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14/07/13

La morte (Eric Baret)

in quiete
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" La conoscenza di Dio non si pu ottenere cercandola; tuttav ia solo coloro che la cercano (Bayazid al-Bi " Chi non cerca addormentato, chi cerca un accattone"

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La morte (Eric Baret)

3me Millnarie n. 65 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini D: Mi piacerebbe sentire qualcosa sulla preparazione alla morte, sul suo senso, sul modo in cui si potrebbe prendere per affrontarla. E una domanda troppo pesante per voi? R: No, leggera. Non c scelta. Si vive esattamente come si muore e si muore come si vive. Se si vive nella paura, si muore nella paura. Se si vive in modo disponibile, si muore in modo conseguente. Dimenticate la morte e datevi apertamente alla vita. Quando avete lopportunit di sentire la paura, dite grazie. Se la provate ora, non dovrete subirla pi tardi sul letto di morte. Lasciatela parlare sensorialmente. Voi non avete paura, voi sentite la paura. A poco a poco si svuota. Quando vi capita di avere paura, se tentate con certe tecniche di minimizzarla, la rincalzate un po di pi ogni volta ed essa vi raggiunger al momento della morte. Vivere disponibili. La morte diventa un non-avvenimento e non ci pensate pi. Non necessaria nessuna conoscenza. Evitate di leggere il libro tibetano dei morti. Non rimandate pi la vita preparandovi alla morte. Inutile entrare nelle fantasmagorie religiose, culturali o allora, se vi sembra indispensabile, fatelo, ma avendone coscienza che una fantasia. Non c bisogno di preti n di conoscenze esoteriche. Morte alla proprie attese, alle proprie angosce, alle proprie inquetitudini. E questa morte che importante. Se questa morte prende veramente corpo in voi, constaterete che la riflessione sulla morte del corpo non pu presentarsi. La vostra cultura localizzata nella vostra memoria e non impossibile che, secondo let in cui partirete, la vostra memoria sia intaccata dagli anni. Tutte le cose che avete accumulato, tutto ci che avete letto,tutte le tecniche e le esperienze romantiche a cui vi siete dati, visto il deterioramento del vostro cervello, non vi saranno pi possibili. Quindi tutte le vostre preparazioni sono inutili e non c niente da sapere. La disponibilit al presente vi accompagna in ci che importante. Tutte le riflessioni che potete fare sul tema sono solo una memoria. E un ammasso dinformazioni che avete appreso alla televisione o eventualmente assistendo amici morenti. E su questo accumulo di nozioni errate che basate la vostra idea di morte. Dimenticate il grande maestro, il lama, tutte le persone che vorrebbero assistervi.La famiglia che sostina a piangere, le persone che dicono di aiutarvi e sono tristi sono una calamit. Voi morite tranquillamente, solo, su di un marciapiede o su un letto dospedale. Non c nessun bisogno dessere circondato. Morire semplicemente, come si vive, liberamente. Se la situazione comporta che la vostra famiglia in lacrime sia l, bisogna accettarlo. Se il suo cattivo karma vuole che un lama tibetano persista a volervi venire in aiuto, o che un prete cattolico tenga a benedirvi, lasciatelo fare. Ne hanno bisogno per la loro sopravvivenza psicologica. La loro agitazione ritualizzata permette loro di rimandare la loro paura. Ma queste azioni psicopatiche non vi toccano affatto. Niente vi pu aiutare e questo la meraviglia, perch niente necessario. Come la sera il corpo muore progressivamente nel sonno, il pensiero scompare, la percezione se ne va. Le persone che sono felici di vedervi partire possono restare. Quelli che sono tristi devono essere allontanati dal capezzale di un morente. E una mancanza di rispetto, una mancanza damore essere afflitti. I vostri amici veri gioiranno quando sapranno della vostra morte. Ci che diciamo ora non rivolto a tutti. Lo Yoga larte di morire. Quando lavorate col corpo, imparate a morire. Non farlo a livello simbolico, ma in pratica. Imparate a vivere, la stessa cosa. D: Se capisco bene, non necessario essere coscienti nel momento della morte. R: Potete scegliere di ricevere un colpo di baseball sulla testa, daver un incidente in auto o di essere obbligato a prendere droghe per lenire il dolore che vi sar intollerabile? Cosa che inevitabilmente diminuir il vostro livello di sensibilit cosciente? Non c scelta. Non ci si prepara alla vita, si vive semplicemente. Non avete niente da conoscere su di voi. Non necessario sapere a cosa dovete fare fronte domani, voi lo vedrete. Prevedere se sarete tristi, pieni di paura, se la vostra casa brucer, se ci sar la guerra, se sarete in salute o malato. Questo sapere inutile. Perch caricarsene? Affrontare la vita momento per momento. La cosa pi straordinaria quello che succede nellistante. Come posso interessarmi a ci che succeder domani? E una stupidaggine pensare al dopo. Ora troppo ricco per lasciarmi lo spazio di fantasticare su ieri o su domani. Quando vi siete davvero dati alla sensibilit, il domani non esiste. La vita presente troppo bella, troppo intensa, troppo piena per avere loccasione di scivolare a domani, a un futuro, a una preparazione. Non si prevede niente. La sola vera preparazione la disponibilit. Nessuna morte ideale, questo non che nei romanzi. Morire con le gambe incrociate, diritti, coscienti Non dico che a volte questo non capiti, certo meraviglioso. Ma cosa non meraviglioso? E la nostra storia che giudica, che commenta, che dice: una bella morte o una morte terribile. Che ne sappiamo? Che sapete della persona che muore nella sofferenza, sotto tortura, nella difficolt, urlando? Sapete se listante dopo, quando il suo corpo finito, non tutto l per lui? Che ne sapete di quello che muore serenamente, in una specie di sogno prendendosi per un buddista? Sapete se va davvero a incontrare tutte quelle entit che dovrebbero aiutarlo a migliorarsi in una prossima vita, un po pi nella seguente e in ogni vita sempre pi, poi dopo 950 vite diventate un bodhisatva. Tutta questa fantasmagoria dovuta a quella paura di morire. Come si pu pretendere di sapere ci che davvero preferibile? Quello che giusto quello che accade. La morte cosciente molto bella. I praticanti di arti marziali conoscono bene Tesshu Yamoaka, quel grande maestro di Kendo che allinizio del secolo morto seduto con il ventaglio in mano. Tanaka seiji, suo discepolo ne ha composto unincisione pubblicata in alcuni libri sullarte del combattimento. Alcuni istanti prima della sua morte, aveva convocato i suoi allievi dicendo loro: perch sento meno rumore durante il vostro allenamento, meno grida?; gli allievi risposero che era per rispetto per i suoi ultimi momenti. Allora li riprese spiegando che se volevano davvero rispettarlo, bisognava che si attaccassero pi forte, pi duramente. Poi, dopo aver dato questo ultimo consiglio, quando sent le urla degli attacchi, mor. Alcuni muoiono cos. E un simbolo meraviglioso. Questo non si prepara.

