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PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA

La situazione politico-economica degli stati europei alla fine del secondo conflitto mondiale era gravemente compromessa. La ricostruzione economica di questi era il problema principale di tutti gli stati del continente ma anche (e soprattutto) degli Stati Uniti dAmerica per due motivi: profilo economico: la ripresa economica dellEuropa avrebbe permesso la creazione di nuovi mercati verso i quali orientare le esportazioni statunitensi.

Profilo politico: non mancavano negli Stati Uniti coloro che vedevano nella ricostruzione dellEuropa una fascia di stati legati economicamente e politicamente allAmerica In questo contesto si inseriva la proposta di aiuti allEuropa avanzata degli Stati Uniti nellimmediato dopoguerra che ha trovato espressione ufficiale nel discorso pronunciato dal segretario di stato americano, generale Marshall, il 5 giugno 1947. Tale proposta incontr il favore delle principali potenze dellEuropa occidentale (Gran Bretagna e Francia) che si fecero promotrici di una conferenza internazionale destinate a creare i presupposti per usufruire dellaiuto economico statunitense. Al piano Marshall finirono per aderire 16 stati europei che il 16 aprile del 48 istituirono lOECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica) con sede a Parigi. Tale organismo mirava ad attuare le soluzioni pi idonee a creare un programma di ricostruzione economica e di sviluppo della produzione industriale attraverso la liberalizzazione degli scambi commerciali internazionali tra i paesi membri. LOECE non era in grado di fronteggiare le esigenze di una pi stretta collaborazione economica fra i maggiori stati europei che era essenziale per lo sviluppo della loro economia. Esigenze avvertite maggiormente dalla Francia e dalla Germania, la quale cercava un accordo con il governo francese per riavere il controllo della produzione dellacciaio e il carbone. Inizialmente la Francia si dimostrava contraria ma nel 1950 il governo avanz alla RFT la proposta di mettere in comune le risorse europee nella produzione del carbone e dellacciaio ( piano Schuman). Tale proposta era aperta a tutti i paesi europei. La Gran Bretagna rifiut immediatamente. Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Italia aderirono. Il negoziato relativo al piano Schuman port nel 1951 ala firma, tra i sei governi rappresentanti, di un trattato che istituiva la CECA (Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio) con lo scopo di porre fine allantagonismo francotedesco e sviluppare la creazione del carbone e dellacciaio creando un mercato comune senza ostacoli alle frontiere e senza impedimenti alla libera concorrenza. Il trattato istitutivo prevedeva una Alta Autorit CECA cui era affidato il potere esecutivo ma anche normativo, una Corte di Giustizia (potere giurisdizionale), unAssemblea con poteri consultivi e di controllo politico. Alla CECA hanno successivamente aderito Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Svezia e Finlandia. Firmato per un periodo di 50 anni, il trattato CECA pervenuto a scadenza nel 2002 e tutte le sue attivit sono confluite nella CE. Contemporaneamente alla CECA, nel 1952 a Parigi venne istituita la CED (Comunit Europea di Difesa) che prevedeva lintegrazione dei corpi darmata dei 6 stati membri (Germania, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi) sottoposti al comando di un Commissariato nominato di comune accordo e investito di poteri di controllo e di azione. Il trattato non entr mai in vigore per la mancata ratifica da parte del Parlamento francese; soltanto con la firma del trattato di Maastricht si tentato di rilanciare la cooperazione nel campo della politica estera e della difesa comune (PESC). Il 12 aprile del 56 vennero presentati due progetti: la creazione di un mercato comune, CEE. La creazione di una comunit europea dellenergia atomica, CEEA o EURATOM.

CEE o Comunit Economica Europea: istituita con il Trattato di Roma nel 1957, aveva come obiettivo principale linstaurazione di un mercato comune, tra gli stati aderenti (allepoca soltanto 6), in cui avrebbero avuto libera circolazione i vari fattori della produzione. Con il Trattato di Maastricht si deciso di cambiare denominazione in Comunit europea per sottolineare che non si tratta solo di ununione di tipo economico. Lapprodo ad un mercato comune presupponeva la creazione di ununione doganale tra gli stati, unione che fu realizzata nel 1968 con linstaurazione di una tariffa doganale comune. Ci nonostante si era ancora troppo lontani dalla effettiva libera circolazione delle merci, dei capitali, delle persone. Tale trattato a differenza della CECA ,che prevedeva un termine di durata, a tempo illimitato. CEEA o Comunit Europea dellEnergia Atomica (detta anche EURATOM): istituita contemporaneamente alla CEE dal Trattato di Roma del 57 si propone di elaborare, nel campo degli utilizzi pacifici dellenergia nucleare, una politica comune che garantisca la sicurezza degli approvvigionamenti, la diffusione delle conoscenze e la sicurezza delle installazioni. Malgrado sia ancora operativa, la CEEA fa sentire sempre meno la sua presenza nellambito comunitario.

I trattati istitutivi delle Comunit europee avevano creato, per ciascuna organizzazione, delle istituzioni diverse, seppur con funzioni sostanzialmente simili. Soltanto con la firma del Trattato sulla fusione degli esecutivi nel 1965 si giunse alla riunificazione degli organi esecutivi (commissione CEE ed EURATOM e Alta autorit CECA) e di quelli legislativi (i tre Consigli). Il Parlamento Europeo e la Corte di Giustizia, invece, sono gi nati come organi comuni alle tre organizzazioni. Negli anni 70 il processo di integrazione europea stato caratterizzato dalladesione alla Comunit di altri stati quali la Danimarca, la Gran Bretagna e lIrlanda, alcune delle quali avevano gi provato ad entrare nella CE ma ebbero risposta negativa perch appartenenti ad unassociazione di libero scambio creata nel 1959:lEFTA. * La Gran Bretagna decise di non partecipare ai negoziati del 1950 che seguirono al piano Schuman e che
portarono alla nascita della CECA. Solo nel 1961 il governo decise di avanzare una domanda di adesione che si scontr con il veto di De Gaulle (per ben 2 volte, nel 63 e nel 67), preoccupato delle relazioni troppo strette con gli Stati Uniti. Ladesione della Gran Bretagna infatti avrebbe accentuato linfluenza americana in Europa. La concezione gaullista che privilegiava unEuropa delle patrie rispetto alla creazione di unEuropa federale, port ad un duro confronto con le istituzioni comunitarie che culmin nella cd. crisi della sedia vuota (assenza e boicottaggio delle sedute degli organi comunitari con larresto dellattivit della Comunit. Si protrasse per 6 mesi). La crisi fu formalmente risolta dal Compromesso di Lussemburgo : stabil che il principio dellunanimit avrebbe sostituito il criterio del voto di maggioranza tutte le volte in cui sarebbero stati in gioco interessi molto importanti anche per uno solo degli stati membri. Si evit di specificare chiaramente quali interessi potevano essere definiti come molto importanti, lasciando agli stati un ampio margine di libert di scelta.

Nel 1980 si aggiunse anche la Grecia la cui proposta fu immediatamente presa in considerazione nonostante continuassero a sussistere gravi difficolt di ordine economico. Nel 1985 aderirono Spagna e Portogallo nonostante fu difficile accertare le loro condizioni economiche.

Atto Unico Europeo: firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 dalla Danimarca, dall'Italia e dalla Grecia, costituisce la prima modifica sostanziale del trattato che istituisce la Comunit economica europea (CEE). L'AUE entrato in vigore il 1 luglio 1987. Lobiettivo pi importante era la realizzazione entro il 31 dicembre 1992 del mercato interno, cio di uno spazio senza frontiere interne nel quale fosse assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. Latto Unico ha previsto modifiche istituzionali, fra cui:
Il passaggio dallunanimit alla maggioranza qualificata per le decisioni del Consiglio nel mercato interno, della politica sociale, della coesione economica Lassegnazione al Parlamento europeo di un potere di parere conforme in materia di adesione e per gli accordi di associazione.
* Procedura del parere conforme: consente al Parlamento europeo di esprimere il proprio accordo o disaccordo in merito allapprovazione di determinati atti proposti dal Consiglio dellUE. Il Consiglio non pu legiferare in alcune materie se il Parlamento non concorda pienamente con il contenuto dellatto. In mancanza di tale parere favorevole latto non pu essere adottato.

Lintroduzione di una procedura di cooperazione tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio.

