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ATTUALIT

Riapre
il Museo
del Duomo
di Milano
a pag. 17
IL PRESIDENTE DEL CNI ARMANDO ZAMBRANO
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1 CN/MI
N. 9 - Settembre 2013 www.giornaleingegnere.it
Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architeti
a pag. 8 a pag. 18
FOCUS/
PORTI E AEROPORTI
MATERIALI/
Solare termico
EXPO 2015: MASSIMO IMPEGNO DA PARTE DEL GOVERNO pag. 2 LINEA DIRETTA CON GLI ORDINI pag. 14 STUDENTI ITALIANI SULLE PASSERELLE MONDIALI DELLA SCIENZA pag. 16
Fuori dagli schemi pi classici le scelte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Scienza e innovazione al Senato
Abbado, Cattaneo, Piano e Rubbia a Palazzo Madama
Parbuckling della Costa Concordia
AL VIA LA RASSEGNA MILANESE
alle pagg. 4-5
La sfida cost-effective
dellinnovazione edilizia
prof. ing. G.B. Zorzoli
L
a notoriet del DL 63/2013 indubbiamente do-
vuta alle misure ivi contenute, relative ai cosiddetti
ecobonus, la cui efficacia meriterebbe un provvedimento
che le rendesse permanenti, come daltronde sollecitato
dallo stesso Parlamento.
Tuttavia, basta la lettura della prima parte del titolo della
legge 90/2013 (Conversione in legge, con modificazioni,
del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante dispo-
sizioni urgenti per il recepimento della Direttiva
2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nel-
l'edilizia) per rendersi conto che con questo provve-
dimento legislativo si avvia finalmente anche in Italia
un processo di trasformazione edilizia ed energetica,
destinato a modificare radicalmente entrambi i settori.
Secondo la Direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri de-
vono infatti adottare, a livello nazionale o regionale,
una metodologia di calcolo della prestazione energetica
ENERGIA
MADEexpo punta
sul rilancio delle costruzioni
Davide Canevari
Intervenendo sul nostro Giornale
in occasione della presentazione
dell'edizione 2013 di MADEexpo,
Andrea Negri, presidente di questa
prestigiosa manifestazione, fa il
punto della situazione e illustra
le sue proposte.
Roberto Di Sanzo
Un Convegno per scoprire ruoli
e potenzialit dei Collegi.
Di questo parla lingegner
Bruno Finzi, presidente del
Collegio Ingegneri e Architetti
di Milano e direttore
responsabile del nostro Giornale.
Lorgoglio di essere ingegneri
segue a pag. 3
Ora un progetto per la sicurezza
e lefficienza dei porti italiani
ECONOMIA E MERCATI
Un action plan
per il sostegno
della siderurgia
Ora serve uno sforzo comune per la messa in sicurezza dei porti italiani. Armando
Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, non si limita a
compiacersi del ruolo svolto dalla categoria nella vicenda Concordia, ma va oltre
e annuncia unimportante iniziativa: Stiamo effettuando un monitoraggio dei
porti italiani per verificarne lefficienza e laffidabilit: i nostri esperti offriranno
quindi alle istituzioni uno strumento prezioso per individuare strategie e soluzioni
condivise al fine di rendere il sistema portuale italiano competitivo con le pi
importanti strutture internazionali. E ancora: E necessario accelerare le pro
cedure che hanno bloccato sino ad oggi ladozione dei piani portuali. Allo stesso
tempo credo che lunica soluzione per avere un sistema moderno e concorrenziale
sia mettere in rete le strutture, creare un sistema unico efficiente, fatto di com
petenze e conoscenze condivise. Spesso i porti italiani lavorano come entit se
parate; un errore che non va pi commesso.
prof. ing. Pierangelo Andreini
Secondo lOCSE, la produzione mon
diale dacciaio dovrebbe arrivare a
2,3 miliardi di tonnellate entro il
2025. Una crescita di quasi un mi
liardo rispetto al 2010, grazie allin
cremento della domanda del settore
delle costruzioni (edilizia e infra
strutture), dei trasporti, della mec
canica ed elettromeccanica, prove
niente soprattutto dalle economie
emergenti.
segue a pag. 6
Pierfrancesco Gallizzi
L
e nomine dei senatori a vita
ci rendono orgogliosi come
ricercatori e confermano lattenzio
ne del Presidente della Repubblica
per il mondo della ricerca scientifi
ca, cos il presidente del Consiglio
nazionale delle ricerche, Luigi Nico
lais, ha commentato la notizia
del conferimento della carica di se
natore a vita a Claudio Abbado, Ele
na Cattaneo, Renzo Piano e Carlo
Rubbia. Questa stessa attenzione
stata recentemente affermata da
Giorgio Napolitano con la parteci
pazione allinaugurazione delle ma
nifestazioni per il novantennale del
nostro Ente, presso la sede centrale
del CNR. La scelta premia due ri
cercatori di altissimo profilo, tra i
quali un premio Nobel e una scien
ziata di fama internazionale, insie
me a un architetto che ha recente
mente firmato un innovativo pro
getto di museo scientifico e a un
grandissimo musicista". Secondo
Luigi Nicolais, poi, la nomina del fi
sico Rubbia e della neuro scienziata
Cattaneo "rappresenta un impor
tante segno di sensibilit per il com
parto che ci conforta nella prose
cuzione del nostro lavoro e risponde
perfettamente al dettato costitu
zionale, nel quale si specifica che le
nomine a questa carica premia al
tissimi meriti nel campo scientifico,
artistico e sociale. A dare un senso
ancor pi forte alla decisione del
Presidente Napolitano sono le pa
role scritte da Armando Massarenti
sul 'Sole 24 Ore'. "Una scelta lungi
mirante quella dei quattro senatori
a vita nominati da Giorgio Napoli
tano: un segnale politico forte pro
prio sostiene Massarenti nella
misura in cui il presidente della Re
pubblica indica alla politica alcune
idealit ed eccellenze che la politica
stessa, da sola, difficilmente sareb
be mai riuscita ad esprimere e che
ora implicitamente invitata a te
nere in alta considerazione. Sia dal
punto di vista ideale, data la statura
etica dei neosenatori, sia da quello
pratico, visto l'impegno e la capacit
di visione che essi hanno sempre
dimostrato di incarnare per temi
cruciali del nostro sviluppo".
Ci sar tempo per tornare sullargomento scrivendo di questa operazione
quello che non avranno scritto altri, perch pu interessare solamente a
noi ingegneri. E contiamo di farlo. Questo, per noi, il momento di esprimere
lorgoglio di essere ingegneri, cio capaci di concepire unoperazione mai
fatta prima anche per tutelare lambiente, per mesi progettarla, pianificarla
e prepararla nei dettagli e, infine, eseguirla in poche ore, tenendo sotto
controllo, secondo per secondo, quanto stava accadendo, verificando che
corrispondesse a quanto pensato, prendendo provvedimenti di fronte a,
seppur piccoli, imprevisti. Questo il nostro lavoro di ingegneri e noi lo
sappiamo; lorgoglio viene dal fatto che oggi, forse, lo hanno capito anche
gli altri; quelli che vedono crescere grattacieli, ponti, ferrovie e non capiscono
quante competenze, esperienze, cultura ci siano dietro. Questo anche il
momento di unirsi agli abitanti del Giglio per complimentarsi, senza se e
senza ma, con chi ha voluto, diretto e realizzato questa operazione. E, infine,
il momento per ricordare, direi con un po di sollievo, i due dispersi che
forse, finalmente, avranno una sepoltura. (dott. ing. Franco Ligonzo)
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2 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
Expo 2015
mesi
-19
Direttore scientifico-culturale
Franco Ligonzo
____________________________
Direttore editoriale
Pierfrancesco Gallizzi
Redazione
Responsabile: Sandra Banfi
Davide Canevari, Roberto Di Sanzo
Coordinatore della newsletter:
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Comitato di gestione
Bruno Finzi, Eugenio Radice
Fossati, Anna Semenza,
Gianni Verga
Comitato donore: Vittore Ceretti,
Adolfo Colombo, Riccardo Pellegatta,
Fabio Semenza, Carlo Valtolina,
Gianni Verga
Comitato Scientifico Culturale
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Giulio Galli
AREASTRATEGICA
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Alberto Quadrio Curzio, Adriano
De Maio, Giuseppe Lanzavecchia,
Massimo Saita
AREAFORMAZIONE,
RICERCAE INNOVAZIONE
Umberto Bertel, Maurizio Cumo,
Aldo Norsa, Lucio Pinto, Michele
Presbitero, Umberto Ruggiero,
Claudio Smiraglia, Cesare Stevan
AREATECNICA,
ECONOMICA, NORMATIVA
E PROFESSIONALE
Pierangelo Andreini, Guido Arrigo-
ni, Giancarlo Bobbo, Gianmario
Bolloli, Sergio Brofferio, Giuseppe
Callarame, Vittorio Carnemolla,
Franco Cianflone, Sergio Clarelli,
Piercarlo Comolli, Antonio De
Marco, Mario Ghezzi, Gian Carlo
Giuliani, Leopoldo Iaria, Franco Li-
gonzo, Giovanni Manzini, Ernesto
Pedrocchi, Michele Rossi, Alberto
Rovetta, Angelo Selis, Giorgio Si-
meone, Franco Sironi, Andrea
Sommaruga, Francesco Tozzi Spa-
doni.
Presidenti degli Ordini e Collegi
abbonati al Giornale dellIngegnere
Di diritto componenti del Comitato
Scientifico Culturale Area Tecnica,
economica, normativa e professio-
nale
Collegio ingegneri di Pavia. Colle-
gio ingegneri di Venezia: Vittorio
Drigo; Ordini ingegneri: Alessan-
dria: Marco Colombo; Aosta: Mi-
chel Grosjacques; Belluno: Luigi
Panzan; Bergamo: Donatella Guz-
zoni; Biella: Generoso De Rienzo;
Brindisi: Erminio Elia; Caserta:
Vittorio Severino; Catanzaro: Sal-
vatore Sacc; Como: Leopoldo Ma-
relli; Cremona: Adriano Faciocchi;
Cuneo: Adriano Gerbotto; Forli-
Cesena: Lucio Lelli; Imperia: Do-
menico Pino; Lecco: Antonio Moli-
nari; Lodi: Luigi Ronsivalle; Man-
tova: Tommaso Ferrante; Milano:
Stefano Calzolari; Monza e Brian-
za: Piergiorgio Borgonovo; Napoli:
Luigi Vinci; Novara: Maurizio Ri-
boni; Parma: Angelo Tedeschi; Pa-
via: Giampiero Canevari; Piacen-
za: Fabrizio Perazzi; Reggio Emi-
lia: Piero Antonio Gasparini; Son-
drio: Enrico Moratti; Torino: Re-
mo Vaudano; Trento: Antonio Ar-
mani; Treviso: Vittorino Dal Cin;
Varese: Roberta Besozzi; Verba-
nio, Cusio, Ossola: Alberto Ga-
gliardi; Vercelli: Guido Torello.
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Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architeti
Massimo impegno da parte del Governo
E la Francia ufficializza la sua presenza
I
l Governo metter il mas-
simo impegno per Expo
2015: l'obiettivo dare forza
all'economia e rendere attrat-
tivo il nostro Paese". In visita
al cantiere dell'esposizione
universale, il presidente del
consiglio dei ministri Enrico
Letta ha indicato la rotta ver-
so cui si muove l'appuntamen-
to del 2015. la seconda vol-
ta, da maggio, in cui il premier
si reca a Milano per confer-
mare l'impegno del Governo
nei confronti dell'Esposizione
Universale. "Non dobbiamo
solo fare bella figura -ha pre-
cisato - : dobbiamo fare in
modo di creare nuovi posti di
lavoro". Nel corso dell'incon-
tro, il premier Letta ha avuto
modo di verificare in prima
persona lo stato di avanza-
mento dei lavori e di parlare
con le maestranze - circa 800
- impegnate nelle attivit:
Aspettiamo la riunione delle
parti sociali ha spiegato il
premier Letta - per mettere a
punto definitivamente la que-
stione flessibilit, lavori, regole,
per dare ancora pi forza alla
produttivit che la vicenda
Expo pu dare alleconomia
italiana". Attento e soddisfatto
delle parole di impegno del
Governo il commissario unico
delegato per Expo Milano
2015: "Expo 2015 entrata in
una fase estremamente ope-
rativa - ha dichiarato Sala -.
Siamo alla vigilia della conse-
gna dei primi lotti ai Paesi en-
tro fine anno. Il primo sar
quello dell'Italia". La visita del
capo del governo arrivata in
un giorno importante sul fron-
te del coinvolgimento inter-
nazionale all'appuntamento
del 2015.
A Palazzo Farnese, a Roma,
alla presenza del ministro de-
gli esteri emma Bonino e del
presidente dell camera dei de-
putati Laura Boldrini, la Fran-
cia ha firmato il contratto di
partecipazione. il Docu-
mento numero 65 che la so-
ciet ha sottoscritto con i Par-
tecipanti Ufficiali. "Sono 132
i Paesi che hanno gia' dato
l'adesione a Expo 2015 - spie-
gato il Commissario Sala-, ma
ha aggiunto di aspettarsi an-
che ''a breve un paio di ade-
sioni eccellenti''. Anche su
questo punto - il rapporto con
i Paesi partecipanti - il presi-
dente del consiglio ha ribadito
il sostegno del Governo, a
partire dall'incontro alle Na-
zioni unite di fine settembre :
Abbiamo deciso di usare la
settimana di fine settembre,
tradizionalmente dedicata al-
linaugurazione della sessione
annuale delle Nazioni unite, a
New York, per fare una tre
giorni straordinaria di eventi,
attivit. Io sar l in quei giorni,
interverr alle sessione delle
Nazioni unite e user quei
giorni per interloquire col
maggior numero di presidenti
e ministri di tutti i paesi. In-
sieme faremo anche la parte
di business, parleremo con un
gran numero di imprese ame-
ricane, che siano in grado di
aiutarci in questo grande
evento. Cercheremo di torna-
re a casa con una serie impor-
tante di risultati.
Ritornando alla firma del con-
tratto da parte della Francia,
va segnalato che il padiglione
tansalpino si erger su uno
spazio espositivo di 3.592 me-
tri quadrati. Si presenter co-
me una costruzione dallossa-
tura in legno, smontabile e riu-
tilizzabile, in stile Baltard
dal nome dellarchitetto che
nella seconda met dellOtto-
cento ha progettato le celebri
Halles di Parigi e promuo-
ver lutilizzo intelligente e so-
stenibile dellenergia, ponendo
lattenzione sul riciclo dei ri-
fiuti e sulla gestione delle ac-
que reflue. Allestimenti, sce-
nografie e spettacoli raccon-
teranno in modo semplice ed
efficace il tema di Expo Mila-
no 2015 Nutrire il Pianeta,
Energia per la Vita, dando ri-
lievo ai quattro ambiti princi-
pali in cui si articoler la par-
tecipazione francese: spiegare
come scienza e tecnologia
possano contribuire a rendere
il mondo autosufficiente a li-
vello alimentare; trovare ri-
sposte efficaci ai crescenti bi-
sogni produttivi preservando
le risorse naturali del pianeta;
promuovere politiche di coo-
perazione per ridurre il dise-
quilibrio nellaccesso ai pro-
dotti agricoli tra Nord e Sud
del mondo e valorizzare la di-
mensione del piacere legata
alla nutrizione, presentando i
piatti della tradizione e la pro-
duzione agroalimentare delle
regioni di Francia.
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 2
degli edifici, da utilizzare per
stabilire i requisiti minimi, che
vanno aggiornati ogni cinque
anni e devono essere rispettati
dagli edifici nuovi, ma anche
da quelli esistenti, quando su-
biscono ristrutturazioni im-
portanti. In tal modo vengo-
no delineati il percorso e gli
strumenti necessari per lat-
tuazione degli obiettivi finali
stabiliti dalla Direttiva: entro
il 31 dicembre 2020 tutti gli
edifici di nuova costruzione
o soggetti a ristrutturazioni
importanti dovranno essere
a domanda energetica quasi
nulla, scadenza anticipata al
31 dicembre 2018 per quelli
occupati da enti pubblici o di
loro propriet. Proprio per re-
cepire quanto previsto dalla
Direttiva 2010/31/UE, la leg-
ge 90/2013 introduce innan-
zitutto lAttestato di Presta-
zione Energetica (APE), che
dovr essere redatto da pro-
fessionisti qualificati e sar ob-
bligatorio in caso di costru-
zione, vendita o locazione e
per tutti gli immobili della
Pubblica Amministrazione.
Misura altrettanto importante,
la legge 90 stabilisce che en-
tro la fine del 2014 va redatto
il Piano dazione nazionale,
per fissare gli obiettivi inter-
medi di miglioramento della
prestazione energetica degli
edifici di nuova costruzione
e per definire le politiche e le
misure finanziarie necessarie
alla trasformazione del patri-
monio edile in edifici a ener-
gia quasi nulla.
Il tasso di innovazione che la
legge 90 imporr gradual-
mente, ma in tempi molto
contenuti, allindustria delle
costruzioni, talmente sfidan-
te da richiedere un salto di
qualit non solo al settore, ma
anche alla capacit da parte
del potere politico e dellam-
ministrazione pubblica di ge-
stire una trasformazione cos
impegnativa: il 2018 e il 2020
sono infatti dietro allangolo.
Non meno importante per
il cambiamento che verr in-
dotto nel comparto energe-
tico. Per avvicinarsi progres-
sivamente a prestazioni ener-
getiche degli edifici con ap-
porti minimi di fonti energe-
tiche esterne, garantendo pe-
r livelli ottimali in funzione
dei costi, come recita la Di-
rettiva europea, progettisti e
costruttori dovranno di volta
in volta individuare quale mix
dei contributi forniti dagli ef-
ficientamenti energetici, dalle
rinnovabili termiche e da
quelle elettriche sar pi cost
effective. In un settore che, a
livello europeo, ma anche ita-
liano, contribuisce per quasi
il 40% ai consumi energetici
complessivi, allormai stuc-
chevole e in gran parte ideo-
logica contrapposizione fra
fautori dellefficienza energe-
tica, delle rinnovabili termiche
o di quelle elettriche si sosti-
tuiranno scelte basate sul con-
fronto tecnico-economico ef-
fettuato dalle imprese delle
costruzioni. Con risultati pre-
sumibilmente non univoci: le
diversit nelle tipologie edili-
zie, nelle prestazioni energe-
tiche preesistenti, nelle loca-
lizzazioni dei manufatti por-
teranno a differenti mix tec-
nologici, a loro volta modifi-
cati nel tempo dalle dinami-
che dei costi delle singole so-
luzioni.
Nella trasformazione del
comparto edilizio, delineata
dalla legge 90, non ci sar pi
spazio nemmeno per la que-
relle sugli incentivi che, per
le applicazioni nel settore,
non saranno pi necessari. Gli
interventi per realizzare una
maggiore efficienza energetica
e un ricorso pi spinto alle
rinnovabili non dovranno, co-
me avviene oggi, confrontarsi
con i costi di soluzioni pi
tradizionali, ma principalmen-
te fra di loro, proprio come
avviene per la componenti-
stica delle automobili o degli
elettrodomestici, quando si
elevano i loro standard ener-
getico-ambientali minimi.
Tecnologie come i vetri se-
lettivi, i collettori solari ter-
mici, i microcogeneratori a
biomasse entreranno quindi
a far parte dei cataloghi dei
prodotti per le imprese co-
struttrici e queste dovranno
sempre pi frequentemente
sceglierli in sostituzione di al-
tri, pi tradizionali, ma non
in grado di garantire le pre-
stazioni richieste.
Di conseguenza gli equilibri
oggi esistenti nellofferta delle
applicazioni in edilizia basate
su fonti rinnovabili sono de-
stinati a cambiare, anche sot-
to il profilo qualitativo. Pren-
diamo il caso del fotovoltaico,
la tecnologia oggi pi diffusa
nel patrimonio edilizio nazio-
nale (a fine 2012 il 57,1% della
potenza installata, pari a
9378,6 MW, non era a terra).
Per i cosiddetti sviluppatori,
ma anche per molti installa-
tori terzi, questo mercato si
andr tendenzialmente con-
traendo, al limite potrebbe
addirittura annullarsi, perch
le scelte in materia saranno
decise dalle imprese di co-
struzione.
Inoltre nel caso del fotovol-
taico, grazie ad alcune solu-
zioni tecnologiche pi inno-
vative e meglio rispondenti
alle specifiche esigenze este-
tiche del mercato edilizio, in
parte gi in commercio, altre
in fase di sviluppo, dovrebbe
in futuro crescere lofferta di
componenti tradizionali (fi-
nestre, tegole, ricoperture) in
cui saranno integrati sistemi
FV, ridando ossigeno a una
tecnologia, quella dei film sot-
tili, oggi in difficolt. Consi-
derazioni in parte analoghe
si possono fare per il solare
termico, mentre, soprattutto
nelledilizia extraurbana e nel-
le costruzioni di notevole al-
tezza, si apriranno prospettive
interessanti per il piccolo eo-
lico. La diffusione di edifici a
energia quasi nulla render
altres conveniente lintegra-
zione fra quelli limitrofi me-
diante micro-reti elettriche e
termiche, a loro volta desti-
nate a modificare radicalmen-
te il modus operandi degli at-
tuali sistemi di approvvigio-
namento energetico (reti elet-
triche e del gas, impianti di
teleriscaldamento).
Governare senza traumi una
trasformazione cos comples-
sa, inevitabilmente destinata
a modificare gli attuali equi-
libri economici e produttivi,
richieder, da parte dei sog-
getti pubblici e privati coin-
volti, una capacit di fare si-
stema che ha pochi prece-
denti nella storia del nostro
Paese.
prof. ing. G.B. Zorzoli
Presidente Ises Italia
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 3
Edilizia ed energia, una grande sfida per il nostro Paese
LA LEGGE 90/2013
segue da pag. 1
31 OTTOBRE 2013 TRIENNALE DI MILANO
Concorso didee
arch. Mario Gottardi
passerella ciclopedonale
sul Naviglio della Martesana
17.30 Saluto di benvenuto
Bruno Finzi
Presidente Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano
Famiglia Gottardi
18.00 Situazione delle vie dacqua di Milano
in vista dellEXPO 2015
Maria Carmela Rozza
Assessore ai Lavori pubblici Comune di Milano
Riaprire i Navigli, criteri generali per la progettazione
e realizzazione dellopera
Roberto Biscardini
Presidente dellAssociazione Riaprire i Navigli
I Navigli di Milano nella storia e nella cronaca
Empio Malara
Associazione Amici dei Navigli
19.00 Premiazione Concorso dIdee
Premia Pierluigi Panza
Corriere della Sera
Aperitivo
Nel Salone dOnore sar allestita la mostra delle opere
dellarch. Mario Gottardi
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 3
4 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
N
el nostro settore -
aveva dichiarato
Andrea Negri -
c un grande bisogno di rin-
novarsi e di percorrere strade
diverse rispetto a quelle tra-
dizionali. Per molti versi, da
un punto di vista pratico, sia-
mo ancora allet della pietra!
Le innovazioni ci sono, man-
ca per una cultura applica-
tiva e conoscitiva dellinno-
vazione stessa; domina in as-
soluto il ricorso alla logica del
minor costo immediato che
spiazza le soluzioni alternative
i cui vantaggi economici si
misurano nel tempo. A po-
che settimane dal debutto di
MADEexpo 2013, siamo tor-
nati sulla questione.
C qualche segnale positivo
di cambiamento da questo
punto di vista?
Purtroppo no; in questi dodici
mesi, ben poco cambiato. I
dati rilevati da CRESME,
frutto di molteplici interviste
e approfondimenti, ricondu-
cono allo stesso messaggio
lanciato nel 2012. Unico ele-
mento positivo, cresce la con-
sapevolezza sulla gravit del
problema. Federcostruzioni -
con il patrocinio di MADE-
expo ha organizzato un
convegno proprio su questo
tema, e pi in generale sul
problema della qualit nelle
costruzioni.
Siamo alle solite! A parole tut
ti d'accordo sul fatto che in
vestire in innovazione rappre
senta la scelta vincente. Nei
fatti, tuttavia, la committenza
sembra guardare solo al costo
finale di realizzazione di
un'opera e al massimo ribas
so possibile
Non posso far altro che con-
fermarlo. Per quel poco di
committenza che ancora ri-
masta, effettivamente, vige un
solo dictat: risparmio assoluto
ad ogni costo.
Come se ne esce?
La questione andrebbe af-
frontata a monte. Il nostro
Paese soffre per la totale ca-
renza di una politica delle co-
struzioni. Di pi: siamo addi-
rittura di fronte a un accani-
mento politico contro le co-
struzioni.
Cosa intende dire?
Quanta incertezza hanno ge-
nerato e continuano a gene-
rare gli incentivi mai struttu-
rali e stancamente rinnovati
ogni sei mesi? E poi la politica
fiscale, il tira e molla sullIMU,
la tassazione esagerata sulle
prime case e ancor pi sulle
seconde, lIVA, le tasse da ver-
sare anche sugli stock inven-
duti. Per non parlare di quel
poco di infrastrutture realiz-
zate o in fase di realizzazione
che non viene mai pagato dal
nostro Stato. Per mesi abbia-
mo discusso sull'eventualit
di abolire o sospendere l'IMU
sulla prima casa, che nel com-
plesso vale 1,5 miliardi, di-
menticandoci che ne paghia-
mo ben 90 solo di interessi
sul nostro debito pubblico!
Un debito che continua ad
aumentare: 87 miliardi nel-
lultimo anno. Insomma, stia-
mo perdendo di vista i veri
problemi!
Proviamo a mettere una mac
chia di colore in questo gri
giore dello scenario italiano
delle costruzioni?
Per farlo dobbiamo spostare
lo sguardo al di l dellOcea-
no! A Miami stanno realiz-
zando 130 nuovi building
stratosferici, e i costruttori
stanno facendo a gara per po-
ter fornire il prodotto pi in-
novativo, pi rifinito, pi bello
e ricercato; dove locali fitness
e piscine sono a disposizione
su ogni piano, dove contenuti
e forma si sposano in un'in-
finita spirale di ingegneria e
architettura Nelle scorse
settimane ricorrevano i 50 an-
ni del discorso I have a dream
di Martin Luther King. Bene
credo sia proprio venuto il
momento anche per la nostra
classe politica di concentrarsi
e di esprimere finalmente i
contenuti di un nuovo dream
anche per quanto riguarda il
settore delle costruzioni. Un
sogno concreto che abbia un
orizzonte temporale di alme-
no trentanni; non i soliti ri-
pieghi di brevissimo respiro.
