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CITTA’ DI VENEZIA

Municipalità di Mestre - Carpenedo

EMENDAMENTO (il PAT e gli standards urbanistici) AL PARERE EX ART. 23 STATUTO


COMUNALE SU PROPOSTA DI DELIBERA DELLA GIUNTA N. 1775 DEL 13.05.2009

 Premesso che nella Relazione di Progetto e negli altri documenti del PAT si parla molto di
“dimensionamento del Piano in relazioni alle funzioni insediabili” ovvero di una quantità di
cose che possono essere costruite sopra il territorio ma non si parla di “modo di vivere” e
cioè di qualità dell’abitato (inteso non soltanto come alloggio ma anche come servizi a
disposizione dei nuovi ipotetici abitanti);
 premesso che nel paragrafo dedicato a “carichi insediativi e dotazione di aree per servizi”
(pag. 47 della R.d.P. del PAT) si ricorda, semplicemente, quali sono le tipologie di
attrezzature e servizi che costituiscono i cosiddetti “standard urbanistici” e che essi sono
calcolati per ogni singolo ATO (descritti nell’allegato A delle N.T.) in base alle dotazioni
minime fissate dalla Legge regionale n. 11/2004;
 premesso che il Comune di Venezia ha finora adottato, con il precedente PRG e il nuovo
PAT, le misure minime di standard, primari e secondari, pari a mq. 30 per abitante teorico
per la residenza, mq. 10 ogni 100 mq. di superficie dedicata ad industria ed artigianato, ecc.
 posto che la presenza del verde in città, prescindendo dal suo carattere pubblico o privato, è
un elemento fondamentale per un buon grado di vivibilità della città e di benessere per le
persone ivi stanziate;
 posto che i parametri relativi alla capacità delle aree verdi in città di contribuire alla
riduzione dell’effetto serra, con l’abbattimento della CO2 emessa, alla produzione di
ossigeno e di acqua evaporata e traspirata dalle piante, sono così riassumibili: un ettaro di
terreno agricolo medio, in un anno, assorbe oltre 2 tonnellate di anidride carbonica, produce
oltre una tonnellata di Ossigeno e traspira-evapora quasi 7 tonnellate di acqua. Un ettaro di
terreno urbano tenuto a prato, con 150 alberature medie (alberi di 30 centimetri di diametro,
indifferentemente a foglia caduca o sempreverdi), sempre in un anno, assorbe quasi 30
tonnellate di CO2, produce oltre 5 tonnellate di ossigeno e traspira-evapora quasi 33
tonnellate di acqua. Infine un ettaro di bosco urbano con 400 alberi, in un anno, assorbe quasi
69 tonnellate di anidride carbonica, produce quasi 9 tonnellate di ossigeno e traspira-evapora
quasi 59 tonnellate annue di acqua;
 posto che in media le automobili emettono circa 170 grammi di CO2/Km (circa 1,7
tonnellate l’anno per un auto che fa 10.000 chilometri) e che una persona, in condizioni di
temperatura ambientale e pressione atmosferica media, consuma circa 0,18 tonnellate
all’anno di Ossigeno. E che il passaggio dell’acqua dallo stato liquido allo stato gassoso,
comporta un assorbimento di calore pari a 633 kcal/mc, ne consegue che la temperatura
media di una città è di 0,5-1,5 gradi superiore a quella delle campagne circostanti mentre
l’aria soprastante un prato alberato può avere una temperatura inferiore di 5 gradi rispetto ad
un terreno agricolo e anche di 15 gradi rispetto ad un marciapiede asfaltato;
 considerato dunque che le superfici a verde hanno la capacità di trasformare fortemente il
microclima urbano, di ridurre l’inquinamento generato dalla circolazione automobilistica,
dalla produzione industriale, dal riscaldamento invernale e dalla climatizzazione estiva;
 considerato che, in base ai dati sopra esplicati, gli standard minimi fissati per legge non
sono sufficienti a garantire un buon livello di benessere alle persone che si insediano nel
territorio a causa delle notevoli diseconomie ambientali prodotte e non compensate;
 considerato infine che si rende necessario attuare una politica del verde totalmente nuova,
che avrà certamente anche ricadute paesaggistiche, ma presenta però prospettive e obiettivi
strutturali, decisivi per qualificare in modo radicale il sistema atmosferico e climatico e la
vita stessa delle città;

IL CONSIGLIO DELLA MUNICIPALITA’ DI MESTRE – CARPENEDO

chiede di innalzare la misura dello standard minimo fissato per la residenza in metri quadri 30 per
ogni nuovo abitante teorico e, parimenti, anche gli standard previsti per le altre destinazioni
urbanistiche. E, in particolare, di portare a metri quadrati 90 lo standard a servizi per il residenziale
(in tal senso il lavoro di ricerca condotto dall’arch. Campos Venuti) e di raddoppiare le cifre relative
agli altri standards urbanistici prevedendo, per ciascuno, che la parte eccedente il minimo di legge
sia adibito esclusivamente a superficie verde alberata con un minimo di 1,4 alberi ad alto fusto per
abitante: così le emissioni di CO2 delle nuove auto circolanti saranno assorbite più che
abbondantemente e vi sarà un grande surplus di ossigeno (sottratto quello consumato dagli abitanti)
che rigenererà l’atmosfera circostante con benefici su temperatura e grado d’umidità. Qualora, per
motivi di spazio, risulti inattuabile la prescrizione di cui sopra occorrerà vincolare le somme
ricavate dalla monetizzazione degli standards per destinarle all’incremento di parchi ed aree
boschive nelle vicinanze dell’intervento di edificazione.
Evidenzia infine, per finalità di bilancio comunale, l’esigenza di lasciare le superfici verdi a
standard in gestione ai privati in considerazione delle elevate spese di manutenzione.

Venezia, 15.07.2009
Relatore dell’emendamento:
Davide Scano
Gruppo consiliare Verdi – Città Nuova