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L'ARCHITETTURA BIOECOLOGICA IN EUROPA

COMPLESSI RESIDENZIALI E SPECIALISTICI


arch. Luigi Izzo


Gli esempi riportati di seguito, raccontano l'esperienza personale acquisita durante vari viaggi
studio, organizzati dallINBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) attraverso vari Paesi tra cui la
Germania, la Danimarca e la Svezia, alla ricerca delle opere pi espressive della Bioarchitettura
stessa.

FIERA PERMANENTE DEI PRODOTTI BIOEDILI
Oko Partner Haus - Monaco (Germania)
Arch. J.Vorreiter

E' un edificio prefabbricato all'avanguardia per i materiali, gli impianti e le soluzioni adottate, e per
l'impostazione bioclimatica che consente una notevole riduzione dei consumi energetici nel pieno
rispetto della salute degli abitanti e per la possibilit di uno smaltimento e recupero pressoch totale
dei materiali quando, allo scadere dei cinque anni d'esposizione, sar demolito.


La zona giorno realizzata nel "wintergarten" o giardino d'inverno,
ed utilizza l'energia solare passiva per il riscaldamento dell'ambiente,
mentre le piante presenti in quantit e qualit adeguata, forniscono il
giusto grado d'umidit.
La struttura portante dell'intera abitazione di legno lamellare
non trattato, con l'aggiunta d'elementi di ferro (scale, passerelle,
infissi) e cristallo a forte spessore.
Il particolare tecnologico caratteristico della serra costituito
dalle lamelle metalliche, poste tra le vetrate, aventi la funzione di
termoregolazione: schermare lirraggiamento solare nei momenti in
cui questo non desiderato e trattenere il calore accumulato durante
la notte. Le schermature
inoltre sono regolate da
una centralina che controlla temperatura e umidit,
mediante lo spostamento automatico delle stesse unite
all'apertura degli infissi.
Altro elemento caratteristico la passerella in
cristallo a forte spessore, che permette alla radiazione
solare di penetrare ed essere accumulata nel pavimento;
qualsiasi altro materiale avrebbe creato una zona d'ombra
sul pavimento riducendo la funzione d'assorbimento.

Le pareti sono costituite da strati multipli di materiali tra cui una lastra di gesso, intercapedine
per il passaggio delle tubature, quindi una lamina di fibre di gesso, un pannello isolante tipo
"isoflor", fibra di legno con bitume, ed infine una perlinatura di legno di larice o una finitura con
pannello "eraclit" pi intonaco. Il valore K (trasmittanza) di 0.24 W/mq C, pari a quello di
un'analoga struttura di mattoni dello spessore di 100 centimetri.




L'isolamento del tetto, realizzato mediante 20 centimetri di
"isoflor" con sovrastante uno strato di terriccio ed erba; questa
soluzione ha il vantaggio di tenere costante la temperatura
dell'ambiente sottostante ed un minore impatto ambientale.
I pavimenti sono tutti naturali (lana, juta, lattice, sisal) ed
ecologici, giacch una volta consumati, sono recuperabili; esistono
poi piastrelle realizzate con carta di giornale recuperata, sughero e
fibra di cocco (per un effetto granito) e colorate con tinte naturali.
Il bagno realizzato con piastrelle di recupero, la vasca da
bagno presenta una forma anatomica per sprecare meno acqua
possibile e la propria intercapedine interamente riempita di sughero
granulare, le acque grigie sono depurate e riutilizzate, mentre la
lavatrice per consumare meno energia, usa acqua preriscaldata
proveniente dai collettori solari.
Il riscaldamento affidato ad un impianto a gas dove il calore dei vapori di scarico,
recuperato attraverso uno scambiatore di temperatura; anche l'acqua di condensa raccolta in una
vasca e in seguito riciclata.
I due impianti (a gas e mediante collettori solari), funzionano contemporaneamente per la
produzione congiunta di acqua calda ad uso sanitario e per il funzionamento del riscaldamento a
pareti radianti; questo sistema a bassa temperatura, risulta molto conveniente rispetto ad uno
tradizionale a convenzione, in quanto l'acqua contenuta nelle serpentine affogate nelle pareti, ha una
temperatura di esercizio pi bassa e consente di migliorare le caratteristiche fisiche della parete
stessa assicurando il giusto grado di umidit interna, ovviamente l'intonaco applicato sopra la
serpentina, ha lo stesso coefficiente di dilatazione del tubo di rame.
La produzione d'energia elettrica affidata a due sistemi di pannelli fotovoltaici.
Il primo ad isola, in altre parole un impianto autonomo pensato per le abitazioni dove non
sono collegate alla rete d'energia elettrica nazionale; l'energia solare prodotta durante l'arco della
giornata, immagazzinata in accumulatori speciali creati apposta per i sistemi fotovoltaici aventi
una capacit d'accumulo superiori a quelli normali.
Il secondo sistema collegato alla rete elettrica nazionale. Nei giorni in cui si produce molta
energia, quella eccedente le reali necessit, viene commutata in rete; l'azienda nazionale risarcisce il
produttore di elettricit, nella misura del 90 % del costo di produzione oppure stipula una
convenzione con il proprietario dell'impianto, affinch questi pu scalare dalla bolletta, la quota di
autoproduzione, quando per condizioni meteorologiche avverse, necessario integrare l'impianto
con la rete pubblica.