Ci pu fornire qualche idea o
qualche spunto per rendere
pi concreto questo sogno?
Dati statistici alla mano, pur
essendo il pi bel Paese al
mondo abbiamo poco pi
della met dei turisti stranieri
che ha la Francia; e questo
incredibile. Il nostro obbiet-
tivo dovrebbe essere quello
di poter ospitare un flusso tu-
ristico straniero doppio rispet-
to a quello della Francia! L'at-
tuale apporto dei visitatori
stranieri al nostro PIL quan-
tizzabile in circa 45
miliardi/anno; in teoria que-
sto valore potrebbe essere
moltiplicato per 4. Passando,
appunto, dalla met al doppio
delle performance transalpine,
raggiungeremmo i 180 mi-
liardi di euro.
Perch pensare proprio a
questo settore per rilanciare
l'Italia?
Semplice: perch il patrimo-
nio occorrente ce l'abbiamo
gi, dobbiamo solo gestirlo,
sfruttarlo, sistemarlo.
Cos, di punto in bianco? Se
non siamo riusciti a farlo fi
nora? In fondo sono decenni
che si parla delle potenzialit
inespresse del comparto tu
ristico
In primo luogo si potrebbe
destinare tutto il personale in
esubero della pubblica ammi-
nistrazione a questo settore;
e poi offrire ogni nostro bene
storico e culturale in conces-
sione per 30 anni a fondi di
capitali stranieri con obblighi
contrattuali ben definiti, rela-
tivi alla gestione, manuten-
zione, ristrutturazione, ecce-
tera. Il valore complessivo
delle concessioni potrebbe
addirittura essere in linea con
lattuale debito pubblico.
Daccordo che si tratta di un
sogno Ma cos sembra di
sconfinare nella pura utopia!
Sono invece convinto che il
ragionamento di base poggi
su basi molto concrete. 135
milioni di stranieri in pi, che
spendono in media 1.000 eu-
ro a testa per il soggiorno,
possono generare 135 miliar-
di di PIL aggiuntivo, con un
incremento di quasi dieci
punti percentuali.
Si potrebbero creare 1,5 mi-
lioni di posti di lavoro (su cui
dirottare gli esuberi della
P.A.), abbattere il debito pub-
blico, migliorare sensibilmen-
te la nostra bilancia commer-
ciale, ridurre la pressione fi-
scale, liberare nuove risorse
per il rilancio dei settori col-
laterali (a partire proprio dal
mattone).
Mi piacerebbe davvero che
di questo sogno si potesse
parlare sempre di pi, a par-
tire proprio da MADEexpo.
Tornando alla dura realt?
La situazione interna pro-
prio critica. Nelle costruzioni
si salva solo chi riuscito ad
avere commesse dallestero,
ci sono comparti come quello
delle macchine movimento
terra che stanno subendo cali
delle vendite pari all80 per
cento. Cemento, laterizi, ton-
dino da costruzione, impianti
e finiture per edilizia hanno
registrato diminuzioni tra il
30 e il 60 per cento. E non si
vedono cambi di tendenza;
non ci sono prospettive con-
crete.
La risposta della vostra mani
festazione?
Come MADEexpo abbiamo
profuso un grandissimo sfor-
zo per contattare potenziali
clienti stranieri per le nostre
aziende direttamente nei Pae-
si dove si sta costruendo e
dove il saper costruire italiano
ancora fortemente apprez-
zato. Chi ha scelto di essere
presente alla nostra manife-
stazione potr cogliere i frutti
di questi sforzi e mi auguro
- cambiare il corso della pro-
pria azienda.
A proposito, quanto sono pre
parate le nostre aziende a
reggere la sfida della globa
lizzazione e dell'internaziona
lizzazione? E cosa propone
MADEexpo da questo punto
di vista?
Le nostre aziende sono sin-
golarmente in grado di svi-
luppare innovazione e design
di alta specializzazione e qua-
lit, ma necessitano di una
piattaforma autorevole per
accreditarsi allinterno della
propria filiera. Per questo
chiedono sempre pi di en-
trare in un sistema capace di
fare rete.
E il nostro obiettivo di ren-
dere MADEexpo la grande
piattaforma di rilancio del
mercato interno e internazio-
nale stato supportato da im-
portanti investimenti in ter-
mini di comunicazione, di
sensibilizzazione dei decisori,
di internazionalizzazione.
Abbiamo attivato migliaia di
qualificati contatti internazio-
nali, diffondendo la conoscen-
za di MADEexpo attraverso
road show, presentazioni
stampa, incontri B2B, e il pre-
sidio delle capitali mondiali
delle costruzioni attraverso
nostri uffici diretti. Emirati
Arabi Uniti, Germania, Sin-
gapore, Francia, Arabia Sau-
dita, Ucraina, Algeria, USA,
Russia, Libano, Turchia, Gre-
cia, Cina, Regno Unito, An-
gola, Ghana, Nigeria, Israele,
sono stati interessati da ini-
ziative promozionali dirette
che abbiamo intrapreso come
MADEexpo.
Quali sono le nuove e pi in
teressanti tendenze del set
tore che emergono dal vostro
osservatorio privilegiato? In
altre parole, come cambiata
la tipologia degli espositori e
in quale direzione crede stia
no cambiando le esigenze dei
vostri visitatori?
La globalizzazione e il cam-
biamento che stiamo vivendo
ci spingono sempre pi a
guardare avanti per accom-
pagnare le nostre aziende con
sempre maggiore determina-
zione. Lo sforzo comune
poich la competitivit
espressa dalle aziende riguar-
da sempre pi linnovazione
e la ricerca di nuove soluzioni
tecnologiche e applicative. La
ricerca sul prodotto affidata
a nuovi materiali, nuove ap-
plicazioni e innovazione for-
male delle soluzioni indotte
da nuovi stili di vita, sempre
pi attenti alla sostenibilit
ambientale e allefficienza
energetica, ma anche alla si-
curezza e allaffidabilit.
Per essere competitivi occorre
agganciare i mercati interna-
zionali, non in modo occa-
sionale, ma con una relazione
sistematica e frutto di una ve-
ra e propria strategia di poli-
tica industriale. Per questo ab-
biamo adottato iniziative di
maggiore visibilit e promo-
zione delle aziende sul mer-
cato comunicando e coinvol-
gendo i visitatori professionali
in una formula di scambio di
opportunit sempre pi in-
ternazionale.
Lo scorso anno aveva auspi
cato un legame ancora pi
stretto tra MADEexpo, il mon
do dell'ingegneria e le sue isti
tuzioni (Ordini, Collegi, CNI).
Cosa pu dire al riguardo? Ci
sono state iniziative concrete
che vale la pena ricordare?
Decisamente s. Il legame con
gli Ordini, i Consigli Nazio-
nali e i Collegi (di tutte le pro-
fessioni, non solo degli inge-
gneri) sempre pi forte e
sempre pi attiva la parte-
cipazione di queste realt alla
nostra manifestazione.
E proprio gli ingegneri sono
tra i nostri interlocutori pi
diretti. Ricordo, tra laltro, che
il CNI, il Collegio e anche
lOrdine di Milano hanno da-
to il loro patrocinio ai main
event organizzati da MADE-
expo 2013. Ancora, il presi-
dente Zambrano entrato a
far parte del Comitato dOno-
re di FTC-FORUM Tecno-
logie Costruzioni e molto ric-
ca lofferta dei Convegni or-
ganizzati dal Collegio di Mi-
lano e dallOrdine, con il pa-
trocinio del CNI.
Sempre restando in tema di
convegni, cosa le piace segna
lare di MADEexpo?
Oltre ai sogni nei convegni
saranno trattati gli attualissimi
temi relativi al risparmio ener-
getico, agli edifici produttori
di energia; e poi il grande te-
ma legato al fattore sismico
e gli interventi conseguenti.
Ancora, una nuova area te-
matica riguarda il mondo del-
le finiture, ed legata al mon-
do ceramico: dalle macchine
per produrre ai rivestimenti
interni, esterni e verticali.
La prossima edizione si svol
ger nel 2015. Pu sembrare
curioso parlarne ancora prima
di aver celebrato l'evento
2013. Ma quella sar una da
ta particolare!
Expo 2015, MADEexpo
2015 e se fosse questo il
punto di partenza per con-
cretizzare il sogno?
La parola dordine rilancio... e non solo del mattone
LINTERVISTA AL PRESIDENTE ANDREA NEGRI
Abbiamo a disposizione
uno straordinario patrimonio
turistico, storico e culturale.
Dobbiamo solo gestirlo,
sfruttarlo, sistemarlo, ponendoci
un orizzonte temporale
di almeno 30 anni
Con il patrocinio di
MADE EXPO 2013 FORUM Tecnologie Costruzioni
Convegno sabato 5 ottobre 2013 ore 10.3015.30
Possibili iniziative dei Collegi/Associazioni
degli Ingegneri e Architetti
a supporto dei rispettivi Ordini
per la crescita del Paese
Lo scopo del convegno, organizzato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, e individuare come i
Collegi/Associazione degli Ingegneri e Architetti, valendosi del proprio radicamento locale e dei propri mezzi din
formazione, possano supportare gli impegni assunti con le Istituzioni da CNI e CNA, al fine di incidere sulleffi
cienza efficacia della macchina dello Stato e migliorare la nostra competitivita.
Moderatore del Convegno: dott. Ing. Bruno Finzi, Presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano
Invitati: Presidenti e Consiglieri dei Collegi/Associazioni degli Ingegneri e Architetti, Presidenti e Consiglieri degli
Ordini degli Ingegneri e degli Architetti.
Per iscrizioni: http://eepurl.com/FIXSH
1563
COLLEGIO DEGLI INGEGNERI E ARCHITETTI DI MILANO
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 4
N
ellambito del forum
Tecnologie Costru-
zioni dellimportante
fiera Made Expo 2013, il Col-
legio degli Ingegneri e Archi-
tetti di Milano organizza un
convegno dal titolo Possibili
iniziative dei Collegi/Asso-
ciazioni degli ingegneri e ar-
chitetti a supporto dei rispet-
tivi Ordini per la crescita del
Paese. Allevento partecipe-
ranno la maggior parte dei
dirigenti e presidenti di Ordini
e Collegi dItalia, oltre ai ver-
tici del Consiglio Nazionale
degli Ingegneri e del Consi-
glio Nazionale degli Archi-
tetti. A moderare lincontro
sar Bruno Finzi, presidente
del Collegio degli Ingegneri
e Architetti di Milano, e di-
rettore responsabile del Gior-
nale dellIngegnere. Lobiet-
tivo dichiarato il seguente:
individuare strategie sinergi-
che che permettano ai Col-
legi, con il supporto degli Or-
dini, del CNI e del CNA, di
fornire un aiuto concreto al
Governo e al Sistema Paese
affinch si possa rimettere in
moto lo sviluppo e la crescita
economica. Un convegno
che riprende le fila dellevento
organizzato lanno scorso
sempre al Made spiega lin-
gegner Finzi e che servito
soprattutto per fare una sorta
di censimento dei Collegi ita-
liani, per una conoscenza re-
ciproca e comprendere come
poter contribuire in maniera
fattiva alla vita economica, so-
ciale e politica del Paese. Ora
dobbiamo compiere un ulte-
riore salto di qualit. A co-
minciare dal rapporto con gli
Ordini territoriali, che va as-
solutamente rinsaldato, gra-
zie anche alla collaborazione
del CNI e del CNA, il tutto
nellottica della recente rifor-
ma delle professioni che ha
reso obbligatoria la formazio-
ne per ingegneri e architetti.
In tal senso, un rapporto si-
nergico per individuare forme
innovative e mirate per dar
vita ad una proposta forma-
tiva adeguata e condivisa
assolutamente necessario,
aggiunge il presidente Finzi.
Daltronde, se la formazione
anche cultura, il ruolo dei
Collegi diventa strategico, in
quanto tra i loro compiti prin-
cipali vi proprio la diffusione
della cultura, come conferma
Finzi: In tal senso il Collegio
degli Ingegneri e Architetti di
Milano svolge una funzione
importantissima per tutti i
colleghi e la societ civile, co-
me stanno a dimostrare tutte
le nostre pubblicazioni e gli
eventi che periodicamente
mettiamo in cantiere. A tal
proposito, proprio dalle co-
lonne del Giornale dellInge-
gnere il presidente Finzi ha
lanciato unimportante inizia-
tiva (Il Giornale dellIngegne-
re, giugno 2013): Abbiamo
intenzione di istituire una sor-
ta di network tra Ordini, met-
tere in rete le strutture ordi-
nistiche per lideazione di un
catalogo multimediale dal
quale attingere notizie, infor-
mazioni, appuntamenti ed
eventi, naturalmente gestito
da noi, a disposizione degli
utenti. Anche e soprattutto in
questo modo si pu fare cul-
tura. Un passaggio impor-
tante nel corso del convegno
al Made Expo sar lanalisi
della situazione economica
dellItalia e la necessit di pas-
sare da un forte snellimento
burocratico per il rilancio del-
le attivit produttive e dei
professionisti. Come ha sot-
tolineato il presidente del
Consiglio Nazionale degli In-
gegneri, Armando Zambrano,
al congresso di categoria svol-
tosi a Brescia a luglio, La
sburocratizzazione del Paese
la madre di ogni riforma,
tra laltro a costo zero. Una
questione che, stando alle di-
chiarazioni di Gianni Verga,
consigliere responsabile del
comitato di gestione del
Giornale dellIngegnere, pro-
fondo conoscitore della cosa
pubblica come assessore co-
munale a Milano e in Regio-
ne Lombardia, non mai
stata affrontata con una visio-
ne davvero globale e ponen-
dosi come obiettivo una ra-
dicale riforma dello Stato.
Ora, per, passi in avanti in
questa direzione se ne stanno
facendo. Il Governo sta di-
mostrando buona volont
spiega il presidente Finzi -
pensiamo ai titoli edilizi che
possono essere attuati tramite
lautocertificazione del pro-
fessionista, con lamministra-
zione pubblica deputata es-
senzialmente a compiti di
monitoraggio e controllo. Un
modo di agire che permette
un notevole snellimento delle
pratiche burocratiche, sia per
i professionisti che per la
committenza. Una strada da
seguire in diversi ambiti e set-
tori: in uno scenario del ge-
nere pu diventare davvero
importante il ruolo dei Col-
legi. La loro neutralit, dettata
dalla loro matrice culturale e
quindi non certo portatrice
di interessi privati, potrebbe
risultare preziosa sia per gli
Ordini che per lAmministra-
zione Pubblica: il Collegio po-
trebbe giocare il ruolo di in-
termediario, affinch per le
varie mansioni vengano indi-
viduati professionisti moral-
mente ed eticamente inap-
puntabili.
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 5
Un convegno per scoprire ruoli e potenzialit dei Collegi
LINCONTRO CON IL PRESIDENTE DEL COLLEGIO DEGLI INGEGNERI E ARCHITETTI DI MILANO, BRUNO FINZI
Il Collegio degli Ingegneri
e Architetti di Milano svolge
una funzione importantissima
per tutti i colleghi e la societ civile,
come stanno a dimostrare tutte
le nostre pubblicazioni
e gli eventi che periodicamente
mettiamo in cantiere
Con il patrocinio di
MADE EXPO 2013 FORUM Tecnologie Costruzioni
Convegno gioverd 3 ottobre 2013 ore 9,3013,00
Impatto del Regolamento
Prodotti da Costruzione (CPR) n. 305/2011
sulla filiera di produzione, impiego e controllo
dei materiali strutturali e non strutturali
Il Convegno, organizzato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con UNI, ICMQ Spa,
Bureau Veritas Italia Spa e il Giornale dellIngegnere, prende in esame il Regolamento sui Prodotti da Costruzio
ne (CPR) analizzandone in particolare la ricaduta sulla norme di prodotto armonizzate e lintroduzione dei nuovi
Requisiti Essenziali relativi alla tutela dellAmbiente e della Sicurezza.
Destinatari: operatori della filiera di produzione e vendita di materiali da costruzione (produttori, importatori,
distribu tori) e operatori nel processo di costruzione (enti appaltanti, progettisti, imprese, direttori lavori, collaudatori).
Relatori: CClara Miramonti, UNI
Evoluzione normativa, dalla CPD (Direttiva 89/106/CEE) al CPR (Regolamento UE n. 305/2011)
Umberto Vicentini, Bureau Veritas Italia Spa
La filiera dellacciaio nel nuovo CPR con un particolare focus sulla UNI EN 1090 1 (norma cogente per
la carpenteria metallica strutturale)
Igor Menicatti, ICMQ Spa
Marcatura CE in sistema AVCP di elementi prefabbricati in calcestruzzo, cancelli e porte industriali,
porte e finestre civili
Elena Benzoni, ICMQ Spa
Le materie prime per la produzione di calcestruzzo in cantiere e i kit di ripristino impiegati
con va lenza strutturale e non strutturale
Francesca Lubelli, Bureau Veritas Italia Spa
Membrane impermeabilizzanti, il Fabbricante secondo il nuovo CPR
Moderatore del Convegno: dott. Ing. Franco Ligonzo, direttore Scientifico de Il Giornale dellIngegnere
Per iscrizioni: http://eepurl.com/FIXSH
Con la collaborazione di
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 5
Dunque ce n per tutti ed
essenziale che lindustria side-
rurgica europea approfitti di
questo trend, sfruttando la re-
sidua posizione di forza che
le rimane nonostante la reces-
sione. Con 177 milioni di ton-
nellate dacciaio lanno, pari
all11% della produzione glo-
bale, lUe di fatto ancora il
secondo produttore mondiale,
anche se la domanda interna
di acciaio oggi inferiore del
27% rispetto ai livelli prece-
denti la crisi. E altrettanto vale
per loccupazione nel settore,
diminuita del 10% tra il 2007
e il 2011, ma tuttora assai ri-
levante, con oltre 360 000 ad-
detti. La siderurgia si confer-
ma quindi strategica per la ri-
presa dellEuropa, ma soffre
gravemente. E ci perch
penalizzata da prezzi energe-
tici elevati e da investimenti
insufficienti per avviarla su un
percorso di sostenibilit che
immetta nel mercato prodotti
innovativi ecocompatibili.
Inoltre perch assai fram-
mentata, con circa 500 siti di
produzione di diverse dimen-
sioni, variamente distribuiti in
23 paesi europei. Infine per-
ch ora colpita, come detto,
da una forte debolezza della
domanda interna e da un ec-
cesso di capacit a livello
mondiale.
Tuttavia, insieme alle altre in-
dustrie di base, come la chi-
mica, il vetro e il cemento, essa
costituisce una risorsa deter-
minante, per uscire sostenibil-
mente dalla recessione. Del re-
sto lEuropa non ha alternati-
ve, deve reindustrializzare e
per questo ha bisogno del so-
lido ordito delle sue grandi in-
dustrie. I loro prodotti sono
essenziali infatti nella catena
del valore per immettere gli
altri comparti su un nuovo
cammino che coniughi cresci-
ta competitiva e compatibilit
ambientale. E la produzione
dellacciaio, che di per s to-
talmente riciclabile, il com-
parto dove innovazione, effi-
cienza energetica e sostenibi-
lit convergono emblematica-
mente con grande sinergia per
dare concreto avvio al nuovo
corso. Ma occorre scendere
in campo con armi adeguate
e per questo lEsecutivo eu-
ropeo ha varato nel giugno
scorso una specifica strategia
per sostenere lacciaio (Piano
d'azione per una siderurgia
europea competitiva e soste-
nibile COM 2013/47), pre-
vedendo di agire sui molte-
plici aspetti del problema. In-
nanzitutto, aggiornando il
quadro normativo, dopo che
sar stato valutato, entro la fi-
ne del 2013, lonere normati-
vo generale che le varie poli-
tiche fanno gravare sul settore
siderurgico e il suo impatto
sulla competitivit. Nel con-
tempo, per, non mancando
di promuovere misure per lo
sviluppo delle competenze e
per loccupazione giovanile
nel settore, tese ad aumentare
la competitivit. Rilanciando
poi la domanda interna di ac-
ciaio con unazione mirata per
stimolare in particolare la ri-
chiesta dei comparti della fab-
bricazione di veicoli e delle
costruzioni sostenibili. Miglio-
rando inoltre laccesso ai mer-
cati esteri e assicurando con-
dizioni di parit nella concor-
renza, cos da sostenere le
esportazioni di acciaio UE,
contrastare le pratiche sleali
e tutelare laccesso a materie
prime essenziali. Tutto ci
cercando di garantire prezzi
energetici accessibili, attraver-
so il completamento del mer-
cato interno dellenergia, la
diversificazione dellapprov-
vigionamento e una migliore
efficienza energetica, che aiu-
tino a ridurre i costi. E infine
promuovendo la R&S per in-
trodurre tecnologie innovative
rispettose dellambiente capaci
di produrre nuovi tipi di ac-
ciaio pi competitivi. Queste
sono molto costose nelle fasi
pilota e di dimostrazione e a
tal fine, nel periodo 2014-
2020, il finanziamento della
ricerca e dellinnovazione pro-
verr principalmente dal pro-
gramma Horizzon 2020 che
pone un forte accento sulla
leadership industriale nellin-
novazione.
Quello sullacciaio un inter-
vento certamente tardivo, ma
provvidenziale, specie per
leconomia italiana, duramen-
te provata dalla complessa
questione dellIlva di Taranto
e delle altre societ del grup-
po, che ha rischiato e rischia
di paralizzare lintera manifat-
tura nazionale. Non mancher
quindi di aiutare il nostro pae-
se a guardare risolutamente
avanti, per affrontare sinergi-
camente, con ordine e razio-
nalit, il processo di ristruttu-
razione dellacciaio e poten-
ziare lasset della siderurgia,
essenziale per gran parte della
filiera produttiva nazionale.
prof. ing. Pierangelo Andreini
6 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
SERIE 140 - 142 - 130 - 132 - 125 - 126 - 127
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Unire le forze per sostenere la siderurgia
UN TEMA DI CARATTERE INTERNAZIONALE
segue da pag. 1
LUIGI LUCCHINI, partendo da zero (dallofficina del
padre in Valsabbia nella quale installa, subito dopo
la Guerra, un piccolo laminatoio per la produzione
del tondino) riuscito a costruire un Gruppo di ca
ratura mondiale. Lo ha fatto senza mai lesinare in
termini di passione e sacrificio. Tanto sacrificio, visto
che raccontano le cronache dovette aspettare
fino al 1969, allet di 50 anni, per concedersi le pri
me ferie. L'ufficio la mia seconda casa una delle
frasi che anche in anni molto recenti amava ripetere.
La crescita del Gruppo proseguita e si consolidata negli anni, grazie anche
allacquisizione di importanti impianti in Italia e allestero (In Polonia e in
Francia). Si diversificano notevolmente e crescono qualitativamente anche
le produzioni: non pi solo ledilizia, ma anche lenergia, le grandi infrastrutture,
lemergente industria aerospaziale; entrano dunque in scena gli acciai spe
ciali.
Nominato Cavaliere al Merito del Lavoro nel 1975 allet di 56 anni, uno
dei protagonisti delle vita industriale, finanziaria e associativa del Paese. Tra
le molte cariche ricoperte vale la pena ricordare la presidenza di Confindustria
(dal 1984 al 1988; fu il primo eletto a non appartenere a una delle storiche
famiglie imprenditoriali italiane), la presidenza dellAssociazione Industriale
Bresciana (negli anni in cui la provincia lombarda era ai vertici nazionali per
fatturato e valore aggiunto). E poi, ancora, le presidenze in Montedison e
alla Banca Commerciale Italiana e lingresso nei consigli damministrazione
di Assicurazioni Generali, Abi, Eridania Bghin Say, Mediobanca, Olivetti e
Gemina. Una presenza discreta ma concreta allinterno dei pi prestigiosi
nomi del Miracolo Italiano. Cos come fu discreto, ma nello stesso tempo ri
soluto il suo atteggiamento negli anni della crisi della siderurgia italiana, che
non risparmi neppure il suo Gruppo, costringendolo a scelte sofferte.
Nel giugno 1998 Luigi Lucchini che da ragazzo aveva frequentato le magistrali
aveva ricevuto la laurea honoris causa in economia e commercio dallUni
versit di Brescia.
STENO MARCEGAGLIA un altro chiaro esempio
di self made man che dal nulla ha saputo co
struire un impero industriale nel settore dellacciaio
(ma non solo), con solide basi anche allestero (Cina
e Brasile solo per citare due punti di riferimento)
che oggi vale 4 miliardi di euro di fatturato annuo
e impiega 7.500 dipendenti.
Nato nel 1930, non ha certo avuto uninfanzia facile,
ma ha saputo sempre trasformare in un forte stimolo
propulsivo le avversit e ha sempre rivendicato con orgoglio le sue origini.
A partire da quella identit contadina che, allinizio della sua carriera, aveva
indotto alcuni ad affibbiargli il soprannome di zappaterra. Ma quello che per
altri poteva essere un punto debole era uno dei suoi punti di forza. Ripeteva
con orgoglio: Sono un uomo del popolo, figlio di un emigrante, nato povero,
ma con una grande e sana ambizione.
La svolta ha inizio alla fine degli Anni Cinquanta con linstallazione di una
prima piccola officina specializzata nella produzione di guide per tapparelle.
Sono gli ancora gli anni in cui, lavorando senza sosta anche 18 ore al giorno,
raccontano i suoi biografi si poteva costruire qualcosa di importante, dare
una svolta alla propria vita e alla propria azienda.
E che svolta! Lintuizione vincente quella di puntare sulla produzione di
tubi. Gli anni Settanta e Ottanta sono allinsegna della crescita. Il Gruppo
consolida la sua presenza nel settore dellacciaio ma coglie anche lopportunit
di diversificare (almeno in parte) il portafoglio di attivit al di fuori della si
derurgia.
Nella sua vita privata Marcegaglia schiva le tentazioni del lusso e degli eccessi
e pone sempre gli interessi e la salute finanziaria dellazienda al primo posto.
Lui stesso si definisce imprenditore povero di unazienda ricca.
