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Spirito libero

Guido osservava il paesaggio autunnale della campagna trevigiana attraverso il finestrino sporco del regionale diretto a Calalzo ed era convinto che, anche quell'anno, i contadini avessero preparato i campi all'inverno in maniera corretta. Le vigne perdevano le ultime foglie violacee, l'insilato di mais fermentava nei silos di cemento e il frumento nuovo faceva capolino timido dalla terra fertile. Dal finestrino del treno scorrevano stalle, filari di platani, tigli e robinie. Ogni tanto si intravvedeva la sagoma operosa e solitaria di un trattore al lavoro, o quella di un vecchio in bicicletta in attenta perlustrazione. Se non fosse per le brutte notizie riportate dal telegiornale e dai giornali locali si sarebbe potuto pensare che quel territorio fosse una specie di Eden pacifico e prospero. Il vagone di Guido era mezzo vuoto. Alcuni studenti dell'universit di Padova sonnecchiavano o ascoltavano musica da lettori mp3, mentre un gruppo di operai africani, avvolti nelle giacche a vento di nylon, osservava dal finestrino con aria assorta. Chiss a cosa pensavano; forse alle soleggiate savane, brulicanti di antilopi e zebre, che avevano lasciato qualche anno prima per espatriare in questo paese accogliente alla ricerca di fortuna, o al significato della strana parola ridimensionamento che avevano udito il giorno prima in fabbrica, e che aveva causato tanta indignazione da parte dei colleghi bianchi. Il treno avanzava con sicurezza nel cuore del Veneto; Guido ne avrebbe approfittato per schiacciare un pisolino fino a Belluno. Il suo viaggio di studente pendolare era interminabile. Da Belluno avrebbe dovuto poi prendere una corriera per Agordo e da l camminare fino a casa. Il ragazzo era un inguaribile abitudinario. A casa avrebbe mangiato un boccone, si sarebbe cambiato e avrebbe fatto una passeggiata nel bosco appena fuori dal paese. Una passeggiata priva di difficolt alpinistiche, solo per sentire la terra umida sotto gli scarponi e vedere i licheni sui tronchi dei larici. Si sarebbe poi seduto su una roccia e avrebbe respirato aria fresca e ossigenata per una mezz'oretta senza pensare a niente. La sera, come sempre, lo aspettava l'uscita alcolica al bar con gli amici per scoprire quale sorpresa gli avrebbero riservato le valligiane. Fu proprio pensando alle ragazze che Guido si addorment. Sogn di parlare con una certa Erika che gli chiedeva di spiegargli perch gli uomini sono cos poco affidabili nelle relazioni sentimentali e, lui, le dava una specie di disordinata spiegazione che si sarebbe

conclusa con: Ti bevi un'altra birra, vero? All'improvviso il sogno si interruppe perch qualcosa gli prese a vibrare con insistenza nella tasca dei pantaloni. Guido ci mise un po' pi del dovuto a capire che si trattava del cellulare. Avvolto dal torpore se lo avvicin al viso e lesse sul display chi lo chiamava: un numero sconosciuto. Si accorse che gli africani lo stavano fissando con interesse. Rispose: Pronto? Quando ud la voce di chi lo chiamava, si svegli completamente, scatt a sedere dritto dritto. Gli occhi gli si illuminarono di incredulit, cosa che incurios ancor di pi gli africani, che smisero di pensare al significato della parola ridimensionamento. S, diceva Guido al cellulare, lasciami vedere come fare. S, ti dico che si fa. Devo solo tornare indietro. Tu dimmi quando arrivi. Certo, non c' nessun problema. Guarda, sono contentissimo di sentirti, s una fottuta sorpresa, bravo, e chi se laspettava. No, tranquillo scendo alla prossima e torno indietro. Nessun problema, nessun problema ce la passeremo bene. S, s anche tu. Ciao a dopo. Se uno dei viaggiatori africani gli si fosse avvicinato per fargli notare che aveva parlato al cellulare a voce alta e gesticolando come uno di loro il ragazzo si sarebbe giustificato pressappoco cos. Ogni giorno, avrebbe detto, incontriamo molte persone: amici, conoscenti, colleghi e tutti quegli estranei che tornano in qualche modo a noi utili come il tabaccaio, il barista e l'autista dell'autobus. Ci sono persone con le quali ci troviamo molto bene, ci confidiamo, altre che sopportiamo, altre che invece non ci vanno proprio gi. La categoria pi preziosa, indubbiamente, rappresentata da quegli incontri rari che cambiano la vita, quelli che danno una rimescolata alle convinzioni e ci sparano nell'esistenza arricchiti di qualcosa che spesso non si sa nemmeno definire. Beh, a chiamarlo stata proprio una di queste persone e lo ha fatto dopo due anni. Non si poteva rispondere con tono mesto della voce. Non si poteva parlare come si parla al compagno di banco n come ad un tizio che ci vuole vendere un'assicurazione. No, quando una di queste persone ti telefonano, mente e corpo rispondono con entusiasmo, di colpo scompaiono la stanchezza e tutte le preoccupazioni. Si ha solo voglia di andare incontro a ci che il destino ci ha messo da parte in un momento di assoluta benevolenza. Cos Guido raccolse la valigia e lo zaino dei libri e scese in mezzo al nulla, cio in un posto che si chiamava Cornuda.

