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> Home > Sezione E > Sant' Ermenegildo Sant' Ermenegildo Martire 13 aprile m. 585

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Vissuto nel VI secolo, era figlio di Leovigildo, il primo re di Spagna visigoto e, come tutti i visigoti, era seguace di Ario. Il suo matrimonio con una cattolica provoc tensioni a corte e il re esili Ermenegildo e sua moglie a Siviglia.. Qui, il giovane si convert al cattolicesimo e tent di sconfiggere il padre con laiuto dei Bizantini e degli Svevi. Gettato in carcere a Tarragona, rifiut di ricevere la Comunione dalle mani di un vescovo ariano e per questo fu giustiziato. Figura molto controversa, il giudizio su di lui stato a volte severo, a volte pi o meno comprensivo. San Gregorio Magno, ad ogni modo, mette in rilievo il suo incontrovertibile martirio. E patrono della Spagna. Patronato: Spagna Etimologia: Ermenegildo = dono del dio Irmin, dal tedesco Emblema: Palma Martirologio Romano: A Tarragona in Spagna, santErmenegildo, martire, che, figlio di Leovigildo re dei Visigoti seguace delleresia ariana, si convert alla fede cattolica per opera del vescovo san Leandro; rinchiuso in carcere per essersi ribellato alla volont del padre rifiutandosi di ricevere la comunione da un vescovo ariano nel giorno della solennit di Pasqua, per ordine del padre stesso mor sotto un colpo di scure. Ascolta da RadioMaria: SantErmenegildo, patrono della Spagna, e suo fratello Reccaredo erano figli di Leovigildo, primo re dei Visigoti in terra spagnola, e di Teodosia, sua prima consorte. Si ignora la data esatta della sua nascita, collocabile comunque verso la met del VI secolo. Sin dalla giovinezza fu educato nellarianesimo, confessione eretica professata dai suoi padri. I Visigoti, originari della Scandinavia, nel III secolo scesero sulle rive del Danubio e le coste settentrionali del Mar Nero, ove furono convertiti allarianesimo da Ulfila (+383). Nato in Germania, nipote di prigionieri cristiani stanziati in Cappadocia, egli fu per oltre quarantanni loro vescovo missionario, che li catechizz con la traduzione gotica della Bibbia. Quando nel 376, incalzati dagli Unni, si stanziarono in Tracia come federati dell'impero, erano ormai completamente arianizzati. In quel tempo gli imperatori Costanzo e Valente tentavano di imporre lerronea dottrina di Ario come religione di stato. Dai Goti di Ulfila larianesimo fu trasmesso come patrimonio nazionale a tutti i popoli germanici orientali che, nel V secolo, irruppero entro i confini dellimpero. Anche quando, sotto il di regno San Teodosio I il Grande, venne adottata ufficialmente per legge dallimpero la fede nicena, la chiesa 1agina p

b dellarianesimo germanico continu imperterrita a ritenere che il Figlio di Dio fosse solamente simile al Padre e non ugualmente eterno come Lui, a ripudiare la speculazione trinitaria e cristologica dei teologi greci, ad usare la lingua germanica nelle funzioni liturgiche, a riconoscere al sovrano il potere di nomina dei vescovi e di convocazione dei sinodi ed infine a considerare le chiese quali propriet di chi aveva concesso il suolo per la loro edificazione. Nei Balcani i Visigoti giunsero presto ad un aspro conflitto con i loro protettori bizantini, il maltrattamento da parte dei funzionari imperiali provoc un sommossa e nel 378 limperatore Valente rimase sconfitto e ucciso nella battaglia di Adrianopoli. Gli sforzi compiuti dal suo successore Teodosio il Grande, come pi tardi dal patriarca di Costantinopoli San Giovanni Crisostomo, per indurre i Visigoti ad accogliere la dottrina del concilio di Nicea, ebbero purtroppo scarso successo. Presso di loro larianesimo si mantenne