*Procedura di cooperazione : attribuisce al Parlamento il potere di chiedere delle modifiche alle posizioni comuni del Consiglio, sebbene a questi spetti cmq la decisione finale. La procedura di cooperazione prevede una doppia lettura del parlamento in merito agli atti che il Consiglio deve emanare. Durante la prima lettura, il Parlamento esamina una proposta della Commissione ed esprime un parere accompagnato da proposte di modifica. La Commissione valuta le modifiche e trasmette la proposta al Consiglio che, deliberando a maggioranza qualificata, adotta una posizione comune. In fase di seconda lettura il Parlamento pu: approvare la posizione comune o non pronunciarsi entro il termine stabilito . In tal caso i Consiglio adotta latto conformemente alla posizione comune. rigettare il testo adottato dal Consiglio a maggioranza assoluta dei suoi membri. apportare emendamenti, a maggioranza assoluta dei suoi membri, alla posizione del Consiglio. Lobiettivo di queste modifiche mira al ripristino totale o parziale della posizione approvata dal Parlamento in prima lettura, in moda da assicurare la coerenza della sua posizione nelle due fasi. Nellultimo caso, la Commissione riesamina entro un mese la posizione comune e la trasmette al Consiglio, corredata delle modifiche proposte dal Parlamento che ha ritenuto di accogliere. Il consiglio pu entro tre mesi accogliere la proposta riesaminata deliberando a maggioranza qualificata, adottare (deliberando allunanimit) loriginaria posizione senza tener conto degli emendamenti del Parlamento, modificare la proposta riesaminata e adottare latto allunanimit

Istituzionalizzazione del Consiglio europeo La creazione di un Tribunale di primo grado che ha affiancato la Corte di giustizia.

Trattato di Maastricht: il documento firmato a Maastricht nel 1992 dai rappresentanti degli stati membri, la cui denominazione ufficiale Trattato sullUnione europea. La portata innovativa di questo trattato risiede nella nuova struttura a tempio dellUE, composta da tre pilastri: la dimensione comunitaria (CE), la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI). Il primo pilastro di tipo comunitario: lobiettivo dellintegrazione perseguito attraverso gli strumenti decisionali che si fondano sulla dialettica tra le istituzioni politiche (Parlamento, Commissione); il secondo ed il terzo pilastro sono, invece, intergovernativi: la cooperazione perseguita attraverso strumenti del diritto internazionale (accordi).
* Pilastri dellUE: espressione comunemente usata nel linguaggio comunitario per descrivere la struttura tripolare dellUE cos come delineata dal trattato di Maastricht. Sono: La dimensione comunitaria , disciplinata dalle disposizioni contenute nei trattati istitutivi delle comunit europee. la PESC: una politica volta ad incentivare una maggiore cooperazione tra gli Stati comunitari in materia di politica estera, sicurezza militar e di difesa comune. Entra a far parte degli obiettivi comunitari con il trattato di Maastricht, anche se gestita al di fuori delle strutture istituzionali delle Comunit. Gli articoli relativi alla PESC (art. 11-28) non sono integrati nei trattati istitutivi. Si prefigge diversi obiettivi:
la salvaguardia dei valori comuni, degli interessi fondamentali, dellindipendenza e dellintegrit il rafforzamento con ogni misura possibile dellUnione

dellUnione in conformit con la carta delle Nazioni Unite

il mantenimento della pace ed il rafforzamento della sicurezza internazionale in conformit con la

carta delle Nazioni Unite

la promozione della cooperazione internazionale

lo sviluppo ed il consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto, il rispetto dei diritti

umani e delle libert fondamentali Gli strumenti attraverso i quali attuata la PESC sono elencati allart. 12 del Trattato sullUE. Si tratta di: principi e orientamenti generali; strategie, azioni, e posizioni comuni; cooperazione sistematica. Il principio generale in materia di adozione degli atti relativi alla PESC stabilito dallart. 23, che impone sempre lunanimit in seno al Consiglio dellUnione, salvo limitate eccezioni (nomina di un rappresentante speciale dellUE, decisioni relative allattuazione di unazione comune). GAI. Fu creato nel 1992 con il Trattato di Maastricht con il nome di Giustizia e affari interni (Gai): nel 1999 con il Trattato di Amsterdam trasfer le aree dell'immigrazione illegale, dei visti, dell'asilo e della cooperazione giudiziaria in materia civile nel primo pilastro (Comunit Europea). Dopo il 99 si deve parlare quindi pi propriamente di "Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale". Nel quadro dello spazio di libert, di sicurezza e di giustizia, si prefigge di garantire un livello di protezione elevato dei cittadini dell'Unione europea favorendo e rafforzando una cooperazione rapida ed efficace delle autorit giudiziarie e di polizia (articolo 29 del trattato sull'Unione europea). Essa intende prevenire ma anche lottare contro il razzismo e la xenofobia da un lato e, dall'altro, la criminalit organizzata, in particolare il terrorismo, la tratta degli esseri umani, i crimini contro i bambini e il traffico di droga e di armi, la corruzione o la frode. Viene applicata soprattutto per mezzo delle agenzie create dall'Unione nel quadro del terzo pilastro (Eurojust, Europol e la Rete giudiziaria europea). Un passo avanti nello sviluppo della GAI, necessario per costruire lo "Spazio di libert, di sicurezza e di giustizia" dell'Unione, si avr con l'adozione della Costituzione Europea che prevede l'abolizione dei tre pilastri e la "comunitarizzazione" della GAI che funzioner con il Metodo comunitario.

Importantissima, inoltre, l'introduzione dell' Unione Economica e Monetaria che ha portato in meno di dieci anni (il 1 gennaio 2002) all'introduzione di una moneta unica per i 12 paesi che a tale unione hanno poi aderito: l'Euro. Al suo timone si collocata la Banca Centrale europea. Gli stati che hanno aderito il 1 maggio 04 non adotteranno, per il momento, leuro come moneta nazionale. Il loro ingresso rimandato fino a quando non dimostreranno di poter rispettare pienamente i criteri di convergenza stabiliti a Maastricht. Gli indicatori di rispetto dei criteri di convergenza sono: linflazione, il tasso di inflazione rilevato in tutti gli stati membri non pu superare di 1,5% quello dei 3 stati membri con il pi basso tasso rilevato su base annua; le finanze pubbliche, lindebitamento della pubblica amministrazione non deve essere superiore al 3% del PIL; i tassi di interesse, non devono essere superiori del 2% rispetto a quelli che possono vantare la migliore performance in termini di stabilit di prezzi; la moneta, nei due anni precedenti alla verifica dei criteri di convergenza la moneta nazionale non deve aver subito svalutazioni volontarie.

Altre innovazioni molto significative sono: listituzione della cittadinanza europea (diritto di ogni cittadino dellUE di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri), laffermazione del principio di sussidiariet, lampliamento delle politiche comunitarie (sanit pubblica, educazione e cultura), la revisione dei poteri attribuiti ad alcune istituzioni comunitarie in particolare- lampliamento delle funzioni del Parlamento europeo (procedura di codecisione).
*Procedura di codecisione: rappresenta unassoluta novit in campo legislativo, per la prima volta, il Parlamento europeo e il Consiglio dellUE sono posti sullo stesso piano. Tale iter si articola in diverse fasi:
1 fase. Secondo lart. 251 la proposta legislativa della Commissione viene presentata al Consiglio e al

Parlamento europeo, che formula un proprio parere. Se il parere non contiene emendamenti al testo iniziale o se il Consiglio accetta tutte le modifiche proposte, latto pu essere immediatamente adottato. Se ci non avviene il Consiglio delibera a maggioranza qualificata una posizione comune che verr sottoposta allesame del Parlamento.

2 fase. Il Parlamento pu entro tre mesi:

a) b)

c)

approvare o non pronunciarsi. In ogni caso il Consiglio adotter latto. emendare la posizione comune, a maggioranza assoluta. Il Consiglio, entro tre mesi, pu approvare gli stessi (a maggioranza qualificata se sono stati accettati dalla Commissione altrimenti allunanimit) oppure avviare una procedura di conciliazione; respingere la posizione comune a maggioranza assoluta. Anche in questo caso prevista la procedura di conciliazione.

3 fase. Interviene il Comitati di conciliazione, composta dai membri del Consiglio e dai rappresentanti del

Parlamento europeo. Esso ha il compito di predisporre un testo di compromesso, alla cui stesura partecipa anche la Commissione con funzione di mediatore. Se non si raggiunge un compromesso il testo definitivamente abbandonato. Se invece predisposto un testo comune: a) pu essere adottato dal Consiglio (a mag. qualificata) e dal Parlamento (a mag. assoluta) nel termine di 6 settimane dalla scadenza del tempo concesso al Comitato di conciliazione; b) non si riesce a raggiungere un accordo tra Parlamento e Consiglio e il testo abbandonato.

