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Cambiare il mio corpo mi permetterà di avere più fiducia in me stessa e mi aiuterà a


diventare una ballerina professionista. Capite bene che voi significate molto per me, state
facendo una cosa importante per la mia esistenza, e perché io possa avere una vita
migliore… La mia chat è aperta, contattatemi per qualsiasi cosa… Io sono sempre qui,
intorno al computer… Mi raccomando, scrivetemi, e donate…

Madeleine, 18 anni, mastoplastica additiva $5000 / 1080 raccolti

Sono seduta di fronte alla LiveChat e vedo che le cose vanno mooooolto lente oggi…
Tante ragazze e nessun uomo ehhh!!! Stiamo gareggiando, ragazze… e io ho bisogno che
più persone entrino in contatto con me. Che cosa ho da perdere? Niente… sto
raggiungendo la mia cifra, avete visto? Posso anche fare videoblog, se volete, oppure
posso mandarvi filmatini piccanti in MPEG anche se poi farli mi costa soldi ehhh… Ci sto
provando, a trovare i soldi per le mie tette: eccomi qui pronta per condividere i miei video
con ciascuno di voi! Domani non ci sarò, perché ho un impegno, e allora spero che oggi
davvero mi contattiate in tanti… Vi amo tutti!!!

Errin, 17 anni, Texas mastoplastica additiva $ 2600 / 2300 raccolti

Tesori sto per andare al lavoro e spero anche dall’ufficio di ritagliarmi un po’ di tempo per
voi tutti, ragazzi adorati… Mi mancate tanto tanto, e sapete, sono quasi arrivata al mio
obiettivo di 2000 dollari, siamo a 1700, e mi piacerebbe brindare quasi quasi con tutti voi,
uno ad uno, ma oggi mi tocca prima fare un sacco di cose e poi passare dalla palestra per
fare ginnastica, e poi stanotte sarò ancora qui, a parlarvi e farmi toccare. Ci siamo quasi
ragazzi, aiutatemi e giuro che sarò io, poi, ad aiutare, tanto tanto, voi… xoxoxoxoxoxoxoxo
misses and kisses Amber Lynn

Amber, 27 anni, Nevada mastoplastica additiva $ 2000 / 1700 raccolti

Hanno tra i 16 e i 18 anni, sono benestanti, per lo più bei ragazzi e belle ragazze.

Per il loro compleanno, per la maggiore età, per l’esame di maturità chiedono un solo
dono, l’esaudimento di un desiderio che si portano dentro da anni, oppure da giorni: un
piccolo o grande ritocco estetico: i piedi per sembrare come la Barale, che li ha perfetti; le
labbra, tipo Scarlett Johansson; la maggior parte il seno, come quello di Jessica Alba o
dell’amica con cui fanno palestra o con cui vanno in discoteca. Hanno smesso di credere
al corpo come a un dato di natura.

Sono smaliziati, irruenti, incoscienti: “la cosa più importante è piacere e non rimanere
indietro”.

“La mamma ha chiesto la liquidazione in banca, abbiamo rinunciato al Deux Alpes ed


eccoci qui, tre giorni prima di Natale – così saltiamo anche l’abbuffata, che mi fa bene –
finalmente a rifarci i piedi. Tutt’e due al top della felicità”.

Il seno di Jessica Alba, le labbra di Scarlett Johansson e i glutei di J-lo. Quello che
desiderano è chiaro. Come arrivarci pure. A meno di vent’anni si convincono i genitori, i
soldi ce li si procura con lavoretti o chiedendoli come regalo di compleanno.
Cristina Sivieri Tagliabue, giornalista, blogghista e presidente dell'associazione "Non
chiederci la parola", ha condotto una inchiesta documentata - “Appena ho 18 anni mi
rifaccio, storie di figli, genitori e plastiche” (Bompiani) - facendo parlare i protagonisti e le
loro storie, e ha illuminato uno spaccato inedito del mondo giovanile.

