la mi fura , quella, che dafarpreterwetejfe Cifa la grue , che' l volofuomjfura Onde nepiedifuolportare vnfajfo
>,

dimoftrare,cne fi come fono quelli inlromenti mezani per confeguire con l'opera quella drittura,che l'intelletto dell'artefice fi forma , cos li buoni eiTempij,& i faui; ammaeflramenti gui dano altrui per dritta via al vero fine-, al quale

fer non eejfar agir troppo alto,

baffo

..

generalmente tutti afpirano,& pochi arriuajno,perchemolri per torte vie quafi ciechi, fi lfcianodal cieco fenfo alla loro mala <*\-enuta
trafportare

HVOMO
mano

e O N S I G I I O. Del Sig. Gio: Zaratino Cale/lini.


:

vecchio vflitod'habito lungo-

di color roff, haur


la quale-fia per pendente

vna collana d'oro alvn cuore , nella delira tenga vn libro- chiufo con vna ciuetta
tei]

fopra, nella finifra mano tre

e attaccate

ad

La grue fi pu adopraiein quello propofito

vn cllOjOvna tefh far di cane, che guarder


veri

IJ8

verio .aparre diri tta,verio la parte fniflra vna reit di Iup> in mezzo vna teita di Lione : fotto il piede deitro tenga vna tefa d'orfo, vn Delfino Il buon Con figlio pare fia quella rettttudine , che fecondo l'ytilit rifguarda ad vn certo n"ne,del quale laprudenza n' vera efirimatrice fecondo Arinotele nell'Ethica.lib.6. cap. 9. Bona confull atto retlitudo ea effe videtur, qux fecundum vtilitatem adquendam finem flettati cuius prudentia vera exiflimatrix e/I . U

Della nouiifima Iconoogia Sedaud'te me amboautem iuniort ellis me, iam emm aliqmndo > cum forti ortbui & quam vos Vtris confuetudinem habuh &/tunquam me \ ipft paruipenderunt > Ncque tales vidi -vires* nec videbo

&

>s

Pi baffo

Et tamen mea confilia audiebant ,


bantque verbo

obedie-

Quare obedite>et vos:qua obediremelius


Et nella quarta Iliade fi offerifee di giouare

Configlioper quanto il medefimo Filofofo afirifce

non

fcienza,perche non

fi

cerca quello

che fi si, non congiettura,perchela congietturafi fca con preftezza e fenza difcorf , ma il Configlio fi fa con lunghezza di tempo maturato dalla ragione. Non opinione perche quel lo che fi ha per opinione fi ha per determinato fenza Confglio, vediamo dunque pi diitinta-

i Caualieri Greci, col Configlio non potendo con le forze,euendo le proprie forze de Giouaiii , fopra le quali effi molto fi confidano Atride valdequidcm ego vcllem><& tpfe Sic effe,vt quando diuum Creuthalionem interferi
,

men te che col a fa


Il Confglio vn difcorf, &deliberatione dubbioi., che fi fa intorno alle cole incerte, che fono dafarf, il quale con ragione, elegge * &. rifolue ci che fi reputa pi elpedientc , So che fa per partorire il pi virtiiofo, il pi vrik, &il migliore effetto In quanto al publico,circa cinque cole fpecialmente fi fa Confglio del li dati;, entrate publiche, della guerra,& del-

&

Sednonjmul omnia Dij dederUt bominibus. Si tunc iuuenisfuUnunc rur/us mefeneEius ; premitn Veruntamenfic etiam e quitt bus interero,

&

CONSILIO, &
eH

Lrrtabor

SENFM

vcrbisyhoc enim munii*

&

della la pace, della guardia della prouincia, grafeia, vettouaglia,che fi ha da portar den-

&

&

tro^ mandar i ori,delle leggi,


.

& itatuti, &o

Ha&as autem traElabunt iuuenes,qui me Jidinores nati funt, confid.untque viribus . Quindi che Plutarco affermabile quella^ Citta ficuramente faina che tiene il Configlio de vecchi, l'arme de giouani; perciche l'et giouenile proportionata ad obbedire,

&

&

ci fecondo finfruttione d'Ariftotele nel pri-

mo della Retorica Suntautem quinquefere numero maxima , ac precipua eorum , qua in confilijs agii arifolent , sigi tur enim de vettigalibus, et reddtttbus publicis:De bello,
ce,D e culi odia regioni*,

Jodaf ofrra modo que'lo di Homero nella 2. Iliade nella quale__>


l'et fenile al

comandare,

figlio delia

Agamennone Imperadorefa radunare vn Con Nane ai Nefore d'huomini primie-

& pa-

De ip qua importan-

tur,& e.\portantur,& Delega conslstutione. Lo figuriamo vecchio perche Phuomo vecchio dimoitra Confglio come dice S. Ambrogio in

ramente vecchi His vero praconibus clamofisiuffit Conuocare ad Ckilium cornante>$ Acbiuos : Hi qwdem conuocarunt:i/lifrequentes ajfuerunt celeriter
,

Hexameron Seneftus eft in confilijs vti.

lior, perche l'et

marura quella chepartori-

fee la perfettionc del iapere,

per l'eiperienza delle col che ha vedute , praticate non potendo per la giouentefferc per lo poco rempomarurir di giudi tio per 1 giuani fi deuono rimettere al Confglio de_j vecchi Il Confgger di Agamennone Imperadore de' Greci viene da Homero in perfon a di Neltore figurato vecchio di tre et nella 1 .1liade , oue lo ftefl Neitore eflrta i Greci giuani fpecialmente Agamennone Achill*__>
5

& dell'in rendere So


&

Conciliummtemprimum valde potentium conSituit fenum Nefloreumapudnauem Pylif Regis Quos h'ccum coegiffet prudentem Itruebat
confultationem Gli Spartani dauano i loro R vn magiara to de vecchi nobili , i quali fono flati chiamati da Licurgo Gerontes,cio vecchi vencrandi,& i! Senato de Romani fu detto Senato perii vec chi,che vi confgliauano . Ouidionel y.de Fafh uifenibus nomen mitefenatus babet

&

Con molta prudenza Agamennone Impera


dor approffo Homero nell'Iliade 2. fa grande ftima de! Confglio di Nefrore Srdefdera halo chiama,, uer dieci Confglieri pari fuoi , vecchio
,

tra loro adirati

ad obbedire

al

fuo con figlio

come vecchio.

&

Patte prima
fere . Patroclo

'

'*37

Capitano efTendogli detto da_ Demetrio fuo Re, che cofa badaua, che s' r indugiaua tanto ad attaccare la. zuffa,& far im peto contro l'efferato di Tolomeo fuo nimico che era all'hora inferiore di forze,rifpofe./# qui buspoenitentia non habet locum, magno pon-

&

quale loda il Coniglio delle donne Fatto m vn lubito:antico van<o dato per adulatione__ alle donne da Heliodoro Greco Autore nel
la

djereattentandumefl. Nelle cofe, nelle quali non ha luogo il pentimento andar fdeuccon il pie di piombo perche dop il fatto il pentirf nulla gioua, voce veramente d'accorto Capita no non men faggio Ageflao Capitano de Licaoniilj quale iollecitato da gli Ambafciatori Thebani rifondere pretto ad vna Ambafciataefpofragli,rifpofeloro. uinnefcitis, quodad vtilia deliberandum mora eli tutif:ma?Quzii

3uarto del'Hifloria Ethiopica . rinouato.pot al iudetto Poeta in rima jMolti Configli deUe donnefono JUfeglio improuifo, che kpenfarui vfeti , Che questo e fienale, eproprio dono Fra tanti, e tanti, lor dal del largiti Ala pu mal queldegl'huomm'ejfer buon Che maturo difiorfo non aiti ; Oue non s'habbia ruminami jopra Spefo alcun tempo, e molto ftudio& opra , Et errano doppia mente, prima perche lodano il Coniglio fatto in fretta, feccndariamen
te, perche innalzano il Configlio delle donne poi che in- vna donna non vi e Confglio di vifiacco , fecondo il gore,&: polfo, ma debile , parere d'AriiL che fprezza il Confglio delizi donne al paro dli putti, dicendo nel primo lib.della Tolitica Confilium mulieris esl inud-

che diceue,non /apete voi Thebani,che n


gli ardui n egoti; per difcernere,& deliberare

quello che pia \tilc , efpediente , non ci cofa pi fcura della tardanza ?on de fi pu considerare

&

&

quanto ch'errino co!oro,che commenquella ottaua nel-

dano il parere dell' Arioilo in

C O N

V E T V D

E.

lidtim,

T3&

Della nouifluna Iconologia


ne con vna mano, nella quale terr ancora vna carta con vn motto , che dica Fires acquine etitido. Porter in ifpalfa vn fafciod'iirumcnti, r co* quali s eflercitanorani 3 vicino haura vn*
:

Hdr4m,pn eri vero efl imperfeclum.On'e quel lodi Terentioin tecyr.Afulieres funt ferme vtptteri,leutfementra.il SenatoRomano prhibi per legge, che niuna donna per qualunque negoiio non douefl entrare in Configlio , fu tenuta per cola inconueniente,che Heliogabap eradore vi faeefie entrare fua madre Io Impei dare il voto,come riferifee Lampridio,& malamente fi" comport, che Nerone vi introducefle Agrippina fua madre, per il Senatovolfeche ftefle dietro f eparata con vn velo coperta , poiche pareua loro indecer>za,che vna donna folTe \eduta fra tanti padri con ieritti coniultare .

&

ruota d'arrotare coltelli I/vfo imprime nella men te ncftra gl'habiti di tutte le colerli conferna a* pofierrji fa decenti^ a fua voglia fi fabrica molte leggr nel viuc re, nella conuerfatione. Et fi dipinge vecchio , perche nella lunga e-

&

ipcrienza confitte la fua auttorir , quanto pi li vecchio, tanto meglio iti in piedi , il che

&

CONSVETVDINE.

H VOMO

barba canuta,

CON

vecchio, in atto dfandare,corc appoggiato ad vn bailo

&

s'accenna col morto,che tiene in mano,iIquale con uenien te ancora alla mota , perche le efia non fi muoue in giro>non ha forza di confunaare il ferro,n di arrotarlo,come non mouendol iVfocon efiercitio del conlnfo communenon. acquiita auttorit , ma volgendofiin giro vnifee talmente la volont in vn volere, chefenza faper affegnare f termini di ragione tiene gl'-

animi

Parte Prima?
ci pu e fire allegrezza alcuna"*

& molte volte

*.

ne fegue a ned la morte__. Tiene il ramo di noce eflndo eletto albero con fagiolo con la fua ombra, cme ice Plinio
nel libro
in
1

7.cap.

i ,

alla fmilirudine del Tafl

Narbona , cne fecondo Diofcoride tat. cattiuo,che Te vno vi dorme fotto,o cne vi fi affetti alla fiia ombra , ofFefgrauementecome
racconta
fis
il

Terndiolib.i.cteabditisrerumcatt

&

cap. i4- doue afferma l'iUtt della Noce__>, Ouidio ancor lui dice
.'

xafi: ^4j>opulofeixisprterSMite peti? TBafilifco vna fpetie de ferpenti de 3 q.ual* non folo il fiato,m il guardo, il fifehio fono li animali che fono morti per la contagio!? , Ior Contagiane non fogliono efiere tocchi-da altri animali ancor che voraciflmi,& f sforzati dalla fame li tocca,fubito muoiono anecfrloro,onde da tutti li altri animali ancor che verienofi fuggito operandoli tutti , come harr a-* Aetio Antiocheno , fermone 13 . cap.53 Plinio lib.S.cap. ii.

&

&

&

JlfeMtanc leda^omamfatalederedicor Imus in txtremo marginefrondus habet

haiiendo tan tapoflanza che offende anco le__? piante vicine, &per tjueftoli agricoltori l^

piantano nelle fratte, onde Ouid Jttd-ox ego iutla va cum fin? fine crimine vita

Giouanepallido,Ianguido,& mezzo morfi pone per tutte le ragioni fopradet te rafmbrando anco il corpo patien teche riceue_: la Contagione dall'agente cio da quel cheip trafmette. ri, r nr/i
II

to vi

N
-.-.
.

O.

VN

giouane pompofamente veflito,con__ fpada lato,haur gioie, penne per or-

fpecchio

>

&

& con la fnifira vn bacile d'argento


alla cfcia
> il

appoggiato

quale far pieno *di

namento della

tetta

& nella delira

mano vno

monetei& gioie :

xua
Il

Della noui/fima -Iconologia

Concsnro,dal quale t*ndc quel poco di fe:it, che fi gode in quella vita,natce principal licita. mente dalla cornicione del benepofleduto,per che chi non conofee il proprio bene fancor che fia grandiffimo ) non ne pu fen tire content, cosi rcllano li fuoi meriti fraudati dentro di

CONTINENZA

MILITARE'.

Comeft rapprefentata nella Pompa funerale del Duca d Parma Alcpndro Farnef,
con vna DONNA mano
la delira

in Ronza
tiene

celata in

&

capo , con vnafpida con Ia_


lle-

&

ieileft.
Ji^er
fi

'

punta

in gi'nel

fodro,& il braccio finiilro

dipinge l'imaginc del Contento, che

ibjcon la

guarda f medeiima nello lpecchio>& cosili contempla,& fi gode ricca, bella, e pompo! i_j
di crpo.,& d'anima,il che dimoftrano le mone

mano aperta, voltando per la palma di ella mano in sii

te,&iveftimenti. Contento Glouane in habitp biancoi giallo, mortr le braccia, e gambe ignude , i piedi alati , tenendo vn pomo d'oro nella mano delira , Snella finiftra vn mazzo di fiori, fia coronato d'oliuo , e gli rifplenda in mezzo al petto vn rubino Contento Amorofo Glouanetto di bello alpetto con faccia ridente, con la~veft dipinta, di fiorlj'in capo terr vna ghirlanda di mirto,& di fiori infie me in-ceflrri , nella sfinillra mano vn vafo p kno <EolebCoii*vn cuor,che fi veda tra ffe. Sua_ C9n;l'altra mano in atto di leuarfi i fiori di capo perrlorireil detto cuore, efiendo propriet de g'aman ti cercar fempredi far partecipe altrui

&

&

brutta fcapigliata, che detti capegli fieno difordinatamente {parli gi perg!'homeri, far velita.da!a par :e d-ftra_* dalia finida to,& baffo di color bianco , r tila di nero, ma che per detter veilimen o fia mal compoflo,cV d/feintoj e mofri, chedifeordi in tutte le parti del corpo.Tcrri con la delira mano vn vaio pieno d'acqua,alquanto penden con la finiltra te acci verfi di detta acqua , per terra da Yna par _ vn. va.i 4i ftiftco acceio^ te di detti figura vi faranno due ruote Vna contrapofta all'ai tra,& che toccandoli faccino con

DONNA

CONTRARIET'.
&
&

&

'trarifgiri.
Si dipinge brutta fa d'effere re
, ,

-Tjf

perciqthe bruttiflma co,

continuamente contrario-alle

ve*,

& buone opinioni & chiare dimoftrationi &

altrui

della propria allegrezza

CONTINENZA.

DONNA

che fra odo in piedi d'habitofemplicei come ancor finta da vna zonato cintola, terra con rvna__
d'et virile,
fia vellita

Li capegli nella guifa , che riabbiamo detto dimoitrano i difuniti , &rei penfieri, che aprono h Itrada all'intelletto, a|Ja memoria, aHa volonta,acci concorrino $h contradittione Il veftimento bianco,e nero, mal comporto > diicintOjdinota la contrariet^ he tra la_j

&

luce, eie tenebre


alle ragioni

afiomigliando coloro i quali


altrui

dtte mani con bel grada vn candido armellino Continenza vis 'affetto dell'animo, che fi muoue con la ragione, contraltare con il fen-

fuggano la conuerfatione

peruonvnirft

fuperare l'appetito de i diletti corporei fo , perci dipinge in piedi , d'et virile, come quella pi perfetta dell'altre etadi , operandoli con il giuditio, come anco con le forze al contrailo di ogni incontro, che f gli rapprefenta. L'habitofemplice, &Ia zona fignifcano il rtringimento de gli sfrenati appetiti 11 candido arme! ino dimoflraefereil vero mbolo della continenza ,.percichenon ilo mangia vna volta al giorno , ma ancora per n

&

&

&

probabi!i,& naturali Tiene con la delira mano il vafo dell'acqua con la finiftra il fuoco , perciche quelli due

elementi

hanno le differenze contranccaldo,c

fi,

&

-.*

freddo,& perci quello,che opera l*vno, non_ pu oprar l'altro,& Hanno per quello in continua contrariet, dilcordia,& guerra Vi fi dipinge canto le due ruote nella gi fa,chehabbiamodetto,percichenarraPirio

Valeriano nel lib.trigefimoprimo,che confiderata la natura de moti, che fonone i circoli jfu cagione, che i matemitici volendo fignificare
geroglifcamen te la con trariet
,

deferiuefiro

imbrauarfijpm torto confentc.'cirerprefoda


lOigli

cacciatori, li quali per pigliare quello anima!et

due circoli,che fi toccafiero, come vediamo fare in certe machine , che per il girar deirvnoj'altrofi \ <>!ge con vn moto contrario , onde per
tal djtmoflratione

circondano u iua tana con

il

fango

poflamo dire , che fi pofl be-

Contrariet nillmo rapprefentarela 1

CON-

Parte Prima. ^

GIOVANE
rofla fotto
il

corfalctto

armato, con vna trauerfina , tenga vna fpada

ignuda in atro di volerla fpin?ere contro alcun nemico con vna gatta piedi davnparte,e dall'altra vn canem atto di combattere Il contrafo 3 vna forza di contrarij,de' quali vno cerca preualerc all'aItro,e per fi dipinge armato,& pretto difenderfi,& offendere il nemico
.

DO

C O

NNA d'afpettogratiofo,& bello, ftu

NTR ITIONE,

color rotto ci dimofira l'alterezza dell'animo,& il dominio delle pafloni,che /lagno in_
Il

in piedi co'l pugno dlia mano dritta ic 7 rato in atto di percuoter il petto nudo, dalla finifira banda,co'l braccio fini/ir iefo alquan. to in gi,& la mano perta,gi'occhi pieni ai lagrime,riuolti verfo il Cielo,con fembiante mcto 3 8c dolente La Contritione, il dolore grandi/fimo , che ha vn peccatore d'hauer oftfo la diuina Maeft : onde ibpra di; ci l'Autore de i feguenw
verfi di/T.

moto,& muouono il fangue


Si fa
411

J|g

mezzod'vn cane,$d'vBagatta,per,

che da

diflmili

e contrari nature prende e/Io

l'origine

Contrago
,

Glouanetto

che fotto all'armatura habbia

vna velie di colorrotfo , nella delira ma-

no tenga vn pugnaleignudo con fiero /guardo,


con vn'altro pugnalenella fini/rra,tirando Ia_#
mar.o in dietro,in atto di voler ferire

Dolce dolor , che da radice amara Nafii, e de' falli all' bor, t'hai maggior dol* Pi gotti all'alma, che conforto hfalo Quanto dolerfi , e lagrimar impara . Doglia felice auuenturofa, e rara $ Che non opprimi il cuor :ma l'alai a voi,
JVel tuo dolce languir io mi corfio

Chebenfii tu d'ogni gioir pi cara . I 4 Sem-

144

Della nouifllma Iconologia

Sembri afpra altrui, pur meco e tuo foggiorno Some, e per tefuor dabtjfo ofcuro Erto camin poggiando alCiel ritorno Cotdoppo calle pinofo, e duro Jtrrofiftorge di beifieri adorno ,
-

& e quella vna di/polmone contraria al pecca


eo^oiiefacomeuiffinifcono i Teologi.vn dolore prelo de propri; peccad,con intentione di con*efTarli,&di lodisfare:i'I
fica altro,

Che rende fianco pimieto, eficuro .


Et H Petrarca nel Sonetto 8 6. dice Ivo piangendo i miei paffuti tempi
>

nome iliefb non fanu come dke San Tornalo r cll'addftione della terza pane della fua fomma al primo
'

Contrittone Orina bella in piedi 3 con capelli fparfi,veJfita dibianco,con il petto fcopertOjmoftrando di percuoterlo con il pugno dritto,

B
con

#o
,

la fiiiiftra

mano l

fpogli della fua ^ef te

la

arucolorche vna confrattione,& fmitaizzameji to d'ogni pretenfiore , che cipordfedarc la fuperbia , per qualche bene in aoi corotcfuto . La rnafchcra focto i pirii * lignifica il. difpreggio delle col mondancj tea Uuii fono beni apparenti (oleiche lufngano,inganrtano, e ritardano fa vera cognitkmeittnoiii/fi
Sta in atto di ipogliarfi
eiati,

juale fari lira cciara,& di colore berettino,in__

de veementi

ftrac-

atto diuoro,& fupplicheuolejcalchi con i piedi

vnamafchera.
Dipinge/i la Contritione di fccia bella , per dimoOrare, che il cuore eontrito^& immillato

none fprezzato da Dio, anzi mezanoa placarlo nell'ira come dice Dauidnel Salmo 50.

perche laConcritionc vna parte della penitenza , per mezzo della quale ci ipoqliamo de ve/limentidell'huomo vecchio^riueffendoci di Chriilo ifdIo , della fua gratia, cht adorr na 3 afleura l'anima noflra da ogni cattaiincontro.

&

&

HVO-

Parte Prima".

HV

, ma giouane,allegro,& ridente, veflito di pompofa apparenza , il cui veftimento far di color verde,haur cinto il

OMO

14$

biamo datala ghirlanda d'alloro quella figura,eflendo che noi intendiamo di rapprefen tare la Conuerfatione virtuofa,8^Iafiare in difparte

capoU'vna ghirlanda d'allorojterr conia finiitra mano Vn caduceo , ma in cambio della ferpe vi faranno con beliiflmi riuolgimenti vn ramo di mirto , vn di pomo granato ambidue fiorici,& per l'alette in cima, vi lari vna lingua

k ytiofa jcome
.

induftria odiare,

&

quella che fi debbe con ogni fuggire eilndo ella abcrrirteuole, &pernitiofa, oc perci Arift.in Econodebet homofan& mentis vbicumque mia

&

Non

hman'a,rerr la perfona alquanto china , vna gamba tirata in dietro in dimollratione di voler far riuerenza& il braccio deliro fiefo ,ariceure per:o jn atto di voler abbracciare , altruij& con la mano terr vna Cartella , neHa

5o

Seneca epiit.7,Ca!#2 illis cornerconuerfart fari debet , qui es melioremfatturifmt .


',

&

11

ramo della mortella,& del pomo granar

'

ambidue fioriti con bei riuolgimenti intrecciati

&

infieme,jfgnificano che nella Conuerfatione


fia

conuiene,che vi

quale vi fia vn motto che dichi . VEH SOLI t Conuerfatione, vfodomeftico tra gl'amici, &perfohe che fi conofcono,& amano per per dicefi camion ihone!le,& diletteuoli , foaue alla vita , che che non e ola pi grata vna dolce Conuerfatione, per dice vnSa-

che ambe

vnione,& vera amicitia> 32 rendano di f fcambieuok mente buoniffimo odore pigliare infieme.j
le parti

&

&

&

dalle dettfcpian te, eflndo che ( come racconta Pierio Valeriano nel lib.cinquantacinquefiino)
tra di loro fi amano tanto,
fti

che quantunquepo-

&

uio, Carnet-fatto eli


:

hominumfocietas,& gra-

lontanetti l'vra dall'altra radice, fi vanno a trouarc, fi auuiticchian infieme;cfufone

&

ta confabulati e qu mediante imticem animi recreantur Si dipinge in perfona d'huom,& no di Donna perciche non foloconuienfi pi afl-

dichi fugge la Conuerfatone,i quali fi pu dire che fieno della perfida natura di Timon&Fi
lolofo ,

^uomo la Con uerfatione che alla donna 3 ma anco perche particolarmente all'ethnologia
lingua Greca che dice parere di alcuni Dotti fcritto ri fignificainfiem;e,&per non fi pueflrs^ vero huomo lenza Conuerfatione , eifendo che chi nofl.eonueria non ha fperienza,nc giuditioj. quafiiSpu dire icn za in cellet o y per dice Arift.nd i. della Colitica * l'huomo che viue folo gliepi d'huomo, glie beflia Qui. in communifocietate viuere ncquit,aut Deus eflt
delia voce

huomo nella
il

fiomii, fecondo

&

&

aut belia Sfrapprefen ta grcraan ecf fendo che Arili .nel i,dela Rettorica dice che i giouanifono pi amatori de gl'amici , de compagni che alcuno di nhTuna altra et, e perchefi dilettano di viuere mficme^fien d chenon giudicano cofa alcuna fecondo l'vtile,& penfano, che-i loro amici fieno della isedefima natura ridente, veflito dic&Sidimoflra allegro >
.

&

.-

&

orverde,perciche fi come nell'herbe,ne gl'arboree prati,nelle montagne, non fi pu \ edere cofa pi lieta, nepi grata alla vilt dr quegioconllo colore , il quale per la vaghezza . dit fuamuouefinogl'vccelletti per allegrezza a cantare pi iauement : Cos la Conuerfatione con ogni afftto maggiore muoue gl'ani-

quale fu molto celebre per l'odio che ino amico Apemanto della medefim natura, (laudo <~vna, voltainfieme tauola, dicendo Apemanta che quello era vn bel conuito, poicheera tra_j> lor dua , rifpofe Timone che farebbe flato affai pi bello , quando-effo non vi folle flato pre in tela lingua porta fopra alte dette pian telegrafica che la natura ha dato la fauella all'huontOy non gi perche feco medefmoparli,ni perche f ne ferui con altri in ilprimere l'affetto dell'animo n olir, con qual mezzo vengono gl'huominiadamarfij&congiungerfifra diioro. Il tenere la perfona alquanto china,& vnai_ delle gambe rn guifa di far riuerenza,& il braccio defiro itelo , aperto , hi atto di voler abbracciare, eceuere altrui, per din>ltrare_ ch'aBa Conuerfatione conuiene qualit di creanze, buoni cofiumi con benigait,8d eortefia con ogni riuerenza abbracciare , riceure chi degno della vera& virtuola Conuerltine.
il

tutti gl'huomini portaua, era

&

&

&

&

&

&

&

Il

motto che tiene con la delira mano,che__


,

&

dice V E li S L I , detto di Salomone ne i Proikrbi) la dichiaratione del quale cha_*

mi altrui alPallegrezze A & conuengono

all'vfo

guai quello che- foloi per dobbiamo con molta confidratione cercare d'vnirfi dicendil Salmo 1 5 5 .Ecce qum bonnm 3 qum n-> mndum habitare fratres in vnwn,-

&

&

honetQ^k virtuoljcheper tal fignificato bai-

CON-

X4$

Della nouiflima Iconologia

CONVERSIOKE,

VNA

belliflma

Donna

di et virile

far

all'incontro di

fuprema bellezza, chi lontat

ignudarla da vn candido J fottiliflmo velo ricoperta , terr ad arma collo vna cinta
Za fcritto
.

&

d color verde,nelJa quale vi

mo pregio; & llima, Collane d'oro, perle,& al,

& non folo per terra faranno velli di grandifltre ricchezze, ma ancoi biondi & intrecciati
,

IN TE

DOMINE SPERAVI.
che

conitene Dio rappreienta d'et virile percicheraccon ta Arili nel 2. lib. della Rett. che quella et ha tutti quei benijche nella giouinezza,& nella__#

no da quello,
Si

&

capelli

che dal capo fi tagliati


.

, fi

inoltri

d'e/Tcre Cernale trec eie

Star con il capo alto , con li occhi riuolti Ciclo , nel quale vi fi.veda vn chiaro , rifpJendentc raggio, verfando copiofiflme lagrimertenglii le mani incrocciated'vna nell'altra,motranclo legno di grandiflmo dolore fotto li piedi vi far vn'Hi Jra con fieri riuolgiin atto di mettere per terra quefta__* menti ,
al

&

&

&

vecchiezza Hanno feparati, &di tutti gl'ecceffi, di tutti i defetrij che fi ritrouano nell'altre et Jn quella di loro ci fi troua il mezzo,& conueneuoIe,fi che per quella caufa potiamo dire che in quell'et v'e la vera cognitione di fuggi quello proieguitare il ben e , re il male , polito fi potrebbe applicare quel derto,che IN

&

&

&

MEDIO CONSISTIT VfRTVS.


Si dipinge, che fia nuda ma per ricoperta fottiliflmo ve'o per dimo/lra,dal candido , re,che la Conuerfione hi da edere candidatura^ fpogliata da tutti li affetti,&pafloni mon danc Il motto , che la cinta , che dice In te

&

&

&
i

figura

dipinge perehe, (i come brurto,$o abomineuofe chi Ita in peccato morule cos

Bella

Domine Jperaui: fignificar.o quelle parole, che


chi veramente
fi

cnuene Dio

fa

fermo proponi,

Parte Prima-.?
ponimentodi non Spartire, mai pi da lui per
perci fperin liti nafeen do tal Io peccato , fperanza dal credere d'effere in gratiadi Sua__
JDiuitijL attalicA ateanp

147
aurumjj come%

&

Et leuish&c tantumfafeia membra tegas Et modo iam ment fedeat fent entia nofira ,

Diuina Madia,
te
il

fi

che crefeendo nell'anima que


infieme la iperanza median

Qua vela exornetpeElons alba mei


Hydra velh&cpedibzts iaceatfuppofuadiris

fta credenzu,crefce

defidrio di goder

Dio
,

I fontufiflmi <""veftimemi

le collane,

& la

Ne ilhuipereant pettora nottra dolis


Cuntla tenenda modofont h<cc defedefoprema Lumini bus pateant lumina dar meis

diuerfit delle ncchifllme gioie

che fono per ter

ra ne fanno fede,che chi fi conuerte Dio fprez la vanit di quello za le pompe Je ricchezze,

&

CONVIT O.
GIOVANE ndente,&
fta
,

mondo; Onde S.Bernardo fopra la Cantica.Ser mone Qfyrnatum corporis {aneli comemnut flupi anima, decrem qu&rentes
2.
.

/ '&indi,& intrecciati capelli tagliati cVgit-

per terra , per la dichiararione'di effe cene ferairemo di quello pere he dice Pierio Valerian h'b.3 2 .nel quale narra i Capelli lignifica i .pensieri, fi che chi fi conuerte, conuiene, che__> icaccij&rimouaipenfericattiuiji quali f non fi tafano, fucilino accecano la men te, qualdhe* altro grane impedimento apportano alla bup&lntentione di conuertirfi, fopra di ci
tati

no vna facella accefa , & nella linifra "^vn'ha-

bello di prima lanugine , ftando dritto in piedi, con ^A/n vaga ghirlanda di fiori in capo,nella delira ma

& far vellico di verde cos la dipinfe Filo-

ilrato

&

(g7d&&X\x]>.V fattosi dice , Quocurique tempo-

re non cogitaueris Deum,puta,teilludtempus perdidime Tiene il Capo alto,& rimira il Cielo, perci che conuien prima noi di volger/i al Signor Dio con fde, per riceuere da fua Diuina Maefl la grati-a, le bene l'vna, e l'altra egli d per non per li meriti nofri. fua mlfericordia , Fides eftdonum DeiAice S.PaoIo.e/ Gratam et glori km abit Dcmimts dice il Salmo , il qual lignificato lo rapprefen ramo con il chiaro, &r rifplendente raggio,come habbiamo det

&

Et fifa giouane,per efire tale et pi dedita fohzzi, che l'altre non fono I conuiti fi fanno fine di commune allegrezza tra gl'amici, per fi dipinge bello , ridente con vna ghirlanda di fiori^che mof fra relalfationi d'animo in delicature,per cagione di conuerf re,& accrcfcere l'amicitie, che fuoleil conuite generare La face accefa fi dipingeua da gl'Antichi in mano d'Himeneo Dio delle n ozze, perche tiene gl'animi,& gl'ingegni fueglia ti, allegri il Con magnanimi in faci rende fplendidi, liito, riceuere con gl'amici pere egualmente fare^
alle fefe,& a'

&

&

&

&

&

offici;

di gratitudine

'

C O

RD OG1I

O.

to di fopra Le copiofi/Tme lagrime che c\ erfa da gl'occonrritione come chi lignificano penitenza, narra Curtio lib. 3 lachrym&poenit enti&font indices . Et le mani in crocciate l'vna,nel'ulira con la demflratione del dolore, denotano il dolore interno che lente l'huomo conuertito Dio d'haucr offefo fua Diuina Madia l'Hi-

HVOMO
ferpenti.

&

niello, malinconiofo, tutto rabbuffato, con ambe le mani s'apre il petto , e fi mira il cuore , circondato da diuerf

&

dra che tiene lotto li piedi nella guifache dicemmo , ne dimoflra che conuiene /prezzare, conculcare il peccato; il quale con grandiffima difficili t fi vin ce , mette terra perei che fa grandiflma refill cn za quelli,! quali

&

&

conuertiti

camimano per lana della fallite..,*, che perci rapprefen tamo l'Hidra con fieri riuolgimenti , in atto drmeuer per terra dettar

&

Sar <~\eftito di berettino vicino al nero, il detto \eflimento far firacciato, foloper dimo frareildifpreggiodi f fleffo,& che quando vno in trauagi dell'animo, non pu attenil color negro lidere alla coltura del corpo, gnifica l'vltima rouuia,& le tenebre della morte, alla quale conducono i rammarichi , 8<3 i cordogli. Il petto aperto, ilcuore dalla ferpe ciheo, dinotano i falidi; , i trauaglimonaani, che fempre mordendo ileore infondano in noi ite/r di rancore fi veleno di rabbia,

&

& &
&

figura

COR,

148

Della noulfllma Iconologa

C O R R E T T

O N

E.

DO N N A
ro vno rtaffile
rie parole.
,

nella finiftra

vecchia , grinza 3 che fedendo mano tenga vna feru!a,oue-

& nell'altra con la penna emendi vna fcrittura,aggiungendo, & togliendo vaSi

CORREZIONE. DONNA no vn
d'et

matura

de/ira tenga

lituo con

che neMa mavn fafeetdi

effetto di

dipinge vecchia,^ grinza,perche, come prudenza Ia.Corretuonein chi la fa cos cagione di ramm.arj50.In quello , che d occafTone di farla, perche non fuole molto piacere altrui fentir correggerei emendare l'epepere he la Correttione s'effercita nel re fue :

to di fcritture,
nire.^.

& la fini/ira in atto

ammo-

Qui per

la

Corretrione intendiamo l'atto

del drizzare la torta attione

humana , & che

fi

&

mancamen to, che facciamo nella


tioni, dle ccntemplationi

ia

dsll'at-

Si dipinge con lo ftaffiJe,&: con la penna,che corregge le fcritture. prouedendol'vna co'l diipiacere del corpo ala Conueriatione Politica, l'altra con li termini di cognitione alla beatitu-

dilunga dalla via della ragione. Uche deue far* dapcrfone.chehabbinoautrorit, dominio fopra coloro, che deuono eflr corretti, per fi fa co'l lituo in mano vfato, legno di Signoria preflb gli Antichi Re Latini Impcradori

&

&

/&

Romani
Il

fafeetto di fcritture fgnifca le querele,

quafi materia di Correttione

dine Filolofica

CORO-

Parte Prima

\m
A.

DO N N A&
giati te,
.

giouarre veflita di colore , canche dette habitofia im plice r

piglia duerfamente

fiti,Et

e/lndo detto veft-

mento femplice, & curto, per dimo/trare, elle


pigliandole piante mifure di- detti domini; pi facilmente ,& con pi breuir d tempo, & piglia le parti minori, che le maggiori Tiene con la man delira il Monicometro f fendo che con efib esattamente fi piglia tutti fIimiti,& confini diciafeundominio, comean-CO lunghezze^ larghezze terni nate
Il

& curto
ti

Che con la man delira tenghi il Mo-

&

icometroj

& per terra dal mede/imo Iato o;i


picciola parte defignata
,-

a.

vnglobo con vna

& con la finiftra mano vn compano,coii la riga'


con vn termine dalla mede/ima parte, in terra Corografia detta da Goros , che in Greco ignifica luogOj G rapilo denota fcrino,onde-> Corografia tanto vale , quanto defcmtione_r d'vn luogo, ciq ci' vna Citt, terra particolare,ouero paefe,m non per troppo grande, effcndo quello nome I'ilcfTo preflb Tolomeo col nome di Topografia da quale propriamentepar ando,difegna vn luogo particolare
Si dipinge giouane,perche la Corografia nel

tenere

con la^finiftrala riga

&

il

compaffo

dinota che con detti finimenti delineandoquanto ha prefo con l'operarione di detto Monicomtro,pone if termine, il quale vfanza di piantare i confini per conofeere, Ssrdifinguere di ciafcuno il fuo.

pigliare! luoghi terminati,

de Principi,

& altre

COIR PO H-V'MANJO.-

perfone, -mutagli itati in maggire y &mia or forma rinoiiando idomlnij di ciafcuno Sivele di colore cangiante percioche eff-i.

C C ^&_N D O
preferire
in atto

{pefk volte d rapsu le leene il Corpo v.vpaafl


-,

iy2

Pella nouiffima Iconologia

COSMOGRAFIA.

DONNA
in

vecchia , veftita d'vna Clami-

detra di colore ceruleo tutta fle!lata,8o fotto di efla vna velie di coloxterreflre, chellia

Cielo che fa il compoflo di tutto il Mondo Si dipinge vecchia perciche il fuo principio

hebbe origine dalla creatione del Mondo


Si verte di colore ceruleo rutto ftellato,&rdcl colore tereellre come habbiame detto, elTendo che quella figura partecipa li del'e parti del Ci
lo, com'anco della terrai perci la rapprefentiamo che fila in mezzo del'vno, l'altro globo > dimollrando l'operationc fua con l'Ai :rolabio che tiene con la delira mano con il quale

mezzo di due globi , dalla parte

delira la

il

Celefle,& dalla fini/Ira il Terreflrc , che con la delira mano tenghi l'Ali ro 1 abio di To'omeo,& con la fnifir^ i! R adio Latino.. Cofmografia arte che confider le parti del la terra rifpetto al Cielo,6\r accorda i lti de'fvko all'altro, l che per quello nome Cofmografia^'intende il Mondo,eiTendo da i Greci,detto Cofmos , del quale f ne fa Cofmografia cio defcrir:one,non /blamente per quello particolare tcrrellre , ma ancora per tutto il globo del

&

fi

piglia la diftanza

dezza fra vna ftella 3 l'altra, &con il Radio che tiene con la finillra I'operationij che l fan-

& &

intcruallo ,

& h grjn-

no in

terra

COSCIEN.

Parte Vrimtu,

Hi

vn DONNA con con


l'occhi

d'oro

IKEIA

cuore in mano dinanzi quefto fcritto in lettera 2lNE2l2, cio la propiia


.

viti;

to ,

come il foaue odore

atto fentirel'afprepur ture del peccadella \ irt .

Coscienza , ifando in piediin mezzo vn prato vn campo di fpine di fiori, LaCofcienza ia cognitione , che ha ciafeuno dell'opere,& depenikrinafcolii,& cela-

Co/ci enza.

&

DOnna di fembiantebelliflmo

vefh'ta d

ti

agl'altri

huomini.
;

dipinge in atto di riguardare il proprio cuore , nel quale ciafeuno tiene occultate le fue icretezze , le quali folo lui medefmo fono viua forza palefi Sta con piedi ignudi nel luogo fopradetto, per dimoftrare la buona, e cattiua via,per le__

Per

fi

bianco,conla foprauefte nera, nella delira mano terr vna lima di ferro, hauer fcoperto il petto dalla parte del cuore, donde la_ morde vn ferpe, ouero vn verme, che fempre ftimoa,& rode l'anima del peccatore,per bene difle Lucano nel fettimo libro Heu quantum mferuj>o$ri&mens confo 'aj> 'donar.
'
.
:

'

'<

quali ciafeuno carriinando, con le virt, co'

COSTAN-

25*

COSTANZA

Della nouiflma Iconologia

VN A

donr a che con il deft re braccia tencon la__ ghi abbracciata v ria colonna. fioiftra mano vnafpada ignuda fopra d'vngra vafodifuocoacceio,& moliti volontariamenil braccio. te di voler/i abbracciare la mano, Cosiaz.a *

&

L'hafta parimenre conforme al detto vol-

gare, che dice

&

che DONNA & con


piedi fopra

Chi ben fi appoggia cade di rado. Et effer cortame non altro,che ftare appog giato,& faldonelle raggioni , che muouono l'intelletto a qualche cola >

tiene la delira

mano afta,
fi

la frniilra vn'hafta 3

&

pofa co*

GIOVANE
&
di

vna bafequadira

Coftanza vna difpo/tionc ferma d'i non_ cederei dolori corporali, n Iafciarn" vincere mitezza, fatica-, n i trauaglio alcuno per la
via della virt , in tutte l'attieni* I.a.mano alta inditio di Coftanza n fatti

intrepidi!*-. Cattatila , vigorofo, \ ef tiro d bianco , rotto, che moftri le braccia ignude,e ftar in attod'attcndere, e foftenere. l'impeto

&

vn toro In trepiditi l'eccefio della fortezza , oppof.o alla vilt,& codardia A' allliora fi dice vn -

huomo in trepido,quando non teme ,etiamdio


quel che I'huomo coflante fblito temere Sono le braccia ignude, per moftrare confidenza del proprio va 'ore ne! combatter col toro, il quale efiendo mofefhto diuiene feroci flmo,&h; bxibgn o, per reili ere fo'o delle prone

proponimenti. la bafe quadrata

/gnifica

fermezza, perche
falda,

da qualn* voglia banda fi pofft


wapefata egualmente dalle
figura.-..
fv.t

cVcpn-

parti ',

il

che_r
d'altra

non hanno in canta perfettione i corpi

d'vna disperata fortezza

CRA-

DONNA mal

CRAPVLA.

Parte Prima,

155

vellica,

gnffa. brutta neH'afpetto, con tutto Io ftomaco ignudo,

So

hauer il capo falciato fino a gl'occhi,nelle ma ni terr vna tetta di Leone, cine ftia con bocca aperta ,& per terra vi faranno de gi'o^ccelli

Crapula, percichead altro non attende ch'i m angiare , e meni re diuora le fporcitie nel fango non alza-Ja tetta , ne mai ^ \ olge indietro ma del continuo iguita alianti per trouar miglior cibo.

morti,& de' pafticcij ornili cofe Si fa donna brutta,perche la Crapula noo_ lafcia molto alzare l'huomo da'penfierifeminilij& dall'opere di cucina Si vede poueramente , per inoltrare , che li crapuloni , per Io pi fono huomini fprczzatori della politezza, e folo attendono ad ingraf empire il ventre, fare, perche fono poueri di virt , non fi f tendono con il penficr loro fuor di quelli confini Lo ftomaco fcoperto moftra che la Crapula hi bifogno di buona compleflohe,per final tire

CREPVSCVLO DELLA MATTINA,

FANCIVLLO nudojdi carnagione bru1110


ii a, ch'habbia Tali gli homeridel medeficolore,ftando in atto di volare in alto , hauer in cima del capo vna gran de, rilucente

&

&

&

fteila,

& & che con la finittra man o tenghi vn'vrna riuolta all'ingi verfando con eflaminutiffime gocciole d'acqua & con Ja dettra vna fa,

cella accefa, riuolta dalla parte di dietro


l'aria

e per

la variet de' cibi

& per

fi

fa

con la tetta fa-

vna rondinella

iciata,doue i fumi afcendono , l'ofFen dono La grafezza effetto prodotto dalla Crapula

&

che non lafcia penfare cofefailidiof, chefan

no Ja faccia macilente
La tetta del Leone antico /imbolo della- Crapula, perche quello animale s'empie tanto fouerchio,che facilmnte poi fopporta per due tregiorniil digiuno, per indigettione il fiato con tinuamente li puza , come dice Pierio Valeriane al ino luogo

&

me

i patticci, fi pongono cocofe, in torno alle quali s'ettercita Ja Crapula.

Gl'vccelli morti,&:

Crapula*

DCnna mal <~\ efuta,e ni color verde


con

far

grafia di carnagione rotta, fi appoggier la man delira fopra vno laido , dentro del

quale \ i far dipinta vna tauola apparecchiata con diuerfe viuande con vn motto nella touagliaxhe dica: VerafdicitsJCakta manola ter

Crepufculo ( per quello cheriferifee il Boccaccio nel primo libro della Geneologia de gli Dei) viene detto da creper, che fignific dubbio,conciofiache pare f dubiti, le q uello fpatio ditempofiada conceder alla notte pattata, al giorno tenente : efndo netti confini rr fvno,&l'alro Onde per tal cagione dipingeremo il Crepufculo di color bruno Fanciullo alato lo rappreientiamo, come_y parte del tempo , e per lignificare la velocit di quello in teruallo che pretto patta Il volare all'ins dimottra, che il crepufculo della mattina s'alza fpinto dall'alba,che appare in Oriente, La grande,& rilucente fletta, che ha fopra il capo,!! chiama Lucifer, cio apportatore della luce,& per efl. gli Egitti}, come riferifee Pierio Valeriar o nel lib. 46.de ioi Geroglifici fignifcauano il Crepufculo della mattina , il Petrarca nel trionf della Fama,voIendo mottra.

&

riopravn porco. la Crapula vn'eftetto di gola, e confili e__> nella quair , e quantit de' cibi , e fuole communtn-ien te regnare in perfone ignoranti,
di grotta patta, che

re , che quella ttella

&o

non fanno penfar cofe, che

non tocchino il fenfo.


Vellefi la Crapula di Verde ; perciehe del continuo fi speranza di mutar vari; cibi , &CJ pattarci tempo in tempo con allegrezza I o feudo nel fopradetto modo per dimoiare il fine di quei,che attendono alla Crapula, cio il gutto, il quale credono , che porti lco la felicit di quello mondo, come voIeua_j Epicuro. Ilporcodamoltifcrktori,e pofto perlai

appare nel tempo del Crepufculo cosi dice . Qual infui giorno l*amorofa fletta Suol "venir d'Oriente innanzi al Sole. Lofpargerecon l'vrna le minutifllme gocciole d'acqua,dimorira,chenel tempo d'Elate l'Inuerno per il gielo la_ cade la ruggiada , brina, onde l'Ariotto lopra di ci cosi ditte

&

Rima/e dietro il ino ,ela mef china


Olimpia che dormiafenzji dettarf

Fin che l' Aurora la gelata brina

Dalle dorate ruote in terra fparf . Giulio Camillo in vn fuo Sonetto Rugiadofe dolcezjzje in matutini Celeflibumor; che ibofchi inargentate

Hw

3f6

Della nouiifima Iconologia

CREPVS C VL O DELLA MATTINA.

7-/<?r
i

tragl'efeuriye lucidi confini

Della notte, del di} or e. la facella ardente riuoJta nella guifa, che dr
cemtnOjnedimofra^che
il

&

Imam f-c oorriu

Crepufculo della_>

u41o ti hi recidam ? e lingua? .? Njimtu quid ante iucem Aieoi Ftrepcns adaures

mattina mflggiero-

del Cielo

Xarondincllaiual cominciare cantare auan ti giorno nel Crepuieulo-come dimoilr*

Efomnijibeaiis. JUfihirapis Bathylluml che fu imitato dal Signor Filippo Alberti


in quelli
i

Dante nel cap.15.del


-

].'aradii,cos

dicendo.

usi qnadernali

JSfelf bora, che comincia, i tri 81 lai

La Rondinella prejfo alla mattina Forf a memoria defnoi tristi guai,

Perche io pianga al tuo pianto RondinellaimportunainanzJ al die

Da te dolute mie
Tu pur cantando mi richiami al pianta
A' quefli.fi confinno quegli
altri \er/

Et AnacreontePoeta Grecojin quel fu lirico,


co.s..diiTe

in fua fentenza

di

Nat

-Ad Mirundinem Ouib-usioq,uax> quibmnant TepkSlam hirundopnenis


?-

<

ta Pinario.^irati da Seneca nell'Epiftola Incipit araentcs Phebus producere flammas Spargere fid rubicuri da dies } tam trijhs bi-

m.

T'ivi, qr.odille

Terexs

rundo.
.Arguti s redi tura cibos immittere n'di^ molli partiit oj ore minijlrat . Incipit

Fecijfcfert ur olimi'

Ftrmn'ne vis voltiate

>&

GRE-

Parte Prima ^

57

CREPVSCVLO DELLA

SERA.

FANCIVLLO
arato,

ancor'egli

parimente

ti

& di carnagione bruna,ftar in atto

cadere , per effere humori gr ffi , nuocono pi; meno, fecondo il tempo, e luoghi humidi,pi freddijpi caldi, pi alti, pi baffi Tiene la Nottola con l'ali aperte , come ani.__

&

haucr vna grande,


delira

di volare all'ingi verfo l'Occidente in capo rilucente flella^con la__

&

mano

terr

vna frezza in atto

di lanciar

male proprio,

&

fi

vede volare in quello tpo

veda permanacene n'habbia gettata che cafehino all'ingi *& con la__* dell'altre,

la,&

&

finiflra

mano

renghi vna nottola con

l'ali

a-

perte Il volare all'ingi verfo l'Occidente,

dimo-

HVOMO
al collo, fieda
,

CREDITO.
nobilmencon vnacollana d'oro con vn libre in va mano da
di et virile, veflito
il

te d'habito lungo,

er per
fera

tale effetto effere

il

Crepufculo della

mercanti detto
del

maggiore,nella cui copetta

capo fi chiama Heipcro , .la quale apparifee nel tramontar del appre/To gli Egitti; , come dice Pieno Sole ;

La ftella che ha. in cima

dietro fcriuafi quello

motto

&

OMNI FOENORE, & piedi vi


Credito.

SO L V T V S
fia
m

vn

Valeriano nel luogo citato di fopra^gnificaua il Crepufculo della fera Le frezze^nella guii, che dicemmo, fignifica
sapori della terra tirati in alto dalla potenza de! So T e , il quale allontanando/i da noi , e non hauendo detti vapori, chi li foftenghi3 vengono
i

Grifone foprad'vn monticell. Perche pi baffo figureremo il Debito, e ragionevole , che prima rapprefentiamo il

L'habbiamo figurato dita


la virilit s'acquiftail

virile perche nel

arreca credito,

&

Credito, l'habito lungo per li Romani Senatori an-

dauano

1 58

Della nouifSma Iconologia

w;

dauan tgati:tal habito port. Graffo;, LocuJIoSenatori digran Credito,* quali pi d'oricchezze ~ gn'altro poffdeiiano faculti, Porta vna eolFan a d'oroJa ragine in pron io , perche l'apparenza fola defi'orada CreditOyiopra del quale fondata * Sie<fe perche colili , che hi Credito ftain xt~ polo con ia men te iran q uiTla Illibr maggiore intendiamo, che fa folo ieirbaHerehauereiI che s'djrn'me con quel perfetto d*Horatio .folutai omnifoenore cio libero d'ogni debito 3 tal che nel libro non fi comprenda partita alcuna del dare, mi fofaxasn tePhauere poich quello il vero credite*e,ehe non ha da dare,ma folo ha da hauere, u conffteil credito in rrafKcare,&farfnomi-

&

&

Il Grifne fuin gran credito pre/TgrAntichi Srper fen fcruiuano per frmbolo di cuftode,& che fia vero,, veda/ pofro tnttele cofefacre , profane de gl'Antichi, all'Are ; alli
..

&

fepolcri, ali'vroe, i Tempi; publici


edifti Jerome

& priuat

..

corpo compoilo d'animali vigigencro/i,quali fono l'aquila, &il Leolami, ne , fiche il Grifone fopra quel' monticelo fignifka lacultodia,che deue hauere \ no del cumulo delle fue faciliti f fi vuole mantenere in Credito>& deue fare pnnto,come iGrifonii

&

cjua'i
ti

partico'armente eultodifeono certi

mon

(ttarc con il danarosd'arrri , come fanno li mer"camipernon dirturti,che perci fcilmente lRHcono^m concile in poiTederetotalmenre 4zf- fuopsoprijnza iuuere da date niente ad

alcune.

'

Scithi>& Hiperborci, oue fono pietre pretiofe,& vene d'eroe perci non permettono,che ninno vi fi accorti , fi come riferifee Solino or de Barro' ameo Anglico. De propri etatibta rerum lib. i S.Cap M-dice Cuftodiunr Grypfjes rmntesm fmfntsfunt gemmApr&ciof&M'fm* ragdi 3 leseti nec permittunt e ai auftrre WnefTo conferma Plinio 'ib.7.cap.i raeionandfode Sdthi> Quittaraffiline bellum effe circa: metal.

&

Parte Prima_.r
mctatta cum Griphisferarkrn volucrigenere, quale vulgo traditurcernente excunwulis aurum>mira cupiditate, 0'fercufiodientibHi, et Arimaftis rapentibus , Il medefimo nome
il

i?p

diamante , che ^ietra durflfma, e per la fax durezza molto celebrata da Poeti inpropofito della Crudel t delle donne
L'incendio ,el'occifione rimirante colvifo i maggior fegni di crudelt, di qual fi voglia altro,& pur di queda forre d'huo mini ha voluto poter gloriarli il mondo a* ter pi paffati nella pedona di pi di vn Nerone,& di molti Herodi, acciche non fia frte alcuna di fceleraggine , che non fi conferui perpetua memoria nelle col publiche,ohe fon l'hidcri fabricate per esmpio de poderi
allegro, fono

hanno i^Grifoni nell'India,come afferifee Filofrato lib.7.cap.


i

lndorumautem Gnphes,&
.

uiethiopumformicA
dijftmtles,

quamquam finiforma- Eademtamen agere &udent Nam


3

aurum vtrobique cu&dire perhtbenmr , terramauriferactm adamare Cosi quelli, che hanno Credito n deuono 'affare accodare al monte della douitia loro perfone, che fie'.

&

'

no per didruggerlo,come ruffiani,buffoni,aduiatori


, che l'agrauano col tempo in qualche fidati , ouero in vna pref tanza , che mai pi fi

CVPIDIT A*.

rcnde,ne parafati, che li fanno fprecare la robaltre ba in coniatane Giocatori, Meretrici , genti infami, che darebbono fondo qual fi

&

voglia monte d'oro , fi che fuggendo quefti tali viuerno con daranno in perpetuo Credito, riputatione loro, altrimenti f non fcaccieran-

&

ignuda , c'habbia bendati gl'occhi con l'ali alle fpalle La Cupidit vn'appetito fuor della debita mifura,ch'infegna la ragione , per gl'occhi bendati fono fegno , che non fi ferue del lume
dello intelletto. Lucreiiolih>.4.<de natura rt~

DO NN A
.

no limili trafeurate , & vitiofe perfone , perderanno la robba , e'1 Credito , & anderanno raminghi con ifeorno, & ignominia loro

rum

iCRVDELTA\

Namfaciunt homimsplerum^ cupdint caci Et tribuunt ca>qu& nonfunt tibi comoda veri.
L'ali mofirano velocit , con le quali eff fegue, ci che lotto fpetie di bu ono, Si di piaceuole le fi rappreln ta Si fa ignuda perche con grandiffima facilit feopre l'efir fuo

DONNA

di color roff,nel vifo,e nel ve-

dimeli to,di fpauento fa guardatura, in_>

cima del capo habbia vn rofignuolo,e con am bclemani affoghi vnfn ciuffo nelle fafce,perchc grandiflmo effetto di Crudelt Foceidere, chi non nuoce altrui ma innocente in ogni minima forte di delitto,p ero fi dice, che la Crudelt inftiabil appetir di male nel pu-,

CVRIOSIT A',

nir gl'innocenti rapir


:

beni
,

d'altri, ofrendere,e

non
Il
fieri

difrenderc i buoni

e la giuftitia

vedimcnto rodo dimodra , che i fuoi pen

DO N N A
alce,col

con vedmento rodo , &* azur-

ro, fopr'il quale viziano fparf molt'orec-

fono tutti iinqirgni Perlo rofignuefo ff\ iene accennando la fauola d Pregne , e di Filomena , vero inditio di
Crudeltii ..orde difle l'A 'ciato,

chie,& rane,hauer i capelli dritti,con le mani capo che fporga in fuora,& far alata.

la

Curioft' defiderio sfrenato di coloro,

EcquidCckh'pudet. volte Fregne improba?

ohe cercano lpere pi diquello, che deuono Gl'orecchi modrano , che il curiof ha folo
il

mer em
f

defderio d'intendere,
.

& di fpere cofe riferi-

Cum volucrisprcp-Apralis
Crudelt

amore fubit .

DCnna ridente vedita di ferriiggne,con_


che
flia

vn graffo diamante in mezzo al petto, ridendo in piedi , con le mani appogi

da al tri Et S. Bernardo de gradib* fuperb. volendo dimodrare vn Monaco curiofo, lo defcriue con quefii legni cos dicendo.SV videris jMonacumeuagari, caput erecTum,aures por*
te

giate

fianchi , e miri vn'incendio di cafe_*,

e occifioncii fanciulli inuoltinel proprio fan-

gaia Crudelt

vna durezza d'animo , che fa


,

gioire delle calami rde gl'altri

& per

le

fi

fa

tarfefyenfasicuriofum cognofeas . Le rane per hauer gl'occhi grandi fon inditio di Curioft,e per tal lignificato fon prefe__> da gl'Antichi, percioche gl'Egitti;, quando voleuano lignificare vn'huomo curiofo rapprefentauano vna rana,e Pierio Valer . dice, ckz_j

K
t-r.
.

gl*-

if

Della nouiffima Iconologia,

A\

fc/

gl'dechi di rana, legati in pelle di ceruo inlernc con carne, dirougnuolo fanno I'huomo dello^ iuegliato, dal chenafee I'fler curiofo

Tiene altde mani ,con la reit in fuora perche il curiofo lemure U delio viuacc per-

&

plicemcntecol drago , come baie, dimofira ftAlciato nelli iuoi Emblemi dicendo Fera h&c ejjgies innupta esl Pallad, e/us tw draco>qui domins,ccr<slitit antepedes, Cur diUA cerna hoc animali Cuflodia rerum

pere, &intendciejda.rutteJcbandelenouit Uche dimottrano ancora l'ali ,&i capelli dritti,chefoni penfierr viuaci;&i colori del <~\etimento unificando deiidaio di fapere
.
-

Jd e data Jc Ittcos f.:cra^ tempia co Ut , bitiuptai opus efi cura afferuarc pueilas
Ternigili.laqy.eos vdt%t endit amor Et con l'armature, che. difendano, e dano
ardircene' vicini pericoli .
-

CVS
ONNA

O DIA-.
&

armata, ehenella delira mano a canto hautenga vna fpada ignuda, r vn drago ^ Perla buona Cuftodia du& coleneceflanjlpericoIi,e i il'preuedere vra fme fi ricercano, lo itardefto, che non venghino all'improuifo l'altra l potenza di refiltere alle forzeclerio rifilando perl^icinanza non fi pu col ConfgIio. e co'dil'corfilJ^ire^ex il dipinge fera.
;

DANNO.

HV O M O
le

brutto

il

del colore della ruggine,

Tuo veltimemo far che tenghicon

mani delli Topi, Sorci, che dir > oglian.o che i?eno vifibili,per quanto fi alpetta al/a gran dezza loro^pcrterra a i fia vn'oca in atto di pafeere , che dal Cielo pioua gran quantit di grandineJa quale fracaflf,&: (minuzzi vna ^ erdeggiante, fecondiiliua veA'dcileJpighe

&

&

del

Parte Prima

l&I

Sgrano che fieno in vn bel campo


detta figura
.-

canto

Si velie del color della ruggine per enere

con

finuamente dannofa,come riabbiamo detto in


altri

DATIO OVERO GABELLA,


Del Sig.Gio: Zaratino Caftellini
giouane, robuflo come fi dipinge Hercoie,con mufcoli,&: nerui eminenti, far incoronato di quercia , nella man delira hauer vna tanagliai forbice da lanaiuolo al piede

luoghi

Tiene i Topi , comedicemmo per dimofrafe eh e tali- animali fieno i vero Geroglifico, del trouafi appretto Cidella rouina, Danno,

&

&

ceroni e f

come rifrifee

Pierio

Valnano libro

tredicennio, che i Sorci giorno, e notte fempre ralmen team brattano le col da lorodano-.,

&

vna pecora ,da man.finiitra

terr ipichedi gra-

ro roie, che non ieruono pi cofa alcuna .Gli fi dipinge a canto l'oca eficndo detto a-

nimale danno!ffimo,imperoche in qualunque luogo fparge i fuoi ef crementi,fuole abbracciare in ogni Col , ne cola alcuna pi nuocealli prati, alli'feminatijcheq uando in quelli vanno l'oche i pafeere , anzi pi che f illor flerco poi fiiparfar liquefatto con la falamoia ,

&

ger fopra gl'herbaggi


fi

tutti- fi

gualkranno ,

&

corromperanno

Il caderedal Cielo gran copia di grandine. * tanto-manifelo , il nocumento che firiceue altri da.quella s nel grano, come nel vino , frutti che ben io sa quanto fia grande il Danno chilo proisa,& in particolare iapouert .-

no,rami d'Olmo^ pampani d'vua, chependino far sbracciato , e fcalzo , con braccia, gambe nude , pulire per fino- alla phn ta def piede parimente mufculoiej &nerbute.Il Da* tio fu in Egitto primieramente impollo da Se foflreR de Egitto fopra terreni , guifa di taglione continuo per quanto fi raccoglie da Herodoto lib. z Nel primo lib de gli Aucrfari j di* Turnebo cap. 5 habbiamoche anche li Romanirifeoflro Dario, &: decima de forments dei' campi .Caligola poi fu inuentoredeDatijfor-

&

So

,didi,inauditij&: nuoui.-impofe Gabeilefopraj_j'

&

D Al? OCAGGINE. ON N A con capelli fparfi,veftitadiber'


v
.

rettinoichetiri pi ai

bianco, che-ai ne-

qual fitoglia cofa da. mangiare che fi portaua giudici; voleua la quain Roma- Dalle liti, rantefima partejD fcchinil'ottaua parte del guadagno,che faceuano ogni giornojcos anco' dalle Meretrici la paga d' vna volta,drche Suetonio nellavitadrdettolmperadore Cap. 40. Si ha da figurare robufto , perche la rendita del Datio d gran poll al Principe,&alle com

&

ro, la qual velie far 1 traccia ta,flia federe con


le

mani fopra le ginocchia.col capo ballo, & -

canto vi fia vna pecora Dipi ngefi la Dapocapgine con capelli fparfi ,

per moflrare

la tardit epigritia nell'opera-

re,

che difetto caggionato da elfa medefima,efindo l'huomo da poco^lento,epigro nelle^_ fue atrioni, per comeinetto tutti glieflerci-ti j d'induftria } ila con le mani pofat fopra le ginocchia
il

La veiterotta ci rapprefen ta la pouerr, 8cj> difagio foprauenien tea coloro, cheperDa-

pocaggine non fi funo gouernare Staffi federe col capo chino 3 perche l'huo-

mo da poco non ardfee di alzare la tetta, paragone degl'ai tri huomini , e di camin are per Ja via della lode , la quale confifte-nell'pera"

munita, onde MarcoTllio pr Pompeo diffe Vengalia nefuosejfe Reip.femper duximtis Si efprime maggiormenteruiefla robuftezza con la corona del rouere , poich l'etimologia della robutlezza fi deriua dalla voce latina ko~ bur , che lignifica fa Rouere, Quercia ; come arbore duriflmo,' gagliardo , forte, durabile conuinfi di pi tal corona al Dario come che fia corona Cinica , cosi chiamata da Aulo Gelio, che dar fi f leua chi faluato hauefl qualche Cittadino , effndo che l'effetto del Datiov diconfruare, mantenere tutti fi Cittadini * fi come la Quercia era confettata $ Gioue* perche nella fua tutela tennero i Gentili fuflro le Citt jcos deuafi dare al Datio,come quel lo cheaecrefee forza alli Principi in tutela de
',

&

'

tione delle col difficili La pecora molto ilolida,ne-s pigliare par


rito in

alcuno auucnimento . Per

difie

Dan-

te nel fuo Inferno^

quali Hanno le Citt La tanaglia da tofarla lana alle pecore allude queiloche dffe Tiberio Imperadorejchcnel principio delfino Imperio diffimull'ambitione , l'auaritia, nella quale fimoftr poi'

&

fdwnwifiateiCWVfcsortwatte.

edere totalmente fommerfo,\ olendo egli dunque dar buono faggio di se -, rifpoi certi pr^
fidenti^

i6i

Della nouiflima Iconologia

D AT

OVERO GABELLA.
Cartellini

Del Sig. Gio: Zaratino

fidenti,che Io perfuadeuano

ad imponere noui

aggraui

alle

prouincie

Bonifiijioris ejfeion-

derepecusinon dcghere j Cio che il buon_ Pallore deue tofar le Pecore, ma non fcorticarle ilche fi confa col detto d'Alcamene figliuolo di TcJecro, il quale dimandato in che modo vn poteffeconferuare bene il Regno ,riipofe__>j f non far troppo conto del guadagno. Apoftemtna Laconico di Plutarco :

l'anno cento ottantamila fendi per Dario del fale dalla Citt di Cantone,& cento al ri mila lcndi per la decima del rito da vna terra
de'Ia

Nell'altra

mano ,

gli

fi

mettono le fpiche di

mede/ima Cicta.Gabella parimente di falene, cellario a poucri e ricchi fi poie in Romal'anno. 6c6. m nenie con ia Gabella della carta,& con h Gabella del mito noua, forra la neue^ la mule non aggrau f non quelli, che vogliono le pene de monti volgere in delitie di gola per
i

grano,rami d'Oliue,& pampani d'vua, perche l'opra quelli rre fruiti della terra , di grano , farina,o!io.& vino s'impongono principalmente
le Gabelk,princ'ipalmentedico, effendo certo

viar le p;.ro:e di Plinio lib. 1p.cap-4.al cui tem-

po non

(ptndeua tanto in neue,quant'hora fi ipende: poich dal fuo parlare , nel luoo cita ii

to,8c nel ftb.5 i.cap.3 .non f ne feruiuano,'_j

che fopra molte al tre cole Dario s'impone; tra gl'altri Vcpifco fcriue che Aureliano Impera? dor conili tu h Gabella de! ven-o.dclla carta, del lino.&- della lloppa Rapendo anco per relazione del Boter, che il R della China cau*-*

non per nnfrefeare l'acqua, & alcuni la coceuanoprima fecondo l'inuentionedi Nerone_
per pigliare lcuramente il diletto del frefeo femj. li difetti della neue : Hora f ne feruono non iolo per rinfrefear l'acqua , ma il \ inoj'infalata gli frutti,& altre cofe d'eftate,& d'iriuer-

nOj:

Parte Prima
o;& queEi,che fono afluefatti tal fideura
le rinfrefeano, quando fi purgano , i Groppi, medicine ; tanto che f ne caua, li nula feudi l'anno di Dario in Roma

t$$

&

voluto pagareil Dario, e per dall'altro canto lodato vieneM fuo fnccefiore Nerua Cocceio Imperadoreieheleu s vitupero! tributo,per il che fbattutaadhonor fuo, per decreto del

le braccia, e gambe nude, epulite,poiche_>


de] quelle meiiibru lodo In virt delle mani, andamentipiedi nunif tre delle cperationi , humanij&eliccierki deli noitripenfsrij li-

&

&

Romano vnaMedaglia d'argento, con fuo ritrattole nome da vncanto,& dall'altro perriuefeio l'arbore della palma in mezzo quelle due lettere S.C. d'ogni intorno Fifci
Senato
il

&

gnificano, che ii Datio deueeierc impello dal 1 reucipe eoa miriK) fnccrc.epuro aiiretco dal l'occaione arrecca;* bifagno, che il tempo, con titfamento, riifegno fchietto , e leale , di.

&

udai ci Calumm a fublata , circa delle quali calunnie,accufe,& ingiuftiDatij Ieuati,& vietati

da Nerua Iroperadore; leggali Dione nella

giouareno;i ramate se quanto alpubiico, adi popoli iLQi&UiOtt per mera auariua, pender i proprio intertfie ne deuono comportare che gii itici vffitiaii vadino inuentan:

&o oo

fua vita ad efimpio di quello ottimo Imperadore, deuono li Principi igrauare i popoli d'ogni indebita impofitione, non che aggrauarli

eoa nuoue>

& afpre Gabelle


D E
B

do come volgarmentefidice nuoui arcigogo,

Ii,& an gheriedi Gabelle iopra cole


,

vili,

tozze,

&poco honefle^comefeceVelpafiano Impera dor il qualeanido dd dan naio impofe gabelle per fino all'oriua,di che ne fu ripreio da Tua
ancorch il padre luoprimigenito figliuolo; gli rifpondef , che li danari riicofl di cotaL Datio non puzzauano d'orina non retta per che l'animo ino non renderle cattiuo odore di vilt,& fordidezza contraria all'animo d'vn_*
Principesche deueefferegenerofo, e Magnanimo:M l'intereiTe l'acciec ,&: gli fece vicir di mente gli ricordi che gli diede Apolio tra quali era che non if lima fl le ricchezze de tributi
raccoltidalhfofpiri del populo,
ftrato.Iafsfcrit:onelIib.5.cap

ITO
la

Del Sig.

Gio.. Zaratino Calellini

&

& meflo, GIOVANE porter


peialofo, firaeciato,
rra* in

ambidueH piedi, &

d'habito* beretta verde in tenel collo vn legame

terr

forma d'vn cerchio rotondo grotto vn paniere in bocca, & in mano, vna frulla, che in cima delle corde habbia. palle di pioniboj& vna leprealli piedi Quella figura parte rappreinjata da cote
di ferro in
..

naturali,parte da collumi prelenti

& parteda

come Filoii-Atrum cfi

varie pene

antkhe,& ignominie,con lequali fi


..

punkiano i debitori

ntmfir$dum%futaxdi<m
lacbrymis oritur.

ff fturumquodex

Or de fu parimentebiafirna.

to Dominano Iroperadore , fecondo genito di detto Velpefianojcheimpoie tributo mloppor tabile a' Giudei,, con ordine che chidimmulaua di non effere Giudeo per non pagare il tributo fufie afbetto moitrare le iecrete , e ver-

gognofe parti pr-chiarirfi s'erano circoncifi, a B,tribmo,&' ordine indegno, relerito da Suetonioin

Dominano al

czp..iz.lnterfwjfe

me

adohfcentulumiKtmin ,mm . Trocuratore frequentiamo^ confitto infpiceretur nonagenariutfen ex an circumfitlus effet > Sopra di che fcherza Martiale centra Ckref nel 7dib. Sed qui de Solymis verni yeru&s Damnatam modo. mentulam tnhuth. Il qual tributo quando fia ruerkeuoledibiamc,e.i ergogua chiaramente/I comprendeva poich ogni galant'huom ad arbitri del procuratore fifca^epoteua efTere^accufat,& incoi aftretro a inoltrare il pat di fet tagiudaiea, | tepuiij, tjua&de feoaa replica noabaueiT-s'

giouanfper lo pi fono tracurati,& non hanno amore alla__ robba,& f ninno penfofp, e metto, certo colui che ha da pagare i debiti. E uracciato,percfae f brecato che felafua_j robba ,non trouando pi credito, va come vn pezzentePortafaberetta verde in tetta peri cottume, che s'vfa hoggjd in molti paeT, ne quali perpetua, in tamia i debitori , che n on han no il modo di liberarli dal debito , fon forzati portarla^ per dicefi d'vn fallito, il talee ridtto
al verde.. Sirapprefenta mcatenatperli piedi,& per il colIo,perche anticamen te erano cosi aftrerti daMe leggi Romane^ le cui parole fono quelle
;

Si dipinge giouane, percheli

&

Aulo Gelli lrb.ro.cap.1.. uderis eonfeffi,rehn$4 iure: indicatis trigintadcj tuttiJmte. Fot? deindemanUs i?,ieQie eSo, in ius duetto xKTiudrcaiumfzcitiaut (gii pjeudo eoin iwejvim dicitjkcum duetto, vmriferite da

eito^aut nennssWt e<imdbi q%'ndecimj>m


doste.

