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IL PRESAGIO Ultimo discorso di Cornstalk, condottiero shawnee, prima di essere vigliaccamente assassinato durante la sua prigionia a Fort Randolph,

alla foce del ume Kanawha. Il giorno successivo, 10 novembre 1777, ebbe luogo una riunione fra il colonnello Skillern, il capitano Arbuckle, il capitano McKee e gli altri ufciali, alla quale partecip anche Cornstalk insieme al glio, Elinipsico, e agli altri ostaggi indiani. Poich il generale Hand tardava ad arrivare, e nulla si sapeva su dove fosse e sulla entit delle sue truppe, e il messaggio che io stesso avevo recato non li aveva persuasi, dato che dubitavano di me, gli ufciali discussero per l'ennesima volta della progettata spedizione e si consultarono sul da farsi. Come se fosse oppresso da un funesto presentimento, Cornstalk sembrava avvilito, eppure parl con voce tersa e vigorosa, tranquillo, dignitoso e imponente come sempre: Fratelli maggiori, Lunghi Coltelli! Alcuni anni or sono, ho fatto tutto quello che ho potuto afnch il mio popolo, che non combatteva pi contro di voi da dieci anni, continuasse a restare in pace. Tuttavia, voi Lunghi Coltelli avete massacrato innocenti famiglie indiane, avete invaso la nostra patria per rubare cavalli, avete assassinato i nostri cacciatori, avete mandato fra noi trafcanti disonesti a diffondere l'acqua di fuoco da cui avevamo tanto lottato per liberarci. I vostri cacciatori hanno invaso le foreste del Kentucky, alle quali il nostro popolo deve la vita, e bench fossero in pochi, hanno ucciso animali a centinaia e centinaia, senz'alcuna discriminazione, per avere pelli e pellicce. Cos, commettendo crimini fra i pi gravi, essi hanno offeso tutto quello che per noi pi sacro. Fratelli, maggiori, Lunghi Coltelli! Quando ero giovane e percorrevo la rossa strada della guerra, pensavo spesso che ogni scorreria avrebbe potuto essere la mia ultima avventura, e che forse non sarei tornato mai pi alla mia casa: mai pi. Eppure vivo

ancora. Ma adesso che sono qui, fra voi, inerme, potete anche uccidermi, se volete, perch morir una volta soltanto, e non m'importa affatto di morire adesso, oppure in un altro momento. Fratelli maggiori, Lunghi Coltelli! Quando voi assassinaste i nostri cacciatori, i nostri ambasciatori di pace, i nostri parenti, non potei pi impedire che alcuni guerrieri percorressero il sentiero della vendetta. E tuttavia protessi i vostri trafcanti. Ma ancora voi aggrediste i nostri ambasciatori, e alle nostre offerte di pace rispondeste inviando i vostri combattenti a distruggere i nostri villaggi e i nostri campi, allo scopo di affamarci. Potete forse biasimare i nostri condottieri se, nonostante il mio parere contrario, vollero combattere, quando le vostre truppe marciarono in armi ad invadere la nostra patria, con l'intento di metterla a ferro e fuoco? Fratelli maggiori, Lunghi Coltelli! Feci tutto il possibile, no all'ultimo momento, ma non potei impedire la sanguinosa battaglia di Point Pleasant. In seguito stipulai la pace col vostro capo, il governatore Dunmore, e da allora gli Shawnee sono sempre stati vostri amici, fedeli alla parola data. Ma voi avete sempre dimostrato disprezzo e sducia nei vostri confronti, e avete incarcerato coloro che sono venuti da voi come amici a ribadire la pace. Fratelli, maggiori, Lunghi Coltelli! Quando ero giovane e percorrevo la rossa strada della guerra, pensavo spesso che ogni scorreria avrebbe potuto essere la mia ultima avventura, e che forse non sarei tornato mai pi alla mia casa: mai pi. Eppure vivo ancora. Ma adesso che sono qui, fra voi, inerme, potete anche uccidermi, se volete, perch morir una volta soltanto, e non m'importa affatto di morire adesso, oppure in un altro momento. Fratelli maggiori, Lunghi Coltelli! I vostri cacciatori sono stati seguiti dai vostri contadini, e cos, sempre pi numerosi, avete continuato ad invadere il Kentucky, allo scopo di vivere l per sempre. Oggi i vostri villaggi sorgono sui nostri antichi territori di caccia, e la gente che li abita distrugge le foreste e stermina la selvaggina. Oggi che siete in guerra con tutti, anche con gli Inglesi,

che erano vostri fratelli, tutti gli Indiani dei Laghi e dell'Ohio, tranne i nostri nonni, i Delaware, hanno ormai deciso di accettare la rossa scure offerta loro dagli Inglesi, il cui capo vive a Detroit, e hanno gi cominciato ad inviare i loro guerrieri a combattere. Fratelli, maggiori, Lunghi Coltelli! Quando ero giovane e percorrevo la rossa strada della guerra, pensavo spesso che ogni scorreria avrebbe potuto essere la mia ultima avventura, e che forse non sarei tornato mai pi alla mia casa: mai pi. Eppure vivo ancora. Ma adesso che sono qui, fra voi, inerme, potete anche uccidermi, se volete, perch morir una volta soltanto, e non m'importa affatto di morire adesso, oppure in un altro momento. Fratelli maggiori, Lunghi Coltelli! Oggi persino gli Shawnee sono contrari alla pace coi Lunghi Coltelli, e i guerrieri del valoroso e saggio capo Black Fish hanno combattuto per scacciare i Bianchi dal Kentucky. Devo ammettere, con grande dolore, che non posso fare pi nulla. Oggi soltanto i Chalaka, la mia gente, sono ancora favorevoli alla pace, ma devo dichiarare sinceramente che presto anch'essi saranno costretti a seguire la corrente. Non posso pi impedire loro d'impugnare la scure di guerra. Fratelli, maggiori, Lunghi Coltelli! Quando ero giovane e percorrevo la rossa strada della guerra, pensavo spesso che ogni scorreria avrebbe potuto essere la mia ultima avventura, e che forse non sarei tornato mai pi alla mia casa: mai pi. Eppure vivo ancora. Ma adesso che sono qui, fra voi, inerme, potete anche uccidermi, se volete, perch morir una volta soltanto, e non m'importa affatto di morire adesso, oppure in un altro momento. (Alec Zayford [Alessandro Zabini], Lultimo addio, Bagnarola [Bologna], La Frontiera Edizioni, 1991, pp. 125-127.)