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Television - Marquee Moon I Television furono una grande band molto avara.

Quattro anni di carriera, due album stringati e poi via, ognuno per la sua strada. Impossibile per dimenticarsi quei dischi, e l'esordio soprattutto, nell'anno tellurico 1977. Con Horses di Patti Smith e Blank Generation di Richard Hell, Marquee Moon (nella foto la copertina) uno dei capisaldi del Rinascimento rock americano anni Settanta - io mi ostino a chiamarlo punk, come pretendevano gli stessi protagonisti, anche se dopo i Pistols e quella cosa in Gran Bretagna sono in tanti a girare al largo da quel termine, per evitare equivoci. Marquee Moon ancora oggi un disco forte, asciutto, tagliente, a tanti anni di distanza. Tom Verlaine e i suoi tre soci lo volevano cos: un suono secco, senza riverberi, senza grandi compressioni. Facile, no? pochi strumenti e mezzi limitati; ma erano tempi barocchi, anni di lustrini e bum bum bum, e fu una gran fatica realizzare quel semplice sogno. I Television passarono tre anni di stenti prima di arrivarci, illusi e poi delusi da produttori e case discografiche che non capivano o non ci credevano. La Island rifiut dei provini per cui si era scomodato Brian Eno, la Arista gioc al ribasso con l'ingaggio: e Ahmet Ertegun, il grande Ertegun della Atlantic, fece torto al suo storico intuito quando rifiut la band sostenendo che non erano terrestri (loro lo presero come un grande complimento). Intanto il quartetto dal vivo faceva sfracelli, fino a diventare una delle grandi attrazioni della New York alternativa; quella del CBGB's, della Bowery povera e sporca che tutti poi avrebbero cantato e mitizzato. Alla fine spunt la Elektra, che voleva rinfrescare il suo catalogo di vecchie glorie anni Sessanta e accett di assecondare i disegni di Verlaine e compagni. Disegni semplici, abbiamo detto: un suono forte ma pulito, essenziale, e un produttore che fosse pi un tecnico che uno stilista, senza troppi voli pindarici e bla bla bla. Verlaine sognava Rudy Van Gelder, il mago minimalista di tanta storia jazz anni Cinquanta e Sessanta, ma per l'appunto rimase un sogno. Trov invece Andy Johns, fratello del pi celebre Glyn, e in qualche modo alla fine si intesero; anche se quel trappismo rock alla Velvet Underground, come tutti dicevano per capirci qualcosa (sempre di New York si trattava, d'altronde), continuava a sembrare una stranezza, troppo chiuso duro difficile per giorni tanto glamorous. Aveva ragione Verlaine. Quella musica cos scabra e bruciata, come la fotocopia in copertina e il bianconero interno di Robert Mapplethorpe, era una perfetta istantanea dei tempi e un messaggio forte in bottiglia, capace di navigare per anni. Con il tam tam tribale della loro sezione ritmica e le punture ipnotiche delle chitarre, i Television volavano oltre gli illusionismi del Prog, della West Coast in stracci e dell'hard imbolsito, verso la giovinezza Velvet e pi indietro ancora, nella culla del garage e del rockabilly originale. Il rock nella sua quintessenza; agghindato in semplici forme di canzone accattivante (See No Evil, Friction, Prove It, Marquee Moon), con parole forti e visionarie - Quello che voglio, lo voglio ADESSO, era l'attacco senza mezzi termini, io capisco ogni spinta distruttiva/Sembrano perfette/Non ci vedo il male. Una nuova generazione prendeva la parola e resettava il programma della scena, restando peraltro fedele all'utopia rock dell'eterna giovinezza: Non voglio crescere/C' troppa contraddizione/Troppo conflitto. Come tanti dischi storici, Marquee Moon all'epoca fatic, specie negli USA, relegato ai margini estremi dei Top 200 di Billboard. Fece meglio in Europa, e soprattutto in Gran Bretagna, grazie all'entusiasmo del New Musical Express e all'occhio lungo di un bravo giornalista come Nick Kent, che in diretta scrisse: I Television sono una band unica fra milioni, e le loro canzoni fra le pi grandi mai scritte. Fu un bel regalo, che per non bast al complesso per vincere le sue turbe e paure. Venne subito un altro album, Adventure, che in Gran Bretagna riusc a elevarsi al settimo posto; ma altrettanto presto venne lo scioglimento, causato dai problemi di droga del chitarrista Richard Lloyd e dal brutto carattere di Verlaine, quello che forse gli ha impedito la grande carriera che un talento come il suo avrebbe meritato. La Rhino ha ristampato in queste settimane i due album dei Television in una nuova edizione rimasterizzata, con una bella confezione digipack che contiene i testi e un fascicolo di note e commenti. Entrambi riportano delle bonus tracks. Nel caso di Marquee Moon ci sono tre versioni alternate di See No Evil, Friction e Marquee Moon, uno strumentale senza titolo (dal vivo veniva presentato come A Mi Amore) e il primissimo 45 giri, Little Johnny Jewel, originariamente stampato in sole duemila copie su etichetta Ork. L'appendice di Adventure pi smilza: la versione 45 giri di Ain't That Nothin', una versione primitiva di Glory e la title track che, secondo una gloriosa tradizione (un giorno bisogner scriverci un libro), era stata scartata dall'album a cui pure aveva imposto il nome. (riccardo bertoncelli) Television - Marquee Moon (Elektra Rhino)*****; Adventure (Elektra Rhino) *** Television - Marquee Moon I Television furono una grande band molto avara. Quattro anni di carriera, due album stringati e poi via, ognuno per la sua strada. Impossibile per dimenticarsi quei dischi, e l'esordio soprattutto, nell'anno tellurico 1977. Con Horses di Patti Smith e Blank Generation di Richard Hell, Marquee Moon (nella foto la copertina) uno dei capisaldi del Rinascimento rock americano anni Settanta - io mi ostino a chiamarlo punk, come pretendevano