Ristrutturazione bioecologica di un edificio sito in Parisstrasse,10
quartiere Heidhausen - Monaco (Germania)
(Prof. Arch. Per Krusche)

I pi importanti obiettivi di un coerente rinnovamento della citt, sono il risanamento delle
vecchie costruzioni e il miglioramento dell'ambiente dove si abita.
Questi furono i concetti che condussero due Societ
assicurative, alla ristrutturazione dell'edificio in questione, nel
quartiere Heidhausen edificato nei primi anni del '900.
Il costo totale fu di 2.3 milioni di marchi (ca.2.2 miliardi di
lire), di cui 400.000 DM per l'impostazione bioecologica (ca.il 17 %).
In totale si adeguarono 9 appartamenti di circa 75 mq. Dopo
l'ammodernamento, la superficie utile degli alloggi aumentata del
15 % (ca.86 mq.) con una spesa totale di 250.000 marchi ciascuno. In
questo momento, gli inquilini pagano un affitto mensile di 500 DM
(600.000 lire di cui circa 50.000 lire come spese d'esercizio). Nel
corso del risanamento si poterono demolire piccole costruzioni nel
cortile interno, creando un'area a giardino abbastanza grande per una
zona centrale della citt.
Determinante fu l'esposizione dell'edificio con la facciata
principale a Nord e quella secondaria a Sud verso il cortile interno.
Gi durante le prime riflessioni progettuali, gli inquilini furono coinvolti, furono elaborati i
loro desideri e proposte, quindi presi in considerazione e realizzati. Ad esempio non si separ la
cucina dal soggiorno, si pens quindi ad un unico ambiente esposto a sud verso il giardino d'inverno
(wintergarten). A piano terra si sistemarono le officine ed i parcheggi per le biciclette, e una cisterna
per l'acqua piovana, utile per annaffiamento del giardino e per lo scarico dei water.
Per stimolare la socializzazione e il vicinato, furono realizzati ambienti comuni richiesti dagli
inquilini stessi. Attraverso l'ingrandimento di un terrazzino nel sottotetto, si realizz un terrazzo
per le piante sensibili al gelo e per uno spazio soggiorno godibile nei mesi invernali, mentre
l'appartamento a piano terra pot essere adibito ai portatori di handicap.
I maggiori consumi in una casa sono il riscaldamento e la produzione d'acqua calda ad uso
sanitario; una combinazione di limitato fabbisogno energetico attraverso un isolamento ottimale, ed
un uso d'energia disponibile attraverso la realizzazione di pi sistemi, riduce moltissimo il
fabbisogno energetico.
Il sistema di riscaldamento principale, una pompa di calore che recupera la temperatura
dell'aria aspirata dai bagni e dalle zone cottura delle cucine. Sulla facciata sud sono state chiuse le
logge, con vetrate a m di serra con infissi ad un solo vetro, per ottenere velocemente un effetto
tampone sul clima.
L'aria riscaldata dal sole recuperata da un impianto d'aspirazione e mandata alla pompa di
calore nel sottotetto. Si ricopre cos il 90 % circa del fabbisogno totale di riscaldamento. In
aggiunta, attivata una caldaia convenzionale a gas, per le giornate di freddo intenso. Per il
riscaldamento dell'acqua ad uso sanitario, questa prelevata dalla rete idrica ad una temperatura
media di circa 10 gradi centigradi, ed inviata verso un impianto di recupero del calore dalle acque di
scarico di lavatrici, vasche da bagno e docce, allo scopo di elevarne la temperatura a 23 gradi
centigradi. Durante questa fase di preriscaldamento, si pu risparmiare ben il 30 % d'energia.
Questa poi inviata al sistema di collettori solari posti sul tetto per ottenere una temperatura di circa
55 gradi. Anche l'uso dell'acqua potabile deve essere contenuto; il primo il riciclo.
L'acqua di scarico delle vasche da bagno e delle docce, raccolta da una cisterna posta al
piano interrato mediante un dispositivo per il recupero del calore; l'acqua cos raffreddata depurata
da un sistema a colonie di batteri e filtrata da carboni attivi. Se vengono usati i detersivi biologici,
possono essere recuperate anche le acque delle lavatrici e dei lavelli. Tuttavia stata usata anche
una sterilizzatrice per la distruzione di eventuali germi.
Per il compostaggio usato un impianto per i rifiuti organici (avanzi di cucina, carta) che con
l'ausilio di lombrichi, produce dell'ottimo humus, usato come fertilizzante per il giardino e per le
piante dei balconi. E' ovviamente praticata anche la separazione dei rifiuti organici dai contenitori in
vetro e dai raccoglitori di plastica.
Gli obiettivi della ristrutturazione erano il contenimento dell'inquinamento ambientale e
contemporaneamente un consistente miglioramento della qualit della vita. Fino a che gli inquilini
non poterono entrare nelle loro case ecologicamente risanate, si dovette portare avanti un grande
lavoro intellettuale ed un'analisi tecnico-artigianale enorme. Si determinarono efficienza e resa dei
singoli elementi ecologici e la loro combinazione ottimale per ottenere i risultati richiesti.
Soltanto un'esatta analisi dello stato di fatto poteva dare una precisa conoscenza sulla struttura
dell'edificio, dei suoi danni, e del bisogno di risanamento.
Si scopr che solo una parte dell'edificio era sana mentre non c'era ancora l'allaccio alla rete
idrica negli appartamenti e quell'esistente provoc ingenti danni alle strutture con travi di legno.
Molti danni sono stati provocati dall'umidit di risalita nelle murature delle cantine e del piano
terreno, con la proliferazione del fungo della casa. Fu necessario quindi una massiccia sostituzione
delle murature danneggiate. Gli interventi di risanamento furono i seguenti:
1) Interventi di sicurezza e stabilit statica per fondazioni, solai, e coperture.
2) Deumidificazione degli ambienti.
3) Eliminazione dei ponti termici, ottimizzazione dell'isolamento termico e riduzione del
fabbisogno di calore.
4) Restauro e risanamento della copertura e delle facciate, in collaborazione con la locale
Sovrintendenza ai beni architettonici
5) Restauro e rinnovamento (con rispetto per lo stile) di finestre e porte con l'uso di materiali locali.
6) Rinnovamento degli impianti di smaltimento delle acque domestiche, distrutto durante la guerra
dalle vibrazioni dei mezzi pesanti
7) Ridistribuzione interna dei locali con attenzione all'illuminazione diurna e alla ventilazione.
8) Inserimento di nuovi bagni e cucine.
9) Rifacimento d'impianti idrici, elettrici, sanitari e di riscaldamento.
10) Realizzazione di spazi collettivi per alloggiare biciclette e carrozzine.