I&4

Della noujflima Iconologia

E
Del

Sig. Gio: Zaratino Cartellini

*volet fuo viuitCL.,

do 3 ne minore aut fi voletmaiore vinetto. Si Nifuoviuit, quieum vinindtesdato


.

Gelio
ibant
loro
ii

dabant
.

Tertijs autem nundinis capite p cenai , ani Tranfiyberim per egre vtnum

Uum habebit libramfratris

Et

li

creditori erano pi, ad arbitrio


il

volet plus, dato Ouefono d'auuertireperlanoftra figura_


quelle parole Vincito,aut ncruo^aut compedibu.i,Cio leghili il debitore con il neruo, con li ceppi circa di che da fapere che cola fia_
,

tagliaua a pezzi

debitore

Nam fi

pluresforer/t qwbus rem effe: indica tus-ficcare vellent atque paruri corpus addi eli fibi hofi

mi nis permtfernnt : verba tpfia legis h&cfunt


Tertijs nundinis partes fecanto,fiptns,minns-

Neru o,cos dichiarato da Fefto Ner uum appcliamus etiamferrenm vinculii, quop edes ve/ etiam cernices impedimitur Ci e chiamali anco neruo vn legame di fer.

ve fecuerunt fine frande eli

fi tengono impediti li piedi, &" anco Ilo, ilqual neruo di ferro (fecondo il fello fop racitat ) non poteua effcre minore di quindi ci libre,m fi bene maggiore per li debitori , i quali ancora tal volta fi puniuano capitalraen te, onero fi vendeuono fuor di Trattenere , co me dice nel medefimo luogo Aulo Gelo

roj co! quale

co

il

Il che per efendo troppo atrocit, inhumanit, non fieffegui mai fimiJ peni anzi dice l'ifleff Gellio antico autore, che non hi mai ne Jetto,ne vdito d'alcuno debitore che fia flato diuifo in pi parti Trouafibene in Tito I iuio Decade prima lib.prim , che li debitori fi che erano dauano in feruitio alli creditori , flagellati , ficome fi legge di da loro legati , Lucio Papirio ,che tenne legato Publio giowanetto 3 e lo frutt efTendogli debitore , non ha.

&

&

&

uendo

Par^e Prima.
uendo egli voluto compiacere gli
leciti di

165

appetiti

il-

piombosi al tempo di Coftan tino il quale co

Papino,perquanto.narra il TeiQre.Z.

me

TapirHsmqHit Publiumadolefcemem.w.vin
culis tenwffeypLigixff, et contumelijs affeciffed-

atur, quod ftuprumpati nelu'jfe^ cura Pubiius

edem cjfet dcbitor. lamedefmapena afferma


..

Dionisio Halicarnaflo lib. 6. aggiunge di pi che non folo i debitorhm anco i loro figliuoli fi dauano in feFuitio alli creditori,& ci s' detto per ftudio de curiof. Terr in bocca vn paniere, vna corba, vn caneffro, ceflojchcdir vogliamo , perche trouaf nelli Geniali d'AleCfandrolib..cap. io. che,apprefloliBoetr; ne' confini della Grecia , non vi era la maggior infamia di quella del debitore, che era sforzato ldere in piazza, &inprefenza della plebepigliarein bocca vn paniere voto, come quello

&

Chriiiano Imperadorcfu Imperadore f'il Pio , prime li primo che liber i debitori da cos empia pena , cola annotata dal Cardinal Baronio nel volume de gli Annali , nell'anno del Signore ^^.Cap.i4- f ben molti anni doppo l'Imperio di Conibn tino, command Thcodofio, Valentiniano, &Zj> Arcadi Imperadori chele alcun Decurione, fallila col denaro delpublico/ufl fatto fruttare con palle di piombo iecondo la confuetudine antica, il qual decreto pi ampiamente fi
fende nel Codice di Giufiinianolib^i o.TitoIo

&

che haueua deuorato tutto il fuo

&

votata la

Corba d'ogni facolt,c foianza Haur in mano la fruita di piombo perehedi


debitori; ih

5i.Icgge4o. Ponef i piedi il lepre per tim idita , fi come il lepre pauenta-d'bgni ftrepito,e teuefctfct giunto da cani, cos il debitore ha- paura del manfracafTodelle citationi , intimationi , dati , ogni giorno teme d'eflere prefo da birper/e pratico , guifa dilepre fi mette ri,

&

&

&

in fuga

Roma furono

battuti

con palle

di

D
Del

Sig. Gio: Zaratino Caftellini

GKi^

GIOVANE adofl
porci

l66

Della nouiffima Iconologia


di belIo,& honef lo afpetto. .vna pelle di Leone nella pai

ma della man dritta tenga vn quadrato, nel cui


mezzo fia piantatala figura del Mercurio,da__ man finiflra tenga vn ramo d'Amaranto volgarmente detto fior di velluto con quello motto intorno.

ne di perturbatione di animo,nelle quali col fi contiene il Decoro.la cui forza. che non fi pof fifeparare dall'honeflo, prche quello, die conueniente honeflo,& quelio,che ioneilo
conueniente
.

loco coni inetur id

Onde Manco Tullio difl.J-/oc quod dici latine Decorum

SIC

FLORET DECORO DE-

fonB,grdLce enim
eft,

deLmedefimo fi potria anco incoronare, &fre{?iarcrjiabko , che far vn faio Jongo fino

CVS
al

ginacchio,nel piede dritto tenga vji cothurno,nel finiflro vn Cocco E' oiouane bello perche il Decoro 3 ornamento della vita humana.. E' honefl, perche il Decoro Ila Tempre vnito coni'honeilo imperciche il Decoro fi come dottamente diicorre Marco Tullio nel pri" mo de gli offitij generalmente fipiglia per quel di due frlo,che in ogni Jioneit confitte ; fogti, perche a quello Decoro generico ve n' getto vn'altro, che appartiene ciafaina parte Sell'honell Ilprimo cos difinir ffuole Il Dccoro, cjuellojche conueniente all'cccellen Zi deirhuomo,in.quello,che la naturalua da__* L'altra parte, che *li altri animali dirrerilce
:

&

( Tpiwov) dicitur huius-vis vtabhonefto non queatfeparari $ nam et quoddeceuhoneilum eft,& quod ho.ncftu*neJlt decet. Pi baffofoggiunge Etiujlaamnt decorafont intuiia. contro. , vt turpiafic inde" tor Simili* eft ratiofortit udnis>quodenim viriliter animo% magno fit, id dignumviro ; decorum mAetur:quodcontra id^vt turpe , fic indecorum Per dimodrarequefra grandezza , fortezza eccella virt d'animo , che il Decoro richiede , 1 habbiamo figurato con la pelle di Leone adoflo, attefo che gli antichi prefero la pelle di Leone per fmbolo del valore della virt, &c_5 fortezza d'animo, la quale aflegnar folcano a quelli , chehauefro offeruato il debito Deco. .

&

&

ro ,

&

fi

foller moflrati generof, forti ,

& ma-

lo^etta al genere, .cos la difnilcono.

Il

Deco-

gnanimi , perciche tutto quello che fifa virilmente^ con an imo grande,qucIlo pare degno

roTquclWi! quale cos cojiueoien te alla natura, che in elio apparifea la moderatione.,

d'huomo che ofrui il Decoro, per il contrario priuo di Decoro colui che \ii\c effeminarajnente,fenza coflanza,
intelletto
,

temperanza,con vna certa maniera nobile, ciuiieje libera. Si che il Decoro diffufarneh te fi dilata in ogni cofa, che appartienealThoneilo gcneraimente,& particolarmente in ogni forte di virt i imperciche fi come la bellezza del corpo con proportionata compoftione de__> membri,a!letta,& muouegli occhi,& per quello Hello dilerta, perche fra f tutte le parti con

& grandezza d'animo

Bacco tenuto da Orfeo per


in Aristofane

vna certagratia contengono ,

& corrispondo-

no , cos il Decoro, che nella vita riluce muoue


l'approbatione di coloro co' quali fi viue con_> modcratione d'ogni detto ordine,coliar.z.i,

&

& fattordal -che


ferita nel

fi

raccogliere il Decoro

fi

of-

fini bolo del diuino porta addofl la pelle vir uolb de dei Leone , Herco'e il pi virile, gli Argonautici , valmpre inuolto nella pelle eie! leone, Aiace primo Capita deGred,dop Achillc,prefe anch'egli per ino Decoro l pelle del I eone,& dicono, che in-quella parte ch'era coperto di detta pelle non potei la eflr ferito, doueerafeoperto poreuaefTr ferito, al che fi pu dare quello belliflmo fignificato,che l'huo mo in quelle attioni nelle quali fi porr con_> Decoro,non pu elfer tocco da punture di bia-

&

operare honeftamente, parlare , conlidrare ci che fi conuenga fegnire,So honefle, cesfuggire , feguen fi le coi giufte,

&

&

&

conuenienti , sftiggonfi le'ingiurne buone , lle,& dishonefle,come cattiue,& inconuenicn ti,contrarie al Decoro,^: all'honeflo, ilqual na
fce,da vna di quelle partii

&

dal rii'guardo,,

So

diligente offermnza de! vero la Connerfaticne human a,fc

dal mantenere il commertio dan


data fede, nelle

do

il

fuo ciafeuno, fecondo

la

ro re contrarie, dalla grandezza,&fortezza_j inaino in ogni cofa , che fi d'animo eccello fa,cV fi dice con ordine.cV modo, nel quale vi la modeflia, la temperanza, ccogni mitigato,

&

lmo.S: ignominia ,m nelle attioni nelle quali fen za Decoro fi porta, patifee punture di biafmo, ignominia , che per fino a! cuore gli penetrano, come ad Aiace, il quale fin che fi port virilmente con Decoro, nelle fueimprefe_', non venne mai a feri tire biafmo alcuno, ma riportar lode grande ; biafmo grandifTmo gli fu dato ^quando butt g^i la pelle del Leone, cio la fortezza dell'animo dandof in preda alla difperatione fenza Decoro. Oltre di ci habbiamo inuolto il Decoro nella pelle di Lto ne, perche fi come queflo animale in quanto al perfetto de__> corpo il pi ben compofo, gli altri, cos in quanto all'animo, non ci chi

&

&

offer-

Parte Prima?

1.7'r

M O C

A.

a
,

con pi giuditio, che nell'altre et olmo infieme vniti per Si corona di vites inoltrare , che fi come quelle due piante s'vni-

&

fcono inncme,cos s'vnifce la qualit, ie di quello popo'o.

&

l'efi-

dimoftrare,chc la natura della plebe, tonde per lo pi al peggio 3 onde il Petrarca ne i dialoghi dice Naturapopttlus tendit adpeera , per quefto di/Te Virgilio in Enetd.

&

L'habito mediocre, dichiara Io flato della_> plebe 3 la quale per mancamento non pu fcon do le forze dimofirare il defiderio am bitiofo che ha d'eflere vguale gl'aliridi maggior condiuone che perci la rapprefentiamo , che
?

flia in piedi,

& non federe

Tiene con la delira mano il pomo granato per efire (come raccon ta Pierio Valeriano nel lib. 5 4.dd%iiG geroglifici ) fimbolo d'vn pop Jo congregato in vn Iiioco , la cui vnione fi gouerna fecon do la' bafTa qualit loro La dimollratione del mazzo delle ferpi figni il gouerno plebeo, il quale non fica l'v nione 5 eflndo di confideratione, di vera gloria, va fimile al frpe per terra non potendoli alzare al-

Seuitqjanimis ignobile vulgus Vi fi mette il grano nella guifa chehabbta; mo detto , per dimofrare la proifione publica che fuole far l'vniti della plebe per il comun ? vtile de tutti,& per moflrare che il populo ama pi l'abondanza delle vettouaglie, che l'ambi? don de gl'honori

DELITIOS O. dipingere vn'huomo Deli VOLENDO rapprefn faremo, come narra_j


tiofojlo

&

le cole di

graa confideratione jcom'anco per

eon grandifi*>. porto co'l cubito fi apfima commodit federe , poggia ad'vn cufeino. A daman tio difle che era legno di volwtt,& di Jafciuia,hauerc il cifrino
Pierio Valeriano nel lib.

&

fotto

j6

Ttell'a nouifluna.

Icolgfa

fotto il cubito della mano,& queio prefo da Ezechiele, che di/I guai a quelli che acconcitfrano il guanciale fotto il cubito della mano intendendo per quello quelli che slontanati da.
vfla'-yiri

frtezza,per le mollitie dell'animOjS

del corpo bruttamente s'effeminano.

canaria lingua fuori della bocca peiche( atto deforme,, facendofi alla pre/cn za d'lcunoj fegno,che f ne tiene poco con to,& per la natura l'infegna a fare a'fanciulli in quello proposto ; il quakatt'o coftume antico de- Galli in Titoliuio lib.7- oue narra di quello inIl

"

DERISIONE.

foiente Gallo, che deprezzando i Romani li sfid cau fuori la lingua contro Tito Man-

&
.

lio,^

quale accett la sfida,

DONNA con

& dom I'inllrt-

la
t

lingua fuori della bocca,,

veiflitadi pelle d'ilrrice,con

braccia,&o

piedi ignudi, col ditcj indice della mano delira,

Jlduerfm Callum ftoltde l&tum (quoniamid quc% memoria dignum antiqui* vifpan eli , ) Unguam ctiam ah irri fu exerei*
za fua
:

&
\ *

flei^tencndo nella, fipiilra vn mazzo di penne di Paone , appoggiando la. detta, mano fopra vnafhOi il quale itaraco'l capo alto in atto di fgrignare, inoltrando i denti.

'

0erifone , fecondo S. Tmafin z .2. queir.. 75. quando Muiomo prendc.in fcherzo il male,

&

il

difetto altrui, perproprio diletto fodis-

facendofi , che il delinquente, ne lenta, vergo-

gna^..

tem/producunt.. LapeIIed'Iflrice,chefpinofa moflra, che fenz'rme il Derifore come mirice, il quale. punge.ch gliis'uicina,.&percheil principar le penfiro d Derifore, notare l'imperfettioni altrui j per fi far co'l dito nel modo detto. Le penne del Pauone fi dipin gono , per memoria della fuperbia di quefto animale; eh r__* ftim fra tutti gl'altri fe-fieno belliffimo 3 pep5

E S t D E RlT O

VER

DD ZO

Parte Prima

>'--

177-

cienon alcuno, che rida de mali coftumi altrai, che quelli ftef non riconofca lontani da
f medesimo L'Afno nel
.

L'ali

notano Ja Tua velocitatile in vn lubit

viene,, e fparifce

modo detto fu adoprato da gI'tefti-

Antichi in queilo propofto ywmen fa monto Pierio Valeriano r altri ..

Lah'ammacidimoftrajl_Pefiderio eflrevn fuqeo_del cuorej&t!1fc^ie"nte,chequaf majeria lecca s'appiglia* toftoche gli fi prefenta-j.
cof che.habbia apparaizadi bene r

&

DESIDERIO VERSO. IDDIO.,

NE T'TO GIOVA quali


giallo
.

\-ettitpdi

rono,8o'

i-

colorii lignificano. Deside-

rio , .Sara --.ala t o

per fign ifcare 1 a preftez za con cui l'animo infruora^o. ambitamente vola a pen fieri celefti, dal petto gPfei vna fiamma
quella fiamma, che Ghrjfo N.S. venne portar'in terra il braccio Terr lain ifrra mano al petto, deft rodiliefo-, ilviioriuoltoal Cieloa&hauer.

federe con bocca alquanto aperta moftri la- lingua doppia fmile a quella del ferpe , terra in capo vn panno nero * randoinfttori parte d'fTo , con la fniftra ma'

QNN A

piTKATTI^ E

no inmodojche faccia ombra al f"vif,&il reitantedel v-eftimento? far di colore della ruggine,rotto in pi luoghi , hauer fotto i piedi

perche

&

vna tromba^ con la deftra mano vn pugnale nud in atto d'offendere


Detrattione fecondo S. Tornalo. 2. 2. queir. , che-occulta maledicenza reputatione altrui contro la fama
7 j.art.4-altro non

r canto vn.ceruo,. che


fceloi
;

fecondo it douealfomigli il Defderio 'dell'anima iux_. verfo Iddio,al Defderio,che h-v<n cerno affettato d'uuici narf a qualche limpida fontana La fniftra mano ai pett,& il bracciodefro dillefo,& il'vifo riuolto al Cielo e per di mof tra ogni: re y che detiono l'opere.gl'oechi,;! core cofa effere in noi riuolte-verfo Iddio -

beua .l'afcq'a d'vn rudetto di Dauid nel Salmodi,

&

&

che ftia' becca aperta, in capo va panno neroin modo tale, che gii cuopri, faccia ombra part<* del vifo , ilvef timento del colore della- far roteo in pi luoghi ,
di bruttiflrao afpetto ,
la
'

DONNA&senghi
federe,

Detrattione'.-

&

&

D
'

S I

DE

O.
ad arma-

t'NN A
dente.
Il

ignudi ,

clic h'abbia-

collo vn velo di vari) colori fard i ata_j .

& che mandi fuora dal cuore- vnafiamma ar-

...

Defderio vn'ihtenfo: volre d'alcun"*-^ cola s che all'intelletto perbuono.fi rapprefen-

ti,& per tale op erationeh affai deii'imperft to,e all'intelletto della materia prima s'fTomi-glia,!aqualedice Arif loreledcfderareJa forma nel modo,che lafemina dfidera il mafehio, con ragione.: efindo l'appetito di .cofe future;,
:

&

& che non

fi pofggonoj per il Defderio fot to forma di donnaifrapprefenta

Si pu anco dire , che il Defderio motto? fpiritaled'animo ,-ehehon pofa mai, fin chela

cofa che lo muoue la inclinatone, vien confeguita,

mancanj

& agita fmpreiniomo le cofe cne__j& col pofle-flodi qui e:s'fringue


,
r

ruggine lutto contefto di lingue fmile quelle dei.icrpe, al collo terr vna.corda in cambio di collana,& per pendentevna ftregIa,con la deftra mano tenghi:vn coltello in attodi ferire, con la finiitra vn topo^ force, che dicevo-gliamojjm che fa grande, vifibile Brutta fi dipinge perciche t non folo brutti toil peflmo vitio della Detrattione per efJer egli fempre pronto rdanni &aJl roninadel proflniOj ma. molto pi baittiflma cofa , di: quelli i^uali fi fanno famigliari, porgono orecchie,& dannocredenza all'xniqua,& perner fasatura de i Detrattori^ quali portano il diauoIonellaJir,gua comedice San Bernardo ne!' fuoifermoni - Detratlor diabolum ftortat in lingua.. Si rapprefenta cheftia fdere perciche Ioto potentifma caufa della Detrattione, &. fifnol dirc,chechiben fdemal penfa, la bocca apera,Sr lelinguelimin quelle delferpt^ fopra il vcftimentb dimoflranol prontezza del maldicente in dirmaldi ciafeuno, alluden^-

&

&

&

'

Il velo di varij colori fign ificche l'Oggetto deFDefderio il bene, come fi troano diuer

daal dett del Erofera,nel Salmo 1^9. che-diceuAtuerunt linguam ficut frpentes venenum afypdumftib. tabipeorum-y^x S.-Bernardo'nci fuoiSermoni narra che la lingua* del Detrattore,.

"

f forti di bene

-,

tosi fono diurfe frte xiiDtfi--

dxij.

x?&

Della nouJffima Iconologia

D
TT

T R.A T T

E:

re

fol fiato

vna vipera , che facilmente infetta con vn vna lancia acutiflma che penetra ,

&

Ne befr^t mai so monti aspri Rifei


Teco di par l'altrui morte intende : jnzj d'Auerno ancorpi crudafei

colpo quid non vipera efi lingua detrattoris ferociifima?piane nimirum,qu& tam letha ii'er inficia flatu vno , nunquidnon lancea e lingua ittaproftclo acuttfftma , qua trespene-

con vn

fol

Num

Che gl'empiffot,filo iprefinti ofende ,

Tu i vicini, e lontani, egiuili

"FRENA

e rei .

trat,icluvno. Et quefto proposto beniflmo efplica quefto concetto il Sig. Gifmondo Santi con i Tegnenti Sonetti cosi dicendo. .A cruda; che mentre intenta [nodi Tua lingua danni altrui , fiocchi faetta Ne" petti de mortai di tofeo infetta Chi ma: fihiuarpot eoi'empie tuefrodi . Serpente rio, che [ibiland godi Gli humani cor , tri ance Can che*n fretta LatrMdo, ogn'alma, ancor che al ciel eretta tordi efol diferir tipafii, e godi Aon Mofiro l v ' 7 Nilo ti corfi ttende

dehfrena homai lingua peruetfa Tua lingua nel ferir cotanto audace Che ogn'vn che t'ode, eperfida,e mendace T'eflima ,'e di mortai veleno aijerfa AnzJnon t'arrestar; m* cruda verfa
,

BOCC

Il rio liquor, che prima ti disface Che"n pena del fallir tua propria pace

{Folle) conturbi a' danni tuoi conuerfa .

Co grauidailfin l'immobil terra


Difocofi vapor, da toro opprejfa Sifiuote, eprima k fin, uou'ajpra guerra Tal neW Egeo cruciofa l'onda; e fyejfa

'

Qual'horl'vfiitaa'venti Eold'Jferra
y

>

II panno nero

Gli fcogli in affrontar , rompefi fiejfa fopra il capo 3 che fa ombra parte

Parte prima
"parte della faccia,fignin'ca la propriet del
trattore , che dir

De-

tore rode,diftrugge,

male occultamente, per ben dille S. Tomaio z.t. queir. 75- art. 4- Altro non la Detrazione che vna occulta maledicenza contro la fama > & reputatione altrui, com'anco l'effetto di effa d'offulcarcopprimere , occultarethnorate attioni altrui , col dir male , col tacere l'opere buone Tcrentionel Phormione Atto 4- Scena 4. Nihil

&

& Cmuma 'honor, 60


*
.,"
.';"
.

*79

quanto di buonOj& di bello nell'humano gene


fefiritroua.

Quafi muresfemper edimnt alienum cibuw* Vbi resprolat&funt Cum rus homnes eunt
Simuiprolat&funt noflrdentibus

&

AX E T T

A.

ufi

Antipbo.

Quinmale narrando pojptdeprauarijt

giouane DONNA capo con duf

Tu idqnodbom eii excerpdicis qnod mali


11

, che porti vri'elmo in pennejt'vna bianca,& l'alcon vn__, tra nera,& per cimiero ^na Luna>

&

veftimento rotto in piuQ&oghi

& de co*.

flocco nella man dritta,che d'ambedue le parti

punga,& tagli,pigliandofi con la mano in mez


zo fra l'vna,
in piedi

lore della ruggine ne dimolra , che la Detratvili , tra quali tione regna in huomini baffi ,

&

& Faltra punta

terr la finifira_>

mano ferrat,faCendo vn pugno di efljftando


con prontezza,& ardire L'Elmo lignifica vigor d'in tellett,qu ale nel la Dialet tica pankolarmen te fi richiede Le due penne rrollrano3 che cos il vero , come il fallo con probabili ragioni quella facolt
difendere fcvno,e l'altro facilmente folleua,come facilmen te il vento folleiia lepennej &le ragioni,erfett d'intelletto gagliardo ,fano co-,

vi fono di quegli che il pi delie volte pi to* cortesia s di qualche Siilo dalla gentilezza,

&

gnore , che dalla buona fortuna ,

altri

mezzi

virtuoiijai'cendonO qualche grado* delche^ infuperbith per non degenerar pun to dalia loro

mal creanza

la ruggine lacuale

al & federati coltumi ino come ella rode, & conifirn ili
-

fi

ma il trro, altri metalli,cosi la furfanteica__i>


natnrat|i quelli tali con la Detrattone confu* mano la buona efiimatione > fama-altrui

&

meie penne mantenute su la durezza dell'elmo^che fi moilrano dritte > ejbelle egualmente
nell'occafione

la collana i corda con il pendente dell a^_


che tiene al collo potiamo dire, che fi comegli Antichi faceuano'diftinti'ie da perfora 3 a pcri'ona ( come narra Lierio Valeriane libro triggfimoquaKOj& quadragefimo primo) d'argento y chi per in portar collane d'oro , pendercela bolla ,.& chi va cuore vna per legno i nobilt, l'altro per vn'huon'i vendieo. che n on fpeffe men tire, ingannare; ma quello che ceneua nel cHore,que! mede-fimo hauefie nella lingua lontano da ogni fintjpne , d'ogni bugia tosi noi- per fignifiare-quantoflreglia

La Luna che porta p&t cimiero

lignifica il

medefitnOjpercJche (eomeriferifee Fierio Va*' lerianonel lib. 44.de fuoi Geroglifici ) Cli-tos
macofiniiglia.ua la Dialettica alla Luna?peria variet deneforme, che piglia
Il

&

&

medefmo dimollra 1 flocco da du<L**


fin i'fifarnan

punte..

La

nella gitila
5

che dfcemodf-

&

iicno abiette

con lafireglia rapprefentiamo con la corda, al colloicome dimofiraubneci pedona baila infame, maledica, Se vituperofa Tiene con la delira mano il coltello ih atto di ferirc,perciche il Detrattre homicidiale,per quanto s'afpetta alla peruerfit fua fpoglia l'anima di quella virt della quale ella viue onde i) Profeta rel Salmo f. {opta, i ci dice Wtlij hominum dentes eorufn armai &J&pttA,lir.'guaeorumgJadiusacutm. il Topo, Sorte che dir vogliamo, che tiene' con la finiflra mano Wau.ih cap. Atto primo. Scenapnma,a/Tmiglia i Detrattri al detto anirnale , pefeiche i come egli cerca fempre di sodeie l'altrui'Cjbo>&aU]Se'Cfe>cosil Detrat.

& vili le qualit del Detrattre>Io&

mfr che- quindo Zenone voleua mol'rarcla Dialettica-, fufofk dipingere la mano con fedita. fiftretYe nelpagno, volendo, per queflo' mftrre i ftrtti luoghiy& la breuit degli argomentijda tmal-i ella- retta.
,

&

DIFESA
N NA
itarite,di
i cllo
li

CNTU
&
hpifti in

NIMIGI

Ma-Mei ,

Venefici

tdH Vn'rharnen-

io con teftdi^ueffe pietre pretiofe d'Arr'airijin

Gagati d'Agata J Diamante,pcrti mano vn a pian ta,che hab-

&

bia lacipyabianca, detta Scilla , ouer Squil-

la^ piede'vi'fa Vna DEnla,che tenga-in hoc ca vn ramo di riua-.


Del!^

iBo

Della
I

noiriflma Iconologia

F E S

A CON
Malefici
3

T R A
Venefici-

NI M I

&

Dell' Amiante pietra limile all'alume fciflTe,

Del Diamante,ilfudetto

Ildoro

lib.

16. nel

dice Ildoro libro 16.cap.4xhe .buono>&remaghi. Del Gagate filte contro ogni malia, di cendice Bartol.Angl. lib. 1 6.cap.49- che vale
tra le fantafmc et contra notturna* vexatioms : Et nel lib. 1 i-cap. primo dice

oue tratta dc'chriftalli, dice, che fcaccia a arie paure,& relfteall'aTti malefiche.we lu -vari'os
ex]>ettit,& maleficii-artibus obuiat.

Demonum

Del Corallo Bartholomeo Anglicolih. 16.C


varia manRra 3 1 .dice Contra diabolica > valet, Vale, con tra vari; diabolici inoltri

l'Aquila oltre la

che pietra Etite.poneanco neliuo

&

&

nido l'Agata per cuflodirlo dal venenolomorequifode' ferpenti. Ma iohopinione, che uochi , ponendo il nome d'Adiate in luogo di Gagate, imperciche la pietra Etite Aquilina

Dell'herba Scilla Plinio Iib.zc.cap.^.P)'/

goras ScyJlam in limine quoque ianua [ufyen-

fam malorum medkamentorum


.>

introttum

pellere tradit, Dice che Pitagora riferifee , che


la Scilla attaccata

ancoda

Plinio chiamata

Gagate nel decimo

fopra

le

porte nonlafia en-

lib.cap.3.

Lap

Aetites > quemaltqui dixere

trare alcuna malia

Gasatela . Nondimeno riabbiamo polla perche l'Achate Agatha,che dir voghamo , vale contra il morfo contra il veleno ahco ella , lib.57.cap. W. delli fcorpk>ni 3 comedice Plinio

&

Della Donnola 3 che forta la ruta in bocca_j fcriuono tutti li naturali,che f ne prouedeper fua difefa con uro il BalUifco , ogni veknofo

&

ferpente

DI F-

$>arte

Prima 1-

""

0,
I

-.$

A C Q N T RIA

PEIICOl

BO N N Amano
delira

giouane, armata , tenga con la col v'ra fpada ignuda,

&

braccio finifro vna rotella in mezzo della quale vi Zia dipinto vn riccio fpinofo Giouaneidif irgeper'en'rlagiou'erif per lo \ igoreatta a difendere ad ogni incontro, 1arma'tirj e la fpada , dimoftrano l'attioni

Difefa,& faluezza hauendo drizzate le fpine__r de'l quali egli da ogni parte ripieno , E f ne {l ficuro rendendoli formidabile qualunque
toccarlo
volefl-.

non

foo difenfuc-j

ma anco d'offendere altrt biib'^


-

DIGEST IONE.

gnando
Gli fi da la rotella per legno di diffa 3 come narra Pier.VaJerianolib. quadragefTmprimo'j il riccio , gli Egitti; lo mettevano per Gerglifico-della Difef'a,& difnortrauano per elfo vn'Imomo che fia ficur dall'inedie \ pericoli^ da 'tutri i cafi di fmmadmperoche quello

&

dritta/pra vro Struzio, fia incornata di puleggio, porti nella mano finilira vtia pian t di "GndrilIo
la

DONNA mano

di rbuftacompleflone,tenga

&

'.

&

animale rollo che fen te l'odore delle fiere, che lo cercano , il latrar de cani fi raccoglie tutto in vn gruppo tondone ritiratofiil rnuf,& li pie i dalla parte d dentro guifa, che fanno Ie__
tefiudfni^

& tinta la ina fchira a modo d'vn


vn globo mondo* $Cf.? iu-au^

palla ridotta in

Senza dubbi le compleflToni rbufte fon pi facili a digerire , che le delicate , onde lo Struzzo per la lua rbullezza , & calidifa digerile n co ir ferro Il p'uleggio dice San tp Indoro che da gii Indiani pi filmato del pepe, fa digerire . attfoche rifcalda^'urga, Il Cohdri'Uo vna p'ian ra che ha il fufto riffe lefogliechs paiono dei. :ri nord'vn piede,
.

&

&

rofg.ate

i8

Della no uiiTma Iconologia

E.

ha la radice limile alla farofgate intorno , llagliela vale alla digellione,iecondo rif'erifce Plinio, per autorit di Doroteo Poeta nellib.

&

perti, &r in oltre

li.cap. 2z.ouedice Dorothcm stomaco , concoaiontbni'Vtikm3 carminibu6fuispronun


tiauit
.

&

con li piedi conculcher vn_> CocodriL'o che tenghi la bocca aperta Si dipinge dell'et fopradetta per effereella in fomma perfezione per digiunare, perci dicono tutte le imme , che li giouani fino alli

&

D
&

G
d'et

V N O.

HVOMO
color verde,

con fftente,far pallido

8c magro, vefito all'antica, ad armacollo porter vn bianco ,

& di color
panno
il

di

Kaur

la

bocca cinta da vna bin.

2 1. anno , non fono tenuti digiunare, chendo che non fopponono cosfaci'men te il Digiuno perche eglino hauendoafli calore gii viene a confumare molto alimento come afferma Hippocrate i.Afor.afor. 14. Qui crefeunt ylurwmm habent calido Innati plurimo igitur egent alimento 3 ^Alroqut corpus confumitur Et per far m emione dell'et fmile , habbiamod'anuertire,chenon balia d'effere xecchio

da ,

&

il

vifo riuolto al Cie'o

Terr

braccio

deliro fefo,& la palma della mano aperta in_ mezzo della quale vi fia vn peice detto Cefalo

con vn motto in vna cartella con belliffimi giri raccolta che dichi PAVCO VESCOR, lotto il braccio fniilro vn lepre con gl'occhi a-

per non digiunare, petriche effendo di buona compiendone , connienc che la confidenza operi molto in Ini, acci non cafehi nel vitio della go!a,come ne dimoflra beniflmo il Nauarra_^
nella fua

&

fomma.
,

L'efTere pallido

cV magro ne dimoflnr.o l'-

opera-

Parte Prima

iS|

O.

gl'effetti propri; del Digiuno, operarfonf quali fono in tutto contrari) alla Crapula, corpualla gola , che fanno J'huomo graffo ,
,

&

&

&o-

II panno che porta ad arma collodi color verde fign ifica fperanza, la quale proprio del

lento, onde

Galeno de f "aitate menda, lib.z .e.

canta

Digiuno di fperare in Dio per la fallite 3 Come il Regio Profeta ne! Salmo. i^.Nolite

2.iopra di ci cosi dice

Inedia durum ficcumque ejfecit eorpu< > Il rveftimento ali 'antica ne dimoflra che nella il Digiuno,- antichiflmopercichefinc Iesgc vecchia fi digiunaua con grandiflma._ per maggior confderation'eil Sia! menza , gnor Dio che fomma perfettione Digiun anch'egli , come chiaro fi legge nelle facre let-

confidere in principibus, nefyinfilijs hominum in qnibus non eftjlus , nei prouerbi; 18. Qui Sperat in domino fmluabitur. Ja benda che

&

gli

vela la bocca , dimof Ira chi digiuna , onero

fa qualchealtra opera

&

re conforme all'Euangelio

buona,conuiene di taceche per bocca della verit non pu mentire che dice Cum ieitmas
Tiene il capo alto,

nolitttbacanere.

tere

& rimira

il

CieTo per fi-

Si rapprerenta detto

veftimenro che

fia

di

gnificare
il

gl'efifet ti,&

l'opera tioni del Digiuno

co!or bianco per fignificare cheti Digiuno per cflre in- fomma per;ettione,conuiene che fia candido,& puro,& fenza macchia alcun a,per-

orrufcatedall'e/fallationi,

quale fa che 'e potentie dell'an ima non fieno &fumr decib > m y che s in alzano con purit de {piriti alia con-

cichenon fal conuieneaitenerfi da cibi, ma templatione della grandezza dell'eterno Dio da viti; ancora come beniffimo neffedeGri3 quello propofico S,Agofiino ne fermoni foft/uperGen.r. bom. *2.Ih'mmm eiiahxi:- del Digiuno hiuniumpurgat mentem -,pble~ * vittjs nttta cibis, ftatfenfum > carne spirimi fibifcit, corfatit.

&

&

...

coni).

184
?onti

Della nouifllma Iconologia


con gl'occhi
delia mente quello

itam, et humliatum* concaifcenta nebulaifyerdit AibiSnum ardores exttnguit. Cattitatis vero lumen afeendit . Il pefee Cefalo che tiene nella delira mano
nella guil'a

che fa melhc-

ch'habbiamo detto, narra Pierio Valerianolib.trentefimojeflre il Geroglifico del Digiuno per eflr detto peice di tal natura
efindo che pi fi nutrifee del fuo humore che 'altro cibo, che ci dichiara il motto che dice

ro per benefitio fuo , fi che eflndo l'in terne operationi del Digiuno perfua natura vigilanti refta con 1 intelletto purificato allaconiemplatione delle col diurne., che quello il fuo
ine.

Per dichiarationedel Cocodrillo che tiene fottoalli piedi ne feruiremo dell'auctorit d'-

l'AVCO VESCOR.
Tie ne fot to il braccio fniftro la lepre perci i Sacerdoti dell'Egitto fgnificauano per quello animale la vigilanza, efindo che egli tiene gl'occhi aperti mentre che dorme,& perci intendeuano la vigilanza di vno che mof brando di dormire non reit per di vedere

Oro Appolline la quale che volendo gl'Egitii lignificare vnhuomo che fempre mangi &
che ha intento con ogni cura alla Crapula, alla Go!a,dipingeuano vn Cocodrillo con la bocca aperta, onde eflndo il Digiuno in tutto contrario, & nemico alla Crapula>& alla Gola con l'operationi dell'attinenza fua conculca
quello pefmo,& fcelerato vitio
I

&

che

A*.

DONNA
fai'o

ben'ornatajmc'habbiavn-j

grandiffimofafi fopra leipal/e,ilqual

ha ornato di moki fregi d'oro ,e di gem-

me: Aia con la tefla, e le fpzlle alquanto cimiaDal che fi comprende chiaro,que]/o che__j 1 molto pi chiaro Yedechiloproua,chegl'ho-' 't>
te.

ncn

Patte Prima
noriTiOn fon altro che pti3 e Carichi, e per fi prende molte volte quella parola carichi in Im gua noflra in cambio d'honori,& felice colui

^iS?

che

sa portarli fnza guaftarfi la fchiena t Sci fra caflr fi l'offa

o.

Sazs

GIOVANETTO
di vago,
,

di et di federi anni

& belliflmo afpett, allegro, & ridente Sar veft ito di habito di color verde con adornamento di vari; colori, & in capo
haucr Vnaghirlanda di rofe& altri fiori odoriferi^ al collo vna Collana d'oro, &per pen dente vna lingua hnmana. Terr con la finiflra mano vna lira appoggiata al fianco finihauer ftro,& la delira alzata con il pletro, vna fpada cinta al fianco, Dalla parte deflra.^,

Et fecondo Platone nel libro de Repuhlica


fine de lutto di tre forte, dif linguendo il detto Filofofo l'anima noflra in tre parti cio i n
tre poterne Ratiocinatrice,IrafcibiJe,& Con cupif cibile 5 allf quali corrifpondono trenor-

me di <A'iuere,FiJofofica, Ambitiofa, & Auara


iWcnaro per cauarfT poi prima fefc-rcita con.giuditio , efperienza, prudenza , ragione, verit I a. feconda con la potenza , vittoria ,& gloria jla terza la qua! anco chiama CpncupTfcibile con i cinque fentimenti del Corpo , Qufndi nafee che Xenofonte nelprimo libro de faBify& diElis Sccr*.t6 infegnan do la lindi dpi Diletto , del piacere mette per mezzo li cinque fen tmenti, pome che per quelli fi habE/no ," '. tutti li gufi potbili dicendo,
del denaro , feruendo
tutte le r\oglie,Ja

&

&

vn livi far vn libro intitolato ^irijhtelis. bro di Muica aperro,& dall'altra parte doi colombeflando con l'ale alquanto aperte,in atto
di baciarli.
art. 1.

&

Diletto fecondo San Tornalo 1. 1. queft. 9. vna quiete conofeiuta di cofeconue

&

nien ti alla natura.

Fri-

j,

iSrS Della nouiflima Iconologia J rimujntia)tqs confiderabis quemttbigra- te,che di viuacitdi colori non cedono a Sme>

j,

tumcbum^autpotum inuenias,quidue vrfu,

raldi , Per rendel'Aprile ,8cil

Maggio moltaf
meli per li

aut odorai u ,aut taht voluptuofum perei-' sjpiaijqHilrx % cttpiditattbus vfus> quam maj> xime deteclationeajfettK.< fueris ,quoj hpac~to 3 y molli (ftmedormUst ab.efj Ubortbus omnia jjiflaagar. ** Cicerone lib^ueft.TufaiI. Dilettati a al vouptat fuattitat auditus r Vel aliorUmfrifuum ammum deliniens * Ma perefplicarela figura dico chef? rapprefenta Giouanetto di ledeci anni perche in que33

pi

lieti,

&diletteuoIi degli

altri

&

vaghezza del <r\-ctde nelle Campagne, qual niuoue con i tu giocondit , fino gl'augelletti i
cantare pi foauemente, chem altra icagione, &pcr tutte quelle ragionii colon fi mettono

&

llo

numero gli irgittij notauano il

piacere,

&

perilfenrimemodelvedcracfic;xio ti luooggetcoadequato ; L'aria il ufczzo il .tallono rfaumorChrifralIinoche #a rinchiuf con Ihumor acqueo den tro la turi ; a eie.. a vuea,h detto che l'aria , - il mezi:o dd xiio, perche&-

&

il

eondo il

Filoiofo

Diletto

come

testifica

Pierio Valer, parlando*

le numeri,

diti piaceri

Giouanetto fi fapereflerei giouani pi. de, i diletti onde Horauo nella;

&

Foet.fopra di ci cos dice.


j,

um fupra finfrium non facit finfaticncm 3 Ma ci fi ricerca quello mezzo che l'aria f bene puoi eflere anco l'acqua, o altro corpo Diafano , come beniflmo fanno tutti i FjTof of
Senfibilepofii

onde Aleflandro Afrodifeotrali

altri:

dke nel

Al Ciouanetttratqual ancor vn pelo


Nonfegna le majceRe? ape?? a dato Viuer fin za custode-. &fciolto in tutto Daipreeetor: eh'eigode hauer caualli

Coment }. de Anima
Pifiofit eo

*,
3j

qued fttiforium coloresexciprt

&

3)

fife coloribptsJimilepr<bet,\Glcndodn& che^jr riceuelefpetie decolori moltiplicate per l'aria

33
3j

Egirfine cacciando efior in villa >


Quelle qttal cera kfiguitaril vitie

#cbt loriprendeotarde aquelle Cti vtile apporta etprejlo quel che nuoce? piene 93 VroSgo del donar , fuperbo 3
3* yispro
33

&

.3

Sempre di voglie; duro,

et ostinata

Afeguircche li diletta, e piace .

di beIIif7mo> afpetSii dipinge: di <"yag95 to effendo che i Greci chiamano il Diletto ter-pfis, che lignifica vna fcieltadigufti',ef?ndo il Duetto vna cola bellifmzj fuauiffima ?
!

&

So

fa tutti

defderata^Conie per il contrario il dod tutti lorecof moldliflima ,bruttiflma , odiata Il vcfHmenf&dr ceibr verde oltre checonnicnealfa giouent per Ja lperanza che fi ha di effa , fgnin'eaanco la viacita , &fermezza tei Diletto fempre a erdc n e fuoi appetiti, onde f Petrarca, ^ Perfarfempre mot'verdi"i mieidefiri. Oltre che il verde lignifica la Prim>auer&_ Jimibolo delia. Giouent , per effre ancora la detta ftagionemofto piti atta diuesfi diletti,

&

che tra ti lenfbileA' ilfenfono^ Il fenlodel vifo tri nitrii! pi nobile^ $$_? per quello la natura ha fatti Jrocpregiato, chiin fuoco eminente cio in capo nella parte li anteriore verfola qcralel'huomo fi moue , ha muniti perforficurezza di palpebre, Ciglia; pelle che li circonda , L'occhio ofll attorno, compoft di trehumori Criflallino vrtreo,& aqueo , onero albugine , di qnatro tuniche,-La prima efleriore , fi chiama adnata , ouero coninntrua, I a fecon da Coni ea, la terza^r r vuea,pcrche ornile ad vn granodi vua,I.ai_x quarta Aracnoide, uero rericuLrcJaquare.^ immediatamente contiene li tre humori, Mi pi oltre la fagaee Natura acci l'occhio pteffe vedere ognicof,& muouerf perauti r verfiacci fuffe fattoad'ogni vifoneli ha formato fitemufculi , cio ltte inflrumentiper vari; motti, li primi cuatro mouono ins irr gi jolla parte del nafo. a trio l'orecchia, doi altri obliquamente verf le palpebre, vno h d il motto circuIare,come dice il Veffalio,

&

&

&

&

&

&

il

Vaflo,& prima di tutti Galeno lib. io. de >vfuparthtmhumanorumc2.\>. 8, Quefli mu-

& proceri
Vlcimamenteircolor verde lignificai! fentimcnto del vedere eflend che non fot cofa
pili grata,

& dilctteuole alla villa di quello ca-

hanno rutti improprio nome dal luocfl^tto qual per breuit tralafeio , Il feri fa de! odorato per loquale fi prende grandifllmo Diletto
lculi

Io rapprefentiam

con

la

ghirlanda di rofe_' r

lure , non eflndo cola pili gioconda dei vcr-<li,&T fioriti proti , degli arbori' coperti di fron-

&

altri fiori

odoriferi, emendo chela rofa tri

gl'altri fiori

ijyk i rulieiri

& ioati ornati di tenere fct*bet-

di maiiifimo odore qiia! penetrando per le narici per mezzo del aria perdili caaa~

Parte Prima
Che nulla altra, vaghezza il cor m'ingombra
Ch'ofcurntipare e vile

*t

JEpena batter dipregio vna lieti ombra

DILIGENZA,

Diligenza vn de/deno efficace di farqua!-' che cola per vederne il fine L'horologio , Scio fotone moftrano i due e. fetti della Diligenza, 'vn de* quali il tempo auanzato.Paltro Io /limolo, dal quale vendo-

DONNA
D

veftita di rofib,che nella

mano
ilai-

deftra cenghi

vno fperone ,

& nella
I

no incitati gl'altri fare il medcfmo,& perche il tempo queIIo,che mifura la Diligenza ,

&

ika vn'horoiogio

lo fperone quello ohe la fa nafeerefi diping <^> detta figura con quelle due cofe .

A.

Del Sig Gio; Zaratino

Cartellini

$M

vn ramo di Thimo/opra-j il quale voli vn'ape, nella man fniftra tenga vn trorrco di Amandola vinto con vn di Moro Celio.alli piedi ffia vn gallo che rufpi. La Diligenza dettaTecondo alcuni, dtlige??do,che lignifica amare 5 perche le cofe>ch t__ amiamo ci lono dilette 3 che per poniamo odelira
'gni diligenza in conseguirle , proportionata efimoIogia,m non Germana>poicheIa Diliger

DONNA mano

di viuaceafpettOj tenga nella


,

in quel fenfo

za deriuata dalla voce Lego > ouero Delego 2 che fignifica fcegliere.Marc Varrone nel quinto della lingua Latina \Ab legedo legio,&ailigcns3 etdeUtiHs II medellmo afferma Marco Tullio nel fecondo.Zte naturai Dea

rum -A dekgendo diligentes,peTcheli diligenti fcegliono per loro il meglio,s che la Dilign za l'induftria,che poniamo in eleggere^ feiegliere quello che ci pi eipedien te nelle notfreattioni , la quale diligente induftrialeggefi appretto s

ipo

Della nouiffimi Iconologia


non h-ile nato uota affiJuo,& troppo diligente nello fiudiodcl dipingerc,iarebbe lino in ogni parte pi eccellente, vguale ad Apelle, ii quale riprendeua detto Protogene che non fpcualeuar la mano di tauola defdipii gere,onde la troppo Diligenza nochia,come dice Plinio lib.j 5. cap. 1 o.ragion and d' Apelle. Dtxtt

apprdio otobeo chepi vti'e che fxn buono ingegno. Dtligens industria vulior quam bonumt/.genium. Ranco pi commendabile quello, che fi acquifta con imiufiria.. e Diligcn,-

&

za,chcperfortuna,&acafo;feiizattudio,induDiligenza , lacuale vale noltoin ognifiria , cofa,enulla ci che per lei non fi coniguilca attei che da lei loia tutte le altre virt l contengono ; come nel fecondo dell'Oratore afiD.tgentia in omnibus rebus rilce Cicerone pi irimwm valetjh&cpr&ctpu colenda eft nobis h&cfemptr adhibetida, hu nthil eft > quodnon ajjiquatur -.quia lina virtu f e reliquia, omnes

&

enim omnia fibi cum ilio paria ejfe,aut tilt meliora ,fed vno fepr&jiare,quodmanumille de
tabula nefeiret collere, memorabili pracepto nocer efapenimiam diligentiam Ex per non
.

fi

'Virtutes

contmentur

La diligente induftria y

onero l'induitriofa Diligenza,in eleggere , feiegliere.e capare

pe

il migliore vien figurata dall'Achevolafbpra.il Timo ,,ilquale di due forte;, 'econdol'uttorit di Plinio , vno chenafee

ne i colli bianco di radice legnofa, l'altro poco pi negretto di fior nero:Plutarco nel tratta
to della tranquillit dell'animo riferifee che

deue eflre frettoloib nelli fuoi negotij fiudij,ne fi deue nuinolatfr trasportar dal defide rio di vedere la fine della in tendone Ina, ma deue effere confiderato,eautOi& folfecito infieme,schela.Diligenzadeue effere con maturit mifia,e porta tra la tardanza,& la preftezza, dallequali fi forma vna lodata,& matura Diligenza. Qndebeniflmo dice Aulo Gellio lib. io. cap. ir ,Jldrem agendam fm/ul adhtbeatur, et induilriAceleritas , Diligenti* tarditot. Quefia s fatta Diligenza la figur Augufio col granchioj&la farfalla, hauendofempre in bocca quel detto vulgato. Fefiina lente Tito Vefpafiano la figur col Delfino auuolto interno aIl'anchora,Paolo Terzo,con ^ n tardo Camaleonte annelTo col veloce Delfino. Il Gran Duca Cofmocon vna Tefiudine, Tar-

&

nerba brufehiflma, &aridiflma,& nondimeno 'da. quella prendono l'Api il mele , l'applica

huomini generofi di cuore che dall'ne cauano vtile Homines cordati y $cut ^ipibus melpr&bet thymus, acerrima,
egli l

"

auueriit

&

aridijftma herba , ita e rebus adiierfijfimisfape numero ecumeni ens al. qurd& commodum decer Ma noi l'applichiamo gl'huomini Diligente he con Diligenzaj&indufiria neu
;

yum

iloro negotii traggono da cof aride, ediffieulmeglio perforo r tofe quello che pi vtife, eome l'ape indufiriofa,& diligente, che dal Timo brufeo, aridrfaccoglie dolce humorc : del Timo alle A pi grato , v eggafi in pi luoghi Plinio^eTheofrafio . La Diligenzapigliafi anco per l'fTduitd,& folIecirudinejComedaSan Tomafjini.i. que(tione54. art. i.Efautem Diligemia idem quodfiliatudo, ideo requiriturin omni virtu.'e.Jknr etiamfilieitudo Et iol perche alcuni! per voler eficreD il igenti ,

&

nruca che dir vog'iamo,con vna ^ eia fopra; noi col tronco d'Amandola vnno con vr.o di Moro Celfo perche l'Amandolo il primo Plinio Fioret prima omnium amigfiorire dala mehfe Iattuario , Si che pi follecito de
: .

&

&

gli altrir

& come frettolcfo, & fiolto marjda_


&

ftiora

neli"inuerno >onde to/!o priuo ne_> rimai.edairafperit del rcmro, per bifoi

fiori

gna

nirelaiollecita Dilgei>aa con la tardar-

&

leciti,

fono troppo

affidili

& frettolofi voghafouerchia e vi-

mo auuertire che fa Diligenza


tiofa
,

perche gli huomini necefTario i! ripo$o,8c la relafTatione d'anime , la quale rinforza f forze, & rinuoua fa fianca memoria Ouidio jpefla quarta pifiola Hoc repiarat v. res- fjfta' membra leuat .Arcus,et arma tua libi sit imitada Dian&, Si nunquam eeffe s tendere molli s erit Il qua! ripofo ne li ftudij, maflmamente
.
'.

zanella qua'e n' fimbo'c il Moro, perche pi tardi de g' J: ri fiorifee , e pecquefio e riputato' Plinio lib.. il Moro pi fauio de gl'altri arbori 1 -cap. z i-Aforu h otti(fin: vrbanorum germin<ri,nec nifiexatlofrigore,ob rddiclajUpnu tijfimaarborum: Cosi fapiemiflmo far riputato colui che vnir la prelfezza con fa tardan.

za tra

le

qua'i confifiela

Degenza. Il gallo

a-

n/male folIecito,& riifgen te,per le fieiTo,

in ar-

to poi di rufpare dimoi; ra l'^ttione della Diligenza, perche il Gallo tanto rufpa per terra_j,.
fin

che troua quel che defidera,& difeeme da

jneceffurio/poiche Ja fianca mente i.on pu difeernere il meglio per efTere confuta r e pertur-

bata

VirotogeiicrittorelatuofodiRodi,fe_j
;

grani della po.'uere gli vtifi grani del fuo cibo Aufonio Poeta fcriuendo Simmaco fopra il ternario niimero,din* cerne rer Pro uerbio il Gallo d'Lr.c'ione, \ olendo figr ificare vn'efatta Diligenza, il qua! Prouerbio leggefi negli
gl'inutili

Prima negli AdipyjGallinaceumEuclioms Prouer^ bio dixit, qui folet omnia diligentiJfimeperqui rcre,& inuesligarcnepUluifcul quidemreliBo, dome id inuenerit , quoti exqui[ita cur^u>
dia vn fuocojche ardeqgm

191
buon vf, perche

gonquifiemt .

di vari; colori, far fcapigliata.lt vi iaranno me.capelli faranno di pi colori,


llica

DISCORDI DONNA forma


in

<A.

comefregandofiinfemeil fucileria pietra^, fanno fuoco.cosicontraflandogranimipertinaci,accendonoJ'ira Le fcritture nel inodo,che dicemmo, ignificanogli animi dif cordi .di coIoro,cheJitigano, che bene fpeffo per .tale .efftto sconfumino la j:obba,&lavita..
.

di furiain ferriate , -ve-

Difeordia

&

scolati di-moki f erpi^hauer cinta la fronte d'alcune bende infanguinate, nella xieftra mano
terr

vn

fucile d'accendere ili:uoco > jtkyna.pic

tra focaia,

& nella

finii tra

vn fafeio

di Scritture,

foprale quali vi fianoicrittecitationi^famini, procure, &cofe tali Difcordia vn moto alteratiuo dell'animo de' fnf, che nafee dalle varie opera doni de gl'huomini,& gl'induc nimicitia:Ic.caul<__ ione ambitione^ feted'hauere,diflmiliuidine

vn mantice,&,con lafiniilra vn vai di fuoco La variet de" colori fignifica la varie t<fe_* gl'animi, come s' detto^per l'Ariofto fcriffe

Orina yeftita ,come di foprs , con capelli


di vari; colori,con la

mano delira tenga


-

La conobbe al veftirdi color cento


Fano Itfie ineguali , infinite, C'hor lacopro.no, hor n,chipajf, e'iyento. Le giano aprendo ,,ch' erano fdrufeite 3 Il crin haueaquald'oro 3 quald argento* neri , e bigi hauerpareano lite \Altriin treccia,altri in naUro, era raccolti

&

&

di natnrejftati, profefloni, complefloni,&nationi. I varij colori della veftc fono i vari; pareri

E
Il

de

gli

huomini, da' quali nafee la Difcordia.,

come non fi trouano due periorie delmedefmo parere in tutte le col, cosi u anche luogo
tanto folitario , ancorch da pocJiiflma sente habitatOjCheinefbnonf laici vedere la Di,fcordia,per diiero.alcuni Filofofi
,

Molti allef palle, akuni alpettofciolti


mantice, che tiene
,

con

il

riioltranOjCh'cJia aerina dal

fo'flro

vaio di fuoco, delle male__>

lingue,

& dall'irafomcntata ne' petti JiumaniDi/cordi^.

eh 'ella era
,

vn principio di cutte Je col


i

naturali

cola , che f fra gl'huon ui i concordia,che gl'elementi f eguiiro il raedefmo tenore, che faremmo priui di quanto ha di buonore di bello il mondo^e la natura-Ma quel la Difcordia, che tende alla di/lrutdone, e non alla confer.uatione del ben publico,f deue riputar cola molto abomineuole . Per fi dipingono le ferpi quella figura ,perciche fon i cattiuipenferi,i quali partoriti dalla Difcordia/on fempre cin ti , e circondati dalla morte de gli huomini , e dalla diflruttione delle fmiglie,pcr via di iangue,e di ferite,& per quella_j medesima ragione glifi .benda la fronte * per
Virgilio dif

chiara- fofle y n'in dera_j

dilagrime, le mani in atto di muouerle di continuo con vn coltello cacciato nel petto,con le

Onna con il capo ako,le labbra Iiuidt_'> fmorte,gliocci:ii biechi ,guafii ,&piem

gambej e piedi fttili,& iiinita in


dipinfe Ariilide

fltifiinm_j

nebbia^che guifa direte la cireondi,&cosjia

Difcordia Comeedefcrittada Petronio arbitro Satiri* co con lifeguemi verfi


.

Ntremuere tub* , acfcijfo difcordia erine Extulitadfuperos Stygium caput 3 huius

.Annoda, e siringe alla Difcordia pazx.& Il crirt vipereo fanguinofa bnda Et I'Arioflo del fucile, parlando della Difcordia
.

Dilli che Nfca

eco prenda , ^Ifucilf


ilfuoco

E nel campo de Adori

accenda s

in ore Concretusfanguis, contufcq lumina flebant. 3 Stabant iratifeabra rubig ine dentes Tabo lingua fiuens , obfejj'a draconibus era u4tque inter torto laceratampetlcre veftentj Sanguineam tremula quatiebat lampada-

E quel che fegue. Dicefi anco, che la Difcor-

dextra.

DISCRE-

Ip2

Della nouif^ma Iconologia

DONNA
re

d'et ,& cffjpetto matronale tauer Ia.vefted'oro } il mantodi colopanonazzo, rerr il capo alquanto chino dai

Tiene il capo alquanto chino dalla parte lniftra:&il braccio fniitro raccolto in alto,
la

&

&

la

banda imillra , cV il braccio fniilro raccolto

in alto,

& la

mano

aperta in attod'h<uiere_>
terr

compufllone altrui,

con la mano delira

il

regolo lesbio di piomb,& appreflo vifar vn Camello giacere fu le ginocchia Si rapprTenta d'era, di alpetto matrona-

&

le perei chenell'et perfetta

il

giuditio,

&C_j.

laDifcretione,&per San .Bernardo parlan-

do
.

della-Dilcretione , cos dice Jttfater virtii-

tttm . il manto pauonazzo non L'habito d'oro > fo!onegnitca la prudenza, la grauit, ma la retta ragione circa Lia 'trita delle col giu/le

&

&

hauer compafllone_j altrui perciche frittotele nel 6.dell'Ettica dice, che il diferer^ facilmente s'accomoda in_ hauer compafllonei chi erra , condona giuditiofameme certe imperfettioni humane coloro ne quali l trouano Tiene con la delira mano il regol lesbio di piombo, per dimorrare chel'huomodilcretoo/Terua con ogn Diligenza l'equit non altrimenti di quello che mofira l'opera di detts flromcnto,il qualefoleuano adoperarci lesbij mifurarelclabriche loro, fatte pietre abugne le quali fpiananano folo di fopra,& di lotto , per eflcr detto regolo di piombo ripiega

mano aperta in atto di

&

&

be/irouano nell'hnomo buono r &r difcreto

onde S.Tom

_?.lnt.dift.f?5".q.

.an.t.Difcretio

fecondo l'altezza , ik battezza delle pietre, ma per non elee mai dal dritto Cosi la retta Di.

pertinet adpudtntiam,& eJl-genetrix: cMJlaS mcderatrizqKs virtmum .-

fcrctione

fi

piega
elee

ali ''impcrfettioix

human a__t,
tia,

maper non

mai dal

dritto della Giutti-

Parte Pririta.
*la,eflndo ella fondata con giuditio,& accora

mr

pagnata come habbiamo detto dall'Equit di cui quanto pi pu vera esecutrice Arili nel
$.deII'Etici_.,
/

Glifi dipinge a canto il

Camello nella "uifa

che habbiamo detto per dimofirargla Difcreta


natura di detto animale, efln dolche non porta maggior pelo di quelio che le lue forze comportano perci imrnitatione di quello a-

&

nimalc l'huoffio che ragioneuol deu e difcretamente operar bene -, perciche tutto quello chefar con Dilcretione virt, all'incontro tutto quello che far feri za Dilcretione vitio, come beniflmo dice Ilidoro lib. 6. de finod. Quiequidbmi eum Di/erettone feceris virtweft>quicquidfme djferetionegejferis vitium efi > virtm mim}nd\'/creta pr vitto reptt<* tatar.

NO.

VN
tfra
.

Giouane d'afpetto nobiliflmo,veilit vago, & ricco drappo,che con la decon la finilira mano tenghi va compaflo ,
d' vn

hanno pi,
della

& meno Di/Segno, & la belzft_*


fiorifce_j"

forma humana nella giouent

&

vn fpecchio DilTgno fi pu dire che elfo fra vna notin'a proportionale di tutte le cofe vffibili,& terminate in grandezza con la- potenza di porla in vfo Si fa giouane d'afpetto nobile,perche il piaceuoli per neruo di tutte le cofe fattibili, via di bellezz^perciche tutte le cofe fan dal J^arte fi dicono pi, meno belle,fecondo che

&

&

principalmente. Si pu ancora fare d'et' viri-le,come et perfetta,quanto al Difcorib,che_>' non precipita le cofe,come giouent,& non le tiene come la vecchiezza-irrfolute Potrebcan uto come padre., be!! anco far vecchio, Architettura , conVdella Pittura, Scolava, anco perche non fi acqui/la gi mai il Disegno , perperfettamente fino all'vlrimo dell'et che l'honore di tutti gli artefici manuali, e I'honons-

& &

&

104

Della nouifllma Iconologia


ua
fi

honorcalla vecchiezza di che all'altre et di ragione pare che conuenga: Si fa il Diflegno ^ ciitOjperche pochi fon che Io vedano ignudo,cio che fappiano intieramcme le lueragio i,k non quanto l'infegna l'efperienza, la quale come vn drappo ventilato da i venti ,perdiuern coche fecondo diuerfeoperationi , llumi di cempi, luochi.fi muoue Il compafl dimoilra che il Diflegno confitte nelle mifure

do

fa fua

fervono tutte le forme dletx&& feconappren (ione fi dicono belle, non_*

&

belle,come ha dimottrato il Signor Fu'uio Mariotelli in alcuni fuoi difeorfi , onde quello che vuoleperfettamente pofldere il Dilfegno, neceflario ch'habbia rimaginatiuapertta_

&

no maculata , non diftinta, non olcurata, ma


netta , chiara , capace rettamente di tutte le cofe fecondo la fua natura , onde perche lignifica huomo bene organizato in quella parre__>, dalla quale pende ancora l'opera dell'intelletto, per ragineuolmenre a* gli huomini che pofledono il Diflegno fi fuok dar molta lode &l'iftefla lode conueneuolmente fi cerca per quella via , come ancora perche la natura ha poche cofe perfette, pochi fono quelli che arriuano toccare il legno in quella ampli flrr,a__ profeflone, che per forfi nella nottra lingua vien efprefla con quella voce Diflegno Molte {)i cole fi potrebbono dire,m per tener la fochi vorr vederne lta breuit quello balli ,
.

&

le quali

fonoall'hora lodeuoli. quando fra loro

fono proportionali fecondo le ragioni del doppio,mett,terzo, quarto, che fono commeni'urabili d'vno,due, tre, &: quatro,nel quale numero fi rillringono tutte le propor rioni, come fi dimoflra nell'Aritmetica, nella Mufica , per confeguenza tutto il DilTcgno , onde confi-

&

&

tte

neceflriamente in diuerf linee di diuerfa

grandezza, lontananza . Io fpecchio lignifica come il Diflegno appari iene quell'organo


interiore dell'anima,qiiale fan tafia
fi

dice,quafi

J.uoco .dell'imaginijperciche nell'immaginati-

&

DISPREGIO DELMONDQ,

pi.

Parte Prima...
libro intitolato I'Eltafi del $ig,Fuhiio-Mariotelii>cfaef;u' di-giorno injjior

195

pi

potr leggere
f
,

il

no

alle

lampe opera veramente di- granduli-

ma confi deratione,
Dijfegno
.

potr dipingere H Diflgno SIdre della Scutura,Pitairaj& Archittetura^l & che con le mani elle vguali, e con
(
tre
.

per e/Ter pa-

finsili,

tnghi dhierfi Hit omenti con-ueneuoli alle ibperche quella pittura per fe_> pradette arti, rie/fa chiara , mi pare fopradi effa non, farli altra dichiaratione

&

moflra per le carezze,che fa aU'ardiolojil quale vccello colmo d'inganno, d'infiniti viti) comenefateftimonio I'lciato ne gl'Emblemi, da noi fpeffo citato perla Diligenza .dell'Autore , per l'efquifitezza delle cbfe noflro propofi:o.F vlanza preffo grEgittij,quando voleuano rapprefentare vn mal eollumato dipingere vn porco, che calpeftafie le rofe- Alche fi conforma la Sacra Scrittura in molti luoghi ponendo le rofe , altri odori per la fincerit de'coflumi Per la Spofa nella della vita , Cantica ,diceua che l'odore del Spofo,cio delThuomo virtuofo,che \ iue feeondo Dio , eri- fimile all'odore d'Vn campo pieno di fiori

&

&

&

&

D-I

SPERATI ONE.

DISPREGIO DEL MONDO.

MO HVQ mo
di
delira
y

d'et virire,annato, con vjira^ Palma nella finilra mancv& nella

con vn hala,tenndo ilxaporiiiolto ver io il Cielo far coronato d'alloro , e calchi con i piedi vnacorona d'oro con vno Scettro. Il Difpregio del Mondo altro non , che_j' hauer noia , &flimar vile le ricchezze r&gli honori di quella vita mortale, per confeguir li beni della vita eternali che fi inoltra nello- Scer,
tro 3

A ve/lira di berrettino,che tiri al bianco , nella finillra mano tenga vn ramo di cipreflb , con vn pugnale dentro del petto,ouero vn coltello, ilar in atto quafi di cade re,& in terra vi far vn compaffo rotto Il eolorberretino fignifica Difperatione . Il ramo del cipreffo ne dimo(lra,che si come
il

DONN

detto albero tagliato non riforge, d virgul tijcosil'huomo datofi in preda alla Difperatioeli opera ne eflingue in f ogni feme di virt,
rioni degne,
II

& nella Corona e al'pefrata


Dio
l'olo

&

&

illuflri

Tien la tetta volta verfo il C Ho, perche tal Dispregio naice da penfierie (limoli Santi,
drizzati in
Si dir

flra la

per terra , moragione del Difperato efiere venuta meno,n hauerpil'vfo retto, &giullo,& perci? fi rapprefenta col coltello nel petto

Compaffo rotto il quale

iige armato, perche non s'arriu tan ta perfettione fenza la guerra , che fa con la ragione il fenib aiutatodallepotenze infernali, e

da gl'huomfni ice-erati lor miniftri de' quali al recando vittorioib meritamente G corona d''Ioro, hauendo Iafciato a dietro digran lunga coIoro,che pervie torte s'affrettano pernenire alla felkit.JJfamentecredendo , che effa fia p!- a in \ na breue,evanarapprefentatione d'i cofe phcei;oii gufli loro , onde i'ApoftoIo ben dif F Non corwabitur nifi qui legitime
fine
.

DISPREZZO, ET DISTRVTTIONE
de i piaceri, Se cattiui affetti

HV O M O
fe

armato,

ghirlanda di Iauro,chefiiainatto di com a Canto vi fia vna battere con vn ferpen te , Cicogna, ai piedi della quale vi fieno diuerfe ferpi, che flijno in atto di combattere con detta Cicogna,m

& coronato d'vna-_< &

certauerit.

DISPREGIO DELLA VIRTV*.

HV
la
il

verderame nella fniflra mano tien' vn ardiok>,e con delira li fa carezzer canto vi far vn porco
veftito- di' color di

OMO

,-

fiori quale calpefli ro le, Il color de! sveltimento fignifica malignit della menteJaqual' radice del Difpregio del dianaareil vitioyil chechraro fi dila, virj,

&

&

fi veda, che da effa reftino oftecon ilbecco,& con li piedi con il ferpente, perci Si dipinge armato, Disruttore de i pia che chi Difprezzatore, ceri,& cartiui affetti, cor uiene che fia d'animo forte, &virtuofo. Gli fi dipinge la Cicogna, comedicemo y effehdo ch'ella continuamente fajguerra con i ferpi, r quali animali fono talmente terreni, che fempre vanno col corpo per terra,& fempre danno quella con giunti ,oue10 fiaicondono neDe pi fecrete fpelenche dfi

&

&

ip 6

Della nouiffima Iconologa

Difprezzo > Se diftruttione de i piaceri > Se cattiui effetti

quella j onde per Immagine di quefto vccello che diuori iferpi , fi mofira l'animo ilquale di-

fprezza ledelitiedc!

mondoj&chedaferimuo
per
li

ue,& affatto toglie via i defideri; sfrenati,& gli


affetti terreni fgnificati

venenof lerpi

Atto flromcnto il criuello , per dimollrarelaDiitintionedelBene , del Male, del quale le ne ferue per tal /imbolo Claudio Paradino con vn motto ; Ecquis difeernit rtrumquefQhx quello che diih'ngue,diuide, refega l'vno,& l'altro; cio il bene dal male_>? come il Criuello , che diuide,il buon grano dal
intelletto
.

