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Sei Proposizioni Esplicative - Fondamenti del pensiero Tolteco

Lonewolf78

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Sei Proposizioni Esplicative, Castaneda - Il Dono dell'Aquila Ver. Spagnola


Precedente Successiva Iscrizione Stampa Email Condividi Inviato il: 11/5/2011, 23:35 Citazione

Yagannath

Sei proposizioni esplicative: da Il Dono DellAquila, di Carlos Castaneda Advanced Member Gruppo: Amministratore Messaggi: 1.717 Provenienza: Nord Piemonte Stato: Nonostante le sorprendenti manovre fatte da Don Juan nel corso degli anni sulla mia consapevolezza, ho testardamente insistito nel tentativo di valutare intellettualmente ci che fece. Anche se ho descritto accuratamente queste manovre, lho sempre fatto, da un punto di vista strettamente esperienziale e, inoltre, da una prospettiva strettamente razionale. Immerso comero nella mia razionalita, non potevo riconoscere lo scopo degli insegnamenti di Don Juan. Per comprendere la sostanza di questi obiettivi con un certo grado di precisione, fu necessario perdere la forma umana ed arrivare alla totalit di me stesso. Gli insegnamenti di Don Juan erano intesi a guidarmi attraverso il secondo stadio dello sviluppo del guerriero: il verificare e laccettare senza restrizioni che allinterno di noi giace un altro tipo di consapevolezza. Questo stadio venne diviso in due parti. La prima, in cui Don Juan necessitava dellaiuto di Don Genaro, trattava due attivit. Consisteva nel mostrarmi certe procedure, azioni e metodiche designate per esercitare la mia consapevolezza. La seconda aveva a che fare con le sei proposizioni esplicative. A causa delle difficolt incontrate con mia razionalit ad adeguarsi per accettare la plausibilit di ci che mi stava insegnando, Don Juan mi present queste proposizioni esplicative nei termini della mia esperienza scolastica. La prima cosa che fece, come una introduzione, fu di creare una divisione in me tramite un colpo specifico sulla scapola destra, un colpo che mi fece entrare in uno stato di consapevolezza inusuale, del quale non riuscivo a ricordare niente una volta ritornato alla normalit. Fino al momento in cui Don Juan mi fece entrare in tale stato di coscienza, provavo una innegabile sensazione di
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continuit, dedotta come un prodotto della mia esperienza vitale. L'idea che avevo di me stesso era quella di essere un soggetto pienamente in grado di spiegare tutto ci che aveva fatto. Inoltre, ero convinto che la dimora di tutta la mia coscienza, se esisteva, fosse nella mia testa. Tuttavia, Don Juan mi ha mostrato con il suo colpo che esiste un centro nel midollo spinale, all'altezza delle scapole, che ovviamente un centro di maggiore consapevolezza. Quando chiesi a Don Juan qualcosa a riguardo questo colpo, mi spieg che il nagual un regista, una guida che ha la responsabilit di aprire la strada, e che egli deve essere impeccabile per impregnare i suoi guerrieri, con un senso di fiducia e di chiarezza. Solamente a queste condizioni il nagual ha la possibilit di colpire la schiena per forzare la ricollocazione della consapevolezza, perch il potere del nagual ci che permette il cambiamento. Se il nagual non fosse un praticante impeccabile, la ricollocazione non avverrebbe, come quando ho provato, senza successo, di mettere gli altri apprendisti in uno stato di consapevolezza intensa, colpendoli sulla schiena prima di avventurarci sul ponte. Chiesi a Don Juan che cosa implicava questo riposizionamento della consapevolezza. Disse che il nagual deve colpire un punto preciso, che cambia da persona a persona ma che e sempre localizzato nellarea compresa tra le scapole. Il nagual deve vedere specificatamente il punto, che e localizzato alla periferia della propria luminosit e non sul corpo fisico; quando il nagual lo identifica, lo