I provvedimenti adottati per un'architettura ecologica

* Riduzione energetica del 60 % e limitazione dell'inquinamento dell'aria,
attraverso tecniche energetiche razionali che non richiedano l'uso di
materie nocive.
* Ottimizzazione delle misure d'isolamento termico.
* Utilizzazione dell'energia solare e recupero del calore.
* Riduzione dell'uso di acqua potabile del 50 % grazie all'installazione di
un impianto di riutilizzo delle acque grigie per lo scarico dei water.
* Limitazione dei rifiuti domestici, attraverso il riciclaggio e il
compostaggio di quelli organici.
* Miglioramento della vita in casa grazie allo spostamento sul lato sud
della zona giorno.
* Dibattiti, assistenza e partecipazione degli inquilini al processo di progettazione.
* Stimolazione ad un'attiva collaborazione degli inquilini e ad un comportamento consapevole dal
punto di vista ambientale.

Anche una vita sociale appartiene al concetto di casa ecologica; per questo si pose molta
attenzione alle misure che favorirono la socializzazione.
Che ci rispondesse anche alle richieste degli inquilini, lo dimostra la nuova vita nel cortile o
meglio nel giardino interno. Il giardino comune incorniciato da verde e
aiuole, punto d'incontro sia per il giardinaggio sia per il gioco dei
bambini.
Gli abitanti degli edifici in questione possono risparmiare energia
anche durante il fine settimana perch evitano di spostarsi con l'auto alla
ricerca di zone verdi; il risanamento gli ha portato il verde in casa. Sulla
facciata sud, le piante si arrampicano sui balconi vetrati, cos pure sulla
facciata nord dove fungono non solo come ornamento ma come ulteriore
strato termoisolante.
Le piante concimate con il compost autoprodotto, crescono
rigogliose nel giardino, nelle aiuole, sui balconi e nel wintergarten
comune. La sistemazione della pavimentazione del cortile rende
visualmente pi ampio lo spazio e l'acqua raccolta costantemente areata
e ossigenata dalla ruota idraulica la cui pompa mossa da energia solare.