&

DISTINTICENE DEL BENE,

canaio l'oglioj da l'vtile veccia,il che non fan no le inique perfone, che fenza adoperare il Cri
nello della ragione ogni col in nenie radunaper Pierio pref il Criuello per Gerogli-

& del male,

con habito grane la deftra mano terr vn crine!lo,& con la fniftra vn raftrello da villa Si rapprefnta d'et virile^ veftita con habito graucpcrciche detta et pi capace,& nta dalla ragioner difh'nguere il bene dal ma le,che la giouent,& la vecchiezza per eikrz-j
d'et virile, veftita

DONNA con

no^
fico

nell'vna gli eccep delle /cruenti concupifeene, &paffioni,

& nell'altra le ddirationj

dell'-

dell'huomo di perfetta fapienza,perchevn non atto fapere di/cernere il bene dal male, ne sa inueftigare li fecreti della natura^ onde era quefto Prouerbio apprefTo Galeno. Stultiadcribrum Li fcerdoti Egitti; per apprendere con igace conietrura li vaticini;, fa leuano pigliare vn Criuello in mano, fbpra eh* veggaf gli adagi; in quel detto prefo da Grcc; kwky [A.a.vnv<Tcirt Cribro duinare U
ftolto
.
.

raftre!-

Parte Prima r

i$-7

DISTINTIONE, DEL BENE, ET DEL MALE.

raflrello

che tiene dall'altra mano, ha Ja medefima propriet , perche di tal flromento feruefi l'agricoltore per purgare i campi dall'herbe_j

Quodnfh
firis

/loppio da radere via le feftuche , notine, il raflrello detprati,imperciche il rafrc to radendo, come dice Varone Iib-4- De lingua Lcitinci,eo fesluctU homo abraditi quoab\afa rafie Ili dttli . Rftr quibus dentalibm penitus eradunt terram , quo et rutabri diEt nel primo lib.de re rullica,cap.49- dice tti de gratis ftipulam rajellis eradi s atque

&

&

&

& ajftdu herbam infeclabere ra~ Etfonitu terrebis aues; & mris opaci
Falce premes vmbrai votifque vocaueris
:

imbrem

Heu magnnm alterimfruirfpetlabis aeer


uum
Concujfafy famem infyluis folabere quercti Se di continuo con li raflellinon sbarberai fl feparerai l'herba canina del campo, f non_j

Tum

addere fcenifici& cumulum Hora fi come l'agricoltore con il raflrello / epara dal campo Traduna con l'ifleffo il fieherbaccie cattine , no buono al mucchio, altre vtili raccolte^, cos i'huorno deue diflinguerecol raflrello delcon-feldroradu l'intelletto il bene dal male, narefeil bene , altramente f in ci far pigro^ incauto le ne dolora, per tenghi " meo te il ricordo di Virgilio nel primo della Geor.

&

&

&

metterai terrore gli augelli , f non leuerai l'non pregherai Dio per la pioggia..,, ombra, con tuo dolore vedrai il mucchio della buona raccolta di quell'altro che flato diligente, giuditiofo in farlo,& mitigherai fame eon_ le ghiande,il che noi potremo applicare moralmente alI'huomo,il quale f non fradicher da dedderij y ferie male pian te decattiui,affetti, coi rafi rel'Io del giuditio non fapri difeernere il bene dal male, &fe non fcaccien da f cor*

&

&

&

&

giev.

t>auategl'YCceJJaci de bufFoai; parafiti, adulatori,

*^8
latori ,&altri cattiui

Della nouiffima Iconologia


jfipafcer di ghiande cibo de porri, cio retteti ibz^Ojftomacheuolcjignorantcvilej&abiecto,

huomini ,&conIa falce ^ell'opmtioni non opprimer l'ombra <Jell*orio y f non decorrer i Dio conleorationi con dolor iuo ycdx il buon profitto d'altri ,

&

come vn porco*

&

A\

^i

DONNA ma
di

biancojconvnafiam il capo, fk con ambi da ciafaino le mani tenga due globi azurri elea vna fiamma oucro, che ibpra il capo habbia vna fiamma , che fi diuida in tre fiamme^
veftita di

PerChriflo Noflro Signore nel Monte_

fuoco in cima

Tabor trasfigurandoli apparue

.,

&

col vejito co-

me di neue

I due globi di figura sferica,mofirano l'eternit, che alla Diuinit infeparabile , fi ocla manca con effe, percupa la mano dritta^ che l'huomo ancora,per l'opere meritorie fatte

vguali
.

&

&

La candidezza del veftimento mofira la pu-

Diuine, oggetto della faenza de Sacri Teologi , inoltrato nelle tre fiamme vguali, per dinotare l'vgualit delle tre perfone*~, in vna fiatrtma partita in tre , per fr'gnificare anco l'vnit della natura con la diftintione delle perfne Il color bianco proprio della DinijHt,perche fi fa fenza compofition di colori,come nelle coie Diuine non vi compofitione di forte_j alcuna

rit del'efinza .>che nelle tre perfon

&

& per
.

meriti di Chriflo partecipa dell'eterni-

t ceiefle

Et quello badi hauer detto lafcian do luogo

di pi lungo difeorfo alle pedone pi dotte


I N A T I N E,. Secondo i Gentili # con vn lituo in mano^rtromen to. proprio degl'augHrijle fi vedranno fopra ajla tefta vari; \cdli,dc vna fiella Cos I

DONNA

Parte Prima/
Qjs h Spiti f Go. Battito Giraldi,perche Cfceronefamentionedidue maniere diDiuiBatJone,vna della natura, l'altra dell'arte. Alla prima appartengo^ i fogni,& la commotione
della

mentcitche fignificano i vari;

vceelii d'-

intorno alla teftajairaltra fi riferirono i'interpretatronr de grOracolidegl'auguri^e' folgode ri, delle ldie, dell'interiori de gl'animali ,

&

prodigi j,!e quali cofe accennano la itella, &Cj> il lituo La Diuinatione fu attribuita ad Ali fa poinevpereheif Soleiflurtra gli {piriti , atxipreuederele col future con lacontemplationede gl'incorruttibili, come ftimorno i

pueri ad difimdum ; mpti vero, difficile fenes} che aufene pun t come alle piante, che quanto pi fon giouaneCte,megli fi piegano* prendono qual fi voglia buona dirittura In oltre fi dipinge giouane perche la g Jouent, k Jifpiriti pi mobili,epi v Iliaci, come eleuati dallanguepi caIdo,& fonile, comeaneoperi che pi attaal necefiarro- efferckio delle colei imparate Onde l'ifteflo Argen terr nel fuoco citato ridircele caufe della Docilit quattro

&

1-99

&

&

capirla
uello

prima l'humidit,

& molli tie del cer-

come habbiamo detto , la feconda Ia__* bruttura eccmpofitBoacdiefTer, Onde Galeno


dice ,

gentili,

per noi Chriftiani ci douemo conogni dillgenzagiiardare da qudtefuperiUtKmi *

mente Ufifunt , quiaut paruo funt >aut

magno capite^ la terza.gl'humori,& gli fpiriti ;

D
uoltial

IVOTIONEr
nginocehlone
gl'occhirifa delira mano

& ancoconfirmaradaAriftotele tdeparfi&us


mnimalium cap.4 - dieen do , ea ammalia funt
fenfibfts nobili ora,

DONNACieloy& che con con


&

tenghi vn lume accefo Dino ione vnparticoTar atto della volont , che rende l'huomo pronto a darf tutto alla opere,chepefamiliarit di Dro>con afftti, r * i~n ben niolratocollume -, e con le ginocchio in terra,&congfocchiriuoltiaICiclo ,

qua fanguine tenutari , fmeeriori Constant :la quarta el'cfrercitfc*. Vfhs optimm dicendiy docendify magiflkr dice l'iflef lo auttore.Oltre che Gal.^e Vlacitis Hippocrai Fiatoni* difiafamente dichiara efierci tu ,

&

&

neceffario refrcitio .

giouanerta vefiita femplicementedfbianco,{tar con ambile braccia aperte in atto di abbracciare qual fi voglia Col, ehefegliirappreienrr auanti,corc dimod'inchinarli altrui , & fera'.ionepiegheuole-, al petto per gioiello har vn fpecchioj Har if capo adorno divaga/; bella accon era tura, fopra lagnale vi far con bella gratia vn Taro-

DONNA

DCIIITA'.

bianco con la diIl veftimeatofemplice , di chinarfi altrui moftratione piegheuole, ne denota che la Docilit facile ad apprendere quali voglia materia edifciplinajfialitterale,

& &

mechanica

&

Tiene ambe le braccia in atto di abbracciare qual fi voglia cofa per fignificare la prontezza non folo di rkeuere quello ciiegli viene' rapprefentato dall'intelletto , ma anco da chi gli propon e qual f voglia cofa . Porta al petto kj fpecchio , perche fi come lo fpecchio rieeue
l'imagini di tutte le coli cosi
tuttele fcientie,Onde
.

il

dpile rieeue

chinoi'petie di PapagaIIo,CH.iero vna Gazza,& lotto li piedi vn Porco

La Docilit come dice Ieonfceno,f detta AB.chenia,&aItro non che vna celerit di mente,& vna pronta intdligentia delle cofe__r propofloli , & Arinotele libro primo po&rionan cip. vitimo vuoicene Za vna facilit ,&4jp
prontezza della difcorfIua*& da lui chiamata
lfertia,perfpicacit ,& fottigliezza d'ingegno,

Argen terio nelluogo citato dice Cerebrpcm non atiterfufcipit> quam fpeculum rerum imagines oculus coloreJs La vaga acconciatura del capo nedimoflra

&

la bellezza de) l'in tellettcs&forza della

memo-

ria^percheficome dice Quintiliano Iib. x.insilit ,

tutionum oraroriarum cap. 4, li fegni di Docid'Ingegno fono due; la memoria,& 11mitatione, ma la memoria ha due virtfcon-

&

qual ingegno come dice Galeno libro artr medicinali* cap. iz. e carnato dal cerne!! di fttlantia tenue, fi come la groflezza d'ingegno da fuftantra crafiadi enoj per ranto hhoziIit fi dipinge giouanetta , perche neigiotranr la iifinzadel ceruello pi raolleper caufa_^ per qudta cagfon L_jr della natnia.humidit r dice Argemctiocorrarcmofecondr.fnper Jiril

&

&

tem mdicwakm Frampti >


.

& facks funt

il for, il facilmenteapprendere , temente ritenere, dUa prima parla Arinotele dicendo moBcs carne adrecipendttmaptifflimi funtjSt detta, feconda quando dice nei Problemi meTan colici plurimum funt ingenioft quihmcerebrumefl'craffarum partmmJ frigida ficcque temperatma Onde confermarione i ci JrceAuIcennalib. primo fn^vmo "virtm attratrix rnd'get humiditatt', re~

dorillefTo

&

&

tevtrixamcmfuitaze

Tfcnc

20
fimi nel imitare le parole,
si dice.
x*
,

Della nouiflma Iconologia


&voce human a__;
con quef te parole Is qtidqtit efi docili* naturi fiC>vteaqu&Mjctte$ngat&ciulchcfcg\ma* Tiene ltto fi piedi il Porco per dimoilrare
.

Tiene in capo con bella gratia il Tarchino onero Gazza, perche quelli vccelJi fono dociiif

onde del Tarchino Monfignor della Cafa co-

Vago augelletto delle verdi ptme Chepellegrino ilparlar rtojlro apprende' Et delle Gazze Plinio lib. io. dice che Saud-

il Tuo con trario 19 narra che gli Antichi hanno voluto che il porco fu il Geroglifico dell'Indocilir; Come anco apprefi li Hiionomiiti la fronte di porco , cio Dreue, pelo,

di dilpregiare

& conculcare

Onde Pierio Valer.nel lib

iano pi fpedito dilettandoli delle parole , che imparano, con diligenza fi elfcrciranoper bene efprimerela fauella humana. Et che que-

fa,

con

gli capelli riuolti in s>e

&

chiarimmo fo-

gno d'Indocilit, Se groflzza d'ingegno,eflndo detto animale pi d'ogni altro ignorante,


indocile,

lla

im itatione fia nece/Taria alla Docilit lo di-

& in fenfato-

ce chiaramente Quintiliano nel loco citato

e;

HV O M O
far in villa

mezzo ignudo con le mani,

&

piedi incatenati^' circondato da vn Serpentesche fieramente gli morda il lato manco,

Dolore,non fi potendo f non dif ficilmen te attendere alle folite operationi Il lerpcnte , che cinge la perfona in mo!te_
l'acerbit del

molto malinconiofo Le mani,& i rkdi incatenati:ino l'intelletfi

to,con cui

cuir.ina,dilcorrendol'operc,che_

maniere lignifica ordinariamente tmpre male , il mule 'che cagione di diflruttione__ p rincipio di Dolore nelle col > che hanno P-

&

danno effettore dilcorfo^ & vengono legati dal

efire

Nelle

Parte prima?
Kelle LCt lettere fi prende ancora alcune ^olte il ferpente per Io dianolo infernale ccn_ 'auttorit diS. Girolamo, e di S; Cipriano, liquali, dichiarando queflfe'parole del Pater 1:0fter . -Libera nos * malo . dicono , cheefi il maggior noftro male, come cagione di tutte..
Piinperfettioni
'-.

2I

deB'>huomo interiore, ^cite-

riore.

COLORE DI
T ?T V O M O

2EVSI.

mefto, pallido,veftito di nero ancora jrenda vn poco di fumo j gl'inditi; del Dolore fono neceflriamente alcuni fegni,ckeffccprotio nella fton re, coai e i n -vn a pia zzaxlell'a-

cofe , chepertaleen^ttof rarnronelJa faccia dell a prefenre figura Il veflimento nero fu fempre feqr.o dirrrc;ftitia,& di Colore, cerne t^llb, ce famiglia le tcnebre,che fono priuatione della luce^en do effa principio, cagione della nofra alk.grezza,ccme dii?e Tobia ciecojraecon tardo le lue disgrafie al figliuolo .Il rorcio fpento ; moflra,che l'anima ffecondo-alcuni Eiofof) non altro che fuoco,& ne continui;DoIori,& faflidij, s'ammorza , : non da tanto ktr.e, che p offa difeernere l'vti!es

&

JUl con tordo fpento inumano, che

'& il bene rell'atHom,e che l'huomoaddolorato fmilead vn torcio ammorzatoti! frefro il quale non ha fair ma ,-m folo tantoxaldo
che bafa dar
il fi;

rio che puote , feruendo


il

fi

.nima,doue.cfl3 come difie vn poeta,difenopre jtutteJe fue mercan rie , fono le crefpe , le Jagrime,Ia meftitia., la pallidezza , altre fonili

della vita l'addoloratcrernodrire

&

Dolore^ j

&

iflefTo,& s'attrifcuifce Ficuentione diquefia*. figura ZeufantichifTmo* dipintore.

:N

o.

^vo-

202

Della nouiffima Iconologia

HV
il

con nobile, ricco veilimento3 haucr cinto il capo da vna irpe ,

OM O

&

&

con lalniilra mano tenghi vno Scettro , in cima del quale vi ila vn'occhio, &il braccio ,

&

dito indice del/a delira mano diileio , come ibgliono far quelli che hanno dominio , co-

&

mandano

Gli l cinge il capo gaiCx di corona con

il

ferpe,perciclie ( come narra Pierio Valeriano nellib. 15.) legno notabile di Dominio, di-

cendo con vna umile dimoflratione fu predetto l'Imperio Seuero,


l

te cui e/Tendo

come afferma
,

Spartia-

egli in vn'albcrgo

cinle il ca-

po vn ferpe,&ehendofuegliati, &.gridando
tutti i fuoi familiari ,

& amici che feco erano


-

egli fenza hauergli fatta offefa alcuna le ne_u*

partii anzi pi che dormendo Mafmino il giouane, il qual fu dal padre dichiarato infic-

ine l'eco Imperadore , vn lerpe

"li

fi

riuoli in-

torno al capotando legno della lua futura dignit Lailremo qui di riportare gl'altri Antichi elTempij, che nell'illeiTo luogo Pierio racconta,&in vece diquelli , ne produrremo vno di pifrelca hilloriadpoilo^d, Petrarca nelle opere latine dellib. 4. trattato 6. de Portenti tap.2j.0ue narra, che Azone Viionte gioua-

ne vittoriolo,per comandamento
pafsconl'eifrcito

del padre

rApenninOi& hauendo

ottenuta vna vittoria prefTo Altopaffo, con vguale ardire, fortuna , l riuolt con tra i Bofoenefij In tal fpeditione, efTendofceib da canali per ripofariiileuatof la celata che vicino felapofein terra, vi entr vna vipera fenza_> che niuno f n'accorgeffe,la quale, mettendoli Azone di nuouo in tetta la celata, con horribiIe,&fumofoilrepko fene cal gi per le__>

&

lnza alcuna iua lenone: ne volle per che fu da niuno leguita ma induccndo ci buono augurio vs per Ina imprcla militare la ^ipera: Augurionon ramo per le due vittorie.- che all'hora riport, quanto per lo Domini che dipoiottenne del Ducato di Milano , &^j tutto ci afferma il Petrarca d'hauer vdito dircin Bologna mentre vi ilaua allolhidio: quello foggiungo perche altri auttori vanno con fnte chimere arrecando varia cagione_>, per la quale i Vifcon ti portino per imprefa Ii__ bifeia, che niuno pi crederli deue e ne al Petrarca, che per relatione pochi annidoppo il cfofeguitoneil'i/leno luogo oucfrgu lofeppe. QjiacumBononiA adolefcens in jhidijs verfarer audiebam , dice il Petrarca, pi a ballo, Hincpr<tcipue quodipfe projigno bellico vipera vteretnr . Il giouanetto poi , che_* efee di bocca del lrpe , non altro che figura dd giouinecto Azone , che fcamp dalla bocca della Vipera, che non lo mordi," ma torniamo alla noilra fgara Lo Scettro con l'occhio il in cima di elfo , che tiene con la fnillra , ge&ode bracQo,& delira -mano,e inz'altri^ .dichiaratone legno di Dotiinio, come fi vede in particolare Pitagora per mlti Auttori , che fotto mii tiene figure rapprefentando Ia__, Signore con fua Filofofia, efprelTe O/riRe , vn'occhio ,& vno feettro chiamato da alcuni molt'occhi,come narra Plutarco de Ifrde, 'OfitidcyRegem enim,& tyomwum Ofirin ofeeptro pittis exprimunt y et nomcn cu-lo, quidam mterpretantur Atultiocultim^z<\\xA figurano! potiamo applicare al Dominio,perche vn Signore per reggere bene lo Scettro del
:

&

&

&

&

&O

&

io Dominio^leue eiler vigilante,

& aprire be-

guancic dell'intrepido

& valorofo Capitano,

ne l'occhio

m
DOMI-

DOMINIO

Patte Primal

DI SE STESSO.

20 j

federe fopra vn I eoliche- regga con vhabbia il freno in bocca, na mano detto freno, Se con l'altra punga eflb Leone con Ano /limolo Il leone preffo gl'Antichi Egitti;', fu figurato per l'animo , e per le fue forze j per Pierio Valer iano dice veder/i in alcuni luoghi Antichi vn huom figurato nel modo detto,permo ilrare , che la ragione deue tenere il freno all'animo , oue troppo ardifea , e pungerlo,one i mollri tardo, e fonnolento .

HV O M O

&

tempo s'apprendono le Dottrineli color pauonazzo lignifica grauit } die ornamento della Dottrina
te
Il libro aperto. Se le braccia aperte parnen denotano eflcre la. Dottrina Jiberaliflma da

fetfefTa.

DONNA
&

DOTTRINA.

d'et matura , veftita di pauonazzo, che flia federe con lebracciaaperte , come volefle abbracciare altrui , con la

Sole inditiodel DomiDottrina fopra li horrori della* notte dell'ignoran za 11 cadere dal Cielo gran quantit di rugiac'annota fecondo l'auttorit de gI'Egitrij,comc acconta Cro Applline } la Dottrina 3 perche comeeflaintcneriice te piante gioiiamV& le vecchie indiira,cosi la Dottrina gl'ingegni pie gheuoli , con il proprio confenib arricchifee di f ire{Ta,& altri ignoranti di natura Iafcia ia-

10 Scettro con il
la

niojCheh

difparce

deftra mano terr vno feettro, in cima del qua le vi fia vn Sole , hauer in grembo vn libro afi veda dal Cielo fereiao cadere gran perto , quantit di rugiada. L'et matura inoltra , che non fenza molto

tenga vna fiamma ardente alquan to bafl,fi che <*vn fanciullo ignudo accenda yna candela* e detta donna moftri al fantini * te

DONNA mano

DOTTRI NA.
veftita d'oro, cheneliafiniflra

>9A

Della nouiffim Iconlogfar


-

a;

Io vnaftrad dritta in
fcurit
.

mezzo d'vna grande oveftimento d'oro fembra Ja purits della Dottrina in cui i cerca la nuda verit mofrandofi infreme il prezzofuo la fiamma nella mano, alquanto baila., onde vn fanciullo n'accenda vna candelaie il Jumejdel fapere communicato all'intelltto pi, JeboTcj men capace, inuolt ancora nelle cofefenilbilij&'materialii&accofnodandofi'all baflezza,moflra al fanciullo la buona via della.
Il
>,
.
>.

terna

vna mano tenga vn bafne,nell'ltra vna lant e f Ha col pie {milito in fuori 3 per icgnon disaminare.
.

Dubbio

vn'ambiguit dell'animo intorno

al fapere ,

& perconfeguenzaancora del corpo

intorno all'operare Si dipingegiouanei perchei'huomo in qucs fl't ,per non e/Ter habituato ancora benenel-la pura,eiemplice verit, ogni cofa facilmente riuoea in Dubbio,&facilnientedfedeegual,

verka,mouendoI dal precipitio dell'error t_v K belt nelle tenebre o/cure deIIa.cemmime->\ ignoranza del vulgo, fra h quale fol beato, colui , che tanto pu vedereche bafl per non.
inciampare caminando'. Et ragioneuolmente; Ja Dottrina fi aflTomigfia alla fiamma , perche infeena Ja ftradaalPnima, la vinifica 3 &non perde iaiialuccin accendere altro fuoco .

mcn te dinerfe cofe

Per lo battone, e l lanterna fnotano4'efpe rienza,&r la ragione, con Joaiatode'le quali due cofein Dubbio facilmente caiuina, fr ferma.

DVBBLO... fniiiro in fuora Dubbio I O V A NE TT O fnzabarba,in mezHVomo che tenga vn lupo per l'orecchie,
.

Ictenebre fono i campi di difcorfi human i, , che non sa Ilare in orio , femprecon nuoui modi camina 3 per fr dipinge col pie
ond'egli

zo alletenebre veflito di cangtantejin-j

perciche gl'Antichi hauaianoinprauerbio

Parte prima
terbio diradi tener illupo per l'orecchiequan dq.non fapeuano come fi nfoluere in qualche cola dubbiofa, come fi legge in pedona d Demilone nel 3. a ito della Comedia di Terentio, detta Formione,e la ragione tanto chiara^,

*o 5
Duilio
'.

HVomo ignudo, tutto pcnfofbiincontratostrade moilri


fi

in

dre,ouero
.

tre

efir

che non ha bifqgno d'altro commento

confino, per non laper riioluere qual di dette vie debba pigliare Et quello Dbbio con speranza di bene, come l'altro con timore di cattiuo fuccfio , fi fa igmido,per elfere irre-

&

lolutOo

A-

A matrona d'afpetto venerando , coronata d'olino, che tenghi con lafiniftra mano vii ccmpafio ,.& con la delira vna bacchecea,& canto vi fia vn timone Perche alla felicit del cornuti \iuere politico fi richiede l'vnione di molte famiglie,ch_j per quelle fi lotto le mede/irne leggi v iuino , ouerninok& per man tenerli ciaicuna Simiglia con ordine conueniente , ha bilpgno di leggi particolari, pi ricette deli' vniuerfali,per quello prillato ordine digouernare la famiglia fi dimanda da i uoliri con parola venuta da i

VN

Greciconoma , &hauendoogn cofa fa-j

miglia communemen te in le tre rifpetti per efferc ella pertinentealla vita, come fuo membro,di padrone, di ferui, di padre,& di figli-

&

&

uoli,^ marito,&dimoglic,petci quella figura fi dipinger con la bacchetta 3 chefignifica l'imperio che ila il padrone ioprai luoi ferui * il timone dimofira la cura, ilreggimenrp3 che deue tenere il padre de i figli uoIi,perch^-j

&

&

&

nel mare delle delitiegiouenili. eglino non tor~ ciano il corfo delle virt , nelle quali fi dicono, alleiure con ogni vigilnzajc ludo ,
',

la

%o6
h pace in
Il

Della noufllma Iconologa


Si caput aue/ta: migrduit corpore tifa Sic fine matrt proba quantarwna domiti*
.

la ghirlanda dell'olmo dimoftra> che il buo


ito Economo deueneceflriamcnte mantenere

cafa Tua

eompafTo infogna quanto eiafeuno debba mifurare le fue forze, fecondo quel le gouer-

EDIFITIO,

&

OVERO VN

SITO.
fi-

narfi tanto nello fpendere

come nell'altre co-

fe,permantenimento della fua famiglia,&per pctuit di quella , per mezzo della mifura , che perci fi dipinge matrona,qu*fiche quella^ et conuenga il gouerno della cafa , per l'efpe;r rienza, che ha dellecofedel mondo, ci fi pu
vedere nelfegnente Epigramma fatto da vn bcllifllmo ingegno. JSa dom*ufcelix3 certis quamfrenat habens>

Antichi pervnfafl attaccato vn Gli lo denotauano l'Edifinoi Ouero Sito,


il

& l'opera fatta,conciofiacofa che in niflun mo


do fi pu drizzarceli
:

edifiti; f non fi

cere*-*

con diligen za la drit tura de i canti , per mezzo degli archipendoli onde nel fabricare fi deue prima offeruarc querto , che tutti gli edifiti
corrifpondano alTarchipendoIc, che noo_j> hbbino in f ( per vfare il vocabuio di Vetnn nio) parte alcuna d'inchinationeafTingi.Per fi potr rapprefn tare quefta figura per vn huomo che tenghi in vna mano l'Archipendolo in atto diadoprarlo con arte, &con gioditio

&

Prodiga non aris mater 3 dr ipfa vigil. jQu&caueat natifcopuls,neforte iuuentus


-AHtdatfauis 3 necfuperetur aquis

Vt bene concorde*, cunttr/naiufa capejfant


Vnatjip varia gente coatta domiti

E.

DQ

JST.N A d'et matura, vetfira d'ero , Se chedaJ Cfido fi veda vn raggio cliefao-

carifplenderedetta figura, Moflrer

lemamfeo-

melfe che fieno piene di latte,

&

il

pettotutto

Parte Prima*
avella fvefie,con dareabbondantementetutti ouei beni,che fono neceflrij a turali viveri. Il fanciullo che tiene netta defra poppandoci moftracomelei noftra nmrice,fommi~
niftrandoci
il

Juppite?a!bus3

& alm*foror Juno

mi
atquepo-

.*

tmsBis. EtNtfits*lmkrjmi& hominum qu&lumi*


fia

completa

vitro.

Che furono vo'garizatid SeJuaggio,Acca


demic Occulto* m cotafguifa;,febenenel f-

L'huomo morto, the tiene abbracciato dall'altro Iato,ne fgnifica3 come i yiui fomenta, 8c

cond0,& vhimo verfo alquanxolojiianodal


Greco, & Latino O di quatto radi delle cof
tetto
.

i morti abbraccia

tenendoci in depofito fino

allarefiirrertione.

La poppa che fcaturike acqua, ne rappre


fintai fonti,& i fiumi,cheella featurifee. L'acqua che ella tiene fotte i piedi con i frEcnti/ono l'acque fotterranee nelli meati delterra con i ferpenti, che fi rinchiudono nelle cauem^'efTa.' La Citt entiene in teffa , ne dinotacome la terra foftenta mento nofro,& di tutte te_j
i

6toh e alto, alma Giunone

e fiuto ricco *

E Neffi, che dipianto n'empie ifiumi


Ond'egli parimente intende per lo fuoco i

noftre habitationi

legioie, che ftanno al collo, alle mani, Se a ipiedi,iono la variet delI'oro,argento,& altri delle gioie, che ftanno denrro le vimetalli, gere della terra apportandole noi,pern olir dilettatior^e, come racconta Plinio vtile,

che fopra raere,& chiamalo fficamenteGio u, percicheniuno maggiore grouamento altronde fi rfceue,che dal fuoco%L'alma Giunone intende per foaerey&inqnefiomoltoconcflb hai fi concordano i Poeti, i quali fingonoGiunone moglie ,& forella di efl Gioue, attefb qnaf l'ifteiTa qualit , pochiffima differenza dell'vno,& dell'altra, ondcHomeronelfuoIi
guaggiodiffe.

&

lunonem cano aurithrona 3 quxpperit Rhea*

&

&

mmortakm reginam
habentem,

x excel

fam formam

ne? primo libro benigna madre &femprs_> mainon nuoce gioua,

&

TERRA.
Come dipinta nella Afedagliadi Commodo.

Jomi-validijonifororem,vxoremque 3 Imlytam, quam omnes beatiper longum O*

lympum
Ione obiettante fulminibus. Pigliai! poi il padre Dite per la terra., Signore ricco chiamato Plutone, cio Re,

Lai howorant fimul cum

DOnna giacere in terra


&

mezza nuda, come cola ftabile, con vn braccio appoggiato fopra d'vn vafo, dal quale efee vna vite , con l'altro ripola fopra vn globo, intorno
,

&

&

akjuale fono qu atro picciolc figure, che le prefentanp vna dell'vue>l'altra deflefpighcdi granorcon vna corona i fiorila terza vn vaio pie no di liquore,ela quarta la Vittoria con vn__

ramo di Palma con lettere TELLVS STAB1LIS.

ELEMENTI
EMPEDOCLE
i principiai

S Empedocle.

ECOKDO

della terra, perciche, in eflfono ripofii pia pretioftefori^daleificauaoro,argento,&c? ogn'altro metallo, Nefli vltimamen te ti mettepcr li fimi,cio Perlo generare delI'acque.Nevoglioin quefto luogo tralafciare vn^epieramma di Gio. Zara-, tino Caflellini>iltrevoltenominato,nelquare con fenfi miftici , d Empedocle, in forma di e^ nigma efpone> comealla morte d'vn rofignuoIo in tcruennero tutti gli elementi , men tre egli fteua cantando in cima d'vr/ailoroapidel quale feorreua vn riuo d'acqua prifeum contra Tbilomsla in vertice

Dum

Pifofofo diffeefTere_*

Daphne*.
Ploraret querulo gutture malta daium* Terevditincautum crudeli vulnere Fimo Quamjuno haudpotuit /njlmuiffe diu.\:
>

qnatro Elementi, cio il Fuoco,!' Aere,l' Acquaie la Terra,m eondueprin eipali potenze amkitiaj&difcordiaj'vna delle quali vnifce,l'artf afpara^la altri dette corti

Jn lachrymai JSlefiu cecidit moribunda fro>*


pinqui, in tachrymsfuaditusnMtp Ncslis ,

binationipoflibili, &impoffib2i,lefue parole

greche tradottepoi in Latko fon

qtie'le n

%.

&

,^

Biogene Laertio*. Ztf ttpyv? *pnre .?epygio?


)

&

tTfavve.

..

Extwttam lento combuffit luppiteratlHIn vino tumulo fic tumulatafmt

EtET*

ni
E
L

Della

nouiffiffl

Iconologia
I

E.

vecchia di venerando afpetto, , che porti al per pendente vi fia collo vna catena d'oro 3 vn cuore, Star federe mollrdo nel fembian nobil penfieri, A uanti di dette d'haucr alti* ta figura vi faranno due llrade,in vna man_ delira vi far vn Arbore detto Elce,& nella fivellita di color panonazzo

DONNA

deFecofe che ha vedute,


Ja vera
,

&

& praticatelo fare & perfetta Elettione

&

Si velie di color pauonazzo , etfndo che_> quello colore fign ifica granita , conuenientc al

ioggettocherapprefenti.lmo Porta la catena d'oro*& per pendente il ci?o


re, perei oche narra Pierio Valeria no libro 54. dei Geroglifici, che gli Egittij meiteuano il

nifra

vn bruttiflmo ferpe

Terr il braccio deliro alto mollrando col con la finiltra dito indice il nominato Elee , Vna cartella riuolta in bei giri , nella quale vi

&

cuore per fimbolo del configlio , efier.do che if ver,& perfetto con figlio viene dal cuore,cofa veramente propria ddi'Elettione , cflndo che;
ella

fia

fermo

VIRTVTEM ELIGO.

il proponimento ,

Elettionevn'appetito in noi cmfato per


terefl
ti,

ne,
_

& di configgo
dipinge che
llia

& compollo

di ragio-

deliberatione fatta con configlio,per nollro in , 'degli amici fopra mezzi , inflromen-

Si

none d'hauere alti,

& modi ritrouati in cofepofi>,i!i


il

& nobili penficri,iflndo

federe con la dimo Ara-

ma diffiche
ci

cili

,&dubbiole, per con feguire habbiamo propouo

fine

di venerando aSi rapprefenta vecchia , fpetto,perJche l'et maturale quella che per per felperieutia* perfettione del fapcrc ,

&

che l'Elettione con uiene che fia fatta r.on cafo,m con difcorfo,&fondamento le due llrade l'vna oue I'E/ce, fign ifica h virt &r perci d quella ccuiene di farne Elef tione., in quella flar fermo , co/Jan te f-

&

&

&

militudine dell'Eie e,

il

quaie albero in quanto

alh

Parte Prima/
ddezza d'animo fenzalaiciar/ corrmpere da gl'in terefl, quel ta giudica i meriti , demeriti aftrui,e li premia ,& condanna, ma con piaceuolezza, reminone, fgnificandof ci per le bilancie, per il Cornucopia tre

%\7I

bugne, e le fpianauanofok) di [apra, Se d

&

fotto ,

& per efiere quello regolo di piombo

, fi
i

piega fecondo la balTezza delle pietre,

ma per

& &

non eicc mai del dritto ; cosi l'Equit i piega &inchina aH'imperfettionehuinaaa-, mi per non efee mai dal dritto della giuftitia Quella*
.

*>

"

Equit in motte J^fedaglie-.^.

figura fu fatta dal Reuerendils. Padre Ignatio

Vefcouo

di Alatri,

& Matematico gi di Gre*


.
.

Na donzella difeinta che ftando in piedi tenga con vna mano vn paro di bilancie
,

gorio XIIL effendofi cosritrouata tra le fue^*


icrittirre,

E Q_ V 1 f A\ Del Reverendi/s- Padre Fr. Jgnatio-, Onna con vn regolo Lesbio di piombo in
"

mano perche i Lesbij fabricauano

di pie

DONNA, na torcia,accendendo

E Q^ V A 1 I T Come dipinta netta Libraria Vaticana , che tiene in ciafatna mano vl'vna con l'altra

CONFESSIONE SACRAMENTALE,

GIOVANE
la

di giuila itatura, veftit-o dal-_..._ color

parte delira da alto,


,'&r dall'altro lato

& baffo di color


,

"lllle,

bianco
in

di color negro, cinto di

mezzo con \na

cintura a-guanto larga

turchino j.feguita fenza nodi con alcune \fo di circolo, terr fotto il braccio de* con la irtiflrocon bella grata vn Ariete, (Ira mano ynmazz. di varrj fiori >&alli piedi hauct .O

&

i 8

Della nouiflSma Iconologia


folle la creatione del

kaer du<alr dd color del veftimento, cio dal lato bianco bianche, dai Iato negro egre. 4 Equinottio quehempo, nel quale il giorno eguale con la norje, &queftoauuienedue voi te l'anno, vna di Marzo aJJi * i. entrando il SoleneI,fegno dell'Ariete, portando a noi la Primauera,& di Settembre alli importando l'Autuuno con la maturit de' frutti Si dice Equinottio, cio eguale, &requinottiale , cio equidiale , anco equatore , cio eguagliatore del giorno con la notte, per <]ueIlo,che ne moira il Sacrobofco nella fua_>

&

la

mondo,& anco l'arino del Redentione,e della Paflone di Noflro Sianco da quello nelprimo grado dell'gnor

&

Ariete efTere flato creato il Sole,aut:ore deldet to Equinottio ; onde non fuor di proposto gl'Antichi fecero , che in quello mefe fofl principio dell'anno, eflendo che egli Za priuilcgiatopi degl'altri, non folo perle ragioni dette di fopra, ma perche da quello l pigliano- I\Epatte , le lettere Dominicali , &: altri computi
celclti

&

&

Si rapprefenta di giuria frattura , per efTere eguagIiatore,che vutl dire egualccioe pari

sfera : equinottiale

sfera per mezo , cingendo

va circolo, che diuide la il primo mobile__>,


i

Io diuide in due parti j&frnilmen te

poli del

ifcolor bianco lignifica il giorno,& H negro Ianotte, la met per eguaglianza l'vn dell'altro il bianco dalfa deilrajTperche il giorno precede
alla notte.pereficr pi nobile

mondo
Si

dipinge giquane, perche venendo I'Equinottio nel principio della Primauera , nel mele di Marzo >gli Antichifaceuano,chein detto mei fflprincipio delTanno-Dicl anco che

la cin tura di Color cekile , nella quale fono alcune flelle , ne rapprefenta il circolo , che fa detto Equinottio, che cinge il primo mobile. Si cingeanco il dett crchio, per euer egli

EQVINGTTIO DELUAVTVNNO

fenva

Patte Prima.
fcnza nodo,$ perche h circolinoli hanno prihcipio^ne fine,m iono eguali L'Ariete che tiene ltto il brccio deliro ne dimoerai che entrando il Sole neldefctofcno, fi ra I'Equinottio di Primauera , che per taedimoflratione tiene con la liniilra mano il inalzo de i vari; fiori,come anco dimoilra, che l'Arie-

*i$r

l**kUr*^s man il fegnodella Libra, cio vnparo diBi lancie egualmente pendenti, con dueglobi , v*

con

le

MkfS mrctno, terr con

tel'Inuerno giacenellato liniilro, &la Primauera nel deftro, cos il Sole nell'lnuerno ila dal lato iniilro del irmamento,& nell'Equinottio comincia giacere nel deftro L'alia' piedi nedimoftrano la velocit del tempo,& corfo dei detti legnici bianco del pie deliro, per la velocit del giorno ,& il negro dalla finirtra per la notte

noner lato indette bilancie,la met di ciafcua globo far bianco,& l'altra met negro ,volra conia Unir dol'vno alrouericio dell'altro, lira mano alcuni rami di pi frutti,& vue, alli piedi l'ali, come dicemo all'Equinotio d*

&

&0

foprfc-.

& dichiarato

Per hauer noi detto,che cofa fa Equinottio , il color del veilimcnto,come an-

EQVINOTTIO DELL' AVTVNNO.


V OM

d'et virile veflito nella guifa

dell'altro, e cinto parimente dal

cerchio

l'ali alli pieco quello, che denota il cerchio, disopra di ci mi par che balli an co per dichia ratione quell'altra figura , eflndo che elfo lignifica il medcfimo di quella di fopra;folo dir quello , che lignifica l'ellre di et virile, dico dunque, che con elfo l dimollrala perfettione di quello tempo , perciche in elfo molti dicono, che il nolt r Signore creafie il mondo noi balla fapere, che il mele di Settembre alli i$. fa l'Equinortis ne porta V Autunnocon la ma-

&

&

E.

turiti,

2 IO
turt,e perfezione

Della noui/Ima Iconologia


de i frh cri, che per
tal /igni

moftra,chc con la fnilra mano ncten*>hj di pi lr ce. ~ La libra onero bilancia vno de i dodici legni del Zodiaco nel quale entra il Sole il mefe *ii Settembre, fall in quello tempo l'Equinottio , cio s'vguadia il giorno con la notte, jdimofrandof con Ti due globi, met bianchi per il giorno, met negri per la notte, <~\oIti
licato
fi
.

come il non errare caminarcper la via dritta lenza inciampare dall'vna, dall'altra banda, tal che tutte l'opere , del corpo > dell'intelletto nofiro , fi potr dire, che fiauo in viaggio , pellegrinag(trada,& deuiare<dalla linea
<~\m gio,

&

dop

ilquale

non ilorcendo,fperiamo arri-

uare alla felicit.

&

4>er
ti

vn contrarioall'altro vgualmente pendenla^_.

per l'vguajic deJI'vfo dei giorno con

notte

HVOMO

ERRORE.
&
di cercare

quali in habito di viandante c'habbia bendato gl'occhi, vada con__

il viagquello va quafio, per andare aflcuran doli, fempre con l'Ignoranza i -. l'Errore ( fecondo, gli Stoici) vn'vfciredi

vn baftone tentonejn atto

&

Quello ci moftr Chrilo noflro Signore , Lattionidelqiule furono tutte per inllru' tione nollra , quando appar a' iuoi Difcepoli in habito di pelIegrino,&: Iddio nel lenitico coman dando alpopol d'Ifrael,. che non voleffe, caminando torcere da vna banda, dall'altra . Per quella cagione l'Errore fidouer fare in habito di pellegrino, ouero di viandanre,non potendo eflere l'Errore lenza il palio delle nollreattioni,, pen/ieri, come fi detto Gl'occhi bendati lignificano, che quando ofeurato il lume dell'intelletto con il \elode__* gl'in terefli mondani facilmente s'incorre negl'errori
..

s.

A.

'^Wtif

tBtiau5

Ilba~

Parte Prima

221

H battone , con il quale va


l'atto di queflo

cercandola

flra-

il

fuoco alcuna forte di metallo non fi pu gic*

da,fi pone per il fenfo,come l'occhio per l'in tefletto , perche cerne quello pi corporeo, co;

tare,ne lauorare,nori quafi cofa alcun3,che_j


col fuoco non fia

compofla , con
il

efTo

f\

compo-

meno fenfibile,"epifpiritua!e,e fi nota in fomma che chi procede per v ia__


del fenfo , facilmente pu ad ogni pafl errare fen za la vera fenza il difeori dell'intelletto, ragione di qual fi voglia cofa, quello medefimo,& pi chiaramente dimoilra l'Ignoranza ,

ne

il

vetro, I'oro,i'argn to,

&

che appreflo fidipinge

ESPERIENZA.
vecchia veflita d'oro,tcrr con bacchetta intorno alla delira la quale vi fia inuolta con bei giri vna cartella,

ferrojil bronzo, ro fi genera,& doma,ccl f oco l'oro fifa perfetto,col fuoco abbmggianfi iafl, li muri fi congiungono,il fuoco cocendo i fafl neri,gli fa venire bianchii legni bianchi,abbrugiando,matt da in poluere, ne fa neri carboni , di legn a_ dure,cofe frali,di cofe putride,ne fa diodorofe sleg^Je cole llrette, 8de fciolte vnifee, mollifile dure rende moIli,moJte cofe foca k dure, pra di ci f\ potrebbe dire, ma per non efire_j.

&

piombo,]! rame, il le medicine, col fuoco il fer-

&

&

DONNAmano vna
ce con
fia fcritto

tediofo, tralaifo,& attenderemo breuementea dichiarare la pie tra di paragone , la cmale altro

non vuol dire , che prona ,

Efperienza perii vero faggio che d d'ognimetalio*

&

RERVM

MAGISTRA,-

^o

vn quadrato geometrico dalla__* parte delira, in terra far vn vai di fuoco con ardentiflme -fiamme , dalla fniftra vna pietra di paragone con la dimoilra tione che fia_j altri metalli . fiata tocca con oro, Vecchia fi rat prcinta>attefoche con il tempo non folo fi vieneincognitione, ma fifa Eiperienza del tutro,come bendimoflra Ouidio nel lib.fello Metamorf. oue dice Seris venit vfu ab anni*
la fnflra

&

&

HVOMO ma
CICLOPIE DIA i

ESSERCITIO.
di et giouenile , veftito d-

habito fuccinto,& di vari; colorile brac eie fieno ignude, in capo terr vn horolosio da fonare,& con ladefiraman vn cerchio d'oro, Se con la finifrra vn Volume oue fia fcritto EN*
alla cintola terr

vna Co-

&- nel Manilio lib.primo Afiron.

& Arinotele nel .Ethica

Per l'arto s -vfu artemexperkntia fecit xemplo mostrante viam

e-

rona della Madonna,ouero quella del Signore s e iafeun de piedi hauer vn aletta , dalla-* parte delira per terra vi faranno varie forte d'armi ,& dalla finiilra diuevfi flromenti di agricoltura,che fieno luRd, &rifplen denti, mo-

&

&

Afultitude tempori*facit experiemfam. Si velie d'oro perciche fi come l'oro di

flrino cfeflere eflrcitaci nell'operarioni loro


Efiercitio quella fatica attuale, che prende l'huomo per arriuare alla perfettione della fua

m aggior pregio, & firma di tutti

metalli, cos

PElperienza di tutte le faenze Tiene con la delira mano la bacchetta nella guifa che habbiamo detro, per dimoflrare , che rEfperienza dominatrice , cV maellra di tutte
le cofe. Arili, lib.

prqfeflone, nella quale difficile fenza PEflrcitio,ancorche la natura l'in din i, la dottrina' l'aiuti: Arifl.foleua dite.sdpirandamfaj>itn-

&

tiam

trio,

potijftmum necejjaria

primo Metaph. Expericn-

tia ejicognitiofmgviarium , ars l'ero *vnmer-

falium
Il

ram,Doclrinam3 Exertaiimem, Exer<* citatio enimntfi natur&>& dottrina accedat ntlfola eruditlimis furie s , Ci riferifee Laertio libro 5.cap.i.
fi dwiv^e perciche giouent pi all'Efiercitio , alla fatica di qua! fi voglia altr'et , f bne non douemo laffare indifparte'&Tet virile, lEfitrci rio della quale di confideratione per efiere nella perfettione 9 con l quale virtuofmentpu ffirci tare co-

&

ejfe >

JVatu-

quadrato geometrico iilromento Matte-

manco , con

ilquale fifa certi/lima proua,3o Efperienza per trouare ftiltezzejptfondit, diflanze per le dinifioni de gradi,& moltiplaca-

Giouane

&

refifle

&

tione de numeri che fi ritrouanp in detto flro-

mento.
Vi fi mette latoilfboco, peripiche con elfo fanno diuerfe prouej&infiniteefperienze cme dice Ifidoro nel lib-delle Ethimologie , &Cj> lo riferifee il Eoccaccio nel duodecimo libro della Geneologia, degli Dei,dicendo che lnza
fi

fe graui

& ne Gouerhi la Variet di colori del


O
l'horo-

vestimento dimofra la^iuerfit de gl'efiercitij &Ie braccia ignude la prontezza nel eflercitare

a2 *

ESSERCITIO.

Della nouiffima Iconologia

L*horoforo^:he tfene
tf

m capo fieni/Tea che


delle ruote di

E contemplando vnirfaljptnmo Beneli cerchio

come l'Efiercitio delle diuerfTt

l'hore , cos 1 tfk nediftinguanoil tempo, Eflrcitio nofb mentale fa che polliamo con-

&

none fignirka fa perfettione, e/fndo


mattematkhe figura , & forma

d'oro , che tiene con la delira mafra le_>


perfetta
,
fi

co-

durre il noftro intelletto di ditfinguere,& cono feere il vero , il che non potendo farfi il defTo d fpere farebbe ih darno nellltuQmOj, come beli iffimodice Dante nef 4- del Parad. Jo veggio Bene chegi maifipitia Volro nteRcttcfe'l ver non lo illufirat

me fmilmen tela materia, che

l'oro fra gir altri metalli, onde con iasione fi pone detto cerchio in mano delI'Efircrrio, efTndo ch'egli riduce ih fomma perfezione tutte le cofe
Il

volume, che ha nella

fTnifra

mano con la

parofa Enciclopdia., ffgnirca iTgiro di tutte le


fcienticjcfoue che I'EfTercitio,fi delle Iettcre:co-

J)ifuor dal quainigun verofifatat Tofafiin ejfp come fera illustrai Tolto chegiorno l ha , egiunger polla Se non ciajtun defiojarebbefruttra * Et va beli ingegno anch'egli (pra di ci cou dice
..

Trk lefanghi > wdegthumanaffetti


Terditterj cagion eercan querarft* XJejfereitio mental imperiotiene * Con qefto al del ir pi* divini oggetti

me dell'armi, che in dimoflratione habbiam_ denota , pofio al Iato deliro di quefla figura, che f\ na,& l'altra profcUone fa l'huom o Muflre& IrnBnoafev Tiene alfa Cintola fa Corona del Signore della SantflTma Madre d elfo per dimoflrara tEfferciti fpiriruale,il quale f bene gli Efferati; fpirituali fon molti j nondimeno noi pigliamo vna parte perii timo, che il tutto ci condu-

&

fuo l hyor?tJpb*h alprim e vero abjtrfi

ce neLU.via.,& luogha di foluationc*

QVO-

NlAM

Parte Prima.

KTAM VITA, HOMINVM EX RELIGIONE CONSISTIT, dicela Sacra fcrittura


.

e fi caufa fanitatis,

& vero

22$
.

Tiene ciafcn piede vna Aletta,& non due per dimofhrare, che I'Eflrcitio ha da eflre con rermine,& non violento , eflendo che da efl f ne caua vtilit grandiflma perciche fi come l'otio fa che l'huomo fia negligente^pigro, che fe\ forze dell'animo infieme con il corpo
,,

La diuerfit delltftromcnti di Agricoltura che li mettiamo dalla parte finiftra,che fono luflri,& non rugginofi,dimofrano I'Eflrcitio,
la fatica

&

& coltiuarela terra,&le piante. Ondemedian


fi raccoglie il viuere per il genere fiumano , onde fopra ci in Prouer. 1 2. Qui operatur terram fuam fatiabitur patiibus-, molto G potrebbe dire fopra di quefto nobil foggetto , eflndo che abbraccia infinite attioni , ma per non mettere confusone in efl , laflremo di dirne altro, parendoci d'hauer mcC fo tutte le cofe pi principali

che con elfi flromenti fi fa il lauorare

&o

te detto Eflrcitio

vengono meno, cos all'incontro l'EfTercitio fanit come dice moderato rende fortezza, Arnaldo de Villa nona de regione fanit. cap. 5. Exercitium temperatura fanitatem caufat

&

&

conferuat > catorep?%naturalem confortata*. quel che pi importa Atift..met.Exercitium

Come depinto dal R. Fr. Ignatio Perugino Vefcouo

ESILIO.

d' Alatri

HV O M O

in habito di Peigrfn, che__> con la delira mano tiene vn cordone 3 con la liniera vn falcone in pugno. Due Efilij fono, vn pub!ico,e l'altro prmato,

&

i! pub'ico quando I'huomo, per colpa, per fofpetro bandito dalTrincipe , dalla Repuv .. "" ^viuere .-^ -...-. ,_ j:, ""' J condannato b'ica,& fuor di patria
'

perpetuo, tempo

^24
Il

Della nouiflma Iconologia


&il bordone,
Etper.ilpublicolo dinota il Falcone con
getti alli piedi
t

priuato quando J'huomo volontariamente., eper qualche accidente fieleggediviere, e morire fuor di patria , fenza efirne caciato, che ci lignifica l'habito del pellegrino

ET IN GENERALE.
1

DONNA
&

eh'habbfa vna clamidetta di vna verte diuifa in tre par ri, cio la prima di color cangiante, la feconda
varij colori,

pria compJefline , attribuita alle cofe naturali

&

dall'anione del calore nel humido radicale>, librata da periocaufata da \n certo influflo;

d'oro,& l'vltimaanc'gli in giro dicjnel colore delle foglie quando hanno perduto il vigore,; che cadono in terra Haurambele braccia alte con la deflra_r mano terr vn Sole , con fa finrftra la Luna allenendo, che il braccio deliro ila pi alto del niftro, per terra dalla parte delira vffa vn

do temporalequa'e crd~cc,i, cala,

manifeitamente declina L'Et fu da molti in vari; modi diuiiyperche, altri di/Tero che fono tre fole, altri anatro r
altri

&

&

dnque

altri li

& altriitte ma f confi-

&

Ja.mettamo nel

qua le acci il pittore polla dipingerlo nella gu ila che Io deferirono moki amrori l 'Et fecondo il Conci! iatore, difK i 6. vna
,
,

bfalifco dritto

& eleuato h figura

deriamobene quelle cinque opinioni trouaremo che non difeordono altrimenti tra loro, ma
lono
tutti di

del
,

comun confenfo

fine del noftro difeorfo

fifpofrione del

animale die nafce dalla pro-

Quelli che differo che fono tre, fumo molti Eriofori Antichi , quali coniderorno l'huomo come cofa naturale , la quale nel fno motto hi fic-come dice Arili, i. de principio mezzo, per pofero per principio Tcalo.-

& mnuto&

&

ado!c-

Parte Prima.
Si

531
Eternit
,

euopre le fpalle , perche il tempo paffuto

o Perpetuit

nell'Eternit
Il

non fi vede__>.

DOnna,che fied fopra vna sfera celefle__*,


con la delira porga vn Sole , con i fuoi raggi,.& con !a finiitra ioiienga vna luna , per molirare, coni e ancora notaPierio Valeriano
ne^ fuoi Geroglifici
, che il Sole , eia luna fono perpetui genitori delie col , per propria vir-

ferpein giro dirnoftra, che l'Eternit fi pafee di f ftefla,ne / fomen ti di cofa alcuna efteappretto a gli Antichi fignificaua il riore ,

mondo, & TAn no, che fiorano perpetuamen(fecondo alcuni Filofofi ) in f medefimi, per f n' rinouata pochi anni fono la memoria, l'occafione del'infegna di Papa Gregorio dell'Anno ritornato al fuo feito per oXIII.
te

&

.t

generano , e confemano ,

& & danno


, il

il

nutri-

&

mento tutti li corpi

&

ci far teftimonio degno dell'Epera di lui* tent della fama di fi gran Prencipe : il tutto facondo i'inten tione de Pitagorici^ quali diflero l'immagine dell'Eternit eflere il tempo , Mercurio per il tempo la prefero Platone , anco in parte fecondo hdTrismegilto , fcrit'.ionediClaudiano verfo il fine del fecon-

&

&

che fu molto bene considerato da gli Antichi Egittij , per rapprefentare l'Eternit credendo fermamente, che quefi duellimi del mondo foller per durare in finiti fecoli, che fuffero conferitori, & anco nutritori di tutte le cofe create fotto
inferiori

&

&

&
.

di loro.Siede fotto la sfera ceIelle,come cofa_., che fia durabile, perpetua; nelle Medaglie di

&

Domitiano,&
con
ltra la delira

di Traiano fi vede l'Eternit ,che

do Panegirico in laude di Stilicone Annorum fqualidwater >immenfi fyelunc* <zui} qua tem
poro, vafto?

mano tiene vn Sole,& con la finivna Luna,col vellimento cinto,e largo

Suppeditat re,uoca?%finu : comp!eciturantri Omnia qui piacido con fumit numine ferpens

Perpetuami viretmuamis sCaudamfa redulo.

TI

A.

Ore vorat, tacito rekgens exordia ap/u .

ETERNIT'.
dolo,

ONNA
ni/Ira

giouane, DONNA non dimoihure eh


,

&

di afpetto graue,terr con la fimanol'itromento detto archipen dallato deliro hauer vn Leone imbri-

veftita di verde, per


,

gliato.

ella

fot-topolki al
,

tempo,n conliunaf a dalle fueforze

flar fe-

dere fopra vnafedia,con vn'hafta, nella mano finiftra pofata in terra, e con la delira fporga_ vn genio , cosi fi vede fcolpita in vna Medaglia
antica, con lettere che dicono
:

l'Etica fignifica dottrina di collutti/, contenendoli con e/fa il concupifceuole, &irafceuouole appetito nella mediocrit, e flatodi mezo,

oue coamle la virt,per confilere negl'eftremi


il

GLOD.

SEPT.

ALB, AVG.
Hauer ancora in capo <"Vn bafalifco d'oro quell'animale era apprett agl'Egitti; inditio dell'Eternit, perche non pu edere ammazzato da animale alcuno,!] come dice Oro Egittio, ne'fuoi Geroglifici, anzi facilmente coi fiato fecca 1 folo ammazza le fiere, e gl'jiuom ini, herbe,& le pian te_. Fingefi di oro,perche Toro . .meno , (oggetto alia corrili tione, degl'altri
,

vitio, al quale detto appetito s'accofla , tutta voIta,che dali'vna, dall'altra parte declina'. Tiene appretto di f il Leone, nobi!e,& feroce animale, imbrigliato, per fignificare, ch'ella

raffrena quella

pane animale dell'huomo gi

detta

&

L'Archipendolo ne da per fimilitudine ad intendere,che fi come all'hora ^nacofa effere

bene in piano fi dirnoftra, quando il filopenden te tra le due gambe di detto iflromento non tranfgredifce vedo veruno de gPeflremi , ma saggiuftacon la linea fegnata nella parte lupo
riore, ond'egli defcendejcosi que/ta dottrina

metalli,

& MsM

l.

% A\

dell'Etica inigna

rhuomo,ene

alla rettitudiil

ne,
ifgfjSflfc

Medaglia 'Avvigno

& vguagiianza della ragione


ma nel mezo
fi

fenfuale ap-

petito fi con forma, quando


ftremi,

non pende

gl'e-

ritiene

Donna, che fofliene due tefteeoronate__jj. vna per mano con quelle lettere 4: TERNITAS AVGVSTI, & S*C.vediSebailian

Iieto,& veftito riccamente, nellamanodeflra hauer vna tazza,nelb.niflravDpapauero > &vna Ricadi grano,
jjuefto

GIOVANE

EVENTO BVONO.

33 2

ETICA.

Della nouitfma Iconologia

quefto Buono Euento teneuano'cos fco'puo anticamente i Romani in campidoglio, insieme con quello della buona fortuna, come

giadra apparenza

&

Ilfalfo amante fattola delicarura d'vnaleg, &: fotto la dolcezza deile_>

\na fomma felicit

di

buon
,

lnccef in tutte Je
piedi, ov per
altre volte,
l
i

Cofe,perlo fingeuano in quella manierai o'en per la /pica li laudo intendere per b tazza tezza delle viuande, &He! bere,per lagiorent ibeni dell'animo per I'afpetro lieto i piaceri che dilettano, ik raT egrano il corpo; per o velrimento nobile i beni della fortunadenra i qua li rimanendo ignudo il Buono Euen to facilmen te varia nome, e natura Ilpapauero fi prende per Io fon no , 8c perla quiete , nel che ancora fi cnopre , accrefee il

&

prendono,
\

& per gli Antichi diproposto


.i

pingeuanola
f

/Irena in quello

Io fpecchio

ero /imbolo

Fal/ta\perche

&

Buono Euento.
F

bene pare; che in e/lo fpecchio fono tutte_j quelle cofe, che li fono polle innanzi, e per vna fola /militudine,chenon ha realir,&; quello, che gli l apprefenta alla fini/ira viene a'la_j dell ra m a no, &rmcde/m a mente quello che dalia delira a iene alla lnillra iJ che tutto quel lo,che importa quello nome di Faliiit,ornc__.
b'eniiimo racconta
il

Pierionel lib.42.

A L

S I

T A\ D' A

M OR

E,

Onero inganno.

D
chio

ONNA

PAM

A.

fuperbamen te vcf tita,terra con lpnwni vna lrena,che guardi ih vn fpec

DO

NNA

vefita d'vn velo fonile fuccin-

to

trauerfoj raccolto

mezagaml

a__. y

che

Parte primi*
che monti correre leggiermente, hauer du^_* grand'ali,iar tutta pennata , &per tutta vi faranno tant'occhi , quante penne , tt quefti vi faranno moke bocche orecchie, nella deftra mano terr vna tromba, cosi la defcriue_j Virgilio, & per pi chiarezza fermeremo Ie_> fue parole medcfmie , tradotte in lingua nofra

2JS
Fatma cMtiuA di Claudiana.
platini con
l'ali

&

&

velfito dipinto d'alcune DOnna con vn riere,come

maginette

pe-

con vna tromba detto di Claudiano nel


re,

&

in

mano conforme, al

cos

Ea Fama e vn mal, di e ui non pi veloce


E' nejfunaltro, e di volubi/ez,z.a Sol viuci&caminando acquiilaf or%e ,
Piccolaal timor primo,

Fino alle flette , entra netta terra E? tra i nuuoli ancora efiende il capo Et poco poi Soggiunge E' veloce dipiedi, e leggier d'afe Vn mostro borrendo ^e grande, alquak quanto {Maraviglia da dire)& tante bocche Suonan in hi, tant'orecchie inalba >
.

&

& pois'inalba

lib.della guerra Geticaj contro Alarico " F-ama% nigrantesfuccnclapauonibusalas . Sono Pimaginette notate per quei timori, che fi accrefeonoin crefcrela cattma fama . * L'ali nere moftrano l'ofeurit dell'ationi , la for didciza

&

mmme

FAMA CHIARA.
Nella Medaglia di Antinoo
al capo, (opra , braccio finii! ro tenghicon bella grana vn_j panno; <& in mano il caduceo, iv nella defra_j per lo freno vn caualio Pegafeo , che s'erga con i piedi in alto per ^ olare

&

VN A
rio

belliffma figura

nuda d*vn Merci*

con

talari a' piedi

&

Vola di notte in mezjo il del stridendo Et per l'ombra terrena , ne mai china CI' occhi per dolce fonno, etfiede il giorno Sono nel corpo piume, fon tant'occhi 9

il

O [opra

Difitto vigilanti, cr tante lingue uilla guardia del colmo , d'alcun tetto
d'alte, et eminenti torri

cadula figura di Mercurio coni talari, ceo lignificala Chiara Fama percichegJi Antichi lo fnfero

&

nuntiodiGioue,e per

lui s'in-

Lagrancittfmarrende,

fi fi delfai Come del vero e mejfsggier tenace .

&

dritta,& nella finiira con vn ram o d'Oli la, hauer al collo vna collana d'oro,alla qua le fia per pendente vn cuore, hauer l'ali bianche gl'homeri La tromba lignifica il grido vniuerfale fparfo per gl'orecchi de gl'huomini Il ramo d'OIiua olir la bont della fama, e la fincerit dell'huomo famofo per opere illufri, pigliando fi fempre , l'Olino ,& ilfrutto fuo in buona parte,per nella Sacra Scrittura fi dice dell'olio, parlandoli d Chriflo N. Signore

DONNA

MA

tende il parlare, cio l'efficacia della voce, del grido, che per tutto fi ipandc,&. fi diffonde I talari , l'ali ohe tiene in capo lignificano

So

&

O N
&

A.
nella

le

con vna tromba

mano

parole veloci II caualio Pegafeo s'intende per la Chiara-o Fama di Antinoo a elocementeportata,& fpat

iaperrvniuerio. Il freno d tifo caualio gouernato da Mercurio,ci dinota, chela Fama portata dalle paro dalla \occ , che fuona dalle virt de gl'il le, Jufiri fatti de gl'liuomini , che tanto pi , meno cotal I amapeniiene al mondo , quanto quella dalle linguc,& dal parlare de gl'huomini

&

&

&

accrefciura.& fparf

in figura,

Oleum ejfufum nomen tuum. Et dellOliua dice il Salmo , Oliua frugifera in domo
Domini
.

Et il popolo Romano per honorare. Domitiano fece battere in vna Medaglia il Caualio Pegafeo lignificante la Fama, che per il mondo dilu s'era ipari; vedi Sebaftiano Erizzo
.>.

Et per quella cagione foleuano gli Antichi coronar Gioue d'Oliua, fngendolo

fommamente buono,& fommamen te perfetto.


Il cuore pendente al collo,fignificaj come narra Oro Apolline ne fuoi Geroglifici,la fama

d'vn'huomo da bene
L'ali di color bianco,

vien deferitta da Ouidio nelle Metamorfosi al lib.8. che in nofra lingua cos dice. Ogn' occhio infermo/uo fi'fi* fepolto

LA Fame
E

FAME.

& la velocit della Fama buona

notano la candidezza

lnvn'occuha^&cauerr.ofafcffa. Raro k'l'ihculto crin ruwao,efcioltQ di/angue ogni vena ignuda, oficjfa .

Pallidore cre$o, magro> e o/curo ha ti volte l3 Edel-

*54

Della

nouiffirtfa

FAMA CHIARA
Nella Medaglia di Antinoo.

Iconologia

JBdell'apellefpl

veSiteto^
..

grand'attioned'animojdicorpo^'fiiapprelnta vefita i verde,. perche Jaiperanza la

E dell'offa congiunte in varanod


Trafyaion. varieprme>e varijmodi J)e leginocehja il nodo, infuorfifiends;

cuopc,& la mantiene

..

St dipinge giouane.perdche la

E per leficche cojpiepargonfiata

giouenm

..

JLapoppa che la sofia appejapende Sembra vnapalla ventojn^a fiato

atta alla fatica pi d'ogn'altra era dell'huoin. Et Ouidienel lib.z. de arte ufmandi \ olendo,
..

dimoftrarej, che nella giouentfi

Ventre nel: ventrefito non ficomprtndG Jtfl loco par che'fa g ventrefiato: JRaffembra injjbmma l'affamata rabbia/ JXojfk vranotoma : che l'anima nabbja*.

deue durar fauca.cos dice JPam viresy animi% fmunt to 'erate labores: lam venie} tacito chruafeneQapede
..

m attedi Jlggei!lo & caricavi


3

DONNA ciano
e-,m

FATICA.
gieuanecnah'euita.dororver
ferravo
fibro. aperto* fiando,
frisi

mente che s'apprende principalmente per mezzo de


libro.fi diinolra la

Col

Fatica della

va vitello *

giouerac..

la

Fatica >fecondo:H detto d

Ckeronenet

gl'occhcome. firada pi facile di coguitione__* in ognipropofito alfrurelletto . Quella del corpo fi rapprcfenta per lo fgnifcato dei Gioi.en coconf orme al detto d'Ouidio nel lib. 1 5 deJIe. MetamorfofTdoue dice * Cade, labori feri creduntgaudere iuttam.

*deJ Je Tafailiaae vna cerca |ecioce di

Fa-

Parte Prima
fi

*37

E.

\ti

violente, la feconda la putredine h umori , la terza la vicinanza d'altro caIore,la quarta il trattenimento dell'euentatio ne del proprio calore, la quinta , el'admiftione
fuperfluo,
delli

frfttgi'a lib.

diquakhefuftanzaofa nutrimento , medicamento. La Febre di tre forti fecondo le tre fuffanze del corpo fiumano, la prima e l'ephimera vero diaria fondata nelli fpiriti , la feconda putrida, ouero humorale caufata dalli humori il pi delle volte putrefattila terza ethica, fondati, nelle parti carnofe e folide del corpo , come e{penalmente fplica Galeno in molti luochi, libro primole felibro de marconecap. 7-

.?. Iuuenes vehementm /ebriet tant , qnodbliofa calida% naturaJnt , h'fte/f afferma Hippocrate nell'Afrifmo ^ o. del j . liFernelio7ib.4. cap.i. la faccia macilen4 bro, te,& eftenuata,ci dimoftra la Febre etica,quaJe prima confuma la propria humidk delle parti carnofe, della quale fi nutrifeono, dipoi arr confuma la propria fu* u alla propria carne, ilanza di efla come beni ilmo dice l'ifteffo Aut tore nelli b L.Adeth.medendicz.p.i. Il tenerla bocca aperta fignificalanece/ir della relpirationeper eucntamento, rifrefea-

&

&

&

&

&

&

mn to del rinchinfo

calore

il

fumo fpirituofq:

ferent]s,&:pzT esplicare, detta figura. brium di


Si dipinge d'et giouenile
,

per eflre la gio-

uent molto pi foggetta alla Febre , hauendo effa maggior copia d calore il quale per le caufe fpradette facilmente viene crefcere pi.
dell'ordinario
fcr
,

che da quella efee oltre che ci dimo/ra la Febre ephimera,che come habbiamo detto e fondata fopra gli [piriti, quali altro non fono che la pi pura , lottile pane del /angue, che ordinaria-

&

mente fi rinchiude dentro le venepulfarili,qua li chiamiamo arterie,- ci dimoflraancol'euacua.


rione delle fuligini purredinofjche fetnprefl

dal qualeecceffo fi genera la Fe-

come dice il citato Auttore/ JFJippacrt

generano

dalli putridi

humori .
P.

..

,.,.,,:

Sar

^$8

Della notriima Iconologia


quarto,& alianti il
1

Sara cinta di fiamme di fuoco per dimollra re la propria eflen eia delia Febre , che a gui!a__, di fuoco ri/calda talmente, che non parefipof-

4.

viene ad ch'ere I'vndeci-

mo ci dimollra ancora quello che delie accade-,


re in detti giorni, come dice Hippocrate nelli Afbrifmi G2L1.de diedecretorijs cap. 1. Scftenorw quartus efi index ; Sedi pi Citm e-

fentir calor maggiore come Jubbamo detto


di (pra. Li quatro colori della verte denotano la Febreputrida, caufat dalli quatro humori,- per il giallo fignih'ca l'humor colerico, quale caufa la Febre terzana, perche le detto humorefi pu r vicino al core fifa la tref nelle venegrandi, Febre terzana continua, le nelle vene picciole , lontanigli fa la intermittente, per enere il ioaile di tutti ; tettohumore il pi Jeggi.ro fi fattala ve/enelle par:i di fopradi detto co-

&

ttim accurate acutos morbos obfcruaffemus $

quartum diemfeptimi effe indicem exjua natura deprhendimus , Non altrimente punto che il quartogiomo della luna ci dimollra
la qualit di tutta la lunatione

&

come

dice

il

&

&

&

Dottiffimo Arato in

certi fuoi verfi citati

dsu

Galeno

No'vno deprehenfa die tibifrena loquuntur .