DISCIPLINE

Filosofia antica Mistica Sufismo Taoismo Vedanta Buddhismo Zen Filosofia Comparata Musica / Mistica Filosofia Critica Meditazione Alchimia Psich Tantrismo

AUTORI

Mircea Eliade Raimon Panikkar S.Weil e C.Campo Ren Gunon, ecc. Elmire Zolla G.I.Gurdjieff Jiddu Krishnamurti Rudolf Steiner P. C. Bori Silvano Agosti Alcuni maestri

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La morte (Eric Baret)

Se la vita vi porta a morire tranquillamente, va molto bene, ma se nella violenza, bisogna totalmente far fronte. Non smetterete di battervi dicendo : ora morir tranquillamente, no, si combatte fino allultimo momento. Morire con le armi in mano o morire seduti, uguale. Su di un altro piano, quando diventate disponibili alle vostre paure, alle vostre ansie, voi preparate la vostra morte. Vi preparate a dire si, ad accettare. Ma non fatelo per questo, bisogna farlo per la gioia di farlo. D: Voi dite che lo yoga larte di morie. In che modo il lavoro corporale prepara alla morte? R: Voi cambiate il corpo. Nella sensibilit non c corpo. Solo quella massa di energia presente, il corpo scompare in quella radiazione. Lasciate che gli organi dei sensi diventino vibrazione. Tutto ci accade nel vostro silenzio, nella vostra tranquillit. Il corpo muore ad ogni istante. Ad ogni espirazione, muore totalmente, ad ogni inspirazione si ricrea. In seguito non rester che lespirazione, non ci sar pi inspirazione. Quando avete frequentato scientemente questo lasciar-andare dellespirazione e sapete darvi totalmente a questo riposo, a questo vuoto, a questa unit dopo lespirazione, sperimentate veramente larte di morire. E il passaggio chiaro. Linspirazione verr su un altro piano. Ma queste sono parole: larte di morire, larte di vivere. Non ci si deve attaccare a ci che si dice. Non cercate di comprendere ci che qui formulato. E certo che se pretendete di essere e possedere una qualunque cosa, difficile lasciar andare tutto. Quando capite che non avete niente, non siete niente, non fate pi fatica a partire. D: Ma quellattaccamento allaltro, alla vita, al corpo, a essere qualcuno o niente R: Non c niente da cercare, la vita si gioca in voi. Per un certo periodo avete bisogno di sentirvi giovane e bello, forte , intelligente, ricco, colto , spirituale, buddista o altro. Come vi necessario un certo tempo far parte di un club di foot-ball, di scouts, dessere brillante a scuola, davere quellamico, di fare collezione di francobolli. Un giorno non vi identificate pi in un collezionista di francobolli. Non vi percepite pi come membro di questo o di quello. Con landar del tempo constatate che inevitabilmente tutte le identificazioni, le esigenze, progressivamente si eliminano. Ci che vi ha reso cos felice un tempo, pi tardi vi lascer completamente indifferente. Ma non una cosa da provocare. Finch si soddisfatti di avere unauto rossa, una donna bionda, il corpo forte, un futuro, un passato, dessere francese, bisogna viverlo. Un giorno quelle cose non vogliono pi dir niente per voi. Soprattutto non tentare di non essere niente, se no diventa un concetto come un altro. Evitate di diventare uno di quei famosi liberati che vivono in California o da qualche altra parte il cui ottundimento tale che credono di vivere la luminosit. Non essere niente non una qualit, una constatazione. Un p come diceva il mio amico Virgil: non posso pretendere di essere qualcuno. La pretesa di essere qualcuno. Non si tratta quindi di decidere di non essere niente. Un giorno, naturalmente, non vi sar pi necessario prendervi per Napoleone. Non avrete pi bisogno di sentirvi esistere per vivere. Ma soprattutto non per avere unaltra idea come: non sono niente. Quella unaltra fantasia. D: Potreste parlarci di pi della rinuncia? Questa settimana la settimana contro il suicidio e mi interrogo molto quando vi sento dire, o cos ho capito: bisogna andare alla guerra e non rinunciare. Dopotutto, quando si accetta di morire, si