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Lo sguardo dal mare A sort of farewell to Gallipoli (pubblicato su Anxa News, Numero 21, maggio/giugno 2006, Gallipoli [Le]

Il discorso legato alluso e allabuso dei beni pubblici rappresenta un tema cruciale per il futuro dellintero territorio gallipolino. E evidente come su questo terreno si stia in questi anni giocando il destino economico, sociale e culturale della stessa citta e della sua popolazione. Questioni profondamente diverse tra loro quali ad esempio quelle relative allutilizzo e al rilancio dellattivita portuale, allistituzione del Parco Isola S. Andrea Punta Pizzo, alla salvaguardia e alla gestione strategica del litorale sud, al recupero e alla fruibilita del castello Angioino c iamano tutte egualmente in causa il problema dellutilizzo dei beni pubblici. In particolare, il sacc eggio ambientale causato da decenni di dissennate politic e di sviluppo del territorio sta rapidamente segnando dei punti di non ritorno. !a tensione tra interessi privati e sfera dei beni comuni, e le ripercussioni di un cosi problematico rapporto sulla dimensione della vivibilita di un luogo rappresentano uno degli aspetti piu rilevanti della crisi ambientale di questa penisola del sud"ovest salentino. # i cerc i un luogo adatto per riflettere sul futuro di $allipoli dovrebbe avventurarsi sul versante di scirocco e da li lasciar vagare lo sguardo sullo s%&line della citta. !o sguardo dal mare rivelerebbe nel cambiamento dello s%&line costiero verificatosi negli ultimi '("') anni lo sprezzo piu assoluto per la forma di un luogo, **una citta c e mangia il proprio ambiente, +c e, si divora e si imbruttisce come in una malattia--.'/. #omportamenti attivi od omissivi della pubblica amministrazione uniti ad un certo modo di decidere o di non decidere della politica riguardo limpiego e la difesa dei beni pubblici stanno di fatto sottraendo $allipoli ai gallipolini. I risultati di questa onda lunga di gravi disattenzioni sono sotto gli occ i di tutti in forme c e variano dallabusivismo al sacc eggio paesaggistico provocato da un assetto urbanistico indecente, dal degrado alla privatizzazione de facto di beni pubblici demaniali. Sbancamenti di dune, distruzione delle zone umide, lottizzazioni di aree pregiate di macc ia mediterranea e cementificazione selvaggia delle coste, spiagge e pinete pubblic e abbandonate a se stesse o espropriate con azioni prepotenti, terreni desertificati per via della loro destinazione a superfici per il parc eggio privato0 un lungo e interminabile ca ier de d1leances. !a connivenza, la permeabilita, la 2distrazione delle istituzioni c e avrebbero dovuto presidiare il territorio anno comportato una 2sudamericanizzazione della relazione tra privati e cosa pubblica. 3ecintare uno dei poc i pezzi di pineta ancora esistenti in citt4 per disporne ad uso privato, costruire palazzi su terreni demaniali sono, lo sappiamo bene, fatti allordine del giorno nel nostro spazio comunale. !a stessa liberta di movimento e limitata dalloccupazione permanente con strutture prefabbricate dei marciapiedi posti su punti panoramici, dalle perimetrazioni sui torrioni delle mura e su parte della banc ina del porto. 5i fronte a questo scenario ci si ritrova dinanzi agli interrogativi di sempre0 perc e questo riprodursi incessante di comportamenti lesivi nei confronti dellambiente6 Perc e questa **prolungata negligenza nei confronti delle cose--.7/6 Siamo dilaniati da un movimento a forbice0 da una parte lignoranza, la volgarita e lincuria di massa c e, come afferma 8ranco #assano, fanno dei **luog i di tutti una terra di nessuno, +..., una discarica in cui disperdere impunemente i rifiuti--.9/: dallaltra la violenza delle elites, **laccaparramento individuale dei beni pubblici--. 5a un lato un rapporto alienato con le cose c e porta a considerare il mondo fuori come materia inerte e priva di vita, dallaltro lesclusione degli altri, la rapacita dellinteresse privato. Il problema della tutela dei beni comuni reca con se sciami di questioni0 dal rapporto tra etica e politica a quello nord"sud, dalla difficile convivenza tra sviluppo socio"economico ed equilibrio ambientale