cos ancora per lungo tempo, quando ormai il popolo, dopo aver percorso e devastato la Grecia e lItalia, si conquist una nuova patria nella Gallia meridionale e nella Spagna nel 419. Sorse cos il primo regno germanico indipendente sul suolo dellimpero romano. Leovigildo, sovrano astuto, ariano convinto, tratt i suoi sudditi cattolici ancora col massimo rigore e talvolta anche con crudelt, perch temeva che potessero minare lassolutezza del suo potere. Dopo la morte di Teodosia, egli spos Gosvinda, vedova di suo fratello Atanagildo e madre di Brunechilde, andata sposa al re di Austrasia Sigiberto. La loro figlia Ingunda, cattolica assai fervente, fu sposata nel 579 da Ermenegildo, che il padre aveva accuratamente allevato nella fede ariana ed aveva poi associato con Reccaredo al governo del regno sin dal 573. Politicamente Leovigildo fu soddisfatto di tale matrimonio, che costituiva un maggiore legame con i Franchi, del cui appoggio necessitava al fine di consolidare il suo potere in Spagna. Gosvinda, invece, acerrima ariana, prese a manifestare apertamente tutto il suo odio contro la nuora cattolica. Pretendeva ad ogni costo che ella si facesse ribattezzare secondo il rito ariano, ma Ingunda rimase ferma nelle sue convinzioni e non ne volle minimamente sapere, neppure quando la suocera la afferr per i capelli, la spogli delle vesti e la immerse in una piscina. Mi basta - le rispose fiera - di essere stata purificata una volta dal peccato originale, con un salutare battesimo e di avere confessato la Santissima Trinit una e senza ineguaglianza di persone: ecco ci che dichiaro di credere di tutto cuore. Mai rinuncer alla mia fede. Ingunda non solo mantenne fermamente il suo proposito, ma si adoper con tutto il suo cuore e con tutte le sue forze per convincere suo marito ad abbracciare la retta fede nicena. Per porre termine ai frequenti litigi a corte, causati dallappartenenza della nuora alla religione cattolica, Leovigildo pens di allontanare Ermenegildo e mandarlo a Siviglia in Andalusia. Quel forzato trasferimento si rivel invece provvidenziale per suo figlio, che incontr proprio in tale citt colui che sarebbe stato il suo catechista e che avrebbe coadiuvato Ingunda nellopera della sua conversione: il vescovo San Leandro. Questi, nato a Cartagena da una famiglia greco-romana molto religiosa, aveva abbracciato sin da giovane la vita monastica prima a San Claudio di Leon, poi a Siviglia, ove la famiglia si era trasferita. La solida formazione ricevuta lo aveva reso capace di divenire lartefice dellavvenire del suo paese in campo culturale e religioso. Eletto metropolita di Siviglia nel 579, apr una scuola per studi dogmatici, artistici e scientifici, molto frequentata ai suoi tempi. Di questo apprezzatissimo centro culturale furono allievi anche i due figli di Leovigildo, ma solamente sullerede al trono in un primo momento Leandro riusc ad esercitare un benefico influsso, inducendolo infatti a ricevere il battesimo niceno. Da quel momento Ermenegildo non pot che diventare il capo della fazione cattolica, con conseguente grande ira di suo padre che, mal consigliato da Gosvinda, non esit a ricorrere ad ogni mezzo affinch larianesimo prevalesse, guadagnando alla sua causa persino qualche vescovo e condannando alla prigione ed allesilio tutti coloro che, come Leandro, tennero testa alle sue violenze. Durante la lunga lotta tra padre e figlio, il santo vescovo fu mandato da Ermenegildo a Costantinopoli per implorare laiuto presso limperatore bizantino. Lo sventurato padre fin con lassediare Siviglia dal 583 per quasi due anni finch il figlio, esaurita ogni risorsa, chiese aiuto ai bizantini in procinto di attaccare la Spagna. Il padre, credendo che suo figlio fosse fuggito, prese dassalto la citt. Lesercito imperiale, lasciatosi corrompere da Leovigildo, non gli prest laiuto promesso, motivo per cui ad Ermenegildo non rest che rifugiarsi a Cordova, ove fu fatto prigioniero dal padre e quindi esiliato a Valenza. Lo fece poi trasferire in un carcere di Terragona, dove 2agina p