Nominato cavaliere nel 1992, lui che nellet degli studi aveva conseguito il
diploma di geometra, nel 2002 riceve la laurea honoris causa in ingegneria
dal Politecnico di Milano.
La siderurgia italiana si trovata a dover compiangere due gravi lutti, a pochi giorni di distanza luno dallaltro.
Lo scorso 26 agosto mancato Luigi Lucchini; il 10 settembre invece scomparso Steno Marcegaglia.
VENERDI 4 OTTOBRE 2013 / ORE 10.00 12.30
MADE EXPO SMART VILLAGE
RIQUALIFICAZIONE SMART
DEGLI EDIFICI.
APPROCCIO INTEGRATO:
COMFORT, ENERGIA, SICUREZZA
Il prossimo decennio sar probabilmente caratterizzato da un significativo svi
luppo del recupero degli edifici esistenti (civile, terziario, industriale), avendo
per cura e necessit di adeguare le strutture alle attuali norme e prestazioni
attese.
In questo seminario ci si domanda: per affrontare con sistematicit l'argomento
utile introdurre standard, linee guida e/ o protocolli di realizzazione per i
progettisti, fornitori di componenti e materiali, costruttori. L'Ordine degli In
gegneri affronta l'argomento, ascolta le voci che sono interessate e coinvolte
e propone una propria posizione.
I rappresentanti dei settori pi interessati sono invitati, a partire dalla propria
competenza e aspettativa, a porre un quesito che metta sul tavolo le barriere
e le opportunit per lo sviluppo di questo potenziale mercato, dove la qualit
e le capacit di fare italiane possono e debbono trovare una propria strategia.
Anche a partire dal basso, senza attendere necessariamente lo Stato, si pu
definire un percorso virtuoso per questo settore.
09.30: Accoglienza
10.00: Introduce e modera
Silvio Bosetti, Ordine Ingegneri della Provincia di Milano
10.15: Interventi
Riqualificazione smart degli edifici: domande e reali prospettive opera
tive.
Giuliano Monizza* , Vice Presidente Federazione ANIE
Maurizio Esitini*, Direttore Generale ASSISTAL
Arturo Montanelli, Architetto progettista ARDEA
Francesco Assegnati Partners CBA Studio Legale Tributario
11.00: Tavola Rotonda
Approccio integrato al tema della riqualificazione: tracciare la strada
per una risposta reale.
Claudio De Albertis, Presidente Assimpredil Ance
Piero Torretta, Presidente UNI
Emilio Pizzi, Preside, Scuola Ingegneria Edile Architettura Politecnico
di Milano
Stefano Besseghini, Amministratore Delegato RSE SPA Ricerca Sistema
Energetico
Pier Luigi Paolillo, Professore Ordinario di Urbanistica Politecnico di
Milano
12.00 Conclusioni
Con il patrocinio di
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 6
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 7
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 7
8 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
Non si pu certo dire che il
settore aeroportuale italiano
stia vivendo una fase di stanca
o di calma piatta. Basta sfo-
gliare i quotidiani per imbat-
tersi in notizie coi tempi che
corrono che molti altri set-
tori delleconomia sembrano
solo sognarsi: progetti di ri-
lancio, possibili alleanze, piani
strategici di sviluppo e di po-
tenziamento delle infrastrut-
ture...
Non che il comparto sia ri-
masto del tutto immune agli
effetti della crisi. per in-
dubbio che allargando lam-
bito di analisi al di l degli ul-
timi due anni, si ha a che fare
con un settore che ha saputo
viaggiare allinsegna del rialzo.
I dati del Conto Nazionale
dei Trasporti, ad esempio,
parlano di una crescita del nu-
mero di passeggeri trasportati
di ben 62 punti percentuali in
poco pi di dieci anni (dai
91,4 milioni del 2000 ai 148,1
del 2011); per le merci mo-
vimentate il progresso stato
pari al 19 per cento (da 749
mila a 890 mila tonnellate).
Nei primi sei mesi di questan-
no Assoaeroporti segnala un
leggero calo dei passeggeri
trasportati (meno 3,3 per cen-
to rispetto al periodo genna-
io-giugno 2012) e una pi
consistente contrazione dei
movimenti (meno 7,4 per
cento), mentre rimane sostan-
zialmente stabile il bilancio
per le merci. Questo, tuttavia,
sembra essere un effetto con-
giunturale (il perdurare della
instabilit economica) pi che
strutturale. Nel medio periodo
la dinamica di sviluppo e di
crescita della mobilit aerea
dovrebbe dunque riprendere.
Non certo a sorpresa, nono-
stante siano una quarantina
gli aeroporti italiani deputati
al traffico passeggeri e merci,
lattivit tende a concentrarsi
in pochi scali. Da Roma Fiu-
micino, Milano Malpensa,
Milano Linate, Venezia e Ber-
gamo transitano in un anno
circa 38 milioni di passeggeri,
su un totale di poco al di sot-
to dei 67 milioni. Dunque, il
57 per cento del totale.
Nel settore merci, Roma Fiu-
micino, Milano Malpensa,
Bologna, Venezia e Bergamo
fanno volare in un anno 379
mila tonnellate, su un totale
di 445 mila. In questo caso la
quota mercato dei primi cin-
que arriva addirittura all85
per cento del totale.
Almeno in questa fase di mer-
cato, non necessariamente le
grandi dimensioni di uno sca-
lo sembrano rappresentare un
fattore di successo. Al con-
trario, essere troppo piccoli,
pare configurarsi come un
elemento penalizzante.
Questo, almeno, quanto
emerge da una lettura delle
indagini statistiche di Asso-
aeroporti. Nel primo semestre
2013 a soffrire di pi sono sta-
ti gli aeroporti al di sotto del
milione di passeggeri/anno
(con una contrazione delle at-
tivit pari al 15 per cento). A
seguire i medi (da 1 a 5 mi-
lioni di viaggiatori), con un
calo del 5,5 per cento, e i big
(oltre i 10 milioni) che vedo-
no una riduzione del 3 per
cento. Hanno tenuto gli ae-
roporti nella fascia 5-10 mi-
lioni di utenti/anno. Lo scor-
so anno, invece, a fronte di
una contrazione dei traffici
del 2,5 per cento nei grandi
aeroporti (quelli oltre i 10 mi-
lioni di passeggeri/anno), si
registrata una stabilit delle
strutture nella fascia 1-10 mi-
lioni e, ancora, un deciso calo
(meno 6,7 per cento) per gli
scali al di sotto dei milione di
passeggeri/anno.
Infine una notazione che non
vuole essere polemica ma che
merita una riflessione: nel
contesto internazionale lItalia
sembra sparire. Lo afferma
lultima indagine sul settore
elaborata da Skytrax.
Vale anche in questo caso
naturalmente una premessa
dobbligo, ogni qual volta si
parla di classifiche, scoreboard
e indici vari: vanno sempre
presi con cautela.
Non possono raccontare una
verit assoluta, poich tutto
dipende dai parametri presi
in considerazione e dal peso
assegnato alle diverse voci.
Inoltre, non di rado certi in-
dicatori sembrano messi l a
bella posta solo per favorire
alcuni e metterne altri in cat-
tiva luce...
Detto ci, nella classifica dei
100 aeroporti mondiali al top
per servizio e qualit dellof-
ferta non compare nessuno
scalo italiano. Spicca la pre-
senza degli asiatici, ma non si
pu certo dire che lEuropa -
nel complesso - sia mal rap-
presentata. In cima alla lista
stilata da Skytrax figurano in-
fatti Amsterdam (terzo), Mo-
naco (sesto), Zurigo (settimo),
Londra Heathrow (decimo)
e Francoforte (undicesimo).
Ancora una sguardo allEu-
ropa, facendo riferimento ai
dati Eurostat (a dire il vero
non molto aggiornati). Risulta
evidente come i grandi aero-
porti continentali abbiano una
componente di traffico inter-
nazionale superiore (tranne
rare eccezioni) rispetto alle
nostre performance. Su dieci
passeggeri che transitano per
Heatrow o Charles De Gaulle
veri e propri modelli di hub
internazionale - 9 provengo-
no dallestero o si imbarcano
per una destinazione stranie-
ra. I due hub nostrani, Fiumi-
cino e Malpensa, hanno in-
vece una visione decisamente
pi locale.
TRASPORTO AEREO IN ITALIA: OK, MA NON MANCANO LE CRITICIT
Mentre fervono i preparativi
per lufficializzazione dellin-
gresso della Croazia nellEu-
ropa dei 28 dal prossimo 1
luglio, un progetto Europeo
TEN ECOPORT, finanzia-
to con 2,3 milioni di euro
dallAutorit di gestione del
Programma Sud-Est Europa
(SEE), ha gi anticipato con
fatti concreti alcuni concetti
chiave di integrazione e col-
laborazione scientifica, anche
con il contributo dellAutorit
Portuale di Dubrovnik, nel-
lambito del ruolo strategico
che rivestono le attivit por-
tuali dellarea del sud-est Eu-
ropa.
Il Progetto, che vede la par-
tecipazione ben sette nazioni
e 16 partners (vedi scheda),
tra autorit portuali ed enti di
ricerca, coordinato dal Po-
litecnico di Bari. Ten Eco-
port, presentato lo scorso di-
cembre a Bari, ha avviato il
proprio percorso di studio e
di ricerca per la soluzione di
problemi comuni legati al-
lambiente e sua tutela, al fine
anche di definire regole co-
muni per la gestione ambien-
tale nelle aree portuali del
Mar Adriatico, Ionio e del
Mar Nero.
Una fitta rete di corrispon-
denza e scambio di informa-
zioni scientifiche ha contrad-
distinto i primi mesi davvio
del 2013, sfociata in un primo
incontro scientifico presso
lAutorit Portuale di Bar in
Montenegro a cui far segui-
to, la prossima settimana (27-
28 giugno), quello presso
lAutorit Portuale di Dubrov-
nik, anchesso partner, in
Croazia. Fra gli argomenti in
discussione, saranno esami-
nati i risultati delle attivit
svolte dai Porti, sia per quanto
riguarda la definizione degli
interventi di tutela ambientale,
che verranno messi in essere
nel corso del progetto (per
esempio nellambito della ge-
stione dei rifiuti o di recupero
della qualit degli specchi
d'acqua portuali (oil spilling),
sia per quanto riguarda il feed
back avuto dai porti che han-
no convocato incontri di la-
voro con i propri stakeholder,
impegnati in prima persona
nel rispetto delle procedure
di tutela ambientale gi con-
cordate.
Si affronter inoltre, il tema
della tutela dei beni storici
presenti nelle aree portuali. A
tal proposito, si deve eviden-
ziare come la quasi totalit
dei porti commerciali europei
sia caratterizzata da insedia-
menti storici di grande pregio
(per esempio il nucleo origi-
nario del porto di Bari risale
al periodo Borbonico).
I Ricercatori del Politecnico
(proff. De Tommasi e Fatigu-
so) hanno messo a punto una
scheda per il censimento dei
suddetti beni e delle proble-
matiche connesse alla loro
convivenza con le ordinarie
attivit portuali che potreb-
bero comprometterne la so-
pravvivenza.
Lautorit Portuale del Levan-
te presenter lo stato dellarte
sulla redazione del Piano di
gestione dei rifiuti derivanti
dalle navi, in applicazione del-
la normativa nazionale e re-
gionale; la scelta di questo
particolare tema ambientale
gi un importante risultato
di progetto che deriva da una
comune decisione dei due
porti pilota di progetto (Bari
e Durazzo) che intendono, a
seguito di tale pianificazione,
cercare dei punti di ottimiz-
zazione gestionale tali da por-
tare maggiore efficienza ed
efficacia alle attivit delle Au-
torit Portuali e, possibilmen-
te, minori costi per gli arma-
tori.
LAutorit Portuale del Le-
vante prevede, a tal fine, di
creare un software comune
destinato a migliorare la ge-
stione delle domande di sbar-
co dei rifiuti dalle navi auto-
matizzando la gestione dei di-
ritti fissi e dei pagamenti do-
vuti per lo smaltimento, nave
per nave. Inoltre, presenter
ai partner il videogioco Eco-
warrior - Missione Ecoport
che stato creato, con la par-
tecipazione di una scolaresca
Prosegue lattivit di ricerca del progetto europeo Ten Ecoport sui porti del sud-est Europa
INTERVENTI COMUNI E CONDIVISI PER LA TUTELA AMBIENTALE
NEI PORTI DI SETTE PAESI DEL MEDITERRANEO
BARI, BRINDISI, BARLETTA E MONOPOLI LE REALT PUGLIESI COINVOLTE
Evoluzione del trasporto aereo in Italia (Servizi di linea e non di linea, traffico nazionale e internazionale)
2000
1.247.419
91.454.127
748.821
2005
1.348.715
112.931.916
868.553
2011
1.427.837
148.111.675
890.193
var. 11/05
5,9
31,2
2,5
var. 11/000
14,5
62,0
18,9
Movimentazione aeromobili
Numero di passeggeri
Traffico cargo (tonnellate)
Lattivit dei principali aeroporti italiani nel primo semestre 2013
Movimenti
142.678
79.731
56.063
39.067
34.489
31.523
25.705
25.376
22.609
21.553
198.267
677.061
Passeggeri
16.924.833
8.522.293
4.353.878
3.877.894
4.168.829
2.902.975
2.489.484
2.916.762
1.580.742
2.128.736
16.784.189
66.650.615
Cargo (tonnellate)
69.141
209.600
10.204
21.575
56.615
22.051
2.763
2.971
5.260
8.641
36.086
444.907
Roma Fiumicino
Milano Malpensa
Milano Linate
Venezia
Bergamo
Bologna
Napoli
Catania
Torino
Roma Ciampino
Altri scali
Totale
Lattivit dei principali aeroporti italiani nel primo semestre 2013
(incidenza percentuale)
Movimenti
21,1
11,8
8,3
5,8
5,1
4,7
3,8
3,7
3,3
3,2
29,3
100
Passeggeri
25,4
12,8
6,5
5,8
6,3
4,4
3,7
4,4
2,4
3,2
25,2
100
Cargo (tonnellate)
15,5
47,1
2,3
4,8
12,7
5,0
0,6
0,7
1,2
1,9
8,1
100
Roma Fiumicino
Milano Malpensa
Milano Linate
Venezia
Bergamo
Bologna
Napoli
Catania
Torino
Roma Ciampino
Altri scali
Totale
L'attivit dei principali aeroporti europei
(anno 2010)
Passeggeri
(migliaia)
65.742
57.952
52.646
45.146
35.954
34.512
31.341
29.181
25.158
21.386
di cui
internazionali
(migliaia)
60.901
52.747
33.882
45.146
23.287
25.254
27.845
17.546
11.826
19.075
% traffico
internazionale
92,6
91,0
64,4
100,0
64,8
73,2
88,8
60,1
47,0
89,2
Londra Heatrow
Parigi Charles De Gaulle
Francoforte Main
Amsterdam Schiphol
Roma Fiumicino
Monaco
Londra Gatwick
Barcellona
Parigi Orly
Copenhagen
IL PROGETTO
Il progetto TenEcoport definir protocolli e regole
comuni per la gestione ambientale dei porti della macro regione
AdriaticoIonica, estesa al Mar Nero. Il progetto mira complessi
vamente al coordinamento della rete portuale dellarea e punta
ad una riduzione di tutte le emissioni nei porti: polveri sottili, con
centrazioni di zolfo e dei consumi, dovuti soprattutto ai motori
accesi delle navi.
Il progetto vede la partecipazione di sedici partner provenienti
da sette paesi: Italia, Albania, Montenegro, Croazia, Grecia, Ro
mania e Bulgaria. In particolate saranno dieci le Autorit Portuali
beneficiarie: Autorit del Levante con i porti di Bari Barletta
Monopoli (Italia), Autorit Portuale di Brindisi (Italia), di Bar (Mon
tenegro), di Durazzo (Albania), di Costanza (Romania), di Patrasso
e Igoumenitsa (Grecia), di Dubrovnik (Croazia) e di Bourgas&Varna
(Bulgaria).
Responsabile scientifico del progetto TenEcoport, il Politecnico
di Bari.
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 8
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 9
Quantit e qualit, di solito,
sono elementi che fanno fa-
tica a convivere;se si punta ai
grandi numeri non affatto
scontato che si possa anche
garantire un livello al top dei
servizi offerti o della produ-
zione. Non certo una legge
universale, ma sembra valere
il pi delle volte. La situazione
infrastrutturale dei porti ita-
liani, da questo punto di vista,
pare confermare la regola pi
che premiare leccezione.
Negli ultimi anni il numero
di scali sensibilmente au-
mentato eppure la compe-
titivit del nostro Sistema
Paese in termini di traffici ma-
rittimi nel contesto europeo
si indebolita: facciamo pi
fatica rispetto agli altri big
continentali, non guadagnia-
mo posizioni nelle classifiche
delle strutture con i maggiori
volumi movimentati, registria-
mo cali dei volumi specie per
quanto concerne gli scambi
internazionali. Insomma, ci ri-
troviamo con una flotta (di
porti) sempre pi numero-
sa ma nello stesso tempo
sempre pi debole. Come se
fossimo un po troppo disper-
sivi.
Ecco un primo dato numeri-
co. A fornirlo il Conto Na-
zionale dei Trasporti 2012,
pubblicato dal Ministero di
riferimento nelle scorse setti-
mane. In base alle rilevazioni
effettuate presso le Capitane-
rie di porto e le Autorit por-
tuali, in Italia risultano censiti
290 porti con un forte incre-
mento rispetto al 2010 (31
strutture in pi, un progresso
del 12 per cento). Addirittura,
rispetto al 2001 il numero di
porti sembra essere raddop-
piato. pur vero che una dif-
ferenza numerica cos marca-
ta potrebbe essere spiegata
dalladozione di diversi sistemi
di rilevazione statistica o di
catalogazione degli scali.
infatti improbabile che in soli
dodici anni sulle coste del no-
stro Paese siano spuntati ex
novo 144 porti!
In ogni caso, limitando lat-
tenzione al confronto 2010-
2012, tutti gli indicatori infra-
strutturali segnalano una so-
stenuta crescita: numero di
accosti pi 10 per cento; su-
perficie dei piazzali destinati
alla movimentazione merci
pi 10 per cento; addirittura
raddoppiata la capacit dei
magazzini frigoriferi. Il Mez-
zogiorno guida la crescita: qui
si registra un progresso (in so-
li due anni!) di ben 17 punti
percentuali nel numero di
porti, con il debutto di 26
nuovi scali.
Sembrerebbe dunque un si-
stema in salute, dinamico, at-
tivo, in forte espansione, ca-
pace di mostrare i muscoli
allEuropa. E invece pro-
prio il confronto con il Vec-
chio Continente tende a de-
lineare un quadro ben diver-
so. Nella classifica dei primi
dieci porti continentali per
movimentazioni di cargo -
fanno testo, in questo caso, le
indagini Eurostat - non figura
nessun porto tricolore. Al top
Rotterdam, Anversa e Am-
burgo, ma va segnalata anche
la presenza dei turchi di Botas
(al sesto posto). Per trovare
un italiano bisogna scendere
fino alla 17a posizione (Trie-
ste) e alla diciannovesima (Ta-
ranto, comunque in deciso
progresso in termini di cre-
scita relativa rispetto allanno
precedente).
Non va molto meglio nel traf-
fico container. I tre leader di
mercato sono sempre gli stes-
si (con uno scambio di posi-
zioni per largento e il bron-
zo). Gioia Tauro in settima
posizione (ma scala di un po-
sto rispetto allanno prima),
La Spezia quattordicesima e
Genova diciottesima.
La lettura di questi dati evi-
denzia la mancanza di una
struttura di riferimento, quel
grande porto multifunziona-
le che invece gli altri Paesi
europei possono vantare. Per
intendersi: Rotterdam in
Olanda, Anversa in Belgio,
Amburgo in Germania, Le
Havre in Francia, Algeciras in
Spagna, tutti al top a prescin-
dere dalla tipologia di movi-
mentazione.
Quella italiana appare dunque
come una chiara anomalia nel
quadro europeo: non solo sia-
mo parecchio indietro nelle
classifiche, ma le strutture che
in qualche modo riescono a
mettersi in luce alla voce car-
go, escono di scena quando
si tratta di movimentare i
container e vice versa.
Daltra parte, anche se si con-
sidera landamento del flusso
di merci e di passeggeri, sia
nel breve periodo (gli ultimi
due anni) sia con un orizzon-
te temporale pi ampio (dal
2000 ad oggi), i conti sem-
brano non tornare.
I flussi di merci in arrivo e
partenza segnalano un discre-
to incremento prendendo co-
me anno base il 2000 e una
contrazione limitatamente
agli ultimi due (complice la
crisi internazionale che ha
colpito leconomia nel suo
complesso). Per quanto ri-
guarda il traffico passeggeri si
rileva un calo di quasi due mi-
lioni di imbarchi/sbarchi tra
lo scorso anno e il 2000.
Ma cosa succede se questi
flussi complessivi sono disag-
gregati in diporto e traffico
internazionale? Cos facendo,
sembra trovare ulteriore con-
ferma la debolezza del siste-
ma italiano. Infatti, a soffrire,
sono state proprio le movi-
mentazioni sulle lunghe di-
stanze. Basta guardare al dato,
purtroppo assi significativo,
delle merci internazionali in
arrivo: meno 11 per cento tra
il 2000 e il 2012! Un dato
davvero pesante, visto che ne-
gli ultimi dodici anni il resto
dellEuropa, nel complesso,
ha beneficiato di un incre-
mento dei volumi.
Al contrario, si registra una
fortissima crescita in termini
di cabotaggio (pi 49 per cen-
to le tonnellate di merci in ar-
rivo nel confronto 2012-2000
e pi 42 per cento quelle in
partenza). Un dato che sem-
bra potersi leggere come ul-
teriore conferma del fatto che
la scelta italiana di una plura-
lit di strutture (relativamente)
di medio-piccole dimensioni
pu essere premiante in am-
bito locale, ma quando oc-
corre affrontare la sfida glo-
bale sono forse altri i numeri
che contano davvero.
La sensazione che in Italia ci
siano troppi porti rispetto
ai parametri europei e che
aver privilegiato la quantit
non abbia giocato a favore
della qualit - sembra confer-
mata proprio da un confronto
tra le capacit di movimen-
tazione delle nostre strutture
e dei principali scali comuni-
tari. I nostri porti pi grandi
allestero sarebbero infatti solo
delle realt di media gran-
dezza. Nel traffico cargo Rot-
terdam movimenta in un an-
no 396 milioni di tonnellate
di merci ovvero quasi dieci
volte Genova e Trieste (en-
trambe appena al di sopra dei
40 milioni di tonnellate). An-
versa a quota 160 milioni
(4 volte Genova o Trieste) e
Amburgo oltre i 104 milioni
di tonnellate.
Nel comparto container, Rot-
terdam domina con 14,7 mi-
lioni di TEU pi di quattro
volte rispetto al primo scalo
italiani - Gioia Tauro - che si
ferma a 3,3 milioni di TEU.
A seguire, Amburgo (9 milio-
ni di TEU, circa il doppio
dell'Italia) e Anversa (8,3 mi-
lioni di TEU, poco meno del
doppio dell'Italia). I primi die-
ci porti italiani, considerati as-
sieme, non arrivano a coprire
il volume movimentati dalla
sola Amsterdam. E questo
non pu che essere letto co-
me un segnale di forte debo-
lezza del nostro comparto
portuale.
PORTI E AEROPORTI
INFRASTRUTTURE PORTUALI: DAVVERO LITALIA
HA I NUMERI GIUSTI PER COMPETERE IN EUROPA?
Le principali caratteristiche infrastrutturali dei porti italiani
2012
290
1.941
459,1
17.769,2
694,7
7.789,4
2010
259
1.761
415,3
16.073,1
351,8
7.181,2
var. 12/00
12,0
10,2
10,5
10,6
97,5
8,5
2001
146
1.119
282,3
15.146,3
8.311,0
Numero porti
Numero accosti
Lunghezza totale accosti (km)
Superfici dei piazzali per le merci
(migliaia di metri quadrati)
Capacit magazzini frigoriferi
(migliaia di metri cubi)
Capacit altri magazzini
(migliaia di metri cubi)
Flussi di merci e passeggeri nei porti italiani (traffico internazionale e di cabotaggio)
2000
315.155
131.484
446.639
43.215
43.161
86.376
2010
324.457
169.634
494.091
40.805
43.795
84.600
2012
316.632
157.747
474.379
42.519
42.071
84.590
var. 12/10
0,5
20,0
6,2
1,6
2,5
2,1
var. 12/10
2,4
7,0
4,0
4,2
3,9
0,0
Merci in arrivo (migliaia di tonnellate)
Merci in partenza (migliaia di tonnellate)
Totale merci (migliaia di tonnellate)
Passeggeri in arrivo (migliaia)
Passeggeri in partenza (migliaia)
Totale passeggeri (migliaia)
Flussi di merci e passeggeri nei porti italiani (solo traffico internazionale)
2000
255.619
71.765
327.384
3.236
3.239
6.475
2010
236.486
84.100
320.586
3.031
3.097
6.128
2012
227.942
72.906
300.848
2.920
3.120
6.040
var. 12/10
10,8
1,6
8,1
9,8
3,7
6,7
var. 12/10
3,6
13,3
6,2
3,7
0,7
1,4
Merci in arrivo (migliaia di tonnellate)
Merci in partenza (migliaia di tonnellate)
Totale merci (migliaia di tonnellate)
Passeggeri in arrivo (migliaia)
Passeggeri in partenza (migliaia)
Totale passeggeri (migliaia)
Flussi di merci e passeggeri nei porti italiani (solo cabotaggio)
2000
59.536
59.719
119.255
39.979
39.922
79.901
2010
87.971
85.534
173.505
40.832
40.699
81.531
2012
88.691
84.841
173.532
39.599
38.952
78.551
var. 12/10
49,0
42,1
45,5
1,0
2,4
1,7
var. 12/10
0,8
0,8
0,0
3,0
4,3
3,7
Merci in arrivo (migliaia di tonnellate)
Merci in partenza (migliaia di tonnellate)
Totale merci (migliaia di tonnellate)
Passeggeri in arrivo (migliaia)
Passeggeri in partenza (migliaia)
Totale passeggeri (migliaia)
Il Mezzogiorno guida la crescita degli ultimi due anni
2012
64
43
183
290
2010
60
42
157
259
var. 12/10
6,7
2,4
16,6
12,0
Numero di porti
Nord Italia
Centro Italia
Sud Italia
Totale Italia
La top ten dei principali porti europei per movimentazioni
(e gli italiani presenti nei primi 20)
Traffico container
Rotterdam (NL)
Amburgo (DE)
Anversa (BE)
Bremerhaven (DE)
Valencia (ES)
Algeciras (ES)
Gioia Tauro
Felixtowe (UK)
Le Havre (FR)
Barcellona (ES)
La Spezia (14)
Genova (18)
Traffico passeggeri
Dover (UK)
Paloukia Salaminas (EL)
Perama (EL)
Helsinki (FL)
Calais (FR)
Stoccolma (SE)
Pireo (EL)
Helsingborg (SE)
Helsingr (Elsinore) (DK)
Messina
Napoli (12)
Reggio Calabria (13)
Capri (14)
Traffico cargo
Rotterdam (NL)
Anversa (BE)
Amburgo (DE
Marsiglia (FR)
Algeciras (ES)
Botas (TR)
Le Havre (FR)
Amsterdam (NL)
Immingham (UK)
Bremerhaven (DE)
Trieste (17)
Taranto (19)
di una scuola media di un
quartiere periferico della citt,
per essere lo strumento di co-
municazione e diffusione delle
attivit sostenibili sviluppate
nel porto di Bari, verso gli
utenti portuali e la cittadinan-
za intera.
