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LA BRIGATA DEL BEL VERSO presenta

ANNA ACHMATOVA

Quasi tre anni fa, il 31 ottobre 2010, quando nacque la Brigata del bel verso, scegliemmo come sua Musa tutelare Anna Achmatova. Ora che i seguaci hanno toccato il numero di mille come i garibaldini abbiamo deciso di proporre una piccola antologia della poetessa russa come piccolo segno di ringraziamento per quanti si sono uniti al gruppo e leggono, commentano e condividono le poesie che proponiamo quotidianamente. Grazie... Anastasia e Daniele

IN LUOGO DI PREFAZIONE
Negli anni terribili della "ezovscina" ho passato diciassette mesi in fila davanti alle carceri di Leningrado. Una volta qualcuno mi "riconobbe". Allora una donna dalle labbra livide che stava dietro di me e che, sicuramente non aveva mai sentito il mio nome, si riscosse dal torpore che era caratteristico di noi tutti e mi domand in un orecchio(l tutti parlavano sussurrando): - Ma questo lei pu descriverlo? E io dissi: - Posso. Allora una sorta di sorriso scivol lungo quello che un tempo era stato il suo volto. Leningrado, 1 aprile 1957. da Requiem, 1957

REQUIEM, V
Diciassette mesi che grido, ti chiamo a casa. Mi gettavo ai piedi del boia, figlio mio e mio incubo. Si confuso tutto sempre, e non riesco a comprendere chi una belva, chi un uomo, e se attender a lungo il supplizio Rigogliosi fiori soltanto, tintinnio del turibolo e tracce chiss dove, nel nulla. E mi fissa dritto negli occhi e minaccia prossima morte unenorme stella.

STRINSI LE MANI SOTTO IL VELO OSCURO...


Strinsi le mani sotto il velo oscuro... Perch oggi sei pallida? Perch d'agra tristezza l'ho abbeverato fino ad ubriacarlo. Come dimenticare? Usc vacillando, sulla bocca una smorfia di dolore... Corsi senza sfiorare la ringhiera, corsi dietro di lui fino al portone. Soffocando, gridai: stato tutto uno scherzo. Muoio se te ne vai. Lui sorrise calmo, crudele e mi disse: Non startene al vento. 1911

IMPLORAVO: SAZIA LA MIA SETE DI POESIA!


Imploravo: "Sazia la mia sete di poesia!" Ma l'uomo non riceve nulla dalla terra e niente si sublimato ancora. Come fumo del sacrificio io non volo al trono della gloria, n m'innalzo, ma serpeggio ai piedi, tra l'erbe, umile, mio Dio, gi prosternata: oser il fuoco del cielo il mio ciglio serrato e la mia miracolosa mutezza?

INNANZI PRIMAVERA...
Innanzi primavera ci sono giorni cos: riposa il prato sotto una neve compatta, secchi ed allegri stormiscono gli alberi, il tiepido vento dolce ed elastico. E il corpo stupisce della sua leggerezza, e non riconosci pi la tua casa, e la canzone che taveva annoiata canti con emozione, come se fosse nuova. 1915

HO IMPARATO A VIVERE CON SEMPLICIT


Ho imparato a vivere con semplicit, saggezza, A guardare il cielo e pregare il Signore, E prima di sera vagare lungamente Per stancare uninutile angoscia. Quando fruscia nel burrone la bardana E il grappolo del sorbo giallo-rosso appassisce, Compongo versi pieni di gaiezza Sulla vita caduca, caduca e bella. Ritorno. Mi lecca la mano un piumoso Gattino, fa le fusa pi lusinghevole, E un lume vivo si accende Sulla torretta alla segheria del lago. Solo di rado rompe la quiete il grido Della cicogna che si posa sul tetto. - E se tu picchi allora alla mia porta, Mi pare che nemmeno potr udire.

AH, TU PENSAVI CHE ANCHIO FOSSI UNA


Ah, tu pensavi che anchio fossi una che si possa dimenticare e che si butti, pregando e piangendo, sotto gli zoccoli di un baio. O prenda a chiedere alle maghe radichette nellacqua incantata, e ti invii il regalo terribile di un fazzoletto odoroso e fatale. Sii maledetto. Non sfiorer con gemiti o sguardi lanima dannata, ma ti giuro sul paradiso, sullicona miracolosa e sullebbrezza delle nostre notti ardenti: mai pi torner da te. 1921

LARGA E GIALLA LA LUCE SERALE


larga e gialla la luce serale, mite il fresco daprile. Hai tardato molti anni, ma sono lieta di te. Siedi pi a me vicino, guardami con gli occhi allegri: Ecco il quaderno azzurro dei miei versi infantili. Perdona se son vissuta affliggendomi, e il sole poco mha allietata. Perdona, perdona se molti ho scambiato per te.

NON HO CHIUSO LE TENDINE


Non ho chiuso le tendine, guarda dritto nella stanza. Perch non puoi fuggire oggi sono cos allegra. Dimmi pure svergognata, scagliami i tuoi sarcasmi: sono stata la tua insonnia, la tua angoscia sono stata.

