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Alessandro Manzoni

( tra l'Italia e l'Italia, mai pi4) II * %'han giurato: altri forti a uel giuro 1+ rispondean da fraterne contrade, 11 affilando nell'om#ra le spade 12 che or levate scintillano al sol5& 13 ,i- le destre hanno strette le destre. 14 gi- le sacre parole son porte!: 15 o compagni sul letto di morte, 1! o fratelli su li#ero suol& III 1" /hi potr- della gemina 0ora, 1( della 1ormida al Tanaro sposa, 1* del Ticino e dell'2r#a selvosa 2+ scerner l'onde confuse nel $o. 21 chi stornargli del rapido 3ella 22 e dell'2glio le miste correnti, 23 chi ritogliergli i mille torrenti 24 che la foce dell'4dda vers5, I6 25 uello ancora una gente risorta 2! potr- scindere in volghi spregiati, 2" e a ritroso degli anni e dei fati, 2( risospingerla ai prischi dolor": 2* una gente che li#era tutta,
non fia!!!mai pi0: non avvenga 7'fia'8 mai pi che l'ac ua del Ticino scorra tra due rive appartenenti a Stati stranieri. non sia uesto mai pi un luogo dove sorgano #arriere tra terre italiane& 5 altri forti!!!al sol: altri patrioti rispondevano allo stesso giuramento da altre regioni italiane 7'fraterne contrade'8 per partecipare alla li#era9ione del %om#ardo:6eneto& Il movimento insurre9ionale per l'indipenden9a na9ionale, preparato attraverso il lavoro delle societ- segrete 7'affilando nell'om#ra le spade'8, pu5 ora dispiegarsi alla luce del sole& 6 le sacre parole son porte: le sacre parole del giuramento sono offerte 7'porte'8 dagli uni agli altri, sono scam#iate&
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Marzo 1821
Manzoni scrisse quest'ode a met del marzo 1821, quando sembrava che l'esercito sabaudo, sotto la reggenza di Carlo Alberto, dovesse oltrepassare il confine sul icino e combattere insieme ai lombardi che si erano sollevati contro il dominio austriaco! "e attese non furono soddisfatte, anzi il re Carlo #elice, subentrato al reggente, inaspr$ la repressione contro i patrioti! "a lirica non fu pubblicata, anche per ragioni di sicurezza personale% pare anzi che l'autore la bruciasse, per poi riscriverla a memoria nel '&8, quando, in coincidenza con le Cinque 'iornate di Milano, fu data alle stampe! M( )* *de di tredici strofe di otto decasillabi, ognuna delle quali si compone di due met metricamente uguali+ il quarto e l'ottavo verso sono tronchi e rimano tra loro, gli altri sono piani% il secondo e il terzo sono in rima baciata, cos$ come il sesto e il settimo! "o schema , abbcdeec -solo nella prima strofa il primo verso rima col quinto.!

I 1 Soffermati sull'arida sponda, 2 volti i guardi al varcato Ticino1, 3 tutti assorti nel novo destino2, 4 certi in cor dell'antica virt3 5 han giurato: non fia che uest'onda ! scorra pi tra due rive straniere: " non fia loco ove sorgan #arriere
/offermati!!! icino: il poeta immagina che i $iemontesi, dopo aver attraversato il Ticino per li#erare la %om#ardia, si soffermino a contemplare il fiume che fino ad allora faceva da confine tra il regno dei Savoia l'impero a#s#urgico& 2 assorti!!!destino: profondamente coscienti e partecipi del destino che si prepara per l'Italia& 3 certi!!!virt0: sicuri nel proprio animo di saper rinnovare il valore degli antenati& %''antica virt' recuperata conduce al 'novo destino'&
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3+ o fia serva tra l'4lpe ed il mare(. 31 una d'arme, di lingua, d'altare, 32 di memorie, di sangue e di cor*& 6 33 /on uel volto sfidato e dimesso1+, 34 con uel guardo atterrato ed incerto11, 35 con che stassi un mendico sofferto 3! per mercede nel suolo stranier12, 3" star doveva in sua terra il %om#ardo. 3( l'altrui voglia era legge per lui13. 3* il suo fato, un segreto d'altrui14. 4+ la sua parte15, servire e tacer& 6I
Chi potr!!!dolor: colui che potr- distinguere, una volta mescolate nel $o, le ac ue della doppia 0ora 71altea e ;iparia8, della 1ormida che confluisce nel T-naro, del Ticino e dell'2r#a contornato da #oschi. colui che potr- sottrarre al $o 7'stornargli'8 le correnti mescolate del torrente 3ella e dell'2glio e le ac ue dei molti affluenti che vi si riversano attraverso l'4dda, uello potr- ancora dividere gli Italiani risorti in masse umane sen9a dignit- 7'volghi spregiati'8 e, andando contro la storia e il destino, spingerli indietro verso l'antica oppressione 7'prischi dolor'8& Il lungo periodo < costruito secondo la figura retorica di pensiero detta ad1naton, cio< 'impossi#ile': come < impossi#ile separare le ac ue dei fiumi, altrettanto sar- impossi#ile dividere il popolo italiano che insorge per la propria li#ert-& 8 una gente!!!il mare: una na9ione che sar- tutta li#era o tutta serva 7'tra l'4lpe ed il mare', cio< in tutta l'estensione del suo territorio8 9 una!!!cor: con un unico esercito, un'unica lingua, un'unica religione, un'unica ereditstorico:culturale, un'unica stirpe, un unico sentire& 0a uesta enumera9ione emerge il concetto man9oniano di na9ione& 10 sfidato e dimesso: sfiduciato ed umile& 11 guardo atterrato ed incerto: sguardo a##attuto a terra e privo di fiducia in se stesso& 12 con che!!!stranier: con il uale sta un mendicante tollerato per misericordia in un paese straniero& 13 l'altrui!!!per lui: la volont- di altri 7gli 4ustriaci8 diveniva legge per il %om#ardo& 14 il suo fato!!!altrui: il suo destino nascosto nelle decisioni d'altri& 15 la sua parte: il suo compito&
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41 2 stranieri, nel proprio retaggio1! 42 torna Italia, e il suo suolo riprende. 43 o stranieri, strappate le tende 44 da una terra che madre non v'<& 45 =on vedete che tutta si scote, 4! dal /enisio alla #al9a di Scilla1"> 4" non sentite che infida vacilla 4( sotto il peso de' #ar#ari pi<1(> 6II 4* 2 stranieri) sui vostri stendardi 5+ sta l'o##ro#rio d'un giuro tradito1*. 51 un giudi9io da voi proferito 52 v'accompagna all'ini ua ten9on2+ 53 voi che a stormo21 gridaste in uei giorni22: 54 0io rigetta la for9a straniera. 55 ogni gente sia li#era, e pera 5! della spada l'ini ua ragion23& 6III 5" Se la terra ove oppressi gemeste
retaggio: possesso ereditario& dal Cenisio!!!/cilla: il 3oncenisio rappresenta i monti delle 4lpi, cio< l'estremitsettentrionale dell'Italia. lo scoglio di Scilla, sullo stretto di 3essina, indica le regioni pi meridionali& Tutta l'espressione vale 'da un capo all'altro'& 18 non sentite!!!pi,2: non vi accorgete che l'Italia freme sotto l'oppressione dei piedi stranieri 7'#ar#ari'8, tanto da diventare malsicura 7'infida'8 per uegli stessi piedi> 19 sui vostri!!!tradito: le vostre #andiere sono macchiate dalla vergogna 7'o##ro#rio'8 di un giuramento tradito& =ella fase finale della lotta contro la ?rancia #onapartista, gli 4ustriaci avevano promesso agli Italiani la li#ert- e il rispetto del principio dell'identit- na9ionale. ma dopo la sconfitta di =apoleone l'impegno non era stato rispettato, causando i moti dell'aprile 1(14& 20 un giudizio!!!tenzon: l'afferma9ione solenne del carattere sacro dell'indipenden9a na9ionale 7espresso pi sotto, ai vv&54:5!8, proclamato da voi stessi 4ustriaci, vi accompagna : e pesa come un giudi9io : alla guerra ingiusta che vi accingete a com#attere& 21 a stormo: col massimo clamore& 22 in quei giorni: durante la lotta contro =apoleone& 23 pera!!!ragion: muoia, cessi per sempre l'ini uo criterio della for9a&
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5( preme i corpi24 de' vostri oppressori, 5* se la faccia d'estranei signori !+ tanto amara vi parve in uei d@25. !1 chi v'ha detto che sterile, eterno !2 saria il lutto dell'itale genti>2! !3 chi v'ha detto che ai nostri lamenti !4 saria sordo uel 0io che v'ud@>2" IA !5 s@, uel 0io che nell'onda vermiglia !! chiuse il rio che inseguiva Israele2(, !" uel che in pugno alla maschia ,iaele2* !( pose il maglio3+, ed il colpo guid5. !* uel che < $adre di tutte le genti, "+ che non disse al ,ermano giammai: "1 va, raccogli ove arato non hai31. "2 spiega l'ugne32. l'Italia ti do&
preme i corpi: < diventata la tom#a& se la faccia!!!quei d$: se nei giorni della vittoria vedeste afflitta la faccia dei dominatori stranieri 7'estranei signori'8& 26 chi!!!genti2: chi vi ha detto che le sofferen9e degli italiani saranno per sempre 7'eterne'8 vane, sen9a frutto di li#ert- 7'sterili'8> 27 quel 3io che v'ud$: uello stesso 0io che ud@ le vostre invoca9ioni e vi aiut5 a li#erarvi dagli stranieri& %a frase < densa di riferimenti all'4ntico Testamento 7cfr& (sodo 3,". salmo 3(,138: nella prospettiva #i#lica del 3an9oni ogni popolo oppresso trova nelle vicende dell'antico Israele il proprio paradigma& 28 quel 3io!!!4sraele: uel 0io che travolse nel mar ;osso 7'onda vermiglia'8 il crudele 7'rio'8 esercito egi9iano che inseguiva il popolo e#reo& 29 'iaele: < un'altra cita9ione tratta dall'4ntico Testamento& 3entre gli Israeliti erano oppressi dalla superiorit- militare dei /ananei, 0io umili5 i loro nemici facendo uccidere il generale cananeo S@sara da una donna, ,ia<le, che gli piant5 un chiodo nella tempia 7cfr& 'iudici 48& 30 maglio: grosso martello& 31 raccogli!!!non hai: la frase ricalca uella che nel 6angelo < riferita a 0io: Bmieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparsoC 7 Matteo 25,248& In uesto modo al ',ermano' viene adde#itata non solo la rapacit- ma anche l'empiet-, perchD si < arrogato un potere di dominio sul mondo che solo 0io detiene& 32 spiega l'ugne: apri le unghie, cio< prepara gli artigli della tua rapacit-&
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A "3 /ara Italia) dovun ue il dolente "4 grido usc@33 del tuo lungo servaggio. "5 dove ancor dell'umano lignaggio, "! ogni speme deserta non <34 "" dove gi- li#ertade < fiorita, "( dove ancor nel segreto matura, "* dove ha lacrime un'alta sventura35 (+ non c'< cor che non #atta per te& AI (1 Euante volte sull'4lpe spiasti (2 l'apparir d'un amico stendardo)3! (3 uante volte intendesti3" lo sguardo (4 ne' deserti del duplice mar)3( (5 ecco alfin dal tuo seno s#occati3*, (! stretti intorno a' tuoi santi colori4+, (" forti, armati de' propri dolori41, (( i tuoi figli son sorti a pugnar& AII (* 2ggi, o forti, sui volti #aleni *+ il furor delle menti segrete42:
usc$: si diffuse& dove ancor!!!non ,: dove ancora la speran9a della dignit- umana non < del tutto desolata& 35 dove!!!sventura: dove la grande sofferen9a di un popolo suscita commo9ione 7'ha lacrime'8& 36 5uante!!!stendardo: uante volte gli italiani volsero lo sguardo oltre le 4lpi, in attesa che apparisse di l- un esercito venuto a li#erarli& 37 intendesti: fissasti, facesti attento& 38 ne' deserti!!!mar: nell'4driatico e nel Tirreno, sulla cui superficie non appariva alcuna flotta amica& 39 sboccati: usciti& 40 santi colori: la #andiera tricolore, creata all'epoca della repu##lica /ispadana e scelta durante i moti del '21 a rappresentare la vagheggiata na9ione italiana& 41 armati de' propri dolori: temprati dalle sofferen9e patite& 42 sui volti!!!segrete: sfolgori sui volti il furore coltivato in segreto nell'animo&
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*1 per l'Italia si pugna, vincete) *2 il suo fato sui #randi vi sta43& *3 2 risorta per voi la vedremo *4 al convito de' popoli assisa44, *5 o pi serva, pi vil, pi derisa, *! sotto l'orrida verga45 star-& AIII *" 2h giornate del nostro riscatto) *( oh dolente per sempre colui ** che da lunge, dal la##ro d'altrui, 1++ come un uomo straniero, le udr-)4! 1+1 che a' suoi figli narrandole un giorno, 1+2 dovr- dir sospirando: io non c'era. 1+3 che la santa vittrice #andiera 1+4 salutata uel d@4" non avr-&

