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H

il corpo di flavio
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nicola rabbi

o sempre sentito il suo corpo come qualcosa di separato da lui; tra i due (lui e il suo corpo) sembrava essere in atto una lotta senza fine, unopposizione a volte drammatica, a volte comica come capita talvolta in certi cartoon dove il protagonista si trova a fare i conti con una parte del suo corpo che non gli obbedisce pi (la mano destra gli stringe il collo, mentre la sinistra cerca di allentare la presa). Oppure, anzi di pi, i robot che per qualche cortocircuito perdono il controllo di s, lasciandosi

andare ad azioni scoordinate. Ho conosciuto Flavio quasi dieci anni fa; colpito, si colpito, dalla nascita da una paralisi cerebrale che gli ha reso incontrollabile ogni movimento del corpo tranne luso della lingua e la capacit di parlare. Sei a posto Flavio? I miei rapporti con lui sono stati di vario tipo; come operatore, volontario, amico, ma certe situazioni si sono ripetute sempre uguali; i suoi bisogni come il bere, mangiare, trovare la giusta posizione sulla carrozzina, urinare ti mettevano

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sempre di fronte ad un corpo non addomesticabile n dal suo proprietario n dal suo operatore. La relazione con Flavio era sempre interrotta dalle necessit di un corpo; uso il verbo interrompere perch sentivo come interruzioni le richieste che faceva nel bel mezzo di un discorso o la difficolt di raggiungere un posto per via della carrozzina. vero che lhandicap lo crea la societ ma, ugualmente, quante volte ho desistito dallidea di uscire con lui alla sera per via di quel corpo deficitario e delle difficolt che avremmo incontrato solo per andare in una osteria? Interruzioni. E quando queste richieste mancavano, veniva spontaneo rivolgergli la domanda: Tutto a posto Flavio? *) Irritarsi e poi strofinare Le parole che uso (e che usano anche gli altri) quando devo trafficare con il suo corpo sono molto significative: Ti devo incastrare il braccio o vuoi che te lo leghi? Ti devo bloccare le gambe? Stringo pi forte le cinghie!... la descrizione di una piccola lotta che io e lui ingaggiamo con il suo corpo; lui il mio suggeritore, conosce molti trucchi per riuscire ad addomesticare quelle gambe troppo rigide o la testa che resiste: alla fine vinciamo. Non possibile per separare Flavio dal suo corpo, soprattutto quando le difficolt provocano il malumore: nei momenti delicati (lattraversamento di una strada, un posto pubblico...) il suo corpo diventa ancor pi teso, pi difficile da manovrare, sembra quasi che lo faccia apposta, anche se so che non cos. La mia irritazione peggiora le cose e oltretutto non so bene con chi prendermela, con Flavio che non collabora o con questo braccio che non si incastra? Anche la pip capita, ed sempre incontenibile, nelle situazioni meno adatte. Pu sembrare strano, ma una grande parte del rapporto tra un assistente e un assistito, si gioca proprio qui, nellurinare, nel defecare. In questi momenti, apparentemente cos neutri, professionali, si comunica moltissimo, luno dice molte cose di s allaltro e viceversa, tra una salvietta e laltra. Una volta in bagno feci una mossa sbagliata e la cacca invece di finire nella cassetta si infil nei pantaloni. Inizi unaffan-

nosa ricerca che si concluse sotto una doccia; lacqua cadeva piano sulla pelle imbrattata di Flavio ed io con la spugna pulivo accuratamente ogni zona; lirritazione per limprevisto si era via via trasformata in qualcosaltro di tranquillo e di dolce a cui non so dare altre parole. *) Tariffe maggiorate Il suo corpo di uomo richiede una donna; argomento trattato fino allossessione con parole che a volte ci portavano sui lunghissimi viali della nostra citt. Io, davanti, guidavo il suo furgone mentre lui, dietro, con occhio da cacciatore guardava le austriache e le slave bionde, le alte senegalesi, delle giovanissime albanesi. Ben presto ci accorgemmo che per lui la scelta non era cos vasta; le ragazza nere, ma anche molte altre, rifiutavano il rapporto e ci guardavano sbigottite. Le pi disponibili, le italiane over 50 e le austriache, spesso richiedevano (forse per il corpo pi difficile?) delle tariffe maggiorate. Quando la macchina ci riportava a casa filtravano dalle sue parole le domande a cui non sapeva dare una risposta: Pu piacere questo mio corpo da uomo? E a chi? Locchio, lo specchio dellanima Flavio non riesce girare a suo piacimento la testa; il classico movimento di chi ti guarda negli occhi non gli usuale, ma tiene la testa reclinata allindietro facendo roteare gli occhi da una parte allaltra per avere una panoramica completa. un diverso modo di vedere e per chi crede che gli occhi siano lo specchio dellanima pone parecchi quesiti di interpretazione. Miracolo A volte immagino come sarebbe Flavio se non fosse disabile; mi immagino che lasci quella sedia a rotelle e che cammini. Apre la porta di casa, mangia con le sue mani, va in bagno da solo, sale le scale, cade e si rialza, abbraccia una amica, scrive, si gratta, fischia, si strofina gli occhi per la stanchezza quando sera. Ma a questo punto non riconosco pi quelluomo. Conosco solo quel Flavio, con quel corpo non addomesticabile.

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