Il prossimo incontro di Du-
brovnik dice il responsabile
scientifico di Ten Ecoport,
prof. Leonardo Damiani del
Politecnico di Bari - rientra
fra le attivit di coordinamen-
to del progetto e la sua agen-
da testimonia l'ottimo lavoro
svolto dai partner, nel rispetto
delle previsioni progettuali per
quanto attiene sia le attivit
tecnico-progettuali, sia quelle
di coinvolgimento di tutti i
soggetti che partecipano a di-
verso titolo ai processi di tu-
tela ambientale. Il lavoro svol-
to stato prezioso per miglio-
rare i processi di cooperazio-
ne fra paesi europei e candi-
dati. Non un caso che il
meeting si tenga in Croazia,
proprio alla vigilia del suo in-
gresso fra i paesi UE, al ter-
mine di un percorso di inte-
grazione del quale Ten Eco-
port costituisce un rilevante
tassello. Con questo progetto,
la Puglia aspira a diventare un
punto di riferimento per i tra-
sporti marittimi nella regione
del Sud Est Europeo, non so-
lo per la sua posizione stra-
tegica, ma anche per la capa-
cit di definire protocolli di
gestione capaci di trasformare
le rotte del Sud Est in corridoi
ecologici.
Il traffico container nei principali porti europei e italiani
(migliaia di TEU)
14.730
9.035
8.317
5.911
4.338
3.307
1.205
910
Rotterdam (NL)
Amburgo (DE)
Anversa (BE)
Bremerhaven (DE)
Valensia (ES)
Gioia Tauro
La Spezia
Genova
La crescita dei porti e degli accosti
registrata negli ultimi anni non
sembra pagare in termini
di efficienza e di risultati.
Infatti, i volumi di traffico merci
e passeggeri
Nel nostro Paese manca una
struttura di riferimento, quel
grande porto multifunzionale
che le altre nazioni possono
vantare: Rotterdam in Olanda,
Anversa in Belgio, Amburgo in
Germania, Le Havre in Francia,
Algeciras in Spagna
Nel traffico container i primi dieci
porti italiani, considerati assieme,
non arrivano a coprire i volumi
movimentati dalla sola Rotterdam
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 9
10 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
prof. Ing. Edoardo Benassai*
1. ORIGINE
DEL FENOMENO
EROSIVO
Lo sviluppo del traffico ma-
rittimo e le nuove tecniche
dei sistemi di attracco hanno
portato allaumento delle di-
mensioni delle navi e quindi
della loro potenza propulsiva.
Hanno determinato in secon-
do luogo, lo sviluppo di tipi
molto particolari di navi ca-
ratterizzate da specifici dispo-
sitivi di manovra per lacco-
sto. Queste nuove tendenze
nellarchitettura delle navi
hanno favorito lemergere di
fenomeni di escavo al piede
delle strutture di banchina.
Lentit dellescavo un pro-
blema da prendere in consi-
derazione nella fase di pro-
gettazione, di costruzione e
di utilizzazione di tali opere.
Lescavazione del fondo ma-
rino pu essere attribuito al-
leffetto prodotto da forze
erosive, dovute alla presenza
di forti correnti in prossimit
delle strutture di attracco. In
alcuni casi la configurazione
della struttura contribuisce
maggiormente allerosione.
Labbassamento del fondo
marino al piede di queste
strutture pu influenzarne la
stabilit, e pu indurre dissesti
localizzati parziali, fino al col-
lasso dellintera opera.
Talvolta pu anche causare
soste operative, riducendo il
fronte di ormeggio come
conseguenza del verificarsi di
zone di deposito di materiale
rimosso dalle correnti.
Sinteticamente lerosione sul
fondo del mare si verifica
quando la velocit dellacqua
nei pressi della superficie del
terreno supera un valore cri-
tico (velocit critica) il quale
dipende a parit delle condi-
zioni idrodinamiche dalle ca-
ratteristiche del terreno esi-
stente.
Per effetto della corrente il
materiale del fondo comincia
a muoversi, dando luogo al-
lescavo del suolo e ad una
migrazione delle particelle in
zone limitrofe.
Questa alterazione del fondo
marino costituisce la causa di
inconvenienti progressivi, tra
i quali:
n Un danneggiamento della
fondazione delle opere di or-
meggio
nUna crisi dellinstallazione,
nel caso in cui si produca una
riduzione della operativit
delle funzioni della struttura.
2. VELOCIT
CRITICA
La velocit della corrente in
prossimit del fondo grazie
alla quale si determina il mo-
to le particelle d luogo al-
lescavo pi o meno intenso.
Essa legata alle caratteristi-
che del terreno nella zona di
ormeggio. A titolo di esem-
pio, con riferimento ai sim-
boli che seguono, (g acce-
lerazione di gravit, peso
specifico) sono riportati i va-
lori di tale velocit V
cr
in al-
cuni casi.
3. INFLUENZA
DEL TIPO DI
STRUTTURA
SULLE MODALIT
DI EROSIONE
Leffetto della corrente le-
gato al tipo di infrastrutture
di ormeggio. Si possono ci-
tare i due casi emblematici:
a) Le strutture di ormeggio di
tipo aperto (banchina su pali-
ficata con piattaforma)
Si tratta di un tipo di banchi-
na fondata su pali o pilastri.
In questo caso lerosione ri-
guarda sia il versante sotto la
banchina, sia il fondo situato
al piede del terrapieno, sotto
il fronte di ormeggio. Il feno-
meno dellescavo sul para-
mento inclinato viene posto
in evidenza nella Figura 1.
b) Le strutture di ormeggio chiu-
se (banchine verticali)
Per strutture di ormeggio
chiuse il processo di erosione
viene influenzato dalla pre-
senza della parete verticale
della banchina. Lerosione
localizzata sia sul fondo sotto
la linea di ormeggio sia al pie-
de della banchina di attracco.
Leffetto della corrente si ma-
nifesta in particolari zone che
vanno controllate. In Figura
2 mostrata lerosione del
fondale nelle banchine verti-
cali in presenza di navi fornite
di elica centrale e di navi mu-
nite di eliche trasversali.
In figura 3 riportata una se-
zione della banchina a gravit
nella quale sono presenti fe-
nomeni di erosione e viene
indicata una soluzione per il
ripristino della fondazione,
ci ad evitare il ribaltamento
della struttura dal lato del
mare a causa della mancanza
di sostegno.
Nel caso di un tipo di opera
di attracco con paratia anco-
rata, se lerosione raggiunge
valori notevoli si manifestano
effetti significativi come la de-
formazione della parete ver-
ticale della banchina o grandi
abbassamenti nella zona po-
steriore della paratia. Lero-
sione riduce la pressione ver-
ticale nella regione della spinta
passiva rivolta verso la parete
verticale (che offre sicurezza
alla struttura). (Figura 4)
4. FATTORI
CHE INFLUENZANO
LEROSIONE
I principali fattori che deter-
minano il processo di erosio-
ne intorno alle strutture di
ancoraggio sono:
n La velocit della corrente
generata dallelica.
n Laltezza delle eliche ri-
spetto al fondo.
n Le caratteristiche del sedi-
mento.
Lerosione direttamente
correlata alla velocit al fon-
do, e quindi alla velocit di
rotazione dellelica. Laumen-
to di dimensione di essa de-
termina incrementi nella pro-
fondit e nellestensione della
zona di erosione e, di conse-
guenza, dellaltezza delle aree
di accumulo del materiale ri-
mosso. Il campo di velocit
del getto generato dalle eliche
schematicamente riportato
in figura 5, in cui sono con-
trassegnate tre zone: zona ini-
ziale, zona di stabilimento
della corrente e zona di
espansione.
A seconda del tipo di nave,
si possono distinguere due ti-
pi principali di propulsione a
seconda della posizione e
lorientamento delle eliche:
n Eliche principali (eliche di
poppa): si trovano a tergo e
generano un flusso immedia-
tamente dietro lelica, diffon-
dendo la corrente in direzio-
ne dellasse longitudinale del-
la nave.
n Eliche trasversali di prua
(eliche di prua), di solito si
trovano allinterno di un di-
spositivo che genera una cor-
rente trasversale alla nave. Es-
se sono utilizzate per facilitare
la manovra nelle zone in cui
si dispone poco spazio e du-
rante le operazioni di attracco
e salpamento. Possono essere
raggiunte velocit della cor-
rente di 7 m/s per le navi di
grandi dimensioni portacon-
tainer.
Per calcolare la velocit ini-
ziale alluscita del propulsore,
ci sono numerose formule
proposte da diversi autori e
gruppi di lavoro, tra le quali
possono essere evidenziate le
tre riportate nel seguito. La
potenza utilizzata pu essere
diversa a seconda del tipo di
manovra (di attracco o di sal-
pamento) e del tipo di nave.
Correlato alleffetto dellero-
sione con la potenza instal-
lata per alcuni tipi di navi si
presentano le condizioni peg-
giori, come ad esempio le
grandi navi di passeggeri, navi
portacontainer, le navi Ro-ro
e traghetti. Per valutare la ve-
locit iniziale alluscita del
propulsore si fa riferimento
alla nomenclatura (PIANC,
EAU 2004) indicata in tabel-
la. Un altro fattore da consi-
derare nella forma di diffu-
sione del getto e quindi nel
campo di velocit la pre-
senza del timone, che presen-
ta una superficie che divide
il flusso in due parti su en-
trambi i lati della pala: uno si
propaga verso la superficie e
laltro verso il fondo.
5. ALTEZZA
DELLASSE
DELLELICA
RISPETTO
AL FONDO
Laltezza dellasse dellelica
rispetto al fondo, Hp, defini-
sce il fattore di prossimit
della generazione della cor-
rente rispetto al fondo, ed
uno dei parametri determi-
nanti. Allaumentare della
profondit Hp diminuisce la
profondit di erosione cos
come laltezza dei depositi di
materiale rimosso (zona di
deposizione). Per altezze ele-
vate Hp, la lunghezza del-
larea erosa tende ad aumen-
tare, anche se la sua larghezza
tende a diminuire. Con Hp
elevata la posizione dellaerea
erosa tende ad allontanarsi
dallelica.
Data linfluenza di questo pa-
rametro Hp, il gruppo di stu-
dio 22 del PIANC, per i casi
di opere di ormeggio aperti
propone una serie di racco-
mandazioni, che sono le se-
guenti:
n Per le banchine caratteriz-
zate da unelevata frequenza
di manovre di attracco e di
salpamento occorre disporre
di unaltezza sotto chiglia
(franco) di 1 m nelloperazio-
ne di attracco.
n In situazioni favorevoli di
marea questa limitazione po-
trebbe essere ridotto a 0.6 m.
nIn ogni caso consigliabile
avere una minore altezza sot-
to chiglia (franco) di un 1 m
per navi portacontainer, tra-
ghetti e Ro-ro. Per la mag-
gior parte delle navi si pos-
sono accettare condizioni
meno rigorose ammettendo
unaltezza sotto chiglia (fran-
co) di 0.3 m.
La distanza tra lasse dellelica
e la profondit massima di
erosione indipendente dal-
laltezza iniziale dellelica sul
fondo.
Una volta raggiunta un certo
grado di erosione, la velocit
nella parte inferiore della zo-
na erosa non sar sufficiente
per continuare a rimescolare
il sedimento.
Questa conclusione corre-
lata alla velocit critica del
sedimento, e si pu quindi
dedurre che la profondit
dellerosione pu essere de-
terminata dalla velocit di ro-
tazione dellelica, ottenuta a
partire dallequazione di Ha-
mill, e conoscendo la velocit
critica del sedimento.
6. DIMENSIONI
DEL SEDIMENTO
La dimensione del sedimento
un altro fattore di grande
importanza in questo feno-
meno in quanto determina
LESCAVO DELLE STRUTTURE DI ORMEGGIO
PRODOTTO DALLE ELICHE DELLE NAVI
Figura 1. Erosione in opere di attracco aperte
Figura 2. Banchine a paramento verticale. a) Erosione del fondale per effetto dellelica principale; b) Erosione del fondale per
effetto dellelica trasversale
Figura 3. Zona della fondazione della struttura a gravit soggetta ad erosione
Figura 4. Banchina a palancolata con piattaforma. Deformazione del paramento e abbassamento
del coronamento a tergo dellopera
Figura 5. Andamento delle velocit nello specchio dacqua posteriore
alla nave
Velocit critica per diverse caratteristiche del terreno (PIANC 1997) Tabella. Velocit iniziale del getto generato dalle eliche
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 10
Massimo Borsa
Nicola Zuppelli
LA RICERCA TRA
BRINDISI E NAPOLI
Il crescente interesse degli ul-
timi 20 anni per lo studio del-
la vita di servizio delle strut-
ture in calcestruzzo armato
esposte allambiente marino,
manifestatosi nei ricercatori
e progettisti di diversi paesi
di tutto il mondo, ha posto
la base per lo sviluppo del
progetto di ricerca svolto da
parte di Italcementi sulla du-
rabilit delle strutture in am-
biente marino e lagunare a
clima temperato. Lobiettivo
era fornire al mercato una
performance adatta a soddi-
sfare le esigenze degli inge-
gneri alle prese con la pro-
gettazione di strutture por-
tuali completamente o par-
zialmente sommerse. Gli
obiettivi sono stati raggiunti
legando alla tecnologia del
calcestruzzo metodi di pro-
gettazione efficienti che per-
mettono di scegliere con co-
gnizione il materiale pi adat-
to per le condizioni di espo-
sizione delle opere.
Le ricerche sui fattori che in-
fluiscono sulla durabilit del
calcestruzzo in ambiente ma-
rino, hanno fornito un insie-
me di dati e di modelli che
sembrano essere soddisfacen-
ti per minimizzare la proba-
bilit di deterioramento di
strutture esposte in climi fred-
di (vedi le esperienze nel Mar
del Nord come ad esempio
il Ponte di resund che col-
lega la Danimarca alla Sve-
zia;oppure il Ponte De la
Confdration in Canada,
che collega lisola del Principe
Edoardo con la terraferma
nel New Brunswick.), mentre
sono insufficienti nel caso di
esposizione in ambienti ma-
rini a clima caldo, tipici del-
larea del Mediterraneo. In
ogni caso, le prescrizioni per
il calcestruzzo di strutture
marine era basato tradizio-
nalmente sul buonsenso piut-
tosto che su prestazioni do-
cumentate, pur soddisfacen-
do le normative e le prescri-
zioni in vigore sulle classi di
esposizione del calcestruzzo
(EN 206).
In realt, per il clima medi-
terraneo, o in altre condizioni
di esposizione a temperature
elevate, ai fini della progetta-
zione di un mix-design in
grado di assicurare una vita
in servizio anche superiore ai
cento anni, il progettista do-
vrebbe disporre di un model-
lo affidabile del processo di
penetrazione dei cloruri e di
un insieme significativo di da-
ti che lo validano e lo rendo-
no affidabile.
E stato necessario quindi
svolgere una ricerca mirata
per meglio chiarire lintera-
zione dei vari costituenti del
cemento con gli ioni poten-
zialmente aggressivi presenti
nellacqua marina come clo-
ruri, magnesio e solfati. Inol-
tre, ulteriori ricerche sono
state indispensabili per cor-
relare i parametri fisici della
struttura studiata che con-
trollano la permeabilit e la
resistenza, con i parametri
chimici che controllano la
natura, la quantit e la velo-
cit di formazione dei pro-
dotti che generano lespan-
sione interna.
Le condizioni di esposizione
del calcestruzzo allambiente
marino risultano differenti in
relazione alle seguenti zone:
1) zona completamente som-
mersa;
2) zona degli spruzzi;
3) zona atmosferica, comple-
tamente emersa.
La temperatura un fattore
molto importante nel proces-
so di penetrazione degli ioni
cloruro.
In alcuni casi sono stati pro-
posti dei modelli matematici
per rappresentare la dipenden-
za della concentrazione degli
ioni cloruro con il tempo
desposizione, tenendo conto
anche della temperatura, ma
in effetti si trattato di modelli
empirici ottenuti dalla solu-
zione della seconda legge di
Fick, in cui si rappresentato
il coefficiente di diffusione con
unespressione del tipo
D
eff
=K
1
(T)K
2
(t)D
0
.
I modelli matematici avreb-
bero dovuto tener conto delle
diverse zone di esposizione
attraverso la opportuna va-
riazione delle specifiche con-
dizioni al contorno. Lo studio
del trasporto di ioni cloruri
allinterno di strutture in cal-
cestruzzo stato reso parti-
colarmente difficile dalla
complessit chimica e strut-
turale di tale materiale. Inoltre
il clima, in particolare la tem-
peratura e lumidit ambien-
tale oltre che la temperatura
del mare, influenzano i pro-
cessi coinvolti nella penetra-
zione dello ione cloruro in
maniera determinante.
Per questi motivi, si reso
necessario uno studio volto
alla determinazione dei pa-
rametri fondamentali per la
modellazione della cinetica
di penetrazione dei cloruri
nelle strutture in calcestruzzo
armato esposte ai climi tem-
perati quali si riscontrano nel
Mare Mediterraneo. Per
quanto riguarda i calcestruzzi,
sono state scelte delle com-
posizioni in relazione a diffe-
renti tipi di legante, che sono
state preparate e caratteriz-
zate in laboratorio.
La taratura e definizione fi-
nale del modello, stata fatta
attraverso la realizzazione di
prove accelerate di laborato-
rio e di prove sul campo a
lungo termine, acquisendo
dati provenienti da campioni
di calcestruzzo, strumentati
e non, esposti sul sito speri-
mentale di Italcementi realiz-
zato presso il porto di Brin-
disi (Lega Navale) e succes-
sivamente trattati presso il
Laboratorio di Brindisi, una
struttura collegata a i.lab, il
Centro Ricerca e Innovazio-
ne della sede centrale di Ber-
gamo di Italcementi. E un
centro dedicato allo sviluppo
di tecniche e materiali per
lincremento dellaffidabilit
e della durabilit delle grandi
infrastrutture. strutturato in
termini di personale e attrez-
zature in modo da poter in-
traprendere la progettazione
e lo sviluppo di nuovi pro-
dotti e di nuovi materiali per
il mondo delle costruzioni.
La ricerca stata condotta
anche collaborando con
lUniversit Federico II di Na-
poli (Dipartimento di Inge-
gneria dei Materiali) per mi-
gliorare le conoscenze e le
tecniche inerenti proprio la
Durabilit delle strutture in
calcestruzzo armato esposte
allambiente marino e lagu-
nare a clima temperato.
LE APPLICAZIONI
Questa esperienza ha portato
alla definizione di i.idro MA-
RINE CONCRETE come
lo conosciamo oggi e ha per-
messo anche di correggere
alcuni parametri teorici per
la soluzione della legge di dif-
fusione dei cloruri allinterno
del calcestruzzo. Grazie a
quegli studi si riusciti a ela-
borare modelli molto precisi,
che ci consentono, oggi, di
fornire calcestruzzi ad hoc per
ogni specifica esigenza. Nello
specifico la formulazione uti-
lizzata al Mose. stata messa
a punto ulteriormente con ol-
tre 150 prove nel laboratorio
Calcestruzzi di Limena (Pd)
e poi testato presso alcuni la-
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 11
PORTI E AEROPORTI
I CALCESTRUZZI IN AMBIENTE MARINO E LAGUNARE
PER STRUTTURE PORTUALI: DALLA RICERCA ALLAPPLICAZIONE
TABELLA CON LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEI PRODOTTI I.IDRO MARINE CONCRETE
UTILIZZATI PRESSO I CANTIERI DEL MOSE
MISCELA Rck 45 XS3 SCC (autocompattante)
Propriet U.M Valore
Consistenza (slump flow) cm 75
Consistenza (Vfunnel) secondi 9
Massa volumica del calcestruzzo kg/m
3
2423
Resistenza a compressione a 24 ore MPa 26.5
Resistenza a compressione a 28 gg MPa 56.5
Resistenza a trazione indiretta a 28 gg (per splitting) MPa 4.8
Modulo Elastico secante a 28 gg GPa 33.65
Permeabilit ai cloruri prova accelerata coulomb Bassa
Ritiro igrometrico 28 gg m/m ~290
MISCELA LC 44 XS3 S5 (light concrete)
Propriet U.M Valore
Consistenza (abbassamento al cono) cm 25
Massa volumica del calcestruzzo kg/mc 1990
Resistenza a compressione a 24 ore MPa 28
Resistenza a compressione a 28 gg MPa 55
Resistenza a trazione indiretta a 28 gg (per splitting) MPa 4.0
Modulo Elastico secante a 28 gg GPa 24.3
Permeabilit ai cloruri prova accelerata coulomb Bassa
Ritiro igrometrico 28 gg m/m ~280
la velocit critica del sedi-
mento di forma tale che
quanto pi piccola sar la di-
mensione dei granuli costi-
tuenti il suolo tanto pi sar
erodibile e maggiore larea
dellerosione.
Questo fattore influenza an-
che la geometria della zona
di erosione. Per le stesse con-
dizioni di velocit dellelica e
laltezza dellasse dellelica sul
fondo, la profondit di ero-
sione maggiore quanto mi-
nore la dimensione (D
50
) e
la densit del sedimento.
Relativamente alle zone di
deposito dei sedimenti, la sua
altezza maggiore quanto
maggiore la dimensione del
sedimento, mentre al contra-
rio sono pi estese per sedi-
menti di dimensioni minori.
Questo comportamento
dovuto a una dimensione in-
feriore, il sedimento richiede
minore velocit per spostarsi
(velocit inferiore critica), che
rende la portata di dimensio-
ne minore rispetto al depo-
sito di materiali di maggior
diametro.
7. DURATA
DEL FLUSSO
DI CORRENTE
La profondit massima di
erosione anche legata al
tempo di funzionamento
dellelica. La durata della ma-
novra di attracco e di salpa-
mento quindi un elemento
che riguarda lerosione nella
fase di attracco. Il metodo di
Hamill (1988) consente una
stima della profondit mas-
sima di erosione tenendo
conto del tempo di azione
dellelica.
*Universit di Napoli
Federico II
Nel sito Internet www.giornaleingegne
re.it a completamento del presente ar
ticolo fa seguito un secondo argomento
trattato dal prof. Benassai sulla valuta
zione del livello di erosione
BIBLIOGRAFIA
A. P. CEUTA (2009). Informe sobre los da
os en el atraque n 3 del muelle Cao
nero Dato en el Puerto de Ceuta.
CEDEX (2011). Efecto de socavacin en
las obras de atraque producida por la ac
cin de las hlices
de los buques. Clave: 213095001. Para
Puertos del Estado.
CEDEX (1996). Socavacin por actuacin
de hlices. Clave: 214969160
CEM (2003). Coastal Engineering Manual.
Scour and Scour Protection. EM 11102
1100 (Part VI).
CIRIA/CUR. The Rock manual. CIRIA pu
blication C683. London, 2006
EAU (2004). Recommendations of the
Committee for Waterfront Structures,
Harbours and Waterways. Berlin: Ernst
& Sohn
HAMILL, G (1988). The scouring action
of the propeller jet produced by a slowly
manoeuvring
ship. PIANC, Bulletin 1988, N 62.
PIANC (1997). Guidelines for the design
of armoured slopes under open piled
quay walls. Report
of working group 22. Supplement to Bul
letin 96
PIANC (1987). Guidelines for the design
and construction of flexible revetments
incorporating
geotextiles for inland waterways. Supple
ment to Bulletin no. 57.
PORT DESIGNERS HANDBOOK (2010).
Carl A. Thoresen. Thomas Telford Limited,
London.
VALDES JOSE M., REDONDOLZARO, GU
TIRREZ RAMN M., MARTN IMMACU
LADA (2012) Socavacin en las obras de
atraque producida por el efecto de las
hlices de los buques, IV Congreso Na
cional de la Asociacin Tcnica de Puertos
y Costas, Valencia. segue a pag. 13
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.55 Pagina 11
Giulio Bertola
Emanuele Maiorana
1. DESCRIZIONE
Il sistema Syncrolift

(Figura
1) stato sviluppato grazie al-
la lunga esperienza Rolls-
Royce nel settore navale.
Il progetto infatti nasce e
viene largamente impiegato
per il trasferimento di grandi
navi dallacqua alla terrafer-
ma.
Si tratta di un sistema com-
posto da una struttura forma-
ta da travi principali in ac-
ciaio, ognuna delle quali col-
legata alle altre tramite ordi-
ture di travi secondarie che
sviluppano il piano di appog-
gio della piattaforma.
Sul piano di appoggio viene
collocato il sistema di binari,
per il trasferimento del carico
sopra la piattaforma.
Ogni trave principale appe-
sa alle due estremit ad un
argano, ogni coppia di argani
relativa ad una trave colle-
gata a tutti gli altri per mezzo
di un sistema di distribuzione
dati che converge al centro
di comando, dal quale pos-
sibile gestire tramite software
simultaneamente il sistema
complessivo di argani, e quin-
di la posizione altimetrica
dellintera piattaforma.