L’indagine è giornalistica. Il linguaggio è spudorato. Il risultato è un affresco del mondo


giovanile: relazioni familiari, consumi e miti. Primo fra tutti, il corpo. L’autrice ha raccolto
storie di ragazze e ragazzi, testimonianze di genitori, dati, pareri di esperti e li ha montati
come un film la cui colonna sonora è il parlato, sgangherato e senza reticenze dei 14-
20enni. Esilaranti scenette familiari di madri e figlie a caccia di stiletti griffati per far
schiantare le amiche. Bisturi, carni e ossa inquadrati alla E.R.. Trilli su skype per
raccontarsi gonfiori e felicità post-operatorie. Diatribe tra diari, facebook e blog in cui si
mixano sogni di labbra liftate e videochat in cambio di finanziamenti per una
mastoplastica.

Si cambiano giro vita, mento e piedi. I perché li raccontano occhiate di sbircio, mamme
apprensive, primi piani tv, test sui giornali. E le promesse di perfezione della chirurgia. Un
canovaccio letterario che s’innesca nella drammaturgia del quotidiano.

Una reality-inchiesta sulla voglia-bisogno di avere quello che nella postfazione l’autrice
chiama l’iper-corpo: «arma, azienda, unico strumento di potere di cui gli adolescenti
dispongono».

L'autrice ha anche esplorato il sito Myfreeimplants.com (“La mia plastica gratis”), sito-
vetrina dal quale ragazze desiderose di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica
incontrano virtualmente donatori disposti ad aiutarle economicamente in cambio di chat,
videochat e fotografie.

“Non avvertire cosa è in gioco nel regalare una plastica è il limite tremendo di un pensare
di plastica e mai plastico” (Enrico Grezzi).

A 16 anni papà mi regala un seno nuovo Corriere della Sera 12 maggio 2009

My Free Implants, la chat per rifarsi il seno gratis 19 giugno 2007

Myfreeimplants - Wikipedia

Maggio è il termine ultimo per gli interventi di chirurgia estetica.

Chi intende affrontare l'estate dopo una risistemata a fianchi e décolleté, maniglie
dell'amore e palpebre cascanti, ma non vuole correre il rischio di brutte cicatrici rese
evidenti dal sole, deve andare dal chirurgo o rinunciare al ritocchino.

Le liste di prenotazione sono fitte. E così, tra gli specialisti, scatta la concorrenza. Ci sono
medici che propongono l'uso delle staminali, estratte dal tessuto adiposo del paziente,
proprio per prevenire l'insorgenza di cicatrici. I più, invece, approfittano della cresciuta
domanda e propongono prezzi stracciati.

I pareri si dividono: la nuova frontiera della chirurgia low cost, oggi arrivata anche in Italia,
è la conseguenza, più che dell'estate che avanza, della spietata concorrenza estera e
della crisi economica. Chi la critica parla di un naturale passaggio di consegne: finita l'era
dell'arte della chirurgia estetica, straripa quella industriale fatta di interventi programmati
stile «catena di montaggio». Risultato: se fino a qualche mese fa per un'operazione di
chirurgia plastica a basso prezzo bisognava correre in Marocco, Brasile, Est Europa, oggi
non è più necessario: il ritocco è diventato low cost anche in Italia.

Per fermare l'esodo di chi rincorre ringiovanimento e bellezza, sulle riviste femminili e sui
siti internet è un pullulare di «centri medici» che propongono l'affare: chirurgia last-minute
in cliniche italiane per mano di professionisti italiani. Risparmio assicurato: prezzi ridotti del
40% sulla media nazionale. «Cifre del genere non hanno giustificazioni - dice Ruben
Oddenino, presidente della società scientifica Assece, associazione europea di chirurgia
estetica - dipendono dalla bassa qualità del materiale usato oppure dalla scarsa efficienza
della struttura in cui si opera». L'aumento del volume del seno, che in media costa 5.000
euro, nelle cliniche low cost può valerne mille in meno. L'intervento sulle palpebre, che si
aggira attorno ai 3.000, scende anche sotto i 2.000: i dati sono della SIES (Società Italiana
di Chirurgia e Medicina Estetica).