In quel momento la stazione del paesello era frequentata solo da un gruppo di adolescenti che armeggiavano con tabacco, cartine e strane erbette. Guido aveva bisogno di organizzarsi cos si sedette in sala d'attesa, tir fuori un blocco degli appunti e si mise a scrivere le cose da fare. Dopo cinque minuti il piano d'azione era pronto. Cominci dalle cose pi antipatiche come chiamare casa per avvisare che quel fine settimana non sarebbe tornato. Ci avrebbe irritato sua madre perch la novit avrebbe modificato le secolari abitudini familiari e il suo posto vuoto al pranzo della domenica avrebbe originato inspiegabili inquietudini e borbottii. La conversazione and esattamente secondo le previsioni; Guido dovette ascoltare le ovvie raccomandazioni di sua madre tipo di ricordarsi di mangiare, di lavarsi i denti e di studiare. Sua madre gli disse, inoltre, che il fatto di non tornare a casa per il fine settimana non doveva assolutamente trasformarsi in un'abitudine. Guido la rassicur poi finalmente fu libero di comprarsi un biglietto per Padova. Il treno sarebbe passato di l a poco, cos sedette su una panchina e fiss la linea dei binari. Pens al tempo, alla vita che scorre come le gocce di un rubinetto che perde, plik, plik, plik. Una vischiosa sensazione d'angoscia lo avvolse, perci smise di fissare i binari e alz lo sguardo. Il cielo era di un azzurro pallido, con qualche nuvoletta bianca. Lo si poteva definire come un cielo banale, privo di ispirazione. Molto meglio quindi pensare a ci che sarebbe successo di l a poche ore. Nel pomeriggio Guido si sarebbe incontrato, dopo tanto tempo, con Roberto e Roberto era il ragazzo che lo aveva trasformato da timido adolescente sfigato in un giovane uomo pensante. Si erano conosciuti in Spagna in un campo di lavoro organizzato da un'associazione di volontariato locale. La missione del campo era quella di pulire tre chilometri di spiaggia in dieci giorni e di costruire un muretto a secco. Un lavoretto anche facile se non si passano le notti a riempirsi di alcol. Durante quel soggiorno Guido ebbe modo di conoscere il sesso, la cannabis e la sangria. Ma, la vera sorpresa di quella vacanza iberica, fu l'incontro con Roberto. Roberto era un ragazzo di Bologna tranquillo e rilassato come un Buddha. In Spagna lavorava duro durante il giorno e la notte faceva gran baldoria come tutti, dando prova di una non comune resistenza fisica. Roberto era sicuramente un grande anticonformista. Prendeva il pi ovvio dei concetti e

lo smontava, senza cattiveria, senza pretese intellettuali per lo faceva, e il risultato era che si cominciava a considerare il mondo con occhi diversi. Conversare con Roberto era un'autentica esperienza, caricava lo spirito di euforia. L'ultimo giorno del campo Guido lo trascorse nella tristezza, ma non per doversi separare da Anita di Barcellona con la quale aveva fatto follie per notti intere, bens perch non avrebbe pi potuto seguire Roberto, avrebbe smesso di dissetarsi alla fonte di quella mente meravigliosa. Roberto si era congedato con una frase indimenticabile: - Mi hai conosciuto che ero uno spirito libero, quando ci rincontreremo sar ancora pi libero. - Chiss a quale processo di purificazione si sarebbe sottoposto, quale erto cammino spirituale avrebbe intrapreso. Poco prima, al telefono, Roberto aveva spiegato a Guido che aveva fatto un lungo viaggio per l'Europa con lo zaino e ora ritornava alla base. Si era ricordato del suo amico Guido e aveva pensato bene di fargli una visita a Padova. Avrebbero bevuto e brindato come un tempo. Guido ancora una volta si sentiva pronto a seguirlo dappertutto. Se quella notte Roberto avesse proposto di andare a trans, ebbene ci sarebbe andato perch con Roberto tutto acquisiva un senso profondo. In treno osserv lo stesso panorama solo che questa volta scorreva nel senso opposto. Gli venne anche in mente che doveva passare al bancomat a ritirare i soldi dell'affitto perch luned bisognava pagare il padrone di casa. Giunse a Padova alle due. L'atmosfera della