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CIAM: COLLEGIO ITALIANO DI

AROMATERAPIA

Paolo Borghi
E-mail: borghi.paolo1961@libero.it
Skype: paolo.borghi1961
Lezione 5
 Sistema urinario
 Sistema riproduttivo
 Sistema endocrino
Reni
 nella parte postero-  Malformazioni
superiore della cavità durante lo sviluppo
addominale, nelle embriologico
logge renali. Sono producono varie
solo rivestiti da alterazioni
peritoneo, morfologiche del
collocandosi quindi rene: rene a ferro di
come organi cavallo, rene centrale
retroperitoneali. Il ecc. Invece lo
rene dx. è posizionato spostamento di sede
più in basso di circa 2 post sviluppo è
cm. rispetto al sin. per generalmente
la presenza del fegato rappresentato dall’
abbassamento del
rene (ptosi renale).
Reni
 Mezzi di fissità: - fascia perirenale  fascia
connettivale che delimita le logge renali e che ha
funzione contenitiva dei movimenti renali. E’ una
differenziazione del tessuto connettivo
retroperitoneale. E’ costituita da un foglietto anteriore,
che passa ant. al rene, alla cava inf. e all’aorta
addominale, per poi continuarsi con la porzione
controlaterale, e da un foglietto posteriore, che si
inserisce a livello vertebrale. Superiormente i due
foglietti si riuniscono e si fissano al diaframma,
inferiormente rimangono separati e si perdono nel
connettivo retroperitoneale. - ilo renale - pressione
addominale - cuscinetto di tessuto adiposo (capsula
adiposa)  avvolge completamente il rene e serve a
proteggerlo.
Rene - struttura
 Strutturalmente il rene è costituito da:
 1) capsula fibrosa  rivestimento connettivale
esterno, che penetra anche a livello dell’ilo
rivestendo le pareti del seno renale. Tra
parenchima renale e capsula c’è una tonaca
muscolare, che però non riveste particolare
importanza dal momento che il rene non ha una
sua contrattilità.
 2) stroma  ha natura connettivale, si interpone
tra gli elementi parenchimali e contiene i vasi e le
strutture nervose.
 3) parenchima  può essere distinto in due
zone differenti strutturalmente e funzionalmente:
Rene - struttura
midollare
 porzione centrale, disposta in piramidi renali di Malpighi. L’apice
arrotondato della piramide è detto papilla renale ed è rivolto verso
l’ilo dove si apre in un calice minore. Questa porzione della
piramide ha una superficie cribrosa costituita da ca. 30 forellini
(forami papillari) che corrispondono allo sbocco dei tubuli collettori
terminali e che quindi rappresentano il punto di comunicazione tra il
rene (produttore d urina) e le vie urinarie ( trasportatrici dell’urina).
corticale
 porzione periferica, che però si infiltra anche tra le piramidi renali a
formare le colonne renali di Bertin. E’ più pallida della midollare
perché è meno irrorata ed ha consistenza minore. E’ costituita da:
 parte radiata: formata da propaggini coniche dette raggi midollari che
originano dalla base e dalla superficie laterale delle piramidi renali e
sono composti dai tubuli rettilinei.
 parte convoluta : occupa gli spazi tra i raggi midollari ed è costituita dai
corpuscoli renali e dai tubuli convoluti.
Nefroni
Il parenchima renale è
costituito da:
NEFRONI  unità
funzionali del rene,
disposti
prevalentemente nella
corticale (nefroni
corticali, con
corpuscolo più piccolo),
ma anche in prossimità
della midollare (nefroni
iuxta-midollari, con
corpuscolo più grande
e tubulo più lungo).
Esistono ca. 1 milione
di nefroni in ogni rene.
Glomerulo
 E’ responsabile della formazione
dell’ ultrafiltrato glomerulare
mediante la filtrazione del
sangue.
 E’ formato da:

- glomerulo  gomitolo di capillari


sanguigni fenestrati provenienti
dall’arteriola afferente.
Comprende anche cellule
particolari dette cellule del
mesangio, cell. connettivali
situate soprattutto al polo
efferente, con funzione
fagocitarla. Numerose patologie
del glomerulo provocano
ecessiva crescita del mesangio
con conseguente schiacciamento
dei vasi.
- capsula glomerulare (di
Bowman)  estremità
prossimale dilatata del tubulo
renale, che si invagina
Podociti –
tubulo renale. E’ responsabile della modificazione dell’ultrafiltrato glomerulare fino a trasformarlo in urina definitiva. E’ una struttura lunga 30 – 40 mm che

membrana filtrante
La doppia parete è costituita da un
foglietto parietale (esterno),uno
spazio capsulare tra loro interposto
e un foglietto viscerale (interno, è
formato da cellule particolari dette
podociti, (qui a dx) dotate di
numerose estroflessioni dette
pedicelli che avvolgono i capillari
glomerulari. Tra i vari pedicelli si
trovano fessure di ca. 25 micron
chiuse da membrane di filtrazione.
Tra podocita e capillare si trova una
membrana basale. Endotelio
capillare + membrana basale +
pedicelli podocita = membrana di
filtrazione)
Nel corpuscolo si distinguono quindi:
 polo vascolare