alla competizione tra gli immaginari neo"liberisti e quelli del riformismo sociale. !idea di una tradizione civica da rifondare in una visione c e recuperi amor loci e politica della bellezza, c e allan-estesia contrapponga unigiene estetica, e alla base di alcuni recenti contributi teorici c e spaziano dal pensiero mediterraneo di 8ranco #assano alla psicologia dei luog i di ;ames <illman, alla eco"psicologia di = eodore 3osza%, fino alleco"antropologia di >ittorio !anternari.In particolare, le riflessioni di #assano sono state decisive in questi anni per avviare un ripensamento delle stesse categorie culturali del Sud e dellintero rapporto tra terra e mare in questo estremo lembo dEuropa. 5iritto alla bellezza e affetto per i luog i animano alcuni passaggi significativi del discorso del sociologo barese c e a piu volte lanciato lallarme sul pericolo di sparizione dei beni pubblici, dallambiente alla legalita, dallistruzione alla salute. !opera di ;ames <illman a invece riattualizzato il concetto greco della psic e vivente fuori e dentro di noi, del mondo infuso di anima nella persona come nella natura e nellambiente urbano, ricollegando anima mundi e identita dei luog i. #i sono delle domande ideali c e sembrano attraversare seppur in maniera molto differente gli sviluppi del pensiero di questi due autori e c e si addicono perfettamente al caso di una citta come $allipoli0 perc e la bellezza c e la citta evoca in noi non si traduce in rispetto, protezione, cura per il luogo6 Perc e la bellezza non provoca risonanze in noi6 Perc e non riusciamo a sentire sulla nostra pelle le offese perpetrate allambiente6 5ifficile stabilire in quale misura il silenzio c e avvolge questo tipo di domande sia frutto di rassegnazione piuttosto c e di indifferenza. >iene da pensare c e, nel migliore dei casi, il danno inferto allanima del luogo altro non sia c e lo specc io di una condizione di crisi piu generale. 3ipristinare lindividualita o lanima del luogo e un obiettivo c e a tra le proprie premesse il recupero di un senso personale del posto da parte di ciascuno di noi. 3iguadagnare il senso del posto, come spiega $ar& Sn&der, significa acquisire **uno spirito dellessere in un posto, c e testimonia un senso di rapporto diretto con la terra--. ?n modo per porsi in questa prospettiva sarebbe quello di comprendere di essere anc e noi al pari delle piante e delle rocce lespressione di un luogo particolare e c e **dove finisce lambiente +..., incomincio io e, anzi, come posso cominciare senza essere in un qualc e luogo--.@/6 Senza il ristabilimento di un contatto personale con il luogo non si da alcuna percezione delle sue zone di sofferenza e, di conseguenza, nessuna reintegrazione puo essere effettuata. E attraverso lo sguardo c e, come indica <illman, i luog i rivelano loro stessi0 **le cose parlano: mostrano nella forma lo stato in cui sono--.)/. !o sguardo diventa essenziale per cogliere le patologie di un luogo ed, anzi, in esso ferita e occ io divengono la stessa cosa0**!a c iave sta nel riguardare i luog i, nel duplice senso di aver riguardo per loro e di tornare a guardarli +..., Aessuno sviluppo puo avvenire sulla base del disprezzo dei luog i, della loro vendita allincanto +..., $uardare i luog i significa averne cura, riguardo, ricostruire, attraverso la pietas, i beni pubblici, quei beni c e appartengono a tutti e c e sono insieme veicolo didentita, solidarieta e sviluppo--.B/. Prestare attenzione a dove ci troviamo e una delle priorita da far valere per c i voglia identificarsi con un luogo, per cominciare a insediarsi. #apire **cosa vuole il luogo ora--.C/ prende allora le forme di unarte non priva di risvolti sciamanici. Dccorre, ricorda <illman, stare a lungo in un luogo per far si c e limmaginazione risponda, c e linteriorita di un posto parli alla psic e individuale. Dccorre andare Ela fuoriF e sedersi sulle proprie ferite, camminare e guardare quelle zone di sofferenza del territorio, o magari danzarci sopra, cercando di vedere cosa a da dire linconscio della situazione0**!immaginazione partecipe sulla quale la citta fu fondata puo essere ritrovata +..., +attraverso, cio c e e gia qui, c e ancora canta la propria anima +..., !a citta c iede di essere riscoperta per nuove percezioni +..., Potremo intravederla attraverso una porta, riflessa in una pozzang era, immagine ritardata di un portone c e si c iude +..., Solo alcune cose, solo certi momenti, certi alberi, certe visioni