spinge, pi che colpirlo, e perci crea una conca, una depressione nel bozzolo luminoso. Lo stato di consapevolezza intensa conseguente a questo colpo dura tanto quanto dura la depressione. Alcuni bozzolo luminosi ritornano alla loro forma originale da soli, altri devono essere colpiti in un altro punto per rimetterli a posto, ed altri non fanno pi ritorno alla loro forma ovale. Don Juan disse che i veggenti vedono la consapevolezza come un bagliore particolare. La consapevolezza quotidiana una luce sul lato destro, che si estende dallesterno del corpo fisico fino alla periferia della nostra luminosit. La consapevolezza intensa una brillantezza pi intensa associata a grande velocit e concentrazione, un fulgore che satura la periferia del lato sinistro. Don Juan disse che i veggenti spiegano ci che accade con il colpo del nagual come temporaneo allontanamento di un centro situato nel bozzolo luminoso del corpo. Le emanazioni dellAquila sono in effetti esaminate e selezionate da quel centro. Il colpo ne altera il normale comportamento. Dalle loro osservazioni, i veggenti giunsero alla conclusione che i guerrieri vengo messi in una condizione di disorientamento. Il cambio in cui la consapevolezza agisce in queste condizioni fa di questo stato un territorio ideale per elucidare i comandi dell'Aquila: consente ai guerrieri di operare come se fossero nella conoscenza ordinaria, con la differenza che possono concentrarsi in tutto ci che fanno con chiarezza e forza senza precedenti. Don Juan disse che la mia situazione era analoga a una delle sue esperienze. Il suo benefattore cre una profonda divisione in lui, facendolo spostare pi e pi volte dalla consapevolezza del lato destro a quella del lato sinistro. La lucidit e la libert della consapevolezza del suo lato sinistro erano in diretta opposizione alla razionalizzazione e alle interminabili difese del lato destro. Mi disse che tutti i guerrieri vengono gettati nelle profondit della stessa situazione che forgia la polarit, e che il nagual crea e rafforza la divisione per essere in grado di portare i suoi apprendisti alla convinzione che vi sia negli esseri umani una consapevolezza ancora inesplorata. 1. Ci che percepiamo come il mondo sono le emanazioni dellAquila. Don Juan mi spieg che il mondo percepito non ha unesistenza trascendentale. Poich ci famigliare crediamo che ci che percepiamo sia un mondo di oggetti esistenti, cos come noi li percepiamo, quando in realt non c' un mondo di oggetti, ma, piuttosto, un universo di emanazioni dellAquila. Queste emanazioni rappresentano lunica immutabile realt. E la realt che racchiude tutto ci che c, percepibile o meno, conoscibile o meno. I veggenti che videro le emanazioni dellAquila le chiamarono comandi a causa della loro stimolante forza. Tutte le creature viventi sono stimolate nellusare le emanazioni, e le
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usano senza prendersi la briga di sapere che cosa siano. Luomo normale le interpreta come la realt. Il veggente che le vede le interpreta come la regola. Al di l del fatto che i veggenti che le vedono, non hanno nessun modo di sapere ci che stanno in effetti vedendo. Invece di impantanarsi in congetture inutili, i veggenti si occupano della speculazione funzionale di come i comandi dell'Aquila possano essere interpretati. Don Juan sostenne che, per intuire una realt che trascende il mondo che percepiamo bisogna rimanere a livello di congetture, ma non sufficiente per un guerriero congetturare che i comandi dell'Aquila siano immediatamente percepiti da tutte le creature che vivono sulla Terra, e che nessuno di loro li percepisca nello stesso modo. I guerrieri devono provare a vedere il flusso delle emanazioni e "vedere" il modo in cui l'uomo e gli altri esseri viventi le usano per costruire il loro mondo percettivo. Quando ho proposto di usare la parola "designazione" invece di emanazioni dellAquila, Don Juan disse che non stava facendo una metafora. Disse che la parola "descrizione" connota un accordo umano, e che ci che percepiamo deriva da un comando in cui gli accordi umani non contano. 