A garantire il risparmio, in molti centri di chirurgia estetica di nuova generazione, è


l'organizzazione del lavoro. Tutto procede in modo metodico, rapido e redditizio. Società
specializzate raccolgono un certo numero di pazienti interessati a un tipo d'intervento:
palpebre, seno, «maniglie dell'amore» o altro. Con l'anticipo versato dai clienti affittano
stanze e camere operatorie in strutture private. A questo punto si passa all'azione: per
ogni singola specialità c'è un chirurgo - spesso un giovane neolaureato - che esegue
interventi con ritmo da catena di montaggio. Per singola prestazione è pagato molto meno
dei colleghi illustri, ma proprio grazie al sistema «in serie» può contare su un numero
garantito di operazioni.

In Italia lo scorso anno si sono rivolte al chirurgo estetico oltre 400 mila persone. Circa
l'8% in più rispetto al 2007. Più del 220%, invece, per La Clinique, chirurgia e medicina
estetica, il più grande operatore privato in Italia con circa 5.000 interventi all'anno. «Non
abbiamo niente a che vedere con la chirurgia estetica scontata che spopola anche in Italia
- dice Omar Fogliadini, portavoce dell'azienda - sono sicuro che il low cost fallirà perché
non è sicuro né affidabile».

Una faccia nuova con il bisturi in saldo La Stampa 17 maggio 2009

Seno troppo piccolo o cadente, orecchie 'da Dumbo' e maniglie dell'amore decisamente
abbondanti.

La chirurgia estetica dell'ultimo minuto, in Italia, si concentra su queste tre parti del corpo,
da ritoccare prima dell'arrivo in spiaggia. "L'ingrandimento del seno è uno degli interventi
che facciamo di più in questa stagione - dice Giulio Basoccu, chirurgo estetico e docente
all'Università Sapienza di Roma - se ne fanno tantissimi anche durante l'inverno, ma le
ritardatarie non disdegnano la stagione estiva per correggere una delle parti del corpo più
importanti per la donna".

Sono le indecise a optare per interventi dell'ultima ora: hanno "tra i 30 e i 40 anni, e per
tutto l'inverno hanno sognato una scollatura più bella - racconta Basoccu - ma solo con
l'arrivo della stagione estiva, e il ritorno degli abiti più scollati, hanno preso la decisione di
rivolgersi al chirurgo estetico".

L'intervento al seno "non ha controindicazioni particolari - assicura lo specialista - in realtà,


se la paziente reagisce come di routine, nel giro di dieci giorni può già andare in spiaggia".
Ma non in topless: le parti dove si è usato il bisturi "sono coperte dal costume e così non
c'è pericolo che il sole 'regali' cicatrici. Ovviamente si deve far attenzione ai traumi",
avverte. "Quindi - raccomanda - è vietato fare sport acquatici e giocare a palla sulla
spiaggia, per evitare che il seno venga colpito accidentalmente".

Secondo Basoccu, "un altro intervento che si fa molto in questo periodo, soprattutto tra i
giovanissimi non ancora maggiorenni, è l'otoplastica. Un'operazione che risolve il
problema delle orecchie a ventola", comunemente dette 'a sventola'. "È un'operazione
veloce che si esegue in day hospital e dà risultati subito visibili e apprezzabili", assicura
l'esperto.

"I capelli bagnati dopo un tuffo al mare - continua il chirurgo estetico - evidenziano
questo difetto, sia nel ragazzo sia nella ragazza, un problema che d'inverno si riesce a
mascherare. Ecco allora che l'arrivo dell'estate spinge molti a correre ai ripari. Si tratta di
un intervento che cominciamo a fare anche a ragazzini di dieci anni, se presentano
orecchie davvero grandi, diventate causa di problemi psicologici per il bambino".

E lui? "Con il primo sole le maniglie dell'amore sono un tormento per moltissimi".
Impegni di lavoro e desiderio di vedersi a posto portano molti quarantenni a volersi liberare
di quel peso intorno ai fianchi proprio a ridosso dell'estate. "Interveniamo con la mini
liposuzione - conclude Basoccu - si tratta più che altro di un rimodellamento dei fianchi
dell'uomo. L'adipe da aspirare non è enorme e gli ematomi che rimangono dopo questi
interventi sono molto piccoli, destinati a scomparire in breve tempo. Proprio per la
partenza estiva".