"Il quartiere in argilla cruda a Kassel"
Centro Sperimentale - Universit delle Tecnologie Appropriate di Kassel (Germania)
(Prof. Gernot Minke)

Il quartiere in oggetto, il primo villaggio
realizzato in Germania con copertura in erba e
struttura di legno e argilla.
Il Comune di Kassel era molto interessato
a questo tipo d'edilizia; dopo un anno, infatti, il
Prof. G. Minke trov in zona altri architetti
interessati al tipo d'intervento.
La struttura delle case di legno mentre la
tamponatura d'argilla cruda.
L'argilla un ottimo materiale dal punto di vista
termico, infatti, il rapporto energetico tra questo
tipo di costruzione ed una in cemento di 3 a 100; questa estratta in
zona ed formata in pani attraverso una macchina ad estrusione
brevettata dal Prof. Minke (una sorte di Pastamatick); gli estrusi sono
tagliati e posti in opera allo stato plastico-umido e poggiati uno
sull'altro senza uso di malta o altro legante; ad essiccazione avvenuta,
le fessure derivanti dal ritiro longitudinale, sono riempite da una
miscela di terra, calce e gesso. Caratteristica importante dell'estruso
l'ampia libert di forma unito al facile utilizzo, tale da essere
impiegato per la costruzione in loco d'elementi d'arredo (poltrone,
panche, letti, librerie).
Le pareti interne in argilla e legno dello spessore di 15 cm. sono
state anch'esse eseguite con il metodo dei filoni estrusi e non sono
trattate con nessun tipo di cera, proprio per non modificare
l'assorbimento dell'umidit ambientale anche se in alcune stanze,
l'argilla stata tinteggiata con colla alla caseina.
L'argilla assorbe da 10 a 30 volte pi umidit del mattone cotto, al punto che il vapore acqueo
che satura la stanza da bagno, assorbito in tre minuti senza ventilazione, contro i quarantacinque
necessari per i muri piastrellati. Si pu concludere quindi che l'argilla costa meno di qualsiasi
mattone ed pi sana.
Per questo tipo di costruzione non stato utilizzato cemento armato per nessuna struttura,
nemmeno per le fondazioni essendo queste realizzate su un vespaio di ghiaia, mentre il primo solaio
costituito da un assito di travicelli di legno con
listoni inchiodati.
La copertura non ricoperta di tegole ma
d'erba, per un maggiore isolamento termico e un
migliore impatto visivo; costituita, infatti, da una
struttura di legno ricoperta da uno strato di bitume,
lana di roccia, quindi una fibra di tessuto geotessile
contro le radici e 15 centimetri di terra.
La pioggia non sprecata, ma tramite apposite
canalizzazioni, accumulata in laghetti o cisterne
sotterranee per essere riutilizzata per l'irrigazione.
Per l'illuminazione degli ambienti interni, essendo questi privi di finestra, si applicata la
tecnica della cupola nubica, in altre parole una cupola in metacrilato autoportante con una sezione
simile alla curva catenaria rovesciata.
Le costruzioni realizzate dagli altri architetti sotto la supervisione del Prof. Minke, hanno
caratteristiche comuni come il manto erboso sul tetto, la
perlinatura di rivestimento esterno in larice e la serra addossata
come integrazione energetica.






" Il Centro Internazionale di Permacoltura a Steyerberg (Germania) "
(Prof. Arch. Margrit Kennedy - Universit di Hannover)