LA CORSA DEL TEMPO


Sentirai il tuono e mi rammenterai, penserai: desiderava la bufera... Sar una striscia di cielo accesa di rosso, e il cuore come allora in fiamme. E ci accadr nel giorno moscovita in cui abbandoner per sempre la citt, muover verso il bramato riparo, lasciando in mezzo a voi ancora la mia ombra.

C' NELL'INTIMIT DEGLI UOMINI UN CONFINE


C nellintimit degli uomini un confine che n lamore, n la passione possono osare: le labbra si fondono nel terribile silenzio e il cuore si spezza per amore. Anche lamicizia qui impotente, e gli anni pieni di felicit alta infiammata, quando lanima libera e distratta dal lento languore della volutt. Pazzo colui che vi si appresta, raggiungerlo morire dangoscia... Ora puoi capire perch non batte il mio cuore sotto la tua mano.

NON ILTUO AMORE CHE DOMANDO


Non il tuo amore che domando. Si trova adesso in luogo conveniente. Stanne pur certo, lettere gelose non scriver alla tua fidanzata. Per accetta dei saggi consigli: dalle da leggere i miei versi, dalle da custodire i miei ritratti, sono cos cortesi i fidanzati! E conta pi per queste scioccherelle assaporare a fondo una vittoria che luminose parole d'amicizia, e il ricordo dei primi, dolci giorni... Ma allorch con la diletta amica avrai vissuto spiccioli di gioia e all'anima gi sazia d'improvviso tutto parr un peso, non accostarti alla mia notte trionfale. Non ti conosco. E in cosa potrei esserti d'aiuto? Dalla felicit io non guarisco.

FOSTI LA MIA BEATA CULLA


Fosti la mia beata culla, cupa citt sul fiume minaccioso, e il maestoso letto nuziale su cui libravano corone i tuoi giovani serafini, citt amata di un amore amaro. Tu, severa, tranquilla, brumosa, eri il soglio delle mie preghiere, qui per primo comparve l'amato a mostrarmi una via luminosa, e qui la mia Musa dolorosa mi conduceva, come una cieca. 1914

TRANSLUCIDO VETRO DI CIELI DESERTI


Translucido vetro di cieli deserti, mole bianca della grande prigione, solenne canto di una processione lungo il Vlchov, luminoso di azzurro. Il vento di settembre defolia una betulla, ulula e turbina fra i rami, e la citt ricorda il suo destino: qui regn Marfa, qui regn Arakev. Novgorod, 1914

AH, NON AVEVO CHIUSO LA PORTA...


Ah, non avevo chiuso la porta, le candele non avevo acceso, non sai come, stanca, non mi risolvevo a coricarmi. Guardare come si spengono le macchie dabeti nel buio del crepuscolo, inebriandomi al suono duna voce che somiglia alla tua. E sapere che tutto perduto, che la vita un maledetto inferno! Oh, io ero sicura che saresti tornato.

LINCONTRO
Al collo un filo di esili grani, celo le mani nel largo manicotto, gli occhi guardano distratti e non piangeranno mai pi. Sembra il volto pi pallido per la seta che tende al lilla, arriva quasi alle sopracciglia la mia frangetta non ondulata. E non somiglia ad un volo questa lenta andatura, quasi avessi sotto i piedi una zattera e non i quadretti del parquet. La bocca bianca socchiusa, ineguale il respiro affannato, e sul mio petto tremano i fiori dell'incontro che non c' stato.

IN UNA NOTTE BIANCA


Ah, non avevo chiuso la porta, le candele non avevo acceso, non sai come, stanca, non mi risolvevo a coricarmi. Guardare come si spengono le macchie d'abeti nel buio del crepuscolo, inebriandomi al suono d'una voce che somiglia alla tua. E sapere che tutto perduto, che la vita un maledetto inferno! Oh, io ero sicura che saresti tornato.

LA PORTA SOCCHIUSA
La porta socchiusa dolce respiro dei tigli Sul tavolo, dimenticati, un frustino ed un guanto. Giallo cerchio del lume tendo lorecchio ai fruscii. Perch sei andato via? Non comprendo Luminoso e lieto domani sar il mattino. Questa vita stupenda, sii dunque saggio, cuore. Tu sei prostrato, batti pi sordo, pi a rilento sai, ho letto che le anime sono immortali.

C NEL CONTATTO UMANO


a Nikolaj Vladimirovi Nedobrovo C' nel contatto umano un limite fatale, non lo varca n amore n passione, pur se in muto spavento si fondono le labbra e il cuore si dilacera d'amore. Perfino l'amicizia vi impotente, e anni d'alta, fiammeggiante gioia, quando libera l'anima ed estranea allo struggersi lento del piacere. Chi cerca di raggiungerlo folle, se lo tocca soffre una sorda pena... ora hai compreso perch il mio cuore non batte sotto la tua mano. 1915

N MISTERO N DOLORE
N mistero n dolore n volont sapiente del destino: sempre quell'incontrarci ci lasciava l'impressione di una lotta. Ed io, indovinato dal mattino l'attimo del tuo arrivo, percepivo nei palmi socchiusi il morso leggero di un tremito. Con dita arse sgualcivo la variopinta tovaglia del tavolo... Capivo fin da allora quanto angusta questa terra.