 polo urinario
Tubulo renale
 tubulo renale. E’ responsabile
della modificazione
dell’ultrafiltrato glomerulare
fino a trasformarlo in urina
definitiva. E’ una struttura
lunga 30 – 40 mm che inizia a
fondo cieco come capsula di
Bowman e termina confluendo
insieme ad altri tubuli a
formare i dotti escretori.
Tubulo renale
 tubulo prossimale  formato da una parte iniziale
convoluta (segmento contorto) e una parte distale rettilinea
(segmento rettilineo). Ha un epitelio cilindrico semplice, con
orletto a spazzola apicale, per aumentare la superficie
esposta. E’ responsabile del riassorbimento di ca. l’ 80% del
volume del filtrato glomerulare. Riassorbe acqua, elettroliti,
aminoacidi ecc. Inoltre secerne creatinina.
 ansa di Henle  a forma di U , costituita da un ramo
discendente e da un ramo ascendente. E’ più sottile del
tubulo prossimale. L’epitelio è cilindrico nel primo tratto, poi
diventa appiattito. E’ la sede della concentrazione dell’urina,
grazie alla sua impermeabilità all’acqua.
 tubulo distale  (qui a dx in basso)struttura convoluta che
confluisce nei dotti collettori. La sua parte distale passa
sopra al polo vascolare del corpuscolo renale interponendosi
tra arteriola afferente ed efferente creando una struttura di
comunicazione tra componente sanguigna e componente
propriamente urinaria. L’epitelio è cubico semplice. In questa
sede è completato il riassorbimento del sodio e si verifica il
riassorbimento di acqua sotto l’influenza dell’ormone ADH
(mancanza dell’ADH o dei suoi recettori tubulari danno il
diabete insipido).
Vascolarizzazione
 Per la funzionalità renale è ovviamente molto
importante la vascolarizzazione: in ogni gittata
cardiaca (ca. 5 L/min) il 20% è destinato ai reni,
che ricevono quindi ca. 1 L/min., questa
percentuale di sangue viene detta frazione
renale.
 Aorta addominalearterie renali, dopo aver
emesso un ramo diretto al surrene omolaterale
penetrano nella pelvi dividendosi in un ramo
posteriore e uno anteriore arterie
interlobari arterie arcuate che circondano le
piramidi renali  arterie interlobulariarteriole
afferenti, che entrano nei glomeruli capillari
glomerulari arteriole efferenti, che escono
dal glomerulo  capillari peritubulari  vene
interlobulari  vene arcuate vene interlo-
bari vene renalivena cava inferiore.
 Dalla concavità delle arterie arcuate si
distaccano le arterie rette vere e riportano con
decorso rettilineo lungo le piramidi renali, per
Rene - funzioni
 Il rene è estremamente importante per il
controllo della pressione arteriosa sistemica
sia perché produce la renina (sistema renina
–angiotensina-aldosterone) sia perché è molto
sensibile a variazioni della pressione stessa,
funzionando come barocettore e come
chemocettore (mediante l’apparato
iuxtaglomerulare).
Apparato iuxta-glomerulare
 L’ apparato iuxta-glomerulare comprende:
 - cellule iuxtaglomerulari  cellule presenti nella
parete dell’arteriola afferente con funzione barocettiva
e di secrezione della renina. Secernono inoltre
l’eritropoietina, fondamentale per la produzione di
globuli rossi.
 - macula densa  cellule specializzate del tratto di
tubulo distale che si mette in rapporto con il polo
vascolare del corpuscolo renale. Hanno funzione di
chemocettori.
 - cellule del mesangio extraglomerulare  gruppo
di cellule situate nell’angolo tra arteriola afferente ed
efferente, che permettono la comunicazione tra
macula densa e cellule iuxtaglomerulari.
Dotti escretori
 DOTTI ESCRETORI, situati nei raggi midollari
della corticale e nelle piramidi della midollare.
 Cominciano come dotti collettori, che ricevono lo
sbocco di vari tubuli distali provenienti dai nefroni.
In questi dotti si ha l’ultima concentrazione
dell’urina e precisamente si ha l’acidificazione
dell’urina ( importante per regolare l’equilibrio
acido – base).
 Decorrono rettilinei nei raggi midollari della
corticale e giungono nelle piramidi renali dove
convergono tra loro a formare dotti più grandi,
chiamati dotti papillari, che si aprono all’apice
delle papille renali.
Dotti escretori
 CALICI  condotti situati nel
seno renale che ricevono
l’urina dai dotti papillari ( calici
minori) e la convogliano nel
bacinetto renale dopo essersi
riuniti in strutture più grandi
(calici maggiori).
 PELVI o BACINETTO 
condotto situato nel seno
renale che convoglia l’urina
nell’uretere. Può contenere
fino a 6 – 7 ml di urina.
Vie urinarie
 CALICI  condotti situati nel seno renale che
ricevono l’urina dai dotti papillari ( calici
minori) e la convogliano nel bacinetto renale
dopo essersi riuniti in strutture più grandi
(calici maggiori).
 PELVI o BACINETTO  condotto situato nel
seno renale che convoglia l’urina nell’uretere.
Può contenere fino a 6 – 7 ml di urina.
 URETERI  condotti lunghi ca. 30 cm che
conducono continuamente l’urina nella
vescica.
Vescica
 VESCICA  organo muscolomembranoso situato
nella pelvi in cui si accumula l’urina nell’intervallo tra le
minzioni. La capacità è estremamente variabile:
mediamente lo stimolo alla minzione si ha quando la
vescica contiene 300 – 500 ml, ma possono essere
contenuti fino a 2 – 3 litri di urina se la vescica si
sovradistende (globo vescicale) come nella ritenzione
urinaria tipica di anziani con problemi di prostata. Se è
vuota ha forma appiattita, se è piena ha forma
ovoidale e si spinge verso l’alto. La sua faccia
anteriore si appoggia alla sinfisi pubica e alla parte
inferiore della parete addominale. La faccia superiore
ha rapporti con il peritoneo e la cavità peritoneale. La
faccia posteriore nel maschio è separata dal retto dal
cavo del Douglas, nella femmina appoggia su utero e
vagina.
Mezzi di fissità
 peritoneo
 fascia vescicale  addensamento del connettivo sottoperitoneale.
Anteriormente prende il nome di fascia prevescicale: lamina fibrosa
triangolare con apice corrispondente all’ombelico, la base al
pavimento pelvico e i lati ai legamenti inguinali.
 legamento ombelicale mediano  fissa la vescica alla superficie
interna della cicatrice ombelicale.
 legamenti ombelicali laterali  cordoncini fibrosi ,destro e sinistro,
residui delle arterie ombelicali.
 legamenti vescicali anteriori  fissano la vescica alla faccia
posteriore della sinfisi pubica e, nell’uomo, anche
 alla prostata.
 legamenti vescicali posteriori  presenti solo nel maschio, che
fissano la vescica e la prostata alle superfici laterali del retto.
 uretra
Vescica
 Strutturalmente la parete della
vescica è costituita da:
 tonaca mucosa  epitelio di
transizione.
 tonaca muscolaremolto
sviluppata. Formata da 3 strati
sovrapposti (longitudinale –
circolare – longitudinale) che
costituiscono il muscolo
detrusore.
 Lo strato medio a livello del
meato uretrale si ispessisce a
formare un particolare complesso
muscolare: muscolo sfintere
della vescica e il muscolo
Uretra
 URETRA  ultimo tratto delle vie urinarie,
responsabile del trasporto verso l’esterno
dell’urina.
Prostata
 Organo ghiandolare maschile,
impari, a forma di castagna. Situata
tra la base della vescica e il trigono
urogenitale, posteriormente alla
sinfisi pubica e anteriormente
all’ampolla rettale.
 E’ attraversata dall’uretra, dove
riversa il suo secreto durante la
eiaculazione.
 E’ formata da un complesso di
ghiandole tubulo-alveolari che si
distribuiscono in quattro lobi
 La prostata pesa mediamente 20gr.
ma può aumentare le sue dimensioni
per infiammazione dei lobi (ipertrofia
prostatica: patologia tipica dei
Funzioni renali
 1) controllo della pressione arteriosa  mediante la
produzione di renina
 2) osmoregolazione bilanciamento delle entrate e le
uscite di acqua ed elettroliti soprattutto attraverso il
controllo dell’eliminazione del sodio.
 3) controllo del PH  attraverso il mantenimento
dell’equilibrio acido - base
 4) escrezione di metaboliti  depurazione da
sostanze tossiche o in eccesso.
 5) controllo dell’ossigenazione del sangue 
attraverso la produzione dell’eritropoietina
 6) controllo dell’omeostasi del calcio  attraverso
l’attivazione della vitamina D
 7) gluconeogenesi  solo però in condizioni
particolari.
Attività renale
 FILTRAZIONE  passaggio del plasma attraverso la
membrana di filtrazione del corpuscolo renale
 RIASSORBIMENTO  consiste nel riassorbimento di
glucosio, proteine e altre sostanze presenti nel filtrato
e che non devono essere eliminate. Oppure consiste
nel riassorbimento di acqua ed elettroliti per
controllare l’omeostasi idroelettrolitica. Questo lavoro
si svolge nel tubulo renale.
 SECREZIONE  secrezione nel tubulo renale di
sostanze che devono essere eliminate, ad esempio i
reni devono secernere l’urea per mantenerne un
basso livello plasmatici.
 L’urina infatti viene prodotta a partire dal plasma: il rene
filtra una quantità pari a 180 litri al giorno di sangue, ma ne
riassorbe una notevole percentuale dal momento che il
volume di urina che viene eliminato in media è di 1.5 litri al
giorno.
Urina
 è potenzialmente sterile, se non infettata
 non ha corpuscoli
 ha saturazione di sostanze da eliminare tale
che rimangono solubili soluti che in laboratorio
precipitano
 ha una osmolarità completamente diversa dal
resto dell’organismo.
Urina
 Il punto centrale di tutto questo lavoro è
la membrana di filtrazione, che è quella
struttura che viene danneggiata da gran
parte delle malattie a carico del rene
(glomerulopatie, glomerulonefriti ecc.),
ma che a cose normali funziona come
un filtro, selezionando ciò che può
passare da ciò che non deve farlo,
grazie alla sua permeabilità da 100 a
1000 volte superiore a quella di un