Boom di ritocchi a seno, orecchie a sventola e maniglie dell'amore per la prova costume
adnkronos 20 maggio 2009

Sempre più donne over 65 si affidano alla chirurgia estetica

Gli interventi poco invasivi hanno fatto si che anche le signore di una certa età possano
concedersi qualche ‘ritocchino’ perdendo di colpo una decina d’anni.

Gli interventi più richiesti sono quelli che riguardano le rughe nella zona oculare,
blefaroplastica superiore e inferiore, trattamenti con tossina botulinica per alleviare le
rughe più intense, sempre con il giusto dosaggio; ma anche piccole infiltrazioni di acido
ialuronico per addolcire le rughe del viso e la zona delle labbra.

QUANDO LE NONNE RICORRONO AL BISTURI

La sua sesta misura è entrata dritta in zona «Champions» nella speciale classifica dei
sogni proibiti del maschio italiano.

Basta fare un giro in metropolitana o entrare in un bar per ascoltare frasi del tipo: «Ma l'hai
vista ieri sotto la doccia?». E l'altro risponde: «Senza parole. È imbarazzante...».

La ragazza di Varese è stata soprannominata «Atomic Titten». I suoi video on-line vanno a
ruba e sul web ormai si va lenti perfino quando si scaricano le sue immagini in
«streaming» sotto la doccia. Cristina si insapona, si sciacqua, si gira, fa finta di niente e ci
ride su. Consapevole che sono tutti lì incollati al video, come i golosi davanti al bancone
della pasticceria.
Anche se c'è qualcuno che ha un po' da ridire sui seni grandi e rifatti, come quello di
Cristina che, per sua stessa ammissione, è passata dalla quarta alla sesta misura. Si tratta
del chirurgo estetico Giulio Basoccu, docente dell'università La Sapienza di Roma che
spiega come «il caso di Cristina è proprio l'esempio di ciò che non deve essere fatto in
tema di chirurgia estetica. Innanzitutto per l'età. A diciotto anni si è ancora giovani sia dal
punto di vista fisico che psicologico. Il corpo può ancora subire dei cambiamenti». E
ancora «davanti a una ragazzina di diciotto anni che ti chiede di portare il suo seno da una
quarta a una sesta misura, bisogna dire no senza ombra di dubbio».

Grande Fratello, Cristina Del Basso


fa scoppiare la mania extralarge Il Tempo 16 gennaio 2009

Cindy Jackson è famosa in tutto il mondo per una sua caratteristica davvero molto
particolare. Questa bella signora di 54 anni, che arriva dagli Stati Uniti d’America, vuole a
tutti i costi assomigliare ad un’icona di stile e di bellezza, come la Barbie: per questo si e’
sottoposta a numerosissimi interventi di chirurgia estetica.

Cindy Jackson è ovviamente biondissima ed è sempre in ordine. Le sue misure sono


assolutamente perfette: nel suo look non c’e’ mai nulla di sbagliato. Tutta fortuna? No:
Cindy Jackson ha rincorso questo sogno per tutta la vita, diventano la donna che ha subito
più interventi di chirurgia estetica. E il tutto per assomigliare alla Barbie.

Nell’anno nel quale la bionda Barbie festeggia i suoi primi 50 anni, fa sorridere vedere che
c’è’ una donna che ha superato i 50 anni che fa di tutto per assomigliare a lei. Cindy
Jackson non vuole rimanere giovane: lei vuole assomigliare a quel modello di bellezza che
dagli anni Cinquanta non teme rivali.

Il primo intervento chirurgico risale al 1998: poi arrivarono lifting, piccoli ritocchini,
dermoabrasioni, ma anche liposuzioni. Molti i soldi spesi: per questo ha cominciato a
partecipare a numerosi show televisivi per potersi pagare i vari ritocchi di chirurgia
estetica.

Ma tutte queste operazioni non faranno male? Forse, il troppo stroppia. Un conto è tenersi
in forma e giovani, un altro è stravolgere il proprio aspetto fisico per inseguire un mito
come quello della Barbie! Il prossimo obiettivo però è un altro: ora vuole assomigliare a
Brigitte Bardot…

Chirurgia estetica: Cindy Jackson e il mito della Barbie stilosophy 21 maggio 2009

Becoming Barbie: Living Dolls 06 agosto 2004

Cindy Jackson - Wikipedia

L’Italia cambia pelle, si riempie le rughe, tira su il sedere, si rifà le tette e ritocca il profilo. E
più la crisi si fa nera, più si butta nell’estetica. Meglio apparire che essere in tempo di
veline e di incarichi istituzionali distribuiti anche secondo criteri che non sono sempre e
strettamente basati sul curriculum.