LASCIO LA CASA BIANCA E IL MUTO GIARDINO


Lascio la casa bianca e il muto giardino. Deserta e luminosa mi sar la vita. Nessuna donna sapr cullarti come io ti celebro nei miei versi: non scordare la tua cara amica nellEden che hai creato per i suoi occhi, per me che spaccio una merce rarissima e vendo il tuo tenerissimo amore.

LA SENTENZA
Ed caduta la parola di pietra Sul mio petto ancor vivo. Non nulla, vi ero preparata, Ne verr a capo in qualche modo. Ho molto da fare, oggi: Bisogna uccidere fino in fondo la memoria, Bisogna che lanima si pietrifichi, Bisogna di nuovo imparare a vivere, Se no Lardente stormire dellestate, Come una festa oltre la finestra. Da tempo avevo presentito questo Giorno radioso e la casa vuota.

HO SMESSO DI SORRIDERE...
Ho smesso di sorridere, le labbra sono gelate, ad una sola speranza segue pi di una canzone. Senza colpa ceder il canto al riso e alla profanazione, ch al colmo del dolore per lanima il silenzio damore.

A MOLTI
Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato, il riflesso del vostro volto, i vani palpiti di vane ali... fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi. Ecco perch amate cos cpidi me, nel mio peccato e nel mio male, perch affidaste a me ciecamente il migliore dei vostri figli; perch nemmeno chiedeste di lui, mai, e la mia casa vuota per sempre velaste di fumose lodi. E dicono: non ci si pu fondere pi strettamente, non si pu amare pi perdutamente... Come vuole lombra staccarsi dal corpo, come vuole la carne separarsi dallanima, cos io adesso voglio essere scordata. 1922

LA MUSA
Quando la notte attendo il suo arrivo, la vita sembra sia appesa a un filo. Che cosa sono onori, libert, giovinezza di fronte allospite dolce col flauto nella mano? Ed ecco entrata. Levato il velo, mi guarda attentamente. Le chiedo: Dettasti a Dante tu le pagine dellInferno? Risponde: Io. 1924

IL MIELE SELVATICO SA DI LIBERT


Il miele selvatico sa di libert, la polvere del raggio di sole, la bocca verginale di viola, e loro di nulla. La reseda sa dacqua, e lamore di mela, ma noi abbiamo appreso per sempre che il sangue sa solo di sangue... Invano il procuratore romano, tra gridi sinistri della plebe, lav davanti al popolo le mani, e invano la regina di Scozia tergeva da rossi schizzi le palme affusolate, nellafosa oscurit del palazzo reale... 1933

STO IN ASCOLTO
Sto in ascolto come al suono di voci lontane ma non c' d'intorno nulla, nessuno e voi deponete il suo corpo in questa nera, buona terra n granito, n salici faranno ombra alle sue ceneri lievi soltanto i venti marini del golfo giungeranno volando.

ULTIMO BRINDISI
Bevo a una casa distrutta, alla mia vita sciagurata, a solitudini vissute in due e bevo anche a te: all'inganno di labbra che tradirono, al morto gelo dei tuoi occhi, ad un mondo crudele e rozzo, ad un Dio che non ci ha salvato. 1934

DEDICA
Davanti a questa pena sincurvano i monti, Non scorre il grande fiume, Ma tenaci sono i chiavistelli del carcere, E dietro ad essi le tane dellergastolo E una mortale angoscia. Per chi spiri il vento fresco, Per chi sia delizia il tramonto, Noi non sappiamo, siamo ovunque le stesse, Sentiamo solo lodioso strider delle chiavi E i passi pesanti dei soldati. Ci si alzava come a una messa mattutina, Si andava per la capitale abbandonata, L ci sincontrava, pi inanimate dei morti, Il sole pi in basso e pi nebbiosa la Neva, Ma la speranza canta sempre di lontano. La condanna E subito sgorgano le lacrime, Ormai divisa da tutti, Come se con dolore la vita dal cuore le strappassero. Come se con rozzezza la rovesciassero indietro, Ma cammina Barcolla Sola Dove sono ora le amiche occasionali Di questi due miei anni maledetti? Che appare loro nella bufera siberiana, Che balugina nel disco lunare? A loro invio il mio saluto daddio. 1940

SETTEMILATRE CHILOMETRI...
Settemilatre chilometri... non puoi sentire la madre chiamare, nel fischio tremendo del vento polare, nella stretta delle intemperie, inselvatichisci, inferocisci: tu, adorato, tu, ultimo e primo, tu, nostro. Indifferente la primavera vaga sulla mia tomba di leningradese. 1957

ESERGO
No, non sotto un estraneo cielo, Non al riparo di ali estranee: Ero allora col mio popolo, L dove il mio popolo, per sventura, era. 1961

ANNA ACHMATOVA Odessa, 11 giugno 1889 - Mosca - 5 marzo 1966