Sedqu&figrianoHodederit nox terna motti
Quartave.Jujlollit medio s dum Cinthia vult us

color biancone! fecondo Joco lignifica l'humor flemma tco,quaIe fa fa febre quotidiana nel modo fopradetto,Ia partemaggiore della velie di colorrollo lignifica ilfangue, quale fa la Fein maggior copia delli altri humori, bre fnocha vero finocho , la quale affalifce
lore
i il

Durabunt ccefo Si dipinge la. Luna tonda perche nefplenilu


n'io

&

altri

l'huomo ggliardamente,& va femore calando quelle li Greci le chiamarono fino al fine, <!retpa.K (AatrTlycLfxvero che femprelfanno

&

nel itel vigore/ino al fne,& le diflro Lyya.tiy<bf vero c-iSTrva, : come dice Galeno a*

de crif.ca.p. 6la Febre caofata dal /angue fem prc con tinm,& per quella caufa fi chiama fino cha con inno fmore, come dcePillefl de
&jpfB-z-ca.p.z., Il fine della vefte

auer.gono fempre mutationi pichenelli tempi malinconico ci H dipnge Il Lione coleo , prche Fierio Valeriano nel 1. lib. dice che il lui Lione continuamente habbi la febre, acconfentfeono molti aJtri fcrittcri,fe bene e da credere chel'habbia di quando hi quando perla fua gran calidit, perche te di continuo hauefl quel dilremperamen te,non fi potrebbe chiamar Febre,m farebbe la propria natura.., del Leone,- di pi tra i dodici legni del Zodiaco il fegno del Lione di Arkt ee Sagittario fono dai

&

&

negro

lignifica

l'humor

per melancolico, qualecon la fuagrofjezza, c/fere fccia del icge fempre tira alle parti da quello fi genera la quartana, pi balle; per efirem manco copia dcITi altri accende la Febre ogni quatro giomija luna fopra iTcapo* dinota che il moto-febriletutto dipende dalla Jjnfl-a , perche fi cornala Luna fimuouc in fette i fette giorni del nouilunio ai primo quarto > che i Greci ch'amano criy. tovotrx ik. da elfo ad ftenHunium,^ cesi di mano in mano,cosi anco* tutti iraoticriticinella Febre fifannodafet e in fette giorni, anzi che il prencipe del/a Medicina .dediebmdecrttwvjs cdp. 8 Lo dice- chiaramente che fa ragione de i giorni esitici non dpendealtramcntedel numero de giorni Mia dalla Luna mentre dice.. N'cqrte enim fiItimi vai quarti nurnertu erifij avtthor e&; fed terrena innovante ,. quod Lunairmounnte, mo:uum qtmqs circititPts ad ha* Trincipes numerai vmire eontingat, mento in tpfis tan-

&

&

&

tutti gli Ailrologi nominati Orientali MalcuLecchi, J'a quale calliIini,& ignei cio caldi , dit, &ficcitacoftituifee TeiTen za della Febre come habbiamo dett di fopra , pere/Ter ili

&

&

Leone nel mezzod' quelli con ragione

fi

pu

giudicare i pi efficace nelle dette qualit; af-

fermano di pi ruttili ariro logiche il Lione* habbidominio, cv* afpetco fopra il core , quale principale fede detta Febre, & per quefto di/Te Auicen na Fehris efaalor extraneus accenfus:
in cordeto

La mano appoggiata al peno neTmododrnon fblo fignifca la fede principaledella Febre come dicemmo , ma anco la dilatatione__*

delle arterie,& conflrittione per euen tare il cale,

'

&

lerebbe da Medici chiamarafillo!e,& diafla quafenel tempo della Febre/Tfapi frequea te, effendo maggiorela neceiTtdi detta euentatione^&rcon quello motto cht:h.i origine nel' fixonfronta \ n'iRef tempo perturcore, te leanerie fifa il poifo,quale per-flrc pi eldente nella mano ordinariamente chiamato pelforrteria delbraecio vicino alla mano , Se pero Phabbiamo fatta fepra il cort 'Itene ]a.cateaa con il detto moujpercht^ >era-

&

qttam Ha a alt erationum tempora ijjuemunt:: Inoltre non fo!o tf critico procede per H numerolettenario come ii derto,md il quaternione lEcciaehcaiunu il lei cuna Mene ad diete il
'

Parte Alma
wramcntelaTbreTigay&affiggecuttelepar ledei corpo per mezzo delle arterie cheifidif-

* $9

fondono per tnttele:mett^>ra > 'ComEl>enifllm#


fplieaAuicenna lb-sfen. i.trai.i~c%.

A\

Del

Sig. Gio: Zaratlno Caftellini

incoronata d Senapa, tenga_ il Jno 1* Acantho , da alcuni riputato il Carde'lo , Con li fgliuolini den tro il nido, al!i piedi da vn canto vna gallina con i fhoi pulcini pena nati duaper a uoua, dall'altro canto vna lepre con i fuoi parti mandati fuora di frfeo. La Fecondit la maggior felicita,che pofl hauere vna donna maritata : poich per mezo di quella produce i frutti , da
le
lei nel le

DONNA mani vedo con

Etpotordimtijftcuifmtliherihom. Difle Euripide in MeIeagro 3 felici fono riputati quellipadri,& quelle madri,che hanno copia di molti buoni figliuoli^ mafchi, fonine, che fino, come mantiene AriflotefeneJ primo
della Rettorica. Si come yn'huomo chepollede moltitudine di amici,hd pi potell di quellosche non ha niuno amico.cosi molto pi pu vn Cittadino, che habbia numerof prole, che
ri

Matrimonio con desiderio appettati : attefo che per antico influito di natura neceffa
.

quellojchenon ha ninna ouero poco,- Tra li raefiempij di felicit fiumana , racconta Plinio
lib.7.cap. 44. di Cecilio Metello Macedonico, che hebbe quatro fidinoli , vno Pretore, tre

huomini la procreatione de i figliuoli che anco cola manifefta nelli bruti Tutti gli animali naturalmnte cercano di acquetarli prole, &fucceffione, ancorch non nefperino vtilit afcuna:m che maggiore vtilit 3 che miglior ricchezza che li figliuoli ti&c e3 MaterjfojfefpopHlcherrima*
ria gli
il
>

&

Confoli,due trionfali,& viro Genfore,e nel me* defimo lib.cap. i $ .narra , eie alla morte fua lache tra Genefci fei figliuolijvndici nipoti, ri, e Nuore,tutti quelli che Io lalutauano in nome di padre arriuarono i 7- Mette anco d'haP 4 uer

&

24

Della nouiffima Iconologia


dodici La gallina porta alii piedi da vn canto con l'vuoua , che nafeono due pulcini per vuouo,dimoitra la fecondit di quello doinellico
vccello
ti
.

cr irouato ne gli atti de* tempi d'Augufo nel ilio duoJecimo'coniolato ,.che Caio Crifpino Hilare da Fieiolc , con fette figliuoli mafchi , e due femine, con 2 7.Nipotimalchi,noue femine,& 29.Pronepori,con ordinata pompa fa criiic in Campidoglio . Per vlcima felicit,o maggior gloria vien chiamata Anicia FaLc-

Tali racconta

il

Pieriohaucrne vedu-

in Padoua,

&

li

legge ne gli ferirti d'Alberto,

nia , Madre di Confoli in quefta inferiti ions__ ftampata malamente dallo Smetio, con due divieni di piji quali fono fopra vn'altra infcrittione pur di Anicia Faltonn Proba,.che fi vede nel Palazzo del Cardinale Cefo cimicii, PaltoniA3 Probfo Amnios Trincio* > ylnicios% decorami
..

Confulesvxori^onfHlisfili^ConfulumAfatri-,uinicitts

Probmus

V.C. Confui ordinarius, Anicius Probus V.. C.Qu&ttor candidatus JFUipdcHintli materni* meritisi dedicarunt

&

che in vn certo luogo della Macedonia couando vna gallina 22. vuoua nel nafeerc fumo ntrouati 44. pulcini. Adoperauano ancoragli Antichi in quello propostola pecora condite agnelli inficine legati, perche le antiche Matrone,quandohaueuarjopartori<:o due figliuoli ad vn parto foleuano ficrificare v na pecora con__* due agnelli Giunone prefdence dell'opulenza, de regni, aiutatrice delle donne ne' par ti , lequalinon folo due alla volta fpefT partorifeono in pi luoghi , come in Egitto ; ma per

&

&

quanto narra ArifUib.7.cap.4.de gl'animali in


alcuni luoghi, j.& 4-alla volta,& pi pi voi te cinque,- Vna donna particolarmente ne partor 20. in quatro partijcinquealla volta , f<_5
allemaggior parte di quelli pot nutrire, nare J" Aulo Gellio l/b-i o. cap. z.narra ,che al tempo d'Augufto Imperadore vna ferua di det to Auguflo nel campo Laurente partor cinque
la
putti-,

.-

Valerio Maflmo^nel lib. 4,eap. 4,fen ten tiofadice, che grandiflmo ornamento fono narra di Cornelia- al'e Matrone i figliuoli ; Madre de Gracchi, che ^.figliuoli fece fecondo Plinio , appreflola quale effendo alloggiata

mente

&

&

vna Matrona
pofa moflra

di

de,'

Campagna, che le fece pomfuoi belli/fimi ornamenti' , che

che pochi giorni camporno , & la madre anconon molto dop mori , alla quale per ordine d'Augufto,f fimo nella a ia Laurcnria vn ipofcroynel quale fu fcritto il parto di detta..* donna. GiuliaCapitolinoancorifrifce che
>

portaua,clla in ragionandola trattene tato che tornaflc da fchuolai figliuolijquali veduti dif
f,

& quefti fono limici ornamenti

Fecondaf

pu

dire ancoquell'ltra Cornelia della gente

nelMmpqrio d'Antonino Pio,cinque puttrin_>vnparto.nacquero r f bene Ariftotele tiene che quefl'o-numero i fnedefla moltitudine.il* vn parto,s che non fi trouieflrfene inficme_^ partoriti pi;nondimeno riabbiamo nelle relation del Eorero, chela ContefTa Margharital'Anno 1 276. partor 364. creature, che fumo battezzate tutte fotto i nomi di Giouanni,& di Elifabetta,come appare dall'epitaffio intagliato nella fepoitura vh monafterio di Monachedi San Bernardo preffo Lhaia,in Holanda ci auuennc , percheeffendo capitata innanzi alia Con tefta vna pcuiera donna con due figliuoli nati ad vn partor domandare la limofna., effa in luogo di aiutarJa,I'incaric,dice.ndo J che non fi poteuanofa? due figli ad'vn tratto, fe_j non hauefire parimente due padri, di che rifentendof forre quel'a-poueretta, preg Iddio Ghe perni amref tare la fuapudicitia, permette! iecheia C^iitefta gi grauida ^partoriffe tanti figliuoJijquan ti giorni ha i'anno.Martino Cromer veridico auttore nella ia Cronica fcriue^ come l'anno 12 ^.vn'altra Margherita,mqg'ie
i

de Scipini,chedi62.anui.partor. VolufoSa^ turnino>cheu Coniiilecon Domitianolmpe^


isadoredeli'Ottant'DttOjCx: del nouantatre_>.

&

Quella felicit non tanto priuata,quanto puabbondare di mol>ebuone,virtuofe, &r valorofe proli j pe^ rc> faceti vn decreto in quefta Citt dilloma magr chea, quello furie datoci primo luogo , T giorhnor-anza,che.hauen non pi anni, ma ruffe preferi co in pigliarci fafei pi figliuoli,
blica , effendo felicit d'Vna. Patria

&

&

ConlularialXonfufcche.haueuaminornumeio di^gliuolij ancorch fufeirato pi. vecchio.


ci conflanella leg|geGiuIia,citata da Aulo Gellio lib. 2 -cap.i ?.Si raxoionata di fenape_aj pcrcheillminutiffimo feme di quefl'herba, fen.-

&

za mohainduliria, .diligenza del colmatore,


fra tutte l'herbediuiene tale, 8c di tatagrandez za,cheatta. foflenercgliauge li,che vifipo;

fan-fopra Rella Fecondit deli'Acante ne__> ragiona Plinio libro i;ojcap.6j-ouedice, cheL^
..

0^11. aninftl , quan to pi grande di corpo, cantomeno fecondo , vn figlio alla volta partorifconogli Elefantini Cammelli, Si le Cauaf Ic^'AcanLC-miiiimo Augelattonc par*orifc2_^-

del

Conte Virboslo partor 56. figliuoli in__ Craccuia.DelIa lepre fi leggc,che canto feeoa
ia*

rifolte
da, che mtte da il latte partorfce,& pone fra I'vno l'altro parto*pocfuffimo inreruallo^^o racconta Val- Maflmo d'vnTfola, doue furono forzai partirfigl'habkatori, per la gran co-

p rima
feure
fi

141
,

la predicatione Euangelica

palliata
,

con parole,
,

non deue efir__ & enigmi, con parole o-

& doppie

deue l'Euangelio efpiicare

come fanno gl'Heretici ma puro,& chiara-

pia 9 che vi era moltiplica ta di quefti anima li Per non lono mancati alcuni, che hanno detto, cheimafehi concepifcono,partorifcono J nodrifeono i parti propri;, come fanno le remi-

mente.
\

Porta la corona d'alloro , in fegno della vitnoftri, cio


il

&

toria ch'ella riporta contro gl'auuerfarij dell*.

Fede Chriitiana ,& nemici

De-

ne tteffe.

il

monio,

il

Mondo, & la cari: cpsr quello gl'Im-

FECONDIT*. Nella Medaglia di Aamea tenga <~vn che con DONNA, meni per Cornucopia conia
,

la finiftra

,,&

delira

mano vn fanciullo.
Si fa il

Cornucopia , per adoprarfi ancor a_j

quella parola di Fecondit metaforicamente-.' in onella terra, ne gl'Alberi, ne gl'ingegni,

&

gni altra cofa buona.

FE.CO-ND ITA'.

peradori Antichi trionfami columauano andare coronati di lauro, e de Marari canta la. Chiela Santa. Lciureisditontur benefulgidi*. Lo feettro che ella porta nella mano>non de nota alrro f non la grandezza,e la maeft della noftra Fede,come regina,& Imperatrice, anzi figliuola del R eternaIddio,il quale efia ha per oggetto,& alquale cornea lcetiro fiappog^ gi , per dimoflrare la fermezza , e rifolutione che debbiamo hauere nelle cole,che la Fedec propone-di credere,laqual Fede come dice San Giacomo Apoftolo nella fua Epillola Canoni-

ONNA fopra vn Jetio genia le,& intorno le fcherzino diic fanciulli


Secondo Fulgentie,

Nella Medaglia di Fanfima-

FEDE CHRISTIANA CATTOLICA.

& altri auto;


,

i.

DIPINGEVANO gli Antichi Chriitiani la Fede Chriitiana Cattolica vna Giouanedi volto ofeuro, & guafi coperto d'vn ve&
lo intorno al petto,& le palle nude,con <~\ma corona in tefta di alloro, di pi faceuano che haueflein manovnofcettro,& fotto a ili piedi

due volpette , eche moilralfe nell'attione


.

&

nelgelto vnagran costanza,, &gencror Linterpreratione di quella figura e data da vn_


certo Dottore ]Farifienie chiamato pernome Holcot , allegato da Frate Arcangelo da Vercelli

ca al cap. 1 .Ni hi! hdfitat . Le volpette che tiene fotto i piedi fono gliHeretici , quali ella conuince , e prende, ma f vogliono refare nella lozoppridi?., calpeita, e deprime Sono chiamate volpette, per la loro ma litia.perche cercano fempr con inganni,& aitutie dipigliare l'anime de fedeli,'el ne vanno fempre'prouifif d^argomenti fotiili/ofilh'ci, faltaciX)hde molto a propofito San Bernardo nel fermone 64. fopra la Can; ica efponti quelle parole del cap. 2 -della Cantica. Capite nobis tmlpet paruulus , qtm demoliuntur vineasidice Capite, perche gl'Heretici non fi deuonocosfnbko ammazzare, ma eonuincerii coRgl'argomenti,& con la verit,& far chiari, palefi al mondoi loroinganni,come dice S. Paolo nella prima de Corinti al eap.j . Debetit
.

&

Sermo num Qviadrage$maUitm .Sermone!?.


Si

comprehendi in a&utiafua

1 aonde quella fi-

dpingecon faccia ofcura,perche degj'r-

ticolidella Fede,chenoicrediarao,non Riabbiaqui euidenza alcun a,per che come dice San

mo

gura li tiene foito li piedi ,[perche la noflra Fede al fine li sbatte,conuince,& conculca. Moira fodezza nella man iera,e neirmdarej, attefo che la. Fede Cattolica Romana durer

Paolo

Videmm ie per specidum,& in miglaonde dille Chrifto a San Tomafo in i jGiouanni al cap.i a.Beati qui non vidermtr
.

tnatc.

mentre durer il mondo,& non mancher mai in finoai fin defecoi , feconda l'Orationeche
fece Chriifoauantilaia Paflone.quando diffe S.Pietro,in S.Luca al cap. 1 1. Simon ego ro*

Cr crediderunt lata

Si pu an co dire,che vadi ve-

,& coperta perche l'habito della Fedecome dicono i Teologi, procede fmpi.icemente
da vn oggetto ofcuro,e velato cid davnoobietto inuifibile

gaui prote, vt non deficiat fid.es

& infenfibrje .

ttta , E t per moftracoftanza,e gag.hrdia , perche adeiifcev ha la mira ad'vno obietto , Se ad ysa Yeriti

&

increata

EmuUintorno a]le

fpalfoe'l petto perche:

FEDt

*4*

Della noni/fona Iconologa

FEDE CATTOLICA.

DONNA
perto

veflita dibianco,con l'elmo in capo,neIia mano delira terr vna candela accefa,& vn cuore, & nella fin idra la tauola della legge vecchia infiemc con"vn libro a-

ftruggere la ]egge,m adempirla


Il

cuore in

mano con

la.

ftra l'iiluminatione della meri te

candela accefmonata per la Fe-

La Fede come vna

del 'e virt

Teologiche^

tiene in capo l'Elmo per dimof{rare,cr>e per hauere la vera Fede fi deue mantenere l'Ingegno ficuro da' colpi dell'armi nimiche,che fono le
le fofiftiche raragioni naturali de* Fi lofof , ma!i Chriltiani, tenengioni degl'Hcrctici , do ferma la mente alla dottrina Euargelica, a'diuini commandamenti elicendo S.Gtegorio r.elI'Homilia i6 che.- Fides no habet meritum> ubi human* ratio pfabet eyperimentum Il libro con l&tauoje di Moi'e, fono il teiiamento nuouo,&r vecchio in/7eme come principal fornir di ci > che /7 deue credere, che fono Ji commandamenti di Chriflo N. S. infieme__> con quelli della vecchia legge , per conformit

de, che difeaccia le tenebre dell'infedelt , dell'ignoranza ?'clicendo S. Agoftino fopra San Giouanni al czfa.Carilo* eli irfiddii o&a et illuminano fide s,Vtr per antica cercmonianel

&o

facrifico della J\iefTa,& in altri atri Eccle/aftir


fi vedeJ'v io de' lumi , delie torcie accefe del che diffufamen te tratta Stefano Durante,

ci,

&

&

&

&

de ritib.EcclAib. i .cap. j o,
Oeftitadibianco,chefi DONNA mano & con a
la delira

FEDE CATTOLICA.
fopra
il

fnifra terr

'Mi

calice,

&

tenga petto , attentamente lo

guardi

del detto lische dice

Non ino venuto

di-

Sono trek virr infegnateci nella nona , vltima legge data per bocca di chriflo N. S. cometreanella collcgatevn dentro a l'altro: ma la Fede prima all'altre dut s non potendo alcuno

&

Parte Primau
afcimohaaere3 ne 5peranza,ne Carit fenza ef. fajdalla quale quelle dependono in quella vita neceftariamente* Quella dunque fi fa veitita
di bianco,& bella diaccia,perche come il color bianco ci molla lafimijitudine della luce, perfetta di fua natura* quale cola difterite, tenebre > che lno il color negro ci inoftra le folopriuationed'cfi : cosi dobbiamo nei ere:

&

&

dv bianco, nella finiflra hauer vna Cro^ ce,&nelia delira vn Calicela Fedei vna ferma credenza, per rauttori* t di Dio,di cole che per argomento non apparifconcsne-lle quali fondara fa fperanza Chri

DON
lianaSi

FEDE CHRISTIANA. N A in piedifopravna baie


'

2 4l
,

veitita:

dere,che chi ha fede perftta,& formata cqn__j> viua , chi drque-. la carit,habbia l'cffere, fta fiapriuo , s'auuicini , fia in tutto proflimo alla priuatione,& alla morteeternajfvno ci dif

&

&

rapprefenra fopra vna Baie, per dimoftrai

resene ca,come diceS^Anabrogio lib.


tri
,

.de

Pa-

credit in f Chrillo N. S.in quelle parole . me,etiamfi> mariuusfnerit viuet; L'altro s'hd

Qui

Abr.cap.2.tom,4, labal Regina di tutte l'altrevirt , poich lenza dielfa imponibile piacere Dio, come dice San Paolo ad Hebrv
cap.ii.

dal Sacro mbolo di Santo Athanafio.//<&: est fides Catholicaquamnifiqpijquefideliter ,firmiterfy crediderir faluus effe non poter . Mollra ancora la bianchezza dtl velimento, che quella virt, non s'acquilta con l'in trodurreJeicienzeneiranimajCome U color bianco a' panni non f da con colori materiali j ma folos'acquilla purificando il panno dagl'altri Colori, cos la fede quando e netta l'anima con
carit in modo che non pendii la gratia , troppo alfinclinationi, chs danno diletto , ne alte tcienzc,chefnnofuperbo fr.ienzs'.che forino fut>erbo^ntu ePRricemen alle r pi erficacemett ha la fua perfezione . Nota ancora te opera, quello co^re, chefaci] cofa dentar da quella Santa virt , come efacil macchiare vn candidammo veflimenro , per iS& 1'Arioflo que-

Et fi fa in piedi,& non a fdere,con vn Calice nella defira,per fignificareleoperatinr corriipondenti ad ena,dfendo checome attefta S,
Agolino//^.^/^.^(7/>fr.cap^^.tom.4.&S. Giacomo al cap. . Verfidem fine operibus nemopotefifaluari,nec tuftificari, nam fides [me
operibus mortua e& 3 ex operibus confuma* tus . Si che con l'opere douemo feguitare la Fede noftra , poich quello veramente crede, il

&

&

&

quale ellercita con l'opere ci che crede ; dice S- Agoflino fopra S. Matte al cap. i i.Nonenimfatis efi credere,fed videndum eil^vt ere

..., flopropofito. J^on par che dagli Atitichi-fi dipinga La SantaFevesltain altro moda Che d'vn vel bianco, che la copra tutta Che vnfol puto.'onjolneo, la pubfar brutta E per quella cagione molti incorrendo Jn vn floerrore, con pertinacia fono ragionerbut tati dalla San ta Chiefadapendofi, che. Qiri in vnoddtnqiiitfadtus esTornntfm reus la manojche tiene fopra il petto,moftra che fjentro nel cuore l ripofa la vra, viua Fede y di quella faremo premiati , della quale dice
\
.

datur. Et perche due principali capi d'ella Fede,oamedice San Paolo,(ono credere in ChriltaCra cififl,& nel Sacramento deirAJtare.*perfi d^ pinge con la, Croce , col Calice

&

pra pietra quadra ta^on Ja defin ter r eleuata vna Croce,& con effa vn libro apep
della finiftra

VNA vna

Chrifiiana. vergine con habito bianchiamolo-

Fede

&

&

to jgurdandolofiflarnence,& coldkofndrce , additer toccando qoafi rbiecchioluo; Iafciando da parterlplicationed^l'altre cofe gi dertedi lpra , Si rapprefen ra col'dito all'brccchiiSr col H".

prendere la Fde Saota,vno rvdfto,

San Gionanni neirApocaliffialcap2./?e/delis vf% ad mortemi &dabo tibi,dicit Domi ziHs, Coronam w><e,Non della fintacene molte. ^Ite fimoftra nella morancataapparenza de'
torpf.

broaperxo,percichedue fono imezi per apqueiio il princrpa'e, dkcndoS. Paolo adKean. capo.FidesexauditUyaue^tm autemfer ver" htm Ckrifii:Vz\u& ij leggerei libri Canonicr*& quello mea potente;ffiume&entmjr~

&

meBeTs & efficax* &pemtrabiltorommgladio ancipiti; ,pertingens vjftue

NeEalrra mano tiene ilcliee,fimbolo della Fede ,douefifoftentano tuttefe nollre fjperanil finede' noftri defiderij ,eflndo la Fede ze, vtaferma credenza,fuori d'ogni dubbio confidata nel ceno efierediDiOj&preuklenza,^^

addmfionem
3

&

nim&>ac$iritm , compxgum quoque, oc me-

duUaram3

& dfivetoreogitatiowm

et intin-r

tiommeordis Dice ilmedefimo Apofiolacf

Hebr cap.4-oItre che nefignifica,chealla Fedfe:


Fa pietra, come
tatoe-l'altrevirt .,.ne

f6teaza.di quello ^

a fondamento s*appoggran pud anche dimollrare> ne

44

Della nouiflma Iconologia


ni 3 che hanno per molti

che q udta pietra fondamentale fia Chrilto,/Vtr* autem erat Chnfius , il quale douemo credere (come veramente egli ) vero Dio , vero hom j Redentore del mondo , e principio 4'ognibenenoflro.

&

ann [maggiore efperien , aie non bafta_# confertiarela Fede per alcun tempo mbfogna che fia perpetua Raccon ta di pi A crone,che facrifcan do al
za i

& aggiunge perfnoftrare

la Fedeil Sacerdote,!! copriua

FEDE NELL'AMICITIA.
vecchia , canuta coperta di veIobianco,col braccio deliro diitefo, d'vn'altro velo far coperta la delira mano Tiene coperta la mano delira , fecondo l'ordine i Numa Pompilio R de' Romani nel facrificio da farli alla rede..per dare ad intendere, che fi ha da kruare la Feae con ogni fincerit all'aimco,poiche:Fides (come dice Pitagora )

DONNA

&

&

nonfolola delira capo ancora , e quali tutto il corpo,per dimoftrare la candidezza dell'animo,che deue eflr compagna della- Fede nell'amici aa.

mano con bianco velo , ma

il

FEDE MARITALE,

DONNA due

veftita di

bianco , con te prime

dita della delira mano tiene vn'aoel*

lecio vna fede d'oro

jEft amori* fundamentum, quafublataitotaa-

micitia lexjns, visite ratioper/bit.


Rapprefenrafi canuta,e vecchia,perche cos la chiam Virgilio , ilche dichiara vn'interprete, dicendo , che fi troua pi Fede ne gl'huomi-

FIDE.

Nella Medaglia di VlautiUa N'huomo con vna donna , che fi danno la

Fedeltringcndofi la deftra

mano

A\

DON-

Parte Prima:

ONNA
mano

con la deftra tiene vna chiaue,& appiedi va-


veftta di bianco
,

HS
:

cane_->.

morte del fanciuIlo,porr con lagrime al p&:dre la falfa nuoua egli infuriato per tali parole corfe alla ltanza , e con vn colpo di fpada l'inla

La chiane

inditi di fecretezza, che fi

deue

tenere delle col appartenenti alla Fedelt dell'amici tia , il che ancora per (ingoiare inflinto di natura la Fedelt fi lignifica per il cane , come li detto in altre oecafoni .

nocente cane per merito di Fedelt diuifin_* due partijpoi piangendo and veri la culla,& credendo vedere le tenere membra sbranate trou il fanciullo viuo , e fano con fua grandi^fma allegrezza,& merauiglia,poi accorgendoli def ferpe morto , venne in cognitione delia verit,

F E

1 L'T A*.
con due dira

DONNA
creti
Il

veftita di bianco,

della deftra

mano tenga vn'anello , ouer

dolendofi infinitamente d'hauer dato all'innocente animale la morte, in ricompenfa_ della rariffima Fedelt. Moli'altri effempi, raccontano diuerf altri auttori in quello propofto, noi ballano quelli-.

igillo,& canto vi favn cane bianco. Si fa il figlilo in mano , per legno di Fedelt, perche coneffof ferrano, e naicondonoli f-

cane perche fideliflimo hauer ftipgo ap-

FELICITA* PVBLICA
Netta Medaglia di Giulia
quefie lettere.

preffo quella imagine per L'afcttorit di Iginio nel lib.8.deirhilloria naturale doue racconta-, in particolare del cane di Tito I abieno vedute

Afammea

fon

in

Roma nel confolato d'Appio lunio , Publio Silio, ilqualeefTendo il lopradetto Tito in prigione non fi parc mai da giacere per quanto poreua vicino Iui,& eflndo egli finalmente

&

FELICITAS PVBLICA.

come reo gittata dalle leale gemonie

fuppli-

DONNA vn
in

ghirlandata di fiori , che fede bel leggio regale, nella delira ma-

ciochefi viaua in

Roma quelli che erano condannati dalla giuftitia,llaua il caneintorno al corpo del gi morto padrone > inoltrando mokiflmierTetti didoIore,& portando tutto il cibo , che gli fi daua,alla bocca d'elfo , effendo alla fineil cadauer gettato nel Teuere , il cane
ancora dipropria vogliavi fi gett reggendo' fopra l'acque per buono fpatio quel corpo con
infinita merauiglia de' riguardanti

no tiene il Caduceo , & nella, finiftra il Cornucopia pieno di/frutti,e fiori

La

Felicit rapofo dell'animo

in~vnbene

fommamente eonofciuto,& defiderato,& deliderabile^per fi dipinge federe , col Caduceo


in legno dipacei& di fpienza.
Il

Cornucopia accenna ilfrutto confeguito

delle fatiehe,fenza Te quali impofObile arriua-

anco in Eraflod'vn Caualier Roma no,ehenaueua vn figliuolo vnico nelle falce, appreffo il quale di continuo flaua vn cane dofneflico di cafa,& auuenne, che facendoli vn_> giorno nella Citta alcuni giochi militari ,oue
Si lgge

realla Felicitatile per mezo d'efl fi Conofce, fdefdera. Lfiori fono nditio d'allegrezza, dalla qualer
il

&

felice flato non fTdiuide giamaijfgnifica

an-

Caualiere doueuainteruenire,volIela curiofa hauendo fua moglie intervenire alia fella, ferrato il fanciullo col cane in vna medefma_j ftanza,conducendo feco tuttele fue ferue, f ne and fopra vn palco della cafa, donde fpoteua hauer della flla trattenimento; vfc in_
il

&

cora il Caduceo la virt, il Cornucopia Ia_> riccnezza,per felici fono tra di noi colorOjche hanno tanti beni temporali , che pofiono pruederealleneceftk del corpo, tanto virtuo>

&

&

finche pofbno allegerir quelle dell'anima

FELICITA* ETERNA.
rifplenden di Jauroifa bella, tefder fopra il cielo llellato, tenen do vn a_. palma nella fniftra mano, nella deftra vna fiamma dtfuocos aizandogfocchi malto, cor*

quel

tempo per vna feflura

della muraglia vn'culla per

horribil ferpente

,& andatofene alla

NE GIOVA coronata

ignud,con

le treccie

d'oro>

&

vecider ilbambino/u dal cane analito,& vecifo ,reflandoefTo foloinfanguinato per alcuni

&

morfdellrpe,cafoinquel combattimento del ferpe la culla fi volt fottofadel cane, pra^la Balia allo fpertacolo de! fangue,& della olla- riuerfata^ ritornata che fu conietturandoj

&

fegni d'allegrezza Giuanefi dipinge , percichel.FeIir:id Eg. cemanon hi feco J na allegrezza perperua s
faniti

2^6

Della nouifllma Iconologia

FELICITA' PVBLICA
Nella Medaglia di Giulia

Mammea

conquefte lettere

FELICITAS PVBLICA.

9i

fanit vera
particolari

bene incorrotto ,

delle che feguono la giouenti , quali l'altre et fono molto diffettofe. Sj fa ignuda , perche non ha bifogno di velarfi delle cole caduche della terra , per fou3

& tutte le gratie &

che non f pu andare alla Yeicit del O'e'of non per mo te tribi/'atfoni e/Tendo vero il detto'
;

di S.Pao T o,che dice.


le<rtime ccrtsuerr*

Non coronabitur nifi, qui

Uenireal'a vita , perornarfi3 m tutto il ben fuo , l'altrui nafee immediatamente da fe_j

&

&

medesima.
I capelli d'oro fono i penferi foaui di /empiterna pace,& fcura concordia. In quello ligni-

La fiamma ardente dimoftra l'amor di Dio il mirar alte a contemplatone di lui^perche in ambedue quelle parti conftte Ja beatitudine, &la compita Felicit
;

FELICITA* BREVE.

ficato pigliato l'oro ancora

prima etri

da Poeti, che la incorrotta de gl'huomini , quando l


-re le leggi

viueua fenza contamir.

DONNA capo vna corona


tenga in
di varie

veflita di bianco,

& gialIo,che

d'orojfa cinta

Fon /l federe fopra il

'"elo itelfeto

per di-

gemme,- nella
i'

mano delira hautrvn

moiare
le,

che la vera

Felici

,c
"

he f'o

in

ie'o

fgodenon foggetta al fai

& allo fcambieuole mom;


La corona del lauro con
la

'o caffo delle Ilei en o de empi


T

braccio aIto 3 a! quale s'amiitichi con le fue frondi vna zucca, cne forga dal terreno vicino a' piedi d'effjcon la fnirtra ten-

feettro, lenendo

palma moilrsui.,

ga vn bacile pieno di monete,

& di gemme

Parte Prima.

247
:

&

veftimem bianco e giallo inditio di contentezza Ja corona>Srio icettro di fgnoria,


II
',

il

bacile di gran ricchezze,nelle quali cofe la


Felicit conftte affimiglian doli

breue&vana po

alla zucca, laquale in breuiffirpo fpatio di tem-

altiffma diuentata

in pochi/Emo

tempo

poi perde ogni fuo vigOre 3 cade terra,il che conforme quel che difle l'Alciato tradotto
in noilra lingua
.

&

Crebbe la Zucca tantaaltezjjt 3 ch'ella *A vn'altijfimo Pinpafs lacuna mette abbraccia in quejla parte *e Ih quella 1 ramifuoi fuf erba oltre ogni filmai JE'l Tinfen ri f, e lei cosfauella JSrreuee la gloria tua perche non prima Verr, il verno di neue, giaccio cinto Chefia ogni tuo vigor del tutto eflinto ;

&

DONNA gfouauearmata con fmbante alterOjC che fpira,ira,e minaccie * ten-

tezzajbramad^uamaggiare tur; ndevlenza timore alcuno intraprendono qual/tvogKat

ghi la fiiftra man fopra fl capod'Vna froeiffima Tigre^ quaf cheftia ih atto per auuentariT altrut, econ la delira vn baflone^dr quercia r ir quale per ederconofciuio habbia delle foglie y e del re ghiande ma ehei tenghi in attorniaccenniper colpire Baccieuole r Si dipinge giuanejperciehe nella, mag-* gfor parte^de. 1 giouani regna l caldezza del Im&iteJa quale generahUiaal^idireJajproa-

&

cfa^uanmnqueardua#difficleaepermet terla in erfciuipne impiegano ogni ia forza* viua,e fpiritfamente>la qua f propriet diedeg'i Tnfio in Catonemaggire: quando difle;. Infirmitaspusvorum ,ferocit? iuumum* &r

..

grauitm confantis mimi ~ Nla tacque Virgilio nel giouane Turno *ihtrodKena?if c
atino^lecost gfi parl
..

Opr^manimm^nu^am^ip^from!, mi-

24S
VirciM exupcras , tantum
'

Della nouiflima Iconologia Tigre perciehe molti me tmpenfms a

qnum efi
Conftdere-'c. L'arnie poi , perche ne'foldati regna principalmente la FerocirjOnde il principe de Poeti Hometo,Qtii nil moliturinepte. Periodarlo tonle parole di Horatio non contento di fare il fuo Achille tale,quale s'accenna in quei verf. jHo/oratum fiforte reponis jichllem Jmpiger,iracundus>inexors:bilis, acer Juraneget fibinatanihilnon arroget armisi

Poeti per la natura , e , Ferocit di quello animale hanno prefo occafonedimofirare gl'animi di quelli, che fona
crudeli,e ferocie perche

ghi,

non fi piegano per pre compaflione, gli dicono , che dalle Tigri Hircane habbino hauuto il latte Mi contento
.

del tetto di Virgilio nel quarto dell'Eneide

Nec t ibi dina Farens^generisnec Dardami:


"Perfide

auElor ,feddurisgenuit tecautibw horrens

Caucaftu ,hyrcanacpie admorunt vbera Ty'

Lo fece da fanciullo alleuare da Chirone_*


Centauro , ne mon ti di Tcffaglia, che combatteua ogni giorno con Orf,Leoni,CigniaIi,an:mali heri,e feroci:non per altro, f non per farci crcdibile,che riguardando al mae(lro,& Aio fuo,al luogo doue fu alleuato, gl'efferati;, a* i qiialiattef 3 nonpoteua non eflre dotato di

felicit traportando nel fuo Poema il TafTo.in luogo di Didone introduce Armida, che Rinaldo dice
il
1

gresquii luogo con

6. Canto.

gran ferocit militare

le cui

pedate, feguendo

Virgilio , fa allattare , e nutrire la fua guerriera

di latte di caualla indomita , la fua Clorinda il TafT da vna Tigre . L'Arioflo il fuo Ruggieri di midolle d'Orfce di Leoni, ne quali tutti animali appare , e fpica la Ferocit . Conuiene_ ancora dargli l'arme , perche non folamente

: ne fi nato Del'uittiofangnetu. te fonda infan 4 Del mar produce : e'I Caucafo gelato , le mamme allattar di Tigre tircana . Il tenere con la fniftra mano il baftone,in_j atto minaccieuole , per fgnificare la fierezza dell'animo dicendo Pierio VaJeriano nel libro 5 1 -che non mancano Poeti di chiara fama, che dicanocene gl'huoniini fehiggj,feroci,e crude-

JSfe te Sofia produjfe

proprio del feroce l'offendere, ma pur fi mofra al pari quefta paflone in difendere , eflndo la Ferocit il fouerchio dell'audacia chel'vno,e l'altro abbraccia. Tienela cJ^Hra mano fopra vna ferociffim*

li >priui

d'ogni humano cofume,egentilezza_ fiumana, fieno nati di dura quercia. Alludendo

all'ottauo di Virgilio.

Gensfy virumtruncis Cr duro robore nata

FER-

Parte Prima
,

Mf
,

Sumpen'tusmelhpmdw#/&pvdo4ifm

G
,

R,

Qua nec Atlas pojfet tcHere v rati ma?iH,

Os ego norfyabeo> clafno^ elwguis ad. <mra.s,


con corona d raggi in-

torno alla tefta,s'appoggi ali' Vrna/& da vna parte vi vn Leone A cjuefto fiume per eflr fotto Ja zona torrida gli fi fanno ira^gi in capo, di carnagione.. mora , come fi vede gl'habitanti doue egli pa ia,che fonomori,e quafi abbracciati dai Sole

HV O M O

moro

Non nuHis vitami mortem atjs tri bua

E.

Gli fi mette a canto if Leone , come animale principalifCmo del paefe oue riga quefto fiume

vecchio decrepito, coni capelli ilefi barba canuta,veftito di colore in erde giallo ch'habbia cinto il capo d' vn ag hirlanda d'hellera , ftar federe, che dalla parte fini-

V N&
riente,

&

E"

rapprefenta auanti gPoc.chi,non dimeno alcuni hauendoli in veneratipne formorno le loro imgini,parte con figura humana, e parte bouin ; Simile i buoi gli Stenfalij nell'Arcadia faceuano il fiume Erai

& riluco de

F I V M I. De/crinita Eliamo LI A N O hiitorico lib.i.czp.H.Demutgtnibm fluuiornm Dice che la natura_j S


.

ftra vi fia

vn Sole ,cfr efindofi partito dall'O-

mofm con i fuoi raggi efiere giunto all'la finiilra

Occafo
Terr con la deftramano vna Piramide in_

fiumi

ci

fi

mezzo della quale fia diedri .& con


vn quadro oue fia delinato

vn carattere

omega

fino il Metopa i i Lacedemoniefi l'Eu rota , i Sicioni popoli nel Peloponefib non lunghi da Corinthio, &i Filiafij loro vicini PAlopo, gli

&

greco il. Quello nome Fine pu fignificarediuerfe cole, Prima.pu denotare il termine, Pvltimo l'eli remita delle cofe , quefto ienfo dice

&

&

il

Petrarca

Argiui
Pfofilij

il

Cefiflbj In figura

humana faceuano

popoli nell'Arcadia Primantho,chc

Quefie cofe che 7 Ciel volge , e gouer-na Doppo molto voltar, che fine hauranno ? Pu lignificare la morte , come fine di tutti i
viuenti,onde Pifteflb dice Signor della miafine ,
della vite , meta, lcopo di tutte le

fecondo Plinio lib.4.cap<5.fcorrenell'Alfeo fiu me,ilqualedagli Hereenfi Arcadi mede/imamente, fu rapprefentato in forma humana, i Cherronefi che fono dalla parte di Guido fimil mente loro ancora Piftcfib fiume: Gli Atheniefi
poiriueriuanoil Cefifi , come huomo cornuto, In Sicilia i Siracufani afllmigliauano l'Anopo ad vn'huomo,m honorauano la fonte Ciana come femina Gli Egiftei, ouero Egellani in
.

&

Et fil
alla

fignificare la

cofe create , cio vn oggetto, vn'vlrima cauli quale tanto la Natura, quanto PArte, driz-

non lungi dal promontorio Lilibeo riueriuano in forma humana quefti trefiumi,il ProSicilia

za le fue operationi , dicendo AriiK nc 2. della I\:etaf. rifilo qua non agit propter finem eli ocio/a, Nelli due primi fignificati, in telo d_j Seneca nell'Epiit 1 i.mcntre dando Ja definitio ne del Fine, ditte efire il termine, o efkrminio
.

di tutte le cole.

pace,il Crimine,

Telmiflo. Gli Agrigentini al fiume cognominato dalla lor Citt gli facrificauano fingendolo in forma di putto gra tiofo , i quali anco in Delfo confacrorno vna_ (fatua d'auorio fcriuen dogli fopra il nome del fecero detta ftatua fimile ad vn fanfiume, ciullo^ per maggior vaghezza di quefto noftro ragionamento non voglio.mancare d met tere in confideratione il bello enigma del Signor Giouanni Zaratino Cartellini , nel quale lotto continue allegorie fi deferiuono, diuerf effett',& qualit del fiume Perpetuo claufum tenuit me water in aluo ,
il

&

Nel terzo lenfo intefo da Arift.riel t.dedemoftraticne al cap. 2, .tex. 1 2. dicendo il Fin e effere il bene per cauli del quale fi fanno le cofe s

o dalla Natura , o dall'Arte , loggiungendo che


{>er

&

quelloche fi fa cafo, o per fortuna,non fi fa_ niun Fine,ne per niun fcopojnel primo del a Metafilica conferma il Fine3 efire per cagione del quale fi fanno, i moti , tut te Pati ioni Ecco dunque Pattioni rispetto alPani,& i moti rifpetto alla natura, ,.& nel primo de partititi

&

Et nunquampeperit,fum tamen ip/efenex.


^ijfidue iaceo, tamen

omni tempore curro t

Et faucis hwismilliamtte vagqr .

cap. 1 dice che.il Fine quello nel quale l termina il n oto , f. per non.h impedimento alcuno^ Il Fine in rutte le cofe che occorrono nel mondo i- il primo confiderato da coloro che far le deuono, quar trinque pofeiau. fia l'vltimo che fi efeguifca,& cerne egli ria no.

animalium

me

6b

Della nojiifllma Iconologia

E,

medieflfett perche* quel' termine e condotto,


al quale di

condurlo hauea conceputo nell'ani*mo chi ire ., ad operare fi era dato,cos egli cagione chemuoue tmte l'altre produrlo viene ad'effre femito da rune le in effetto , effitre altre cauf 3 cio formale, materiale ciente ,-eflndo che tutte fiadoprano folo per

te per fiia caufa fi fan no, Onde Auerroe interpretando tuttequefe cofe di/Te nel z. della Metaf.al comento-del text. S. (^ eft manifettum
fit entinm, 0" eff ittita

&

&

caupmfinalem effe ,fer quam vnum quodque WW effe non ejtin repr* per aliam eaufam in re. ilia ,/ed omms cauf

exisintes in refuntpropttr tiiam fiilicet agens 3 materia , frma in habentims aDoueauuertireconuiene cfte. fbene il Fi- gens ante materiam,&formam, &c. Efindo dunque che l'ani fieno diuerfe ,bine,& lcaufa finale potrebbono dirli vnlflefTa cofa fono per, tra lOrodiftinte, perche l eoli fognacheli loro fini /Tene ancodiuerf,e/fenfolaghe attualmenteacqtiiilata fi dice Fine-,* do chedal'Fmeanco fi diftinguono , perche alma alianti che fi riduca alrrt;, fi chiama cair- tre con l'animo folocontpfano le cofe, que ftelrabilifcono il lor fine nella fola contemplafa fmale^ei ci appropriata Ia.diflfnitioneL_> tione-delle cofe naturali, dalli Greci chiamati del Filofofo a)' i. della Fitfca, rex. xp.& alquini quefto geneto della Merari tex.r.dicendoche qneUoper feapeiTtyet ideff Theoritica' caufa del qualeff fanno tntte fecole, tal chedfre la Fifilogia,il Fine dlia quale e la coment jemocrne il Fine per diuerfe Temenze di Arili. piattne delle cofenaturattfenza alcuna attioin fpetie.nel terzo della Merari cap ..? quelue corporale; A ftri fi abflifcono illor Fine nell le che non per al a calila: ma le altre cole tutoprarc 3 non laiciando alcun a opera ma nuale,&

confeguireilFine.

&

&

&

&

&

..cliia~

Parte prima,
fichatna vpcLK7i)>tt, ideft Pratica?, ftogenere l'arte del fonare , ballare ,
altri poi

z$f
fi

& di que& limili;

pi penfieri che
delle cofe.

alzino alla con tempia uose

ladano doppo illor operare qualche manifatura , fi chiamano <roiH,7i%Atideil Picica?; ne fono anco alcun 'al truche non opra no alcuna cola fatti da, ma folamente acqui-

Si vlie di color verdegiallo

per

lignificare

&

lo flato della vecchiaia fimiglian te all'in uerno>

f tano

come l'arte dd pel"care, vccellare, & cac-

efiendo che quando il Sole li allontana da noi, die perci rende breui i noilri giorni,a jl'hora gl'arbori per ilfreddo,brinea non danno pia

&

ciar fiere

tributo alle frndi,Jrillringendofi in

k ldie

I-

Si deue credere che tanto la natura

quanto

humore , ond'ert non hauendo quella vitate^


Jiumidit chele foiteneiia in vita,fi partono dal damato tronco con illor colore verdegiallo e priui d'ogni fanno chiaro effere al Ior Fine , vigorenguifa apunto che l'et decrepit man candoli l'humore naturale , diuiene languida ; giungendo al Fine delfeilr fuo ~ Gli fi cinge H capo di vna ghirlanda d'JieHera,efendo che quella pianta vien mertada Pierio Valeriano libro f 1 .per legno della vecchiez za,efindoche fempre fi vede intorno gl'arJao

tuttele arti fopradette non intendono altrove hanno-altro per ilio Fine che la perfettione_

quando non fiano impedite come dice Arili, nel loco Ibpracitato,- onde I'huomo effendo fra tuttele cole createperfettilfinjo,deue hauere_> per Fine la perfezione deJia vita ellndo de__ non difemplice natura,m comporto di tutte le qualit di vita , che lotto il Cielo l troiiino, &per quello far anco neceflrio che queile__j potenze dell'anime, perle quali fiamo nuomini>&participiam di tutte le nature delle cofe cheviuoaOj habbinoilor lini, o beni che dir vogliamo, che quelli fini ordinariamente ridondino alle tre potenze, o faculr deJleanime,che in noi fononi quali beni fono l'vtile,che riguarda la potenza vegetatiua ,il piaceuol'^

&

faffi,che

&

che

della concupifeibile

& l'honefio appro:

peramicht confumati , e minacciano ruina, comeanco doue_* detta hellera Ci attacca tirandoi fej'humidit naturale, con le fue folte nutnerofe , da. ogni intorno fparferadici fmouendO& conquaf land li arbori priui di humori,fi feccano, le fabrichedpoco, poco ruinando vengono
ri
,

&

gli edifiti;

&

&

&

priato alla parte radon ale, il che cognobbero i Filofofi<5en tilii quali viiTero perci molto con forme all'illinto della ragione ma quello non balla al Chrilliano, il quale oltre il Jume naturale viene illullrato da maggior lume , che la fede per la quale con ofee ifluo nobili/lmo Fine /ertetela celeftebeatitudine ; oue anco per mezzod' vnaperfettione ChrifHana deuedriz

cader per terra ^ 11 ilare a ldere , ne dimoftra di elfre fianco dal viaggioche ha fatto di moIt anni,& che__ non potendoli reggerepi in piedi , cerca il ripolo per vltimo Fine dd io parteggio e/Tendo vicino al ridurli nella materia di che fi for,

mato

tare le fue attioni

ne demendeato della parte

pi nobile , viuere icon do i] fenfo , perciche ancor la pian ta,& l'animale irragion euoie_j ie capaci fortro di Eletdone,operarebbono, coner natura e mortruofamente , fequella__,
contentandoli dalfefTere ; quello della vita rifiutartelo il yiuere,&fen tire loro maggior per fetdone. Sirapprefenta U Fine* vecchio decrepito effendoclie quella et Za la pi vicina alla morte,quale Fine di tutti li animaI,com'anco tut te le colecreateinuecchiandofi, &rper il tempo conlmandol fi vengono ad ellingnere , an11 u Iarfijon de il Pe trarca

&

Vi fi dipinge che dalla parte fin iftra fia vn Sole che partito da l'Oriente molili eonifuoi raggi effere giunto all'occaf , per cjimoflrare fi che il giorno fia finito , com'anco I'huomo che hauendo finito il ino corfo, giunga al Fine di qua! fi voglia opera fua Tienecon la dertramano la Piramide fegnata nella guifa che habbiamo detto, ellndo che pierio Valeriano nel lib. j?$. dice che fignifica.il
.

Fine, la perfettione dell'opera,

& modo com-

piuto, perciche la Miriade la qualee il numero <l! dieci millia, conili tuifee la met,& che_>

&

Ogni cofatmr tal tempo interro&tpe ,


con i capelli rtefi,& barba, canuta perche oltre che lignificano Javecchiezza,dinotanoanco che ellndo il decrepito giun
Si rapprefen ra

to all'vtimo Fine dell'operadoni , larta indiiparte gl'adornamenti del corpo, non hauendo

ouello numero multiplicat dali'vnit granai/fimo, pcrfettiflmo di maniera che prefo il principio delfvnit finilca in Miriade la baie della piramide , come fi legge nel Filone l termina conia lunghezza di cento piedi, tanti di larghezza,che duplicati fecondo la natura del quadrato rifui tano al numero che habbiamo detto che perfettiflmo perci dimoSi dice che lignifica il Fine ,

&

&

&O

&
1

il

ria-

Della nouiflima Iconologia


ariamo anco che tenghi
cort la

fniftramano

& per ringrazio

il

l'omega il greco effondo l'vltima nota dell'aifabetto per mezzo delquale. vengono ad'eflcre efplicate tutte le cofe crcate,& per quello anco
diff

Dio che non mi ha abandonato

grande &Onnipotente_-r in quella ope-

ra fatta ad'honor Ino fino al Fine,onde non pof fo dire come fcrifTe Dauid nel Salmo n-Vi

Dio bei edetto nella Apocaliff


.

al i..cap.

quid Deus reputi&iinfimm3 mi laudo Dio che

Mgo fiimuil^ha^ Omegj>ptmcipiolk Fine,

mio principio^

Fine

FLAGELLO

DI DIO.

^1

0"MO vellito di color roilcbnella maH;Vno dallra tenga vna sferza &
!

dofi allafnedella vita ageuolmen te impetrare

nella, fini-

itra

il tervn fulmine efiendo l'aria torbida, reno-douefa pieno di loeuile; fiprende.il iefib per lo vigore ,& per la poifanza fopra i colpe^

&

da Dio perdono
Significa etiandio il fulmine- la caduta d 'al^cunijcheper vietorte, c ingiuire fonoad altiffmi gradi della gloria pernenuti , oue quando piiuperbamente fiedono non altmente, che~ folgora precipitoi , cafcanonelle mifrie, calamita. Verte locufte3 ch empiono l'aere, la terra s'imendel'vniuerfal caftigo3 che Iddio manda alle volte fopra a* i popoli, acennandofil'hiItoria de flagelli d'gitto.mandari per. cagione della pexcinatia,& tfinata voglia di Faraone
(

Molilo? federati.

ira,& vendetta,la sferza J pena gli huomini pidcpni di perdomojper corregerH,& rimenarii nella buona via: fecondo il detto;
Il colorroflb,fignifica

&O

&

Quos amo-, argu o>


II

&

cajigo

fulmine fegnode! caftigo di coloro, cfce ftihatamente perfeuerano nel peccatOjCKdea

EGR-

Parte Prima.'

%f

veftta di liona:o,& dcueofTeruare la fifonomia,hauer il corpo largo , la ftatura dritta , l'offa grandi s il petto carnoibsil color della faccia fofcoji capei li ricci,& diirijl'occhio lucido, non molto aperto, nella deflra mano terr vn'hafta,con vn ramo dirouere,& nel braccio finiflro vno feudo inmezo del quale vi fa dipinto vn Leone che s'azzuffi con vn cignale. L'efTercitarf i ntorno alle cof difficili , conuiene a tutte le virt particolari nondimeno la Fortezza principalmente ha quefto riguardo , e tutto il fo intento di fbpportar ogni auuenimcnto con animo inmtto , per amor della virtS.Si fa donna,non per dichiarare, che coflumifeminili debba auuici'narfi rhuomoforte__>: ma per accommodare la figura al modo di parlare ouero perche efTendo ani xitt fpecie del appetibile, i' quale ft gode con I'\ero >,be!!o, intelletto attribuendo^ volgarmente il (
f
fi
j

DONNA armata,&

bello alle

donnea

fi

potr quello eon<queffe_>

conuenien temente rapprefentare," pi tofto , perche come le donne ( priuandof di quei piacerini* quali le ha fatte piegheuoli la naturi^ s'acquift a,e conferua la fama di vn'honor fngo lar,eosi l'huomo forte , co' xifchi del proprio corpo, in pericoli della iftefl vita , con animo accefo di virt , fa di s nafeere opin ione, e fama di grande flima: non dtuc per ad ogni pericolo aella vita efporf, perche con intentone
di Fortezza , fi pu facilmen te incorrere nel vitio di temerario , d'arrogante, di mentecato,

&
di

d'inimico di natura
,

andando

pericolo di

flriigger feflefTOjnobi! fattura della

mano

Dio , per co/a non quiualen te alla


tagli

vita dona-

da 'ui

Per

fi

dice,-che la Fortezza

me-

diocrit determinata,con,\ era ragione circa la temenza,& confidenza di cof graui,cV terribili

&

&

quando con uiene fiin foilener?e,come, ne di non fare cofa brutta,& per far cofa beljif. R 3 /ima,
,
:

&

jo
fima, per amor dell'honefto
,

Della nouiflma Iconologia


L'hai ra fign ifica , che non folo fi deue oprar forza in ribattere i danni,chepoflbno venire da
altri,

fono ifuoi ecccffi quelli, cheja fan troppo audace, come la diceuano pur hori,& la timidit la quale,per mancura dej male imincnteper sfuggire quelfo,che falfamente__j crede", che le fin (oprai come non fi pu dir fortc,ch ad ogni pericolo in di fferentemcnte_j ha defiderio , volont d'applicarli con periclo. Cos ne anco quello, che tutti fi fugge per timore della vita corporale;per molrare chz^j
vere ragioninoli
fi

come fi mofira con l'armatura di dofo , e

camen to di

&

&

ma anco reprimendo la fuperbia, arroganza altrui con le proprie forze. L'hall nota maggioranza, e fignoria, la quale via* 4cijmente acquietata per mezzo deJIaFortezza I leghi di Fifon ernia ln tratti da Arif totelcL-
col feudo,

&

pernon mancar
tare propofito

di diligenza in quel;che
r

fi

pu

rinomo forte, sa dominare alle pfloni'clell'animo,comeanco vincere,&fuperaregli oppref fori del corpo , quando n'habbia jpulla, cagione, efindo ambi fpet canti alla felicit delia vita politica Si fa donna armata col ramo di ro.

, perche Tannatura molrra la fortezza del corpo,&la rouere quella dell'animo, per refifter quella alle fpade,& altre armimateriali,& fodej preda al fofnar de* venti aerei>So

ti'erc

in

mano

Il Leone azzuffato con il cign ia e,dice Pierio Valeriano lib. 1 .che fignifca la Fortezza dell'animo, e quella del corpo scompagnate , perciche illeone va con modo,e con mifura ridIeattiont,&ii cignale lenza altrimenti penfare fifinnanziprecipixoiamte'ad ogniimprel

FORTEZZA.

fpirituali,che fono i vitijj Iaho a declinar dalla virt

& difetti,che ci iliiioo


,

DONNA armata

i&veflita di color lio-

e f ben moiri altri

nato,!! qual color lignifica fortezza, per


efier fomiglian te quello del Leone , s'appoggia quella donna ad vna colonna, perche delie pani delfedifitio, quella la piti frte,che l'altre foftiene , i piedi di etta figura vi giacer vn

alberi

potrebbono fignificare quello medefmo,facendo ancor'efl refifenza grandiflma__

allaforza de' temporali , nondimeno fipon^_> quello , come pi noto , adoperato da Poeti in tal propofito,forfe an che per efier legn o, che refiflegran demente alia forza dell'acqua, ierue perediitij, refifiea'pefi graui per lungo rem

&

Leone,animaledagli Egitij adoperato


fio propofitOjCome
fi

in

que-

legge molti icritti

&

p,& maggiormente perche da quefio albero 3


da* Latini detto robur, chiamiamo gl'iiuomini
forti,erobufti.

Forteto,

DOnna che con vna mazza fimiie quella


d"HercoIefuffoghivn gran leone,

color della vefie fimiie allapeile delleone,moftra,che deue portarli nell 'imprefe YhuoIl

& a'

( che da q uefia v imi vuol che i'honor fuo deriui) come il Lione, i\ quale fi manifefta nel animale ahc l'apparenza di color lionato , da le fletto a col grandi s'efpone, elevili con

mo

piedi vi fia la faretra con le i aette, arco; quefta figura ho canata da vna belliflma Medaglia,vedi Pieno nel lib. 1.

&

&

Fortezjjt

animo, & di corpo.


vno

Vanimofdeghfoabhrrr(ce,anzi fi fdegneria porli ad efercitar le \\t forze con chi fia apparentemente inferiore, e cosi pu andare pericolo di perder il nome di forte l'iiuomocne_* con flrari; di donne, difanciulli,d'huomniinfermi, effeminati vuol moli rarfi poderofo del
penfieri s'impiega

DOnna

armata di corazza, eImo/pada_j,


tefta di

e lanciale! braccio finiflro,tenend

feudo con vna

leone dipintaui,fopra_* allaqualfi vna mazza,per quello s'intende con la fortezza del corpo , e per il capo di Leone, la generofird dell'animo,e fi vede cos in v-

corpo,e nell'animo lodeuoIe,iiquaie cos vili , onde vien da molti riprefo Virgiliojchefacefie Enea,finto per huomofbr te, venir penfiera d'ammazzar Helena donna imbelle, cui laiperanza del viuere venia nodrita dalle Iagrime,che n'haueain abondanza, non da^a pada che forf non hauea mai toc ca. Forti fi dicono Sanione, e Bauid R e nelle_j facre lettere Fon e fi dice Hercole nelle fatiole moit'aitri in diuerfi luoghi > c'hau de* Poeti ,

na Medaglia molto antica

Fortezza* valore del corpo congiunto con laprudenza 3 virt dell'animo.

&

&

&

DOnna armata di corazza, elmo & feudo


,

& nella defira mano habbia

vna fpada

&

combattuto ,

& vini Leoni -

ignuda,intorno alla quale vi fia ccn bei giri auuolto vn ferpe,cfpra l'elmo habbia vna corolla d lauro con oro-intrecciata , con vn motto per

maa&&deK*i
la

Parte prima." Fartela di cfp W#uta 'WS FRVG1BVS. La


..

con lagene-

J7

5bada lignifica Iafortezza,& valor del O/irt dell'animo ferpe la prudenza,

corpo, e
fa-

rofn dell' animo

&

vedono con kquali due virt fpeffevoltef

DOnnaarmata,come s' detto,nela deftra.


tenga la Claua d'Htrcoledn capo per el-

conditione alla trionlire sl'hominidi vile ad alti honon della-, cio d'alloro, fai corna

mo vna tetta di Leone, come


fi

fi

vede nelle Ita-

milieu

tue antiche.

V
S&S&to

A.

&i&

.-^
quella figura
fi

con DONNA con

gl'occhi bendati , fopra vn'albero vn'hafta affai larga percuo ta i ramid'efibj&r ne cadano ""vari j iiiromenti appartenenti varie prfeffioni, come feettri libri/- crone,gioie,armi, &c. Et cos la dipinge
il

ta violenza nel l'operare

mi in

piglilolo per quel fucceflo cafuale , che pu effere nelle cole che ienza intentione dell'agente
rari (Time
v

clte iuolauuenire.il quale per


,
,

tare ipefle volte

appor gran bene gran male, gli

Doni. Alcuni dimandano Fortuna quella virt operatrice delle f? elle,le quali variamente^ difpcngono le nature de gi'huomini,moucndo l'appetito ragioceuoieiin modo che non ne i'n

huomini che non iarno comprendere, che cofa alcuna fi poffa fare ii za l'th tendone di qual
che agenre na uno con l'imaginatione fabricata come fignora di quell'opre quella , che di;

man-

tJ2
communementc da

Della nouiflima Iconologia


La naue la vita nofira mortale , la quale ogn'huomo cerca di condurre qualche portatranquillo di ripofo ; la vela , e l'albero fpezzagl'altri arnefi rotti> inoltrano lapnuatioto,

le bocche degli ignoranti continuamente. Si dipinge cieca_

laudano Fortuna :& per

tuttigl'uttori gentili,per

moftrare chenon fauorilcepiu vn'huomo,che vn'al tro , ma tutti indiffrcn temente ama, odia , moilrandone que' kgni che'I caio ]e appref^nra , quindi eh efllta bene ipefloa' primi honori vn federato , che farebbe degno di fupplicio > vn'altro meriteuole lafcia cadere in miferia,e calamit Per queffo dicofecondc l'opinione de' gcn tili,e che fuole feguir^l voi ignorante, che non fa pi oltre: ma la verit e,che il tutto difpone la diuina prouidenza,comeinfegn S.Tomafo lib.j .contragen/es cap. 5>2^citatodi fopra . Gli huominicheianno intomo all'albero danno te/limonio di quel detto antico che dice: Fortunx/uaquisajfaberx perchefe bene alcuno potefie effer ( cornea dice). ben fortunato,nondimeno s'egli non giuditiofo in drizzare il camino della vita fua per Joeo conuenientei non poffibil, che venga : quelfne che defderaua nelle fue operationi

&

80

ne della quite, efendo la mala fortuna vn fuc


ceffo infelice, fuor dell'intendimento di colui

cheoperapcr elettione

&

Fortuna gioueuole ad Amori

DOnna la quale con


cornucopia
,

la

mano delira tiene iT

& la finiflra far polita fo-

pra al capo di vn Cupida , che. le fcherzid'intorno alla velie .-

Fortuna faci fica , ouero clemente


'

.'

VNa mano
C O S.
II

Nella Medaglia di Antonino Fio . bella donna in piedi>che con la delirai ti appoggi lopra vn timone,& con
con Ietterei.
1 1.

la fniftra tiene &\n cornucopia

Et altre

FORTVNA OBSE-

DOnna
DOnna

Fortuna. federe fopra <~vna pallai g', homeri porta l'ali


Fortuna..
co'l globo cejeftein
.

capo* ein

ma-

no il cornucopia U globo celfte. dimoftra,fi come egli in continuo motojcos la for tuna fempre n moue , e muta faccia ciafeuno
hor'ina!zando,& hor'abbaffando,e perche pareche ella naia diipenfatrice dellericchezze3 eli beni di quei! omon dopper f le fa anco il eernucop/a,perdimoilrare,chenon altrimenti quelli girano di mano in mano , che faccia- il globo celerte, ondediffe Aufonio Gallo :

QVEN. ET- S. G. Fu rapprefentata quella, fortuna in Roma nel conllato quano di Antonino Pio, non ad altro fine,che gloria, honor fuo , dimofrandof per quella figura la fua profpera,e benigna Fortuna^lche lelettere intorno ad efla I'eiprimono , lignificandoli pei quelle eflre a quello PrencipeJa Fortuna obediente,& compiaceuolejquantunquevari j lano nel mondo gli mouimentii quella^flendo-

&O

&

"

Fortunanw.quam fifiitineodem tlam Semper mouetur, variati mutat vires 3

&

Ftfumma in imum vcrtit3 ac ver/a erigit


Pu anco lignificarci! qjobo , che
la

Fortuna

fuperatacalla difpoftione celevien vinta r fe,laquale cagionata,&r retta dal Signore del
la

&

Fortuna , fecondoi Gentili , vna Dea mutaiubita volgitrice delie col: Regni, mondanemondimeno per dimollrare la felicit dell'Imperio diqueilo Prencipe glifegnorno nel riuerfo della fopradetta medaglia, vnaferena Fortuna pacifica buona, La Dea Fortuna oltre molti altri cognomi, fu anco da i Romanichiamata Ohfeqttes , cio indulgente, ouero clemente, ti comenelle Antiche mfcrittioni ti Iegge,&particolarmen tei Como fi trouavnfaflb,incuiquelle letrereS
l

tricede'

&

&

veggono fcritte...
.

Fortuna,& della Narura,feeon do quello ch'egli ha ordinato ab eterno ..

Fortume obfequenti ord. Clemens voto gr omnifalut&


Ciuiumfitfcepto . edi Sebaiiano Erizzo
..

Fortuna buona Nella Aiodaglia d'intonino' Geta.

DOnna ldercene
ci deliro fopra
^

globo celefle , cornucopia

&

ti appoggia con il brac na ruotalo eambio dt\ con la fniilra mano tiene va

Fortuna.

D
il

Onna che con la delira mano


mano

tiene <vrtti-

comuccpia,& vn ramo d'alloro ,.& con


s'appoggia ad vn timone j

la fniflra
.

Fortunainfelice

DOnna fopra vna naue lnza timone, $o


con l'albero^cV la veja rotta dal veuto.

gnificajidoch'el?a fa trionfare chiunque \\io~ le,& la dimollrationc di ci firappreieuta eoa

ramo dell'alloro

Pam
fortuna aurea. JVella Medaglia d'Adriano. Na belliffima donna , che giace in vn
.

Prima.

275

Iet-

tofternio con vn timone a]li piedi,

Qucffa quella Fomma aurea,che in carnera de gl'Imperadori fi foleiia ponere men tre viche reggeuano l'Imperio come per ueuano , la loro Fortuna

&

O R
s

ZA

D*

A M O

RE

nell'acqua * come interra.

N C IV L L O Jgnudo.con Fali FAmerij mano vn pelce con


la defira

gllio,

O R Z

A.

tiene

con la finiftra vn mazzo di non, cosi l'Akratoda' greco Jo tradurle 3

DONNA

rbnfra,con le corna di toro fn

tefta, canto- terza vn'eIefanre 3 con la pro>

Nudus Amor
tuetur,

viden , vt ridet plaeidftmque

boflide dritta j perche volendo gl'Egitti; %nrficare vn'huomo frte Io dimostrano con que-

Necfacula$3 nec qua cornuafetiat habet > Altera,fed manuumflore sgerit, atterapifce> Scilicet vt terraiura,detyatquemari
JVttdus Amor blandis ideireo arridet oceltis > Non arem >autnune ignea tela gerit.
ftfec

ft'animalejcome fi legge in Ore^Egitrio nel Jibvfecondo de*fuoi Geroglirkij le corna anco.


ra,e fpecialmente di toro^moftrano quello me?

de/imo ; onde Catone preti Cicerone nel libro della vecchiezza dice che quando egli era
gioitane non defideraua le forze n e d*vn toro ne d*vn Elefante, prendendo quelli due anima*

temere manilms Florem delphinaqtit


tratlat

Mte etenim terrs 3 hec\valet i]>fem*r*

&cofnepiibxti,

& gagliardi de gl'altri

^74
>

Della nouiffima- Iconologia


Forza d'amore
.

Vpido con l'ali alle fpaIIe3 con


faette in

l'arco

mano , &

& le

con

la faretra al fian-

coja mano fnillra alzata verfo il Cielo,donde feendono alcune fiamme di fuoco,infeme con molte faette (pezzate, che gli piouano intorno da tutte le bandermourandoft cosicch Amore pu tanto che rompe la forza di Gioue , incende tutto il mondo,cos dipinto dall'Alda ro in vno Emblema cos dicendo r. JlligerumfHlmenfregiti Deus diliger, igne Dum demonfrat vti efifortior ignis ^itnor. Per lignificare quello medefmoj'ifeflb auttoredelcriu Amore in vn carro tirato da Leo-

&

Pantera appreno,per I'efpcrienza che fi vede_> nella contrariet di quelli due animali , per l'effetto delle loro pelli,percheftando vicine-* corrompe quella 3uellc della Hiena guaita , ella Pantera , ilche auuiene ancora nelle penne deU'aquila,le quali aum'einate alle penne de gl'altri vcceIJi, fanno che fi tarmano , vanno Il tutto racconta diffufamente Pierio in pezzi Valeriano. Per volendoli rapprefentarevna_* forza dall'altra fuperata^ potr fare, con porre dinanzi gl'occhi la memoria di quelli effec ti,in quel miglior modo , che al pittoreparer .

&

&

&

che polla dilettarle ilar bene

ni

come fi vede nell'iflefl luogo

Forty

Forza minorer maggior forzjtfuperata.


efprimere gii Antichi quello concetPER. tojilquale pi conueniente all'Emblema

Donna armata di corazza,& elmo in capo con la delira mano tenghi vna fpada gnuda & con la vna facella accefa & a
fnillra
,

i-

che quello che l appartiene noi di trattare, dipingeuano vna pelle d'Hiena,con vn'altra di

canto vi fia vn Leone che Aia in atto fiero, fio che vecida vn'agnello

>,

FORZA ALLA GIVSTITIA SOTTOPOSTA.

ra
RAO

Parte Prima 1
Pieno Valeriane RACCONTA mo veduto vna Medaglia-i
nel prilibro, haur Antica al fuo lemporitrouata, nella quale v'era imprese vna donna veftita regalmente, con vna corona in capo, fdere fopra'l dorfo d'vn.

Leone , 8Z che ffaua in atto di metter mano ad

ojn fpada; la quale dal detto Pierio


Giuftitia interpretata,
fi

fu per la

&

come chiaramente

fi

Leone per la Forza vede eflreil fuo vero


il

Geroglifico

FORZA SOTTOPOSTA A LL'ELOQVENZ

DONNA che con

&

vecchia,vefKtagrauernente_*, mano tenghi il caduceo di Mercurio , Se lotto li piedi vn Leone Ci dknoftra che la Forza cede all'eloquenla delira

DOnna veiHra d'vn


delira

Fragilit ^
ittiliflino

vejo , nella

mano tiene vn ramo di tigliOjS^

de*Saui;

FRAGI LIT A*. DONNA chein da mano tenga Bue


;

con la finiftra vn gran vafodi vetro ioipefoad vn filo. Ilve'oleconuienpercheageuolmcnte fi fquarcia. Il tiglio da Virgilio nel libro fecon- do dlia Georgica detto fragile, & il vai di vetro fofpefo dal filo non ha bifognod'altra_*
dichiaratTone,perenerei? vetro ageuolmente blo*&: facile fpezzarfi, fragile medefiinafi dette dare accora mente il feflofeminile, la corriipondenza di quello. ,. Fragilit humana con faccia macilente, Se afflirta_j veih'tapotteramen te tenga con ambe fe

ciafeuna

del-

la cicuta,Ia quale-

Virgilio nella

co'ica dimandata fragile dicendo .