2. L'attenzione ci che ci fa percepire le emanazioni dell'Aquila, come unazione di scrematura. Don Juan soleva dire che la percezione una facolt fisica coltivata dalle creature viventi, il risultato finale di questo coltivare noto, tra i veggenti, come "attenzione". Don Juan descrive lattenzione come lazione di agganciare e indirizzare la percezione. Disse che questa azione la nostra impresa pi singolare, che copre tutto lo spettro delle alternative e delle possibilit umane. Don Juan stabil una distinzione precisa tra le alternative e le possibilit. Le alternative umane sono ci che siamo in grado di scegliere come persone che operano all'interno del contesto sociale. Il nostro paesaggio in questo dominio piuttosto limitato. Le possibilit umane sono ci che siamo in grado di raggiungere in quanto esseri luminosi. Don Juan mi rivel un sistema di classificazione dei tre tipi di attenzione, sottolineando che li chiama "tipi" stava sbagliando. In realt, sono tre livelli di conoscenza: prima, seconda e terza l'attenzione, ognuno di loro un potere indipendente, completo in se stesso. Per un guerriero, che nelle fasi iniziali della sua formazione, la prima attenzione la pi importante delle tre. Don Juan disse che le sue proposizioni esplicative furono dei tentativi di mettere in primo piano il modo in cui funziona la prima attenzione, qualcosa che scorre in modo completamente inconsapevole. Ritenne che fosse indispensabile per i guerrieri comprendere la natura della prima attenzione, se avessero avuto lintenzione di avventurarsi nelle altre due. Mi spieg che la prima attenzione viene insegnata come spostarsi istantaneamente attraverso una intera gamma di emanazioni dell'Aquila, senza sottolineare il fatto che, il fine fosse di raggiungere delle "unit percettive" che tutti noi abbiamo imparato essere percepibili. I veggenti chiamano questa impresa "scrematura", perch implica la capacit di sopprimere quelle emanazioni che sono superflue e scegliere quelle che devono essere evidenziate. Don Juan mi spieg questo processo prendendo come esempio la montagna che stavamo vedendo in quel momento. Sottoline che la mia attenzione in primo luogo, al momento di vedere la montagna, aveva scremato un numero infinito di emanazioni per ottenere un miracolo di percezione, una scrematura che tutti gli esseri umani conoscono perch ognuno di essi lo ha imparato a fare da solo. I veggenti sostengono che tutto ci che viene soppresso dalla prima attenzione per ottenere una scrematura, non pu essere pi recuperato dalla prima attenzione in nessuna condizione. Una volta che si impara a percepire, in termini di scremature, i nostri sensi interrompono la registrazione delle emanazioni superflue. Per elucidare questo punto mi forn l'esempio della scrematura: "corpo umano". Disse che la nostra prima attenzione totalmente inconsapevole delle emanazioni che compongono la parte esterna luminosa del corpo fisico. Il nostro bozzolo ovale non viene percepito; quelle emanazioni, che lo avrebbero reso percepibile, sono state respinte a beneficio di quelle che consentono alla prima attenzione di percepire il corpo fisico cos come noi lo