nomale capillare. Presenta fenestrature
a livello dei capillari, la membrana
basale e i podociti, e tutto questo rende
impossibile il passaggio a molecole con
dimensioni superiori a 7 micromeri o con
un peso molecolare superiore a 40000
Dalton, quindi la maggior parte delle
proteine non passano
Urina – meccanismi che regolano
la filtrazione
 il processo si realizza attraverso
un gradiente di pressione. I
gradienti di pressione in questo
caso sono dati da:
 forze che tendono a far filtrare il
plasma, come la tensione del
capillare del glomerulo
 forze che tendono a far tornare il
filtrato dalla capsula al capillare,
che sono la pressione presente
nella capsula e la pressione
colloido-osmotica
Riassorbimento tubulare
 Trasporto attivo: è un meccanismo legato alle molecole che fanno
da carrier (trasportatore). Richiede energia ed è legato ad un
cosiddetto trasporto massimo, ovvero una volta che i carrier sono
tutti occupati si raggiunge il massimo trasportabile. E’ legato anche
ad c.d. gradiente critico di concentrazione, ovvero oltre quella
determinata quantità di sostanze non possono essere trasportate.
Con questo meccanismo vengono trasportati Na+, K+.
 Trasporto facilitato: è anch’esso mediato da carriers, ma non
richiede consumo di energia. Di solito si realizza seguendo un altro
soluto che viene trasportato attivamente: è il caso del Cl-, che
segue con meccanismo di trasporto facilitato lo ione Na+ il quale
viene trasportato attivamente.
 Endocitosi: si formano delle vescicole che inglobano il materiale da
trasportare, lo conducono attraverso la cellula e lo rilasciano all’altro
polo. E’ il meccanismo usato per le sostanze voluminose, come le
proteine, gli ormoni ecc.
 Diffusione semplice: non richiede alcun trasportatore, la sostanza
passa da una parte all’altra seguendo semplicemente un gradiente
di pressione.
esempio del Na+
 avremo diffusione di questo ione
dall’ultrafiltrato verso l’interno della cellula, il
carrier entra in gioco per eliminare la sostanza
dall’interno della cellula, riversandola nello
spazio interstiziale, da dove si recherà
successivamente nello spazio peritubulare da
dove poi verrà riassorbito dal capillare.
Teniamo presente che ogni volta che viene
spostato del Na+ l’acqua tende a seguirlo di
conseguenza, e questo meccanismo diverrà
importante più avanti.
TCP
 Tubulo contorto prossimale Il riassorbimento è
la funzione principale dei tubuli, in modo
particolare il tubulo contorto prossimale (TCP) è
permeabile all’acqua, la quale segue le molecole
di filtrato, quindi a questo livello le cellule iniziano
a riassorbire soluti (Na+, K+, Cl- ecc) e l’acqua li
seguirà, facendo sì che la soluzione rimane
costante come concentrazione a causa del fatto
che vengono spostati sia soluti che solvente
(acqua), riducendo semplicemente il volume di
sostanza. Quindi a livello del TCP il volume viene
ridotto del 60%, mantenendo costante la
concentrazione
Ansa di Henle
 L’ansa presenta una parte discendente ed
una ascendente. La parte discendente è
ancora abbastanza permeabile all’acqua,
all’urea, al Na+ ed a tutti gli altri ioni. Quello
che dovrebbe succedere quindi è che molta
acqua e ioni tenderanno ad uscire, ma
teniamo presente che la parte discendente
dell’ansa si spinge sempre più verso la zona
midollare renale, che è una zona molto
particolare, nel cui interstizio i soluti sono
molto concentrati, per cui in realtà molti
soluti in realtà rientreranno. Quindi alla fine
del tratto discendente il volume si sarà
ridotto di poco, ma la concentrazione sarà
passata da 200/300 di osmolarità (tipica di
un organismo umano) a 1200.
Ansa di Henle
 Nel ramo ascendente dell’ansa di Henle si trova il
meccanismo chiave di tutta la funzione renale, infatti vi
avviene una cosa assolutamente particolare, chiamata
processo di moltiplicazione controcorrente che si svolge
in questo modo: se abbiamo un capillare che si trova dentro
una soluzione ad una certa concentrazione equilibra la
propria concentrazione alla soluzione in cui si trova, infatti se
cambiamo la concentrazione della soluzione esterna, in un
certo lasso di tempo anche il capillare adeguerà la propria
grazie ad un movimento di liquidi. Se il capillare viene piegato
a forma di lettera U, facendo sì che la parete centrale diventi
una parete unica, e inserendo all’interno di questa parete
centrale una serie di Carriers incaricati di creare una
differenza di concentrazione tra un lato e l’altro del capillare
di 200 milliosmoli, succederà che se la soluzione entra con
una osmolarità di 285, una volta che i carriers funzionano
creeranno una concentrazione di 385 da un lato e di 185
dall’altro.
Processo di moltiplicazione
controcorrente
 Questa soluzione però non è ferma, ma è come se ci
fosse un movimento che fa entrare continuamente un
certo quantitativo di soluzione. A questo punto la
soluzione che c’era dentro l’ansa dovrà spostarsi più
avanti, ed il punto più interessante si trova in basso,
perché una zona a concentrazione 385 si sposterà a
destra, ma il carrier continua a fare il suo lavoro di
creare una differenza di 200, solo che a questo punto il
risultato finale sarà 285 sul late destro e 485 sul sinistro,
tenendo conto che per il momento il resto della colonna
è invariato, ovvero 185 a destra e 385 a sinistra. Dato
però che la soluzione continua ad entrare nell’ansa,
questo meccanismo continua ad andare avanti, con un
485 che si sposta a destra, con il carrier che continua
nel suo lavoro andando a creare 385 da un lato e 585
dall’altro. Quindi: Processo di moltiplicazione
controcorrente
 Nel nostro organismo tutto questo può succedere perché in
realtà il meccanismo non è così semplice, in quanto i due tubuli,
che corrispondono ai due rami dell’ansa di Henle, non sono uniti
ma separati da uno spazio interstiziale ed il tubulo che realizza
tutto questo lavoro è il tubulo ascendente, che è impermeabile
all’acqua, e proprio grazie a questa proprietà riesce ad
aumentare così notevolmente la concentrazione del liquido al
proprio interno, espellendo soluti senza far uscire acqua. Quindi
ogni trasportatore svolge un piccolo lavoro creando quella
differenza che abbiamo visto, la differenza è che questo
gradiente viene creato anche nell’interstizio che si trova
adiacente ai tubuli stessi, in modo che si trasmette al tratto
discendente, il quale è permeabile sia ai soluti che all’acqua.
Alla fine si viene a creare una situazione per cui nella midollare
renale, a partire dalla parte più periferica, andando verso la
parte centrale avremo degli strati a concentrazione differente,
più bassa e quindi simile a quella del sangue umano a livello
periferico, ed enorme in basso.
 A questo punto interviene l’azione dei vasi, proprio quei
vasi lunghi e festonati che decorrono accanto ai tubuli,
che sono fondamentali in quanto permeabili, quindi
trovandosi dentro allo stesso interstizio cercheranno di
compensare la situazione esistente. Anche i vasi hanno
un percorso tale che creano delle anse, infatti se
avessero un percorso di sola andata, il sangue
uscirebbe con un’osmolarità di 1200, valore mortale per
l’essere umano. Ecco che allora si realizza anche in
questa sede un meccanismo controcorrente, vale a dire
che il sangue entra, man mano che discende si carica di
soluti e di liquido, ma prima di uscire cede nuovamente i
soluti trattenendo però l’acqua, uscendo quindi più o
meno con la stessa concentrazione con cui è entrato,
solo lievemente più carico. Quindi questi due sistemi
lavorano in parallelo, mantenendo il sistema in equilibrio.
 il meccanismo ci concentrazione controcorrente,
possibile solo grazie al fatto che i carriers
trasportano soluti mentre l’acqua non può seguirli.
In parallelo a tutto ciò lavora il sistema vascolare.
L’ultima parte di tutto questo sistema è quello che
riporta il filtrato, detto pre-urina, che ha
nuovamente una concentrazione di soluti
nuovamente bassa perché è risalito in una zona
più alta della midollare, ma a questo punto,
attraverso il tubulo collettore passa nuovamente
attraverso la zona più profonda della midollare,
caricandosi nuovamente di soluti, andando ad
uscire con 1200 di osmolarità.
Riassumendo
 il tratto discendente dell’ansa di Henle riduce di
poco (del 15%) il volume, cambiando però
moltissimo la concentrazione;
 il tratto ascendente dell’ansa di Henle è il tratto
impermeabile all’acqua in cui il meccanismo si
realizza, ovvero vengono trasportati attivamente
ioni NA+, con K+ e CL- che seguono, che alla fine
ha una osmolarità minima, un po’ inferiore a
quella dell’interstizio;
 il tubulo contorto distale concentra nuovamente
l’urina e finisce l’opera di riassorbimento del
volume.
Funzione renale
 Osmolarità;
 Volume dei liquidi dell’organismo, perché se si
alza la pressione osmotica consegue una
aumento del riassorbimento tubulare di acqua,
principalmente sotto l’azione di ormoni della
corteccia surrenale;
 Equilibrio acido/base, rilasciando, specie
nell’ultimo tratto, degli ioni (soprattutto H+) che
acidificano l’urina che deve essere lievemente
acida, con un range di variazione minimo (da 5.5
a 6.5), permettendo così all’organismo di
mantenere un Ph circa di 7.23.
Regolazione ormonale
 ALDOSTERONE – SISTEMA
RENINA/ANGIOTENSINA
 Il primo ormone implicato è l’aldosterone,
ormone steroideo prodotto dalle cellule della
corticale del surrene, agisce sul tubulo contorto
distale e sui collettori, incrementando il
riassorbimento di Na+, di Cl-, aumentando invece
l’eliminazione di K+.