&

Hat te'nosfrstgilt donabimMsatOtjccufav


Alla' quale poi fi
cfce

affomigliano tutte le col


Fragilit

menp'iunno nomedi

DOnna

mani

*7^

Cella niuffima Iconologia


ch'efl vero flmbolo della fragilit . come IlS vecchiezza , alla quale quando vn huomo arri-

mani molti di quei bamboli d'acqua agghiaccura ,cnc pendono il verno da' tetti delle caie h quali bamboli dice il Pieno Valeriano,che etano da gli Antichi
Egitti; pofti per la Fragili-

ta dell'humana vita : non farebbe anco difconueniente farcene quella figura moflralTe,per la

grauezza de gl'anni d'andare molto china appoggiandoli ad vna fleuole canna,per eflre an

u facilmente lnte ogni minima klione,& facilmente ne rimane opprefl . Notarono aforni ancora la Fragilit fiumana , con quelle bolle che fa l'acqua , che paiono in vn libito
qualche colala tofto fparifeon , za ragione .

& non

feri-

E.

bella l'altra di vecchia brutta , fard nuda fino alle mammelle, far vellita di giallolino f-

DONNA con due


n'
lane la

faccic

vna

di giouane

t ,

8>c

ci fi dimoflra con

le

due faede.

Il

giallolino

& mutatione fraudo lente

fgn idea, tradimen to, ingan no

meza gamba, hauer

piedi fimili all'aqui-

coda di feorpionc, vedendoli al par del'e ginbe,'nella delira mano terr due cuori , 5<j> vna mafenera con h lniflra
Frautfe vitio,che vuole inferire mancamen abbondanza to del debite ofF.tio del bene ,

I due cuori lignificano le due apparenze del volere,& non vVere ^ na cola medefma la mafehera dinota , che la Fraude fi apparire le cofe altrimenti da quel che fono per coni

pireifuoidelderij.

&

La coda di feorpione, &ri piedi dell'Aquila


il veleno alcofo , che fomenta conrnuaniente ,comc vece/lo di preda , per rapire altnu',0 la robba, l'honore

d'inuemione ne^ maIe,fingendo fempre

il

& s'cfequilcc co' rei fero,con leparo'e,&:con


bon-

bei.

lignificano

l'opere lotto diuerf ingannevoli colori di

PRAV.

Parte Prima

279

E.

HV O MO
gli
;

che moftri rabbia nefvifo, a occhi tenga legata vna fafeia >ftia in gagliardo mouimento y &in atto di volere gittare d lontano- vn gran fafeio di varie forre di armi in hatta , le quali habbia fra le braccia riftrette,& fi veftitodliabito corto lafafcia Iegatagl'cchimoftra rcfiepriuorefta l'intelletto quando il Furore prende il do-

&

fremere * hauendo le mani legate diettc lle__?fpallecon molte catenej& faccia forza di romperle con l'impeto della fuga II Furore miniftro della guerra, come acce-,
..

na Virgilio in quel verfo


lamj,faces3
niftrat.

&Jaxa volant, furor armami*-

minio nell'anima^ non eflndo altro il Furore. che cecit di mente del tutto priua dd lume-
in tellettuale,che porta Phuomo far ogni cofa

fuor di ragione L'armi che Jtien frale braccia fon fnditk>> che'! Furore d f fteflb porta infrrumentida__*
vendicarli,

& d fomentar femedeimo


Furori.

E' veftito di corto5perchenon guarda ned-

cen2a,ne decoro

Et perci ilmede/im altroue io dipinfe fedente fopra vn montetd'armrdf^ru forte3 quaj5 che in terapodi guerra lefommini/foi coloro, che hanno l'animo accel alla vendetta Si lega per dimoftrare , che il Furore vna_* fpeeie di pazziaJaqualedeueefferIega*aae volta dalla raggione. E'horribil neIl*fpetto,perche vn'huomO* vfeito di e&eSb>pcr fubito impeto dell'Ira, piglia natura, e fembianza di f era, d'altra Ctt* pi fpaueBtojoJe.,
..

HVomod'fpetto

horribile, iTquafe fdir-

dofopravarixarndl di guerra ^mofri di

Jfe*

sSo
Furore*

Della niouiffim Iconologia


nella delira

manose nella finiftra vno fcuck>,nd

horribile con capelli rabbuffati HVomo porti nella man torcia.*


,

delira

accefa,& nella finiilra Ja

tefta di

vnagran Medufa

armato, con fpauenteuole, & HVom fiera,hauer colore del vifo rofi,con
vilt
il

Furore ,& rabbia*

la

Ipada ignuda nella deftra mano,ftandoin atto minaccieuole , nel braccio finiftro hauervno
fcudo,iii

mezo del quale vi Ha vn Leone,cosi la

qua! vi/a dipintolo fcolpico vn Leone,che per ira,& rabbia, vecida, fouarciando li propri; figliuoli^ per cimiero dell'elmo vi fia vn lerpente viuace,& auuolto in molti giri Il Leone nel modo fopradetto fecondo gl'Egitti; il vero,& il proprio Geroglifico -del Furoreindomito, il lerpente che vibra letrelingue d^Ile facre lettere tenuto per implacabi fc nel Furore Aa. ragione che il ferpente fubito che fi fn Sin qualche modo oftifale iti tanta rabbia, Furore, che non refta mai fia tanto, che non habbia vomitato tutto'l vele-

&

deicriuc l'Alda to.

no inpregiuditio

di quello, che l'u offefo,e


efierfi

molte volte riferifeno

veduto morire-*

Furorefuperbo , et indomito Vomo armato di corazza,& elmo , con_


volto fiero, e fanguinol, con la lpada__,

di rabbia fojo per non potere icndicarfi nel fuo

furore.

POETICO.

I
'

OVA N E
ali alla

rubicondo con 1'viuace, cinto lauro, di coronato tefta,

&

&

di hedera, fiandoin atto di fcriuerc: faccia riuolta verfo il Ciejo

ma con la
L'ali

Parte Prima,
t'ali lignificane
,

aBt
terr

la piRez'/.

&Ia velocit

gli

pen dino ,

con

la defranira-.o

vn ferpe

Poeciccche non s'immerge: ma fi Sublima , portando feeo nbilmente la fama degl'huomini,che poi fi man tiene verde, e beldell'intelletto
la per

molti icoli,

come la fronde dellauro,

&

dell'hedera "mantengono
Si fa viuace, &Tubicondo, perche il Furor Poetico vna Soprabondanza, di viuacit di imitili , che arricchisce l'anima* de numeri, de' concetti merauigliof , i quali parendo imponibile, che fi poflno Jhauere Solo per dono delia_ Ringonatura, fono filmati doni particolari, iar graoia del Cielo,& Platone diffe, ohe fi muo aie la mente de' Poeti perdiuin Furore,c^I quale formano molte volte nell'idea imagini di coSe Sopranaturali , le quali notate da loro ia_ <arte,& rilette dipoi a pena fono inteSe,e conosciute, per fi dimandano i Poeti prefica Gentili, per antico coflume, Santi, genera tione dd

&

&

Cielo
le

figliuoli di

Gioue ,
.

interpreti delle

Per lo fcriuere fi moflra ancora che quello Furore fi genera col che la natura non bafla__, snolto effereitio , f non viene dall'arre aiutata, per dille Fio-

& Sacerdoti d'Apollo &

Mu-

ratio

Cut
re,

ego fi mqueo , rgnerofy-poetajklutor. Accennando l'opera dell'arte col non pote-

& quella dell'ingegno con l'ignoranza.. FVRORE IMPLACABILE. V OM O armato di pi forte d'armi ? &
ferito in molte parti della perSona,moflri Sembiante Furore, &rabbia,Sar cinto con

detto Aipido,piegato in molti giri, con la bocca aperta ch'habbia la lingua fuori tripartita veddofiper la perSona infinito veleno, tr.oihi,& ltia in atto d'offendere altrui , &alli piedi di detta figura vi Sar vn Cocodrillo , che-> moflri di percuotere Se ilef Si dipinge armato , Serito in molle parti della perlona^con la dimoflratione del Furore, rabbia^ffendo cheil furore propria alteratone dell'animo irato, che conduce l'huomo all'operare contro SeilefTo,Dio,Natura,huomini,cofe,& luoghi. Le rottecatene che^dallebraccia, dalle_> gambe gli.pendono,dinorano che il furore in domito,'&" poche Sono quelle coSe chea luifaccino refiflen za Tiene con la delira mano il Serpe nella guSa', che hab-biamo detto, perciche le Sacre lettere hannoeiprefTo.il Furore Implacabile , per f~Vn Serpe piegato in molti giri , che ha la__t lingua Suorialvedere tripartitavi dicefi, ohe nefiim Furore fi pu comparare quello dcll'aSpido, il quale fiibito, cheli lnte tocco,cos beftialmentc s'infuria , che non fi Satia finche non labbia auuelenato colmarlo , chi l'ha offefo , ouero di rabbia non fi muouia come di ce JEuthimio Il Cocodrillo in atto di percuotere Se flellb voleuano gli Egittij con tale animale nella guiSa che s' detto, lignificare il Furore perciche queflo animale quando rimaflo gabbato della preda,con tra le llefi s'accende di furore ,

&

&

&

&

&

&

aie!

Sdegno,

rotte catene, che dalle braccia^

& dallegambe

FVR-

Si

Della nouitflma Iconologia

m
t

&
.

TOFANE
lupo^con

pallida

veftio di pelle

d*

f braccia.,

& gambe. nude, 80

fini:

con piedi alatijin mezo d'Vna notte* nellaman. nella.deft.ra vn colra tenga: vna boria , tello i con-.vii grimaldello, l'orecchie faranno

veltitodipe7: di lupe, perche il lupo viue folo dell'altrui robba ?&di rapine, comeil' ladra^che perleggeix-zza d ceruell crede core

&

quello medeimo penfero.

di.

fouuenire. affocai

fmil queledel lepre

,-

& l'apparenza molto,

Bfognri, Il grima WelIoj&: il coltello non hanno bifb-

attonita-

gno di molta eiplicatione


I

-..

GiouaneiTdipihge irFrta, per notare l'imprudenza^S l temerit ,c he propria de*g,iouani:r& propri jflTma de'ladri, i'quaii vedendo ogni giorno in fiim/pertacoli di liicceflr ihf* liei di eh i toglierceli infidi.; altrui la robba_j^ non per s emendano , per dare alla fine, nelle;
:

e braccia -,

& gambe ignude dimori rano la

deiifezza ; &: te.lt appiedi la velocit, che cort_ grande induftria fiprocura dal Iadro,per timorerde'

meritati fupplicij.
F-

:V

r r o.
vefh'to d'banito foedito,cmi
,

reti, pi 'ofloneiiacci*. La pallidezza del \ olio,

l'Orecchie dlTcpr.e,%n jfieaiio>.H continuo ffpetto ,.& Fa perpetua paura, con la quale viue il ladro , temendo femprc:d non efftr froperto>epcro fticgc ,. odia li uce:amico della notte^auoreueltu < ompagfn a delle lue dishonoraicatticnt..

&

&

con /efcarpe_> vna mano tenendo vna lanterna ferrara,& nell'altra vn grimaldello, \t)3 fcafa di corda,I'habito far pieno
capriccio in tella
di feltro,

VANE GIO vn

&

onero di pef'e

in

&

dipecchieLcoii/Tvede dipinto in molti luoghi..


le.

Parte prima.

a$3

le pecchie fopra il veftimentofifanno,forfe,. robba acquiflata con fudore , & con le miiric prche effe vanno rubbando a' fiori datimele altrui j ne fa mentioneVirg.nel primo dell'Ebande il dolce, per congregario poi nitro infic- neide dicendo : ine nella propria cafa,ouero per accennare yna ^iut vnera accptum *vementumafa agmiftc
l

falfa forte d'api, dimandata

Fuco da* Latini, cheflonfafenon mangiar il mele fatto con la fatica deIPaItre,come iladri,che confuroano la

faffo

Il

fine della

Prima Parte,

e o n

Del Signor Giouanni Zaratino

gli

o;
:

Caftellini

&

Qtiefta figura v^a carte 1.$$.:

DELLA

CHE NOVISSIMA

ICONOLOGIA
D
I

CESARE RIPA PERVGINO


Caualier di SS Mauritio,

&

Lazaro

PARTE SECONDA.
Nella quale fi efprimono varie Imagini di Virt > Vi ci j , Affetti, Paffioni

Fiumane* Arti> Difcipiine, Humori,

Elementi Fiumi

Corpi Celefti, Prouincie d'Italia^ & altre materie infinite vtili ad ogni flato di Perfone.

AMPLIATA
DAL
SIG.

CAV.

GIO.

ZARATINO CASTELLINI ROMANO


rjr
.

in queTta vltima editione d Imagni,

Difiorji

con Indici e opto

fi ,

& ricorretta

In Padoua* Per Donato Pafquardi.

M DC
i

XXX.
,
,

....

Con licenza de Superiori

2&Y

DELLA NOVISSIMA ICONOLOGIA

DI

CESARE RIPA PERVGINO


Caualicr de SS. Mauritio
,

e Lazzaro.

PARTE SECONDA

GAGLIARDEZZA.
DONNA
di maturo afpetto, ma vagc,di
vtfta proportionata, e fuelta, far cu leg-

cibi comporti di cofe forti . Et in quello prpofito adduce l'efempio di alcuni popoli detti
li

giadro habiro veftita,coronata di amaranto,& tenga con ambe le mani vn ramodioliuo con li fuoi f rutti,& fopra a detto ramo vi far vn_ fauo di mele con alcune api

Cirnei,ne!I'Ifola di Corfcaji quali f\<iueuan lunghiffimo tempo* perche fi pafceuano di cibi dolci,e compofti di mele . Et Diefane, il quale fcriffe dell'Agricoltura, afferma, che il cibo di

L'Amaranto vna fpica perpetua,laquale__j


fuor deJl'vfo de gl'altri fior, lignifica labilit Gagliardezza,e conferuatione,per la particolare qualit fua di
flar

mele vito

di

continuomon flo

fa

giouamen-

tograndiflmoalla viuacit dell'intelletto: conferua ancora h knfifa,n3Sc interi

ma

di non immarcire gimai , fempre bella,& di verno quando fono man


fi

&

cati gl'altri fiori jilo tenuta nell'acqua

rin-

uerdifce,per li popoli di Teffaglia affretti dall'oracolo Dodon eoa far ogn'annol'efpiationi al fpolcro di Achille,come fi fcriue,portauano

GELOSIA.
DONNA con vna
con
l'ali
,

deU'amaranto,accioche mancando gl'altri


ri

fio-

veffe di turchino a onde, dipinta tutta d'occhi,e d'orecchie_>,


alle

queflo,che prelio fi rinuerdifea,fufie in difefa

fpalle,con vn gallo nel braceio

della loro diIigenza,coronandofi


re immortale,

con

effo la te-

fniflro

& nella defira mano con vn mazzo di

tta nel fare l'oblationi. Per quefto

il detto fiodedica alla immortalit col v ramo d oliuo il fauo di me'e allude quella rifpofta, che fece Biogene Cinico ad alcuni,
-,

& &

fi

fpine Gelofia vnapafficne , vn timore, che fa che il valore della virt, de' meriti altrui * fu-

&

perando le qualit virtuofe di chiama, non le


tolga la pofiffone della cofa amata Dipingefi la Gelofia col ga'loin braccio,per

che

g'i

dimandarono in che modo fi potefl_>


il

allungare

filo

della vita

humana

incenero,

che le parti interiori { doueuano irrigar di mevolein inle, &]'efterGri vngerlecon folio,

che,que(t 'animale gelofiffimo , vigilante, de-

&

llo^ accorto.
L'ali fignificano la preftezza , a elocit de* fuoi variati penfieri Gli occh; orecchie dipinte nella vetta figli ificauo l'affidua cura del ge'ofo di veders_?, intendere fottilmente ogni minimo atto ,
,,

tendere coftui fotto ofcurit , come era ilfolito fuo che per viucre fano,& gagliardo bifogna fare con il cere allegro, pieno di dolci, per Io corpo iaui penferi continuamente, hauer la commodit neceflaria tenendolo ia_ eiTerciticaccichenon fiacor.fumato,eguafta

&

&

&

&o

&

&

&

to dall'Orio: ma aiutato, &confolidatoDice_ o]irc ci Atheneo , che chi vfa li cibi conditi

cenno della perfona amata da iui,per difif__> ilTafi nuouolume dell'et nofka in vn Sonetto-.

con

ij

mele, viue molto pi di quel!i,che vfano

Gele*

*86

Della nouiflma Iconologia

E mill orecchi
TI

Gelofi amante, apro mill 'occhi, emiro>, , ad ogni/nono intento.

TT color delveflimento proprio lignificato ^ d Ge'o/a, per hauer il colordel mare , il quale

mazzo delle fpine, dimoflra i faftidij ptin-

mai non li moli ra cos tranquiJJo,chenon ne_> forgafofpetto^ cosi tra gli fcogl di Gelofia per
certOjchel'huomo la dell'altrufede non palla lenza timore, &faftidio. Si fa ancora queltlmagineiche in vna mano tiene il fiore helitropio 3 ti quale fi gira fempre intorno,e incon tro al So 3 leguitando il fuo moto , come gelolc, co" pam", con le parole , col pen fiero , impre ft volto alla con tempia tione^ dlie bellezze da lui per fouerchio amore lwz celare vniche al n:ondo

gentifT'mrdergelbroyChe di continuo Io pungono , non altrimenti, che f fodero fpine acutiime/e qaal'iper taJ.cagior.egli
fi

mai

dipingono

Minano.
Gelofia.

&

DOnna veflti nel


delira

modo

fopradcrro nella
di.

mano,

terr

vna pianta

heli-

&

tropio

CENE-

Parte Seconda

287

All'Altezza Screniffima di

GENEROSIT'. C A R L O E M A HV E L E
Duca
di Sauoia

belliflma giouane, alla cui bellezza corrifpondano tutte le membra del corpo in proporcione,& vaghezza,Hauer i capei
li

VN A
&

maxime genero/o eftanimojta honoris niaxirme capidus ; quam ad rem natura ipfa duce
rapitur,8c Ouidio3 adLiuium, d alla giouenti il proprio epiteto di generofa mentre dice Certat onus luciti generofafubir e iuuentus
Bella di faccia fi rapprefenta perciche la_' Generosit hauendoper oggetto non fo!o tet fatti egregi,- e virtuofi procedenti dall'animo adorno, ma anco di fcaceiar da f o~ nobile, gni bruttezza,e vitio, conuien che le corrifpon

biondi,

& in parte ricciuti in gratiofa manie-

ra,Sar vefitaahabito reggio, con Corona d'oro in capo, Hauri il braccio deliro ftefo> e nu-

do,neIla cui mano terr collane d'oro,gioielli altre cofe di gran fima in atto di farne dono, pofando la fin illra mano (pra la tefta di vn leonesche lei in bella guifa fia vicino,efaniiliare

&

da anco

il

corpo nella bellezza efteriore,che_

me

Si dipinge giouane la Generofit,perche codice Ariftjiel 2. della Rettorica.Ne igiouail

ni pi rifplende l'animo generofb,per

quale fi

filmano-degni di cofe grandi, e fecondo quelle operano generofamente y il che conferma Gio. Pont jiel libro de Magniti dicendo^/ gwg

ordinariamente chiaro inditio della bellezza interiore , poi che come dice S. Ambr. de Virgin. Species corporis fimulacrumeft mentis, fi* guratyprohitatis>& Seneca epifr. 3 7. Nobilitaf

animi generofitas eilfen{us3 nobilitas homi" hoc optimum ha~ fus animus * nis eft genero

& &

288

Della nouiificna Iconologia

bet in fgenerofus animus quodconcitatur ad honeila . Ben' vero, che la bellezza fiorifce_ ancora in corpi che racchiudeno in f bruttez-

U braccio deliro nudo con la mano a Jzara_i pronta al porger le fudwte ricchezze dimostra che la Generosit nel donare, nuda d'ogni
proprio intereSTe , hauendo folo la mira quel che conuiene alla nobilt, all'altezza dell'animo fuo , Come fiproua nel cap. primo extr*

za interiore d'animo. Augufto fu di bello appetto ma d'animo lafciuo , e tinto di molti viti; libidinosi : (otto colore di modestia ricus titolo di Signore,e volfe dare ad intendere di recuire d'accettare il con generosit il Principato, dominio come sforzato da preghiere de Senatori . Ma fece prima ogni sforzo di fommergere con fiumi di fangue curile la libert della Re-

&

&

dedonat. vbihabetur hanefibi quodammod Nobilitas legem\imponit,vt debere f quod


tribuit> exiilimet ,

&

nifi inbeneficijscreuerit

nihilfepraititijfeputet ,

publica , e poi per non parer tiranno prefe da__ quel Senato che non poteua pi sfuggire il gio go fuojl'lmperio per anni dieci, e per cinque,& altre volte per dieci , tanto che dieci anni per diecianni maneggi tutto il tempo di vita fua l'Imperio con afloluta verga : f fu vittorioso al mondo non fu di quelli generosi, chericerca_j Plutarco in Sertorto Generofi hcminis efl,honeflis rationibus vitloriam quxrere , turpibus nefalutem quidem: note fono le dishonelte ragioni^ brutte conuentioni chefece nel Trium uirato per ottener pi facilmente vittoria contro quelli che fiopponeuano al fuoperuerfo difegno di dominare . Bello fu Nerone, DominaEliog-ibalo Moflri di viti/ che macchiorno,
.

ondel'Ancharano , l'Abbate, altri Dottori notano in detto cap. che ^.nobilitate &generofitate animi ejl donare . E/Tendola Generosit circa il dono fondata Sopra la liberalit , fi conformano detti Dottori col Santo Dottore Agoftino che , de diffinitione diflc.Liberatitas cil motus quidem animifaciens , &approbans largitudinesfine

&

fperetributionis. Et Horatio

ode 7-lib.4.Cty/.

laqu<edederis,amicoanimo dederis Si che chiariffimo fi Scorge che le attieni diqueftiL* nobiliSfima virt Sono di perfezione infignc per haer'ella l'animo grande, e liberale, Spogliato d'ogni in tereSTe
Il tenere la Sinistra

mano

fopra la tefla del

&

Leone Significa la Simboiit , fimigliza che tiene l'huomo generofo co'l Leone, il quale S

&

no l'Imperio di mille brutti misfatti , e fceleratezze j chi ben contafl trouarebbe al Mondo
pi belli cattiui,e pernitiofi,che buoni . Oltre che la bellezza bene efterno caduco ,e tranftorio,che facilmente
.

come per confenfo di tutti gli fcrittori

fra gl'a-

fi

pu perdcre,fi come la

perde Domitiano II tempo la confuma , &in vn momento anco fuanifce per Sinistri acciden
ti di

caduta, di foco,dipercoSTa,dicatarro,8<j> d'altro male che transforma leperfone . Ma la Generosit bellezza interna dell'animo vigorofa in ogni tempo riluce an co di fuora,e rende ammirabile vn nobil corpo , ancorch bello,

&

bello non fia I capelli bionde vaghi fign ificano che la__* Gcneroft non alberga in f penfieri vili,e baf-

nimali quadrupedi tiene il principato perla__ Generosit ,e fortezza fua moftrando lmpre__> fiero il vifo^ chi cerca d offenderlo , dando effempioall'huomo d'eSTere generofo nelli pericoli. San Bernardo in cpiil.TVon e il vircuinon crefeit animus in ipfa rerum difficultate nelle col diffcili fi conofee ie vno ha ir tu , e valore. Crefeit in arduis inclyta virtus Per il contrario il Leone non fa male alcuno, chi g li cede , cosi l'huomo generofo , bench combattuto, e trauagliato Sempre per fi moftra inuicto, forte ad ogni infortunio per la virt fua percichecome dice Cicerone j.de fin. Qui
.

&

fi,m
fi

alti,

magnanimi conforme alla fublimi-

t della fua natura da cui quelli tirata,come

magno animo , at% forti efi omnia qua cadere in homincmpojfunt, deficit , vtpronihiloputat : Prontamente all'incontro perdonando
chi gli chiede mercede, come ben efplicano queSio proposto quelli due verfi applicati gi Celare AuguSto che dicono Parcereprofiratisfch nobili* ira Leonis Qui vincisftmper villis rtpareerepojfis. Et della medenma nobilt de! Leone parimente Si legge l'infrafcritto clcgan te Epigramma

detto II veftimento Rcggio,e la corona d'oro in_^ capo dinotano la Nobilt fuprema nella quale degnamente risiede quella virt 3 che fi come l'oro per fua natura nobile, puro, e rifplen denteasi la Generofitd per f Steffa tale, e fi conferire nudrifee nella pura grandezzate fua pr pria nobilt non degenerando punto da quella,
1. 1

Corpora magnammofatis efiproftrajft Leoni


Pugti afuumfimm cum iacet mfits ktbet > turpes inftant nw>:c;:nbus irfi uit lupus >

come teftificai!

Filolfolib.a.della Rett.

&

.de Hift. animai inni dicendo Gencrofum efi quod *fua natura n degenerai*

&

Et qudeunque minor nobilitai efera

efi

Onde

Parte Seconda.
feorge quanto propriamente fi conuga alla Antichi/lima, Riiplen dentilfima Cala di Sauoia l'hauere per fua im-

2$9
Co$ fi vedefcolpuo in alcune MedaI

Onde

maraufglia

fi

ferpentc.

&

glie antiche.

G E N

O C A TTIVO.

prefa quello Regio animale,n on folo per tanti, inuittiflmi Eroi de i lecoli paf e tanti Regi;* fati in quella Sereniflma famiglia, che Ja pi antica , e la pi nobile d'Italia , ma fiora fingujarmente per l'Altezza Sereniflma del Gran_ Carlo Emanuele Duca di Sauoia il cui fornirlovalore, Generofit, e Grandezza , e fatti eccelli fi in guerra , come in pace, fono G. noti al mondo > che dubitar non fi pu che all'Altezza fua Sereniflma fingularmente non conuenghino le Iodi di qual fi voglia che fia liato,& che fa celebre d'immortal fama

&

Secondo i Gentili grande nero , di volto fpauenteuole, con barba, e capelli lunghi, e neri j in mano tien vn gufo.Scriue Plutarco,ch'apparue Marco Bruto occifor di Celare il Genio cattiuo in quella forma, e il gufo come fimauano gli An tichi vccello di triH'augurio: per Vir-

HVomo

gilio nel 4.delI'Eneide

Solaque wlminibus ferali cannine Bubo Stipe queriy et longas infietum ducere voces. Molti fono i Genij,ieconao fapplicationi del
l'ingegni, de' quali
fi prendono,m noi farebbe diligenza fouerchia dipingere alcuno oltre

GENIO BVONO.

VN

Secondo i Gentili. fanciullo con belliflmi capel]i,far coronato di Platano,&in mano tiene vn .

queftijche fonogli vniuerfali per acconciar tue to il reftojche f ne potrebbe dire a i luoghi con
uenienti, icdo l'ordine, che habbiamo prefo.

o.

Come figurato da: gli Antichi. Del Signor Giouanni Zaratino Cartellini.

MOL

MOLTE
lio Giraldi

20

imagini antiche del Genio rap~ prefenta Vincentio Cartari,prefe da Li-

Della nouiflma Iconologia IOVI CVSTODI,

SAVRORVM
SATYRVS
FEBR. M.

Ef GENIO THEIVL.

Syntagmatc

1 5.

Faremo nipane_j

C. D. D.

d'vna figura fcolpita in marmo di baffo rilieuo, trouatagiin Roma,neIIa quale era vn FanciuJ ridente,incoronato di pa!o di volto allegro: paueri , nella man delira teneua fpighe di grano , nella fini/Ira pampani d'vua con quello epigramma a' piedi , il quale fu verfo Prati in vna vignane! tempo di Pio IV. diligentemente raccolta da Antonio Cartellini, perfna noa_* tanto nella feienza delle leggi iitterata, quanto in varie dilcipline erudita,cornmendato da Girolamo Catena negli fuoi monumenti latini : lo ponemo per cola [ingoiare, no effendof mai flampato in niun libro d'infcrittioni antiche

&

CIVICA. BARBARO m' METILIO REGVLO GoS.


Il Genio , che noi volgarmente dicemoper l'humore,e per il guflo,e naturale inclinarione,

DEDIC. \im

AVG

LIB
v

che ha vno ad vna cofa,&cfTercitio:/pu figu rare Fanciullo alato, fimbolo del penfiero, che fempre nella mente vola di ci,che fi ha gufto
efantafa
:

tenga in

mano
fi

flromenti atti di;

chiarare quello, di che

diletta

vno ha Ge-

QVIS TV L^TE PVER? GENIVS.


lyEVA VVAS. VERTEX QVIDVE
UfcC TRI A

CVR DEXTERA ARISTAM

PAPAVER HABJ5T? DONA DEVM-CERERIS


VIVITIS

nio alle lettere , gli fi ponga in mano libri ; f tuoni e cantijiutauolature di Mufca, Iire,]iuti altri flromentijfe ad armi, armi,e cosi di ma rg> in mano d'ai tre cofe,in limili occafoni f? potr incoronare di Platano tenuto dagli Antichi Arbore geniale , perche grato , e gufi a tutti quelli, che lo mirano per la f u bellezza, e grande ampiezza, difende i'Eflate con la usl^

&

ombra dali'ardor dd

BACCHI ATQVE SOPORIS


,

il Verno riceue il Sole , Sole,per l'Academia d'Athene intorno alla__ loggia fi compiacque tenere molti Platani, che

&

NAMQ.VE HIS MORTALES


ET GENIO. Con la fpiga & col
f

papauero nella

man Citi-

fiorirono^ crebbero all'altezza di 5 6 braccia come ferine Plinio lib. 1 2.cap.primo.E Serfi.^ Re s'inuaghi di quella pianta generofa, alji cui

lra,& con la patera nella deilra,f anco efpref io il Bono euento in vna Medaglia di Traiano come riferiice Occone , il quale deferiue il Genio pur con le fpighe in altre Medaglie che pi baffo fpeciicaremo Pigliauaf appreffo gli Antichi Gentili perla tute'a , &conferuatione
.

delle cofe,per i'affegnauano alleCi.tt, i luoghi, alle piante.&ad ogni cofa,in fne i libri

rami fece attaccare collane, Se armille d'or, nella guifa, che racconta Elianolib.z.cap.i^. {i pu anco incoron are di fiori, come incorona Tibullo lib. 2. eleg. 2. Il Genio del Popolo Romano , come quello , ch'era fempre di guerreggiarle trionfare,in vna Medaglia di Antonino Pio figurato con vn ramo d'alloro d'oliua
.

nella defra,e nella fniflra vn'hafta,in vn'altfa

che da gh Autori loro fi defiderano fano tenuti per ogni tempo accetti con applaufo commune, perci Martiale,dif ; Vitturus Genium debet habere liber Nelle infcrittioni antiche pi volte fi troua
Genio,CoIonia?,Centuria',Decuria',Fontis,Loci.e

dell'vlmo n'era figura la ferpe, nello Sme-

tio carte z8.num.4.Jeggefi

Genio Horreormn

Seianorum per
di Seiano , cosi

la

confruatione

delGnmnro

anco Genio conferuatori Horreoiium Gaianorum , Genio Thelurorum, vedefi in quell'altra infcrittione non pi llampata,

che al prefentein vn'orticello dierro


1

il

Mo-

nafterio di Santa Sufanna ne' colle Quirinale . E' vna bafecheda camo deliro ha^il vaio det-

Cornucopia, perla fopra abondante ricchez za d&] Mondo,che pofideua, al cui acq uiflo cra intento, outro per Io gufto dell'abondanza che ha communemente ogni popolo. In altre due Medaglie di Traiano , e di M. Aure'io Antonino Fijofofo, nella delira tiene vna Patera nella fniftra le fpighe, per denotare , che quelli Imperadori premeuano nell'abbondanza , e nella loro religione , di cui n'e fmbolo la patera : in vna Medaglia di Nerone la Patera nella deliraceli fniflra il cornucopia, a uan ti l'ara, laqua'c fenza dubbio fu battuta , per adulatione. poich il Genio di Nerone, ciol'humor fiio era inclinato ai male, e non ai bene; afla__
il
;t

to Vrceo,& dal fniilro la patera, fono la quale polto il Coni ato di Marco Ciuica Barbaro, non Barba'o, coin ftprrettamentltampafi

non alla religione a'ia deflrutrione non all'abbondanza: molti Umili, rva" inz'afa
inpier
,
,

&

li"

in tutti i Falli lenza prenome ,

&

nome

di tal

ve^gonf nelle Medaglie di MaTmin^ra quavi iirrpreffo il Gchi< chencl'a uflfatidhe fppra, nella rmiftra il vna Patera con
'

Ccnfo!ato,chc fu del

j 5

8.

vn ccrnucopii, n

modi

.:.:co

appaio iTTii.
detto

Parte Seconda
figura in altre Medaglie d'Imperadori, fecondagli affetti , e volont loro : li
Tetto. Occorse
fi

m
Geometria
.

quali affetti-., e pemirbationi d'animo pafluarno lotto nome di Genio, come appanfcein_*

DCnna,cneconia
compaffo J & con

delira

mano
vn

tiene vi

Plutarco nel trattato della tranquillit non fun gi dal fine in quelli verdine' quali fono inferii dieci nomi in uen tati da.EmpedocJ , per efpriv mere jjllaffettijcd inclinationid'animo

la fimifira

triangolo,

GE'OGRAF

A.

Htcintroni Chthania3 et eernenspreculHs


iiopea >

t vario Harmonie vtdtUiDeriJcfr cruenta


^efihre,CalUslGque.Tboofytque3 >ein<teqiie Nemertes, amava, nigrofruEtuqit Jlfa-

DONNA
reflre,che.con

vecchia,veflita del co'ore delfa

terra, pie della qualevifia


la delira

vn globo ter-

&

pafl,con

il

tenghi vn comquale mofiri di mifrare detto glo-

mano

pheia

bo,

Quorum Geniorum

nominibns varia ani-

& Gon la finiflra vn quadrante geometrico ~ Geografia arce e he confider le pani della terra,& le dillingue, & deferiue come fono Proridipinge vecchia per diinoflrare Pantichi-

mi perturhationes exprimuntur ,.dice Plutarco , oue chiama nomi di Genij le perturbationi


gli affetti dell'animo tra loro contraiftefle, sij,nomraati in detti verfi,chefono terreflre,& folare perla vilt j& fublimit dell'animo, oue

uinefe Citta, Porti, Mari* Ifole, Monti^ Fiumi.,

Laghi,&ct fua, perciche la prima cofa che fece l'onnifpar i quattro* porenteDio diuife il Caos , elementi,Fuoc,Aere,Acc1 ua,& Terra ,la quale

&

&

foper'ignoranza,&inteIIigenza.Concerdia,e ontefa perla diflurba tiene, e quiete d'animo Bruttale bella perla bruttezza, e bellezza d'animo. Veloce^ grane perla leggierezza, e granita dell'anime Nemerres perl'amabile,& amena, verit -Afapheia perTofcurit dell'animo , che.
..

perfmbolo diqueil noiIre Comporlo ci fermarne de] globo terreflre, ccm'aneo con il colore del quale veniamo detta figura , effendi che Geografia detta.da Gea , che in lingua_
greca vuol dire terra,edaI'verbo grapho,che_> ngnifica feriuo , che ci rapprefentiamo con il compar l'operatione del quale confitte nelle: mifure,econ i] qualefi riflringono rottele proportiomVSi che tanto vuol dite Geografia quan todefcrittione-della terra,ck> di quello aggregato della rerra,deH'acque,e dell'aere. che e de-

produce

frutti negri, di tenebrofe operationi y

contsarie alla chiarezza della verit . Sopra^j ehenon accade flenderfi pi ltre-,potendofi vedere effaPlutarco in dierfi trattati delli fuoi morali, ridetto Cartari , e Lilio Giraldi', l Mi-

thologia di Natal de' ContilTiraquello fopra iGeniai d'Aeflndro lib.tf.cap.^.Et Adrian_-

Tumebonegli fuoi Auuerfam

ih

pi luoghi >-

mi,ne IcoIpitiGenij alati, nudi,che' tengono augejletti, ferte, cef torelli di fiori , e di frutta,alcuni anco,che dormono, altri f\?efliti con vefte fuccinta fmilmente alati, con palme, trpfeJCQK>ne,facell, ed altre variecole in,

lpetialmentelib.xiij. cap.xij. Iflb infiniti v quali fono

mar-

putato all'habwatione delle creature terrene Tiene con la finiflra mano il quadrato geometrico perciche con eflb fi vienealla <~\era cognitine perpigjiare le lunghezze , larghezs'efplica con 1' vfi> profondit, ze, altezze, fiio quello che.fi contienenel a Geografia

&

&

GIORNO N-ATVRAIEragioneejetalato, per ST dipinge giouane dell'anno, con vn cerchio manofopra vn carro, fopra nuuole con m
la

mano.

GEOMETRI A.
, die tenga in vna mano vrr_^ perpendicolo,e con l'altra vn compar : nel perpendicolo i rapprefentail'moto, il temgo , e la grauezza de' corpi : nel compatto la li. riea, la fuperfick , la profondit , nelle quali c@afiite.il generalfuggetto deJJ Geometria...

ta nella figura

ir*

DO N NA

le

torchi accefo in mano offendo tirato 1 detto carro da quattro caualli, vno di color. bianco l'fialtro nero feuro, gl'altri duedi color baio, gnificano le quattro fe parti,cio il nafeere, e !

&

&

la mez? tramontare del SoIe,iI mezzo giorno, za notte, li quali tutti quattro giunti infieme_>' fanno il giorno naturale, che e tutto quel tenv ^o,che confuraail Sole, in girare vna volta folas

&

294

Bella nouiffima Iconologia

A*

tutto'l cielo,il

che fi nota col circolo,che la det

ta figura tiene in
r

mano.
.

bianco, che comincia ad aprirfi quando il Sole fi fcuopre,& fi chiude quando efio fi nafeonde, fi cctlie il giorno fi dice da' Poeti aprirfi ancor efio al leuar del Sole , e chiuderfi al tra-

Giorno artificiale

montare

Glouane
guidato

di bello afpetto alato, per e/Ter par canalli roffi , te del tempoj'tirato da due dall'Aurora, nel reio come quello di

&

Terr in mano vn Pauone con la coda bafi, chiufa di manierarne cuopra gliocchi del.'e

ocpufcoli , che I due canalli roffi fono i due fanno il giorno artificiale, che tutto quel tetri fi dice l'p , che fi vede lume l'opra la terra , Aurora guidare il giorno, perete fempre pre-

penneperciche di giorno fi nascondono tutte lefieilelequali vengono fignificate negli occhi della coda del Pauone, per efimpio degli
l'aria

&

AurichUi quali finfero Giunone lignificando pi pura,& pi perftta eflrc nel fuo Car

ro tirata dalli paupni raedefinaamente

viene il'uo apparire.

Giorno
.

artificiale.

Giorno artificiale

Glouane alato,che nella de/Ira mano tenga


vn mazzo di fio ,
vna
torcia accefa

Glouane

veftito di bianco, &ri/p!en dente, alato,& coronato di Crnithogalo fiore_>

& nella

fiuiflra

mano

GIO-

Parte Secondai

*95

PO

Z&

VN

giouane altiero, vefUto d vari; colora con ghirlanda, i Templi a fiori jda vna__* parte vi far vn canedaeaccia>& dall'altra vr* caua'Io ben guarnir > e con la delirali fa in. atto di fpaitgerc denari Giauent quella eta^chetfen da ventanni fin 'a trentacinque/econdo AriiloTelCjnellaqua le l'Intorno intende , epuoperare , fecond la

Gaudet equis > canibHS%i

& aprici gramim

camp z
Cerem in vitiumfletti, monitoribusafyer ftilium tardus prouifor,prodigus aris Subii wis i capidusque, amata relmquere

&

pernix

vrrtium per la nourt,& caldezza del fangue


tutto intento alrattionifenfibilr, neopera
la__.

ragione nel gioitane lnza gran contrai lo, del la con cup licenza* del' delio delPhoncre , quello ancorali chiama augumen tOj altri di-

la variet de colori lignifica, h frequente.- mutatione de fpenfieri 3 proponimenti giotienili., &i corona di fiori lnza frutti per di, moflrare,cheli gioiiani fonopi vaghi dei bello,& apparente^chedeH'Vtilejereale

&

&o

GIOVENT.
coronata dicorona d'bro1 , fecon do n detto d'Hefiodonella Teogonia ,& con vn ramo drmaadorlo fiorito Himano.,permofi rare, come narra Pieri Vateriano nel lib. s i de'fuoiGeroglifici'^ clie come: ii mandorlo e il primaalBero >
velli ta riecanaen te
.

cono flatoSi dipinge altiero


,

e che gli fiano fato i fo-

FANCI VIL A

pradtti animali con la dimoflratine de f pargere i denari , percolare la-particolare incliBation&delgioualre^che d'e fire altiero,amaeore delia caccia^s^prodigodeldenaroicome

&

$mofra Ho^atibn^laFaxica^

2$ 6
gl'altri frutti .-cos
i

t)ella nouiffima Iconologia


Giouent

che con fiori dia fperanza dell'abbondanza de


giouani danno fggio di che perfettione debba eflrcla vitajoro ne__> gl'anni maturi La corona deH'oro,mollra,chei gradi dell'et dell'huamo, quello della giouent il pi elegibile 3
Il

DOnna di bella et inghirlandata di

fiori,

& pi perfetto in f fefl

oro , , precioijcome la coppa dell'oro,& cosi fu dipinta. Hebe Dea della Giouent . Anzi pi che l'oro Tibullo eleg. 8. Carioreftauroiuumis.

& nella delira mano tenga vha coppa d'perche da' Poeti detta fior de gl'anni &

vefh'mento ricco, dimofra,chel'oftentatione de' beni propria di quella et, &gli antichi figur a-uario la Giouent con l'imagine di 3acco,& d'Apollo, che fi prendeuano per lau* manoj auuertendo , che I'huomo in giouent per vigor di corpo 3 per forza d'ingegno

GIOIA D'AMORE,
Vedi Contento Amorofo

&

&

V B

O.

potemej& Jodeuole
Vedi Allegrezza.

O.

HV O M O
chipendolo
.

ignudo attempato federe fopra l'Iridcjuero arco cclefle, tenendo in mano la fquadra, ilrego.'o, il compaffo, l'ar-

rninone fatta per difeorfo della debita mifura*


s nell'anioni,

come in qualunque altra opera s


,

&

Non efjendo altro

il

Giuditio , che vira co-

che nafee dall'intelletto", *frfTendof tali irtromenti ritronati da ali Arte fici per hanere f. mil ntiria nell'opere di Geometria , mi ri rrjnente ad un-

.'

Paite Seconda
adunque perdutili l dimoftra il difcorfo , ancora I'e!emone,che deuc fare Io ingegno del rhuomo,per conofcere, giudicare ogni forte di cofe , perciche non dirutamentegiudica coluijchejiel medelrnomodo vuolmifurarc_j

So

&

& delTvna

& c\nz pietra di paragone, eflenuoui fqpra d'eira vna moneta d' oro & vna di rame
rologio,
,

297
il

come dell'altra

apparifea

legno,

del loro tocco Giudice detto da giudicare, reggere,

& e

tutte l'attioni. , Per dichiaratione cldI Iride,diremo,'Ohe ciaaumane, fiagradi dell'attioni fcuno,chefale

feguirela Giuflitia,& nome attribuito ad Jmomini periti di effa Giuftitia , delle leggi polle da Prin cipi , RepubKcne alla minilra -r

&

no di qua] forte fi Vogliano; biibgna yche da_*


snolte eiperienzeapprcnda ilgiuditio,il quale quindi fulci, come l'Iride riiulta deli'apparen

za di molti diuerlcolori auuicinati infietnein


virt de' raggi Solari

vdHtograuew mentedicendo Ariflotelenel terzo della Topia,chenon l debba eleggere Giudici giotfani

rione d quelle. Si dipinge vecchio, fedente,

&

non eindo nell'et giouenile elperienza,ne


moderationi
d'affetti..

Giuditte i mero inditio

^ Amore-.

HVOMO
fiorito
j

La bacchetta , che tiene nella man deliraci, aie lignifica il dominio , ch'ila il Giudsceiopra
irei.

nobilmente veflito,con il capo pieno di papaueri , che lignificano Indino d'Amore pretto quelli antich&i qua Ji con il gettai' delle forti prediceuano le cole d'auuenire,perche volendo fafefperienza,fe l'amante
ifofletfiarnatopigliauanole foglie del papauero
&: Je le

poneuano fui piigno>poi con

la

de/Ira mano percuotendo con ogni forza le dette foglk, dallo flrepito, che erte faceuano lotto la percolfa, giudicauano famose da effi defderato.. Quello racconta Pierio Valeriane col telli-

palma della

anomo di Tauriffo.neI lib.


ficijfe

5 8. de' fuoi GerogKbenc cofa fuperiHtiofa,& ridicola^

43t4tditio giugo*

La ferpe, che intorno ad effa l riuolge denotala Prudenza, che fi richiede negli huomini polli algouerno Dicendo la Sacra Scrittura Eftopej>rudentes,fkcutferpemes . I libri.aper.ti dimoilrano, che il vero, perfetto Giudice deuc cadere molto ben perito, circonlpetto,integro, e vigilante, che perci gi l dipinge. canto I'horok)gio,acciche non mai per qual li voglia accidente rimuoua gli -occhi daH'eqiHt,e dal giufto*e come l'aquila pofa^ da gli antichi per vccello di acutiflma villa*, deue il giudice vedere , penetrar lino alla nafc-Gfta?& occulta verit rapprefentata perla-* pietra del paragone, nella gnii, cheli detto Jaquale ne lignifica la cqgnitione del veroj&^j
-

&

&

delfali.

habbia in gyifa di monile* che gli penda dal coli vn cuorehumano, nel quale fa fcolpi ta \ na imagir.etta,che rapprefentila Verit ,egli Aia con il capo chino, congli occhi baffi con templare nfTarnen te il detto monile tenga a piedi alcuni libri di Legge aperti,- ilche denota, che il vero, &perfettogiudice deue effer non deue mai per quali! voglia acintegro', cidenterimuouere gli occhi dalgiufk>delfe_* San te Leggi,& dalla con templationc della pu?a , intera verit . vedi Pierio Valeriano nel

Verno

veftito cfhabito longo*,l&

graue 3

6IVOCO DALL'ANTICO.

&

VN

',

fanciullo nudo alato , con ambedue te mani diflefe in alto,prendendo "Vna di due treccie , che pendono da vna teila di Don-

&

na, che lia polla in qualche modo alta , che il fanciullonon vi l polla arriuar fatto. Sia que Ha teda ornata d*vn panno, che difeenda inlno al mezo di deue treccie
,

& vi far fcritto

IOCVS.
Si fa alato,perche
il

&

giuoco <3onfiftnelIa ve-

locit nel moto

con fcherzo

GIVDICL..

GIVRISDITTIONE.
vellito di porpora,nella delira tenga,vnofcettro , qual' vero inditio di naturai giur;dittone,& nell'altra i fafei confolari,che lportauano per fegno di que

HVOMO

vecchio, fedente, vefHeo d*habito graue, terr con la delira mano vna bacchetta , in torno alla quale f?a auuolta vna ferpe,da vn Iato faranno alcuni libri di Leggi aperti,& vn'aquila ; dall'altra parte vn'ho-

&

HVOMO mano
flomedelmo.

&

GIV-

9%

Della nouiffima Iconologia

ITI

Secondo cheriferifce Aulo Gcllio

DONNA

in form a i be!Ja verginejcoro-

gl'altri

cht con honef la iuerit 3 fi moftri degna di riuerenza con gl'occhi d acntiiUma vifta., con vn monile al collo 3 nel quale fa vn'occhio {colpir.. Dice Fiatone* chela Giuftitia vede il rutto , 8c che da gii antichi lacerdotif chiamata veditrice di tutre le co/. Onde Apufeio giura per
nata., tk velli ta d'roj

valore metalli in doppio pelo, perci potiamo dire, che la Ginflitia fia__
T

&

quell'Inibito, fecondo i! quale l'huomogiullo per propria e ettione, op era torcjcdifpen inorenosi del bene, ccmedel male fra f, &r altri fr atri,?.; altrifecondo 'e qualit ^odipropcrtione Geometrica , onero Aritmetica ..per fin del bfo* edeirvtilc accomodato alla felicit pi ibfca-

della Giu/litia infieme_jr l'occhio del Sole quali chenon vegga quello men di quello, fe_ quali cofe habbiamo noi ad inrendere, chezie-

*&

Per mollrare la Giuflitia^

& l'integrir della


an-

mente gli

antichi fbTenano rapprefentare

perche bifogna , che quelli con acutifTmo vedere peGiuftitia


j

uono effere ne'minffrri della


,

netrino fino alteriafcofta

& occulta verit &

fieno come te calle \erginipun d'ogni paffiooe., lichene pretiofTdoni, n falfe Jtiflnghe , n

cora vn bfl^calejvn baci-e& vna colonna, comefen^S jfofprcfla reflimonianza in moire fepoIuu\i: prarmo cV altre antichit ^che fi trouano fitta via .per diPc J'AJcrato

podi corrompere : ma fiano laidi maturijgraui,e puru come l'oro/ Se che auanza
altra cola
fi

Ius hocforma raonct diRi fwcfordtbus Defuntlttm^uras at% hcbutffe mat,ns

ejfe ,

GIV-

Parte Seconda

299

GIVSTITIA.

DONNA chi bendati;


da,&lebilanae.

veftica di bianco*

habbia gli oc-

qual vi fia vna colomba circondata di iplend re , hauer i capelli fpar/Ifopra le fpalle , che_> con gli occhi miri , come-cofa bala il mon do tenendo nella delira la fpada nuda,& nella fini
ftra le bilancie
.

nella deftra mano tenga

un

ifcio di verghe con vnafcure Jegata infieme con effe, nella finiftra vna fiamma di fuoco , canto hauer vn ftruzzo, ouero tenga la ipa

Quefta figura ragioneuolmente


figurare belli/Tini a,perche quello;

&

fi dourebbe che in Dio,

ia medefima eflnza conefl (come Tanno


beniflmo i Sacri Theologijil quale tutto per
fettione,

Qefta quella forte di Giuftitia > che eflrgli esecutori citano ne' Tribunali i Giudici ,

&

& vnit di bellezza..

(scolari.
Si velie di bianco,perche il giudice deu'eflre fenza macchia di proprio in terelf , d'altra

con la nobilt delfuometallo,e con il fuo fplendore l'ccceilen

Si velie d*oro,per moftrare

za,& iblimit della detta giuftitia La corona d'oro per moftrare,ch'eIl'h potenza iopra tutte le potenze del mondo
.

paffioncchepona deformarla Giuftitia, il che vien fatto tenendoli gli occhi bendati, cio n guardando coCa. alcuna della quale s'adopri
per'guidice il fenfo nemico della ragione. iffafciodi verghe con lafcure, era portato anticamente in Roma da littori innanzi a' Con al tribuno della Plebe, per moftrar , che foli,

Le biiancie fignifcano,cho la Giiilitia diuina da regola tutte le attieni , e la ipada le pene de' delinquenti. La colomba moftra lo Spirito Santo rerza_
perfona della Santiffima Trinit .& vincolo d'amore tra il Padre , il Figliuolo , per loquale ipinto la Duina giuftitia fi communica a tuta i Prencipi deJ mondo. Si fa la detta colomba bianca, e rilplen dente , perche iono queftefr le qualit vifbili, e

&

&

non fi deue rimanere di caligare , oue richiede


la Giuilitia,ne
l

deue e/Irprecipitofo

mi dar

tempo maturare iljginditio nelJo fciorre delle


verghe.

La fiamma moflra?, che la mente del giudice deue efiriempre drizzata verfo il Cielo
Per lo tmz-zo s'impara, chele col, che vengono in giuditio, per in tricate,chefieno ; non fi
ifnodarJe,fenza_* deue mancare di Urinarle, perdonare 4 fatica acuna,coh animo pa riente, come io ftrnzzo digerifee il ferro, ancorch fia durtffima materiajcome raccontano molti fcrit Le lue per ne perche fono tutte vguali litori
.

nobiliffime

Le
della

treccie lparfe

mcftrano le gratie,che feen


propri/' effetti

dono dalla bont del Cielo lnza oftnftore__


Diuina giuftitia , anzi fono
-

&

di efia

foggetto
feriore .

Rifguarda come cofa balla il mon do, come lei , non eftndo niuna cofa lei in-

gnificano la Giuftitia

& l'equit verfo tutti

; fi

come compreie Pieno da

quella Medaglia ch'haueua folo la tefta della Giuftitia con dette_

penne, &colnomeIVSTJLTIA.
Giufiitia di Faufama negli Eliaci
faccia & molt'adorna DOnna di bellamano
,

Si comprende anco per la fpada , e per le biiancie ( toccando l'vno inftromento,la vita, l'altro la robba degli huominijcon le quali due cole l'honore mondano fi folleua, s'abbaila bene fpeflb, che fono dati, e tolti, quella, e quella per Giuftitia diuina, fecondo i me-

&

& &

riti

giudici; di
,

de gli huomlni', Dio.

&

conforme a'

feueriflmi

la

fiuifirafuffoghi vna_j quale con la vecchia brutta , percotendola con vn battone Quefta vecchia dice Paufania elfer l'ingiuftitia Ja quale da giufi giudici,deue fempre tenerli opprefTa,acciche non s'occultila verit, deuonoaiccltar natientemente quel, che_ cialcuno dice per difefa

Giuftitia retta, che non fipieghifer amicitta, ri per odio

&

da vna banda le far vn cane fgnificatiuo delfamiciiia, & dall'altra vna ferpe pofTaper?odio
I a fpada alta nota, che la Giufiitia non fi de ne piegare ad alcuna banda,n per amit itia__.; ne per odi di qual fi voglia perfona , &r a'I'hora lodeuoie,& mantenimento dell'imperio T 2 Per
l

Onna con la fpada alta,coronata nel mez


zo di corona regale,

& con la bilancia^.,

GiuRitia Diuina

Onna

di fingolar

con vna corona d'oro in

bellezza:^eftira d'oro tefta , ipra alla

300
Une.

Della noulifima Iconologia,


forte di Giuditta

Perle bilanei neferuir guanto per dichiatatione riabbiamo detto nella quarta Beatiti!

/tocche fpauenteuolc ancora a' popoli quelte, che non fa in qualche occafrone interpretare leggiermente la legge

Ginflitta rigor o/a

YNo
3o
udif

G inflitta nelle Medaglie d Adriano,d .Annnino Pio


>

ScheletroiComcquellicfit/Id^ihgonoper lamorte in vn manto bianco, che cuopra in modo, che il vifo, le mani,& i pie-

&d'*dlej[atidr9

vadano con

la

fpada ignuda,

& con k bi-

DOnna federe con vn bracciolare ,t feertroin mano,con l'altra tiene vna Patena > Siedefgnifcandala grauit conueniente per quello i Giudici hanno da /intenSauty, tiate ledendo-.

'Jancie

almodo detto E quefa figura dimoftra,

cheilgiudiccrigorofnon perdona ad alcuno ietto qu al i! voglia pretefto difeufe, che poffa^ 31 allegerir la pena , come morte ,che n ad et,n feflb-n a qualit di perfone ha riguardi per dare effecutione al debito ho la.cvifta ipauenteuoIedi.quefta.figura mo-

&

Lo f'cetro fele da perign di comandare,


gouernareiimondo
..

&

Il bracciolare 17 pigila perla mifura,&Ia patena,per e/Ter la Giuitiria.cof diuina..

Gloria de Prencipi > nella Medaglia d'Adriano

DONNA' fronte d'vn


ricciuti^

che habbia cinta lacerchio d'oro,eontefto<li di+uerfegioie di grande ftima. I capelli faranno
heJliflma,

gloriofi prTerijChe

occupano le ment de' Pren

eipii neiropere.de' quali ionamamen te rifplen-

de la gloria loro.
Terr con lafniflra mano vna

e biondi lignificano

magnanimi,, e

Piramide*^
quajs.

Parte Secondai
quale lignifica la chiara,& alta Gloria de' Pren cipi, che con magnificenza fanno fabriche fon tuofe , e grandi , conlequali l mortra erta gloria ,e Martiajej bench adaltropropofitopar-

301

landojdin^-

Barbara PyramidumfUeatmiracuU Mem*


phis
.

Et fua imitatione il diurno Ariofto Taccia qualunque le mirabilfette Aioli del mondo in tantafama mette Et umilmente li antichi metteuano ePilamidi per fimbolo della Gloria, che per s'alaarono le grandi,& magnifiche Piramidi delFEgitto>delle quali fcriue Plinio nel iib-j 6.c. 1 1. che per rame vna fola fletter trecento feflan-

fua verapeta Chrlftlana Tempre riolta al fouuenimen to de* bifqgnofi Ha non pure nell'u tefiamento ordinato, che delle fue proprie facolt non folo fifaccia da'fndamenti vnHofpedaleper le pouere, e bifognofe. donne in San Rocco, accich fiano nelle loro infermit governate di tutto quel, che faccia lor bifogno : ma ha ancora lafciato,che nel fuo Cafeiio d Giuliano fiano ogni anno maritate alarne p*

uere Citelle ,hauendo aflegnato perci tanti luoghi di monti non vacabili , Haueua anco cominciato da'fndamenti conbelliffima architettura la ChiefadiS.Mariain Acquiro
,

&

ta millaperfone vent'anni.Coi veramente de-

gnerai di pi rtirna,& di maggior gloria iono quelle, che hanno riguardo al'honor di Dio,
com' il fabricar Tempi; , Altari , Collegi; per inftrtittione de'giouani , cosi nelle buone arti come nella Religione . Di che habbiarno manifeftolfcmpio nelle Fabriche della buona_j
-ti,

l'hanrcbbe condottai fine con quella prontezza^ zelo, che foleua l'opere dedicate al feruitio,e e ulto d'Iddio: ma quafi nel cominciare detto Edifitio fiato chiamato miglior vita 3 lanciando fuo Herede lTilufiriflmo Signor LorenzoSaluiati, Signore non meno herede delle
facilit, che del pretiofo, e liberale

animo di ef-

l CardinaIe,chepercon grandiflma prontezza ha difpofto di finire lua ipeia la detta_j

memoria deirilluftriflmoSig.Cardinal Saluia che ha edificato in Roma il belliflmo lempio di S.Giacomo de gl'Incurabili , & nei menobiliffimi edifici; per defimoluogo ampli , commodo de g' Infermile loro miniftri. Et per

Chiefa , mofirando
t in

la fua gratitudine verl la

memoria del defonto , &la

&

fua Chrifiiana pienoniafeiare imperfetta fi fant'opera . Ma con Quella occafione non deuo rrala tiare Ic_ Iodi ai tanto generalo Cardinale dette da pi
felici

.non efiere fiato in Tua Signoria Illurtriflma alloro fine,che di fare opere loduoli,e virtuofe.,?, eflendo egli fiato Protettore de gl'Orfani , ha di detti Orfani inftmiito vn nobil Collegio dal fuo nome detto Saluiato, con grandiffima__t liberalit dotatolo da poterui mantenere molti giouani Orfani di bell'ingegno , che per po-

penne della mia, che fono le fottoferitte

Vyramidem dextra tollens adfydora palma

&

Qua mulierfulgens Cafaris are nitet Gloria qua Rcgum commend.at nomiriafama. Qui oles cafis has siatuere tugis

JE>

quid Salutati potius nonfuflinet t Ila

Gymnafia,hospitia,mania,ternpla 3 lares?

vert non poteuano oprarlo, oue s'inftruifcono da ottimi Precettori nell'Immane lettere , nella Religione Ha fatto ancora vna magni-

Humana non hac aquat risponder laudis?


DiuinainCcelo gloria fvlamanet ,

So

Cappella dedicata alla Beata Vergine nelChieia di S. Gregorio di Roma ampliando Je leale del Tempio , fattogli auanti vola fpatiola piazza per commodit del Popolo , chea grundiffirno numero vi concorre ne i giorni del
fica

la

&

Tyramidis Phara moles operofa Quella Curffublimtm tollit adaSlra marmi Gloria ficpingi 'volait , qua vertice Ctelum Coni ingens magno parta labore -zenit .

le Starioni,& altri
altri edifitijda

Tempi in detta Chiefa,oItre fua Signoria Illurtriflma fatti

Quadrato latore tenttatam cuspide acuta Pyramidem Virgofertgcneroja manti


Sic f C&far co celariiuft in are Gloria qua Regv.m nomina, claraiigem

&

per ornamento della Citt,& nabitatione della fua

famigliamomeli nuouopalazzo,chefive

de nella piazza dell'Arco di

Cambiano , &1'-

Nempe operum aternamfamam monumenta


merenmr

altro nel fuo Cartello di Giuliano nel Patio

douenon menoapparela magnificenza di qugfio Principe in hauer cinta quella Terra di muraglie,

Qua decorant ripas vndiq; Nila luas


Illa

& refala ficuradall'incurfoni di reihuo

tamen Pharijs birmanafuperbiafuafit

Solis

mihi. Onde fiora da molte parti vi concorre gran gente ad habitare , tirata ancora dalla benignit, fk dalla incorrotta giuf titia,& dalla-

& indigno fecit honore

coli

Quanto igiturmelutsfulciret dextera vere Qua Salutate Deo tu monumentalocas?


Seu quas in campo eafi a das Vrginis

'e

'de

Ti?

Scn

302

Della nouifluna Iconologia


Attt agra turba laxas quas co?: di dit Aedts Aut grata Aonw tetta, dicaia Choro Siuevbi Romuleus spettami Fquiriafangttis Virginis atherca nobilis Araplacet Ponderbus nimium fitantis dextra grauatur F ortegtres patrio* quos nouat Ole lares Ouidfi cintta nouis dentur vetera. oppidtu* muris t Non indigna tuafint monumenta manu , Qui equid Saluiatifum$, illufirius iU jfmpofuitjaxo, quodtibi Cafar , era )

Seu quod Flaminia Hat regione via Siue lares mediafurgentes Vrbe fupcrbos Siueprocul muris oppida cintta nouis Jldde eda hofiitijsfedes magna Atria Vulgi> Adde Pier io tetta di catti Choro JtVon tamen hocforfan mai ori robore digna Sufiinet imbelli gloria vana manu Pone manu Pbarigejlas quam Gloria molem

&

Etlege. Saluiati qualibst atta Patri . Siue placet ce'fafurgens teftudtne Templum laminiacerni> quodregione Via

A.

DON N"A
vna
v.na

jchemoflra

le

mammelle, & le

braccia ignude, nella delira

mano tiene,

figuretta iiiccinraivienre veltita.la quale in

vna.palma nella lniftra poi della Gloria far vna Sfera, co' legni del Zodiaco.. Et in quelli' altre quattro modi- fi vede in molte monete memorie de gli antichi -

mano porta vna ghirlanda, & neil'hra

NN DO &

Gloria.
..

A, con vna Corona d'Oro in capo* nella delira mano con vna tromba La Gloria,eomedice Cicerone, vna fama r di' molti, &: fognanti benefitij farti a fuoi, gli amici , alla Patria , ad ogni forte iptr-

&

&

ion ?_.>..
Et/i

dipmgecon
li
..

la

tromba in ma no, perche


de/Tderij

con

ella

publicano popoli

de*

Principi

1*

Parte Seconda
fe che erano fim!i,a' fepolcri, che fono belli di di dentro pieni di offa d'huomini mar fuori, di puzza,; Adunane Hip^oacfia.non far ti, lanuta i i__ altroch vna fintione'di bont, federati,- per il dique'li, che fono maligni pinge donna Ieprofa 3 veltita di habito bianco 3

3"
& &
il

&

&

tore Pinito nelcap. 40 -di Ezechiele Profefa__) dell' Hippocrefa, perche nafecndo con abbondanza di foglie dritta ,& bella non fa. poi fratr

&

&

perche il color della ^veite lignifica I'frabito virtuofo, che artificiofamente ricuopre la lepre del peccatocene ft radicato nella carnea nell'-

dentro vacua , toalcuno.fenon piuma, piena di vento- Ddl'iftefib ( ancora dice medefimo Auttore , ) dare inditio il Cigno , quale ha le penne candide,& la carne nera
.

il

anima La Canna verde, limbo-Io (tome dice Het.

lupo,che fmoftra fotto alla velie di pelle diuer fa dalla fua, tanto chiaro perle parole diChri fio nell'Evangelio , che non ci bifogna dirns_j>
altro.

O C R E

SI

A.

magra,& DONNA mezza


bito di

pallida, veftira d'ha-

Hippocrefiafecondo S. Tomafo feconda fcundar,quaen\?:art. 1. \hip 'he induce limonio a fmnlareJ fingere qnel,che,Hon in ac.

lana,di color beretino, rot-

ta in molti luoghi,con la teila china verfo Ia__ fpalla finiftra,hauer in capo vn velo, chele__>

&

cuopra quali tutta la Frontejtcrr con la finiitra mano vna grolla, & lunga corona,& vn'offitio lo,& con la delira manoso il braccio foperto forger in atto publico vna moneta ad vn poHerojhauer le gambe3 U piedi fonte il lupo.

tijparole,& opere citeriori, con ambitione vana di effere tenuto buono,effndo trillo Magra, e pallida fi dipinge, percichecome dice S. Arr.brofo nel 4. de' f noi morali , gl'Hipt

pocriti non

fi ,

&

effere tenuti

curano di eftennare ileofipo pei* &fimati buoni >& S. Matteo al


eap.

3i*

Della nouiffima Iconologia


penitenza; Per

uq>.6.CumetunAti$ nolite fieri ficut Hipo cnta trifiesiexterminant emmfaciesfuast vt videamur ab hominibus ieimantes. Il yeftimento come dicemo^eflndocompo(lo di lino,& di lana dimoflra ( come dice il 1 -

mendo il cafligo della giuititia di DiQ ,

fi dice nel GenefI, che CaitC hauendovccifoil fratello, and fuggendo tea

HONESTA\

pradetto S. Ambrofio,nel cap. 8.dc morali ) l'opera di coloro, i quali con parole, anione di Hippocrifia cuoprono la fottigliezza della ma-

&

DO N N A
pra gli occhi.

lifia interna,

mofirano di fuori la femplicit dell'innocenza; quello fi inoltra per lignificato della lana, la malitia per ij lino

&

con gli occhi baffi , veflira nobilmenteeon vn velo in tefla, che le cuc

&

La tefta china, con il veIo,che le cuopreJla__*


fronte,&la corona, &l'offitiuolo dinotano,che l'Hippocrito molira d'eflre lontano dalle cofe

La grauit delThabito indjtio ne li huo mini d'animo honeflo,&per fi honorano , fi tengono in conto alcuni, che non l conofe-

&

no per lo modo del veftire, eflndo le cofe elle-

mondane^ riuolto alla contemplatone dell'opere divine Il porgere la moneta ad vn pouero , nella- guifa, che fi detto , dimoflra la vanagloria de gli hippocritiji <juali per acquiitar fama,& glo ria dei Mondo fanno elemofina^publicamente, come nefa fede S. Matteo al 16. cos dicendo ergofacis ekemofynam noli tuba cancri

riorideU'huomo tutte inditi delle interiori che riguardano il compimento dell'anima . ' Gli occhi baffi fono in ditio di honell, perche ne gli occhi fpirando la lafciuia,come h dice,

& andando l'amore per gli occhi al cuore

Cum

ante te,ficut Hypocrit&faciunt, infynagogis in viiis 3 vthononficemur ab hominibust

&

fecondo il detto de' Poeti; Abbafiati verfo terra danno fegneche ne fpiriti di hfchiiz, n forza d'amore poffa penetrare nel petto Il velo in tetta indino d'Honefl,Jper antico,e moderno collume, per elfer volontario impedimento al girar lafciuo de gli occhi

ere.

Le gambe , i piedi limili al lupo fign ifkano,come dice San Matteo 7.chegl'Hippocriti
nell'elleriore

&

H ON OR

E.

fono agnelli,& dtro lupi rapaci.

HOMICIDIO.

VOMO

bello^vefito di Porpora, coronato d'Alloro, convn'hafla nella-., mano delira, nella finlftra con vn Cornucopia,pieno difrutti^fori^frondi Honore no-

GIOVANE
&

&

bruttiflmo armato,col manto


i

me di poffeffione libera
/irt
,

di color roll, per cimiero por tara vna->


/:.:,(, con la finiflra-*
.*
?

i; ,.;.,..,. ... ., n tella di tigre, far pallido,terr

e volontaria degl'animi vircuofi.attribuita alfhuomo per premio d


,

na

e cercata col hnedcIl'JMwello ;


i

&S.

mano per i capelli vna tefla fiumana tronca dal


builo,& con la delira vna ipada ignuda infanguinata: Bruttiflmo fi rapprefenca fHomieN dio:perciche non folo abomineuole alle per fone;rn quello,che molto pi importaci Ioni moDiOj il quale tra gli altri comandamenti,

Tomafo

z.z.q.

z^artA-diccche^onare/I cu-

itiilibet virtutis

premium

perche per f fieno fenza ragioni , fillogifmi alletta ciafeun , fi fa defiderare Si velie della Porpora , perche ornamento Regale, inditio di honorfu,

Si fa giouane

& bello

&

&

che ci ha dati,ci prohibifee PHomicidio,come cofa molto dannoia , lui tanto odiofa, che come fi vede nelfExodo a i comanda che non

premo.
L'haila

&

,& il Cornucopia , & la Corona d'tre

Alloro lignificano le
feienza la ricchezza,

cagioni principali,on-

fi

lafci accollare al

fuo altare l'homicida -

de gl'huominifogliono eflere honorati,cio,Ia

fuum ,
Si

Si\qtdsper indufiriam occiderit proximum per infidias, ab altari meo auelles

&

& l'armi, & l'alloro lignicome quello albero hi le

fica la fcienza,percJie

eum^&c.
dipinge armato,perchel, Homicidio gene il ra pericolo della vendetta , alla quale fi pro-

foglie perpetuamente verdiana

amare al guilo, cosi la feienza/fe bene fa immortale la fama di

uede con la culodia

di le flefTo

la Tigre lignifica fierezza , & crudelt, lc_^ quali danno incitamento, & fpronano l'homicidarla pallidezza effetto dell'ira, che conduce all' Homicidio , t\ del timore, che chiama

chi h poffiede,nondimeno non fi acquifta fenza molta fatica , fudore Per dine Efiodo , che le Mule gli haneuano donato vno feettro

&

di lauro unendo egli inzaffa fortuna, per


le col,

mez-

zo delle molte fatiche arrinato alla feienza del-

& alla immortalit del fuo nome


/Zi-

onori. Vomo d'afpetto,venerando., coronato* di pahna,con/n collaro d'oro al collo,& maniglie medefmamentc d'oro alle braccia-*
'

Parte Seconda
nocumento;

3:13

&

quella perche fa operare j quella perchefa temere : ma i'vna mena l'Honore per

mano

piaceuolmente.j per forza

l'altra f lo tira

dietro

vno feudo,
col motto
.

nella man delira terr vri'haia*& nella finilka nel^ua'leiano dipinti due Tempij

Hie ttrmum haret, alludendo a'


da noi poco innanzi
..