portati ad abdicare. Se non voglio pi vivere, rinuncio alla vita. R: Bisogna accettare anche questo. Se qualcuno non pu pi affrontare la vita, non ha scelta. Certe persone non hanno la capacit di far fronte. Non si pu mantenere in vita qualcuno a tutti i costi, un accanimento terapeutico. Se il suicida disponibile al vostro aiuto, evidente che lo soccorrete. Ma il suicido non un fallimento medico. Si fa fronte come si pu. Certe persone hanno bisogno di passare attraverso avvenimenti complessi. La settimana contro il suicidio un simbolo tipico dellipocrisia della nostra societ moderna, come la giornata delle donna, della mamma, del bambino, del cane, o la giornata contro la violenza. Questi avvenimenti mediatici presentati come filosofie democratiche di bon ton non servono che a iniettare pace nella coscienza della nostra societ, il cui rifiuto di mettere in questione i nostri meccanismi interni non che unespressione dellarrivismo economico esistente. D: Il suicidio non un atto di rinuncia? Dire: no, non voglio pi vivere. R: Essere felici di vivere non una scelta pi che non lo sia rinunciare alla vita. Chi pu sollevare 120 chili di ghisa, non superiore a quello che non ci arriva. Chi incapace di compiere questo sforzo, non rinuncia; non pu farlo. Ci sono persone che non hanno pi la forza di far fronte alla vita, al dolore. In momenti pi o meno lucidi, prendono la direzione del suicidio. Bisogna essere presenti. Se la persona disponibile, si assiste nella misura del possibile. Alcune persone sono al di l di poter essere aiutate. Quando incontrate persone che hanno certe malattie, non hanno la possibilit di essere aiutate. Il solo modo di aiutarle di portarle in noi, nel nostro cuore. Non perch qualcuno si suicidato che tutto finito, che bisogna pensare a qualcosaltro, andare al cinema Si continua a essere con lui. Inutile battersi contro ci che accade. Se c la guerra, non ci si batte contro la guerra. Si affronta la guerra. Quando qualcuno muore, quando qualcuno si suicida, non lo si rifiuta; lo si accompagna. D: Conosco una persona che sta per morire. Un membro della sua famiglia vuole assolutamente prendere il suo posto, non vuole pi vivere. Che posso fare? R: Non c niente da fare. Quella persona ha una fantasia. Siate presente, amatela, ascoltatela. Se si ha lo spazio di dire, di fare, di toccare, fatelo. Se non il caso, non prendetevela. Non siete responsabili delle persone che vogliono suicidarsi. Se potete aiutare, provate, se non possibile, pazienza. Questo non deve impedire di dormire bene. Bisogna saper accettare i propri limiti. Dappertutto persone muoiono ogni momento nelle pi terribili condizioni. Forse che soffrirne li conforta? No. Se ci si mette in relazione con la situazione, con la vita nel suo complesso, evidente che si fa ci che si pu. A volte non basta a impedire che qualcuno muoia o si suicidi. Se consultate un astrologo e fa il tema della persona che si suicida, confermer immediatamente linevitabile. Se fa il tema di una persona che muore in un incidente dauto, verificher anche questo. Non si vede alcuna libert dazione in questi fatti. Chi si suicida non interviene pi di chi investito da un camion. Non una scelta volontaria da una parte e un incidente dallaltra. Non c n accidente n scelta. Succede unicamente ci che ineluttabile. Non si pu qualificare una situazione normale e unaltra anormale. Tutto normale. Quando non si crea una storia su di una situazione, si percepisce che ci che succede non il frutto del caso. Il suicidio non un evento eccezionale, non separato dal resto delluniverso come unanomalia. Le persone che si suicidano pensano che tutto si fermi, questa forse unidea falsa. A volte le persone non possono comprenderlo. Quello che potete fare di meglio di fronte a uno che vuole suicidarsi, essere felice, perch la felicit contagiosa.

Da: http://www.revue3emillenaire.com/it/?p=317

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