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conosciamo. Pertanto, l'obiettivo della percezione che i bambini devono raggiungere mentre crescono consiste nell'imparare a isolare le emanazioni necessarie per essere in grado di incanalare la loro percezione caotica e trasformarla in una prima attenzione, in questo modo, imparano a costruire le scremature. Tutti gli esseri umani adulti nei pressi dei bambini insegnano loro come scremare. Prima o poi, i bambini imparano a controllare la loro attenzione in primo luogo, al fine di percepire scremature in modo che sono simili a quelli dei loro insegnanti. Don Juan non ha mai cessato di essere stupito dalla capacit degli esseri umani di portare ordine nel caos della percezione. Egli sostenne che tutti noi, per le proprie capacit, un mago magistrale e che la nostra magia consiste nel rendere realt la scrematura che la nostra prima attenzione ha imparato a costruire. Ci che noi percepiamo in termini di scremature il comando dellAquila, ma il percepire i comandi come oggetti la nostra forza, il nostro dono magico. Il nostro errore, d'altra parte, che si finisce sempre per stare da una parte sola, quando dimentichiamo che le scremature sono reali solo nei termini in cui le percepiamo come reali, a causa del potere che abbiamo per farlo. Don Juan descrisse ci come un errore di giudizio che distrugge la ricchezza delle nostre origini misteriose. 3. La scrematura d il senso al primo anello del potere. Don Juan soleva dire che il primo anello del potere la forza che esce dalle emanazioni dell'Aquila per colpire esclusivamente la nostra prima attenzione. Spieg che viene rappresentato come un "anello" a causa del suo dinamismo, del suo movimento ininterrotto. E stato chiamato anello "del potere" a causa, in primo luogo, del suo carattere compulsivo, e, secondo, a causa della sua capacit unica di fermare il suo corso, di cambiarlo o di invertire la sua direzione. Il carattere compulsivo si mostra al meglio nel fatto che non sollecita solo la prima attenzione a costruire e perpetuare la scrematura, ma esige un consenso di tutti i partecipanti. In tutti noi c' un completo e totale accordo sulla fedele riproduzione della scrematura, affinch il conformarsi al primo anello di potere possa essere totale. E precisamente questa conformit che ci d la certezza che la scrematura genera oggetti che esistono come tali, indipendentemente della nostra percezione. Inoltre, la compulsivit del primo anello di potere non cessa dopo l'accordo iniziale, ma esige che questo venga continuamente rinnovato. Per tutta la vita agiamo come se, per esempio, ognuna delle nostre scremature fosse dal punto di vista percettivo la prima per ogni essere umano, nonostante i linguaggi e le culture. Don Juan concedeva che bench tutto ci fosse troppo serio per prenderlo per scherzo, il carattere urgente del primo anello di potere tanto intenso che ci forza a credere che se la "montagna" avesse avuto una coscienza propria, questa si considererebbe come quella scrematura che abbiamo imparato a costruire. La caratteristica del primo anello del potere pi preziosa che si presenta ai guerrieri la singolare capacit di interrompere il suo flusso di energia, o di sospenderlo del tutto. Don Juan diceva che questa una capacit latente che esiste in tutti noi come unit di appoggio. Nel nostro mondo limitato dalle scremature non vi la necessit di usarla. Dal momento che siamo cos rinforzati e protetti in modo efficiente dalla rete della prima attenzione, non ci rendiamo conto, neppure lontanamente, che abbiamo delle risorse nascoste. Tuttavia, se ci fosse stata presentata unalternativa da scegliere, come sarebbe l'opzione del guerriero di utilizzare la seconda attenzione, la capacit latente del primo anello di potere potrebbe incominciare a funzionare e si potrebbe usare con risultati spettacolari. Don Juan sottoline che limpresa pi importante fatta dagli stregoni il processo di attivare quella capacit latente; egli lo chiamava bloccare il tentativo del primo anello di potere. Mi spieg che le emanazioni dell'Aquila che sono stati gi isolate dalla la prima attenzione per costruire il mondo di tutti i giorni, esercitano una pressione infrangibile nella prima attenzione. Affinch questa pressione fermi la sua attivit, bisogna liberare lintento. I veggenti chiamano tutto ci un'ostruzione o un'interruzione del primo anello di potere.