4=4%ISI %'ode ha come intesta9ione la dedica a Toedoro Foerner, poeta tedesco che lavor5 per la corte di 6ienna, morto giovanissimo com#attendo come volontario contro =apoleone& %a dedica ha una duplice fun9ione: serve ad escludere un na9ionalismo unilaterale, suscitatore di odio indiscriminato nei confronti del popolo avversario, e vale a richiamare il fatto che anche i popoli germanici hanno dovuto soffrire e com#attere per la li#ert- in un passato recente e perci5 dovre##ero riconoscere le istan9e patriottiche italiane& Gntram#e le puntuali99a9ioni rientrano nel uadro ideologico man9oniano, #en presente in Marzo 1821: l'afferma9ione teologica che 0io '< $adre di tutte le genti' 7v&!*8 non pu5 consentire che sul piano etico:politico si mettano gli interessi della propria na9ione al di sopra di uelli delle altre. perci5 la rivendica9ione della li#ert- e dell'indipenden9a potr- avvenire solo secondo un'idea di giusti9ia superiore, fondata in 0io, che tutte le parti devono riconoscere& 0a tale imposta9ione di pensiero deriva, nell'ode, l'insisten9a nel sottolineare che i patrioti italiani stanno dalla parte del giusto, mentre i nemici austriaci sono nel torto, e ci5 < dimostrato per me99o delle loro stesse parole 7cfr& vv& 4*:5!8& Euando /arducci #iasimava in Marzo 1821 il tono troppo cristiano e troppo meditativo, incapace : a suo dire : di Balimentare l'odio e l'entusiasmoC, e proponeva, a tutto sfavore dell'ode man9oniana, il confronto con 4l giuramento di 7ontida di 1erchet, non faceva altro che rimarcare l'evidente distan9a ideologica tra sD e 3an9oni. tuttavia, le sue osserva9ioni ci invitano a mettere in luce una contraddi9ione o, almeno, una singolarit- stilistica insita in Marzo 1821, che nasce proprio dall'esortare alla guerra, ma sen9a odio per il nemico, dallo spingere all'a9ione, ma fermandosi a meditare& %'ode civile di 3an9oni contiene molti dei moduli espressivi tipici della lirica patriottica& Innan9i tutto, il ritmo si presta ad un facile apprendimento mnemonico: la marcata caden9a dei decasilla#i non < uasi mai attenuata da en8ambement, ed < sempre di nuovo conclusa, nel #reve giro di uattro versi, dalla #attuta forte del verso tronco& Tuttavia, la facile canta#ilit- del metro appare troppo meccanica uando, nella parte centrale della lirica, deve esprimere periodi e concetti pi complessi& Hn'altra scelta stilistica consueta nella poesia risorgimentale < l'ampio uso di sineddochi e metonimie: nel nostro caso a##iamo la serie di parole:chiave 'onda', 'rive', 'spade', 'altare', 'sangue', 'suolo', 'terra', 'ugne', 'stendardo', santi colori', '#randi', 'orrida verga'. inoltre appartengono concettualmente allo stesso tipo di figura retorica l'espressione 'le destre hanno stretto le destre', la men9ione dei molti affluenti alpini del $o per significare le regioni del $iemonte e della %om#ardia, la designa9ione dell'intera Italia per me99o delle sue estremit- 7'tra l'4lpe e il mare', '0al /enisio alla #al9a di Scilla'8, l'immagine del 'maglio' posto 'in pugno' a ,iaele&

il suo fato!!!sta: il destino d'Italia dipende dalle vostre armi 7i '#randi' sono le spade8& 44 al convito!!!assisa: li#era e degna di sedersi accanto alle altre na9ioni& 45 orrida verga: lo scettro dei dominatori stranieri& 46 oh dolente!!!udr6: avr- per sempre motivo di addolorarsi colui che udr- raccontare le giornate del riscatto na9ionale la lontano e dalla parola di altri, come uno straniero, cio< sen9a aver vissuto in prima persona il momento epico della lotta di li#era9ione& 47 quel d$: nel giorno della vittoria&
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Sul piano tematico, poi, < dato ampio spa9io all'idea dell'ora decisiva, sviluppata attraverso i temi del giuramento, del destino, della storia che giunge a un #ivio& 4nche uesti sono luoghi comuni della letteratura politica, e na9ionalistica in particolare& Il giuramento compare, ad es&, anche nell'inno di 3ameli e nel gi- ricordato 'iuramento di 7ontida& Il campo semantico del destino < toccato esplicitamente almeno tre volte 7vv& 4, 2", *28 e ad esso si connette un perentorio aut:aut, che appare a sua volta come la prosecu9ione della formula del giuramento: o l'Italia sar- 'li#era tutta, I 2 fia serva tra l'4lpe ed il mare', '2 risorta per voi la vedremo I&&&2 pi serva, pi vil, pi derisa, ecc&'& 4nche il lungo e affollato ad1naton che riempie tutta la ter9a strofa convalida l'idea di destino, poichD sta a significare che la fusione delle genti italiane in una sola na9ione < fatale come < fatale che le ac ue dei fiumi padani si mescolino nel $o& Il linguaggio del destino si colora, come spesso avviene, di intona9ioni religiose: troviamo allora 'le sacre parole', i 'santi colori', l'Italia 'risorta' 'al convito dei popoli assisa' 7che < immagine #i#lica ed escatologica, ui degradata a valore laico e mondano8, 'la santa vittrice #andiera'& Si pu5 su#ito osservare che uesto lessico religioso non contiene nulla di propriamente cristiano& =on < difficile immaginare che con l'insieme di ueste scelte stilistiche 3an9oni intendesse dare ai suoi versi proprio uel carattere di entusiasmo patriottico che secondo /arducci non < stato ottenuto& In realt-, in Marzo 1821, gli elementi comuni della poesia politico:na9ionalistica si mescolano in un impasto non omogeneo con temi di andamento pi meditativo. uesti occupano soprattutto le strofe centrali dell'ode& %a uinta raffigura con eviden9a e drammaticit- pittorica il uadro storico della %om#ardia dominata, attraverso i tratti fisionomici 7il 'volto', il 'guardo'8 del 'mendico sofferto I per mercede' e attraverso un gioco efficace di contrapposi9ioni 7'suolo straniero' : 'sua terra'. 'altrui voglia' : 'legge per lui'. 'suo fato' : 'segreto d'altrui'8& %e strofe dalla settima alla nona costituiscono il nucleo morale e religioso della poesia: ui, come si diceva sopra, la uestione dell'indipenden9a na9ionale viene vista non solo in ragione delle esigen9e italiane, ma alla luce di un principio universale di giusti9ia che gli austriaci hanno prima affermato a loro favore e poi trasgredito& Eui la generica e am#igua religiosit- del 'destino' viene ricondotta ad uno dei temi fondamentali della fede #i#lica: 0io ascolta le invoca9ioni degli uomini ed interviene nella storia& G' uesto uno dei motivi di pi profonda medita9ione nella spiritualit- man9oniana, ma esso < oggetto di una sensi#ile evolu9ione& =elle odi civili, sia pure in maniera via via pi sfumata, il poeta sem#ra JsapereK dove si trovi la $rovviden9a, con chi si schieri e a chi, di conseguen9a, de##a assicurare la vittoria& In Aprile 181& l'appoggio divino < visto dalla parte della coali9ione antinapoleonica 7'dico che Iddio coi #en pugnanti ha vinto', v&!48 per ridare li#ert- ai popoli europei& %'anno dopo, nel 7roclama di )imini, < 3urat 7cognato e generale di =apoleone8 a com#attere, come 3os<, col favore di 0io& 3a gi- nel Cinque maggio, di pochi mesi posteriore a Marzo 1821, e poi nell'Adelchi, nel roman9o, in uel lacerante frammento che < 9atale del 18:: la presen9a di 0io nel mondo si manifesta per vie misteriose,

non attraverso il trionfo sullo scenario del mondo, ma piuttosto nella solitudine e nello scacco, Bdov'< silen9io e tene#re la gloria che pass5C& 7'!3&8