stazione patavina era sonnacchiosa. Un barbone vestito di stracci camminava parlando da solo con in mano una sigaretta spenta e alcuni turisti osservavano il tabellone degli orari facendo piani, armati di mappe, guide e agende. Roberto sarebbe giunto con il treno delle tre, conveniva aspettarlo. Cos Guido raccolse dal pavimento un quotidiano locale, uno di quelli gratuiti che ogni giorno poveri diavoli precari schiaffano all'interno dei finestrini delle auto ferme ai semafori. Sedette in sala d'attesa e cominci a leggere. Le notizie erano di serie C, scritte con uno stile a cavallo fra il pettegolezzo morboso e la grida medievale: udite, udite. Guido lesse la rubrica d'amore e i consigli per mantenere il proprio cane in forma. Cosa avrebbe pensato Roberto se lo avesse visto leggere quella roba? Allontan il giornale e fiss i binari. La vita che se ne va, il tempo che scorre, plik, plik, plik. Proprio un venerd in quella stazione uno studente universitario si era suicidato buttandosi sotto un treno. Guido era presente insieme ad alcuni compagni di corso. Ad un

certo punto uno di loro grid: Oh mio Dio, non guardate non guardate, non guardate. Cosa c'era da non guardare? Un treno in partenza? Ma poi quando il treno pass tutti lo videro. Il ragazzo giaceva in due pezzi in una grande pozza di sangue scuro. Sembrava che stesse attraversando i binari, disse il compagno di corso, invece andava incontro al treno in movimento, cos, tranquillo, senza emozioni. Ha calcolato il tempo e si tuffato. Ora dal sottopassaggio emergeva un gruppo di zingari che prese a raccontarsi animatamente le vicende della mattinata di accattonaggio. Gesticolavano tutti contenti. Uno di loro, pur non necessitandolo, si appoggiava ad un bastone da passeggio, uno di quelli che usano i vecchi. In quel momento annunciarono l'arrivo del treno di Roberto. A Guido il cuore prese a battere forte. Sorrise e si concentr perch avrebbe dovuto individuare l'amico nella folla dei viaggiatori. Ehil, pensava di dirgli Sei arrivato, finalmente, ti vedo benissimo, come stai? Il treno si ferm fra sibili assordanti. Scesero una ventina di persone che non erano Roberto poi il capostazione fischi il segnale di partenza e il treno si allontan. Ancora una volta Guido si trovava dinnanzi al desolante paesaggio dei binari. E Roberto? Beh, non c'erano dubbi. Roberto non era sul quel treno. Guido allora lo chiam al cellulare. Ehil Roberto Disse: Qualche imprevisto? Roberto gli rispose di s; non era riuscito a farsi il biglietto in tempo per era gi in viaggio. Sarebbe arrivato fra quaranta minuti. Poi aggiunse, no, non voglio raccontarti balle. Sai cos' successo? Stavo fumandomi una sigaretta e non butto mai una sigaretta a met. Ho perso il treno per una sigaretta, curioso, vero? Guido rise, s curioso, ti aspetto qui. Fottuto Roberto, pazzo di un bolognese, un'ora e quaranta ad aspettare perch doveva fumare. Quando lui aveva fatto qualcosa del genere? Mai. Piccolo studentello borghese rispettoso del galateo sociale. Roberto, Roberto, Roberto, non comportarti come una troia fottuta, vieni, affrettati, che facciamo festa insieme come un tempo lo facemmo in terra ispanica. Vieni a riempirmi il cuore, sar meraviglioso. Parlami del tuo viaggio e delle tue scoperte, indirizzami verso nuovi orizzonti. Si precipit al bancomat della stazione, avrebbe approfittato per fare il prelievo. Adesso si sentiva euforico. Infil i soldi nel portafoglio e torn sul binario. Quaranta minuti dopo arriv Roberto. L'amico indossava un paio di braghe militari e un