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4. LIntento la forza che muove il primo anello del potere. Don Juan mi spieg che intento non vuol dire avere un'intenzione, o desiderare una cosa o un'altra, piuttosto si tratta di una forza imponderabile che ci fa comportare in modo che pu essere descritto come intenzione, desiderio, volizione, eccetera. Don Juan non lo presentava come una condizione di essere, proveniente da s stessi, o come fosse un'abitudine prodotta dalla socializzazione, o una reazione biologica, bens lo rappresentava come una forza privata, intima che possediamo ed usiamo individualmente come una chiave che fa s che il primo anello di potere si muova in modo accettabile. Lintento ci che dirige la prima attenzione affinch si concentri sulle emanazioni dell'Aquila entro un certo schema. Ed anche lintento che ordina al primo anello del potere ad ostruire o interrompere il suo flusso di energia. Don Juan mi sugger di concepire lintento come una forza invisibile che esiste nell'universo, senza riferirsi a se stessa, ma che anche cosi permea tutto: forza che crea e che produce la scrematura. Afferm che le scremature devono ricrearsi incessantemente per presentarsi con continuit. Al fine di ricrearle ogni volta con la nitidezza necessaria a costruire un mondo vivente, dobbiamo intenderle tutte le volte che le costruiamo. Per esempio, dobbiamo intendere la "montagna" con tutte le sue complessit affinch quella scrematura si materializzi completamente. Don Juan diceva che per uno spettatore, che si basasse esclusivamente in base alla prima attenzione senza l'intervento dellintento, la "montagna" apparirebbe come una scrematura completamente diversa. Potrebbe apparire come una scrematura a "forma geometrica" o a "macchia amorfa colorata." Affinch la scrematura montagna si completi, lo spettatore dovr intenderla, sia gi involontariamente attraverso la forza pressante del primo anello di potere, o premeditatamente, attraverso l'allenamento del guerriero. Don Juan mi indic i tre modi per contattare lintento. Quello maggiormente usato conosciuto dai veggenti come "lintento del primo anello di potere." Questo lintento cieco che contattiamo casualmente. come se fossimo sulla sua strada, o come se lintento si trovasse sulla nostra. Inevitabilmente ci troviamo intrappolati nella sua rete senza avere il minimo controllo su quello che ci sta succedendo. Il secondo modo quando lintento ci giunge per proprio conto. Questo richiede un considerabile grado di proposito, un senso di determinazione da parte nostra. Solo con la nostra capacit di guerriero possiamo collocarci volontariamente sul percorso dellintento; lo convochiamo, per cos dire. Don Juan mi spieg che la sua insistenza di essere un guerriero impeccabile non era nient'altro che uno sforzo per far sapere allintento che si stava mettendo sulla sua strada. Don Juan diceva che i guerrieri chiamano "potere" questo fenomeno. E cos quando parlano di avere potere personale, si riferiscono allintento che arriva loro volontariamente. Il risultato, mi diceva, pu descriversi come la facilit di trovare nuove soluzioni, o la facilit di influire sulla gente o sugli avvenimenti. come se altre possibilit, prima sconosciute al guerriero, improvvisamente si manifestino. In questo modo, un guerriero impeccabile non decide mai niente in anticipo, ma le sue azioni saranno cos decise da far sembrare che il guerriero avesse calcolato in anticipo ogni aspetto della sua attivit. Il terzo modo con cui troviamo lintento e il pi raro e complesso dei tre; succede quando lintento ci permette di armonizzare con lui. Don Juan descriveva questo stato come il vero momento di potere: il culmine degli sforzi di tutta una vita alla ricerca dell'impeccabilit. Solo i guerrieri supremi l'ottengono, e mentre si trovano in quello stato, lintento si lascia maneggiare a volont. come se lintento si fosse fuso con quei guerrieri, e facendolo li trasforma in una forza pura, senza preconcetti. I veggenti chiamano questo stato il "lintento del secondo anello di potere", o "volont." 5. Il primo anello del potere pu essere fermato da un blocco formale della capacit di provocare la scrematura. Don Juan soleva dire che il compito del non-fare era quello di creare un