Il Cinque Maggio
4l ; maggio del 1821 9apoleone moriva nell'esilio dell'isola di /ant'(lena, nel centro dell'Atlantico! "a sua scomparsa dest< un'enorme impressione, nonostante l'imperatore fosse uscito di scena ormai da sei anni! /i racconta che Manzoni, profondamente colpito da quella morte, compose l'ode in soli tre giorni! "a straordinaria esistenza di =onaparte rappresentava, ai suoi occhi, la manifestazione pi0 emblematica del raggiungimento della gloria mondana e della sua eclissi! "a morte pone gloria e caduta di fronte al giudizio della storia e soprattutto a quello di 3io! M( )* 3iciotto strofe di sei settenari ciascuna! 4l primo, il terzo e il quinto verso sono sdruccioli e privi di rima% il secondo e il quarto sono piani e rimanti tra loro% la rima tronca del sesto verso lega le strofe a due a due!

1+ orma di pi< mortale 11 la sua cruenta polvere 12 a calpestar verr-51& III 13 %ui folgorante in solio 14 vide il mio genio e tac ue52. 15 uando, con vece assidua53, 1! cadde, risorse e giac ue54, 1" di mille voci al sonito 1( mista la sua non ha55: I6 1* vergin di servo encomio 2+ e di codardo oltraggio5!, 21 sorge or commosso al su#ito 22 sparir di tanto raggio5". 23 e scioglie all'urna5( un cantico
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I 1 Gi fu4(& Siccome immo#ile, 2 dato il mortal sospiro, 3 stette la spoglia immemore 4 or#a di tanto spiro, 5 cos@ percossa, attonita ! la terra al nun9io sta4*, II " muta pensando all'ultima ( ora dell'uom fatale5+. * nD sa uando una simile
4(

(i fu: egli 7=apoleone8 < morto& %'assen9a del nome sottolinea la grande99a del personaggio: la sua scomparsa < un fatto di tale notoriet- da non far sussistere du##i sull'identit- di colui di cui si parla& 4* /iccome!!!sta: come la salma 7spoglia8, non pi consapevole di se stessa 7immemore8, privata di una cos@ grande anima 7 orba di tanto spiro8, rimase immo#ile dopo aver esalato l'ultimo respiro, cos@ la terra sta colpita e stupefatta nell'apprendere la noti9ia& 5+ muta!!!fatale: riflettendo in silen9io sull'ultima ora di vita di uell'uomo mandato dal destino 7uom fatale8&

n> sa!!!verrL: e non sa uando un altro uomo altrettanto grande verr- a lasciare la sua impronta sulla polvere insanguinata dalle guerre 7cruenta8, del mondo& 52 "ui!!!tacque: il mio spirito poetico 7il mio genio8 vide =apoleone 7lui8 nello splendore della sua grande99a imperiale 7 folgorante in solio. 'solio' < latinismo letterario per 'seggio reale'8 e tac ue, cio< non lo cele#r5 con versi adulatori& 53 con vece assidua: con incal9anti vicende& 54 cadde, risorse e giacque: cadde con la sconfitta di %ipsia del 1( otto#re 1(14 e con il conseguente esilio all'isola d'Gl#a. risorse tornando al potere nel periodo dei /ento giorni 71+ mar9o : 1" giugno 1(158. giacque, dopo la definitiva sconfitta di Materloo, del 1( giugno 1(15& 55 di mille!!!non ha: non ha mescolato la sua voce allo strepito 7 sonito8 di mille voci, che hanno cantato le fortune e i rovesci dell'imperatore& Il soggetto < sempre il mio genio& 5! vergin!!!oltraggio: non macchiato 7vergin8 dalla lode 7encomio8 servile, nD da insulti vili, perchD diretti contro chi < ormai caduto& 5" sorge!!!raggio: il mio genio si leva ora commosso all'improvvisa scomparsa di un uomo tanto luminoso 7raggio si lega al folgorante del v& 138& %a voce del poeta, che aveva taciuto mentre mille voci risuonavano, si al9a ora in me99o al silen9io attonito del mondo& 5( urna: sepolcro&

24 che forse non morr-& 6 25 0all'4lpi alle $iramidi, 2! dal 3an9anarre al ;eno5*, 2" di uel securo il fulmine 2( tenea dietro al #aleno!+. 2* scoppi5 da Scilla al Tanai, 3+ dall'uno all'altro mar!1& 6I 31 ?u vera gloria> 4i posteri!2 32 l'ardua senten9a!3. nui 33 chiniam la fronte al 3assimo 34 ?attor, che volle in lui 35 del creator suo spirito 3! pi vasta orma stampar!4& 6II 3"
5*

3( gioia d'un gran disegno!!, 3* l'ansia d'un cor che indocile 4+ serve pensando al regno. 41 e il giunge, e tiene un premio 42 ch'era follia sperar!". 6III 43 tutto ei prov5: la gloria 44 maggior dopo il periglio!(, 45 la fuga!* e la vittoria, 4! la reggia e il tristo esiglio: 4" due volte nella polvere"+, 4( due volte sull'altar"1& IA 4* Gi si nom5: due secoli, 5+ l'un contro l'altro armato, 51 sommessi a lui si volsero, 52 come aspettando il fato. 53 ei fe' silen9io, ed ar#itro 54 s'assise in me99o a lor"2&
!!

%a procellosa!5 e trepida

3all'Alpi!!!al )eno: allude alle campagne d'Italia 71"*! e 1(++8, alla campagna d'Ggitto 71"*(:**8, alla campagna di Spagna del 1(+(:+* 7il 3an9anarre < un piccolo fiume che scorre presso 3adrid8, alle guerre com#attute in ,ermania, al di l- del ;eno 71(+5:+!, 1(+*, 1(138& !+ di quel securo!!!baleno: l'effetto pratico dell'a9ione di uell'uomo sicuro di sDN e delle proprie decisioni seguiva immediatamente e infalli#ilmente il momento dell'idea9ione, cos@ come il colpo del fulmine segue sempre il #alenare della sua luce& 61 scoppi<!!! mar: il ver#o scoppi< prosegue la metafora del fulmine e si adatta perfettamente al carattere #ellico dell'a9ione di =apoleone& Il campo geografico che vede impegnato il grande condottiero va da un capo !2 posteri: le genera9ioni che verranno& !3 ardua sentenza: difficile giudi9io& !4 nui!!!stampar: noi riconosciamo sen9a esprimere un giudi9io, umilmente 7 chiniam la fronte8, che 0io 7Massimo #attor8 ha voluto imprimere in =apoleone un segno pi grande del suo spirito creatore& !5 "a procellosa!!!disegno: la gioia tempestosa 7procellosa8 e trepidante di un progetto am#i9ioso&

"a procellosa!!!altar: le due strofe sono rette sintatticamente dalla proposi9ione tutto ei prov<, posta al centro di uesti versi. i sostantivi gioia, ansia, gloria, fuga, vittoria, reggia, esiglio sono le esplicita9ioni di tutto& !" l'ansia!!!sperar: l'insofferen9a di un cuore che o##edisce a comandi superiori 7serve. si riferisce a uando =apoleone eseguiva come generale la politica del 0irettorio8, ma avendo di mira il potere assoluto, che poi riesce a raggiungere, e ottiene una ricompensa che era follia sperare& !( periglio: pericolo& !* la fuga: la disastrosa ritirata dopo la campagna di ;ussia& "+ due volte nella polvere: dopo le sconfitte di %ispia e di Materloo& "1 due volte sull'altar: prima di uelle due sconfitte, nel periodo dell'Impero e dei /ento giorni, =apoleone occup5 una posi9ione di massima gloria 7 sull'altar8& /ronologicamente e logicamente i vv& 4":4( andre##ero invertiti. pro#a#ilmente l'autore li ha disposti in uest'ordine per esigen9e di rima& "2 (i si nom<!!! in mezzo a lor: fece udire al mondo il suo nome. ed ecco, il Settecento e l'2ttocento, cos@ contrastanti tra loro per costumi e ideologie 7da un lato l' ancien