La piattaforma realizzata da
Omba Impianti & Engineer-
ing, consente nella fattispecie
di ammarare le strutture di
cemento armato sui quali al-
loggeranno le paratie del sis-
tema Mose. In particolare si
tratta della piattaforma con la
maggiore capacit di carico
mai realizzata da Rolls-Royce.
Le caratteristiche principali
sono:
n Lunghezza: 63 m
n Larghezza: 52,5 m
n Peso totale della piattafor-
ma: 4000 t
nn 52 argani capacit di sol-
levamento in coppia: 1200 t
n Escursione verticale della
piattaforma: 17 m
nn 13 travi principali a dop-
pio T: h = 5 m
n n 196 travi secondarie a
doppio T
n n 255 travi terza orditura
2. FABBRICAZIONE
Da segnalare i seguenti aspet-
ti: il materiale utilizzato e lat-
tivit di saldatura.
Per quanto riguarda il primo
aspetto, si tratta di acciaio
S355J2 verniciato e S690QL
per le parti di estremit delle
travi principali, in corrispon-
denza della zona di maggiore
sollecitazione di taglio per gli
effetti del perno di collega-
mento con gli elementi di sol-
levamento. La saldatura sta-
ta unattivit degna di nota
per via delle grandi dimen-
sioni delle anime e per la pre-
cisione geometrica da garan-
tire. Lo spessore delle piatta-
bande delle travi principali
pari a 100 mm, le anime han-
no spessore 40 mm e 100
mm nelle parti di estremit.
In particolare si fatto largo
uso del processo di saldatura
ad arco sommerso ed stata
curata la sequenza per gestire
gli inevitabili ritiri dovuti alle
elevate dimensioni degli ele-
menti e al consistente apporto
termico.
3. ASSIEMAGGIO
STRUTTURE IN
AREA PORTUALE
Date le notevoli dimensioni
delle travi principali, ognuna
di queste stata fabbricata in
stabilimento in quattro conci
e trasportati in area portuale
di Marghera dove sono stati
assemblati (Figura 2).
Sono stati effettuati quindi 52
trasporti eccezionali per una
larghezza di 5 m (i conci di
trave sono stati trasportati in
orizzontale) ed un peso di cir-
ca 50 t.
In area portuale i conci di tra-
ve sono stati verticalizzati, ac-
coppiati e saldati con proces-
so a filo continuo tra di loro
tramite giunti testa a testa a
piena penetrazione.
Dato lambiente caratterizzato
da atmosfera marina, brezze
ed umidit, sono state instal-
late delle capannine di com-
partimentazione dei giunti per
garantire la costante prote-
zione del bagno di saldatura
con gas inerte (Figura 3).
Ogni trave assemblata ha un
peso di circa 200 t.
Particolare attenzione stata
posta nel garantire il rispetto
delle ristrette tolleranze geo-
metriche. Le fasi di saldatura
sono state studiate e testate
per gestire i ritiri di piattaban-
de ed anima in maniera sim-
metrica, senza compromette-
re la planarit delle superfici.
La riduzione della lunghezza
complessiva dellintera trave
stata compensata agendo a
priori nel definire la lunghez-
za dei conci di trave, e in fase
di saldatura monitorando tra-
mite rilievi di precisione il
comportamento della strut-
tura. Per garantire la geome-
tria delle travi principali e il
corretto posizionamento re-
ciproco si scelto di comple-
tare ciascuna trave (saldatura
di tre giunti principali), inse-
rire lorditura secondaria
composta da quattordici travi
a doppio T di altezza pari a
1300 mm, e traslare una delle
due travi mediante due par-
ticolari cavallette che permet-
tono la regolazione della tra-
vata sui tre assi potendo per-
tanto raggiungere una preci-
sione millimetrica. Solo suc-
cessivamente sono state sal-
date le travi di orditura secon-
daria bloccando cos la geo-
metria del modulo formato
da due travi principali e dalle
orditure tra di esse.
Ogni modulo appoggia solo
alle estremit, per permettere
il successivo posizionamento
dei carrelli di trasporto (Figu-
ra 4).
12 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
PIATTAFORMA DI VARO PER STRUTTURE DI CEMENTO ARMATO
NELLAMBITO DEGLI INTERVENTI ALLE BOCCHE LAGUNARI DI VENEZIA
DATI DI PROGETTO
Progettista:
Rolls Royce
Ente Proprietario:
Magistrato alle Acque
di Venezia
Ente Committente:
Consorzio Venezia Nuova
Ente Appaltante:
Grandi Lavori Fincosit
Realizzazione strutture
metalliche e montaggio:
Omba Impianti & Engineering
Attrezzature ed assistenza
al trasporto:
Fagioli SpA
Figura 1. Impianto Sincrolift
Figura 2. Assiemaggio in area portuale Figura 3. Saldatura tra due conci di trave Figura 4. Traslazione trave principale
Figura 5. Predisposizione carrelli per trasporto
Figura 7. Posizionamento Figura 8. Installazione pulegge inferiori Figura 9. Armamento argani
Figura 6. Trasporto dei moduli su chiatta
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 12
boratori esterni.
Il MOSE il sistema di pa-
ratoie mobili a scomparsa in
costruzione alle bocche di
porto lagunari per la difesa
di Venezia e dellintero eco-
sistema dalle acque alte. Rap-
presenta il pi grande cantie-
re di ingegneria idraulica del
mondo, che vede impegnati
circa 3.000 addetti diretti e
indiretti.
Le paratoie mobili del Mose
rappresentano il cuore di un
vasto sistema di opere che
coniuga la difesa fisica dei
centri abitati lagunari dagli
allagamenti con il ripristino
e la riqualificazione ambien-
tale della laguna. Si tratta del
pi imponente programma
di difesa, recupero e riquali-
ficazione dellambiente che
lo Stato italiano abbia mai in-
trapreso, un impegno che
viene attuato secondo un ap-
proccio sistemico e coordi-
nato dal Ministero delle In-
frastrutture e dei Trasporti
Magistrato alle Acque di Ve-
nezia attraverso il Consorzio
Venezia Nuova. La realizza-
zione del MOSE sta richie-
dendo una produzione di cir-
ca 220.000 metri cubi di cal-
cestruzzo, un quantitativo
certamente imponente e che
ha comportato una partico-
lare attenzione nellimpiego
di calcestruzzi a prestazioni
specifiche.
La societ Calcestruzzi in-
tervenuta nei lavori con la
fornitura di i.idro MARINE
CONCRETE, il calcestruzzo
per applicazioni specifiche
appositamente sviluppato per
luso in ambienti marini o
esposti a condizioni ambien-
tali soggette allazione corro-
siva del mare o dellaria. Pur
immerso nellacqua di mare
il prodotto in grado di re-
sistere a diverse azioni cor-
rosive quali quelle esercitate
dai cloruri e dai solfati, dal-
lazione meccanica esercitata
dalle onde e dalla conseguen-
te azione del bagnasciuga.
Nella sua formulazione spe-
cifica per il Mose, in grado
di contribuire a garantire una
vita di esercizio dellopera di
oltre 200 anni.
In questo specifico caso sono
utilizzati due prodotti: i.idro
MARINCE CONCRETE
autocompattante Rck 45 e
i.idro MARINE CONCRE-
TE Lc 44. Questultimo, pur
possedendo le medesime ca-
ratteristiche di resistenza del
precedente, molto pi leg-
gero ed impiegato per la
costruzione dei cassoni di
spalla, che devono affrontare
problemi di galleggiamento
diversi dai cassoni di soglia.
I cassoni che contengono le
paratie - i pi grandi dallim-
ponente misura di 60 x 35
metri - sono stati rinforzati
con barre di acciaio ordinario
o inox.
Per far fronte agli elevati vo-
lumi richiesti dallopera, Cal-
cestruzzi ha installato una
centrale di betonaggio, allin-
terno dellarea di cantiere ri-
cavata su unisola artificiale
contigua allisola di Pellestri-
na, composta da 2 impianti
mobili. i.idro MARINE
CONCRETE viene immes-
so a ciclo continuo nelle au-
tobetoniere e dopo un breve
tragitto viene scaricato diret-
tamente nei cassoni mediante
betonpompe. Una volta ter-
minate le opere civili e alle-
stiti i servizi tecnici, i cassoni
saranno posati direttamente
in mare per la realizzazione
dellopera.
Grazie al dispositivo indu-
striale del Gruppo Italcemen-
ti, il cemento prodotto dalle
cementerie di Calusco dAd-
da (Bg) e Trieste arriva al
Porto di Marghera e da l rag-
giunge direttamente via mare
lo stabilimento di produzione
di calcestruzzo Calcestruzzi
S.p.A. Grazie a questa scelta
sostenibile stato completa-
mente eliminato il traffico su
ferry boat e su strada.
Massimo Borsa
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aggregati e calcestruzzi CTG
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N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 13
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4. TRASPORTO
MARITTIMO
E MONTAGGIO
IN CANTIERE
Gli elementi di piattaforma as-
semblati in area portuale risul-
tano comporre sei moduli del
peso variabile dalle 700 t alle
900 t. Ogni modulo un com-
posto rigido formato da travi
saldate, cinque sono composti
da due travi principali ed una
composto da tre travi prin-
cipali.
Il collegamento tra i moduli
in posizione definitiva sar for-
mato da elementi di orditura
secondaria posizionati in ap-
poggio tra i moduli. Sono stati
effettuati tre viaggi tramite una
chiatta di grandi dimensioni
(27,5 m x 91,5 m x 6 m) in
grado di trasportare due mo-
duli contemporaneamente per
un peso complessivo di circa
1600 t.
Ogni modulo di struttura
stato preso in carico da car-
relli SPMT (Figura 5) che
hanno imbarcato gli elementi
sopra la chiatta (Figura 6).
Raggiunta la banchina di Ma-
lamocco, stata ormeggiata
la chiatta e grazie alla flessi-
bilit di manovra dei carrelli
SPMT stato possibile tra-
slare e ruotare il modulo di
90 per la predisposizione alla
presa in carico del sistema di
sollevamento installato a ter-
ra. Questo sistema (Figura 7)
composto da una serie di
cavallette idrauliche montate
su binari, una trave di ripar-
tizione appoggiata sopra alle
cavallette sulla quale sono sta-
ti alloggiati gli strand jack in
prossimit di ogni trave con
possibilit di traslazione sulla
trave stessa. In questo modo
stato possibile garantire la
regolazione geometrica su tre
assi in fase di posizionamen-
to. Le fasi di installazione
messe a punto con laiuto dei
tecnici di Fagioli sono state le
seguenti:
1. Ormeggio della chiatta;
2. Traslazione del modulo ver-
so poppa e rotazione di 90;
3. Avvicinamento delle caval-
lette idrauliche per la presa in
carico;
4. Presa in carico delle travi;
5. Sollevamento del modulo
con cavallette idrauliche e
strand jack e allontanamento
della chiatta;
6. Regolazione su tre assi della
posizione e scarico del mo-
dulo in posizione finale e mes-
sa in scurezza;
7. Ripetizione della sequenza
per i moduli successivi che so-
no stati ingaggiati ai prece-
denti;
8. Installazione subacquea de-
gli elementi di collegamento
inferiori tra i vari moduli.
5. COMPLETAMENTO
MONTAGGIO
Omba ha provveduto a com-
pletare linstallazione allesten-
do tutto il sistema di argani
(Figura 8) composto da:
n bozzelli a doppia puleggia
agganciati a ciascuna estre-
mit delle tredici travi;
nalloggiamenti per le puleg-
ge superiori di rinvio;
n basamenti degli argani;
n argani;
narmamento funi (Figura 9);
n posa binari.
Ogni operazione stata mi-
rata a garantire lelevata pre-
cisione geometrica richiesta
da Rolls-Royce.
Per il materiale fotografico fonte Mini
stero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Magistrato alle Acque di Venezia, tra
mite il suo concessionario Consorzio Ve
nezia Nuova.
I CALCESTRUZZI IN
AMBIENTE MARINO
E LAGUNARE
PER STRUTTURE
PORTUALI:
DALLA RICERCA
ALLAPPLICAZIONE
segue da pag. 11
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 13
14 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
Linea diretta con gli Ordini
SPECIALE ELEZIONI Telecomunicazioni e tecnologie dellinformazione,
accordo tra Ordine di Milano e Comune
Alessandria
Conferme in blocco
Marco Colombo presidente
Notevole partecipazione di iscritti e conferma in blocco del Consiglio.
LOrdine degli Ingegneri di Alessandria ha eletto il proprio apparato
dirigente per i prossimi quattro anni, con la conferma di Marco Colombo
alla presidenza. Il Consiglio dellOrdine nelle restanti cariche risulta
dunque cos composto: vice presidente ingegner Giovanni Gatti, se
gretario ingegner Nicoletta Rispoli, tesoriere ingegner Danilo Branda.
Consiglieri: ingegner Monica Boccaccio, Ingegner Gianmario Bolloli,
ingegner Enrica Cattaneo, ingegner Sandro Rota, ingegner Calogero
Turturici, ingegner Sofia Valenzano e ingener Antonio Zanardi. Il nuovo
Consiglio si legge in una nota emanata dallOrdine piemontese
dovr attuare la recente riforma delle professioni che prevede, tra
laltro, la separazione dellesercizio disciplinare, organo terzo nominato
dal Presidente del Tribunale, e lavvio dellaggiornamento obbligatorio
per tutti gli iscritti.
Catanzaro
Rinnovata la fiducia
a Salvatore Sacc
E presidente dellOrdine di Catanzaro dallaprile del 2000 e anche alle
recenti elezioni ha ottenuto la fiducia dei colleghi con una sorta di
plebiscito, vale a dire il 92% delle preferenze: parliamo di Salvatore
Sacc, soddisfatto di poter continuare nel lavoro svolto sino ad oggi
per i colleghi calabresi. Dobbiamo sempre pi tenere conto delle esi
genze dei giovani laureati spiega lingegner Sacc , con un occhio
di riguardo per le nuove professionalit, dallinnovazione alle tecnologie
avanzate. Penso anche al settore biomedico, solo per fare un esempio,
nel quale per gli ingegneri vi sono interessanti opportunit. Come
Ordine di Catanzaro siamo particolarmente sensibili a tali tematiche
e staremo il pi vicino possibile ai colleghi, con suggerimenti, percorsi
di orientamento e corsi formativi. Con un unico obiettivo: Permettere
agli ingegneri calabresi di vivere ed esercitare la loro professione nella
loro terra, senza dover emigrare. Per far questo, per, necessario
creare una rete operativa tra mondo delle professioni, tessuto sociale,
economico e politico locale affinch si individuino in maniera collegiale
soluzioni e strategie condivise per creare sviluppo e favorire la crescita.
Ecco, dunque, la composizione del Consiglio dellOrdine degli Ingegneri
di Catanzaro sino al 2017: Presidente Salvatore Sacc; vicepresidente
Annamaria Cuffaro; segretario Antonio Francesco Pulice; tesoriere
Aldo Bitonti. Consiglieri: Maurizio Benvenuto, Antonio Borrello, Antonio
Califano, Domenico Ciocci, Carlo Cosentino, Aldo Cristiano, Paolo Lo
prete, Salvatore Lupica, Giuseppe Romano, Salvatore Sozzi, Isabella
Romeo (ingegnere iunior).
Imperia
Domenico Pino resta
alla guida dellOrdine
LOrdine di Imperia continuer ad impegnarsi per portare il suo con
tributo a livello provinciale, regionale e nazionale con proposte fina
lizzate ad uno sviluppo sostenibile ed a una modernizzazione del Paese,
introducendo innanzitutto la logica della sicurezza, della prevenzione
e della semplificazione. Con queste parole Domenico Pino ha salutato
la sua conferma alla guida dellOrdine degli Ingegneri di Imperia sino
al 2017. Conferma alla segreteria anche per Mauro Ausonio, mentre
tesoriere stato nominato Enrico Ingenito.
Poich lOrdine ligure ha superato i 500 iscritti, i consiglieri sono passati
da 9 ad 11, di cui 6 riconfermati e 5 alla loro prima nomina. In questo
momento ha ricordato il presidente Pino lincremento del numero
dei consiglieri particolarmente utile in quanto con la recente ap
provazione della Riforma delle Professioni saranno pi onerosi i compiti
istituzionali degli Ordini, uno fra tutti la formazione obbligatoria con
la necessit di offrire maggiori opportunit di aggiornamento per
lacquisizione dei crediti formativi minimi da parte degli iscritti che
svolgono la professione.
Sondrio
Dopo 26 anni Moratti saluta
Scaramellini nuovo presidente
E Marco Scaramellini il nuovo presidente dellOrdine degli Ingegneri
della Provincia di Sondrio. Vice presidente stato nominato Luca Ga
dola, segretario Paolo Bissoni, mentre il tesoriere Maria Cristina
Zecca. Nel suo discorso iniziale, lingegner Scaramellini ha voluto rin
graziare il presidente Enrico Moratti per limportante lavoro svolto
durante i suoi 26 anni di presidenza che ha portato a risultati significativi
a favore della categoria. In un periodo cos difficile come quello
attuale ha aggiunto Scaramellini la certezza della professionalit
degli iscritti e la convinzione che la nostra categoria abbia un importante
ruolo nella societ, saranno la spinta per ridare voce agli ingegneri.
In conclusione, lelenco dei consiglieri dellOrdine di Sondrio: Amos
Baggini, Donata Balzarolo, Enrico Cinalli, Gabriele De Piazzi (iunior),
Pietro Maspes, Mario Stoppani, Gianluca Venturini.
Accordo di collaborazione tra lOrdine
degli ingegneri della Provincia di Milano
e il Comune ambrosiano nei settori delle
tecnologie dellinformazione e delle te-
lecomunicazioni.
In particolare, lOrdine milanese offrir
consulenze gratuite al Comune per la
stesura di capitolati relativi ai servizi in-
formativi e allagenda digitale. Ma non
solo: il rapporto di collaborazione pre-
vede anche limpiego di giovani stagisti
presso gli uffici dellamministrazione co-
munale, grazie anche allintervento del
Politecnico di Milano.
I giovani potranno acquisire utili espe-
rienze nel comprendere dinamiche di
unazienda pubblica e, tra le varie man-
sioni, si occuperanno di elaborare nuovi
strumenti e soluzioni utili a sviluppare e
a implementare i sistemi informativi di
pubblica utilit.
Si tratta di un accordo importante
spiega Stefano Calzolari, presidente
dellOrdine degli Ingegneri di Milano -.
Tra il nostro Ordine e il Comune Mila-
nese gi attiva una collaborazione che
dura da tempo, iniziata con la precedente
amministrazione e ampliata con lattuale.
L'Ordine unistituzione al servizio della
collettivit, attenta al bene comune, che
si onora di poter coadiuvare il Comune
di Milano nelle attivit tecniche che oggi
risultano pi cruciali' per uno sviluppo
armonioso della citt e della societ, nelle
quali gli ingegneri detengono know-how
ed esperienza specialistica e sono in gra-
do, perci, di favorire scelte tecnicamente
adeguate, moderne e sostenibili.
Tutela del paesaggio e tirocini gratuiti,
intesa tra Ordine di Brescia e Ministero
Apprendere le procedure nor-
mative sulla tutela del paesag-
gio, i criteri di valutazione ed
espletamento delle pratiche,
levasione delle pratiche duf-
ficio, la verifica delle pratiche
relative a consolidamenti
strutturali a seguito di danni
sismici e finalizzati al miglio-
ramento sismico. E inoltre: re-
digere schede di danno in zo-
ne soggette a danni sismici,
comprendere i criteri di valu-
tazione e espletamento prati-
che su interventi strutturali per
edifici sottoposti a tutela. Sono
queste alcune delle possibilit
offerte dallaccordo stipulato
per lavviamento alla profes-
sione dedicato ai giovani in-
gegneri - tra lOrdine di Bre-
scia e il Ministero per i Beni
e le Attivit Culturali - Soprin-
tendenza per i Beni Architet-
tonici e per il Paesaggio di
Brescia, Cremona e Mantova.
LOrdine degli Ingegneri della
provincia di Brescia, bandisce
infatti 6 tirocini gratuiti seme-
strali riservati a ingegneri
iscritti allAlbo professionale
degli Ingegneri della Provincia
di Brescia e con et massima
di 35 anni al momento di pre-
sentazione della domanda.
I tirocini si svolgeranno presso
la sede della Soprintendenza,
in via Gezio Calini, a Brescia.
Sar lOrdine bresciano a farsi
carico di tutti i costi relativi
alle assicurazioni e polizze per
la tutela dei tirocinanti e del-
lente dove conducono il tiro-
cinio. La durata prevista di
500 ore complessive, da esple-
tarsi nellarco di 6 mesi (non
rinnovabili) e con un massimo
di 25 ore settimanali. Si ini-
zier il prossimo 21 ottobre
per i primi tre tirocini e il 31
marzo 2014 per i tre succes-
sivi. Le domande di parteci-
pazione vanno presentate en-
tro le 12 del 7 ottobre 2013
nella sede dellOrdine degli In-
gegneri della provincia di Bre-
scia (Crystal Palace via Ce-
falonia, 70).
Grave lutto per Alberto Gagliardi, presidente dellOrdine di Verbano Cusio Ossola
Un grave lutto ha colpito Alberto Gagliardi, presidente dellOrdine di Verbano Cusio Ossola. Nei giorni scorsi venuto a mancare il figlio,
Filippo, trentenne ingegnere della Bini Engineering di Gemonio, in provincia di Varese, colpito da un male incurabile. Filippo Gagliardi
lascia la moglie Anna, che proprio entro il mese di settembre lavrebbe fatto diventare padre per la prima volta. Alla famiglia Gagliardi
vanno le pi sentite condoglianze della direzione del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, della direzione e della redazione del
Giornale dellIngegnere.
Cresci-Italia 2.0, gli Ingegneri contrari
ai pagamenti effettuati tramite carte di debito
N
ovit importanti arrivano dal Cresci
Italia 2.0, vale a dire il decreto sulla di
gitalizzazione dellItalia, introdotto dal Go
verno Monti: a decorrere dal 1 gennaio
2014, i soggetti che effettuano lattivit di
vendita di prodotti e di prestazione di servizi,
anche professionali, saranno tenuti ad ac
cettare anche pagamenti effettuati attra
verso carte di debito. Una soluzione che trova
la forte opposizione degli ingegneri, come
spiega Armando Zambrano, presidente del
Cni: Siamo nettamente contrari.
Questa norma impone un ulteriore balzello
a carico dei professionisti. Inoltre, non ha
nessuna finalit di lotta allevasione e al som
merso, in quanto la quasi totalit delle pre
stazioni professionali ha una soglia di valore
superiore ai 1000 euro, oltre la quale gi ora
tutti i pagamenti devono essere tracciabili e
quindi fatti con sistemi di pagamento quali
assegni o bonifici.
In effetti, bastano poche cifre per compren
dere come sia poco conveniente la nuova
scelta decisa dal Governo: al professionista,
infatti, richiesto di farsi carico dei costi di
installazione del POS (mediamente intorno
ai 100 euro), del pagamento di un canone
mensile (allincirca 30 euro) e del pagamento
di una commissione su ogni transazione che
pu superare anche il 3%.
Supponendo una commissione media
dell1% su ogni transazione, per le sole pre
stazioni erogate dai professionisti tecnici nel
settore delle costruzioni, si tratta di 60 milioni
di euro lanno, soldi che da reddito per i pro
fessionisti si trasformano in rendita per il si
stema bancario. Noi non siamo contrari alla
tracciabilit e alla lotta allevasione incalza
Zambrano Ma tale lotta non pu essere
utilizzata come paravento per taglieggiare
ulteriormente un sistema professionale che
affronta una crisi drammatica senza alcun
sostegno pubblico, a differenza di molti altri
settori produttivi quali lo stesso settore ban
cario.
Il divieto di effettuare pagamenti superiori
a 1.000 euro gi sufficiente a sradicare la
quasi totalit dei pagamenti in nero per i
professionisti, in particolare per quelli tecnici.
Chiediamo quindi limmediata cancellazione
della contestata disposizione conclude il
presidente del Cni e che eventuali misure
sostitutive di lotta allemersione siano intro
dotte a costo zero per i professionisti.
CNI
Il Crystal Palace, sede dellOrdine degli Ingegneri della provincia di Brescia
La maggior parte degli Ordini provinciali sono stati interessati e alcuni
lo sono tuttora al rinnovo delle cariche elettive. In questo numero del
Giornale diamo conto ai lettori della composizione dei Consigli direttivi
di alcuni Ordini: nel prossimo e sulla newsletter continueremo ad in
formarli degli esiti elettorali. A tal proposito, invitiamo tutti gli Ordini
provinciali a farci pervenire via email le composizioni dei nuovi Consigli
al seguente indirizzo: redazione@giornaleingegnere.it.
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 14
dott. ing. Luca Iannantuoni
Tre nuovi report rilanciano lal-
larme sui pericoli del mercurio,
sottolineando che i suoi effetti
nocivi per la salute e per lam-
biente sono eccessivamente
sottovalutati. Il momento scel-
to per la loro pubblicazione
non casuale, bens strate-
gico: gli esperti stanno in-
fatti portando a termine la
bozza di un nuovo trattato
internazionale che mira a ri-
durre ulteriormente luso di
mercurio. Il trattato, giuridica-
mente vincolante, dovrebbe
essere concluso sotto legida
delle Nazioni Unite. Le rela-
zioni tecniche sono state pub-
blicate indipendentemente dal-
la Zero Mercury Working
Group (ZMWG), il Biodiver-
sity Research Institute (BRI) e
lUfficio europeo dellambiente
(European Environmental Bu-
reou, EEB) e mostrano come
la diffusa contaminazione da
mercurio su scala planetaria
abbia fatto registrare effetti ne-
gativi sulla salute con livelli
considerati sicuri fino a pochi
anni f. Secondo i promotori
questo va inteso come un
campanello dallarme per tutti
i governi per arginare la cre-
scente ondata di inquinamento
da mercurio e finalizzare a
breve il trattato. In particolare
la contaminazione avviene nei
mari, facendo rilevare un con-
tenuto medio di mercurio nelle
principali specie di grandi pesci
(pesce spada, squalo, tonno)
che pu variare di un fattore
100 rispetto alla media e che
comunemente, per il pesce
consumato regolarmente dalle
persone, supera gli standard di
sicurezza statunitensi.