 La produzione di aldosterone viene anche
controllata dal sistema dell’Angiotensina II.
L’aumento dell’Angiotensina dipende
dall’azione della renina (che viene secreta
dalle cellule dell’apparato iuxtaglomerulare).
La produzione di renina aumenta quando si
riduce la pressione dell’arteriola afferente; i
pressocettori percepiscono questa pressione e
reagiscono di conseguenza secernendo renina
 ORMONE ANTIDIURETICO (ADH) Altro sistema di
regolazione è l’ADH, prodotto, come già detto,
dall’ipofisi posteriore, secreto su stimolo da parte
delle cellule del nucleo sopraottico dell’ipotalamo,
sensibili alle variazioni di osmolarità. Viene prodotto
anche su stimolo da parte dei pressocettori dell’atrio
destro del cuore.
 Aumento dell’osmolarità = aumento di secrezione di
ADH
 Aumento della pressione arteriosa = riduzione della
secrezione di ADH
Progressione dell’urina
 La discesa dell’urina dal rene verso l’esterno avviene
per differenza di pressione. A livello della capsula del
Bowmann la pressione è di circa 18 mmHg mentre
nella pelvi renale è praticamente nulla.
 L’urina può poi proseguire il proprio percorso negli
ureteri per una spinta della parete degli ureteri che
sono composti da muscolatura liscia ad andamento
circolare, in modo da riuscire a spingere l’urina verso
la vescica.
 Progressivamente l’urina entra nella vescica,
determinando un aumento della pressione al suo
interno, chiudendo progressivamente lo sbocco degli
ureteri, evitando il reflusso anche in mancanza di una
vera e propria valvola.
Patologia renale e app. urinario
 Dolore renale e dell’apparato urinario. Il
tragitto retroperitoneale dell’uretere spiega le
frequenti manifestazioni digestive che
accompagnano i dolori d’origine urinaria.
L’uretere, pur essendo dietro al peritoneo, dà
un interessamento riflesso delle vie digestive,
infatti il paziente riferisce di avere, oltre al
dolore, anche nausea, vomito e un po’ di mal
di pancia.
Colica renale
 La colica renale. E' il dolore più tipico
dell’apparato renale; testimonia la distensione
improvvisa delle alte vie urinarie (non lo
sfregamento del calcolo sulla parete, bensì la
distensione della parete a monte del calcolo
stesso). La causa più frequente sono i calcoli
o le litiasi.
 Disturbi della minzione
 Dolore alla minzione
 Proteinuria
 Ematuria
Insufficienza renale acuta
 Diminuzione improvvisa e generalmente reversibile della
filtrazione glomerulare. Aumento consistente della creatininemia e
dell’azotemia con oliguria o diuresi conservata. Elevata mortalità
(20-90%).
 ridotta perfusione renale (forma pre-renale): provocata da tutte le
situazioni che fanno perdere liquidi con riduzione del volume
circolante (ustioni, emorragie, ecc.)
 disturbi del parenchima renale (forma renale): la causa più
comune è la glomerulonefrite da immunocomplessi causata dallo
streptococco. Altre cause sono la tubulonefrite; problemi
vascolari renali (vsculonefriti); nefriti da ipertensione; necrosi dei
tubuli dovute a sostanze tossiche (come i mezzi di contrasto;
metalli pesanti; farmaci).
 ostruzione del flusso di urina (forma post-renale), 10%; può
essere dovuta a neoplasie o a traumi con rottura della vescica.
 insufficienza cardio-circolatoria. Se per un qualunque motivo la
gittata cardiaca diminuisce, il rene è il primo a soffrirne.
Insufficienza renale cronica
 È molto più frequente della IRA e, se non curata,
porta alla dialisi ed eventualmente al trapianto.
(qui a dx schema malattia renale cronica). È
caratterizzata da una perdita irreversibile di
nefroni, con ipertrofia anatomica e funzionale dei
nefroni superstiti, con progressiva evoluzione
verso la glomerulosclerosi, perché questi sono
sottoposti ad un superlavoro e si modificano sia
funzionalmente che anatomicamente. E’ una
malattia ingravescente. Attualmente le principali
cause sono il diabete e l’ipertensione arteriosa.
Queste due patologie, infatti, danneggiano il
microcircolo determinando danni organici
importanti.
Teoria del nefrone intatto
 Il nefrone che è rimasto
ancora intatto si prende
carico anche del lavoro di tutti
quelli ormai distrutti. All’inizio
questo nefrone riuscirà a
scaricare da solo il
quantitativo totale dei soluti,
quindi avremo un’urina molto
carica di soluti ma anche di
un grosso q.tativo di H2O
necessaria per mantenere in
soluzione l’enorme massa dei
soluti. Poco alla volta il
nefrone si indebolirà e non
riuscirà più a far fronte a
questo super-lavoro, quindi
diminuirà progressivamente
l’entità del flusso renale,
finendo con l’accumulare sia i
liquidi che i soluti.
 Glomerulonefrite acuta  Infezioni delle urine
 E' una malattia da  Le urine normali sono
immunocomplessi, che si verifica perfettamente limpide e sterili
in seguito a malattie infettive, (prima di entrare in vescica),
sistemiche etc. Si formano degli successivamente possono
immunocomplessi che si contenere dei germi, presenti
depositano nel rene. nell’ultimo tratto dell’uretra.
Caratterizzata dalla rapida  Lesioni delle basse vie urinarie
comparsa di: ematuria,
proteinuria, insufficienza renale,  Sono la causa più frequente di
ritenzione di acqua e sale (con infezione urinaria: bruciore,
edemi). batteriuria
Cause:
 cistite