A 55 G sparve"3, e i d@ nell'o9io 5! chiuse in s@ #reve sponda"4, 5" segno"5 d'immensa invidia 5( e di piet- profonda, 5* d'inestingui#il odio !+ e d'indomato amor& AI !1 /ome sul capo al naufrago !2 l'onda s'avvolve e pesa, !3 l'onda su cui del misero, !4 alta pur dian9i e tesa, !5 scorrea la vista a scernere !! prode remote invan. AII !" tal su uell'alma il cumulo !( delle memorie scese)"! !* oh uante volte ai posteri "+ narrar sD stesso imprese"",
regime ma anche l'illuminismo e la rivolu9ione francese, dall'altro la restaura9ione, il romanticismo, i nuovi principi di li#ert- na9ionale8, si volsero intimoriti 7 sommessi8 a =apoleone come aspettando da lui il giudi9io del destino. egli impose il silen9io e si sedette come giudice in me99o a loro& "3 ( sparve: eppure anche un uomo simile scomparve dalla scena& %'espressione costituisce una delle tante proposi9ioni lapidarie, cio< #revi e cariche di significati, dell'ode& "4 &in s$ breve sponda: nei limiti ristretti dell'isola di Sant'Glena& "5 segno: oggetto& "! Come sul capo!!!scese: come l'onda si avvolge e preme sul capo del naufrago, uella stessa onda sulla cui sommit- poco prima 7 pur dianzi8 la vista del disgra9iato 7misero8 spa9iava alta e tesa cercando invano di distinguere rive lontane 7 prode remote8, alla stessa maniera scese su uell'anima il cumulo delle memorie& Euegli stessi eventi che hanno condotto =apoleone 'sulla cresta dell'onda', gravano come in uietante ricordo sulla sua coscien9a negli anni dell'esilio& "" imprese: intraprese, cominci5&

"1 e sull'eterne pagine"( "2 cadde la stanca man) AIII "3 2h uante volte, al tacito "4 morir d'un giorno inerte"*, "5 chinati i rai fulminei(+, "! le #raccia al sen conserte, "" stette, e dei d@ che furono "( l'assalse il sovvenir) AI6 "* G ripens5 le mo#ili (+ tende(1, e i percossi valli(2, (1 e il lampo de' manipoli(3, (2 e l'onda dei cavalli(4, (3 e il concitato imperio(5, (4 e il celere u##idir& A6 (5 4hi) forse a tanto stra9io (! cadde lo spirto anelo, (" e disper5. ma valida
"(

eterne pagine: scritti che sare##ero rimasti come un documento di perenne valore. ma forse eterne significa anche che non progredivano, che erano intermina#ili& "* giorno inerte: trascorso nell'iner9ia, nell'o9io& (+ chianti i rai fulminei: a##assato lo sguardo in uieto e penetrante& =ella strofa compare una similitudine implicita tra =apoleone e il giorno inerte. al morir del giorno i raggi del sole calano dietro l'ori99onte, allo stesso modo in cui i rai fulminei di =apoleone vengono chinati& G' suggerita la cornice romantica del tramonto silen9ioso 7tacito8, in cui l'eroe sprofonda nella nostalgia per i tempi passati& (1 le mobili tende: le tende degli accampamenti, rapidamente spostate& (2 i percossi valli: le trincee prese d'assalto& 83 il lampo dei manipoli: il rapido accorrere dei plotoni di fanteria dalle armi lampeggianti& 84 l'onda dei cavalli: la corsa ondeggiante e travolgente degli s uadroni di cavalleria& (5 il concitato imperio: il succedersi fe##rile degli ordini&

(( venne una man dal cielo(!, (* e in pi spira#il aere *+ pietosa il trasport5. A6I *1 e l'avvi5, pei floridi(" *2 sentier della speran9a, *3 ai campi eterni((, al premio *4 che i desidDri avan9a(*, *5 dov'< silen9io e tene#re *! la gloria che pass5*+& A6II *" 1ella Immortal)*1 #enefica *( fede ai trionfi avve99a) ** scrivi ancor uesto*2, allegrati. 1++ chD pi super#a alte99a 1+1 al disonor del ,olgota 1+2 giammai non si chin5*3&
(!

A6III 1+3 Tu dalle stanche ceneri 1+4 sperdi ogni ria parola*4: 1+5 il 0io che atterra e suscita, 1+! che affanna e che consola*5, 1+" sulla deserta coltrice 1+( accanto a lui pos5*!&

4=4%ISI
/i5 che per prima cosa colpisce l'orecchio, alla lettura del Cinque maggio < il ritmo fortemente scandito dei suoi settenari& %'a##ondante presen9a di versi sdruccioli comporta, oltre alla scelta di un certo numero di latinismi 7 solio, sonito, subito, anai, scernere, manipoli, floridi, coltrice 8, il continuo ritrarsi e allungarsi della caden9a e l'uso fre uente dell' en8ambement& %e parole sdrucciole, infatti, sono in maggioran9a aggettivi e avver#i 7 immobile, immemore, attonita, subito, ecc&8, categorie grammaticali che raramente concludono la proposi9ione& %e inarcature dopo i versi sdruccioli risultano, perci5, marcate dal sovrapporsi di due opposte tensioni: uella a staccare i versi, dovuta alla metrica 7lunga pausa #isilla#ica dopo l'ultimo accento8, e uella a legare i versi, dovuta alla sintassi& 4nche all'ini9io del verso,
*4

forse!!!cielo: forse il dolore stra9iante dei ricordi fece cadere lo spirito affannato di =apoleone nella dispera9ione& 3a venne una mano forte 7 valida, latinismo8 dal cielo, la mano di 0io, e lo trasse pietosamente in un'aria pi respira#ile, cio< in una dimensione spirituale di serena speran9a& %'immagine della man dal cielo < di origine #i#lica: 'Stese la mano dall'alto e mi prese, mi sollev5 dalle grandi ac ue' 7salmo 1(,1"8& 87 floridi: fioriti& (( campi eterni: la vita eterna, il paradiso& (* avanza: supera, oltrepassa& *+ la gloria che pass<: il verso ricorda il detto transit gloria mundi, 7passa la gloria del mondo8 che, a partire dal testo classico della spiritualit- medievale "'imitazione di Cristo, < diventata un'espressione comune dell'ascetica cristiana& *1 =ella 4mmortal: riferito a fede, del verso successivo& *2 scrivi ancor questo: scrivi anche uesto trionfo tra le tue vittorie& *3 che pi0 superba!!!non si chin<: perchDN mai si < inchinato davanti alla croce di /risto 7disonor del 'olgota8 un uomo pi super#o e pi potente& Il ,olgota < il monte sul uale avvenne la crocefissione di ,es, che < detta disonor perchDN era il suppli9io pi infamante, destinato agli schiavi& Scrivendo a ,&1& $agani, 3an9oni notava che uesto verso dipende da s& $aolo e dai grandi predicatori francesi&

u!!!parola: tu, piet- cristiana, allontana ogni parola d'impreca9ione 7 ria8 dagli stanchi resti 7cenere8 di =apoleone. in altri termini, di fronte al ritorno di un uomo davanti al suo /reatore, ogni parola di condanna deve cristianamente essere a##andonata& %'aggettivo stanche ricapitola le ansie depressive del prigioniero di Sant'Glena, raffigurate nei vv& !1:("& *5 il 3io!!!consola: i due versi ricalcano il ritmo oppositivo del cantico di 4nna dell'4ntico Testamento: 'Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire& Il Signore rende povero e arricchisce, a##assa ed esalta' 7 7rimo libro di /amuele 2,!:"8& 4pplicati alla #iografia del 1onaparte essi richiamano le alterne vicende ricordate ai vv& 1!, 4":4(& *! sulla deserta!!!pos<: sul letto a##andonato dagli uomini 7deserta coltrice8 di =apoleone morente, 0io gli fu vicino&

3an9oni opera in modo da evitare una monotona uniformit- ritmica dei settenari. il tipo di verso scelto, piuttosto #reve, permette la prima #attuta solo sulla prima o la seconda silla#a, ma uesta possi#ilit- di varia9ione < sfruttata appieno, con una continua alternan9a delle due scansioni ritmiche ini9iali, che producono una caden9a palpitante, come di sistole e diastole& %a sintassi dell'ode alterna fre uentemente 7specie nella prima met-8 senten9e concise e proposi9ioni pi ampie. ne risulta cos@ un ritmo espressivo oscillante tra contra9ioni e rilassamenti, che riprende, sotto un altro aspetto, lo stesso movimento gi- notato a livello metrico& Si prendano ad esempio i primi due periodi: il primo occupa due silla#e 7 (i fu8, il secondo si stende sino al termine della seconda strofa, e mentre uno consiste in una sola proposi9ione, l'altro < composto da una principale e da uattro su#ordinate& %a forma sintattica dei periodi tende ad imitare gli stati emotivi suggeriti dal contenuto& 0opo l' (i fu ini9iale, altre frasi #revissime e analoghe alla prima per costru9ione 7tutto ei prov<!!!(i si nom<!!! ei fe' silenzio!!!( sparve 8 segnano i nodi essen9iali della narra9ione& Euando l'atteggiamento < riflessivo, le frasi si dispongono con complesse articola9ioni di su#ordinate, inversioni sintattiche e ricche99a di aggettiva9ione 7vedi ad es& i vv 1#:12, 1*:24, 32#: 3!, !1:!(, *1:*!, **:1+28& $er contro, le serie di parole coordinate o correlate compaiono nella III strofa 7cadde, risorse e giacque8, ritornano nella 6 73all'Alpi alle 7iramidi&&&8 per culminare nell'6II, occupata da un solo ver#o, dalla se uen9a di cin ue complementi diretti e da una duplice frase nominale 7due volte nella polvere, ? due volte sull'altar 8& %a presen9a via via pi ampia della paratassi, nelle prime strofe, corrisponde all'accentuarsi della concita9ione narrativa ed emotiva& 0alla A strofa in poi, l'ode < complessivamente dominata da un tono meditativo, ma nella A6I strofa, dove il tur#inoso movimento delle a9ioni militari riprende forma nel ricordo, ricompare il ritmo incal9ante e la costru9ione paratattica dell'6III& 4nche a livello tematico, l'ode pu5 essere suddivisa in due se9ioni, che hanno rispettivamente per oggetto il tempo della gloria e il tempo del silen9io nella vita di =apoleone& =ella prima, l'immagine dell'eO imperatore morto costringe il poeta : e il mondo intero : a rievocare la storia grandiosa delle sue imprese 7vv& 1:548& %a decima strofa fa da cerniera tra le due parti: segnala il permanere dei sentimenti suscitati dal 1onaparte 7invidia, piet, odio, amor8, e l'uscita della sua persona dalla scena politica 7espressa in modo lapidario: ( sparve8& =ella seconda se9ione dell'ode 7vv& !1:("8, si smor9ano di colpo i