*Principio di sussidiariet: Nei settori che non sono di sua esclusiva competenza la Comunit interviene, secondo il principio di sussidiariet, soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dellazione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati e possono dunque, a motivo delle dimensioni e degli effetti dellazione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario

Il Trattato di Maastricht ha anche introdotto la figura del Mediatore europeo. nominato dopo ogni elezione del Parlamento per la durata della legislatura e dispone di un mandato rinnovabile. Per tutta la durata del suo mandato non pu esercitare alcuna attivit professionale. abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell'Unione europea o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o che abbia la sede sociale in uno Stato membro, denunce che devono riguardare casi di cattiva amministrazione nell'operato delle istituzioni o degli organi comunitari (salvo la Corte di giustizia ed il Tribunale di primo grado). Si parla di cattiva amministrazione quando unistituzione omette di compiere un atto dovuto, ad esempio, il rifiuto di fornire informazioni, di un ritardo amministrativo ingiustificato, di un trattamento iniquo o discriminatorio o di una mancanza di trasparenza. Il mediatore pu aprire un'indagine di sua iniziativa o in seguito ad una denuncia. Le denunce possono essere trasmesse direttamente al mediatore o tramite un deputato europeo. Qualora il mediatore constati un caso di cattiva amministrazione egli ne investe l'istituzione interessata, procede alle indagini, ricerca una soluzione che possa rimuovere il problema e propone eventualmente raccomandazioni a cui l'istituzione tenuta a rispondere entro tre mesi con un parere circostanziato. Se l'istituzione interessata non accetta di tenere conto delle raccomandazioni proposte, non pu in alcun caso imporre una soluzione. Tuttavia potr trasmettere una relazione speciale sulla questione al Parlamento europeo affinch prenda le misure necessarie. Il mediatore presenta al Parlamento europeo una relazione annuale sulle indagini svolte.

Trattato di Amsterdam: il terzo trattato con il quale sono state apportate modifiche significative ai trattati istitutivi delle Comunit europee. Il trattato di Amsterdam il risultato della Conferenza intergovernativa lanciata il 29 marzo 1996 in occasione del Consiglio europeo di Torino. Esso stato adottato dal Consiglio europeo di Amsterdam (16 e 17 giugno 1997) e successivamente firmato, in data 2 ottobre 1997, dai ministri degli affari esteri dei quindici Stati membri. entrato in vigore il 1 maggio 1999 (primo giorno del secondo mese successivo alla ratifica da parte dell'ultimo

Stato membro) in seguito alla ratifica da parte di tutti gli Stati membri secondo le loro rispettive norme costituzionali. La pi importante novit nellambito delle politiche comunitarie limpegno assunto per la promozione di un pi alto livello occupazionale; nel trattato istitutivo della Comunit europea stato aggiunto un nuovo titolo dedicato interamente alle politiche occupazionali. Le innovazione pi significative di tale trattato sono sicuramente quelle che hanno radicalmente trasformato la cooperazione in materia di giustizia e affari interni. Quasi tutti i settori che rientravano nel terzo pilastro sono stati trasferiti nel primo, comunitarizzando materie che in precedenza erano state trattate esclusivamente in ambito intergovernativo (rilascio di visti, concessione dasilo, cooperazione doganale e pi in generale tutte le questioni attinenti alla libert di circolazione delle persone). La radicale modifica delle disposizioni contenute nel Trattato sullUE si riflette anche nella nuova denominazione. Non pi CGAI, ma Cooperazione in materia di Polizia e Giudiziaria in materia Penale.
*Comunitarizzazione: con questo termine si indica il sistema secondo cui un determinato settore che, nell'assetto istituzionale dell'Unione, soggetto al metodo intergovernativo (secondo e terzo pilastro), viene trasferito al metodo comunitario (primo pilastro). Il metodo comunitario si basa sull'idea secondo cui la difesa dell'interesse generale dei cittadini dell'Unione meglio garantita quando le istituzioni comunitarie svolgono appieno il loro ruolo nel processo decisionale, sempre nel rispetto del principio di sussidiariet. La Costituzione europea, in via di ratifica, prevede la fusione dei tre pilastri esistenti, pur conservando procedure particolari nel settore della politica estera e di sicurezza (PESC) e della politica di difesa. Ci consentir di comunitarizzare la maggior parte dei settori che, per il momento, sono retti dal metodo governativo.

Il trattato di Amsterdam formalizza anche la possibilit di una integrazione differenziata attraverso il meccanismo della cooperazione rafforzata. Questo principio attribuisce agli stati membri che intendono perseguire determinate politiche comuni, la possibilit di procedere anche in assenza di una volont comune. Le prime esperienze di cooperazione al di fuori del quadro comunitario si sono avute nellambito della libera circolazione delle persone con la firma della convenzione di Schengen da parte di soli 5 stati e con lunione economica monetaria, che ha visto lesclusione della Grecia per il mancato rispetto dei criteri di convergenza e la deroga per Danimarca e GB. Le condizioni necessarie per attivare la cooperazione rafforzata sono: sia diretta a promuovere la realizzazione degli obiettivi dell'Unione e della Comunit, a proteggere e servire i loro interessi e a rafforzare il loro processo d'integrazione rispetti il quadro istituzionale unico dell'Unione; rispetti i limiti delle competenze dell'Unione o della Comunit e non riguardi i settori che rientrano nell'ambito della competenza esclusiva della Comunit. riunisca almeno otto Stati membri; rispetti le competenze, i diritti e gli obblighi degli Stati membri che non vi partecipano; sia aperta a tutti gli Stati membri La procedura di autorizzazione della cooperazione rafforzata presenta diversit a seconda dei pilastri considerati. Nel primo liniziativa spetta alla Commissione su richiesta degli stati interessati. Il Consiglio decide a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento. Nel secondo la richiesta formulata dagli stati direttamente al Consiglio. Essa rinviata alla Commissione per un parere relativo alla sua coerenza con le politiche dellunione, e al Parlamento a soli fini informazione. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata. In questo pilastro previsto il c.d. freno di emergenza: uno stato pu opporsi alla delibera per speciali e importanti motivi di politica nazionale. Il freno era previsto anche nel I e nel III pilastro ma venuto meno con il trattato di Nizza. Nel terzo pilastro la richiesta trasmessa dagli stati interessati alla Commissione che ha la facolt di proporre o meno una proposta. La Commissione ha lobbligo di motivare la mancata presentazione della proposta. In questo caso gli stati possono rivolgersi direttamente al Consiglio per ottenere lautorizzazione.

Trattato di Nizza: ha modificato il Trattato di Maastricht e i Trattati di Roma. stato approvato al Consiglio europeo di Nizza l'11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio 2001. Dopo essere stato ratificato dagli allora 15 stati membri dell'Unione europea entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Obiettivo principale del trattato era quello di studiare il nuovo assetto istituzionale da conferire allUnione in previsione di un allargamento che avrebbe portato lUnione europea da 15 a 25 stati.
L'adesione di un nuovo Stato all'Unione europea regolamentata dall'articolo 49 del trattato sull'Unione europea. Uno Stato che desideri divenire membro dell'Unione deve ottemperare a due condizioni precise: essere uno Stato europeo; rispettare i principi di libert, di democrazia, di rispetto dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali, nonch dello Stato di diritto (articolo 6 1 del trattato sull'Unione europea). L'adesione viene decisa dal Consiglio il quale si pronuncia all'unanimit previa consultazione della Commissione e sulla base di un parere conforme del Parlamento europeo. Le condizioni e la data di adesione, gli eventuali periodi transitori necessari e gli adattamenti dei trattati sui quali fondata l'Unione sono oggetto di un accordo, sotto forma di trattato concluso fra il paese candidato e gli Stati membri. Per rendere formale l'adesione, il trattato di adesione deve essere ratificato da tutti gli Stati membri e dal paese candidato, in base alle rispettive norme costituzionali. Praticamente, l'adesione non avviene automaticamente poich dipende dalla particolare situazione di ogni paese candidato. Pertanto, prevista una fase di preadesione pi o meno lunga, durante la quale i paesi candidati provvedono ad adeguare le loro istituzioni, le loro normative e le loro infrastrutture per poter essere in grado di ottemperare ai loro obblighi in qualit di Stati membri al momento dell'adesione. In tale contesto, alcuni criteri sono stati definiti in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen, nel 1993, e in seguito migliorati in occasione del Consiglio europeo di Madrid nel 1995. Per aderire all'UE, un nuovo Stato membro deve ottemperare a tre criteri distinti:

il criterio politico: la presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela; il criterio economico: l'esistenza di un'economia di mercato affidabile e la capacit di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all'interno dell'Unione; il criterio "acquis comunitario": l'attitudine necessaria per accettare gli obblighi derivanti dall'adesione e, segnatamente, gli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria

Affinch il Consiglio europeo possa decidere di aprire i negoziati, deve risultare rispettato il criterio politico.