Addirittura lo studio associa
malformazioni del feto in via
di sviluppo al consumo abitua-
le di pesce da parte delle ma-
dri, suggerendo di rivedere gli
attuali livelli di tolleranza al-
lesposizione al mercurio per
la salute. LUE ha adottato, fin
dal 2005, una strategia per ri-
durre le emissioni di mercurio
nellambiente, riducendo la
produzione e la domanda e
garantendo la protezione con-
tro lesposizione, in particolare
al metilmercurio nel pesce e
nei frutti di mare. Questa stra-
tegia stata seguita con lado-
zione del regolamento CE
1102/2008, che vieta le espor-
tazioni di mercurio metallico
e di alcuni composti del mer-
curio nonch delle miscele e
obbliga allo stoccaggio in si-
curezza di questa sostanza: un
regolamento gi pienamente
in vigore dal 2011.
La sicurezza nucleare riferi-
bile principalmente alla pre-
venzione, al rilevamento e alla
risposta contro il traffico ille-
cito di sostanze nucleari o altre
materie radioattive e rientra,
prevalentemente, tra le com-
petenze nazionali. A tale pro-
posito le salvaguardie nucleari
sono le attivit volte a garan-
tire che le materie nucleari sia-
no utilizzate esclusivamente
per gli usi pacifici consentiti e
si applicano grazie allattua-
zione di sistemi di contabilit
nucleare e a ispezioni indipen-
denti. Queste si basano su ac-
cordi internazionali che
consentono alle autorit
nazionali e internazionali
come lAIEA e la Com-
missione europea di ve-
rificare il costante uso pa-
cifico delle materie nucleari.
Allo scopo, nel 2009 lUe ha
predisposto in materia un ap-
posito Piano d'azione per il
settore chimico, biologico, ra-
diologico e nucleare (CBRN),
che stato adottato dal Con-
siglio europeo nel dicembre
dello stesso anno. Nellocca-
sione il Consiglio ha incorag-
giato gli Stati membri dellUE
e la Commissione a promuo-
vere maggiormente la cultura
della sicurezza, ponendo l'ac-
cento sul rafforzamento delle
conoscenze negli Stati membri
in relazione al settore della si-
curezza CBRN tramite mi-
gliori valutazioni dei rischi, ri-
cerca, scambio di migliori pra-
tiche, nonch formazione ed
esercitazioni comuni. Il piano
dazione ha inoltre incoraggia-
to lEUSECTRA - European
nuclear security training cen-
tre, ente a tal fine previsto, ma
ancora da costituire, ad offrire
una formazione sulla sicurezza
nucleare e radiologica e a so-
stenere ed integrare queste at-
tivit a livello nazionale. Il
Centro stato poi effettiva-
mente istituito come Centro
europeo di formazione per la
sicurezza nucleare, con sede a
Karlsruhe, ed stato inaugu-
rato dallEsecutivo comunita-
rio a fine aprile 2013. Compito
del Centro formare gli ope-
ratori di prima linea, gli istrut-
tori e gli esperti abilitandoli al-
lindividuazione delle sostanze
nucleari o altre materie radio-
attive e alla lotta contro il traf-
fico illecito di tali materie. I
programmi di formazione so-
no stati sviluppati di concerto
con lAgenzia internazionale
per lenergia atomica (AIEA)
e il Dipartimento dellenergia
degli Stati Uniti. EUSECTRA
offre una formazione
pratica su una grande va-
riet di materie radioattive e
nucleari e con unampia scelta
di attrezzature e strumenti di
misurazione. Allinterno del
Centro, una delle aree di for-
mazione riproduce le condi-
zioni aeroportuali ed dotata
di un metal detector a transito
per il controllo dei passeggeri
e di un nastro trasportatore a
raggi X. Allesterno, la forma-
zione concerne vari scenari e
prevede lutilizzo di 4 diversi
portali di controllo delle radia-
zioni. Complessivamente du-
rante le attivit di formazione
vengono utilizzati oltre 30 stru-
menti di misurazione e rileva-
mento. Il Centro integra le at-
tivit di formazione gi svolte
in materia dal Centro comune
di ricerca (JRC) della Com-
missione europea nelle sedi di
Karlsruhe e Ispra. Il Centro di
formazione doter gli operatori
che intervengono nelle emer-
genze degli strumenti pi ag-
giornati per prevenire e affron-
tare gli incidenti nucleari, i qua-
li, anche se assai rari, possono
avere gravissime conseguenze.
Ad EUSECTRA affidata
principalmente la funzione di
proteggere i cittadini europei,
ma anche quella di rappresen-
tare un punto di riferimento
per altre organizzazioni che
operano nel settore. In questo
secolo la sicurezza nucleare
rappresenta infatti una grande
sfida per tutto il Mondo e la
formazione e la cooperazione
internazionale ai fini del rile-
vamento di materie radioattive
e nucleari sono elementi fon-
damentali della risposta alla
minaccia posta dal traffico il-
lecito di materiali nucleari e
componenti di impianti. La
direzione generale degli Affari
interni della Commissione Ue
ha affidato lattuazione del
centro di formazione al JRC
per la sua lunga e positiva
esperienza nella formazione
nel settore. Nellarco di due
decenni il JRC ha partecipato,
infatti, allattuazione di molti
progetti nel campo del rile-
vamento e dellanalisi forense
di materie nucleari, anche al
di fuori dellUnione europea,
in particolare attraverso il pro-
gramma TACIS per lassisten-
za tecnica alla Comunit degli
Stati indipendenti) e gli stru-
menti di preadesione dellUE.
P.A.
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 15
AVIAZIONE
Dimezzate le emissioni
entro il 2050
Solo ladozione di criteri globali basati sulla realt del mercato pu con
tribuire al raggiungimento dellobiettivo condiviso dallOrganizzazione
internazionale dellaviazione civile (ICAO) e dallindustria aeronautica per
una crescita zero delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020 e
una loro riduzione del 50% entro il 2050.
Secondo un nuovo studio, pubblicato nel marzo scorso dalla Manchester
Metropolitan University, limpatto complessivo di tutte le misure di ri
duzione di anidride carbonica attualmente sul tavolo insufficiente per
raggiungere il target e neutralizzare gli effetti dei ritardi ad oggi accumulati.
Sulla base di questo studio, lorganizzazione non governativa Transport
& Environment (T&E) ha recentemente sollecitato lICAO ad affrontare
le sue responsabilit. Lo studio, partendo dallassunto che le emissioni
del trasporto aereo rappresentano attualmente il 22,5% delle emissioni
globali di anidride carbonica, evidenzia che gli scenari futuri dell aviazione
prevedono forti aumenti di traffico aereo e quindi di emissioni (UNEP
Bridging the Emissions Gap). L ICAO ha fissato una serie di obiettivi per
le prestazioni ambientali del trasporto aereo internazionale, tra cui un
miglioramento globale medio annuo della qualit del carburante che ac
cresca lefficienza del 2 per cento fino al 2020 e che possa quindi portare
ad un obiettivo capace di garantire, a partire dal 2020, il mantenimento
di un valore costante delle emissioni nette, pur aumentando i volumi di
traffico. Delle tipologie di misure studiate, lestensione delle attuali misure
basate sul mercato ETS (commercio delle emissioni) appare quella che
offre il maggior potenziale di mitigazione. Pertanto si prevede il mecca
nismo ETS come valida strada da perseguire, in quanto se venisse imple
mentato a livello globale, a garanzia della copertura di tutta laviazione
internazionale, il risparmio di emissioni potrebbe essere addirittura su
periore alle aspettative.
L.I.
Attualit europa
I rischi legati al mercurio
lo studio associa malfor
mazioni del feto in via di
sviluppo al consumo abituale
di pesce da parte delle madri,
suggerendo di rivedere gli attuali
livelli di tolleranza allesposizio
ne al mercurio per la salute.
Complessivamente durante le
attivit di formazione vengono
utilizzati oltre 30 strumenti di
misurazione e rilevamento. Il
Centro integra le attivit di for
mazione gi svolte in materia
dal Centro comune di ricerca
(JRC) della Commissione
europea nelle sedi di
Karlsruhe e Ispra.
LUE rafforza la formazione
per la sicurezza nucleare
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 15
16 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
dott. Alberto Pieri*
I
I giovani e le scienze, or-
ganizzato dalla Fast fin
dal 1989, seleziona gli stu-
denti delle scuole superiori
che realizzano e presentano
progetti in qualsiasi campo
scientifico e delle applicazioni
tecnologiche. I migliori con-
correnti valutati e scelti dalla
giuria vanno a rappresentare
lItalia non solo al concorso
dellUnione europea dei gio-
vani scienziati (EUCYS, Eu-
ropean Union Contest for
Young Scientists), che rimane
il riferimento per limpegno
della Fast; ma pure ai princi-
pali eventi mondiali degli stu-
denti eccellenti, compresi
quelli che hanno dato le mi-
gliori soddisfazioni: la Fiera
scientifica internazionale di
Taipei; Isweeep di Houston;
Isef/Intel a Phoenix negli Usa.
Lappuntamento principale
rimane comunque la finale
europea, che nel settembre
2012 si tenuta a Bratislava,
Repubblica Ceca. LItalia par-
tecipava con 3 progetti pro-
posti da 6 studenti di Udine,
Rovereto e Treviso. E due la-
vori sono stati premiati. Ana-
stasia, Ilaria e Sebastian del
Malignani di Udine, con il lo-
ro studio Un nuovo proto-
collo per la diagnosi dei tu-
mori stromali gastrointestinali
(GIST) e non GIST, otten-
gono uno dei premi speciali:
tirocinio di una settimana al-
lIstituto per la salute e la di-
fesa del consumatore presso
il Centro comune di ricerca
della Commissione europea.
Luca e Michele dellIti Mar-
coni di Rovereto, che presen-
tano Fresatrice CNC, ven-
gono inviati alla 64a edizione
di Isef/Intel, la pi grande
competizione mondiale per
le ragazze e i ragazzi delle su-
periori che si tiene ogni anno
negli Stati Uniti.
A inizio febbraio 2013 Danie-
la, Leila e Lorenzo, Istituto
tecnico Galilei di Jesi, ricevo-
no a Taipei il terzo premio in
chimica con il progetto Ce-
reali biologici e non biologici:
il modello sperimentale che
fa la differenza. Il 12 maggio
a Houston in Texas, dove si
svolge la 5a edizione di Iswe-
eep, lOlimpiade internazio-
nale dei progetti di ingegne-
ria, energia e ambiente, anco-
ra i due ragazzi di Rovereto
Luca e Michele si aggiudica-
no il 3 premio in ingegneria
con il lavoro Static sun de-
tector un sensore statico ca-
pace di determinare la posi-
zione e la irradiazione del so-
le. Molto significativo, infine,
il secondo premio nella cate-
goria Energia e trasporti a
Isef/Intel di Phoenix. David
e Massimo, ancora il Mali-
gnani di Udine, salgono sul
podio grazie al progetto Hy-
pergolic and ecological pro-
pellants che propone un
nuovo tipo di combustibile li-
quido non inquinante per il
settore aerospaziale.
La speranza di fare ancora
meglio in futuro. Dal 3 al 6
maggio 2013 c stata la 25a
edizione de I giovani e le
scienze, manifestazione sotto
lAlto Patronato del Presiden-
te della Repubblica, unedi-
zione davvero straordinaria,
grazia anche al contributo di
Regione Lombardia e Fon-
dazione Cariplo, arricchita dal
supporto del programma per
la diffusione della cultura
scientifica del Miur e dal so-
stegno di Aica: pi progetti,
durata pi lunga, giuria stra-
ordinaria per la qualit dei
componenti, premi molto in-
teressanti. Tra i 22 riconosci-
menti, i principali riguardano
la partecipazione a Eucys
2013 a Praga, Liysf a Londra,
Mostratec in Brasile, Expo
Science in Messico, Tisf a Tai-
pei, Isef/Intel a Los Angeles,
Esi ad Abu Dhabi, Irs a Mo-
sca, Isweeep a Houston, Ine-
spo in Olanda Ma anche
You Scientist allIfom di Mi-
lano e Divento un astronomo
allOsservatorio astronomico
di Asiago. E in attesa di mi-
gliorare anche questanno i
risultati dellultima edizione,
la Fast comunica le date per
la manifestazione del 2014.
Lesposizione dei progetti fi-
nalisti prevista da sabato 3
a luned 5 maggio del pros-
simo anno; la data ultima per
linvio dei lavori venerd 28
febbraio 2014, ore 17.00. I de-
stinatari sono gli studenti del-
le superiori e del primo anno
di Universit con pi di 14
anni e meno di 21 a settem-
bre 2014. I settori: tutti i cam-
pi della scienza e delle appli-
cazioni tecnologiche.
E come sempre vincano i mi-
gliori ! Maggiori informazioni
sul sito www.fast.mi.it.
*Segretario generale Fast
I riconoscimenti assegnati agli studenti selezionati nellambito del concorso I giovani e le scienze promosso da Fast
Studenti italiani sulle passerelle mondiali della scienza
Cinque studenti premiati alla finale del 24
o
Eucys, concorso dell'Unione
europea per i giovani scienziati. Da sinistra Michele Simoncelli e Luca
Passerini del Marconi di Rovereto; Anastasia Moravskaya, Sebastian
Gregoricchio, Ilaria Furlan del Malignani di Udine
David Zilli, a sinistra, e Massimo Cappelletto del
Malignani di Udine a Isef/Intel 2013 con il missile
a combustibile liquido ecologico
Progetto di riuso e riconversione
delle saline di Cagliari per lallevamento dei gamberi
PRIMO PREMIO INTERNAZIONALE
E MEDAGLIA DORO PER LA MIGLIOR
TESI DI LAUREA SULLARCHITETTURA
SOSTENIBILE A SEI STUDENTI
DEL POLITECNICO DI BARI
Sono sei, tutti pugliesi e freschi di laurea in architettura, gli studenti
del Politecnico insigniti del Premio Internazionale per Architettura So
stenibile Fossa e Bartolo.
I vincitori del concorso sono: Francesco Garofoli (Bisceglie), Alberto
Maria Ficele (Molfetta); Sara Lagna (Galatina); Vincenzo Salierno (Bi
tonto); Daniele Spirito (Latiano); Francesco Vurchio (Andria), coordinati
dai docenti, Zattera, Carullo, Menghini, Raffaele.
I neoarchitetti hanno sbaragliato il campo e ottenuto il miglior consenso
di una qualificatissima e severa giuria internazionale (Thomas Herzog,
Erik Bystrup, Glenn Murcutt, Nicola Marzot, Antonello Stella, Gianluca
Minguzzi), proponendo il lavoro di tesi di laura con il titolo Architettura
del Sale. Il loro apprezzato progetto, propone il restauro, riuso e la
riconversione economica delle antichissime Saline di Cagliari, oggi al
linterno del Parco Naturale Regionale del Molentargius Saline. Lin
teresse degli studenti per quellarea scaturisce quasi casualmente dalla
scoperta di un progetto, il magazzino del sale (progettato anche
nelle saline di Margherita di Savoia), dal noto ingegnere Pier Luigi
Nervi. Il paesaggio tipico delle saline e il complesso architettonico,
molto pi articolato rispetto alle saline di Margherita di Savoia, sot
toposto ad una pressione antropica diversa e complessa, hanno su
scitato linteresse a proseguire gli studi di ricerca.
Il progetto degli studenti del Politecnico di rifunzionalizzazione per il
rilancio, la valorizzazione e la salvaguardia di quegli ambienti umidi
mira alla conversione di alcuni bacini della salina a zone adibite ad ac
quacoltura, in particolar modo allallevamento del gambero, quale at
tivit produttiva economica compatibile con le risorse ambientali pre
senti nellarea. Gli allevamenti, esclusivamente di tipo estensivo, fa
voriscono una catena alimentare autonoma e sfruttano i bacini non
pi utilizzati della salina. In particolare lintervento prevede il riutilizzo
della zona adibita in passato alla lavorazione dei sali di magnesio con
il recupero contestuale anche dei relativi edifici, in gran parte oramai
in stato di rovina, in cui avviene la prima fase della produzione, quella
cio iniziale di crescita. La seconda fase prevista, avviene invece nei
bacini allaperto. Dopo la raccolta il gambero viene portato allinterno
delledificio per la lavorazione del gesso, prima di essere trasferito,
ancora vivo, nel vecchio magazzino del sale, per essere finalmente la
vorato e commercializzato.
Il sito ha ricoperto fin dal periodo romano un ruolo importante, in re
lazione alla presenza dellarea di raccolta del sale. I metodi di raccolta
rimangono pressoch invariati fino al 1700. Nel 1739 avviene il primo
vero progetto di ammodernamento delle saline. E del 1830 la prima
riorganizzazione tecnologica e idraulica delle saline. Nel 1930 si realizza
la cosiddetta citt del sale un complesso di edifici e locali dove av
veniva la lavorazione del sale. Ci conduce ad una trasformazione del
territorio e anche al suo deterioramento dalla seconda met del 900,
fino alla chiusura nel 1985. Il Premio Fossa e Bartolo festeggia i suoi
primi dieci anni. Gli aspetti ambientali e climatici sono stati ritenuti
fondamentali dalla giuria nella valutazione della qualit delle opere e
nella formulazione dei giudizi. Per tale motivo sono state premiate ar
chitetture che hanno saputo raggiungere elevate qualit formali anche
attraverso lanalisi accurata delle variabili ambientali. Medaglie dargento
ex aequo, sono state attribuite allUniversit G, DAnnunzio di Chieti
e alla Harvard Graduate School of Design (USA) con una sorprendente
tesi tutta pugliese: Brindisi 2050: riorganizzare il tempo/riarticolare
lidrologia! Menzioni donore allUniversit di Roma, "La Sapienza" e
al Politecnico di Milano.
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 16
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 17
dott. ing. Marco Castelli
S
ono passati quasi otto
anni da quando, verso la
fine del 2005, visitando
il Museo del Duomo consta-
tai la quasi totale assenza di
notizie sulla nascita di quella
sua Gran Guglia che anche a
me (molti anni dopo che ne
fu affascinato Stendhal !)
sempre sembrata la sua parte
pi originale e intrigante. Fa-
ticai anche a trovare il nome
dellautore della Guglia. Iniziai
cos una ricerca, sia negli ar-
chivi della stessa Fabbrica, sia
presso i personaggi che se ne
erano occupati a vario titolo,
e venni cos in contatto con
Marco Orombelli, Carlo Fer-
rari da Passano, Benigno
Mrlin Visconti, Ernesto Bri-
vio, Giulia Benati, Ulderico
De Piazzi , fra gli interni, e
Maria Luisa Gatti Perer, Au-
rora Scotti Tosini, Giuseppe
Stolfi, per citare solo alcuni
fra gli studiosi esterni alla
Fabbrica i cui contributi sul-
largomento Gran Guglia ho
riportato nel libro Il caso
Croce pubblicato nellagosto
del 2009 (dizioni ARES).
Grazie al fortunato incontro,
sempre per queste mie ricer-
che , col compianto ingegne-
re umanista (come amava
autodefinirsi) Edoardo Bre-
gani, Presidente onorario del-
la Fondazione del Collegio
degli Ingegneri di Milano e
autore benemerito della storia
del Collegio, alla cui memoria
dedico con commozione
queste mie note, ho potuto
vedere realizzato un Conve-
gno sulla Gran Guglia che
avevo avuto lardire di sugge-
rirgli e che egli mise magi-
camente in cantiere in co-
produzione con la Fonda-
zione del Corriere della Sera
e quella della Veneranda Fab-
brica da pochi mesi presiedu-
ta da Angelo Caloia. Il Con-
vegno fu presentato dal Dr.
Ing. Carlo Valtolina appena
eletto Presidente del Collegio.
Si era cos verificata, una coin-
cidenza, credo casuale, fra
linteresse della Fabbrica a
pubblicizzare limminente in-
tervento di restauro della
Gran Guglia diretto dallin-
gegner Benigno Mrlin Vi-
sconti, proiettando sullo
schermo di Sala delle Colon-
ne le bellissime immagini del
modello tridimensionale della
guglia messe a punto a quello
scopo dal Prof.Carlo Monti
del Politecnico e suoi colla-
boratori e gli interessi culturali
propri del Collegio nei con-
fronti del mio lavoro di ricer-
ca culminato col desiderio,
subito condiviso da E. Brega-
ni, di far luce sia sulla appa-
rentemente ingiustificata am-
nesia collettiva che sembrava
circondare il nome di Fran-
cesco Croce sia su una certa
riluttanza in seno alla Fabbri-
ca stessa a riconoscerlo come
progettista della guglia per
ragioni filologiche.
Ricordo che Bregani, nono-
stante la sua salute fosse or-
mai malferma, si rec appo-
sitamente in Fabbrica per
proporre lidea del convegno
al pi anziano Ferrari da Pas-
sano, con cui aveva rapporti
formali, ma questa volta usc
commosso dal colloquio an-
che per lavere i due scoperto
un comune passato di guer-
ra in Marina, luno come uf-
ficiale comandante di una
cacciatorpediniera , laltro co-
me giovane mar della Scuo-
la Morosini, internato dai Te-
deschi per essersi rifiutato di
arruolarsi nella Wehrmacht.
Lungi dal condividere le ri-
serve su Croce progettista,
Ferrari da Passano promise
con entusiasmo la sua parte-
cipazione a una Giornata di
Studio su La Gran Guglia
del Duomo di Milano e il Ca-
so Croce (la seconda parte
del titolo fu da me suggerita):
cos, al bellissimo intervento
del vecchio proto-architetto
a vita (avendo egli difficolt
a parlare esso fu letto dalla
Prof.ssa M.A.Crippa che pre-
siedeva la Giornata) fecero
seguito quelli di alcuni fra i
pi qualificati docenti di in-
gegneria ed architettura ed
esponenti della cultura attiva,
tutti concordi nel rendere
onore a Francesco Croce, un
grande ingegnere e un grande
architetto ingiustamente di-
menticato, davanti a una pla-
tea di 300 tra ingegneri e ar-
chitetti milanesi.
Come poco sopra accennato,
si trattava tra laltro di rispon-
dere allesitazione di alcuni
nel riconoscere Francesco
Croce quale autore a pieno
titolo della guglia. La risposta
della Giornata di Studio, vista
la copiosa documentazione e
lufficialit con cui fu gestito
lincarico conferito a Croce,
e soprattutto, la audacia del-
limpresa realizzata, fu plebi-
scitaria e a favore di Croce.
Purtroppo venne meno la
promessa partecipazione di
Renzo Piano, che, contattato
dallIng. Bruno Finzi a Parigi,
dove presenziavano entrambi
a un convegno, aveva aderito
con entusiasmo ma poi do-
vette rinunciare per impegni
precedenti.
Ricordando, come sottoline
Bregani nella sua presenta-
zione, che la difesa della
memoria degli architetti e in-
gegneri censurati o dimenti-
cati uno degli scopi statu-
tari del Collegio, va preso atto
con soddisfazione come in
quella Giornata di Studio del
28 ottobre 2009, sono tornate
ad echeggiare, dopo 73 anni,
le lodi ed il plauso che la Pro-
fessoressa M.L.Gengaro ave-
va tributato, per la prima vol-
ta, allindirizzo di Francesco
Croce architetto milanese del
XVIII sec. nel Bollettino
dArte del febbraio 1936 del
Ministero dellEducazione
Nazionale: particolarmente
ed esplicitamente in forza
della sua ultima opera, la
Guglia, appunto.
La grande studiosa notava
che questa ultima impresa co-
struttiva di Croce era stata
avversata da contemporanei
e posteri solo per il cambia-
mento del gusto da barocco
a neoclassico e concludeva
con queste parole tempo
che la sua arte sia rivalutata.
Tuttavia, per onor di crona-
ca, Giulia Benati, Direttrice
del Museo del Duomo, e an-
che il suo predecessore ormai
in pensione, Ernesto Brivio,
mi comunicarono, in privato,
la necessit di tener conto
dellopinione espressa dalla
Prof. M.L. Gatti Perer che, di
circa 20 anni pi giovane del-
la Gengaro, ne aveva in qual-
che modo raccolto leredit,
di non potersi riconoscere F.
Croce come sicuro autore
della guglia finch non ver-
ranno ritrovati i disegni au-
tografi con la sua firma. Non
posso pensare che, quelli della
Gatti Perer , siano stati altro
che genuini scrupoli scientifici
anche se appaiono, in questo
caso, un po eccessivi !
E forse opportuno che io
colga loccasione per rivelare
, qui per la prima volta, di
aver ricevuto una sua ultima
telefonata nella quale volle
rimproverarmi benevolmente
di non averla interpellata
quando raccolsi le firme per
la dedica a Croce di una via,
ch avrebbe aggiunto volen-
tieri la sua.
Ora, lultimo articolo apparso
su La Lettura allegata al
Corriere di domenica 23 giu-
gno con lintervista di Massi-
mo Zingardi alla Dr.ssa Be-
nati, Direttrice del Museo del
Duomo, e a Mons.Borgono-
vo, Arciprete della V. Fabbri-
ca, riaccende in me qualche
preoccupazione dettata, pi
che da asserzioni, da omis-
sioni contenute nellintervista,
per come saranno presentate
nel rinnovato Museo la figura
di Croce e limmagine della
sua Guglia che mi si consenta
di chiamare, almeno qui, Gu-
glia Croce (col nome del suo
autore, come avvenuto per i
4 gugliotti che la circondano).
Non mi chiaro cio, se essa
verr ancora presentata solo
come un ovvio complemento
architettonico di scarsa im-
portanza. In tal caso la Gior-
nata di Studio organizzata dal
povero ing. Bregani sarebbe
passata invano.
Voglio essere ancora pi espli-
cito: augurandomi di essere
piacevolmente indotto a ret-
tificare la mia impressione
quando a novembre si aprir
di nuovo il Museo, non credo
sarebbe stato fuori luogo tro-
vare in quell ampio prean-
nuncio (su ben 4 pagine ric-
che di immagini) della pros-
sima riapertura anche (e so-
prattutto!) quello di due au-
tentiche e grandi novit uscite
dalla Giornata di Studio vo-
luta da Edoardo Bregani: la
fama finalmente e meritata-
mente riconsegnata al grande
autore della Guglia, e il rico-
noscimento di questultima
quale grande opera darte an-
tesignana dei moderni grat-
tacieli (e non solo simbolo in-
confondibile di una Milano
che non smette di puntare in
alto e guardare lontano!):
unopera straordinariamente
innovativa che ha conferito a
tutto il Duomo una compiu-
tezza progettuale che aspet-
tava da 4 secoli. Unopera
che, lo ricordo qui ancora al
nostro Cardinale e al nostro
Sindaco, attende sempre dal
lontano 1774, (come scrissi a
entrambi il 15 settembre
2012), di essere inaugurata so-
lennemente!
