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Disciplina fiscale per le detrazioni

Sommario delle note dell Agenzia delle Entrate

Istituzione e proroga degli incentivi


La circolare 29/A del 18/09/2013 interviene a chiarire le modalit di richiesta e di applicazione delle detrazioni fiscali sia al 55% (provvisoriamente 65%) sia al 36% (provvisoriamente 50%). Per quanto concerne queste ultime, la circolare ricorda che sono applicabili agli interventi di risanamento del patrimonio edilizio e che sono inserite stabilmente nelle spese rilevanti ai fini IRPEF dallart. 4 del decreto legge n. 201 del 2011, accorpando sia gli interventi di recupero propriamente detto che le ristrutturazioni di singole unit abitative o interi edifici per il risanamento conservativo. Tale detrazione inserita nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) allart. 16bis e riporta che lammontare detraibile pari al 36% dellimporto di spesa complessivo dellopera fino ad un massimo di 48000. Sempre nel TUIR definita la divisione della detrazione in 10 anni fiscali. Il decreto legge n. 83 del 2012 (art. 11, comma 1) ha elevato lammontare detraibile al 50% delle spese sostenute e limporto massimo a 96000 per gli interventi pagati entro il 30 giugno 2013. In seguito il decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito in legge 3 agosto 2013, n. 90, ha prorogato il termine di validit dellaumento di detrazione alle spese sostenute entro il 31/12/2013. La circolare ricorda infine che il decreto 63/2013 non modifica nessuna delle norme di riferimento per le detrazioni in vigore ad oggi.

Detrazione per ristrutturazione e impianti FV


Per quanto concerne la detrazione del 36% (provvisoriamente 50%) in relazione allinstallazione di impianti FV, la normativa fa riferimento alla Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 in merito allammissibilit degli impianti allinterno delle opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia citate allart. 16bis, comma 1, lettera h del TUIR. In risposta allinterrogazione lAgenzia delle Entrate ricorda il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che, con riferimento alla direttiva europea n. 2010/31/UE e al d.lgs. n. 192 del 2005, assimila la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ad un intervento di risparmio energetico in quanto riduce il consumo di energia di origine fossile delledificio e ne migliora di conseguenza lindice di prestazione. La stessa Risoluzione 22/E ricorda in seguito che, al fine di beneficiare della detrazione, limpianto deve intervenire al conseguimento del risparmio energetico di una unit immobiliare residenziale facendo fronte ai bisogni energetici e quindi deve essere a servizio dellabitazione dellutente. Con tale affermazione, precisa in seguito la Risoluzione, si intendono escludere quei casi in cui la cessione delleccesso di energia prodotta si configura come attivit commerciale (impianti con potenza maggiore di 20kW e impianti con qualunque potenza non a servizio di abitazioni, cfr. ris. n. 84/E del 2012, ris. n. 13/E del 2009, cir. n. 46/E del 2007).

Soggetti che possono fruire della detrazione


A tal riguardo interviene la Circolare 57/E del 25 febbraio 1998 del Ministero delle Finanze che fa riferimento alla legge n. 449 del 27 dicembre 1997 che, di fatto, istituisce la detrazione per il risanamento del patrimonio edilizio. La Circolare mette in chiaro che la detrazione estesa a tutti i cittadini italiani, residenti e non nel territorio dello Stato, che siano assoggettati allIrpef e che siano proprietari o detengano diritto su immobili sui quali sono stati eseguiti gli interventi di ristrutturazione. Vengono inclusi quindi, oltre ai proprietari propri, anche i locatari, gli usufruttuari e i soci di societ cooperative assegnatari di alloggi. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dellimmobile oggetto dellintervento, purch sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dellimmobile e non al familiare che usufruisce della detrazione (sono definiti familiari, ai sensi dellart. 5 del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado). Qualora il soggetto Irpef sia imprenditore individuale, la Circolare esplicita chiaramente che gli interventi per i quali richiede la detrazione siano effettuati su immobili che non siano bene strumentali per lesercizio dellimpresa nonch beni alla cui produzione o scambio diretta lattivit dellimpresa stessa (in accordo allart. 57 del TUIR secondo il quale il bene immobile si accomuna ai ricavi dellimpresa). Trattamento analogo agli imprenditori individuali riservato ai soci di societ semplici , in nome collettivo e in accomandita semplice e dei soggetti ad essi equiparati, nonch delle imprese familiari. Va inoltre precisato che qualora gli interventi di ristrutturazione siano realizzati su unit immobiliari residenziali adibite promiscuamente all'esercizio dell'arte o della professione, ovvero all'esercizio dell'attivit commerciale, la detrazione spettante va ridotta al 50 per cento in ossequio ai principi generali applicabili agli immobili promiscui. Nel riguardo degli impianti fotovoltaici tale affermazione da interpretarsi con riferimento allimpianto elettrico che fa capo al contatore al quale collegato limpianto: nel caso in cui tale impianto sia a servizio di unit abitative oggetto sia di attivit commerciali che residenziali allora la detrazione, per la sola parte residenziale, ammissibile nella misura del 50% di quella prevista. Si ricorda a tal proposito, che per un singolo intervento di ristrutturazione non possibile richiedere pi di una detrazione.

Conclusioni
La detrazione fiscale per ristrutturazione applicabile da soggetti Irpef per interventi su immobili residenziali; Per gli impianti fotovoltaici, questi devono essere al servizio di immobili residenziali; Gli imprenditori individuali e i soci di societ possono usufruire della detrazione solo per interventi su immobili che non sono beni strumentali dellimpresa; Nel caso di uso promiscuo dellimmobile la detrazione spetta nella misura del 50%, solo per la parte residenziale.