* Aquis comunitario: l'insieme dei diritti e degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici che
accomunano e vincolano gli stati membri dell'Unione Europea e che devono essere accolti senza riserve dai paesi che vogliano entrare a farne parte. I paesi candidati devono accettare l'"acquis" per poter aderire all'Unione europea e per una piena integrazione nell'unione devono accoglierlo nei rispettivi ordinamenti nazionali, adattandoli e riformandoli in funzione di esso; devono poi applicarlo a partire dalla data in cui divengono membri della UE a tutti gli effetti. Ci sono tuttavia, per alcuni paesi, delle deroghe all'acquis, deroghe che sono per eccezionali e limitate: ad esempio alcuni paesi (Gran Bretagna, Danimarca e Svezia) non hanno adottato l'euro, riservandosi di farlo eventualmente in seguito; altri (Irlanda e Gran Bretagna) non hanno aderito agli Accordi di Schengen. Laquis in costante evoluzione ed costituito:

dai principi, dagli obiettivi politici e dal dispositivo dei trattati; dalla legislazione adottata in applicazione dei trattati e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia; dalle dichiarazioni e dalle risoluzioni adottate nell'ambito dell'Unione; dagli atti che rientrano nella politica estera e di sicurezza comune; dagli atti che rientrano nel contesto della giustizia e degli affari interni; dagli accordi internazionali conclusi dalla Comunit e da quelli conclusi dagli Stati membri tra essi nei
settori di competenza dell'Unione.

Una breve cronologia dei paesi che si sono resi protagonisti di tali allargamenti: 1951 (CECA) - 1958 (CEE): Belgio, Germania ovest, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. 1973: Regno Unito, Irlanda e Danimarca (inclusa la Groenlandia ma non le Isole Fr er). 1981: Grecia. 1985: Il 1 febbraio si ritira la Groenlandia in seguito all'esito di un referendum del 1982. 1986: Spagna e Portogallo.

1990: Riunificazione tedesca; l'unione della Repubblica Federale Tedesca con la Repubblica Democratica Tedesca in un nuovo stato unificato, costituisce un allargamento dell'Unione Europea senza che aumenti il numero degli stati membri. 1995: Austria, Svezia e Finlandia. 2004: con delibera 13 dicembre 2002, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. 2007: Bulgaria e Romania (trattato d'adesione firmato il 25 aprile 2005)

Altri Paesi candidati alladesione sono la Turchia, la Croazia e la Macedonia. Nell'ambito del Consiglio europeo di Nizza stata anche solennemente proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che per non entrata a far parte del trattato. Un documento che sancisce in maniera visibile il carattere fondamentale e la portata dei diritti umani per i cittadini dellUnione. La Carta raccoglie per la prima volta in un testo organico i diritti civili, politici, economici e sociali che risultano in particolare dalla Convenzione europea per i diritti umani (CEDU), dal trattato sullUE, nonch dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo. La Carta segmenta i diritti riconosciuti in sei categorie di valori: dignit, libert, uguaglianza, solidariet, cittadinanza, giustizia. I diritti delluomo si presentano come indivisibili e, accanto ai tradizionali diritti civili e politici, uno spazio riservato ai diritti di terza generazione (diritto allambiente, diritto dei consumatori). Al momento la Carta un documento senza valore giuridico vincolante; solo fino a quando non entrer in vigore la Costituzione europea, documento in cui la Carta stata inglobata.

IL QUADRO ISTITUZIONALE Le istituzioni principali della Comunit sono 4: il Parlamento, la Commissione, il Consiglio e la Corte di Giustizia. La ripartizione delle competenze fra le 4 istituzioni non identica alla ripartizione che si ha allinterno dello stato tra il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere esecutivo diviso tra la Commissione e gli stati membri. La funzione legislativa stata per lungo tempo esercitata dal Consiglio e dalla Commissione secondo le procedure indicate dai Trattati di Roma. Poi si aggiunto il Parlamento e, in taluni casi, il Consiglio europeo.

Parlamento europeo: Il Parlamento europeo lassemblea rappresentativa di tutti i cittadini dei paesi membri dellUnione e partecipa, nella sua qualit di organo eletto, al processo legislativo. Dal 1979, ogni cinque anni i deputati europei sono eletti a suffragio universale diretto. I trattati stabiliscono il numero dei seggi spettanti a ciascun Paese membro nellambito del Parlamento europeo. Ovviamente tiene conto della popolazione rispettiva degli stati membri. Esiste quindi un sistema di ponderazione che secondo larticolo 190 del Trattato CE si concretizza come segue:
Stato membro Germania Francia Italia Regno Unito Spagna Polonia Romania Paesi Bassi Belgio Repubblica Ceca Grecia Ungheria Portogallo Svezia
1 1

Seggi 99 78 78 78 54 54 35 27 24 24 24 24 24 19

Stato membro Austria Bulgaria Finlandia Danimarca Slovacchia Irlanda Lituania Lettonia Slovenia Cipro Estonia Lussemburgo Malta Totale:

Seggi 18 18 14 14 14 13 13 9 7 6 6 6 5 785

Include Gibilterra, ma non le altre dipendenze della corona britannica

La pi alta quota di seggi attribuita alla Germania tiene conto del fatto che dopo la riunificazione la consistenza demografica del Paese divenuta molto pi grande di quella degli altri Paesi. Inutile dire che ad ogni allargamento

della Comunit corrisposto un aumento del numero dei membri del Parlamento. Tale numero oggi di 785 (con lingresso di Romania e Bulgaria se ne sono aggiunti 53 ai precedenti 732!). Le norme comunitarie forniscono varie indicazioni circa lelezione e il funzionamento del Parlamento. Soprattutto sono rilevanti le indicazioni che stabiliscono lovvia incompatibilit tra membro del PE e membro di altre istituzioni comunitarie (Corte e Commissione) e la posizione di membro del governo di uno degli stati membri. Il sistema comunitario non vietava il doppio mandato cio la possibilit di essere allo stesso tempo membro del PE e di quello nazionale. A partire dalle elezioni del 2004 la carica di parlamentare europeo incompatibile con quella del parlamentare nazionale. Il PE si organizza per idee politiche e non per gruppi nazionali, formando al suo interno dei gruppi parlamentari:

Gruppo del Partito popolare europeo Gruppo del Partito socialista europeo Alde (liberali e democratici) Unione per lEuropa delle Nazioni Verdi Sinistra europea Indipendenza e democrazia Identit, sovranit e tradizione (dal 2007)

Il PE assomiglia nel suo funzionamento ai parlamenti nazionali. Il PE si riunisce di diritto il secondo marted del mese di marzo. prevista la possibilit di sessioni straordinarie su richiesta della maggioranza dei membri del parlamento stesso, del Consiglio e della Commissione. Il Parlamento europeo si riunisce e delibera in sedute aperte al pubblico. Tutte le sue risoluzioni e discussioni sono pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. I deputati europei si riuniscono in seduta plenaria una settimana al mese (tornata) nella sede di Strasburgo. Alcune tornate supplementari di due giorni si svolgono a Bruxelles. Gli eurodeputati si avvalgono della collaborazione del Segretariato generale del Parlamento e di degli assistenti parlamentari (assistente parlamentare). Il Segretariato generale del Parlamento ha sede a Lussemburgo. Il Parlamento europeo esercita tre poteri fondamentali:

potere legislativo: Parlamento europeo e Consiglio dei ministri approvano congiuntamente le leggi proposte dalla Commissione europea. Bench ufficialmente il potere di iniziativa legislativa spetti alla Commissione, il Parlamento europeo pu comunque chiedere alla Commissione di presentare adeguate proposte legislative mediante raccomandazioni. In questo modo il Parlamento pu esercitare il suo potere politico di impulso legislativo. potere di bilancio: il Parlamento europeo ogni anno, a dicembre, stabilisce il bilancio dell'anno successivo. Il progetto di bilancio, presentato dalla Commissione, viene esaminato congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio ma il Parlamento ha anche la facolt di respingere, per importanti motivi, il progetto. In questo caso, la procedura di bilancio deve ricominciare da capo. potere di controllo democratico: in particolare sulla Commissione. In questo caso la funzione di controllo inizia gi nel momento in cui si procede alla formazione di questa istituzione. Sia il Presidente della Commissione sia i vari commissari non possono essere nominati senza la preventiva approvazione del Parlamento. Pi in generale il controllo parlamentare si esercita attraverso lesame delle relazioni che la Commissione sottopone al Parlamento e attraverso le risposte fornite alle interrogazioni scritte e orali presentate dai parlamentari europei. Inoltre il Parlamento pu sempre indurre la Commissione a dimettersi con lapprovazione di una mozione di censura. Il Parlamento svolge controlli anche su altre istituzioni: Consiglio europeo (relazioni sulle riunioni), Consiglio dellUnione (relazioni sul programma di governo e relazioni finali) e sulla Banca Centrale Europea.

