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Introduzione

capitazione di Panfilo, avvenuta nel310. Morto il maestro, forse per scampare alla persecuzione in Palestina, Eusebio si rec a Ti ro, quindi viaggi per la Tebaide e l'Egitto, dove pare sia stato im prigionato e dove fu testimone oculare dei numerosi episodi per secutori di quegli anni. Allorquando mut l'atteggiamento dell'Impero nei confron ti dei Cristianz; tra il311 e il 3 1 3 , in ogni caso prima delle gran di/este per la dedicazione della chiesa di Tiro (3 15-316) alle qua li prese parte con un panegirico, come egli stesso ci testimonia 7, fece ritorno in Palestina e /u eletto vescovo di Cesarea, sede epi scopale che egli non volle abbandonare fino alla morte. Negli an ni seguenti Eusebio acquist una notevole influenza sia per le sue capacit personali che per l'importanza della sua sede episcopale e si trov coinvolto nella controversia ariana s, nella quale, no-

Storia ecclesiastica, X, 4. Ario era nato in Libia intorno al 256 e insieme ad Eusebio di Nico media, Leonzio e altri, era stato discepolo di Luciano di Antiochia (i cosid detti collucianisti) , il fondatore della scuola antiochena. Intorno al 3 10 era stato ordinato ed esercit il suo ministero nella chiesa di Baucalis (una par rocchia di Alessandria d'Egitto) dove condusse vita ascetica. Di ingegno sot tile e di vasta cultura, in et avanzata diede inizio alla predicazione della dot trina che appunto da lui prese il nome e che dilani la Chiesa per diversi an ni. Nonostante i richiami del suo vescovo Alessandro, continu nell'insegna mento delle sue dottrine finch nel 321 fu deposto da un concilio insieme ad alcuni vescovi e presbiteri che condividevano le sue idee. Costretto a fuggire, si rifugi in un primo tempo in Palestina a Cesarea, poi a Nicomedia. Con dannato nel concilio di Nicea nel 325 insieme ai vescovi che non avevano vo luto sottoscrivere la formula deil'homoousios, fu inviato in esilio. Riabilitato nel concilio di Tiro nel 335, si spense l'anno successivo poco prima del rien tro previsto ad Alessandria. Da lui prese il nome la dottrina riguardante il rapporto tra il Padre e il Figlio nella Trinit e l'Incarnazione che il presbitero alessandrino teorizz insieme ad Asterio il Sofista, considerato con lui il teo rico dell'arianesimo della prima generazione. Rifacendosi a tematiche e idee gi implicite nell'insegnamento di Luciano di Antiochia e al subordinazioni smo di Origene, Ario ritenne che nell'ambito della Trinit solo il Padre Dio, che egli riteneva essere eterno e immutabile, non generato, non creato e sen za principio. Poich non possono esistere due principi, il Figlio, vale a dire il
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7 Cf.