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Paesaggio giapponese

Il Giappone ha una superIicie di 378.000 km, di cui 76 montagna; presenza di piccole pianure e di
molti Iiumi corti a carattere torrentizio, data la vicinanza delle montagne alle coste
Il perimetro e di ben 400.000, data lo complessita della morIologia costiera (4 isole maggiori e altre
8.848).
La parte verso il mare del Giappone viene investita d`inverno dalle correnti Iredde provenienti dalla
Cina del Nord e dalla Siberia. Quindi in primavera vi e grande abbondanza d`acqua. Anche tra
giugno e luglio vi e un lungo periodo di piogge (tsuvu): quindi la media annuale di precipitazioni e
di 1700 mm. (600 in Pianura padana), con massime di 4000 nello Yoshino. Di qui l`importanza
della Cultura del riso (Risaia: ta): essa comporta cura estrema del regime delle acque e delle
montagne per avere riIornimento d`acqua e assenza di Irane.
Due preoccupazioni principali: gestire i tiIoni e i terremoti. Quindi: principi costruttivi dell`apertura
e dell`elasticita.
Rifiuto della simmetria nella costruzione dello spazio. Es.: la pagoda importata dalla Cina subisce
delle modiIiche: la statua non e piu posta al centro, ma verso il Iondo; le aree, irregolari,
determinano i conIini, non viceversa. Cio signiIica che lo spazio e sempre in relazione alla
situa:ione, ossi al tempo e quindi non puo essere descritto da Iigure geometriche e schemi Iissi. Per
es., negli indirizzi: non e indicato ne nome della strada ne numero civico, ma nome del quartiere
(cho) seguito da tre numeri che si riIeriscono alla se:ione del quartiere, all` isolato e alle sue
porzioni (condomini o case singole); questi due numeri seguono l`ordine di ediIicazione. E` quindi
privilegiato il punto di vista dell` abitante, non quello dell`osservatore esterno.
Rifiuto dellapparire. Es. il palazzo imperiale di Tokyio, i templi, etc., tendono a mimetizzarsi nella
natura; le piazze sono di Iatto inesistenti: il ruolo della piazza e sostituito dalla strada: 'cultura del
cammino (michi no bunka) al posto della 'cultura della piazza (hiroba no bunka), per cui le Ieste
non sono in piazza, ma lungo le strade.
Chonaikai: comunita di quartiere, al posto della comunita Iamiliare (Cina) o delle associazioni
(occidente moderno): ad essa non ci si iscrive; ma se ne Ia parte naturalmente` (organizza Ieste,
aiuta vedove e orIani, raccoglie immondizie, Ia pressioni sulle autorita per ottenere servizi, ecc.)
Civilta del : spaziatura (nella calligraIia), intervallo (in musica), spazio vuoto (in architettura),
pausa (senuhima) nel Teatro No, recinto vuoto (nello Shinto) per ospitare i kami. Es.:in architettura
si lasciano interstizi tra i pezzi di una costruzione per rendere meno dannosi gli eIIetti dei terremoti.
Nelle relazioni interpersonali non ci si tocca in pubblico, lasciando sempre un piu o meno ampio
margine di distanza (ma)
In pittura:
emaki mono, rotolo con diverse scene in sequenza, ma ciascuna in modo indipendente;
un en (nuvole e Iumo) un`unica scena vista a volo d`uccello, dove i singoli elementi (piante,
animali, case, ecc.) sono separate ma anche uniti! da nuvole, Iumi e nebbie;
funikuke vatai (casa scoperchiata): visione di interni senza tetto, come una ripresa cinematograIica
degli eventi che si svolgono all`interno (per sottolineare che lo spazio e sempre legato ad eventi,
ossia al tempo);
In architettura
recinzioni di bambu (magaki) o di altri legni spesso con Iessure, per lasciar scorrere il vento,
poggiate su montanti che poggiano su pietre e, quindi, risultano sollevati da terra (per evitare
l`azione dell`umidita e degli insetti)
rofi: sentiero a passi perduti
fodan: pavimento sopraelevato che lascia spazio libero sottostante la casa per Iar scorrere l`aria
gawa: veranda attorno alla casa, puo essere chiusa in caso di necessita da amado 'porte per la
pioggia
nurien: veranda senza amado
genkan: portico d`ingresso o vestibolo
vane: il tetto ('radice della casa)come elemento piu importante assieme ai pilastri (hashira), i quali
sono appoggiati su pietre di base, senza venire interrati
Yoshido: graticcio di giunco che si inserisce nel fusuma al posto della carta di riso, in estate, per la
sciare passare l`aria
noren: tende di stoIIa a Ialde
sudare: tende di bambu
bvobu: paraventi Iino a sei ante, con scene diverse per ogni riquadro, o un`unica scena per tutti
en passaggio, orlo, bordo, in senso attivo: implica distinzione e connessione nel contempo
- passaggio interno/esterno in architettura (en-gawa, veranda)
- ponte che va dalla causa all`eIIetto nella rete delle relazioni umane (innen karma)
- vincolo tra individui diversi (en musubi vincolo d`amore)
- es.: disposizioni dei piatti e pietanze: non in linea spaziale e in ordine temporale, ma riuniti in
un solo vassoio e Iruibili in ogni momento, senza schema preordinato
ie mise: 'abitazione-negozio, machiva (case di citta), diIIuse a Kyoto
ie niwa: 'casa-giardino o shake machi ('case dei sacerdoti) |ne rimangono solo ca. 40|
tsutsumi: avvolgimento che invita ad un passaggio (dono)
en scioglie i conIini della stanza (fusuma), della casa (sofi), della citta (assenza di mura)
en presente anche nel shakkei (presa a prestito del paesaggio): es.: una Iascia di alberi tra il giardino
ed ediIici esterni disturbanti
en qualiIica anche i passaggi tra elementi omote (Iacciata, parti adibite alle relazioni pubbliche) e
ura (cIr. oku):lato interno, nascosto della casa |okusan: padrona di casa, 'signora del privato|
oku luogo interno, proIondo delle cose, opposto a kuchi (bordo); consente di dare proIondita a
piccoli spazi, astenendosi da grandi prospettive, e preIerendo percorsi labirintici (cIr. Venezia); per
giungere ai santuari percorsi tortuosi perche il cammino e piu importante della meta.
Yama non oku okumiva: santuario del Iondo: tempio shinto nascosto nel bosco (sacro) della
montagna (miva no mori). La vetta, che si vede subito da lontano, e molto meno importante di tutto
cio che non si vede subito ed ha bisogno, per vederla, di un avvicinamento.
Cosi in urbanistica: la citta giapponese non si e Iormata attorno ad un centro geometrico, astratto,
Iormale, ma attorno ad un centro antropologico, alla comunita locale (chonaikai) interessata a
custodire il proprio oku.
|CIr. corridoi dei rvokan, i percorsi per la sukiva, i sentieri dei giardini, le vie di una citta: creazione
di mitosenai (ancoraggi della vista) che impediscono una visione d`insieme, unitaria, panoramica e
producono sorprese continue.