Comitato delle regioni: ha sede a Bruxelles ed composto da 317 membri, rappresentanti gli enti regionali e locali. un organo dell'Unione Europea, creato nel 1994 in applicazione del Trattato di Maastricht, il cui obiettivo incentivare la cooperazione tra le regioni degli stati membri dell'Unione (in particolar modo, tra le regioni limitrofe di stati membri diversi, come per esempio il Piemonte italiano e la Savoia francese). Il Comitato consultato dal Consiglio, dal Parlamento e dalla Commissione in settori che rivestono interesse a livello regionale e locale, in particolare listruzione, la giovent, la salute pubblica, la cultura, la tutela dellambiente, la formazione professionale. Per alcune di queste tematiche, il Comitato delle regioni collabora con il Comitato economico e sociale.

Il Comitato delle regioni si suddivide in 6 commissioni, composte da alcuni dei suoi membri e specializzate in diversi settori, che esaminano in dettaglio le proposte sulle quali il Comitato viene consultato e redigono un progetto di parere che poi viene esaminato e votato dal Comitato. Le 6 sottocommissioni sono: Coter: Commissione Politica di coesione territoriale Ecos: Commissione Politica economica e sociale Deve: Commissione Sviluppo sostenibile Educ: Commissione Cultura ed istruzione Const: Commissione Affari costituzionali e governance europea Relex: Commissione Relazioni esterne

Consiglio dellUnione: noto anche come Consiglio dei Ministri Europei, - insieme al Parlamento europeo - il ramo legislativo dell'UE. Ha sede a Bruxelles. Deve essere distinto dal Consiglio d'Europa, che un'organizzazione internazionale completamente indipendente dalla UE. Non deve inoltre essere confuso col Consiglio europeo, che un'istituzione ancora differente, anche se strettamente collegata. Il Consiglio composto dai ministri degli Stati membri. presieduto a turno da ciascuno Stato membro per un semestre (da gennaio a giugno e da luglio a dicembre), secondo un ordine prestabilito. Il Presidente del Consiglio il ministro degli Esteri dello stato membro cui spetta il turno alla presidenza del consiglio dell'UE. Esso si riunisce in varie formazioni: a seconda della questione all'ordine del giorno, infatti, ciascuno Stato membro sar rappresentato dal ministro responsabile dell'argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc.), pi il commissario europeo responsabile del tema in esame. Attualmente le formazioni sono 9: Affari generali e relazioni esterne Economia e finanza Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI) Occupazione, politica sociale, salute e consumatori Competitivit Trasporti, telecomunicazioni ed energia Agricoltura e pesca Ambiente Istruzione, giovent e cultura
La Costituzione europea, in via di ratifica, propone un nuovo sistema di esercizio della presidenza del Consiglio. La presidenza del Consiglio sar esercitata da un gruppo di tre Stati membri per un periodo di 18 mesi. Ciascun paese eserciter la presidenza per un periodo di sei mesi, assistito dagli altri due paesi sulla base di un programma comune. Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune della UE; conclude, a nome dell'Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o pi Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Le delibere avvengono come indicato dal Trattato. A seconda delle materie si stabiliscono le procedure attraverso le quali il Consiglio adotta le proprie delibere. Le procedure sono essenzialmente 3:

delibere adottate allunanimit, per le quali richiesta lassenza di pareri negativi. Le astensioni dei membri presenti non impediscono la formazione dellunanimit; delibere a maggioranza semplice. In tali casi ogni stato conta per un voto delibere a maggioranza qualificata. regolata dallart. 205 che attribuisce ai voti dei membri la seguente Germania, Francia, Italia, Regno Unito: 29 ponderazione: Spagna, Polonia: 27
Romania: 14 Paesi Bassi: 13 Belgio, Austria, Danimarca, Cipro, Malta: 3 Repubblica ceca, Svezia, Irlanda, Estonia, Grecia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Portogallo: 12 Finlandia: 7 Bulgaria: 10 Repubblica slovacca, Lussemburgo, Slovenia: 4

TOTALE: 345

La regola della maggioranza qualificata studiata opportunamente per evitare due cose: che la coalizione dei paesi piccoli formi maggioranza qualificata e che un paese grande da solo possa esercitare un diritto di veto.

COREPER: il Comitato dei rappresentanti permanenti degli stati membri presso le comunit. Il COREPER si riunisce spessissimo, anche tutti i giorni se necessario. Tant vero che esiste uno sdoppiamento: COREPER I (dove vi sono i vice-rappresentanti permanenti) e COREPER II (composto dai rappresentanti permanenti). In pratica tutta la routine comunitaria viene eliminata dallordine del giorno del Consiglio e trattata in COREPER. Data la necessit che lapprovazione promani dal Consiglio, si inventata la c.d. procedura dei punti A. Questa consiste nellelencare, sotto il punto A dellordine del giorno del Consiglio, tutte le deliberazioni prese dal COREPER. Il Presidente apre la seduta chiedendo se qualcuno ha obiezioni sul punto A e, se nessuno si pronuncia, tali delibere si intendono approvate. Commissione europea: (formalmente Commissione delle Comunit europee) l'organo esecutivo dell'Unione Europea. un organo collegiale, composto da ventisette membri, detti commissari europei, ognuno dei quali scelto tra le personalit di spicco dello Stato membro di appartenenza, al quale per non legato da alcun titolo di rappresentanza. Tra i membri sono compresi il presidente e uno o pi vicepresidenti. La durata del mandato dei membri di 5 anni, svolgono le loro funzioni in piena indipendenza , infatti , non possono essere rimossi n dal Consiglio, n dai governi nazionali. Solo il Parlamento, attraverso la mozione di censura, pu chiedere le dimissioni della Commissione. La procedura di nomina disciplinata dall'art. 214 e ha subito notevoli variazioni nel corso del tempo. Inizialmente erano gli Stati membri che nominavano tutta la Commissione di comune accordo, ma in un secondo tempo il ruolo del Parlamento crebbe d'importanza. Attualmente, il presidente della Commissione scelto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata; la scelta deve essere successivamente confermata dal Parlamento europeo. I rimanenti ventisei commissari vengono nominati dagli stati membri, in accordo col Presidente. Alla fine l'intera Commissione deve essere approvata dal Parlamento europeo. opportuno fare una precisazione anche alla luce delle modifiche apportate dal trattato di Nizza: dal 1 novembre 2004, con linsediamento della nuova Commissione europea, si ha un rappresentante per ogni stato membro. I 5 stati che in precedenza godevano di 2 commissari (Germania, Francia, Italia, Spagna e GB) hanno dovuto rinunciare al secondo rappresentante. con ladesione del 27 stato il numero di componenti sar inferire al numero degli stati e sar fissato dal Consiglio con delibera adottata allunanimit; inoltre i membri saranno scelti secondo una rotazione paritaria le cui modalit sono fissate dal Consiglio. Attualmente l'esecutivo europeo, presieduto dall'ex Primo ministro portoghese Jos Manuel Barroso (succeduto a Romano Prodi), quindi composto da 27 commissari. Il Presidente della Commissione dispone di importanti poteri, ai sensi dell'articolo 217 del trattato CE che gli consentono di garantire la coerenza e l'efficacia di un collegio pi ampio dopo l'adesione dei nuovi Stati membri. Cos, ad esempio, il Presidente stabilisce gli orientamenti politici che consentono alla Commissione di assolvere i propri compiti e decide l'attribuzione delle competenze tra i membri del collegio dei commissari, nonch eventuali modifiche di ripartizione dei portafogli nel corso del mandato.
La Commissione europea incarna e difende l'interesse generale dell'Unione europea. Grazie al diritto di iniziativa quasi esclusivo sugli atti legislativi, la Commissione considerata il motore dell'integrazione europea. Nel quadro delle politiche comunitarie, essa predispone ma anche attua gli atti legislativi adottati dal Consiglio e dal Parlamento europeo. La Commissione ha inoltre poteri di esecuzione, di gestione e di controllo. Essa assicura in effetti la programmazione e l'attuazione delle politiche comuni, esegue il bilancio e gestisce i programmi comunitari. In qualit di "custode dei trattati" essa vigila anche affinch sia applicata la legislazione europea.