 prostatite

 uretrite posteriore

 cervicite (o infiammazione del


trigono vescicale)
 Lesione delle alte vie  INFEZIONI DEI
urinarie RENI
Più grave della Il rene può infettarsi in
precedente. Ci sono due modi:
due rischi:  per arrivo di agenti
 patologie del infettivi per via
parenchima renale ematica (da un
 setticemia (infezione qualunque distretto
diffusa) dell’organismo)
 per via ascendente
(una cistite trascurata
può dare luogo a
un’ascesa di germi o
batteri nel rene)
 NEFROLITIASI
Rappresenta un sintomo di
un problema sistemico
dell’organo e
dell’organismo.
Si parla quindi di:
 Litiasi d’organo: dovuta a
fattori litogeni locali come
stasi, lesioni parenchimali,
infiammazioni.
 Litiasi d’organismo:
dovuta a disordini
metabolici che
determinano una
eccessiva eliminazione di
sostanze cristalloidi
attraverso le urine.
cause più tipiche che inducono la
formazione dei calcoli sono: (a dx
schema ritenzione urinaria)
 stasi urinaria

 infezioni delle vie urinarie (che,


alterando la parete dell’uretere o
del calice, favoriscono la
precipitazione di un maggior
q.tativo di cellule morte di
sfaldamento creando dei “nuclei”
sui quali si possono facilmente
depositare e aggregare i sali)
 eccessiva concentrazione urinaria
dei cristalloidi (per scarsità di liquidi
o per eccesso di cristalli)
 patologie familiari o ereditarie (vedi
più avanti)
 disidratazione