clamori e le accese emo9ioni della ri#alta mondana, e il testo si volge a raffigurare la vita interiore e sconosciuta di =apoleone in esilio& ,i- nelle prime strofe il poeta si < dichiarato immune da sentimenti personali nei confronti del grande personaggio e si ritiene perci5 a#ilitato a penetrare nel segreto di uell'anima& %e strofe dedicate all'isolamento di Sant'Glena racchiudono, a loro volta, due movimenti simmetrici e opposti alla para#ola politica del 1onaparte: la caduta 7ma uesta volta spirituale, nella dispera9ione8 e la risalita 7nella speran9a religiosa8& %'intera esisten9a di =apoleone appare allora una vicenda esemplare sulla uale sviluppare una riflessione morale& =onostante la rapida stesura, il Cinque maggio non < affatto una lirica improvvisata, ma nasce dalla lunga medita9ione sulla sorte degli uomini, ed < pertanto legata agli 4nni sacri 7/&?& ,offis8. la composi9ione dell'ode avvenne infatti durante il travagliato periodo di gesta9ione della 7entecoste, con cui presenta contatti linguistici, figurativi e concettuali& 7'!3!8

Il Natale
/econdo l'ordine delle feste liturgiche, @4l 9atale@ , la prima lirica del ciclo degli @4nni /acri@! 4l racconto della nascita di 'es0, che segue la narrazione evangelica unendo ad essa il colore delle rappresentazioni popolari, , inserito nel contesto di un denso discorso teologico, nel quale si confrontano la 9atura, incapace di salvare l'uomo, e la 'razia redentrice! 4l rapporto tra 'razia e 9atura fu al centro della riflessione teologica del giansenismo, del quale alcuni critici vedono in questo inno pi0 di un'eco! M( )* /edici strofe di sette settenari ciascuna, legate a coppie dalla rima tronca del verso finale% il primo e terzo verso sono sdruccioli e liberi da rima% il secondo e quarto sono piani e rimano tra loro% il quinto e sesto, piani, sono a rima baciata!

1" dal d@ che un'ineffa#ile 1( ira promessa all'imo 1* d'ogni malor gravollo, 2+ donde il super#o collo 21 pi non potea levar& I6 22 Eual mai tra i nati all'odio, 23 uale era mai persona 24 che al Santo inaccessi#ile 25 potesse dir: perdona> 2! far novo patto eterno> 2" al vincitore inferno 2( la preda sua strappar> 6 2* Gcco ci < nato un $argolo, 3+ ci fu largito un ?iglio: 31 le avverse for9e tremano 32 al mover del suo ciglio: 33 all'uom la mano Gi porge, 34 che si ravviva, e sorge 35 oltre l'antico onor& 6I 3! 0alle magioni eteree 3" sgorga una fonte, e scende, 3( e nel #orron de' tri#oli 3* vivida si distende: 4+ stillano mele i tronchi 41 dove copriano i #ronchi, 42 ivi germoglia il fior& 6II 43 2 ?iglio, o Tu cui genera 44 l'Gterno, eterno seco. 45 ual ti pu5 dir de' secoli: 4! Tu cominciasti meco>

I 1 Eual masso che dal vertice 2 di lunga erta montana, 3 a##andonato all'impeto 4 di rumorosa frana, 5 per lo scheggiato calle ! precipitando a valle, " #atte sul fondo e sta. II ( l- dove cadde, immo#ile * giace in sua lenta mole. 1+ nD, per mutar di secoli, 11 fia che riveda il sole 12 della sua cima antica, 13 se una virtude amica 14 in alto nol trarr-: III 15 tal si giaceva il misero 1! figliol del fallo primo,

4" Tu sei: del vasto empiro 4( non ti comprende il giro: 4* la tua parola il fe'& 6III 5+ G Tu degnasti assumere 51 uesta creata argilla> 52 ual merto suo, ual gra9ia 53 a tanto onor sortilla 54 se in suo consiglio ascoso 55 vince il perdon, pietoso 5! immensamente Ggli <& IA 5" 2ggi Ggli < nato: ad Gfrata, 5( vaticinato ostello, 5* ascese un'alma 6ergine, !+ la gloria d'Israello, !1 grave di tal portato !2 da cui promise < nato, !3 donde era atteso usc@& A !4 %a mira 3adre in poveri !5 panni il ?igliol compose, !! e nell'umil presepio !" soavemente il pose. !( e l'ador5: #eata) !* innan9i al 0io prostrata, "+ che il puro sen le apr@& AI "1 %'4ngel del cielo, agli uomini "2 nun9io di tanta sorte, "3 non de' potenti volgesi "4 alle vegliate porte. "5 ma tra i pastor devoti, "! al duro mondo ignoti,

"" su#ito in luce appar& AII "( G intorno a lui per l'ampia "* notte calati a stuolo, (+ mille celesti strinsero (1 il fiammeggiante volo. (2 e accesi in dolce 9elo, (3 come si canta in cielo (4 4 0io gloria cantar& AIII (5 %'allegro inno seguirono, (! tornando al firmamento: (" tra le varcate nuvole (( allontanossi, e lento (* il suon sacrato ascese, *+ fin che pi nulla intese *1 la compagnia fedel& AI6 *2 Sen9a indugiar, cercarono *3 l'al#ergo poveretto *4 ue' fortunati, e videro, *5 siccome a lor fu detto *! videro in panni avvolto, *" in un presepe accolto, *( vagire il ;e del /iel& A6 ** 0ormi, o ?anciul. non piangere. 1++ dormi, o ?anciul celeste: 1+1 sovra il tuo capo stridere 1+2 non osin le tempeste, 1+3 use sull'empia terra, 1+4 come cavalli in guerra, 1+5 correr davanti a Te&

A6I 1+! 0ormi, o /eleste: i popoli 1+" chi nato sia non sanno. 1+( ma il d@ verr- che no#ile 1+* retaggio tuo saranno. 11+ che in uell'umil riposo, 111 che nella polve ascoso, 112 conosceranno il ;e&

La Pentecoste
71(228 I 1 3adre de' Santi. immagine 2 della citt- superna. 3 del Sangue incorrutti#ile 4 conservatrice eterna. 5 tu che, da tanti secoli, ! soffri, com#atti e preghi. " che le tue tende spieghi ( dall'uno all'altro mar. II * campo di uei che sperano. 1+ /hiesa del 0io vivente. 11 dov'eri mai> ual angolo 12 ti raccogliea nascente, 13 uando il tuo ;e, dai perfidi 14 tratto a morir sul colle, 15 imporpor5 le 9olle 1! del suo su#lime altar> III 1" e allor che dalle tene#re 1( la diva spoglia uscita, 1* mise il potente anelito 2+ della seconda vita 21 e uando, in man recandosi 22 il pre99o del perdono, 23 da uesta polve al trono 24 del ,enitor sal@. I6 25 compagna del suo gemito, 2! conscia de' suoi misteri, 2" tu, della sua vittoria

2( figlia immortal, dov'eri> 2* in tuo terror sol vigile, 3+ sol nell'o##lio secura, 31 stavi in riposte mura, 32 fino a uel sacro d@, 6 33 uando su te lo Spirito 34 rinnovator discese 35 e l'inconsunta fiaccola 3! nella tua destra accese. 3" uando, segnal de' popoli, 3( ti colloc5 sul monte, 3* e ne' tuoi la##ri il fonte 4+ della parola apr@& 6I 41 /ome la luce rapida 42 piove di cosa in cosa, 43 e i color vari suscita 44 dovun ue si riposa. 45 tal rison5 moltiplice 4! la voce dello Spiro: 4" l'4ra#o, il $arto, il Siro 4( in suo sermon l'ud@& 6II 4* 4dorator degl'idoli, 5+ sparso per ogni lido, 51 volgi lo sguardo a Solima, 52 odi uel santo grido: 53 stanca del vile osse uio, 54 la terra a %ui ritorni: 55 e voi che aprite i giorni 5! di pi felice et-, 6III 5" spose che desta il su#ito

5( #al9ar del pondo ascoso. 5* voi gi- vicine a sciogliere !+ il grem#o doloroso. !1 alla #ugiarda pronu#a !2 non sollevate il canto. !3 cresce ser#ato al Santo !4 uel che nel sen vi sta& IA !5 $erchD, #aciando i pargoli, !! la schiava ancor sospira> !" e il sen che nutre i li#eri !( invidiando mira> !* non sa che al regno i miseri "+ seco il Signor solleva> "1 che a tutti i figli d'Gva "2 nel suo dolor pens5> A "3 =ova franchigia annun9iano "4 i cieli, e genti nove. "5 nove con uiste, e gloria "! vinta in pi #elle prove. "" nova, ai terrori immo#ile "( e alle lusinghe infide, "* pace, che il mondo irride, (+ ma che rapir non pu5& AI (1 2 Spirto) supplichevoli (2 a' tuoi solenni altari. (3 soli per selve inospite. (4 vaghi in deserti mari. (5 dall'4nde algenti al %i#ano, (! d'Grina all'irta Paiti, (" sparsi per tutti i liti, (( uni per Te di cor,