Corte dei Conti: ha sede a Lussemburgo, composta da un cittadino di ciascuno Stato membro. I suoi membri sono nominati per sei anni (rinnovabili) con decisione del Consiglio dell'Unione europea adottata a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo. La Corte dei conti esercita la sua attivit in completa indipendenza.

La Corte controlla la legalit e la regolarit delle entrate e delle spese dell'Unione europea (e di ogni organismo creato dalla Comunit) e ne accerta la sana gestione finanziaria. Essa fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione di affidabilit relativa ai conti oltre di legalit e regolarit delle operazioni relative. Essa redige una relazione annuale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale alla fine di ogni esercizio finanziario. In base al trattato di Amsterdam, la Corte dei conti chiamata a riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ad ogni caso di irregolarit. Inoltre, il suo potere di controllo stato esteso anche ai fondi comunitari gestiti dagli organismi esterni e dalla Banca europea per gli investimenti. Tuttavia, essa non dispone di un potere di sanzione.

Comitato economico e sociale: un organo consultivo dell'Unione Europea, creato con il Trattato di Roma del 1957 nell'ambito dell'allora Comunit Economica Europea. Il Comitato costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della societ civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e artigiani, nonch delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale. Tramite tale Comitato i gruppi economici nello stesso rappresentati possono essere consultati su alcune materie, definite dal Trattato, ed hanno la possibilit di esprimere il proprio parere in merito all'operato della Commissione europea cos come quello del Consiglio e del Parlamento europeo. La funzione del Comitato economico e sociale puramente consultiva, sebbene il Trattato di Maastricht ne abbia aumentato l'importanza. Attualmente il Comitato esprime pareri in merito a: Cooperazione economica e sociale Ambiente Educazione Salute Tutela dei consumatori Industria Reti trans-europee Tassazione indiretta Fondi strutturali Per alcune di queste materie il Comitato economico e sociale coopera con il Comitato delle regioni. Corte di giustizia: ha il compito di garantire l'osservanza del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati istitutivi dell'Unione europea e nell'interpretazione e nell'applicazione della Costituzione europea, nel momento in cui e qualora essa diventi operativa.
La Corte composta da 27 giudici, uno per Stato membro, assistiti da otto avvocati generali. I giudici e gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri con mandato di 6 anni, rinnovabile. Essi sono scelti tra i giuristi di notoria competenza e occupanti alte cariche nei paesi d'appartenenza. I giudici della Corte designano tra loro il presidente della Corte con un mandato di 3 anni, rinnovabile. Gli avvocati generali hanno il compito di presentare pubblicamente, in piena imparzialit ed indipendenza, delle conclusioni sulle cause pi importanti. La Corte pu riunirsi in seduta plenaria, in grande sezione (13 giudici) o in sezioni composte da cinque o tre giudici. Essa si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un'istituzione parte della causa, nonch per trattare cause particolarmente complesse o importanti. Le altre cause vengono trattate dalle sezioni di cinque o tre giudici. La Corte si riunisce in seduta plenaria in casi molto eccezionali tassativamente previsti dai trattati e quando la Corte ritiene che una causa rivesta un'eccezionale importanza. Il quorum della seduta plenaria di quindici giudici. Nell'ambito della sua missione, la Corte di giustizia stata dotata di ampie competenze giurisdizionali, che esercita nell'ambito delle varie categorie di ricorsi. La Corte in particolare competente a pronunciarsi sui ricorsi di annullamento o per carenza presentati da uno Stato membro o da un'istituzione, sui ricorsi per inadempimento diretti contro gli Stati membri, sui rinvii pregiudiziali e sulle impugnazioni delle decisioni del Tribunale di primo grado. Questi suoi poteri sono applicati in diverse forme: col ricorso per inadempimento la Corte controlla il rispetto, da parte degli Stati membri, degli obblighi sanciti dal diritto comunitario e della Costituzione. Il ricorso alla Corte di giustizia preceduto da un procedimento preliminare (la cd. procedura di infrazione) avviato dalla Commissione, nel corso del quale lo Stato membro ha la possibilit di rispondere alle accuse. Se tale procedimento non porta lo Stato membro a porre fine all'inadempimento, viene presentato alla Corte di giustizia un ricorso per violazione del diritto comunitario, proposto dalla Commissione oppure da un altro Stato membro. Se la Corte accerta l'inadempimento, lo Stato tenuto a porvi fine immediatamente. Qualora lo Stato non ottemperi alla sentenza della Corte, la Commissione

pu avviare una nuova procedura di infrazione che pu portare ad un nuovo deferimento dello Stato di fronte alla Corte di giustizia, la quale, se accerta l'inadempimento (mancata esecuzione della sentenza precedente), condanna lo Stato al pagamento di una ammenda; col ricorso per annullamento il ricorrente chiede alla Corte l'annullamento di un atto legislativo di un'istituzione comunitaria. Il ricorso di annullamento pu essere proposto dagli Stati membri, dalle istituzioni comunitarie o da un privato se l'atto lo riguarda direttamente; col ricorso per carenza la Corte di giustizia e il Tribunale vagliano la legittimit dell'inerzia delle istituzioni comunitarie. Tale ricorso pu essere presentato solo dopo che l'istituzione stata invitata ad agire: una volta accertata l'illegittimit dell'omissione, spetta all'istituzione interessata porre fine alla carenza mediante misure adeguate; con la procedura atta alla risoluzione delle controversie relative al " risarcimento danni" la Corte chiamata a giudicare in materia di responsabilit extracontrattuale riguardante i danni causati dalle istituzioni o dagli agenti della Comunit nell'esercizio delle loro funzioni. La caratteristica di tale procedura consiste nella totale autonomia ed indipendenza dalle procedure di "ricorso per annullamento" e "ricorso per carenza"; con la procedura di impugnazione la Corte statuisce sui ricorsi contro le sentenze del Tribunale di primo grado. Se l'impugnazione fondata, la Corte annulla la sentenza del Tribunale (con o senza rinvio degli atti al Tribunale stesso), altrimenti la conferma; con il riesame la Corte pu eccezionalmente statuire sulla legittimit delle decisioni con le quali il Tribunale di primo grado statuisce sui ricorsi contro le decisioni del Tribunale della funzione pubblica. con il rinvio pregiudiziale un giudice di un tribunale nazionale di uno Stato membro dell'Unione pu, e in alcuni casi deve, chiedere alla Corte di precisare una questione relativa all'interpretazione del diritto comunitario. La risposta della Corte, tramite una sentenza giuridicamente vincolante, l'interpretazione ufficiale della questione e come tale vale per tutti gli Stati membri;
*Principio del primato del diritto comunitario : con questa espressione sintende quel principio per cui in caso di conflitto, di contraddizione o di incompatibilit tra norme di diritto comunitario e norme di diritto nazionale, le prime prevalgono sulle seconde. Se la norma nazionale dovesse prevalere su quella comunitaria i diritti attribuiti ai singoli dallordinamento comunitario non troverebbero alcuna tutela. Il principio del primato del diritto comunitario fu affermato per la prima volta nella celebre sentenza Costa c. Enel e ribadito con la sentenza Amministrazione delle Finanze c. Simmenthal.
Costa c. Enel: la causa fu sollevata dallavvocato Costa che, sentendosi leso dalla nazionalizzazione dei

mezzi di produzione e di distribuzione dellenergia elettrica in Italia, si rifiut di pagare una esigua bolletta alla nuova impresa (ENEL) sostenendo che la legge di nazionalizzazione era contraria ad alcune disposizione del Trattato di Roma. Il giudice conciliatore cui fu presentata la causa ritenne di doversi rivolgere alla Corte di Giustizia. La corte costituzionale italiana affermava che, poich i trattati comunitari erano stati ratificati con una legge ordinaria, questi trattati non sfuggivano ai principi sulla successione delle leggi (quindi potevano essere abrogati o modificati da norme interne successive!). Secondo il nostro ordinamento, il giudice conciliatore avrebbe dovuto applicare la legge italiana anche se contraria alle norme di un trattato internazionale. La posizione della Corte di Giustizia fu totalmente differente, infatti afferm che:
con listituzione della Comunit gli stati membri hanno limitato i loro poteri sovrani e creato un

complesso di diritto vincolante per i loro cittadini e per loro stessi. ordinamento un provvedimento unilaterale ulteriore.

tale limitazione di sovranit ha come conseguenza limpossibilit di far prevalere contro tale Amministrazione Finanze c. Simmenthal: lintervento in questa causa era stata chiesta dal pretore di Susa

il quale domandava se i giudici nazionali, nell assicurare ai cittadini i diritti attribuiti loro dal diritto comunitario, dovessero disapplicare le disposizioni contrastanti da quelle comunitarie. La Corte di giustizia, contestando lorientamento seguito dalla Corte Costituzionale Italiana, sottolineava la necessit di un controllo diffuso nel quale spettasse a ciascun giudice nazionale, in sede di applicazione delle norme comunitarie, garantire la piena efficacia delle stesse, disapplicando la norma interna contrastante senza la necessit di sollecitare lintervento della Consulta.