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ostacolo alla normale focalizzazione della nostra prima attenzione. Il nonfare, in questo senso, era una manovra designata a preparare la prima attenzione al blocco funzionale del primo anello del potere, o, in altre parole per interromperne lintento. Don Juan mi spieg che questo blocco funzionale che e lunico metodo per usare sistematicamente le capacit latenti del primo anello del potere, rappresenta una interruzione temporanea che il benefattore crea nella capacit dellallievo di creare la scrematura. E una intrusione potente e premeditata nella prima attenzione, per sospingerla al di l delle apparenze che la scrematura conosciuta ci presenta; questa intrusione viene eseguita interrompendo lintento del primo anello del potere Don Juan era solito dire che per provocare questa intrusione, il benefattore tratta lintento per ci che , un flusso, una corrente di energia che pu eventualmente essere fermata o reindirizzata. Questo tipo di interruzione, tuttavia, implica una commozione di tale grandezza da costringere il primo anello del potere a fermarsi completamente; una condizione impossibile da considerare nelle nostre normali condizioni di vita. E impensabile di ritornare sui propri passi una volta consolidata la nostra percezione, ma e fattibile, tramite limpatto di questa interruzione, sistemarci in una posizione percettiva molto simile a quella dei nostri inizi, quando il comandi dellAquila erano delle emanazioni non ancora intrise di significanza. Don Juan diceva che qualunque procedura il benefattore usasse per creare questa interruzione era intimamente collegata con il suo potere personale. Perci un benefattore non sta in effetti usando un qualche procedimento per trattare lintento, piuttosto lo muove e lo rende disponibile allapprendista tramite il suo potere personale. Nel mio caso, Don Juan apport il blocco funzionale del primo anello del potere tramite un complesso procedimento, che comprendeva tre metodi: lingestione di piante allucinogene, la manipolazione del corpo e la manovra proprio con lintento. Allinizio Don Juan insistette fortemente sul farmi ingerire le piante allucinogene, apparentemente a causa della persistenza del mio lato razionale. Leffetto fu tremendo e tuttavia ritard la ricerca dellinterruzione. Il punto fu che le piante allucinogene offrirono alla mia ragione la perfetta giustificazione per raccogliere tutte le risorse disponibili per continuare ad esercitare il controllo. Ero convinto di poter spiegare logicamente qualsiasi costa stavo sperimentando, anche le inconcepibili azioni che Don Juan e Don Genaro facevano per creare linterruzione, cosi come le distorsioni percettive causate dallingestione degli allucinogeni. Don Juan diceva che leffetto pi evidente delle piante allucinogene era, ogni qualvolta le ingerivo, la strana sensazione di interpretare tutto ci che mi stava intorno come se trasudasse una sorprendente ricchezza. C'erano colori, forme, dettagli che non avevo mai veduto prima. Don Juan us questo incremento nella mia capacit di percepire, e, attraverso una serie di comandi e commenti mi forzava ad entrare in uno stato di agitazione nervosa. Dopodich manipolava il mio corpo facendomi spostare da un lato della consapevolezza all'altro, finch non avevo creato visioni fantasmagoriche o scene assolutamente reali con creature tridimensionali, che non potevano esistere in questo mondo. Don Juan mi spieg che una volta che viene interrotta la relazione diretta tra lintento e la scrematura che stiamo costruendo, non potr pi essere ripristinata. Da quel momento in poi acquisiamo la capacit di catturare una corrente di ci che descrisse come "l'intento fantasma", o l'intento delle scremature che non sono presenti nel momento o nel luogo di interruzione, questo per dire, un intento messo a nostra disposizione tramite qualche aspetto della memoria. Don Juan afferm che l'interruzione dellintento del primo anello del potere diventiamo ricettivi e malleabili; perci un nagual pu introdurre l'intento del secondo anello del potere. Don Juan era convinto che i bambini di una certa et si trovassero in una situazione di ricettivit simile, essendo privi di intento, perci erano pronti per essere modellati da qualsiasi intento fornito dagli insegnanti che li circondano. Dopo un certo periodo di continue ingestioni di piante allucinogene, Don Juan disconnesse totalmente il loro uso. Tuttavia, provoc nuove e pi drammatiche interruzioni in me manipolando il mio corpo e facendomi spostare il grado di