vecchio maglione di lana di color viola che aveva un buco su un gomito. Il suo viso non era cambiato eccetto per la presenza di una barba incolta di tre settimane. Amico disse Roberto: Fatti abbracciare. Guido lo abbracci. Roberto odorava di fumo e di treno. Nell'abbraccio Guido si rese conto che l'amico era magro come un gatto randagio. Fatti vedere, disse Roberto Sei liscio e pulito come un neonato. No, che dici, anch'io mi sono fatto qualche ora di viaggio. Andiamo a casa a rinfrescarci. In quel momento Guido not a pochi passi di distanza una biondina anch'essa munita di zaino da viaggio che li guardava sorridendo. Assomigliava nel look a Roberto. Era alta e magra, capelli corti e carnagione chiara. Indossava larghi pantaloni colorati stile ind e una felpa di pile nera. Lei Delfine, un'amica francese che ho conosciuto in Scozia. la present Roberto E' da tre mesi che viaggiamo insieme. Guido nascose la delusione, probabilmente la festa che aveva in mente si sarebbe ridimensionata, e di molto, ora che Roberto viaggiava con signora. Gli venne in mente un ultimo dell'anno particolarmente triste. C'era in programma una festa in casa di un amico attesissima da mesi. Si sarebbe dovuto bere, drogarsi e fare all'amore con ragazze selezionate appositamente per la loro fama di libertine. Tutto perfetto, tutto secondo i piani fino a quando i genitori dell'amico pensarono bene di festeggiare insieme ai giovani perch loro non si ritenevano poi tanto vecchi. Che male c'era? Guido ricord gli sguardi di sconforto che la compagnia si lanciava, non poteva essere vero. Invece lo era. I genitori dell'amico si divertirono un mondo. Verso le due la padrona di casa raccolse a s le ragazze e con loro convers di sentimenti e di delusioni d'amore. Si origin una specie di terapia di gruppo. La cosa piacque molto, aprirono anche una pagina facebook. Tuttavia, per Guido e per molti altri risult una delle peggiori serate della propria vita. Guido diede la mano e due baci sulle guance a Delfine. Volete che andiamo a casa? Propose. Ti veniamo dietro, montanaro! Lungo la strada Delfine si guardava attorno con curiosit. Scatt molte foto di scorci urbani, lampioni, manifesti pubblicitari e vetrine con la sua compatta digitale. Molto bello. Diceva sorridendo. Guido osserv che Roberto non la teneva per mano come fanno le coppiette. Roberto cominci a raccontargli del suo viaggio per l'Europa in autostop. Citava posti che Guido non conosceva, nomi di strade, villaggi, ostelli e famiglie che gli avevano aperto

la porta di casa. Lo inform anche dell'esistenza di un sito internet per autostoppisti. Roberto aveva conservato la stessa freschezza di esposizione, gesticolava e tutto ci che diceva, per quanto vago, suonava interessante. Questo solo l'antipasto, pensava Guido, lascia che si faccia una doccia e si beva una birra. Poco dopo Guido apriva la porta del suo bilocale. Non era totalmente in disordine ma nemmeno tirato a lustro per ricevere ospiti. Roberto e la sua amica Delfine non fecero commenti, deposero lo zaino e presero a stiracchiarsi. Scusate il disordine, disse Guido E' che non vi aspettavo. Non ti preoccupare. rispose Roberto E' tutto perfetto. Vivi qui da tanto? Guido mise i soldi dell'affitto nella credenza e rispose: No, solo un paio d'anni. Prese poi a sgomberare il tavolo dai libri e quaderni di appunti. C' del prosciutto in frigo disse Volete farvi un panino? I due ospiti accettarono e Guido prepar panini per tutti e gi che c'era mise su il caff. Delfine guard i ritagli delle riviste che adornavano le pareti, l'unico tipo di decorazione che si possono permettere gli studenti squattrinati. Le parevano molto originali. Dopo aver mangiato Roberto chiese se Delfine potesse farsi una doccia. Non c'era nessun problema, cos Guido cerc un asciugamano pulito e le spieg come regolare l'acqua calda. Delfine prese dal suo zaino il necessario per lavarsi e si chiuse in bagno. Che ne pensi? Chiese Roberto Di lei? S E' carina. La tua ragazza? No, ti pare che io sia uno che si fa la fidanzata? Ci piacciamo, viaggiamo insieme. Te la scopi? Chiaro. Dove vi siete incontrati? In Scozia, ad una fermata dell'autobus. Dal bagno ora proveniva il rumore dello scroscio dell'acqua. E perch il viaggio? Volevo sentirmi zingaro, una gran bella sensazione sai? A volte durante il viaggio dormivo nei campi contando le stelle. Tu ti sei mai addormentato cos? In Spagna. Ah gi, quella festa in spiaggia. Indimenticabile. Quanti qui a Padova avranno dormito cos?