Consigli europeo: nato inizialmente come un organo informale di cooperazione politica che riuniva almeno due volte lanno i capi di stato e di governo dei diversi Stati membri. Non era un organo previsto dai trattati istitutivi delle Comunit e doveva originariamente svolgere un ruolo di stimolo per le pi importanti iniziative politiche della Comunit. Il riconoscimento formale del fondamentale ruolo assunto nel corso degli anni avvenuto dapprima con lAUE e poi pi esplicitamente con il Trattato di Maastricht.

un organo che si riunisce periodicamente per esaminare le principali problematiche del processo di integrazione europea. Alle riunioni di tale organo partecipano i capi di stato o di governo degli stati membri, assistiti dai ministri degli esteri, nonch il presidente della Commissione europea ed un altro membro della Commissione. Il ruolo di Presidente del Consiglio europeo spetta di diritto al capo di governo o capo di stato dello stato membro che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione Europea. Il ruolo di Presidente non d assolutamente una qualifica superiore agli altri capi di stato, ma semplicemente quella di primus inter pares (primo tra uguali). I Consigli europei ordinari si svolgono ogni anno a Giugno e a Dicembre. I Consigli europei speciali o straordinari si tengono a Bruxelles e sono convocati per affrontare singole questioni rimaste irrisolte a livelli inferiori. Si tengono inoltre dei Consigli informali, senza una data fissa. Tale organo presenta al Parlamento Europeo una relazione dopo ciascuna riunione e una relazione scritta annuale sui progressi compiuti dall'Unione. Le sue competenze possono essere classificate in due categorie: competenze generali, che si traducono nel dare gli impulsi necessari per lo sviluppo dellunione europea e nella definizione degli orientamenti politici generali; competenze specifiche che riguardano i tre pilastri dellUE. In particolare: a) nel primo pilastro, la politica delloccupazione; in questo caso esamina annualmente la condizione della disoccupazione e adotta tutte le conclusioni che ritiene opportune. b) nel secondo pilastro, interviene nellambito della politica estera e di sicurezza comune, con il compito di definire gli orientamenti generali e di decidere le strategie che il Consiglio dellUE deve adottare. c) nel settore della cooperazione rafforzata. Se uno stato si oppone alla concessione dellautorizzazione dellavvio della cooperazione, possibile investire il Consiglio europeo della questione affinch decida. Talvolta il Consiglio europeo opera come Consiglio dellUE riunito nella composizione di capi di stato e di governo:

nellambito dellunione economica e monetaria. Al Consiglio attribuito il compito di decidere se uno stato soddisfa le condizioni per il passaggio alla moneta unica; nellambito della tutela dei diritti umani; nella procedura di nomina del Presidente della Commissione.

ATTI GIURIDICI COMUNITARI Con lespressione atti giuridici (art. 249!) si individua il c.d. diritto comunitario derivato, ossia quel complesso di norme posto in essere dalle istituzioni comunitarie, che trova la sua fonte diretta nei Trattati (diritto comunitario originario). Pur inserendosi tutti a pieno titolo nel sistema delle fonti del diritto comunitario, gli atti comunitari hanno diversa portata. Essenzialmente distinguiamo:

atti ad efficacia giuridica non vincolanti, ossia raccomandazioni e pareri che permettono alle istituzioni comunitarie di esprimersi nei confronti degli stati membri, senza imporre ai destinatari obblighi precisi; atti ad efficacia giuridica vincolante, ossia i regolamenti, le decisioni e le direttive.

Pareri: si tratta di un atto non vincolante emanato dalla Commissione delle Comunit europee, dal Consiglio, dal Parlamento, dalla Corte di giustizia, dal Comitato economico e sociale. Il parere tende a fissare il punto di vista della istituzione che lo mette in ordine in una specifica questione. Analogamente alle raccomandazioni non sono sottoposti ad alcuna forma specifica (tranne nel caso dei pareri motivati, per i quali necessaria una motivazione espressa). Possono essere pareri facoltativi, obbligatori e vincolanti. La differenza tra obbligatorio e vincolante risiede nel fatto che rispetto al primo c lobbligo di chiederlo ma non di seguirlo, mentre nel secondo sussiste lobbligo non solo di chiederlo ma anche di uniformarsi allo stesso! I pareri vincolanti sono previsti nella forma del parere conforme del Parlamento. Raccomandazioni: uno degli atti delle istituzioni comunitarie che non ha efficacia vincolante. Non sono sottoposte ad alcuna forma particolare e possono essere emanate dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione. Possono essere rivolte sia agli stati membri che alle istituzioni comunitarie o ancora ai soggetti di diritto interno degli stati membri.. Direttive: un atto vincolante delle istituzioni comunitarie previsto dallart. 249 del Trattato istitutivo della Comunit europea il quale stabilisce che le direttive vincolano lo stato membro cui sono rivolte per quanto riguarda il risultato da raggiungere. Requisiti formali della direttiva sono:

la portata individuale. Esse hanno come destinatari gli stati membri. A tal proposito si distinguono in generali (se indirizzate a tutti gli stati) e particolari (se indirizzati ad uno o ad alcuni di essi). lobbligatoriet del risultato. A differenza dei regolamenti e delle decisioni le direttive impongono solo lobbligo di raggiungere lobiettivo, lasciando liberi gli stati di adottare le misure dagli stessi ritenute opportune. la motivazione. Devono essere motivate e devono riferirsi ai pareri obbligatori previsti dal trattato.

A causa del loro carattere individuale devono essere notificati ai destinatari e acquistano efficacia dalla data della notifica; tuttavia adottata la prassi di pubblicarle anche sulla Gazzetta Ufficiale dellUE oltre naturalmente a

notificarle. Le direttive fissano anche un termine di attuazione. Pertanto se gli stati membri entro i termini non adottano le misure interne di esecuzione, commettono una violazione del trattato che pu portare allavvio di un ricorso per inadempimento. Le direttive non sono applicabili direttamente ma hanno unefficacia mediata attraverso i provvedimenti che gli stati intenderanno adottare. Nellordinamento italiano le direttive sono normalmente recepite attraverso la c.d. legge comunitaria, anche se nulla vieta che possa essere emanata una legge specifica che provveda al recepimento di una o pi direttive.
*Legge comunitaria: si tratta di una legge con la quale vengono disciplinate le modalit di attuazione della normativa comunitaria nellordinamento italiano. La sua emanazione stata disposta dalla nota legge La Pergola. I ritardi accumulati nel recepimento delle direttive e delle decisioni hanno portato a gravi inadempienze dello stato italiano nei confronti della Comunit e alle conseguenti condanne della Corte di giustizia. Per accelerare il processo di adeguamento alla normativa comunitaria L a Pergola ha previsto che entro il 31 gennaio di ogni anno il governo presenti un disegno di legge recante Disposizioni per ladempimento degli obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alle Comunit europee, meglio noto come legge comunitaria.

Direttiva dettagliata: sono direttive che, oltre allenunciazione dei principi e dei criteri generali e delle regole finali destinate ad essere tradotte dal singolo stato in norme di dettaglio, indicano con precisione le norme interne che gli stati sono tenuti ad adottare. In tal caso la discrezionalit dello stato si limita solo alla scelta della forma giuridica interna da dare alla norma (legislativa, regolamentare o amministrativa). Nella sostanza un regolamento. Decisioni: atto vincolante delle istituzioni comunitarie, contemplato dallart. 249 del trattato istitutivo della comunit europea, il quale stabilisce che la decisione obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati. La decisione si rif allatto amministrativo dei sistemi giuridici nazionali. Elementi basilari di tale atto sono:

la portata individuale. riferibile ai singoli destinatari, sia essi individui che stati membri designati dallatto; la motivazione. sufficiente che indichi le ragioni sulle quali latto fondato al fine di evitare abusi da parte delle istituzioni; lobbligatoriet in tutti i suoi elementi, sia in base al risultato sia ai mezzi utilizzati per raggiungere lobiettivo indicato.