AII (* noi T'imploriam) placa#ile *+ spirto discendi ancora, *1 a' tuoi cultor propi9io, *2 propi9io a chi T'ignora. *3 scendi e ricrea. rianima *4 i cor nel du##io estinti. *5 e sia divina ai vinti *! mercede il vincitor& AIII *" 0iscendi 4mor. negli animi *( l'ire super#e attuta: ** dona i pensier che il memore 1++ ultimo d@ non muta: 1+1 i doni tuoi #enefica 1+2 nutra la tua virtude. 1+3 siccome il sol che schiude 1+4 dal pigro germe il fior. AI6 1+5 che lento poi sull'umili 1+! er#e morr- non colto, 1+" nD sorger- coi fulgidi 1+( color del lem#o sciolto 1+* se fuso a lui nell'etere 11+ non torner- uel mite 111 lume, dator di vite, 112 e infaticato altor& A6 113 =oi T'imploriam) =e' languidi 114 pensier dell'infelice 115 scendi piacevol alito, 11! aura consolatrice: 11" scendi #ufera ai tumidi 11( pensier del violento. 11* vi spira uno sgomento

12+ che insegni la piet-& A6I 121 $er Te sollevi il povero 122 al ciel, ch'< suo, le ciglia, 123 volga i lamenti in giu#ilo, 124 pensando a cui somiglia: 125 cui fu donato in copia, 12! doni con volto amico, 12" con uel tacer pudico, 12( che accetto il don ti fa& A6II 12* Spira de' nostri #am#oli 13+ nell'ineffa#il riso. 131 spargi la casta porpora 132 alle don9elle in viso. 133 manda alle ascose vergini 134 le pure gioie ascose. 135 consacra delle spose 13! il verecondo amor& A6III 13" Tempra de' #aldi giovani 13( il confidente ingegno. 13* reggi il viril proposito 14+ ad infalli#il segno. 141 adorna le cani9ie 142 di liete voglie sante. 143 #rilla nel guardo errante 144 di chi sperando muor&

Ognissanti
3opo la composizione dei primi 4nni sacri negli anni dal '12 al '1; e la 7entecoste, elaborata a pi0 riprese tra il '1A e il '22, abbiamo la testimonianza, datata 18:*, dell'intenzione di Manzoni di lavorare sul tema della festa di *gnissanti -ma di questo tentativo resta solo il titolo.% l'idea di un nuovo inno sacro dedicato alla celebrazione di tutti i santi prese corpo nel 18&A, ma rimase incompiuto! 7er gran parte della sua vita, dunque, Manzoni ebbe in mente un complesso di liriche legate al ciclo annuale delle grandi feste della liturgia cattolica! Accanto alla persistenza dell'idea, la storia di queste poesie manifesta la crescente esigenza di qualit formale da parte del poeta e, parallelamente, la difficolt a portare a termine i suoi progetti! *gnissanti, scritta a oltre venticinque anni di distanza dall'epoca delle poesie pi0 note e dell'Adelchi, si segnala per la novit del linguaggio e del metro rispetto alla precedente produzione lirica manzoniana e per la modernit dello stile nell'intero panorama della poesia italiana di met *ttocento! 4 manoscritti ci restituiscono un testo in cui , incompleta la frase iniziale e il resto , costellato di varianti! )iproduciamo il testo come l'ha ricostruito 4reneo /anesi per l'edizione nazionale delle opere di Manzoni! M( )* 1& strofe di quattro versi novenari, legate a due a due dalla rima tronca dell'ultimo verso% gli altri versi sono piani, il secondo e il terzo in rima baciata! /chema+ abbc,deec!

II 5 il secol vi sdegna e super#o ! domanda ual merto agli altari " v'addusse. che giovin gli avari ( tesor di solinghe virt1++& III * 4 %ui1+1 che nell'er#a del campo 1+ la spiga vitale nascose1+2, 11 il fil di tue vesti compose1+3, 12 de' farmachi il succo tempr51+4, I6 13 che il pino inflessi#ile agli austri 14 che docile il salcio alla mano, 15 che il larice ai verni, e l'ontano 1! durevole all'ac ue cre51+5. 6 1" a Euello domanda, o sdegnoso, 1( perchD sull'inospite piagge1+!, 1* al tremito d'aure selvagge1+",
il secol!!!virt0: il mondo 7'secol'8 non vi appre99a, e nella sua super#ia si domanda uale merito vi condusse alla santit- 7'agli altari'8. a che cosa servano i tesori di virt schive custodite nella solitudine& 101 A "ui!!!e muor: il lungo periodo va normali99ato sintatticamente cos@: 'domanda a Euello, o sdegnoso 7v&1"8, a %ui che nascose la spiga nell'er#a ecc& 7vv&*:1!8 perchD fa sorgere il tacito fiore ecc& 7vv&1(:248& 102 nell'erba!!!nascose: mise in me99o alle altre er#e la spiga di grano che d- la vita, gra9ie al suo nutrimento& 103 il fil!!!compose: fece il filo dei tuoi vestiti, creando le piante tessili& 104 de' farmachi!!!tempr<: dos5 le sostan9e farmaceutiche, attraverso i succhi delle er#e medicinali& 105 che il pino!!!cre<: che cre5 il pino che non si piega ai venti 7'austri'8, il salice maneggevole, il larice resistente all'inverno e l'ontano all'ac ua& 106 inospite piagge: terre inospitali, disa#itate& 107 al tremito!!!selvagge: al soffio di venti che percorrono luoghi selvaggi&
100

I 1 /ercando col cupido*" sguardo, 2 tra il vel della ne##ia terrena*(, 3 uel Sol che in sua limpida piena 4 v'avvolge or #eati lass**.
cupido: colmo di desiderio& tra il vel!!!terrena : la ne##ia autunnale che caratteri99a di fre uente il clima della ricorren9a di 2gnissanti < evidentemente metafora dell'opacit- della realt- terrestre che impedisce la visione di 0io& 99 quel /ol!!!lass0: uel Sole, cio< 0io, che avvolge voi che ora siete #eati nella piene99a della sua limpida luce, lass in cielo&
97 98

2+ fa sorgere il tacito fior1+(, 6I 21 che spiega davanti a %ui solo 22 la pompa del pinto suo velo1+*, 23 che spande ai deserti del cielo 24 gli ole99i del calice, e muor& 6II 25 G voi11+ che gran tempo per ciechi 2! sentier di lusinghe funeste 2" correndo all'a#isso111, cadeste 2( in grem#o a un'immensa piet-112. 6III 2* e, come l'umor113, che nel limo
tacito fior: fiore che rimane sconosciuto, di cui nessuno si accorger-& 109 la pompa!!!velo: la magnificen9a dei suoi petali colorati& Il senso complessivo delle uattro strofe < che il significato e il valore della santit- va domandato a 0io, il uale ha creato in natura ci5 che < necessario all'uomo, ma anche il fiore ignorato da tutti e privo di utilit- pratica, che dispiega la sua #elle99a e il suo profumo solo per il suo creatore& %a santit- vissuta nel nascondimento, come il fiore sconosciuto, trova il suo valore in rapporto a 0io e non < appre99a#ile secondo un metro utilitaristico& 110 ( voi!!!lasci<: uest'altro complesso periodo che si estende per cin ue strofe deve essere normali99ato sintatticamente cos@: 'G voi 7vocativo8 che&&& correndo&&&cadeste&&&e, come l'umor&&&7segue la similitudine fino al v&3!8, sorgeste&&&e toccaste la vetta&&&, un timido osse uio non veli le piaghe 7proposi9ione principale8 che&&& vv&25:2! G voi&&&funeste: il poeta si rivolge ai santi che giunsero a 0io dopo aver camminato per vie cieche 7perchD incapaci di condurre alla visione di 0io8 e piene di tenta9ioni mortali 7'lusinghe funeste'8& 111 correndo all'abisso: pu5 essere inteso contemporaneamente come l'a#isso della morte, termine inevita#ile dell'esisten9a umana secondo una prospettiva atea 7cfr& %eopardi, Canto di un pastore errante , vv&32:3!8. come il vuoto di senso di una vita costruita sulle 'lusinghe' terrene. come l'a#isso della perdi9ione eterna& 112 un'immensa piet: la misericordia di 0io& 113 umor!!!apparir: come l'ac ua 7'umor'8 che scorreva dispersa sotto terra in me99o al fango 7'limo'8, risucchiata improvvisamente da una fenditura del terreno che le apre la strada alla superficie 7'al giorno'8, si slancia verso l'alto e, seguendo la via stretta 7'angustie'8 ma amica, appare gorgogliando rapida in un limpido fiotto sulla
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3+ errava sotterra smarrito, 31 da su#ita vena rapito 32 che al giorno la strada gli fa, IA 33 si lancia e, seguendo l'amiche 34 angustie, con ratto gorgoglio, 35 si vede d'in cima allo scoglio 3! in lucido sgorgo apparir, A 3" sorgeste gi- puri114, e la vetta, 3( sorgendo, toccaste, dolenti 3* e forti115, a magnanimi intenti 4+ nutrendo nel pianto l'ardir11!, AI 41 un timido osse uio non veli 42 le piaghe che il fallo v'impresse11":
sommit- della roccia& Q agevole riportare al significato sim#olico i vari elementi della similitudine: 'l'umor' rappresenta i santi che hanno conosciuto il peccato. il 'limo' < il peccato, la lontanan9a da 0io. la 'vena' < la via della vita cristiana che conduce 'al giorno', cio< alla luce divina. la for9a sottintesa nella similitudine che consente all'ac ua di salire 7in natura ha a che fare con il principio dei vasi comunicanti8 < la gra9ia di 0io che permette all'uomo di procedere contro le passioni terrene. il ver#o 'si lancia' indica l'entusiasmo con cui il convertito intraprende la via cristiana. 'l'amiche angustie' sono la Jporta strettaK di cui parla il 6angelo, cio< la morale austera, fonte per5 di gioia spirituale, che contraddistingue il vero cristiano& 114 sorgeste gi puri: va posto in correla9ione con 'cadeste' del v& 2(& %a caduta 'in grem#o a un'immensa piet-', cio< l'esperien9a della conversione che presuppone l'incontro con l'amore di 0io, produce immediatamente la purifica9ione dalla vita passata& 115 dolenti e forti: addolorati per il ricordo dei peccati e forti per la poten9a della gra9ia di 0io& 116 a magnanimi!!!ardir: alimentando, nel pianto della peniten9a, l'ardire che osa tendere a grandi e generose propositi 7di santit-8& 117 un timido!!!v'impresse: una devo9ione ancora immatura non nasconda le tracce 7'piaghe', perchD il peccato < come una ferita dell'anima8 che il peccato segn5 su di voi& %'esempio letterario dell'atteggiamento raccomandato ui da 3an9oni < padre