Solo io e te. Chiaro vecchio, cos, amico. Roberto gli batt la mano sulla spalla. L'antica magia li aveva avvolti in un'aura di energia positiva. I due dialogarono a lungo sul significato della parola libert e ricordarono ogni episodio della propria vita nel quale si sentirono totalmente liberi. Una volta sono andato in spiaggia, mi pare che era in Francia Disse Roberto Allora viaggiavo da solo. Era mattina presto e non c'era nessuno. Mi sono spogliato e ho fatto il bagno. Quando sono uscito e mi sono asciugato al vento completamente nudo ho provato una sensazione fortissima di libert. Una sensazione, montanaro, che non ti puoi nemmeno immaginare. Per alcuni minuti non ero nessuno, non avevo neppure un nome o una nazionalit. Ero solo un essere vivente su una spiaggia. Un essere vivente... Ripet Guido. S vecchio, noi siamo esseri viventi. Piccoli pezzetti di universo che si interrogano. Quanto hai ragione. Intanto Delfine si stava facendo la doccia da pi di mezz'ora. Guido pens al piacere che provava la ragazza a lavarsi dopo un viaggio cos lungo. Sorrise sentendosi magnanimo. Roberto raccontava delle sue esperienze, di quanto la vita possa regalare emozioni sconosciute a tutti quelli che si alzano la mattina prestissimo per avere la sicurezza di una pensione fra venticinque o trent'anni, quando la carriera lavorativa li avr restituiti alla libert sotto forma di vecchi con l'ipertensione. Perch non diventi un maestro, pensava Guido, io lascerei tutto e ti seguirei. Gireremo il mondo insieme per scoprirne tutti i segreti. Poi, stanchi, metteremo su un chiosco in una spiaggia caraibica invecchiando al mare in costume da bagno. Finalmente Delfine usc dal bagno in una nuvola di vapore. Aspetta, disse Guido a Roberto Vado ad aprire la finestra del bagno cos esce il vapore. Guido prov vergogna perch si rese conto che stava passando dai massimi sistemi alla preoccupazione per le macchie d'umidit nel bagno. Roberto invece non parve farci troppo caso. Nel bagno si era formata una gran pozzanghera nella quale galleggiavano capelli e alcuni peli pubici di Delfine. Guido se ne accorse perch senza volerlo ci mise un piede dentro e il calzino gli si inzupp istantaneamente. Puttana Eva imprec a denti stretti. Quella si fatta la doccia senza nemmeno tirare la tendina. Si tolse il calzino. Adesso bisognava lavorare di straccio e spazzolone. Capace che tutta quell'acqua filtrasse ed andasse a macchiare il soffitto dell'inquilino

del piano di sotto. Intanto Roberto e Delfine conversavano tranquillamente seduti al tavolo della cucina. Delfine pareva non si fosse nemmeno resa conto del disastro che aveva combinato in bagno. Do una sistemata. Annunci Guido. Roberto annu con la testa continuando la conversazione con la sua pseudo ragazza. Apparentemente nulla turbava la sua serenit. Guido si mise al lavoro. Osserv con curiosit i peli di Delfine e si chiese come fosse fare l'amore con lei. Forse si trattava di una cosa tantrica fatta di massaggi e di meditazione. In questo caso Delfine non faceva per lui. Per non era detto, ogni ragazza una sorpresa, per questo si desidera andare a letto con molte. Guido asciug il pavimento e archivi il problema come risolto. Quando entr in cucina Delfine stava curiosando nel frigo e questo a Guido non piacque. Cerchi qualcosa? Le domand. Lei rispose: Uhm! Guido Lo chiam Roberto Vieni, devi ancora dirmi tutto quello che hai fatto tu in questi anni. Guido si sedette e gli raccont la sua vita nella vallata agordina; le feste, le ubriacature, i fuori pista con gli sci d'alpinismo. Delfine intanto annotava i suoi pensieri sul suo diario di viaggio. Scrivici: Ho allagato un bagno a Padova. Si fece sera e Roberto dichiar che la casa di Guido era pi comoda di una reggia e che se la stava passando da dio. Propose di ordinare della pizza e passare l la serata senza dover trascinarsi in strada di bar in bar come degli alcolizzati. A Guido piacque l'idea. Se vuoi scendo a comprare della birra. Perfetto! Disse Roberto. Ordinarono le pizze poi Guido scese allalimentari a comprare birra; ritenne che tre a testa fossero pi che sufficienti. Roberto e Delfine intanto avevano preparato la tavola. Quando Guido fece il suo ingresso con la sporta di birre ghiacciate gli batterono le mani. Poco dopo arrivarono le pizze. Guido consult lo scontrino e poi dichiar: Sarebbero dieci euro a testa, neanche male. Mi saldi subito, eh? Chiese poi a Roberto facendo la voce da mafioso. Mi sa che non posso pagarti. Rispose Roberto decisamente pi serio. Ho i soldi contati per il biglietto di domani e poi sono ufficialmente al verde. Ah! Disse Guido.