Le decisioni sono normalmente emanate dalla commissione, mentre il Consiglio, di regola, approva solo quelle indirizzate agli stati membri. Come le direttive, vengono notificate ai destinatari ed acquistano efficacia dalla data di notifica. Lefficacia delle decisioni varia a seconda che latto sia rivolto agli stati membri o ai singoli individui. Nel primo caso le disposizioni obbligano lo stato destinatario ad avere un certo comportamento, lasciando poi allo stesso libert di scelta sulle modalit di attuazione (se contiene anche forme e mezzi di esecuzione si parla di efficacia diretta!). se le decisioni sono rivolte ai singoli individui hanno efficacia diretta perch spetta allistituzione (e non allo stato membro) il compito di garantire losservanza.

Regolamenti: atti vincolanti emanati dalle istituzioni comunitarie che si caratterizzano per 3 elementi principali:

hanno portata generale, essendo indirizzati a tutti i soggetti giuridici comunitari; sono obbligatori in tutti i loro elementi le norme che si pongono in esse sono destinate a disciplinare la materia e vanno osservate come tali dai destinatari); sono direttamente applicabili.

Rappresentano per tanto tipiche norme self-executing, cio operanti senza atti di adattamento da parte degli ordinamenti degli stati. Il processo di formazione dei regolamenti abbastanza complesso; essi in genere sono emanati dal Consiglio su proposta della Commissione. Al processo di formazione viene associato anche il PE, attraverso una delle procedure previste dal trattato (cooperazione, codecisione, del parere conforme, consultazione). Il principale requisito formale previsto per i regolamenti la motivazione ossia la situazione complessiva che ha condotto alla sua adozione e gli scopi generali che si propongono. I regolamenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dellUE ed entrano in vigore dopo un periodo di vacatio legis di 20 giorni, meno che una data diversa non sia stata indicata nel regolamento stesso.

COSTITUZIONE EUROPEA Col termine Costituzione Europea si suole chiamare il Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa. Il suo scopo, oltre a quello di sostituire i diversi trattati esistenti che al momento costituiscono l'ossatura giuridica dell'Unione Europea, principalmente quello di dare all'UE un assetto politico chiaro e definitivo riguardo le sue istituzioni, le sue competenze, le modalit decisionali, la politica estera. A dispetto del nome, per, non si tratta di una vera costituzione che sancisce la nascita di una sovranit (come la costituzione federale degli Stati Uniti d'America), bens di una sorta di Testo Unico, in cui vengono solo recepiti e riordinati testi giuridici preesistenti, con poche vere innovazioni e senza alcun trasferimento di sovranit. La Costituzione europea si compone di un preambolo, di quattro parti (per un totale di 448 articoli), di 36 protocolli, due allegati, un Atto finale: il preambolo enuncia i principi e gli obiettivi ideali dell'Unione, la prima parte enuncia la sua natura, le sue istituzioni, i suoi principi e i suoi simboli, la seconda parte integra la precedente Carta dei diritti fondamentali, la terza parte enuncia le disposizioni che regolano il funzionamento pratico dell'Unione nei vari settori, la quarta parte, formata da soli 9 articoli, le disposizioni generali e finali (ad es. applicazione territoriale della Costituzione) i protocolli spiegano alcune particolari regole di funzionamento, i due allegati sono delle postille, l'Atto finale sintetizza la Costituzione e funge da conclusione.

Il 29 ottobre 2004 si svolta a Roma la cerimonia (trasmessa in eurovisione) della firma del Trattato che adotta una Costituzione per lEuropa. Hanno firmato la Costituzione i capi di Stato o di governo dei 25 paesi dellUnione europea e i loro ministri degli esteri. Bulgaria, Romania e Turchia, in qualit di paesi candidati, hanno firmato solo lAtto finale, mentre la Croazia ha partecipato come osservatore. La firma della Costituzione avvenuta nella Sala degli Orazi e Curiazi, la stessa storica sala in cui il 25 marzo 1957 i sei paesi fondatori firmarono i trattati che istituivano la CEE e lEuratom (Trattati di Roma). Le principali innovazioni della Costituzione Rispetto ai precedenti trattati la Costituzione introduce un certo numero di novit, peraltro pi formali che sostanziali. Tali novit vorrebbero semplificare il processo decisionale e conferire all'Unione e alle sue istituzioni maggiori poteri per operare. Le principali sono le seguenti: Viene abolita la struttura in 3 pilastri e creata un'organizzazione unica che racchiude le precedenti Comunit europee e l'Unione europea. Viene sancita la personalit giuridica dell'Unione europea (finora riconosciuta solo alle Comunit europee). Il Parlamento europeo ora elegge il presidente della Commissione europea; pu avere un massimo di 750 seggi con un minimo di 6 per Stato (la Convenzione aveva proposto un minimo di 4 senza soglia massima).

Viene abolita la presidenza a rotazione del Consiglio dell'Unione Europea: si instaura un presidente stabile, eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio stesso con un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una sola volta; esso ha gli stessi compiti del presidente di turno attuale e rappresenta l'Unione europea (un po' come il nostro presidente della Repubblica). Ora il Consiglio europeo e il Consiglio dei Ministri dell'Unione non adottano pi le scelte con la precedente ponderazione dei voti stabilita dal Trattato di Nizza, ma con la formula della maggioranza qualificata: una risoluzione o una legge approvata con il voto favorevole del 55% degli Stati membri (minimo di 15) che rappresentino il 65% della popolazione europea; la minoranza di blocco deve comprendere almeno quattro Stati. Anche se questa nuova formulazione viene presentata come un'innovazione decisiva, in realt la "Costituzione" si limita a prendere atto del permanere di questi "organismi" intergovernativi, che non sono altro che una conferenza internazionale semipermanente. Viene introdotta la figura del Ministro degli Affari esteri dell'Unione: esso riassume in s e dunque elimina le precedenti figure dell'Alto Segretario per la Politica Estera e di Sicurezza Comune (attualmente Javier Solana) e del commissario alle relazioni esterne; guida la politica estera dell'Unione, vicepresidente della commissione, presiede il Consiglio Affari esteri, eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo con l'accordo del Presidente di commissione. La Commissione europea rester fino al 2014 composta da un componente per Stato membro (dunque 27 membri dopo il 2007); in seguito sar composta da un numero di membri pari ai 2/3 degli Stati membri e funzioner a rotazione. Vengono formalmente enunciati i campi in cui l'Unione dispone di competenza esclusiva, quelli di competenza concorrente con i singoli Stati membri e quelli in cui ha solo competenza per azioni di sostegno. introdotto il sistema delle cooperazioni rafforzate, che permette agli Stati che ne fanno richiesta (minimo un terzo degli Stati membri) di avviare cooperazioni pi forti nei campi previsti dalla Costituzione rispetto a quelle vigenti nell'Unione. In materia di difesa, i Compiti di Petersberg sono ampliati; ci vuol dire che gli eserciti europei possono ora intervenire in casi di missioni di disarmo, stabilizzazione al termine dei conflitti, lotta al terrorismo; istituita un'Agenzia europea degli armamenti. Le decisioni all'unanimit, che prima bloccavano il processo decisionale dell'Unione, restano ora solo per la politica estera e di difesa comune e per la fiscalit (cio proprio per gli ambiti in cui pi forte si sente l'esigenza di una voce comune dell'Europa); sono abolite riguardo il settore della giustizia. Cittadini dell'Unione in numero di almeno un milione appartenenti a pi Stati membri possono ora invitare formalmente la Commissione a legiferare su un tema da loro ritenuto importante; questa una delle opzioni pi democratiche attuate dalla Costituzione. I parlamenti nazionali sono ora detentori di un "meccanismo di allerta precoce" che blocca l'iter decisionale dell'Unione qualora questa scavalchi le norme costituzionali. Nei casi di revisione futura della Costituzione, verr indetta una nuova Convenzione con l'incarico di modificare il testo.

Tutte queste novit aumentano, a detta degli estensori, la democraticit, la trasparenza e i poteri dell'Unione europea

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