Per queste ragioni sono anche
curioso di sapere quando ver-
r finalmente dato accogli-
mento alla petizione da me
presentata in Comune con
una lunga lista di firme di uo-
mini di cultura e cittadini mi-
lanesi, fra le prime quella di
Edoardo Bregani, il 31 gen-
naio 2007 (quasi 7 anni or so-
no !) perch venisse dedicato
a F. Croce il primo tratto di
via Palazzo Reale che inqua-
dra la straordinaria opera co-
me nel film Lalbero degli
zoccoli di E. Olmi.
Cari amici e colleghi ingegne-
ri e architetti del Politecnico,
solo quando vedremo realiz-
zati questi due simbolicamen-
te importantissimi eventi, la
inaugurazione della Guglia
Croce e quella della Via Fran-
cesco Croce, potremo rilas-
sarci e congratularci in cuor
nostro, ed esclamare, in spi-
rituale vicinanza con lui: Ca-
ro Edoardo, missione com-
piuta!.
La Gran Guglia del Duomo di Milano e il caso Croce
Quella giornata di studio in onore di Edoardo Bregani
ATTUALIT ITALIA
Funerali di Carlo VI (padre di Maria Teresa) incisione di M.A..Del Re 1741. Il
tiburio del Duomo di Milano, prima
Veduta del Duomo di Milano , in Memorie diMilano nei secoli bassi di G.Giulini
(Pag. 428 Vol. XI : incisione di Giulio C. Bianchi 1774) e dopo Francesco Croce.
Il Nuovo Grande Museo del Duomo:
il racconto di Milano e dellEuropa
dott. ing. Franco Ligonzo
Trasferire in una nuova sede le testimonianze del proprio passato, come ha fatto la Veneranda Fabbrica del Duomo, non
solamente un modo per metterle in ordine e conservarle, ma anche unoccasione per mantenere la memoria. E mai potr essere
pi appropriata laffermazione che con il Nuovo Grande Museo la Veneranda Fabbrica del Duomo fa un dono alla citt e al mondo.
A Milano, infatti, il Tesoro del Duomo racconta non solamente la storia della Chiesa milanese da prima ancora che diventasse
Ambrosiana, ma la storia della citt da quando divenne la capitale dellImpero dOccidente. Infatti, lepiscopato milanese svolse
nei secoli anche un essenziale ruolo civile: fu baluardo contro le atrocit dellImpero con Ambrogio, poi baluardo a difesa della
popolazione contro le invasioni barbariche, poi motore dellintegrazione dei Longobardi, poi difesa dellidentit Ambrosiana di fronte a Carlo Magno, poi precursore delle
autonomie cittadine con Ariberto dIntimiano, poi ancora baluardo contro il Barbarossa con il Carroccio, poi supporto alle Signorie dei Visconti e degli Sforza, poi di nuovo
baluardo contro gli spagnoli con Carlo Borromeo e contro lideologia nazista con il cardinale Schuster. Fino ai giorni nostri in cui scrigno di valori cattolici e civili con grandi
Arcivescovi come papa Montini, il Cardinale Martini e larcivescovo Tettamanzi. E la Biblioteca costituisce un ulteriore dettaglio di questa storia, dal momento dellapice
della signoria dei Visconti fino ai secoli della dominazione Asburgica, sia spagnola sia austriaca. Quella raccontata dal Tesoro e dalla Biblioteca del Duomo non quindi
solamente storia religiosa per i fedeli, ma anche storia politica per tutti i milanesi e non solo. Essendo la storia milanese, almeno in alcune linee generali, anche la storia
dello sviluppo dellOccidente Europeo, il Nuovo Grande Museo sar per i viaggiatori daltri continenti testimonianza della nostra identit cittadina, chiave di lettura della
cultura europea e strumento di unione attraverso la memoria e la conoscenza.
LA COLLEZIONE DEL GRANDE MUSEO DEL DUOMO DI MILANO
OLTRE 2000 METRI QUADRI DI SPAZIO ESPOSITIVO
27 SALE
13 AREE TEMATICHE
LANIMA E LO SPLENDORE: IL GRANDE TESORO DEL DUOMO DI MILANO
IL GRAN CANTIERE: LE ORIGINI E LA PRIMA GUGLIA
LA FABBRICA LABORATORIO DEUROPA: LEPOCA VISCONTEA
LA CATTEDRALE DI LUCE: LARTE DELLA VETRATA IN DUOMO
IL DUOMO DEI BORROMEO
ANTICHI ORDITI: GLI ARAZZI GONZAGA
LA GALLERIA DI CAMPOSANTO. I MODELLI E LA SCULTURA IN DUOMO
I MODELLI LIGNEI
LE PORTE BRONZEE
QUALCHE NUMERO SULLARCHIVIO
Archivio Storico Quasi 500.484 cartelle
il documento pi antico del 1145
Archivio di Deposito Consistenza: 1.700 cartelle, in continuo arricchimento
Sezione dei Mandati Consistenza: 1773 cartelle, dal 1502 al 2010
Sezione Registri Consistenza: quasi 2.700 pezzi, dal 1356 ad oggi
Fototeca Consistenza: oltre 40.000 immagini, dalla seconda
met del XIX secolo
Sezione Musicale Consistenza: 55 libroni e 461 cartelle
Estremi cronologici: dal 1480 circa, in continuo
arricchimento
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 17
prof. ing. Giovanni Vincenzo
Fracastoro
Dipartimento Energia
Politecnico di Torino
I
dati sul mercato europeo
del solare termico, tratti
dal sito della European
Solar Thermal Industry Fe-
deration (ESTIF), indicano
in 3,4 milioni di metri quadri
la nuova superficie installata
nel 2012, corrispondenti a
una potenza di 2,4 GW
th
1
,
con una riduzione dellarea
di nuova installazione del 6,4
per cento rispetto allanno
precedente. Si tratta del
quarto anno consecutivo di
calo delle nuove installazioni,
dopo il picco assoluto di 3,36
GW
th
raggiunto nel 2008. La
Germania rappresenta oltre
un terzo (34 per cento).
Nellanalizzare questi dati, un
po deludenti rispetto alle al-
tre fonti rinnovabili, bisogna
ricordare che lindustria del
solare termico prevalente-
mente rivolta alledilizia re-
sidenziale, che incontra le
ben note difficolt. In ogni
caso, la potenza cumulata in-
stallata in Europa ha rag-
giunto i 28,3 GW
th
(40,5 mi-
lioni di metri quadri, di cui
3,4 in Italia), con un aumento
del 7,7 per cento rispetto al
2011. Il fatturato dellindu-
stria solare, che impiega
32.000 persone, di circa 2,4
miliardi di euro.
A livello di area solare pro
capite, Cipro resta saldamen-
te in testa con 0,82 m
2
per
abitante, seguita da Austria
(0,45), Grecia (0,35) e Ger-
mania (0,20). Con i suoi 0,05
m
2
(un metro quadro ogni
venti abitanti) lItalia ancora
a poco pi della met della
media europea.
QUANTA ENERGIA
PRODUCE
UN IMPIANTO
A COLLETTORI
SOLARI?
La stima di ESTIF dellener-
gia complessivamente pro-
dotta dai collettori solari ter-
mici in opera di circa 20
TWh, di cui 2 TWh in Italia.
Poich il nostro Piano di
Azione per le Energie Rin-
novabili prevede di raggiun-
gere 22 TWh entro il 2020,
siamo appena al 9 per cento
del cammino, mentre nel fo-
tovoltaico gli obiettivi 2020
sono gi stati praticamente
raggiunti, anche se a prezzo
di pesanti conseguenze sulla
bolletta elettrica, distorsioni
del mercato e di una forte in-
stabilit della domanda, che
ha generato e poi distrutto
migliaia di posti di lavoro.
Se si confrontano i 2,38 GW
di picco installati in Italia con
la produzione stimata di
2.000 GWh risulta un nume-
ro di ore equivalenti (rappor-
to fra energia prodotta e po-
tenza di picco) pari a
2.000/2,38 = 840: un valore
piuttosto basso se rapportato
alle ore equivalenti del foto-
voltaico (1.291 nel 2012 per
gli impianti fissi, secondo il
GSE). Supponendo che la
distribuzione geografica degli
impianti non sia sostanzial-
mente differente, e dunque
che la disponibilit della ri-
sorsa solare sia sostanzial-
mente la stessa, a che cosa
dovuta questa differenza?
In parte essa spiegabile col
fatto che lefficienza conven-
zionale adottata per i collet-
tori solari termici (70 per
cento) decisamente ottimi-
stica. Ma vi unaltra ragio-
ne: la quasi totalit degli im-
pianti fotovoltaici connessa
in rete, e dunque tutta lener-
gia da essi prodotta viene
contabilizzata, immessa in
rete ed utilizzata, mentre non
vi sono, almeno in Italia, reti
termiche disposte ad ospi-
tare il surplus di calore pro-
dotto dai collettori o a sup-
plire ad eventuali deficit.
Di qui la necessit di disporre
di un accumulo termico presso
lutente, con esigenze di spazi
adeguati e ulteriori costi, e
con perdite che si aggiungo-
no a quelle del collettore so-
lare. Normalmente, le dimen-
sioni dellaccumulo sono tali
da consentirgli di immagaz-
zinare solo lenergia neces-
saria per coprire la domanda
di uno massimo due
giorni, e non certo di trasfe-
rire gli eccessi di calore so-
lare estivi allinverno seguen-
te. La mancanza della rete e
la limitatezza dellaccumulo
hanno dunque due conse-
guenze negative:
1 - un impianto solare termi-
co non mai in grado di
soddisfare tutta la domanda,
e necessita dunque sempre
di un sistema ausiliario (so-
litamente una caldaia). Ci
significa che il fattore solare,
ovvero il rapporto fra energia
solare utilizzata e la somma
di questa con lenergia ausi-
liaria, non raggiunge mai il
100 per cento;
parte del surplus di energia
raccolta dai collettori va
sprecata e ci fa diminuire la
resa specifica, ovvero lenergia
utile prodotta per unit di su-
perficie.
2 - In genere, pi cresce il
fattore solare, pi piccola
la resa dei collettori. A titolo
di esempio si veda la Figura
1, valida per la produzione
solare di ACS alle nostre la-
titudini.
Al crescere dellarea di col-
lettori per persona il fattore
solare (curva blu) cresce in
modo meno che lineare e rag-
giunge il 100 per cento solo
per aree enormi: allaumen-
tare del fattore solare, la resa
specifica (curva rossa) diviene
sempre minore. Larea otti-
male quella che si ha quan-
do il Valore Attuale Netto
(VAN) (curva gialla) mas-
simo, ovvero, in questo caso,
in corrispondenza di 1 m
2
a
persona,. A questo valore
corrisponde un fattore solare
del 60 per cento e una resa
specifica di circa 500
kWh/m
2
.
In Italia la domanda di ACS
di circa 3 Mtep (2 per cen-
to del totale). Solo nella poco
realistica ipotesi di installare
1 m
2
di collettori a testa il
contributo del solare termico
raggiungerebbe dunque il
target dei 20 TWh (1,7
Mtep). Occorre dunque pen-
sare ad altri impieghi.
MIGLIORAMENTI TEC-
NOLOGICI
Utilizzi diversi dalla produ-
zione di ACS richiedono ele-
vate prestazioni, in termini
di efficienza e durata, del
componente fondamentale
degli impianti solari termici:
il collettore solare. In termini
di efficienza, occorre ridurre
le perdite:
n ottiche, attraverso luso di
vetri super trasparenti e pia-
stre molto nere;
n termiche, grazie a piastre
basso-emissive e alla tecno-
logia del vuoto.
Per quel che riguarda le per-
dite ottiche, i vetri low-iron
con rivestimento antiriflet-
tente lasciano passare oltre
il 95 per cento della radia-
zione solare. Il duplice requi-
sito di una piastra contem-
poraneamente nera (ovve-
ro con coefficiente di assor-
bimento vicino allunit) e
basso-emissive (emissivit
nellinfrarosso molto bassa)
soddisfatto da tempo attra-
verso speciali vernici selettive.
Le migliori vernici selettive
su substrato in rame hanno
un coefficiente di assorbi-
mento intorno al 94-95 per
cento e una emissivit nel-
linfrarosso dellordine del 5-
7 per cento. Inoltre, la tec-
nologia del vuoto ha permes-
so di ridurre le perdite con-
vettive fino a meno di 1 W
per ogni m
2
di superficie as-
sorbente e per ogni C di dif-
ferenza di temperatura. Ul-
teriori migliorie possono es-
sere ottenute usando tubi
sotto vuoto con heat pipe e a
concentrazione (CPC). I ren-
dimenti delle varie tecnologie
sono illustrati in Figura 2.
I COLLETTORI IBRIDI
Col progresso delle tecnolo-
gie solari e gli incentivi esi-
stenti, le falde orientate a Sud
dei nostri tetti sono divenute
una potenziale fonte di red-
dito importante: collettori
solari e pannelli fotovoltaici
sgomitano per guadagnar-
si un posto al sole. Per
accontentare tutti sono nati
i collettori ibridi, ovvero
termico-fotovoltaici, costituiti
da normali pannelli fotovol-
taici al di sotto dei quali
presente una intercapedine
percorsa da aria. Il calore ri-
mosso dallaria riduce la tem-
peratura delle celle fotovol-
taiche aumentandone il ren-
dimento e contemporanea-
mente pu essere utilizzato
per la produzione di acqua
calda sanitaria o per il riscal-
damento ambiente.
GLI ACCUMULI
TERMICI
La stratificazione degli accu-
muli termici consente di for-
nire acqua a temperatura alta
allutente anche quando la
temperatura media dellac-
cumulo relativamente bassa
(vedi Figura 3).
Si comincia inoltre a studiare
la possibilit di utilizzare so-
stanze diverse dallacqua, che
permettano, a parit di in-
gombro, di immagazzinare
maggiori quantit di calore
sotto forma di calore latente
(PCM Phase Change Mate-
rials). Fra queste, oltre ai sali
di fusione (sali eutettici, solfati
di sodio, di magnesio) e agli
ossidi minerali (MgO, CaO)
di cui si sfrutta il calore di
idratazione, le pi interessan-
ti e vicine alla commercializ-
zazione sono alcune paraffi-
ne che possono accumulare
fino a 300 kJ/kg contro i 100
dellacqua, considerando un
salto termico utile di 20-25
C.
NUOVI UTILIZZI
Oltre al tradizionale uso per
la produzione di acqua calda
sanitaria (ACS), cominciano
ad emergere in Europa nuovi
settori di impiego. Crescono,
in particolare in Danimarca,
gli impianti di grandi dimen-
sioni (oltre 500 m
2
) utilizzati
per alimentare le reti di tele-
riscaldamento. Segnali pro-
mettenti provengono anche
dal settore degli usi termici
industriali. Tuttavia, luso pi
promettente degli impianti
solari quello per il riscalda-
mento e il condizionamento
(solar cooling), soprattutto di
edifici commerciali.
Allargare limpiego degli im-
pianti solari al riscaldamento
degli ambienti implica la ne-
cessit di trovar un adeguato
utilizzo del calore prodotto
nel periodo estivo. Gli im-
pianti che usano calore per
produrre freddo si dividono
in due principali categorie:
n a ciclo chiuso (assorbimen-
to, adsorbimento);
n a ciclo aperto (DEC, Desic-
cant and Evaporative Cooling)
e LDAC (Liquid Desiccant
Air-Conditioning).
I vantaggi delluso di calore
solare gratuito al posto di
energia pregiata (elettricit)
sono per ora controbilanciati
dallelevato costo della mac-
china frigorifera e dalle sue
modeste prestazioni (COP =
0,6-0,7), che portano leffi-
cienza complessiva, conside-
rando anche il collettore so-
lare, a superare di rado il 20
per cento. Se si vuole raffre-
scarsi col Sole, va valutata,
in alternativa, la possibilit
di usare un normale chiller
alimentato da pannelli foto-
voltaici.
ASPETTI ECONOMI-
CO-LEGISLATIVI
E CONCLUSIONI
I collettori solari termici sono
prodotti ormai affidabili, ven-
duti con garanzia di 5-10 an-
ni, testati secondo Normative
Europee UNI-EN (12975-
1/2) e con una sopravviven-
za a 20 anni del 50 per cento
(Peuser et al., 2002). Gli im-
pianti solari richiedono per
progettisti, installatori e ma-
nutentori competenti, non
sempre facilmente reperibili
in Italia.
Con un costo intorno ai 600
euro/m
2
, un costo dellener-
gia termica di 0,1 euro/kWh
e una resa specifica dellor-
dine di 400 kWh/m
2
, anche
in assenza di incentivi gli im-
pianti solari si ripagano nel
corso della loro vita utile
(tempi di ritorno intorno a
15 anni). Il recente DM
28/12/12 (Conto energia ter-
mico) prevede incentivi che
ammontano a 170 euro/m
2
di area dei collettori per 2
anni (area < 50 m
2
) e 55 eu-
ro/m
2
per 5 anni nel caso di
aree superiori. Con questi in-
centivi il tempo di ritorno
pu scendere a poco pi di
5 anni per impianti con area
inferiore a 50 m
2
. Nel caso
di solar cooling gli incentivi
salgono rispettivamente a
255 euro/m
2
per 2 anni e 83
per 5 anni. Gli impianti so-
lari termici sono oggi in Ita-
lia di fronte alla possibilit
di fare un salto di qualit, sia
per affermarsi come alterna-
tiva credibile agli attuali si-
stemi di produzione del-
lACS, sia per aprirsi nuovi
spazi di mercato. Speriamo
che questa occasione non
venga persa.
NOTE
1
Convenzionalmente si attribuisce a un
metro quadrato di collettori solari termici
la produzione di una potenza termica di
700 W quando viene esposto a unirra
dianza solare di 1 kW/m
2
. Ci corrisponde
a unefficienza del 70 per cento, un valore
che mette in evidenza le migliori presta
zioni di picco dei collettori solari termici
rispetto ai pannelli fotovoltaici. Tuttavia,
tale valore largamente sovrastimato e
non tiene conto del variare delle presta
zioni dei collettori al variare delle tipologie
impiantistiche e delle diverse condizioni
operative.
18 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
Il solare termico: situazione e prospettive
Figura 1 Fattore solare, resa specifica e Valore Attuale Netto al variare della superficie procapite di collettore
Figura 2 Rendimento di diverse tipologie di collettori solari: (PV = piano vetrato, TSV = tubi sotto vuoto).
Figura 3. Accumulo termico stratificato (Wallnoefer)
m
2
/persona
R
e
s
a

(
k
w
h
/
m
2
)

e

V
A
N

(

)
Fattore solare
Resa specifica
VAN
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
1
0,9
0,8
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
0 0,5 1 1,5 2 0 0,5 1 1,5 2
0 0,05 0,1 0,15 0,2
F
a
t
t
o
r
e

s
o
l
a
r
e
r
e
n
d
i
m
e
n
t
o
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 18
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 19
CAPACIT INSTALLATA TOTALE A FINE 2012
Paese superficie Potenza Quota % potenza
(in m
2
) (in MW termici) (su totale Europa)
Germania 16.049.000 11.234,3 39,63
Grecia 4.119.200 2.883,4 10,17
Austria 4.108.338 2.875,8 10,15
Italia 3.365.730 2.356,0 8,31
Spagna 2.587.162 1.811,0 6,39
Francia 2.074.400 1.452,1 5,12
Polonia 1.211.390 848,0 2,99
Svizzera 1.145.431 801,8 2,83
Portogallo 856.867 599,8 2,12
Gran Bretagna 709.673 496,8 1,75
Cipro 707.776 495,4 1,75
Danimarca 682.345 477,6 1,68
Olanda 509.065 356,3 1,26
Altre nazioni* 2.367.717 1.657,6 5,85
TOTALE UE 40.494.094 28.346 100
+ Svizzera
* tutte al di sotto del mezzo milione di metri quadrati
POTENZA ENTRATA IN ESERCIZIO NEL 2012
Paese Potenza Quota % potenza
(in MW termici) (su totale Europa)
Germania 805,0 33,39
Italia 231,0 9,58
Polonia 211,4 8,77
Francia 174,7 7,25
Grecia 170,1 7,06
Spagna 158,0 6,55
Austria 144,5 5,99
Svizzera 99,4 4,12
Danimarca 79,1 3,28
Portogallo 63,4 2,63
belgio 43,4 1,80
Gran Bretagna 41,5 1,72
Repubblica Ceca 35,0 1,45
Ungheria 35,0 1,45
Altre nazioni* 119,1 4,94
Totale UE + Svizzera 2.410,6 100
* tutte al di sotto dei 35 MW termici
L
Europa del solare (ter-
mico) parla sempre te-
desco. Laffermazione
non coglie di sorpresa: noto
infatti che la Germania sta-
to il Paese che pi di ogni al-
tro ha creduto in questa so-
luzione tecnologica e ha sa-
puto investire concretamente
nel suo sviluppo e nella sua
diffusione molto pi di quan-
to non abbiano saputo fare
le nazioni mediterranee teo-
ricamente baciate dal sole.
Come spesso succede, per,
i numeri sono molto pi
espliciti delle parole. Punto
di riferimento, il rapporto So-
lar Thermal Markets in Europe
realizzato da ESTIF (Euro-
pean Solar Thermal Industry
Federation) e pubblicato lo
scorso giugno. Partiamo dalla
capacit complessiva instal-
lata. La Germania pu van-
tare oltre 16 milioni di metri
quadrati, circa il 40 per cento
del totale europeo (Svizzera
compresa). Sul secondo e ter-
zo gradino del podio la Gre-
cia e lAustria se la giocano
alla pari con poco pi di 4
milioni di metri quadrati. Il
distacco rispetto alla Germa-
nia dunque abissale. Quarta
piazza per lItalia con poco
pi di 3,3 milioni di metri
quadrati (e il gap con i tede-
schi appare ancora pi evi-
dente).
I rapporti di forza cambiano
di poco se si prende come
parametro di riferimento la
potenza termica installata e
non la superficie utile. I tede-
schi con 11.234 MW surclas-
sano gli altri Paesi europei (e
anche in questo caso lItalia
deve accontentarsi della quar-
ta piazza).
Questo, come detto, in ter-
mini di consolidato. Qual-
che ulteriore interessante
spunto viene dallanalisi del-
landamento del mercato lo
scorso anno. Il 2012 non
stata unannata eccezionale
per il settore. La ESTIF sti-
ma, infatti, che la capacit in-
stallata stata pari a 2.410
MW (circa 3,4 milioni di me-
tri quadri) con un calo del 6,4
per cento rispetto al 2011. Le
ragioni di questa frenata sono
sintetizzabili in poche parole:
Il perdurare di una situazio-
ne economica e finanziaria
difficile che si traduce in una
contrazione dei supporti pub-
blici al settore. A supporto
del fattore crisi generalizza-
ta, va aggiunto che la recen-
te contrazione non un caso
isolato. dal 2008 anno in
cui fu raggiunto il picco di
3,36 GW (e 4,8 milioni di
metri quadrati) che landa-
mento del comparto con-
traddistinto dal segno rosso.
Un po come quello delleco-
nomia planetaria
Inoltre va aggiunto che un
mercato che risulta fortemen-
te sbilanciato su un singolo
Paese non pu che essere for-
temente condizionato dalle
performance di questo ulti-
mo. Il fatto che la Germania
abbia registrato una contra-
zione del 9,4 per cento nel
2012, inevitabilmente, ha tra-
scinato al ribasso lintero bot-
tino continentale.
A parte lItalia, cui abbiamo
gi fatto cenno, il mercato
che sembra essere pi inte-
ressante in questa fase quel-
lo polacco che continua a
mostrare tassi di crescita mol-
to interessanti, grazie soprat-
tutto ai robusti incentivi. Lo
scorso anno in Polonia sono
entrati in esercizio 211 MW
che hanno portato la potenza
complessiva installata alle so-
glie degli 850 MW termici.
Particolarmente ambiziosi
sembrano essere i target per
i prossimi anni: lobiettivo di-
chiarato quello di arrivare
a 10 GW (circa 14 milioni di
metri quadrati) entro la fine
del 2020.
Per quanto riguarda la tipo-
logia delle applicazioni, un
po in tutta Europa il residen-
ziale continua a generare la
maggioranza assoluta della
domanda; anche se il seg-
mento che segnala i tassi di
crescita pi sostenuti quello
dei grandi impianti - al di so-
pra dei 500 metri quadrati e
dei 350 kW termici - che tro-
vano applicazione sui grandi
complessi commerciali. Que-
sto vale in particolare per la
Danimarca dove il mercato
delle grandi installazioni co-
pre addirittura il 65 per cento
del totale.
Nonostante il recente rallen-
tamento, la situazione gene-
rale pare comunque soddi-
sfare gli esperi della ESTIF.
Il solare termico dichiara-
no sul rapporto Solar Thermal
Markets in Europe - conferma
un ruolo crescente nella stra-
tegia energetica europea. I
circa 28 GW operativi sono
in grado di generare lequi-
valente di 20 TWh termici
allanno evitando lemissione
in atmosfera di 2,5 milioni di
tonnellate di anidride carbo-
nica. Significativo anche lim-
patto economico con un giro
daffari pari a 2,4 miliardi di
euro (nel 2012) e 32.000 posti
di lavoro full time.
la Germania la regina indiscussa dEuropa
Significativo
limpatto economico
del settore
con un giro daffari a
livello continentale
pari a 2,4 miliardi
di euro e 32.000
posti di lavoro
full time
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 19
20 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
I
l nostro Giornale ha incon-
trato lingegner Federico
Musazzi, responsabile as-
sociazione Assotermica/ANI-
MA, per fare il punto sullin-
dustria di settore e sullattuale
livello di competitivit del
Made in Italy.
Ingegnere, come si posiziona
attualmente lofferta dei pro
duttori italiani sul mercato na
zionale e su quelli internazio
nali?
Lindustria nazionale costitui-
sce uneccellenza produttiva
in ambito internazionale ed
cresciuta negli ultimi anni
espandendosi anche fuori dai
confini del nostro Paese. I no-
stri prodotti sono riconosciuti
e apprezzati per la loro effi-
cienza e versatilit.