Mi perdoni? Uh. Mormor Guido facendo calcoli. Fra biglietto, pizze e birra se ne erano andati quasi cinquanta euro. Che cosa pensava Roberto, che a lui gli crescessero i soldi nell'orto? Dai, non ti arrabbiare. Disse Roberto Un giorno ti presenterai a casa mia senza soldi e io ti render il favore. Guido non era tanto sicuro che un giorno si sarebbe trovato in una situazione del genere. Per non c'era molto altro da fare, se il suo amico non aveva soldi, non aveva soldi. E come fai quando sei a corto? Gli domand. Ah, la cosa pi facile del mondo. Spieg Roberto Semplicemente io e Delfine andiamo in una piazza e facciamo gli artisti. A volte lei suona il flauto a volte invece facciamo insieme un numero di mimo. I bambini si divertono un sacco. Riusciamo a fare anche cento euro in un pomeriggio. Come vedi si pu vivere bene senza consegnare curriculum alle risorse umane. Birretta? Birretta. Le pizze si rivelarono sorprendentemente buone. Di sicuro alla pizzeria avevano cambiato il pizzaiolo. Bisognava assolutamente conoscerlo. Ben presto fin la birra, per non la voglia di bere. Guido aveva peccato per difetto. Un po' brillo dichiar che sarebbe sceso per comprarne altre. La proposta venne accolta con un altro applauso. Sfortunatamente per erano le nove passate e nemmeno i cinesi tengono aperto a quell'ora. Guido rincas sentendosi uno sciocco. Quando rientr per lo aspettava un'altra sorpresa. Sul tavolo faceva bella mostra di s una bottiglia di Amarone della Valpolicella aperta. Guarda cosa ha trovato Delfine. Delfine era raggiante. Roberto spieg: Era l abbandonata dietro alle pentole, dai vieni che la secchiamo. A Guido parve di ricevere una secchiata d'acqua fredda. Sedette: No, non era abbandonata, non era neanche mia. Era di Andrea, gliela aveva regalata suo zio per festeggiare quando avrebbe passato l'esame di anatomia. Oh, Guido si scus Roberto Che coglioni. Non lo sapevamo. L'abbiamo vista e sembrava davvero dimenticata. E aspettarmi prima di aprirla? Hai ragione. I tre ora guardavano la bottiglia. Di certo non si poteva rimettere il turacciolo e far finta che non fosse successo niente. Il danno ormai era fatto. Dai, versa. Concesse infine Guido sapendo che il conto della giornata sarebbe aumentato di minimo altri trenta euro.