 nefrolitiasi primitiva idiopatica


 Tumori Dai 50 anni in avanti la
 Malattia prostata tende
policistica del fisiologicamente ad
rene aumentare un po’ di volume.
Iperplasia della prostata
Affligge il 90% degli uomini
dagli 80 anni in su. Il
problema ad essa connesso
è la possibile ostruzione
dell’uretra che viene
compressa, poichè passa in
mezzo alla prostata stessa.
Di solito è localizzata nella
zona più centrale
(circostante l’uretra) e
Prostata
 Difficoltà ad avviare la
minzione
 Gocciolamento post-
minzionale
 Mitto debole
 Incapacità di svuotare
completamente la vescica
 Nicturia (2/3 volte per
notte)
 Incontinenza da
sovrariempimento
 Ostruzione urinaria
improvvisa e acuta
Apparato endocrino
 Le ghiandole endocrine secernono il  L’arrivo dell’ormone attiva una
loro prodotto all’interno determinata cascata biochimica
dell’organismo e influenzano l’attività che a sua volta attiva la cellula. Sia
dei tessuti che sono situati ad una l’apparato endocrino che quello
certa distanza dalla ghiandola stessa, nervoso regolano l’attività di
gli ormoni devono percorrere un strutture all’interno del corpo, ma in
tragitto molto lungo. Mentre le modo diverso:
ghiandole esocrine fanno un lavoro  Ghiandole endocrine: segnali a
per un bersaglio situato in vicinanza modulazione d’ampiezza, data
(es. le cellule esocrine del pancreas, dalla concentrazione ormonale. Più
stomaco,..). Ormone = mettere in è alta tale concentrazione, più si
moto. Quindi gli ormoni devono ha lo stimolo per una determinata
mettere in moto determinati apparati. funzione. Ha un effetto più lento
 Vengono prodotti in minima quantità ma più duraturo nel tempo, che
da un gruppo di cellule specifiche. coinvolge più apparati, con effetti
 L’ormone circola in tutto l’organismo più diffusi.
ma agisce solo su una certa struttura  Sistema nervoso: segnali a
perché solo lì si trovano i recettori per modulazione di frequenza, data dal
poterlo catturare. Esiste un unico potenziale d’azione. Ha un effetto
recettore per ogni ormone. Agiscono più veloce, più immediato.
sui tessuti bersaglio in un'altra sede  Più ormone = più stimolazione
del corpo influenzandone l’attività.
Recettori
 Recettore di  Recettore
membrana intracellulari
Ormoni - funzioni
 CONTROLLO SULLE COSTANTI
INTERNE: Osmolarità plasmatica,
che non può cambiare.
(Concentrazioni di Na e K nel
plasma).
 CONTROLLO DELLA PRODUZIONE
DI ENERGIA La capacità di
correre,stare svegli, dormire, stare al
freddo, caldo
 CONTROLLO
DELL’ACCRESCIMENTO
Ipofisi
 Diametro circa 1 cm, peso  NEUROIPOFISI. E’ in
0,5 – 1 grammo. realtà una continuazione
 Essa risulta formata da dell’encefalo nella zona
due parti diverse per dell’ipotalamo. L’appendice
origine embriologica e per dell’encefalo forma un
funzioni: Neuroipofisi o peduncolo di tessuto,
ipofisi posteriore . l’infundibolo, la sua parte
Adenoipofisi o ipofisi terminale si allarga a
anteriore formare la neuroipofisi. Le
secrezioni della
neuroipofisi sono
neurormoni (ossitocina e
 ADENOIPOFISI . E’ vasopressina), che non è
effettivamente una lei a produrre ma arrivano
ghiandola che secerne direttamente
ormoni. dall’ipotalamo.
Sistema portale dell’ipofisi
 Dall’arteria ipofisaria superiore (irrora la parte terminale
ipotalamica e l’inizio dell’ipofisi) alcune branche si
capillarizzano attorno agli assoni dei neuroni dell’eminenza
mediana ipotalamica, formando una rete capillare che
penetra nell’eminenza mediana (plesso capillare primario) e
viene a contatto con le terminazioni dei neuroni dei nuclei
ipotalamici che secernono gli ormoni di regolazione che
entrano nel circolo venoso portale. Dal plesso primario le
vene portali lunghe drenano il sangue refluo dall’eminenza
mediana carico di ormoni (ormoni ipofisiotropici, liberine o
statine) nei sinusoidi della parte distale dell’adenoipofisi
(plesso capillare secondario) irroranti le cellule
dell’adenoipofisi, di cui influenzano l’attività. Il plesso capillare
secondario è formato anche da branche dell’arteria ipofisaria
superiore; a questo livello si forma un altro circolo capillare
per mettere in contatto il più possibile questi ormoni con i 5
gruppi di cellule dell’adenoipofisi.
Sistema portale dell’ipofisi
 L’insieme dei vasi forma questi due sistemi capillari in serie
(connette l’ipotalamo con l’ipofisi anteriore tramite le venule
portali), ed è per questo che viene definito un sistema
portale. Quindi gli ormoni vengono secreti dall’ipotalamo,
vanno al plesso capillare primario e da qui al plesso capillare
secondario, qui agiscono sulle cellule dell’adenoipofisi, e la
secrezione ormonale nel plesso secondario va nei seni
venosi della dura madre e quindi nella grende circolazione,
fino agli organi bersaglio. I neurormoni destinati alla
neuroipofisi invece non subiscono questa azione perché
sono trasportati direttamente lungo il tratto nervoso
ipotalamo-ipofisario e vengono immagazzinati in granuli
secretori nella parte allargata terminale dell’assone, venendo
poi rilasciati su stimolo, ed entrando nel sistema circolatorio.
SISTEMA IPOTALAMO-ADENOIPOFISI
 L’adenoipofisi secerne una serie di ormoni con ritmi secretori diversi:
 ritmi circadiani (CRF, ACTH cortisolo, GH, Prolattina)
 ritmi ultradiani (Gonadotropine)
Tale sistema, oltre ai ritmi secretori, deve essere disponibile anche ad aumentare la
secrezione al bisogno, come risposta allo stress.
 Ormoni ipotalamici che influenzano gli ormoni adenoipofisari:
 CRF (corticoliberina o CRH) stimola la secrezione di ACTH
(adrenocorticotropo)
 TRH stimola la secrezione di TSH (tireotropo)
 GHRH (GRH o GRF) stimola la secrezione di GH (ormone
della crescita)
 GHIH (somatostatina) inibisce la secrezione di GH e TSH
 GNRH stimola la secrezione delle
gonadotropine (LH ed FSH)
 PRF (PRH) stimola la secrezione di prolattina
 PIF (PIH) inibisce la secrezione di prolattina
 MRF stimola la secrezione di Melatonina
 MIF inibisce la secrezione di Melatonina
(melanociti)
ORMONI ADENOIPOFISARI
 Ormone della crescita (GH, STH o
somatotropo). Stimola la crescita della maggior
parte dei tessuti promuovendo un aumento della
sintesi proteica. Ha, inoltre, la capacità di esaltare
l’azione di altri ormoni: è cioè un potente
sinergista biologico ed uno dei maggiori regolatori
del metabolismo. Ha un potente effetto anabolico
sulle proteine: stimola la sintesi proteica,
esaltando l’incorporazione degli aminoacidi nelle
proteine, stimolandone il meccanismo di trasporto
attraverso le membrane cellulari. Nel contempo
inibisce il loro catabolismo.
 Ormone stimolante la tiroide (TSH, tireotropo)
 La tireotropina è una glicoproteina secreta dalle
cellule basofile dell’ipofisi anteriore. Essa viene
catabolizzata prevalentemente nel rene e nel
fegato. Nell’uomo ha un emivita di 60 min.
 Stimolazione della sintesi e la secrezione degli
ormoni tiroidei (T3 e T4) da parte della tiroide;
immediato aumento del flusso ematico e del
volume della tiroide (la mette in condizioni di
lavorare il meglio possibile); aumento
dell’utilizzazione di glucosio, ma riduzione della
sintesi di glicogeno; aumento del trasporto
intracellulare degli aminoacidi e della sintesi
proteica
 Ormone Adrenocorticotropo (ACTH,
corticotropina)
 Agisce aumentando la secrezione di
glucocorticoidi (cortisolo e corticosterone)
 Gonadotropine (LH e FSH) e Prolattina. LH e
FSH. Si legano ai recettori di membrana a livello
ovarico e regolano la produzione di gameti (ovociti
e spermatozoi), degli ormoni riproduttivi ovarici
(estrogeni e progestinici) nella donna, e testicolari
(testosterone) nell’uomo. L’FSH ha
prevalentemente azione gametogenica; nella
femmina stimola la fase precoce dello sviluppo del
follicolo ovarico, mentre nell’uomo è responsabile
ORMONI NEUROIPOFISARI
 Ormone antidiuretico (ADH o Vasopressina).
Previene la produzione di grosse quantità di
diuresi aumentando il riassorbimento di acqua
a livello renale (tubuli distali e dotti collettori
responsabili del riassorbimento dell’ultima
percentuale di acqua)
 Ossitocina. Stimola le cellule della
muscolatura liscia dell’utero provocandone la
contrazione, e stimola la lattazione insieme
alla prolattina.
Patologia ipofisaria
 Tumori ipofisari
Gigantismo e acromegalia
 Se si manifesta
nell’adolescenza porta a
gigantismo: crescita di tutto
l’apparato osseo e muscolare.
 aumento di GH da parte di un
adenoma (90 % dei casi) in
età adulta, quando la struttura
è già sviluppata; con più
evidenza si nota
l’accrescimento delle parti
craniali con il cambiamento
dei lineamenti del volto,
l’accrescimento di mani e
piedi.
Tiroide
 Ghiandola unica, a forma di farfalla, situata nella
regione anteriore del collo, al di sotto della
cartilagine cricoidea, è costituita da due lobi, il
destro solitamente più grande del sinistro. Sono
uniti da un sottile strato di tessuto chiamato istmo.
Si appoggia e abbraccia la trachea anche
lateralmente nel I°-II° anello.
 E’ caratterizzata dalla presenza di uno stroma
connettivale (parte esterna), che forma dei
sepimenti che provengono dalla capsula fibrosa e
vanno all’interno della ghiandola; riveste la
ghiandola stessa e ne forma l’impalcatura al suo
interno. All’interno di questo stroma che divide la
ghiandola in varie parti, decorrono anche i vasi
sanguigni, linfatici e i nervi.
Tiroide
 cellule epiteliali, di solito cubiche, a
formare le pareti di piccole aree rotonde
dette follicoli unità funzionale (diametro
300 micron). Ogni follicolo è circondato
dai sepimenti dello stroma e contiene nel
suo interno la colloide: è la sostanza
prodotta dalle cellule epiteliali tiroidee.
 Nella colloide (sostanza di deposito) sono
contenuti gli ormoni iodati (o ormoni
tiroidei), prodotti dell’epitelio che è la
sede della sintesi ormonica. Essi sono
legati ad una proteina tireoglobulina
(TG), quindi la cavità follicolare è la sede
di deposito degli ormoni sintetizzati.
 COLLOIDE = ormoni tiroidei +
tireoglobulina
 Nella tiroide avvengono due tipi di fenomeni, in
quanto la ghiandola deve produrre e mandare
in circolo.
 Sintesi ormonale produttiva: che inizia nella
parte apicale delle cellule rivolte verso la
cavità follicolare.
 Sintesi secretoria: gli ormoni sintetizzati e
depositati attraversano le cellule in direzione
opposta, onde raggiungere i vasi presenti nello
stroma.
Sintesi dell’ormone
 Sintesi della tireoglobulina nelle cellule follicolari.
 Deve arrivare lo iodio attraverso la dieta, e arriva sotto forma di ione ioduro
(I-), deve essere assorbito attraverso un trasporto attivo all’interno delle
cellule del follicolo tiroideo.
 Gli ioni ioduri vengono poi ossidati a iodio (I2) e legati a una molecola di
tirosina (proteina sintetizzata nelle cellule follicolari della tiroide). Questo
legame avviene assieme alle molecole di tireoglobulina che vengono
secrete mediante esocitosi nel lume del follicolo. Quindi la tirosina per
legarsi allo iodio ha bisogno di una proteina di tireoglobulina che la aiuti in
questo legame, essa si lega alla tirosina che può così legarsi alle molecole
di iodio. Viene quindi secreto all’interno del lume un’unica grande molecola
che è data o da tre molecole di tirosina che si uniscono alla tireoglobulina
formando il T3, o da 4 molecole di tirosina che si legano alla tireoglobulina
formando il T4.
 Nel lume del follicolo se due molecole di diiodotirosina si combinano tra
loro si forma la tetraiodotironina o tiroxina (T4); se una monoiodotirosina
si combina con una diiodotirosina si forma una triiodotironina (T3).
 Durante la secrezione la tireoglobulina viene ricaptata dal follicolo e quindi
pronta per essere riutilizzata.
Effetti
 Agiscono su quasi tutti i tessuti dell’organismo, ma non tutti i tessuti
reagiscono allo stesso modo.
 In dosi fisiologiche stimolano i processi anabolici e in dosi
eccessive i processi catabolici e diventano distruttivi.
Effetti:
 Aumento della produzione di calore e consumo di ossigeno