Gli edifici facenti parte del Centro Lebensgarten,
furono realizzati nel 1939 come fabbrica di munizioni
per 700 operai, abitanti in zona con le rispettive
famiglie.
Dopo la guerra, gli edifici sono stati occupati
dagli inglesi per adibirli a deposito dunit di trasporto
fino al 1980 quando sono abbandonati e danneggiati da
gruppi di teppisti. Il loro pessimo stato di
manutenzione ne scoraggi l'acquisto al punto che
l'Amministrazione Comunale decise di farne un campo
nomade.
Di fronte a tale decisione, i residenti della zona preoccupati dalla perdita di pace e tranquillit,
obbligarono l'Amministrazione a demolire l'intero villaggio.
La demolizione fu sventata da un imprenditore che ne decise il recupero a fini turistici. Gli
edifici potevano essere acquistati, ristrutturati e trasformati in abitazioni secondarie.
Ai primi sei proprietari venne l'idea di realizzare una comunit di 200 persone simile a quella
esistente in Scozia. L'intervento durato circa otto anni (1986-1993) fu un esperimento sociale ed
economico, dove furono applicate le tre idee base: pace, tolleranza, creativit.
Inizialmente nessuno aveva idea di che razza di villaggio ne sarebbe uscito e soprattutto a
fronte di quale spesa, giacch gli edifici erano in pessimo stato dabbandono. Le case potevano
essere affittate a 210 Marchi il mese o acquistate a 65.000 Marchi da ristrutturare; in entrambi i casi,
doveva essere versata una somma pari a 10.000 Marchi per gli impianti.
Allo stato attuale, la comunit composta di tutte le estrazioni sociali e culturali senza un
capogruppo, n una religione comune, ne interessi in comune tranne che per la gioia di vivere in un
villaggio ecologico.
Il contributo dell'arch.Kennedy alla realizzazione di questo villaggio, stato nella
supervisione generale, nella progettazione e nell'esecuzione degli impianti, e nella realizzazione del
concetto di permacoltura.
Il marito dell'architetto, progettista d'impianti, ha dato il suo contributo, realizzando la serra
addossata alla sala comune superiore e quella della sala mensa, entrambi aventi sia una funzione
d'accumulo termico (solare passivo) che orto
interno per gli ortaggi e verdura ad uso della mensa
comune.
Nella parte superiore della serra, sono inseriti
i collettori solari per la produzione dell'acqua calda
ad uso della cucina, con una produzione giornaliera
di 400/500 litri, anche se durante alcune giornate
d'inverno, i collettori sono integrati da una caldaia a
gas.
L'energia elettrica parzialmente prodotta da
una serie di pannelli fotovoltaici che producono 1
KW di corrente elettrica ad uso dell'edificio
principale e per la carica di un'auto elettrica ad uso comune utile soprattutto per divulgare il
messaggio ecologico. L'energia prodotta in eccesso, venduta all'azienda comunale e da questa
acquistata nei periodi di scarsa produzione.
A seguito di questo recupero edilizio, l'Arch. Kennedy ha ottenuto quale riconoscimento, la
Cattedra di Progettazione presso la Facolt di Architettura dell'Universit di Hannover.


LA PERMACOLTURA.

La Permacoltura derivante dalla fusione di Permanent e Agricolture, definisce un approccio
integrato e globale di pianificazione in agricoltura. Consiste nell'organizzare coscientemente i vari
elementi di un territorio in modo da stabilire tra loro rapporti funzionali benefici, nella prospettiva
di avvicinarsi il pi possibile ad un ecosistema naturale.
Si basa su coltivazioni perenni, attivit e mezzi a basso costo energetico, ma che realizzano
un'agricoltura molto efficiente. Si rivolge soprattutto a piccoli gruppi o comunit che hanno a cuore
il futuro del pianeta, orientato pi su forme di autosufficienza alimentare che produzioni
commerciali.
Possiamo riassumere un sistema di Permacoltura attraverso:
1) Uso della terra su piccola scala.
2) Coltivazione a grande variet, piuttosto che monocolture estensive.
3) Prevalenza di coltivazioni perenni rispetto a quelle annuali.
4) Grande variet di specie vegetali, animali (persone comprese), di raccolti, microclimi e habitat.
5) Processo a lungo termine proiettato verso generazioni future.
6) Uso di specie locali, adatti a clima e suolo; non ibridi che sono deboli, poco adatti e costosi.
7) Integrazione degli elementi del sistema: persone, piante, animali, sole, vento, acqua, edifici,
forma del terreno, in una variet di rapporti integrati e funzionali
8) Particolare riguardo rispetto le terre marginali, ripide, rocciose, aride, paludose, e non produttive.

La gran variet di piante, dalle erbe ai grandi alberi, crea microclimi e habitat per molte specie
d'animali dove ogni elemento del sistema svolge almeno due funzioni; per esempio la pacciamatura
serve per impedire la germinazione delle erbacce, a mantenere il suolo pi umido d'estate e pi
caldo d'inverno, protegge il suolo dalle forti piogge attenuandone l'impatto meccanico e diluendone
i tempi d'assorbimento, diminuisce l'evaporazione da parte del vento e infine decomponendosi,
fertilizza il terreno.
(tratto da Introduzioni alla Permacoltura di Marco Spinosa, Edizioni Macroedizioni e AAM
Terranuova, Firenze 1988).