D’altra parte Noemi insegna. «Devo decidere che fare da grande, la velina, ma potrei
anche pensare a un seggio in Parlamento». Frase non testuale ma il senso è esattamente
quello. Con buona pace del femminismo che fu e di quello che ne resta, sondaggi e
qualche approfondimento dimostrano che i modelli di riferimento, delle girls - ma anche dei
boys - stanno cambiando. L’età di coloro che si avvicinano alla chirurgia estetica sta
scendendo sensibilmente, tanto che molto spesso i medici ricevono in studio ragazzine di
14 e 15 anni, accompagnate da mamma e papà, che vogliono passare da una modesta
seconda misura di reggiseno ad una molto più accattivante quarta.

Il fenomeno non è ancora così diffuso, ma sta prendendo piede, tanto che il Ministero della
Salute ha nominato una commissione di esperti che ha il compito di istituire un registro
nazionale (ma ce ne saranno anche di regionali) per la tracciabilità dei dati tecnici
dell’operazione e fisici della paziente. Intanto si è già posto un limite: vietato rifare il seno
alle minorenni, «almeno non abbiano seri problemi come l’asimmetria mammaria», spiega
il professor Roy De Vita, membro della Commissione nonché uno dei più affermati
chirurghi estetici italiani.

Leggete qui: il 49% delle donne tra i 16 e i 45 anni ritiene che un seno prosperoso
aumenta l’autostima e il 33% sarebbe pronta a sottoporsi ad un intervento di chirurgia
plastica per rimodellarlo. Fondamentale la pelle per il 40% delle donne, mentre il 34%
ammette di ricorrere a filler o botulino. I dati, frutto di sondaggio Swg effettuato su un
campione di 500 donne, rivelano anche che soltanto 6 donne su dieci si rivolgerebbero ad
un medico specializzato. Negli ultimi tre anni in Italia gli interventi sono passati da poco più
di 200mila a oltre 265mila, segno della necessità per una fetta sempre maggiore di
popolazione di adeguare il proprio corpo ai modelli mediatici imposti.

Secondo Francesco D’Andrea, della Società italiana di Chirurgia Plastica, la crescente


richiesta da parte degli adolescenti è molto legata «alla diffusione sui media dei messaggi
semplificati sugli interventi», oltre che dall’esempio che molto spesso hanno in casa. Se
mamma o papà si ritoccano, perché io no? Non fa una piega. Non fosse per il fatto - come
spiega il professor Carlo Gasperoni, che opera a Roma nella esclusiva clinica «Quisisana»
e a Lugano - che «la ghiandola mammaria prima dei 18 anni non si sviluppa
completamente». Gasperoni racconta che ogni tanto arriva la email, con tanto di
dichiarazione dello psicoanalista allegata, di un genitore che lo prega di intervenire sul
seno della propria figlia, «poco più che quattordicenne, perché vive con profondo disagio il
seno piccolo. Ogni volta consiglio a questi genitori di cambiare analista perché a quell’età
non si sottopone una ragazzina a un intervento del genere».

L‘età media si abbassa, la platea si amplia e il mercato si adegua, anche attirando veri e
propri improvvisatori. C’è addirittura chi lavora in sinergia con finanziarie dove indirizzare
pazienti con il conto corrente inadeguato. «È vero, risulta anche a me questo
collegamento tra medici e finanziarie. Non lo ritengo un modo serio di lavorare - dice
Gasperoni -. per quanto mi riguarda non affronto questi argomenti con i miei pazienti, ma
a volte ho fatto anche interventi gratis quando mi rendevo conto che erano davvero
necessari».

