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A SILVIA

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fuggitivi = schivi il limitare di giovent salivi : una metafora, vuole esprimere che Silvia stava per oltrepassare la soglia che immette nella giovinezza (salivi cela un anagramma di Silvia). Sonavandintorno = enjamblement Perpetuo canto = deriva da Virgilio, Eneide. Opre femminili = lavori tipicamente femminili. Vago = vale per bello; Odoroso = con un solo tratto viene evocato uno sfondo di primavera. Menare = condurre lietamente, trascorrere. Leggiadri, sudate = sottile opposizione tra i due aggettivi. Oveparte = sulle quali io spendevo la mia giovinezza e la parte migliore di me; Dinostello = dai balconi della casa paterna.

Orti = vale latinamente giardini.

Linguaseno = impossibile esprimere i sentimenti nel mio cuore (similmente Tetrarca nel Canzoniere). Cori = cuori e per traslato sentimenti.

Affetto = passione nel senso di affanno, angoscia.

Rendi = latinamente dai mantenendo le promesse. Allor = in giovent; di tanto = del tutto; figli tuoi = quale madre snaturata. Tu = Silvia; priaverno = prima che linverno (cio la maturit) facesse seccare lerba (cio le illusioni della giovinezza). Chiuso = oscuro, irrimediabile, implacabile. Molceva = lusingava, blandiva.

et mia nova = giovinezza. Speme = Silvia diventata ormai il simbolo della speranza, la speranza stessa.

57. 58. 59. 60. 61. 62. 63.

i diletti, lamor, lopre, gli eventi, onde cotanto ragionammo insieme? questa la sorte delle umane genti? Allapparir del vero tu, misera, cadesti: e con la mano la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano.

vero = qui, il disvelamento dell'illusione. Nellultima strofa il velo delle illusioni caduto. con lontano: il destino del Poeta anche pi crudele di quello di Silvia: essendo rimasto in vita dopo che la speranza caduta, lunica prospettiva di liberazione resta quella della morte.

Tema: A Silvia ( Selva/natura) linizio di una nuova stagione poetica, tra il 28 e il 30. Questo canto, composto a Pisa nel 1828, dedicato a una fanciulla che il poeta realmente conobbe, forse Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi nel 1818. Ma non funebre commemorazione, non neppure canzone per Silvia, in onore di lei: una confessione del poeta. Nasce questo lungo e commosso colloquio con Silvia, la cui morte prematura diventa il simbolo delle speranze stesse del poeta, diminuite allapparire della terribile verit della condizione umana. Tutto il canto costruito sulle esperienze parallele della giovinezza di Silvia, precocemente troncata dalla morte, e delle illusioni del poeta. Limmagine della donna si smorza nel mito della speranza. Silvia rappresentata nel fiorire della sua giovinezza in primavera, invece la sua morte in inverno. Il rapporto con la vita della fanciulla con il valore metaforico della stagione della giovinezza e di quella della morte che nella prima rispecchia il tempo di speranze e di gioie, invece nella seconda le delusioni e la morte. In questa canzone la Natura manifesta un duplice aspetto, ora ispirando serenit e dolcezza, ora vista come causa principale dellinfelicit umana; matrigna crudele e indifferente che mette al mondo i suoi figli senza che questi lo vogliano, inseriti in un meccanismo di vita e di morte. Forma metrica: Canzone libera (costituisce il primo campione della cosiddetta canzone libera leopardiana). Risulta di sei strofe a lunghezza varia. Settenari e endecasillabi si succedono secondo le esigenze dellispirazione e la rima non ha schema prestabilito. Lunico elemento di regolarit dato dal ripetersi del settenario alla fine di ogni strofa. E' la prima canzone di questo tipo, che segna l'abbandono degli schemi tradizionali con stanze omometriche.