43 un segno divino11( sovr'esse 44 la man, che le chiuse, lasci5& AII 45 Tu sola a %ui festi ritorno 4! ornata del primo suo dono11*. 4" te sola pi s del perdono 4( l'4mor che pu5 tutto loc512+. AIII 4* te sola dall'angue121 nemico 5+ non tocca nD prima nD poi122. 51 dall'angue, che, appena su noi 52 l'indegna vittoria compi<, AI6 53 traendo l'o#li ue rivolte, 54 rigonfio e tremante, tra l'er#a, 55 sent@ sulla testa super#a 5! il peso del puro tuo pi<&
/ristoforo che, portando sempre con sD il Jpane del perdonoK, vuole mantenere vivo il ricordo del proprio delitto e, perci5, viva la coscien9a di avere #isogno del perdono di 0io e degli uomini: uesta coscien9a < tutt'uno con la santit- del frate cappuccino& 118 un segno divino: il segno del perdono& 119 u sola!!!dono: tu sola, 6ergine 3aria, facesti ritorno a 0io con l'anima pura da peccato, cos@ come la ricevesti in dono& 120 te sola!!!loc<: 0io 7'l'4mor che pu5 tutto'8 colloc5 solo te nella condi9ione di non aver #isogno del suo perdono& 121 dall'angue!!!tuo pi,: da uel serpente che, non appena e##e compiuto la sua spregevole vittoria su noi uomini, spingendo 4damo ed Gva a peccare, si sent@ schiacciare la testa dal tuo piede, mentre, gonfio e tremante, muoveva tra l'er#a le sue spire o#li ue& Su#ito dopo il racconto del primo peccato, in un #rano che la tradi9ione cristiana chiama 'protovangelo', la 'enesi narra che 0io si rivolse al serpente dicendogli: JIo porr5 inimici9ia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe. essa ti schiaccer- la testa e tu le insidierai il calcagnoK 7 'enesi, 3,158& %a tradi9ione ha visto in uesta donna 3aria che, attraverso suo figlio, annienta la poten9a del tentatore& 122 dall'angue!!!n> poi: non toccata dal serpente 7'angue'8 nemico degli uomini, da Satana, nD prima della nascita 7col peccato originale8 nD dopo&

4=4%ISI %a lirica ini9ia 7vv& 1:48 con un periodo privo della proposi9ione principale, nel uale, non essendo espresso in modo esplicito il soggetto dell'a9ione, diviene protagonista lo 'sguardo' che 'cerca' 'cupido', tra la 'ne##ia' dell'esisten9a terrena, la luce del 'Sole' divino& Se l'occhio ancora non vede, la voce del poeta, invece, si rivolge gi- direttamente ai '#eati', sta#ilendo un collo uio misterioso e nello stesso tempo intimo tra realt- mondana e oltremondana, tra tempo ed eterno& Tutta la poesia < costruita sulla rela9ione tra il regno dei fenomeni naturali e il regno dei santi& Il collo uio con i #eati, avvolti dalla luminosa piene99a di 0io, sem#ra non solo alleggerire il velo di ne##ia che separa gli uomini dalla visione divina, ma anche svelare la veritprofonda del mondo creato& 0alla seconda all'ultima strofa la poesia si articola in tre momenti: il primo di uesti 7vv& 5:248 risponde alla domanda del 'secol', cio< del mondo lontano da 0io, sull'utilit- delle virt nascoste della santit-. il secondo 7vv&25:448 si rivolge ai santi che hanno sperimentato il peccato e la misericordia del perdono divino. l'ultimo 7vv&45:5!8 < un inno alla 6ergine, vincitrice del serpente dia#olico& I lettori di uesta lirica incompiuta, compresi i contemporanei del poeta che e##ero occasione di vederne gli a##o99i, definirono dedicata ai santi contemplativi la prima parte e ai santi penitenti la seconda& Hna simile suddivisione appare spontanea e giustificata dal testo, a condi9ione per5 di non irrigidirla troppo, come se si trattasse di una classifica9ione precisa degli a#itanti del cielo, di tipo dantesco: il disegno complessivo dell'inno risultere##e poco chiaro e disorganico& $er uale motivo, infatti, isolare e mettere uno di fronte all'altro i soli due gruppi dei contemplativi e dei penitenti> Inoltre la prima uartina si riferisce evidentemente a tutti i #eati, sen9a distin9ioni& /he l'autentica virt sia ignota al mondo e conosciuta solo da 0io doveva apparire a 3an9oni come una verit-, certo pi palese nel caso della vita contemplativa, ma comun ue valida per ogni esisten9a santa, forse per ogni esisten9a in genere& Tale verit-, poi, risalta con la massima eviden9a nella festa di tutti i santi, uando si cele#ra pure la virt sconosciuta di anime ignote al mondo e anche alla chiesa& Hn discorso analogo si pu5 fare

per la se uen9a dei vv&25:44, che si rivolge ai santi in uanto peccatori& =on si deve insistere troppo nel considerarli una categoria particolare di santi, perchD : come dice san $aolo R Jtutti hanno peccatoK, e il testo stesso di *gnissanti eccettua solo 3aria dall'esperien9a della colpa 7vv& 45:4(8& /erto, il discorso diventa pi evidente se applicato a coloro in cui fu pi netto un cam#iamento di vita operato dalla conversione, ma vale per tutti& 6eniamo ora all'analisi dei versi 5:24& 4lla uestione Ja che giova la santit->K, 3an9oni risponde spostando il destinatario della domanda: 'a Euello domanda'& Il vero pro#lema, cio<, non sta tanto negli argomenti con cui possono essere formulate sia la domanda che la risposta, ma piuttosto nel chi si sceglie per interlocutore& $oichD la santit- < innan9itutto un dialogo con 0io, i criteri utilitaristici del 'secol', chiusi entro un ori99onte puramente mondano, risultano a loro volta inutili, e super#i in uanto pretendono di giudicare col proprio metro ualsiasi realt-& 0omandare a cosa servano i santi e uivale a domandare a 0io perchD ha creato 'il tacito fior', del uale nessuno, se non 0io stesso, potr- godere la vista e il profumo& 0eve essere chiaro che l'esotico fiorellino, evocato per stare in analogia col santo ignorato dal mondo, non < solamente una delicata immagine& $osto in uesto modo, il pro#lema si allarga e sottopone l'intera natura alla domanda: J/hi < il destinatario, l'interlocutore di tutto ci5 che esiste>K& %a spiga, le fi#re tessili, le piante medicinali, i vari legnami 7vv& *:1!8 sono esempi dei doni della $rovviden9a, ma l'KinutileK fiore fa un dono pi grande: costringe a porsi la domanda decisiva& %a risposta al 'secol' 'sdegnoso' <, dun ue, il rinvio ad una nuova domanda. e, del resto, la fede per 3an9oni non consiste in una certe99a positiva, afferra#ile come un possesso indistur#ato, ma nella ricerca di un dialogo con l'Invisi#ile, con colui che splende oltre 'il vel della ne##ia terrena'& Il 'tacito fior' spande 'gli ole99i del calice' ai 'deserti del cielo': il mondo dei fenomeni non rivela 0io se non come assen9a& 4nche la se9ione centrale della lirica 7v& 25:448 sviluppa una lunga e complessa immagine naturale, nella uale gli elementi ideativi di maggior peso sono il movimento dell'ac ua 'in salita', contro natura, e il suo fluire, faticoso e gioioso insieme, per 'amiche angustie'& %a tensione e lo sfor9o contenuti nel concetto sono riprodotti nel testo a livello sintattico, metrico e lessicale& Il vocativo ini9iale 'G voi' trova il proprio predicato principale #en sedici versi pi avanti 7v& 418, costringendo il lettore a correre tenendo in sospeso la voce lungo un la#irinto di proposi9ioni su#ordinate& %o stesso avviene per le proposi9ioni relative che fungono da espansioni del 'voi': i tre ver#i

'cadeste', 'sorgeste', 'toccaste', coordinati e dipendenti dal 'che' del v& 25 sono sgranati nello spa9io di dodici versi, e tra il primo e il secondo si trova tutta la metafora protratta dell''umor', articolata in sette proposi9ioni& 4ncora, sono da notare i numerosi en8ambement 7molto pi rari nella precedente produ9ione man9oniana8 e, tra uesti, uello che d- rilievo all'ossimoro 'amiche I angustie'& Il ver#o 'sorgeste', che fa da s#occo sintattico ed espressivo alla proposi9ione ini9iata da 'e, come&&&' 7v& 2*8, evoca la parola JsorgenteK, richiamata dalla similitudine, e insieme l' idea del JrisorgereK, nel significato forte che ha nel cristianesimo& $rima di 'sorgeste' la struttura sintattica < tortuosa, a mimare l'itinerario sotterraneo. i versi seguenti 7vv& 3":4+8 connotano ancora un percorso di innal9amento spirituale, ma con una caden9a pi semplice e solenne, se##ene ancora vi#rante& %a catena sonora 'sorgeste:sorgendo', 'sorgeste:toccaste', 'dolenti:intenti: pianto', 'sorgendo:nutrendo' lega i uattro versi in uno sviluppo ricco di echi interni. i termini:chiave appartengono alle due serie semantiche della contri9ione 7'dolenti', 'pianto'8 e dell'energia che proviene dalla gra9ia 7'forti', 'magnanimi intenti', 'ardir'8, che si richiamano e si contrappongono dialetticamente, e, per accrescerne la tensione, sono disposti nei due ossimori 'dolenti I e forti' 7in en8ambement, come ai vv& 33:348 e 'nel pianto l'ardir'& 4 conclusione di una minuta analisi sim#olica e stilistica di *gnissanti, il poeta e critico ?ranco ?ortini afferma: J%a poesia del tempo non conosceva ancora una rottura cos@ risoluta del rapporto fra metro e sintassi, se non in %eopardiK& '!3!