Tempi;

di .Marcello detti

.Si corona di Palma^perche.cpieft' Albero, co-mcfcriue Aulo Gelli0.nel3.lib. disile Notti Attiche legno di Vittoria , perche ^ie fi poneiprail mteg n0 qualche pelo ancnor che graue,non fol non cede, nefipiega ,m s'inalza, ,& effendo -l'Honore , figliuolo della Vittoria.,

toi'uceinto di color celefle, che in cima del capo habbi vn'horologgio dapoluere,^-? con la delira mano renghi vna riga, ompa/To>
.gio loIare,cV

H O R O G R A T I A. ONNA gionane, alata, & velli ta d'ha bi&

&il declinatorio, con la -finiftra vn'horologda vna parte foprail capo fia il Sole il quale con ifuci raggi molici l'ombra del

come fcriue il Boccaccio


jjia delli

nel

3.,

della

Geneolodall'ini-

Gnomone dkerta att'hora

corrente

..

Dei , conuien che Za ornato

gne della Madre


Jtichi
f cndofuronoinfegna degli an Re,in luogo della tGorona,Gome narra Pie fio Va'lerianonellib.4i-Per Virgilio nel 6. del l'Eneide , deicriuendo Enea Siluio Redi Alba dille }

L":haila,.& lo

Jlle (vdes? )ptra iuuenisiqui nitimr hajla Eperche nei Tempio dcll'Honorenon fipo.

tcuaentrare,fe non per lo


il

*iinpa"ajcne.<^iieIo.iiamenre vero
eguale naice dalla Virt..
Le maniglie alle braccia , collo,eran antichi legni

Tempio della Virt Honore^

&

il

collaro d'oro

.al

d'Honore,j& da-

nanfi da Romani per premio, a chi s'era portato nelle guerre vaIorofmente, come lcriue Iginio nel 3 j.Iib.dell'Hiilora naturale

VN

onore nella Aftdagli

ad Anfanino
di velie

Pio.
,

L*hore co] numero ci 2. 4. delie quali il giorno, e la notte fi vengono a compire, prefo il nomeioro (come afferma Macrobiojda Apollo cio il Sole ,cliein lingua egittia fi dice Horo j&per per rappreln tare l'hore del giorno dai leuar del Sole fino al tramontar di eflo, ciferui- remo del? in uen rione dell'horloggio flareritrouato da Anaffimcne Milefio,& per quejl __* della notte,con 'horclcggio da poluere anch'egli ritrovato da iubh'mi ingegni, fi che per venire alb dichiara rione della prefente figura dimeno che.. Si fd giouane,ad'imitatone delFhcre,elTcn~ do e he di con tin uo rin ot la no i I corto , Se moto clic fan no iucceffiiumente vna doppo l'altra ciafeuna xds. neil'efir fuo L'iiabito fuccinto,& rIegrhomeri,%n!ficano il veloce corfo dell' bore , della qua! velocit tratt il Petrarca nel trionfo del tempo

&

Giouane bellico

lunga

So

con
Il

li

feguenti verfi
<

leggiera,con A'na ghirlanda d'alloro m_> vna mano ,Sc nell'altra vn Cornucopia pieno

di frondi.,. fior, ;& frutti

hore, ighr.n,gl'anni,e ini efi. colore -celelle del vellimento,fignifica i Ciel iereno , il quale non impedito da nuuoli f\ viene alla dimofratione dejfhore mediante il

Chevo'anl

Jonore nella Medaglia di

Vitellio

Glouane con vn'hafta

nella delira

col petto mezzo ignudo 3 col Cornucopia nellafiniftra ,\al j>i manco ha vn'Elmo , il fuo capo far ornato <on bella acconciatura de' fiioi capelli mede/imi..

&

mano

corfo fo'l are. Gli fi d il eompafio, riga,& il declinatorio

efindochecon

il

&

compalTo theoricamenteit

L'hafla ,

& le mammelle Coperte draioflra-

fa la diuifione delle lince Meridionali,Verricafi , Equiuotiali , HoraTie accompagnate con tropici di Cancro^, Capricorno, altre conue-

neuole quello compof lo,

& con la riga


il

&

fi

for-

no,che con laforza fi deuedifender l'Honore Se con la candidezza conferuareII Gornucopia,& l'Elmo, dimoihano due_* Cofe,lequah facilmente trouano credito da effe te honorati 'vna la robba; l'altra l'effercitio militare; quella genera l'Honore con labenignit,quefa coh l'alterezza* quella con la pof-,

mano

la qualit dicf^Sz cos

declinatorio

ibilit di far del bene 3 queifca col

pericolo ad

i viene alia c-ognitione per opera della Calamita non f'olo delle quattro parti principali, leuante,Ponenre, Tramontana, & Mezo giorno, ma anco delie pcfitme, & dcclinationi de i muri , che con effe fi formano la variet de gli horolo g ioari, che perci dimofi riamo ch<e_- terehiiifopradetto conia fiuifra mano ter-

collo

3*4

Della noinflma Iconologia

HOROGRAFIA.

coflb Ja i raggi folari


fira e/fattamente
il

nel quale l'ombra deli'-

lunare eques Tira


luffa

omblico del Sole che fi chiama Gnoinone,mo-

iclocbus imperat hotis De&cceresperagiwtjgncw/q; z omo; tei

come quelle deJja notte

cori dell'hore de! giorno, per l'horo^oggio da__,

^imbroftAfuccofaturos p <zftpibus aitis

polucre.>che detta figura tiene in

capo

Quadrupedes ducut,adduntq;fonatiafr<t?ia Et il Boccaccio nel libro cjuarto,deIIa Gcneo


logia delli Dei,dice che l'hore fono figliuole del Solej& di Crono,6V queilo da i Greci \ien detto il tempo, perciche per io camino del Scie

volte pu venire occafione di ancorch f ne poffa dipinger l'hore, pigliare il difegno da quelli , che da molti fono itite deferitte , nondimeno ho voIueo ancor'io dipingerle differente da quelle,perche la varie-

MOLTE

KORE DEL GIORNO.


&

con certo fpatio di tempo vengono formarli, cVfucccfluamente l'vna doppo l'altra , fanno che Ja notte parTa,& il giorno giunge, nei quale
il

t iuole dilettare alli iudiof


Sie diuife in i *

Sole entra dalla fucccfllone di e/To.,eflndogIi dall'hore del giorno aperte le porte del Cielo

Dico dunque, che l'hore ino minifre del .& ciafeuna e guidatrice del tifuofpatio,ond_j

mone del carro folare, perii

Ouidio nel 2. delle Meramorfofi,cos dice dextraUua4> dies, menfis et am, us Sdcu/aq; &pofita Spanjs &qnalibns hor*

A
il

&

cio ilnafcimento della luce, del c,uale offitio del l' horc fa men tione Homero, & dice che fono fopraftanti alle porte del Cielo,& che nc_> hanno cura con quefli verf . tv?[/.ATa.t "/ l7rC^Al(JiVK0Vhfd.VH et/ CKOf
tfitv

inedeiinio -pi ballo

<T tir/

TtTcaiTTv

{JiiyAf vf&vf*/<vixTcri

Spente

Parte Seconda?
Terr il fegno del Sole , nella guifa che hab* bimo detto della prima hora delia notte , per la medesima ragione,& con l'altra mano <~\n'~ horiolo in forma d vn bel tempietto, con la__ foprala cam sfera,che inoltri Thora decima,

leo,& bianco, perciche auucinandofi il gioi= no, l'olcurit della notte in declinatione , co-

me dice Virg. S.Eneide.


vbi Oceaniperfufus lucifer

vnda
-

&

JExcutit osfacrumcaeloitenebrasfy refoluit

pana da fonare I'hore,effndo, che il fuOno di- Quem Venus ante alios ap orum diligit igne** SiLIib.j. fpone, e chiama ognuno al fuo effereitio, come Et iamcurriculo nigram nox rofida metam dice Bcroaldo Commentatore d'Apuleio, lib. 5 .& maffime all'hora decima , eflndo gi ^-~^rotulerat 3 ftabatque nitens in limine primo Siringebat necfe thalamis Tithonia toniux iato il tempo di dormire Cuinminus annuerit notlem dejijfe viator* jQjiam cceptjfe dtem .

HORA VNDECIMA.
l'altra
fi

FANCIVLLA
no
.

alata, far veftita di turchiTerr con la delira mano il fegno di

Stat.i.Tiieb.

Rarefcentibus vmbris

Venere, e con
liere , nel

mano vn'horiolo ampolveda la diuifone deli'hora^, con il fegno,& moftri, che la poluere fia giunta
quale

all'hora

HORA BVODECIMA.
&

vndecima

hongarepercugonitmre crepufcula Phoebo* Terr con la delira mano il legno di Mercurio, e fotto il braccio fniftro con bella grafia vn Cigno, per montare i primi albori della
mattina , auanti chearriui il Sole, il quale fa il di Umile alla bianchezza del Cigno, quando \iene noi, e partendola parimente la notte negra,come il Como

FANCIVLLA

alata , come l'altre In atto di volare, il color del veftimentofar certi

H O

T A l

T A

VN

dna,hauer cinta la fron te d'vn cerchio d'oro tutto con tefto di pre riofiflme gioie,&i capelli faranno biondi,8o ju.cciuci,con vagha^&belliffima acconciatura, far d'et virile con faccia allegra , ridente, /lar con le braccia aperte iti attadiriceuere_
beljiflma

VN

3*2
A

Della noui/fima Iconologia


perciche grandiflma l'opera delJ'Hofpual*t,elfendo che per carit,fouuiene,V aiuta alia neceflt di quello che per f fteflo impotente lprocacciarfi il vitto, altro che li fia neceflxio,come anco dei Pellegrino eflndo fuori deila fua Patria,& in bifogno dell'altrui aiuto,on dt fopra di ci per dirooflrare quanto fia cara al Noftro Signor l'opera delTHofpitalitdice

&

&

alcrui,con la delira mano terr vn Cornucopia con dimoitratione di votarlo, il quale fia piene

di fpigne di grano, vue,frutte diuerfe,danari, -lli-.'> r-r\\* -tMTifMrionM 1 'nfy VlliminA flfl altre hurnano , far cofe appartinenti all'vfo veiita di bianco , fopra Jiaur yn manto di color ro/To , ilando con le braccia aperte come habbiamo detto,tenghi fotto il manto dalla banda delira vn fanciullo ignudo, il quate_j fliainattocon la delira mano di pigliare con efia detti frutti, dall'altra parte viiia vn pellegrino giacere per terra Bella l dipinge, perciche difuprema bellezza l'opera deirHolpitalit,& tanto cara_ Dio,che egli dice ( come riferifee S.Giouanni al deciinoterzo) qui occipitft quem miferp, me accipit, quiautem me occipiti.accipit eum, qui me miftt,zmi di pi di tanta perfettione,che per mezzo di eff fi viene alla cognitione di efio Dio, come dice Sant*Agoftinoyc^ qui Euangel. Hojpitalitatis. officio Chriftico-

&

vni ex minimis meisfeciftis , hifeci r:-'.- -il rAnrfil)/-vn*/Ji ,^i,/.11i i~Ua viz-Annr^ olla flisi confufionejdi quelli che riceuono nelle__
cafe loro fontuolamente.'i Ricchi,che ndtt

Quod

mi

&

&

han

no bifogno,

& altra gente indegna; come dice


A
1

San Giouanni }. Quidam Pauperes bonos excittdum magno s autem raptores, djuitei

&

&

recipi*ntfumuofe

DONNA
i'vna delle

HV

AI I

L T

A'.

vertita di colore berettino,coa

le braccia in

loca

tefta

croce al petto, tenendo con mani vna palla , & vna cinta al colchina,& fotto il pie deliro hauer y

na corona d'oro

gnitionem venimus H cerchio d'oro con le gioie,& i capelli nella gufa che habbiamo detto lignificano i magnanimi,& i generol penfieri,che fono in quella nbiliflma virt, la quale ad altro non penfa,fenoncontinuamented'oprare per carit. Si rapprefenta d'et viri!e,perche il Giouane dedito al piacere>& il yeccnio all'auaritia, per elfendo la virilit nel mezzo , ouc conlire Ja virt, lei dunque fi conuiene quella nobilif ima,& virtnol attione d'Hofpicalit ridente Si dimoflra con la faccia allegra , con le bracciaaperte,& con il Cornucopia nel-

Tutti fegni dell'interior cognitione della baf fezza de i propri; meriti,nel che confiile principalmente quella virt , dellaquale tratta SanfAgoflino cosi.dicendo Humilitoi e/i ex intu fu* conduionis 10tuprpria cognition , luntart& mentis inclinano ,fuo imo ordinabili

&

adfuumconditorem.
Lapaf'a fipu dire, che fia /imbolo delI'Humilt , perciche quanto pi percofl in terra,tanto pi s'inalza,eper SXucanel I4-&0

&

edam
Il

iS.diflecosi,

Quif humiliat, exaltabitur


ftra
s

tenerla corona d'oro ltto il piede dimochel'Humilt non pregia le grandezze , e

&

fpite

la guifa che habbiamo detto, perciche l'Ho il riceuer altrui , oltre che li bfogna di

ricchezze,anzi e difpreggio d'efle , come San_ Bernardo dice quando tratta delli gradi dell'Humilta,& per dimoflratione di quella rara_#
virt Baldovino primo Re di Hierufalem fi refe humile , dicendo nel rifiutare la corona d'oro ; tolga Iddio da me,che io porti corona d'oro l, doue il mio Redentore la port di fpine. I

&

acci non manchi cola alcuna, cl\ da ricetto,ma le conuiene anco, che
,

iiauer commodit

io riceua offiiiofamente;

& volentieri come

eli-

ce S. Ambrogio de oft\Eftpublicaj]>ecies humariitatis^vtpellegrinus in mjpitio non egeat.Sufeipitur officiose,, vtpatea' ad^enienti Janua Il veilimenro di color bianco , ne dimollra che all'hofpite li conuiene d'efl'er pnro,&fincero,&fenza macchia a'euna d'interefl, ma il tutto fare propter amorem Dei Gli fi dipinge fotto il manto rollo da man__> demv. il pouero fanciullo nella guifa , che habdall'altra parte il pellegrino; biamo detto
.

Dante nel fettimo

del Paradifo cosi difl.

tuttig altri modi erano fcurji


u4 lagiuftitia,fe'lfigliuol di Dto

or;

foffe htimiliato adincamarfi.

occhi badi, gnello.

O N NA

H V'M

T A\
\no A-

con veiHmento bianco,con gli

&

in braccio tiene

&

virt dall'animo , onde ia Humilc quel'a x


eli

Parte Seconda*

11$

A\

glThuomini ffftinraflo inferiori gli altri, conr pronta Sz difpofta volont di vbDidire altrui , con intenderne di nafcondere i doni di Dio y che potfedono , per non hauer cagione d'infu
peroire Si dipinge donna veflita di bianco, perche IT purit della conofca che la candidezza,

r diuerfi veftimenti di valore L'Humilt deueeflre vna volontaria baflr za di penferf di f ftefi per amor di Dio s difpreggiandogl'vti!i,egl'honori .. Ci fi moflra con ta prefente figura,che potendbfi veftire rc-

&

mente partorifce nell'huomoben difpofto,& ordinato alla ragione , quella Humilt che
bafteuole rendere l'attioni fue piaceuoli

camente,s''egge if fccori! pane indino, cher i procura miseramente il vitto fen za efquifitez za di molte delicature per ripurarfi indegna de r commodi di queffa vita. Il Tacchetto , che aggraua la memoria de'' peccati , ch'abbafia l<r
piritodegl'humilr.-

Dio, che/d la gratia fua gPhuniili ,&farefi' ftenza alfe volont de'fnperbi l'agnello ir vero ritratto deli'huomo manhumileper queffa cagione Chrifto Sifiero, gnornoftro detto agnello in molti luoghi e

&

DOnna con la
la deftra

fiumilt* fihiftra mano alpetto , e con


f

talt'EuangeIio 3

& da' Proftf

DOnnajche nella fpaffa delira porti vn Tacchetto pier:o,& con la finiftra mano vna ^nacu'pane^rvcftasdiiccOj&calpeRe

diftefa,& aperta/ far con \sl* faccia volta verfo iICielo,e con yn piede calchi vna vipera mezza morta , simiticchiata intornia vno fpecchio tutto rorto,e ipezzato, con vna tefta dileone frito,pur fottoi piedi.

&

la mano al petto, moftra, che'] cose la vera ftanzadeJJ'BuBaift


..

Della nouiffima Iconologia 3*4 la delira aperta fegno, che I'Humilt deue di vilt piaceuole
cflre reale,& patierac,e

non fimile quella del


gli

con la cilena d'oro allac, cia nobilmente gli animi delle perfone , che in
f ftelfe

&

lupo veftito di pelle pecorina, per diuorare


agnelli

fentono l'altrui amicheuole corcefia

Perla vpera s'interpreta l'odio , el'inuidia Io fpecchio l'amor di i ItefiTce per il leone I^er a fuperbias l'amor di ifleflo fa poco pregiar l'Humlt;l'odio,e l'ira fon'effetti,che tolgon le forze,e la fuperbia l'eftiniue>per fi deuon que ite cofe tener fotto i piedi con falda > e luta rifolutione

DOnna con habito di Ninfa & viforiden,

Uumanit.

vn cagnolino in braccioli quale con molti vezzi le va' lambendo la faccia con
te,tiene
la lingua,

& vicino vi far l'Elefante

VN

HVMA N
A
bella

T A\

donna, che porti in feno varij fiori ,& con la finiilra mano tenga viwu

confi/te in diffimular le grani gradi per compiacenza, dezze, fodisfattione delle perinepi balle Si fa in habito di Ninfa per la piaceuokzza ridente,perapplaufo di gentilezza, il che ancora dimolra il cagnolino , al quale ella fa carezze , per aggradire l'opere conforme al defiderio

L'Humanir

&

&

catena d'oro.

dell'auttorloro.

Humanit,che dimandiamo volgarmente cortefia vna cerca inclinatione d'animo , che


:

L'Elefante fi feorda della fua grandezza , per


fare feruitio all'huomo, dal quale defidera efir tenuto in conto,&pcr da gl'antichi fu per inditio d'Humanit aimolraro

fi moftra

per compiacere altrui Per fi dipinge con i fiori , che fono fempre

A.

DON-

Parte Secondail
guardi indietro, tenga con la fnifiEtsano-vn'ouato, ouerovn libro, fpra dclgu^le.. inoltri di Jfcriuere, pofandofi col pie /ndico l'o-

."

O N N' alata, & veftta di bianco

che

le ftatiic del crpo ,-endeiI ria de gli animi, Petrarca nel Sonetto 84.

&

$*$
':..

Panddfomoqpe&opere fon frali

pta d'vn faiTo quadrato *& canto vi Za vn Saturno/opra le ipalle del quale pol l'uto,oue,

ui lungo andarrmu nostro Jludio qttdlv Chefaferfamagt'huomini immortali.

Tkne poitoil piede foprail quadrato , per^


chel'Hiitoria deue ftarfemprefald^-nekflrnl

rotf libro, oue ella fcriue.

Hiftoria aev Con fa quale fcriueTidovs*efprimeno l'arcioni notabili de glihuminr,dinilon de' tempi,nature, e accidenti preteriti, e prefenti delle perfone, edelle cofe,laqual richiede tre coie^verira, ordine^ cenfonanza.
Si fa alata, ellnd ella vna memoria di cofe feguiteidgne di fper/i , laquale li diffonde pec-

orrompere, foggiogafe daalcuna- banda co fa bugia per ktereue , che perci fi ope&e di bianco. Se le mettea canto Satura, percheEHiftofia detta dia Mar*TnIli*teftimnianza dei temp i,maeftra della vira , luce deliamemoria , &fpireddPattionL-

carti deT^ad,,&fcorTedi tempo ibtem-'


poallipoiterr.

HISTORIA,
dipingere vna;doraa,che vofeend SI potr capoyli guardidietroafle Ipalle, oc che
il

voigerelofguardo indietro inoltra, che 1 Hiitoria memoria delle cole pafface nata per
II

la posterit

Si rapprefenra

, che

fama nella gnife, che IT

cfecto,perciehelHi&)riefcrutefononiemO'

per terra,doue ella guardia, vMano alcuni falci drferitture mezze auuolrate >fenga vna penna

I*

"A

A.

ZA.
M

Ji4
nuno,&fara

Della nulffim Iconologia


veflita di verde
,

veltimento eontefo tutto di quei

efiendo etto quali dall'altra parte vi fi fi chiamano fempreuiui, dipingere vn Fiume torto, fi come era quello
fiori , li

&
,

zandoli, ouero chegi'huomini fieni Credono con Je parole fi gloriano, per fi finge donna con le penne di Pauone, perche Ja Iattanza compagna come dicono alcuni Teologi , fi-

&

chiamato Meandro nejla Phrigia ,


raggiraua in f ftefl
.
.

il

quale

fi

gliuola della Superbia laquale fi dimoftra per lo Pauoncnerche, come effo fi reputa affai, per
la bella variet delle penne
, che lo ricuoprono fenza y tile, cosi i fuperbi fomentano I'Ambitio

ne con le gratie particolari


I

di

Dio, che

poffie-

A T T a n z
di

a.

dono fenza merito proprio , & come il Panane


fpiega la fua fu perbia con le lodi altrui, che gli danno incitamento, cos la Iattanza con le lodi proprie, le quali fono lignificate nella trom-

DONNA penne
di

di fuperba apparenza ,vefl ita

Pauone, nella

finifira

mano

tenga vna tromba


aria.

& la delira far alzata in_j

fuono dalla bocca_ ba, che apprende fiato, medefima.La mano alzata ancora dimoftra aifertiua teftimonianza

&

La Iattanza fecondo San Tomafo, vitio di coloro , che troppo pi di quel , che fono inal-

D O

O L A T R

A.

DO

N'N A cieca , con le ginocchi.; in terra^ dia incenlb con \ n lurribulo al/a ftatua di vn toro di brenzo

Ido.'olatria/econdo San
94- are. eftcuitHS

Tomafo

i.

2<qua?fh

Deo

dejiits

creafur* exhi-

bitm

Le

Parte Secnda
fono vn'eftetto ^ lgno di religione , col quale fi confefia lommifft'one, ik huinilt,in rilpetto alla grandezza di
Le'gincchia
ir.

.'

terra,
.

&

*7
.

appare izzo, &. difpacet;ole

Ilpompofo
che fotto
i

velito trofeo dell'Ignoranza,


,

& molti s'indullriano nei bel veiiire


belli

forf per-

Dioj il quale iolo e potentiflmo in f itefio yc folo lui cofiuieneprpriamente l'adoratione, per la ragione , che ne daremo icriuendo al fil luco delTorationd bene vi anco la veneratione de' Santone pur quella baila, fenza la retta intentione,di dar gl'honori conueriientemen
te
,

habki elei corpo fi tenga ipolto ai meglio, che pu, il cattiuo odore dell'Ignoranza dell'anima La ghirlanda di papauero lignifica il tniferabile.fonno deliamente ignorante.

cV-qtiefta

intentione

fi

dichiara colTuribo-

G N O R A N Z A
in

che manda fumi odoriferi , li quali fgnifcano,che la' buona intentione drittamente piegata,rnanda odore di orationi feruenti , faccetPer ancora i noliri Sacerdoti per Santa__ te
lo,

vn ricco fen&a lettere


cauallo fopra

inftitutionej danno l'incenfo nel Santiffirao Sa-

Meffa, pregando Dio, che come il fumo,& l'odore dell'in cenfo s'inalza; cos s'inalzi I'erationi loro verfo di lui . E il toro di mecrificio della

all'acque, concetto,che l'Alciato hebbe da gl'Antichi, in lingua noflra dice cosi Sopra al ricco A^onton varcando il aree

HV O M O

vn Montone*

di colere d'oro, in

mezzo

&

AI

Fnfocimofra vnhuom , che dalfuoferif9


Coll'ignoranzjifuafi aportare .

prende per le cole create,& fatte, dal dall'Arte, alle quali la cecit de_->, i popoli ha dato molte volte ftoltamente quelI'iionore, che Dio fblo era obligato di coniruare,dalche nato il nome d'Idolatria , che_j vuol dire adora rione di falla Deit
ta!lo,fi

la Natura,

Ignoranza.

DOnna,come dilpra fi detto,aIIa quale fi


ila di j cagiie di

IGNORANZA. carnoia,difForme,& con DONNA capo hauer <~vna


faccia
cieca,in

potr aggiungere , che la velie fia,contepefee , le quali fono il vero firnbolo dell'Ignoranza,come fi vede in Pierio Va*

lerianolib.31.

ghirlanda di

Papauero, caminando fcalza,in vn campo pieno di Pruni,& triboli, fuori di llrada , vellita__e canto fon tuofainente d'oro ,& di gemme , vi far per l'aria vn Pipiilrello ouero Nottola. Per la prefente figura non fi rapprefenta il femplicc non ipere , ma il vitio dell'Ignoran7a,che nafee dal difpregio della feienza di que] pele cole, che l'huomo tenuto d'imparare: r H dipinge fcalza , che caminaliberamente_ tra lepinc; fifa inz'occhi, perfuor di via,

&

& rauiglia & come le fcagliecon facilit


(lolido
,

La ragione , perche il pefee d fua natura lontano da ogni capacitatecelo il ,


fi

Delfino,& alcuni altri,cne raccontano per maleua-

no dal corpo de pefei , cos con gli /ludi/ delle lettere fi pu leuare all'huomo il velo dll'Igno
ranza_.

&

Ignoranza dt tutte le cof,


L'Antichi Egitti;', per dimoftrare vn'l 'ignorante di mtte le cofe,faceuano vna magiitr ne col capo dell'alino, che guardafl la terra.^,
t

&

vna cecit di che l'Ignoranza vn ftupore, mente, nella quale l'huomo fonda vn'opinione crede efire quello , che non , in di le ilelfo, ogni cofa, onero per le molte difficult, che l'i-

&

&

perche al Sole.della virt non s'alza mai l'oc* chio de gli ignoranti , i quali fono nell'amor di
f fleffi
tiofi
,

& delle cole proprie molto pi licen1 1

gnorante,trauiando dal dritto fntiero della__ virt per le male apprenfioni dell'intelletto,
trofia nel viuere

de gl'altri, come quello animale pi teneramente de gli altri ama i fuoi parti, come dice
Pierio Valeriano nel lib.
.cap. $ j

dipinge prefio lei il Pipillrello , oder Nttola , perche , come dice Pierio Valeriano lib.2 5 -alla luce fimiglia la fpienza,& alle tene bre,dalle quali non efee mai la Nottola, l'Ignoranza. L'Ignoranza fifa poi brutta di faccia perche, quanto nella natura humana il bello della
Si

Ignoranza,

IGnoranza dipinta da' G*eci , come dice Tomafo Garzoni.

Vn fanciullo nudo

cauallo foprad'vn'afir

fapfenza riluce,

unto il brutto

dell'Ignoranza

no,h bendatogli occhi, no vna canna,

& tienecon
,
.

vna mafan

328
gno,

Della nouiflima Iconologia

FanciuIlo,& nudo fi dipinge per dirooftrare, di puerile ingeche l'ignorante femplice >

& nudo d'ogni bene..


cauailofopra

&

to viriIe,retto dai i~enfo,che pi groflb, che_* fopra il tutto voto di ceruello corqe vna canna,

non vn Afino, cieco,

&

Si mette

dell'alino.,

per eflr

eflb animale r>riuo di ragione,

& indocile, 180


&

IGNORANZA.
Come
dipinta dall' Alciati m/li /mi

molto fimilea lui, come piacePierio Valeria-:


nojaellib.
1

2. delli

Geroglifici*

Labenda,che U cuopregli occhi,denota,che cieco affatto dell'intelletto, non sa , che_ fi fare & per difi Ifidoro Soliloquiorum lib.

Emblemi,
Chemoftroequeflo? Sfinge perche[erba Faccia di donnai e lefue membra vene Piuma d'augello, e di Lione haipiedi? Dinota hgnoranzji> che procede ,

&

z.cap.17.

Stimma miferia efl nefcire quo tenda: , Le fi da la Canna in mano per eflrecofafra
gile,& vana, molto degna di lui, fi come dice Pierio Val.lib, ? 7.delli Geroglifici.Si cbecon quella pitttura voleuano i Greci occultamente
lignificarcene l'Ignorante era di femplice,&o puerile ngegno,nudo affatto d'ogni ornaraen-

&

Da tre cagioni, o da intelletto lieue


v

O da 'vaghez.zA de' piacer mondani

Ma rhuom, che sperch'eglt nato, qutfU S oppone vincit orfelice ihs

0\dafuperbia, che virt corrompe


e
.

M A G

N A T

E-

ONNA

vellica di vari; colori

hauer

capelli Airliiti,

&alle tempie vn {uro

di

alette fimili quelle di Mercurio,& per corona diuerfe figurettc di ciaroloiro , tfara co,i gii

cechi

Parte Seconda
occhi riuolti in alto tutta penfofa.,
terr le mani

3*9
ii

& in affra tto

vna nell'altra^.

& di q netta eondmone fono fino mini di habitorato & molle & di poca fiatu-fimi ipirki,
,
,

L'Im aginatione dice Aditotele temo de Anima che vn motto fatto dal fenfo attualmen
te
,

cio vna cognitiohe di quello

che

gli altri

nfi, fi il comune, come anco gli citeriori hanno ientito;& come dice anco nel fecondo d%~t Anima comune con gli huomini , con altri animali , il che ci viene elplicato anco da The-

ra,& che hanno grandeagilit di fpiriti,& animo molto feroce Arinotele nel lib.de comuni animalium motione dice . Vi[io etimagwatio rerum agenda-

rum lim obttnet , & per

&

miltio parimente nel tertio de Anima,doue diimperfetce che l'Imaginatione perfetta ^

&

ta,-

perfetta nclli

Animali perfetti, &imperfet,

tajneli'imperfetti

ra parte a parte

& per dichiarare detta figu& efpiicare fuoi fignificati


i

diremo, che il veftimento di vari; colori dimoer chela potentia imaginatiua riceuele fantafme di qual f voglia oggetto prefentateli dalPer detta variet di colori ci li fenfi efteriori dimoltra la variet grande di detti oggetti con le alet Si dipinge con li capelli hirfuti, te alle tempie per lignificare la pretta anzi fubi.

quello l'ethimologia dell'Imaginatione viene dal lnib defvifo , come dal pi nobile, ma perche il vi'o non fi pu fare lnza, la luce , di qui viene che fichiama_. fantafia che viene dalla voce Greca paschi^ vuol dire lux, feriva luceo Li mirabili efretti della Imaginatione ci fono dimoftrati,& raccontatila tear^tUa Dona to lib. i.de Afedua infioriti mirabili

&

T A T

&

O N

ta.operatione di detta potentia

fi

in riceuere__

dette Fantaime , come anco in preinrarle all'intellertojaggiungiamo che detta Imaginatione in continuo moto tanto nella vigilia quan to nel fonno come fi efplica nel libro de ditdn
tione per/omnia
-.

, che nella mano deflra,tien_j vn mazzo di pennelli,neila fmillra vnaj mafehera , a' piedi vva fimia L'Imitatione fi vede in qual fi voglia anione, onero opera fatta ad alcun'altra imigliante , per fi dipinge con vn mazzo di pennelli
.

ONNA &

&

in

mano come iiromenri dell'arte


,

imkatrice

La Corona in capo con diuerfe figurette denota chela virt imaginatiua rifiede/econdo i Medici nel primo ventricolo del ccruelio, che nella pane anteriore del Capo cio fronte, vero Ancipite; &,che il fenlo comune porge aU
la virt imaginatiua varie fpecie, vero fan-

de' colori A'delie figure dalla natura prodotte,

dall'arte iftefla

L a mafehera, la firn ia ti dimoflrano l'Imi tatione dell'atrioni fiumane; quella perefiere animale a tto per imi tare fhuomo co'fuoi:ge-fii; e quella per imitar ffielle Comedie, fuori

&

tafmecosi chiamate da

Filciofi

cv'cosi dalla

detta virt fifa l'Imaginationc,alla quale virt come la pi nobile tutte l'altre obedifeon'; fi dipinge con gli occhi riuolti in alto tutta pen fof*& in attratto, &r che tenghi le mani /n a__* nell'altra per dimofrare che ancora che le altre facult&iien fi efteriori non diano in atto

l'apparenza , haggi.
I-

&

&

il

portamento di

diuerfi perla-

alcunoJa detta virt nondimeno opera,& mol ancorch dormiamo, del che n habbiamo molti efempi,quali ne vengono raccontati dal Valeriola libro fecondo ofTeruatione 4. da Sedo Empirico nella vita di Pirone_>, da molti altri Claudio Galeno ancorch alle volte habbia detto che ci non fi puoi fare nondimeno lib. 2 de motu mu/culorum hauendo ci per efperien tia prouato confefia ef fere la verirjil che accade perche la detta virt rifenba in f imprefi quelle fntafme apportateli da i fenfi nella vigilia ; il che fuole fpeflb accadere quelli che fono pieni di fangue turgido fpumanteJ efi;uofoJ &-che abondano di fenudifte volte opera

con l'ali ajle fpaITe,& nelja man deira vn cerchio d'oro L'ali lignificano la folleuatione da terra, la quale non fofiiene f non cofe mortali
'

DON N A
Il
,

M MORTALIT'.

&

&

cerchio dell'oro rapprefnta l'Immortaliper efiere tra tutti i metalli -il men corrottibile,& per hauer la forma circolare ,-Ia ualel non ha termine doue finilca
>~

Immortalit.

DOnna <~veftita d'oro,


delira
*

la

quale terr con la


,

mano vna pianta d'Amaranto fiovna Fenice

rita, e nella fin ifra

Gi f

detta la ragione dclI'alloro,Ia pianta

dell'Amaranto lignifica immortalit ,perciche elja non muta mai il colore ne fi corrom3 pe, neimarciicemai

La

33
I

Della nouiflima Iconologia

T A T

O N

E.

neri abbracciate perpetuamente 3 come

la Fenicejper ritrouarfi dalle fue proprie cecomu

ne opinione3 inditiodell'lmmortalit mede/ima, Ja quale vna eternit colrilpetto folo del tempo da venire

DONNA

l'M.MVTAT IONE.
armata,veftita di cangiante al

fianco finiftro porta vna fpada,

& con_

ambedue le mani fquarcia vn panno di lino


L'Inte'Iigcnza di quella figura hi bifogno di lungo difcorfo.Jl quale lafciando in gran parte alla lottigliezza de' belli ingegni 3 dir folo che dipinge donna armara 3 per dimoftrare,che la muratione 3 alla quale ino loggettc tutte Je caie create .per f fiefla forte,&

vicenda procedono/econ do Ja dottrina d'Ari&ia cqnferuano in quello modo Il lino porto da Poeti per lo Fato.dandofi alle Parche, e gl'interpreti di Teocrito, rendendone la ragion e,dicono,che come il lino nafee nella Terra, quindi a poco tempo vi fi corrompe, cosil'huomo della terra medefimamen tenatoin.effaperneceflt din a tura fi ri/blue Le mani che ; tirando in contrario luogo , fquarciano i] panno, fon ole contrarie qualit che in vigore del moto de' Cieli diflruggono, moltiplicano le cofe terrene finora Ja_* mojtiplicatione nelle due parti del panno.
ito'.ele,

&

&

&

IMPASSIBILIT*.

conferua fotto all'armature , cio fotto al mouimento de' Ciepi falda materia li che efiendo di diuerfa , di efla fono cagione del lo moto , poi del calofi
.,

SVESTA corpo
. . .

glorificato

vna delle principali doti del jcbme (criuono i Sacri

&

bella , che v ,ogi Per fi dipinge ignuda. Mia co'piedicleuati Jopra i quattro Elementi

&

re jpoi della generatione,

& comutione

che

fuori delle-cofe corrctubiji

IM-

Parte Seconda
"

333
nella noflra figura in tendi*

le due flelie in cima del capo delli fopradet-

tione gl'i naturale

ti pianeti,dimollrano l'Inclinatione di effe, per ef l'er quella di Gioue di natura benigna , maligno , denotequella di Saturno nocino, rano il medefimo di quello , che lignificano li colori del ve! limen to

&

& &

Hor dunque noi


effere e

mo dellTnclinationeintelIettuale,e quella pu
t
,

la quale liberamente

buona e cattiua,proceddo dalla volon pu efire buona &c_*

inala , cflndo potenza libera,che di natura fua

Tiene co la delira mano il mazzo del le rofe, per dimoflrarci che l'Inclinatione deiie effr
vircuopunto come la rof,bella, odorifera, fa,& che l'huomo dene inclinare lolo alle cofe vircuofe e belle , e perci li Egitti; con la ghirperfetto landa delle rofe figurauano l'intero cerchio della virt, cos f I'Inc'inationi aranno buone guifa di rofe fpargeranno odorr. di virt,&: per quello credo io che ii Regal Profeta porgeua preghi Iddio , che li concedette.- buone Inclinarioni. Inclina cor meum Deus in tellimonia tua conofeendo di quanta impor tanza era la buona Inclinatione
f

&

dum potei! agtrc, et non agere .velie, & nolie :

quello chepofitis omnibus requifitisadagen

& cosi in
Ter

&

confequenza l'inclinatione puefbuona,e cattiua,pu inclinar a] bene,& an* co al male , ma non per in vno ifieflo tempo ma fuccff uameme : perche vorrebbe, non vorrebbe , fono contrari, che non pofibno effere in eodem fubieio , et in eodem tempore .

&

IN CONSIDERATI ONE.
velli ta di verde chiaro, ma difcinta,& fcapigliata.in cima del capo con vna farfalla,fotto il pie deliro haur vn regolo,

DONNA

Le fpine che tiene con

la finiilra

mano ligniche hab-

ficano il contrario delle rofe eilndo loro come dice Pierio Valevano nel lib. 5 o. Il imbolo di
tutti vitij

& perche

tutti

fignificati

noflra figura debbano vnirfi infieme nella medefima qualit diremo , che le

biamo dato alla

le fpine dimoflrano che habbino corrirofe, fpondenza di quto habbiamo detto di fopra Gli fi fanno i piedi allau,perciche l'Inclina tione e moto fubito che fa abhorrire,o dilettare, fecondo la conuenienza che per natura per llato fi ha con fangue,per compleflone, vfo le cofe.M. e perci da notare che f bene comune ogni natura , cos I'hauere qualche Inclinatici* e, ad ogni modo diuerfamen te fi ritro u in diuerfe naiurefeciindum modum eius come dice S. Tomaio nella prima parte alla__j qua?fl.59.airarr. 1. Nella Natura inte'Iettualc^fi ritroua , l'Inclinatione na' tirale ma fecondo la vo'ont, nella natura infitiua fecondo l'appe-

&

vn cotnpaffo, con il pie iniftrofi mouer fopra vn precipito LTnconfideratione,non altro che vn dirfet to di giuditio di coloro che tra le cofe diuerl non giudicano rettamente quello che con buo na, giufla determinatione dourebbono . Per figurata detta invaine con vna farfalla in capo, la qua'e inconvJeratamenteprocura f Ile/fa la morte, aggirandoli intorno al
-,

&

&

&

lume
Veflefidi verde chiaro,perche la virt conosciutala quale neli'huomo per fua natura difpoila riceuere,& apprendere !e cofe,come_-> fono, fi debilita per indifpofitione , o per negligentia fi d luoco , nome cos a quello mancamen to,- la regola, il compalT lotto al pie-

&

&

&

tito fenfiuo, nella natura priua di cognitione,


gli l'Inclinatione fo'o

fecondo l'ordine della


la

natura,&r per quello


centro,
il

fi

dice

pietra inclinar al

de,non altro che la ragion e>&: il giuditio dei l'huomo oppreffo, &- conculcato dal pie, cio dalla forza del proprio appetito il quale dominandolo lo conduce all'opere irragioneuoli, poco con fider te Come fimilmente dimoftra il piede che tiene ibfpefo nel principio.

&

fuoco ad alto perche quella Inclina-

IN-

334

Della nouiffima Iconologia

INCOSTANZA.

con vn piede N A che D.O NGranchio come qudfe, grande,


,

pofi

fopra__

ne, cerne fi vede.

vii

fatto

chefidipinge nel Zodiaco ; fia veih'ta di color turchino,&in mano tengala luna Il Granchio animalesche camina innanzi in dieirOjCon eguale di(pofitione, come ranno quelli , che efJendo irreloluti , hor lodano la contemplatione,hora Pardon e, hora la guerra, horalapace,1orfafcieim, horrignoranza__>, iior la conueriatione,& hora la iolitudine,acciche non refli cola alcuna intentata al biafi-

La luna mede/imamente mutabiliiTma per quanto ne giudicano gl'occhi nof ri per


,

&

dice,che lo licito fi cangia,come la 1 una,che non ila mai vn'hora nel medefimo modo ; Vi fi pu ancora dipingere vna Nottola, la quale_^> vola irrefolutiflima,hor da vna banda,hor daifi

l'altra,come dice Bafilio de contt.nionasi.


I

N C O
N D V

T A

N Z A

Vedi in fiabilit.
I

mo nato, nudriro nelle loro lingue, all'in costanza di/Tcmin a ta in tutto quello, che fanno Quella forte di huomini molto dannata da Giouanni ScholafHco, anzi da Chrifio Nofro Signore j con l'eflmpio di quel , che pone
:

&

&

Nella

L G E N T I A. Ale daglia tt^ntoniUQ Fio.

le

mani
Il

all'aratro,

&

fi

pendice...

VN A

donna n fedcrc,con vn battone nella


mano,il quale tiene lontano
~\

finiira

vcilinicnto turchino pollo per lafmiffe

Jtiffime3

tudine dell'onde marine, lequali lbno incottan di tempo in tempo paiono alterata-

&

poco da f, nella delira mano ^ na patera,.., ouero patena,che dir voglia rrjo di/lei a per porgere con eflii qualche cola
Tiene

&

Parte Seconda
Tiene il baffone !ontano,perche l'indulgentia allontana ij rigore della Giuftitia, e porge auan ti Ja patena, per la liberalit, che fa con__> poflnza quali Diuina

INDVLGENTIA STORVM.
che dicono

33 5 AVGV-,

INDVLGENTIA.
Nella .Medaglia di Gordiano
.

INDVIGENTIA.
Netta Afedaglia diSeucro.
dipinge Cibele torma ftando fopra d'vn SIIeone,con la mano tiene vifhafta,

donna in mezzo di vn Leone,&: d'vn toro, perche I'InduIgentia addomefica gl'animali , gEnim feroci , ouero perche#Indulgentia. addolcile il rigore.

VN A

&

& con h delira vn


:

finiilra

folgore,

il

quale molri di

INDITIO D'AMORE.
Vedi giudizio d'Amore
I

non lanciarlo

ma' di pittarlo via con lettere

N D O C

LI

A\

m
;

cere in terra, & con la fniira mano tenga per la briglia vn'afino , che habbia vn freno in bocca,lappoggier con il gomito del braccio deliro fopra d'vn porco anch 'egli protrato in terra,hauer in capo vn velo di color nero... Si dipinge in terra,per che l'Indocilit non
atta i

ONNA

di afpettorqzzo,

che Mia gia-

fempre \iImenrecon l'ignoranza mo/lraraper rafinojcomeancoperfarmentione.oltreci, che gli Egitti; metteuano l'alino con il freno in bocca per l'Indocilit , come animale in rutto difadatto all'imparare, eper quella cagione- i.iMatemadci dJcono,che quando alcuno nafed
fotto al
i

.grado del Icone,come pre&oMdel,

cammare per Ja

via della yix

,m flar

la cotfui inattitudine all'imparare

fingono,

che

33 6

Della nouiflima Iconologia


muoucre i peli,iia

che alj'hora nafca vn'afino conja briglia in_> bocca Si appoggia al porco, perciche come narra Pierio Valenano Iib.9. quello animale pi d'ogni altro infenfato, 6V indocile , non come l'altre bdlie , che mentre viuono , hanno qualche particolare indullria Il velo nerojchele cuopre la tefta, dimoflra , ohe fi come quello colorenon prende mai al.ro colorejcosi chi e indocile,non e attore capace riceuere disciplina , dottrina ajcuna , ne__> qual fi voglia ammaeftramento, che lo potreb-

fcalza^

hauendo in capo vna

ftatuetta di Pluto.
Il veftimento, lo feiame, l'argano cLnno la__ facilmente cognitione di quella figura , ltetua di Pluto, tenuto da' gentili Dio delie ricchezze,dimorra, che quelle Jono principale

&

&

&

&

oggetto deli'indullria dcll'huomo I piedi nudi lonolgno , che l'Indutria non diicerne , fc non quanto abbraccia l'vtilej ne fi alza fine di cola pi nobile, e per C041 ignudo fi pola il piede fopra la 1 erra
.

be IbJleuare dalle col


I

vili,

& bafle
R
I

Jndusiria

N D V
,

T
,

A.
l'elmo

intorno al braccio tfniftroriuolto vn manto bianco,dipinto di ver


in

giouane & ignuda con DONNA capo & hauendo

difrondi. vifiaferittoper

motto

nel

lembo:

cima del quale vna mano aperta,& in mezzo di ella vn occhio; al fine della mano,& dello feettro vi ino due alettedTmi li a quelle del Caduceo Lo feettro legno di grandezza , di pronfeettro, in
d'artificio, per tezza; la mano d'Inciuilria , quella foftenrandofi fopra di queJlo,da indiiio,

DOnna

che nella delira

mano

tiene

vno

PROPRIO MARTE
pronta a combattere

,-

nella

mano delira ter-

&

&

r vna ipada ignuda,dimoilrandofi ardira,&o


L'induftria parte del valore
,-

& per Imma.

che i Principi , quei, che dominano a g'i altri,alzano da terra l'Indulriahumana,quando


piace loro
E' opinione di

&

gine fua alla imagine di elio ii aflmiglia Si dipinge ignuda,per dimoirare,che eIla_ per lo pi nafee da' bifogni , dalle feommo-

&

Artemidoro,che le mani fign

clit

fichino artificio, con forme ali'vlo degli Egitti; , perche quafi tutte l'arti con l'aiuto delle_j>

Tien l'elmo in capo , perciche laprincipal la prudenza,che la tieparte fua l'ingegno, ne fortificata Ita con la lpada ignuda prontamente per combatterei perche Indullria lar <!efto,faperfi difendere con auantaggio ne' duel

mani fi mettono in opera. Onde Arinotele chia

&

mla mano finimento de gli finimenti


l'Indufiria

,-

L'occhio dimolra la Prudenza , per !a quale fi deue reggere,J'ali che fignificano velocit accrefeono in parte i meriti deli'in-

&

li

della Fortuna.
Il

dullria

verdi fron di la fperanza fondata nella candidezza de' coiiu-

manto bianco dipinto

Jndtifiria

mi,& della dritra intemione, non potendo elle


re Indullria lodeuoIe,fe

non doue il

fine del ,'el-

NElI'imaginc di Mercurio , che nella delira


tiene
il

ficacia,& della fagacit humana-fia reale , honeft virtuofa : fi conofee ancora per quella figura, che l'Induftria confitte in prouederfi del in liberarli dal male co' bene co' commodi

Caduceo ,

& con la finiflra \ n_*

&

Flauto ;

&

pericoli,-

per gran vantaggio nella vita politica fi Itimano hauere coloro,che per propria vir t,con la cappa,e con la fpada fi fono acquateti la fama vniuerlale degli huomini , cV qualche commodit da mantenetene in pace V
lnduftria

le due cagioni il che generano l'Indulhia, cio l'vtileper le, diletto per altrui,quello fi moflra nel Caduceo, col quale fingono i Poeti, che Mercurio lfcitafle gli huomrnigi morti quello col Flauto ,

gli

Antichi figurarono

&

iltrumento atto per addolcire gli animi,& fminuire le moleflie

INFAMIA.

DOnnaconveftimento

trapunto,
,-

&

rica-

DONNA manil'vna
Brutta, e mal

brutta , e

mal veflita : tenga


l'altra,

le

contro
!e

con

il

dito di

mato con molto artificio

nella delra_j

mezzo d'ambedue

mani

dirtelo,

& con gl'albrut-

tenga vn feiame d'Api , l'altra mano fa pelata iopra vn argano di quelli, che s'adoperano per

tri tutti llretti,&racroJti


^ eilita fi

dipinge, perciche

Parte Seconda l
bruttifima e veramente l'Infamia,& accollandica,
^>

do fi ella alla pouert la rende brutta , & mencome dice Plauto in Perla con 'feguenti
verfi.

fi vede in perche quella inditi di pazzia quello vcccllo,che incoltantiflmo J?er Marnale dimand Ardiolo vno,che andaua da vria

&

337

all'altra attione lnza far cola


.

.buona

Quamquam res noflr<nfunt paterpaupefculi


JViodc&->

& modesL> melius


'

e si t ameriita^

iiiuere

' .

."
-,

il verderame fi adoperano color giallo , per l'Infamia yniuerfalmente per l'inganno, ancora l'yccello bis,ij quale fordidifljmo

Il

&

&

&

J\Jam ibi adpaupertatem ccefftt infamia Grauior pauper tas fit ,fides fubieclior

comeicriuono alcuni,& fi adopera in


polito
j

fimi)

pr

Il dito dimeno appretto gli antichi era G? ro^ificojdll'iriramia Odetto da gli Athniefz

Catapigonite,voce che fignifica f corto, lafciuo


'Cinedo, icinialifiare dicono i greci quando con quefto',0 con altro dito fi' taira ife la gallina ha Tono R citando il diro di mezo alto", e difefo con gli altri calati,e ftfetti nel pugno rattembra la figura del membro virile , il qu J getto fu fegnod'ignorainiaiedifprezzo Facendo inltanza certi forafierj di veder Bemoffen e. piogene Cinico dirizz il dito di mezo,e ditte eccoui l'Oratore de gli Athenicf L'itteffo Cinico dice
.

e come la -vette ftracciata infamia gli huomini apprett il volgo j cosi i vitij dell'anima tolgono il credito appretto fapienti , &C_5 rendono l'huomo difpiaceuole Dio , doue__s principalmente fi Menta lanoftra buon__,
j

fama
.' -

Infmia.

>'av$

tutta la vita DOnna ignudai Ieprofajxr in atto di capelli

fparf, con l'ali nere,con ionarevn corno, riabbia fcritto nella fronte la fi fcuopra vn fianco con parola TVRPE ,

&

inlaerupche moltifl-mi-impazziuano col dito , f alcuno slonger il dito di mezo, parer pazzo>m ie slongar l'indice non parer cos

vnamano.
La lepra nell'antico teftamen to era figura^
del peccato ,
il

quale generai principalmente l'-

Perfoi.el'aSat.2. chiama.quefto deto infame

Infami digito Expiat


.

&

luslralibus ante faliuis

l'altro Poeta Satirico Giuuenale Sat. io.

Adediupicfroslenderet vnguem Martine lib.non epig.69. lo chiama impudico;'

Derides quoq;fur impudichi* Osl&r.dis digit um mihiminanti &primalib.z.2 8. Kideto multum qui te Sextille Cin&dum
digitumporrigito medium . JDixerit Veggafi Aleffandro nelli Geniali lib. 4 cap. cap.z.Celio Rodigino lib. 1 7.cap. 1 2. da quali Pierio Valerianolib.3 6.

&

Infamia. Il corno,chefuona,moftra, che la fiue" ntitia infelice pretto gli huomini, come quello ignobile fuono rqzzo, Il motto fcritto in fron te ci dichiara , che J Infamia da tutti meglio vedura,che da quelJi,chela portano adoffo,pCr volontariamente

&

fi

fcuopre il fianco , fciogliendo il freno a' vitrj fenza vedere, penfareildannofo fjuccfTo della propria riputatione
1

&

E R

A'.

DONNA d'Anemone

INFAMIA.
brutta con l'ali negre alle fpaL ricoperta di piume di vcceJlo^Arle , iiolo infino alla cintola,& dalla cintola in gi far veflita d'vna trauerfina di giallolino' fregiata del colore del verderame ,mi (tracciata s in braccio terr l'Ibis vccello L'Infamia il concetto cattino, che fi ha del le perfone di mala -vita jpero fi dipinge con l'ali nere;notandoci, che il iuo volo di fama infecattino lice,

pallida,& magracon vn ramo in mano,& vna ghirlanda- della medefima herbaj perche fcriue Oro Egittio ne' fuoi Geroglifici^ che gl'Antichi per queft'herba fgnificauanola malattia,

DONNA &
&

& quella

nella quale fingono iPoeti eflrf tramutato A-

done,drudo di Venere, ettndo dal Cignale am

mazzato,come racconta Teocrito^fa il fiorpur1 pureo,& bello.m poco dura ij fiore/ hexba>

& & forf per quello fignifica l'Infermit.

,'

INFELICIT A*.

&

DO
'

N N A pallida,& macilente,con U petmammelle (unghe, &afcmt

to nudo,e le

Le piume dell'vceello fudetto mftrano 3 che


i'Inikinia nafce in gran

parte dail'i'ccltanza

te, tenga in braccio vn fanciullo in^gro, moflrando dolore di non poterlo alimeotare.per il

man-i

Della fiuiffima Iconologia 338 t mancamento dilatte,& eflndo fenza la mano vot, & nelia finiftra vn Como del braccio finiflro , Io ftenda in atto di pietofa L'Infortunio, come fi raccoglie d'Ariftorek*.
compafUonc, hauendo il veltimento itracciato
in molti luoghi

Con quanto fi detto, fi dimoftra il mancamento dei beni della Natura,


na,da i quali la quiete, dipende.
i

& della Form& la tranquillit noflra

INFORTVN IO,
con Vna vette di tan feuro , dipinta di-routne di caf,le giunga fino al i piedi ginocchio, con le braccia , le gambe, nudi,fenza cofa alcuna in capo,nella deftra ten
'

VOMO

&

vn euento contrario al bene , ogni contenil Como non pereflre vccellodi male_ augurio,m per eflere celebrato per tale da' Poe ti,ci pu feruire per fegno dell'Infortunio:fi come ipeffe volte , vn trillo auuenimento prelagio di qualche maggior ma le ipraftante , 8c fi deue credere,che vengano ol'infelici iiicceffi,& leruine perDiuina permiffine,comegIi Augu ri antichi credeuano , che i loro auguri; fuflcro nditio della volont di Gioue. Quindi fiamo
to:

&

&

ammoniti riuoJgerci
le
fi

dal torto fentiero dell'1

&

anioni cattiue,a! ficuro della virt,cdn la quaplaca l'ira di Dio,& ceffono gl'infortunij

ga vn Cornucopia riuoko verfo la terra, che fia

O*

Tl

ardiro,&ioaite d'afpetto feroce , per ra riiidihater in capo vn elmo , 4 'clmicrb-vn Aquila, a gl'homeri i'uli di diuerfi
'

V ^N

&

1:

&

deftra

Terr con la finiltranino vn'arco.&r con.Ja vna frezza ,ftando con attentionc in at-

to di tirare.

colon colori

1
.

:"''-"

Ingegno quella potenza dTipirto, che per


natura

Parte Seconda }
tiatuta rende

$
gl'altri

39
r

l'huomo pronto capace


',

di tutte

lunga fuperiore

animali \olatili.

Quelle icienze , ou'egli applica

il

volere, e l'o-

L'arco,e la frezza in atto di tirare* moftrc. 1%


inueftigatione, e l'acutezza

pera

'Giouane fi dipinge per dimoftrare,che la potenza inteljettiua non inuecchia mai Si rapprefen ta con la tefta armata , in vi-

E gli Egittij,& Greci per Geroglifico dell'ir*


gegnoe della forza de" l'intelligenza dipingeuano Hercole con l'arco in vn a mano, & nell'altra vna frezza con tre punte, per dimoftrare che l'huomo con la forza j acutezza dell'ingegno va inueftigando le col celefti , terrene

&

fta fiero,& ardito,per dimoftrare

il

vigore,ela

forza. L'Aquila per cimiero denota la generofit,e fublimira fuaj perciche Pindaro paragona gli

&

& inferne,ouero,1e natura]i,diuine


tiche ,
glifici.

e matemade'

huomini di alto ingegno a cjfto vccello,hail volo di gran nendo egli la vifta acutiflma,

come fi riferifee nell'aggiunta

&

Gero-

O.

veftito d'oro , Se dal mezzo in gi finiranno le fue gambe in due code di lrpen T e; canto hauer vna Pantera ,con la tefta fra le gambe.Ingannare far cofa fpiaceuo]e ad alcuno Sfotto contraria apparenza : per

VOMO

per allettare i femplici, inuiluparli neli'orditura delle proprie infidie, come la Pantera, che

&

occultando il capo,& moftrando il dorfo,alIetta. con la bellez7a della pelle varie fiere,Ie quali poi con fubito empito prende, diuora

&

ha imagine di embiante humano,& veftito d'oro, ma finifee in coda diferpente , moftrando in prima faccia i'inganatore bont,>& cortefia 3

DOnna

Inganno con vna mafehera

di beJliflma^
fi

giouane,

& riccamente ornata^ fotto


icue-

34
me,&canuta.

Della notuflna Iconologia

fcuopra parte del \iCo di vecchia molto difforIn vna mano tiene vn vafo , che n'efce dall'con 1>al " a ln cambio fporge vn * '
1

yafodifuoco
fchere di

^f

&

La fua vefte
,

perche in ogni occafone !' huomo,cheper habito, per natura procede., doppiamente^ fua fraude, l'inganno appa-

pm forti

far dipinta a

ma-

i quella del ferpe,& dali'vna,& dall'altra parte hauer molta faliua. In mano tenga vn mazzo di fpine,& fotto i piedi vna bilancia , Anitotele nella fua Rettorica dice , che proprio de* giouani , per l'abbondanza del fanguc , del

&

calor naturale eflr arditi , e confidenti nell'in, come anco, perche amando i giouani l'eccellenza , vogliono fopraftare gli altri, nel modo , che poflno , per giouane l'Ingiuria fi rapprefenta col brutto afpetto,8o gli occhi infiammati inoltrano, che l'ingiuria nafee da perturbatione d'animo , la quale perturbatione fi inoltra particolarmente nel vifo : l lingua limile quella della ferpe, fegno,che l'ingiuria conftte in gran parte nelle parole_> >

&

giuriate altrui

recchia.

&

Inganno.

HVomo coperto da vna pelle di capra,in_


ma limili all'orata dentro di ella

modo che pena gli n veda il vifo.In mano tenga vna rete con alcuni farghi pefci,in for
Cos fcriue l*Alciato,& ne d ragione con_
verfi latini

le quali
fpine,-

pungono non

altrimenti,che

f foller
i

Ama

concetto dice cos il [argo la capra* e'IPefcatore ,


.

Il

fono legno ancora le bilancie fotto

Che ci comprende la fua pelle

'vefle;

piedi,che l'ingiuria atto d'ihgiuftitia,dandof altrui quei biafmi,che non fi meritano^ non
fi

Onde ingannato il mifero amatore


Conuien cheprefo allef u inedie rette :
Cos la meretrice con ingann Prende l'amante cieco kproprij danni.

fanno.

INGIVSTITIA.
DOnna difforme, vefita di bianco fparfa__*
di fangue,

Inganno

con vn turbante in capo

all'v-

HVomo veftito di gallo,nelIa mano delira


mazzo di fieri,
Si

fo de' Barbari ; nella mano finiffra tiene vna_ gran tazza d'oro, alla quale terr gli occhi ri-

tenga molti hami , nella finiira vn__ dal quale efca vn ferpe dipinge con gli hami in mano, come quel

&

lische coperti dall'efca

ptingono,& tirano pun

I'inganaatore tirando gl'animi femplici doue ei defidcraji fa incautala

gendo

preda

come

uolti,& nella delira hauer vna fcimitarra,c<j> per terra le bilancie rotte Difforme fi dipinge,perche l'Ingiuititia , onde il male vniuerfle de' Popoli , le^uerre_* ciuili fouuente derkiano, bruttiflima fi deue fti-

&

mar^_?.

mente precipitare.-Onde Horat, de Cgmpeteu*


cos dice
',

Occultum vifus decurrere pifcis adhamum Il mazzo di fiori con la ferpe in mczzo/ignifrca l'odor finto della bont, donde efce il veleno vero de gli efftti nociui
I

il I a feimitarra lignifica il giuditio torto ; veftimen to Barbaro ja crudejrJa velie bianca macchiata di fangue lignificala purit corrotta della giuftitiaalla quale corruttela appartiene p ure la tazza d'oro , hauen do gl'occhi , cio la \ olon t, il penlero l'ingiufo Giudice per

&

&

l'auaritia

moki

alla

vaghezza dell'oro fola-

N G

y R

A.

DONNA
gli

giouane,d'afpetto terribile con occhi infiammati, ve/lita di roll, con la lingua fuori della bocca la quale far limile

mente perche non potendo infk-mefotlenere le bilancie, e la ragion e, cadono; onde yen gono calpeftrate, come f cofa foller di minor
i

prezzo

INGIV-

Parte Secondai
I

34*
I

N G

A.

DONNA tenendo
ta,

veitita di

bianco tutta macchia

nelladertra

mano vna fpada,

& vn roipo nella finifira, per terra vi faranno le tauole della leggerotte in pezzi, & vn libro piedi far cieca dall'occhio deliro & fotte
alli

terr le bilancie.
Il

ha I'originefua fondata ne'gl'interefl,enel decommodit terrene , &per non vn vitio folo , particolare nella parte del vitio,m vna maluagit , nella quale tutteJe fcelleraggini fi contengono , & tutti virij fi raccolgono.
fiderio clelle

&

rveftimento bianco macchiato dimoflra

non effre altro I'Ingiufutia,che corrottione,&


macchiadell'anima , per lainoflrnanza della legge la quale viene fprezzata,& fpezzata dalli itilfattori,& per ridipinge con le tauole della legge,& con le bilancie al modo detro Vede l' Ingiufitia folo con l'occhio finiflro perche non i fonda f non nelle vtilit del corpo,lafciando da banda quelle, che fono pi rea che fi eitende a' beni dell'aniperfette, li, ma, la quale veramente l'occhio dritto , la

INGORDIGIA. DONNA mano vn Polpo


nella finiflra

veflita del color della ruggine

tenga

&a

&

&

&

luce migliore di tutto l'huomo . * Il rofpo il quale fegno d'auaritia, per la ra-

canto vi far vno flruzzo L'Ingordigia propriamente (ietta vn difw dinato appetito delle cofe, che al nutrimento fi appartengono pi vitiofo di que!!o.,chedtmari diamo Gola, Crapula , H dipinge veftira_# del color della ruggine , perche diuora quella il ferro fenzafuo vtile. come l'ingordo ogn i cofa trangugia fen za gufi o, al che appartiene ancora lo flruzzo, che il ferro diuora , de dige-

&

gione de;ta altroue, c'infegna, che I'Ingiufitia

rifee

Abolirne lignifica il medefimojperche mancandogli i cibi fi nudrifee della carne fua medefima

U Foijjo in Oro

34 2

Della noui/fima Iconologia


ti i pefci piccoli , che f gli fanno in contro per Ingordigia,& poi li vomita per la fatiet , fomiglia il fuo corpo in gran parte quello del

&o

l'Orata.

Ingordigia.

DOnna di brutto afperto, veftita del color


della ruggine
,

La Lampreda , come dice Oro Egittio , partorire per bocca,& fubito partorito, diuori_
quell'i! tefliuoi figliuoli
,

non fono

prelti

che vomiti il palio

per, la

fuggire.

bocca j tenga nella delira mano il pefee detto fcaro , nella lniilra mano vna lampreda , da latini detta Muftela marina,ouero Hebrias . Il pefee Scaro noi incognito j perche di-

&

Ingordigia,
<roflb,il che lignificai Ingordigia paralitica , tenga in mano vn vafo di trafparente vetro , dentro al quale_ lano molte fanguifughe, ouero fanguettok__>, perchecomela fangifugha , pofta a forbire il l'angue altrui non l fiacca mai per fua natura fin che non crepa ; cosi gl'ingordi non celiano maijfinche l'ingordigia iilelfa non gli affoga

cono , che non l troua f non nel mare Carpatico, non efee quali mai dal promontorio di

DOnna col ventre

&

&

Troade; dalli Scrittori tenuto pefee ingor Jiffimo,perche lolo ( fecondo che riferiice Arinotele;
gli
tra' pefci

oflruahfo

di

caminare come

&

animali quadrupedi , 8cfipakc dell'herbe i ancora perche con molta auidit diuora tut-

INGORDIGIA, OVERO AVIDIT*.


Del Signor Glo: Zaratino
Caftellini

VNA

cfonna,chehabbia nella mano va-* ramo di quercia pieno di ghiandejcon la delira moftri d'nauerne buttata vna ad vn porco il quale la tenga in bocca in modo, che fi vegga,e flia con la cella alta, e con gli occhi fi.
fi

VNA

Parte S e conda l 343. Ego quoquepuelUm pulcram aliam qtadem


habeo } aliam autem cupio aecipere .

INGRATITVDINE.
veflita del color della ruggine tenga in feno vna ferpe, in modo di accarezzarlajin capo hauer la tefta d'vn Piippopotarno,& i) renante della pelle del dettoanimale gliferair per manto. Vedi in Oro Apol-

verfo la figura. Habbiamo figurata l'Ingordigia con talea-

DONNA
line.

'nimale, che mangia vna ghiandaie guardi ali

altre,perche tanto ingord,che mentre ne__> tiene vna in bocca, defidera di pigliare l'altra

ingordo coftume (coperto da Alceo Poeta Gre

co quando dille.
AwV'Vtti' @&ha,vcv, irv pv ?%h> 7tiLv *pnTa,t

Ingratitudine*
tiene DOnna vecchia,che nella man delira altrimenti

Susglandem aliam quidem habet , aliam au* tem optat accipere


porco per l'Ingordigia , come animale, il quale in gordamte diubra tutto il gior no,e mangia d'ogni cofa, e per tal conto molto s'ingraf laonde volgarmente fi fuol dire d' vno ch&fia di buona boccaturajdiluuia, come vn_* pow. Horatio Poeta \okndo dareauifoad Albo Tibullo , ch'egli attendeua far buona vita, inzaffarli, conchiude l'EpiftoIa coa_>
Pigliaf il

due vnghie d'Hippopotamo ,

cauaJlo del Nilo , per moltrare quanto

la

col

abomineuolc l'Ingratitudine. In Oro Apolline fi legge, che gli Antichi adoperauano ancora gi laragione l'vnghie dell'Hippopotamo ,

&

fi

detta nell'imagine dell'impier: figurarono ancora gli Antichi l'Ingratitudine in Atteone

&

diuorato dalli propri; cani,onde nacque il Prouerbio in Teocrito j Nutricaness vite edam

quefti vedi'.

Aie pinguem,

& nitidumbene curata[cu;e


.

Ingratitudine

Cum

vifes ridere voles Epicuri degregeporcum Doue fi chiama porco della greggia d'Epicu-

DOnna veflita di hedera, tenendo in

vna

mano due vipere,l'vno mafehio, e l'altro

r0 : E porci furono chiamati i Beotij nell'Arcane gli Adagij,Vira fuiila,per vna_* vita ingorda da porco , e quelli, che menano fi brutta,e fozza vita,fonopoi tenuti ftolidi.grofMa anfi , e indocili fimili gl'ingordi porci corch in quella fi rapprelenti fpetiaJmen te l'Ingordigia della Crapula , nondimeno fi pu applicare all'Ingordigia di qual fi voglia acqui flo,e guadagno di robba, imperciche, fi come il porco {pento dall'Ingordigia, va fenapre fiatando la terra co! grugno, e con le zampe per ingranarli : cosi gli rinomini ingordi delle cofe terrene, cercano di fcauare i denari di fottoterra > cacciano il capo etiamdio in luoghi , che loro non appartengono per impadronirfi di quelle , fi rimefcolano di qua , e di l sfacciatamente^ fanno tanto di mano, e di piedi,che__> ottengono cofe indebite perfatiarela loro india: Leggef
.
,

femina,& il mafeiho tenga la tefta in bocca di


lafemina.' Ingratitudine propria malignit nell'animo rozzo,& yile.che rendel'huomo feonofeen
te de' benefici; verfo Dio, e'I preflmo, fi ehe^ feordando il ben prefen te ,'brama fempre fl futuro con appetito difordinato

gorda vgh'a. Appena haueranno tirati li frutti


maturi cPvna vfura,che defideranogli altri non R5aturi,tanto fono intenti all'Ingordigia, Alceo liddctto l'applic all'Ingorda Auidita ,che ha-

L'hedera porta il lignificato dell'Ingratitudine,perche quel medefimo albero, muro che gli fta?o foftegno nell'andar in alto , ge fcere,ella alla fine in remunerarione di grattudine,lo fa fecare,& cadcre' terra Significa quello medefimo la Vipera, la quale per merito della dokezza,chc riceue ne' piaceri di Venere col compagno^bene fpefio tenen do ilfuo capo in bocca,.'o.fchiaccia, elfo ne rimane morto: E poi che mi foimienc vn Sonetto a quello prop olito dei Signor Marco Antonio Cataldi/non tn'increfee fcriuer'oj er fodis-

&

&

fattione de lettori

ueua delle donne,come ghiotto di quelle . Shs g'andem aliam quidem., habet aliam nn~

di colpe, e d'errori albergo, e fede 3 Rubella algiufto 3 kla Natura h Dio ,


.

Tefte infernale morbo pruerfo

tem optat uccidere .

, e rio , LtjAlstto e di Satan figlia> etherede .