Secondo un’indagine effettuata dall’ISAP (associazione internazionale di Chirurgia


estetica) tra oltre 20mila chirurghi di 84 paesi, Italia compresa, restano i divi i modelli di
riferimento dei giovani. E se il seno di Pamela Anderson è sceso nelle quotazioni, le labbra
di Angelina Jolie vanno fortissime, seguite da quelle leggermente più sottili di Julia Roberts
e Jennifer Aniston. La foto con l’addome di Giselle Bundchen resta un must, bene anche
quello di Shakira. Non ci crederete ma le gambe della sessantenne Tina Turner restano un
riferimento inossidabile. I maschi giovani e meno giovani guardano all’addome e al naso di
Brad Pitt, seguito subito dopo da George Clooney. Anche nel comparto «occhi e labbra»
Pitt la fa da leone, come per il suo fondoschiena.

In Italia ci si rivolge molto più modestamente alle veline: così in tante vorrebbero essere
Ilary Blasi e avere il sedere di Elisabetta Canalis. I maschi aspirano allo sguardo di
Alessandro Preziosi e al corpo di Walter Nudo. «I modelli di riferimento dei giovani sono
quelli che arrivano dal mondo che ci circonda - dice Roy De Vita - in edicola ogni
settimana non c’è una rivista, da Panorama in giù, che non abbia un articolo sulla
chirurgia estetica. Sta prendendo piede l’idea che questo sia diventato un bisogno.
Quando ho iniziato, tanti anni fa, la mia paziente tipo era over 50 e non bella. Oggi è una
30enne bella». E capita sempre più spesso che i produttori di reality o di film mandino le
prescelte dal chirurgo dopo averle scritturate per adeguarle ai canoni riconosciuti di
bellezza.

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, lo definisce un segno dei tempi:


«Siamo in pieno berlusco-velinismo, frutto di anni di reality» piombati in casa degli italiani
con Mediaset prima e con la Rai poi. Poi, ci sono le madri: «Vediamo sempre più spesso
mamme che vestono come lolite, che si rispecchiano nelle bambine e anziché mettere un
freno a questa smania dell’apparire la alimentano - dice Oliverio Ferraris - qualche anno fa
si vendevano i grembiulini con su scritto “velina”: sparivano nei supermercati nel giro di
poche ore. Il messaggio che sta passando è che è meglio sexy che intelligenti. In
brevissimo tempo sono stati capovolti tutta una serie dei valori del femminismo, con la
conseguenza che i giovani fanno sempre più fatica ad accettarsi per quello che sono: se
non sei perfetto, uomo o donna, non funzioni».

Ossesione ritocco: il mondo di Noemi

L’Unità 16 maggio 2009

Veline, letterine, meteorine, schedine, tutte costantemente accomunate da quel diminutivo


che le relega a un ruolo di piccola importanza.

E ancora: donne maggiorate, tirate dal botox o scolpite da bisturi e liposuzioni. Poi: donne
che sorridono costantemente, donne che si fingono ragazzine, donne che mostrano le loro
forme affettando contemporaneamente malizia e infantilismo.

Ecco cosa mostra ogni giorno la televisione: donne sullo sfondo, utilizzate per i loro corpi,
per pubblicizzare prodotti, per rendere più attraente qualsiasi comunicazione. Una volta si
chiamavano “donne-oggetto”.

È qualcosa di cui, fondamentalmente, siamo tutti consapevoli, ma di cui difficilmente ci


scandalizziamo ancora. È quello che devono aver pensato Lorella Zanardo e Marco Malfi
Chindemi quando hanno iniziato a lavorare al progetto del documentario “Il Corpo delle
Donne”: se vedere questa distorsione dell’immagine femminile ripetersi ogni giorno uguale
a se stessa - o più grave, in alcuni casi - non sortisce alcun effetto sui telespettatori, era
necessario raccogliere queste immagini, comprimerle in venticinque minuti e rendere
evidente come in televisione le donne normali siano completamente scomparse, sostituite
dai corpi virtuali delle giovani porno-vallette e delle donne cyborg rimodellate dalla
chirurgia plastica.
La fanpage su Facebook ha superato i tremila fan; sul blog ufficiale, dove gli autori
continuano il loro lavoro di ricerca, ogni nuovo post porta decine di commenti; e in Rete
sono moltissimi i blogger che ne parlano e consigliano la visione.

