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Campania

Ufficio Politiche della disabilità

Importante riconoscimento:

priorità ai concreti bisogni dei soggetti portatori di handicap grave

Oggetto: Lavoratori dipendenti portatori di handicap grave - determinazione dell’orario in


cui utilizzare i permessi orari giornalieri art. 33 comma 6 legge 104/1992

Napoli, 14 luglio 09

Vi trasmettiamo un'importante notizia da diffondere nei luoghi di lavoro e che riguarda i


lavoratori dipendenti portatori di handicap grave.

Ricordiamo che in base all’Art. 33 comma 6 legge 05/02/1992 n. 104 “ la persona


handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente (art.19 legge
53/2000) dei permessi di cui ai commi 2 e 3 dell’art.33 legge 104/1992 (2 ore di permesso
giornaliero ogni giorno in cui presta attività lavorativa o 3 giorni di permesso mensile retribuito),
inoltre ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non
può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

A seguito dell’accoglimento della domanda di autorizzazione ad usufruire dei permessi


retribuiti (da parte dell’INPS o da parte dell’Ente Pubblico di appartenenza per gli iscritti
all’INPDAP), il lavoratore dipendente portatore di handicap grave art. 3 comma 3 legge 104/1992
qualora intenda scegliere di usufruire dei permessi orari giornalieri (2 ore o 1 ora al giorno in base
all’orario effettivo +/-6h) dovrà fornire al datore di lavoro una opportuna programmazione degli
orari in cui usufruirà dei permessi, sulla base delle proprie esigenze. Tale programmazione potrà
subire delle varianti in funzione di eventuali necessità sopravvenute allo stesso lavoratore portatore
di handicap .

Via Torino 16 – 80142 Napoli – tel/fax 081 3456265 – 081 3456177 e-mail: ufficioh.na@cgilcampania.it
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Ufficio Politiche della disabilità

Mancando l’accordo tra il lavoratore ed il datore di lavoro rispetto agli orari prescelti
durante i quali il lavoratore intende usufruire dei permessi, a seguito di specifico quesito, il
Ministero del Lavoro ha confermato che il diritto e la scelta della relativa modalità di
fruizione dei permessi art. 33 legge 104/1992 deve essere relazionato ai concreti bisogni del
soggetto portatore di handicap e, pur considerando le necessità del datore di lavoro che può
chiedere al lavoratore una opportuna programmazione e pianificazione delle giornate o delle
ore in cui lo stesso usufruirà dei permessi, non è quest’ultimo che attribuisce né riconosce il
diritto in questione al lavoratore.

Anche conformemente a quanto enunciato dalla Suprema Corte (Cassazione Civile,


sez. Lavoro 05/01/2005 n.175) si può inoltre affermare che sul datore di lavoro incombe il
diritto - dovere di verificare in concreto l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione
dei permessi citati, rispetto alla quale non ha alcuna ulteriore discrezionalità, al di là della
verifica della sussistenza dei requisiti di legge.

Per vostra opportuna conoscenza quindi vi alleghiamo la risposta al quesito posto al


Ministero del Lavoro.

Sperando di aver fatto cosa gradita cogliamo l'occasione di augurare buone ferie a tutte le
compagne e i compagni.

Raffaele Puzio Claudio Semeraro


Coord. Reg.le Uff. Politiche della disabilità Resp. Reg.le Uff. Politiche della disabilità
CGIL Campania CGIL Campania

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Oggetto: Permessi ex articolo 33, comma 6, Legge 104/92

In relazione al quesito formulato dalla S.V. sui permessi ex legge n. 104/92 spettanti al
lavoratore affetto da handicap grave, si osserva quanto segue.
L’art. 33, comma 6, della Legge n. 104/92 stabilisce che “la persona handicappata
maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2
e 3 (…)”.
A tal proposito è opportuno precisare, in primo luogo, che il soggetto interessato – nel ricorrere dei
presupposti previsti dalla legge – dispone di un diritto soggettivo ai permessi di due ore
giornaliere o di tre giorni al mese.
Tale diritto e la scelta della relativa modalità di fruizione, in virtù della ratio che ha ispirato l’intera
normativa in parola, devono essere relazionati, in primo luogo, ai concreti bisogni del soggetto
portatore di handicap.
Tanto premesso, è pur vero che il suddetto diritto del lavoratore dovrà, nel contempo, essere
posto in relazione alle esigenze della parte datoriale. Tuttavia, è bene precisare che non è
quest’ultima che attribuisce né riconosce il diritto in questione al lavoratore.
Pertanto, il datore di lavoro potrà sicuramente chiedere al lavoratore una opportuna
programmazione e pianificazione delle giornate in cui lo stesso usufruirà dei permessi in parola
ferma restando la priorità delle esigenze del soggetto portatore di handicap.

IL MINISTERO DEL LAVORO DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI.

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