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consapevolezza, combinando lintento con le manovre. Attraverso una mesmerizzante combinazione di istruzioni e di commenti adeguati, Don Juan cre una corrente di "intenti fantasma" e portandomi a sperimentare delle comuni scremature come qualcosa di inimmaginabile. Concettualizz tutto questo come "guardando attraverso l'immensit dell'Aquila". Don Juan mi condusse magistralmente attraverso innumerevoli interruzioni di intenti fino a quando fu convinto, da veggente, che il mio corpo mostrasse gli effetti del blocco funzionale del primo anello del potere. Disse che poteva vedere uninsolita attivit attorno alla zona delle scapole. La descrisse come un piccolo buco che si era formato esattamente come se la luminosit fosse stata uno strato muscolare contratto da un nervo. Per me, l'effetto del blocco funzionale del primo anello del potere fu quello di riuscire a cancellare la certezza provata per tutta la mia vita che ci che i miei sensi stavano percependo fosse "reale". Lentamente entrai in uno stato di silenzio interiore. Don Juan soleva dire che ci che d guerrieri quellestrema incertezza che il suo benefattore aveva provato, alla fine della sua vita, e la sensazione di fallimento che egli stesso stava vivendo, derivava dal fatto che un solo sguardo verso l'immensit dellAquila lascia senza speranza. La speranza il risultato della nostra familiarit con le scremature e l'idea che le stiamo controllando. In questi momenti solo il vivere da guerriero pu aiutarci a perseverare nei nostri sforzi per scoprire ci che lAquila ci nasconde, ma senza speranza di poter a capire ci che potremmo scoprire. 6. La seconda attenzione. Don Juan mi spieg che l'esame della seconda attenzione deve partire dal realizzare che la forza del primo anello del potere, che ci inscatola, un bordo fisico e concreto. I veggenti lo hanno descritto come un muro di nebbia, una barriera che pu essere resa sistematicamente disponibile alla nostra consapevolezza attraverso il blocco del primo anello del potere, e quindi pu essere perforata mediante laddestramento del guerriero. Dopo la perforazione di questo muro di nebbia, si entra in un vasto stato intermedio. Il compito dei guerrieri consiste allora nel passarci attraverso fino a raggiungere la successiva linea di divisione, che dovr essere perforata per poter entrare in quello che propriamente l'altro s o la seconda attenzione. Don Juan soleva dire che le due linee divisorie sono perfettamente riconoscibili. Quando i guerrieri perforano il muro di nebbia sentono che i loro corpi vengono schiacciati, o avvertono un forte agitazione allinterno del loro corpo, in genere alla destra dello stomaco o attraverso la parte centrale, da destra a sinistra. Quando i guerrieri perforano la seconda linea, sentono un suono acuto sulla parte superiore del corpo, qualcosa come il rumore di un ramo secco che si spezza in due. Le due linee che inscatolano entrambe le attenzioni, e le sigillano individualmente, sono note ai veggenti come le linee parallele. Queste sigillano le attenzioni per il fatto che si estendono all'infinito, senza mai permettere il passaggio a meno che non vengano perforate. Tra le due linee esiste uno spazio di conoscenza specifica che i veggenti chiamano limbo, o il mondo tra le linee parallele. Si tratta di un vero e proprio spazio tra i due enormi fasce di emanazioni dell'Aquila; emanazioni che si trovano all'interno delle possibilit umane di consapevolezza. Uno il livello che crea il s della vita quotidiana, e l'altro il livello che crea l'altro s. Dal momento che il limbo una zona di transizione, entrambi i campi di emanazioni si estendono luno sullaltro. La parte del livello che ci noto, che si estende in quella zona, aggancia una porzione del primo anello del potere e la capacit del primo anello del potere di costruire scremature ci fa percepire una serie di scremature nel limbo, che sono quasi come quelle della vita di tutti i giorni, tranne che appaiono grottesche, misteriose e contorte. In questo modo il limbo possiede dei connotati specifici che non cambiano arbitrariamente ogniqualvolta vi si entra. Vi sono delle caratteristiche fisiche che ricordano la schiumature della vita quotidiana. Don Juan sosteneva che la sensazione di pesantezza che si prova nel limbo dovuto al peso crescente che stato riversato sulla prima attenzione. Nella zona che si trova proprio dietro il muro di nebbia