G il cadere dellombra e della luce tra le foglieG ci tolgono il respiro e ci paralizzano.+H, Solo certi alberi e pozzi e oggetti sono Eportatori di animaF--.I/. Solo c i puo sentire lanima in un luogo e, poi, in grado di sviluppare un proprio legame con esso. 3iscoprire il senso personale del posto e, in questottica, una pre"condizione per la ricostruzione di unimmagine di se e del mondo. 8acciamoci caso e pensiamo a cosa ne sarebbe di un commissario Jontalbano senza le sue >igata e Jontelusa, o di un Jaigret senza i c iaroscuri della sua Parigi. #ome avverte #assano0 **Solo se si e di qualc e luogo si puo diventare cittadini del mondo,+..., +solo la, cura dei propri luog i +..., +puo essere, il punto di partenza per una nuova pagina etico"politica--.K/. Sviluppare un senso del posto puo quindi divenire un fattore di creazione culturale perc e rimanda alla produzione di sintonie, di relazioni vitali, di nuovi mondi possibili, alla formazione di comunita **con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro--. E evidente c e contro una concezione del bene pubblico come luogo di scorribande e terreno di sacc eggio di interessi privati bisogna far appello ad una vocazione alta della politica. Spetta in buona parte alla politica di occuparsi di rendere meno liquida e piu c iara questa modernita, favorendo i luog i di discussione e coinvolgendo la gente nelle scelte c e riguardano il destino della propria citta, in modo da costruire una comunita piu coesa e unopinione pubblica piu forte. Per molti di noi, parlare di $allipoli a senso solo se inteso nelle forme di una cardiologia. ?na citta, per c i vi e nato e vissuto, e anc e un luogo della memoria, Euna #one& Island della menteF0 guardarla e un po rispecc iarsi, sgranare il rosario della propria vita. Percorrerne le vie, le piazze, i marciapiedi, significa passare accanto a Etutti i nostri ieriF, alle cose c e ci anno fatto quello c e siamo. # e si fa se assieme alla bellezza di uno scorcio, alla superficie di una spiaggia, ad unarena riadattata a balera, si portano via, ad uno ad uno, tutti i nostri ricordi e il nostro stesso spazio vitale6 # e fare davanti al vandalismo di c i con la ruspa butta giu un pezzo di una storica stazione balneare, o di c i costruisce un palazzo e si mangia la strada adiacente, o di quello c e costruisce delle cabine in cemento lussuose distruggendo delle dune secolari6 E come se, oggi, esercitare una cittadinanza attiva equivalga a radicalizzarsi. Eppure questa sembra la sola forma di **mobilitazione ancora capace di trasformare laffetto in vigilanza, di impedire la latenza e poi la sopraffazione dellinteresse generale da parte dei poteri forti, c e non anno bisogno di mobilitazioni e possono lavorare allombra e in silenzio, comprando direttamente o indirettamente competenze e favori, sottraendo allattenzione pubblica decisioni cruciali o controllando i mezzi di comunicazione--.'(/. Questa forma di resistencia en la tierra appare comunque come lunica via concreta per opporsi ai corsari dellambiente. Il naufragio dei beni comuni ci impone di cercare tra le cose restate ancora **a galla sullazzurrissimo mare--.''/, badando a scorgere tra il catrame e la calce di questa tragedy of commons.'7/ un po di rabbia e di indignazione residue. Perc e non si riscrive alcun rapporto con la terra senza una ripresa sensitiva ed emotiva, senza una sim-patia per i luog i. E, daltro canto, consegnarsi fatalisticamente allineluttabilita di questa deriva a il sapore di un tradimento della propria storia personale e collettiva. Questo dimenticarsi di se, questo condannarsi ad un oblLo auto"inferto sarebbe, poi, davvero la forma piu sciagurata di estinzione. $iovanni Janfreda '. 8. #assano, Jal di !evante, !aterza, Mari, 'KKC, p. 7'. 7. ;. <illman, Il potere. #ome usarlo con intelligenza, 3izzoli, Jilano, 7((7, p. ''9. 9. 8. #assano, Jal di !evante, !aterza, Mari, 'KKC, p. 7@: 8. #assano, Jodernizzare stanca, Il Julino, Mologna, 7((', p. )). @. ;. <illman, Il codice dellanima, Adelp i, Jilano, 'KKC, p. 'KI. ). ;. <illman, 8uoc i blu, Adelp i, Jilano, 'KKB, p.'@K.

B. 8. #assano, Il pensiero meridiano, !aterza, Mari, 'KKB"7((), p. N .introduzione/. C. ;. <illman, !anima dei luog i, 3izzoli, Jilano, 7((@, p. KB. I. Ivi p. KI: ;. <illman, Il piacere di pensare, 3izzoli, Jilano, 7((', p. @B. K. 8. #assano, <omo #ivicus. !a ragionevole follia dei beni comuni, 5edalo, Mari, 7((@, p. '77. '(. Ivi p. ''"'7. ''. Si veda 8. 5e $regori, Jiracolo a >enezia in Scacc i e =arocc i, MJ$ 3icordi, 'KI). '7. Sulla 2tragedia dei beni comuni cfr. $arrett <ardin in 8. #assano, <omo #ivicus. !a ragionevole follia dei beni comuni, 5edalo, Mari, 7((@, p. C.