 Stimolano la sintesi proteica

 Aumento dell’assorbimento intestinale di glucosio, potenziano


l’effetto delle catecolamine
 Sul metabolismo lipidico inducono prevalentemente una risposta
catabolica
 Sono ormoni che mettono in condizione l’organismo di potere
costruire, fare, per tutti i processi di crescita.
 Oltre alle cellule follicolari ci sono le cellule parafollicolari che
producono la calcitonina. Essa è un polipeptide che ha come
tessuto bersaglio le ossa diminuendo l’attività degli osteoclasti e
impedendo un aumento marcato della calcemia
Regolazione
 Il TRH ipotalamico
stimola il TSH
ipofisario il quale
aumenta la sintesi di
secrezione di T3 e T4
con iperplasia ed
ipertrofia della tiroide.
Gozzo
 E’ semplicemente
l’ingrossamento della
ghiandola tiroide (collo
pieno, grosso, gonfio e
teso), soprattutto nelle
donne.
Ipotioidismo
 Carenza di ormoni tiroidei.
 Nell’ipotiroidismo si ha un quadro
che interessa tutto l’organismo con
ridotta disponibilità energetica per
tutte le cellule, minore produzione di
calore, diminuzione del metabolismo
basale.
 Si avrà quindi intolleranza al freddo,
si stancano, diminuzione del turn-
over di tutte le sostanze, con
eventuale accumulo di adipe, … e
quindi aumento ponderale (con
riduzione dell’appetito); riduzione
dell’attività delle ghiandole
sudoripare e sebacee, con pelle
secca e atrofica, perdita di peli e
capelli per una pelle molto in
difficoltà; bradicardia, ipotensione,
dilatazione cardiaca con possibile
insufficienza cardiaca (cuore
sfiancato per scarso tono
muscolare); lentezza, flaccidità,
debolezza
Ipertiroidismo
 Si indica una eccessiva secrezione di ormoni
tiroidei che può derivare da cause molteplici.
 Morbo di Basedow: quadro ipercinetico con
tremore fine e rapido delle mani, che procura
grande affaticabilità; insonnia; stato di
sovreccitazione, iperirritabilità e nervosismo
(sono molto evidenti) per cui fanno fatica a
concentrarsi, a stare fermi, parlano in fretta e
hanno movimenti rapidi; insofferenza al caldo
(pz che hanno sempre caldo, vampate al viso
e al tronco, si debbono scoprire), sudorazione
elevata con dispersione di calore; pelle
arrossata, vellutata, più morbida perché
umida di sudore; disturbi della digestione e
dimagrimento (nonostante l’iperfagia) con
diminuzione dei depositi adiposi per
l’aumento dell’utilizzazione dei glucidi e dei
protidi; muscoli deboli (ipotrofia muscolare)
perché c’è stato un catabolismo anche a
livello muscolare.