Purtroppo se guardiamo al
mercato interno, il solare ter-
mico non ancora piena-
mente sviluppato ed ben al
di sotto dei numeri di altri
Paesi (ad esempio, Germania
e Grecia) che hanno un rap-
porto di metri quadrati instal-
lati per abitanti di tutto rispet-
to. Questo un peccato se
pensiamo al fatto che lItalia,
oltre a unindustria di rilievo,
ha tutte le caratteristiche cli-
matiche per sfruttare appieno
il solare termico.
Quali sono i nostri principali
competitor?
La Germania il Paese lea-
der, come spesso accade an-
che in altri comparti, sia in
termini di produzione sia di
mercato di sbocco, ma i Paesi
dellEuropa dellEst rappre-
sentano un interessante area
geografica che sta crescendo
dal punto di vista produttivo.
Per quanto riguarda la con-
correnza extra europea, for-
tunatamente il problema li-
mitato e si pu dire che la no-
stra una filiera prettamente
italiana, o almeno europea.
Ci dovuto anche al fatto
che il settore del solare ter-
mico ben compartimentato
ed immune alla penetrazione
massiva di prodotti dal Far
East a bassissimo prezzo, que-
sti ultimi concepiti in modo
diverso dai classici pannelli
solari piani che costituiscono
pi del 90 per cento dei nostri
mercati.
Anche solo pensare di impor-
tarli da aree lontane diventa
molto difficile...
Il settore ancora fortemente
legato alle dinamiche degli in
centivi o ha cominciato a
camminare con le proprie
gambe?
Diversamente da quello che
accaduto, ad esempio, per
il solare fotovoltaico, gli in-
centivi sono stati di portata
ben inferiore per il mondo
delle rinnovabili termiche e
quindi anche per il solare ter-
mico. Certo, le detrazioni fi-
scali sono uno strumento im-
portante perch hanno con-
sentito al settore di svilupparsi
negli anni e soprattutto di im-
postare una strategia di co-
municazione verso lutente fi-
nale che ne facesse percepire
concretamente le potenzialit
e i tempi di ritorno degli in-
vestimenti.
A maggior ragione in questo
momento di crisi, impor-
tante che gli incentivi siano
mantenuti e rinforzati perch
costituiscono un vantaggio
anche per lo Stato in termini
di raggiungimento degli
obiettivi di efficienza energe-
tica e di maggior gettito
dIVA.
Purtroppo la continua messa
in discussione di questo stru-
mento e i ritardi nellapplica-
zione del Conto Energia Ter-
mico hanno alimentato unin-
certezza che non fa bene al
settore e che non consente di
pianificare investimenti a lun-
go termine con serenit.
Incontro con Federico Musazzi, responsabile associazione Assotermica/ANIMA
Il Made in Italy? Uneccellenza produttiva
sui mercati internazionali
dott. ing. Silvano Viani*
I
l Decreto Legislativo 3
marzo 2011, n. 28, obbliga
a dotare gli edifici nuovi,
o sottoposti a ristrutturazioni
rilevanti, di:
n impianti di produzione
dellenergia termica che ga-
rantiscano la copertura con
energia rinnovabile del 50 per
cento dei consumi per lacqua
calda sanitaria e una percen-
tuale dei consumi globali per
lacqua calda sanitaria, il ri-
scaldamento e il raffresca-
mento crescente in funzione
dellanno di presentazione
della richiesta edilizia (20 per
cento sino a fine 2013; 35 per
cento nel 2014-2016; 50 per
cento dal 1 gennaio 2017);
nimpianti alimentati da fonti
rinnovabili con potenza elet-
trica pari a una quota, rispetto
alla superficie in pianta del-
ledificio, crescente in funzio-
ne dellanno di presentazione
della richiesta edilizia (1
kW/80 m
2
sino a fine 2013;
1 kW/65 m
2
nel periodo
2014-2016; 1 kW/50 m
2
dal
1 gennaio 2017).
La Direttiva 2010/31/UE in-
troduce il concetto di edificio
a energia quasi zero, ovvero
NZEB dallinglese Nearly Ze-
ro Energy Building, e impone
a tutti gli edifici di nuova co-
struzione di essere a energia
quasi zero a partire dalla fine
del 2020, termine anticipato
di due anni per gli edifici
pubblici. In particolare tale
Direttiva fornisce la seguente
definizione di NZEB:
edificio ad altissima prestazione
energetica (). Il fabbisogno
energetico molto basso o quasi
nullo dovrebbe essere coperto in
misura molto significativa da
energia da fonti rinnovabili,
compresa lenergia da fonti rin-
novabili prodotta in loco o nelle
vicinanze.
Tale definizione molto qua-
litativa, per cui spetta a ogni
stato membro il compito di
specificare quali caratteristi-
che qualifichino un edificio
come NZEB. In Italia, non
essendo stata per il momento
recepita completamente la
Direttiva anzidetta, non sono
ancora disponibili criteri per
qualificare un edificio come
NZEB.
RSE ha effettuato valutazioni
sui fabbisogni di energia ter-
mica di edifici con diverse di-
mensioni (villetta monofami-
liare o bifamiliare o quadri-
familiare, condominio da 6 o
12 o 24 appartamenti), diffe-
renti periodi di costruzione a
partire dagli anni 60 (prima
della legge 373/76, allinterno
di tale legge, allinterno della
legge 10/91, allinterno del
DPR 59/09) e varie ubica-
zioni (Milano, Roma, Paler-
mo) rappresentative di estese
aree dellItalia. In particolare
gli edifici che rispettano i re-
quisiti indicati dal DPR
59/09 potenzialmente po-
trebbero essere considerati
NZEB qualora abbiano un
marcato utilizzo di energia
da fonte rinnovabile.
I risultati delle valutazioni ef-
fettuate indicano che negli
anni i fabbisogni per il riscal-
damento si sono ridotti no-
tevolmente, essendo miglio-
rate le tecnologie costruttive
(serramenti con doppio vetro,
tetto e pareti ben isolate,...),
al contrario dei fabbisogni per
il raffrescamento che non so-
no diminuiti e in alcuni casi
sono preponderanti rispetto
ai fabbisogni per il riscalda-
mento (centro e soprattutto
sud Italia). Per questi motivi
risulta necessario inserire ne-
gli edifici soluzioni tecnolo-
giche che consentano di ri-
durne efficacemente i fabbi-
sogni per il raffrescamento
(serramenti con vetri doppi
e con rivestimento basso
emissivo, tetto e pareti ben
isolate e possibilmente ven-
tilate, schermi adombranti,
) e impianti che sfruttino
la radiazione solare anche per
raffrescare.
Gli impianti solari per soddi-
sfare i fabbisogni di energia
termica degli edifici non sono
molto diffusi e spesso si limi-
tano a produrre acqua calda
Impianti solari per edifici a energia quasi zero
in aree a prevalente domanda di raffrescamento
Figura 2 Superfici dei pannelli solari e prelievi di energia elettrica dalla rete stimati necessari per coprire il fabbisogno di energia termica del condominio a Palermo con le percentuali di energia rinnovabile
imposte dal Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28, nei prossimi anni; in particolare i valori negativi rappresentano energia elettrica immessa in rete
Figura 1 Schemi di impianti termici studiati da RSE per un condominio con 12 appartamenti a energia quasi zero a Palermo. Quello a sinistra con pannelli solari
termici con tubi sottovuoto e frigorifero ad assorbimento a semplice effetto e quello a destra con pannelli solari ibridi e frigorifero a compressione; in particolare la
tubazione tratteggiata nello schema di questultimo impianto viene utilizzata in inverno, come bypass, per produrre riscaldamento
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 20
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N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 21
TABELLA1
Superfici dei pannelli solari e prelievi di energia elettrica dalla rete stimati necessari per coprire il fabbiso
gno di energia termica del condominio a Palermo con le percentuali di energia rinnovabile imposte dal De
creto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28, nei prossimi anni
Percentuale
di energia rinnovabile
35%
(anni 2014 2016)
50%
(dal 1.1.2017)
Superficie e tipo
di pannelli solari
60 m pannelli termici (a)
41 m pannelli ibridi (b)
(b)/(a) = 68%
92 m pannelli termici (a)
67 m pannelli ibridi (b)
(b)/(a) = 73%
Prelievo energia
elettrica ad agosto
2.404 kWh (a)
2.339 kWh (b)
(b)/(a) = 97 %
2.076 kWh (a)
1.676 kWh (b)
(b)/(a) = 81%
Prelievo energia
elettrica ad agosto
10.949 kWh (a)
7.849 kWh (b)
(b)/(a) = 72 %
8.408 kWh (a)
1.783 kWh (b)
(b)/(a) = 21 %
sanitaria e, a volte, anche a
integrare il riscaldamento in-
vernale. Nel mercato esistono
comunque tecnologie che
consentono di produrre fred-
do con la radiazione solare,
che peraltro presenta il van-
taggio di essere pi elevata
quando il fabbisogno per il
raffrescamento maggiore
(giugno, luglio, agosto).
Dal 2009 RSE svolge attivit
di ricerca nel settore del solar
cooling e, per ricavare elemen-
ti sulle prestazioni ottenibili
con questa tecnologia, ha an-
che effettuato studi per lim-
pianto di produzione termica
(riscaldamento, raffrescamen-
to, acqua calda sanitaria) di
un condominio con 12 ap-
partamenti a energia quasi ze-
ro a Palermo considerando
due soluzioni alternative
commercialmente disponibili,
rappresentate nella Figura 1,
rispettivamente con pannelli
solari termici con tubi sotto-
vuoto e frigorifero ad assor-
bimento a semplice effetto, e
con pannelli solari ibridi
(contemporaneamente ter-
mici e fotovoltaici) e frigori-
fero a compressione. Non
stato considerato un impian-
to con pannelli solari foto-
voltaici e frigorifero a com-
pressione poich risulta che
il D.L. 3 marzo 2011, n. 28,
non permette di considerare
come rinnovabile lenergia
prodotta da un impianto con
pannelli solo fotovoltaici.
Nella Figura 2 e nella tabella
1 sono riportate le superfici
dei pannelli solari e i prelievi
di energia elettrica stimati per
i due tipi di impianto, dimen-
sionati in modo che utilizzino
le percentuali di energia rin-
novabile (acqua calda sanita-
ria, riscaldamento e raffresca-
mento) imposte dallanzidet-
to Decreto Legislativo 3 mar-
zo 2011, n. 28, nei prossimi
anni. Come si pu osservare,
per soddisfare gli obblighi di
legge risultato pi vantag-
gioso utilizzare limpianto
con pannelli solari ibridi e fri-
gorifero a compressione poi-
ch richiede una minore su-
perficie di pannelli solari e
necessita di un prelievo di
energia elettrica dalla rete pi
ridotto, sia nei mesi estivi e
soprattutto globalmente du-
rante lanno.
Inoltre, nelle mezze stagioni
questo sistema immette ener-
gia elettrica in rete, sostituen-
do energia altrimenti prodot-
ta prevalentemente con fonti
fossili e fornendo un ricavo
al gestore dellimpianto.
RSE ha pure effettuato il mo-
nitoraggio di impianti, per
edifici adibiti ad uffici in Italia,
con pannelli solari termici -
piani o con tubi sottovuoto -
e frigorifero ad assorbimento
a semplice effetto o con pan-
nelli solari termici con tubi
sottovuoto e sistema DEC
(Desiccant Evaporative Coo-
ling).
Lanalisi dei dati sperimentali
ha messo in luce che i con-
sumi elettrici negli impianti
di solar cooling costituiscono
uno degli aspetti pi critici
sia nella progettazione che
nella gestione degli impianti.
In generale limpianto con si-
stema DEC risultato pi in-
teressante, dal punto di vista
energetico; in particolare
stato valutato che consuma
circa il 30 per cento di ener-
gia primaria in meno di un
sistema di condizionamento
a ciclo chiuso ad acqua con
chiller tradizionale.
Sono state valutate anche le
prestazioni di una soluzione
alternativa a temperatura pi
elevata, con collettori solari
termici a concentrazione e
frigorifero ad assorbimento a
doppio effetto, che potrebbe
presentare prestazioni ener-
getiche simili a quelle con si-
stema DEC, ma con costi
dinvestimento inferiori. In
particolare stato sviluppato
un modello, in ambiente
TRNSYS, di questa soluzio-
ne valutandone le prestazioni
con diverse condizioni di
esercizio e differenti dimen-
sioni dei componenti.
I risultati ottenuti sono assai
promettenti, a tal punto da
portare RSE ad avviare la
realizzazione di un prototipo
allinterno della propria area
sperimentale. Tale sperimen-
tazione porter a valutare in
termini energetici ed econo-
mici le effettive potenzialit
di applicazione della soluzio-
ne individuata, ed eventual-
mente a rivedere la preferen-
za assegnata in questo lavoro
a una soluzione con pannelli
solari ibridi e frigorifero a
compressione. In conclusio-
ne, utilizzare energia solare
per coprire parte dei fabbiso-
gni di energia termica (acqua
calda sanitaria, riscaldamento,
raffrescamento) ed elettrica
degli edifici facilita il soddi-
sfacimento degli obblighi di
legge attuali e futuri e genera
un minor consumo di com-
bustibili fossili, e quindi con-
tribuisce a ridurre linquina-
mento ambientale e la nostra
dipendenza dai combustibili
importati.
*RSE
Le attivit descritte nellarticolo sono state
finanziate dal Fondo di Ricerca per il Si
stema Elettrico nellambito dellAccordo
di Programma tra RSE e il Ministero dello
Sviluppo Economico D.G. Nucleare, Ener
gie Rinnovabili ed Efficienza Energetica
stipulato in data 29 luglio 2009 in ottem
peranza del DM 19 marzo 2009.
Informazioni pi dettagliate su queste at
tivit sono contenute nel sito internet
della societ, liberamente consultabile,
http://www.rseweb.it.
Solare termico
Come valuta lattuale quadro
normativo di riferimento in
Italia? Quali possibili migliorie
suggerite?
Lattuale formulazione dellal-
legato 3 del Decreto 3 marzo
2011 n. 28, che recepisce la
direttiva RES, assolutamen-
te penalizzante per il settore
perch fissa degli obblighi di
soddisfacimento dei fabbiso-
gni termici di un edificio con
fonti rinnovabili che sono ec-
cessivamente severi.
Si rischia cos di fissare degli
obiettivi solo sulla carta e di
impedire una diffusione delle
molteplici fonti rinnovabili,
tra le quali il solare termico,
indirizzando il progettista ver-
so scelte obbligate o, peggio,
verso deroghe per impossibi-
lit tecnica.
Leccessiva severit delle per-
centuali e la mancanza di una
metodologia condivisa per il
calcolo della quota rinnova-
bile nei nuovi edifici rende di
fatto inattuabile il decreto su
questo punto e getta i proget-
tisti e tutti gli operatori nella
pi totale incertezza.
Stiamo proponendo di torna-
re a unapplicazione pi allar-
gata che comprenda non solo
le nuove costruzioni ma an-
che la nuova installazione di
impianti termici e la ristrut-
turazione degli stessi con va-
lori sostenibili, come era nel
vecchio D.Lgs. 311/06.
Quanto importante linno
vazione e dove si sta orien
tando la ricerca di settore?
Quale spazio possono avere
le tecnologie del solare ter
mico nel promuovere leffi
cienza degli edifici, un settore
nel quale lItalia sembra avere
margini di miglioramento
davvero notevoli?
Il solare termico si sta rive-
lando lapplicazione di pi fa-
cile integrazione impiantistica
e anche di miglior accetta-
zione commerciale da parte
dei tradizionali partner del
settore termoidraulico.
Sfruttando questo vantaggio
linnovazione ci sta portando
verso tecnologie ibride che
permettono di integrare in
ununica soluzione, ad esem-
pio, una caldaia o una pompa
di calore con un sistema so-
lare termico.
Tali sistemi sono basati su ge-
neratori di calore molto com-
patti e di grande versatilit,
adatti per essere inseriti su
ogni tipo di impianto la cui
produzione di acqua calda sa-
nitaria integrata dai collet-
tori solari termici; il risultato
un sistema ibrido che per-
mette di unire i vantaggi of-
ferti dalla modulazione dei
bruciatori a basse emissioni
(o dalle pompe di calore) con
lo stoccaggio dellenergia gra-
tuita fornita dal sole, garan-
tendo sempre un confort sa-
nitario di livello superiore.
Lettere
Tra disoccupazione e sviluppo
Ho letto con interesse larticolo del Prof. An-
dreini pubblicato sul numero n. 5 del Giornale
e intitolato La via responsabile della crescita.
Espongo alcune considerazioni in proposito.
Finalmente ricompare il diagramma-base dei
Limiti dello sviluppo (1972). Sono passati
40 anni, ma tracciando una verticale sullanno
2013 e osservando i cinque grafici, si trova
proprio la situazione attuale: le risorse in calo
deciso, popolazione e inquinamento che con-
tinuano a salire inesorabilmente, alimenti e
produzione industriale che hanno appena pas-
sato il picco e iniziano a scendere.
Sui veri problemi del mondo, quel rapporto
promosso dal Club di Roma resta lo studio
pi completo degli ultimi decenni: furono esa-
minati dodici scenari, con ipotesi diverse, ma
in pratica fu divulgato al pubblico solo il primo.
Le proiezioni a conclusione del rapporto si
stanno rivelando esatte: infatti in questi de-
cenni non si sono modificate le interazioni fra
le grandezze esaminate, cio il modo di vivere,
ovvero il cosiddetto BAU (business as usual).
Malgrado tutto, si vorrebbe continuare come
prima, con la crescita, che la causa del male.
Se continuiamo con le premesse attuali, un
collasso inevitabile e forse verr innescato
da un evento traumatico. Probabilmente il si-
stema economico mondiale croller, il prezzo
del petrolio osciller in modo drastico e im-
prevedibile, le Borse salteranno. Sar la fine
del modello basato sullincremento indefinito
dei beni materiali, la fine di una forma di pen-
siero, scambiata ancora una volta per una fine
del mondo.
Il paradigma in atto deve cambiare al pi pre-
sto, invece si pensa solo alleconomia e ai suoi
numerini. I politicanti sono impegnati a di-
stribuire una certezza: prima o poi ci sar la
ripresa. Se continuiamo cos, molto presto
nessuno penser pi allo spread, al P.I.L. e al
reddito pro-capite, che appariranno come
amenit da relegare nei libri di storia, perch
ci saranno problemi ben pi grossi.
La Vita ha tre miliardi di anni, lumanit ha
un milione di anni, la cosiddetta civilt ha
diecimila anni, la crescita economica-indu-
striale ha duecento anni. La folle presunzione
della nostra specie solo un delirio di gran-
dezza.
Attualmente sulla Terra gli umani sono oltre
sette miliardi e aumentano di 80-90 milioni
allanno (questa cifra laumento, non il nu-
mero dei nuovi nati, che molto maggiore),
scompaiono 100.000 Kmq di foreste allanno,
lanidride carbonica aumenta di 3 ppm allan-
no, si estinguono 30 specie al giorno, la bio-
diversit si degrada a vista, il consumo di ter-
ritorio fa registrare cifre vertiginose. Palese-
mente questi fenomeni, conseguenze inevitabili
della crescita economica, non possono con-
tinuare ancora a lungo. Quindi la Natura deve
guarire dal suo male, facendo terminare quella
forma del pensiero che sta distruggendo la
Terra.
E la disoccupazione? Alcuni anni orsono
(1995) stato pubblicato un libro intitolato
La fine del lavoro (di Jeremy Rifkin) ristam-
pato da Mondadori nel 2005: ma non c bi-
sogno di scomodare tanta autorit, sufficiente
unocchiata sommaria al mondo di oggi per
rendersi conto che il lavoro per tutti non c
pi, e non potr mai esserci, se continuiamo
a pensare come prima. Dove cerano 50 im-
piegati, ora ne basta uno con un computer
che ha tutte le informazioni e fa quasi tutto.
Dove cerano migliaia di operai, basta qualche
macchina.
Il cosiddetto lavoro, modificato profondamen-
te nei significati, non potr occupare media-
mente pi di due-tre ore al giorno a testa.
Non stiamo parlando di qualche articolo di
legge, di alcune agevolazioni fiscali o delle ri-
cette di qualche giuslavorista, stiamo parlando
della fine di un modello culturale.
Il problema della disoccupazione non potr
mai essere risolto, ma si aggraver sempre pi
se si vogliono mantenere i principi dellOcci-
dente moderno. Occorre partire da altre basi,
occorre abbandonare: la competizione eco-
nomica, la globalizzazione, la crescita, il mer-
cato e la corsa ai consumi. Se invece si man-
tengono tali premesse, i problemi del mondo
sono chiaramente insolubili.
dott. ing. Guido Dalla Casa
Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 21
22 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
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Giornale 09_2013_Layout 1 23/09/13 22.56 Pagina 22
N. 9 - Settembre 2013 il GIORNALE dellINGEGNERE 23
recensione a cura
di Riccardo De Col
Il secondo capitolo del volume esplora il
campo della gestione degli acquisti.
Per chi ha seguito cantieri di mediograndi
dimensioni, sa che un aspetto fondamentale
dato dal subappalto delle lavorazioni. Or
mai non possibile, per come organizzato
il lavoro nei cantieri, che unImpresa possa
avere la completezza delle maestranza per
coprire tutti i campi delle lavorazioni: le tec
nologie e le tecniche di lavorazione diven
tano sempre pi campo di specialisti e de
vono essere gestite nel modo pi corretto
possibile onde evitare perdite di tempo.
La qualit dellopera comunque a carico del
General Contractor che deve saper riversare nei contratti coi
subfornitori, tutti i requisiti richiesti dal contratto e dal progetto
con le relative clausole che devono sussistere per il periodo
prefissato di garanzia. Anche per questo secondo aspetto del
lesecuzione lautore fornisce schede di controllo che gli ven
gono dalle proprie esperienze, documenti che ogni lettore
potr poi adeguare alle proprie esigenze ed eventualmente
migliorare. Terzo ed ultimo capitolo lanalisi ed il controllo
delle lavorazioni. Non sarebbe male che controlli, tolleranze
e gradi di accettabilit fossero indicati in modo preciso gi nel
progetto e nel contratto. E anche vero che al livello minimo i
controlli sui materiali e sulle strutture sono quelli gi indicati
nelle vigenti Norme tecniche per le Costruzioni NTC08 , ma
queste da sole non bastano. Un esempio immediato riguarda
le norme per le costruzioni metalliche che attualmente non
arrivano a coprire il campo della lavorazione
in officina e del montaggio almeno sin
quando non diverranno operative le UNI
EN 10902.
Ma anche per altri materiali e lavorazioni
che rappresentano parti importanti delle
strutture si pongono gli stessi problemi: si
pensi ai materiali compositi per il rafforzamento
strutturale di murature ed elementi strutturali in cemento ar
mato o ai materiali per la protezione al fuoco delle strutture
in acciaio. E lodevole lo sforzo dellautore di affrontare in
modo pratico il problema dei controlli, proponendo molte
schede di controllo frutto della propria esperienza. Lincidenza
di queste attivit rappresenta un aspetto non trascurabile del
lopera; , indagini,controlli e prove su materiali ed opere com
piute sono peraltro di grande importanza in quanto spianano
la strada al collaudatore nella fase finale di accettazione della
costruzione. Si osserva da ultimo che si moltiplicano incontri
di aggiornamento anche in questo campo e sicuramente questo
contributo di Torricelli serve ad alimentare il dibattito.
Il risultato sar il sicuro miglioramento della capacit profes
sionale degli attori coinvolti nel processo edilizio.
MARCO TORRICELLI
Il controllo dei processi nei cantieri edili
La gestione della Progettazione,
La gestione degli acquisti,
Il controllo delle principali lavorazioni
Maggioli editore.
Anno 2013
Prezzo: 32
Sala di lettura
recensione a cura
di Sandra Banfi
Le lettere dallIndia di Guido Gozzano ap
parvero sulla Stampa di Torino nel 1914.
Pur mantenendo un carattere di imme
diatezza di fatto furono elaborate pi tardi
sugli appunti di viaggio, conservando an
che un grande valore documentario, e
pubblicate postume nel volume Verso
la cuna del mondo nel 1917.
Il viaggio di Gozzano, intrapreso tra il
febbraio e laprile del 1912, riguard
Bombay, Ceylon e Goa. Per tutte le al
tre tappe il Poeta si sarebbe ispirato al
testo di Pierre Loti LInde (sans les An
glais), a conferma della sua fascina
zione per lOriente, che ebbe il punto
di partenza nelle letture esotiche in
fantili.
Nel volume lAutrice ripercorre passo
passo il viaggio di Gozzano riportando
fedelmente i brani originari e sceglien
do in particolare quelli che si riferisco
no allarchitettura indiana nel suo fa
scino di forme e di colori, stimolati dal
la grandiosit e singolarit di ci che
egli vede.
Il volumetto di 104 pagine, corredato
da numerose immagini delle tappe del
viaggio redatto con cura da Elisa Ma
riani Travi, storica dellarte, saggista,
collaboratrice di numerose riviste di
Architettura e del nostro giornale.
ELISA MARIANI TRAVI
LETTERE DALLINDIA
GUIDO GOZZANO E LARCHITETTURA
Cusl 2013
Pagg. 104
Prezzo: 13,70
Sullo scenario a due tinte, lazzurro del cielo e il bronzo cupo dei cipressi, sinnalza la pi immacolata e giganetesca mole sognata da
questi sultani amici del candore (Il Taj Mahal). Una semplicit che sfugge alla parola e allindagine estetica. Sullo zoccolo immenso
una cupola eccelsa, e ai quattro lati minareti scagliati al cielo: non altro () Aveva il colore di certi nevai oggi, mentre lo contemplavo
per lultima volta. Poi passato al rosa, al cerulo, al verde, allardore violaceo dellacciaio nellora della tempra
Lettere dallIndia
Guido Gozzano e larchitettura
Il controllo dei processi
nei cantieri edili
Ecco il noto profilo dei templi e dei palazzi, con
le scalee, le verande, le specule, le infinite fine
stre tutte rivolte verso il fiume, ecco le strane
cupole a pigna, cos caratteristiche nellarchi
tettura indiana ()
Agra, il Taj Mahal (sec. XVII)
Il Taj Mahal in unimmagine storica
Varanasi Benares
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24 il GIORNALE dellINGEGNERE N. 9 - Settembre 2013
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