Odi

344
tir-

Eiella nuffima Iconologia


Ilveftimento nero con le fiamme fig;iifica, mefcolata con la malinconia , che inficme fanno l'Inimicitia durabifola quale non folo quell'ira , che ha nel profondo del cuore fatte le radici con appetito di vendetta, in pregiud:che Ci fi moliti per lo fotio del proflmo , co,& lo manifefta la definitione , oue fi dieciira efiere vn feruor del fangue intorno al aiore,per appetito di vendetta,& la malinconia addimandata da Medici Atra bilis, per fi pu fign ificare nel color nero , fa gli huotnini ricordeuo'i dell'ingiurie L'anguilla, il cane, la gatta dimoftrano'il medefimo effetto effondo quella folita d'andar lontana da gli altri pefci,per Inimicitia, come dic^ Oro ApolIine,& quelli infieme effndo in continuo contralto naturalmente.l'ira
.

A O

Piet nemico, e di mercede foflro riceuer pronto, * dar refiio s di promejfe , e benefici] oblio
.

Che non curi umilia-, neferuifede


,

Tu Lupo, Arpia, Grifon d'opre, e d'affretto Tu di virt tu d'animo hon orato


Fecciafchiuma,fetor , macchia, e difetto . Tufei con l'Auaritiaa-vn parto nato , Fuggi dai penfier mio, non che dal petto , Ch'e de vitijilpeggiorejfer ingrato .

&

INIMICITIA.

&

DONNA
Xiiffino inficine

&

veftita di nero,piena di fiamme

di fuoco, con ladeflramano in atto di minacciare,con la /irai/ira tiene vn anguilla, in terra fiano vn cane , vna gatta 3 che fi az-

&

&

INIMICITIA MORTALE.

armata DONNA tremendo>veltita


,

far di afpetto fiero, &:

la feltra

mano

'roga due fiere \ guafments


bieuol-

di color rofio, che

con

dilanii

& chela \ unta deU'vna tocchi fcam-

'
i

Parte Seconda

345

NT

O.

in

V ANETTO ardita vetfto d'oro GI'O in capo terr vna corona di oro onero v,

nato dalla capacit della virt

intellertiua

la

cjuale femp're alpira alle col al re, e diuine,f_>

na ghirlanda difenape^i

fusi capelli lran__>

biondi , e acconci con belpanellature, dalla cima del capogl'vfcir vna fiamma di fuoco, nel
la delira

da' fenfi, che volentieri i'obedifcono , alla confideratione di col terrene , e bafie non fi lafcia
iiare.
xiell'in tendere,

mano terr vno fcettro

con

la fini.

to! moftrer vn'aquila , che gli fia vicina L'Intelletto per natura incorrutribiJe,& non_ inuecchia giamai,& per fi dipinge giouane Il veftimento d'oro figmfica l purit,& firn plicit dell'efler fuo-eflendo foro puri/fimo fra
g'i altri metalli
3

co'l dito lenifica l'atro e/fendo proprio dell'intelletto il ripiegar l'operarione in f i\ef , vincendo l'a-^ quila nel voloja quafe fupera tutti gli altri vccejli, animali in quello, come anco nel f\eIl

moflrar l'aquila

&

der_.'

come s' detto


alla

I capelli fora

conforme

vaghezza
fegni del

delle

fue operationi

La Senape infiamma la boccale fcarica la teda , & per quefto fignifica l'operatione grande d'vn In teferto purificato nel tempo, che non
l'orrufcanJe nebbie de'le pafloni
,

la corona e lo fcettro fono


nio j ch'elfo ha fopra
r

domi-

le tenebre
.

tutte, le paffioni dell'ani-

dell'Ignoranza. Vedi Pierio ib.j 7.

ma nofira, &fopral'iften a volont, Iaquale_J


non appetifcecofa, che prima da efio non venga proporla. La fiamma il naturai defiderio difapere^

HV O M O
oro,in

INTELLETTO.
Y
$

arrn.ato di.coraz^e vefHro d'capo tiene vn'elmo dorato., e nel-

la delira vn'haila

Quo-

34*

Della nouiflma Iconologia


no di prezzo , come e di prezzo l'oro 3 e faldo com' faldo l'acciaio; l'ha Ila fi pone, perche
nir in difeia deli'huomo ,

Quei t'h uomo di quefta maniera delcrittodimoitra la perfettione dell'intelletto, il quale_j armato di fa%gi conili facilmente fi difende in tutte le belle, e Iodcuoli opere , che egli fa ouero perche in guerra, come in pacenecefirijflmo.

Ha l'elmo dorato in tetta , per moftrare , che


rende P huorno fodo, e l'auio, e lo fa lodeuole,e piaceuoje gli altroch lo conofeol'In tei Ietto

nalce tutta la virt, che pu a cil quale come Re ficee nella pi nobil parte, ha carico di coman dare , di dar legge ad vn popolo di paflior.i che in noi fenza efi farebbe tumulto , econtidall'I ntcletto

&

&

nouifolleuamenti.

INTELLIGENZA.

tenga vna sfera , e con la finifira vna ferpe/ar inghirlandata di fiori Intelligenza dimandiamo noi quefa vnione, chefa la mente nofira con la cola iarda da Jei fi vette d oro perche vuol'effere lucida__,, chiara,&ri'pfen<Jente,non triuiale,m nobile, lontana dal fapcre del vo!go,c le perfone
:

DONNA mano
&

veftita d'oro

che nella defin

ltrare Ja figrra di quella Intel'igenza,

ue

'e sfere celeft infecondo

Fiiofoh*

ma

che muoperche

principal intento noilro di quelle cofe,

chzs

&

plebee , che tutto dittingue nelle qualit fingohri dell'oro. Si potrebbe poco diuerfamente ancora ino-

dipendono dall'opere, e dal fapere fiumano > parliamo di que/ta fola ,la qual con la sfera, e con la ferve, moftra che per in tendere le cofe alte,efubhmi,bi/gna prima andar per terra^. comefafaferpe,enelJ'imender no/fro andare con principi) delle cofe terrene,che fono meno
,

perfettedeNe cecili , per fi fa nella mano finiti ra la ferpe, nella delira * ch' pi nobil e , la

&

sfera.

la

Parte Seconda,
La ghirlanda
di fiori in

347
InttUigtfHLjt*

capa , moftra

in

che

parte del corpo fia collocata quella potenza-., i fiori mof fracon la quale noi intendiamo , no , che di fua natura l'intendere perlettione lell'an imo, e d buon odore , per generar bvtna fama, e buon concetto di iiteflo nella men-

&

te degli altri

Mollra che l'Intelligenza nafce per lo pi, daH'efperienza, dallo Audio de' libri,come_ facilmente fi comprende perle col gi dette.

D
E

Onna,che

nella delira tiene

yn liuto, e

nellafiniftra

vna tauola ferina

NT RAPIDIT',

COSTANZA

GIOVANE
Toro.

vigorofo,veftito di bianco,e

rollo che moftri le braccia ignude, e ftar

alla dritta ragione non teme quello, che da ani mi ancor ficuri fi tool temere

inatto d'attendere, e follenere l'impeto d'vn


In trepidila l'eccello della Fortezza ,oppoall'hora fi dice vn'-

Sono le bra ccia ignude , per moflrare la confidenza del proprio valore; e combatte col Toro,
il

fto alla vilt, e codardia,

&

quale efindo mole/lato diuienererocifll-

mo,& ha bifogno per refifiere, folo delle ptone


d'vna difperata fortezza

huomo

intrepido, quando per fine conforme

INVEN.

348

Della nouiflima Iconologia

INVENZIONE.

DONNA appa:enza,&
NON,

gioitane veftira con pompata.


di color bianco, nel cui vc-

fi

chelTnuentionedeue

efiere tutta di/fteiTa,

&non dipendere le non

dall'operatior,efua__

fiimento r\7 fa ferino vn motto che dichi ALIVNDE, haucri il capo adorno di \ eli di diuerfi colori, i quali con beliiffnii riuol gimenri niofrarannoarte , bellezza?, &alle tempie vn par d'alerre, terr con la fini/Ira mano il Simulacro della nan:ra,& il braccio deliro ftefo,& alquanto alto, la mano aperta, haur le braccia i;*nwde,& ambidue cinte di maniglie d'oro, &ne?rnanig'iodel braccio defro vi fera fritto vn motto che dichi OPEfi rapprefentagiouane,perciche nella ioiien tri per il calor del fanone gli fpirti fi iolieuano, accendono ah'intelletto,oue fatto ch'ha la ratiocinatione il di/corlo , fi formano nj tre l'inuen rioniSi vette di color bianccperciche 'inuentio

&

&

propriajcome beniffimo dimofira il motto che ha nel veirimento,0ff#/ytfc,!'adornamento de i veli di vari; colori,fignifica che I'Inuentrone non vna fla,m fono varie, &rinrlnite__'# perciche la variet degl'intelletti inuentano 9 oprano fi i! bcne,come anco il ma'e L'ali che porta in capo, denotano Te Jena rio ne de tutte le parte in teilettuali,perciche mof f dal fenfo per j'acquifto di quello che egli de-

&

AD

RAMI

&

fi iblleuano trouare, inuentar tutto quello che da etto g f propoflo Tiene con la finillra mano il fimulacro della Natura , per dimori rare ch'ella nuentrice de tutte le cole, Et perche i ritrouare qualche In-

fidera

&

ne

.-'cue

efTere pura, &-

non

fcruirfi delle

fatiche

altrui,

& per dice/ facile eftmHcmis adderg

uentionclenza metterla in lucceco/a che nulla gioua , conforme a quel detto de I egifti che Tropofitumin mente ri~er'vr>c< mkii o$er*tur di ci non marauiglia perche come dico

&

noi

."

Parte Seconda
no Tiofofi ,
Pirtus in operatione eonfi&it, onde l'Ipuentione per meritar lode deue metter/ in opera J& in elcutione, perci detta figura alle facciamo tenere il braccio deliro ftefo, quanto alto co la mano aprta^e/lndo appret-

349

Antichi a quelli,! quali haueuanp inuentato,& ci riferi* virtuofe, operato cole lodeuoli, fce Pierio Valeriane lib.quarantefimo

&

&

&

INVE-NT IO N

E.

mano dipinta, (colpir, la dimoftratione dell' huomo ftudiofo dell'edificato gli Egitti; la

re,come quella di cui afiaiflmo ci Temiamo nel


l'opere per il benefcio di cui gl'artifici; di tutte
fi ritrouano,& le imagini depenfieri nel l'animo con ceputey fi fanno vifibili g Rocchi 3 '& perci habbiamo 'mefl il motto nei brac-

Come rapprefentata in Firenze dal Gran Duca Ferdinando


par d'ali, come quelle di Mercurio,& vn orla a"piedi,e lecca vn'orfacchino,che moftra ,

le cofe

VN A

bella

donna, che tiene in capo vn_

cio defrro che dice


cia ambidu.

AD OPERA-M

nu di

& cinti dalle maniglie do- & leccando moftra ridurlo perfettione della
fua forma.

le brac-

che di poco fia ftato dalla dett'orfa partorito

tOjfignifieano il prehio , che foleuano dare g'-

N V

ST

G A T

O N

E.

con DONNA men

l'ali

alla tetta

> il

cui vefti-

vn Cane,il quale ftia con la


in atto di cercare la fiera

tefta baffo

per terra

to fia tutto fparfo di formiche , ten-

gali braccio deftro, e il ditoindice della

mede-

lima mano altcmoftrando con efl vna Grue^ -che voli per ariaje col dito indice della finiftra,

L'ali, che porta in capo , fignificano J'eleuatione dell'In tellerto , perche alzandoli egli per

l'acquifto della Gloria dell'iionore , e dell'Ira

.mona-

35
celali

Della nouiffima Iconologia


ad vn Iuogo,doue fono tre ftradee non iuuen*

mortaia,viene in cognitione delle cofe alte,e

do veduto jer qua! via fia andata j cflb odora.


ta,ch'habbia la prima flrada,odora la feconda, eie in nell'una di elle fente, che fia andata, non

Diamo quella fgurail veflimento pieno di


formiche perchegh Egitti; per elle fignificauano l'In ueiligatione , eflen do quelli animali
diligentiflmi inueftigatori di

quanto fabilo-

odora la terza , ma rifoluto corre argomentando, che necefiria mente fia andata per ella

gnoalviuerloro Moltra la Grue , che vola , perche gli Egittij


(

INVERNO.
dipinger per I'Inucrno Adone bellilfima SIgiouane in hafeito di cacciatoreja flatua__
del quale gi era nel monte Libano col capo coperto, con apparenza meUa, tenendola fini-

come dice Pierio

nel lib.diceflttefimo) vole-

uanojche ci fofle dimoilratione d'huomo curioi, e inueftigatore delle col altere fublimi,e
, che lono remote della terra , perci^ che quello vccello vola molto in alto con velocit^ feorge molto da lontano Del lignificato del Cane,Seflo Pirhonefe Filofofo nel primo lib. cap. 1 4- dicejCheil cane_* nella guifa 3 che dicemedenota Inuelligatione, perciche quando feguita vna fiera,& arriuato

di quelle

mano alla faccia^ con la delira follenendo vefimento,pareua,che in efio cadefiero le Jagrime3 Ie qua'i cofe tutte deferiuono la fipura__*
ftra
il

del

Verno , che cos racconta Pierio Vafcriano

lib.Nono.

INVERNATA, DA MA'CROBLO
Efpofta dal Signor Gio: Zaratino Cartellini

BON-

Parte S econda.
detto guarda dinoti cffere veduto dagli

3$

huo-

mini.
E* mal vellica , perche queflo vitio hi luogo particolarmente fra gli huomini baffi , e con la plebe la mano alla hocca per fegno, ch'ella non nuoce ad altrui: ma a le Uefl 3 c che nafce in_

L'Inuocatione fi fa c4iamando 3 &rapettan* do con gran desiderio il diuino aiuto Per fi dipinge conucneuolmente con due fiamme, che gli efeono vna dalla bocca , e l'altra dalla cima del capo , che dimofirano la verace proftteiio.'e Inuocatione confiflere non__
folo nella

gran parte

dali'otio

voceimanco nell'in tendone della mente.con che chiedendoli cofa giufla, ifpe

&

Innidia.

diente dalla diuina benignit facilmente injpetra.

s'-

yN

veleno, e l' Inuidia,che diuora

/angue tuttofugge , Ondel'inuidon'hdebkapena Terche mentri l'altruiforte l'accora Sospira/reme, e come leon rugge Attrandoc'ba la mifera alma piena D'odio crudel che' l mena *A veder l'altrui bencon occhio torto l'ere dentro fifa ghiaccio , e furore Bagnafi difudore Che altruipufar delfuo dolor accorto
il

Le midelle,

&

HV
ietti

INTERESSE PRPRIO. O M O vecchio,veflito di nero, che__


lupa,.

tenga con vna mano vna canna con 1'hamo da pefcare,e con l'altra vn raflello,dall -

vn canto vi fa vn gallo,& dall'altro vn

Intereffe vn'appetito difordinato del proprio commodo : e ii lende plti, e diuerfi ob-

E con la lingua di veleno armata

Adorde ebiafmafempre ciocheguata,

Vn pallido color tinge la faccia Qu^ida del dupi interno certo fegno Et'il mi fero corpo diuien tale Chepar che fi distrugga, e fi di sfccia ; Cu che vede gliporge odio ,e difdegno 3
;

fecondo gli appetiti degli huomini; ma volgarmente all'acquifto, confruatione del la robba,cheper fi dipinge vecchio^ com^_ dice Arinotele nella Poetica J e/fendo queUPet naturalmente molto inclinata alF.Auarit.i2 capo particolare dell'in teref. La canncori i*hamo moflra, chel'intereffisforza {pef'e vol-

&

te far benefcio altrui : ma lon intention di giouamen to proprio , e non er la fla virt , che non pu haur fine meno nobile di f fleffa , perche con la canna i pef catori pongono i!

Perofugge la luce , e tutto 4 male .' Gli torna, e coneguale \ >>$4Wfchijk il cibo, amia il bere Vnquanon dohmr.mai non hripofo
,
1

cibo al pefce,con in tendone di prenderlo.! e


rarlo fuori dell'acqua

ti-

Efempre il corgli' rofo

...

'<$)a quell'innida

rabbia qugl. haucre

Queflomedefimo effetto di propria affttio ne fi dimof ira nel rallevo infhrumen to di Villa, il quale non ferueper altro 3 cheper tirare vei> f colui clic lo maneggia
.

al cui grane male Nortpuo mai fini, Rimedio alcun di Medico non vale
.

&

Inuid<a,d,ell'uilciato

per moflrare^che fi come effo colore non fi pu tramutare in altri colori*, cosi I'intereflto U iempre fermo ne' fiofvt^
-

Si velie di negro

Onnafquallida, e brutta Che di carne di viperafi pafet ;

E mangiali proprio cuore Cui dolgon Hocchi liuidi a tutthore Afagra pallida, e afeiutta. E douun que ella va prejfo , o lontano Po rta dardi spinofi nella man o
.

Che delfuofangm tinge

In queflo habito slrano * Jnta! forma l'Inuidiafi dipinge,


,

commodijokre che l'in tcrefl proprio mac chia,che da ciafeuna parte oicura ilbianco dei la virt, e perche l'intereffe tiene akrui in gelo fia,del proprio commodo* in continua vigi* lanza cosi d "animo , come de' (enfi ; f gli accompagna fecoil gallo pollo nel modojche di foprafidetto. Se limette canto il lupOjperci.che l'intereffe ha la medefma natura. propriet di quo fio animale,effendo che del continuo auidoj
Ji,e

&

&

INV'OCATONE,

& ingordo.

Interejfe-

DONNA fiamma
ice di

veflita di

rofWn capo ha vna

bruttOjmagro, nudo ma che hab-< HVom biaitrauerfo vna pelle di lupo y& del
,

di

fuoco ,

& vn'altra fmile n'e-

bocca.

medefmo animale habbia l'orecchie,& che__ abbracci^ flrifiga con auidit con ambe le_j

mani

mr.

Della noui/fima Iconologia 3 <52 i vn gJobo,chc rapprefenti il mondo , cos Pittore,huomo di belfo ngegn* , 8c di bom7S- vien dipinto da Gieronimo MarTeilucchefe_* mo giuditio.
I

A-

DONNA&
oicura
,

giouan e, di carnagione rofTa, perche appartiene l'habitUr

non pofino patire di c/fer difpregati,an2 fi dolgono acerbamente quando par kro di eflre ingiuriati

dine del corpo degl'iracondi , come dice Ari, e nono capitolo della Fifonojnia.,hauer!eipalle grandula faccia gonfiagli echi rolli Ja fron te fotonda,il nafo acuto,& le narici aperte,/? potr ficruare ancora quefto j fax armata, e per cimiero portar vna telfa_j i'orfo,daIla quale n'efea fiammate fumo; terr nella nel a delira mano vn fpada ignuda , ^nillra h3iier vna faeella accefa,& far vcftiftotelenel fefro
1
!

la tefta dell'orlo i fa, perche quello animale all'Ira inclinatiflfimo,e per nacque il Pro uerbio : Fumanttm vrfinafum netetigeris quafi che i' fumo , e'] fuoco , che fi dipinge appretto, fignifchino Ira- e

conturbatione dell'al'Ira

&

nimo . Vedi Pierio nel fib. 1 ?. la fpada ignuda fignifca tChc


porge la mano al ferro ,
detta
.

fubir

&

fi

fa flrada alla

ven-

ta di rotto.

Giouaoe fi dipinge l'Ira , percche/come arra Ariftorefe nel Fecondo libro della Hettofica ) i giouan i fono iracondia pronti ad adiatti ad ef^iire l'impero dell'iraconlia,& da efi fono vinti il pi delle volte, in t eruicne^perche eifriulo ambinoli, elfi I nello
raffi,

&

80

lafacellaaccefacil cuore deU'huomo irato,chedi continuo s'acqcnde., e confuma Ha la faceiagonfia,pcrche 12ra ipefTo fi mura j& cambiati corpo per Io ribollimento del fanguc, che rende ancora gl'occhi infiammati.

Ir*

Parte Seconda.-

$3
la fchiuma alla

Ira^
DOnnaveftiradi
far cieca,con

d'ogn 'altro animale iracondo. Vedi Pierio yaIerlib.6.

ro/To ricamato di nero,

Cieca con

bocca l rapprefeft

h fchiuma alla

bocca-, ,

haur in capo per acconciatura <~\?na teih di Rhinoceronce,e appretto vi far vn cinocepha lo Sta. 7.Theb.dekriiiendo l cala di Marte nel Eaefe de' Traci dice,che v'era fra molti l'Irai chiama rofla dicendo Eforibus cAcumqnc nefas iraqtte rubentes . Perche nafee dal moto del fangue,e procura fempre la vendetta col danno e con fa morte altrui, per vi ricamato il vettimerito di nero Il Rninoceronte animale ,che tardi s'adira , e buogna irritarlo innanzi gran pezzo : ma quando e adirato diuiene fetociflmo per Marciale nel iJib.de liioi Epigrammi dine SoUicitantpauididum Rhinocerota magiari Seqttediu magna colligitira fera Gli Egitti; quando voieuano rapprefentar l'Ira dipingeuano vn cinocefalo per efir pi
i
,

ta,perciche eflndo l'huomx>> imo dall'Ira-* perde il lume della ragione, e cerca con fatti , e con parole offendere altrui, e per diedi Vn crudel moto violente e t'Ir.
_.

Ch'infofca nube il triilo animo tei* d'amaro bollore il cor circonda


i

*-

E Coprendo labri d'arrabbiata/puma E focofodefio nelpetto accende


ogni diurna ifpiratien rimout , Dall'alma vile, e laconduce amorfe Priu di grafia, e difatate eterna .

Dirouina dannofa> e di vendetta Chefpinge l'huomo hfuror empio, eprejh Che l'intelletto infolle ardir acaeca ,

E
il

Et

Petrarca nel Sonetto 197.

IRRESOLVTIONE.

Jra brevefuror, echinolfrenu furor lungo; cheilfuopoffejforc Speffo k vergogna, e* morte tal'hor mene

isi

DONNA

vecchia federe, veli ita di cangiarne, con vn panno nero auuolto alla tetta , con ciafeuna delle mani tenga vn corno in atto di cantare Irrefoluti l diconogli huomini, che eonofeendo la diuer/t, la difficult delle cofe_^, non l rifohiono deliberare quello, che pi conuenga , per fi rapprefenta, che fila ldere . Veltel di cangiaine^clie moli ri dmerli colori,coine diuerfe apparenze delle cole, che fan-

DO

#4
&

Della noutffima Iconologia


cantare^l qual canto fempre Cras, Crar, co-

n NA

&

huomini Irrefoluti differiicono di giorno debbono con ogni diligenza opcraro-come dice Marciale Cras te vi3nrum, cras dws PojihumefemptY Dtctnihi cras ilhtd Pofthume quado vefitt ? Qutr hftge cras ittud>'vbi eil^autzndepeten
sigli
in giorno* quanto

&

dum
NunquidapudParthosyulrmeniostfclatet? lam cras ijludhabet Prramt^vel Ntiloris ari-

MS

nogli huomini

irreioluti.

Si dipinge vecchia ,perchela vecchiezza^ perle molte eiperienze ra gWiuomini Irrefolti nell'anioni . Ondeconofcendof molto pi in quella et , che nell'altre , ragioneuolmente l dubita d'ogni cofa , per non fi va nell'at-

Cras iffnd quanti dic> mihipo-ffet tmi ? Cras vii<ieS}!odif ia Vivere Pofthiuxefcr ei,
lUefapit quisqms Pofthtime vixit beri Il panno nero atmolto alla rolla mottra l'feurit ,ela con fu/ione dell'in tellecto per la_
,
,

&

variet de' penetri,

quali lo rendono irreib-

^tioni rtfol'ucamente come in giouent

Juto

Sele dai Coruiperciafcunaraano in atto di

T V T

O N E

^m

BONNA

Parte Seconda
delira mano tenga che con vn paneretto , ceitello, che dir vogliamo, che dentro vi fi vedano delle rondini Sono alcuni,! quali hauendo in alcune anticaglie oflruato vn caneilrello con delle rondini dentro, voglionojche quello fia il Geroglifico dell*IftitutJQnej&r prendono di quello l'rgumento da' benefici; di Ofiridc,& di Cerere dati a' mor tali , per che da quelli habbiamoriceuuti ,e
.

DONNA

leggi di

ben viuere,& precetti di ben lauorare i campi imper che i Poeti chiamano Cerere Jegifera 3 apprefTo Diodoro nelle lettere
,

&9

&

degli Egittiani Ofiri detto, e tenuto Gioue__ giulo PadrcDucceConlultoredi rutto, k__> quali col , vogliate accomodarle alla Ifiitutione , alla vgi;aglianza , tutte quadreranno beniffmo, laranno alpropofito -

&

ITALIA CON LE SVE PROVINCIE,


& parti
deiriible,

Come rapprefentatanelle Medaglie di Commodo/tito^& Antonino 3

m
\f NA fomcfo,
'

bellifFma

donna

veflita d'habito

e ricco con vn mantolbpra__.,

e Ueda fbpr'a vn globo , ha coronata la tela di torri, e di muraglie, con la delira mano tien vn lcettro.ouero vn hafta, che con \' vno, e con l'altra vien dimo/rata nelle lpradette Medaglie, e

di diuerfi fruttile oltre ci faremo anco, che habbia opra la celta vna bdliffima fielia Italia vna parte dell' uropa,& hi chiamata prima Heiperia da Hefpero (rateilo d'Atlan.

no

te,^ quale cacciato dal fratello, ie

il

nome_-

con

la finillra

mano vn Cornucopia pie

&alla Spagna,& all'Italia: onero 'fiVderta Heiperia fiecondo Macrobilib. i.cap.*.) dallu

Zi

-idh-

^66
i Iella

Della n'ouiflima Iconologia


Si velie d 'hat>ito ricco , fon rnofo, e/Indo che in quella nobiliflma Pronncia fi \ccono

di Venere , che la fera chiamata Hefpero per efier l'Ita 'ia fottopola all'occaso di quel
Si chiametiandio Oenotr/a^ dal. bont del vino , che vi nafee, perche a ivv , chiamano Ir Greci il vino, da Oenotno, che,, fu Rede' Sabini , Vltimamente fu detta Italia da Italo Re di Sicilia il qualeinfegn glTtaJian i il modo di coltiuare la terra>& vi dfcdz~* ancole leggi, perciche egli venne quefla_* parte,douepoi regn Turno, 1 a chiamo cos flalfuonome,come afferma Vergilionel lib. i r
li (ielh
la

&

molti fiumi cupi , elaghi diletteuoli , fontane , vencdifaluberrimc acquetanro calde, quanto frefche, piene di diuerfe virt talmente prodot te dalla Natura, cosi perii riloro , e conleruationedclla fan iti dell'huomo, come anco per i
piaceri di elfo
II

medefimo Virgilio nel z , della

Georgica cosi dice\

&

An mare,quodfupra.mcmorcm quodq; aliai t


tnfra

dell'Eneide *

An netacurtanfosite Lari maxime?! eque


Flutlib. etfremita a$M gens Binate marino? -An memoreportasi Lucrino% addita claujlra

fi loctfSj HejperiamGray cognomine, dicu.tr Terra antiqua potens armis',a: eftvberegleb& Oenatrijcoluere viri, minefama minora Itatiamdixere, Ducis denomine gcntem Hora noi la chiamiamo Italia dal nome di co1lu,cItc vi regn^m Timeo, e Varrone gliono ^ che Za detta cosi dai buoi,; che in lingua greca anticamente, fr ehiamauano Italia perefleruene quantit, e belli" E pcrnorr efrereiotediofoipra i nomijchehabbia.hauutoque{la nobiliffima partedi nitro il monHo>fopra di ci non dir altrormfoIo con breuit attender alV*dichiaratione dr queIlo,che appartiene alI'habito,& ali a Itreco ferche fonondrimagine fopraderra-Dicodunque,che bella ir dipingeperla dignit,& granfeeccellenza ddlecofe ,Ie-qiiali in elfo per adalli dietro continuamenteritrouafe fifono', tempi noitri ancora fftrouano onde il Petrarauuicinatofi all'Ica ritornando df Francia , talia, &vedendcJa,con gran diifimaalegrezz3:
.

co-

yftque indignatum magnisfindonbus ttquor, Julia qua Ponto longefnnat vnda'refufo Tyrrhenmififretis tmmirtrtur &Hus aiernis? Vi fono* ancora non folo per maggior ric-

chezza^ fontuo/Tciuerl min eredi metallir metiandicvari;,& diuecfi marmi & ahrepie
3
,

..

onde il detto Virgilio al luogo nominato narratosi fegnendo r JH&c eadem argenti riuos, dristfc metalla O&endit venissOtfy atrro plurimafiuMt . Lacoronadi torri> di mur~g!iedimoitr2
trefine,

&

&

&

rornaraenro^e nobilt delle Grtta,Terre,Caltella,& Ville, che fono in quella riiplendente/ingoiar Prouhxia,ondeil Poeta nel i. della Georgica hebbe adire -Acide tot egregi as Frbes3 operumq; aborem Tot congcttamauupr&rHptis eppidafaxis Ftuminaqj antiquosfubter labentia muros, Lokettrojouero fhafta,che tienecon la de-

&

.-

dirfLr.-

lira

mancpvno, &

l'altra figruficano

I'impc-

Salite cara Deotellus Jan li filmala 'u

rio ;

&

il

dominio.che ha iopra tutte l'altre na-

Tellustvtt abonis ytellus metuend-ifuperbis'


TettitimvbilibusmuttuW' generofwr oris

tioni,perrcceI'en2ra dellelue rare virt nort_,-

E Vergiio nel 2.della Georgica, anch'gli marauigliato della fua gran bellezza dice Salite Afa* ti a Faresfrugum Saturni a tellus
'

l^odeirarmi ma ancora delle Jettcre.Lafciaro moh'ahre cofedigniilTine di tal lode pernon_y efierTungo miolo metter in con fider ti one
i
'

Afagna virum
" Strabone nel felle librodl Fa

queiro-jcheteftificafopra di ci ilnof.ro pi volteaflegato J^oeta nel i.delfa-fiia Georg.-

fuaGeografia,& DioniioHarkarnailo ndprmcipiodell'hiftoriadiRoma ragionando d'Italia , moitranoyquantofia degna dilode , perciche in.

f-I&egenusacre wrumAIarfojjpubcm^

Sa-

btllam

quella felkiffima Prou/neia

fi

ritruoua per Ia__*


-

maggior partel'ria moio:empera faconde ne

legita efleriii adagia" viuere,e con afiuidiffexen tie di animali, ai augelli si domestici, come

Ligurem Vcifcofty l'erutos jQffuetumqi CaExtulit:h<&; DeciosyAiarios, mr.gn off } miilos Scipiad-isduros bello ,0'te maxwnC<efar , Qui ntatc externis Afi&iam vifior in oris lmb&llemauertis Romanis arei Bus Indurr'*
la fertilit

mah

anco feluaggi per vfo degli fcupmmi,non tanto per la !or nece&t , quanto anco per i piaceri etrafhiHi loro.
.-

Se le mette bellaftellafopra il capo per fa ragione detta di iopra *

Cornucopia picnodi vari; frutti fipifica maggiore di rurte l'altre Prowncie del mondo ritrouandofi in efla tutte 'e buone Dualit efiendo che ha ri'uoi tcrreniatti proIl
:

sirrc tutte

Iecofe,chefon necc/Taiiea!l'huma-

no

Parte Seconda
d'oro I'haticfe non di metallo
.

I
fi
,

369

Hora

l'infegna dell'imperio

nodi "Demetrio Re di Macedonia >fe ben 'egli


per modeftia non
gloria per f
iercito fuo
fe io
,

ma dipinta,Aquila negra con due tefi e in campo d'oro. Federico fecondo die de per infegna Ghibellini fuoi fautori l'Aquila negra in campo d'Argen to bianco Papa_ Clemente Quarto Guelfi hioi deuGti vn'Aquila vermiglia fopra vn ferpen te verde in cani p bianco In quanto all'Aquila particolare
. .

volfe viurpare tutta quella

ma dimoer tencrui parte l'ef--

quando voltatofi fuoi ioldati di-

fon Aquila per voijche con le Aofre armi* come con ali m'hauete portato in alto

IT

LI

A
-e
.

nella Medaglia di Vefpafano, fu battuta per.

Afedaglia d'Adriano Imperado?


Del Sig.Gioi'Zaratino

decreto di Senato Confulto ad honor ino nel Confolato otrauo^nel quale anco fgnrorno det to Imperadore con vn fulmine nella /ini/Ira ma

Capellini.
,

no,ripurandolo come Aquila veloce, forte 3 fulmine di guerra , che nella guerra giudaica fi fenn fpetialmcn te della legione duodecima^ fulminatricerfi che gli atmbuiiconoper',eccel lenza del Valor fuo l'effigie d'Aquila , in \cedi nome d'Aquila dato gi al Re Pirro da gli Epiroti doppo la Vittoria che con impeto,e femore riport contro Pan tauco Generale Capita-

&

mette AdoI foOccone nel terzo Confolato di Adriano ab Vrbe condir. 8 76. ih bene il terzo Confolato di Adriano fecondo il conto del Panuinof del S 7 2 -fi pu incoronare Italia di quercia, per che Plinio affimig'ia la forma d'Italia ad vna foglia di quercia , fi pu anco in vno feudo apnella finiftra.La

DONNA Cornucopia

in piedi l'hafta nella defira

il

ITALIA,

A.

Del Signor Gic: Zaratino

Cartellini.

"*r

poggiato

370

Della nouiffima Iconologia


Jia, e Tullia, Ja ferpe per la prudenza in confutare con maturit le cofe; le ali per la predezza

poggiato all'hafla dipingere vna teda di caual leene fecondo alcuni in Pieno tipo d'Italia, ci comprendeno da certe Medaglie ch'han noia teda di caualio con JTnfcrittione ROA. f ben Pieriq la piglia per fegno di fcorrevelocit, bada chela Caualleria Romaria, nacV Italiana ha icorl con velocit per tutto il MQfldo,e tuttawa di gran pregio

& M

in eseguire le cole confultate , ferpe in tetta dilgno d'imperio

&
.

determinate

Portavano

R d'Egitto l'Alpjde figurato


ro^

nel

diadema lo-

&

come Roma la

ferpe nel fuo cimiero, (im-

bolo di ftabilimento , fermezza d'Imperio Eliano de Animaltbus lib. vj.cap. 5 8. sfjprdes in diademattbns pi Ras Jlegyptiorum Reges
ge> unti ex eius befi/a forma Regnifirmitatem

&

ITALIA, ET ROMA.
Del
Sig. Gio:

ferpentis

Zaratino Capellini.
di

Medaglia NELLA pata da

Mutio Cordo ftan%

Fuluio Orfini,( come anco nella Gente Fufia vedcfi in;yn medemo riuerfo Ita-

lia^ Romainfienie
Italia dal

canto deliro col caduceo dietro, buone arti , che per l'eloquenza;Difaplina ,
in efia fioriscono ,

& col

&

adumbratefignificantes,inuil~lum enim huius venenum efi,<Zreo vnquam ab e*-* morfus euafijje memoratur. cosi (a potenza di Roma fu inuitta,& ninna natione fcamp dal Jiefue mani, che tutto il Mondo pofe (otto il fuo dominio per forza d'armi. Nella gente Ceci lia ( vede vn'altro Murione in teda Roma alaro aguzzo , e ricorro con vn capo^aquila ir punta"; vn'altro murione,o celata con due (pigne, vna per banda, fin idra, e delira in teda di
Il capo d'Aquila per la Maeft del Romano Imperio , le fpighe in teita per l'abon dante copia di vimiofi penfieri . La lupa ch'allatta Romolo, Remo gemelli vedeh nella Medaglia incerta in Fuluio
,

Cornucopia nel fin-

Roma nella Gen te Poblicia

itro braqcio per la fertilit, 8c douicia

Roma torneata in habito diccinto tiene fot to il pie deliro vn globo, nella man (nidrav-r n'ha(la,& porge Ja man delira alla delira d'Ita lia, per l'vnione, concordia con la quale '=

&

&

impatron del Mondo

ROMA.
Del Sig. Gio: Zaratino Ca fidimi
vn morione DONNA con vna
nel cimiero
glie,trofei,
.

Orfini carte 1 8 8. innanzi alli piedi della Lolita figura di Roma fedente (pra rotelle > armi,ch'cgli penfa fia Faudolo Pallore; li due

&

&

augelli volanti
glia per

che la mettono in mezzo

li

pi-

ma pi, toio fono podi per lo felice aufpicio di Roma La lupa firn ilmen te (la
Pico ,
in

alato in teda

ferpe , feda fopra le fpo-

armi de nemici, da vna mano vn badone, ouero halta, dall'altra vna datuetta_* della vittoria alata, che tiene vna corona di lauro innanzi alli piedi vna lupa con 'dui g, melli L'elmo alato con ferpe fopra ordinario nelle Medaglie di Roma , (lampare da Fuluio Orfni nella Gente Calidia, Cloulia, Cecilia. Didia Domitia, Fannia , Flaminia, Serui,

&

vn riuerfo di Vefpafiano , di Pomitiano con li foIitigemelli, quali molto ben conuengonoifeguenti c\erfi di Virgilio nell'Eneide
ottaua Fecerat,et viridifeetam Afauortis in antro, Trocubuijfe lupam gemino sq3 buie vbera circa Jjudere pendentes puerosy& lambere matrem Impatti do '$> illam tereti ccruice refi exam ,

&

Mulcere alternos,

& corporafingere lingua

Bel f&&$&m^

ROMA

Parte Seconda

71.

RMA VITTORIOSA
Del
Sigtif Gioi Zaratino Capellini.

ROMA
di
la

a Cedete ipra tre targher targa

figura alata
nief la

cme

l'Aquila

bene

gli

Athe-

mezzo alzata per co{la,cheiflenta_.>

prima doiie lede Rogia^l'vltinia ita per terra fpianata > con la man delira in alto s'appoggia ad vn'hafta funga j dietro alla figura di Roma vi la Vittoria alata in piediche con l delira
le
fi

mette in capo vna corona d'alloro tal figura vede nelle Medaglie della Gente Cecili, NoniajPoblicia, Pqflumia in Fuluio Orfini
;

formornofenz'ale, perche non volafl via dalla Patria Jroj formarla con le ali, p*, teua effere d'aliuifo a Romani 3 che la vittoria fuiTe f ugacejvolatile, per attendelero ogni di pi con valore ad opere egregie 3 acci la_ vittoria non volaffe via^dubbioia cfa 3 che fi

&

pofl

man tener fempre quello

che con Vittofi

ria s'acquiftaj quindi che la Vittoria

figur

Di Roma Vittoriofa fuperfluo ragionarne


toria

De Romani plus quam dicitur.tfeiu Vitche l'incorona dice Adriano Turneb,

che l'Antichit dipinfe la vittoria alata, come che voli dal Cielo quelli ch'orna de fuoi fu cefo ond' quello d'Aufonio fopra Augnila Tu quoque ab thereopr&pes Vittoria lap/u Gli Egittij volendola dipingere, formauand
.

l'Aqutla3perchc fupera tutti gli altri augelli,

&

con piede nudo fofpefa , cosi deferitta da Prudentio Poeta 3 come che non fappia fermarf Mlte figure della Vittoria alata fi vedono fcolpite in marmo con palme,rami 5 e corone in mano,& fopra gli archi trionfali con itofei appreso Dice il Biondo nel 1 6. libro di Roma Trionfante verfo il fine^che la fortuna alata dt ro ffleneua la corona Tuo Imperatore nel trionfo Ma io direi che pi tflo fufT la Vif..

<

perche la Vittoria fupera gli efferati nemici *&

toria,piche

GiMo Hebreo riferifee cheiii_s>

371

Della noufffiflia Iconologia

quello trionfo vi erano molti fimolacri della__. Vittoria > tutti o d'oro, o d'auorio: e tuttauiafi vede il carro trionfale con Ja Vittoria nel fuo Arco Sede Roma fopra tre targhe incorona.

ROMA eterna:
d'otto cojonne nel quale fede con la dettra la vittoria , con la linittra l'hatta di Probo Imperadore vn'aluro tempio belliflmo con dieci colonne.d'Antom.

ta dalla Vittoria

come

Vittorioi fopra le tre

parti del MondOjd'Afia^ d'Africa,

& d'Europa

Tempio VNRoma

da lei fottopofte con

l'afldua Vittoria

VINCITRICE di Tito Impcradore Roma federe fopra le fpoglie. nella def Ira vn ramo , nella fnilra vn'halta con tale ti.

ROMA

no

l'io

fenza figure, col morto


.

tolo.

ROMA VICTRIX. ROMA FELICE, di Adriano Imperadore.


'

T E R N A Altre Medaglie vi fono con titolo di Roma Eterna d'Adriano di Commodo *


,

ROMit

.-

di Settimio Albino,di Settimio Scuero, d'Alei-

fandro Seuero, di Gordiano primo, fecondo , e


terzo,di Licinio Giuniore,di Domitio Aureliadi Marco Giulio no, di Flauio Friico Aitalo, Filippo Imperadore,Roma che fede fpra vno feudo , nella dettra la folita f lametta della Vit-' toria, nella finii'.ra il battone lo feudo eflendo rotondo,e sferico pigliali pei firn bolo dell'Eter nit,fr tutte fi polta la feguen te loia intaglia ta come pi Angolare , vaga df Giulio Emi-

Donna federe,nella delira mano tiene vn


halta

ra-

mo d'alloro come vittorioi, nella fnilra vn'come bellicofa. Vn 'altra pur d'Adriano
col
fnilra

&

Donna federe
fulminemella

murione , nella delira vn vn battone perfegno del

Dominio di tutto il Mondo,con le parole ROMA FELIX.

ROMA RINASCENTE
.

di

Galba Impe-

&

radore.Figura col murione in tella,nella dettra tiene la Virtoria.Vn'altra nelle Medaglie incer te di Fuluio Or/ini Roma in atro di caminare cpn habito fuccinto fopra il ginocchio, cothur ni in gamba^murione in tetta, con lafnittra__ tiene vn'hatta per trauerfo alzata con punta di ferriche dietro Je ipalJe auanza fopra il murio ne,con la delira tiene la Vittoria alata,che con la fua delira alzata le porge fopra il capovna RENAcorona di lauro col motto. SCES in vece di Renafcens.irou3.fi la lettera N.fpcfle volte tralaflata nelle Romane infcrittioni . Clemetipro clementi, inf aspro infans.

liano Imperadore

ROMAETER.NA
Di Giulio Emiliano Imperadore

Del Signor Gio: Zaratino Caftelln*

ROMA

FIGVRA

in piede col

murione in
il

retta__ s
<

nella fnilra

mano tiene
cima ,

Pilo hatta
il

on

ferro triangolare in

nella dettra

globo

Adefespro mcnfes.iferos,pr infero s, C.Alaecius Crefces.pro Crefcens, vedefin vna bafe Saldino villa di Faenza,&in molte altre dittio nittampatenelgran volume di Martino SmeAdo^o-Occone pone di tio , e Giulio I ipfio pi nella dettra di quella Roma riunente vn globo con la folita picciola Vittoria l'opra;
.

lopra del quale vn 'augello di lungo roflro, alli piedi vna rotella. Medaglia di Caio Giulio Emiliano Imperadore col titolo ROMvE ^TERN^E polta da Adolfo Occone fotto l'ano no del Signore z s 4.

&0

Cominci Giulio Emiliano guerreggiar da putto..f Capitano diDecio Imperadore in


Mela.fcacci gli Sciti
;

ROMA RISORGENTE. ROMA


.il

Figura militare
l

doppo

la <~\ittoriaf

con la deltra la Vittoria con la fnilra 'natta RESVRGES.in vecediRomar</?<r^/7j,di Vefpafano Imperadore. Vn'altra lotto

chiamato Imperadore dall'etterato , icti/| al Senao d'eflerettato eletto Imperadore promife di liberar la Tracia, !a Mcfbpotamiajdi recuperar l'Armenia, in tanto i loki; ti Alpini elever Valeriano j l'eflercito d'Emiliano vdito ci > per non diltruggcrf in. guerra ciuile l'ammazz verfo Spoleti, imper tre,o quattro mef. Del Filo ne tratta molto lungo Giutto I ipfo nella militia Romana fopra Polibio: fccdo i :em pi, e luoghi variato fi troua, a noi batta la forma dileguata da Vegetiolib.z.cap. 1 *.Hatta__* nicz?o,con ferro lopra lunga di cinque piedi

medemo titolo . L'Imperadore in piedi che porge la delira ad vna figura inginocchiata innanzi a Iui,& vi afftte vn'altra figura militare .Cos anco Settimio Scuero porge la mano Roma inginocchiata Medaglie battute a laude di detti (mperadori come che Romarinafeeife j e riforgefie per il Ior valore a e buon ge.

uerno.

&

triangolato di none

onde. L'augello^pra
G.'obo

il

Parte Seconda

3-73

ROMA ETERNA
Di Giulio Emiliano Imperadore
Del Signor
Gio:

Zaratino Castellini

Globo la Fenice , onero l'Aquila ambedue


imbolo dell'Eternit per la rinouatione che_ fanno dell'indiiiiduo loro, la Fenice dicono che fia fola al Mondo, grande quanto l'aquila che intorno al collo di color d'oro, il reflo porporino,& la coda,la quale verde, dilli nil cata con penne di color di rof , la faccia po ha ornato di eretta, vus in Arabia. 660. ann imitando inuecchia fi fa vn nido di caffia,So

tiene per'cofa fauolofa

che Za fola al mondo,&f Cornelio Tacito nel lib, quinto dice che fono cofe incerte ch'hanno del fauolofo, ma che_*
.

quello vccello fen ?a dubbio flato veduto alle volte in Egitto Il Pererio fopra la Genefi lib.

&

d'incenf
.

& riempielo d'odori, & poi vi more

Dipoi delle offa, e delle midolle fue nafee prima come vn vermicello , e poi fi fa vn_j prima fa ilfunerale alla__. picciolo vccello ,
fopra
.

con ragione flofofica proua chenonpurinafeere da f fola: Pi Fenici mofra che <~v fianoAn tifane Greco in Ateneo lib. i4.dicdo In Heliopliprocreati sJum Vhoenices Athenis notluas, Cyprus hahet Eximias Columba?: Samia vero
11.

Junoaureum, %>tdiclitam> auiumgenus


fpellabilesfattone s Formofos, Dal qual tello apparifee, che in Eliopoli C.kJt tdelSolein Egitto nafeeffero tante Ferii

&

gi morta,

& porta tutto


.

&

il

ndopreflb a Pan-'

caia nella Citt del Sole

Plinio iib. lo.cap.a,

uan:e

quante ciuetrc in Arene, Colombe in Ciprio, ifcPauoni in Samo. Con tutto ci perla fudetta l a diuolgata natura tno Irati da lei prefi belliflimi concetti, e (imboli di renouatione refurettione, eternit : a' tempi noftri itata la Fenice imprefa di Papa Clemente Ottauo fenza motto,che pi volte l'habbiamo veduto nella fua ldia Pontificale So che Adolfo Ocaltri in vna medaglia di Fauttina picone , gliano l'Augello con la diadema , che vi imprefl , per fo Pauone, in /imbolo dell'Eternit eflendoui la \oce . j_TERNlTAS Ma io fon di parere, che quello augello fia la Fenice , che. ha la faccia,& il capo ornato di creila. Plinio Criftis faciem caput q^pulmeo apice honeftan~ Alberto Magno deferiue le fue fauci con te.

3 74

Della ftouiffima Iconologia


ci ,fi
te,

more lo pun tar del Sole fuor dell' Oriea* &la rinouara figlia fi della fua culla feretro
,

&

&

&

le creile circa

il

collo ,faces
.

etiamhabet cri'

fiatai circa collum per ad alcuni fa parere* che, fia diadema aggiunto per ignificato di Maert. Ma la naturale creita,& naturai pendiadema lo nacchio in forma di diadema ,

&

chiama il Petrarca per fimilitudine Quella Fenicidetauratapiuma


jilfuo bel collo candido gentile Formafendane vnft caro monile ; Ch'ogni cor' addolcifee, e'I mio confuma . Forma vn diadema, naturai > chi alluma Lare d'intorno* In cotal guifa il Petrarca fuppone che la fenice habbia vn'omamento ameno in tetta fimile
.

onde prele occasione Ouidio di canche lo ripone/le auan ti le porte del Temfola al mondo cri pio del Sole i come vnica da gli Egtttij tenuta perfimolacro del Sole, il iuoafpettoraflmbravngran diadema fplendido,rotondo, con limile diadema fi circonda ilcapo d'Apollo tipo del Sole, come la Fenice che per la nobilt di vari; colori,per la rari t, e Angolarit auanza in bellezza di gron_> lunga ogni forte d'vccclli , f come il Sole tutti li piane ii,e tutti gli al cri alpe tei celefti. Trouafi la faccia del Sole nelle Medaglie di Vefpafiano, d'Adriano Imperador di Tito, di Traiano , prefa in tipo d'Eternit conforme gli Egitti;.? cosi anco in altre Medaglie la Fenice,alla quale fi confegna naturale /imbolo d'Eternit,perche fi rinoua, rinafee, e rilorge, come di fopra , fecondo molti autori, fpetialmt ars di Tertulliano,& di Santo Ambrogio de Refurrelliont. Ma il Pauone non partecipa punto di natura*. Sebene faci! col pigliare limile all'eternit
al Padre,

tare

&

&

&

alla

diadema , con vago translato l'applica chioma d'oro , che riluceua come naturai diadema di fenice in torno al capo, alla ccia ,
alta

&

Pauone in cambio di Fenice,perche hanno il capo fimile in quanto al pennacchio ,& la vaBartolomeo Anglico riet di figurate piume aflmiglia la Fenice al Pauone , &r prima di lui Alberto Magno fpe.ialmente nella coda Ha. la Fenice coda lunga di color porporino,con_ alcune penne di role interpo/te in mezo , fi come tra mezo fi diftinguela coda di Pauone con Alberto Magno certi circoli guiia aocchi Caudamhabet longam purpurei colori s , pcnil
. .
.

& al collo della fua dilettiflma Signora Laura.


In
Augelli ancora fi ritrouano limili fimiL' vpupa detta galcata,d galea.perIitudini
altri
,

vu ciuffo in tetta , che pare vna celata vn murione. La lodola galerita, Galero,eiTendo il fuo pennacchio come vn capello Il R dell'Api ha in fronte vna candida macchia, come vna diadema?// io Regibus Apum in jronte macula,qiiodam diademate candicans. attefo che apprefl gli antichi f\ ligaua il capo ali R con vna falcia bianca ancor' elfa detta da latini Diadema.Celio Rodigino lib.2 4-cap. 6. Diadema prfafeia candida, qua Regunt
clie ha
.

tapitibus obligabatur3 cos Ja eretta della Fenice dir f pu diadema , perche pare vna diade-

interfcripta,ficut innisqutbufdamrofeis, terferiti tur cauda Vauonis qutbufdam orbibus ad modumoculoruniformato s differenza della Fenice f potrebbe iolo conolcere 1 1_ coda di Pauone quando fpiegau in giro come rota, non quando raccolta , &dittefa in IungOjCome nella Medaglia di Fauttina f vede. Ma Ja Fenice fecondo la deferittione di Plinio, dcll'ittetto Alberto derehauere in tetta mag gior pennacchio,& cretta,comc vn circolo che giri dal capo al collo cinto di color d'oro finali a gola, che da Pittori, da difignatori, imprefibri di Medaglie non fiato iempre minutamente oflruato. Alle volte ancora gli An.

&

&

&

&

ma non come fafeia, ma come

alta e

rotonda

Diadema naturale . Se Vogliono che fia diade-

ma artifitiale aggiunta per Geroglifico , molto


piti anche fi conuienealla Fenice,perche la Fenice augello folare figlia originaria d'Eliopoli Citt dd Sole. oue, fecondo gli Antichi Gre-

non difeernenobenerimprntecome Adolfo in vna Medaglia pur di Fauftijia col titolo . ^ETERNIT AS gli pare che vi Figura dextra. Cieoniam fia vna Cicogna tenens , vt videtur.dics egli , Ma la Cicogna non ha parte naturale conforme all'eternit chi delegn detta Medaglia haueua d figurai PAqui
tiquari;
l'iftefio
.

Parte Seconda
Omiciei Quando PEterna Citt di RomacaJ - ' J ~ - far ^ Mondo fegno dejla fine mancar, p del

'

<

come Chriftiario* PaHHltimepafti dell'Airica il Re dCon,go fpedi a Papa Paolo V.NobileAmbaiciatore che in Roma giunto ammalato mor* lcpolto con folenne pompa funebre nella Capella del medemo Pontefice Santsu

379

del

Mondo , fecondo che

fi

lgge nelle Diuine

Xbftitutioni di Lattantio Fimiiano lib-7.e, i5>

v Incolumi Vrbt'Roma nihilisliufmodt vide3,

tur effe metuendum-

At
(*r, p

vero

cum Caput
effe caepent

i3 illuct

Orbis occiderit,

vm

>

x.quodfybilUfot e muntamis dubitet iam fi nemrebus bumams, orbrty Terrarum ? Illa


, qua adhuc fuflentat oni&cAt. che Roma fia per efire Eterna finoalgiorno del Giudicio; finotifica anco da San Gio; Grifoilomo, che l'ammira, perche*

Maria Maggiore Xaabba Reparimen te di PerPaolo V.mand Ali GoiBek Mor dar vecchio di 73. anni riceuuto icondo il foli o con incontro di caualcata piibiicaalli. 2 7.
fia all'iddio

>, e fi

emm Ciuitas

, nia.

d'Agofo. 1 op.Iadate Mafamune Re di Voxio dali'Oriental clima del Giappone mand baciare i piedi (ho nome al medemo Paolo

Papa. V. Filippo Fraicefco Faxecurao Rotuie-

Roma vedr Torcere San Pao}o,e San Pietro,


vedr andare incontro al Signore. NeJl epiirola Romani Homelia 3 1. Hinc rapie9ttur Vaulushwc Petrus :confiderate,& borirete , fiale/peflculm ytfura'fit Romani ,, Patdum videlicet repente ex theca Ma cum ,, Vetro refurgentem in Occurfum Domini
li

&

Ambafciatore_* che del iif.col Padre Lodouico Sotelo Minorila ofieruanre giunfe doppo dui anni di
,

mon Caualier di Chriito ino

Roma, verib la qua lentOLiendofi iiRe,&; Principi dd Mondo i. rendere vbidienza i fuoi Romani Pontefici non indarnodettof l'Imperio ilio eterno dal
viaggio nell'alma Citt di
.

,,/urfiimferH ?

Qmlem Rofam Cbrifiomtt-^ Poe$


.

tet Roma ? Quali bus coronis duabus orna turVrbs iia Qualibus catenis aureistin Eia efti Quale sfoabetfonres.Qiilxoi man*

Hu ego me metas rerum


Jmperium finefine dedi

.,

>

nec tempora

pm

& Claudio Rutilio nel fuo itinerario libro fecondo


Si conuien

data Roana ChriiFd nel nouiffimo giorno

poich, dalli facrilimini delli Santi Apoitoii vedr fimilmente Roma risorgere con elfo loro 1
ifteno San Gio: Grifofiomo,ilcui Santo corpo fripofa nella faereiria della Bafilica di San_*

uitStilco uieternifatalia pignora Regni, dunque con debile ragioni Roma


.

titolo d'E terna, che intagliato fi vede in Pietra teuertinaipra tre Porte di Homa Sopra Pr-

Pietrosi cui ne fu tanto denoto in vita.Dimo* /Ira il Padre Pereri nel 14. libro fopra Daniele per len tenza d' Autori principali enere fiatai' Apofolica traditipne , che il antichiflma , RomanQ Imperio i fori in piedi, cader con l'iftefio Mon do , che durar fino alla venuta d'Antichrifto La Cfarea Maefi del Roma-

&

&

&

Ponefein Traikuercfopra Porta Gabiufa_* di San Lorenzo , fopra Porta Maggiore labicana . Da quella fopra il prime arco di fora /man delira io prefi copia della fguente inta

&

fcrittione

ch' del

medemo

tenore delle altre

no Impelo fi mantiene
nia
;

tuttauia nella

Germail

& Roma tiene

il

Principato fopra tutto


,

Mondo con l'Imperio


le chiaui date

armi fpirituali , con da Chriito noflro Signore alfuo

&

due f bene in parte con parole d'mcvfe , che* contengono la rifioratione delie rrjura dell'Eterna Citt di Roma fatta d Arcadio , ttonorio Imperadori perfuafione di SteIicone_j tutore,eiocerod'Honorio Imperadore Con foGeneral Maeitro dell'vna, le , l'altra mi-

&

&

&

Vicare in terra

.A tempi noftri habbiamopur


.

litia

veduto Ambafcerie in Roma venute da remoti/lime Regioni di Egitto , da Etiopia da Mofeouia, ad inchinarli alli piedi del Romano di tre Re inficine.. Pontfice Gregorio XIII. in yn viaggio di tre anni dal Giappone Regno incognito all'antica Romana Potenza.U Gran Sofi Re di Perfia del 1 60 mand Papa Cle-

<t

&

ii

mente Ottano per Ambafciatore.Cnchein OlBeag Pagano > che col turba n te in tefia dipin
to fi vede nella fala Clementina in Vaticano accompagnato dal Caualier Antonio Serleirs Catolico Ingleie come iecondo Am&afciatore

V I C T O R I B. A C. TRIVIWPHATOR IB. AVGG. OB RESTAVRATOS VRBI ETERNE MVROS PORTAS AC TVRRES EGESTIS IMME^SIS RVDERIBV5 SVGGESTIONE VC INLVSTRIS CON MAG. VTRIVSQj MILITI^

IMPP. CAB. DD. NN. INVICTISSIMIS PRINCIPIB. ARCADIO ;ET FrONORI

5c interprete 3 che in

Roma

precede

al

primo

STILICON1S AD PfcRPETVlTATEM NOMIJSUS EORVM SIMVLACRA


Aa
a

CON-

CONST. CVRANTE MACROBIO XONGINIANO V. CPRiEF VRBIS


D. N. M.
.

380

Della nouiffima Iconologia

Il

Senato,

Q^ EORVM & Popolo Romano in quefta me-

nto flato , chiama nel maggior polfo de bai bari nemici,U dominio de Romani K cerno, 8

Roma Eterna, figurata col Geroglifico dell'Ail globo del Mondo, Titoveduto fopra le tre dette porte da Alarico , da Totila che in varie bande la rouinorno, e verace fperamo che fia per effere fin che la diuina Clemenza folttar il Mori do, effendofi in Roma Santa confacrata la Romana lede col Martirio de Santi Apolidi , ini da loro piantata h S.Chiefa , la quale fenza dubbio Tara Eterna, fi come afferma Papa Pio fecondo nell'Apologia Chriftus cclefiam vf> que adfin em futili duraturam tniitm .

quila, Fenice fopra

moria nomina RomtEternajancorche in quel


Io iffeffo tempo tentatane i Goti d'opprimer,3a.Claudio Kutilio fudetto Poeta,che neUJ H.jo
*verfi taffa Stilicone d'incendiario d'i libri Sibil
.lini, e traditore all'Imperio,

Io fin qui verace,

&

perche riatterebbe

yotuto (s'haueffe "volutoj diftruggerc i Goti prima che fu/Tero entrari in Roma ad oppri^jnerlajf Preftto di Roma fette anni doppolacerba rotta data ad Alarico K e de Gotni<3o ^ureejfo ancora non ottante .l'afflitto e dccli-

&

r\

A.

Di Thodofo Chriftianiflmo Imperador Del Signor Gio: Zaratino Castellini

A BONN na
v

d federe col

m urlone ih. refta, &

ftella dietro s nella deftra tiene vn__*

jglobo con h Croce fopra, nella Tini/tra vn'ha^ta lunga; di dieir vn 'altra ha/la minore drit-

ta con vno feudo appoggiatojalli piedi danan* ti vn cane conia bocca aperta,cV con vn collare al collo

A4oJfo Occone dilegna con parole quella

Parte Seconda
attaglia folto fanno del Signore 3 7<?.GugUeltno Choul Lionele la flamp figurata La f fella vcdefi anco dietro la teita di Roma in vna Medaglia della Gente Poflumia in Fulnella Gente Lutatia vna teftadi vio Or/Ini Roma con la celata, fopra la qual celata vn_ circolo quafi ouato con vnafpignel melodi due f tellejty flelju cojn Roma,per lo fuoiplndor
,

il

collare efln do armarur-a dlfenfiua dei can?__*

daindirio chel'imperadore ftauaprouiilo fm

&

re al
,

Mondo fparfo i
Croce
{opra.il

JLa

globo perche Theodofio

pre,& pronto azzuffarfi con lupi famelicife nz3 rema del morf loro in ditela della Romani, Chid,perche fbndaua ogni fperanza fua hl^ Chriito nolbro Saluatore, &a!l'eterno Padre_> deuotamentefi raccommandaiia,ficme auaa ri la indetta battagliamomi Eugenio Tiranti* 3,cos or. Omnipcttm Deus, notti quid in. ^nomine CbriUi FiHj tuiisltionis iufih vt$u~
j>to,pr&lij&iii(ifui{cep[ifccHsinme itndica ;fi in te -confifus, pyVerotumtau/aprobabili, forte di3,, bue venu^err^eAextram tuis , ne s,ant gente* , 'dbi eft Deus corum Latrato pio di fideliflirao cancOraaoneregifltata da_> Ruffino liba 1- eap.3^ Tiene la bqjfca aperta per denotare che il Prenciperion dene efleredi quelli cani flupidi # che noapofinoabbaiarejenKjrderej ma covigilali te deae abbaiare^ me cane accorto con prudenza tempi debiti con tro gf Infidel/ ribell^inlolent^&mcK-dere^l'inffti lupi aewicijcos guifadi caneinnepido,ognibii Principe cuitediice,& difende li greggia lui cotnmefTa,ficomin vitaiu cu&odi Theodofio Ira peradore , che moribondo ancora come fagac cane amatore della Chriftiana Republica abbai contro i lad ch'egli ahrinedeua^ dicendo che volentieri partiua di qilefta vita fianco , affatigato dal gran pefo de]l'Imperio,m ch'era penfierofo dello flato ddl*3^_> pi lo lecito, che ben Chieia doppo lui,che della vka fua, fapeua che la Chiefe hanerebbe noui ladroni doppo lui,fi come-in effetto auuenne Il Cane in quella Medaglia porta il collare Pierio nelli Geroglifici tiene che il collare denoti il giuramento di ilare alfvbidienza , 3j i! cane l'officio <iel Joldato pronto al commandamento del Ca-

Imp madore hebbe fmpre cura di eflaltare S^j


dilatare per Io

Mondo la Religione Chriftiana

&

che per veffiflo tien la Santa Croce, nel cui Santo fegno pofe ogni fua fdanza,per quando voi le combattere con Eugenio che s'era moll ad vfurpar l'Imperio a perfuafione d'Arbogalte- Idolatra Tiranno |iedef gno alTimprela col
.

fgnoiWh.Croce, Ine riporto niracolola


9,coria
.

yit-

Signo Crucisfignumpralio dedit. dice

Paolo Diacono . Ond'chein vn' altra ma__* .Medaglia ila mpreffa vna figura con la Croce in mano , allaqual vi attribuiice gloria dell' vnuerf terra, col feguen te titolo. GLORIA. ORBISI* TERRARVM. I Primi Progenitori d gli antkhi Ebre| , & Prncipi da gli antichi Egitti?, Anfibi ,e Grci^urono chiamati Pallori* cgsi nomila Homero l'Imperadore PaBorTopulofum Jlgam erknon . I paftori fi feruenode Cani per guardia della greggia. Mi in quella

.,

&

&

Medaglia Theodofio Imperadore Paflor de Popoli vien figurato lotto il fimbolo del cane,perdifenfore cheera ficura guardia all'Imperio , dj Roma contro i nemici di lei,come il cane del

&

&

&
.

'

Jepecorelle control lupi rapaci. Sefo Vittorio,

& Paolo Diacono. Fuitautem Theodojius pr


jtagator Reiptihlic<,ate^ defenforeximim^ifnn
43"
, C? Gothos , qui eam fub* Valente defatigajfentdiurfis prdtijs vtat . Il cane ftjl'eflre GeroglificodelPardiremilitare , <_9

Hunms

pitano &quefto fi pu. applicare TheodoSo


:

.preflezza nell'efaltre, per tanto i

bcllicofirofferiuanoa Marte: in della Gente Anrellia xtdefi dietro la tetta di Roma vn cane in atto di correre, fimbolo della folcitudine,&. celerit nelle imprefe,negoti;,&
Cipeditioniperiruitio della Republica , ad efftto di confegnir Vittoria , fi come il cane corre per confguir la preda, e la fiera. Come gene-

Lacedemoni vna Medaglia

comefoldato , e campione di Chrifto pronto Ilare alFobedienza de Pontefici fi come ebedientefin Milano Sant'Ambrogio, che gli
,

ro io Principe Theodofio Imperadoref ardito, preflo,efolecitonelii maneggi della Republimolte vittorie acquiflo con celerit . Il ca , cane dunque far, qui fegno d'animofo Defen-

prohibi l'ingrefl nella Chicfa, perche in Tkeffalohica fece in vn tumulto, folleuato contro i Miniflri Impcriali,vccidere da fuoi foldati fette mila perfone di quel Popolo , fenza far diffren2a da i colpeuoli, quelli che non ne fiaueuano colpa,- on d'egli flette otto mefi che non ard andare al tempio lnza Paffo'utione chliumil-

&

menteal Santo Vefcouoaddimand,nel che. imit IamanfuetudineJ,& obbedienza del ca


ne verfo il fuo Signore

fore,

& diiolecito Principe di buona cuflodia.;

Aa

ROMA

33a

Isella nouiflima Iconologia

ROMA SANTA.
Del Signor Gio: Zaratino
Cartellini.

D ONNA
,

in piedi

annata di corfaleto con

vefte fotto di porpora in Oro , per cimiero fopra Telnioporu quello carattere nella man

__

'

porpora col proprio fangue , d'oro perfettione della fede loro, per meriti de, quali Roma Santa, Sacra vien nominata , efveftti di

&

con

la

&

defra vn'hafa

fopra l'hafta vna corofi

kB^ nadigemme dentroJaquale '^s medemo carattere con <~vna


nerfo

pongail

poco

linea tra*

pi baffo , che formara la_

fendo fiato bagnato da torrenti , e fiumi di {angue de Martiri Coftantino Magno fu il primo Imperadore chedeffe opera lantificare l'alma Citt di Ro

Croce, fotto l'hafta vn ferpen te, nella fnillra va rotella dentro la quale ^'ifanoduechiaui incrociate vna d'oro,& l'altra d'argento in cani pofoffio,coI Regno di tre corone Pontificali ipra dette chiaui* la porpora fa habito delli Tmperadori Romani 3 fi come Re, Senatori , hoggi d CardinaT i,& Papi La porpora in oro fu propriamente de Vittoriosi trionfanti In_3 Roma Santa non fono flati li maggiori vittorio/i trionfanti che quelli ch'Hanno riportato ia palma del Marcinoci inumer che fi ino

ma,con esaltare il nome di Chrifto, &

la fua_

&

Santa Croce . Sraua Costantino pen/ando ali bombile ,&pericolofa guerra che far doueua contro Maflnticquando verfb al fne<el giorno vide in Cielo fopra il Sole il Trofeo della Croce con quello titolo appreffo EO. VINCES . fi come riferifee Eufebio di propria bocca di Co/tantino nella vita fua libro fecondo in altri tefti, nelle Medaglie fi legge Hocfign* vftor eris Coftantino Imperatore non volici piperinfegna il folito labaro de Gentili imi
.

&
.

fece

Parte Seconda.
fece ponere fopra vnliaffo lunga coperta d'Oro intorno con vna sbarra d'oro trauerfo di fopra in forma di Crocea in cima vna corona

3**

tente di tutte le altre per Ja quale ella baie fom damento , cpjiU S.Madre Chiea che_j

&

Romana s'appella
II ferpente ltto I'hafta tipo dell'Idolatria introdotta dall'antico Serpente , quando coo_ fai laceallutiaperfuafei primi nollri parenti j mangiare il vietato frutto,dandoloro ad intendere che diuentarebbero come Di; erttisficut Dij/tieni es bonum malum . Santo Ambrogio, de Paradifo cap. .1 Serpens Idolatri* e fi auclor , eo quodplures >eos induxiffe in hominem fjideatur errorm > quadam /erpentis a&utia, et hocfe/ellit,,quia homo ficut Dij. iV

d'Qro.>& di pietre pretiofe del nome di Chrifto in carattere d'oro greco , cio, Rho. P. in mezo a.X.il qual nome di Chrifto port impre in_ oro fbpra Ja fua celata, dalla f detta barra pen delia vn regal drappo ricamato di gemme, i'Oro,il quale nelle Medaglie non fi vede, ma fi bene il reito Niccfora narra che tre volte Coftanuno* vide il legno della Croce in CieloJa prima vlta in Roma contro Maflntio , la feconda in Biundo contro i Bizantij , la trza jpaflto il Danubio coatro Gente Scithica. Col nomedunquedi^ChrirtOi, &,con lo ilendardo della Croce fuper il Tiranno riportandone-*

co

&

&

gloriola vittoria-'S. Giouann i Damaicen o ci fa iapere nella terza Oratione fopra le irnagini che l'Imperadore Coilantino fece mettere in__ itomaJfotto la f u ftatua,che con la delira tene>, u la Croce,qufla infcricrione . Hoc /aiuta, rifimo f verofoirtitudnis indice Vrbem iie, 3 flrmTyranni iug ereptam in libertatem
>3
ni i

/olum enimficut Dij effe homines defierunt,/ed etiamqui qua/i Di^erant > qui bus dicium e&: Egodixi ijjBis y/ui grattam perdiderunt^ Effaltato il veflUo della Santa Crocef apprf.
:

vindi catti, Senatumque t Ppulum Romanuminpriflinm/plendorem * dignitattm%


liberum reftitui
,

Con fi nobil

tenore fign ifj-

Popolo cRojftianiche;reiticu al Senato Romarnoil prillino fplendore in virt del lalutifero legno della Croce:perJo che Roma pale-

&

me di Chrilto, e tutta via


miteri; dentro
cra^i
il

il Nofementeeominci riurir la Croce , fi vede in Roma nelle tribune delle Chiefe pi antiche,nelli Santi Ce-

&

le

grotte,

& fopra lucerne fepul-

fo il mortifero fcrpentedell'ldolatria > col qual fegno i Santi Marciri fecero ipelle voltecadere a terra gl'idoli de profani gentili . Pigliai! anco il ferpente per figura vniuerfale d'ogni peccato , vitio fomentato dal nemico generale de] genere humano,che come ferpente velenolb d herefia sbattuto in terra, vien fottomeflb da Roma Santa con Apofloica autorit la corona di gemmepretiofe ponefi non folo per l'ornamento fatto da Coflahtino Imperadore ma permiflico fentimento , pigliandoci il diamante per la laida fede , Io fmiraldo per la fperanza,il piropo per l'ardente Carit, il Zefiro in fmbolo di celefle fpirito angelico, le perle di pretiofe lacrime di con trition e , i topatij d'infinite virt, che pigliano hi f la chiarezza di

&

fudetto carattere nome di Chriilo, col col fuo Santo Segno di Croce Roma quale , divenuta Santa foggiog il ferpente dell'Idolatria alzando per ogni ltiogo,& impref il fegno

&

Croce di che ne fa mentione Prudentio Capitano di Theodofio ImperaPoeca Pio , dore contro Simmaco igno/cas Rtgjna Uberis ma fignaneceffe eFI, In quibus effigia Crucis, autgemuta refulget ^lut longis /olido ex auroprafertur in hafiis pi ballo . de potentia Crucis. 'Chrifilm purpurei* gemmanti textusin auro , Sgnabatlabarum>Clypeorum in/ignia Chridella

&

&

tutte'le gemme, legati in oro di perfettione d'opere pie, che in Roma Santa rifplendono Porta nella rotella l'arme di SantaChiefa, le due cliaui fudette col Triregno di fopra , in fegno ddh dignit Ponrificia che in Roma rifede,per cui Rema Santa gode la Santa Sede 8<^j per lei come Sacro Capo , Santa Madre riuerita dal Alondo,ma'fi:mamente Ja lua Cathedrale Bfilica lateranenfe fopra il cui Portico intagliato fi legge quello diflico Dogmato Papali da ur. ' fimul Imperialis

&

Quodfim cunclarum Afater. , Caput Ecclefiartm


Per figlilo delle fue Iodi comeSanta,non gen tile antica,finiremo col fedente noflro Sonetto, paronimia di quello de Petrarca Fontana di piet ch'etlingui ogrira Scola de San ti e .</erz a d herefia Hor Romafri, gii Babilonia ria j Per te tant ofi gode, efi re/pira fucina de buoni agli tfnpi dira
',

/US
fi: s.