Il vino era delizioso, prese i tre per mano e li condusse ad un autentico baccanale. Delfine suon il flauto. Guido e Roberto cantarono Battisti, cori alpini e Ligabue. Che felicit, che bello essere ancora giovani, nonostante tutto. Alla fine Roberto si fece serio e disse: Guido, so che ti abbiamo creato un po' di problemi, devi perdonarci perch siamo fatti cos, un po' distratti. Ma ti vogliamo bene, anche Delfine che ti conosce da poco te ne vuole. Delfine con il suo flauto in mano annu sorridendo. Bene, quindi vogliamo dividere con te il poco che abbiamo. Roberto si alz e rovist nel suo zaino fino a trovare un generoso cubetto di fumo. In tuo onore. Proclam con solennit e consegn tutto l'occorrente per confezionare la canna a Delfine la quale, esperta, si mise all'opera. Era dai tempi della Spagna che Guido non fumava. Alcol s, copioso, pasticche un paio di volte in discoteca, ma poi nient'altro. Per andava bene. Con Roberto avrebbe fumato. Sedettero sul pavimento in circolo e si passarono la canna. Quando non fumava, Delfine accarezzava dolcemente le mani di Guido e di Roberto. Cos si fecero il loro bravo viaggetto. Realt e sogno si mescolarono in proporzioni perfette e Guido sent che stava godendo della sua esistenza. Vi voglio bene, ripeteva Vi voglio bene, amici. Poi il sogno vinse la veglia. Poco dopo Guido percep braccia forti che lo afferravano e lo conducevano a letto. Che gentili, che buoni, che affidabili siete. Poi dorm sognando di continuare la festa e poi dorm senza sognare pi nulla. Molto pi tardi lo svegli il mal di testa. Apr gli occhi ma la luce gli fece male. Si rese conto di aver dormito vestito sul suo letto. Ricord la festa, Roberto e Delfine, dov'erano? Maledizione quanta luce. Lesse l'ora sul display della radiosveglia. Erano le undici e mezza. Una campana annunciava la Messa. Gli pareva di avere uno straccio in bocca al posto della lingua. Mai mischiare l'alcol. Barcoll fino al bagno e si guard allo specchio. Aveva due occhiaie da spavento. Apr il rubinetto e bevve qualche sorso con la mano a cucchiaio. Roberto? Delfine? Dormivano ancora? In camera sua non c'erano e nemmeno in cucina. Niente anche sul terrazzo. In cucina il tavolo era coperto di cartoni di pizza e lattine di birra vuote. La bottiglia giaceva invece sul pavimento. Madonna, ci siamo seccati il vino di Andrea. Guido fu invaso da una viscida sensazione di colpa. Ma dov'erano finiti? Sedette in cucina e ben presto realizz che i suoi amici se ne erano andati. Forse

avevano dovuto partire all'alba. Per cos? Senza nemmeno un saluto, un biglietto? Valli a capire questi spiriti liberi. Stette cos seduto per qualche minuto senza pensare a niente, poi d'un tratto si accorse che un cassetto della credenza era aperto. A Guido cominci a battere il cuore forte. Ebbe l'orrendo presentimento di sapere perch fosse aperto. Fa che non sia vero, pens mentre si avvicinava per controllare. Nessuno sconto; i suoi amici se l'erano filata con i soldi dell'affitto. Chiam Roberto al cellulare ma non rispondeva. Ritent ma questa volta una voce formale di donna lo avvert subito che il cellulare era spento o irraggiungibile. Guido si mise le scarpe e raggiunse barcollando la stazione. Lo stesso barbone del giorno prima seguiva camminando senza meta con la sua sigaretta spenta. Il tabellone degli orari annunciava treni in partenza per ogni destinazione. Chiedere a qualcuno? Avete visto un figlio di puttana in compagnia di una troia francese? Mi hanno fregato i soldi. And invece al binario e sedette sulla panchina. Fissava il cellulare senza sapere bene cosa fare. Poi decise di chiamare un amico di Agordo. Uno qualunque. Il Checco. Checco. Guido. Che avete fatto ieri sera? Ieri sera? Madonna. Delle cose. Prima ci siamo incontrati in Piazza con la Manu, la Debora, il Cristiano e la Fabiana. La Debora era senza macchina perch sua sorella l'aveva presa per andare a Belluno. E lei era piuttosto incazzata perch non le paga mai la benzina. Poi... niente siamo andati in su... ad Alleghe. E li c'erano tutti. Festa al Nof Fil? Hai presente? Bello. Perfetto. La musica era giusta, non quel dance da giostre. Il Cristiano ha messo un gomito sul bancone e non si pi mosso da l. Sempre con la sua media. Beh, tu sai come fatto il Cristiano. C'era pieno di gnocche. Pieno. C'era la Paola da Cencenighe, La Nicole da Fodom. C'era... ... C'era... S? No, ho sentito un rumore strano. Come un singhiozzo. Come se piangessi. Per, vecchio, non che stai piangendo, vero?