Sei sulla pagina 1di 2

MILLE E UNO SCOPO

LA COMUNITA’E’UN GRUPPO UMANO VIVENTE IN COMUNE, UNITO DALLA MEDESIMA


ORIGINE, DAI MEDESIMI SENTIMENTI, DALLA MEDESIMA ASPIRAZIONE
FONDAMENTALE”

• In Comunità devi entrare con spirito d’armonia e con animo puro. Quanto viene
operato in Comunità è necessario per riscattare il nostro popolo dal torpore che lo
attraversa, a restituirgli una dignità e un destino nella storia. Non si parla male degli
altri, non si esprimono giudizi alle spalle: noi rappresentiamo un piccolo esempio di
quanto vorremo realizzare nella società. Teniamolo sempre presente.

• Devi essere leale e mantenere la parola data. Il mondo è pieno di gente che si
parla addosso e che non fa seguire alle parole le azioni. Per Te ogni parola deve essere
un’azione. Mantieni sempre più di ciò che hai promesso.

• Sei venuto tra noi per libera scelta, hai condiviso la nostra natura e le nostre
idee. Dunque, lavora. Lavora ogni giorno. Lavora con amore, con gioia, con passione. Gli
uomini felici sono coloro che si donano completamente. Virtù, grandezza, felicità, tutto
ruota intorno a questo:donarsi

• Noi amiamo la semplicità che è virtù per la ricchezza dell’anima. L’uomo è un


“ponte”, non uno scopo e la sua unica vera ricchezza è la ricchezza dell’anima perché
solo con essa l’uomo può realizzare i propri propositi e dare grandezza alla sua esistenza.
In Comunità la semplicità è virtù e ciascuno deve apprenderlo.
• Non aspettare che qualcuno ti dica ciò che deve essere fatto, che ti pungoli di
continuo, che ti rammenti il tuo ruolo o le tue responsabilità. Occorre spirito d’iniziativa,
tempestività, partecipazione creativa e attiva e, soprattutto, senso del sacrificio. I robot
stanno bene nelle catene di produzione

• A causa di un errore o di un comportamento torbido di può litigare con qualcuno.


Portare rancore non risolve il dissidio e mina la serenità necessaria per crescere robusti e
chiari. Ciascuno è chiamato a sanare ogni controversia, ad esprimere sempre con
sincerità il proprio pensiero, a riconciliarsi con colui che ritiene di averlo offeso, a
superare qualunque antipatia nel supremo interesse del Gruppo. Litigare con una
persona non significa litigare con la Comunità

• Ciascuno di noi può attraversare brutti momenti. Il Gruppo non ha bisogno di lui
solo quando sta bene e può portare il suo lavoro concreto: noi non siamo degli
opportunisti. La Comunità è il rispetto e la solidarietà reciproci, la capacità di condividere
il peso delle difficoltà di ognuno in modo che divenga più leggero.

• Dove siamo noi, là deve essere festa. In Comunità è sempre festa, anche quando
si fatica. La festa è l’anima del Gruppo. Quando si entra in comunicazione con un
esterno, innanzitutto si deve manifestare lo spirito gioioso della spontaneità, del
disinteresse. Un esterno non si deve lasciare isolato in un cantuccio, perché così facendo
noi dimostreremmo di essere egoisti, di pensare solo a noi stessi. La Comunità pensa
sempre a far star bene colui che l’avvicina. La festa è il momento più alto di
rappresentazione e di coinvolgimento, non l’alibi per dimenticarsi di sé e della propria
missione

• Devi cantare con il cuore non con la gola. Il canto è la voce del Gruppo. Quando
cantiamo insieme la Comunità parla e si trasmette, per questo il suono deve risultare
profondo e unito. Per cantare con il cuore non serve essere intonati, ma avere
sentimenti grandi e puri.
• Nella casa che abiti altri hanno abitato per anni, hanno lottato per difenderla,
l’hanno riempita con allegria nei momenti belli. La casa della Comunità deve essere
accudita, gli oggetti devono essere curati come fossero i propri perché sono costati
sacrificio e lavoro duro. Non permettere che venga maltrattata o trascurata. Ogni giorno
prima di lasciarla, sincerati che ogni cosa sia al suo posto e preoccupati di porre
immediato riparo ad ogni guasto.

• Non siamo comodi a nessuno e nessuno ci finanzia. Tutto ciò che viene costruito è
opera nostra, è frutto esclusivo della nostra volontà. Ritardare nel versamento delle
quote mensili di autofinanziamento significa rendere impossibile l’acquisto degli
strumenti indispensabili alla Comunità per progredire ed affermarsi con maggiore vigore.
E’ peccato grave, è sintomo di leggerezza d’animo e di superficialità

“SOLAMENTE ATTRAVERSO IL GRUPPO, CONDIVIDENDONE LA SOFFERENZA, CAPII CHE


IL CORPO POTEVA RAGGIUNGERE QUELLA VETTA ESISTENZIALE CHE L’INDIVIDUO, DA
SOLO, NON POTREBBE MAI RAGGIUNGERE”