Scrip/erat,ardebat /ummisCrux addita cri-

'

Hoggid in cima della Torre di Campidoglio vi e polla in piedi Ja flatua di Roma armata con la Croce nella delira Trofeo, feetiro, arpi poie,6V indegna pi nobile, milkriofa,

&

Della nouiffima Iconologia 3S4 Gufi mal more, eV le* fi nutre, e cri* Spojfedel, chefol'hatpojlofpene. Di viniftecchio: e che miracolaia
St Cbritto te conpietofo occhio mira? humil pouertate fiondata in catta, Rompi nemici fuoi l'altere torna:

Nel tuo Spofo Giest, ne le

ben date

&

Ricchezze Sante: horte cotanti adorna*, Regina il Mondo difefiejfo tene .

A.

ce fopra d v n o fcogfio lairo,hauer v na .'veflefuceinra con ricamo d'ero indoro, \rt_


3

DONNA magra

,di afpetto

irile J

& fero-

luogo ad habitareinfeme con fuo padre^auanti che yen jffero i Creci d'Attica, &Enotrio d'Arcadia, tu poi querto luogo chiamato Genouefato daGenoua Citt Principale, nobilifTima di quefta Prouincia Magra* fopra vn fa ffo, fi dipinge per efTere la maggior parte di o^uefta Prouincia fieri Je,(fecondo che fcriue i! Biondo) dicendo, che li Remani erano foliti di mandare fpctf,CoIonie__ in tanteparti d'Italia , cVnon mandarono pure

<orfaJetro,& in capo vn'elm Terr la deftra manoaka,& ap rtala mezzo con la ideila quale vi far dipinto vn'occhio , ^niftramano porger con bella gratia vn ramo li Palma,& appreflb al Iato dettro vi far v n tianone , e dal hnif Ir vno feudo con dwe , oucro

&

&

&

<on
ne

tre dardi Liguria , icondo


dell'Ilaria
s

il

Biondo * prima P elio-

dall'A pennino fino al

mar Tof-

ico,

& Catone, Sempronio, & Berofo, dicono

che la li guria piglraff tal nome da Ligufto

vna d Genoua ne m altro Juogodi efl Prouir. eia , temendo che i foldati perfetta cagione_* non vi potefTero habitare Cnde Stratone nel
,
.

-^!iuoIodl Fttofltfgituojdic venne fnaiicflo

libro cjuin to fcriue il

C gnouefato c/Ter poflo fri


i

Munti

Parte Seconda
i Monti Appenin ,

38$

& che conuien


.

a'

paefani

efpolli, da' quali

per raccorre qualche cola da viuere, zappare loro faffofl,& aipn luoghi, anzi fpezzare li faffi per accrescere la coltiuatione Il medesimo accenna Cicerone in ^vo'oratione contra Rullo .. dicendo.
agreste?. x Ligure s montani, aurt, La ve/le col ricamo d'oro dinota la copiai

han riportata gloria, honore j fra quali imprefe non tacer quella "Vittoria , che Biagio Alareto hebbe contro Alfonfo

&

Re di Aragb*na,i' quale fi refe prigione in mano


di
^
'

Giacomo Giuftiniano deJli Signori dell'lfola

&

di Sciojvnodelli capi dell'Armata, ellendochij

riffimarafama dei fuo grande valore. Simil-

cr4nde4e' danafi,oro,argentO;,e altre ricchezze infinite,di che abbondano quelli Popolici quali.cori i4uflria,fe .valore hanno in diuerfi tempi jj^ui(tje,e tutta /ia l'augmentanoin infinito, 'come'Giuan Maria Cataneo nella fuaGenoua

mente in quella gloriofa Vittoria fu prefo Giol'Infante Henrico fuo uanni Re-di Nauarra , fratello, come per l'Hiflorie di Napoli fi vede, e

&

nel

Compendio di effe del Collennccio

nel li-*.

bro6.fog.1a8.

ampiamente ne|fcriue Tiene con la finiiira mano il ramo della Palma^? dimollnre,che non poco honore riceue
.
'

Travidero di dire molt'altre marauigliofe imprefe, con l'&cruento ditanti Caualieri, Capitani famqfi , che in diuerfi tempi fono flahanno fatti glorio/? acciaili per i lor Siti,

&

&

ogn'ahno da quella pianta quella Prouincit poich de i fuoi candidi rami il Sommo Ponteiice *nHa*Quadrgefima

gnori.
%

'

benedi(ce,& diflribui-

ke, con molta veheratione tutti gl'lllullxifl&i Signori Cardinali, Prelati, ad altri prin-

&

cipali

La deftra manaperta con


zo
di
eflfa

l'occhio in

mz-

lignifica l'indullria di quelli

con

la quale fupplifcono al

popoli, mancamento natu-

rale del paele in procacciarli con varie arti tutte le cofe,che fan jio al .ben viuer come il detto

timone che f, le dipinge canto cosi ne UV gnifica l'ottime gouerno della nobiliflma Republiea di queila Prouincia, come anco dimaneggio della nauigatione , che per effer quello/ paele marittimo con fingolar maefria fi efercita a diuerfi vfiVcosi di pac,come <j>i guerra__ per hauer hauuti,& hauendo ancora hoggi huo* mini famofiffimi , li quali han comandato in_j comandano tuttauia Gi fu Chriflomare,
Il

&

foro

<ataneo'denota con li feguenti verl . 'Ingerito ho sfablimihomines, animofac^ corda feri bus innielis Reperii durifque laceri os .
Si dipinge la detta figura d'aipetto feroce, ar-

Colombo, la chiara fama del quale perpetuamente viuer, hauendo egli per vi> della nauigatione con ftupor della Natura con animo

mata di corfaletto , d'elmo con Jo fcudo,dardi


c con l'habitofuccinto , perciche narra Stra-

bonc nel quarto libro,& il Biondo , che Liguri


fono
valorofi Soldati, de fempre ottimi , che foleua,o adoperare gli feudi, erano b uo. ni lanciatori,& Giordano Monaco Scrittore delle cofe Romane, dice che quelli popoli ricufarono molto di venirefotto il giogo de' Roma olinatamente feche animofamente , ni, cero loro gran refiflenza ,'e Lmifrancora ragionando della loroferocit, dice , che pareua che feflcro punto nati quelli huomini, per trattenere li Romani nella militia , che fpeil con indegno bifognaua effre con loro alle mani,$cj> che non era frouinciapi atta fare, che i Soldati Romani diueniflero forti , animof di
flati

&

&

'.,

prudenza penetrato luoghi inaGcefTibilijetrouari r.uoui mondi,ignoti a. rantifecolipaffati . Franccfco Maria Duca dVrbino,hucrno di fingolare virt,& prudenza . Veneti /Nicol il quaterefi eferciti Papali, Spinola Generale dell'Armata di Federigo II. Imperadore . Anfaldo di Mare Generale dell'U itefio.PiTnGfuale Fiele Generale Vicario dell
in uitto, e fingolar

&

ifleffo

Imperadore Greco,che hebbe in dono V*

&

&

Illa di Mitilene

&

quefta,per le difiicult de' luoghi fra quelleafpre montagne , doue era neceffario affatogli , come coraggio de i detti, che anco per la deilrezza, non dauano tempo a i Romani di ripofare , il

Che dir di Giouanni Giuftiniano delli Si. gnori dell'lfola di Scio , che per la rara virt , Se eccellente "valor fuo fu General di Mare , e di Terra di Coflantino Imperadore di Collantinopoli. Andrea Doria General di Mare per il Papa per il Re di Francia, per Carlo V. ImperaGiouan*per Filippo Re di Spagna dore, Andrea Doria per il detto Re di Spagna:vJtirna mente Ambrogio Spinola Marchefe, vittoriof

&

-,

&

&

-Generale in Fiandra -Ma doue ho Jafciato Heluio Pertinace,il quale merc della virt,& delle ottime qualit fue) afeefe all'Imperio Romano?
Ma' quello, che maggior gloria porta q^udra^ Prouincia, l'hauere hauuti anco quanto al gra
dc>tcIeallico infinito

qual valore f bene in quei tempi mondarono

lecondo Liuio,& alrri grandiflmi auttori,nonjimsao ogni giorno a maggiori imprefe li fono

'

numero di Prelati di SV
"

-*-

^hig^

386

Della nouiflima. Iconologr

Chieia,Vefcoui,Cardinali, Papi, come fono Innocentio IV. Adriano V. Nicol V. Siilo IV.

&

lunocentio IX.& Giulio II. Molto pi fi potrebbe dircene per non edere

troppo proliifc tralafcio , effendo quella fingolanfllma prouincia degna di moltoiaaggior lo* de delia mia

A.

ffl

Hi

IQ>

VN A

belliflma

donna di ricchi panni vequali iiauer


il

dotali,
li ,

fecondo

il

falfo,

& antico vfo de' Genti-

itita, Copra de'

manto

del

e con la lniilra
gig'io roflb,fsr

mano tenga con bella gratia

Gran Ducato di velluto roll foderato di arme! Iini,in capo hauer la corona dd Gran Duca,Thabito di fotto al manto far limile ad vn carni
ci bianco di liqofottiliffimojdalla parte {fallita, vilranno diuerfe armile l'Arno fiume,cio vn vecchio con barba , e capelli lunghi , &che giacendo fiapofato con vn gomito fopravn*vrna,dalla quale efea acqua.hauer il detto fiume cinto ti capo.di vna ghirlanda di faggio , canto vi far giacer vn Leone,& dalla delira vi far vn'ara all'antica,fopra la quale vi far il intorno detta ara vi farannofcolpiti fuoco, il lituo verga augurale, l'Vrcco,la Patera ,

vn

vn libro

Molti nomi ha hauuti quella Prouinci, vno de* quali fu Tirennia , come narra Berofo Cal-

deo nel libro

i.

dell'antichit

& Trogo nel z.

&

dicendo efferilato nominato cos quello paefe da Tirreno figliuolo di Atio , il quale per quanto narra Strabene lib. y .dice, che dell'Idia mand quiui habitatori,perciche Atio vno difeeri dente di Hercole,& di Omfale, effendo dalla fa
careftia sforzato mandar fuori parte del , fuo Popolo , tratte le forti , dando Tirenno la maggior parte delle genti il mand fuori,ond'egli venuto in quello paefe lo chiam Tirrenia . Fu poi da' Romani/econdo Dion ifi o Ali. carnalTeo

me

&

&

&

&

in

mejue finn o var j & diuerfi initromen ti facer-.


i

Parte Seconda
araafieo-, chiamata Etruria^dall'mtelligenza , esperienza del miniitrare il culto diuino, nel-

387

&

quale vin ceuano tutte l'altre nationi;onde quelli popoli erano perci in tanta ftima appreflb li Romani, che ( come dice Dionifio infiemc-*

vedere nella defcrittione al fuQ luogo di detti. fiume. le armi, chegli fono lato, dimoftrano che nella Tofcan a vi fono, fono flati fempre huo

&

mini

nella profeffione dell'armi illuftri,

efamo^

con 1 imo) mandauano i loro figlinoli in quella Erouincia ad imparare non folo lettere ma anla Religione . Al fine pglio il co li co/lumi ,
:

fi, tra*

quali non lafciar di dire in particolare

&

nome di lincialo di Tojfcanaj ( fecondo Fello Pompeo ) da Tofco lor primo Re , figliuolo d'd'Arafr che verme quii dalleparte. Hercole del Tanai ; e fu creato Cofito dalli Gianig*eni,& Re,fpofcia confirmato quello homeper foi eccellenza del modo di facrificare jche yfauano quelli popoli , come habbiamo detto , di. ci fa mentione Plinio nel libro j.cap.j.
;

&

de i Luchefijcome huomini valorofiffimi, Sminuita in tal profeflone.Onde in particolare, irpvniuerfale in tutta la Prouincia di maggior lode fon degni,che della mia L'araalJ'antica con il fuoco,& gli fopradetti inflrumenti fegno di quella falfa Religioni verfogli antichi Dei* tanto celebri nella Tofca^ na, che fola ne teneua cathedra , f cola, oue i

So

&

&

Bella

fi

dipinge,prciche quella nobi)iffima.

vaghf Frouncia,gioia d'Italiane IucidifHma ) ima per hauer quella tutte le doti di natura , artiche fi pu deli derare , come di Cielo beni-

&

&

Roinani cpn *utto il Latio. veniuano ad imparare le cerjmoniej& i riti,& i Dottori di effa era no,in tanto credito, venerationcche il Sena*to, e Popolo Romano nelle graui difficult de"

&

gniamo

di falubrit 4'4ere,di fertilit di trre

per effer abbondante di Mari#?orti,Fiumi,Fonti,-Giardini,ben piena, di Citt ejebri,&_granfpatuofiiiimi edificijjcospublicijcome per effer ptiuati,e di innumerabili ricchezze, feconda di pellegrini ingegni in ogni arte , in_j>

d&m

&

Publici maneggi,neli'euenti, accidenti delle cofe richiedeua il lor cpnfglio,& interpreratione circa la legge de loro profani Dei onde fi fa chiaro, che a tutti i tempi fiata grandela piet^ Religione di quello popolo VeggafT anco nel tempo dd vero culto di Chrifto Noflro Signore, che fiata quefla Prouincia famofa,& celebre per moki Sant,che vi
,

&

ogni ftudio , e faenza , cos di guerra,, come di pcefarnofi. g-r .;L*habitp,e corna del Gran Ducato, e per de nomare quella celebre Prouincia con quella prerpgatiua, che pi l'adorna, hauendo la SereniffmaCafa de' Medici non meno con opere gloinfieme oltre mo"rifc,che con fatnofi titoli, do illuffrata la Tofcana,perciche chi non fojfe noti li nomi, &attioni egregie >& ^eroiche dei Lorenzi , de i Cofmi , de loro digniffmi fifeceffori^er lo valore,e grandezzate' quali le pi illtflri, e Regali cafedelmondo hanno voluto hauer con effit confanguinit,& affinit ?

fo n o flati
fa

tren tafei corpi dfelquaji nella famo-

,& antica Citt di Lucca vfbilmen te hoggi

&

ano per me Il giglio rotto/e gli fa tenere in glio denotare quella Prouincia, con l'infegna_j delle pi principal Citt ,che Metropoh,e go-

mmatrice qnafidiTutta la Tofcana. Il libro ne denotarne quella nobiliffima Pro tncia, molto feconda d'huomini letterati,

&

in tutte le faenze, tenendo ella fola aperti tre


celebri Srudrj,cio di Perugia, di Siena,e Pifa L'habitobianco,crie detta figura tiene fotte,

fgnificala lealt de' coflumi , purit di meri te * fede fincera conforme a qumo da baffo fi dir
<fla

Religione

>

Gli fi mette canto l'Arno, comefumeprncipalcche paffa per mezzo Tofcafea,e da effo vtili,eome fi potr ne riceue molti commodi,

fi veggono fenza gli altri , che di altre Citt di' detta Prouincia fi potrebbono raccon tare , fimilmen te famofa per moiri gran Prelati di San ta Chiefa, li quali non la falla; ma la vera RehU gione feguenaoino flati fpecchio,& efmplo di carit, bont,& di tutte l'altre virt mora!i,e ChrifliancoV pure hoqgi ve ne fono tali, che di molto maggior lode; fon ,degni,che non pu -dar loro la mia lingua, percioche chipotr mai dire baftanza le lodi ,&fieroiche virt dellIlluflriflmo Frcefco Maria Cardinal del Monte, non menoda tutti ammirato, e riuerito per la Maefi deL Cardinalato , che per le qualit Regie della fua perfona, che ben lo dimoflrano dilcefo, come egli da vna delle pi nobili Air" pi del mondo. Mnonfo'o quefla nobilPrpuincia ha in S. Chiefa hauuti membri principabonli,m vi fono flati i capi fieli! di valore , t incomparabile , come fu Lino che merir /di fuccedere immediatamente al Principe cfelli Apofloli nel gouerno di S.Chiefa, il quale fu hup mo Tfcano,edi Santa vita, che diede grandi^. fimo r, ome quella Regione. Sono pi , fecondo i feguenti tempi fiatici* tri,& per fa ntit,e dottrina, eccellenti atuo-

&

&

&

ni

molto fegnalatijiquali per

breuitf tralai

(cianca

3$$
(ciano:

Della riouiffima Iconologia ma non fi ptt gii pretermettere il gran titudinej&perrorationifparredIagrime/cWf


.

leoHe Primo , perciche chi di quello nom__> non ammirer lafantitd,&la profonda do;trica,pure ne gli fcritti fui lafciatici , come al nome, il coraggio, autorit in lui molto ben corrilpofe , perciche con la prefenza , femplice parola ipauent,& raffren la rabbia di cjuelAtila gualcatore d'Italia, detto fuacon-

molto frequentemente fece,& r>erqnelle,che di continuo raceua fare al Santiflmo Sacramento dal fuo popolo, oltre infinite altre attioni di
fingolar Carit, tdi raro eflmpio della Santit

&

&

&

fua, ogni impreia di fu lotto il fuo feliciflmo Pontificato iucccna profperamcnte, &: fauorita

fufione flagello di Dio. Ma gli ami chi, ne tempi anco pi moderni fono da guefla

Mando

Trouincia vfciti molti Prelati ch'hanno in Roma portato il Regno Pontificale di San Pietro . Nicola. V. Pio. II. Pio. Ili, Leone. X. il fuo Cugino Clemente. VTL de Medici Marcello lI.&Giulio.III.Del Sommo Pontefice CLE-

daDiotranquillit,&pacevoiuerfIcdeIpo polo Chrifliano , ad augumento del culto diuino, dello flato cclefiaffco ; onde fono di tanto Pontefice rimarle memorie gloriofiffme; cui fuccefTe Leone. XI. pur di caia Medici ,

&

&

&

MENTE
piet,

VIII.

ognun vide chiaro

la

mirabii

Paolo. V. Romano di nalcita, ma d'origine Tofcana della NobiJiflma famiglia Borghefe antica di Siena fi vede , e s'ammira il Sacro Poli-, tico Scettro , co^quale regge Santa Chiefa VRVIII. de Barberini
.

& l'ottimo, egiuftogoerno&ognuh_j BANO.

Et hora

final-

itimjchepcr la Santiflma mente di SuaBea-

mente Inclito Germe di Fiorenza

A.

QW&

VNA

vecchia veftitariTantica, con elmo in tefta> Hard in mezzo alle radici di pi

montiaItifl!mi,che adombrino parte del fuo corpo, con la delira mano eleuau foli- rr.: v n__*

tempio

'Parte Seconda-.

LA

39*

o.

il

\i

S S I per il Lato l'antico Sa turnOirio vn'huomo cori barba longa, folta>e canuta fedendo in vna grotta tenendo a mano la falce, e fopra la detra grotta fi rappreienta vna donna federe fopra d'vn mucchio armadur di diuerle armi, Terr in capo vn celatone guarnito in cima

VE D R A

Trmus ab thereo vent Satttrnus Olympo


t

JLrma Ioifis.fugis& regnis exuladempns,


lsgenus indocile>ac di fperfutn mmtibusaltis Compofuit; legefque dedita Latiumqi 'Votati JWaluit: his quoniam lamiffet tutus in tris* Et Ouidio nelprimo de' Fafti Caufa ram /piperei! : Tufcum rate limitari

&

di belle penne,& neHa finiflra mano vnacorona i onero -vn ramo di Lauro>& nella deftra il

amnem
Piritepererratofalci ferorbe

Deus*

parazoniojil quale fpadacortajlarga, eipuntata-j.


Il
.

Latio per la fede, che tiene il Romano Im perio , non folo la pi famofa parte dell'Ita-

lia:m di tutto ilmondo iPerloSaturno nella grotta fi degna ouefta Prouincia , hauendo acquiflato il nome di latto daU'efTeruifi Saturno nafcoftoj mentre rugghia dal figliuolo Gioue , che l'haueua pruato
4iel Aio

fiat ego Saiurnummemini tetture receptum? C&litibm regis Jouepulfuserat Inde din genti manfit Saturnia nome DBa quque efi Latiumterra ateteDeo , jt bonapofteritaspuppimformanti in&r& Hofptth aduentum tefiificata Dei .
pjejolum colutij cuiusplacicUjfima Imum KaditarenofiTybridis'vndalatus. Tiene la falce , come proprio inftrumento, ce. ueroiniegna > con cheda Poeti vien defcritto > da efla denominato, fegli attribuite la detta,
folce*

Reame,comeracconta Vergila) neJU'ot-

-tauo'Jib.dsUUBoewtefWe dtee.

Ijp

Della

fioulffitrci

Iconologia

Falce.perche dicono alcuni,chc egli fu l'Inuentore,cheJa trou mentre infegno gli habitat! ri d'Italia , c'J coltiuare de' campi , e di fare il raccolto del grano,e di tutte le biade . Altri di-

Feci* Saturnifors egoprima fui p'atre ditta meo quond* Saturnia Roma tjl " H&c itti h ccelopfoxima terra fuit .
efi 3

Sithorus in pretto
nanti*

dicor

Matrona To-

cono, che quell'arme li fu data dalla madre_>, quando fu contro del padre , fimofl liberare i fratelli di prigionia,& che con efi cartr <;ielo 3 come racconta Apollonio nel quarto libro delli Argonauti

&

Ittnttaque Tarpeiofunt mea Tempia Joui Nella guifa, che fi detto fi rapprelenta Ro-

ma,come hoggi di lei fi vede vna nobiliflma__


fiatila di

marmo antica ne gl'hrri

degli lllu*

Per la donna fedente fopra della grotta fi inoltra RQma,Ia quale e/Tendo polla fuIXatio, non flocome cola famofiflmafingularmente dichiara quello paefe, ma li fa commune tutto il fuo Iplendore , la fua gloria , oltre che per altro vi ila* bene la detta figura, perci che Rorna anticamen re hebbe nome Saturnia , il che dimoilra Ouid. nel 6. Iib. de* Falli introducen-

flrilfimi Signori Cefi nel

&

4o Giunoniche di f parla
iSigenHsafpicitur>Saturmmprima parcntem

Vaticano Il ramo del Lauro , ouero la corona de! medefimOjOltre il fuo lignificatole vittoriofa, trionfi, che per fegnodi ci fi rapprefent*-^ fopra Tarmi gi dette , denota anco la copia di Lauri , di che abbonda quella ;Prouincia 3 quello , che Plinio narra nel Iib. 1 5 al cap. jo, ciocche fu vn'Aquila,la quale hauendo rapita vna gallina bianca , che haueua in bocca vn_t,

&

So

rareulcello di

Lauro carco di bacche 1

la

Uij

CAMPAGNA

FELICE,

ouero Terra di Lauoro

cader;

Parte Seconda
cadere falua nel grembo di liuia DrufiUa> la_ <jual fu poi moglie di Auguflo.fopra'l qual facto richiefli gj'indouini , rifpofero, che fi douefipolli , che di lei nafe conferuarla gallina ,

$93

&

fceflro

Che il ramo fi piantafle , il che efln-

efiendo ancora di elfi nefln (tracchi , ne che^r voglia cedere per honordelor frutto per vtilit del genere humano,ne Jafcianq campo di p ter dare giudi rio qual di ella fia pi forte, &L? valorofa

do fatto nella villa de' Cefri pofta f'l Teuere


noue miglia prefl Roma nella via Flaminia, ne crebbe di Quella forte di alberi vna gran felua , della quale trionfando poi gl'Imperadori portauano vn ramo in mano, & vna corona in
tetta.

Campagna Felice, ouero Terra di latter .


Er far diuerfa pittura diquefta Prouincia, rapprefendamo vna bella, gratiofa giouane in luogo ameno, con ghirlanda in fapo tefiuta di vari; fiori,&xon yefte di color verde, parimente dipin ta fiori di diuerfi colori .* Sottoil braccio deliro tenga vn fafeio di fpighe di grano , con la finiilra mano con beila grana vna ^verdeggiante vite , Ja qual mofln di efferefccondiflfma del fuo frutto,& can to vi fia vna fpelonca dalla quale elea fumo , e acqua

&

Nffolamenteladetta flua,che in altri luoghi f ne fecero mok'altre > che fono durate fin'hora fi vede ,che in quella molto tempo, Regione vi maggior copia di lauri , che in~_ qul fi voglia al. ra Prouincia d'Italia

&

&

CAMPAGNA FELICE,
omro Terra di Lauoro

bIM N G E
in

Fu da Plinio nel 5 . Iib. nominata quella Prouincia , Campagna Felice , dalla felice produttione de* frutti, i quali d!efla abbon debolmente cauano

S I quella Felice Prouincia^.


li

vn florido campo con la figura di Bac,

Al fine fu detta Terra

di lauoro dalJ'ageuO-

coj

& di Cerere, quali fliano in atto fiero di fare alla lotta & che non difcerna auan tagfi

lezza di lauorare quello paefe, per la qualcollauorare racilmente s'apparecchia ritura,

&

gio di forza pi in

vno , che

nll altra

ceuerelafmente,

&per ancona chiamata^

Hauer Bacco in capo vna ghirlanda di vite,con pampanij& vue,& Cerere parimente.^ hauer vna ghirlanda di fpghe di grano Dalla parte di Bacco faranno olmi grandinimi con verdeggianti viti , che falifcanofino alla cima di elfi arbori cariche di vue , per pi vaghezza vi fipotr anco mettere canto vna tigre, come animale dedicato a Bacco, dall'altro lato di Cerere vna campagna di alti, c\j> fpigati grani,& vn gran ferpe,anch'egli anima-

campi

laborini

&

&

Altri dicono , che pigliafl nome di Terra di lauoro per efler molto fruttifera , fi come diceffero ella buona quella terra da lauorare, perche non fi perde l'opera,ne la fatica Fu anco nominata cosi quella Prouincia- dlh fatica, laquale hebberogli antichi conquiftarla, poi ritenerla jfoggetta, come narra Liuio.

&

Bella, gratiofa ,veftira nella guifa

che dfee-

le di Cerere.

Felice veramente

fi

pu chiamare

quella.-

Prouincia , poich ella abbonda di molti beni fpecialmenre di quelli ,xhe!no alla natura humana necefiarijj come il pane, u* vino . E venendo in cognitione i Grepi antichi della felicit di qnefla fertiliflma Prouincia con appropriata , gioconda fauola (infero, come_> sraccta Plinio nel iib. $ che quella Campagna ione lo (leccato doue di continuo combatuno Cerere, e Bacco alla lotta , per dimoirare, che Cerere in produr grani non ceda alla fecondit diBacco in produr vini, altrefi Bacco, anch*eglinon cecia all'abbondanza di Cerere, in produr grani; doue che per quella riffa tanta

&

mo, e con la ghirlanda di fiori fi dipinge acci checonofea^ come la Natura ha voluto moflra re quanto quella Prouincia fia amena , & fruttifera
,

& data occafione gli antichi (come'ri-

&

ferifee Plinio nel libro terzo) di

chiamare-

quella Regione

Campagna Felice , poich qui-

&

&

la fertilit dell'vna,e del"altro,

de' Greci infino

che dal tempo bora Hanno combattevo, non

ui aria temperata con tanta dolcezza , che_j molti Imperadori, &5enatori Romani in falliditi del mondo vi fi fono ritirati a pi tranquilumilla vita,& mafllme Pozzolo,& Baia 3 mente, fecero altri grandi huomini per occuparli nelli lludij dejie lettere , tra' quali fu Virgilio eccellente Poeta, Tito Limo, Horatio, Claudiano , Francesco Petrarca molto amico di Roberto Re di Napoli , onde fopra di ci cosi dice Silio Italico NuncmalksijrbiritHS^Tqi kofpita Adufis

&

&

Bb

Qtia?

Oh a, & exemptum curisgrauioribus Auum.


E non folo quiui come habbiamo
',

Della nuiflima Iconologia


fiic efifampineis > viridis Vefuuitts vmbris :
Trefferathic madido* nobili s *vua lacus
.

detto , aria cos perfetta:m vi fi truouano tutte le devtili degli huommi emenlti ne pef li piaceri do che da ogni la to fi vede la diuerfit de i frutice quello,che maggiormente importa,copia_j grandiflma di grani , e vini 3 e che per tal lignificato fi rapprefnta con il fafeio delle fpighe con la verdeggiante, e feconda viili grano , te carica di vue > onde Martiale nel primo libro de' fuoi epigrammi ipecialmente parlando di monte Vefuuio luogo compreio in quella par-

&

Hoc tuga qua Nif&co/les,plusBaccns amanti Hoc nuper Satyri monte dederechoro.i Hoc Peneri* fede s, lacedemonegranar ttli t

Hie focus erculeo nomine ctarus erat : Cunca iacHfiamms : trifli tKerfafauil'a:

&

&

te

cos dice

Necftipert ittltent hoc iicuijfefibt La cauerna dalla quale elee > e fumoj& acqua, dimoftra i falufyerrimi bagni tanto nomi nati di quella Prouincia , i quali fono moki , (e bene vn folo fi rpprefenta per la pane fi delie intendere il lutto

A.

DONNA

di carnagione fofea velli ta^j

di bocciuoli di feta

di color rofljin

capo hauera vna bella_j

con

le foglie

*~\n ramo di bambagio , e frutto , e per terra vi fia anco vn

&

ghhlnda di fronde d'ornello fparfe di manna^ lon la delira mano terr vn Cornucopia pieno tf vue d diuerfe Ipecie bianche,c nere, con la finir mano tenga vn ramo di indir carico

fafeio di

canne mele

Calabria /pare che fa voce Greca , il quale habbia riceuuto quello paefe daL* CtecijChe l'hanno habitato, prciche efiendo

Hnomedj

nome

Brm (delle quali fiome comnoflo da Calos, l'altra fcaturire voci l'vna lignifica buono , ) fi viene lodare con tal nome quefta Prouincia , effondo che in efl fi troua il fonte di tutti i Franbeni il che conferma Pietro Razzano , cefco Berlinghieri nella fua Geografia , nelli fuoi verfi, che cos dicono Calabria detta nel preferitegiorno lignifica il nome , che produce t cofe buone > con copiofi corno. Et in Overo quello pael molto fruttifero, pieno di opportuni mon ti , d'aprichi collii ^_5 diameniflime valli: ma quel, che pi importa vi aria perfettiflma,che rende gratinimi quei ben i,che la Natura produce l'habito Il color fofco della carnagione,

&

Parte Seconda

39%

&

La ghirlanda di ornello carico di mancete tiene in capone per dinotare che il Cielo inque
fio

luogo bonifliiHOj&vi pioue largamente

&

gioconda,& falli tifer rugiada della manna^,., perche quella, che fi raccoglie for>ra l'orno

&

la pi perftta, perci di quella Ja migliore , albero le facciamo la ghirlandai non di altra pianta Con Je diuerf vue fi dimoftra In copia. de_ generofi vini, che fi fanno in quefta Prouincia , l quali portandoli in diuerf parti dV il fuo noItalia fanno memorabile il paefe,

&

&

me-.
Ilramodigineftraco' boccioli di feea. ,!__ le canne mele fono gli altrifrutti pi fpeciali, per li quali fi rapprefenta maggie*;, mente la Prouincia, facendomi!, come ogni va sjgrandiflma quantica difeta , di bambgia -

&

bambace ,

&

rofloxiinotano I'operationi del color del Sole che a lei molto amico , il che lignifica Orario nell'Ode 31. del z.Jibro dandogli l'epiteto di
ftuofo.

&dizuccaro.

A.

Bb

DON-

DONNA _ do

396

Della nouiflima Iconologia


di carnagione adulta^ ch'effenuerfi accidenti,**

habbia-fopra d'eflo alcune tarantole ,fimili a' ragni grfli rigati di diuerf colori , {tarala detta figura in atto di ballare,hauer in capo vna bella ghirlanveftita

d'vn

fotti!

velo

fpiritati,&' ci

fanno pazzie, come f Forteto da altro non procede, le non daj le diuerfe nature si di quefti animali, come ancora di quelli,che lno da efl morficati, an-

&

con la dell ra__t vn mazzo di fpghedigrano,evn ramo di mandorlo con foglie^ frutti, hauer da vna parte vna Cicogna dall'altra diche habbia vna ferpe in bocca, uerfi inftromenri da fonare,& in particolare vn iamburino,& vn piffaro Fu da gli antichi chiamata quefta Prouincia Apulia da ApuloTantichiffimo Re di quello luo go, che quiui venne ad habitare molto tempo

da di olino con il fuo frutto

&

mano terr con

bella gratia

&

auanti la guerra di Troia Dipinge/i di carnagione adulta , e veftita di fieLotti! velo, per dimoftrare il gran calore , cit , che nella Puglia per lo pi .fi troua , per la qual cofa fu coftretto Oratio dire nell'Ode j.epodon: Siticulofa^4puli&} nominzDdola. cos piena di lete, parimente Perfio nella i.

&

&

Satira

Nex lingua
tanta.
:

quantumfttiat

canis jfppula,

Le tarantole fopra il veftimento, e macchiate di diuerf colon fi rapprefentano , come animali notiffimi , e vnichi quefta Prouincia, come anco per dimoftrare ( fecondo che riftrifee il MattfolO fopra Biofcoride nel lib. t. ) la diuerft del Ior veneno;perciche mordendo effe alcuno ne fuccedono diuerf ,& ftrani accidentijalcuni cantano,akuni ridono,alcunipi gono, chi grida, chi dorme, chi veglia, chi fella, chi tremai chi iuda , chi paufee altri di-

&

cora fecon do i giorn i, e l'hore la diuerft degli inftromentida fonare,dimoftra, che il veleno di quefti animali tcome narra il Matriolo nel luogo fopradetto ) vniuerfalmente fi mitiga, fi vin ce con la mufca per fi coftuma di far Tempre fode' fuoni , notte, finche l'offeso fia fa nato, imnare, di, perche il lungo fuono,& il lungo ballare (che perci fi rapprefenta quella figura , ftia in atto di ballare ) prouocan do il (udore gagliarda-. mente vince al fine la maligniti de] veleno , ancorch li detti inftrumenti per ogni parte fi coftumino volontariamente perguiTo, dilet tatione,nondimeno in qiiefra Prouincia fi adoprano,non folo quello fine, ma per neceffir come fi detto Le fi dipinge acanto la Cicogna conlafr-' pc in bocca , perche quello animale in niun'altra parte dell'Italia fa il nido,che in quefla,onde fi dice efferui pena della vita a* chi ammazza le Cicogne per il beneficio, che efe apportano con il tenere netto il paefe dalle frpi lefpighe del grano, la ghirlanda deH'oiuo, il ramo del mandorlo ne dimoflrano , come in quefta Prouincia vi e tanta abbondanza di grano,orzo,o!io, mandorIe,che facendo paragone di effa Prouincia al relto d'Italia , fi pu dire , che effa ne proueda pi d'ogn'af tra, aoue che non folamente quefta P egione ne ha quan tit per f , ma ne abbonda'per molti altri luoghi ancora .

& &

&

&

&

&

ABRV2*

Parte Secondai

39

O.

DONNA
ftita d

robuilo vedi afpetto virile, color \ erde 3 che Mando in luogo o, montuofo con la delira mano tenga vcon la liniera porga con bellagran'feafla , apprelfo tia vna cellel'a piena di 2affarano >

&

te fuccefTa quella de' Sanniti, e fatta vniuer-

&

&

&

lei

da Vn de i lati fia. vn bclliflmo


I

cauaflo

Popoli di quella Prouincia anticamente fi


Peligni,

chiamarono Sanniti,Caraceni,
cini.Precutini, Veftini,Irpini,

Maru-

flf altri

nomi fe-

condo i

luoghi,

& le Citt di erta Regione: ma


Prouincia,

faleiComeelIa a tutto ij paefe Si dipinge donna in luogo erto , cV montuofo,per efire quella Prouincia cosi fatta Si la vefiita di color verde,& di afpetto virile, &robufto ? perciche } come dice Plinio nel libro ter20 3 che gli huomini habitanti ne' mori ti fono vigrof,robu(i,& pi forti di quegli, che habftano luoghi piani , eflercuando pi quelli il corpo, che non fanti o quelli

in generale trafl il

nome de* Sanniti dalla Citt diSannio, dalla qualeanticamente ha ripor


il

tato

nome tutta quella

la che di tutti quelli popoli fu capo,

come quel come nar-

faStrabone lih.?. Fu pofeia chiamala AprutioJn vece di PreCUtiOjCio da quella parte da' Precutini,e hora ..ha acquifrato il nome*' Abrutio in vece di Precutio^hendo corrotto il vocabulo di manie ranche quella denpminationefcambieuolrnen-

E perche produce quella Regione , grandjk lima quantit di zaftarano , del quale non {io ne participa tutta l'Italia 3 ma molti altri paefi ancora, li rapprefenta , che porga la bella celta piena di quelli frutti

U belliffimo canallo, che le Ila appreflo , denota i generose molto neminati caualli di Re gno 3de' quali de pia forti fono in ouello paefe, la gi detta, cagione del /ito , f bene per la Eer jellezza , grandezza di corpo ve ce fono in Bb i Cala-

&

39$
gnano,& altri.

Della nouiffima Iconologia


atti ciuili come di pace, cos di guerra honerauano quellij& diuennero tanto coraggiolche

Calaoria> e in Puglia di molta ftima , maflme quelli della razra del Re , del- Prencipe di BilSta anche bene il cauallo quella Prouincia pcrciche cflendo animale di lua natura generofo, feruendo al fatto della guerra , l attribuisce a" Sanniti huomini bellico/i, che ( come apprefl li dir) fletter fronte pi volte con

&

pelfercito de'

Romani

L'hafta 3 che tien con la delira mano. per lignificato del lor proprio nome, lignificando

ardironodi farli foggetti tutti gli conuicini Podi farli inimici i , feo rrendo gran pael , Romani.a* quali (come dice Strabonenel luogo citato ) fecero j>i volte veder la proua del foro valore . La prima voltaf quando moller la guerra . 1 a feconda quando furor.o in lega con elfo loro, la terza quando cercarono d'elfere liberi , 3c Cittadini P omani , e non lo
poli

&

(come dice Fello) la voce Greca aavvo, haila.


conuiene in fegno biella virt j& del grande valore. Perciche i Sanniti cominciando fire conto della virt fri di loro delie perfone \ irtuofe, in tutti gli
Oltre di ci l'halla
le
fi

potendo ottenere mancarono dall'amicitia de' Romani , f ne accefe la guerra chiamata. Marfica, la quale dur due anni } & inalmen te ottennero d'ellcr tatti partecipi di .quello , che

&

&

delderauano

M
ma

A.

forma di vna donna bella 8c SIdidipnge viriJafpetto, che con delira mano
in
3

la

appoggi ad vna targa artrauerfara d'arme dhai^con Telmo in capo, Si per cimiero yn pi-

co , con la finiflra mano tenga tn /narro di fpighe di granOjin atto di porgerle, 6V appre/To Jeivifar vn cane. Si rapprefen t a bella per la vaghezza della^ Pro-

&

Parte Seconda
Pronuncia fholto bene diflinta dalla natura in valli,colli, piani, riui, fiumi, che per tutto l'irrigano ,
,
t'

& & la rendono oltre modo vaga 80


con vna mano

beUa.
Si dipinge di virile afpetto

Angelo <^alli Spagnuoli , da i Tdcichi , i Marchegiani quali populannente &*inuiorno alla volta di Roma,ue i quali fpifigendofi auan ti il Conte Nicol Mauritio da Tolentino con alquanti caualli, e con elio Tullio Ruberai, fi
ritrouaroho cattarlo di Callello,quandoi*n d a faluare ad Oruieto ^

&

399

altre armi , per moappoggiata alla targa , flrare'li buoni foldati , che d'ella Prouincia efcono. Li fi mette per cimiero il Pico arme di quella Regione, e/Tendo che il Pico vccello di iMarte
fufle guidato,

&

& andafl auanti le legioni

de*

ROMAGNA.
DONNA con
lino

Sabini, e quelle nella Marca conducete ad elle per quello fu re colonia di quella Prouincia,

&

con bella ghirlanda in capo di'


le

detto tempo de' Romani la Ma.vca,J4ger Picerna , come ben deicriue aliai in vn breue elogio il Signor Ildor Ruberto nella belliffima, &:marauigliofa Galleria di Palazzo nel Vati-

fue foglile fiori,& di rubbia:


terr

con la
il

delira

mano

vn ramo

di pino eoa

cano fatta far da Gregorio Papa XIIL di felicifima memoria nella qual fu di molto aiuto il
Reuerendifllmo Padre Ignatk Daqti Perugino , Vefcouo d' Alatri , che n'hebbe fuprema cura da lua Beatitudine,& l'elogio fu quello jiger Picenus, agerdiHus efipropterfertilit" em, PcenusPico Afartis, ut Str aboni placet, nam anmna.,0' mhtibus abundat,qui bus {&pe Romam , c&terafque Italia, Europa partes iuwt Et cereamente gli huomini di quella Prouin eia non folo hanno fouuenura continuamente di grano Roma, e l'altre Prouiacie: ma ancora hanno dato aiuto di fortiffimi foldati, 8: interne fegni di notabil fedelt,ne i maggiori bifogni loro,& della Chrilianit, contro i Turchi,

frutto,& con la finiilra panocchie di miglio, di panico,di baceli di fan, e di fagiuoli Hebbe quella Prouincia dinerli nomi,<~\-no:
de' quali fu Flaminia,& dicefi,che habbia otte mito quello nome dalla via falicata , rafittata da C.Flaminio Coniole Romano,come_-

&

&

narra Strabonc nel.'libro r.& T.Liuio nel 9. del le guerre de' Macedoni,dicendoj che Flaminio hauendolbggiogatii liguri, fatto pace co' vicini popoli, non potendo patire , che i vitto-

&

riol foldati foller otiol, vi,

fece falicare,e raf-

egliHeretici,& tempo de' Romani antichi ipetia!mentefecero,quando congiurando con uro d'eff gran parte delle Colonie d'Italia gli
moller guerra iojoli Marchegiani,de' quali i

permani rellorno in fede , combatterono in lor feruigiojonde quella Prouincia,& quelita, Citt ne acquill loie di fedele,&per loro glo
vede fcritto Firmum firma fide$ Romanorum Colonia On de ragioncuolmen te f li mell a canto i! cane,per dimoilrare, la fedelt loro,- Oltre di ci per dimollrare , che in quella Prouincia vi ino cani di.gran ilima,e bont,e di elfi ne van no per tutta l'Italia , e ritornando al valore, e fedelt di quelli foldati , l dimoilra da Velieio Patercolo quando dice, che Pompeo arm per la Republica numero grandiflmo di gente_ ma che In Cohorte Ticenaplurimum confidebat tempi pi moderni , quando Papa Clemente VII.fi trouaua aflediato in Calle.'lo San
ria

&

da Roma per Tfcana , Se peri'-. Vmbria lino Rimino Fu poi detta Emilia da M-Lepido Emiliojil qual fece vna Urada,che_j veniua da Piacenza congiungerfi con la Flaminia. Fu prima chiamata Galliu Cillpina, per elfere Hata h abitata lungo tempo da GalJi,Boij,Iufubri,Cenomani,&da altre limili gene atiom (come dimoilra Polibio nel quarto libro) dicendo, che hauendoi detti Galli trapalate l'Alpi , feeiroin quello paefe , facciati i Tofcani,che quiui haueuano edificate^ dodici Citt quiui fi fermarono,& da effi Galfettare la via
.

&

ne i luoghi publici

fi

fu poi nominato tutto quello paei Gallia_j Ciialpina Fu pofeia detta Galiia Ciipadaii, Tralpadana,per efire dagli Antichi partita la Cilalpinajn due parti, cio , di qua, dili dal P Fiume Fu pofeia nominata Galiia To, gata come fi raccoglie anco da Martialenel ter
li
.

&

&

zo libro , che iui


oris

lo

compofe

Hoc tibuqukquid id efi, longinquis mtit ab


Gallia,

Romana nomine dieia tog<z


balfe dice fpecircamente, chesra_j

E pi

helfo-o Cornelio, cio Imola

Romam vade hber:fi veneris linde,requiret ; slemili&dices, de regione va. Si quibus in Terris , qua fimus in Vrbe , re* gabit
Bb
4
.Cerne-

4o

Della nouiffima Iconologa

A.

Corndij referasme licer effeforo

J
,

Fu detta

Gall*a 3eflndoui

Galli Senoni

parimente i Bi j paffatf nell'Italia, quiui na~ rcndonefcacciati rTofcani ( come riabbiamo habftandour,cominGarono pocoj detto) poco pigliafeichli cofrumi deRomani non Solamente del modo del viuere^m altref del" conuerfare,& veiiire,perciche vedendo quella

&

&

tglraza

& denn"ta & nel fecondo erada df


v

bianchezza

&

larubbiavien molto Iodata quella di Rauenna da Drofcori<ie,come cofa notabile.1 e_* pannocchiedi miglio, di panico denotano laremlKadclpaele r qaanto tortele foni di

&

bude
II

legumi, fpecialniente migli.pani, r chJ^iaue,&fagruo]i.

&

&

cflr togati,anch eglino pigliarono le t-oghe_j*

che erano veftimenti de' Romani Vlthnamente fu (come narra il Biondo,) chiamata Romagna da Carlo Magno 5 & da^ Papa Adriano primo doppo la rouina de' l ongobardi , per ent r (tata Rauenna con alqaante aftreC f t ,& Terre vicine fempre per tatto il

delira

ramo di pino con il fmtto,che tiene con fe mano, per dimoiare la nobiiiffima f! u di pmr intorno a Rauenna , & Ceruia che

cola tanto-propria di quella Prcuincia


tre,^uanto-eO.Onde Sifto

liche mona cofa la fa tantodirferenre dall'alV. di Felice memoJa con feruatione di quelle pinete,la chiama decoro d'Italia Ma per non lauar di dire cofa , che notabil iia , per dar occafone ad altri porgendo Toro materia dt variare modo loro la forma dique ih hgiira.Io. appreif Plinio lodati i Rora
ria

Ita-

m rynxfm Bolla circa

tempo de* Longobardi

fedeliffimi af popolo"

Romano r
Si fa a quella

Prouincia la ghirlanda di lino y

&

hauend Plinio in molta ftima illinodiFaen2 nel Xifa.J ^ .ponsado'o nd terzo grado di foc-

omo

biffi

Parte Seconda
b> e gli
elfi

.'

40

Afparaoi di Rauernia^on de Marciale di

cos dice nel ij.lib.

peradore in Germania , huemini di grande filma, evalore, altri, chelaffo per non effer te-

&

,Moliisin equorea qui creuhfpwa


.

Rauenna

diofo

Noneritincultisgrattor slftaragis Racconta anco l'abbondanza deHe ranchile


fi trottano^uiuij&jdi

loro cosi fauella

Cum comparata ritt&us mi* ora


NUiacushabeat Qrcodilus anguita Afeli ufque Rangarrtant Rauermates Vi fono ncora le viti fertili di Faenza j delle quali ne famentione Marco Varrone lib. i .c.2.
dereruftic. E tgli ttimi>e generofi vini di Cefena.fe benepoflno efire iuperaci in altri luoghi prodor ti>m gli antichi gli ripoiero tra vini generofi come fi legge apprefl Plinio nel Iib.3 .al cap.6. Mecenate nefaceua gran Mima , e per furo-

LOMBARDIA.
veftimento fia di color verde tutto fregia argento , con i ricami , altri riechiffimi,e vaghi adornamentimella deftra mato d'oro,

VN A

donna belIa, grafTa , & allegra il fu


v

&

&

no tenga con bella gratia l'Imperiai Corona^* d*argento,& con la finiiira, vn baci!e,oue fiana molte corone d'oro Ducali appoggiato al fianco, e apprett i piedi dal deliro lato
fia il

P>

&

no chiamati Mecenatini Onde non


.

terrefper

errore far nella ghirlanda comparire alcune fbglie di vite. Ptraffi anco dipingere il Sale, che da Plato-

ne nel Timeo fu detto caro , amico Dio,& ne! 9. della Iliade fu da Homero chiamato didi cui Plinio fcrifl quell'antico Prouer nino, bio, Sale nihil vnlius, il quale.fi fa Ceruia in

&

&

fiume,cio vn'huomo ignudo,vtcchio,con bar ba lunga, &longhi, e flefi capelli, coronato d vna corona d'oro. Ouero per variar quella figura fia la tella di toro con vna ghirlanda di piop pa,appoggiato il fianco, o braccio deliro lopra che vn' Vma,dalla quale efea copia d'acqua, fi diuida in fette rami } Se conia finiltra mano; tenga con bella attitudine vn Cornucopia Ha hauto quella nobile, beliiflma Pro-

&

&

tanta copia,che fi partecipa ad altre prouincie> mi parrebbe non difdiceuole, che ne renette in mano,o in altro luogo in vn vai>che rappre fentaffe la maolica , che fi fa in fingolar lode in

&

uincia diuerfi

nomi fecondo

la diueriit de*>

&

tempi,& H primo fu Bianora Gallia CifalpinaW anco efia per vna parte Gallia Togara , Felfina Aurelia,

Faenza

in libro

& Emilia , come riferilce Catone Originum , pofeia fu detta Longobar-

E finalmente,ofrre le fopradette co fe^Dotreb


arm ata per attribuirle virt militare , hauendo prodotto per lo tempo paffato,
befi anco fare

dia,& hora Lombardia


Io non mi effonder a dichiarare per quaF cagione habbia hauuto li fopradetti nomi per non eflere tediofo,m folo dir, perche fi chiamane Bianora,che fu il primo nomeche ella^> Irauefl, come anco , perche fia Mata nominata; Lombardia, che fiato l'vltimo nome Dico dunque 3 che trafl primieramente il, nome di Bianora da Ocno Bianoro ^valorofo Capitano de Tofcani,il quale pattando i'Apen nino s'infignor di quello paefe,lecor.do che rifrifee

famofi prefente orauiffimi huomini, come Alberico Barbiano reflitutore dell'antica difciplina militare in Italiano Sforza da Cotignola , tanti Malatelti da Cefena e
al

&

&

Capitanij

Rimino, i Polentanij i Louardi , & Rafponi da Rauenna.i Caluoli, Ordelaffi,gli Afti, de quali il Caualier Cofmo Vicegouernatore di Famagofta oueper la Santa Fede fu dal Turco decapitato, infieme con Aflorre Buglione Gouernator Generale del Regno di Ciprio 5 .d' Agofto.

Gallia Cifyadana*

Catone nell'Origini, doue d^ce ohm Bianora a vittore

1571.

MarEt i Brandolini da Forl , i Manfredi, tino da Faenza,VincentiOj& Dionifo Naldi da Brefichefla Generale della Inuictiflma Republica di Venetia ambedui Guerrieri famofi nodal Bembo de Re Vene- minati dal Giouo , ta: cV molti generofi Capitani di quella bellicofa Famiglia, dalla quale anco fono difeefi Signori della Bordigiera* gli Alidofl da Imola, i Conrguidi hora Marchefi di Bagno,difcefi da Guido Nipote d'Ottone Magno primo Im-

&

&

Ocno Fu finalmente detta Longobarda da i Longobardi che Iongo tempo tennero la Signoria di ella Regione, hora dicefi Lombardia, pet. maggior dolcezza, della pror un ria
fi

Bella.grairajallegra, vethtadi color verde" rapprelhta , per efiere gli huomini di quella Prouincia amoreuoli,coriuerfeuoli,& molto dediti alli folazzi della vita , godendo vn paeie

&

di a iuere,di delicie,

quanto pofraettere ameno, ferri ^abbondante di tutte le cofe* che fi rip.

&

4o&

Della nouiffima Iconologia

X
'

A.

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1

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chiedono al felice viuere de gli habitatori , oue fono molte Citt grandi,famoi Terre, infiniti Villaggio iontuofi Calelji 3 magnifcentiflmi
cdifitij

publici,& priuatij

dentro^ fuori della

laghi di grandi/UCitt, numi celebrinomi, monti ricchi rna confideratione, valli, piani,

&

turando; di tre diuerf corone la Maeft dell'Imperatore fi corona Primieramentequelfa di ferro riceue dall'Arauefcoi:o di Colonia in Aquifgrana f oi que
:

&

di tutte le grafie della natura,& dell'arte I lauorid'oro,& argento, ricami, &r altri va"hi ornamenti lignificano la magnificenza, Io la pompa de popoli di quella Pro FpIendore 3

d'argento gli vicn data datl'Arciuefcouo di MiJafo,& la terza d'oro gli vien data dal Sommo Pontefice nella Chiela di S. Pietro di RoIla

ma, delie quali quella di ferro

fignifica la fortez

&

za con la quale deue fogoarc i ribelli : l'altra d'argento dinota la purit de* ccihimi, 6: Je_j.
cipi

uincia,liqua!i
sti;
,

abbondano di ricchezze, & articonforme


al

merito della lor moltagran nobi!t,gran virt,& valore L'Imperiai corona d'argento dimoflra l'illu fire dio'nit,^: honoranza ai queftaProuincia
di nobili Jauori

chiare attioni,che deuono cflere in tutti i Prinl'vltima d'oro lignifica la fua preminenza in giuftitia, potenza fopra tutti qlialtri Re , Principi temporali de! mondo , fi come l'oro di molto nuanza tubigli altri metalli Ma me:

&

&

riceuendo il Re de,' Romani in efia la detta cotona di argento quando viene initaliaperincoronarfi,percicbe,comerirerifcono i Dottola glofa nella Cleri nel e. venerai;, de etett. mentina prima ,/hper verbo vefligijs de iure-

glio far di mettere nella delira

fnano della__

&

Lombardia la corona Imperiale di ferro,non_j d'Argento : erra !a fudetta flofa nella CJemcntina,\cggafi Girolamo Vef ouo Balbo Gurcen f nel trattato che fa ddl'Incoronatione Car

JV.

Parte Seconda?
lo V. Imperatore
.

405

^livtnt

Imperatore pri.

mum argento coronari , deinde ferro in Longobardia oltm Gallia Ci/alpina l Coriolano man tiene che nejla fua Patria fi da la corona di
ferro Imperiale gl'Imperatori . Non da tralaffare l'Autorit di frate Onofrio Panuino*&

giore,& qual fi voglia ftato,pr effer egli di fingolar valore ,

& rilplenden te di tutte le virt >

come anco celebre di gloriola fama,per la gjau


dezza,& antichiflma nobilt dell'origine fua Vi anco di Man tona, di Parma, di Piacenza^ Ferrara,& hoggi ha quella di Reggio,S Modena; de' quali quanto fia la magnificenza , la grandezza ,& lo fplendore non folo di quella Prouinciarm dituttal'Italia noto tutto
il

Comitijs JmperatorijsAoxis. tratta della Corona Ferrea Imperiale a Rex Romanorumprimo ^Aquisgrant ab ^irchiepifcopo Clonenfi coronai ur diademate Regni Germanici > quod corona'Argentea dici tur Jftferim.. Coronam
'

Mondo.
Le fi dipinge acanto il P , come cofa nota-

fecHndam^uamferreamvofntsMediolani
pofteripribxs Ifperdtoribuj affumi felitam.
'

bile di effa Prouincia^l qual panando per mezzo di effa , gli apporta infiniti commodi, pia-

In oltre prona chi Enrico Settimo fu il primo Imperadoread efire incoronato cori la corona di ferro in Milano nella Baslica di Santo Ambrogio da Caflorio Turriano ArciuefOUo di Milano l'arino del Signore M. CCC.X1. e non; Corrado primo come vuole il Corio che , nella prima parte , inettamente Io pone fotto ad Othone terzo tralafTato Enrico primo; nomina di pi altri tre Imperadori Enrico fecondo in vece di terzo, lottano fecondo.5affoue,& Othone quarto,che non furono mai incoronati in_ Milano; fi contradice l'ilteflb Corio quando fcriue che Corrado fecondo fuccexleffe fubito ad Othone terzone tralafTa Enrico^che Io f effere vn pezzo doppo confondendolo con Enrico fecondo di Traccia it viene anco variare nelle vite doue mtte Ottone terzg,Ottone_> quarto , Enrico Duca di Bertagna , cui fa fuccedere Corrado primole poi Enrico fecondo terzo,& quarto. Cclude il PanuinocheTvltimo Imperatore, che s'incoron di- corona di ferro in Santo Ambrogio fu Gifmondo figlio di Carlo quarto incoronato da Bartolomeo CaSognano quelli pra Arciuefcouo di Milano che s'imaginorho li primi Imperatori coronati di ferro, Cefare,Ottauiano,e Traianoranzi mol li di loro Trionfanti furono pi tofo coronati tanto d'oro , quanto d'alloro perche haueuano col ferro foggiogato bellico" Regni . le corone d'oro Ducali nobilitano anco, inalzano quefta fopra tutte l'altre prouin eie d'Italia , dimoflrando ch'eIla^bbraccia,-& in f contiene pi famofi Ducati, come diMt.

cere celebre per lo fulminato Fetonte , che in elio cadde, fi fommerfe, come diuinamte

&

&

lafci ferino

Ouidio nel fecondo libro delle_>

fuc Metamorfofi in quelli verfi ;


'

ut Phaeton rutilosflamappulantecapillos Voluitur ingracpsjongoqueper aera traelt Fertur, %>t interdum de Ccelo flettafereno Qua.fi non cecidi^ fotnit ceadijfe videri. Jgueprocul Patria diuerfo maximus Orbe. xcipit-Eridanus3fumantiaq3 abluit ora . Si fa anco coronato il detto fiume, per enere il maggiore d'Italia, raccogliendo nel fnogrem
le ricchezze di moki altri fiumi, perche il Petrarca nel Sonetto 145.COS lo chiama. Re de gli altri,fuperboMtero fiume' Anzi per enere non folo ilmaggiore d'Italia,' eome fi detto 3 ma per non cedere punto aRa

bo

grandezza de'pifamofi del Mondo, cio del


Nilo,e dell'Iflro.Lucano nel lib.z.cos dice

fieferamque exhaurit aquis.Huncfabula

primum
Populea fluuium ripas vmbrajfe corona?

Cum% diempronum tranfuerfo limite duce},


Succendit Phaeton'flagrantibus athera'hris Gurgittbus rapiispenitus telluri peruila*

fiuc habuiffepares'JPhcebeis ignibus -^vndax,


|

Non minor hic Nilo, fi nonperplana iart'tis


Aegyptilybkas Nilus fiagn aretar enas , Non minor hic liro^nifi quod dune permeai orbem
Jfler3 cafuros in qudibet aquorafontes -decipit , &Scyticas exit nonfolus in *vndas

&

lano.

nobile Ducato di TuVi anco J'antico , rino, doue haueua no il fuo feggio i Duchi de' longobardi (fecondo Paolo Dicono,Biondo,

&

&c. ^ E come fi detto ^ fi

'"

potr dipngere queffo

& Sabellico ) & hoggi pofledutocon ottimo, <&giuftm*mo gouerno dall'Altezza Sereniflma di C A R L O E M A N VE LE Duca di Savoia,YexaBjenKPrencipe menreuole dimag-

fiume con la tetta di toro con le corna , perciocch {'come narra Seruio,& ProboJ il fuono,che fa il corfo di quefto fiume, limile al muggito de' buoi , come anco perche le fue ripe fono ia cimiate guifa di corna

4*4
TI

Della nouffima Iconologia


tocchi da lui ertiliflmi ,

Ha

Cornucopia nella guifa,che dicemcfgni l'abbondanza grande carnata da ouefto celebre fiume, emendo che nel tempo della Cani-

& diuidertdo

la PrfcS

cola, come narra Plinio nel lib.j .cap. i .quando su l'Alpi fi (traggono le neui, ingroflandofi

bocche entra nel mare Adriatico con tanta copia d'acqua, che ( come dice Plinio nel luogo citalo ) fa fette* mari.
fette

uincjaindue parti con

Se fpargendofi d'intorno lafcia poi quei luoghi

marca trivisana;

a
,Q

leggiadra , bella, che habbia trefaccichaucr il capo ornato gui fa di Berecinthia madre de gli Dei antichi , di corona turrita con otto torri d'intorno, nel

VNA donna

&

&

mezzo vna pi eminente dell'altre, far veflita fotto di color azurroi hauer vna fopraueft e *

detta, per hauer eglino pofsggio del Marchefato nella Citrdi.Treuigi ; e Prouincia nobilifllma i pari d'ogni altra^nc fia nell'Italia ,habitata gi da gli Eugaoeijpofciaia g'i Eneti,& da Troiani chedoppo
rto
il

Marca Triui&na fu

man to di-oro ricamato di fpihe, & fregiato di


verdeggian ti,& frutti fere viti Stara a federe fopra il dorfo di vn'alato Leone , terr la delira mano appoggiata ad quercia , dalla quale penda vn rortro di natie,

^n

eli

gratta

con la finiftra mano tenga con bella vn libro,.& anco vn ramo d'oliuo la Prouincia di Veoetia, che da Longobardi
galea,

&

larouina di Troia con Antenore in Jtalia pafforno Ella di prefente contiene in f noue Citt principali,le Quali tutte hanno il loro VefcouaCartella , che to,ohre le molte Terre murate, vi fono,& oltre il gran numero di \ iliaci, non fo^amentepcrla grafTezza del terreno , il quale fertiliflmo: ma ingranparceperlofitoanae. niflmo^fi che fi pu ragioneuplmente dire, ch c

&

ouella

Parte Seconda
che nell'altre Regioni d'Italia fi vede per la delitioia coltura de gli habitatori,inque(caioJamntef vegga per l'opera della gran maelfotsNaturajChe cosi l'ha voluta
jQtlIa bellezza

40 s

fafomigliantcairimagine della Dea Prudenza , che cos da gli Antichi era figurata la cui virt nel Senato Venetianoparticolarment__*
riluce.

fabricare.

Le Citt fonoyinegia,kquaJecapo, & Signora della Prouincia, Verona, Vicenza,Pado:

La Corona Turrita nel modo , che dicemo dimoflra per le otto torri le otto Citt foggec te , &la Torre nel mezzo pi eminente dell'alrapprefenta la Citt dominante. coloreazzrro del veilimentcdenota Pintimo.Golfo dell'Adriatico mare, che la bagna, che da i medefmi Signori dominato La foprauefle, manto d'oro ricamato di fp
tre
Il

ua,Treuigi,Ceneda, Belluno,FeItro,& Trento > che pollo alli confini di Germania nell'Alpi ; dalle quali Citt in ogni tempo, tkm ogni et riufciti fono molti nuomini illuftri id Iettere, in arme, chelongo farebbe il farne qui men none , pofcjache nelje PMorie, che foeggono in
luce delle cole fegiiite in Italia cosi ne gli antichi , come anco ne i moderni tempi ritrouanfi coin pi luoghi defcritti i loro fatti illuftri , piofameme raccontati, tra' quali fi puvalprofo nominare Ezzelino da Romano,il quale fc J>en fu tiranno , fu per huomo valorolo nell'-

&

&

Sfregiato di verdeggiati ci, fruttifere dimollrehe nel grano nel vin,che_ effa produce , ci fono accumulate gran ricchezze
gfce
viti
j

&

&

Siede fopra il dorfo dell'aJaro Leone per alludere all'infegna della Republica di Vene*
tia
Il

armi , .e gran Capitano Si potrebbero anco ann onerare gli Scaligeri, che gi per i tempi pattati furono Signori di V rona,di Vicenza,& di molte altre Citt fuori di quetta Prouincia,i Carrare/ Signori di Padoua,i Caninefi Signori di Treuii,di C eneda tanti altri valorofrCadi Feltro, di Belluno,

tener la deflra mano appoggiatalalla quer

cia,dila quale

penda jj roftrodi naue;ouero di galea dinioflra,che quella Ptouincia forte, potentiflma in Italia, per terra , per mare mantiene in f quella grandezza, cheda tutti i iftianefimo vien molto flima-

&

&

&

&

pitani di militia, yfeiti di quelle Citt

ffi

per

a, &rifpettau perii dominicene ella ha di quefla Prouincia , percicne

non parere, che

filaccia emulatione

con l'altre

nell'armate di mare, con le quali effa ha otte-

Prouincie,qui gli ualafcier, fi come anco ipi moderni,che nelle guerre fatte,& follenutedal in altre a Signoria de' Venetian in quella , Prouincie hanno dato manifefli legni .del Ior

&

tal

nome hanno lafciato immor memoria. Quanto al fto, pofeiche ella rinchiufa tra il Mare Adriatila Lombardia, la Romagna, co,il Ducato del Friuli,& l'Alpi Treuiiane , ch^ dalla Germania la feparano , eff dalle parti del Settentrione montuofa : miiel rimanente ben colti colpianade bene ripiena di vaghi, fpolida quali fi cauano delicatifTimi vini, ritiffmi frutti. Dal piano poi, che ampliflmo fi fcuopre nel Padouano, nel Treuifano , nel Ceva!ore,& del loro

nuto vittorie fegnalatiflme in ogni tempo per numero grande de' nauilii,& galee , che pu fi e fempre feruita eli Prouincia cos dfare : huomini di battaglia per armarle, trahendone fempre di effa quanti gli fono Itati a baflanza per ogni grand'armarajcome anco per ogni for
il

&

&

&

&

nodefe affai pi,che nel Veronefe,& nel Vicentino , che per la maggior parte fono territori) TridenBiontuof,& nelBellunefe,FeItrino , tinOjche fono polii tra monti affai angufti,So riitretti 3 cpti fono pi feraci di vino , che di

&

tedi materia neceflaria per il fabricare ,& armeggiarci Jegni,effendo in effa Prouincia moltibof chi d'arbori cotal fabrica bene apprcpriatij&fpecialmentnel Treuifano 3 doue fi ve* dea gran commodo della Republica il celebre famofo bofeo dalla natura prodotto, ne' col dure li del Montello tutto di altiffime groffe, fei largo, da Trquercie,lungo dieci miglia, nifi lontano dieci miglia, dalle lagune di Venetia venti,fi come nel Bellunefe altri bofehi di aitiflmi abeti, larici , faggi per fabricare an-

'

&

& &

&

tene,arbori,e remi,

&nelPadcuano

nel VeronefjVrcsntino grandiflma copia di canapi

&

&

grano
Si rapprefentabella,& leggiadra

con tre fac

eie percicne veramente belliflma quella__ Prouinda, come anco per alludere al nome di Treuifb Treuigiana Marca Si pu ancora dire > che per tale uVnilitudjn^

ogni altro necefaper far le vele^e gomene, rioarmigio. Oltre che in quefla ihefla Regione nei mori ti difopra,che fono nel Veronefe,nel Trentino, nel Bellunefe f ne caua 1 ferro in tata qun tit quanto pu ballare per rendere perfetta tutta Ja fobrica ielle armamento marinarefeo
.

&

&

inaile

4o6
il

Della noirffima Iconologia


fapientiflmi Theologi
,

quale neli' Arfenale di Veccia con grandiffiala copia di ccccllenriflmi Maeftn del conti-

Filofofii

Medici tonf-

nuo fi tratta
Ulibro che tiene con la fniftra
fica,
tti

mano , ligni-

infiniti profeflbri delle* con filiti, Oratori, Arti Liberali , che hanno apportato fmpre.- fplcndore non pure alla Prouincia , mi a tutu

&

non folo gli huomin


il

celebri nelle lettere :

l'Iraba infieme

ancora

condifl imo

nobiliffimo Audio di Padoua , e-> Sem inario di ogni virt , che quiux

fiori/ice t dai

quale fono in ogni tempo rilucici

Ilramod'oliuo che tiene infeme con il libro^fcn ifica la pace,che gli con ferua il fuo Pria cipe, Se Signore

I.

DONNA con vn
vatio
,

d'habito fohtuofo, teda , fi come fi figura Berecintia ,hauer il braccio deveft ita

&o

cafello turrito in

Terr nella fnifra mano vnlibro, 8c ne* piecoturni fmili- quelli di Diana, apprefl dtfCt vi faranno cannuccie,& giunchi
di
i

&

liro

armato con vna lancia in mano,

&che in-

Son tante , &ii diucrftk qualit,


:

& condi&

fieme tenga alcuni priuilegij co* figlili pendenti. Star appoggiata ad vna grande,& feconda vite,& feder fopra due corni i douitia incrocicchiati, l'vno
te di fpighe
,

tioni.chefi feorgono nel Friu!i,,chef potrebbe

no con longo difeorfo dire ma con vna picco~ la figura in difegno non mai bafleuolmenttj
efplicare,perciche nel circuir di dugento , cinquanta miglia,che lo comprende,/! trouano

da vna banda pieno di ogni for


, rif

grani

migli

& fimi

li;

l'altro

prima altiffimc balze


men'afpri,

& dirupa

dall'altra parte

pieno di ogni force di

frutti di</