gli stessi protagonisti, anche se dopo i Pistols e quella cosa in Gran Bretagna sono in tanti a girare al largo da quel termine, per evitare equivoci. Marquee Moon ancora oggi un disco forte, asciutto, tagliente, a tanti anni di distanza. Tom Verlaine e i suoi tre soci lo volevano cos: un suono secco, senza riverberi, senza grandi compressioni. Facile, no? pochi strumenti e mezzi limitati; ma erano tempi barocchi, anni di lustrini e bum bum bum, e fu una gran fatica realizzare quel semplice sogno. I Television passarono tre anni di stenti prima di arrivarci, illusi e poi delusi da produttori e case discografiche che non capivano o non ci credevano. La Island rifiut dei provini per cui si era scomodato Brian Eno, la Arista gioc al ribasso con l'ingaggio: e Ahmet Ertegun, il grande Ertegun della Atlantic, fece torto al suo storico intuito quando rifiut la band sostenendo che non erano terrestri (loro lo presero come un grande complimento). Intanto il quartetto dal vivo faceva sfracelli, fino a diventare una delle grandi attrazioni della New York alternativa; quella del CBGB's, della Bowery povera e sporca che tutti poi avrebbero cantato e mitizzato. Alla fine spunt la Elektra, che voleva rinfrescare il suo catalogo di vecchie glorie anni Sessanta e accett di assecondare i disegni di Verlaine e compagni. Disegni semplici, abbiamo detto: un suono forte ma pulito, essenziale, e un produttore che fosse pi un tecnico che uno stilista, senza troppi voli pindarici e bla bla bla. Verlaine sognava Rudy Van Gelder, il mago minimalista di tanta storia jazz anni Cinquanta e Sessanta, ma per l'appunto rimase un sogno. Trov invece Andy Johns, fratello del pi celebre Glyn, e in qualche modo alla fine si intesero; anche se quel trappismo rock alla Velvet Underground, come tutti dicevano per capirci qualcosa (sempre di New York si trattava, d'altronde), continuava a sembrare una stranezza, troppo chiuso duro difficile per giorni tanto glamorous. Aveva ragione Verlaine. Quella musica cos scabra e bruciata, come la fotocopia in copertina e il bianconero interno di Robert Mapplethorpe, era una perfetta istantanea dei tempi e un messaggio forte in bottiglia, capace di navigare per anni. Con il tam tam tribale della loro sezione ritmica e le punture ipnotiche delle chitarre, i Television volavano oltre gli illusionismi del Prog, della West Coast in stracci e dell'hard imbolsito, verso la giovinezza Velvet e pi indietro ancora, nella culla del garage e del rockabilly originale. Il rock nella sua quintessenza; agghindato in semplici forme di canzone accattivante (See No Evil, Friction, Prove It, Marquee Moon), con parole forti e visionarie - Quello che voglio, lo voglio ADESSO, era l'attacco senza mezzi termini, io capisco ogni spinta distruttiva/Sembrano perfette/Non ci vedo il male. Una nuova generazione prendeva la parola e resettava il programma della scena, restando peraltro fedele all'utopia rock dell'eterna giovinezza: Non voglio crescere/C' troppa contraddizione/Troppo conflitto. Come tanti dischi storici, Marquee Moon all'epoca fatic, specie negli USA, relegato ai margini estremi dei Top 200 di Billboard. Fece meglio in Europa, e soprattutto in Gran Bretagna, grazie all'entusiasmo del New Musical Express e all'occhio lungo di un bravo giornalista come Nick Kent, che in diretta scrisse: I Television sono una band unica fra milioni, e le loro canzoni fra le pi grandi mai scritte. Fu un bel regalo, che per non bast al complesso per vincere le sue turbe e paure. Venne subito un altro album, Adventure, che in Gran Bretagna riusc a elevarsi al settimo posto; ma altrettanto presto venne lo scioglimento, causato dai problemi di droga del chitarrista Richard Lloyd e dal brutto carattere di Verlaine, quello che forse gli ha impedito la grande carriera che un talento come il suo avrebbe meritato. La Rhino ha ristampato in queste settimane i due album dei Television in una nuova edizione rimasterizzata, con una bella confezione digipack che contiene i testi e un fascicolo di note e commenti. Entrambi riportano delle bonus tracks. Nel caso di Marquee Moon ci sono tre versioni alternate di See No Evil, Friction e Marquee Moon, uno strumentale senza titolo (dal vivo veniva presentato come A Mi Amore) e il primissimo 45 giri, Little Johnny Jewel, originariamente stampato in sole duemila copie su etichetta Ork. L'appendice di Adventure pi smilza: la versione 45 giri di Ain't That Nothin', una versione primitiva di Glory e la title track che, secondo una gloriosa tradizione (un giorno bisogner scriverci un libro), era stata scartata dall'album a cui pure aveva imposto il nome. (riccardo bertoncelli) Television - Marquee Moon (Elektra Rhino)*****; Adventure (Elektra Rhino) ***