b venne decapitato il 13 aprile 585 per essersi rifiutato di ricevere la comunione da un vescovo ariano. Con la tragica scomparsa di Ermenegildo, le legazioni di Leandro a Costantinopoli mutarono in una vera e proprio condizione di esilio, durante la quale strinse amicizia con lapocrisario della Santa Sede, San Gregorio Magno, che proprio su sua insistenza scrisse i Moralia in Job. Lesilio di Leandro non dur per a lungo, giacch Leovigildo morendo lo raccomand alla benevolenza di Reccaredo, suo successore. Non appena pot fare ritorno a Siviglia, Leandro si dedic alla conversione degli ariani, a cominciare dalla famiglia reale. Reccaredo, animato dalla gloriosa testimonianza di suo fratello, si convert alla fede cattolica e favor con ogni mezzo la conversione del suo popolo. Gosvinda invece non ne volle assolutamente sapere e si pose a capo di una rivolta ariana contro il sovrano, ma vedendosi presto sconfitta si tolse la vita. Reccaredo, riportate tre brillanti vittorie sui vescovi ariani sostenuti dal re burgundo Gontrano, convoc nel 589 il terzo Concilio di Toledo in cui consegn la sua professione di fede ortodossa scritta nelle mani dei vescovi presenti e decret il ritorno allunit politico-religiosa dei popoli dei Goti e degli Svevi. Lanno successivo Leandro apprese che il suo amico Gregorio era stato eletto al sommo pontificato e gli mand le sue felicitazioni, informandolo degli ultimi notevoli progressi della fede cattolica nella penisola iberica. Figura molto controversa, il giudizio degli storici su Ermenegildo stato a volte severo, a volte pi o meno comprensivo. San Gregorio Magno, ad ogni modo, mise in rilievo il suo incontrovertibile martirio subito in odio alla fede cattolica. Su intercessione del re Filippo II, nel 1585 il pontefice Sisto V concesse alla Spagna di poter celebrare la festa del santo sovrano nella data della morte, dopodich Urbano VIII estese tale memoria alla Chiesa Universale ed ancora oggi la nuova edizione del Martyrologium Romanum riporta al 13 aprile il martire SantErmenegildo. E infine degno di nota, in quanto dedicato alla memoria del santo, lOrdine Militare di SantErmenegildo istituito dal re Ferdinando VII di Spagna il 28 novembre 1814 e destinato a ricompensare il servizio reso dai militari in Spagna e nelle Indie. LOrdine si divide in tre classi: Cavalieri di Gran Croce, Cavalieri di seconda classe e Cavalieri di terza classe. La decorazione consiste in una croce patente doro, smaltata di bianco, sormontata dalla corona reale. Caricato in cuore uno scudetto dazzurro con limmagine di SantErmenegildo. Lo scudetto risulta circondato dal motto Premio a la constancia militare; nel retro la cifra del sovrano. Il nastro dellOrdine di bianco al palo di rosso. Liconografia solita rappresentare il santo con tutte le insegne tipiche dei martiri e dei sovrani: palma, ascia, scettro, corona. Celebri sono due sue raffigurazioni pittoriche: Trionfo di SantErmenegildo di Francisco de Herrera, custodita presso il Museo del Prado, e SantErmenegildo in carcere di Francisco Goya y Lucientes, presso il Museo Lazaro Galdiano in Madrid. Non mancano per anche icone orientali, in quanto il santo talvolta venerato anche dalle Chiese Ortodosse. Autore: Fabio Arduino _______________________ Aggiunto il 2006-04-03

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