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La ragazza di campagna una sera, una sera qualunque sulle colline accanto a Firenze.

. L'aria profumata dei pollini e dell'odore di piante e di verde. La brezza carezza la terra gentile e col suo tocco quasi eroico fa sbocciare i fiori che riposano sopra le finestre della villa. Il sole sta tramontando, dietro le colline nasconde il suo volto luminoso e il suo colore si tramuta lentamente in quel rosso di una ragazza imbarazzata quand' vista mentre si cambia d'abito. Passeggio lungo la strada ghiaiata, non c' praticamente nessuno. Ogni tanto vedo passare in lontananza qualche mezzo agricolo col suo fastidioso ronzio o il rumore di un motore che funziona da sin troppi anni. Metto i passi uno davanti all'altro e mi sento pi che mai bene in quel posto. C' la solita grande villa dietro ai filari di vigna, la villa con quella grande strada che conduce all'ingresso, la villa con quell'enorme scalinata davanti, la villa misteriosa di cui non conosco i proprietari. A volte, per, mentre passavo da l, in altre occasioni, mi sono sentito spiato, spiato da una presenza gentile e femminile una presenza giovane che, anche se mai avevo visto, mi faceva venire un formicolio di piacere e curiosit ai genitali. In questa ennesima camminata, mi aspetto, ormai come sempre, di sentire di nuovo quella presenza, di intravedere quella sagoma muoversi tra le verdi foglie della vigna e spiarmi. Sentire quei passi leggeri dall'origine misteriosa. Non avevo mai indagato. Si, sono un bell'uomo, mi piacciono le belle ragazze, sono giovane, alto, nel fiore degli anni, i capelli neri come la notte, una leggera e ispida barba, larghe spalle e petto forte, e sono abiutato a sentirmi osservato. Mi capita spesso, anche in paese, per strada, in citt o alle feste. Ogni tanto qualche ragazza mi lancia timidi sguardi o altre, pi coraggiose, mi hanno confessato il loro interesse o osato di pi. Questa volta diverso. Mi godo la passeggiata e quella sensazione erotica che mi attraversa il corpo in quei momenti solitari. Eppure, ne sono certo, questa volta diverso. Mentre sento quella presenza, un profumo femminile nell'aria, vedo quasi subito una ragazza camminare tra i filari di vite. Indossa un abito giallo chiaro, dello stesso colore dei lunghi capelli biondi. Il suo volto, in parte nascosto, giovane, ma di un et che non riesco a definire. Sembra una ragazzina, una che ha appena raggiunto la maggiore et, ma allo stesso tempo pi matura di molte gi conosciute. snella, ha lughe gambe sensuali e cosce sode e formose, ben visibili attraverso il vestito reso aderente dal vento che preme su esso come un amante insistente. Il sedere di lei piccolo, ma fermo, e il solo vederlo mi fa ribollire il sangue alle parti basse. Lo sento diventare pi duro. Lei pare far finta di niente, continua a passeggiare con un cestino, fingendo di ignorarmi, mettendos cos in mostra in modo ancor pi evidente. Rallento il passo, e lei, lentamente si volta verso di me, sorridendo. Gli occhi sono grandi e azzurri come il cielo, e il suo sorriso bellissimo. Poi la mia attenzione si sposta sui piccoli seni sotto la stoffa leggera, e sui capezzoli turgidi ancor pi evidenti. Mi sento ancora pi eccitato e un'altra ondata di sangue al ventre lo fa diventare ancora pi duro. Sorrido alla ragazza. Lei lascia il cestino per terra e mi viene incontro. Il volto mi diventa rosso all'improvviso per il desiderio. Mi avvicino a lei. Il suo profumo mi invade come fosse un elisir e la mia eccitazione diventa ancora pi evidente. Le labbra di lei sono rosse, e vedo anche le sue guance diventare dello stesso colore. Le pupulle dilatate mentre si morde la bocca in un modo innocente, ma provocante. Lei a soli due passi da me. Si ferma. Nemmeno una parola. Io muovo un passo avanti e lei indietreggia, sorridendo. Sorrido a mia volta. Mi fermo e lei mi si avvicina, si mette in ginocchio e mi slaccia i pantaloni, l in mezzo alla campagna. Sono stupito, ma eccitato. Tira fuori il mio pene e comincia a maneggiarlo in modo esperto, poi lo prende in bocca. Continua per un po', ma non sono contento. La voglio. La fermo. Con ancora i

pantaloni slacciati, la tiro su a forza, mentre noto lo sguardo eccitato che ha dipinto sul volto. Le sfilo lentamente il vestito da sopra le spalle e lo lascio cadere per terra. Sono cos eccitato che fa quasi male. Vedo che sotto completamente nuda. Il corpo liscio, i piccoli seni con i capezzoli rosa turgidi, i lunghi capelli... Tutti di lei mi rende sempre pi pazzo. La bacio e comincio a percorrere tutto il suo corpo con le mie mani, fino a raggiungerla l tra le gambe, dove la trovo completamente bagnata. Veniamo entrambi attraversati da un'onda di desiderio cos forte da fare tremare i nostri corpi. Ci guardiamo un momento, poi lei si gira, mi prende e se lo mette dentro. La sento calda e bagnata, davanti a me la sua schiena bianca e i lunghi capelli dorati. La prendo per i fianchi e comincio a muovermi in lei ritmicamente, mentre la sento gemere, lievemente. Le sue coscie si stringono un poco mentre sento colare lungo le gambe tutto il frutto della sua eccitazione. La tengo pi forte e il desiderio si fa ancora pi intenso. Mentre geme, la penetro pi a fondo, con pi irruenza. Voglio essere uno con lei. La sento nel profondo, sento il contatto tra i nostri corpi caldi e mentre lei geme ancora, esplodo dentro di lei. Il corpo di lei si inarca, mentre geme pi forte, stringendomi in s, tremante. Poi si gira. Ancora nuda mi abbraccia, mentre il mio pene ancora un po' duro, sta l tra di noi. L'abbraccio, e lascio il mio volto perdersi tra i capelli di lei, i nostri corpi caldi che traggono un piacere intenso al solo contatto. Poi ci baciamo. Un bacio breve ma intenso. Mi tiro su i jeans. Lei si riveste. Mi sorride e torna al cestino. Ha un'aria soddisfatta. Non abbiamo scambiato nemmeno una parola. Con il cestino in mano ed uno sguardo di gioia, se ne va verso casa, mentre io l'osservo con ancora un poco di fuoco nel ventre e nel petto. Continuammo a vederci.