Ecovillaggio Toarp a Oxie presso Lund (Svezia)
(Arch.C. Wiberg)

Questo l'ultimo villaggio ecologico realizzato in Svezia anche se sono ancora pochi, infatti il
problema principale nella realizzazione di tali interventi la novit della materia per cui sia i
costruttori che gli architetti non hanno ancora le idee chiare.
Nell'eco villaggio Toarp, vivono 100 persone in 37 case;
si cercato di costituire una comunit che fosse anche
lavorativa per ottenere un funzionamento globale del
ciclo casa-villaggio-risorse naturali.
Per esempio, l'acqua proveniente dal sottosuolo,
impiegata in casa per tutte le funzioni e sempre in casa
parzialmente riciclata e riutilizzata per lo scarico del
water; la restante acqua depurata dall'impianto di
fitodepurazione a canneto e successivamente reimmessa
nel fiume per un nuovo ciclo o utilizzata per l'irrigazione
dei 4500 mq. di terreno agricolo.
La stessa cosa si pu realizzare con il cibo; nelle serre, infatti, si fanno crescere gli ortaggi per
il proprio fabbisogno ed i rifiuti organici, sono compostati dentro due vasche, rimestate a turno dagli
abitanti stessi. Il compost poi utilizzato come fertilizzante.
Anche il principio del riscaldamento ecologico tenuto
in forte considerazione; si fa uso, infatti, di energia solare
passiva ed attiva.
La casa si riscalda passivamente grazie all'esposizione a
sud e per la massa termica delle murature; si scalda
attivamente, invece, mediante i collettori solari posti sui tetti ed
un impianto di riscaldamento a legna. E' contemplata anche la
possibilit di allacciarsi agli impianti denergia eolica di
prossima installazione.
Le case sono a due piani con strutture in laterizi con unintercapedine di 25 centimetri di
spessore riempita di fibra di cellulosa. Limpermeabilizzazione esterna affidata ad una colla alla
caseina. I materiali usati sono tutti naturali come le
colorazioni a base di olio e uova.
Gli impianti elettrici sono realizzati con
messa a terra, ma ci non bastato per il problema
della radiazione elettromagnetica, perch difficile
la disposizione a pettine della filatura elettrica
soprattutto per motivi economici.
Per ci che riguarda il problema del gas
Radon, nonostante che in Svezia sia proibito
l'edificazione nelle zone con un livello superiore ai
200 Bequerel/mc., si mantenuta una certa
aerazione del vespaio impedendone l'eventuale
risalita, unita alla ventilazione delle murature anche se i livelli rilevati erano in quantit trascurabile.
La ventilazione interna invece assicurata da sottili fessure dotate di membrane, poste sotto le
piccolissime finestre sul lato nord.

Rudolf Steiner Center a Jaerna (Svezia)
Centro antroposofico polifunzionale
(Arch. Erik Asmussen)