Enoftalmo
 E’ un sintomo molto
grave che non
migliora
correggendo la
funzionalità tiroidea
 E’ una protrusione
massiva dei globi
oculari
Tiroiditi
 Patologie
infiammatorie della
tiroide. Ne esistono
forme acute, più
tipiche dei soggetti
giovani, o croniche,
più tipiche dei
soggetti anziani.
Paratiroidi
 Sono di solito inserite  Sono
nella porzione più fondamentalmente
posteriore dei due lobi deputate al controllo
della tiroide, avvolte in dell’omeostasi calcio-
una propria capsula fosforo regolata
connettivale. dall’ormone
 Di norma sono 4 paratiroideo (secernono
ghiandole (possono il paratormone, PTH,
essere anche tre) importante nella
composte da cellule regolazione della
principali organizzate in calcemia), assieme alla
masse fittamente calcitonina e alla
addensate o in cordoni vitamina D, infatti esse
non hanno un ormone
ipofisario che le vada a
stimolare.
Funzioni
 A livello osseo stimola l’attività degli osteoclasti
(riassorbimento osseo) e può aumentarne il numero, quindi
aumentare la liberazione in circolo di Ca e fosfati.
 Riassorbimento tubulare di calcio a livello renale, mentre
inibisce il riassorbimento di fosforo.
 Il PTH attiva la vitamina D.
 Stimola l’assorbimento di calcio nell’intestino tenue, non
direttamente, ma con l’ausilio della vitamina D attiva che
sintetizza le proteine trasporto.
 Aumenta il rilascio di ioni fosfato dall’osso ed il loro
assorbimento intestinale, ma ne aumenta anche l’escrezione
renale.
 Gli altri ormoni che controllano il metabolismo del calcio
sono la calcitonina e la Vit D.
 La Calcitonina è prodotta dalle cellule
parafollicolari della tiroide, non ha un
effetto rilevante sull’osso, la sua azione
la svolge principalmente a livello renale
dove inibisce il riassorbimento tubulare
del calcio.Non ha nessuna azione
sull’intestino.
 La vit. D ha un grosso effetto sul tessuto
osseo favorendone la mineralizzazione e
intervenendo sui meccanismi di
trasporto del calcio. Sul rene stimola il
riassorbimento tubulare sia di Calcio che
di Fosforo.
Surrene
 La capsula
connettivale delle
surrenali manda
delle trabecole di
tessuto connettivo
che penetrano
all’interno del
surrene, esse si
accompagnano a
numerosi piccoli
vasi che vanno ad
irrorare la ghiandola.
Surrene
La midollare secerne  Preparazione alla reazione
adrenalina e combattimento-fuga
noradrenalina.  Sono gli ormoni che
Esse hanno gli effetti consentono di poter
seguenti: reagire velocemente, al
 Aumento livelli ematici di
massimo delle prestazioni,
glucosio a una situazione di
difficoltà (primitivamente
 Attiva la sintesi di AMP
era soprattutto
ciclico combattimento e fuga,
 Aumenta il metabolismo attualmente non è solo
intracellulare del glucosio questo). Gli effetti sono di
 Stimola la frequenza
breve durata, essendo
cardiaca e la forza di catabolizzati assai
contrazione rapidamente, perché
quando la difficoltà cessa,
 Producono vasocostrizione
nel sangue i livelli ormonali
tranne che nei muscoli e debbono già essere scesi;
nel cuore deve essere una risposta
Aldosterone
 Serve ad aumentare il  va ad agire a livello delle
riassorbimento di sodio a ghiandole sudoripare,
livello renale, ad aumentando il
aumentare il riassorbimento di sodio; a
riassorbimento di acqua livello delle ghiandole
(maggior volemia) che salivari (tutti organi che
segue il sodio, ed producono liquidi); va ad
aumentare l’escrezione di agire sull’intestino, sempre
potassio con le urine. riassorbendo sodio e
 Va in circolo andando ad acqua; e va ad agire a
agire a livello dei tubuli livello extracellulare, dove
renali, riassorbendo invece tende a cedere ai
principalmente sodio a cui tessuti l’acqua che aveva
consegue il riassorbimento assorbito in tutti i distretti
di acqua, ed eliminando precedenti.
ioni potassio e idrogeno;
Insufficienza surrenalica cronica
 Astenia (stanchezza, affaticabilità
muscolare e psichica) che si accentua
durante la giornata man mano che
consuma i pochi ormoni che ha (al contrario
delle forme psicotiche dove il depresso è
stanco e sfinito all’inizio della giornata, e si
ricarica la sera quando la giornata è finita) e
anoressia con nausea, vomito, diarrea e
perdita di peso nel 100% dei casi,
iperpigmentazione nel 94%, ipotensione nel
93%.
 Perchè l’iperpigmentazione? Perchè se c’è
un calo nella produzione degli ormoni
surrenalici, non c’è il feed-back negativo,
aumenterà l’ACTH provocando anche
l’aumento degli ormoni melanotropi. La
pelle inizia ad assumere un colorito più
scuro, diffuso o a chiazze (+ tipico), inoltre
si iperpigmentano anche i peli.
Iper cortico surrenalismo
 Morbo di Cushing
 Sindrome di Conn
Gotta
 Oggi la diagnosi di gotta,  Aumento della
da calcoli di urati, non è concentrazione di urati
così rara ed è in aumento sierici (iperuricemia).
perché è aumentato l’uso  Attacchi ricorrenti di artrite
di farmaci tipo i diuretici acuta.
per ritenzione idrica, oltre
ad una alterazione  Deposito di aggregati di
eccessiva urati di sodio (gli acidi urici
nell’alimentazione. Essi si attaccano al sodio),
lavorano sull’assorbimento chiamati tofi, presenti nelle
del sodio e del potassio e articolazioni e
possono richiedere nell’estremità; il punto più
all’aldosterone di fare un tipico è all’elice
lavoro in eccesso. dell’orecchio ed è
abbastanza diagnostico.
 Nefropatia (interessamento
del rene).
 Litiasi renale da acido
urico
Gotta
 Artrite gottosa acuta:
all’inizio di solito è
monoarticolare (una sola
articolazione alla volta),
con scarsi sintomi
sistemici (ad altri
apparati), poi tende a
diventare poliarticolare
con febbre. Attacchi
limitati nel tempo,
intervallati da periodi
asintomatici.