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possiamo ancora comportarci come facciamo di solito, come se fossimo in un mondo grottesco, ma riconoscibile. Man mano che ci addentriamo, al di l del muro di nebbia, diventa sempre pi difficile riconoscerne le caratteristiche o comportarsi nei termini abituali. Mi spieg che era possibile fare apparire al posto del muro di nebbia qualsiasi altra, ma che i veggenti hanno optato per accentuare quella che consuma meno energia: visualizzare il muro di nebbia non richiede alcun sforzo. Ci che esiste al di l della seconda linea divisoria conosciuta dai veggenti come la seconda attenzione, o l'altro s, o il mondo parallelo, e l'azione di oltrepassare entrambi i bordi nota come "attraversare le linee parallele". Don Juan pensava che avrei potuto assimilare questo concetto con maggiore fermezza, se avesse descritto ogni dominio della consapevolezza come una predisposizione percettiva specifica. Mi disse che nel territorio della consapevolezza di tutti i giorni siamo inevitabilmente impigliati nella specifica predisposizione percettiva della prima attenzione. Dal momento in cui il primo anello del potere comincia a costruire le scremature, il modo in cui vengono fatte diventa la nostra predisposizione percettiva normale. Spezzare la forza unificante della prima attenzione implica rompere la prima linea divisoria. La normale predisposizione percettiva passa poi nella zona intermedia, localizzata tra le due linee parallele. Uno continua a costruire scremature quasi normale per qualche tempo. Ma come ci si avvicina a quella che i veggenti chiamano la seconda linea divisoria, la predisposizione percettiva della prima attenzione comincia a recedere, perdendo forza. Don Juan soleva dire che questa transizione caratterizzata da una improvvisa incapacit di ricordare o capire ci che si sta facendo. Quando ci si avvicina alla seconda linea divisoria, la seconda attenzione comincia ad agire sui guerrieri che intraprendono il viaggio. Se sono inesperti, la loro consapevolezza viene svuotata, si cancella. Don Juan dichiar che questo si verifica perch ci stiamo avvicinando una gamma di emanazioni dell'Aquila, che non hanno ancora una predisposizione percettiva sistematizzata. Le mie esperienze con la Gorda e la donna nagual al di l del muro di nebbia sono state un esempio di questa incapacit. Ho viaggiato fino all'altro s, ma non potevo ricordare quello che avevamo fatto per il semplice motivo che la mia seconda attenzione non era ancora stata formulata, perci non ho avuto l'opportunit di formulare tutto ci che avevo percepito. Don Juan mi spieg che si comincia ad attivare il secondo anello del potere forzando la seconda attenzione a svegliarsi dal suo sonno. Il blocco funzionale del primo anello del potere lo permette. Quindi, il compito del maestro consiste nel ricreare le condizioni che hanno dato il via al primo anello del potere, la condizione di essere saturo di intento. Il primo anello del potere messo in moto dalla forza dellintento dato da coloro che insegnano come scremare. In qualit di mio maestro mi stava dando, quindi, un nuovo intento, per creare un nuovo ambiente percettivo. Don Juan ha detto che ci vuole una vita di incessante disciplina, che i veggenti chiamano inflessibile intento, per preparare il secondo anello del potere ad essere in grado di costruire scremature che appartengono a un altro livello di emanazioni dell'Aquila. Dominare la predisposizione percettiva del s parallelo un atto di valore incomparabile, che pochi guerrieri raggiungono. Silvio Manuel fu uno dei pochi. Don Juan mi avvert che non si deve tentare di dominarla deliberatamente. Se questo dovesse accadere, dovrebbe avvenire tramite un processo naturale che si svolga senza molto sforzo da parte nostra. Mi spieg che il motivo di questa indifferenza si trova nella considerazione pratica che, una volta dominata, diventa semplicemente molto difficile da rompere, dal momento che l'obiettivo che i guerrieri perseguono attivamente quello di rompere entrambe le predisposizioni percettive per entrare nella libert finale della terza attenzione. multiquote 0 risposte dal 11/5/2011, 23:35 Iscrizione Stampa Email Condividi

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