Il centro polifunzionale di Jaerna progettato
dall'Architetto Asmussen dal 1967 su unarea di
20.000 mq con la collaborazione attiva di membri
e artisti seguaci dell'antroposofia, un centro
educativo nella cui architettura e pianificazione si
nota l'importanza attribuita da Rudolf Steiner alla
qualit dell'ambiente.
Si tratta di un insieme di strutture che dialogano
con l'ambiente circostante; un'architettura fatta di
volumi completamente diversi da quelli che si
solita vedere, con superfici ora concave, ora
convesse ma anche sfaccettate, con colori dalle tonalit pastello,
armonizzati con la natura circostante, che consentono di ridurre ed
addolcire i volumi degli edifici, in una totale fusione tra terra e cielo, e
con un ridottissimo impatto
ambientale.
Il terreno agricolo, il clima, la
luce, l'integrazione tra spazi abitativi
e spazi di lavoro, la funzione
continua giorno-notte degli edifici
stessi, hanno determinato le scelte
progettuali. Gli edifici adibiti alle
varie discipline, con linee curve,
angoli per quanto possibile non retti, coperture inusualmente tondeggianti, sono costituiti da:
la Casa della Musica, la Casa dell'Euritmia, la Biblioteca, la Scuola Oerjan, la Scuola Waldorf per
180 allievi dai 7 ai 14 anni, il Teatro, la Clinica Vidar, gli Alloggi degli studenti (Ormen Lange) e il
Robygge dal colore blu-violetto, che nella forma dialettale svedese significa un qualcosa fatto per il
divertimento, dove sono presenti un negozio, la cucina, la sala dell'euritmia, il giardino interno ed
altri servizi. Attualmente sono in corso i lavori
dampliamento degli alloggi per il personale ospedaliero.
Gli edifici adibiti alle varie discipline sono costruiti con
materiali ecologici, mentre le fondazioni sono in muratura, e
le colorazioni dei rivestimenti di legno, sono a base di
pigmenti naturali non trattati,
proprio per adeguarsi
cromaticamente, alle rapide
variazioni del cielo, ora
sereno, ora carico di nubi. Tali colorazioni con gradazioni dal celeste
al blue, dal giallo all'ocra fino all'arancio, sispirano alla teoria
steineriana dei colori, dei loro significati e influssi sulla psiche dei
giovani allievi.
All'interno, i colori sono di nuovo polo di attrazione dove praticamente impossibile trovare
colorazioni simili, proprio perch cangianti nella miriade delle tinte pastello dai toni caldi, quasi a
ricordarci che il colore, il segreto della teoria steineriana derivata a sua volta dalla teoria dei colori
di Goethe.
La miriade delle tinte pastello, non risparmia neppure i locali della Clinica Vidar, dove la
Cromoterapia fa parte della guarigione in contrapposizione alle tinte asettiche dei nostri ospedali.
Tra gli impianti ecocompatibili, spicca quello di fitodepurazione, anch'esso in totale armonia
con la natura circostante, inserito nel paesaggio come un parco da visitare.
Le acque reflue arrivano in un primo laghetto, ricoperto di lemna pi
nota come lenticchia d'acqua, avente il compito della digestione anaerobica
senza emanazione dalcun cattivo odore; la lemna in questione dopo il suo
ciclo vitale, rimane un eccellente prodotto alimentare per pesci, pollame ed
ovini e pu essere impiegata come biofertilizzante.
Segue un secondo bacino raccordato al primo da
unaffascinante cascatella, costituita da un insieme di
piccole vasche a forma di "Virbela" o "Flowerform"
aventi la funzione di correggere la bassa ossigenazione
dell'acqua. L'acqua rivitalizzata, viene depurata in
questo secondo bacino, da una serie di piante che assorbono direttamente i
composti di fosforo e azoto presenti. Le acque parzialmente torbide, offrono
alla vista uno spettacolo affascinante dove i riflessi
delle piante circostanti e quelle del cielo creano una
fusione di colori iridescenti in linea alle teorie
steineriane particolarmente ricercati dai pittori locali.
Per una volta ancora, l'acqua scorre sinuosa nella spirale delle
flowerform per gettarsi iperossigenata nell'ultimo bacino, dove accolta da
altri tipi di piante, pesci, anatre e papere per la depurazione finale. La
limpidezza pressoch totale ed il bacino visitabile in lungo e in largo da
piccole barche adibite alla pesca. La qualit dell'acqua la rende, previa
clorazione, davvero bevibile anche se, dopo unulteriore ossigenazione,
regalata al lago vicino.


Recupero dell'Ospedale Psichiatrico a Vadstena (Danimarca)
(Prof. K. Bokalders)

L'edificio principale era in origine, un ospedale psichiatrico; quando fu
proibita tale istituzione, l'Amministrazione decise di demolire il tutto. Nel
1984 stato deciso di riutilizzarlo come struttura civica.
Nei locali a piano terra si svolgono attivit utili all'intera comunit e
un ristorante, mentre ai piani superiori vi sono gli appartamenti.
L'enorme serra che chiude il cortile interno, permette l'uso dello
stesso, anche nelle fredde giornate invernali e
contribuisce alla riduzione delle fughe di calore,
assolvendo la funzione di cuscinetto termico.
Tuttavia le vetrate sono parzialmente apribili
mediante un sistema di motori servocontrollati che,
in base alle condizioni termoigrometriche
ambientali, permettono di far entrare aria fresca;
naturalmente tali vetrate sono completamente apribili durante l'estate per
evitare il fenomeno del surriscaldamento interno.
Alla profondit di 67 metri, vi una falda acquifera e un giacimento di
gas metano; tutto il sistema stato progettato in modo tale che le radiazioni
geopatogene derivanti da ci, non arrechino alcun disturbo durante la
notte.
Il gas metano recuperato mediante un sistema di pompaggio
elettrico mentre l'acqua, per non gelare durante il rigido inverno,
intubata e fatta attraversare nelle acque del lago vicino fino
all'utilizzazione.
La ristrutturazione dell'edificio con materiali ecologici, (fibra di
cocco, linoleum, cemento cellulare espanso, guaine vegetali, fibra di
cellulosa) ha permesso che il Comune venga premiato con il
riconoscimento di "Europa Nostra".





