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LA DIFESA COSTIERA DEL GOLFO DI GENOVA ei numeri precedenti della rivista abbiamo trattato la storia della difesa costiera in Italia durante le due guerre mondiali e abbiamo esami- nato l'organizzazione delle batte- rie della Piazza di Venezia dal 1915 al 1918. Con questo nuovo articolo ci proponiamo di conclu- dere per ora questo itinerario. attraverso l'organizzazione delle fortificazioni costiere in Italia, prendendo in esame la situazione del Golfo di Genova dal 1939 al 1945. Tratteremo in particolare levoluzione delle strutture difensi: ve del pid importante porto com- merciale italiano, in relazione agli eventi bellici avvenuti nella zona. Carlo Alfredo CLERICI Ci sembra opportuna iniziare con qualche cenno alla situazione delle batterie costiere durante I primo, ‘confltto mondiale. In quel periodo Ia ditesa costiera in Liguria é esttemamente indebolita rispetto al passato. Ne! 1914 la Fortezza Costiera di Genova viene privata dolle artigierie, trasterite @ Taranto © a Brindisi ueste due localita sono infatti potenzialmente ‘molto pid esposte ad azioni offensive della flotta austro-ungariea. Durante il confltto, inizlato Yanno successivo, la flotta di superticie austro-ungarica @ costretta in breve tempo a rimanere all'interno dei port! dlAdratico. Comincia in compenso a crescere, ne} frattempo, la minaccia delle incursion\ del sommerg bil. mezzi subacque, armati di silur e di artiglena di piccolo calibro, possono condurre improvise azioniai danni delle navi in transito sottocosta od ‘ormeggiate in port rtenull sicuri o colpie ponte vie di comunicazione costiere Por combattere questa minaccia @ avviata nel 1916 la creazione dol P.A. 0 Punt di Rifugio. che Consistono in tat di costa in cul le navi amiche pos- ono transitaro o sostare sotto la protezione di bate: fie terestri appositamento prodisposte. In Liguria le batterie formano una linea di protezio- Ine pressoché ininterrotta; oltre al traffico navale, dovono difendere anche Ia linea ferroviaria costiera ‘che dopo la disfatta di Caporetto é diventata indi- spensabile per il passaggio doi infor inglesi fran- casi. Fra le molte batterie, per lo pid armate con ‘materiall obsoleti, a Genova vengono installa dei ‘modemi 76/45, con funzione anche antiaeres, Seis bttera dS Benigno, ‘Sahin dol eocolo oreo, 35 Qualche azione nemica riesce, nonostante tutte le ‘contromisure, ad avere successo: come quella con- tro il pirascaio americano Washington, di ottorita tonnellate i stazza, carico di locomotive, vagoni fer fovian' e materio prime destinate allindustria belica italiana, che viene silurato © atfondato il 3 maggio 1917 allargo di Camogi (Go). I confitta termina poi senza che nella zona acca: ano alr fat di illev. La seconda guerra mondiale Nel primo dopoguerra, come abbiamo visto, fag: giomamento delle cifese costiere procede lentamen- {ee si limita tutta pid alfinstallazione di qualche bat- teria di medio calibro. La potenza della flota sembra sufficient a impe- dire ogni azione navale awersaria. ' inlagrazione delle batterie fisse esistenti, a parti- re dal 1935 sono approntati alcuni Treni Armati (7A), dotati di pezzi da 120 0 152 mm. Sei di questi vengono schierat in Liguria con base logistica alla Spezia e comando operativo a Genova. Wengono schierali nel Golfo di Genova il T.A 120/4/8 armato con quattro pezzi da 120/45 @ due mitragliere Breda mod. 31, cal. 13,2 mm per la dife- Sa antiaarea, dislocato a Cogoleto, @ il TA. 152/5/S con quattro pezzi da 152/40 0 due mitragitere Breda ‘mod, 31, calloro 13,2 mm, dislocate a Reco. Un tetzo treno ha invece funzione contraerea. E* denominato T.A. 76/1/S ed & prowisto ai sei canno- ‘i da 7640 oltre a due mitragliere Breda mod. 31 per la difesa contraerea a bassa quota. E' dislocato ' Sampierdarena (Ge). Trapponi con la Francia vanno deteriorandosi: con il precpitare deglt event in Europa il 10 giugno 1940 Viene dichiarata guerra alla Francia. La fot francese ha modo di compiere proprio ai anni della costa ligure la prima incursione navale candotta contr il suolo nazionale durante la secon: {da guerra mondiale. La sera del 13 giugno 1940 partono da Tolone le navi della Terza Squadra francese, comandate dal’Ammiraglio Duplat. La squadra e suddivisa in tre ‘gruppi. Il primo & formato dag incrociator Algerie © Foch, assieme a sei cacciatorpediniere, e ha come ‘obiativi | deposit di carburante di Vado Ligure e le zone industrial di Savona. II secondo gruppo, forma- to dagh inctociatori pesanti Duplaix e Colbert © da due cacciatorpediniere, ha come obletivo la zona di 36 Genova. II terzo gruppo ha funzione di protezione ed > La partes contomazione ears Saar conte fninmizzs fe pessoa dt anc ape St Brow averse concent, Per convo. piu amo stto- Feat tro poseibie, Gut ‘mastam un paricolare Sola battera dt Pet «v le grand batterie del Goto ‘Sefova sono un saggeta, Giguere lietore Set apo dl guerra dann tim regslone che tutto iorio Raliane sia munito a fese cost poten formato da tre cacciatorpediniere. Quattro sommer- gill sono mandati verso sud per ostacolare even {ale intervento deli lotta italiana ‘Alle 4.30 del 14 giugno il primo gruppo apre il fuoco su Vado e sugli stabilimenti metallurgic! di Savona. Il caccia Aigle, avvicinandosi a meno di deci chilometi, spara con i pezzi da 138/40 contro i {ara ela batteria di Capo Vado. ‘Al cannoneggiamento reagiscono senza etficacia le difese italiane. I Treno Armato n’3 con sede ad Albissola spara novantatré colpi con i suoi quattro ‘20/45, Spara anche la batteria AT-171 di Savona. E’perd solo Tintervento dei Mas 534-535 ¢ 538-539 ella tredicesima squadrigia a mettere in fuga la ssquadra navale, senza peraitro danneggiaia. Il secondo gruppo francese inizia invece la sua azione di bornbardamento contro i tratto di costa fra ‘renzano ¢ Sestn Ponente. Qui la reazione italiana & pil effcace, La Batteria Mameli di Pegi spara ses- ‘santaquattro colpi con | suoi pezzi da 152. Uno colo! sce il cacciatorpediniere Albatros nel locale caldaie 4 poppa, provocando dodici mort. Aprono il fuoco anche | due pontoni armati che difendono Hi porto Genova, ll Pontone Armato GM-194 (ex' Fad di Bruno) che @ ormeggiato alfestremita del terzo molo niet dla tera do 281/40 Mont Mor (eoqno aura Sampaot, dain originate ot ive Spaggtan). ‘Pozzo della tore bata da S640 uldovfe po rasperto delle munizioni SS mrt pat < Una delle easomatte dela batora da 152 fi Monte Moro, ogg urnta Si opera de rumor 25 dain rt $8Siame pubbioas Tmmagine cela seconds casamatta