Il video tratta della figura femminile quale si è venuta formando e


proponendo nel mezzo televisivo e, di conseguenza, nella società.
Distorsioni, corpi modificati e distrutti, l’umiliazione quotidiana del femminile
spacciata come la sua esaltazione. Guardatelo, se siete donne e se siete
uomini. Si tratta di un’opera importante, importantissima. Le cose profonde,
anche quelle riguardanti papi e il velinismo, sono queste.

Ismaele

A proposito di ciarpame senza pudore. Alla mercificazione del corpo


femminile operata dalla televisione, una donna intelligente, Lorella Zanardo,
che ho avuto modo di conoscere al festival del documentario Italiani Brava
Gente di Firenze, ha dedicato un documentario, o meglio un saggio visivo: Il
corpo delle donne.

L’alternativa Isaia

Io ce ne aggiungerei un’altra. L’undicesima, rivolta a tutte le donne italiane, e’


quella che da 16 anni mi fanno tutte le donne straniere intelligenti che
incontro, è una domanda alla quale io non so dare risposta: ma perche’ le
donne italiane non si ribellano a questo maschilismo schifoso che le umilia,
le discrimina, le danneggia? Per chi volesse rinfrescarsi la memoria
sull’immagine della donna italiana nei media, consiglio vivissimamente il
documentario di Lorella Zanardo ” Il corpo delle donne”.

Annalisa Piras, a margine delle dieci domande che Repubblica pone al


Premier

Viene fuori che il nostro premier frequenta minorenni e la sua popolarità


sembra addirittura aumentare. Se la cosa vi stupisce, vi invito a guardare on
line il documentario “Il corpo delle donne”, di Lorella Zanardo e Marco Malfi
Chindemi. Dura pochi minuti. Al termine della visione, non sarete più stupiti.
In compenso, proverete vergogna, vi sentirete umiliati e una certa nausea vi
terrà compagnia ogni volta che accenderete la televisione. Se tutto questo
non dovesse accadere, siete pronti per condurre Buona Domenica.
Ci sono modi migliori di passare una serata, ma Anche peggiori.

Globali

La prima messa in onda - anche se non in versione integrale - è avvenuta durante una
puntata di L’infedele di Gad Lerner. Il giorno successivo Loredana Lipperini ha
commentato su Lipperatura:

A gennaio, ho conosciuto via mail Lorella Zanardo. Lorella è una formatrice e


consulente aziendale che si è dedicata con impegno e passione a realizzare
un documentario: si chiama Il corpo delle donne e molti di voi ne avranno
visto qualche spezzone a L’infedele di Gad Lerner, su La7, ieri sera. Avrete
visto anche altro, suppongo. Per esempio, il mantra dei difensori del
velinismo: “ognuno è libero di fare quel che vuole”, anche farsi timbrare il
culo tra i lazzi e le risate del parterre televisivo, anche partecipare alle feste
farfalline denunciate da Concita de Gregorio su L’Unità, anche coltivare
come unico sogno quello di inviare il proprio book fotografico al potente di
turno, auspicando il passaggio sul piccolo schermo. Certo che sì. Peccato
che il concetto di libertà andrebbe indagato più a fondo: quale scelta è data
nel momento in cui il modello femminile proposto è pressochè unico? [...] Il
problema, ha detto sorridendo Margherita Hack, è che la libertà in questione
si traduce nel trasformarsi in mostri. E la parola “mostro” non evoca solo la
tristezza delle labbra a canotto e del capello piastrato a tutti i costi: evoca, a
mio modo di vedere, il conformarsi ad un modello estetico che non è solo
calato dall’alto, ma che esclude un rapporto profondo con quello che c’è
dentro la buccia. Con chi si è: ancor prima di essere maschio o femmina o
altro.
Guardatelo, il documentario, e diffondetelo. Almeno questo.

Su Non chiederci la parola Cristina Sivieri Tagliabue rileva invece un aspetto più
controverso:

Molto contestata, la Zanardo, dalle donne della tivù per aver mostrato solo
una parte della tivù… C’era da immaginarselo… In quanto donna, e
conoscendo donne televisive, credo siano vere entrambe le cose. In tivù ci
sono donne ricolme di silicone come anche donne normali. Quando vai in
farmacia a comprare l’analgesico trovi donne ricolme di silicone come anche
donne normali. Forse le proporzioni sono le stesse? Tv specchio della
società o società specchio della tivù?