Recupero edilizio del Blocco 103
Quartiere Korbuster Tor a Kreuzberg - Berlino (Germania)
(arch. Peter Beck)

Questo recupero stato attuato con criteri di massimo risparmio delle risorse energetiche e idriche
per il minimo impatto ambientale ed stato parzialmente finanziato dal Governo Federale di
Berlino il quale si imposto di affittare gli alloggi risanati, ad un costo ridotto per un periodo di
almeno dieci anni dopo l'intervento.
Durante gli anni ottanta il Blocco 103, fu parte di un progetto di
risanamento proposto prima dall'IBA e poi da Stern, da attuarsi
attraverso la demolizione dinteri edifici. La demolizione stata
sventata grazie al progetto di recupero e risanamento coordinato
dall'architetto Peter Beck. Il progetto stato frutto della collaborazione
tra numerosi gruppi darchitetti, esperti dei vari settori, tecnici, singoli
proprietari e dagli inquilini originari.
Il progetto pilota ha consentito successivamente l'elaborazione di
nuovi standard ecologici per l'edilizia pubblica.
I quattro isolati facenti parte del Blocco, erano abitati dagli artigiani e
dai lavoratori della zona e presentavano ai piani bassi le botteghe ed i
magazzini.
L'intervento proposto caratterizzato da sei elementi principali:
1) uso razionale dell'energia con particolare riguardo allo sfruttamento di
quelle rinnovabili.
2) risparmio della risorsa acqua attraverso il recupero della stessa.
3) miglioramento del clima attraverso un uso attivo della vegetazione.
4) realizzazione del recupero con materiali e impianti ecologici.
5) raccolta differenziata dei rifiuti.
6) redazione di un piano del traffico allo scopo di
migliorare le condizioni di vivibilit nel quartiere.
Il risparmio energetico stato possibile attraverso l'utilizzo di tecnologie
solari passive (serre solari) ed attive (collettori solari e pannelli fotovoltaici),
insieme a sistemi di produzione combinata di energia elettrica ed energia termica,
attraverso l'installazione dimpianti di cogenerazione, alimentati dal gas cittadino
e integrati dalla rete elettrica pubblica. Il tutto controllato da una centralina
computerizzata, attraverso la quale fluiscono i dati termoigrometrici, necessaria
per attivare i vari sistemi energetici.
I pannelli fotovoltaici sono attivati durante le ore di basso consumo ed integrati dagli impianti
di cogenerazione nei momenti di richiesta energetica (ore di punta); in caso dulteriore fabbisogno
denergia, questa integrata da quella pubblica.
L'autoproduzione denergia elettrica spesso abbondante e superiore alle reali necessit,
quindi quella in esubero, venduta allAzienda Municipale ad un prezzo pari al 90 % rispetto il
costo di produzione nazionale.
I consumi idrici sono stati ridotti del 50 % circa, grazie ad un uso razionale della risorsa
acqua; questa ridotta mediante l'utilizzo delle cassette di scarico dei water aventi una capacit di 4
o 6 litri, secondo dell'effettivo utilizzo, inoltre sono state aggiunte alle rubinetterie, gli ossigenatori
capaci di aumentare il getto dell'acqua riducendone il consumo.
E' stato previsto inoltre il riutilizzo dell'acqua piovana opportunatamente filtrata, e stivata in
cisterne, per l'irrigazione dei giardini interni e per integrare quella
fitodepurata.
Il recupero e riciclo delle acque grigie per un uso sanitario, si
rivelato degno di nota; le acque recuperate sono purificate mediante un
sistema di sedimentazione iniziale attraverso il contatto di filtri con
colonie di microrganismi e
costantemente ossigenate, cui
segue l'irraggiamento con raggi
ultravioletti e l'attraversamento di
un insolito impianto di
fitodepurazione "verticale"
addossato ad una parete cieca.
Questimpianto stato costruito
mediante il riutilizzo di
venticinque contenitori in plastica suddivisi su cinque file e sorretti da un ponteggio in ferro.
L'acqua inserita nel contenitore pi in alto e, per caduta naturale, depurata dalle radici delle
piante acquatiche, dove i microorganismi attaccano i batteri nocivi eliminandoli, consentendo
all'acqua di essere nuovamente riutilizzata per un uso sanitario.
Per migliorare il clima dell'isolato, stato effettuato un intervento di rinverdimento degli spazi
sia al livello stradale, con inserimento daree verdi e barriere antirumore vegetali, che sulle facciate
e sui tetti per filtrare l'aria e consentire l'abbattimento delle polveri e del particolato, responsabili
daffezioni alle vie respiratorie.
I materiali usati (cementi, colle, pitture, tappezzerie...) sono tutti naturali, e scelti in base al
minimo grado demissione di sostanze nocive; le porte e le finestre con vetrocamera sono realizzate
esclusivamente in legno dagli artigiani locali, mentre stata avviata una rilevante riduzione degli
elementi industriali e in plastica (PVC).
Per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti, la prima separazione avviene
direttamente in cucina, dove sono installati contenitori a pi scomparti.