Il Natale del 1833


4l giorno di 9atale del 18:: moriva (nrichetta =londel, prima moglie di Manzoni! 4n sua memoria il poeta tent< di comporre una lirica che non riusc$ per< a portare a compimento! M( )* /trofe di otto settenari, di cui il primo, il terzo e il quinto sdruccioli,l'ultimo tronco e gli altri piani! )imano il secondo e quarto verso, come pure il sesto e settimo% i versi finali di strofa hanno tutti la stessa rima! /chema abcbdeef,!!!f!

" < fato il tuo pensiero, ( < legge il tuo vagir12!& II * 6edi le nostre lagrime, 1+ intendi i nostri gridi. 11 il voler nostro interroghi, 12 e a tuo voler decidi12": 13 mentre a stornare il fulmine 14 trepido il prego ascende, 15 sordo il tuo fulmin scende 1! dove Tu vuoi ferir12(& III 1" 3a tu pur nasci a piangere12*. 1( ma da uel cor ferito 1* sorger- pure un gemito, 2+ un prego inesaudito13+: 21 e uesta tua fra gli uomini 22 unicamente amata&&&&&&&& 131

14 mar9o 1(35 uam ipsius animam pertranvibit gladius %uca 2,35123

I 1 S@ che tu sei terri#ile)124 2 s@ che in uei lini ascoso, 3 in #raccio a uella 6ergine 4 sovra uel sen pietoso, 5 come da sopra i tur#ini ! regni, o ?anciul severo)125
uam!!!gladius: una spada trapasser- anche la tua anima& Il versetto, tratto dal vangelo di %uca 72,358, appartiene alla profe9ia che il vecchio Simeone fa a 3aria uando uesta presenta al tempio ,es nato da poco: il #am#ino R dice l'an9iano uomo di 0io : < la salve99a mandata dal Signore e sar- luce per tutte le genti, ma avverr- anche che una spada 7di dolore8 trafigger- l'anima di sua madre 7in riferimento, ovviamente, alla morte in croce di ,es8& 124 /$!!!terribile: < riferito a ,es #am#ino& Il verso < la cita9ione del salmo "5, che al v& (, rivolto a 0io, dice: Jterri#ile tu sei, e chi star- fermo di fronte a te nell'ora della tua ira>K& 125 /$ che!!!severo: o ?anciullo duro, che incuti timore, < proprio vero che nascosto in uelle fasce di lino, in #raccio alla 6ergine 3aria, sopra il suo seno misericordioso, eserciti il tuo potere come dalla tua sede celeste, posta sopra i tur#ini& %a frase nel suo insieme vuol dare risalto al contrasto tra l'apparente dolce de#ole99a di ,es #am#ino e la sovrana poten9a che in lui si nasconde, uguale a uella del 0io maestoso delle
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immagini veterotestamentarie& Il Signore che parla dal tur#ine compare pi volte nel li#ro di ,io##e, che < il testo #i#lico della medita9ione sulla sofferen9a innocente& 126 B fato!!!vagir: dal pensiero di ,es dipende il destino di tutti, il suo vagito di #im#o in fasce nasconde la legge che tutto governa& 127 e a tuo voler decidi: disponi le vicende umane come vuoi tu& 128 mentre!!!ferir: mentre la preghiera sale trepidante al cielo supplicando di allontanare il colpo della sventura 7'stornar la folgore'8, sorda alle preghiere la sventura cala dove tu vuoi colpire& 129 Ma tu!!!piangere: ma anche tu nasci per soffrire& 130 ma da quel cor!!!inesaudito: ma anche dal cuore angosciato di ,es sorgerun'implora9ione, una preghiera non esaudita& Si tratta della preghiera nell'orto degli Hlivi, poco prima della cattura: J4##-, $adre) Tutto < possi#ile a te, allontana da me uesto calice& $er5 non ci5 che io voglio, ma ci5 che vuoi tuK 73arco 14,3!8& 131 e questa tua!!!amata: 3aria, amata da ,es in modo unico fra tutti gli uomini& =el manoscritto seguono due versi cancellati e illeggi#ili& In un foglio di appunti per uesta poesia compaiono in corrisponden9a alla fine della ter9a strofa i due versi: '=el guardo Tuo rapita I G##ra del Tuo respir'&

I6 23 6e99i or ti fa, Ti supplica 24 suo pargolo, suo 0io132, 25 ti stringe al cor, che attonito133 2! va ripetendo: < mio) 2" Hn d@ con altro palpito, 2( un d@ con altra fronte, 2* ti seguir- sul monte134, 3+ e ti vedr- morir& 6 31 2nnipotente) cecidere manus1:;

4=4%ISI %'idea che regge l'impianto di uesta poesia incompiuta < un duplice contrasto& G si tratta di un contrasto tanto teso e drammatico da aver impedito a 3an9oni di giungere ad una conclusione poeticamente : e forse esisten9ialmente : soddisfacente& Il =atale, festa di vita per il mondo cristiano, ma giorno di lutto, uello del 1(33, per 3an9oni che in uella data perse lSamatissima moglie Gnrichetta& G uel 1am#ino di cui si cele#ra la nascita < l'immagine di un 0io misericordioso e amico degli uomini oppure di una
Cezzi!!!suo 3io: 3aria, ora che sei appena nato, ti ve99eggia, ti invoca suo #am#ino e suo 0io& 133 attonito: stupefatto& Q riferito a 'cor'& 134 Dn d$!!!monte: un giorno, il giorno della passione e morte di ,es, con #en diversa commo9ione, manifestata da un #en diversa espressione sul volto 7'altra fronte'8 ti seguir- sul monte ,olgota& 135 Cecidere manus: caddero le mani& Eueste parole che segnano la rinuncia del poeta a portare a termine la composi9ione della lirica, sono una cita9ione tratta dall' (neide di 6irgilio 76I,328, dove si racconta che 0edalo per due volte si era accinto a raffigurare il volo e la caduta del figlio Icaro e per due volte erano venute meno le sue mani di padre&
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for9a impietosa che non si cura delle sofferen9e umane> /os@, la lirica si apre con un verso di sconcertante violen9a rispetto alle espressioni tipiche della poesia devota: il poeta si rivolge direttamente, eE abrupto, a ,es #am#ino e lo chiama 'terri#ile', cio< suscitatore di terrore& %a uestione posta < tale da scuotere alle fondamenta una disposi9ione religiosamente ac uietante& Il JS@ che Tu sei terri#ileK suona al limiti della #estemmia& Q, per5, un'accusa a 0io che la fede #i#lica conosce e fa propria, ed < proprio con le parole ed entro le strutture di pensiero della Sacra Scrittura che 3an9oni cala la sua esperien9a di dolore e tenta di impostare il suo 9atale del 18::& =ella 1i##ia, < il li#ro di ,io##e a rappresentare il giusto provato dalla sventura che istituisce il processo a 0io, a chiedergli ragione del male che colpisce l'innocente& =el testo man9oniano che stiamo studiando gli echi dell'antico li#ro sapien9iale sono certi: tutta la seconda strofa costituisce il capo d'accusa rivolto a 0io. il sintagma '/ome da sopra i tur#ini' del v& 5 ha precisi riscontri nel li#ro #i#lico 7'iobbe, 3(,1. 4+,1 6ulgata8. l'ultima parola del testo : '2nnipotente)' : richiama l'ultima risposta di ,io##e a 0io 7,#& 42,28. infine, in un foglio di appunti per 4l 9atale del 18:: compaiono due versi che sono un'esplicita parafrasi di una notissima espressione di ,io##e 7JIl 0io che me la toglie I Il 0io che me la di<K. cfr& ,#& 1,218& 4nche l'apostrofe 'Tu sei terri#ile', rivolta a 0io, < ripresa dall'4ntico Testamento 7salmo "5, (8& %a novit- man9oniana, ed anche forse il maggior pregio poetico della lirica per lo stridore che vi introduce, sta nel rivolgersi non al 0io inaccessi#ile dell'antica 4llean9a ma al neonato di 1etlemme: in lui si riuniscono paradossalmente tutta l'onnipoten9a divina e tutta la de#ole99a umana& In tale paradosso, al cuore dell'annuncio cristiano, 3an9oni trova la risposta, se non la solu9ione, all'enigma della sofferen9a in un mondo che pure < amato da 0io& %a risposta < che 'tu pur nasci a piangere', cio< che il ?iglio di 0io incarnandosi percorre lo stesso destino degli altri uomini& Il modello esisten9iale del cristiano non potr- allora essere diverso da uello di 3aria, per la uale l'ini9io stesso della gioia materna convive con la profe9ia che Juna spada le trapasser- l'animaK& /ome il preannun9io profetico a##revia i tempi e fa coesistere il presente col futuro, cos@ 3an9oni sovrappone l'immagine di 3aria estasiata dal pathos della dolce99a materna e uella della Mater dolorosa che segue il figlio sul monte della crocifissione 7vv& 23:3+8& Il distintivo retorico del 9atale del 18:: < l'ossimoro, la contraddi9ione, ma < l'intera esisten9a cristiana, secondo il poeta degli 4nni sacri, ad essere posta sotto il segno della contraddi9ione, dal momento che ,es stesso < detto signum contradictionis dal vecchio Simeone, nella stessa profe9ia citata in

testa alla poesia& G, in fondo, < un ossimoro del gesto scrivere di propria mano cecidere manus. < esi#ire la contraddi9ione denunciare la propria impossi#ilit- a rappresentare poeticamente il paradosso che lega fede ed esisten9a per me99o di una cita9ione poetica& 7 '!3!8