Alessandra Comazzi riporta al centro dell’attenzione i temi della bellezza come unica
caratteristica riconosciuta alle donne e del fraintendimento dell’accresciuta libertà
femminile:

Uso strumentale della bellezza, gambe scoperte e scollature a tutte le ore


(questa è una specificità della tv italiana, altrove hanno altre magagne, ma
questo non succede). Il corpo è mio, lo gestisco io e lo spoglio, questo è, sul
video, il retaggio del femminismo, l’autosfruttamento consapevole del proprio
fisico. L’abuso della parola «ironia» per giustificare tutto. A “Scherzi a parte”,
tornato su Canale 5, l’elemento più atteso era la conduzione di Belen
Rodriguez, la bella argentina lanciata dall’«Isola dei famosi» nonché preda,
oggetto o soggetto che sia, di incontenibili pettegolezzi. Alimentati dalla sua
bellezza, dalla sfrontatezza, dalla simpatia. L’altra sera ha indossato svariati
abiti, da uno dei quali uscivano praticamente le tette; ma anche un bikini, con
lato B inquadrato alla grande che neanche miss Italia. Mentre la mostravano,
le facevano leggere Borges. La chiamano contaminazione. Tu chiamala, se
vuoi, ipocrisia.

Mentre frittelle d’italia pone l’accento sull’aspetto dell’invecchiamento negato, portando -


ad esempio - una citazione tratta dal documentario tanto breve quanto significativa:

Il Corpo delle Donne è il nuovo documentario di Lorella Zanardo, Marco Malfi


Chindemi e Cesare Cantù sull’immagine della donna nell’Italia di oggi vista
attraverso i corpi femminili svenduti dalla televisione. E’ un’immagine ben
lontana da quella di Anna Magnani quando cinquant’anni fa diceva al
truccatore di scena che voleva coprirle le rughe del volto “Lasciamele tutte,
non me ne togliere nemmeno una, ci ho messo una vita a farmele”.

Era un po’ di tempo che riflettevo sul fatto che ogni volta che mi guardo allo
specchio è come se non mi riconoscessi. Il mio viso da quarantenne senza
trucco è come se fosse un viso strano, inconsueto, in qualche modo
originale. Perché? Guardando la televisione l’altra sera riflettevo che sui
media, riviste, cinema, televisione, sono quasi sparite le ultraquarantenni.
Sparite nel senso, che anche quando ci sono, non sono vere. Sono donne
che nascondono la loro età sotto il trucco, sotto la plastica, sotto una
maschera che le faccia sembrare eterne ragazze. Io però non voglio essere
una ragazza, voglio essere una donna. Voglio portarmi in giro spavalda i miei
chili di troppo, senza dovermi giustificare. Voglio esibire le tracce di
stanchezza, certe giornate di umore nero, il mal di schiena e la voglia di
vivere che mi assale prepotente ogni giorno di più.

Piattinicinesi

Quando vedo giovani donne esposte come prosciutti in TV c’è qualcosa che
mi stride. Non fraintendetemi: lavorare nel mondo dello spettacolo è
un’aspirazione legittima e (immagino) un percorso molto difficile dal punto di
vista professionale. Ma il mondo dello spettacolo non può essere questo
stare immobili sorridenti in minigonna, senza dire una parola, a fare da
tappezzeria al presentatore maschio. [...] Questo modello sembra essere
l’unico vincente per le donne in Italia. Dirigente d’azienda? Manager?
Macchè! Meglio velina, letterina, comparsina. E poi farsi sposare da uno
ricco. Solo così una donna può salire la scala sociale. E questo modello,
quando attecchisce nella mente dei giovani diventa devastante. Il devastante
modello della donna prosciutto.

365 albe e 364 tramonti

Il corpo delle donne: il documentario che fa riflettere il Web Liquida 20 maggio 2009

http://www.facebook.com/pages/Il-corpo-delle-donne/137025620380

http://www.ilcorpodelledonne.blogspot.com/

http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/

''Ciarpame senza pudore nel nome del potere''

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